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COMMENTARIO ALLE RIFORME DEL PROCESSO CIVILE

a cura di A. BRIGUGLIO e B. CAPPONI, vol. II


BRUNO CAPPONI, LUISA GROPPOLI, SILVIA IZZO
MARIO MONTANARO, CHIARA PETRILLO, ALFREDO STORTO
AUGUSTO TATANGELO, GABRIELLA TOTA

COMMENTARIO ALLE RIFORME


DEL PROCESSO CIVILE

a cura di
ANTONIO BRIGUGLIO e BRUNO CAPPONI

VOLUME II

Processo di esecuzione

(D.L. 14 marzo 2005, n. 35 convertito con modificazioni


nella L. 14 maggio 2005, n. 80, L. 28 dicembre 2005, n. 263,
L. 24 febbraio 2006, n. 52)
PROPRIETA
Ó LETTERARIA RISERVATA

© Copyright 2007 by Cedam - Padova

ISBN 978-88-13-27417-7

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nico, meccanico, per mezzo di fotocopie, microfilms, registrazioni o altro.

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Centrofotocomposizione Dorigo - Padova
A Nicola Picardi e Romano Vaccarella
PREFAZIONE

Dopo oltre sessant’anni di quasi totale disinteresse, recentemente il legi-


slatore ha proceduto, intervenendo a più riprese, ad una profonda riscrittura
di molti istituti dell’esecuzione forzata. Dapprima la legge n. 80/2005, inte-
grata e corretta in più punti dalla legge n. 263/2005, e poi la legge n.
52/2006 hanno modificato significativamente il libro terzo del codice, e par-
ticolarmente il processo di espropriazione forzata, pur essendosi rinunciato
ad introdurre talune innovazioni oggetto di ampio dibattito (ad esempio,
nulla è stato previsto in tema di esecuzione indiretta).
Gli interventi del 2005 e del 2006 hanno peraltro origini e giustificazioni
assai diverse.
Le leggi del 2005 hanno – sia pure, la prima, forzando la mano alla con-
versione del decreto-legge n. 35/2005 sulla competitività – finalizzato un
lungo lavoro preparatorio che, muovendo dai risultati di due rappresentative
commissioni ministeriali (la prima presieduta da Giuseppe Tarzia, la secon-
da Romano Vaccarella), era confluito nei lavori parlamentari seguiti alla
presentazione del d.d.l. Castelli del dicembre 2001: ragion per cui può dirsi
che il super-emendamento, approvato con la legge n. 80/2005, si compone
di norme ampiamente discusse sia in sede culturale e scientifica, sia in sede
parlamentare.
La legge del 2006, invece, è nata nel segno dell’improvvisazione e della
casualità: provvedimento di fine legislatura, svincolato da ogni dibattito in
qualsiasi sede, presenta vizi non emendabili, sul riflesso vuoi di talune scelte
«politiche» poco coerenti (l’aver assegnato a tutti i giudizi di opposizione un
unico grado di merito, come, tradizionalmente, per l’opposizione agli atti, è
scelta non soltanto inopportuna in sé, ma che mal si concilia con la riforma
del giudizio di legittimità, quasi contestualmente portata dal decreto legisla-
tivo n. 40/2006), vuoi di talune soluzione «tecniche» abborracciate (emble-
matico il caso dell’art. 624 c.p.c., norma la cui approssimativa fattura può
essere indicata come un inedito modello negativo: e dispiace davvero che
per tale «esperimento» sia stato scelto il codice di procedura civile, piuttosto
che una qualsiasi legge settoriale).
Il corpo vile del processo esecutivo ha quindi subìto, assieme a novelle
ampiamente attese e condivise, anche inaspettati sconvolgimenti: e crediamo
VIII PREFAZIONE

che uno dei compiti del futuro legislatore – ma il d.d.l. Mastella, approvato
in consiglio dei ministri il 16 marzo 2007, nulla prevede al riguardo – sarà
quello di tornare sugli aspetti più controversi soprattutto della legge n.
52/2006, per correggere molti degli errori cui nessun interprete, per quanto
benevolo e paziente, potrebbe ovviare con i limitati strumenti in suo posses-
so.

Roma, 30 aprile 2007

Antonio Briguglio – Bruno Capponi


INDICE SOMMARIO(*)

Art. 474 (Titolo esecutivo) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 1

Commento di SILVIA IZZO


1. Le modifiche apportate all’art. 474 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 1
2. L’esperienza europea . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 8
3. Titoli esecutivi di formazione giudiziale: gli atti di cui all’art. 474,
comma 2, n. 1 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 11
4. Titoli esecutivi di formazione stragiudiziale: le scritture private auten-
ticate . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 15
5. Segue: gli atti pubblici . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 22
6. Regime giuridico dei titoli negoziali formati precedentemente al primo
marzo 2006 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 24

Art. 476 (Altre copie in forma esecutiva) . . . . . . . . . . . . . . . . » 29

Commento di SILVIA IZZO

Art. 479 (Notificazione del titolo esecutivo e del precetto) . . . . . » 32

Commento di SILVIA IZZO

Art. 490 (Pubblicità degli avvisi) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 34


Art. 173 disp. att. c.p.c. Abrogato . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 34
Art. 173-ter disp. att. c.p.c. (Pubblicità degli avvisi tramite inter-
net) ......................................... » 35

Commento di AUGUSTO TATANGELO


1. I precedenti recenti interventi sull’art. 490 . . . . . . . . . . . . . . . . » 35
2. Le modifiche di cui alla legge n. 80/2005 . . . . . . . . . . . . . . . . » 44

(*) Ove non altrimenti segnalato, nel presente sommario, nonché nel seguito del volu-
me, l’indicazione degli articoli si riferisce al Codice di procedura civile.
X INDICE SOMMARIO

2.1. Eliminazione della pubblicazione sul F.A.L. degli avvisi relativi


alla procedure esecutive . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 45
2.2. Introduzione della pubblicità informatica . . . . . . . . . . . . . » 45
2.3. L’indicazione del termine minimo per la effettuazione della
pubblicità . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 49
3. L’effettuazione concreta delle varie forme di pubblicità: i soggetti le-
gittimati e le conseguenze del mancato rispetto delle disposizioni
dettate dalla legge ovvero dal giudice . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 49
4. Diritto intertemporale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 52

Art. 492 (Forma del pignoramento) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 54

Commento di LUISA GROPPOLI


1. Introduzione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 56
2. L’invito rivolto al debitore ad effettuare la dichiarazione di residenza
o l’elezione di domicilio: finalità . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 59
3. Segue: soggetti tenuti alla formulazione dell’invito; modi, tempi e de-
stinatari dell’invito . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 61
4. Segue: modi e tempi della dichiarazione . . . . . . . . . . . . . . . . . » 62
5. Segue: conseguenze circa la mancanza dell’invito e la mancanza del-
l’avvertimento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 63
6. L’avvertimento al debitore della possibilità di chiedere la conversione
ex art. 495 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 64
7. La dichiarazione del debitore circa i beni pignorabili: le misure in-
trodotte per incentivare la collaborazione dell’esecutato . . . . . . . » 66
8. Segue: gli effetti della dichiarazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 68
9. L’estensione del pignoramento a seguito dell’intervento di altri cre-
ditori . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 72
10. L’individuazione dei beni tramite richiesta ai gestori dell’anagrafe
tributaria e di altre banche dati pubbliche . . . . . . . . . . . . . . . . » 74
11. Il caso in cui il debitore è un imprenditore commerciale . . . . . . . » 77

Art. 495 (Conversione del pignoramento) . . . . . . . . . . . . . . . » 79


Art. 187-bis disp. att. c.p.c. (Intangibilità nei confronti dei terzi
degli effetti degli atti esecutivi compiuti) . . . . . . . . . . » 80

Commento di ALFREDO STORTO


1. Premessa . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 80
2. Il termine finale per la presentazione dell’istanza di conversione: lo
stato del dibattito e la modifica dell’art. 495, comma 1 . . . . . . . . » 82
2.1. Il coordinamento con l’art. 187-bis, disp. att . . . . . . . . . . . » 90
2.2. Questioni di diritto intertemporale e transitorio . . . . . . . . . » 100
3. L’avvertimento iniziale della facoltà di chiedere la conversione: l’art.
492, comma 3 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 103
4. La rateizzazione dei versamenti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 109
INDICE SOMMARIO XI

5. Gli interventi successivi alla conversione. Cenni. I poteri del g.e. per
la verifica anticipata dei crediti. Rinvio . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 110

Art. 499 (Intervento) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 113


Art. 500 (Effetti dell’intervento) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 114
Art. 510 (Distribuzione della somma ricavata) . . . . . . . . . . . . » 114

Commento di ALFREDO STORTO


1. Premessa . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 115
2. La legittimazione ad intervenire dei soli creditori titolati: origine della
questione, problemi evidenziati nel sistema dell’espropriazione «a por-
ta aperta» e compatibilità col principio della par condicio creditorum . » 119
3. L’art. 499 «riformato»: i creditori legittimati ad intervenire . . . . . . » 140
3.1. Segue: I crediti risultanti dalle scritture contabili: l’intervento
«asimmetrico» della legge n. 263 del 2005. Profili di costituzio-
nalità . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 147
4. I requisiti del credito fatto valere con l’intervento: certezza, liquidità,
esigibilità . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 152
5. Intervento tempestivo e tardivo: nuovi termini per una vecchia que-
stione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 154
6. I creditori privi di titolo esecutivo e la procedura di riconoscimento
dei crediti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 158
6.1. Gli effetti del riconoscimento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 164
6.2. L’istanza di accantonamento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 169
7. Il ricorso per intervento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 171
8. L’estensione del pignoramento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 172

Art. 512 (Risoluzione delle controversie) . . . . . . . . . . . . . . . . » 178

Commento di GABRIELLA TOTA


1. Premessa . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 178
2. Il quadro normativo previgente e le modifiche ad esso apportate dalla
riforma. Il preteso mutamento della natura delle controversie distribu-
tive . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 179
3. Oggetto della contestazione ex art. 512 (alla luce della nuova discipli-
na dell’intervento dei creditori introdotta dalle leggi nn. 80 e 263 del
2005) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 184
4. Rapporti dell’opposizione distributiva con le opposizioni all’esecuzio-
ne e agli atti esecutivi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 186
5. Legittimazione processuale, forma della contestazione, giudice com-
petente e struttura del procedimento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 189
6. Natura ed impugnazione del provvedimento che definisce la contro-
versia distributiva. Il problema della stabilità dei risultati della distri-
buzione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 193
7. Sospensione della distribuzione in pendenza della contestazione . . . » 195
XII INDICE SOMMARIO

Art. 514 (Cose mobili assolutamente impignorabili) . . . . . . . . . Pag. 198


Art. 515 (Cose mobili relativamente impignorabili) . . . . . . . . . » 198

Commento di AUGUSTO TATANGELO


1. Premessa: la nuova disciplina della impignorabilità degli strumenti ne-
cessari all’esercizio della professione del debitore . . . . . . . . . . . . » 199
2. La condizione di pignorabilità . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 199
3. Il limite «quantitativo» di pignorabilità . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 202
4. La possibilità di pignoramento integrale . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 204

Art. 517 (Scelta delle cose da pignorare) . . . . . . . . . . . . . . . . » 205

Commento di AUGUSTO TATANGELO


1. I nuovi criteri di scelta dei beni da pignorare . . . . . . . . . . . . . . » 205
2. Il limite del valore di presumibile realizzo dei beni da pignorare . . . » 206

Art. 518 (Forma del pignoramento) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 208

Commento di AUGUSTO TATANGELO


1. La rappresentazione fotografica o audiovisiva delle cose pignorate . . » 209
2. La stima dei beni pignorati. Il differimento e l’integrazione delle ope-
razioni di pignoramento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 210
3. La richiesta di copia del processo verbale di pignoramento all’ufficiale
giudiziario e il deposito degli atti in cancelleria . . . . . . . . . . . . . » 213

Art. 165 disp. att. c.p.c. (Partecipazione del creditore al pignora-


mento) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 214

Commento di AUGUSTO TATANGELO

Art. 520 (Custodia dei mobili pignorati) . . . . . . . . . . . . . . . . » 217


Art. 521 (Nomina e obblighi del custode) . . . . . . . . . . . . . . . » 217

Commento di AUGUSTO TATANGELO


1. Le disposizioni per la custodia dei beni tra il pignoramento e l’istanza
di vendita . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 218
2. La custodia dei beni pignorati, dopo l’istanza di vendita . . . . . . . . » 218

Art. 524 (Pignoramento successivo) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 221


Art. 525 (Condizione e tempo dell’intervento) . . . . . . . . . . . . . » 221
INDICE SOMMARIO XIII

Art. 526 (Facoltà dei creditori intervenuti) . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 221


Art. 527 (Diritto dei creditori intervenuti alla distribuzione) . . . » 222
Art. 528 (Intervento tardivo) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 222
Art. 530 (Provvedimento per l’assegnazione o per l’autorizzazione
della vendita) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 222

Commento di AUGUSTO TATANGELO

Art. 532 (Vendita a mezzo di commissionario) . . . . . . . . . . . . » 224

Commento di AUGUSTO TATANGELO


1. La discrezionalità del giudice dell’esecuzione nella scelta tra vendita
con incanto e senza incanto . . . . . . . . . . . . . . ........... » 224
2. Il ruolo dell’istituto vendite giudiziarie . . . . . . . ........... » 225
3. Le modalità della vendita a mezzo commissionario ........... » 225

Art. 534-bis (Delega delle operazioni di vendita) . . . . . . . . . . . » 227


Art. 534-ter (Ricorso al giudice dell’esecuzione) . . . . . . . . . . . » 227
Art. 169-bis disp. att. c.p.c. (Determinazione dei compensi per le
operazioni delegate dal giudice dell’esecuzione) . . . » 227
Art. 169-ter disp. att. c.p.c. (Elenco dei professionisti che provve-
dono alle operazioni di vendita) . . . . . . . . . . . . . . » 228

Art. 538 (Nuovo incanto) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 229

Commento di AUGUSTO TATANGELO


1. Le novità in tema di fissazione del nuovo incanto . . . . . . . . . . . . » 229
2. La soppressione dell’avviso di diserzione dell’asta . . . . . . . . . . . . » 229
3. La soppressione del riferimento alla mancata richiesta di assegnazione
dei beni pignorati da parte dei creditori come condizione per il nuovo
incanto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 229
4. La fissazione del secondo incanto da parte del soggetto cui è affidata
la vendita . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 231
5. Gli incanti successivi e la questione del prezzo minimo . . . . . . . . » 231

Art. 543 (Forma del pignoramento) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 232


Art. 547 (Dichiarazione del terzo) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 232

Commento di CHIARA PETRILLO


1. Scopi delle modifiche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 233
2. Profili di inadeguatezza della modifica dell’art. 543, comma 2, nume-
ro 4) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 235
XIV INDICE SOMMARIO

3. Segue: ... anche con riguardo al suo ambito di applicazione . . . . . . Pag. 237
4. L’udienza di «comparizione del terzo» e sua eventuale «alterazione
strutturale» in relazione alla operatività delle modifiche . . . . . . . . » 239
5. Ratio dell’imposizione del termine di dieci giorni per l’invio della rac-
comandata e carattere meramente alternativo di tale invio rispetto alla
comparizione in udienza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 241
6. Sopravvenienza del credito nelle more tra la dichiarazione e l’udienza
di comparizione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 241
7. Sopravvenienza della dichiarazione positiva nelle more del giudizio di
accertamento dell’obbligo del terzo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 242
8. I poteri del procuratore speciale e del difensore . . . . . . . . . . . . . » 243

Art. 546 (Obblighi del terzo) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 245

Commento di LUISA GROPPOLI


1. Gli orientamenti sul tema . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 245
2. Il nuovo limite all’oggetto del pignoramento di crediti . . . . . . . . . » 248
3. I rimedi previsti dal comma 2 in caso di pignoramenti eseguiti presso
più terzi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 253

Art. 557 (Deposito dell’atto di pignoramento) . . . . . . . . . . . . . » 257

Commento di MARIO MONTANARO

Art. 559 (Custodia dei beni pignorati) . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 260


Art. 560 (Modo della custodia) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 260

Commento di MARIO MONTANARO


1. Le ipotesi di sostituzione del debitore come custode. 1) La sostituzio-
ne su istanza del creditore . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 261
2. 2) La sostituzione d’ufficio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 267
3. Segue: la sostituzione in sede di adozione dell’ordinanza di vendita o
di delega . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 269
4. La sostituzione del custode e la liberazione dell’immobile . . . . . . . » 272
5. La disciplina dell’ordinanza di nomina o di revoca del custode. La
non impugnabilità . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 275
6. Segue: l’espressa qualificazione come titolo esecutivo per il rilascio . » 279
7. La legittimazione processuale del custode . . . . . . . . . . . . . . . . » 282
8. L’amministrazione e la gestione dell’immobile pignorato . . . . . . . . » 286
9. Il compenso del custode . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 289

Art. 561 (Pignoramento successivo) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 291

Commento di MARIO MONTANARO


INDICE SOMMARIO XV

Art. 563 (Condizioni e tempo dell’intervento) . . . . . . . . . . . . . Pag. 294


Art. 564 (Facoltà dei creditori intervenuti) . . . . . . . . . . . . . . . » 294
Art. 565 (Intervento tardivo) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 294
Art. 566 (Intervento dei creditori iscritti e privilegiati) . . . . . . . » 294

Art. 567 (Istanza di vendita) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 296

