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FEDERICO SALVAGGIO

ELEMENTI DI GRAMMATICA CONTRASTIVA ITALIANO-ARABO/ARABO-ITALIANO


PER LA TRADUZIONE

INDICE

ELEMENTI DI GRAMMATICA CONTRASTIVA ‫مبادئ النحو التقابلي‬

1. Nozioni generali 2
1.1 La linguistica contrastiva (‫)علم اللغة التقابُلي‬ 2
1.2 ُ ‫)التدا‬
L’interferenza linguistica (‫خل اللغوي‬ 2
1.3 La grammatica contrastiva (‫)النحو التقابلي‬ 3

2. L’articolo 4
2.1 L’articolo determinativo (‫)أداة التعريف‬ 4
2.2 L'articolo indeterminativo (‫)أداة التنكير‬ 5
2.3 L’omissione dell’articolo (‫)حذف أداة التعريف وأداة التنكير‬ 7

3. Prefissi e suffissi 15
3.1 La prefissazione 15
3.2 La suffissazione 34

4. Tempo, aspetto e modo 43


4.1 Il tempo 43
4.2 L’aspetto 46
4.3 Il modo 52

5. L’ordine dei costituenti nella proposizione 57


5.1 Costruzioni con ordine non marcato 57
5.2 Costruzioni con ordine marcato 58
5.3 La dislocazione a sinistra 58
5.4 Le costruzioni con tema sospeso 60
5.4 La frase scissa 61

BIBLIOGRAFIA ‫المراجع‬ 63
ELEMENTI DI GRAMMATICA
CONTRASTIVA
‫مبادئ النحو التقابلي‬

1
1. NOZIONI GENERALI

1.1 LA LINGUISTICA CONTRASTIVA (‫)علم اللغة التقابُلي‬

La linguistica contrastiva (‫ )علم اللغة التقابُلي‬o linguistica comparativa (‫علم اللغة‬


‫ )المقا َرن‬è un settore della linguistica che si occupa del confronto tra due o più lingue
con lo scopo di individuare somiglianze e differenze tra le lingue studiate. In particolare
il confronto tra le caratteristiche della L1, la lingua madre (‫)لغة األ ّم‬, e quelle della L2,
la lingua seconda (‫)اللغة الثانية‬, ha lo scopo di individuare le aree potenzialmente
problematiche per l’apprendimento e prevenire gli errori nell’apprendimento dovuti
all’influenza della L1 sulla L2.

ُ
1.2 L’INTERFERENZA LINGUISTICA (‫التداخل اللغوي‬ )

ُ
Per interferenza linguistica (‫التداخل اللغوي‬ ) si intende l’influenza esercitata dalla L1
nell’apprendimento e nella produzione della L2. Quando questa influenza ha un effetto
positivo per l’apprendimento si parla di transfer positivo (‫)النقل اإليجابي‬, quando invece
l’influenza della L1 ha un effetto negativo sull’apprendimento della L2 si parla di
transfer negativo (‫)النقل السلبي‬.

2
1.3 LA GRAMMATICA CONTRASTIVA (‫)النحو التقابلي‬

La grammatica contrastiva (‫ )النحو التقابلي‬o grammatica comparativa (‫)النحو المقا َرن‬


è il settore della linguistica contrastiva che si occupa di confrontare il sistema
grammaticale di due o più lingue.

Possiamo distinguere due tipi di grammatica contrastiva: teorica e applicata.

La grammatica contrastiva teorica (‫ )النحو التقابلي النظري‬ha uno scopo astratto, cioè
quello di contribuire agli studi contrastivi nell’ambito della linguistica generale.

La grammatica contrastiva applicata (‫ )النحو التقابلي التطبيقي‬ha invece uno scopo


pratico e didattico ed ha numerose applicazioni soprattutto nel campo dello studio dei
meccanismi di acquizione L2 (‫)اكتساب اللغة الثانية‬, dell’analisi degli errori (‫تحليل‬
‫ )األخطاء‬e, naturalmente, della traduzione.
Il confronto tra i sistemi grammaticali di L1 e L2 avviene scegliendo, di volta in volta,
un’area della grammatica comune alle due lingue e mettendo a confronto il
comportamento di L1 e L2 nell’area grammaticale prescelta. Per esempio, come nel
seguente capitolo, possiamo fare un’analisi contrastiva (‫ )التحليل التقابلي‬dell’uso
dell’articolo in italiano e in arabo.

3
2. L'ARTICOLO

2.1 L'ARTICOLO DETERMINATIVO (‫)أداة التعريف‬

In italiano l'articolo determinativo indica una cosa ben definita, che si presuppone già
nota. Se, per esempio, diciamo:

hai visto la maestra?

ci riferiamo non a una maestra qualsiasi ma ad una in particolare, che sia noi sia il
nostro interlocutore conosciamo.
L'articolo determinativo viene anche utilizzato per riferirsi ad una classe, ad un tipo o ad
una specie:

l'uomo è un animale parlante

Nell'esempio precedente l'uomo significa ogni uomo e non un uomo in particolare.


