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inalmente questo piccolo progetto prende corpo. Iniziamo subito
con una breve spiegazione della scrittura alla cieca: si
memorizza la posizione di tutte le lettere sulla tastiera e si scrive
guardando il monitor del computer senza abbassare la testa per
trovare i tasti. Con questa tecnica verranno risolti i problemi
posturali di chi lavora al PC. Se non guardate la tastiera vuol dire che non siete
chinati a cercare i tasti ma avete la schiena perfettamente dritta, potendo
usufruire di una maggior “resistenza” nella scrittura, ovvero potete riempire più
fogli elettronici senza stancarvi e senza che la vostra salute ne risenta. Come
vantaggio aggiuntivo c’è anche il fatto di riuscire a ridurre sensibilmente gli
errori grammaticali; il motivo è intuibile già da sé: guardando direttamente il
monitor e non più la tastiera, potrete vedere gli errori di battitura nell’esatto
momento in cui vengono commessi e quindi potrete correggerli sul nascere,
evitando di andare a rileggervi il testo da capo.
In questo corso ci sarà anche un piccolo capitolo dedicato alla punteggiatura.
Molti confondono l’esatto posizionamento delle virgole, degli spazi, dei punti...
vi faccio un esempio veloce: scrivere: “Ciao , come va?” è sbagliato. La virgola
non deve fluttuare tra una parola e l’altra ma deve essere attaccata sempre a
quella precedente. Quindi avremo: “Ciao, come va?” con lo spazio soltanto
dopo averla inserita. Ma lo approfondiremo più avanti.
Sappiate che le tastiere per il computer sono state create solo ed
esclusivamente per essere usate in questo modo; utilizzare le sole due dita
dovrebbe essere considerata un’anomalia. Vi do una dimostrazione. Toccate i
tasti F e J. Ci sono delle piccole sporgenze che gli altri tasti non hanno. Sapete
a cosa servono? Quando si scrive usando tutte le dita, queste si muovono lungo
la tastiera per digitare i tasti, ma alla fine della frase il dito indice destro e
sinistro devono tornare necessariamente su questi due tasti, F e J, in modo da
iniziare un’altra frase. Le sporgenze che vedete servono per riconoscere al tatto

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queste due lettere con le dita per evitare che l’occhio debba necessariamente
guardare la tastiera alla ricerca della F e J.
Purtroppo moltissime persone non sanno scrivere correttamente, nonostante
abbiano ricevuto una discreta cultura informatica. È paradossale che quel
dirigente super-mega galattico – magari con tremila lauree appese al muro –
scriva con le solite due dita guardando tastiera e monitor come fosse un bambino
di sei anni. Nell’era digitale in cui viviamo, saper usare correttamente il PC è
basilare, essenziale.
Concludo dicendo che questo eserciziario non ha alcuna finalità di lucro
perché non l’ho scritto io. Si tratta di lezioni prese da un vecchio testo1 di
dattilografia che trovai molto utile ai tempi delle superiori e che ho voluto
rispolverare per dargli nuova vita.
Il mio desiderio più grande è che questa iniziativa si diffonda a chiunque e
che usiate questo testo come meglio credete, purché lo pubblichiate
gratuitamente e non lo modifichiate. Sarebbe fantastico se promuoveste questo
eserciziario nelle vostre scuole. Io sono convinto che non soltanto gli istituti
professionali debbano apprendere questo metodo ma qualsiasi altro indirizzo di
studio; perché ci saranno sempre lavori che necessiteranno dell’utilizzo di un
computer, quindi la scrittura alla cieca non potrà far altro che giovarvi.
La nascita di una futura e solida classe dirigente, secondo me, comincia
anche da questo semplice, piccolissimo passo.

Grazie.

Raffaele Totaro, 2019

1 Clippy – Elaborare testi e dati, Flavia Lughezzani, Hoepli, 2000.

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INDICE

INTRODUZIONE ALLA LEZIONE 1 4

LEZIONE 1 (ASDF – JKLÒ) 6

LEZIONE 2 (G – H) 7

LEZIONE 3 (X – M – MAIUSC) 8

LEZIONE 4 (E – I) 9

LEZIONE 5 (R – U) 10

LEZIONE 6 (T – Y) 11

LEZIONE 7 (C – N) 12

LEZIONE 8 (V – B) 13

LEZIONE 9 (W – O) 14

LA PUNTEGGIATURA, ISTRUZIONI PER L’USO 15

LEZIONE 10 (Z – ; – ,) 18

LEZIONE 11 (Q – P) 19

LEZIONE 12 (: . - _) 20

LEZIONE 13 (CU – QU – CQ – QQ) 21

LEZIONE 14 (PREFISSI) 22

LEZIONE 15 (SUFFISSI) 22

LEZIONE 16 (ACCENTI E SIMBOLI) 23

LEZIONE 17 (NUMERI E SIMBOLI) 24

ATTIVITÀ DI EDITING 25

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INTRODUZIONE ALLA LEZIONE 1

Prima di iniziare la Lezione 1 bisogna imparare la corretta posizione delle dita


sulla tastiera. Come già accennato prima, i due indici vanno sulla F e sulla J. Una
volta fatto ciò, è facile posizionare le altre. I medi vanno sulla D e K, gli anulari sulla
S e L e i mignoli sulla A e Ò (o accentata).
La barra dello spazio, in basso, è il tasto più grande e serve per poggiare i due
pollici. In alcuni testi di dattilografia ci sono esercizi specifici per allenarli dato che
dovrebbero essere premuti in base all’ultima lettera digitata: se ad esempio alla fine
della frase l’ultima lettera venisse digitata da un dito della mano destra, lo spazio
andrebbe dato con il pollice sinistro e viceversa, se una frase finisse con la sinistra, lo
spazio andrebbe dato con il pollice destro.
In questo modo si andrebbe a velocizzare ulteriormente la scrittura ma, detto
francamente, non ho mai usato esercizi del genere né esistono in molti corsi che ho
visionato io stesso, anche a pagamento, quindi si tratta di una pratica tutto sommato
inutile perché andrebbe a “velocizzare” di poco la scrittura e non aggiungerebbe
nient’altro.

