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7 sfide per

chi fa content
marketing
da Riccardo
Esposito &
SEMrush
Sommario

Premessa: lavorare sui contenuti


Chi ha scritto questo ebook?

Individuare le tue prossime landing page


Devi lavorare su volume, competizione e CPC
Monitora con cura la posizione nella serp

Capire se c’è bisogno di un blog aziendale


Verifica della concorrenza
Analisi delle query

Arricchire il calendario editoriale


Analisi dei competitor
Studio delle correlate

Aggiornare le pagine per aumentare il traffico


Usa il SEO Writing Assistant di Semrush

Scoprire nuovi blog per i guest post


Non dimenticare il Topic Research di Semrush

Creare e pubblicizzare il mio ebook


Quale argomento scegliere?
Promuovi il tuo lavoro

Analizza le performance per migliorare la strategia


Metriche relative al comportamento degli utenti
Rapporti sul coinvolgimento
Metriche SEO
Metriche di vendita

Conclusione
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Premessa: lavorare sui contenuti

Oggi fare web marketing vuol dire puntare verso contenuti di qualità. Ma cosa significa?
Scopriamolo insieme con questo lavoro dedicato proprio alle fasi preliminari del lavoro.

Il content marketing è una strategia decisiva per chi vuole ottenere buoni risultati
sul web. Il motivo? Semplice, tutto si basa sul concetto di soddisfazione dei
bisogni. Hai presente la teoria di Maslow? Lo psicologo statunitense immagina,
nel 1954, una piramide costruita a strati, ognuno dedicato a una necessità:

1 Bisogni fisiologici come fame, sete, sonno.

2 Bisogni di salvezza, sicurezza e protezione.

3 Bisogni di appartenenza, identificazione in un gruppo.


4 Bisogni di stima, di prestigio, di successo.

5 Bisogni di realizzazione di sé.

Secondo Maslow questi bisogni coprivano le urgenze dell’essere umano


(fonte immagine). Poi la sequenza è stata rivista e ampliata perché è chiaro che
ci sono delle mancanze. Ma la riflessione ha aperto il varco a un concetto più
ampio, soprattutto per il marketing.
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Sto parlando delle spinte verso la soddisfazione di bisogni diversi, variegati.


E fortissimi. C’è chi vuole informazioni per risolvere un problema, chi cerca
emotività e narrazione. Poi c’è quello che ha bisogno delle immagini
descrittive, chi invece vuole un video per capire se quella destinazione scelta
per le vacanze è veramente così bella.

Dove si cercano queste informazioni? Ovviamente su internet, e in particolar


modo sui motori di ricerca. Vale a dire il punto di partenza per risolvere
qualsiasi problema, per trovare la risposta a tutti i dubbi. Oggi usiamo Google
come una sorta di assistente, un cameriere che ci serve la ricetta pronta per
qualsiasi evenienza.

Tutto questo funziona solo se dall’altra parte c’è qualcuno che offre qualcosa. Il
meccanismo si muove grazie alla creazione dei contenuti. Google può restituire
dei risultati perché ci siamo noi (blogger, copywriter, esperti di email marketing,
SEO e altro ancora) che produciamo qualcosa per i nostri potenziali lettori.

Non lo facciamo senza uno scopo, questo è chiaro. Il content marketing è


parte di una strategia più ampia che si lega senza soluzione di continuità con
l’inbound marketing. Vale a dire la capacità di farsi trovare nel momento in
cui le persone hanno bisogno di te. In che modo? Ovviamente con i grandi
contenuti che hai deciso di pubblicare.

Ma non è così semplice, non basta saper scrivere o creare infografiche. Per
fare content marketing devi andare oltre e analizzare. Creare delle basi di
partenza solide. E cercare di capire cosa vogliono le persone. Poi si può
lavorare con i video, le foto e gli articoli.

Per affrontare questo tema ho deciso di lavorare così: affrontando 7 punti


essenziali per chi fa content marketing. Sono 7 sfide che tutti dovrebbero
prendere in considerazione per operare nel miglior modo possibile, limitando
le frizioni e ottimizzando i tempi. Ma soprattutto creando contenuti che
ottengono il risultato prestabilito. Allora, iniziamo?
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Chi ha scritto questo ebook?


Riccardo Esposito
webwriter freelance
Mi occupo ogni giorno di scrittura
online e strategie di blogging. Curo il
piano editoriale per diversi clienti, di
solito piccole e medie aziende.

