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Stefania Rossini, donna tuttofare, madre di

tre gli, un solo stipendio (quello del marito,


metalmeccanico) e un mutuo da pagare, ci
indica una strada per risparmiare e vivere in
modo più sobrio, ma con gioia! Una strada
fatta di semplici accorgimenti e praticabile
da chiunque abbia voglia di mettersi un po’
in gioco, senza stravolgere la propria
esistenza. In questo piccolo manuale di
decrescita felice impareremo a creare un
orto urbano, a preparare gustose ricette con
le verdure che vi cresceranno, a riutilizzare
creativamente gli indumenti dismessi (ma
non solo: nulla si spreca, tutto può rinascere
a nuova vita!), ad autoprodurre in modo
economico i detersivi per la pulizia della
casa, i detergenti per la persona e anche i
prodotti per la cosmesi, a realizzare borse,
collane, orecchini e molto altro, a fare la
spesa – se proprio è necessario – in modo
più attento, consapevole e responsabile.
Riscopriremo l’economia del baratto (non
tanto per scambiare oggetti, ma per
condividere valori, saperi e solidarietà) e
vedremo come è possibile economizzare
anche là dove sembra più di cile (su luce,
gas, acqua). Questo libro è un inno al fare
piuttosto che al comprare, all’essere
piuttosto che all’avere, ed è soprattutto un
invito a ricercare il «ben-essere» nostro e
della Madre Terra.​ ​

Stefania Rossini, casalinga, 37 anni, vive


in provincia di Brescia, con il marito e tre
gli. È intervenuta, sui temi oggetto di
questo libro, in numerose trasmissioni
televisive. Il suo blog, conosciuto e
frequentato da una folla sempre crescente
di lettori, è: http://natural-mente-
stefy.blogspot.i
Altrimondi
Copertina di Dada Effe - Torino

In copertina: © iStockphoto / Mark Wragg; iStockphoto / Martina Pavlova

© 2012 Edizioni L’Età dell’Acquario

Edizioni L’Età dell’Acquario è un marchio Lindau s.r.l.

corso Re Umberto 37 - 10128 Torino

Quest’opera è protetta dalla legge sul diritto d’autore.

È vietata ogni duplicazione, anche parziale, non autorizzata.

EAN: 978-88-7136-399-8
Stefania Rossini

VIVERE IN 5
CON 5 EURO AL GIORNO
Piccola autobiografia

Sii il cambiamento che vuoi


vedere avvenire nel mondo.
Mahatma Gandhi

Sono nata in un giorno di freddo di fine gennaio, prematura. Già allora,


testardaggine e tenacia mi accompagnavano: quel primo difficile impatto con
la vita mi ha forgiata e preparata ad affrontare gli ostacoli che avrei
incontrato nell’esistenza.
Dopo più di trent’anni da quel giorno del 1975, ho sfogliato una rivista che
parlava di alimentazione naturale, ambiente, ecologia della mente, consumo
critico. È stata un’illuminazione: in quelle pagine ho trovato le risposte che
cercavo da tempo. Ho capito che in fondo non ero poi così folle come
pensavo! Ho letto, studiato, approfondito, sperimentato, e poi ho cercato un
luogo in cui poter realizzare tutto ciò che avevo in mente.
Anche se il 90% del contenuto di questo libro potrebbe essere messo in
pratica in pochissimi metri quadrati, per quanto riguarda la mia famiglia, la
coltivazione di frutta e verdura per nutrire cinque persone e da utilizzare
come moneta di scambio richiedeva uno spazio maggiore. Così io e mio
marito abbiamo cominciato la nostra ricerca e, in breve tempo, abbiamo
trovato quello che faceva al caso nostro: una vecchia porzione di cascina, un
tempo un’ala di un antico monastero, con annesso del terreno agricolo per
uso privato.
Parallelamente a questo passo, però, ho compreso che la maggior parte
delle cose che ci servivano potevo realizzarla in casa, senza bisogno di grandi
spazi, di strumentazione avanzata o di chissà quali ingredienti. Così,
computer alla mano e tanta voglia di fare ma… poca pratica con le nuove
tecnologie!
Ho iniziato a navigare su internet cercando informazioni, suggerimenti,
idee e ho capito una cosa fondamentale: non mi serviva un titolo di studio
particolare per fare ciò di cui avevamo bisogno nella vita di tutti i giorni. In
fondo la maggior parte dei nostri bisnonni non aveva frequentato l’università
o costosi master, eppure ha saputo creare grandi cose!
Credere in me stessa e non scoraggiarmi al primo fallimento o alla prima
difficoltà: questa è stata l’unica cosa davvero importante.
Poi, inaspettatamente, girovagando per il web, ho fatto un incontro
importante: Zerorelativo (www.zerorelativo.it), la prima comunità italiana di
baratto, a cui dedicherò un capitolo a parte. E, da cosa nasce cosa, ho sentito
l’esigenza di avere un mio piccolo spazio in cui poter mettere a disposizione
degli altri, nella massima serenità, il mio quotidiano. Sono così approdata nel
mondo del web con un mio blog, http://natural-mente-stefy.blogspot.com, in
cui condivido ricerche ed esperienze, e mi confronto con tutti coloro che
vogliono offrire pezzi della propria vita, spunti, idee, correzioni.
Un po’ a sorpresa, l’interesse per questo blog è stato quasi da subito molto
alto. Ciò mi ha permesso di essere contattata da varie trasmissioni televisive,
che mi hanno dato la fortunata opportunità di arrivare a tantissime persone in
brevissimo tempo, senza manie di protagonismo, consapevole di non aver
inventato nulla e con un unico scopo: fare conoscere queste pratiche e
condividerle, per potere essere d’aiuto a chi ha voglia di recepire e mettere in
pratica il mio messaggio.
Grazie a questa visibilità, un giorno è arrivata una e-mail di un editore che
mi proponeva di scrivere un libro… Il mio sogno nel cassetto, prima ancora di
imparare l’alfabeto, era proprio quello di scrivere un libro tutto mio, un libro
che potesse creare un terreno di condivisone, un libro per gli altri.
In un primo momento ero davvero incredula! A me, proprio a me? Io che
non so scrivere, che non ho titoli di studio, che non ho capacità letterarie, che
non ho cultura. Sì, proprio a me! Non ho potuto fare altro che accettare,
felicissima di essere stata «prescelta».
Avevo buttato via la chiave di quel cassetto perché sapevo di non avere
alcuna possibilità. Quando meno te l’aspetti, però, proprio dietro l’angolo, la
vita ti riserva strane sorprese! Mai smettere di sperare, nella consapevolezza
dei propri limiti (che altro poi non sono che continue sfide da superare!).
Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose. La crisi è la più
grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi.
La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. È nella crisi che sorgono
l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere «superato».
Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi
che alle soluzioni. La vera crisi, è la crisi dell’incompetenza.
L’inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita. Senza crisi non
ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c’è merito.
È nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di
crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro.
Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non volerAlbert
lottare per superarla.
Einstein
La mia idea di decrescita

La mia visione della decrescita è ovviamente del tutto personale, e quindi


opinabile, ma vorrei ugualmente illustrarla per chiarire il percorso di
elaborazione di questo libro.
La mia decrescita felice, e sottolineo felice, è cominciata per un motivo
prettamente economico, anche se conoscevo già l’argomento e sapevo che
prima o poi ci sarei arrivata. A un certo punto della mia esistenza, ho dovuto
forzatamente accelerare questo processo, e non poco.
Questo cambio di marcia mi ha permesso di vedere, scoprire, capire e
apprezzare meglio questo straordinario mondo, fatto non solo di economicità
– si risparmia molto denaro a utilizzare questo stile di vita – ma anche di
ecologia – si inquina decisamente meno –, di rispetto per le cose – gestisci i
tuoi beni materiali come fossero unici, irrinunciabili, sacri perché cambiarli
anziché recuperarli sarebbe un costo economico e ambientale troppo alto –,
di rispetto per le persone e per tutto il creato – perché se inquini di meno,
inquini meno anche loro: il mondo è di tutti, non solo nostro!
Ritengo che i termini «ecologia», «biologico» e «naturale» siano troppo
spesso utilizzati per farci credere cose non reali e, non di rado, vengono
associati a prodotti che non hanno nulla a che vedere con ciò che significano!
Di frequente, il riciclo creativo di creativo ha molto, ma di riciclo ben poco.
Se, per esempio, recuperiamo una cassetta di legno, dovremo acquistare
dei colori per dipingerla (quasi certamente colori che, a una attenta analisi
dei componenti, risulteranno essere nocivi, benché decantati come acrilici non
tossici), quindi spendere del denaro, del tempo e, infine, inquinare (le tinte
naturali, infatti, hanno costi decisamente elevati rispetto alle pitture
tradizionali).
Un altro esempio: l’autoproduzione di una crema.
Personalmente, utilizzo oli vegetali e cerco di fornirmi di materia prima
locale (anche se non sempre è possibile), per evitare che le merci giungano
dall’altro capo del mondo. La distanza del prodotto incide non solo sui costi di
trasporto ma anche sulla sua qualità: sarà sottoposto a sbalzi di temperatura
e rimarrà stoccato a volte per molto tempo.
Cerco di utilizzare, inoltre, le piante officinali – le quali possono essere
tranquillamente coltivate sul balcone di casa –, e prodotti di facile reperibilità.
Difficilmente troverete nomi strani nelle mie preparazioni: la semplicità è il
primo pilastro, in termini qualitativi, organizzativi e di portafoglio, per una
decrescita felice!
Nel mio piccolo, cerco sempre di pormi questa domanda: «I nostri avi
avevano questo prodotto?». Se la risposta è no, allora posso tranquillamente
farne a meno.
Un tempo non avevamo il burro di karité ma solo olio di oliva, eppure le
creme venivano comunque prodotte! Questo non per dire che non lo si possa
utilizzare, ma solo per far capire la mia «politica aziendale casalinga».
Questa è la decrescita che cerco di praticare, non solo per motivazioni
etiche ma per utilizzare al meglio le mie risorse economiche.
Spesso la decrescita viene talmente decantata che si perde di vista il suo
vero scopo (o, almeno, quello che io ritengo sia): lo si fa solo per marketing,
per moda, senza valutare bene i pro e i contro di un determinato
comportamento o di un prodotto.
Per esempio, autoprodurre il detersivo per i piatti con i limoni, l’aceto, il
sale e l’acqua, spesso costa di più di un detersivo chimico acquistato al
discount. Per cui, di solito, lo preparo quando trovo i limoni in superofferta e
ne produco una grande quantità, conservandolo in vasetti di vetro come fosse
marmellata (quindi sottovuoto e sterilizzandolo). In questo modo consumo
meno tempo: lo preparo una volta e per mesi ho la scorta. Il discorso dei
costi ovviamente decade se si parla del Sud Italia, dove si hanno limoni in
quantità superiori e a costi molto bassi!
Insomma, è vero che decidendo di praticare la decrescita ogni singola
scelta deve essere ragionata con molta attenzione e maggiore
consapevolezza, ma è anche vero che poi è bello arrivare a capire il perché e
il come delle cose. Ognuno di noi, quando acquista un prodotto vota, vota
quella marca, quel supermercato, vota quel modo di vivere, in definitiva.
Valutiamo bene, quindi, perché… volere è potere!
Perché questo libro

Questo manuale pratico è stato pensato soprattutto per le persone che


hanno esigenze economiche immediate, per chi ha un occhio di riguardo per
la propria salute e quella del pianeta, per chi vuole fatti e non solo parole,
per chi semplicemente vorrebbe cambiare un poco il proprio stile di vita con
semplicità, senza pratiche difficili o troppo radicali.
Non voglio in nessun modo peccare di presunzione pensando che la mia sia
la risposta ai problemi di tutti. Si tratta di un insieme di consigli, proposti da
una casalinga che usa metterli in pratica ogni giorno. Nulla di più!
Questo libro serve a chi ha occhi per vedere, orecchie per intendere, mani
da utilizzare, cervello da far funzionare e cuore per sentire!
Tengo a precisare che i cinque euro sono comprensivi delle spese per
l’alimentazione, l’abbigliamento, i detergenti per la persona e la casa, il
materiale scolastico e altri piccoli acquisti. Il mutuo, le automobili (con
carburante e assicurazione) e le spese eccezionali non rientrano in questo
budget. Ritengo, nonostante ciò, che questa cifra sia un ottimo traguardo.
Mai avrei pensato che la mia famiglia potesse raggiungerlo: gradatamente, e
in modo spontaneo, siamo arrivati a questo stile di vita con grande gioia,
capendo che non ci mancava davvero nulla.
Questo libro, quindi, vorrebbe essere di spunto e incuriosire chi ritiene sia
impossibile vivere in modo più sobrio. Vorrebbe poter raccontare, con i fatti e
a chiare lettere, il percorso di vita che mi ha portato sino a qui. E soprattutto,
queste pagine vorrebbero portare testimonianza di come si possa fare molto
anche con pochi semplici accorgimenti.
Certo, chi lavora fuori casa tutto il giorno, e la sera è molto stanco, non
sempre ha voglia ed energie per occuparsi di certe cose. Credo però che con
un minimo di pratica e di organizzazione si possano fare passi enormi!
Per esempio, si può preparare la pizza un giorno alla settimana, tagliarla
già in porzioni e congelarla; un detergente come la lisciva può essere fatto
una sola volta l’anno; una crema si può fare in base a quanta se ne consuma,
uno o più vasetti in una volta, e conservarla in frigorifero (dove si manterrà
fino a tre mesi!).
In ultimo, questo libro vorrebbe essere un incoraggiamento al fare
piuttosto che al comprare!
Gli argomenti che amerei affrontare sono davvero molti ma non potrò
approfondirli tutti in modo esaustivo. Non me ne vogliate!
Perché l’autoproduzione

In un mondo abituato a comprare ogni bene, abbiamo perso il piacere,


l’abitudine e lo stimolo a prepararci le cose, troppo impegnati a consumare
anziché a fare.
Perché dovremmo fare anziché comprare?
Scriverò solo alcune risposte. Lascio a voi che leggete il piacere di trovarne
altre… Perché sono molte, credetemi!

– Per ridurre i rifiuti degli imballaggi.


– Per controllare meglio le materie prime.
– Perché le materie prime costano decisamente meno rispetto ai prodotti
già pronti: in questo modo si potrà investire sulla loro qualità.
– Perché quando si è in grado di gestire i propri bisogni si è anche più
liberi!
– Per evitare di ingoiare e spalmare su di sé conservanti e sostanze
chimiche, nocive per l’organismo e per l’ambiente. La Terra infatti è un
bene di tutti, anche delle generazioni future: non abbiamo il diritto di
deturparla in nome di quello che consideriamo «benessere».
– Perché si possono sostituire tranquillamente i prodotti in commercio con
prodotti naturali di uso comune, senza ricercare materie prime dai nomi
strani e reperibili chissà dove.
– Perché con pochi gesti si possono davvero ottenere grandi cose.
– Perché fare è meno complicato di quanto si pensi.
– Perché il tempo può essere organizzato grazie ai congelatori!
– Perché anche i detersivi e le creme possono essere preparate una o
poche volte l’anno, e poi per mesi non pensarci più.
– Perché la nostra salute, in primis, e quella di chi ci sta intorno ne
guadagnerebbe!
– Perché con ciò che si risparmia si possono realizzare piccoli e grandi
sogni!
– Perché autoprodursi in casa, magari condividendo con figli e amici, può
essere molto divertente, oltre che istruttivo. Lo scambio di idee e di
consigli arricchisce sempre.
– Perché la soddisfazione di trovarsi di fronte a qualcosa che è stato
realizzato con le proprie mani non ha eguali!
Provare, per credere!
1

Detersivi fai da te,


realizzati con prodotti di uso
comune

Gli ingredienti che non dovrebbero mai mancare in casa per le pulizie
domestiche sono:
– aceto di vino bianco (disinfettante, sgrassante, anticalcare);
– bicarbonato di sodio;
– limone (antibatterico, disinfettante e sgrassante);
– cenere di legna (non cenere di pellet).

