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COSI si calcolano i TRASFORMATORI Qualche tempo fa, quando ancora non esisteva- no i transistor, reperire in commercio dei trastor- matori dj alimentazione adatti alle valvole ter- moioniche non era difficile. Ogni trasformatore risultava costruito sempre con un secondario ad alta tensione e con due secondari a bassa ten sione dei quali uno serviva per alimentare i fila- menti delle valvole ¢ altro per la valvola rad- drizzatrice. 1! lettore doveva soltanto sapere quale potenza desiderava dal trasformatore, cio® se 40-60 0 100 watt Oggi, con i transistor, si presenta spesso e ir- risolvibile il problema di rintracciare dei trastor matori con caratteristiche idonee al circuito, in quanto ogni progetto richiede un proprio e ben determinato trasformatore. Si prenda ad esempio qualche schema di alimentatore stabilizzato: tro- veremo che lo schema +X» richiede un trasfor- matore da 100 watt con un solo secondario da 30 volt-3 amper, mentre lo schema «Y= abbi- sogna di un trasformatore con pili secondari, ad esempio un primo in grado di erogare 40 volt 2 lamper, un secondo per 25 volt — 0,5 amper ec. Un terzo alimentatore richiede invece la presen za di un solo secondario da 30+30 volt 2.5 amper. In sostanza occorre chiedersi: come pud il let- tore risolvere il problema del trasformatore quan- do non riesce a reperirlo in commercio prowisto delle caratteristiche necessarie? Potreste risponderci: rivolgendosi ad un’otti- cina attrezzata a tale tipo di montaggio, e questa potrebbe essere una soluzione attuablle pero sol- tanto da coloro che abitano in grossi centri nei quali esistono ditte attrezzate per la costruzione di trastormatori pag. 214 Non tutti perd sono tanto fortunati per cul Fiteniamo utile presentare ai nostri lettori questo articolo dal quale potranno apprendere le varie formule necessarie per il calcolo delle spire, per la determinazione del diametro del filo, delle di- mensioni del nucleo ecc., mettendoli condizione di potersi costruire di volta in volta i trasformatori necessari, utilizzando vecchi tamie- fini oppure riavvolgendo vecchi trasformatori bru- ciati, tenuti ora nello scatolone del materiale inu- tilizzabile. In questo articolo su come avvolgere i trastormatori non forniremo soltanto le formule richieste, del resto non sempre facilmente rica- vabili, ma vi presenteremo le tabelle gia calcolate in modo da consentirvi di ricavare immediatamen- te il numero delle spire, il diametro del filo richie~ sto e le dimensioni de! nucleo. In questo modo eviterete perdite di tempo e possibili errori, anche se la maggior parte di voi ® in grado di svolgere queste semplici opera- Zioni con estrema disinvoltura. Cercheremo come sempre di essere estremamente chiari e com- prensibili, come del resto @ nostra abitudine & siamo sicuri che questa semplice ma completa esposizione riscuotera il vostro consenso, LA POTENZA DEL TRASFORMATORE Volendo costruire un trastormatore & necessario, come prima cosa, stabilire quanti watt si devono prelevare dallo stesso, owero bisognera conoscere quale tensione desideriamo e questa corrente do- vremo prelevare da tale tensione. Dopo aver letto questo articolo ogni lettore sara in grado di di | mensionarsi ed autocostruirsi qualsiasi tipo di trasformatore con ; le caratteristiche richieste dai vari circuiti in cui sara impiegato. Disponendo di vecchi trasformatori bruciati avrete la possibilita di riutilizzarli superando cosi le eventuali difficolta che potreste in- contrare nel tentativo di reperirli in commercio. YES Vale In questo articolo tro\ le tabolle anche per i trasformatori in ferrite ‘Ad esempio, se abbiamo bisogno di un tra: sformatore adatto per un alimentatore stabiliz- zato in grado di fornirci 30 volt, con un carico massimo di 3 amper (fig. 1) la potenza del nucleo dovra risultare pari a: 90x 3 = 90 watt (W = VA) (fig. 1) Se, sullo stesso trasformatore vogliamo awol- gere pid secondari, dovremo fare la somma dei watt che vogliamo prelevare da ogni singolo se- condario: Ia somma ottenuta ci dara il valore della potenza necessaria al nucleo del trastor- matore da realizzare, ‘Ad esempio, supponiamo che ci necessiti un trasformatore in grado di erogarci, da uno dei secondari, 25 volt 2 amper, e dall'altro secondario 6 volt 1 amper. La potenza del trasformatore do- vra risultare pari a: 25 x 2 = 50 watt (potenza richiesta dal primo secondario) 6% 1 = 6 watt (potenza richiesta dal secon: do secondario) 50 + 6 = 56 watt (potenza totale del trastorma: tore). (Fig. 2). Per stabilire la potenza in watt del trasforma- tore che dovremo awolgere, e di conseguenza fissare le dimensioni del pacco lameliare, occor- rera, come abbiamo visto dagli esempi precedenti, mottiplicare 1a tension da prelevare sul secon- dario per la corrente massima in amper. Se gli avvolgimenti sul secondario dovessero es- sere pid di uno, dovremo calcolare la potenza in pag. 215, nov navn sear E Tee eas Pc Oe ard Cr ene cee con questo dato, potremo determinare la si oer eer eC ec Peer) watt necessaria ad ogni awolgimento, quindi ad: dizionare i watt dei singoli awolgimenti Nel calcolo della potenza in watt del trasfor- matore, in cui la tensione debba essere raddriz- zata per mezzo di diodi, in modo da essere tra- sformata in tensione continua, occorre ricordarsi che, se il secondario dispone di una « presa cen trale», la potenza richiesta dal trasformatore non deve essere calcolata tenendo conto della mas- sima tensione, ma solo per la meta di essa Occorre ricordarsi questo particolare per non incorrere nellerrore di ritenere un trastormatore cos realizzato, di potenza superiore alla realta e per evitare di utilizzare un pacco di lamierini su- eo en a ed ere ee kee NN a ers Sc or perce realizzare un trasformatore munito di un secon- dario di 20 volt —3 amper sul quale andra ap- plicato un ponte raddrizzatore, la potenza in watt sara contenuta moltiplicando i volt per gli amper, cio@, nell'esempio 20 x 3 = 60 watt mentre se, in sostituzione del ponte, lo schema prevede l'impiego di una presa centrale realizza- ta, come sappiamo, con due soli diodi (fig. 4), & percio un secondario da 40 volt 3 amper, con presa centrale, la potenza del trasformatore ri- sultera: (40 x 3) : 2 = 60 watt periore