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2/5/2019 *** ATTO COMPLETO ***

DECRETO-LEGGE 30 aprile 2019, n. 35 

Misure emergenziali per il servizio sanitario della Regione Calabria


e altre misure urgenti in materia sanitaria. (19G00041)

(GU n.101 del 2-5-2019)


 
Vigente al: 3-5-2019

Capo I
Disposizioni urgenti per il Servizio sanitario della Regione Calabria

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 77 e 87, quinto comma, della Costituzione;


Ritenuta la straordinaria necessita' e urgenza di prevedere, allo
scopo di tutelare il rispetto dei livelli essenziali di assistenza
(LEA) in ambito sanitario di cui all'articolo 117, secondo comma,
lettera m), della Costituzione nonche' di garantire il fondamentale
diritto alla salute, misure eccezionali, volte anche alla risoluzione
delle riscontrate, gravi inadempienze amministrative e gestionali,
per la Regione Calabria, supportando l'azione commissariale di
risanamento del servizio sanitario regionale;
Accertati il mancato rispetto degli obiettivi economico-finanziari
previsti dalla cornice programmata nell'ambito dei programmi
operativi, il mancato raggiungimento del punteggio minimo previsto
dalla griglia dei livelli essenziali di assistenza, nonche' rilevanti
criticita' connesse alla gestione amministrativa, piu' volte
riscontrati, da ultimo, dai Tavoli di verifica degli adempimenti e
dal Comitato permanente per la verifica dei LEA nella seduta
congiunta del 4 aprile 2019;
Ritenuta la straordinaria necessita' ed urgenza di adottare misure
in materia di carenza di personale sanitario, di formazione
sanitaria, di carenza di medicinali e altre misure, tutte volte a
garantire e a promuovere la continuita' nell'erogazione dei livelli
essenziali di assistenza e ad assicurare una maggiore efficienza e
funzionalita' del Servizio sanitario nazionale nonche' una migliore
erogazione delle prestazioni, rispondendo in maniera sempre piu'
adeguata alle esigenze dell'utenza;
Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella
riunione del 18 aprile 2019;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei ministri e del
Ministro della salute, di concerto con i Ministri dell'interno, della
difesa, dell'economia e delle finanze, dell'istruzione,
dell'universita' e della ricerca e per gli affari regionali e le
autonomie;

EMANA
il seguente decreto-legge:

Art. 1

Ambito di applicazione

1. Il presente Capo reca disposizioni speciali per la Regione


Calabria inerenti al raggiungimento degli obiettivi previsti nei
programmi operativi di prosecuzione del piano di rientro dai
disavanzi del Servizio sanitario regionale.
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Art. 2

Verifica straordinaria sui direttori generali


degli enti del Servizio sanitario regionale

1. Il Commissario ad acta per l'attuazione del piano di rientro dal


disavanzo nel settore sanitario, nominato ai sensi del combinato
disposto dell'articolo 4 del decreto-legge 1° ottobre 2007, n. 159, e
dell'articolo 2, comma 84, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, di
seguito denominato «Commissario ad acta», entro trenta giorni
dall'entrata in vigore del presente decreto e, successivamente,
almeno ogni sei mesi, e' tenuto ad effettuare una verifica
straordinaria sull'attivita' dei direttori generali delle aziende
sanitarie, delle aziende ospedaliere e delle aziende ospedaliere
universitarie, ai sensi di quanto disposto dall'articolo 2 del
decreto legislativo 4 agosto 2016, n. 171. La verifica e' volta
altresi' ad accertare se le azioni poste in essere da ciascun
direttore generale sono coerenti con gli obiettivi di attuazione del
piano di rientro, anche sotto il profilo dell'eventuale inerzia
amministrativa o gestionale. Il Commissario ad acta, nel caso di
valutazione negativa del direttore generale, previa contestazione e
nel rispetto del principio del contraddittorio, provvede
motivatamente, entro quindici giorni dalla formulazione della
predetta contestazione e senza i pareri di cui all'articolo 2, commi
4 e 5, del decreto legislativo n. 171 del 2016, a dichiararne
l'immediata decadenza dall'incarico, nonche' a risolverne il relativo
contratto. In caso di valutazione positiva, al direttore generale si
estendono le disposizioni relative alle attribuzioni ed ai compiti
dei commissari straordinari di cui all'articolo 3, comma 6, nonche'
all'articolo 5, comma 1.

