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Cesare Borgia

"IL VALENTINO"
In pochi anni costruì uno stato con l'aiuto del papa padre.
Cesare Borgia, assunse le vesti di principe condottiero il 17 agosto 1498, quando 24 enne
depose la porpora cardinalizia e torna allo stato laico.
La sua carriera ecclesiastica inizia all'età di sette anni come protonotario apostolico,
canonico nella cattedrale di Valencia, arcidiacono di Jativa e infine arcivescovo di
Pamplona, tra onori e benefici attribuitigli doverosamente come figlio di Rodrigo Borgia,
cardinale prima e papa poi, con il nome d'Alessandro VI (pure lui nato a Jativa - nipote
da parte di madre del precedente Papa Callisto III (1378-1458), anche lui nato a Jativa,
nella Spagna, Catalana e che quando salì sul soglio pontificio nel '55, gli ebrei aragonesi
lo indicavano non col nome Alonso Borgia, ma Alonso Borja, ed era l'arcivescovo di
Valencia, più noto con il nome di Aharon Cybo, che era il nome di una famiglia
smaccatamente ebrea - forse con qualche legame con la potente famiglia genovese dei
Cybo (il capostipite si chiamava infatti pure lui Arano (1377-1457), che ebbe poi il figlio
Giovanni Battista Papa - Innocenzo VIII (nel 1484), e il cui figlio Franceschetto, sposò
poi la figlia di Lorenzo il Magnifico, e i figli di questi s'imparentarono con i Malaspina,
inserendosi così i Cybo genovesi nel gioco politico italiano.
Nato a Roma tra il 1474 e il 1475, secondo dei quattro illegittimi che Rodrigo Borgia
aveva avuto dalla sua amante Vanozza dè Cattanei, Cesare era cresciuto tra i fasti della
corte papalina, circondato da mezzani e cortigiane, aveva preso la sifilide che gli aveva
deturpato il volto e le mani, e per questo portava sempre i guanti, mentre la barba
mascherava le piaghe sulle guance
Nel suo passato ecclesiastico c'era pure l'assassinio del fratello maggiore Giovanni, il
duca di Gandia, che con tutta la sua inesperienza era pure lui stato elevato a gonfaloniere
della chiesa dal padre papa.Un delitto perfetto compiuto nel 1497 da Cesare, per
eliminare un rivale nella scalata al potere.Il giorno stesso del suo ritorno allo stato laico,
riceveva dall'ambasciatore di Luigi XII, alleato con il papa contro Ludovico il Moro,
l'investitura a duca del Valentinois, divenuto il "Valentino".
Il 10 maggio 1499 Cesare, sposava Carlotta d'Arbret sorella del re di Navarra, dopo il
matrimonio Cesare affidò a Carlotta la reggenza del feudo, e tornò in Italia con i francesi.
Borgia padre e figlio avrebbero favorito Luigi XII, nella conquista di Milano e di Napoli,
mentre il re francese avrebbe aiutato Cesare, nell'imminente lotta contro i signorotti
romagnoli.
Nel settembre del 1499 grazie a Trivulzio, l'occupazione del ducato milanese da parte
francese era cosa fatta, e il 6 ottobre Luigi XII entrò in Milano, insieme al "cugino"
acquisito Valentino.
Nominato dal sovrano francese luogotenente, l'assegnazione di trecento lance e
quattromila svizzeri, Valentino con i quarantamila ducati messigli a disposizione del
papa, fece assoldare altri 6.000 fanti; la spedizione si mosse il 21 novembre.
Imola e Forlì erano le città più ambite, appartenevano a Caterina Sforza vedova di due
mariti, il primo Gerolamo Riario, il secondo morto da pochi giorni Giovanni dè Medici.
Le due città cadono nelle mani di Valentino; Imola senza colpo ferire, Forlì dopo due
mesi d'eroica resistenza; Caterina è condotta "ospite" a Roma in castel S. Angelo.
