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I.
CI

MUSICA
PER IL
RANDE GIUBILEO

2000 l GENNAIO
FEBBRAIO

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ELLEDICI
MUSICA
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[llil'IDOmlOO PER IL GRANDE GIUBILEO
di . SQUILLA LA TROMBA
VOCI DEL GRANDE GIUBILEO:
Rivista del Centro CaLechisticQSalesiano Inno per Assemblea e Schola.
di Leumann (Torino) T: Liturgia. M: G. Gai .............................................. .. 2
. in collaborazione
con la Facoltà di Teologia O CRISTO, NOSTRO REDENTORE:
dell ' Università Pontificia Salesiana (Roma) Inno per Assemblea e Schola.
e con il Pontificio Istituto di Musica Sacra T: R. Bracchi. M: R. de Cristofaro ........................... . 8
di Roma

MARANÀTHA:
PROPOSTA DI MUSICA Inno per Assemblea e Schola.
PER LA LITURGIA T: G. Pasini. M: G.M. Rossi ...................................... 13
ISSN 0391 -5425
GLORIA A TE, CRISTO GESÙ:
Gennaio-Febb['aio 2000 Inno per Assemblea, Schola e Organo.
Anno 55, numero 1 T: C.E.I.-ULN. M: F. Rampi ...................................... 16

GLORIA A DIO:
DIREZIONE Inno per Assemblea e Schola.
Massimo Palombella T: M. Mantovani. M: D. De Ri si ........ ........................ 19
Universi tà Pontificia Salesiana
Piazza Ateneo Salesiano, l - 001 39 Roma
Tel. 06.872.90.505 - Fa;\; 06.872.90.222 SQUILLI DI TROMBE
e-mail: massimo@ups.urbe.it
PER LA PREGHIERA DEI PELLEGRINI:
M: M. Palombella ...................................................... 27
COLLABORATORI
• Musica: TU ES PETRUS:
C. Augello - M. Bargagna
N. Barosco - M. Chiappero
Improvvisazione per Organo su melodia gregoriana.
R. de CriSlofaro - V. Donella M: L. Molfino ............................................................. 28
L. Donorà - G. Gai - S. Kmotorka
G. Liberto - D. Macheua
A. Martorell - A. Maugeri
L Mcin; - Y. Miserachs
L. Molfino - M. Nardella
M. Noseui - A. Ortolano
F. Rainoldi - F. Rampi
Amministrazione e Commerciale:
G. M. Rossi - A. Ruo Rui
Editrice Elledici, 10096 leumann (Torino)
D. Stefani - OS. Vanzin Ufficio abbonamenti: tel. 011.95.52.164/165; fax 011.95.74.048
T. Zardini - A. Zo~i. e~mail: vendite @elledici.org
internel:www.elledici.org
• Testi:
Abbonamento annuo 2000:
R. Bracchi - E. Dal Covolo L 47.000 (estero L 54.000)
M. Mantovani ~ N. Loss. CCP 21670104
Un numero L 12.500
• Musica-Liturgia-Cultura: Per il cambio di indirizzo inviare la targhetta con il vecchio indirizzo
e lire 1.000 in francobolli.
A. Amato ~ E. Costa ~ F. Rainoldi
F. Rovida ~ M. Sodi - E. Ste rmieri ELLEDICI
A. M. Triacca. 10096 LEUMANN (TORINO)
Direttore responsabile: Enzo Bianco

CI 2000 Espressione Edizioni Musicali


Thni i di ri ni rise rvat i.
Nel corso della storia ogni Anno Santo è sta- oggi la comunità dei credenti ad annunciare,
ta l'occasione di un grande rinnovamento spiri- nella scadenza bimillenaria del mistero centra-
tuale del popolo di Dio, rinnovamento che si- le della fede cristiana, un nuovo tempo da vive-
gnifica umanità più completa, più vissuta, più re come «cammino di riconciliazione e come
vera. È il segno tangibile dell'umanità che si segno di genuina speranza per quanti guardano
apre a Dio, e dunque diviene più autenticamen- a Cristo e alla sua Chiesa» (lncarnationis My-
te se stessa, è la cultura che codifica plastica- sterium 4). La dimensione ordinaria della cele-
mente il vivere, celebrare e credere dell'uma- brazione giubilare viene ricordata anche dagli
no in un preciso momento storico. Giubileo e Squilli di trombe per la preghiera dei pellegri-
cultura sono profondamente connessi, anzi, si ni. Essi costituiscono il richiamo quotidiano al-
potrebbe affermare che l'efficacia spirituale di la preghiera in Piazza San Pietro per tutti i pel-
un Anno Santo può trovare nell'analisi del li- legrini del mondo presenti a Roma durante
vello e dell'incidenza culturale che esso ha ge- l'Anno Santo.
nerato, un proprio criterio fondamentale di ve- «L'anno giubilare per noi credenti porrà in
rifica. Infatti la cultura è tale quando proviene rilievo con tutta evidenza la redenzione opera-
dalla contemplazione dell ' Assoluto e a questo ta da Cristo mediante la sua morte e resurrezio-
conduce. ne» (ln carnationis Myste -
Anche all'inizio di questo rium 6): soprattutto i brani O
Anno Santo, di fronte a ste- Cristo nostro redento re e
rili lamentele o accenni di Gloria a te, Cristo Gesù (il
polemiche, riteniamo invece
impellente la necessità di ac- Giubileo, testo di quest'ultimo è corri-
spondente all'inno del Gran-
cogliere l'appello a rinnova-
re la propria vita, a «fare la fede de Giubileo) si concentrano
esplicitamente sul mi stero
dell' Incarnazione. Cristo,
Veri tà» e umilmente lavora-
re per il bene della Chiesa e cultura unico Salvatore, è «l' agnello
nella consapevolezza che la senza macchia» attraverso il
verità è evidente di per se quale «la grazia della miseri-
ste ssa e non ha bisogno di cordia a tutti viene incontro,
essere sbandierata, e la cul- perché quanti sono stati ri-
tura generata dalla verità ha la capacità di sfi- concili ati possano essere anche "salvati me-
dare lo scorrere della storia e contribuire a co- diante la sua vita" (Rm 5, I O)>> (lncarnationis
struirla. Mysterium 6).
Il presente fascicolo è il terzo che Armonia La Chiesa, che «ha sempre celebrato il Giu-
di Vo ci dedica al Grande Giubileo del 2000 (cf bileo come una tappa significativa del suo in-
AdV 3 [1998] e AdV 3 [1999]) cercando di of- cedere verso la pienezza in Cristo» (lncarna -
frire, nella dinamica fedeltà alla riforma litur- tionis Mysterium 5), rico nosce in Lui la meta
gica del Concilio Vaticano II e affondando le definitiva verso la quale si dirige la storia: que-
radici nella viva Tradi zione, nuovi testi e nuova sto tema è messo particolarmente in luce dal
musica con l'obiettivo di attuare un reale e fe- brano Maranà tha.
condo dialogo tra fede e cultura. Infatti il tema Chiude la raccolta un ' Improvvisazione per
dell'unico, «ininterrotto canto di lode alla Tri- Organo sul tema gregoriano Tu es Petrus, col-
nità, Sommo Dio» (lncarnationis Mysterium locata, nell'uso liturgico, per i momenti del-
3), che configura l'essenza del Grande Giubi- l'entrata o dell'uscita del Sommo Pontefice:
leo dell' Anno 2000 e dei suoi vari eventi, è l'e- essa riconosce e sottolinea la centraHtà e il ruo-
lemento caratterizzante anche questo fascicolo, lo determinante del successore di Pietro e della
ed in particolare i brani Maranà {ha e Gloria a sua testimonianza nell'essere voce della Chiesa
Dio evidenziano la centralità della glorificazio- intera che instancabilmente loda Dio Padre
ne trinitaria. nello Spirito Santo «per il dono della salvezza
L' inno che apre la rassegna proposta si colle- in Cristo Signore adesso e nei secoli a venire»
ga direttamente all'annuncio solenne dell' anno (ln carnationis Mysterium 14).
di grazia. Come ieri - attraverso il tipico stru-
mento musicale - l'antico popolo di Israele, è Mantovani M. - M. Palombella

