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il grande libro

Orto e
piante
da frutto
Dalla piantagione alla raccolta: tecniche e consigli per non sbagliare
Come creare un piccolo frutteto in giardino o in vaso
Le aromatiche: conoscerle e coltivarle
Il calendario lunare dei lavori

G R I B A U D O
Orto
e
piante
da frutto
Il grande libro
ORTO e PIANTE DA FRUTTO

Testi: Enrica Boffelli, Domenico Cattaneo Vicini, Adriano Del Fabro, Lorena Lombroso,
Mimma Pallavicini, Simona Pareschi, Magda Schiff, Guido Sirtori
Revisione redazionale e testuale: Garden - Lorena Lombroso e Simona Pareschi
Fotografia di copertina: Shutterstock Images
Fotografie interne: Aboca spa, Archivio De Rerum Natura, Archivio Edito, Archivio Gardenpictures (Enzo Valenti), Archivio Gribaudo,
Arc-en-ciel, Marco Bagnasco, Ferruccio Carassale, Paolo Cottini, Stefano Dulevant, Vincenzo Martegani,
Raffaele Ostuni, Mimma Pallavicini, Shutterstock Images (pp. 270-271), Guido Sirtori, Tiziano Terzoli, Debora Vrizzi
Illustrazioni: Archivio Gribaudo, Alberto Pilotto, Mario Stoppele

Redazione Edizioni GRIBAUDO


Via Garofoli, 262 - San Giovanni Lupatoto (VR)
tel. 045 6152479 - fax 045 6152440
e-mail: redazione@gribaudo.it

Responsabile editoriale: Franco Busti


Responsabile di redazione: Laura Rapelli
Redazione: Claudia Presotto
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Progetto grafico e impaginazione: Meri Salvadori
Fotolito e prestampa: Federico Cavallon, Fabio Compri
Segreteria di redazione: Daniela Albertini

Stampa: Grafiche Busti srl (Colognola ai Colli - VR)

© Edizioni GRIBAUDO srl


Via Natale Battaglia, 12 - Milano
e-mail: info@gribaudo.it
www.edizionigribaudo.it

Prima edizione 2010 [1(D)] 978-88-7906-904-5


ISBN PDF 978-88-580-0318-3
Nessuna parte di questo libro può essere riprodotta, memorizzata o trasmessa con qualsiasi mezzo e in qualsiasi forma
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il grande libro

Orto
e
piante
da frutto
G R I B A U D O
4 TITOLO CORRENTE
8

Istruzioni per l’uso


di questo volume
Tre sono le sezioni che compongono questo manuale alla ricerca delle nozioni
questo volume: orto, erbe aromatiche e e dei consigli che fanno per voi.
piante da frutto, corredate da una sezio-
Varietà differenti di ƒ Nel volume troverete spesso i termini
ne dedicata all’influenza delle fasi lunari
lattuga (Lactuca sativa) botanici latini, che ormai da secoli servo-
sulla stessa proda sulla crescita delle piante. La sua strut-
no a identificare le piante a livello scientifi-
di orto. tura rende ancor più semplice consultare
co internazionale; prendiamo un esempio,
Ocimum basilicum “Minimum”: la prima
Nomi delle piante e convenzioni parola Ocimum indica il genere botanico;
la seconda, basilicum indica la specie; la
ƒ Le schede dedicate alle piante sono ordinate secondo le denomi-
terza, “Minimum”, indica la varietà.
nazioni comuni, ma viene riportato anche il nome botanico latino.
ƒ Le piante dell’orto e le erbe aromatiche sono inserite in ordine alfa-
betico, mentre le piante da frutto sono in ordine di importanza, ossia
in base alla loro diffusione nei frutteti e nei giardini.
ƒ Da una stessa specie sono nate forme diverse, spontaneamente (va-
rietà) o grazie al lavoro di incrocio e ibridazione (cultivar); i due termi-
ni sono spesso usati come sinonimi nel linguaggio comune.
ƒ Il nome della varietà o cultivar (e del suo portainnesti, nel caso
delle piante da frutto) sono informazioni essenziali sia nell’orto che
nel frutteto, per scegliere piante adatte alle proprie necessità e al luogo
in cui dovranno vivere.
ISTRUZIONI PER L’USO DI QUESTO VOLUME 9

Cucina,
salute e bellezza
ogni erba aromatica
è descritta
Esposizione chiara
e corredata
l’approccio visivo
da approfondimenti
piacevole è assicurato
sull’utilizzo
dalla ricerca di
culinario,
semplicità, chiarezza
terapeutico
e pulizia nella
e cosmetico
composizione grafica
e nella scelta
delle immagini

Scelta delle varietà


per ogni pianta da frutto
Malattie vengono suggerite
e prevenzione le cultivar
indicazioni pratiche più interessanti
per riconoscere
i problemi,
prevenirli
e combatterli
Calendario dell’orto Consigli utili
i periodi giusti per semine, informazioni sulle proprietà
trapianti e raccolti terapeutiche e sui principali
sono visualizzati benefici nutrizionali
da un pratico calendario di ciascun ortaggio
10 TITOLO CORRENTE
11

Orto e piante da frutto


per vivere meglio

Vivere a contatto con la natura cambia la un’antica e in parte perduta tradizione di Le aromatiche sono
vita in meglio. Un orto, qualche albero conoscenze popolari. utili anche in casa:
le foglie di alloro,
da frutto, dei vasi colmi di piante aroma-
ƒ Questo volume vi accompagna nella collocate negli armadi,
tiche: un grande patrimonio per sentirsi tengono lontani
scelta e cura delle verdure da coltivare gli insetti.
in sintonia con i ritmi naturali e per
nell’orto, delle piante da frutto classiche
portare in tavola un raccolto sano, genu-
e insolite e delle aromatiche, con testi
ino e di alta qualità.
realizzati da un team di esperti ap-
L’interesse per l’orto e per il frutteto è in
passionati: un coro di voci diverse con
forte crescita, segno di un bisogno di ri-
un unico obiettivo, quello di trasmettere
avvicinamento alla natura, per conoscer-
conoscenze pratiche e anche il piacere di
la, rispettarla e riceverne i doni preziosi.
arrivare a risultati appaganti.
ƒ Prendersi cura di ortaggi, aromatiche e ƒ Un tema importante che troverete in N E L L A P A GI N A
A F I A N CO :
frutti è oggi considerato un privilegio; questo volume riguarda l’aspetto orna-
la ricchezza di sapori
in realtà molte verdure e piante da frutto mentale. Ortaggi, fruttiferi e aromi sono di un piccolo orto
crescono anche in vaso sul terrazzo, e le piante perfette nel giardino ecologico che e di un frutteto familiare
aromatiche sono ideali in balcone, pron- sa rispettare la natura ed accoglierla nel- è un dono quotidiano
per un’alimentazione
te per insaporire i piatti, per gli usi tera- la sua biodiversità, così importante per il sana, genuina
peutici e per quelli domestici ereditati da presente e il futuro del nostro pianeta. e di alta qualità.
Coltivare l’orto
14 C O L T I V A R E L ’O R T O
15

L’ABC
per una produzione
sana e rigogliosa
È pratica sempre più diffusa riservare un ƒ Vanga (preferite un modello tradizio-
angolo del giardino o del terrazzo, alla nale diffuso nella vostra zona, adatto per
coltivazione degli ortaggi. Sarà forse per lavorare proprio quel tipo di terreno),
la voglia di recuperare un rapporto con zappa, rastrello di ferro per livellare,
la natura: di certo non è solo per risol- paletta e un paio di forbici sono tutto ciò
vere i problemi del caro-vita! Come si che serve. Non dovranno, inoltre, man-
avrà modo di capire dalla lettura di que- care un annaffiatoio con rosetta fine per
sto manuale, l’approccio non si limita le semine e i giovani semenzali, un tubo
al semplice impianto e alla raccolta, ma da irrigazione, dei tutori per la vegeta-
richiede un impegno appassionato e con- zione di piante alte – quali i pomodori e i
tinuo, che non conosce pause, ma è fonte fagioli –, legacci di rafia o plastica.
N E L L A P A GI N A
di grandi soddisfazioni. ƒ Acquista un po’ di pratica, potranno A F I A N CO :
disporre
di un orto permette
risultare utili anche altri accessori, come di portare in tavola
L’ATTREZZATURA BASE il tubo forato o poroso per irrigare la ortaggi freschi e sicuri.
Il kit ideale per prendervi cura dell’or- terra alla base degli ortaggi, il velo di Per la sua coltivazione
sono necessari pochi
to è composto di attrezzi maneggevoli, tessuto non tessuto per proteggere dal
attrezzi, qualche
funzionali e robusti, tali da poter durare freddo le colture precoci o tardive, e la indicazione di base
a lungo con una semplice manutenzione. serra a tunnel, per coltivare le primizie. e tanta passione.
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Il terreno e la sua fertilità


Il terreno agrario è il risultato della di- l’intervento dell’uomo al fine di renderlo
sgregazione delle rocce sia per fenomeni adatto alla coltivazione delle piante. Di
di tipo fisico, chimico e biologico, sia per qualunque natura sia il terreno in cui vi
apprestate a coltivare il vostro orto, sarà
importante apprendere alcune nozioni
Coltiviamo biologico di base. La parte propedeutica di questa
In sintesi, l’orticoltura biologica è entusiasmante attività è certo la più no-
quell’insieme di tecniche che per- iosa, ma non se ne può fare a meno.
mettono di coltivare gli ortaggi senza
far ricorso ai prodotti dell’industria PREPARARE IL TERRENO
chimica: sostanze spesso inquinanti
AD ACCOGLIERE GLI ORTAGGI
e poco rispettose degli equilibri am-
In tutti i tipi di terreno, l’operazione
bientali e nutrizionali, come diser-
banti, insetticidi, anticrittogamici e più importante è la vangatura, ossia la
Distribuzione di insetti predatori fertilizzanti chimici. Per metterla in rottura dello strato superficiale in bloc-
per contrastare i parassiti orticoli. pratica ci vengono in aiuto la tradi- chi, da rigirare su se stessi e da lasciare
zione, la natura e la scienza: occorre per qualche tempo esposti, in modo che
osservare le tecniche di coltivazione adottate dai contadini più anziani, l’aria circoli tra le particelle di terra. In
ma soprattutto conoscere e rispettare le leggi naturali: vediamone alcune. genere basta scendere a 25-35 cm, un po’
ƒ Bisogna affinare le zolle, rompendole e distribuendole con il ra- di più nei terreni argillosi. Lavorazioni
strello, e fertilizzare lavorando il terreno in superficie, arricchendolo più profonde sono inutili nel caso degli
di concimi organici. ortaggi, che hanno un apparato radica-
ƒ Per controllare le infestanti conviene usare la rotazione, il sove- le superficiale; oltretutto si porterebbe
scio, la pacciamatura e altre tecniche meccaniche, invece di diser- in superficie lo strato di terreno inerte,
banti di natura chimica. cioè non fertile. Ricordate che un ter-
ƒ Anche per la difesa dagli insetti parassiti e dalle malattie fungine, reno ben lavorato e strutturato ospita,
invece di prodotti chimici si possono usare tecniche biologiche o mec- rispetto a uno non lavorato, un maggior
caniche che rispettino l’ambiente. numero di microrganismi utili alla fer-
tilità del suolo. Secondo alcuni specia-
L’ABC PER UNA PRODUZIONE SANA E RIGOGLIOSA 17

ƒ Il terreno deve essere lavorato sempre


Composizione del terreno al momento giusto: mai quando è trop-
A seconda della composizione, un terreno po umido o asciutto e, se è tendenzial-
può essere classificato come sassoso, sab- mente limoso, non troppo prima della
bioso, argilloso o di medio impasto. semina. In termini orticoli, si dice che il
Quest’ultimo è il più adatto alla coltivazio- terreno deve essere “in tempra”; se non si
ne, perché contiene particelle di varia gros- segue questa regola, facilmente risulterà
sezza in proporzione equilibrata. inadatto alla coltivazione.

TIPO CARATTERISTICHE
Ammendanti e correttivi
ghiaia Ø > di 2 mm
Sono sostanze naturali o sintetiche che si
sabbia fine Ø da 0,2 a 0,02 mm aggiungono al terreno per modificarne e
limo Ø da 0,02 a 0,002 mm migliorarne le proprietà e le caratteri-
argilla Ø < di 0,002 mm stiche, rendendolo più adatto alle neces-
sità specifiche degli ortaggi. Sono cor-
rettivi, per esempio, la sabbia nei terreni
listi, però, vangature troppo frequenti troppo compatti e umidi e il compost in
e profonde “destabilizzano” il terreno e quelli troppo sabbiosi, nei quali le so-
gli impediscono di raggiungere il giusto stanze nutritive verrebbero rapidamente
equilibrio. dilavate con le annaffiature.

Quando vangare
ƒ Nei terreni argillosi è raccomandata Lavorazioni profonde: quando eseguirle
la vangatura prima dell’inverno. Nei ter-
ƒ Quando si deve ripulire il terreno dai sassi e dalle radici a fittone
reni friabili, ricchi di humus, con una tipiche di alcune piante infestanti, come il tarassaco o soffione.
buona struttura e non troppo infestati
dalle malerbe, è sufficiente una lavora- ƒ Quando è necessario interrare il letame.
zione primaverile superficiale, eventual- ƒ Quando si vuole facilitare l’azione disgregante del gelo sulle
mente eseguita con la forca, invece che zolle, in particolare nei terreni argillosi, duri e compatti.
con la vanga. Lo stesso vale per i terreni ƒ Quando occorre combattere infestazioni di roditori.
sabbiosi e sciolti.
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COME RIPRISTINARE LA FERTILITÀ mento della fertilità e al nutrimento delle


Il terreno agrario non è un substrato piante coltivate o, comunque, al miglio-
inerte e neutro, un semplice supporto fi- ramento del loro sviluppo. Se torniamo
sico per le piante, ma è un vero e proprio al nostro orto, potremo allora dire che,
organismo vivente, un ecosistema in invece di somministrare direttamente
continua evoluzione. Si definisce “ferti- il nutrimento alla pianta, è più saggio e
lizzante” qualunque sostanza che – per conveniente mantenere attiva la vita del
il contenuto di elementi nutritivi, oppure terreno, in grado di trasformare natural-
per le caratteristiche chimiche, fisiche e mente le sostanze complesse in elementi
biologiche – contribuisce al migliora- semplici, disponibili poi per le radici.

Il letame migliore
è quello lasciato ben
maturare in piena
aria. Nei piccoli orti,
per evitare odori
sgradevoli, sarà
possibile impiegare
letame in sacchi,
pronto all’uso.
L’ABC PER UNA PRODUZIONE SANA E RIGOGLIOSA 19

Il letame o stallatico Se non si ha


la possibilità di
È considerato il principe dei concimi recuperare del letame,
organici, ed è composto dalle deiezioni ci si orienterà sui
solide e liquide degli animali, mescola- concimi organici in
commercio. Di pratico
te alla lettiera vegetale e lasciate oppor- uso (nella foto un
tunamente fermentare. Per l’orticoltore prodotto in pellet),
uno dei migliori è il letame equino, sono realizzati con
materie selezionate
poco acquoso ma, purtroppo, costoso e
a garanzia dell’igiene
difficile da reperire. Il tradizionale leta- e dell’apporto ideale
me bovino presenta comunque qualità di nutrienti.
più che sufficienti per garantire una buo-
na fertilizzazione organica.
ƒ Disponendo di un piccolo spazio, si alcuni ortaggi particolarmente sensibili
può provvedere da soli alla preparazio- alla presenza di sostanza organica fresca
ne di un ottimo concime organico. La e devitalizza la maggior parte dei semi di
concimaia deve avere la base di terra malerbe che si trovano nel letame fresco.
ed essere situata in un luogo ombroso e Oltre ad apportare al terreno sostanza
lontano dalle abitazioni, per evitare di organica (circa 20 kg/q), il letame matu-
disturbare i vicini con eventuali odori ro contiene discrete quantità di elementi
sgradevoli provocati dalla fermentazio-
ne. La maturazione, in cumuli di dimen-
sioni ridotte, dovrà durare almeno 5-6 Composizione del letame
mesi, dopodiché il prodotto fi nale potrà Composizione chimica del letame fresco, maturo e umificato. I valori
essere distribuito. indicano la quantità percentuale di elementi nutritivi.
ƒ La perfetta maturazione del letame acqua azoto fosforo
ossido
di potassio calcio magnesio
contribuisce al degrado di eventuali so- TIPO H2O N P K2O Ca Mg
stanze nocive in esso contenute, evitando fresco 70,00 0,46 0,24 0,56 0,49 0,12
di danneggiare, in questo modo, l’attività maturo 66,00 0,69 0,46 0,58 0,88 0,18
microbica del terreno. Inoltre, ciò riduce umificato 49,00 0,80 0,20 0,75 0,80 0,20
il pericolo dell’insorgenza di marciumi in
20 C O L T I V A R E L ’O R T O

fertilizzanti: in 10 q, infatti, si trovano ƒ Il letame maturo verrà distribuito sul


4-6 kg di azoto (N), 2-3 kg di fosforo (P) e terreno nel modo più uniforme possibi-
6-8 kg di potassio (K) e calcio (Ca). le e interrato superficialmente con un
ƒ Nel caso in cui acquistiate del letame accurato lavoro di vangatura qualche
maturo sfuso, dovrete avere l’accortezza mese prima delle semine e dei trapian-
di far effettuare la consegna poco tem- ti, affi nché il fertilizzante possa subire
po prima dell’utilizzo. Il prezioso con- i necessari processi di integrazione con
cime organico, infatti, non deve rimane- il terreno.
re esposto all’aria per lungo tempo, così ƒ Qualora non abbiate la possibilità di
da limitare al massimo le perdite di azoto procurarvi il letame fresco direttamente
dovute alla liberazione di ammoniaca. da stalle della zona, potrete fare ricorso
Qualora, invece, lo stallatico acquistato allo stallatico disidratato e pellettato
fosse ancora fresco, dovrete farlo riposa- (in granuli) in vendita a sacchi. Anche
re in concimaia per il periodo necessario se non darà al terreno lo stesso apporto
a completare la maturazione. in termini di massa organica, funzionerà
ugualmente da attivatore della fertilità.
Compost e letame a confronto Il compost
Rispetto al letame, il compost presenta alcune importanti Si tratta di un ottimo fertilizzante na-
caratteristiche: turale che si può preparare praticando
il riciclaggio di residui vegetali (erba
ƒ il contenuto totale di acqua è ridotto della metà, per cui è più
concentrato;
tagliata, foglie, ramaglie triturate ecc.),
scarti organici della cucina e cenere del
ƒ è più facilmente manipolabile; caminetto, tutte sostanze che rappresen-
ƒ l’azione ammendante (migliorativa delle caratteristiche del tano, in peso, circa un terzo dei rifiuti
terreno a cui viene aggiunto) risulta più prolungata nel tempo; prodotti annualmente da una famiglia.
ƒ a parità di apporti di sostanza organica secca, contiene quan- Per dare la misura della quantità, basti
tità analoghe di azoto, ma inferiori di fosforo e potassio (tene- pensare che un nucleo di tre persone con
tene conto quando coltivate ortaggi “avidi” di questi nutrienti); un giardino di 200 mq produce in un
ƒ l’effetto concimante sulle piante è maggiormente duraturo.
anno da 700 a 1.000 kg di scarto organi-
co compostabile. Dopo la fermentazione,
L’ABC PER UNA PRODUZIONE SANA E RIGOGLIOSA 21

questo materiale si trasformerà in 2,5-4 q


di buon compost. Cosa compostare
Qualora fossero presenti, le deiezioni Le materie prime per il compost sono tutti gli scarti, residui e avanzi
animali degli allevamenti famigliari an- di ogni tipo organico e biodegradabili, ovvero aggredibili dai micror-
dranno anch’esse inserite nel cumulo di ganismi. Vanno accuratamente evitati i rifiuti di ori-
compostaggio o nel composter (l’apposito gine sintetica, o comunque non biodegradabili o,
contenitore) per migliorare lo svolgimen- ancora, contaminati da sostanze non “naturali” o
to della fermentazione e la qualità finale in qualche modo tossiche. All’interno del com-
poster sarà utile usare anche un prodotto che
della sostanza organica.
acceleri la compostazione e limiti l’odore della
ƒ Con il compostaggio, i diversi materia- fermentazione in atto.
li originari fermentano grazie all’attività
NON DEVONO ESSERE COMPOSTATI
dei microrganismi e nell’arco di alcuni
ƒ Vetro, legno verniciato, carta patinata (riviste).
mesi danno luogo a una massa scura si-
ƒ Vernici e altri prodotti chimici.

Tratto da “Il compostaggio domestico” - Consorzio AIMAG (Carpi, MO) - Scuola agraria del Parco di Monza (Monza, MI)
mile al letame maturo. Dopo 12-24 mesi ƒ Manufatti con parti in plastica o metalli (scatole, contenitori, oggetti vari).
di fermentazione si ottiene un ottimo ƒ Pile scariche, farmaci scaduti, tessuti.
prodotto organico da distribuire in ogni
POSSONO ESSERE COMPOSTATI
stagione (incorporato, non interrato) nel-
la quantità di 2-3 q ogni 100 mq di terre- ƒ Avanzi di cucina: residui di pulizia delle verdure, bucce, pelli, fondi di tè e
caffè ecc.
no destinato all’orto. ƒ Scarti del giardino e dell’orto: legno di potatura, sfalcio dei prati, foglie
secche, fiori appassiti, gambi, avanzi dell’orto ecc.
ƒ Per ottenere un buon compost è necessa-
ƒ Altri materiali biodegradabili: carta non patinata, cartone, segatura e trucio-
rio “guidare” il processo di fermentazione li di legno non trattato ecc.
miscelando opportunamente i differenti
materiali raccolti, in modo che le dimen- POSSONO ESSERE COMPOSTATI IN PERCENTUALE RIDOTTA
sioni, il grado di umidità, la struttura e ƒ Avanzi di cibo di origine animale, cibi cotti: in piccole quantità, perché
la composizione siano tali da facilitare il altrimenti attraggono insetti e altri animali indesiderati.
ƒ Foglie di piante resistenti alla degradazione (magnolia, lauroceraso, faggio,
lavoro di umificazione dei microrganismi. castagno, aghi di conifere): in piccole quantità e miscelando bene con
materiali più facilmente degradabili.
ƒ Compostare in contenitore è possi-
ƒ Lettiere per cani e gatti (sepiolite) una volta usate: solo se si è sicuri di
bile avendo a disposizione un composter. ottenere l’igienizzazione tramite un adeguato sistema di compostaggio e
In commercio ne esistono molti model- usando le ovvie precauzioni igieniche.
li di varie forme e dimensioni, da 200 a
22 C O L T I V A R E L ’O R T O

materiale da compostare e di spazi ido-


Gli ingredienti del buon compostaggio nei. Lo dovrete posizionare in un an-
ƒ I microrganismi, la cui presenza è indispensabile per condurre la golo facilmente accessibile, in ombra;
fermentazione in maniera efficace, richiedono carbonio (amidi, zuc- nell’orto, specialmente nelle zone più so-
cheri, legno e cellulosa) e azoto (residui animali) in rapporto ideale leggiate, si può sfruttare l’area sotto una
C:N = 23:30. pergola oppure a ridosso di una siepe, o il
ƒ L’aerazione della massa va favorita inserendo al centro del cumulo cono d’ombra di un albero da frutto. Ri-
alcuni pali di legno che creino canali di aerazione. guardo alle dimensioni, non si dovreb-
ƒ L’umidità ideale varia dal 40 al 65%, per cui è necessario lasciar bero superare l’altezza e la larghezza di
asciugare i materiali molto idratati (sfalci di prato, residui di ortag-
1,5 m, senza limitazioni per la lunghez-
gi ecc.) e inumidire invece quelli secchi (segatura, trucioli, fieno,
paglia ecc.).
za. Durante l’estate preferite una forma
ƒ La temperatura raggiunta nel pieno del processo di compostaggio a trapezio, con base larga (permette di
supera i 70 °C, per cui i semi delle piante infestanti vengono devitaliz- assorbire gran parte delle piogge); verso
zati. Se la massa è troppo “fredda”, per eccesso di lignina o cellulosa, l’inverno è più adatta invece una a trian-
si può distribuire una piccola quantità di starter (acceleratori naturali golo, per garantire lo sgrondo dell’acqua.
della fermentazione), reperibili in commercio. Nelle zone molto calde, invece, si cerche-
rà di dare una forma concava alla parte
1.000 l di volume: generalmente sono sommitale del cumulo trapezoidale, in
fatti di materiale plastico, con un coper- modo da trattenere più acqua possibile.
chio superiore di carico, uno sportello
inferiore di scarico, il fondo forato e un Il sovescio
sistema interno di aerazione naturale. Il Detto anche concimazione verde, è una
loro prezzo è assai contenuto. Di aspet- pratica in uso nell’orticoltura biologica,
N E L L A P A GI N A to esteticamente gradevole, spesso sono interessante anche per i piccoli orti fami-
A F I A N CO : per chi
concessi in comodato d’uso gratuito da gliari. Consiste nel coltivare vegetali che,
dispone di un piccolo
enti pubblici, quali Comuni e Comuni- invece di essere raccolti, vengono interra-
orto, il sovescio
si rivela una pratica tà montane, per facilitare lo smaltimento ti al momento del loro massimo sviluppo.
molto utile, che
dei rifiuti organici. Tale strategia si rivela particolarmente
permette di reintegrare utile per arricchire il terreno di sostanza
i nutrienti del terreno
all’interno dello spazio ƒ Compostare in cumulo è una solu- organica, aumentarne le riserve idriche e
coltivato. zione utile qualora disponiate di molto la popolazione dei lombrichi, migliorare
L’ABC PER UNA PRODUZIONE SANA E RIGOGLIOSA 23

Le colture da sovescio
Quantità (kg/ha) di azoto, anidride fosforica
e ossido di potassio nella parte verde di al-
cune specie da sovescio.
anidride ossido
azoto fosforica di potassio
COLTURA N P2O5 K2O
trifoglio 40-60 10-20 40-60
veccia 50-150 10-25 50-90
favino 30-100 10-35 30-120
colza 50-100 25-40 80-180
ravanelli 40-180 20-60 80-220
senape 50-80 25-30 80-110
facelia 160 20 165
loietto 160 20 185

la struttura fisica del suolo e proteggerla


dai dilavamenti e dall’erosione.
Con un sovescio di leguminose si appor-
tano fino a 400-500 kg di sostanza orga-
nica per 1.000 mq di terreno che, in una
percentuale variabile dal 5 al 15%, verrà
trasformata in humus stabile. Circa il
50% delle sostanze nutrienti è rilasciato
subito, mentre l’altra metà resta a dispo-
sizione delle piante per l’anno successivo.

ƒ Nell’orto, il sovescio viene di solito


praticato dopo il raccolto di una coltura
principale e prima di una nuova semina;
24 C O L T I V A R E L ’O R T O

Le piante per un buon sovescio


La maggior parte delle piante utilizzabili a questo scopo appartiene a tre famiglie botaniche.
ƒ Leguminose Arricchiscono il terreno di azoto, il più strategico degli elementi nutritivi per la
qualità e la quantità delle produzioni, e sono ben adattabili ai più diversi tipi di clima e di terreno.
Tra le più importanti troviamo il favino, la lupinella, il lupino, il meliloto, il pisello proteico (o da
foraggio), il trifoglio, la veccia e alcuni ortaggi come cece, fagiolino, fagiolo, fava, lenticchia e
pisello.
ƒ Crucifere Sono particolarmente adatte a essere impiegate se la coltura da sovescio deve
produrre una considerevole massa vegetale in un tempo piuttosto breve. Idonee allo scopo sono
la senape (ha un ciclo molto breve, ma teme il freddo), la colza (molto resistente al freddo) e il
ravizzone.
ƒ Graminacee Si usano in genere insieme alle leguminose (per esempio avena con pisello e vec-
cia), in quanto il connubio tra le due famiglie può risultare vantaggioso a entrambe.
ƒ Estranei alle tre famiglie citate, ma ugualmente utilizzati per il sovescio, sono il grano sara-
ceno (Polygonum fagopyrum, delle Poligonacee) e la facelia (Phacelia tanacetifolia, delle Idro-
fillacee). Quest’ultima è una pianta a ciclo breve (6-9 settimane), che produce un’ottima massa
verde, un’abbondante e decorativa fioritura blu-viola, ricchissima di nettare e per questo molto
ricercata dalle api.

può essere praticato anche come conci- ƒ Le piante tagliate andranno interrate
mazione verde annuale al fine di reinte- a distanza di qualche giorno dallo sfal-
grare la fertilità della terra. cio per favorire un leggero appassimen-
ƒ La semina di piante da sovescio può to della vegetazione. L’operazione dovrà
trovare impiego prima di una coltura avvenire almeno un mese prima della
principale allo scopo di arricchire il ter- semina successiva a non più di 10-15 cm
reno: se è necessaria una crescita rapida di profondità, soprattutto nei terreni
si ricorrerà a una crucifera. Le piante da argillosi, per non ostacolare i naturali
sovescio non richiedono che qualche an- processi di decomposizione che richie-
naffiatura dopo la semina e vengono di dono un’ampia disponibilità di ossigeno
solito sfalciate all’inizio della fioritura. atmosferico.
L ’ A B C P E R C O L T I V A R E B E N E L ’O R T O D I C A S A 25

TEMPI E MODALITÀ Effettuare una


concimazione attenta,
DI CONCIMAZIONE studiata in base alle
Le sostanze nutritive presenti nel terreno esigenze delle colture,
sono sempre in movimento, in quanto si assicura raccolti
abbondanti e saporiti.
solubilizzano nell’acqua circolante, che
in parte le rende disponibili all’assorbi-
mento radicale e in parte le disperde. È
quindi importante provvedere a creare
una buona riserva nutritiva durevole
nel tempo, con la “concimazione di fon-
do”, da integrare, quando le colture sono
nel momento della loro massima attività
vegetativa, con la “concimazione di co-
pertura”, di rapido assorbimento.
il concime minerale non è così necessario
La concimazione di fondo come si crede, a patto che il terreno sia
Il fertilizzante si distribuisce nel cor- stato periodicamente arricchito in giusta
so della preparazione del terreno prima misura con letame o compost ben equili-
delle semine e dei trapianti. L’ottimale è brati e maturi.
ricorrere all’uso di letame bovino ben
stagionato e, se non si vogliono seguire le La concimazione di copertura N E L L E P A GI N E
regole dell’orticoltura biologica che non Si effettua somministrando, poco pri- S E G U E N T I : la rotazione
delle piante è una
fa uso di prodotti di sintesi, aggiungere ma della fase di maggiore accrescimento tecnica antichissima;
come integrazione nutrizionale del con- vegetativo, concimi minerali mirati a è fondamentale
cime minerale complesso, in genere con determinati gruppi di piante ortive (da per ottenere i migliori
risultati: bisogna
azoto, fosforo e potassio in egual misura. foglia, da frutto, da seme ecc.) perché suddividere l’orto
In questo caso, sulla confezione del pro- siano più produttive. Per esempio, un in settori e stabilire
dotto si potrà per esempio leggere «NPK pizzico di concime ricco di potassio som- da subito la corretta
12-12-12» che vuol dire: «su 100 parti in successione tra
ministrato alla formazione dei frutti dei
le colture. I cavoli,
peso, 12 sono di azoto (N), 12 di fosforo (P) pomodori, li renderà più voluminosi e per esempio, sono tra
e 12 di potassio (K)». Va sottolineato che aumenterà la loro conservabilità. le orticole più esigenti.
26 C O L T I V A R E L ’O R T O

La scelta degli ortaggi e la pianificazione


della coltivazione
La curiosità e l’entusiasmo che si provano
nel momento in cui si decide di realizzare
un orto, anche piccolo, portano inevita-
bilmente a compiere qualche errore di
valutazione, che può essere minimizzato
se si investe un po’ del proprio tempo per
effettuare una corretta pianificazione.
Riportando sulla carta lo schema dell’or-
to, si potrà allora desumere una corretta
programmazione, sia spaziale (superficie
dedicata a ogni coltura, numero di piante
e quantità di semi necessari), sia tempo-
rale, nel breve termine (epoca e “luna”
ideale per la semina di ogni tipo di pian-
ta, assenze vacanziere ecc.) e nel lungo
termine (consociazioni e avvicendamen-
ti tra piante, di anno in anno, sulla base
delle loro caratteristiche).

L’AVVICENDAMENTO
DEGLI ORTAGGI
Con “rotazione” o “avvicendamento
delle colture” si indica l’ordine di succes-
sione sullo stesso appezzamento di or-
taggi appartenenti a specie differenti. Si
tratta di una tecnica colturale che risale
L’ABC PER UNA PRODUZIONE SANA E RIGOGLIOSA 27

ai primordi della storia dell’agricoltura,


ma la cui diffusione nei tempi moderni si Schema di rotazione quadriennale
colloca all’inizio del Settecento, quando Le rotazioni risolvono i problemi della diminuzione di produttività del
fu adottata su vasta scala in Europa, dan- terreno, dovuti principalmente a carenze nutrizionali e all’accumulo di
do luogo a una vera e propria rivoluzione sostanze tossiche e parassiti.
agronomica. Essa permette di migliorare PRIMO ANNO
la resa delle colture principali, di con-
Concimazione verde cece, cicerchia, fagiolino, fagiolo, fava,
trollare in modo più efficace lo sviluppo o leguminose lenticchia, lupino, pisello
delle malerbe e di alcuni organismi pa-
togeni terricoli e, contemporaneamente, SECONDO ANNO
di salvaguardare la fertilità del terreno. Colture carciofo, cardo, cavoli, cetriolo, melanzana, patata,
Avvicendare con criterio il tipo di coltu- molto esigenti pomodoro, porro, sedano, zucca, zucchina
ra sullo stesso appezzamento di terreno è
TERZO ANNO
vantaggioso per i seguenti motivi:
Colture aglio, asparago, barbabietola rossa, carota, cipolla,
- limita naturalmente lo sviluppo delle mediamente esigenti finocchio, indivie, lattughe, melone, peperone,
erbe infestanti con la coltivazione di porro, ravanello, scorzonera
ortaggi che hanno esigenze diverse;
- differenzia l’assorbimento quantita- QUARTO ANNO
tivo degli elementi fertilizzanti ridu- Colture carota, erbe aromatiche,
poco esigenti prezzemolo, spinacio
cendo al minimo il rischio di carenze;
- mantiene sotto controllo i parassiti
animali e fungini che vivono a spese
solo di determinate piante ortive.
Per tutti questi motivi, applicando la
rotazione le rese produttive aumentano,
mentre diminuisce la necessità di diser-
banti, concimi e antiparassitari.

Organizzare le rotazioni
Il tipo di clima e di terreno, la quantità
d’acqua a disposizione e le abitudini che
28 C O L T I V A R E L ’O R T O

Se si sceglie di eseguire una rotazione


Avvicendamento per famiglie quadriennale, per esempio, l’orto sarà
Esempio di rotazione su una stessa proda tra ortaggi appartenenti diviso in quattro settori di eguali di-
a famiglie diverse. mensioni, per esempio ricavate con due
vialetti che si intersecano.
1 leguminose
cece, fagiolino, fagiolo, fava, ƒ Ricordiamo che le rotazioni lunghe
8 liliacee lupino
aglio, asparago, cipolla, (4-8 anni) producono in genere i risulta-
2 crucifere
porro broccoli, cavolfiore, ti migliori. Importante è poi inserire al
rapa, ravanello, verza loro interno le leguminose, poiché que-
ste piante possiedono spiccate proprietà
7 cucurbitacee fertilizzanti.
anguria,
cetriolo, ƒ È opportuno iniziare la coltivazione
melone,
zucca, zucchina proprio con la semina di una legumi-
3 solanacee nosa, per passare poi a una pianta con
melanzana,
patata, elevate esigenze metaboliche (che
peperone, beneficia della fertilità residua lasciata
pomodoro
6 composite dalla coltura precedente), seguita da una
carciofo, cardo,
cicoria, indivie, con esigenze metaboliche intermedie e,
lattughe, radicchi 4 ombrellifere infine, da un’altra poco esigente, per poi
carota, finocchio,
prezzemolo, ricominciare daccapo.
sedano
5 chenopodiacee
barbabietola, bietola, spinacio ƒ Si possono infine anche alternare tra
loro le piante appartenenti alle diverse
famiglie. In questo modo a una legumi-
ciascun orticoltore adotta determinano
nosa potrebbe succedere una crucifera,
la soluzione specifica più adatta. Una
quindi una solanacea, un’ombrellifera e
volta scelta la strategia migliore, si dovrà
così via.
dividere l’orto in tanti ipotetici settori
(prode o aiuole) quanti sono gli anni di ƒ Un altro criterio consiste nell’ordinare
durata della rotazione prima che un cer- in successione le orticole a seconda della
to ortaggio torni nel medesimo settore. parte che si utilizza maggiormente:
L’ABC PER UNA PRODUZIONE SANA E RIGOGLIOSA 29

si comincia dalle piante di cui si impie-


gano i frutti o i semi (anguria, cetriolo,
fava, melanzana, melone, peperone, pi-
sello, pomodoro, zucchina ecc.), a cui
seguono quelle da fiore (broccolo, car-
ciofo, erbe aromatiche, zafferano ecc.),
poi da foglia (cavoli, fi nocchio, indivie,
lattughe, prezzemolo, sedano, spinacio
ecc.) e infi ne da radice (aglio, carota,
cipolla, patata, porro, rapa, ravanello
ecc.).

Mai nello stesso posto!


Anche se si decide di non praticare la rota-
zione, si deve ricordare che esistono piante
che non vanno coltivate mai più di un anno
nello stesso terreno: aglio, asparago, carcio-
fo, cardo, carota, cavolfiore, cavolo verza,
cetriolo, cocomero, fagiolo, lattughe, melo-
ne, patata, peperone, pisello, prezzemolo,
La pratica
sedano, spinacio, zucca.
dell’avvicendamento
Per alcune di esse, tuttavia, può bastare una offre, tra gli altri,
semplice alternanza con un’altra coltura, il vantaggio
come suggerito nella tabella degli avvicen- di contenere le spese
damenti, coltivata magari nel corso dello per l’acquisto
di fertilizzanti
stesso anno, così da ripristinare una corretta
e antiparassitari,
tollerabilità. Per altre, invece, bisogna atten- garantendo
dere alcuni anni. una produzione
di qualità.
30 C O L T I V A R E L ’O R T O

ORTAGGI CHE SI AMANO


Le consociazioni orticole E CHE SI ODIANO
Riportiamo alcuni esempi di abbinamenti La monocoltura, intesa come presenza di
tra ortaggi. un solo tipo di pianta su un determinato
appezzamento di terreno, non si verifi-
CONSOCIAZIONI CONSOCIAZIONI
POSITIVE NEGATIVE ca quasi mai in natura; al contrario, le
cavolo . . . . . . . . . . . . cetriolo cipolla . . . . . . . . . . . . . .cavolo piante vicine intessono tra loro rapporti
cavolo . . . . . . . . . . . . . fagiolo cipolla . . . . . . . . . . . . . fagiolo che possiamo definire di “simpatia” e di
cetriolo . . . . . . . . . . . . fagiolo fagiolo . . . . . . . . . . . . . . . . aglio “antipatia”. Lo studio delle compatibilità
cetriolo . . . . . . . . . . . . .pisello fagiolo . . . . . . . . . finocchio
cipolla . . . . . . . . . . . . . . carota fagiolo . . . . . . . . . . . . . .pisello tra le differenti specie vegetali si chiama
cipolla . . . . . . . pomodoro finocchio . . . pomodoro allelopatia.
fagiolo . . . . . . . . . . . . . . carota patata . . . . . . . . . . . . . . cipolla
lattughe. . . . . . . . . . . . carota patata . . . . . . . . . . . . . girasole ƒ I motivi che rendono interessanti le col-
patata . . . . . . . . . . . . . . fagiolo patata . . . . . . . .melanzana ture miste per chi coltiva l’orto possono
patata . . . . . . . . . . . . . . . . . . fava pomodoro . . . . . . . bietola
patata . . . . . . . . . . . . . . .pisello pomodoro . . . . . . . .pisello così riassumersi:
pomodoro . . . . . . . .cavolo
- il terreno, la luce, l’acqua sono sempre
pomodoro . . . .ravanello
porro . . . . . . . . . . . . . . . . carota meglio utilizzati nelle colture consocia-
sedano . . . . . . . . cavolfiore te anziché in quelle singole;
sedano . . . . . . . . . . . . fagiolo - i rischi di perdita del raccolto sono ri-
sedano . . . . . . pomodoro
sedano . . . . . . . . . . . . . . porro dotti al minimo (almeno una delle col-
ture riuscirà a produrre);
- la protezione dai parassiti e dalle malat-
tie è più efficace (le erbe aromatiche, in
particolare, se piantate al margine delle
aiuole dell’orto favoriscono la crescita
sana degli ortaggi vicini);
- le erbe infestanti sono meno inva-
La zucca si considera denti poiché il terreno è più coperto
una coltura da rinnovo. e ombreggiato;
È sconsigliabile
che segua a se stessa - le rese produttive sono mediamente più
o ad altre cucurbitacee. elevate.
L’ABC PER UNA PRODUZIONE SANA E RIGOGLIOSA 31

Le principali operazioni colturali


Il segreto per avere un orto ordinato e
produttivo è dedicarvi anche poche de-
cine di minuti, ma con buona frequenza
e regolarità. Soprattutto, bisogna agire
nel momento giusto quando ci sono le
condizioni ambientali adatte per ogni
operazione ordinaria.

LA VANGATURA
Questa operazione consiste nel rivoltare
il terreno a mano o con attrezzi mecca-
nici, una volta all’anno, quando si inter-
ra anche la sostanza organica. Tra una
coltura stagionale e un’altra, invece, di
solito è sufficiente la zappettatura, per
affinare la terra superficiale.

ACQUISTARE SEMI E PIANTICELLE Al momento


dell’acquisto delle
L’evoluzione del mercato dei semi da pianticelle, controllate
orto e delle pianticelle pronte per il tra- che abbiano radici
pianto costituisce una fonte di reddito integre e ben
sviluppate.
per grandi multinazionali; non ci si può
stupire, quindi, che gli standard qualita-
tivi siano piuttosto elevati. Oggi è pos-
sibile, presso ogni centro commerciale
anche non specializzato, reperire qual-
A inizio stagione,
siasi sorta di semente e, stagionalmente, conviene procedere alla
anche le piantine pronte per il trapianto. vangatura delle prode.
32 C O L T I V A R E L ’O R T O

ƒ La germinazione dei semi è garantita


F1 = formula uno? dalla certificazione della freschezza del
I semi di alcune orticole sono offerti a prez- prodotto (le bustine riportano sempre
zi decisamente superiori alla media delle la data di scadenza dei semi). È inoltre
varietà simili. Se accompagnati dalla sigla possibile reperire con facilità sementi di
«F1», significa che sono prodotti dal lungo ortaggi pregiati, molto richiesti dal mer-
lavoro di selezione varietale operato da dit- cato perché ottenuti da un attento lavoro
te specializzate, che mira a isolare piante di selezione varietale: sono quelli di pri-
“genitrici”, capaci di produrre semi di qua- ma generazione o F1.
lità superiore, da cui nascono piante parti-
colarmente sane, produttive e resistenti alle ƒ Le pianticelle pronte per il trapianto
Pomodori Molteno, avversità. sono vendute in vassoi, ognuna ospitata
una varietà F1. in un alveolo col suo terriccio: l’opera-
zione risulta così facilitata e difficilmente
causa lesioni alle radici.

LA SEMINA
Già da fine inverno, presso i vivai specia-
lizzati è possibile reperire una gran va-
rietà di pianticelle di ortaggi prodotte in
contenitore alveolare e pronte per essere
messe a dimora.
In alcuni casi, come per le melanzane in-
nestate, non ci sono alternative più pra-
tiche al loro acquisto, ma per moltissime
orticole l’esperienza di operare da sé la
semina è assai invitante, dato che – a un
prezzo davvero modico – assicura l’otte-
nimento di un gran numero di piantine
tra cui selezionare le più forti per poi
procedere al trapianto.
L’ABC PER UNA PRODUZIONE SANA E RIGOGLIOSA 33

Tra teoria e pratica


Un seme è una sorta di pianta in minia- Il cassone per le primizie
tura in profonda stasi vegetativa, che Per ottenere pianticelle in inverno si possono collocare le seminiere in
attende solo le condizioni ambientali cassoni riscaldati, in cui il calore è generato dalla fermentazione di
ottimali per cominciare a vegetare, ossia uno strato di stallatico bovino fresco, ricoperto da terra. Una giornata
calore, ossigeno e umidità sufficienti. soleggiata può innalzare eccessivamente la temperatura, per cui è ne-
Perché questi fattori agiscano nel modo cessario provvedere un minimo di aerazione. In alternativa al letame
migliore, è necessario che i semi siano si può impiegare una serpentina elettrica interrata.
collocati nel terreno, a una profondità
massima pari alle loro dimensioni.
a dimora nell’orto, una volta raggiunte
ƒ Per essere certi che le condizioni am- dimensioni minime tali da sopportare il
bientali siano ideali alla germinazione, trapianto.
la semina dovrà essere eseguita a prima-
ƒ Volendo anticipare il raccolto è possi-
vera inoltrata e si potrà effettuare diret-
bile eseguire la semina in forte anticipo,
tamente in pieno campo, con modalità
durante l’inverno, in seminiera, ossia
diverse, ossia in postarelle (piccoli buchi
in una cassettina di plastica profonda
praticati sul terreno, in ciasuno dei qua-
almeno 10 cm, oppure in vasetti di pla-
li porre 3-4 semi), su solchetti oppure a
stica d’uso comune per le piante da fio-
spaglio (alla volata), a seconda delle in-
re, provvisti di fori di scolo, da mante-
dicazioni per ogni varietà.
nere costantemente alla temperatura di
ƒ Disponendo di un grande orto, inve- 18-20 °C in ambiente umido, ventilato
ce, potrebbe essere necessario eseguire e luminoso.
la semina in un semenzaio, ossia una
piccola parcella di terreno rialzato sul IL DIRADAMENTO
piano di campagna, ottenuto mediante E LA RIPICCHETTATURA
la stratificazione di materiale drenante A seguito della semina, specie se è stata
(argilla espansa), letame maturo e terra abbondante, troverete un buon numero
setacciata (letto di semina), provvisto di pianticelle che entrano subito in com-
di un ombraio di rete ombreggiante. Le petizione per luce, acqua e sostanze mi-
piantine germinate saranno poi messe nerali. È, quindi, necessario procedere
34 C O L T I V A R E L ’O R T O

al diradamento per evitare “stress da


sovrappopolazione”.
ƒ Se la semina è stata eseguita in semen-
zaio, sarà necessario ripicchettare le
pianticelle in più, ossia estirparle con il
loro piccolo pane di terra, per non dan-
neggiare le radici, e sistemarle in una
nuova seminiera o in un vasetto in cui
proseguire la crescita.
ƒ Per le semine a pieno campo, conviene
eliminare le pianticelle in più, mante-
nendo solo quelle più sviluppate e sane,
poste su fi le equidistanti.

Per evitare che le IL TRAPIANTO


zucche si rovinino a Miniserre e tunnel Nella stagione più indicata per ogni tipo
contatto con il terreno,
conviene inserire Disponendo di 4-6 mq di orto esposto a di ortaggio, se le pianticelle hanno rag-
una tavoletta sotto
sud, magari protetto dalle correnti fred- giunto le giuste dimensioni, si renderà
i frutti in crescita.
de da un muro, si possono realizzare con necessario procedere con il trapianto per
successo una piccola serra o un tunnel che la messa a dimora definitiva nell’orto,
consentono la produzione di primizie dopo averlo preparato con un adeguato
sufficienti per una famiglia di 4 persone. affinamento del terreno.
Se non si vuole realizzare una struttura in
muratura, ferro e vetro, può essere sufficien- ƒ Dovendo eseguire questa delicata ope-
te l’impiego di qualche archetto metallico, razione con gli esemplari da voi prodotti
avendo cura che sia ben piantato a terra, su con la semina, per favorire il supera-
cui si pone un ampio foglio di PVC traspa- mento dello shock da trapianto si sug-
rente, reperibile presso il più vicino consor-
gerisce di provvedere alla spuntatura
zio agrario, da mantenere fermo a terra con
di foglie e radici, azione che mira a limi-
mattoni, terriccio o altre zavorre.
tare le perdite d’acqua per disidratazio-
L’ABC PER UNA PRODUZIONE SANA E RIGOGLIOSA 35

ne e a stimolare una più pronta ripresa di mesi al massimo fiorisce e poi muore.
vegetativa. Con la cimatura si interviene anche sulle
piante di melone e di pomodoro per im-
ƒ Meno esposte a crisi idriche sono
pedire che formino fusti molto lunghi e
le piantine allevate in singoli vasi,
poco produttivi.
il cui pane di terra va posto in buche
di ugual dimensione, avendo cura che ƒ Con la sfeminellatura – chiamata
non si frammenti con l’operazione. In anche scacchiatura – si eliminano i ger-
ogni caso, una volta eseguita la mes- mogli che si sviluppano all’ascella del-
sa a dimora delle piante è necessario le foglie i quali, oltre a non dare frutti, La cimatura si esegue
provvedere subito alla loro abbondan- sottraggono risorse nutritive alla pianta. asportando la parte
più tenera della
te annaffiatura. vegetazione apicale.

GLI INTERVENTI DI POTATURA


Anche gli ortaggi si potano, su di loro si
operano cioè asportazioni della chioma,
utili a migliorare la produzione, seppur
sicuramente limitate rispetto a quelle
di alberi e arbusti. Per farle non servo-
no attrezzi da taglio ma sono sufficienti
le mani. Inoltre, si interviene sempre
sull’esemplare in piena vegetazione.
ƒ La cimatura consiste nell’asporta-
zione dell’apice vegetativo della pianta
quando è ancora tenero, pinzandolo tra
le dita. Questa operazione stimola la
formazione di rami laterali e un ritardo Per non compromettere
nella fioritura. Per esempio, se il basili- lo sviluppo delle piante
co non viene cimato quando ha 4 paia di in seguito al trapianto,
è fondamentale
foglioline, diventa alto, disordinato, con assicurare un buon
poche foglie da raccogliere e in un paio apporto idrico.
36 C O L T I V A R E L ’O R T O

Si procede quindi alla loro rimozione IL CONTROLLO DELLE MALERBE


asportandoli alla base, nell’incavo tra il Il terreno dell’orto, ricco e irrigato di fre-
fusto e il picciolo delle foglie. quente, viene presto colonizzato dalle
Questo tipo di intervento si esegue piante infestanti: vegetali ben più resi-
sulle solanacee da bacca come po- stenti dei nostri ortaggi e molto rapidi nel-
modoro, melanzana e peperone, e sulle lo sviluppo, che sottraggono sostanze nu-
cucurbitacee, come melone, anguria, tritive preziose. Per eliminarli si attuano
zucca ecc. la pacciamatura o il diserbo meccanico.

Nelle piccole superfici


è sempre preferibile
il diserbo manuale.
L’ABC PER UNA PRODUZIONE SANA E RIGOGLIOSA 37

Come prevenire le malerbe


Le malerbe (anche dette infestanti o “erbacce”)
non attecchiscono in un orto ben curato, in cui le
operazioni colturali sono svolte con metodo.
ƒ Utilizzo di sementi pure.
ƒ Rotazioni (evitando le monosuccessioni).
ƒ Consociazioni (colture miste).
ƒ Fertilizzazione organica (con miglior equili-
brio dei nutrienti).
ƒ Correzione delle anomalie fisiche e/o chimiche
del terreno.
ƒ Utilizzo di coperture vegetali e sovesci (crea-
no ombreggiamento alle malerbe, a cui sotraggono
acqua e nutrienti i quali vengono poi restituiti al
terreno).
ƒ Lavorazioni preliminari (arature, erpicature ecc.).
ƒ Pacciamatura (per impedire la germinazione
dei semi).
ƒ Solarizzazione (sterilizzazione a caldo dei pri-
mi strati del terreno).
ƒ Corretta gestione nell’uso dell’acqua irrigua in Molte delle operazioni nell’orto sono tuttora
modo da non stimolare la germinazione delle in- effettuate a mano, rispettando tradizioni e gestualità
festanti. consolidate nel tempo.

La pacciamatura
Si tratta della ricopertura della superficie ƒ I migliori materiali per la pacciama-
del terreno per impedire la germinazio- tura dell’orto sono di origine natura-
ne e lo sviluppo dei semi di erbacce, cosa le e ricchi di cellulosa (durano almeno
che permette anche di conservarne la una stagione): paglia, segatura, foglie,
giusta umidità senza che si debba annaf- erba secca, trucioli di legno. Il materia-
fiare quotidianamente. le naturale più utilizzato e disponibile è
38 C O L T I V A R E L ’O R T O

Esempi di
pacciamatura: con
la paglia (a sinistra),
materiale naturale,
e con teli neri
di plastica (a destra)
di fabbricazione
industriale.

la paglia, da stendere dopo il trapianto contatto con l’ortaggio, che rimarrà più
degli ortaggi in uno strato variabile dai sano e pulito alla raccolta. A fine ciclo, il
5 cm nei terreni pesanti ai 10 cm nei ter- telo difficilmente può essere riutilizzato
reni leggeri e sabbiosi. Con questa co- e va perciò smaltito.
pertura il contenimento delle infestanti
ƒ Ricordiamo che i teli di nuova genera-
è pressoché totale.
zione, a base di cellulosa e amido (bio-
ƒ È diffuso anche l’uso di teli plastici cover), alle qualità dei precedenti som-
neri in cloruro di polivinile (PVC) o mano una notevole capacità traspirante;
polietilene (PE) che vengono stesi e assi- inoltre sono biodegradabili dopo 2-3 mesi
curati al terreno. In seguito si praticano di uso: a fine ciclo produttivo possono es-
tanti piccoli buchi nei quali mettere a di- sere interrati con la vangatura senza alcun
mora le piantine. Questo tipo di paccia- effetto nocivo.
matura è ideale per anguria, cavolfiore,
cavolo, cetriolo, fragola, lattuga, melo- Gli interventi meccanici
ne, pomodoro e zucchina, perché eleva Arature, scerbature, sarchiature e rin-
la temperatura del terreno e lo isola dal calzature smuovendo il terreno svol-
L’ABC PER UNA PRODUZIONE SANA E RIGOGLIOSA 39

gono un diretto effetto diserbante, estir- LA RINCALZATURA


pando le malerbe e impedendo loro di È una pratica che consiste nell’addossa-
mettere ulteriori radici. re con la zappa un certo quantitativo di
È importante, però, agire al momen- terra al piede delle piante. Per le patate
to opportuno, quando il terreno non questa operazione evita che i tuberi siano
è troppo umido e in una giornata so- esposti alla luce e diventino verdi, favo-
leggiata, così che le infestanti estirpate rendone una maggiore produzione.
si secchino subito. Inoltre, le malerbe
devono essere distrutte ai primi stadi di ƒ Per altre colture orticole, tra cui cardo,
sviluppo, quando non sono ancora an- finocchio, radicchio e sedano, la rincal-
date a fiore né, tantomeno, a seme, con il zatura protegge l’ortaggio dalla luce del
rischio che quelli maturi, cadendo, per- sole, provocando l’imbianchimento che
petuino l’infestazione. lo rende più tenero.

Per mantenere l’orto


in perfette condizioni,
sono necessari costanti
interventi di diserbo.
40 C O L T I V A R E L ’O R T O

Come proteggere gli ortaggi


dalle avversità
In natura, in situazioni ambientali equi- so, per cui insetti, funghi e batteri nocivi
librate sotto l’aspetto biologico, tutti gli diventano particolarmente aggressivi nei
organismi di un dato ambiente sono in confronti degli ortaggi, l’unica fonte di
stretta relazione tra loro, in un’armonia cibo rimasta a disposizione.
complessiva in cui ognuno trova una sua
nicchia per vivere e riprodursi. Nell’orto ƒ Per risolvere questo stato di cose ci si
questo equilibrio può essere compromes- trova di fronte a un bivio: l’impiego di
pesticidi, che rendono l’ambiente e le
piante tossici agli animali, ai funghi e
Pesticidi: cautele e avvertenze ai batteri, permettendo alle orticole di
prosperare, oppure tentare, per quanto
Se si ritiene indispensabile impiegare un
possibile, di ricomporre l’equilibrio che
prodotto potenzialmente pericoloso per la
è stato perso, limitando l’uso di veleni
salute si leggano con attenzione le istruzio-
e favorendo, invece, la presenza di or-
ni riportate sulla confezione. Ci si attenga
scrupolosamente al dosaggio consigliato
ganismi utili, capaci di controllare la
(evitando di abbondare, col fine, sbagliato, prolificazione di quelli pericolosi per gli
di ottenere un effetto migliore!), a eventuali ortaggi coltivati.
indicazioni sulla compatibilità con le piante
e con altri prodotti e al tempo di carenza, PREVENIRE
cioè al periodo che deve intercorrere tra la PER NON COMPROMETTERE
somministrazione del fitofarmaco e la rac-
Sia che si voglia condurre la lotta con
colta degli ortaggi. Per i prodotti da diluire
fitofarmaci, sia che si voglia farlo con
in acqua si prepari solo la dose strettamente
metodi naturali, la difesa preventiva ri-
necessaria, e solo al momento dell’impiego.
Inoltre alcuni prodotti, esposti all’umidità e mane sempre più importante di quella
al freddo, perdono efficacia. diretta. Per ridurre al minimo i danni
di insetti o agenti patogeni di origine
L ’ A B C P E R C O L T I V A R E B E N E L ’O R T O D I C A S A 41

fungina (per esempio i marciumi), si CURE CHIMICHE Prediligere metodi


di difesa e di cura
dovrà favorire lo sviluppo sano delle E CURE BIOLOGICHE naturali dà la sicurezza
piante tramite: Se si decide di impiegare un fitofarma- di coltivare ortaggi
- l’adozione delle rotazioni colturali e co per risolvere una malattia, specie se ricchi di sostanze
nutritive, senza alcun
delle consociazioni; causata da insetti, si eviti di utilizzarne pericolo per l’uomo
- la scelta di varietà resistenti; in quantità inferiore a quella indicata: e per l’ambiente.
- una fertilizzazione equilibrata; alcuni parassiti potrebbero sopravvive-
- lavorazioni al momento giusto. re e uscirne “fortificati”, dando luogo a
42 C O L T I V A R E L ’O R T O

nuove generazioni di insetti resistenti È costituita da un miscuglio di minerali


al prodotto. Per la stessa ragione, non si argillosi come la montmorillonite (50%),
dovrebbe utilizzare sempre il medesimo l’illite (15-20%) e la caolinite (5-10%).
preparato per la stessa malattia, ma piut- La distribuzione di bentonite sui fagioli
tosto alternare tra loro prodotti basati su conservati per la semina difende i semi
diversi principi attivi. dall’attacco del tonchio. È utile anche
per assorbire l’eccessiva umidità su
RIMEDI PER LE MALATTIE zucchine e zucche.
DI ORIGINE ANIMALE
D O S I Variano da 2 a 4 kg per 100 l di acqua;
Gli acari e gli insetti sono tra gli orga-
è consigliabile mettere il prodotto a bagno
nismi animali più attivi e pericolosi per
per alcuni giorni prima dell’impiego.
le piante dell’orto. La lotta biologica,
che prevede l’uso di predatori specifici, è
efficace solo se si dispone di una buona Ortica
superficie coltivata, ma nei piccoli orti è Pianta spontanea e infestante, ha pro-
quasi sempre indispensabile controllarli prietà fitostimolante e insetticida. Il suo
con trattamenti mirati. impiego stimola la crescita degli ortaggi
(è ricca di azoto, ferro e altri oligoelemen-
Bentonite ti) e li difende dai parassiti, soprattutto
Si trova in commercio sotto forma di afidi (o pidocchi) e ragnetto rosso, verso i
polvere finissima, di colore grigio-verde. quali svolge un’azione repellente.