Commento di MARIO MONTANARO


1. La (funzione della) documentazione catastale di cui all’art. 567,
comma 2 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 297
2. La documentazione catastale di cui all’art. 567, comma 2, dopo la
riforma . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 302
3. Segue: perplessità . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 305
4. Il nuovo termine per il deposito della documentazione . . . . . . . . » 306
5. La proroga del termine per il deposito della documentazio-
ne . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 309
6. La legittimazione al deposito della documentazione . . . . . . . . . . » 310
7. Il mancato o l’incompleto deposito della documentazione: l’ineffica-
cia del pignoramento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 318
8. Segue: l’estinzione «parziale» e l’estinzione «totale» del processo
esecutivo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 321
9. La disciplina della dichiarazione di estinzione . . . . . . . . . . . . . » 324
10. Il limite processuale per la dichiarazione di estinzione . . . . . . . . » 326
11. Il rimedio avverso l’ordinanza dichiarativa dell’estinzione «parziale»
o «totale» . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 329
12. L’assegnazione al creditore di un termine per completare la docu-
mentazione depositata . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 331

Art. 569 (Provvedimento per l’autorizzazione della vendita) . . . . » 339

Commento di MARIO MONTANARO


1. La nomina e il giuramento dell’esperto. La fissazione dell’udienza
per provvedere sull’istanza di vendita . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 340
2. Segue: la natura dei termini . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 342
3. La vendita con incanto. Cenni e rinvio . . . . . . . . . . . . . . . . . » 344

Art. 161-bis disp. att. c.p.c. (Rinvio della vendita dopo la presta-
zione della cauzione) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 346

Commento di MARIO MONTANARO


1. Il rinvio della vendita dopo la presentazione della cauzione . . . . . . » 346
2. Profili sistematici dell’art. 161-bis disp. att . . . . . . . . . . . . . . . . » 349
XVI INDICE SOMMARIO

Art. 570 (Avviso della vendita) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 351


Art. 571 (Offerte d’acquisto) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 351
Art. 572 (Deliberazione sull’offerta) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 352
Art. 573 (Gara tra gli offerenti) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 352
Art. 575 (Termine delle offerte senza incanto) . . . . . . . . . . . . » 352

Commento di MARIO MONTANARO


1. La disciplina della vendita senza incanto. L’offerta . . . . . . . . . . . » 353
2. Le condizioni dell’offerta . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 356
3. I termini di presentazione dell’offerta . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 358
4. La cauzione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 359
5. Il termine di presentazione dell’offerta . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 363
6. La presentazione di una sola offerta . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 363
7. La presentazione di più offerte . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 368

Art. 173-quinquies disp. att. c.p.c. (Ulteriori modalità di presen-


tazione delle offerte d’acquisto) . . . . . . . . . . . . . . . . » 375

Commento di MARIO MONTANARO


1. L’offerta teletrasmessa . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 375
2. La restituzione della cauzione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 376

Art. 576 (Contenuto del provvedimento che dispone la vendita) . » 378


Art. 580 (Prestazione della cauzione) . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 378

Commento di MARIO MONTANARO


1. Le spese di vendita . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 379
2. L’ammontare e il deposito della cauzione . . . . . . . . . . . . . . . . . » 382
3. L’offerente all’incanto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 384
4. L’immediata restituzione della cauzione all’offerente «presente» . . . » 385
5. L’incameramento di un decimo della cauzione versata dall’offerente
«assente» . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 386

Art. 584 (Offerte dopo l’incanto) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 391

Commento di MARIO MONTANARO


1. L’aumento di quinto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 391
2. Il termine di presentazione delle offerte . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 393
3. Le modalità di presentazione dell’offerta . . . . . . . . . . . . . . . . . » 396
4. La legittimazione alla presentazione delle offerte in aumento e alla
partecipazione alla gara . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 397
5. Il versamento della cauzione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 402
6. L’integrazione della cauzione da parte degli «offerenti al precedente
incanto» . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 403
INDICE SOMMARIO XVII

7. Le modalità di espletamento della gara . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 405


8. La mancata partecipazione degli offerenti alla gara . . . . . . . . . . . » 408

Art. 585 (Versamento del prezzo) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 413


Art. 586 (Trasferimento del bene espropriato) . . . . . . . . . . . . . » 413
Art. 179-bis disp. att. c.p.c. (Determinazione e liquidazione dei
compensi per le operazioni delegate dal giudice dell’ese-
cuzione) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 414

Commento di MARIO MONTANARO


1. La cancellazione della trascrizione dei pignoramenti e delle iscrizioni
ipotecarie successive alla trascrizione del pignoramento . . . . . . . . » 414
2. Le spese di cancellazione delle trascrizioni di pignoramenti e delle
iscrizioni ipotecarie . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 417
3. Segue: L’art. 179-bis disp. att . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 423
4. Alcune problematiche applicative . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 424
5. Le «altre» trascrizioni successive alla trascrizione del pignoramento . » 427
6. Il versamento del prezzo ai sensi dell’art. 585, comma 3 . . . . . . . » 431

Art. 588 (Termine per l’istanza di assegnazione) . . . . . . . . . . . » 433


Art. 589 (Istanza di assegnazione) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 433
Art. 590 (Provvedimento di assegnazione) . . . . . . . . . . . . . . . » 433
Art. 591 (Provvedimento di amministrazione giudiziaria o di
nuovo incanto) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 433
Art. 173 disp. att. c.p.c. (Pubblicità dell’istanza di assegnazione
o di vendita) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 434

Commento di MARIO MONTANARO


1. L’esito negativo dell’incanto . . . . . . . . . .
. . . . . . . . . . . . . . . » 434
2. La «nuova» udienza di incanto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 436
3. La disciplina dell’istanza di assegnazione . .. . . . . . . . . . . . . . . » 440
4. Il prezzo di assegnazione . . . . . . . . . . .
. . . . . . . . . . . . . . . » 444
5. Le modalità e i presupposti del nuovo incanto . . . . . . . . . . . . . . » 446

Art. 591-bis (Delega delle operazioni di vendita) . . . . . . . . . . . » 449


Art. 591-ter (Ricorso al giudice dell’esecuzione) . . . . . . . . . . . » 451
Art. 173-quater disp. att. c.p.c. (Avviso delle operazioni di vendita
con incanto da parte del professionista delegato) . . . . » 451
Art. 179-ter disp. att. c.p.c. (Elenco dei professionisti che provve-
dono alle operazioni di vendita) . . . . . . . . . . . . . . . » 452

Commento di MARIO MONTANARO


1. L’estensione «oggettiva» della delega . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 452
XVIII INDICE SOMMARIO

2. L’estensione «soggettiva» della delega . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 454


3. Segue. Perplessità . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 458
4. La natura della delega e la disciplina dell’attività delegata al profes-
sionista . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 462
5. La disciplina dell’incompatibilità e la responsabilità del professionista
delegato . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 466
6. Gli elenchi dei professionisti delegabili . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 468
7. La «sede» del notaio delegato . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 473
8. Il contenuto dell’ordinanza di delega . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 475
9. La presentazione delle offerte in caso di delega . . . . . . . . . . . . » 477
10. L’indicazione del luogo delle attività di vendita senza incan-
to . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 480
11. L’allegazione del certificato di destinazione urbanistica al decreto di
trasferimento predisposto dal professionista delega-
to . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 481
12. L’opposizione agli atti esecutivi prevista dall’art. 591-bis, comma 7 . » 483

Art. 173-bis disp. att. c.p.c. (Contenuto della relazione di stima e


compiti dell’esperto) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 484

Commento di MARIO MONTANARO


1. Il controllo della documentazione da parte dell’esperto . . . . . . . . » 485
2. La relazione di stima dell’immobile. Il contenuto . . . . . . . . . . . » 491
3. Segue: la funzione dell’attività dell’esperto e la liquidazione del com-
penso . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 495
4. L’invio di copia della relazione alle parti e il deposito delle «note alla
relazione» . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 496

Art. 596 (Formazione del progetto di distribuzione) . . . . . . . . . » 499


Art. 598 (Approvazione del progetto) . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 499

Commento di MARIO MONTANARO


1. La formazione del progetto di distribuzione . . . . . . . . . . . . . . . » 499
2. L’approvazione del progetto di distribuzione . . . . . . . . . . . . . . . » 503

Art. 600 (Convocazione dei comproprietari) . . . . . . . . . . . . . . » 506


Art. 181 disp. att. c.p.c. (Disposizioni sulla divisione) . . . . . . . » 506

Commento di MARIO MONTANARO


1. La divisione giudiziale e la vendita della quota . . . . . . . . . . . . . . » 506
2. Le modalità di vendita della quota . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 512
3. Le disposizioni sulla divisione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 513
INDICE SOMMARIO XIX

Art. 608 (Modo del rilascio) . . . . . . . ... ...... .... .... Pag. 520
Art. 608-bis (Estinzione dell’esecuzione per rinuncia della parte
istante) . . . . . . . . . . . . . . ... ...... .... .... » 520
Art. 611 (Spese dell’esecuzione) . . . . . ... ...... .... .... » 520

Commento di AUGUSTO TATANGELO


1. Premessa . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 521
2. L’individuazione del momento iniziale del processo di esecuzione per
rilascio e la modifica del termine per il c.d. preavviso di rilascio . . . » 521
3. La previsione dell’estinzione del processo per rinunzia da parte del
creditore procedente . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 527
4. La liquidazione delle spese del processo di esecuzione per consegna o
rilascio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 535
5. Diritto intertemporale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 540

Art. 615 (Forma dell’opposizione) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 542

Commento di GABRIELLA TOTA


1. Premessa . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 542
2. Il vuoto di tutela legislativa e i rimedi apprestati dalla legge 14 maggio
2005, n. 80: la sospensione dell’efficacia esecutiva del titolo in pen-
denza dell’opposizione a precetto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 544
3. Presupposti e contenuto del provvedimento sospensivo . . . . . . . . » 546
4. La previsione della reclamabilità ex art. 669-terdecies dell’ordinanza di
sospensione (art. 624, comma 2) e la natura cautelare del provvedi-
mento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 552
5. Segue: la questione del contenuto (conservativo o anticipatorio) della
misura sospensiva (con cenni al novellato comma 3 dell’art. 624) . . » 556
6. Conseguenze applicative della soluzione prescelta: A) competenza a
provvedere sull’istanza ex art. 615, comma 1; B) proponibilità di
un’istanza ante causam; C) procedimento; D) regime del provvedi-
mento di rigetto dell’istanza; E) regime della revoca e modifica del
provvedimento; F) reclamo; G) attuazione del provvedimento di so-
spensione; H) cessazione della causa di sospensione e instaurazione
della procedura esecutiva; I) conseguenze della mancata instaurazio-
ne ovvero dell’estinzione del giudizio di opposizione: il problema del-
l’applicabilità degli artt. 669-octies e 669-novies . . . . . . . . . . . . . » 559
7. La tutela della posizione dell’esecutato allorché il creditore proceda al
pignoramento nelle more del subprocedimento di sospensione . . . . » 565
8. Il coordinamento del potere di sospensione conferito al giudice del-
l’opposizione a precetto con l’analogo potere spettante al giudice del-
l’esecuzione (artt. 615, comma 1, e 624, comma 1) . . . . . . . . . . » 567
XX INDICE SOMMARIO

Art. 616 (Provvedimenti sul giudizio di cognizione introdotto dal-


l’opposizione) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 571
Art. 185 disp. att. c.p.c. (Udienza di comparizione davanti al giu-
dice dell’esecuzione) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 571

Commento di GABRIELLA TOTA


1. Premessa . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 571
2. Le nuove modalità di proposizione delle opposizioni esecutive. Rilievi
critici . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 572
3. La supposta «cameralizzazione» del procedimento di opposizione
(art. 185 disp. att.) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 578
4. La previsione d’inimpugnabilità della sentenza che definisce il giudizio
oppositivo. Cenni alla disciplina transitoria . . . . . . . . . . . . . . . . » 582

Art. 617 (Forma dell’opposizione) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 588

Commento di GABRIELLA TOTA


1. L’adeguamento del termine ex art. 617 alla connotazione dell’opposi-
zione agli atti esecutivi quale giudizio a cognizione piena ed esaurien-
te inteso (anche) all’accertamento di diritti soggettivi . . . . . . . . . . » 588

Art. 618 (Provvedimenti del giudice dell’esecuzione) . . . . . . . . » 592

Commento di GABRIELLA TOTA


1. La nuova disciplina della fase introduttiva delle opposizioni esecuti-
ve. Rinvio al commento all’art. 616 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 592
2. La sospensione della procedura esecutiva e i rimedi esperibili avver-
so il relativo provvedimento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 596

Art. 618-bis (Procedimento) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 603

Commento di GABRIELLA TOTA


1. Premessa . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 603
2. La nuova disciplina procedimentale delle opposizioni esecutive in
materia di lavoro, di previdenza e di assistenza . . . . . . . . . . . . » 605

Art. 619 (Forma dell’opposizione) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 608

Commento di GABRIELLA TOTA


1. Le nuove modalità introduttive dell’opposizione di terzo all’esecu-
zione ex art. 619 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 608
2. La disciplina dell’accordo tra le parti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 609
INDICE SOMMARIO XXI

Art. 624 (Sospensione per opposizione all’esecuzione) . . . . . . . Pag. 612

Commento di CHIARA PETRILLO


1. Premessa . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 613
2. L’oggetto del reclamo cautelare . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 615
3. Segue: reclamabilità dell’ordinanza ex art. 615, comma 1 e dell’ordi-
nanza pronunciata in seno all’opposizione agli atti . . . . . . . . . . » 619
4. Funzione – ma non struttura – cautelare dell’ordinanza sulla so-
spensione e conseguente inapplicabilità delle norme disciplinanti il
rito cautelare uniforme . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 624
5. Attribuzione del potere di pronunciare il provvedimento sulla so-
spensione della esecuzione iniziata in corso di opposizione a precet-
to . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 629
6. Effetti del provvedimento che sospende l’esecuzione . . . . . . . . . » 636
7. Carattere meramente ordinatorio e conservativo dell’ordinan-
za . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 640
8. «Sede» per la pronuncia del provvedimento sulla sospensione e am-
bito applicativo del meccanismo estintivo del «pignoramento» . . . . » 642
9. «Legittimazione» ed «interesse» alla «prosecuzione» del giudizio di
merito sull’opposizione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 647
10. Termine per la proposizione dell’istanza di estinzione e «legittima-
zione» al suo deposito . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 653
11. Conseguenze della mancata prosecuzione del giudizio di merito:
l’estinzione del «pignoramento» alternativa alla prosecuzione del
giudizio di esecuzione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 654
12. La non «autorità» dell’ordinanza di estinzione . . . . . . . . . . . . . » 658
13. Inefficacia, revocabilità e modificabilità dell’ordinanza che provvede
sulla sospensione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 659

Art. 624-bis (Sospensione su istanza delle parti) . . . . . . . . . . . » 663

Commento di CHIARA PETRILLO


1. Genesi, natura e ambito di applicazione della sospensione c.d. «con-
cordata» . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 664
2. Dies ad quem per la proposizione dell’istanza . . . . . . . . . . . . . » 666
3. «Legittimazione» necessariamente congiunta dei creditori, rilevanza
del consenso degli offerenti e audizione del debitore . . . . . . . . . » 671
4. Modalità di proposizione dell’istanza di sospensione . . . . . . . . . » 675
5. Modalità di assunzione e forma del provvedimento . . . . . . . . . . » 676
6. Revoca del provvedimento di sospensione . . . . . . . . . . . . . . . . » 678
7. «Impugnazione» del provvedimento sulla sospensione . . . . . . . . » 680
8. Modalità di prosecuzione del processo di esecuzione e conseguenze
del mancato od intempestivo deposito dell’istanza . . . . . . . . . . . » 682
XXII INDICE SOMMARIO

Art. 630 (Inattività delle parti) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 684


Art. 631 (Mancata comparizione all’udienza) . . . . . . . . . . . . . » 684

Commento di AUGUSTO TATANGELO


1. Le modifiche del testo dell’art. 630 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 685
1.1. L’implicita conferma dell’istituto del reclamo avvero le ordi-
nanze in tema di estinzione del processo esecutivo . . . . . . . » 685
1.2. L’indicazione dei soggetti legittimati a proporre reclamo avver-
so i provvedimenti in tema di estinzione . . . . . . . . . . . . . » 688
1.3. L’elevazione del termine per proporre il reclamo . . . . . . . . » 691
2. La modifica dell’art. 631 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 695
3. Diritto intertemporale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 696

L’entrata in vigore, di BRUNO CAPPONI . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 697


1. Le novità concernenti il processo di esecuzione forzata: in particola-
re, il titolo esecutivo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 697
2. Le due norme transitorie sulla vendita forzata e sull’intervento dei
creditori sine titulo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 701
3. Allungamento di termini processuali e reclamo avverso i provvedi-
menti di sospensione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 706
4. La forma del pignoramento e l’invito al debitore di dichiarare la resi-
denza o di eleggere domicilio. Limiti di quantità del pignoramento
presso terzi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 708
5. La conversione del pignoramento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 711
6. Le opposizioni esecutive . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 714
Art. 474
(Titolo esecutivo)

[1] L’esecuzione forzata non può avere luogo che in virtù di un titolo
esecutivo per un diritto certo, liquido ed esigibile.
[2] Sono titoli esecutivi:
1) le sentenze, i provvedimenti e gli altri atti ai quali la legge attri-
buisce espressamente efficacia esecutiva;
2) le scritture private autenticate, relativamente alle obbligazioni
di somme di denaro in esse contenute, le cambiali, nonché gli altri
titoli di credito ai quali la legge attribuisce espressamente la stessa efficacia;
3) gli atti ricevuti da notaio o da altro pubblico ufficiale autorizzato
dalla legge a riceverli [relativamente alle obbligazioni di somme di denaro in
essi contenute].
[3] L’esecuzione forzata per consegna o rilascio non può aver luogo
che in virtù dei titoli esecutivi di cui ai numeri 1) e 3) del secondo com-
ma. Il precetto deve contenere trascrizione integrale, ai sensi dell’articolo
480, secondo comma, delle scritture private autenticate di cui al numero
2) del secondo comma.

Commento di SILVIA IZZO

SOMMARIO: 1. Le modifiche apportate all’art. 474. – 2. L’esperienza europea. – 3. Titoli ese-


cutivi di formazione giudiziale: gli atti di cui all’art. 474, comma 2, n. 1. – 4. Titoli ese-
cutivi di formazione stragiudiziale: le scritture private autenticate. – 5. Segue: gli atti
pubblici. – 6. Regime giuridico dei titoli negoziali formati precedentemente al primo
marzo 2006.