Ho scritto due libri dedicati al mondo


dei blog: “Fare blogging. Il mio metodo
per scrivere contenuti vincenti”
giunto alla seconda edizione ed “Etno
blogging per tribù digitali trasforma il
tuo pubblico in una community”. Il mio
blog personale: www.mysocialweb.it.
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Individuare le tue
prossime landing page

Qual è la necessità più importante per chi lavora con i contenuti? Lo so che
vorresti rispondere con un encomio al blogging, terra fertile per chi scrive e
crea. In realtà non è così: il primo step da affrontare è quello delle landing page.

Vale a dire le risorse che ti consentono di monetizzare e di ottenere buoni


risultati in termini economici. Attraverso queste pubblicazioni, infatti, puoi
trasformare i visitatori in potenziali clienti grazie al lavoro di relazione con il
cliente, magari con un CRM e un lavoro di email marketing. Ecco uno schema
chiaro preso da Hubspot.

Questo è l’inbound marketing, non mi sto inventando nulla. Ma le landing page


sono necessarie e per crearle hai bisogno di 4 grandi fattori che possono fare
la differenza:

Pianificazione SEO Copywriting Web design

La pianificazione di ciò che devi creare per intercettare i clienti è decisiva. Sì


perché prima ancora di lavorare con il persuasive copywriting e con l’user
experience devi capire cosa monetizza, quali sono le esigenze delle persone nel
momento in cui cercano i tuoi servizi. Così puoi scoprire dove rivolgere la tua
attenzione. Ma come ottimizzare questo processo?
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Devi lavorare su volume, competizione e CPC


Il volume di ricerca ti dà una prima idea dell’interesse che ruota intorno a una
query, ma non basta per capire se vale la pena creare una landing page. C’è
anche il Cost Per Click da valutare. Vale a dire la cifra spesa per ogni click nelle
Campagne Pay Per Click (PPC).

Se le persone sono pronte a investire una certa somma per avere un click su un
annuncio può essere un buon indicato per decidere quale aspetto affrontare e
come muoversi rispetto alle pagine transazionali. Vale a dire quelle che portano
un interesse economico verso il sito.

Poi ogni progetto puoi avere delle caratteristiche specifiche. Ad esempio un


ecommerce può decidere di affrontare una determinata query con una pagina
categoria o con una scheda prodotto, mentre un sito di servizi può strutturare
una landing page nella quale ottenere dei lead da alimentare con il tempo.
Insomma, tutto deve essere valutato in base al progetto.

Ma se vuoi lavorare bene con il content marketing questa è la prima (secondo


me) valutazione da fare: creare dei contenuti capaci di alimentare la linea della
monetizzazione. Questo è vero sempre e comunque? Basta puntare verso la
keyword più redditizia per ottenere buoni risultati? Ci sono alcune valutazioni da
fare, continua a leggere.
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Monitora con cura la posizione nella serp


Le pagine che ti consentono di monetizzare sono la base di partenza per la
tua attività online. Quindi puoi usare Semrush per individuare le keyword più
remunerative.

Ma non solo, hai a disposizione uno strumento decisivo per assicurarti che
il posizionamento venga tracciato con costanza. Parlo del position tracking
attivo nel momento in cui attivi un progetto dedicato a un sito web.

A questo punto puoi individuare una serie di keyword rilevanti per il tuo
business, da collegare alle pagine che hai studiato e generato per coprire
la query in questione. Il position tracking ti fornisce indicazioni sempre
aggiornate sullo stato di salute del tuo sito e su come si posizionano le pagine
rispetto a quelle keyword.

Nel momento in cui definisci la tua landing page in questo strumento puoi
avere tutto sotto controllo. E non è forse questo il passaggio ideale per
ottenere buoni risultati.
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Capire se c’è bisogno


di un blog aziendale

Una delle necessità dell’universo content marketing: creare degli articoli per
un blog aziendale. In questo caso lavoriamo su un piano base del concetto di
inbound marketing, vale a dire quello che consente di intercettare persone che
non ci conoscono per portarle verso le nostre risorse. Anzi, verso le landing page
del sito web.

Qui poi avviene il processo di conversione per trasformare l’utente in lead. Ma


prima bisogna intercettare le persone, e sai bene che questo avviene grazie alle
ricerche informazionali che si sviluppano su Google. Che, in realtà, sono in netta
superiorità rispetto a quelle transazionali. Ovvero legate non alla necessità di
informarsi ma di fare qualcosa.

Ben inteso, non è l’unica possibilità: l’inbound marketing non si ramifica solo
grazie al blog perché ci sono aziende differenti con realtà diverse e il blog non è la
cura per tutti i mali. Però rappresenta, soprattutto nel B2C, la soluzione ideale per:

Posizionarsi su Google per diverse ricerche informative.