[11
SQUILLA LA TROMBA DEL GRANDE GIUBILEO
Inno per Assemblea e Schola
T: Liturgia
M: G. Gai
0 2000 ~ Edi,iMi Mu.i",,'i
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L' Inno ha un testo tratto direttamente dalla liturgia per la Veglia di preghiera per il passaggio all/uovQ millennio. Le sei
strofc proposte hanno una fonna musicale mirata ad una solenne processione. La ripresa dci temi fondamentali de l Giubileo e
del loro radicamento nella lenemtura veteroteslamentaria, la centratura crislologica, l' inserzione mariana e la glorificaz.ione
trinitaria, presenti ne l testo, offrono un notevole concentrato d i spunti di pregh iera e di medi tazione.

Un solcnne pre lud io organistico introduce nel clima del l' Inno e prepara l'ingresso dell' Assemblea.

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La prima e seconda strofa sono affidate alr Assemblea sola.

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La terza suofa è per la Schola a due voci pari (SC) .
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La quinta mora è affidata a CTB insieme all' Assemblea, mentre i Soprani eseguono un discanto.
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l'ullima strofa, dossologica. vede intcragire insieme Assemblea e Schola in un continuo dialogo di interesse sempre crescente.
La pane dei Soprani può essere affida ta ad libitum anche ad una Tromba.

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I. Squ illa la tromba del grande giubileo 4. O Verbo del Padre e Figlio dilello, '"
proclama che Gesù ci ha liberati. spada affil ata a doppio taglio!
Cristo ieri , oggi e sempre Dio di giustizia e di misericordia
Cristo. Alfa e Omega. muta in danza il mio lamento.

2. Quale gioia quando m'hanno dellO: 5. Soffio di Dio, vento impetuoso,


andiamo alla casa de l Signore! fuoco di Gesù e Spirito santo
Chiesa di Dio, apri le tue pon e, vieni , ri nnova la facc ia della terra
sorgente d'ogni popolo, g ioisc i! vieni e riempi di le l' universo.

3. Benedetta sii , Maria Ira le do nne, 6 . A te, che ci ami , o Padre Santo,
sia benedetto il fru tto delluo grembo! a C risto suo Figlio, luce del mondo,
Beato il seno che ha allattala a te che consoli. a te acqua viva,
il Figlio di Dio nostro fratell o. a le sia gloria nei secol i e per sempre !
17) 7
o CRISTO, NOSTRO REDENTORE
Inno per Assemblea e Scho/a T: R. Bracchi
M: R. de CrislOfaro
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llICSIO, di intensa poesia e ricco di immagin i radicale nei lesti scrilluristici, si configura come una lode cri slOlogica lettera-
riamente molto curala c pregnanlc, che si sposa assai fel icemente con la linea me lodica dell'inno.
Un preludio organistico (che può essere tranqu ill amente esegu ilo da un quartetto di Otton i) apre nn no e prepara l' ingresso
dciI' Assemblea nel Ritornel lo:

PRELUDIO
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Il Ritornello proposto da un solista è ripetuto dali' Assemblea e dalla Schola
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Le strofe - riservate alla Schola - in un crescendo di interesse. p.mano da due voci (Soprani e Contral ti) per giungere. nelruhi-
ma a quallro (Sopran i. Contralti. Tenori c Bassi). Ogni strofa è preceduta da un interludio organistico cui segue l'intervento
assembleare nel ritorne llo.
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3 strofa (SCTB)
Stesso
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3. O Cri- sto ....a - gnel - lo sen - za mac - chia , che in mez - zo ai gi - gli pa - sci la ma
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3. O Cri-slo ....a- gnel - lo sen


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Gloria a te. salga dai secoli !

I. O CrislO, nostro Redentorc,


Parola eterna avvolta nel silenzio.
custodita dai giorni senza inizio,
gennog liata intatta d'amore
nel cuore d' una vergine.

2. O Cristo. luce del crealO,


da pri ma dell'aurora generala,
luce vera da luce che non muore,
hai svegl iato il mo ndo
col soffio che spira senza tennine.

3. O Cri sto, agne llo senza macchia,


che in mezzo ai gig li pasci la lua greggia.
sarai tu sole per Gerusalemme,
innalzata salda sui colli
sul nome deg li apostoli.

12 l l 2)
MARANÀ TUA
Inno per Assemblea e Schola
T: G . Pasini
M : a. M . Rossi
Tu"; i diriui ,;"",,".,i

IlleSIO del canto esprime nell 'invocazione Maranà /ha, il desiderio dell ' incontro vissuto dall 'assemblea cristiana, la domenica,
nel la cena di Crislo. È il Padre che ci libera da ogni schiavitù, per la croce di Cristo, nello Spirito. Notevole il movimento espres-
so dalla concl usione di ogni strofa: "verso la vita", "verso la gioia:' "verso il Kyrios". nel giomo della sua venula nell a Gloria!
L'inno è propOStO contemporaneamente nella versione per Assemblea c Sello/a per assicurare quell' indispensabile varietà
che rende sempre vivo il discorso m usicale.