1. – La legge n. 80 del 14 maggio 2005, come integrata e corretta dal-


l’art. 1, comma 3, lettera a), della legge 28 dicembre 2005, n. 263, ha modi-
ficato in più punti l’art. 474 del codice di rito ampliando il catalogo dei titoli
esecutivi e regolando l’efficacia degli stessi in relazione all’esecuzione per
consegna e rilascio. Appaiono, così, al n. 1), altri «atti», oltre alle sentenze e
ai provvedimenti «ai quali la legge attribuisce espressamente efficacia esecu-
tiva»; al n. 2), le scritture private autenticate accanto ai titoli di credito,
2 SILVIA IZZO

mentre, secondo il novellato n. 3), gli atti pubblici consentono anche l’ese-
cuzione per consegna e rilascio ( 1 ).
L’esigenza di intervenire sulla norma in commento non è nuova e le mo-
difiche apportate raccolgono suggestioni passate. Limitando l’attenzione alle
proposte vagliate nell’ultimo ventennio, il Disegno di legge delega per il nuo-
vo codice di procedura civile del 1981 ( 2 ) riteneva necessaria «una puntuale
caratterizzazione ed individuazione dei titoli esecutivi» in relazione «ai suoi
tre tipi fondamentali» e proponeva un «cauto allargamento della categoria»
di quelli negoziali con particolare riguardo all’esecuzione per consegna e ri-
lascio (art. 17, lett. a) ( 3 ).
Il progetto elaborato a metà degli anni novanta dalla Commissione per
la revisione del codice di procedura civile presieduta dal prof. Giuseppe
Tarzia ( 4 ), sulla scorta e «senza raggiungere il Progetto Carnelutti del
1926» ( 5 ), prevedeva all’art. 32 l’inserimento delle scritture private auten-
ticate accanto agli atti pubblici e, per entrambi, eliminava la limitazione di
efficacia alle sole obbligazioni di pagamento legittimandoli ai sensi dell’art.
605 e ss. ( 6 ).

( 1 ) L’originaria formulazione della norma aveva creato un busillis interpretativo. Essa


attribuiva, infatti, valore di titolo esecutivo agli atti di formazione privata, di cui al comma 2,
n. 3, soltanto «relativamente alle obbligazioni di somme di denaro», tuttavia il comma 3 (ri-
masto invariato a seguito della «seconda novella») li legittimava all’esecuzione per consegna o
rilascio. Intesa nel suo tenore letterale la previsione non avrebbe avuto un significato plausibi-
le, cosicché i primi interpreti avevano letto il rinvio senza l’inciso che ne circoscriveva l’effica-
cia. Così ORIANI, Titolo esecutivo, opposizioni, sospensione dell’esecuzione, in Foro it., 2005,
V, 106, un cenno anche in PROTO PISANI, Le modifiche al codice di procedura civile previste
dalla l. n. 80 del 2005, ivi, 90; SCARSELLI, Brevi note sulle modifiche al codice di procedura
civile previste dalla l. n. 80 del 2005, ivi, 174; CUFFARO, Novità e problemi in tema di rilascio
di immobili (riflessioni a prima lettura della l. 80/2005), in Corr. merito, 2005, 749 ss.
( 2 ) Disegno di legge delega per il nuovo codice di procedura civile approvato dal consi-
glio dei ministri nella riunione dell’8 maggio 1981, che può leggersi in Riv. trim. dir. proc.
civ., 1981 645 e ss. Il disegno approvato traeva fondamento dai lavori della commissione pre-
sieduta dal prof. Enrico Tullio Liebman presentati al Guardasigilli in data 25 febbraio 1981.
( 3 ) Sul tale progetto di riforma del terzo libro del codice di rito, cfr. i commenti di
VERDE, La disciplina dell’esecuzione forzata secondo il disegno di legge delega per un nuovo
codice di procedura civile, in Riv. dir. proc., 1982, 70 ss.; GRASSO, Il processo esecutivo nelle
prospettive della ricodificazione, in Riv. dir. proc., 1985, 520 ss; BORRÈ, Verso la riforma del
codice di procedura civile? Riflessione sulla disciplina dell’esecuzione forzata nel disegno di
legge delega n. 1463, in Foro it., V, 134 ss.
( 4 ) Consegnato al Guardasigilli l’11 marzo 1996, che può leggersi in Riv. dir. proc.,
1996, 945 ss.
( 5 ) Così la relazione illustrativa al n. XIX, in Riv. dir. proc., 1996, 1001.
( 6 ) Sui profili del progetto Tarzia relativi all’esecuzione forzata cfr. VACCARELLA, Le li-
nee essenziali del processo esecutivo secondo il progetto della commissione Tarzia, in Riv.
dir. proc., 1998, 365 ss.; VALCAVI, Relazione introduttiva e proposte di riforma del processo
ART. 474 - TITOLO ESECUTIVO 3

Ancora oltre si era spinta la Proposta di legge delega per la riforma del
codice di procedura civile, elaborata dalla commissione presieduta dal prof.
Romano Vaccarella ( 7 ), che annoverava tra i titoli esecutivi stragiudiziali, ef-
ficaci «anche in relazione alle obbligazioni di dare e di fare eseguibili in for-
ma specifica», le scritture private, solo «eventualmente autenticate» (art.
34) ( 8 ), considerando «anacronistico» ( 9 ) il riferimento alle sole obbligazio-
ni pecuniarie.
Ma anche ove la ricomprensione di titoli, nuovi per qualità ed efficacia,
nel catalogo tassativo contemplato dall’art. 474 non avesse trovato illustri
«para-prodromi» di nulla si sarebbe potuto tacciare il legislatore visto che è
l’esperienza stessa ad aver dimostrato l’impossibilità di elaborare «una no-
zione presupposta e univoca» ( 10 ) di titolo esecutivo, valevole in assoluto in-
dipendentemente dalle esigenze dei traffici e della prassi ( 11 ). A tale compi-

esecutivo, in Giur. it., 1997, IV, 215; LEBRE DE FREITAS, La riforma italiana del processo
esecutivo (il disegno di legge delega della Commissione Tarzia), in Riv. dir. proc., 1999,
1039 ss.
( 7 ) Nominata con decreto del 23 novembre 2001.
( 8 ) «In quanto» si legge nelle relazioni conclusive depositate dalla commissione Vacca-
rella nel luglio del 2002, «già attualmente il nostro sistema attribuisce tale efficacia ai titoli di
credito, che dal punto di vista documentale sono appunto scritture private non autenticate.
Se il diritto, che scaturisce da tali scritture, è certo, liquido ed esigibile, non vi è ragione di
costringere il creditore ad instaurare un processo di cognizione, al fine di procurarsi un titolo
esecutivo giudiziale.»
( 9 ) Ibidem.
( 10 ) PROTO PISANI, Per un nuovo titolo esecutivo di formazione stragiudiziale, in Foro it.,
2003, V, 119.
( 11 ) Ne è prova la celeberrima «disputa» intorno al concetto e alla natura del titolo ese-
cutivo che ha interessato la dottrina sotto il vigore del codice del 1865, proseguita poi con
l’introduzione del nuovo codice. La polemica sorse tra Liebman e Carnelutti attorno alla de-
finizione del titolo (icasticamente) come atto o come documento. In questo secondo senso
CARNELUTTI, secondo il quale esso è «prova legale del credito» in quanto fornisce il grado di
certezza sull’esistenza dello stesso sufficiente a consentire l’(astrazione dell’) esecuzione for-
zata; cfr., Lezioni di diritto processuale civile. Processo di esecuzione, Padova, 1931-1932, I,
216 e ss.; Titolo esecutivo, in Riv. dir. proc. civ., 1931, I, 313 e ss.; Titolo esecutivo e scienza
del processo, ivi, 1934, I, 154 ss. Per LIEBMAN, al contrario, il titolo è «atto costitutivo della
sanzione», che rappresenta il momento di applicazione della stessa, distinto da quello dell’ac-
certamento del rapporto giuridico sostanziale, dal quale può, anzi prescindere; cfr. La sen-
tenza come titolo esecutivo, in Riv. dir. proc., 1929, I, 117 e ss.; Le opposizioni di merito nel
processo di esecuzione, Roma, 1931, 136 ss.; Il titolo esecutivo riguardo ai terzi, in Riv. dir.
proc., 1934, I, 127.
Per un’approfondita analisi dei termini della disputa cfr. ANDOLINA, Contributo alla dot-
trina del titolo esecutivo, Napoli, 1982, 42 ss., VACCARELLA, L’esecuzione forzata dal punto di
vista del titolo esecutivo, in Giur. sistematica di dir. proc. civ., diretta da A. PROTO PISANI, To-
rino, 1983, 32 ss.
È qui interessante notare come, nella profonda differenza del metodo e dell’impostazio-
4 SILVIA IZZO

to, d’altronde, ha abdicato lo stesso legislatore «sistematico» del 1940 che


non ha formulato l’art. 474 c.p.c. quale «modello primitivo» di titolo esecu-
tivo che funga assieme da archetipo e moltiplicatore ( 12 ) per le diverse fatti-
specie previste dall’ordinamento come avviene, per esempio, ai sensi degli
articoli 127, 131, 156 c.p.c., o per il contratto, ex art. 1321 c.c. ( 13 ).
L’ascrizione di uno piuttosto che di altro atto alla categoria risponde, per-
ciò, a ragioni «pregiuridiche» ( 14 ) di mera opportunità politico-legislati-
va ( 15 ).

ne, entrambe le teorie servissero a fornire un fondamento logico e teorico all’autonomia del
processo di esecuzione da quello di cognizione. Rispetto a questo presupposto si pongono
(consapevolmente) in netta contraddizione le posizioni del SATTA (Premesse generali alla dot-
trina dell’esecuzione forzata, in Riv. dir. comm., 1932, I, 335 ss.; L’esecuzione forzata, Milano
1937) e del MAZZARELLA (Contributo allo studio del titolo esecutivo, Milano 1965), entrambe
orientate a sconfessare il dogma, o solo la necessità logica, di un’autonoma, «astratta e irreale
azione esecutiva» (MAZZARELLA, ult. cit., 62.). Per questa ricostruzione del pensiero dei due
autori cfr. VACCARELLA, voce Titolo esecutivo, in Enc. giur. Treccani, Roma, 1994, XXI, 3 ss.
Per una compiuta critica cfr. GARBAGNATI, Sterilità di una pseudo-polemica sul titolo esecuti-
vo, in Riv. trim. dir. proc. civ., 1967, 325 ss., e VERDE, Intervento e prova del credito nel-
l’espropriazione forzata, Milano 1968, 11 ss., 38 ss.
( 12 ) O, per dirla con PROTO PISANI, cit., 120, «Pre-concetto unificante di cui uno o l’al-
tro atto possa considerarsi modello derivato».
( 13 ) GRASSO, voce Titolo esecutivo, in Enc. dir., Milano, 686, 1992, dal quale è tratta an-
che l’evocativa definizione di «modello primitivo» usata nel testo. La ricerca di caratteristiche
strutturali che accomunino i «tipi» di titolo esecutivo previsti dalla legge, od anche solo dal
codice, risulta vana, in quanto «tra di essi non è possibile tracciare alcuna analogia, perché
nessuna caratteristica, a loro comune, è suscettibile di essere impiegata in vista di una nozio-
ne strutturale unitaria», in questo senso, e per ampi ragguagli, VERDE-CAPPONI, Profili del
processo civile, III, Napoli 1998, 40-45.
( 14 ) GRASSO e PROTO PISANI nelle opere da ultimo citate.
( 15 ) Non è un caso che CHIOVENDA, inizialmente sostenitore della tesi per cui il titolo (in
senso sostanziale) fosse l’atto di «accertamento in base al quale deve avvenire l’esecuzione»
(L’azione nel sistema dei diritti, in Saggi di diritto processuale, I, 1931, 3 ss.; Principi di dirit-
to processuale civile, Napoli 1923, 235 ss.), abbia poi abbandonato l’ambizione di individuare
un carattere unificante per le varie figure contemplate dall’ordinamento, limitandosi a defini-
re lo stesso quale «documento scritto, dal quale risulti una volontà concreta di legge che ga-
rantisce un bene al creditore, sia o no a lui dovuto» (Istituzioni di diritto processuale civile, I,
Napoli, 1933, 258 ss.). È interessante a questo proposito rilevare, con VACCARELLA (Diffusio-
ne e controllo dei titoli esecutivi stragiudiziali, in Riv. dir. proc., 1992, 53 ed ora in Titolo ese-
cutivo, precetto e opposizioni, cit.) che neanche in sede di controllo di costituzionalità è possi-
bile effettuare una seria verifica delle opzioni del legislatore ordinario, com’è dimostrato dal
dato per cui in questo settore la Consulta ha sempre emesso, a fronte delle numerosissime
questioni sollevate, pronunce di rigetto motivate nel senso dell’insindacabilità della «razionale
discrezionalità del legislatore». Ciò che invece è possibile e doveroso sottoporre a vaglio di
costituzionalità è il sistema di tutela garantito al debitore a fronte della definizione di deter-
minati atti quali titolo esecutivo (Ibidem, 53 e 65 ss.)
ART. 474 - TITOLO ESECUTIVO 5

Non è di quest’epoca giuridica lo «sgomento» di fronte all’innovazio-


ne ( 16 ), ma va semplicemente registrata, in relazione ai titoli stragiudiziali, la
mutata considerazione di certi «contenenti» ritenuti, oggi e non ieri, dotati
di un grado di affidabilità tale da giustificare l’inizio di una procedura ese-
cutiva e, quindi, di rendere «(auspicabilmente) improbabile [...] il vaglio
giurisdizionale» ( 17 ). Comunque si intenda definire l’«in sé» ( 18 ) del titolo
esecutivo ( 19 ) è infatti chiaro che la scelta di tipizzazione di un atto che val-

( 16 ) Che è tipico di epoche caratterizzate da un concezione giusnaturalistica del diritto e


poco giustificabile in momenti storici diversi, in cui la fede nella «legge» presuppone che sia il
solo legislatore positivo a poter individuare ciò che sia o non sia lecito, ciò che sia o non pos-
sibile. Purtuttavia finanche «nell’età della codificazione», reazioni fortemente perplesse carat-
terizzarono la previsione, da parte del codice di commercio del 1882, delle cambiali tra i titoli
di credito, destinata a «sconvolgere princìpi più di ragione che non strettamente giuridici».
CALAMANDREI (La cambiale, Firenze 1883, 283 ss.), per esempio, giudicò l’inclusione «con-
traria alla storia, allo stato della legislazione contemporanea ai princìpi». Sulla vicenda cfr.,
ampiamente, VACCARELLA, Titolo esecutivo, precetto, opposizioni, Torino, 1994, 18 ss. (da cui
è tratta la prima citazione).
( 17 ) VACCARELLA, Le linee essenziali, cit., 368, in relazione all’analoga previsione del pro-
getto Tarzia.
( 18 ) VERDE, Attualità del principio «nulla executio sine titulo», in Riv. dir. proc., 1999,
964, o, per dirla con ANDOLINA (op. cit., 2.) il «problema ontologico» del titolo.
( 19 ) VACCARELLA, Diffusione e controllo, cit., 66, e ID., L’esecuzione forzata, cit., rileva
come potrebbero individuarsi una «pluralità di nozioni» dello stesso viste le diversità di con-
cetti di esso che possono trarsi dalla disciplina codicistica e dalla legislazione speciale.
Le posizioni che la dottrina ha assunto circa il profilo «ontologico» del titolo possono
riassumersi nella diversa configurazione di esso quale atto di accertamento del rapporto giu-
ridico sostanziale ovvero quale atto costitutivo dell’azione esecutiva in un certo senso sintetiz-
zata dalla polemica tra Liebman e Carnelutti. Rimandando per la posizione di questi ultimi e
del Chiovenda a quanto osservato supra, alle note 10 e 15, può sinteticamente rilevarsi che
per FURNO, che della teoria dell’accertamento quale «antecedente legale immancabile» del-
l’esecuzione è probabilmente il teorico più compiuto, il titolo esecutivo costituisce presuppo-
sto processuale del processo di esecuzione in quanto «prova» dell’accertamento «giudiziale o
legale» del credito (Condanna e titolo esecutivo, in Riv. it. scienze giur., 1937, 97 ss.; Contri-
buto alla teoria della prova legale, Padova, 1940, 166 ss.; Disegno sistematico delle opposizio-
ni all’esecuzione, Firenze, 1942, 45 ss.). La posizione di Furno è stata ripresa è sviluppata in
seguito da MANDRIOLI (L’azione esecutiva. Contributo alla teoria unitaria dell’azione e del
processo, Milano 1955, 327 ss.), per il quale il titolo è «atto di accertamento autonomo dal-
l’atto negoziale ma espresso nello stesso documento». ANDOLINA «espelle» l’atto giuridico dal-
la definizione di titolo che ritiene essere «rappresentazione documentale tipica del credito, la
quale si inserisce nella esperienza del fenomeno esecutivo come un atto del processo di ese-
cuzione forzata» (Cognizione ed esecuzione forzata nel sistema della tutela giurisdizionale,
Milano, 1983, 59; Contributo, cit., 93 ss.).
L’idea che si possa prescindere dall’accertamento del credito (solo) in virtù del titolo
esecutivo, poiché lo stesso «quale che sia la natura e la funzione [...] cristallizza[..] la posizio-
ne attiva vantata dal creditore» è poi alla base delle teorie per le quali l’intervento del credito-
re non titolato chiami il giudice dell’esecuzione ad una «cognizione», sia pur peculiare, sul
6 SILVIA IZZO

ga da solo a giustificare «l’aggressione statale» ( 20 ) è frutto di una mediazio-


