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2 modi per addormentare tuo figlio - quale preferisci?

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2 modi per addormentare tuo figlio - quale preferisci?

Roberta Cavallo

2 modi per addormentare tuo figlio

Quale preferisci?

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2 modi per addormentare tuo figlio - quale preferisci?

Sommario

Introduzione ........................................................................ 4

E se il vizio non esistesse? .................................................. 5

La Puericultura secondo Natura .......................................... 7

Perché il bambino piange? .................................................. 9

Il sonno secondo Natura.................................................... 12

Conclusioni ....................................................................... 17

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Introduzione

Qualche giorno fa mi è capitato di leggere su una rivista del settore “infanzia”, un articolo su come
agevolare la nanna serale del bimbo, evitando il più possibile dilungamenti in pianti e strilla, ma
soprattutto evitando il ricorrere a stratagemmi che rischierebbero di trasformarsi a breve termine
nei tanto temuti vizi.

Ecco il titolo dell’articolo:

Bacio e allontanamento. Una tecnica efficace per far addormentare il tuo bimbo.

Il sottotitolo in grassetto spiega subito che: “La tecnica del bacio e allontanamento, riguardo al
sonno del bebè, è piuttosto rigida, perché occorre non avere alcun tipo di cedimento. Se sei
fortunata, potresti vedere dei risultati già dopo tre notti. Ma anche se sarà necessario più tempo, il
segreto è quello di riuscire a essere abbastanza ferma. Segui questi passi.”

La tecnica descritta, che adesso analizzeremo nei dettagli, prevede di lasciare il bambino piangere
nella culla, da solo, per un tempo sempre più lungo fino all’addormentamento.

Come è possibile, per una mamma, non avere cedimento emotivo, di fronte al pianto del proprio
cucciolo?

Quali sono le motivazioni per cui si può lasciare un neonato da solo in una stanza sperando che si
addormenti, sfinito, dopo un pianto di 10 minuti?

Adesso immagina di entrare nel corpo di un neonato, sei fra le braccia calde e profumate di tua
mamma. Ti porta in una stanza e ti adagia lentamente in un posto soffice circondato da sbarre di
legno, ti dà un bacio e se ne và, senza dire niente.

Resti da solo. Ti guardi intorno, dai per scontato che ritornerà presto. È tua mamma, non può
lasciarti da solo! Si è sbagliata, forse è un incidente. Il tempo passa e non avviva, lo sconforto di
assale, ti senti abbandonato, hai paura, non c’è più chi ti consente di vivere, incominci a
piangere…

Quale neonato è in grado di stare da solo in una stanza, circondato da assi di legno, senza
nessuno, senza la mamma, con la quale ha un legame fortissimo, nessuno che gli dice cosa
succede? Perché lui capisce tutto quello che gli si dice anche se non parla.

Quali sono le risposte della Puericultura Naturopatica? Iniziamo a definire cosa si presuppone sia il
vizio, analizziamo l’articolo citato e costruiamo insieme le risposte secondo Natura. Che cosa sarà
mai questo tanto temuto vizio? Ma esistono veramente?

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E se il vizio non esistesse?

Secondo la definizione che riporto dal free dictionary online, vizio significa “disposizione abituale
al male”, “abitudine dannosa” e il termine deriva dal latino vitium, cattiva abitudine, che ha origine
da vitare, schivare, o dalla radice vit, torcere, da cui il latino viere, intrecciare, a indicare il concetto
di cosa che devia dal retto sentiero.

Il senso è proprio questo, ovvero il bambino può assumere delle abitudini che deviano dall’idea di
educazione e di “bravo bambino” che quasi tutti i genitori hanno in mente, che la tradizione ha in
mente, ovvero diventare piagnucoloso, addormentarsi solo con le coccole e la favola, fare storie,
volere tutto lo spazio per sè, ecc..

Ma non è forse proprio questo che un bambino dovrebbe a buon diritto richiedere da parte di
mamma e papà? Mi sembra proprio di sì!