Art. 3

Commissari straordinari degli enti


del Servizio sanitario regionale

1. In caso di valutazione negativa del direttore generale ai sensi


dell'articolo 2, comma 1, il Commissario ad acta, previa intesa con
la Regione, nomina un Commissario straordinario. In mancanza d'intesa
entro il termine perentorio di dieci giorni, la nomina e' effettuata
con decreto del Ministro della salute, su proposta del Commissario ad
acta, previa delibera del Consiglio dei ministri, a cui e' invitato a
partecipare il Presidente della Giunta regionale con preavviso di
almeno tre giorni. Quando risulti nominato dalla Regione, in luogo
del direttore generale, un commissario regionale che, a qualsiasi
titolo, ne svolge le funzioni, questi decade alla data di entrata in
vigore del presente decreto e si applicano le disposizioni del
presente articolo.
2. Il Commissario straordinario e' scelto, anche nell'ambito
dell'elenco nazionale di cui all'articolo 1 del decreto legislativo 4
agosto 2016, n. 171, fra soggetti di comprovata competenza ed
esperienza, in particolare in materia di organizzazione sanitaria o
di gestione aziendale, anche in quiescenza. Restano ferme le
disposizioni in materia d'inconferibilita' e incompatibilita',
nonche' le preclusioni di cui all'articolo 3, comma 11, del decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 502. La nomina a Commissario
straordinario costituisce causa legittima di recesso da ogni incarico
presso gli enti del servizio sanitario nazionale e presso ogni altro
ente pubblico. Il Commissario straordinario, se dipendente pubblico,
ha altresi' diritto all'aspettativa non retribuita con conservazione
dell'anzianita' per tutta la durata dell'incarico.
3. Fino alla nomina del Commissario straordinario, si applica
quanto previsto dall'articolo 3, comma 6, settimo periodo, del
decreto legislativo n. 502 del 1992. In mancanza del direttore
amministrativo e del direttore sanitario, l'ordinaria amministrazione
e' garantita dal dirigente amministrativo piu' anziano per eta'
preposto ad unita' operativa complessa, ovvero, in subordine, a
unita' operativa semplice.
4. Puo' essere nominato un unico Commissario straordinario per piu'
enti del servizio sanitario regionale.
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5. L'ente del Servizio sanitario della Regione corrisponde al
Commissario straordinario il compenso stabilito dalla normativa
regionale per i direttori generali dei rispettivi enti del servizio
sanitario, anche cumulativamente nei casi di cui al comma 4. Con
decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, adottato di
concerto col Ministro della salute entro sessanta giorni dalla data
di entrata in vigore del presente decreto, e' definito un compenso
aggiuntivo per l'incarico di Commissario straordinario, comunque non
superiore a euro 50.000 al lordo degli oneri riflessi a carico del
bilancio del Ministero della salute. Restano comunque fermi i limiti
di cui all'articolo 23-ter, commi 1 e 2, del decreto-legge 6 dicembre
2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre
2011, n. 214. Per i Commissari straordinari residenti al di fuori del
territorio regionale e' altresi' previsto il rimborso delle spese
documentate, entro il limite di 20.000 euro annui. Per l'attuazione
del presente comma e' autorizzata la spesa di euro 472.500 annui per
ciascuno degli anni 2019 e 2020 e alla relativa copertura si provvede
ai sensi dell'articolo 14.
6. Entro nove mesi dalla nomina, il Commissario straordinario
adotta l'atto aziendale di cui all'articolo 3, comma 1-bis, del
decreto legislativo n. 502 del 1992, approvato dal Commissario ad
acta, al fine di assicurarne la coerenza con il piano di rientro dai
disavanzi nel settore sanitario e con i relativi programmi operativi
di prosecuzione nonche' al fine di ridefinire le procedure di
controllo interno.
7. Entro sei mesi dalla nomina e, successivamente, almeno ogni sei
mesi, il Commissario ad acta provvede alla verifica delle attivita'
svolte dal Commissario straordinario, per le cui modalita' si rinvia,
in quanto applicabili, all'articolo 2, comma 1. In caso di
valutazione negativa, il Commissario ad acta dispone la decadenza
immediata dall'incarico del Commissario straordinario e provvede alla
relativa sostituzione.
8. L'incarico di Commissario straordinario e' valutabile quale
esperienza dirigenziale ai fini di cui al comma 7-ter dell'articolo 1
del decreto legislativo n. 171 del 2016.
9. I Commissari straordinari restano in carica fino al termine di
cui all'articolo 15, comma 1, e comunque fino alla nomina, se
anteriore, dei direttori generali individuati, ai sensi dell'articolo
2 del decreto legislativo n. 171 del 2016, in esito a procedure
selettive, che sono avviate dalla Regione decorsi dodici mesi
dall'entrata in vigore nel presente decreto.