Noi donne ci preoccupiamo che la casa sia sempre perfettamente in ordine


e lucida, ma spesso non ci curiamo del prodotto che stiamo utilizzando. Vuoi
il profumo accattivante, vuoi il colore alla moda, vuoi la pubblicità che ci ha
detto che senza quel prodotto non potremmo vivere, acquistiamo spesso
senza tenere conto della cosa più importante, ovvero: «Cosa contiene quel
flacone, fatto di plastica?». Sostanzialmente, derivati chimici del petrolio, che
inquinano molto l’ambiente e sono nocivi per chi li utilizza: soprattutto per i
nostri bambini che andando carponi toccano ovunque, e mettendosi spesso le
mani in bocca finiscono per ingerire anche quei detersivi, in minima parte
certo, ma quotidianamente!
Questa premessa non è per fare del terrorismo ma solo per aprire le
coscienze.
Chiunque di voi può prendere un qualsiasi prodotto e leggerne l’etichetta…
se riesce a capirci qualcosa!
Il mio obiettivo è fornire delle ricette per detergenti molto pratici, realizzati
con materie prime economiche e a basso impatto ambientale.
Detergente multiuso all’aceto
– 100 ml di acqua;
– 300 ml di aceto di vino bianco.
Unire gli ingredienti in uno spruzzino e agitare bene.
Questo detergente, ottimo per vetri e pavimenti, è adatto a tutte le
superfici lavabili ma va utilizzato con un occhio di riguardo su marmo e legno.

Detergente multiuso al bicarbonato di sodio


Chi (come me!) non ama l’odore dell’aceto, può utilizzare 3-4 cucchiai di
bicarbonato di sodio in uno spruzzino riempito di acqua.
Agitare molto bene ogni qual volta lo si utilizza, in modo che il bicarbonato
non si depositi alla base del contenitore otturando la cannetta che serve per
fare uscire l’acqua.

Lavavetri
– ml 150 di alcool denaturato;
– ml 150 di aceto di vino bianco;
– ml 200 di acqua.
Unire il tutto in uno spruzzino e agitare bene.

Anticalcare
Spesso ci si ritrova a fare i conti con brutte macchie di calcare sul piatto
doccia, sulla vasca da bagno, sulle rubinetterie e sui sanitari. In questi casi,
spruzzare dell’aceto puro, magari tiepido, su tutta la superficie; abbondare un
poco con la quantità e lasciare agire qualche minuto.
Un altro ottimo anticalcare, particolarmente adatto per la pulizia della
vasca da bagno, è dato dall’unione dell’aceto bianco tiepido con del sale fino.
Strofinare con un panno e lasciare agire, quindi risciacquare.

Detersivo per i piatti (a mano e in lavastoviglie)


– 3 limoni interi;
– 400 ml di acqua;
– 200 ml di sale;
– 100 ml di aceto bianco.
Tagliare i limoni e toglierne i semi; mettere tutti gli ingredienti in un
frullatore e sminuzzarli in modo che il composto sia il più fine possibile: la
presenza di grumi rischierebbe di rovinare il filtro della lavastoviglie.
Ottenuto un composto omogeneo, fare bollire il tutto per 10 minuti. Per la
lavastoviglie utilizzarne 2 cucchiai da cucina, per il lavaggio a mano mettere
la quantità che si ritiene necessaria direttamente sulla spugnetta.
Questo prodotto è ottimo anche per la pulizia del lavello e del box doccia.

Detergente per pentole incrostate


Riempire la pentola con una soluzione di acqua e aceto, in parti più o
meno uguali, e bicarbonato di sodio.
Attenzione: l’aceto e il bicarbonato insieme fanno reazione, quindi si
gonfierà tutto.
Lentamente la situazione tornerà alla normalità. A questo punto accendere
il fuoco e fare bollire la soluzione. Quindi spegnere, lasciare intiepidire e, se è
il caso, strofinare.

Disinfettante per le spugnette (lavapiatti o multiuso)


Impregnare la spugnetta di aceto e metterla nel forno a microonde, su di
un piatto, per circa 2 minuti.
Attenzione: quando si toglie il piatto dal forno, la spugna scotta!

Pulire il tagliere
Cospargere con del bicarbonato di sodio e spruzzare dell’aceto. Lasciare
agire qualche minuto e procedere con il lavaggio abituale.

Detersivo per il frigorifero


Sarà sufficiente utilizzare una spugna imbevuta di aceto tiepido o di una
soluzione di 2 cucchiaini di bicarbonato di sodio sciolti in una ciotola di acqua
tiepida. Entrambi i sistemi sono molto efficaci: eliminano gli odori e puliscono
a fondo.

Per ridurre gli odori nel frigorifero e nella scarpiera


Posizionare una ciotolina piena di bicarbonato di sodio all’interno del frigo
o della scarpiera.

Detergente per rame e ottone


Strofinare i metalli con sale grosso inumidito con aceto bianco, sciacquare
e asciugare.

Detersivo in scaglie per lavatrice


Grattugiare un panetto di sapone di Marsiglia (o di sapone autoprodotto)
con la grattugia per le carote. Con le mani, rompere i pezzi più grandi: per i
lavaggi a basse temperature, altrimenti, si rischia che a ciclo finito rimangano
fastidiosi residui di sapone sui capi.

Detersivo liquido per lavatrice


– 1/2 litro di acqua;
– 150 g di sapone di Marsiglia;
– 2 cucchiai di bicarbonato di sodio.
Sciogliere il sapone di Marsiglia e il bicarbonato di sodio in acqua calda.
Lasciare raffreddare e versare in un contenitore riciclato di detersivo per
bucato.

Ammorbidente per la lavatrice


Un semplice bicchiere di aceto nella vaschetta dell’ammorbidente, sebbene
non sia profumato, renderà i capi più morbidi, eliminando i residui di sapone.

Detergente per pavimenti


Aggiungere all’acqua del secchio 2 bicchieri di aceto di vino bianco.

Per profumare l’interno delle scarpe


In un sacchetto (recuperato dalle bomboniere o fatto in casa, magari con
stoffe di abiti ormai dimessi), mettere del sale grosso con erbe aromatiche:
lavanda, rosmarino o quelle che si riescono a reperire con più facilità. Si può
utilizzare anche qualche goccia di olio essenziale, a proprio gradimento.
A proposito degli oli essenziali è importante verificare che siano biologici e
non di sintesi, o che riportino la dicitura «solo naturale».

Per gli odori che arrivano dagli scarichi


Si può utilizzare il bicarbonato di sodio precedentemente posizionato in
frigorifero per ridurre gli odori: invece di gettarlo, mescolarne due cucchiai in
un bicchiere di acqua. Miscelare bene e versare quindi nello scarico.

Pulizia dei tappeti


Cospargere uniformemente tutto il tappeto con del bicarbonato di sodio.
Lasciare agire tutta la notte, quindi passare accuratamente con un
aspirapolvere potente. In alternativa si può passare il tappeto con un panno
di cotone imbevuto di aceto tiepido, nel senso del pelo. Risciacquare lo
straccio ogni volta che è sporco. Con questo metodo si ravviveranno anche i
colori.
Attenzione: provare prima su un angolo per accertarsi che i colori non si
rovinino.
La lisciva
Infine, un detergente straordinario, che ho lasciato di proposito per ultimo:
la lisciva di cenere di legna (non di pellet, mi raccomando)!
La cenere, per chi come me non ha la stufa a legna o il caminetto, potrà
essere recuperata chiedendo ad amici o alle pizzerie della vostra zona: ve ne
regaleranno certamente un po’ senza fare problemi, considerando che la si
butta sempre via!
Per la preparazione si procede in questo modo: setacciare la cenere con un
colino a maglie molto fini, in modo da eliminare ogni residuo. In un grosso
pentolone, versare poi acqua e cenere, in una soluzione di 5 a 1 (ad esempio,
5 bicchieri di acqua, 1 bicchiere di cenere). Mescolare bene e mettere sul
fornello, portando il composto a ebollizione. Lasciare sobbollire per due ore,
girando il tutto in modo che la cenere non si attacchi al fondo della pentola.
Trascorse le due ore, spegnere il gas, coprire con un coperchio e lasciare
riposare per tutta la notte o per un giorno intero: gestitevi a seconda del
tempo che avete a disposizione. Questa operazione serve per fare depositare
per bene la cenere sul fondo della pentola.
Terminata questa fase di riposo del composto, usando dei guanti di
gomma per le pulizie, prendere un secchio e mettervi all’interno un colino a
maglie fini (magari lo stesso che avrete utilizzato per setacciare la cenere),
ricoperto con uno straccio grande o un pezzo di lenzuolo scartato (l’ideale
sarebbe di lino ma anche il cotone va benissimo). A questo punto, versare il
contenuto della pentola, in modo da filtrare bene il tutto: nello straccio dovrà
rimanere solo cenere. Strizzare quindi lo straccio molto bene e lasciare
riposare il composto nuovamente per tutta la notte (o tutto il giorno).
Terminato il tempo di assestamento della cenere, procedere nuovamente
con l’operazione descritta, per più giorni, sino a che il liquido ottenuto sarà il
più possibile pulito dalla cenere.
Questo detergente, la lisciva, potrà essere utilizzato puro (non diluito!) in
uno spruzzatore per lavare ogni superficie, dalla cucina al bagno e ai
pavimenti, eccetto i vetri, il legno e il marmo.
La cenere rimasta potrà essere riutilizzata come lavapiatti o per pulire il
lavello e i fornelli: è ottima! L’unica controindicazione è che potrebbe otturare
gli scarichi, quindi, nel caso, buttatela via!
2

Cosmesi casalinga

A questo proposito si potrebbe scrivere un’intera enciclopedia, tanto noi


donne siamo attratte dalle creme e dai cosmetici in generale, ma mi limiterò
a riportare solo alcune ricette che preparo abitualmente o che ho utilizzato
nel tempo!
Gli uomini non si sentano esclusi: questi suggerimenti saranno ottimi
anche per loro. Potranno approfittarne tanto quanto il sesso femminile!
La pelle è considerata il nostro terzo polmone, per cui ogni prodotto che vi
applichiamo, e che viene a contattato con essa, è assorbito e va in circolo nel
nostro corpo. La pelle agisce da termoregolatore, espelle le sostanze di rifiuto
e funge da filtro tra il fuori e il dentro del nostro organismo.

Gli scrub

Avvertenza: tutti gli scrub per il corpo saranno da applicare nella doccia,
con l’acqua chiusa, massaggiando bene le parti interessate. Una volta
sciacquato il tutto, procedere con la normale doccia.

Scrub per le mani al limone


Uno scrub molto veloce e semplice consiste nell’unire del succo di limone a
dello zucchero, meglio se di canna e biologico (tipo mascobado). Massaggiare
molto bene le mani con il composto.

Scrub per il viso e il corpo al caffè


Un ottimo scrub per il viso e il corpo si può preparare utilizzando 3-4
cucchiai di caffè esausto – il quale esercita un’azione levigante e anticellulite
– e 3 cucchiaini di olio extravergine di oliva o di olio di mandorle come
lenitivo idratante. Mescolare bene e massaggiare tutto il corpo!
Scrub per il viso e il corpo all’argilla verde essiccata
Mescolare bene 3-4 cucchiai di argilla verde essiccata al sole (la si trova in
farmacia, in erboristeria o nei negozi di agricoltura biologica) con 3-4
cucchiaini di olio extravergine di oliva. Se necessario, aggiungere poca acqua,
in modo che il composto risulti cremoso. Spalmate quindi su tutto il corpo.
Per un effetto peeling, aggiungere del sale fine o dello zucchero, in misura
di 2 cucchiai.
Non fatevi spaventare dal prezzo dell’argilla essiccata perché è utilissima
per numerosi scopi e ne è sufficiente davvero poca. Una confezione da mezzo
chilo vi basterà per anni!

Scrub per il viso e il corpo alle mandorle


Tritare 100 g di mandorle sbucciate, unendo 2 cucchiai di miele; riporre il
composto in un vasetto chiuso e lasciare riposare per un mese circa.
All’occorrenza prelevarne un poco e trattare viso e corpo lasciando agire
qualche minuto.

Scrub per il viso e il corpo al cacao


Preparare un composto cremoso con 1 cucchiaio di cacao amaro o
zuccherato (a vostro piacimento), 1 cucchiaio di sale fine, 1 cucchiaio di
bicarbonato, 3 cucchiai di olio extravergine di oliva o di olio di mandorle dolci.

Scrub per le mani, il viso e il corpo al miele


Preparare un composto cremoso con 1 cucchiaio di zucchero (meglio se di
canna), 2 cucchiai di miele e 3 cucchiai di olio extravergine di oliva o di
mandorle dolci.

Purificante per il viso


Mettere in un pentolino dell’acqua del rubinetto con aromi casalinghi:
salvia, rosmarino, timo ecc. e fare bollire. Raggiunta l’ebollizione, spegnere il
gas e con un asciugamano sopra la testa mettersi sopra al vapore dell’acqua
per qualche minuto. Riposarsi e ripetere l’operazione più volte.
Questo rimedio è ottimo anche per le vie respiratorie!

Scrub per le labbra, ammorbidente, multifunzione


In un contenitore mescolare dello zucchero (meglio se di canna) con
dell’olio extravergine di oliva e con qualche goccia di olio essenziale di menta.
«Scrubba», idrata e profuma tantissimo!
Bagni tonificanti e rilassanti
«Bombe bagno frizzantose» fai da te
– 50 g di bicarbonato di sodio;
– 25 g di acido citrico (reperibile in farmacia);
– 25 g di fecola di patate;
– 4 cucchiai di olio extravergine di oliva;
– circa 10 gocce di olio essenziale biologico a piacimento.
Unire tutti gli ingredienti e preparare un impasto omogeneo.
Prendere degli stampini in silicone, con forme e dimensioni desiderate
(meglio non troppo grandi per evitare che si rompano le forme). Mettere negli
stampini il composto ottenuto, pressando molto bene. Riporre gli stampini in
congelatore per tutta la notte.
La mattina seguente togliere il composto dagli stampini e adagiare le
formine su una grata (ad esempio, quella del forno è adatta all’uso). Lasciare
asciugare.
Per colorare le «bombe», unire al composto erbe officinali (fiori di lavanda,
fiori di calendula), coloranti alimentari, cioccolato in polvere (per renderle
nere) o la curcuma (per renderle gialle).
Si consiglia di utilizzare per la prima preparazione solo i primi quattro
ingredienti. Una volta presa dimestichezza con la ricetta, si potrà poi
procedere con la colorazione.
Le «bombe bagno» così ottenute potranno essere conservate o utilizzate
subito nell’acqua della vasca per un bagno idratante, tonificante e colorato!
Ottime anche per i bambini!

