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VOCI

CANTI
PER LA
CELEBRAZIONE
DEI SACRAMENTI

2000 ~~g
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CANTI PER LA CELEBRAZIONE
DEI SACRAMENTI
di . RICEVETE UNO SPIRITO NUOVO
VOCI Assemblea, Organo e Schola.
Rivista del Centro Evangelizzazione T: G. Falabella. M: R. de Cristofaro.. ......................... 2
e Catechesi «Dol! Bosco»
di Leumann (Torino)
VIENI, SANTO SPIRITO
in collaborazione Canto per Assemblea e Schola.
con la Facoltà di Teologia T: M. Mantovani. M: G. Gai ...................................... 9
dell'Università Pontificia Salesiana (Roma)
e con il Pontificio Istituto di Musica Sacra
di Roma CONSACRALI, O PADRE, NELLA VERITÀ
Canto per Assemblea e Schola.
T: M. Mantovani - D. Rimaud. M: V. Donella ........... 13
PROPOSTA DI MUSICA
PER LA LITURGIA RISANA CI, SIGNORE NOSTRA FORZA
ISSN 0391-5425 Canto per Assemblea e Solo.
T: M. Mantovani - D. Rimaud. M: R. Mucci ............. 21
Maggio-Giugno 2000
Anno 55, numero 3
CREATI A GLORIA DEL SUO NOME
Canto per Assemblea e Schola.
DIREZIONE T: G. Pasini - G.M. Rossi. M: G.M. Rossi ................. 24
Massimo Palombella
Università Pontificia Salesiana SANCTE SPIRITUS INHABITA
Piazza Ateneo Salesiano, 1 - 00139 Roma
TeL 06.872.90.505 - Fax 06.872.90.222
SEMPER IN NOBIS
e-mail: massimo@ups.urbe.il Canto per Assemblea e Schola.
T: M. Mantovani. M: L. Molfino................................ 32
COLLABORATORI
-Musica:
M. Bargagna - N. Barosco
M. Chiappero - R. de Cristofaro
V. Donella - L. Donorà - G. Gai
S. Kmotorka - G. Liberto
D. Machetta - A. Martorell
A. Maugeri - I. Meini
V. Miserachs - L. Molfino
M. Nardella - M. Noselli
A. Ortolano - F. Rainoldi
F. Rampi - G. M. Rossi
A. Ruo Rui - D. Stefani
OS. Vanzin - A. Zorzi.
Amministrazione e Commerciale:
• Testi: Editrice Elledici, 10096 Leumann (Torino)
R. Bracchi - E. Dal Covalo Ufficio abbonamenti: tel. 011 .95.52.164/165; fax 011.95.74.048
M. Mantovani - N. Lass. e-mai!: vendite@elledici.org
internet: www.elledici.org
• Musica-liturgia-Cultura: Abbonamento annuo 2000:
A. Amato - E. Costa - F. Rainoldi L. 47.000 (estero L. 54.000)
F. Rovida - M. Sodi - E. Stennieri CCP 21670104
A. M. Triacca. Un numero L. 12.500
Per il cambio di indirizzo inviare la targhetta con il vecchio indirizzo
e Lire 1.000 in francobolli.

ELLEDICI
© 2000 Espressione Edizioni Musicali 10096 LEUMANN (TORINO)
Tutti i diritti riservati. Direttore responsabile: Enzo Bianco
I sacramenti sono i punti in cui Cristo sposta della fede cristiana. Il Signore stesso
vuole incontrarci nell ' arco della nostra esi- è «balsamo divino che rigenera», <<nostra
stenza per conformarci a lui, perché la no- speranza», così come è significato e realiz-
stra umanità maturi in vista di quell'incon- zato nel Sacramento dell ' Unzione degli in-
tro dove finalmente saremo tutto in tutti e fermi. Dal tono interrogativo si passa ad
vedremo Dio faccia a faccia così come egli una fiduciosa e insieme già riconoscente in-
è. I sacramenti sono segni «efficaci» cioè vocazione filiale.
segni che, proprio perché istituiti da Cristo Consacrali, o Padre, nella verità è invece
e affidati alla Chiesa, realizzano ciò che si- un canto per il Sacramento dell' Ordine, in
gnificano aprendo la storia all 'eternità. particolare per il Presbiterato. Cristo è l' u-
Entro questo sublime disegno la musica nico e perfetto sacerdote, e nella nuova Al-
nell' azione liturgica è uno speciale segno, leanza del suo Corpo e Sangue vengono in-
finalizzato - come ogni sacramentale - a scindibilmente legati Eucaristia e Ordine.
condurci ai sacramenti. La musica perciò Le parole dell'istituzione che aprono la pri-
non «realizza» l'eternità ma, con la sua no- ma strofa, la preghiera sacerdotale di Gesù
biltà e bellezza «conduce» presente nel ritornello e la
alla sua porta, ai sacra- dossologia finale diventa-
menti. Di un tale risultato no un ' unica invoca zio ne
essa sarà tanto più capace perché <<i beni del Regno»,
quanto più sarà impregna- Una musica g ià presenti come «segno
ta di quella ecclesialità d' amore, fermento d' unio-
che con il suo respiro cat- che conduce ne», raggiungano «tutti gli
tolico la obbliga ad essere uomini» (cf 2 str.).
vera arte, di Tradizione all'eternità I primi due canti (Rice-
quale luogo dove impa- vete uno spirito nuovo e
starsi di «sacro» - infatti Vi eni, Santo Spirito ) e
solo nella armonica collo- quello che chiude il volu-
cazione all ' interno della me (Sancte Spiritus inha-
Tradizione l'arte diviene capace di far pro- bila semper in nobis) si riferiscono invece
prio l'appellativo di «sacra» - e di quel al sacramento della Confermazione. Lo
continuo e retto rinnovamento che le per- Spirito Santo è la «fiamma senz'argini», la
mette di essere manifestazione del dialogo <<linfa che ci fortifica» e porta alla verità
tra fede e cultura. Sono questi i criteri che piena i discepoli del Cristo, chiamati ad es-
informano il materiale musicale presentato sere autentici testimoni del Regno che vie-
in questo numero nella speranza che, can- ne. I testi mettono particolarmente in evi-
tando e ascoltando questa musica, ogni per- denza l'azione copiosa, dirompente, fecon-
sona, anche la più lontana dalla fede, possa da dell' «eterno palpito d' amore» che, ina-
sentirsi condotta alla Verità. bitando nel cuore dei fedeli trasformati in
AI Battesimo, come «nuova creazione in «tempio di gloria», infonde le primizie del-
Cristo», è dedicato il canto Creati a gloria la vi ta nuova (gioia, luce, libertà, pace ... ) e
del suo nome. Il testo mette in luce partico- colma dei suoi sette doni unendo a Cristo
larmente il tema del dono di vita divina che per sempre nel sacerdozio battesimale-con-
trasforma il cuore e purifica dalla colpa, per fermatorio. È lo Spirito Santo a suscitare
aprire il cammino ad un' esisten za «cri- quella risposta vocazionale, frutto di grazia
stiforme». e di libertà, scritta nelle pagine della pro-
Il canto Risanaci, Signore nostra forza pria storia, che sostanzia una vita e dà si-
raccoglie le tematiche legate alla domanda gnificato pieno ad ogni esistenza umana.
sul senso della sofferenza umana ed alla ri- Mantovani M .. M. Palombella