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Eviterò di inserire esercizi per usare i pollici e mi concentrerò invece sulla
memorizzazione degli altri tasti, molto più importanti. Vi basti sapere che lo spazio si
digita con i pollici, scegliete voi quale usare o, se preferite, usate entrambi.
Alla fine di ogni frase o parola che scrivete, non dimenticate mai di tornare alla
posizione iniziale, con tutte le dita su ASDF – JKLÒ e i pollici sulla barra dello
spazio. Ecco un’immagine per farvi capire meglio il posizionamento corretto delle
dita sulla tastiera.

Vi consiglio di stampare questo piccolo corso e di metterlo a fianco a voi mentre


scrivete. All’inizio ci sarà qualche difficoltà a usare correttamente le dita e a spostarle
lungo i tasti ma il trucco sta nella pratica, come sempre. In questo momento i muscoli
delle vostre dita non sono allenati perché non hanno mai fatto i movimenti che voi
state per fare, quindi sembreranno rigidi, ma se vi applicate costantemente, i risultati
saranno velocissimi.
Una lezione al giorno oppure una ogni due giorni è più che sufficiente. Cercate di
farne almeno tre in una settimana in modo da tenere costantemente allenate le dita.
Detto questo, buon divertimento!

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LEZIONE 1 (ASDF – JKLÒ)

jjjj kkkk llll òòòò aaaa ssss dddd ffff òòòò llll kkkk jjjj kkkk jjjj
ffff dddd ssss aaaa òòòò aaaa llll ssss kkkk dddd jjjj ffff dddd ssss
aajj sskk ddll ffòò jjaa kkss lldd òòff òòaa llss kkdd jjff kkss lldd

asa òlò asa òlò asa òlò asa òlò asa òlò asa òlò asa òlò asa òlò asa
dfd kjk dfd kjk dfd kjk dfd kjk dfd kjk dfd kjk dfd kjk dfd kjk dfd
ada afa ala aka aja asò adò afò alò fas las das saò asl las dal jak

adsl òlas kjdf jkfd klds salò òals lskd kdjf jfkd kdls lsòa jòfa òfaj
alfa dasa lakò alla fajò kasa dala sadò sada salò sala kaja laja fajò
aòls lksd kjdf fdjk klds adsl òlas jfdk slaò lksd jfdk dksl slaò fòja

salsa salda falsa kalsa fassa lassa falla kajal falda dalla jalla alfa
falsò saldò sfasò kalkò sassò falsò saldò sfasò kalkò sassò falsò falò
kalla kajaò falla falda sfasa skala kalsa lalla dalla salla sajja alda

alaska salassa dallas jallad jassas alkala salad sfalsa allada dallas
jallad salassa jassas alkala alaska dallas lassa sfalda affalò jassas
dallas salassa alaska alkala jassas jallad salad sfalsò sfaldò alaska

la salsa dalla a ljala lalla saldò la falla dalla sala


la falsò ljala a jaffa salda kajal la salsa falla a jò
a dallas lalla fa falò a salò alda fa kajal dalla sala

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LEZIONE 2 (G – H)

dfg kjh gfd hjk sfg ljh hjl gfs afg òjh gfa hjò hkò gda dga lhò hgh
gas hag gag hak lag gaj had has gha sag jag kha gak lha ahl sha kad
dag sah has had gal lag jah fah gaf aga hag haf dag gag lah lag gja

saga hask gaff half glad hall gala kahl glass hals jaga daga alga saga
hask gaff half glad hall gala kahl glass hals jaga daga saga hask gaff
Half glad hall gala kahl glass hals jaga daga alga saga hask gaff half

salga allah glass dalgò salga galla flash shada shakò ashag lasag gas
lasag ashag shakò shada flash dalgò gaffò galla salga allah glass ask
flash shada shakò ashag lasag lasag ashag shakò shada gaffò galla has

allaga allagò glassa glassò khalsa gasala sgassa sgassò affasa skhaal
gasala sgassa sgassò affasa skhaal allaga allagò glassa glassò khalsa
glassa glassò khalsa gasala sgassa sgassò affasa skhaal allaga allagò

gaja fa flash a jaffa a kajal allaga la sala jak glassa la salsa a jò


gaja fa flash a jaffa a kajal allaga la sala jak glassa la salsa a jò
gaja fa flash a jaffa a kajal allaga la sala jak glassa la salsa a jò

allagò la sala a dallas ljala glassò la salsa salga a galla dalla sala
allagò la sala a dallas ljala glassò la salsa salga a galla dalla sala
allagò la sala a dallas ljala glassò la salsa salga a galla dalla sala

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LEZIONE 3 (X – M – MAIUSC)

max lam mmx sax kam fax mam sam jam dam mas dax gam ama axa xam mad
Max Lam Mmx Sax Kam Fax Mam Sam Jam Dam Mas Dax Gam Ama Axa Xam Mad
MAX lam Mmx SAX kam Fax MAM sam Jam DAM mas Dax GAM ama AXA XAM mad

dama maga mala fama mash maxj lamm alma lama asma sams dama mass jam
Lama Adam Maja Dada Fams Kamm Ljam Slam Jams Saxa Lama Adam Maja sax
Slam maxj Kamm lama Saxa dama Adam maxj Fams mass Kamm alma Lama fax

salma Allah massa madam ADAMS slash Maggj mamma JAMAL malga magma
gamma jamma samma small flams JAMSK salma ALLAH massa madam Adams
slash MAGGJ mamma Jamal malga magma gamma jamma samma small flams

Ammassala amalgamala affamala glassala ammalala smammala sfamala


Ammassala amalgamala affamala glassala ammalala smammala sfamala
Ammassala amalgamala affamala glassala ammalala smammala sfamala

Adams Malaga amalgala smammò ammala affamò Mafalda smammala ammalò


Mamma MALAGA amalgama smamma ammalò affama MAFALDA amalgama ammala
Adams Malaga amalgama smammò ammala affamò Mafalda smammala ammalò