ne tra esigenze di certezza e di celerità, tra tutela dell’esecutato ed esigenze
di economia dell’ordinamento ( 21 ). Affinché il punto di equilibrio sia rag-
giunto non è dunque sufficiente offrire la garanzia di incidenti di cognizione
innestati nella procedura esecutiva su «eccezione» dell’esecutato ma appun-
to selezionare titoli che, per valore giuridico o simbolico, rendano poco pro-
babile il ricorso agli strumenti di accertamento del credito. Essi, appesanten-
do notevolmente la procedura ( 22 ), minerebbero, oltretutto, il principio di

credito. Per questa impostazione, pur nella diversità degli approdi raggiunti, cfr. ANDRIOLI,
Commento al codice di procedura civile, 3a ed., Napoli, 1957, III, 99 ss.; VERDE, Intervento e
prova, cit., 5 (dal quale è tratta la precedente citazione); ORIANI, L’opposizione agli atti esecu-
tivi, Napoli, 1987, 191 ss.; CAPPONI, La verificazione dei crediti nell’espropriazione forzata,
Napoli, 1990, passim.
Contestano l’idea del titolo come accertamento o prova dell’accertamento REDENTI, Pro-
fili pratici del diritto processuale civile, 2a ed., Milano, 1939, 560-561; MONTESANO, Condan-
na civile e tutela esecutiva, 2a ed., Napoli 1965, 6; LUISO, L’esecuzione «ultra partes», Milano
1984, 86 ss. BOVE, L’esecuzione forzata ingiusta, Torino, 1996, 26 ss., per il quale il titolo è
«fattispecie costitutiva del potere esecutivo» non in quanto garantisca l’esistenza del credito
«ma in quanto costituisce i limiti precisi di una tale potere» (50).
Il SATTA (Premesse generali, cit., 335 ss.; L’esecuzione forzata, cit.), coerentemente alle
peculiarità dell’impostazione adottata, ricostruisce il titolo «come null’altro che il credito con-
cretato in una normativa alla quale la legge attribuisce un valore assoluto rispetto all’azione
del creditore» che è tale proprio in virtù del titolo (così VACCARELLA, op. loc. ult. cit.). MAZZA-
RELLA (Contributo, cit.; Ancora sul titolo esecutivo, in Riv. dir. proc., 1967, 314) «amplifican-
do» il pensiero di Satta, sottolinea come il titolo sia ««simbolo» di altrettante azioni tipiche
del soggetto che si postula come creditore».
Per l’eco che il dibattito dottrinario sull’«in sé» del titolo esecutivo nella giurisprudenza
cfr. CRIVELLI, Il titolo esecutivo(la condizione dell’azione esecutiva), in AA.VV., Esecuzione for-
zata e processo esecutivo, Torino, 2006, I, 199 ss.
( 20 ) BOVE, op. cit., 36.
( 21 ) Ciò che muta con l’evoluzione della civiltà è soltanto la selezione degli atti idonei a
garantire l’equilibrio. Per un’approfondita analisi storica del titolo esecutivo cfr. LIEBMAN, La
sentenza, cit., e VACCARELLA, L’esecuzione forzata, cit., 4-38. Per uno studio storico più gene-
rale sull’esecuzione forzata LIEBMAN, Le opposizioni, cit., 1-96.
( 22 ) Limpidamente PROTO PISANI secondo il quale la previsione di titoli esecutivi stragiu-
diziali è razionalmente giustificata «solo in considerazione del grado di certezza offerta» in
quanto, diversamente operando, il ricorso ad essi si tradurrebbe in una diseconomia ed in
uno speco di attività anziché in un’economia di giudizi (La tutela sommaria, in Appunti sulla
giustizia civile, Bari, 1982, 311 ss. e specie 317). Nello stesso senso VACCARELLA, «è evidente
che l’obbiettivo di realizzare un’economia di attività si realizza se ed in quanto l’evenienza di
un’opposizione sia improbabile, e quindi se ed in quanto l’atto al quale sia conferita l’efficacia
di titolo esecutivo sia tale da far apparire improbabile l’opposizione del debitore» (Diffusione
e controllo, cit., 52). Efficacemente PETRELLI, Atto pubblico, scrittura privata autenticata e ti-
tolo esecutivo, in Notariato, 2005, 546 «l’opposizione all’esecuzione rappresenta la vera “ca-
mera di compensazione” delle differenze riscontrate tra i diversi titoli esecutivi. Perché, è evi-
dente, le eccezioni opponibili dal debitore in sede di opposizione saranno tanto più numero-
ART. 474 - TITOLO ESECUTIVO 7

effettività ricavabile dall’art. 111 Cost. e dall’art. 6 della Convenzione euro-


pea dei diritti dell’uomo ( 23 ). Ciò è a maggior ragione vero in un sistema,
come quello novellato, che consente la sospensione dell’efficacia del titolo
oltre che dell’esecuzione ( 24 ).
Va riconosciuto che il legislatore della «riforma (della riforma)» ( 25 ) ha
presumibilmente tentato di arginare i «danni» del proliferare degli incidenti
di cognizione optando per un modello processuale semplificato. Pertanto, ex
art. 185 delle disposizioni attuative, «all’udienza di comparizione davanti al
giudice dell’esecuzione fissata sulle opposizioni all’esecuzione, di terzo ed
agli atti esecutivi, si applicano le norme del procedimento camerale di cui
agli artt. 737 e seguenti del codice»; ex art. 616, la sentenza che decide sulle
opposizioni non è impugnabile e si è prevista una cognizione deformalizzata
per le opposizioni distributive di cui all’art. 512.
Se è vero che il processo esecutivo non può essere osservato soltanto attra-
verso «il prisma» del titolo ( 26 ) va rilevato che il principio «nulla executio sine

se, tanto più suscettibili di essere accolte quanto minore sarà il grado di “certezza” del titolo
esecutivo».
( 23 ) Sul tema cfr. CHIARLONI, Giurisdizione e amministrazione nell’espropriazione forza-
ta, in AA.VV., L’effettività della tutela del creditore nell’espropriazione forzata, Milano 1992, 1
ss. Sul giusto processo esecutivo, cfr., TARZIA, Il giusto processo di esecuzione, in Riv. dir.
proc., 2002, 330 ss.; CARPI, Riflessioni sui rapporti tra l’art. 111 della Costituzione ed il pro-
cesso esecutivo, in Riv. trim. dir. proc. civ., 2002, 381 ss., COMOGLIO, Principi costituzionali e
processo di esecuzione, in Riv. dir. proc., 1994, 450 ss.
( 24 ) Ex art. 615 c.p.c. e 624 come da ultimo novellato. L’innovazione, sulla quale cfr. in-
fra sub art. 615, codifica l’orientamento giurisprudenziale, inaugurato dalla Cass., Sez. III, 23
febbraio 2001, n. 2051, secondo cui essa può riguardare, oltre all’esecuzione, anche l’efficacia
esecutiva del titolo. CAPPONI, Note a prima lettura del c.d. decretone competitività in relazione a
taluni aspetti concernenti l’esecuzione forzata, in www.judicium.it, rileva come «tale spazio di tu-
tela era stato da sempre avvertito dalla dottrina non meno che dalla pratica, e che la stessa Cor-
te Costituzionale (sent., 19 marzo 1996, n. 81), chiamata a pronunciarsi sulla questione di le-
gittimità sollevata in relazione al combinato disposto degli artt. 615, 623 e 624 c.p.c. in riferi-
mento all’art. 24 Cost., nella parte in cui non si prevedeva che il giudice dell’opposizione a pre-
cetto potesse disporre la sospensione dell’efficacia esecutiva del titolo, aveva considerato l’am-
pio ventaglio di soluzioni perseguibili dal legislatore, sottolineando le incongruenze insite nell’at-
tribuzione di un tale potere cautelare al solo giudice dell’opposizione di merito successiva all’inizio
in senso tecnico dell’esecuzione». Rimandando per gli essenziali approfondimenti al commen-
to relativo agli articoli 624 e 615, sia consentito segnalare che la previsione espressa della sospen-
sione, pur risolvendo un problema avvertito nella prassi in relazione ai titoli che non godevano
di uno specifico rimedio sospensivo, ne crea uno di coordinamento rispetto a quelli giudiziali, per
i quali il rimedio è, al contrario, previsto. Sarebbe stato pertanto auspicabile dettare una disci-
plina ad hoc. Sul tema cfr. ORIANI, La sospensione dell’esecuzione (sul combinato disposto degli
artt. 615 e 624 c.p.c.), in www.judicium.it.
( 25 ) Utilizzando l’espressione di BALENA-COSTANTINO, La riforma (della riforma) del pro-
cesso civile. Note a prima lettura sulla l. 28 dicembre 2005 n. 263, in Foro it., 2006, V, 59.
( 26 ) Così VACCARELLA, L’esecuzione forzata, cit., 93, e 90 ss. per la limpidissima analisi
8 SILVIA IZZO

titulo» ha assunto in conseguenza degli interventi riformatori una valenza mol-


to maggiore che in passato ( 27 ). Se è vero, infatti, che l’intervento nell’espro-
priazione pendente è solo tendenzialmente limitato ai creditori che ne siano mu-
niti ( 28 ), passa senz’altro per l’effettivo possesso del titolo il «diritto al concor-
so» ( 29 ).
È allora utile offrire una sia pur sintetica panoramica delle principali legi-
slazioni di civil law ( 30 ) in tema di titolo esecutivo così da verificare costanti e
variabili della discrezionalità legislativa in sede di selezione dello stesso.

2. – La prima notazione che può effettuarsi in termini comparativi è data del-


la considerazione mostrata dalle legislazioni del «vecchio continente» all’evo-
luzione dei traffici e allo spazio giuridico europeo ed internazionale ( 31 ).
L’art. 3 della legge francese n. 91-650 del 9 luglio 1991 di riforma delle pro-

delle funzioni e i risultati del dibattito sul titolo esecutivo. Sullo stesso tema e con analoga
dovizia BOVE, op. cit., 43 ss. La centralità del titolo esecutivo nel sistema dell’esecuzione ri-
formato viene ribadita da BARLETTA, Questioni sul nuovo titolo esecutivo, in www.judicium.it,
§ 7, e in Riv. esec. forz., 2006.
( 27 ) In questo senso anche SALETTI, Le (ultime?) novità in tema di esecuzione forzata, in
Riv. dir. proc., 2006, 215.
( 28 ) La soluzione «è soltanto tendenziale» (CAPPONI, Note, cit.) in quanto è in realtà
consentito l’intervento anche a quanti abbiano eseguito un sequestro sui beni pignorati, van-
tino un diritto di prelazione risultante dai pubblici registri o siano titolari di un diritto di pe-
gno, nonché, in seguito alle modifiche apportate dalla l. 28 dicembre 2005, n. 263, a chi sia
titolare di un credito di somma di denaro risultante dalle scritture contabili di cui all’articolo
2214 del codice civile (art. 1, comma 3, lettera c).
( 29 ) Così CAPPONI, L’intervento dei creditori dopo le tre riforme della XIV legislature, in
www.judicium.it. ed infatti il complesso meccanismo delineato dal nuovo art. 499 c.p.c. con-
sente sì l’intervento ai creditori sforniti di titolo ma, perché possano effettivamente soddisfar-
si sulla somma ricavata richiede comunque che, vuoi attraverso il riconoscimento del debitore
«ai soli fini dell’esecuzione» vuoi attraverso l’esercizio di un autonomo processo di cognizio-
ne, il titolo venga ad esistenza.
( 30 ) Le peculiarità del sistema di tutela delle situazioni giuridiche sostanziali di common law
che, grazie alla dicotomia (anche se non più di giurisdizioni) tra tutela at law (common law) ed
equitable remedies (equity), «può essere adeguato e completato, per assicurare sempre una tu-
tela esecutiva efficace», sconsigliano di affrontare la tematica dell’esecuzione forzata degli or-
dinamenti ispirati a questo sistema. Per riferimenti cfr. RIESENFIELD, Cases and materials on Cre-
ditor’s Remedies and Debtor’s, St. Paul, Minn., 1967, SPRY, The principles of Equitable Reme-
dies, 2a ed., London, 1980, 304; LEAVEL-LOVE-NELSON, Cases and materials on Equitable Re-
medies, Restitution and Damage, St. Paul, Minn., 1986, e TARUFFO, L’attuazione esecutiva dei
diritti, in Riv. trim. dir. proc. civ., 1988, 145-154 (da cui è tratta la precedente citazione), MECAT-
TI, L’insolvenza del debitore civile nel Regno Unito, in Analisi econ. Dir., 2004, 356 ss.; MAR-
CUCCI, L’insolvenza del debitore civile negli USA, in Analisi econ. Dir., 2004, 376 ss.
( 31 ) Anche perché si tratta di testi legislativi recenti (la riforma spagnola è del 2000, la
legge francese del 1999 è stata ritoccata nel 2004) o relativamente recenti (la legge svizzera è
stata modificata nel 1994).
ART. 474 - TITOLO ESECUTIVO 9

cedure civili di esecuzione ( 32 ), nei suoi sei numeri, dopo averne affermato la
tipicità, ospita il catalogo dei titoli esecutivi, contemplando al n. 2, «les actes et
les jugements étrangers ainsi que les sentences arbitrales déclarés exécutoires par
une décision non susceptible d’un recours suspensif d’exécution».
Analogamente la Ley de Enjuiciamiento civil, del 7 gennaio 2000, n. 1,
di riforma del processo civile spagnolo ( 33 ), dedica un capo ad hoc ai titoli
esecutivi stranieri pur rimandando ai trattati internazionali vigenti in Spagna
(Capo II, art. 523), mentre contempla lodi e risoluzioni arbitrali immediata-
mente dopo le sentenze all’art. 517, norma che apre il titolo dedicato all’ese-
cuzione forzata ( 34 ). Lo stesso accade in Germania.
Nel riformulare l’art. 474 c.p.c, allora, il legislatore italiano avrebbe po-
tuto cogliere l’occasione per «unificare la disciplina dispersa e complessa»
( 35 ), dei titoli o quanto meno, inserire nel catalogo un riferimento ai prov-
vedimenti stranieri e alle decisioni arbitrali così da offrire all’interprete un
quadro di riferimento più chiaro di quello attuale.
La seconda notazione attiene alla tecnica legislativa e consiste nella maggio-
re analiticità della individuazione e caratterizzazione del titolo esecutivo nei Pae-
si europei di tradizione romanistica. In questo senso si segnala tra tutte la già
menzionata legge spagnola che, per limitarsi ad un esempio, risolve espressa-
mente il problema dell’esecutività delle sentenze di accertamento e costitutive (36),
e finanche di quelle relative ad azioni collettive intraprese dai consumatori sen-
za determinazione individuale delle condanne ( 37 ). Probabilmente lo zelo legi-
slativo è in tal caso eccessivo ( 38 ), purtuttavia i recenti travagli giurisprudenzia-

( 32 ) Modificata dalla l. 11 febbraio 2004, n. 2004-130 che però non ha interessato le di-
sposizioni relative al titolo esecutivo dettate dagli articoli 1-4. Si ribadisce il diritto a veder
soddisfatto coattivamente il proprio credito (art. 1); si caratterizza, secondo i requisiti della
liquidità (definita dall’art. 3) e dell’esigibilità, il credito per il quale è possibile procedere ad
esecuzione forzata (art. 2). Il requisito della certezza non è espressamente contemplato ma
deducibile dalla stessa tipicità del titolo ex art. 3.
( 33 ) Cfr. AA.VV., Derecho Procesal Civil. Ejecución forzosa. Procesos especiales, 2000, 1
ss.; CASTILLEJO MANZANARES, La ejecución forzosa en la Ley 1/2000. Los títulos ejecutivos, in
La Ley, 2000, 1914 ss. Per un commento alla legge in lingua italiana cfr. HINOJOSA SEGOVIA,
cit., 373 ss.; nonché VAZQUEZ SOTELO, L’avanprogetto di una nuova legge del processo civile
spagnolo, in Riv. dir. proc., 1999, 818 ss.
( 34 ) L’inserimento delle decisioni arbitrali nel catalogo dei titoli esecutivi risulta dalla
legge 23 dicembre n. 60/2003 di riforma dell’arbitrato.
( 35 ) Così HINOJOSA SEGOVIA, Il nuovo codice di procedura civile spagnolo, in Riv. dir.
proc., 2000, 379, in relazione alla disciplina spagnola precedente alla «ricodificazione».
( 36 ) Artt. 521 e 522 LEC.
( 37 ) Art. 519, LEC.
( 38 ) La stessa dottrina spagnola ha ritenuto che a tal proposito la LEC 2000 cada nell’«a-
cademicismos». In questo senso RAMOS MENDEZ, Guía para una transición ordenada alla Lec,
Barcellona, 2000, 515. Per «la necessitad de una claritad conceptual» alla quale la formulazio-
10 SILVIA IZZO

li sui capi condannatori impliciti o accessori a sentenze non esecutorie fanno


quantomeno riflettere sull’utilità di norme più chiare ( 39 ).
Senza sfociare nell’eccesso casistico, la legge francese opportunamente
distingue tra sentenze e altri titoli giudiziali ( 40 ) e titoli stragiudiziali, mentre
il sistema tedesco rimane articolato «su una rigida tipizzazione degli obbli-
ghi e dei correlativi strumenti di esecuzione forzata» ( 41 ).
La comparazione consente poi di definire come piuttosto originale la
scelta del legislatore italiano di affiancare le scritture private autenticate ai
titoli di credito anche una volta eliminata la stranezza di estenderne l’effi-
cacia alle obbligazioni di consegna e rilascio. Tutte le legislazioni europee
prese in considerazione si riferiscono ad atti pubblici o a dichiarazioni
confessorie (oltre che, chiaramente, ai titoli di credito) relativamente alle
sole obbligazioni di pagamento, in alcuni casi (Spagna) introducendo fi-
nanche un limite di valore ( 42 ). Non occorre ribadire che la scelta di tipiz-
zazione è tipicamente discrezionale, purtuttavia è forse non privo di rile-
vanza rilevare che il cosiddetto titolo esecutivo europeo ( 43 ) contempla, ac-

ne dettagliata della legge assolve cfr. MONTERO AROCA, La evolución en Espaòa del sistema de
ejecución civil, in Studi in onore di Giuseppe Tarzia, Milano 2005, II, 1195, nota 54.
( 39 ) Per un cenno a questa problematica, cfr. infra, nota 44.
( 40 ) Con maggior dovizia rispetto al generico richiamo italiano agli altri atti o provvedi-
menti. Si riporta, per comodità, il testo dell’articolo, dedicato al catalogo dei titoli:
Seuls constituent des titres exécutoires:
1o Les décisions des juridictions de l’ordre judiciaire ou de l’ordre administratif lor-
squ’elles ont force exécutoire;
2o Les actes et les jugements étrangers ainsi que les sentences arbitrales déclarés exécu-
toires par une décision non susceptible d’un recours suspensif d’exécution;
3o Les extraits de procès-verbaux de conciliation signés par le juge et les parties;
4o Les actes notariés revêtus de la formule exécutoire;
5o Le titre délivré par l’huissier de justice en cas de non-paiement d’un chéque;
6o Les titres délivrés par les personnes morales de droit public qualifiés comme tels par
la loi, ou les décisions auxquelles la loi attache les effets d’un jugement.
( 41 ) TARUFFO, cit., 168.
( 42 ) Oltretutto piuttosto basso in quanto pari a P 300,50 ex art. 520 LEC.
( 43 ) Come d’altronde già faceva la Convenzione di Bruxelles del 27 settembre del
1968 ed il Regolamento CE n. 44/2001, sui quali cfr., per tutti, MERLIN, Riconoscimento
ed esecutività della decisione straniera nel Regolamento «Bruxelles I», in Riv. dir. proc.,
2001, II, 433 ss. Il riconoscimento e l’esecuzione delle scritture private autenticate, come
degli altri documenti considerati titolo esecutivo dagli ordinamenti di origine, resta affidata
pertanto alla previsione di convenzioni bilaterali, all’esistenza di norme interne che ricono-
scano l’efficacia del documento privato straniero (al pari dell’art. 63 della legge cambiaria)
e che, più in generale, regolino espressamente l’efficacia del titolo straniero. Per un appro-
fondito studio circa il riconoscimento e l’esecuzione dei titoli stragiudiziali nell’Unione Eu-
ropea, cfr. MORA, Los titulos extrajudiciales en la Union Europea, in Rev. derecho procesal,
2002, 5 ss.
ART. 474 - TITOLO ESECUTIVO 11

canto alle decisioni giudiziarie, soltanto gli atti pubblici relativi a crediti
non contestati ( 44 ).