Nell'esempio seguente invece l'articolo determina un concetto astratto:

la pazienza è una virtù

Anche in arabo l'articolo determinativo può essere utilizzato per indicare una categoria
in generale o un concetto astratto:

4
 
 


 
In inglese invece in questi casi l'articolo va omesso:

man is a speaking animal


patience is a virtue

2.2 L'ARTICOLO INDETERMINATIVO (‫)أداة التنكير‬

L'articolo indeterminativo indica una cosa generica, indefinita, che si considera come
non ancora nota e serve ad introdurre un nome di cui non si è ancora parlato:

chiamerò un professore

L'esempio precedente fa riferimento ad un professore in generale e non ad uno in


particolare.
In arabo, come noto, non esiste un articolo indeterminativo ed il nome indeterminato
non ha alcun articolo (ma porta il ‫)تنوين‬.

 

In italiano l'articolo indeterminativo non ha plurale. Con funzione di plurale si possono


però usare le forme partitive dei, degli, delle o gli aggettivi indefiniti alcuni, alcune:

5
ha creato delle difficoltà
ha creato alcune difficoltà

   

Un'altra possibilità è quella di utilizzare direttamente il nome al plurale senza ricorrere


né al partitivo né all'aggettivo indefinito:

ha creato difficoltà

  

Inoltre con i nomi di massa (‫)كتلة‬, cioè con quei sostantivi che non indicano un singolo
oggetto, ma una certa quantità di qualcosa (come acqua, olio, pioggia, denaro, ecc.),
non si può usare l'articolo indeterminativo e si devono utilizzare le forme partitive del,
dello, della (che qui significano un po' di). Si deve dire:

dammi dell'acqua non dammi un'acqua


è caduta della pioggia non è caduta una pioggia
compra dell'olio non compra un olio
prestami del denaro non prestami un denaro

6
2.3 OMISSIONE DELL'ARTICOLO (‫)حذف أداة التعريف وأداة التنكير‬

In italiano esistono alcuni casi in cui il nome compare senza nessun articolo (né
determinativo né indeterminativo). In questi casi, al contrario dell'italiano, normalmente
in arabo il nome è determinato. In traduzione occorrerà prestare particolare attenzione.
L'articolo viene omesso, per esempio:

• in molte espressioni temporali:

di mattina ! "

di sera # $ "

di giorno %& "

d'estate '
 "

in primavera (
) "

• con i complementi di luogo, in alcuni casi:

torna a casa *
! +,  -

abita in campagna '-) " ./ -


7
va in moschea (01 +, 234-

l'ha imparato a scuola 56$ " 789:

resta in camera 5;)< " =>!-

• davanti a nomi che formano con il verbo una sola espressione predicativa:

sente caldo )? )@-

sente freddo  )@-

perde tempo *A  (
B-

• nelle locuzioni in cui un sostantivo integra il significato di un altro:

carta da gioco 29 5AC

abito da sera D)%  56

sala da ballo EA) 5

8
cavallo da caccia 6
 

tempo di pace FG  *AC

grido di guerra H)? 5I




campo di battaglia J> 6


0

parola d'onore K)@ 589L

campi di petrolio MN& J >

eclissi di Sole O8@ K L

eclissi di Luna )8> K P

• in alcuni casi in cui si fa riferimento ad una classe di persone o di cose in generale:

sequestro di persona QRST 5A)

costruttore di armi 5I9T (

9
ladro di cadaveri YWXU1 V

contrabbando di droga 6R$ 2-)Z

cuce vestiti OG$ M


[

cucina torte \/ ]!^

coltiva grano e orzo _@C `8> a]-

non legge libri 2/ )>- b

scrive prosa e poesia )@C )X& 2/-

• con il complemento di materia o per indicare ciò da cui è formato o composto


qualcosa:

olio d'oliva  -] *-c

carne di pollo de6 f?

vino di mele N H)S

10
vestiti di lana K  .0 OG0

una vasca di marmo FP) .0 g

un mare di lacrime a 06 .0 )h

una grande quantità di cipolle e aglio F XC ! .0 D_!L 5


8L

un mazzo di fiori  3] .0 5A

un cesto di verdure C)Bi .0 59

• in alcune espressioni di valore modale o strumentale:

è arrivato in treno j> C

viaggia in aereo D)kj ); -

ha chiuso la porta a chiave N$ H! 9l

va ad elettricità #)%/ m@n

11
è uscito in pantofole 2@!@ d)P

è sceso in pigiama 0o


! J]

• nei titoli dei libri o dei capitoli e con i nomi delle materie scolastiche:

Grammatica araba semplificata 5j !$ 5


) 5<9 6 A

Linguistica e traduzione 5pC 5<9 f9

Dizionario di linguistica moderna 5X-6? 


 9 fo0

Indice q)%N

Dedica #63

Capitolo primo JCT H!

libri di storia e di geografia 


;)<1C r- " 2L

studia filosofia 5N 9N q6-

12
studia pianificazione finanziaria s$ M
jR q6-

• nelle locuzioni parlare italiano, inglese e simili:

parla greco e latino 5


&
:GC 5
>-)l f9/-

parla uzbeco e kazako 5


Pc/C 5
/cCT f9/-

• nelle insegne e nei cartelli:

DIPARTIMENTO DI LINGUA ITALIANA 5


j- 5<9 f A

FACOLTÀ DI LETTERE Ht 5


9L

AMMINISTRAZIONE GENERALE 50 D

BIBLIOTECA CENTRALE 5-]L)$ 5!/$

UFFICIO NAZIONALE u   -6

RECEPTION J!>b

13
BANCO INFORMAZIONI 0Gb 2/0

CASSA 5&-]i

PRIMO PIANO JCT C6

14
3. PREFISSI E SUFFISSI

3.1 LA PREFISSAZIONE

La prefissazione consiste nell'aggiungere un affisso all'inizio della base. La base


può essere una parola semplice (costruire — ricostruire, terrorismo — antiterrorismo)
oppure una parola già prefissata (descrivibile — indescrivibile). In italiano la
prefissazione non comporta un cambiamento di categoria: il nome rimane nome,
l'aggettivo rimane aggettivo, il verbo rimane verbo:

camera (N) — anticamera (N)


costruire (V) — ricostruire (V)
civile (A) — incivile (A)

Occorre notare che in arabo la prefissazione, pur avendo un ruolo importante nella
morfologia derivazionale, funziona diversamente dall'italiano e non prevede
l'annessione alla parola di prefissi derivanti da avverbi o da preposizioni o di prefissi con
valore negativo o intensivo.
Dunque, nel tradurre in arabo, una parola italiana formata dall'unione di prefisso +
nome/aggettivo/verbo, nella maggior parte dei casi, si dovrà tentare di rendere il
significato espresso dal prefisso facendo precedere o seguire il nome, l'aggettivo o il
verbo in questione da un avverbio, da una preposizione, da un aggettivo, da un nome o, a
volte, anche da una locuzione perifrastica formata da più parole:

15
subacqueo #$ 

preaccordo  VN:

pericardio 29>

anteguerra H)?  

ultrasuono a 8 $   

connazionale     . 0

interdipendenti   !"# C680

In alcuni casi si dovrà invece ricorrere ad una forma derivata del verbo (‫)الفعل المزيد‬
che esprima direttamente il significato apportato dal prefisso:

sminuzzare ( ;
w cC =9) V]0
w
confrontarsi ( ; cC =9) 7e

convivere ( N: cC =9) y-:


16
compatire ( N cC =9) 'j

Si noti inoltre il ricorso alla forme ‫ فعّل‬e ‫ افع ﱠل‬per tradurre molti verbi parasintetici:

inscatolare 2w9

insaponare z
w
sbucciare )@A
w

allargare (C
w
ingrandire L
w
rallegrare );w

arrossire )}W|{

ingiallire )}NW {

sbiancare } W
{


17
Nella lingua araba moderna esistono anche alcuni neologismi in cui l'affisso (in origine
una preposizione o un avverbio) è stato prefissato alla parola esattamente come avviene
in italiano, in francese o in inglese. Si tratta però di un meccanismo di derivazione
(evidentemente un calco morfologico!) limitato ad una serie di termini tecnici, dall'uso
molto limitato o oramai caduti in disuso:

m
! ; da m
! + V ; metafisico

mk8 da mk0 + * subacqueo

m>j&8!A da m>j&0 + !A prelogico

m60P da m60 + dP extrascolastico

€6
9o!l da } l{
€6
9e + 2 postglaciale

m9B&
 da (9‚ +  intercostale

Esiste poi una serie di prefissati con ‫ ال‬con valore negativo:

m/9b senza filo

€ Sb inconscio

18
5-]L)0b decentralizzazione

Di seguito sono riportati i prefissi italiani più comuni accompagnati da una possibile
traduzione.

Prefissi provenienti da preposizioni o avverbi

• ante-, pre- esprimono l'anteriorità spazio-temporale:

anteguerra H)?  

preistoria r-  

prematrimoniale dC]  

preaccordo  VN:

predisposizione  6

• post-, retro- esprimono la posteriorità spazio-temporale:

postbellico H)?  


19
retroattivo J N$ $%&

• circum-, circon-, peri- significano 'intorno':

circumnavigazione #mS ' )h K 

circonlocuzione FG/ $ (&)*

pericardio 29>

• con- (co-, col-, com-, cor-), sin- significano 'insieme':

connazionale     . 0

coabitazione ) +,  y




convivere -.

sincronia /

sinfonia ! 0

20
• contro-, contra-, anti- esprimono opposizione:

contrattacco * # F o3

controspionaggio 5
 1 12

contrattaccare 3 F oƒ FA

contraddire +4

antibatterico f
)1 * #

antigelo
w 5),
68o

antiruggine 6 6

• trans- significa 'attraverso':

transatlantico m 9T 7

transcontinentale > 7

21
• sopra-, super- esprimono superiorità:

soprannaturale 5
!j  

soprannumerario
w 6  89
)>$

supersonico   5) 

• extra-, fuori- indicano esteriorità:

extraterritoriale 5C6 m‚ :&4

extramurale 5&-6$   :&4

fuorilegge  >  :&4

fuorimisura € q>$  7 3;

• intra-, entro-, endo- significano 'all'interno':

intramuscolare B $

22
entroterra G! 1<4*

endovenoso 6-  4*

• inter- significa 'in mezzo':

interlineare  j  <

intercostale a 9B <

interplanetario 2L / <

Da questo significato fondamentale si è sviluppato quello di associazione, comunanza:

interraziale 5N9„ q&e =< >7?@

interdisciplinare
w F 9 ?
5 &0

In molti casi si ha uno specifico valore di reciprocità:

interscambio '* 
23
interdipendenti   !"# C680

interconnessi   !"#  j!:)0

interagire 

• oltre-, ultra-, meta- significano 'al di sopra, al di là':

oltremare )I! A&) 

oltretomba >  

ultravioletto 5
o N&! 

