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Questa è

la Mia parola
A e Omega
Il Vangelo di Gesù
La rivelazione del Cristo
che il mondo non conosce
Cristo,
il Figlio di Dio,
il Coregnante dei Cieli,
il Redentore di tutti gli uomini
e di tutte le anime,
Artefice e Sovrano
del Regno di Dio sulla terra
si rivela in merito alla Sua vita,
al Suo pensiero e al Suo operato
nelle vesti di Gesù di Nazaret

1ère édition 1991


Editeur
© Verlag DAS WORT GmbH
D-97828 Marktheidenfeld-Altfeld, R.F.A.
Traduit de l'allemand
Tître original:
"Das ist Mein Wort. A und Omega. Das Evangelium Jesu.
Die Christus-Offenbarung, welche die Welt nicht kennt."
NºISBN 3-89371-220-8
Pour toute question concernant le sens, l'édition allemande sert de référence.

Le gain obtenu par la vente de ce livre permet


le don de livres et de cassettes contenant
les révélations de l'Esprit du Christ de Dieu, aux hommes
ne pouvant les acheter.
Tous droits de diffusion et de
reproduction partielle sont réservés.
I
ISBN-3 89371-239-9
In Vita Universale lo Spirito di Dio ha donato
e dona a tutti gli uomini la Sua parola.
Questo elevato patrimonio spirituale
viene offerto sotto forma di libri e cassette.

Seconda edizione italiana


riveduta e corretta, 1994
Editore:
© Verlag DAS WORT GmbH.
D-97828 Marktheidenfeld-Altfeld - Germania
email: info@universelles-leben.org
Libro nr. S 007 it
Tradotto dal tedesco
Per quanto riguarda il senso fa testo
l'edizione in lingua tedesca
Titolo originale tedesco:
"Das ist Mein Wort. A und Omega . Das Evangelium Jesu.
Die Christus-Offenbarung, welche die Welt nicht kennt”
Italienisch
Edizione italiana a cura di:
Comunità per la diffusione di Vita Universale
Casella Postale 16068
20100 Milano
Tutti i diritti sono riservati
Finito di stampare nel mese di giugno 1994
presso Grafiche Busti - Vago di Lavagno (VR)
ISBN 3-89371-319-0

Questa è la Mia parola


A e Omega
Il Vangelo di Gesù
La rivelazione del Cristo che il mondo non conosce
è un opera che va ben oltre il contenuto della Bibbia, dato che riporta in modo autentico il pensiero, la vita e
l'operato di Gesù di Nazaret, Che conosciamo come il più grande Profeta, Insegnante spirituale e Saggio mai
esistito. In questa possente svolta dei tempi, in cui viviamo, Egli stesso, il Cristo-Dio, tramite la parola profetica
donataci per mezzo della Sua profetessa istruttrice, Gabriele von Würzburg, ci ha rivelato i dettagli della Sua
grandiosa presenza nelle vesti di Gesù di Nazaret.
Egli disse in merito
... Io Sono il Cristo-Dio,
la Via, la Verità e la Vita.
Io Sono la Verità,
e la Verità che Io Sono
splende in infinite sfaccettature in questo mondo.
Il libro "Il Vangelo di Gesù - Che cosa avvenne
2000 anni fa?” è uno dei tanti aspetti della Verità.
Non fu un uomo qualsiasi, ma fui Io stesso,
il Cristo-Dio, che presi questo libro,
lo spiegai, rettificai ed approfondii,
aggiungendo ulteriori sfaccettature della Verità, affinché le generazioni odierne [1989]
e future possano vedere
l'eterna Verità, Me, il Cristo-Dio, splendere
nei suoi diversi aspetti ...
ISBN 3-89371-319-0

Indice
Premessa
Testimonianza
Io Sono
Prologo
1. L'annuncio della nascita di Giovanni il Battista - Giovanni il Battista; sua origine e compito nell'Opera di
Redenzione (4-6). Spiegazione del mutismo di Zaccaria (8)
1. Gesù Cristo fu procreato in modo puro - Primo accenno alla stirpe di Davide ed al suo mandato (5). La
scintilla redentrice - Liberarsi dal peccato (6). L'angelo del Signore parlò a Maria nel linguaggio di luce
dei cieli (8). L'antica immagine di un Dio che punisce; il Dio dell'amore rivelato dal Cristo (17).
Annullamento della Vecchia Alleanza - La Nuova Alleanza - Inno al futuro Regno della Pace (25).
2. La nascita e l'imposizione del nome di Giovanni il Battista - I veri profeti (5)
4. La nascita di Gesù Cristo - Il popolo di Israele ha fallito - La sovranità del Cristo nel Regno della Pace viene
preparata con i figli e le figlie di Dio incarnati, provenienti dalla stirpe di Davide (5). Le "apparizioni degli angeli”
ai pastori furono processi interiori (6-9). Rispettare le leggi terrene se non sono in opposizione alle Leggi divine
(12)
5. L'adorazione dei Magi ed Erode - Il significato dei sei raggi della stella di Betlemme (5). I messaggi di Dio e dei
Suoi angeli sono istruzioni, ma non esprimono direttamente ciò che può accadere - Guida indiretta (13)
6. Infanzia e giovinezza di Gesù - Il tempio interiore (4). Lo sposo Cristo e la sposa (5). Congiungimento quale
patto di fedeltà davanti a Dio - Gesù di Nazaret fa l'esperienza dell'essere femminile - Le sofferenze e la morte sulla
croce non sarebbero state necessarie (10). Retta comprensione dei testi - Sapienza degli Egiziani (11). Breve
relazione sulla vita di Gesù prima che iniziasse la Sua attività d'insegnamento (12). Gesù viveva e donava
attingendo all'onnipotenza e all'amore di Dio ed adempiva il comandamento "prega e lavora” (14). L'ultima
Alleanza conclusa con la Comunità originaria Nuova Gerusalemme - Le tenebre hanno perso - Il processo di
purificazione della terra (17)
7. Predica di penitenza di Giovanni - Il significato dei simboli e delle cerimonie (4). Il giudizio: la legge di semina
e raccolta - Purificazione dell'anima (10)
8. Il battesimo di Gesù, il Cristo - Dio e il Cristo rivelano oggi tutta la verità attraverso il serafino della Sapienza
divina - La stirpe di Davide prepara il Regno della Pace con il Cristo (3)
9. Le quattro tentazioni - Le tenebre possono misurarsi con la luce (1). Chi vive in Dio è collegato con tutto
l'Essere e non è mai solo (5)
10. Giuseppe e Maria preparano una festa a Gesù - Andrea e Pietro trovano Gesù - Agli uomini della Nuova
Epoca: non dimenticate l'atto di redenzione di Gesù (2). Caratteristiche dei seguaci di Gesù di Nazaret -
Imposizione del nome terreno e nome d'irradiazione dell'anima (10)
11. Unzione di Gesù tramite Maria Maddalena - Giudizio secondo criteri umani (6). L'illuminato vede in
profondità (10)
12. Le nozze di Cana - La guarigione a Cafarnao - Gli esseri spirituali incarnati ed il loro mandato nell'Opera di
Redenzione (9). Dio è amore, Egli non condanna - Uomini lontani da Dio creano gli dei vendicatori - L'idolatria è
anche un rendere onore al potere ed ai potenti terreni - La "dannazione eterna” è uno scherno nei confronti di Dio
(11). Cielo ed inferno sono nell'uomo stesso - La cronaca atmosferica (12). Vivere nella verità - I tre passi verso la
verità (16)
13. La prima predica nella sinagoga - Il Vangelo dell'amore, la Via che conduce alla libertà interiore (2). Fede,
fiducia e realizzazione, come base di aiuto e guarigione dallo Spirito (4)
14.La chiamata di Andrea e Pietro - L'ammaestratore di cani - I ricchi - Solo dopo aver fatto ordine in tutte le
relazioni e in tutte le situazioni umane ci si può incamminare sulla via del Cristo (1-3). Presupposti per la
guarigione (4). Come l'uomo si incolpa verso la creazione, disprezzando ed uccidendo le creature, e relative
conseguenze - Nel periodo di sconvolgimenti le cause producono più rapidamente il loro effetto - La possibilità di
incarnarsi si riduce sempre più man mano che la terra si affina - Il periodo di sconvolgimenti è un periodo di
catastrofi - Il Cristo protegge i Suoi - Vivere sulla terra purificata (6-7). Ricchezza esteriore ed interiore (11-12)
15.La guarigione di un lebbroso, di un paralitico e di un sordo - Gli uomini nello Spirito del Signore
16.La chiamata di Matteo - Vino nuovo in otri vecchi - La possibilità di reincarnarsi e di espiare è limitata
17.Gesù invia i Dodici - Il progresso dell'Opera di Redenzione dipende dalla fedeltà e dall'evoluzione di coloro che
ne hanno il mandato (3). Battesimo con lo Spirito della verità (6). Guarigione dei malati e risveglio dei morti -
Colpa collettiva - Scacciare i demoni - Non imporre i doni d'amore (7). L'inferno non è un luogo, ma uno stato
dell'anima (10). A Dio nulla è celato - Solo chi vive nella luce della verità conosce la parola della verità (13). Chi è
contro il Cristo è contro il suo prossimo (14)
18. L'invio dei settantadue - Come trasmettere la verità (3). Come comportarsi quando si è ospiti (6). Criteri per la
convivenza degli uomini; la meta: l'amore altruistico (10-12)
19. Gesù insegna a pregare - Modo giusto e modo errato di pregare (2-4). L'essenza di tutto l'Essere è nel profondo
di ogni anima - L'onnipotenza di Dio serve attraverso tutte le forme di vita colui che vive consapevolmente in
collegamento con Dio (6). Il rimprovero per amore e serietà (8). Rispetto della vita delle piante e degli animali (9).
La responsabilità di una persona guarita (10)
20. Ritorno dei settantadue - Successo o insuccesso degli inviati dal Cristo - Affinamento della materia - Le
macchie terrestri, i residui di energie negative, sono la base per l'ultima rivolta dei demoni alla fine del Regno della
Pace - La liberazione dell'anima della terra - Sugli "spiriti” (3). I "saggi” del mondo non riconoscono le forze
dell'universo; sono manovrati e combattono contro la luce (4). Il Cristo rivela la propria posizione e il Suo
rapporto con Dio, come avvenne la caduta e il Suo atto di redenzione (5). Il Cristo in veste terrena ed i Suoi
messaggeri potevano e possono essere riconosciuti solo da coloro che hanno sviluppato la vista e l'udito interiore -
La Legge divina si svela a chi ascolta e realizza i comandamenti del Cristo e costui vive in Lui (6). Nella svolta dei
tempi l'eterna verità si irradia possentemente tramite la Sapienza (7)
21. Gesù biasima la crudeltà usata contro un cavallo - L'uomo egoista ed egocentrico domina e tormenta gli
animali - Chi vive in Dio è in unità con tutte le creature (2-4). L'uomo oltraggia e distrugge la vita sulla terra -
Estinzione di molte specie di animali - L'importanza di molti animali per l'equilibrio ecologico - La legge di semina
e raccolta vale anche per il comportamento verso la creazione (5). L'amore altruistico, la chiave per comprendere
ed aiutare il prossimo, per capire la legge causale e per superarla - L'anima assetata ed affamata della fonte
interiore (7). L'uccisione degli animali, anche come sacrificio, è un obbrobrio al cospetto di Dio - Ogni uomo
dovrebbe sacrificare liberamente il proprio ego - Errata immagine di Dio - La retta comprensione di "occhio per
occhio, dente per dente” (8) e "così vi voglio ripudiare” - Trasmissione ed interpretazione delle parole bibliche
(10). Ricchezze terrene e ricchezza interiore (11). La ricchezza esteriore è solo un prestito che dovrebbe essere
impiegato per molti (12-13). La Legge di Dio è assoluta e si adempirà - Il battesimo con l'acqua, un simbolo - Il
"compiuto” - Il Cristo insegna ora tutta la verità (14). Il piano e la preparazione del mandato di redenzione e
dell'Opera di Redenzione - Molti esseri spirituali restano nel mandato fino a che tutti gli esseri della caduta
saranno ritornati (16)
22. Il risveglio della figlia di Giairo - Presupposti per la guarigione del corpo - Il Cristo è in te (2-5). Il risveglio
dei "morti” (6-12)
23. Gesù e la samaritana - L'acqua della vita, la verità, una forza eternamente fluente (3-7). Chi cerca seriamente
trova la verità. - Esaminate coloro che parlano della verità - In merito al valore delle forme esteriori di adorazione
- Chi è oggi il popolo d'Israele? - La Nuova Gerusalemme - L'ultima Alleanza (16)
24. Gesù condanna la crudeltà - Guarisce i malati e scaccia i demoni - Tutte le azioni commesse contro la Legge
della vita ricadono sull'uomo; la natura e le creature sulla terra sono doni di Dio per il benessere degli uomini (1).
Spiegazione del "braccio inaridito” (3). Salvezza e guarigione del corpo, se è bene per l'anima (7). I farisei di ieri e
di oggi - La lotta contro la luce che sta crescendo sulla terra e nelle sfere di purificazione continuerà anche durante
il Regno della Pace - Nella svolta dei tempi vengono poste le fondamenta per il Regno della Pace che prende forma
- Ammonimento agli uomini del Regno della Pace: non dimenticate i pionieri ed il serafino incarnato della Sapienza
divina, la Mia profetessa e messaggera - Dietro la parete di nebbia la lotta prosegue (8). Spiegazione del miracolo
della moltiplicazione dei pani (12-13)
25. Il Discorso della Montagna (1a parte) - Il Discorso della Montagna, la Via Interiore verso la perfezione - I
beati - I "poveri” - Sopporta la tua sofferenza in modo giusto - La mitezza, caratteristica di coloro che amano
altruisticamente - I Dieci Comandamenti e il Discorso della Montagna quale via che conduce alla verità e alla
giustizia - La misericordia, la porta verso l'eterno Essere - Le anime pure nella Legge Assoluta di Dio - Gli
operatori di pace hanno la pace dentro di sé - Lotta dei pionieri su vari fronti - Prelati, farisei, lupi travestiti da
agnelli - Campo di battaglia dietro la parete di nebbia - Pregate per le anime non illuminate (2-4). La ricchezza
terrena come impegno e compito - L'errato impiego della ricchezza ha gravi conseguenze - Monito a chi schernisce
- Ricchi, potenti, falsi profeti, adulatori, cristiani apparenti: strumenti del satana (5). I giusti sono il sale della terra
che portano alla luce l'ingiustizia (6). Vocazione e mandato della profetessa e messaggera di Dio - L'operato dei
pionieri sotto l'istruzione e la guida diretta - La Nuova Gerusalemme (7). Liberarsi dalla legge di semina e raccolta
tramite il Cristo; l'essere legati alla legge della caduta a causa delle confessioni e dei dogmi - Il Cristo guida oggi
alla verità tutta intera (8). Veri e falsi insegnanti (9). Salvezza solo con la fede e la realizzazione (10). Il Cristo
trasforma i peccati che gli vengono rimessi liberamente (11). Sistemare prima che si formi un grave karma - Il
nemico apparente, il tuo specchio (12-13). Ciascuno riceve ciò che ha seminato - Date amore altruisticamente (14).
I desideri personali provocano legami a uomini e cose - Vivere "nel pantano” (16). Semi volanti nel campo
dell'anima del tuo prossimo - La via di purificazione dei pionieri che conduce fino al Regno della Pace (18)
26.Il Discorso della Montagna (2a parte) - I primi passi sulla Via Interiore, un processo evolutivo verso l'altruismo
(2). Pregare per mettersi in mostra e pregare vivificando le parole (4). I veri saggi riposano in sé e non discutono
(5). In merito al Padre Nostro (6). Perdonare e chiedere perdono; giustizia e grazia di Dio (7-9). La morte terrena -
Lo stato di coscienza dell'anima dopo la morte - Gli afflitti - Nuova incarnazione - Legami tra uomini ed anime -
Retta disposizione d'animo (10-11). Accumulare tesori - Fine delle incarnazioni nella Nuova Epoca (12-14).
Preoccuparsi per se stessi, pianificare con fiducia in Dio - Il retto modo di pregare e lavorare - Tutto l'Essere è
sotto la protezione di Dio (15-18)
27.Il Discorso della Montagna (3a parte) - I vostri pensieri negativi, le vostre parole ed azioni sono i vostri giudici
(1). La pagliuzza e la trave - La necessità dell'autoconoscenza (2). Il fare opera di missione è un voler convincere -
Vivete la verità e siate degli esempi (3). Chiedere, cercare, bussare; la porta interiore non si apre alla mente (4).
Ciò che pretendi dal tuo prossimo, non lo possiedi tu stesso nel cuore; un atteggiamento di aspettativa conduce al
legame (6). La battaglia sull'angusta via che conduce alla vita (7). Distinguere tra i buoni ed i cattivi frutti (8-9).
Accogliete con il cuore la parola della vita - "Questa è la Mia parola. Alfa e Omega. Il Vangelo di Gesù. La
rivelazione del Cristo che il mondo non conosce”: un'opera di vita e di amore (13)
28. Gesù libera gli animali e conferma la missione di Giovanni il Battista - La caduta: il raddensamento
dell'energia fino alla formazione della materia - Il corpo spirituale nel corpo umano - L'abbrutimento degli uomini
- Sfruttamento delle creature e della creazione - L'uomo dominatore - Superstizione, gli dei punitori, i sacrifici di
sangue - Gli ammonitori di Dio indicano la via - Gli esperimenti sugli animali sono un obbrobrio per Dio (1-3). Il
puro riconosce la purezza - Il cibo, un dono di Dio (4). Battaglia delle tenebre contro il piano di Dio e i Suoi retti
profeti - Strumenti delle tenebre - Esse non combattono contro i falsi profeti (16)
29. Gesù sfama i cinquemila - Gesù cammina sulle acque - Il Cristo, la Forza Parziale della Forza Primordiale,
in Gesù di Nazaret - Spiegazione della moltiplicazione dei pesci - Cibo vivente e cibo morto - Mortificazione e
fanatismo - Trasformazione delle abitudini negative sulla via verso la vita superiore (4-7). La paura è un dubbio
nella forza e nell'amore di Dio (12-13). Non esiste il caso - L'uomo si trasforma, evolvendosi verso il Divino, solo
lavorando su se stesso (14). Non tutti ricevettero aiuto e guarigione (17-18)
30. Il pane della vita e la vite vivente - Il Cristo dà il pane spirituale per la Vita Interiore - La via che conduce al
Regno della Pace: battaglia e sacrifici dei giusti (5). Chi si orienta su Dio riceve la forza della vita (6). Nel Cristo
ci sono redenzione e grazia - Malattia, sofferenza e disgrazie sono colpe che si manifestano - Il giorno del giudizio
(7). L'occhio umano vede solo l'involucro terreno caduco - L'infilarsi e lo sfilarsi del corpo spirituale in quello
materiale - La via crucis della profetessa di Dio nella svolta dei tempi - Lo sviluppo del cristianesimo esteriorizzato
(8-10)
31. Il pane della vita - La confessione di Pietro - Il cammelliere - Morto spirituale - Nel regno delle anime non ci
sono maschere - Le parole sono solo simboli e segnali - Mortificarsi significa reprimersi - Ogni uomo ha il libero
arbitrio: la buona semina porta un buon raccolto - Dio ammonisce, non castiga (1-3). L'esodo di Mosè con il
popolo d'Israele attraverso il deserto: una similitudine per il cammino dell'umanità - Gli uomini odierni non sono
diversi dal popolo di Israele - La via verso il Regno della Pace (4). Chi ama Dio più di questo mondo vive in Dio -
Chi proviene dalla verità, riceve dalla verità (5-6). Agli uomini nel Regno della Pace - L'evoluzione degli uomini e
della terra fino a giungere alla sostanza sottile - Cambia la misurazione del tempo - Macchie terrestri, riserve dei
demoni - Il recupero dei regni della caduta - Il libro "Questa è la Mia parola” verrà elevato in continuazione fino a
giungere alla sostanza luminosa - Le tenebre si servono del pro e contro di molti uomini (7-9). Ama anche gli
animali! (12-16)
32. Dio quale cibo e bevanda - Significato della carne e del sangue - Alimentazione e salute secondo la volontà di
Dio (1-6). L'abbrutimento degli uomini, la durezza dell'ego umano - Il cambiamento dell'uomo per tornare in unità
con la natura (8-12)
33. In merito ai sacrifici di sangue e al perdono dei peccati - Guarigione presso la piscina di Betsaida - Le
concessioni di Mosè, necessarie per quei tempi, divennero leggi (1-3). Sacrifici di animali e alimentazione a base di
carne - Le norme prescritte dagli uomini legano; Dio è amore e libertà illimitata (4-14)
34. L'amore di Gesù per tutte le creature - Chi è pervaso da Dio diviene una benedizione (2-6). Rispetto per tutto il
creato; ogni forma di disprezzo rientra nella legge causale (7-10)
35. La parabola del samaritano misericordioso - Maria e Marta - Ciò che arrechi al tuo prossimo, lo arrechi al
Cristo e a te stesso - In merito al comportamento nei confronti del prossimo (1-8). Prega e lavora; la giusta misura
(9-11). Immagine per la costruzione della casa di Dio, la Nuova Gerusalemme sulla terra - La Sapienza divina
chiama i figli e le figlie di Dio, prepara la Via Interiore e porta le Leggi divine universali - Coloro che vivono in Me
divengono la fonte vivente (12-15)
36. L'adultera - Il fariseo e il pubblicano - La legge della rispondenza - Chi conosce se stesso riconosce anche
l'avversario - Seduzione da parte del satana dei sensi, prima ed anche dopo i grandi sconvolgimenti (4-6) -
Dall'umiltà nasce la grandezza spirituale (7-10)
37. La rinascita dell'anima - Verso la perfezione attraverso la sofferenza e l'espiazione - La grazia del Padre
agisce più intensamente sulla terra - Fine della possibilità di incarnarsi per le anime gravemente incolpate - La
rinascita nello Spirito di Dio (1-10) 453
38. In merito all'uccisione degli animali - Il risveglio del ragazzo di Nain - Chi non adempie le Leggi di Dio
incolpa la propria anima; costui non può nemmeno insegnare e spiegare la Legge dei cieli - La pula verrà separata
dal grano (1-2). La scala di Giacobbe - Affinando i pensieri ed i sensi, ciò che non è nella Legge si stacca (3). In
merito all'uso della violenza ed allo spargimento di sangue (4). Essere solidali con la sofferenza degli animali -
Uccidere gli animali per liberarli dalla sofferenza (5). Chi riconosce se stesso e sistema le cose, impara ad amare
la vita (6). Il risveglio dei morti (8-10)
39. Sette parabole del Regno dei cieli - La via verso il Regno di Dio - Chi tentenna nella propria decisione non
troverà il tesoro in cielo (1-6)
40. Gesù spiega le parabole del Regno dei cieli - Parabola del Regno dei cieli; la buona semina; riconoscere ed
estirpare per tempo la zizzania - Giungere alla pienezza del Regno di Dio attraverso la realizzazione (1-2). Il
grande raccolto: separazione del grano dalla pula; pene dell'inferno (3-7). Il seme sul ciglio della strada: ascoltare
solo la verità (9)
41. Conversione dell'uccellaio - Guarigione di un cieco - Fare affari sfruttando gli animali; commercio di uomini -
Santificare il Sabbat - Condanna per coloro che sanno e per coloro che non sanno (1-9). Chi adempie la Legge di
Dio vede nelle profondità dell'Essere (10-13)
42. Insegnamento di Gesù in merito al matrimonio - Guarigione dei dieci lebbrosi - Essere collegati tra coniugi
anche in caso di separazione esteriore - Polarità e dualità - Valori interiori (1-5). Celibato (6-8). Guarigione
duratura solo attraverso la realizzazione delle Leggi eterne (13)
43. I ricchi e il Regno dei cieli - I comandamenti della purificazione - Beni materiali e seguire il Cristo (1-4).
Tutto è possibile a colui che aspira agli aspetti spirituali-divini che sono il suo vero essere (6). Dio o mammona -
Aspirare alle cose materiali e relative conseguenze (7). Chi rinuncia al materialismo riceverà copiosamente
nell'eterno Essere (8-9). Pulizia esteriore e purezza interiore - Essere fedeli alla lettera è indice di infedeltà a Dio
(10-16)
44. La professione di fede dei Dodici - I pilastri fondamentali della Comunità - Dio non ha segreti: il peccato
offusca la verità (2-3). Fondare vere Comunità originarie sulla roccia che è il Cristo (4). Falsificazione della verità
da parte della chiesa - La giustizia di Dio dà per lungo tempo la possibilità di cambiare ad ogni peccatore (7-8). La
Legge di Dio viene in questo mondo; la verità diviene visibile (10-12). L'umanità giungerà all'unità con Me, il
Cristo (13-15)
45. Cercare dei segni - Lo spirito immondo - I genitori, i fratelli e le sorelle di Gesù - Ricchezza terrena - Il "cieco
” si aspetta miracoli - Il pericolo di essere influenzati da forze avverse (1-6). Agire in malafede è un peccato contro
lo Spirito Santo (7). Membro della famiglia di Dio oppure individualista e difensore dell'ego umano (8-10).
La ricchezza materiale; effetti della cupidigia
(11-16)
46. La trasfigurazione di Gesù - I Dodici Comandamenti - Nella trasfigurazione furono svelati a Gesù la Sua via
crucis, il Suo successivo mandato quale Cristo ed il futuro dell'umanità e della terra (1-6). La Nuova Israele (7-21).
La nuova Legge dell'amore - Nessun'anima va persa (22-24). La purificazione dell'anima (25). Tutti i veri profeti
vengono misconosciuti (26-28)
47. Retta comprensione dei comandamenti - La parabola del ricco e del mendicante Lazzaro - In merito alla retta
comprensione delle Leggi scritte; esempio: uccidere (1-3). L'invidia è furto - Procreare bambini malati - Adulterio
(4-5). Rispetto di ogni forma di vita (6). Dire la verità senza screditare - Rispettare il libero arbitrio del prossimo
(7). Vivere in Dio (8-9). Differenze tra poveri e ricchi: cause ed effetti (10-17)
48. Gesù sfama mille persone e guarisce nel giorno del Sabbat - "Con-patire” (1-9). Guarigione dei malati -
Calunnie contro Gesù e contro i seguaci di Gesù (10-13)
49. Il vero tempio di Dio - In merito alla distruzione del tempio (1-3). Ogni uomo è un tempio di Dio, un tempio
dello Spirito Santo (4). Significato delle forme esteriori (5-7). Spargimento di sangue e sacrifici cruenti (8-10). Solo
chi si sforza di vivere ogni giorno in Dio riconosce il Cristo e comprende il linguaggio della Legge (11-12)
50. Cristo, la luce del mondo - Giudizio e condanna umana; la giustizia di Dio (1-4). Il vero Sé in ogni uomo: Dio -
Chi non ama il prossimo non ama nemmeno Dio (5-8). Chi crede senza realizzare non contemplerà l'eterno Padre
(9-15)
51. La verità rende liberi - Retta comprensione dei comandamenti - "Restare nella Mia parola” (1). Chi è servo
del peccato è lontano da Dio e dall'eterna Patria (2). Al cospetto di Dio vale solo la realizzazione dell'amore
altruistico (3-6). Satana, padre della menzogna; il satana dei sensi (7-8). Nessun'anima va persa (9). Solo chi
aspira alla verità comprende la parola di Dio (10). Mosè non approvò il sacrificio di animali - Disprezzo e rispetto
della vita - Vecchia e nuova umanità (11-13). Le autorità religiose e i fedeli alla lettera che non realizzano ciò che
insegnano - Concessioni fatte dai profeti al popolo (14-18)
52. Gesù spiega la Sua preesistenza - Credere significa comprendere - Morte fisica e morte spirituale (1). Solo chi
adempie i comandamenti riconosce e sperimenta Dio in sé (2-3). Il Regno di Dio è a sette dimensioni - Il cristallo
infinito: tutto è nel tutto (9-11). La verità può essere compresa solo attraverso la realizzazione (12)
53. La guarigione del cieco nato - La domanda dei Sadducei in merito alla risurrezione - Non interessarti dei
peccati dei tuoi simili - Sfruttate gli attimi della giornata (1-2). Il medico esteriore e il Guaritore Interiore (3-6).
Sposarsi o congiungersi davanti a Dio (7-11)
54. L'interrogatorio del cieco nato - I discepoli quali corpo spirituale del Cristo - I ciechi e coloro che vedono (1-
16). Nell'Essere cosmico tutto è contenuto nel tutto ed ha la stessa importanza
(17-24)
55. Il Cristo, il buon Pastore - Uno con il Padre - Il Cristo, il vero Pastore, è l'unica Via che conduce alla casa del
Padre - Le Mie pecore conoscono la Mia voce - Io guido le pecore nell'eterna Legge - Indicazioni in merito alla
presunzione e all'abuso della funzione pastorale (1-16)
56. Il risveglio di Lazzaro - In merito al risveglio dei morti (1-18)
57. In merito ai bambini piccoli - Parabola dei pesci - Perdono dei peccati - Portate i piccoli a Me - Chi è "il più
grande nel Regno di Dio”? (1-2). Causare dispiacere al prossimo e relative conseguenze (3). Compito dei genitori
(5). Gli occhi terreni e l'occhio spirituale - Dio è irradiazione universale, la Legge universale fluente (6-9).
Sistemare le cose secondo il comandamento della pace - Legare e sciogliere - Preghiere rivolte a Dio e loro
esaudimento (10-12). Ognuno è il giudice di se stesso - Perdono, diritto e giustizia - Uomo e stato (13-20)
58. Gioia per il peccatore pentito - Parabola del figliol prodigo - I veri figli e figlie di Dio - Il popolo di Dio sulla
terra (1-2). Dio ha creato i Suoi figli perfetti e li contempla come tali - Ogni figlio ritornerà a Lui tramite il Cristo
(3-15)
59. L'essere desti - Il pubblicano Zaccheo - Il tesoro in cielo e la proprietà terrena (1-3). Essere pronti per la
venuta del Cristo (4-6). Il buon amministratore (7-8). A chi viene dato molto, verrà anche richiesto molto (9-10).
Peccare in malafede è peccare contro lo Spirito Santo (11-12). Nessuna anima e nessun uomo andranno perduti
(13-18)
60. Gesù condanna gli scribi e i farisei quali ipocriti - Abuso del nome del Cristo per scopi contrari ai princìpi
cristiani - Non esistono i "Santi” - I lupi feroci in veste di pecora - L'anticristo - Il Cristo vincerà (1-18)
61. Gesù predice la fine dei tempi - Ora li riconoscerete dai loro frutti (1). Reincarnazioni di assetati di potere e di
messaggeri di Dio nel corso dei tempi (2-3). Gli emissari delle tenebre combattono con tutti i mezzi (4-5). Istruzioni
per il periodo del terrore (6-7). Il ritorno del Cristo: imparate a discernere (8-9). Mutamenti nel sistema solare e
sulla terra (10). L'imminente fine dei tempi - La via evolutiva dell'umanità e della terra verso la sostanza sottile - Il
Regno della Pace - Ultimo sussulto di Satana - Il 'sia fatto' di Dio: dissoluzione di tutta la sostanza grossolana -
Preparazione al ritorno del Cristo tramite la Sapienza divina - La venuta del Cristo, il più grande evento (11).
Riconoscete i segni dei tempi (12-14). L'ora non sfuggirà a colui che veglia (15-19)
62. La parabola delle dieci vergini - Chi adempie i comandamenti dell'amore è desto. Costui ha la luce interiore, il
segno sulla fronte (1-7)
63. Parabola dei talenti - Chi ha ricevuto dovrebbe dare agli altri - Dio ricompensa solo chi dà di cuore (1-12)
64. Dell'essenza di Dio - Le forze del Principio Padre-Madre sono nell'uomo e nella donna; ambedue hanno quindi
lo stesso valore (1-3). Riconoscete l'invisibile nel visibile; vedete Dio, la vita, in ogni cosa (4-5). La Legge
d'attrazione in tutto l'Essere - La decisione dell'Opera di Redenzione del Cristo nella sala del trono di Dio - Il
mandato di redenzione - I tutori della Sapienza divina sono, insieme al Cristo, i principali responsabili per l'Opera
di Redenzione - Le schiere di figli e figlie di Dio che fanno parte del mandato e che vanno ad incarnarsi -
L'incarnazione del Cristo - Il mandato resterà fino a che sarà compiuto (6-11). Il morto spirituale (12). Il libero
arbitrio non dovrebbe mai essere influenzato (13)
65. L'ultima unzione di Maria Maddalena - Preparazione al tradimento - Come aiutare e dare veramente ai
poveri - Le ombre dell'ego umano impediscono di vedere la luce di Dio; per questo l'uomo parla poi dei "segreti di
Dio” (1-10)
66. Insegnamenti sulla perfezione - La vera vita è vita in Dio (1-3). Gli esseri puri vivono nell'unità universale;
sono uniti - La polarità quale unità in Dio - Maria Maddalena, un esempio del principio ricevente - Tutto l'Essere si
basa sulla polarità (4-11). La Trinità: Spirito, anima e uomo - Quando verrà il Regno di Dio sulla terra? (12-13)
67. L'ingresso in Gerusalemme - Il giudizio finale - Osanna - CrocifiggeteLo: chi pensa solo al proprio benessere
è volubile - Da duemila anni i Giudei raccolgono ciò che hanno seminato - L'uomo dovrebbe rispettare Dio in ogni
forma creata, quindi anche nel prossimo, altrimenti si troverà alla sinistra del Cristo (1-10). L'espiazione e la
purificazione delle anime gravemente incolpate (11). Ciò che non avete fatto ad uno dei più piccoli, non l'avete fatto
neanche a Me (12-14). La via evolutiva delle anime gravemente incolpate (15)
68. Parabole del giudizio divino - "Il Regno di Dio vi verrà tolto e dato ad un popolo che darà i suoi frutti” (1-7).
La battaglia contro i messaggeri di Dio che anche vivono ciò che insegnano (8-10). Io venni in Gesù e vengo quale
Cristo (11) - Dignità interiore ed esteriore - I potenti terreni si sfracelleranno sulla pietra angolare che è il Cristo e
che diviene la chiave di volta (12-14). Cambiate per tempo, prima che la sorte prenda il suo corso - Parole, concetti
e misure umane ed il loro significato fungono solo da indicatori della via verso la verità (15-20)
69. In merito alla morte, alla rinascita e alla vita - La rinascita nello Spirito di Dio libera dalla reincarnazione (1-
2). In merito alla ruota della reincarnazione - Le anime-ombra - L'anima troverà pace solo quando avrà scontato
tutti i peccati - Sulla terra i peccati possono essere scontati più facilmente e rapidamente che nel regno delle anime
(3-4). La parola dell'uomo è la parola dell'errore (5-6). L'azione del Principio Padre-Madre nei duali (7-10). Chi
ha buona volontà comprende ed adempie la Legge della vita e si libererà dagli errori (11-13)
70. Gesù rimprovera Pietro per la sua veemen-za - Rispettate la vita ad ogni livello di evoluzione: ogni forma di
vita si trova sulla via evolutiva verso la perfezione (1-5). Chi vive in Me è testimone in questo mondo (6-7). I
precursori del Cristo nel passaggio dal vecchio mondo peccaminoso alla Nuova Epoca (8). Il Cristo viene
continuamente crocifisso nella battaglia tra la luce e le tenebre (9-10). Nella svolta dei tempi la luce che include
ogni cosa diviene visibile; le tenebre vogliono spegnerla (11). Nella svolta dei tempi la Sapienza divina edifica le
Comunità originarie, attraverso le quali il Cristo, la luce del mondo, irradia tutti i popoli - La Comunità
dell'Alleanza Nuova Gerusalemme è la sacerdotessa (12-14)
71. La purificazione del tempio - Frustate per l'anima ed il corpo (1-2). La vera funzione religiosa (3-4). Solo il
senso della parola rende vivi (5-7). Ogni uomo dà l'impronta a se stesso (8-11)
72. Parole di commiato di Gesù - L'immagine del Padre (1-3). Faranno cose ancor più grandi di quelle che Io ho
fatto in veste di Gesù (4). A colui che serve altruisticamente darò ciò che chiede (5). Chi santifica il tempio vive in
Me (6-7). L'amore altruistico è comunicazione con Dio (8). Il significato delle parole: "Il Padre è più grande di
Me” (9-11)
73. La vera vite - Ogni tralcio in Me porta frutto (1-2). Chi non rimane in Me pecca (3). Vivere nel Cristo (4).
L'occhio chiaro dell'anima raggiunge la capacità di discernere tra la verità e il falso (5). I fedeli portano buoni
frutti in nome Mio (6-8). Colui che vede in profondità non è più cieco (9). Come mai il Cristo oggi si rivela
nuovamente (10-11). La conoscenza delle Leggi impegna a realizzare (12). Nessun uomo potrà dire: "Non sapevo
nulla del Cristo” (13)
74. Gesù prepara i Suoi discepoli agli eventi futuri - La battaglia condotta contro il Cristo nel nome del Cristo (1).
L'Opera di Redenzione verrà portata a compimento (2-3). La verità scorre oggi come una grande corrente (4-5)
75. L'ultima cena di Pasqua - Divenite puri di cuore (1-2). Del tradimento - Tolleranza e comprensione nei
confronti degli ignari (3-6). Nella Nuova Epoca del Cristo non ci sarà più alcun spargimento di sangue (7-9). La
terra purificata dona in abbondanza (10). Vivere nel Cristo apporta nobiltà dell'anima e la vera libertà (11-12). La
Legge della vita, il comandamento dell'amo-re - Chi disprezza il suo prossimo non giunge al Cristo, alla verità,
nell'eterno Essere - Ognuno è il giudice di se stesso (13-16). La Nuova Israele e la Nuova Gerusalemme (17). Da
tutti i popoli e da tutte le tribù si affratellano coloro che compiono le opere di Dio (18)
76. Lavaggio dei piedi - L'ultima cena -Le sette forze basilari dell'anima cominciano a dischiudersi partendo
dall'Ordine (1-3). Chi ama altruisticamente adempie la Legge e contempla Dio in ogni cosa (4-5). I veri
combattenti per il Cristo hanno il cuore puro (6). La meta ed il compito dell'anima: ridivenire la Legge (7). Il
significato dell'incenso (8). La cena - non una cerimonia, ma un simbolo (9). La preghiera di Gesù per i Suoi:
adempite la parola di Dio e il comandamento dell'amore; effondete ciò che Dio vi dona (10-19). La preghiera
dell'unità (20-21). Pane e vino (22). La sostanza spirituale nei doni della natura (23-25). Dalle concessioni di Mosè
sorsero costumi e usi contrari alla Legge (26-28). Il tradimento nei confronti del Cristo - Perché Gesù poté essere
catturato e fu crocifisso - L'atto del Cristo per la stirpe di Davide (29-30)
77. Sofferenza nel giardino di Getsemani - I discepoli addormentati nel giardino di Getsema-ni - Chi accumula
nozioni spirituali, ma non le mette in pratica, non è in grado di afferrare una situazione e si addormenta nonostante
il suo prossimo sia in pena - La volontà di Dio ed il piano si compiono (1-13)
78. Il tradimento di Giuda - Il rinnegamento di Pietro - La cattura: le tenebre ricevettero il potere di catturare
Gesù - Chi mette mano alla spada perirà di spada - Il gallo che canta, la voce della coscienza (1-18)
79. L'interrogatorio davanti al sommo sacerdote Caifa - Come comportarsi quando si viene accusati - Il significato
delle parole: "Posso distruggere il tempio di Dio e ricostruirlo in tre giorni” (1-10)
80. Il pentimento di Giuda - L'ingiustizia nei confronti del prossimo può divenire fatale - Il peccato degli iniziati è
un peccato contro lo Spirito Santo - Chi infrange intenzionalmente il Vangelo dell'amore crocifigge di nuovo il
Cristo (1-10)
81. L'interrogatorio davanti a Pilato - Coloro che vivono nella verità sono retti nel pensiero, nella parola e
nell'azione (8-9). Le forze avverse cercarono di impedire l'atto di redenzione - "Non trovo alcuna colpa in Lui” - Le
tenebre possono misurarsi con la luce in tutti i tempi. Il potere del cristianesimo apparente volge alla fi-ne - Il
giusto soffrì per l'ingiustizia - La croce: segno di redenzione e di risurrezione o di sconfitta (10-32)
82. Crocifissione di Gesù - Gesù tenne testa a tutti gli attacchi e divenne il Redentore (1-2). Pilato sacrificò un
innocente per mantenere la propria posizione (3-4). Generare e partorire nel peccato o nell'amore altruistico (5-7).
L'uomo determina la veste che la sua anima indosserà nell'aldilà (8-13). Il peccatore pentito (14-16). L'apparente
trionfo delle tenebre divenne una vittoria del Cristo per la gloria del Padre - Solo il corpo spirituale puro può
entrare in cielo (17-19). "Mio Dio, Mio Dio, perché Mi hai abbandonato?” (20). La Legge dell'amore e dell'unità
(21-23). Il terremoto, segno della forza del Cristo (24- 27). Non esiste alcun diritto per condannare a morte o per
uccidere (28)
83. Sepoltura di Gesù - Sepoltura dei morti (1-3). Venerazione dei morti e veglia funebre (4-10)
84. Risurrezione di Gesù - L'angelo presso la tomba (1-5). L'anima piena di luce e forza è più vicina a Dio (6).
Messaggio e guida attraverso gli angeli (7-8). Il compito del corpo terreno e di quello spirituale del Cristo (9). La
trasformazione del corpo fisico di Gesù - La croce con o senza corpo (10- 13)
85. Gesù risorto appare a due discepoli ad Emmaus - La cecità di coloro che erano contro di Me - Trasformazione
nelle gerarchie sataniche dopo l'ascesa ai cieli (14-16)
86. Gesù appare nel tempio e i sacrifici di sangue cessano - Avvenimenti spirituali a Gerusalemme e dintorni nei
giorni che seguirono il decesso fisico di Gesù (1-8)
87. Gesù appare ai Suoi discepoli - Come mai i discepoli poterono contemplare il Risorto? (1-2). La croce senza
corpo, un simbolo della risurrezione e della vittoria sulle tenebre (3-6). Redenzione con la sola fede? (7). Battezzato
dallo Spirito Santo (8). L'amore altruistico abbraccia tutto l'Essere (9). Condurre una vita consacrata a Dio (10).
Lo Spirito di Dio si serve del patrimonio linguistico e dei concetti degli intermediari umani; il loro significato è
soggetto al mutamento dei tempi - Le Comunità nel Cristo fino all'Epoca di luce (11-15)
88. L'ottavo giorno dopo la risurrezione - Israele e Gerusalemme si trovano là dove ci sono uomini che compiono
la Volontà di Dio - Il mondo peccaminoso non riconosce i veri figli e le vere figlie di Dio e nemmeno la grande
donna che prepara la via al Cristo (1-3). Attraverso di lei Egli irradia la Sua luce su tutta la terra (4-7). Gli uomini
di buona volontà trovano la Via Interiore (8). Le tenebre soccomberanno nella battaglia contro la luce del mondo
(9-10). L'atto di redenzione del Cristo impedì all'angelo femminile di realizzare il suo piano: la regressione di tutte
le forme di vita e la dissoluzione della creazione (11-12)
89. Gesù appare sul lago di Genezaret - Il Risorto incontra i Suoi discepoli (1-5). I veri discepoli: uomini che
indicano la via, non pastori; rocce della fede e dell'appagamento in Dio - Le Comunità Originarie sono l'unico
gregge del Pastore Cristo (6-8). Le chiavi del Regno dei cieli (9). "Cinti”e guidati dall'ego umano o dall'Eterno
(10). Quello che il tuo prossimo fa non ti riguarda (11-12)
90. Che cosa è la verità? - La capacità di comprendere la verità eterna (1-3). Tutto è coscienza
(4-5). L'uomo può afferrare solo gli aspetti della verità che ha realizzato - Raggiungere la perfezione (6-11). Chi
possiede la verità? (12). Chi non ha amore altruistico non vive nella verità e non la riconosce - Ogni uomo viene
guidato in base al suo stato di coscienza (13-16)
Premessa al regolamento della Comunità
91. Le regole per la Comunità (1a parte) - Il linguaggio che è vibrazione (1-4). Imposizione del nome e battesimo
dei neonati - Educare nella rettitudine (5-6). Educazione dei fanciulli in crescita (7). Inserimento nel principio di
vita della Comunità: serenità ed armonia (8). Il battesimo spirituale - Il comandamento "prega e lavora” - L'angelo
della Comunità - L'"anziano”- Il consiglio degli anziani - Il libro della Comunità (9). Colui che ha ricevuto
l'unzione (10)
92. Le regole per la Comunità (2a parte) - I matrimoni e i rapporti di coppia sono un'unione secondo la Legge
dell'amore altruistico e della fedeltà - Matrimonio nella Comunità, un patto con Dio (1-3). I genitori sono
responsabili davanti a Dio per i loro figli - La Casa Padre-Madre - Non considerare i figli come una proprie-
tà - In merito alle coppie di duali spirituali e alla nascita dei "figli spirituali” (4). In merito alla cena nella
Comunità - Resoconto della settimana - Nessuna cerimonia (5). Forme ed atti esteriori sono concessioni, non Leggi
(6-7)
93. Le regole per la Comunità (3a parte) - In merito al perdono e al chiedere perdono (1-2). La guarigione
proveniente dallo Spirito di Dio (3-4). I responsabili nella Comunità (5-10)
94. Le regole per la Comunità (4a parte) - La sepoltura dei morti - Vivere consapevolmente - I morti spirituali -
Dio non vuole incarnazioni ripetute (1-4). Chi ha raggiunto il suo Dio interiore non ha bisogno di guide terrene -
Criteri per esaminare l'autenticità dei responsabili: servizio altruistico - In merito all'abbigliamento: la bellezza
interiore si manifesta esteriormente (5-7). Sviluppo e sostentamento della Comunità, un compito comune (8-10)
95. L'ascensione - Il Risorto istruisce i Suoi discepoli in merito all'adempimento del mandato di redenzione e agli
influssi delle forze negative - Il rimpatrio e il Regno di Dio sulla terra sono registrati, come energia positiva, nella
potente fonte di registrazione dell'universo ed anche nella cronaca atmosferica e si edificano sempre più (1). Il
dominio terreno esercitato dagli strumenti dei demoni in nome del Cristo (2-3). Questa potente svolta dei tempi
porta alla luce tutte le negatività - Le tenebre in preda ai loro effetti e alle catene che esse stesse si sono forgiate
(4). Promessa dello Spirito Santo (5). Porta il Cristo in te (6). Io ritorno in grande gloria (7). L'amore altruistico è
un collegamento indissolubile (8). Gesù fece l'esperienza di che cosa significhi essere uomo e soffrì come tale (9-
10)
96. La discesa dello Spirito Santo - Compiti e posizione dei discepoli (1-3). Chi è grande nello Spirito serve e dona
in umiltà e gratitudine (4-5). Gli inizi della gerarchia ecclesiastica con altolocati e dignitari - I servi altruisti al
servizio di tutti donano di cuore (6-7). Che cosa accadde quando si riversò lo Spirito Santo? (8-9). La vera
fratellanza nel Cristo al servizio del Bene Comune (10). Uno per tutti, Cristo (11). Debolezze umane nelle Comunità
primitive - Divisione all'interno delle Comunità primitive a causa delle discordie e dell'impostazione gerarchica
(12-13). Cermonie ed altre opere umane non fanno parte dell'insegnamento del Nazareno (14-15). La sintonia
d'intenti apporta libertà ed unità (16). Spiegazione del credo (17-23). Chi Mi segue diviene il tempio dell'amore
(24-25). Io Sono la verità (26). La vita si espanderà in tutto il mondo attraverso l'opera "Questa è la Mia parola”