3. – La riforma, affiancando alle sentenze ( 45 ) ed ai provvedimen-

( 44 ) Previsto e disciplinato dal regolamento CE 805/2004 del 21 aprile 2004. Sull’istitu-


to, che esula dal tema qui affrontato, cfr. MORA, Il titolo esecutivo europeo (Qualche conside-
razione sul Reg. CE 805/2004 del 21 aprile 2004), in www.judicium.it; ID., Il titolo esecutivo
europeo e la sua attuazione nell’ordinamento italiano, in Riv. es. forz., 2002, 62; FARINA, Il ti-
tolo esecutivo europeo per i crediti non contestati, in Le Nuove l. civ. comm, 2005, 3 ss.; LOM-
BARDINI, Il titolo esecutivo europeo per i crediti non contestati alla luce del Regolamento (CE)
n. 805 del 2004, in Studium iuris, 2005, 3 ss.; CAMPEIS-DE PAULI, Prime riflessioni sul titolo
esecutivo europeo per i crediti non contestati (regolamento 805/2004/CE), in Giust. civ.,
2004, 529 ss.; AMICO, Il titolo esecutivo europeo per i crediti non contestati inaugura una
nuova stagione nella cooperazione giudiziaria in materia civile all’interno dell’UE, in I Con-
tratti, 2004, 850 ss.; AA.VV., Il titolo esecutivo europeo e le problematiche di coordinamento
con la normativa processuale civilistica interna e con il diritto processuale civile internaziona-
le, in Quaderni C.S.M., 2002, fasc. 125, 11; M. GARDENAL-C. MONTANA, Il titolo esecutivo
europeo per crediti non contestati, in Commercio internaz., 2004, fasc. 15, 5.
Sull’efficacia esecutiva in Italia delle scritture private autenticate all’estero, e l’efficacia
esecutiva all’estero delle scritture private autenticate in Italia, cfr. PETRELLI, Atto pubblico,
scrittura privata autenticata e titolo esecutivo, in Notariato, 2005, 551 ss.
( 45 ) Non è questa la sede per affrontare funditus le questioni relative all’esecutività della
sentenza, e all’interessantissimo dibattito concernente la presunta indissolubilità del nesso tra
sentenza di condanna ed esecuzione forzata (cfr., tra tutti e per gli opportuni riferimenti,
PROTO PISANI, Lezioni di diritto processuale civile, Napoli, 2002, 153 ss.; IMPAGNATIELLO, La
provvisoria esecuzione delle sentenze costitutive, in Riv. trim. dir. proc. civ., 1992, 47 ss. e ID.,
Sentenze costitutive, condanne accessorie e provvisoria esecutività, ivi, 2005, 751 ss.; DENTI,
«Flashes» su accertamento e condanna, in Riv. dir. proc., 1985, 263 ss.). Va comunque se-
gnalata l’apertura giurisprudenziale in relazione all’immediata esecutività anche di sentenze
diverse da queste, in quanto «la disciplina dell’esecuzione provvisoria di cui all’art. 282 c.p.c.
trova legittima attuazione anche con riferimento alle sentenze di condanna implicita, nelle
quali l’esigenza di esecuzione della sentenza scaturisce dalla stessa funzione che il titolo è de-
stinato a svolgere». Così Cass., 26 gennaio 2005, n. 1618, che ha ritenuto pertanto, suscetti-
bile di provvisoria esecuzione una sentenza costitutiva di servitù ex art. 1051 o 1052 c.c., «al-
lorché contenga tutti gli elementi identificativi in concreto della servitù». Per richiami al-
l’orientamento tradizionale per cui «la disciplina della esecuzione provvisoria ex art. 282
c.p.c. trova legittima attuazione solo con riferimento alla sentenza di condanna, perché è
l’unica che possa, per sua natura, costituire titolo esecutivo», cfr. CAMPESE, L’espropriazione
forzata immobiliare, Milano 2006, 35.
Merita un cenno la questione dell’autonoma esecutorietà del capo della sentenza di pri-
mo grado che pronunzi sulle spese qual che sia la natura e il contenuto cui il capo acceda, af-
fermata, con un atteso revirement, da Cass. 10 novembre 2004, n. 21367 (in Riv. dir. proc.,
2005, 583 ss. con nota di DE VITA, in Foro it., 2005, I, 160 con nota critica di SCARSELLI in
Corr. giur. 2005, 1233, con nota di PETRILLO). Le ragioni della menzione sono date dalla
contraddittorietà della massima con la posizione espressa dalla Corte costituzionale con la
sentenza 16 luglio 2004, n. 232, di poco precedente, con cui è stata rigettata la questione di
legittimità costituzionale del combinato disposto degli artt. 282 e 474 c.p.c., per denunziato
12 SILVIA IZZO

ti ( 46 ), «gli altri atti» ai quali la legge attribuisce espressamente efficacia ese-


cutiva, risolve espressamente la questione della possibilità di considerare tra
i titoli giudiziali gli atti di conciliazione conclusi con l’intervento o l’omolo-
gazione del giudice ( 47 ). Dal punto di vista applicativo ciò significa che gli
stessi potranno legittimare non soltanto la procedura espropriativa, bensì
anche l’esecuzione in forma specifica ( 48 ). In tal modo si generalizza la re-
gola sancita dall’art. 16 del D. Lgs. n. 5 del 2003, per le controversie socie-
tarie e commerciali, ed ancor prima dalla l. 22 luglio 1977, n. 276, per le
conciliazioni giudiziali intervenute nelle cause affidate alle sezioni stral-
cio ( 49 ). La giurisprudenza tradizionale aveva, al contrario, costantemente esclu-
so la possibilità di qualificare tra i titoli di cui al n. 1 dell’art. 474, comma 2, le
conciliazioni in parola ( 50 ), sostenendo che, il pur indispensabile intervento

contrasto con gli artt. 3, 24, 111, comma 2, Cost. e 6 della Convenzione europea per la sal-
vaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, «nella parte in cui non prevede che
sia titolo provvisoriamente esecutivo anche il capo della sentenza di primo grado di condanna
al pagamento delle spese di lite, quando è accessorio a declaratoria di rigetto della domanda o
di incompetenza». Per i termini di un, effettivo o presunto, contrasto tra interpretazione della
Corte di Cassazione e della Consulta, cfr., rispettivamente, DE VITA, Provvisoria esecutività
della sentenza, capi accessori, condanna alle spese: la Consulta interviene, in Riv. dir. proc.,
2005, 583 ss.; e CAPPONI, Autonoma esecutorietà dei capi non condannatori di merito, in
www.judicium.it.
( 46 ) Anche in relazione ai provvedimenti diversi dalla sentenza dotati di forza esecutiva il
discorso da sviluppare sarebbe lungo e quantomai interessante come pure inappropriato in
questa sede. Urge soltanto segnalare come in forza dei più recenti interventi di riforma del-
l’ordinamento processuale la categoria in esame risulti molto più ricca ed articolata che in
passato. Si pensi all’ordinanza di cui all’art. 19, comma 2-bis del D. Lgs. n. 5 del 2000, ai
provvedimenti cautelari d’urgenza ed anticipatori di cui all’art. 23 del medesimo, alla c.d. di-
rettiva enforcement (2004/48/C) la cui disciplina di dettaglio è stata dettata con il D. Lgs. n.
140 del 2006, sul rispetto dei diritti di proprietà intellettuale.
( 47 ) In quanto può affermarsi con VACCARELLA, Le linee essenziali, cit., 37, che, di fronte
alla voluntas legis di attribuire valore di titolo esecutivo idoneo per ogni tipo di esecuzione
forzata, la questione della natura (giudiziale o stragiudiziale) dello stessi «diventa quasi inte-
gralmente definitoria».
( 48 ) L’art. 696-bis, introdotto dalla l. 80 del 2005, prevede poi espressamente che il giu-
dice conferisca con decreto efficacia di titolo esecutivo «ai fini dell’espropriazione, dell’esecu-
zione in forma specifica e per l’iscrizione di ipoteca giudiziale» al verbale di conciliazione for-
mato con l’ausilio del consulente, in sede di consulenza tecnica preventiva. Lo stesso avviene
ai sensi dell’art. 199 nell’ambito della cognizione piena.
( 49 ) Sul quale cfr. D’ALESSANDRO, Titolo esecutivo e precetto, in Riv. es. forz., 2000, 49
ss.
( 50 ) Il discorso è valido per tutti i «tipi» di conciliazione conosciuti dall’ordinamento, e
dunque sia per la conciliazione giudiziale, preventiva o successiva, che per quella stragiudi-
ziale. In relazione a quest’ultima va segnalato il fenomeno per cui non se ne sia «mai istitu-
zionalizzata una forma generale» (BRIGUGLIO, Conciliazione giudiziale, in Dig. It., sez. priv.,
Torino 1998, 208), ma per lo più la si sia considerata come fase «esterna al processo ma ad
ART. 474 - TITOLO ESECUTIVO 13

del giudice, non fosse idoneo ad alterarne la natura «squisitamente negozia-


le», impedendo loro di assumere la natura di «provvedimento» normativa-
mente equiparato alla sentenza ( 51 ). Sulla problematica la stessa dottrina ri-
sultava divisa ( 52 ) tra quanti sostenevano la natura stragiudiziale ( 53 ) – ne-
goziale o amministrativa ( 54 ) –, e quanti al contrario propendevano per la
giurisdizionalità dell’intervento e dell’attività omologatoria del giudice attri-
buendo, di conseguenza, la stessa natura al titolo in parola ( 55 ). Neppure

esso necessariamente riferita» in quanto condizione di procedibilità, facoltativa od obbligato-


ria (BIAVATI, Conciliazione strutturata e politiche della giustizia, in Riv. trim. dir. proc., 2005,
788). Non fa eccezione la più recente manifestazione dell’istituto, si consideri la conciliazio-
ne societaria prevista dall’art. 40 del D. Lgs. 5/2003, costruita come «facoltativamente obbli-
gatoria» (Ibidem, 791) in quanto, ove le parti abbiano previsto la relativa clausola statutaria,
l’espletamento del tentativo diviene condizione di procedibilità (temperato da un termine
massimo). Agli «organismi di conciliazione previsti dall’articolo 38 del decreto legislativo 17
gennaio 2003, n. 5» rimandano anche la legge 14 febbraio 2006, n. 55 sui patti di famiglia e
la legge leasing.
Nel senso della giurisdizione condizionata è anche la proposta di PROTO PISANI, Per un
nuovo titolo esecutivo di formazione stragiudiziale, in Foro it., 2003, V, 117 ss. che propone
per talune categorie di controversie una conciliazione che «sfrutta» elementi tipici dell’arbi-
trato. Un tentativo di istituzionalizzazione della conciliazione stragiudiziale può, invece, esse-
re colto nella previsione di cui all’art. 38 del D. Lgs. 5/2003, che si riferisce ad organismi di
conciliazione iscritti in apposito registro tenuto presso il ministero della giustizia.
Sulla Conciliazione nel quadro della tutela dei diritti, cfr., l’omonimo scritto di LUISO, in
Riv. trim. dir. proc. civ., 2004, 1204 ss.
( 51 ) Cfr., ex plurimis, Cass. 13 ottobre 1954 n. 3637, in Giust. civ., 1954, I, 2455 e in
Giur. compl. cass. civ., 1955, IV-V, 417 con nota critica di CAZZATO; Cass. 24 maggio 1955,
n. 1531, in Giust. civ., 1956, I, 1117, con nota critica di CHIEPPA; Cass., 12 giugno 1990, n.
5687, in Foro it., 1991, I, 522; Cass., 18 luglio 1987, n. 6333, in Giust. civ. Mass., 1987,
4322; Cass., 29 aprile 1993, n. 5032, in Giust. civ. Mass., 1993, 784; Cass., 13 gennaio
1997, n. 258, in Giust. civ. Mass., 1997, 24; Cass. 14 dicembre 1994, n. 10713, ivi, 1994,
2333. Di fronte a tali argomentazioni si propendeva poi per la collocazione dello stesso tra i
titoli contemplati dal n. 3, piuttosto che dal n. 2 del comma 2 dell’art. 474 c.p.c., che ne
avrebbe limitato l’efficacia alle sole obbligazioni di pagamento. In quest’ultimo senso cfr., tut-
tavia, Cass. 15 aprile 1980, n. 2549, in Rep. Foro it., 1980, voce Esecuzione forzata in gene-
rale, n. 66;
( 52 ) Oltre ai riferimenti offerti nelle note che seguono, per una ampia rassegna delle va-
rie tesi prospettate, cfr. VELLANI, Titolo esecutivo-precetto, in Riv. trim. dir. proc. civ., 1981,
638 ss.
( 53 ) DENTI, Il titolo esecutivo nella esecuzione in forma specifica, in Giur. it., 1952, I,2,
836 ss.; ROCCO, Trattato di diritto processuale civile, Torino, 1957, III, 82; BONSOGNORI,
L’esecuzione forzata, 2a ed., Torino, 1991, 60.
( 54 ) Nel primo senso DENTI, nel secondo ROCCO, opp. e locc. citt.
( 55 ) Cfr. ANDRIOLI, Commento, cit., II, 89 (nel senso della stragiudizialità nella prima
edizione dell’opera); CHIEPPA, Il verbale di conciliazione nell’esecuzione forzata degli obblighi
di fare e di non fare, in Giust. civ., 1956, I, 117; NICOLETTI, La conciliazione nel processo ci-
vile, Milano, 1963, 174 ss.; LUISO, voce Esecuzione forzata: II) Esecuzione in forma specifica,
14 SILVIA IZZO

sono mancate ricostruzioni che attribuivano loro una sostanza sui generis o
«intermedia» ( 56 ).
La modifica legislativa adegua la disciplina positiva alla lettura offerta
dalla Corte costituzionale, che in una recente pronuncia interpretativa di ri-
getto ( 57 ), ha ritenuto che l’art. 612 c.p.c., pur riferendosi espressamente al-
le sentenze ( 58 ), possa essere letto nel senso di consentire l’esecuzione per
fare e non fare anche se il titolo consista nel verbale di conciliazione ( 59 ). Le
argomentazioni della Consulta si snodano – non a caso –, più che sulla na-
tura e la struttura dell’atto, lungo ragioni di ordine sistematico fondate sul
favore accordato alla conciliazione dalla legislazione vigente in virtù dell’in-
trinseco valore di strumento acceleratorio della definizione della controver-
sia, valore che verrebbe tradito ove si costringesse «la parte a ripercorrere la
strada del processo di cognizione» ( 60 ) al sol fine di ottenere un titolo esecu-
tivo giudiziale.

