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Société d'Études Latines de Bruxelles

L'apoteosi di Virtù (Mart. Cap. 1, 7-26)


Author(s): Valter Fontanella
Source: Latomus, T. 51, Fasc. 1 (JANVIER-MARS 1992), pp. 34-51
Published by: Société d'Études Latines de Bruxelles
Stable URL: http://www.jstor.org/stable/41536192
Accessed: 02-06-2016 17:36 UTC

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L'apoteosi di Virtu
(Mart. Cap. 1, 7-26)

II secondo libro del De nuptiis di Marziano Capella, come e noto,


e la narrazione distesa della divinizzazione e salita al cielo di Philologia ,
«strutturata secondo un modello narrativo il cui paradigma e dato dai
rituali delle iniziazioni misteriche» (!) ; una storia analoga di salita al
cielo, che ha come protagonista Virtus , e possibile rintracciare gia nel
primo libro, anche se e narrata in modo molto piu sintetico ed e
strettamente intrecciata con la ricerca di una sposa da parte di
Mercurio.
A un lettore frettoloso del De nuptiis puo sembrare che Marziano
narri in modo episodico, o subordinato alia ricerca di Mercurio, la
storia oltremondana di Virtu, il suo racconto e invece ininterrotto ed
essenziale, si cela mediante una simbologia complessa e delinea un
cammino alia salvezza celeste strettamente ancorato a solide concezioni
religiose, filosofiche e scientifiche. Ecco in succinto i fatti essenziali,
come vengono esposti da Marziano Capella.
Mercurio, mosso dai reciproci, felici, amori degli dei, ha deciso di
prendere moglie ; la sua scelta si orienta dapprima su Sofia e, quindi,
su Mantica, ma inutilmente, perche la prima e legata a Minerva, la
seconda ad Apollo ; vorrebbe allora unirsi a Psiche, ma Virtu, per
caso vicinissima al dio (2), gli annuncia quasi piangendo che Psiche
e in balia di Cupido, e soggiunge che Mercurio deve raggiungere il
fratello Apollo, dai quale non puo mai allontanarsi troppo, per una
piu approfondita deliberazione (3).

(1) L. Lenaz, Martiani Capellae De nuptiis Philologiae et Mercurii liber secundus ,


Padova, 1975, p. 6.
(2) De nuptiis 1,7: Ut adhaerebat forte Cyllenio.
(3) De nuptiis 1,8: Neque eum ... permitteret. Sul valore astronomico da attribuire
alle parole di Virtu (ma cf. anche il passo indicato in n. 14) cf. V. Fontanel. la,
Mercurio alia ricerca di Apollo-Sole. La teoria geoeliocentrica di Eraclide Pontico
nel De nuptiis Philologiae et Mercurii di Marziano Capella. Libro I 8-26 in A IV
135, 1977, p. 305-322.

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L'APOTEOSI DI VIRTU 35

Mercurio consegna allora a Virtu, come al solito, la verga alata,


perche possa penetrare con lui nelle zone piu interne del cosmo e,
con pari velocita, irrompere nei luoghi piu riposti dell'etere (4), e insieme
si pongono alia ricerca di Apollo ; ma il dio e introvabile nei luoghi
abituali del suo culto (5). A questo punto, grazie all'annuncio di Fama,
Mercurio e Virtu vengono finalmente a sapere che Apollo e sul Parnaso
ed essi, benche si fosse diffusa la voce che fosse passato di la al monte
delFIndia, raggiungono le grotte del monte Cirra(6). Qui Virtu puo
contemplare lo scorrere delle Fortunae di tutta la realta dal futuro
verso il passato attraverso l'attimo del presente ; puo contemplare il
bosco divino e percepirne il fruscio, che risuona tutta la scala armonica
e un canto celeste (7) ; puo inoltre apprendere, grazie alle rivelazioni
del Cillenio, che anche le orbite in cielo producono armonie e concor-
dano in accompagnamenti con proporzione identica, perche il dio

(4) De nuptiis 1,9 : Ac tunc uolatilem uirgam ... permittit.


(5) De nuptiis 1, 10.
(6) De nuptiis 1, 11. La grotta e un simbolo ben noto del mondo creato, cf. Porph,
Antr. nymph. 5-8, p. 59, 1-62, 9 Nauck, ma cf. anche Corp. Herm. 8, 3, p. 88, 7-8
Nock-Festugiere I ; F. Cumont, Textes et monuments figures relatifs au culte de Mithra ,
vol. I, Bruxelles, 1896-1899, p. 198-199 ; J. Bidez-F. Cumont, Les Mages hellenises.
Zoroastre, Ostanes et Hystaspe d'apres la tradition grecque , vol. II, Paris, 1938, p. 29-
30 ; J. Carcopino, La basilique pythagoricienne de la Porte Majeure , Paris, 1943,
p. 211-216; L. Ferrero, Storia del Pitagorismo nei mondo romano (dalle origini
alia fine della Repubblica), Torino, 1955, p. 347 ; F. Buffiere, Les mythes d'Homere
et la pensee grecque , Paris 1956, p. 427-429 ; M. J. Vermaseren, Mithriaca I. The
Mithraeum at S. Maria Capua Vet ere, Leiden, 1971, p. 3.
(7) De nuptiis 1, 11. A indicare il bosco di Apollo Marziano, con una vanazione,
si serve qui del sostantivo nemus, ma piu in basso (1, 12) lo chiama silua (= vhj) ;
diviene cosi piu comprensibile la rappresentazione del bosco come simbolo dell'universo
materiale (per Tomologia silua-hyle cf. Chalc., Comm. 123, p. 176, 6 ; 268, p. 273,
15-16 ; 273, p. 278, 1-2 Waszink) : si estende dalla mobile cima degli alberi (il cielo
delle stelle fisse, che ha la rivoluzione piu veloce) alia base del tronco (la Terra, che
e immobile) ; per silua-hyle come mundus cf. Ps.-Apul., Ascl. 17, p. 315, 24 Nock-
Festugiere II; Serv., Aen. 1, 314, p. 114, 5-7 Thilo-Hagen : ... quam Graeci vXrjv
uocant poetae nominant siluam, id est elementorum congeriem, unde cuncta procre-
antur , cf. inoltre A. Rivaud, Le probleme du devenir et la notion de la matiere dans
la philosophie grecque depuis les origines jusqu'a Theophraste , Paris, 1906, p. 372-
373, per la materia in connessione con l'idea di albero ; per Falbero cosmico cf. M.
L. West, Early Greek Philosophy and the Orient , Oxford, 1971, p. 55-60 e 72-74 ;
BuffiEre, Mythes , p. 461 ; R. Mondolfo, Nota su Ferecide in E. Zeller-R.
Mondolfo, La filosofia dei Greci nei suo sviluppo storico , vol. 1/1, Firenze, 1966,
p. 194-203. Per la silua-hyle come causa malorum cf. Ps.-Apul., Ascl. 15, p. 314, 20-
23 Nock-Festugiere II ; Chalc., Comm. 296, p. 298, 14 Waszink ; Macr. Somn. 1,
6, 9.