Art. 4

Direttori amministrativi e direttori sanitari


degli enti del Servizio sanitario regionale

1. Il Commissario straordinario o il direttore generale verifica


periodicamente, e comunque entro sessanta giorni dalla nomina ovvero
dalla valutazione positiva effettuata dal Commissario ad acta, che
non sussistano i casi di cui all'articolo 3, comma 1, quinto periodo,
del decreto legislativo 4 agosto 2016, n. 171, in relazione
all'attivita' svolta dai direttori amministrativi e sanitari. Qualora
sia dichiarata la decadenza dei direttori amministrativi e sanitari,
il Commissario straordinario o il direttore generale li sostituisce
attingendo dagli elenchi regionali di idonei, costituiti nel rispetto
delle procedure di cui all'articolo 3 del decreto legislativo n. 171
del 2016.

Art. 5

Dissesto finanziario degli enti


del Servizio sanitario regionale

1. Entro novanta giorni dalla nomina, il Commissario straordinario,


anche avvalendosi, ai sensi degli articoli 8 e 9, dell'Agenzia
nazionale per i servizi sanitari regionali e del Corpo della Guardia
di finanza, effettua una verifica generale sulla gestione dell'ente
cui e' preposto. Laddove emergano gravi e reiterate irregolarita'
nella gestione dei bilanci, anche alla luce delle osservazioni
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formulate dal collegio sindacale o delle pronunce della competente
sezione regionale della Corte dei conti, ovvero una manifesta e
reiterata incapacita' di gestione, il Commissario straordinario
propone al Commissario ad acta di disporre la gestione straordinaria
dell'ente, alla quale sono imputate, con bilancio separato rispetto a
quello della gestione ordinaria, tutte le entrate di competenza e
tutte le obbligazioni assunte fino al 31 dicembre 2018.
2. Alla gestione straordinaria provvede un Commissario
straordinario di liquidazione nominato dal Commissario ad acta,
d'intesa con il Ministero dell'economia e delle finanze -
Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, fra dirigenti o
funzionari del Ministero dell'economia e delle finanze e di altre
amministrazioni dello Stato, in servizio o in quiescenza, dotati di
idonea esperienza nel campo finanziario e contabile, ovvero fra gli
iscritti nel registro dei revisori contabili, nell'albo dei dottori
commercialisti e nell'albo dei ragionieri. Al Commissario
straordinario di liquidazione si applicano le disposizioni di cui
all'articolo 3, comma 2, secondo, terzo e quarto periodo.
3. Con successivo decreto del Ministro della salute, adottato di
concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze entro sessanta
giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, e'
definito il compenso del Commissario straordinario di liquidazione,
il cui onere e' posto a carico della massa passiva dell'ente per il
quale sia stata disposta la gestione straordinaria ai sensi del comma
1.
4. Per la gestione straordinaria si applicano, in quanto
compatibili, le disposizioni del Titolo VIII della Parte II del
decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. Resta ferma in ogni caso
l'applicazione, per tutte le obbligazioni contratte anteriormente al
31 dicembre 2018, dell'articolo 248, commi 2, 3 e 4, e dell'articolo
255, comma 12, del citato decreto legislativo n. 267 del 2000.
5. E' data facolta' al Commissario ad acta di nominare un unico
Commissario straordinario di liquidazione per uno o piu' enti del
Servizio sanitario regionale che si trovino nelle condizioni di cui
al comma 1.
6. Entro trenta giorni dalla nomina, il Commissario straordinario
di liquidazione presenta al Commissario ad acta, che l'approva entro
i successivi novanta giorni, il piano di rientro aziendale,
contenente la ricognizione della situazione economico-finanziaria
dell'ente, nonche' l'indicazione delle coperture finanziarie
necessarie per la relativa attuazione, nei limiti delle risorse
disponibili. A tali fini e' autorizzata l'apertura di apposite
contabilita' speciali di tesoreria unica, ai sensi della legge 29
ottobre 1984, n. 720, intestate alla gestione straordinaria di cui al
comma 2.