in Enc. giur. Treccani, Roma, 1989, 8; VERDE-CAPPONI, cit., 200; GRASSO, op. cit., 694; BRI-
GUGLIO, op. cit., 239 che efficacemente distingue tra la «conciliazione come attività» alla qua-
le il giudice può essere estraneo, e «conciliazione come risultato» in cui il giudice torna in
gioco attraverso l’attribuzione dell’esecutività.
( 56 ) Nel primo senso, in relazione al verbale di conciliazione giudiziale siccome regolato
dal solo art. 185 c.p.c., VALSECCHI, La transazione, in Trattato Cicu e Messineo, 1954, 127, n.
287, e in giurisprudenza Trib. Cremona, 30 luglio 1953, in Riv. dir. proc., 1953, II, 252.
Nel secondo senso CARNELUTTI, Istituzioni, cit., I, 163; REDENTI, cit., II, 191; SATTA,
Commentario al codice di procedura civile, II, 1, 198-200; BUCOLO, La sospensione dell’ese-
cuzione, Milano, 1972, 583-598; CASTORO, Il processo esecutivo nel suo aspetto pratico, Mila-
no, 2002, 24, pur collocandolo al n. 2, ritiene che lo stesso sia titolo giudiziale dal punto di
vista formale (così da legittimare ogni forma di esecuzione) ma negoziale nella sostanza.
Per VACCARELLA, Diffusione e controllo cit., 47 ss., per stabilire «quale sia il quid mini-
mum non è tanto la natura dell’attività svolta dal giudice in relazione a tali atti ad avere rilie-
vo, bensì «dato estrinseco dell’autonomia (o non autonomia) del provvedimentogiudiziale ri-
spetto alla procedura esecutiva», nel senso che è titolo esecutivo giudiziale quello che è sinda-
cabile «con strumenti processuali diversi da quelli esperibili nel corso della procedura esecu-
tiva per contestare il diritto del creditore di procedere ad esecuzione forzata».
( 57 ) Corte cost., 12 luglio 2002, n. 336, in Giust. civ., 2003, I, 1459 ss., con nota di FI-
NOCCHIARO, in Riv. esec. forz., 2003, 141 ss. con i commenti di NORELLI e di AMADEI.
( 58 ) Riferimento già interpretato in maniera «elastica» tanto da comprendere tutti i
provvedimenti di natura giudiziale ad efficacia condannatoria, cfr., ex plurimis, Cass. 13 gen-
naio 1997, n. 258, cit.; Cass. 14 dicembre 1994, n. 10713, cit.
( 59 ) Contra, pressoché unanime, la giurisprudenza che comunque ammetteva che il ver-
bale di conciliazione giudiziale e gli altri provvedimenti nominati di omologazione potessero
fondare, oltre che l’espropriazione, l’esecuzione per consegna e rilascio e l’esecuzione in for-
ma specifica ai sensi dell’art. 2932 c.c., cfr. Cass., 13 gennaio 1997, n. 258, in Giust. civ.
Mass., 1997, 24. In dottrina nello stesso senso, LANCELLOTTI, voce Conciliazione delle parti,
in Enc. dir., Milano, 1961, 397; MASSARI, voce Titolo esecutivo, in Nss. Dig. It., 1973, 384;
MONTELEONE, Diritto processuale civile, Padova, 2002, 903.
( 60 ) Corte cost., 12 luglio 2002, n. 336, cit.
ART. 474 - TITOLO ESECUTIVO 15

Oggi, con la previsione della distinzione tra «provvedimenti» ed «altri at-


ti» ( 61 ), viene a cadere anche l’ostacolo strutturale alla collocazione del ver-
bale di conciliazione, e degli altri provvedimenti nominati di omologazione,
tra i titoli giudiziali ( 62 ), con la conseguenza, in termini di disciplina, di ren-
dere possibile in base ad essi ogni forma di esecuzione forzata ( 63 ).

4. – Si è già riferito dell’innovatività, anche rispetto al panorama euro-


peo e comunitario, dell’introduzione delle scritture private autenticate tra i
titoli esecutivi ( 64 ), come pure della sostanziale incensurabilità delle scelte
legislative in questa materia; occorre, in questa sede, occuparsi più nel det-
taglio delle ricadute applicative della modifica ( 65 ).

( 61 ) Dubita, al contrario, dell’utilità di individuare la distinzione tra atti di parte e prov-


vedimenti del giudice e rileva potenziale confusione tra «atti» di formazione giudiziale e di
formazione convenzionale, da sempre indicati al n. 2 della norma, CAPPONI, Note a prima let-
tura del c.d. decretone competitività in relazione a taluni aspetti concernenti l’esecuzione for-
zata, in www.judicium.it.
( 62 ) Per il medesimo valore delle conciliazioni stragiudiziali omologate cfr. BOVE-(BALE-
NA), Le riforme più recenti del processo civile, Bari, 2006, 122 ss.
SALETTI, op. cit., 196 s., nonché, prima della riforma, BRIGUGLIO, cit., 240, nota 271.
«Può affermarsi, insomma, che con l’espressione «altri atti» si è voluto riconoscere la stessa
efficacia esecutiva – nel senso di idoneità per ogni tipo di esecuzione forzata – delle sentenze
e dei provvedimenti a tutti gli altri atti che si formano nel processo o che, pur formandosi
fuori di esso, sono sottoposti al controllo formale del giudice. Così, ACONE, Titolo esecutivo,
in AA.VV., Il processo civile di riforma in riforma, Milano, 2006, 3.
( 63 ) Fin quando l’attività del giudice in sede di omologazione rimanga assicurata non vi
è, infatti, alcuna lesione della riserva di legge relativa alle limitazioni alla libertà personale. È
questa la ragione che mi induce a non condividere l’opinione, autorevolmente sostenuta in
dottrina, secondo la quale rientrerebbero nella categoria in esame anche titoli esecutivi di for-
mazione amministrativa (quali, ad es., i ruoli delle imposte resi esecutivi ex art. 23 del D.P.R.
n. 602 del 1973, l’ordinanza per il pagamento di somme dovute ex art. 8 della n. 689 del
1981, l’ingiunzione prevista dall’art. 2 del T.U. 14 aprile 1910, n. 329 sulle entrate patrimo-
niali dello Stato, il decreto di cui all’art. 11 del D.P.R. 30 dicembre 1972 n. 1035). Così
ACONE, cit., 3 s., che, sulla scorta dell’eliminazione del riferimento agli «atti» nel n. 2 dell’art.
474, comma 2, ritiene rientranti nel n. 1 «tutti gli altri atti ai quali la legge attribuisce espres-
samente efficacia esecutiva e che non sono riconducibili al novero dei titoli esecutivi stragiu-
diziali di cui ai n. 2 e 3 del comma 2 dell’art. 474 c.p.c.».
( 64 ) Sia pur limitatamente alle somme di denaro in esse contenute grazie al temperamen-
to degli interventi correttivi intervenuti con la l. 28 dicembre 2005, n. 263. L’interpretazione ade-
guatrice della precedente formulazione della norma, difatti, le avrebbe rese titolo idoneo anche
per l’esecuzione per consegna e rilascio come d’altronde disponevano il progetto Tarzia (art. 32)
e quello Vaccarella (art. 37). Esprime rammarico per l’esclusione della possibilità di ottenere an-
che l’esecuzione per consegna e rilascio sulla scorta della scrittura privata autenticata, SALET-
TI, Le (ultime?) novità in tema di esecuzione forzata, in Riv. dir. proc., 2006, 195.
( 65 ) Gli autori che si sono occupati finora del tema hanno lamentato la mancanza di «un
consapevole adeguamento delle altre disposizioni del codice di procedura civile in materia di
16 SILVIA IZZO

I soggetti competenti all’autenticazione vanno individuati, ai sensi del-


l’art. 2703 c.c., nei notai e negli altri pubblici ufficiali a ciò autorizzati dalla
legge in relazione agli atti di autonomia privata. Non può sostenersi, infatti,
che la norma di cui all’art. 474, n. 2, attribuisca competenze in questo senso
ad altri soggetti muniti di generici poteri di autenticazione della firma ( 66 ).
La collocazione delle scritture private autenticate al fianco dei titoli di
credito, che non richiedono l’apposizione della formula esecutiva, ha poi
comportato la necessità di arricchire il contenuto del relativo precetto, il
quale, ai sensi del novellato comma 3 dell’art. 474 c.p.c. ( 67 ), dovrà conte-
nere la trascrizione integrale, ex art. 480, comma 2, del titolo stesso ( 68 ).
La ratio che aveva indotto il legislatore del 1940 ad adottare questa solu-
zione per le cambiali e gli altri titoli di credito era fondata sulla provenienza
esclusiva dalle parti, sulla loro «origine meramente privata» ( 69 ) che com-

titolo esecutivo alle specificità della scrittura privata e un minimo sforzo di coordinamento e
sistemazione della materia», così ASTUNI, Il titolo esecutivo, in Le nuove modifiche al processo
esecutivo di cui alla legge n. 263/2005: note a prima lettura, a cura di E. Fabiani, §. 2.3,
ORIANI, Titolo esecutivo, cit., 105; PETRELLI, cit., 548.
( 66 ) Come ad esempio i dipendenti comunali autorizzati a ricevere e autenticare le firme
in calce alle istanze o dichiarazioni sostitutiva di atto di notorietà da produrre agli organi del-
la pubblica amministrazione (cfr. art. 21 D.P.R. 28 dicembre 2000 n. 445). Nello stesso sen-
so ASTUNI, cit., § 2.2., che rileva come «se è un certo grado di certezza (relativo alla pubblica
fede circa la paternità del documento) il motivo che giustifica l’estensione dell’efficacia ese-
cutiva alla scrittura privata autenticata è arduo vedere come possa ammettersi, senza provo-
care un sostanziale stravolgimento del sistema dell’esecuzione forzata, l’estensione del potere
di autentica ai fini dell’esecuzione forzata a soggetti (come gli impiegati comunali di cui al-
l’art. 21 del D.P.R. 28.12.2000 n. 445) diversi da quelli già oggi autorizzati ad autenticare
scritture private contenenti atti di autonomia negoziale. E invero: (a) l’autentica, non rien-
trando nella previsione di cui all’art. 2703 c.c., non varrebbe neppure a sottrarre la scrittura
privata al disconoscimento della sottoscrizione in sede di opposizione, riducendo in definitiva
la «certezza» del titolo a quella di una scrittura privata semplice, alla quale non è riconosciuto
valore di titolo esecutivo; (b) difettando un preventivo controllo di legalità, l’esistenza del di-
ritto fatto valere e l’immunità dell’atto da vizi di formazione sarebbero assistiti da un inconsi-
stente grado di «certezza», nel senso che già sopra s’è evidenziato». Nello stesso senso PE-
TRELLI, Atto pubblico, scrittura privata e titolo esecutivo, in Notariato, 2005, 548. Contra SA-
LETTI, cit., 193; ASPRELLA, in Codice di procedura civile, a cura di Picardi, Commento al nuovo
rito riformato con l. 14 maggio 2005, n. 80 e d.l. 30 giugno 2005, n. 115, conv. in l. 17 ago-
sto 2005, n. 169, Milano 2005, 26; CRIVELLI, cit., 266; FONTANA, Accantonamenti per tre an-
ni, in Il Sole 24 ore del 6 luglio 2005 (a commento del progetto di legge n. 3439, approvato
in sede deliberante dalla Commissione Giustizia del Senato), secondo il quale «per la costitu-
zione del titolo esecutivo la firma può essere autenticata non solo da un notaio ma anche da-
gli altri soggetti a cui la legge conferisce questo potere certificativo».
( 67 ) Come modificato dalla l. 28 dicembre 2005, n. 263.
( 68 ) Al pari di quanto previsto per i titoli esecutivi costituiti da cambiali o da titoli di cre-
dito ai sensi dell’art. 63 l. camb. e dall’art. 55 l. ass.
( 69 ) GRASSO, op. cit., 697.
ART. 474 - TITOLO ESECUTIVO 17

portava l’impossibilità di demandare ad un pubblico ufficiale un’attività di


verifica e rilascio di copie. Per essi, oltretutto, vista la caratteristica dell’uni-
cità dell’originale e del peculiare regime dell’ammortamento, non si pone
l’esigenza di «contrassegnare il documento» ( 70 ) ai fini dell’esecuzione ri-
spetto ad altri eventuali duplicati. Diversamente stanno le cose per le scrittu-
re private autenticate le quali, da un lato comportano l’intervento del pubbli-
co ufficiale autorizzato, dall’altro possono essere formate in più originali
( 71 ) senza che nessun particolare meccanismo presieda al rilascio delle co-
pie. Per esse, dunque, non esiste, a legislazione vigente, alcun meccanismo
di controllo che garantisca l’unicità del titolo esecutivo, non potendosi appli-
care né la regola valevole per gli atti pubblici e i titoli giudiziali, né, chiara-
mente, la disciplina relativa alla circolazione dei titoli di credito.
Se si considera che l’art. 12, comma 1, lett. e) della l. 28 novembre
2005, n. 246, di semplificazione e riassetto normativo per l’anno 2005, in-
tervenendo sull’ordinamento del notariato ( 72 ), ha previsto che il notaio trat-
tenga le scritture private soggette a pubblicità immobiliare o commerciale
consegnandole alle parti in copia ( 73 ), può rilevarsi come, in questi casi nulla
si sarebbe opposto al rilascio della copia in forma esecutiva che sottintende
la possibilità per il professionista di verificare la regolarità ( 74 ) e assicurare
l’unicità del titolo ( 75 ). Ancor più: si sarebbe potuto estendere l’onere di
conservazione dell’atto ( 76 ) piuttosto che prescrivere ( 77 ), al pari di quanto

( 70 ) L’espressione è di PETRELLI, cit., 549.


( 71 ) Cfr. il D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, art. 11, comma 3 e il d.m. 27 novembre 2001,
art. 13, comma 2, recante approvazione della tariffa notarile.
( 72 ) L. 16 febbraio 1913, n. 89 e successive modificazioni.
( 73 ) Ai sensi del novellato art. 72, comma 3 della l. 16 febbraio 1913, n. 89. Il regime
previgente prevedeva la restituzione delle scritture private autenticate alla parti «salvo contra-
rio desiderio» delle medesime.
( 74 ) La medesima legge integra l’art. 28 dell’ordinamento notarile prescrivendo per gli
atti che il notaio è chiamato ad autenticare gli stessi limiti e divieti per quelli che riceve.
( 75 ) Così ritiene, pur in mancanza di previsione espressa SALETTI, op. cit., 198-199, se-
condo il quale dunque, ogni qual volta la scrittura sia utilizzata in copia si rende necessaria la
spedizione in forma esecutiva. Sarebbe ugualmente residuato un problema di pluralità di po-
tenziali titoli esecutivi vista la possibilità del notaio di autenticare in più originali. Sul punto e
sulle possibili soluzioni, cfr. ampiamente, PETRELLI, cit., 551 ss.
( 76 ) In questo senso VERDE, È mancato lo slancio per una reale innovazione, in Le Guide
del professionista, Il Sole24Ore, 2 Processo civile e pignoramenti, 2006, 19. Nello stesso mo-
do si erano orientati i commentatori che si sono occupati del tema prima dell’intervento del
dicembre 2005 cfr. PETRELLI, op. loc. cit., che proponeva una lettura estensiva dell’espressio-
ne «ricevuti» contemplata dall’art. 475, in modo da comprenderci anche le scritture private
autenticate soggette a deposito. Nello stesso senso FONTANA, Accantonamenti per tre anni, in
«Il Sole 24 ore», cit.; ORIANI, op. loc. cit., distingueva, prima della novella dell’ultimo capo-
verso dell’art. 474, l’ipotesi del rilascio in originale e dell’onere di conservazione, ipotizzando
18 SILVIA IZZO

avviene necessariamente per i titoli di credito, la trascrizione integrale nel-


l’atto di precetto dell’intero testo della scrittura privata.
Ad oggi, dunque, nessun controllo preventivo ( 78 ) sull’unicità del titolo
né sulla regolarità formale è ipotizzabile in relazione alle scritture private au-
tenticate. Potrebbe obiettarsi che la medesima situazione si riscontra, senza
alcuno «scandalo», in relazione ai titoli di credito. Per questi ultimi, tuttavia,
data la forma ed il contenuto tipici ed immediatamente riconoscibili, è esclu-
sa la complessità che può caratterizzare negozi «liberi» in relazione a strut-
tura e sostanza ( 79 ). Certo è che la soluzione adottata, oltre a presentare i
gravi problemi applicativi evidenziati, non fa che accentuare il formalismo
connaturato all’apposizione della formula esecutiva visto che, se l’atto auto-
grafo non necessita di controlli di regolarità formale o cautele nella spedi-
zione, a maggior ragione non ne richiederanno il provvedimento giudiziale
od il documento pubblico ( 80 ).

necessaria la spedizione in quest’ultimo caso. Nello stesso senso, SALETTI, op. cit., 197 ss.,
LUISO-SASSANI, La riforma del processo civile, Milano, 2006, 101, BARLETTA, Questioni, cit.,
16, nota 9; ACONE, cit., 13.
( 77 ) La norma non distingue tra scritture soggette o meno a deposito, dunque anche per
le prime dovrebbe valere la regola di cui all’art. 480. Così anche ASTUNI, cit., che nondimeno
segnala (cfr. nota 33) «il parere di diverso avviso reso in data 24 gennaio 2005 dall’Ufficio
Legislativo del Ministero della Giustizia, secondo il quale “nel caso in cui l’originale dell’atto
debba essere conservato nella raccolta del notaio autenticante” la necessità di servirsi di una
copia dell’atto “potrebbe ben legittimare la spedizione in forma esecutiva anche delle scritture
private autenticate (ma limitatamente alle obbligazioni di somme di danaro in esse contenute,
come da ultimo precisa l’art. 474, comma 2, n. 2), recentemente modificato dall’art. 3 della
legge 28 dicembre 2005, n. 263)”». Sull’opportunità della spedizione in forma esecutiva delle
scritture conservate dal notaio, anche, BARLETTA, cit., § 2.
( 78 ) È pur vero che, contemporaneamente, è stata prevista (art. 615, comma 1) la so-
spensione dell’efficacia esecutiva del titolo a seguito dell’opposizione a precetto, compensan-
do, in un certo senso, la diminuzione di garanzie connaturata alla natura del titolo. Conside-
rava che «in ipotesi di ricorso alla tecnica dei titoli esecutivi di formazione stragiudiziale»
«per assicurare a livello di effettività il diritto di difesa dell’obbligato», occorresse che «l’obbli-
gato possa avere sempre [...] la sospensione dell’efficacia del titolo a seguito della mera op-
posizione a precetto, e non solo la sospensione dell’esecuzione già iniziata» PROTO PISANI,
Appunti, cit., 318.
( 79 ) Per analoghi rilievi, cfr. ASTUNI, op. loc. cit.
( 80 ) L’apposizione della formula esecutiva diviene allora ed effettivamente un «residuo
storico» (REDENTI, Diritto processuale civile, III, Milano 1954, 140) del sistema del praecep-
tum de solvendo risalente al diritto comune (per ampie indicazioni cfr. VACCARELLA, Titolo
esecutivo, precetto, opposizioni, cit., 9 ss.). Purtuttavia essa rimane ferma per le altre catego-
rie di titoli contemplate dall’art. 474 anche dopo la novella; ragioni di ordine sistematico, al-
lora, avrebbero potuto consigliare una soluzione differente.
Ma v’è forse di più. L’apposizione della formula esecutiva presuppone comunque un po-
tere di controllo del pubblico ufficiale circa la regolarità formale dell’atto forse più necessario
nel caso di una scrittura privata che negli ulteriori. Per una lettura «non riduttiva» dell’appo-
ART. 474 - TITOLO ESECUTIVO 19