al richiesto, e non Infatti, come vedesi in fig. 3, se dobbiamo 40x 3 = 120 watt savatt 7 Fig. 3 Se la tensione alternata verra rad drizzata da un ponte come vedesi in figura, la potenza in watt verra determinata dalla tensione moltiplicata per gli amper massimi richiesti. Nell'esempio riportato 20 volt 3 am- er uguale a 60 watt. Fig. 4 Se Ia tensione alternata verrd rad- drizzata da due soli diodl, I'avvolgimento s condario dovra risullare a tensione doppia al centro. La potenza perd la si ‘moltiplicando mezza tensione per gl pag. 216 nov Fig. 6 Se vi necesita quindi una ben precisa tensione CC, lavvolgimento in alternata del trasformatore dovra risul- tare inferiore al valore richiesto (leg- gere articolo). Fig. 5 Ricordatevi che Ia tensione al- ternata se raddrizzata e filtrata da un condensatore elettrolitico aumenta in uscita X 1,4 percid con 18 volt AC, in CC olterremo ben 25,2 volt. Questo perché i due diodi lavorano alternativa- mente, cio’ mentre uno raddrizza V'altro @ a ri- poso e viceversa, percid occorre considerare, per a determinazione della potenza, una sola sezione, come @ del resto intuibile considerando che, in uscita dai due diodi raddrizzatori, otteniamo 20 volt e non 40 volt Se la tensione alternata fornita dal secondario del trasformatore dovré essere raddrizzata e poi livellata da un condensatore, in modo da otte- ere una tensione continua, € importante tener presente che il valore reale in corrente continua risultera maggiorato di 1,4 volt rispetto alla cor- rente alternata Parcid, se noi abbiamo realizzato un secondario in grado di erogarci in corrente alternata una ten- slone di 18 volt, se questa verra raddrizzata © li- vellata (vedi fig. 5) la tensione disponibile che otterremo risultera essere di 18 X 1,4 = 252 volt Se quindi ci interessa ottenere esattamente una tensione continua raddrizzata di 18 volt, non dovremo awolgere un secondario in grado di erogare i 18 volt in corrente alternata, ma un awolgimento per una tensione inferiore; in pra tica si dovra moltiplicare la tensione che deside- riamo ottenere in corrente continua per il numero fisso 0,71, ed ottenere cosi la tensione alternata che dovra erogarci il secondario del trasforma- tore. Avremo cosi: 18 x 071 = 1278 volt ca Eq infatti, se moltiplichiamo questa tensione per 1,4, otterremo il valore della corrente continua che risultera: 12,78 x 1,4 = 17,89 volt c-. Non commettete quindi 'errore di awolgere il secondario di un trasformatore in funzione alla tensione continua richiesta in quanto vi ritrove- rete, alla fine della vostra fatica, con una tensio- ne notevolmente pili elevata, che potrebbe pre- giudicare il funzionamento di tutto il circuito. Per farvi conoscere quale variazione di tensione @ pos- sibile ottenere da una c.a. raddrizzata in cc, fac- ciamo lipotesi di volere una tensione cc. di 50 volt Se non terremo presente quanto sopra detto, fe awolgeremo un secondario in grado di erogare 50 volt in corrente alternata, ci ritroveremo, dopo che questa verra raddrizzata, con una tensione i 50 X 1,4 = 70 volt clo con una tensione di 20 volt superiore al valore richiesto. Volendo percid una tensione + le di 50 volt ¢.c., noi dovremo awolgere invece un secondario in grado di erogarci in c.a. sola- mente 50 X 0,71 = 355 volt quindi notevoimente inferiore al valore reale. A questo punto sara bene precisare ai princi- pianti che, indicando la potenza di un trasforma- tore, si intende la potenza massima che possiamo pag. 217 prelevare dai loro secondari senza che il trasfor- matore si surriscaldi eccessivamente. Cid vuol dire ‘che da un trasformatore da 100 watt noi potremo prelevare, senza correre il rischio di bruciario, una potenza massima di 100 watt, Se questo trastor- matore disponesse di un secondario a 25 volt, potremo per esempio prelevare un massimo di 4 amper (25 x 4 = 100 watt) E owio che tale trasformatore potra erogare anche correnti minori, ad esempio 2 0 0,5 amper: se comunque la corrente massima non dovesse superare un certo amperaggio, @ sempre consi- gliabile progettare un trasformatore di potenza minore sia per il suo ingombro sia per il suo costo. Nell’esempio riportato per una corrente di 2 amper massimi risulterebbe sufficiente un tra- sformatore da $0 watt (252 = 50 walt) che potremo eventualmente maggiorare a 55-60 walt: per una corrente massima di 0.5 amper sarebbe sufficiente un nucleo da 12,5 watt (25% 05 = 125 watt) maggiorabile, al massimo, fino a 15 watt Determinata la potenza stabiliremo il nucleo Una volta stabilita la potenza necessaria in watt del trastormatore che dobbiamo realizzare, risulte- 8 necessario determinare le dimensioni del pacco lamellare idoneo ad erogare tale potenza. A tale scopo bisogna tener presente che l'unico dato a noi necessario per il calcolo della poten- za @ determinato dalla sezione del nucleo: tale misura la si ottiene moltiplicando ta larghezza della colonna centrale per V'altezza, nel caso che il pacco risulti come vedesi in fig. 7 oppure dalla colonna laterale moltiplicata per V'altezza, nel ca- so che Il lamierino sia sprowisto della colonna centrale @ l'awolgimento venga posto lateralmen- te, come vedesi in fig. 8 Le altre dimensioni, come ad esempio la lunghezza del lamierino cen- trale, le dimensioni dei vani delle finestre laterali @ la superficie dei lamierini, non servono in alcun modo a rilevare la potenza: esse incidono unica- mente sulla sola quantita di filo che & possibile awolgere per cul, dovendo costruire dei trastor- matori con molte spire @ con filo di diametro elevato, sara opportuno scegliere dei lamierini in cui la lunghezza del lamierino centrale risult abbastanza grande, oppure aventi finestre late- rali molto ampie. La formula necessaria per trovare la sezione del nucleo, conoscendo Ia potenza in watt che pag. 218 potenza in watt del trasformatore ‘moltiplicando la sezione del nucleo, cio la'larghezza della colonna sulla quale viene avvolto l'avvolgimento per lo spes- Sore del pacco (cloé LX A). Vedere le ta- belle n. 10 5. Fig. @ Se il trasformatore non ha la colonna centrale, si dovra sempre moltiplicare la lar- ghezza della colonna sul quale viene avvolto Pawolgimento per lo spessore del pacco. Potenza utile |’ Sezione torda_| Sezione Pope roy 5 334 301 0 475 426 15 582 