Ma a volte i genitori per motivi che sono infiniti e che magari vedremo nei prossimi post sul nostro
Blog, non sono preparati ad accogliere nel migliore dei modi le esigenze di questo nuovo piccolo
cucciolo, che anche se piccino, arriva a occupare in verità molto, molto spazio quasi
all’improvviso…

Torniamo al vizio, e… tieniti forte! In verità il vizio, almeno in riferimento ai bambini, non esiste!

So che il concetto può sembrare stravolgente, ma, se nei primi sette anni di vita del bambino e in
particolare nei primissimi anni di vita, il cucciolo viene avvolto da tutte le attenzioni possibili,
mangiando ogni volta che ha fame, restando a contatto il più tempo possibile con la mamma,
dormendo, perché no, con mamma e papà nel lettone, sentendo di essere accolto
nell’espressione dei suoi bisogni, dei suoi sentimenti, delle sue emozioni e frustrazioni, non dovrà
richiedere in modo pedante, piagnucolando, urlando, dibattendosi, provocando, le attenzioni delle
due figure da cui più di ogni altro vuole essere amato: mamma e papà.

Ma torniamo alla rivista, allo specchietto messo in rilievo a centro pagina che suonava così:

Bacio e allontanamento. Una tecnica efficace per far addormentare il tuo bimbo.

Il sottotitolo in grassetto spiega subito sotto che: “La tecnica del bacio e allontanamento, riguardo
al sonno del bebè, è piuttosto rigida, perché occorre non avere alcun tipo di cedimento. Se sei
fortunata, potresti vedere dei risultati già dopo tre notti. Ma anche se sarà necessario più tempo, il
segreto è quello di riuscire a essere abbastanza ferma. Segui questi passi.”

E da qui l’elenco di 8 steps da seguire passo passo per avere la garanzia di una nanna serena….

Trascrivo dall’articolo:

“1. Ecco la sequenza di azioni che precedono la nanna: bagnetto, latte, fiaba e lettino.

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2. La prima sera, adagia il tuo bimbo nel lettino, assicurandoti che sia ancora sveglio (se nella
lettura si è già addormentato e sta sognando un mondo di fate, principi e principesse, allora
bisogna svegliarlo?). Dagli il bacio della buonanotte, poi esci dalla stanza.

3. Se il bimbo piange, non precipitarti subito da lui. Stabilisci un intervallo di tempo che non ti
faccia soffrire troppo, diciamo circa tre minuti, prima di tornare da lui. (Ovviamente piangerà,
l’autore lo da per scontato..). Consola il bebè accarezzandogli il viso o il pancino e dandogli un
bacio, senza però prenderlo in braccio. Poi esci di nuovo dalla stanza.

4. Se il bimbo piange di nuovo, questa volta aspetta cinque minuti prima di tornare da lui.

5. Se il bebè si sveglia la notte (ed è piuttosto probabile data l’agonia pre-notturna!), segui la
stessa routine (direi anche poco stressante per la mamma questo iter)

6. Per ogni sera in cui osserverai con scrupolo questo piano d’azione, aumenta la quantità di tempo
in cui lasci piangere il tuo bimbo.

7. Ogni volta che piange, lascia passare un po’ più di tempo, prima di andare a consolarlo. Resta
con lui il minimo indispensabile, finchè alla fine non si sarà addormentato.

8. Ricorda, non devi essere troppo severa con te stessa (con il tuo bimbo sì, ma non con te stessa,
mi raccomando!). Se in principio non riesci a resistere più di 30 secondi, poniti questo limite di
tempo. (Ah, bè!).

Il trafiletto finiva qui.

Mi sono permessa di sottolineare le brevi frasi per le quali leggendo sentivo una sorta di moto
interiore, di stridore, di tormento, data la spontaneità di mettermi nei panni del piccolo.

Mi sento altrettanto in dovere di permettere alle mie dita di digitare senza troppi filtri (qualcuno
devo ammettere di sì!....) sulla tastiera i miei pensieri e il mio sentire riguardo a questo articolo:
senza però prenderlo in braccio?!, questa volta aspetta cinque minuti?!, aumenta la quantità di
tempo in cui lo lasci piangere?!, resta con lui il minimo indispensabile?!... forse ho le allucinazioni e
l’articolo si riferisce a qualche sorta di allenamento sportivo, o ad un esame cardiologico sotto
sforzo? No, ho letto bene, si tratta proprio di come fare addormentare i bambini!

