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WILLIAM BLAKE – THE LAMB

Piccolo agnello chi ti ha creato?


Lo sai chi ti ha creato?
Ti ha dato la vita e ti ha insegnato a nutrirti
Presso il ruscello e sul prato;
Ti ha dato le vesti della gioia,
Le vesti più morbide di lana brillante;
Ti ha dato una tale tenera voice,
che fa rallegrare tutte le valli!
Piccolo agnello chi ti ha creato?
Lo sai chi ti ha creato?

Piccolo agnello te lo dirò,


Piccolo agnello te lo dirò!
Si chiama con il tuo nome,
poiché chiama sé stesso Agnello:
È mansueto ed è mite,
È diventato un piccolo bambino:
Io un bambino e tu un agnello,
Ci chiamiamo con il suo nome.
Piccolo agnello Dio ti benedica.
Piccolo agnello Dio ti benedica.

WILLIAM BLAKE – THE SICK ROSE


O Rosa, tu sei malata!
Il verme invisibile
Che vola nella notte,
Nella tempesta ululante,

Ha trovato il tuo letto


Di gioia cremisi:
E il suo oscuro amore segreto
Distrugge la tua vita.

WILLIAM WORDSWORTH – PREFACE OF THE LYRICAL BALLADS


L’obiettivo principale, allora, proposto in queste Poesie era ti scegliere avvenimenti e
Situazioni dalla vita comune, e di raccontarli o descriverli, completamente, per quanto
Possibile in una scelta di linguaggio realmente usato dagli uomini, e, allo stesso tempo,
gettare su di loro un certo colore di immaginazione, laddove le cose ordinarie
dovrebbero essere presentato alla mente in un aspetto insolito; e, inoltre, e soprattutto,
rendere questi avvenimenti e situazioni interessanti trovando in loro, veramente anche se
non ostentatamente, the leggi principali della nostra natura: principalmente, per quanto riguarda il
modo in cui associamo le idee in uno stato di eccitazione. La vita umile e rustica
è stata generalmente scelta, perché, in quella condizione, le passioni essenziali del
cuore trovano un terreno migliore in cui possono raggiungere la loro maturità, sono meno sotto
controllo, e parlano un linguaggio più semplice e enfatico; perché in quella
condizione di vita i nostri sentimenti elementari coesistono in uno stato di maggiore semplicità,
e, di conseguenza, possono essere contemplati in modo più accurato, e più fortemente
comunicati; perché i modi della vita rurale nascono da quei
sentimenti elementari, e, dal necessario carattere delle occupazioni rurali, si
possono comprendere più facilmente, e sono più duraturi; e, infine, perché in quella
condizione le passioni dell’uomo sono incorporate nelle belle e permanenti
forme della natura. Il linguaggio, pure, di questi uomini è stato adottato (purificato
certamente da ciò che sembra essere i suoi reali difetti, da tutte le durature e razionali cause
di disprezzo o disgusto) perché tali uomini continuamente comunicano con i migliori oggetti
da cui la migliore parte del linguaggio è originariamente derivata; e perché, dal
loro rango nella società e l’identicità e la stretta cerchia dei loro rapporti,
essendo meno sotto l’influenza della vanità sociale, comunicano i loro sentimenti e
nozioni con espressioni semplici e non elaborate. Allo stesso modo, un tale linguaggio,
sorgendo da esperienze ripetute e sentimenti regolari, è più permanente, e
un linguaggio molto più filosofico, di quello che è frequentemente sostituito ad esso
dai Poeti, che pensano che stanno conferendo onore a loro stessi e alla loro
arte, quanto più separano loro stessi dalle affinità degli uomini, e
indulgono in arbitrarie e capricciose abitudini di espressione, in modo da fornire nutrimento
a gusti capricciosi, e appetiti capricciosi, di loro stessa creazione.

WILLIAM WORDSWORTH – I WANDERED LONELY AS A CLOUD


Vagavo solitario come una nuvola
che fluttua in alto sopra valli e colline,
quando all’improvviso vidi una folla,
un mucchio, di giunchiglie dorate;
vicino al lago, sotto gli alberi,
tremolanti e danzanti nella brezza.