Sali da bagno
Una ricetta molto semplice per autoprodurre sali da bagno rilassanti è la
seguente: a proprio piacimento, unire al sale grosso fiori di lavanda, aghetti
di rosmarino, bucce di arancia o limone, precedentemente essiccati, e oli
essenziali. Mescolare bene e versare il tutto in un vaso di vetro. I sali sono
così pronti per ogni occorrenza.
Il vaso può anche essere lasciato aperto in bagno per profumare
l’ambiente.
È un’ottima idea regalo per ogni ricorrenza… però accertatevi che la
persona a cui li donate abbia la vasca da bagno!
Le creme
L’oleolito: base per creme
L’oleolito non è altro che dell’olio extravergine di oliva, sesamo o girasole
in cui sono state messe a macerare delle erbe, fiori o radici per un certo
numero di giorni.
Per la preparazione, procedere secondo le seguenti indicazioni: in un
barattolo di vetro mettere circa 100 ml di olio extravergine di oliva, a cui
unire una manciata circa dell’erba, dei fiori o delle radici prescelte.
Potrebbero essere fiori di calendula (lenitiva e antinfiammatoria), fiori di
lavanda (purificante, rinfrescante, antisettica e per pelli impure), fiori di
camomilla (emolliente e lenitiva), polvere di curcuma (contro l’ansietà),
aghetti di rosmarino (purificante per l’acne e tonificante), foglie di salvia
(cicatrizzante) ecc.
Nella stagione fredda, il preparato andrà posizionato in un angolo della
cucina e dovrà essere agitato bene per circa 20 giorni; in tarda primavera e in
estate andrà messo al sole per qualche giorno, tenendolo sempre ben
agitato. Trascorso il tempo necessario, filtrare con un colino e un panno di
lino (o di cotone) in modo da separare la parte solida (foglie, fiori, radici) da
quella liquida.
Avete preparato il vostro primo oleolito!

Crema base
Con l’oleolito si può passare alla fase successiva, ovvero alla preparazione
di una crema base molto semplice:
– 100 g di oleolito;
– 7 g di cera d’api (reperibile da un apicoltore, in erboristeria o in
farmacia).
Unire i due ingredienti in un pentolino, mettere sul fornello e fare sciogliere
la cera d’api a fuoco lento.
Togliere dal fuoco e versare subito il composto in un barattolino di vetro.
(Io, di solito, utilizzo i barattoli di recupero degli omogeneizzati o i vasetti
piccoli delle marmellate.)
Attendere circa un’ora, e comunque sino a che il composto sia solidificato.
A questo punto la vostra profumatissima crema è pronta e non ha nulla da
invidiare a quelle in commercio, vendute a caro prezzo!
A partire da questa base, ci si potrà sbizzarrire preparando i vari oleoliti e
mescolandoli tra loro.
Qui di seguito indicherò alcune ricette semplici, per dare un’idea di come si
possa inventare una crema, a seconda dei propri problemi di pelle.

Crema alla calendula e lavanda


– 50 g di oleolito di lavanda;
– 50 g di oleolito di calendula;
– 7 g di cera d’api.
In un pentolino sciogliere la cera d’api e quindi unire gli oleoliti. Versare in
un vasetto di vetro.

Crema doposole all’iperico


– 20 g di oleolito di camomilla;
– 80 g di oleolito di iperico;
– 7 g di cera d’api.
Procedere come sopra.

Crema antidolori
– 100 g di oleolito di arnica;
– 7 g di cera d’api.
Procedere come sopra e massaggiare le zone interessate da dolori
articolari e muscolari.

Crema all’olio di Neem e alla calendula


Vorrei spendere qualche parola in più per un preparato che mi ha davvero
ridato la vita!
Sin dalla nascita la mia piccola ha sofferto di dermatite atopica: si grattava
e sanguinava, e più sanguinava più si grattava. Avevo provato tantissime
preparazioni, consigliate dai vari specialisti del caso, ma nulla pareva
risolvere il problema. In seguito, dopo avere sperimentato diversi prodotti, ho
scoperto l’olio di Neem (una pianta nativa dell’India), che si ottiene dalla
spremitura a freddo dei suoi semi. L’olio è particolarmente adatto per
problemi di acne, per la psoriasi, gli eczemi, l’orticaria, i pruriti di varia natura
e la forfora. Unico, fastidioso difetto è l’odore forte e pungente! A parte
quest’ultimo aspetto, l’olio di Neem mi ha aiutata a risolvere quasi
completamente il problema della mia bimba!
Lo si può trovare nei negozi specializzati in prodotti biologici e, a richiesta,
anche nelle farmacie. Inoltre può essere reperito anche attraverso internet:
qualsiasi motore di ricerca dirà dove!
Ecco, dunque, la ricetta della crema all’olio di Neem e calendula:
– 50 g di olio di Neem;
– 50 g di oleolito di calendula;
– 7 g di cera d’api.
Procedere come per le altre creme.

Tutte le creme descritte, una volta preparate, possono essere conservate


in frigo per 3 mesi circa, mentre a temperatura ambiente un mese circa.
Utilizzare una minima quantità di prodotto perché, essendo creme
concentrate, ne basta la punta di un dito per tutto il viso.

Gli occhi
Impacchi decongestionanti per gli occhi
Si può ricorrere a semplici decotti o tisane con camomilla: mettere a bollire
un poco di acqua in un pentolino, aggiungendo della camomilla in fiori (anche
quella in bustina va bene). Lasciare in infusione per cinque minuti, bagnare
con il liquido una garza, un fazzoletto o un po’ di cotone e tamponare gli
occhi!
La camomilla ha un’azione rassodante e lenitiva allo stesso tempo.

Le labbra

Balsamo per labbra al cioccolato e miele


– 1 cubetto di cioccolato;
– 1 cucchiaio di miele.
Sciogliere il tutto, preferibilmente a bagnomaria e a fuoco lento, e versare
in un vasetto di vetro.

La pulizia del viso


Struccante bifasico delicato
– 300 ml di acqua distillata;
– 200 ml di olio di mandorle dolci;
– 100 ml di olio di ricino o di olio extravergine di oliva.
Mescolare e agitare bene prima dell’uso. Essendo bifasico, l’acqua e gli oli
si separeranno.
Utilizzare questa preparazione su di un batuffolo di cotone e procedere allo
strucco!

Preparato contro i punti neri


– succo di 1 limone;
– 1 tuorlo d’uovo sbattuto.
Applicare sul viso e tenere in posa per 10-15 minuti, quindi sciacquare e
spalmare la propria crema.

Acqua tonica all’argilla


– 250 ml d’acqua distillata;
– 1 cucchiaio di argilla verde ventilata;
– 1 cucchiaino di sale fino.
Mettere l’acqua e il sale in una terrina, quindi aggiungere l’argilla
mescolando molto bene. Coprire e lasciare riposare circa un’ora. Travasare
poi l’acqua in una bottiglietta scura, evitando di mettere il fondo rimasto.
La soluzione, ricca di minerali, dotata di proprietà idratanti e riequilibranti,
si conserverà a temperatura ambiente per due settimane.

Acqua di rose
– 1/2 l di acqua distillata;
– 50 petali freschi di rosa (del vostro giardino, se possibile).
Portare l’acqua a ebollizione e versarvi i petali di rosa precedentemente
lavati. Fare sobbollire per 10-15 minuti, poi filtrate il tutto.
Ecco pronta un’ottima acqua di rose!

La depilazione
Cera depilatoria
– 1 bicchiere di zucchero bianco;
– 1 bicchiere di acqua;
– strisce 30x8 cm circa, recuperate da vecchie lenzuola o stracci, oppure
apposite strisce depilatorie in commercio (quelle autoprodotte potranno
essere lavate e riutilizzate).
In una padella antiaderente con i bordi abbastanza alti (per evitare gli
schizzi!), fare sciogliere a fuoco molto basso lo zucchero, mescolando bene.
Lentamente aggiungere l’acqua, continuando a girare sino a che non si
sarà raggiunta la consistenza della normale cera depilatoria.
Fare raffreddare e procedere con la depilazione!

Per la cura dei capelli


Capelli morbidi e luminosi
Aggiungere all’acqua dell’ultimo risciacquo mezzo succo di limone o
preparare un composto di 3 cucchiai di miele e 1 di olio extravergine di oliva.
Massaggiare bene il cuoio capelluto e i capelli su tutta la loro lunghezza,
quindi risciacquare.

Crema per capelli


– 2 tuorli d’uovo;
– succo di 1/2 limone;
– qualche goccia di rum.
Con il composto, precedentemente reso ben omogeneo, massaggiare il
cuoio capelluto e i capelli su tutta la lunghezza.
Lasciare in posa 30-45 minuti con la testa avvolta da un asciugamano,
quindi risciacquare bene.

Rimedio per capelli sfibrati


Semplicemente, massaggiare con dell’olio extravergine di oliva.

Olio pre-shampoo antiforfora


– 150 ml di oleolito di curcuma (olio vegetale dove avrete fatto macerare
la polvere di curcuma);
– 8 gocce di olio essenziale di Teatree biologico.
Massaggiare con delicatezza la cute prima del normale lavaggio. Lasciare
agire per circa mezz’ora.
Questo preparato si conserva per parecchi mesi a temperatura ambiente.

Olio pre-shampoo rinforzante


– 150 ml di oleolito di rosmarino;
– 8 gocce di olio essenziale di basilico.
Seguire il medesimo procedimento per l’olio pre-shampoo antiforfora.

Lucidante per capelli


– 1/2 litro di acqua;
– 3/4 di bustina di tè verde.
Preparare un normale tè. All’ultimo risciacquo del vostro usuale lavaggio,
utilizzate questa soluzione e massaggiate bene.

I deodoranti naturali
Deodorante al bicarbonato di sodio
– 1/2 bicchiere di acqua;
– 1 cucchiaio di bicarbonato di sodio.
In mezzo bicchiere di acqua aggiungere un cucchiaino di bicarbonato.
Mescolare molto bene e lasciare riposare per un’ora. Versare quindi il
liquido in uno spruzzatore da deodorante.
Attenzione: se sul fondo del bicchiere rimanessero dei residui di
bicarbonato, è bene scartarli, altrimenti la cannuccia dello spruzzatore si
otturerebbe.

Deodorante con allume di rocca in polvere


Unire un cucchiaino di allume di rocca (in polvere si trova facilmente in
farmacia) a mezzo bicchiere di acqua.
Procedere come per la preparazione del deodorante al bicarbonato di
sodio.

Deodorante all’amido di mais


– 1 cucchiaio di bicarbonato di sodio;
– 1/2 cucchiaio di amido di mais alimentare;
– 10 gocce di olio essenziale Teatree biologico (facoltativo).
Frullare bene tutti gli ingredienti e utilizzare il composto tamponandolo con
un batuffolo di cotone.

Per la cura dei denti


Dentifricio naturale in polvere
– 2 cucchiai di argilla verde essiccata al sole o di argilla bianca (più fine ma
più costosa);
– 1/2 cucchiaino di bicarbonato di sodio;
– foglie di salvia, aghetti di rosmarino frullati in polvere, oli essenziali,
come menta per rinfrescare o limone per disinfettare (tutto facoltativo).
Intingere la punta dello spazzolino nella soluzione e procedere come
d’abitudine.

Collutorio fai da te
Da anni utilizzo semplicemente qualche goccia di olio essenziale biologico
in un po’ d’acqua e risciacquo per bene, poi espello!
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Recupero e riutilizzo dei capi


d’abbigliamento

Quando vi capita di avere tra le mani un indumento che non utilizzate più e
avete in mente di gettarlo nella spazzatura, fermatevi e guardatelo con altri
occhi! Giratelo, capovolgetelo, cercate qualcosa che possa essere riutilizzato:
bottoni, cerniere, merletti, pizzi, spalline del reggiseno, decori, etichette
nuove.
Tutti questi pezzi saranno utilissimi per abbellire, ornare, rattoppare buchi
o coprire macchie.
Ad esempio, i calzini spaiati possono essere tenuti da parte per farne
l’imbottitura di un cuscino!
Dai vecchi maglioni si possono recuperare panni per spolverare, coperte
per i nostri animali domestici o per quelli del canile; possono essere tagliati a
pezzi per farne serpentoni per gli spifferi delle finestre e delle porte; le
maniche possono diventare degli originali scaldamuscoli.
Da un vecchio asciugamano si può ricavare un portamollette,
semplicemente cucendo tre parti e lasciandone una aperta (come un sacco,
insomma!).
Con i tessuti di abiti che buttereste via, potreste ritagliare delle forme
originali e metterle da parte. All’occorrenza risulteranno molto utili per toppe
sulle ginocchia o gomiti… vanno sempre di moda!
Se i vostri bimbi macchiano i polsini delle magliette con pennarelli,
tempere, cibo (ne so qualcosa!) potete tagliare le maniche e farne delle
comode magliette primaverili o estive!
Un altro modo per riutilizzare stoffe di indumenti dismessi, lenzuola, tende
troppo macchiate o troppo rovinate, consiste nel tagliarle a strisce di circa 12
cm per 5 cm, da annodare in reti. È un lavoro lungo ma permette di
riutilizzare completamente tutto il materiale a disposizione per creare un
insolito zerbino. Questo tipo di tappeto non solo vi permetterà di avere suole
ben pulite e di non sporcare il pavimento di casa, ma sarà senz’altro insolito e
originale, perché realizzato con colori sempre diversi. Inoltre, incuriosirete
ogni persona che varcherà la soglia di casa vostra: posso garantirvelo per
esperienza personale!
Ai tempi delle nostre nonne, nel tempo libero, si usava sferruzzare davanti
al fuoco di un camino. Anche io adoro farlo! Credo che per i lavori più
semplici, in cui si richiede l’impiego di una quantità minima di filati (come per
la creazione di cappelli, sciarpe e calze), valga ancora la pena cimentarsi. Per
quanto riguarda maglioni, cappotti e capi più elaborati sia per manodopera
sia per quantità di filato, l’attuale costo di questi ultimi vanifica l’operazione,
lunga e un po’ complessa.
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Ricette e trucchi in cucina

Avrei da scrivere un intero libro di ricette stuzzicanti a basso costo ma, per
vari motivi, ho dovuto compiere delle scelte (il che è stato piuttosto
complicato!).
Le ricette che propongo sono vegetariane: seguo infatti questa dieta da
diversi anni. Ovviamente, ognuno di voi potrà sbizzarrirsi nell’utilizzo di quello
che avrà in casa, inventandosi di volta in volta una nuova preparazione.

Primi piatti
Pasta con pane raffermo
– 500 g di pane raffermo polverizzato;
– 3 uova intere;
– sale aromatizzato;
– 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva;
– acqua qb.
Di pane avanzato, in casa, ce n’è sempre quindi tritatelo, sino a ottenere
una polverina fine, per un peso di 500 g circa. Adagiate la polvere in una
terrina capiente, aggiungete tutti gli ingredienti e mescolate con l’acqua
affinché risulti un composto morbido e compatto adatto a essere impastato
per preparare la vostra «pasta». A questo punto la fantasia è preziosa: di
solito io procedo come per fare gli gnocchi, li incido con una forchetta affinché
il sugo resti all’interno o faccio delle semplici tagliatelle con la macchina
apposita o, ancora, stendo il composto con il matterello a mano, avvolgo la
«pasta» su se stessa formando un rotolo, taglio con un coltello, srotolo ed
ecco la tagliatella!
Procedete poi alla cottura in acqua bollente salata e condite a piacere.
Volendo, se la preparazione è abbondante, potrete congelarla stesa sui
piatti e, a congelazione completata, potrete metterla negli appositi sacchetti,
che occupano meno spazio.