525 20 6,70 6,08 25 70 6,75 20 8.21 74 35 8.85 78 0 9.48 8st 6 10 9,05 so 108 9.55 5 2 10 cy 16 6 1a 70 125 75 28 WT 0 134 a 6 90 +100 15 120 16,4 150 18,38 165 70 19,58 we TABELLA N. Con questa tabella conoscendo i cm* della sezione del nucleo potremo ricavare la po- tenza_massima in watt che il trasformatore sara in grado di erogare. II trasformatore dovra fornire, risulta la seguente’ $= 15 x y watt dove, con « S» metri quadri Naturalmente, avendo a disposizione un nucleo di cui conosciamo la sezione in cma., € possibile conoscere la potenza utilizzando la formula se- guente: si @ indicata la sezione in centi- watt = (S : 1,95)? Se ad esempio noi abbiamo a disposizione un nucleo di 15 omg. e vogliamo conoscere la po- tenza ricavabile da questo nucleo, utilizzando la formula sopra esposta rileveremo che essa é di 123 watt Infatti avremo: (18 1,35)? = 123 watt In questi calcoli occorre perd tener presente che le formule indicate si riferiscono a sezioni nette: poiché il nucleo @ composto da tanti la- mierini, difficilmente le lamelle risultano tanto ser- rate da annullare quei piccolissimi spazi esistenti tra luna e V'altra di esse, per cui @ sempre con- sigliabile considerare la sezione leggermente in feriore, Normalmente ta sezione ricavata viene moltiplicata per il numero fisso 0,9, per cui, nel- Vesempio di prima, se consideriamo 1 15 cmq come sezione lorda, netta risulterd uguale a 13,5 cma. (15 X 08), e di conseguenza la potenza erogabile dal trasformatore, senza sur- riscaldamento, risultera la seguente (135 x 1,35)? = 100 watt Stabilito che Ia dimensione de! nucleo deter- mina la potenza utile in watt, potremo facilmente intuire che, sovrapponendo ad un pacco di la- mierini altri lamierini di ugual forma e dimensioni, @ possibile aumentare la potenza massima. Ri- cordatevi comunque che, sovrapponendo i pacchi di due trasformatori entrambi da 50 watt, non olterremo un pacco lamellare da 100 watt, ma da 200 watt Infatti, ammesso che si disponga di un pacco di lamierini delle dimensioni di 4 x 2,65 cm (cor- rispondenti ad un nucleo da 10.6 cmq: (dalla ta- bella n, 1 potremo rilevare che un tale nucleo corrisponde ad una potenza di $0 walt), sovrap- Ponendo due di questi nuclei otterremo: 106 + 106 = 21,2 oma, © sempre dalla stessa tabella potremo rilevare che una tale sezione corrisponde ad una poten- za massima di 200 watt pag. 219 Se al contrario dimezzeremo un nucleo di un trastormatore da 50 watt per realizzare due tra- sformatori, non otterremo due trasformatori da 25 watt ma da 12 watt circa Prendendo infatti ad esempio sempre un pacco di lamierini da 10,6 cmq. e dividendolo per meta otterremo due nuclei di 5,25 emg, che corrispon dono ad un nucleo compreso tra i 10 @ i 15 wat! (abelian. 1), Per evitare ai nostri lettori la seccatura di do- ver effettuare questi calcoli tutte Ie volte che si trovano in possesso di un pacco di lamierini per far loro conoscere immediatamente, in base alla potenza che gli necesita, la dimensione esatta del nucleo che deve assumere il pacco necessario, abbiamo riportato in tabella n. 1 tut- te le sezioni dei nuclei, per lamierini normali (cio8 non per quelli al silicio ¢ a grani orientati per i quali occorre fare riferimento alla TABELLA n. 5) per ottenere trasformatori partendo da una po- tenza minima di 5 watt, fino a raggiungere po- tenze dellordine dei 500 watt COME SI CALCOLANO LE SPIRE DEL PRIMARIO Scelte le dimensioni de! nucleo in funzione al- la potenza richiesta, @ owio che dovremo, su questo, awolgere, con filo di rame smaltato, un PRIMARIO da collegare alla rete luce ed uno © pil SECONDARI dai quali preleveremo le ten- sioni richieste. L’awolgimento del secondario potra essere av- volto in modo da fornire una tensione maggiore rispetio a quella applicata sul primario (ed in que- sto caso avremo un trasformatore ELEVATORE), ‘oppure una tensione inferiore (ed in questo caso avremo un trasformatore RIDUTTORE). Lawolgimento primario, come @ facilmente com- prensibile, dovra essere idoneo a ricevere la ten sione di alimentazione: dovra quindi possedere un numero di spire proporzionali alla tensione di rete disponibile. Se la tensione di alimentazione fosse di 110 volt, noi dovremo avwolgere un certo numero di spire, se invece avessimo a disposizione una tensione di 220 volt, il numero di spire del pris mario del nostro trasformatore dovrebbe risulta- re doppio rispetto a quello richiesto per i 110 volt. Esiste una formula per calcolare il numero del- le spire del primario; ed @ la seguente: AS/P = (10.000 x V) : (4,44 x F X Sez. x B) nS/P = numero delle spire richieste per l'awol- gimento primario pag. 220 pete es eee) one ann Spire per Volt 5 153 10 10,75 6 84 20 7,30 25 645 6,70 30 595 62 38 558 40 547 6 4ar 50 482 55 aat 0 422 eS ees bee ee 65 408 70 495 75 a7 0 3.64 as 355 3,69 ey 344 3.59 100 326 34 120 2.98 3A 150 267 278 170 251 261 200 250 300 350 ‘400 184 47 500 17 153 TABELLA N. 2 Conoscendo Ia potenza in watt del nucleo potremo da questa tabella conoscere quante Spire X volt sono necessarie per l'avolg mento primario e quante invece ne sono i chieste X volt per l'avolgimento second: flo. Questa tabella @ valida per LAMIERINI COMUNI. tensione da applicare sull’awolgimento primario F = frequenza di rete (in Italia risulta stan- dardizzata a 50 Hz) Sez. = sezione effettiva del nucleo espressa in emg, B = induzione magnetica caratteristica del lamierino in Weber/ma, Per i trasformatori di alimentazione da collega- re a frequenze di rete a 50 Hz, la formula pre- cedente pud essere semplficata in questo modo nS/P = (45 XV) : (Sez. x B) Per evitarvi calcoli abbastanza lunghi, abbiamo Preparato delle tabelle in grado di fornirci imme- diatamente il numero di spire da avolgere per ‘ogni volt di tensione primaria applicata. Come @ possibile constatare, tale numero @ in funzione della potenza del trasformatore e quindi é anche in rapporto alle dimensioni de! nucleo: infatti pid grosso é il trasformatore, minore risultera it numero delle spire per volt. Volendo percid preparare due trasformatori, uno dei quali con potenza di 10 watt, e altro con potenza di 150 watt, potremo constatare che le spire per volt necessarie al trasformatore da 10 watt dovranno essere esattamente 10,35, mentre per il trasformatore