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CONSEJERÍA DE EDUCACIÓN

Número de
ESCUELAS OFICIALES DE IDIOMAS control

ITALIANO
NIVEL AVANZADO SEPTIEMBRE 2012

COMPRENSIÓN DE LECTURA

INSTRUCCIONES PARA LA REALIZACIÓN DE ESTE EJERCICIO:

NO escriba su nombre en ninguna hoja de esta prueba o de las sucesivas.


Escriba su nombre SÓLO cuando se le requiera más tarde en una hoja aparte. El número de su
examen es el que figura arriba a la derecha en el recuadro.

Duración: 45 minutos

o Este ejercicio consta de dos tareas. Deberá realizar ambas.


o En la tarea 1 deberá señalar con un SI o un NO si la frase corresponde a afirmaciones o hechos
presentados en el texto.
o En la tarea 2 deberá escribir palabras del texto correspondientes a los sinónimos o
definiciones presentadas.
o No escriba en los cuadros sombreados: son para la calificación de las tareas.
o Sólo se admiten respuestas escritas con bolígrafo azul o negro.

NO ESCRIBA AQUÍ:

PUNTUACIÓN DEL EJERCICIO: _____ / 40

CALIFICACIÓN: ⃞ Superado ⃞ No Superado

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Prova 1. (10 x 2 = 20 punti) Punti:


Segna con una croce le frasi che corrispondono ad affermazioni, idee o fatti
presenti nel testo come nell’esempio zero, 0)

SI NO
0. Andrea fa l’intervista senza far vedere il suo viso. X
1. Andrea non vuole mostrare il volto alle telecamere perché ha fatto
qualcosa di cui non va fiero.
2. L’intervista si svolge nella parte posteriore di una chiesa.
3. Andrea va alla Caritas per guadagnare un po’ di soldi con un lavoretto
part-time.
4. Secondo Rosi Schenone il problema meno grave è quello del cibo.
5. Molti dei “nuovi poveri” sono italiani che hanno perso il lavoro.
6. Le badanti rumene sono diminuite.
7. Omar lavora nel settore trasporti con la moglie in Italia dal 2002.
8. Dopo il divorzio la situazione economica di molti uomini peggiora e sono
costretti a chiedere aiuto .
9. L’appartamento che ha usato la comunità di Sant’Egidio gli è stato
sequestrato poi dalla mafia.
10. Fare il volontario è sempre più difficile perché la gente ha sempre più
paura di una situazione che sente vicina.

C'era una volta il ceto medio oggi è in coda per un pacco di pasta

MILANO - Andrea si tortura nervosamente le mani mentre risponde alle domande dando le spalle alla
telecamera. La faccia non vuole mostrarla (anche il nome è di fantasia) perché da quando non riesce più a
mantenere la sua famiglia sente di avere qualcosa da nascondere, un segreto del quale vergognarsi.
Travolto dalla crisi che ha spazzato via un'esistenza fatta di certezze che sembravano indistruttibili: "Nel
2009 è nato il nostro terzo bambino, e subito dopo la cooperativa in cui lavoravo mi ha lasciato a casa, e
anche mia moglie, che faceva saltuariamente la parrucchiera, non è stata più chiamata".

Ora tra i muri spogli e l'odore acre dell'incenso del centro d'ascolto Caritas, dove il retro di una sacrestia
è stato trasformato in un ufficio aperto mattina e pomeriggio, cerca le parole per spiegare qualcosa che
per primo avrebbe faticato a capire 24 mesi fa: "La gente non ha idea di cosa significhi non avere più un
euro, davvero, neppure una moneta. Io stavo bene, non perché avessi chissà quanti soldi ma in quanto
riuscivo a vivere tranquillo insieme alla mia famiglia, tutto quello che chiedevo alla vita".