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36 V. FONTANELLA

Apollo modula come Sole anche le orbite del cielo (8). Mercurio indica
poi a Virtu alcuni fiumi di colore diverso che defluiscono dal cielo,
e le riferisce che devono attraversarli per giungere alia presenza di
Apollo ; a questo punto Virtu puo vedere la diversa azione che i fiumi
esercitano su tutte quante le Fortunae (9). Virtu, infine, al seguito di

(8) De nuptiis 1, 12. Sulla diffusione neH'antichita deirarmonia delle sfere cf. le
numerose fonti raccolte nel commento di A. S. Pease a Cic., Nat. deor. 3, 27 (II,
p. 1019-1020) ; accanto a Mart. Cap. 1, 27-28 vanno ricordati almeno Arist., Cael.
2, 9, 291 a 8 ; Cens. 13 ; Chalc., Comm. 73, p. 120, 11-13 Waszink, per il carattere
autenticamente pitagorico della dottrina ; Pl., Rep. 10, 617b ; Cic., Rep. 6, 18 ; Apul.,
Plat. 1, 9, p. 91, 20-92, 10 Thomas; Plin., Nat. 2, 83-84; Macr., Somn. 2, 1, 4-
25; Fav. Eul. 21, 1, p. 37, 18-21 Van Weddingen ; Boeth., Mus. 1, 2, p. 187, 26
Friedlein, per la spiegazione fisica deirarmonia ; cf. inoltre C. von Jan, Musici
scriptores Graeci , Leipzig, 1895 [Hildesheim, 1962], p. 211-234; Die Harmonie der
Sphaeren in Philologus 52, 1893, p. 13-37 ; Th. Reinach, La musique des spheres
in REG 13, 1900, p. 432-449 ; P. Boyance, Etudes sur le Songe de Scipion , Paris,
1936, p. 90-93 e 104-115 ; Les Muses et I'harmonie des spheres in Melanges F. Grat ,
vol. II, Paris, 1946, p. 3-16 ; Note sur la Tetraktys in AC 20, 1951, p. 421-425 ; G.
Junge, Die Sphaeren- Harmonie und die Pythagoreische- Platonische Zahlenlehre in
C&M 9, 1948, p. 183-194 ; W. Burkert, Hellenistische Pseudopythagorica in Philologus
105, 1961, p. 28-43 ; Weisheit und Wissenschaft. Studien zu Pythagoras, Philolaos und
Platon , Nuremberg, 1962, p. 328-335 ; B. L. van der Waerden, Die Harmonielehre
der Pythagoreer in Hermes 78, 1943, p. 163-199 ; Pythagoras. Die Schriften in RE.
Suppl., vol. X, 1965, p. 857-895 ; L. Spitzer, L'armonia del mondo. Storia semantica
di un'idea , trad, it., Bologna, 1967, p. 9-26 ; G. Wille, Musica Romana. Die Bedeutung
der Musik im Leben der Roemer, Amsterdam, 1967, p. 438-442 ; J. Flamant, Macrobe
et le neo-platonisme latin a la fin du ive siecle , Leiden, 1977, p. 363-369. Su Apollo-
Sole, plettro luminoso con il quale il dio colpisce la lira cosmica per accordarla, cf.
Mart. Cap. 2, 185-186; Varro, Men. fr. 351 Buech. ; Cic., Diu. 2, 89; Rep. 6,
17; Macr., Somm. 1, 20, 5; Amm. 21, 1, 11 ; Fav. Eul. 27, 3, p. 49, 10-14 Van
Weddingen; spiegazione fisica in Vitr. 9, 1, 11-14; Plin., Nat. 2, 69-71 ; Lucan.
10, 201-203 ; Mart. Cap. 8, 887 ; cf. inoltre P. Tannery, Recherches sur Vhistoire
de Vastronomie ancienne , Paris, 1893 [New York 1976], p. 127 ; F. Cumont, La
theologie solaire du paganisme romain , in MAI 12, 1913, p. 451-454 ; E. Pfeiffer,
Studien zum antiken Sternglauben , Leipzig, 1916, p. 54 e n. 2 ; E. Bickel, Neu-
pythagoreische Kosmologie bei den Roemern. Zum Manilius und Plinius nat. hist.
in Philologus 79, 1924, p. 355-369 ; Ferrero, Pitagorismo , p. 344-346 ; L. Deschamps,
L'harmonie des spheres dans les Satires Menippees de Varron in Latomus 38, 1979,
p. 11-12.
(9) De nuptiis 1, 14-15 : Demonstrabat praeterea ... feriata. I «fiumi» sono i corsi
dei corpi celesti elencati secondo Tordine «caldeo», a iniziare dal piu lontano dalla
Terra - Saturno, Giove, Marte, Sole, Venere, Mercurio e Luna - , e sono individuati
dal loro «colore» o intensita luminosa, su cio cf. Plin., Nat. 2, 79 ; F. Boll, Antike
Beobachtungen farbiger Sterne in ABAW 30, 1918, p. 19-31 ; J. Bidez, Eos ou Platon
et I'Orient , Bruxelles, 1945 (Appendice I : Les couleurs des Planetes dans le my the
dEr au livre X de la Republique de Platon) ; ma cf. anche F. Cumont, Les noms
des planetes et Vastrolatrie chez les Grecs in AC 4, 1935, p. 5-43, per i nomi descrittivi
dei corpi celesti ricavati dal loro aspetto.

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L'APOTEOSI DI VIRTO 37

Mercurio attraversa da sola e senza paura tutti i fiumi che non riescono
a sopraffarla, benche la investano con grande fragore (,0) ; e allora i
due vedono Apollo seduto su un altissimo scranno che attinge da
quattro urne differenti aure diverse e le invia, secondo quanto e stato
disposto, nel mondo(n). Awertita da queste operazioni di dosaggio
compiute dal dio Apollo, e soprattutto perche lo vede mescolare aure
salubri, Virtu richiama, con l'approvazione di Mercurio, un verso greco,
mentre Mercurio stesso awerte che per mezzo di quel verso la pestilenza
puo essere cacciata, se le parole si accompagnano alle prime awisaglie
della peste (12). Apollo parla per primo e rivela che una doctissima
uirgo e stata destinata a Mercurio, Virtu ne chiede il nome, saputolo,
se ne felicita moltissimo ; il responso di Apollo e bene accolto da
Mercurio (13) ; Virtu interviene allora per consigliare ai due fratelli di
recarsi insieme da Giove per propiziarlo alle nozze e aggiunge, di nuovo,
che essi non devono mai allontanarsi molto l'uno dall'altro (14).
Dopo queste parole Virtu, con il compito di fare strada e mossa
dall'agitarsi della verga alata consegnatale da Mercurio, si innalza
diretta al cielo (15) in un tripudio universale, perche la Terra, alia vista

(10) De nuptiis 1, 16 : Denique Virtus, secuta Cyllenium dum sola cunctos interrite
transmearet, licet earn magno fragore colliserint, tamen opprimere non quiuerunt.
(11) De nuptiis 1, 16-18. Per il ruolo del Sole, anche come regolatore delle stagioni
(le urne deH'aria), cf. Macr., Somn. 1, 20, 6 ; J. Preaux, Le culte des Muses chez
Martianus Capella in Melanges P. Boyance , Roma, 1974, p. 607-610 ; per venti e
stagioni cf. F. Cumont, Recherches sur le symbolisme funeraire des Romains , Paris,
1942 [Paris, 1966], p. 163 ; per le stagioni come emblema della resurrezione F. Cumont,
Un fragment de sarcophage judeo-pai'en in RA 4, 1916, p. 6-8 ; Recherches , p. 489-
493.
(12) De nuptiis 1, 19: Tali dei temperamento ... crine redimito ; Apollo e detto
Phoihos anche in De nuptiis 1, 12-13 e 2, 190, dove si parla della sua azione di guida
del coro dei corpi celesti ; Apollo che suona la lira rappresenta per i Neoplatonici
il Sole, la ragione del mondo che guida la danza dei pianeti, cf. Macr., Sat. I, 19,
15 ; Procl., In Tim. 2, 208, 9 Diehl ; Ps.-Auson. 3, 20, p. 412 Peiper. Su Apollo-
Phoibos-So'e cf. Serv., Eel. 5, 66, p. 62, 3-6 Thilo-Hagen ; Heracl., All. horn. 7,
5-8 ; Macr., Sat. 1, 17, 33 ; M. S. Rui perez, Etymologica. &oif$(K ; 'AnoAAcov in
Emerita 21, 1953, p. 14-17 ; P. Boyance, L'Apollon solaire in Melanges J. Carcopino,
Paris, 1966, p. 149-170.
(13) De nuptiis 1,21 -24.
(14) De nuptiis 1, 25 : Quin potius ... gaudeat occupari ; questo preciso riferimento
astronomico di Virtu si affianca a quello da lei gia avanzato, cf. la n. 3.
(15) De nuptiis 1, 26 : His diet is Virtus, praecedentis officio ac Mercurialis uirgae
perflatione concussa, in caelum itura sustollitur. Dopo queste parole Virtu non e piu
nominata, ma e intuitivo che precede Apollo e Mercurio che si recano al Palazzo
di Giove ; tutto il passo 1, 26-30 e un unicum che riguarda non solo Apollo e Mercurio,
ma anche Virtu, loro praecedens.