Art. 6

Appalti, servizi e forniture per gli enti


del Servizio sanitario della Regione Calabria

1. Gli enti del Servizio sanitario della Regione si avvalgono


esclusivamente degli strumenti di acquisto e di negoziazione aventi
ad oggetto beni, servizi e lavori di manutenzione messi a
disposizione da CONSIP S.p.A. nell'ambito del Programma di
razionalizzazione degli acquisti della Pubblica amministrazione
ovvero, previa convenzione, di centrali di committenza di altre
regioni per l'affidamento di appalti di lavori, servizi e forniture,
strumentali all'esercizio delle proprie funzioni, superiori alle
soglie di rilevanza comunitaria di cui all'articolo 35 del decreto
legislativo 18 aprile 2016, n. 50. Resta ferma, in ogni caso, la
facolta' di avvalersi del Provveditorato interregionale per le opere
pubbliche per la Sicilia-Calabria.
2. Per l'affidamento di appalti di lavori, servizi e forniture
inferiori alle soglie di rilevanza comunitaria di cui all'articolo 35
del decreto legislativo n. 50 del 2016, il Commissario ad acta
stipula un protocollo d'intesa con l'Autorita' Nazionale
Anticorruzione (ANAC) ai sensi dell'articolo 213, comma 3, lettera h)
del medesimo decreto legislativo a cui si adeguano gli enti del
Servizio sanitario della Regione.
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3. Al fine di assicurare la coerenza e la fattibilita' degli
interventi individuati dagli atti di programmazione previsti dalla
legislazione vigente, ed, in ogni caso, nell'ambito delle risorse da
questi assegnate, il Commissario ad acta predispone un Piano
triennale straordinario di edilizia sanitaria e di adeguamento
tecnologico della rete di emergenza, della rete ospedaliera e della
rete territoriale della Regione. Il Piano e' approvato con decreto
del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con i Ministri
dell'economia e delle finanze, della salute, delle infrastrutture e
dei trasporti, del lavoro e delle politiche sociali. Con
l'approvazione del Piano sono revocate le misure gia' adottate in
contrasto con la nuova programmazione.
4. Per i progetti di edilizia sanitaria da finanziare ai sensi
dell'articolo 20 della legge 11 marzo 1988, n. 67, per i quali alla
data di entrata in vigore del presente decreto non sia stato ancora
definito il livello di progettazione richiesto per l'attivazione dei
programmi di investimento e appalto dei lavori, gli enti del Servizio
sanitario della Regione possono avvalersi, previa convenzione, di
INVITALIA S.p.A. quale centrale di committenza, nonche' delle altre
strutture previste all'uopo da disposizioni di legge.
5. Per garantire l'erogazione delle prestazioni sanitarie, anche in
osservanza delle indicazioni previste nel vigente Piano nazionale di
governo delle liste di attesa, e' autorizzata per la Regione, per
l'anno 2019, la spesa di euro 82.164.205 per l'ammodernamento
tecnologico, in particolare per la sostituzione e il potenziamento
delle tecnologie rientranti nella rilevazione del fabbisogno
2018-2020 del Ministero della salute, a valere sulle risorse di cui
all'articolo 20 della legge n. 67 del 1988. Con uno o piu' decreti
dirigenziali del Ministero della salute sono ammessi a finanziamento
gli interventi di cui al presente comma, fino a concorrenza del
predetto importo a carico dello Stato e al conseguente trasferimento
delle risorse si provvede a seguito di presentazione da parte della
Regione al Ministero dell'economia e delle finanze degli stati di
avanzamento dei lavori.

Art. 7

Misure straordinarie di gestione delle imprese esercenti attivita'


sanitaria per conto del Servizio sanitario regionale nell'ambito
della prevenzione della corruzione

1. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 32, comma 1, del


decreto-legge 24 giugno 2014 n. 90, convertito, con modificazioni,
dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, il Commissario straordinario
propone al Prefetto, alternativamente, una delle misure di cui alle
lettere a) e b) del medesimo articolo 32, comma 1, nei confronti
delle imprese che esercitano attivita' sanitaria per conto del
Servizio sanitario regionale, in base agli accordi contrattuali di
cui all'articolo 8-quinquies del decreto legislativo 30 dicembre
1992, n. 502, dandone contestuale informazione al Presidente
dell'ANAC e al Commissario ad acta.