Timido e spaesato, Andrea è uno dei tanti che sempre più spesso bussano alla porta di questa struttura
di sostegno per avere ogni settimana un pacco viveri e, quando è possibile, una piccola somma di denaro

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per le utenze e l'affitto simbolico. "Di fame non si muore - spiega la volontaria Rosi Schenone - per chi si
sa muovere ci sono le mense. I problemi veri sono la casa e il lavoro". Andrea è uno dei cosiddetti "nuovi
poveri": nuovi non solo perché caduti solo recentemente nell'indigenza, ma anche perché appartenenti a
categorie prima non interessate dalla miseria. Italianissime famiglie di lavoratori lasciati a casa da un
giorno all'altro, padri ai quali una separazione ha portato via insieme agli affetti anche i soldi per vivere e
hanno imparato a chiamare "casa" le sale d'aspetto degli ospedali, immigrati che ce l'avevano fatta a
costruirsi una solidità economica e ora sono ritornati al punto di partenza: camminano tutti su una linea
di confine che mese dopo mese diventa sempre più sottile.

E se gli italiani possono rivolgersi per un breve periodo a parenti e conoscenti, la situazione degli
stranieri è ancora più allarmante: completo disorientamento, difficoltà linguistiche e pochi contatti.
Costituiscono il 70 per cento delle persone che si rivolgono ai centri Caritas in tutto il territorio nazionale:
"Anche fra gli immigrati è aumentato il bisogno di sostegno diretto per l'alimentazione, i trasporti, le
medicine - spiega Pedro Di Iorio, responsabile del Servizio accoglienza immigrati (Sai) - Un passo indietro
rispetto a qualche tempo fa, quando i bisogni cominciavano a essere legati anche al vivere sociale. Se le
badanti rumene ci chiedevano aiuto per un'emancipazione professionale in linea con le esperienze fatte
nel proprio Paese, ora questo tipo di richiesta si è affievolita".

Molti di quegli stranieri arrivati dieci anni fa in Italia in condizioni di indigenza e poi, ottenuto un lavoro
regolare, entrati in una situazione di sicurezza anche economica, sono oggi i cosiddetti "poveri di ritorno".
Come Omar, a Milano dal 2002, che aveva trovato un impiego nel settore dei trasporti per poi mettere al
mondo due figli con la moglie che lo aveva raggiunto nel nostro Paese. La crisi non ha sconvolto
immediatamente il loro tenore di vita, ma sono caduti in miseria gradualmente: il lavoro prima ridotto a
un part time e poi perso, e il permesso di soggiorno scaduto per entrambi perché senza un contratto
viene meno ogni diritto a vivere un'esistenza "regolare".

Un'emergenza crescente, dietro la quale si nascondono migliaia di piccole storie, tristemente simili. La
soluzione, spesso soltanto momentanea, è la convivenza. E di iniziative, per fronteggiare situazioni
drammatiche, di recente ne sono nate diverse. Lo scorso dicembre la Caritas ha aperto un rifugio con 64
posti letto: quattro sono destinati alla pronta accoglienza, gli altri sono stati occupati per metà da italiani
e per l'altra metà da stranieri. Perché le maglie della povertà non hanno certo un'etnia ben precisa:
abbracciano l'Europa dell'est, l'estremo Oriente, i paesi dell'Africa meridionale, il Maghreb, ma hanno
anche i tratti occidentali. Italiani sono i 15 ospiti della "Casa dei papà separati" a Rho, gestita in
collaborazione con i padri oblati dimissionari. "Una goccia d'acqua nel mare - commenta Ernesto
Emanuele, presidente dell'Associazione padri separati cristiani - Gli uomini reduci da una separazione
sono 100mila all'anno, e di questi fra il 30 e il 40 per cento si trova in uno stato di difficoltà".

La comunità di Sant'Egidio, invece, a giugno del 2011 ha aperto le porte di un appartamento confiscato
alla mafia a tre ultraottantenni con difficoltà economiche e alloggiative. Tutta una rete di progetti che
provano a rispondere, con fatica, ai bisogni dei singoli, ma per questo servono i volontari, che sono
sempre meno: "Non ce ne sono tanti, c'è come il timore di non rispettare un impegno del genere",
osserva Schenone. Spaventati da una povertà non più lontana, ma pericolosamente vicini alla realtà di chi
si propone per offrire aiuto: "Fare il volontario oggi è impegnativo, difficile e pesante - sostiene Luciano
Gualzetti, vicedirettore della Caritas Ambrosiana - perché ci si sente coinvolti in prima persona, in
situazioni drammaticamente sempre più comuni".

http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2012/03/20/news/i_nuovi_poveri-31523661/

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PUNTI:
PROVA 2. (10 x 2 = 20 punti)

Le seguenti 10 parole sono sinonimi o definizioni di alcune parole presenti


nel testo, scrivete la parola corrispondente come nell’esempio 0) .