Epilogo
Le Leggi di Dio per il Regno della Pace di Gesù Cristo
Relazione dei cristiani delle origini della Comunità dell'Alleanza Nuova Gerusalemme in Vita Universale per
l'opera storica rivelata dal Cristo "Questa è la Mia parola” in merito allo sviluppo, alla costruzione e alla
struttura del Regno della Pace di Gesù Cristo (situazione nel 1993) 10
La Via Interiore "Più vicino a Te, mio Dio”

Per comprendere la presente opera:


La profezia divina
Libri e cassette di Vita Universale

è energia che fluisce eternamente.


Come essa fluisce dalla Fonte eterna
nella figlia in veste umana,
nostra sorella Gabriele,
così ci è stata gradualmente trasmessa.
Cristo,
il Redentore di tutti gli uomini e di tutte le anime,
il Sovrano del Regno della Pace,
ci trasmette la Sua parola,
affinché in essa possiamo riconoscere
anche la nostra vita
e orientarla in modo
da compiacere a Dio
Premessa
di Fratello Emanuele,
il cherubino della Sapienza divina
Alcuni lettori si chiederanno come mai il Cristo, il Figlio di Dio, ricorra ad un Vangelo piuttosto ignoto, non solo
per basarsi su di esso, ma anche per spiegarlo, rettificarlo ed approfondirlo e quindi anche per completarlo.
Il motivo è il seguente:
confessioni e comunità cristiane, nonché molti esperti della Bibbia, hanno fatto della "loro Bibbia”, che ritengono
essere tutta la verità pura, una loro proprietà. Sono erroneamente convinti che la parola di Dio sia stata data nella
loro Bibbia una volta per sempre e sia quindi conclusa. Per tale ragione, il Cristo, il Redentore di tutte le anime e di
tutti gli uomini, non poté spiegare, rettificare ed approfondire quel libro, la loro Bibbia, all'interno delle confessioni
cristiane ancora esistenti e delle comunità che legano a sé i credenti.
Perciò il Cristo ha scelto altre vie; Egli ha rivelato e rivela la verità al di fuori delle confessioni cristiane e delle
comunità che legano a sé i fedeli, poiché tutti gli esseri e tutti gli uomini dovrebbero sperimentare Dio, l'eterna luce,
la verità illimitata. Ognuno ha il libero arbitrio di accettarla o di rifiutarla.
Il Cristo, il Figlio del Dio vivente, il Redentore di tutti gli uomini e di tutte le anime, è l'Ispiratore nella Sua Opera di
Redenzione, Vita Universale, dalla quale sta sorgendo il Regno della Pace di Gesù Cristo. All'inizio di questo
decennio [1980] Egli chiese ad alcuni fratelli - tutti esperti della Bibbia, tranne uno - di estrarre l'essenza della verità
sia dal Vecchio che dal Nuovo Testamento.
Era ed è desiderio del Cristo che i fatti riguardanti la Sua vita ed il Suo pensiero nelle vesti di Gesù di Nazaret
vengano messi per iscritto, per essere disponibili, quale documento storico per l'epoca futura, per coloro che
vivranno nel Regno della Pace di Gesù Cristo e che avranno ampiamente raggiunto la perfezione tramite Lui.
Nella Sua rivelazione, Egli parlò a questi fratelli più o meno così:
prendete i testi della Bibbia che vi farò avere e fate scorrere la vostra coscienza spirituale su questi testi. Questo
significa: leggete con gli occhi della verità e non con la mente, poiché questa offusca l'occhio e la comprensione
della verità. L'occhio della verità cadrà quindi su quei passi del testo che contengono la verità, la quale è importante
per il presente e per i tempi futuri, poiché Io la immetterò nel vostro cuore e poi la spiegherò ed approfondirò
attraverso di voi. Sono le parole di Dio ricevute dai grandi profeti ed illuminati dallo Spirito della verità, quale
previsione dell'epoca attuale e dei tempi futuri.
La Sua motivazione era ed è che i Suoi che vivono attualmente e gli uomini ampiamente perfetti dell'epoca futura,
che vivranno nel Regno della Pace, possano leggere ed applicare ciò che Egli portò all'umanità in veste di Gesù di
Nazaret e sappiano chi Egli era ed è nello Spirito. Quando il Regno della Pace di Gesù Cristo abbraccerà tutta la
terra, la redenzione negli uomini sarà conclusa, dato che nel Regno della Pace si incarneranno solo anime quasi
perfette.
In seguito, nel Regno della Pace di Gesù Cristo, il sapere spirituale non avrà più importanza, poiché gli uomini
ampiamente perfetti saranno vicini al Divino, dato che possiederanno la sapienza e non dovranno, quindi, giungere
ad essa attraverso il sapere spirituale. Anche le molteplici versioni della Bibbia su cui si basano ancora le
confessioni cristiane di quest'epoca [1989] perderanno la loro importanza. Infatti, chi ha raggiunto la Sapienza
divina, ha dischiuso la propria coscienza spirituale; il suo corpo spirituale puro, in cui è pienamente attiva l'essenza
dell'infinito, sarà quindi per lui il libro della Sapienza divina. Quando il Regno della Pace di Gesù Cristo avrà
abbracciato tutta la terra, non esisterà più alcun'opera umana, come lo sono le confessioni e le loro Bibbie, nelle
quali esse hanno immesso molte cose a loro discrezione e dalle quali hanno insegnato ciò che esse ritenevano
necessario, secondo il loro modo di pensare confessionale.
Molti esseri spirituali si sono incarnati per l'Opera di Redenzione. È come un grande mosaico che comprende tutte e
quattro le sfere di purificazione, inclusa la terra. Ognuno di questi esseri spirituali ha assunto un mandato nell'Opera
di Redenzione ed ha accolto nel suo corpo spirituale uno o più "tasselli del mosaico”, quale sua parte del mandato,
per poter adempiere nell'esistenza terrena l'incarico che ha accettato. Questa parte di mandato è pertanto incisa nella
sua anima e deve essere assolta.
Alcuni esseri spirituali hanno assunto varie possibilità nei loro tasselli del mosaico. Ciò significa che se un essere
spirituale non ha assolto il mandato per il quale si è incarnato, questo "debito” inciso nel suo corpo spirituale dovrà
essere assolto in un altro modo, in un'ulteriore incarnazione oppure nelle sfere di purificazione.
Tuttavia, se è giunto il momento in cui questo tassello del mosaico, pertinente al mandato, deve essere impiegato
sulla terra, e se ciò non viene realizzato dall'essere previsto per questo mandato, a causa di una colpa oppure di una
seduzione del satana dei sensi, altri esseri spirituali incarnati si assumeranno questo compito. Questo tassello, che è
stato quindi compiuto da altri esseri spirituali incarnati, ossia da altri uomini, sarà cancellato dal potenziale del
mandato riguardante la terra. Tuttavia l'essere spirituale che non ha eseguito la sua parte nel mandato di redenzione
nel tempo previsto, dovrà riparare in un altro modo.
Se, in questo modo, qua e là alcune porte restano chiuse al Cristo, Egli percorre altre vie, come è accaduto, per
esempio, per il presente libro "Questa è la Mia parola”.
Quando il Signore richiama i doni spirituali in una persona, per esempio ricordando a questi fratelli il loro mandato
spirituale, anche il principe di questo mondo ha la possibilità di metterli alla prova ed eventualmente di sedurli, e ciò
può accadere anche a coloro che vivono quali uomini tra gli uomini per portare la verità e la pace nel mondo. Nel
Regno della luce costoro avevano deciso di compiere, in veste terrena, le opere di Dio e di servire il Cristo ed il loro
prossimo nel mondo, che è il territorio delle tenebre. Tuttavia, in ogni momento ogni uomo si trova dinanzi al bivio,
deve decidersi per Dio o contro Dio.
I fratelli che si erano incarnati con il mandato spirituale di redigere un'opera d'importanza capitale per il presente e
per il futuro soggiacquero alle debolezze umane. Essi non poterono compiere ciò che era stato immesso nei loro
corpi spirituali, come previsto dal piano; perciò fu imboccata un'altra via, quindi un'altra possibilità: la via attraverso
nostra sorella, la profetessa e messaggera di Dio. Infatti, la stesura del libro "Questa è la Mia parola” è un elemento
essenziale nell'Opera del Signore, Vita Universale, dato che essa avrà grande importanza soprattutto nel Regno della
Pace di Gesù Cristo. Questo libro contiene tutti gli avvenimenti importanti che il Cristo, il Sovrano del Regno della
Pace, ha vissuto e per i quali ha sofferto nelle vesti di Gesù di Nazaret. Infatti, Egli ha portato la redenzione con la
Sua vita, con il Suo pensiero ed il Suo amore per gli uomini.
Solo grazie al Suo atto di redenzione, sulla terra sorgerà il Regno della Pace, in cui abiteranno i beati, ossia uomini
quasi perfetti, che prenderanno gradualmente possesso della terra, dato che il dominio delle tenebre volge alla fine.
Dal momento in cui il Cristo pronunciò il Suo "compiuto” sulla croce, il satanico si lega, infatti, sempre più. Quando
il Regno della Pace avrà abbracciato la terra, anche tutto ciò che è satanico sarà legato. Tutto ciò può avvenire solo
grazie al Suo atto di redenzione!
Il Cristo, il Redentore di tutti gli uomini e di tutte le anime, ha quindi molte vie per compiere ciò che è importante
per l'epoca attuale [1989] ed in particolare per la Nuova Epoca.
Il libro "Questa è la Mia parola” non era previsto direttamente come mandato di nostra sorella, la profetessa e
messaggera di Dio. Essa accettò la possibilità di prendere il libro "Il Vangelo di Gesù”* come base dell'opera
rivelata "Questa è la Mia parola”. Il Cristo le venne incontro con questo libro, poiché il compito di ricevere una tale
opera, per il presente ed il futuro, non rientrava direttamente nel suo mandato. Il Cristo parlò più o meno così a
nostra sorella:
Dato che è necessario percorrere un'altra via ed è però previsto che tu assolva i compiti spirituali contemplati
direttamente dal tuo mandato, voglio venirti incontro con questo scritto - per quanto ciò sia possibile sulla terra.
Affinché tu possa assolvere i compiti previsti per te in questa vita terrena e dato che il tempo per questi compiti è
prezioso, Mi baserò sul libro "Il Vangelo di Gesù”, spiegandolo, rettificandolo ed approfondendo-
lo.
Nonostante le traduzioni e le parole che hanno un altro significato nell'epoca attuale [1989], il libro chiamato dagli
uomini "Il Vangelo di Gesù” contiene una profonda visione di ciò che avvenne durante la Mia vita terrena in veste di
Gesù di Nazaret.
Tu vivi in veste terrena e quindi non deve essere scritta un'opera totalmente nuova, con grande dispendio di energia,
poiché ciò ti impedirebbe, per lungo tempo, di eseguire ed assolvere i compiti previsti direttamente dal tuo mandato.
Il Cristo riprende perciò la verità contenuta nel libro "Il Vangelo di Gesù” e la spiega, rettifica ed approfondisce,
compiendo così, attraverso nostra sorella, ciò che è previsto dal mandato dell'Opera di Redenzione: un'opera storica
per il Regno della Pace di Gesù Cristo, l'opera "Questa è la Mia parola”*.
Dato che la volontà di nostra sorella riposa nella volontà di Dio che essa adempie, dal libro "Il Vangelo di Gesù”
nacque l'opera "Questa è la Mia parola”.
Quest'opera raggiungerà la sua piena importanza solo nel Regno della Pace di Gesù Cristo.
Sia che quest'opera venga letta da uomini nel presente, sia in futuro, fino allo sviluppo totale del Regno della Pace, il
Cristo è e rimane lo stesso: il Coregnante dei cieli e noi siamo con Lui, quali fratelli e sorelle, d'eternità in eternità.
Fino a che io insegnerò attraverso nostra sorella, la profetessa e messaggera di Dio, mi chiamerò per l'umanità
fratello Emanuele. Nello Spirito di Dio sono il cherubino della Sapienza divina, il responsabile nell'Opera di
Redenzione di Gesù Cristo.
Nel Regno della Pace opererà unicamente l'eterna Legge dell'amore e non occorreranno più insegnamenti ed
interpretazioni della Legge eterna.
Io sono e resto un angelo della Legge di Dio, il tutore della Sapienza divina.
Pace!

Testimonianza
Negli anni trascorsi, in numerosi dibattiti e colloqui avuti con teologi, ho potuto conoscere la loro interpretazione
della Bibbia, ampiamente condivisa da tutti loro.
Nella versione odierna la Bibbia sarebbe, secondo loro, la pura parola di Dio, assolutamente priva di errori e
contenente tutta la verità cristiana. Dio stesso avrebbe guidato nel loro lavoro i teologi che hanno scritto e
rielaborato la Bibbia nei trascorsi millenovecento anni.
Quest'affermazione teologica arbitraria che non può essere comprovata, li porta a concludere che si possono
definire cristiani solo coloro che riconoscono l'odierna versione della Bibbia, quale unica vera parola di Dio,
assolutamente priva di errori. Chi non crede in questo, ha già perso il diritto di chiamarsi cristiano.
Riconoscere la Bibbia come parola di Dio fino all'ultima lettera, punto e virgola, sarebbe un criterio - e a quanto
sembra anche il più importante - per distinguere il "cristiano” dal "non-cristiano”. Tuttavia, anche se, come si dice,
la Bibbia è l'unico metro di misura per ogni cristiano, ho sperimentato come una folla infuriata di cristiani fanatici
della chiesa, che credeva alla Bibbia, mi abbia deriso, insultato e messo a tacere urlando, solo perché avevo messo
in dubbio l'infallibilità della Bibbia. Questo, nonostante nella loro Bib,bia, in Matteo 5,21, stia scritto: "Avete
inteso che fu detto agli antichi: 'non uccidere'; chi avrà ucciso sarà sottoposto a giudizio. Ma Io [Gesù] vi dico:
chiunque si adira con il proprio fratello sarà sottoposto a giudizio. Chi poi dice al fratello: stupido, sarà sottoposto
al sinedrio e chi gli dice: pazzo, sarà sottoposto al fuoco della Geenna.”
Malgrado io abbia pubblicamente dichiarato di riconoscere come esatte le parti essenziali della Bibbia, come per
esempio i Dieci Comandamenti e le parole di Gesù, di credere in Dio, il Padre celeste, quale Creatore, in Suo
Figlio, il Cristo, quale Redentore di tutti gli uomini e di tutte le anime e nei Suoi comandamenti d'amore per Dio,
per il prossimo e per i nemici e di impegnarmi ad osservare questi comandamenti di Dio nella mia vita, i teologi
rifiutarono ugualmente di accettare come cristiana la mia fede e quella dei miei amici, per un solo motivo: perché
io non accetto la Bibbia come sola ed unica verità, come pura parola di Dio.
Ho sperimentato più volte il modo in cui i teologi interpretano la Bibbia e certamente essa è stata tradotta allo
stesso modo nelle varie lingue. Un noto professore tedesco di teologia difese, per esempio, le crociate come
"assolutamente cristiane”. I teologi hanno inoltre approvato anche la correzione, effettuata solo nella nostra epoca,
del testo dell'edizione tedesca del 5° Comandamento da "Non uccidere” in "Non assassinare”.*
Gli stessi teologi che squalificarono la mia fede, definendola non cristiana, e che insistono nell'asserire che la
Bibbia è la parola di Dio, quindi l'unico vero insegnamento cristiano, affermano anche che nessun uomo può
realizzare o deve vivere questo insegnamento, come per esempio il Discorso della Montagna.
Nel giornale "L'Osservatore Romano” (edizione tedesca n° 6 del 9/2/1990), organo ufficiale del Vaticano di Roma,
leggiamo a pagina 1, nell'articolo "Istruzione degli angeli”: "In un testo grandioso come quello del Discorso della
Montagna, si tratterebbe del segreto del Regno di Dio in Gesù Cristo. Non è possibile comprendere a fondo,
analizzare ed applicare un tale messaggio; si può solo aver fiducia in colui che l'ha personificato.”
Leggo invece nella Bibbia le parole di Gesù di Nazaret, al termine del Discorso della Montagna: "Non chiunque mi
dice: "Signore, Signore”, entrerà nel Regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.” (Mt
7, 21). E: "Perciò, chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica è simile ad un uomo saggio, che ha
costruito la sua casa sulla roccia.” (Mt 7, 24) E: "Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica è
simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia (Mt 7, 26).
Se considero gli insulti e gli attacchi in pubblico che subisco oggi da parte dei teologi e dei loro seguaci, mi sembra
che nei trascorsi duemila anni sia cambiato ben poco. Infatti, nella Bibbia, nell'ultima frase del Discorso della
Montagna, si dice: "Quando Gesù ebbe finito questi discorsi, le folle restarono indignate per il Suo insegnamento:
egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità e non come i loro scribi.”

Visto che definivano la mia fede come non cristiana, chiesi spesso ai teologi con i quali parlavo, se potevano
dimostrare che la loro fede fosse l'unica vera fede cristiana. La maggior parte di loro reagì in modo aggressivo e
con dissenso, dato che dovettero ammettere pubblicamente che non potevano e non possono dare prova della
veridicità della loro fede. Chi non può dimostrare che la propria fede sia l'unica vera fede cristiana, non può
nemmeno qualificare la fede di altri come non cristiana.
Che la Bibbia non sia la parola pura e genuina di Dio, lo si può dedurre da ciò che sappiamo sulla storia della sua
nascita e dalle conseguenze logiche che ne derivano. Non fu Gesù di Nazaret a scrivere o a dettare la Bibbia.
Furono i Suoi apostoli e discepoli che, spesso solo molti anni o decenni dopo la morte di Gesù, cominciarono a
scrivere racconti sulla Sua vita, basandosi sui loro ricordi. Nacquero così vari manoscritti, generalmente in lingua
aramaica, che vennero poi trascritti, tradotti in greco e successivamente in latino. Solo verso la metà del quarto
secolo, Girolamo raccolse i manoscritti latini disponibili, scelse quattro tra i numerosi vangeli allora esistenti, in
parte in contraddizione tra loro, e li rielaborò per unificarli, cambiandone i testi a propria discrezione,
aggiungendo e omettendo determinate parti per ricavare un testo biblico abbastanza unitario, la Vulgata. Oggi non
esiste più alcun originale, nemmeno di questo testo di Girolamo, ma solo copie di copie di copie. Nel corso dei
secoli questi testi furono redatti, corretti e tradotti. Era inevitabile che il linguaggio dei testi dovesse essere
adattato alla comprensione linguistica del momento. Pur presupponendo che questo lavoro sia stato svolto con la
massima accuratezza, oggi nessuno crederà che, nel corso di millenovecento anni, non siano sfuggiti errori. Noti
storici della Chiesa affermano invece addirittura che gruppi di correttori avrebbero disinvoltamente cancellato,
cambiato ed aggiunto parti della Bibbia.
Quindi l'affermazione dei teologi odierni, ossia che la Bibbia sarebbe la pura parola di Dio, non solo non può
essere comprovata, ma contraddice il buon senso e la logica.
Analogamente accadde col "Vangelo di Gesù”, su cui è basata la presente opera "Questa è la Mia parola”. Esso
non fu ispirato dal Cristo, ma fu scritto dai Suoi apostoli che lo trasmisero ai Suoi seguaci. Sap-piamo dal testo
inglese di Ouseley che i seguaci di Gesù nascosero questo vangelo in un convento tibetano, dove sembra si trovi
ancor oggi, per timore che venisse falsificato. Da lì, Ouseley lo ricevette, probabilmente in una visione interiore e
lo scrisse, basandosi su questa ispirazione. Perciò, anche il "Vangelo di Gesù ”, su cui si basa la presente opera,
non è la parola diretta di Dio, ma è opera umana, degli apostoli, di Ouseley e di vari traduttori che tradussero ed
elaborarono il testo in lingua tedesca. Allo stesso modo in cui si devono presumere degli errori nell'elaborazione e
nella traduzione della Bibbia, così si ritiene essere anche per il "Vangelo di Gesù”, base della presente opera.
Il Cristo, il Signore, guidò gli Amici del Cristo e nostra sorella in modo che trovassero quest'opera e la scelse come
base per "Questa è la Mia parola” perché, tra le opere esistenti, è quella che più si avvicina alla verità dei fatti
accaduti allora. Dopo che, grazie al Suo aiuto, avemmo trovato il "Vangelo di Gesù”, il Signore disse: "Questa non
è la Mia parola, ma la parola”, poiché gli uomini l'hanno tradotta e redatta molte volte. Questo Vangelo, preso
come base, è stato ora spiegato, rettificato ed approfondito dal Cristo, tramite la parola profetica, donata a nostra
sorella Gabriele*. Quindi, Egli non corresse Se stesso, ma l'opera di uomini, degli apostoli e di tutti coloro che la
rielaborarono in seguito.
I teologi non poterono e non possono dimostrare che la Bibbia è la pura parola di Dio. Noi, gli Amici del Cristo,
possiamo però dimostrare, in base ai frutti, che la parola rivelata attraverso nostra sorella è la parola del Cristo,
perché l'abbiamo esaminata noi stessi, realizzando quanto il Cristo ci insegna nelle Sue rivelazioni.
Ho scritto appositamente queste righe perché, nel corso di numerosi dibattiti con diversi teologi, ho avuto modo di
conoscere le loro argomentazioni. Ho esposto queste circostanze ai lettori, affinché possano comprendere meglio il
libro divino "Questa è la Mia parola”.
Würzburg, maggio 1990
Alfred Schulte

Io Sono
I discorsi che tenni quale Gesù di Nazaret non erano come le parole melliflue dei farisei e degli scribi che parlavano
come piaceva al popolo, per ottenere riconoscimento, lodi e ricompense. I Miei discorsi in veste di Gesù di Nazaret
furono chiari ed inequivocabili, come lo sono anche le parole che dò quale Cristo tramite il Mio strumento, tramite
la Mia profetessa, il raggio della Sapienza divina.
Solo i peccatori, ossia coloro che volevano rimanere nel peccato, Mi dissero quand'ero Gesù di Nazaret: "Le Tue
parole sono dure! Chi le può ascoltare?” L'eterna Legge è assoluta e chi l'ascolta riconosce che essa richiede
all'uomo decisione e coerenza, essere per Dio o contro Dio. Chi non desidera tuttavia decidersi, perché è come la
panna sulla superficie del latte che egli stesso vuole scremare - vale a dire che vuole apprendere ogni cosa per trarne
poi profitto personale - dice che l'eterna Legge è dura.
Io Sono la Legge, l'Assoluto. L'indeciso è duro nei confronti dei suoi simili, ma è invece tenero quando si tratta di
cose sue personali, di lui stesso. Vuole muoversi solo in superficie, come la panna sul latte, per non scoprire ciò che
si trova in profondità e che è vero, dato che l'eterna Legge gli richiede di essere coerente.
Chi legge le Mie parole e se ne distanzia, adducendo le stesse argomentazioni degli scribi e dei farisei di allora e dei
loro seguaci, ossia affermando che i Miei discorsi sono duri, dovrebbe lasciar perdere, fino a che non riconoscerà se
stesso come il fariseo o lo scriba di oggi che ancora una volta non vuole accettare il Cristo, che Io Sono, perché non
si vuole decidere per la verità.
Le Mie parole sono la Legge universale, l'eterna Legge; richiedono una decisione per Me o contro di Me. Chi è in
grado di comprenderlo, lo comprenda, chi lo vuole rifiutare, lo rifiuti. Ognuno è responsabile davanti alla Legge
universale, Dio, per ciò che è.
Tu sei la tua sensazione, il tuo pensiero, la tua parola e la tua azione. Misurati con essi.
Nel nome del Santissimo.
Amen
Qui ha inizio il Vangelo di Gesù, del Cristo, discendente di Davide, tramite Giuseppe e Maria, secondo la carne; e
Figlio di Dio, grazie all'amore ed alla sapienza divini, secondo lo Spirito.

Prologo
Di eternità in eternità
è l'eterno Pensiero,
e l'eterno Pensiero è la Parola,
La parola di Dio è sensazione primordiale eterna,*
è luce e forza.
e la Parola è l'Azione,
e tutti e tre sono una cosa sola nell'eterna Legge;
e la Legge è presso Dio,
e la Legge proviene da Dio.
Dio è l'eterna Legge.
Si irradia dal Sole Centrale Primordiale
attraverso tutti i regni dell'infinito
ed attraverso tutti gli esseri puri
ed attraverso tutto l'Essere puro.
Tutto è creato attraverso la Legge,
e senza di essa
nulla di ciò che esiste
è creato.
La Parola racchiude la vita e la sostanza,
il fuoco e la luce.
La parola di Dio è vita e sostanza,
è fuoco e luce.
L'Amore e la Sapienza
sono un'unica cosa per la redenzione di tutti.
Dall'amore venne perciò la sapienza
e dimora tra gli uomini,
affinché essi ricevano
ciò che Dio, l'amore e la sapienza,
vuole dire loro
oggi [1989], nella grande epoca
della liberazione delle generazioni
da una vita di ristrettezze
e d'afflizioni.
E la luce risplende nelle tenebre,
e le tenebre non la nascondono.
La luce è il vigore,
la forza e la potenza.
La Parola è l'unico fuoco dispensatore di vita,
e illuminando questo mondo
diviene il fuoco e la luce in ogni anima
che entra nel mondo.
Io Sono nel mondo,*
e il mondo è in Me,
e il mondo non lo sa.
Io Sono nel mondo,
ed Io pervado di luce il mondo,
ma il mondo non lo sa.
Io vengo alla Mia propria casa
e i Miei amici non Mi accolgono.
Tuttavia, a tutti coloro che Mi accolgono
e Mi ubbidiscono,
è dato il potere
di divenire figli e figlie di Dio,
ed anche a coloro che credono nel sacro Nome,
che non sono nati dalla volontà
della carne e del sangue,
ma da Dio.
Io vengo alla Mia propria casa,
a tutte le anime ed a tutti gli uomini,
ed i Miei amici non Mi accolgono.
Tuttavia, a tutti coloro che Mi accolgono
e che Mi ubbidiscono,
è dato il potere
di divenire consapevolmente figli e figlie di Dio,
e così pure a coloro
che credono nel sacro Nome
e che vivono in conformità,
che non soggiacciono alla volontà
della carne e del sangue,
ma che compiono la volontà di Dio.
Essi sono consapevolmente nati da Dio.
E la Parola si è fatta carne e dimora tra noi,
e noi vedemmo la Sua gloria piena di grazia.
Vedete la bontà e la verità
e la bellezza di DIO!