Alcuni dei parassiti


più diffusi negli orti:
ragnetti rossi (1),
bruco della farfalla
macaone (2), afidi (3)
e bruco della farfalla
1 2
nottua (4).
L’ABC PER UNA PRODUZIONE SANA E RIGOGLIOSA 43

D O S I Si impiegano 10 kg di pianta fre- Nell’acquisto non ci si deve confondere


sca intera, escluse le radici (2 kg se secca) con i piretroidi, sostanze sintetiche si-
ogni 100 l d’acqua, da lasciare macerare mili al piretro, più efficaci perché sono
1-2 giorni e irrorare sulle foglie la matti- maggiormente persistenti.
na presto o dopo il tramonto. L’aggiun-
D O S I Per l’impiego delle formulazioni,
ta di 1 kg di zucchero ogni 20 l d’acqua
e dell’1% di sapone neutro di Marsiglia liquide o in polvere, bisogna attenersi
migliora l’adesività e l’efficacia del mace- alle istruzioni riportate sulla confezione.
rato a scopo curativo. In generale, hanno bassa tossicità e limi-
tata persistenza (circa 48 ore). Risultano
Piretro moderatamente tossiche per gli insetti
Polvere che si ottiene dall’essiccazione utili e francamente tossiche per pesci,
dei capolini di alcune piante tropicali del rettili e anfibi. I trattamenti vanno ese-
genere Chrysanthemum (della famiglia guiti nelle ore serali.
delle composite). I loro principi attivi,
le piretrine, agiscono per contatto e per Sapone di Marsiglia
ingestione, causando la paralisi dell’in- È ottenuto dalla saponificazione con po-
setto colpito. In orticoltura è attivo con- tassa di oli vegetali estratti dai semi di
tro afidi, mosche, cavolaia, bemisia della alcune piante (colza, girasole, soia ecc.).
melanzana, tingide, dorifora e mosceri- Abbinato agli insetticidi naturali, svolge
no del pomodoro. un’azione bagnante e adesivante. Diluito

3 4
44 C O L T I V A R E L ’O R T O

in acqua esercita un’azione insetticida per durante i mesi più freddi dell’anno, per
contatto, danneggiando la cuticola cerosa diventare virulenti quando l’umidità e la
di aleurodidi, acari, tripidi e coccini- temperatura dell’ambiente raggiungono
glia, inoltre asporta la melata secreta da- l’ottimale, in primavera. Per contrastarli
gli afidi e dagli altri insetti succhiatori. si può ricorrere a vari rimedi.
D O S I Si impiega nella proporzione di 1 kg
Estratto di aglio e cipolla
di sapone di Marsiglia in scaglie per 100
È dotato di azione antiparassitaria, legata
l di acqua. Va irrorato con un getto forte
soprattutto all’elevato contenuto di so-
per garantire l’effetto lavante e copren-
stanze antibiotiche (allicina) e composti
te. Questo prodotto è biodegradabile e
organici solforati (oli eterici). L’estratto
non tossico per le piante, anche se può
acquoso può tenere sotto controllo la pe-
danneggiare gli insetti utili e gli organi-
ronospora e la cladosporiosi del cetrio-
smi acquatici.
lo, nonché l’antracnosi e la batteriosi
del fagiolo.
RIMEDI PER LE MALATTIE
DI ORIGINE MICROBICA D O S I Quelle consigliate sono di 750 g di
Esistono microrganismi patogeni, ossia bulbi tritati in 100 l di acqua, oppure 5 kg
batteri e funghi, molti dei quali passa- di piante fresche (2 kg se essiccate). Il
no una fase della propria vita nel terre- preparato può essere usato come infuso
no, oppure nei residui delle foglie morte non diluito, direttamente sulle piante

Effetti di alcune
malattie fungine:
alternariosi
su melanzana (1),
peronospora
su pomodoro (2)
e cercospora
1 2
su radicchio (3).
L’ABC PER UNA PRODUZIONE SANA E RIGOGLIOSA 45

o sul terreno, oppure come macerato, la velocità di azione e per la ridotta fi-
non diluito, direttamente sulle piante totossicità, contro le peronospore, le
contro la mosca della carota, durante lo ruggini, la septoriosi, l’antracnosi,
sfarfallamento. l’alternariosi, la cladosporiosi, la cer-
cosporiosi e varie altre malattie fungine.
Bicarbonato di sodio È leggermente tossico nei confronti delle
D’uso comune in cucina e in casa, ha di- api e di alcuni insetti utili.
mostrato capacità di controllo di alcune
malattie fungine, l’oidio in particola- Poltiglia bordolese
re, delle cucurbitacee (anguria, melone, Si tratta di un composto a base di rame
zucca, zucchina). da impiegare contro numerose malat-
D O S I Si utilizzano 400-500 g di prodotto tie crittogamiche. fra cui peronospore,
per 100 l di acqua. I trattamenti devono septoriosi, antracnosi, alternariosi ecc.
essere eseguiti con cadenza settimanale. È leggermente tossica per le api.
La maggiore efficacia si ottiene per via
preventiva. Zolfo
È un minerale naturale estratto dal sot-
Ossicloruro di rame tosuolo. Esercita un’azione disidratante
Questo prodotto ha spiccate proprietà sul micelio dell’oidio, un fungo spesso
fungicide e trova spesso impiego, per presente sotto forma di polvere bianca-
stra su zucchine e cicorie, portando le
piante alla morte. A temperature molto
elevate, il trattamento a base di zolfo può
però risultare tossico per molte piante e
va quindi usato con cautela.
DOSI Le quantità egli ultimi tre prodotti
citati variano a seconda dell’ortaggio e del
tipo di utilizzo, per cui si consiglia di far
riferimento alle indicazioni riportate sul-
3
le confezioni, analizzando caso per caso.
Un bell’orto in terrazzo
Chi non dispone di uno spazio in cui realizzare un orto, ma
non vuole rinunciare alla coltivazione di alcuni ortaggi di fa-
cile mantenimento (sedano, carote e lattughe), può sfruttare
un angolo del terrazzo (ma anche del giardino), costruendo
una struttura rialzata di contenimento provvista di un fon-
do impermeabile, in cui porre uno strato di terra di campo
di almeno 20 centimetri.
Dato il carico notevole a cui si può giungere, è consigliabile
eseguire le opportune verifiche sulla tenuta del solaio del
terrazzo prima di realizzare l’opera.
48 C O L T I V A R E L ’O R T O
49

I principali ortaggi

Le schede proposte nelle prossime pagi- dalle avversità, con i consigli per preve-
ne sono dedicate agli ortaggi più diffusi, nirle e curarle. Uno spazio, infine, è de-
coltivabili con successo a tutte le latitu- dicato anche alle proprietà benefiche dei
dini della Penisola. prodotti dell’orto.
ƒ Quando il terreno è ben lavorato, con-
cimato, mantenuto pulito dalle erbac- La ricerca
ce e annaffiato, non ci vuole altro che il dell’armonia naturale
pollice verde, ovvero quel sentimento È il buon senso stesso a consigliarci di non
della terra e dei suoi ritmi che fa agire forzare mai la natura che, generosa e flessi-
al momento giusto, con tempestività e bile, perdona gli inesperti, ma si ribella a co-
buonsenso. Per diventare esperti la cu- loro che non rispettano i suoi tempi e i suoi
riosità è una molla importante; spinge a cicli. Anche se si decide di non seguire alla
interrogare i vecchi contadini per sco- lettera i dettami dell’orticoltura biologica, si
prire i segreti dei loro raccolti, a leggere eviti l’uso di pesticidi: sarebbe colpevo-
e rileggere le norme di coltivazione per le “avvelenare” piante destinate ai consumi
memorizzarle quanto basta. famigliari; esse rappresentano infatti una N E L L A P A GI N A
fonte importante di benessere per l’organi- A F I A N CO :
ƒ Per ciascun ortaggio sono forniti sug- smo umano. Salvaguardare l’ambiente e nell’orto, poche
gerimenti per effettuare una coltivazione rispettare l’equilibrio ecologico permette a
ma precise operazioni
sicura ed efficace; vengono, inoltre, se- colturali garantiscono
tutti noi di godere dei doni della natura in una produzione
gnalate alcune tra le varietà più impor- assoluta sicurezza. abbondante
tanti e meno attaccabili dalle malattie e e prolungata.
50 C O L T I V A R E L ’O R T O

Allium sativum

aglio
Semina
Prima di procedere alla semina dei
bulbilli, occorre preparate il letto di se-
mina colmando eventuali avvallamenti
delle prode, in modo da impedire rista-
gni idrici.
Scegliete poi i bulbilli (spicchi) più
esterni del bulbo, ovvero quelli di for-
ma più arcuata, e trattateli (concia) con
un prodotto in polvere per prevenire
eventuali marciumi (per esempio 5 g di
15 cm

1
ossicloruro di rame-50).
Tracciate file distanti 25-30 cm l’una
dall’altra e posizionate i bulbilli a 10-15 cm
Per un migliore sgrondo tra loro e a una profondità di 3-5 centimetri.
dall’acqua conviene
sopraelevare le prode ƒ Si semina nel periodo primaverile per
di coltura di almeno le regioni settentrionali, in autunno per
15 cm (1). Rispettate 2 25
-30
le corrette distanze cm quelle meridionali. La semina autunnale
d’impianto (2). 10-15 cm garantisce bulbi di maggiori dimensioni.

I lavori nell’orto
gennaio febbraio marzo aprile maggio giugno luglio agosto settembre ottobre novembre dicembre
semina
raccolta
I PRINCIPALI ORTAGGI | aglio 51

Varietà
PR O PR I E TÀ E B E N E FI C I

L’aglio ha proprietà ipotensive, per AG L I O B I A N COÈ la varietà più coltivata


cui è indicato per i soggetti con pres- in Italia, sia per la quantità prodotta e sia
sione sanguigna alta. È, inoltre, un per la qualità ottenuta.
antisettico delle vie aeree e un an-
tibatterico, in particolare contro i mi- AG L I O R O SA Coltivato prevalentemente
crorganismi responsabili delle infezioni nelle regioni meridionali, è più precoce
intestinali. Inoltre, stimola la secrezio- del precedente, dal quale si distingue per
ne di bile ed è utile quando è neces- le tuniche esterne del bulbillo, di colore
sario un forte richiamo di sangue nei rosa, e per il sapore meno intenso. Si con-
tessuti (reumatismi, torcicollo ecc.). suma fresco.
Meglio noto come Rosso
AG L I O R O SS O

Cure colturali di Sulmona, si presenta di colore bianco


ƒ L’aglio è una pianta molto rustica e si all’esterno del bulbo, mentre le tuniche
adatta facilmente alle diverse condizioni che rivestono i bulbilli sono caratterizza-
di coltivazione. Le cure saranno quindi te da una tonalità leggermente violacea.
limitate all’asportazione delle erbe infe- Il suo sapore è più marcato delle altre va-
stanti e alla sarchiatura del terreno per rietà di aglio e, inoltre, ha una migliore
frantumare la crosta superficiale, oltre conservabilità.
che per facilitare lo scolo dell’acqua.
P R E V E N Z I O N E DA L L E M A L AT T I E

Fusariosi e nematodi: effettuate rotazioni lunghe delle colture:


ƒ L’irrigazione andrà effettuata solo in
3-4 anni prima di piantare l’aglio o altri ortaggi della stessa fami-
casi di siccità prolungata. glia (cipolla, scalogno, porro) nella medesima proda. Utile è la
copertura del terreno con teli plastici trasparenti (solarizzazione)
Raccolta per 1-2 mesi tra luglio e agosto.
La raccolta inizia quando la vegetazione si
Botrite, marciume bianco, marciume verde: evitate la pian-
secca e va da fine giugno (al Nord) all’ini- tagione in terreni con ristagni d’acqua; curate lo sgrondo dell’ac-
zio di luglio, per proseguire fino ad agosto. qua ed effettuate l’impianto a fine inverno.
ƒ Dopo la raccolta, le teste vanno lasciate Tignola: è difficile da combattere, in quanto le larve sono all’in-
asciugare fino a quando non si stacche- terno delle foglie; eliminate subito le piante colpite.
ranno facilmente dal resto della pianta.
52 C O L T I V A R E L ’O R T O

Daucus carota

carota
Semina
Le prode devono essere rialzate di circa
10-15 cm rispetto al piano di campagna.
Ponete particolare cura allo sminuzza-
mento del terreno, che andrà lavorato di
preferenza l’autunno precedente la se-
mina, perché il gelo affini le zolle. Trac-
ciate delle fi le distanti tra loro almeno
Cure colturali
20-25 cm e spargete i semi in ragione di
ƒ Il primo intervento di diradamento
1 g per metro quadrato.
si esegue quando le piantine hanno rag-
Considerando che la temperatura mini-
giunto 4 cm di altezza e si ripete quando
ma necessaria per la germinazione è di
quelle restanti saranno alte circa 8 cm,
10 °C, le semine possono iniziare nel
in modo che rimangano 7-10 cm tra una
mese di marzo. La germinazione avvie-
pianta e l’altra.
ne dopo 10-15 giorni.
Per assicurarsi un prodotto sempre fre- ƒ I periodi di siccità causano il rallen-
sco, si possono eseguire semine a inter- tamento, se non il blocco, nell’accre-
valli di un mese sino a giugno e ancora scimento del fittone, che rischia di di-
una semina a fine luglio per il raccolto ventare fibroso, per cui irrigate spesso,
autunnale. per aspersione o a pioggia. Quando la

I lavori nell’orto
semina gennaio febbraio marzo aprile maggio giugno luglio agosto settembre ottobre novembre dicembre
raccolta
poca attività
I PRINCIPALI ORTAGGI | carota 53

chioma sarà abbondante, si possono ri-

P R E V E N Z I O N E DA L L E M A L AT T I E
cavare solchi nell’interfi la dove incana- Marciumi e Sclerotinia: eseguite una rotazione
lare l’acqua. lunga delle colture (3-4 anni) e curate lo sgron-
do delle acque dal terreno; bisogna evitare l’uso
ƒ All’inizio la crescita è lenta: è quin- di letame e di concimazioni troppo abbondanti e
di probabile che si insedino erbe in- asportare i residui delle colture.
festanti nell’interfila e in prossimità Alternaria: eseguite concimazioni non abbon-
delle piantine. Eseguite la sarchiatura danti e adottate il sistema di irrigazione per infil-
dell’interfila e la rimozione manuale trazione laterale per non bagnare le foglie. Man-
delle infestanti sulla fi la, cercando nel tenete le piante distanziate e arieggiate; se fosse
contempo di coprire di terra eventuali indispensabile fate un trattamento a base di ossi-
radici esposte alla luce, perché divente- cloruro di rame-20 (60-80 g/10 l d’acqua).
rebbero verdi.

Raccolta Varietà
Per le varietà lunghe comincia in giugno Tonda di Parigi, Rossa
R A D I C E CO R TA
e prosegue fino a novembre. Le varietà d’Olanda, Rossa Corta (precoci). Tracciate file distanti
precoci primaverili a radice corta sono RADICE Nantese di MEZZA LU N G A circa 20-30 cm tra loro
pronte 40 giorni dopo la semina. e collocatevi i semi.
Chantenay, Mercato di Sottomarina, Dopo un primo e un
Rossa Mezzana di Amsterdam. secondo diradamento
le piante rimarranno
P R O PR I E TÀ E B E N E FI C I

La carota contiene elevate quantità di RADICE LU N G A Berlicum, Florence, a 7-10 cm


carotene, precursore della vitamina A, Lunga di Napoli, Lunga di Saint-Valéry. l’una dall’altra.
e vitamina C. Inoltre, attenua le in-
fiammazioni di stomaco e intestino,
stimola la diuresi e depura l’orga-
nismo; infatti essa decongestiona e
purifica le pelli infiammate, lenisce le
scottature e agisce come stimolante cu-
taneo. I semi di carota hanno proprietà
5 cm

aperitive e digestive e, secondo alcuni,


-2
20

aumentano la secrezione lattea.

7-10 cm
54 C O L T I V A R E L ’O R T O

Brassica oleracea

cavoli
A DESTRA: le tipiche Questa specie si diversifica in numerose
foglie larghe che varietà: Brassica oleracea capitata è colti-
contraddistinguono
il cavolo cappuccio. vata per le foglie lisce (cavolo cappuccio) po spaziate di 30-40 cm in fi le distanti
o bollose (verza); B. o. bullata gemmifera tra loro 70 centimetri. Provvedete all’ir-
(cavolino di Bruxelles) per i germogli sfe- rigazione dopo il trapianto.
rici e teneri che si formano all’ascella del-
le foglie; B. o. botrytis cymosa (broccolo) Cure colturali
per i boccioli dei fiori, come il cavolfio- ƒ A circa 15 giorni dal trapianto comin-
re (B. o. botrytis); B. o. acephala (cavolo ciate la sarchiatura sia tra le fi le sia sul-
nero palmizio) per le foglie sottili e dolci. la fi la per mantenere pulito il terreno da
infestanti.
Semina e trapianto ƒ Quando le piante saranno irrobustite,
I cavoli richiedono terreni fertili, ben la- rincalzate la base con la terra. Questa
vorati e strutturati. La preparazione del operazione servirà anche a garantire sta-
terreno, a fine primavera-inizio estate, bilità alle varietà che, in pieno sviluppo,
prevede una profonda vangatura e un sono molto pesanti, come per esempio il
buon affinamento superficiale. cavolfiore e la verza.
cavolfiore
Seminate in semenzaio all’inizio del-
ƒ L’irrigazione dovrà essere abbon-
la primavera impiegando 2-3 g di seme
dante soprattutto nel periodo che segue
per metro quadrato. A distanza di 10-15
il trapianto, per evitare che le giovani
giorni le piantine inizieranno la forma-
piante vadano incontro a stress idrici
zione delle foglie.
irreversibili.
ƒ Quando raggiungono 20-30 cm di Nelle coltivazioni autunnali va evitato il
altezza e hanno 4-5 foglie vere, si fenomeno della fioritura anticipata, che
possono trapiantare in pieno cam- rende le piante non più adatte al consumo.
I PRINCIPALI ORTAGGI | cavoli 55

Raccolta Meraviglia di Tutte le Stagioni; tra quelle


La raccolta si effettua quando le parti de- tardive e invernali Natalino, Gennarese
stinate al consumo raggiungono le dimen- e Febbrarese.
sioni e la consistenza tipiche delle varietà.
Per i cavolini di Bruxelles, i broccoli e i ca- Altri cavoli
voli neri palmizi (come il toscano) la rac- C AVO LO R A PA(Brassica gongiloides) È a
colta è scalare e può avvenire per un lungo torto poco diffuso in Italia. Si coltiva per
periodo tra l’autunno e la primavera. il gambo ingrossato delle dimensioni di
La resa nella coltivazione è sempre alta; per una grossa rapa; succoso e aromatico, si
i cavoli cappucci si aggira tra 20 e 30 kg in consuma crudo e cotto.
media per 10 mq di terreno.
(Brassica si-
C AVO LO C I N E S E O P E T S A Ï

Varietà nensis) È diventato noto con la diffusione


Express, con testa
C AVO LO C A PPU CC I O
della cucina orientale. Simile alla cicoria
di forma conica, piede corto, primave- Pane di Zucchero, si consuma crudo o
rile; Cuore di Bue Grosso, semiprecoce, cotto. La raccolta avviene nella prima
primaverile; Cavolo cappuccio di Brun- metà dell’autunno.
swick olandese; Quintale di Alsazia tar-
P R E V E N Z I O N E DA L L E M A L AT T I E

divo; Rosso Testa di Negro. Fusariosi e phoma: colpiscono in modo particolare i semenzai
C AVO LO V E R Z AQuarantino, precoce esti- e i cavoli nelle prime fasi di sviluppo; è necessario partire da
piantine sane, meglio se prodotte in proprio.
vo; di Asti e Padovano, entrambi estivi; di
Napoli, Savoy King F1 autunnali; di Mi- Cavolaia: i bruchi di questa farfalla bianca sono la causa più
lano, Piacentino, Napoli Tardivo, Principe frequente di rosure sulle foglie; se sono pochi, basta raccoglierli
d’Inverno, tutti a maturazione invernale. a mano, ma in caso di forti infestazioni potete usare il Bacillus
thuringiensis (10-20 g/10 l d’acqua),
C AVO L I N O D I B R U X E L L E S Jade Cross, attendendo poi 3 giorni prima di
precoce e adatto alla coltivazione nelle raccogliere.
regioni calde; Perfezione, da raccogliere
tra l’inverno e l’inizio della primavera.
adulto e bruco
Tra le varietà a raccolta au-
C AVO L FI O R E di cavolaia

tunnale precoce Primaticcio Toscano e


56 C O L T I V A R E L ’O R T O

Cucumis sativus

cetriolo
Semina
Ponete i semi in gruppi di 2-3, a 3 cm cir-
ca di profondità, direttamente nel terre-
no (semina diretta a poste), a una distan-
za di 40-50 cm tra una posta e l’altra.
Una volta germinati, eseguite il dirada-
mento lasciando le piantine più vigoro-
se. La semina avviene a partire da mag-
gio all’aperto, ma sin da marzo al riparo
in vasetti singoli ponendo 3 semi in ogni
vasetto. In seguito andrà tenuta solo la lo sviluppo dei germogli laterali. Con
pianta più vigorosa, che trapianterete questa operazione si ottengono piante
all’aperto in maggio. più compatte e con un numero maggio-
re di frutti.
Cure colturali
ƒ L’irrigazione deve essere regolare
ƒ Eliminate le erbe infestanti, soprat-
e abbondante nei periodi molto caldi,
tutto nel primo periodo di accrescimento.
altrimenti i frutti diventano amarogno-
ƒ Dopo la formazione di 3 o 4 foglie, li. Tuttavia, l’eccesso di acqua può far
procedete alla cimatura, per facilitare marcire le piante.

I lavori nell’orto
semina
trapianto gennaio febbraio marzo aprile maggio giugno luglio agosto settembre ottobre novembre dicembre
raccolta
poca attività
tunnel
I PRINCIPALI ORTAGGI | cetriolo 57

ƒ La vegetazione può essere lasciata


PR O PR I E TÀ E B E N E FI C I

Il frutto del cetriolo contiene molta correre sul terreno oppure si può farla
acqua, sali minerali, amminoacidi, arrampicare realizzando apposite strut-
vitamina C e carotene, che gli confe-
ture di sostegno.
riscono buone proprietà diuretiche
e depurative. Il frutto può essere
consumato fresco in insalata oppure
Raccolta
centrifugato e diluito in acqua come Al raggiungimento di dimensioni e con-
bibita dissetante. Un impiego inte- sistenza tipiche della varietà coltivata,
ressante del cetriolo è quello cosme- procedete alla raccolta dei frutti, staccan-
tico; la polpa ha infatti la proprietà di doli con un coltellino per evitare di lesio-
schiarire la pelle, decongestionandola nare lo stelo o la buccia del frutto stesso.
e idratandola. La raccolta si protrae, abbondantissima e
continua, da giugno a settembre.
P R E V E N Z I O N E DA L L E M A L AT T I E

Fusariosi e marciumi: usate sementi La pianta di cetriolo


sane e disinfettate, impiegate nella pro- può essere allevata
duzione delle piantine un terriccio ste- a terra o in verticale,
usando strutture
rile da semina ed effettuate la rotazione
di sostegno costituite
colturale. da pali di legno
Oidio: solo se indispensabile, a causa e filo di ferro.
di un grave attacco si può intervenire
con zolfo bagnabile-80 (10 g/10 l d’ac- Varietà
qua) nelle ore più fresche ed evitando A FR U T TO PI CCO LO (adatti per la prepa-
la raccolta dei frutti per almeno 7 gior- razione in salamoia, se raccolti quando
ni. Se il problema si ripete tutti gli anni,
sono lunghi 4-10 cm) Wisconsin, Piccolo
piantate solo varietà e ibridi di prima
di Parigi, Blitz, Bounty.
generazione (F1) di provata resistenza
a questa malattia crittogamica, quali A FR U T TO M E D I O (verde scuro, di 18-24
Green Fall F1, Sensation F1, Kudos F1, cm di lunghezza) Marketer e Marketmore.
Triumph F1, Scout F1, Darina F1, Co-
lumbus F1, Egnazia F1. (scanalati, lunghi 30-
A FR U T TO LU N G O
35 cm) Brunex, Daleva, Lungo di Cina.
58 C O L T I V A R E L ’O R T O

Cichorium intybus

cicoria
A D E S T R A : cicoria Si conoscono forme spontanee e nume-
di Verona, riconoscibile rose varietà selezionate che, in base alla
per le screziature
rossastre. loro utilizzazione alimentare, si classifi-
cano in cicorie da foglie, da turioni o fu-
sti, da radice o radicchi e cicorie da caffè.
La cicoria è una pianta rustica che dà i
migliori risultati nei terreni fertili, pro-
fondi, freschi, ben lavorati.

Semina e trapianto
La preparazione del letto di semina deve za delle foglie e all’assenza di malattie.
essere accurata per semine in periodi Preparato il terreno, tracciate file distanti
diversi: all’inizio della primavera per le tra loro 20-25 cm; a una distanza sulla fila
cicorie a foglie verdi, da fine maggio a di circa 20-25 cm ponete le piantine in
luglio per i radicchi d’autunno o d’inver- buchette della profondità di circa 5-9 cm
no, che possono anche essere sottoposti a (in terreni sabbiosi anche a 9 cm, più in
forzatura invernale. superficie per i terreni pesanti), poi rin-
ƒ Si può anche partire trapian- calzate la terra attorno alla pianta.
cicoria
selvatica tando le piantine prodot-
te in vivaio. Al momento Cure colturali
dell’acquisto, dovete pre- ƒ Bisogna eliminare le erbe infestanti
stare attenzione allo in quanto, oltre a sottrarre elementi nu-
sviluppo dell’ap- tritivi alla cicoria stessa, aumentano le
parato radicale, probabilità di trasmissione di pericolosi
alla compattez- virus veicolati dagli afidi.
I PRINCIPALI ORTAGGI | cicoria 59

Bianca di Milano, a foglie larghe arro-


PR O PR I E TÀ E B E N E FI CI

Squisite in insalata, le cicorie possono tondate; Pan di Zucchero, a foglie larghe


essere usate anche per decotti, infusi che si riuniscono a palla e imbiancano;
e tinture per il benessere dell’organi-
Variegata di Castelfranco, a foglie varie-
smo. Le foglie stimolano le funzioni
gate rosse raggruppate a palla; Cicoria di
intestinali, del fegato e dei reni, con un
conseguente effetto depurativo e di-
Treviso, a foglie lunghe rosse; Cicoria di
sintossicante per l’intero organismo. Verona, a foglie ampie rosse. Le ultime
tre varietà citate si prestano alla pratica
della forzatura.
ƒ L’irrigazione, fondamentale per le cico-
rie estive, deve essere eseguita, per quanto CICORIE A R ADICE GROSSA Cicoria
possibile, senza bagnare le foglie. Quando di Magdeburgo e Cicoria di Witloof.
fa molto caldo buone somministrazioni di Quest’ultima, con la forzatura invernale
Sclerotinia
acqua riducono al minimo la prefioritura, al riparo, emette germogli bianchi, teneri e della cicoria
che impedisce la formazione dei cespi di amarognoli noti come Cicoria di Bruxelles.
foglie commestibili.
P R E V E N Z I O N E DA L L E M A L AT T I E

Muffa grigia, Sclerotinia e Pythium: ese-


Raccolta guite la rotazione delle colture (2-3 anni pri-
Con il raggiungimento delle dimensioni ma di ripiantare la cicoria nello stesso terreno),
e della consistenza tipiche delle varietà, garantite un ottimo sgrondo dell’acqua dal terreno
si procede alla raccolta scalare, tagliando e distruggete i residui di coltivazione. Con un’in-
le foglie alla base, in corrispondenza del fezione in atto potete tentare di limitare i danni
colletto. Le foglie esterne, più dure, van- eseguendo delle irrorazioni localizzate con una
soluzione di ossicloruro di rame-20 (80-90 g/10 l
no scartate. In media da 1 mq coltivato
d’acqua) cercando di bagnare bene il colletto.
con cicoria rossa di Treviso si può otte-
nere una produzione di 20 radici, pari a Bremia, Alternaria, muffa grigia e oidio: eseguite la rota-
1 kg circa di germogli teneri. zione delle colture (come sopra); fate trapianti non troppo fitti.
Alcune varietà sono più resistenti alla bremia (per esempio Co-
lumbus, Lido, Big Boston, Elsa, Jessy, Saladin, Malika, Odessa,
Varietà Melissa, Canasta). Quando i cespi vengono legati per l’imbian-
Selvatica, a foglie di
C I CO R I E DA F O G L I A chimento, le piante devono essere ben asciutte.
colore verde scuro o rossastre, pelose;
60 C O L T I V A R E L ’O R T O

Allium cepa

cipolla
Semina e trapianto
Eseguite una vangatura profonda al-
meno 25 cm, quindi sminuzzate le zolle
in cui le radici e il bulbo dovranno svi-
lupparsi. Sopraelevate le prode di circa
10-15 cm per ridurre il rischio di peri-
colosi ristagni idrici. Utilizzate per il distanti 15-20 cm impiegando 5-7 g di
trapianto piantine di almeno 15-20 cm seme per metro quadrato. Invece, i cipol-
di altezza (a 60-80 giorni dalla semina) lotti si trapiantano in ottobre a distanza
e con 3-5 foglioline. Ponete le piantine di 30-40 cm tra le file e 10 cm sulla fila, e
in fi le distanti 30-40 cm e a 15-20 cm si raccolgono nella primavera successiva.
sulla fi la. L’epoca di semina è febbraio-
marzo, quella di trapianto aprile. Cure colturali
ƒ Nel caso delle cipolline, la semina ƒ La cipolla ha un accrescimento molto
avviene direttamente a dimora in file lento nei primi periodi dopo il trapianto e

I lavori nell’orto
CIPOLLA TRADIZIONALE
gennaio febbraio marzo aprile maggio giugno luglio agosto settembre ottobre novembre dicembre

CIPOLLOTTO
semina gennaio febbraio marzo aprile maggio giugno luglio agosto settembre ottobre novembre dicembre
trapianto
raccolta
poca attività
I PRINCIPALI ORTAGGI | cipolla 61

soffre la competizione delle erbacce, che

PRE VENZIONE DALLE MAL AT TIE


vanno estirpate non appena si formano. Fusariosi e botrite: eseguite la rotazione delle colture (atten-
dete almeno 3 anni prima di far ritornare la cipolla nella stessa
ƒ Irrigate, solo se necessario, nei periodi proda); inoltre eseguite concimazioni e irrigazioni contenute e
caldi senza bagnare la vegetazione. So- provvedete a un perfetto sgrondo delle acque piovane e di ir-
spendete le irrigazioni 20 giorni prima rigazione. Alcune varietà sono più resistenti alla fusariosi, per
della raccolta. esempio la Dorata di Parma, selezione Erso 1 e 2.
Peronospora e ruggine: contenete le concimazioni azotate e
Raccolta evitate semine troppo fitte e irrigate per infiltrazione laterale; se
Le cipolle possono essere consumate necessario trattate di frequente (ogni 7 giorni) con ossicloruro di
durante qualsiasi fase del loro ciclo di ac- rame-20 (80-100 g/10 l d’acqua).
crescimento. Mentre per i bulbi precoci
risulterà utile l’impiego della vanga, in foglie sono diventate secche e i bulbi co-
modo da scalzare le piante ancora salda- minciano ad affiorare dal terreno.
mente ancorate al terreno, per quelli più La raccolta avviene a partire da luglio e si
tardivi si procede alla raccolta quando le protrae per tutto agosto.
Da 10 mq di terreno si ottengono in me-
dia 20-40 kg di prodotto.
P R O PR I E TÀ E B E N E FI C I

Consumata cruda è un ottimo diure-


tico, disinfetta l’intestino, abbassa la Varietà
pressione sanguigna e il tasso di
PR E CO C IApriatica, appiattita e grossa;
glucosio nel sangue; cotta è ritenuta un
Bianca di Giugno, bulbo tondo e bianco
regolatore intestinale. Usata ester-
namente, svolge un’azione antisettica lucido; Bianca di Pompei, Bianca di Bar-
e stimola la circolazione periferica; il letta, Bianca di Maggio.
succo è utile per neutralizzare le pun- TA R D I V E Rossa di Tropea, Fiascona di
ture di insetti e ragni. Una curiosità: Firenze e Piacentina, tutte rosse e
se l’odore non fosse incompatibile con aromatiche; Agostana, Blanco
l’uso cosmetico, la cipolla sarebbe un
Duro, Tardiva d’Argento.
ottimo vitalizzante del cuoio capelluto,
in quanto stimola il bulbo pilifero e ri- DA C I P O L LO T T I Bian-
cipollotto
tarda la caduta dei capelli. ca di Lisbona, Whi- White Knight
te Knight.
62 C O L T I V A R E L ’O R T O

Phaseolus spp.

fagiolini
Semina
Avviene in piena terra a partire da fine
aprile e si protrae fino a giugno per le va-
rietà rampicanti, fino a metà luglio per
quelle nane. Preparate il terreno per la
coltivazione tracciando file distanti tra
loro 80-110 cm; ponete un seme ogni 5
cm sulla fila per quanto riguarda le va-
rietà nane e ogni 15 cm per quelle ram-
picanti. Nel caso di semina a postarelle
(2-3 semi posti sulla stessa buca con suc-
cessivo diradamento), le distanze sulla
fila saranno di 15 cm per le varietà nane
e di 30 cm per quelle rampicanti. In ogni
ƒ Periodiche sarchiature del terreno
caso, seminate a 2-4 cm di profondità.
eliminano le erbacce che richiamano gli
afidi e trasmettono le virosi.
Cure colturali
Il fagiolino non richiede lavorazioni ƒ Le varietà rampicanti vanno sostenute
particolarmente impegnative e necessita con reti plastiche alte 2 m oppure con tu-
di modeste irrigazioni. tori in legno o canne di bambù.

I lavori nell’orto
semina
raccolta gennaio febbraio marzo aprile maggio giugno luglio agosto settembre ottobre novembre dicembre
poca attività
tunnel
I PRINCIPALI ORTAGGI | fagiolini 63

Raccolta

P R E V E N Z I O N E DA L L E M A L AT T I E
I fagiolini vanno raccolti a circa 2/3 della Insetti del terreno: eseguite la rotazione
maturazione dei baccelli, quando sono delle colture, attendendo 2 anni prima di colti-
vare i fagiolini sulla stessa proda.
ancora teneri e privi del cosiddetto “filo”,
la cui presenza è segno di decadimento Muffa grigia e antracnosi: provvedete con
qualitativo (si può attuare una verifica attenzione allo sgrondo dal terreno dell’acqua
piovana e di irrigazione; eseguite concima-
periodica spezzando qualche baccello).
zioni e irrigazioni modeste. Se in passato nel
L’operazione, che per alcune varietà è
terreno si sono già verificate malattie critto-
concentrata nell’arco di 3-4 settimane, gamiche, è possibile attuare un trattamento
per altre può durare mesi. preventivo con ossicloruro di rame-20 (80-100
Un metro quadrato di coltura dà in me- g/10 l di acqua) prima della formazione di fiori
dia 1 kg di raccolto per le varietà nane e e baccelli.
quasi il doppo per quelle rampicanti.

Varietà
P R O PR I E TÀ E B E N E FI C I

I fagiolini sono ricchi di sali minerali e, N A N E Bronco, Provider, Nerina, La-


per il contenuto di vitamina A, pro- temar, Labrador, Processor, Gabriella
teine e potassio, sono raccomandati
(giallo), Goldrush (giallo).
a chi soffre di malattie cardiache. Si
consuma il frutto immaturo previa cot- R A M PI C A N T I Bobis, Anellino (gancetto),
tura. Oltre a rinfrescare l’apparato ga- Stortino di Trento, Trionfo (violetto),
strointestinale, svolgono una spiccata Meraviglia di Venezia (giallo), Saint Fia-
azione diuretica. Hanno un basso cre (giallo).
potere calorico e sono ricchi di fibre.
La minore concentrazione di proteine
rispetto alle altre leguminose è dovuta
al fatto che la raccolta avviene quando
i semi sono in fase di sviluppo e non
hanno ancora accumulato le sostanze
di riserva altamente proteiche. Sono Le varietà rampicanti
vanno sostenute
dunque da considerare ortaggi piutto- con reti apposite,
sto che legumi. eventualmente fissate
agli archi di un tunnel.
64 C O L T I V A R E L ’O R T O

Phaseolus spp.

fagioli
Semina e trapianto
La semina del fagiolo inizia a partire
dalla seconda metà di aprile, con una
temperatura di almeno 15 °C. Le di-
stanze di semina variano a seconda del
portamento:
- fagiolo nano a 40-60 cm tra le file e
a 4-5 cm sulla fila, diradando poi in
modo che ne resti una ogni 15-20 cm;
- fagiolo rampicante a 80-100 cm tra le
file e a 20-40 cm sulla fila.
Nel caso di semina a postarelle (2-3 semi
nella stessa buchetta) si può seminare
già alla distanza finale di 15-20 cm
sulla fila. Cure colturali
Per quanto riguarda la profondi- ƒ Le varietà rampicanti richiedono un’op-
tà, non deve superare 2 cm nel caso portuna struttura di sostegno con tuto-
fagioli di terreni pesanti, fino a ri o reti plastiche a maglie larghe, queste
borlotti 3-4 cm in quelli sabbiosi. ultime pratiche e riutilizzabili.

I lavori nell’orto
semina
tutori gennaio febbraio marzo aprile maggio giugno luglio agosto settembre ottobre novembre dicembre
raccolta
poca attività
tunnel
I PRINCIPALI ORTAGGI | fagioli 65

salate e altri ortaggi da foglia, che sono


P R E V E N Z I O N E DA L L E M A L AT T I E

Marciumi: eseguite la rotazione delle forti consumatori di azoto.


colture (attendete 2-3 anni prima di col-
tivarli nello stesso terreno), assicurate Raccolta
un perfetto sgrondo dell’acqua dal terre-
L’operazione inizia quando i baccelli as-
no ed evitate la concimazione azotata.
sumono la tipica colorazione e screziatu-
Batteriosi: eseguite la rotazione delle ra. Altro importante segnale è il leggero
colture, riducete al minimo le concima- appassimento dei baccelli, in contrasto
zioni e non piantate in modo troppo con l’aumentato turgore dei semi. Per
fitto, irrigate senza bagnare le foglie e
la conservazione invernale, fate essicca-
utilizzate sementi sane.
re completamente i baccelli e procedete
quindi alla sgranatura.
ƒ Il fagiolo richiede irrigazioni limitate In media da 10 mq di terreno si possono
ma frequenti, soprattutto in fase di accre- ottenere circa 1,5-2,5 kg di fagioli sgra-
scimento. Vanno evitate, però, quando si nati per le varietà nane e circa 3-4 kg per
formano i fiori, per il rischio che cadano. le varietà rampicanti.
ƒ Poiché il fagiolo arricchisce il terreno di
Varietà
azoto, non sono necessarie concimazioni
N A N E Borlotto, Cannellino.
e, anzi, può essere consociato con le in-
di Vigevano, Lingua di fuoco,
R A M PI C A N T I
di Lima (o del Papa), di Spagna, Saluggia.
P R O PR I E TÀ E B E N E FI CI

Il seme del fagiolo è ricchissimo di proteine, amidi, zuccheri e


relativamente povero di grassi. Sotto il profilo dietetico, quindi, è
2m

un alimento abbastanza completo, a elevato valore nutritivo,


che può in parte sostituire la carne. Ai baccelli, inoltre, sono at-
Le piante tribuite proprietà diuretiche, oltre che regolatrici del tasso di
di fagiolo vanno
zuccheri e colesterolo nel sangue. Gli infusi rappresentano un’ot-
sostenute con reti
di plastica tese fra pali tima bevanda per diabetici e persone affette da arteriosclerosi o
di ferro ben fissati che abbisognano di un buon apporto proteico e vitaminico.
al suolo.
66 C O L T I V A R E L ’O R T O

Foeniculum vulgare dulce

finocchio
Semina e trapianto
La lavorazione del letto di semina
per il finocchio deve essere profon-
da (30-40 cm) con un accurato af-
finamento della terra in superficie.
In genere si procede al trapianto di
giovani piante coltivate in alveoli di po-
listirolo o materiale plastico. Quando
vengono acquistate, bisogna badare che
le radici siano numerose e bianche e
che l’apparato aereo sia compatto Cure colturali
(10 cm di altezza) e sano. ƒ I finocchi vanno irrigati con attenzione
Tracciate file distanti 50-70 cm e tra- perché periodi di siccità anche brevi pos-
piantate le piantine a una distanza di cir- sono pregiudicare lo sviluppo delle radici
ca 20 cm l’una dall’altra sulla fila. e la produzione. Irrigate per aspersione,
L’imbianchimento Per il raccolto del periodo autunnale i poco ma di frequente, evitando che si
si esegue rincalzando primi trapianti vanno eseguiti a fine lu- formino pericolosi ristagni di acqua in
le piante una volta
sola, 15 giorni prima glio per continuare, poi, fino ai primi di prossimità del colletto, dove potrebbero
della raccolta. settembre. verificarsi fenomeni di marcescenza.

I lavori nell’orto
semina
trapianto gennaio febbraio marzo aprile maggio giugno luglio agosto settembre ottobre novembre dicembre
raccolta
poca attività
tunnel
I PRINCIPALI ORTAGGI | finocchio 67

ƒ Circa 2 settimane prima della raccolta

P R E V E N Z I O N E DA L L E M A L AT T I E
procedete alla rincalzatura per indurre Marciumi: eseguite la rotazione delle colture (attendete
l’imbianchimento dei piccioli fogliari, 2-3 anni prima di piantare il finocchio o altre ombrellifere
nella stessa proda); assicurate un perfetto sgrondo dell’ac-
che rappresentano la parte commestibi-
qua dal terreno; adottate concimazio-
le. La terra va radunata attorno alla base
ni contenute.
formando una montagnola, in modo che
la base delle piante sia protetta dalla Sclerotinia: fate in modo che non
si formino ristagni d’acqua nel
luce solare diretta.
terreno; eseguite poche conci-
mazioni e irrigazioni; a scopo
Raccolta preventivo si può effettuare una
Con il raggiungimento delle dimensio- irrorazione con ossicloruro di finocchio
affetto
ni tipiche della varietà coltivata inizia la rame-20 (80-100 g/10 l d’acqua). da Sclerotinia
raccolta dei finocchi. Utilizzate la vanga
per scalzare le piante, fortemente anco-
rate al terreno grazie all’apparato radi- metà di novembre perché le gelate preco-
cale molto profondo. Rimuovete le foglie ci causano la distruzione del raccolto. Da
esterne e lavate l’ortaggio. La raccolta 10 mq di terreno si ottengono in media
non si deve protrarre oltre la seconda 20-30 kg di prodotto.

Varietà
P R O PR I E TÀ E B E N E FI CI

Il finocchio, notissima pianta alimen-


S TA N DA R D di Romagna (o di Bologna, di
tare, deve le sue proprietà salutari
ai frutti e alla radice, che è un valido Parma, di Firenze), di Sarno, di Napoli,
diuretico. I frutti stimolano l’appetito, di Sicilia, Romanesco, Latina, Mantova-
favoriscono la digestione e bloccano no, Cervino.
i processi fermentativi intestina-
li; sono utili anche per sedare dolori
IBRIDI Nevo, rotondo, pesante, a semina
addominali e frenare nausea e sin- estiva, di sviluppo lento ma di ingros-
ghiozzo. Per un bagno rigenerante, samento rapido; Carmo, medio-grosso,
deodorante e purificante, basta una adatto per semine estive, resiste bene alla
manciata di frutti nell’acqua calda. prefioritura; Rudy, a semina primaverile,
precocissimo.
68 C O L T I V A R E L ’O R T O

Fragaria vesca

fragola
Trapianto
Date le difficoltà di semina, la pianta- circa un centimetro. Questa operazione
gione delle fragole si effettua utilizzando si esegue in primavera o autunno.
pianticelle già pronte per la messa a di-
mora, ottenute con la moltiplicazione per Cure colturali
propaggine o acquistate in vasetto. ƒ Per favorire l’attecchimento delle gio-
Dopo aver preparato il terreno, prestan- vani piante appena trapiantate, irrigate
do molta attenzione alle concimazioni a pioggia con getto a bassa pressione.
organiche e minerali, realizzate prode
ƒ A fine inverno procedete con la cosid-
larghe 30 cm, alte 25-30 cm e distanti
detta toelettatura delle piantine, che
tra loro circa 70-80 centimetri. Stendete
consiste nella rimozione delle foglie o de-
sulla proda il film plastico nero di po-
gli stoloni secchi o marcescenti; lasciate
lietilene come copertura pacciamante.
solo 2-3 germogli per pianta.
A una distanza di circa 25-35 cm sulla
fila praticate i fori dove verranno poste le ƒ Infine, trattate con solfato di rame
piantine. Interrate completamente solo le che, oltre ad avere un’azione disinfettan-
radici, in modo che il colletto emerga per te, è anche un valido cicatrizzante.
La moltiplicazione
per propaggine delle
fragole è facile: dagli
stoloni si sviluppano
pianticelle che possono
essere separate dalla
pianta madre (1), poste
a radicare in vasetti
(2), per poi essere
1 2 3
messe a dimora (3).
I PRINCIPALI ORTAGGI | fragola 69

Raccolta

PR O PR I E TÀ E B E N E FI C I
La raccolta nel fragoleto inizia tra apri- Le fragole, ricche di vitamine (A, C, gruppo B), contengono
le e maggio; i frutti vanno staccati con il poco zucchero, e sono quindi tra i rari frutti permessi ai diabeti-
ci. Inoltre, possono essere utilizzate come maschera emolliente,
picciolo possibilmente nelle ore più fre-
schiarente e rivitalizzante per pelli secche e rugose. Il succo dei
sche della giornata. La raccolta è scalare,
frutti, applicato sulla pelle, lenisce le scottature solari. Il rizoma
in media ogni 5 giorni per 10-12 volte. della fragola ha proprietà aperitive, depurative e diuretiche ed
è un valido astringente gengivale. Le foglie, invece, hanno proprie-
P R E V E N Z I O N E DA L L E M A L AT T I E

Rizottoniosi e Phytophthora: ese- tà astringenti per l’epidermide, antiemorragiche e cicatrizzanti.


guite la rotazione lunga delle colture,
evitate ristagni di umidità, assicurate
una buona circolazione dell’aria in Varietà
mezzo alle foglie, fate uso ridotto di Le varietà di fragola si dividono in unife-
concimi chimici, scegliete piantine re, che fioriscono una sola volta in prima-
sane e certificate. vera; bifere, che fioriscono una seconda
Muffa grigia e marciume bruno: volta a distanza di un mese; rifiorenti,
fate sgrondare l’acqua il più possibile, che fioriscono di continuo per tutta la
contenete concimazioni azotate e irri- buona stagione.
gazioni ed effettuate trattamenti pre-
ventivi a base di ossicloruro di rame- T R A L E P I Ù D I FFU S E Marmolada (uni-
20 (70-90 g/10 litri di acqua) fino a 20 fera), vigorosa e molto produttiva, dà
giorni dalla raccolta. frutti grossi di ottimo aspetto, ha sapore
Ragnetto rosso comune: Tetrany- discreto ed è sensibile alla rizottoniosi e
chus urticae è un acaro che può pro- al marciume bruno; Addie (unifera), vi-
vocare seri danni alla coltivazione della gorosa, fornisce buone produzioni pre-
fragola. Si manifesta con decolorazione coci, dà frutti medio-grossi, di ottimo
delle foglie, che prendono i toni del gial- aspetto e sapore; resiste alla botrite ma
lo e del grigio, e in seguito vengono ri- è sensibile all’oidio.
coperte da fitte ragnatele dell’acaro che
le porta al totale disseccamento. Assi- A LT R E VA R I E TÀ Chandler (bifera), Elsan-
curatevi che l’acqua sgrondi il più pos- ta (unifera), Honeyoye (unifera), Selva
sibile dal terreno e bagnate con cautela. (rifiorente), Tudla (unifera), Idea (unife-
ra), Irvine (rifiorente).
70 C O L T I V A R E L ’O R T O

Cichorium endivia crispum, C. endivia latifolium

indivie
Le numerose varietà coltiva- mente dopo aver effettuato il trapianto.
te si differenziano per le L’epoca per il trapianto va dalla seconda
dimensioni del cespo, la metà di marzo fino alla seconda metà di
precocità e la rusticità. Si settembre o comunque fino a quando le
distinguono indivie ricce, condizioni stagionali lo permettono.
che temono il freddo e per
ƒ Nei primi trapianti, come quelli più tar-
le quali la coltivazione si
divi, ricoprite la terra con tessuto non tes-
conclude nell’autunno,
suto che protegge le giovani piante da forti
e scarole, che si seminano
indivia riccia abbassamenti termici e crea un microcli-
invece a fine estate perché non
ma adatto all’attecchimento delle radici.
subiscano il caldo che le induce
alla prefioritura.

Trapianto
Per quanto riguarda l’indi-
via si procede da seme o, me-
glio, trapiantando giovani
piante di vivaio.
Preparato il terreno, tracciate
indivia scarola file distanti tra loro 25-30 cm e,
a una distanza sulla fila di 25-30 cm, po-
nete le piantine all’interno di buchette
della profondità di 5-8 cm (in funzione
A DESTRA:
imbianchimento del terreno e del pane di terra). Compri-
della scarola. mete bene la terra e infine irrigate legger-
I PRINCIPALI ORTAGGI | indivie 71

Raccolta
PR O PR I E TÀ E B E N E FI C I

L’indivia è ricca di sali minerali e oli- È un’operazione di estrema semplicità,


goelementi, in particolare di selenio, che consiste nel taglio del colletto al di
un antiossidante che protegge le
sotto del cespo con l’aiuto di un coltello
cellule dall’invecchiamento. Il rappor-
affilato. Si eliminano quindi le foglie più
to potassio/sodio (tanto/pochissimo)
le conferisce proprietà diuretiche.
esterne, che di solito sono sporche o an-
Inoltre, le fibre che rendono le foglie che marcescenti.
sode e croccanti favoriscono il transi- Da 10 mq di terreno si ottengono in me-
to intestinale. Infine, come la lattuga il dia dai 10 ai 25 kg di prodotto utile.
germe di grano e di mais e il lievito di
birra secco, l’indivia contiene, anche Varietà
se in minor misura, vitamina B9, im- Cicoria Scarola Casco d’Oro, semina da
portante per rafforzare le difese im- febbraio ad agosto; Cicoria Scarola Cuore
munitarie e attiva contro anemia e Pieno, semina da marzo a settembre; Cico-
depressione.
ria Scarola Gigante degli Ortolani, a raccol-
to autunnale e invernale; Indivia Grossa di
Cure colturali Pancalieri, a semina estiva e raccolto inver-
ƒ Sono importanti i diserbi frequenti nale; Riccia Fina d’Estate, con foglie rosse
perché le erbe infestanti, oltre a sottrarre alla base; Riccia d’Estate, a cuore giallo.
elementi nutritivi a queste insalate, pos-
sono trasmettere virosi.
PR E V E NZ I O N E DALLE M A L AT T I E

In tutti i casi: usate buon terriccio per


ƒ L’irrigazione, fondamentale per le semine e trapianti, eseguite la solariz-
colture estive, dovrà essere leggera ma zazione del terreno (copertura con teli
a frequenza quotidiana, evitando di ba- plastici trasparenti) per disinfettarlo e
gnare le foglie. togliete dalle prode gli avanzi delle col-
ture e distruggeteli.
ƒ Per alcune varietà si può fare l’imbian- Lumache e limacce: si consiglia di distri-
chimento, che rende tenere e chiare le buire sali disidratanti (sale da cucina, calce in
foglie al centro della rosetta: consiste nel polvere) collocati nelle zone di passaggio di questi danni
di mosca
legare il cespo, asciutto e pronto per la molluschi o di attirarli con esche a base di birra. dell’indivia
raccolta, per 15-20 giorni.
72 C O L T I V A R E L ’O R T O

Lactuca sativa

lattuga
Trapianto
Per la lattuga da cespo si procede al tra-
pianto di giovani piante acquistate in vi-
vaio o prodotte in semenzaio.
Preparato il terreno, tracciate file distanti
tra loro 30-40 cm e, a una distanza sulla
fila di circa 20-30 cm, ponete le pianti-
ne in buchette, facendo attenzione che il
colletto si trovi a livello del terreno e non Cure colturali
interrato. ƒ L’irrigazione, essenziale per le lattu-
L’epoca per il trapianto all’aperto va dal- ghe estive, deve essere effettuata a ca-
la seconda metà di marzo a metà settem- denza quotidiana, ma non deve essere
bre, in base alla varietà. abbondante, soprattutto se il terreno è
pesante e trattiene umidità.
ƒ A inizio e a fine stagione può essere uti-
le coprire le piantine appena trapiantate ƒ Per la varietà Romana si può procedere
con tessuto non tessuto per proteggerle all’imbianchimento, legando il cespo
dall’escursione termica. un paio di settimane prima della raccolta.

I lavori nell’orto
colture al Meridione gennaio febbraio marzo aprile maggio giugno luglio agosto settembre ottobre novembre dicembre
semina
trapianto
raccolta
poca attività
tunnel
I PRINCIPALI ORTAGGI | lattuga 73

Raccolta

P R E V E N Z I O N E DA L L E M A L AT T I E
Quando il cespo è ben formato e sodo al Muffa grigia, Sclerotinia e Pythium: eseguite la rotazione
delle colture (almeno 2-3 anni prima di ripiantare la lattuga nello
centro, e le foglie più esterne sono ancora
stesso terreno), assicurate un ottimo drenaggio del terreno, di-
sane e verdi: è sufficiente reciderlo all’al- struggete i residui di coltivazione e irrorate localmente con una
tezza del colletto con un coltello affilato. soluzione di ossicloruro di rame-20 (90-100 g/10 l d’acqua) cer-
cando di bagnare bene il colletto.
ƒ Da un metro quadrato di terreno si ot-
tengono in media 1,5-3 kg di prodotto. Bremia, Alternaria, muffa grigia e oidio: eseguite la rota-
zione delle colture (come sopra), limitate concimazioni azotate e
irrigazioni, asportate e distruggete la vegetazione residua e pre-
Varietà
ferite varietà resistenti alla bremia (Columbus, Lido, Big Boston,
Mera-
L AT T U G A A C A P P U CC I O C L A SS I C A
Elsa, Jessy, Saladin, Malika, Odessa, Melissa, Canasta).
viglia delle Quattro Stagioni, Meraviglia
d’Inverno, Regina di Maggio, Trocadero,
TIPO ROMANA Bionda degli Ortolani,
Kranager (estiva), Regina d’Estate (estiva).
Bionda Colosseo, Balloon (estiva), Bion-
Nabuc-
L AT T U G A B R A S I L I A N A I C E B E R G da Lentissima a Montare (estiva).
co, Nerone, Saladin, Chianti, Salinas, Gre-
L AT TUGA A CESPO MORBIDO O DA TAGLIO
at lake (estiva), Regina dei Ghiacci (estiva).
(da seminare a spaglio) Lollo Rossa e
T I P O BATAV I A Canasta, Bionda di Parigi. Lollo Verde, Red Salad Bowl.
P R O PR I E TÀ E B E N E FI CI

Le foglie di lattuga hanno proprietà


diuretiche, dovute al vantaggioso
rapporto potassio/sodio. Inoltre con-
tengono elevate quantità di fibre che
le rendono sode e croccanti, ma anche
un toccasana per l’intestino. Infine,
come altre piante ortive da foglia, la
lattuga possiede buone quantità di
vitamina B9, antianemica e antide-
pressiva e utile per rafforzare le
difese immunitarie. Lattuga a cespo morbido,
o “da taglio”.
74 C O L T I V A R E L ’O R T O

Solanum melongena

melanzana
Semina e trapianto
Preparate le prode per il trapianto delle
melanzane vangando la terra per 30-40
cm di profondità e sopraelevate le prode
per permettere un veloce sgrondo delle
acque superficiali e gli interventi di irri-
gazione per infiltrazione laterale.
Tracciate le file alla distanza di 80-100 cm
tra di loro e distanziate le piantine di cir- rendere il terreno più arieggiato e meno
ca 50-70 cm l’una dall’altra. Effettuate compatto. Eseguite anche una leggera
la messa a dimora interrando le giovani rincalzatura che, oltre a permettere una
radici a 7-8 cm di profondità. Utilizzate più facile irrigazione alla base delle pian-
piantine con 4-5 foglie ben sviluppate. te, fornisce sostegno e ancoraggio.
Bagnatele regolarmente ma con parsimo-
ƒ La pacciamatura è un’ottima pratica
nia. All’aperto l’epoca di trapianto va da
colturale in quanto consente una drasti-
fine aprile a fine maggio.
ca riduzione degli interventi di pulizia; si
esegue con film plastici neri.
Cure colturali
ƒ Eliminate le erbe infestanti con re- ƒ Abbondanti e frequenti irrigazioni nel
golari sarchiature, utili tra l’altro per periodo estivo portano grandi benefici

I lavori nell’orto
semina gennaio febbraio marzo aprile maggio giugno luglio agosto settembre ottobre novembre dicembre
trapianto
raccolta
tunnel
I PRINCIPALI ORTAGGI | melanzana 75

A B

PR O PR I E TÀ E B E N E FI CI
La melanzana normalizza le funzioni del fegato, riduce il tasso
di colesterolo nel sangue, stimola la diuresi e l’eliminazione di
scorie azotate. Per queste virtù è un depurativo generale, un
disintossicante e un ricostituente, per esempio dopo lunghe
malattie o trattamenti con antibiotici. Per uso esterno, la polpa
fresca può essere impiegata per lenire arrossamenti della pelle e
scottature.

Varietà Il tutore per sostenere


il fusto della pianta
Black Beauty, Ton-
TO N DA , S TA N DA R D
va legato al fusto
da di Firenze, Piccola Genovese, Tonda principale (A)
Bianca Sfumata Rosa. I B R I D I Nite King, e al ramo della prima
diramazione (B).
alle piante di melanzana, a condizione Purpura.
che l’acqua bagni il terreno e non le foglie. OVA L E , S TA N DA R D Florida Market, Bian-
ca Ovale. I B R I D I Bonica, Galine.
ƒ Un tutore di 1 m di altezza è pressoché
indispensabile per legare la pianta al fine LU N G A , S TA N DA R D Long Purple, Rimi-
di assicurarne la stabilità, specie quando nese. I B R I D I Baluroi, Marfa, Sicilia.
è in piena produzione.
P R E V E N Z I O N E DA L L E M A L AT T I E

Verticillosi: eseguite rotazioni al-


Raccolta meno di 3 anni e utilizzate piante
La raccolta si esegue quando i frutti han- innestate su pomodoro Kyndia F1 re-
no raggiunto le dimensioni e il colore tipi- sistenti alla malattia.
ci della varietà: al momento dell’asporta-
Phoma e Alternaria: contenete le
zione, è opportuno provvedere a ruotarli, concimazioni, irrigate per infiltrazio-
in modo da staccare anche il picciolo. È ne laterale e se necessario effettua-
consigliabile non ritardare troppo questa te un trattamento preventivo con
operazione, in quanto i frutti, invecchian- ossicloruro di rame-20 (70-90 g/10 l
do, diventano duri, la buccia si decolora e d’acqua).
i semi acquistano un sapore amaro.
76 C O L T I V A R E L ’O R T O

Cucumis melo

melone
Semina e trapianto
La semina avviene al riparo in contenito-
ri alveolari di polistirolo. Ponete 2-3 semi
in ogni alveolo con l’apice rivolto verso il
basso a circa 1 cm di profondità. Atten-
zione: maneggiate con cautela i semi che,
anche se abbastanza grossi, sono delicati.
In alternativa ai contenitori alveolari po-
tete seminare in vasetti di plastica, inter-
rando 3 semi in ogni vasetto.
ƒ L’epoca della semina in ambiente pro- ƒ In maggio trapiantate le piantine
tetto va da fine gennaio ai primi di mar- all’aperto in terra vangata e concimata
zo, ma anche a epoca più avanzata nelle con letame; sopraelevate le file di 10-15
regioni in cui, arrivando tardi l’estate, cm e realizzate dei solchi tra una fila e
non sarebbe possibile mettere a dimora le l’altra per irrigare senza bagnare le foglie.
piantine (che necessitano di molto caldo
per svilupparsi) in piena terra. Nei climi Cure colturali
miti potete anche seminare direttamente ƒ Il primo intervento di cimatura va
a dimora a partire da metà aprile. fatto quando le piantine hanno almeno

I lavori nell’orto
semina gennaio febbraio marzo aprile maggio giugno luglio agosto settembre ottobre novembre dicembre
trapianto
raccolta
poca attività
I PRINCIPALI ORTAGGI | melone 77

4 foglie, asportando la coppia di foglie

PR O PR I E TÀ E B E N E FI C I
dell’apice. Si formeranno rami laterali Il melone è un frutto molto dissetante;
che andranno cimati dopo la terza foglia. se consumato nel corso dei pasti o
Quando si saranno formati i frutti, se ne come piacevole intermezzo durante la
lasceranno solo 2-4 su ogni pianta. giornata, rinfresca e reintegra nell’orga-
nismo l’acqua persa con il sudore. Ol-
ƒ Irrigate di tanto in tanto per infil- tre all’acqua, il melone contiene anche
trazione laterale (distribuendo cioè una notevole quantità di sali minerali
Struttura della pianta
acqua tra i solchi) nelle prime fasi di e vitamina A e C. L’alto contenuto di
di melone quando
sviluppo; bagnate solo in caso di forte potassio lo rende un ottimo integra- il frutto è in fase
siccità dopo l’allegagione (cioè il pas- tore, soprattutto dopo aver effettuato di sviluppo.
saggio da fiore a frutto) e l’ingrossa- attività fisiche.
mento dei frutti.