(I sostantivi e gli aggettivi dell’elenco li presentiamo al singolare, ma


possono corrispondere a sostantivi o aggettivi in plurale nel testo)

0) panno, drappo, stoffa ______tessuto _____

11) abito, capo, vestito __________________

12) mettete a bagno, ammollate __________________

13) azione di passare in acqua pulita cose già lavate per togliere ogni residuo di sapone o di altro

detersivo __________________

14) lavaggio della biancheria con detersivi e acqua bollente __________________

15) pezzetto, frammento di un materiale, di una pietanza o altro. __________________

16) panno, vestito __________________

17) opposto, inverso, capovolto __________________

18) annaffiate, aspergete, inumidite __________________

19) decolorate, imbiancate fibre tessili o altro __________________

20) che ha perso il colore, sbiadito, smorto __________________

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Lavaggio tessuti
Ogni tessuto è un mondo a parte. Trattare i diversi tessuti nel modo più corretto non sempre è facile.
Ogni anno, inoltre, vengono introdotte sul mercato fibre rivoluzionarie, chimiche, naturali o miste.

Qualche trucco:

- Gli indumenti di lana durano più a lungo se li rivoltate prima di lavarli. In questo modo, eviterete che si
formino le antiestetiche palline di lana. Per tentare di recuperare la lana infeltrita immergetela
ventiquattro ore in acqua fredda con un cucchiaio di ammoniaca per litro., oppure un cucchiaio di acqua
ossigenata ogni tre litri.
- Per mantenere morbida la seta, aggiungete all’ultimo risciacquo succo di limone oppure aceto o un po’
di sale. Se è ingiallita, sciacquatela con acqua fredda a cui avrete aggiunto due cucchiai di latte e qualche
goccia di acqua ossigenata. Per rinnovarla, lasciatela a bagno mezz’ora in acqua e sale.
- Bucato a mano. Lasciate a bagno i tessuti bianchi in lino, cotone e canapa per un’ora e gli indumenti
colorati per dieci minuti.
- I pizzi come il tulle acquistano freschezza se lavati con acqua di riso: bollite a lungo una cucchiaiata di
riso in mezzo litro d’acqua, filtrate ed eventualmente, se la soluzione è troppo densa, allungate con altra
acqua prima dell’uso.
- Acrilici: lavate a bassa temperatura in lavatrice dopo avere letto l'etichetta.
- Cachemire: lavate a mano in acqua fredda con scaglie di sapone. Sciacquate bene. Non torcere.
- Cotone: lavate in lavatrice ad alta temperatura, separando i capi bianchi dai colorati.
- Jeans: lavate a parte fino a che non siete certi che non perda colore. Lavate dal rovescio.
- Lana: alcune lane si lavano in lavatrice, altre solo a mano. Seguite le istruzioni.
- Pelle: spruzzate un prodotto specifico dopo il lavaggio a mano per evitare la comparsa dei segni.
- Pizzo: smacchiate con un detergente leggero prima di lavare. Non candeggiate.

Abito stinto o scolorito dopo il lavaggio? Il danno è fatto e ormai il bucato è stinto per colpa di un capo
che ha macchiato l’intero carico? Non c’è un attimo da perdere! Rifate subito il lavaggio, usando il
perborato al posto del detersivo. E buona fortuna!

Sterilizzare gli stofinacci da cucina? Per eliminare fino all’ultimo batterio, dopo averli lavati, mettete i
canovacci da cucina nel forno a microonde per quattro o cinque minuti. Poi utilizzateli in piena
tranquillità.

http://www.steamiron.info/lavaggiotessuti.htm