1° CAPITOLO
L'annuncio della nascita di
Giovanni il Battista
Giovanni il Battista;
sua origine e compito nell'Opera di Redenzione (4-6).
Spiegazione del mutismo di Zaccaria (8)
1. Al tempo di Erode, re della Giudea, viveva un sacerdote della stirpe di Abia, chiamato Zaccaria, e aveva in
moglie una discendente di Aronne, chiamata Elisabetta.
2. Ambedue erano giusti davanti a Dio e osservavano tutti i comandamenti e tutte le Leggi di Dio in modo
irreprensibile. E non avevano figli, poiché Elisabetta era sterile ed ambedue erano già avanti negli anni.
3. Ed accadde che egli dovesse accudire al suo servizio di sacerdote, come stabilito dal regolamento. Secondo
l'usanza del servizio sacerdotale, gli toccò in sorte di fare l'oblazione dell'incenso quando entrava nel tempio di
Geova. E tutta l'assemblea del popolo pregava fuori nell'ora dell'offerta dell'incenso.
4. Allora gli apparve un angelo del Signore ritto sopra l'altare dell'incenso. E quando lo vide, Zaccaria si turbò e fu
preso da timore. Ma l'angelo gli disse: "Non temere, Zaccaria; infatti, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie
Elisabetta ti darà un figlio che chiamerai Giovanni.
5. E sarai ricolmo di gioia ed esultanza e molti si rallegreranno della sua nascita. Infatti egli sarà grande davanti
agli occhi del Signore e non mangerà carne e non berrà bevande forti e sarà ricolmo dello Spirito Santo già nel
grembo materno.
6. Ed egli ricondurrà a Dio, loro Signore, molti dei figli di Israele. Egli camminerà innanzi a Lui nello Spirito e
nella forza di Elia per convertire i cuori dei padri verso i figli ed i ribelli alla saggezza dei giusti e preparerà un
popolo, affinché sia pronto per il Signore”. (Cap. 1, 1-6)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico


ed approfondisco la parola
Zaccaria percepì queste parole a senso nel proprio cuore, poiché Dio ed i Suoi angeli non parlano il linguaggio degli
uomini.
In Giovanni non era incarnato il cherubino della Volontà divina, chiamato in terra Elia, ma lo spirito di Elia
irradiava Giovanni.
L'essere incarnato in Giovanni è nello spirito un discendente diretto del cherubino della Volontà divina.
Anche Giovanni aveva ricevuto da Dio il compito di chiamare ed istruire i figli di Israele, che avrebbero dovuto
convertirsi per divenire un unico popolo, per poterMi accettare ed accogliere, quando sarei venuto quale Cristo
incarnato in Gesù. Infatti, volevo compiere il mandato di redenzione con loro. Io compii l'Opera di Redenzione, ma
non con il popolo di Israele, bensì, da solo, in Dio.
Dato che i figli di Israele non ascoltarono, il piano di Dio ritardò. Tuttavia esso si compie, poiché Dio non conosce
tempo. Egli continuerà a richiamare i Suoi figli fino a che essi diverranno un unico popolo e compiranno la volontà
di Dio. E Israele e Gerusalemme saranno là dove gli uomini compiono la volontà di Dio.

7. E Zaccaria disse all'angelo: "Come posso riconoscere questo? Io sono vecchio e mia moglie è avanzata negli
anni.” L'angelo rispose e gli disse: "Io sono Gabriele che sta al cospetto di Dio e sono stato mandato per parlarti e
per portarti questo lieto annuncio.
8. Ed ecco, sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui ciò avverrà, allora la tua lingua si scioglierà,
affinché tu possa credere alle mie parole che si adempiranno quando ne sarà il momento.” (Cap. 1, 7-8)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico


ed approfondisco la parola
L'angelo Gabriele è il cherubino della Misericordia divina. Non fu l'angelo del Signore che tolse la parola a
Zaccaria, bensì furono lo spavento che lo colse davanti alla potente luce dell'angelo e i dubbi in merito a ciò che vide
ed udì che paralizzarono le sue corde vocali. La Legge di Dio non lega. Essa non impone alle anime ed agli uomini
né castighi, né pene, che sono invece effetti di cause create dall'uomo stesso.

9. E il popolo stava in attesa di Zaccaria e si meravigliava che rimanesse così a lungo nel tempio. Quando poi uscì
e non poteva parlare, essi capirono che nel tempio aveva avuto una visione, poiché faceva loro dei cenni e restava
muto.
10. Ed accadde che, compiuti i giorni del suo servizio, tornò a casa. Dopo quei giorni, sua moglie Elisabetta
concepì e si tenne nascosta per cinque mesi e diceva: "Ecco che cosa ha fatto di me il Signore nei giorni in cui si è
degnato di togliere la mia vergogna tra gli uomini”. (Cap. 1, 9-10)

2° CAPITOLO
Gesù Cristo fu procreato in modo puro
Primo accenno
alla stirpe di Davide ed al suo mandato (5). La scintilla redentrice - Liberarsi dal peccato (6). L'angelo del Signore
parlò a Maria nel linguaggio di luce dei cieli (8). L'antica immagine di un Dio che punisce; il Dio dell'amore
rivelato dal Cristo (17). Annullamento della Vecchia Alleanza - La Nuova Alleanza -
Inno al futuro Regno della Pace (25)

1. E nel sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, da una
vergine che era promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe, e la vergine si chiamava
Maria.
2. Giuseppe era un uomo retto e giusto ed era abile in qualsiasi lavoro con il legno e con la pietra. E Maria era
un'anima sensibile e chiara e tesseva veli per il tempio. Ed ambedue erano puri davanti a Dio. E da loro nacque
Gesù Maria, che viene chiamato il Cristo.
3. E l'angelo venne da lei e disse: "Ti saluto, Maria, tu hai trovato grazia; poiché la maternità di Dio è con te, tu sei
benedetta tra le donne e benedetto è il frutto del tuo grembo.”
4. E vedendolo, essa fu turbata per le sue parole e si domandava che senso avesse un tale saluto. E l'angelo le disse:
"Non temere, Maria, tu hai trovato grazia presso Dio. Ecco, concepirai e darai alla luce un figlio che sarà grande e
sarà chiamato Figlio dell'Altissimo.
5. E Dio, il Signore, Gli darà il trono di Suo padre Davide e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe ed il Suo
Regno non avrà fine.”
6. E Maria disse all'angelo: "Come è possibile, visto che non conosco uomo?” (Cap. 2, 1-6)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico


ed approfondisco la parola
Davide è il capostipite terreno per tutti gli esseri di luce che fanno parte del mandato di redenzione. Essi fonderanno
con Me il Regno della Pace di Gesù Cristo che edificheranno nel corso dei tempi. La materia solida verrà così
gradualmente affinata fino a che, nell'ultima fase del Regno della Pace di Gesù Cristo, sarà materia più fine e
luminosa. Perciò si dice: e Dio, il Signore, Gli darà il trono del Suo capostipite terreno, Davide.
Le parole "Come è possibile, visto che non conosco uomo?” significano a senso: come è possibile, dato che sono
appena promessa ad un uomo?

... E l'angelo rispose e le disse: "Lo Spirito Santo scenderà su Giuseppe, tuo promesso, e la forza dell'Altissimo
stenderà la Sua ombra su di te, Maria; perciò il Santo che nascerà da te verrà chiamato Cristo, Figlio di Dio, ed il
Suo nome sulla terra sarà Gesù Maria; infatti dovrà redimere gli uomini dai loro peccati, ogni volta che si
pentiranno e che obbediranno alla Sua Legge. (Cap. 2, 6)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico


e approfondisco la parola
E così avvenne. Io l'ho compiuto!
La Mia luce di redenzione arde in tutte le anime fino alla quarta sfera di purificazione, siano esse incarnate oppure
nel regno delle anime.
Ognuno, sia anima o uomo, raggiungerà la liberazione dal peccato e dalla colpa, se si pentirà e se osserverà le eterne
Leggi.
Il peccato dell'uomo e dell'anima agisce nell'anima e nell'uomo. La colpa è pari al peccato. Spesso lega insieme più
persone che hanno provocato le stesse o simili cose, affinché si perdonino a vicenda e sistemino insieme ciò che le
ha congiunte.

7. Perciò non dovrai mangiare carne e tanto meno bere bevande forti; poiché il bambino verrà consacrato a Dio
già nel grembo di Sua madre, e non dovrà consumare né carne, né bevande forti e tanto meno un rasoio toccherà il
Suo capo.
8. Vedi, anche Elisabetta, tua cugina, alla sua età ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei che tutti
dicevano sterile; poiché nulla è impossibile a Dio.” E Maria disse: "Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di
me secondo la tua parola.” E l'angelo partì da lei. (Cap. 2, 7-8)
Io, il Cristo, chiarisco, rettifico
ed approfondisco la parola
L'angelo del Signore parlò a Maria nel linguaggio dei cieli, nel linguaggio di luce che pervade l'anima pura. Egli
fece solo un accenno a quello che si era compiuto in Elisabetta, ma non parlò del mese e della sterilità.

9. E nello stesso giorno l'angelo Gabriele apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: "Ti saluto, Giuseppe, tu sei
eletto, poiché la paternità di Dio è con te. Benedetto sei tu tra gli uomini e benedetto è il frutto del tuo seme.”
10. E mentre Giuseppe rifletteva sulle parole, si sentì confuso. E l'angelo del Signore gli disse: "Non temere,
Giuseppe, figlio di Davide, poiché tu hai trovato grazia davanti a Dio e, vedi, tu genererai un figlio e Gli darai il
nome di Gesù-Maria, poiché Egli redimerà il Suo popolo dai suoi peccati.”
11. Tutto questo avvenne affinché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta che disse:
"Ecco, la vergine concepirà e diverrà gravida e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele*, che significa
Dio in noi.”
12. Risvegliato dal sonno, Giuseppe fece come gli era stato comandato dall'angelo ed andò da Maria, sua
promessa, ed essa concepì nel suo grembo il Signore.
(Cap. 2, 9-12)
Io, il Cristo, chiarisco, rettifico
ed approfondisco la parola
E così erano uniti davanti a Dio quale uomo e donna. La loro unione era benedetta da Dio.
13. In quei giorni, Maria si mise in fretta in viaggio verso la montagna e raggiunse una città della Giudea. Entrata
nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta.
14. Ed accadde che non appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Ed
Elisabetta fu colma della forza dello Spirito Santo e disse con voce chiara: "Benedetta sei tu tra le donne e
benedetto è il frutto del tuo grembo.
15. A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? Vedi, non appena ho udito la voce del tuo saluto, il
bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. E benedetta è colei che ha creduto, poiché si compirà ciò che le è
stato detto dall'Unico Santo.”
16. E Maria disse: "La mia anima magnifica Te, Eterno, ed il mio spirito esulta in Dio, mio Salvatore, poiché Egli
ha visto l'umiltà della Sua serva, e d'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
17. Poiché Tu, che sei potente, hai fatto grandi cose su di me e santo è il Tuo nome. E la Tua misericordia è sempre
presso coloro che Ti temono. (Cap. 2, 13-17)
Io, il Cristo, chiarisco, rettifico
ed approfondisco la parola
Maria attribuì la beatitudine soprattutto al suo interiore, alla sua anima risvegliata, non alla sua persona. Essa è e
resta l'essere puro, altruistico in Dio, la serva Sua e degli uomini. Beata, così intendeva, è l'anima dell'uomo che
compie la volontà di Dio.
La Vecchia Alleanza si trova in una fase di passaggio dalla fede in un mondo politeista, alla fede nell'Unico vero che
è d'eternità in eternità. Perciò riappare continuamente l'immagine di un Dio che punisce e castiga e che l'uomo deve
temere. Io però vi dico: l'uomo dovrebbe aver profondo rispetto di Dio, adempiendo coscienziosamente i
comandamenti di Dio. Il vero ed eterno Unico è amore. Egli non castiga e non punisce. E' l'uomo che agisce contro i
comandamenti di Dio che impone a se stesso il castigo e la punizione e su di lui ricadrà poi ciò che egli ha seminato,
a meno che non se ne penta per tempo e sistemi ciò che ha provocato. Io, il Cristo in Gesù, rivelai e rammentai agli
uomini l'unico Dio e Padre dell'amore, che è la verità e la vita, d'eternità in eternità.

18. Tu hai esercitato la forza con il Tuo braccio, Tu hai disperso i superbi nelle chimere dei loro cuori.
19. Tu hai rovesciato i potenti dai loro troni ed hai innalzato gli umili e i docili. Tu hai ricolmato di beni gli
affamati ed hai rimandato i ricchi a mani vuote.
20. Tu soccorri il Tuo servo Israele, ricordandoti della Tua misericordia come hai parlato ai nostri padri, ad
Abramo ed ai suoi discendenti, per tutti i tempi.” E Maria restò tre mesi da lei, poi tornò a casa sua.
21. E queste sono le parole che disse Giuseppe: "Benedetto sii Tu, Dio dei nostri padri e delle nostre madri di
Israele; poiché Tu mi hai udito a tempo debito e nel giorno della redenzione Tu mi hai aiutato.
22. Poiché Tu hai detto: Io ti voglio preservare e concludere attraverso di te un'Alleanza con il popolo per
rinnovare il volto della terra e per liberare i luoghi desolati dalle mani di coloro che devastano.
23. Affinché tu possa dire ai prigionieri: andatevene e siate liberi, e a coloro che camminano nelle tenebre:
mostratevi nella luce. Ed essi dovranno pascolare sui sentieri della gioia e non dovranno più cacciare e nemmeno
uccidere le creature che Io ho creato perché esultino davanti a Me.
24. Non dovranno più soffrire la fame e la sete, né la calura li brucerà o il freddo li sterminerà. E su tutti i Miei
monti preparerò una via per i viandanti e le Mie vette dovranno essere glorificate.
25. Cantate voi cieli, e giubila tu terra, voi deserti risuonate di canti! Poiché Tu, o Dio, aiuti il popolo Tuo e consoli
coloro che hanno sofferto ingiustizia.
(Cap. 2, 18-25)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico


ed approfondisco la parola
Il popolo d'Israele rimase sordo. Non accettò i doni di grazia del Cristo-Dio.
Ora è giunta una Nuova Epoca: amore e sapienza operano nel piano di redenzione. Dio, il giusto Unico-Universale,
ha sciolto [1988] l'Alleanza con l'antica Israele ed ha concluso una Nuova Alleanza con coloro che servono sulla
terra nella Mia Opera di Redenzione. E sarà la Nuova Israele e la Nuova Gerusalemme sulla terra. Nel corso della
sua evoluzione, da questo popolo sorgerà il Regno della Pace di Gesù Cristo e sarà come sta scritto a senso:
"Andatevene e siate liberi!”
E coloro che finora camminavano nelle tenebre percorreranno la via verso la luce e daranno testimonianza della
luce. E pascoleranno sui sentieri della gioia e non cacceranno e tanto meno uccideranno le creature che l'Eterno ha
creato. Essi non patiranno più la fame e la sete, né soffriranno e tanto meno la calura li brucerà ed il freddo li
sterminerà, poiché nel Regno della Pace splenderà un altro sole e gli elementi non saranno più opposti all'amore che
fluisce. Cantate voi cieli, e giubila tu terra, poiché tutto diverrà fertile, inclusi anche i deserti. Poiché Tu, o Dio, aiuti
il popolo Tuo e consoli col dono della Vita Interiore coloro che hanno sofferto ingiustamente.

3° CAPITOLO
La nascita e l'imposizione del nome
di Giovanni il Battista
I veri profeti (5)
1. Giunto il tempo in cui Elisabetta doveva partorire, diede alla luce un figlio. Ed i suoi vicini e parenti udirono che
il Signore le aveva concesso grande misericordia e si rallegrarono con lei.
2. Ed accadde che all'ottavo giorno vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo col nome di suo
padre, Zaccaria. Ma sua madre intervenne e disse: "No, poiché dovrà chiamarsi Giovanni.” Ed essi le dissero: "Ma
non c'è nessuno nella tua parentela che si chiami con questo nome.”
3. Allora domandarono con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta e scrisse e
disse allo stesso tempo: "Giovanni è il suo nome”. E tutti furono meravigliati, perché la sua bocca gli si era aperta
all'improvviso e la sua lingua si era sciolta, e parlava e lodava Dio. (Cap. 3, 1-3)
Io, il Cristo, chiarisco, rettifico
ed approfondisco la parola
L'accettazione di ciò che gli era stato annunciato dall'angelo e la gioia per la nascita del bambino, che Zaccaria
chiamò fedelmente Giovanni, sciolsero in Zaccaria ciò che egli aveva provocato.
4. Tutti coloro che erano vicini furono presi da grande rispetto e per tutta la regione montuosa della Giudea si
sparse la voce di questo avvenimento. E tutti coloro che lo udivano, lo serbavano in cuor loro e dicevano: "Chi sarà
mai questo bambino?” E la mano di Geova era su di lui.
5. E suo padre Zaccaria fu ricolmo di Spirito Santo e profetò dicendo: "Lodato sii Tu, o Dio d'Israele; poiché Tu hai
accettato e redento il Tuo popolo. E ci hai preparato una cornucopia di salvezza nella casa del Tuo servo Davide,
come Tu hai promesso per bocca dei Tuoi santi profeti che furono dacché il mondo ebbe inizio.
(Cap. 3, 4-5)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico


ed approfondisco la parola
Le parole hanno spesso vari significati, in base alla sensazione che l'uomo ripone nella parola. Così, anche con le
parole "dei Tuoi santi profeti”, non erano intesi solamente i profeti riportati nei libri del cosiddetto Vecchio
Testamento.
C'è un unico santo: Dio, l'Eterno.
Beati erano e sono i profeti inviati da Dio che compirono la Sua volontà, che diedero la parola di Dio attingendo alla
propria vita appagata ed ammonirono gli uomini affinché la accettassero e la realizzassero. Questi sono i veri profeti.
6. Per essere salvati dai nostri nemici e dalla mano di tutti coloro che ci odiano, poiché Tu mostri la misericordia
che hai promesso ai nostri padri e Ti rammenti della Tua sacra Alleanza,
7. del giuramento da Te fatto a nostro padre Abramo, che, una volta liberati dalla mano dei nostri nemici, ci
concedi di poterTi servire senza timore, in santità e giustizia, per tutti i giorni della nostra vita.
8. E questo bambino sarà chiamato il profeta dell'Altissimo; poiché andrà innanzi al Tuo volto, o Dio, per
preparare le Tue strade e porterà al Tuo popolo la conoscenza della salvezza con il perdono dei suoi peccati.
9. Grazie alla misericordia amorevole del nostro Dio, il sole nascente ci ha visitato dall'alto, per portare luce a
coloro che stanno nelle tenebre e nell'ombra della morte e dirigere i nostri passi sulla via della pace.”
10. Ed il fanciullo cresceva e si fortificava nello Spirito ed il suo mandato rimase celato fino al giorno in cui si
presentò davanti al popolo d'Israele. (Cap. 3, 6-10)

4° CAPITOLO
La nascita di Gesù Cristo
Il popolo di Israele ha fallito -
La sovranità del Cristo nel Regno della Pace viene preparata con i figli e le figlie di Dio incarnati, provenienti
dalla stirpe di Davide (5). Le "apparizioni degli angeli” ai pastori furono
processi interiori (6-9). Rispettare le leggi terrene se non sono
in opposizione alle Leggi divine (12)

1. La nascita di Gesù, il Cristo, avvenne nel seguente modo: in quei giorni un decreto dell'imperatore Augusto
ordinò che si facesse il censimento di tutto il popolo. Ed in Siria andarono tutti a farsi registrare, ciascuno nel
proprio luogo d'origine: era nel mezzo dell'inverno.
2. Anche Giuseppe, che era della casa e della discendenza di Davide, partì dalla Galilea, dalla città di Nazaret, per
andare in Giudea nella città di Davide chiamata Betlemme, per farsi registrare insieme a Maria, sua sposa, che era
incinta.
3. Mentre si trovavano in quel luogo, si avvicinarono i giorni del parto. E diede alla luce il suo primo Figlio in una
grotta e Lo avvolse in fasce e Lo depose in una mangiatoia che era nella caverna, perché non avevano trovato posto
nell'albergo. Ed ecco che la grotta si riempì di luce che splendeva come il sole nel suo fulgore.
4. E nella grotta c'erano un bue, un cavallo, un asino ed una pecora ed accanto alla mangiatoia c'era un gatto con i
suoi piccoli; e c'erano anche delle colombe sopra di loro, ed ogni animale aveva il suo compagno, un maschio o
una femmina.
5. E così avvenne che Egli nacque in mezzo agli animali, poiché Egli venne per redimere anch'essi dalle loro
sofferenze. Egli era venuto per liberare gli uomini dalla loro ignoranza e dal loro egoismo e rivelare loro che sono
figli e figlie di Dio. (Cap. 4, 1-5)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico


ed approfondisco la parola
Nelle vesti di Gesù ho rivelato il Regno di Dio ed ho insegnato e vissuto le Sue Leggi. Volevo fondare ed edificare il
Regno di Dio in Israele, con i figli e con le figlie di Israele, provenienti dalla stirpe di Davide, e con tutti i figli e le
figlie di Dio che compiono la volontà dell'Eterno. Dopo essere rientrato nella gloria del Padre Mio, sarei venuto
nuovamente nello Spirito, continuando ad ampliare questo Regno con il popolo d'Israele per regnare sul Regno della
Pace, che raggiungerà il suo apice nella materia fine. Tuttavia, i figli e le figlie di Dio e d'Israele erano accecati dal
peccato.
Nei secoli successivi al Mio atto di redenzione, Dio, l'Eterno, continuò a chiamare i figli e le figlie della stirpe di
Davide e di altre stirpi che compiono la Sua volontà, affinché riconoscessero il loro mandato.
Ora [1989] è iniziata una Nuova Epoca: la svolta dei tempi dal vecchio al nuovo mondo, al mondo del Cristo. Io
preparo la Mia venuta spirituale - ancora una volta tramite i figli e le figlie della stirpe di Davide e tramite gli altri
figli e figlie dell'Eterno, provenienti da altre stirpi, che compiono la volontà di Dio. Li istruisco attraverso la
Sapienza divina incarnata e con loro tutti quelli che Mi seguono, affinché divengano consapevolmente figli e figlie
di Dio, che compiono la volontà di Dio.
E si compirà così ciò che è rivelato: Io vengo nello Spirito. E tutti gli uomini vivranno in pace ed anche gli animali
verranno liberati dalla loro schiavitù e dalle loro sofferenze, per mezzo di Me, il Cristo-Dio, poiché chi pone la
propria vita nella figliolanza di Dio, non ucciderà né uomini, né animali.
6. C'erano in quella regione alcuni pastori nei campi e di notte facevano la guardia al loro gregge. Ed ecco che
l'angelo di Dio apparve loro e lo splendore dell'Altissimo li avvolse di luce ed essi furono presi da grande timore.
7. E l'angelo disse loro: "Non temete, ecco, vi annuncio una grande gioia che toccherà tutto il popolo; poiché oggi
vi è nato nella città di Davide il Redentore, che è il Cristo, l'Unico santo di Dio. Questo sarà per voi il segno:
troverete il Bambino, avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia.”
8. E subito apparve presso l'angelo una moltitudine di schiere celesti che lodava Dio e diceva: "Gloria a Dio nel più
alto dei cieli e pace in terra a tutti coloro che sono di buona volontà.”
9. E poiché gli angeli si allontanarono da loro per tornare nei cieli, i pastori dicevano tra loro: "Andiamo ora a
Betlemme e vediamo questo avvenimento che ci è stato annunciato dal nostro Dio.” (Cap. 4, 6-9)
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ed approfondisco la parola
L'angelo parlò ai pastori. Tuttavia essi non lo videro con gli occhi umani e non lo udirono con gli orecchi umani.
Essi non videro e non udirono nemmeno con occhi ed orecchi umani le schiere che lodavano e glorificavano Dio.
Alcuni pastori contemplarono dentro di sé la luce, mentre altri udirono nei loro cuori le lodi a Dio. Infatti, ciò che
non porta la veste della carne non si esprime con la parola della carne e con il suono della parola. La parola di Dio e
quella degli esseri di Dio viene percepita nell'interiore dell'uomo.
L'angelo del Signore non apparve davanti a loro come un uomo. Essi stavano davanti al fuoco e si riscaldavano.
Videro la colonna di fuoco guizzare verso l'alto e credettero di vedere nel fuoco la figura di un angelo, che alcuni di
loro percepirono nel proprio cuore. I pastori erano discordi in merito a ciò che avevano visto ed udito. Tuttavia,
coloro che percepirono il senso del messaggio nel proprio cuore si misero in cammino verso Betlemme.
Analogamente a quel tempo, anche oggi gli angeli di Dio annunciano: preparate le vie al Signore! Il Cristo, il
Redentore, viene nello Spirito ed Egli sarà il Pastore di un unico gregge, che è il popolo di Dio sulla terra. Egli lo
governerà nel Suo Regno sulla terra ed esso sarà con Lui nello Spirito, perché osserverà le Leggi di Dio.

10. Andarono dunque senza indugio e trovarono Maria e Giuseppe nella grotta ed il Bambino che giaceva nella
mangiatoia. E dopo aver visto queste cose, riferirono ciò che era stato detto loro in merito a questo Bambino.
11. E tutti quelli che li udirono si stupirono di quello che i pastori dicevano. Maria invece serbava tutte queste cose
nel proprio cuore. Ed i pastori ripresero la loro strada, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano
udito e visto.
12. Quando furono passati otto giorni il Bambino fu circonciso e Gli fu dato il Suo nome: Gesù-Maria, come era
stato chiamato dall'angelo prima di essere concepito nel grembo della madre. E quando furono passati i giorni
della loro purificazione, secondo la legge di Mosè, portarono il Bambino a Gerusalemme per offrirLo a Dio. (Come
sta scritto nella legge di Mosè: ogni maschio che apre il grembo della madre, dovrà essere consacrato al Signore.)
(Cap. 4, 10-12)

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ed approfondisco la parola
La circoncisione è la legge dei Giudei. Dato che questa legge terrena non è contraria alla Legge eterna, viene
tollerata da Dio, ma solamente per l'uomo. Se un essere che proviene da Dio diviene uomo incarnandosi, come tale è
sottoposto alle leggi della natura e deve attenersi alle leggi del mondo, se queste non sono in opposizione alle Leggi
di Dio.
13. Ora, a Gerusalemme c'era un uomo di nome Simeone, era un uomo giusto e timorato di Dio che aspettava il
conforto d'Israele; lo Spirito Santo venne su di lui. Gli era stato promesso che non avrebbe visto la morte senza
aver prima veduto il Cristo-Dio.
14. Seguendo un'ispirazione dello Spirito, si recò nel tempio. E mentre i genitori vi portavano il Bambino Gesù per
adempiere quanto prescritto dalla legge, il Bambino gli apparve come fosse una colonna di luce. Lo prese tra le
braccia e lodò Dio dicendo:
15. "Ora lascia che il Tuo servo vada in pace, secondo la Tua parola, poiché i miei occhi hanno visto il Tuo
Salvatore, Che Tu hai preparato per essere una luce davanti a tutti i popoli, per illuminare i pagani e per la gloria
del Tuo popolo d'Israele.” Ed i Suoi genitori si stupirono di tutte le cose che si dicevano di Lui.
16. E Simeone li benedì e disse a Maria, Sua madre: "Vedi, questo Bambino è qui per la caduta e la risurrezione di
molti in Israele e come un segno che verrà contestato (in verità una spada trafiggerà anche la tua anima), affinché
siano svelati i pensieri di molti cuori.”
17. E c'era Anna, una profetessa, figlia di Fanuele, della stirpe di Aser, che era molto avanzata in età e non si
allontanava mai dal tempio, ma serviva Dio, notte e giorno, con digiuno e preghiera.
18. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e si mise a parlare di Lui a coloro che
attendevano la redenzione a Gerusalemme. E poiché avevano compiuto tutto, secondo la Legge del Signore, fecero
ritorno in Galilea alla loro abitazione a Nazaret.
(Cap. 4, 13-18)

5° CAPITOLO
L'adorazione dei Magi ed Erode
Il significato dei sei raggi della stella
di Betlemme (5). I messaggi di Dio e dei Suoi angeli sono istruzioni, ma non esprimono direttamente ciò che può
accadere - Guida indiretta (13)

1. Dopo la nascita di Gesù a Betlemme in terra di Giudea, al tempo del re Erode, alcuni uomini saggi giunsero a
Gerusalemme da Oriente. Si erano purificati e non avevano consumato carne, né bevande forti, per poter trovare il
Cristo che cercavano. E dissero: "Dov'è il re dei Giudei appena nato? Abbiamo visto la Sua stella in Oriente e
siamo venuti per adorarLo.”
2. Quando il re Erode udì queste parole, si spaventò e con lui tutta Gerusalemme. Fece così convocare tutti i sommi
sacerdoti e gli scribi del popolo e voleva sapere da loro dove avrebbe dovuto nascere il Cristo.
3. E gli risposero: "A Betlemme in terra di Giudea, perché così sta scritto nel profeta: e tu, Betlemme in terra di
Giudea, non sei la più piccola tra i prìncipi di Giuda; infatti, da te proverrà il Sovrano che regnerà il Mio popolo di
Israele.”
4. Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire esattamente da loro il tempo in cui era apparsa la stella.
E li inviò a Betlemme, dicendo loro: "Andate e cercate bene il Bambino e, quando L'avrete trovato, fatemelo sapere,
affinché anch'io venga ad adorarLo.”
5. Udite le parole del re, partirono. Ed ecco che la stella che i saggi avevano visto in Oriente e l'angelo della stella
li precedevano, finché la stella giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il Bambino. E la stella risplendeva
con sei raggi. (Cap. 5, 1-5)

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ed approfondisco la parola
Che significato ha il simbolo dei sei raggi? Il Figlio di Dio porta sulla terra la Legge di Dio, i sette raggi basilari dei
cieli. Sei raggi si irradiano su di Lui nello Spirito, il settimo raggio, la Misericordia, dimora tra gli uomini: il Figlio
dell'Altissimo in veste terrena, il Cristo-Dio in Gesù. Anche Maria portava in sé un raggio parziale della
Misericordia, poiché, nello Spirito del Signore, essa è collegata con il cherubino della Misericordia divina.

6. Essi proseguirono la loro strada con i loro cammelli ed i loro asini che erano carichi dei loro doni. E cercando il
Bambino, guardarono con tanto zelo la stella in cielo che per un certo tempo si dimenticarono dei loro animali
stanchi, che erano sfiniti ed assetati sotto i pesi e per la calura della giornata. E la stella scomparve dal loro
sguardo.
7. Si fermarono e cercarono inutilmente, fissandosi l'un l'altro nella loro costernazione. Allora si ricordarono dei
loro cammelli e dei loro asini e si affrettarono a scaricarli dai pesi, perché potessero riposare.
8. Vicino a Betlemme, lungo la via, c'era un pozzo. E quando si curvarono sul pozzo per attingere l'acqua per i loro
animali, sulla superficie tranquilla dell'acqua videro rispecchiarsi la stella che avevano perso di vista.
9. E allorché videro ciò, furono ricolmi di grande gioia.
10. E lodarono Dio che aveva mostrato loro misericordia, proprio quando essi avevano avuto misericordia dei loro
animali assetati.
11. E quando entrarono in casa, trovarono il Bambino con Maria, Sua madre, e si prostrarono per adorarLo. Poi
aprirono i loro scrigni e Gli offrirono i loro doni: oro, incenso e mirra.
12. Avvertiti poi in sogno da Dio di non tornare da Erode, fecero ritorno nella loro patria per un'altra strada. E,
secondo la loro usanza, accesero un fuoco ed adorarono Dio nella fiamma.
13. Non appena furono partiti, ecco che apparve in sogno a Giuseppe l'angelo del Signore e disse: "Alzati, prendi il
Bambino e Sua madre e fuggi in Egitto, e resta là fino a che ti avvertirò, poiché Erode sta cercando di uccidere il
Bambino.” (Cap. 5, 6-13)

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ed approfondisco la parola
Sta scritto: "... poiché Erode sta cercando di uccidere il Bambino.” Le parole dell'angelo e l'ispirazione data dallo
Spirito erano a senso: "Fuggi ora in Egitto con il Bambino e Sua madre e resta lì fino a che ti avvertirò.” La notizia
che Erode volesse uccidere il Bambino giunse a Giuseppe da altre fonti e fu collegata con il messaggio dell'angelo.
Dato che gli uomini della Nuova Epoca conoscono la libertà nella Legge della vita, poiché realizzano ed adempiono
le eterne Leggi, essi dubiteranno di un messaggio come: "Erode cerca di ucciderlo” o di altre indicazioni del genere.
Essi sanno, infatti, che Dio ed i Suoi angeli non trasmettono messaggi diretti come questo o simili. Così facendo,
affermerebbero ciò che è ancora in sospeso.
Perciò, Io, il Cristo, chiarisco, rettifico ed approfondisco questo ed altri messaggi, affinché questo libro possa essere
per molti un'opera che li aiuti a comprendere e a conoscere le cose.
Dio fa avere messaggi agli uomini attraverso altre fonti, ossia in modo indiretto, quando una persona ha già espresso
la propria intenzione che può essere così riportata da terzi che l'hanno udita. Se l'indicazione è importante, giungerà
poi indirettamente alla persona interessata. In questo modo, Dio guida in modo indiretto, attraverso la legge di
semina e raccolta.

14. Alzatosi, prese il Bambino e Sua madre e nella notte fuggì in Egitto, dove restò per circa sette anni, fino alla
morte di Erode, perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta che disse:
"Dall'Egitto ho chiamato Mio Figlio.”
15. Ed anche Elisabetta, quando udì questo, prese suo figlio ed andò con lui sui monti, dove lo nascose. Ed Erode
inviò i suoi uomini da Zaccaria, nel tempio, e lo fece interrogare: "Dov'è tuo figlio?” Ed egli rispose: "Io sono un
servo di Dio e sono sempre nel tempio. Non so dov'è.”
16. Ed inviò nuovamente degli uomini per interrogarlo: "Dimmi sinceramente, dov'è tuo figlio, non sai che la tua
vita è nelle mie mani?” Zaccaria rispose e disse: "Dio è testimone: se tu spargi il mio sangue, Dio accoglierà la
mia anima, poiché tu spargi il sangue di un innocente.”
17. Ed essi ammazzarono Zaccaria nel tempio, tra il Santissimo e l'altare; il popolo lo seppe da una voce che gridò:
"Zaccaria è stato ucciso ed il suo sangue non dovrà essere lavato prima che non sia venuto colui che lo
vendicherà.” E, dopo un certo tempo, i sacerdoti tirarono a sorte e toccò a Simeone che prese il suo posto.
18. Erode, accortosi di essere stato raggirato dai Magi, s'infuriò ed inviò la sua gente ad uccidere tutti i bambini di
Betlemme e dei dintorni, dai due anni in giù, in base al tempo che aveva saputo dai Magi.
19. Così si adempì quel che era stato detto dal profeta Geremia: "Un grido è stato udito in Rama, pianti, lamenti e
grande lutto. Rachele piange i suoi figli e non vuole essere consolata, perché non sono più.”
20. Morto Erode, ecco che l'angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto e gli disse: "Alzati, prendi il
Bambino e Sua madre e ritorna nel paese d'Israele: perché sono morti coloro che insidiavano la vita del Bambino.”
21. Alzatosi, prese il Bambino e Sua madre e ritornò nel paese d'Israele. Ed abitavano in una città chiamata
Nazaret. Ed Egli fu chiamato il Nazareno. (Cap. 5, 14-21)

6° CAPITOLO
Infanzia e giovinezza di Gesù

Il tempio interiore (4). Lo sposo Cristo


e la sposa (5). Congiungimento quale patto di fedeltà davanti a Dio - Gesù di Nazaret fa l'esperienza dell'essere
femminile - Le sofferenze e la morte sulla croce non sarebbero state necessarie (10). Retta comprensione dei testi -
Sapienza degli Egiziani (11). Breve relazione sulla vita di Gesù prima che iniziasse la Sua attività d'insegnamento
(12). Gesù viveva e donava attingendo all'onnipotenza e all'amore di Dio ed adempiva il comandamento "prega e
lavora” (14). L'ultima Alleanza conclusa con la Comunità originaria Nuova Gerusalemme - Le tenebre hanno
perso -
Il processo di purificazione della terra (17)
1. I Suoi genitori, Giuseppe e Maria, si recavano tutti gli anni a Gerusalemme per la festa della Pasqua;
festeggiavano questo giorno secondo l'usanza dei loro fratelli, che evitavano di spargere sangue e di consumare
carne e bevande forti. Quando Gesù ebbe dodici anni, andò con loro e salirono a Gerusalemme, secondo l'usanza.
(Cap. 6, 1)

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ed approfondisco la parola
Ciò dimostra chiaramente che Dio, il Signore, non interviene nelle leggi degli uomini, a meno che non si tratti di usi
in opposizione alla Legge celeste. Anche l'essere umano Gesù si attenne all'usanza, ed il Signore Lo accompagnò
con il Suo Spirito.

