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Photo stitching e panoramiche

A cura di Arcangelo Piai


Luglio 2007
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Introduzione

L'argomento trattato in questo eXperience


descrive come assemblare più fotogrammi
scattati su unico scenario per ottenere
un'unica immagine finale. Tecnica meglio
conosciuta con il termine Stitching che viene
letteralmente tradotto dall'inglese in cucire,
unire. Generalmente si è soliti associare
questa tecnica alla fotografia panoramica, ma
in realtà i campi di applicazione sono vari. Si
pensi ad esempio alla possibilità e/o necessità
di ottenere immagini con risoluzione e gamma
tonale di gran lunga superiori a quanto
consentito dal sensore della fotocamera
digitale in unico scatto; necessità che era
maggiormente sentita in passato con file
ottenuti da fotocamere digitali della
precedente generazione, anche se, la tecnica
che andremo a spiegare, offre potenzialità
utilizzabili anche con le DSLR del futuro...
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L'interpolazione software con Photoshop o Plug-in mirati tipo S.Spline, Genuine Fractal, Alien Skin BlowUp, possono
funzionare, ma é pur sempre un aggiungere, duplicare e "inventare" in maniera artificiosa, pixel non realmente letti
per aumentarne le dimensioni di output. Per quanto precisi e perfetti possano essere questi software, portano in
ogni caso a una perdita progressiva di qualità mano a mano che se ne aumentano le dimensioni. L'interpolazione è
comunque l'unica alternativa per soggetti in cui questa perdita di definizione é meno percettibile come ad esempio
nel caso del ritratto e di scene a dettaglio definito; per immagini in cui il fattore emozionale - e/o creativo - è più
importante della loro definizione e quando non vi è altra scelta, visto che la tecnica di cui si parla si adatta
prevalentemente ad immagini statiche.

Per meglio comprendere l'argomento, ecco due file dello stesso soggetto che rappresenta il castello di Conegliano
Veneto in provincia di Treviso, ripreso con scatto singolo e, il secondo, con stitch a mosaico di 12 file uniti in unica
immagine.

È possibile notare le differenze sul particolare ingrandito per il confronto percettivo.


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Scatto singolo con Nikon D200 e AF-S Nikkor AF-S DX 12-24 f/4G IF-
ED a focale 24, dimensione file 28,7 MB.

Stitch di 12 scatti eseguiti con testa panoramica e Nikon D200,


obiettivo AF Micro Nikkor 60mm f/2.8 D, dimensione file 206,9 MB
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Quando sorge la necessità di aumentare


notevolmente le dimensioni del file senza perdita di
qualità (e per ottenere stampe di dimensioni
estremizzate e talvolta illimitate, su tipologie di
soggetti statici a dettaglio infinito come ad esempio
paesaggi, affreschi, specifici still-life, ecc) è
possibile ricorrere alla tecnica del photo stitching
che dà certamente migliori risultati di qualunque
futuristica tecnica di interpolazione "intelligente".

Per ottenere risultati di elevata qualità ho


sperimentato e provato innumerevoli software (tutti
reperibili esclusivamente in Internet) ed affinato la
tecnica di ripresa con teste panoramiche e non. Il
tempo impiegato nella lunga fase iniziale è stato
comunque compensato dalla gratificazione ottenuta,
dal consolidamento dei risultati e dalla scoperta di
nuovi modi di concepire e vedere la fotografia, come
Particolari delle due foto precedenti a confronto. nel caso della ripresa panoramica in digitale.
A sinistra il particolare ingrandito dello scatto singolo; al centro lo stesso
particolare interpolato e a destra il particolare dello stesso soggetto
estratto dallo stitch a mosaico di 12 scatti. Ora, a pochi anni di distanza, grazie alla diffusione
delle fotocamere digitali e al progressivo
miglioramento tecnologico di computer e software,
siamo in grado di ottenere con relativa facilità ottimi
risultati e di affrontare con maggior sicurezza la
soluzione di specifici problemi tecnici.
Possiamo così permetterci di dedicare maggiori
risorse al fattore creativo.
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Attrezzatura per la ripresa

Fotocamera

Per praticità e qualità di risultati utilizzo esclusivamente


reflex digitali e nello specifico Nikon D200 e D2X, ma
nulla vieta di applicare le stessa tecnica con fotocamere
digitali compatte o DSLR di fascia più bassa.
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Obiettivi

Non ci sono limiti; dipende da cosa dobbiamo fotografare e


da quanto grande vogliamo il nostro file perché, a parità di
scena inquadrata, ci vogliono più scatti con obiettivi lunghi e
meno con obiettivi corti. L'uso di grandangolari estremi
richiede maggior attenzione sia nella ripresa che nello
stitching. Con ottiche ad estremizzato angolo di campo, l'uso
di un treppiedi con testa panoramica diventa necessario per
evitare di perdere ore in post produzione o di ottenere
fotogrammi inutilizzabili.

Con focali più lunghe, genericamente individuate sul


formato sensore DX dal 35mm in poi, tutto diventa più facile
e se la situazione lo permette, con pochi accorgimenti,
riusciamo ad ottenere ottimi risultati anche a mano libera.

Utilizzo con successo, a mano libera, il Nikkor AF-D 35mm f/2, il Micro Nikkor AF-D 60 f/2.8 mm (secondo il mio
parere una delle migliori ottiche Nikon, nonostante sia un macro da notevoli soddisfazioni anche in molti altri campi
della ripresa fotografica quali paesaggio e ritratto) e l'AF-D Nikkor 80-200 f/2.8 D ED.

Con il Nikkor AF-S DX 12-24 f/4G IF-ED uso quasi sempre il treppiedi con testa panoramica. Raramente lo utilizzo
a mano libera e solo per riprese in esterno o di paesaggio. Se faccio un'escursione in montagna, preferisco
naturalmente evitarmi il difficoltoso trasporto di treppiedi e testa panoramica. Nelle due immagini successive alcuni
esempi di ripresa a mano libera.
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Colline di Conegliano Veneto innevate.


Stitch a mosaico di 10 scatti a mano libera con Nikon D70 e Micro Nikkor 60mm.

Calabria, Parco nazionale del Pollino, Civita.