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38 V. FONTANELLA

di Mercurio dio della primavera, si e ricoperta di fiori, e il cielo, alia


vista di Apollo, si e illuminato di larghi squarci di sereno e le orbite
celesti, presentito l'awicinarsi delle Muse, emettono suoni piu dolci
del solito (l6). Fuori dalle zone dell'aria awiene una metamorfosi,
perche Apollo diviene il Sole splendente e Mercurio la Stella vibrante
di luce ; e cosi, piu radiosi per la trasformazione divina e portati
attraverso i Gemelli, rifulgono nell'alto cielo e si dirigono al palazzo
del Tonante (l7).
Fin qui il racconto che Marziano fa del viaggio oltremondano di
Virtu. Ma come spiegare la comparsa di Virtu accanto a Mercurio,
e chi e Virtu ? Perche puo salire al cielo ? Quale significato hanno
le azioni da lei compiute, i fatti di cui e partecipe, le vie seguite per
giungere al termine beato del «viaggio» ?
Puo destare meraviglia che Virtu compaia aH'improwiso e per caso
{forte) accanto a Mercurio, ma la meraviglia puo essere minore se
vediamo in Virtu una raffigurazione dell'anima disincarnata e se
teniamo presente un passo della dossografia pitagorica sul destino
dell'anima dopo la morte, tramandata da Alessandro Poliistore (l8) :
l'anima, quando e cacciata dal corpo, vaga sopra la terra nell'aria,
simile a corpo ; qui dobbiamo pensare che intervenga Ermes, il custode
delle anime (e per questo e detto Accompagnatore e Portinaio e Ctonio,
perche manda le anime uscite dai corpi nei luoghi loro destinati, sia
dalla terra che dal mare) ; e le anime purificate vanno verso l'alto,
quelle impure, al contrario, non si awicinano a quelle pure ne si

(16) De nuptiis 1, 27-28 ; Marziano fornisce Telenco delle Muse con la loro
associazione alle sfere ; sul tema cf. M.-Th. D'Alverny, Les Muses et les spheres
celestes in Classical, Mediaeval and Renaissance Studies in Honor of B. L. Ullman,
vol. II, Roma, 1964, p. 7-19. Durante la divinizzazione di Filologia ricompaiono le
Muse (2, 117-126), che cantano una alia volta un inno e tutte in coro intercalano
il ritornello Scande caeli templa, uirgo, digna tanto foedere : te socer subire celsa
poscit astra Iuppiter.
(17) De nuptiis 1, 26-30.
(18) Cf. Diog. Laert. 8, 31 ; sulla testimonianza e sul suo carattere originario e
antico cf. M. Wellmann, Eine pythagoreische Urkunde des IV Jahrhunderts v. Chr.
in Hermes 54, 1919, p. 225-248 ; A. J. Festugi£re, Les «memoires pythagoriques»
cites par Alexandre Polyhistor in REG 53, 1945 = Etudes de philosophie grecque , Paris,
1971, p. 371-435 ; P. Boyance, Note sur I'ether chez les Pythagoriciens, Platon et
Aristote in REG 80, 1967, p. 202-209 ; come ulteriore testimonianza pitagorica cf.
Carcopino, Basilique, p. 268 : l'anima liberata dal corpo si porta nella sfera delFaria,
poi inizia la salita per raggiungere la sede dei beati ; sul conduttore delle anime cf.
F. Cumont, Les religions orientates dans le paganisme romain , Paris, 1929, p. 264,
n. 90.

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L'APOTEOSI DI VIRTtJ 39

uniscono tra di loro, ma sono imprigionate dalle Erinni con ceppi


infrangibili. Similmente per Plutarco (l9) le anime, dopo la morte del
corpo, vagano nell'aria e cercano di trovare il cammino verso la loro
vera patria ; volano nel grande oceano che si stende tra la Terra e
la Luna e rischiano di essere sommerse dalle onde della reincarnazione :
l'aria oscura tra la Terra e la Luna e divenuta lo spazio di raccolta
delle anime troppo cariche ancora della loro vita terrena per raggiungere
la pace e la tranquillita della Luna (20).
Gia nel I secolo a.C. in Roma tra i Neopitagorici e gli Stoici eclettici
era diffusa l'idea che l'anima liberata dal corpo non scendesse sotto
terra, ma - particella del fuoco dell'etere, da cui era scesa - risalisse
verso gli astri divini che si muovono eternamente nel cielo, dopo essersi
purificata da ogni impurita nell'attraversare lo spazio sublunare. I
Campi Elisi, i Fiumi Infernali, le Isole Fortunate erano cosi situati
sui corpi o nelle zone celesti ; la credenza nell'ascesa delle anime pie
attraverso i cieli, nelle prove che devono subire nella salita attraverso
l'atmosfera, fu adottata durante l'impero da tutti i misteri che si pro-
pagavano in Occidente (2I). Lo spostamento dell'Ade nelle regioni
dell'aria e la punizione delle anime, che qui awiene, sono ben testi-
moniati in Marziano (22).
Virtu, anima virtuosa staccatasi ormai dal corpo, vaga dunque
nell'aria, qui si unisce strettamente ( adhaerebat ) a Mercurio : e ormai
pronta a iniziare il viaggio che la portera al cielo. Ma in che senso
e da intendere la uirtus di Virtu ?
Virtu, come e raffigurata da Marziano puo forse adombrare la virtu
senza eccessive specificazioni (quella stoica ad esempio) che qui
allegoricamente sale al cielo, come, fuori di allegoria, ha il potere di
elevare l'uomo alle stelle (23) oppure puo anche essere un nome col-

(19) De genio Socr. 22, 591 A-C ; De facie 29, 914 A; concetti analoghi gia in
Pl., Phaed. 67 a ; 81 a-c ; Phaedr. 248 c.
(20) Her acl., All. horn. 23, 9-11 ; 34, 5 per Tattribuzione dello spazio aereo all'Ade ;
Cumont, Recherches , p. 104-176 ; Buffi£re, Mythes , p. 118-1 19 ; 403 ; 492-493.
(21) Cumont, Recherches , p. 32 ; per la purificazione attraverso gli elementi cf. Cic.,
Tusc. 1, 42-43 ; Verg., Aen. 6, 739-743.
(22) De nuptiis 2, 165-166 : Circa ipsum uero terrae ... impietas ; cf. inoltre Lenaz,
Martiani Capellae , p. 91, n. 352.
(23) Sen., Nat. 1 praef 6-7 : Virtus enim ista ... terram ; Cumont, Recherches ,
p. 448-449 ; Le mysticisme astral dans I'antiquite in BAB 1909, p. 271-272 ; per Sall.,
De diis 21, 1, le anime virtuose purificate del corporeo amministrano il mondo in
comunione con gli dei ; sull'escatologia siderale cf. Cumont, Religions , p. 116-117 e
p. 265, n. 91 ; Recherches , p. 1 16-1 17 ; la rappresentazione di Virtu con scettro o verga

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40 V. FONTANELLA

lettivo a indicare le quattro virtu cardinali, il cui esercizio conferisce


all'uomo la capacita di elevarsi al cielo (24). Ma l'aspetto essenziale di
Virtu, come si puo desumere dai suoi interventi nel De nuptiis , sembra
essere una profonda, specifica, conoscenza scientifico-astronomica, e
la dimostra adombrando due volte la poco nota e scarsamente attestata
dottrina astronomica di Eraclide Pontico : e dunque l'anima umana
dotata di profonde conoscenze (25) ; tale profondita nella conoscenza
era ritenuta elemento gia in se sufficiente per conseguire la capacita
di ascendere al cielo.
II concetto che la scienza purifichi e liberi dal mondo della materia
era stato l'importante conquista dottrinale della filosofia pitagorica,
per la quale la scienza non era fine a se, bensi mezzo al raggiungimento
di una finalita etico-religiosa ; tutta l'attivita scientifica della setta era
promossa e sostenuta dall'esigenza mistica della purificazione. Questa
esigenza, che nell'Orfismo, anelante alia liberazione delPanima dal ciclo
delle nascite, trovava la sua soddisfazione nelle regole della vita ascetica,
era venuta a costituire nel Pitagorismo la connessione tra l'aspetto
scientifico e quello religioso della scuola : la scienza disinteressata era
divenuta cosi la piu alta di tutte le purificazioni e aveva la capacita
di liberare dalla ruota delle nascite l'uomo che ad essa si votava (26).