L'impresa in Romagna di Cesare si deve concludere anticipatamente, il re di Francia
richiama gli svizzeri, vuole dare il colpo di grazia a Ludovico il Moro, e Valentino con
l'esercito dimezzato è costretto a tornare a Roma dove il padre papa gli attribuisce un
trionfo degno di "Cesare".
A Valentino servono altri soldi per proseguire la conquista in Romagna, nomina con il
consenso del padre, 12 nuovi cardinali sei dei quali spagnoli; il Borgia ne ricava 120.000
ducati, con quei soldi assolda il meglio dei venturieri del tempo e nel 1500 riparte alla
conquista della Romagna.
Giovanni Sforza detto lo Sforzino, primo marito della sorella Lucrezia è cacciato da
Pesaro; Pandolfo Malatesta cede la sua Rimini, Astorre III Manfredi si arrende, e anche
Faenza cade in mano di Valentino.
Cesare è duca di Romagna con nomina pontificia del maggio 1501, le città romagnole
sono la base di un progetto molto ampio: un regno nell'Italia centrale.
Il Baglioni e il Vitelli occupano Piombino, l'Elba e Pianosa in suo nome, lui deve seguire
Luigi XII nel napoletano, Napoli e Capua sono assediate difese da Prospero e Fabrizio
Colonna.
Valentino occupa Capua il 24 luglio, e le sue truppe compiono una spietata strage.
Assiste il padre nella spartizione dei feudi dei Colonna, Savelli e Caetani e nel 1502
riparte per la Romagna, con il tradimento occupa Urbino e Camerino, ora è duca di
Romagna, di Valentinois, e d'Urbino, principe d'Andria, signore di Piombino,
gonfaloniere e capitano generale della chiesa.
La sua prossima città e Bologna, che il Borgia sogna di far la capitale del suo regno; la
repubblica di Firenze preoccupata, invia Niccolò Macchiavelli con l'incarico di legato
(rappresentante diplomatico) presso il Borgia, con l'intento di sorvegliarne le mosse, ed
avvisare la repubblica gigliata.
In una lettera inviata alla Signoria di Firenze, il Macchiavelli descrive l'eccidio di
Senigallia, considerando quest'impresa del Borgia "studiata a tavolino", espressione di
una genialità che lo portò ad affermare: "io non saprei reprenderlo, anzi mi pare come ho
fatto, di preporlo imitabile a tutti coloro che per fortuna e con l'armi d'altri sono scesi allo
imperio".
Il 9 ottobre alla Magione nel Perugino si riuniscono tutti gli uomini che hanno aiutato il
Borgia a costruire uno stato; Paolo e Francesco Orsini, Vitellozzo Vitelli, Gian Paolo
Baglioni e Oliverotto da Fermo, decidono un'azione immediata, sconfitti i fedelissimi del
Borgia, reinsediano Guidobaldo da Montefeltro ad Urbino, Giovanni Maria Varano a
Camerino.
Valentino non ha forze sufficienti per affrontare in campo aperto i suoi ex capitani, così
prende tempo, ottiene una tregua grazie al padre, gli arrivano anche armati da Luigi XII,
ma preferisce colpirli con l'arma che più gli si addice, il tradimento e l'inganno.
Firmò una pace, confermando le loro condotte più quattromila ducati, i capitani accettano
e fanno atto di sottomissione, l'unico a defilarsi è il Baglioni, Guidobaldo da Montefeltro
e Giovanni Maria da Varano scappano.
Gli Orsini, Oliverotto e Vitellozzo si presentano soli e disarmati alle porte di Senigallia.
Appena entrati furono dal duca fatti prigionieri, le truppe del Borgia attaccano le milizie
degli arrestati nel loro accampamento e li mettono in fuga.
Vitellozzo e Liverotto sono strangolati, gli Orsini pure a Castel della Pieve
Firenze e Venezia fecero pervenire al Valentino i loro complimenti.