Art. 8

Supporto dell'Agenzia nazionale


per i servizi sanitari regionali

1. Per le finalita' di cui al presente decreto, l'Agenzia per i


servizi sanitari regionali (AGENAS) di cui all'articolo 5 del decreto
legislativo 30 giugno 1993, n. 266, fornisce supporto tecnico e
operativo al Commissario ad acta e ai Commissari straordinari.
2. Per la realizzazione di quanto previsto al comma 1, l'AGENAS
puo' avvalersi di personale comandato, ai sensi dell'articolo 17,
comma 14, della legge 15 maggio 1997, n. 127.
3. Per le finalita' di cui al comma 1, 1'AGENAS puo' ricorrere a
profili professionali attinenti ai settori dell'analisi, valutazione,
controllo e monitoraggio delle performance sanitarie, anche con
riferimento alla trasparenza dei processi, con contratti di lavoro
flessibile.
4. Per la copertura degli oneri derivanti dall'attuazione del
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presente articolo, nel limite massimo di euro 2.000.000 per l'anno
2019 e di euro 4.000.000 per l'anno 2020, si provvede utilizzando
l'avanzo di amministrazione di AGENAS, come approvato in occasione
del rendiconto generale annuale. Alla compensazione degli effetti
finanziari in termini di fabbisogno e indebitamento netto, pari a
euro 1.022.000 per l'anno 2019 ed a euro 2.044.000 per l'anno 2020,
si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per la
compensazione degli effetti finanziari non previsti a legislazione
vigente conseguenti all'attualizzazione di contributi pluriennali, di
cui all'articolo 6, comma 2, del decreto-legge 7 ottobre 2008, n.
154, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008, n.
189.

Art. 9

Ulteriori disposizioni in tema di collaborazione


e supporto ai Commissari

1. Nell'esercizio delle proprie funzioni il Commissario ad acta, i


Commissari straordinari e i Commissari straordinari di liquidazione
possono avvalersi del Corpo della Guardia di finanza per lo
svolgimento di attivita' dirette al contrasto delle violazioni in
danno degli interessi economici e finanziari connessi all'attuazione
del piano di rientro dai disavanzi del Servizio sanitario nella
Regione. A tal fine, il Corpo della Guardia di finanza opera
nell'ambito delle autonome competenze istituzionali, esercitando i
poteri previsti dal decreto legislativo 19 marzo 2001, n. 68.
2. Per le finalita' di cui al comma 1, il Ministero della salute
stipula apposita convenzione con la Guardia di finanza, con la quale
sono stabilite le modalita' operative della collaborazione e le
procedure di ristoro degli oneri sostenuti dal Corpo, anche a norma
dell'articolo 2133 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66,
mediante applicazione di quanto disposto dall'articolo 27, comma 2,
della legge 23 dicembre 1999, n. 488.
3. Per l'attuazione del comma 2 e' autorizzata la spesa nel limite
massimo di euro 160.000 per l'anno 2019 e di euro 320.000 per l'anno
2020 e alla relativa copertura si provvede ai sensi dell'articolo 14.

Art. 10

Aziende sanitarie sciolte ai sensi dell'articolo 146


del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267

1. Nel caso in cui siano adottati i provvedimenti di cui agli


articoli 143, 144, 145 e 146 del decreto legislativo 18 agosto 2000,
n. 267, si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni del
presente decreto. In tali casi, la Commissione straordinaria per la
gestione dell'ente di cui all'articolo 144 del medesimo decreto
legislativo n. 267 del 2000, fermi restando i compiti e le
prerogative ad essa assegnati dalla legislazione vigente, opera in
coerenza con l'attuazione degli obiettivi del piano di rientro dal
disavanzo nel settore sanitario, nonche' di quelli dei piani di
riqualificazione dei servizi sanitari.
2. Per le finalita' di cui al presente articolo, la Commissione
straordinaria di cui all'articolo 144 del decreto legislativo n. 267
del 2000, oltre al personale in posizione di sovraordinazione di cui
all'articolo 145, primo comma, del medesimo decreto legislativo, puo'
avvalersi, in via temporanea, anche in deroga alle disposizioni
vigenti, in posizione di comando o di distacco, di esperti nel
settore pubblico sanitario, nominati dal prefetto competente per
territorio su proposta del Ministro della salute, con oneri a carico
del bilancio dell'azienda sanitaria locale od ospedaliera
interessata.
3. Per le finalita' di cui all'articolo 3 del presente decreto, i
termini di cui al comma 6 del medesimo articolo e di cui all'articolo
4, comma 1, decorrono dall'insediamento della Commissione
straordinaria di cui all'articolo 144 del menzionato decreto
legislativo n. 267 del 2000, ovvero, se la Commissione e' gia'
insediata, dalla data di entrata in vigore del presente decreto. In
tali casi la Commissione straordinaria adotta i provvedimenti
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previsti dall'articolo 3, comma 6, e dall'articolo 4, sentito il
Commissario ad acta.
4. Nel caso in cui gli enti del Servizio sanitario regionale siano
interessati dai provvedimenti di cui agli articoli 143, 144, 145 e
146 del decreto legislativo n. 267 del 2000, la Commissione
straordinaria di cui all'articolo 144 del decreto legislativo n. 267
del 2000 segnala al Commissario ad acta la sussistenza dei
presupposti per l'applicazione della disciplina del dissesto
finanziario di cui all'articolo 5. Il termine previsto dall'articolo
5, comma 1, decorre dalla data di insediamento della Commissione
ovvero, se gia' insediata, dalla data di entrata in vigore del
presente decreto.