da 150 watt 287 spire per volt (vedi tab. n. 2) Nel primo caso allora, per 220 volt, dovremo avvolgere (220 x 1035) = una tensione di 2266 spire nel secondo caso invece, per la stessa tensione, le spire da awolgere saranno: (220 x 267) = 594 Lesempio sopra riportato @ stato fatto pren- dendo come riferimento la tabella n. 2, cloe quella che dovremo impiegare se utilizzeremo la- mierini COMUNI. Se invece utilizzeremo lamieri- fi AL SILICIO, a bassa perdita, come M7 - M6 - MS (sigla standardizzata per la classificazione det vari tipi di lamierino), dovremo utilizzare la tabella n. 3, dalla quale @ possibile rilevare il numero delle spire x volt che risultano notevol- mente inferior Se invece useremo dei NUCLEI IN FERRITE, essendo linduzione magnetica pid bassa (0,34 weber) il numero di spire per volt risulta supe- Fiore, come potremo rilevare dalla tabella n. 4. ‘A questo punto vi saranno lettori che chiede- ranno come sis \postibile individuare un lamie- fino normale da uno al silicio 0 da uno al silicio @ grani orientat STU ey eer in Watt Sac ir Spire per Volt ens TABELLA N. 3 Per lamierini al silicio o a grani orientati, il Aumero di spire X volt come potremo con- statare confrontandole con la tabella n. 1 risultano inferiori. In caso di dubbi circa Ia qualita del lamierino si consiglia sempre di Utilizzare la tabella n. 1 pag. 221 Se i lamierini saranno acquistati presso una ditta fornitrice, sara lei stessa a precisarci le ca- ratteristiche del indicandoci la sigia M7 se si tratta di lamierini al silicio, 0 Ia sigla M6 - 0 MS se si tratta di lamierini al silicio a grani orientati Se il Iettore fosse invece in possesso di un vecchio trastormatore e percid impossibilitato a stabilire il tipo di lamierino, potra, conoscendo i numero di volt erogati dal secondario, risalire al numero di spire X volt. Gonoscendo pol la sezione del filo di rame impiegato ricavera la corrente massima erogabile e risalira alla potenza in watt del trastormatore In possesso di questi dati (spire x volt e po- tenza in watt), controllando la sezione del nucleo, con laiuto delle varie tabelle potra stabilire, in linea di massima, se si tratta di lamierini comuni © di lamierini al silicio. Comunque, quando si tratta di riavvolgere un vecchio trasformatore, lo si fa perché il secon- dario det vecchio avolgimento non dispone del- la tensione da noi desiderata, percid si parte dal presupposto che l'awolgimento primario, quel- lo cioe da collegare direttamente alla rete luce, Fisulti integro ed etticiente. Facciamo ora un esempio’ Ammettiamo di avere un trasformatore, recupe- rato da una vecchia radio a valvole, che dispon- ga di un nucleo di 80 watt, e supponiamo di voler realizzare un trastormatore con un secon- dario da 30 volt 2,5 amper in c.a. Dobbiamo co- Noscere quante spire occorra awolgere sul se- condario per ricavare tale tensione, Ammesso che tale trasformatore disponga di pi! secondari (uno a 300 + 300 volt, uno a § volt © uno a 63 volt) ed abbia un primario universale a 110-125-160-220 volt, in condizioni pertette & quindi in grado di esplicare in modo egregio la sua funzione, dovremo avolgere solo il se- condario, ma per far questo non potremo awa- lerci delle tabelle da noi indicate in quanto non possiamo conoscere né il tipo di lamierini, né Il numero di spire per volt necessarie. In questo caso occorre svolgere i vari secon- dari del trasformatore, contando quante spire sono state awolte per avere | 5 @ | 6,3 volt. Per le spire dei 300 + 300 volt non procederemo al conteggio in quanto esse sono in numero pro- Porzionale a quello dei due awolgimenti a bassa tensione, Ammettendo di trovare, per 1 6,3 volt per iS volt 19 spire 15 spire pag. 222 aCe) Cra entre ct Corer aren Spite per Voit oes eae pen 5 2475 25,75 20 214 22,38 a 19.2 20 30 m5 10,35 35 164 ms 0 1522 159 45 v4at 149 0 1358 5s 1297 138 60 124 129 6 2 125 7 1195 1243 7% "4 M151 80 Aer, Sale eesepe 85 1041 10,85 20 10,15 1055 100 962 10 TABELLA N. 4 Per i trasformatori in ferroxcube, se questi vengono impiegati per frequenze di 50 Hz, numero di spire per volt € molto superiore rigultando pid bassa l'induzione magnetica: 0,34 w. contro 1 w. @ 1,2 w. (vedi tabelle 2 3). @ owio che le spire per volt del secondario ri- sulteranno essere le seguenti 19:63 = 301 18:5 =3 in pratica quindi 3 spire X volt. Volendo percid un secondario in grado di ero- gare 30 volt - 2.5 amper dovremo awolgere sul nucleo del trasformatore: 30x 3 = 90 spire ena aie) ees errr Pe coe coy oe ere a ‘sez. forda| sez. netta | sez. lorda Fig. 9 Se impiegate lamierini a grani orientati la tabella n. 1 non risulta pid valida. Infatti confrontando la tabella n. 1 con la n. 5, qui di lato riportata, potremo consiatare che un pacco pil idotto @ in grado di erogare maggior potenza. Fig. 10 Per ricavare in un trasform fore la sezione in em? del nucleo & necessario serrare perfettamente il pac- ‘co dei lamierini per non incorrere nel- Terrore di determinare una polenza superiore a quella offettiva e real ‘TABELLA N. 5 Questa tabella la potrete impiegare per ricavare la potenza in watt per nucleo con lamierini di silicio tipo M7-M6-MS. Nel dubbio circa la qui ita del lamierino si pud sempre calcolare un trasformatore come se questo fosse del tipo comune. pag. 223 Impiegando filo di rame smaltato da 1,15 mm, come indicato nella tabella n. 7 avremo un tr sformatore in grado di erogare 2,6 amper. Per i nuclei in ferrite invece si dovra impiegare la tabella n. 4. Per facilitare il lettore nel calcolo dell'awvol; mento primario di qualsiasi trasformatore, abbit ‘mo ritenuto opportuno inserire le tabelle n. 5 @ 6 nelle quali abbiamo indicato le spire necessarie per le varie tensioni di rete esistenti ancora in Italia e i diversi diametri del filo da usare. Vo- lendo pertanto costruire un trasformatore da 50 watt con un primario adatto ad una tensione di 125 volt, rileviamo dalla tabella che sono neces- sarie 57,5 spire (tabella n. 2). Nel caso in cui qualche lettore volesse costrui- re un trasformatore con primario universale, cioé con numerose prese intermedie, onde poterio collegare a piacere alle diverse tensioni di rete, potra ancora fare riferimento alla tabella n. 6 Esemplifichiamo quanto ora esposto con un sem- plice esempio: supponiamo di dover awolgere