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Società Tarquiniense d’Arte e Storia

fondata nel 1917


eretta in Ente Morale con D.P.R. 2/2/1973, n.155

www.artestoriatarquinia.it

Iº Convegno Nazionale
sui Domini Collettivi

“Il cammino delle terre comuni”


DALLE LEGGI LIQUIDATORIE DEGLI USI CIVICI
AL RICONOSCIMENTO COSTITUZIONALE DEI DOMINI COLLETTIVI
I° CONVEGNO NAZIONALE SUI DOMINI COLLETTIVI “IL CAMMINO DELLE TERRE
COMUNI”

Dalle leggi liquidatorie degli usi civici al riconoscimento costituzionale dei domini collettivi

Tarquinia, 8 giugno 2019

DISCORSO INAUGURALE CONVEGNO

SIMONE ROSATI
Università cattolica di Murcia

Illustri Professori

Stimati Relatori

Onorevoli Autorità

Gentili Signori e Signore!

Rivolgo a tutti Voi il più cordiale benvenuto, vi saluto con stima e amicizia e Vi ringrazio per aver
aderito numerosi al nostro invito.

Non volendo sottrarre prezioso tempo ai Signori relatori, sarò molto breve. Permettetemi solamente
di riferire le ragioni di un Convegno nazionale qui a Tarquinia e precisamente presso la Società
Tarquiniense d’Arte e Storia.

Tutti noi conosciamo l’altissimo valore scientifico dei due punti di riferimento italiani sul tema che
ci impegnerà oggi che è quello dei domini collettivi. Punti di riferimento non solo accademico, ma
anche centri di propulsione e diffusione di quella vera e propria rivoluzione culturale che ha portato
alla legge 168 del 2017, recante la normativa sui domini collettivi. Mi riferisco evidentemente al
Centro studi sui domini collettivi di Trento e al Centro Studi “Cervati” dell’Aquila.
Sono molto lieto ed onorato, a questo proposito, di avere come nostri illustri ospiti a Tarquinia il
Professor Marinelli, Direttore scientifico del Centro Cervati dell’Aquila e il Prof. Zendri che
rappresenta l’anima storico-giuridica del Centro di Trento.

Il convegno di Tarquinia desidera allora, in piena sintonia e armonia con queste due pregevoli realtà,
costituire una terza occasione di riflessione scientifica sui domini collettivi.

E questo per una ragione anzitutto di ordine territoriale. Territoriale perché i convegni - anche quelli
di natura internazionale – hanno il grande vantaggio di attirare su un territorio determinato una
moltitudine di studiosi che, per naturale inclinazione e vocazione professionale, sono portati a
interrogarsi sulla realtà in cui si muovono. Ciò rappresenta certamente una risorsa di somma importanza
per il territorio.

Ecco allora l’idea di istituire a Tarquinia un congresso si nazionale, ma che potesse anche condurre
studiosi e professionisti su un territorio specifico che possiede caratteri storico-paesaggistici diversi
rispetto a quelli di Trento e L’Aquila. Un territorio, un paesaggio che, dal punto di vista delle proprietà
collettive, è erede della tradizione storica dei domini pontifici e, dal punto di vista gestionale, trova
espressione nella realtà delle Università agrarie. Quindi un territorio con una sua identità precisa.

La seconda ragione spaziale che voglio riferire è perché ci troviamo proprio qui presso la sede della
Società Tarquiniense d’Arte e Storia. Ebbene, le mura e le torri medioevali che oggi ci ospitano
racchiudono la storia del paesaggio storico e giuridico sul quale ci troviamo che è, lo ricordo, quello
delle ex province pontificie.

Esattamente negli armadi lignei alle Vostre spalle possiamo consultare un archivio di grande interesse
che raccoglie la storia dei domini collettivi nelle province pontificie dagli inizi del 700 sino alla fine
dell’800. Un archivio che non costituisce una confusa raccolta di polverose carte, ma che al contrario
venne sistemato secondo una logica ben precisa e meditata: da un lato le scritture favorevoli all’idea
individuale di appropriazione e dall’altra le scritture favorevoli all’idea collettiva e comunitaristica di
proprietà. Scorrendo le pagine di questo archivio si ha il privilegio di vivere il lacerante conflitto
umano sociale e giuridico che oppose, da una parte, le allora autorità pontificie (prima la Rota romana,
poi la Congregazione economica poi addirittura una congregazione specifica sugli usi civici) e,
dall’altra parte, le comunità locali titolari dei diritti collettivi. Le memorie difensive delle comunità
locali sono una testimonianza incredibile della resistenza eroica opposta contro i tentativi di
dissoluzione delle terre collettive.

Non posso dilungarmi oltre.

Velocemente, prima di iniziare, Vi ricordo la struttura di questa giornata:


- Una sessione plenaria questa mattina
- Due sessioni parallele nel pomeriggio: una in questa sede e l’altra presso il palazzo comunale.

Detto questo e ringraziandoVi nuovamente per aver partecipato a diverso titolo al nostro convegno,
darei inizio alla prima sessione inaugurale del convegno presieduta dalla Prof.ssa Tiziana Ferreri.

La Prof.ssa Ferreri, allieva del Maestro Giovanni Minnucci, insegna Storia del diritto medievale e
moderno presso l’Università degli Studi di Siena. La Prof.ssa Ferreri, tra l’altro, ha accolto con
entusiasmo il nostro invito anche perché è originaria della città di Viterbo e quindi ha voluto
condividere con noi l’importanza di creare un focus di discussione interdisciplinare su questi luoghi
che tra l’altro occupano parte delle sue fatiche letterarie.

Pregherei quindi il Moderatore e i Relatori di prendere posto, augurando a tutti Voi buon lavoro!