1851
RICEVETE UNO SPIRITO NUOVO
Assemblea, Organo e Scho/a
T: G. Falabella
M: R. de CrislOrafO
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Il teslO del canto si ispira direttamente ai temi fomiti dall'antifona d'ingresso. letture e orazioni della Messa per il Sacra-
menlO della Confermazione e mette particolarmente in luce i sette doni dello Spirito Santo, che vengono di rettamente o indi-
renamcnle evocati. e i fruni della "vita nuova'" nello Spirito.

Un breve preludio organi stico prepara il Ritornello proposto prima da un soli sta (o da una sezione della SellO/a) e ripetuto
dall'Assemblea e dalla Sellota ((ul /ibiltlm).

PRELUDIO

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Le slrofe. costruile sull"incipil dcIIi.! sequenza allo Spiri lO Santo sono propOSle nelle ve rsioni a 2 voci pari (SC) a due voci
dispari 1ST) e a 4 voci dispari (SCTB).

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Versione per SellO/a a 4 voci dispari (SCTB)


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T estimoni dci Vangelo di Cr isto, 2. Luce sapientissima, spirito di scienza.


abitati dal suo amore, da uno spirito nuo\·o. ci sospi ngi in tUHa la term.
Portaci consig lio. donaci intelleuo.
I. Spirito Parael ito, spirito di forza. saremo figli liberi. fiorirà la gioia.
ci trasformi in tempio di gloria.
Pon aci la paccodonaci la luce, 3. Vera fonte di pietà, di timor di Dio,
per essere di scepoli senza più paura. IU ci uni sci a Cri sto per sempre.
Ponaci la vita. apric i la via.
porta alla piena verità la tua Chiesa.

8 [921
VIENI, SANTO SPIRITO
Canto per Assemblea e Schola
T ; M. Mantovani
M: G. Gai
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II canto, fifclÌlO al SacramentO della Confennazione. si ispira :lI testo di D. Rimaud. Aprite il C/fore al .soffio di Div (Gli
alberi lIe/ware. bmi. preghiere [EtleDiCi, Leumann 1975 ]5 3), inlcgrandolo con le [ematiche sul Sacramento richiamate dalla
Messa per la Confermazione.
Lo Spi rito Santo è il "soffio di Dio", invocato dalla Chiesa che viene nutrita del suo fuoco. È lui che compie runione che
rende "figl i adoltivi" dci Padre. innestandoc i in Crislo. " Iuce vera de l mo ndo" cui ogni uomo è chiamalo a volgere gli occhi
per scrutare il mistero della propria esistenza.

Alcune battute d'Organo i ntroducono l'ingresso del]'assemblea nel Ritornel lo.

I Ca lmo (J. - 50-52)


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Le strofe sono proposte nell e versioni ad unii \ ' OCC (pcr I" Asse mblea) e;J 2 voci pari (se).

Versione per Assemblea


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3. p' - ce rag - giun - ge chi lo in - vo - ca:_ Chie- sa. s", spo - sa. che vi- ve in co-mu -
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2. fi· gli. _ _ le - SIi - mo - "i del Re - geo che vie -
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Versione per Sdlfl/a a 2 voci pari (SA)
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La voce dcI sopr.mo polrebbe 'mche cssere soslilu ila da un . . n 'lUlO
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3, Te . ne · te 'c . ce . sa
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3, - nio.nc, _ _ _ ri- col - ma - d; gio . ;, sem- pre. _ _
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[95] Il
L'ultimo RilOrnello del canto può essere eseguito nella versione per Assemblea e Se},% a 4 voci dispari (SCTB ) propOSta.

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Vieni, Santo Spirito, 2. Volgete gli occhi alla luce dci mondo,
abita il silenzio, la sua grazia c i è stata donata.
nutri di fuoco la tua Chiesa, Il ConsolalOre vi rende veri figli,
testimoni del Regno che viene.
I. Aprite il cuore al soffio di Dio.
la sua vita si fo nde con la voslra. 3. Tenete accesa la vera speranza,
Un popol vivenle rinasce dalle acque la sua pace raggiunge chi lo invoca:
su cui posa lo Spirito fecondo. la Chiesa. sua sposa. che vive in comunione.
ricohnata di gioia per sempre.
12 [96)
CONSACRALI, O PADRE, NELLA VERITÀ
Canto per Assemblea e Sch o/a T: M. M:lnlOv<lni - D. Rim<lud
M: V. Donella
T""i;~;,j";,;""" , ,,,i

Il canto s i pre sta parti co larmente per il Snc ramento dell'Ordine e richiama n1cune (emat ic he presenti nc l Rituale
dell'Ordinazione. spec ie nel le antifone d' ingresso.
Il testo. presente in E \-'imI/e il gio/"llo di aprire le braccia. di D. Rimnud (Gli alberi ileI mare. II/I/i. preghiere. ElieDic i.
LeUffillnn 1975.41) collega intimamente la viI<! sncerdotale. il Sacramento dell"Eucaristia e il memoriale della Pasqua.
Ne lla dossologi<l finale Cri sto è indicato come l' unico e il peTfello sacerdote.
11 canto è proposto in una versione "base" per Assemblea e Sello/li (ad libi1ll1ll).
Mod er a to
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[97] r , ----------, 13
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l'' L Ec - co il mio Cor - po. pren - de te e man- gia te, , , ,
co il mio s.an - gue. pren -
2, Ban - chcI - pa - squa - le,
(O ,
do- vc il ci- boè Di o - "se ,
gno di_a- mo <c, rcr - ,