contrapposta ad 'Aacozia ricorre su monumenti sepolcrali pitagorici, cf. Cumont,


Recherches , p. 422-426.
(24) Sul tema cf. Timportante articolo di J. Pr£aux, Les quatre vertus paiennes
et chretiennes. Apotheose et Ascension in Hommages M. Renard , vol. I, Bruxelles,
1969, p. 639-657 ; L. Storoni Mazzolani, Sul mare della vita , Milano, 1969, p. 90-92.
(25) Cf. le n. 3 e 14 dove sono indicati i passi. La scelta di tale dottrina e dovuta
forse anche al fatto che cosmologia e dottrina deiranima sono strettamente unite nel
pensiero di Eraclide Pontico, cf. Zeller-Mondolfo, La filosofia , vol. 2, 3/2, p. 1012,
n. 24 (con gli aggiornamenti di M. Isnardi Parente) e ibid., p. 1013-1014 : Eraclide
Pontico, cui si fa ascendere la teoria geoeliocentrica, credeva nella dottrina che pone
il soggiorno delle anime nella Via Lattea. Altre conoscenze possedute da Virtu sono
il rapporto che lega Filologia a Mantica, Sofia e Psiche, le fanciulle su cui si era
in un primo momento, ma inutilmente, orientata la scelta di Mercurio {De nuptiis
1, 23 : propinquam esse ... facer e labor arit) e il rapporto che lega Apollo e Mercurio
a Giove (De nuptiis 1, 25 : Quin potius ... allubescat) ; e evidente in questo ultimo
passo un'altra precisa indicazione astronomica, le tre divinita sono infatti rappresentate
come i tre corpi celesti. Nel suo viaggio con Mercurio Virtu puo ora osservare da
vicino i fenomeni che ha colto di lontano, in Terra, con lo studio ; per un atteggiamento
analogo in Seneca cf. Cumont, Lux perpetua, Paris, 1949, p. 167-170.
(26) R. Mondolfo, Nota sulla filosojia presocratica (processo di Jormazione,
caratteri, sviluppi ) in Zeller-Mondolfo, La filosofia , vol. 1/2, p. 73 ; Cumont,
Mysticisme , p. 256-266 ; P. Boyanc£, Le culte des Muses chez les philosophes grecs ,

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L'APOTEOSI DI VIRTU 41

II concetto che lo studio e la conoscenza portino al cielo e aper-


tamente affermato nel De nuptiis , e infatti un tema fondamentale
nell'elogio di Philologia (la fanciulla che salira alle stelle e si unira
a Mercurio) pronunciato da Giunone a Giove, perche il dio assenta
alle nozze di Mercurio con la dottissima fanciulla, di cui sono espli-
citamente ricordate anche le conoscenze scientifico-astronomiche ac-
canto alio studio immenso e insonne e all'ampia dottrina (27) ; e inoltre
chiaramente esplicitato nelle parole con le quali il senato celeste, quando
Giove ha proclamato che le nuptiae tra Filologia e Mercurio saranno
celebrate, sanziona che vanno ugualmente cooptati nel numero degli
dei, tra gli altri, anche coloro che poi la fama della loro scienza ha
posto fra le stelle, in modo che divengano, dopo la loro vita corporea,
membri del senato degli dei (28) ; risulta infine dall'analisi dell'elenco
degli «eroi» della cultura che figurano nel «paradiso degli intellet-
tuali» (29). Inoltre, come abbiamo visto, le conoscenze possedute da
Virtu sono soprattutto astronomiche (30) ; poiche la scienza dei cieli

Paris, 1937, p. 317 ; per gli scienziati e i poeti assunti in cielo cf. Cumont, Recherches ,
p. 264 ; Ferrero, Pitagorismo , p. 28-35. Concetti analoghi possono essere ritrovati
nella gnosi, secondo A. J. FestugiEre, La revelation d'Hermes Trismegiste. IV. Le
dieu inconnu et la Gnose , Paris, 1954, p. 263, nella gnosi ci sono tre vie per giungere
a Dio (almeno nella gnosi filosofica piu nota, rErmetismo), la prima di esse si fonda
sulla configurazione di Dio come principio dell'ordine cosmico. Conoscere Tordine
del cosmo, la conoscenza e conseguita mediante la scienza, significa percio giungere
a Dio. La conoscenza scientifica e dunque un mezzo per salire alia divinita.
(27) De nuptiis 1, 37 : An uero quisquam est ... consueuit ; per le immense
conoscenze di Filologia e il «vomito» rituale di tutta la sua scienza cf. De nuptiis
2, 135-139 ; per il rapporto che lega conoscenza e misticismo astrale cf. Cumont,
Mysticisme , p. 256-286.
(28) De nuptiis 1, 94-95 : adiciuntque sententiae ... curiales ; questa decisione del
senato celeste deve essere pubblicata e diffusa da Filosofia.
(z9) De nuptiis z, 1 11-213; Marziano elenca Linum, Homerum, Mantuanumque
uatem, Orpheum atque Aristoxenum, Platonem Archimedenque, Heraclitus, Thales,
Democritus, Pythagoras, Aristoteles, Epicurus , Zeno, Arcesilas ; cf. anche Cic., Rep.
6, 18 : Docti homines ... coluerunt ; Lact., Inst. 3, 18, 19 : Tullius in consolatione
... peruolare. Per la divinizzazione ottenuta mediante la conoscenza e la diffusione
del concetto cf. Boyanc£, Culte , p. 133 ; 233-247 ; 278 (origine pitagorica della
nozione) ; H. 1. Marrou, Mousikos aner , Grenoble, 1938 [Roma, 1964], p. 231-257 ;
Cumont, Recherches , p. 262-288 ; 448. Sulla divinizzazione per meriti eccezionali cf.
BoYANce, Culte , p. 306 ; M. J. Vermaseren, Liber in deum , Leiden, 1976, p. 50-
57 ; per la uirtus dimostrata dal defunto cf. ad es. Tepitafio di Pretestato e Tanalisi
fattane in Storoni Mazzoi.ani, Sul mare , p. 105-109.
(30) Per il valore da attribuire alFastronomia nella costituzione di una teologia
mistica, cf. Cumont, Mysticisme , p. 270 ; Recherches , p. 271-273 (che rinvia a Verg.,
Georg. 2, 475-482).

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42 V. FONTANELLA

piu di ogni altra permette all'anima di raggiungere una somiglianza


con Toggetto dello studio, ad essa era riservata, in modo particolare
e in piu alto grado, la capacita di condurre Tanima alle stelle, di elevarla
all'etere luminoso (31). La contemplazione del cielo e lo studio delle
sue leggi, soprattutto, hanno purificato Virtu, l'hanno posta in comu-
nione con gli dei stellari e l'hanno preparata alia risalita alia vera patria :
la conoscenza ha dunque fatto conseguire a Virtu uno stato di purezza
cosi elevato da permetterle di affrontare il viaggio che la condurra al
cielo.
Prima di accingersi alia ricerca di Apollo e al viaggio celeste Mercurio
consegna a Virtu, come al solito (32), la verga alata (33), in modo che
possa irrompere con lui nei luoghi piu riposti del cosmo : la verga,
mezzo e simbolo del dio che accompagna le anime e che penetra in
ogni parte dell'universo, e per Virtu strumento di protezione e di
elevazione insieme, perche ne e in possesso quando attraversa i fiumi
celesti e perche, come Marziano riferisce piu avanti (34), Virtu e alzata