Continui come stelle che brillano


e luccicano nella Via Lattea,
si estendevano in una linea infinita
lungo il margine di una baia:
con uno sguardo ne vidi diecimila,
che scuotevano il capo in una danza allegra.

Le onde accanto a loro danzavano; ma loro


superavano in gioia le luccicanti onde:
un poeta non poteva che esser felice,
in una tale compagnia gioiosa.
Osservavo – e osservavo – ma non pensavo
a quanta ricchezza lo spettacolo mi avesse portato:

poiché spesso, quando mi sdraio sul mio divano


in uno stato d’animo ozioso o pensieroso,
essi appaiono davanti a quell’occhio interiore
che è la beatitudine della solitudine;
e allora il mio cuore si riempie di piacere,
e danza assieme alle giunchiglie.

DOROTHY WORDSWORTH – FROM GRASMERE JOURNAL


Il vento era furioso… il Lago era agitato… Mentre eravamo nei boschi
Oltre Gowbarrow Park abbiamo visto qualche giunchiglia vicino alla riva, noi
Abbiamo immaginato che il lago avesse portato i semi sulla spiaggia e che la piccola colonia così
Fosse nata – Ma mentre proseguivamo ce n’erano ancora e ancora e infine sotto
I rami degli alberi, abbiamo visto che ce n’era una lunga striscia lungo la riva,
di circa l’ampiezza di una strada di campagna. Non avevo mai visto giunchiglie così belle
Crescevano tra le rocce muschiose intorno e intorno ad esse, alcune appoggiavano le loro teste
Su quelle rocce come su un cuscino per la stanchezza e il resto si agitava e vacillava e
Danzava e sembrava come se davvero ridessero con il vento che soffiava su di loro
Dal Lago, sembravano così allegre sempre sfuggenti sempre mutevoli. Questo vento soffiava
Direttamente dal lago su di loro. C’era qui e lì un piccolo groviglio e qualche
Pianta isolata un po’ più in alto ma erano cos’ pochi da non disturbare la
Semplicità e l’unità e la vita di quella strada affollata… - Arrivò la pioggia, eravamo
Bagnati.

PERCY BYSSHE SHELLEY – A SONG: MEN OF ENGLAND


Uomini d’Inghilterra, perchè arate
Per I signori che vi tengono giù?
Perché tessete con fatica e cura
I ricchi abiti che i vostri tiranni indossano?

Perché cibate e vestite e salvate


Dalla culla alla tomba
Quegli ingrati fuchi che
Prosciugherebbero il vostro sudore – anzi, berrebbero il vostro sangue?

Perché, Api d’Inghilterra, forgiate


Molte armi, catene e flagelli,
che questi fuchi senza pungiglione possono rovinare
il forzato prodotto della vostra fatica?

Hanno il vostro riposo, comodità, calma,


riparo, cibo, il gentile balsamo dell’amore?
O cos’è che voi comprate così caro
Con il vostro dolore e con la vostra paura?

Il seme che seminate, qualcun altro lo raccoglie;


La ricchezza che trovate, qualcun altro se la tiene;
Gli abiti che tessete, qualcun altro li indossa;
Le armi che forgiate, qualcun altro le porta.

Seminate i semi – ma non lasciate che i tiranni li raccolgano:


Trovate la ricchezza – non lasciate che l’impostore l’accumuli:
Tessete gli abiti – non lasciate che il fannullone li indossi:
forgiate le armi – per portarle in vostra difesa.

Vi rannicchiate nei vostri scantinati, buchi, e celle-


Nelle sale che voi decorate qualcun altro abita.
Perché scuotere le catene che voi forgiate? Vedete
L’acciaio che avete temprato su di voi.

Con l’aratro e la pala e la zappa e il telaio


Tracciate la vostra sepoltura e costruite la vostra tomba
E tessete il vostro sudario – fino a quando la bella
Inghilterra sarà il vostro sepolcro.

GEORGE GORDON BYRON – SO WE’LL GO NO MORE A ROVING


Così non andremo più vagando,
così tardi nella notte,
Anche se il cuore è ancora amorevole,
E la luna è ancora luminosa.

Perché la spada logora il suo fodero,


e l’animo logora il petto,
e il cuore deve fermarsi per respirare,
E l’amore stesso deve riposare.