Pasta rustica alle ortiche fatta in casa


– 300 g di farina bianca;
– 2 uova intere;
– sale;
– 1 cucchiaio di olio extravergine;
– acqua qb;
– ortica fresca lavata o essiccata (già lavata prima dell’essiccazione).
Se utilizzate l’ortica fresca, raccolta preferibilmente in un luogo lontano da
strade trafficate, indossate i guanti; se utilizzate quella essiccata potete
lavorare a mani nude tranquillamente.
In un pentolino fate bollire dell’acqua, mettete quindi l’ortica e fate
cuocere per qualche minuto. Quando questa sarà morbida, scolatela, tenendo
parte dell’acqua di cottura. Strizzate bene l’ortica e sminuzzatela molto
finemente.
Quando l’acqua di cottura si sarà raffreddata, iniziate a impastare con
questa gli ingredienti rimasti, mettendone poca per volta. Ottenuto un
impasto ben omogeneo, dividetelo in pezzi e stendetelo con un matterello,
quindi avvolgete la pasta su se stessa e con il coltello tagliatela a strisce. A
questo punto srotolatela: ne usciranno delle gustose tagliatelle, a costo
bassissimo.

Gnocchetti di grano saraceno


– 170 g di farina di grano saraceno;
– 70 g farina bianca;
– 1 uovo;
– 30 g di formaggio grana grattugiato;
– 15 g di olio extravergine di oliva;
– sale qb.
Impastate le due farine con sale, uovo, olio, formaggio grattugiato e circa
mezzo bicchiere di acqua tiepida. Quando il composto sarà omogeneo,
dividete il tutto in quattro parti uguali e formate dei cilindri, che taglierete in
piccoli pezzi formando degli gnocchetti. Lessateli in acqua bollente e salata e
condite a piacere!

Pasta avanzata
Se avete abbondato con la quantità di pasta, o non è stata consumata
tutta, mettetela una terrina da forno ben oliata (o imburrata), alternando
strati di pasta a strati di formaggio a vostra scelta… e via in forno a gratinare!

Secondi piatti
Frittata di carote e ceci
Ottima preparazione per nascondere verdura e legumi a figli e mariti!
Generalmente, purtroppo, questi cibi non sono molto amati dai bimbi (tranne
rari casi, e per fortuna io sono tra questi!). Ecco gli ingredienti della frittata:
– 4 uova intere;
– 3 cucchiai colmi di ceci, precedentemente lessati;
– 1 carota tagliata a pezzetti;
– sale a piacere, meglio utilizzarne uno aromatizzato (preparatelo voi
unendo al sale fine aromi frullati tipo rosmarino, curcuma, salvia, alloro,
pepe o ciò cha a voi piace di più);
– 1/2 bicchiere di latte bovino o vegetale.
Frullate bene tutti gli ingredienti e versate quindi il composto in una
padella antiaderente oliata e calda. Fate cuocere per 3/4 del tempo da un
lato, poi girate e ultimate la cottura. Posso assicurare che nessuno si
accorgerà del trucchetto!
Una variante della ricetta prevede che la carota, anziché frullata, sia fatta
soffriggere in una padella antiaderente oliata. Fatto questo, si verserà il
composto frullato nella padella e si procederà alla cottura.
Questa frittata può essere preparata con qualsiasi tipo di verdura e legume
a vostra scelta, gusto e secondo la stagione!

Sformato di patate
– 4 patate;
– 2 tuorli d’uovo;
– 1 bicchiere di latte;
– sale;
– formaggio grana o parmigiano grattugiato;
Lessate le patate con la loro buccia in acqua bollente; quando saranno
pronte, con cautela e sotto l’acqua fredda, sbucciatele. Con lo schiacciapatate
riducetele in purea, aggiungete il latte, il sale, i tuorli d’uovo e il formaggio
grattugiato. Mescolate bene, mettete il tutto in una terrina da forno e
gratinate per qualche minuto a 180°-200°.
Zucca impanata
Questa ricetta, come molte altre presentate, può essere preparata con
varie verdure, in base alla stagione e al vostro gusto. È un altro modo per
«nasconderle» a chi in casa non le ama molto!
Tagliate la zucca, svuotatela dei semi (che potrete lavare, essiccare e
riutilizzare per seminare, se ne avete la possibilità), togliete la buccia,
lavatela bene e preparate dei pezzetti molto sottili.
A questo punto procedete a una normale impanatura, ovvero: in un piatto
mettete delle uova sbattute con sale aromatizzato (lo metto ovunque perché
di sale ce n’è poco e prevalgono gli aromi), in un altro piatto preparate un
mix con pane grattugiato, poca farina bianca e prezzemolo. Mescolate bene e
impanate il tutto, dopodiché si può procedere in due modi: frittura o cottura,
più salutare, in forno.

Farinata di ceci
– 250 g di farina di ceci;
– 700 ml di acqua;
– un pizzico di sale.
Lasciate in ammollo la farina con l’acqua. Quando il tutto sarà diventato
una pastella, stendere l’impasto su una teglia precedentemente ben
imburrata od oliata, salare in superficie, quindi infornare a 180°.

Dolci
Crostata di marmellata
Per la pasta frolla:
– 250 g di burro ammorbidito (tolto dal frigo la sera prima o qualche ora
prima);
– 130 g di zucchero, meglio se di canna e biologico;
– 400 g di farina;
– la punta di un cucchiaino di bicarbonato di sodio;
– 4 tuorli d’uovo (con il bianco potrete preparare una frittatina con gli
avanzi di cibo che avete in casa o aggiungervi un uovo intero e fare la
classica frittata);
– marmellata, possibilmente fatta in casa.
Amalgamate bene il burro ammorbidito con lo zucchero. Quando il
composto sarà «spumoso», aggiungete i tuorli d’uovo e girate versando il
resto degli ingredienti.
Mescolate bene evitando di fare «scaldare» troppo l’impasto, altrimenti
risulterà difficile da lavorare (in questo caso, basterà lasciarlo un poco nel
frigorifero e ritornerà lavorabile).
Procedete con il matterello alla stesura della pasta e adagiatela su una
tortiera precedentemente imburrata (od oliata). Tagliate via i bordi in
eccesso e stendetevi dentro la marmellata, a vostro gusto. Con la pasta
avanzata, potrete preparare delle belle guarnizioni: impastate ancora un
poco, ristendete e fate delle forme. Se in casa non avete stampini, con un
bicchiere di vetro potrete realizzare delle mezze lune. Infornate quindi il
tutto.
Questa crostata può essere cucinata anche giorni prima della sua
consumazione o preparata in grande quantità (3-4 teglie) e congelata prima
della cottura. All’occorrenza vi basterà toglierla dal congelatore qualche ora
prima della cottura.

Biscotti di farina gialla


– 200 g di farina gialla di mais;
– 120 g di farina bianca;
– 1 bustina di lievito per dolci;
– 80 g di zucchero;
– 120 g di burro;
– 6 cucchiai di latte.
In una ciotola incorporate le due farine, lo zucchero e il lievito; quindi
aggiungete il burro fuso tiepido (o freddo) e il latte. Mescolate bene: se la
farina assorbe molto latte, eventualmente aggiungetene dell’altro, poco per
volta. Ottenuto un composto omogeneo, stendete la pasta con il matterello,
utilizzando parecchia farina perché non si attacchi, e realizzate varie forme
con gli stampini.
Cuocere in forno a 180° per 10 minuti circa.

Muffin di mele
– 1 uovo;
– 2 cucchiaini di lievito per dolci;
– 1/2 tazza di latte;
– 1/2 mela;
– 2 cucchiai di burro;
– 1 tazza e mezza di farina bianca.
Sbucciate la mela (privandola del torsolo) e tagliatela a cubetti da mezzo
centimetro circa. Mescolate farina, zucchero, burro ammorbidito e lievito,
aggiungendovi la mela, l’uovo e il latte. Amalgamate bene e mettete negli
stampi dei muffin.
Infornare per 15 minuti a circa 180°.

Torta di riso
– 200 g di riso;
– 750 ml di latte;
– 5 uova;
– 250 g di zucchero;
– burro;
– cannella (facoltativa);
– vaniglia in polvere (facoltativa);
– sale qb.
Fate bollire il latte con un pizzico di sale e cuocetevi il riso, lasciandolo al
dente. Aggiungete lo zucchero, fatelo sciogliere bene, lasciando poi
raffreddare. Aggiungete al riso freddo i tuorli d’uovo, un pizzico di cannella e
vaniglia e, infine, gli albumi montati a neve. Versare il composto nello stampo
imburrato e cuocere per 45 minuti a 190°.

Torta di pesche
– 100 g di burro;
– 3 uova;
– 200 g di zucchero;
– 300 g di farina;
– 3 pesche;
– 1/2 bustina di lievito per torte;
– amaretti tritati a piacere.
Impastate tutto insieme, mettete in una teglia imburrata e… via in forno!

Biscotti
– 300 g di farina;
– 100 g di zucchero di canna polverizzato;
– 90 g di olio extravergine di oliva;
– scorza grattugiata di un’arancia.
Impastare tutti gli ingredienti, stendere la pasta e dare con gli stampini la
forma desiderata. Adagiare su di una teglia oliata e infornare per pochi
minuti.
Particolarità
Latte di sesamo
(Ingredienti per ottenere circa un litro di latte.)
Il sesamo è un alimento ricco di vitamine A, E, B1, B2, B6, di omega 3 e
omega 6, di minerali quali calcio, fosforo, magnesio e ferro ed è inoltre un
ricostituente dell’emoglobina e delle piastrine del sangue.
Riporto qui gli ingredienti per la preparazione del latte ricavato dai semi:
– 1 l di acqua;
– 50 g di sesamo;
– 20 g di zucchero di canna, meglio se mascobado;
– 2 cm di alga wakame (facoltativa). Su questo alimento si potrebbe
scrivere un libro a parte, tanto ci sarebbe da raccontare. Potrà sembrarvi
molto caro al primo acquisto ma per ogni preparazione se ne utilizza solo
un piccolo pezzo. Non bisogna eccedere perché è considerato un super
alimento, quindi è da utilizzare con molta cautela.
Procedere in questo modo: macinare l’alga con il sesamo. In una pentola
capiente mettere tutti gli ingredienti elencati, portare a ebollizione e lasciare
sobbollire per 10 minuti. Spegnere il fuoco, coprire con il coperchio e lasciare
riposare per 30 minuti.
Filtrare il tutto in un colino a maglie fini, ricoperto da un panno di lino o di
cotone e strizzare molto bene. Il latte di sesamo è pronto!
Una particolarità: essendo un latte ricavato da semi oleosi tende a lasciare
un sottile strato di olio in superficie quindi, prima di berlo, agitate bene.

Latte di soia
(Ingredienti per ottenere circa un litro di latte.)
– 100 g di fagioli di soia;
– un pizzico si sale;
– 5 cm di alga kombu (facoltativa).
Lasciate i fagioli di soia in ammollo tutta la notte.
Procedete quindi alla cottura in acqua (due volte il volume della soia), con
il pizzico di sale e l’alga, per 25 minuti.
Man mano, togliete la schiuma che si crea sulla superficie dell’acqua di
cottura. Dopo la cottura scolate e, senza fare raffreddare troppo, frullate
bene il tutto. Colate in un colino a maglie fini ricoperto da un telo di lino o
cotone, strizzate bene e zuccherate a piacere la bevanda.
Si conserverà per 5-6 giorni in frigorifero.
Gomasio
– sale grezzo, meglio se integrale;
– semi di sesamo.
Su una teglia da forno mescolate cinque parti di semi di sesamo con una
parte di sale, quindi mettete a tostare in forno a 100° per 15 minuti. Quando
il composto si è un poco raffreddato, macinate il tutto (meglio in un mortaio)
fino a ottenere una polvere a grana grossa. Il profumo che si sprigionerà
inebrierà tutta la casa!

«Miele» di tarassaco o sciroppo per la tosse


I fiori di tarassaco sono quei fiori gialli che vedete crescere spontanei nei
campi: le loro foglie, prima della fioritura, sono un ottimo contorno, sia
fresche, sia lessate, sia saltate in padella; i loro fiori gialli si utilizzano invece
per preparare un buon sciroppo per la tosse o per dolcificare le bevande.
Ecco gli ingredienti per lo sciroppo:
– 400 g di fiori di tarassaco, solo ed esclusivamente la parte gialla;
– 1 kg di zucchero;
– 2 limoni.
Per questa preparazione bisogna armarsi di molta pazienza!
In un campo lontano dal traffico, raccogliete tantissimi fiori. Una volta a
casa, indossando dei guanti, separate i fiori e tenete solo il giallo. Una volta
ottenuta una quantità sufficiente, lavateli bene in un colino sotto l’acqua
corrente e metteteli a bollire insieme ai limoni tagliati a fette e privati dei
semi.
Lasciate in ebollizione per 2 ore, senza coperchio. Fate poi raffreddare e
unite lo zucchero, cuocendo nuovamente per altre 2 ore, a fuoco basso.
Nel frattempo, mettete in forno i vasi con i loro coperchi alla temperatura
di 100° per un’ora circa, in modo da sterilizzarli.
Versate lo sciroppo nei vasetti, chiudete molto bene il tappo e
capovolgeteli (con il tappo rivolto verso il basso). Lasciateli in questa
posizione sino a quando saranno ben freddi!

Dado vegetale fatto in casa


– 500 g di sale marino fine, possibilmente integrale;
– 500 g di cipolle;
– 500 g di carote;
– 100 g di prezzemolo;
– 100 g di basilico;
– 100 g di sedano;
– 100 g di rosmarino;
– 100 g di salvia.
L’unico conservante di questo dado è il sale, che garantisce la durata del
prodotto lungo tutto l’inverno. Potrete prepararlo con le verdure che più vi
piacciono o che avete a disposizione: la lista degli ingredienti è puramente
indicativa.
Se la quantità di verdure è minore (o maggiore) sarà necessario modificare
anche la quantità di sale.
Lavate e lasciate asciugare le verdure. Tritate tutto finemente in un
frullatore, mettete in una ciotola, aggiungete il sale fine e mescolate molto
bene. Riempite i barattoli ben lavati, completate con un filo di olio
extravergine, quindi chiudete il tappo.

Succhi di frutta fatti in casa


– 2,5 kg di frutta a scelta;
– 500 g di zucchero di canna.
Questa preparazione è molto semplice e consentirà di avere sempre
dell’ottimo succo, di conservare la frutta quando la produzione è abbondante
e non si riesce a mangiarla tutta o quando al supermercato la si trova in
superofferta.
Procedete così: frullate la frutta e mescolatela allo zucchero.
Imbottigliatela (io riciclo le bottiglie della passata di pomodoro, ben lavate) e
fate bollire in una pentola capiente a bagnomaria per 15 minuti. Lasciate
raffreddare nella stessa acqua.

Fette biscottate con avanzi di pane


Ottima idea per recuperare il pane avanzato.
Procedete in questo modo: quando il pane è ancora abbastanza morbido
da poter essere tagliato, fatene delle fette dello spessore che più preferite e
lasciatele seccare su una teglia da forno, vicino a una fonte di calore se in
una stagione fredda o a temperatura ambiente se fa caldo.

Sale aromatizzato agli agrumi


Dopo avere lavato bene arance e limoni (meglio se biologici), sbucciateli e
fate seccare le scorze.
Una volta seccate, tritatele finemente nel mixer e aggiungetele al sale
fine. Mischiate e invasate.
È anche un’ottima idea regalo!
«Nutella» fai da te
– 100 g di cioccolato fondente;
– 50 g di nocciole;
– 60 ml di olio vegetale;
– 80 g di zucchero di canna;
– 100 g di latte di soia.
Tritate le nocciole con lo zucchero e il cioccolato nel frullatore, aggiungete
il latte di soia e l’olio e mescolate per bene. Lasciate cuocere a bagnomaria
finché la consistenza non sarà quella della classica crema di nocciole in
commercio. Mi raccomando, conservatela in frigo perché non contiene
conservanti!