), p" Cri - sto Ge - sù. s.a - cer do -


- te pér - rei - (O, ,
e nel - lo Spi - ri - to,

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~resc. ~
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I t.t - de - be- - - c hé mi - a mor - sia - co, - da -
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"'° - t; dal- l'al - to,
- gni lua gra - zia
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° Pa nel - la ve-n-Ià. ,
sa - cra - li. o Pa dre. ne l - la ve - ri là. ,con .
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sa - li, ; Pa d<c, nel - la ve- ri" - tà.
CTa-
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sa - cra- li.
° Pa dre, nel - 13 ve-n- Ià, ,con -
B

sa - cr3- 1i , Pa dre, ncl - 13 vc-n- Ià, con -


° ~

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Le strofe sono proposte nelle versioni per Scho/a a 2 voci pari (Se o T B), a 2 voci dispari (58), a 4 voci dispari (SeTB).
;

Versione per Se/lOla a 2 voci pari (Se o TB )


Modet-a to
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I. Ec - co il mio COt - po: - - p;cn - dc - too man - gia - te.
".---
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2. Ban - chet - to - squa - do - ve il " - boè Di - o.
3. Pet Cri - sto
p'
G, - SÙ, - - do -" "te "
p't - r" - to.
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T
<Jj - co" il - gue. pren - - - - ~ --- , ---- -
mio S,n de tn be - te. p" chè n" - mot
2. " - gno di a - ma - re, r" - men - to d'u - ni o " - ne: __ t"t "- ti gli "0 - mi - ni.
te ---------
,
3. " nel - lo Spi - ti - to, no - stro con - for - to. p't - gni __ do - no,
°
C
B
"I.
2. " -
-
co il mio S,n
"
gno di a - ma
-
-
gue, pren
ret -
- d,
men
- t<e be-
---- -
- te. p" -
"
- to d'u - nio - ne: __
- -- -
ché
Wt
lo
- ti
,
----
m, - a mOt - te--'sia
gli "O - mi - ni. __
.'--_. .. -,:r;
3. ", nel - lo Spi -
te,
ci - to, no - stra con - for - to, p't - gn i __ do - no, p't
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sia i'o ',o, . d; ····· fa . 'e . le que · sto
2_ oo . dal . l'a l . " . be · o,
3_ pc' 0- gni
li
IU • , grn . ,
IO. 1t0
a
va- noi
le
-
sIa glo · ria.
",I
C
B
" l. !: .~~ .. ..
cor - da .
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fa . re· le que · SlO


2. na
TI
- li dal . l' al .
.
"
IO. ItO . va- noi be · o,
3. o· gOl IU • a gra zia a le s ia glo · ria.

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S
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" l. fin . ,h' 'o · IO'" · ni. Con-
2. d<l Re · goo fu · IU · co.
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3. o Pa · dte del c ic · lo.
,
C
B
" lo fin .
2. del
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Re ·
'O · IO'
goo fu · IU " ·
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ni .
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3. o Pa · dte de l cic · lo.
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Versione per Schola a 2 voci dispari (S8)

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Moderato V cresc
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2.
pren - de . tc_c man-gia ·
do- ve il c i - bo è D' ·
te.
o,
"se .. co il mio San - gue.
gno di_a- mo . re,
3. sa- cer - do .- te pù. fet · IO. C nel - lo Spi - ri· [0,
v ---- cresc o
B
I. E, . coi l mio Cor - po, pren .
2. San-chet - IO pa . squa - le, fet .
3. Per Cri . sia Ge . sù.
Moderato - - -

)1 ~ n I,.,
p
J.
---------
16 [ IOOJ
.,, ~
--.
s
" 1. - ... be - . te. Per - ché lo mia mor - te sia ri . COI · d, -
2._ "
... d"u - nio - ne: ,"t - t; gli o - o - mi- ni. O> - t; dal - l'al - "tO
3._ ... con - - tO pel o - g ni do - no. per o - go; tua gra - zia
. l' ~
'01
~ ~ OI r # .
-- l' # ...
-. . .
B
I. dc - tee be· ve . te. Per - ché I, mia mor - te sia l; . COI d, - -
2. men - to d' u - nio - ne: w t - t; gli o - o - mi- ni, O> - t; diiI - ral - "
tO,
3. 00 - SIro con - for - to. pel o - gni do - no, per o - gni tua gru - zia
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~. -
)1 .,.
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I. fa- re- le que - StO fin - ché ;0 ri . tOl · ni. Con-
. va- no i be - ni · ro.

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2. lro de l Re - gno fu - tu
3. , te sia glo - rin, o Pa - dre del ci.$--t: lo.
AI Ril .

:
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B

I. fa-re- te que- SIa fi n - ché ;0 ri - !or · ni .


2.lro . va- no i be - ni
, te sia glo- da ,
del Re - gno 'o. '" ·
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IO .

, 3. o Pa - dre del de
-
lo.

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Versione per Scl!o/a a 4 voci d ispari (SCTB)

l Ec - co_il mIO Cor - ~~ --p ;en - de---. Ice rr:an-g13 - te. cc - co_il mio S'an - gue. ~"Cn-
2 Ban - che! - IO pa - squa - le.__ do- ve_il cì - bo. .è "Di - O. se - gno di a- mo - re, fef -
3 Per Cn - sia Gc - sÙ. sa - cef - do - te pir - reI - IO, e ncl - lo Spi - ri - IO.

I. ... t - C~;'I ~~ C'o, - ;" p;:; -" -: te_e moo-g ;, - te , ec - co il mio San - guc. pren -
2.Ban -chel - IO pa -squa - Jc._ do-vci l ci-bo è Di - o, - gno di 3- mo - te. fcr -
3. Per Cri - sto Cc - sÙ. sa - ccr - do""; le pCr - fel - to. "e nel - lo Spi - \I - to.

I. Ec - co il mio Cor - po. pren - de - le c man- gia - ie. cc - co il mio San - gue. pren -
2. Ban - chel - IO pa - squa - le. __ do-ve il cì-boè Di - o, se - gno di a- mo - te. fer -
3. Per C ri - SIO Ge - so. s~ ___ 'C' - do :- le pér- fet - IO. e nel - lo Spi - \I - to.
B

I. Ec - coi l mio Cor - po. pren - le - t~1e man- g;a - te. ec - co il mio San - gue. preti -
-
2. Ban - chet - to pa - squa - le,__ do- ve} bo} Di - o. - gno d i a - mo - te. fer -
3. Per Cri - >IO Ce - sÙ. sa-cer - do - te per - fe t - to. "c ncl - lo Spi - ri - to,

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IV). -de ,0< be - ve te. Per - ché la mi - a mor - le sia ri - cor - da · la
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nn - li dal- 1";11 - IO.
o - gni tua gra - zia
con - for - pc'- -
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3. no
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d'u - nio -
con - for -
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Per - çhé
ne: _ _ tu l
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mi - a
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0- gni
m~r - le sia
uo - mi - ni.
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na - ti dal- l' al - to.
o - gni tua gra - zia
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\' I. . de - . ,0< be - v e - le. Per - çhé la mi - a mor - te sia ri - cor - d a - ta
2. -men
3. no -
- '0 d'u - nio- ne: _ _
'0. __
lU I - ti gli uo - mi - ni .
do - no, per
na - ti da l- l' a l - IO,
o - gni tua gra - zia
SIro con - for - pc' - - o - gn i