Jam sfamò la massa La mamma fa la salsa La maga sfama la madama


La madama Mag ha la small Mafalda dalla mamma amalgama la salsa
Adams smammò la maga dalla hall MAX ama la DAMA La maga ha fama

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LEZIONE 4 (E – I)

Lima sedi mesi lesi sexi mise semi miss idem medi lime meli sede fidi
LILA mese mali sedi mima fila file life sale sali milk silk lede FIFA
mimò Lisa semi life lidi Sali MILK fede sede seme sedi fili mima file

sedia lemmi disse sassi massi messi sisma emise sfila sfilò sfida fai
delle dalle sedie lesse Elisa lemmi disse smisi Adele gigli sisma lei
emise sfila sfilò sfida delle dalle sedie lesse sedia smise dalia dai

ammassai emise illesi massaia seimila glissa gialli assaggiai magliaia


semiassi mimai fiamme giammai dimesse ammise Amalia ammagliai famiglia
magliaia emise glissò massaie dimessi gialle Amelia assaggiai Adelaide

La millesima sedia I seimila fedeli Le fedelissime damigelle I sei fax


La millesima sedia I seimila fedeli Le fedelissime damigelle I sei fax
La millesima sedia I seimila fedeli Le fedelissime damigelle I sei fax

Gemma sfila migliaia di fili gialli delle seimila sedie della sala
Gemma sfila migliaia di fili gialli delle seimila sedie della sala
Gemma sfila migliaia di fili gialli delle seimila sedie della sala

Elisa si siede da Gisella e legge Kafka Jak ha sei dalie gialle


Elisa si siede da Gisella e legge Kafka Jak ha sei dalie gialle
Elisa si siede da Gisella e legge Kafka Jak ha sei dalie gialle

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LEZIONE 5 (R – U)

Fumi sera musi mari duri risi guru rasò durò seri fari farò Sara sarò
Resa rise rase rara rare rari Lara usai fusi guai Susi dare fare dura
Lira risi giri lire mira mirò dirò farò durò sere gara rude rada radi

Laser erede sulla grida ladra frasi dirsi darsi gridò ladri frase lui
Furia sugli sarde ressa guidò rissa arida russa sulle guadò guida RAI
grida serra frasi dirsi frasi arida russa sulle sugli sarde ressa gru

auguri gradire ridere eludere illusi sedurre arrese radere radiare re


radere radiare illusi sedurre ridire fremere ardire mirare gridare fu
illuse sedurre rìderò griderò ardire gridare mirerò illusi sedurrò su

sussurrare desideri sussurrerò desidererò dissuadere dissuase dedurre


sussurrare desideri sussurrerò desidererò dissuadere dissuase dedurre
sussurrare desideri sussurrerò desidererò dissuadere dissuase dedurre

Raffaele sfugge ai guerrieri del Kaiser Gisella frigge e usa il grill


Raffaele sfugge ai guerrieri del Kaiser Gisella frigge e usa il grill
Raffaele sfugge ai guerrieri del Kaiser Gisella frigge e usa il grill

Ardesia diede ad Alessia le sei farfalle gialle e i due dadi di Luigi


Ardesia diede ad Alessia le sei farfalle gialle e i due dadi di Luigi
Ardesia diede ad Alessia le sei farfalle gialle e i due dadi di Luigi

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LEZIONE 6 (T – Y)

Yeti seta gita teme mite year lite rete riti just alti alte rate true
keys yard tema tifa etti irta arte arti taxi dita tuta yaki time sete
arte erta fata rata rete riti arti teme mite year lite yard tema tifa

Ester stata retta grata trust three gesti trita tigre trudy rally tir
frati tetri imitò later latte trema saltò targa yards trust three sta
teams rally trita style light later trudy gesti targa latte husky tra

estate frutta sfugge tratta feriti fretta fruste ideate limiti strike
jersey esteri militi sister giusti tratti gratis fritti emette gemiti
matita filtri tremai letter stessi triade ferite stesse estesi stilai

semestre trimestre stridere turisti trasmettere ritirarsi tradiresti


frattura irritarsi lettiera mietere desideraste distrarti allargarti
fallirai guardarti gridaste falliti ritrattista estetista fratturasti

magliette segreterie addestrare allegati ristretti tremerò attirerai


ritrattai esagererei addestrerò estratti distrarsi trattai telegrafò
assistere aggiustate tesserarti assediai yesterday estrema affetterò

Giuditta emise fattura differita sulla ditta di Trieste fallita ieri


Giuditta emise fattura differita sulla ditta di Trieste fallita ieri
Giuditta emise fattura differita sulla ditta di Trieste fallita ieri

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LEZIONE 7 (C - N) nota a piè di pagina 2

Cina cena acne nera rana nidi neri reni cima sana nasi sani nere cenò
cura lena curò duna tana nati calò nata casa gene echi cuce ceci cala
lucy ansa fine mani anni nani casi near creò case cent nidi lana lini

Susan night mimic dandy eight might clear sunny ranch sandy thing cry
canta anche nelle cinta celle tasca merce linea finta carne crune man
canna certa cinta fante santa india calda nella negli cenni dirci nel

sicuri incerti fungere recenti carenti recanti cantici cantare recita


legaci elegant friends cadenti recarci inglese fiscale scacchi lunare
dischi inclusi esclusi mischia reclusi fischia indicai rischia accesi

mediante giacinti limitarci illustre linguista ingenti fiducia giunge


analista elefante marciaste incidere marginale analisi fantini camici
giardini elastici emittente endemici mandateci anemici frenata cimice

Dante dichiarò la sua lingua ed accettò di recitare i cantici antichi


Dante dichiarò la sua lingua ed accettò di recitare i cantici antichi
Dante dichiarò la sua lingua ed accettò di recitare i cantici antichi

2 Alcuni testi di dattilografia consigliano di usare il medio sinistro per digitare la lettera C anziché il dito
indice. Non sono d’accordo: se ad esempio volessimo scrivere la parola “Ciao”, dovremmo tenere il mignolo
su MAIUSC e nel frattempo digitare la C. Ci renderemmo subito conto di quanto siano distanti il MAIUSC
e la C e di come sia scomodo per la mano fare entrambe le cose contemporaneamente. Usando l’indice,
invece, risolveremmo questo problema perché coprirebbe perfettamente la distanza tra MAIUSC e lettera C
rendendo più agevole la scrittura.

