Sei sulla pagina 1di 41

Biologia Vegetale

per il Corso di Laurea in


Scienze Faunistiche
A.A. 2016/2017
Docenti:
Prof. Federico Selvi; Prof. Piero Bruschi
Dip. di Scienze delle Produzioni Agroalimentari e dell’Ambiente
Sezione di Botanica Ambientale e Applicata
P.le delle Cascine 28
Tel. 055 2755853
federico.selvi@unifi.it; piero.bruschi@unifi.it
Obiettivi formativi
• Conoscenze: Organizzazione e struttura interna ed esterna delle piante
vascolari, dalla cellula all’organismo. Principali processi metabolici e
meccanismi di funzionamento. Visione generale della diversità e dei
principali gruppi di vegetali su base filogenetica.

• Competenze: Comprensione delle strutture vegetali esterne e interne, in


relazione alle loro funzioni. Discriminare fra i principali raggruppamenti di
piante, riconoscerne i caratteri diagnostici ed i principali tipi di interazione
con gli animali.

• Capacità: Identificare le principali strutture vegetali. Identificare le


principali famiglie e specie italiane di importanza forestale, pabulare e
foraggera.
Organizzazione del corso (9CFU)

- Botanica generale (5 CFU, ca. 40 ore):


organizzazione e morfologia delle piante a seme, a
livello di cellula (citologia), tessuti (istologia) e organi
(organografia e anatomia). Cenni di fisiologia
vegetale: funzionamento delle piante.

- Botanica sistematica (4 CFU ca. 32 ore): diversità,


aspetti evolutivi e classificazione dei vegetali.
Principali famiglie e specie di interesse forestale e
pabulare in Italia.
Parte di Botanica generale: programma sintetico
(Prof. Bruschi)

Metabolismo energetico: flussi di energia e trasmissione dell’informazione.


Ruolo degli enzimi. Citologia. Teoria cellulare. La cellula vegetale. Membrane.
Citoscheletro. Parete cellulare. Mitocondri, Golgi, RE. Plastidi. Cloroplasto.
Vacuolo e metaboliti secondari. Nucleo e ciclo cellulare.
Istologia. Concetto di tessuto. I tessuti vegetali: meristemi primari e
secondari. Tessuti adulti: tegumentali, parenchimatici, meccanici, vascolari,
secretori.
Organografia e Anatomia. La radice: funzioni; struttura esterna e interna.
Apice, zona primaria, accrescimento secondario. Radici laterali.
Specializzazioni e adattamenti. Il fusto: struttura esterna e funzioni; apice,
zona primaria, zona secondaria. Accrescimento secondario. La foglia:
variabilità di forme. Funzioni. Struttura interna. Stomi e scambi gassosi.
Fondamenti di fisiologia: Fotosintesi. Assorbimento dell’acqua, trasporto
xilematico e traspirazione. Trasporto floematico.

Esercitazioni
Osservazione e riconoscimento di preparati istologici: Tessuti e Anatomia di
Radice, Fusto e Foglia.
Parte di Botanica sistematica: programma sintetico
(Prof. Selvi)

Cenni su diversità ed Evoluzione. Classificazione e Nomenclatura


delle piante. Origine e grandi suddivisioni dei vegetali. Procarioti:
i cianobatteri. I primi Eucarioti vegetali: Alghe uni- e
pluriucellulari. L’emersione dall’acqua e le prime piante terrestri:
Briofite. Le piante vascolari: Pteridofite. Le piante a seme
(Spermatofite). Il seme. Gimnosperme: caratteri fondamentali,
ciclo biologico e riproduzione, sistematica. Principali famiglie,
generi e specie in Italia. Angiosperme: caratteri fondamentali,
ciclo biologico e riproduzione, sistematica. Principali famiglie di
interesse forestale e alimentare in Italia (Poaceae, Fabaceae,
Asteraceae).
Esercitazioni
Osservazione e studio di piante vive dei diversi gruppi tassonomici: briofite,
pteridofite, gimnosperme, angiosperme. Uso di chiavi dicotomiche per
l’identificazione di alcune specie di importanti specie di angiosperme.
Visite in ambiente urbano (Orto Botanico, Parco delle Cascine).
Materiale didattico: testi consigliati
G. Pasqua, G. Abbate, C. Forni,
“Botanica generale e diversità
vegetale” 2015 Ed. Piccin (III
edizione)

Per la parte di sistematica sulle specie arboree forestali:


R. Gellini, P. Grossoni: Botanica Forestale, vol. I
(Gimnosperme) e II (Angiosperme). Ed. Cedam, 1994.
Quali capitoli del libro Botanica generale e
diversità vegetale ?
Botanica generale Diversità vegetale (Bot. sistematica)
• Introduzione • 12
• 1 (tranne 1.4) • 13
• 2 • 14
• 3.1 • 16.1, 16.2,
• 4.1, 4.2 • 17.1, 17.2, 17.4
• 18.1, 18.2
• 5
• 19
• 6
• 20
• 7.1.1, 7.1.3, 7.3
• 21
• 8
• 22 (22.3: solo famiglie Asteraceae,
• 9
Brassicaceae, Fabaceae, Poaceae)
• 10
• 24.1, 24.2, 24.3
• 11
Altro materiale didattico
Presentazioni in formato .pdf delle lezioni disponibili su
piattaforma Moodle (E-learning UniFi, scaricabili on-line).
http://e-l.unifi.it/

Chiave di accesso: Faun16

Dispense: Disponibili per la parte su Metabolismo energetico e


Fisiologia vegetale. Inoltre sono disponibili schede sintetiche sulle
principali specie forestali.
Entrambe scaricabili dalla piattaforma Moodle.
Modalità di esame
• Prova orale singola: discussione di aspetti della parte
generale e sistematica. Descrizione e riconoscimento
di due campioni (freschi o essiccati) di pianta a seme.

• I criteri di valutazione dell’esame riguardano:


1. L’acquisizione di una appropriata terminologia;
2. Livello di conoscenza relativo agli argomenti in
discussione;
3. Capacità di descrivere un campione di pianta a seme
e collocarlo nel corretto raggruppamento
tassonomico.
Biologia Vegetale: una scienza molto antica
Nasce per le “necessità” di sopravvivenza dell’uomo: piante per
nutrimento, medicine, fibre, combustibile, materiale da costruzione, ecc.

Successivamente: interesse culturale e scientifico che conduce alla


nascita della botanica nella Grecia antica (dal greco “βοτάνη” , pianta).

Aristotele (384-322 A.C.), primo


filosofo e scienziato naturalista.

Teofrasto (371-287 A.C.), fu


discepolo di Aristotele e “padre”
della scienza botanica.
I «botanici» sono stati spesso all’avanguardia nel progresso delle
scienze

C. Linneo (1707-1778): padre della nomenclatura


scientifica moderna

G. Mendel (1822-1884) : fondatore delle leggi delle Genetica

M. Schleiden (1881-1889); co-fondatore della Teoria cellulare


La Biologia Vegetale oggi: una scienza molto vasta

Botanica generale: si occupa «della pianta»


• Morfologia e Anatomia: Forme e strutture esterne e interne, a livello
di cellula (citologia), tessuto (istologia) e organo (anatomia)
• Fisiologia: Funzionamento e metabolismo dei vegetali

Botanica Sistematica e Tassonomia: si occupa «delle piante»


Diversità e relazioni evolutive tra le piante, per poterle classificare in un
sistema naturale

Fitogeografia: Studio della distribuzione delle piante e delle comunità vegetali sulla terra

Ecologia vegetale: Studio delle relazioni tra piante e fattori ambientali, a livello di specie
e comunità.

Altre…
Caratteristiche fondamentali della vita vegetale: Alimentazione

Tutti gli esseri viventi sono costituiti da molecole organiche (zuccheri, grassi,
proteine..): lunghe catene di carbonio a cui sono legati atomi di altri elementi

Tutti gli esseri viventi sintetizzano le proprie molecole organiche a partire da altre
molecole, spesso più semplici, che vengono «rielaborate»

Gli animali, i funghi e molti microorganismi (batteri) sintetizzano le proprie molecole


organiche solo a partire da altre molecole organiche contenute negli alimenti

Le piante verdi NON HANNO questo bisogno: sintetizzano le proprie molecole


organiche a partire da semplici molecole inorganiche:

+ =

CO2

Glucosio: C6H12O6
AUTOTROFISMO ED ETEROTROFISMO

AUTOTROFI ETEROTROFI

Foto-autotrofi: Chemio-autotrofi:

Piante verdi, alghe verdi- Alcune specie di Animali, Funghi, molte specie di
azzurre (Cianobatteri); batteri Batteri
alcune specie di Batteri

CO2 CO2 Sostanze organiche


H2O H2O H2O
Ioni inorganici Ioni inorganici Ioni inorganici

Fonte di energia: luce Fonte di energia: Fonte di energia:


uno ione inorganico Sostanze organiche
da ossidare
Esigenze alimentari degli esseri viventi
FOTO-AUTOTROFISMO

Capacità di utilizzare la luce solare


come fonte di energia per
trasformare il carbonio inorganico
(presente nell’atmosfera sotto CO2

forma di CO2) in carbonio organico


O2
(zuccheri). mol. organiche

Foto-sintesi: sintesi di zuccheri


H2O
utilizzando la radiazione solare
come fonte di energia:
LUCE SOLARE

6 CO2 + 6 H2O C6H12O6 + 6 O2 Formula più generale (non bilanciata):


luce
CO2 + H2O molecole + O2
organiche
ANIMALI, FUNGHI
AUTOTROFI = PRODUTTORI Dipendenza da altri
organismi viventi
base di tutte le per costruire le
catene trofiche proprie «molecole
organiche» e
soddisfare i bisogni
energetici.