Burro fatto in casa


– 500 g di panna fresca.
Con il robot da cucina, quello con le fruste, montate la panna per 10 o più
minuti. Continuate al massimo della potenza sino a che la parte liquida si
dividerà dalla parte solida. A questo punto, lavorate ancora per un poco per
poi passare il tutto in un colino. La parte solida è il burro da mettere in frigo,
la parte liquida potrà essere utilizzata per fare il pane o la focaccia.
Aggiungetela all’impasto, togliendo parte dell’acqua dalla ricetta base.
Il burro potrà essere guarnito con erbette essiccate, tipo salvia, rosmarino,
erba cipollina. Sbizzarritevi, avrete del burro aromatizzato. Inoltre potrete
congelarlo e all’occorrenza tagliare solo ciò che vi serve!

Barrette fresche al cioccolato fondente


– cioccolato fondente (magari avanzato dalle uova di Pasqua);
– 100 g di zucchero di canna;
– 100 ml di latte di soia;
– olio di semi;
– müesli o corn flakes.
Sciogliete il cioccolato a bagnomaria e aggiungete il müesli o i corn flakes
e gli altri ingredienti. Mescolate bene e stendete il tutto in una pirofila oliata.
Una volta raffreddato il composto, rompete a pezzi e degustate!

Tofu
– 500 g di fagioli di soia gialla;
– 4 l di acqua;
– 2 limoni.
Lasciate i fagioli di soia in ammollo per tutta la notte, quindi, la mattina,
scolateli. In una pentola capiente mettete l’acqua e i fagioli: quando il tutto
sarà caldo, frullate bene con il mixer a immersione (attenzione agli schizzi!) e
portate a ebollizione. Fate sobbollire per 10 minuti circa, scolate bene in
un’altra pentola con un colino e uno strofinaccio di lino (o di cotone), e
strizzate altrettanto bene. Risulterà così una parte liquida sul fondo, il latte di
soia, e una parte densa, l’okara, ovvero fibre e proteine (questo composto è
ottimo per concimare le piante del giardino e dell’orto).
Mettete la pentola con il latte di soia sul fuoco, fate bollire e poi sobbollire
per 10 minuti. Infine togliete dal fuoco, fate raffreddare per 5 minuti e
aggiungete lentamente il succo dei limoni filtrato, mescolando bene.
Aspettate qualche secondo, sino a che non si verificherà la separazione fra la
parte liquida e quella solida. A questo punto, rifiltrare ancora il tutto come
prima: ciò che rimarrà nello strofinaccio è il tofu. Si conserva in frigo per
qualche giorno.

Maionese senza uova


– 1 cucchiaio di senape;
– 2 cucchiai di succo di limone filtrato;
– sale qb;
– 250 ml di latte di soia;
– 250 ml di olio di girasole.
Frullate insieme l’olio e il latte, aggiungete quindi il sale, la senape e il
succo di limone filtrato. Frullate ancora per 5 minuti. Lasciate in frigorifero
qualche ora prima di utilizzarla!

Bucce di patate fritte


Avvertenza: la frittura è da utilizzare in modo molto moderato.
Sbucciate le patate lasciandone una piccola parte attaccata alla buccia.
Friggete il tutto nell’olio extravergine di oliva bollente, scolate con la
schiumarola e adagiate su un piatto con della carta assorbente.

«Parmigiano» insolito
– 100 g di mandorle pelate;
– 30 g di semi di sesamo;
– sale qb.
In una padella antiaderente tostate i semi di sesamo a fuoco basso.
Saranno pronti quando sprigioneranno un profumo che si spanderà in tutta la
stanza e quando cambieranno un poco di colore. Frullate poi sesamo tostato,
sale e mandorle pelate.
Scorze di arancia e limone… che farne?
Dopo avere accuratamente lavato gli agrumi (possibilmente biologici),
sbucciateli e fateli seccare in un luogo caldo e asciutto, magari vicino al
termosifone o alla stufa.
Quando le scorze saranno ben secche, passatele al frullatore fino a
ottenere una polvere che potrà essere utilizzata per preparare il sale
aromatizzato o per aromatizzare marmellate, torte, biscotti, pane per tutto
l’anno, anche d’estate!

Pere sciroppate
– 2 kg di pere sbucciate e senza torsolo;
– 6 limoni;
– 2 l di acqua;
– 300 g di zucchero di canna biologico.
Mentre taglierete le pere, per non farle annerire, ponetele in una soluzione
di acqua con il succo di due limoni. Terminata questa operazione, scolate le
pere e mettetele in una pentola con il succo dei limoni rimasti, lo zucchero e
l’acqua. Portate a ebollizione e lasciate cuocere per 5-10 minuti. Scolate le
pere con la schiumarola e riponetele nei vasetti precedentemente sterilizzati
(messi per un ora in forno a 100°). Nel frattempo, lasciate il succo sul fornello
e fatelo sobbollire sino a che il volume si sarà dimezzato. Mettete il succo nei
vasi con le pere, chiudete bene e capovolgete i barattoli. Fate quindi
raffreddare.

Scorze di arancia candite


Lavate, asciugate, sbucciate le arance in modo più o meno regolare ed
eliminate il più possibile la parte bianca della scorza. Mettete le scorze in un
contenitore e copritele con acqua fredda, lasciandole riposare per 48 ore,
cambiando l’acqua 5-6 volte.
Trascorsi i due giorni, scolate e asciugate bene le scorze, fatele bollire in
acqua abbondante e lasciate cuocere per 20 minuti. Sgocciolate e lasciate
asciugare per bene.
A questo punto, pesate le scorze asciutte: stesso peso delle scorze, stesso
peso dello zucchero, meglio se di canna, biologico.
Infine, in un tegame di acciaio con doppio fondo, fate sciogliere lo zucchero
sino quasi a caramellarlo e aggiungete le scorze, mescolando sempre per fare
assorbire. Preparate una teglia da forno precedentemente unta e versate le
scorze candite, lasciando raffreddare.
Le scorze candite sono un’altra ottima idea regalo!
Caramelle semplici… e buone!
– 200 g di zucchero;
– 5 cucchiai di acqua;
– essenza di limone.
Mettete tutti gli ingredienti in un pentolino antiaderente, fate sciogliere
mescolando bene e lasciate cuocere per 5 minuti circa. Preparate una teglia
con carta da forno (o ben oliata) e con un cucchiaio fate cadere il composto,
formando delle piccole caramelline. Fate raffreddare!

Caramelle mou
– 250 g di zucchero;
– 250 ml di panna;
– 30 gr di burro;
– 60 gr di miele.
Fate sciogliere il tutto in una padella antiaderente, mescolando bene. Il
composto sarà pronto quando, mettendone un poco su una pirofila – dove
sarà stata versata acqua freddissima –, diventerà una pallina. A questo
punto, procedete mettendo in stampi o su una pirofila oliata (o con carta
forno), facendo raffreddare e tagliando a pezzetti.

Cracker
– 300 g di farina;
– 40 ml di olio extravergine di oliva;
– sale qb;
– 50 ml di acqua;
– spezie a piacere, a seconda dell’aroma che si vorrà dare.
Impastate tutti gli ingredienti insieme, sino a ottenere un composto
morbido (se necessita, aggiungete un poco di acqua), quindi stendetelo in
una sfoglia sottile. Tagliatela a pezzi non troppo grandi, stendeteli su una
teglia da forno oliata, date una spruzzata di sale e spezie quindi infornate!
5

Il baratto

Questo è un vero e proprio mondo tutto da scoprire e sperimentare. Un


tempo, prima del denaro, era l’unico modo di fare economia!
Alzate gli occhi dal libro e guardatevi in giro! Aprite gli armadi: quante
cose inutilizzate vedete? Quante cose occupano spazio senza essere
adoperate? Quelle cose, se in buono stato, possono essere scambiate con
altri oggetti che potrebbero invece esservi molto utili. Anche questo è un
dare/avere, solamente che il denaro non c’entra nulla.
In molte città stanno crescendo svariati mercati di scambio e baratto; io,
però, ho scovato sul web un sito davvero molto utile: www.zerorelativo.it, in
cui l’unica moneta di scambio sono gli oggetti che si possiedono.
Dietro il semplice fatto di barattare c’è un mondo fatto di impegno
ambientale, condivisione tra le persone, senso civico nel non gettare via
oggetti che inquinerebbero. Un mondo in cui si vuole dare un’altra vita,
un’altra casa a pezzi ormai inutili per noi ma, magari, utilissimi per altri che
avrebbero dovuto spendere del denaro per poterli avere. Un mondo che fa
riflettere su come, senza esserne consapevoli, possiamo avere la vita
sommersa di cose inutili, che occupano i nostri spazi. Un mondo, infine, che fa
scoprirequanto poco ragioniamo quando acquistiamo un bene: se sia
realmente necessario o se sia comprato solo d’istinto, per consolarci, perché
era in offerta e in quel momento credevamo fosse un ottimo affare.
Come funziona il baratto nel sito www.zerorelativo.it?
Molto semplice: la primissima operazione è iscriversi, gratuitamente. Da
quel momento avrete una pagina vostra, in cui potrete inserire le foto dei
vostri oggetti a cui assocerete un titolo e una descrizione dettagliata (anche,
e soprattutto, dei difetti dell’oggetto stesso). Da qui inizia tutto!
Attenzione, però… pensate a cosa e a come voi vorreste ricevere un
oggetto: ben descritto, in ottime condizioni e sicuramente senza sorprese
poco gradite!
Nella pagina personale, inoltre, c’è uno spazio dedicato ai vostri desideri:
qui potrete scrivere ciò che vi serve e che vi piacerebbe ricevere in cambio.
Ovviamente desideri fattibili!
Per esempio: io, in primis, ho indicato generi alimentari, materiale
scolastico, abiti per bambini.
La persona che sarà interessata al vostro oggetto, vi chiederà sicuramente
di vedere la sua «vetrina»: un po’ come andare in un negozio sempre nuovo!
Non è magia, è la pura verità!
Troverete di tutto: dall’abbigliamento ai cosmetici, dalle suppellettili a vere
e proprie case per le vacanze, le marmellate e le conserve fatte in casa,
giochi moderni e bambole vintage, scarpe acquistate per errore, arredamento
per interni e per il giardino, piante da appartamento (magari divenute troppo
grandi per restare in quella casa!), computer, telefonini, libri di tutti i tipi. È
persino possibile trovare prestazioni lavorative di artigiani (muratori, idraulici
ecc.) o consulenze tecniche. Insomma, di tutto e di più!
Si incontrano domanda e offerta, e ognuno dà un valore diverso allo stesso
oggetto. Per me, ad esempio, ciò che è realizzato a mano vale di più di un
prezioso monile!
L’unica pecca, in tutto questo, sono le spese di spedizione, che spesso
vanificano gli scambi stessi. Il costo della singola spedizione, infatti, non vale
neppure l’oggetto stesso; quindi, che fare? Una soluzione c’è e consiste nel
fare scambi cumulativi!
Se si trovassero più oggetti che interessano da un unico barter (così si
chiama chi scambia nel sito), o viceversa, li si potrà imballare tutti nello
stesso pacco, ottimizzando le spese di spedizione. Oppure si lascia in sospeso
lo scambio, con la speranza che entrambe le parti trovino altri oggetti da
aggiungere.
Per la spedizione ci si accorda in questo modo: al ricevimento degli
oggetti, si indica sul sito un feedback, che non è altro che un giudizio sullo
scambio.
Questo metodo di nuova-vecchia economia è un modo per evitare di
continuare ad acquistare. Si riciclano cose già acquistate, si dà nuova vita a
oggetti chiusi in un armadio o in un angolo della cantina, si assaggiano
squisitezze regionali fatte in casa, si possono avere pezzi unici realizzati a
mano od oggetti vintage da collezionisti.
In fondo basta guardarsi un po’ in giro per notare che molte delle cose che
un tempo ci erano utilissime ora non lo sono più: le esigenze e i tempi
cambiano, i bimbi crescono, e spesso non riescono nemmeno a sfruttare tutti
i loro abiti, soprattutto quando sono neonati. Magari avete un orto e
un’abbondante produzione stagionale, o siete bravi elettricisti, idraulici,
imbianchini o bravissime sarte: con il baratto potrete sfruttare le vostre
abilità, in cambio di beni o di altre prestazioni.
In questo modo, oltre allo scambio materiale, potrete conoscere tantissime
persone di tutta Italia, di ogni estrazione sociale, con cui magari, come è
accaduto a me, creare ottimi rapporti di amicizia! Alla fine, lo scambio
diventa una condivisione e non si bada più a ciò che si mette nello scatolone
da inviare: si conoscono le esigenze del barter e si chiede direttamente…
Insomma, un mondo alternativo e parallelo a quello del commercio!
Questo metodo vi farà davvero risparmiare molto, con un’unica spesa
minima, quella della spedizione.
6

L’orto urbano

Fare un orto non è poi cosi difficile: se avete la fortuna di abitare in un


appartamento con un balcone, questa operazione non è poi cosi impossibile!
Inoltre, per ammortizzare ulteriormente le spese di realizzazione, si possono
utilizzare materiali di recupero, che altrimenti andrebbero buttati in discarica.
Volete mettere la soddisfazione di mangiare in piena estate un pomodoro
che avete coltivato voi? Avete visto il seme germogliare, la piantina crescere,
il fiore nel suo splendore trasformarsi pian piano in un meraviglioso frutto
verde, poi rosso… e infine arriverà sulla vostra tavola, magari con qualche
foglia di basilico profumatissimo, sempre del vostro orto.
Sentite già il profumo? Forza allora, nulla è impossibile!

I contenitori per la semina

Partiamo dai contenitori in cui potete mettere il seme (molto più


economico) o la piantina: una cosa fondamentale è che tutti i contenitori
devono essere bucherellati sul fondo, in modo che le radici e la pianta non
marciscano. Non sarà necessario fare molti forellini: ne saranno sufficienti
due o tre!
Non occorre necessariamente acquistare i vasetti. Si possono utilizzare, ad
esempio, le confezioni di tetrapak del latte: si taglia la parte alta e il vasetto
è pronto; oppure si può tagliare la parte alta delle bottiglie di plastica
dell’acqua o, ancora, si possono riutilizzare le lattine di dimensioni maggiori.
Questi sono metodi per avere vasi a costo zero.
Sicuramente nei vasi non avrete la stessa produzione della dimora in piena
terra però, siccome non tutti hanno la fortuna di avere un fazzoletto di
terreno da coltivare, ci si può adeguare e sfruttare lo spazio che si ha a
propria disposizione.
Un altro metodo, molto particolare, è quello di utilizzare dei secchi di
plastica con manico, come quelli degli imbianchini. Per ottimizzare lo spazio si
possono appendere, riempiti di terriccio, con dei piccoli fori sul fondo. Si infila
quindi la piantina, la si tiene ferma con della paglia, con strisce di carta di
giornale o con del terriccio, in modo da non farla cadere intanto che si
rafforzano le radici: è un po’ faticoso innaffiarle ma si ottimizza notevolmente
lo spazio. Magari riservate questo metodo alle piante aromatiche, che non
hanno frutti pesanti (i quali, con il loro peso, potrebbero compromettere la
pianta stessa).