il primario di un trastormatore da 50 watt per tutte le tensioni di rete da 110 a 280 volt. Dalla tabella n. 6 possiamo ricavare i seguenti dati oa Proc) es Pe Praticamente, per realizzare un trasformatore con un primario universale, occorrera, come ab- biamo visto dalla tabella precedente, avwolgere 508 spire utilizzando filo di rame del diametro da 0,48-0,50, poi passeremo ad un filo da 0,45 e awolgeremo le spire richieste per la presa dei 125 volt che saranno 575 — 508 = 67 spire © sem- pre sostituendo il filo con quello del diametro richiesto per ogni tensione continueremo ad av- volgere le spire richieste. Per i 140 volt sostitui- remo il filo da 0.45 con quello da 0,42 e awol- geremo (647—575) 72 spire, poi sostituiremo il filo con quello da 0,40, ed avolgeromo altre 92 spire (739— 647) per i 160 volt. Per la presa dei 220 volt ridurremo ancora il diametro del filo por- pag. 224 tandolo da 0,40 a 0,35 mm. e con eso avolge- remo 278 spire (1017 — 739), Infine, con un filo da 0,30 volt awolgeremo le ultime spire in numero di 277 (1294—1017) ed avremo ultima presa dei 280 volt, fig. 11. E owio che, se il trasformatore venisse awolto per una sola tensione, il filo da impiegare sarebbe tutto dello stesso diametro e precisamente dal diametro richiesto per avere Ia tensione voluta. Se infatti il trasformatore richiedesse un solo primario da 160 volt, noi dovremmo awolgere tutte le 739 spire utilizzando filo da 0.40 mm, mentre se il primario fosse awolto per una ten- sione di rete a 280 volt, dovremmo impiegare tut- te le 1294 spire che andrebbero awolte con filo di rame da 0,30 mm. Fig. 12 Qualche Iettore, a questo punto, si sara posta la domanda: perché bisogna cambiare il diame- tro del filo per il primario quando viene inserito in tensioni di rete diverse e, in particolare, per- ché una tensione di 110 volt richiede, per a volgimento, filo di diametro maggiore di quello richiesto per una tensione superiore, per esempio di 220 volt? ‘A questa domanda rispondiamo rammentando al lettore che la corrente che il primario deve as- sorbire per poter fornire una data potenza (nel nostro caso 50 watt), risulta diversa per ogni di- versa tensione. Infatti, se applichiamo la formula vista precedentemente, e cicé: Amper = watt : volt otteniamo, per le varie tensioni di rete: 50 watt : 110 volt = 0,45 amper 50 watt : 125 volt = 0,41 amper ‘50 watt : 140 volt = 0,35 amper 50 watt : 220 volt = 023 amper 50 watt : 280 volt = 0,17 amper Riferendoci adesso alla tabella n, 7 possiamo rilevare come, ad ogni determinato valore di cor- rente corrisponde un adeguato diametro di filo da impiegare. SBAGLIANDO IL NUMERO DELLE SPIRE Vediamo adesso cosa succede se si awolge sul primario un numero di spire inferiore rispetto ‘a quello calcolato. E owio che non ci ri ad una 0 due spire inferiori a quelle previste, in quanto tale differenza non modifica in alcun modo il funzionamento del trasformatore: la differenza che prendiamo in considerazione @ relativa ad versodso e16 om prc ema pag. 225 my Fig. 11. Se lawolgimento primario vie- | ne realizzato per diverse tensioni di ae te, risulta necessario variare per ogni ous on tensione la sezione del filo, come indi- — chiamo nell’esemplo posto qui a si- aasene ij fs ve per una sola tensione di rete, si dovra impiegare come spieghiamo in articolo un solo filo di ugual diametro. oe Fig. 12 Se awvolgimento primario ser- 4 fg 048 3 Porn eg Sy imma iy ed rare coy ey poe co 50 016 0.98 070 534 185 2 ox aa ars ss7 7 7 020 128 080 6or 178 95 oz 192 085 635 18 1 oz 18 020 7A 19 x3 025 a 095 788 20 154 028 1198 1 868 2a wm oa 1.05 9s 22 201 237 1" 10,8 23 240 28 45 204 2m 12 a4 207 125 346 I 322 1 pag. 226 alcune decine 0 addirittura a centinaia di spire, come pud awenire con facilita se si misura er- roneamente la sezione del nucleo. Infatti, se rileviamo lo spessore del pacco la mellare senza che quest'ultimo non sia ben stret- to, potremo ottenere una misurazione notevolmen- te maggiore a quella realmente effettiva, e quindi dedurre erroneamente che il pacco in nostro pos- sesso possa erogare una potenza pili elevata ri- spetto a quella reale. In assoluta buonafede allora awolgeremo sul nucleo un numero di spire per volt inferiori al richiesto e, in queste condizioni, collegando il trasformatore alla rete luce, esso surriscaldera an- che se sui secondari non risulta applicato alcun Tale inconveniente non & comunque dovuto solameme se il numero di spire x volt @ infe- riore al richiesto: infatti il trastormatore potrebbe scaldarsi anche se qualche spira del primario © cortocircuitata, e questo pud facilmente verifi- carsi se si sara utilizzato, per awolgere il tra- sformatore, del filo di rame usato, nel quale lo smalto isolante potrebbe essere deteriorato 0 bruciato in modo da distaccarsi dal rame. BCU ne aad ee cae cae eR as PC oe as Oe ere eee ras Cs ad rere a a re ae iy Porc Lipotesi pit) valida rimane quella delle spire X volt avvolte in numero insufficiente e, in questi casi occorrera rifare l'awolgimento aumentando logicamente le spire del numero mancante. Nel caso inverso, cioé se avolgeremo un nu- mero di spire X volt superiore al necessario, non accadra nulla anzi il trasformatore risultera ‘meno sollecitato e quindi avré meno possibilita di riscaldarsi Lunico rischio che correremo sar& quello di non avere spazio sufficiente per effettuare tutti gli avvolgiment Infatti un numero di spire X volt superiore al previsto ci fara ottenere, su un nucleo, ad esem- pio da 50 watt, le spire necessarie per un tra sformatore da 40 watt. In queste condizioni, an- che se lasciato inserito per lunghi periodi, il trasformatore non surriscaldera assolutamente in quanto il numero delle spire avvolte 6 superiore @ quello richiesto dal nucleo dei lamierini im- piegati E bene comunque ricordare che i trastormatori realizzati seguendo le nostre indicazioni sono tut- ti previsti per funzionare in maniera egregia e per periodi anche assai lunghi, senza che si surriscaldino pid del consentito. Abbiamo preso in esame quale inconveniente si manifesta se sul primario avvolgiamo meno spite per volt; sara ora utile vedere cosa ac- cade se avvolgiamo meno spire sull'awolgimento secondario. Lunico inconveniente sara quello di una tensione inferiore a quella richiesta Vediamo infine quale pud essere la causa di un surriscaldamento del trasformatore, quando sul secondario viene collegato un carico, Se ci accorgiamo che, lasciando inserito sulla tensione di rete il trasformatore, senza che ad sso sia collegato alcun carico, non riscalda, ma la temperatura del nucleo e degli awolgimenti tende ad aumentare in modo sensibile quando si collega un carico, le cause potranno essere solo due: 4. Abbiamo avvolto il secondario con filo di ra- me di sezione inferiore rispetto alla corrente massima che desideriamo prelevare. Se ad esempio abbiamo un carico che richiede una corrente di 3 amper @, anziché impiegare filo con sezione di 1,2-1,25 mm. abbiamo eseguito questo avwolgimento con filo da 1 mm., ido- neo ad erogare una corrente massima di 2 0 22 amper, il trasformatore riscaldera. 