B
L - de '00 be - ve tè.---.Per - ché la mi - a mor - te sia Ti - COI da - la
2.- men '0 d'u-n io- ne: __ tU I - ti gli uo - mi - ni, na - li - IO.
3. no SirO con - for - '0. __ pc'- - o - gni do - no. per o . gni tua gra - zia


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SlO . ch' ;0 ri - '0' - m . ___ Con-
2. lro - va- no i be - o; d,I R, - goo fo - IO - 10. _ _ _

3. a le sia- glo - ria. o Pa - dre dol c ie - 10. _ __ A I Rit .

c
vI.
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2. lro -
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va- no i be -
fio - c hé
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Re - goo fo - IO
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10. _ _ _
3. a le sia glo . ria. o p, - dre del de - 10. ___
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va- no i be
q", - s.o fio - ché ;0 ri - '0'
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3. a le sia glo - ria. o p, . dre d, I cie - 10. _ _
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I. fa • re- le q", - fio . ché


SlO ;0 ri • W . ni . ___
2. trO - va-noi be . o; d,I Re - goo fo - IO - 10. _ _ _

3. a sia- Slo - ria. o Pa . dre dol cie - lo.


" ......,
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18 [1 021
L·Org.mo solo nei due Inlcrl udi e nel Postludio proposti può eserc itare quella giusta "min isteri.\lità·· che gli compete .\ssicu-
rando la giust;\ varietà ed insieme I"unità formale al canto.

II N1'ERLUD I O
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All{llIl li 10 l I ' <l n ( l\li ll o
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Consacrali, o Padre, 2. Banchetto pasquale. dove il c ibo è Dio.
nella ' ·e rità. segno d i amore. fermento d'un ione:
tutti gli uomini. nati dall' allo,
l . Ecco il mio corpo. prendete e mangiate. trovano i beni del Regno futuro.
ecco il mio sangue. prendete e bevete.
Perché la mia morte sia ricordata 3. Per Cristo Gesù, sace rdote perfetto.
farete questo finch é io ritorni . e nello Spirito, nostro confono.
per ogni dono, per ogni tua grazia
a te sia gloria, o Padre del cielo.

20 [104)
RISANA CI, SIGNORE NOSTRA FORZA
Canto per Assemblea e Solo T: M. Mantov,mi - D. Rimaud
M: R. Mutei
(I ~~..., f"j;,;."" .\I..,.r..J'
T.. " i d,ri", ,...,,,... i

II testo dci canto, riferito al Sacramento deIrUnzione dCf; li infenn i. trae spumo dal IC SIO di D. Rimaud Salmo di slfpplica
(Gli alberi Il,,II1I(11"e. hmi. preghiere IElleDiCi. Leumann 1975] 102). integrandolo con le tem:ltiche proprie del Sacramento
dell'Unzione degli infermi. richiamate dal rispcn ivo rilUale.
Vengono ripresi inoltre quasi lCllcralmente alcuni Salmi (es. n. 88), e si richiamano raffidamenlo alla misericordia divina.
la speranza. l' azione "risanante" delramore. II tono interrogativo. che apre il testo. si trasforma in un canto di ringraziamento
ed in una fiduciosa invocazione fil iale.
Poche battute d'Organo introducono l ' ingresso dell'Assemblea nel l'arioso e cantabile ritornello.

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Le strofe, di grande espressività. sono affidate ad un Soli sla.
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3. lo con . fi · do. S; · gno - ". '" sei mi -se-ri-
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Due interessant i e tematici interludi d'Organo introducono quella gi usta varietà e penneuendo una unità musicale all"inlera
celebrazione comunitaria de l Sacramento dell'Unzione degli infenni.
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Risanaci, Signore, nostra forza, 2. Grande è il peso. Signore. perché questo dolore?
balsa mo divino che rigenera, Fino a quando io camminerò in questo buio?
nostra s peranza. Sei tu la luce che illumina i miei occhi
cd ogni giomo vivrò nella tua pace.
I. Fino a quando. Signore. potrai diment icarm i?
Fino a quando mi nascondemi il tuo volto? 3. lo confido, Signore . tu se i mi sericordia.
Fino a quando avrò l'animo in pena. Il mio cuore si rallegrerà. tu mi salvi.
e. ogni giorno. un cuore senza gioia? Canterò per te Gesù inni di grazie
per tutto il bene che tu mi hai voI ula.
11071 23
CREATI A GLORIA DEL SUO NOME
Canto per Assemblea e Scho/a
T: G. Pasini - G.M. Rossi
M: C.M. Rossi
V :!lO)~E<fiI""';~I.,..".;
T..,; I dirin, ri><'n... ,

Dio ci chiama al suo Regno e alla sua g loria: diseg no d'amore dalla creaz.ione alla rinasci ta in Cristo nel Bauesimo. Nel san-
gue della nuova alleanza d i Gesù. Agnello che dona la vita. siamo purificat i e ric reati nel cuore. O ra. rinnovat i nel dono dello
Spirito. sfamati alla mensa ncl g iorno di festa, viviamo per Dio ncl canto. ne lla lode e amando luni senza preferenza di perso-
ne. in fervente attesa della Venuta di Crislo nel giorno della sua gloria!

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Versione per sola Assemblea all' unisono ole Schola a 4 voci d ispari (SCTS)
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Versione delle strofe per Sello/a a 2 voci dispari (5 o C e B)

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Cri - sto ° chena do - n, . to
Il
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VI - la
pc<
pc<
noi!
noi!
3.-via-mo pe' lUI - ti nel - l'a - mo - di Cri-sto G, -

B
. .--- - --------- " !- ;!' "- ! - ~

I. lo - dia - mo . - Figlio per noi!


2.can - tia - mo , DI
°
- sto
che ha man - da
che-ha do - n' -
to Il
vi- la per noi!
., " 3. - via - mo per
Cri
tut - ti nel - l'a - mo -
to

" "
di Cri sto Ge- sù !_
. .
\~ -r ~ r
U r I rJ. T ,. !i iS:;-i }
, J .~ .J. i ]
. I--- I

q- T L..J i I

Versione delle strofe per Schofa a 2 voci pari (Se o TB)