ultrasuono a 8 $   

ultraterreno 5-
6 D
?  

metafisica 5
!j A&) 

• sotto-, sub-, infra-, ipo- significano 'sotto, al di sotto':

24
sottopassaggio .7B  )…
w
sottosuolo gT `j  

subacqueo #$ 

infrarosso #)8? 

ipoderma 691 

• vice-, pro- significano 'in luogo di':

viceré \9$ C8

viceministro )-c  C8

prorettore 501 )-60 C8

25
Prefissi e confissi con valore intensivo, di aspetto o di modo

• arci- (arc-), extra-, super-, stra-, ultra- esprimono il grado superiore di una gerarchia
o il grado superlativo di una qualità (stra- ha anche valore intensivo se usato con i
verbi):

arcangelo 5/kG$ <8&

arcivescovo 5NAT <8&

arciricco 1.D ul

extrafino % 
A

supermercato 7< 3 )o


W 0W
stracarico =?E   I@0

strafare N $ F

stracuocere %j $ F

ultrasinistra 7B?E 

26
• iper-, sur- significano 'al più alto grado' o indicano eccesso:

ipercritico >b $ G7

ipersensibile 1H7 5
 C

ipertensione F6 M<‚ G7

surriscaldato 59
  7?3; †;6 0

• ipo-, sotto-, sub- esprimono inferiorità:

ipotensione F6 M<‚ IJ

sottopopolato /  <

sottosviluppato
w K
8&

subnormale
W ()*
J6} $

• semi-, emi- significano 'mezzo, a metà':

27
semiufficiale m‡ = L

semicerchio D)k +M

emisfero D)L +M

• ben(e)-, mal(e)-, eu-, caco- esprimono valutazione:

benessere 1O&N

benestante 7
N P
maleducato HT <

malfamato 58  A$

eufemismo _! +B

eufonico   !<4&

cacofonico  T 70?

28
• bi(s)- significa 'due, due volte':

bilingue 5<9 $80Q

bimensile )%@ $ <7 6


U W- C ˆ6‰

Indica anche, in nomi di parentela, un grado più remoto:

bisnonno 61 ;

• r(i)-, r(e)- significano 'di nuovo':

ricostruire #&! * ;

riorganizzare f
Š& * ;

ristampare (!j * ;

Vi sono varie estensioni di significato;

movimento all'indietro:

29
rimandare 6%&


recupero di ciò che si è perduto:

ritrovare .%  6eC

opposizione:

reagire N *&

• auto- significa 'da sé, spontaneamente, relativo a se stesso':

autocontrollo 0 M!‚

autogoverno $R f/?

autobiografia 1<S D_

autosufficiente =R KL

• tele- significa 'da lontano, a distanza':

30
telecomando   f/I c%e

telelavoro '/0E  8

Prefissi negativi

• in- (il-, im-, ir-):

indiretto )S!0 7<

illegale ‹ A 7<

infinito mkŒT

impersonale T

inefficienza 5
w ŽW;T

instabilità )>b 5

inesperienza Di 5

31
inesistenza  e  5

incomprensione f3N A

• s-:

sfortunato ? A$

sleale E9„ 7<

sproporzionato { 7<
J0

smontare U2 

• dis-, de-, di-:

discontinuo )8 0 7<

disconnesso M{p0 7<

disabitato /   '4


32
destabilizzare )> 0 7< 79

disarmare G   *7%


• senza-, a- (an-):

senzatetto
W

‘C0

analcolico J I/  '4

asociale m8e T

• non-: è produttivo nella lingua di oggi con nomi e con aggettivi: il prefissato può
essere scritto in grafia unita:

nonsenso A7OP

noncuranza ˆpLb 5
o più spesso, in grafia staccata:

non aggressione #6b 5

33
non credente .0’0 7<

3.2 LA SUFFISSAZIONE

La suffissazione consiste nell'aggiungere un affisso dopo la base:

persona → personificare ERS w ← ERS


personificare → personificazione E
R@: ← ERSw
forma → formale m9/S ← /S
formale → formalità 5
9/S ← m9/S

Come si può notare dagli esempi precedenti, tipico della suffissazione è il passaggio da
una categoria a un'altra di parole. Da un verbo si può ottenere un nome o un aggettivo,
da un nome un verbo o un aggettivo, da un aggettivo un verbo o un nome. La
suffissazione può avvenire anche all'interno della stessa categoria di parole: da un nome
a un altro nome, da aggettivo ad aggettivo, da verbo a verbo.
I suffissati che derivano da un nome si chiamano denominali, quelli che derivano
da un aggettivo si chiamano deaggettivali, quelli che derivano da un verbo di chiamano
deverbali. Inoltre i suffissati ottenuti, secondo che siano nomi, aggettivi o verbi, si
dicono nominali, aggettivali o verbali. Per esempio, orologiaio è un suffissato
nominale denominale: si tratta infatti di un nome che deriva da un altro nome; operabile
è un suffissato aggettivale deverbale: si tratta infatti di un aggettivo che deriva da un
verbo; verdeggiare è un suffissato verbale deagettivale: si tratta infatti di un verbo che
deriva da un aggettivo.
34
Anche in arabo la suffissazione gioca un ruolo molto importante nella morfologia
derivazionale e, come si può vedere dagli esempi sopra riportati, anche in arabo la
suffissazione permette il cambiamento da una categoria grammaticale ad un'altra.
Esistono però anche altri meccanismi molto importanti che permettono la derivazione
come l'utilizzo delle forme derivate del verbo (‫)أوزان األفعال المزيدة‬.
Si osservino i seguenti passaggi:

• dal nome al verbo:

• -are, -ire:

arma → armare V

canto → cantare 0

veste → vestire  ;

• -ificare:

pietra → pietrificare 7W



• dall'aggettivo al verbo:

• -are:

35
calmo → calmare ; O

• -izzare:

stabile → stabilizzare  Q
• -ificare:

solido → solidificare E%




• dal verbo al nome. I nomi deverbali si distinguono in due specie:

1. nomi che indicano l'azione (‫)عمل‬:

insegnare → insegnamento .&


e che in arabo si tradurranno spesso con il ‫;مصدر‬

2. nomi che indicano l'agente (‫)عامل‬, cioè la persona o la cosa che compie l'azione:

giocare → giocatore CT
e che in arabo corrisponderanno speso ad un ‫اسم الفاعل‬.

36
• I nomi deverbali che indicano l'azione possono essere ottenuti con i suffissi:

• -zione, -sione:

esportare → esportazione 7.M

operare → operazione 1<E

accendere → accensione 'LX

dividere → divisione !<Y,

• -aggio:

atterrare → atterraggio G O

montare → montaggio C<37

• -mento:

cambiare → cambiamento 7<<D

37
insegnare → insegnamento .&

• -ura (la base è data dal participio passato):

chiudere → chiusura 
X

fornire → fornitura .)/

• -anza, -enza:

somigliare → somiglianza =@

dipendere → dipendenza +

• I nomi deverbali che indicano l'agente possono essere ottenuti con i suffissi:

• -tore / -trice:

giocare → giocatore CT

lavorare → lavoratore 

38
Il suffisso -tore / -trice è frequente in nomi del linguaggio tecnico-scientifico indicanti
un apparecchio, uno strumento, una macchina ecc.:

amplificare → amplificatore 7 2

trasformare → trasformatore '



generare → generatore 

• -ante, -ente:

cantare → cantante D

disinfettare → disinfettante 7"B




• -ino:

imbiancare → imbianchino < 

spazzare → spazzino Z03N

• dal verbo all'aggettivo:

39
• -bile forma aggettivi di senso passivo esprimenti possibilità, che può essere X:

giustificare → giustificabile “)-: 2E.

realizzare → realizzabile 7>


> 2E.

udire → udibile 7‡W 2E.

comparare → comparabile 5>$ 7.%

infiammare → infiammabile H%G 

esportare → esportabile &[ MP.

accettare → accettabile ' ,

frangere → frangibile → infrangibile ) /9  _l

dimenticare → dimenticabile → indimenticabile Y0P. b

descrivere → descrivibile → indescrivibile +\


N P. b

40
dispensare → dispensabile → indispensabile 7& 0DN?YP. b

• -evole (forma aggettivi con valore passivo, che deve essere X, e con valore attivo, che
può fare o che fa X):

ammirare → ammirevole Ho 7.%

lodare → lodevole `-6$ 7.%

girare → girevole &) *N

mutare → mutevole C^,N ]N?P


• dall'aggettivo al nome:

• -ità, -tà:

umano → umanità 5
 ,

sensibile → sensibilità 5


sentimentale → sentimentalità 5
N

41
libero → libertà 5-)

• -ismo, -esimo (formano nomi indicanti un movimento, un'ideologia, una disposizione


dell'animo, un atteggiamento):

sociale → socialismo 5
LpS

comune → comunismo 5

S

materiale → materialismo 5-0

indù → induismo 5
C6&3

cristiano → cristianesimo 5
I
0

42
4. TEMPO, ASPETTO E MODO

4.1 IL TEMPO

II tempo indica qual è il rapporto temporale che lega l'azione o lo stato espressi
dal verbo al momento in cui viene espresso l'enunciato. Il rapporto temporale tra lo stato
o l'azione espressi dal verbo e il momento in cui viene espresso l'enunciato può essere
di:

• contemporaneità, quando il fatto avviene nel momento in cui si parla:

Gino mangia

• anteriorità, quando il fatto avviene in un momento anteriore a quello in cui si parla:

Gino mangiò (ha mangiato, mangiava)

• posteriorità: quando il fatto avviene in un momento posteriore a quello


in cui si parla:

Gino mangerà

Come si può notare dagli esempi, in italiano il tempo che esprime la


contemporaneità rispetto al momento in cui si parla è il presente. I tempi che esprimono
l'anteriorità rispetto al momento in cui si parla sono il passato remoto, il passato
prossimo e l'imperfetto. Il tempo che esprime la posteriorità rispetto al momento in cui
si parla è il futuro semplice.
43
Il trapassato prossimo e il futuro anteriore, a differenza degli altri tempi, non
sono legati direttamente al tempo fisico, ma indicano anteriorità rispetto ad un evento
espresso da un altro tempo verbale (questo vale anche per il trapassato remoto):

quando arrivai a casa Gino era già uscito

quando arriverò a casa Gino sarà già uscito

In arabo esistono due forme verbali principali: ‫ الماضي‬e ‫المضارع‬.