Eterotrofi=consumatori
Altre conseguenze dell’autotrofismo dei vegetali.
Composizione del gas atmosferico terrestre e regolazione del clima :
assorbimento di CO2 dall’atm. e immissione di grandi quantità di ossigeno per la
vita aerobia e la formazione dello strato di ozono nell’alta atmosfera. Contrasto
all’ ”effetto serra”. Inoltre: immissione di vapore acqueo, che ritorna alla
superficie terrestre in forma di precipitazioni. Influenza sulla temperatura.
Formazione e protezione del suolo
Le piante sono indispensabili per
la vita sulla terra
piante come fonte di cibo
per l’uomo

direttamente...
... e indirettamente
Non solo cibo:
piante come fonte di energia
(non sempre rinnovabile...)
Petrolio: non rinnovabile

Carbone fossile: non rinnovabile

Legno: rinnovabile
... anche la carta!
Cyperus papyrus L.
piante
tessili...

Cotone Canapa Lino


Gossypium sp. pl. Cannabis sativa L. Linum usitatissimum L.
Digitalis purpurea L.
tintorie...

Genista tinctoria L.

velenose...

medicinali...
Piante come fonte di sostanze psicoattive...

Camellia sinensis
Cannabis indica

Coffea arabica

Papaver somniferum
piante ornamentali...
le piante definiscono il
paesaggio...
Typha latifolia L. Typha angustifolia L.

sono segnali ambientali...


..segnano luoghi, confini, memorie...
..segnano luoghi, confini,
memorie….
Agrifoglio
Ilex aquifolium L.

Vischio
Viscum album L.
... e diventano simboli...
...ispirano arte...

Cattedrale di Canterbury
Capitello in stile corinzio (Roma,
Pantheon)

Acanthus mollis L.
...e ideali politici....
IMPORTANTI CARATTERISTICHE FUNZIONALI DELLE PIANTE
(derivate dall’autotrofismo)

1. Immobilità: Incapacità di spostamento (ma non di movimento !)

2. Adattamento passivo alle condizioni esterne

3. Accrescimento indefinito

L’accrescimento degli
animali è di tipo definito
(cessa oltra una certa età).
Quello delle piante
continua per tutta la vita,
anche se con velocità
gradualmente decrescente
ALTRE IMPORTANTI CARATTERISTICHE FUNZIONALI DELLE PIANTE
(derivate dall’autotrofismo)

4. Grandi “superfici assorbenti” protese nell’aria


e nel terreno

5. Crescita “modulare” e larga autonomia dei


singoli organi

6. Assenza di un sistema nervoso “centralizzato”

7. Risposte lente agli stimoli esterni


Interazioni con gli animali:
La vita degli animali dipende dalle piante: forniscono
nutrimento e habitat, ma talora rappresentano anche
una minaccia per la loro vita ed il loro benessere.
Esistono interazioni di vario tipo a molteplici livelli,
risultato di milioni di anni di co-evoluzione diffusa.
Di che tipo sono queste interazioni ?

1. utilità reciproca: es. impollinazione, dispersione del


seme/frutto
2. utilità solo per uno dei due.

Queste innescano spesso interazioni di tipo antagonistico:


Es. l’animale fitofago (dall’afide all’elefante) danneggia o
distrugge la pianta per cibarsene.
La pianta si difende. Strategie di base: protezione
meccanica (es. spine); riduzione della digeribilità; tossine e
metaboliti secondari. Vero e proprio arsenale chimico.
Spine di Cactaceae
Alcune sostanze chimiche «inventate»
dai vegetali che proteggersi dai fitofagi

LETTURA CONSIGLIATA
H. Howe, L. Westley: Piante e animali, rapporti
ecologici ed evolutivi. Muzzio Ed.,1996.
Forme di autodifesa della pianta attaccata da insetti defogliatori

La lesione alla foglia causata dal bruco determina la produzione di «segnali» che si
traducono nella sintesi di acido giasmonico. Questo viene inviato al resto della pianta, dove
vengono sintetizzate molecole «difesa» che sono tossiche e/o riducono la digeribilità della
foglia da parte dell’insetto.
Altra comune strategia

la pianta attaccata produce sostanze volatili che attirano i


predatori naturali degli insetti loro aggressori.

1 2

3 4

I nemici dei miei nemici sono miei amici !


Utilità solo per la pianta, senza antagonismo con
l’animale: dispersione epizoocora
Molte piante producono frutti o semi specializzati per attaccarsi alla superficie
esterna degli animali (pelo dei mammiferi), che li portano inconsapevolmente e
senza alcun vantaggio lontano dalla pianta madre