"
s
If' J. Li -be
2. Ri- ve
- m - ti T. strel - la di
"
- sii - . d', can - di- da
3
mo, - te.
- ste.
~'--'-
"
ven - ti pe'
- ti n, I
DI - °
no - stro
san- gue del - I'A-
3. In - vi - la - ti al- la men - sa d, I
- " -
R, g nQ, rin- no- - "" - ,I no! euo - re dal - lo
, ,
c
l"
J.Li -be - ca -
.. ti d,
• -.l '
stret - ta d i
..
mo, - te.
~
v,
--
-
..
ven -
-.I
Di - o
-.l' -.l '
no - stro
2. Ri - ve - sIi - ti di can - d i - da - ste, - - "ti pe'
noi san-gue del - I'A-
" " ""
I • U
3. In - vi - (O -

-
l i al· l a
- men - sa d, I R, - gno, rin- no - - ti noi eua - re da l - lo

" J- 'r 'r


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.... - Ì' ~ 1/
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-- dee, c~à _-.I_ m,

-- ~llf' - ~ ,;;~-
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2.. gncl • lo, splen - don Lu - co,
3,; Spi - ri - to, In - te - do! Gior - no,
" "
\~ ~ 7 ,I
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L .,' r,
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30 [114J
S llil. .dia. m~"-
Di - o che_ha man - d - I o 'u Fi- glio pc, noi!
2.· lia- mo a Cri - SIO, _ __ che ha do - na - IO la vi - la pc' noi!
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3.-via-mo per IUI -l i _ __ nel - l'a - ma - re
, di Cri- sia Ge sù!

v ... ~ - '" ~- ... ~ '----: i#' # ' ,. i # ' ...~...


I. lo - dia-ma Di - o che ha man - da - IO il Fi-glio per noi!_
2, - lia- mo a Cri - che-ha do - - IO la vi- la per n01." _
3, ,i "" - via- ma per Wl -
SIO
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nel - l'a - mo - re di Cri-sto Ge- sù! __
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iv _~ 'r I U
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I I.-j r
Creati a gloria del suo nome,
rinati dall 'acq ua, nello Spirito,
camminiamo in novità di vita.

l. Liberali da strella di morte.


viventi per Dio nostro Padre.
ch iamati alla Gloria,
lodiamo Dio
che ha mandato il Figlio per noi!

2. Rivestit i di cand ida veste,


lavati nel sangue dell ' Agnello,
splendenti di Luce,
cantiamo a Cristo,
che ha donato la vita per noi!

3. Invitati alla mensa del Regno,


rinnovati nel cuore dallo Spirito,
in aUesa del Giorno,
viviamo per tutti
nell'amore di Cristo Gesù!

[l15J 31
Agli (llIIici Luisa, Alllo/lio e VilO Basile e li tI/IIi gli IIIliI'ersitori cresill/oti o RO/l/a il 20 lII(lggio 2000

SANCTE SPIRITUS INHABITA SEMPER IN NOBIS


Canto per Assemblea e Sc/lO la
T: M. Mantovani
M: L. Molfino

Il canto. riferito al Sacramento della Confelmazione, trae alcuni spunti dal lesto di D. Rimaud O spirilo di Dio per questo
1II0ndo. (Gli (lIberi ne/mare. II/Il i, preghiere [ElieDiCi, Leumann 1975) 51), integrandolo con le tematiche ~ ul Sacramento
richiamale dalla Me~sa per la Confermazione. Mentre il ritornello richiama esplicit:unenle illema dell'inabitazione, le Slrofe si
chiudono con l'invocazione della pace, della luce e della gioia, doni dello Spirito Santo. Oltre che anraverso suggestive imma-
gini. lo Spirito è indicato come dolce ospite dei cuori. anel1ce dell'universo, eterno palpito d·amore.

Due battute d'Organo preparano l'ingresso dell' Assemblea nel l' austero e "gregorianeggiante" ritornello.

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te Spi - ri - tus. Sane- te Spi - ,I -
come gregoriano

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Le strofe sono proposte nella versione ad una voce. a due voci dispari (soprano e baritono) e a 4 voci dispari (SCfB).
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Stfofe ad l voce
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Versione per Sdwfa a 2 voci d ispari (S-Bar.)


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I. Fon - n, d'ae-qua pu rn, lin · f, ,h, d fo, · ,; fi - ca.
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· m, fuo · 'o ,h, ,; n · , ·
· ni - ma.
3. Sor - g,n · d'o- gni v; · vo · « ,h, ,; con · VQ - ca.
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I. Fon - la · d 'ac- qua pu rn lin · f, · fi · co.
2. Tu . fiam · m, sen- z'ar . g; · ni. fuo · 'o ,h, ,; ri · , · n; · m,.
3. Sor - gen ·
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2. Spi- n - IO. d'a - ma · re e-ter- no p"
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3. Spi- ri- IO. de l - "u · m · ti - ce. por- Ia- ci gio · ia.~_