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; p, - dre c; ha strap - p' - I; dal - no - stra schia - vi -
2. - c; h, chia - m, - I; d, ,,-- di e -
3. Nel - lo'" Cri SlO
Spi- Ii - IO ciin -vi-
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l' in - con- lro _ _ CO"
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p, - ç; ha Slfap - p' - I;
dre dal - la no-strasch ia-vi -
2. Cri - "O ç; ha chia- m, - I; d,
3. Nel - lo'" Spi - ri - IO ci in-vi -
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ler - ra _ _ di e -
l' in- con - lro __ CO"

# ' # ' # ' 4;' __# ' ~' # ' # ' ~ __~ ' # '

ci ha sirap - pa - li dal - la no - stra schia- .vi -


2. In Cri - sto ci ha chia - ma - ti da ICT - ra__ di e -
3. Nel- lo Spi - ri -to ci in -vi - ta og - gi al - l' in - con - Iro __ CO"

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\' l. 11 p, - dee ha strap - pa - ti dal - la no - Slf~ -s~·hia- vi -
2. C ri - "O li da ler - ra __ di e -
3. Nel - lo'" Spi- li - IO
ha chia - ma
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l. 11 p, - dee c; ha Sira p - p' . I; dal - la no- sira schi a- vi -


2. I" Cri - "0 d h, chia - m' - .; d, ter - ra _ _ di e -
3. Nel - lo Spi - ri - IO ciin -vi -
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2. L, - i ver - I, gia - ia:
3. - dan - do ver - '" il K y - ri - 05:
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3. - dan - do vcr - so il Ky - ri · os:
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I. Il Padre ci ha strappati dalla nostra schia vi tù
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ci ha g uidati con amore


in terra arida e senz'acq ua verso la vi ta.
Maranà (ha!

2. In Cristo ci ha chiamati da terra di esilio


ci precede ogni giorno
sulla via aperta da Lui verso la gioia.
Maranà tha!

3. Ne llo Spiri to ci invita oggi all ' incontro con Lui


volto nel volto
assemblea che ascolta guardando verso il Kyrios.
Maranà tha !

(l5J 15
GLORIA A TE, CRISTO GESÙ
Inno per Assemblea, Schola e Organo
T: CEI ·U LN
M: F. Rampi
TUI,i i diritti ",,",-.oi

Il testo dell' Inno , che si chiude con una penultima strofa mariana che antici pa quella fi nale dossologica, glorifica CriSlo, cui
vengono collegati alcuni titoli della tradizione biblica insieme con altri di suggesti va indole poetica ma nel conte mpo di nOle-
vale spessore teologico. I pri nc ipali temi giubilari vengono richiamati : in particolare in ogni strofa si invocano la pace e ]' u-
nità. doni de lla presenza dci Risorto tra i suoi. Egli è il "Sole di Pasqua" che co n i suoi raggi veste la storia ed alla cui luce
nasce anche il nuovo millennio.
Il ritorne llo propoSto, di grande cantabi lità, fa interag ire Assemblea. Schola ed O rgano in un discorso musicale sempre vivo.
Le strofe possono essere cantate da tulla l' Assemblea che, per una maggiore varietà, può alternarsi con solisti o sezioni della SellO/a.
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Ril. Glo-ria a IO, C ri - sto Ge - sù og-gi_e sem- pre tu re - gne - rai.
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8. Sia lo- de-a te ! Pa d; ,; la, c; bo im - mor - la le


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glio d; lei o o to, dol o
ce pre - sen o
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IO. Sia lo- de-a le! D; o cm c; fi s so, sten d; le bme eia,
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II. Sia 10- de-a le! So o


le d; Pa o sq", CO" tuoi "g o g;
12. Sia lo- de-a le! La be ne - del la V" g; Ma d"
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13. Sia 10- de-a le! T" la la Chic sa, ce le-bra il Pa dre
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Pad. r r r r I
(l/ Ril .

Gloria a te, C risto Gesù, 8. Sia lode a te! Pane di vita.


oggi e sempre tu regnerai! cibo immortale sceso dal cielo,
Gloria a te! Presto verrai: sazi la fame d 'ogni credente.
sei speranza solo tu ! Solo in te pace e unità!
Amen! Alleluia!
I. Sia lode a le! Cristo Signore,
offri perdono, chiedi giustizia: 9. Sia lode a te ! Figlio di letto,
l'anno di grazia apre le pone. dolce presenza nella tua Chiesa:
Solo in te pace e unità! IU ami l' uomo come un fratello .
Amen! Alleluia! Solo in le pace e unità !
Amen ! Allelu ia!
2. Sia lode a te! Cuore d i Dio,
con illuo Sangue lavi ogni colpa: lO. Sia lode a te ! Dio croc ifisso.
torna a sperare l' uomo che muore. stendi le braccia. apri il tuo cuore:
Solo in te pace e unità! quelli che piangono sono beati.
Ame n! A llel uia ! Solo in te pace e uni tà~
Amen! A lleluia!
3. Sia lode a te! Vita del mondo,
umile Servo fino alla mone, II. Sia lode a te! Sole di Pasq ua
doni alla storia nuovo fu tu ro. con i tuo i raggi vesti la storia,
Solo in le pace e unità! alla tua luce nasce il millennio.
Amen~ Alle luia! Solo in te pace e unità!
Amen! Alleluia!
4. Sia lode a te! Verbo del Padre,
Fi glio dell'uomo, nato a Betlemme, 12. Sia lode a te! La benedetta
ti riconoscono mag i e pastori. Vergine Madre prega con no i:
Solo in te pace e unità ! tu l'esaudisci, tu la coro ni.
Amen! Allelu ia! Solo in te pace e unità !
A men ! Allel uia !
5. Sia lode a te! Pietra angolare.
seme nascosto, sle lla nel buio: 13. Sia lode a le ! Tutta la Chiesa,
in nessun altro il mondo si salva. celebra il Padre con la tua voce,
Solo in le pace e unità! e nello Spirito canta di gioia.
Amen! Alleluia! Solo in te pace e unità !
Amen! A lleluia!
6. Sia lode a te! G rande pastore,
guidi il tuo gregge alle sorgemi
e lo riSlOri con l'acqua viva.
Solo in te pace e unità!
Amen! Alleluia! N. B. Durante l'Avvento e lo Quaresima
si potrà comare: Amell! Mar(ll/{ltha!
7. Sia lode a te! Vero Maestro,
chi segue te accog lie la croce.
nelluo Vangelo muove i suoi passi.
Solo in te pace e unità !
Amen! Alleluia!

18 118J
GLORIA A DIO
Inno per Assemblea e Scho/a
T: M. Mantovani
M : D. De Ri si
Too,; i dòrit,i n"Cf"oti

Il lesto dell ' Inno si ispira direttamente ai temi giubi lari fornili dalla Bolla di ind izione dci Gnmde Giubileo dell'Anno 2000
Incarl/alio"is M)'s/erilllll. AI ritomello corri spondono " le parole poet iche di san Gregorio Nazianzeno, il Teologo" adatte.
secondo /llc M )'st n. 3, a fare dell' Anno Santo " un unico. ininterrotto canto di lode all a Trinità",
Le strofe menono in risalto rispett ivamente: l' impronta trinitaria che ha accompagnalo g li anni d i preparazione al Giubi leo
(ll/cM )'s n. 3): il segno gi ubilare dci pellegrinaggio (llIcM ys n. 7); il segno giubilare della pona santa (ll/cM )'s n. 8): il segno
giubilare de ll ' indulgenza (lIIcM y.f nn. 9· I I); lo sguardo e l'affidamento a Maria (lncM )'s n. 14).
Un breve pre ludio organislico apre l' Inno e prepara l'ingresso dell'Assemblea e della Sch ola ({ili fibillllll) nel ritornello.