Anche se la notte fu creata per amare,


E il giorno ritorna troppo presto
Tuttavia non andremo più vagando,
Alla luce della luna.

ALFRED TENNYSON – BREAK, BREAK, BREAK


Infrangiti, infrangiti, infrangiti
Sulle tue fredde pietre grigie, o Mare!
E vorrei che la mia lingua potesse dire
I pensieri che nascono in me.

O, bene per il ragazzo del pescatore,


Che chiama la sorella a giocare!
O, bene per il giovane marinaio,
Che canta nella sua barca sulla baia!
E le maestose navi vanno avanti
Verso il loro rifugio sotto la collina;
Ma O per il tocco di una mano svanita,
E il suono di una voce che c’è ancora!

Infrangiti, infrangiti, infrangiti


Ai piedi delle tue rupi, o Mare!
Ma la tenera grazia di un giorno che è morto
Non potrà mai più tornare da me.

CHRISTINA ROSSETTI – SONG


Quando sono morta, mio carissimo,
non cantare canzoni tristi per me;
non piantare rose sopra la mia testa,
né ombroso albero di cipresso:
Che il verde prato sia sopra di me
Bagnato di acquazzoni e gocce di rugiada;
E se tu vuoi, ricorda,
E se tu vuoi, dimentica.

Io non vedrò le ombre,


Io non sentirò la pioggia;
Io non udirò l’usignolo
Cantare, come se addolorato:
E sognando durante il crepuscolo
Che non sorge né tramonta,
Per caso io posso ricordare,
e per caso io posso dimenticare.

LEWIS CARROLL – ADVICE FROM A CATERPILLAR (CHAPTER V)-ALICE’S ADVENTURES IN WONDERLAND


Il Bruco e Alice si guardarono per un po’ di tempo
In silenzio: alla fine il Bruco si tolse il narghilè
Dalla bocca, e si rivolse a lei con voce languida e addormentata.
“Chi sei TU?” disse il Bruco.
Questo non era un inizio incoraggiante per una conversazione. Alice
Rispose, piuttosto timidamente, “Non saprei proprio, signore, almeno al momento-
Almeno io so chi ERO quando mi sono alzata questa mattina, ma io penso
Di essere cambiata diverse volte da allora.”
“Cosa intendi con ciò?” disse il Bruco severamente.
“Spiegati!”
“Non MI posso spiegare, temo, signore” disse Alice, “perché
Io non sono me stessa, come vedi.”
“Non vedo,” disse il Bruco.
“Temo di non poter essere più chiara,” Alice rispose molto
Educatamente, “poiché non riesco a capirlo io stessa per iniziare; e
Essere di così tante diverse dimensioni in un giorno è molto confusionario.”
“Non lo è,” disse il Bruco.
“Bhe, forse non lo sai ancora,” disse Alice; “ma quando dovrai
Trasformarti in una crisalide – ti succederà un giorno, lo sai – e poi dopo in una
Farfalla, penso che ti sentirai un po’ strano, vero?”
“Per nulla,” disse il Bruco.
“Bhe, forse i tuoi sentimenti possono essere diversi,” disse Alice; “tutto ciò che so, è
Che per ME sarebbe molto strano.”
“Tu!” disse il Bruco con disprezzo. “Chi sei TU?”
Ciò li portò di nuovo all’inizio della conversazione.