Ma questa è una tortura per entrambi!

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La Puericultura secondo Natura

Adesso voglio esporti un punto di vista diametralmente opposto, che segue i fondamenti della
Puericultura Naturopatica. Già la parola suggerisce qualcosa di insolito e allo stesso tempo
interessante:

PUERI – CULTURA NATURO – PATICA

ovvero

“ALLEVAMENTO DEL BAMBINO SECONDO NATURA”

(puer = dal latino fanciullo, cultura = dal latino allevamento, crescita, natur = dal latino, natura,
patia = dal greco’ pathos’, passione per, seguendo la).

Ma quindi, secondo la natura di chi?

Anche se sembra banale e superfluo sottolinearlo, qui si intende secondo la natura del bambino,
non secondo la natura della mamma, non secondo la natura del papà, non secondo la natura del
pediatra, non secondo la natura dei sistemi che ruotano attorno al mondo dell’infanzia, ma bensì
secondo la natura del Bambino.

Il Bambino…

Tutto sembra strutturato in sua funzione, fatto per rispondere alle sue esigenze di sana crescita e
sviluppo: i prodotti proposti per la sua igiene e cura, il servizio scolastico, il servizio sanitario, il
servizio sociale, ecc..

Guardando da vicino ti accorgi invece che proprio così non è e che sono molte le lacune, o che
comunque in linea generale gli obiettivi sono tendenzialmente diversi dal soddisfare i bisogni del
bambino e anche dove l’obiettivo è questo, le speranze vengono presto ampiamente disattese.

È passato ormai qualche secolo dall’Emilio di Rousseau, quando attraverso l’ondata


dell’Illuminismo si cominciava finalmente a parlare nuovamente di pedagogia. Di quella pedagogia
che rispetta e segue la natura del bambino.

Nel suo racconto Rousseau si descrive come precettore di questo fanciullo, Emilio, che
accompagna dalla fanciullezza fino alla maturità, educandolo in campagna, ambiente più adatto,
attraverso le esperienze dirette, risvegliando in lui le conoscenze tutte utili per essere un buon
individuo sociale e un buon educatore a sua volta per i suoi figli.

L’epoca era certo diversa dalla nostra ma molto si può apprendere, te lo consiglio.

Nel periodo dell’Illuminismo, dopo secoli di buio, in cui il bambino era considerato un oggetto
pressoché inutile perché non produttivo, gli anni della fanciullezza venivano offuscati dall’esigenza

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di essere presto piccoli uomini e piccole donne, per soddisfare le esigenze della famiglia e della
società, culturalmente non sensibili all’età di mezzo.

In seguito, proprio nel periodo in cui Rousseau scrive il suo racconto, la visione del bambino inizia
a prendere un’altra forma e il bambino diventa il cucciolo d’uomo, si comincia a parlare di
affettività, i neonati sempre meno vengono affidati alle balie per essere invece allattati al seno
dalle madri, vivono il gioco e la fanciullezza così come la loro natura richiede.

Da allora è stato fatto ovviamente molto, anzi, direi che naturalmente l’uomo si è evoluto e di
conseguenza le scelte che vengono fatte per i bambini sono diverse e più mature.

Anche se ancora non si vede siamo tuttavia a rischio di assistere ad un “effetto flipper”, quando la
pallina dopo una bella spinta sale, sale, sta per raggiungere il massimo del punteggio e meno che
te lo aspetti puf!, torna al punto di partenza.

Come dico spesso, sarà pur vero che il mondo và così, ma è pur vero che “l’oceano mondo” lo
facciamo noi, ognuno con la propria goccia. Quindi se ognuno fa del proprio meglio per dare il
meglio al proprio cucciolo, questo potrebbe dimostrarsi un investimento a lungo termine molto
proficuo.

Basta un piccolo sforzo in più e possiamo farcela!

A proposito dell’argomento iniziale dunque, secondo la rivista l’ideale per il Benessere del tuo
Bambino durante il momento serale della nanna è lasciarlo piangere, non importa, devi resistere,
non prenderlo in braccio, prima o poi, con te che vai avanti e indietro, per sfinimento si
addormenterà…

Certo che il tenere d’occhio il tempo, il senso di colpa… non mi sembrano proprio indici di
benessere. Vediamo innanzitutto perché il bimbo piange. Un tempo si diceva “perché così si
aprono bene i polmoni e respira meglio!”