Creare contenuti utili da condividere sui social network.

Gestire le conversazioni con la community di riferimento.

Fare brand awareness e farsi conoscere grazie ai contenuti.

Insomma, i motivi che spingono un’azienda o un libero professionista a creare


un blog sono tanti. Ma spesso la domanda è questa: vale la pena investire in
questo settore? Sai bene che un blog non è a costo zero. Anzi, per crearlo c’è
bisogno di tanto lavoro e di un’attività costante. Sia per creare articoli che per
ottimizzarlo in chiave SEO. Senza dimenticare altre attività promozionali come
la pubblicità su Facebook.
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Insomma, il lavoro non manca e prima di operare in questa direzione vuoi


capire se c’è spazio per un progetto del genere. Quali sono le verifiche da
effettuare prima di puntare verso il content marketing? Io mi muovo nel modo
più semplice possibile e come prima mossa faccio una ricerca su Google. La
query: argomento + blog (immagine in alto).

Questa prima soluzione mi consente di capire se c’è un interesse di massima,


ovvero se l’idea è venuta anche ad altre persone os e sono l’unico a voler creare
un diario online su quest’argomento. Ma questa verifica, anche se importante,
non risolve tutti i dubbi. In questi casi posso usare Semrush per ottenere
maggiori informazioni. In che modo?
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Verifica della concorrenza


Attraverso Semrush posso avere una lista dei concorrenti che lavorano nel mio
settore. Basta digitare l’URL del mio sito per avere una prima analisi dominio
e una lista su mappa grafica delle realtà limitrofe. Qui posso fare una piccola
valutazione: come si muovono i competitor? Cosa fanno? Hanno creato un
blog aziendale? Con quali risultati?

Una volta trovati i siti web che mi interessano posso analizzarli e capire se
le pagine del blog si posizionano e hanno un qualche risultato in termini di
posizionamento. A questo punto è importante lavorare sul secondo piano:
quello rivolto al pubblico.
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Analisi delle query


Dalla dashboard di Semrush posso accedere alla verifica delle query. Basta
digitare una parola nel campo di ricerca per ottenere i risultati (immagine in
basso). Vale a dire il potenziale interesse del pubblico intorno a un argomento, con
volumi di ricerca e CPC.

Ci sono anche le ricerche correlate e con corrispondenza a frase. In altre parole


posso sapere tutto rispetto a cosa cercano le persone intorno a quest’argomento.

Se è abbastanza ampio, se c’è interesse e possibile sviluppo del tema verso


argomenti secondari c’è una buona possibilità di affrontare questi temi anche
attraverso un blog. La presenza di un alto volume di ricerca e di diverse correlate
è un buon punto di partenza per capire se c’è la possibilità di aprire un blog, lo
stesso discorso vale per la ricerca su Google.

Ma per avere un’altra prova empirica si può usare un binomio che io amo: Coggle
e Answer The Public. Con il primo posso creare delle mappe mentali raffinate e
precise, con il secondo affronto in profondità le long tail legate ai Google Suggest.

Mettendo insieme queste due utility con la matrice iniziale proposta da Semrush
posso avere un quadro chiaro dell’interesse del pubblico verso un tema, sia dalla
prospettiva commerciale che informazionale. Così è più facile capire se aprire
un blog.
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Arricchire il calendario editoriale

Hai già aumentato l’elenco delle landing page? Perfetto, un ottimo passo nella
direzione giusta. però ricorda che l’inbound marketing non è solo un lavoro basato
sulle parole chiave transazionali. Devi intercettare le ricerche che riguardano le
informazioni, ciò che le persone cercano per risolvere dubbi e problemi.

Perché è importante tutto questo? Ma è logico, la maggior parte delle ricerche


sul web sono informazionali. E tu devi esserci su queste query. Lo strumento
migliore per ottenere dati utili? Impossibile sceglierne uno, ma di certo la
ricerca di Google ti dà informazioni preziose attraverso i suggest. Vale a dire
l’autocompletamento.

Qui trovi idee preziose per capire cosa cercano le persone. Ma non sono sufficienti
per terminare il tuo lavoro, vale a dire l’organizzazione del calendario editoriale.
Strumento decisivo per consentire al blogger di procedere nella direzione giusta,
questo documento deve essere alimentato ogni giorno con titoli nuovi.