OSCAR WILDE – THE PREFACE-THE PICTURE OF DORIAN GRAY


L'artista è il creatore di cose belle. Rivelare l'arte e nascondere
l'artista è il fine dell'arte. Il critico è colui che può tradurre in diversa forma
o in nuova materia la sua impressione di cose belle.
Le più alte come le più basse forme di critica sono una sorta di autobiografia.
Coloro che trovano brutti significati nelle cose belle sono corrotti senza
essere affascinanti. Questo è un errore.
Coloro che scorgono bei significati nelle cose belle sono persone colte.
Per loro c'è speranza. Essi sono gli eletti per cui le cose belle significano
Solo bellezza.
Non esistono libri morali o immorali. I libri sono scritti bene,
o scritti male. Questo è tutto.
Il disprezzo del 19° secolo per il realismo è la rabbia di Calibano che vede il suo
stesso volto riflesso nello specchio.
Il disprezzo del 19° secolo per il romanticismo è la rabbia di Calibano che non
vede il proprio volto riflesso nello specchio. La vita morale dell'uomo forma parte della
materia dell'artista, ma la moralità dell'arte consiste nell'uso perfetto
di un mezzo imperfetto.
Nessun artista desidera dimostrare nulla. Persino le cose vere possono essere
dimostrate. Nessun artista ha intenti etici. Un intento etico in un artista è
un imperdonabile manierismo di stile. Nessun artista è mai morboso. L'artista
può esprimere qualsiasi cosa.
Il pensiero e il linguaggio sono per un artista strumenti di un'arte. Il vizio e
la virtù sono per un artista materiali di un'arte. Dal punto di vista della forma,
il tipo di tutte le arti è l'arte del musicista. Dal punto di vista del
sentimento, l’arte dell’attore è il tipo. Ogni arte è insieme superficie e simbolo.
Coloro che scendono sotto la superficie lo fanno a loro pericolo.
Coloro che interpretano il simbolo lo fanno a loro pericolo. È lo spettatore, e non
La vita, che l’arte realmente rispecchia. La diversità di opinioni intorno a un'opera d'arte dimostra
che l'opera è nuova, complessa, e vitale. Quando i critici non sono d’accordo, l’artista è
d’accordo con sé stesso. Possiamo perdonare un uomo d'aver fatto una cosa utile
se non l'ammira. L'unica scusa per aver fatto una cosa inutile è
ammirarla intensamente.
Tutta l'arte è abbastanza inutile.

VIRGINIA WOOLF – CHAPTER V-ORLANDO


La grande nuvola che resta sospesa, non solo su Londra, ma su tutte le
Isole Britanniche il primo giorno del 19° secolo è rimasta, o piuttosto, non è
Rimasta, poiché veniva sballottata in giro costantemente in preda a burrasche, abbastanza a lungo da avere
Straordinarie conseguenze su coloro che vivevano sotto le sue ombre. Un cambiamento
Sembrava aver colpito il clima dell’Inghilterra. Il sole brillava, certo, ma
Era così accerchiato da nuvole, e l’aria era così satura d’acqua, che i
Raggi erano scoloriti e i viola, gli arancione e i rossi di tipo smorto presero il
Posto dei paesaggi più positivi del 18° secolo. […] Gli uomini sentirono
Il freddo nei loro cuori; l’umidità nelle loro menti. Amore, nascita, e morte erano tutti
Fasciati in una varietà di belle frasi. I sessi si allontanavano sempre più l’uno dall’altro.
Nessuna conversazione libera era tollerata. Evasioni e occultamenti erano scrupolosamente
Praticati da entrambe le parti. La vita di una normale era una successione di
Parti. Si sposava a 19 anni e aveva 15 o 18 bambini entro
i 30 anni; perché i gemelli abbondavano. Così l’Impero Britannico nacque;
e così […] le frasi si allargarono, gli aggettivi si moltiplicarono, le liriche divennero epica, e
le piccole sciocchezze che erano stati saggi lunghi una colonna ora erano enciclopedie in 10
o 20 volumi.