(31) II misticismo astrale e opera di astronomi, di qui la convinzione che la


conoscenza deirastronomia porti al cielo, cf. Cumont, Mysticisme , p. 257-258 ; cf.
p. 265-267 per la contemplazione dei cieli, che diviene comunione con essi, e per lo
stimolo che venne alia filosofia dalla contemplazione del firmamento ; cf. inoltre
Cumont, Recherches , p. 266 (in riferimento a Pl., Tim. 90 b) ; Lux , p. 142-188, per
origini, sviluppo e diffusione della fede neirimmortalita celeste ; Marrou, Mousikos ,
p. 235-236.
(32) De more indica Tusualita di questa azione di Mercurio psicopompo e sottolinea
la ripetitivita deiraccompagnamento al cielo delFanima.
(33) Per la rappresentazione di Arete-Virtus con scettro o verga su monumenti
sepolcrali pitagorici cf. Cumont, Recherches , p. 422-426. La verga di Mercurio (ma
non si dice se e alata) e rappresentata, con altri simboli, in una tavola dipinta che
viene mostrata da Themis-Astrea-Erigone a Filologia nel cielo di Mercurio, mentre
attraversa le sfere celesti per salire alia Galassia, De nuptiis 2, 176 : ... quaedam
praenitens uirga, cuius caput auratum, media glauca, piceus finis extabat ; sul passo
annota Lenaz, Martiani Capellae , p. 214 : «I tre colori simboleggiano, per il Kopp,
il cielo, il mare e il mondo sotterraneo : in ogni caso sono in rapporto con il carattere
di Mercurio : superum commeator et inferum, nunc atra, nunc aurea facie sublimis
(Apul., Met. 11,1 1)», e rinvia a N. Steuding, Mercurius in Roscher , vol. II/ 2, p. 2802-
2831 e a F. M. J. de Waele, Zauberstab in Roscher , vol. VI/ 2, p. 554-555 ; spesso
la verga e immaginata d'ebano. Per i poteri della verga di Mercurio scrive F. Le
Moine, Martianus Capella. A Literary Re-evaluation , Mtinchen, 1972, p. 95 : «The
wand itself with the three colours of gold, grey and black, may simbolize Mercury's
duties as herald of the god as well as his great powers as a magician who can open
every sphere of the universe from the golden reaches of the sky to the black depths
of Tartarus».
(34) De nuptiis 1, 26 : ... Virtus praecedentis officio ac Mercurialis uirgae perflatione
concussa in caelum itura sustollitur.

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L'APOTEOSI DI VIRTtJ 43

al cielo proprio dallo spirare della verga alata : l'indicazione rinvia,


in simbolo, al ruolo benigno dei Venti nel viaggio oltremondano del-
l'anima (35).
Come abbiamo visto, Virtu possiede gia alcune profonde conoscenze
(astronomiche in particolare, ma anche in riferimento all'anima umana),
ed altre ancora ne acquista nel suo viaggio con Mercurio ; puo cosi
contemplare e apprendere direttamente riposti segreti delPuniverso e
del mondo celeste e divino, a somiglianza delle conoscenze scientifiche
che gia possedeva : nella caverna di Apollo sul Cirra ha la possibility
di vedere lo scorrere del Tempo sotto forma di Fortunae che muovono
dal futuro al passato (36) ; puo ascoltare l'armonico stormire della selva
del dio (37) e apprendere da Mercurio che Farmonia della selva
consuona con quella delle sfere celesti, perche Apollo governa sia questa
che quelle (38) ; puo infine contemplare l'azione varia e impetuosa dei
fiumi celesti sulle Fortunae (39) e conseguire cosi direttamente la piena
conoscenza degli effetti del destino astrale su tutta la condizione umana.
Nel suo «viaggio» in compagnia di Mercurio alia ricerca di Apollo
Virtu perfeziona e amplia il suo sapere con nuove, dirette conoscenze
che consegue grazie anche alle spiegazioni del dio che la accompagna ;
siamo percio anche qui alPinterno di un sistema misterico in cui l'unione
delTanima con una divinita, che ha funzioni di indottrinamento e di
istruzione, rappresenta una tappa essenziale delPiniziazione ( 40 ), e
questa avazadiQ di Virtu trova il suo corrispettivo nella successiva

(35) Sul ruolo positivo (o negativo) dei venti che facilitano all'anima il viaggio
nelToltretomba cf. Cumont, Recherches , p. 1 10 (per l'antichita del rapporto tra anima
e vento) ; 116-117 ; 128-129 ; 140-141 ; 166-176 ; Lux., p. 208 ; 286 ; 297 ; 364 ; Buf-
fi£re, Mythes , p. 453-455 (in riferimento al De antro Nympharum di Porfirio).
(36) De nuptiis 1,11: Illic autem circumstabat ... aura.
(37) De nuptiis 1, 11 : ... motusque nemorum ... personaret.
(38) De nuptiis 1, 12 : Quod quidem exponente ... in Sole. Per l'armonia delle
sfere cf. la n. 8 ; per l'azione del Sole sui complessi moti planetari, spiegati con la
teoria radiosolare, cf. Fontanella, Mercurio , p. 312-314; Due note alio Pseudo-
Censorino (fragm. Ill, pp. 57, 20-60, 7 Hultsch) in AIV 136, 1978, p. 465.
(39) Cf. la n. 9. Per la dottrina caldaica degli influssi stellari cf. Cic., Diu. 2, 89 :
Vitr. 9, 6, 2 ; Sext. Em p., Math. 5, 4-5 ; Cens. 8, 2 ; Plot. 2, 3 ; Auson. 35, 1-7,
p. 155 Schenkl ; Serv., Eel. 4, 4, p. 45, 5-6 Thilo-Hagen ; A. Bouch£-Leclercq,
L'astrologie grecque, Paris, 1899, p. 180-310.
(40) R. Turcan, Martianus Capella et Jamblique in REL 36, 1958, p. 240-241 :
«Cette entrevue ( ovoxaou ;) du myste avec une divinite, dont il regoit la revelation de
secrets celestes represente l'une des etapes essentielles de l'initiation telle qu'Olympiodore
(in Plat., Phaedr ., p. 120-121 Norvin) les enumere, lorsqu'il applique a l'etude des
dialogues de Platon la terminologie des mysteres».

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44 V. FONTANELLA

aomaaiQ teologico-apodittica di Filologia (la divinita accompagnatrice


e pero Giunone) in arces aeriae, mentre la dottissima fanciulla sta
salendo al cielo (4I). Anche nel primo libro del De nuptiis Marziano
Capella rispecchia dunque, con piena coerenza, una situazione in cui
«alle indicazioni sulle 'strade dell' Hades' delle laminette orfiche si sono
sostituiti, nella prospettiva escatologica dell'atmosfera come 'sejour des
ames', i teologumeni sulle 'potenze dell'aria'» (42).
Terminato il celeste indottrinamento, Virtu affronta la fase catartica
del suo viaggio, che awiene in due momenti successivi, perche, ancor
prima di giungere alia presenza di Apollo, deve superare i fiumi celesti.
Senza paura essa affronta i fiumi che, anche se la investono con grande
fragore, non riescono a vincerla (43), e da sola C44) supera il punto piu
difficile, pericoloso e travagliato della sua risalita al cielo (45) ; per
comprendere quanto awiene bisogna prendere spunto dalla dottrina (46)