2 Se il filo & invece della sezione giusta e il trasformatore scalda lo stesso, avremo com- messo lerrore nel calcolo del nucleo, cioé ab- biamo impiegato un nucleo di potenza inferiore rispetto ai watt richiesti. Ammesso infatti che dal secondario sia richiesta una tensione di 30 volt 3 amper, che equivale ad una potenza di 90 watt (803 = 90), per un errore di calcolo, anziché impiegare un nucleo da 14 omg. (vedi tabella n. 1) esso risulta di soli 1 cmq., quindi di potenza di 75 watt circa percié la corrente massima prelevabile dal tra- sformatore non sara pid di 3 amper ma di 25 amper (75 : 30 = 25), pag. 227 Fig. 13. Se il vostro trastormatore non pos- slede un cartoccio di plastica stampata, po- ‘remo realizzarne uno con cartone rigido. Si consiglia di tenere le misure A-L legger- ‘mente superiori a quelle del nucleo affinché i lamierini entrino nell'interno del cartoccio ‘senza storzo. COME SI CALCOLA IL SECONDARIO Premettiamo subito che ta tensione ottenibile dal secondario dipendera da due fattori: dal rap- porto di spire esistente tra primario e secondario @ dalla tensione effettivamente presente sul pri- mario. Se cioe dovessimo costruire un trasformatore che avesse, per esempio 100 spire al primario e 1000 spire al secondario, la tensione che rileve- remmo ai capi del secondario sarebbe sempre 10 volte superiore alla tensione che dovremmo invece fornire al primario. Fig. 14 Per avvolgere il trastormatore potremo implegare un semplice tra- ano, fissando al mandrino una vite con ‘bullone. Si consiglia sempre di blocchetto di legno sagomato come il nucleo e di applicare ai due estremi due sponde di legno compensato. pag. 228 Data percid una certa tensione al primario, noi potremo ottenere al secondario qualsiasi tensio- ne, variando semplicemente i! numero di spire di quest'ultimo, Ad esempio, se le spire del secon- dario sono in numero maggiore di quelle del primario, otterremo una tensione pi alta, nol aso opposte, una tensione pid bassa Da quanto detto finora, si pud quindi dedurre che, se un trasformatore collegato alla tinea a 220 volt, ha un primario con’ 500 spire e awol- giamo sul suo secondario un ugual numero di spire, dovremo logicamente ottenere, ai capi di quest'ultimo, la stessa tensione di 220 volt. Fig. 15 Le spire possono essere av- volte alla rintusa, isolando solo il pri- mario dal secondario, oppure di iso- lare strato per strato. Implegate sem- ima onde evitare che ywolgimento lo spes- tale da pregiudicare In teoria quindi un trastormatore dovrebbe for- nire, sul secondario, una tensione pari alle spire per volt del primario, In pratica perd, a causa delle perdite che si hanno sempre nel nucleo (perdite causate dalle correnti di Foucault) ¢ ne- gli avvolgimenti (causate dalla loro resistenza ohmi- ca) avremo sul secondario una tensione di poco inferiore, per cui sara necessario compensare queste perdite aumentando leggermente il nume- 10 delle spire per volt. Se cio® il primario ha bisogno di un certo numero di spire x volt, per il secondario occorrera aumentarle per il numero fisso 1,045. Cosi, se per esempio, noi dobbiamo realizzare un trasformatore da 100 watt adatto alla tensione Primaria di 220 volt e quindi, come possiamo vedere nella tab. 2, @ necessario awolgere 717 spire (3,28 spire per volt) volendo prelevare da un secondario avvolto su questo trasformatore Auovamente 220 volt, non dovremo awolgere solo TAT spire, bens: 717 x 1,045 749 spire ‘Supponendo di voler costruire un trasformatore da 50 watt, prowisto di due secondari: uno da 10 volt — 2 amper (10 X 2 = 20 watt) ed uno da 30 volt — 1 amper (30 X 1 = 30 watt) dalla tabella n. 2 rileviamo che il primario deve avere 4,62 spire per volt, mentre il secondario, per le ragioni precedentemente indicate, abbiso- gna di 48 spire per volt. Ne deriva percid che, per I'awolgimento secondario, dal quale dovremo prelevare I 10 volt dovremo awolgere: 10X48 = 48 spire mentre per il secondario dal quale dovremo prele- vare i 30 volt dovremo awolger 90 X 48 = 144 spire Come gia accennato in precedenza, con questi dati otteniamo in uscita una tensione di 10 e 30 teressa ottenerle in c.c., a tensione fornita dal ‘secondario dovra essere raddrizzata @ livellata e, sul secondario dovremo avere una tensione in- feriore. Pid. precisamente dovremo moltiplicare la ten- sione voluta per il numero fisso 0,71 ed otterremo: 10 X 48 X 0,71 = 34 spire per i 10 volt. cc. 90 X 4,8 X 0,71 = 102 spire per i 90 volt c.c. per cui il numero delle spire, come si pud con- statare, risulta ben diverso a seconda che si ri- chieda una corrente alternata o una corrente continua. Per completare i dati riguardanti gli av- volgimenti secondari di un trasformatore, @ neces- sario stabilire il diametro del filo che occorre im- piegare per ottenere gli amper richiesti (vedere tabella n. 7) Se si richiede un avvolgimento secondario da 10 volt —6 amper, dovremo impiegare filo di ra- me da 1,75 mm ed un nucleo da 60 watt (infatti 10 X 6 = 60 watt); se invece il secondario deve erogare 150 volt —100 mA utilizzeremo filo da 0.24 mm ed un nucleo da 15 watt (150 X 0,1 = 15 watt). In possesso di questi dati dobbiamo an- cora riferirci alla tabella n. 4, come gia fatto per primario, nella quale troveremo indicato il di metro del filo da impiegare per ogni intensita di corrente ci interessi. Deduciamo allora che, per avere i 2 amper richiesti dal primo dei due secondari dovremo impiegare filo da 1,05 mm di