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Storia del balletto - Lezione 6

Lezione 5 - h 01.29 Ida Rubinstein

La compagnia di Ida Rubinstein è il Boléro di Ravel

Parte tutto dalla Ida Rubinstein, che aveva fondato una sua compagnia di balletto. Essa era
l'étoile, prima ballerina di alcune produzioni di Djagilev piuttosto particolari. Nello specifico
Cleopatra che è un balletto con musiche varie di autori vari, tutti russi. La Rubinstein era una
curiosa figura di attrice più che ballerina dalle doti pazzesche con una grande presenza
scenica, grande fascino e bellezza. Aveva quindi un po' sdoganato l'idea della danza attoriale
chi è stata la forza della sua compagnia e il filone conduttore delle sue committenze; quello
che queste compagnie alternative prendono dall'esperienza di Djagilev è l'idea di continuare
questo lavoro di richiesta di nuove partiture ai maggiori compositori del periodo. La
Rubinstein si rivolge a Ravel che alla fine per accontentarla propone l'idea di un balletto che
copre in maniera convenzionale la durata che la Rubinstein gli aveva chiesto (14 min. .ca) ma
per provocazione ripete ossessivamente due elementi. É quindi un modo di costruire una
musica che deriva da un'esigenza assolutamente pratica. È uno dei pezzi al quale si lega il
concetto di folklorismo ispanico. come abbastanza noto in quel periodo i francesi si rivolgono
alla Spagna; egli però fa di tutto per negare questo aspetto folcloristico. Non ha però il
carattere tipico del bolero, la danza spagnola, e lo fa intenzionalmente. Si tratta di un tema, di
un ritmo, ripetuti fino all'ossessione senza alcuna intenzione pittoresca nel tempo moderato
assai.

Stravinskij - Pulcinella

Pulcinella è un balletto nella cui partitura ci sono parti cantate. Questo è un fatto abbastanza
singolare; Pulcinella è una partitura del 1920 in cui la commistione dei linguaggi e dei generi
porta ad esperimenti che vanno fuori dalle categorie convenzionali. Nel caso di Stravinskij
troviamo un altro caso simile, precedente a Pulcinella, che è l’Histoire du soldat per strumenti
e voce recitante composta nel 1918. Stravinskij inserisce le voci nel balletto con un criterio di
grande coerenza, evitando cioè il tipo di associazione tipica che noi abbiamo nei confronti
della vocalità cioè voce-personaggio. Stravinskij ad esempio fa interpretare un personaggio a
due voci. La fase che sta attraversando anche la storia della compagnia di viaggi Les alla
quale anche la storia di Pulcinella si lega, essendo l'ennesima commissione di Djagilev a
Stravinskij È quella anche di praticare dei balletti che nascono dalla collezione di numeri di
musiche precedentemente scritte, magari anche di autori diversi oppure operazioni affidate a
un compositore ma su musica di altri compositori. È ancora una volta Djagilev in realtà a
muovere un fenomeno che chiamiamo neo classicismo che in questi anni del 900, in

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particolare attorno agli anni 20, e centrale per molti compositori. Noi di solito lo associamo a
Stravinskij che è stato il più grande dei compositori neoclassici ma ci sono esempi anche
piuttosto diversi fra di loro anche di diversissima provenienza. il neo classicismo consiste
nell'idea che si possa scrivere musica riprendendo stile le forme del passato o strumenti ma
spesso significa letteralmente prendere musica di altri compositori e ricomporla, trascriverla,
rielaborarla. Uno di questi casi appunto Pulcinella che è sulle musiche di Pergolesi.
Esperimenti simili erano stati molto graditi dal pubblico per questo Djagilev in questi anni
sta sperimentando una strada un po' meno scandalosa più nella consuetudine. Negli anni 20
succederà paradossalmente che ad un certo punto sviluppandosi anche altri generi di danza e
scuole di coreografia come ad esempio la cosiddetta danza libera ad un certo punto Djagilev
verrà sentito come accademico;. Quindi il suo ruolo di grande rivoluzionario verrà ribaltato
da un'idea invece di accademico lui, dopodiché si sposta sul fronte ancor più accademico
riesumando in qualche modo il 700. Quest'operazione di riesumazione del passato è da una
parte una moda che troviamo in tanti settori della produzione di questi anni e dall'altra parte
corrisponde a anche a una convinzione estetica e alcuni di questi compositori, in particolare
Stravinskij, che in quegli anni era convinto che non ci fosse più nient'altro da sperimentare e
che l'unica cosa che si potesse fare era rivolgersi al passato. Questo tipo di atteggiamento
produce una serie infinita di partiture in questi anni, alcune legate anche al balletto e a
Djagilev, altre indipendentemente dal balletto. Ci sono molte parti pure anche sinfoniche.