Panoramica eseguita a mano libera con 10 scatti in verticale.
Nikon D2X e Nikkor AF-S DX 12-24 f/4G IF-ED a 18mm.
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Cavalletto - Treppiedi Testa panoramica

La testa panoramica permette, attraverso piastre a slitta, il


posizionamento preciso del punto nodale in modo che la
fotocamera ruoti su questo e non sul classico attacco per treppiedi.
Tale caratteristica è indispensabile per non incorrere in errori di
parallasse che rendono difficoltoso, se non impossibile, lo stitching delle
foto, in particolare nelle riprese di interni o quando nella scena
inquadrata ci sono contemporaneamente soggetti vicini e lontani. La
precisione nel posizionamento del corretto punto nodale rende il lavoro
di stitching di estrema semplicità.
Alla base della testa panoramica si trova inoltre una doppia scala, a
passi prefissati in base all'angolo di campo dell'obiettivo utilizzato,
funzione questa che rende molto agevole e veloce la sequenza degli
scatti.

Esistono vari modelli di testa panoramica che si dividono


principalmente in: testa per foto panoramica e testa per foto sferica.
La prima consente la rotazione della macchina solo sull'asse
orizzontale, la seconda permette la rotazione su entrambi gli assi -
orizzontale e verticale- consentendo così lo stitch a mosaico in
multirow.

Meglio robusto - deve sorreggere Personalmente utilizzo le teste 303 PLUS e la 303 SPH di Manfrotto,
stabilmente reflex, obiettivo e ma sono ottime anche quelle prodotte in Italia dalla Agnos, azienda
testa panoramica che arrivano specializzata in attrezzatura per fotografia panoramica. Buona è anche
facilmente a 4/6 kg di peso l'economica Panosaurus, ma la sua leggerezza non la rende adatta a
complessivo - e possibilmente carichi medio alti. Nella foto è visibile la testa panoramica usata per gli
con bolla incorporata. esempi di questo eXperience.
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La testa panoramica

Istruzioni:
La fotocamera va inserita nella slitta micrometrica 1, attraverso l'apposita
vite 1,4 e spostando il tutto sulla slitta 2, in avanti o indietro, determiniamo il
punto nodale dell'ottica utilizzata.
La manopola 3 consente la rotazione della fotocamera sull'asse verticale.
Con la slitta 4 posizioniamo il centro della la nostra fotocamera in asse con il
centro del treppiedi.
Nel modulo panoramico 5 troviamo la doppia scala graduata per la selezione
(attraverso la manopola 6 dell'angolo di rotazione o del numero di scatti
necessari per la ripresa della nostra panoramica.

Particolare ingrandito del modulo panoramico


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Altre attrezzature

Altre utili attrezzature sono lo scatto remoto (o il


telecomando ML-3 con ricevitore e trasmettitore IR) e la
bolla da inserirsi nella slitta portaflash della fotocamera.
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Il punto nodale

Il punto nodale corrisponde al centro ottico dell'obiettivo, normalmente prossimo al


posizionamento fisico del diaframma. È il punto in cui il cono di luce che entra si
incrocia con il cono di luce, invertito, che va sul sensore o sulla pellicola formando
l'immagine. Questo punto varia da obiettivo a obiettivo e, nel caso degli zoom, anche
in base alla focale utilizzata. Il centro ottico raramente corrisponde con il centro fisico
dell'obiettivo e su alcuni schemi ottici lo troviamo in prossimità della lente frontale o
addirittura davanti ad essa. È molto importante far ruotare la fotocamera sul punto
nodale perché solo così riusciremo ad assemblare i file in maniera pressoché perfetta,
riducendo o eliminando il lavoro di copia/incolla con Photoshop.

Di seguito un particolare di una panoramica eseguita con il punto nodale corretto, e lo stesso particolare, con il
punto nodale posizionato in maniera errata.

Panoramica di 360° eseguita con 10 scatti in Nikon D200, obiettivo


Nikkor AF-S DX 12-24 f/4G IF-ED a 12mm, treppiedi Gitzo, testa panoramica
Manfrotto 303SPH e assemblata in PTgui versione 7.0.
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Particolare della pano eseguita con il corretto punto nodale… …lo stesso particolare della panoramica, eseguita con il punto
nodale posizionato in maniera errata.
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Come trovare il punto nodale

La determinazione del punto nodale è molto semplice: dopo aver inserito la testa panoramica sul treppiedi,
applicata la fotocamera e messo in bolla il tutto, si sposta la slitta inferiore per posizionare il centro dell'obiettivo in
asse con il centro del treppiedi (fig. 1)

Ora cerchiamo di inquadrare un elemento molto vicino e uno lontano. Nel


caso in figura un altro cavalletto treppiedi è stato posizionato a circa 40cm
dalla macchina fotografica (fig. 2).

Fig. 1 Fig. 2
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L'inquadratura è stata composta in modo che la punta del treppiedi in primo piano corrispondesse all'elemento in
metallo sovrastante il pozzo, posizionato ad una distanza di circa 20 metri (fig. 3).

Successivamente, girando la fotocamera verso destra e verso sinistra, viene


controllata la posizione del punto nodale. Con questa operazione, se il punto
nodale è corretto, l'inquadratura non cambia. Nel caso in esempio, l'elemento
in primo piano (la punta del treppiedi) rimane sempre in corrispondenza
dell'elemento più lontano (il pozzo). Come dal particolare ingrandito della
figura 4.

Fig. 3 Fig. 4
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In questa immagine il bollino


verde indica l'esatto punto
nodale e la linea rossa indica
l'asse di rotazione. Notiamo
chiaramente che punto nodale
e asse di rotazione della
fotocamera coincidono, quindi
la fotocamera e ottica sono
posizionati sul corretto punto
nodale.

Fig. 6

In queste due immagini notiamo invece come, con la


fotocamera posizionata attraverso la slitta superiore della
testa panoramica più avanti o più indietro, l'asse di
rotazione (la linea rossa) non coincida con il punto nodale
(il bollino verde).

Fig. 5
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Fotocamera ed obiettivo non sono quindi posizionati sul corretto punto nodale e, girando la macchina verso destra o
verso sinistra, l'elemento in primo piano e l'elemento lontano non coincideranno più (come sul particolare ingrandito
della fig. 7).

Fig. 7

Per trovare il corretto punto nodale si dovrà quindi spostare la macchina in avanti o indietro attraverso la slitta
superiore (figura 8) fino ad ottenere il risultato desiderato.
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Fig. 8

Una volta individuata la corretta regolazione per un dato sistema fotocamera/obiettivo basterà prendersi nota dei
valori impostati e, una volta memorizzati, utilizzarli successivamente senza dover cercare il punto nodale a ogni
sessione di ripresa.
Sarà così possibile calibrare tutte le abbinate ottiche e le fotocamere da utilizzare su una data testa panoramica.
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La ripresa
Utilizzando il treppiedi la macchina deve essere in bolla e deve poter
girare sul punto nodale dell'obiettivo utilizzato. Adottando la ripresa a
mano libera, la macchina fotografica dovrà essere tenuta parallela per
evitare fotogrammi più alti o più bassi.