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LEZIONE 8 (V – B)

Visa vasi basi vere bere fave base alba vedi cubi vidi divi devi bevi
Cuba baby baia busy vita vert bike alba bird very vari bank ebbi lava
Ivan vede beve ebbe avrò base bile ambi tubi baci bene tubi veli bici

Vally vende dirvi larva cervi belle vaste birra black alibi rebus bui
lembi venti darvi balla viale brace veste basta aveva vivai versi bis
banca servi brevi evita every baita ebete abete avete evade ribes vai

Bibbia verbali aiutavi vacante evacuate vedevi adibiva barrare sbarra


velvet rilievi vegetai sbaglia avvitai vedrai serviti avverbi alberi
valete barbari bilanci arbitri alberghi validi divieti bevanda debiti

sbavature ribassate diversivi suddivisi avvertiti dibattiti abbattere


debitrice tribunati vendibili debilitai abbattuti ribellati svelerete
rivalutai attributi dividendi avvertite divertiti verbalini avvertimi

sveglieresti divertirebbe rivalutasti arriveresti regalerebbe evasivi


inventariati svaluteresti cambierebbe svegliatevi brevettasti bilanci
traballerete avventurarsi arrivereste arrivederci imbruttiste baratti

Venne a chiedermi di evitargli dei guai ed ereditò dei denari da Gigi


Beatrice viaggiava nel mare dei Caraibi assieme alla sua amica Giulia
Gustò dei gelati alla stracciatella e si recò alla taverna da Mirella

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LEZIONE 9 (W – O)

Word book week love what look wear west what weed will watt smog were
Caio euro nord buio uomo uovo bove voto vero coro olio faro caro nero
Wall town swim laws down cook boot remo logo sebo melo vedo devo baia

Wanda cambio vendo comune brusco welcome futuro hostess indoors banco
lembo tronco hobby figlio notaio honesty whisky biberon walkman mondo
rombo vostro vasto nostro Wagner warrant voglio viaggio cavallo woman

software windsurf buongustaio contadino rendiconto vincitore hostess


hardware racconto calcolatore sordomuto cassaforte giocatore diffuso
firmware svoltava elettronico servirono giocatore centesimo diverso

Mantova Ancona Foggia Verona Torino Roma Genova Savona Monaco Teramo
Windows Walter Tommy William New Orleans Jonathan Winsconsin New York
Worthwhile Wellington Workstation Wisconsin Winchester Beethoven was

Entro domani aggiornare il software nel calcolatore di Giovanni a Rio


Entro domani aggiornare il software nel calcolatore di Giovanni a Rio
Entro domani aggiornare il software nel calcolatore di Giovanni a Rio

Durante il volo le hostess servirono da bere e da mangiare a tutti noi


Durante il viaggio il comandante della nave imbarcò alcuni clandestini
Durante il safari in Africa Valerio fece numerose fotografie e filmati

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LA PUNTEGGIATURA: ISTRUZIONI PER L’USO

Ecco alcuni esempi ed eccezioni sui vari segni di interpunzione:

IL PUNTO si usa normalmente per abbreviazioni di parole. Salvo eccezioni (che


vedremo più avanti) lo spazio si inserisce sempre dopo il punto. Ovviamente rientra
in questa categoria il punto inserito come chiusura di una frase. In questo caso,
ovviamente, si lascia lo spazio dopo averlo inserito:
 Prima frase. Seconda frase. Terza frase.
 Dott. Gradi
 Egr. Sig. Rossi
 Spett. Sig. Rossi
 Egr. Rev.

La regola di inserire lo spazio solo dopo aver messo il segno d’interpunzione è


applicabile anche alla VIRGOLA, PUNTO E VIRGOLA, DUE PUNTI, PUNTO
ESCLAMATIVO e PUNTO INTERROGATIVO. Esempi:
 Uno, due, tre, quattro.

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 Non voglio giocare a calcio; penso che andrò a dormire.
 La lista è questa: pane e latte.
 Il Signor Rossi è in casa? La ringrazio.
 Tanti auguri! Cento di questi giorni!

Ecco alcune eccezioni. Il punto si usa anche per le abbreviazioni commerciali o le


sigle. In questo caso non si usa nessuno spazio tra una lettera e l’altra ma solo alla
fine:
 c.m. (corrente mese);
 p.v. (prossimo venturo);
 I.T.C.S. (Istituto Tecnico Commerciale Statale);
 A.S.L. (Azienda Sanitaria Locale).

Altre eccezioni, come separatore delle migliaia e dei decimali (nessuno spazio tra i
numeri):
 8.900 euro;
 km 3.550;
 123.456.789;
 cm. 8.35.

I PUNTINI DI SOSPENSIONE sono TRE, né uno di più, né uno di meno. Si


lasciano sempre attaccati alla parola precedente e sono seguiti dallo spazio, dopo del
quale si scrive sempre con lettera minuscola (a meno che i tre puntini non concludano
la frase). Esempio:
 Non ti dico cosa mi ha riferito... comunque non preoccuparti (spazio solo dopo
i puntini).

NEI DUE PUNTI la norma sarebbe lo spazio dopo averli inseriti, ma l’eccezione la
fanno le cifre orarie, infatti solo in questo caso non si lascia alcuno spazio:
 h 10:30 (nessuno spazio).

