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Nel 2012 la provincia di Reggio Calabria si � piazzata al 92� posto nell'annuale

classifica stilata da Il Sole 24 ore sulla vivibilit� delle 107 province


italiane[47] mentre secondo la classifica stilata da Italia Oggi si trova al 76�
posto[48].

In un'inchiesta del 2007 di Altroconsumo sulla qualit� della vita in 21 citt�


italiane (quasi tutti capoluoghi di regione), Reggio si � piazzata al 18�
posto[49]. La graduatoria � stata compilata in base alle percezioni e ai pareri
degli stessi abitanti, quindi senza considerare dati empirici.

Nel 2015 si colloca all'ultimo posto nella classifica delle province pi� vivibili
redatta da Il Sole 24 Ore mentre secondo la graduatoria stilata dal giornale
economico Italia Oggi occupa il novantesimo posto tra le 110 provincie italiane.
[11]

Problemi
Criminalit� e 'ndrangheta
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: 'Ndrangheta.

Reggio Calabria vista dal quartiere di Gallina


La 'ndrangheta � il fattore principale che ha reso Reggio e la Calabria tristemente
famosa. Essa � una piaga che ha diminuito e condizionato le potenzialit� economiche
e turistiche della citt� e del suo comprensorio.

La derivazione diretta dal termine greco andragath�a, (a?d?a?a??a) vuol dire


"virilit�", "coraggio", nel senso di "associazione di uomini valenti"; o secondo
un'altra etimologia deriverebbere dal toponimo "Andragathia Regio", che in et�
moderna designava un'ampia zona comprendente Calabria e Basilicata. Nata dunque a
met� dell'Ottocento, la 'ndrangheta si afferma nei successivi 50 anni -grazie alla
scarsa presenza nel territorio delle autorit�- imponendosi in tutta la regione.

La mancanza di una "cupola ", una struttura capace di governo unitario capace di
regolare i conflitti, ha causato una lunga serie di faide e guerre tra le 'ndrine
(famiglie 'ndranghetiste). Nella seconda met� degli anni ottanta le strade di
Reggio furono insanguinate da una guerra di 'ndrangheta tra le famiglie che
facevano capo ai due boss Paolo De Stefano e Antonino Imerti. Proprio in quel
periodo avvenivano le segretissime "riunioni di Polsi", vani tentativi di creare
un'autorit� mafiosa che potesse bloccare la sanguinosa guerra cominciata nel 1985.
Questa guerra tra clan si concluse grazie alla mediazione dei boss di Cosa nostra
solo nel 1991. La confessione di Filippo Barreca (gi� legato ai servizi segreti)
descrive infatti l'opera di mediazione svolta da Paolo Romeo, e l'accordo tra i De
Stefano e gli Imerti.

Gli effetti della "pace" tra le cosche furono di lunga durata e ben visibili ancora
oggi. Prima conferma di questo fu una considerevole, netta e costante diminuzione
degli omicidi mafiosi in provincia di Reggio. I dati forniti dal prefetto di Reggio
per il periodo 1990-2001 sono particolarmente significativi.

Quello che per� appare evidente � che alcune zone della citt� e della sua provincia
continuano ad essere controllate da famiglie 'ndranghetiste, che spesso rendono
impossibile lo sviluppo economico attraverso il racket o il controllo diretto delle
imprese.

Dopo la cosiddetta "pace mafiosa", nei primi anni novanta si venne a creare una
struttura di comando che faceva da unione tra le maggiori 'ndrine calabresi. Ci�
era simile, anche se non uguale, alla Commissione di Cosa nostra, che si riunisce
solo per decidere in merito a questioni particolarmente importanti. Questa pseudo-
organizzazione impegna tutte le 'ndrine al rispetto di tali decisioni lasciandole
nel contempo libere ed autonome scelte per ci� che riguarda il resto delle attivit�
mafiose. In questo modo la 'ndrangheta ha superato una storica mancanza di
direzione unitaria riuscendo a garantire sia un certo controllo delle questioni pi�
importanti, sia un ampio margine di autonomia alle singole 'ndrine, caratteristica
tipica della plurisecolare mafia calabrese.

A causa degli ultimi eventi criminosi avvenuti in citt� e legati alla n'drangheta,
il 28 gennaio 2010 si � tenuto nella Prefettura della citt� un Consiglio dei
ministri straordinario per adottare un provvedimento legislativo articolato in 10
punti contro le organizzazioni criminali italiane (Cosa Nostra-'Ndrangheta-Camorra-
Sacra Corona Unita)[50].

Il 9 ottobre 2012 il Comune di Reggio Calabria, guidato dal PdL Demetrio Arena,
viene sciolto dal Ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri per "contiguit�" ad
ambienti mafiosi e gestito da una Commissione straordinaria prefettizia.

Con il processo Gotha � stata individuata la componente "riservata" della


'ndrangheta reggina.