Fig. 9a

Fig. 10a
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Eseguendo la ripresa a mano libera, bisogna fare attenzione all'allineamento dei diversi fotogrammi. Nel caso delle
figure 9a e 10a il mancato allineamento orizzontale in ripresa costringe a riquadrare, successivamente, l'immagine
con tagli significativi (fig. 9b e 10b)

Fig. 9b

Fig. 10b
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I fotogrammi devono sovrapporsi del 25/40% perché il software di stitching ha bisogno, per operare con qualità e
precisione, di avere aree di maggiore ridondanza di sovrapposizione dettagli.

Se le aree di sovrapposizione sono troppo strette, il software


non troverà elementi sufficienti su cui "attaccarsi" con
precisione. Se tali aree sono invece troppo ampie (oltre il 50%)
il software, oltre a dover processare inutilmente un numero più
alto di file e un numero eccessivo di dati, può creare doppie
immagini che dovranno poi essere eliminate in Photoshop.
In entrambi i casi si potrebbe ottenere una giuntura d'unione
non perfetta.
È consigliabile mantenere una percentuale di sovrapposizione
più bassa quando si usano focali lunghe, e più alta, nel caso di
focali corte. La maggiore sovrapposizione richiesta su focali corte
permette di facilitare lo stitch, reso difficoltoso dalla distorsione
ottica e prospettica accentuata ai bordi.

Per qualunque progetto panoramico, la macchina va regolata


con messa a fuoco, bilanciamento del bianco, nitidezza,
contrasto ed esposizione, regolati in manuale o comunque
escludendo qualunque parametro automatico che possa variare i
risultati tra uno scatto e l'altro.
Nelle riprese a singola riga sull'asse orizzontale, è preferibile
posizionare la fotocamera in verticale per sfruttare meglio il
lato del fotogramma con l'angolo di campo maggiore. In questa
configurazione il lato maggiore del singolo file diventa il lato
In questa immagine che rappresenta uno stitch a mosaico
eseguito con 12 scatti verticali in tre righe, sono state
minore nell'immagine finale.
evidenziate in rosso le aree di sovrapposizione
tra i vari fotogrammi.
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Effettuare la ripresa panoramica girando la macchina in senso orario e quindi da sinistra verso destra, per avere i
file, pronti per lo stitching, in sequenza nel giusto ordine.
Su immagini con soggetti in movimento come ad esempio onde, acqua, alberi mossi dal vento, persone ecc.., lo
stitching diventa molto difficoltoso.
Generalmente, in questi casi, il montaggio tradizionale con Photoshop e la pazienza sono l'unica soluzione.

Lo scatto va eseguito ovviamente in formato RAW/NEF in modo da poter correggere facilmente eventuali
differenze tonali e cromatiche prima della conversione in formato Jpeg o Tiff. Nella costruzione immagine NEF di
Capture NX sono ad esempio contemplate utili correzioni automatiche specifiche per ogni obiettivo e focale per agire
su aberrazioni cromatiche ottiche ma anche sulle cadute di luminosità ai bordi note come vignettature, e principali
distorsioni.

Per non incorrere in assemblaggi irregolari dal punto di vista tonale e/o cromatico, è necessario che i file pronti per
l'assemblaggio siano omogenei, soprattutto in zone a tinta unita e senza dettaglio, come ad esempio cieli o muri.
Nelle immagini sottostanti è possibile notare cosa succede utilizzando file non omogenei.
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Sul Panorama Editor di PTgui è possibile visualizzare in anteprima i file prima dell'assemblaggio. Sono ben
evidenti le differenze tonali tra i vari file.

Sull' immagine finale notiamo che lo stitching non riesce ad amalgamare le differenze
tonali dei vari file lasciando ben visibili fasce irregolari di diversa densità.
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Vediamo ora la stessa panoramica assemblata con file di densità tonale e cromatica omogenea

Nel Panorama Editor di PTgui si notano ancora lievi differenze tra un fotogramma e l'altro, dovute principalmente alla
diversa densità del cielo tra la parte destra e la parte sinistra della scena inquadrata.

Nell'immagine finale le piccole differenze tonali visibili nel Panorama Editor vengono
eliminate, assemblando perfettamente la nostra panoramica.
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Ottimizzazione file
Dopo aver eseguito la ripresa in formato RAW/NEF e prima di passare alle operazioni di stitching, bisogna convertire
i file in formati d’immagine RGB e quindi Tiff o Jpeg. Per lo sviluppo digitale RAW/NEF considero Capture NX il
software più adatto ed immediato per questa operazione in quanto non richiede la calibrazione specifica di
costruzione universale Raw. Capture NX essendo progettato da Nikon sviluppa i RAW/NEF in ambiente calibrato
considerando ogni singola fotocamera e, di ognuna, applicando in costruzione le impostazioni in ripresa scelte
altrimenti ignorate da altri applicativi di costruzione RAW/NEF. Utilizzo personalmente Nikon Capture fin dalla
versione 2 (disponibile in passato con le generazioni reflex Nikon D1x), ne apprezzo la facilità d’uso e
l’interpretazione della cromia, oltre alle soluzioni innovative e uniche, come la funzione dust off o l’U-point utilissime
per ridurre i tempi di lavorazione e ottenere risultati omogenei, molto utili nell’assemblaggio dei file.

Quando facciamo una sessione di riprese panoramiche o a mosaico e scarichiamo i file nel computer, per prima cosa
dovremo raggrupparli e dividerli nelle diverse sequenze (questo per semplificare la ricerca delle foto che
compongono la singola panoramica per lo stitch). È in questa fase che già ci viene in aiuto Capture NX
permettendoci, attraverso il suo Browser file, di etichettare e ordinare i diversi fotogrammi.

Dopo aver caricato le immagini nel browser file le ordineremo e divideremo in sequenze attraverso la funzione
etichetta del browser.
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Da una determinata sequenza verrà scelta un’immagine e si cercheranno le impostazioni più adatte alle varie
esigenze, come ad esempio il bilanciamento del bianco, la compensazione dell’esposizione ecc...
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Si troveranno in tal modo le regolazioni più adatte a


quella sequenza e si salveranno in un file di
automatizzazione batch.

