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Anno 71°
II Assemblea Allegato al n. 4
della Famiglia Carismatica Cottolenghina settembre 2019

INSIEME NELLA PICCOLA CASA

2-3 4-5
Cronaca Introduzione
dei tre giorni e conclusioni
Padre Carmine Arice

6-7 Relazioni
8 Testimonianze
dei partecipanti

UFFICIO STAMPA E COMUNICAZIONI


Sr Lucia Mossucca
Stefano Di Lullo
Foto Renzo Bussio
VENTI TAVOLI DI LAVORO PER SERVIRE
«INSIEME NELLA
PICCOLA CASA»
si è riunita dal 14 al 16 giugno alla Piccola Casa della Divina
I saluti Provvidenza di Torino per confrontarsi sulla significatività

introduttivi delle opere a servizio dei poveri e dei sofferenti.


Oltre duecento delegati in venti tavoli di lavoro per tre giorni,
a partire dal tema «Insieme nella Piccola Casa: ‘Molti un

L
a vitalità del carisma di san Giuseppe Benedetto solo corpo’ (1 Cor 12,20)», hanno elaborato proposizioni e
Cottolengo ha colorato la seconda Assemblea della proposte concrete per avviare un processo di discernimento e
famiglia cottolenghina che, proveniente da tutta Italia, di corresponsabilità che vede coinvolti laici, religiosi e ospiti.

Nella sua relazione introduttiva il Madre Elda Pezzuto, superiora generale Fratel Giuseppe Visconti, superiore
padre generale della Piccola Casa delle suore di S.G.B Cottolengo, generale dei fratelli cottolenghini, ha
don Carmine Arice, in cinque ha evidenziato come al centro richiamato l’urgenza di valorizzare i
punti, ha spiegato il passaggio dal dell’Assemblea c’è il Carisma, «dono laici «in quanto è finito il tempo in cui
«perché» del carisma, oggetto della gratuito che abbiamo ricevuto da Dio ci si vantava di essere autosufficienti».
scorsa assemblea, al «come» essere attraverso il nostro Fondatore. Questo «La sfida per noi cottolenghini», ha
presenti nei contesti attuali per dono condiviso apre ad un impegno che evidenziato fratel Visconti, «è trovare
poter offrire una cura integrale e desideriamo sia sempre più profetico il modo in cui questo servizio venga
organizzare la gestione delle opere per e nel nostro tempo». La Madre ha svolto non solo con lo stile che ci è
cottolenghine in un tempo di dunque suggerito tre punti fondamentali proprio, ma far sì che i collaboratori
profondi cambiamenti (cfr servizio che caratterizzano il cammino della esterni agiscano secondo lo spirito che
alle pagine 4 e 5). famiglia carismatica: la partecipazione il Santo trasmetteva alle volontarie e
alla stessa missione della Piccola Casa ai volontari del suo tempo quando
che è della Divina Provvidenza e che è ancora non erano presenti né suore né
casa di Dio per l’uomo, la disposizione fratelli».
interiore che deve essere quella della
comunione dei cuori, la sinergia e la
complementarietà.

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a cura della Redazione cronaca
I diversi interventi e testimonianze hanno affrontato la
Le relazioni necessità, non più prorogabile, della corresponsabilità nella
missione come unica famiglia carismatica.

Don Flavio Peloso, superiore generale Francesca Di Maolo, presidente Federica Marostica (aggregata laica)
emerito della Piccola Opera della dell’Istituto Serafico di Assisi che e suor Luisa Busato (consigliera della
Divina Provvidenza di don Orione, accoglie persone con gravi disabilità, Madre Generale), hanno raccontato
nel suo intervento ha sottolineato ha evidenziato la mission di un’opera attraverso un video la bellezza della
come sia possibile unire carisma e carismatica: «rispondere ai bisogni famiglia carismatica cottolenghina. Le frasi
impresa (cfr servizio a pagine 6). concreti delle persone che abbiamo che accompagnavano le immagini hanno
di fronte a noi: dobbiamo, quindi, illustrato il cammino con cui il carisma
diventare innovatori per trovare ha preso corpo in coloro che in questi
risposte alle diverse situazioni» anni sono stati chiamati a collaborare a
(cfr servizio a pagina 7). vario titolo alla Piccola Casa: dipendenti,
personale delle cooperative, consulenti,
liberi professionisti, volontari, amici del
Cottolengo, oblate ed aggregati laici.