Con quali piante iniziare e come innaffiare


Se avrete deciso di utilizzare il metodo dei vasetti, o pseudo tali,
recuperate del terriccio. All’inizio della vostra esperienza ortofrutticola sarà
bene utilizzarlo: il terriccio, infatti, ha una consistenza molto morbida, quindi i
semi che vi metterete a dimora avranno meno difficoltà a crescere.
Spenderete un pochino di più all’inizio, ma eviterete delusioni poi.
Il mio consiglio, per chi è alle prime armi, è quello di acquistare delle
bustine di sementi in un vivaio (o anche al supermercato): dietro a ogni
bustina è indicato quando e come seminare. Credetemi, anche io, dopo due
anni di esperienza (pochissimi, a dire il vero!), mi affido molto a questo
metodo. Un altro modo per iniziare, ancora più semplice ma meno
economico, è acquistare le piantine e semplicemente trapiantarle nei vostri
vasi.
Comunque vogliate fare, sarebbe bene iniziare con le piante aromatiche
più utilizzate: salvia, rosmarino, basilico, erba cipollina, timo per poi passare
a vari tipi di insalata, pomodori, cetrioli, peperoni e melanzane. Zucchine e
zucche, per chi ha a disposizione poco spazio, le sconsiglierei: si allargano
molto e occupano quindi, solo loro, diversa metratura. Invece, le altre
piantagioni citate si sviluppano in altezza per cui, man mano che cresceranno,
abbiate l’accortezza di mettere un bastone di legno e legarle a questo con
dello spago, altrimenti con il peso del frutto le piante si spezzeranno.
Il periodo migliore per iniziare è marzo, quando la stagione fredda ci sta
abbandonando.
Riempite i vostri vasi con del terriccio universale, o apposito per orto, fino
a qualche centimetro sotto il bordo e mettete i vostri semini. Se il vaso è
piccolo, mettetene solo uno, in modo che la piantina abbia spazio per
crescere. Ricoprite quindi con uno strato di pochi centimetri di altro terriccio.
Innaffiate moderatamente e mettete in un luogo del balcone al riparo dal
vento. Se fa ancora freddo, coprite il vaso con un telo trasparente per
riparare dalle intemperie e dal freddo nelle ore notturne, mentre lasciate
scoperto di giorno.
L’innaffiatura non dovrebbe essere necessaria in questa stagione: in ogni
caso, tutti i giorni, provate ad affondare le dita nel terreno per sentire se è
umido. In questo modo potrete regolarvi sulla quantità di acqua necessaria
alla piantina. Un’accortezza importante per l’innaffiatura è quella di non
utilizzare direttamente l’acqua di rubinetto (possibilmente!) ma, se avete lo
spazio, acqua di rubinetto lasciata decantare per almeno una notte in un
contenitore di recupero. Solo dopo questa operazione, innaffiate. Lasciate
sempre il fondo dell’acqua nel contenitore e buttatelo via!

Il compost e i fertilizzanti naturali


La compostiera
Il compostaggio è davvero importante per produrre terriccio organico dal
riciclo dell’umido, ottimo per concimare le verdure del vostro orto.
Un metodo del tutto casalingo, a bassissimo costo, è quello di utilizzare un
secchio con un coperchio (come quelli della spazzatura) o secchi che
contenevano pittura, ovviamente molto ben lavati. Si praticano dei fori su
ogni lato, anche sul fondo, in modo che vi sia un costante ricambio di aria.
Appoggiate quindi sul fondo un portavasi, in modo che se qualcosa dovesse
colare, lo si potrà raccogliere.
Si procede lasciando il contenitore con i rifiuti organici fuori sul
balcone/terrazzo, facendo attenzione che la temperatura non si abbassi al di
sotto dei 15°. In questo modo, i microrganismi continueranno il loro lavoro e
nel giro di quattro settimane circa, si avrà dell’ottimo terriccio.
In caso di temperature più basse, semplicemente sarà necessario
attendere più tempo, perché con il freddo la fermentazione rallenta o si
ferma.
All’interno del contenitore potete mettere ogni scarto della vostra cucina:
gusci d’uovo, bucce e avanzi di verdura e frutta, cenere, foglie, erbacce,
capelli, il tutto possibilmente ridotto in piccoli pezzi per accelerarne la
decomposizione.
Fanno eccezione gli avanzi di carne, pesce e salumi, i quali sarebbero da
evitare.
Per un’ottima organizzazione, è bene tenere due secchi, in modo da
permettere la conclusione del processo di fermentazione in uno e nell’altro
mettere gli scarti freschi.

Cenere di legna
Un altro fertilizzante naturale di riciclo è la cenere di legna dei camini e
delle stufe, prodotta da legna bruciata. Questo prodotto è ricco di potassio,
magnesio, calcio e fosforo, ma non contiene azoto. Spesso la spargo nell’orto
prima della vangatura o arricchisco il compost aggiungendola di tanto in
tanto.

Soia fermentata
Si ottiene mettendo i fagioli di soia in acqua distillata, in proporzioni di una
parte di soia e due di acqua, lasciando macerare circa 10 giorni, meglio se
coperti da un panno e all’aperto. Lentamente i fagioli di soia si
amalgameranno all’acqua, riducendosi in poltiglia: ne risulterà un liquido dal
forte odore acetoso. Questo fertilizzante naturale si utilizzerà spruzzandolo
sul terreno, e diluendolo in 5 l di acqua e 50 g circa di fertilizzante
tradizionale.
Fasi lunari
Nell’esperienza contadina si sono utilizzati diversi tipi di calendario.
Personalmente ho sempre seguito quello delle fasi lunari, non perché ritenga
che gli altri siano meno efficaci, ma per la sua semplicità. È sufficiente
munirsi di un calendario che indichi le fasi lunari:
– Luna crescente: quindi che cresce. Fa concentrare la crescita nelle foglie,
attira a sé le foglie a discapito però della loro tenerezza. La si sfrutta solo
in caso di insalata da taglio, quella che appena cresce la si taglia senza
lasciarle fare la cosiddetta «palla».
– Luna calante: fa concentrare i suoi influssi verso il basso.
Nel caso, quindi, si decida di realizzare un orto a terra, si dovrà
innanzitutto considerare il principio della rotazione, ovvero: mai seminare per
molti anni di seguito, nello stesso pezzo di terra, lo stesso di tipo di ortaggio
od ortaggi della stessa famiglia. Il terreno si impoverirebbe moltissimo.
Esistono realtà in cui il comune mette a disposizione dei cittadini orti
condivisi, in cui ognuno ha a propria disposizione un fazzoletto di terra dove
poter organizzarsi privatamente per realizzarne uno proprio.
Potete chiedere al vostro comune se esiste questa opportunità o potete
essere voi stessi a lanciare l’idea… voi vi divertirete e loro risparmieranno le
spese di manutenzione del terreno che andrete a coltivare.

Consigli generali per la semina e la raccolta in un orto urbano


– Quando possibile, tenere i vasi sollevati da terra con pezzi di mattone o
di legno.
– Prima di mettere la terra nel vaso, ricoprire il fondo con cocci rotti,
sassolini o argilla espansa.
– In piena estate, innaffiare sempre le piante durante la mattina: la terra
avrà avuto tutta la notte per raffreddarsi. La temperatura dell’acqua,
altrimenti, sarebbe troppo fredda per una terra molto calda, causando
sofferenza alle piante.
– Evitare di innaffiare le piante vicino alla radice e sulle foglie, ne
soffrirebbero.

Qui di seguito riporto il calendario delle semine e delle raccolte.

Alloro
Semina: marzo, aprile.
Raccolta: da giugno a novembre.

Basilico
Semina: marzo, aprile.
Raccolta: agosto, settembre.
Quando raccogliete le foglioline, abbiate l’accortezza di farlo in modo
sparso, per non fare soffrire la pianta e dare la possibilità alle stesse di
ricrescere per altri raccolti.

Carota
Semina: febbraio, marzo.
Raccolta: luglio, agosto, settembre.

Cetrioli
Semina: marzo, aprile.
Raccolta: da maggio a settembre.

Cipolla
Semina: marzo, aprile.
Raccolta: settembre, ottobre, novembre.

Erba cipollina
Semina: marzo, aprile.
Raccolta: luglio, agosto.

Finocchio
Semina: luglio, agosto, settembre.
Raccolta: settembre, ottobre, novembre.

Indivia
Semina: da gennaio a ottobre.
Raccolta: da gennaio a marzo, da settembre a novembre.

Lattuga
Semina: da febbraio ad agosto
Raccolta: da marzo a settembre.

Melanzana
Semina: febbraio, marzo, aprile.
Raccolta: da giugno a settembre.

Menta
Semina: marzo.
Raccolta: luglio, agosto, settembre.

Origano
Semina: marzo, aprile.
Raccolta: luglio, agosto, settembre.

Peperoncino
Semina: marzo, aprile.
Raccolta: agosto, settembre.

Peperone
Semina: marzo, aprile.
Raccolta: da giugno a settembre.

Prezzemolo
Semina: da marzo a giugno.
Raccolta: da maggio a novembre.

Radicchio
Semina: luglio, agosto.
Raccolto: ottobre, novembre.

Salvia
Semina: da febbraio ad agosto.
Raccolta: da febbraio a settembre.

Sedano
Semina: da marzo a luglio.
Raccolta: da giugno a novembre.

Spinacio
Semina: da marzo a novembre.
Raccolto: da maggio a dicembre.

Zucca
Semina: marzo, aprile, maggio.
Raccolta: settembre, ottobre, novembre.

Zucchina
Semina: da aprile ad agosto.
Raccolto: da giugno a ottobre.

Macerati di erbe antiparassitari e fertilizzanti


Si presenta qui una ricetta di base. La pianta da utilizzare, infatti, si
deciderà nel momento in cui si avrà necessità di combattere un insetto o un
parassita particolare. Ad esempio, il macerato di ortica è utile nebulizzato
sulle piante contro gli afidi, mentre irrorato nel terreno è un ottimo
fertilizzante naturale perché contiene molto ferro, azoto e acido formico.
Attenzione, però: alcuni macerati hanno un odore assai forte, è quindi
consigliabile prepararli lontano da casa.
Procedere come segue: raccogliere 1 kg di foglie fresche delle erbe
necessarie e immergerle in un secchio con 10 litri di acqua, quindi coprire con
un coperchio. Mescolare di tanto in tanto e dopo 7 giorni (anche meno, se la
temperatura è alta) le erbe saranno macerate e leggermente fermentate. A
questo punto le foglie risulteranno quasi del tutto sciolte, solo le venature si
intravedranno, e il macerato sarà pronto.
Filtrare e diluire con altra acqua fino a 40 volte, ovvero 1 litro di macerato
per 40 litri di acqua.
Per utilizzarlo, mescolare per una decina di minuti e irrorare ai piedi della
pianta o direttamente il terreno o sulle foglie, a seconda dell’utilizzo che se
ne vuole fare.
Il macerato di erbe è da utilizzare preferibilmente la sera – come per tutte
le irrigazioni – in giorni non piovosi – perché le piante e il terreno verrebbero
lavati – e non ventosi – perché quando si irrora, il vento lo devierebbe. Si
utilizza in media per 10 giorni, di più se la stagione è piovosa.
Ovviamente le dosi sono indicative e vanno stabilite in base alla quantità
di piante che si vogliono trattare.
Un’altra preparazione, utile contro gli insetti, è il macerato di germogli di
pomodoro: pestare grossolanamente due manciate di germogli di foglie di
pomodoro e mettere a macerare in 2 litri di acqua per 2 ore. Filtrare e
spremere bene le foglioline, quindi spruzzare.

Consociazioni: cosa sono e come si utilizzano


In natura non si trovano mai grandi terreni con un’unica specie di fiore o
pianta ma insiemi di piante, in armonia tra loro, che funzionano da
nutrimento e da difesa reciproca: a dimostrazione che l’individualità porta
sempre alla perdita della specie e la condivisione e l’aiuto reciproco, fatti con
intelligenza, portano sempre a grandi cose. La natura è una grande maestra
e dovremmo ascoltarla di più.
Questa biodiversità è molto importante affinché un insetto non diventi
dannoso o una pianta non diventi troppo invadente. Se un terreno fosse
coltivato con una sola specie di pianta e comparisse un parassita, questo ne
farebbe razzia mentre se il terreno fosse coltivato con più specie di piante, il
parassita verrebbe distratto dai molti odori delle piante vicine.
Purtroppo, negli ultimi decenni, ha prevalso la monocultura e, con essa,
l’utilizzo esponenziale di pesticidi e concimi chimici per impedire appunto la
moria di tutto il raccolto, ma impoverendo terreni un tempo ricchi e
inquinando l’aria, l’acqua delle falde, danneggiando la pianta stessa e, a sua
volta, chi si nutre di questa. Si tratta di un circolo vizioso che ci ha portato ad
ammalarci sempre di più.
Alcune consociazioni si posso utilizzare anche per chi fa un orto sul
balcone, mettendo vicino i vasi o, ancora meglio, piantando nello stesso vaso
questi tipi di vegetali, ove fattibile.
Ecco un elenco delle consociazioni possibili:
Anguria: con cipolle, lattuga, carote, ravanelli, spinaci, pomodori, piselli.
Asparago: cipolla, carota, basilico, pisello, ravanello, lattuga.
Carciofo: lattuga, piselli, indivia, ravanelli, porri, cipolla, fagiolini.
Carota: lattuga, pisello, ravanello, spinacio.
Cavolfiore: lattuga, spinaci, salvia, rosmarino, pomodoro, sedano.
Cece: olivo, vite, mais, cipolla, patata.
Cetriolo: lattuga, cavoli, piselli, fagioli.
Cicoria e radicchio: carote, fava, finocchio, lattuga, pisello, pomodoro.
Fagiolo: bietola, cavolo, lattuga, pomodoro, ravanello, rapa.
Finocchio: lattuga, pisello, porro, cicoria, cetriolo.
Melanzane: cavoli, finocchi, piselli.
Patata: cavoli, fagioli, fave, finocchio, piselli.
Pomodoro: cavolo, cicoria, lattuga, prezzemolo, sedano.
Prezzemolo: cipolla, lattuga, ravanello, spinacio.
Zucchina: cipolla, fagioli rampicanti, lattuga.
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Di tutto un po’

Profumo per ambienti


– 110 ml di alcool a 95°;
– 20-30 gocce di olio essenziale a proprio gusto (è anche possibile
miscelare più oli).
Aggiungere all’alcool l’olio/gli oli essenziali e tenere per 10-15 giorni in un
luogo buio.
Trascorso questo tempo, potrete vaporizzare il profumo con uno spruzzino
di recupero o lasciarlo in un vaso in un angolo della casa, con all’interno dei
bastoncini di legno che assorbiranno la fragranza.
Questo profumo, se utilizzato nello spruzzatore, sarà ottimo anche per la
vostra automobile.

Antitarme
Tradizionale rimedio della nonna, questo eccellente antitarme renderà la
biancheria molto profumata: è sufficiente prendere un’arancia bella soda e
infilare nella scorza dei chiodi di garofano. Fate seccare e riponete
nell’armadio!
Un altro profumatore per cassetti e armadi è il classico sacchettino di
cotone od organza, magari recuperato da qualche bomboniera o fatto con
stoffe di recupero, con all’interno fiori di lavanda e/o scorze di limone e/o
arance essiccate!

