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Corso di Microonde - Filtri

1. Filtro ideale (Hunter, Papoulis)

𝑉𝑖
𝐻(𝜔) 𝑉𝑜

Figura 1

Sia

𝑉𝑜
𝐻(𝜔) = = |𝐻(𝜔)|𝑒 𝑗𝜓(𝜔)
𝑉𝑖

la funzione di trasferimento di un filtro. Si consideri ora la funzione di trasferimento


specificata come segue (figura 1)

|𝐻(𝜔)| = 1 |𝜔| < 𝜔0

|𝐻(𝜔)| = 0 |𝜔| > 𝜔0

𝜓(𝜔) = −𝑘𝜔

|𝐻(𝜔)|, 𝜓(𝜔)

−𝜔0 𝜔0 𝜔

Figura 1
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Calcoliamo la funzione di trasferimento mediante l’anti-trasformata di 𝐻(𝜔) come

1 +∞ 1 𝜔0 𝑗(𝜔𝑡−𝑘𝜔)
ℎ(𝑡) = ∫ 𝐻(𝜔)𝑒 𝑗𝜔𝑡 𝑑𝜔 = ∫ 𝑒 𝑑𝜔 =
2𝜋 −∞ 2𝜋 −𝜔0

1 1 1 sin(𝑡 − 𝑘)
= 2𝑗 𝑠𝑖𝑛(𝜔0 (𝑡 − 𝑘)) =
2𝜋 𝑗(𝑡 − 𝑘) 𝜋 (𝑡 − 𝑘)

ℎ(𝑡)

𝑘−𝜋 𝑘 𝑘+𝜋
𝑡

Il grafico di ℎ(𝑡) mostra come l’uscita sia presente anche per 𝑡 < 0, ovvero prima che
l’ingresso sia stato applicato. Un sistema con una 𝐻(𝜔) come quella mostrata alla figura
1, ovvero con una selettivita’ infinita e fase lineare (non distorcente) e’ quindi non
causale.

La funzione 𝐻(𝜔) non puo’ quindi essere scelta arbitrariamente.

Perche’ il filtro sia fisicamente realizzabile deve essere


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ℎ(𝑡) = 0 𝑡 < 0

questa condizione si traduce in termini di risposta in frequenza nel criterio di Paley-


Wiener. Condizione necessaria e sufficiente affinche la 𝐻(𝜔) sia realizzabile e’ che

+∞
|ln|𝐻(𝜔)||
∫ 𝑑𝜔 < ∞
−∞ 1 + 𝜔2

Si osservi che 𝐻(𝜔) non puo’ essere nulla su un intervallo finito perche’ se lo fosse
ln |𝐻(𝜔)| sarebbe infinita e la condizione non sarebbe piu’ valida. 𝐻(𝜔) puo’ essere
pero’ finita in un numero discreto di frequenze.

E’ possibile approssimare la funzione 𝐻(𝜔) a quella di un filtro ideale sotto alcune


condizione. In particolare si osserva che la parte reale e la parte immaginaria di 𝐻(𝜔)
sono legate tra di loro. SIa 𝐻(𝜔)la funzione di trasferimento di un sistema a fase
minima; ovvero, nel dominio delle trasformate di Laplace, si ha

𝑁(𝑠)
𝐻(𝑠) = (1)
𝐷(𝑠)

con 𝑁(𝑠), 𝐷(𝑠) polinomi di Hurwitz, ovvero 𝑁(𝑠), 𝐷(𝑠) sono polinomi con coeffiecieni
reali positivi e non hanno zeri a parte reale positiva.

Supponiamo che la funzione di trasferimento abbia la seguente forma

𝐻(𝜔) = |𝐻(𝜔)| = 𝑒 −𝛼(𝜔) 𝑒 −𝑗𝜓(𝜔) (2)

Se il sistema e’ a fase minima allora le funzioni 𝛼(𝜔), 𝜓(𝜔) sono la trasformata di


Hilbert una dell’altra, ovvero

𝜔 +∞ 𝛼(𝑦)
𝜓(𝜔) = ∫ 𝑑𝑦 (3)
𝜋 −∞ 𝑦 2 − 𝜔 2

𝜔2 +∞ 𝜓(𝑦)
𝛼 (𝜔) = 𝛼(0) + ∫ 𝑑𝑦 (4)
𝜋 −∞ 𝑦(𝑦 2 − 𝜔 2 )
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Consideriamo quindi una funzione 𝐻(𝜔) con modulo

1 |𝜔| ≤ 1
|𝐻(𝜔)| = { (5)
𝐴 |𝜔| > 1 𝐴 ≪ 1

Dalla equazione (2) si ricava che

0 |𝜔| ≤ 1
𝛼(𝜔) = { (4)
− ln 𝐴 |𝜔| > 1

Sostituendo nella (3)