Solo così il tuo blog aziendale può svolgere il suo ruolo e intercettare il pubblico
che può dare al tuo progetto una possibilità in più. Google Suggest può darti
idee nuove da affrontare, ma poi? Ci sono altri tool? Ubersuggest e Answer The
Public danno man forte a questo lavoro, ma io di solito uso Semrush per ottenere
un contributo in più. Anzi due.
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Analisi dei competitor


In primo luogo possono analizzare in profondità la concorrenza e studiare con
attenzione chi è arrivato prima di te verso determinate intuizioni. Qui puoi capire
cosa fare e studiare per ottenere buoni risultati con il corporate blog. Il mio tool
preferito in questi casi?

In primo luogo puoi usare una visualizzazione rapida dei nomi da analizzare,
ecco un esempio dei risultati mettendo nel campo di ricerca il mio blog My
Social Web.

Per approfondire i risultati del singolo competitor puoi usare la sezione


Pagine. Dopo aver analizzato l’URL in questione vado nell’area che consente
di individuare le risorse che hanno maggior peso in un progetto. E fornisce due
informazioni decisive: tipo e numero di keyword per le quali si posizionano le
sezioni più utili.

Qui trovi tante idee e spunti. Di certo non per copiare i tuoi diretti concorrenti,
ma per fare meglio e dare a Google dei titoli ancora più interessanti. Non
cadere nella trappola del risultato semplice e immediato. Non copiare, studia
e analizza con cura. Poi dai nuova grinta al calendario editoriale.
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Studio delle correlate


Uno dei passaggi più interessanti per completare il calendario editoriale di un
blog è quello relativo allo studio delle correlazioni che riguardano un topic.
Con Semrush hai a disposizione una sezione specifica che ti dà la possibilità
di ottenere una gran quantità di dati. Ecco un esempio concreto relativo alla
ricerca auto usate.

Se organizzo i dati in base a un costo per click crescente, posso individuare le


query con un qualche interesse in termini di volume ma con un CPC basso. In
questo modo le landing page intercettano il traffico monetizzabile e gli articoli
si occupano di carpire un traffico interessato all’argomento ma non ancora
pronto all’acquisto.

O che non vale la pena portare su una pagina pensata per vendere. Per
organizzare questo lavoro puoi dare uno sguardo al mio modello di calendario
editoriale per blogger. Ma per monitorare l’andamento degli articoli puoi fare
affidamento su un tool di Semrush molto utile che prende il nome di Content
Analyzer. Come ti aiuta questa realtà?

Semplice, tiene fede al nome suggerito. In pratica monitora l’andamento del


singolo articolo. In modo da mostrare cosa accade in termini di traffico e
come migliorare un determinato contenuto. Attenzione, non stiamo parlando di
traffico ipotetico: qui c’è il collegamento a Google Analytics. Senza dimenticare
la Search Console.
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Ciò significa che puoi analizzare i dati concreti. E basare le tue azioni su azioni
concrete, non improvvisate. Questo vale sia per l’analisi del singolo contenuto
che per avere una prospettiva ampia di tutto il sito web.

L’aspetto interessante è che hai a disposizione un editor per ottimizzare i singoli


contenuti avendo ben presente le query con le quali si posiziona e gli ultimi
update effettuati. Insomma, qui si lavora.
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Aggiornare le pagine
per aumentare il traffico

Uno dei passaggi più importanti per mantenere alta la guardia e posizionarsi
sempre al meglio: aggiornare gli articoli e, in linea di massima, i contenuti del
tuo sito web.

Questo è importante perché Google ama i contenuti freschi e utili per il pubblico.
Avere un blog aziendale ti consente di dare a Google sempre nuove risorse da
affrontare, ma questo non è per forza una strada da seguire per aumentare le
visite dei potenziali clienti.

Molte ricerche sottolineano l’esatto contrario. Quella di Hubspot, ad esempio,


indica che la maggior parte dei lead arriva dai vecchi post del blog. Stesso
discorso riguarda le visite: se migliori i tuoi articoli puoi dare un grande
vantaggio competitivo.

In una fase iniziale bisogna pubblicare contenuti per dare una massa al proprio
progetto editoriale, ma se lavori su pillar article capaci di posizionarsi per molte
query puoi vivere di rendita. Ovvero, puoi portare visite sul tuo sito anche senza
pubblicare nuovi post.