2. Quando, trascorsi i giorni della festa, essi ripresero la via del ritorno, il Fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme,
senza che i Suoi genitori se ne accorgessero. CredendoLo nella carovana, fecero una giornata di viaggio. Poi si
misero a cercarLo tra gli amici ed i conoscenti. Non avendoLo trovato, tornarono a Gerusalemme a cercarLo.
3. E accadde che dopo tre giorni Lo trovarono nel tempio, in mezzo ai dottori. Egli sedeva, ascoltandoli ed
interrogandoli. E tutti quelli che L'udivano erano stupiti per la Sua comprensione e per le Sue risposte.
4. Al vederLo, i Suoi genitori furono costernati. E Sua madre Gli disse: "Figlio mio, perché ci hai fatto questo?
Vedi, Tuo padre ed io, angosciati, Ti cercavamo.” Ed Egli rispose loro: "Perché Mi avete cercato? Non sapete che
Io debbo essere nella casa del Padre Mio?” ... (Cap. 6, 2-4)

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ed approfondisco la parola
Con le parole "... che Io debbo essere nella casa del Padre Mio”, il ragazzo non intendeva la casa, il tempio di pietra,
ma la casa di carne ed ossa, l'uomo, in cui dimora lo Spirito di Dio che parlava attraverso il ragazzo Gesù. Gesù
intendeva: Io debbo riposare in Me, nel tempio interiore, per donare agli uomini e per dare risposta a coloro che Me
la chiedono.
Ogni uomo è un tempio di Dio. Chi mantiene puro questo tempio, percepisce, pensa, parla ed agisce in modo puro e
vive così nella coscienza di Dio. Da questo "tempio interiore”, Gesù insegnava nel tempio di Gerusalemme a coloro
che volevano ascoltarLo nel tempio di pietra.

... Ed essi non compresero le parole che Egli rivolse loro, tuttavia Sua madre serbò tutto ciò nel suo cuore.
5. Ed un profeta che Lo vide, Gli disse: "Vedi, l'amore e la sapienza di Dio sono uniti in Te, perciò nell'epoca futura
verrai chiamato Gesù, poiché, tramite il Cristo, Dio redimerà l'umanità che oggi è, in verità, come il mare amaro;
ma quest'amarezza dovrà essere trasformata in dolcezza; tuttavia a questa generazione non apparirà ancora la
sposa e tantomeno nell'epoca che verrà.” (Cap. 6, 4-5)

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Il profeta ha espresso la profezia, ispirato dallo Spirito. Nel frattempo sono trascorse molte epoche. Tuttavia, lo
Sposo, lo Spirito del Cristo che Io Sono, si è messo in cammino per chiamare gli uomini che credono in Me e che
compiono la volontà del Padre, e per condurli nel paese della pace. Molte anime e molti uomini accorrono a Me
come una sposa adornata con gli ornamenti e la virtù della Vita Interiore, e saranno sempre più numerosi coloro che
si trasformano dall'amarezza alla dolcezza e che si troveranno alla Mia destra.
6. Ed Egli scese con loro e tornò a Nazaret ed ubbidiva loro. E costruiva ruote e gioghi ed anche tavoli, con grande
abilità. E Gesù cresceva in grandezza e anche in grazia davanti a Dio ed agli uomini.
7. E un giorno il ragazzo Gesù giunse in un luogo dove era stata posta una trappola per gli uccelli ed alcuni ragazzi
vi stavano appresso. E Gesù disse loro: "Chi ha messo questo laccio per le creature innocenti di Dio? Ecco, costoro
verranno imprigionati in un laccio nello stesso modo.” E scorse dodici passeri che sembravano morti.
8. E passò le Sue mani su di essi, dicendo loro: "Volate via e pensate a Me fino a che vivrete.” E si levarono e
volarono via con gran cinguettare. I Giudei che videro tutto questo furono molto stupiti e lo raccontarono ai
sacerdoti.
9. E il Fanciullo fece altri miracoli e si vedeva come i fiori sbocciavano sotto i Suoi piedi, dove il terreno era stato
fino allora sterile. Ed i Suoi compagni ebbero rispetto di Lui.
10. Quando Gesù compì i diciotto anni, Gli fu data in moglie Miriam, una vergine della stirpe di Giuda, e visse con
lei per sette anni; ed essa morì, poiché Dio la prese con Sé, affinché Egli potesse proseguire verso compiti più alti,
che avrebbe dovuto adempiere e sopportare per tutti i figli e le figlie degli uomini. (Cap. 6, 6-10)
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ed approfondisco la parola
Io non fui mai sposato. In questa generazione [1989] la parola "sposato” ha un altro significato. Per l'uomo di
quest'epoca significa concludere un matrimonio in municipio o eventualmente una cerimonia in una chiesa terrena
davanti ad un sacerdote.
Anche la parola "congiungersi” nello Spirito ha un significato diverso da "sposarsi”. Il congiungimento nello Spirito
di Dio significa: due persone concludono il patto con Dio e si sforzano di divenire uno in Dio. Un matrimonio è un
patto secondo le leggi di questo mondo. Il congiungimento è, invece, un patto di fedeltà con il prossimo davanti a
Dio, nel quale due persone decidono di realizzare le Leggi divine e di condurre insieme una vita pura e ricolma di
Dio.
In questo libro, la parola "sposato” significa: collegato tramite l'amore di Dio.
Gesù era collegato nello Spirito con tutti gli uomini, con tutte le creature e con tutto l'Essere, così come lo Sono Io,
quale Cristo.
Quale Gesù, ossia quale Figlio dell'uomo, dovetti fare anche l'esperienza di questa unione con il sesso femminile,
per essere in grado di comprenderlo e per poterlo aiutare. Quale Gesù di Nazaret avevo un'unione profonda e pura
con questa donna, che era molto vicina al Mio essere. La Legge dice: il simile attira il simile. Alcuni aspetti
dell'essere di questa donna avevano una vibrazione analoga a quella della Mia anima e, grazie ad essi, ci trovavamo
in profonda comunicazione. Io Mi immedesimavo in lei e lei in Me. Sperimentai così il mondo delle sensazioni del
principio femminile in veste terrena, e compresi così anche le molte donne che furono con Me negli anni della Mia
attività d'insegnamento.
Il periodo previsto per questa donna sulla terra si concluse poco prima che iniziassero i Miei anni d'insegnamento.
Dio, nostro eterno Padre, la chiamò a Sé, come accadde più tardi per molti uomini e donne del Mio seguito. Infatti,
in questo mondo, l'andare e venire dell'anima è una legge non soggetta al caso, ma al decorso della legge di semina e
raccolta oppure della Legge di luce di Dio.
Il Mio mandato quale Gesù di Nazaret, come Cristo-Dio, fu di infondere la scintilla redentrice nelle anime degli
uomini. La Mia sofferenza e la morte fisica furono il segno della caparbietà degli uomini. Se i figli e le figlie di Dio,
provenienti dalla stirpe di Davide, avessero seguito la chiamata di Giovanni ed anche la Mia ed avessero seguito
fedelmente il Cristo in Gesù, anche altri figli e figlie di Dio, provenienti da altre stirpi, si sarebbero uniti per
seguirMi fedelmente. Si sarebbe così formato un unico popolo che avrebbe potuto essere consapevolmente il popolo
di Davide per il Regno della Pace di Gesù Cristo. Dato che la stirpe di Davide, che ha ricevuto il mandato dell'Opera
di Redenzione, restò nel peccato, Mi avvolsi con una parte delle sue colpe ed anche con parti delle colpe di alcuni
uomini delle altre stirpi. Potei così essere catturato, e così cominciarono le sofferenze.
Se la stirpe di Davide non fosse rimasta nel peccato, avrei portato la scintilla redentrice a tutte le anime ed a tutti gli
uomini, ma non avrei dovuto subire le sofferenze e la morte fisica sulla croce. Soffrii quindi per i figli e per le figlie
degli uomini, perché non divennero consapevolmente figli e figlie di Dio, compiendo la Sua volontà.
Se la stirpe di Davide Mi fosse stata fedele, gli avvenimenti avrebbero preso tutt'altro corso. E se tutto il popolo
giudeo, inclusi i suoi scribi e farisei, avesse accettato ed accolto il Figlio di Dio, adempiendo la Legge di Dio, la
Forza Parziale sarebbe rimasta nella Forza Primordiale. Infatti, chi adempie l'eterna Legge non ha bisogno di
sostegno.

11. E Gesù, avendo concluso lo studio della legge, scese nuovamente in Egitto, per apprendere la sapienza degli
Egiziani, come aveva fatto Mosè. ... (Cap. 6, 11)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico


ed approfondisco la parola
Dato che molti testi, tratti da questo libro, non vengono compresi secondo il loro senso, ma alla lettera, è necessario
chiarire e rettificare continuamente determinate cose.
Ho già rivelato che, quando fu scritto il suddetto libro, alcune parole avevano un significato diverso da oggi [1989].
La persona che, a suo tempo, accolse e trascrisse la parola, aveva anche un determinato patrimonio linguistico e
poteva servirsi solo di esso. Anche i traduttori, a loro volta, avevano il loro vocabolario per la traduzione. Perciò,
tutto quello che viene dato dal Divino in parola dovrebbe essere compreso a senso. Tramite il Mio strumento
dell'epoca odierna [1989], opererò ripetutamente per chiarire, rettificare ed approfondire quei punti che devono
necessariamente essere chiariti, rettificati ed approfonditi.
Rettifico quindi anche le parole del testo sopracitato: "... scese nuovamente in Egitto, per apprendere la sapienza
degli Egiziani, come aveva fatto Mosè.” A senso dovrebbe essere: Egli s'incontrò spesso con gli Egiziani, per parlare
con loro della sapienza di Dio. Tuttavia non andai in Egitto per imparare dagli Egiziani la sapienza di Dio.
Quand'ero bambino, rimasi in Egitto con i Miei genitori terreni, ma anche allora non fu per imparare la sapienza
divina.
Inoltre, Mi incontrai varie volte nel deserto con uomini e donne, per pregare e per parlare con loro dell'eterna verità.
Tra di loro c'erano spesso molti Egiziani. Quand'ero il ragazzo Gesù, la sapienza di Dio era già manifesta in Me;
essa parlava attraverso di Me. Perciò, già da ragazzo parlai ai cosiddetti dotti nel tempio, attingendo alla sapienza di
Dio. Essa era quindi attiva in Me; per quale motivo avrei dovuto apprenderla?

... Ed andava nel deserto, meditava, digiunava e pregava, e ricevette i poteri del sacro Nome, attraverso i quali
compì molti miracoli.
12. E per sette anni parlò con Dio, volto a volto, ed apprese il linguaggio degli uccelli e degli animali, e le forze
guaritrici degli alberi, delle erbe e dei fiori, e le forze nascoste delle pietre preziose, ed imparò anche i movimenti
del sole e della luna e delle stelle ed il potere dei caratteri della scrittura, i misteri della squadra e del cerchio e la
trasformazione delle cose e delle forme, dei numeri e dei segni. Da lì ritornò a Nazaret, per visitare i Suoi genitori,
ed insegnò in quel luogo e a Gerusalemme come un rabbi riconosciuto, persino nel tempio, e nessuno Glielo
impediva. (Cap. 6, 11-12)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico


ed approfondisco la parola
Tutto quello che Dio ha creato e mantiene in vita è insito nell'anima dell'uomo. Chi vive in Dio riceve e viene
istruito da Dio, anche come uomo. Quale Gesù di Nazaret vivevo in Dio e ricevevo da Dio, Mio Padre, con il Quale
ero in costante comunicazione.
Dall'interiore di Gesù fluiva la sapienza divina ed Egli parlava con gli animali dell'acqua e dell'aria e con quelli che
vivevano dentro la terra e sopra la terra. E Gesù, in cui vivevo, sperimentò in Se stesso la vita delle piante e delle
pietre.
Quale Gesù, sperimentai e vissi nel Mio interiore il movimento degli astri, di cui parlai molto con gli Egiziani, tra i
quali c'erano veri saggi.
Dato che, Io, Gesù, insegnavo nel tempio, molti Mi chiamavano rabbi. Ma Io ero profeta e Figlio di Dio; in veste
terrena ero il Figlio dell'uomo, che insegnava e viveva le Leggi di Dio e che si sacrificò, affinché la redenzione
potesse penetrare nelle anime degli uomini e nelle anime che vivevano nei regni della caduta.

13. Dopo un certo tempo, Egli andò in Assiria ed in India ed in Persia e nel paese dei Caldei. E visitò i loro templi e
parlò con i loro sacerdoti ed i loro saggi per molti anni, e mentre attraversava questi paesi fece molte opere
miracolose e guarì i malati.
14. E gli animali dei campi Lo rispettavano e gli uccelli non avevano timore di Lui, poiché non li spaventava; anzi,
perfino le bestie selvagge del deserto sentivano il potere di Dio in Lui e Lo servivano spontaneamente e Lo
portavano di luogo in luogo. (Cap. 6, 13-14)
Io, il Cristo, chiarisco, rettifico
ed approfondisco la parola
Nelle vesti di Gesù incontrai molti uomini di vari ceti e di varie lingue e parlai con Assiri, Indù, Persiani, Caldei,
Israeliti e con altri uomini e donne di varie stirpi. Tuttavia non andai nei loro paesi e nemmeno in altri per imparare
la sapienza di Dio. Andai in alcuni paesi ed al confine di altri. Spesso la lingua era un ostacolo. Tuttavia, quando
parlavamo delle Leggi dell'amore, ognuno sapeva cosa volesse dire il prossimo. Il linguaggio del cuore non conosce
frontiere, neanche oggi, nell'epoca prossima all'anno duemila.
Per amore per gli uomini si manifestò anche la forza di guarigione, per aiutarli e dare testimonianza di ciò che
dimorava in Me, in Gesù: l'onnipotenza di Dio.
Grazie alla tecnica, oggi ancora esistente [1989], è possibile tradurre e trasmettere più rapidamente la Mia parola,
affinché i cuori degli uomini si risveglino ed imparino il linguaggio dell'amore, che viene compreso da tutti coloro
che pensano col cuore.
Molti uomini credono che Io abbia viaggiato per molti anni per raccogliere sapienza e compiere opere d'amore.
Anche se nelle vesti di Gesù di Nazaret viaggiai molto per insegnare e per compiere opere d'amore e di misericordia,
non trascurai di assolvere il comandamento "prega e lavora”.
Come Giuseppe ed i Miei fratelli consanguinei, realizzai, quale carpentiere, ciò che Dio ha comandato agli uomini:
"prega e lavora”.
Il senso della frase "e Lo portarono di luogo in luogo” significa: molti animali Mi accompagnarono per un lungo
tratto del cammino, alcuni di luogo in luogo. Chi ama Dio, ama anche i regni della natura. E i regni della natura
servono chi ama Dio. Infatti tutto ciò che esiste è vita che proviene da Dio, e tutto l'Essere serve chi ama Dio.

15. Infatti, lo Spirito del Divino nell'umano Lo ricolmava, e ricolmava quindi tutte le cose che Lo circondavano,
rendendo sottomessa a Lui ogni cosa; si compirono così le parole dei profeti: "Il leone giacerà presso il vitello e il
leopardo presso la capretta e il lupo presso l'agnello e l'orso presso l'asino e la civetta presso le colombe. Ed un
bambino li guiderà.
16. E nessuno dovrà ferire od uccidere sul Mio sacro monte; poiché la terra dovrà essere piena della conoscenza
del Santo, così come le acque ricoprono il letto del mare. E in quei giorni concluderò nuovamente un'Alleanza con
gli animali della terra e con gli uccelli dell'aria, con i pesci del mare e con tutte le creature della terra. E Io
spezzerò l'arco ed anche la spada, e bandirò dalla terra tutti gli strumenti di guerra, che verranno resi inaccessibili,
affinché tutti vivano senza timore.
17. Ed Io Mi prometterò per sempre a te nella rettitudine e nella pace e nella bontà del cuore, e tu dovrai
riconoscere il tuo Dio, e la terra dovrà donare il frumento e il vino e l'olio, ed Io dirò a coloro che sono il Mio
popolo: tu sei il Mio popolo, ed essi Mi diranno: Tu sei il nostro Dio.” (Cap. 6, 15-17)

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ed approfondisco la parola
E tutto questo è accaduto!
Dato che gli Israeliti non hanno accettato ed accolto Me, il Cristo, quale loro Redentore, l'Eterno ed Io, il Cristo,
raduniamo i figli e le figlie di Dio in un'altra parte della terra. Lì si trova ora "Israele” ed anche la nuova
"Gerusalemme”*, poiché Dio non si lega ad un luogo ed a promesse di uomini che non mantengono la loro parola e
che non adempiono ciò che Egli ha comandato loro.
Un altro popolo si trova nell'Alleanza. E' il Mio popolo ed Io sarò il suo Pastore. Da lì stanno sorgendo le prime
forze del Regno della Pace.
Dio ha sciolto l'Alleanza con il popolo d'Israele ed ha stretto una Nuova Alleanza - che sarà l'ultima - con questo
altro popolo, con uomini che si impegnano a compiere la volontà di Dio. Essi provengono dalla grande stirpe di
Davide e da altre stirpi che osservano i comandamenti della vita.
L'Eterno ed Io, il Cristo, abbiamo chiamato e richiamiamo gli uomini di questo mondo, tramite la parola profetica, e
raduniamo tutti i figli e le figlie di Dio di buona volontà: il piccolo popolo già esistente crescerà e diverrà un potente
popolo di Dio.
E' stata stretta l'ultima Alleanza ed essa ha validità. Essa porta molti aiuti dalla Legge di Dio a coloro che la
rispettano. Io stesso, il Cristo, sono alla testa del popolo di Dio e non ho alcun rappresentante umano. La Comunità
originaria Nuova Gerusalemme, che è divenuta la Comunità dell'Alleanza, è questo popolo di Dio. E' la luce centrale
in Vita Universale.
Il popolo di Dio dovrà ancora superare alcuni ostacoli. Tuttavia, lo Spirito della verità e della vita è con esso e tutti
coloro che hanno stretto l'Alleanza con cuore sincero fonderanno ed edificheranno il Regno di Dio sulla terra. In
quest'epoca - prossima all'anno duemila - si sta profilando ciò che sta scritto a senso: Io, vostro Signore e Dio,
stringerò l'Alleanza con un altro popolo.
Le tenebre hanno perso. l'Alleanza è stata conclusa; la terra si sta purificando, come è stato profetizzato.
La terra tremerà e si aprirà e inghiottirà molti uomini. Tuttavia, prima che tutto ciò accada, si riverseranno sugli
uomini malattie, miseria, sciagure e molte avversità. L'angelo della morte passerà e afferrerà sempre più uomini. Ciò
che è impuro scomparirà. I mari strariperanno dai loro bacini e sommergeranno tutte le negatività, e gli astri
purificheranno la terra con i loro raggi. E poi sarà spezzata la spada e così anche tutti gli strumenti di guerra. Su tutta
la terra sorgerà poi il Regno della Pace e su di essa vivranno uomini che compiono la volontà di Dio. E regnerà la
pace. Così si compirà ciò che sta scritto:
"Il leone giacerà presso il vitello, e il leopardo presso la capretta, e il lupo presso l'agnello, e l'orso presso l'asino, e
la civetta presso la colomba. E un bambino li guiderà.” Tutto questo accadrà!
18. E un giorno, mentre percorreva un sentiero di montagna, ai margini del deserto, incontrò un leone che veniva
inseguito da una moltitudine di persone che voleva ucciderlo con pietre e giavellotti.
19. Ma Gesù li rimproverò con le parole: "Perché cacciate le creature di Dio che sono più nobili di voi? Esse, che
in fondo dovrebbero essere amiche dell'uomo, sono divenute sue nemiche a causa della crudeltà di molte
generazioni.
20. Come in esse si manifesta la potenza di Dio, così si mostrano anche la Sua pazienza e la Sua compassione.
Smettete di inseguire questa creatura! Non vuole farvi alcun male. Non vedete come fugge davanti a voi e come è
spaventata dalla vostra violenza?”(Cap. 6, 18-20)

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Con la parola "compassione” si intende l'aiuto di Dio. Io ho portato la redenzione a tutti gli uomini ed a tutte le
anime. Nella redenzione c'è anche la liberazione degli animali. Infatti, tramite la redenzione, nel corso del processo
evolutivo tutto verrà elevato all'unità, nella luce di Dio, che è unità, vita, sostanza e forza.

21. E il leone si avvicinò e si accovacciò ai piedi di Gesù e Gli mostrò il suo amore. Ed il popolo si meravigliò assai
e disse: "Vedete, quest'uomo ama tutte le creature ed ha perfino potere sugli animali del deserto, ed essi Gli
ubbidiscono.” (Cap. 6, 21)

7° CAPITOLO
Predica di penitenza di Giovanni
Il significato dei simboli
e delle cerimonie (4). Il giudizio: la legge di semina
e raccolta - Purificazione dell'anima (10)
1. Nell'anno decimoquinto dell'impero di Tiberio, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea ed Erode
tetrarca della Galilea (Caifa era il sommo sacerdote ed Anna stava a capo del Sinedrio), la parola di Dio giunse a
Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto.
2. E Giovanni venne nella regione del Giordano, predicando il battesimo della penitenza per il perdono dei peccati.
Come sta scritto nei profeti: "Vedi, Io mando il Mio messaggero che Ti precede, che Ti prepara la Tua via. E' la
voce di uno che grida nel deserto: preparate la via del Santo e spianate i sentieri a Colui che è unto.
3. Tutte le valli dovranno essere riempite e tutti i monti e i colli dovranno essere abbassati e ciò che è storto dovrà
raddrizzarsi, e le vie impervie dovranno essere spianate. E tutto ciò che è nella carne vedrà la redenzione di Dio.”
4. Giovanni portava un abito di peli di cammello ed anche una cintura intorno ai fianchi egualmente intessuta, ed i
frutti della pianta del pisello e il miele selvatico erano il suo cibo. E a lui accorrevano Gerusalemme e tutta la
Giudea e tutti coloro che provenivano dalla terra lungo il Giordano, e si facevano battezzare da lui nel Giordano e
confessavano i loro peccati. (Cap. 7, 1-4)

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Anche da questo racconto l'uomo riconosce che Dio lascia gli usi e i costumi che non sono contrari alla sacra Legge
eterna: in questo caso si tratta del battesimo con l'acqua.
Dio lascia decidere ai Suoi figli umani se desiderano mantenere l'acqua, quale simbolo di purificazione, fino a
quando saranno battezzati con lo Spirito della vita.
Tuttavia, chi ha sviluppato l'amore per Dio e per il suo prossimo è elevato dallo Spirito di Dio, ossia è compenetrato
dallo Spirito della verità.
Chi è maturato spiritualmente ha sempre meno bisogno di simboli e cerimonie. Egli vive nell'interiore, così com'è in
cielo: nella purezza! Il puro è colmo dello Spirito della verità ed è pervaso dallo Spirito della vita: è quindi
battezzato dallo Spirito di Dio.

5. Egli diceva al popolo che veniva per farsi battezzare da lui: "Tu, generazione ribelle! Chi vi ha ammonito di
sfuggire all'ira imminente? Portate dunque i giusti frutti della penitenza e non cominciate a dire a voi stessi:
abbiamo Abramo per padre.
6. Poiché io vi dico che Dio può far nascere figli ad Abramo da queste pietre. Anzi, la scure è già posta alle radici
degli alberi ed ogni albero che non porta buoni frutti verrà abbattuto e gettato nel fuoco.”
7. Ed i ricchi lo interrogarono dicendo: "Che cosa dobbiamo fare?” Egli rispose e disse loro: "Chi ha due tuniche,
ne dia una a chi non ne ha e chi ha da mangiare faccia altrettanto.
8. Vennero anche alcuni pubblicani a farsi battezzare e gli dissero: "Maestro, che cosa dobbiamo fare?” Ed egli
disse loro: "Non chiedete più di quanto prescrittovi e siate indulgenti secondo il vostro giudizio.”
9. Anche i soldati lo interrogarono: "Che cosa dobbiamo fare?” Ed egli disse loro: "Non usate violenza o
ingiustizia a nessuno ed accontentatevi della vostra paga.”
10. E parlava a tutti dicendo: "Astenetevi dal sangue degli animali strozzati e dai corpi morti degli uccelli e degli
animali e guardatevi bene da qualsiasi crudeltà ed ingiustizia. Credete forse che il sangue degli animali e degli
uccelli possa lavare il peccato? Io vi dico: no. Dite la verità! Siate retti, siate misericordiosi con il vo-stro prossimo
e con tutte le creature che vivono e camminate umilmente con il vostro Dio.” (Cap. 7, 5-10)

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ed approfondisco la parola
Con la parola "ira” si intende il giudizio che toccherà all'uomo che non cambia per tempo. Chi disprezza la Legge
divina subirà e soffrirà per ciò che ha seminato. Nessun uomo può sfuggire al proprio giudizio, agli effet-
ti delle sue cause. Solo il pentimento, il chiedere perdono, il perdonare e il porre rimedio al male fatto, per quanto
ancora possibile, lavano l'anima dal peccato. L'uomo porta con sé ciò che ha immesso nella propria anima, sia la
luce che le ombre, fino a che lo avrà sciolto. In qualsiasi momento e in qualsiasi luogo egli si trovi, l'uomo porta con
sé le ombre che egli stesso ha immesso nella sua anima, fino a che le avrà sciolte.
Le parole "anzi, la scure è già posta alla radice degli alberi, ed ogni albero che non porta buoni frutti verrà abbattuto
e gettato nel fuoco” significano: ogni causa non scontata giunge a maturazione. La scure è la legge di semina e
raccolta. L'albero è l'uomo che non si pente dei propri peccati e che non ripara a ciò che ha provocato. Il fuoco è il
simbolo della purificazione dell'anima, è l'effetto attivo riguardante l'azione commessa e non scontata, la causa.
Chi è in grado di afferrare il senso di quanto sta scritto riconosce che l'anima e l'uomo diverranno puri solo quando
riconosceranno i propri errori e peccati, quando se ne pentiranno, perdoneranno, chiederanno perdono e faranno
penitenza, ossia ripareranno al male fatto e non rifaranno più le stesse o simili cose.
Riconoscete: tutta la natura, gli animali, le piante, le pietre, sono il giardino di Dio, la Sua opera di creazione. Chi la
disprezza pecca e si ritroverà ogni volta davanti ai propri peccati, fino a che li riconoscerà, se ne pentirà e vi porrà
rimedio. E se non peccherà più ed osserverà i comandamenti, vivrà in Me ed Io vivrò consapevolmente attraverso di
lui.
Chi ama il suo prossimo in modo altruistico non ucciderà gli animali e non ne farà consumo. Una tale persona
diverrà pura nella propria anima ed i frutti che porterà saranno la vita in Me.
11. Il popolo era in attesa e tutti si domandavano in cuor loro se Giovanni fosse il Cristo o no. Giovanni rispose e
disse a tutti: "Io vi battezzo con acqua; ma verrà Uno dopo di me che è più forte di me, al Quale io non son degno
di sciogliere i lacci dei sandali.
12. Egli vi battezzerà con acqua e fuoco. Nella Sua mano ha il ventilabro per ripulire la Sua aia e per raccogliere il
frumento nel granaio, e la pula la brucerà con fuoco inestinguibile.” E nella sua predica di penitenza disse ancora
altre cose al popolo. (Cap. 7, 11-12)

8° CAPITOLO
Il battesimo di Gesù, il Cristo
Dio e il Cristo rivelano oggi tutta la verità attraverso
il serafino della Sapienza divina - La stirpe di Davide prepara il Regno della Pace con il Cristo (3)

1. Ed era nel mezzo dell'estate ed era il decimo mese. Dalla Galilea, Gesù andò al Giordano da Giovanni per farsi
battezzare da lui. Giovanni però si oppose dicendo: "Io ho bisogno di essere battezzato da Te, e Tu vieni da me?”
Gesù rispose e gli disse: "Accettalo per ora, poiché è nostro dovere compiere ogni giustizia.” Allora Glielo
consentì.
2. Appena battezzato, Gesù uscì dall'acqua; ed ecco si aprirono i cieli su di Lui ed una nuvola luminosa stava sopra
di Lui e dietro alla nuvola dodici raggi di luce; e lo Spirito di Dio scese su di Lui dalla nuvola come una colomba e
risplendeva attorno a Lui. Ed ecco una voce dal cielo che disse: "Questo è il Mio Figlio prediletto, nel quale Mi
sono compiaciuto. Ed in questo giorno Io L'ho generato.” (Cap. 8, 1-2)

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L'acqua è il simbolo della purificazione dell'anima e del corpo. L'acqua è fluente - lo Spirito è fluente.
Ciò che accadde dopo il battesimo di Gesù, come descritto in questo passaggio, avvenne nello Spirito. Giovanni lo
vide nel proprio interiore con questi simboli. La parola "generato” ha il significato di "eletto”. Dopo essere stato
eletto dall'Eterno, Io, il Cristo, compii ciò che diveniva sempre più manifesto in Gesù.
3. E Giovanni diede testimonianza di Lui e disse: "Ecco l'uomo di cui io dissi: Colui che verrà dopo di me, mi
passerà innanzi, poiché era prima di me. E dalla Sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto grazia su grazia. Poiché
la Legge è stata data solo in parte per mezzo di Mosè, ma la grazia e la verità verranno nella loro pienezza tramite
Gesù Cristo. (Cap. 8, 3)

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ed approfondisco la parola
L'eterna verità s'irradia ora in questo mondo in innumerevoli sfaccettature. Nel corso di molte generazioni, l'Eterno
ha sempre dato dall'eterna verità, che Egli è, quelle sfaccettature della verità che potevano essere comprese e vissute
dagli uomini protesi verso Dio. Tramite Mosè, donò quindi quegli aspetti della verità che potevano essere compresi
dalle generazioni di quel tempo. Io, il Cristo in Gesù, portai la pienezza dalla verità. Ma pochi erano in grado di
comprenderMi.
Ora [1989] è giunta l'epoca in cui Io rivelo tutte le sfaccettature della verità. Chi è in grado di comprendere,
comprenda!
Riconoscete: l'eterna verità si diffonderà ora in tutto il mondo e tutto ciò che non è vero diverrà preda del fuoco,
affinché si possa manifestare la pienezza, tutta la verità. Nello Spirito ho eletto la Sapienza divina quale madre
capostipite del Regno della Pace di Gesù Cristo. Il raggio femminile, il serafino della Sapienza di Dio, è oggi
incarnato ed opera per l'Eterno e per Me quale profetessa e messaggera di Dio. Attraverso di lei, l'Eterno ed Io, il
Cristo, abbiamo richiamato e richiamiamo in questo mondo, e doniamo agli uomini di buona volontà tutta la verità,
per quanto possibile esprimerla in parola.
Secondo la volontà di Dio, Davide, da cui proviene la stirpe di Davide, è il padre capostipite terreno del Regno della
Pace di Gesù Cristo. Infatti egli portò in questo mondo il seme e quindi i geni che formano la stirpe di Davide.
Gli esseri che provengono da Dio si incarnano in quegli uomini in cui sono attivi i geni di Davide. Essi fanno parte
del mandato di redenzione, della Mia Opera, Vita Universale, insieme ad altri figli e figlie provenienti da altre stirpi.
Davide è, quindi, il capostipite terreno del Regno della Pace di Gesù Cristo, mentre il raggio della Sapienza divina è
la madre capostipite nello Spirito.
Davide portò quindi il seme ed i geni per il popolo di Dio nella carne; la Sapienza divina porta tutta la verità nella
parola terrena, tramite il suo raggio parziale incarnato, tramite il serafino della Sapienza divina.
Le anime incarnate sono chiamate.
Tramite la profetessa e messaggera di Dio, le anime e gli uomini ricevono da Me, il Cristo, tutta la verità nella
parola rivelata. Il raggio parziale incarnato della Sapienza divina insegna le eterne Leggi, anche nei dettagli, e
mostra a tutti i volonterosi come possono adempierle nel mondo.
E' giunta l'ora. Il mondo s'avvicina all'anno duemila. Io preparo la Mia venuta quale Cristo, tramite il popolo eletto
di Dio, con il quale l'Eterno ed Io, il Cristo, nell'onnipotenza, in Dio, abbiamo stretto l'ultima Alleanza. Si
troveranno alla Mia destra solo quelle anime e quegli uomini che conoscono e che adempiono anche tutta la verità.