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" Glo · .ia a D; . o Pa - drc , al F; · glio, Re e l- I' V - ni - ver - so.


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- È can- IO di gio- ia, lo - de in e - tcr - 00. _ _
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- vcr - so. Spi - ri - ;0 e - te< - 00. _ _

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C lo- ria al - lo to

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- Spi - ri - to ;0 e - te< - 00. _ _

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11t _ver - 'o. Glo- da al - lo


- Spi - ri " to ;0 e - toc - 0O.

r - 3--, ~

B
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- vcr - so. Glo- ria al- lo S pi - ri - tO ;0 e - te, - 00. _ _


-
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I r I I -~

: ---------- .I~; J ~

I r r I I ~I

Sono proposli due interludi organi stici ad libilum fina lizzati per c reare uno s tacco tra rito rne llo e strofe e per assic unlre
quella gi usta varietà del discorso musicale.
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20 (20)
Le slrofe, per venire inconlro a lune le esigenze vocali. sono propoSle ne llc versioni per Schola a quanro voci dispari
(SCTB), a due voci pari (Se: TB ) e a due voci dispari.

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5

l. Cri - sto ci ha ri - ve - la - IO il val - IO del- l'AI-Iis - si- mo, E-gli è ric- co di mi - se - ri -


2. Lu - ce che il - lu - mi - na il cam - mi - no de- gli uo- mi- ni. Di - o è gran- de nel - la sua pa -
3. Por - la che Tm- met - te nel - la gio - ia sen - za li - mi - le, u - lÌi - ca è la vi - a di sal-
4. Pa - ce che riem-pie il cuo- re d'o - gni uo-mo sem -pli-ce, Di- o ha sp-a-Ian-ca- to le sue
5. Ma - dre. o don - na nel - l" a - scol- IO re - sa gra- vi- da. Tu la me- ra- vi- glia del cre-

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Iv I . Cri - sia ci ha ri - ve - la - IO il val - IO del-l'Al - lis- si- mo, E-gli} ric- co di mi - se - ri-
2. Lu - ce che il - lu - mi - na il cam - mi - no de - gli uo - mi - ni , Di - o è gran- de nel - la sua po-
3. Por - ta che Tm- met - le nel - la gio - ia sen- za li - mi - le. u - lÌi -caè la vi - a di sal -
4. Pa - ce che riem- pie il cuo - re d'o- gni uo - mo sem- pIi - ce. Di-o ha spa-Ian-ca- to le sue
5. Ma - dre. o don - na nel - I" a - scol -IO re - sa gra- vi- da. Tu la me- ra - vi-glia del cre-

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I . Cri - SIO ci ha ri - ve - la - IO il val - IO del-I"A I- tis - si - ma. E- gli è ric - co di mi - se - ri -


2. Lu - ce che il - lu - mi - na il cam - mi - no de - gl i uo - mi - ni. Di - o'è gran-de nel - la sua po -
3. Por - la che im- mel - le nel - la gio - ia sen - za li - mi - te. u - rn -caè la vi - a di sal-
4. Pa - ce che riem- pie il cuo- re d'o- gnl uo- mo sem- pIi - ce. Di-o ha sp-a-Ian-ca- IO le sue
5. Ma - dre. o don - na nel - I" a - scol- to re- sa gra-vl-da, Tu la me - ra - vi- glia del cre-

,
B

l. Cri - sia ci ha TI - ve - la - to il voI - IO del-I ' AI- lis - si - ma. E-gli è ric - co di mi - se - ri-
2. Lu - ce che il - lu - mi - na il cam - mi - no de - gli uo - mi - ni. Di - o è gran- de nel - la sua po -
3. Por - la che im- mel - le nel - la gio - ia sen - za li - mi - le, u - m-caè la vi- a di sal-
4. Pa - ce che riem-pie il cuo - re d'o - gni uo- ma sem-pl i - ce, Di-o ha sp-a-lan-ca- IO le sue
5. Ma - dre, o don - na nel- l'a - scol - IO re- sa gra-vi - da. Tu la me - ra - vi-glia del cre-

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[2 1] 21
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1VI._cor -- dia. Lo - ri - lO d'a - mo
Spi - re, ar - te - fi - ce ~eI co - smo,
2. - le n za. È - ca d"al - le - an
l'ar - za, d; - mo - ...
del - la grn - z.ia.
3. -vcl. - za. Ge - 'ù è il Re - den - IO - "', al Pa - dre c; con - du - ce,
4. brnc - eia. È ca - ri - là in - fi - n; - la, 'C"- gen - te d; per - do - no,
5. - a -
lO, a - ma - la dal - l' A - mo - re, d; - ",e - po- la fe - de - le,

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~. -COT
2. - Ien
3. - vez

5. -a
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dia.
-
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4. brac - eia.
- lO,
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-
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- ri - lo d'a -
- ca d'al - le -
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è il Re - den -
ca - n-. - là in - fi -
ma - la d711 - l'A -
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ar - te - fi - ce del co
d; - mo - rn del - la g"
al Pa - dre c; con - du
SO< - gen - te d; pc' - do
d; - sce - po- la fe - de
- smo,
- zia,
- ce,
-- no,
le,

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\f1 ._ COT - dia. Lo Spi- ri - lO d'a - mo - ce, ar - te - fi - ce del co - smo.
2. - Ien - za. È - ca d"al - le -
J'ar an - za. d; - mo - del - la grn- zia.
3. -vcl. - za. Ge - 'ù -. Re - den -
è il IO - re, al c;
Pa - d,e " con - du - ce,
4. bruc - eia. È ca - n - là in - fi - n; - la, wc - gen - te d; per - do - no,
5. -a - IO, a - ma - la dal - l'A - mo - re, d; - ",e - po- la fe - de - le,

,
B

J. - COT - dia. Lo Spi - ri - IO d'a - mo - re, ar - te - fi - ce del co - smo,


2. - ten - za. È J'ar - ca d'al - le - an - la, d; - mo - rn del - la grn- zia,
3. - vez - la. Ge - ' ù è il
ca - ii -
Re - den -IO
là in - fi - n;
-- ce, al
-
Pa - dre c; con - d u- ce,
4. brac - eia. È la, '0' gen - te d; pc' - do - no,
5. - a - IO, a -
ma - la dal - l'A - mo - re, d; - .ce - po - la fe - de - le,