Però deve esserci un lavoro di aggiornamento costante, questo è chiaro. Non


è sempre indispensabile, e le soluzioni per rinfrescare il contenuto vanno dalla
semplice modifica alla completa riscrittura, ma per ottimizzare questo lavoro
devi usare uno degli strumenti più utilizzati della suite Semrush: posizione di
ricerca organica.
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A cosa serve questa funzione? Semplice, elenca tutte le parole chiave


(comprese nel database Semrush) per le quali si posiziona il sito web. Tutto
questo viene corredato dai dati necessari per valutare la query, come il volume
di ricerca e il CPC. Ovviamente c’è anche il posizionamento nella serp, ed è
questo il dato che interessa.

Sai che la maggior parte dei click in una pagina del motore di ricerca vengono
raccolti dai primi risultati? E che i link in seconda pagina hanno scarse
possibilità di essere visualizzati? Il tuo compito è questo: sfogliare l’elenco
delle keyword con le quali il tuo sito web si posiziona e individuare quei risultati
a un passo dal risultato ideale ottenuti con pagine web da aggiornare, quindi
con contenuti datati. Obiettivo? Se una pagina si posiziona in undicesima o
dodicesima posizione devi passare alla nona, o alla ottava. In ogni caso devi
fare in modo che arrivi in prima pagina.

Oppure puoi lavorare con chi si trova in sesta o settima posizione per tentare
di raggiungere il podio. Vale a dire i primi snippet. Qui il gioco si fa duro e non
sempre è possibile se i primi risultati sono occupati dai grandi player. Ma c’è un
aspetto che non puoi perdere di vista: la necessità di lavorare in modo da non
perdere ciò che hai già conquistato.

Come puoi ben vedere il tool di Semrush ti indica la posizione nella serp di
determinate pagine per le keyword che si trovano a sinistra. “Nomi belli per
Instagram” è una query interessante, con un discreto volume di ricerca e un
CPC che potrebbe attirare l’attenzione.
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Seleziono sull’URL per vedere come si comporta la pagina web in questione e


scopro che il suo intento è quello di rispondere a chi cerca il nome per il blog. In
questo caso la posizione è massima, non ci sono altri traguardi da raggiungere.

E tentare una scalata per intercettare chi vuole i “nomi belli per Instagram” mi
potrebbe portare a perdere di rilevanza per la query che mi interessa. Forse, in
questo caso, considerando la specificità dei temi e la distanza tra i topic conviene
creare un articolo a parte. Magari con dei link interni, questo sì.
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Usa il SEO Writing Assistant di Semrush


Mentre scrivi il testo per migliorare l’ottimizzazione dei contenuti puoi sfruttare
l’assistente copy Semrush, un tool che ti consente di rispettare le principali punti
di una buona ottimizzazione SEO on-page, dall’inserimento del tag title a quello
della meta description.

L’aspetto interessante di questo elemento: puoi lavorare sull’editor presente nella


piattaforma Semrush, oppure scarichi il plugin WordPress che ti dà la possibilità
di valutare il lavoro svolto direttamente nel CMS. Alternativa utile: l’estensione per
Google Docs.

SEMrush SEO Writing Assistant

Google Docs SEO Writing Assistant


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Scoprire nuovi blog


per i guest post

Sai bene che questa strategia è indispensabile per ottenere buoni risultati. Il
guest blogging è una delle tecniche più efficaci per raggiungere una visibilità
difficile da ottenere diversamente. Ma sai già di cosa sto parlando, vero?

I guest post sono articoli che pubblico su un progetto diverso dal mio. In questo
modo posso raggiungere un pubblico diverso, lavoro sul mio brand e ottengo
dei link di qualità in ingresso. Sempre rispettando le regole di Google che
suggeriscono di prendere queste strategie con la giusta attenzione.

Le linee guida di Mountain View, infatti, suggeriscono che: “campagne di


marketing di articoli o di pubblicazione degli ospiti su larga scala con link di
anchor text pieni di parole chiave” possono diventare un problema. D’altro
canto lo stesso Matt Cutts sottolinea che:

It seems like most people are getting the spirit of what I was trying
to say, but I’ll add a bit more context. I’m not trying to throw the
baby out with the bath water. There are still many good reasons to
do some guest blogging (...). I just want to highlight that a bunch of
low-quality or spam sites have latched on to “guest blogging” as their
link-building strategy, and we see a lot more spammy attempts to do
guest blogging.

Insomma, si gioca tutto sul piano della qualità per quanto concerne la scrittura
del testo da inviare al blogger, ma anche per la scelta della piattaforma
ospitante. Il primo caso è un compito esclusivamente tuo, devi creare dei guest
post che siano realmente utili. Non proporre il classico comunicato stampa o il
redazionale commerciale, ti prego.