Dal Browser file verrà selezionato un determinato gruppo


di immagini e fatta partire l’elaborazione in batch. In
questo modo ogni gruppo di immagini potrà essere
processato con impostazioni diverse. È anche possibile
apportare le modifiche ad una immagine e salvarla
restando in formato NEF. Si potrà quindi con il tasto
destro sull’immagine modificata copiare le regolazioni e,
selezionato le restanti immagini da correggere, incollare
le regolazioni per ottenere di fatto un batch
automatizzato da Browser.
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Basterà a questo punto selezionare tutte le immagini interessate e, dal menu file, selezionare salva con nome
impostando il formato Tiff e la profondità colore a 16 bit per avere in automatico tutti i file trattati.

Le immagini elaborate e salvate di volta in volta in cartelle diverse, saranno pronte per essere impiegate nelle
operazioni di stitching, senza complicazioni nella ricerca.
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È molto importante che i file convertiti siano omogenei, con una gamma tonale il più estesa possibile e con
nitidezza e saturazione normali.

Qualunque software di stitching cercherà di miscelare tonalità e cromia nei punti d’unione, creando delle transizioni
graduali tra un fotogramma e l’altro e rendendo poco, o per nulla visibile, l’eventuale errore di giunzione. Ma per
fare ciò ed amalgamare eventuali variazioni, il software agirà sul contrasto e sulla nitidezza “sharpness”
dell’immagine abbassando il livello qualitativo generale. Si comprende allora l’importanza di utilizzare file omogenei
e con gamma tonale estesa per evitare spiacevoli sorprese. Resta sempre valido il concetto di porre la massima
attenzione nella realizzazione delle riprese e nella conversione dei file.
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Stitching con PTgui

Attualmente si trovano numerosi software di stitching, la stessa Adobe ha inserito Photomerge in Photoshop e
Photoshop Element da poco migliorati nella recente versione di CS3. Molti produttori di fotocamere digitali li
inseriscono tra i software a corredo delle compatte (Panorama Maker di Nikon e Photo stitch di Canon ad esempio).

Per qualità e costanza di risultati si consiglia di utilizzare software con le seguenti caratteristiche:

Facilità d'uso (perché siamo fotografi e non ingegneri informatici)


Possibilità di leggere i dati exif dei file per determinare i parametri di ripresa e dell'ottica utilizzata
Supporto multirow per poter assemblare riprese a mosaico
Supporto in ingresso e uscita dei file Tiff a 8 e 16 bit, oltre al Jpeg
Supporto per immagini in uscita a livelli aperti (Tiff e Psd) per modificare successivamente eventuali errori di assemblaggio
Supporto del multi–tasking in modo che lo stitching venga eseguito in background consentendoci di poter lavorare ad altri
progetti in contemporanea
Possibilità di assemblare anche riprese effettuate a mano libera

Io uso con successo PTgui ad oggi disponibile nella versione 7.0, scaricabile ed acquistabile dal sito
www.ptgui.com. Ho scelto PTgui tra i tanti software presenti sul mercato perché, oltre a tutte le caratteristiche
elencate sopra, ne possiede altre importanti che lo rendono uno dei migliori programmi di stitching, oltretutto ad un
costo contenuto di 65 € e 110 € nella versione Pro.
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PTgui, un po’ di storia


Il software PTgui (Pano Tools Grafichal User Interface) nato nel 2001, costituisce una delle interfacce grafiche delle
Panotools, cioè delle utility create dal prof. Helmut Dersch nel 1998, in grado di effettuare in primis complesse
operazioni matematiche necessarie per rimuovere la distorsione ottica e quindi rendere anche possibile l'unione di
più fotogrammi.Molte delle caratteristiche di PTgui si trovano anche su altri programmi di stitching dato che il
motore di calcolo su cui poggiano è lo stesso ma PTgui ha, nelle diverse versioni rilasciate, aggiunto peculiarità
preziose per la progettazione di panoramiche o l'unione di mosaici per elevare la risoluzione.

Tra le più significative ricordiamo:


versione 5: introduzione della ricerca automatica dei Control Point, punti di coincidenza tra le varie immagini dello
stitch utilizzati dal programma per l'assemblaggio (prima si dovevano inserire manualmente con notevole dispendio
di tempo); supporto del Multi tasking per consentire di lavorare ad altri progetti in contemporanea; introduzione
della funzione Straighten che permette di allineare le panoramiche con un semplice clic.
versione 5.6: introduzione del supporto per i file PSB, file di Photoshop più grandi di 300.000 x 300.000 pixel.
versione 6: introduzione del supporto anche alla piattaforma Macintosh.
versione 7.0: in PTgui pro 7.0, è stato introdotto il supporto dei file ad estesa gamma HDR.

PTgui in pratica
Una volta eseguita la ripresa e l'ottimizzazione dei file, possiamo passare finalmente alla fase di Stitching vera e
propria.
Quindi lanciamo PTgui e, prima di caricare i file, clicchiamo sul pulsante Advanced saltando la procedura guidata
più indicata per progetti amatoriali, poi dal menu file selezioniamo "Make Default" confermando con OK.
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In questo modo avremo la modalità Advanced come default in tutti i successivi progetti.

Saranno così visualizzati tutti i menu del progetto.

Con Load images importiamo il gruppo di immagini da assemblare, che precedentemente avremo archiviato
in una data cartella.

Selezioniamo i file e li apriamo in PTgui.


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PTgui caricherà tutti i file selezionati e


contemporaneamente presenterà la finestra
Camera/lens data dove sono inseriti dati
dell'ottica e della fotocamera utilizzati.
PTgui, grazie alla possibilità di leggere i dati exif,
esegue automaticamente l'operazione e non
resterà quindi che verificare eventualmente che
siano esatti.

Nella parte alta della finestra di Camera/lens


data si possono leggere i dati della fotocamera,
più sotto abbiamo la possibilità di selezionare il
tipo di obiettivo utilizzato: selezioniamo "Auto" se
vogliamo far decidere al programma; "Normal
(rectilinear), per tutte le ottiche normali (quello
che interessa a noi); e Fullframe/circular se
l'ottica utilizzata è un fisheye ad immagine
circolare. Su Focal lenght viene indicata la focale
utilizzata.