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I. Spi- ri - 'o, dei cuo - ti dol- ce o . spi · lO. do- na - ci ;;;- p' · co .
2. Spi- ri - 'o, d'a- mo- re e- Ier- no p" . p; · 'o. ricm- pi - , ; d; 'u · ce .
3. Spi- ti - 'o, del - I'u - ni- ver-so ar-te . fi · ce, por- la - ci gio · ia.
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Versione per SellO/li a 4 voci dispari (SCTB)
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I. Foo - - d'ae-qua p~ m. hn - fa ,h, ,; fa< - t; - fi - ca.
2. To . fiam - ma " DO
sen- z'ar - gi - ni , foo - ,h, d ri - a - ni- ma.
3. Sor - gen - d'o - gni v; - la, , vo - '"
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2. Tu, fiam - ma " sen- z'ar - gt - m, - ,h, ,; n - - ni - ma.
3. Sor - geo - d'o- gn i v; - la, , f""
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ma sen- z'ar - g; - ni. foo - ,h, , ; ri - a - o; - ma.
3. Sor - geo - t, d'o- gni Vt - ". , vo - « '" ,h, lui - t; con - vo - <a.
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I. Foo - - o, d'ae-qua po - m lin - fa ,h, ,; fa< - t; - fi - ca.
2. To. fiam " - ma sen - z'ar - g; - ni, foo - ,h, d ri - a - ni- ma.
3. Sor - geo - d 'o - gni vo - ". - « '" ,h, tul - ri 'DO - vo- ca.
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3. Spi - ri - to, del - l'u - m - ver-so ar- le
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I. Spi- Ti - to, dei euo- ri dol- ce o - spi - ~e, do- na- ci ho-' pa - «.
2. Spi- Ti - to, d'a- mo- re e- tcr- no pal - pi to, - riem- pi - ci d; lo - «.
3. Spi- Ti - to, del- l' u - ni - ver-so ar- Ie - Co -
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I due interludi organistici proposti. tulli tcm;Jtici. amplific:mo sonoricamcnte il clima austero. antico ed insieme moderno di
questo canto.
II NTEIlLUDIO
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Sancle Spiritus, 2. Tu, fi amma senz'argini.
Sanctc Spiritus, fuoco che ci rianima.
inhabita sempcr in nobis. Spirito, d' amore eterno palpito,
riempici di luce.
I. Fontana d'acqua pura,
linfa che ci foni fi ca. 3. Sorgente d'ogni vita,
Spi rito, dei cuori dolce ospite, voce che tutti convoca.
donaci la pace. Spi rito. dell'universo arlefice.
(11 9) pon aei la gioia. 35
IL MESTIERE ne ottiene un suono fermo e stabile, assolutamente privo
di battimenti e particolarmente aperto e brillante: risulta-
DEL DIRETTORE DI CORO to che potrebbe raggiungere anche un coro che intonasse
le quinte nello stesso modo. Non si tratta di una soddi-
sfazione nominale o semplicemente storiografica, ma di
Esiste un tipo di difetto che non rientra propriamente una caratteristica che arricchisce in modo inconfondibile
tra quelli specifici della voce, intesa nel suo aspetto stret- il suono, e che è in grado di fare la differenza tra un coro
tamente fonatorio , ma che è in grado di inficiame seria- e un altro. 6 In effetti un coro che anche fosse in possesso
mente le JXlssibilità di amalgama e la validità artistica. Si di una vocalità apprezzabilmente matura dei singoli can-
tratta dei problemi relativi all'intonazione, i qua1i neces- tori ma che non prestasse particolare attenzione alle ne-
sitano di uno spazio abbastanza esteso seppure all' inter- cessità dell ' intonazione dei suoni - come succede spesso
no di una trattazione stringata come questa. È normale nella rea1tà amatoriale - , subirebbe le conseguenze nefa-
che un cantore non ancora esperto possa emettere suoni ste di una eventuale intonazione «spenta» degli intervalli ,
calanti, e questo per tutta una serie di concause quali al punto che l'assieme risulterebbe meno compatto e gra-
l'eccessiva tensione muscolare degli organi della fona- devole di un coro magari meno dotato vocalmente ma
zione, l'incapacità di incamerare aria e di gestirla una che abbia fatto proprie le attenzioni del direttore nei ri-
volta presa, le difficoltà nella zona del passaggio ecc. In guardi dell' intonazione, e che sia stato più duttile alla sua
realtà la questione che si intende trattare è più ampia e la sensibilizzazione verso le necessità di questo mondo for-
sua natura è più sottile, dal momento che sotto l'aspetto se ancora tutto da scoprire.1
dell ' intonazione dei suoni la voce è paragonabile ad uno Ecco perché, per riprendere un consiglio dato all'ini-
strumento ad arco, e come esso in grado di esprimere in- zio di questi scritti, si può affermare che l' uso indiscri-
tervalli infinitesimali lungo tutta la gamma dell'estensio- minato del pianoforte o dell' organo durante le prove p0-
ne. Quest'ultima è priva di una divis ione programmata e trebbe risultare deleterio e dequalificante per il suono di
fissata delle note, come accade invece alla chitarra o al un coro, poiché ne ris ulterebbe affievolito e scolorito.'
pianoforte, la cui interna estensione risulta invece tutta Anche nella musica corale concertante non sarebbe male
frazionata in tasti distanti un tono e un semi tono. Data lavorare alla costruzione dei pezzi evitando per quanto
l' assuefazione a quest' ultimo comunissimo tipo di stru- possibile l'uso della tastiera, limitandone la presenza ai
mento, la netta divisione in tasti bianchi e neri della ta- passaggi introduttivi e a quelli di raccordo fra gli inter-
stiera di un pianoforte appare più come una consueta fa- venti del COTO. Questo garantirebbe la presenza di accor-
cilitazione piuttosto che una reale privazione, quale essa di brillanti e solari, che non avrebbero comunque nessu-
in realtà è. Ma basta trasportare la stessa situazione dalla na difficoltà ad adattarsi all'accompagnamento strumen-
musica alle arti pittoriche perché essa mostri subito lUtta tale durante l'esecuzione concertata. C'è di più: gli inter-
la sua grave limitazione. Qualunque pittore, infatti, si ri- valli ben posti e ben allargati del coro sarebbero in grado
fiuterebbe categoricamente di dipingere un quadro aven- di trascinare sorprendentemente verso l'alto anche quelli
do a disposizione solo sette colori fiss i e prestabiliti, sen- dell 'organo, esattamente come avviene ai suoni del pia-
za nessuna possibilità di creare sapienti sfumature misce- noforte in duo con uno strumento ad arco. In questo caso
landa l' uno con l' altro per ottenere nuove ed accattivanti il violinista non cede alle lusinghe degli intervalli tempe-
tonalità, in modo da arricchire la propria tavolozza e ren- rati (in questo senso spenti) de l pianoforte, nonostante
dere così pressoché inimitabili, o quanto meno ricercatis- ques ti ultimi appartengano alla pregnante armonia e
sime, le sue possibilità espressive. I Questo invece è quel- quelli del violino alla più esile melodia, ma continua a
lo che ha abitualmente dovuto fare qualunque musicista «tirare» le quinte, le terze, le sensibili, i semitoni croma-
occidentale, dallo sconosciuto maestro della banda di un tici... che finiscono per «piegare in avanti» anche i rispet-
paesino sperduto a Mozart: scrivere musica utilizzando tivi intervalli del pianoforte.
solo ed esclusivamente sette note. 2 È decisamente una si- La parola «sensibilizzazione» usata poco fa sembra es-
tuazione estremamente limitativa, resa ancor più tale dal sere la chiave per aprire la porta alla soluzione dei pro-
fatto che le note sono scelte secondo una distanza che in blemi inerenti all'intonazione, e per raggiungere un suo-
natura non esiste, e che la fi sica acustica non conosce se no corale finale che sia illuminato dalla chiarezza e dalla
non come un accomodamento delle distanze intervallari luminosità degli intervalli annonicL Non si tratta infatti
per poter suonare senza stonature anche quando l'anna- di scovare vocalizzi miracolosi, in grado di dare risultati
lUra in chiave presenti molte alterazionL) stupefacenti e immediati, quanto di accendere la sens ibi-
Dal momento che queste parole si rivolgono essenzial- lità dei cantori sulla questione dell'intonazione e le sue
mente a lettori occidentali, quanto scritto potrebbe sem- ineluttabili necessità. In questo senso l'uso dell'interval-
brare frutto di una riflessione personale priva di riscon- lo armonico di seconda maggiore 9 può risultare estrema-
tro. Non è così, dal momento che un intervallo annonico mente efficace nellavoTO di sensibilizzazione, a patto che
suona in modo sensibilmente diverso a seconda che lo si i cantori riescano a giocare sull'intonazione dei due suo-
intoni secondo una pani colare scala. ni anche nell'ambito delicato che giace entro valori infi -
L'intervallo di quinta risulta essere particolarmente nitesimali dell 'altezza,lo vincendo la grossolanità delle
sensibile alle sfumature dell 'intonazione del coro, e que- distanze di tono e semitono alle quali siamo tuni abituati
sta caratteristica è resa maggiormente pregnante a causa dalla consuetudine dell 'ascolto di qualunque fonte sono-
del fatto che, potendo esso contenere sia la tonica che la ra." A questo scopo non sarebbe male far conoscere al
dominante, compendia e rappresenta tutta la struttura coro i minimi aggiustamenti dell ' altezza che si ottengono
dell ' armonia tonale (ma anche di quella modale). Occor- ruotando il potenziamento del pirch b-#, del quale sono
re subito dire infatti che l'intonazione temperata di que- dotate la maggioranza delle tastiere elettroniche, il quale
sto intervallo nel pianoforte o nell 'organo moderno è ca- permette proprio quegli spostamenti minimi della fre-
lante rispetto alle scale in auge ai tempi di Palestrina.' quenza con i quali il coro deve confrontarsi, ma che deve
Cosl, per tornare ai già menzionati strumenti ad arco, non innanzi tutto conoscere e riconoscere, per poter sperare in
stupisca il fatto che essi siano ancora oggi accordati se- una piena comprensione del problema e delle sue solu-
condo le scale antiche, facendo crescere leggermenteS zioni .
tutte le quinte delle corde vuote rispetto al pianoforte. Se Prima dell ' intervallo armonico di seconda, che richie-