VIRGINIA WOOLF – A ROOM OF ONE’S OWN


Fatemi immaginare, visto che i fatti sono così difficili da trovare, cosa sarebbe successo se Shakespeare
Avesse avuto una sorella incredibilmente talentuosa, chiamata Judith, diciamo. Shakespeare stesso andò, molto probabilmente – sua
Madre era una ereditiera – alla Grammar School, dove potrebbe aver imparato il Latino – Ovidio, Virgilio e Orazio –
E gli elementi della grammatica e della logica. […] Aveva, sembrava, un gusto per il teatro; iniziò
Tenendo i cavalli alla porta del palco. Presto ebbe un lavoro nel teatro, divenne un attore di successo, e visse
Al centro dell’universo, incontrando tutti, conoscendo tutti, praticando la sua arte,
esercitando il suo spirito nelle strage, e avendo persino accesso al palazzo della regina. Nel frattempo la sua
incredibilmente talentuosa sorella, supponiamo, rimaneva a casa. Era tanto avventurosa, fantasiosa,
desiderosa di vedere il mondo come lui. Ma lei non venne mandata a scuola. Non ebbe la possibilità di imparare la grammatica
e la logica, figuriamoci leggere Orazio e Virgilio. Prendeva un libro qualche volta, uno di quelli di suoi fratello
forse, e leggeva qualche pagina. Ma poi i suoi genitori arrivarono e le dissero di riparare le calze o di occuparsi
dello stufato e di non di fantasticare sui libri e i fogli. Avranno parlato in modo deciso ma gentile, poiché erano
persone concrete che conoscevano le condizioni di vita per una donna e amavano loro figlia – certo,
più probabilmente lei era la persona che suo padre amava di più. Forse lei scarabocchiava qualche pagina in
soffitta di nascosto, ma era attenta a nasconderle o a bruciarle. Presto, comunque, prima di aver
finito la sua adolescenza, venne promessa in sposa al figlio di un vicino venditore di lana. Gridò che il matrimonio
era per lei odioso, e per questo venne duramente picchiata dal padre. Poi lui finì di rimproverarla.
La pregò invece di non ferirlo, di non imbarazzarlo riguardo il suo matrimonio. Le avrebbe dato
Una collana di perle o una bella sottogonna, disse; e c’erano lacrime nei suoi occhi. Come poteva disobbedirgli?
Come poteva spezzargli il cuore? La forza del suo stesso dono da solo la spinse. Fece un piccolo pacchetto
Dei suoi averi, scese con una corda una notte d’estate, e si diresse verso Londra. Non aveva
Ancora 17 anni. Gli uccelli che cantavano nella siepe non erano più musicali di lei. Lei aveva la
Fantasia più viva, un dono come quello di suo fratello, per la melodia delle parole. Come lui, aveva un gusto per il teatro. Lei
Stava alla porta del palco; voleva recitare, diceva. Gli uomini le ridevano in faccia. L’amministratore – un grasso, indiscreto
Uomo – sghignazzò. Urlò qualcosa riguardo i barboncini che danzano e le donne che recitano – nessuna donna,
disse, avrebbe potuto essere un’attrice. Suggerì – potete immaginare cosa. Non avrebbe avuto alcuna preparazione nella sua arte.
Avrebbe potuto cenare in una taverna o girovagare per le strade a mezzanotte? Tuttavia il suo genio era per la finzione
E desiderava nutrirsi abbondantemente delle vite degli uomini e delle donne e lo studio dei loro modi. Alla fine – poiché
Era molto giovane, stranamente come Shakespeare il poeta nella sua faccia, con gli stessi occhi grigi e
Le sopracciglia arrotondate – alla fine Nick Greene l’attore-manager provò pena per lei; rimase incinta di quel
Gentiluomo e così – chi misurerà il calore e la violenza del cuore del poeta quando afferrato e aggrovigliato
Nel corpo di una donna? – si uccise in una notte d’inverno e adesso è sepolta in qualche incrocio dove
Gli autobus adesso si fermano fuori l’Elefante e il Castello!

T.S. ELIOT – THE BURIAL OF THE DEAD-THE WASTELAND


Aprile è il più crudele dei mesi, genera
Lillà da terra morta, mescolando
Memoria e desiderio, risvegliando
Le radici sopite con la pioggia della primavera.
L’inverno ci mantenne al caldo, coprendo
La terra con neve che dimentica, nutrendo
Con secchi tuberi una vita misera.
L’estate ci sorprese, giungendo sullo Starnbergersee
Con uno scroscio di pioggia; noi ci fermammo nel colonnato,
E proseguimmo alla luce del sole, nel Hofgarten,
E bevemmo caffè, e parlammo per un’ora.
Io non sono Russo, vengo dalla Lituania, un vero tedesco.
E quando eravamo bambini, stando presso l’arciduca,
Mio cugino, mi portò fuori su una slitta,
Ero terrorizzata. Mi disse, Marie,
Marie, tieniti forte. E ci lanciammo giù.
Fra le montagne, là ci si sente liberi.
Leggo, per la maggior parte della notte, e vado al sud d’inverno.