(41) De nuptiis 2, 149-168 ; su tutto il tema cf. Lenaz, Martiani Capellae , p. 20-21.
(42) Cos! Lenaz, Martiani Capellae , p. 21, che rinvia al gia citato Turcan, p. 244.
(43) Cf. le n. 9 e 10 ; per il moto delle anime attraverso i fiumi celesti cf. la n. 46.
(44) Per la salvezza conseguita con le proprie forze cf. Orac. Chald. fr. 117, p. 96
Des Places.
(45) Per la salita travagliata deiranima cf. Orac. Chald. fr. 161, p. 105 Des Places
e il commento di Psello ( Exeg . 1 141 a, p. 178 Des Places).
(46) La dottrina che Fanima disincarnata sale alle stelle fisse e assai diffusa in
ambienti neopitagorici romani gia nel I sec. a.C., cf. Carcopino, Basilique , p. 268-
270. La descrizione del movimento delle anime ha origine dalla raffigurazione della
Grotta delle Ninfe mWOdissea (13, 109-112). Tutto il moto delle anime tra cielo e
terra awiene attraverso le due «porte» del Cancro e del Capricorno ; la dottrina
risalirebbe a Numenio, cf. Porph., Antr. nymph. 10, p. 63, 7-24 ; 21-24, p. 70, 25-
72, 19 ; 28, p. 75, 11-76, 1 ; 34, p. 79, 19-80, 2 Nauck (= fr. 30-33 Des Places). In
particolare, secondo Numenio nella sfera delle stelle fisse e il paradiso platonico e
nelle sfere planetarie e il luogo deU'espiazione, cf. Procl., In Remp. II 128, 26-130,
14 Kroll (= fr. 35 Des Places) : i fiumi infernali erano cosi identificati con le sfere
planetarie che le anime dovevano superare nella loro risalita al cielo ; cf. inoltre Porph.,
De abst. 1, 31, p. 109, 13-22 Nauck ; Macr., Somm. 1, 9-12 in generale ; 1, 12, 13-
14 per Telenco delle «qualita» rivestite dall'anima durante la discesa ; Macr., Sat.
1, 17, 63 per le «porte» ; Orac. Chald. fr. 164 Des Places e il commento di Psello
(Exeg. 1132 b, 4-13, p. 169 Des Places) per la discesa (la dottrina caldaica, che le
anime si alzano verso il cielo attraverso i sette cerchi planetari, fu adottata dai misteri
di Mitra, in cui era una devozione speciale per i venti, gia adorati dagli antichi Persiani,
cf. Procl., In Remp. I, 152 Kroll; Cumont, Lux , indice s.v. Vents); Pijot. 1, 6,
7 per la risalita ; Orig., Cels. 6, 21 ; nella discesa Tanima riveste anche causae cattive
di cui deve svestirsi in preparazione alfunione mistica, cf. Arnob., Nat. 2, 16, p. 83,
16-21 Marchesi ; per Tanimazione nelle sette sfere e i rivestimenti che si dissolvono
nelle sfere durante la risalita come dottrina ermetica cf. Corp. Herm. 1, 24, p. 15,
15-16, 4 ; 4, 8, p. 52, 8-11 Nock-Festugiere I ; cf. inoltre Cumont, Religions , p. 164-
165 («doctrine chaldeo-persique») ; 282, n. 69 ; Recherches , p. 201 e n. 2 ; Lux , p. 185-

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L'APOTEOSI DI VIRTU 45

che parla della discesa deH'anima dai cieli alia terra e della sua risalita
al cielo attraverso le sfere celesti (i fiumi nell'allegoria di Marziano) :
ranima che scende dalVdnXavfjg per incarnarsi riceve dalle sfere celesti
attraversate altrettanti impulsi diversi, «passioni» o qualita, che la
rivestono come tuniche successive ; quando, dopo la separazione dal
corpo, ranima riattraversa le sfere celesti per risalire alia Galassia deve,
prima di giungere al cielo delle stelle fisse, spogliare tutti i sviluppi
materiali di cui si e ricoperta mentre penetrava nel mondo sensibile,
e materiali vanno considerati anche i rivestimenti dati dai sette corpi
celesti (47). E dunque, l'anima che scende dalla Galassia e riveste in
successione nelle singole sfere astrali i vari impulsi, ne viene spogliata,
dopo la separazione dal corpo, mentre risale al luogo d'origine. Questa
e la condizione di Virtu : per raggiungere il cielo (Galassia, paradiso,
soggiorno dei beati ...) deve riattraversare i fiumi celesti, che la spogliano
degli impulsi con cui l'hanno rivestita alia discesa.
Nell'affrontare questo momento difficile e pericoloso della risalita
Virtu e sola , ma non e abbandonata a se stessa, perche ha ricevuto
da Mercurio la verga alata, aiuto magico e simbolo dei Venti che
aiutano ranima a risalire alia vera patria ; e in una condizione analoga
a quella di Ulisse che affronta Circe da solo, ma con la protezione
dell'erba moly che gli e stata consegnata da Ermete. Al modo in cui
l'esegesi allegorica di Omero aveva interpretato Circe come la meta-
morfosi, Ulisse come ranima che Taffronta e che, se non avesse avuto
coraggio, forza e l'erba moly , sarebbe stata trasformata in animale,
cio infatti era accaduto ai compagni deU'eroe (48), cosi, per analogia,
possiamo supporre che Virtu, se non fosse riuscita a superare anche

188 ; 272 ; 363-364 e 367-368 ; Carcopino, Basilique , p. 268-274 ; P. BoyancE, La


religion astrale de Platon a Ciceron in REG 65, 1952, p. 326-329 e 341-342 ; A. J.
FestugiEre, L'ame et la musique, d'apres Aristide Quintilien in Amer. Philol. Assoc.
85, 1954 = Etudes de philosophie grecque, Paris, 1971, p. 463-486 ; BuffiEre, Mythes ,
p. 438-459 ; J. Ferguson, Le religioni nell'Impero Romano , tr. ital., Bari, 1974, p. 101-
102 ; M. L. Amerio, Note sulla fortuna di Plato Tim. 41 e, 42 d (in riferimento
a Clem. Alex. prot. 63, 1) in Inv. Luc. 2, 1980, p. 180-188.
(47) E. Des Places, Oracles Chaldai'ques , Paris, 1971, p. 15 : «Dans sa remontee
elle (ranima) aura depouille les enveloppes materielles dont elle s'etait chargee en
penetrant dans le monde sensible)) ; a cio rinvia anche Porfirio (De regressu animae,
Bidez p. 38, 4-5) quando afferma che omne corpus esse fugiendum, ut anima possit
beata permanere cum deo ; per Tevoluzione della dottrina cf. Cumont, Recherches ,
p. 139-148 ; Carcopino, Basilique , p. 264-274.
(48) Heracl., All. hom. 72-73 ; 73, 10-1 1 per l'erba moly.

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46 V. FONTANELLA

un solo fiume (fuori di immagine, se non fosse riuscita a spogliare


anche un solo influsso e fosse cosi rimasta in qualche modo legata
alia materialita) sarebbe stata travolta dai fiumi, sarebbe ricaduta nella
materia terrena e avrebbe subito una reincarnazione o una metem-
psicosi ; la storia di Virtu diviene cosi la raffigurazione simbolica (Pita-
gorismo ?) della vicenda delFanima dotta che sfugge alia condanna delle
reincarnazioni (49) : da sola (50) Virtu supera, grazie al suo coraggio
(interrite), all'aiuto divino ( uirga ) e alia sua forza, la dura prova ( magno
fragore colliserint ) in cui avrebbe potuto anche soccombere ( uincere
non quiuerunt) : sfugge cosi alia legge inesorabile del destino, dell'Hei-
marmene, che la poteva legare o condannare di nuovo al processo
del divenire, alia ruota delle nascite (51). La descrizione del pericoloso
e difficile passaggio dei fiumi non e dunque un facile ornamento poetico
o un futile abbellimento, e invece la puntuale descrizione del supe-
ramento di una autentica e difficile prova purificatoria imposta dai
cieli alle anime che risalgono alia loro divina sede originaria ; solo se
guada i fiumi celesti 1'anima consegue un piii elevato grado di purezza
e puo ascendere ancora.
E appunto, dopo il difficile superamento dei fiumi, lavacro purificatore
dalla contaminazione materiale, ha luogo l'incontro con Apollo e si
completa con il dio catartico per eccellenza la purificazione, perche
Virtu, quando vede Apollo, che sta mescendo salutaris auras , pronuncia,
con Tapprovazione di Mercurio, un verso greco in cui il dio Apollo
e ricordato come colui che scaccia la nube del contagio ; e il verso,
come awerte Mercurio, ha in se la capacita di cacciare la pestilenza (52).

(49) Sul mito di Odisseo e Circe, sulPerba moly e sulle interpretazioni proposte
cf. BuffiEre, Mythes , p. 506-515 ; H. Rahner, Miti greci nell' inter pretazione cristiana,
tr. ital., Bologna, 1971, p. 205-247 ; sul valore pitagorico del tema annota Carcopino,
Basilique , p. 267 : «Pour le pythagorisme, le salut, c'est rimmortalite stellaire ; la dam-
nation, c'est, a travers une suite de metamorphoses plus ou moins degradantes, la
dure continuation de Tepreuve terrestre» ; sulla necessita di sfuggire alle reincarnazioni
negli Oracoli Caldaici cf. Des Places, Oracles , p. 15-16.
(50) Ma 1'anima puo anche essere guidata, cf. Corp. Herm. 12, 12, p. 179, 2-4 Nock-
Festugiere I.
(51) U. F. Kopp, Martiani Minei Felicis Capellae Afri Carthaginiensis libri novem,
Francofurti ad Moenum, 1836, p. 50, vede qui una condanna delle «astrologicas artes
quibus Virtus, Mercurii comes, terreri non potuerit» e rinvia a Sen., Ep. 88.
(52) 11 verso greco e ricavato da Luciano (Alex. 36, 1 1) ; e ben noto 1 uso dei versi
di Omero (e di altri) come formule magiche (BuffiEre, Mythes , p. 470-471, che in
n. 17 cita tra queste formule un passo di Luciano) ; per la forza ineffabile delle parole
pronunciate nella lingua originale cf. Orac. Chald. fr. 150 Des Places e Psei.l., Exeg.
1132 c 1-8, p. 169-170 Des Places ; Iambl., Myst. 7, 4-5, p. 191-193 Des Places ; Corp.

