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La diffusione dei lumi e i progressi della civiltà europea

Pietro Verri_Del piacere e del dolore


Nel passo, scritto nel 1763, si esprime pienamente il mito del progresso che fu proprio degli illuministi. In questo caso, a dar
voce al tema è uno dei protagonisti dell’illuminismo milanese, Pietro Verri, fondatore della rivista «Il Caffè» (1764), che in
quegli anni vedeva concretizzarsi la possibilità che anche l’Italia, o per lo meno Milano, si allineasse al rinnovamento
politico, economico, culturale dei paesi europei più avanzati.
La repubblica delle lettere sparsa per tutta Europa5, se per lo passato era considerata come una società di curiosi che si
occupavano di oggetti indifferenti per il ben essere della società, ora ha cambiato aspetto. L’Astronomo t’insegna ad
attraversare con sicurezza il vasto mare. L’Ottico ti prepara uno stromento con cui tu vedi oggetti lontani perfettamente. Il
Fisico ti perfeziona il magnetismo, e ti addita anche fra le tenebre la strada. Il Macchinista ti suggerisce la miglior forma delle
navi e gli stromenti i più maneggevoli e sicuri. Il Chimico ti ammaestra a cavar profitto dalle miniere, a preparare le
manifatture co’ più raffinati colori. L’Agricoltura, le finanze, il commercio, l’arte di governare i popoli, questi sono gli oggetti
che occupano gli uomini di studio. La stampa e le poste comunicando da una all’altra estremità dell’Europa le scoperte,
danno una vera esistenza a questo corpo di pensatori dispersi. Questi oggetti non furono giammai, dacché la storia ci ha
trasmesso i racconti, conosciuti a tal segno6; né le cognizioni e gli studj così in alto portati7 né mai tanta connessione vi fu tra
gli studi e la felicità delle nazioni quanta al dì d’oggi. e se al ceto de’ pensatori fa torto la ciarlataneria di alcuni che abusano
di un misterioso linguaggio per arrogarsi una considerazione non meritata, i principi attenti ai veri loro interessi, e i popoli
illuminati non perciò lasciano di8 promuovere e incoraggiare la luce universale, al lampeggiare di cui sarà forza che9 anche i
paesi più torpidi d’Europa si scuotano, a meno che l’estrema loro decadenza non tolga in prima 10 loro la vita. Tale è il moto
adunque che in questo secolo ha l’Europa, onde con fondamento prevede il saggio che la libertà civile delle nazioni dovrà
dilatarsi. [...]. Io non dirò che tutti gli Stati di Europa abbiano interamente deposta 11 la barbarie antica; ognuno però conosce,
che si è di molto scemata, e con essa la infelicità; giacché si può bensì disputare 12, se l’uomo fra gli Uroni e gli Iroquesi13 sia
più felice14 che a Roma, a Londra, o a Parigi, ossia se lo stato selvaggio sia più fortunato dello stato d’incivilimento; ma
nessuno disputerà se lo stato di barbara e corrotta società sia più misero dello stato di società colta e legittima […]. Nessun
altro partito15 resta da prendersi per le società già formate se non se quello 16 di portarsi alla perfezione ed al massimo
incivilimento con ottime leggi, ottimi costumi, e con ogni genere di coltura, addestrando la ragione e l’industria, ed
affrettando i progressi della verità fugando le opinioni a lei contrarie, e rendendo comune l’uso di essa ai cittadini in quante
azioni della vita si può […]. Dal fin qui detto raccogliesi 17 che l’uomo ha più mezzi oggigiorno per essere felice, che non ve
ne furono giammai; che questi dipendono dai lumi e dalle cognizioni che ci hanno somministrate le scienze; esse dominano la
opinione, e questa il Mondo; il saggio le onora, e sopra di ogni altra coltiva la scienza di se medesimo, e perfeziona la ragione
per migliorare se stesso, per formarsi idee chiare e precise degli oggetti, e accostumarsi 18 a un metodo di giudicare più
lontano dall’errore che sia possibile, e incamminarsi alla felicità, rischiarando il sentiero che vi conduce.
COMPRENDERE
1 Verri esalta l’utilità delle diverse discipline. Sintetizza questo tema che percorre tutto il brano.
2 Sintetizza l’idea di progresso di Pietro Verri.
3 Quali sono le argomentazioni che Verri usa per convincere il lettore della bontà del progresso delle scienze e della civiltà?
ANALIZZARE
4 Individua la tipologia testuale (narrativa, espositiva, argomentativa, prescrittiva, etc)
5 Rintraccia nel testo i termini (verbi, nomi,aggettivi) riconducibili al campo semantico della luce e individua le parole chiave
riconducibili alla visione illuministica.
6 Quale nuova visione di cultura emerge nel testo? Quali ambiti conoscitivi ne fanno parte e quali sono significativamente
trascurati?
7 Spiega l’espressione «connessione [...] tra gli studi e la felicità delle nazioni»: quali valori illuministi vi sono implicati? È
importante il tema della felicità nella cultura illuminista?
8 La scrittura di Verri ricorre a «ogni stile, che non annoi»: è uno stile che potremmo dire “giornalistico”, molto vivace. Quali
procedimenti sintattici, argomentativi, lessicali e di scelta del punto di vista lo rendono brillante e moderno anche ai nostri
occhi?
CONTESTUALIZZARE
9 Alcune idee portanti dell’Illuminismo sono il cosmopolitismo, l’aspirazione alla felicità, la fiducia nel progresso,
l’esaltazione della scienza e della tecnica. Trova i passi del brano in cui tali idee sono espresse da Verri: quali altri pensatori
dell’Illuminismo sottoscriverebbero queste idee?