Sul pianto dei piccoli vorrei aprire una piccola parentesi.

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Perché il bambino piange?

Per esempio, non so se lo sai, in generale i bambini nati con parto in casa, nel momento in cui
vengono al mondo non piangono disperati rispetto ai bambini nati in ospedale, strillano meno e si
calmano prima quando vengono adagiati sul corpo della mamma.

I bambini nati in casa, quando è possibile, ovvio, vengono al mondo in un ambiente che è a loro
familiare, riconoscono l’ambiente, i profumi, i suoni, e soprattutto l’ambiente è familiare per la
mamma, che si sente a suo agio negli spazi e nell’atmosfera di casa, conosce da tempo e si fida
delle persone attorno a lei che condividono e contribuiscono alla realizzazione di questo momento
meraviglioso.

Le luci di casa sono soffuse, la stanza è calda, la mamma può scegliere la posizione che le è più
congeniale e che sente più fisiologica per partorire il suo cucciolo e può chiedere che qualsiasi suo
desiderio o bisogno venga soddisfatto. Non c’è fretta, non ci sono rumori esterni che
interferiscano, non c’è il via vai di gente.

Fortunatamente molti ospedali si stanno attrezzando oggi per rendere il momento del parto più
accogliente e armonioso per il nucleo familiare, ma non è così ovunque, e credo sinceramente che
non sarà mai la stessa cosa.

In generale il pianto del bambino, soprattutto nei primi mesi di vita non è mai un capriccio! Non
avendo ancora l’uso della parola, un’organizzazione efficace della gestualità, ecc., l’unico mezzo
che ha per esprimersi e per comunicare alla mamma che qualcosa non và è proprio il pianto.

Dietro il pianto del tuo cucciolo ci può essere qualsiasi cosa: un brutto sogno, una colica, una
posizione scomoda, fame, sete, un giochino che non trova più, non sapere dov’è mamma e sentirsi
da solo, paura per qualcosa, e perché no semplicemente voglia di coccole.

Ecco qui il ruolo fondamentale di te, mamma, che puoi avere e hai con il tuo bimbo un ruolo
privilegiato, un legame di unione così profonda, direi simbiotica almeno nei primi nove mesi dalla
nascita, che ti permette di intuire tutti i suoi bisogni.

Forse mi dirai: “sei proprio sicura? Un sacco di volte vado in crisi perché non so cosa fare e
come!”Certo, lo capisco e ti spiego anche perché questo succede.

Quello che oggi manca, o perlomeno quello che le mamme non sono più abituate a fare è
Osservare il proprio cucciolo e ascoltarsi, nella presenza e nella consapevolezza che se siamo
diventate mamme abbiamo tutti gli strumenti e le conoscenze innate per occuparci e rispondere
ai bisogni del nostro piccolo senza sforzo.

Mi viene spontaneo in questi casi portarti degli esempi dal mondo della natura. Del resto anche
noi uomini, seppur avendo in dono forme di coscienza molto più sofisticate, siamo pur sempre dei
mammiferi, e come tali alleviamo i nostri cuccioli. Per esempio: quante mamme lupo hanno

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bisogno del pediatra? Quante gatte hanno bisogno del ciuccio per i loro gattini? Quante leonesse
hanno bisogno della doppia tana, una per sé e una per i propri leoncini?

Allo stesso modo accade per la mamma del cucciolo d’uomo, con l’unica differenza che la mamma
del cucciolo più fortunato di tutte le altre specie, nel corso degli ultimi secoli è stata disabituata ad
ascoltarsi, a usare il suo innato istinto materno, e abituata invece a preferire il consiglio di esperti
per tutto ciò che riguarda la gestazione, la nascita e la crescita dei propri cuccioli.

Non è così, e puoi fare affidamento, avere fiducia cieca nelle tue sensazioni e nel tuo sesto senso
di mamma. Sempre confrontandoti con il tuo pediatra di fiducia quando ci sono situazioni che
secondo te richiedono un pare esterno.