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L'APOTEOSl DI VIRTU 47

A questo punto una precisazione si impone : il contagio di cui qui


si parla e evidentemente quello che l'anima ha subito anche nel contatto
con le sfere celesti ; l'anima, che ha gia spogliato nella risalita, quando
ha attraversato i fiumi, gli influssi rivestiti nella discesa dalla Galassia,
deve ora purificare anche il fatto in se di essersi comunque trovata
a contatto con la materia (53), soltanto cosi puo raggiungere la condi-
zione definitiva di purezza che puo essere conseguita solo nell'incontro
con Apollo. La recitazione del verso magico in greco, per il momento
della risalita in cui awiene, l'incontro con Apollo, richiama le preghiere
di raccomandazione nei riti di passaggio che, secondo la «via» dei Magi,
le anime recitavano alle potenze nella risalita ; queste formule di transito
dovevano aiutare l'anima a superare gli sbarramenti successivi e a
garantirle il ritorno al cielo (54).
Raggiunta cosi la piu perfetta purezza Virtu, praecedentis officio (55)
di Apollo e Mercurio, si alza in caelum itura (56) ; questa ultima parte
del viaggio oltremondano awiene in un gioioso quadro primaverile
ed e accompagnata da una piu dolce armonia delle sfere dovuta al

Herm. 16, 2, p. 232, 5-17 Nock-Festugiere II ; Cumont, Religions , p. 87 e 240, n. 72 ;


Bidez-Cumont, Mages , vol. II, p. 69, n. 14 ; A. J. Festugi£re, L'ideal religieux des
Grecs et I'Evangile , Paris, 1932, p. 285-289. L'azione catartica del Sole sulle anime
e ricordata in Cumont, Lux , p. 180-182.
(53) Per un'allusione ai nexus mortalitatis cf. De nuptiis 2, 125 : nube remota e
11 commento di Lenaz, Martiani Capellae, p. 197 ; per il corpo come pestis o faex
rerum diuinarum cf. Verg., Aen. 6, 736-738; Macr., Somn. 1, 9, 3-5; 1, 11, 11-
12 ; 1, 12, 15 e 17. Per il passagio attraverso le sfere celesti visto come contatto con
la materia, fonte del male, cf. Corp. Herm. 1, 25, p. 15, 15-16, 4 Nock-Festugiere
I ; Iambl., Myst. 8, 6, p. 199 ; 10, 5, p. 213 Des Places ; Orac. Chald. fr. 134 Des
Places (materia come mondo del male) ; Arnob., Nat. 2, 16, p. 83, 16-21 ; 2, 55, p. 129,
4-6 Marchesi {mala ex elementis nella dottrina professata dai uiri noui) ; 2, 28, p. 100,
2-3 Marchesi, per le qualitates ricevute ex circulis ; cf. inoltre Cumont, Religions ,
p. 282-283 (n. 69) : W. Bousset, Hautprobleme der Gnosis , 1907, Gottingen, p. 361-
369 : Festugi£re, Ideal, p. 109, n. 9 ; 130, n. 54 ; M. Mazza, Studi arnobianti I,
La dottrina dei «uiri noui» nel secondo libro dell'«Adversus nationes» di Arnobio in
Helikon 3, 1963, p. 135-137.
(54) Arnob., Nat . 2, 13, p. 81, 10-13 ; 2, 62, p. 138, 10-13 ; 2, 66, p. 143, 16-18
Marchesi ; cf. inoltre A. J. FestugiEre, La doctrine des «uiri noui» sur Vorigine et
le sort des ames in Memorial Lagrange , Paris, 1940, p. 97-132 (= Hermetisme et
mystique paienne , Paris, 1967, p. 260-312); P. Courcelle, Les sages de Porphyre
et les «uiri noui» d'Arnobe in REL 31, 1953, p. 257-271 ; Mazza, Studi arnobiani ,
p. 129-132.
(55) Prima Virtu aveva seguito Mercurio, ora precede entrambe le divinita, segno
della raggiunta perfezione.
(56) E mossa dalla perflatione della verga alata consegnatale da Mercurio, cf. la
n. 15.

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48 V. FONTANELLA

fatto che le orbite celesti hanno presentito l'awicinarsi delle Muse, e


infatti esse vanno a porsi ciascuna sulla sfera in cui hanno riconosciuto
il battito della loro nota (solo Talia rimane sulla Terra fiorita) (57). Virtu
si alza dunque per prima, accompagnata anch'essa da una piu dolce
musica delle sfere. Quali elementi escatologici sono inseriti in questa
fase della risalita di Virtu ?
Gia due volte in precedenza, come abbiamo visto (58), Marziano
Capella ha rinviato con trasparente allusione simbolica alle sfere celesti :
la prima le ha rappresentate come selva, consonante con l'armonia
dell' universo, che Virtu ha contemplato quando, seguendo Mercurio
alia ricerca di Apollo, ha raggiunto la grotta sul monte Cirra ; la
seconda le ha raffigurate come strumento di catarsi per l'anima che
risale alle stelle, come fiumi celesti che Virtu ha attraversato e che,
come lavacro catartico, l'hanno spogliata degli influssi rivestiti alia
discesa. A questo punto dell'apoteosi di Virtu, dopo la sua piu perfetta
e compiuta purificazione, le sfere celesti ricompaiono, non piu in forma
allusiva, come immagine simbolica, ma nella loro piu autentica realta,
come celesti fattrici dell'armonia dell'universo che accompagna la
risalita dell'anima al cielo. Gia dai Pitagorici antichi la musica era stata
considerata mezzo di catarsi, ma con il passare del tempo la musica
celeste in se era riguardata come lo strumento della salvezza, perche
le era attribuito il compito di aiutare l'anima a risalire al cielo (59).
Ricompaiono qui, inoltre, le Muse che vengono associate alle note
dell'armonia celeste ; anche questa figurazione rientra nel sistema
filosofico dei Pitagorici, che avevano interpretato le Muse in senso
cosmico, come musiciste celesti che presiedono alle otto sfere celesti
e che, con il loro canto congiunto, formano l'armonia celeste (6I).
L'assegnazione alle Muse di un ruolo salvifico era partita dall'inter-

(57) De nuptiis 1, 27-28 : Superi autem globi ... ubere residebat.


(58) Cf. le n. 7 e 8.
(59) A. Delatte, Etudes sur la litterature pythagoricienne , Pans, 1915, p. 22 ;
Boyanc£, Etudes , p. 104-106 ; Culte , p. 93-1 13 ; Marrou, Mousikos, p. 236 ; Ferrero,
Pitagorismo , p. 28 ; Pr£aux, Culte , p. 610-61 1.
(60) Gia in precedenza (1, 20) Apollo aveva inviato le Muse incontro a Mercurio
e Virtu, quando stavano per giungere alia sua presenza ; su Apollo Musagete cf.
Cumont, Recherches , p. 259, n. 7 ; 260-261 per il successo in epoca romana delle Muse
come maestre deirarmonia universale.
(61) Pl., Rep. 617b; Phil., Quaest. in Gen. 3, 3, p. 181 Marcus; Arist. Quint.
3, 20, p. 87 Jahn ; Iambl., VP 65 ; Porph., VP. 30 ; Procl., In Remp. II 66, 6 ;
236, 20 Kroll ; Cumont, Recherches , p. 258-261 ; Ferrero, Pitagorismo , p. 35 ;
suirarmonia delle sfere in generale cf. la n. 8.