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22 (22)
s
tJLvi _ t3 c he cii - na - bi - la. ma-ni · re · sia al mon- do il suo mi !te <O,
2. Icm · pio che san - li- fi - ca. me· la al pel - Ie - gri-no d'o - gn i tem po,
3.vc- ri - tà dei po. po . Ii . chia - ma lUI - li al - la co - mu nio
4. (uo - co che pu - ri . ti • ca, Lui J'i- ni - zio diu - na vi - la ""
\~. Ver-g j - ne bel - li!- m" nel - la SIO - riaau · re - ra sen - za

c I~
I . V I ' la che c ii · na- bi - la, ma • ni - re · sta al mon - do il suo mi - sfe .:;
2. lem · pio che san - ,i - ti - ca, me - taal pel - Ic - gri • no d'o - gni tem po,
3.ve- ri - tà dei po - po - li , chi a - ma tUI· Ii al • la co - mu nio
4. fuo - co che pu - n - fi-ca. Lui l'i - ni - zio diu - na vi - la ""0 """,
, ~. Ver - gi - ne bel - lis - si _ m', nel - la sto - riaau · ro - ra sen - za fi
""
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l. vi - la che cii -
2. tem - pio che san·
na - bi-Ia,
ti - fi - ca,
ma - ni - re - sIa al mon - do il
mc· laal pel - le • gri • no - suo
d' o -
mi
gni
sle
tem
<O ,
po,
3.vc-ri-là dei po . po. ti. chia - ma lUI - ti al - la co - mu nio
4. fuo - co c he pu - ri - fi-ca, Lui l' i - ni - zio di u - na vi • la
~O
""",
5. Ver - gi - ne bel - li, - si m" ne l - la SIO - naau - ro - ra sen • za
""
B
~
l. vi - la che ci i - na - bi - Ia. ma - ni - fe - sia al mon - do il suo mi m,
2. lem - pio che san . li - fi -ca, me- laal pel-le- gri - no
- d'o - gni
SI'
t<m po,
3.ve- n - Ià dei po - po - li. chia -
-
ma lUI - li al - la co - mu nio
4. fuo - co che pu-n - fi -ca, Lui l'i - m - zio di u - na VI - ta
""0 ""
",
5. Ver · gi - ne be l • li s - si - ma, nel - la SIO - naau - ro • sen - la fi
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Elaborazione della Sirofa per Coro a 2 voci pan


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l'' l. Cri - SIO ci ha n - ve - la - IO il '0'01- IO del - I' Al- li s- si - mo, E-gliè ne-co di mi -se·n-
2. Lu - cc che il - lu - mi - na il cam - mi - no de - gli uo- mi - nL Di - o è gran- de nel - la sua po -
3. Por - la che Im- mel - te nel - la gio- ia sen - za li - mi - le. u - ni -caè la vi - a di sal-
4. Pa - ce c he nem - pie il cuo - re d 'o- gni uo - mo sem- pli - ce. Di- o ha sp-a- lan- ca - IO le sue
5. Ma - dre, o do n - na nel - l'a - scol- IO re- sa g~ -v i - da . Tu la me - ra - vi- glia de l cre -

l. Cri . 510 ci.ha n - ve - la - IO il vol · IO del- l'Al- lis - si - mo, E-gl } ne-co di mi-se - n -
2. Lu - ce che il - lu - mi- na il cam - mi - no de-gli uo-mi-ni. Di -o_ gran-de nel-la sua po -
3. Por - ta c he lm- me l - te nel - la gio- ia sen - za li - mi - le, u - ni - ca_è la vi - a di sal -
4. Pa - ce che riem - pie il cuo - re d 'o- gni uo - mo sem- pli -ce, Di-o ha spa- lan-ca- IO le sue
5. Ma - dre, o don - na nel - l'a - scol- IO re - sa gra-vi - da. Tu ia me - ra - vi- glia del cre-

, I
p
L..
.J ; J 1 J

[23J 23
• ,
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~ . - cor - dia. Lo Spi - ri - IO d'a - mo - re, - , fi - cc del co - smo,
2. - ten - :la. È l'ar - ca d'al - le an- za, - "d; -
lo
mo - del - la - zia,
3. - vez - za. Ge , so è, il Re - den - IO re, - al Pa - dre " c;
g"
con - da - ce,
4. brac - eia.
5. - a - lo,
È
a -
ca
ma
,

- .,n - là in - fi - n; la ,
dal - l'A - mo - re,
- so,
d;
-
-
gen -
see ' po
le
-
d;
la
pc' - do
le - de
-- no,
le,

• ,
" "
I. - cor - ~: ~ Spi - ri - d'al
IO d'a - mo - re, - le - fi - ce ,del co - smo,
2. - ten - za. È t'ar - ca - lo -
an - za, "d; - mo - del - la g" - zia,
3. -vez - za. Ge - so è il Re - den - IO - re, al Pa - dre " c; con - da - ce,
4. brac - ciao È ca - - ri - là in , fi -
n; - la, so, - gcn - lo d; pc' - do - no,
5. _a - IO, a - ma - la dal - l' A - mo - re, d; - sce - po - la le - de - le,


~r r r (q)
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J-
I

,
~ l J

: , ..
"IR' ,

"I. - che ., ci i - na - bi - la, ma - m - le - sta al mon - doil sao m; - Slo - ro.


" san - I; - fi - ca,
2. tem - pio che me , la al
- pcl - I, - gri - no d'o - gni 10m - po.
3. n - là
"
4. fuo - co che
5, Ver - gi - ne
- dei po- po- li ,
pa - ri - fi - ca,
- si - ma,
chia - ma
Lui l' i
ne l - la
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Wl
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-
I;
zio
ria au - ro
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oe.
ne.
bel - lis SIO -
-
•• : ,
" .,
" 2.
3.
' 4.
" - pio che
lem-

" -- cori - che


fuo
5. Ver - gi - ne
ci i - na - bi - ",
-
che san - I; - fi - ca,
là dei po - po - li ,
pa - ri - fi - ca,
bel - lis - si - ma,
ma - n;
mc - la al
chi a - ma
Lui
nel -
-
l'i
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-
pcl
Wl
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le - sia al mon - do il
-
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24 1241
Elaborazione de lla strofa per Coro a 2 voci dispan
~i:C'mminili 11

l'' I. C ri · sto ci ha ri · · la - IO il vol - IO del· ]'A I· lis- si - mo, E- g li_è ne - co di mi - sc- n -


