Sei sulla pagina 1di 3

Vasily Kandinsky

Wassily Kandinskij Wasilyevich, (Vasily Kandinsky) conosciuto come il fondatore dell'arte


astratta, nasce a Mosca il 4 dicembre 1866, ma nel 1871 si trasferisce con la famiglia a
Odessa, dove frequenta il liceo classico.

A diciotto anni comincia a prendere lezioni di pianoforte e violoncello: la passione per la


musica sarà, infatti, una costante nella sua vita ed influenzerà anche la visione artistica del
pittore.

Durante gli studi all'Università di Mosca, che lo porteranno a laurearsi in economia politica,
coltiva la passione per la pittura rimanendo profondamente colpito sia dall’arte popolare
russa, che dai dipinti di Monet che Kandisky ha occasione di ammirare nel 1895 ad una
mostra.

Deciso a diventare un pittore, nel dicembre del 1896 si trasferisce a Monaco, che all’epoca
era una città d’arte e bohème, dove rimarrà fino al 1914 e s’iscrive alla scuola di pittura di
Anton Azbé, che frequenta per quasi due anni, conoscendo Paul Kleen.

L'attività espositiva non costituisce l'unica finalità dell'associazione, che in breve tempo
apre una propria scuola d'arte, dove Kandisky insegna disegno e pittura.

Nel frattempo intraprende una serie di viaggi che lo portano in Italia, Olanda e Tunisiaper
trovare nuovi scenari per le sue opere.

Kandinsky, convinto che la pittura sia “una via per l’animo, continua a scrivere ed a
dipingere, impegnato nel movimento espressionista che vuol rappresentare non tanto la
natura e le emozioni che provoca, ma dare un volto esteriore alle espressioni interiori,
immergendosi coscientemente nel dolore del mondo con un più profondo impegno
esistenziale.

Nel 1911 fonda un nuovo movimento chiamato “Der Blaue Reiter”. Un cavaliere azzurro,
simbolo della spiritualità, guida e domina la corsa di un cavallo, simbolo dell’energia
psichica e irrazionale delle passioni, non ammettendo una realtà diversa da quella solo
sensibile.

Nel maggio del 1912 esce il primo numero dell’"Almanacco del Cavaliere Azzurro", redatto
da Kandinsky in collaborazione con Marc, che costituisce il manifesto dell’Astrattismo

In esso si afferma una nuova concezione dell’arte come linguaggio universale, nel quale
l’uomo dà forma alla sua percezione del mistero, del cosmo e della vita: un’arte nuova che
non vuole significare e rappresentare nulla, ma che, come la musica, voglia solo far vibrare
le corde dell’anima.

Nello stesso anno Vasily Kandinsky pubblica "Lo spirituale nell'arte", dove espone le sue
teorie artistiche.

Allo scoppio della prima guerra mondiale, Vasily Kandinsky dopo vari soggiorni in
Svizzera, a Odessa e Stoccolma, torna in Russia e si stabilisce a Mosca.
Negli anni successivi alla Rivoluzione d’ottobre, Kandinsky, aderisce al regime Comunista,
assume alti incarichi al Commissariato per il Progresso Intellettuale, alla Scuola d'Arte,
all'Università di Mosca e, per dare più spazio all'arte, fonda in provincia ben 22 Musei.

Tornato nel 1921 in Germania, ritrova alcuni vecchi amici come Klee e Jawlenskij, con i
quali nel 1924 dà vita al gruppo dei "Quattro azzurri".

Tiene un corso pratico e teorico di pittura, pubblica il suo saggio più importante sulla pittura
astratta, in cui Kandinsky, che ha per la musica una sorta di ossessione, avvertendo i colori
come un "coro" da fissare sulla tela, elabora una sorta di teoria parallela a quella cui si
attengono i musicisti nel comporre,"Il punto e la linea in funzione della superficie".

L’attività di Kandinsky continua ad essere molto intensa: partecipa a numerose esposizioni


in Germania e compie viaggi in Austria, Svizzera, Belgio, Italia e Medio Oriente.

Nel 1931 progetta la decorazione in ceramica di una intera parete della sala di musica
dell’Esposizione internazionale di Berlino, ma nel 1933, alla chiusura del Bauhaus, voluta
dai nazisti, Kandinsky si trasferisce a Neuilly-sur-Seine vicino Parigi dove comincia un
nuovo periodo di febbrile attività pittorica ed espositiva.

Vasily Kandinsky, al momento dell’invasione tedesca della Francia si rifugia per due mesi a
Cauterets, per poi tornare a Parigi e continuare a lavorare fino alla morte, che sopraggiunge
il 13 dicembre 1944 per un ictus.

Un ritratto dell’artista
Dipinto nel 1903, questo splendido quadro
rappresenta un cavaliere vestito d’azzurro in groppa al suo cavallo bianco. La tecnica utilizzata si
avvicina ancora molto all’impressionismo e i colori del quadro, il verde e l’oro della collina e degli
alberi le sfumature calde del cielo, ci indicano che ci troviamo in piena stagione autunnale.

Nella VIII composizione, tanti sono


stati gli avvenimenti che hanno segnato la vita dell’artista durante questo lungo periodo – la Prima
Guerra Mondiale, la Rivoluzione Russa – e, dopo aver ripreso la sua attività pittorica, il suo stile
appare diverso: l’astrattismo della sua pittura, infatti, sembra ricercare forme sempre più rarefatte.