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L'APOTEOSI DI VIRTU 49

pretazione di Omero : come le Sirene attirano con il canto i naviganti,


cosi le Muse (considerate omologhe alle Sirene) attirano con l'armonia
dell'universo le anime che errano nello spazio dopo la morte del corpo
e le conducono al cielo (62). II valore escatologico attribuito dai Pita-
gorici alia musica delle sfere e lo stretto rapporto stabilito tra sfere
celesti e Muse possono spiegare rintervento delle Muse nell'apoteosi
di Virtu : il coro delle sorelle celesti accompagna la salita dell'anima
- e ormai pienamente libera dalla materia e degna di ritornare alia
vera patria - e la esorta a compiere l'ascesa sino al termine beato
del suo viaggio (63).
Muse come armonia in cielo dunque, ma anche Muse come
conoscenza in terra : entrambe queste loro caratteristiche sono presenti
nel De nuptiis e concorrono a liberare Virtu dalla prigione terrena
e a condurla in cielo (64).
Siamo cosi giunti all'ultimo dettaglio dell'apoteosi di Virtu : il pas-
saggio attraverso il segno zodiacale dei Gemelli ; nelT indicarlo Marziano
Capella menziona soltanto Apollo e Mercurio, ma in loro compagnia
dobbiamo vedere anche Virtu, che sappiamo essere loro praecedens
nella salita al cielo. Apollo e Mercurio, divenuti per metamorfosi i
due astri splendenti, passano dunque attraverso il segno dei Gemelli
per salire al sommo cielo e recarsi al palazzo di Giove (65) ; a questo
passaggio va attribuito un significato astronomico (66), ma anche un
valore soterico, perche il segno zodiacale dei Gemelli, per la sua
contiguita con quello del Cancro, conduce direttamente a una delle

(62) Per l'azione delle Sirene cf. Plut., Quaest. conu. 9, 14, 6 ; per musica e Sirene-
Muse cf. Buffi£re, Mythes , p. 473-479 ; Carcopino, Basilique , p. 295-296.
(63) tuMONT, Kecnercnes , p. zoi -zbz e :DU ; per i opera aeiie Muse ci. rRocL.,
Inn. 3 (ed. Ludwig p. 143) citato, con traduzione, in Cumont, Recherches , p. 276-
277 ; Proct., In Remp. II 69, 3 Kroll. Nel secondo libro (2, 117-126) Marziano propone
un canto delle Muse che accompagna la divinizzazione di Filologia.
(64) Per l'associazione di musica ed eroi della cultura in Marziano cf. Preaux,
Culte , p. 598-599 ; per l'aiuto delle Muse a coloro che si sono dedicati al loro culto,
la conoscenza, cf. BoYANCfi, Culte , p. 1 e 347 ; Marrou, Mousikos , p. 246-247 ;
Cumont, Recherches , p. 267-281.
(65) De nuptiis 1, 30 : At que ita metamorphosi ... petiuerunt ; per lo stretto rapporto
che lega il Sole ai Gemelli cf. Mart. Cap. 8, 848-849 (dove la lentezza del Sole nei
Gemelli e nel Cancro e spiegata con l'eccentricita della rivoluzione del Sole attorno
alia Terra : i due segni sono dunque i piu «alti» e percio i piu vicini al «cielo») ; cf.
inoltre Macr., Somm. 1, 6, 51 ; i Gemelli erano attribuiti anche a Mercurio, cf. Macr.,
Somn. 1, 21, 26.
(66) Per il solo valore astronomico del passo cf. Fontanella, Mercurio alia ricerca ,
p. 305, n. 2.

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50 V. FONTANELLA

«porte» per le quali si credeva awenire la discesa delle anime che


venivano alia vita e la risalita di quelle disincarnate (67). I Gemelli
possono appunto rappresentare qui l'ultima tappa della salita al cielo,
alia quale succede la «porta» del Cancro attraverso cui Virtu puo final-
mente giungere alia fine del «viaggio» (68). Ma la complessa e ambigua
personality dei due eroi eponimi del segno zodiacale affianca e conferma
l'interpretazione mistica e soteriologica del «viaggio» di Virtu e permette
di cogliere anche in questo ultimo particolare una puntuale indicazione
escatologica, perche i Gemelli e la loro storia rispecchiano la divisione
del mondo nei due emisferi opposti della luce e della tenebra (69) -
il cielo e gli inferi - e sono legati l'uno all'altro in una vicenda eterna
e ciclica di vita e morte (70).
Gia nella piu antica poesia greca i Dioscuri sono rappresentati come
eroi salvifici in guerra e in mare (71), ma sono considerati anche divinita
psicopompe (72), e la «traversata» favorita da loro e quella dell'atmosfera,
che 1'anima compie per raggiungere le Isole Fortunate (73) ; poiche i
Gemelli valgono anche come esempi caratteristici di eroi divinizzati
per apoteosi, il rappresentarli qui significa proporre un emblema di
immortalita astrale e, insieme, indicare che 1'anima ha conseguito la
loro stessa sorte (74).
II succinto richiamo ai Gemelli, allusione alia costellazione che
precede la porta del Cancro attraverso cui 1'anima puo finalmente
entrare in cielo e, insieme, accenno a divinita salvifiche che portano
aiuto all'anima nella risalita, e dunque una ulteriore indicazione

(67) Sul moto delle anime attraverso le «porte» del cielo cf. la n. 46 ; cf. inoltre
Carcopino, Basilique, p. 368-371 ; Cumont, Recherches , p. 40-41 ; Macr., Sat. 1,
17, 63, per le «porte». Secondo Lenaz, Martiani Capellae , p. 209, Marziano varierebbe
«rispetto alia tradizione, immaginando che Apollo e Mercurio risalgano al cielo per
Geminos».
(68) Su questa ultima «tappa» cf. Carcopino, Basilique , p. 367-371.
(69) Si consideri Tallusiva descrizione del loro ingresso, tra i figli di Giove, nell'aula
del Senato celeste (1, 83) : Post hos duorum una quidem germanaque fades, sed alius
lucis sidere, noctis alius refulgebat.
(70) Sul tema e sulla complessa simbologia dei Dioscuri cf. in generale Carcopino,
Basilique , p. 358-359 ; Cumont, Recherches , p. 35-103 ; Ferrero, Pitagorismo , p. 93 ;
Buffi£re, Mythes , p. 570-574.
(71) Cumont, Recherches , p. 64-67.
(72) Cumont, Recherches , p. 101.
(73) Boyance, Culte , p. 143.
(74) Boyance, Culte , p. 306-307 ; Carcopino, Basilique , p. 363-365 ; Cumont,
Recherches , p. 91-93.

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L'APOTEOSI DI VIRTU 5 1

simbolica di quell'eternita astrale che Virtu ha meritato di ricercare


e conseguire per le sue conoscenze e per la sua perfezione.
Nello schema complesso dell'apoteosi di Virtu delineato da Marziano
Capella e ben possibile percepire il predominio di una religione ideale
delle Muse (75), intese come conoscenza in terra, propedeutica alia
salvezza ultraterrena, e come musica delle sfere, ausiliatrice nella risalita
delPanima purificata. Ma la descrizione dell'ascesa di Virtu, per la
complessita dello schema salvifico che delinea - valore catartico della
conoscenza, avamaiQ didattica con Mercurio, passaggio dei fiumi,
incontro con Apollo e recitazione del verso magico, azione elevativa
della verga alata, effetti della musica delle sfere - , costituisce anche
un quadro vario, raffinato e denso di particolari diversi che si uniscono
a formulare una concezione sincretistica di apoteosi, uno schema
salvifico peculiare e unitario, una summa armonica di concezioni
desunte da filosofie e rituali religiosi diversi, che bene concordano con
il quadro salvifico sincretistico della tarda antichita (76) nel quale si
colloca Marziano Capella.

Valter Fontanella.

(75) Su questo aspetto del pensiero di Marziano cf. Pr£aux, Culte , p. 610-612.
(76) Per un quadro salvifico analogo, in cui il sincretismo e l'elemento predominante,
cf. Storoni Mazzolani, Sul mare , p. 94-97 ; per il sincretismo nella filosofia
neoplatonica cf. Cumont. Lux , p. 364-369.

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