LE LINEETTE hanno lo spazio se si tratta di incisi:


 Quell’insegnante – dicono – è severa.
Lo spazio si lascia anche negli elenchi...
 - due cappotti;

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- tre giacche;
- un maglione.
... e negli indirizzi:
 Via Antonio Gramsci, 8 – 37100 Roma
Per gli intervalli numerici non si lascia spazio:
 7-8 bicchieri d’acqua

LE PARENTESI non hanno eccezioni, si usano sempre allo stesso modo ovvero
senza alcuno spazio all’interno della parentesi ma solo prima e dopo averla inserita.
Esempio:
 Il WTO (World Trade Organization) è l’organizzazione mondiale del
commercio.

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LEZIONE 10 (Z – ; ,)

Renza senza razzo; Renzo ozia sazio; Zuma anzi danza; Oz mezzo mago;
Renzo senza garza, Renza ozia sazia, Zuma anzi danza, Oz mago sazio,
Renza senza zecca; Renzo ozia sazio; Zuma anzi danza; Oz mezzo mago;

Lazio, grezzo, mozzai; azzera, smorzo, arazzo; grazia, zoologo, mazzo;


alzai; sferzò; sforzò; orzata; Arezzo; stanza, avanzo; altezza; marzo,
Hertz, azione, sterzò; danzai, razzia, stanza; orzata, razziai, mezzo;

ottimizza, memorizza, altezzosa, azzardò, utilizzo, sterzata, zaffiro,


autorizza; azionista; zafferano; zattera; zucchero; realizza; azzerai;
schiazzava; realizzai; autorizzò, rizzare; zucchine, silenzio; assenza,

Roberto e Renzo fecero analizzare i funghi raccolti nel boschetto;


durante il viaggio in Scozia, ci fermammo a Edimburgo e a Glasgow;
il freno di emergenza si deve azionare soltanto in casi eccezionali;

Al Ritz hotel lo scozzese rimase in stanza durante tutta la settimana;


nel silenzioso della sera, vidi molte lucciole volare fino a mezzanotte;
Francesco aveva la tendenza ad essere schizzinoso e rifiutava il cibo;

Ogni mese, nella via centrale, si tiene il mercato delle cose strane;
in Mozambico e in Zambia andammo senza scorta tra i villaggi lontani;
nella zona non ci sono negozi attrezzati e nemmeno agenzie di viaggio;

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LEZIONE 11 (Q – P)

Paolo Piero Praga Prato Paola Ponza Piera Quarto Quark Palma La Spezia
Press payer poker proud hippy party lapis squash sport quite is pretty
seppi presto quasi paesi quota pacco capra scopro piolo zeppo vi nacque

questi quesiti quali quella quelle quegli troppe parete reparto troppo
squalo squadra prega squama sapore quatto prestò optare sequela prezzo
drappi cespite parte quarzo greppo parete parole impuro liquido operai

metropoli cosmopolita popolosa quadretto particella qualunque progetto


squadrato preparatevi rapporto quartiere pinacoteca apparati preparai
sposarono rapidamente percorse impazzire prepotente requisito questione

Speravo che riuscisse nella sua impresa, tenendosi aggrappato al cavo;


la commissione esaminatrice approvò subito il progetto proposta da Ivo
recupero il tempo perduto e ora produce tutti i giorni svariati pezzi;

Andrea, Fabrizio e Franco hanno visitato la piazza del Duomo di Amalfi


Lessi i Promessi Sposi, con molta attenzione, senza fare lunghe pause;
quasi tutti i giorni percorre quaranta chilometri su una pista battuta

Parteciparono tutti quanti alla manifestazione tenutasi in piazza ieri


Qualunque acquisto ti proponga Paolo, sono certo che tu lo accetterai;
il Ministro delle Finanze ha proposto di liquidare tutte le industrie;

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LEZIONE 12 (: . - _)

Estate-inverno: autunno-primavera. Est-ce-que: Y a-t-il; auto-parking.

Orient-Express. Vagon-lit. Flash-back. Feed-back. E-mail. Nord-Ovest.

Psico-pedagogico: socio-economico: confronto-scontro: anglo-americani.

Il segno _ in un indirizzo e-mail, si pronuncia underscore: termine

inglese che significa sottolineatura. Questo simbolo viene inserito

negli indirizzi per separare le parole, in sostituzione dello spazio.

Par-ti-co-la-re. Con-tem-po-ra-neo. Ri-scuo-te-re. Rap-pre-sen-ta-te.

B.B.C. – S.O.S. – I.T.C. – F.B.I. – C.C.I.A.A. – T.W.A. – C.I.F. –

Avv. Cav. Ing. Prof. Rag. Sig. Dott. Egr. Spett. F.lli Cav. Comm. Es.

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LEZIONE 13 (CU – QU – CQ – QQ)

CUI: acuire, circuire, circuito, taccuino.

CUO: cuore, proficuo, percuotere, cuoricino, scuola, cuoio, cuoco, cuoce,


cospicuo, riscuotere.

QUI: equinozio, equilatero, equilibrista, inquieto, conquistò, quiz,


squittire, tranquillo, equidistante, conquista, equivoco, equi,
inquisito, equilibrio, tranquillità, quindicina, conquistatore.

QUO: quoziente, quotazione, quotidiano, iniquo, equo, quoto, quotare.

QUA: squallido, equatore, squallore, squattrinato, equatoriale,


squadrare, equanime, squadrone, quadriennale, qualificato, quadrante,
qualunque.

QUE: questione, questura, sequestrai, equestre, questo, questionario,


quietanza, questore, quiescenza, quintale, quello, quesito.

CQU: acqua, acquario, acquatico, acquaforte, acquazzone, acquavite,


annacquare, annacquato, scialacquare, sciacquare, acquitrino, acqueo,
NACQUE, RINACQUE, GIACQUE, PIACQUE, TACQUE, NOCQUE. Acquistare, acquisto,
acquistò, acquisterebbe, riacquistò. Acquisire, acquisisci, riacquisire,
acquisizione, acquisirebbe.

