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“Un crimine di guerra”

20.30 del 12 aprile 2017.


un uomo di 40 anni residente a Washington , comodamente seduto sulla sua poltrona di pelle con in mano
una Coca Cola, intento a gustarsi il suo double cheeseburger, sta guardando le News sul canale americano di
NBC. La giornalista annuncia: martedì mattina a Khan Sheikhun, nel nord-ovest della Siria, sono state
uccide 74 persone in un bombardamento chimico, si tratterebbe probabilmente del gas sarin. Si
tratta di un gas che è stato sviluppato in Germania nel 1938, dal 1988 viene utilizzato per la guerra
tra iraq e iran e poi in seguito nel 2013 nel corso della Guerra civile siriana. Le bombe sono state
lanciate da aerei colpendo la città di Khan Sheikhun, che è ancora sotto il controllo dei ribelli. in
seguito a questo gesto sono state avanzate diverse accuse: Il governo siriano ha smentito di avere
bombardato Khan Sheikhun, mentre Unione Europea e Turchia hanno accusato Assad
dell’attacco; diverse ore dopo l’attacco anche il presidente americano Donald Tramp ha accusato
Assad definendo l’attacco come “ terribile e rovinoso, ben oltre la linea rossa” definendolo come
una conseguenza della debolezza e indecisione della scorsa amministrazione, quella di Obama,
minacciando quindi di cambiare la sua strategia nei confronti della Siria. Il governo russo,alleato di
Assad, invece, ha detto che l’attacco è arrivato via terra ed è stato compiuto dagli stessi ribelli
affermando in seguito che un aereo siriano ha in realtà centrato un deposito di armi chimiche in
uso ai ribelli anti-Assad. Persino gli americani tuttavia smentiscono questa affermazione,
attraverso un alto e anonimo funzionario del Dipartimento di Stato secondo due macroscopici
motivi: prima di tutto l’area colpita è l’ultima provincia della Siria ancora sotto il completo controllo
dei ribelli che si oppongono ad Assad e in secondo luogo gli aerei che hanno attaccato sulla città
erano aerei militari, infatti I ribelli siriani non dispongono dell’aviazione e non sono quindi in grado
di compiere un attacco di questo tipo. In teoria in Siria non dovrebbero esserci più armi di
distruzione di massa, come il Sarin. Infatti nel giugno 2015 l’agenzia Onu ha annunciato che il 99%
degli stock chimici erano stati soppressi, anche se sarebbero probabilmente rimasti piccoli
depositi che non erano stati individuati e quindi distrutti. Persino Damasco ha subito smentito l’uso
di armi chimiche poiché “l’esercito non le usa e non le ha usate perché non le ha!”, tuttavia una
precedente indagine delle Nazioni Unite aveva in passato accusato il governo di Damasco di
attacchi con gas chimici tossici: era proprio in quel periodo che circolavano diverse foto di bambini
apparentemente senza vita, asserendo che erano stati colpiti da un attacco chimico. Il Potere
dell’Onu è stato invece fortemente contrastato dalle autorità statali, che hanno deciso di “agire per
conto proprio” ( secondo la dichiarazione arrivata durante il consiglio di sicurezza dell’Onu). Gli
Stati Uniti, su ordine del presidente Donald Trump, hanno sferrato il primo attacco militare diretto
contro la Siria dall'inizio della crisi sei anni fa: è appena scattata l’operazione per rimuovere Assad;
per Trump il punto di non ritorno lo hanno segnato quelle immagini dell'ennesima atrocità
di Assad: "Nessun bambino dovrebbe soffrire così", ha detto parlando alla nazione da Mar-
a-Lago dopo l'attacco sferrato alla base aerea di shayrat. Tuttavia, negli ultimi giorni, ci sono
diverse idee contrastanti che circolano nel web: “La rimozione di Assad permette a
Washington di imporre un altro burattino americano su popoli musulmani” afferma
l’osservatore Craig Roberts; sembra così un’idiozia, secondo alcuni, che gli USA si vogliano
far passare per i paladini della giustizia , “salvatori del mondo”, soprattutto quando Saddam
ha usato armi chimiche per uccidere migliaia di civili grazie proprio all’appoggio e al
sostegno delle Nazioni Unite.
Contemporaneamente, nello stesso giorno e nella stessa ora, un uomo residente a Mosca, alloggiando
tranquillamente nella sua Dacia, con in mano una trasparente bicchiere di Vodka, sta guardando le notizie
sul canale russo Russian Today (RT). Il Presidente Putin sta parlando in assemblea, accanto a lui.
Comodamente seduto, c’è il presidente italiano Sergio Mattarella.

.<< Sia Mosca e Damasco hanno chiesto una sonda approfondita e indipendente per stabilire il quadro
completo della tragedia. La Russia ritiene che gli aerei siriani hanno bombardato un deposito di munizioni
terrorista che conteneva, tra le altre armi, agenti tossici che rimasero sotto il controllo jihadista in seguito
alla distruzione delle Nazioni Unite-sotto la supervisione di Damasco.>>

Il Presidente russo Vladimir Putin ha definito inoltre l’attacco chimico a khan shaykhun come un “false
flag”: un operazione, ossia, volta a screditare il governo di Assad.

<<Queste azioni sono volte a creare un nuovo pretesto per accusare il governo della Siria di più attacchi di
armi chimiche e provocando più scioperi da parte degli Stati Uniti. Abbiamo notizie provenienti da più fonti
che “false bandiere” come questa - e non posso chiamarla in altro modo - sono in preparazione in altre
parti della Siria, tra cui la periferia sud di Damasco>>

In questo mondo così vario la vera difficolta non è nel cercare le notizie ma nel trovare la verità in queste.