Profuma scarpe
Questo metodo economico e semplice si manterrà per circa 2-3 mesi.
In un sacchettino di recupero mettete del sale grosso mescolato a oli
essenziali a vostra scelta e riponetelo nelle scarpe. Vi consiglio di controllarlo
ogni tanto: quando inizierà a inumidirsi, cambiatelo.
Antiparassitario per animali domestici
In 5 litri di acqua mettete un cucchiaio di timo, un cucchiaio di ortica, e
portate a ebollizione. Coprite e lasciate raffreddare, filtrate e con questo
decotto messo in una bacinella immergete il vostro animale (se è di taglia
grande aggiungete dell’acqua).
Dopo il lavaggio preparate una miscela di oli essenziali composta da: olio
di rosmarino, olio di eucalipto, olio di citronella e mettetene alcune gocce sul
pelo dell’animale (senza esagerare!).

Sapone da avanzi di sapone


Troppo piccoli per essere utilizzati ma ancora efficienti per essere buttati.
Un’idea tutta «riciclosa» è quello di accantonare gli avanzi di sapone sino a
che ne avrete a sufficienza (100 g circa). Metteteli quindi in una pentola, con
l’aggiunta di qualche cucchiaio di latte, e fate sciogliere a bagnomaria. Fate
cuocere per circa un’ora, mescolando spesso e infine versate in uno stampino,
meglio se di silicone perché quando lo dovrete togliere non avrete difficoltà.
Lasciate asciugare per qualche giorno. Questa è la preparazione base:
potrete poi sbizzarrirvi e aggiungerci fiori di lavanda, camomilla ecc.
Un’altra ottima idea per recuperare gli avanzi di sapone consiste nel
metterli in un sacchettino ben chiuso e utilizzare questo come spugna
lavante!

Come riutilizzare la carta dei volantini pubblicitari e della posta


indesiderata
– Utilizzatela appallottolata come riempimento dei pacchi da spedire.
Eviterete di acquistare materiale per l’imballaggio, che costerebbe denaro
e inquinerebbe di più (inoltre spesso è di plastica).
– Tagliuzzata, può essere utilizzata come lettiera per i vostri animali
domestici.
– Se avete l’orto potrete utilizzarla nel compost. Marcendo crea l’humus.
Attenzione alla carta colorata o patinata, in quel caso c’è troppo inchiostro
chimico ed è meglio non utilizzarla.
– Macerata in acqua, strizzata per bene e fatta asciugare al sole, potrà
essere utile per scaldarsi d’inverno se avete una stufa a legna.
– Come originale carta da regalo.

Spugnetta lavapiatti
La rete delle arance, quella più resistente, tagliata, avvolta su stessa e
cucita in cima, potrà essere utilizzata come spugnetta lavapiatti.
Tappi di sughero
Unendo i tappi di sughero delle bottiglie, potete realizzare sottopentole,
sottopiatti e interi tappeti!
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Giochi semplici per bambini

Giocattoli riciclati, non pericolosi, oggetti alla portata di tutti di cui non
riusciamo a scorgere i molteplici utilizzi possibili.
I bambini hanno molta fantasia, quella che noi adulti abbiamo perso con il
tempo; i bambini hanno quella ingenuità e quel sorridere alle cose semplici
che a noi adulti, a volte, manca. Spesso basta pochissimo, a volte nulla, per
fare sorridere un bambino e farci capire che in fondo la felicità è gratis, basta
vederla!

Bottiglie musicali
Prendete delle bottiglie da mezzo litro riciclate, magari di diversa forma e
colore (il mondo del commercio lavora ogni giorno proprio su forme e colori,
per invogliarci ad acquistare!). Inserite all’interno pasta secca, riso, fagioli,
ceci, lenticchie ed ecco pronto un originale strumento musicale!

Bolle di sapone
In un contenitore riponete 1 parte di sapone per i piatti, 12 parti di acqua e
1/2 parte di olio di semi. Agitate molto bene, chiudete il coperchio e lasciate
riposare tutta la notte. Mescolate bene e il gioco è fatto!

Stampini con patate


Tagliate a metà una patata di media grandezza e incidete in rilievo, con la
punta di un coltello, la figura, le lettere o i numeri che desiderate. Intingete
le patate nella tempera e timbrate!

Pastelli a cera multicolore


Quando avete parecchi mozziconi di pastelli a cera, metteteli in uno
stampino e riponetelo in forno a 80° per 10 minuti. Lasciate raffreddare e
togliete dallo stampino: risulterà un pastello a cera dai mille colori!
Pasta da modellare naturale
– 1 tazza di farina;
– mezza tazza di sale marino macinato;
– 1 tazza di acqua;
– 1 cucchiaio di olio;
– 1 cucchiaio di bicarbonato di sodio;
– 1 cucchiaio di coloranti alimentari.
Mescolate tutti gli ingredienti in una terrina, fate scaldare una padella
antiaderente e riponetevi tutto il composto. Continuate a girare sino a che
l’acqua non si è consumata e la pastella non ha la consistenza della classica
pasta da modellare, quindi lasciate raffreddare. A questo punto la pasta è
pronta per essere utilizzata. Se chiusa ermeticamente, si conserverà per
giorni.
Questa è la ricetta base per la pasta bianca, senza l’aggiunta di coloranti
alimentari.
Per ottenere una colorazione giallo/arancio, durante la preparazione si può
aggiungere il curcuma (un’ottima spezia), mentre per una colorazione bruna,
si può utilizzare il cacao. Questo composto vi permetterà di essere più
tranquilli quando i vostri bambini giocheranno: infatti tutti gli ingredienti sono
commestibili. Certo è molto salato ma non tossico come le paste modellanti
in commercio e, al massimo, dopo averlo assaggiato, lo sputeranno!

Bigiotteria, e non solo, per piccole principesse


In commercio ci sono diversi formati di pasta adatti a essere infilati su uno
spago, su un filo di lana o di cotone elastico, per farne braccialetti e collane.
Altre tecniche per realizzare delle «perline» con materiale di riciclo sono:
– le cannucce colorate, tagliate in piccoli cilindri;
– i palloncini scoppiati, tagliati in piccoli pezzi rettangolari, avvolti su se
stessi e forati nel mezzo;
– la carta riciclata.
A proposito di carta, suggerisco questa «ricetta»:
– colla vinilica;
– spago;
– perline (non indispensabili);
– stuzzicadenti grandi, del tipo da spiedino;
– fogli di giornale o cartoncini;
– pennellino.
Tagliate delle strisce con del cartoncino o dei fogli di giornale: meglio
utilizzare del cartoncino non troppo rigido se lavorate con bambini molto
piccoli, in modo che riescano ad avvolgerlo. Nella foto viene mostrato il
risultato dell’avvolgimento della striscia: in base a come taglierete il
cartoncino, avrete un componente sempre diverso. Basta davvero poco!
Quando il cartoncino è stato tagliato, avvolgetelo intorno allo stuzzicadenti
e sporcatelo con un pennellino (o con il dito) di colla vinilica. Unite e tenete
pressato per qualche secondo in modo che i due lembi rimangano ben
incollati.

Realizzate tante forme, anche di colore diverso, e poi infilatele nello spago
con l’aggiunta, se le avete a disposizione, di qualche perlina (ma non è
necessario). Il risultato farà felici tantissime bambine e, soprattutto, vi
regalerà un pomeriggio allegro e divertente, all’insegna del riciclo creativo.

Marionette da dito
Con dei vecchi guanti potete creare curiosi personaggi: sulla punta delle
dita disegnate delle faccine simpatiche o tagliate dei cerchi con altra stoffa,
disegnateli a mo’ di faccia e applicateli con della colla (o cuciteli).
Dalle bottiglie di plastica alle… tende, collane, orecchini, portachiavi ecc.
Materiale occorrente:
– forbici;
– bottiglie di plastica colorata;
– pinza;
– fornello del gas.
Ritagliate, con una semplice forbice, la plastica della bottiglia in pezzi di
varie forme. Ogni pezzo deve essere passato velocemente sopra la fiammella
del fornello del gas, tenendolo fermo con una pinza in modo da non scottarsi.
Basteranno pochissimi secondi: noterete che quando la fiamma sfiora la
plastica, questa si arriccerà mentre se vi soffermerete un po’ di più, il pezzo si
avvolgerà parecchio. Se sarete veloci, non sentirete odori e la plastica non
brucerà (per precauzione è bene lasciare la finestra aperta!).
La base della bottiglia potrà essere utilizzata come svuotatasche mentre
gli altri pezzi, bucati con un ago grande e infilati su un cordino, uno spago o
su del semplice filo, potranno essere usati per confezionare collane, orecchini,
portachiavi e persino delle tende.

Per le feste, o per rendere più colorata e simpatica la casa, ritagliate a


spirale delle bottiglie di plastica colorata, pinzatele come per creare un
cerchio, e unitele tra loro.

Oggetti confezionati con la carta e il cartone riciclati


Con le scatole di cartone potete creare case delle bambole, interi villaggi,
macchinine, trenini e molto altro ancora.

Colla di riso
In una pentola mettete 300 ml di acqua e aggiungete poco alla volta 200 g
di farina di riso. Stemperate bene finché non ci saranno grumi e portate a
ebollizione per 10 minuti. Questa colla naturale è eccezionale per incollare la
carta!

Mollette da bucato
Con le mollette per il bucato, possono essere creati trenini, cerchi, piste
per le macchinine e altro ancora.
9

E se proprio dobbiamo fare la


spesa

Attenzione, attenzione!
Prendete carta e penna, aprite frigorifero, congelatore e dispensa e
segnatevi tutto quello che c’è dentro. Bene…ora con quelle cose cercate di
organizzare un buon menù!
Vi accorgerete che anche con poco potrete fare tanto: la fantasia è
l’ingrediente principale!

Se poi non ce la fate:


– Annottate ogni spesa e tenete tutti gli scontrini: in questo modo potrete
rendervi conto di quali sono i prodotti per cui spendete di più e dove,
quindi, potete migliorare.
– Fate una lista dettagliata di quello che vi serve e cercate di rispettarla il
più possibile.
– Valutate bene le offerte in corso.
– Anche se un prodotto è in superofferta, valutate se è deperibile a breve e
se riuscite a consumarlo prima di quella data.
– Non acquistate un determinato prodotto in grandi quantità se non avete
la certezza di consumarlo. Rischiereste di buttarlo e di vanificare lo sconto.
– Guardate sempre il prezzo al chilo o al litro e non quello della singola
confezione.
– Generalmente i prodotti già confezionati, come gli affettati, costano
molto di più rispetto agli stessi venduti sfusi al bancone.
– Provate anche i prodotti di marchi meno conosciuti: spesso il costo
effettivo del prodotto non è per la sua qualità ma per la pubblicità che c’è
dietro.
– Portatevi sempre la borsa della spesa da casa, magari fatta da voi con
stoffe o filati riciclati.
– Fate la spesa con la pancia piena: eviterete di acquistare snack (anche
poco salutari!) per placare la fame immediata.
– Spesso sembra una perdita di tempo ma richiedete la tessera soci: è
quasi sempre gratuita, vi permetterà di accedere a sconti particolari e
accumulerete punti per acquisti che comunque dovrete fare.
Spesso si possono fare spese gratuite o accedere a regali che a vostra
volta potrete regalare o scambiare con altri oggetti a voi più utili.
– Prendete solo prodotti di stagione: spesso sono in offerta.
– Abbastanza di frequente nei mercati rionali si trovano banchi con prezzi
davvero molto bassi: soffermatevi, perdeteci cinque minuti di tempo per
capire di quali prodotti si tratta e di che qualità. Molte volte sono prodotti
ritirati da stock di collezioni di anni precedenti, venduti a basso costo: a
volte da 20 euro si arriva a pagarli anche 1-2 euro. Sono prodotti nuovi,
ancora etichettati, svenduti solo perché modelli non all’ultima moda o di
colori non attualissimi. La qualità invece è ottima e, soprattutto, la stessa
che trovereste nel negozio di quel marchio, a 10-20 volte il prezzo che in
quel momento state pagando!
– Infine, quando mettete in ordine la dispensa, fatelo in base alle date di
scadenza dei prodotti, in modo che quello che scade prima sia sempre
davanti: non rischierete di utilizzare cibi scaduti o di dover buttare via
qualcosa che vi eravate dimenticati di avere!
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Uncinettando

L’uncinetto è il mio hobby preferito: è così versatile e divertente! Con un


semplice pezzo di ferro (o plastica) è possibile realizzare tante cose: borse,
applicazioni, tappeti, costumi, orecchini, braccialetti, anelli, coperte, maglie,
cappelli… insomma, davvero di tutto!
Illustro qui a fianco i punti base, anche se questo non è un libro dedicato
all’uncinetto. Nel presente capitolo ho preferito dare meno istruzioni e più
idee, per mostrare come con un solo schema, variando la misura del filato e
dell’uncinetto e variando il colore e lo spessore del filato, è possibile
realizzare davvero moltissime cose: basta solo un poco di fantasia!

Cintura romantica

Questa cintura, di facile realizzazione, è stata creata assemblando dei


moduli quadrati, seguendo lo schema proposto in basso a sinistra.
La cintura è stata realizzata semplicemente lavorando delle maglie basse,
lunghezza e altezza a scelta. Anche il numero dei moduli sarà a vostra
discrezione.
Con lo stesso schema, unendo ai moduli delle monachelle da pochi
centesimi, vi ritroverete degli orecchini abbinati davvero unici.

Borsa anonima personalizzata


Un’anonima borsa di stoffa della spesa potrà essere personalizzata e resa
unica applicandovi dei centrini di varie misure, colori e disposizioni.
Ovviamente questa è solo un’idea di come si possa rendere originale la
vostra spesa con avanzi di filati, quali cotone, lana o rafia. Qui di fianco, uno
degli schemi possibili per realizzare centrini tondi: utilizzando filati di diverse
misure otterrete un’applicazione più o meno grande.

Collana primavera
Questo ornamento, comodo perché leggero, può essere indossato in
qualunque occasione: è di grande effetto e di sicuro non passerete
inosservate! Dona un tocco di allegria, femminilità e raffinatezza anche a un
abito molto scuro.
Fiorellini da applicare a magliette, tappeti, per realizzare orecchini, collane,
elastici per capelli, ornamenti per l’albero di Natale o per decorare la casa
nel periodo natalizio!
Nei negozi specializzati in materiale per hobbistica (o per bigiotteria),
troverete in vendita a pochi centesimi delle monachelle da unire ai fiori per
farne degli orecchini.
Inoltre, fissando il fiore a un elastico, otterrete dei graziosi elastici per
capelli, perfetti come idea regalo o per le vostre bambine.
Presina, applicazione per una maglia e… chi ne ha più ne metta!
Ecco la spiegazione per creare questo bellissimo fiore, di grande effetto,
anche se un po’ più complesso da realizzare rispetto ai precedenti.
Presina semplice
Riporto qui di seguito le istruzioni per realizzare questa presina.
Personalmente, ho eseguito meno giri rispetto allo schema originale perché
volevo non risultasse troppo grande, avendo utilizzato un filato spesso. Se
però si continua a lavorare il disegno, potranno essere realizzate anche borse
e persino tappeti, della dimensione che più si desidera.
Tappeto prato fiorito
Realizzato semplicemente facendo una rete a filet, ovvero solo con maglie
alte, e applicando dei fiorellini realizzati con avanzi di cotone e di lana,
colorerà la vostra casa portando una sferzata di primavera anche in cupe
giornate invernali.
Chiudipacco
Questo chiudipacco, realizzato con due fiori uniti da una lunga catenella –
il punto base, il più semplice dell’uncinetto – potrà essere utilizzato anche
come collana (chiusa davanti da un semplice nodo), come fermacapelli e
molto, molto altro!