La contemporaneità rispetto al momento in cui si parla è espressa da ‫المضارع‬:

6: studi

L mangiamo

Preceduto da ‫ س‬o ‫سوف‬, ‫ المضارع‬esprime anche la posteriorità rispetto al momento in


cui si parla:

);
 partirà

‘): K  vedrai

44
‫ المضارع‬+ ‫ سوف‬/‫ س‬può anche esprimere il futuro nel passato, ovvero un'azione futura
rispetto ad un evento collocato nel passato da un altro tempo verbale. In questo caso
corrisponde al condizionale passato italiano:

A$W< 7 *&&”


U
pensai che sarebbe venuto

L'anteriorità rispetto al momento in cui si parla è espressa da ‫الماضي‬:

23 andò

*!L scrissi

‫ الماضي‬può essere utilizzato anche per esprimere l'anteriorità rispetto ad un evento


passato o futuro espresso da un altro tempo verbale.

:74 6A &
e (3 *
! +, \) $
quando arrivai a casa Gino era già uscito

` N_ $
:74 6A &
e (2< *
! +, \
quando arriverò a casa Gino sarà già uscito

45
Come si può notare dagli esempi precedenti ‫ الماضي‬è accompagnato dal verbo ‫( كان‬al
passato o al futuro), con funzione di ausiliare temporale, e facoltativamente dalla
particella ‫قد‬.

4.2 L'ASPETTO

L'aspetto verbale è il modo in cui il parlante considera lo svolgimento dell'azione


espressa dal verbo. L'azione può essere considerata come completamente conclusa, nel
suo svolgersi oppure in rapporto al suo risultato:

• aspetto perfettivo, l'azione è considerata come del tutto conclusa:

Pino tornò a casa

• aspetto imperfettivo, l'azione è considerata nel suo svolgersi:

Pino tornava a casa

• aspetto compiuto, si considera il perdurare, nel presente, degli effetti di un evento


passato:

Pino è tornato a casa

Come si può vedere i diversi tempi del passato sono stati utilizzati per esprimere un
diverso aspetto dell'azione compiuta da Pino. Il passato remoto indica un'azione
momentanea del tutto conclusa nel passato ( ‫يدل على حدوث فعل وقع في الزمان المنصرم‬
‫)وانقضى تماما بالنسبة للوقت الذي نحن فيه‬. L'imperfetto indica che un'azione durativa, in
46
via di svolgimento (‫)يعبر عن عمل في طور اإلنجاز‬. Nella frase possiamo infatti inserire
una proposizione che indica l'improvviso accadere di un evento mentre dura l'azione
dell'andare a casa:

Pino tornava a casa, quando incontrò Gino

Il passato prossimo indica un'azione considerata compiuta, ma i cui effetti continuano


nel presente (‫)يستعمل للداللة على فعل منصرم تأثيره يمتد إلى الحاضر‬. La frase Pino è tornato
a casa significa infatti che Pino in questo momento si trova a casa.
Esaminiamo ora la frase:

Pino torna a casa

Come nel caso dell'imperfetto, anche il presente indica qui un'azione nel suo svolgersi,
ma, rispetto all'imperfetto l'azione è ora collocata nel tempo presente. In italiano l'azione
considerata nel corso del suo svolgimento può essere espressa più chiaramente mediante
l'uso della costruzione perifrastica stare + gerundio che esprime l'aspetto progressivo:

Pino sta tornando a casa

e al passato:

Pino stava tornando a casa

Esiste anche un'altra costruzione perifrastica che utilizza il verbo stare. Si tratta
della costruzione stare + infinto che serve ad esprimere un'azione sul punto di accadere
o che sta per accadere. Questo aspetto è detto ingressivo:

47
Pino sta per tornare a casa *
! +, &
  : /:

In arabo l'aspetto perfettivo è espresso da ‫الماضي‬:

*
! +, &
 * Pino tornò a casa

Attraverso l'uso delle particelle ‫ قد‬o ‫لقد‬, che precedono ‫الماضي‬, è possibile sottolineare il
risultato dell'azione indicata dal verbo ed esprimere l'aspetto compiuto:

*
! +, &
 * , Pino è tornato a casa

L'aspetto compiuto di ‫ الماضي‬è evidente nelle seguenti espressioni che in italiano si


rendono con un presente:

*eU ho fame

*@j{ W ho sete

*!{W: sono stanco

48
‫ المضارع‬serve invece a rendere l'aspetto imperfettivo sia al presente che al passato (in
questo caso però è accompagnato dall'ausiliare temporale ‫)كان‬. ‫ المضارع‬può esprimere:

• un'azione in svolgimento:

nel momento in cui si parla (‫) َح َدث يقع في أثناء الحديث‬:

%  " j> 7<Y. il treno avanza per la pianura

nel passato interrotta da un'altra azione ( ‫عمل في طور اإلنجاز في الماضي انقطع بعمل‬
‫)آخر‬:

m0 *9C € j; ')0; 03 8&



mentre facevo colazione è arrivata mia madre

• un'azione abituale o ripetuta (‫)عمل اعتيادي أو متك ﱢرر‬:

F - L 56$ +, 2j COR.


ogni giorno lo studente va a scuola

49
=%>$ +, 
0 - COR. €6C (3 5
‚$ 5& 
l'anno scorso mio padre andava al caffè ogni giorno

