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LE SCALE DIATONICHE

DEI SISTEMI MODALE E TONALE


a cura di Alessandro Mugnoz

La scala musicale è definibile come un sistema di organizzazione dei suoni sviluppatosi dalla
pratica musicale di ogni cultura, passata e presente, poi contestualizzato a livello teorico e didattico.
Le scale rappresentano quindi una sintesi delle varie culture musicali, sia in senso storico e sia in
senso geografico (ovvero nel tempo e nello spazio).

 Le scale diatoniche sono quelle che procedono (prevalentemente) per toni.

 Sono scale eptafoniche (o eptatoniche), ovvero formate da 7 suoni denominati gradi.

 Ogni grado della scala rappresenta una propria funzione che lo caratterizza, sia dal punto di
vista melodico che armonico/contrappuntistico. I gradi delle scale maggiori e minori
vengono così denominati: I tonica, II sopratonica, III modale (o mediante), IV
sottodominante, V dominante, VI sopradominante, VII sensibile (o sottotonica se a
distanza di un tono alla tonica).

 Si possono dividere principalmente in scale maggiori e minori - che costituiscono il


sistema musicale occidentale denominato tonale, ancora in uso - e in scale modali, derivate
dalle antiche scale del sistema musicale greco (poi medioevale/gregoriano).

 Le scale diatoniche sono in genere costituite da 5 toni e 2 semitoni (con l'eccezione di scale
come la minore/maggiore armonica, le tzigane e la napoletana, le quali sono formate da 4
toni e 3 semitoni).

 Esse si possono costruire su qualsiasi nota/grado del totale cromatico, ossia della scala
cromatica (grazie al temperamento equabile).

 Le scale modali sono usate – sin dai primi anni del '900, dapprima in ambito colto, poi jazz e
pop – sia per comporre musica alternativa al tradizionale sistema tonale, sia per usufruire di
maggiori possibilità melodiche in ambito improvvisativo (jazz, ecc.).

A livello di percezione auditiva è fondamentale suddividere tali scale, come da tabelle seguenti, in
base a determinati parametri.

CONSIGLI PER LA PERCEZIONE (DISCERNIMENTO AUDITIVO)


DELLE VARIE SCALE DIATONICHE DEL SISTEMA MODALE E TONALE

1) Il primo fattore di discernimento si rifà necessariamente al nostro sistema tonale, il quale è basato
sui due modi maggiore e minore. Quindi occorre puntare l'attenzione, sin dal primo ascolto, sul III
grado della scala, ovvero la modale. In base a questo dato possiamo suddividere (anche) le scale
modali in scale di “tipo Magg.” o di “tipo min.”, discriminando la sonorità che ricorda una delle due
tipologie.
Per cui avremo:

Scale modali con sound di tipo Maggiore Scale modali con sound di tipo minore
- modo ionio (attuale Magg.) - modo eolio (attuale min. Naturale)
- modo lidio - modo dorico
- modo misolidio - modo frigio
- modo locrio
III grado (modale) a distanza di 3a M dalla tonica III grado (modale) a distanza di 3a m dalla tonica

2) Il secondo parametro di distinzione è rappresentato dal VII grado: se esso ha funzione di


sensibile si tratta di scale dell'attuale sistema tonale (modo Magg. e min. armonica/melodica +
bachiana/napoletana) oppure del modo lidio; se invece il 7° è sottotonica (= 1 T dalla tonica) si
tratta sicuramente di scale modali, a partire dal modo eolio (= min. naturale) con l'eccezione del
modo lidio, quindi: modo misolidio, dorico, frigio, locrio.

3) Altri fattori distintivi riferiti alle scale diatoniche in genere:

- il II grado: se è a distanza di semitono dalla tonica si tratta del modo frigio (oppure locrio).
Se oltre al 2° abbassato abbiamo anche la presenza della sensibile si tratta di scala min. napoletana.

- il IV grado: se è aumentato di semitono cromatico, ovvero se è a distanza di “tritono” dalla tonica,


si tratta del modo lidio (con la contestuale presenza della sottotonica ).

- se si percepisce un intervallo di 2a E tra il VI e VII grado (sensibile) si tratta sicuramente di scala


min. armonica (o anche magg. armonica!).

- se la scala presenta differenze (nel VI e VII grado) fra il senso ascendente e discendente si tratta
sicuramente di scala min. melodica.

Scale di tipo Maggiore Scale di tipo minore


- modo Maggiore > 3^M, 6^M, 7^M; - modo minore naturale > 3^m, 6^m, 7^m;
- modo Maggiore armonico > 3^M, 6^m, 7^M; - modo minore armonico > 3^m, 6^m, 7^M;
- modo minore melodico > 3^m, 6^M, 7^M;
- modo lidio > 3^M, 6^M, 7^M - 4^E; (discendente come min. naturale)
- modo misolidio > 3^M, 6^M, 7^m. - modo minore bachiano > 3^m, 6^M, 7^M;
(discendente come ascendente)
- modo minore napoletano > 3^m, 6^m, 7^M
+ 2^m;
- modo dorico > 3^m, 6^M, 7^m;
- modo frigio > 3^m, 6^m, 7^m + 2^m;
- modo locrio > 3^m, 6^m, 7^m + 2^m - 5^d.
III grado (modale) a distanza di 3a M dalla tonica III grado (modale) a distanza di 3a m dalla tonica