4. Nessuno ha mai visto Dio. Solo nel Figlio unigenito che proviene dal grembo dell'Eterno, è manifesto Dio”. E
questo è ciò che disse Giovanni quando i Giudei inviarono da Gerusalemme sacerdoti e leviti a interrogarlo: "Chi
sei tu?” Ed egli non negò, ma confessò: "Io non sono il Cristo.”
5. Ed essi gli chiesero: "Chi sei allora? Sei Elia?” Egli disse: "Io non lo sono.” "Sei tu il profeta di cui parlò
Mosè?” E rispose: "No”. Gli dissero dunque: "Chi sei allora? Cosicché possiamo dare una risposta a coloro che ci
hanno inviato. Che cosa dici di te stesso?” E disse: "Io sono la voce di uno che grida nel deserto. Preparate la via
del Santo, come disse il profeta Isaia.”
6. E coloro che erano stati inviati, erano mandati dai farisei e gli chiesero: "Perché dunque battezzi, se non sei né il
Cristo, né Elia, né il profeta di cui parla Mosè?”
7. Giovanni rispose loro dicendo: "Io battezzo con l'acqua; ma in mezzo a voi sta Uno che non conoscete. Egli
battezzerà con acqua e fuoco. E' Colui che viene dopo di me e che mi passerà innanzi; io non sono degno di
sciogliere i lacci dei Suoi sandali.”
8. Questo accadde a Bethabara, dall'altra parte del Giordano, dove Giovanni battezzava. E Gesù aveva allora
compiuto i trent'anni e nella carne era veramente il figlio di Giuseppe e Maria, ma nello Spirito era il Cristo, il
Figlio di Dio, l'eterno Padre, come era stato annunciato con potenza dallo Spirito di santità.
9. E Giuseppe era il figlio di Giacobbe e di Elischeba, e Maria era la figlia di Eli (chiamato Gioacchino) e di Anna,
che erano i figli di Davide e di Bathscheba, di Giuda e Schela, di Giacobbe e Lea, di Isacco e Rebecca, di Abramo e
Sara, di Set e Maat, di Adamo ed Eva, che erano i figli di Dio. (Cap. 8, 4-9)

9° CAPITOLO
Le quattro tentazioni
Le tenebre possono misurarsi
con la luce (1). Chi vive in Dio è collegato con tutto
l'Essere e non è mai solo (5)
1. Gesù venne condotto dallo Spirito nel deserto per essere tentato dal diavolo. E gli animali selvaggi del deserto
erano attorno a Lui e Lo servivano. E, avendo digiunato per quaranta giorni e quaranta notti, ebbe fame. (Cap. 9,
1)

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ed approfondisco la parola
Satana ebbe la possibilità di mettere alla prova Gesù. Lo Spirito del Mio eterno Padre permise che Io venissi tentato.
Anche Satana avrebbe dovuto riconoscersi e misurarsi in questo modo, per sperimentare che coloro che vivono in
Dio sono più forti della potenza delle tenebre.
Una Legge che proviene dall'amore e dalla grazia di Dio prevede che quando gli uomini hanno ottenuto sapere e
sapienza da Dio, le tenebre possano misurarsi con loro. In tal modo, anche l'anima che è caduta molto in basso
riceve la possibilità di riconoscersi: con la sua sconfitta può riconoscere su se stessa che chi vive in Dio è superiore a
Satana, poiché ciò che è puro lo serve. Chi non ha ancora sviluppato lo Spirito di Dio nel proprio interiore è succube
di Satana, poiché lo serve in molti aspetti della sua vita terrena.
La parola "digiunare” significa: consumare poco cibo.
2. E il tentatore Gli si accostò e Gli disse: "Se sei il Figlio di Dio, dì a queste pietre di diventare pane, poiché sta
scritto: Io Ti voglio nutrire col frumento più fine e col miele e Ti voglio saziare dalla pietra.”
3. Ma Egli rispose e gli disse: "Sta scritto: non di solo pane vive l'uomo, ma di ogni parola che proviene dalla
bocca di Dio.”
4. Il diavolo poi Gli mise davanti una donna di bellezza e grazia straordinarie, di spirito fine e intelligenza vivace e
Gli disse: "Prendila, se vuoi, poiché lei Ti desidera e dovrai godere amore e felicità tutta la tua vita e vedere i figli
dei tuoi figli. Poiché non sta scritto che non è bene che l'uomo sia solo?”
5. E Gesù disse: "Vattene! Poiché sta scritto: non lasciarti sedurre dalla bellezza della donna; poiché tutta la carne
è come l'erba e come i fiori sui campi: l'erba si secca ed i fiori appassiscono, ma la parola dell'Eterno è perenne. Il
Mio compito è di istruire i figli umani e di guarire e colui che è nato da Dio mantiene il suo seme dentro di sé.”
(Cap. 9, 2-5)
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Il senso delle parole "mantiene il suo seme dentro di sé” è: gli uomini in Dio non sprecheranno la loro forza per il
piacere dei sensi e per gli stimoli. Chi vive in Dio, ama i valori interiori dell'uomo, la bellezza interiore e la virtù.
Chi ama l'interiore dell'uomo è collegato con tutti gli uomini e con tutti gli esseri. Non sarà mai solo e abbandonato,
poiché serba in sé la parte buona del suo prossimo. Solo in questo modo si compie il comandamento "Non è bene
che l'uomo sia solo”.
Dio è unità - e chi vive in Dio, vive collegato con tutto l'Essere. E tutto l'Essere, ciò che è puro, è con lui ed agisce
attraverso di lui.
Solamente quell'uomo che rifiuta e denigra i suoi simili è solo.
6. E il diavolo Lo condusse nella città santa e Lo portò su un pinnacolo del tempio. E Gli disse: "Se sei il Figlio di
Dio, gettati giù, poiché sta scritto: darà ordine ai Suoi angeli che Ti custodiscano e che Ti sostengano con le loro
mani, affinché il Tuo piede non inciampi in una pietra.”
7. E Gesù rispose e gli disse: "Sta anche scritto: non tentare il Signore, Dio tuo.”
8. Poi il diavolo Lo condusse su un monte altissimo nel mezzo di una grande pianura ed attorno ad essa c'erano
dodici città con i loro abitanti. Da lì Gli mostrò in un attimo tutti i regni della terra. Poi il diavolo Gli disse: "Ti
voglio dare tutta questa potenza e la sua gloria: infatti essa mi è stata affidata ed io la dò a chi voglio; poiché sta
scritto: Tu dovrai regnare di mare in mare, dovrai regnare in rettitudine sul Tuo popolo e sui poveri con
misericordia e porrai fine a tutte le oppressioni. Se ora mi adori, tutto questo sarà Tuo.”
9. E Gesù rispose e gli disse: "Vattene da Me, Satana; poiché sta scritto: Tu dovrai adorare Dio e dovrai servire
solo Lui. Senza la potenza di Dio non arriverà la fine del male.”
10. E poiché il diavolo aveva esaurito tutte le tentazioni, si allontanò da Lui per un certo periodo. Ed ecco che
vennero gli angeli di Dio a servirlo. (Cap. 9, 6-10)

10° CAPITOLO
Giuseppe e Maria
preparano una festa a Gesù -
Andrea e Pietro trovano Gesù

Agli uomini della Nuova Epoca: non dimenticate


l'atto di redenzione di Gesù (2). Caratteristiche dei seguaci di Gesù di Nazaret - Imposizione del nome terreno e
nome d'irradiazione dell'anima (10)

1. Il giorno stesso in cui Gesù rientrò dal deserto, i Suoi genitori Gli prepararono una festa. Gli consegnarono i
doni che i Magi Gli avevano portato quando era bambino. E Maria disse: "Abbiamo conservato fino ad oggi questi
doni per Te.” E Gli diedero l'oro, l'incenso e la mirra. Ed Egli prese l'incenso, donò invece l'oro ai Suoi genitori ed
ai poveri e diede la mirra a Maria, detta Maddalena.
2. Questa Maria veniva dalla città di Magdala in Galilea. Ed era una grande peccatrice ed aveva sedotto molti con
la sua bellezza e grazia. E di notte andò da Gesù e Gli confessò i suoi peccati e Gesù le impose la Sua mano e la
guarì. E scacciò sette demoni da lei e le disse: "Va' in pace; poiché i tuoi peccati ti sono perdonati!” Ed essa si alzò
ed abbandonò tutto e Lo seguì, servendoLo con i suoi beni ed averi, fino a che Egli operò in Israele. (Cap. 10, 1-2)
Io, il Cristo, chiarisco, rettifico
ed approfondisco la parola
Affinché possiate comprendere meglio e riconoscere l'eterna Legge: fu Maria, chiamata Maddalena, a parlare dei
sette demoni che si sarebbero allontanati da lei. Essa era del parere che questo fosse accaduto. L'illuminato non ne
parla, ma aiuta e guarisce se è bene per l'anima.
Questa spiegazione è data soprattutto per gli uomini del presente [1989] e della Nuova Epoca che sta iniziando, che
conoscono le Leggi di Dio.
Il libro "Questa è la Mia parola” è di grande importanza, in particolar modo per gli uomini della Nuova Epoca. Essi
sperimentano, infatti, il Cristo quale Sovrano dei mondi e non più quale Redentore. Perciò, questo libro sarà per loro
un'opera storica.
Gli uomini della Nuova Epoca non dovranno dimenticare il fondamento su cui è stato edificato il Regno della Pace
di Gesù Cristo, ossia la redenzione. Il pensiero, la vita, l'operato e le sofferenze del Figlio di Dio in Gesù di Nazaret,
che è ora il Sovrano della terra e la Guida del Regno di Dio sulla terra, dovrebbero essere ricordati dagli uomini
della Nuova Epoca.
3. Il giorno dopo, vedendo Gesù venire verso di lui, Giovanni disse: "Ecco l'agnello di Dio che toglie i peccati del
mondo con la giustizia. Ecco Colui del quale io dissi: Egli era prima di me. Ed io non Lo conoscevo, ma sono
venuto a battezzare con acqua, perché Egli potesse manifestarsi a Israele.”
4. E Giovanni rese testimonianza dicendo: "Ho visto lo Spirito scendere come una colomba dal cielo e posarsi su di
Lui. E io non Lo conoscevo, ma Chi mi ha inviato a battezzare con acqua, mi disse: l'uomo sul quale vedrai
scendere e rimanere lo Spirito è Colui che battezzerà con acqua e con fuoco e con lo Spirito. Ed io ho visto tutto ciò
e dò testimonianza che questi è il Figlio di Dio.”
5. Il giorno dopo, Giovanni stava sulle rive del Giordano con due dei suoi discepoli. E vedendo Gesù camminare,
disse: "Ecco il Cristo, l'agnello di Dio!” E i due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù.
6. Gesù si voltò e, vedendo che Lo seguivano, disse loro: "Che cercate?” Gli risposero: "Rabbi (che vuol dire
Maestro), dove alloggi?” Disse loro: "Venite e vedrete.” Andarono e videro dove era alloggiato e quel giorno si
fermarono presso di Lui: era circa l'ora decima.
7. Uno dei due, che aveva udito le parole di Giovanni e che aveva seguito Gesù, era Andrea, il fratello di Simon
Pietro. Incontrò suo fratello Simone e gli disse: "Abbiamo trovato il Messia (che significa Cristo)”. E lo condusse
da Gesù. Gesù vedendolo, disse: "Tu sei Simone Bar Jona, ti chiamerai Cefa (che vuol dire roccia)”.
8. Il giorno dopo, Gesù andò in Galilea ed incontrò Filippo, e gli disse: "SeguiMi!” Filippo era di Betsaida, la città
di Andrea e Pietro. Filippo incontrò Natanaele, chiamato Bar Tolomeo, e gli disse: "Abbiamo trovato Colui del
quale hanno scritto Mosè nella Legge e i profeti, Gesù di Nazaret, figlio di Giuseppe e Maria.” E Natanaele
esclamò: "Può mai venire qualcosa di buono da Nazaret?” Filippo gli rispose: "Vieni e vedi!”
9. Gesù vide Natanaele venirgli incontro e disse di lui: "Ecco, un Israelita retto in cui non c'è falsità!” Natanaele
Gli domandò: "Come fai a conoscermi?” Gesù gli rispose dicendo: "Prima che Filippo ti chiamasse, Io ti ho visto
quando eri sotto il fico” Natanaele Gli replicò: "Rabbi, Tu sei il Figlio di Dio, Tu sei il Re d'Israele. Sì, io Ti ho
trovato sotto il fico.”
10. Gesù gli rispose e disse: "Natanaele Bar Tolomeo, tu credi perché ti ho detto che ti avevo visto sotto il fico;
vedrai cose ben più grandi di queste.” Poi gli disse: "In verità, in verità, vi dico, d'ora in poi vedrete il cielo aperto
e gli angeli di Dio salire e scendere sul Figlio dell'uomo.” (Cap. 10, 3-10)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico


ed approfondisco la parola
Quanto fu scritto già molto tempo fa nel presente libro, in molti passaggi, corrisponde a senso a quanto realmente
accaduto. Perciò, ciò che viene detto andrebbe inteso a senso e non alla lettera.
Tra coloro che credevano in Me e che Mi seguivano, siano essi nominati o no, c'erano grandi dissidi. Spesso i loro
animi si surriscaldavano per questioni di fede o situazioni della vita: uno credeva subito alla Mia missione, un altro
ne dubitava, perché non riusciva a comprendere molte cose che dicevo a lui o al suo prossimo. Uno voleva seguirMi,
l'altro aveva ancora interessi nel mondo che erano più importanti per lui. Altri ancora avrebbero voluto invece
portare con sé in viaggio tutti i loro averi per moltiplicarli nei luoghi adeguati. Le idee e gli interessi erano i più
disparati e il loro modo di pensare era così diverso tra loro, come lo erano gli uomini stessi. Molti tentennarono a
lungo, presi dai dubbi e dall'incertezza. L'indecisione fu fatale per molti. Essi rimasero per un certo tempo, poi si
separarono nuovamente da Me. Era un piccolo popolo variopinto di fedeli, scettici, interessati e di altri che volevano
fare affari servendosi di Me, del Mio pensiero e della Mia vita quale Gesù di Nazaret.
Coloro che si erano decisi di cuore e che realizzavano i Miei insegnamenti erano alla Mia destra e restarono alla Mia
destra. Ancor oggi stanno alla Mia destra nello Spirito. I giusti vedevano gli angeli che servivano il Figlio dell'uomo.
Molti di essi operano nello Spirito per il Grande Tutto. Alcuni vennero e vengono ripetutamente in veste terrena, a
seconda del loro mandato spirituale, per preparare la Mia venuta nel Grande Tutto del processo evolutivo.
Ogni uomo ha un nome e cognome che gli vengono dati al momento della nascita terrena. Questo nome e cognome
corrispondono alla vibrazione dell'anima al momento dell'incarnazione. Se, nel corso degli anni terreni, gli uomini
hanno superato una fase evolutiva spirituale, cambia anche la vibrazione della loro anima. Nel processo
dell'evoluzione cosmica cambia quindi anche il nome d'irradiazione dell'anima.
Se, per esempio, tra alcune persone è stato sistemato qualcosa, per esempio tra genitori e figlio, anche i nomi
dell'irradiazione delle anime cambiano. Questo accade sia nel processo evolutivo dell'uomo che in quello dell'anima
nelle sfere di purificazione e di preparazione, fino a che l'essere spirituale riprenderà il suo nome originario
proveniente da Dio, poiché è ridivenuto puro.
I nomi d'irradiazione dell'uomo cambiano quindi in base all'evoluzione dell'anima. Nelle sfere di purificazione,
l'anima ne prende coscienza man mano che passa da un grado evolutivo all'altro.
Sulla terra vigono in molti casi forme rigide; perciò l'uomo mantiene il suo nome e cognome per tutta la sua
esistenza terrena, come un documento d'identità. Secondo la legge terrena, la forma rigida dell'imposizione del nome
vale anche nel caso del matrimonio. Presso alcuni popoli, la donna porta così il cognome del marito, che può avere
un significato positivo o negativo per la sua vita. Presso altri popoli, invece, gli uomini cambiano i propri nomi
secondo regole e riti da essi prestabiliti.
Al nome di nascita possono essere attaccati molti aspetti umani, come vecchie tradizioni o avvenimenti passati da
tempo che accompagnano, però, ancora il nome come ricordo. Per questo motivo diedi ad alcune persone che
volevano seguirMi i nomi che corrispondevano all'irradiazione della loro anima di quel momento ed anche alla loro
nuova sfera d'azione.
Se la legge terrena tenesse conto della via evolutiva dell'anima e dell'uomo, certi nomi terreni potrebbero essere
cambiati in base al grado di maturità dell'anima. Non sarebbe più così grande il pericolo che, dai ricordi e da ciò che
è stato deposto nascano nuove rispondenze.

11° CAPITOLO
Unzione di Gesù
tramite Maria Maddalena
Giudizio secondo criteri umani (6).
L'illuminato vede in profondità (10)

1. E uno dei farisei Lo invitò a mangiare da lui. Egli andò nella casa del fariseo e si mise a tavola.
2. Ed ecco si trovava in città una donna di Magdala che era una nota peccatrice. Avendo saputo che Gesù era a
tavola nella casa del fariseo, venne con un vasetto di alabastro con dell'unguento profumato e si mise dietro a Lui.
Piangendo, bagnò i Suoi piedi con le lacrime, poi li asciugò con i capelli del suo capo, li baciò e li cosparse
d'unguento.
3. A quella vista, il fariseo che l'aveva invitato pensò tra sé: "Se Costui fosse un profeta, saprebbe chi e che specie
di donna è colei che Lo tocca, poiché è una peccatrice.”
4. Gesù gli disse: "Simone, ho qualcosa da dirti.” Ed egli: "Maestro, parla.”
5. "Un creditore aveva due debitori. Uno gli doveva cinquecento denari, l'altro cinquanta. Non potendo essi pagare,
condonò il debito a tutti e due. Dimmi, chi dei due lo amerà di più?"
6. Simone rispose: "Suppongo quello a cui ha condonato di più.” Gesù gli disse: "Hai giudicato bene.
(Cap. 11, 1-6)
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ed approfondisco la parola
"Hai giudicato bene” significa: hai giudicato secondo i criteri terreni.
Riconoscete: ogni giudizio è una condanna ed è segno di ignoranza spirituale. Anche se il debitore, cui è stato
rimesso il debito più grosso, ama di più il creditore, non sarà di certo Dio ad adottare questi criteri. Egli ama tutti
allo stesso modo. Colui che ama Dio di più è più vicino a Lui.

7. Ed Egli disse a Simone: "Vedi questa donna? Io sono entrato nella tua casa e tu non M'hai dato l'acqua per i
piedi; lei invece ha bagnato i Miei piedi con le lacrime e li ha asciugati con i capelli del suo capo. Tu non Mi hai
dato un bacio, lei, invece, da quando sono entrato, non ha cessato di baciare i Miei piedi. Tu non hai cosparso il
Mio capo di olio profumato; ma lei ha cosparso di unguento profumato i Miei piedi.
8. Per questo ti dico: le sono perdonati molti peccati; perché ha amato molto, non solo gli esseri umani, ma anche
gli animali e gli uccelli nell'aria, perfino i pesci nel mare. Invece, quello a cui si perdona poco, ama poco.”
9. Poi disse a lei: "Ti sono perdonati i tuoi peccati.” Allora i commensali cominciarono a dire tra sé: "Chi è Costui
che perdona perfino i peccati?”
10. Poiché Egli non ha detto, ti perdono, ma i tuoi peccati ti sono perdonati; poiché aveva riconosciuto veramente
la fede ed il pentimento nel cuore della donna. Gesù non aveva bisogno che qualcuno desse testimonianza per un
altro, dato che Egli stesso sapeva cosa c'è nell'uomo. (Cap. 11, 7-10)

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ed approfondisco la parola
L'illuminato vede nel profondo dell'anima e dell'uomo. Vede la sincerità e l'onestà e vede anche il peccato e
l'espiazione. Vede la falsità e l'ipocrisia. Se è bene per l'anima e per l'uomo, ne parlerà anche in modo impersonale.
Se un uomo si pente di cuore e non ricade più nello stesso peccato viene perdonato anche dall'eterno Padre, sempre
che anche il prossimo, che ha subito il peccato, lo abbia pure perdonato. L'uomo a cui Dio perdona la colpa più
grave, l'ha scontata in Dio e perciò gli è perdonata.

12° CAPITOLO
Le nozze di Cana -
La guarigione a Cafarnao

Gli esseri spirituali incarnati ed il loro mandato


nell'Opera di Redenzione (9). Dio è amore, Egli non condanna - Uomini lontani da Dio creano gli dei vendicatori -
L'idolatria è anche un rendere onore al potere ed ai potenti terreni - La "dannazione eterna” è uno scherno nei
confronti di Dio (11). Cielo ed inferno sono nell'uomo stesso - La
cronaca atmosferica (12). Vivere nella verità -
I tre passi verso la verità (16)

1. Ed il giorno dopo c'era uno sposalizio a Cana, in Galilea e c'era la madre di Gesù. E c'erano anche Gesù e
Maria Maddalena ed anche i Suoi discepoli vennero allo sposalizio.
2. Venendo a mancare il vino, Sua madre disse a Gesù: "Non hanno più vino.” Gesù le disse: "Donna, questo non
interessa né te, né Me. La Mia ora non è ancora venuta.” E Sua madre disse ai servi: "Fate quello che vi dirà.”
3. Vi erano là sei giare di pietra, secondo l'usanza di purificazione dei Giudei, contenenti ciascuna due o tre misure.
E Gesù disse loro: "Riempite d'acqua le giare.” E le riempirono fino all'orlo. Ed Egli disse loro: "Ora attingete e
portatene al maestro di tavola.” Ed essi gliene portarono.
4. Quando però il maestro di tavola ebbe assaggiato quell'acqua, essa era divenuta vino. Non sapeva da dove
venisse e chiamò lo sposo e gli disse: "Tutti servono da principio il vino buono e, quando gli ospiti hanno bevuto in
abbondanza, quello meno buono. Tu, invece, hai conservato fino alla fine il vino buono.”
5. Così Gesù diede inizio ai Suoi miracoli a Cana in Galilea e manifestò la Sua gloria e molti dei Suoi discepoli
credettero in Lui.
6. Dopo questo fatto, scese a Cafarnao con Sua madre e Maria Maddalena, i Suoi fratelli ed i Suoi discepoli, e si
fermarono là parecchi giorni.
7. Nacque allora una discussione tra alcuni discepoli di Giovanni e i Giudei riguardo alla purificazione. Andarono
da Giovanni e gli dissero: "Maestro, Colui che era con te, dall'altra parte del Giordano, di cui tu hai dato
testimonianza, ecco che sta battezzando e tutti accorrono a Lui.”
8. Giovanni rispose: "Un uomo non può ricevere nulla, se non gli è dato dal cielo. Voi stessi mi siete testimoni che
ho detto: non sono io il Cristo, ma io sono stato mandato a precederLo.
9. Chi possiede la sposa è lo sposo. Ma l'amico dello sposo è presso di lui e lo ascolta ed esulta di gioia alla voce
dello sposo. Ora, questa mia gioia è compiuta. Egli deve diventare più grande, mentre io devo diventare più
piccolo. Chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla della terra. Invece, Colui che viene dal cielo, sta al di
sopra di tutte le cose.”
(Cap. 12, 1-9)
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ed approfondisco la parola
Molti esseri spirituali vennero dai cieli. Essi si ingenerarono e si ingenerano nella stirpe di Davide ed in altre stirpi.
Tuttavia gli esseri che nella carne provengono dalla stirpe di Davide, portano la responsabilità per la nascita del
Regno della Pace di Gesù Cristo, dato che fanno parte del mandato nell'Opera di Redenzione. Questi ed altri
messaggeri di Dio vennero per questo sulla terra dai cieli.
Coloro che si sono incarnati per Me, non sono di questa terra. Essi portano le forze dei cieli. Portano con sé dai cieli,
nelle loro anime, ciò che Dio, l'Eterno, ha donato alla terra. Essi hanno il compito di portare agli uomini la via che
conduce al cuore di Dio, di fondare ed edificare il Regno della Pace di Gesù Cristo e di elevare la terra sempre più
nella luce di Dio. I messaggeri di Dio opereranno fino a che le sostanze della terra saranno divenute fini e sottili e
potranno passare nella vita perenne, d'eternità in eternità. Il Mio Regno sulla terra sarà anche il loro Regno, poiché
chi proviene dal cielo sta al di sopra di tutte le cose umane, possiede le forze dell'Unico Universale e le impiega per
il cielo sulla terra. Costoro sono gli altruisti che vivono attorno all'anno duemila ed anche tutti gli uomini nel Regno
della Pace.
La Mia Opera di Redenzione venne su questa terra per salvare anime e uomini. E tutti coloro che sono redenti
eleveranno la terra con Me e la porteranno ad una irradiazione più elevata; e il vecchio mondo tramonterà e ne
nascerà uno nuovo, il mondo del Cristo. E chi osserva la Legge dell'amore, che Io gli ho rivelato e gli rivelo tramite
la Sapienza divina, sarà il figlio e la figlia di Dio che Mi precedono per prepararmi le vie.

10. Ed alcuni farisei accorsero e chiesero a Gesù: "Cosa hai detto, che Dio condannerà il mondo?” E Gesù rispose
dicendo: "Dio ha amato il mondo a tal punto da donare e mandare nel mondo il Figlio Suo unigenito, affinché tutti
coloro che credono in Lui non abbiano a perdersi, ma raggiungano la vita eterna. Infatti, Dio non ha inviato nel
mondo il Figlio Suo per condannare il mondo, ma per salvarlo attraverso di Lui.
11. Coloro che credono in Lui non verranno condannati, ma coloro che non credono sono già condannati, poiché
non hanno creduto nel nome del Figlio unigenito di Dio. E questa è la condanna, poiché la Luce è venuta nel
mondo e gli uomini hanno amato le tenebre più della luce, perché le loro opere erano malvagie. (Cap. 12, 10-11)

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ed approfondisco la parola
Dio è amore!
Dio non condanna! Tuttavia, l'uomo che pensa, parla ed agisce contro la Legge divina crea la propria condanna, che
definisce poi dannazione.
Le parole "condannare” e "dannazione” sono nate dalla paura di Dio e dal credere agli dei vendicatori. Gli dei
vendicatori non sono altro che concetti umani, quindi idoli che l'uomo stesso ha creato, poiché è divenuto carente di
energia a causa dei suoi pensieri e delle sue azioni distanti da Dio, allontanandosi così dal Vero, dall'Unico,
dall'Eterno. I pensieri negativi gli provocarono rimorsi di coscienza, poiché nel profondo del suo interiore
riconosceva che le negatività, la lontananza da Dio, non sono la sua vera vita. Dato che la sua eredità spirituale, la
Legge divina, non poteva più agire attraverso di lui a causa dei suoi peccati, egli si intimorì, poiché non riusciva più
a dominare gli elementi, ma erano gli elementi che lo dominavano. Ne dedusse che le guide degli elementi dovevano
essere dei, ai quali doveva offrire sacrifici per renderseli propizi.
In seguito, alcuni uomini innalzarono se stessi a dei, acquisirono ricchezze e considerazione ed assunsero potere per
dominare popoli interi. Alla fine, la ricchezza, il prestigio e il potere divennero gli idoli di molti uomini. Anche il
potere terreno e le autorità ecclesiastiche sono idoli di questo mondo che il popolo adora ancora nell'epoca odierna
[1989]. I loro rappresentanti dispongono di grossi patrimoni, di prestigio ed influenza, con cui esercitano potere sul
popolo. Chi li venera, se ne rende dipendente e li innalza ad idoli. Infatti essere legati agli uomini, a tendenze e
concetti umani, è idolatria.
Se poi sull'uomo si abbattono gli effetti delle cause che lui stesso ha provocato con il suo modo di pensare e di agire
lontano da Dio, gli viene paura ed accusa Dio, definendoLo un Dio vendicatore che condanna e castiga.
Tuttavia tu non dovresti temere il Padre tuo celeste, poiché Egli ti ama! Temi i tuoi pensieri umani, le tue parole ed
il tuo modo di agire negativo, perché questi ti possono trascinare in una lunga "dannazione”! Dio è amore! Quindi
non temere Dio, ma abbi profondo rispetto di Lui, onoraLo in ogni cosa, nel tuo modo di pensare, parlare ed agire,
ma non fare ciò con un uomo. Abbi rispetto degli uomini, del tuo prossimo, ma non onorarli, poiché l'onore spetta
solo a Dio, all'Eterno, all'Unico Universale.
Dio è la luce dell'amore e tutto è nella Sua luce, anche coloro che "condannano” se stessi con i loro peccati contro la
Legge della vita. Qualsiasi idolatria, anche la venerazione dell'ego umano, scomparirà, poiché ciò che non proviene
da Dio non ha durata. E così scompariranno anche le molte religioni e confessioni che si aggrappano ancora al
concetto di un Dio vendicatore, ricavandone la dannazione eterna.
Solo l'uomo che osserva le Leggi di Dio sperimenta in sé l'unico, eterno Dio. Egli sperimenta il Dio che non castiga
e che non punisce mai, quel Dio che, per amore, lascia a ciascuno la libertà di decidere, per Lui o contro di Lui;
sperimenta il Dio dell'amore che non condanna alcuna delle Sue creature. Per costui, "l'eterna dannazione” è uno
scherno verso Dio. Sperimenta il Dio che parla agli uomini della legge di semina e raccolta, secondo la quale l'uomo
raccoglie ciò che lui stesso ha seminato. Infatti l'uomo stesso pone il seme delle sue opere buone, meno buone e
malvagie e raccoglierà così ciò che semina. Ogni semina racchiude già in sé il frutto e chi ha posto il seme nel
campo della vita, ne raccoglierà il frutto.
E' vicina l'epoca in cui la vita peccaminosa avrà fine e gli uomini porranno una buona semina nel campo della vita. Il
frutto sarà poi la Legge della vita che essi adempiono e che li appaga. E resterà solo l'amore di Dio tra gli uomini,
dato che essi vivranno l'amore altruistico per Lui e per il loro prossimo. Da ciò sorgerà il Regno della Pace di Gesù
Cristo, di cui Io Sono il Sovrano.

12. Tutti coloro che fanno il male odiano la luce e non si avvicinano neppure alla luce, affinché le loro opere non
vengano giudicate. Ma coloro che fanno il giusto si avvicinano alla luce, in modo che le loro opere divengano
manifeste, poiché esse sono compiute in Dio.” (Cap. 12, 12)

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ed approfondisco la parola
Tutti coloro che agiscono consapevolmente contro la Legge, sono contro la luce del Padre e non vogliono nemmeno
avvicinarsi alla luce, perché credono così di non venir giudicati. In realtà, essi portano in sé la propria condanna,
poiché il cielo e l'inferno sono nell'uomo stesso. Tutti gli uomini che, invece, adempiono la Legge, si trovano nella
luce e le loro opere sono manifeste, perché compiute in Dio.
Redento* è quell'uomo che si è pentito, che ha chiesto perdono, che ha perdonato ed espiato e che non rifà più ciò
che ha provocato; così facendo, tutto viene sciolto. Infatti Io, il Cristo, sono venuto per sciogliere e non per legare.
Nella possente svolta dei tempi che si manifesta nell'epoca odierna [1989], anche la cronaca atmosferica si purifica
gradualmente. Tutti i peccati che vi sono ancora registrati ricadono a poco a poco sui loro fautori, sia sulle anime
nelle sfere di purificazione che sugli uomini. Tutto ciò che è contrario alla Legge, ed anche ciò che alcuni hanno in
animo di compiere contro la Legge sulla terra e che hanno già immesso nella cronaca atmosferica con i loro pensieri,
verrà cancellato oppure ricadrà sui suoi fautori, in base a come l'anima dell'uomo si decide in seguito: per Dio o
contro Dio. Anche tutto il sapere ricavato dai libri o dalla Bibbia scompare dalla cronaca atmosferica; solo la verità
vissuta resta manifesta per le anime e per gli uomini.

13. E c'era un nobiluomo che aveva un figlio malato a Cafarnao. Quando udì che Gesù era venuto in Galilea, andò
da Lui e Lo pregò di venire per guarire suo figlio, poiché stava morendo.
14. E Gesù gli disse: "Se non vedete segni e miracoli, non credete.” Il nobiluomo Gli disse: "Signore, vieni, prima
che mio figlio muoia.”
15. Gesù gli disse: "Va', il figlio tuo vive.” E l'uomo credette alla parola detta da Gesù e ritornò sulla sua strada. E
mentre rientrava, gli vennero incontro i suoi servi che gli dissero: "Tuo figlio vive.”
16. E chiese loro in quale ora aveva cominciato a migliorare. Ed essi gli dissero: "Ieri verso la settima ora, la
febbre l'ha lasciato.” Il padre constatò che ciò era accaduto nell'ora in cui Gesù gli aveva detto: "Tuo figlio vive.”
E così credette e con lui tutti nella sua casa. (Cap. 12, 13-16)

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ed approfondisco la parola
La fede smuove le montagne e guarisce gli uomini, se è bene per le loro anime.
Se gli uomini vivono l'eterna verità, la Legge della vita, portano il cielo su questa terra. Chi vive nella verità è la
voce della verità, la Legge divina. E' libero da ogni male, poiché coloro che vivono nella verità stanno nella luce
della verità e le loro opere sono le opere di Dio.
Il Regno di Dio che sta sorgendo sulla terra, il Regno della Pace che si affina di epoca in epoca, che diviene quindi
più luminoso, è nella luce del Cristo ed è la luce del Cristo. Coloro che vivono nella verità verranno chiamati
consapevolmente figli e figlie di Dio. Chi vive nella verità non sentirà e non assaggerà la morte. Contribuirà a
condurre nella vita tutti coloro che credono nella vita e compiono opere d'amore altruistico.
Da sempre, molti si aggrappano unicamente alla parola "fede”, credendo che sia sufficiente. Ma chi si aggrappa
unicamente alla parola "fede” resta cieco nel proprio cuore, perché non compie alcun passo al di là della fede.
Il primo passo verso la verità è la fede che mantiene però l'uomo ancora cieco. Il secondo passo è la fiducia in Dio,
che rende vigile l'uomo verso il suo modo di pensare, parlare ed agire nella Legge o contrario alla Legge. Se la fede
si unisce alla fiducia, segue il terzo passo: la realizzazione delle Leggi divine, grazie alla quale l'uomo riesce a
vedere in profondità. Chi è in grado di contemplare la verità nel proprio corpo spirituale è puro: tutto gli è manifesto.

13° CAPITOLO
La prima predica nella sinagoga
Il Vangelo dell'amore, la Via che conduce
alla libertà interiore (2). Fede, fiducia e realizzazione, come base di aiuto e guarigione dallo Spirito (4)
1. E Gesù si recò a Nazaret, dove era cresciuto, e come era solito al giorno di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò
a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia.
2. Apertolo, trovò il passo dove era scritto: "Lo Spirito del Signore è presso di me, perché mi ha consacrato con
l'unzione per annunciare il Vangelo ai poveri; mi ha inviato a guarire i cuori infranti, a predicare ai prigionieri
perché divengano liberi, a ridare la vista ai ciechi e a rendere liberi coloro che sono legati; per annunciare l'anno
di grazia del Signore.”
Cap. 13, 1-2)

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ed approfondisco la parola
Nelle vesti di Gesù approfondii ciò che Isaia aveva detto e compiuto.
Nell'epoca attuale, in questa grande svolta dei tempi [1989], in cui si volta pagina dal vecchio mondo peccaminoso
al nuovo mondo, all'epoca di luce, il Regno della Pace sta sorgendo sempre più nei cuori dei fedeli che osservano le
Leggi di Dio: esso diverrà visibile anche nel mondo. Nonostante la luce di grazia si intensifichi, le persone malate e
sofferenti sono sempre più numerose. Infatti, in quest'epoca di passaggio dalla vecchia vita peccaminosa ad una
nuova vita pura, tutto quello che non è stato ancora espiato si riversa sugli uomini sempre più rapidamente.
Tuttavia, chi crede ed ha fiducia percorrerà la Via Interiore e riconoscerà la vita libera nel Cristo, che rende
realmente ricchi. Chi vive in Me non guarderà più il corpo deperibile, perché ha trovato il Regno interiore, la sua
vera eredità. Se l'anima è compenetrata dalla luce del Cristo, anche il corpo è sano.
Perciò, fino a che assumerò la sovranità su questa terra: pentiti, perdona, chiedi perdono e non peccare più! E
riconoscerai in te e sperimenterai che Io ti ho servito attraverso la tua fede vivente in Me, poiché Io, il Redentore e
Salvatore di tutti gli uomini, nelle vesti di Gesù di Nazaret annunciai il Vangelo dell'amore che rende liberi. Ora lo
annuncio nuovamente come Cristo, attraverso coloro che compiono la volontà di Dio. Sulla Via Interiore, che ho
portato e porto ai Miei, chiunque Mi può trovare.
Il significato della frase "... annunciare il Vangelo ai poveri” è: Io portai e porto il Vangelo ai poveri nello Spirito ed
agli indigenti, poiché tutti gli uomini dovranno divenire ricchi nel cuore, per possedere sulla terra ciò di cui hanno
bisogno per vivere come figli di Dio.
"... guarire i cuori infranti” significa: portare a tutti gli uomini consolazione, aiuto e lo Spirito della verità, affinché
la loro fede e la loro fiducia in Dio crescano ed essi divengano pacifici.
"... predicare ai prigionieri” significa: far conoscere a tutti gli uomini la Legge divina della libertà, affinché si
stacchino gradualmente dalle loro opinioni e dai loro concetti che li rendono prigionieri del loro ego, per risvegliarsi
nella verità divina che li rende liberi.
"... ridare la vista ai ciechi” significa: ridare nuovamente all'anima ed all'uomo la visione, la capacità di vedere
veramente, di contemplare nel profondo, che essi raggiungono seguendo le Leggi della vita, dell'amore altruistico.

3. E chiuse il rotolo, lo consegnò all'inserviente e sedette. E gli occhi di tutti nella sinagoga stavano fissi su di Lui.
E cominciò a dir loro: "Oggi questa scrittura si è compiuta con ciò che avete udito con i vostri orecchi.” E
rendevano testimonianza di questo, meravigliandosi delle parole amorevoli che uscivano dalla Sua bocca. E
dicevano: "Ma non è il figlio di Giuseppe?”
4. Ed alcuni Gli portarono un cieco per mettere alla prova la Sua forza e Gli dissero: "Maestro, qui c'è un figlio di
Abramo, cieco dalla nascita: guariscilo come hai guarito i pagani in Egitto.” Ed Egli, guardandolo, s'accorse della
sua incredulità e di quella degli altri che l'avevano portato e del loro desiderio di farLo cadere in un tranello. Ed in
quel luogo non poté compiere un'opera potente a causa della loro incredulità.
(Cap. 13, 3-4)
Io, il Cristo, chiarisco, rettifico ed
approfondisco la parola
"Oggi questa scrittura si è compiuta con ciò che avete udito con i vostri orecchi” significa: Isaia, un profeta inviato
da Dio, annunciò la Mia venuta: il Redentore e Messia che libererà gli uomini dalla loro schiavitù. La parola di Isaia
si è compiuta: alla parola seguirono le opere del Cristo. Io compii e compio ciò che l'Eterno ha rivelato tramite Isaia.
Chi dubita e vuole solo mettere alla prova il suo prossimo, non può ricevere dallo Spirito, perché non crede, ma
esamina soltanto. I suoi dubbi, che lo precedono, sono l'ostacolo che gli impedisce di ricevere guarigione ed aiuto.
Chi vuole metterMi alla prova non riceve! Così anche nelle vesti di Gesù di Nazaret non potei compiere opere dove
c'era incredulità. Dove manca la base della fede e della fiducia e i dubbi e l'egocentrismo caratterizzano l'uomo, le
parole della verità non possono cadere nel cuore, né l'uomo può ottenere aiuto e guarigione dallo Spirito. Per questo
sono innanzitutto necessari gli insegnamenti provenienti dalla verità. Se l'uomo ha accolto e realizzato gli
insegnamenti provenienti dall'eterna verità, allora ha creato la vera base della fede e della fiducia e può divenire
sano nel corpo e nell'anima tramite la forza dello Spirito.
Il vero saggio non bada se l'uomo dice del suo prossimo che è un pagano o uno che ha la fede giusta. Chi non è in
grado di vedere nel profondo del cuore del suo prossimo, vede solo l'aspetto esteriore e sente solo la parola. Non
vede in profondità. Chi, invece, guarda più profondamente nel cuore del suo prossimo, vede come questi è
veramente. Non dice più che il suo prossimo è un pagano, perché ha forse ancora usanze pagane, ma dona a
chiunque tiene il cuore aperto per Dio, anche se gli uomini ancora lo chiamano pagano oppure uno che ha già la fede
giusta. Così feci quando ero Gesù e a ciò Mi attengo quale Cristo.