"
2. Lu · 00 che il - lu · mi - na il cam - mi - no de - gli uo- mi - ni , Di - oè gran- dc ne l - la po ·
3. Po, · t, che l m- mel · nel - lo gio- ia sen - za li -m i - Ic, u. m- ca è l, vi - a di sal - '"'
4. p, · 00 che riem- pie_i l cuo - re" d'o-gni uo - mo se m-pli- ce, Di- o ha spa- Ian- ca - IO le "e
5. Ma · dte. o don - nel- l'a - scol- IO re - sa gra- vi- da, Tu la me - ra - vi- glia del Cte •
"'
Voci masçhili p
: ~ ~ "" '" '" '" '" '" "" ""
l. C n · sto c iha ri · · la- IO il vol- IO del-I'Al- lis - si- mo, E- gli} nc - co di mi-se - n -
"
2. Lu · 00 che il - lu · mi - na il cam - mi - no de - gli uo - mi- ni, Di- oè gran- de nel - la sua po -
3. Por · IO che 1m- mCI · ne l - la gio - ia sen - za li - mi - le, u. m- ca è la vi - a di sal -
4. p, · 00 che nem - pie_il cuo - re " d'o-gni uo- mo sem- pii - ce, Di-o ha spa- lan- ca - IO le sue
5. Ma · dte. o don - na nel - l'a - scol- IO re - sa gra- vi - da, Tu la me· ra - vi - g lia del cre-

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tJl . - cor · Spi · ri · to .
dia . Lo d 'a - mo - re, · te fi · del co · smo,
2. - ten · za. È l'ar - ca d 'al · le · an - za, "di · mo · la
00
del - la gla · zia,
3. -vez · za. Ge . ' ù è il Re . den - IO - re, al Pa - dre ci con - du · 00.
4. brac - eia. È ca · ri · là in · fi · ni - IO. ro! · gen - te di per - do · no.
5. • a · to. a . ma · IO dal - \' A - mo - re, di · scc - po · la fe . de · le.

!. , ( b~~ .,.. ~ t
~ jO ""
l . -cor - dia. Lo Spi · ri . to d'a - mo · te. · te . fi · 00 del co · smo,
2. - ten · za. È ]'ar - ca d ' al · le · 'n · za. "di · mo· la del - la g la · zia,
3. -vez - .
za. Ge sù
-. Re .
b i
ca · n · là in ·
den - to · te. ,l Pa - dre ci con - du · 00.
4. brac - eia. È fi · ni · IO. 'o, · gen • te di per - do · no.
5. • a · to. a . ma · la dal - l'A - mo · te. di · sce -po- la fe . de · le.

l'' ftr r l Wr r I

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(25 ) 25
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2. tem- pio
t3ç'he ci i - na - ~i - ta.
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che san - ti -
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rne -
no
taal
- re • sta al mO,n - d~,:il
pel - l, - gn - no
suo mi
d'o - gni
- ste
tem
-
-
ro .
po.
3. " - ri - l' dei po-po- li , chia - -
ma lUI - Il al - la co - mu - nio - n,.
4. fUD - co eh< pu - ri - r. - ca_ Lui l'i - nl - zio di u - na ,l - la nuo - ".
5. Ver -gi - ne bel - lis -
si - ma, n, I- la sto - naau - ro - - r.t sen - za r. - n,.
-
<'!- l'- , .. <'!- ..
r, - sia al - -
I ,l - la
2. tem - pio
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ch, -
cii - na - bi - la,
san - Il - r. - ca.
ma -
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pel - l,
mon - do il
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gri - no
- suo mi
d'o - gn i
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te m -
ro.
po.
3. " - ri - l' dei po - po - li ,
pu - ri - r. - ca,
chia - ma
-
l" -
-
li al - la co - mu - nio - n'.

- ".
4. fuo - co ch, Lui l'i nl zio di u - na ,l - la n"o -
5. Ver - gi - n, b"; - lis - si - ma, n, I- la
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510 - ria au - ro - r.t sen - za r. n,.
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Gloria a Dio Padre e al Figlio, Re dell 'Universo.


Gloria aUo Spirito. È canto di gioia, lode in eterno.
I. Cristo ci ha ri velato il volto dell' Altissimo,
Egli è ricco di misericordia.
Lo Spirito d'amore, artefi ce del cosmo, vita che ci inabi ta.
manifesta al mondo il suo mi stero.

2. Luce che illumi na il cammino deg li uomini,


Dio è grande nella sua potenza.
È l' arca d'alleanza, dimora della grazia, tempio che santilica,
meta al pellegrino d'ogni tempo.

3. Palla che immette nella gioia senza limite,


unica è la via di salvezza.
Gesù è il Redentore, al Padre ci conduce, verità dei popoli ,
chiama tutti alla comunione.

4. Pace che riempie il c uore d'ogni uomo semplice,


Dio ha spalancato le sue braccia.
~ carità infinita, sorgente di perdono, fuoco che purilica,
Lui l' inizio di una vita nuova.

5. Madre, o donna ne ll 'ascollO resa gravida,


Tu la meravigl ia del creala,
amata dali' Amore, discepola fedele, Vergi ne bellissima.
ne lla sioria aurora senza fine .

26 [26J
SQUILLI DI TROMBE
PER LA PREGHIERA DEI PELLEGRINI
M: M. Palombclla
" 2000 E..'P"'~,ion< Edizioni M",icali
Tuni i di,i"i ri"f"",i

Gli squilli di trombe proposti costituiscono il richiamo dei pellegrini per l'invito alla preghiera che si svolge in Piazza san
Pietro ogni sera dell ' anno giubi lare. La musica, serina volutamente in stile austero ed antico, vuole essere segno di un Anno Santo
che è prima di lUtto tempo di conversione e di perdono. Essa raduna i pellegrini provenienti da ogni pane del mondo e presenti
a Roma ricord ando a tutti la condizione viatrice dell'esistenza umana e l' impegno alla conversione .

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[27] 27
A Sua Santità Giovanili Paolo Il
TU ES PETRUS
Improvvisazione per Organo su la melodia gregoriana
M: L. Molfino

È un brano organistico che vuole rappresentare un'amplificazione, quasi un prol ungamento a commento di quanto il Coro.
cantando l'antifona ha appena proclamato.
Di conseguenza, nell ' uso liturgico, l'esatta collocazione è proprio il momento dell'entrata (o uscita) di Sua Santità, dopo
che il Coro ha eseguito ap punto la melodia originariamente appartenente all a liturgia dell'Uffic io Div ino.
L'archi tellura generale del brano è basata sullo svi luppo attuato con tecniche d iverse di ciascuna delle 4 pani nella quale è
stata divisa la melodia usata integralmente, e che da sola costilUisce il materiale tematico a disposizione. La composizione
conclude con la ripresa dell ' incipil ''Tu es Petrus".
Dato che il brano in oggello può essere usato in diverse occasioni e ambienti . la segnatura metronom ica è puramente indica-
tiva: dovrà essere ben considerata la diversa risposta dei vari ambienti affinché il tempo che si stacca permella all'ascoltatore
di ottenere una percezione esalta dell'esec uzione.
Riguardo al la registrazione: si curi di differenziare al meglio, con una fonica adeguata. l' atmosfera che caratterizza ogni singola parte.
Il brano ha avuto la sua prima esecuzione il 14 dicembre 1999, alla fine dell a Ce lebrazione Eucaristica presieduta dal Santo
Padre per gli studenti universitari romani, nell a Basilica di san Pietro.