Più interessante si fa il discorso in relazione alla possibilità di una lettura


estensiva della previsione che ricomprenda scritture private equiparate ex le-
ge a quelle autenticate ( 81 ). Il richiamo è alle scritture riconosciute, anche
tacitamente, o verificate, vista l’equivalente efficacia probatoria riconosciuta
alle diverse species dall’art. 2702 c.c. ( 82 ). E difatti, secondo il costante inse-
gnamento della giurisprudenza «la scrittura privata autenticata non costitui-
sce, un tertium genus rispetto a [...] quella non autenticata e all’atto pubbli-
co, [...] l’autenticazione si limita solo a far sì che la sottoscrizione si abbia
per riconosciuta, essa opera cioè esclusivamente sul piano della prova e non
della validità e sulla «qualità» sostanziale dell’atto» ( 83 ). Se dunque la scelta
del legislatore di «elevare» a titolo esecutivo tale documento andasse fondata
sulla sua efficacia probatoria, nulla osterebbe a ritenere equiparata, anche ai
fini dell’esecuzione forzata, la scrittura riconosciuta o verificata. Pur tutta-
via, mentre, gli altri titoli esecutivi di formazione stragiudiziale, vuoi con la
«partecipazione» e i controlli affidati al pubblico ufficiale vuoi con il formali-
smo e la solennità che ne accompagnano la formazione ( 84 ) o con l’astrazio-
ne dal rapporto sottostante ( 85 ), vedono assistito il proprio contenuto ( 86 ) da

sizione della formula esecutiva, GRASSO, voce cit., 696, sul controllo esercitabile e sui suoi li-
miti VELLANI, cit., 86 ss.
( 81 ) Vi rientra, invece, di diritto il documento informatico (art. 15, l. 15 marzo 1997, n.
59) sottoscritto con «firma digitale o con altro tipo di firma elettronica avanzata», in quanto
ove la firma sia «basata su certificato qualificato e [...] generata mediante dispositivo per la
creazione di una firma sicura», esso fa «piena prova fino a querela di falso della provenienza
delle dichiarazioni di chi lo ha sottoscritto» (art. 10, D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, come
modificato dal D. Lgs. 10 gennaio 2002, n. 10), ossia vale per l’ordinamento al pari di una
scrittura privata autenticata cartacea.
( 82 ) In questo senso ANDOLINA, Il titolo esecutivo dopo le recenti riforme del processo ci-
vile italiano, nell’intervento tenuto a Napoli il 19 dicembre 2005, nell’ambito del convegno
organizzato dal Dipartimento di diritto dei rapporti civili e relazioni economico-sociali della
facoltà di giurisprudenza dell’università Federico II di Napoli e dedicato a La riforma del pro-
cesso esecutivo, ora pubblicato in Riv. es. forz., 2006, 14 ss.; BOVE(-BALENA), op. cit., 127;
dubitativo BARLETTA, cit., § 6, e § 7.
( 83 ) Cass., 7 agosto 2000, n. 10375
( 84 ) Cfr. BRACCO, Forma e volontà nella dichiarazione cambiaria, in Riv. dir. comm.,
1941, I, 372 ss., 466 ss., che sottolinea come l’imposizione di una formula per la dichiarazio-
ne cambiaria, con l’utilizzo di parole sacramentali, sia funzionale ad una «manifestazione di
volontà seria e ferma», «percepibile in maniera non equivoca, tale che agevolmente dà certez-
za del fatto giuridico e delle relative circostanze di tempo e di luogo». Nello stesso senso,
MAZZARELLA, Contributo, cit., 76.
( 85 ) Ex art. 21 legge cambiaria e art. 25 legge assegni.
( 86 ) Discorre di «pubblica fede nella validità e, conseguentemente, nell’efficacia dell’at-
to», PUGLIATTI, La trascrizione, I. La pubblicità in generale, Milano 1957, 239. Nello stesso
senso MARICONDA, Atto pubblico, in Enc. giur. Treccani, IV, Roma 1988, 5 ss.; TONDO, Aspet-
ti formali del mutuo fondiario, in Studi e materiali, II, Milano 1992, 8.
20 SILVIA IZZO

una serie di garanzie di genuinità, non ultima la sanzione penale di cui al-
l’art. 491 c.p. ( 87 ), la scrittura privata autenticata è (relativamente) certa so-
lo in ordine alla provenienza dal debitore ( 88 ). Tralasciando considerazioni
circa l’opportunità della scelta legislativa di includere tra i titoli esecutivi do-
cumenti che, non offrendo un grado di certezza particolarmente qualificato
( 89 ), rendono più probabile il ricorso all’opposizione all’esecuzione ( 90 ), se
è la funzione di autenticazione affidata al pubblico ufficiale il tratto caratte-
rizzante della categoria, appare più rigorosa e meritevole di accoglimento, la
lettura che ritiene la forza esecutiva qualità originaria, sussistente cioè «al
momento di formazione della scrittura, e non [...] acquisita ex post a seguito
del non disconoscimento» ( 91 ), individuando così la ratio della previsione
non tanto nell’efficacia probatoria quanto nella presunzione di maggior pro-
tezione nei confronti del debitore. In quest’ottica, d’altronde, si muovono
tanto la legge – che ove ha ritenuto contemplare gli equipollenti lo ha fatto
espressamente ( 92 ) –, che la giurisprudenza – che li esclude ogni qualvolta il
meccanismo vada utilizzato in procedimenti che, per finalità, struttura o ri-
sultati, sono particolarmente incisivi sulla sfera giuridica del debitore ( 93 ).

( 87 ) Meno gravi e diverse per presupposti le sanzioni connesse alla falsità in scrittura
privata ex art. 485 c.p.
( 88 ) Che include la verifica del potere di legittimazione a sottoscrivere e di rappresentan-
za, e più in generale sulla «legalità» della scrittura. Per tali profili di controllo, come pure per
l’obbligo professionale di informazione e chiarimento gravante sul notaio, cfr., per tutti e per
ampi riferimenti, PETRELLI, Atto pubblico e scrittura privata autenticata: funzione notarile e re-
sponsabilità, in Riv. not., 1994, 1423 ss.
( 89 ) Qualifica come «inopportuna» la scelta operata PETRELLI, Atto pubblico, scrittura
privata autenticata e titolo esecutivo, cit.
( 90 ) E che quindi, parafrasando PROTO PISANI (La tutela sommaria, cit., 311 ss. 317) si
traduce in una diseconomia ed in uno spreco di attività, piuttosto che in un’economia di giu-
dizi.
( 91 ) ORIANI, op. cit., 105. Conforme, SALETTI, op. loc. ult. cit.; CRIVELLI, op. cit., 267.
Contra (BALENA-)BOVE, Le riforme, cit., 127, secondo il quale «il legislatore ha utilizzato
«un’espressione riduttiva per comprendere, però, tutta la categoria delle scritture private ri-
conosciute, di cui all’art. 2702 c.c.», per cui, dal punto di vista dell’esecuzione forzata, non vi
sarebbe differenza tra l’ipotesi che l’efficacia probatoria privilegiata sussista ab origine e quel-
la in cui venga acquisita a seguito del non disconoscimento della scrittura non autenticata.
Concorde nell’escludere efficacia di titolo alla scrittura non autenticata e non contestata,
ma solo tacitamente riconosciuta, ANDOLINA, op. cit., 18 che tuttavia attribuisce valore di tito-
lo alla scrittura giudizialmente verificata e a quella espressamente riconosciuta in giudizio, in
quanto «fattispecie (complesse), una volta concluse, sono autosufficienti, autonomamente
produttive di effetti sostanziali indipendenti dalla vicenda processuale». Nello stesso senso,
ACONE, cit., 8 ss.
( 92 ) Cfr. artt. 2657 e 2835, comma 1, c.c., rispettivamente dedicati alla trascrizione e al-
l’iscrizione di ipoteca sulla scorta di scrittura privata.
( 93 ) È il caso dell’opposizione ad ordinanza ingiunzione (Cass. 5 maggio 2000, n.
ART. 474 - TITOLO ESECUTIVO 21

Meno certa è la soluzione in relazione al verbale di conciliazione davanti al


giudice di pace fuori dalla sua competenza giurisdizionale, il quale ai sensi
dell’art. 322 c.p.c., ha fin dall’origine, e non attraverso un meccanismo
«surrogatorio», efficacia equivalente alla scrittura privata autenticata ( 94 ).
Le esigenze di informazione e protezione del debitore consentono poi di
occuparsi della questione dell’efficacia come titolo esecutivo delle scritture
formate ed autenticate prima della data di entrata in vigore della norma. La
problematica è comune all’efficacia dell’atto pubblico in relazione all’esecu-
zione forzata per consegna e rilascio e, pertanto, per comodità dell’esposi-
zione verrà affrontata più avanti.
Per quanto attiene al contenuto e ai requisiti di certezza, liquidità ed esi-
gibilità del credito che la scrittura privata dovrà documentare varranno
l’esperienza giurisprudenziale e le ricostruzioni dottrinali consolidatesi con
riguardo all’atto pubblico ( 95 ).
Sotto il primo versante, dunque, andranno incluse nel novero degli atti
stragiudiziali aventi efficacia esecutiva oltre ai contratti, anche le scritture ri-
cognitive del debito e le promesse unilaterali, nonché quelle che contengano
una confessione ( 96 ). Così, ricollegando la struttura dell’atto ai requisiti del
credito, le scritture atte a costituire titolo esecutivo saranno, non soltanto
quelle dalle quali scaturisce direttamente l’impegno ad effettuare una deter-
minata prestazione di carattere pecuniario, ma anche tutte quelle dalle quali
possa desumersi l’esistenza di un debito certo, liquido ed esigibile. Il diritto
di credito dovrà «emergere esattamente e compiutamente, nel suo contenuto
e nei suoi limiti dall’atto negoziale, di guisa che ne risulti determinato e deli-
mitato anche il contenuto del titolo» il quale «non può attingere aliunde sif-

5644), del procedimento che precede la dichiarazione di fallimento (Cass. 20 maggio


1980, n. 3300, in Giust. civ. 1980, I, 2187; in Giur. it. 1980, I,1,1399; in Foro it., 1980,
I, 2805.
( 94 ) Dubitativamente, in ordine alla fattispecie, si anche pongono ORIANI, op. loc. cit., e
ASTUNI, op. loc. cit., che cita altresì il verbale di conciliazione davanti al console, ai sensi del-
l’art. 29 del T.U. legge consolare.
Favorevole a riconoscervi efficacia esecutiva ANDOLINA, op. loc. ult. cit.; decisamente
contrario, tanto argomentando dal n. 1 che dal 2 dell’art. 474, SALETTI, op. loc. ult. cit..; nello
stesso senso ACONE, op. cit., 4, che li considera «atti negoziali occasionalmente contenuti nel
processo, ma autonomamente produttivi di effetti sostanziali».
( 95 ) Le rassegne più recenti sono quelle di CAMPESE, op. cit., 29 ss. e CRIVELLI, op. cit.,
226 ss.
( 96 ) Cfr. Cass. 13 novembre 1965, n. 2372, in Giust. civ., 1966, I, 28 e in Riv. not.,
1966, II, 229: «non essendo dall’art. 474, n. 3 c.p.c. – diversamente da quanto prescriveva
l’art. 554, n. 3 del codice del 1865 – richiesto il requisito della contrattualità, costituiscono
titolo esecutivo anche gli atti negoziali a contenuto dichiarativo, ricognitivo di obbligazione di
pagamento di somme di denaro, o il riconoscimento, reso attraverso il congegno della con-
fessione, di aver posto in esistenza il debito».
22 SILVIA IZZO

fatta certezza» ( 97 ). Occorrerà, dunque, che la scrittura rechi «l’indicazione


degli elementi essenziali dell’obbligazione» ( 98 ).

5. – Ai sensi del novellato art. 474 c.p.c. gli atti pubblici legittimano non sol-
tanto l’espropriazione forzata bensì anche l’esecuzione per consegna e rilascio.
Le ragioni che avevano indotto il legislatore del 1940 a limitare la possi-
bilità di esecuzioni in forma specifica all’esistenza di un titolo giudiziale, per
lo più fondate sulla necessità di riservare la valutazione di fungibilità dell’ob-
bligo all’autorità giudiziaria e per la riserva di legge che accompagna le limi-
tazioni della libertà personale, bene potenzialmente inciso dall’esecuzione
forzata degli obblighi di fare ( 99 ), sono state condivise dal legislatore del
2005 che ha esteso l’efficacia esecutiva dell’atto soltanto in relazione agli
obblighi di consegna o rilascio ( 100 ).
Tuttavia per la categoria di maggior rilievo, ossia per gli obblighi di rila-
scio nascenti da contratti di locazione di immobili, i problemi di coordina-
mento tra estensione dell’efficacia del titolo e legislazione speciale hanno in-
dotto la maggior parte dei commentatori ad assumere una posizione più che
cauta sulla reale utilizzabilità della disposizione ( 101 ). A voler leggere la pre-
visione novellata isolatamente, per esempio, alla scadenza del contratto di
locazione, concluso per atto pubblico ( 102 ), nel quale sia espressamente pre-
visto l’obbligo del conduttore di rilasciare l’immobile alla cessazione del rap-
porto contrattuale ( 103 ), il locatore potrebbe agire direttamente in executivis
evitando il procedimento di cognizione speciale di cui all’art. 447-bis, come
pure quello sommario previsto dagli artt. 657 e ss. ( 104 ), quantomeno per il

( 97 ) Cass., 25 febbraio 1983, n. 1455, in Giust. civ. Mass., 1983, fasc. 2, che, pur es-
sendo relativo ad un titolo giudiziale, svolge considerazioni generali sui requisiti del titoli ese-
cutivi.
( 98 ) Cfr. Cass. 18 gennaio 1983, n. 477, in Giust. civ., 1983, I, 1493.
( 99 ) Cfr. per tutti, e per ulteriori riferimenti, BORRÈ, Esecuzione forzata degli obblighi di
fare e di non fare, Napoli, 1966, 241, e SALETTI, Riflessioni de iure condendo sul processo
esecutivo, in Foro it., 1996, IV, 41 ss.
( 100 ) La stessa «timidezza» caratterizzava il progetto Tarzia, mentre quello Vaccarella
prevedeva che entrambe le forme di esecuzione in forma specifica potessero fondarsi sull’atto
pubblico (come pure sulla scrittura privata anche non autenticata). Fortemente critico sulla
limitazione BOVE, ult. cit., 130-131, dal quale è tratta l’espressione virgolettata.
( 101 ) In questo senso, CUFFARO, op. loc. cit., e PETRELLI, op. cit., 555, pur se sulla non
del tutto comprensibile affermazione per cui «se l’obbligazione deriva dalla legge, il titolo ne-
goziale non può valere ai fini esecutivi» (corsivo dell’Autore); CRIVELLI, op. cit., 268.
( 102 ) Ipotesi, almeno fino ad oggi, statisticamente poco frequente.
( 103 ) O in virtù di clausola risolutiva espressa, come rilevato da ORIANI, op. loc. ult. cit.
( 104 ) Parla di «rischio di emarginazione» del procedimento per convalida di sfratto, CO-
STANTINO, Processo esecutivo, in La riforma (della riforma), cit., 67.
ART. 474 - TITOLO ESECUTIVO 23

rilascio dell’immobile e per i canoni scaduti ( 105 ). Così ragionando si elude-


rebbero le norme di cui alle leggi n. 392 del 1978 e n. 431 del 1998 e con
esse le esigenze di tutela di posizioni giuridiche soggettive dotate di peculia-
re rango, anche costituzionale, perseguite dal legislatore in quelle sedi ( 106 ).
La legislazione speciale in materia, difatti, è costruita sulla necessità di
bilanciare le esigenze del locatore, che ha interesse a riottenere la disponibi-
lità del bene, e del conduttore privato del luogo di svolgimento della vita do-
mestica o degli affari. Il bilanciamento del conflitto è affidato all’intervento
del giudice, mediante istituti particolari, come la concessione del c.d. «ter-
mine di grazia» in caso di morosità del conduttore ( 107 ) o la fissazione della
data dell’esecuzione del provvedimento di rilascio ( 108 ), che non potrebbero
trovare applicazione ove si procedesse all’esecuzione soltanto sulla base del
titolo contrattuale. Né pare perseguibile la tesi che, sia pur nel condivisibile
intento di garantire alla norma novellata tutto il proprio contenuto innovati-
vo, affida il rispetto delle condizioni di legge al momento dell’opposizione
all’esecuzione ( 109 ), ritenendo che la legislazione speciale si applichi ormai
«per l’esecuzione, ma non per la formazione del titolo» ( 110 ). Ciò in primo
luogo in quanto, trattandosi di disciplina inderogabile, non pare possibile af-
fidarne l’applicazione all’«eccezione» di parte consacrata nell’opposizione,
ed ancora perché il necessario contemperamento delle esigenze, opposte e
ugualmente rilevanti, di locatore e conduttore, eluso dalla previsione del ti-
tolo stragiudiziale, non pare ottenibile nemmeno sfruttando le potenzialità
del novellato art. 615, che consente oggi al giudice dell’opposizione all’ese-
cuzione di sospendere l’efficacia del titolo esecutivo vista la profonda diffe-
renza che intercorre tra la fissazione di un termine per l’inizio dell’esecuzio-
ne (art. 56 l. 392/1978) e la sospensione di un processo esecutivo già ini-
ziato.
L’innovazione legislativa assume sicuro rilievo ed utilità, oltre a presen-
tare minori problemi applicativi, per obblighi di consegna o rilascio diversi
da quelli finora considerati. Si pensi, per esempio, a quelli derivanti da un
negozio di comodato od anche di compravendita ove la consegna non sia
stata consensuale.

