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L A DIETA DEL 99.

La prima dieta alimentare che qualcuno


mi raccontò quando ero ancora bambino
era la "dieta latte e banane": per un po' di
tempo ci si nutriva solo di latte e banane.
Non so a cosa servisse e mi sembra oggi
una cosa che difficilmente si può
spacciare per una dieta dimagrante o
anche solo intelligente. A meno che non
producesse l'effetto di far venire talmente
a noia questi due alimenti da smettere
praticamente di mangiare fino a quando
non scadeva l'ora x e si ritornava ad
abbuffarsi di tutto il resto.
In anni successivi qualcun altro mi disse:
vuoi dimagrire? via pane e pasta (i
carboidrati) via la frutta (zuccheri, ecc.) e
mangia solo carne (senza condimenti) e
sedano. Che mi sembra una cosa ancora
più folle visto cosa comporta mangiare la
carne per la nostra salute e per quella del
pianeta che ci ospita.
Poi sono seguite la "dieta a zone" che non
ho mai studiato e se oggi digito su google
"dieta a zone" mi si aprono delle pagine
con così tanta pubblicità che il mio
vecchio computer si inchioda subito.
Ho pensato che forse si potrebbe scrivere
una "enciclopedia delle diete" ma ogni
volta che mi viene un'idea balzana scopro
che qualcun altro l'ha già avuta molto
prima di me e magari ci ha anche fatto i
soldi.
Le ultime che mi sono state raccontate
sono: la dieta che esclude il latte e
qualsiasi suo derivato perché nessun
animale continua a bere latte dopo lo
svezzamento. E io, il solito rompiscatole,
ho subito pensato che, coerentemente
con questa osservazione, non
bisognerebbe mangiare nessun cibo cotto
(carne e patate comprese) perché nessun
animale in natura mangia cibi cotti.
Magari fermentati si (come gli elefanti che
si ubriacano con il baobab marcio e
fermentato e le scimmie che fanno delle
sbronze epiche con la frutta marcia e
fermentata) ma non cotti.
Una cosa intelligente invece me la
raccontò anni fa il "Ciccio" che, con il suo
essere tremendamente sovrappeso, le
aveva provate tutte. Mi disse: "l'unica che
funziona è la dieta della metà": mangi di
tutto ma sempre e solo metà porzione.
Quindi ti alzi da tavola ancora con la fame
e te la tieni.
Non so chi inventa le diete, forse i
dietologi, ma già il nome, che fa rima con
musicologi, mi fa drizzare le antenne e
prudere i polpastrelli.
Io, che non sono dietologo per ignoranza,
e non sono musicologo per scelta, vorrei
provare a inventare qualche nuova dieta
demenziale.Ad esempio la dieta
alfabetica: un giorno si mangiano solo
cose che cominciano per A, il giorno dopo
solo cose che cominciano per B, ecc. Se
non si trova niente di corrispondente si
digiuna.
Oppure la dieta a colori.Già Erik Satie
deve aver scritto da qualche parte (vedi "I
quaderni di un mammifero" a cura di
Ornella Volta, Adelphi) che mangiava solo
cose bianche. Anche qui si potrebbe avere
una certa varietà mangiano a turno solo
cose blu, solo cose gialle, solo cose grigie,
ecc. con raffinatezze tipo: oggi solo cose
"nero vite di Germania", domani solo cose
"blu oltremare" (da non confondere con il
"blu di prussia", il "blu cobalto" o altri tipi
di blu) e così di seguito.
Accanto alla "dieta mediterranea" con la
quale si mangia molto bene per i miei
gusti mi piacerebbe conoscere la "dieta
mar nero" la "dieta lago d'aral" (forse oggi
estinta come il suo lago) e le più
specifiche diete "dieta ionica", "dieta
adriatica" (che io immagino a base di
piadine romagnole), "dieta tirrenica" ecc.
Per i tipi duri c'è la "dieta deserto di Gobi"
o la dieta "deserto del Mojave".
Ultimamente mi hanno raccontato di
questa nuova dieta americana che
consiste nel digiunare ogni tanto (una
volta al mese?) per cinque giorni bevendo
solo acqua (non gasata) o al massimo
mangiando delle trasparenti minestrine di
verdura senza alcun condimento. Una
specie di Reset per il metabolismo.Io
questa la conosco! è la mia "Dieta
Ricordi".Quando facevo l'università a
Bologna partivo il lunedì mattina con in
tasca la paghetta della settimana. Il lunedì
la Ricordi era chiusa, ma il martedì
mattina apriva e io mi fiondavo a
comperare tutti gli spartiti che potevo. Poi,
avendo completamente svuotato le
tasche, digiunavo fino al venerdì e al
posto dei brodini di verdura mi facevo
tutte le sere del te (senza zucchero!) per
rimanere sveglio a studiare tutta la notte.
Era bellissimo.Il secondo giorno avevo un
po' di mal di testa, ma poco; il terzo
qualche brivido di freddo, ma pochissimo;
poi, nei giorni successivi, stavo benissimo
e andavo a lezione quasi volando a tre
centimetri da terra. Fantastico! Perfino gli
sproloqui di un prof. sulla semiografia
musicale antica mi sembravano una
specie di bibbia.Al sabato tornavo a casa e
divoravo il frigo. Mia mamma mi vedeva
mangiare e diceva: "non capisco questo
ragazzo, mangia come un maiale ed è
magro come un chiodo". Non ebbi mai il
coraggio di rivelargli il trucco, ma forse
l'aveva capito benissimo da sola.
Infine questa mattina sono andato a fare
la spesa, e visto che con l'età anche il mio
metabolismo rallenta e non sono più per
niente magro come un chiodo, ho
osservato con attenzione uno scaffale del
supermercato con circa una cinquantina di
confezioni di biscotti - pasticcini -
merendine di marche diverse.Una di
questa costava € 3,75, una seconda costa
€ 4,98. Tutte la altre 48 costavano tutte
vari prezzi ma sempre virgola, 99
centesimi.
Sugli altri scaffali stessa storia.
Prima ho pensato agli esperti di marketing
che sanno benissimo dalle statistiche che
un prodotto che costa €3,99 vende di più
di quello identico posto a fianco che costa
€ 4. Il che dimostra inequivocabilmente,
secondo me, che oramai siamo un popolo
di lobotomizzati.
Ma poi ho avuto l'illuminazione: la dieta
del 99!
Non comperare e mangiare mai
assolutamente nulla che costi una
qualsiasi cifra virgola 99 centesimi.
Fate un giro per i negozi e capirete che è
la dieta più estrema, più dura, più
terrificante e più pericolosa per la salute
(del dio mercato). Ma, se diventasse una
moda, per la soddisfazione ballerei la
rumba in piedi sulla tastiera del
pianoforte.