Quali sono le radici che afferrano, quali rami crescono


Da questa spazzatura di pietra? Figlio dell’uomo,
Tu non puoi dire, né immaginare, perché conosci soltanto
Un cumulo d’immagini infrante, dove batte il sole,
E l’albero morto non dà riparo, il grillo nessun sollievo,
La pietra asciutta nessun suono d’acqua. Solo
C’è ombra sotto questa roccia rossa,
(Venite all’ombra di questa roccia rossa),
E io vi mostrerò qualcosa di diverso
Dall’ombra vostra che al mattino vi segue a lunghi passi
o dall’ombra vostra che di sera si innalza per incontrarvi;
In una manciata di polvere vi mostrerò la paura.
DYLAN THOMAS – THE FORCE THAT THROUGH THE GREEN FUSE DRIVES THE FLOWER
La forza che attraverso il verde stelo spinge il fiore
Spinge la mia verde età; quella che spacca le radici degli alberi
È la mia distruttrice
E io sono muto per dire alla rosa piegata
Che la mia giovinezza è piegata dalla stessa febbre invernale.

La forza che spinge l’acqua attraverso le rocce


Spinge il mio rosso sangue; quella che prosciuga i fiumi alla foce
Le mie trasforma in cera.
E io sono muto per dire alle mie vene
Come alla sorgente montana la stessa bocca succhia.

La mano che vortica l’acqua nella pozza,


Agita sabbie mobili; quella che lega il vento che soffia
Tende la vela del mio sudario.
E io sono muto per dire all’impiccato
Che la mia argilla è fatta con la stessa calce del boia.

Le labbra del tempo lambiscono al getto della fontana;


L’amore sgocciola e si raccoglie, ma il sangue caduto
Calmerà le sue piaghe.
E io sono muto per dire al vento del tempo
Come il tempo ha scandito un cielo attorno alle stelle.

E sono muto per dire alla tomba dell’amante


Come al mio lenzuolo va lo stesso verme tortuoso.

PHILIP LARKIN – TALKING IN BED


Parlare a letto dovrebbe essere la cosa più semplice,
Stare lì insieme risale a molto indietro,
L’emblema di due persone che sono oneste.

Eppure sempre più tempo passa silenziosamente.


Fuori, l’agitazione incompleta del vento
crea e disperde nuvole nel cielo,

E città scure si ammassano lungo l'orizzonte.


Niente di ciò si interessa di noi. Niente mostra perché
A questa unica distanza dall'isolamento

Diventa ancora più difficile trovare


Parole che siano al contempo vere e delicate
O non false e non indelicate.

STEVIE SMITH – PAPA LOVE BABY


Mia madre era una ragazza romantica
Così dovette sposare un uomo con i capelli ricci
Che successivamente divenne il mio non rispettato papà,
ma questo successe molto tempo fa adesso.

Che follia è che dalle figlie ci si aspetta sempre che


Amino il loro papà. Non era il mio caso
Non riuscivo ad affezionarmi per niente a lui.
Ma lui si affezionò a me
Che triste fato da capitare
A una bambina di 3 anni.
Mi sedevo dritta nella mia carrozzina
E desideravo che mia mamma non avesse fatto un tale stupido matrimonio,
provavo a nasconderlo, ma si vedeva dai miei occhi sfortunatamente
e due settimane dopo mio papà scappò in mare.

Era solito tornare a casa in ferie


Era sempre lo stesso
Non potevo addolorarmi
Ma penso che fosse in qualche modo colpa mia.

STEVIE SMITH – HUMAN AFFECTION


Mamma, ti amo così tanto.
Disse la figlia, ti amo più di quanto so.
Poggiò la sua testa sul braccio di sua madre.
E l’amore che c’era tra di loro le tenne al caldo.

SAMUEL BECKETT – COME AND GO


PERSONAGGI:
FLO
VI
RU
(Età indefinite)

Sedute al centro l’una accanto all’altra da destra a sinistra FLO, VI e RU. Dritte, rivolte verso avanti,
mani strette sul grembo.