Una mamma in ascolto sa perché il suo bimbo piange, anzi, a volte non è neppure necessario che
il bimbo arrivi a dover strillare: osservandolo e sentendo, la mamma intuisce il suo bisogno nel
presente e nel presente lo soddisfa, senza dare possibilità al bambino di cadere nella frustrazione
di non essere accolto, che si tramuta poi in una vera disperazione.

Un ottimo esempio si presenta per lo stimolo della fame e il suo soddisfacimento tramite la
poppata.

Ovviamente per far sì che questo accada è assolutamente necessario che attorno alla mamma
ruoti un entourage disponibile e accogliente a sua volta, che sia disposto a soddisfare in tempo
reale e senza remore tutti i bisogni della mamma, così che lei non si stanchi e non vada in stress,
con il rischio che vengano a mancare alla fine tutte le energie necessarie per occuparsi con
serenità e gioia del proprio cucciolo.

In primo luogo mi riferisco al compagno, la cui presenza nei primi anni di vita del bambino è
fondamentale soprattutto in qualità di sostegno alla neomamma: nelle faccende domestiche, per
fare la spesa, ma soprattutto nel sostegno all’emotività della propria compagna, accogliendo le
sue paure, confortandola, dandole un appoggio sicuro e, fondamentale, mantenendo vivo il
rapporto intimo della coppia, perché non dimenticare, che essere mamma, non vuol dire perdere
il ruolo di donna. Non si escludono e sono entrambi fondamentali a pari grado per la tua felicità e
completezza.

In secondo luogo, possono svolgere un ottimo supporto non necessariamente solo le nonne, che
anche loro non sono solo nonne ma anche suocere, e questo a volte può creare qualche
problemino.

Molto spesso gli aiuti migliori arrivano dalle amiche, dalle vicine di casa e magari da altre famiglie
di amici che hanno bimbi piccoli. In questi casi è possibile creare una vera rete solidale che si
dimostra efficace.

Se invece il rapporto con la tua mamma o con quella del tuo compagno non è compromesso (…)
fidati di loro, lascia che instaurino un buon rapporto con il loro nipotino, potranno aiutarti molto
nei momenti di maggior stanchezza e metteranno le basi per la costruzione di un rapporto che
porterà frutti nel futuro.

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Per i bambini e i ragazzi è infatti fondamentale poter contattare le esperienze di chi ha vissuto
prima di loro e di attingere alla saggezza dell’anziano per poi arrivare a contattare la propria
saggezza interiore.

Tornando ancora una volta all’articolo che mi ha spinta a scrivere queste pagine, voglio
addentrarmi ora nel dettaglio di quello che è a tale proposito il punto di vista della Naturopatia
Pediatrica, i cui fondamenti li puoi trovare tutti ben spiegati e in dettaglio all’interno dell’eBook
Osserva il Bambino di Angela Pedicone.

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Il sonno secondo Natura

La Naturopatia Pediatrica conosce molto bene il valore del sonno per il bambino. Soprattutto nei
primi mesi, andando a scalare, questi corrispondono ai momenti di veglia e sono di fondamentale
importanza.

Vediamo perché:

• Durante il sonno viene prodotto l’ormone della crescita. Il bambino di notte cresce! E
cresce anche tutto in una volta di qualche centimetro! Forse lo avrai provato con tuo figlio
oppure lo hai sentito raccontare da qualche tua amica: “alla sera i pantaloni del pigiamino
sono giusti, al mattino sono corti!”

Molto spesso questi scatti di crescita sono accompagnati da febbre, anche piuttosto alta
che dura tutta la notte e poi passa. Questo tipo di febbre è fondamentale in questa fase, in
quanto l’innalzamento della temperatura corporea consente di attivare una serie di
meccanismi che determinano una veloce e ottimale crescita dell’osso e dei sistemi a esso
correlati.

In questi casi puoi non bloccare subito la febbre con un antipiretico, ma lasciare che il
corpo faccia da sé e porti a termine questo processo. Tanti pediatri lo consigliano. Al
massimo se lo ritieni opportuno puoi tenere la situazione sotto controllo attraverso panni
bagnati in acqua e aceto da posizionare alle estremità di braccia e gambe, oppure con un
nastrino di colore verde da posizionare al polsino del tuo cucciolo, rilassa e calma il fuoco
che porta l’innalzamento della temperatura. Comunque se non sei serena e la febbre
continua a salire chiama sempre il tuo medico di fiducia.