Nella finestra Crop factor/focal lenght


multiplier leggiamo il fattore di moltiplicazione
dell'angolo di campo in rapporto alla focale
abbinata al sensore della fotocamera utilizzata (ad
esempio il fattore del formato DX della Nikon è
1,52).

La precisione dei dati permette a PTgui di


calcolare l'esatto angolo di campo relativo.
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Bisogna inoltre fare attenzione perché, non sempre questa funzione di PTgui fornisce i dati esatti. Nel caso di focali
molto corte come ad esempio succede per il Nikkor AF-S DX 12-24 f/4G IF-ED a 12mm, PTgui inserisce tutti valori
precisi fatta eccezione per la sezione lens type dove (figura a sinistra) troviamo impropriamente selezionato
"Fullframe".

Per evitare errori di assemblaggio della panoramica bisogna togliere la spunta da "auto" (di default su PTgui) per
selezionare "Normal (Rectilinear)" (figura a destra).
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A questo punto controlleremo che i file siano stati caricati con il giusto orientamento verticale e nella corretta sequenza.
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Se risultasse necessario ruotare l'intera sequenza basterà agire sull'apposita funzione posta sul lato destro delle
immagini.

Visualizzando la funzione Source Image, potremo aggiungere immagini con il pulsante "add" o eliminarne con il
pulsante "remove", modificarne la sequenza o cambiare l'ordine dei fotogrammi attraverso i pulsanti "Move Up",
"Move Down", "Sort", "Reverse".
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Accertato il corretto orientamento di ogni singolo fotogramma e la


giusta sequenza tra le immagini da unire, lanceremo la funzione
Align image. In questa fase vengono generati automaticamente i
Control Point che costituiscono di fatto i punti di coincidenza tra i
vari fotogrammi. Prima della versione 5 di PTgui i Control Point
dovevano essere inseriti manualmente. L'introduzione di questa
funzione ha permesso di semplificare e ridurre notevolmente i
tempi di preparazione dello stitch.
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Al termine delle operazioni di Align image che nel caso esemplificato è stato di circa 50 secondi, controlleremo la
qualità di riuscita dell'unione stitch e lo faremo attraverso l'apposita tabellina che sarà accessibile cliccando su
Control Point Assistent.

Selezionando Control Point Table (a dx)


e analizzando i valori numerici mostrati
sulla destra, sarà possibile constatare la
precisione dei punti di coincidenza tra gli
scatti dello stitch, considerando che più
alto sarà il numero e meno preciso sarà lo
stitch.
Per capire meglio apriremo il menu
Control Point, e scopriremo l'interfaccia e
gli strumenti di questa funzione.

Align image troverà i vari punti di


coincidenza mostrandoli sotto forma di
quadratini colorati e numerati per ogni
coppia di file. I punti mostrati saranno
quelli poi usati dal PTgui per creare lo
stitching.
La schermata a sinistra mostra il successo del progetto.
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Attraverso i comandi dell' interfaccia sarà possibile aggiungere, eliminare, ripristinare e controllare la precisione dei
Control Point.

I Tab numerici in alto indicano il numero dell'immagine visualizzata. Per valutarne le zone di sovrapposizione (ad
esempio nell'immagine in alto abbiamo selezionato la 5 e la 6) selezioneremo ora le immagini con aree in comune.
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I CP type sono generalmente posizionati su normal. Potremo selezionare vertical line per determinare la coincidenza
di linee verticali (ad esempio quelle di un edificio) o horrizontal line per determinare la coincidenza delle linee
orizzontali (ad esempio la linea dell'orrizzonte); in elenco troveremo anche New line, supportata dalle precedenti
Panotools ma non dalle ultime versioni di PTgui.

Per inserire un nuovo Control Point, basterà individuare un punto sull'immagine (cliccando con il tasto sinistro del
mouse sull'immagine stessa) e individuare lo stesso punto sull'immagine di destra.
Nell‘immagine in esempio è stato inserito un nuovo CP vertical line (il numero 37).

Per eseguire questa operazione PTgui offre supporto


con varie funzioni:
la funzione lente servirà per trovare con più
precisione il punto;

una volta individuato un punto sull'immagine di


destra, attraverso la funzione Jump (attiva solo dopo
aver inserito almeno due CP) viene posiziona
automaticamente anche sull'immagine di sinistra e
non resterà che confermare soltanto la sua
immissione.
La funzione Auto è simile a Jump, solo che in questo
caso la conferma viene effettuata direttamente dal
programma.
La funzione Link serve a "legare" le due immagini
sotto controllo per permetterne lo spostamento
congiunto con unico cursore, dopo averle ingrandite
con la funzione Zoom.
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Per facilitare il posizionamento dei Control Point è anche possibile (solo


sull'anteprima preview e quindi senza toccare le caratteristiche tonali dei
file o del progetto) aumentare il contrasto delle immagini, modificarne la
densità o ruotarle.

In basso a destra è rappresentata la stessa Control Point Table vista


precedentemente che permette di valutare la precisione dei Control
Point ed eventualmente eliminare quelli con valori troppo alti
(selezioneremo delete cliccando sopra, con il tasto dx del mouse).
Cliccando con il tasto sx del mouse su uno qualsiasi dei numeri della
tabella, sarà possibile visualizzare in forma lampeggiante i
corrispondenti CP sulla coppia di immagini.

Ogni volta che si modifica o si aggiunge anche uno solo dei CP sarà
necessario attivare la funzione Optimizer (in alternativa il tasto F5),
per allineare nuovamente le immagini secondo i nuovi parametri.

L'immagine sopra mostra la schermata di Optimizer.


Il mio consiglio è di lasciare i parametri di questa schermata come da
default del programma, limitandoci a lanciare Optimizer cliccando su
Run Optimizer.
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Sarà mostrata una finestra che riporta l'indice di qualità relativa ai Control Point con i dati con cui è stato finalizzato il
processo. Il valore in osservazione è "Average Control Point distance" che indica la media tra i valori dei vari CP. Più
in basso appariranno in verde per i valori positivi Good, Verygood, e in rosso quelli negativiBad, e Not so bad.

In questa foto scattata ad Assisi ho forzato volontariamente l'immissione di un CP errato (il numero 38).

Possiamo vedere sulla Control Point Table come il CP numero 38, abbia un valore
eccessivamente alto.
Photo stitching e panoramiche Pagina 42

In effetti i risultati dell'optimizer risultano, come mostrato, negativi.


Photo stitching e panoramiche Pagina 43

Lo stitch avrà questo risultato.