i tavoli di lavoro
Dai tavoli di lavoro sono emerse diverse «strategie» per
vivere e operare «Insieme nella Piccola Casa»: la formazione
a tutti i livelli, la comunicazione verso l’interno e verso
l’esterno, l’incremento di spazi di confronto per condividere
le strade da percorrere, la centralità della persona dell’ospite
in ogni scelta, la valorizzazione del dono dei monasteri
come luogo di ricerca spirituale, la necessità di continuare a
camminare con lo stile sinodale intrapreso.

Lectio
introduttiva
Siamo fra gli ultimi, «la dimora privilegiata da Dio»
«Molte sono le membra ma uno solo è il corpo» (1 Cor 12,20)
Il biblista Luca Moscatelli ha introdotto i tre giorni
di lavoro con la lettura e il commento della Parola di
Dio. «Essere un solo corpo e molte membra», ha detto,
«significa affermare che la diversità è una ricchezza che lo
Spirito approfondisce e irriga sempre per il bene. La scelta fra gli scartati. Questo non è solo un privilegio, è anche
degli ultimi è straordinaria in quanto rivela il beneficio l’unica cura che il corpo ecclesiale può regalarsi per
che ricevete ogni giorno: l’impegno per la carità vi mette rigenerarsi nel Vangelo. Non c’è un altro modo! Occuparsi
esattamente laddove Dio ha scelto la sua dimora preferita, degli ultimi è come occuparsi di Dio in persona».

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relazione introduttiva e conclusioni padre Carmine Arice

SIAMO TUTTI
CORRESPONSABILI
DELLA
MISSIONE

relazione introduttiva
«Sentiamoci davvero un’unica grande famiglia», ha esordito padre Carmine Arice, «che ha la gioia di vivere per la gloria di
Dio servendo la Chiesa, l’umanità e i poveri. Auspichiamo che la Piccola Casa sia un luogo di felicità dove si può trovare
un senso alla vita. Sappiamo per esperienza che la Piccola Casa è generativa di senso e di speranza».
Padre Arice poi in cinque punti ha spiegato il passaggio dal «perché» del carisma al «come» essere presenti nei contesti attuali.

1. Dal perché al come! cura integrale alle persone in difficoltà e inevitabili limiti perché appartenente
Nella prima Assemblea che ci ha visti organizzare la gestione delle opere in un come me ad una umanità ferita,
radunati lo scorso anno, abbiamo tempo di cambiamenti demografici, di bisognosa di misericordia e sempre in
posto la nostra attenzione sul perché tipologia degli ospiti, di sfide gestionali cammino.
e abbiamo riflettuto sul senso che economiche e di nuove esigenze Questo discorso, essenziale per i
ancora oggi può avere un’Opera come legislative. credenti, è fondamentale anche
la nostra, in un tempo di cambiamenti per tutti coloro che condividono
epocali sia sociologici che culturali. 2. Molti un solo corpo. Una Chiesa gli obiettivi antropologicamente
Sono tanti i motivi che rendono comunione «per natura» significativi che dal carisma
il carisma cottolenghino attuale e La Chiesa, e la Piccola Casa che cottolenghino discendono. Non penso
profetico. Ci siamo ulteriormente è porzione di essa, è una realtà di essere lontano dalla verità nel dire
convinti che in un tempo in cui la comunionale per natura e non per che l’eventuale disunità del Corpo
dignità della persona è riconosciuta più benevolenza o efficienza strategica cottolenghino – a tutti i livelli - è
per le sue capacità funzionali che per il mediante la quale raggiunge i fini che certamente causa di ulteriore sofferenza
fatto stesso di essere nata nella comune si prefigge. La prima sfida che siamo dei nostri poveri e di inefficacia dei
umanità, la Piccola Casa, che annuncia chiamati costantemente a vincere nostri interventi. Non sono rare le
il valore della Vita comunque essa si è quella della comunione, che non ricerche e gli studi che dimostrano che
presenti, può concorrere ad edificare significa uniformità ma rispettoso l’ambiente è un coefficiente di cura
una società meno crudele e disumana. riconoscimento del dono dell’altro, importante e determinante, soprattutto
Dobbiamo dunque porre la nostra delle sue capacità e competenze, quando si tratta di accogliere persone
attenzione su «come» poter offrire una nonché accoglienza anche con i suoi seriamente ferite.