Raccolta
P R E V E N Z I O N E DA L L E M A L AT T I E

Le malattie più frequenti sono pratica- Inizia quando il peduncolo comincia cirri
mente incurabili, è quindi fondamenta- a screpolarsi e il frutto ha raggiunto
le fare una buona prevenzione.
le dimensioni, il colore e il profumo
Fusariosi: eseguite rotazioni lunghe tipici della varietà. La raccolta si
(3-4 anni prima di coltivare nuovamen- esegue recidendo il picciolo con un
te melone o altre cucurbitacee nello
coltello affilato onde evitare di spez-
stesso terreno) e preferite varietà resi-
zare i rami.
stenti o meno delicate come Carlo F1,
Laro F1, Soleado F1, Calipso F1, Parsifal ƒ Da 10 mq di terreno si ottengono cir-
F1. Se riuscite a trovarle, usate piantine
ca 20-30 kg di meloni.
di melone innestate.
Oidio: preferite varietà tolleranti tra
cui Parsifal F1 e Calipso F1; solo se ri- Varietà
sultasse necessario per salvare il rac- Cantalupo Charentais,
A FR U T T O L I S C I O
foglie vere
colto, irrorate le foglie con zolfo ba- Honey Dew, Jolly, Tamaris, Pamir.
gnabile-80 (7-10 g/10 l di acqua) nelle
ore più fresche della giornata. Supermarket, Rony,
A FR U T TO R E TATO
cotiledoni
Supersprint, Burpus.
78 C O L T I V A R E L ’O R T O

Solanum tuberosum

patata
Semina
Il terreno deve essere preparato all’inizio
della primavera con la vangatura e l’ag-
giunta di una grande quantità di letame
molto maturo.
Tracciate i solchi distanti tra di loro circa
60 cm e profondi 7-10 centimetri. Pone-
te i tuberi a circa 30 cm l’uno dall’altro e
coprite con poca terra.

Cure colturali
ƒ Due settimane dopo la piantagione, bagnare tra i solchi, preferibilmente nelle
procedete alla prima rincalzatura, radu- ore serali o notturne, per non esporre la
nando terra sui due lati della fila, in modo pianta a bruschi sbalzi termici.
che i germogli restino coperti. Ripetete la
stessa operazione a un mese di distanza. Raccolta
ƒ L’irrigazione per la patata non è ne- Avviene durante l’estate, da metà luglio
cessaria, se non in annate particolar- a fine agosto, in base alla maggiore o
mente siccitose. In questo caso bisogna minore precocità della varietà coltivata.

I lavori nell’orto
patate novelle
patate media epoca gennaio febbraio marzo aprile maggio giugno luglio agosto settembre ottobre novembre dicembre
patate tardive
raccolta
I PRINCIPALI ORTAGGI | patata 79

Si procede alla raccolta quando la ve-

PRE VENZIONE DALLE MAL AT TIE


getazione si presenta ingiallita, a dimo- Batteriosi: fate in modo che l’acqua pio-
strazione che la formazione dei tuberi vana possa defluire velocemente; impie-
gate tuberi da seme certificati.
è completata. Prima di dissotterrarli,
provvedete all’asportazione dei fusti e Dorifora: su superfici limitate eseguite
delle foglie, quindi scalzate con l’aiuto la raccolta a mano quando appaiono i
primi insetti adulti e poi le larve; per
della vanga le rincalzature, da sotto le
superfici elevate intervenite con un
quali emergeranno i tuberi. prodotto a base di Bacillus thurin-
Da 10 mq di terreno si ottengono in me- giensis, che può essere irrorato fino a dorifora
dia 20-40 kg di patate. 3 giorni dalla raccolta. della patata

ƒ La conservazione deve essere fatta


all’interno di ambienti privi di luce, in JA E R L ATuberi globosi, buccia liscia e
modo da impedire l’inverdimento del- chiara, produzione medio-precoce. I tu-
la buccia, fenomeno che rende i tuberi beri, specie in terreni pesanti e mal strut-
amarognoli e non commestibili. turati, possono assumere forme irregolari.

Varietà KENNEBEK Produzione abbondante e tar-


Tuberi di forma regolare allun-
S PU N TA diva. Sensibile al fenomeno dell’inverdi-
gata, buccia liscia e gialla, produzione mento se i tuberi sono esposti alla luce del Fasi di coltivazione
precoce e abbondante. sole e non vengono ben coperti di terra. della patata.
P R O PR I E TÀ E B E N E FI CI

piantagione seconda
La patata ha un alto contenuto di zuc- nel solco, rincalzatura
cheri e di vitamina C: ben 24 mg per a 7-10 cm
di profondità
100 g di tubero maturo, ma la quan- copertura prima
tità diminuisce con la conservazione. con terreno rincalzatura

Inoltre, questo tubero è ricco di sali


minerali, quali potassio, cromo, ma-
gnesio e fosforo. Per le spiccate pro-
prietà antifermentative trova impie-
go come antidiarroico.
80 C O L T I V A R E L ’O R T O

Capsicum annuum

peperone
Semina e trapianto
La semina deve avvenire in ambiente
protetto a fine inverno, mantenendo la
temperatura superiore a 20 °C almeno
sino alla germinazione. Se si acquistano Cure colturali
piantine già pronte per il trapianto, le ƒ Al momento del trapianto è ottimale
prode devono essere preparate con anti- provvedere alla pacciamatura con film
cipo e sopraelevate, al fine di garantire plastico nero, ricoprendo con la terra i
un miglior deflusso dell’acqua. lembi lungo il perimetro della proda per-
ché non si sollevi; andranno praticati al-
ƒ La messa a dimora si esegue da fine
cuni fori intervallati quanto serve per la
aprile a tutto maggio (mai con tempera-
piantagione.
tura inferiore a 15 °C) su file distanti tra
loro circa 70-80 cm, in cui praticare delle ƒ Il lento sviluppo iniziale lascia il tem-
buchette a una distanza di 40-45 cm sul- po alle erbe infestanti di proliferare e alla
la fi la, in cui interrare il pane di radici terra di coprirsi di una crosta dura: en-
avendo cura di tenere il colletto sopra il trambi gli inconvenienti possono essere
terreno. risolti con la sarchiatura.

I lavori nell’orto
gennaio febbraio marzo aprile maggio giugno luglio agosto settembre ottobre novembre dicembre
colture al Meridione
semina
trapianto
raccolta
I PRINCIPALI ORTAGGI | peperone 81

ƒ L’irrigazione dovrà essere regolare fino

PR O PR I E TÀ E B E N E FI C I
all’allegagione (cioè il passaggio da fiore a Il peperone è ricchissimo di vitamine B e C e contiene una
frutto), badando a non bagnare le foglie. modesta quantità di provitamina A (carotene). Sono note le
proprietà aromatizzanti del peperone e ancora di più della va-
ƒ Per evitare che, con il peso dei frutti, le rietà piccante, il peperoncino, che favorisce le attività digestive
ramificazioni laterali possano rompersi, si stimolando la secrezione gastrica. A contatto con la pelle il
ricorre a robusti tutori, ai quali le piante peperone determina una sensazione di calore, dovuta alla stimo-
vengono legate subito dopo il trapianto. lazione dei tessuti nervosi. Questa peculiarità è sfruttata nella
produzione di cerotti contro nevralgie, reumatismi e geloni.
Raccolta
A seconda della varietà, i peperoni si rac- ƒ Da circa 10 mq di terreno si ottengono
colgono quando il colore, le dimensioni e in media 25-35 kg di peperoni.
il peso delle bacche sono quelli caratteri-
stici. Per evitare la spaccatura dei rami, Varietà
tagliate il picciolo dei frutti con le forbici QUADRATA, STANDARD Quadrato d’Asti,
o con un coltello tagliente. All’aperto la Super Golia e Carmagnola (giallo-
raccolta inizia verso metà luglio e si pro- rosso); Galdino e Golden Calwonder, a
trae sino a inizio autunno. frutto giallo; Keystone Resistant Giant
n. 3 e California Wonder con frutti rossi.
P R E V E N Z I O N E DA L L E M A L AT T I E

Cancrena pedale: eseguite una ro- I B R I D I Ideal, Kali, Duplo, Ghibli, Jolly
tazione lunga della coltura (3 anni e Giallo e Rosso.
più prima di ricoltivare peperoni nello
R E T TA N G O L A R E LU N G A E S E M I LU N G A ,
stesso terreno), garantite un ottimo
Marconi, di Nocera.
S TA N DA R D
drenaggio ed eseguite concimazioni
azotate minime. IBRIDI Lux, Mikalor, Olber, Eldorado,
Gladiator, Cancun, Clovis, Osir, Mayata.
Batteri, Alternaria e botrite: evita-
te impianti fitti e concimazioni azota- CO N I C A Cuneo F1 e Cuneo.
te, irrigate senza bagnare le foglie e i A F O R M A D I CO R N O Hot Large, Diablo,
frutti e intervenite con prodotti a base
Ringo.
di ossicloruro di rame-20 (60-80 g/10 l
di acqua) solo se fosse indispensabile. A FORMA DI POMODORO Topepo 391 e
Topepo.
82 C O L T I V A R E L ’O R T O

Pisum sativum

pisello
Semina
La preparazione del terreno per la semi-
na del pisello non richiede una vangatura
profonda né concimazioni abbondanti,
ma il terreno deve essere ben drenato per
evitare ristagni d’acqua. A questo scopo
le file dovranno quindi essere sopraele-
vate di circa 10 cm rispetto al piano di
campagna per evitare ristagni.
Tracciate le file, distanti tra loro 30 cm
per le varietà nane e circa 50-60 cm per
le varietà rampicanti, seminate sulla
fila a distanza di 7-10 cm, coprendo
con 1-2 cm di terra. Cure colturali
Come per il fagiolo, si dice che il seme ƒ Procedete periodicamente alla sar-
del pisello debba “sentire le campane”, a chiatura per rimuovere le erbe infestan-
indicare una semina molto superficiale. ti oppure fate ricorso alla pacciamatura
La germinazione può avvenire anche a sulla fila con un telo di plastica nera.
4 °C. Si semina perciò anche in autunno Le varietà rampicanti necessitano di
per la germinazione primaverile precoce. un’opportuna struttura di sostegno.

I lavori nell’orto
gennaio febbraio marzo aprile maggio giugno luglio agosto settembre ottobre novembre dicembre
semina
raccolta
I PRINCIPALI ORTAGGI | pisello 83

PR O PR I E TÀ E B E N E FI C I

PRE VENZIONE DALLE MAL AT TIE


Data la minore concentrazione di ami- Fusariosi, Pythium: eseguite la rotazione delle coltu-
do, i piselli risultano più digeribili di altri re (attendete 2-3 anni prima di coltivarli nello stesso
legumi e contengono pochi lipidi, tro- terreno), approntate un ottimo sgrondo dell’acqua
vando quindi impiego anche nelle diete piovana e di irrigazione dal terreno e preferite va-
ipocaloriche. Sono dotati, inoltre, di rietà resistenti alla fusariosi come Progress n. 9.
buone quantità di sali minerali come Peronospora, muffa grigia: limitate le con-
potassio, fosforo e calcio. Possono cimazioni e il numero di piante per metro
essere consumati sia freschi sia secchi e, quadrato, assicurate adeguato sostegno
se particolarmente giovani e piccoli, sono alle varietà rampicanti e non esagerate peronospora
ottimi aggiunti crudi nelle insalate. con le irrigazioni. del pisello

ƒ Le irrigazioni devono essere limita- Varietà


te ma frequenti, almeno durante l’ac- Tra le varietà da consumo diretto consi-
crescimento iniziale; vanno evitate nel gliamo Gigante a Fiore Bianco, Gigante
momento di formazione dei fiori, per il Svizzero, Gigante Dorato.
rischio che cadano. Praticate poco pri-
ma della raccolta, invece, provocano un
aumento della produzione e una migliore
qualità dei piselli. Come per molte altre
orticole, si consiglia di irrigare con l’in-
filtrazione laterale o a scorrimento, per
non bagnare vegetazione e fiori.

Raccolta
La raccolta si esegue scalarmente e a
mano, staccando i baccelli dalla pianta
facendo attenzione a non danneggiare le
infiorescenze e le ramificazioni. Giovani esemplari
di varietà rampicante
ƒ La produzione varia tra 3 e 5 kg di pi- già affiancati alle reti
selli sgusciati per 10 mq di terreno. di sostegno.
84 C O L T I V A R E L ’O R T O

Solanum lycopersicum

pomodoro
Semina e trapianto
La semina si esegue verso la fine di feb-
braio in contenitori alveolari in ambiente
protetto. Aiutandovi con uno stuzzica- ricoprite con 2-3 mm di terriccio e con
denti o con una pinzetta ponete un sin- il velo di tessuto non tessuto per evitare
golo seme per ogni alveolo; in seguito sbalzi di temperatura.
ƒ Ottenute piantine con 4-6 foglie vere (a
P R O PR I E TÀ E B E N E FI C I

Il pomodoro è un concentrato di buo- 60-80 giorni dalla semina, ovvero verso


na salute: ha azione rinfrescante, fine aprile o inizio maggio), procedete al
aperitiva, astringente, dissetante, trapianto. Tracciate le file a una distan-
diuretica e digestiva, soprattutto
za di 70-100 cm e scavate una buchet-
nei confronti degli amidi, e rappresen-
ta ogni 35-40 cm sulla fila. Ponetevi la
ta un ottimo rimedio per combattere
l’inappetenza, l’azotemia elevata, l’ar- piantina con il suo pane di terra e rincal-
teriosclerosi, disturbi gastrici e intesti- zate bene la terra alla base. Concludete
nali. È ricco di vitamine (A, B1, B2, B6, con una leggera irrigazione.
C, E, K e PP) e di sali minerali (boro,
calcio, ferro, fosforo, iodio, magnesio, Cure colturali
manganese, potassio, rame, sodio, ƒ L’irrigazione, da eseguire solo per
zinco, zolfo). infiltrazione laterale, deve essere mo-
I pomodori sono ideali per chi fa at-
desta nelle fasi iniziali della coltura
tività sportiva poiché, essendo ricchi
di potassio, prevengono i crampi mu-
fino alla formazione dei frutticini. In
scolari. Le foglie di pomodoro tritate e seguito continuate a somministrare
applicate sulla pelle sono un rimedio poca acqua, ma con maggiore frequen-
contro le punture di insetti. za, per evitare la spaccatura o la scre-
polatura dei frutti.
I PRINCIPALI ORTAGGI | pomodoro 85

Le piante da semenzaio licatamente, ruotandoli sul picciolo per


presentano spesso un evitare di danneggiare i frutti vicini e la
fusto allungato. In questo
caso occorre preparare vegetazione.
un solco in cui adagiare
ƒ Da 10 mq di terreno si possono ottene-
il fusto, ricoprirlo con
la terra e legare re in media 40-50 kg di pomodori.
la piantina
a un tutore. Varietà da mensa
C L A SS I C A Montecarlo, Carmelo, Tipo
Ace, Fandango, San Pietro.
Luana, Rita, Monika,
A FR U T T I M AT U R I
Italico, Brio, Durinta.
CILIEGINO Naomi, Cherelino. peronospora
su frutto
San Marzano, Roma, Ear-
DA I N D U S T R I A e foglia
ƒ La rincalzatura, operazione che con- lymech, Earlypeel.
siste nell’accostare terra attorno alla base
del fusto, provoca l’emissione di nuove
P R E V E N Z I O N E DA L L E M A L AT T I E

Peronospora, septoria: rispettate le distanze


radici superficiali, che migliorano l’as-
di trapianto, contenete le concimazioni azotate,
sorbimento di sostanze nutrienti e la sta- non bagnate le foglie durante l’irrigazione, impiegate
bilità delle piante. la pacciamatura con teli plastici e solo se necessario
ƒ La cimatura rinvigorisce i rami late- eseguite trattamenti con ossicloruro di rame-20
(70-90 g/10 l d’acqua) fino a 20 giorni dalla raccolta.
rali che produrranno frutti e la sfem-
minellatura elimina i germogli che Afidi: intervenite con prodotti a base di piretrine naturali
sottraggono nutrimento, senza alcuna (6-8 g/10 l d’acqua) se gli attacchi sono consistenti.
utilità ai fini della produzione. Virosi: per prevenirle potete ricorrere a varietà resistenti come
Fandango e Carmelo.
Raccolta Nematodi: eseguite rotazioni di 3-4 anni prima di coltivare di
La raccolta inizia durante l’estate, nella nuovo pomodori. Le varietà Fandango e Carmelo sono meno at-
prima decade di luglio, e si protrae sino taccabili da questi vermi.
ai primi freddi. Staccate i pomodori de-
86 C O L T I V A R E L ’O R T O

Allium porrum

porro
Semina e trapianto
Le varietà precoci vanno seminate a
gennaio su letto caldo per il raccolto di
giugno-luglio; quelle estivo-autunnali si
seminano in marzo in semenzaio o diret-
tamente all’aperto per la raccolta tra ago-
sto e novembre; infine, le varietà tardive,
da raccogliere tra l’autunno e l’inverno,
vanno seminate a maggio direttamente
in piena terra. Ulteriori semine eseguite
in settembre daranno il raccolto l’anno
successivo a fine primavera, purché la Cure colturali
coltura nei mesi più freddi venga protet- Pianta resistente al freddo, il porro si
ta con paglia o foglie secche. adatta bene ai climi temperati e tem-
perato-caldi. Vanno evitate le conci-
ƒ Il trapianto si esegue dopo 11-12 setti-
mazioni eccessive, che ne riducono la
mane dalla semina, quando le piantine
resistenza al gelo.
hanno raggiunto 15 cm di altezza, di-
stanziandole sulla fila di 8-20 cm e tra le ƒ A 30-40 giorni dalla semina occorre
file di 30-35 centimetri. procedere al diradamento delle piantine.

I lavori nell’orto
gennaio febbraio marzo aprile maggio giugno luglio agosto settembre ottobre novembre dicembre
semina
raccolta
I PRINCIPALI ORTAGGI | porro 87

PR O PR I E TÀ E B E N E FI C I

PRE VENZIONE DALLE MAL AT TIE


Oltre ad avere un buon contenuto di Fusariosi e nematodi: eseguite ro-
vitamine, il porro è anche ricco di mi- tazioni lunghe delle colture (attendete
nerali preziosi per l’organismo umano: 3-4 anni prima di piantare nello stesso
ferro (indispensabile per la formazio- terreno porri o altri ortaggi della stessa
ne dei globuli rossi), magnesio (im- famiglia, come cipolla, scalogno, aglio).
portante per il sistema nervoso), zolfo
(indicato per contrastare la fermenta- Botrite, marciume bianco: evitate
zione intestinale), sodio (combatte ristagni d’acqua curando il drenaggio e
l’acidità), silicio (prezioso per i tessuti le sarchiature; è meglio eseguire l’im-
ossei ed epiteliali). pianto a fine inverno.

ƒ Durante il ciclo colturale del porro Varietà


sono utili sarchiature frequenti, per P O R R I E S T I V I Semina a gennaio-marzo e
arieggiare il terreno e ridurre lo sviluppo raccolta a maggio-giugno.
delle infestanti.
Presentano una scar-
P O R R I AU T U N N A L I
ƒ Infine, 2-3 settimane prima della rac- sa resistenza al freddo, si seminano in
colta, coprendo di terra i primi 10-15 cm febbraio-marzo e si raccolgono da luglio
di pianta (rincalzatura) si ottiene l’im- a ottobre.
bianchimento della parte commestibile.
PORRI INVERNALI Notevolmente resisten-
ti al freddo, sono adatti quindi a svernare
Raccolta
in pieno campo; se-
Il massimo ingrossamento
mina in aprile-mag-
dei fusti si verifica a 5-6 mesi
gio, raccolta a novem-
dalla semina (3-4 mesi
bre-marzo.
dal trapianto), ma la
raccolta può essere effettuata P O R R I BA S TO N C I N I
a qualsiasi stadio di crescita. Semina in settem- La raccolta del porro
bre e raccolta in inizia a 5-6 mesi
Si inizia a maggio e, se le se-
dalla semina, quando
mine sono state scalari, si prose- aprile. la base del fusto inizia
gue in pratica per tutto l’anno. a ingrossarsi.
88 C O L T I V A R E L ’O R T O

Cichorium intybus

radicchio
Semina e trapianto Cure colturali
La semina può avvenire in tutti i periodi ƒ Sono importanti gli interventi di rimo-
dell’anno (tranne i più freddi), ma queste zione delle infestanti in quanto sottrag-
insalate sono più apprezzate nel periodo gono elementi nutritivi dal terreno, con
invernale e primaverile, perciò la coltiva- danno alle piante in coltura.
zione prende l’avvio a partire dall’inizio
ƒ L’irrigazione, essenziale per i primi
dell’estate in un terreno ben affinato e
trapianti d’estate, dovrà essere effettua-
non eccessivamente fertile. Si può anche
ta, per quanto possibile, per infiltrazione
procedere al trapianto di giovani piante
laterale, con bagnature leggere e a fre-
acquistate con l’apparato radicale già ben
quenza quotidiana. Questa pratica, oltre
sviluppato e le prime foglie che formano
a evitare pericolosi appassimenti, ridurrà
un abbozzo di rosetta.
al minimo la possibilità che si verifichi
La messa a dimora avviene in file distanti
una fioritura anticipata.
25-35 cm e con una distanza sulla fila di
25-30 cm, interrando le radici a una pro- ƒ In autunno, quando i ce-
fondità maggiore nei terreni sabbiosi. spi sono completamente

radicchio
di Treviso
precoce

radicchio rosso
di Verona

radicchio di Treviso
I PRINCIPALI ORTAGGI | radicchio 89

margine nervature
Varietà
PR O PR I E TÀ E B E N E FI C I

Il radicchio è ricco di fibre, sali mine- RADICCHIO ROSSO DI VERONA Il cespo


rali e vitamine, ha proprietà depu- Cespo piccolo tondeggian- di radicchio
rative ed è consigliato in caso di stiti- al momento
te, foglie dolci rosso vivo. della raccolta.
chezza, cattiva digestione, problemi di
pelle, artrite e reumatismi. Inoltre è utile R A D I CC H I O DI TREVISO
costolatura
in caso di diabete e insonnia e, grazie Foglie lunghe, rosse, spic-
al basso apporto calorico, rientra nella catamente amare, con lamina
dieta contro l’obesità. nervature centrali molto o lembo fittone

accentuate. Varietà pregia-


ta, nelle varianti precoce e
sviluppati, si può procedere all’imbian-
tardivo.
chimento per rendere più tenere le foglie
del cuore. Bisogna legare il cespo quando R A D I CC H I O DI CHIOGGIA
le foglie sono asciutte, in modo da accen- Cespo tondeggiante di gros- foglie che
tuare l’imbianchimento della nervatura sa taglia, con foglie variegate attorniano il cespo
centrale. di colore bianco crema.

Raccolta
P R E V E N Z I O N E DA L L E M A L AT T I E

Muffa grigia e Sclerotinia: effettuate la


Il taglio si effettua sotto il cespo, all’al-
rotazione delle colture, garantite un ot-
tezza del colletto, con un coltello affi la- timo drenaggio del terreno; solo se
to. Si eliminano quindi le foglie esterne, necessario intervenite con irrorazio-
danneggiate o marcescenti. Se si lascia- ni pianta per pianta con una soluzione
no nel terreno le grosse radici a fittone, di ossicloruro di rame-20 (80-90 grammi per
all’inizio della primavera è possibile fare 10 litri d’acqua) cercando di bagnare bene il
un secondo raccolto di foglioline tenere e colletto.
colorate, prima di eliminare i resti della Muffa grigia e oidio: effettuate la rotazione
coltura e vangare la terra per predispor- delle colture, rispettate le distanze di trapianto,
re quelle nuove. limitate le concimazioni, irrigate senza bagnare le
foglie; quando legate i cespi per l’imbianchimen- tracheomicosi
ƒ Mediamente da 1 mq di terreno si ot- to procedete solo se le foglie sono ben asciutte. del radicchio
tengono 1,5-3 kg di radicchio.
90 C O L T I V A R E L ’O R T O

Apium graveolens dulce

sedano
Semina e trapianto
Si semina al riparo in semenzaio a inizio
primavera. Le piantine si ripicchettano
una prima volta quando hanno emesso
2-4 foglie. Solo con il rialzo definitivo
della temperatura potranno essere tra- I sedani per il consumo autunnale e in-
piantate definitivamente a dimora. Semi- vernale possono invece essere seminati
nate sempre rado: un grammo di semente direttamente nell’orto in maggio-giugno.
di sedano contiene sino a 2.000 semi! Le prode dovranno essere sopraelevate
di 10-15 cm al fine di ridurre il rischio di
ristagni idrici.
Eseguite il trapianto di piantine che han-
no raggiunto l’altezza di circa 15 cm in
giornate coperte oppure verso sera, an-
naffiando subito dopo perché il terreno
rimanga fresco. Il sedano, infatti, soffre
un po’ il trapianto, soprattutto nei ter-
reni asciutti ed esposti in pieno sole. Le
distanze di trapianto sono di 50 cm tra le
file e di 30 cm sulla fila.

Cure colturali
ƒ Intervenite periodicamente nell’inter-
fila con zappettature allo scopo di eli-
protezione minare le erbe infestanti e di rompere la
Diversi sistemi rincalzatura di paglia
di imbianchimento. con terra e cartone crosta superficiale della terra.
I PRINCIPALI ORTAGGI | sedano 91

ƒ L’irrigazione dovrà avvenire in modo

PRE VENZIONE DALLE MAL AT TIE


regolare ed essere leggera, senza mai ba- Rhizoctonia, Sclerotinia e batteriosi:
gnare le foglie per non favorire l’insor- eseguite la rotazione delle colture (attende-
te 3-4 anni prima di coltivare il sedano nella
genza di malattie. La siccità rende dure e
stessa proda), rispettate le distanze di tra-
fibrose le coste. pianto e assicurate un ottimo sgrondo delle
ƒ Per l’imbianchimento procedete alla acque piovane.
legatura delle piante asciutte e coprite di Septoriosi: eseguite la rotazione delle col-
terra la base dei cespi. Le coste esterne, ture, rispettate le distanze di trapianto, non
più verdi e tenaci, serviranno come aroma bagnate le foglie in fase di irrigazione e im-
in cucina, quelle interne, chiare e croc- bianchite solo le piante asciutte. Sclerotinia

canti, potranno essere consumate crude.


Varietà
Raccolta DA CO S T E V E R D I Vert d’Elne, Gigante di
Durante tutto il ciclo di coltivazione si Romagna, Verde da Taglio.
possono asportare le coste esterne a mano
DA CO S T E B I A N C H E Dorato d’Asti, Bian-
a mano che servono. Una volta raggiunto
co Pieno.
il pieno sviluppo, i cespi vanno poi raccol-
ti interi, tagliandoli alla base. (sopporta meglio il fred-
DA CO S T E R O SS E
do) Rosso di Torino, Martine Red.
P R O PR I E TÀ E B E N E FI C I

Foglie e radici hanno proprietà diureti- S E DA N O R A PA Gigante di Praga, Elne, Distanze di impianto
che, sudorifere e depurative e colla- Di Parigi. del sedano.
borano a ritrovare il benessere in caso di
reumatismi, uricemia, renella e obesità.
Inoltre il sedano stimola la digestione
e la secrezione biliare. Il succo centrifu-
gato, bevuto prima dei pasti principali,
è un ottimo rimineralizzante. I frutti
del sedano, che maturano nel secondo
anno di coltivazione, favoriscono l’eli- cm
50
minazione dei gas intestinali.
30 cm
92 C O L T I V A R E L ’O R T O

Spinacia oleracea

spinacio
Semina
La semina avviene diretta-
mente a dimora in tutti i
periodi dell’anno, esclusi
quelli più freddi e più caldi:
nel primo caso i semi non riusci-
rebbero a germinare, mentre nel secon-
do le piantine andrebbero subito a seme. ottimi risultati la conso-
Lo spinacio è, infatti, una coltura tipica ciazione con il pisello.
delle mezze stagioni e, seminato a fi ne
ƒ In caso di semina fitta, bisogna
estate, può restare nel terreno anche in
intervenire con un diradamento quan-
inverno senza problemi. I semi sono
do le piantine sono alte pochi centimetri
grossi e facili da distribuire, mantenen-
e hanno prodotto le prime vere foglie.
doli comunque ben distanziati (6-8 cm
in tutte le direzioni). ƒ Essendo una pianta piuttosto sensibi-
le alla siccità, è importante ricorrere a
Cure colturali irrigazioni frequenti, oppure coprire la
ƒ Per la coltivazione dello spinacio si coltura con uno strato di compost o tor-
scelga un appezzamento ben esposto al ba, che impedisce la rapida evaporazione
sole, con terreno sciolto. Sembra dare dell’acqua superficiale.

I lavori nell’orto
gennaio febbraio marzo aprile maggio giugno luglio agosto settembre ottobre novembre dicembre
semina
raccolta
I PRINCIPALI ORTAGGI | spinacio 93

giornate lunghe, e quindi sono più adat-


PR O PR I E TÀ E B E N E FI C I

Ricchi di fibre e di sali minerali come te per la coltivazione nelle altre stagioni.
potassio, ferro, calcio e fosforo, per
conservare il loro prezioso contenuto di Gigante
S PI N AC I A F O G L I E B O L LO S E
vitamina A (di poco inferiore a quello d’inverno, Riccio di Castelnuovo, Riccio
della carota) e C gli spinaci dovrebbero di Asti, Merlo nero, Mostruoso di Viro-
essere consumati crudi (queste vita- flay, Samos F1.
mine sono termolabili e si degradano
con la cottura). Dal punto di vista del- S PI N AC I A F O G L I E L I S C E Viroflay, Mata-
le proprietà curative, gli spinaci hanno dor, Estivado.
un’azione lassativa, stimolano l’attivi-
tà del cuore e del pancreas e collabora-
P R E V E N Z I O N E DA L L E M A L AT T I E
no alla risoluzione dell’anemia. Afidi: in caso di infestazione si può in-
tervenire con prodotti a base di piretro,
rispettando però, in vista della raccolta,
Raccolta i tempi di carenza in genere segnalati
Si possono raccogliere tutte insieme in etichetta.
le foglie riunite in rosette, recidendole Mosca dello spinacio: le larve di
mantenendo una piccola porzione di ra- questo insetto scavano gallerie nello
spessore delle foglie, danneggiando
dice. La raccolta può anche essere scala-
soprattutto le piantine ai primi stadi di
re, tagliando alla base del picciolo solo le
sviluppo.
foglie più esterne e sviluppate. In questo
Peronospora: nei terreni dove questa
caso la coltura avrà una durata più pro-
malattia crittogamica si è già manife-
lungata, perché dal centro della rosetta stata bisogna attendere qualche anno
continueranno a formarsi nuove foglie. prima di rifare la stessa coltura e, so-
ƒ Da 10 mq di terreno si possono ottene- prattutto, usare ibridi F1, perché sono
più resistenti. Qualora la malattia si
re 20-30 kg di spinaci.
instauri, ricordate che eventuali tratta-
menti con prodotti chimici determina-
Varietà no la non commestibilità del raccolto.
Si distinguono varietà a foglie bollose, Sicuramente sono più a rischio i raccol-
adatte per la coltivazione invernale, e ti autunnali.
varietà a foglie lisce, che necessitano di
94 C O L T I V A R E L ’O R T O

Valerianella olitoria

valerianella
Semina
La proda destinata a ospitare la valeria-
nella non deve essere preparata né con-
cimata; questa insalata, infatti, cresce
meglio nei terreni non smossi e di scarsa
fertilità. Si semina di norma a spaglio,
distribuendo uniformemente il seme in
ragione di 1-1,5 g per mq e coprendo i
grossi semi con un sottile strato di terra,
che successivamente dovrà essere com-
pattata e annaffiata.
L’epoca ideale per la semina è a fine
estate per la raccolta autunno-invernale, la competizione di quest’ultime (nella
anche sotto tunnel, e a fine inverno per flora spontanea convive con le colture dei
quella primaverile. campi), mantenendo il terreno pulito si
garantisce uno sviluppo maggiore e più
Cure colturali rapido delle rosette. Coprendo la vale-
L’irrigazione è limitata a sporadici casi di rianella con foglie secche di felce o noce
siccità, così come la rimozione di even- si ottiene il prolungamento del raccolto
tuali erbe infestanti. Pur non soffrendo fino al cuore dell’inverno.

I lavori nell’orto
gennaio febbraio marzo aprile maggio giugno luglio agosto settembre ottobre novembre dicembre
semina
raccolta
I PRINCIPALI ORTAGGI | valerianella 95

Raccolta

PRE VENZIONE DALLE MAL AT TIE


Quando la valerianella ha formato una Muffa grigia, Sclerotinia e Pythium: assicurate
rosetta ricca di foglie, si provvede alla un ottimo sgrondo dell’acqua dal terreno, distrug-
gete i residui di coltivazione e utilizzate solo leta-
raccolta del cespo intero prelevando an-
me ben maturo.
che una piccola porzione di radici. Le
piante dovrebbero essere asciutte per Lumache: per proteggere le prode di valerianella
evitare che abbiano luogo marciumi du- dalle lumache, che sono ghiotte di questo ortag-
gio, utilizzate un pezzo di rete zincata a maglie fini
rante la conservazione, con conseguente
con il quale circondare la proda. La rete dovrà esse-
danneggiamento dell’ortaggio. Il primo
re interrata per circa 15 cm e sporgere per almeno
raccolto autunnale può essere fatto ta- 30-40 centimetri.
gliando le foglie al colletto: in una decina
di giorni se ne formeranno altre, che an-
dranno raccolte con le radici.
ƒ Da 1 mq si può ottenere fino a 1 kg di
insalatina.
P R O PR I E TÀ E B E N E FI CI

La valerianella ha virtù sedative del


sistema nervoso, antispastiche,
antinevralgiche, leggermente ip- Disposizione
a rosetta basale della
notiche. Le sue radici contengono valerianella, con foglie
circa l’1% di un olio essenziale dall’ef- ad apice arrotondato
fetto antispastico. La pianta agisce quin- e nervature marcate.
di come tranquillante e calmante;
favorisce il sonno, è un blando analge- Varietà
sico e anticonvulsivo e abbassa la A F O G L I E G R A N D I Poco resistente al gelo:
pressione arteriosa. d’Olanda a Seme Grosso.
Il cataplasma di foglie pestate può alle-
viare il dolore in caso di contusioni, Più lisce e lucide: Verde
A FO G L I E PI CCO L E
lombaggini, sciatica, stiramenti musco- a Cuore Pieno, compatta con foglie poco
apparato
lari e dolori reumatici. carnose; D’Etampes, dotata di una buona radicale
colletto

resistenza al freddo; Verde di Cambrai.


96 C O L T I V A R E L ’O R T O

Cucurbita maxima, C. moschata, C. pepo

zucche
Semina
Dopo un’accurata preparazione del ter-
reno, aggiungendo una grande quantità
di letame o di compost, seminate diret- damento in ogni postarella conservan-
tamente a dimora con la tecnica delle do solo la piantina più sana e vigorosa,
postarelle: ponete 3 semi nella stessa che dovà trovarsi a circa 1,5 m sulla fila
buchetta, a una profondità di circa 2-3 (identica distanza va tenuta tra le file).
cm, con la parte appuntita del seme ri-
volta verso il basso per favorire la for- Cure colturali
mazione delle radici. ƒ In considerazione dell’elevata superfi-
La semina si esegue dalla fine di apri- cie scoperta nel periodo iniziale di svi-
le fino agli ultimi giorni di maggio. Per luppo delle piantine, gli interventi di pu-
anticipare la produzione bisogna agire lizia dalle erbe infestanti saranno molto
in ambiente protetto (a una temperatura frequenti e impegnativi. Raggiunta la
minima di 18 °C), seminando in vasetti copertura vegetale tale problema è risol-
singoli sin dall’inizio della primavera. to. Per evitare il lavoro di sarchiatura è
Avvenuta la germinazione, e comunque utile la piantagione sul film plastico nero,
non prima che le giovani piantine ab- che oltrettutto aiuta a mantenere caldo il
biano 2-3 foglie vere, procedete al dira- terreno come richiede questo ortaggio.

I lavori nell’orto
semina
trapianto gennaio febbraio marzo aprile maggio giugno luglio agosto settembre ottobre novembre dicembre
raccolta
poca attività
tunnel
I PRINCIPALI ORTAGGI | zucche 97

ƒ Eseguite la cimatura dell’apice vegeta- ƒ Irrigate regolarmente in estate fino al


tivo quando si sono sviluppate 4-5 foglie; completo ingrossamento dei frutti, poi
anche se non indispensabile, questa pra- sospendete le annaffiature. Evitate di
tica serve a rendere più compatte e pro- bagnare le foglie.
duttive le piante.
ƒ Per ottenere zucche di grandi dimen- Raccolta
sioni occorre diradare i frutti lascian- Quando si verificano l’appassimento del-
done due per pianta (5-6 frutti nelle la vegetazione e il disseccamento del pe-
varietà con frutti piccoli). I frutticini in duncolo, le zucche sono pronte per essere
eccesso vanno asportati quando hanno raccolte. Benché i primi frutti si possano
raggiunto le dimensioni di una noce. già asportare all’inizio di settembre, la
permanenza in terra sino a quando non
cominciano le piogge autunnali ne ga- zucca globosa
P R E V E N Z I O N E DA L L E M A L AT T I E

Oidio: colpisce le zucche a fine esta- rantisce una migliore conservazione. Il


te formando una sottile patina bianca picciolo va staccato di netto con l’aiuto
sulla pagina superiore delle foglie. Si di un coltello affilato per impedire il pas-
combatte con prodotti a base di zolfo. saggio dell’aria all’interno del frutto, con
Afidi: colonizzano gli apici vegetativi possibile insorgenza di marciumi.
zucca allungata
provocando un indebolimento della
nuova vegetazione e possibili virosi. Varietà
Marciumi: eseguite la rotazione delle Sono centinaia le varietà selezionate in
colture (aspettate 4 anni prima di colti- tutto il mondo e alcune di quelle tipiche
vare la zucca nello stesso terreno), cu- italiane sono considerate tra le più buo-
rate il drenaggio dell’acqua in eccesso ne, come Marina di Chioggia.
e limitate le concimazioni azotate e le zucca a turbante
irrigazioni. Buttermut, Gigante Quintale,
S TA N DA R D
Lunga di Napoli, Tromba d’Albenga.
Peronospora: assicuratevi che il ter-
reno sgrondi facilmente l’acqua pio- IBRIDI Delica, Sweet Dumpling.
vana; contenete le concimazioni e le
irrigazioni. Z U C C H E T T E O R N A M E N TA L I Mandarin,
Griffes du Diable. zucca appiattita
98 C O L T I V A R E L ’O R T O

Cucurbita pepo

zucchina
Semina e trapianto
Seminate in ambiente protetto, con una
temperatura di almeno 20 °C, a partire
dalla seconda metà di marzo per ottenere
piantine con 3-5 foglie vere entro la pri-
nosi sbalzi termici, si può coprire l’intera
ma decade di maggio, quando potrà av-
superficie coltivata con tessuto non tessu-
venire il trapianto all’aperto.
to. Verso fine luglio potrete fare una se-
Tracciate le file a una distanza di circa
conda semina per il raccolto tardivo.
100-120 cm tra loro e trapiantate a una
distanza sulla fila di 70-80 cm; in corri-
spondenza del punto di trapianto pratica-
Cure colturali
ƒ Per evitare di dover diserbare tra le
te una buchetta di 8-10 cm di profondità,
piante, potete provvedere alla paccia-
ponetevi la piantina e rincalzate la terra
matura stendendo il film di plastica
attorno alla base. Effettuate una leggera
nera sul terreno precedentemente irri-
irrigazione. All’inizio, per evitare dan-
gato con cura. In questo modo saranno
necessarie minori annaffiature durante il
P R O PR I E TÀ E B E N E FI C I

La polpa e il succo hanno proprietà ciclo di coltivazione.


diuretiche e lassative; inoltre, appli-
cate direttamente sulla pelle, hanno ƒ Irrigate solo quando è necessario per
un’azione cosmetica ammorbidente aspersione o per infiltrazione laterale, evi-
e vitaminizzante. Povera di calorie e tando accuratamente di bagnare le foglie.
ricca di acqua, la zucchina è uno degli
ortaggi estivi più indicati nelle diete ƒ Per la coltivazione delle zucchine può
ipocaloriche e contro la ritenzione idri- risultare utile anche il ricorso a tutori.
ca nei tessuti. Allo scopo impiegate pali di legno pian-
tati nel terreno a pochi centimetri di di-
I PRINCIPALI ORTAGGI | zucchina 99

stanza dalla pianta e alti 100-120 cm, ai

PRE VENZIONE DALLE MAL AT TIE


quali andrà legato con un filo di plastica Marciumi: rotazione delle colture
il fusto a mano a mano che cresce. Que- (4 anni prima di ricoltivare la zuc-
china nello stesso terreno), buon
sta tecnica migliora l’arieggiamento delle
drenaggio dell’acqua e concimazioni
foglie (quindi riduce il pericolo di malat-
azotate ridotte.
tie fungine), l’irraggiamento dei fiori e
dei piccoli frutti, facilitando le operazio- Oidio: colpisce in genere a fine col-
tura; solo in casi estremi irrorate nelle
ni di raccolta.
ore più fresche della giornata con un
prodotto a base di zolfo bagnabile-80
Raccolta (8-10 g/10 l di acqua).
La zucchina si raccoglie immatura,
quando è lunga 15-25 cm, recidendo il
peduncolo con un coltello affilato, evi-
tando di tirare. È necessario ispeziona-
re la coltura quasi ogni giorno, perché i
frutti crescono rapidamente e diventa-
no inservibili (ricchi di semi e acquosi)
quando raggiungono grandi dimensioni.
ƒ Da 10 mq di coltura si ottengono circa
30-35 kg di prodotto.

Varietà
DIAMANT Colore verde lucente, frutto TA R M I N O Colore verde scuro lucente, Per evitare irritazioni
lungo, produzione precoce, pianta con ve- taglia media adatta per colture a pieno alle mani, durante
la raccolta è opportuno
getazione allargata che facilita il raccolto. campo; molto produttivo. indossare dei guanti.
Verde medio scuro, pianta
PR E S I D E N T TONDO CHIARO DI NIZZA Forma tonda,
aperta per facilitare la raccolta, adatta verde chiaro con buccia chiara; precoce
per seconda coltura. e compatto.
Standard striato, frutto
R O M A N E S CO D I PLO M AT Frutto lungo, verde molto
lungo; produzione medio-tardiva. scuro, cilindrico, pianta di media vigoria.
Coltivare le erbe aromatiche
103

Belle in giardino,
buone in cucina
Le piante aromatiche hanno da sempre praticamente tutti i tipi di piante aro- N E L L A P A GI N A

suscitato un grande interesse per i loro matiche. Chi ha il pollice verde troverà, A F I A N CO :
le aromatiche, grazie
utilizzi culinari, medicinali o anche sol- però, maggiore soddisfazione coltivan- al fogliame variegato
tanto ornamentali. In passato, come del dole da sé: basta un angolo dell’orto o del e alle incantevoli
resto ai nostri giorni, nessun orto degno giardino, ma anche un modesto davan- fioriture, si possono
coltivare anche come
di questo nome ne era privo. zale, per avere una riserva delle aroma- piante ornamentali.
tiche preferite che, inoltre, hanno anche
ƒ Le erbe aromatiche sono state spes-
una notevole valenza ornamentale.
so associate alla religione e alla magia,
oltre che alla medicina. Dagli antichi
giardini persiani fi no agli orti dei sem- Passeggiando tra le erbe
plici (piccoli spazi coltivati dai monaci
Durante una scampagnata, ci si può di-
medievali presso i monasteri) la co-
vertire a raccogliere le erbe spontanee.
noscenza e l’impiego delle erbe sono Fate attenzione, però: non tutte sono com-
sempre stati tramandati: queste piante, mestibili e alcune possono provocare seri
con i loro preziosi principi attivi, hanno problemi. È infatti pericoloso raccoglierle
consentito di guarire malattie, di con- senza possedere una minima conoscenza
servare i cibi e di profumarli. delle loro caratteristiche, dal momento che
esistono tante piante velenose (alcune ad-
ƒ In erboristeria e dal droghiere (il co- dirittura mortali) che si possono confonde-
siddetto “venditore di droghe”, sostanze re con quelle innocue.
vegetali essiccate) è possibile procurarsi
104 COLTIVARE LE ERBE AROMATICHE

Conoscere le aromatiche
Le piante da cui si ricavano aromi da chimiche più o meno volatili, natural-
addizionare a cibi e bevande sono dav- mente contenute all’interno di specifiche
vero tante. Le sostanze aromatizzanti parti delle piante. Si possono facilmente
possono essere contenute in foglie, frutti, percepire strofinando o spezzando gli
semi, ma anche radici, tuberi e corteccia, elementi che le contengono. Per esempio,
tutte parti che possono essere utilizzate semplicemente sfiorando le foglie di ba-
fresche, oppure essiccate o, ancora, con- silico o di rosmarino se ne libera nell’aria
servate nei modi più svariati, congelate, l’intenso profumo. Per avvertire l’aroma
sott’olio o sott’aceto. del finocchio o del cumino occorre, inve-
ce, masticarne i piccoli semi.
ƒ I profumi e i sapori che caratterizza- Ritroviamo gli oli essenziali in una
no le erbe aromatiche sono dovuti alla grande varietà di piante differenti, che
presenza dei cosiddetti oli essenziali, comprendono sia specie erbacee sia ar-
miscele di oli vegetali e di altre sostanze boree e arbustive.
ƒ Non sono chiari i motivi per cui si sono
sviluppate queste sostanze: in linea di
massima esse rappresentano mecca-
nismi di difesa dai parassiti che, non
apprezzandoli, evitano di nutrirsi delle
Le belle fioriture parti vegetali che le contengono oppure,
del coriandolo al contrario, incoraggiano gli animali a
(A DESTRA)
nutrirsi dei frutti, con una conseguente
e dell’erba cipollina
( N E L L A P A GI N A miglior dispersione dei semi. Per lun-
A F I A N CO ): go tempo la presenza di oli essenziali è
i fiori sono uno stata interpretata dall’uomo come com-
degli elementi
essenziali per portamento “virtuoso” delle piante, che
il riconoscimento generosamente mettevano a disposizione
delle piante.
BELLE IN GIARDINO, BUONE IN CUCINA 105

importanti principi attivi senza chiedere


nulla in cambio.
ƒ Grazie alle loro proprietà antisettiche,
specie aromatiche come il timo e la sal-
via sono state impiegate sia per le cure
del corpo sia per conservare più a lun-
go le carni e altri alimenti deperibili,
mentre l’uso di spezie molto forti, come
pepe e peperoncino, ha invece aiutato,
e tutt’ora aiuta, a preservare cibi facil-
mente alterabili dal caldo.

Pregiate essenze
Gli oli aromatici, noti fin dall’antichità, erano
impiegati in medicina e cosmetica per le loro
rinomate qualità benefiche.
ƒ Le tecniche di estrazione di tali so-
stanze dalle piante si sono tramandate nel
tempo, fino a giungere agli attuali metodi
industriali.
ƒ Gli oli essenziali si utilizzano per pratica-
re l’aromaterapia, che prevede l’utilizzo
di queste sostanze per curare o preveni-
re vari disturbi. Si possono sprigionare
nell’ambiente tramite appositi diffusori, op-
pure frizonare sul corpo addizionati a una
base (cera d’api, burro di cacao o lanolina),
o ancora aggiungere all’acqua calda per pre-
parare profumati bagni.
106 COLTIVARE LE ERBE AROMATICHE

Preziosi alleati di salute e bellezza


Si possono realizzare con foglie
D E CO T T I
oppure con parti legnose quali cortecce,
radici o fusti: in tal caso, vanno preven-
tivamente lasciate macerare in acqua
tiepida per 12-24 ore, dopo di che si può
procedere alla bollitura.
La bevanda deve essere preparata subito
prima dell’uso e consumata entro breve:
infatti non può essere conservata per più
di un giorno.
Si ottengono versando
I N FU S I E T I SA N E
direttamente sulle erbe l’acqua bollente
e mantenendo coperto il recipiente per
non disperdere le componenti volatili.
I principi attivi potrebbero alterarsi o
Le tisane, essendo Le erbe aromatiche sono tra i più versa- evaporare prolungando eccessivamente
preparati curativi, tili doni della natura: oltre che per l’uso l’infusione, che deve durare 10-15 minu-
si dovrebbero assumere
senza zucchero. Per ornamentale e culinario, si contraddi- ti. Prima dell’uso filtrate e bevete subito
renderle più gradevoli stinguono per le proprietà cosmetiche o entro 24 ore dalla preparazione.
si può, comunque, e curative.
addolcirle con un po’
di zucchero grezzo
OLI ESSENZIALI
di canna o, meglio, DECOTTI, INFUSI E TISANE Gli oli essenziali sono una miscela di
un cucchiaino di miele. Queste preparazioni si ottengono fa- molecole odorose sintetizzate dalle
cendo bollire, o immergendo in acqua piante aromatiche. La loro estrazione si
bollente, le parti delle piante indicate ottiene per distillazione delle erbe tra-
nella ricetta e fi ltrando il liquido prima mite apposite apparecchiature, grazie
dell’uso. alle quali si separa dalla pianta la parte
BELLE IN GIARDINO, BUONE IN CUCINA 107

me di alcol. Il vegetale viene lasciato in La salvia, dotata


macerazione in un contenitore di vetro di rinomate proprietà
battericide, diuretiche
a chiusura ermetica per 12-36 ore, in e stimolanti, viene
base al principio attivo da estrarre. impiegata anche
Al termine si filtra il composto, che per la produzione
di dentifrici,
andrà conservato in un luogo fresco e shampoo e saponi.
buio. Si può assumere puro o diluito.

ESTRATTI
Gli estratti si dividono in fluidi e secchi. I
primi si preparano con la stessa modalità
delle tinture, ma con un rapporto di una
parte in peso della pianta per una parte
in volume di alcol. I secondi, invece, si
ottengono partendo dagli estratti fluidi
di principi attivi non solubile in acqua. e facendo evaporare l’alcol. Si applicano
Gli oli essenziali vanno utilizzati con sulle zone da trattare.
cautela: sono sconsigliati per l’uso in-
terno, per il quale e devono prima essere
opportunamente addizionati e diluiti in Dolci rimedi
altri componenti. Si possono inalare, ap- Con le erbe è possibile ottenere anche gli
plicare sul corpo o ingerire: non vanno, sciroppi, preparazioni concentrate di zuc-
però, impiegati puri. È importante non chero e acqua, a cui vengono aggiunti estrat-
superare le dosi consigliate. ti fluidi di aromatiche oppure decotti. General-
mente, si segue questa proporzione: a un litro di
TINTURE acqua (o decotto) si aggiungono 250 g di
zucchero, portando il composto a ebol-
Si ottengono per macerazione della pian-
lizione, infine si consuma il preparato
ta fresca, o essiccata, in alcol etilico a
puro o in aggiunta ad altre bevande. La
gradazione compresa fra 20° e 80° (in presenza dello zucchero rende il sapore
genere 70°). Di norma si usa una parte gradevole anche per i più piccoli.
in peso della pianta per 5 parti in volu-
108 COLTIVARE LE ERBE AROMATICHE

Erbe e profumi in cucina


Spezie e aromi compaiono in molte ri-
cette, alcuni in quantità minime, altri
in quantità maggiori, a seconda della
tipologia. In genere, comunque, basta-
no poche foglie, oppure pochi semi, per
conferire alle pietanze un profumo e un
sapore unici. Gli aromi possono trasfor-
mare i nostri piatti: con una manciata di
cime di ortiche si può preparare un risot-
to insolito, un trito di erba cipollina darà
personalità a una semplice frittata. Nelle
diete povere di sale, inoltre, aromi e spe-
zie aiutano a rendere ugualmente sapori-
ti i cibi. Ecco di seguito alcune ricette di
base, che rientrano nella preparazione di
un gran numero di piatti.
AG L I ATA O C A R PI O N E Mettete in una
padella un bicchiere di olio extravergi-
ne di oliva, una cipolla tritata e 6 spic-
chi di aglio schiacciati. Fate appassire
a fuoco basso, poi aggiungete un bic-
chiere di aceto di vino bianco, 3 foglie
di alloro, 6 foglie di salvia, 2 rametti
di rosmarino, sale e pepe. Cuocete per
una decina di minuti e versate il com-
posto su pesci fritti a strati, lasciando
marinare qualche ora.
BELLE IN GIARDINO, BUONE IN CUCINA 109

M I N E S T R A CO N V E R D U R A Portate a ebol- di garofano, coriandolo, pepe in grani, N E L L A P A GI N A


A F I A N CO : le piante
lizione un litro e mezzo di brodo di pollo, vino bianco o rosso (a seconda del tipo di
del genere Artemisia
unite 50 g di carote, 50 g di champignon, carne), aceto, olio extravergine di oliva, sono caratterizzate
30 g di porro e 30 g di sedano tagliati a sale. Disponete in una terrina metà delle da eccellenti
cubetti, aggiustando di sale e pepe. Fate verdure tagliate a rondelle o a tocchetti proprietà digestive:
con tre diverse specie
bollire per una quindicina di minuti, te- e gli aromi. Sistematevi sopra la carne e (A. glacialis, A. mutellina
nendo presente che le carote devono ri- copritela con le verdure e gli aromi rima- e A. spicata) si prepara
manere croccanti. Unite un trito prepa- sti. Bagnate poi il tutto con il vino e qual- il genepì, celebre
liquore alpino.
rato con 100 g di pomodori, privati della che cucchiaio di aceto e di olio. Durante
buccia e dei semi, uno scalogno tritato, la marinatura, che deve durare da 12 a
basilico e olio extravergine di oliva. Spol- 24 ore, tenete il tutto al fresco, rigirando
verizzate con prezzemolo, cerfoglio e spesso la carne affinché si insaporisca.
dragoncello tritati. Questa minestra può In fase di cottura, la marinata può essere
anche essere gustata fredda. usata per bagnare la carne, oppure per
preparare salse di accompagnamento.
È l’acqua aromatizza-
CO U R T B O U I L LO N
ta in cui si fa bollire il pesce. La prepa- M A R I N ATA FR E D DA PE R PE S C E Serve per
razione varia, ma generalmente si usano insaporire i pesci prima di cucinarli alla
sale, qualche grano di pepe, una cipolla, griglia. A una base di olio extravergine di
una carota, prezzemolo, timo, mezza fo- oliva e fettine di limone, vanno aggiunte
glia di alloro, mezzo bicchiere di aceto di erbe aromatiche a piacere: aglio, alloro,
vino bianco e acqua sufficiente per co- basilico, erba cipollina,
prire il tutto. Il pesce va collocato nella prezzemolo e timo.
pesciera a freddo; la cottura, una volta Il tempo di riposo è
raggiunto il bollore, va condotta a fiam- breve: al massimo al-
ma molto bassa. cune ore se il pesce è
di grosse dimensioni
Serve per insapo-
M A R I N ATA PE R C A R N E
o con carne soda.
rire la carne prima di cucinarla. Si pre-
para con una cipolla, uno scalogno, un
mazzetto guarnito, un gambo di sedano,
uno spicchio di aglio, una carota, chiodi rametti di maggiorana
110 COLTIVARE LE ERBE AROMATICHE

Aceti e oli aromatizzati: indispensabili in cucina


L’infusione delle erbe in aceto (sono indicati basilico, timo
dragoncello, finocchio, maggiorana, menta, timo) ne
conserva l’aroma a lungo ed è utile per insaporire
insalate di verdura e pietanze di vario genere.
Aceto alle erbe aromatiche: mettete 60 g di un misto di
erbe fresche in una bottiglia pulita con mezzo litro di aceto di
vino bianco. Tenete chiuso ermeticamente per un paio di set-
timane, poi travasate il liquido, filtrandolo, in una bottiglia ste-
rilizzata, nella quale avrete sistemato, se lo gradite, un rametto
di un’erba aromatica a vostra scelta tra quelle utilizzate.
Aceto al rosmarino: pulite 3-4 rametti di rosmarino con un panno umi- menta
do e inseriteli in un vaso di vetro. Cospargeteli con un po’ di sale, versate
un litro di aceto e lasciate macerare per 2 settimane. Filtrate e conservate
in piccole bottiglie a chiusura ermetica. Questo aceto è particolarmente
adatto per condire patate lessate.

Anche l’olio può essere aromatizzato, ma i tempi di infusione sono


lunghi. Il migliore è l’extravergine di oliva, perfetto per condire
verdure o grigliate. Combinazioni classiche sono quelle on aglio,
basilico, peperoncino e rosmarino.
basilico
Olio al basilico: lavate sotto acqua corrente 100 g di foglie di
basilico e asciugatele con un canovaccio. Mettetele una alla volta in
una bottiglia o un’ampolla dal collo largo. Versate un litro di olio e
lasciate riposare al buio e al fresco per almeno 30 giorni.
Olio al peperoncino: sistemate 2-3 peperoncini piccanti es-
siccati in una bottiglia a chiusura ermetica. Coprite con un peperoncino
litro di olio e lasciate macerare per 20 giorni in un luogo fre-
sco e buio, scuotendo ogni tanto la bottiglia. Per un sapore più piccan-
te, prolungate il periodo di riposo e aumentate il numero di peperoncini.
BELLE IN GIARDINO, BUONE IN CUCINA 111

M A R I N ATA C A L DA P E R P E S C E Per aro- possono realizzare dei “pennelli”, taglian-


matizzare preparazioni fritte o alla gri- do il gambo in più porzioni e affettando
glia riscaldate 2 cucchiai di aceto di vino una delle estremità, così da ricavare delle
bianco (o di mele), un bicchiere di vino striscioline. I gambi vanno poi immersi in
bianco secco, una presa di sale e una acqua fredda per una ventina di minuti in
manciata di erbe aromatiche fresche a modo da farli aprire. I peperoncini si pos-
scelta (per esempio alloro, aglio schiac- sono trasformare in “fiori”: il gambo deve
Le erbe sono
ciato con timo oppure foglie di mirto fre- rimanere attaccato, mentre vanno elimi- determinanti in cucina;
sche). Fate intiepidire, versate sul pesce e nati i semi, dopo aver inciso i peperoncini consentono di abbinare
lasciate insaporire per qualche ora. Ser- sulla punta in modo da formare dei petali. in un perfetto connubio
sapori e profumi,
vite scolando il pesce e condendo con un Vanno poi immersi in acqua ghiacciata e dando anche un tocco
filo di olio extravergine di oliva. tenuti in frigorifero finché non si aprono. di colore alle pietanze.