5. E Gli dissero: "Quello che abbiamo udito delle Tue opere in Egitto, fallo anche qui nella Tua patria.” Ed Egli
disse: "In verità, vi dico, nessun profeta viene riconosciuto in casa sua oppure nel proprio paese, e tantomeno un
medico può guarire quelli che lo conoscono. (Cap. 13, 5)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico


ed approfondisco la parola
Il significato non è "delle Tue opere in Egitto”, ma "delle opere tra gli Egiziani”. In verità, il profeta non vale nulla,
né nella sua famiglia terrena, né nel proprio paese. Infatti, gli uomini vedono solo colui che ha vissuto e che vive con
loro, ma che tuttavia nel cuore non la pensava come loro in merito agli aspetti umani.
6. Ma Io vi racconto una storia vera: c'erano molte vedove in Israele al tempo di Elia, poiché il cielo fu chiuso per
tre anni e sei mesi e regnò grande carestia in tutto il paese. Ma Elia fu inviato solo a Sarepta, una città in Sidone,
da una donna che era vedova.
7. E c'erano molti lebbrosi in Israele al tempo di Eliseo, il profeta, ma nessuno di loro fu risanato, se non Naaman,
il Siro.”
8. All'udire queste cose, tutti nella sinagoga furono pieni di sdegno. Si alzarono e Lo condussero fuori dalla città fin
sul ciglio del monte sul quale la loro città era situata, per gettarLo giù dal precipizio. Ma Egli, passando in mezzo a
loro, prese la Sua strada e sfuggì loro. (Cap. 13, 6-8)

14° CAPITOLO
La chiamata di Andrea e Pietro -
L'ammaestratore di cani - I ricchi
Solo dopo aver fatto ordine in tutte le relazioni
e in tutte le situazioni umane ci si può incamminare sulla via del Cristo (1-3). Presupposti per la guarigione (4).
Come l'uomo si incolpa verso la creazione, disprezzando ed uccidendo le creature, e relative conseguenze - Nel
periodo di sconvolgimenti le cause producono più rapidamente il loro effetto - La possibilità di incarnarsi si riduce
sempre più man mano che la terra si affina - Il periodo di sconvolgimenti è un periodo di catastrofi - Il Cristo
protegge i Suoi -
Vivere sulla terra purificata (6-7). Ricchezza
esteriore ed interiore (11-12)

1. Ma il tetrarca Erode aggiunse un'altra malvagità a quelle già compiute: fece rinchiudere in prigione Giovanni il
Battista, dopo che questi l'aveva biasimato a causa di Erodiade, moglie di suo fratello Filippo.
2. Gesù cominciò a predicare dicendo: "Fate penitenza, poiché il regno dei cieli è vicino.” E mentre camminava
lungo il lago di Galilea vide Simone, chiamato Pietro, ed Andrea, suo fratello, che gettavano una rete nel lago,
poiché erano pescatori. E disse loro: "SeguiteMi e vi farò pescatori di uomini.” Ed essi lasciarono le loro reti e Lo
seguirono.
3. Andando oltre, incontrò altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedeo e Giovanni, suo fratello, e in una barca
Zebedeo, loro padre, che riparavano le reti. E li chiamò. Ed essi, abbandonate subito le loro reti, la barca ed il
padre, Lo seguirono. (Cap. 14, 1-3)

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ed approfondisco la parola
Si dovrebbe sempre afferrare il senso di ogni affermazione, così anche in quanto scritto: "Ed essi, abbandonate
subito le loro reti, la barca ed il padre, Lo seguirono.” Il significato dovrebbe essere: smisero di pescare, sistemarono
le loro faccende familiari e Lo seguirono.
Prima che si mettessero al Mio seguito, fu necessario dare non poche indicazioni e spiegazioni anche per le loro
famiglie e per i parenti che non li lasciarono semplicemente andare. Essi dovettero innanzitutto sistemare e chiarire
molte cose in casa, in merito alla loro proprietà, sui campi e sul lavoro, in modo che coloro che rimanevano non
dovessero far fronte a miseria o rinunce, a causa del cambiamento interiore di coloro che seguivano la Mia chiamata.
La Legge dice: la via verso l'eterna verità può essere percorsa solo liberamente. Quindi, chi percorre
volontariamente la via della verità, per amore della verità, lascerà alle spalle ogni cosa in ordine e a posto. Infatti,
l'uomo che vuole seguire il Cristo-Dio non dovrebbe portare con sé né discordia, né inimicizia, né disordine. Se
l'uomo si separa dal suo prossimo in discordia e inimicizia, queste lo accompagneranno. L'uomo porta con sé ciò che
non è stato sistemato davanti alla Legge di Dio, in qualsiasi paese o luogo egli vada e con qualsiasi persona si trovi.
Ciò resta irrisolto e così rimane attaccato a lui.
4. E Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle sinagoghe, predicando il Vangelo del Regno di Dio e
guarendo ogni sorta di malattia ed infermità tra il popolo. E la fama dei Suoi miracoli si sparse per tutta la Siria e
Gli portavano molti malati, tormentati da ogni sorta di malattia, infermità e sofferenza. E c'erano sonnambuli e
paralitici ed Egli li guariva tutti.
(Cap. 14, 4)
Io, il Cristo, chiarisco, rettifico
ed approfondisco la parola
Non potei aiutare tutti e non potei guarire ognuno di loro. La Legge dell'Eterno dice: credi, poiché secondo la tua
fede ti verrà dato! Chiedi perdono e perdona e ripara a ciò che hai provocato, poi vai e non peccare più! Guarirono,
quindi, solo coloro che erano ricolmi di fede nella vita e nella cui irradiazione di vita si poteva leggere che, da quel
momento, si sarebbero sforzati di non peccare più.
5. E grandi folle cominciarono a seguirLo dalla Galilea, dalla Decapoli e da Gerusalemme, dalla Giudea e dalla
Giordania.
6. Mentre Gesù camminava con alcuni discepoli, incontrò un uomo che addestrava cani per cacciare altri animali;
e disse all'uomo: "Perché lo fai?” E l'uomo replicò: "Perché vivo di questo. Che utilità hanno questi animali? Sono
deboli, mentre i cani sono forti.” E Gesù gli disse: "Ti mancano la sapienza e l'amore. Vedi, ogni essere creato da
Dio ha il suo senso ed il suo scopo. E chi può dire cosa c'è di buono in esso e quale utilità ha per te o per
l'umanità?
7. E per quanto riguarda ciò che ti occorre per vivere: guarda i campi come sono fertili e rigogliosi e gli alberi che
portano frutti e le erbe! Che vuoi più di quanto ti dà l'onesto lavoro delle tue mani? Guai ai forti che abusano della
loro forza! Guai al furbo che ferisce le creature di Dio! Guai ai cacciatori! Perché essi stessi verranno cacciati.”
(Cap. 14, 5-7)
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ed approfondisco la parola
Io Sono la verità! Chi agisce contro la vita è anche contro se stesso, poiché anch'egli è la vita. Infatti in lui agiscono
tutte le forze della vita, anche la vita degli animali e delle piante, poiché tutto è vita che fluisce dall'unica Fonte
primordiale, da Dio.
L'uomo continuerà a soffrire fino a che farà soffrire il suo prossimo, sia che si tratti di uomini, animali o piante. Nei
trascorsi duemila anni si sono compiute le Mie parole rivolte agli uomini sulla legge di semina e raccolta ed esse
continueranno a compiersi, fino a che la legge di semina e raccolta sarà stata trasformata, poiché tutti gli uomini si
ameranno l'un l'altro altruisticamente.
Il Regno di Dio viene sulla terra! Nel corso delle epoche future si affineranno grandi parti di tutta la terra e su di esse
vivranno uomini colmi di luce. Essi saranno in unità con gli animali e gli animali con loro. L'agnello giacerà presso
il leone e ambedue si comprenderanno, poiché gli uomini saranno ampiamente liberi dai peccati.
Molti animali assorbono le vibrazioni degli uomini e si comportano in modo simile. Se l'uomo cambia e vive
secondo la Legge divina, anche gli animali diverranno nuovamente mansueti e saranno amici dell'uomo.
Fino a che il mondo peccaminoso si sarà trasformato in mondo divino, molti uomini, animali e piante dovranno
ancora soffrire a causa dell'inflessibilità dell'uomo dominatore che si pone contro la creazione di Dio.
Tuttavia, tutto il potere e la gloria sono dati dal Padre al Cristo-Dio e mai all'uomo che disprezza le Leggi di Dio.
Guai ai cacciatori e guai a coloro che esigono l'alimentazione basata sulla carne! Sia i cacciatori che coloro che
consumano avidamente la carne degli animali, come dei cannibali, verranno tormentati e perseguitati dalle pene, dal
dolore e dalla sofferenza degli animali. Lo stesso vale anche per coloro che oltraggiano i regni vegetale e minerale.
Anch'essi soffriranno a causa dei loro misfatti. Ciò che l'uomo semina, lo raccoglierà nella vita terrena o, quale
anima, nelle sfere di purificazione. Perciò badate ai vostri pensieri, parole ed azioni, perché possono essere fatali per
voi.
Il Mio Regno sulla terra sarà un Regno di unità e pace, come è stato rivelato: l'uomo e l'animale vivranno insieme in
pace, poiché le anime degli uomini saranno ampiamente pure.
Oggi, in questo periodo di grandiosi sconvolgimenti, nel quale anche le conseguenze delle cause esistenti si
manifestano più rapidamente, anch'Io, il Cristo-Dio, agisco in modo ancor più universale in questo mondo ed
attraverso coloro che si sforzano di compiere la volontà di Dio, affinché ancora molti uomini possano riconoscersi e
pentirsi dei loro peccati, per poi non ripeterli più.
Riconoscete: le anime di certi uomini che, in malafede, continuano a creare negatività, cercano continuamente di
incarnarsi sulla terra. Alla loro morte fisica, le cause che non hanno espiato restano nella cronaca atmosferica. In una
successiva incarnazione, queste anime richiamano quanto vi è registrato e vivono nuovamente, in veste terrena, con
le stesse tendenze e desideri di prima.
Tuttavia ora, durante la svolta dei tempi, la cronaca atmosferica viene purificata da tutti i concetti, le tendenze, le
opinioni e i desideri umani e da tutto ciò che non si è realizzato. Perciò, secondo la legge di causa ed effetto, tutto
ciò che è stato provocato, ossia ciò che non è stato scontato e vibra nella cronaca atmosferica, ricadrà più
rapidamente sull'uomo e sull'anima. Sia gli uomini che le anime dovranno scontare duramente queste cose. Per certe
anime ciò potrebbe essere il cosiddetto inferno.
Il mondo materialistico sprofonda gradualmente, in lunghi periodi di tempo. Contemporaneamente, nel corso di cicli
evolutivi, sorge il Regno di Dio su questa terra. Per le anime segnate da gravi colpe questo significa che, quando la
terra sarà più luminosa, non potranno più incarnarsi su di essa. Le traiettorie dei pianeti che conducono verso la terra
saranno sempre più limitate per le anime gravemente incolpate e verranno infine bloccate dallo strato spirituale,
dall'atmosfera universale, dallo strato del Cristo che circonda con la Sua irradiazione il Regno di Dio sulla terra. Nel
Regno della Pace di Gesù Cristo si incarneranno, un giorno, solo anime ampiamente pure, poiché la nuova terra
purificata avrà anche un'atmosfera purificata.
In questo grandioso periodo di sconvolgimenti si abbatteranno sulla terra epidemie, malattie e catastrofi naturali.
Tuttavia queste non segneranno ancora la fine di quest'epoca umana. Fino a che l'uomo vorrà dominare la terra, essa
si scrollerà e si aprirà.
In questa svolta dei tempi, lo Spirito eterno pervade più intensamente tutti i soli e tutti gli astri materiali, e la luce,
pari ad un fuoco, s'irradia più intensamente dall'universo. Essa intensifica il movimento dei mari che strariperanno,
inonderanno e ricopriranno i territori situati più in basso. E gli astri trasformeranno l'impuro in puro.
A seguito di questi effetti della luce di Dio e degli astri sui mari e sulla terra, il pianeta terra diverrà nuovamente
fertile.
Questo accadrà prima che la pagina si sia completamente voltata. Chi resta fedele a Dio, lodandoLo e
glorificandoLo, nonostante questi effetti che si riverseranno sull'umanità, verrà salvato ed edificherà e vivificherà la
nuova terra con la semina e il seme dell'amore.
In questo periodo di sconvolgimenti, che segna il passaggio dal vecchio mondo peccaminoso al mondo dello Spirito,
Io so come proteggere i Miei fedeli. Io preserverò anche le loro strutture per il Regno della Pace di Gesù Cristo. Lo
Spirito di Dio abbraccerà gli uomini che stanno nella luce della verità e che adempiono quindi la Legge di Dio, e
terrà lontane da loro tutte le negatività. Io conferisco loro la Mia forza per coltivare la terra purificata, per fondare
Comunità nel Mio Spirito e sottomettere così la terra con amore. E la terra e tutto quello che essa porta sarà al loro
servizio: le pietre, le piante gli animali. Ed infine anche gli angeli dei cieli vivranno ed opereranno per il Regno di
Dio sulla terra, insieme ai loro fratelli e sorelle umani ricolmi di luce.
L'uomo nel Mio Spirito porterà un buon seme che il grembo della donna spirituale accoglierà con amore e coloro
che si uniranno in Dio, l'uomo e la donna, manterranno l'Alleanza con Dio; e i loro figli, che sono i figli del Dio-
Padre-Madre, porteranno la luce della Divi-nità. Nelle loro anime è già compiuta la redenzione, poiché provengono
da sfere di luce più elevate. Queste anime vengono attirate dall'anima luminosa dell'uomo, che genera il corpo
terreno, e dall'anima luminosa della donna che porta il bambino sotto il cuore e lo partorisce. Infatti, la Legge
cosmica dice: il simile attira il simile.

8. E l'uomo fu assai sorpreso e smise di ammaestrare i cani per la caccia ed insegnò loro a salvare la vita anziché
ad uccidere. Ed accettò l'insegnamento di Gesù e divenne Suo seguace.
9. Ed ecco che vennero a Lui due ricchi ed uno Gli disse: "Buon Maestro!" Ma Egli rispose: "Non chiamarMi
buono, poiché Uno solo è l'infinitamente Buono ed è Dio.”
10. E l'altro Gli disse: "Maestro, quale buona opera devo fare per vivere?” E Gesù gli disse: "Segui la Legge ed i
profeti.” Questi rispose: "Li ho seguiti.” Gesù rispose e disse: "Va' e vendi tutto quello che hai, dividilo coi poveri e
seguiMi.” Ma queste parole non gli piacquero.
11. E il Signore gli disse: "Perché hai detto che hai seguito la Legge ed i profeti? Ecco che molti dei tuoi fratelli
sono vestiti di stracci sporchi, muoiono di fame, mentre la tua casa è piena di molti beni ed essi non ricevono nulla
di tutto questo.
12. Ed Egli disse a Simone: "E' difficile per i ricchi entrare nel Regno dei cieli, poiché i ricchi provvedono a se
stessi e disprezzano coloro che non hanno nulla. (Cap. 14, 8-12)

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ed approfondisco la parola
Io Sono la verità e la vita. La ricchezza esteriore indurisce l'anima e la rende povera. La vita nella ricchezza
materiale non è la vita in Me. E' solo apparenza esteriore: riguarda l'involucro dell'anima e non il vero Essere. Gli
uomini che possiedono come ricchezza solo i beni e gli averi di questo mondo, le cose esteriori, si separano
dall'unità con il loro prossimo. In tal modo si separano anche da Dio e si impoveriscono nelle loro anime. Solo chi è
in grado di arricchire il suo prossimo, con opere d'amore altruistico, è veramente ricco. Egli resta nell'unità con il
suo prossimo ed è quindi in unità con Dio, poiché Dio è in ognuno e ciascuno è una parte di Dio. Chi si separa dal
proprio prossimo, si separa da Dio, perché nel prossimo agisce l'amore di Dio.

15° CAPITOLO
La guarigione di un lebbroso, di un paralitico
e di un sordo
Gli uomini nello Spirito del Signore
1. Mentre Gesù si trovava in una città, accadde che un lebbroso si gettò ai Suoi piedi dicendoGli: "Signore, se vuoi,
Tu puoi sanarmi!” E Gesù stese la Sua mano, lo toccò e disse: "Benedetto sei tu che credi; lo voglio, sii guarito!” E
subito la sua lebbra scomparve.
2. E Gesù gli raccomandò: "Non dirlo a nessuno, ma va' a mostrarti al sacerdote e presenta l'offerta per la tua
purificazione, prescritta da Mosè, perché gli serva da testimonianza.” Ma la Sua fama si diffuse sempre più e
grandi folle venivano per ascoltarLo e farsi guarire dalle loro infermità. Egli si ritirò nel deserto a pregare.
3. Un giorno, mentre insegnava, sedevano là anche farisei e scribi per vederLo. E le folle erano venute da ogni
città, dalla Galilea, dalla Giudea e da Gerusalemme e la forza di Dio era presente e le guariva.
4. Ed ecco che portarono un uomo paralitico su un letto, cercando di farlo passare e di metterlo davanti a Lui. Non
trovando un passaggio a causa della grande folla, salirono sul tetto della casa e lo calarono con il letto, attraverso
il tetto, nel mezzo della stanza, davanti a Gesù. Vedendo la loro fede, Egli gli disse: "Uomo, i tuoi peccati ti sono
rimessi.”
5. Gli scribi ed i farisei cominciarono a riflettere e dissero: "Chi è costui che pronuncia tali bestemmie? Chi può
rimettere i peccati, se non Dio soltanto?” Ma Gesù, percependo i loro pensieri, rispose e disse loro: "Che pensate
nei vostri cuori? Può forse Dio rimettere i peccati, se l'uomo non se ne pente? Chi ha detto: ti rimetto i tuoi
peccati? Non ho detto invece: i tuoi peccati ti sono rimessi?
6. E' più facile dire: i tuoi peccati ti sono rimessi, oppure: alzati e cammina? Ora, perché sappiate che il Figlio
dell'uomo ha il potere di giudicare sulla terra e di rimettere i peccati” - esclamò rivolto al paralitico: "Io ti dico,
alzati, prendi il tuo letto e va' a casa.”
7. E subito si alzò davanti a loro, prese il letto su cui era disteso e si avviò verso casa, glorificando Dio. Tutti
rimasero stupiti e glorificarono Dio e, pieni di rispetto, dicevano: "Oggi abbiamo visto cose straordina-
rie.”
8. Quando Gesù arrivò in un villaggio, incontrò un uomo sordo dalla nascita. E questi non credeva al fruscìo del
vento, al tuono, alle grida degli animali, al richiamo degli uccelli che si lamentavano per la fame o perché erano
feriti e nemmeno che altri li sentissero.
9. E Gesù soffiò nelle sue orecchie ed esse si aprirono ed egli udì. E godeva con gioia immensa dei suoni che aveva
in precedenza negato. E diceva: "Adesso sento tutto!”
10. Ma Gesù gli disse: "Perché dici di sentire tutto? Puoi forse udire i sospiri dei prigionieri, oppure il linguaggio
degli uccelli o degli animali quando parlano tra di loro, oppure le voci degli angeli e degli spiriti? Pensa a quante
cose non puoi udire e sii umile nella tua mancanza di conoscenza.” (Cap. 5, 1-10)
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ed approfondisco la parola
Coloro che vivono nella verità compiono la volontà di Dio. Sono i puri che, già nell'epoca attuale, percepiscono gli
angeli dei cieli e vedono nel profondo la vita nella sua varietà. Leggono i pensieri degli uomini e percepiscono i loro
sospiri e vedono le loro sofferenze. Essi aiutano e servono il loro prossimo nel Mio nome e dal Mio Spirito.
Gli uomini nello Spirito del Signore comprendono anche il linguaggio degli animali. Riconoscono la Legge che tutto
governa, Dio, nel fruscìo del vento, nel lampo e nel tuono. Chi vive in quest'elevata coscienza divina è veramente un
figlio ed una figlia di Dio. Questi sono i Miei fedeli.
In questa possente svolta dei tempi [1989] iniziano i primi passi del cammino verso il Regno della Pace di Gesù
Cristo che sta gradualmente sorgendo: la Forza Primordiale guida sempre più uomini sulla Via Interiore, verso il
Regno di Dio che è insito in ogni uomo. Coloro che si avvicinano alla coscienza del Cristo, sulla via dell'evoluzione,
ritrovano il linguaggio originario dell'amore. Ad essi si dischiude nuovamente il linguaggio dell'universo.

16° CAPITOLO
La chiamata di Matteo -
Vino nuovo in otri vecchi
La possibilità di reincarnarsi
e di espiare è limitata
1. E poi proseguì e vide un pubblicano di nome Levi, seduto al banco delle imposte. E gli disse: "SeguiMi!” Ed egli,
lasciato tutto, si alzò e Lo seguì. (Cap. 16, 1)

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ed approfondisco la parola
Anche Levi, così chiamato, seguì Me, Gesù, solo dopo aver sistemato ogni cosa nella propria famiglia e sul lavoro e
dopo aver provveduto per il suo prossimo, che abbandonò solo esteriormente per servire la verità.
2. Poi, Levi Gli preparò un grande banchetto in casa sua. C'era un gran numero di pubblicani e d'altra gente seduta
con Lui a tavola. Ma gli scribi ed i farisei mormoravano e dicevano ai Suoi apostoli: "Perché mangiate e bevete
con i pubblicani e con i peccatori?”
3. E Gesù rispose e disse loro: "Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Io non Sono venuto a
chiamare i giusti, ma i peccatori a fare penitenza.”
4. Ed essi Gli dissero: "Perché i discepoli di Giovanni e i discepoli dei farisei digiunano così spesso e pregano così
tanto? E come mai invece i Tuoi discepoli mangiano e bevono?”
5. Ma Egli disse loro: "A che cosa debbo paragonare gli uomini di questa generazione e a chi assomigliano? Non
sono come bambini che siedono sulla piazza del mercato e che si chiamano l'un l'altro dicendo: abbiamo suonato il
flauto davanti a voi e non avete ballato, vi abbiamo cantato un lamento e non avete pianto?
6. Infatti, venne Giovanni il Battista e non mangiava e non beveva e voi dicevate: è posseduto dal demonio! Viene il
Figlio dell'uomo, che mangia e beve i frutti della terra e il latte dei greggi e il frutto della vite, e voi dite: guardate
che ingordo e ubriacone, amico dei pubblicani e dei peccatori!
7. Potete far digiunare gli invitati a nozze, mentre lo sposo è con loro? Verrà però il tempo in cui lo sposo sarà
strappato da loro; allora, in quei giorni, digiuneranno.” (Cap. 16, 2-7)

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Lo sposo è il Cristo-Dio in Gesù. E lo sposo se ne andrà da loro. Chi non Lo serberà nel cuore non adempirà
nemmeno le opere d'amore. Dovrà digiunare nel giorno dell'orrore che si abbatterà sull'umanità, poiché la terra, che
si purifica dagli intrighi umani, non darà più pane a coloro che hanno contribuito a far sciogliere gli strati
atmosferici e, quindi, ad inquinare la terra e le acque.

8. E disse loro questa parabola: "Nessuno rattoppa un vecchio abito con una pezza nuova, poiché la toppa nuova
non si adatta al tessuto vecchio ed il vestito si rovinerebbe ulteriormente.
9. E nessuno mette vino nuovo in otri vecchi, poiché il vino nuovo spacca gli otri, si riversa e gli otri si rovinano. Il
vino nuovo va invece versato in otri nuovi e così si conservano ambedue.
10. E nessuno che ha bevuto il vino vecchio, desidera subito quello nuovo, poiché dice che il vecchio è migliore. Ma
verrà il giorno in cui il nuovo sarà divenuto vecchio e si richiederà cosi il vino nuovo. Infatti, come si cambiano
vecchi vestiti con nuovi, si cambia anche il corpo morto con quello vivente e ciò che è passato con quello che
verrà.” (Cap. 16, 8-10)

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ed approfondisco la parola
Fino a che esisterà il mondo peccaminoso e le anime vivranno nella ruota della rinascita, le anime che sono attaccate
al mondo potranno ancora incarnarsi. Esse depongono le loro vecchie vesti, i vecchi corpi, e si infilano nelle nuove,
in corpi appena nati. Tuttavia, esse portano continuamente con sé nella nuova veste i peccati che non hanno espiato
nelle incarnazioni precedenti, né nelle sfere di purificazione. Un'anima non può entrare in regni più elevati e
luminosi fïno a che non ha sciolto ciò di cui si è gravata, tramite il pentimento, il perdono, chiedendo perdono e
sistemando le cose.
Nel corso della svolta dei tempi, che si estende per un lungo periodo, se l'anima non sistema in veste terrena ciò di
cui si è gravata, essa non potrà più incarnarsi in seguito. Come anima, dovrà poi sopportare nei regni delle anime ciò
che avrebbe potuto sistemare, forse nel corso di anni, quand'era in veste terrena. Infatti, non le verrà messo a
disposizione un nuovo corpo, poiché la luce dimorerà sulla terra e le ombre non vi avranno più accesso per un certo
periodo.

17° CAPITOLO
Gesù invia i Dodici
Il progresso dell'Opera
di Redenzione dipende dalla fedeltà e dall'evoluzione di coloro che ne hanno il mandato (3). Battesimo con lo
Spirito della verità (6). Guarigione dei malati e risveglio dei morti - Colpa collettiva - Scacciare i demoni - Non
imporre i doni d'amore (7). L'inferno non è un luogo, ma uno stato dell'anima (10). A Dio nulla è celato - Solo chi
vive nella luce della verità conosce la parola della verità (13). Chi è contro
il Cristo è contro il suo prossimo (14)

1. E Gesù andò su un monte per pregare. Chiamati a Sé i Suoi dodici discepoli, diede loro il potere di scacciare gli
spiriti immondi e di guarire ogni sorta di malattie e d'infermità. Ed i nomi dei dodici Apostoli che rappresentavano
le dodici tribù d'Israele erano:
2. Pietro, chiamato Cefa, per la tribù di Ruben; Giacomo, per la tribù di Naftali; Tommaso, chiamato Didimo, per
la tribù di Sebulone*; Matteo, chiamato Levi, per la tribù di Gad; Giovanni, per la tribù di Efraim; Simone, per la
tribù di Isaschar.
3. Andrea, per la tribù di Giuseppe; Natanaele, per la tribù di Simeone; Taddeo, per la tribù di Sebulone*;
Giacobbe, per la tribù di Beniamino; Giuda per la tribù di Dan; Filippo, per la tribù di Assero. E Giuda Iscariota,
un levita che Lo tradì, era anche tra loro (ma non faceva parte di loro), e c'erano anche Matteo e Barsaba. (Cap.
17, 1-3)

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Con le parole "spiriti immondi” sono intese le anime impure che sono spesso attaccate come grappoli agli uomini.
Già quand'ero Gesù di Nazaret mostrai ciò che sarebbe avvenuto, incaricando i dodici discepoli di edificare dodici
Comunità. Dato che anche loro, come gli uomini delle generazioni successive, riuscivano difficilmente ad afferrare
la profondità della Vita Interiore che dice: adempi le Leggi e poi agisci, non poterono compiere molti dei compiti
che avevo loro affidato. Avevo dato loro questi incarichi, perché essi avevano appreso molti aspetti della Sapienza
divina e sarebbe stato il momento di trasporli nella forma materiale. Nonostante tutto questo, di epoca in epoca si
compirono continuamente nuovi passi evolutivi del Regno della Pace di Gesù Cristo.

Anche nell'epoca odierna [1989], in cui sulla terra divengono visibili le prime fondamenta del Regno della Pace di
Gesù Cristo, molti dei Miei fedeli della stirpe di Davide e di altre stirpi operano nella Mia Opera di Redenzione. I
fedeli sono con Me ed Io opero attraverso di loro. Come accadde già allora, anche oggi tra essi ci sono alcuni che
non raccolgono, ma disperdono. Essi costituiscono, in continuazione, le porte attraverso le quali possono entrare le
tenebre. Per questo, coloro che Mi sono fedeli hanno la vita molto dura.
Eppure: Io Sono con loro il Vincitore sulla terra e nelle sfere di purificazione. Come allora inviai nel mondo gli
apostoli, poco alla volta invierò nel mondo, quali insegnanti spirituali, i Miei che adempiono la Legge della vita. Per
mezzo dei Miei fonderò nuove Comunità originarie in Me, il Cristo, lo Spirito Universale, in modo che molti,
passando attraverso queste stazioni delle Comunità, giungano alla luce centrale, alla Nuova Gerusalemme su questa
terra, con le sue dodici porte.

4. Ed Egli, nello stesso modo, elesse altri Dodici ad essere profeti, uomini della luce insieme agli apostoli, e mostrò
loro i segreti di Dio. Ed i loro nomi erano: Ermete, Aristobulo, Selenio, Nereo, Apollo e Barsabba; Andronico,
Lucio, Apelle, Zaccheo, Urbano e Clemente. E poi prescelse altri dodici uomini quali evangelisti e dodici quali
pastori. Egli ne elesse quattro volte dodici e li inviò alle dodici tribù d'Israele, quattro per ciascuna.
5. Ed essi stavano intorno al Maestro, in abiti di lino bianco, eletti a costituire una sacra schiera di sacerdoti di
Dio, al servizio delle dodici tribù, alle quali sarebbero stati inviati. (Cap. 17, 4-5)
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ed approfondisco la parola

Analogamente a come ho istruito ed istruisco [1989] i profeti e gli insegnanti spirituali e tutti i figli e le figlie di Dio
della stirpe di Davide e di altre stirpi, attraverso la parola profetica donata tramite il raggio parziale della Sapienza
divina incarnato, per inviarli nel mondo in base alla loro realizzazione, così feci anche quand'ero in veste terrena,
quale Gesù di Nazaret.
Io insegnai ed istruii i fedeli nella realizzazione delle Leggi di Dio. Alcuni di essi cominciarono a dare la parola
profetica, mentre altri, chiamati in questo libro evangelisti e pastori, erano gli insegnanti spirituali e gli anziani che
avevano il compito di fondare ed assistere le Comunità.
La parola "schiera di sacerdoti” ha il seguente significato: sono uomini che si impegnano a seguire unicamente la
volontà di Dio, senza cerimonie e riti.

6. Gesù inviò questi quattro volte dodici e affidò loro il compito, dicendo: "Voglio che voi siate i Miei dodici
apostoli con i vostri compagni, come testimonianza per Israele. Andate nelle città d'Israele e dalle pecore smarrite
d'Israele. E strada facendo, predicate e dite: il Regno dei cieli è vicino. Come Io vi ho battezzati con l'acqua,
battezzate anche voi tutti quelli che credono.
(Cap. 17, 6)
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Nel libro sta scritto: "Come Io vi ho battezzati con l'acqua ...” che significa, a senso: come voi siete stati battezzati
con l'acqua, Io, quale Cristo-Dio, battezzerò con lo Spirito della verità tutti coloro che voi avete istruito nelle Leggi
della vita e che le hanno realizzate e, da quel momento, essi parleranno attingendo allo Spirito della verità.
7. Ungete e guarite i malati, purificate i lebbrosi, risvegliate i morti, scacciate i demoni. Gratuitamente avete
ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro, né argento, né moneta di rame nelle vostre cinture, né bisaccia
da viaggio, né due tuniche, né sandali e nemmeno un bastone. Infatti un operaio ha diritto al suo nutrimento. E
mangiate quello che vi viene presentato, ma non toccate ciò che è costato sacrificio di vita, perché non è nella
Legge per voi. (Cap. 17, 7)

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"Ungete e guarite i malati” dovrebbe significare: purificate e guarite i malati ed i lebbrosi ed ungeteli con lo Spirito,
istruendoli nelle Leggi della vita ed assistendoli nel riconoscerle e nel realizzarle, ossia aiutandoli a sistemare e a
non ripetere più i peccati.
"... risvegliate i morti, scacciate i demoni” lo dissi attingendo alla "Legge superiore”, la Legge Assoluta che sta al di
sopra di tutti gli aspetti umani. E' possibile risvegliare i morti, solo se l'anima non è più segnata da gravi cause e da
colpe collettive. Affidai questo compito ai Miei apostoli e discepoli, ma allo stesso tempo dissi che solo chi vive
nella Legge Assoluta ed opera basandosi su di essa è in grado di compiere tutto questo.
Ai Miei tempi, quand'ero Gesù di Nazaret, era possibile risvegliare i morti, perché allora i poveri avevano raramente
da espiare una colpa collettiva. Nell'epoca attuale [1989], la maggior parte degli uomini porta una parte di una colpa
collettiva e per questo motivo in questo mondo peccaminoso è quasi impossibile risvegliare i morti.
Una colpa collettiva si forma quando uomini uccidono insieme uomini o animali, quando oltraggiano i regni vegetali
e minerali.
L'anima di un cosiddetto morto può essere richiamata nel corpo solo se si è ridestata spiritualmente e se si decide
liberamente di ritornare. In caso contrario, risvegliare un morto sarebbe contrario alla legge del libero arbitrio di
un'anima, perché se i suoi occhi spirituali sono offuscati dal peccato, essa non può decidersi liberamente. E l'anima
può ritornare solo fino a che è ancora collegata al corpo tramite il nastro d'informazione.
"Scacciare i demoni” significa scacciare dal tempio, dall'uomo, le anime ottenebrate, legate alla terra. Ciò è possibile
solo a colui che adempie le Leggi di Dio e che parla con piena autorità e solamente se l'uomo, che ha attirato l'anima
legata alla terra, non la trattiene più con i pensieri, con le parole e le azioni che l'hanno attirata.
La frase: "Non procuratevi oro, né argento, né moneta di rame nelle vostre cinture, né bisaccia da viaggio, né due
tuniche, né sandali e nemmeno un bastone” significa: non dovreste gravarvi della zavorra di questo mondo e portare
a fatica cose superflue, dato che le vie sono impervie e le percorrete con i vostri piedi. Tutte le cose superflue sono
solo di peso e vi frenano sul cammino.
8. In qualunque città voi entriate, fatevi indicare se vi sia qualche persona degna. E lì rimanete fino alla vostra
partenza. E quando entrate in una casa, rivolgetele il saluto. E se la casa ne sarà degna, fate scendere la vostra
pace su di essa; ma se non ne sarà degna, la vostra pace ritorni a voi. (Cap. 17, 8)
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" ... ma se non ne sarà degna, la vostra pace ritorni a voi” dovrebbe significare: portate l'amore e la pace in ogni
casa. Non imponete i doni dei cieli a chi non li desidera. E se non venite accolti, non risentitevi. E la pace che voi
avete donato alla casa ed ai suoi abitanti sarà di nuovo con voi.
9. Siate astuti come i serpenti e senza ombra di falsità come le colombe. Siate innocenti e puri. Il Figlio dell'uomo
non è venuto per distruggere, ma per salvare, non è venuto per togliere la vita, ma per donarla sia al corpo che
all'anima.
10. E non temete coloro che uccidono il corpo, ma che non possono uccidere l'anima. Temete piuttosto chi può
rovinare il corpo e l'anima nell'inferno. (Cap. 17, 9-10)

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Solo l'uomo stesso rovina la propria anima ed il proprio corpo con il suo modo di pensare, parlare ed agire umano,
con il quale stabilisce il collegamento con le tenebre. Ciò che è contro la Legge divina porta rovina all'uomo. Perciò,
temete unicamente le vostre trasgressioni, poiché l'uomo raccoglierà ciò che semina. E riconoscete: l'inferno non è
un luogo, ma uno stato dell'anima che si è votata alla negatività, al "principe delle tenebre”.

11. Non si comprano forse due passeri per un soldo? Eppure, neanche uno di essi cadrà a terra senza che
l'Altissimo lo voglia. In verità, perfino i capelli sul vostro capo sono tutti contati. Non abbiate quindi timore. Se Dio
provvede ai passeri, perché non dovrebbe provvedere anche a voi?
12. E' sufficiente per i discepoli essere come il loro maestro e per i servi come il loro padrone. Se hanno chiamato il
padrone di casa Belzebù, tanto più si chiameranno così anche coloro che abitano con lui. Non temeteli dunque,
poiché non v'è nulla di nascosto che non verrà svelato e di segreto che non si verrà a sapere.
13. Quello che vi dico in segreto, ditelo nella luce, quando il tempo sarà venuto. E quello che udite nell'orecchio,
predicatelo sui tetti. Perciò, chiunque riconosce la verità davanti agli uomini, lo riconoscerò anch'Io davanti al
Padre Mio che è nei cieli. Chi, invece, rinnega la verità davanti agli uomini, anch'Io lo rinnegherò davanti al Padre
Mio che è nei cieli.
(Cap. 17, 11-13)
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Dio è onnipresente e conosce tutto ciò che esiste, poiché Egli è la vita e la forza in ogni cosa. In ogni animale è
insita la Sua forza e perciò l'animale è vita che proviene da Lui. In ogni capello è racchiusa la forza di Dio, la Sua
vita. Egli è. E dato che Egli è ed è in ogni cosa, conosce anche ogni cosa e sa tutto, tanto più l'eterno Padre, quindi,
conosce il figlio Suo, che Egli ha creato a Sua immagine e somiglianza! All'Eterno nulla è nascosto. Anche se
l'uomo ha segreti davanti ad altri, queste cose apparentemente segrete non sono celate a Lui. Quando verrà il tempo,
tutto diverrà manifesto, sia ciò che è buono, sia ciò che è meno buono.
Perciò, l'uomo dovrebbe temere solo i suoi aspetti umani, poiché essi sono la sua semina. Quando questa comincia a
germogliare e crescere, diviene manifesta e visibile sia per l'uomo stesso che l'ha seminata, sia per colui che ne è
coinvolto o che, per questo, è stato ingiustamente disprezzato.
Perciò siate desti, in modo da seminare solo un buon seme, affinché il vostro raccolto sia la maturità interiore. La
verità deve essere espressa. Essa è la luce dell'anima e chi vive nella luce della verità conosce la parola della verità.
Non giudicherà e non condannerà, ma accetterà ed accoglierà nel cuore il suo prossimo e sarà così con Me, il Cristo.
Dovreste essere sempre consapevoli che le parole umane possono avere significati diversi. Chi vive nello Spirito
della verità non rinnega il suo prossimo. Chi lo rinnega l'ha bandito dal proprio cuore. Perciò le parole "... lo
rinnegherò anche davanti al Padre Mio che è nei cieli” significano: non posso condurre al Padre Mio chi non vive la
Legge, la verità, ed Egli non lo può innalzare in cielo, poiché il cielo è la verità e la verità è la Legge.
Riconoscete: chi ricusa la verità, perché non vuole accettarla e realizzarla in base ai comandamenti, non riconosce se
stesso quale essere di luce. Chi non conosce se stesso non può nemmeno entrare in cielo, che è la sua vera patria.
Solo dopo aver purificato l'anima, egli conoscerà se stesso ed entrerà in cielo.
Il puro proviene dalla verità e parla attingendo alla verità. Chi non vive la verità rinnega la verità che è Dio, al quale
tutto è manifesto. Dato che Dio è la verità manifesta, nulla rimane nascosto e tantomeno segreto.