Per ottenere un risultato nettamente migliore è stato sufficiente eliminare i Control Point con valori troppo alti e
rilanciare l'Optimizer.

Attraverso le opzioni di PTgui è possibile anche cambiare il numero di Control Point generati dal software. PTgui
genera di default 15 Control Point per coppia di immagini ma sarà sufficiente portare a 20/25 questo valore per
ottenere una maggiore precisione nello stitching. Per modificare questi valori, da Tools–Options, entreremo in
Control Point Generator e cambieremo la quantità di punti per immagine e/o per progetto, generati da PTgui.
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Cliccando ora su Align panorama o con il comando Ctrl+E della tastiera (o sul tasto del menu principale)
apriremo l'interfaccia Panorama Editor.
Qui potremo vedere un'anteprima preview dello stitch, e da qui controllare la riuscita dello stesso. Se necessario
faremo le necessarie modifiche prima di lanciare lo stitching finale.

Aprendo Panorama Editor, sarà possibile modificare l'immagine agendo sugli strumenti di ritaglio, di regolazione
prospettiva o rotazione.
Partendo da sinistra sono rappresentati i seguenti strumenti:
Photo stitching e panoramiche Pagina 45

Select image under mouse pointer e Edit individual image.


Servono entrambi per spostare i singoli file dello stitch ma con il primo si accede al il singolo file passando sopra
l'immagine con il mouse; con il secondo sarà possibile selezionare un file alla volta, attraverso il selettore con i
numeri dei file posto in alto a sinistra. Queste operazioni si rendono necessarie solo in casi particolari e sono da
utilizzarsi con cautela per non compromettere la riuscita dello stitch.

Nella figura in basso vediamo come, selezionando con una di queste due opzioni un singolo file, questo si evidenzia
rispetto al resto dell'immagine.
Photo stitching e panoramiche Pagina 46

Lo strumento Edit entire panorama permette invece di spostare l'intera immagine. Puntando il mouse
sull'immagine e tenendo premuto il tasto destro sarà possibile ruotare; puntando il mouse con il tasto sinistro
premuto, sarà possibile variare la prospettiva.

Se poi, vorremo fare queste operazioni, con


più precisione, selezioneremo il
NumericalTrasform . Si aprirà cosi la
finestra che ci consentirà, inserendo gli
opportuni valori numerici, di determinare e/o
correggere il punto di ripresa decentrando
verticalmente e orizzontalmente.

La casella Yaw, corrisponde all'orientamento


sinistra/destra; la casella Pitch, corrisponde
all'orientamento alto/basso; e la casella Roll la
rotazione. Una volta inseriti i valori cliccheremo su
Apply.
Durante questa operazione, per un controllo più
preciso è preferibile inserire un dato alla volta e con un
valore molto basso.
Photo stitching e panoramiche Pagina 47

Il tasto Central Point serve per determinare il punto di ripresa del panorama, anche se personalmente trovo le
funzioni precedenti più funzionali allo scopo.

Lo strumento Fit Panorama serve per ridurre o eliminare le dimensioni della cornice intorno all'immagine e per
evitare di aumentarne le dimensioni senza effettiva utilità. Nelle due immagini seguenti vediamo un esempio del
funzionamento di questo strumento.

Fit Panorama "prima". Fit Panorama "dopo".

Per avere un controllo più accurato, è possibile eseguire la stessa azione in manuale con i due cursori posizionati a
destra e in basso dell'interfaccia.

Il tasto Center Panorama serve per centrare il panorama rispetto al riquadro del Panorama Editor come
mostrato nell'esempio.
Photo stitching e panoramiche Pagina 48

Per ottenere un'immagine ben livellata, utilizziamo invece il tasto Straighten Panorama , utile maggiormente
per assemblare panoramiche piuttosto lunghe, dove l'allineamento manuale risulterebbe impossibile.

L'immagine che segue mostra in pratica, il funzionamento di Straighten Panorama:


spostando sul Panorama Editor questa panoramica si è generato questo risultato, impossibile da risolvere
manualmente.
Photo stitching e panoramiche Pagina 49

L'ultima funzione che andremo a vedere è quella che


permette di decidere la proiezione della panoramica.
Quando la assembliamo, e la visualizziamo sul Panorama
Editor potremodecidere, attraverso i tasti , il tipo di
panoramica più adatta scegliendo tra Rettilineare,
Cilindrica o Sferica.

La proiezione Rettilineare è tipica degli obiettivi


fotografici o del nostro sistema visivo.

Ci sono però limiti fisici che non consentono di utilizzarla


per immagini finali con angolo di campo superiore ai 100
gradi. Con panoramiche ad angolo di campo superiore ai
100° è preferibile utilizzare la proiezione Cilindrica. La
nostra immagine sarà così assemblata come se fosse
proiettata su un cilindro. Possiamo fare delle riprese che
Basta cliccare su Straighten Panorama e in un attimo coprono i 360° di angolo di campo in orizzontale e 120° in
tutto si sistema. verticale, ma tutte le linee orizzontali risulteranno curve.
Se abbiamo necessità di coprire un angolo di campo in
verticale superiore ai 120° dovremo utilizzare la
proiezione Sferica o equirettangolare, in tal caso la
nostra panoramica sarà assemblata come se fosse
proiettata su una sfera. Questa è una modalità di ripresa
molto utilizzata in applicazioni multimediali tipo QTVR che
permettono con appositi software, di "navigare" all'interno
della scena come descritto ad esempio nell’eXperience.

Di seguito possiamo vedere le tre diverse proiezioni


utilizzate sulla stessa panoramica
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Proiezione rettilineare Proiezione cilindrica

Proiezione sferica
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Torniamo ora all'immagine iniziale. Con gli appositi strumenti è stata corretta la prospettiva verticale, decentrandola
verso l'alto; e poi reinquadrata per eliminare il più possibile la cornice nera intorno. Il tipo di proiezione selezionata è
Rettilineare.