È un “bouquet”
M A Z Z E T TO G UA R N I TO
costituito da foglie di prezzemolo, alloro
e timo, alle quali vengono aggiunti a pia-
cere sedano, erba cipollina, dragoncello e
altre erbe. Il tutto viene legato con filo, o
spago sottile, in modo da formare un fa-
gottino da utilizzare durante la cottura di
carni e pesci, o per insaporire le marinate.
Alcune aromatiche posso-
G UA R N I Z I O N I
no essere usate, oltre che per insaporire,
anche per guarnire i piatti. Per rendere più
accurata la presentazione di una pietanza
bastano un ciuffo di prezzemolo riccio op-
pure qualche fogliolina di menta disposta
ad arte. Con strisce di porro e steli di erba
cipollina si possono avvolgere mazzetti
di verdure tipo fagiolini e asparagi. Con
la parte bianca dei gambi dei cipollotti si
Chiamiamole per nome
Quando procedete alla semina del-
le erbe che avete scelto, contras-
segnate con un grazioso cartellino
l’area seminata: avrete modo, così,
di ricordare i nomi delle piantine
che allieteranno il vostro spazio
verde.
115

Poche esigenze
per grandi soddisfazioni
Uniamo l’utile al dilettevole: coltivare in esempio, possono felicemente convivere N E L L A P A GI N A
A F I A N CO :
uno spazio dedicato le specie aromatiche tra loro timo, origano e rosmarino, pro-
Origanum vulgare
preferite non è poi così complicato. Anche fumate aromatiche caratteristiche del- ‘Country Cream’.
se non si possiede un orto o un giardino, la macchia mediterranea, che nei mesi
molte di loro possono tranquillamente invernali apprezzano luoghi soleggiati
adattarsi a vivere in vaso, accontentan- e riparati dal gelo. Specie che richiedo-
dosi di un terrazzo o di un davanzale so- no discrete annaffiature, quali basilico e
leggiato. Oltretutto, offrono il vantaggio prezzemolo, non vanno piantate assieme
di avere un bell’aspetto, tanto che non a quelle che prediligono invece i terreni
sfigurano affatto nell’allestimento di an- asciutti, quali rosmarino o lavanda.
goli verdi ornamentali, anche in È opportuno che erbe aromatiche in-
abbinamento con piante fiorite vadenti (come la maggiorana, la menta,
e arbusti, e, quando serve, l’origano), le quali tendono
sono a disposizione per in- a colonizzare tutto lo spazio
saporire piatti o preparare disponibile, siano colti-
tisane casalinghe. vate da sole e all’interno
Per raggiungere i miglio- di zone a loro riservate: Il rosmarino
ri risultati, è importante in questo modo evitere- e l’origano sono
associare specie che ab- te che si diffondano ec- estremamente rustici:
non necessitano,
biano uguali esigenze cessivamente, rubando cioè, di particolari
di coltivazione; per terreno ad altre piante. cure colturali.
116 COLTIVARE LE ERBE AROMATICHE

Tutti i segreti della coltivazione

La lavanda, Le esigenze di coltivazione delle aroma- dunque importante conoscere bene le


una delle aromatiche tiche sono simili a quelle di qualunque specifiche necessità di ciascuna specie,
più decorative, cresce altro tipo di pianta rustica: per cresce- per poter produrre esemplari vigorosi
bene in terreni calcarei
ben drenati e predilige re e svilupparsi hanno bisogno di luce, e ricchi delle essenze aromatiche che li
le posizioni soleggiate. acqua e nutrimento nelle giuste dosi. È contraddistinguono.

SCEGLIERE IL TERRENO ADATTO


Per semplificare, possiamo schematica-
mente ridurre i tipi di terreno a tre cate-
gorie principali:
- sabbioso, con scarsa coesione e ben
drenato (non trattiene l’acqua), è adatto
alla coltivazione di piante che amano
ambienti siccitosi e caldi (maggiorana,
origano);
- di medio impasto, ricco di sostanza
organica, coerente ma leggera, trattiene
l’acqua in giusta quantità e lascia cir-
colare l’aria al suo interno; vi crescono
bene quasi tutte le piante aromatiche
annuali, come il basilico, e perenni con
foglie non coriacee (dragoncello, menta);
- argilloso, pesante e compatto, lascia
drenare l’acqua con difficoltà e perciò ri-
mane umido a lungo. Per questo motivo
si rivela poco adatto alla coltivazione del-
le aromatiche, a eccezione della menta.
POCHE ESIGENZE PER GRANDI SODDISFAZIONI 117

ƒ Se le condizioni del terreno in cui avete


intenzione di coltivare le vostre aromati-
che non sono le più idonee, potete ricor-
rere alla correzione integrando ciò che
manca: sabbia per renderlo più leggero
e asciutto, torba per trattenere maggiore
umidità, letame (o compost) per migliora-
re la capacità di drenaggio.

COME EFFETTUARE
LE ANNAFFIATURE
Le piante che in natura crescono nel-
la macchia mediterranea sono adattate
agli ambienti asciutti e soleggiati, perciò
è necessario riprodurre fedelmente que-
ste caratteristiche nella coltivazione in
proprio. Le aromatiche degli ambienti
aridi si riconoscono perché hanno foglie
sempreverdi coriacee (rosmarino, alloro),
oppure ricoperte da una peluria che non
solo le rende vellutate (salvia, lavanda) ma
è, appunto, una difesa contro l’eccessiva
disidratazione. Per questa ragione, biso- ƒ Le annaffiature devono essere cali- La melissa, essendo
un’erbacea perenne,
gna curare bene il drenaggio e non ecce- brate in base alle specifiche esigenze
può vivere anche fino
dere con le annaffiature. di ogni specie, ma non solo. Anche la a dieci anni, sebbene
Situazione opposta è invece quella delle fase del ciclo vitale della pianta è impor- con il tempo divenga
piante adattate ad ambienti con una gran- tante; per esempio, le giovani plantule meno rigogliosa.

de disponibilità di acqua: le foglie non appena messe a dimora sono più vul-
devono proteggersi dalla disidratazione, nerabili e devono essere annaffiate con
perciò sono sottili e ricche di succhi odo- regolarità, in modo tale da poter avviare
rosi (basilico, prezzemolo). bene la loro crescita.
118 COLTIVARE LE ERBE AROMATICHE

LA CONCIMAZIONE ADEGUATA
Il nutrimento delle piante Per crescere e svilupparsi tutti gli or-
Per svilupparsi, le piante assorbono dal terreno sostanze che vanno ganismi vegetali assorbono dal terreno
integrate con appositi fertilizzanti. elementi minerali, che poi elaborano
Azoto (N): serve per la crescita delle piante, per cui è importante grazie alla fotosintesi. Queste sostanze
somministrarlo soprattutto in primavera. si trovano distribuite normalmente nel
terreno di coltivazione, ma il continuo
Fosforo (P): utile alla produzione dei semi, alla maturazione dei frut-
ti, ma anche allo sviluppo ottimale delle radici.
assorbimento da parte delle radici deter-
mina con il tempo una riduzione delle
Potassio (K): stimola la fioritura, aumenta la resistenza a parassiti e quantità disponibili. Diventa allora ne-
malattie, rafforza i tessuti.
cessario ripristinarle attraverso le con-
ƒ Alla vita dei vegetali sono necessarie altre sostanze minerali in dosi cimazioni. Esistono in commercio due
molto piccole, da cui il nome di “microelementi”. Si tratta di boro, tipi di fertilizzanti: chimici e organici.
calcio, ferro, magnesio, manganese, molibdeno, rame, zinco e zolfo; in Se necessario, è possibile somministrare
genere sono già presenti nell’acqua, nei concimi complessi che si som-
entrambi i tipi, poiché sono complemen-
ministrano alle piante o nel terreno in cui vengono coltivate. A volte,
tari tra loro.
però, non sono in quantità sufficiente, quindi è necessario
somministrarli per evitare l’insorgenza di segni ƒ I fertilizzanti chimici (o inorganici)
di sofferenza dovuti a carenze specifiche. più utilizzati per la coltivazione a livello
hobbistico sono concimi complessi, co-
Attenzione: se somministrati
stituiti, cioè, da una miscela di sali mi-
in quantità ecces-
nerali diversi che fornisce nutrimento
siva, i concimi pro-
vocano disturbi nella diretto alle radici. Contengono in per-
crescita. Per esempio, centuali diverse azoto, fosforo e potassio
una sovrabbondanza di (macroelementi) oltre a eventuali altri
azoto determina la pro- elementi, presenti, però, in dosi minime
duzione di foglie molto (microelementi). Esistono anche i cosid-
grandi e idratate (in cui detti concimi semplici, i quali apportano
la concentrazione di essenza è una sola di tali sostanze.
notevolmente inferiore al normale)
e una minor propensione alla fioritura. ƒ I fertilizzanti organici sono sostanze
nutritive derivate dalla decomposizione
POCHE ESIGENZE PER GRANDI SODDISFAZIONI 119

o dalla elaborazione di materiale di ori-


gine naturale, per esempio foglie secche Periodi di riproduzione delle principali aromatiche
compostate, sangue bovino essiccato, o Riportiamo di seguito, per ogni pianta, i mesi adatti per effettuare la
unghie e parti cheratinose animali essic- riproduzione e le tecniche appropriate.
cate e tritate. Il loro compito principale è gen feb mar apr mag giu lug ago set ott nov dic
PIANTA
di aumentare la benefica carica batterica alloro
della terra, così da renderla maggior- aneto
basilico
mente ricca di humus.
coriandolo
Il fertilizzante organico più comune è il cumino
letame (o stallatico), derivato dalla fer- finocchio
lavanda
mentazione di deiezioni animali miste
maggiorana
alla lettiera (foglie, paglia, fieno ecc.). melissa
Al giorno d’oggi è assai difficile repe- menta
origano
rire letame fresco: è più facile trovarlo
prezzemolo
in vendita come prodotto disidratato e rosmarino
inodore, in polvere o in pellet (agglome- salvia
rati granulari). santoreggia
timo
seme
talea (porzione della pianta madre in grado di emettere radici, da cui si sviluppa una nuova pianta)
rizoma (fusto di erbacee perenni con la capacità di strisciare sul terreno, posto a dimora per ottenere
un nuovo esemplare)
tagete basilico
erbacea annuale sono aromatiche Nota: le semine indicate in inverno si intendono in semenzaio o in vaso.
con fioriture anche le sommità
di colore giallo fiorite
lobelia È possibile coltivare
più piante in un unico
menta
vaso. L’importante
è che le esigenze
e l’esposizione siano
compatibili.
Alcune specie, infatti,
amano posizioni
soleggiate (1), mentre
altre prediligono quelle
1 2 in mezz’ombra (2).
120 COLTIVARE LE ERBE AROMATICHE

Aromi e profumi in vaso


Un vaso rettangolare a cassetta, possibilmente di terracotta o di legno, consente di ospitare un buon assortimento di piante
aromatiche. Per esempio, si possono associare origano, rosmarino, salvia e timo, che hanno le stesse esigenze: molto sole,
poca acqua e nessun concime. Oppure è possibile abbinare basilico, melissa, prezzemolo e sedano, che si accontentano
anche di meno sole ma, in compenso, richiedono discrete annaffiature.
Il numero complessivo di esemplari da mettere a dimora dipenderà ovviamente dalla capienza del vaso: tenete conto che le
piante, sviluppandosi, aumenteranno di volume, per cui è bene che ci sia spazio a sufficienza per tutte; in caso contrario,
le più piccole soccomberanno, soffocate dalle altre e dall’ombra.
ƒ Per una corretta coltivazione assicurate alle aromatiche un corretto drenaggio: predisponete sul fondo uno strato di cocci
sminuzzati di un vaso di terracotta, oppure palline di argilla espansa o ghiaia fine. In questo modo l’acqua delle annaffiature
potrà defluire rapidamente, evitando dannosi ristagni di umidità presso le radici. Al terriccio di coltivazione andrà poi aggiun-
to qualche pugno di sabbia di fiume lavata, come ulteriore garanzia di deflusso dell’acqua in eccesso.

rosmarino cedrina

lavanda
mirto
basilico maggiorana

Con le aromatiche si
possono creare splendide
composizioni da sistemare
petunia
all’interno di capienti petunia
fioriere: potrete abbellire,
così, angoli del terrazzo
o del giardino, allestendo
suggestive zone verdi
di grande impatto visivo.
POCHE ESIGENZE PER GRANDI SODDISFAZIONI 121

COME OTTENERE NUOVI ƒ Per la semina in semenzaio si utilizza


ESEMPLARI un contenitore basso e largo (per esem-
Per avere nuove, giovani aromatiche da pio una cassettina), in cui si mette ter-
coltivare si può procedere alla semina riccio soffice misto a sabbia, ben livella-
oppure alla propagazione vegetativa, to; si spargono poi i semi in superficie,
utilizzando una porzione di fusto della badando a distribuirli in modo regolare.
pianta (talea). Se i semi sono molto piccoli (quelli di
basilico, per esempio), vanno ricoperti
La semina appena con un velo di terriccio fine se-
L’epoca migliore per la semina delle aro- tacciato; gli altri (fi nocchio, coriandolo
matiche varia da specie a specie, ma in ecc.) come regola generale devono esse-
generale va effettuata in primavera, in re coperti con uno strato di terra pari
semenzaio o direttamente nel terreno. al loro diametro, o poco più. Il terriccio
deve poi essere compresso con il palmo
della mano e infine bagnato utilizzando
un nebulizzatore, in modo da non smuo-
vere i semi con il getto d’acqua. Si copre
il tutto con un foglio di plastica traspa-
rente (o una lastra di vetro), affi nché Alberello di alloro
con erba cipollina, timo
all’interno si crei un microclima umido e origano alla base.
e caldo, e si attende la nascita delle pian-
tine (plantule). Quando saranno diven-
tate grandi a sufficienza da poter essere
maneggiate, si provvederà a trapiantarle
nella sede definitiva.
A S I N I S T RA :
infiorescenze d’issopo.
ƒ Per la semina direttamente in piena Questa pianta,
terra, si opera come per il semenza- dalle rinomate
qualità digestive
io. Quando, però, le piantine avranno
ed espettoranti,
emesso 2-4 foglie, sarà necessario dira- si propaga per semina
darle (scegliendo gli esemplari meglio o per divisone.
122 COLTIVARE LE ERBE AROMATICHE

Le operazioni formati) fino a raggiungere, tra l’una e un vaso con del terriccio soffice e umido.
di propagazione, l’altra, la distanza consigliata nelle sin- È opportuno coprire il contenitore che
se eseguite con cura,
permettono di ottenere gole schede. ospita la pianta con una sorta di cappuc-
nuovi esemplari in cio, costituito da un sacchetto trasparen-
proprio, rinnovando La talea te (o un barattolo di vetro capovolto), al
periodicamente
Con le talee si ottengono giovani esem- fine di conservare l’umidità sino a quan-
gli angoli verdi.
plari identici alla pianta madre, più rapi- do le talee non avranno emesso radici. In
damente che con la semina. ogni caso, non dimenticate di far circola-
Questo tipo di propagazione si effettua re di tanto in tanto aria all’interno, con-
soprattutto durante i mesi estivi, da giu- siderando comunque che, su 10 talee, ne
gno a settembre, utilizzando porzioni radicheranno 6-8 al massimo.
di ramo o di fusto che vanno tagliate,
lasciate asciugare per qualche ora, poi ƒ Si possono anche far radicare le talee
eventualmente immerse in un’apposita in acqua, semplicemente immergendo-
polvere radicante, che stimola la rapida ne la base in un bicchiere. Quando spun-
formazione di radici, e infine piantate in tano le radichette si procede alla pianta-
POCHE ESIGENZE PER GRANDI SODDISFAZIONI 123

gione in piccoli vasi con il terriccio sopra Ognuna dovrà essere collocata quanto
indicato. Questo metodo è utilizzato per prima nella terra: si procede scavando
aromatiche suffruticose (con base legno- una piccola buca, in cui andrà posiziona-
sa), quali lavanda e rosmarino. to il pane di terra (il blocco di terriccio
che si trova intorno alle radici). Prima
La divisione di proseguire, si bagna il terreno; infi-
Questo metodo di moltiplicazione è uti- ne si colloca la piantina nel punto desi-
lizzabile solo con le aromatiche perenni. derato, compattando la terra intorno al
In autunno o, meglio, all’inizio della colletto. Dalla porzione trapiantata avrà
primavera, si estrae dal terreno la pianta poi origine un nuovo esemplare. Questa
madre, aiutandosi con le mani e un col- operazione si può effettuare anche con i
tello affilato, quindi si divide l’apparato rizomi, parti di fusto striscianti o sot-
radicale in più porzioni con le cesoie. terranee simili a radici.

Esemplare di Mentha
spicata ‘Crispa’.
La menta si propaga
per divisione, facendo
radicare i rizomi
a dimora in apposite
vaschette.
124 COLTIVARE LE ERBE AROMATICHE

PROTEGGERLE E CURARLE ƒ È importante ricordare che una colti-


Anche le aromatiche possono essere sog- vazione corretta aiuta a prevenire molte
gette a malattie e ad attacchi di parassiti, delle avversità. I problemi più frequenti,
sebbene con minore frequenza rispetto infatti, sono dovuti a eccessive annaffia-
ad altre piante. La ragione risiede nella ture, che provocano marciumi del collet-
presenza in loro di oli essenziali, che da to, a concimazioni non necessarie e alla
una parte allontanano i parassiti e dall’al- scarsa circolazione di aria in mezzo alla
tra, grazie alle molecole antibiotiche che vegetazione. In ogni caso, poiché quasi
contengono, proteggono le piante dalle sempre le erbe aromatiche sono destinate
malattie crittogamiche. Il timolo, per all’uso alimentare, è bene evitare il ricor-
esempio, che conferisce il caratteristico so a prodotti chimici.
profumo al timo, si estrae per uccidere ƒ Quando serve, comunque, per la prote-
un parassita delle api, la varroa, mentre zione delle vostre piante potete ricorrere
la lavanda, come indica il nome latino alla lotta biologica utilizzando prodotti
(lavandula), ha la proprietà di lavare la a bassa tossicità, reperibili presso gar-
pelle disinfettandola. den center e consorzi agrari.

Difendiamole senza inquinare


In molti casi, per difendere le aromatiche dagli attacchi di insetti e parassiti vengono in aiuto so-
stanze d’uso comune, per nulla tossiche.
ƒ Si può spruzzare una miscela di acqua e sapone di Marsiglia contro gli afidi, o pidocchi delle
piante, che talvolta attaccano le aromatiche eccessivamente concimate con un prodotto azotato.
In caso di forte infestazione, conviene ripetere il trattamento dopo una decina di giorni.
ƒ Usando le dovute accortezze, con la birra si può attuare la lotta contro le lumache, che in
primavera vanno all’assalto delle piantine tenere e acquose di aneto, basilico, coriandolo e di altre
specie annuali.
ƒ Anche esche vegetali (foglie di lattuga, pezzetti di patata) possono attirare l’attenzione di
questi famelici gasteropodi, che vanno poi eliminati manualmente.
POCHE ESIGENZE PER GRANDI SODDISFAZIONI 125

Raccogliere e conservare
le erbe aromatiche Salvia officinalis tricolor.
Le foglie della salvia
sono tra le più
La fase della raccolta delle parti aromati- ƒ Delle specie arbustive, caratterizza- utilizzate in cucina.
che è molto importante e deve essere ese- te da un fusto legnoso alla base come Perfette per profumare
guita correttamente, per conseguire buo- rosmarino, salvia e timo, vanno colte le sughi e minestre,
sono squisite impanate
ni risultati. Infatti, la concentrazione di parti apicali, per mantenere una vege- e fritte, servite come
essenze odorose varia nel corso della vita tazione folta e compatta. Il discorso è antipasto.
della pianta, ma anche nell’arco della gior-
nata: esiste, infatti, un tempo balsamico
per ogni aromatica, in cui la concetrazio-
ne di oli essenziali è massima. Bisogna
dunque eseguire la raccolta con attenzio-
ne, cercando di imparare le tecniche per
ottenere il meglio, senza però danneggia-
re le piante nel caso non abbiano ancora
completato il loro ciclo vegetativo.

LA RACCOLTA DELLE FOGLIE


In linea di massima, il periodo migliore
per la raccolta delle foglie che devono es-
sere conservate è subito prima della fiori-
tura; per l’uso immediato è invece suffi-
ciente staccarle quando se ne ha bisogno.
Per quanto riguarda il momento più
adatto della giornata, in genere le foglie
sono più profumate al mattino, prima del
caldo eccessivo e dopo che l’umidità del-
la notte si è asciugata.
126 COLTIVARE LE ERBE AROMATICHE

vanno raccolti dei rametti, tagliando i


Il calendario del tempo balsamico cespi a un’altezza di 10-30 cm dal suo-
Le parti vegetali vanno raccolte in determinati momenti, quando sono lo, a seconda della dimensione della
più concentrati gli oli essenziali e gli aromi. Indichiamo nella tabella il pianta. Le arbustive, invece, vanno ta-
tempo balsamico delle principali piante, da maggio a novembre. gliate a circa un terzo della lunghezza
della nuova vegetazione.
MESE PIANTA
maggio prezzemolo
LA RACCOLTA DI SEMI,
giugno borragine, mirto, rosmarino, salvia, timo
FIORI E RADICI
luglio alloro, basilico, cumino, lavanda, melissa, menta, origano
ƒ Per ricavare i semi, si tagliano le som-
agosto aglio, anice, coriandolo, finocchio, maggiorana, peperoncino,
prezzemolo, santoreggia, sedano
mità delle piante per essiccarle ed estrar-
li. Si usano quelli di aromatiche appar-
settembre aneto, angelica, cedrina, rafano
tenenti alla famiglia delle ombrellifere,
ottobre malva, sedano
come il finocchio, oppure anche la pianta
novembre alloro
intera, come nel caso del coriandolo. Il
momento più indicato per la raccolta è
alla maturazione dei semi, prima che si
diverso per prezzemolo, sedano ed er-
stacchino e cadano: in questa fase l’in-
bacee simili, di cui si asportano le foglie
tensità del loro aroma è massima.
esterne (che sono le più sviluppate), ta-
gliandole alla base del picciolo. In questo ƒ I fiori vanno colti in un momento
modo non si danneggiano le foglioline particolare, quando la fioritura è già
giovani che si sviluppano al centro. Al- iniziata, ma non si è ancora conclusa.
tre piante, come la rucola, si definiscono Sono molto apprezzati quelli di lavanda,
da taglio, poiché le foglie possono essere conservati in sacchettini nei cassetti per
recise alla base quando sono tenere e lun- profumare la biancheria.
ghe circa 5 centimetri.
ƒ Le radici, per esempio quelle del rafa-
ƒ La raccolta di grandi quantità di fo- no, vanno estirpate in autunno, cioè nel
glie per la conservazione va eseguita momento in cui sono più ricche di so-
nel periodo di maggiore concentrazio- stanze nutritive e aromatiche, accumula-
ne dell’aroma. Nel caso delle erbacee te per affrontare l’inverno.
POCHE ESIGENZE PER GRANDI SODDISFAZIONI 127

ƒ In mancanza di spazio oppure con clima Il mirto (Myrtus


communis), arbustiva
eccessivamente umido o piovoso, è possi-
dal portamento
bile sfruttare il forno di casa, portandolo cespuglioso,
a una temperatura di 40-60 °C. Le erbe emette profumate
vanno sistemate, riunite in mazzetti di- bacche impiegate
sia in marinate
stanziati tra loro e lasciate in forno con lo per le carni sia
sportello semiaperto, finché non si sono per la preparazione
ben asciugate. Fate attenzione a non di liquori.

bruciarle o a non farle essiccare troppo


rapidamente: diventerebbero quasi insa-
pori e inodori.
Dopo averle tolte dal forno, le erbe de-
ESSICCARE GLI AROMI
vono essere lasciate riposare mezza gior-
Quando si procede all’essiccazione, le
nata prima di riporle in vasetti a chiu-
parti della pianta devono essere pulite
sura ermetica da conservare al fresco e
dopo la raccolta, evitando di bagnarle.
al buio. L’aroma rimarrà inalterato per
ƒ Le foglie di molte erbe possono essere qualche mese.
essiccate all’aria, disponendole in uno
strato su fogli di carta oppure appenden- CONGELARE GLI AROMI
dole, riunite in mazzetti, in un luogo buio Alcune aromatiche si conservano con il
e asciutto. Per ridurre i tempi di essic- congelamento. È il caso del basilico e
cazione e mantenere gli aromi, bisogna del prezzemolo, che possono anche es-
scegliere giornate calde e un luogo ven- sere tritati, eventualmente miscelati con
tilato, al riparo dalla luce diretta del sole, olio extravergine di oliva, e congelati
per evitare un processo di essiccazione nelle vaschette per il ghiaccio (in alter-
troppo veloce, che farebbe disperdere le nativa, le foglie del basilico si possono
essenze volatili e toglierebbe colore alle conservare anche intere).
erbe. Le foglie più tenere saranno pron- Altre aromatiche che possono essere
te dopo circa 3 giorni, mentre per quelle sottoposte al congelamento sono il ra-
più spesse e ricoperte di peluria possono fano e le radici in generale, il porro, le
occorrere anche 15 giorni. foglie della salvia e quelle del rosmarino.
Lavanda, profumo e bellezza
La lavanda è una delle aromatiche più co-
nosciute, apprezzata per la fragranza ec-
cezionale e la bellezza della sua copiosa
fioritura. La cura è facilissima ma occorre
prevedere una volta all’anno, dopo la fiori-
tura, un intervento di potatura per conser-
vare il cespuglio folto e compatto. Nella
foto: Lavandula stoechas ‘Kew Red’, va-
rietà dai curiosi fiori bicolori.
131

Gli aromi della salute


e del benessere

Le piante aromatiche impiegate in tut- preziose per la salute e la bellezza. Dai


to il mondo per cucinare e per la cura suffumigi con oli essenziali agli impac- Con l’olio essenziale
personale sono innumerevoli; si pensi, chi con tinture, dalle profumate tisane di rosmarino si
tanto per citarne alcune, allo zenzero, ai bagni rilassanti, le erbe ci vengono in può lenire il dolore
di contusioni,
al curry, al cardamomo, che conferisco- aiuto per eliminare fastidiosi disturbi, distorsioni e dolori
no l’inconfondibile sapore esotico alle ma anche per la cura del corpo come co- articolari.
pietanze orientali. smetici naturali.
ƒ Alcune erbe sono tipiche della cuci- ƒ Un universo tutto da scoprire, quindi,
na italiana, irrinunciabili ingredienti di quello delle aromatiche, dotate tra l’altro
ricette tradizionali: la pizza napoletana di innegabili qualità ornamentali.
non sarebbe la stessa eliminando l’ori-
Nelle schede che seguono troverete una
gano, il pesto genovese non esisterebbe N E L L A P A GI N A
selezione di quelle più adatte a essere
senza il basilico come non si potrebbe A F I A N CO :
coltivate nei nostri climi e di quelle più la ricchezza di colori
preparare la salsa verde senza utilizzare
note. Impararete, così, a conoscere le delle aromatiche
il prezzemolo. consente insolite
caratteristiche e le incredibili potenzia-
associazioni,
ƒ I pregi delle aromatiche non si limi- lità di questi profumati, sorprendenti che rendono unico
tano all’ambito culinario: sono anche doni della natura. qualsiasi giardino.
132 COLTIVARE LE ERBE AROMATICHE

Laurus nobilis

alloro
L’alloro, aromatica dal Comunemente noto anche come lauro, cucina. È un’elegante pianta ornamen-
portamento arbustivo, l’alloro è una delle tipiche e profumate tale, che ben si presta alla realizzazione
compare spesso in parchi,
giardini e siepi come piante della macchia mediterranea, il cui di siepi allevate in forma libera o geo-
pianta ornamentale. impiego versatile spazia dal giardino alla metrica; il suo tipico e intenso sapore è
GLI AROMI DELLA SALUTE E DEL BENESSERE | alloro 133

Raccolta e conservazione
IN CUCINA

ƒ Le foglie di alloro si usano per in- Le foglie possono essere usate fresche
saporire secondi piatti, nella prepara- oppure secche, conservate
zione di marinate o per aromatizzare
in barattoli di vetro. Il mo-
verdure e funghi sottolio. È sufficiente
mento migliore per la rac-
mezza foglia, senza eccedere con le
carni bianche. colta è a fine inverno.
ƒ Le bacche dell’alloro possono essere
usate per produrre liquori.

fondamentale nel bouquet di aromi per


l’arrosto. Le sue foglie nell’antica Grecia
incoronavano i vincitori dei giochi olim-
pici e ancora oggi è uso cingere il capo dei
neolaureati con rami d’alloro.
S A LU T E E B E L L E Z Z A

Descrizione e coltivazione Pianta dai mille usi:


L’alloro è un albero o un arbusto sempre- le foglie essiccate
tengono lontane
verde che può superare 6-8 m di altezza,
le tarme dagli armadi, mentre
con foglie coriacee, lanceolate, di colore
quelle fresche, inserite tra le pagine
verde scuro. dei libri, ne impediscono l’ingiallimen-
È una specie dioica, cioè con sessi sepa- to. Usate in infuso sono digestive, an-
rati: solo le piante femminili sviluppano tifermentative e alleviano il mal di gola.
bacche scure, di circa un centimetro di L’olio essenziale d’alloro ha virtù
diametro. espettoranti, diuretiche e stomachiche
(stimolanti della digestione); è inoltre
ƒ Può essere coltivato in vaso, oppure utile per curare distorsioni, dolori reu-
messo a dimora in piena terra a inizio matici, articolari e, non ultimo, per ef-
primavera, in posizione soleggiata. Per fettuare suffumigi che danno sollievo
la formazione di siepi le piante vanno di- nelle malattie da raffreddamento.
stanziate di 45 cm l’una dall’altra.
134 COLTIVARE LE ERBE AROMATICHE

Anethum graveolens

aneto
Dell’aneto si usano sia le foglie sia i frut-
ti, il cui sapore ricorda quello dell’anice.
Le prime, fresche, servono per insapo-
rire insalate, verdure lessate, minestre,
zuppe di vegetali, sulle quali un rametto
si usa come guarnizione, oppure nelle
marinate e per aromatizzare il pesce. I
frutti, simili a semi, hanno sapore più
intenso rispetto alle foglie; sono poco
usati in Italia, ma nel Nord Europa non
mancano mai in cucina per aromatiz-
zare carni arrosto e in umido, pesci al
cartoccio, per preparare miscele aroma-
tiche e marinate e infine per insaporire
l’aceto. Conferiscono anche un sapore
particolare ai cetrioli sottaceto.

Descrizione e coltivazione
Pianta annuale erbacea simile al finoc-
chio, l’aneto raggiunge 90 cm di altez-
L’aneto predilige za. Dal fusto eretto e cavo si dipartono
climi caldi e posizioni rametti con foglie sottili e penniformi,
assolate: è opportuno,
di colore verde-azzurro brillante. I fiori
quindi, collocare
le piante al riparo sono molto piccoli, gialli, riuniti in om-
dal vento e dal gelo. brelle di 5-10 cm di diametro.
GLI AROMI DELLA SALUTE E DEL BENESSERE | aneto 135

ƒ Per avere foglie fresche di aneto duran-

IN CUCINA
te tutto il periodo estivo va seminato Tagliolini al salmone
mensilmente, a partire da marzo-aprile, profumati all’aneto
in file distanti tra loro 30 cm circa. PER 4 PERSONE Fate imbiondire in una
ƒ Le piantine devono essere poi dirada- noce di burro una cipolla tagliata sotti-
te in modo che siano intervallate sulla le; aggiungete 40 g di farina e 300 ml
di latte, poi cuocete adagio fino a otte-
fila di 30 centimetri. L’aneto ama l’espo-
nere una salsa densa. Aggiungete 300 g
sizione al sole e le irrigazioni abbondan-
di salmone affumicato a pezzetti e una
ti, ma necessita di terreno ben drenato. manciata di aneto fresco tritato. Aggiu-
Si può coltivare anche in vasi e fioriere state di sale e spolverizzate con un po’
sul terrazzo. di pepe. Lessate 300-350 g di tagliolini in
abbondante acqua salata, conditeli con
Raccolta e conservazione la salsa e guarnite i piatti
In cucina è preferibile usare le foglie fre- con un ciuffo di
sche, ma si possono anche essiccare o sur- aneto fresco.
gelare, perdendo però così parte del colore

e del sapore. I frut-


S A LU T E E B E L L E Z Z A

I semi di aneto hanno caratteristiche


ti si raccolgono in agosto, a matu-
terapeutiche simili a quelli dell’ani-
razione avvenuta, quando diven-
ce e del finocchio. Utili per curare le
infiammazioni della bocca, aiutano
tano bruni. Si tagliano le ombrelle e
la digestione, attenuano i dolori inte- si lasciano essiccare fino a che i frutti
stinali, il vomito, il singhiozzo ed eli- non si staccano. Si
minano i gas intestinali. Se masticati, conservano poi
sono anche un ottimo rimedio per chi in vasi a chiusura
soffre di alitosi. L’infuso ottenuto con ermetica.
i semi è un valido diuretico ed è un
ingrediente immancabile per le tisane
che stimolano la produzione di latte
nelle donne in fase di allattamento.
136 COLTIVARE LE ERBE AROMATICHE

Angelica archangelica

angelica
La pianta dell’angelica emana un gra-
devole profumo in ogni sua parte, radi-
ci comprese. Foglie, germogli, piccioli,
frutti e radici trovano impiego tanto in
cucina, per aromatizzare i cibi, quanto in
erboristeria, per la salute e la bellezza. Le
radici e i frutti si utilizzano per produrre
liquori, ma anche per insaporire grigliate,
arrosti e marinate. Le foglie profumano

IN CUCINA
Orata all’angelica
PER 4 PERSONE Dopo averla pulita, ta-
gliate a pezzetti un’orata di circa un
chilo. Fate appassire un porro tagliato
a rondelle in olio extravergine di oliva,
aggiungete l’orata e fatela insaporire.
Bagnate con mezzo bicchiere di vino
bianco e lasciatelo evaporare. Ag-
giungete poca acqua o un mestolo di
L’angelica è abbastanza
rara in Italia
brodo assieme a una manciata di pic-
allo stato selvatico, cioli e foglie fresche di angelica tritati.
per cui è opportuno Salate, pepate e lasciate cuocere circa
salvaguardare mezz’ora a fuoco basso.
gli esemplari esistenti
in natura.
GLI AROMI DELLA SALUTE E DEL BENESSERE | angelica 137

salse e zuppe. I fusti e i piccioli delle fo-


glie possono essere canditi per prepara-
zioni di pasticceria. Le foglie in infusione
hanno proprietà espettoranti, stimolanti,
carminative (facilitano l’espulsione di gas
intestinali) e stomachiche.

Descrizione e coltivazione
Appartenente alla famiglia delle ombrel- ƒ Si semina in marzo o in
lifere, la pianta dell’angelica raggiunge settembre in posizione soleg-
anche 2 m di altezza. Il fusto è eretto e giata, in terreno ricco di sostanza orga-
cavo, le foglie sono pennate. I fiori picco- nica, a file distanti tra loro circa 90 centi-
li, di colore bianco-verdastro, sono riuni- metri. Una volta nate, le piantine devono
ti in vistose ombrelle composte, e danno essere diradate lungo la fi la, tenendo una
origine a semi di forma allungata. distanza di 30 centimetri.

ƒ Per stimolare la produzione di foglie è


S A LU T E E B E L L E Z Z A

L’angelica, usata in piccole quantità, bene rimuovere le infiorescenze mano a


ha effetto stimolante, mentre in dosi mano che si formano. In questo modo le
elevate l’azione si inverte, sino a con-
piante possono vivere anche alcuni anni.
durre a uno stato di forte depressione.
In caso contrario, l’angelica si comporta
L’olio essenziale di angelica trova
impiego nella cosiddetta “acqua delle
da biennale: il primo anno si sviluppa, il
carmelitane”, che è un noto sedativo; secondo fiorisce e va a seme e poi muore.
se assunto in forti dosi può risultare
velenoso. Il succo fresco della pianta Raccolta e conservazione
può irritare le mucose e la pelle, per I fusti per i canditi si raccolgono tra mag-
cui è bene manipolare con prudenza gio e giugno, come pure le foglie da es-
le parti fresche. Le radici in passato siccare, che vanno staccate quando sono
venivano masticate come protezione verde chiaro. Le radici, invece, si dissot-
dalle malattie infettive. terrano all’inizio dell’autunno. I frutti si
raccolgono in agosto, come per l’aneto.
138 COLTIVARE LE ERBE AROMATICHE

Pimpinella anisum

anice
I frutti dell’anice, impropriamente
chiamati semi, sono molto utilizzati
per aromatizzare liquori, ai quali tra-
sferiscono le loro proprietà digestive.
In cucina si usano nella preparazione
di dolci e pane, ma anche per cucinare
carni, in umido o marinate, alla griglia
o al cartoccio. Le foglie fresche insapo-
riscono salse, sughi e zuppe.
L’anice comune non va confuso con l’ani-
ce stellato: il primo è caratteristico delle
regioni mediterranee, mentre il secondo
è originario del Sudest asiatico; ha sapore
simile ma molto più intenso.
S A LU T E E B E L L E Z Z A

L’anice ha proprietà disinfettanti, anti-


batteriche e aromatizzanti. Il suo olio
essenziale, costituito principalmen-
te da anetolo, è utilizzato per confe-
zionare dentifrici e saponi. Masticare
semi di anice calma il singhiozzo. In
erboristeria vengono sfruttate le pro-
prietà digestivo-carminative, espetto-
ranti e galattofore (che favoriscono la
produzione di latte).
GLI AROMI DELLA SALUTE E DEL BENESSERE | anice 139

Descrizione e coltivazione ƒ La semina si effettua tra marzo e apri- N E L L A P A GI N A


A F I A N CO :dell’anice,
Questo rappresentante della famiglia le su file distanti tra loro 60 centimetri.
a scopo aromatico,
delle ombrellifere può raggiungere 60 Quando hanno emesso le prime 4 foglie, non si utilizzano
cm di altezza; il fusto presenta una fine le piantine vanno diradate, mantenendo le foglie, utili
peluria, con foglie basali lobato-incise una distanza sulla fila di 30 centimetri. al riconoscimento
della pianta, ma
e foglie superiori molto frastagliate. Le solo i semi (acheni).
infiorescenze sono a forma di ombrella Raccolta e conservazione
composta e portano piccoli fiori bianchi La raccolta va fatta tra agosto e settem-
che si schiudono in giugno. I frutti ma- bre, preferibilmente al mattino, quando
turano tra agosto e settembre. la pianta è ancora umida, per evitare che
i frutti si stacchino e cadano. Una volta
ƒ L’anice si coltiva in terreni di medio seccate, le ombrelle vanno sbattute per
impasto, fertili, ricchi di calcare e ben far cadere i frutti, da conservare in con-
esposti al sole. tenitori a chiusura ermetica.
IN CUCINA

Tortelloni fritti all’anice


PER 6 PERSONE Preparate un impasto omogeneo con 400 g di farina di segale, 100 g di farina
di frumento, 30 g di burro fuso, 2 bicchieri di acqua tiepida, un cucchiaino di semi di anice
e una presa di sale. Dividete il composto in 12 parti, da stendere ciascuna in una sfoglia del
diametro di circa 18 centimetri. Preparate il ripieno con 200 g di ricotta, 120 g di zucchero
e 150 g di semi di papavero macinati, amalgamate bene e distribuitelo su 6 dei 12 dischi
preparati. Coprite ogni disco con uno dei 6 dischi rimasti e sigillate bene i bordi. Friggete i
tortelloni in abbondante olio di oliva bollente, poi scolateli bene. Preparate un intingolo con
50 g di miele, 150 g di semi di papavero, un bicchiere d’acqua e fatelo bollire per un minuto.
Irrorate i tortelloni e gustate questa dolce ricetta caratteristica delle Dolomiti.

Liquore all’anice
Pestate 25 g di semi di anice e metteteli a macerare per 2 mesi in mezzo litro di grappa insieme
con un pizzico di cannella, uno di vanillina, 500 g di zucchero e 250 g di acqua. Trascorso tale
tempo, filtrate e imbottigliate. È ottimo come digestivo.
140 COLTIVARE LE ERBE AROMATICHE

Ocimum basilicum

basilico
Usato da sempre in Liguria e Campa-
nia, il basilico si è affermato ovunque:
le sue foglie, dall’aroma intenso e deci-
so, sono perfette per condire insalate e
pomodori, conferendo ai piatti un toc-
co vivace e, soprattutto, insaporiscono
sughi e conserve a base di pomodoro.
La famosa caprese, o il rinomato pesto
genovese, sono solo due delle ricette
più celebri che lo vedono protagonista.
Di grande versatilità grazie al suo sa-
pore fresco, il basilico si sposa con un
gran numero di piatti estivi, a cui rega-
la aroma e colore.
S A LU T E E B E L L E Z Z A

Del basilico sono note le proprietà aro-


matiche, stimolanti e toniche dell’orga-
nismo, utili per curare casi di debolezza,
apatia ed esaurimento. È inoltre un ec-
cellente stimolante dell’appetito e del-
la digestione, soprattutto nelle dispep-
sie, ed è consigliato come carminativo
e come antispasmodico per calmare le
nausee e attenuare i crampi allo stoma-
co, oltre che per favorire la diuresi.
GLI AROMI DELLA SALUTE E DEL BENESSERE | basilico 141

Descrizione e coltivazione gorifero, oppure in freezer, suddivise in N E L L A P A GI N A


A F I A N CO :
in genere,
Il basilico è una pianta erbacea annuale piccole porzioni, in modo che siano sem-
il basilico non si semina
della famiglia delle labiate, che compren- pre pronte all’utilizzo. direttamente; per aiuole
de un gran numero di specie aromatiche o vasi si acquistano
ƒ Le foglie ben pulite ma non lavate pos- in primavera le
d’uso comune; raggiunge 30-50 cm di
sono anche essere conservate intere in piantine già pronte
altezza. Può essere coltivato sia nell’orto, per il trapianto.
freezer, mentre mantengono poco l’aro-
in piena terra, sia in vaso, sul balcone o
ma se vengono essiccate.
sul davanzale di una finestra. Per favo-
rire lo sviluppo di un gran numero di fo-

IN CUCINA
glie è necessario cimare spesso le piante Pesto genovese
e, raggiunta l’altezza definitiva, bisogna
Pestate una tazza di foglie di basilico
asportare le infiorescenze in formazione.
pulite in un mortaio assieme a uno
ƒ Si semina a marzo in semenzaio al ri- spicchio di aglio e a una presa di sale
paro (i semi non germinano con tempe- grosso. Aggiungete 2 cucchiai di pino-
rature inferiori a 18 °C). li, un cucchiaio di pecorino e uno di
grana grattugiati. Pestate il tutto fino
ƒ Le piantine vanno messe in piena ter- a ottenere un composto omogeneo
ra in maggio, a una distanza di 30 cm e trasferitelo in una ciotola, in cui
sulla fi la e di 40 cm tra le fi le. Essendo verserete a filo un bicchiere di olio
originario dell’Asia tropicale, il basilico extravergine di oliva amalgamando-
lo con cura. Continuate a me-
necessita di climi caldo-temperati e di
scolare con un cucchiaio di
elevata umidità del terreno durante il
legno fino a ottenere una
ciclo di vegetazione. crema densa e perfettamen-
te omogenea. Al momento
Raccolta e conservazione dell’uso, diluitelo con un
La raccolta delle foglie fresche si protrae po’ di acqua di cottura del-
per tutta l’estate, se la pianta viene ci- la pasta. Si possono anche frullare gli
mata. Per mantenere a lungo l’aroma del ingredienti con il mixer, ma il risultato
basilico, è consigliabile frullare le foglie, finale non uguaglierà comunque l’ec-
eventualmente aggiungendo ottimo olio cellenza del metodo tradizionale.
extravergine di oliva, e conservarle in fri-
142 COLTIVARE LE ERBE AROMATICHE

Borrago officinalis

borragine
La borragine è una pianta annuale di cui per accompagnare gli aperitivi e i fritti
si usano in cucina le grosse foglie rico- misti, o anche lessata come verdura di
perte di peli ispidi. Il nome stesso (dal la- contorno. I fiori guarniscono i piatti,
tino tardo burra, «lana grezza» si riferisce profumano e colorano l’aceto e si pos-
La borragine a questa caratteristica. sono persino candire. La medicina po-
è una importante Si consuma cruda e tritata nelle insala- polare assegna alla borragine proprietà
pianta mellifera,
molto apprezzata te, alle quali conferisce un inconfondi- emollienti, sudorifere, diuretiche, las-
dagli apicoltori. bile aroma di cetriolo, oppure impanata sative e depurative.

Descrizione e coltivazione
Cresce spontanea ai margini di strade e in
mezzo alle colture, sempre in terreno fer-
tile, sino a 1.800 m di quota. È una pianta
erbacea alta 30-60 cm, molto ramificata,
con numerose foglie ovate, quelle inferio-
S A LU T E E B E L L E Z Z A

L’infuso di borragine (50 g di fiori e fo-


glie in un litro d’acqua bollente per 10
minuti) è un disinfettante e lenitivo del
cavo orale se usato come colluttorio;
aggiunto all’acqua del bagno, ammorbi-
disce la pelle e calma il prurito. Le foglie
fresche pestate e applicate su ascessi,
scottature e infiammazioni della pelle
alleviano il dolore e sono emollienti.
143

ri di grandi dimensioni, sempre più pic- I magnifici fiori


della borragine
cole verso l’apice, dove sbocciano i fiori a si possono congelare
stella di colore azzurro vivo. in cubetti di ghiaccio
per accompagnare
ƒ Nell’orto va seminata all’inizio della aperitivi, o utilizzare
primavera per l’uso in estate, oppure in canditi per
preparazioni dolci.
autunno per il raccolto tardo invernale
e primaverile. Resistente al freddo, del
tutto inesigente e veloce a svilupparsi,
cresce però più rigogliosa nei terreni ben
concimati e un po’ umidi, in pieno sole.
ƒ Poiché tende a disseminarsi ovunque
trasformandosi in infestante, è consiglia-
IN CUCINA

bile rimuovere gli apici al termine della Torta salata di borragine


fioritura per impedire che vada a seme. Lavate 8 grosse manciate di foglie,
Oltrettutto, con la formazione dei semi la scottatele in un dito di acqua bollente
pianta chiude il ciclo vegetativo e muore. salata per 5 minuti e scolatele. Mentre
raffreddano, preparate una besciamella
Raccolta e conservazione con mezzo litro di latte, 4 cucchiai di
Durante il periodo di sviluppo si raccol- farina e un pezzetto di burro. A fuoco
gono solo le foglie che servono per l’uso spento salate, aggiungete qualche cuc-
immediato, perché appassiscono facil- chiaiata di grana grattugiato e insapo-
rite con pepe e noce moscata. Passate
mente. Si conservano bene in freezer,
nel mixer le foglie di borragine con la
pulite e non lavate, eventualmente già
besciamella e 4 uova. Aggiustate di
impanate per i fritti. L’essiccazione non sale e versate in una tortiera preceden-
dà buoni risultati per l’uso gastronomico temente rivestita di pasta sfoglia. Spol-
(le foglie perdono il caratteristico sapo- verate con pangrattato e qualche ric-
re) mentre per l’uso medicinale va effet- ciolo di burro prima di passare in forno
tuata quanto più velocemente possibile, a 180 °C per circa 50 minuti. Questa
all’aria e all’ombra, appendendo a testa torta è ottima tipieda o fredda.
in giù le sommità fiorite.
144 COLTIVARE LE ERBE AROMATICHE

Lippia citriodora

cedrina
L’arbusto della cedrina, Pianta originaria del Cile, conosciu-
potato periodicamente, ta anche come erba luigia, la cedrina è
emette nuovi germogli.
apprezzata per le sue foglie odorose di
limone, che trovano impiego sia fresche
sia secche nelle miscele aromatiche per
arrosti, grigliate e marinate, per guar-
nire i piatti da portata e le macedonie,
nonché per produrre liquori alle erbe.
Le foglie di cedrina, dal gusto amaro e
pungente se masticate, hanno proprie-
tà aperitive, digestive e calmanti, che
le rendono preziose per la preparazione
di infusi. Diffusa all’interno di orti e
S A LU T E E B E L L E Z Z A

Le foglie della cedrina sono utiliz-


zate per aromatizzare tisane. Così
come quelle di salvia, possono essere
utilizzate per pulire gengive e denti,
sfregandole energicamente e ottenen-
do anche l’effetto di profumare l’alito.
Inoltre, si possono fare bagni aroma-
tici, deodoranti e stimolanti immer-
gendo un pugno di foglie, chiuse in
un sacchetto di tela, nell’acqua calda
della vasca da bagno.
GLI AROMI DELLA SALUTE E DEL BENESSERE | cedrina 145

giardini, la cedrina è diventata un in- sura ermetica. Il momento migliore per Le foglie essiccate
grediente tipico di alcune ricette della la raccolta è all’inizio della fioritura, della cedrina si usano
per profumare
tradizione gastronomica italiana. quando le foglie sono più profumate. la biancheria.
Non attendete però la completa forma-
Descrizione e coltivazione zione delle infiorescenze, che sottraggo-
La cedrina è una pianta arbustiva che può no energia e proprietà alla pianta.
superare il metro di altezza, con foglie ru-
vide, lanceolate, di colore verde chiaro, e
piccoli fiori bianco-rosei, tubuliformi, ri-
uniti in pannocchie lunghe una decina di
centimetri che si formano in estate.
ƒ Si propaga per talea: le nuove piantine
devono essere interrate a maggio, in vaso
o in piena terra alla distanza di un metro
IN CUCINA

l’una dall’altra, in zone riparate ed espo- Liquore alla cedrina


ste in pieno sole.
Raccogliete 40 foglie di cedrina, unite
ƒ Alla ripresa vegetativa primaverile le la scorza di un’arancia e quella di un
piante vanno potate energicamente, limone non trattati, 2 chiodi di garo-
per mantenerle di dimensioni contenu- fano, un pezzetto di cannella, 400 g di
te. Temono il gelo, ma quasi sempre so- alcol puro per liquori, 400 g di acqua
pravvivono emettendo nuovi germogli e 300 g di zucchero. Mettete tutti
dalla base. gli ingredienti, esclusi acqua e zuc-
chero, in infusione per 12 giorni, poi
preparate uno sciroppo sciogliendo
Raccolta e conservazione
sul fuoco a fiamma bassa lo zucche-
In genere si utilizzano le foglie fresche,
ro nell’acqua. Unite l’infuso allo sci-
da utilizzare al momento. Per la conser- roppo raffreddato, scuotete, filtrate,
vazione, invece, la raccolta va eseguita imbottigliate e lasciate invecchiare
al mattino, scegliendo le foglie più svi- per un anno. Il liquore ha proprietà
luppate e sane, da far seccare all’ombra digestive e corroboranti.
e da riporre in un vaso di vetro a chiu-
146 COLTIVARE LE ERBE AROMATICHE

Anthriscus cerefolium

cerfoglio
Il delicato profumo del cerfoglio ricor-
da quello dell’anice, mentre le sue foglie
sono simili a quelle del prezzemolo, e per
questo possono servire per decorare e
profumare verdure cotte a vapore, vellu-
tate e insalate fresche. In cucina si usano
sia le foglie sia i frutti: le prime, fresche,
insaporiscono sughi, salse, zuppe, fritta-
te o pietanze al cartoccio; i secondi entra-
no nelle miscele aromatiche.

Descrizione e coltivazione
Specie biennale che raggiunge 45 cm
di altezza, il cerfoglio ha foglie incise,
S A LU T E E B E L L E Z Z A

sottili, portate da un lungo gambo. I Il decotto di cerfoglio è un ottimo to-


fiorellini, bianchi, sono riuniti in om- nico per le pelli grasse. L’infuso è con-
brelle del diametro di 7-8 cm e com- sigliato nelle cure depurative e contro
paiono nell’estate dell’anno successivo l’ipertensione, poiché aiuta ad abbassare
alla semina. la pressione. Le foglie stimolano l’appe-
tito e la digestione e sono leggermente
ƒ Per avere a disposizione foglie fre- diuretiche. Il succo fresco con il latte
Recidendo le foglie
quando sono ancora sche tutto l’anno, è consigliabile semi- tiepido calma la tosse, mentre aggiunto
tenere, si ritarda nare a intervalli mensili da marzo ad a un po’ d’acqua è dissetante. L’impac-
la fioritura del
agosto, diradando poi le piantine per co di foglie tritate calma le infiamma-
cerfoglio e si favorisce
l’emissione di nuova distanziarle sulla fila e tra le file di cir- zioni provocate da punture di insetti.
vegetazione. ca 30 centimetri.
GLI AROMI DELLA SALUTE E DEL BENESSERE | cerfoglio 147

prima che siano completamente formate.


I frutti vanno raccolti seguendo lo stesso
procedimento adottato per le altre om-
brellifere, quali aneto e angelica.
ƒ Allo stato spontaneo il cerfoglio può
facilmente essere confuso con altre pian-
te velenose, motivo per cui è bene che la
raccolta in natura sia effettuata solo da
persone esperte.

IN CUCINA Vellutata al cerfoglio


PER 4 PERSONE Sciogliete un cucchia-
io di burro in una pentola bassa e fatevi
appassire per alcuni minuti 3 cipolle
affettate grossolanamente; aggiungete
un cucchiaio di farina, mescolate e co-
prite d’acqua. Lasciate cuocere per 15
minuti, quindi aggiungete 2 cucchiaini
ƒ Nelle zone con climi gelidi, le piante di sale, 150 g di cerfoglio tritato e 1,5 dl di
vanno coperte durante l’inverno. panna. Riducete il tutto in purea diret-
tamente nella pentola con
il frullatore a immersione,
Raccolta e conservazione
portate a bollore, aggiu-
Generalmente le foglie si utilizzano fre-
state di sale, spolverate di
sche, raccogliendole al momento. Posso- pepe bianco e servi-
no anche essere essiccate, raccogliendole te la vellutata ben
dopo 6-8 settimane dalla germogliazione calda, decoran-
e comunque prima della fioritura. L’es- do il piatto con un
siccazione è però piuttosto lenta. Per ciuffo di foglie fresche di
prolungare la produzione di foglie fre- cerfoglio.
sche è bene asportare le ombrelle dei fiori
148 COLTIVARE LE ERBE AROMATICHE

Coriandrum sativum

coriandolo
Del coriandolo si utilizzano principal- proprietà stomachiche e carminative,
mente i frutti, il cui profumo ricorda il coriandolo può risolvere problemi di
l’aroma della scorza di arancia. È uno digestione lenta, spasmi gastrici e anche
dei principali ingredienti del curry, ma colon irritabile da stress.
entra anche nella preparazione di mari-
nate, court-bouillon, umidi, e di alcuni Descrizione e coltivazione
insaccati. Quest’erba odorosa è utilizzata La pianta del coriandolo ha fusto eretto e
anche in pasticceria, nella produzione di liscio che può raggiungere il metro di al-
liquori e in profumeria. Grazie alle sue tezza, con foglie maleodoranti finemente
divise, fiori bianchi riuniti in ombrelle e
piccoli frutti sferici di colore chiaro.
ƒ Pianta annuale, teme il freddo e va,
quindi, seminata nella tarda prima-
vera in terreni esposti al sole e riparati,
distanziando i semi di 30 cm tra le file e
diradando le piantine a 15 cm sulla fila.
B
S A LU T E E B E L L E Z Z A

Un pugno di frutti di coriandolo in


A infusione nell’acqua calda del bagno o
Le foglie (A) sono in quella del pediluvio ha effetto sti-
molto utilizzate molante e deodorante. In cosmetica,
nella cucina orientale. l’olio è utilizzato come componente
Il frutto (B), sferico e
con sottili costolature,
della fragranza di saponette, creme,
è formato da due lozioni e profumi.
acheni uniti insieme.
GLI AROMI DELLA SALUTE E DEL BENESSERE | coriandolo 149

Il coriandolo non richiede particolari cure


e cresce bene su vari tipi di terreno.

Raccolta e conservazione
La raccolta va effettuata in agosto, quan-
do le ombrelle ingialliscono e i frutti
sono ormai maturi. Il momento migliore
è al mattino, mentre le piante sono an-
cora umide di rugiada, perché dalle om-
brelle secche i semi cadono facilmente.
I frutti ben essiccati si conservano a lungo
in vasi di vetro dotati di chiusura erme-
tica, riposti in un luogo fresco e asciutto.
IN CUCINA

Liquore al miele e coriandolo


Fate sciogliere su fuoco basso 500
g di miele di acacia o di tiglio. Fuori
dal fuoco aggiungete 400 g di alcol
etilico a 70°, 100 ml di acqua, 150 ml
di vino bianco, la scorza grattugiata
di un limone non trattato e qualche
frutto di coriandolo pestato e ridotto
in polvere. Amalgamate bene gli in-
grediente, imbottigliate il tutto e la-
sciate riposare il liquore per un paio
di mesi, infine filtrate e imbottigliate
di nuovo in un recipiente pulito.
150 COLTIVARE LE ERBE AROMATICHE

Carum carvi

cumino
Il cumino, noto anche come carvi, può
essere osservato in natura nei pra-
ti alpini, al di sopra dei 1.000 m
di quota. In cucina se ne usano
sia le foglie fresche sia i frutti,
per insaporire salse, arrosti, grigliate
e court-bouillon. In Alto Adige, così
come in altri Paesi di tradizione germa-
nica, il cumino è utilizzato per aroma-
tizzare e decorare vari tipi di pane, non-
ché nella preparazione di piatti a base
di verza e carne di maiale. In Oriente,
S A LU T E E B E L L E Z Z A
invece, è immancabile ingrediente del Per uso esterno il cumino stimola la
curry. Gli oli essenziali contenuti nei circolazione periferica e ha un’azione
frutti sono sfruttati per aromatizzare li- disinfettante su mucose e pelle. Per
un buon bagno stimolante e purifican-
quori dalle proprietà digestive, tra cui il
te mettete nell’acqua calda un pugno
celebre Kümmel. di frutti. Tradizionalmente il cumino
viene usato nelle tisane per accen-
Descrizione e coltivazione tuare la secrezione lattea delle donne
Specie biennale con fusto ramificato, ha in allattamento e per conferire al latte
piccoli fiori bianchi o bianco-rosati un sapore gradito ai neonati. Una be-
Il cumino
riuniti in ombrelle. vanda digestiva a fine pasto si ottiene
non necessita mettendo in infusione per 20 minuti
di particolari ƒ Si semina in primavera in un pizzico di frutti di cumino in una
cure e si presta
ad essere coltivato terreno sciolto, fresco e ben tazza da tè di acqua bollente.
in vaso. esposto, in fi le distanti 40 centimetri.
GLI AROMI DELLA SALUTE E DEL BENESSERE | cumino 151

Quando le piantine sono alte circa 5

IN CUCINA
cm, si diradano sulla fi la a una distanza Arrosto con patate al cumino
di circa 25 cm tra loro. PER 4 PERSONE Tagliate in grossi pezzi 1,2 kg
di carne di maiale (spuntature e spalla), insa-
Raccolta e conservazione porite con un pizzico di sale e pepe, qualche
La fioritura avviene l’anno successivo a spicchio di aglio schiacciato e una presa di
quello della semina, tra maggio e luglio. semi di cumino. Fate rosolare la carne in una
La raccolta dei frutti va fatta prima della pentola con un po’ di olio extravergine di
completa maturazione, tra metà luglio e oliva e cucinatela aggiungendo poca acqua.
Dopo 30 minuti circa di cottura aggiungete
metà agosto, tagliando le ombrelle e fa-
un chilo di patate sbucciate e tagliate a toc-
cendole seccare a testa in giù. Durante chi. Aggiustate di sale e fate cuocere ancora
l’essiccazione parte dei frutti si distac- per circa un’ora, aggiungendo acqua all’oc-
cherà spontaneamente; per separare i re- correnza. Prima di portare in tavola il reci-
stanti sarà sufficiente sbattere le ombrel- piente di cottura, cospargete la pietanza con
le ormai secche, conservando poi i frutti altri semi di cumino.
in un barattolo ermetico.

I semi del cumino


(nella foto ingranditi)
si possono masticare
per profumare l’alito.
152 COLTIVARE LE ERBE AROMATICHE

Allium schoenoprasum

erba cipollina
Dell’erba cipollina vengono sfruttate in

S A LU T E E B E L L E Z Z A
cucina soprattutto le foglie, che sono lun- Pur non avendo un impiego corrente
ghi steli cilindrici cavi dal sapore simile in erboristeria, a questa pianta, come
ad altre della stessa famiglia, sono
a quello della cipolla, ma più delicato e
riconosciute proprietà diuretiche
dolce. Tritate, profumano zuppe e mi-
e antiscorbutiche. Insieme con il
nestre, formaggi cremosi, spezzatini di rafano, i chiodi di garofano e altre
carne; intere, servono per la guarnizione erbe aromatiche, l’erba cipollina trova
di piatti, per esempio per legare involtini e impiego anche nella produzione di un
mazzetti di verdure. Anche il bulbo trova ottimo aceto aromatizzato, coadiu-
impiego in cucina, sia crudo per condire vante della buona digestione.
insalate sia cotto per insaporire pietanze.