1. DIVISARE: stabilire. 2 DILATA: aumenta. 3 CONOSCERE: capire. 4 RIDENTE: allegra, rincuorante. 5 LA … EUROPA: la comunità internazionale dei
letterati, degli uomini di studio. 6 QUESTI … SEGNO: mai, in tutta la storia umana, questi oggetti furono conosciuti con tanta perfezione. 7 COSÌ IN ALTO
PORTATI: tanto altamente stimati. 8 SE AL CETO… LASCIANO DI: se il ceto degli intellettuali è screditato da alcuni ciarlatani che abusano di un linguaggio oscuro e
segreto per ottenere un credito immeritato, i prìncipi, attenti ai propri interessi, e i popoli (dei governi) illuminati non per questo tralasciano di… 9 SARÀ FORZA CHE:
accadrà necessariamente che 10 IN PRIMA: prima, prematuramente. 11 DEPOSTA: abbandonato, messo alle loro spalle. 12 DISPUTARE: discutere, dibattere. 13
URONI … IROQUESI: nomi di tribù pellirosse dell’America settentrionale. 14 FELICE Felicità è per noi uno stato di gioia e serenità, ma bisogna tenere presente
che felice ha la stessa radice di fecondo, che vuol dire “fertile, fruttifero” (l’Arabia felix, com’era indicata nelle mappe latine, non è l’Arabia felice ma l’Arabia fertile). Non
c’è forse concetto che sia “più settecentesco” di questo, e per provarlo basta ricordarsi del fatto che la Dichiarazione d’indipendenza americana (1776) mette la felicità tra i
diritti inalienabili degli esseri umani: «Noi riteniamo che le seguenti verità siano di per se stesse evidenti; che tutti gli uomini sono stati creati uguali, che essi sono dotati
dal loro Creatore di alcuni Diritti inalienabili, che fra questi sono la Vita, la Libertà e la ricerca della Felicità» (attenzione però: qui i Padri Fondatori parlano non
di felicity bensì di «pursuit of Happiness»: e happy, happiness risalgono a una radice germanica hap che significava “fortuna, buona sorte”).15 PARTITO: decisione. 16
SE NON SE QUELLO: se non quello. 17 RACCOGLIESI: si ricava, si deduce. 18 ACCOSTUMARSI: abituarsi.
1. DIVISARE: stabilire. 2 DILATA: aumenta. 3 CONOSCERE: capire. 4 RIDENTE: allegra, rincuorante. 5 LA … EUROPA: la comunità internazionale dei
letterati, degli uomini di studio. 6 QUESTI … SEGNO: mai, in tutta la storia umana, questi oggetti furono conosciuti con tanta perfezione. 7 COSÌ IN ALTO
PORTATI: tanto altamente stimati. 8 SE AL CETO… LASCIANO DI: se il ceto degli intellettuali è screditato da alcuni ciarlatani che abusano di un linguaggio oscuro e
segreto per ottenere un credito immeritato, i prìncipi, attenti ai propri interessi, e i popoli (dei governi) illuminati non per questo tralasciano di… 9 SARÀ FORZA CHE:
accadrà necessariamente che 10 IN PRIMA: prima, prematuramente. 11 DEPOSTA: abbandonato, messo alle loro spalle. 12 DISPUTARE: discutere, dibattere. 13
URONI … IROQUESI: nomi di tribù pellirosse dell’America settentrionale. 14 FELICE Felicità è per noi uno stato di gioia e serenità, ma bisogna tenere presente
che felice ha la stessa radice di fecondo, che vuol dire “fertile, fruttifero” (l’Arabia felix, com’era indicata nelle mappe latine, non è l’Arabia felice ma l’Arabia fertile). Non
c’è forse concetto che sia “più settecentesco” di questo, e per provarlo basta ricordarsi del fatto che la Dichiarazione d’indipendenza americana (1776) mette la felicità tra i
diritti inalienabili degli esseri umani: «Noi riteniamo che le seguenti verità siano di per se stesse evidenti; che tutti gli uomini sono stati creati uguali, che essi sono dotati
dal loro Creatore di alcuni Diritti inalienabili, che fra questi sono la Vita, la Libertà e la ricerca della Felicità» (attenzione però: qui i Padri Fondatori parlano non
di felicity bensì di «pursuit of Happiness»: e happy, happiness risalgono a una radice germanica hap che significava “fortuna, buona sorte”).15 PARTITO: decisione. 16
SE NON SE QUELLO: se non quello. 17 RACCOGLIESI: si ricava, si deduce. 18 ACCOSTUMARSI: abituarsi.