• una verità atemporale (‫)حقيقة ثابتة‬

O8@ J gT &) la Terra gira intorno al Sole

50
Tenendo conto sia del tempo che dell'aspetto, abbiamo quindi le seguenti corrispondenze
tra le forme del verbo indicative italiane e le forme verbali arabe:

Passato remoto studiai


* ‫الماضي‬
Passato
prossimo
ho studiato
* 6A + ,/
$cE
Trapassato
prossimo
avevo studiato
6A *&L +  + (3
* $cE
Futuro
anteriore
avrò studiato
6A  L  + (2<
* $cE +
Presente studio
q d&#E
Futuro semplice studierò
q + /Z
d&#E
Imperfetto studiavo
q *&L + (3
d&#E

51
4.3 IL MODO

II parlante può presentare il fatto espresso dal verbo in diversi modi, ciascuno dei
quali indica un diverso punto di vista, un diverso atteggiamento. In italiano esistono i
seguenti modi finiti:

• l'indicativo è il modo della realtà, della certezza, della constatazione e dell'esposizione


oggettiva:

adesso mangio (sicuramente).

• il congiuntivo è il modo della possibilità, del desiderio o del timore, dell'opinione


soggettiva o del dubbio, del verosimile o dell'irreale; viene usato generalmente in
proposizioni dipendenti da verbi che esprimono incertezza, giudizio personale,
partecipazione affettiva:

sembra che mangi (ma non è certo)

• il condizionale indica fatti, azioni, modi di essere in cui prevale l'aspetto di


eventualità, subordinata a una condizione (per questo si chiama condizionale):

mangerei (se potessi)

• l'imperativo è il modo del comando, dell'invito, dell'esortazione:

mangia! (è un ordine)

52
In arabo le forme verbali principali, ‫ الماضي‬e ‫المضارع‬, possono essere distinte
anche sulla base del loro valore modale.
L'espressione della certezza e della necessità è affidata a ‫الماضي‬, mentre incertezza e
possibilità sono legate a ‫المضارع‬.
‫ األمر‬è invece la forma verbale che esprime il comando:

! L mangia!

Troviamo m‚$ con valore modale di certezza in alcune espressioni che in italiano si
rendono normalmente con un indicativo presente:

&>N: siamo d'accordo

*9{!A accetto

5 91 *IW {U; la seduta è aperta

‫ الماضي‬viene anche usato in molte forme augurali per conferire loro un valore di
certezza e necessità (laddove italiano si usa invece il congiuntivo presente):

\
; – — che Dio ti benedica!

53
– 7| che Dio abbia misericordia di lui!

Dal valore di certezza di ‫ الماضي‬dipende anche il suo uso nelle proposizioni introdotte
da indefiniti con valore di generalizzazione e nel periodo ipotetico. Qui si tratta di
invitare l'interlocutore ad accettare come date le condizioni della propria
generalizzazione o le premesse della propria ipotesi:

...aj .0 chi può...

...)0
W 89L ogni volta che passo...

... A 8%0 qualsiasi cosa dicano...

... 9; 8%0 qualsiasi cosa facciano...

6eC 6w e .0 chi cerca trova

6
W ac .0 chi semina raccoglie

`™ q , se studia, passerà

Quest'ultimo esempio riguarda il cosiddetto periodo ipotetico della realtà. Per


esprimere gli altri tipi di periodo ipotetico, ossia quello della possibilità e quello
54
dell'impossibilità, in arabo non si dovrà operare sul tempo e modo del verbo (come
avviene in italiano), ma sulla congiunzione che introduce il periodo ipotetico:

• realtà:

`™ q SX
se studia, passerà

• possibilità:

`™ q (X
se studiasse, passerebbe

• impossibilità:

`™ q 
se avesse studiato, sarebbe passato

55
Il valore di incertezza e possibilità di ‫ المضارع‬è infine evidente nelle seguenti
espressioni in cui ‫ المضارع‬è preceduto dalla particella ‫قد‬:

6l $_. 
può darsi che arrivi domani

5!/$ " (2. 


potrebbe essere in biblioteca

56
5. L'ORDINE DEI COSTITUENTI NELLA PROPOSIZIONE

5.1 COSTRUZIONI CON ORDINE NON MARCATO

Le lingue possono essere classificate sulla base della successione degli elementi
fondamentali della frase (‫)ترتيب العناصر األساسية للجملة‬: il soggetto (S), il
complemento oggetto (O) e il verbo (V).
Dalla combinazione di questi tre elementi otteniamo sei tipi linguistici logicamente
possibili: SOV, SVO, VSO, VOS, OVS, OSV. I primi tre, in cui, indipendentemente
dalla posizione del verbo, il soggetto precede l'oggetto, sono i più comuni tra le lingue
del mondo, mentre l'esistenza di lingue di tipo OSV non è stata ancora verificata.
L'ordine dei costituenti fondamentali è detto ordine basico (o ordine non marcato). In
italiano, come in francese, inglese o spagnolo, l'ordine basico è SVO:

s v o
Gino picchiò Pino

In arabo l'ordine basico è VSO (anche se è possibile pure SVO, meno ricercato e formale
di VSO), quindi anche in arabo, di norma, il soggetto precede l'oggetto:

o s v ←

&
 &
e H)‚

57
5.2 COSTRUZIONI CON ORDINE MARCATO

Quanto detto finora riguarda l'ordine normale (basico, non marcato) dei
costituenti. In certi casi, quando vogliamo sottolineare il tema della comunicazione o
mettere in evidenza (‫ )إبراز‬un determinato costituente, possiamo utilizzare costruzioni
che hanno un ordine dei costituenti diverso da quello normale. Parliamo in questo caso
di ordine marcato. L'operazione attraverso la quale mettiamo in evidenza un
determinato costituente è detta focalizzazione (‫تركيز‬/‫)تفخيم‬.
Attraverso la focalizzazione possiamo indicare l'elemento che ci interessa di più
all'interno della frase, proprio come quando, usando una macchina fotografica,
mettiamo a fuoco (‫ )ج ّمع في البُ ْؤ َرة‬una parte dell'immagine e la separiamo dal resto.

5.3 LA DISLOCAZIONE A SINISTRA

In una frase non marcata il soggetto (‫ )ال ُمسنَد إليه‬solitamente è collocato in


posizione iniziale ed è il tema dell'enunciato (ossia ciò di cui si parla, l'elemento già
dato dal contesto, già noto agli interlocutori o il punto di partenza del discorso). Il
predicato (‫ )ال ُمسنَد‬invece segue il soggetto ed l'elemento nuovo o rema (ossia ciò che si
dice a proposito del tema, qualcosa cioè che aggiunge nuove informazioni al tema).
In alcuni casi per mettere in evidenza un complemento (che è dunque un rema),
questo viene spostato prima del verbo, trovandosi così in posizione tematica o iniziale.
Questo spostamento si chiama dislocazione a sinistra e la sua funzione è quella di
enfatizzare (‫ )توكيد‬un elemento diverso dal soggetto. Sarà necessario inoltre inserire un
pronome che riprenda il tema nella seconda parte della frase:

58
Ho speso tutti i soldi 79L J$ *>N

I soldi, li ho spesi tutti 79L 7>N J$

In italiano la dislocazione a sinistra con ripresa pronominale è una costruzione adatta


soprattutto al registro colloquiale (‫ )لغة الكالم‬ed il pronome con cui viene ripreso il tema
è sentito come ridondante (‫) ُمطنِب‬. In arabo invece la ripresa pronominale, in questo
tipo di costruzioni, non è avvertita come ridondante e non è limitata al solo registro
colloquiale. Si pensi inoltre alla ripresa pronominale obbligatoria nelle frasi relative con
antecedente determinato tipica della lingua araba:

7:4> €4 Nj 3 3

ecco il bambino che ho salvato

-)0 70 *e)P €4 r


@

il vecchio con cui sono uscito è malato

Inoltre, in italiano, per ottenere la tematizzazione di un costituente, cioè per sottolineare


che quel costituente è il tema della frase, è possibile far precedere l'elemento dislocato
da una perifrasi tematizzante (riguardo a, in relazione a, per quanto riguarda). Una
costruzione analoga si ha in arabo ricorrendo alle particelle ...‫ف‬...‫أما‬:
59
Per quanto riguarda i soldi, li ho spesi tutti

79L 7>N; J$ 0

5.4 LE COSTRUZIONI CON TEMA SOSPESO

Nelle dislocazioni a sinistra l'elemento dislocato è accordato grammaticalmente


con il pronome con cui viene ripreso:

A Pino, gli ho parlato ieri

Quando l'elemento dislocato non è accordato grammaticalmente con il pronome con cui
viene ripreso si ha una costruzione detta costruzione con tema sospeso:

Pino, gli ho parlato ieri

Ciò che caratterizza questa costruzione è quindi la mancanza di accordo tra l'elemento
dislocato Pino e il pronome di ripresa gli.
In questa costruzione, caratteristica dell'uso informale, l'elemento più importante
dell'enunciato viene collocato in prima posizione senza tener conto della struttura della
frase e rimane pertanto come sospeso (‫)معلﱠق‬.
Costruzioni di questo tipo, nelle quali il tema rimane sospeso o si ha un repentino
cambio di soggetto, sono molto comuni anche nella lingua araba dove sono utilizzate
anche al di fuori del registro colloquiale o informale:

&
 7‡ m>-6 il mio amico, il suo nome è Pino

60
f90 “  &
e Gino, suo padre è insegnante

5
l %
; T 
j-, l'Italia, i prezzi là (in essa) sono alti

5.5 LA FRASE SCISSA

Consideriamo le seguenti frasi:

Enzo parla russo 5


C)  f9/-

ho visto il professore T *-

sono andato a Roma 0C +, *!3

Si tratta di tre frasi non marcate. Se si vuole mettere in evidenza il soggetto o un


complemento si può dividere la frase in due blocchi: un primo blocco costituito dal
verbo essere seguito dal costituente da mettere in evidenza e un secondo blocco
costituito dal resto della frase introdotto dalla forma che . La frase così ottenuta prende il
nome di frase scissa (‫ )الجملة المنشطرة‬e la sua struttura può essere così schematizzata:

verbo essere + costituente focalizzato + che + resto della frase

La frasi marcate, così ottenute, saranno, allora, la seguenti:

61
è Enzo che parla russo 5
C) f9/- €4 3 

è il professore che ho visto 7- €4 3 T

è a Roma che sono andato %


, *!3 š m3 0C

62
BIBLIOGRAFIA ‫المراجع‬

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