Mi ti consiglio anche di scegliere con cura i blog che ospiteranno i tuoi lavori
migliori. Questo ti aiuterà a lavorare bene su tutti i fronti. In primo luogo
conviene scegliere blog allineati al tuo tema, e per fare questo basta andare su
Google e digitare le query che riguardano il tuo topic, più il termine “blog”, per
trovare i primi risultati.
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Poi devi avere una panoramica del portale, devi capire se i blog sono in crescita
o sul sentiero del tramonto. E per quali keyword si posizionano. Magari sarebbe
interessante avere una panoramica dei link in ingresso e del traffico, almeno in
linea ipotetica.

Ma chi te li dà questi dati? Il proprietario del sito web? Lo farà? Non hai bisogno di
chiedere se hai Semrush: basta inserire l’URL nel campo principale per avere una
panoramica totale di tutto ciò che ti serve per valutare il blog che hai individuato.

In primo luogo puoi scoprire la ricerca ipotetica in base alle keyword posizionate,
e ovviamente hai la lista delle parole chiave che portano traffico. Inoltre ha la
tendenza del traffico organico, gli investimenti in advertising, il profilo backlink e le
fonti di traffico.
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Insomma, hai trovato un blog interessante sul quale ti piacerebbe pubblicare


un articolo. Hai bisogno di informazioni chiare per capire se questo è il portale
giusto per la tua attività di guest blogging? Hai trovato la combinazione giusta,
puoi fare la differenza in questo modo.
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Non dimenticare il Topic Research di Semrush


Uno degli aspetti più interessanti per aiutare i blogger e i SEO a trovare nuovi
domini per la propria attività di guest blogging. Topic Research di Semrush
è uno strumento che ti consente di ottenere due vantaggi sostanziali per la
tua attività di digital marketing. Nel momento in cui inserisci il topic (il tema
rilevante) individua i temi correlati e i risultati che ottengono le migliori posizioni.

Quindi, ti faccio un esempio: voglio occuparmi del tema legato alla scrittura
creativa? perfetto, inserisco questo topic nella ricerca e ottengo due livelli di
risultati. Che posso espandere anche in forma di mappa mentale. Da un lato
trovo chi già si occupa di questo tema (e posso contattare per il mio progetto
di guest blogging). Ma posso anche approfondire tutto ciò che riguarda gli
argomenti da inserire nel mio calendario editoriale.
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Creare e pubblicizzare
il mio ebook

Fare content marketing non vuol dire procedere a caso per creare articoli da
pubblicare sul blog. Devi anche lavorare su prodotti che soddisfano esigenze
diverse, attività che consentono di lavorare su piani differenti. E con risultati diversi.

Pensa al classico ebook: un evergreen che non può essere ignorato. Puoi fare tanto
con questo strumento, in primo luogo per una semplice questione di branding.
Pubblicare un documento utile che tutti possono scaricare vuol dire farti notare,
raggiungere persone che possono apprezzare la tua capacità divulgativa.

Inoltre puoi lavorare sulla lead generation, vale a dire l’acquisizione di nuovi contatti
per puoi attivare un processo di nurturing che dovrebbe giungere alla vendita. Tutto
questo senza dimenticare che un dono è sempre utile per fare link earning. Vale a
dire attivare un processo virtuoso che ti porta a ottenere delle menzioni di qualità.

Ma per fare tutto questo hai bisogno di tre ingredienti principali. il primo lo svelo
subito: qualità. Non puoi proporre il classico malloppo di post riciclati dal blog e
rimessi in circolo in forma di ebook. O meglio, ci puoi provare. Ma che valore stai
dando? Crea qualcosa di unico, di gran valore. E poi distribuiscilo. Ma prima devi
puntare su un altro aspetto.
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Quale argomento scegliere?


Chiaro, tu hai un settore e vuoi sviluppare un contenuto capace di soddisfare il
pubblico di quella categoria. Però hai un dubbio: piacerà? Cosa vogliono le persone?

Cosa cerca l’audience dal mio contributo? Non temere, questa è una domanda
storica, quasi scontata. Per questo si usa Semrush: ti aiuta a risolvere dubbi. Guarda
l’analisi keyword cosa ti offre.

In che modo? Svelando le keyword che le persone digitano nel motore di ricerca per
soddisfare determinate esigenze. Lavorando su volumi e costo per click puoi capire
se un determinato argomento ha seguito oppure no.