Bracciale e orecchini
Con uno dei fiori descritti nei precedenti schemi potrete realizzare il
bracciale e gli orecchini mostrati in foto. Utilizzate del filo di lino – facilmente
reperibile nelle mercerie e in tutti i negozi di hobbistica – e cambiando la
misura dell’uncinetto potrete ottenere degli orecchini un poco più piccoli.
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Per risparmiare anche sulle cose


difficili

Tocchiamo un tasto dolente, molto dolente!


Fino a questo punto, vi ho raccontato come utilizzare le vostre energie per
creare riciclando. Ora proverò a consigliarvi (o, meglio, a condividere con voi
la mia esperienza) su come risparmiare qualche euro su corrente elettrica,
gas, benzina, ricariche del telefonino. Tutte queste voci, purtroppo, incidono
non poco sul bilancio mensile famigliare.
Non è semplice nemmeno per me. Questo ambito è davvero poco gestibile
non essendo chiari i meccanismi che regolano i vari contratti e tariffe, e non
riuscendo spesso a capire interi elenchi di voci scritti con termini
incomprensibili ai più e con un carattere illeggibile, tanto è piccolo.

Corrente elettrica
Per chi come me, purtroppo, non ha ancora a disposizione i pannelli
fotovoltaici (per motivi puramente economici), queste semplici regole
potranno sempre tornare utili:
– Quando si acquistano elettrodomestici, preferire quelli di classe AA.
– Posizionare il frigorifero nel punto più freddo della cucina, lasciandolo
staccato dal muro 10 cm, in modo che circoli bene l’aria. Non introdurvi cibi
caldi, non riempirlo mai troppo e, quando si fa la spesa, preparare tutti i
prodotti già vicino al frigorifero, in modo che questo resti aperto solo il
tempo necessario per riporvi gli alimenti.
– Stirare solo le cose necessarie: slip, canotte intime, calze, asciugamani,
lenzuola, maglioni di pile e di lana, possono essere riposti ben piegati nel
cassetto.
– Tenere sempre gli alimenti in ordine di scadenza, in modo che non
vadano a male.
– Riporre frutta e verdura nelle parti più basse del frigorifero.
– Se avete dei bambini, mettete i loro prodotti alla loro altezza, in modo
che aprendo trovino subito quello che cercano.
– Accendere lavatrice e lavastoviglie solo a pieno carico, evitando il
prelavaggio se la biancheria non è troppo sporca e scegliendo un
programma sotto i 40°.
– Accendere gli elettrodomestici nelle ore notturne, se le regole
condominiali lo consentono: si risparmia circa il 30% rispetto agli orari
diurni. Ovviamente, con il forno e altri attrezzi elettrici non è possibile fare
questa operazione.
– Stendere all’aperto quando la giornata lo permette e quando si ritirano i
panni asciutti, piegarli bene, tenendo i calzini accoppiati in modo da
impiegare meno tempo per riordinarli.
– Quando si utilizza la lavastoviglie, fare girare il lavaggio economico,
evitando l’asciugatura: aprendola quando il programma è terminato le
stoviglie si asciugheranno con il vapore.
– Tenere sempre pulito e cambiato il sacchetto dell’aspirapolvere. Meglio
ancora, usare la vecchia scopa!
– Accendere il microonde solo per il tempo necessario, senza scaldare
troppo gli alimenti.
– Spegnere tutte le spie degli elettrodomestici: televisione, stereo,
microonde.
– Evitare di utilizzare la radiosveglia: se di notte, malauguratamente, fosse
andata via la corrente, eviteremo di arrivare in ritardo al lavoro.
– Spegnere ogni qualvolta si esce dalle stanze la televisione e le luci.
– Accendere le stufette elettriche per il più breve tempo possibile e, se è
possibile, fare la doccia uno dopo l’altro: in questo modo il bagno resterà
caldo.
– Nella zona notte tenere chiuse le persiane anche di giorno per avere
meno dispersione di calore in inverno e di frescura in estate.
– Spegnere il forno elettrico qualche minuto prima della fine della cottura
della pietanza: grazie al calore interno il cibo continuerà a cuocere.
– Non coprire i termosifoni con tende e mobili.
Gas
– Quando cucinate, utilizzate i coperchi in modo che gli alimenti cuociano
prima e l’acqua arrivi prima a ebollizione.
– In inverno, tenete una temperatura intorno ai 18° di notte; d’estate, se
utilizzate il condizionatore, fate in modo che la differenza tra l’esterno e
l’interno non sia più di 5-7°.
– Tenete puliti i bruciatori perché le incrostazioni riducono la fuoriuscita di
gas.
– Cucinate le pietanze a castello: ad esempio, sotto i legumi, sopra
verdure varie (circa un’ora per cuocere tutto).
– Se cucinate con pentole a doppio fondo, prima della fine della cottura di
tutti gli alimenti, anche di riso e pasta, coprite con il coperchio e spegnete
il fuoco.

Acqua
– Quando lavate le stoviglie a mano, mentre scende l’acqua calda, iniziate
già a lavare.
– Preferite la doccia al bagno, risparmierete anche tempo.
– Chiudete l’acqua mentre vi lavate i denti o mentre insaponate le mani.
– Mettete nel vostro orto (o balcone) un recipiente che andrà a riempirsi
quando pioverà: con quest’acqua, bagnate le vostre piante.
– Pulite frutta e verdura in una grande ciotola e riutilizzate quest’acqua per
bagnare le piante.
– Applicate il frangigetto al rubinetto: vi permetterà in un anno di
risparmiare migliaia di litri con una minima spesa.

Tariffe telefoniche e internet


Un ottimo modo è quello di cercare le offerte di ogni operatore telefonico,
visionarle, confrontarle e ogni tanto valutare se le nostre esigenze sono
cambiate rispetto al contratto o alla tariffa che avevamo scelto. Non esitate a
cambiare gestore: in questo settore non ci sono molte alternative. La
continua ricerca di tariffe migliori, di contratti fatti su misura, è l’unica
soluzione.
Benzina
Sempre più in aumento, sempre più cara, la benzina è diventata ormai un
costo quasi proibitivo per moltissime famiglie italiane.
Purtroppo la macchina, che lo si voglia o no, deve spesso essere utilizzata:
per recarsi al lavoro, per portare i bimbi a scuola, per fare commissioni.
Personalmente preferisco utilizzare le gambe: al massimo usuro le suole delle
scarpe ma avrò fatto ginnastica, risparmiato denaro e inquinato decisamente
meno! Purtroppo, però, non sempre si può optare per questa semplice
soluzione quindi:
– Cercate di organizzarvi in modo da ottimizzare gli spostamenti: quando
fate un tragitto, abbinate più commissioni, evitate di percorrere strade a
vuoto e percorsi inutili.
– Se abitate in grosse città, provate a informarvi sull’utilizzo di macchine
condivise, di tragitti condivisi.
– Riscoprite se possibile la bicicletta, ottimo sport.
– Informarsi sempre sui prezzi della benzina al litro: valutate e chiedete
sempre se il prezzo esposto è quello effettivo, da scontare o già scontato.
– Cercate di fare la benzina «fai da te»: costa quasi sempre meno.
– Tenete le gomme in pressione: le gomme sgonfie fanno consumare più
benzina. Anche l’aria condizionata incide molto.

Vi sono poi voci che gravano sul bilancio famigliare ma la cui rinuncia può
essere frustrante o se ne ha necessità per motivi di lavoro.

Parrucchiere ed estetista
– Cercate nella vostra città le scuole per parrucchieri o estetiste: spesso,
per avere delle modelle (o cavie!), gli allievi lavorano gratuitamente e se
non avete grandi esigenze questa soluzione può fare al caso vostro.
– Cercate negozi di parrucchieri ed estetiste che nei vari giorni della
settimana – generalmente martedì, mercoledì, giovedì, quando hanno
meno clientela – fanno sconti anche del 30%.
– Se volete farvi un taglio molto corto e semplice, chiedete se possono
evitare lavaggio e piega: pagherete anche meno della metà.
Regali
Un dono fatto con le vostre mani è molto più prezioso: c’è passione, c’è
amore e il solo fatto che lo si è realizzato per una persona in particolare, ha
del magico! La creatività non ha limiti, il web è una fonte ricchissima di
spunti. Io vi propongo qualche idea ma è solo una piccolissima parte di ciò
che con la fantasia si può inventare:
– Sciarpe fatte a mano: anche se non abbiamo molta dimestichezza, in
commercio c’è della lana lavorata che può essere utilizzata solo con i punti
base. In questo modo si confeziona una sciarpa in modo semplice, veloce
ed economico, perché spesso non richiede l’impiego di grossi quantitativi di
filato.
– Borse fatte a maglia o all’uncinetto o create riciclando un top o una
canotta che non indossate più: farete una semplice cucitura in fondo e le
spalline saranno i vostri manici. Le borse potranno essere utilizzate anche
per contenere la spesa.
– Se avete in casa delle borse di stoffa anonima, potrete unirvi un bel
centrino, magari fatto a mano, o di quelli già pronti (spesso li si trovano a
prezzi davvero irrisori).
– Bigiotteria fatta a mano: anche se non avete pratica con questo
passatempo, nei negozi specializzati si vendono dei kit con materiale e
istruzioni. Potete anche realizzare dei braccialetti veramente preziosi con
piccole pietre Swarovsky: si infilano le pietre una dopo l’altra su un filo
elastico trasparente, un nodo, ed ecco fatto un regalo originale e di valore.
– A Natale si possono realizzare piccoli centrini all’uncinetto; nell’ultimo
giro si metterà del filo di ferro molto fine per poterli appendere all’albero o
utilizzarli come addobbi alle pareti, alle porte o alle finestre.
– Biscottini a forma di albero di Natale, cuore, fiore ecc., con sopra
granellini colorati, confezionati in sacchetti di plastica trasparente, e chiusi
con un bel nastro rosso.
– Pacchettini di stoffa, riciclata dai nostri vecchi abiti colorati, contenenti
lavanda fatta essiccare durante l’estate o pout-pourri acquistati sfusi:
profumeranno armadi di amici e parenti.
– Tagliate delle arance a rondelle, fatele essiccare sulla griglia del forno,
anche vicino a una fonte di calore quale stufa o termosifone, e fate
sacchettini da mettere nelle scarpe per profumarle.
– Le marmellate casalinghe sono sempre molto apprezzate!
– Un segnalibro semplice potrà essere realizzato tagliando un cartoncino:
fatelo poi disegnare dai vostri bimbi o nipoti!

Attività sportive

Perché spendere molto denaro per abbonamenti a palestre che a volte non
riusciamo a sfruttare (per motivi di tempo o per pigrizia), quando possiamo
muoverci anche a casa nostra, nei ritagli di tempo, senza spendere e
inquinare?
Fate delle corsette intorno al tavolo, createvi un percorso tra divano, scale
e vari mobiletti sparsi per casa, il tutto guardando la televisione, ascoltando
musica o semplicemente riflettendo. Se si hanno dei figli, fateli partecipare: si
divertiranno più di noi! Oppure metteteli nel passeggino (se sono in età!) e
via a fare la spesa a piedi o a fare lunghe passeggiate: loro staranno all’aria
aperta e voi più in forma!

Vacanze
Perché mai rinunciare alle vacanze?
Ci sono diversi modi di concepire una vacanza: ultimamente, sia per il
momento di crisi economica globale sia perché si stanno riscoprendo vecchi
valori come quello della condivisione, si possono trovare, tanto sul web
quanto sui giornali, ottime idee per garantirsi esperienze uniche, lontano
dalla città, facendo cose davvero alternative!
La prima che vorrei proporvi (ammetto che in questo caso è necessaria
una visione del mondo molto aperta) è lo scambio di case: io abito in
campagna, in una casa immersa nella natura, con orto, e un’altra persona
abita al mare, o ha una seconda casa al mare non utilizzata, ed ecco che le
due esigenze si uniscono. Io andrò al mare e lei in campagna, senza spesa
alcuna: solo il rispetto delle cose altrui. Tutto qui!
Si possono conoscere realtà totalmente diverse e scoprire paesi, città, mai
visti.
Anche lo «scambio di divani» non è per niente male: ti offro il mio divano
in cambio di aiuto nella gestione della casa, dell’orto o nell’accudimento dei
bambini, o in cambio di lavori di muratura, di un corso di cucito e davvero
molto altro. Spesso sottovalutiamo le nostre doti, i nostri saperi, ma «impara
l’arte e mettila da parte» può essere davvero utile!
Altre realtà sono quelle dei molti agriturismi che in cambio di aiuti di
qualsiasi genere offrono vitto e alloggio: si impara così a realizzare orti, pulire
giardini, e si sta a contatto con la natura. Ecco che il baratto, la condivisione,
ritornano prepotenti come nuova forma di economia non più vista solo in
termini economici, ma anche di crescita personale e culturale.
Insomma, le occasioni non mancheranno!
Conclusione

Eccoci arrivati alla fine di questa nuova avventura, una fine che dovrebbe
essere l’inizio di un qualcosa di molto più grande del vivere con cinque euro al
giorno: l’inizio di un cammino, l’inizio di un qualcosa che arriva dal cuore e
attraversa ogni parte del nostro essere, l’inizio della riscoperta di valori che,
costruiti nel corso di tutta una civiltà, si sono persi in pochi decenni. Il vero
progresso è quello che serve a migliorare la qualità della nostra vita non ad
aumentare i nostri beni materiali!
Questo cammino, fatto insieme a voi che mi avete letto, ha un significato
molto più profondo del risparmio in termini economici: è una condivisione di
esperienze, sapori, saperi, emozioni che magari avevamo dentro di noi ma
che facevano fatica a emergere.
Spero di cuore di esservi stata di aiuto e che continuiate a seguirmi nel mio
blog, nonché a scrivermi i vostri consigli, le vostre esperienze, così da poter
crescere insieme: insieme ci si aiuta, non ci si sente soli, insieme si diventa
forti, insieme si fanno grandi cose!
Non smettiamo mai di credere nei nostri sogni, in noi stessi: sono certa che
i gesti fatti con il cuore, con la positività, prima o poi danno frutti, in un modo
o in un altro. Dipende da noi sapere riconoscerli e raccoglierli al momento
giusto, solo da noi!
Una canzone di molti anni fa diceva: «Dipende, da che dipende, da che
parte guardi il mondo tutto dipende!». Ecco, anche quando la vita vi
sembrerà nera, giratela, rigiratela e scoprirete piano piano il grigio, poi le
tonalità più chiare, poi un insieme di colori!
La mia vita è stata segnata spesso da esperienze negative, come credo sia
accaduto a ognuno di voi: queste esperienze rafforzano l’anima,
arricchiscono. Cerchiamo, in ogni cosa, anche in quelle che ci paiono meno
belle, di vedere e di raccogliere il lato più positivo: solo così potremmo
crescere!
Infine, è solo con una parola che vorrei lasciarvi: speranza!
Indice

Piccola autobiografia

La mia idea di decrescita

Perché questo libro

Perché l’autoproduzione

1. Detersivi fai da te, realizzati con prodotti di uso comune

2. Cosmesi casalinga

3. Recupero e riutilizzo dei capi d’abbigliamento

4. Ricette e trucchi in cucina

5. Il baratto

6. L’orto urbano

7. Di tutto un po’

8. Giochi semplici per bambini

9. E se proprio dobbiamo fare la spesa

10. Uncinettando

11. Per risparmiare anche sulle cose difficili

Conclusione