14. In verità, Io sono venuto per inviare la pace sulla terra. Tuttavia, vedete, quando Io parlo, segue una spada. Io
sono venuto per unire, tuttavia ecco che un figlio sarà contro suo padre, ed una figlia contro sua madre, ed una
nuora contro sua suocera. Ed i nemici di un uomo saranno i suoi compagni di casa, poiché gli ingiusti non possono
stare coi giusti. (Cap. 17, 14)

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"Tuttavia, vedete, quando Io parlo, segue una spada” significa: chi ascolta la parola della verità e non la segue, ma si
limita a parlarne, agisce contro la verità e con ciò contro lo Spirito Santo. Così facendo si crea da sé la spada,
chiamata anche causa. E perciò le Mie parole, che sono la verità, sono una spada per coloro che non le realizzano.
"Io sono venuto per unire” significa: unire tutti gli uomini e popoli in un u n i c o popolo di Dio.
Chi agisce contro la Legge della vita, dell'unità, è anche contro Dio, che è l'unità, e contro Suo Figlio, il Cristo, che
Io Sono. Chi pensa, parla ed agisce contro Dio ed il Mio operato su questa terra disperde e non unisce. Costui non si
attiene alle Leggi della vita.
Chi non è per Me è contro di Me. Chi è contro di Me, la vita, è anche contro il suo prossimo. Perciò accade quanto
sta scritto: "... un figlio sarà contro suo padre ed una figlia contro sua madre, ed una nuora contro sua suocera. E i
nemici di un uomo saranno i suoi compagni di casa, poiché gli ingiusti non possono stare con i giusti.” La Legge di
Dio dice: il simile attira il simile; ingiusti con ingiusti, giusti con giusti.

15. E coloro che non prendono su di sé la loro croce e non Mi seguono non sono degni di Me. Chi trova la propria
vita la perderà e chi perderà la propria vita per causa Mia, la troverà.” (Cap. 17, 15)

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"Chi trova la propria vita la perderà; e chi perderà la propria vita per causa Mia, la troverà.” Il senso di queste parole
è: chi considera la propria vita terrena come la sua vera vita, la perderà e non conoscerà se stesso come anima e non
troverà la propria patria. Chi rispetta la propria vita terrena, ma mette la propria vita spirituale al di sopra di ogni
cosa, la troverà in se stesso. E conoscerà la propria patria, poiché è consapevolmente un figlio e una figlia di Dio nel
Regno della vita.

18° CAPITOLO
L'invio dei settantadue
Come trasmettere la verità (3). Come
comportarsi quando si è ospiti (6). Criteri per la convivenza degli uomini; la meta: l'amore altruistico (10-12)

1. Poi, il Signore chiamò a sé altri settantadue discepoli e li inviò a due a due a precederLo in tutte le città e luoghi
delle tribù dove Egli stesso voleva andare.
2. Perciò disse loro: "La messe è in verità grande, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il Padrone della messe
che invii operai per il suo raccolto.
3. Percorrete le vostre vie; vedete, Io vi invio come pecore tra i lupi. Non portate né bisaccia, né borsa, né sandali e
non salutate nessuno lungo la strada.
(Cap. 18, 1-3)

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Nell'epoca in cui Io, il Cristo, ero su questa terra nelle vesti di Gesù, gli uomini semplici andavano a piedi e non a
cavallo o con altri mezzi. I piedi portavano il corpo di luogo in luogo. Chi portava con sé molti fardelli avanzava
lentamente. Le parole: "Non portate né bisaccia, né borsa, né sandali e non salutate nessuno lungo la strada”
significano: portate con voi, lungo il vostro cammino, solo quel tanto che vi serve per poter procedere sulla via e
giungere da coloro che portano già frutti spirituali ed anche da coloro il cui campo dell'anima deve essere ancora
coltivato. Così anche i ladri vedranno che non avete nulla e non vi insidieranno.
"... e non salutate nessuno lungo la strada” significa: non conducete colloqui inutili, ma portate agli uomini la
salvezza della vita, la verità. Proseguite consapevolmente verso la meta, poiché il tempo in cui Io Sono tra gli
uomini è limitato.

4. E ogni volta che entrate in una casa, dite per primo: la pace sia in questa casa! E se vi sarà uno spirito della
pace, la vostra pace scenderà su di lui; altrimenti essa ritornerà su di voi. (Cap. 18, 4)

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Entrate in una casa solo se voi stessi avete la pace. Portate quindi la vostra pace di casa in casa; dove non viene
accettata, essa ritorna con voi. Dove la pace e la verità della vita non vengono accettate, non si dovrebbe nemmeno
continuare a parlare di pace e di verità. Ognuno ha il libero arbitrio di accettare o rifiutare la pace di Dio, la verità.
Perciò non discutete sulla verità. Portatela! Se la pace e la verità non vengono accettate, portate i doni della salvezza
in un'altra casa. Così manterrete in voi stessi la pace.
5. Quando entrate in una città e vi accoglieranno, mangiate ciò che vi viene offerto ad eccezione di ciò che vive. E
guarite i malati che vi si trovano e dite loro: il Regno di Dio è vicino.
6. Restate nella casa e mangiate e bevete ciò che vi viene offerto senza spargimento di sangue; poiché l'operaio è
degno della sua paga. Non andate di casa in casa. (Cap. 18, 5-6)
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Le due frasi "... mangiate quello che vi viene offerto, ad eccezione di ciò che vive” e "mangiate e bevete ciò che vi
viene offerto senza spargimento di sangue”, hanno il seguente significato: se spargono per voi il sangue di un
animale, rifiutatelo per tempo, prima che venga condotto al macello per voi, poiché nessun animale deve essere
sacrificato, né a Dio, né agli uomini. I sacrifici umani e animali sono un obbrobrio per Dio. Dio, l'Unico, ha parlato
contro il sacrificio di uomini ed animali, sia nel Vecchio che nel Nuovo Testamento.
Tuttavia, se vi viene servito un cibo che contiene carne e pesce e questi doni sono stati preparati prima della vostra
venuta, mangiatene e portate in preghiera al Dio-Padre-Madre i pochi bocconi che prendete. La Sua forza
trasformerà le basse vibrazioni in vibrazioni più elevate. Riflettete su questo: quello che esce dalla bocca può
divenire peccato, ma non quello che entra nella bocca e che viene dato al corpo, nella coscienza della vita che
proviene da Dio.
7. E se in una città non sarete accolti, continuate il vostro cammino sulle strade e dite: "Anche la polvere della
vostra città, che si è attaccata ai nostri piedi, la scuotiamo su di voi, tuttavia siate certi che il Regno di Dio s'è
avvicinato a voi. (Cap. 18, 7)

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Le parole sono simboli. Perciò voglio, di volta in volta, rettificare anche le parole scritte nel libro chiamato "Il
Vangelo di Gesù”, in modo che possano essere comprese nell'epoca odierna [1989], dato che le parole assumono un
significato diverso da generazione a generazione.
"Chi non è ben visto in città dovrà scuotere la polvere dai propri piedi”, significa: dovrà proseguire, tuttavia
lasciando la benedizione di Dio. Infatti, le forze positive di persone positive continuano ad agire negli uomini, nei
luoghi e città in cui sono state portate. E coloro che sono maturi spiritualmente accoglieranno il frutto, la verità. Essa
scorre, nello stesso tempo, verso coloro che provengono dalla verità, perché l'eterna verità è il Regno di Dio che
viene per coloro che anelano al Regno di Dio e che adempiono le Leggi della vita.

8. Guai a te, Corazin! Guai a te, Betsaida! Perché se in Tiro e Sidone fossero stati compiuti i grandiosi miracoli che
sono avvenuti tra voi, già da tempo si sarebbero pentiti, vestendosi di sacco e coprendosi di cenere. Perciò, nel
giorno del giudizio, saranno trattate meno duramente di voi.
9. E tu, Cafarnao, che sei innalzata fino al cielo, sarai precipitata fino agli inferi. Chi ascolta voi, ascolta Me. E chi
disprezza voi, disprezza anche Me e Colui che Mi ha mandato. Ma lasciate che ognuno giunga a conoscenza nel
proprio spirito.”
10. E Gesù disse loro nuovamente: "Siate misericordiosi ed otterrete misericordia. Perdonate e sarete perdonati
anche voi. Con la misura con cui misurerete, verrete misurati anche voi.
11. E ciò che farete ad altri, verrà fatto anche a voi. E nella misura in cui date, vi verrà anche dato. E con i criteri
con cui giudicate, sarete giudicati anche voi. E come servirete gli altri, sarete serviti anche voi.
12. Poiché Dio è giusto e ricompensa ognuno secondo le sue opere. Ciò che seminate, lo raccoglierete.”
(Cap. 18, 8-12)

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Badate a non cadere in tentazione! SerbateMi nel vostro cuore e darete attingendo all'eterna verità. Infatti Io Sono
venuto ad insegnare la verità agli uomini e a prepararli, affinché realizzino la Legge di Dio; essa sola è la vita, la
verità. La verità è la vita. Dio è la verità, la vita. La Sua Legge, la verità, la vita, è l'amore altruistico. Badate a
questo e non cadrete in tentazione.
Ora in merito alle parole scritte nel libro "Il Vangelo di Gesù”: "Chi ascolta voi, ascolta Me. E chi disprezza voi,
disprezza anche Me e Colui che Mi ha inviato, ma lasciate che ognuno giunga a conoscenza del proprio spirito.”
"Siate misericordiosi ed otterrete misericordia. Perdonate e sarete perdonati anche voi. E nella misura in cui date, vi
verrà anche dato. E con i criteri con cui giudicate, sarete giudicati anche voi. Con la misura con cui misurerete,
verrete misurati anche voi. E ciò che farete ad altri, verrà fatto anche a voi. E come voi servirete gli altri, sarete
serviti anche voi. Poiché Dio è giusto e ricompensa ognuno secondo le sue opere. Ciò che seminate, lo
raccoglierete”:
Queste indicazioni ed ammonimenti sono validi per tutti gli uomini, di generazione in generazione, fino a che sarà
sorta quella generazione umana che vive la Legge dell'amore altruistico. Allora queste indicazioni e questi
ammonimenti non saranno più necessari.
Fino a che questa generazione di Vita Interiore non sarà uscita dalle tenebre e non si troverà nella luce della verità,
avranno validità queste indicazioni e questi ammonimenti che conducono alla Legge dell'amore altruistico, alla
verità, alla luce che s'irradia negli uomini ed attraverso di essi nel Regno della Pace di Gesù Cristo. E' la luce della
verità, l'Io Sono: il Cristo.

19° CAPITOLO
Gesù insegna a pregare
Modo giusto e modo errato di pregare (2-4).
L'essenza di tutto l'Essere è nel profondo di ogni anima - L'onnipotenza di Dio serve attraverso tutte le forme di vita
colui che vive consapevolmente in collegamento con Dio (6). Il rimprovero per amore e serietà (8). Rispetto della
vita delle
piante e degli animali (9). La responsabilità di una
persona guarita (10)

1. Mentre Gesù si trovava su un monte per pregare, alcuni Suoi discepoli vennero a Lui ed uno disse: "Signore,
insegnaci, come dobbiamo pregare.” E Gesù gli disse: "Quando preghi, vai nella tua camera tranquilla e, chiusa la
porta, prega il Padre che è sopra di te e dentro di te. E tuo Padre, che vede anche nel segreto, ti risponderà
apertamente.
2. Ma, quando siete radunati e pregate insieme, non usate ripetizioni vuote, poiché il vostro Padre celeste sa di che
cosa avete bisogno, prima che Glielo chiediate. Pregate quindi così:
3. Padre nostro, che sei sopra di noi ed in noi, sia santificato il Tuo nome. Venga il Tuo Regno a tutti, in sapienza,
amore e giustizia. Sia fatta la Tua volontà, come in cielo, così in terra. Rendici ogni giorno compartecipi del Tuo
sacro pane e donaci il frutto della vite vivente. E come Tu perdoni a noi i nostri debiti, fa sì che anche noi possiamo
perdonare tutti coloro che si incolpano nei nostri confronti. Riversa la Tua bontà su di noi, affinché anche noi lo
facciamo verso gli altri. Nell'ora della tentazione, liberaci dal male.
4. Poiché Tuo è il Regno, la forza e la gloria: d'eternità in eternità. Ora e in eternità. Amen. (Cap. 19, 1-4)
Io, il Cristo, chiarisco, rettifico
ed appronfondisco la parola
Le preghiere prestabilite parola per parola, che vengono solamente ripetute, hanno poca forza, perché provengono
dalla mente e non dal cuore. Le parole espresse superficialmente non sono vivificate. Non raggiungono Dio nel
profondo dell'uomo, perché l'uomo non le ha animate con la vita che proviene da Dio. Le preghiere mentali possono
fuorviare ancor più chi si è già perso a causa del suo modo di pensare e vivere errato. Chi prega e si comporta
diversamente da ciò che esprime nella preghiera si incolpa ulteriormente.
Perciò dovreste pregare col cuore. E se pronunciate le vostre preghiere ad alta voce, esse dovrebbero essere animate
dalla Vita Interiore, dall'Io Sono. Ciò che conta è quindi unicamente pregare di cuore e non limitarsi a pronunciare
parole. Quindi, non dovreste ripetere alla lettera preghiere già formulate. Anche la preghiera qui trascritta non
dovrebbe essere intesa e pregata così alla lettera. Ogni preghiera dovrebbe essere accolta a senso, dato che il
linguaggio del cuore è il linguaggio delle sensazioni dell'anima. Se le sensazioni del cuore vengono rivestite con
parole, ma il prossimo le prende alla lettera, esse perdono il loro senso.
I Miei, che Mi seguono fedelmente, giungeranno sempre più alla perfezione della vita. Le loro preghiere saranno poi
la vita in Me, ossia l'adempimento dell'eterna Legge. In colui che ha dischiuso in sé il Regno di Dio, la vita, è sceso
il Regno di Dio e da quel momento egli vive la vita che proviene da Dio.
"Rendici ogni giorno compartecipi del Tuo sacro pane e donaci il frutto della vite vivente.” Con queste parole si
intende la Vita Interiore, lo Spirito, che mantiene in vita il corpo materiale anche nella sostanza materiale.
La frase "Nell'ora della tentazione, liberaci dal male” ha il seguente significato: Signore, Tu ci guidi nella tentazione
per uscire dal labirinto dell'ego umano, per non essere così più succubi del tentatore, del male.

5. E dove sette si radunano in nome Mio, Io Sono in mezzo a loro, sì, anche se sono solo tre o due. Ed anche quando
uno solo prega nel silenzio, Io Sono con lui.
6. Raccogliete il sasso e Mi troverete. Spaccate la legna, e lì Io Sono. Poiché Dio è manifesto nel fuoco e nell'acqua
e in ogni forma di vita, quale loro vita e loro sostanza. (Cap.19, 5-6)

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ed approfondisco la parola
Rispettate, apprezzate ed onorate la forza creatrice in tutto l'Essere! Vedete: tutto ciò che è forza e luce è insito in
ogni uomo, nel profondo della sua anima. Il corpo spirituale nell'uomo è la sostanza di tutto l'Essere, poiché Dio,
l'eterno Padre, ha donato tutto a ciascuno dei Suoi figli, quale essenza, quale eredità. In tutte le forme di vita si trova
l'eterno Spirito e questo Spirito si effonde anche da ognuna di esse.
Quando l'uomo è divenuto consapevolmente figlio di Dio, l'onnipotenza di Dio lo serve in tutte le forme di vita,
attraverso la pietra, il legno, il fuoco e l'acqua, attraverso i fiori, le erbe, le piante e gli animali. Tutti gli astri servono
colui che vive in Me, nello Spirito della verità. Se la forza creatrice è in grado di compenetrare la creatura, perché la
sua anima è luminosa e piena di forza, essa è ridivenuta consapevolmente il figlio o la figlia dell'infinito che ha
ripreso possesso dell'eredità, della forza universale.
Ogni giorno terreno è un dono per l'uomo, perché possa riconoscersi e ritrovarsi in esso. I regni della natura si
offrono all'uomo. Il fuoco e l'acqua lo servono ed anche gli astri, notte e giorno. Riconoscete quale ricchezza porta a
ciascuno la giornata! Ogni uomo che dischiude la ricchezza interiore è ricco. Ricco è, in verità, colui che è collegato
con l'Onnipotente e che ridiviene così l'onnipotenza. Dio è onnipotente, perché è onnipresente e l'essere puro è
l'onnipotenza che proviene da Lui: egli è divino.
7. E il Signore disse: "Se tuo fratello ha peccato sette volte in parola durante il giorno e sette volte se n'è pentito
durante il giorno, accoglilo.” E Simone Gli chiese: "Sette volte al giorno?”
8. Il Signore rispose e gli disse: "Ed Io ti dico, anche sette volte sette, poiché perfino i profeti, dopo essere stati unti
dallo Spirito Santo, avevano ancora delle espressioni di peccato.” (Cap. 19, 7-8)

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ed approfondisco la parola
Ogni moto o osservazione che vengono fatti a una persona per riprenderla, ma che non sgorgano dal fuoco dello
Spirito Santo, ossia che non provengono dall'amore, dalla serietà e dalla forza di Dio, non sono e non provengono
dallo Spirito, ma dall'uomo e sono quindi peccato.
Perciò fate attenzione che quello che dite sgorghi dal fuoco dello Spirito Santo. Ed anche se ciò che dite è serio e
scrolla l'uomo, dovrà comunque essere espresso con amore altruistico e con serietà divina. Tutto il resto è contro lo
Spirito Santo. Ciò vale per tutti gli uomini, siano essi protesi verso Dio o meno o addirittura eletti, come per esempio
i profeti.
Vi sia detto anche quanto segue: se un vero profeta, eletto da Dio e che si è sottomesso alla Sua volontà, viene
tormentato a lungo dai suoi simili e coinvolto in determinate azioni, fino a logorare la sua forza interiore, egli riceve
energia supplementare da Dio. Se, in una tale situazione, si irrita perché il suo prossimo non ha realizzato o
compiuto qualche cosa o ha agito in modo negativo malgrado il sapere ricevuto, egli riceve quest'energia
supplementare che annulla in lui ciò che è successo nello stato di irritazione. Infatti, ciò non è avvenuto a causa di
una sua rispondenza, ma perché le sue forze erano state logorate.

9. Siate quindi pieni di rispetto, benevoli, sensibili e gentili, non solo con i vostri simili, ma anche con tutte le
creature che vi sono affidate; poiché esse vi considerano come dei, ai quali levano gli occhi quando sono in pena.
Guardatevi dall'ira, poiché molti peccano nell'ira e se ne pentono poi quando è passata.” (Cap. 19, 9)

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ed approfondisco la parola
Il figlio di Dio è un'immagine di Dio-Padre ed è quindi, in sé, forza perennemente creatrice, poiché porta in sé tutte
le sostanze dell'eterna forza che sono tutte perfettamente sviluppate in lui. Perciò gli animali, le piante e i minerali
elevano il loro sguardo verso l'immagine di Dio e desiderano essere uniti agli esseri completamente sviluppati che
provengono da Dio, verso cui si evolve spiritualmente la vita che sta prendendo gradualmente forma.
Sentitevi perciò collegati con ogni creatura e con tutte le pietre e le piante e proteggete la vita che vi è affidata! I
fiori e le erbe sono doni che provengono dalla mano di Dio. Perciò fatene uso solo quando la loro vita esteriore sta
appassendo e cercate di lasciare le radici nella terra. Prendete ciò che spunta dalle radici, ma fatelo solo quando è
giunto il momento per quella forma di vita. E se le togliete con le radici, deponetele in un luogo ombroso, in modo
che la vita possa ritirarsi gradualmente, per ritornare alla sostanza originaria in cui sono riunite tutte le forze. Fate
tutto ciò con retto amore e comprensione, poiché tutto vive.
Non uccidete mai un animale per vostro uso personale. Vedete, la natura, la vita della creazione, provvede per voi. I
frutti del campo, dei giardini, dei boschi dovrebbero bastarvi. E non calpestate mai volutamente la vita, né quella
degli animali, né quella delle piante. Chi calpesta volutamente la vita crea cause. Egli calpesta allo stesso tempo la
propria vita e ne dovrà soffrire.

10. Un uomo, la cui mano era inaridita, venne da Gesù dicendo: "Signore, ero muratore e guadagnavo da vivere
con le mie mani. T'imploro, ridammi la mia salute, per non dover mendicare in modo umiliante il mio pane.” E
Gesù lo guarì e disse: "Esiste una casa che non è costruita con le mani, vedi di abitarci anche tu.” (Cap. 19, 10)

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L'uomo, la cui mano si era ammalata secondo la legge di semina e raccolta, ottenne la vita nella sua mano per
potersi di nuovo guadagnare da vivere. Tuttavia gli diedi il seguente insegnamento sul cammino della sua vita: entra
nella casa che non è costruita da mani umane, nel tuo interiore, poiché è il tempio di Dio. Se l'uomo lo fa, la forza
che ha ricevuto da Me continua ad agire dentro di lui. Se non lo fa, ciò che gli ho donato, ossia la vita della sua
mano, rimane in lui solo temporaneamente. Chi continua a peccare, malgrado abbia ricevuto questo dono della vita,
riprende ciò da cui Io lo avevo alleviato, poiché in tal modo era stato solo rinviato.
Dio dona! Ciò che l'uomo fa dei Suoi doni dipende solamente dall'anima e dall'uomo. L'uomo ha ricevuto dalla
Legge eterna l'indicazione di non peccare più e di entrare nel tempio del suo interiore. In questo modo non è più
ignaro. Chi ha conoscenza è quindi responsabile per quello che sa.

20° CAPITOLO
Ritorno dei settantadue
Successo o insuccesso
degli inviati dal Cristo - Affinamento della materia - Le macchie terrestri, i residui di energie negative, sono la base
per l'ultima rivolta dei demoni alla fine del Regno della Pace - La liberazione dell'anima della terra - Sugli "spiriti”
(3). I "saggi” del mondo non riconoscono le forze dell'universo; sono manovrati e combattono contro la luce (4). Il
Cristo rivela la propria posizione e il Suo rapporto con Dio, come avvenne la caduta e il Suo atto di redenzione (5).
Il Cristo in veste terrena ed i Suoi messaggeri potevano e possono essere riconosciuti solo da coloro che hanno
sviluppato la vista e l'udito interiore - La Legge divina si svela a chi ascolta e realizza i comandamenti del Cristo e
costui vive in Lui (6). Nella svolta dei tempi l'eterna verità si irradia
possentemente tramite la Sapienza (7)
1. Dopo un certo tempo, i settantadue ritornarono, colmi di gioia e dissero: "Signore, persino i demoni si sono
sottomessi a noi in nome Tuo.”
2. Ed Egli disse loro: "Vidi Satana cadere come una folgore dal cielo.
3. Vedete, Io vi ho dato il potere di schiacciare i serpenti e gli scorpioni e di far fronte ad ogni potere del nemico, e
nulla vi nuocerà. Ma non gioite, perché gli spiriti si sono sottomessi a voi. Gioite piuttosto molto di più perché i
vostri nomi sono scritti in cielo.”
(Cap. 20, 1-3)
Io, il Cristo, chiarisco, rettifico
ed approfondisco la parola
Non tutti gli uomini e tutte le donne che, a senso, ho definito discepoli, restarono fedeli alla Legge di Dio. Alcuni
soggiacquero agli allettamenti di questo mondo. Ritornarono a mani vuote. Non dovreste nemmeno legarvi al
numero settantadue, ma considerarlo come un concetto che significa che erano molti. Tutti coloro che Io avevo
inviato nel mondo e che ritornarono furono un tempo Miei seguaci. Tutti coloro che rimasero nello Spirito della
verità operarono attingendo allo Spirito del Padre e vinsero in molte persone il satana dei sensi, conducendole così
ad una vita più elevata. Con le parole "perfino i demoni si sono sottomessi a noi in nome Tuo”, essi intendevano il
satana dei sensi, dato che molti avevano accettato e seguito l'insegnamento della vita che essi avevano portato loro.
Così fu, quando Mi trovai su questa terra in veste terrena: coloro che Io avevo mandato nel mondo e che vivevano in
Me, la vita, arrestarono il negativo. I loro cosiddetti nemici non avevano alcun potere su di essi, in quanto erano
protetti dalla Legge della vita, poiché la osservavano. Così è anche nell'epoca attuale [1989]: tutti coloro che non
cedono al satanico, saranno consapevolmente i figli di Dio che possiederanno la terra. I loro nomi stanno scritti già
ora nei cieli. Grazie alla Mia forza, raggiungeranno ciò che per molti è ancora inconcepibile: la trasformazione del
loro ego umano e di questo mondo, dal satanico al divino. Tutto sarà al loro servizio, la terra e tutto quello che si
trova su di essa, poiché essi sono coloro che possiederanno la terra in nome Mio.
Trascorse alcune epoche del Regno della Pace, gli uomini nel Regno di Dio avranno un unico spirito, perché
avranno superato il satanico nelle loro anime e vivranno consapevolmente in Me, il Cristo. Tramite loro, compirò
ulteriori opere d'amore sulla terra.
Anche se il manto terrestre e l'atmosfera della terra verranno ampiamente purificati dagli astri e dai mari, resteranno
alcune parti della terra, le cosiddette macchie terrestri, di materia più grossolana. Si tratterà di concentrazioni di
energie negative e queste energie negative ancora sussistenti saranno costituite da residui di tempi passati, in cui le
tenebre operavano sulla terra, e da scorie atomiche, da residui di sostanze chimiche e da tutte le altre cose negative
che l'uomo ha inflitto alla terra. Queste energie resteranno inattive per lungo tempo, poiché saranno ricoperte di lava.
Anche nella nuova atmosfera resteranno zone in cui saranno ancora registrati aspetti delle sofferenze degli uomini e
degli animali. Anche queste zone resteranno a lungo inattive, come le macchie sulla terra.
Alla fine del Regno della Pace, con la sua materia più fine, prima che si compia questa trasformazione della terra,
Satana, ossia le forze demoniache, potrà nuovamente misurarsi con l'uomo e con la terra, con l'aiuto di questi residui
di energie negative. L'Eterno in Me, il Cristo, darà all'avversario ancora una volta la possibilità di riconoscersi,
prima che egli stesso si incateni nei campi evolutivi spirituali. Gli esseri demoniaci combattono fino all'ultimo per
salvare il loro territorio. In tal modo Dio-Padre in Me, il Cristo, dà ancora una volta a questi Suoi figli l'opportunità
di riconoscersi e di cambiare. Le anime che non sfruttano quest'ultima possibilità dovranno ristabilirsi nei campi
evolutivi spirituali, poiché la struttura delle particole del loro corpo spirituale è stata lesa. Un tale corpo spirituale
deformato ha bisogno, quindi, di rigenerarsi attraverso le forze spirituali della coscienza degli animali, delle piante o
addirittura dei minerali.
Anche l'anima della terra si staccherà dalla terra, tuttavia solo dopo molti anni-luce energetici. Ciò avverrà
analogamente all'anima dell'uomo che si stacca dal corpo materiale per andare in regni di sostanza più fine. L'uomo
definisce questo processo la morte del corpo.
Quando l'anima della terra si libererà dal manto terrestre, questo si spaccherà violentemente e il pianeta si
dissolverà. Tuttavia, prima di giungere a questo imponente processo di trasformazione, la terra dovrà subire ancora
molte cose. Sia l'uomo che la terra sperimenteranno ancora molte cose.
Nella frase "Ma non gioite perché gli spiriti vi sono sottomessi”, vorrei rettificare la parola "spiriti”.
Duemila anni fa ed anche nei secoli successivi, le anime incolpate venivano chiamate "spiriti”. Anche gli esseri
naturali e i fenomeni inspiegabili venivano definiti "spiriti”. Essi sono invece energie che hanno assunto una forma
spirituale e che sono però invisibili per l'uomo.
La realtà è l'eterno Spirito, la vita che compenetra tutto, da cui provengono le sostanze, gli esseri che hanno assunto
forma, come gli esseri spirituali, gli esseri naturali, gli animali, le piante, i minerali. Lo Spirito è la vita eterna, pura,
che compenetra tutto e che mantiene in vita esseri spirituali, uomini, animali, piante, minerali e tutte le cose.

4. In quell'ora Gesù gioì nello Spirito e disse: "Ti ringrazio, Padre Santo del cielo e della terra che hai tenuto
nascosto tali cose ai sapienti e ai dotti e che le hai rivelate ai semplici. Sì, Santissimo, poiché così è bene davanti ai
Tuoi occhi. (Cap. 20, 4)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico


ed approfondisco la parola
Con la parola "sapienti” sono intese quelle persone che ritengono di essere sagge solo per merito del loro intelletto,
quindi del loro sapere mentale. Veramente saggio è, invece, solo l'uomo che adempie le Leggi di Dio.
Molti, che si ritengono "saggi” ed intelligenti per merito del loro intelletto, hanno fatto della terra una desolazione.
Non riconoscono ancora le forze del Padre e di Suo Figlio, il Cristo che Io Sono, che sono le forze che divengono
sempre più attive attraverso i figli e le figlie di Dio in veste terrena e che trasformano il mondo. Queste forze
dell'universo sono ancora celate a coloro che hanno il loro cuore chiuso al senso della vita. Essi continuano a credere
di dover compiere ciò che la loro mente suggerisce loro e che ritengono essere giusto ed essenziale, credendo in tal
modo di dover esprimere la loro sapienza ed intelligenza.
Voi uomini nel Regno della Pace di Gesù Cristo che sta sorgendo e crescendo e che possiederete sempre più la terra
nelle prossime generazioni, riconoscete: fino a che non si sarà completamente sviluppato il Regno della Pace, gli
uomini orientati sul mondo continueranno a coalizzarsi con tenacia per combattere contro le opere del Signore.
Molti di loro non riconoscono di essere già toccati ed abbagliati dalla luce della verità. Reagiscono inconsciamente,
presi da un impeto forzato, come viene immesso in loro dai demoni, e combattono contro la luce.
Ai Miei dell'epoca attuale [1989] che aspirano alla via della vera saggezza divina dico: restate veritieri! Infatti è
iniziato il tempo in cui Io, il Cristo, inondo sempre più d'amore e sapienza divina gli uomini di buona volontà,
facendo di loro veri strumenti di Dio.
La via che conduce al cuore di Dio, che ho esposto nel Discorso della Montagna e completato ed approfondito in
molte rivelazioni, è la via dell'amore e della sapienza divina, la via che conduce alla vera umanità. Comprendetelo
nell'epoca attuale [1989]!
Anche gli uomini in tutte le fasi evolutive del Regno della Pace, del Regno di Dio sulla terra, dovrebbero sapere
tutto ciò per riconoscere che Io ero con i Miei in modo intenso già nell'epoca attuale [1989] e che Io li ho istruiti e
guidati.
5. Tutto Mi è stato dato dal Padre Mio. E nessuno conosce il Figlio, all'infuori del Padre; e nemmeno sa chi è il
Padre, all'infuori del Figlio e di colui al quale il Figlio lo rivelerà.” (Cap. 20, 5)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico


ed approfondisco la parola
"Tutto Mi è stato dato dal Padre Mio.” Io Sono il Figlio primo-contemplato e primogenito del Padre, il Coregnante
dei cieli. Io Sono onnipresente nelle quattro forze creatrici, nelle quattro essenze di Dio: Ordine, Volontà, Sapienza e
Serietà. In queste quattro correnti delle essenze fluisce la Mia eredità spirituale. E' l'irradiazione onnipresente nelle
quattro forze creatrici, nel Principio Primordiale, Dio, che fluisce nelle quattro forze creatrici.
Quindi, Io Sono Dio nello Spirito creatore del Padre, nelle quattro essenze: Ordine, Volontà, Sapienza e Serietà. Le
tre caratteristiche divine, Pazienza, Amore e Misericordia, sono le caratteristiche della figliolanza. In esse Io Sono il
Figlio tra tutti i figli e le figlie di Dio. Dio significa: energia suprema, onnipresente, che ha fatto scaturire e fa
scaturire ogni cosa e che è d'eternità in eternità.
Da quest'energia onnipresente, dal Potenziale Primordiale perennemente fluente, dallo Spirito, ho staccato una gran
parte della Mia eredità spirituale e l'ho immessa, sotto forma di scintille, nelle anime che si sono incolpate, perché
non hanno rispettato le Leggi nelle tre caratteristiche e nelle quattro essenze di Dio - le quali costituiscono nel
complesso le sette forze basilari della creazione - e la cui energia si è quindi trasformata ad un livello più basso, fino
ai quattro regni inferiori della caduta. Dopo il Mio "compiuto”, questi quattro regni inferiori della caduta sono
divenuti sfere di purificazione. Dal momento in cui pronunciai il "compiuto”, la scintilla redentrice è divenuta
appoggio e sostegno per le anime cadute, affinché la loro sostanza spirituale non si dissolva nello Spirito
eternamente fluente.
Infatti, nel primo pensiero della caduta c'era il desiderio di dissolvere tutte le forme spirituali. In tal modo gli esseri
avversi volevano ottenere un nuovo inizio della creazione. L'eterno Padre, di cui Io Sono il Figlio, Mi conferì la
forza di compiere ciò che sta nella Sua volontà, nell'eterna Legge: conservare tutto l'Essere nella sua totalità. Con
l'atto di redenzione, ogni anima gravemente incolpata ricevette la scintilla redentrice. In tal modo l'anima è sostenuta
e viene così esclusa la possibilità che essa si dissolva nello Spirito onnipresente, nella corrente di Dio, e che vi
confluisca sotto forma di energia fluente. Grazie alla redenzione, l'anima ridiviene l'essere spirituale e resta il figlio
di Dio nella sua forma spirituale. Se non avessi prelevato la Mia eredità e non l'avessi data ai figli della caduta, quale
sostegno e forza evolutiva, molti corpi spirituali si sarebbero dissolti a causa delle colpe che aumentavano sempre
più. In tal modo sarebbe stato compromesso l'equilibrio della creazione e la conseguenza inevitabile sarebbe stata la
dissoluzione di tutte le forme spirituali.
Mi è stato, quindi, dato dal Padre di operare quale Redentore per tutte le anime e per tutti gli uomini caduti e di
ricondurre nuovamente al Suo cuore i Suoi figli. Perciò, Io Sono il Redentore di ogni anima fino a che essa non avrà
superato le quattro sfere di purificazione. Quando l'anima avrà riattivato questi quattro raggi divini di coscienza, essa
verrà attirata dalle tre sfere delle caratteristiche, le sfere di preparazione, chiamate anche sfere di evoluzione verso
l'Assoluto, che sono le forze della figliolanza del Principio Padre-Madre. In queste tre sfere delle caratteristiche,
colui che sta ridivenendo un essere spirituale riattiva di nuovo l'intera Legge d'irradiazione, l'eterna Legge
primordiale. Quando tutta la Legge primordiale è nuovamente attiva nel corpo spirituale, l'essere puro rientra
nuovamente nell'Assoluto, nell'Essere eterno.
Quando l'anima in cammino verso la perfezione ha sviluppato la quarta sfera di purificazione, la coscienza della
Serietà divina, in essa si è compiuta la redenzione. La parte della Mia eredità che, sotto forma di scintilla redentrice,
ha sostenuto, mantenuto in vita e guidato l'anima, rientra quindi nuovamente nella Forza Primordiale, nella Forza
Universale. Sul cammino attraverso le tre sfere di preparazione che conducono all'Assoluto, colui che sta
ridivenendo un essere spirituale assume nuovamente la figliolanza di Dio in modo consapevole.
Nelle vesti di Gesù di Nazaret non potei ancora insegnare tutti i dettagli dell'atto di redenzione, del defluire della
Mia eredità, perché non avevo ancora compiuto l'opera di redenzione. La Mia eredità si trovava ancora nella Legge
primordiale. Nel momento in cui fui battezzato da Giovanni nel Giordano e lo Spirito scese su di Me nel simbolo
della colomba, la Mia eredità divenne attiva in modo più intenso nella Legge primordiale. Sul Golgota essa defluì
con la Mia parola "compiuto” e si suddivise in scintille spirituali. Ogni anima caduta ricevette il sostegno, la scintilla
redentrice.
Il significato dell'affermazione "...nessuno conosce il Figlio all'infuori del Padre ...” è il seguente: l'uomo che pensa
solo in modo umano e che considera e riconosce la materia come l'unica realtà, non percepisce in sé lo Spirito
dell'eterno Padre. Solo chi sa di essere figlio di Dio, perché adempie le Leggi dell'amore, percepisce in sé anche il
Padre, la vita. Il Padre può quindi essere percepito solo da coloro che realizzano la Legge dell'amore che Io insegnai
nelle vesti di Gesù di Nazaret e che rivelo ed insegno, quale Cristo-Dio, a coloro che amano Dio più di questo
mondo.