Ma non solo, analizzando le pagine web che si posizionano per determinate keyword
puoi capire anche se c’è qualche competitor che ha già lavorato nella direzione che
stai per intraprendere. Il vantaggio concreto si divide in due linee: eviti di prendere
strade troppo congestionate e studi il lavoro svolto per fare qualcosa in più.
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Promuovi il tuo lavoro


Dopo aver creato il tuo documento devi pubblicizzarlo per diffondere l’operato. Ma
soprattutto hai bisogno di una base stabile per smuovere le acque. Soprattutto, devi
fare in modo che il tuo lavoro diventi lo strumento ideale per guadagnare buoni link.

Perché sai bene che l’ottimizzazione SEO non riguarda solo il lavoro on-page. Ecco
che il tuo PDF, caricato su una landing page adeguata, diventa l’esca giusta per fare
in modo che qualcuno interessato la citi. Con un collegamento ipertestuale.

Per fare questo hai bisogno di un buon lavoro di digital PR, con un professionista
che contatti determinati blogger per ottenere la citazione. Ecco che arriva il punto
delicato: come trovare le persone giuste? Semrush ti dà ancora una volta una mano.

In primo luogo hai la lista dei competitor che hanno già scritto ebook dedicati
al tuo tema. Hanno ricevuto link? Da chi? Contatta queste persone: potrebbero
essere propense a fare lo stesso con il tuo lavoro. Proseguiamo? Citando le parole
chiave nel form di ricerca trovi persone che si occupano di determinati argomenti.

E che possono essere inseriti in una prima lista di potenziali contatti. Il documento
può arricchirsi grazie al grafico che mette a confronto un blog con i competitor
diretti. Una breve analisi per valutare traffico ipotetico, keyword posizionate e
backlink e il gioco è fatto. Hai a disposizione una lista di contatti da spendere per
promuovere il tuo ebook.
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Analizza le performance
per migliorare la strategia
Contributo scritto dal team Semrush

Idealmente, l'analisi delle prestazioni dovrebbe essere effettuata su base


continuativa per regolare gli obiettivi e l’attività, nonché per identificare i margini
di miglioramento al momento giusto.

Diversi report su Google Analytics e di SEMrush ti permettono di correggere


la tua strategia al volo, capire cosa funziona meglio per il tuo pubblico di
destinazione e selezionare l'approccio più efficace per raggiungere i tuoi obiettivi.

Prima di tutto, è necessario selezionare gli indicatori KPI più significativi che
vuoi monitorare, in base alle caratteristiche del progetto. Con una vasta gamma
di metriche disponibili, si tratta di scegliere quelle che meglio rifletteranno le tue
prestazioni, in base all'obiettivo, al tuo ambiente competitivo e alla tua strategia.
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Metriche relative al comportamento degli utenti


Questi indicatori possono aiutarti a valutare la qualità dell'esperienza utente che
offri al tuo pubblico. Quanto tempo spende l'utente su ciascuna delle tue pagine?
Quante pagine separate consultano durante le loro visite? Ma anche da dove
vengono? Tutte informazioni a cui devi assolutamente prestare attenzione. Esempi:

Visualizzazioni di pagina: indica il numero di visualizzazioni per una determinata


pagina Web, fornendo un'idea generale delle prestazioni del tuo contenuto.

Visitatori unici: mostra quanti visitatori attrae il tuo contenuto, utile per determinare
la dimensione del tuo pubblico.

Pagine per sessione: questo è il numero medio di pagine (contenuto) visualizzate


da un singolo utente durante una singola sessione sul tuo sito. Ti aiuta a valutare
i tuoi collegamenti interni.

Nuovi e vecchi utenti: questo dato dimostra la capacità dei tuoi contenuti di attrarre
nuovi utenti mantenendo quelli esistenti.

Tempo medio per pagina: indica se i visitatori trascorrono molto tempo a leggere
i tuoi contenuti o se li consultano rapidamente.

Profondità pagina: mostra il numero medio di pagine visitate dagli utenti per una
sessione.

Frequenza di rimbalzo: indica la percentuale di utenti che hanno lasciato una


determinata pagina senza visitare altre pagine del sito.

Sorgenti di traffico: questo ti aiuta a scoprire i migliori canali di marketing per la


distribuzione dei tuoi contenuti.

Analizzare le prestazioni dei contenuti

Gli strumenti per Content Marketing La piattaforma ti permette di


di SEMrush ti consentono di monitorare in modo rapido ed
controllare i contenuti del tuo sito efficiente le pubblicazioni esterne
web sulla base di segnali social, in quanto a backlink, ranking
backlink e altro per URL. e condivisioni sui social.

