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DIAMANTI

Paradossi incredibili! Ne facciamo in continuo e neanche ce ne accorgiamo, Ogni persona che


incontriamo, ogni singolo minuto della nostra vita, ogni volta noi tutti commettiamo inconsciamente
sempre lo stesso errore: Ci facciamo un'idea su chi ci circonda!
Eccolo il nostro errore. Non mi riferisco ai giudizi piu o meno buoni, no non a quelli.
Inconsciamente noi tentiamo di “capire” chi ci circonda, a prescindere dal fatto che ci sia o no
simpatico il soggetto, o che sia una persona appena conosciuta o l'amico/a di una vita.
Da qui, esattamente da qui iniziamo a creare quelli che io definisco paradossi.
Prendo un esempio che conosco bene, molto bene, forse meglio di chiunque altro al mondo. Me
stesso.
Ho visto e sentito i giudizi o le idee di chi mi sta intorno, chi per una sera, chi da una vita, chi da
“lucido” e chi da sbronzo o “fatto”. Quello che ho sentito è l'emblema del paradosso, e vengo
semplicemente ad elencarlo qui di seguito, però premetto e ammetto che non ricordo le parole
precise che chiunque ha detto a me direttamente o su di me ad altri (questo è un grave errore... tanto
capisco comunque cosa pensate di me, tanto vale dirmelo), oppure cercherò di trascrivere cosa ho
carpito io dai gesti e/o dagli sguardi di chi mi sta intorno.
Ok fatta la premessa inizio con la “trascrizione”:

“Giorgio è un genio! Sa fare tantissime cose ed ha le potenzialità per farne ancora di più!...”

“Giorgio è un'idiota! Sa solo sparare “cazzate” a manetta, poi all'atto pratico non fa mai niente...”

“E' espansivo e sorridente, mette il buon umore a chi lo circonda...”

“E' viscido. Ci prova con tutte quelle che trova! amiche, amiche di amiche, addirittura con le
sorelle degli amici!...”

“E' timido, vedi come si comporta con le donne, è sempre circondato da ragazze ma non ci prova
mai, eppure se lo mangiano con gli occhi. Misà che è gay...”

“E' introverso e scontroso, non parla con nessuno e si mette li all'angolo a giudicare chi c'è in sala.
Mi fa una rabbia...”

“E' troppo egoista, mai un saluto, e quando gli chiedi qualcosa non si fa mai vivo...”

“E' troppo, veramente troppo altruista, si sta rovinando a forza di voler aiutare chi gli sta intorno.
Beati loro...”

“Giorgio è...”

Mi fermo qui, vi sto annoiando. A questo punto mi vien da chiedermi: ”Chi è Giorgio?”.
Bella domanda, ma sinceramente non so darvi, e neanche darmi in verità, una risposta precisa.
Forse son tutte queste cose insieme, o forse nessuna o solo alcune... oddio di certe spero di no!
Ma la domanda fondamentale è un'altra: “perché dobbiamo per forza sapere chi è Giorgio?”.
Ovviamente in questa domanda quando me la pongo cambio il soggetto di volta in volta. Però penso
che il senso della domanda sia giusto, e credo anche che se noi tutti, me compreso quindi,
smettessimo di farci domande ma semplicemente iniziassimo ad apprezzare o odiare chi ci sta
intorno semplicemente per quello che ci appare vivremmo in un mondo più facile, dove tutto o è
nero o è bianco, un mondo, per citare una persona a me cara, dove “il fucsia non esiste!”.
Vero, verissimo, un mondo più semplice e distinguibile, schierato davanti a noi come una
scacchiera, e dove noi dovremmo solo scegliere tra nero e bianco (che non equivale a male e
bene...), però obiettivamente sarebbe un mondo falso, piatto, privo di intelligenza o personalità,
privo di tutte quelle piccole sfaccettature che ci rendono unici, tutti, nessuno escluso, da Ghandi ad
Hitler, da Heinstein a Geppetto...
siamo tutti come dei piccoli e perfetti diamanti, pieni di angoli e smussature da scoprire e
riguardare, da arrotondare o accuminare... Unici; e perfetti proprio perché unici.

Giugno 2013
GiPi