Diamo ora un'occhiata alla cartella Image Parameter, dove possiamo leggere i parametri applicati ad ogni file per
lo stitch finale. In teoria questi parametri potrebbero essere inseriti o modificati manualmente, ma è preferibile
lasciar fare a PTgui dato che le operazioni sono estremamente complesse.
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Sulla cartella Panorama Setting vediamo il tipo di proiezione scelta e l'angolo di campo orizzontale e verticale
dell'immagine.
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Andiamo alla schermata iniziale di PTgui, …e inseriamo i dati per creare lo stitching:
clicchiamo su Create Panorama…

Dimensione dello stitch in pixel


Cominciamo a selezionare "Set optimum size" per avere la massima qualità di uscita, oppure scegliere
risoluzioni inferiori se si desidera specifiche numerazioni di pixel per lato. Bisognerà fare attenzione a non
togliere la spunta su "Look aspect ratio and field of view" per non deformare la proporzione tra i lati
dell'immagine.
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Formato del file


Questa casella offre la selezione del formato di
uscita selezionabile tra Jpeg, Tiff, Psd, Psb, QTVR.
Sulla casella Setting è possibile selezionare la
qualità di compressione del Jpeg oppure la
profondità colore tra 8 o 16 Bit nel caso dei file Tiff,
Psd (Photoshop), e Psb (formato di Photoshop per
immagini di dimensioni maggiori di 300.000 x
300.000 pixel); e/o la qualità e opzioni dei filmati in
formato Quick Time VR.

Layers

Selezionando Blender panorama only, l'immagine sarà


assemblata creando transizioni graduate tra un fotogramma e
l'altro e rendendo poco o per niente visibile, la loro giunzione.
Con questa opzione l'immagine sarà salvata su un unico livello.

Con Individual Layers Only, sarà possibile salvare la


panoramica in file separati e senza transizioni graduate tra un
fotogramma e l'altro. Usando questa opzione non togliere la
spunta dalla casella Color Correct individual layers che
permette di minimizzare le differenze cromatiche e tonali
quando non si è fatto uso della funzione Blended.

Blended and Layers è l'opzione che personalmente preferisco perché permette di salvare l'immagine a livelli
aperti o file separati ma, con transizioni graduate tra un livello e l'altro.

I formati e le opzioni per ottenere i migliori risultati sono sicuramente i seguenti: file Tiff a 16 bit
per canale in entrata; Psd a 16 bit per canale, usando l'opzione Blended and Layers, per
salvare l' immagine a livelli aperti, o file separati.
Photo stitching e panoramiche Pagina 55

Outpout file

Qui specifichiamo il nome del nostro file e dove salvarlo.


Togliendo la spunta su Use fast trasform, renderemo un po' più lento lo
stitching, ma avremo una maggiore qualità finale del file.
Nella sezione Advanced utilizzeremo PTgui come Stitch Using e Blend Using.
In alternativa, nella sezione Blend Using avremo la possibilità (purtroppo solo per
utenti Winows) di usareil Plug-in Smartblend o Enblend.

Smartblend o Enblend degli applicativi per le Panotools con un


diverso algoritmo di stitching, li potete trovare qui:
http://www.ptgui.com/plugins.html

Personalmente uso di default Smartblend che trovo


straordinario poiché riesce a migliorare il lavoro già ottimo di
PTgui (provare per credere).

Un interessante articolo sull'utilizzo di Smartblend si può


raggiungere dal link: http://smartblend.panotools.info,
dove è possibile anche scaricare liberamente l'ultima versione
1.2.5.

Per utilizzarlo con PTgui bisognerà scaricarlo sul PC, salvare il


file exe in una cartella e, dal menu Tools-Options-Plugins della
finestra Smartblend Application, inserite il percorso del file exe
di Smartblend.
Photo stitching e panoramiche Pagina 56

In evidenza la finestra dove inserire il percorso, sul computer, del file EXE di Smartblend.
Interpolator: l'algoritmo di interpolazione migliore è il Lanczos che di conseguenza risulta anche essere il più
lento.
Un buon compromesso tra qualità e velocità è Bicubic Normal.
A questo punto abbiamo due possibilità: lanciare PTgui normalmente con Create Panorama e aspettare che
finisca il suo lavoro, oppure usare la funzione Send to Batch Stitchter e lanciare la funzione Batch di PTgui che
consente di poter lavorare ad altri progetti senza avere il computer bloccato. Con questa funzione possiamo anche
preparare diversi progetti di stitching e lanciarli, tutti insieme, aggiungendoli con il tasto Add project dalla
finestra di PTgui Batch stitcher.

Tutti i progetti di PTgui possono essere salvati come qualsiasi


file (Ctrl+s o Ctrl+ Shift+s) ed essere richiamati in qualsiasi
momento per rifare lo stitching senza dover ripetere tutte le
operazioni. Questi file debbono però essere in grado di trovare
tutte le immagini singole necessarie per lo stitching, di
conseguenza è utile non spostare o eliminare queste
immagini. È invece consigliabile salvare e archiviare il file di
PTgui con le immagini singole.
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Postproduzione in Photoshop
Per assemblare lo stitch di 12 distinti file Tiff a 16 bit da 57,7 MB (da Raw/Nef della Nikon D200) dell'immagine che
qui sotto illustra il castello di Conegliano (salvato in file Psd a 16 bit per un totale di 1,20 GB di file), PTgui ha
impiegato circa 30 minuti su computer con Pentim 4 da 3 GHz con 2GB di memoria Ram).

Ed ecco lo stitch da 1,20 GB prodotto da PTgui


Photo stitching e panoramiche Pagina 58

Apriamo il file in Photoshop, controlliamo se lo stitch è a posto o se ci sono imperfezioni, (questo era perfetto),
quindi uniamo i livelli per alleggerirne il peso, facciamo le opportune correzioni cromatiche e tonali desiderate e il file
sarà pronto.

Quasi un 70x70 cm a 300dpi senza interpolazioni.


L'esecuzione della ripresa (una volta trovata
l'inquadratura) ha richiesto: non più di 10 minuti
con la testa panoramica e treppiedi e un paio di
minuti a mano libera, circa un'ora di post
produzione (compresi lo scarico e salvataggio dei
file, la loro conversione in formato Tiff, lo stitch in
PTgui e l'elaborazione finale in Photoshop).
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Utilità del salvataggio a livelli aperti


La ripresa della foto precedente è stata fatta nelle migliori condizioni (treppiedi, obiettivo 60mm, nessun elemento
in movimento ecc..). Nel caso dell'immagine di Assisi rappresentata di seguito, è stato necessario correggere
alcuni errori di stitch attraverso i livelli di regolazione di Photoshop.

Assisi.
Ripresa a mano libera con tre scatti
eseguiti con Nikon D2X e obiettivo Nikkor
AF-S DX 18-70mm f/3.5-4.5 G IF-ED, a
focale 18mm (file definitivo).