SOQQUADRO: è l’unica parola della lingua italiana scritta con doppia Q

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LEZIONE 14 (PREFISSI)
Anticonformista, antipatico, antiallergico, anacronistico, analogico.
Intramuscolare, intraprendente, intravide, intermediario, interposto.
Trasporto, trasferire, trascorre, trasmette, transatlantico, traduce.

Riporta: trasporta; comporta: apporta; esporta: sopportarti; importa.


Impensato, infondato; indenne, incolume; include, insistere; incolto.
Dissipare; dissentire, disomogeneo: disperdere, dissuaderti; disdire.

Riflettere, riprendere, riaversi, riordinare, richiamare, riammettere.


Rapprendere; ravvedere; rassoda; raggiungere; rattoppare; raccogliere.
Conclude: conduce: confronto: consiste: contorto: compianto: combusto.

LEZIONE 15 (SUFFISSI)

Elemento, lamento, aumento, frumento, commento, realmente, talmente.


Emozione: lezione: nazione: cauzione: adozione: rimozione: frazione.
Missione; lesione; fusione; coesione; adesione; emissione; fissione.

Latitudine – longitudine – vicissitudine – consuetudine – moltitudine


Affabile; affidabile, immobile: estraibile, attrezzabile; incredibile
Lodevole: ammirevole, notevole; consapevole: maneggevole, incantevole

Utenza, giacenza, potenza, concorrenza, avvertenza, speranza, carenza.


Utilizza; realizza; ottimizza; sensibilizza; automatizza; fraternizza.
Lentezza, fermezza, sveltezza, autorevolezza, scioltezza, correttezza.

Genitore – attore – lettore – operatore – creatore – motore – pittore.


Genitrice, attrice, lettrice, operatrice, creatrice, motrice, pittrice
Praticello, campicello, orticello, monticello, fiumicello, cordicella.

Elettricità, fatalità, lucidità, povertà, utilità, complicità, onestà.


Interiorità, futilità, crudeltà, fedeltà, avverrà, continuità, realtà.
Spontaneità, felicità, capacità, umidità, libertà, precarietà, umiltà.

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LEZIONE 16 (ACCENTI E SIMBOLI)

Vis-à-vis. Y a-t-il. Et le voilà. Là dessus. Garcon. Dalton. Bon-ton.


Corfù, Cantù, quaggiù, lassù, Gesù, gioventù, tribù, orsù, più, bambù,
Partirà: sentirà: capirà: scoprirà: città: avverrà: scriverà: lascerà:

Perché, benché, giacché, talché, cosicché, fuorché, purché, sicché,


Giosuè, caffè, cioè, ahimè, bignè, lacchè, Noè, chère, frère, père,
Finirò, farò, mangerò, otterrò, lascerò, firmerò, sostituirò, dirò,

il simbolo - * - asterisco, in informatica, indica un carattere jolly.


Proprio come in alcuni giochi a carte, il simbolo del jolly serve a
Sostituire, nel nome di un file, un numero qualsiasi di caratteri.

In fase di ricerca su disco, la combinazione di simboli *.* serve per


indicare al computer il seguente messaggio: qualsiasi tipo e numero di
carattere, con qualsiasi estensione. Ovvero: tutti i file.

Il simbolo @ - at, o chiocciola – ha origini latine; infatti, deriva


dal termine ad, che significa presso, ed è nato dalla fusione della
vocale a e della consonante d scritte in corsivo.

Ogni estate si reca in vacanza a Viareggio in Hotel a ***. Avrà modo di


conoscere la nostra bella località visitando il Parco. Ogni anno vado
in Perù per motivi di lavoro, però le vacanze le passo a Corfù.

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LEZIONE 17 (NUMERI E SIMBOLI)

Dall’ultima, dell’ultima, sull’ultima, all’ultima, l’ultima, un’ultima


C’è? Dov’è? Che cos’è? C’era? Dov’era? Che cos’era? S’udiva? L’amasti?
Evviva! Finalmente! Attenzione! Hurrah! Eureka! Ahimè! Ohibò! Ascolta!

“Il Gladiatore” – “Three kings” – “Lezioni di piano” – “American pie”


“Trappola per topi” – “L’inganno degli dei” – “Il tempio nel deserto”
“La Repubblica” – “La Nazione” – “Il Corriere della sera” – “L’Arena”

& (“e” commerciale); / (barra); \ (slash); ^ (accento circonflesso);


$ (dollari americani). £ e Lst. (lire sterline). € (moneta europea).
= (uguale); ° (grado); % (percentuale); * (asterisco); § (paragrafo).

Il 15% di 100.000 corrisponde a 15.000;


per calcolarlo si moltiplica 15 x 100.000 e poi si divide per cento.
La versione successiva di “Office 97” è stata “Office 2000”.

“Ragazzo” in francese si scrive “garçon”; “essere” si scrive “être”.


“Cinque”, in tedesco si scrive “fünf”; in inglese, si scrive “five”.
“Maestro” in francese si scrive “maître” e “moda” si scrive “façon”.

Il simbolo \ (slash o barra rovesciata) in informatica in dica una


Directory (cartella). La sintassi C: \Documenti\Classi si legge:
cartella Classi, contenuta in Documenti, archiviata su disco fisso (C:).

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ATTIVITÀ DI EDITING

Ora che abbiamo concluso con gli esercizi, passiamo ai testi veri e propri. Ho
selezionato alcuni stralci che ho preso da libri e aforismi a cui tengo particolarmente
e che voglio inserire qui per farvi acquisire maggiore pratica e dimestichezza con
l’uso della tastiera.
Vi propongo un gioco: si presume che abbiate stampato questo eserciziario e che lo
teniate vicino a voi. Ebbene, quando iniziate a scrivere, seguite le frasi sul foglio di
carta e non guardate né tastiera e né monitor, scrivete mentre i vostri occhi leggono il
testo. Quando avete finito, sollevate lo sguardo dal foglio e osservate sul monitor
quanti errori avete fatto. Se il risultato è privo di errori, complimenti, siete diventati
esperti dattilografi.