• Il cervello lavora di più. Durante il primo anno di vita soprattutto, durante il sonno il
sistema nervoso continua il suo sviluppo, la sua organizzazione e la formazione delle
connessioni fondamentali per lo svolgimento delle sue funzioni. Inoltre anche
successivamente, durante il sonno, il bambino contatta parti profonde di sé, contatta le
sue paure, che, qualora siano state inibite e non accolte durante la giornata dall’adulto, di
notte hanno la possibilità di essere evacuate ad esempio attraverso i sogni.

• Il sistema immunitario, che difende l’organismo dalle malattie, durante il sonno produce le
sostanze di difesa di cui ha bisogno. In particolare di notte la ghiandola pineale all’interno
del nostro organismo produce una sostanza chiamata melatonina, opposta all’adrenalina,
contribuisce all’aumento delle cellule del sistema immunitario nel sangue.

Da qui ne deriva che questo momento debba essere necessariamente accompagnato da un clima e
da uno stato di serenità, armonia, protezione, accoglienza, e anche fiducia. Non dimenticare che il
sonno corrisponde di fatto ad una piccola morte e il risveglio a una piccola rinascita:

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Durante il sonno si perde la consapevolezza tipica della veglia, entriamo in un altro mondo… I modi
naturali per rassicurare il bambino ci sono eccome, e funzionano! Sono il ritmo, il rito e l’ambiante.
Vediamoli insieme.

 Il ritmo. Nei primi sette anni di vita l’unica competenza che il bambino sviluppa è quella
emozionale, immaginativa e istintuale.

La capacità razionale si sviluppa solamente dopo i sette anni. Imparare a leggere l’orologio
e percepirsi nello spazio-tempo è una capacità che i bambini sotto i sette anni non hanno.

Quindi percepiscono lo scandire di un tempo e si regolano in base ai ritmi che vivono tutti
giorni, soprattutto a quelli che si ripetono uguali e che funzionano per loro proprio come
una clessidra.

Per esempio, quando si finisce di fare colazione è il momento di uscire per la scuola
materna, finita la nanna dopo pranzo si gioca un po’ e poi mi vengono a prendere, se la
mamma sta finendo di cucinare vuol dire che sta arrivando papà, finito il bagnetto mamma
mi mette il pigiama, mi racconta la favola ed è tempo di dormire.

Queste consapevolezze nel bambino corrispondono anche a un bioritmo che si struttura


per il suo organismo, ed è quindi importante che gli orari vengano mantenuti pressoché
costanti tutti i giorni. Per esempio non so se ci hai fatto caso, anche di domenica, quando i
bimbi sono a casa già dal mattino, tendono a svegliarsi alla stessa ora dei giorni precedenti,
con a volte un po’ di rammarico da parte di mamma e papà che vorrebbero dormire
ancora…

E questa è una grande qualità di tutti i bambini: facendo le cose con passione e vivendo
sempre nel presente si autoricaricano e non hanno bisogno di riposare di più per avere
energie fresche, anzi, tendono a dormire sempre meno…

Oppure, se ti capita, prova a sperimentare: se cambi il programma quotidiano senza dare


spiegazioni a tuo figlio, come la doccia prima di cena anzichè dopo, oppure andare a
prenderlo prima alla scuola materna senza che se lo aspetti, lui si fida di te e ti asseconderà
ma noterai che rimane disorientato, destabilizzato, e anche nei movimenti sembra quasi si
debba riprogrammare per la nuova situazione non prevista.

 Il rito. Chi di noi non ricorda il momento della favoletta prima della nanna? Oppure la
storiella delle apine che ci svolazzavano sopra il lettino e che diventavano le nostre
amichette della notte?

Possiamo dire che il rito fa parte del ritmo, o meglio che ne avvalora il senso e permette al
bambino di associare al ritmo delle immagini significative che ne avvalorano il significato.
Come la fiaba preferita, il suo accappatoio anziché un asciugamano qualsiasi per la doccia,
le stesse paperette per il bagnetto, oppure andare dalla nonna e sapere di trovare sempre
le caramelle o i cioccolatini e sempre al solito posto.