Aprendo l'immagine in formato PSD a livelli aperti in Photoshop noteremo che PTgui
crea anche le maschere di livello.
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Sembra tutto a posto ma, dopo un attento esame, troviamo un difetto di stitching sul muro a destra (per maggiore
chiarezza, la zona è stata evidenziata in rosso).

Selezioniamo ora il livello relativo alla zona da correggere (in questo caso image 2), dalla palette degli strumenti di
Photoshop ed impostiamo il bianco come colore di primo piano; selezioniamo l'opportuna maschera di livello (del
livello image 2 in questo caso), con il pennello impostato a 0 come durezza, e 100 come opacità, cominciamo ad
agire sulla zona desiderata cancellando così l'immagine superiore che non è perfettamente allineata.
Photo stitching e panoramiche Pagina 61

Con pochi tocchi di pennello avremo eliminato il difetto.

Lo stesso particolare prima e dopo l'intervento. Correggendo il muro abbiamo anche


cancellato le persone che tra uno scatto e l'altro si erano spostate.
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Conclusioni
La tecnica dello stiching e programmi come PTgui hanno sicuramente molte altre potenzialità. Ne abbiamo viste
alcune da me preferite perché costituiscono parte della mia esperienza e tipologia fotografica. Se qualcosa è stato
omesso, non trattato o citato come prevalente, è perché non considero certe modalità necessarie o non utili nel mio
lavoro o perché non ho semplicemente avuto modo di testarle a dovere sulla recente versione PTgui Pro 7.0. Questa
versione PTgui permette anche la possibilità di creare panoramiche in formato HDR a 32 bit (High Dinamic Range),
con gamma tonale estremamente estesa, utilizzando file con esposizioni diverse.

Dati personali dell’autore


Arcangelo Piai è nato a Conegliano nel 1965, lavora e vive a Susegana (TV) www.amarcordstudio.it.
Fotografa da sempre e affianca all'attività professionale quella didattica (Treviso CNA, Pordenone ARSAP, Orvieto
FIOF). Dal 1989, seguendo un suo originale percorso, ha realizzato mostre e ricerche personali. Tra le più
importanti: Conegliano, 1990; Treviso, 1993; Cordovado, (Pordenone) 1997; Torino, 1997; Asolo, 2001; Venezia,
2002; Rovigo 2006. Nel 2000 sue immagini sono state premiate dalla rivista Photo.
Nel 2005 e 2006 ottiene il QIP (Qualificazione Italiana Fotografi Professionisti). Attualmente collabora come
freelance con lo studio Amarcord di Susegana (Treviso) vari suoi lavori sono rappresentati dall'agenzia Simephoto.
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Immagini
Di seguito propongo alcune delle numerose mie realizzazioni prodotte con la tecnica dello Stitching. Ad esclusione
della panoramica di Tropea sono state tutte assemblate con PTgui.

Argine del fiume Monticano vicino a


Conegliano Veneto: 8 scatti verticali,
Nikon D2X, Nikkor AF-S DX 12-24 f/4G
IF-ED a 15 mm, ripresa con testa
panoramica Manfrotto 303 Plus.

Susegana (Treviso), il Castello di San


Salvatore: 15 scatti Verticali a mano
libera, Nikon D2x, Micro Nikkor AF-D
60mm

Argine del fiume Monticano vicino a


Conegliano Veneto:
8 scatti verticali, Nikon D2x, Nikkor
AF-S DX 12-24 f/4G IF-ED G a 20
mm, ripresa con testa panoramica
Manfrotto 303 Plus.
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Dolomiti, Passo Sella (Alto Adige):


10 scatti a mano libera in verticale,
Nikon D2x Nikkor AF-S DX 12-24 f/4G
IF-ED a 20mm

Notturno della piazza di Orvieto:


20 scatti in doppia riga (multi Row),
Nikon D2X, Nikkor AF-S DX 12-24 f/4G
IF-ED a 12 mm, Testa Manfrotto
303SPH.

L’Alpago e il gruppo del Monte Cavallo


visti dal Nevegal (Belluno):
12 scatti verticali, Nikon D2X, Micro
Nikkor AF-D 60mm, testa Manfrotto
303 plus.

Santa Maria del Cedro (Cosenza) in


Calabria: 7 scatti, verticali, a mano
libera con Nikon D2X e obiettivo
Nikkor AF-D 35mm f/2.
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Parco Nazionale del Pollino (tra Calabria


e Basilicata): 6 scatti verticali, Nikon
D2X, obiettivo Nikkor AF-D ED 80-200
f/2.8 a 80mm.

Parco di Villa Varda e fiume Livenza


(Pordenone): 10 scatti in verticale,
Nikon D1x, Nikkor AF-S DX 12-24
f/4G IF-ED a 24mm, testa Manfrotto
303 Plus.

Mercato del bestiame a Oderzo


(Treviso):
12 scatti in verticale, Nikon D70,
Nikkor AF-S DX 12-24 f/4G IF-ED a
20mm, testa Manfrotto 303 Plus.
Photo stitching e panoramiche Pagina 66

Tropea (Calabria) tramonto con Stromboli sullo sfondo:


5 scatti a mano libera, Nikon D2X, obiettivo Nikkor AF-D ED 80-200 f/2.8 a 120mm.
Assemblaggio con Photoshop. Questo è uno degli esempi in cui PTgui non funziona,
per mancanza di punti di preciso ancoraggio tra un file e l’altro.

Nevegal (Belluno):
3 scatti orizzontali a mano libera, Nikon
D2X, Micro Nikkor AF-D 60mm.

Dolomiti, il Latemar visto dal Catinaccio (Alto Adige):


8 scatti a mano libera in verticale, Nikon D2X,
Nikkor AF-S DX 12-24 f/4G IF-ED a 20mm.
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Collalto di Susegana (Treviso):


16 scatti in due righe (multi Row), Nikon D2X Nikkor AF-S DX 12-24 f/4G
IF-ED a 20mm, testa Manfrotto 303 SPH.

Parco di Villa Varda e fiume Livenza


(Pordenone): 10 scatti in verticale,
Nikon D1x, Nikkor AF-S DX 12-24
f/4G IF-ED a 24mm, testa Manfrotto
303 Plus.

Venezia, Campo San Giacomo da Lorio:


Panoramica sferica con 18 fotogrammi, Nikon D200, AF-S DX 12-24
f/4G IF-ED a 12 mm, testa Manfrotto 303 SPH, PTgui e filtro
coordinate polari di Photoshop.