diametro, mentre per ottenere I'1 amper richiesto dal secondo dei secondari é sufficiente che il diametro del filo sia da 0,7 0 0,75 mm, COME SI AVVOLGONO | VARI AVVOLGIMENT! Una volta conosciuto il numero di spire neces- sarie per lawolgimento primario, per quello se- condario @ il diametro del filo, al lettore si pre- sentera il problema di come procedere per l'av- volgimento. Se il nucleo in nostro possesso dispone di un cartoccio, in cartone o in plastica, non esistono problemi; se invece il cartoccio non esiste, oc- correra realizzarlo con del cartone, preoccupan- doci che, a costruzione ultimata, i lamierini pos- ‘sano entrare senza difficolta nel cartoccio. Prowederemo il cartoccio anche di due spon- de laterali utili ad evitare che il filo possa entrare jn contatto con i lamierini. Fig. 13, Per quanto riguarda lordine dell’awolgimento, non vi sono regole precise: @ quindi possibile awolgere subito i vari awolgimenti secondari 0 successivamente il primario, 0 viceversa, Noi consigliamo comunque di adottare sempre la seconda soluzione, cio awolgere per primo Tawolgimento primario e poi i secondar Nl motivo di tale scelta ha delle giustificazioni Infatti, normaimente Yavwolgimento primario ri- chiede del filo di rame di sezione molto piccola, @ percid @ pid facile ottenere, al termine doll'av- volgimento, un cartoccio assai regolare nello sp. sore. Questa condizione si verificherebbe ditficil- mente con gli avolgimenti secondari, in partico- lar modo quando si usano fii di diametro elevato. Un altro motivo @ quello di poter tacilmente modificare gli avolgimenti secondari in caso di bisogno. Infatti le spire primarie, per qualsiasi tipo pag. 229 a et an cr i ee ee ee TON re ey OR Re es eer SS eo Owes ee ec ees di trasformatore, rimangono sempre le stesse, in quanto sono calcolate in base alla dimensione del nucleo, mentre @ pid facile che si voglia un secondario che eroghi una tensione diversa da quella esistente. In questo caso dovremo svol- gere il vecchio secondario e rifare solo questo awolgimento. II sistema pid idoneo per eseguire un avolgi- mento @ il seguente: Primario: richiedendo normalmente del filo sot- tile, & consigliabile stagnare il filo ad un'estre- mita di un filo flessibile @ isolato. Fig. 16. Que- st'ultimo verra fissato, con un po’ di nastro ade- sivo, sul cartoccio, dopodiché si iniziera l'avvol gimento, Le spire dovranno risultare adiacenti tra di loro e, al termine del primo strato, si provve- dera ad applicare un sottilissimo foglio di carta (va benissimo anche nastro scotch o carta per ingegnere se non si vuole usare il sottilissimo foglio di plastica attualmente usato). Si continue- 8 con il secondo strato e cosi via, isolando sem- pre ogni strato dal successivo con il foglio di carta, Terminato l'awolgimento primario isolere- mo l'ultimo strato con due fogli di carta isolante @ si procedera all'awolgimento dei secondari che, se sono in numero superiore all'unita, dovranno essere ben isolati tra loro. Normalmente, per trasformatori di media e pic cola potenza, dato l'elevato costo della mano d'opera, si preferisce impiegare filo di rame smal- pag. 230 ena OCU eae an Pee oe ee ei) ir ae ec) ee ie a na oer ee ee er mer a Se Romo cry lato a due o pid strati, cioé con isolamento di oltre un migliaio di volt, e avwolgere Il primario senza linterposizione, tra strato e strato, di al- ‘un isolante. Solamente tra il primario e il se- condario si interpone un sottile foglio di isolante plastico. Volendo, i lettore potra adottare una tale solu- zione, cercando perd, nell'avvolgere il primario, di disporre il filo di rame in maniera uniforme, in modo che esso non risulti, sul cartoccio, di- sposto a cono. Si potra ancora adottare una soluzione inter- media, cloe awolgere o tre strati gli uni sugli altri © poi fare un primo isolamento, effettuare Favolgimento di altri due o tre strati e procedere fad un secondo isolamento © cosi via fino al ter= mine del'avvolgimento Ricordatevi che la carta che serve per lisola- mento aumentera lo spessore totale del cartoccio, per cui é molto importante usare carta assai sot- tile onde evitare che, al termine dell'avvolgimen- to, non si abbia spazio sufficiente per tutte le spire del primario e del secondario. LA DISPOSIZIONE DEI LAMIERINI Normaimente i lamierini di un trasformatore possono avere forma e dimensioni diverse (vedi fig. 7-8). € importante, quando gli stessi verranno inseriti nel cartoccio, applicarli intercalandoli in Ue Ou eer ea isolare il primario dal secondarlo potrete im- Ei res Pree omer Ler oo ee ey Le ae es dicato In fig. 18. modo opposto tra loro, in modo da limitare il tra- ferro (tig. 20) Se non adotterete questa tecnica ed infilerete | lamierini nello stesso senso il trasformatore ri- scaldera, Completato l'inserimento dei lamierini dovrete serrare bene le calotte, onde evitare che i la- mierini abbiano a vibrare. Se questo inconvenien- te si dovesse verificare malgrado il buon serrag- gio, potrete sciogliere allinterno dei lamierini del- la paraffina, oppure passare su di essi una ma- Ro di vernice isolante e trasparente, del tipo im- Piegato per gli avwolgimenti dei motori elettrici. CONSIGLI UTIL! ‘A questo punto possiamo considerare termina- to il calcolo degli avvolgimenti del nostro trastor- matore e si pud passare senz‘altro alla autoco- struzione dello stesso. Attenzione perb! Potrebbe capitarci ancora una brutta sorpresa @ cio® che, una volta finito I'av- volgimento, i lamierini non entrino pil nel cartoc- cio, a causa delle rilevanti dimensioni di que- st'ultimo. Se dobbiamo infatti awolgere molti se- condari, oppure un secondario per una tensione elevata, pud capitare che Io spessore della carta usata per isolare un awolgimento dal successivo, sia tale da superare le dimensioni previste. Pud accadere anche che lo stesso inconveniente ci capiti se usiamo lamierini con una finestra al- quanto stretta, oppure se avolgiamo il trastor- matore alla rinfusa, non disponendo di una mac- china awolgitrice. In questo caso infatti, specie per i diametri inferiori, pud capitare che si debba lasciare un certo margine in vicinanza dei bordi esterni del cartoccio, per evitare che qualche spira possa uscire © cortocircuitare il primario con il secondario. Tutto cid, aggiunto alla poca