4 speciale Incontri Allegato al n° 4/2019


padre Carmine Arice relazione introduttiva e conclusioni
3. Dalla collaborazione alla corresponsabilità affrontare anche in un’Assemblea apposita. Mentre lodo
Penso che per la Piccola Casa sia giunto il momento di fare la Divina Provvidenza che dimostra quotidianamente
un passo decisivo, non spinto da necessità ma illuminati la sua benevolenza verso questa Casa in un modo così
dalle circostanze, quello cioè di sentirci tutti – religiosi e straordinario da lasciarci senza parole, riaffermo la necessità
laici – corresponsabili della missione. Infatti il concetto di di un impegno serio, sereno, efficiente ed efficace nella
corresponsabilità, a differenza di quello di collaborazione, gestione delle risorse economiche e nella loro allocazione.
presuppone di essere tutti co-attori principali e dunque Cari amici dobbiamo avere coscienza che da un’oculata
responsabili insieme di un progetto condiviso. gestione, carismaticamente orientata, dipende non solo il
futuro delle nostre opere e della missione cottolenghina, ma
4. Metodo di lavoro: vedere, giudicare e agire in stile anche la vita di circa 2.500 persone – e delle loro famiglie -
sinodale che ricevono il giusto salario per il lavoro svolto.
Anche la nostra realtà cottolenghina che conserva il suo Per questo carisma e sostenibilità non possono fare
fascino e la sua attrazione oltre che la profezia della sua a meno di un’organizzazione capace di sostenere un
missione, ha sempre bisogno di essere guardata nella sistema complesso che deve impegnarsi su tutti i fronti:
sua incarnazione, serenamente giudicata nella qualità e è importante la gestione delle risorse economiche e
modalità della sua offerta, rinvigorita da scelte coraggiose. finanziarie, ma ancor più importante è la gestione delle
Il Padre della Piccola Casa e il Collegio Direttivo hanno risorse umane; è importante organizzare la carità, ma
bisogno di essere sì incoraggiati, ma hanno anche bisogno altrettanto importante è l’impegno nella ricerca e nella
di essere aiutati a discernere proprio da chi ogni giorno, sul verifica che davvero quanto offriamo ai nostri ospiti
campo, vive le sfide del carisma. risponda realmente alle attese dei loro bisogni.