Descrizione e coltivazione
L’erba cipollina è una bulbosa della fa-
miglia delle liliacee con foglie sottili e
tubolari di colore verde scuro, che rag-
giungono 25 cm di altezza. I fiori sono
rosa intenso, riuniti in capolini globo-
si portati da lunghi steli. Ama i terreni
fertili e profondi, ma si adatta piuttosto
I fiori dell’erba cipollina bene anche alla coltivazione in vaso.
sono di colore rosa,
o rosa porporino, ƒ Pianta perenne, si propaga per seme o
riuniti in eleganti per divisione dei cespi. La semina può
capolini globosi
dall’allegro effetto essere effettuata in piena terra tra marzo
decorativo. e aprile, in solchi poco profondi. Le pian-
GLI AROMI DELLA SALUTE E DEL BENESSERE | erba cipollina 153

tine ottenute in semenzaio vanno invece ƒ Una nota a parte va dedicata all’aspet-
trapiantate a primavera inoltrata, tenendo to ornamentale di questa aromatica. Se
40-50 cm di distanza tra le file e 25 cm sul- piantata in giardino, con la sua fiori-
la fila. Per favorire la produzione di foglie tura di giugno rallegra aiuole e bordure
è bene tagliare le infiorescenze man mano e, ai piedi delle rose, ha una funzione
che si sviluppano. Ogni 2-3 anni, in otto- repellente contro gli afidi, che infestano
bre, si dividono e si trapiantano i cespi. di frequente la regina dei fiori.
ƒ Le foglie si seccano completamente
Raccolta e conservazione
durante l’inverno, per rispuntare nuo-
La raccolta si effettua tagliando le foglie
vamente in primavera.
alla base. Vanno usate fresche poiché sia
l’essiccazione sia il congelamento non
IN CUCINA

Melanzane piccanti danno risultati soddisfacenti. Per avere Dell’erba cipollina


si utilizzano le foglie
all’erba cipollina foglie fresche anche d’inverno, è sufficien- fresche, preferibilmente
Sbucciate e tagliate a striscioline 2 kg di te coltivare qualche piantina sui spezzate con le dita.
melanzane, cospargetele di sale e met- davanzali inter-
tetele per mezz’ora a perdere l’acqua di ni della cucina.
vegetazione. Fate bollire un litro di ace-
to di vino bianco con 2 cucchiai di zuc-
chero, unite le melanzane e riportate a
bollore per qualche minuto, poi scolate
conservando il liquido. Alle melanzane
calde unite 120 ml di olio extravergine
di oliva, 2 cucchiai di origano e 3 cuc-
chiai di erba cipollina tritata. Trasferite
il tutto in vasi puliti, unendo mez-
zo peperoncino e 4 spicchi di aglio
puliti per ogni barattolo. Pressate le
melanzane con un cucchiaio e irrorate
con l’aceto di cottura raffreddato
prima di chiudere i vasi.
154 COLTIVARE LE ERBE AROMATICHE

Foeniculum vulgare

finocchio
Aromatica assai apprezzata per il ca-
ratteristico e inconfondibile sapore, il
finocchio cresce nelle regioni dell’Ita-
lia centrale e meridionale e si trova
allo stato spontaneo nei campi incolti
e lungo le bordure delle strade. Chia-
mato anche finocchio selvatico o fi-
nocchietto, viene largamente utilizzato
in cucina per aromatizzare brodetti di
pesce, carni, salse, pani, focacce oltre a
dolci e liquori. È anche un ottimo di-
gestivo, tanto che l’infuso ottenuto dai
semi viene somministrato persino ai
neonati per calmare le coliche e favori-
re l’espulsione dei gas intestinali.

Descrizione e coltivazione
Pianta erbacea perenne alta fino a 1,5 m,
possiede una grossa radice a fittone. Le
foglie sono filiformi e dotate di una guai-
na che riveste il fusto. I fiori, bianchi e
Per evitare possibili
piccoli, sono riuniti in ombrelle; i frutti
incroci, è bene
non piantare sono costituiti da due semi schiacciati.
il finocchio vicino
ad altre ombrellifere, ƒ Il finocchio è una specie rustica che
come l’aneto. teme il freddo e le eccessive annaffiature
GLI AROMI DELLA SALUTE E DEL BENESSERE | finocchio 155

Raccolta e conservazione
IN CUCINA

Pane al finocchio Il fi nocchio ha la caratteristica di con-


Setacciate sulla spianatoia un chilo tenere il tipico aroma che lo contrad-
di farina a fontana con una presa di distingue in tutte le parti della pianta:
sale, versate al centro 30 g di lievito semi, foglie, rametti giovani, germogli.
sciolto in acqua tiepida zuccherata e A parte i semi, che devono essere rac-
impastate unendo 2 bicchieri di birra colti nel periodo di maturazione (da
a temperatura ambiente. Incorporate ottobre a novembre), tutte le altre par-
la scorza grattugiata di un’arancia, 20 g ti possono essere raccolte al momento
di semi di finocchio e amalgamate il dell’utilizzo.
tutto. Date al pane la forma desiderata, I semi si conservano facilmente all’in-
fatelo lievitare finché non raddoppia il
terno di vasi o barattoli di vetro, senza
suo volume e cuocetelo a 180 °C in
bisogno di effettuare alcun trattamen-
forno caldo per circa 20 minuti.
to. Le altre parti si mantengono bene in
frigorifero e le foglie, ottime per aroma-
ma, a parte questo, non richiede partico- tizzare zuppe e minestre, possono anche
lari cure e si adatta con facilità a qual- essere congelate.
siasi tipo di terreno.
S A LU T E E B E L L E Z Z A

ƒ La propagazione avviene per seme, an- Il finocchio è ricco di proprietà di-


che spontaneamente se si lasciano alcuni gestive, diuretiche, antispasmodi-
frutti attaccati alla pianta. Questi, infatti, che e antifermentative. Uno dei suoi
cadendo si pianteranno nel terreno e ge- costituenti principali, l’anetolo, ha
nereranno nuovi esemplari, per cui non qualità balsamiche e fluidifica le se-
sarà necessario ripetere la semina. crezioni catarrali.
L’infuso ricavato con i semi è noto,
ƒ Poiché, se non si interviene, il fi noc- oltre che per la capacità di favorire i
chio ha la tendenza a divenire infestan- processi digestivi, perché stimola e
te, è opportuno recidere la pianta alla aumenta la montata lattea nelle puer-
base dopo la raccolta dei frutti, così da pere. Inoltre, rende il sapore del latte
permettere ai nuovi germogli di formar- più dolce e gradevole.
si e svilupparsi.
156 COLTIVARE LE ERBE AROMATICHE

Lavandula officinalis

lavanda
L’olio essenziale di Tra i tanti tipi di lavanda in coltivazione,
lavanda ha potere la specie L. officinalis è quella che pre-
sedativo: si può porne
qualche goccia senta le più spiccate caratteristiche aro-
sul cuscino prima matiche ed erboristiche. Il bell’aspetto
di coricarsi. È efficace di questa pianta perenne la rende inoltre
anche per i bambini.
molto apprezzata per la realizzazione di
bordure in giardino. In cucina vengono
usati sia i fiori sia le foglie, freschi o es-
siccati, per grigliate, arrosti e marinate. mentre da fresche possono decorare i
Le sommità fiorite rientrano anche nel- piatti di presentazione. L’olio essenzia-
la famosa miscela di “erbe di Provenza”, le che si estrae dai fiori di lavanda trova
impiego in profumeria, nell’industria
dolciaria e liquoristica. La lavanda è tra
S A LU T E E B E L L E Z Z A

I fiori di lavanda purificano la pelle: sono perciò uti-


le piante mellifere: il miele che se ne ri-
lissimi per la cura della cute grassa e acneica; favori-
cava è delicatamente aromatico e molto
scono inoltre la cicatrizzazione di piaghe e ferite, sti-
molano la circolazione superficiale e migliorano quella
profumato.
cutanea del cuoio capelluto. La tintura di lavanda è
utilizzata per frizionare i capelli grassi e combattere la Descrizione e coltivazione
forfora. La lavanda serve anche per purificare l’alito e La lavanda è un cespuglio sempreverde,
la bocca mediante sciacqui e gargarismi. Per un bagno spontaneo negli ambienti aridi medi-
balsamico e rilassante mettete in infusione una gros- terranei, con foglie lanceolate di colore
sa manciata di fiori, racchiusi in un sacchetto di tela, grigio-verde. La fioritura avviene a inizio
nell’acqua della vasca. L’essenza di lavanda è anche estate, in verticilli dei piccoli fiori odoro-
un repellente contro gli insetti. si azzurro-porpora, ma anche bianchi,
rosa o blu nelle numerose varietà.
GLI AROMI DELLA SALUTE E DEL BENESSERE | lavanda 157

IN CUCINA
Luccio grigliato alla provenzale
P E R 4  5 P E R S O N E Pulite e asciugate un
luccio di circa un chilo, incidendolo sui
fianchi per favorirne la cottura. Fatelo ma-
rinare in olio extravergine di oliva, foglie
di lavanda, santoreggia, timo, sale e pepe,
girandolo più volte. Cuocete il pesce sulla
griglia e servitelo aperto a libro, condito
con una spolverata
di nepitella tritata e
un filo di olio extra-
vergine di oliva.

ƒ La propagazione avviene prevalente- Raccolta e conservazione


mente per talee radicate, piantate in La raccolta delle infiorescenze si ef-
primavera a una distanza di 60-70 cm fettua quando la fioritura della spiga
l’una dall’altra in terreni esposti al sole è iniziata ma non troppo
e ben drenati. Le piante acquistate in avanzata, nelle ore cen-
vaso, già dotate di rami secondari alla trali della giornata con
base del fusto, possono essere piantate i fiori ben asciutti, reci-
in qualsiasi momento, esclusi i periodi dendo anche una por-
più freddi e umidi. zione di stelo, in modo
da poterne fare maz-
ƒ La lavanda tende a lignificare alla base zetti da appendere per
e a diventare disordinata spogliandosi l’essiccazione. La quanti-
nella parte bassa. Per mantenere com- tà di essenza contenuta
patta la vegetazione e garantirle lunga nei fiori dipende
vita, i cespugli devono essere potati tutti dalla specie, dalla
gli anni a 15 cm da terra quando è termi- zona di coltivazio-
nata la fioritura. ne e dal clima.
158 COLTIVARE LE ERBE AROMATICHE

Origanum majorana

maggiorana
La maggiorana è un piccolo cespuglio

S A LU T E E B E L L E Z Z A
dal profumo molto gradevole presente Dato che contribuisce a liberare il naso
nella flora spontanea delle regioni medi- dal muco e a ridurre l’eventuale gonfiore
degli occhi, in suffumigi e inalazioni
terranee. Le foglie di questa pianta, sia
la maggiorana è un buon rimedio per il
fresche sia essiccate, si usano per aro- raffreddore, mentre aggiunta all’acqua
matizzare pesce, uova, insalate e salsa calda del bagno ha effetto tonificante e
di pomodoro. La maggiorana ha anche rilassante. Contro il torcicollo mettete
proprietà medicamentose: le sommità qualche manciata di fiori secchi in un
fiorite hanno effetti anticatarrali, dige- sacchetto di tela e, dopo averlo scalda-
stivi e antispasmodici, per cui si rivela to, applicatelo sulla parte dolorante.
un valido aiuto contro le mestruazioni

Della maggiorana
si raccolgono gli apici
dei getti, evitando
i rametti già lignificati
alla base della pianta.
GLI AROMI DELLA SALUTE E DEL BENESSERE | maggiorana 159

dolorose. L’olio essenziale, assunto in e sbocciano da luglio a settembre. Poiché


piccole dosi, è efficace contro il mal di teme i ristagni idrici, la maggiorana va
testa e come tranquillante. coltivata in terreni leggeri e ben drenati.
ƒ Può essere seminata direttamente in
Descrizione e coltivazione
piena terra a primavera inoltrata, su file
Appartenente alla famiglia delle labiate,
distanti 30 cm, oppure da fine aprile si
la maggiorana è ricoperta da una fitta e
trapiantano le piantine da semenzaio.
minuta peluria, che conferisce una colo-
razione verde-grigiastra alle foglie, pic- ƒ Per favorire l’irrobustimento degli
cole e fitte. I fiori, riuniti in piccole spi- esemplari, il primo anno è bene tagliare
ghe, sono di colore bianco, rosa o malva le sommità fiorite.

Raccolta e conservazione
IN CUCINA

Pollo ripieno alla maggiorana La raccolta va effettuata durante il pe-


P E R 4 P E R S O N E Pulite e lavate un pol- riodo estivo, prima della completa fiori-
lo di un chilo e salatelo dentro e fuori, tura, tagliando gli steli a una decina di
strofinandolo esternamente con un centimetri dal suolo. Dopo l’essiccazione
battuto di santoreggia e maggiorana. in ambiente aerato, si conserva in barat-
A parte preparate un ripieno con 50 g di
toli chiusi o in sacchetti di tela, al riparo
cipolla e uno spicchio di aglio rosolati
nel burro insieme con 250 g di funghi dall’umidità e dalla luce. Se l’essicca-
coltivati tagliati a pezzi piccoli e lasciati zione non è avvenuta rapidamente,
asciugare a fuoco vivace. Aggiungete l’aroma risulta, però, meno inten-
prezzemolo, abbondante maggiorana so di quello delle
e uno spicchio di aglio tritati. Farcite il piante fresche.
pollo e legatelo perché il ripieno non
esca. Rivestitelo con 150 g di pancetta
a fette, avvolgetelo in un foglio di carta
stagnola bagnandolo prima con mezzo
bicchiere di vino rosso e cuocete in for-
no a 180 °C per circa 45 minuti. Servite
il pollo con delle patate arrosto.
160 COLTIVARE LE ERBE AROMATICHE

Melissa officinalis

melissa
Pare che a introdurre in Europa questa
pianta, originaria dell’Asia sudocciden-
tale, siano stati i Romani. Da allora la
melissa, chiamata anche cedronella per
il profumo di limone che sprigionano le
sue foglie quando vengono strofinate, si
è inselvatichita in tutta Italia e ha trovato
ospitalità negli orti e nei giardini, dove è
coltivata come aroma sostitutivo del limo-
ne in cucina e come pianta medicinale dal-
le spiccate proprietà sedative. Considerata
in passato la pianta per eccellenza contro
la malinconia, oggi alla melissa viene as-
segnato un ruolo importante e “dolce”
contro lo stress, il nemico più insidioso e
diffuso della vita contemporanea.

Descrizione e coltivazione
La melissa è un’erbacea perenne rizoma-
tosa, con fusti alti 50-80 cm eretti, ornati
da foglie ovate verde brillante, un po’ bol-
lose e pelose. Nella prima metà dell’estate
produce verticillastri di fiorellini candidi
di scarso significato ornamentale. È una
delle poche erbe aromatiche che preferi-
GLI AROMI DELLA SALUTE E DEL BENESSERE | melissa 161

IN CUCINA

S A LU T E E B E L L E Z Z A
Torta di riso alla melissa L’infuso di melissa (20 g di foglie fresche in un litro
di acqua bollente per 15 minuti) toglie la stanchezza,
Fate cuocere 300 g di riso in un litro rilassa la muscolatura dopo lo sport e gli sforzi ecces-
di latte sino a quando tutto il liquido sivi, concilia il sonno, cura i crampi, la cattiva digestio-
è stato assorbito. Togliete dal fuoco ne e il mal di testa. È un rimedio semplice ed efficace
e lasciate raffreddare. In una terrina anche per i bambini irrequieti, febbricitanti e insonni.
intanto montare 3 tuorli con 200 g di Una bevanda corroborante per quando fa molto
zucchero, una bustina di vanillina e un freddo si prepara versando in una tazza di acqua
pizzico di sale. Quando il composto si bollente un bicchierino del cosiddetto vino di me-
è ben schiarito, unite il riso cotto nel lissa. Questo si prepara lasciando macerare per 15
latte e aggiungete un pugno di foglie giorni in mezzo litro di vino bianco 2 manciate di
di melissa tritate fini. A parte montate foglie di melissa appena colte, la parte gialla della
a neve gli albumi delle uova e uniteli scorza di un limone non trattato, 10 chiodi di garo-
delicatamente alla miscela che, versata fano e un pezzetto di cannella. Questo macerato è
in una tortiera imburrata, andrà cotta utile, puro, su una zolletta di zucchero contro cram-
in forno a 180 °C per circa 50 minuti. pi, vomito, vertigini e palpitazioni.

scono la coltivazione in mezz’ombra (in- Raccolta e conservazione


sieme a prezzemolo e menta), in terra ben Le foglie possono essere usate sia fre-
vangata e arricchita di letame maturo. sche sia essiccate: in entrambi i casi
conservano il caratteristico aroma, se
ƒ Si può seminare in primavera, ma
possibile ancora più accentuato nel sec-
per ottenere facilmente una nuova pian-
co. Per l’asportazione si tagliano con le
ta basta chiedere una piccola porzione
forbici i rami interi nelle ore più calde
di radice a chiunque la coltivi. Perché
della giornata e si appendono a testa in
si mantenga ordinata e compatta, i suoi
giù, all’aria e all’ombra, raggruppati in
steli vanno drasticamente accorciati a
mazzetti. Le foglie essiccate si conser-
metà primavera e poi a metà estate.
vano bene per oltre un anno chiuse in N E L L A P A GI N A
A F I A N CO : le foglie
ƒ Poiché tende a diventare invadente se sacchetti di carta. Le sommità fiorite
di melissa, se strofinate,
si trova a suo agio, va controllata, elimi- si raccolgono a inizio fioritura, tra giu- emanano un gradevole
nando i rizomi in eccesso. gno e luglio. aroma di limone.
162 COLTIVARE LE ERBE AROMATICHE

Mentha piperita

menta
N E L L A P A GI N A Al genere Mentha appartengono molte Descrizione e coltivazione
A F I A N CO :
le foglie specie, ma quella dal profumo più gra- Appartenente alla famiglia delle la-
della menta sono
di un bel colore verde devole è la menta piperita. In Italia l’im- biate, è una pianta perenne dal fusto
scuro con nervature piego in cucina non è particolarmente quadrangolare verde-violaceo, foglie
rossicce o violacee. diffuso, se non per decorare piatti o per opposte ovali e seghettate, fiori bianco-
insaporire insalate fresche e frittate. Fa rosati riuniti in glomeruli, a loro volta
eccezione il Lazio, regione in cui la men- raggruppati in infiorescenze a forma di
ta rientra in alcune ricette, anche a base spiga. Ama i terreni freschi e fertili in
di carne. Nei Paesi anglosassoni, invece, mezz’ombra e richiede molta acqua.
è una spezie di largo impiego, per esem-
pio nella tradizionale salsa, usata per ac-

IN CUCINA
compagnare le carni ovine. Sorbetto di pompelmo
alla menta
S A LU T E E B E L L E Z Z A

La menta può essere utilizzata come Fate cuocere a fuoco basso per una de-
antisettico delle vie respiratorie per pu- cina di minuti la scorza di un pompelmo
rificarle e decongestionarle e contro raf- non trattato con 3,8 dl di acqua e 130 g
freddori e sinusiti, mediante suffumigi. di zucchero, filtrate e lasciate raffreddare.
Cataplasmi di foglie fresche pestate In una terrina mescolate lo sciroppo di
hanno azione calmante per le affezioni zucchero così ottenuto con 5 dl di succo
della pelle, pruriti e punture d’insetti. di pompelmo e un paio di cucchiaini di
Gli infusi e i tè alla menta sono tonici, menta fresca tritata. Mettete il prepara-
leggermente astringenti e rinfrescano le to in freezer in vaschette basse; quando
pelli irritabili e sensibili; sotto forma di il sorbetto inizia a solidificare, frullatelo
gargarismi e risciacqui, leniscono le in- per renderlo cremoso, poi rimettetelo in
fiammazioni delle mucose della bocca. freezer fino al momento di servirlo.
GLI AROMI DELLA SALUTE E DEL BENESSERE | menta 163

ƒ Si propaga per mezzo di stoloni, che


devono essere interrati a due a due in au-
tunno, a una distanza di 20 cm sulla fila,
con 40 cm tra le file.
ƒ Può diventare infestante e, per questo,
va controllata con il taglio almeno una
volta all’anno, in primavera.

Raccolta e conservazione
Le foglie vanno raccolte prima della fio-
ritura, tra luglio e agosto, ed essiccate in
un luogo ombreggiato e ventilato. Per un
secondo raccolto, si tagliano le piante a li-
vello del suolo prima che sboccino i fiori.

Salsa aromatica
di ricotta e menta
Mondate e sciacquate rapidamente 2-3 rametti
di menta fresca, un ciuffo di finocchio selvatico
e un rametto di melissa. Pulite uno scalogno e
tritatelo assieme alle erbe. Raccogliete il tutto
in una ciotola e unite, mescolando, poco olio
extravergine di oliva, qualche goccia di succo
di limone e un pizzico di sale. Ottenuto un
composto omogeneno, incorporate la ricotta
passata al setaccio. Mescolate per amalgama-
re, spolverizzate con del pepe e aggiungete,
se serve, ancora olio e limone. Questa salsa è
ottima con uova, carne o verdure bollite.
164 COLTIVARE LE ERBE AROMATICHE

Myrtus communis

mirto
Pianta tipicamente Il mirto è una delle piante tipiche del- preparazione di piatti a base di carne e
mediterranea, il mirto la macchia mediterranea. Sia i frutti pesce, quali arrosti, umidi, marinate,
soffre gli inverni
rigidi delle regioni (bacche sferiche carnose) sia le foglie, court-bouillon e grigliate. Con i frutti
settentrionali. fresche o essiccate, vengono usati nella freschi si possono realizzare salse e in-
saporire risotti, oltre a guarnire piatti
da portata. In Sardegna il mirto è usato
per varie ricette tipiche, che spaziano
dal porceddu (maialino) allo spiedo, al
liquore omonimo.

Descrizione e coltivazione
Il mirto è un arbusto sempreverde che
può raggiungere 4 m di altezza, con esi-
li rami che portano piccole foglie ovali,
molto profumate. I fiori, bianchi o leg-
germente rosati, anch’essi profumati, si
sviluppano tra maggio e luglio all’ascel-
la delle foglie. Nei mesi invernali matu-
rano i frutti, di colore bluastro, simili
ai mirtilli.
ƒ Si propaga in autunno per talee, da
interrare a una distanza di un metro sia
tra le fi le sia sulla fi la. È una pianta che
si adatta molto bene anche alla coltiva-
zione in vaso.
GLI AROMI DELLA SALUTE E DEL BENESSERE | mirto 165

Raccolta e conservazione

IN CUCINA
Le foglie da essiccare si raccolgono nella Porcellino
tarda primavera, anche se è preferibile arrosto al mirto
utilizzarle fresche. I frutti maturano tra Prendete un maialino da latte di 3-4 kg,
l’autunno e l’inverno, e vengono tradizio- con la carne tenerissima che rende ca-
nalmente lasciati macerare sotto spirito ratteristica questa ricetta. Preparate il
per la preparazione del celebre liquore. fuoco dello spiedo con legno di pian-
I fiori sbocciano tra maggio e agosto, in te aromatiche, tra le quali il ginepro,
alcuni casi anche fino all’autunno; sono per migliorare il gusto della carne. Il
utilizzati in cosmesi e per la preparazio- maialino, dopo essere stato svuotato
ne di profumatissimi pot-pourri. delle interiora, lavato, asciugato, sa-
lato e profumato con molte foglie di
ƒ Le foglie, che vanno essiccate in luo- mirto, deve essere infilzato e messo a
ghi asciutti e arieggiati, si mantengono cuocere con l’interno rivolto verso la
a lungo in sacchetti di tela, mentre i fiamma. A tre quarti di cottura, ungete
frutti vanno consumati freschi o si con- bene la carne passandovi un pezzo di
servano sott’aceto. lardo di circa 100 g conficcato su una
forchetta e precedentemente scaldato
per farlo colare meglio. Dopo circa 3
S A LU T E E B E L L E Z Z A

Il profumo di foglie e frutti del mirto è ore girate il maialino ripetutamente


dovuto alla presenza di un olio essen- sullo spiedo, per ottenere una bella ro-
ziale, il mirtolo, che per uso esterno solatura e una cotenna croccan-
ha buone proprietà sedative e antireu- te. Nell’impossibilità di prepara-
matiche. Le foglie sono balsamiche re questa ricetta con lo spiedo,
e antisettiche, mentre i frutti hanno potete arrostire il porcellino nel
un’azione astringente, carminativa e forno.
tonica. L’infuso può essere utilizzato La carne
come detergente intimo per lenire in- va servita
fiammazioni e pruriti. Con il mirto si calda, ma può
preparava la cosiddetta “acqua degli pure essere mangia-
angeli”, un tonico per la pelle ottenuto ta fredda, dopo essere sta-
dalla distillazione di foglie e fiori. ta coperta con foglie di mirto.
166 COLTIVARE LE ERBE AROMATICHE

Origanum vulgare

origano
Il profumo dell’origano evoca immedia-
tamente quello della pizza, nonché di altri
piatti della tradizione culinaria meridio-
nale. Insuperabile per salse al pomodoro,
questa erba aromatica è utilizzata anche
per insaporire verdure e nella preparazio-
ne di pesci e carni “alla pizzaiola”. In cu-
cina si usano dunque le foglie, sia fresche
sia essiccate, mentre in erboristeria trova-
no impiego le sommità fiorite, dotate di
proprietà toniche, digestive, carminative
e blandamente stimolanti.

L’origano, una delle Descrizione e coltivazione


S A LU T E E B E L L E Z Z A

piante simbolo della L’origano, in suffumigi e inalazioni,


macchia mediterranea, Pianta perenne stolonifera comune nei
libera il naso, attenua il senso di oc-
si sviluppa bene anche prati aridi e negli incolti del Sud Italia,
in terreni siccitosi.
clusione, la pesantezza al capo e le ne-
vralgie. Una manciata delle sue foglie l’origano può raggiungere 80 cm di altez-
nell’acqua del bagno o del pediluvio ha za. È considerato un suffrutice, cioè una
proprietà stimolanti, purificanti e deo- specie con base del fusto legnosa come
doranti per le pelli impure e per le estre- un cespuglio. Ha foglie piccole e fiori
mità affaticate. L’essenza è utilizzata rosa carico riuniti in infiorescenze simili
contro le nevralgie. Nella farmacopea a spighe, che compaiono in estate.
popolare, il succo fresco applicato
con un po’ di cotone su un dente caria- ƒ Può essere moltiplicato a inizio pri-
to serve a lenire il dolore. mavera per divisione dei cespi oppure
per semina in semenzaio protetto, la-
GLI AROMI DELLA SALUTE E DEL BENESSERE | origano 167

Le foglie di origano
possono essere
utilizzate sia fresche
sia secche.

sciando sviluppare le piantine per 60- IN CUCINA


90 giorni prima di metterle a dimora a Pizza con origano e aglio
60 cm tra le fi le e a 30 cm sulla fi la. Ti- PER 4 PERSONE Fate sciogliere 30 g di lievito di birra in poca acqua
pico della flora mediterranea, l’origano tiepida e lasciatelo agire per 15 minuti circa, finché sulla superficie
teme il freddo e i terreni compatti e ar- non si forma una schiumetta. Ponete un chilo di farina sulla spia-
gillosi, che trattengono l’acqua. Perché natoia a fontana e impastate incorporando il lievito e un cucchiaio
sia più intensamente profumato, deve di sale, finché il composto non diventa liscio e inizia a fare le bolle.
vivere in pieno sole, va irrigato pochis- Avvolgete poi la pasta in un tovagliolo pulito e lasciatela lievitare
simo e mai concimato. 2 ore prima di utilizzarla. Stendete la pasta su una placca da forno
unta, fino a uno spessore di tre millimetri. Pulite 3-4 spicchi di aglio
e tagliateli a fettine piuttosto spesse, distribuendole sulla base e
Raccolta e conservazione premetele con le dita per farle affondare. Irrorate la pizza con olio,
Le foglie fresche si raccolgono al mo- salate, pepate e cospargete di abbondante origano. Cuocete la piz-
mento durante tutta l’estate. Per la con- za in forno già caldo a 230-250 °C per 35-40 minuti.
servazione, invece, si taglia a fine estate la
parte erbacea dei rametti, completa degli Olive all’origano
scapi fiorali, e si fa essiccare all’ombra P E R 4 P E R S O N E Lavate e asciugate 40 olive nere e fatele soffrig-
in un luogo ventilato. È una delle erbe gere in una padella con olio extravergine di oliva e uno spicchio di
aromatiche che con l’essiccazione, se av- aglio schiacciato. Unite mezzo bicchiere di aceto e aggiungete una
viene rapidamente con tempo asciutto, manciata di origano. Cuocete qualche minuto e servite.
guadagna in sapore.
168 COLTIVARE LE ERBE AROMATICHE

Capsicum annuum

peperoncino
Le bacche del È il re dei sapori piccanti, protagonista
peperoncino hanno indiscusso di un piatto semplicissimo
forme, dimensioni
e colori molto diversi quale la pasta aglio, olio e peperoncino,
a seconda delle varietà. autentica prelibatezza dalla preparazio-
ne ultraveloce. Questo ingrediente entra
largamente in cucina, sia per insaporire
sughi, carni e grigliate sia per aroma-
S A LU T E E B E L L E Z Z A

Il peperoncino, oltre a spiccate pro-


prietà stimolanti, digestive e anti-
scorbutiche, grazie all’alto contenuto
di vitamine A e C ha effetti vasodilata-
tori, e forse per questo un tempo era
considerato un potente afrodisiaco. Il
consumo regolare di piccole dosi di
peperoncino nei cibi favorisce la flui-
dificazione del sangue. In soluzione
alcolica, usato per gargarismi, stimola
l’apparato oro-faringeo e schiarisce la
voce. Macinato e applicato su appositi
cerotti ha proprietà revulsive per il trat-
tamento di reumatismi, artrosi, nevral-
gie e geloni, poiché stimola le termina-
zioni nervose periferiche e fa affluire il
sangue nella zona trattata.
GLI AROMI DELLA SALUTE E DEL BENESSERE | peperoncino 169

tizzare verdure sottolio, formaggi e in-

IN CUCINA
saccati. Le varietà di peperoncino sono Tomini sott’olio
numerose: in genere, più le dimensioni al peperoncino
sono ridotte e più è accentuata la nota
Tagliate alcuni tomini a cubetti di circa
piccante che conferisce ai cibi, soprat-
mezzo centimetro, metteteli in un vaso
tutto tramite i semi. Peperoncini essic- di vetro a chiusura ermetica
cati, macinati e variamente miscelati alternandoli a falde di peperoni
danno origine al pepe di Caienna e alla cotti alla griglia e privati della pel-
paprica, mentre dalla miscela con altre le, peperoncino piccante essiccato
spezie si ottengono il chili, il curry, il a pezzetti, aglio tagliato a rondelle,
tabasco e, in miscela con aglio, cumino origano e grani di pepe nero. Coprite
e coriandolo, l’harissa, una salsa a larga il tutto con olio extravergine di oliva.
diffusione in Medio Oriente. Chiudete poi il barattolo e capovolge-
telo per far risalire eventuali bolle d’aria,
quindi aprite e aggiungete altro olio
Descrizione e coltivazione fino ad arrivare a coprire bene i cubet-
Pianta annuale della famiglia delle sola- ti di formaggio. Lasciate insaporire la
nacee (come melanzana e pomodoro) da preparazione per qualche giorno, poi
seminare in febbraio-marzo in semen- consumatela nell’arco di 2-3 set-
zaio al riparo, con trapianto delle pian- timane; mantenete il con-
tine all’aperto in aprile-maggio al Nord, tenitore in frigorifero.
mentre al Sud i tempi sono anticipati di
almeno un mese. La distanza tra le piante
è di 30 cm sulla fila e di 50 cm tra le file. ti alla pianta, estirpando quest’ultima
solo quando arriva alla fi ne del suo ci-
ƒ Se il clima è caldo e asciutto e gli ap- clo vegetativo e appendendola a testa in
porti idrici sono ridotti, i frutti diventa- giù a completare l’essiccazione. Dopo
no più piccanti. di che si staccano i frutti e si conserva-
no in vasi chiusi, affi nché non perdano
Raccolta e conservazione l’aroma. Volendo, si possono macinare
È preferibile lasciar appassire i pepe- o tritare e amalgamare con olio extra-
roncini il più a lungo possibile attacca- vergine di oliva.
170 COLTIVARE LE ERBE AROMATICHE

Petroselinum hortense

prezzemolo
Il prezzemolo in cucina è ingrediente aromatiche, court-bouillon e marinate.
indispensabile per molte ricette: dal Per esaltarne l’aroma, dopo la raccolta
pesce alle farciture, fi no alla celebre e prima dell’uso tritato è consigliabile
salsa verde che accompagna le carni lasciare il mazzetto di prezzemolo con
bollite. Foglie e frutti, freschi ed es- la base immersa in un bicchiere d’acqua
siccati, servono per preparare miscele per qualche ora.
La germinazione
dei semi di prezzemolo
è molto lenta.
Per vedere emergere
le prime piantine
possono essere
necessari anche
40 giorni.
SALUTE E BELLEZZA

Già Plinio il Vecchio nel I secolo d.C.


decantava le virtù di questa pianta,
compresa quella di far aumentare
la fertilità sia nelle donne che negli
uomini. Pur non avendo questo
potere (al contrario per molti secoli
è stato usato per provocare aborti),
il prezzemolo unisce alle indubbie
qualità aromatiche buone proprietà
aperitive, diuretiche e stimolanti.
GLI AROMI DELLA SALUTE E DEL BENESSERE | prezzemolo 171

Descrizione e coltivazione Gigante d’Italia, è bene aumentare ulte-


Il prezzemolo ama i terreni ferti- riormente le distanze.
li e sempre un po’ freschi, al sole o in ƒ I fiori, raccolti in infiorescenze ad om-
mezz’ombra. brella, si formano solo nel secondo anno
ƒ La semina avviene tra marzo e aprile; dalla semina, ragion per cui, se si deside-
quando le piantine sono sufficientemen- ra raccogliere i semi, occorre mantenere
te sviluppate si procede al diradamento, la coltura per 2 anni.
mantenendo una distanza sulla fila di
una decina di centimetri tra una pianta Raccolta e conservazione
e l’altra e 20 cm tra le file; per le varietà a La raccolta inizia circa 2 mesi dopo la se-
grande sviluppo, come la popolarissima mina e si protrae fino alla fine dell’estate,
tagliando alla base solo le foglie esterne,
IN CUCINA

in modo da consentire lo sviluppo di nuo-


Tortelloni di ricotta
ve foglie al centro. Per la conservazione
al prezzemolo
si può ricorrere al congelamento: un si-
PER 4 PERSONE Impastate 400 g di stema molto pratico è quello di staccare
farina, 4 uova e una presa di sale, sten- le singole foglioline, pulirle, asciugarle,
dete una sfoglia sottile e tagliatela in chiuderle in un sacchetto per la congela-
quadrati di 6-8 cm di lato. Preparate il
zione e surgelarle. Prima dell’uso si strin-
ripieno con 400 g di ricotta, 2 uova,
ge nel pugno il sacchetto
40 g di parmigiano grattugiato, 40
g di prezzemolo tritato, sale, pepe e ancora congelato: in
un pizzico di noce moscata. Mettete questo modo le fo-
un cucchiaino di composto su ogni glie si sbricioleranno
quadrato di pasta, ripiegate e chiude- e risulteranno già
te premendo bene i bordi. Cuocete pronte, come se
in abbondante acqua salata bollente, fossero
scolando dopo pochi minuti. Servite appena
condendo con burro fuso e abbondan- tritate.
te grana grattugiato, oppure con salsa
di pomodoro.
172 COLTIVARE LE ERBE AROMATICHE

Armoracia rusticana

rafano
Le foglie alla base
della pianta di rafano
sono diverse da quelle
del fusto, intere
o appena dentate.

Il rafano è coltivato per la grossa radice


S A LU T E E B E L L E Z Z A

a fittone dall’aroma piccante che è nota In erboristeria si sfruttano le proprietà


anche con il nome di cren. Grattugiata, anticatarrali, depurative, antireumati-
che e calmanti per l’acidità di stoma-
con l’aggiunta di zucchero e una goccia
co. Per uso esterno, tramite frizioni, il
di aceto, diventa una salsa molto forte, rafano induce l’afflusso di sangue nel-
adatta ad accompagnare i bolliti, molto le zone trattate e si rivela, perciò, utile
apprezzata nella tradizione gastronomi- contro i dolori reumatici, della sciatica
ca tedesca. Grattugiare il rafano non è e le contusioni.
però impresa facile: la radice libera infat-
GLI AROMI DELLA SALUTE E DEL BENESSERE | rafano 173

ti composti talmente acri che stimolano

IN CUCINA
fortemente le vie respiratorie e provocano Salsa al rafano (cren)
una lacrimazione abbondante. Anche le Chi non conosce il cren è meglio che
foglie giovani, finemente tritate, possono per la prima volta lo assaggi in una
essere utilizzate per aromatizzare salse. versione con aggiunta di panna, nella
quale il suo forte sapore sia mitigato.
Descrizione e coltivazione Mettete 100 g di rafano grattugiato in
Il rafano è una specie perenne, caratte- una ciotola e aggiungete della molli-
rizzata da una radice molto grossa e car- ca di pane bagnata in un po’ di latte
nosa. Il fusto erbaceo è eretto, con una e strizzata. Amalgamate il tutto con
rosetta di grandi foglie ovate e dentella- un paio di cucchiaini di zucchero, 2
te alla base. cucchiaiate di panna montata non
zuccherata, qualche goccia di aceto e
ƒ Si moltiplica alla fine dell’inverno, pian- un pizzico di sale. È una salsa adatta
tando nel terreno dei pezzetti di radice. per le carni bollite, anche quando ven-
Preferisce i terreni un po’ pesanti, umidi, gono servite fredde.
fertili, al sole o in mezz’ombra.

Raccolta e conservazione
La raccolta si effettua solitamente a par-
tire dall’inizio dell’autunno. Le radici
devono essere pulite con cura, preferi-
bilmente senza usare acqua, e poi vanno
lasciate asciugare. Si conservano molto
bene nel frigorifero, chiuse in sacchetti
o contenitori dotati di coperchio, per un Liquore digestivo al rafano
tempo che varia da parecchie settimane Mettete 2 manciate di radici spezzet-
a una quindicina di giorni, se mantenute tate a macerare per una decina di gior-
a temperatura ambiente. Se si desidera, ni in un litro di birra o di vino. Filtrate,
invece, prolungare maggiormente i tem- imbottigliate e bevetene a bicchierini
pi di conservazione, un’alternativa vali- in caso di necessità.
da è la surgelazione.
174 COLTIVARE LE ERBE AROMATICHE

Rosmarinus officinalis

rosmarino
A seconda Il rosmarino è una specie tipica della mac-
dell’ambiente chia mediterranea e, assieme all’aglio, è
in cui vive, l’arbusto
del rosmarino può uno dei principali aromi della cucina ita-
crescere da alcune liana. Viene utilizzato per insaporire car-
decine di centimetri ni arrosto, grigliate, sughi, marinate, ver-
fino a 2-3 metri.
dure, ma è molto apprezzato anche per le
sue proprietà officinali, essendo stimolan-
te, stomachico, tonico, e digestivo. L’uso
in cucina di questa pianta aromatica deve
essere ben calibrato, per evitare di ecce-
dere e di coprire, quindi, gli altri sapori.

Descrizione e coltivazione
Il rosmarino è un arbusto sempreverde
che può raggiungere 2 m di altezza; ha
foglie piccole, strette e coriacee e fiori
azzurri, bianchi o violetti che sbocciano
a fi ne inverno. Ama i climi miti e cresce
bene nei terreni siccitosi, sabbiosi e cal-
carei, ma può essere coltivato ovunque,
purché in posizione esposta a sud e ri-
parata d’inverno.
ƒ Le piante si mettono a dimora all’ini-
zio della primavera a una distanza di 20 cm
sulla fila e di un metro tra le file.
GLI AROMI DELLA SALUTE E DEL BENESSERE | rosmarino 175

Raccolta e conservazione

S A LU T E E B E L L E Z Z A
Le foglie del rosmarino sono disponibili Per uso esterno il rosmarino è un
buon antisettico. L’olio essenziale,
fresche in qualunque periodo dell’anno,
frizionato sulle zone doloranti, cura
ma d’inverno il loro profumo è meno in-
contusioni, distorsioni, dolori artico-
lari e muscolari, reumatismi e torci-
IN CUCINA

collo. Per questo motivo entra nella


Schiacciata aromatica
composizione di creme per i massag-
al rosmarino gi. In cosmesi, le lozioni e i bagni di
Disponete 500 g di farina a fontana rosmarino deodorano, stimolano, to-
sulla spianatoia, unite 30 g di lievito nificano e purificano la pelle, mentre
di birra, dopo averlo fatto sciogliere in le tinture rivitalizzano la circolazio-
poca acqua tiepida e lasciato riposare ne del cuoio capelluto. I dentifrici e
una decina di minuti finché non si i collutori a base di rosmarino rinfor-
forma una schiumetta; lavorate il zano e proteggono le gengive, men-
tutto aggiungendo l’acqua necessaria tre gli sciacqui con l’infuso curano le
a ottenere un impasto elastico e afte (ulcere) del cavo orale. Gli infusi
morbido. Lasciate lievitare per circa con le sommità fiorite favoriscono la
un’ora e mezza, finché l’impasto non depurazione dell’organismo e hanno
sarà raddoppiato di volume. Stendetelo proprietà diuretiche.
fino a ottenere una sfoglia alta circa un
centimetro, da lasciare lievitare per
altri 20 minuti. Ungete con olio una tenso. Si adattano comunque bene all’es-
tortiera dai bordi bassi e foderatela con siccazione, anche se così si perde parte
la sfoglia, che pizzicherete formando dell’aroma. In estate, nelle ore più
delle fossette. Spolverizzate con sale
calde della giornata, si tagliano i ra-
grosso e aromatizzate con un paio di
metti, e si appendono ad essiccare
cucchiai di un trito misto di rosmarino,
maggiorana, salvia e timo. Irrorate con a testa in giù, raccolti in mazzetti,
olio extravergine di oliva. Cuocete in un luogo ombroso e ventila-
in forno già caldo a 200 °C per una to. Può anche essere surgelato,
ventina di minuti. La superficie della per esempio legato con
schiacciata dovrà risultare dorata. altri aromi per il brodo
(porro, alloro, sedano ecc.).
176 COLTIVARE LE ERBE AROMATICHE

Salvia officinalis

salvia
te nelle preparazioni a base di carne,
soprattutto negli arrosti e nella cottura
allo spiedo. Il suo aroma deciso è indica-
to per le carni particolarmente saporite,
come il montone e la selvaggina, ma si
adatta bene pure al coniglio e ad altre
carni bianche passate in padella con il
burro. Le foglie di salvia hanno inol-
tre la proprietà di ridurre la diffusione
dell’odore del pesce in cottura. È un’ot-
tima pianta mellifera e le sue foglie, im-
panate e fritte, sono una leccornia con
gli aperitivi e come contorno.

Descrizione e coltivazione
La salvia è una pianta suffruticosa sem-
preverde della famiglia delle labiate, con
rami legnosi alla base ed erbacei all’api-
ce. Ha foglie di colore verde argentato
chiaro, per effetto anche della finissima
La salvia è una specie Il nome deriva dal latino salus (salute), peluria che le ricopre. Fiorisce a inizio
perenne, della quale proprio per le ben note virtù terapeuti- estate in spighe di piccole corolle blu-vio-
si utilizzano le foglie
anche in erboristeria. che; presso gli antichi Romani la salvia la o bianco-rosate. Cresce bene in tutti i
era addirittura sacra. In cucina le sue terreni soleggiati, anche piuttosto poveri
profumate foglie rientrano abitualmen- e aridi; non sopporta i ristagni d’acqua.
GLI AROMI DELLA SALUTE E DEL BENESSERE | salvia 177

ƒ La propagazione si esegue per talea in

IN CUCINA
autunno, con radicazione in semenzaio e Zuppa ligure alla salvia
trapianto in piena terra in aprile. La di- P E R 4 P E R S O N E Mettete a bagno se-
stanza tra le file e sulla fila deve essere di paratamente per 12 ore 200 g di ceci,
40 centimetri. 150 g di fagioli cannellini e 150 g di
grano saraceno. Sciacquate i ceci e
ƒ Come la lavanda, anche questa spe-
cuoceteli per 2 ore e mezza in acqua.
cie deve essere tagliata drasticamente Una volta cotti, passatene la metà al
perché non diventi troppo legnosa e spo- passaverdura e riportate il tutto a bol-
glia alla base; l’operazione va effettuata lore, aggiungendo una cipolla affetta-
in primavera, prima dell’emissione delle ta, i fagioli e un mazzetto di salvia.
nuove foglie. Dopo 40 minuti unite anche il grano
saraceno e proseguite la cottura per al-
tri 20 minuti. Aggiustate di sale e pepe
S A LU T E E B E L L E Z Z A

L’olio essenziale di salvia


e servite ben caldo.
è un antisettico naturale
e, nell’industria cosme-
tica, entra nella compo-
sizione dell’acqua di colonia,
Raccolta e conservazione
oltre che di saponi, Essendo disponibili tutto l’an-
detersivi, creme, no, le foglie fresche possono
dentrifrici e lozioni. essere raccolte al
La salvia ha pro- momento dell’uso. Se
prietà toniche, sti- devono essere conserva-
molanti, digestive, te essiccate o congelate,
carminative e limita la vanno invece colte prima
sudorazione. L’infuso di fo-
della fioritura. I tempi di
glie può essere usato per gargari-
smi e sciacqui in caso di infiammazioni
essiccazione sono piuttosto
del cavo orale, nonché come detergen- lunghi; se è necessario acce-
te, calmante ed emolliente. Strofinare lerarli, dopo l’appassimento
all’aria si possono passare per mol- L’infiorescenza
qualche foglia di salvia sui denti è un
della salvia è composta
metodo popolare per pulirli e sbiancarli. te ore le foglie in forno tiepido da numerosi verticilli
con lo sportello aperto. di 3-5 fiori ciascuno.
178 COLTIVARE LE ERBE AROMATICHE

Satureja hortensis

santoreggia
La santoreggia è un’erba aromatica dal condire arrosti, da sole o mescolate con
profumo simile a quello del timo. In cuci- altre erbe aromatiche. Sono inoltre indica-
na si utilizzano le foglie fresche o essiccate te per insaporire i legumi ed entrano nel
per ripieni, marinate, court-bouillon, per bouquet di aromi d’erbe di alcuni liquori.

Nei nostri giardini


la santoreggia
è coltivata come
annuale, ma facilmente
si autosemina anno
dopo anno.
GLI AROMI DELLA SALUTE E DEL BENESSERE | santoreggia 179

Raccolta e conservazione
IN CUCINA

Seppie ripiene alla santoreggia Le foglie della specie annuale possono


PER 4 PERSONE Pulite 16 seppie di essere utilizzate fresche per tutta l’estate,
piccole dimensioni e farcitele con pane mentre quelle della specie perenne sono
ammollato nel latte e poi strizzato, 4 disponibili tutto l’anno. In ogni caso, la
spicchi di aglio e un po’ di prezzemolo raccolta per la conservazione si effettua
tritati, sale e pepe. Mettete le seppie in prima della fioritura, prelevando le
una pirofila, irroratele con olio extraver- parti apicali dei fusti che possono essere
gine di oliva e cuocetele in forno per essiccate oppure surgelate.
circa mezz’ora. Passato questo tempo,
girate le seppie e spolverizzatele con
S A LU T E E B E L L E Z Z A
un trito di foglie di santoreggia. Termi- Conosciuta anche come
nate la cottura e servite. erba di San Giulio, la san-
toreggia è compresa nel cosid-
detto “paniere delle erbe della felicità”.
Descrizione e coltivazione Per uso esterno serve come cicatriz-
La santoreggia, coltivata negli orti zante, antireumatico, blando
come aromatica, è una specie annuale antisettico e stimolante.
con fusto eretto molto ramificato, L’infuso di santoreggia in
foglie lineari e fiori rosa. La specie sciacqui e gargarismi cura le
piccole ulcere della bocca e della gola.
selvatica, Satureja montana, chiamata
Una manciata di foglie nell’acqua del
anche “falso timo”, è invece una pianta
bagno o del pediluvio tonifica la pelle
perenne cespugliosa con fusti lignificati e ha azione stimolante, purificante e
alla base e fiori bianchi o rosati. deodorante. Usata in com-
ƒ La specie annuale si semina in aprile presse sulle punture
di insetti, la santo-
direttamente a dimora, con successivo
reggia calma rapida-
diradamento perché ogni pianta possa
mente il gonfiore e il
disporre di 20 cm sulla fila e di 40 cm tra dolore. Questa pianta è inoltre sfrutta-
le file. La specie perenne, sempreverde, ta in erboristeria per combattere il vo-
si propaga invece per divisione dei mito, la diarrea e la cattiva digestione.
cespi a inizio primavera.
180 COLTIVARE LE ERBE AROMATICHE

Thymus vulgaris

timo
Il timo, che forma Il timo cresce spontaneo nella flora ita-
cespugli compatti, liana ed è facilmente riconoscibile dal
si adatta a essere
coltivato anche caratteristico profumo penetrante. È
nei giardini rocciosi. utilizzato in cucina per insaporire carni,
pesce, verdure e zuppe. È inoltre mol-
to usato nei miscugli di erbe. Per le sue
proprietà antisettiche, note fin dal Me- tano in autunno o, nei climi più freddi,
dioevo, veniva adoperato per migliorare nella primavera dell’anno successivo, a
la conservazione della carne. Grazie alla una distanza sulla fila di 30 cm e tra le
sua rusticità e alle dimensioni compatte, file di 50 centimetri. La propagazione
il timo può essere coltivato anche in vaso, può avvenire anche per divisione dei
nonché piantato come piccolo cespuglio cespi, in marzo-aprile, oppure per talee
ornamentale nei giardini rocciosi. prelevate all’inizio dell’estate.

Descrizione e coltivazione
IN CUCINA

Specie perenne sempreverde, fittamente Fegatini di pollo al timo


ramificata, il timo raggiunge 15-20 cm Rosolate una cipolla tritata fine con un
di altezza. Le sue foglioline lanceolate po’ di burro e 150 g di fegatini di pollo.
sono piccole, verde-argenteo, mentre i Cuocete per qualche minuto a fuoco
fiori, che si aprono da maggio a luglio, basso, aggiungete un cucchiaio raso
sono rosa. Cresce in terreni ben drenati, di timo fresco tritato, un cucchiaino di
asciutti ed esposti al sole. farina, 3 cucchiai di brodo caldo, sale
e pepe e fate cuocere altri 10 minuti
ƒ Si semina a marzo in semenzaio, rico- a fuoco lento. Servite accompagnando
prendo i minuscoli semi con pochi mil- con crostini di pane.
limetri di terra. Le piantine si trapian-
GLI AROMI DELLA SALUTE E DEL BENESSERE | timo 181

Raccolta e conservazione
Le foglie fresche possono essere raccolte
durante tutto l’arco dell’anno al momen-
to del bisogno, cimando i rametti. Per la
conservazione si tagliano invece tutti i
rami a pochi centimetri dal suolo all’ini-
zio della fioritura, facendoli essiccare
raggruppati in mazzetti collocati a testa
in giù, in un luogo ventilato e ombroso. I
rametti essiccati vanno poi conservati in
contenitori ben chiusi.
S A LU T E E B E L L E Z Z A

Un tempo, i rami di timo si bru-


ciavano per profumare le stanze e
tenere lontani gli insetti fastidiosi
e, in effetti, studi recenti hanno dimo-
strato che l’olio contenuto nella pianta
è letale per le zanzare. Le sue principa-
li proprietà sono dovute al contenuto
in timolo (potente fungicida)
e carvacrolo. L’olio, sia bianco
sia rosso, viene impiegato come
componente dell’aroma in molti
prodotti alimentari, incluse le be-
vande alcoliche (liquori) e non alco-
liche, in semifreddi, canditi, prodotti
da forno, gelatine, budini, carni, insac-
cati e condimenti. La polvere ricavata
dalle foglie è un eccellente dentifricio
antisettico, inoffensivo per lo smalto e
tonificante per le gengive.
Coltivare gli alberi da frutto
185

Il piacere di coltivare
frutti sani e genuini
Sono innumerevoli i miti e le leggen- che albero da frutto. La soddisfazione
de, in ogni cultura, che immaginano di veder maturare i frutti grazie alle
il Paradiso come un luogo popolato di nostre cure sarà enorme e compenserà
alberi carichi di frutti saporiti. Un sif- di qualche fatica; non a caso la coltiva-
fatto piccolo paradiso possiamo averlo zione di alberi da frutto è consigliata
a portata di mano: basta un pezzo di dalla garden therapy, come aiuto im-
terra, o un angolo del giardino, persino portante per disabili, malati e persone
un vaso in terrazzo, per coltivare qual- in difficoltà psicologica.
ƒ Coltivare alberi da frutto è anche un
La scelta bio: modo per riavvicinarsi ai ritmi della
frutti sani senza veleni natura, osservandone i cambiamen-
Nel frutteto familiare risulta più facile con- ti stagionali, talvolta spettacolari: basti
trollare, e soprattutto prevenire, gli attac- pensare al magico momento della fiori-
chi dei parassiti attuando tecniche di lotta tura, o all’autunno, quando le foglie si
biologica e naturale. colorano di giallo e rosso. N E L L A P A GI N A
ƒ Fattore fondamentale per la coltivazione ƒ Un altro aspetto interessante è quel-
A F I A N CO :
il ciliegio
biologica è la fertilità del suolo: soprattut- è una delle specie da
lo di contribuire alla biodiversità. Gli frutto più interessanti
to in fase giovanile, un albero da frutto sarà per il giardino di casa;
alberi da frutto offrono nutrimento ad
più robusto e meno sensibile alle malattie se il raccolto è generoso
cresce in un terreno sano, privo di ristagni
api e farfalle, riparo e cibo agli uccel- e l’aspetto della
idrici e ricco di elementi nutritivi naturali. lini e alla piccola fauna indispensabile pianta è incantevole
all’equilibrio naturale. in ogni stagione.
186 COLTIVARE GLI ALBERI DA FRUTTO

Progettare uno spazio


per gli alberi da frutto
Il vecchio melo Prima di comprare un albero da frutto Sbagliando alcune di queste scelte, si
dal tronco nodoso offre è bene chiedersi dove andrà collocato, rischia di andare incontro a delusioni:
la sua grande chioma quanto tempo abbiamo a disposizione l’albero può soffrire o morire per l’errata
protettiva al giardino.
Nel tempo, i meli diventano per la cura, in che periodo desideriamo collocazione, può risultare troppo impe-
piante maestose. che il raccolto sia maturo. gnativo per le nostre risorse, oppure può
dare il raccolto… proprio quando siamo
in vacanza.

SCEGLIERE IL LUOGO GIUSTO


Prima di tutto occorre ricordare che un
albero cresce: la chioma si allarga, le ra-
dici si fanno strada nel suolo.
ƒ È dunque importante prevedere la sua
dimensione da adulto, in base alla
varietà scelta: alcune rimangono di mo-
deste dimensioni, altre diventano esem-
plari maestosi e, dunque, non possono
essere piantati in vicinanza di costru-
zioni, muri o altre strutture permanenti.
ƒ Fattore importante è anche l’esposi-
zione: gli alberi da frutto hanno biso-
gno di sole, senza il quale i frutti non
giungono a maturazione, e di una buona
circolazione d’aria: l’umidità stagnante
favorisce l’insorgere di malattie fungine.
IL PIACERE DI COLTIVARE FRUTTI SANI E GENUINI 187

ƒ Nella scelta dell’ubicazione di un frut-


teto è poi preferibile scegliere una zona Verificare le condizioni climatiche
lontana da fonti di inquinamento: Prima di piantare un albero o un frutteto è importante conoscere
da evitare la piantumazione a ridosso di l’andamento climatico locale, la quantità media di piogge e le medie
una strada con molto traffico. In città, è minime invernali.
consigliabile proteggere l’area dedicata ƒ La frequenza di gelate tardive,
al frutteto con una siepe di cespugli au- per esempio, può consigliare di evi-
toctoni, che fanno da schermo agli agen- tare specie a fioritura precoce, come
ti inquinanti e attirano gli insetti utili l’albicocco (per il quale, volendo, si
per l’impollinazione. può però anche scegliere una varietà
a fioritura tardiva).
QUANTO TEMPO DEDICARE? ƒ È utile tenere un diario meteoro-
Tutti gli alberi da frutto richiedono logico del frutteto, annotando l’anda-
che si dedichi loro tempo nei primi 2-3 mento delle temperature e la quantità
anni dall’impianto, per impostare la di piogge (rilevabili tramite un pluvio-
forma di allevamento attraverso ido- metro): ciò consente di seguire i feno-
meni favorevoli allo sviluppo dei pa-
nee potature e legature ai supporti (nel
rassiti e di programmare le irrigazioni.
caso degli alberi a spalliera); è inoltre
importante seguire un programma di
concimazioni e irrigazioni. Quando ƒ Contrariamente a quanto si può pensa-
le piante sono adulte, le differenze fra re, gran parte del lavoro necessario per la
le diverse specie (e varietà) si fanno cura dei più comuni alberi da frutto non
più ampie: in piena produzione alberi è concentrato nel periodo primaverile,
(come meli, peri, peschi e viti) richie- bensì in autunno-inverno, quando le
dono un certo lavoro per la potatura piante vanno potate, concimate e tratta-
e i trattamenti di cura e prevenzione, te, se necessario, con prodotti ad azione
mentre altri (come agrumi, cachi e fi- preventiva. Nel periodo della fioritura
chi) sono assai meno esigenti. gli alberi non vanno toccati; successiva-
Una scelta varietale compatibile con le mente possono risultare utili interventi
caratteristiche di terreno, clima ed espo- di diradamento dei frutti e potatura ver-
sizione determina minore lavoro. de prima della raccolta.
188 COLTIVARE GLI ALBERI DA FRUTTO

frutto, ai piedi delle quali possono es-


sere coltivate bordure fiorite, tenendo
conto del fatto che, in piena estate, gli
alberi forniranno ampie zone d’ombra.
Per questo è sconsigliabile la presenza di
alberi da frutto ai bordi dell’orto, che ha
bisogno di essere in pieno sole.
Ottimi elementi per il giardino-frutteto
sono le pergole: uva e kiwi nelle zone con
inverno freddo, limoni nei climi miti, cre-
ano piacevoli zone sotto le quali soggior-
nare, pur senza rinuncia-
re al raccolto dei frutti.
Se lo spazio lo con-
sente, è bene
coltivare specie
diverse, per avere
fioriture e raccolti dalla
primavera all’autunno.