Capo II
Disposizioni urgenti in materia di salute

Art. 11

Disposizioni in materia di personale e di nomine


negli enti del Servizio sanitario nazionale

1. A decorrere dal 2019, la spesa per il personale degli enti del


Servizio sanitario nazionale di ciascuna regione e Provincia autonoma
di Trento e di Bolzano, nell'ambito del livello del finanziamento del
fabbisogno sanitario nazionale standard cui concorre lo Stato e ferma
restando la compatibilita' finanziaria, sulla base degli indirizzi
definiti da ciascuna regione e Provincia autonoma di Trento e di
Bolzano e in coerenza con i piani triennali dei fabbisogni di
personale, non puo' superare il valore della spesa sostenuta
nell'anno 2018, come certificata dal Tavolo di verifica degli
adempimenti di cui all'articolo 12 dell'Intesa 23 marzo 2005 sancita
in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, o, se
superiore, il valore della spesa prevista dall'articolo 2, comma 71,
della legge 23 dicembre 2009, n. 191. I predetti valori sono
incrementati annualmente, a livello regionale, di un importo pari al
5 per cento dell'incremento del Fondo sanitario regionale rispetto
all'esercizio precedente. Tale importo include le risorse per il
trattamento accessorio del personale, il cui limite, definito
dall'articolo 23, comma 2, del decreto legislativo 27 maggio 2017, n.
75, e' adeguato, in aumento o in diminuzione, per garantire
l'invarianza del valore medio pro-capite, riferito all'anno 2018,
prendendo a riferimento come base di calcolo il personale in servizio
al 31 dicembre 2018. Dall'anno 2021, il predetto incremento di spesa
del 5 per cento e' subordinato all'adozione di una metodologia per la
determinazione del fabbisogno di personale degli enti del Servizio
sanitario nazionale, in coerenza con quanto stabilito dal decreto
ministeriale 2 aprile 2015, n. 70, e con l'articolo 1, comma 516,
lettera c), della legge 30 dicembre 2018, n. 145.
2. Ai fini del comma 1, la spesa e' considerata, al lordo degli
oneri riflessi a carico delle amministrazioni e dell'imposta
regionale sulle attivita' produttive, per il personale con rapporto
di lavoro a tempo indeterminato, a tempo determinato, di
collaborazione coordinata e continuativa e di personale che presta
servizio con altre forme di rapporto di lavoro flessibile o con
convenzioni. La predetta spesa e' considerata al netto degli oneri
derivanti dai rinnovi dei contratti collettivi nazionali di lavoro
successivi all'anno 2004, per personale a carico di finanziamenti
comunitari o privati e relativi alle assunzioni a tempo determinato e
ai contratti di collaborazione coordinata e continuativa per
l'attuazione di progetti di ricerca finanziati ai sensi dell'articolo
12-bis del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502.
3. Le regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, previo
accordo da definirsi con il Ministero della salute ed il Ministero
dell'economia e delle finanze, possono ulteriormente incrementare i
limiti di spesa di cui al comma 1, di un ammontare non superiore alla
riduzione strutturale della spesa gia' sostenuta per servizi sanitari
esternalizzati prima dell'entrata in vigore del presente decreto.
4. Le disposizioni di cui all'articolo 2, comma 73, della legge 23
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dicembre 2009, n. 191, si applicano con riferimento a quanto previsto
dal presente articolo. Le regioni e le Province autonome di Trento e
di Bolzano indirizzano e coordinano la spesa dei propri enti del
servizio sanitario in conformita' a quanto e' previsto dal comma 1.
5. In deroga all'articolo 1 del decreto legislativo 4 agosto 2016,
n. 171, nelle more della revisione dei requisiti per l'iscrizione nel
relativo elenco e comunque non oltre 18 mesi dall'entrata in vigore
del presente decreto, i direttori generali degli Istituti
zooprofilattici sperimentali sono nominati ai sensi dell'articolo 11,
commi 5 e 6, del decreto legislativo 28 giugno 2012, n. 106.