5. Affrontare insieme il futuro: carisma, sostenibilità,


organizzazione!
Il carisma, se vissuto nella sua radicalità, ci apre gli occhi,
le orecchie e il cuore: gli occhi per vedere il volto dei poveri
e la loro mano tesa, le orecchie per sentire il loro grido e
la loro domanda di consolazione oltre che di assistenza,
e il cuore per essere mossi nell’agire. La nostra missione
poi deve fare i conti anche con la sostenibilità economica,
e qui si apre un altro tema che prima o poi dovremo

Conclusioni
Don Arice domenica 16 giugno, dopo la Messa animata • di esercitare l’arte della relazione e dell’ascolto
dagli operatori laici della Piccola Casa, ha riassunto le • di ‘abitare’ la Casa vivendo come famiglia
proposizioni emerse dai 20 tavoli di lavoro in dieci punti • di progettare il futuro offrendo a tutti i livelli opportunità
accomunati dalla parola «Insieme» e ha invitato «a vigilare di formazione permanente sul carisma cottolenghino
sulle motivazioni che tengono unita la famiglia carismatica, • di operare esclusivamente a servizio del Vangelo, «condizione
prima ancora che sulle modalità». Le conclusioni hanno indispensabile per il futuro della Piccola Casa».
ribadito l’urgenza: «Le strutture da sole», ha concluso il padre generale, «non
• di mettere al centro la persona dell’ospite e i suoi bisogni hanno vita e non trasmettono vita: lo possono fare solo
• di vincere la resistenza al cambiamento attraverso persone, animate dallo Spirito datore di vita».

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relazioni don Flavio Peloso

UNIRE
CARISMA E
IMPRESA,
SFIDA
POSSIBILE
L’intervento di don Flavio Peloso
dell’Opera don Orione

D
on Flavio Peloso, superiore generale emerito della si conserva, cresce, si attualizza all’interno di un circolo ben
Piccola Opera della Divina Provvidenza di don preciso: dal fondatore nasce il Carisma da cui derivano la
Orione, nel suo intervento ha messo al centro la mission e, appunto, la famiglia carismatica per il mondo. È
famiglia carismatica come radice di un’opera cristiana: una quindi opportuno favorire questo dialogo continuo capace
pianta unica con delle radici che danno vita ad un tronco di rinnovare l’opera partendo sempre dal Fondatore».
formato da linfa, midollo, corteccia, licheni e molti rami. Don Peloso, infine, ha sottolineato come sia possibile unire
«Un’opera di carità», ha sottolineato don Peloso, «funziona carisma e impresa. «L’accostamento di queste due realtà»,
come opera apostolica quando c’è unità nel carisma, ha detto, «è necessario per attuare il disegno della Divina
comunione nella relazione, sinergia nell’azione. Don Provvidenza sempre orientato al servizio dei poveri: è la
Orione aveva tre grandi direzioni di opere di carità: la carità sfida coraggiosa e innovativa di oggi». Infine resta l’urgenza
assistenziale, la carità educativa e la carità pastorale». di una formazione organica e strutturata a vari livelli per
Per il sacerdote orionino «la famiglia carismatica si forma, tutti i collaboratori.

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Francesca Di Maolo relazioni

IL LINGUAGGIO
DELLA CURA
E LA LOGICA
DEL CUORE
L’intervento di Francesca Di Maolo
del Serafico di Assisi