La bordura di meli IL GIARDINOFRUTTETO


Ballerina allevati
L’aspetto decorativo degli alberi da frut- Alberi da frutto
a spalliera crea
una splendida to, che muta al cambio delle stagioni, ne particolarmente decorativi
recinzione fiorita. suggerisce l’impiego nel giardino. An- Melograno, nespolo e agrumi sono
Questa varietà produce
che nei piccoli spazi verdi si può trova- belli in qualunque stagione e richiedono
un ottimo raccolto
e si caratterizza per re una soluzione per non rinunciare al poche cure. Peschi, prugni e ciliegi
le modeste dimensioni, piacere di un piccolo raccolto di frutti, hanno fioriture primaverili particolarmente
che la rendono ideale
scegliendo le forme di allevamento a belle. Il kaki ha la particolarità di conser-
per il giardino-frutteto vare i frutti vivacemente colorati sui rami
e per la coltivazione spalliera o a cordone.
nudi: è una pianta molto decorativa nel
in vaso. Dove lo spazio lo consente si possono
periodo autunnale.
creare viali fiancheggiati da specie da
IL PIACERE DI COLTIVARE FRUTTI SANI E GENUINI 189

Varietà da frutto consigliabili per la coltivazione in vaso


TIPO FRUTTO NOTE CARATTERISTICHE
Melo Annurca Frutto rosso con polpa croccante e zuccherina Adatta anche per il Sud, poco sensibile alle malattie
Melo Belfiore Frutto giallo, sapore acidulo e profumato Per zone con inverni freddi, per la fioritura tardiva
Pesco Platicarpa Strano frutto piatto con polpa bianca, gustosissima Facile coltivazione, bella fioritura, si ammala poco
Fico Dottato Grosso fico molto dolce, con buccia quasi bianca Non richiede impollinatore, coltivazione semplicissima
Vite da Zibibbo Grappolo a frutti bianchi, dolce come il Moscato Ottima uva da tavola tipicamente italiana
Ciliegio Compact Stella Frutti dolci e decorativi che maturano in luglio Poco ingombrante, resiste al gelo, molto produttivo
Pero Cannella Frutto con polpa fine e aromatica Varietà del Centro Italia, è coltivabile anche a spalliera

UN MINI FRUTTETO IN BALCONE L’olivo cresce


lentamente e per
Oltre agli agrumi, che ben tollerano la molti anni può essere
coltivazione in vaso, esistono diverse coltivato come pianta
varietà di specie da frutto con portain- da terrazzo.
I rami giovani vanno
nesto nanizzante. Hanno dimensioni aiutati con tutori in
compatte e sviluppo radicale modesto, bambù, per permettere
adatto alla vita in contenitore, che deve alla giovane pianta
di conservare
essere comunque il più grande possibile;
una forma armoniosa
l’ideale è una fioriera in legno, profonda e compatta.
almeno 50 cm e ben drenata sul fondo,
da collocare in pieno sole.
Le piante da frutto in vaso sono più sen-
sibili ai colpi di caldo: in estate richie-
dono irrigazioni regolari e abbondanti.
È buona norma proteggere la superficie
del terreno con corteccia tritata, che ri-
duce l’evaporazione ed evita lo sviluppo
di erbe infestanti.
190 COLTIVARE GLI ALBERI DA FRUTTO

VARIETÀ ANTICHE: di sapore e profumo. Le varietà antiche,


PERCHÉ PREFERIRLE? spesso tipiche solo di una ristretta area
Negli ultimi anni si è diffusa la passione geografica, rappresentano una grande
per le antiche varietà da frutto. Grazie al ricchezza genetica, risultato dell’enorme
Nelle mostre mercato
lavoro di ricerca di collezionisti e vivaisti lavoro di selezione svolto nel passato e
di piante e fiori, appassionati, sono state recuperate ti- che rischia di andare perduto.
vivaisti e collezionisti pologie di frutti un tempo comuni nelle I vantaggi dell’uso di varietà antiche per
espongono preziose
campagne. Negli ultimi decenni sono il frutteto di casa sono tanti: in genere si
raccolte di frutti
antichi. Sono varietà stati sostituiti nelle coltivazioni inten- tratta di piante più resistenti alle ma-
molto interessanti sive da varietà che troviamo, identiche, lattie rispetto alle cultivar moderne, in
per la coltivazione sui banchi dei supermercati di tutt’Eu- quanto nei secoli erano state seleziona-
familiare, perché sono
robuste e spesso meno ropa: danno frutti perfetti nell’aspetto, te per resistere alle avversità climatiche
soggette ad ammalarsi. ma privi di tante preziose caratteristiche e ai parassiti; richiedono dunque meno
cure e minor impiego di antiparassitari.
Spesso poi si tratta di piante dall’aspetto
molto bello, sia quando sono in fiore sia
nel momento della fruttificazione.
Il sapore dei frutti antichi è poi delizio-
so e del tutto sorprendente per il nostro
palato; il valore nutrizionale è spesso
molto più elevato che nelle varietà com-
merciali. Esiste una grande scelta di va-
rietà antiche, di ogni tipo di frutto, sia
per il consumo fresco sia per la conser-
vazione in cantina o per preparare mar-
mellate e conserve.
Scegliere una o più varietà antiche per
il proprio frutteto significa partecipare
con un piccolo ma importante gesto alla
tutela della biodiversità, a favore delle
generazioni future.
IL PIACERE DI COLTIVARE FRUTTI SANI E GENUINI 191

Scegliere e acquistare l’albero da frutto

Una regola importante è quella di evi- provvedete alla piantagione; sarà


tare gli acquisti d’impulso: un albero da minore il rischio di esemplari
frutto è destinato a durare decenni, se in sofferenza per la lunga so-
non secoli in qualche caso, e merita dun- sta nel punto vendita. Que-
que una scelta attenta. sto vale soprattutto per i
Indispensabile, in ogni caso, acquistare supermercati, nei quali le
piante etichettate con il nome della va- piante difficilmente vengo-
rietà: è il dato più importante per cono- no accudite correttamente e
scere le esigenze dell’esemplare. l’ambiente è caldo e poco venti-
lato. Preferite per gli acquisti un vivai- Ogni tipo di frutto
QUANDO E DOVE COMPRARE sta specializzato, che possa fornire assi- ha un nome (nella foto,
la pera Scipione).
Oggi le specie da frutto sono in vendita stenza post-impianto e consigliare varietà La corretta etichettatura
un po’ ovunque, persino nei supermer- adatte alla zona. A riguardo, un ultimo consente di capire
cati, nel periodo primaverile. L’acquisto consiglio: visitando le mostre mercato è le esigenze specifiche
e, quindi, di effettuare
va fatto nel momento in cui si è certi facile incontrare collezionisti di varietà una scelta idonea.
di poter effettuare in tempi brevi il antiche coltivate in vaso; fatevi suggerire
trapianto a dimora, il che suggerisce quelle tipiche della vostra regione.
un’altra regola importante: le piante da
frutto vanno comprate preferibilmente
quando il terreno è stato già preparato Comprare per corrispondenza
adeguatamente, come consigliato nelle Sono numerosi i vivaisti che propongono piante da frutto in vaso o
pagine successive. a radice nuda.
Se acquistate una pianta a radici nude ƒ Informatevi, prima di fare l’ordine, sulle modalità di imballo e
confezionate in pack (i sacchetti con tor- spedizione e sulle date di consegna.
ba che proteggono le radici), è opportuno ƒ Assicuratevi che le piante vengano spedite nel periodo in cui siete in
non tardare: appena le piante arrivano dal grado di ricevere la consegna e di effettuare la piantagione.
vostro rivenditore, effettuate l’acquisto e
192 COLTIVARE GLI ALBERI DA FRUTTO

Scegliere una pianta nel garden center


A
Le piante da frutto per frutteti familiari e giardini sono proposte in vaso, a radice nuda
o in zolla, innestate e pronte per il trapianto.
ƒ Le piante in vaso sono, in genere, esemplari che hanno due o più anni; spesso
portano già qualche frutto. Viti, olivi e limoni sono reperibili in esemplari sorretti
da tutori (bacchette di bambù), il che facilita il lavoro di sistemazione sui tutori
definitivi. Tutte le piante da frutto in vaso possono, in teoria, essere trapiantate a
dimora in qualsiasi periodo, con esclusione dei momenti di gelo o di gran caldo; è
comunque buona norma attendere un periodo fresco, con terreno umido e morbido
(primavera o autunno). Le piante in vaso costano di più di quelle a radici nude,
ma in genere attecchiscono meglio. Meglio controllare il pane radicale, svasando
l’esemplare: le radici non devono essere arrotolate sul fondo o fuoriuscire dai fori di
B drenaggio, perché significa che la pianta
è in vaso da troppo tempo e avrà più
difficoltà ad attecchire.
ƒ Le piante a radice nuda o in zolla
hanno le radici coperte di torba o terric-
cio, protette da sacchetti di plastica, reti
o vasetti vivaistici alti e stretti. Sono mes-
se in commercio in genere da novembre
a marzo. Se rimangono a lungo nel pun-
to vendita, in ambienti caldi e asciutti o
esposte al sole, le radici rischiano la disi-
Gli esemplari a radici nude, coperte
dratazione. Controllate che nel terriccio,
di torba o trucioli di legno e avvolte
in rete o plastica, costano meno di torba o trucioli che proteggono le radici
quelli in vaso. Controllate che il punto non ci siano tracce di muffa né di eccessi-
d’innesto sia sano (A) e che la zolla (B) va secchezza. Una volta acquistate, van-
sia integra e leggermente umida. no messe subito a dimora.

A D E S T RA :
una giovane vite da tavola ƒ Ogni esemplare deve avere l’etichetta con
in vaso, con i tralci già impostati il nome varietale, ed è necessario cono-
sul tutore. scere il portainnesto (vedi pp. 212-213).
IL PIACERE DI COLTIVARE FRUTTI SANI E GENUINI 193

TRASPORTARE LE PIANTE
Una volta fatto il vostro acquisto, la
Attrezzi: la dotazione di base
pianta va portata a casa. Il metodo peg- I normali attrezzi da giardino possono essere utili, ma per svolgere gli
giore per farlo è fissarla al portabagagli interventi di cura con maggiore precisione e minore fatica è consiglia-
sul tetto dell’auto, esposta al vento e al bile dotarsi di alcuni utensili specifici per gli alberi da frutto.
freddo. In queste condizioni, anche se è ƒ Innanzitutto una buona scala, solida e pos-
in dormienza invernale, l’esemplare può sibilmente del tipo con tre punti di appoggio,
soffrire seriamente. Meglio imballare perché non sempre è possibile addossarsi a un
con cura le radici e la chioma, se si tratta ramo robusto per potare o raccogliere.
di una pianta in vaso già in vegetazio- ƒ Per le attività di potatura occorrono cesoie di
ne, e trasportarla all’interno dell’auto tipo professionale, affilate e di dimensione pro-
(ma attenzione al caldo: non lasciate poi porzionata alla propria mano.
l’auto al sole). ƒ Il taglio di grossi rami va effettuato con un
troncarami a manico lungo, che consente di
ƒ Una volta giunti a destinazione, se non esercitare una notevole forza di taglio. Partico-
vi è possibile effettuare subito il trapianto, larmente comodi i nuovi modelli ad asta: la testa
di taglio viene azionata dallo scorrimento del ma- troncarami
dovete trovare una collocazione prov- a doppio
visoria. Gli esemplari in vaso possono nico, grazie a un sistema di ingranaggi a demolti- manico

attendere anche per settimane, situati in plica che riduce lo sforzo. I modelli telescopici si
allungano fino a 4 metri e più.
mezz’ombra (sole alla mattina, per poche
ore) e irrigati copiosamente, evitando che ƒ Il segaccio è indispensabile per rami di grosso
l’acqua rimanga nel sottovaso. Quelli a diametro. La lama inossidabile dovrebbe essere a
tre fili, molto efficace.
radice nuda possono essere posti in trin-
ƒ Se optate per attrezzi con
cee provvisorie scavate nel terreno, dopo
manico intercambiabile pote-
aver tolto la confezione in plastica (quella te montare, sull’asta del troncarami telescopi-
in rete può invece essere conservata), ri- co, un cestino raccoglifrutta per arrivare
coprendo l’apparato radicale con torba o ai frutti posti più in alto o irraggiungibili
terriccio umido. In alternativa, ponete le anche usando la scala.
radici in un vaso capiente pieno di terra
fresca e leggera. Il trapianto dovrà avve- cestino raccoglifrutta
nire entro pochi giorni.
195

Dalla piantagione
al raccolto
La realizzazione di un piccolo frutteto ƒ Gli alberi da frutto piantati in un giar-
familiare o l’impianto di una o più specie dino già sviluppato vanno sorvegliati
da frutto nel giardino o in terrazzo com- perché rischiano la competizione con
porta un lavoro di preparazione: un piante vicine per l’acqua, la luce e il nu-
esemplare piantato correttamente e ben trimento; eventualmente occorrerà po-
seguito nelle sue fasi giovanili richiederà, tare alberi o arbusti che fanno ombra al
in seguito, minore manutenzione e sarà giovane esemplare da frutto.
meno sensibile ai problemi fitosanitari.
ƒ Per i fruttiferi, preparazione del terre-
no, concimazione e irrigazione nei primi
2 anni non sono molto diverse rispetto Il momento della
alle esigenze di un albero o arbusto or- raccolta ( N E L L A
P A GI N A A F I A N CO )
namentale, soprattutto se si opta per la
è il più soddisfacente.
coltivazione biologica. Solo in seguito si Il risultato dipende
manifestano le esigenze specifiche: il in buona parte dalla
ciliegio, per esempio, dovrà essere irriga- scelta della varietà.
Piantate perciò solo
to anche da adulto perché in suoli sicci- piante correttamente
tosi le sue radici piuttosto superficiali si etichettate ( A S I N I S T RA ,
disidratano rapidamente, mentre specie assortimento di antiche
varietà di viti del
come il fico e il melograno possono frut- collezionista toscano
tificare anche in suolo asciutto e povero. Ugo Fiorini).
196 COLTIVARE GLI ALBERI DA FRUTTO

Quando e come piantare


un albero da frutto
Prima di decidere il luogo in cui effettua- magnesio) e può dare indicazioni circa la
re l’impianto è opportuno riflettere sulle scelta del portainnesto adatto.
dimensioni della pianta adulta, sulla for-
ƒ Se il terreno presenta carenze nutrizio-
ma di allevamento e sul tipo di terreno
nali o un pH inadatto agli alberi da frut-
(se molto fertile, per esempio, la distan-
to, è opportuno intervenire con am-
za tra gli alberi di un filare dovrà essere
mendanti per migliorarlo.
maggiore).
LA MESSA A DIMORA
LA PREPARAZIONE DEL TERRENO
Le modalità di questa fondamentale ope-
La buca d’impianto va preparata preferi-
razione devono essere gestite in funzione
bilmente un mese prima, così da aerare il
del tipo di esemplare che si è acquistato.
suolo e lasciarlo esposto alle intemperie
invernali, che lo “temprano” rendendolo
Esemplari a radice nuda
morbido e poroso: in questo modo ade-
Verificate lo stato delle radici dell’esem-
rirà meglio alle minuscole radici che si
plare: se risultano un po’ asciutte, lascia-
formeranno, e che sono responsabili del
tele a bagno in un secchio con acqua non
rapido e corretto attecchimento.
troppo fredda.
ƒ La dimensione dello scavo deve essere
ƒ Inserite nel terreno il palo tutore in le-
di circa 60-70 cm su ogni lato. Vanno tol-
gno impregnato, per mantenere l’esem-
ti eventuali sassi e resti di radici. Nell’oc-
plare stabile nella fase di radicazione.
casione è utile prelevare dei campioni da
L’altezza del tutore dovrebbe essere pari
far analizzare ad un laboratorio specia-
al punto in cui si aprirà la chioma.
lizzato: l’analisi mette in luce la compo-
sizione del terreno e le percentuali di so- ƒ Sul fondo della buca d’impianto è
stanze nutritive (fosforo, potassio, ferro, consigliabile distribuire uno strato di
DALLA PIANTAGIONE AL RACCOLTO 197

Conoscere e migliorare il terreno


Prendete un pugno di terra e lavoratelo un poco tra le dita per saggiarne la con-
sistenza: se è un po’ collosa, c’è una buona percentuale di argilla; se si sbriciola,
si tratta di un suolo sciolto e sabbioso o torboso. In entrambi i casi è opportuno
migliorarlo, prima di piantare un albero da frutto.
ƒ Il suolo argilloso è composto da finissime particelle che si compattano,
ostruendo i pori; ciò limita l’aerazione delle radici e lo scorrimento delle acque,
che ristagnano a livello delle radici profonde, provocando sofferenza o marciu-
me. Il terreno argilloso, asciugandosi, forma vistose crepe attraverso le quali
l’acqua scorre senza riuscire ad inumidire lo strato superficiale dove ci sono le
radici più sottili, responsabili dell’assorbimento idrico. Per migliorare un suolo
argilloso occorre lavorarlo con vanga e zappa (su aree estese è consigliabile la
macchina fresatrice). Durante la lavorazione si
incorpora sostanza organica: humus o leta-
me maturo, insieme a materiali inerti che favo-
riscono la porosità, come sabbia grossolana
o agriperlite. Il suolo argilloso è calcareo e,
se ben lavorato, rimane fertile a lungo.
ƒ Il suolo torboso è leggero, friabile e ten-
S O P R A E A D E S T RA , I N A L TO :
denzialmente acido (pH inferiore a 7). Si
terra di campagna di medio impasto
e a grana grossa. asciuga in fretta e non conserva la fertilità;
l’attività dei lombrichi, preziosi alleati per
aerare e umificare il suolo, risulta rallentata
o assente. Gran parte degli alberi da frutto
non gradisce questo tipo di substrato, che
va migliorato aggiungendo sostanza organi-
ca (l’ideale è il terriccio da compostaggio) e
additivi a base di calcio. In questo modo
A D E S T RA , I N B A S S O :
si favorisce la presenza dei microrganismi che
stallatico (concime organico misto formano lo strato fertile (humus) e si migliora
a terriccio di humus). la struttura del terreno.
198 COLTIVARE GLI ALBERI DA FRUTTO

materiale inerte (ghiaia e terra grosso- zolla di terra che protegge le radici; se
lana), poi uno strato di letame maturo risulta molto compatta può essere utile
o humus da compostaggio, coperto da agire delicatamente con un bastoncino
buon terriccio, formando una monta- per smuovere l’interno e consentire un
gnetta di terra. buon flusso dell’acqua di irrigazione,
dopo l’impianto.
ƒ Sul cono di terra si stendono le radi-
Importante: non piantare mai un esem-
ci, aperte senza forzarle troppo per non
plare assetato; il pane radicale deve esse-
spezzarle, e si copre con buona terra fer-
re umido ma non fradicio.
tile lasciando il punto d’innesto appena
fuori dal livello del terreno.
LA FORMA DI ALLEVAMENTO
ƒ La legatura al tutore va fatta in modo Esistono molti tipi di forma di alleva-
da non ferire la corteccia dell’albero; an- mento, talvolta tipici di determinate aree
drà periodicamente controllata e allar- geografiche. Nel frutteto di casa o in
gata per evitare strozzature. Esistono in giardino è consigliabile scegliere forme
commercio appositi legacci elastici dotati che, nel pieno sviluppo, non siano trop-
di distanziatore per evitare sfregamenti po ingombranti: l’albero a fusto basso e a
fra il tutore e la corteccia. vaso sono ideali.
La scelta della forma di allevamento è
Esemplari in vaso uno dei fattori che determinano la di-
La procedura di piantumazione è analo- stanza fra gli esemplari (il cosiddetto
ga, con l’accortezza di non spezzare la “sesto d’impianto”), qualora vengano
messi a dimora più alberi. Gli altri fattori
Drenaggio giusto, radici al sicuro sono la varietà, il portainnesti e le carat-
teristiche del suolo.
ƒ La soluzione al problema dei ristagni in suoli impermeabili è un
sistema di tubi drenanti, interrati a poca profondità (40-50 cm, ƒ Meli e peri a fusto medio allevati a vaso
secondo il tipo di suolo), posati su ghiaia e disposti con una lieve possono essere distanziati da 5 a 8 m o
pendenza verso un punto di raccolta (rete fognaria o fossi). più, nel caso di varietà vigorose.
ƒ I tubi drenanti raccolgono le acque superficiali stagnanti, responsa- ƒ Nei piccoli spazi, o per sfruttare l’espo-
bili del soffocamento radicale. sizione al sole, sono consigliabili le for-
LE PIANTE DA FRUTTO PIÙ COMUNI | 199

me a palmetta o ventaglio su filare o


addossate a un muro: in questo caso le
distanze fra esemplari si riducono (da 3 a
6 m nel caso di peschi e susini).

ƒ Specie come il fico, il melograno o il ci-


liegio sono belle in forma libera.

L’IMPOLLINAZIONE
Gli insetti e il vento lavorano per il frut-
ticoltore: trasportando nei fiori il polline
dalle antere (organi maschili) agli stig-
mi (organi femminili) rendono possibile
la fecondazione e, quindi, la formazione
del frutto. I fiori del prugno europeo,
del pesco e dell’albicocco possono es-
sere fecondati da polline proveniente Per le varietà autoimpollinanti è comun- Il mandorlo apre le
dalla stessa pianta, sono cioè autoim- que un vantaggio avere nelle vicinanze sue corolle a febbraio,
attirando le prime api.
pollinanti, e quindi da preferire se si ha altri esemplari, perché la fecondazione Visitando i fiori,
la possibilità di piantare in giardino un incrociata migliora la qualità e la quanti- gli insetti provvedono
solo esemplare da frutto. tà del raccolto. Anche la presenza di meli al trasporto del polline.
Nel caso del
Gran parte delle varietà di melo, pero e o pruni da fiore favorisce l’impollinazio- mandorlo, per ottenere
ciliegio richiedono invece la vicinanza di ne, in quanto la grande quantità di fiori la fecondazione dei
altre piante della stessa o di altre varietà, prodotta da questi fruttiferi attira le api fiori occorre che nelle
vicinanze vi siano
con fioritura contemporanea; necessita- e gli altri insetti pronubi responsabili del altri esemplari.
no cioè dell’impollinazione incrocia- trasporto del polline da un fiore all’altro.
ta. Alcuni meli e peri fioriscono simul- Gli alberi a fioritura molto precoce trag-
taneamente ma non sono compatibili gono vantaggio dalla vicinanza di siepi o
(mele Stayman e Renetta): in questi casi, arbusti ornamentali che fioriscono a fine
l’impollinazione incrociata funziona inverno, come la mahonia, che attrae le
poco o per nulla. poche api già attive.
200 COLTIVARE GLI ALBERI DA FRUTTO

Nutrizione e difesa

Come ogni tipo di pianta, gli alberi


da frutto hanno bisogno di un suo- Come e quando
lo che contenga tutti i macroele- irrigare il frutteto
menti: azoto, fosforo e potas- Innanzi tutto occorre evitare di piantare
sio. Il primo favorisce lo sviluppo specie ad elevata esigenza idrica dove l’ac-
della pianta; il secondo contribuisce qua è scarsamente o difficilmente disponibi-
alla funzione clorofilliana (la “re- le, per ragioni climatiche o di esposizione.
spirazione” dei vegetali) e alla ligni- ƒ Bisogna bagnare con generosità nel
ficazione dei nuovi rami; il potassio primo anno dall’impianto e non far manca-
in quantità idonee consente di avere un re acqua durante la fioritura e subito dopo:
Dalle foglie secche, raccolto più saporito e di bell’aspetto, una carenza idrica primaverile può compro-
grazie al processo di perché incide sulla produzione di zuc- mettere la qualità e quantità del raccolto.
compostaggio, si ottiene Le piante adulte in piena estate non vanno
un ottimo nutrimento cheri. Esistono poi altre sostanze e mine-
bagnate eccessivamente.
naturale per gli alberi rali utili in quantità minime, per questo
da frutto. vengono detti “microelementi”. ƒ Un sistema di irrigazione estremamente
pratico e che riduce gli sprechi prevede l’uso
SCEGLIERE IL FERTILIZZANTE di tubi gocciolanti: le pareti porose rila-
Se l’impianto è stato fatto in terreno ben sciano l’acqua senza infradiciare il suolo né
formare pozzanghere.
lavorato e arricchito con sostanza orga-
nica, le piante avranno bisogno di poco ƒ In estate, il frutteto va irrigato di mattina
nutrimento. La concimazione va comun- presto: il suolo, rinfrescato nelle ore not-
que valutata anche in funzione del tipo turne, assorbe meglio l’acqua e le radici non
risentono di shock termico. Non bagnare le
di terreno e della specie o varietà: ama-
foglie quando sono colpite dal sole che,
rena o fico sono poco esigenti; peri, meli
agendo sulle gocce come una lente ottica,
e albicocchi lo sono ben di più, se si mira provoca bruciature.
ad avere una produzione molto intensa.
LE PIANTE DA FRUTTO PIÙ COMUNI | 201

ƒ Chi sceglie la coltivazione bio potrà li- Per una corretta


prevenzione è importante
mitarsi ad apporti annuali, a fine inverno saper riconoscere
o tardo autunno, di stallatico o terric- i sintomi delle avversità
cio da compostaggio, con l’aggiunta di che possono colpire
i nostri fruttiferi.
cenere di legna che contiene fosforo. La Quando il fogliame
fornitura del concime si effettua intorno ingiallisce evidenziando
al tronco o ai bordi del filare, tramite leg- le venature ( S O P RA ,
ramo di ciliegio),
gero interramento nel terreno umido. In significa in genere
giardino, se l’inerbimento è fino al tron- che il suolo è troppo
co, può essere sufficiente un po’ di stalla- calcareo; la pianta
non riesce ad assorbire
tico granulare ai piedi della pianta. sufficiente ferro e
si ammala di clorosi.
ƒ Per migliorare le prestazioni degli alberi tano inutili, se non dannosi. In caso di La ticchiolatura ( S O T TO ),
da frutto si può ricorrere ai fertilizzan- dubbio è consigliabile portare un cam- invece, è una malattia
fungina comune su
ti chimici. Nel frutteto di casa basta un pione (foglia o frutto malato o un esem- meli e peri.
concime minerale equilibrato, arric- plare del parassita) a un esperto in grado
chito di magnesio: circa 50 g/mq sparsi di riconoscere l’agente patogeno e sugge-
sul terreno, a fine inverno. rire il metodo di lotta specifico.
Tre le regole base per avere un frutteto
PREVENZIONE E DIFESA in salute:
DAI PARASSITI - agire in forma preventiva, durante il
Occorre innanzitutto imparare a distin- riposo vegetativo, per eliminare le uova
guere i parassiti fungini (muffe e mar- o le forme dormienti;
ciumi) da quelli animali (acari, afidi, - mantenere le piante ben nutrite, con
cocciniglie ecc.) e dalle fisiologie, provo- ottima aerazione e soleggiamento;
cate non da parassiti bensì da problemi - sorvegliare periodicamente le pian-
ambientali (carenze nutritive, colpi di te, soprattutto in primavera, esami-
caldo, gelate tardive ecc.). nando i germogli, il tronco e la pagina
I trattamenti di prevenzione e di lotta inferiore delle foglie, e agire ai primi
vanno effettuati in modo mirato e nel segnali, per bloccare l’epidemia con un
momento opportuno, altrimenti risul- minimo impiego di antiparassitario.
202 COLTIVARE GLI ALBERI DA FRUTTO

La difesa biologica glia bordolese) e di zolfo contro patologie


Chi opta per la coltivazione biologica fungine quali peronospora, ticchiolatu-
non deve necessariamente evitare qua- ra, ruggine e oidio o mal bianco.
lunque tipo di trattamento. La produ-
zione bio è regolata da norme che sta- La difesa chimica
biliscono i prodotti ammessi e i periodi La gamma di prodotti di sintesi per la di-
di intervento. A livello familiare si può fesa del frutteto è vasta e specifica, l’effi-
optare per una piccola rosa di prodotti cacia è spesso immediata ma il rilascio di
biologici ad ampio spettro: un olio mine- sostanze tossiche per l’ambiente è tale da
rale, utile contro cocciniglie, afidi e uova scoraggiarne l’uso a livello familiare, o iso-
Trappola biologica larne l’impiego a pochi e mirati interventi.
di acari; preparati a base di piretrine e
a feromoni: a seconda
del tipo attira di Bacillus thuringiensis: entrambi i pre-
determinati parassiti parati risultano tossici per afidi, larve di Difendere in sicurezza
e consente di effettuare lepidotteri (i bruchi di vario tipo) e altri Le regole da rispettare con qualunque
un monitoraggio grazie
al quale scegliere tempi tipi di parassiti. Si possono poi sommi- tipo di preparato: mai trattare durante la
e modalità di lotta. nistrare preparati a base di rame (polti- fioritura, per nessun motivo, sospendere
i trattamenti prima del raccolto, in base
a quanto indicato sulla confezione del
preparato, effettuare la somministrazio-
ne rispettando le dosi consigliate e assu-
mendo le opportune cautele di protezio-
ne personale e non frequentare la zona
trattata per almeno 48 ore.
I prodotto fitosanitari vanno conservati
in luogo sicuro e asciutto, nelle loro con-
fezioni originali ben chiuse.
Gli attrezzi necessari per la sommini-
strazione (pompe, vaporizzatori o altro)
devono essere destinati esclusivamente a
questo scopo e ben lavati dopo l’uso, ri-
ponendoli insieme ai fitofarmaci.
DALLA PIANTAGIONE AL RACCOLTO 203

Le pere hanno una


Raccolta polpa molto delicata.
Per lo stoccaggio
e conservazione avvolgete i frutti
in carta da forno
per evitare che entrino
in contatto: in questo
modo la conservazione
Il frutteto familiare consente un lus- è prolungata.
so prezioso: quello di assaporare frutti La cassetta così
allestita va conservata
staccati dalla pianta al giusto punto di in un ambiente fresco,
maturazione, quando la percentuale ma non gelido:
zuccherina e il contenuto nutritivo sono se la temperatura
scende troppo vicino
ottimali. Alcuni tipi di specie da frut- allo zero, i frutti
to presentano una maturazione scalare, si danneggiano.
che consente di scaglionare la raccolta
nell’arco di 10-15 giorni. Il ciliegio, per così che perdano lo sgradevole sapore
esempio, porta a maturazione prima i dovuto alla concentrazione di tannini, e
frutti sui rami più alti e via via scenden- diventino commestibili. La presenza di
do alla parte bassa. qualche mela, che rilascia etilene, acce-
Le antiche e sagge tradizioni conta- lera il processo di maturazione.
dine suggeriscono di raccogliere frut-
ti asciutti, senza gocce di pioggia o
di rugiada; la frutta da conservare in
Come raccogliere i frutti
cantina, poi, dura più a lungo se colta ƒ Le pere vanno raccolte piegando il picciolo nel punto di contatto
in luna calante. Un ambiente troppo con il ramo; il frutto non va stretto fra le dita.
asciutto non è idoneo per la conserva- ƒ I frutti pruinosi, come certe prugne, possono essere raccolti in-
zione dei frutti, perché la buccia avviz- dossando guanti sottili, per non lasciare impronte sulla buccia.
zisce rapidamente. Frutti come nespole ƒ Le ciliegie vanno staccate nel punto di innesto con il ramo, senza
e kaki sono commestibili solo dopo am- tirare il picciolo.
mezzimento: dopo la raccolta occorre ƒ Le mele vanno staccate con il picciolo, prendendole in mano e
conservarli per un certo tempo dispo- sollevandole obliquamente.
sti a strati in cassette, in luogo fresco,
205

Potare e innestare
le piante da frutto

La potatura consente di ottimizzare le no rapidamente. Gli


potenzialità che le piante possiedono. interventi di taglio
Brindillo di albicocco
Nei giardini serve per migliorare forma, consentono di re- in piena fioritura.
fioritura, aspetto generale di una specie golare lo svilup-
ornamentale; nel caso degli alberi da po, mantenendo
frutto, l’uomo ha appreso, nei millenni, gli esemplari nel-
come utilizzarla per controllare qualità e le migliori condi-
quantità del raccolto. zioni di salute, armonia e pro-
duttività per un lungo periodo.
ƒ Allo stato selvatico, le specie da frut-
to fioriscono e portano a maturazione i ƒ L’innesto è una pratica com- N E L L A P A GI N A

frutti senza azioni di potatura, se non plessa, effettuata dai frutticoltori A F I A N CO :


il taglio
dei rami serve per
quelle naturali, provocate dal vento, dalla esperti. È necessario per riprodurre formare le piante
neve o dall’invecchiamento del legno. In le varietà da frutto conservandone giovani e, in seguito,
condizioni selvatiche, le caratteristiche i caratteri tipici, che andrebbe- per migliorare
la produzione.
organolettiche dei frutti possono non es- ro perduti con la riproduzione da
Alcuni tipi
sere ottimali; la vegetazione si addensa, le seme. È inoltre utile per regolare di potatura hanno
piante sono poco produttive e invecchia- forma e dimensione della pianta adulta. fini ornamentali.
206 COLTIVARE GLI ALBERI DA FRUTTO

Criteri di base
e periodi di intervento
Dardo a mazzetto su Fra le operazioni colturali nel piccolo
albicocco: è un ramo frutteto, la potatura è quella maggior-
corto con gemme
a fiore e una gemma mente destinata a generare dubbi e in-
a legno. Il dardo certezze, perché le tecniche d’interven-
porterà frutti per molti to differiscono in base al tipo di frutto,
anni, allungandosi
lentamente. Questa alla forma di allevamento, all’età della
formazione è tipica pianta e a numerosi altri fattori, tra cui
delle drupacee (ciliegio, gli usi e le tradizioni locali.
susino…).
All’apprendimento della teoria è indi-
spensabile affiancare un po’ di pratica,
possibilmente frequentando un corso che SCOPI DELLA POTATURA
preveda dimostrazioni pratiche e visite a Nei primi anni dopo l’impianto si pota
frutteti della zona. Il corso è indispensabi- per impostare la forma di allevamento,
le se si desidera condurre un frutteto a pro- conferendo all’esemplare la struttura ar-
Forbici a lama duzione intensiva, che richiede un lavoro borea desiderata (a vaso, a fusto, a spal-
doppia e a lama
semplice con battuta di potatura molto specifico e articolato. liera…). Solo in seguito inizia la potatura
fissa. Per gli alberi da frutto coltivati in giardi- di produzione, da effettuarsi annualmen-
no ci si può accontentare te per tutta l’età produttiva del fruttifero
di puntare a un raccolto di allo scopo di mantenerne la forma, la
buona qualità, mante- corretta distribuzione dei frutti e di
nendo le piante ordinate controllarne l’invecchiamento.
e di aspetto piacevole;
questo obiettivo ri- Controllo dell’alternanza
duce le necessità di produzione
di taglio e le rende Tagli opportuni evitano che a un’anna-
meno complesse. ta di produzione abbondante segua un
POTARE E INNESTARE LE PIANTE DA FRUTTO 207

I rami a frutto delle pomacee


Per potare correttamente meli e peri (pomacee) è necessario saper rico-
noscere i diversi tipi di rami.
ƒ Il brindillo (a sinistra) è un rametto corto ed esile, di un anno, che
porta un gruppetto di fiori e foglie alla sommità, dove nascerà il frutto;
la mela Granny Smith e la pera Kaiser producono prevalentemente sui
brindilli che, se sono troppi, vanno diradati.
ƒ La borsa è una ramificazione nata dall’asse portante l’infiorescenza. Quest’asse si ingrossa e
le gemme a legno alla base si evolvono in dardi e brindilli. Il risultato è la formazione di un ramo
produttivo. La vicinanza di più borse ricche di dardi, lamburde e brindilli forma ramificazioni che
sono dette “zampe di pollo”.
ƒ Il dardo (foto in basso) è un corto germoglio che spunta perpendicolarmente al ramo su cui si
origina, porta in punta una gemma a legno da cui nasce una rosetta di foglie al centro della quale
si sviluppa una nuova gemma a legno, alcune volte mista. Solamente dal terzo anno la gemma
terminale subirà una differenziazione a fiore (gemma mista) e il dardo entrerà in produzione. Se la
pianta è vigorosa, la formazione della gemma a fiore nasce già al secondo anno.
ƒ La lamburda, che è tipica di peri come Abate Fetel, Decana del Comizio, Conference, si sviluppa
su dardi vecchi; l’infiorescenza si presenta sul ramo di un anno e la durata effettiva di questa forma-
zione a fiore può proseguire per lunghi periodi; le lamburde presenti sulla pianta diverranno con il
passare degli anni numerose e può essere utile ridurle, in modo da non avere eccessive produzioni
che, a lungo andare, indeboliscono l’esemplare.
ƒ Il ramo misto è di lunghezza variabile; le gemme laterali lun-
go il suo asse possono essere a legno o miste. Al momento di
potare, si deve sapere se la varietà produce fiori sui rami misti in
punta, a metà o alla base. Un modo per saperlo consiste nell’os-
servare, al momento della raccolta, quali sono i rami che portano
i frutti e la posizione di questi ultimi sull’asse del ramo misto;
alla successiva potatura invernale si potrà così intervenire ocula-
tamente. Nel dubbio, meglio diradare i rami evitando cimature,
che provocano un’eccessiva produzione di foglie.
208 COLTIVARE GLI ALBERI DA FRUTTO

lo sviluppo di rami, ma in questo caso


viene avvantaggiata la struttura generale
dell’esemplare, che diventa più folta.
È quindi consigliabile non potare seve-
ramente una pianta vigorosa, per evitare
una crescita esplosiva di nuova vegeta-
zione, mentre conviene fare tagli anche
energici su una debole, per stimolare la
crescita di nuovi rami.
A B C D
LA POTATURA DI ALLEVAMENTO
In seguito al taglio anno in cui la fruttificazione è scarsa Chi acquista un astone (così si chiama
di un ramo in periodo (pochi frutti, ma di buona pezzatura). l’esemplare di un anno già innestato), do-
di riposo (A), nella
stagione successiva si Con il passare del tempo, se non si effet- vrà scegliere la forma che la pianta avrà
assisterà allo sviluppo tuano potature idonee la tendenza all’al- da adulta in relazione al tipo di frutto, alla
vigoroso dei germogli ternanza si accentua e la pianta invecchia cultivar, al portainnesto e alle condizioni
sottostanti (B).
Eseguendo però la sola precocemente. Viceversa, favorendo il disponibili nel luogo.
spuntatura del ramo costante rinnovamento della chioma e La potatura detta di formazione o di al-
(C), lo sviluppo sarà del legno, le piante si mantengono giova- levamento ha l’obiettivo di determinare il
ben più limitato (D).
ni e il fenomeno dell’alternanza si riduce. punto in cui si formeranno i rami laterali,
e nei primi anni gli interventi mirano a
Gestire lo sviluppo provocare l’emissione di branche legnose
Un fenomeno da conoscere e capire bene ben distribuite, nelle direzioni desidera-
è il seguente: quando si recide un ramo, te, e a farle ingrossare per costruire l’im-
si stimola la produzione di germogli palcatura principale. Sono reperibili in
sottostanti. In una pianta vigorosa ciò commercio piantine già provviste di rami
comporta sviluppo eccessivo della vege- principali, che evitano molte problemati-
tazione al di sotto del punto di taglio, de- che di potatura: gli esemplari sono, in so-
terminando un’anormale produzione di stanza, già impostati, e al frutticoltore non
rami a scapito della fruttificazione. An- resta che assecondare la forma mantenen-
che in una pianta debole il taglio stimola do la chioma armoniosa e ben aerata.
POTARE E INNESTARE LE PIANTE DA FRUTTO 209

Formazione del vaso:


1 2 3
si eliminano tutti
i rami superflui (1).
Per orientare le
branche, si prepara
un castello di canne
(2) e vi si legano
i rami prescelti (3).

ƒ In un frutteto famigliare le piante, 3-5 bei germogli orientati nello spazio


anche appartenenti a specie diverse, con tutori o canne.
possono essere allevate in forme ap-
Con il procedere del tempo, nelle forme
piattite (palmetta, ventaglio…), in filari
appiattite si dovranno originare nuove im-
sostenuti da pali e fi li predisposti pri-
palcature di rami, mentre in quelle in vo-
ma dell’impianto. Questo tipo di forma
lume si provvederà ad allungare la chioma
è indicata per chi ha poco spazio e per
e a formare branche secondarie. Quando
sfruttare al meglio l’esposizione al sole.
le piante hanno raggiunto i 6-7 anni di età,
Dopo l’impianto effettuato a fine in-
la forma di allevamento è completata.
verno, l’astone va cimato a 40-50 cm da
Gli interventi successivi serviranno solo
terra, il che provoca la formazione di ger-
a mantenere la struttura originaria e a
mogli laterali. Fra questi, a fine estate o
ottimizzare la produzione. Nel frattem-
nella primavera successiva si sceglieran-
po, in alcune specie la potatura di pro-
no i 3 migliori per vigore e posizione, che
duzione sarà già stata avviata, per esem-
daranno origine ai rami principali.
pio melo e pesco producono e portano a
ƒ È possibile allevare le piante assecon- maturazione i frutti già al secondo-terzo
dando le caratteristiche naturali della anno dopo la messa a dimora. Perciò,
pianta: si parla allora di forme in vo- tra la fine della potatura di formazione
lume (a vaso o a globo). Si ottengono, e l’inizio di quella di produzione non si
dopo aver cimato l’astone, a partire da può dire che esista una netta distinzione.
210 COLTIVARE GLI ALBERI DA FRUTTO

Diradamento dei rami LA POTATURA DI PRODUZIONE 1


su una pomacea (1): Per impostare il lavoro di potatura oc-
il taglio è stato
effettuato correttamente, corre sapere che sulle piante da frutto si
rasente al legno (2) formano diversi tipi di gemme:
per impedire lo sviluppo - le gemme a legno daranno vita a rami,
di vegetazione.
e provvedono dunque allo sviluppo del-
la pianta e al suo infoltimento;
- le gemme a fiore producono foglie e
2
fiori e sono quindi responsabili della
fruttificazione;
- le gemme miste danno vita a rami da
legno e steli con fiori.
Gran parte delle piante da frutto pro-
duce su rami misti, su cui nascono ra-
moscelli secondari dalle caratteristiche corti che generano foglie e fiori, portano
speciali: si chiamano lamburde, brindil- frutti, in qualche caso, per molti anni.
li, borse e dardi. Le lamburde, rametti È importante riconoscere questi tipi di
gemma, perché la loro eliminazione pro-
Il diradamento dei frutti voca riduzione o scomparsa della frut-
tificazione. Ciò vale soprattutto per le
Quasi tutte le pomacee e drupacee, in par- pomacee (meli e peri).
ticolare il pesco, possono richiedere un di-
Nel caso delle drupacee (pesco, albicoc-
radamento estivo.
ƒ L’eliminazione di una parte dei fruttici- co), a fine inverno gli interventi di pota-
ni in formazione consente di favorire la tura possono essere anche energici, per
crescita di quelli conservati, che avranno mantenere le piante basse e compatte. Su
così più spazio e più nutrimento: pezzatu- questi fruttiferi, infatti, la produzione dei
ra e qualità ne traggono giovamento. frutti avviene sui rami di un anno.
ƒ Il diradamento consente di togliere i Le schede delle piante da frutto ripor-
frutti troppo ravvicinati, segnati da
tate di seguito in questo manuale forni-
qualche problema fitosanitario o in posi-
zioni troppo buie. scono indicazioni specifiche per la pota-
tura delle varie specie.
POTARE E INNESTARE LE PIANTE DA FRUTTO 211

QUANDO POTARE da un esemplare all’altro, per evitare di


Nel frutteto familiare, su piante già trasmettere le patologie virali.
formate, la potatura di produzione si fa
ƒ La superficie del taglio effettuato
tradizionalmente a fine inverno. Ope-
deve risultare netta e vanno evitate le A
rando nel periodo in cui la pianta è in
schiacciature del legno provocate da ce-
riposo si riducono i pericoli di stress ve-
soie sottodimensionate rispetto al dia-

esterno pianta
getativo e le superfici di taglio hanno il
metro del ramo.
tempo di cicatrizzarsi prima del risveglio
dei parassiti. Con la potatura invernale ƒ Il punto di taglio si deve trovare appe-
si asportano i rami secchi, danneggiati na sopra una gemma, ma non troppo
o deboli, e si scelgono la lunghezza e la vicino. Il taglio non deve neppure essere B
quantità dei rami produttivi. troppo lontano dalla gemma in quanto
resterebbe un moncone di ramo inutile.
ƒ In estate si può effettuare un tipo di Per allargare la
chioma si taglia sopra
taglio chiamato potatura verde. Consi- ƒ L’inclinazione del taglio deve essere una gemma esterna
ste principalmente nell’eliminazione dei opposta a quella in cui si trova la gemma (A); per avvicinare
polloni che nascono dalle radici, sotto il sottostante, per far scivolare via l’acqua la vegetazione al
tronco si taglia sopra
punto di innesto. Sono rami inutili, che ed evitare che al centro della ferita si pos- una gemma rivolta
sottraggono energia a una buona fruttifi- sano annidare parassiti e patogeni. all’interno (B).
cazione. Inoltre, si tagliano i rami troppo
allungati e non produttivi, detti succhio- ƒ Il seghetto va impiegato per l’aspor-
ni, e si sfoltiscono le chiome fitte, nelle tazione di rami di grosso diametro. Ec-
quali aria e luce non circolano bene, con il cezion fatta per i tagli rasenti il tronco,
rischio di malattie fungine. Questa prati- anche con il seghetto occorre operare in
ca è consigliabile in particolare sul pesco. posizione inclinata.
ƒ L’utilizzo di un prodotto protettivo
LE REGOLE DEL TAGLIO (mastice per potature) è consigliato per
ƒ Cesoie e seghetti devono essere sempre i tagli che provocano un’estesa superfi-
perfettamente taglienti e accuratamente cie di legno fresco, dove facilmente si
puliti, privi di tracce di ruggine; è bene possono installare forme fungine o pa-
abituarsi a disinfettarli prima di passare rassiti animali.
212 COLTIVARE GLI ALBERI DA FRUTTO

L’innesto: i pregi di due piante


in una sola
L’antica pratica Quando le specie arboree da frutto si
dell’innesto,
riproducono per seme non conservano
nota già ai Fenici e
ai Romani, consente quasi mai le caratteristiche della pianta
di utilizzare l’apparato originaria; i migliori caratteri ereditari
radicale di una certa
specie o varietà per tendono a regredire e la fruttificazione
dare, alla cultivar risulta qualitativamente e quantitati-
scelta, robustezza vamente scadente. Per questo motivo si
e dimensioni adeguate
allo scopo per la quale deve ricorrere alla pratica dell’innesto,
viene coltivata. che consente di mantenere tutti i requi-
siti della cultivar di partenza.
La funzione dell’innesto è quella di uni-
re due piante diverse, appartenenti alla
stessa specie o a specie affi ni: una forni-
rà l’apparato radicale, e viene chiama-
to portainnesto; l’altra, detta marza,
darà origine alla chioma. Un fruttifero con un portainnesto specifico, se esso è
innestato entra prima in produzione, compatibile con le cultivar scelte. Per
raggiunge le dimensioni che si desidera- esempio, il pesco innestato su mandorlo
no (perché sono determinate dal vigore e è adatto a terreni calcarei; se il portain-
dalle caratteristiche del portainnesto), si nesto è il mirabolano, si ottengono pe-
adatta a terreni e climi differenti, resiste schi che crescono bene in terreni umidi.
meglio alle malattie.
Le piante da frutto commercializzate a SCEGLIERE IL PORTAINNESTO
radice nuda e in vaso sono già innestate, Principalmente un portainnesto pro-
ma è possibile chiedere a un vivaista spe- voca un’azione di riduzione o di au-
cializzato di preparare le varietà preferite mento dello sviluppo della parte aerea.
POTARE E INNESTARE LE PIANTE DA FRUTTO 213

Le selezioni che diminuiscono la taglia


degli alberi sono oggi particolarmente Un innesto di tipo semplice
richieste perché consentono la distribu- L’innesto a spacco pieno si 1
zione di un maggior numero di esem- può praticare anche con
plari sull’appezzamento e, inoltre, il rami di dimensioni piutto-
portamento ridotto agevola tutte le ope- sto ridotte.
razioni colturali. Esistono portainnesti ƒ Marza e portainnesti
nanizzanti per la coltivazione in vaso o devono avere lo stesso
per specifiche esigenze, per esempio le diametro. La marza deve
forme a spalliera. essere lunga circa 4-5 cm e
Il portainnesto si dice “franco” quando portare 3-4 gemme.
nasce da seme; in genere, il franco dà ƒ Si tagliano sia la marza sia
origine ad alberi di grande vigoria. Per il portainnesti trasversal- 2
avere esemplari più piccoli, ma di buo- mente, interessando una
ne caratteristiche produttive, sono stati superficie che corrisponde
selezionati dei portainnesti provenienti a circa una volta e mezza il
non da seme bensì da talea: si ottengo- diametro dei due elementi,
no quindi esemplari identici (cloni) alla che deve essere corrispon-
dente, così come sarà ugua-
pianta madre. Gran parte delle varietà di
le e opposta l’inclinazione
melo utilizzano questo tipo di portain-
del taglio (1).
nesti, caratterizzati da una M seguita
da un numero di riconoscimento. A ri- ƒ Le due ferite vengono fat-
te combaciare perfettamen- 3
guardo, è utile sapere che M27 e M9 per
te e si salda l’innesto con la
il melo sono portainnesti nanizzanti.
legatura (2).
Gli agrumi innestati sulla specie selvati-
ca Poncirus trifoliata sono più resistenti ƒ Per una maggiore prote-
al freddo. I peri su cotogno danno frutti zione del punto di innesto
è possibile distribuire del
di migliore qualità. Nel caso delle viti,
mastice da innesti sulla
l’uso di portainnesti di vite americana ha zona interessata dall’opera-
permesso di ottenere esemplari più re- zione (3).
sistenti alle malattie di origine fungina.
215

Le piante da frutto
più comuni
La grande disponibilità di cultivar an- Per la scelta della specie e della varietà
tiche e moderne, nane o di grande svi- potrete trovare indicazioni nelle schede
luppo, rustiche o delicate, apre grandi riportate nelle pagine seguenti. Se desi-
possibilità a chi desidera coltivare albe- derate orientarvi su varietà antiche loca-
ri da frutto: si potranno facilmente col- li vi consigliamo invece una visita presso
tivare piante diverse per avere, nel corso un buon vivaio o qualche collezionista.
dell’anno, fioriture e raccolti continui.
ƒ Un dato da considerare è quello re-
lativo alle modalità di consumo dei
Oltre 6 mesi di raccolto prodotti delle vostre piante. Se non si è
Tra le specie per un piccolo frutteto dome- in grado di consumarli freschi o trasfor-
stico, ecco una scelta per avere il piacere del mare subito le eccedenze, è consigliabile
raccolto distribuito sull’arco di 6 mesi: orientarsi verso specie o varietà conser-
ciliegia durone Bigarreau (giugno), vabili in cantina, caratteristica tipica di
N E L L A P A GI N A
albicocca Valeria (luglio), certe mele e pere.
A F I A N CO :
da agosto
pesca piatta Platicarpa (agosto), a ottobre il raccolto
ƒ Il frutteto di casa è un’oasi di natura
pera Cedrata e uva fragola (settembre), nel frutteto di casa
mela Calvilla (ottobre), apprezzata dalle api e dalle farfalle in può essere ricco
kaki Vaniglia (novembre). primavera, ma anche da merli e storni, e vario, scegliendo
voraci mangiatori della vostra frutta. di piantare diverse
I periodi di maturazione sono influenzati specie e varietà: fichi,
dal clima e dalla posizione della pianta. Non resterà che munirsi di uno spaven- uva, prugne, mele,
tapasseri o di un gatto ben motivato. kaki, melagrane…
216 COLTIVARE GLI ALBERI DA FRUTTO

Prunus armeniaca L.

albicocco
I rami carichi di frutti Storia, caratteristiche e curiosità
succosi sono uno Gli antichi Romani lo conoscevano come
spettacolo splendido,
ma la raccolta
pesca o mela dell’Armenia, e questo “er-
delle albicocche rore“ si è tramandato nel nome botanico
va effettuata in tempi dell’albicocco, appunto Prunus armenia-
brevi per evitare
ca. Come quasi tutti gli alberi da frutto
la diffusione di muffe
nei frutti che rimangono diffusi nei nostri climi, è di origine asia-
sui rami. tica. Furono gli Arabi a realizzare le pri-
me coltivazioni in Europa; in precedenza
non aveva larga diffusione, pur essendo
già noto nel primo secolo dopo Cristo.
ƒ L’albero si sviluppa considerevolmen-
te, sia nella parte aerea sia nelle radici; nel nocciolo è spesso dolce, commestibi-
presenta foglie cuoriformi prive di pe- le e, come una mandorla amara, ricco di
luria e provviste di un lungo picciolo. I amigdalina che sviluppa cianuro, per cui
fiori compaiono in primavera (anche già conviene non abusarne. Il contenuto di
a fine febbraio), prima della fogliazione, vitamina A è elevatissimo.
e sono bianco-rosati, singoli o in gruppi
di 2 o 3. Le varietà più diffuse sono tutte Coltivazione
autocompatibili: è quindi possibile alle- C L I M A Resiste bene sia al freddo sia al
vare in giardino o nell’orto anche un sin- caldo, predilige comunque il pieno sole
golo esemplare. Il frutto, con buccia de- e un clima temperato-caldo. Nelle zone
licatamente pelosa, è di colore aranciato con inverno molto lungo la sua coltiva-
con sfumature rosate nei punti colpiti zione è limitata più che altro dalla pre-
dal sole. Il seme (armellina) racchiuso coce fioritura, che può essere distrutta
LE PIANTE DA FRUTTO PIÙ COMUNI | albicocco 217

dalle brinate. Nella scelta della varietà

P R O B L E M I E S O LUZ I O N I
per il Nord è quindi essenziale orientarsi Apoplessia: appena prima o appena dopo la maturazione dei
verso quelle con fioritura tardiva. Non va frutti, può verificarsi l’improvvisa morte della pianta. L’origine di
questo evento non è ancora accertata; non esiste cura.
piantato in zone soggette a forte vento.
Monilia: i frutti maturi sono estremamente sensibili a questa
TERRENO Come le altre drupacee, pre- malattia fungina, che si presenta sotto forma larvata che li fa ap-
ferisce quelli sciolti, freschi, profondi parire appassiti, o in forma virulenta (presenza di muffa a circoli).
e possibilmente ben irrigati, ma teme La soluzione consiste nel non irrigare prima della raccolta, che va
l’umidità costante che causa asfissia effettuata nel giro di pochi giorni.
radicale.
F O R M A D I A L L E VA M E N TO Nei giardini un mese prima della raccolta per evitare la
viene coltivato generalmente in forma li- spaccatura dei frutti.
bera; è consigliabile comunque una ridu- P O TAT U R A Sensibilissimo ai tagli. Per
zione dell’altezza del tronco. Se si preferi- evitare eccessiva formazione di gomma
sce una forma guidata, optare per il vaso sulle ferite, va potato dopo la raccolta dei
basso e la palmetta a branche oblique. frutti solo per ripulire la chioma, inter-
PI A N TAG I O N E Va messo a dimora in au-
venendo su rami di piccole dimensioni.
tunno come astone di un anno, innestato I frutti
R ACCO LTA E CO N S E R VA Z I O N E
su franco o mirabolano. Entra in produ- vanno raccolti maturi tra giugno e luglio;
zione a partire dal terzo anno e produce la conservazione del prodotto fresco si
ottimamente fino ai 20 anni. riduce a pochi giorni.
Si consi-
CO N C I M A Z I O N E E I R R I G A Z I O N E
VA R I E TÀ CO N S I G L I AT E

glia di distribuire del letame sul fondo del- Bella di Imola: adatta alle regioni settentrionali. Frutto grosso,
la buca di piantagione, coprendolo poi con produzione costante e precocissima.
della terra per impedire il contatto diretto Ivonne Liverani: varietà resistente alla monilia e alle gelate pri-
con le radici. Nei primi anni di concimare maverili. Frutto medio-grosso, di colore giallo intenso.
solo con azoto, in seguito fornire 300-400 Monaco: ideale al Sud, molto produttiva. Matura a giugno.
g per pianta di concime complesso NPK San Castrese: adatta a tutte le regioni italiane. Frutto grosso e
2:1:2. Richiede un paio di irrigazioni in aranciato, matura a luglio al Nord e a metà giugno al Sud.
estate, ma non si deve bagnare a partire da
218 COLTIVARE GLI ALBERI DA FRUTTO

Prunus avium L.

ciliegio dolce
Albero generoso Storia, caratteristiche e curiosità
e longevo, il ciliegio
Ogni anno, nei primi giorni di aprile, i
produce un raccolto
molto abbondante giapponesi si riversano nei parchi delle
e nel tempo assume loro città per ammirare la fioritura dei
dimensioni maestose. ciliegi: il fiore di questo albero, chiamato
Sakura, rappresenta l’anima del Giap-
pone. La delicatezza, il colore pallido,
la brevità della sua esistenza sono per i
nipponici il simbolo della fragilità, ma
anche della bellezza dell’esistenza. colore rosso variabile fi no al nero, con
Nel resto del mondo, la parola “ciliegio” polpa aderente al nocciolo.
evoca invece grappoli di frutti rossi e
dolci, chiamati duroni o duracine, te- Coltivazione
nerine o visciole a seconda della consi- C L I M A Resiste bene al freddo, mal sop-
stenza della polpa. Nulla a che fare con porta invece l’eccessivo caldo estivo; si
la pianta di amarene o ciliegio acido adatta a tutte le regioni italiane. Le piog-
(Prunus cerasus). ge intense durante la fioritura compro-
mettono la produzione perché provocano
ƒ Il ciliegio ha dimensioni e portamen-
la caduta anticipata dei fiori. Nell’Italia
to maestoso; il legno rossiccio è usato in
settentrionale si coltivano preferibilmente
ebanisteria, ma è poco pregiato perché si
varietà a polpa dura, mentre nel Meridio-
imbarca facilmente; la corteccia si stacca
ne si preferiscono quelle a polpa tenera.
a nastro. Le foglie sono ovali, pendule e
ampie. I fiori, riuniti in mazzetti anche T E R R E N O Ottimi quelli sciolti, profondi,
di 6, bianchi, compaiono prima delle anche sassosi: da evitare suoli argillosi e
foglie. I frutti sono piccoli, globosi, di compatti, in cui ristagna l’acqua.
LE PIANTE DA FRUTTO PIÙ COMUNI | ciliegio dolce 219

F O R M A D I A L L E VA M E N TO Innestato su

P R O B L E M I E S O LUZ I O N I
franco tende ad espandersi considerevol- Mosca della ciliegia: sono i vermet-
mente, per cui è preferibile allevarlo in ti che si trovano dentro i frutti bacati.
La mosca depone un uovo all’interno
ampi spazi e controllare l’eccessivo svi-
di ogni frutto; le larve si nutrono della
luppo con la potatura. Innestato su ama-
polpa provocando la cascola prerac-
rena, invece, mantiene un portamento li- colta. Nei frutteti familiari si com-
mitato, in forma di palmetta o bandiera. battono scegliendo varietà precoci o
In autunno. Se innestato
PI A N TAG I O N E
anticipando la raccolta.
su franco, le distanze sul fiore e tra le file
saranno di 12 cm, minori se su amarena; non per pochi giorni. Sono ideali per la
anche l’entrata in produzione dipende dal trasformazione in confetture, canditi o
portainnesto: tardiva (7-10 anni, poi pro- preparazioni sotto spirito.
duttivo per 100 anni) nel primo caso, più La raccolta per il frutto da consumo
precoce nel secondo (ma meno longevo). fresco è manuale. Si usano scuotitori
solo per le varietà destinate alla trasfor-
CONCIMA ZIONE E IRRIGA ZIONE Una buo-
mazione. La maturazione avviene entro
na letamazione ogni 2 anni è consigliata
giugno: tradizione vuole che la scadenza
per gli alberi dei frutteti familiari. Per
per gustare le ciliegie sia il 24 giugno,
incrementare la produzione si può distri-
giorno di San Giovanni, per cui i bachi
buire concime chimico in rapporto 2:1:1.
che si trovano nei frutti maturi vengono
La precocità di produzione dei frutti non
detti “giovannini”.
richiede interventi irrigui.
P O TAT U R A Produce abbondante gomma
VA R I E TÀ CO N S I G L I AT E

Bigarreau: gruppo di duroni dal frutto grosso, a polpa bianca o


dalle ferite ed è meglio non esagerare con rosata e buccia rosso scuro (Burlat, Moreau, Napoleon).
i tagli. Sono sufficienti leggeri interventi
dopo la raccolta, solo per eliminare i rami Durone Classico: Nero, della Marca, dell’Anella, di Pistoia, di
Cesena… Grosse ciliegie duracine, diffuse anche al di fuori della
secchi e sfoltire l’interno della chioma.
zona di provenienza.
R ACCO LTA E CO N S E R VA Z I O N E Le ciliegie More: di Cesena, di Vignola, della Punta. Gruppo di varietà del
devono essere raccolte mature sulla pian- tipo Tenerina, dal colore scuro, sapore dolce, frutto grosso.
ta e non si conservano allo stato fresco se
220 COLTIVARE ALBERI DA FRUTTO

Ficus carica L.