𝜔 +∞ 1
𝜓(𝜔) = −2 ln 𝐴 ∫ 𝑑𝑦 (5)
𝜋 1 𝑦2 − 𝜔2

Ora

1 𝐴 𝐵 1 1 1
= + = ( + )
𝑦2 −𝜔 2 𝑦 + 𝜔 𝑦 − 𝜔 2𝜔 𝑦 + 𝜔 𝑦 − 𝜔

quindi

ln 𝐴 𝜔 ∞ 1 1 ln 𝐴 𝑦 − 𝜔 +∞
𝜓(𝜔) = −2 ∫ ( − ) 𝑑𝑦 = − [𝑙𝑛 ( )]
𝜋 2𝜔 1 (𝑦 − 𝜔) (𝑦 + 𝜔) 𝜋 𝑦+𝜔 1

ln 𝐴 1−𝜔
𝜓(𝜔) = − 𝑙𝑛 ( ) (6)
𝜋 1+𝜔

Definiamo il group delay come

𝑑𝜓(𝜔)
𝑡𝑔 (𝜔) = − (7)
𝑑𝜔

che nel caso specifico diventa

ln 𝐴 1
𝑡𝑔 (𝜔) = 2 (7)
𝜋 |1 − 𝜔 2 |
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Il group delay di un filtro ideale tende all’infinito sul limite della banda (𝜔 = 1).

Come e’ evidente il group delay e’ una misura della linearita’ del filtro e quindi della
distorsione apportata dal filtro al segnale. Nel caos di filtro non distorcente, la fase della
funzione di trasferimento e’ una funzione lineare della pulsazione; dalla definizione (7) si
evince che il group delay e’ in tal caso costante con la pulsazione. Per quanto riguarda i
filtri reali, il legame tra modulo e fase della funzione di trasferimento fa si che la
selettivita’ del filtri determini anche il livello di distorsione subito dal segnale in uscita.
La figura 3 mostra il segnale all’uscita di tre filtri a massima piattezza con selettivita’
crescente ; rispettivamente con tre, cinque e dieci poli . Nella figura 4 e’ mostrato il
group – delay per ognuno dei filtri. Come si puo’ notare, la variazione con la frequenza
diventa piu’ rapida all’aumentare della capacita’ selettiva del filtro.

-10

-20
|𝐻(𝜔)|
-30
S21 [dB]

-40

-50

-60

-70
0 0.5 1 1.5 2 2.5 3 3.5 4

Figura 3
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Figura 4

1.8

1.6
𝜏𝑔 1.4

1.2

ns 1

0.8

0.6

0.4

0.2

0
0 0.5 1 1.5 2 2.5 3 3.5 4

Guadagno trasduttivo e funzione di trasferimento di una rete


filtrante

In questa sezione viene definita la funzione di trasferimento di una rete che verra’ usata
per definire le specifiche di progetto del filtro.

Si consideri il circuito a parametri concentrati in figura

1’’ 2’’

1 2
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2
1 Vg
La potenza disponibile al generatore e’ data da Pav  dove Vg e’ il valore
4 Rs
efficace della tensione impressa dal generatore. La potenza assorbita dal carico e’ data
2
V
da Pc  2 . Si definisce guadagno trasduttivo (transducer power gain) il rapporto tra
Rc
potenza assorbita dal carico e quella disponibile al generatore

2
V2 Rs
GT  4 2
Vg Rc

GT può essere messo in funzione della potenza attiva trasmessa alla rete PT .
Denominata con Z1  R1  jX1 l’impedenza di ingresso ai morsetti 11’ si ha

2

 Vg Z1 Vg* 
 Vg
PT  Re  *
 R
 (
 1 Z  Rs ) ( Z1  R g ) 
 Z1  Rs
2 1

Poiche’ la rete e’ senza perdite PT  Pc quindi

2 2
Vg V2
R1 
Z1  Rs
2
Rc

Il guadagno trasduttivo GT puo’ essere quindi espresso come

|𝑉2 |2 𝑅𝑠 𝑅𝑠 𝑅1
𝐺𝑇 = 4 2 𝑅 = 4 |𝑍 + 𝑅 |2
|𝑉 | 𝑐
𝑔 1 𝑠

𝑍1 −𝑅𝑠
Definiamo ora il coefficiente di riflessione Γ1 = e calcoliamo la quantita’ 1 − |Γ1 |2
𝑍1 +𝑅𝑠

|𝑍1 − 𝑅𝑠 |2 (𝑅1 − 𝑅𝑠 )2 + 𝑋12 𝑅1 𝑅𝑠


1 − |Γ1 |2 = 1 − = 1 − = 4
|𝑍1 + 𝑅𝑠 |2 (𝑅1 + 𝑅𝑠 )2 + 𝑋12 (𝑅1 + 𝑅𝑠 )2 + 𝑋12
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quindi si ricava che 𝐺T = 1 − |Γ1 |2 .

Nel caso che 𝑅𝑠 = 𝑅𝑠 = 𝑍0 si ha che GT  S21 . In tal caso il coefficiente di riflessione


2

definito nel caso a parametri concentrati diventa pari ad S11 e quindi anche in questo
caso GT  S21 .
2

Nel caso dei filtri si considera il guadagno traduttivo come funzione di trasferimento
𝐻(𝜔). Nel caso di porte adattate si ha si 𝐻(𝜔) = 𝑆21 (𝜔)