Il piano d'ampliamento del Borgia prevedeva a questo punto, la conquista della Toscana,
il papa padre iniziò trattative segrete con la repubblica di Venezia, e con la Francia per
preparare il terreno politico e militare.
Ma improvvisamente il papa, muore il 18 agosto del 1503; era andato a cena dal cardinale
Adriano Castellesi di Cornaredo insieme al figlio, tutti e trè s'erano ammalati (veleno o
malaria ?).
Il papa ebbe la peggio, mentre il Valentino trascorse a letto il periodo del conclave che
peraltro si svolgeva sotto il controllo dei suoi soldati.
I Cardinali vennero a patti con il Borgia, offrendogli un salvacondotto pur di toglierselo
di torno, ed eleggere il nuovo papa.
Cesare accettò e si trasferì a Nemi, poi il nuovo papa eletto il 22 settembre, Pio III,
acconsentì di farlo tornare a Roma, ma non bene accolto dai romani, andò a trincerarsi in
Castel S. Angelo in attesa degli eventi. Pio III aveva i giorni contati, avanti con gli anni,
malato di gotta, prima di compiere il primo mese di pontificato, il 13 ottobre passo alla
vita eterna.
Se Cesare si aspettava qualcosa di meglio, con Giuliano della Rovere non gli andò bene;
un accordo pre conclave con il cardinale, prevedeva dietro promessa del mantenimento
dei suoi possedimenti in Romagna, e del titolo di gonfaloniere, i voti dei cardinali
spagnoli.
Ma il nuovo papa Giulio II non stette logicamente ai patti, fu un grosso errore del Borgia.
Come osservò poi il Macchiavelli: "non potendo fare un papa a suo modo e poteva tenere
che uno non fussi papa", avrebbe dovuto farsi eleggere lui stesso papa, principe
temporale dello stato della chiesa.
Il difetto fondamentale di questa grande costruzione politica, era quello di non avere
un'effettiva classe di governo, tutto era basato sulla rapidità del Valentino, e del potere
del padre, era logico che tutto sarebbe crollato appena uno dei due sarebbe morto.
La Romagna è in rivolta, Cesare tenta di imbarcarsi ad Ostia per La Spezia, ma è bloccato
dalle guardie pontificie nel novembre del 1503, Giulio II non lo lascia libero finchè la
chiesa non rientra in possesso di tutti i territori del Valentino, solo allora gli concede
d'imbarcarsi, questa volta in direzione di Napoli.
Il Borgia spera nell'aiuto spagnolo, e Consalvo de Cordova lo accogli affettuosamente,
ma poi ricevute istruzioni da Madrid, lo fa arrestare e nel maggio del 1504 lo spedisce in
Spagna, dove re Ferdinando lo fa rinchiudere nella rocca di Medina del Campo.
Di lì riesce ad evadere il 25 ottobre 1506 calandosi dalla finestra, e gettandosi nel fossato,
fugge verso Pamplona capitale della Navarra, dove spera di rifugiarsi presso un cognato,
per la verità mai visto ne conosciuto.
Questi lo aiutò, non certo per riprendersi il ducato in Romagna, ma lo mise a capo di
mille cavalieri e lo inviò contro Luis de Beaumont ribellatosi nel castello di Viana.
Il 12 marzo 1507 morì in un imboscata tesagli dagli assediati, fu ritrovato il giorno dopo
trafitto da ventitrè colpi di picca.Una fine poco gloriosa per un uomo d'azione come
lui.Indubbiamente ebbe le doti di un grande soldato, e le qualità e i difetti del tempo in
cui visse, fu definito un principe machiavellico, i suoi delitti li compì con calcolo
finalizzato e non per sadismo, non differendosi, nel male, da altri personaggi del suo
tempo, o contemporanei al nostro secolo.(di Mario Veronesi& Francomputer)