H
a aperto la seconda giornata la veniamo poi raggiunti dalle istituzioni della nostra società, perché riportare il
testimonianza di Francesca Di pubbliche. Questo perché la pienezza più fragile al centro di una comunità e
Maolo, presidente dell’Istituto della vita richiede la responsabilità adoperarsi affinché nessuno sia lasciato
Serafico di Assisi, che accoglie persone di tutti. Le Istituzioni cattoliche solo è un fondamento non solo del
con gravi disabilità e che Papa devono esprimere compiutamente un cristiano ma di ogni società umana.
Francesco visitò il 4 ottobre 2013. abbraccio d’amore nei confronti di chi Ognuno di noi, nel lavoro quotidiano
L’opera del Serafico, fondata da è in difficoltà e delle proprie famiglie. può dare quel contributo che fa la
san Ludovico da Casoria nel 1871 Per realizzare questo obiettivo differenza». Ma ciò richiede una
per accogliere ragazzi sordi e abbiamo la necessità di coltivare nuova conversione: «quella del cuore,
ciechi, con gli anni si è rinnovata una solidarietà che non è generico che applicata al mondo della salute
rispondendo alle nuove esigenze di altruismo, ma dar voce al linguaggio richiama alla memoria l’abbraccio di
accoglienza, diagnosi, riabilitazione, dei doveri prima che dei diritti». san Francesco con il lebbroso. Non
assistenza socio-sanitaria, recupero e La presidente del Serafico ha poi messo un gesto pietistico ma che parte dal
reinserimento sociale di ragazzi con al centro i lavoratori che operano nei cuore: Francesco scende da cavallo,
disabilità plurime. diversi servizi: «nel lavoro di chi cura, bacia il lebbroso, lo abbraccia perché il
«Operare in una realtà carismatica», ha riabilita, educa e sostiene si possono e linguaggio della fraternità e della cura
detto la Di Maolo, «significa in primo si devono testimoniare i valori fondanti ha bisogno della logica del cuore».
luogo rispondere ai bisogni concreti
delle persone che abbiamo di fronte a
noi. E questo lo si può fare solo stando
accanto agli ospiti e alle proprie
famiglie. Un’opera cristiana non
deve essere un doppione del Servizio
Sanitario Nazionale, non siamo qui
per fare business. Dobbiamo essere
innovatori per trovare risposte alle
diverse situazioni. Se riusciamo a
fare ciò, come insegna la storia,

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TESTIMONIANZE
Abbiamo raccolto alcune impressioni dei delegati che hanno preso parte all’Assemblea
Abbiamo necessità di relazione ed essere tutti insieme qui Casa. Sono stati offerti ottimi spunti di riflessione per
oggi ci permette di parlare ed essere uniti. Questa bella imparare a riaccendere l’entusiasmo di cui sentiamo
esperienza la porterò con me nel lavoro che svolgo presso necessità e che ci dà speranza.
l’Ospedale Cottolengo.
***
Per me è stata un’assemblea***
È meraviglioso, vorrei non finisse più questo momento in cui
«rotonda», anche i tavoli e la senza distinzione di ruoli e senza (pre)giudizi possiamo tirare
loro disposizione rimandano a questa forma, che permette fuori ciò che abbiamo dentro senza timori: è la dimostrazione
un ottimale spazio di movimento; tutto ciò mi ha dato che quando sono i cuori a parlare tutto funziona meglio.
l’impressione che le forze ed energie qui espresse possano
sfociare in qualcosa di vitale e rilevante. ***
Le relazioni sono state molto interessanti, ci hanno aiutato
***
Questi giorni di confronto sono stati fondamentali, se
a non sentirci soli nell’affrontare le nostre difficoltà e hanno
allargato la consapevolezza che possiamo migliorare, a
ne percepiva il bisogno, per poter sentire il polso della partire anche dalla responsabilità di ciascuno, senza delegare
soddisfazione e delle necessità di chi lavora alla Piccola chi abbiamo accanto o sopra di noi.

SPETTACOLO
COTTOLENGHINO
A
coronamento della giornata inaugurale
dell’Assemblea, i giovani della Piccola Casa di Torino
hanno riproposto con entusiasmo lo spettacolo
messo in scena in occasione della festa del Santo dal titolo
«Cotto’s got talent» che ha imitato un famoso show televisivo
rendendolo «a misura di Piccola Casa». Davanti ad una giuria
d’eccezione, composta da giovani che interpretavano Madre
Marianna Nasi, Fratel Luigi Bordino, Don Francesco Paleari
e il santo Cottolengo, si sono esibiti i bambini delle scuole
e gli ospiti. Infine, solo quando tutti i partecipanti si sono
riuniti per l’ultima prova, è stato premuto il «golden buzz»,
il pulsante con cui la giuria ha decretato la vittoria della gara.
Grandi applausi sono arrivati dalla platea a premiare questo
bel momento di amicizia e di famiglia.