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 L’ambiente. Come per il parto, anche per i mesi e gli anni successivi, il bambino deve
riconoscersi nel suo ambiente che deve essere accogliente, comodo per le sue misure e
soddisfarlo, come avere i giochi a portata di mano, non troppi oggetti che lo intralcino,
ecc.

Nel momento della nanna serale l’ambiente diventa poi fondamentale perché è necessario
accompagnare in modo naturale e dolce il sopraggiungere del sonno. Quindi:

• NO ai film violenti o in generale ai programmi per adulti dopo cena e prima della nanna.
Agitano o perlomeno stimolano l’attività cerebrale e aumentano la quantità di adrenalina
nel corpo. Inoltre distolgono le attenzioni da tutti quei riti serali che precedono il sonno e
che devono coinvolgere il bambino totalmente.

• SI all’eliminazione della tv di sera o se proprio ti sembra improponibile, al massimo un


breve cartone animato, semplice. L’ideale è che si addormenti grazie alle tue coccole
piuttosto che guardando il teleschermo.

• NO alla confusione in casa durante e dopo la cena, rumori forti, musica troppo ritmata,
ecc.. Ti ricordo che i sensi del tuo cucciolo sono molto più ricettivi rispetto a quelli
dell’adulto e, quindi, ogni stimolo che a te può sembrare normale o addirittura passare
inosservato può essere invece recepito da lui e anche essere eccessivo.

• SI a una cena leggera, durante la quale si possa coinvolgere il piccolo dando a lui tutte le
attenzioni legate al momento che si sta vivendo e quindi il cibo, piuttosto che argomenti
del tipo ‘sono stanco’, ‘cosa hai fatto oggi’, ‘ricordati domani di pagare la bolletta’, ‘mi ha
telefonato tua madre e mi ha tenuto un’ora al telefono’, ecc..

Ricorda che il tuo cucciolo vive il presente e che per garantirgli una buona digestione e una
serena accettazione di tutte le pietanze che gli proponi è bene assecondare il suo vivere il
momento presente facendo anche voi altrettanto. Banalmente mentre si mangia, si
mangia… non si guarda la tv, non si gioca con il gioco preferito, non si corre intorno al
tavolo. E anche voi dovrete fare lo stesso come genitori.

• SI ad una musica soffusa e rilassante tra il bagnetto e durante il momento del pigiamino. Ti
consiglio di mettere in casa e anche dove dorme il tuo bimbo un diffusore di olii essenziali e
scegliere per la sera qualche goccia di neroli, melissa e lavanda, lo aiuteranno a rilassarsi e
aiuteranno anche te.

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• NO alle luci troppo forti. Usa luci soffuse, non solo in cameretta o nella tua stanza da letto,
ma in generale in tutti gli ambienti. Molto utili e suggestive le candele, in vari punti delle
stanze creano l’atmosfera ideale.

• NO a colori stimolanti nella stanza dove il bimbo dorme o anche per le lenzuola o il
pigiamino. Sono da evitare il rosso, l’arancione, il giallo e in generale i colori troppo accesi.

• SI a colori pastello che inducano la calma, come ad esempio l’azzurro, il rosa, il verdino, il
lilla, sia per l’ambiente che per le lenzuola, la copertina e il pigiamino. Se il bimbo ha la
fortuna di dormire con mamma e papà, ovviamente anche voi dovrete fare altrettanto.

• Il contatto fisico. Il contatto fisico è fondamentale. Durante i nove mesi della gravidanza il
tuo cucciolo vive in te, è te, vive e si nutre delle tue sensazioni, di tutto quello di cui ti nutri
tu, è accolto e coccolato dal dolce calore che il tuo corpo crea. I nove mesi successivi al
parto vengono spesso definiti anche “seconda gravidanza”: in questo periodo il bambino,
pur essendo uscito dal tuo corpo, non percepisce ancora la differenza, per lui non ci sono
distanze né di spazio né di percezioni.