Precisione usata per portare a termine l'awol gimento, causa cartocci con dimensioni supe- Fiori a quelle previste, con la conseguenza di dover rifare tutto, quindi consigliabile calcolare alla fine del Progetto se lo spessore degli avvolgimenti su- peri la larghezza della finestra del lamierino, in modo che si possa eventualmente ricalcolare il trastormatore impiegando, nel caso si verifichi tuna simile eventualita, lamierini con finestra pit larga 0 con una colonna centrale pid) lunga. A tale scopo converra misurare la lunghezza della colonna centrale del lamierino che inten- diamo impiegare, e 1a larghezza della finestra in modo da stabilire quante spire di filo si possano awolgere su uno strato e di quanti strati sovrap- Posti deve essere formato I'intero avolgimento, Se, per esempio, vogliamo awolgere un trasfor- matore avente un primario formato da 500 spire di filo da 0,2 mm e un secondario formato da 60 spire da 1 mm di diametro, impiegando la- rmierini che presentano una finestra di cm 1 di larghezza @ con colonna centrale lunga cm 5 do- vremo avvolgere, per il primo avwolgimento, due Strati sovrapposti formati, ognuno, da 250 spire affiancate da 0.2 mm, awolte lungo l'intera co- lonna centrale (infatti cm 5 : 0,2 = 250), Le 60 spire del secondo avvolgimento trove- ranno anch’esse posto in due stratl, in quanto, essendo le spire con diametro di 1 mm., trove- ranno posto 50 spire in un primo strato, e le Fimanenti 10 saranno avwolte su uno strato so- vrapposto. Liintero avyolgimento avra pertanto uno spes- sore di 2 millimetri (secondo awolgimento) e 0.4 mm (primo avvolgimento), quindi, date le di- mensioni della finestra del lamierino, che ri- sultano notevolmente superiori, saremo sicuri di Poter infilare tutti i lamierini necessari nel car- toccio. In realta il nostro calcolo @ stato un po' sempli- Cistico, in quanto non abbiamo tenuto conto né dello spessore dello smalto isolante che ricopre il filo, né dei fogli che dovremo necessariamente interporre tra i vari awolgimenti per isolarliper- fettamente. pag. 231 Lo spessore totale allora, dovra essere aumen- tato anche di queste piccole quantita che, som- mate tra loro, si aggirano intorno ai due mill metri. € inoltre buona norma non occupare, con Vawolgimento, Tintera lunghezza della colonna centrale del lamierino, ma lasciare un certo spi zo sui bordi esterni de! cartoccio, soprattutto se quest'ultimo @ sprowisto delle flangie laterali di protezione. Non adottando questa precauzione, si corre il rischio che qualche spira laterale possa uscire dal cartocco e cortocircuitarsi 0 addirit- tura troncarsi quando verranno inseriti i lamie- i, la qual cosa comprometterebbe I'intera re lizzazione. Tenendo conto di tutti questi nuovi fattori, e ritornando all'esempio dato in prece- denza, ci accorgeremo subito che non potremo awolgere il primario in due strati, ma dovremo prevederne almeno tre. Lo spessore totale del artoccio si aggirera ora su 5-6 mm, che sono tuttavia ancora sufficienti per inserire comoda- mente le lamelle del nucleo. Una volta terminato il trasformatore, dovremo provarlo per verificarne il corretto funzionamento. ‘A tale scopo collegheremo il primario alla ten- sone di rete e lo lasceremo inserito per qualche ora: se non sono stati commessi errori, il trasfor- matore deve rimanere freddo (0 comunque giun- gere ad una temperatura non superiore ai 30° C circa), Questo leggero riscaldamento deve essere riscontrato solo sul nucleo, mai sull'awolgimento. Constatato invece il perfetto funzionamento, si pud misurare Ia tensione a vuoto sul secondario: non meravigliamoci se troviamo un valore leg- germente superiore al previsto: questo piccolo eccesso di tensione sparira quando colleghere- mo al secondario il carico. APPENDICE, Per le tabelle fin qui riportate, i calcoli svolti sono stati eseguiti partendo dal presupposto che, per la costruzione dei trasformatori, il lettore impieghi comuni lamierini al ferro-silicio det tipo reperibile in commercio e che presentano un’in- duzione magnetica B = 1 weber/m’. Per applicazioni particolari, @ dove il fattore spazio & importante, @ perd possibile utilizzare lamierini di tipo diverso, con un valore di B su- periore, ‘Ad esempio i lamierini a ferro silicio a grani orientati hanno un B = 1,2 weber/m?, mentre Valori di induzione ancora maggiori si ottengono per il mn-metal o per il permalloy, che raggiun- gono e talvolta superano i 2 weber/m?. Queste leghe sono perd molto care e assai dif- pag. 232 Fig. 20 1 lamierini in un trastormatore di alimentazione, andranno sempre infilati en- {tro al cartoccio uno in senso inverso del- tro, in modo da evitare che si creino degli intrafferri. Infatti se smonterete un vecchio trastormatore di alimentazione po- rete constatare come questi risultino in- filati_alternativament ficili da procurare, per cui il loro uso @ limitato a realizzazioni di alta classe e per trasformatori d'uscita di qualita Per tutti quei lettori che volessero calcolare it loro trasformatore da un punto di vista teorico, (© che fossero in possesso di lamierini di tipo par- ticolare, con un valore di induzione magnetica non compreso nelle tabelle, riportiamo qui sot- to le formule necessarie per i relativi calcoli & Vesempio del calcolo di un trasformatore sia con uso delle tabelle, sia con uso delle formule Come gia visto, la potenza di un trastormatore @ data da: P vx ove P = potenza in watt ' corrente in amper V = tensione in volt Calcolo della sezione teorica di un nucleo Sezione teorica: S; = 15 x y P (in om’) Sezione effettiva: Se = 1,35 x y P (in om’ Nella sezione.effettiva si @ tenuto conto del piccolo spazio che rimane tra un lamierino € altro, Calcolo delle spire primarie Numero teorico. Nev = 10.000 X Vp : (4,44 X @ x S, x By ove & = frequenza di rete Vp = tensione primaria Numero effettivo (per $0 Hz): New = [441 : (SX BY X Ve = (44,1 Vo: (Si X B) ove Vp B = induzione magneti¢a in weber/m? S_ = sezione effettiva del nucieo Calcolo del numero delle spire secondarie Numero teorico: Nex = Vs : Vp X Nev = Va XONe 2 Ve Numero effettivo: (45,9 : S: x B) X Vs = = (459 XV.) : (Sr x B) ove: Vs = tensione del secondario Diametro dei fili deli'avvolgimento per il secondario: d= 0,7 X y Is (in mm) per il primario dp = 0,7 X VP: Vr (in mm)