Silenzio.
VI: Quando ci siamo incontrate l’ultima volta?
RU: Non parliamo.
[Silenzio. Esce VI a destra. Silenzio]
FLO: Ru.
RU: Si.
FLO: Cosa ne pensi di Vi?
RU: Vedo qualche cambiamento. [FLO si sposta nella sedia al centro, sussurra all’orecchio di RU. Scioccata.]
Oh! [Si guardano. FLO si porta il dito sulle labbra.] Non lo sa?
FLO: Dio voglia di no.
[Entra VI. FLO e RU si girano verso avanti, riprendono la posizione. VI si siede a destra. Silenzio.]
Sediamo insieme come facevamo una volta, nel parco giochi da Miss Wade.
RU: Sul tronco.
[Silenzio. Esce FLO a sinistra. Silenzio.]
Vi.
VI: Si.
RU: Cosa ne pensi di Flo?
VI: Sembra la stessa. [RU si sposta nella sedia al centro, sussurra all’orecchio di VI. Scioccata.]
Oh! [Si guardano. RU si porta il dito sulle labbra.] Non gliel’hanno detto?
RU: Dio non voglia.
[Entra FLO. RU e VI si girano verso avanti, riprendono la posizione. FLO si siede a sinistra.]
Stringendoci le mani… in quel modo.
FLO: Sognando…l’amore.
[Silenzio. Esce RU a destra. Silenzio.]
VI: Flo.
FLO: Si.
VI: Come ti sembra Ru?
FLO: Si vede poco con questa luce. [VI si sposta nella sedia al centro, sussurra all’orecchio di FLO. Scioccata.]
Oh! [Si guardano. VI si porta il dito sulle labbra.] Non lo sa?
VI: Dio voglia di no.
[Entra RU. VI e FLO si girano verso avanti, riprendono la posizione. RU si siede a destra. Silenzio.]
Non possiamo parlare dei giorni passati? [Silenzio.] O di ciò che venne dopo? [Silenzio.] Ci possiamo stringere le mani come una volta?
[Dopo un momento si prendono le mani come segue: La mano destra di VI con la mano destra di RU. La mano sinistra di VI con la mano sinistra di FLO,
la mano destra di FLO con la mano sinistra di RU, le braccia di VI sopra il braccio sinistro di RU e il braccio destro di FLO. Le tre paia di mani chiuse
poggiate sui grembi. Silenzio.]
FLO: Posso sentire gli anelli.
[Silenzio.]

SIPARIO

CAROL ANN DUFFY – TRANSLATING THE ENGLISH 1989


Benvenuti nel mio paese! Abbiamo qui Edwina Currie
E il giornale The Sun. Molta eccitazione.
Anche il tempo è molto migliorato
Persino a Febbraio. Giunchiglie. (Wordsworth. Su a Nord.) Se vi piace
Shakespeare o persino l’Opera abbiamo anche il Mercato Nero.
Per 200 sterline parliamo di Les Miserables,
I cenni del capo vanno bene come gli occhiolini. Non mangiate le uova.
Bloccaruote. Cani. Vagabondi. Un tour della nostra meravigliosa
Capitale non si può perdere. Fergie,
la Principessa Diana e gli hooligan di calcio, veramente vi
piacerà qui, Squire. Possiamo anche parlare nonsense, smack
e Carling Black Label se siamo così inclini. Non
bevete l’acqua. Tutti molto orgogliosi adesso abbiamo
un Primo Ministro verde. Di che colore è il vostro? Sacchi della spazzatura.
Conoscerete Charles Dickesn e Terry Wogan
E la Scozia. Tutto questo può essere organizzato per del denaro senza problemi.
Irlanda non è inclusa. Fish and chips e l’Official Secrets Act
Secondi a nessuno. Andiamo. Ci piacciono
I momenti divertenti come gli agenti immobiliari e Neighbours,
anche Brookside perché abbiamo quattro Canali.
Quanti ne avete voi? Ultima notte di Proms. Andrew
Lloyd-Webber. Jeffrey Archer. Molta cultura, sarete d’accordo.
Anche storia e edifici. Le Houses of Lords. Docklands.
Molti brividi e tassi d’interesse elevati per il proprio bene. Criminali.
Molto piombo nella benzina. Sporcizia. Rule Britannia e abuso di bambini.
Etichettatura elettronica, Boss, 10 pinte e molti stupri. Queen Mum.
Il Channel Tunnel. Potete arrivare qui velocemente nessun problema nel mio paese
Il mio paese il mio paese benvenuti benvenuti benvenuti.