fico
Il fico è una delle più Storia, caratteristiche e curiosità
antiche piante da frutto La leggenda racconta che Romolo e Remo
allevate dall’uomo,
anche per la sua furono ritrovati sotto un fico mentre la
estrema facilità lupa li allattava. Questa pianta mediter-
di coltivazione. ranea era già coltivata dagli Egizi e a Ba-
bilonia; nell’Odissea, Ulisse attende, pre-
cariamente appeso ad una pianta di fico
sullo scoglio di Cariddi, che Scilla risputi
la chiglia e l’albero della sua nave. rescenze a ricettacolo a forma di trottola,
Credenza popolare vuole che il latte pro- di colore verde o nero a maturità. Frut-
dotto dal distacco delle foglie, dei frutti tifica in epoche diverse, più volte all’an-
e dei rami, possa essere usato come cre- no: a giugno maturano i fichi “fioroni” o
ma abbronzante. Mai diceria è stata più “primaticci” che compaiono sui germo-
dannosa: spalmarsi sul corpo il lattice ed gli e all’ascella delle foglie nell’autunno
esporsi al sole provoca ustioni dolorose e dell’anno precedente. I fichi veri, detti
difficili da curare. La sostanza è invece anche “forniti”, compaiono sulla pianta
utile per far cagliare il latte. a primavera e maturano ad agosto-set-
tembre. Quelli che maturano in ottobre
ƒ Il fico è una specie molto pollonifera,
vengono chiamati “tardivi” o “cimaruo-
tanto da trasformarsi spesso in arbusto.
li”. Alcune varietà, considerate unifere,
Ha tronco liscio e grigio, rami flessuosi
producono solo quelli veri.
ma robusti. Sia questi sia le foglie o i frut-
ti, quando vengono staccati, emettono
un lattice bianco. Le foglie sono grandi, a Coltivazione
3 o 5 lobi anche sulla stessa pianta, coria- C L I M A Pianta mediterranea, soffre il
cee, ruvide e pelose. I frutti sono infio- freddo: nelle regioni settentrionali può
LE PIANTE DA FRUTTO PIÙ COMUNI | fico 221

essere coltivato solo in posizioni ripara-

VA R I E TÀ CO N S I G L I AT E
te. A –10 °C l’intera pianta può morire. Brogiotto Bianco: ottima cultivar, molto diffusa. La
produzione si concentra sui fichi veri, pressoché as-
La pioggia è dannosa quando la pianta è
senti i fioroni.
carica di frutti. Foglie e frutti subiscono
scottature se l’insolazione è intensa. Brogiotto Nero: come il bianco, ma con frutti scuri.
Dottato: è fra le varietà più diffuse in Italia. Produce
TERRENO Allo stato selvatico vive in frutti grossi e dolci che a maturità si presentano gial-
zone impervie; si adatta bene a suoli ciot- lastri. Raramente compaiono i fioroni.
tolosi, sciolti e poveri. Sopporta comun-
que ogni tipo di terreno, a eccezione di
frutti. In assenza di possibilità di innaf-
quelli argillosi e impermeabili.
fiare, sarchiare spesso il terreno.
F O R M A D I A L L E VA M E N TO Viene allevato
P O TAT U R A Il fico non ama gli interven-
in forma naturale, in alternativa si può
ti di taglio. Le ferite si rimarginano con
scegliere il vaso a 4 branche.
difficoltà anche per la fuoriuscita di lati-
PI A N TAG I O N E Si riproduce facilmente ce dalle ferite. Si eliminano quindi solo i
staccando i polloni radicati che annual- rami rotti e secchi.
mente spuntano alla base del fusto, o an-
R ACCO LTA E CO N S E R VA Z I O N E Per l’essic-
che per talea di rami di 2-3 anni, lunghe
cazione, i frutti aperti vanno fatti asciu-
30-50 centimetri. In vivaio si trovano
gare al sole per
astoni innestati con le varietà migliori.
P R O B L E M I E S O LUZ I O N I

alcuni giorni. A li- Marciume radicale: in


L’impianto è autunnale e la produzione
vello industriale si terreni pesanti la pianta
ha inizio al terzo-quarto anno. La mas-
disidratano con ra- viene attaccata da un fun-
sima produzione è raggiunta intorno ai go che causa marcescenza
diazioni ionizzan-
30 anni per poi decrescere; verso i 60 delle radici. La parte aerea
ti. I frutti freschi
anni la pianta muore. deperisce, le foglie ingial-
durano un mese a
liscono e la pianta muore.
Buone
CO N C I M A Z I O N E E I R R I G A Z I O N E 0 °C in alta umi-
Non ci sono cure: l’unica
dosi di letame favoriscono sviluppo e dità; i fichi raccolti strategia è la prevenzione,
produzione. Le piante altamente produt- qualche giorno pri- preparando il sito d’impian-
tive richiedono somministrazioni idriche ma di consumarli to con un buon drenaggio.
durante il periodo di maturazione dei sono più dolci.
222 COLTIVARE GLI ALBERI DA FRUTTO

Diospyros kaki

P R O B L E M I E S O LUZ I O N I
Gelate invernali: nei primi anni dopo

kaki o loto l’impianto, il kaki è poco resistente al


freddo. Conviene fasciare la base e
il primo tratto del tronco con paglia.
Nelle aree settentrionali con inverni
Storia, caratteristiche e curiosità precoci e molto freddi meglio scegliere
Specie originaria della Cina ma partico- esemplari innestati su Diospyros lotus,
specie molto resistente al gelo.
larmente apprezzata in Giappone, dove
è molto diffusa fin da epoche lontane.
In Europa arrivò solo alla fine dell’Ot- ƒ L’albero adulto raggiunge anche i 12 m
tocento e subito si diffuse negli orti e nei di altezza, con chioma globosa. È una
giardini soprattutto per la qualità orna- delle poche specie poligamo-dioiche:
mentale delle foglie e dei frutti. Nei climi vi sono infatti piante maschili, piante
continentali europei è l’ultimo frutto a es- femminili, piante con fiori maschili ed
sere colto dalla pianta prima dell’inverno. ermafroditi e altre con fiori femminili ed
ermafroditi. Questi ultimi sono solitari,
provvisti di un originale e vistoso calice
verde. Le foglie, grandi e ovate, sono ver-
de scuro, lucenti nella pagina superiore e
pelose in quella inferiore.
A parte gli esemplari che portano solo
fiori maschili, gli altri sono tutti molto
produttivi. Una singola pianta adulta
può produrre anche 3 q di frutti l’anno.
Il kaki è una bacca sferica che a maturi-
I frutti devono essere
colti con la rosetta
tà assume una colorazione arancio bril-
di foglie e una lante, a volte rosata. Può contenere o no
porzione di picciolo, i semi: nel primo caso c’è stata normale
per prolungare la
fecondazione, nel secondo la produzione
conservazione una
volta raggiunta la dei frutti è avvenuta per partenocarpia,
maturazione ottimale. ossia senza l’intervento del polline.
LE PIANTE DA FRUTTO PIÙ COMUNI | kaki o loto 223

Coltivazione ne i frutti, la pianta richiede costanti ir-


C L I M A Predilige la zona caldo-tempe- rigazioni estive.
rata, ma resiste bene anche in aree con
P O TAT U R A Esige solo interventi di rimon-
inverni freddi. Teme le gelate primave-
da e pulizia. Sugli esemplari vecchi, una
rili, mentre elevate temperature estive
drastica riduzione della chioma è d’aiuto
migliorano le qualità organolettiche dei
per rinvigorire la vegetazione. Le piante
frutti. Soffre molto la siccità.
producono sui rami dell’anno, quindi si
T E R R E N O Fresco, profondo, fertile. Teme può facilmente “sbagliare” taglio senza
l’umidità e il ristagno di acqua. incorrere in una mancata produzione.
F O R M A D I A L L E VA M E N TO In frutticoltu- R ACCO LTA E CO N S E R VA Z I O N E I kaki si
ra da reddito si adottano principalmente raccolgono in autunno, dopo la caduta
forme a vaso, piramide o anche forme delle foglie. I frutti con semi maturano
appiattite come la palmetta. Nei giar- sulla pianta; quelli partenocarpici (api-
dini e negli orti viene preferita la forma reni) alla raccolta non sono eduli perché
naturale, molto bella. L’albero necessita astringenti e amari e vanno conservati in
di spazio per potersi espandere: tra gli casa per un breve periodo prima del con-
esemplari servono distanze di 6x6 m e sumo. Per accelerare la maturazione (am-
anche 5x8 metri. mezzimento) è bene chiudere i frutti in un
sacchetto con alcune mele, che esalano il
Si mettono a dimora in au-
PI A N TAG I O N E
gas etilene: questa sostanza in pochi gior-
tunno astoni innestati di un anno. L’entrata
ni porterà i kaki alla giusta maturazione.
in produzione è rapida e già al terzo-quar-
to anno dall’impianto si hanno produzioni
VA R I E TÀ CO N S I G L I AT E

abbondanti. Oggi sono in commercio solo Farmacista Honorati: produce frutti di buona qualità che ne-
cessitano di ammezzimento.
piante femminili: la produzione è quasi
esclusivamente partenocarpica. Fuju: una delle numerosissime varietà giapponesi, dal frutto
grande, profumato e molto dolce.
CO N CI M A Z I O N E E I R R I G A Z I O N E Una Mercatelli: varietà che raggiunge la maturazione sulla pianta.
concimazione organica annuale soppe- È usato anche come ottimo impollinatore.
risce alle esigenze anche degli esemplari Vaniglia: frutti profumati, grossi e dolci. Albero molto bello.
più produttivi. Per portare a maturazio-
224 COLTIVARE GLI ALBERI DA FRUTTO

Actinidia chinensis

P R O B L E M I E S O LUZ I O N I
Assenza di impollinazione: proble-

kiwi o actinidia mi di spazio possono far optare per la


messa a dimora di una sola pianta di
kiwi; in questo caso dovrà essere una
femmina dotata di un ramo innestato
con un esemplare maschile. Non è
però una pratica consigliata, in quanto
può succedere che errori di potatura
o danneggiamenti possono privare la
pianta dell’impollinatore.
Mosca della frutta: il parassita più
pericoloso e anche l’unico che richie-
da interventi fitoiatrici. Si manifesta in
tutti i mesi estivi e nel frutteto passa
da una specie all’altra deponendo le
uova in molti frutti, compreso il kiwi
in quanto, per un periodo di tempo, è
l’unico ad essere ancora sull’albero.

La pianta di kiwi può Storia, caratteristiche e curiosità l’omonimo uccello dal corpo tozzo e dal
essere utilizzata anche
Solo negli anni Settanta la coltivazione piumaggio marrone e arruffato, simbo-
per formare pergole lo della Nuova Zelanda, dove la specie è
che, oltre alla gradita del kiwi si è diffusa nelle nostre regio-
produzione di frutti, ni sia a livello amatoriale sia in frutteti largamente coltivata da tempo.
offrono un piacevole
riparo dal sole estivo,
specializzati. Il merito del successo di ƒ L’aspetto della pianta è quello di un
in giardino. questo frutto di origine cinese è dovu- arbusto lianoso con rami ricoperti di
to alle qualità organolettiche e all’alto peluria marrone, simile alla vite per la
tenore in vitamina C, superiore anche tendenza ad attorcigliarsi ai pali o agli al-
a quello degli agrumi. Oggi l’Italia è il beri vicini, allungando i tralci anche per
maggior produttore mondiale. Il nome, decine di metri. Le foglie sono grandi,
dato dagli inglesi, gli deriva dalla so- tondeggianti, quasi cuoriformi, prov-
miglianza che i frutti avrebbero con viste di un lungo peduncolo peloso. La
LE PIANTE DA FRUTTO PIÙ COMUNI | kiwi o actinidia 225

pagina superiore è liscia, quella inferiore

VA R I E TÀ CO N S I G L I AT E
è tomentosa. Si tratta di una specie dioi- Allison: frutti poco serbevoli. Matura una decina di giorni prima
ca, cioè a sessi divisi: le piante produttive della Hayward.
portano fiori esclusivamente femminili e Arguta: allevata come pianta ornamentale. Le nuove varietà han-
le piante maschili hanno fiori solo polli- no frutti dolci, privi di peluria e di colore verde pallido.
niferi. È necessario intercalare una pianta Hayward: è quella maggiormente coltivata: il gusto è leggermen-
maschio ogni 3-5 femmine per ottenere te acidulo. La maturazione avviene a metà ottobre.
la fecondazione. I fiori con petali bianco- Tomuri: varietà maschile utilizzata come impollinatore.
giallastri sono profumati e si aprono in
maggio-giugno. Il frutto è una bacca ova-
Nelle regioni del Nord si
PI A N TAG I O N E
le con buccia rivestita dalla stessa peluria
mettono a dimora le talee radicate. Al
marrone che ricopre i tralci. La polpa è
Sud si preferisce la pianta innestata.
verde smeraldo e contiene, in cerchi con-
centrici, numerosi piccoli semi neri. CO N CI M A Z I O N E E I R R I G A Z I O N E Ogni 2-3
anni si avvantaggia della distribuzione di
Coltivazione letame, nel tardo autunno o fine inverno.
C L I M A Si adatta a ogni situazione clima-
Produce sui rami dell’anno;
P O TAT U R A
tica, resiste anche a –25 °C e sopporta
dopo la raccolta si eliminano i rami che
temperature elevate. Necessita però di
hanno fruttificato lasciando poche gem-
almeno 700 ore di freddo (sotto i 7 °C)
me. Potare in primavera tardi porta all’ab-
per svolgere al meglio ogni fase fenolo-
bondante produzione del “pianto”, linfa
gica. I frutti temono le gelate autunna-
zuccherina che esce dalle ferite. In estate,
li, mentre i germogli quelle primaverili.
è consigliato sfoltire la chioma per arieg-
Mal sopporta i venti forti e salmastri.
giare e illuminare meglio i futuri rami
T E R R E N O Deve essere sciolto, profondo e produttivi. Gli esemplari maschili vanno
ricco in sostanza organica, a pH neutro o ridimensionati energicamente in estate.
subacido, senza calcare attivo.
La raccol-
R ACCO LTA E CO N S E R VA Z I O N E
Come per la
F O R M A D I A L L E VA M E N TO ta avviene a metà autunno. Se le condi-
vite si usano la pergola e la pergoletta, zioni climatiche sono buone, i frutti pos-
anche doppie, e il tendone. sono rimanere sui rami fino a gennaio.
226 COLTIVARE GLI ALBERI DA FRUTTO

Prunus amygdalus L.

P R O B L E M I E S O LUZ I O N I
Gelate primaverili: possono distrug-

mandorlo gere i fiori compromettendo anche per


alcuni anni la produzione.
Evitare di piantare in zone fredde o
esposte al vento.
Storia, caratteristiche e curiosità In caso di freddo tardivo, se possibi-
La sua origine è contesa fra la Cina e i Pa- le conviene coprire la chioma con un
esi mediterranei. Furono i Greci a porta- velo di tessuto agricolo.
re la pianta in Sicilia e da lì i Romani ne
diffusero la coltivazione in tutta l’Italia la Valle dei Templi di Agrigento è tutta
meridionale. Columella e Plinio elencano una fioritura di mandorli. Il frutto, si-
una serie di tecniche per migliorare sia le mile ad una pesca, non presenta polpa
piante sia la produzione: la più curiosa, già ma un mallo verde, peloso e carnoso che
proposta da Teofrasto (IV secolo a. C.) re- avvolge un guscio legnoso contenente
cita che praticando dei buchi ai piedi di una o due mandorle, la parte edule della
una pianta di mandorlo amaro, questo pianta, molto ricca di olio (60%).
avrebbe prodotto semi dolci.
ƒ Il fiore è autosterile: occorre quindi
Ancora oggi non è facile distinguere
piantare almeno due varietà, con epo-
l’albero delle mandorle amare da quello
ca di fioritura simultanea. Le varietà da
delle dolci, ma in commercio si trova or-
mandorla amara producono frutti ricchi
mai solo quest’ultimo.
di amigdalina, glucoside che a contatto
ƒ Il mandorlo è un albero dall’ampia con l’acqua si trasforma in acido cianidri-
chioma, con radice fittonante che diven- co. Bastano pochi frutti per causare av-
ta ampia e fascicolata nei terreni sassosi. velenamento. Vengono utilizzate, previo
Il tronco è contorto e rugoso. Le foglie, trattamento, solo per l’estrazione dell’olio
simili a quelle del pesco, si riconoscono e la produzione di dolci (amaretti).
per l’assenza delle ghiandole basali e per
il picciolo più lungo. I fiori sono bianco- Coltivazione
rosati e compaiono prima delle foglie, CLIMA Adatta a climi temperati, vive
a fine inverno. In Sicilia, già a gennaio bene anche al Nord perché può resiste-
LE PIANTE DA FRUTTO PIÙ COMUNI | mandorlo 227

re ad abbassamenti termici consistenti


(anche –20 °C). Il limite produttivo,
dato dalla precoce fioritura, può essere
superato scegliendo varietà a fioritura
tardiva. Non gradisce elevata umidità
atmosferica.
T E R R E N O Pianta rustica, per suoli pove-
ri, calcarei, salini ma senza ristagni.
F O R M A D I A L L E VA M E N TO Nei mandor-
leti specializzati viene allevato a vaso.
Negli orti e giardini conviene la forma
naturale, esteticamente pregevole. migliorare la cicatrizzazione, intervenire La delicata fioritura
a settembre, dopo la raccolta dei frutti. invernale dei mandorli
Il mandorlo mal sopporta
PI A N TAG I O N E
è uno spettacolo
i trapianti, conviene quindi acquistar- La matu-
R ACCO LTA E CO N S E R VA Z I O N E di rara bellezza;
lo con il pane di terra o in vaso, oppure razione avviene ad agosto-settembre.
in Sicilia l’evento dà
innestare a dimora i semenzali. Entra in vita a sagre e feste
Fresche o secche, le mandorle vengono di antichissima
produzione verso il sesto anno e può pro- consumate al naturale o trasformate in tradizione.
durre fino a 80 anni d’età. prodotti dolciari. L’olio di mandorle tro-
È pianta
CO N C I M A Z I O N E E I R R I G A Z I O N E va largo impiego in liquoreria, pasticce-
per terreni poveri; consigliate concima- ria e cosmesi.
zioni azotate nel periodo di allevamento
e con fertilizzanti ternari (1:3:2) durante
VA R I E TÀ CO N S I G L I AT E

Etnea o Etna: frutto morbido, adatto al consumo fresco, molto


la produzione. L’irrigazione è necessaria diffusa in Sicilia.
per avere buone produzioni. Sommini-
Mollese: a nocciolo tenero, con una resa in seme del 50%.
strare acqua una decina di giorni prima
Adatta al consumo fresco e alle trasformazioni per pasticceria.
della raccolta agevola il distacco dei frutti.
Pizzuta di Avola: impareggiabile per forma e gusto. Piattissi-
Non ama i tagli per cui con-
P O TAT U R A ma, ovoidale e regolare, è la più usata per la confetteria e per la
viene eliminare solo i rami secchi o defor- preparazione dei dolci tradizionali del Sud.
mi ed effettuare leggeri diradamenti. Per
228 COLTIVARE GLI ALBERI DA FRUTTO

Malus domestica

melo
Storia, caratteristiche e curiosità in Australia solo intorno al 1600. Oggi,
Il primo frutto citato nella Bibbia ha nel mondo, sono coltivate almeno 5.000
origini antichissime e tracce di questo diverse varietà, che si distinguono in base
albero e dei frutti sono presenti in reper- all’epoca di maturazione o di raccolta dei
ti di epoca preistorica. Nella mitologia frutti (estive, autunnali e invernali), o in
pagana, Venere e Apollo tengono spesso base alla destinazione d’uso (consumo
una mela in mano quale simbolo erotico. fresco, consumo cotto e da sidro).
Gli antichi meli
Ancora oggi, in molti Paesi europei la
sopravvissuti ƒ La pianta è vigorosa, con tronco eretto
nelle campagne mela è presente nei riti nuziali, assieme a
e vicino ai casolari e chioma globosa. I rami, di colore ros-
noci e nocciole, a simboleggiare fecondi-
di campagna hanno siccio e coperti di lenticelle bianche, si
dato la possibilità tà, prosperità e abbondanza.
allungano man mano che il fusto cresce.
di recuperare numerose
varietà risalenti ƒ Di origine europea e transcaucasica, il Le foglie sono disposte in modo alterno,
ai secoli scorsi. melo è stato esportato nelle Americhe e hanno forma ovale-appuntita e sono pe-
lose nella pagina inferiore. I fiori spunta-
no in concomitanza con le foglie, riuniti
in mazzetti (corimbi) di 3-8 fiori, con
petali bianchi all’interno e rosso-rosati
all’esterno. Solitamente la fioritura av-
viene in aprile, con oscillazioni che va-
riano di anno in anno entro un arco di
tempo di circa 10 giorni. Il frutto presen-
ta forma e colori molto variabili.
ƒ Quasi tutte le varietà di melo sono
autosterili e per questo motivo in un
LE PIANTE DA FRUTTO PIÙ COMUNI | melo 229

piccolo frutteto è buona norma inserire levamento anche


sempre più di una varietà per consenti- in vaso. Il melo va
re l’impollinazione incrociata ad opera messo a dimora in
degli insetti pronubi. Nei filari dei me- autunno o in pri-
leti specializzati si usa inserire alcuni mavera; l’astone di
esemplari di meli da fiore che forniscono 2-3 anni entra subito
polline utile in abbondanza. Questi meli in produzione e non deve essere ci-
producono anche frutticini che possono mato. La durata produttiva è di cir-
trovare impiego in marmellate e conser- ca 25-30 anni. Se innestato su franco,
ve o per puro utilizzo ornamentale. il suo sviluppo è considerevole: entra in Il melo dà un ricco
produzione anche dopo 10 anni ma ri- raccolto per decine
e decine di anni;
Coltivazione mane produttivo fino a 90 anni. con l’età i frutti
C L I M A Predilige le zone fredde e umide, sono più piccoli,
CONCIMAZIONE E IRRIGAZIONE Nel periodo ma di sapore intenso.
anche se è coltivato ovunque; nelle zone
produttivo, una pianta di melo asporta
calde deve essere allevato a quota di circa
dal terreno una notevole quantità di po-
800-1.200 metri.
tassio, elemento che presiede alla sintesi
T E R R E N O Adatto ad ogni tipo di terre-
no, predilige quelli a struttura robusta e
P R O B L E M I E S O LUZ I O N I

Afidi: attaccano i germogli, che si arricciano; trattare con aficida


compatta purché non troppo umidi; non
specifico in caso di attacchi massicci.
gradisce l’eccessiva presenza di calcare.
Carpocapsa: è la nota larva dei frutti (baco). Si combatte con
FORMA DI ALLE VAMENTO Può essere al- trattamenti ogni 20 giorni a partire dalla comparsa della farfalla. Si
levato in ogni forma. Oggi nei meleti utilizzano prevalentemente antiparassitari di sintesi (carbammati).
specializzati si preferisce farlo sviluppa-
Cascola preraccolta: fenomeno fisiologico che causa la caduta
re a fusetto, per consentire di aumentare
dei frutti prima della maturazione. Alcune varietà sono più sensi-
considerevolmente il numero di piante bili. Può essere limitato con concimazioni azotate.
per ettaro. Fra le forme obbligate la più
Ticchiolatura: malattia grave che colpisce foglie, fiori e frutti, ri-
usata è la palmetta a branche oblique.
conoscibile per la presenza di macchie tondeggianti e necrotiche.
PI A N TAG I O N E In commercio si trova- Sono necessari trattamenti anticrittogamici anche settimanali
no solo piante innestate su portainnesti durante la fase vegetativa e trattamenti invernali a base di rame.
clonali nanizzanti, che consentono l’al-
230 COLTIVARE ALBERI DA FRUTTO

verno si fornisce un concime complesso


ternario, in cui l’azoto è presente sotto
forma di nitrato. Una seconda concima-
zione è consigliabile un mese prima della
raccolta. Utilizzando letame ogni anno,
a fine inverno, si può ridurre la quantità
di concime chimico da fornire nel corso
della stagione vegetativa. L’irrigazione
va effettuata solo in piena estate, ed è
buona norma sospenderla un mese pri-
degli zuccheri: all’atto della concimazio- ma della raccolta per evitare di ottenere
ne bisogna quindi orientarsi su prodotti frutti acquosi. Piccole dosi d’acqua rav-
ricchi di questo macroelemento. Solita- vicinate nel tempo favoriscono l’ingros-
mente, prima della fioritura o a fine in- samento dei frutti.
P O TAT U R A Fuso e fusetto richiedono
VA R I E TÀ CO N S I G L I AT E

Florina: resistente alla ticchiolatura, ha buccia rossa e ottimo interventi frequenti per mantenere la
sapore. Presenta una certa alternanza di produzione che può vegetazione ridotta e compatta. Si ef-
essere controllata con la potatura, che dovrà essere moderata fettuano tagli, ma anche piegature, le-
nella fase di allevamento e poi equilibrata quando la pianta è in gature e curvature. Le forme libere e
produzione.
semilibere vengono potate in inverno:
Granny Smith: vecchia varietà di origine australiana, frutto ver- si effettua il diradamento dei rami, l’eli-
de a maturità. Si raccoglie ad ottobre. minazione di succhioni o il loro accor-
Golden (gruppo): buccia gialla o rossa, maturazione settembri- ciamento a 3-4 gemme per favorire le
na, ottima conservazione in atmosfera controllata. formazioni a frutto.
Mondial Gala: maturazione precoce, fine agosto, buccia rosso- La matu-
R ACCO LTA E CO N S E R VA Z I O N E
rosata, frutto di eccellente qualità. razione è scalare; si cominciano a coglie-
Varietà antiche locali: sono numerosissime, spesso tipiche di re prima i frutti colorati dal sole. Varietà
aree geografiche ristrette. Interessanti nel frutteto familiare se si come la Granny Smith possono restare
desiderano sapori insoliti e piante di facilissima cura. sull’albero a lungo. Alcune varietà si
conservano per mesi e mesi.
LE PIANTE DA FRUTTO PIÙ COMUNI | melo 231

Il cotogno, un frutto dimenticato


Molti incorrono nell’errore di ritene-
re che il melo cotogno sia un tipo
di melo; in realtà questa pianta da
frutto è una specie affine, ma bota-
nicamente diversa dal Malus: il suo
nome è Pyrus cydonia L. o Cydonia
oblonga. A forma di pera (piriforme)
o di mela (maliforme), questo frutto
è presente da sempre negli orti o nei
giardini di tutte le regioni italiane ed
europee. I cotogni vengono coltivati
prevalentemente a scopo ornamen-
tale e per la produzione di confettu-
re e gelatine (cotognate).
ƒ Piccolo albero pollonifero con foglie grandi e ovate, il cotogno è molto usato anche come por-
tainnesto del pero. Vive bene in tutto l’areale temperato anche se preferisce le regioni meridionali.
Teme molto i terreni calcarei, preferisce il suolo fertile e non richiede particolari concimazioni:
è sufficiente fornire una concimazione organica (letame) ogni anno a fine inverno. Resiste molto
bene alla siccità.
ƒ I suoi fiori sono ampi, lievemente rosati, e sbocciano a maggio all’apice dei nuovi germogli.
Può essere allevato ad alberello o anche come cespuglio per siepi divisorie. Sopporta male
le potature, che normalmente devono essere limitate a qualche diradamento e attuate una volta
ogni 2 anni. Entra in produzione al quinto anno e si mantiene produttivo fino ai 50 anni circa. Le
varietà più diffuse sono: Gigante di Vrania, Maliforme, del Portogallo, d’Angeres, di Lescovatz, di
Bazine, Havan.
ƒ I frutti del cotogno sono eduli allo stato crudo, perché aspri e duri. Dopo la cottura, invece,
la polpa diviene dolce e tenera, ideale per marmellate. I frutti vicini alla maturazione sono molti
sensibili alla Monilia fructigena, malattia fungina che provoca la formazione di muffa a circoli.
Si può prevenire il problema effettuando una raccolta un po’ anticipata.
232 COLTIVARE GLI ALBERI DA FRUTTO

Punica granatum L.

melograno
Il melograno Storia, caratteristiche e curiosità
è una pianta «L’albero a cui tendevi la pargoletta mano,
dall’aspetto piacevole
in ogni stagione. il verde melograno dai bei vermigli fior»
Ai fiori rossi seguono nel Pianto antico del Carducci il melogra-
i bei frutti dalla scorza no è ammantato di tristezza e malinconia,
lucida, che brilla
tra il fogliame.
ma fin dall’antichità questa bella pianta è
stata invece simbolo di gioia e fecondità.
Salomone fece scolpire i frutti sui capitelli
della sua dimora, e Maometto immaginò ƒ Originario dell’Asia, è un arbusto o un
la pianta in Paradiso, assieme alle palme. piccolo albero a portamento decombente,
«Spicchio di melagrana è la tua guancia di lento accrescimento e molto longevo,
dentro il tuo velo», recita lo sposo nel bi- con rami flessibili, spinosi e rosati. Le
blico Cantico dei Cantici. foglie sono piccole, lanceolate, rosse da
La melagrana è un portafortuna prezioso, giovani poi verdi e, prima di cadere in au-
da consumare nella cena di Capodanno tunno, giallo-rosse. I fiori, privi di pedun-
come simbolo di dolcezza e prosperità, af- colo, sono rosso vivo, piccoli (più grandi
finché l’anno nuovo porti meriti e fortune nelle varietà ornamentali) e autofertili: si
numerosi quanto i chicchi che contiene. presentano sulla pianta in continuazione
Oggi non viene quasi più coltivato per dalla primavera fino ad estate inoltrata.
la produzione dei frutti, ma usato nei I frutti (detti “balauste”) sono molto
giardini e in vaso, per la bellezza dei fio- voluminosi e a maturità hanno la scorza
ri e la colorazione autunnale delle foglie. giallo-rosata. Sono formati da numerosi
Rientra tra quelle “piante antiche” che settori ricchi di semi rivestiti di una pol-
richiedono poche cure e producono ot- pa carnosa commestibile, leggermente
timi frutti. acidula e succosa.
LE PIANTE DA FRUTTO PIÙ COMUNI | melograno 233

Coltivazione

P R O B L E M I E S O LUZ I O N I
C L I M A Pianta da clima caldo-temperato, Non necessita di trattamenti perché è pianta tendenzialmente
sopporta bene il calore estivo e poco il sana. Eventuali alterazioni alle foglie sono dovute alla ridotta
esposizione al sole.
freddo, l’umidità e le piogge, che causano
la spaccatura dei frutti prossimi alla ma- Caduta precoce del fogliame: se la pianta si spoglia precoce-
turazione. Va sempre posizionato in pie- mente delle foglie in autunno, la causa è una eccessiva umidità
no sole e nelle zone più fredde conviene nel terreno e/o nell’atmosfera. Essendo una pianta rustica, con
ogni probabilità si riprenderà la primavera successiva.
proteggere gli esemplari in vaso.
TERRENO Deve essere ricco di sostanza
organica, fresco, profondo e di medio nienti da piante con frutti grossi, oppu-
impasto. Resiste bene al calcare, alla sa- re talee di ramo fatte radicare in vaso o
linità e alla siccità. astoni innestati. La produzione inizia
F O R M A D I A L L E VA M E N TO Ad alberello intorno al quarto anno e si mantiene in
naturale. Nelle regioni settentrionali, piena produttività anche per 30 anni.
conviene allevare più fusti per premu- Sono di
CO N C I M A Z I O N E E I R R I G A Z I O N E
nirsi da morie di singole branche, dovute certo consigliabili apporti di letame ma-
al gelo. Adatto alla coltivazione in vaso. turo ogni anno a fine inverno. L’irriga-
PI A N TAG I O N E Si possono mettere a di- zione deve proseguire in tutto il periodo
mora in autunno polloni radicati prove- estivo e deve essere interrotta circa un
mese prima della maturazione dei frutti.
VA R I E TÀ CO N S I G L I AT E

Alappia Dolce: varietà dai frutti di P O TAT U R A Si devono eliminare tutti i


ottima qualità. rami terminali che hanno fruttificato. Se
Amara Verace: contrariamente al allevato ad alberello, conviene asportare
nome, anche questa produce frutti vo- tutti i succhioni che spuntano alla base.
luminosi e dolcissimi.
Le mela-
R ACCO LTA E CO N S E R VA Z I O N E
Dolce Nostrana: a frutto grosso e
semi molto dolci, altamente produt- grane si raccolgono in autunno staccan-
tiva, la migliore per avere melagrane do il frutto con una piccola porzione di
grosse e numerose. ramo che lo sostiene, per non danneggia-
re la fragile branca.
234 COLTIVARE GLI ALBERI DA FRUTTO

Olea europea sativa

P R O B L E M I E S O LUZ I O N I
Mosca dell’olivo: insetto molto dan-

olivo noso, compare all’inizio della primave-


ra e in giugno-luglio depone un uovo
per frutticino. Le larve si nutrono della
polpa, mentre gli adulti ricominciano a
Storia, caratteristiche e curiosità ovideporre: si ha un nuovo ciclo ogni
L’olivo ha un profondo
Ritrovamenti preistorici di noccioli e 3 settimane. Si combatte con esche
legame con il paesaggio avvelenate da distribuire alla comparsa
mediterraneo. foglie hanno dimostrato la presenza
della prima generazione.
La commercializzazione dell’olivo in varie regioni italiane in epo-
di esemplari secolari
che lontanissime, quando questo nu- Rogna nera dell’olivo: batterio che
destinati ad uso penetra attraverso ferite o nelle pun-
ornamentale è oggi triente frutto costituiva già un prezioso
ture della mosca. Provoca escrescen-
regolamentata alimento per l’uomo. Il mito del ritorno
da normative regionali ze tondeggianti e rugose sui giovani
della colomba all’arca di Noè con il ra- rami e sulle branche. Passa anche su
ed è allo studio
una legge specifica moscello di olivo in bocca quale simbolo altri organi, in particolare i frutti, che
per la loro tutela. di pace è anch’esso antichissimo. si coprono di macchie. Si combatte
disinfettando le ferite e gli attrezzi di
potatura ed eliminando i rami infetti.

ƒ Di origine orientale, con foglie sempre-


verdi, l’olivo presenta radici superficiali
ed espanse, chioma a forma conica, tronco
cilindrico e contorto di colore grigio scuro
con legno duro e pesante. Le foglie sono
lanceolate, coriacee, grigiastre, munite
di picciolo corto e lembo ricurvo verso il
basso. I fiori, piccoli e abbondantissimi,
sono in gruppi di 10-15 e formano una in-
fiorescenza a grappolo chiamata “migno-
la”. Lo sviluppo delle infiorescenze, detto
mignolatura, ha inizio verso marzo-aprile
LE PIANTE DA FRUTTO PIÙ COMUNI | olivo 235

e culmina nella fioritura vera e propria, da CO N C I M A Z I O N E E I R R I G A Z I O N E Richie-


fine maggio ai primi di giugno. Le varietà de azoto in abbondanza durante tutta
più diffuse sono autosterili. la fase vegetativa. Fosforo e potassio si
possono distribuire una volta l’anno in
Coltivazione primavera. Carenze idriche prolungate
C L I M A L’olivo è pianta tipicamente me- possono provocare cascola dei frutti e
diterranea. In Italia è presente in tutte le bassa produzione.
regioni meridionali, sulle coste anche al
P O TAT U R A Durante la fase di formazione,
Nord ed è diffusa in prossimità dei laghi
conviene dare alla pianta una struttura il
prealpini, dove il clima è connotato da
più aperta possibile. Per infittire i palchi,
inverni miti e umidità moderata. L’olivo
cimare i rametti nel periodo vegetativo.
è caratterizzato da elevato bisogno di il-
luminazione solare. Il frut-
R ACCO LTA E CO N S E R VA Z I O N E
to viene raccolto percuotendo le fronde
T E R R E N O Pianta poco esigente e di gran-
(bacchiatura) con pertiche e con l’ausilio
de adattabilità. Predilige suoli sciolti o
di attrezzi a pettine o a rastrello (bruca-
di medio impasto, freschi e ben drenati,
tura). Sono usati anche vibratori mecca-
anche calcarei.
nici. La raccolta avviene da ottobre fino a
F O R M A D I A L L E VA M E N TO Tipicamente a tutto dicembre. L’oliva per il consumo da
vaso o a siepone, ma nei giardini conviene tavola (varietà dette “da mensa”) non è
la forma libera, molto bella. Si adatta alla edule alla raccolta: per poter essere con-
coltivazione in vaso, come ornamentale. sumata deve subire alcuni trattamenti.
Si mettono a dimora gli
PI A N TAG I O N E
VA R I E TÀ CO N S I G L I AT E

astoni innestati o i polloni provvisti di Ascolana tenera: oliva da mensa, portamento assurgente.
radice alla ripresa vegetativa, in marzo. Frutti di dimensioni medie, polpa tenera e gustosa.
La pianta inizia a fruttificare verso il Frantoio: olivo da olio, precoce messa a frutto. Molto diffusa.
terzo-quarto anno, mentre la piena pro- La pianta è di medio vigore; presenta un portamento pendulo.
duttività avviene verso il nono-decimo e Leccino: olivo da olio, mediamente resistente ai parassiti. Pro-
la maturità è raggiunta dopo i 50 anni. È duzione precoce, contemporaneità di maturazione. Pianta vigo-
una pianta longeva: in condizioni favore- rosa, con portamento a rami penduli.
voli un olivo può vivere anche mille anni.
236 COLTIVARE GLI ALBERI DA FRUTTO

Pyrus communis L.

pero
Il pero è un albero Storia, caratteristiche e curiosità
che può dare un Pianta coltivata da epoche lontane, pare
raccolto generoso e
di ottima qualità per sia di origine asiatica. Omero, nel libro
decine e decine di anni. VII dell’Odissea, così descrive i famosi
In condizioni idonee, giardini di Alcinoo: «Alte vi crescon ver-
alcuni esemplari
arrivano a vivere deggianti piante, il pero e il melograno».
quasi un secolo. L’amore per questi frutti da parte dei Re-
ali di Francia ha dato origine nel Cinque-
cento a una famosa scuola nei giardini di ebanisteria, apprezzato per il suo colore
Versailles, dove appositi poiriers selezio- bianco rosato e la grana fine. Le foglie,
navano le varietà migliori e ne creavano verde brillante e glabre, sono ovali, lun-
di nuove per la mensa del Re. E ancora gamente picciolate. Alla base delle foglie
oggi molte delle varietà coltivate hanno si trovano due stipole che cadono al ger-
origine in Francia, dove il frutto ha lar- mogliamento. Fiorisce prevalentemente
ghissima diffusione tanto nelle campa- all’estremità dei rami, con numerosi fiori
gne come negli orti e giardini famigliari; bianchi riuniti in corimbi avvolti da un
vi sono varietà specifiche da cuocere, da mazzetto di foglie. I fiori si aprono verso
sidro, da confettare o sciroppare. Accu- la fine di marzo e la fioritura si prolunga
sata per secoli di causare pesantezza e per anche 20 giorni. Ciò rappresenta un
di essere indigesta, la pera ben matura limite per la coltivazione, perché nelle
è oggi considerata da tutti un tesoro di zone più fredde possono facilmente esse-
aromi e di freschezza per il palato. re esposte a gelate e brinate.
ƒ Il pero è un albero dalla chioma coni- ƒ Le varietà più coltivate sono autosterili.
ca; sul tronco la corteccia è grigiastra e si Il frutto varia di aspetto, colore e forma
fessura facilmente. Il legno è utilizzato in a seconda della varietà. Quelle antiche
LE PIANTE DA FRUTTO PIÙ COMUNI | pero 237

P R O B L E M I E S O LUZ I O N I
Psilla del pero: l’adulto punge le parti più gio-
vani di ogni organo, mentre le forme giovanili ri-
lasciano abbondante melata che imbratta e porta
all’asfissia i tessuti vegetali già danneggiati. Nel
frutteto famigliare conviene lavare con getti d’ac-
qua, anche violenti, le parti che manifestano pre-
senza di melata.
Ticchiolatura: è la malattia più grave e virulenta.
Conviene praticare sempre un trattamento preven-
tivo nella fase di prefioritura con prodotti a base di
rame (poltiglia bordolese) e poi, al presentarsi dei
sintomi, con prodotti citotropici.

sono di pezzatura più piccola, ma non di possono essere usate forme appiattite
per questo di minore pregio dal punto di come la palmetta, il cordone orizzontale,
vista del sapore, spesso eccellente. verticale o obliquo, la ipsilon. L’enorme Pere antiche, come
vigore che manifesta nei terreni fertili la Cedrata Romana
nella foto, sono
Coltivazione consiglia di non utilizzare la piramide e il ottime per il frutteto
C L I M A Predilige areali temperati, anche vaso. Su portainnesti nanizzanti, il pero famigliare.
se numerose varietà sono presenti in zone
più fredde. Quando le temperature sono
elevate e il clima è siccitoso meglio orien-
tarsi su varietà a maturazione precoce.

T E R R E N O Soffre nei terreni siccitosi e


dove si verifica ristagno di acqua. Quan-
do è innestato su cotogno non deve esse-
re coltivato in terreni calcarei.

Sopporta be-
F O R M A D I A L L E VA M E N TO
nissimo i tagli e le manipolazioni, quin-
238 COLTIVARE GLI ALBERI DA FRUTTO

distanza è 1,5-2 m, mentre tra le file au-


VA R I E TÀ CO N S I G L I AT E

Abate Fetel: molto apprezza- menta leggermente. A causa della diffusa


ta per la forma e il sapore. Pre- autosterilità tra le cultivar, conviene met-
senta difformità di produzione
tere a dimora almeno due varietà diverse.
ed è autoincompatibile. Matura
all’inizio di settembre. Ogni 2
CO N C I M A Z I O N E E I R R I G A Z I O N E
anni, dopo la piantagione, si può conci-
Decana d’Inverno: volumi-
nosa, di colore verde e di buo- mare con letame maturo, integrando con
ne caratteristiche, si raccoglie concimi chimici a base di azoto, fosforo
a fine ottobre e matura lenta- e potassio in proporzione di 1:3:3. Le ir-
mente, conservandosi a lungo. rigazioni estive devono essere di portata
limitata ma frequenti. Nei terreni di me-
Kaiser Alexander: frutto dal-
la buccia rugginosa, è una vec-
dio impasto e fertili non sono necessarie.
chia e pregevole cultivar. Matura a fine settembre. P O TAT U R A Le varietà poco produttive

Passa Crassana: per decenni è stata la pera regina dell’inverno, (Abate Fetel e Passa Crassana) preferi-
a maturazione completa si presenta succosa e dolce. Praticamen- scono l’accorciamento dei rami e l’eli-
te autoincompatibile. minazione di alcune formazioni a frutto,
mentre le altre (Butirre, Cosce, Decane,
William Rossa o Gialla: il frutto è adatto sia al consumo fre-
Kaiser, William) preferiscono il dirada-
sco sia alla produzione di pere sciroppate. Ottima per gusto e
sapore, matura in agosto. mento dei rami.
R ACCO LTA E CO N S E R VA Z I O N E Dopo la
raccolta le pere vanno conservate al fre-
può essere coltivato su balconi o terrazzi, sco. Alcune varietà invernali, che ven-
purché in contenitore piuttosto ampio. gono raccolte a fine ottobre, contengono
PI A N TAG I O N E La messa a dimora degli nella polpa alcune formazioni (sclereidi)
astoni innestati si effettua in autunno. che rendono il frutto praticamente im-
Innestati su cotogno o su clonali, i peri mangiabile. Conservate in cantina, al
entrano in produzione precocemente e raggiungimento della maturazione fisio-
producono per 30-40 anni. Su franco, la logica (anche marzo-aprile) le formazioni
produzione dura anche 80 anni, ma l’en- si ammorbidiscono e scompaiono, ren-
trata in produzione è tardiva. Sul filare la dendo il frutto morbido e succoso.
LE PIANTE DA FRUTTO PIÙ COMUNI | pero 239

Il nespolo, un albero per tutte le stagioni


ƒ Il nespolo giapponese, Eriobotrya japonica, botanicamente affine al cotogno e quindi “cugino” del pero e del melo, ini-
zialmente venne importato in Europa come pianta ornamentale, apprezzata per le sue grandi e lucide foglie persistenti.
Dà il primo frutto fresco di stagione, maturando nei mesi di marzo-aprile quando tutti gli altri alberi da frutto sono ancora
in fiore o, nel caso degli agrumi, in riposo. La fruttificazione primaverile, la bella chioma ombrosa in estate, i fiori in autunno
e il fatto di essere sempreverde in inverno la rendono pianta ornamentale interessante in ogni periodo dell’anno. I frutti del
nespolo, poi, sono succosi, di sapore dolce con una piacevole nota acidula.
ƒ Le nespole giapponesi sono di colore aranciato, succose e dissetanti: per essere pienamente apprezzate si raccolgono a
maturazione completa, provviste di peduncolo per aumentare la possibilità di una pur breve conservazione. L’aspetto
“ammaccato” non deve preoccupare: è, anzi, un fattore che indica la buona maturazione.
ƒ L’areale di coltivazione si identifica nelle zone a clima mediterraneo, anche se non è raro trovarle nei giardini dell’Italia
settentrionale. La pianta sopporta bene il freddo; il problema della produzione di frutti, nelle regioni del Nord, è legato
all’epoca di fioritura. Produce infatti vistosi e profumati grappoli di fiori bianchi all’estremità dei rami, in ottobre-novembre,
anche dicembre. Il gelo invernale non permette ai frutticini di allegare e di giungere a maturazione.
Inverni poco rigidi o posizioni riparate consentono comunque il raggiungimento della maturazione anche al Nord; volendo,
la pianta può essere coltivata in vaso e spostata al
riparo in inverno.
ƒ Altre caratteristiche che depongono a favore di
questa specie sono le limitate esigenze di cura
e il vantaggio di non soffrire di malattie o parassiti.
La potatura consiste solo in interventi di rimonda e
di mantenimento della chioma e va eseguita subito
dopo la raccolta dei frutti. Anche l’irrigazione vie-
ne praticata solo nelle coltivazioni specializzate per
favorire l’ingrossamento dei frutti; a livello familiare
non è indispensabile.
ƒ In commercio sono presenti numerose varietà
a frutto grosso e altamente produttive come la
Napoleone Rossa e la Napoleone Gigante Bianca, la
Grosso Tondo e la Lungo Tondo.
240 COLTIVARE GLI ALBERI DA FRUTTO

Prunus persica L. o Persica vulgaris

P R O B L E M I E S O LUZ I O N I
Bolla del pesco: è la malattia più

pesco diffusa nelle regioni settentrionali con


primavera umida. Si riconosce per le
strane e rosate bollosità sulle foglie,
che poi cadono. Con l’aumento della
temperatura la malattia scompare. Si
combatte con due trattamenti inver-
nali a base di prodotti rameici.

alterno sui rametti inizialmente verdi


poi rossastri, che diventano legnosi negli
anni. I fiori, rosa, si presentano prima
delle foglie, in marzo-aprile, singoli o
riuniti in gruppi di 3-4. Le varietà colti-
vate sono quasi tutte autofertili. Il frutto
è una drupa sferica che presenta forma,
colore di buccia, polpa e dimensioni dif-
ferenti a seconda della varietà.
Le pesche appena Storia, caratteristiche e curiosità
raccolte dall’albero ƒ La pesca classica ha la buccia rivestita
Persica significa «proveniente dalla Per-
hanno una da una fitta peluria, le nettarine o pesche
fragranza del tutto sia», ma l’origine del pesco è sicuramente
noci sono invece glabre. La polpa, bian-
assente in quelle la Cina, dove viene coltivato da millen-
commercializzate ca o gialla, è soda e morbida nei frutti
ni. Ad Alessandro Magno va il merito di
nei supermercati, da consumo fresco, più consistente e a
spesso ancora acerbe averlo portato nel mondo greco-romano
tessitura fi ne nelle pesche dette perco-
e poco saporite. e ai Romani quello di averlo diffuso in
che o duracine, utilizzate per le trasfor-
tutta l’Europa.
mazioni industriali (pesche sciroppate
ƒ È una specie di dimensioni medio- e succhi). Commercialmente, le pesche
piccole, con foglie lanceolate a margine sono classificate in funzione del periodo
dentellato e provviste di un corto pic- di raccolta, che va dalla fine di maggio a
ciolo. Le foglie si inseriscono in modo quasi tutto settembre.
LE PIANTE DA FRUTTO PIÙ COMUNI | pesco 241

Coltivazione portante nel mese che precede la raccolta


C L I M A Preferisce il clima mite, ma nelle dei frutti: le dosi, abbondanti, vanno di-
zone mediterranee molto calde occorre stribuite a intervalli di 10 giorni.
scegliere le varietà con basso fabbisogno
P O TAT U R A In produzione devono es-
in freddo. Per fiorire e fruttificare, infat-
sere energiche. Con l’invecchiamen-
ti, le piante necessitano di un elevato nu-
to, infatti, la pianta tende a spostare la
mero di ore di freddo (sotto i 7 °C).
vegetazione verso l’alto, e quindi sono
T E R R E N O Vive bene solo nei suoli sciolti, necessari frequenti tagli di ritorno. Il
profondi, anche sassosi. Non sopporta diradamento dei frutticini in estate dà
quelli umidi e argillosi. Resiste al calcare luogo a frutti più grossi.
se innestato su mandorlo. La pianta muo-
Per ritar-
R ACCO LTA E CO N S E R VA Z I O N E
re su terreni in cui precedentemente sono
dare la raccolta delle varietà tardive si
stati coltivati altri peschi (negli anni pro-
può effettuare l’insacchettatura dei sin-
vocano un accumulo di tossine nel suolo).
goli frutti ancora acerbi, quando hanno
Oggi si ten-
F O R M A D I A L L E VA M E N TO raggiunto le dimensioni definitive. Un
de ad allevare il pesco basso, a vaso o a vantaggio di questa pratica è la certezza
palmetta, per facilitare la raccolta senza che i frutti non si ammaleranno e non
scale. Anche nelle forme semilibere si serviranno trattamenti antiparassitari.
tende ad abbassare la vegetazione.
VA R I E TÀ CO N S I G L I AT E

Si esegue in autunno, im-


PI A N TAG I O N E Andross: percoca vigorosa e produttiva, matura nel
piegando astoni innestati di 2 anni: già mese di agosto.
nella primavera successiva inizia la pro- Maria Elisa: nettarina gialla di origine italiana, con
duzione che prosegue per circa 20 anni. vigoria e produttività molto elevate. La pezzatura è
Il pesco può essere coltivato in vaso. medio-grossa e la polpa è gialla venata di rosso.
Redhaven: la più diffusa, a polpa gialla; matura a luglio.
Gradisce
CO N CI M A Z I O N E E I R R I G A Z I O N E
concimazioni azotate (il rapporto NPK è Springcrest: grossa, a polpa gialla, matura a giugno.
sempre 2:1:1). Si distribuisce in inverno White Crest: a polpa bianca. Vigore medio, produtti-
un concime ternario e in primavera si in- vità discreta, frutto molto profumato.
tegra con altro azoto. L’irrigazione è im-
242 COLTIVARE GLI ALBERI DA FRUTTO

Prunus salicina o triflora (giapponese), P. simonii (cinese)

susino cinogiapponese
no prima delle foglie. Sono autosterili,
necessitano perciò della presenza o del-
la vicinanza di altre piante di susino.
Il frutto è tondeggiante, mediamente
piccolo, molto succoso, con il nocciolo
aderente alla polpa. Sono tutte varietà
adatte al solo consumo fresco in quanto
difficili da conservare o trasformare. La
produzione del susino cinogiapponese è
abbondante e il periodo di maturazione è
compreso tra la metà di giugno e la fine
di ottobre, a differenza di quello europeo
Le varietà di origine Storia, caratteristiche e curiosità
orientale (nella
che dà raccolto tra agosto e settembre.
Le varietà coltivate in Italia provengo-
foto, susine Shiro Nei primi anni in un orto familiare una
o Goccia d’Oro) no quasi tutte dall’incrocio della specie
pianta di susino cinogiapponese arriva a
danno frutti indicati giapponese con quella cinese, che si col-
prevalentemente
produrre 4-5 kg di frutti: non è raro tro-
tivano comunque anche singolarmente.
per il consumo fresco, vare esemplari adulti che producono an-
perché molto succosi. ƒ Fruttiferi di medie dimensioni, con che oltre 200 kg per pianta.
chioma ombrelliforme e rami tendenti al
pendulo. Le foglie sono di forma allun- Coltivazione
gata, lanceolate, sottili e poco consisten- C L I M A Prediligono un clima caldo e nel-
ti. I fiori sono riuniti in mazzetti di tre e le zone temperate più fredde presentano
si aprono a marzo-aprile, prima di quelli problemi divenendo scarsamente o in-
di pesco e susino europeo: sono presenti stabilmente produttive, nonché più su-
soprattutto sui rami misti e compaio- scettibili ad alcune malattie. La fioritura
LE PIANTE DA FRUTTO PIÙ COMUNI | susino cinogiapponese 243

precoce induce nella pianta una minor

VA R I E TÀ CO N S I G L I AT E
resistenza al freddo e alle gelate tardive. Angeleno: è la cultivar più diffusa ed è impollinata con suc-
cesso dalle successive varietà. Il frutto è grosso e violaceo, di
T E R R E N O Di medio impasto, tendenti eccellente qualità.
allo sciolto. Si adatta a quelli compatti Sorriso di Primavera: di fruttificazione precoce, offre abbon-
solo se inserito su portinnesti adatti. danti frutti di colore giallo rosato. Cultivar autoincompatibile.
Ottimo impollinatore.
Negli orti fa-
F O R M A D I A L L E VA M E N TO
migliari si usa la forma libera. Può essere Shiro o Goccia d’Oro: frutto giallo, grande ed estremamente
succoso, matura alla metà di luglio. Ottimo impollinatore per al-
anche allevato a vaso o in forme obbliga-
tre varietà di susine.
te come palmette e cordoni.

PI A N TAG I O N E Si mettono a dimora in è molto esperti, si può potare anche in


autunno. Nelle regioni settentrionali è fase di fioritura. Durante l’estate sarà poi
preferibile aspettare l’inizio primavera necessario eliminare i vigorosi succhioni
per evitare che un inverno troppo freddo nati in corrispondenza dei tagli, lascian-
danneggi il giovane astone. done di norma uno solo.
CO N CI M A Z I O N E E I R R I G A Z I O N E Nei giar- La matu-
R ACCO LTA E CO N S E R VA Z I O N E
dini cresce e produce con una semplice razione delle susine è scalare e la raccolta
letamazione annuale. Le concimazioni dalla pianta si esaurisce nell’arco di 2 set-
chimiche, se necessarie, si effettuano timane o poco più.
P R O B L E M I E S O LUZ I O N I

una volta all’anno prima della ripresa Batteriosi: il cancro e la macula-


Alcune cultivar, come
vegetativa. L’irrigazione è fondamenta- tura delle drupacee sono patologie
Angeleno, a frutto
le nei periodi di fioritura, allegagione e batteriche gravi, riconoscibili per
grosso, possono esse- le estese aree decolorate sui rami;
accrescimento del frutto, per garantirne
re conservate per cir- causano alterazioni sui frutti e li
il giusto sviluppo.
ca 2 mesi in ambiente portano alla marcescenza. Favori-
Gli esemplari di susino ci-
P O TAT U R A fresco, se raccolte non scono inoltre l’avvento di altri pato-
nogiapponese richiedono interventi de- ben mature: il pro- geni. Asportare rami e frutti colpiti,
cisi ed energici nella fase di produzione: cesso avviene anche non farli entrare in contatto con
è necessario diradare i rami produttivi quando il frutto è piante anche ornamentali.
durante la potatura invernale. Se non si staccato dalla pianta.
244 COLTIVARE GLI ALBERI DA FRUTTO

Prunus domestica L.

susino europeo (prugno)


Storia, caratteristiche e curiosità due, si aprono prima dell’emissione delle
La coltivazione del susino in Europa ri- foglie. Quasi tutte le varietà sono auto-
sale a più di 2.000 anni fa e ancora oggi fertili, ciò consente la coltivazione an-
ha grande diffusione; molte sono le spe- che di un esemplare isolato. Il colore dei
cie spontanee presenti nei nostri boschi. frutti varia a seconda delle varietà, dal
Le prugne sono da sempre considerate verde al giallo, al rosso, al viola bluastro,
ottime contro la stitichezza: già la Scuola mentre la forma è oblunga-ovoidale e il
Medica Salernitana reputava che i frutti nocciolo si stacca facilmente dalla polpa.
fossero “rinfrescanti e lassativi”.
ƒ Numerose sono le varietà, alcune adat-
ƒ Albero di medio sviluppo, il prugno ha te al consumo fresco, altre all’essicca-
rami eretti e colorazione della corteccia mento, alla produzione di confetture e
grigio-rossastra. Le foglie sono ovali, pe- alla distillazione per liquori.
lose nella pagina inferiore, di consisten-
za coriacea. I fiori, riuniti in mazzetti di Coltivazione
C L I M A Coltivato in tutte le regioni italia-
P R O B L E M I E S O LUZ I O N I

Afidi e cocciniglie: i primi si presentano sulle parti termina- ne, predilige il clima temperato ma sop-
li dei germogli, mentre le seconde si distribuiscono su tronchi porta bene il freddo: la sua diffusione si
e rami. Si combattono in inverno con trattamenti a base di oli spinge fino ai Paesi del Nord Europa.
bianchi e polisolfuri, d’estate con aficidi specifici.
TERRENO Fresco, di medio impasto e
Mosca della frutta: depone le uova sui frutti e sulle foglie, e possibilmente irriguo anche se le radici
causa la caduta precoce dei frutticini quando la larva è penetrata
temono i ristagni di acqua. Resiste bene
verso il seme. Si interviene al bisogno con trattamenti a base di
anche nei suoli argillosi o compatti.
prodotti fosforganici (rimedio efficace anche contro le tignole).
Tignole: si nutrono di gemme producendo ragnatele sui germogli. Lo sviluppo
F O R M A D I A L L E VA M E N TO
limitato (3-5 m) consente l’allevamento
LE PIANTE DA FRUTTO PIÙ COMUNI | susino europeo 245
(prugno)

VA R I E TÀ CO N S I G L I AT E
Bluefre: per essiccamento. Autofertile, matura in agosto.
Regina Claudia (gialla e verde): varietà antiche, maturano a
fine agosto; molto produttive, frutti di eccellente qualità.
Ruth Gestetter: varietà antica (1927) molto precoce, presenta
frutto rosso bluastro scuro. È una varietà autosterile.
Stanley: varietà tardiva (settembre) e autofertile. I frutti viola-
cei si adattano bene anche all’essiccamento.