Tu es Pe- trus, et su- per hanc pe- tram le - di fi -cà-bo Ec-clé - si- am me-am.

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32 [32J
fosse una bolla di sapone che esca da un' apertur'J. trian-
IL MESTIERE golare o quadrata, assumendone la fo rma geometrica
DEL DIRETTORE DI CORO spigolosa.
Abbiamo accennato alla necessità di trovare la punw
d el suono. Pur non rientrando tra i difetti della voce,
Suoni «triangolari»
sembra opportuno analizzare questo aspetto,: dal mo-
mento che invece la sua assenza cost itui sce una grave
Le virgo lette sono in questo caso doverose, essendo
mancanza, o quanto meno rive la la necessità di perse-
l' accostamento all a geometria puramente indicativo e
guire una ulteri ore maturazione del cantore. Possiamo
volutamente descritti vo. Sebbene infatti sia ovvio che
affennare che la punta del s uono sta alla voce come una
non esistono suo ni tri angolari né tan to me no rotond i,
bella verniciatura brillante sta ad un 'auto sportiva: senza
l' uso di questi due aggettivi presi in prestito da un'area
di essa mancherebbe qualcosa di molto importante che,
così lontana dalla musica rende suffic ientemente bene il
seppure di per sé marginale ed insufficiente,l si dimostr'J.
senso di ciò che essi vogliono rappresentare. Si tralta in- insostituibile per concludere il processo di costruzione.
fa lli di descrivere quei suon i che stentano a scorrere in Non si deve associare il concetto della punta del suo-
modo Huido verso la platea. ma vedono trattenuta la loro no con l'emissione dei soli suoni acu~i: ' essa si manifesta
corsa dall a mancanza di scorrevo lezza, dovuta ad una anche e soprattutto nei suoni medio-acuii, ai quali attri-
certa ru vidità e asperità del suono che impedi sce loro di buisce una forza di penetrazione e soprattutto una capa-
«rotolarc» liberamente; essi possono essere paragonati ai cità di attraversare tutto l'ambiente architettonico del tut-
suoni che emetterebbe uno strumento ad arco se si pre- to particolari. Si può ottenere indirizzando opportuna-
messe troppo l'archeUo sul le corde: il ris ultato sonoro mente il flu sso aereo in avanti, dirigendolo verso il pala-
non riuscirebbe a nascondere una certa forzatura. Nella to duro, subito dietro agli incisivi superiori. Sul come ot-
voce si se ntono invece degli spigoli, come se c i fosse tenere questo risultato si potrebbe quasi scrivere un li·
una sorta di profil o irregolare, a punta, che non le per- bro: ci limiteremo a susci tare l' interesse intorno alla ne-
mettesse di g iungere fin o in fo ndo alla platea. Non si cessità di perseguire un particolare movimento della la-
tratta purtroppo della tan to ricercata punta del suono, ringe, che consiste nel suo basculamento verticale. Esso
della quale parleremo tra poco, ma di un faUore che è avviene attraverso il movi mento della cartilagi ne tiroi-
causa di una emissione non rotonda, che defi niremo ap- deal tramite la contrazione del muscolo crico-tiroideo,
punto tri angolare, la quale può rende re la voce meno che fa perno sulla cartilag ine cricoide. Il risultato è l' au-
gradevole e più diffici le da amalgamare con le altre. La mento della tensione delle corde vocali e il conseguente
causa può essere ricercata ne ll 'eccess iva pressione aerea restringimento della glottide:' la sinergia tra questi due
come nella incontroll ata tensione muscolare della larin- fattori agisce sulla voce nello stesso modo con cui un d i-
ge, ma soprattutto nell a presenza dell' ultimo ostacolo to premuto sull'usc ita de l tubo dell 'acqua riesce ad au-
prima dell'usc ita del suono: le labbra. La loro confonna- mentarne la gittata. Contrariamente a quello che si può
zione influi sce infalli molto più di quello che si possa istinti vamente pensare, non è la pressione ad aumentarel
immagi nare sull a fis ionomi a dell a voce. Una apertura - la qual cosa, nel caso della voce, causerebbe un inevi-
delle labbra che lasci passare il suono solo attraverso una tabile quanto ingiustificato crescendo - bensì la velocità
fessura ori zzontale impedisce ad esso di svilupparsi, di del flu sso, che spinge pi ù lontano e con maggior forza di
acquisire tutti i suoni annon ici necessari e soprattutto di impatto sia l'acqua che l'aria. In quest' ultimo caso ci so-
fuoriusc ire liberamente dalla bocca, anche una volta cor- no i presupposti per scoprire la punta della voce, ed il
rettamente fonnato, ammesso che la contrazione labiale cantore è messo nella condizione di emettere il suono in
e quindi mandibolare renda possibile una corretta for- tutta tranquill ità e rilassatezza. scoprendo una nuova
mazione de l suono. Basta pretendere una maggiore aper- sensazione, come se il suono non uscisse dalla gola ma
tura de lle labbra del cantore verso una fonna più roton- dal centro della sua faccia.' AI raggiungimento di questo
deggiante, che subito si potrà faci lmente notare come il ris ultato si può pervenire chiamando in causa anche la
suono riesca immed iatamente a li berars i, acqui sendo lingua, non solo per la sua capaci tà di indirizzare con la
fluidit à. scorrevolezza e rotondità. sua forma il flu sso aereo in quel determinato punto avan-
Ad aggravare le conseguenze della chiusura labiale si zato dal palato,9 ma anche per la sua stretta connessione
aggiunge inoltre il falla che la vicinanza delle labbra im- con la laringe, alla quale essa è legata attraverso l'osso
plica necessariamente anche l'avvici namento dci denti , io ide, tanto da paterne essere consi derata il prolunga-
fatto che rappresenta un drammatico ostacolo all ' uscita mento; la sua posizione arretrala o avanzata è quindi in
dell ' aria, dal momento che le arcate den tarie formano grado di influ enzare quella de lla laringe, e con essa il
una parete solida fonori flelte nte perpendicolare al flu sso s uono stesso e la sua punta.
sonoro, in grado di riflettere indietro il suono diminuen- Possiamo affe rmare che il concetto di «punta" de l
done la pienezza e la capacità di penetrazione. ' A pen- suo no può essere fel icemente trasferito anche sul piano
sarei bene la fonna grafi ca delle vocali non è casuale né della gestualità, nel senso che un direttore in possesso di