Analizza i contenuti Analizza le prestazioni


sul tuo sito delle pubblicazioni
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Rapporti sul coinvolgimento


Like: mostrano quale tipo di contenuto attrae il pubblico sui social media.

Condivisioni: indicano il livello di visibilità dei tuoi contenuti sui social media.

Commenti: aiutano a identificare il contenuto che aumenta il coinvolgimento e che


genera discussioni tra il pubblico.

Menzioni: ti permettono di capire cosa pensa la tua community dei tuoi contenuti;
utile per gestire la tua reputazione online.

Ripubblicazioni: dimostra che i tuoi contenuti sono apprezzati non solo dagli utenti
ma anche da blogger, media ed esperti.

Richieste: indicano se i tuoi contenuti sono in grado di generare opportunità di


partnership nel settore del marketing.

La tua community cresce giorno dopo giorno, ma qual è davvero il rapporto


che i tuoi follower hanno con il tuo brand? L'analisi dell'engagement generato
dai tuoi contenuti ti aiuta a rispondere a questa domanda. Attraverso queste
metriche, puoi anche valutare l'efficacia dei tuoi canali di distribuzione.
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Metriche SEO
L'ottimizzazione SEO dei tuoi contenuti non dovrebbe rimanere statica. Al
contrario, deve costantemente adattarsi all'evoluzione delle intenzioni di ricerca
del tuo pubblico, alle strategie dei tuoi concorrenti e alle nuove opportunità
offerte dalle funzionalità SERP.

Per essere sempre un passo avanti, devi sempre tenere d‘occhio il tuo traffico
organico, il posizionamento delle tue parole chiave e le tue opportunità di link
building. Esempi:

Traffico organico: indica il numero di visite che il tuo sito Web riceve dai motori di
ricerca. Come tale, mostra quali contenuti hanno un buon potenziale SEO.

Tempo di permanenza (Dwell time): indica il tempo medio trascorso da un


visitatore sulla pagina prima di tornare ai risultati di ricerca.

Backlink: sono una misura della viralità dei tuoi contenuti, che ti permette di capire
se ciò che pubblichi è apprezzato da altri esperti e se risuona nella tua comunità.

Ranking delle keyword: indica la posizione corrente della pagina tra i risultati di
ricerca per un termine specifico sul quale si sta tentando di posizionarsi.
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Metriche di vendita
Questi indicatori ti danno un'idea del reale impatto dei tuoi sforzi. L'idea è che le
visite del pubblico generino lead qualificati, ma alcune altre metriche possono
aiutarti a vedere l'evoluzione del tuo ROI. Quanti lead genera il tuo contenuto?
Qual è il bilancio tra lead organici e a pagamento? Quanti sono convertiti in
clienti? Esempi:

Nuovi lead generati: indica il numero di nuovi utenti che hanno condiviso le loro
informazioni personali in cambio del tuo contenuto.

Lead esistenti nella campaign: questo indica il numero di lead esistenti che hanno
interagito con i tuoi contenuti, aiutandoti a valutare e sviluppare la crescita dei lead.

Costo per acquisizione: misura il costo dell'acquisizione di un cliente pagante


nell'ambito della tua campagna di marketing di contenuti.

Tasso di conversione: indica la percentuale di visitatori che hanno eseguito


un'azione desiderata (clic, registrazione, download, ecc.) Dopo aver interagito con
i tuoi contenuti.

Ritorno sull'investimento (ROI): misura il ritorno sull'investimento legato al costo


dei tuoi contenuti: creazione e distribuzione.

Per completare le analisi, effettua un audit approfondito dei contenuti sul tuo
sito una o due volte l'anno. Questo audit compila un elenco dettagliato delle tue
pubblicazioni per modificare le linee guida generali della tua strategia di marketing.
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Conclusione

Una strategia efficace non si basa sulla fortuna, ma su analisi strategiche e


valutazioni continue, basate sui dati in ogni fase del ciclo di vita del content
marketing.

Utilizzando un approccio basato sui dati, i professionisti del content marketing


possono prevedere con precisione i risultati dei loro sforzi. La strategia, quindi,
non si fa alla cieca: puoi fissare gli obiettivi su basi ragionevoli e analizzare
accuratamente i risultati.

In fin dei conti non è questo il tuo scopo? Non sei qui per questo, vale a dire
raggiungere risultati concreti e misurabili? Allora, cosa aspetti: mettiamoci al
lavoro sul serio.
Ci piacerebbe ricevere il tuo feedback!

Questa guida è stata utile? C’è qualcos’altro in merito


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all’indirizzo it-marketing@semrush.com e condividi le
tue idee con noi!

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