Art. 12

Disposizioni sulla formazione in materia sanitaria


e sui medici di medicina generale

1. Per consentire agli atenei una migliore organizzazione degli


esami di Stato di abilitazione all'esercizio della professione di
medico-chirurgo, il termine di cui all'articolo 7, comma 2, del
decreto del Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della
ricerca del 9 maggio 2018, n. 58, decorre dalla sessione di esame del
mese di luglio 2021. Alle prove di esame relative agli anni 2019 e
2020 continuano ad applicarsi le disposizioni di cui al decreto
ministeriale 19 ottobre 2001, n. 445.
2. All'articolo 1, commi 547 e 548, della legge 30 dicembre 2018,
n. 145, dopo le parole «medici» sono inserite le seguenti: «e medici
veterinari».
3. Fino al 31 dicembre 2021 i laureati in medicina e chirurgia
abilitati all'esercizio professionale e gia' risultati idonei al
concorso per l'ammissione al corso triennale di formazione specifica
in medicina generale, che siano stati incaricati, nell'ambito delle
funzioni convenzionali previste dall'accordo collettivo nazionale per
la disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale per
almeno ventiquattro mesi, anche non continuativi, nei dieci anni
antecedenti alla data di scadenza della presentazione della domanda
di partecipazione al concorso per l'accesso al corso di formazione
specifica in medicina generale, accedono al predetto corso, tramite
graduatoria riservata, senza borsa di studio. Accedono in via
prioritaria all'iscrizione al corso coloro che risultino avere il
maggior punteggio per anzianita' di servizio maturata nello
svolgimento dei suddetti incarichi convenzionali, attribuito sulla
base dei criteri previsti dall'accordo collettivo nazionale vigente
per il calcolo del punteggio di anzianita' di servizio. I medici gia'
iscritti al corso di formazione specifica in medicina generale sono
interpellati, in fase di assegnazione degli incarichi, comunque in
via prioritaria rispetto ai medici di cui ai periodi precedenti. Il
numero massimo di candidati ammessi al corso e' determinato entro i
limiti consentiti dalle risorse di cui al successivo periodo. Agli
oneri derivanti dal presente comma, relativi alle ulteriori spese di
organizzazione dei corsi di formazione specifica di medicina generale
fino ad un massimo di 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019,
in relazione al corso 2019-2021, 2020, in relazione al corso
2020-2022 e 2021, in relazione al corso 2021-2023, si provvede col
vincolo di pari importo delle disponibilita' finanziarie ordinarie
destinate al fabbisogno sanitario standard nazionale, cui concorre lo
Stato, con ripartizione tra le regioni e le Province autonome di
Trento e Bolzano sulla base delle effettive carenze dei medici di
medicina generale calcolate sulla base del numero complessivo di
incarichi pubblicati e rimasti vacanti.
4. All'articolo 9 del decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135,
convertito, con modificazioni, dalla legge 11 febbraio 2019, n. 12,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, quarto periodo, dopo le parole «corso di
rispettiva frequenza» sono inserite le seguenti: «fatti salvi i
periodi di sospensione previsti dall'articolo 24, commi 5 e 6 del
decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368,»;
b) al comma 2, le parole «possono prevedere limitazioni del
massimale degli assistiti in carico, ovvero organizzare i corsi a
tempo parziale, prevedendo» sono sostituite dalle seguenti:
«prevedono limitazioni del massimale degli assistiti in carico o del
https://www.gazzettaufficiale.it/atto/stampa/serie_generale/originario 8/10
2/5/2019 *** ATTO COMPLETO ***
monte ore settimanale da definire nell'ambito dell'accordo collettivo
nazionale, e possono organizzare i corsi anche a tempo parziale,
garantendo».
5. Al decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368, sono apportate le
seguenti modificazioni:
a) all'articolo 21, comma 1, dopo le parole «diploma di
formazione specifica in medicina generale» sono aggiunte le seguenti:
«o l'iscrizione al corso di formazione specifica in medicina
generale»;
b) all'articolo 24, comma 3, sono abrogate le lettere d) ed e).
6. All'articolo 8, comma 1, del decreto legislativo 30 dicembre
1992, n. 502, sono apportate le seguenti modifiche:
a) alla lettera b-quinquies) dopo le parole «sulla base di accordi
regionali e aziendali» sono aggiunte le seguenti: «, potendo
prevedere un incremento del numero massimo di assistiti in carico ad
ogni medico di medicina generale nell'ambito dei modelli
organizzativi multi professionali nei quali e' prevista la presenza
oltre che del collaboratore di studio, anche di personale
infermieristico, senza ulteriori oneri a carico della finanza
pubblica»;
b) dopo la lettera m-ter) e' aggiunta la seguente: «m-quater) fermo
restando quanto previsto dalla lettera 0a), prevedere modalita' e
forme d'incentivo per i medici inseriti nelle graduatorie affinche'
sia garantito il servizio nelle zone carenti di personale medico
nonche' specifiche misure conseguenti alla eventuale rinuncia agli
incarichi assegnati.».