Và da sé che l’ideale è il maggior contatto fisico possibile, magari con l’aiuto della fascia o
del marsupio. Ancor di più per la notte. Che male c’è nel far dormire il proprio cucciolo
accanto a sé, con la possibilità per lui di sentire l’odore di mamma, il battito del suo cuore e
avere la tetta comoda per la poppata?

Se la paura è quella di schiacciarlo o fargli male di notte, oppure che cada dal letto (l’ideale
è non metterlo in mezzo, ma che tu abbia a un lato lui e dall’altro il tuo compagno) ci sono
un sacco di stratagemmi per evitare questi rischi completamente: cuscini, letti bassi, reti
protettive, ecc. se tu sei serena lui riposerà serenamente e sarà un piacere per entrambi,
senza contare la comodità di non alzarti per allattarlo.

Potete continuare a far dormire il bimbo nel lettone anche negli anni successivi… sì hai
letto bene… Anche negli anni successivi. A quel punto diventerà veramente spontaneo il
distacco e avverrà senza traumi e stress.

• Le sicurezze. Sin dalla nascita il tuo cucciolo ha bisogno esclusivamente dell’amore di


mamma e papà, di essere rassicurato sui suoi bisogni e sul suo modo di essere, e di trovare
anche “fuori” lo stesso clima ovattato del ventre materno. In più all’inizio del viaggio tutto
è una scoperta e allo stesso tempo sono tante le cose non conosciute, quindi a tanto
entusiasmo e intraprendenza corrispondono anche tante paure. Compito di mamma e
papà è accogliere e contenere le paure del bambino dandogli la possibilità di esprimerle e
soprattutto infondergli sicurezza.

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Del resto anche voi tra marciare in Rolls Roys su di una autostrada dell’altopiano
australiano e oltrepassare a piedi un ponte tibetano traballante, dove vi sentireste più
sicuri? Questo ha nuovamente ancor più valore nel momento che intercorre tra la veglia e
il sonno.

Ed ecco entrare in gioco la copertina per Linus, l’orsacchiotto preferito, la bambolina, una
leggera lucina soffusa (meglio non troppo vicina al lettino) e soprattutto la sicurezza che tu
puoi infondergli coccolandolo.

Se dorme nella sua cameretta non promettergli che rimarrai lì con lui anche mentre
dorme. Se si sveglia e non ti trova, oltre che impaurirsi e spaventarsi perderà la fiducia nei
tuoi confronti che prometti e non mantieni! Quindi finirà per non riconoscere il ruolo
dell’adulto a lungo andare.

Giocate un pochino insieme nel lettone, meglio anche con papà, fagli tante coccole e
perché no lascia che si addormenti tra le tue braccia, avvisandolo prima, che una volta
addormentatosi mamma lo corica nel lettino e per qualsiasi cosa mamma c’è. In questo
modo non avrà paura, si addormenterà sereno e senza tensioni. E anche per te sono certa
sarà un sollievo e una sicurezza vedere e sentire il tuo cucciolo sereno che riposa rilassato
senza dover contare le pecore…

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2 modi per addormentare tuo figlio - quale preferisci?

Conclusioni

Tutte le cose che ti ho scritto sono linee molto generali, ma come sai nessuno di noi è uguale
all’altro, i bambini sono tutti diversi, ognuno con le proprie caratteristiche e con il proprio
temperamento. Ci sono quindi soluzioni diverse a seconda del bambino.

Per esempio proprio il temperamento definisce se il tuo cucciolo è per natura un bradipo o un
pipistrello, se è un dormiglione oppure se per natura ha bisogno di poche ore di sonno.

Quindi l’augurio è che tu possa, Osservando il tuo bambino, conoscere la sua Vera Natura, il suo
modo di essere e i suoi talenti, e accompagnarlo in totale armonia a esprimere se stesso. La via
perché questo accada è l’amore.

Le coccole fanno parte dell’amore!

GRAZIE PER AVER SCARICATO QUESTO EBOOK!

Puoi liberamente distribuirlo ad amici, parenti e conoscenti interessati.

Gli argomenti di questo ebook sono trattati nel nostro corso

“COME CRESCERE TUO FIGLIO SECONDO NATURA”

Chiedi informazioni gratuitamente al numero telefonico 349 0674473

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