La concimazione organica con letame Per ottenere prugne


si effettua ogni 2 o 3 anni. Frequenti di grossa dimensione
è bene irrigare
irrigazioni consentono un buon ingros- generosamente prima
samento dei frutti: nelle zone temperate che i frutti giungano
anche in forma libera. Nei frutteti spe- a maturazione.
vanno effettuate prima della matura-
cializzati si utilizza il vaso o la palmetta,
zione, ogni 20-30 giorni se la stagione è
con distanze fra le piante di 5-7 metri.
siccitosa. Dopo la fruttificazione si deve
Si utilizzano piante inne-
PI A N TAG I O N E irrigare solo raramente.
state su Prunus a portamento basso, come
P O TAT U R AInterventi sono necessari sul-
il Mirabolano, o portinnesti clonali che
le giovani piante per impostare la forma
si adattano a climi e terreni diversi e già
di allevamento. Durante la fase produt-
al secondo anno dall’impianto entrano in
tiva richiede una potatura leggera, dira-
produzione. Nei primi anni le piante dan-
damento dei rami mal orientati e tagli
no poco; solo dopo il sesto anno la produ-
all’interno della chioma. Si interviene
zione diventa abbondante e costante: la
nel periodo di riposo invernale, quando il
durata dell’impianto è di circa 20 anni.
freddo è meno intenso. In estate è consi-
CO N C I M A Z I O N E E I R R I G A Z I O N E Si conci- gliabile la potatura verde, che si effettua
ma nel periodo di riposo invernale som- asportando o raccorciando i rami troppo
ministrando concimi semplici o com- sviluppati. Negli anni di massima pro-
plessi: circa 1,5 kg di prodotto per pianta duzione, può essere necessario il dirada-
all’anno con un rapporto NPK di 2:1:1. mento dei frutti sui rami.
246 COLTIVARE GLI ALBERI DA FRUTTO

Vitis vinifera

uva da tavola
La vite da tavola Storia, caratteristiche e curiosità
può essere utilizzata Narra la Bibbia, “Genesi” 9,20, che
anche come pianta
«Noè uscito dall’Arca cominciò a far
ornamentale: i frutti
sono meravigliosi e l’agricoltore e piantò una vigna». Se-
i tralci possono essere condo i paleontologi la presenza della
condotti a pergola
vite è accertata sulla Terra prima della
o contro una parete ma già i Romani utilizzavano le varietà
soleggiata. comparsa dell’uomo. Comunque sia, la
più dolci e ad acino grosso per il consu-
vite e i suoi frutti sono entrati a far parte
mo fresco (Verdea, Moscati).
della storia dell’uomo non solo come ali-
mento, ma anche come simbolo religio- ƒ La vite è un arbusto a rami flessibili,
so e culturale. Inizialmente si trattava di con foglie (pampini) grandi e a 5 punte.
piante destinate alla produzione di vino, I fiori, riuniti in grappoli, si presentano
alla metà di maggio. I frutti sono bacche
di colore, forma e dimensioni estrema-
P R O B L E M I E S O LUZ I O N I

Malattie classiche: trattamenti periodici e preventivi sono ne-


cessari contro la peronospora, l’oidio e la botrite. Si utilizzano mente diverse.
rispettivamente prodotti rameici, zolfo e antibotritici specifici. ƒ Dopo la diffusione della fillossera, che
Nuovi problemi: flavescenza dorata e mal dell’esca sono distrusse in pochi anni la viticoltura di
patologie che si sono diffuse negli ultimi anni. Entrambe non tutti i Paesi europei, la vite si alleva in-
sono curabili: unico rimedio è l’asportazione delle piante col- nestata su “piede americano”, resistente
pite. La flavescenza dorata fa assumere alla pianta un aspetto
al parassita. Da quel momento (fi ne Ot-
incurvato, l’attività vegetativa si blocca, le foglie si arrotolano e
ingialliscono. Il mal dell’esca colpisce foglie, grappoli e rami, che tocento) è iniziata la coltivazione dei co-
degenerano velocemente. È necessario, dopo aver asportato le siddetti ibridi produttori diretti, incro-
piante, disinfettare il terreno e ripiantare solo nuovi esemplari di cio fra viti europee e americane, adatte
provenienza sicura. alla produzione di un leggero vinello
(fragolino) e al consumo fresco.
LE PIANTE DA FRUTTO PIÙ COMUNI | uva da tavola 247

Coltivazione me per tralcio: sui germogli, a partire


C L I M A Le molte varietà e i portainnesti dal quarto-quinto nodo, si formeranno
consentono alla vite di adattarsi ad ogni grappoli di fiori. Nelle coltivazioni a ten-
fascia climatica, purché in pieno sole. done e a pergola è necessario mantenere
uno o più tralci permanenti per favorire
T E R R E N O Innestata su portainnesti ido- lo sviluppo della vegetazione. Potare in
nei, si adatta a qualsiasi tipo e composi- autunno o a fine inverno, per non incor-
zione di terreno, da quelli asfittici a quel- rere nel fenomeno del “pianto” (abbon-
li a elevato tenore di calcare attivo. dante fuoriuscita di linfa dai tagli).
F O R M A D I A L L E VA M E N TO Quella più R ACCO LTA E CO N S E R VA Z I O N E I grappoli
tipica è il tendone, ma in giardini e orti si raccolgono da agosto fino ai primi di
spesso si preferiscono la pergola o gli al- ottobre, secondo le varietà. L’uva da ta-
berelli, adatti anche alla coltura in vaso. vola va raccolta con le forbici, lasciando
PI A N TAG I O N E Le barbatelle di 2 anni,
un pezzo del tralcio.
poste a dimora in autunno, nell’estate
VA R I E TÀ CO N S I G L I AT E

successiva danno già i primi grappoli. La Fragola Bianca e Nera: detta an-
durata in produzione si aggira sui 40 anni, che “uva americana”. In quanto ibrido
ma non è raro trovare pergolati più vecchi. produttore diretto, non richiede trat-
tamenti e attira poco le vespe. Acini
CO N C I M A Z I O N E E I R R I G A Z I O N E La pro- profumatissimi.
duzione ottenibile (anche 1.000 q/ettaro) Regina: con questo nome si raggrup-
richiede abbondante concime ternario, pano diverse varietà (Regina Nera, di
in primavera e in autunno. L’ingrossa- Firenze, dei Vigneti…), tutte con acini
mento degli acini richiede dosi crescenti gialli o neri, grossi e dolci, che matura-
di acqua a partire dal momento della fio- no in agosto-settembre.
ritura. Si devono sospendere poi le irri- Moscato: d’Adda, d’Amburgo, di Ter-
gazioni 15 giorni prima della raccolta per racina, rispettivamente viola, nero e
evitare la spaccatura degli acini. giallo. Maturano in settembre con aci-
ni medi molto dolci. Di questo gruppo
Produce sui rami dell’anno.
P O TAT U R A esistono molte altre varietà.
Negli alberelli è bene lasciare 3-4 gem-
Frutteti in festa
La simultanea fioritura di migliaia di albe-
ri da frutto è un evento da non perdere
ed è l’occasione per una forma di turismo
insolita e piacevole, che consente di scopri-
re meravigliosi paesaggi agricoli e naturali e
percorrere strade poco battute dal turismo
di massa. Spesso, il momento della fioritura
è celebrato da sagre e feste.
Tra le più famose: la “Sagra dei mandorli
in fiore” ad Agrigento, a metà febbraio; la
“Festa dei ciliegi in fiore” a Vignola (Mo-
dena), con numerosi eventi da fine marzo
ai primi di maggio; le sagre dedicate alla
fioritura dei meli in Val di Non (Trentino)
e nelle campagne di Merano (Alto Adige)
a metà aprile, quando gli alberi si vestono
di candidi petali sullo sfondo dei verdissimi
prati di montagna.
251

Agrumi,
i frutti del sole
La bellezza delle piante, il profumo in- ƒ A livello familiare è interessante pren-
confondibile dei fiori e il raccolto dal dere in considerazione la coltivazione di
prezioso valore nutritivo suggeriscono agrumi rari e insoliti, i cui frutti sono
la scelta degli agrumi per il frutteto introvabili sui banchi dei supermercati.
familiare e la decorazione di giardini e Oltre a sorprendere i vostri ospiti, sono
terrazzi. ottimi da assaporare appena colti dalla
pianta, quando la concentrazione di vi-
ƒ Tutti gli agrumi possono essere col-
tamine è altissima e il sapore conserva
tivati in piena terra solamente in quelle
tutte le sue sfumature.
aree geografiche in cui l’inverno è mite,
con temperature che non scendono sot-
to i 2 °C se non occasionalmente e per I più resistenti al freddo
poche ore. La loro coltivazione in vaso Nessun tipo di agrume resiste al gelo. In
(che dovrà essere il più grande possi- esposizione a Sud, riparata dal vento e av-
bile) è comunque facile e non è di osta- volti con velo orticolo, il limone e il man-
colo a una soddisfacente produzione darino cinese (kumquat) coltivati in vaso
di frutti per molti anni. Raramente le possono però affrontare gli inverni freddi,
piante assumono dimensioni conside- avendo cura di impacchettare il contenitore
con plastica a bolle o abbondante paglia.
revoli: un mastello in legno o il classico
Chinotto e pompelmo non sopravvivono
vaso in terracotta sono ideali per ospi- all’aperto neppure se protetti.
tare esemplari di alto valore decorativo.
252 COLTIVARE GLI ALBERI DA FRUTTO

Citrus sinensis

arancio
La bellezza dei frutti Storia e curiosità
che brillano tra Si deve probabilmente ai mercanti ara-
il fogliame, in inverno,
rende prezioso l’arancio bi l’introduzione dell’arancio in Sicilia.
anche come specie Questa pianta dall’aspetto splendido e
ornamentale. dalla celebre fioritura profumata fu poi no sofferenza radicale. Gradisce un sub-
In alcune città costiere
e nel Sud è usato diffusa in tutta Europa come pregiata e strato neutro (privo di calcare).
anche per alberature delicata specie ornamentale, per la quale
F O R M A D I A L L E VA M E N TO Lo sviluppo
stradali. venivano spese enormi fortune nella co-
naturale tende a formare piante con
struzione di serre (aranciere) destinate a
chioma globosa; è consigliabile asse-
proteggere gli esemplari dal freddo.
condare questo sviluppo, limitandosi
L’albero di arancio è longevo, vive anche
a mantenerlo compatto e ordinato. La
un secolo; i frutti sono ricchissimi di vi-
dimensione della pianta adulta dipen-
tamina C, soprattutto se consumati allo
de dal portainnesto scelto: gli aranci su
stato fresco e subito dopo la raccolta.
limone selvatico formano esemplari di
I profumati fiori d’arancio si chiamano
dimensioni imponenti.
zagare, da un’antica parola araba che si-
gnifica «splendore scintillante». PI A N TAG I O N E Preparate una buca am-
pia, arricchendo la terra con sostanza
Coltivazione organica; il periodo consigliato è l’inizio
C L I M A Non resiste al gelo. Gli esemplari della primavera.
innestati sul ponciro (agrume molto rusti-
CO N CI M A Z I O N E E I R R I G A Z I O N E Consi-
co con frutti non commestibili) risultano
gliabili interventi con prodotti a lenta
più resistenti a brevi e occasionali gelate.
cessione, in autunno. Le piante di aran-
TERRENO Non deve essere argilloso e cio hanno un notevole fabbisogno idrico,
impermeabile perché i ristagni provoca- soprattutto in primavera e in la fase di
AGRUMI, I FRUTTI DEL SOLE | arancio 253

P R O B L E M I E S O LUZ I O N I
Caduta precoce dei frutticini: indica carenza idrica, stress
ambientale (inaridimento da vento) o terreno povero.
Cocciniglia: le infestazioni estese vanno trattate con olio bian-
co, nel periodo invernale, per agire sulle uova.
Fumaggine: muffa nerastra che si forma sulle foglie. Indica la
presenza di parassiti (cocciniglie o afidi): eliminando i fitofagi, il
problema si attenua e sparisce.

maturazione dei frutti che, in caso di sof- in base al consumo familiare e allo stadio
ferenza idrica, cadono prematuramente. di maturazione dei frutti nelle diverse
P O TAT U R A Non è consigliabile effettuare parti della chioma. Nei Paesi tropicali, la
potature drastiche. I tagli devono piuttosto buccia del frutto spesso rimane di colore
limitarsi alla pulizia e al riordino dei rami verde. Le arance non cerate consentono
che escono dalla sagoma. Gli esemplari l’utilizzo della scorza, ricca di oli essen-
coltivati a siepe richiedono spuntature per ziali, per canditi, conserve e preparazio-
conservare la superficie verticale appiat- ni gastronomiche varie.
tita. Meglio intervenire quando le piante
CO LT I VA Z I O N E I N VA S O

sono in vegetazione: le potature invernali ƒ A differenza del limone che accetta vasi di media dimensio-
provocano la formazione di cicatrici sul ne, l’arancio ha bisogno di grandi mastelli in legno, cotto o
legno che favoriscono gli attacchi fungini. plastica, quest’ultima consigliabile se la pianta vive in giardini o
Nei climi afosi è consigliabile mantene- terrazzi ventosi, perché riduce i rischi di disseccamento rapido
re libero e aerato il centro della chioma. del suolo. Per calcolare la dimensione del vaso, prevedete un
diametro pari ai due terzi di quello della chioma dell’esemplare
R ACCO LTA E CO N S E R VA Z I O N E Le arance in coltivazione.
bionde offrono un raccolto distribuito su
ƒ Durante l’inverno, le piante ricoverate in ambiente protetto
un periodo più lungo rispetto a quelle vanno sorvegliate spesso, analizzando i germogli e le pagine in-
pigmentate, come le Tarocco. A differen- feriori delle foglie: negli ambienti chiusi, con luminosità ridotta, si
za del limone, il processo di maturazione manifestano numerose patologie e fisiopatie. Come prevenzione
si arresta una volta staccato il frutto dalla arieggiate l’ambiente nelle ore più calde della giornata.
pianta; è quindi consigliabile raccogliere
254 COLTIVARE GLI ALBERI DA FRUTTO

Citrus limon

limone
Fra tutti gli agrumi Storia e curiosità
il limone è quello Rispetto agli altri agrumi, il limone è
con la maggiore
concentrazione ineguagliabile dal punto di vista nutri-
di vitamina C. zionale e terapeutico. I suoi principi atti-
vi sono contenuti nel succo, astringente e
rinfrescante nonché ricchissimo di vita-
mine, ma anche la scorza è ricca di un’es-
senza dalle forti proprietà antisettiche. Il
limone era usato già nell’antichità contro sere coltivato anche a spalliera o a per-
molte malattie, come lo scorbuto. Fin dal gola: quest’ultima è consigliabile solo nei
1500 i limoni di Sorrento erano celebri climi miti, per la difficoltà di proteggere
per la qualità e il sapore: oggi questa va- la struttura dal gelo.
rietà è protetta dal marchio IGP.
Va fatta in terreno molto
PI A N TAG I O N E

Coltivazione fertile. Le piante producono frutti per


decenni, sia in piena terra sia in vaso.
C L I M A In zone con inverni freddi non
resiste all’aperto. In piena terra può es- Conci-
CO N C I M A Z I O N E E I R R I G A Z I O N E
sere coltivato solo dove non c’è rischio di me organico in primavera. In estate e a
scendere sotto i 2-3 °C. inizio autunno, concime chimico a lenta
cessione. Il limone ha bisogno di molta
T E R R E N O Ha bisogno di un substrato
acqua, avendo un apparato radicale su-
molto fertile, ricco di sostanza organica.
perficiale e quindi esposto al rischio di
Indispensabile un ottimo drenaggio.
inaridirsi. Essendo una pianta rifiorente,
Lo sviluppo
F O R M A D I A L L E VA M E N TO le necessità di irrigazione sono pressoché
naturale è da preferire, ma accetta di es- costanti durante l’anno.
AGRUMI, I FRUTTI DEL SOLE | limone 255

P O TAT U R A La chioma va mantenuta pu-

CO LT I VA Z I O N E I N VA S O
lita e sana, liberando il centro per favori- A partire dal Rinascimento, i limoni vennero coltivati non solo
re una ricca aerazione. Nel caso dei limo- per le virtù alimentari e terapeutiche, ma anche a scopo orna-
mentale, in grandi vasi di terracotta.
ni a spalliera è opportuno potare i rami
che escono dalla sagoma e orientare sulla ƒ Occorrono contenitori capienti e dotati di perfetto drenag-
struttura gli steli giovani, piegandoli gio: sul fondo del vaso è opportuno stendere uno strato di pal-
verso il basso per fermare la vegetazione. line d’argilla. Il rinvaso va fatto con terriccio sciolto; esistono in
commercio substrati specifici per agrumi.
R ACCO LTA E CO N S E R VA Z I O N E Il raccolto
ƒ Durante l’estate, posizionare le piante al sole o in ombra solo
migliore è quello invernale, ma essendo nel pomeriggio, in zona non soggetta al vento. In inverno
una pianta rifiorente è possibile avere non è possibile conservare i limoni in casa: sopra i 10-12 °C, in
frutti anche in estate (limoni Verdelli). Il ambiente secco, gli esemplari soccombono rapidamente.
Femminello siciliano viene raccolto più
volte l’anno. Raccogliete i frutti asciutti, Nelle ville e giardini
senza graffiare la buccia. A livello dome- del passato, le conche
stico non è consigliabile la ceratura con di limoni erano un
elemento decorativo
additivi alimentari, praticata per miglio- importante e prestigioso.
rarne l’aspetto e la durata. In luogo fre- Durante l’inverno
sco e umido, i limoni si conservano per venivano spostate
in grandi aranciere,
circa 5-6 settimane. riscaldate con stufe
a legna nei periodi
P R O B L E M I E S O LUZ I O N I

di gelo intenso.
Afidi: impiegare infusi a base di ortica
o insetticidi biologici.
Clorosi: le foglie sbiadiscono a causa
della carenza di ferro. Impiegare un
preparato a base di chelati di ferro.
Cocciniglie: ove possibile, eliminare
manualmente gli insetti, ai primi se-
gnali di infestazione; spennellare le
zone colpite con una soluzione di ac-
qua e sapone di Marsiglia.
256 COLTIVARE GLI ALBERI DA FRUTTO

altri agrumi
Specie e varietà insolite B E R G A M O T TO Senza gli oli essenziali
Gli agrumi più comuni (arancio biondo contenuti in questo agrume, tipicamen-
e rosso, limone) sono ampiamente dispo- te calabrese, dovremmo rinunciare alle
nibili in commercio in ogni stagione e a fragranze di molti celebri profumi: l’es-
buon prezzo. Potendo coltivare qualche senza di bergamotto è impiegata nell’in-
esemplare di agrume, dunque, è interes- dustria profumiera come fissante delle
sante orientare la propria scelta su specie caratteristiche olfattive.
rare o di aspetto singolare. Di seguito
CEDRO I frutti di questo agrume molto
forniamo qualche suggerimento.
sensibile al freddo sono interessanti per
la buccia aromatica e il succo acidulo e
profumato. Un tipo particolare di cedro
è chiamato Mano di Buddha: i frutti non
hanno polpa e sono formati da lunghe
escrescenze simili a dita adunche. Non
sono commestibili ma l’aspetto è molto
curioso e attraente.

Il cedro Mano di K U M Q UAT Detto anche mandarino cine-


Buddha produce frutti se, è proposto come specie ornamentale,
non commestibili
ma spettacolari.
da coltivare in ambiente fresco e lumino-
Può essere utilizzato so. Il nome botanico è Fortunella marga-
per profumare rita (a frutto ovale) o F. japonica (tondo).
le stanze della casa,
La pianta conserva dimensioni modeste
praticando incisioni
sulle “dita” per esaltare ed è molto decorativa grazie alla lunga
la fragranza. persistenza dei frutti sui rami.
AGRUMI, I FRUTTI DEL SOLE | altri agrumi 257

M A N DA R I N O SAT S U M A Questa varietà Il kumquat, a frutto


giapponese presenta uno sviluppo lento, tondo oppure ovale,
è apprezzato sia per
il che la suggerisce per la coltivazione in l’aspetto sia per
vaso. I frutti persistono a lungo sui rami e, il sapore dei frutti,
maturando, si gonfiano in quanto la buccia che permangono
a lungo sui rami.
si stacca dalla polpa, che è dolce e succosa.
P O M PE L M OQuesto bell’albero dai gran-
di frutti succosi non era coltivato in Italia
fino agli anni Sessanta; è uno dei pochi
agrumi originario non dell’Asia, bensì
del Centro America. Volendo coltivarlo
L I M E Questo agrume sta conoscendo un in vaso, occorrono contenitori molto ca-
momento di notorietà. Simile al limone pienti, con diametro di 80-100 centimetri.
ma di sapore più dolce e delicato, con
Il crescente interesse per gli agrumi ha
buccia verdastra, ha una buona resisten-
spinto alcuni vivai a proporre curio-
za al freddo: da coltivare in vaso, anche
sità come il pomelo, il calamondino
per la piacevole fioritura profumata.
o il Citrus mitis nella versione a foglie
M A N DA R I N O CO M U N E E CLEMENTINA variegate, specie di interesse esclusiva-
Esistono innumerevoli ibridi di questa mente ornamentale.
pianta originaria delle calde terre asia-
tiche meridionali. Il mandarino classico
CO LT I VA Z I O N E I N VA S O

Anche tutti gli agrumi minori possono essere coltivati in conte-


(Citrus nobilis), dalle foglie profumatis- nitore, il che consente di spostare gli esemplari in luogo riparato
sime, è stato pressoché soppiantato da- durante l’inverno.
gli ibridi apireni (senza semi), chiamati Patologie e parassiti sono analoghi a quelli del limone e dell’aran-
mandaranci o clementine e ormai con- cio, con le quali condividono le esigenze di sole e buona circola-
siderati una specie a sé (Citrus clementi- zione d’aria, suolo ben drenato e concimazioni prevalentemente
na). L’albero di clementina presenta rami organiche o a lenta cessione, nel periodo autunno-inverno.
spinosi, sviluppo modesto ed elevate ne- Specie come il kumquat e il Citrus mitis si prestano bene all’alle-
cessità idriche: in carenza d’acqua i frutti vamento a spalliera, particolarmente ornamentale.
cadono prima di maturare.
259

Alberi da frutto
per collina e montagna
Gli alberi da frutto di cui si parla in que-
ste pagine un tempo facevano parte del Frutti… corazzati
paesaggio agricolo e naturale, oggi pur- Ricci spinosi e gusci durissimi sono le coraz-
troppo essendo il paesaggio spesso for- ze di cui si sono dotati i frutti di castagno,
temente impoverito, non sono più così noce, nocciolo e di altri alberi e arbusti con
diffuse queste piante tanto indispensabili fruttificazione autunnale. L’evoluzione ha
per mantenere un corretto assetto ecolo- determinato, per queste specie, la necessità
gico e idrogeologico nelle zone collinari di proteggere i frutti dal freddo e dagli
e pedemontane. I loro robusti apparati animali: i semi così “corazzati” rimangono
radicali, infatti, contribuiscono a evita- intatti fino a primavera, quando potranno
radicare e germogliare.
re l’erosione del suolo; le foglie, cadendo
e decomponendosi, formano lo strato di
humus; frutti, fiori e foglie offrono cibo e
coltura moderna, ma comuni e apprezza-
riparo alla fauna. Dove possibile è dun-
ti nel passato, come il sorbo, il giuggiolo,
que interessante e utile riprendere, a li-
l’azzeruolo: piante belle e robuste, che
vello familiare, la coltivazione di specie
richiedono poca manutenzione. La
così importanti per l’ecosistema.
loro presenza nel frutteto familiare co-
ƒ Oltre alle specie più note, come noce, stituisce un contributo alla salvaguardia
nocciolo e castagno, si possono scegliere di un patrimonio genetico vegetale, altri-
fruttiferi del tutto ignorati dalla frutti- menti destinato all’oblio.
260 COLTIVARE GLI ALBERI DA FRUTTO

Castanea sativa

VA R I E TÀ CO N S I G L I AT E
Esistono numerose varietà tipiche lo-

castagno cali, da preferire perché nel tempo se-


lezionate per quel particolare clima e
terreno.
Castagna: le varietà locali italiane
CLIMA E TERRENO Il castagno è coltivato sono decine, alcune specifiche per l’es-
dalla bassa collina fino ai 1.200 m; non re- siccamento o la produzione di farina.
siste al caldo e ha bisogno di non soffrire Oggi alcune varietà sono protette dal
la sete in estate-autunno. Le sue poderose marchio IGP.
radici richiedono terreno fertile e profon- Marrone: i frutti (in genere solo uno
do, meglio se neutro o acido. Indispen- in ogni riccio) sono grossi e dolci. Mol-
sabile il pieno sole. Al momento della te varietà di marroni sono autosterili e
piantumazione siate previdenti e calcolate occorre piantare nelle vicinanze varietà
lo spazio necessario allo sviluppo della di castagne compatibili.
pianta, che assume dimensioni maestose.
In Italia esistono esemplari antichissimi: C U R E CO N S I G L I AT E Le potature si limita-
il Castagno dei 100 cavalli di Sant’Alfio, no a una pulizia primaverile. Gli esempla-
in Sicilia, ha più di 2.000 anni. ri giovani gradiscono concime organico a
fine inverno e un prodotto azotato in set-
tembre-ottobre per favorire la fioritura, la
cui impollinazione è affidata al vento.
R ACCOLTA E CONSERVA ZIONE I frutti ma-
turi cadono a terra e si estraggono dal ric-
cio. Individuare quelli bacati è semplice:
basta metterli in acqua ed eliminare i frut-
ti che galleggiano. La permanenza in ac-
qua per qualche giorno e la conservazione
in luogo fresco, appoggiati su graticci o in
cassette con sabbia asciutta, mantengono
i frutti ottimi per circa 2 mesi.
ALBERI DA FRUTTO PER COLLINA E MONTAGNA 261

Juglans regia

noce
una pulizia generale e uno sfoltimento La noce è un frutto
dei rami giovani in eccesso, per evitare dalle importanti virtù
alimentari; contiene
poi di dover tagliare grossi rami. Con- molta vitamina B, che
viene irrigare solo gli esemplari giovani; contrasta l’accumulo
in seguito, la pianta è autosufficiente. dei grassi nelle arterie
e abbassa il colesterolo.
I frutti si
R ACCO LTA E CO N S E R VA Z I O N E
raccolgono scrollando o scuotendo i rami
con l’aiuto di un bastone; il mallo va tolto
subito dopo la raccolta, altrimenti si an-
CLI M A E T E R R E N O Questo albero ma- nerisce e diventa duro. Le noci si conser-
estoso non ha grandi esigenze e resi- vano per mesi in luogo fresco e asciutto;
ste bene sia al freddo sia al caldo, dalla quelle commercializzate vengono sbian-
pianura alla media collina. Lo sviluppo cate con anidride solforosa.
migliore avviene in terreni fertili e non
VA R I E TÀ CO N S I G L I AT E

troppo asciutti, senza ristagni a livello Franquette e Hartley: francese la prima e americana la se-
radicale. Tollera il suolo calcareo. conda, sono varietà adatte per le regioni del Centro-Nord. La
prima dà piante interessanti sia per il frutto sia per il legno di
La pianta viene col-
C U R E CO N S I G L I AT E
alta qualità.
tivata nella sua forma naturale; le varie-
Noce di Sorrento: è la varietà più celebre. Il gheriglio, di gros-
tà allevate per ottenere il pregiato legno se dimensioni, si stacca facilmente intero.
devono avere l’impalcatura dei rami ad
Noce Pecan: la specie Carya illinoensis è affine al noce co-
almeno 4-5 m da terra. Non ama subire mune ed è usata anche come albero ornamentale. In Italia è
potature sul legno vecchio, in quanto le coltivata in Puglia. I frutti maturano a novembre, hanno guscio
ferite si rimarginano con difficoltà. Per tenero e gheriglio di ottimo sapore. Preferisce i climi caldi.
questo conviene ogni anno effettuare
262 COLTIVARE GLI ALBERI DA FRUTTO

Corylus avellana

nocciolo
La nocciola è un C L I M A E T E R R E N O Arbusto o albero a
prodotto naturale che ceppaia, il nocciolo è pianta tipica del
ha origini antichissime
e un forte legame con sottobosco mediterraneo e prealpino.
il territorio collinare Robusta e rustica, resiste al freddo ed è
italiano; è presente poco esigente in fatto di terreno. Meglio
in numerosissime
ricette di dolciumi, evitare le zone battute dal vento.
dal torrone alla
C U R E CO N S I G L I AT E In Italia la produzio-
celeberrima Nutella.
ne di nocciole è concentrata in Campania
e Piemonte, in impianti ad elevata tecno-
logia, su filari che consentono la raccolta
meccanizzata. A livello familiare convie-
ne lasciare le piante a cespuglio o ceppaia, nocciolo fruttifica sui rami di un anno,
mantenendo 5-6 branche per ogni esem- che in seguito non sono più produttivi: è
plare. Occorrono 4-5 anni prima che un quindi necessario rinnovare ogni anno la
giovane nocciolo entri in produzione. Il chioma. Le concimazioni sono suggeri-
te solo nelle fasi giovanili e gli interventi
parassitari non sono necessari.
VA R I E TÀ CO N S I G L I AT E

Nocciola Romana: antica varietà del Lazio e in particolare del


Viterbese. È in corso la procedura per il marchio DOP. R ACCO LTA E CO N S E R VA Z I O N E I frutti ca-
Tonda Gentile delle Langhe: dà pregiati frutti grossi, è adatta duti a terra sono al giusto grado di ma-
alla coltivazione in aree collinari con terreno fresco e fertile. La turazione. Dopo aver tolto l’involucro di
nocciola piemontese è protetta dal marchio IGP. foglie, le nocciole vanno fatte asciugare al
Tonda di Giffoni: anche questa varietà IGP, tipica del Salernita- sole; stese in cassette su uno strato di sale
no, è di eccellente qualità; per zone calde e asciutte. grosso, in ambiente privo di umidità, si
conservano per mesi.
ALBERI DA FRUTTO PER COLLINA E MONTAGNA 263

altri frutti minori


Quelli defi niti come “frutti minori” tafortuna. Indicato per terreni anche po-
hanno scarsa diffusione e modesto in- veri e sassosi, meglio se in climi non trop-
teresse commerciale, ma costituiscono po freddi. In autunno, sui rami penduli si
un importante patrimonio genetico e formano frutti simili a datteri il cui dolce
una preziosa memoria del passato, non- sciroppo è il noto “brodo di giuggiole”.
ché una piacevole riscoperta di sapori
SORBO (Sorbus domestica) Bell’albero un
dimenticati.
tempo molto diffuso, oggi quasi scom-
AZZERUOLO (Crataegus azarolus) Al- parso. Fruttifica dopo qualche anno dalla
berello rustico e ornamentale, simile al piantagione. I frutti devono essere am-
biancospino; produce a fine estate o au- mezziti, come si fa con le nespole; matu-
tunno frutti gialli o rossi adatti al consu- rano in autunno e si consumano in inver-
mo fresco o a marmellate. Specie a bassa no. In Francia e Germania sono utilizzati
manutenzione, amante del pieno sole, come ingrediente per il sidro. Pianta ru-
utilizzabile anche per comporre siepi stica, non soggetta a malattie.
informali; i frutti sono molto apprezzati
anche dagli uccellini.
CO R N I O LO (Cornus mas) Specie rustica e
Le sorbe selvatiche
spontanea in Italia, utilizzata come arbu-
si utilizzano
sto o piccolo albero ornamentale. Produ- come ingrediente
ce frutticini rossi commestibil, usati per per marmellate;
alla corte dei Farnese,
fare marmellate e aromatizzare liquori.
nel Parmense, il liquore
G I U G G I O LO (Zyziphus sativa) Piccolo al- di sorbe era considerato
una rara delizia e come
bero di origine cinese; si usava piantarne tale riservato agli ospiti
uno vicino a casa perché considerato por- più prestigiosi.
265

Frutti di bosco,
decorativi e gustosi

Li chiamano piccoli frutti o frutti di


bosco, anche se da tempo non sono più Un concentrato di virtù nutritive
patrimonio esclusivo della natura spon- La natura ha dotato i piccoli frutti dei boschi di grande po-
tanea. Ribes, lamponi, uva spina, more e tenziale nutritivo: sono ricchi di vitamine A e C, che man-
mirtilli sono stati incrociati e selezionati tengono in percentuale elevata anche dopo la trasformazione
dagli ibridatori, per ottenere una vasta in conserve o succhi. Sono d’aiuto per rinforzare i capillari, so-
gamma di varietà dalle caratteristiche prattutto quelli che irrorano la retina oculare, e sono ricchi di
antiossidanti: un consumo regolare di ribes, mirtilli, lamponi e
apprezzabili perché forniscono un rac-
more rafforza l’organismo e, secondo alcuni studi recenti, po-
colto generoso, con frutti di grossa pez- trebbe prevenire alcune forme di tumore.
zatura e di sapore eccellente.

ƒ La coltivazione dei frutti di bosco è in- gelo, ma sono molto sensibili all’aridità
teressante per la piccola agricoltura fa- e al caldo e hanno bisogno di vivere in
miliare in quanto il prezzo al consumo è un terreno fresco, dove sia possibile irri-
molto elevato. gare con regolarità.
ƒ In giardino e nel frutteto di casa sono ƒ Un altro vantaggio è quello di essere
ideali in quanto possono occupare aree poco soggetti ai parassiti, il che li ren-
marginali e chiedono poche cure. Tut- de quindi adatti a chi preferisce la colti-
te le specie di frutti di bosco tollerano il vazione biologica e naturale.
266 COLTIVARE GLI ALBERI DA FRUTTO

Ribes rubrum, R. nigrum

VA R I E TÀ CO N S I G L I AT E
ƒ Le varietà a frutto rosso o bianco

ribes sono tutte di facile coltivazione; sono di-


sponibili a maturazione precoce (Junifer)
o tardiva (Rosetta): potendo piantare più
di un esemplare, si ottiene un raccolto
C L I M A E T E R R E N O Le piante di ribes, di- distribuito su molte settimane, tra luglio
sponibili con frutti rossi o bianchi (Ribes e agosto. Essendo autoimpollinanti, la
rubrum) o con bacche nere (R. nigrum, fruttificazione è sempre garantita.
dal gusto acidulo non a tutti gradito), ƒ Il ribes a frutto nero, poco diffuso
tollerano il freddo invernale, che anzi è in Italia, è molto coltivato in Francia per
necessario perché fruttifichino con rego- la produzione del noto liquore Cassis.
larità. Si adattano anche a terreni poco La varietà Noir de Bourgogne è fra le
I ribes, arbusti molto migliori; dà raccolto in agosto.
facili da coltivare, fertili, purché non siano siccitosi o trop-
resistono bene po umidi. I ribes rosso e bianco gradi-
al freddo e producono scono suoli a reazione neutra o piuttosto C U R E CO N S I G L I AT E Le coltivazioni da
generosamente
anche in posizioni acida (pH 6-7); il nero vuole un terreno reddito sono disposte su filari per favorire
di mezz’ombra. neutro o un po’ alcalino (pH 7-8). gli interventi di cura; in giardino o ai bor-
di del frutteto le piante possono formare
cespugli o piccole siepi. Ogni anno è ne-
cessario potare a fine inverno per favorire
la produzione di nuovi steli, che porte-
ranno i frutti. Consigliabile concimare
con sostanza organica nel tardo autunno.
RACCOLTA E CONSERVAZIONE Si raccolgono
staccando il peduncolo che porta il grap-
polo di frutti. I frutti maturi lasciati sulla
pianta si conservano per diversi giorni, il
che consente una raccolta scalare. Oltre
al consumo fresco, sono utilizzabili per
succhi, gelatine e conserve.
FRUTTI DI BOSCO, DECORATIVI E GUSTOSI 267

Rubus idaeus

lampone
tralci o si indirizzano i polloni nel caso di Le piante di lampone
varietà rifiorenti. Per evitare lo sviluppo entrano rapidamente
in produzione: già
delle infestanti è consigliabile proteggere dal secondo anno il
il suolo con teli di plastica nera. Le irri- raccolto è interessante
gazioni vanno effettuate al piede, senza per qualità e pezzatura
dei frutti.
bagnare le foglie per ridurre il rischio di
malattie fungine su foglie e frutti.
R ACCO LTA E CO N S E R VA Z I O N E Il frutto
CLIMA E TERRENO Il più coltivato fra i è al punto giusto quando si stacca senza
frutti di bosco è anche il più esigente in fatica dal peduncolo. I lamponi si conser-
fatto di terreno, che deve essere a pH vano bene anche surgelati, avendo l’ac-
acido, fertile e drenato. Il caldo eccessivo cortezza di farli scongelare lentamente.
nuoce, mentre non sono un problema le
VA R I E TÀ CO N S I G L I AT E

temperature rigide (anche –20 °C). Fall Gold: curiosa varietà di origine
americana, con frutti giallo oro.
C U R E CO N S I G L I AT E Occorre riconoscere
Glen Moy: unifera, buona produzio-
le varietà unifere, che producono una sola ne precoce, adatta alla surgelazione.
volta l’anno, e le varietà bifere o rifioren-
Ruby: varietà bifera di buona adatta-
ti che fruttificano sia sui rami dell’anno bilità e con frutti di grossa pezzatura.
precedente, a inizio estate, sia sui polloni September: bifera, con frutti autun-
dell’anno, a settembre. Sopprimendo la nali particolarmente dolci.
fruttificazione estiva sulle varietà bifere, Zeva: pianta bifera, interessante e di
quella autunnale risulta migliore. aspetto decorativo, non ha bisogno di
I lamponi si allevano in filari con l’ausilio sostegni. I frutti sono molto grossi.
di pali e fili orizzontali ai quali si legano i
268 COLTIVARE GLI ALBERI DA FRUTTO

Ribes grossularia var. uva-crispa

VA R I E TÀ CO N S I G L I AT E
Careless: varietà ottenuta in Inghilter-

uva spina ra, dove il frutto è molto diffuso. Pro-


duce grossi frutti verdi, dolci e succosi.
Hinnomaki: frutti rossastri e polposi,
per il consumo fresco.
C L I M A E T E R R E N O Questo arbusto, affine Josta: gruppo di varietà olandesi otte-
al ribes, è spontaneo nei boschi dell’Eu- nute incrociando l’uva spina con il ribes
ropa settentrionale e in alcune aree della nero. I frutti, di grossa dimensione e
fascia prealpina italiana. Come il ribes, prodotti in notevole quantità da cespu-
non accetta il suolo arido. Ha buona re- gli di media dimensione, hanno sapore
gradevole. Le piante sono prive di spine.
sistenza al freddo; se viene coltivato in
Le piante di uva spina situazioni afose e costantemente umide si
sono longeve: possono ammala facilmente di oidio e altre patolo- C U R E CO N S I G L I AT E Per una produzione
dare un raccolto
generoso per dieci gie fungine. Non è molto esigente circa il da reddito, le piante sono allevate su bassi
anni e più. pH, che può essere anche un po’ calcareo. filari. In giardino può essere lasciata an-
che a portamento espanso, tenendo pre-
sente che i rami portano spine pungenti,
con la sola esclusione delle varietà del
gruppo Josta. Risente della competizione
con le erbe infestanti, ed è dunque con-
sigliabile effettuare una pacciamatura
con teli o corteccia tritata. La potatura si
effettua ogni anno in autunno o inverno,
per stimolare la produzione di nuovi getti:
i frutti nascono infatti sui rami dell’anno.
R ACCOLTA E CONSERVA ZIONE I frutti ma-
turi possono rimanere a lungo sulla pian-
ta. L’uva spina è surgelabile o trasforma-
bile in conserve e succhi, terapeutici per
le affezioni della gola e della faringe.
FRUTTI DI BOSCO, DECORATIVI E GUSTOSI 269

mora, mirtillo
e altri piccoli frutti
molto acido e sempre umido perché le Raccogliendo tutti
radici sono molto superficiali. Anche le i frutti di mora
quando sono maturi,
irrigazioni non possono essere effettuate quelli ancora
con acqua calcarea o contenente un per- acerbi si ingrossano
centuale di cloro: l’ideale è quella piova- maggiormente
e si ottiene così
na. Non è idoneo per climi caldi. un raccolto scalare
di elevata qualità.
A livello familiare è interes-
M I R T I L LO MORA Quasi nessuno raccoglie più le
sante coltivare le varietà di mirtillo gigan- more dai rovi (Rubus fruticosus) lungo i
te, di origine americana. I mirtilli (Vac- sentieri di campagna. Chi desidera colti-
cinium spp.) non possono vivere in suolo varla a livello domestico può scegliere una
calcareo: hanno bisogno di un substrato varietà selezionata per avere frutti più
dolci e grossi rispetto a quelli del rovo sel-
vatico, specie vigorosa e invadente. Thor-
VA R I E TÀ CO N S I G L I AT E

Amelanchier ovalis: arbusto ameri-


cano dalla bellissima fioritura primave-
nless e Thornfree sono varietà americane
rile, amante del terreno fresco; è detto di buona resa e con frutto grosso.
anche “pero corvino”. I frutti, simili a TAY B E R RY Un tipo particolare di mora è
piccole pere, hanno sapore gradevole. il tayberry, curioso incrocio con il lam-
Aronia melanocarpa: detto anche pone. Ha portamento rampicante e tralci
Chokeberry, questa pianta proveniente spinosi; i frutti sembrano dei lamponi di
dai boschi del Nord America, resistente forma molto allungata.
al freddo e adatta zone collinari fresche,
produce in estate bacche commestibi- B OYS E N B E R RY È un ibrido neo-zelande-
li utilizzate anche in erboristeria per le se: i frutti, scuri come le more di rovo,
loro proprietà disinfiammanti. sono particolarmente dolci, pressoché
privi della tipica nota acidula.
Calendario lunare
273

La Luna e le piante,
un legame profondo
Da millenni e in tutte le culture si ritiene stero dell’influsso che il satellite ha sui
che le fasi lunari abbiano influenza sul ri- cicli naturali del nostro pianeta e sul re-
sultato delle coltivazioni agricole e di al- gno vegetale. Comunque, dai laboratori Tra le fasi lunari
tre attività dell’uomo nonché sui ritmi fi- emergono dati interessanti, alcuni dei e la crescita vigorosa
delle piante in agricoltura
siologici della fertilità e della gravidanza. quali sono di tipo sperimentale.
ma anche in orti, frutteti
Nel coltivare orto, frutteto ed erbe aro- ƒ Ad esempio è stato rilevato che il no- e giardini (a fronte) esiste
una relazione considerata
matiche è dunque importante saperne stro satellite riflette soltanto il 10% della fondamentale fin
di più su questa complessa e per molti luce solare che lo colpisce, una quantità dai tempi più antichi.
versi misteriosa materia. Ancora poco si
sa sulle effettive relazioni tra cicli lunari
e piante e sul ruolo che la Luna svolge
nelle pratiche agricole, nella vinificazio-
ne, nell’allevamento del bestiame e nel
taglio dei boschi. Da sempre i contadini
osservano il cielo e la Luna e consultano
il calendario prima di mettersi al lavoro
nella convinzione che questa relazione ci
sia e abbia un grande peso sulla riuscita
della loro attività.
Gli studi scientifici in merito non sono
numerosi e lasciano in parte aperto il mi-
274 CALENDARIO LUNARE

Piante succulente che, durante la fase di luna piena e in


come questa Euphorbia
sfruttano la luce lunare
condizioni di atmosfera tersa, il raggio
per mantenere attivo luminoso produce un’intensità di 0,25
il metabolismo nei lux, pari a una lampadina di 40 watt po-
periodi sfavorevoli.
sta a 13-15 m di distanza.
ƒ La composizione della luce lunare
evidenzia, rispetto a quella solare, una
maggiore quantità di raggi della banda
rossa, che si riflettono meglio su foglie,
tronchi e fiori di quelli azzurri e violetti
del sole. Alcuni raggi dello spettro lumi-
noso lunare sono in grado di raggiungere
il terreno anche quando il cielo è coperto.
ƒ Le piante colpite dalla luce lunare
tendono a mantenere attivo il metabo-
lismo anche di notte e in conseguenza
insufficiente per alimentare nelle pian- hanno sviluppo e vigoria maggiori. Si è
te la fotosintesi clorofilliana. Tuttavia il inoltre osservato che le piante di alcu-
chiarore lunare pare in grado di provo- ni gruppi arrestano lo sviluppo diurno
Alcuni studi
care certi movimenti, detti tropismi, in nei periodi dell’anno in cui l’insolazio-
hanno rilevato una
alcune specie vegetali quali la bella di ne è più forte e mantengono un’attività
germinazione più
rapida quando i semi notte, le orchidee, i convolvoli. metabolica, minima ma necessaria alla
vengono colpiti dalla
L’intensità della luce lunare durante sopravvivenza, in particolare nelle notti
luce lunare. con forte chiarore lunare.
il plenilunio è mezzo milione di volte
inferiore rispetto a quella normale del ƒ Alcune ricerche biofisiche hanno dimo-
sole, mentre un quarto di luna rischia- strato che la luce lunare penetra nel ter-
ra dodici volte meno di una luna piena reno per diversi centimetri di profondità
e l’ultimo quarto produce un’intensità e, se la temperatura è adeguata, solleci-
luminosa inferiore al primo quarto. Per ta la germinazione notturna dei semi
capire meglio il concetto, basti pensare presenti nello strato di terra illuminato.
LA LUNA E LE PIANTE, UN LEGAME PROFONDO 275

ƒ Sono stati svolti esperimenti per impe- La potatura invernale


degli alberi, anche
dire a gruppi di piante allevate in vaso di con mezzi meccanici,
fruire dei raggi lunari. I risultati dicono va effettuata in luna
che, rispetto a piante di controllo non calante per ottenere
migliori risultati
sottoposte all’esperimento, quelle pri- e ridurre il rischio
vate della luce notturna hanno mostrato di malattie insorte
carenze nell’assorbimento delle sostanze a seguito dei tagli.
nutritizie, una crescita meno vigorosa,
una maggiore propensione ad attacchi
parassitari e una maturazione più tardi-
va dei semi e dei frutti.

EFFETTI POSITIVI E NEGATIVI


La luce lunare dunque sembra influire Non cambieranno i gesti per seminare,
in modo determinante nei processi me- potare, raccogliere, né ci si potrà atten-
tabolici delle piante, tendenzialmente in dere miracoli; però si potrà scoprire che,
positivo, ma talvolta anche in negativo. riponendo fiducia nella collaborazione
Se i risultati di alcune ricerche possono degli elementi naturali, quanto meno si
lasciare dubbi di interpretazione, per al- viene sempre premiati.
tri diventa inequivocabile l’influsso dei
ƒ Le potature invernali degli alberi da
cosiddetti “bagni di luna” sull’efficienza
frutto effettuate nei giorni in fase di luna
metabolica delle piante e sulla risposta
piena evitano la diffusione di malattie
alle cure colturali di quelle che hanno va-
crittogamiche veicolate attraverso le ferite
lore alimentare, ornamentale o orticolo.
da taglio. I rami potati, infatti, cicatrizza-
Per quanto sia sottile il crinale tra scien-
no più velocemente, a quanto pare grazie
za e credenze popolari, tra l’osservazione
all’azione rigenerante dell’intensa luce lu-
controllata con rigore e quella empirica,
nare sui tessuti danneggiati dalle cesoie.
vale la pena di prendere atto dei risulta-
ti e interpretarli come un aiuto a colti- ƒ In fase di luna crescente è maggiore la
vare con maggiore successo le piante in concentrazione di zuccheri nei frutti
casa, nel giardino, nell’orto e nei campi. e negli organi sotterranei commestibili.
276 CALENDARIO LUNARE

Zinnie e cosmee, I dati riguardano principalmente dosag-


come molti altri fiori, gi di laboratorio effettuati sugli amidi di
nei primi stadi
di crescita godono patate in pieno sviluppo, estratte dal ter-
dei benefici influssi reno in diversi momenti del mese lunare
della luna piena. e analizzate.
La spiegazione del fenomeno potrebbe
essere che in luna crescente si verificano
una più intensa circolazione della linfa
all’interno delle piante e un ritmo più so-
stenuto del metabolismo.
Lo stesso fenomeno riguarda alcune spe- La spiegazione di questa scarsa resa po-
cie frutticole e in particolare pesche, albi- trebbe essere la stimolazione della linfa
cocche, pere e uva, che in genere giungo- apicale da parte dei raggi lunari: tutta
no a maturazione in corrispondenza del l’energia è stata impiegata per produr-
periodo in cui la faccia della luna rivolta re nuova vegetazione, a discapito della
verso il nostro pianeta è tutta illuminata. fruttificazione.
Le patate sono
più ricche di zuccheri
se raccolte in luna ƒ I risultati di una recente ricerca indi- ƒ Una delle ricerche più interessanti
crescente, tuttavia le cano come i semi di pisello e di fagiolo riguarda il legame tra cicli lunari, svi-
varietà da conservare luppo delle plantule e temperatura.
seminati in fase di luna crescente, senza
si raccolgono in luna
calante, altrimenti interrarli, abbiano avuto una germina- Piante da fiore quali zinnie e cosmee,
germogliano presto. zione affrettata, sembra a causa della luce che nei primi stadi di crescita sono piut-
lunare che li ha colpiti direttamente. Il tosto esigenti in fatto di temperatura,
ritmo di crescita troppo so- nella fase di luna piena diventano meno
stenuto forse ha esauri- sensibili a eventuali abbassamenti di
to le piante prima che temperatura e continuano a svilupparsi
andassero a fiore, sta come se non fossero avvenute variazio-
di fatto che il raccolto ni. Al contrario, la crescita delle giovani
di baccelli con i semi com- pianticelle si arresta se la temperatura
mestibili è stato nettamen- si abbassa significativamente durante il
te inferiore alla media. periodo di luna nuova.
LA LUNA E LE PIANTE, UN LEGAME PROFONDO 277

Sperimentare nell’orto gli influssi della luna


Chi ha doti di rigore scientifico anche nell’affrontare la colti-
vazione dell’orto e del frutteto può compiere qualche espe-
rimento che riguarda il rapporto tra piante e fasi lunari. Per
raccogliere dati utili a maturare una convinzione personale in
merito, basta munirsi di un quaderno sul quale segnare data,
condizioni atmosferiche, temperatura, tipo di operazione e
naturalmente la fase lunare in cui essa è stata compiuta. Per
le semine, è opportuno segnare anche il tempo di germina-
zione. Operazioni come la potatura richiederanno parecchi
anni di appunti prima che si possano dedurre dati interessanti
e statisticamente rilevanti. In altri casi, come la semina delle
insalate, potrà essere sufficiente la costanza di un anno per
avere un quadro eloquente della situazione.
ƒ Per controllare l’influsso della fasi lunari sulla crescita delle piante conviene scegliere un’insalata
a ciclo molto breve, come il lattughino da taglio o la rucola, e procedere alla semina via via in
momenti diversi e con diverse temperature. È ragionevole credere che i semi affidati in luna cre-
scente alla terra (dell’orto o di cassette sul balcone) abbiano un tempo di germinazione inferiore e
producano piante con un ritmo di crescita più sostenuto, che “montano”, cioè vanno a seme, nel
volgere di poche settimane, soprattutto se la semina è avvenuta durante la luna crescente dei mesi
primaverili. Per ottenere dati uniformi, le bustine di sementi dovranno sempre essere della stessa
varietà e dello stesso produttore, facendo attenzione anche che la terra sia lavorata e concimata
sempre allo stesso modo.
ƒ Un altro esperimento si può compiere facilmente con ortaggi da radice come le carote, le rape
o i ravanelli, seminandoli nell’arco di un mese, a intervalli di una settimana, in porzioni contigue
della stessa parcella e controllando dopo 60-80 giorni se le radici hanno avuto uno sviluppo diffe-
rente nelle diverse fasi lunari.
ƒ Per verificare l’influsso della luna sulla produzione dei frutti, il metodo più semplice è con i semi
di cetriolo, un ortaggio che sembra particolarmente sensibile alla luce lunare durante la crescita
della vegetazione. Si potrà notare che lo sviluppo delle piante, pur seminate solo a una settimana di
distanza, avviene con ritmo diverso e che, più veloce è la crescita, e minore è la produzione di frutti.
278 CALENDARIO LUNARE

In quale luna e in quale mese?


«La Luna è l’almanacco dei poveri»,
recita un detto e un altro avverte: «Detto La Luna nei detti tradizionali
popolare è un avviso salutare». Si posso- ƒ L’anno delle tredici lune è poco di buono.
no pescare dal calderone della tradizione ƒ Con la luna calante di gennaio, innesta,
i modi di dire e i proverbi con la Luna pota, pianta e controlla il granaio.
nella veste di protagonista in orticoltura ƒ Quando la luna è in Marte,
e nella metereologia. Almeno, servirà a è buona per tutte l’arte.
memorizzare alcuni dei lavori a svolgere ƒ Il buon patataio
in sintonia con le fasi lunari. semini nella luna calante di febbraio.
ƒ Luna bianca tempo bello,
LE REGOLE GENERALI luna rossa venticello.
Le norme da apprendere non sono co- ƒ Luna tonda spunta quando il sol tramonta.
munque molte e la consultazione di que- ƒ Se il contadino guarda la Luna,
ste pagine aiuterà a rispettare i tempi, di cento faccende non ne fa una.
mese dopo mese.
ƒ Per la maggior parte delle semine si turamente a seme o anticipano la fiori-
preferisce la luna crescente, in partico- tura, come aglio, basilico, bietole, cavoli,
lare i quattro o cinque giorni che prece- finocchi, indivie, insalate, lattughe, seda-
dono il plenilunio. Questa fase lunare è ni, spinaci e valeriana, come pure quelli
favorevole per cetriolo, melanzana, pe- che si sviluppano sotto terra (patate, ci-
perone, prezzemolo, zucchino e per tutte polle, carote, ravanelli, barbabietole ecc.).
le altre verdure che sviluppano le parti
ƒ La luna calante è favorevole anche alla
commestibili in superficie. In questa fase
conservazione della frutta e della ver-
si raccolgono anche tutti quegli ortaggi
dura, in particolare aglio, cipolle e patate,
da consumare freschi.
all’essiccazione delle erbe aromatiche e
ƒ Si seminano in luna calante gli ortaggi alle lavorazioni del terreno (concimazio-
che altrimenti tendono ad andare prema- ni, arature ecc.).
LA LUNA E LE PIANTE, UN LEGAME PROFONDO 279

La raccolta delle mele


da conservare
per l’inverno va fatta
nella luna calante
di ottobre.

ƒ Trapianti, taglio del legno da opera, po-


tature e innesti vanno effettuati in luna Il calendario lunare e il fattore temperatura
calante, poiché: «Tutto ciò che deve cre- Quando si raccomanda di seminare, per esempio, il tappeto erboso
scere e svilupparsi deve essere fatto in luna nella luna crescente di marzo e di raccogliere i kiwi nella luna calante
crescente. Tutto ciò che deve arrestarsi e di novembre, in realtà si ragiona sulla media climatica della penisola.
morire deve essere fatto in luna calante». Per la sua conformazione, l’Italia non gode di un clima uniforme.
Così nella regione alpina, in quella padana settentrionale e in quella
ƒ Anche in cantina si tiene conto delle appenninica la semina del prato andrà posticipata alla lunazione di
fasi lunari: si imbottigliano in luna cre- aprile e la raccolta dei kiwi anticipata alla lunazione di ottobre.
scente i vini da consumare giovani, quelli Al contrario, nella regione ligure, in quella peninsulare ionica e in quel-
la insulare tutte le operazioni primaverili possono essere anticipate
frizzanti e vivaci; in luna calante (la mi-
di oltre un mese, grazie al clima mite che consente di eseguire molti
gliore è quella d’agosto) quelli destinati lavori anche nelle lunazioni invernali.
all’invecchiamento.
280 CALENDARIO LUNARE

Memorandum mensile
Le principali operazioni mensili da fare in giardino,
nell’orto, nel frutteto, in cantina e nell’apiario in fase di
luna calante e crescente.

GENNAIO FEBBRAIO MARZO APRILE MAGGIO GIUGNO

ƒ Piantagione delle ƒ Piantagione ƒ Taglio dei bambù ƒ Potatura di rosai, ƒ Potatura degli ƒ Potatura dei rosai
erbacee perenni di erbacee perenni, siepi sempreverdi, arbusti sfioriti e delle e degli arbusti sfioriti
ƒ Rinvaso delle
da fiore rosai, arbusti, gerani, piante da piante da interni
piante da interni ƒ Concimazione
asparagi interni
ƒ Potatura degli ƒ Semina degli del tappeto erboso
ƒ Pulizia e
arbusti ornamentali ƒ Potatura di siepi ƒ Semina di insalate ortaggi da foglia
LU N A C A L A N T E

concimazione ƒ Semina di ortaggi


e dei fruttiferi e fruttiferi da taglio, carote, cardi, estivi e autunnali
del tappeto erboso da foglia, finocchi,
cavoli, porri e sedani
ƒ Semina in ƒ Vangatura ƒ Spollonatura porri e sedani
ƒ Semina di ortaggi
semenzaio riscaldato e concimazione ƒ Trapianto di melanzana,
da foglia, pisello, ƒ Raccolta delle
degli ortaggi da foglia di orto e giardino degli ortaggi estivi pomodoro e actinidia
fava e cipolla aromatiche e della
(lattughe, cavoli, ƒ Semina al riparo ƒ Piantagione ƒ Diradamento
ƒ Piantagione
frutta da conservare
valeriana ecc.) di sedano dei fruttiferi dei frutticini
delle patate ƒ Potatura verde
ƒ Terzo rinvaso e ortaggi da foglia e prelievo marze e innesto fruttiferi dei fruttiferi
del vino ƒ Innesto dei fruttiferi per innesti estivi
ƒ Imbottigliamento ƒ Imbottigliamento
ƒ Travaso del vino
dei vini fermi ƒ Imbottigliamento ƒ Imbottigliamento dei vini fermi
e da invecchiamento dei vini frizzanti del vino

ƒ Semina dei fiori ƒ Semina dei fiori ƒ Semina e ƒ Trapianto dei fiori ƒ Semina dei fiori ƒ Moltiplicazione
annuali estivi e degli annuali estivi, degli ripichettaggio dei fiori e dei bulbi estivi biennali e degli ortaggi vegetativa di tutte le
ortaggi a ciclo lungo ortaggi a ciclo lungo estivi e degli ortaggi da frutto e da radice piante (talee, margotte
ƒ Moltiplicazione
(anguria, cetriolo, e delle aromatiche (carciofi, cavoli, e propaggini)
LU N A C R E S C E N T E

di erbacee perenni, ƒ Piantagione


melanzana, melone, lattughe, asparagi)
ƒ Trapianto dei fiori succulente, dei bulbi tardivi ƒ Semina di ortaggi
peperone, pomodoro) biennali e degli ƒ Piantagione crisantemi e dalie da fiore, da baccello
ƒ Piantagione ortaggi primaverili di alberi, arbusti, ƒ Trapianto e da seme
ƒ Semina di tappeto di fiori e ortaggi
di cipolla e aglio rosai, rampicanti
ƒ Piantagione erboso, angurie, ƒ Potatura
e fruttiferi ƒ Piantagione
ƒ Trattamenti rameici e trattamenti rameici zucche e aromatiche delle erbe aromatiche
dei fruttiferi degli alberi da frutto ƒ Moltiplicazione di olivi e mirtilli
ƒ Trapianto a dimora ƒ Piantagione
e raccolta delle marze vegetativa dei lamponi ƒ Raccolta del miele
ƒ Travaso degli ortaggi estivi dell’actinidia
da innestare primaverile e inizio
dei vini frizzanti
della sostituzione delle ƒ Raccolta del miele
api regine vecchie e sostituzione regine
MEMORANDUM MENSILE 281

LUGLIO AGOSTO SETTEMBRE OTTOBRE NOVEMBRE DICEMBRE

ƒ Cimatura ƒ Potatura di rosai, ƒ Spuntatura ƒ Preparazione delle ƒ Potatura di rosai, ƒ Piantagione


e pacciamatura rampicanti, di arbusti e rosai buche d’impianto siepi, alberi e arbusti di arbusti a fioritura
dei rosai e dei fiori alberi e arbusti ƒ Taleaggio di gerani di alberi, arbusti a foglia caduca, invernale, aglio,
annuali e perenni da frutto e vite e garofani e fruttiferi fruttiferi cipolla e scalogno
ƒ Semina di ortaggi ƒ Semina di ortaggi ƒ Ricovero delle piante ƒ Semina di lattughe, ƒ Piantagione ƒ Taglio della legna
da foglia autunnali, da foglia, finocchi, da interni valeriana e spinaci dei bulbi a fioritura da ardere e da opera
porri e finocchi rape e spinaci primaverile,
ƒ Semina di cipolla ƒ Imbianchimento ƒ Semina di insalate
di aglio e cipolla
ƒ Raccolta di aglio, ƒ Raccolta degli bianca primaverile, di finocchi, cardi, al riparo
cipolle, patate, ortaggi e della frutta carota e ortaggi porri e indivie ƒ Vangatura
ƒ Fine raccolta
ortaggi e frutta da conservare da foglia ƒ Raccolta
e concimazione delle olive
da conservare ƒ Innesto dei fruttiferi degli ortaggi con letame di aiuole,
ƒ Raccolta per ƒ Potatura e raccolta
orto e frutteto
ƒ Potatura estiva e la conservazione e della frutta
ƒ Imbottigliamento di marze dei fruttiferi
innesto dei fruttiferi di frutta e ortaggi autunnale ƒ Primo travaso
dei vini rossi
da conservare dei vini fermi ƒ Colmatura delle botti
da invecchiamento ƒ Inizio della
vendemmia

ƒ Semina dei fiori ƒ Ultime semine di ƒ Semina di fiori ƒ Piantagione di fiori ƒ Semina di perenni ƒ Piantagione
biennali e piantagione fiori biennali e ortaggi primaverili, tappeto primaverili biennali, da fiore, piselli di erbacee perenni,
di quelli perenni autunno-invernali erboso e ortaggi bulbi, erbacee e ravanelli rosai, alberi e arbusti
a fioritura primaverile ƒ Divisione dei bulbi autunnali a ciclo breve perenni, arbusti, rosai, solo se il terreno
ƒ Trapianto a dimora
e delle erbacee ƒ Piantagione alberi e piccoli frutti non è gelato
ƒ Raccolta e potatura di fiori primaverili
di salvia, lavanda perenni primaverili dei bulbi primaverili ƒ Taleaggio ƒ Semina
ƒ Piantagione di rosai,
e altre aromatiche ƒ Piantagione ƒ Diradamento di sempreverdi e rose alberi, arbusti, dei piselli all’aperto
delle conifere delle erbacee perenni e dei ravanelli
ƒ Semina e trapianto ƒ Semina del tappeto piccoli frutti
ƒ Talee di arbusti da fiore in coltura protetta
degli ortaggi autunnali erboso e dei noccioli e fruttiferi in genere
e gerani ƒ Taleaggio di rosai di pesca, albicocca a radici nude ƒ Potatura
ƒ Impianto ƒ Trapianto degli e arbusti e susina dei fruttiferi
del fragoleto ƒ Primo travaso
ortaggi autunnali ƒ Preparazione ƒ Vinificazione dei vini frizzanti ƒ Spollonatura
ƒ Smielatura ƒ Inizio trattamenti dell’apiario tardiva dell’uva e svinatura di castagno, tiglio
del miele estivo dell’apiario all’invernamento del vino nuovo e altri alberi polloniferi