( 105 ) Il procedimento continuerebbe a garantire utilità ove il provvedimento sia richiesto


prima della scadenza del contratto e per i canoni da scadere.
( 106 ) Per un maggior approfondimento del tema cfr., se si vuole, IZZO, Procedimenti in ma-
teria di locazione, in corso di pubblicazione in Dizionario di diritto privato, a cura di N. Irti.
( 107 ) Art. 55 l. n. 392 del 1978.
( 108 ) Artt. 6 e 7 l. n. 431 del 1998
( 109 ) Così, SALETTI, cit., 196.
( 110 ) Così CARPI, Alcune osservazioni sulla riforma dell’esecuzione forzata, in Riv. dir.
proc., 2006, 220.
24 SILVIA IZZO

Il contenuto più complesso dell’atto negoziale produttivo di obblighi di


consegna e rilascio pone, poi, la questione dei requisiti di certezza, liquidità
ed esigibilità necessari al credito che si voglia eseguire forzatamente. Per
quanto attiene alla certezza, l’atto notarile dovrà dunque essere quanto mai
puntuale nella determinazione dell’obbligo e del termine, della cosa da con-
segnare o rilasciare. La giurisprudenza, infatti, si è sempre dimostrata parti-
colarmente rigorosa nell’interpretazione dei titoli negoziali circa la possibili-
tà di «integrare» gli stessi con atti successivi di completamento o modifica
( 111 ). Per quanto concerne l’esigibilità, probabile sarà il contenzioso in rela-
zione a titoli esecutivi negoziali costituiti da contratti sinallagmatici, sia ove
la consegna sia subordinata ad una specifica modalità di adempimento, sia
ove sia prevista l’obbligazione di riconsegna a fronte di un inadempimento
del debitore ( 112 ).
Le possibili controversie interpretative saranno dunque suscettibili di
fondare un’opposizione all’esecuzione, con la possibilità di ottenere la so-
spensione dell’efficacia esecutiva del titolo, visto che, per costante giurispru-
denza, il creditore deve, mediante il titolo, dimostrare la sola esistenza del
vinculum iuris e l’attualità del credito, spettando al debitore l’allegazione e la
prova dei fatti impeditivi o modificativi ( 113 ).

6. – La novella dell’art. 474, in vigore dal primo marzo del 2006 ( 114 ),
pone la questione della possibilità di utilizzare a fini esecutivi le scritture pri-
vate autenticate e gli atti pubblici, relativamente agli obblighi di consegna o
rilascio perfezionati in data anteriore ( 115 ). La dottrina che si è occupata del

( 111 ) Può prendersi in considerazione l’orientamento per cui l’esistenza del contratto
«non documenta [di per sé] l’esistenza attuale di obbligazioni di somme di denaro», «né può
essere integrato con le quietanze dei versamenti [...] trattandosi di atti non formalmente
omogenei, in quanto manca il ricevimento da parte di notaio della dichiarazione negoziale
costitutiva di debiti pecuniari», così Cass. 19 luglio 1979, n. 4293, in Banca, Borsa tit. cred.,
1981, II, con nota di MOGLIE, in relazione al contratto di mutuo fondiario.
( 112 ) ORIANI, op. loc. ult. cit., segnala per esempio l’ipotesi, già presentatasi con riferi-
mento al contratto di mutuo (App. Firenze, 18 dicembre 1964, in Giur. tosc., 1965, 199;
App. Catania, 17 febbraio, 1962, in Giur. it., 1962, I, 2, 412; App. Palermo, 17 febbraio
1961, in Foro it., 1961, I, 1245), della possibilità per il locatore di avvalersi della clausola ri-
solutiva espressa con conseguente obbligo di rilascio del conduttore.
( 113 ) Per i riferimenti alla giurisprudenza cfr. VACCARELLA, Titolo esecutivo, precetto, op-
posizioni, cit., 181-182.
( 114 ) Ai sensi dell’art. 1 comma 6-quater della legge n. 263 del 2005, che prevede che le
modifiche dell’art. 474 trovino applicazione a partire dal primo marzo del 2006, data risul-
tante dalla proroga disposta con il d.l. 271/2005, decaduto ma con testo riproposto dal d.l.
273/2005, convertito in legge 51/2006.
( 115 ) Ma il discorso può estendersi agli «atti» di cui al n. 1 dell’art. 474 novellato, risolta
legislativamente la questione della possibilità di utilizzarli ai sensi dell’art. 612 c.p.c.
ART. 474 - TITOLO ESECUTIVO 25

tema non ha fornito soluzioni omogenee, dividendosi tra quanti negano tale
possibilità ( 116 ), argomentando per lo più sul rispetto dell’affidamento, e
quanti senz’altro l’affermano ( 117 ).
I principi da applicare all’ipotesi non riguardano il mutamento della leg-
ge processuale pendente lite, non potendovi essere, in carenza di titolo ese-
cutivo alcuna litispendenza ( 118 ), ma di verificare se l’attribuzione di un
«nuovo effetto» ( 119 ) processuale all’atto negoziale preso in considerazione
sia la conseguenza del normale disporre della legge per l’avvenire ovvero si
tramuti in una surrettizia applicazione retroattiva, vietata dall’art. 11 delle
preleggi. Pur tenendo fermi i principi del tempus regit actum e della conser-
vazione dei facta praeterita ( 120 ), resta da individuare, in sostanza, il tratta-
mento da riservare ad atti che, posti in essere sotto l’imperio della legge an-
teriore, producano conseguenze anche per il futuro.
Il negozio solenne, nel caso di specie, viene riguardato non già in rela-

( 116 ) CAPPONI, Note sull’entrata in vigore delle recenti novelle del codice di procedura ci-
vile, in corso di pubblicazione, attualmente consultabile sul sito internet www.judicium.it, § 7;
PETRELLI, op. cit.,. 561 ss; ASTUNI, cit.,
( 117 ) VERDE, Profili di diritto processuale civile, III, appendice di aggiornamento, Napoli
2006, 30; BALENA, Premessa, in La riforma (della riforma), cit., 60; ID., Le riforme più recen-
ti, cit., 23;, LUISO-SASSANI, cit., 99; LUISO, Il processo civile di riforma in riforma, Milano,
2006, 4; ACONE, ivi, 9. DE STEFANO, Il nuovo processo di esecuzione, Milano, 2005, 34-35;
CRIVELLI, cit., 266.
( 118 ) Questa la presumibile ratio della considerazione differente dall’art. 474 rispetto alle
altre modifiche del III libro che, troveranno applicazione anche alle procedure pendenti (art.
1, comma 6-sexies, l. 263/2005) Secondo CAPPONI, Note sull’entrata in vigore, cit., §. 6, «Si è
trattato, se questa è la spiegazione, di un ragionamento sbagliato, perché l’efficacia immedia-
ta della novella nelle procedure pendenti avrebbe potuto riferirsi al caso del creditore che
avesse spiegato intervento sine titulo sulla base di scrittura privata autenticata e che avrebbe
acquisito, dopo il 1o marzo 2006, lo status di creditore titolato».
Tuttavia per gli interventi il legislatore ha dettato una disposizione transitoria, facendo
salvo, nell’ultimo capoverso del comma 3-sexies, quello «dei creditori non muniti di titolo
esecutivo» avvenuto prima della stessa data. La disposizione, che trova applicazione ben oltre
il caso del creditore in forza di scrittura privata, cristallizza la posizione dei creditori interve-
nuti nelle condizioni e nei termini della precedente disciplina. Nello stesso senso cfr. anche
AULETTA, in Guida al diritto, 2006.
( 119 ) Così VERDE, op. loc. ult. cit.
( 120 ) In questa sede il complesso e quantomai interessante tema dell’efficacia della legge
processuale nel tempo non può affrontarsi, si rimanda pertanto a FAZZALARI, Efficacia della
legge processuale nel tempo, in Riv. trim. dir. proc. civ., 1989, 890; CAPPONI, L’applicazione
nel tempo del diritto processuale civile, in Riv. trim. dir. e proc. civ., 1994, 431 ss. 460; ID.,
La legge processuale civile. Fonti interne e comunitarie (Applicazione e vicende), 2a ed., Tori-
no, 2004, 97 ss., ID., Note sull’entrata in vigore, cit., § 3; LA CHINA, voce Norma (dir. proc.
civ)., in Enc. dir., vol. XXVIII, Milano, 1978, 433 ss.; CAPONI, La nozione di retroattività del-
la legge, in Giur. cost., 1990, 1332 ss.; ID., L’efficacia della legge processuale nel tempo in
Italia, sul sito internet www.judicium.it.
26 SILVIA IZZO

zione ad effetti istantanei – il sorgere del diritto di credito, dell’obbligo di


consegna e così via –, i quali non potrebbero che essere disciplinati dalla
legge vigente al momento della loro formazione, bensì relativamente a quelli
durevoli o permanenti, consistenti nelle potenzialità esecutive. La soluzione,
in definitiva, si gioca tutta sulla considerazione che si intende assegnare a
quest’ultima categoria ( 121 ). Ritenendo che la «distinzione – chiara soltanto
in astratto, ed in apparenza – si traduca in una surrettizia applicazione re-
troattiva della legge sopravvenuta, e confligga con la regola (dalla quale l’in-
terprete non dovrebbe mai discostarsi) della unitaria considerazione del sin-
golo atto del processo» ( 122 ), non si potrà che concludere nel senso che i do-
cumenti in parola siano soggetti al regime che era ad essi proprio nel mo-
mento in cui sono stati perfezionati.
Al risultato opposto si giunge facendo applicazione di quell’orientamento
giurisprudenziale che, in tema di irretroattività, sostiene che «la legge so-
pravvenuta debba essere comunque applicata quando il rapporto giuridico
disciplinato, sebbene sorto anteriormente, non abbia ancora esaurito i suoi
effetti e purché la norma innovatrice non sia diretta a regolare il fatto o l’at-
to generatore del rapporto ma gli effetti di esso» ( 123 ). Questi ultimi saran-
no, dunque, regolati «dalla legge del tempo, o dei tempi, in cui essi avranno
in concreto modo di prodursi» ( 124 ) con la conseguenza di poter utilizzare
gli atti pubblici e le scritture private predisposti anteriormente al primo mar-
zo 2006 ( 125 ).

( 121 ) Sulla quale, cfr., CAPONI, In tema di limiti temporali del giudicato civile sulle situa-
zioni soggettive che proteggono un interesse durevole nel tempo, in Foro it., 1998, I, 1193 ss.,
ID., La nozione di retroattività della legge, cit., 1355.
( 122 ) Così CAPPONI, da ultimo in Note sull’entrata in vigore, cit., § 3.
( 123 ) La giurisprudenza si è occupata di tale problematica per lo più in relazione a ipote-
si di legge sopravvenuta che eliminava o riduceva facoltà e poteri delle parti (Cass. 12 aprile
1974 n. 1025; Cass. 15 marzo 1975 n. 1008; Cass. 29 maggio 1976 n. 1965, Cass. 29 mag-
gio 1976 n. 1965; Cass. 5 maggio, 1999, n. 4462, in Giust. civ. Mass., 1999, 1009; Cass. 3
marzo 2000, n. 2433, in Giust. civ. Mass., 2000, 525, Cass. 12 Maggio 2000, n. 6099, in
Giust. civ., 2000, I, 1927, con nota di GATTI). Tuttavia il caso risolto da Cass. 3 aprile 1987,
n. 3231, (in Giur. cost., 1988, II, 1527, con nota di NEPITELLI), dalla quale è stata tratta la
massima di cui al testo, concerneva la legge 15 febbraio 1977 n. 35, che modificando l’art.
1784 c.c., aumentata il limite massimo della responsabilità dell’albergatore per la sottrazione,
per la perdita e per il deterioramento delle cose portate dai clienti in albergo, da L. 200.000,
a cento volte il prezzo dell’alloggio giornaliero. In questa ipotesi le conseguenze dell’illecito,
valutate dall’albergatore al momento del fatto, risultavano oggetto di una considerazione ben
più severa al momento della determinazione del quantum.
( 124 ) CAPPONI, op. loc. ult. cit.; PROTO PISANI, La nuova disciplina del processo civile, Na-
poli 1991, 404 ss.
( 125 ) Cfr., LA CHINA, op. cit., 438, «... pur nella povertà di specifiche indicazioni norma-
tive, non v’è difficoltà a ritenere che l’esecutività dei provvedimenti giurisdizionali [...] siano
ART. 474 - TITOLO ESECUTIVO 27

Di fronte a concetti effettivamente sfuggenti come quelli in parola solita-


mente soccorre la necessità di salvaguardare l’affidamento della parte ( 126 ),
la quale non potrebbe essere sottoposta a conseguenze che non era in grado
di valutare nel momento in cui ha assunto l’impegno ( 127 ). Nell’ipotesi che si
affronta, nondimeno, occorrerebbe scegliere tra l’affidamento del debitore e
quello del creditore, in quanto ad un potenziamento degli effetti esecutivi,
dannoso per il primo, si accompagna la compressione della facoltà di parte-
cipare all’esecuzione, rilevante per il secondo. Ed infatti, mentre per gli atti
pubblici l’unico problema da risolvere riguarda la legittimazione all’esecu-
zione di cui agli artt. 605 e ss., per le scritture autenticate si pone altresì la
questione della possibilità di intervento, ormai limitata alla categoria dei cre-
ditori «titolati» ( 128 ) ai sensi dell’art. 499. Il creditore, nel momento in cui
predisponeva o riceveva la scrittura privata, pur essendo consapevole di non
poter azionare coattivamente il suo credito, legittimamente contava sulla
possibilità di poter partecipare all’espropriazione cominciata da altri ex art.
499 sub Julio vigente. L’attuale formulazione, al contrario, lo priva di tale
facoltà e, quindi, in concreto, di veder soddisfatto il suo credito.
La conseguenza sembra invero eccessivamente grave per poter essere
accolta in mancanza di un dato certo che la giustifichi. Sembra, a sommesso

regolati immediatamente dalla legge sotto la cui vigenza vengono emanati». Ed in effetti un
problema analogo a quello di cui qui si discorre si pose in relazione alla previsione della prov-
visoria esecutività della sentenza di primo grado, prima nel 1973 per il rito del lavoro, poi nel
1990 per la cognizione ordinaria. Nel primo caso giurisprudenza e dottrina si orientarono
per l’immediata applicazione della norma anche per le sentenze emesse in primo grado (ap-
pellabili o già appellate) nel vigore della precedente normativa. In occasione della novella del
1990, intervenne invece il legislatore dettando, con disciplina transitoria, la soluzione inversa,
e sottoponendo le sentenze pubblicate prima del 30 aprile 1995 all’applicazione degli art.
282, 283 e 337 previgenti. Su entrambe le vicende cfr. CAPPONI, La legge processuale civile,
cit., 118 ss.
( 126 ) È questo il lume che orienta la giurisprudenza costituzionale tanto in tema di legge
processuale che di fattispecie di diritto sostanziale, cfr., tra le più recenti, Corte cost. 26 gen-
naio 1988, n. 82 (jus novorum in appello in una controversia di lavoro), in Giur. cost. 1988,
I, 248 ss. e in Foro it., 1988, I, 3215 con nota di DONATI.
( 127 ) REDENTI, op. cit., 128: «il fondamento della efficacia esecutiva [del titolo stragiudi-
ziale] differisce in radice da quello dei provvedimenti giudiziali di cui al n. 1, perché non c’è
un provvedimento di autorità che legittimi l’esecuzione, ma soltanto una specie di sottoposi-
zione preventiva e volontaria del debitore agli atti esecutivi, con la quale si dispensa il credito-
re dal percorrere un più lungo iter [...] la sottoposizione volontaria del debitore non ha biso-
gno oggigiorno di essere espressa con una formula ad hoc, ma risulta per implicito dalla ado-
zione di certe determinate forme solenni nel compimento del negozio o dell’atto col quale si
costituisce la obbligazione o se ne riconosce la esistenza. Chi adotta quelle forme sa o deve
sapere a priori quale arma fornisca al suo creditore».
( 128 ) Si lasci passare l’espressione qui comprensiva delle altre categorie di creditori am-
messi ex art. 499 novellato.
28 SILVIA IZZO

avviso di scrive, preferibile ritenere «aumentata l’efficacia» ( 129 ) di un docu-


mento anteriormente formato, piuttosto che eliminato un effetto che all’epo-
ca del perfezionamento lo stesso sicuramente produceva. Oltretutto, mentre
il debitore che perde «la garanzia del previo accertamento della (venuta ad
esistenza, attualità e insoddisfazione della) obbligazione tramite un giudizio
di cognizione» ( 130 ) può nondimeno ottenerne uno successivo, il creditore
rimane totalmente sfornito di rimedi realmente satisfattivi.
Se, dunque, il sistema generale dell’esecuzione forzata, e la previsione di
titoli esecutivi stragiudiziali «trova la sua ragionevolezza da una parte nel-
l’esigenza di far presto del creditore, dall’altra nella previsione di meccani-
smi idonei ad assicurare il diritto di difesa del debitore» ( 131 ), sembra prefe-
ribile sposare la tesi per cui anche gli atti perfezionatisi in data anteriore al
primo marzo del 2006 valgano come titoli esecutivi.

( 129 ) Così VERDE, op. loc. ult. cit.,


( 130 ) ASTUNI, cit.
( 131 ) PROTO PISANI, Verso la residualità del processo a cognizione piena?, in Foro it.,
2006, V, 54.