Art. 13

Disposizioni in materia di carenza di medicinali


e di riparto del Fondo sanitario nazionale

1. All'articolo 34, comma 6, secondo periodo, del decreto


legislativo 24 aprile 2006, n. 219, la parola «due» e' sostituita
dalla seguente: «quattro» e all'articolo 148, comma 1, del medesimo
decreto legislativo n. 219 del 2006, le parole «comma 7» sono
sostituite dalle seguenti: «commi 6 e 7». Conseguentemente
all'articolo 2, comma 7, del decreto legislativo 19 febbraio 2014, n.
17, le parole «di cui ai commi da 7 a 15"»sono sostituite dalle
seguenti: «di cui ai commi da 6 a 15».
2. All'articolo 2, comma 67-bis, della legge 23 dicembre 2009, n.
191, al quinto periodo, le parole «e per l'anno 2018» sono sostituite
dalle seguenti: «, per l'anno 2018 e per l'anno 2019».

Capo III
Disposizioni finanziarie, transitorie e finali

Art. 14

Disposizioni finanziarie

1. Agli oneri previsti dagli articoli 3, comma 5, e 9, comma 3,


pari a 632.500 euro per l'anno 2019 e a 792.500 euro per l'anno 2020,
si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del
Fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio
triennale 2019-2021, nell'ambito del Programma «Fondi di riserva e
speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di
previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno
2019, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo
al Ministero della salute.
2. Relativamente al Capo I, ad esclusione dell'articolo 6, comma 5,
dell'articolo 8 e del comma 1 del presente articolo, la Regione
Calabria mette a disposizione del Commissario ad acta, del
Commissario straordinario, del Commissario straordinario di
liquidazione, del Dipartimento tutela della salute, politiche
sanitarie e del personale impiegato dall'Agenzia nazionale per i
servizi sanitari regionali il personale, gli uffici e i mezzi
necessari all'espletamento dei relativi incarichi, utilizzando le
risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione
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2/5/2019 *** ATTO COMPLETO ***
vigente.
3. Relativamente all'attuazione delle disposizioni di cui al Capo
II del presente decreto, si provvede senza nuovi o maggiori oneri a
carico della finanza pubblica, nell'ambito delle risorse umane,
strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.
4. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

Art. 15

Disposizioni transitorie e finali

1. Le disposizioni di cui al Capo I si applicano per diciotto mesi


dalla data di entrata in vigore del presente decreto.
2. I direttori generali degli enti del servizio sanitario della
Regione Calabria eventualmente nominati dalla Regione nei trenta
giorni anteriori alla data di entrata in vigore del presente decreto
cessano dalle loro funzioni dall'entrata in vigore del presente
decreto. Sono, in ogni caso, revocate le procedure selettive dei
direttori generali in corso alla data di entrata in vigore del
presente decreto.
3. All'articolo 4, comma 2, del decreto-legge 1° ottobre 2007, n.
159, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n.
222, e' aggiunto in fine il seguente periodo: «L'incarico di
commissario ad acta e di subcommissario e' valutabile quale
esperienza dirigenziale ai fini di cui al comma 7-ter dell'articolo 1
del decreto legislativo 4 agosto 2016, n. 171.».

Art. 16

Entrata in vigore

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a


quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana e sara' presentato alle Camere per la conversione
in legge.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
Dato a Roma, addi' 30 aprile 2019

MATTARELLA

Conte, Presidente del Consiglio dei


ministri

Grillo, Ministro della salute

Salvini, Ministro dell'interno

Trenta, Ministro della difesa

Tria, Ministro dell'economia e delle


finanze

Bussetti, Ministro dell'istruzione,


dell'universita' e della ricerca

Stefani, Ministro per gli affari


regionali e le autonomie

Visto, il Guardasigilli: Bonafede

https://www.gazzettaufficiale.it/atto/stampa/serie_generale/originario 10/10

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