36 ( 120)
de già una certa dimestichezza e una sensibilità attivata in suoi ordini . senza sapere che è proprio il suo stesso gesto
questo campo, è consigliabile ricercare la giusta intona- vago e incontrollato a renderne possibili interpretazioni
zione di quello di quinta menzionato prima, benché esso plurime o letture approssimative e imprecise.
differi sca di soli due centesimi contro i quattro dell'inter- Walter Marzilli
vallo di seconda ri spetto a quello temperato. Questo pro-
prio in virtù dei citati battimenti che si instaurano nell ' u-
ni sono tra i suoni armonici , e che ne indeboliscono la
struttura finché l' intonazione dei due suoni rondamentali
non raggiunge i valori giusti . Anche in questo caso i ri-
sultati migliori e più percepibi li del miglioramento de l ' 1.0 sanno bene i musicis ti appartenenti alle aree culturali orientali. per i qua·
suono si otterranno attribuendo le due note a due voc i li appari~bbe • dir poro insensala se non addiriuura cataslrolicl la limitazione
dello stesso sesso. de'i s uoni a que lli della !;Cala lemperauo. La loro tipica espres.sivru. "C'lWbbe priva.
ti di una q uanlità d i sfumatu~ dell'intonazione che oostituisee una delle sue piil
Per riprendere la questione appena ini ziata nell ' ultimo grandi ricchezze. Nel le !;CIle orientali nemmeno la tonica della !;Clla risulla esen·
di questi artico li , ri guardo la necessità che il direttore le dalla si nuosità dell"intonazione. per c ui ad ogni cadenza sembra appari~ con
sappia in certe occasioni dotare i suoi movimenti di una un abitO di"C'l'SO. arrioc:hito da InOV'I:nze c he ne: meuono in risa llO il fascino e ne
a umentano l' a unnlivià
gestualità chiara e appuntita, si consideri che nella po- I Le modulaziooi. anche quelle ai Ioni lontani. pur aggi ungendo rlQte di"C'rsc:.