- lontana dall a sostanza fo netica, adottando per la «o » e la


«O» una configurazione più rotondeggiante, contrappo-
sta alla pi ù appuntita forma de ll a «i», in questo senso
un gesto per così dire appuntito e lucido ri sulta molto
più chiaro, e loquente ed efficace, ris petto ad uno che
adotti sempre dei gesti rotondi e ( fum osi», poco chiari e
estremamente simile a quell a della ((e». In conclusione troppo personali . Quando è necessario, il direttore deve
si può paradossalmente affennare che il s uono possa as- infatti essere in grado di fornire il suo gesto di una chia-
sumere la fonna delle labbra, e che si comporti come se rezza ineccepibi le, predi ligendo quei movimenti che ab-
biano una punta (preferibilmente verso il basso), e che vesse avvenire nel p o nel pp, nel qual caso ad insorgere
siano in qualche modo accesi e luminosi, tralasciando di sarebbe appunto la «M,>. Per evitare tutto questo occorre
destreggiarsi tra curve tortuose e sinuose. oo I movimenti indirizzare l'attenzione del cantore su lla necessità di
troppo rotondi, magari fuori dal P.F. offuscano infatti la chiudere il suono semplicemente interrompendo il flusso
chiarezza dei comandi del direttore e danno modo ai del fiato all'origine, cessando cioè la spinta del diafram-
cantori di rallentare e appesantire l'andamento, costrin- ma. ma mantenendo accuratamente aperta la bocca. In
gendolo a deplorevoli contorsioni per ottenere un qua- qualunque situazione dinamica ci si trovi, una chiusa ef-
lunque cambiamento dell 'agogica o della dinamica. Non fettuata con la bocca aperta crea oltretutto un leggero ma
per questo si vedranno ridotte l'eleganza e la fluidità del prezioso riverbero naturale che arricchisce l'ultimo suo-
gesto, che anzi acquisteranno visibilità ed eloquenza no in modo insospettabile, senza reciderlo in modo netto
sfruttando la luminosità del P.F., sul quale la mano del e sterile.
direttore dovrà maggiormente concentrarsi per trovare Walter Marzilli
quella punta del gesto che sia in grado di illuminarlo a
giorno.
In accordo con quanto detto si possono individuare
numerose situazioni nelle quali si dimostra imprescindi-
bile la necessità di un gesto appuntito. Prima fra tutte la
I In aggiunta occorre notare come la posizione a lta assuOla in quesli casi dal -
chiusa, specialmente quando, a causa della consueta co-
Ia mandibola componi una notevole diminuzione del volume interno della bocca.
rona finale, il cantore non può prevedere dallo scorrere a causa dell'avvicinamento della lingua al palato duro. con conseguenze negali·
ritmico quale sarà il momento di chiudere. Il direttore ve sulla pienezza della voce e l' ampiezza dell'emissione.
! Almeno per quanto sia possibile far lo in forma scritta. dal momento che sa-
deve in questo caso rendersi prevedibile, senza cercare rebbe mollo più semplice fame riconoscere al cantore la presenza d urante re-
di diventare interessante facendo il misterioso e dando missione.
una chiusa troppo intima o improvvisa; al contrario, de- ) Con l' accezione riduniva di questi due aggettivi si vuole significare che ave-
re tra le mani un barattolo della fiammante vernice rossa usata a Maranello non
ve prepararla spiccando un gesto verso l'alto che parta significa possedere una Ferrari ...
dal punto fermo della corona" e che ad esso ritorni con • Nei suo ni acuti la punta diventa lo squillo del tenore in grado di .. bucare..
l·orchestra.
la stessa velocità di movimento del gesto di preparazio- J Essa contiene le corde vocali. posizionate dietro il cosiddetto Pomo d'Ada-
ne, senza assolutamente superarlo verso nessuna delle mo, il cui abbassamento rivela il movimento di basculamento della laringe.
direzioni possibili, per non invalidare tutto il procedi- • Da non confondersi con l'epiglottide, che è l'ultima cartilagine verso l'alto
delle quattro che costituiscono la laringe. La glottide ~ invece la fessura che si
mento. Questo è il punto essenziale da raggiungere: tor- forma tra le corde vocali durante la fonazione o la respirazione,
nare al punto di partenza e farlo con la stessa velocità l Secondo la legge di Bcmoulli, già citata precedentemente a proposito del

movimento delle corde vocali, al restringimento della sezione di un tubo corri-


usata per l'elevazione. 12 In questo modo ognuno dei can-
sponde una diminuzione della pressione.
tori può essere facilmente messo nella condizione di sa- I In alcune situazioni si ha la particolare sensazione che il suono esca dalle

pere esattamente quale sarà il momento scelto dal diret- orecchie o dalla sommità dci capo, a causa della conduzione ossea dell'onda so-
nora, la quale attraversa i corpi solidi come il cranio con una velocità cinque vol-
tore per la chiusa, potendo così conquistare una sincro- te superiore rispetto allo stesso movimento nell'aria.
nia ed una omogeneità di esecuzione altrimenti difficil- • Si ricordi a questo proposito che la lingua ~ l'organo più grande tra quelli
della fonazione, e che quindi un suo movimento anche minimo ~ in grado di ap-
mente raggiungi bili. portare imponanti e sostanziali modificazioni al suono. Le diverse vocal i, ad
A questo punto si rende necessario mettere in guardia esempio, non sono allro che il risultato dello spostamento della lingua.
il direttore sulla possibilità che i cantori, spinti dal suo IO Forse è il caso di sottolineare la frase .. Quando ~ necessario ...... poiché di-

rigendo la polironia antica si rende invece necessario attutire tutti i colpi e gli
inequivocabile gesto di chiusa, possano chiudere la boc- spigoli che tenderebbero e configurare la battuta secondo un susseguirsi d i ac-
ca al momento del suo comando. Questa apparentemen- centi forti e deboli, allora sconosciuti.
te innocua e scontata situazione è causa invece, in un! O " Sarebbe bene che ta le punto fosse rappresentato dal P.F., dal momento che
esso è ben conosciuto dai cantori. ma se l'ultimo accordo sulla corona fosse da-
in unJf, dell'inevitabile emissione di una «P», che andrà to su un f oppure un ff ci si potrebbe ritrovare con le mani più in alto senza per
ad aggiungersi all'ultima parola pronunçiata se questa questo pregiudicare nulla.
Il Tale elevazione può anche efficacemente descrivere una curva in senso an-
termina per vocale, dando vita ad improbàbili Alleluiap, tiorario. ma il punto di partenza e di arrivo devono trovarsi coincidenti sulla par-
oppure ad un inaccettabile Misererem se la chiusa do- te bassa della circonferenza. e non al centro.
DI MAURO GOlA

canti è giovanile, ma grazie a


caratteristiche e orecchiabili qualunque
assemblea può impararli in breve tempo.

le interpretazioni registrate su cd e musicassetta


(voci di Mauro Goia e Federica Pregnolato) sono
naturalmente una proposta: gli animatori liturgici
possono modificare lo struttura dei brani,
adattandoli a solista e coro, coro e assemblea, coro
all'unisono o polifonico ... , e decidere gli strumenti
che li accompagnano (organo, chitarra, fiati ... ).

Corso Francia 214 - 10090


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