IMPORTANZA ESTERNA

In generale, se state vivendo un periodo negativo e le cose vanno davvero molto


male, fregatevene dell’importanza, scrollatevi di dosso i rapporti di dipendenza e
cominciate a trasmettere insistentemente energia positiva. Quanto peggio è ora, tanto
meglio sarà poi. In questo modo potrete rivalutare una situazione, se ritenete di aver
subito una grave sconfitta. Rallegratevi! In questo caso le forze equilibratrici saranno
dalla vostra parte, perché il loro compito è quello di compensare il cattivo con il
buono. Non può andare sempre male, così come non può andare sempre bene.
Nessuno può cavalcare la cresta dell’onda fortunata per tutta la vita. A livello
energetico il quadro si può rappresentare nel modo seguente: vi hanno aggredito, vi
hanno coperto di insulti, vi hanno portato via tutto, vi hanno picchiato, ma alla fine vi
hanno messo in mano un sacco di denaro. In altri termini: quanto maggiore è il danno
subito, tanto più denaro troverete nel sacco.

- Vadim Zeland, Reality Transurfing

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PENSIERI SULLA TERRA

L’essere umano è venuto sulla Terra per fare un lavoro, e anzitutto un lavoro su di sé,
allo scopo di superare se stesso. Certo, ogni giorno si vedono persone andare a
lavoro, ma gli sforzi che fanno hanno soprattutto lo scopo di assicurare la loro
sopravvivenza, la loro sicurezza materiale, il loro benessere e quello dei loro parenti.
Al lavoro psichico – che le renderebbe padroni di tutte le situazioni – non pensano. I
credenti contano sul Signore per essere protetti, ed è anche per quello che Gli
rivolgono le preghiere. Quanto ai non credenti, è dalla società che si aspettano aiuto e
soccorso. Ebbene, no, gli esseri umani devono sapere che né il Signore né la società
serviranno loro da rifugio. Sono stati mandati sulla Terra per imparare, per
svilupparsi, e le difficoltà e le prove che incontrano sono lì proprio per obbligarli a
questo: non vi si possono sottrarre. Allora, invece di correre ovunque per protestare,
esigere e chiedere aiuto, ciascuno deve fare un lavoro interiore, perché è anzitutto in
se stesso che troverà i rimedi, la consolazione e la speranza.

- Omraam Mikhael Aivanhov

OSSERVAZIONE INTERIORE

Una volta capito il principio fondamentale dell’essere presente come osservatore di


ciò che avviene dentro di te – e puoi capire quanto sia efficace solo provandoci con
serietà e per un lungo periodo – hai a tua disposizione il più potente strumento di
trasformazione. Detto questo, il nostro scopo non è la trasformazione dei disagi e
delle emozioni negative, bensì la focalizzazione su “colui che è presente”, cioè
l’osservatore. Usiamo il disagio unicamente come “punto di appiglio” per rendere
sempre più forte “colui che osserva”, ossia la Presenza stessa. Il disagio ti costringe,
per forza di cose, a focalizzare la tua attenzione all’interno di te, anziché sui soliti
affari quotidiani; per cui, se ne approfitti, hai un’ottima occasione per far emergere la
tua vera essenza.

- Salvatore Brizzi, La Porta d’Oro

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ABBANDONO

La solitudine è la tua natura essenziale e la folla è solo un’abitudine, ma l’abitudine è


diventata così forte e tu sei diventato così inconsapevole della tua natura che hai
paura: se tutti ti abbandonano, che cosa farai? In effetti non sai più chi sei se tutti
quanti ti abbandonano: è la loro opinione che crea per te un’identità. La tua
personalità dipende da ciò che la gente dice di te. E la paura rimane finché non arrivi
a conoscere te stesso direttamente e non attraverso gli altri. Quando conosci te stesso
direttamente, conosci la tua individualità. E una volta conosciuta la tua individualità,
la paura di essere abbandonato scompare. Non c’è altro modo.

- Osho, l’ABC del Risveglio

VICTORIA IGNIS

Cosa osservi di quella coppia seduta dall’altra parte della sala? – mi chiese ad un
certo punto.
“Lei parla con lui ma in realtà ogni tanto butta l’occhio verso il barista
aggiustandosi i capelli.”
Buona capacità di osservazione, ma cosa significa?
“Le piace il barista, suppongo.”
No. Forse lo trova un bell’uomo, ma non le piace davvero, non uscirebbe mai con
lui. Lei ha notato che lui l’ha guardata quando è entrata nel locale, per cui è
gratificata da questa sua attenzione, allora ogni tanto si volta a vedere se lui continua
a guardarla. Il gesto meccanico di aggiustarsi i capelli tradisce il suo volersi far
notare. Inconsciamente sta dicendo: “Guardami, ti prego. Fammi sentire che sono
bella. Fammi sentire che valgo qualcosa.” Qui non c’entra l’attrazione fisica, ma solo
il bisogno di sentirsi apprezzata. Forse quando era piccola suo padre o sua madre non
l’hanno mai apprezzata, o l’hanno fatto in una maniera che lei percepiva sbagliata.
Questa ricerca di attenzione discende in realtà da una disistima di sé, di cui molte
donne sono vittime.

- Salvatore Brizzi, Il Libro di Draaco Daatson – Parte 2

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PILLOLE DI DEISMO

Ecco ciò che a proposito di questo disse il genio di Albert Einstein: “In un certo senso
mi considero tra gli uomini profondamente religiosi. Ma mi risulta impossibile
immaginare un Dio che ricompensa e castiga gli esseri che egli stesso ha creato, o che
in altre parole abbia una volontà simile alla nostra”. (Albert Einstein, La mia visione
del mondo). E in un altro punto dice: “Nessuno negherà che credere all’esistenza di
un Dio personale, onnipotente, giusto e benevolo possa dare agli uomini piacere e
allegria; inoltre, in virtù della sua semplicità, quest’idea è accessibile anche alle menti
meno sviluppate. Però, d’altro canto, quest’idea di Dio ha molti punti deboli... La
principale origine degli attuali conflitti tra la religione e la scienza proviene dall’idea
di un Dio personale”. (Albert Einstein, Le mie idee e opinioni). Einstein parò
ripetutamente di ciò che egli definiva come la “religiosità cosmica”, difficile da
comprendere, perché da essa non sorge un concetto antropomorfico di Dio. “Ciò che
equipara tutte le religioni è il carattere antropomorfico che attribuiscono a Dio. È uno
stadio dell’esperienza religiosa che solo certe società e certi individui specialmente
dotati cercano di superare”. (Albert Einstein, La mia visione del mondo).