lifoni a condotta in tempo tagliato e comunque in tutti i stu piSl:ono e l u raggono solo Il momen to del pan aggio. poicht s ubilodopo viene
brani in due movimenti , tulti gli attacchi cosiddetti in le- immediatamente ristabilita la consueta suc«ssione di toni e semiton i de ll a Sl:a I3,
sostituiti da a ltri $Cile suoni che fanno presto dimenticare i precedenti sosti tuen.
vare - ma che abbiamo visto dover essere dati in realtà dosi a loro. L· unica differenza che s i può rog li e~ in modo cont in uat ivo ~ q uella
sul battere del gesto in due - necessitano d i un gesto par- che cOllsiste nel cambiamento 1111 modo maggiore e minore O viceversa. La dode·
ticolare che non accarezzi il P.E ma che lo colpisca con cafon ia o l'atonali~mo llanno cercato di allargare il numero portando le lIOIe d.1
selle .. dodici o più, ma $Cmpre rimanendo nello streuoambito della III:lla tempe.
chiarezza e senza indugi, in modo che il coro risponda rata.
sul rimbalzo del gesto come lanciato dall'elasticità di un • Era ciò che accadeva negli cqani ant ichi. nei quali ad esempio il Re diesis
trampolino. Quando il brano riprende invece a procedere SUONI <$lrt:mamente SlonaIO, mentre le tonal ità con poche alterarioni suonano cal·
de e roIoode. Una prova di questO s i tu. guardando La pedalier:a COfU degli cqani
in modo scorrevole senza sincopi né contrattempi, si tor- antich i. che non suonaVI certo le note delll tonalità di Si maggiore o Re bemolle!
ni ad un gesto più morbido e rotondo, anche per non de- • Senza entrare nei dettagli di~mo che la sca la usata q uando Il composizione
stare ambizioni di prevalenza tra i due tempi, né tra le impernia i suoi princlpi sulla melodia, come succedeva al cempo dei polifoni ui
del Cinquecento, ~ que lLa codificata ~ Pitagon.. Quando invece ~ l'armonia a far·
due suddi visioni. la d.1 padrona. allora ~ più opportuno U$8re quell a d i Zarl ino.
Un'altra situazione analoga avviene alle cadenze e nei Per un a tranazione specifica s ull"argomenco si consultino gli artiroli dello
rallentandi in genere, quando cioè la normale scansione ~tesso autore in via di pubblic81.iOne s ull a rivista .. La Castel1ina ~ (N.d .R,),
' Leggermente sl. ma in modo estremameme signi ficativo sul piano acustico.
ritmica viene turbata da una alterazione del ritmo. Nien- Si de"C' infani sonoli neare adesso come proprio soltanto due centesimi di se mito-
te di meglio, in questi casi, di sudd ividere i tempi inte- nodi differenza abbiano un peso panirolare dovuto al fanoche. nella visione &10-
ressati al rallentando, ma soprattulto di indicarli in modo baie dcII· intervallo di quinta, essi determinano un particolarissimo e fastidioso
banimentoche avviene: in un s ubdolo uni sono apparente rnente nascostO alla vista
chiaro e deciso, senza lasciare nessuna incertezza nell ' in- ma non altte1tanlO a li · udito. Si lrana infan i dell· unisono che nasce: tra il secondo
terpretazione delle volontà del direttore. Si può sempre mnonico della nota gra''C ed il primo della nota acula de'lrimavallo di quinta i
operare in questo caso ricorrendo alle due mani ed alla quali, non essendo suoni di ordineelC'mo nella sequenudegJi armonici (eviden·
temente meno perr:epibili). sono fonememe presenti nella composiriooe del suo-
loro funzional ità separata, utilizzando la sinistra per le 00 fondamentale e per questo sen$Ìbilmente banenti se l"unisono non ~ perfetta·
suddivisioni e la destra per il ritmo primario. mente intonato: cioX se a monte ]"intonazione della quinta non raggiung!: i 702
Nei casi in cui il tempo da binario diventi temario o centesimi, contrO i 700 dell' intervallo temperato.
• Quando. alcuni anni fa. inizi/) lo strapotere de i cori dell' Est nei concorsi in.
viceversa nel corso dello stesso brano, la necessità diven- ternaz io na li in Ital ia. si dove ne ricon05Ce~ che gran pane del meri to ri siedeva
ta anche comportamentale, oltrcché di chiareZza, nel sen- ne lla pan icolare luminosità dell"in tonazione. dovuta anche alla di ffusa pra tica or·
so che il gesto non solo deve manifestare in modo traspa- c hestra le de i camori, che erano faci lmente anche studenti di strumen to. e penano
rente la variazione della strutturazione ritmica interna, to abituati all 'i nto n3l.ÌOne: namrale e non temperata de lle quinte e degli a hri intero
valli. Se s i considera il fano che la stessa intonazione «apenb ~ usata non solo
ma anche il diverso carattere posseduto dal nuovo tempo dagli archi ma da tuni i fiati . si capisce come tale pratica orchestrale possa a"C're
ed il peso degli appoggi ritmici distribuito in modo d iver- influito in modoeonside~voIe ",Ila ]If1Iticli eon.le.
so tra i suoi co mponenti. In altre parole, per quanto attie- , Non ~ proprio q uello che succede nei qnanelli d · opera nei q uali _ non I cau·
sa dei diretti d·intonazione dei pur bravissimi cantanti. ma per la presenza peren.
ne al tempo in due movimenti: il direttore deve sapersi toria del vibrato profondo che altera continuamente le distanze intervallari del·
muovere tra un gesto fallo a .U» per i passaggi fluidi , e rarmonia - il risultato maocatocalmente di amalgama. mentre poco prima nelle
quello a «v » per i momenti che necessitano particolare arie soIi stiche i ClnlaJlti hanno magari facilmente toccato """ e inarri'1lbil i del.
rane vocale?
chiarezza di conduzione. • Si cons ideri anche c he nelle scale a ntic he (Pitagora) la sensibile risulta cre-
Non si interpretino comunque queste esigenze di leg- sce nte di ben dieci cen1esimi rispeuo al VD lore riconosc iutole nella sclla tempera·
gibili tà del gesto con un ingrandimento delle dimensioni ta, e che in caso d i mOOulwone il $C mi tono cromat ico lo ~ addi rin ura di quauor-
d ici centesi mi .
di quest' ultimo, cosa che anziché ad una chiara Icggibi- • È un intervallo c he puòesse~ presente nel l·acrordoromuni ssimo di senima
lità porterebbe a una sorta di diluizione e ad un appanna- d i dominante o in qualunque altro acrordo maggiore o m inore che preveda il ri·
mento deg li ordini, con i conseguenti sbandamenti del tardo della terza, e qui faci lmente eserc itato. Si de"C' però amVITI: a que ll . pani·
co lare pienezza dei suoni riconoscibile in vinù de lla giusta dis~ di mila quel .
coro che sfuggirebbe al co ntrollo del direttore. Questa si- la sequenza di intervalli di seconda che si s u_guono continuamente lunio lutla
tuazione contribuisce sensibi lmente al fonnarsi delle ca- la gammadei rispcnivi SIIOIIi armonici. ma che devonodistare 204 cenlCSÌmi con·
siddette «voci guida», che possono ledere l'efficacia del- trO i 200 dei suoni temperati. Èovv;o c he i mig liori risultali in termini d i IfI\Iolga·
ma e lucentezza del bicordo s i Qltengono lISsc:gnando le due OOIe ad un' uniCI ca·
la conduzione del d irettore non troppo preparato, sosti· tegoria "ocale. sia essa maschile o femminile.
tuendosi ad essa. Il gesto in ques ti c asi deve invece - I quattro centesimi di diffe~nza enunciati nella nota precedente lnanifesta·
«asciugarsi » e rendersi essenziale, andando diretto alle no tutta la raffinatezza della loro intOllanone $C rapportati al valore di cento ccn·
tesimi c he c araue rizza il $Cmitono te mperato. ma nOR per queStO $meu ono d i
intenzioni e significando in modo inequivocabile il pen- esplica~ tUlla la loro forza rappresentat iva nei confronli del miglioramento di
siero musicale del direttore, che invece nel passaggio dal qualità che il suono rorale può trarre da queste de licate di fferenze d i a ltezza degli
cervello alle mani subisce una mutazione e si trasrorma inte rva lli.
" Senza considerare il fau o c he tuu e le sorgen ti sonore dalle quali siamo con·
all ' insaputa del direttore stesso, il quale può infiammarsi tinuamente bersagl iati sono cenamente impostate sulla scala temperata c he. co-
per la presunta disattenzione dei cantori nel rispondere ai me si sarà capito, cost ituisce un· in sidia per la buona intonazione del coro.
DI MAURO GOlA

canti è giovanile, ma grazie a


elOale caratteristiche e orecchiabili qualunque
assemblea può impararli in breve tempo.

le interpretazioni registrate su cd e musicassetta


(voci di Mauro Goia e Federica Pregnolato) sono
naturalmente una proposta: gli animatori liturgici
possono modificare la struttura dei brani,
adattandoli a solista e coro, coro e assemblea, coro
all'unisono o polifonico ... , e decidere gli strumenti
che li accompagnano (organo, chitarra, fiati ... ).