- Salvador Freixedo, Difendiamoci dagli Dèi!

AMORE

Sembra un luogo comune dire che per amare veramente qualcuno si deve prima
imparare ad amare sé stessi. Il problema è che la stragrande maggioranza delle
persone ignora completamente cosa significhi amare sé stessi. In effetti, le persone
costruttive alla ricerca del proprio equilibrio, della realizzazione felice della propria
vita, finiscono inevitabilmente con l’allontanarsi da chi non riesce ad amare sé stesso
e, per questo motivo, cerca l’amore di qualcuno illudendosi che possa essere vero
Amore. Chi non si ama non può riuscire ad essere felice e sfrutta quello che chiama
“amore” semplicemente per poter scaricare su qualcun altro la responsabilità di tale
propria incapacità, secondo lo schema: “io ti amo = ho affidato a te la responsabilità
della mia felicità. Se fai tutto quello che mi aspetto da te, mi rendi felice e ti giudico
bene, se fai quello che non voglio e mi rendi infelice, ti giudico male; quindi il fatto
che io sia felice o meno dipende ora solo da te”. Questo schema è devastante, troppo

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comodo per chi cerca di imporlo ad un altro! Riuscire ad amarsi è la base per essere
felici ed è una propria responsabilità, che si realizza quando si affrontano e vincono le
proprie paure: questo non possono farlo gli altri. Nessuno dotato di un minimo
rispetto per sé stesso può accettare un simile ricatto.

- Fabio Marchesi, La fisica dell’Anima

HOMO SAPIENS

Chi scrive ha sempre guardato a Homo sapiens come a una sorta di “estraneo” su
questo pianeta. Un essere vivente anomalo rispetto agli altri, non particolarmente
integrato con alcun habitat naturale e per questo spesso costretto a modificarne le
caratteristiche, per far sì che l’ambiente intorno a lui risulti maggiormente
disponibile, meno aggressivo nei suoi confronti, più adatto alla sua sopravvivenza
(antropizzazione). In questi termini, l’essere umano rappresenta un caso unico in
natura, decisamente non uniformato al resto del mondo animale, in cui ogni singola
specie è invece assoggettata ai delicati equilibri esistenti all’interno di precise zone
adattive. L’uomo semplicemente non ha un proprio habitat naturale; lo straordinario
sviluppo encefalico e la capacità di comprendere i meccanismi che governano la
natura ne hanno garantito la sopravvivenza anche laddove questa sarebbe stata
impossibile per via di un “corredo biologico” non adeguato. [...] Parliamo di una sorta
di incongruenza bio-evolutiva che solitamente riscontriamo in quegli organismi che, a
seguito di un processo di domesticazione o di manipolazione genetica, acquisiscono
caratteristiche utili a determinati scopi a scapito di capacità adattative. Pensiamo sia
questo un argomento da non sottovalutare all’interno di un percorso di indagine sulle
origini umane che, valicando posizioni pregiudiziali, non escluda la possibilità che
nella nostra storia biologica sia accaduto qualcosa di programmato. Non sono pochi
gli elementi di interesse biologico teoricamente in grado di creare “punti di contatto”
con un’ipotesi di interventismo biogenetico alla base del processo di ominazione.
Elementi che ci auguriamo stimolino la curiosità e dunque la prosecuzione degli studi
in questa direzione. La strada è aperta.

- Pietro Buffa, I Geni manipolati di Adamo

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GUERRIERO DI LUCE

Un guerriero è semplice come le colombe, e prudente come i serpenti. Quando si


riunisce con gli altri per chiacchierare, non giudica il loro comportamento; egli sa che
le tenebre si servono di una rete invisibile per diffondere il male. Questa rete capta
qualsiasi informazione vagante nell’aria e la trasforma nell’intrigo e nell’invidia che
albergano come parassiti nell’anima umana. Così, tutto ciò che viene detto su
qualcuno finisce sempre per giungere alle orecchie dei nemici di costui col
sovraccarico tenebroso di veleno e malignità. Perciò, quando un guerriero parla dei
comportamenti di un proprio fratello, immagina che questi sia presente e stia
ascoltando ciò che egli dice.

- Paulo Coelho, Manuale del Guerriero di Luce

PILLOLE DI STOICISMO

Insomma, vuoi sapere quanto poco vivono? Guarda quanto desiderano vivere molto.
Vecchi decrepiti si augurano e mendicano l’aggiunta di pochi anni: si fingono più
giovani; accarezzano bugiarde illusioni e si compiacciono d’ingannarsi come se al
tempo stesso gabbassero i fati. Ma quando qualche infermità gli ricorda di essere
mortali, come muoiono spaventati, quasi non uscissero dalla vita, ma ne fossero tirati
fuori! Van gridando di essere stati stolti, tanto da non aver vissuto, e, se la scampano,
di voler vivere in pace; solo allora riflettono all’inutilità di essersi procurate cose che
non avrebbero goduto, alla vanità di ogni loro fatica. Ma per quelli che conducono
una vita lontana da ogni faccenda, perché non dovrebbe essere ricca di spazio? Niente
ne è affidato ad altri, niente sparpagliato qua e là, niente dato alla fortuna, niente di
perduto per inerzia, niente dissipato per prodigalità, niente inutilizzato: tutta è, per
così dire, a frutto. Per quanto breve, dunque, è più che sufficiente, e perciò, quando
che venga l’ultimo giorno, il saggio non esiterà ad andare alla morte con passo fermo.

- Seneca, la Brevità della Vita

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