6. E si rivolse ai Suoi discepoli e disse loro in confidenza: "Beati quegli occhi che vedono quello che voi vedete!
Poiché Io vi dico: molti profeti e re volevano vedere quello che voi vedete e non l'hanno visto e volevano udire
quello che voi udite e non l'hanno udito. (Cap. 20, 6)

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ed approfondisco la parola
Io Sono in Dio, vostro e Mio Padre, il Figlio di Dio e Dio nelle quattro forze creatrici eterne.
Le parole "Beati quegli occhi che vedono quello che voi vedete” significano: Io, il Figlio di Dio, il Coregnante dei
cieli, ero tra gli uomini in veste terrena. Beata era quell'anima in veste terrena che riconobbe Me, il Figlio di Dio
incarnato. L'uomo Mi vedeva solo come ero, uomo tra uomini. Le anime dei beati riconobbero in Me l'immagine
dell'eterno Padre. Molti, che vennero su questa terra dopo la Mia morte fisica, Mi udirono attraverso la parola
profetica. Ma Io non parlavo più direttamente a loro, poiché chi non ha più un corpo terreno, non ha neppure la voce
degli uomini. Per questo la parola di Dio deve essere trasmessa tramite profeti.
Anche la visione interiore è solo indiretta e non diretta; è così come la vedono gli uomini nel mondo
tridimensionale. Io diedi e dò la parola della vita per bocca profetica, sia dopo la Mia morte fisica che nell'epoca
attuale [1989], affinché i Miei giungano nuovamente a Me e raggiungano la beatitudine e, dopo il decesso del loro
corpo terreno, possano contemplare l'eterno Padre, volto a volto.
Quindi, chi adempie le parole della vita, alla sua morte fisica contemplerà il Padre e Lo conoscerà. Egli sarà
consapevolmente in Lui, come Io Lo conosco e come Io Sono in Lui. Chi, invece, si limita ad ascoltare o leggere le
Mie parole e non le include nella propria vita, non percepirà il Padre dentro di sé e, alla sua morte fisica, non Lo
contemplerà e tanto meno Lo conoscerà, poiché l'Eterno è la Legge della vita e chi non la osserva è morto
spiritualmente. Solo l'anima e l'uomo che accettano le Mie parole e che le vivono sono consapevolmente nel Padre.
Essi ridivengono la Sua immagine.
Analogamente a com'era ai tempi della Mia vita terrena, è anche nell'epoca odierna [1989]. Durante il Mio cammino
terreno, Io, il Cristo in Gesù, ero davanti ai Miei apostoli e discepoli, quale immagine personificata del Padre.
Tuttavia, la maggior parte di coloro che Mi seguivano e Mi vedevano non Mi riconobbero. Solo alcuni apostoli e
discepoli videro nel profondo Me, il Cristo in Gesù. Com'era a quei tempi, è anche in quest'epoca; solo coloro che
hanno aperto i loro occhi spirituali con una vita conforme all'eterna Legge dell'amore sono in grado di contemplare il
Cristo.
Portai il messaggio dei cieli a molti uomini e parlai loro della Mia venuta, come Cristo. Tuttavia solo pochi
compresero il messaggio della salvezza. Uno dei motivi era che non volevano un Messia nelle vesti di un uomo
modesto, di Gesù di Nazaret, che era un figlio del carpentiere Giuseppe, ma piuttosto un re terreno che togliesse loro
i fardelli, senza che essi dovessero fare qualcosa. Molti uomini hanno sentito parlare Me, il Nazareno, eppure non
Mi hanno sentito, perché vedevano solo il Nazareno ed udivano solo le parole del Nazareno. Non afferrarono la
parola di Dio che parlava attraverso di Me, il Nazareno, perché udivano solo Gesù, il Nazareno, e non Dio attraverso
Suo Figlio in veste terrena.
Anche in quest'epoca [1989], la Mia parola fluisce in pienezza, tramite il raggio parziale incarnato della Sapienza
divina, un essere umano tra gli uomini che porta in sé la vicinanza di Dio. L'unità con l'eterno Padre, in cui si trova,
viene misconosciuta, così come anch'Io, il Figlio dell'uomo tra gli uomini, non fui riconosciuto.
Secondo un vecchio concetto dell'uomo, ognuno dei suoi simili dovrebbe essere come lui stesso è. Per questo
motivo, molti uomini fanno una distinzione solamente tra la ricchezza e la povertà esteriore, ma non tra la ricchezza
interiore e la povertà dell'anima. Non sono in grado di riconoscere e di distinguere i processi interiori. Perciò vedono
ogni uomo dalla prospettiva del loro ego umano. I loro simili hanno solo l'importanza che il loro ego attribuisce loro.
Per questo, i messaggeri di Dio in veste terrena non vengono riconosciuti e le parole della vita, che scorrono
attraverso di essi, vengono accettate solo da pochi quale parola di Dio, quale Legge della vita.
Perciò la parola dell'Eterno, che viene donata tramite i messaggeri di Dio in veste terrena, è per molti solo una parola
di uomini, sebbene essa sia e resti la parola di Dio, donata tramite i Suoi messaggeri che Egli ha inviato agli uomini.

7. Benedetti siete voi, nella cerchia interna, che udite la Mia parola ed ai quali vengono svelati i segreti; voi che
non imprigionate o uccidete alcuna creatura innocente, ma che cercate il bene in ogni cosa; poiché a costoro
appartiene la vita eterna. (Cap. 20, 7)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico


ed approfondisco la parola
Spiego la frase: "Benedetti siete voi nella cerchia interna, che udite la Mia parola ed ai quali vengono svelati i
segreti”. Chi fu in grado di ascoltare la parola del Padre attraverso di Me, Suo Figlio in veste terrena, Gesù, visse
anche in conformità ad essa. Costui era in verità benedetto ed entrava a far parte della cerchia interna dei Miei
seguaci: egli era consapevolmente in Me ed Io ero in lui, quale luce del mondo. In verità, la benedizione fluì
copiosamente attraverso di Me, Gesù, per molti uomini e per i Miei apostoli e discepoli.
Anche in quest'epoca [1989] la benedizione, la parola dell'Io Sono, scorre allo stesso modo attraverso il raggio
parziale della Sapienza divina incarnata. Essa è data a tutti gli uomini e scorre anche oggi nuovamente nella cerchia
interna, per coloro che si radunano attorno alla Mia sacra parola. Io la dò attraverso la persona in cui è incarnato
l'essere di luce che Io ho inviato agli uomini nell'epoca attuale, all'inizio della grandiosa svolta dei tempi, affinché
possano sentire la Mia parola attraverso di lei e possano vivere conformemente ad essa. E se realizzano la Mia sacra
parola, che Io insegno loro nuovamente, ed osservano il Mio comandamento di amarsi l'un l'altro altruisticamente,
come Io, il Cristo, li amo, essi ridiverranno i Miei veri discepoli, i figli e le figlie di Dio che preparano
consapevolmente la Mia venuta.
Quand'ero Gesù di Nazaret insegnai le eterne Leggi ai Miei apostoli e discepoli. A colui che realizzava il Mio
insegnamento venivano svelati i cosiddetti "segreti”, poiché i veli dell'ego umano cadevano ed egli viveva quindi
nella verità. In modo analogo, insegno ora nuovamente, quale Cristo, la Legge dell'amore, attraverso il raggio
parziale incarnato della Sapienza divina. Chi la realizza, scopre l'eterna Legge. I suoi veli dell'egoismo si dissolvono
e l'anima e l'uomo si trovano poi nella luce della verità.
Tutto è manifesto agli uomini che vivono nello Spirito, perché adempiono la Legge della vita. Oggi [1989] insegno
la via verso l'amore altruistico, in tutti i dettagli, e guido nel Regno di Dio, che è insito in ogni uomo, tutti gli uomini
di buona volontà che sono disposti a lasciare il loro ego umano per divenire divini.
Solo l'anima e l'uomo che sono colmi del Mio Spirito rispettano quello che Io ho comandato loro. Gli uomini dello
Spirito non cattureranno, né terranno prigioniere o tanto meno uccideranno creature innocenti. Chi vive nella verità
sa che in ogni creatura regna ed opera l'infinito amore. Gli uomini nello Spirito della verità vivono con la natura e
con tutte le sue creature.
Sulla via che conduce al cuore del Padre Mio, Io insegno [1989] agli uomini a riconoscersi e ad accettarsi quali
esseri provenienti da Dio e a trovare il bene in tutti gli uomini ed in tutto quello che accade loro. Chi riconosce il suo
vero essere osserva il comandamento dei comandamenti che dice "Amatevi l'un l'altro altruisticamente, come Io vi
ho amato quand'ero Gesù e come vi amo quale Cristo.” Il Mio insegnamento è la Legge della vita. Chi lo realizza è
ricolmo dello Spirito del Padre e vive in Me, il Cristo. Tutti coloro che osservano il comandamento dei
comandamenti vivono in Me ed Io opero attraverso di loro. Infatti, attraverso di essi Io compio quanto rivelato: il
Regno di Dio su questa terra.
L'umanità si trova in una grande svolta dei tempi. Io, il Cristo, preparo la Mia venuta e trasmetto il Mio messaggio
tramite figli e figlie di Dio che fanno parte del mandato della Mia redenzione, affinché molti giungano a Me e si
uniscano sotto l'ampio mantello di Vita Universale, poiché Dio è Vita universale, Essere universale.

8. Benedetti saranno coloro che si astengono da ciò che è costato spargimento di sangue e morte e che esercitano
diritto e giustizia. Benedetti siete voi, poiché raggiungerete la beatitudine.” (Cap. 20, 8)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico


ed approfondisco la parola
Nella fase di passaggio dalla vecchia epoca, l'epoca della legge causale, alla Nuova Epoca, l'epoca di luce, Mi rivelo
da tutti i sette raggi basilari di Dio attraverso il raggio parziale della Sapienza divina. Un potente fascio di raggi
dell'eterna verità fluisce verso tutti gli uomini attraverso la Sapienza divina. Ancora una volta viene loro descritto il
Mio modo di pensare e vivere nelle vesti di Gesù di Nazaret. Inoltre, Io insegno nuovamente le Leggi della vita a
tutti coloro che edificano su di Me, sul Cristo, e insegno come applicarle rettamente. Chi le realizza comincia ad
entrare nella vita appagata e contribuisce ad edificare il Regno della Pace di Gesù Cristo che fu annunciato da profeti
ed illuminati nelle epoche passate.
In verità, in verità, beati sono coloro che stanno con Me, il Cristo, adempiendo il comandamento dei comandamenti.
Essi non legheranno, né uccideranno. Eserciteranno il diritto e la giustizia, affinché sia pace tra gli uomini. E' giunto
infatti il tempo [1989], in cui Io raduno, dai quattro venti, coloro che si sforzano di osservare ciò che Io ho
comandato loro.
Sappiate: nonostante le Mie istruzioni ed i Miei insegnamenti, ancora molti uomini si autodistruggeranno a seguito
delle loro cause che continuano a creare, malgrado siano a conoscenza di molte cose. Tuttavia Io, il loro Redentore,
mantengo le loro anime. Tutti coloro che disprezzano in malafede i comandamenti della vita, staranno alla Mia
sinistra fino a che avranno accettato ed accolto Me, loro Redentore, e fino a che troveranno e manterranno in sé la
pace e l'amore, per divenire in tal modo la Legge dell'amore. Passeranno poi dalla sinistra alla destra e saranno con
Me, fino a che alla Mia destra si troveranno tutte le anime, che Io ricondurrò poi al Padre quali immagini di Dio.

21° CAPITOLO
Gesù biasima la crudeltà usata contro un cavallo
L'uomo egoista ed egocentrico
domina e tormenta gli animali - Chi vive in Dio è in unità con tutte le creature (2-4). L'uomo oltraggia e distrugge
la vita sulla terra - Estinzione di molte specie di animali - L'importanza di molti animali per l'equilibrio ecologico -
La legge di semina e raccolta vale anche per il comportamento verso la creazione (5). L'amore altruistico, la chiave
per comprendere ed aiutare il prossimo, per capire la legge causale e per superarla - L'anima assetata ed affamata
della fonte interiore (7). L'uccisione degli animali, anche come sacrificio, è un obbrobrio al cospetto di Dio - Ogni
uomo dovrebbe sacrificare liberamente il proprio ego - Errata immagine di Dio - La retta comprensione di "occhio
per occhio, dente per dente” (8) e "così vi voglio ripudiare” - Trasmissione ed interpretazione delle parole bibliche
(10). Ricchezze terrene e ricchezza interiore (11). La ricchezza esteriore è solo un prestito che dovrebbe essere
impiegato per molti (12-13). La Legge di Dio è assoluta e si adempirà - Il battesimo con l'acqua, un simbolo - Il
"compiuto” - Il Cristo insegna ora tutta la verità (14). Il piano e la preparazione del mandato di redenzione e
dell'Opera di Redenzione - Molti esseri spirituali restano nel mandato fino a che
tutti gli esseri della caduta saranno ritornati (16)

1. Accadde che il Signore lasciò la città per andare sui monti con i Suoi discepoli. E giunsero ad un monte con
sentieri molto ripidi. Lì incontrarono un uomo con un animale da soma.
2. Ma il cavallo si era accasciato estenuato per il troppo peso. L'uomo lo picchiò fino a che cominciò a sanguinare.
E Gesù si avvicinò a lui e gli disse: "Tu figlio della crudeltà, perché frusti il tuo animale? Non vedi che è troppo
debole per il peso che porta e non sai che sta soffrendo?”
3. Ma l'uomo replicò: "Che cosa te ne importa? Posso frustare l'animale finché mi piace, perché mi appartiene ed
io l'ho acquistato per una grossa somma di danaro. Chiedilo a quelli che sono con Te, sono i miei vicini e lo
sanno.”
4. Ed alcuni dei discepoli risposero e dissero: "Sì, Signore, è così come dice, eravamo presenti quando comprò il
cavallo.” E il Signore replicò: "Non vedete come sanguina e non udite come geme e come si lamenta?” Ed essi
risposero dicendo: "No, Signore, non sentiamo come geme e come si lamenta!” (Cap. 21, 1-4)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico


ed approfondisco la parola
Anche se l'uomo ha comperato un animale, questo non è sua proprietà. Come il corpo spirituale, l'anima nell'uomo,
appartiene all'eterno Essere, poiché l'Eterno ha creato il corpo spirituale e l'essere spirituale vive nell'eterno Essere
tramite l'Eterno, anche l'animale è stato creato dall'eterno Spirito creatore e fa parte della vita che è e che sarà in
eterno; esso fa parte di Dio.
Tutto l'infinito è amore che serve, vita che serve: anche l'uomo è chiamato da Me, il Cristo, a servire in modo
altruistico il suo prossimo, di cui fa parte anche il secondo prossimo, l'animale, dato che anch'esso è dotato dei doni
del servizio altruistico e serve volentieri e liberamente l'uomo che lo ama.
Quindi, se l'uomo non ama altruisticamente il suo prossimo, i suoi simili, non lo servirà nemmeno in modo
altruistico. Trasmetterà il suo egoismo anche al mondo animale, vegetale e minerale.
L'animale non è in grado di parlare. Soffre e sopporta in silenzio e difficilmente è in grado di comunicare il suo
dolore e la sua sofferenza. Solo chi ama altruisticamente gli uomini, gli animali, le piante e le pietre percepisce il
dolore e la pena che l'animale sopporta.
L'egocentrico, l'uomo-dominatore, si aspetta che i suoi simili lo servano. Esige anche dall'animale che lo serva al di
là delle sue forze e delle sue possibilità. E' lui che determina e non serve gli altri e per questo infligge tormenti
indicibili agli uomini ed agli animali. Se l'uomo rende dipendenti i suoi simili, come schiavi, soggiogherà anche gli
animali. Chi non presta più ascolto alla propria coscienza diviene crudele verso l'uomo e verso l'animale; vede solo
le proprie necessità, il proprio profitto. Si crede molto importante e dimentica come devono soffrire il suo prossimo
ed anche il secondo prossimo, gli animali, a causa del suo predominio egocentrico. Non sente più nemmeno di che
cosa hanno bisogno il suo prossimo e l'animale. Se i sensi dell'uomo sono abbrutiti, tutto il suo essere è poco
sensibile. Tuttavia, se viene toccato il suo ego e se viene messo in questione il suo modo di agire, reagisce in modo
molto suscettibile.
Riconoscete: chi è unicamente con questo mondo guarda solamente il suo piccolo mondo limitato dell'ego. In tal
modo diviene ottuso per la Legge della vita e quindi spiritualmente morto. I morti spirituali sono muti e sordi per la
vera vita. Essi continueranno a nascere nella materia, fino a che sarà possibile secondo le leggi della reincarnazione,
per apprendere e sperimentare, nell'alternarsi delle loro sorti, che il prossimo che è accanto a loro ed anche l'animale
percepiscono e soffrono, dato che tutti possiedono la vita che proviene da Dio.
Beati coloro che riconoscono che la loro futura esistenza può significare tormento o libertà, dato che l'uomo
raccoglie ciò che semina.
E' prossimo il tempo, in cui le anime segnate da gravi colpe non potranno più venire nella dimensione temporale,
poiché la luce dimorerà sulla terra. Le ombre dell'ego umano non potranno poi più dominare il mondo, perché la
volontà di Dio verrà vissuta e sarà visibile.
Chi ha consacrato la propria vita a Dio è divenuto altruista. La sua vita è perciò al servizio altruistico del prossimo.
L'uomo nello Spirito del Signore non parla più in termini di tuo e di mio. Egli vive nella pienezza di Dio, d'eternità
in eternità, in ciò che Dio gli ha donato come eredità: tutto l'Essere, l'eternità.
Quindi, chi vive veramente vede ciò che i morti spirituali non vedono, ode quello che i morti spirituali non possono
udire: la vita che fluisce dall'uomo, dall'animale, dalla pianta e dalla pietra, da tutto l'infinito. Infatti, chi vive in Me
è in unità con tutti gli uomini, esseri, animali, piante, pietre e con tutto l'infinito e comprende il linguaggio
dell'amore.

5. E il Signore si rattristò e disse: "Guai a voi che, a causa dell'insensibilità del vostro cuore, non udite come
l'animale si lamenta e come implora pietà verso il suo Creatore celeste, e tre volte guai a colui contro il quale grida
e si lamenta nel suo tormento!” (Cap. 21, 5)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico


ed approfondisco la parola
Guai a coloro che peccano contro l'uomo, l'animale, la pianta, la pietra e contro tutto ciò che Dio ha donato loro per
la vita in Lui! L'animo di molti uomini è divenuto insensibile. Il loro ego umano mira solo ai propri vantaggi. Così
facendo, l'uomo egocentrico danneggia i suoi simili e sfrutta anche i regni della natura. L'uomo di quest'epoca
[1989] ha posto e pone mano al grande organismo-terra, alla terra; la inquina, violenta la vita su di essa e, con i suoi
esperimenti atomici, chimici ed altro, interferisce nell'atmosfera. Violenta quindi la terra e tutto quello che vive su di
essa e distrugge il suo manto atmosferico che protegge la terra stessa e tutta la vita terrestre.
Proprio in questa svolta dei tempi dalla vecchia epoca peccaminosa all'epoca di luce, le specie animali e vegetali
implorano aiuto e salvezza al loro Creatore con la forza delle loro sensazioni, con il linguaggio della loro coscienza.
Gli animali e le piante soffrono in modo inimmaginabile a causa degli eccessi dell'ego umano, dell'egoismo umano.
La vita asservita implora pietà e redenzione.
Dio, Mio Padre, il Creatore di tutte le forme di vita, ha prestato ascolto alle creature asservite. Molte specie animali
si estinguono a causa del modo di agire negativo degli uomini. Le loro forze spirituali rientrano nell'anima della
terra o passano nelle sfere pure dell'Essere eterno. Per molte di esse ciò è la redenzione. Tuttavia, molte di esse
ritorneranno quando la luce dimorerà sulla terra, poiché gli uomini vivranno in unità con Dio.
Sappiate: ogni misfatto che non è stato espiato ed ogni maltrattamento, perpetrato sia su uomini che su animali,
piante o addirittura pietre, quindi su tutta la terra e sull'atmosfera, ricade sull'autore. Riconoscete: molti animali sono
stati donati agli uomini per servirli. Molti sono stati creati per mantenere l'equilibrio ecologico. Tuttavia questo retto
servizio reciproco avverrà solo quando l'uomo avrà sviluppato l'amore filiale che proviene dal Dio-Padre-Madre e
l'amore creatore che è attivo nell'animale, nelle piante e nelle pietre. Allora egli sarà in grado di comunicare con
tutto l'Essere.
Dove c'è la comunicazione pura, scorre anche l'eterna energia cosmica. Dove, invece, le forze dell'amore sono
legate, regnano crudeltà, egoismo e schiavitù, mancano la comprensione e la tolleranza; esiste solo il prendere e non
il fluire che deriva dal dare e ricevere.
Secondo la Legge, ciò che l'uomo fa al più piccolo dei Miei fratelli, al suo simile, l'ha fatto a Me, il Cristo, ed infine
a se stesso; infatti ciò che l'uomo semina, lo raccoglierà. Il raccolto corrisponde sempre alla semina. Se l'uomo
agisce contro l'eterna Legge dell'amore altruistico, si allontana dalle eterne energie di cui ha bisogno per una vita
sana, per il benessere della sua anima ed anche del suo corpo. Quindi, chi si rivolge al mondo ed alle sue ombre si
allontana da Me, dalla luce. E chi si allontana da Me entra nelle ombre dell'ego umano. Chi si trova nell'ombra
soffre, deperisce, diviene schiavo del suo ego e rende schiavo anche il suo prossimo.
Riconoscete: solo chi sta nell'ombra, ed è quindi già asservito, si fa asservire dall'uomo dominatore. Si vende poi
all'uomo padrone per un paio di danari e tradisce così il suo vero Signore. Questo accade nei confronti degli uomini,
degli animali, delle piante, della terra e dell'atmosfera.
6. E, si fece avanti e toccò il cavallo, e l'animale si alzò e le sue ferite erano guarite. Ma all'uomo disse: "Va' ora
per la tua strada e in futuro non picchiarlo più, se speri anche tu di trovare misericordia.”
7. E vedendo sopraggiungere il popolo, Gesù disse ai Suoi discepoli: "Io Sono malato a causa del malato, Io patisco
la fame a causa dell'affamato. Io patisco la sete a causa dell'assetato.” (Cap. 21, 6-7)
Io, il Cristo, chiarisco, rettifico
ed approfondisco la parola
"Io Sono malato a causa del malato” significa: chi ama altruisticamente è aperto nei confronti del suo prossimo e
può anche sentire e percepire nel proprio cuore la sofferenza, il dolore e la malattia dei suoi simili. Gli uomini che
sono disponibili altruisticamente nei confronti del loro prossimo ricevono da Me la forza per dare consolazione ed
aiuto ai malati. Gli uomini nel Mio Spirito servono altruisticamente il loro prossimo, se questi lo desidera.
Riconoscete: ogni uomo ha il libero arbitrio e nessuno deve imporre se stesso al suo prossimo. Perciò, l'uomo
dovrebbe prestare aiuto, solo se ciò è desidera-to.
Lo Spirito dell'amore scorre attraverso uomini che servono altruisticamente, facendo aver aiuto a molti Suoi figli
umani. Dio assiste i Suoi figli umani in ogni situazione, anche per mezzo di uomini, il cui cuore batte
altruisticamente per Dio e per i loro simili. Chi ama altruisticamente serve anche altruisticamente. In tal modo, in
questo mondo scende il bene: Dio.
Chi riconosce le proprie cause conosce anche il concatenamento di cause che si manifestano in questo mondo ed i
cui effetti hanno provocato e provocano svariate malattie, sofferenze e pene. Chi ha la visione della legge di semina
e raccolta, conosce anche la via per uscire dagli intrighi e dai labirinti dell'ego umano. E chi percorre la via per
uscire dalla sofferenza, da pene, malattie e infermità, creerà sempre meno cause. In tal modo, la cattiva semina nel
campo della vita si riduce e in lui germoglierà la buona semina, la vita in Me, il Cristo.
"... Io patisco la fame a causa dell'affamato, Io patisco la sete a causa dell'assetato”, significa: quand'ero Gesù di
Nazaret potei percepire e, quale Cristo, so perché a molti dei Miei figli umani manca il cibo e perché sono assetati.
Nelle vesti di Gesù vidi i difetti e, quale Cristo, li conosco. I difetti sono la carenza di luce dell'anima. L'anima
risvegliata ha fame e sete di Me, il Cristo. Un'anima che si è risvegliata in Me non si darà pace fino a che l'uomo non
avrà riconosciuto perché essa ha fame e sete. Quando l'uomo avrà riconosciuto la pena dell'anima e avrà sistemato,
con la Mia forza, ciò che ha riconosciuto e che ha provocato la carenza di luce dell'anima, essa troverà sollievo e
l'uomo guarirà.
Riconoscete: l'anima vive unicamente della luce di Dio. Se ne riceve troppo poca, il corpo si ammala oppure l'uomo
deve soffrire la fame e la sete, a seconda della semina che ha deposto nel campo, nella sua anima.
Ogni assetato aspira alla fonte, all'acqua. Se nell'uomo la fonte della Vita interiore fluisce solo in modo scarso,
perché egli si è allontanato dalla fonte, l'anima e l'uomo soffrono. Chi vive in Dio sente e percepisce la sofferenza
del suo prossimo e non avrà riposo, fino a che tutti gli uomini saranno giunti alla fonte della vita, e finché le anime si
saranno unite all'origine della fonte, per ridivenire poi la fonte stessa.
Fino a che tutti gli uomini e tutte le anime non vivranno in questo stato di coscienza spirituale, Io sarò con gli
uomini e con le anime quale Redentore e percepirò le loro malattie, la loro fame e la loro sete, li sfamerò e li
disseterò, fino a che tutti gli aspetti umani saranno sciolti e l'anima ridiverrà la fonte che proviene da Dio, l'essere
spirituale dei cieli, l'immagine di Dio.
8. Ed Egli disse anche: "Io Sono venuto per abolire i sacrifici e le feste cruente. Se non smetterete di sacrificare e
consumare la carne ed il sangue degli animali, l'ira di Dio non cesserà di abbattersi su di voi; così come accadde ai
vostri antenati nel deserto che gioivano dei piaceri della carne e che s'imputridirono e furono consunti dalle
epidemie. (Cap. 21, 8)
Io, il Cristo, chiarisco, rettifico
ed approfondisco la parola
"Io Sono venuto per abolire i sacrifici di sangue e le feste cruente” significa: Io Sono venuto per insegnarvi il
Vangelo, la Legge dell'amore, e per darvene esempio di vita, affinché abbiate a riconoscere che solo l'uomo che
osserva le Leggi di Dio è ricco di forza spirituale nell'interiore. Agli uomini che posseggono valori interiori non
mancherà nulla. Infatti, chi è ricco nel proprio cuore è con il suo prossimo e non contro di lui ed è quindi per Dio,
per la vita che è la pienezza. Gli uomini che possiedono valori interiori sono in unità anche con il mondo animale e
vegetale e non sono contro ciò che Dio ha creato. Chi è contro il suo prossimo, combatterà contro di lui e lo
ucciderà. E chi è contro il suo prossimo non rispetterà nemmeno le altre forme di vita, né gli animali, né le piante, né
le pietre.
Chi è contro la vita in Me, il Cristo, è affamato e assetato di successo, ricchezza, potere e stima. Uccide gli animali e
consuma la loro carne per le sue feste ed i suoi piaceri culinari. Così facendo, dimostra di essere lontano da Dio.
Per Dio, l'Eterno, anche i sacrifici degli animali sono un obbrobrio. Egli non vuole che si sacrifichino o si consacrino
a Lui gli animali. Dio ha dato vita a tutte le forme dell'Essere, quindi anche agli animali. Perché dovrebbero quindi
esserGli sacrificati, se Egli stesso, la vita, dimora in essi?
Se, invece, l'uomo sacrificasse il suo ego umano, le sue passioni e cupidigie a Me, il Cristo, ed aspirasse ad una vita
come voluta da Dio, quindi consacrata a Lui, e vivesse in tal modo, contribuirebbe a creare l'unità di tutte le forme di
vita. Dio è lo Spirito dell'amore e della libertà! Perciò, ogni uomo dovrebbe sacrificare liberamente il proprio ego.
Solo allora, egli diverrà mite e umile di cuore e giungerà alla grande unità: Dio. E' questa l'evoluzione dell'uomo
verso di Lui che Dio ama nei Suoi figli.
E chi si dona all'eterno Dio-Padre-Madre, trasformando i suoi lati umani per farli divenire divini, non macellerà gli
animali, né consumerà la loro carne e tanto meno ucciderà arbitrariamente un animale. Tali uomini tratteranno con
amore altruistico anche il mondo vegetale, dato che anche questo è un dono della creazione di Dio ai Suoi figli
umani. Le piante ed i frutti del campo e del bosco si donano volentieri all'uomo e vogliono servirgli da nutrimento e
da medicinale per il suo corpo malato.
"L'ira di Dio” proviene dall'immaginazione dei pagani, che era ancora presente nella Vecchia Alleanza: si credeva
che gli "dei” si vendicassero degli uomini. Sarebbe bene se l'uomo che ha peccato riconoscesse che egli stesso ha
creato la cosiddetta "ira di Dio”. Il "Dio adirato” è l'ego umano che si vendica per ciò che esso stesso ha provocato,
dato che quello che l'uomo semina, lo raccoglierà.
Anche le parole "occhio per occhio, dente per dente” sono state e sono ancora interpretate in modo errato. L'uomo
non dovrebbe vendicarsi del suo prossimo e ripagare con la stessa moneta. Gli è comandato di perdonare il suo
prossimo, di chiedergli perdono e di non rifare più le stesse cose o cose analoghe. Chi non osserva questo
comandamento entra nella legge dell'espiazione che dice: "occhio per occhio, dente per dente.” E raccoglierà ciò che
ha seminato "occhio per occhio, dente per dente”.
Riconoscete: prima o poi, l'ego adirato e prepotente, il dio-ego dell'uomo, crollerà e questo avverrà al più tardi
quando le cause, ossia ciò che l'uomo ha seminato, defluiranno dall'anima.
Riconoscete inoltre: la sofferenza degli animali e la carne consumata degli animali uccisi intenzionalmente,
consumano a loro volta la carne dell'uomo. Le conseguenze sono malattie ed epidemie. Sono gli effetti che seguono
a queste e simili cause.
9. Ed Io vi dico, anche se sarete riuniti nel Mio grembo, ma non osserverete i Miei comandamenti, Io vi ripudierò.
Poiché, se non volete adempiere in piccolo il sapere segreto, come vi posso dare quello più grande?
10. Chi è fedele nelle piccole cose, sarà fedele anche nelle grandi, e chi è ingiusto nelle piccole cose, lo sarà anche
nelle grandi. (Cap. 21, 9-10)
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ed approfondisco la parola
"Ed Io vi dico, anche se sarete riuniti nel Mio grembo, ma non osserverete i Miei comandamenti, Io vi ripudierò”
significa: anche se l'uomo dice "Signore, Signore!” e parla molto di Me e del Vangelo dell'amore, ma nella sua vita
non realizza e non osserva quello che dice, ripudierà se stesso a causa del suo ego umano. Così facendo, egli esce
dalla Legge dell'amore e crea le cause, i cui effetti si abbatteranno su di lui, a meno che non le riconosca per tempo,
se ne penta e non rifaccia più cose simili. Non è l'Io Sono, Dio, che ripudia l'anima e l'uomo, ma è l'uomo stesso che
si allontana dalla Legge dell'amore e della vita; in tal modo egli crea la sua legge che lo farà poi soffrire. Infatti,
l'uomo riceverà quello che ha seminato. Pertanto, sforzatevi di rimanere nel Mio grembo, grazie ad una vita in Me, il
Cristo, grazie all'amore disinteressato e alle opere altruistiche.
L'affermazione: "Io vi ripudierò” non proviene mai dallo Spirito di Dio, che Io Sono. Il senso di questa frase è: con
il vostro piccolo ego spingete la vostra anima nella valle delle cause che vi faranno poi soffrire. Infatti è solo l'ego
dell'uomo che crea la legge di semina e raccolta nell'anima e nel corpo fisico.
In molti vecchi testi, dati a suo tempo e ripetutamente redatti e tradotti, s'infiltrarono espressioni correnti nelle
epoche precedenti e successive alla Vecchia Alleanza. Se coloro che redigevano e traducevano questi testi erano
ancora legati a queste immagini, riprendevano questi concetti e li riportavano nelle nuove edizioni, credendo di aver
compreso il testo in modo retto e, pertanto, di averlo anche redatto e tradotto correttamente.
Anche nelle vostre cosiddette Bibbie furono ripresi in continuazione tali vecchi concetti. Questo accade ancor oggi
[1989] ed è anche uno dei motivi per cui molti esperti della Bibbia e teologi non sono in grado di comprendere la
Mia parola, rivelata per l'epoca attuale e per la Nuova Epoca, l'epoca di luce. Applicando rigidamente tali concetti, si
inserirono nelle Bibbie molti aspetti umani. Non sempre i testi vennero interpretati volutamente in modo arbitrario,
ma spesso vennero inserite inconsapevolmente altre cose, per convinzione umana. Il vecchio modo di esprimersi e i
vecchi concetti, con i quali la verità divina veniva espressa in parole umane, nell'epoca attuale [1989] hanno,
tuttavia, spesso tutt'altro senso e significato.
Se l'umanità avesse prestato ascolto ai profeti inviati da Dio - anche all'interno delle istituzioni ecclesiastiche - e se
avesse compiuto quello che Dio insegnò tramite i Suoi strumenti ed ascoltato quello che Io insegnai nelle vesti di
Gesù di Nazaret, dandone esempio, quest'epoca sarebbe piena di luce, ossia di verità, e non sarebbe più stato
necessario inviare altri profeti.
Riconoscete: chi non osserva il comandamento più piccolo, di avere tolleranza e comprensione verso i propri simili
e di rispettare il loro libero arbitrio, non potrà nemmeno osservare il comandamento supremo, ossia quello
dell'amore. Chi non riconosce la legge di semina e raccolta e reputa quindi colpevole il suo prossimo, come potrà
ricevere cose ben più grandi, ossia la Legge dell'amore, che è la vera vita?
Il sapere non è sapienza. La sapienza divina resta celata a colui che accumula solo sapere.
Chi è fedele, retto e sincero con se stesso nelle cose più piccole, lo è anche verso il suo prossimo. Tali uomini
potranno anche compiere grandi cose, che avranno durata, perché vivono nella Mia volontà. Chi invece, è avido,
invidioso, geloso ed avaro nelle piccole cose, penserà, parlerà ed agirà in modo corrispondente, anche in cose e
situazioni più grandi.
Sappiate: dall'invidia, dalla gelosia, dall'avidità e dalla discordia sono nate le guerre, gli omicidi, la distruzione e la
separazione dei popoli.
Agli uomini nel Regno della Pace colmo di luce dico che era ancora così anche nell'epoca in cui Io rivelai
quest'opera, tramite il raggio parziale incarnato della Sapienza divina, all'inizio della potente svolta dei tempi.

11. E se non siete stati fedeli nei beni terreni peccaminosi, chi vi affiderà le vere ricchezze? E se non siete stati
fedeli in ciò che appartiene ad un altro, chi vi darà il vostro? (Cap. 21, 11)

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ed approfondisco la parola
Se considerate vostra proprietà i vostri beni terreni e mirate solo a moltiplicarli per i vostri interessi, siete impoveriti
nell'interiore, poiché non amministrate quanto vi appartiene secondo la Legge, per il bene di molti. Dio non vi
affiderà quindi le vere ricchezze: portare la Legge della vita in questo mondo. Infatti, chi non adempie la Legge
dell'amore e della vita è impoverito spiritualmente. E se avete danneggiato il vostro prossimo, ossia se non siete stati
fedeli alla Legge della vita e dell'amore, come potete raggiungere il Regno dei cieli, la vita altruistica?
Chi desidera entrare in cielo, dovrà essere ricco interiormente, ricco di valori interiori e divinità. Chi ha acquisito
ricchezze sulla terra e le considera sua proprietà è povero nello Spirito della vita. Infatti, le ricchezze esteriori che
possiede, gli sono state affidate solamente per sostenere il Bene Comune sulla terra, ossia: Uno per tutti - tutti per
Uno.
Chi considera sua proprietà e suo merito le ricchezze terrene non è migliore di colui che invidia il suo prossimo per i
suoi beni ed averi ed aspira a toglierglieli, oppure ad arricchirsene.
Chi, invece, aspira in primo luogo al Regno dei cieli, ha riconosciuto in sé la vita eterna e l'ha accettata ed accolta
consapevolmente.
A chi sviluppa la ricchezza interiore non mancherà nulla nemmeno come uomo, poiché Dio, il Dio-Padre-Madre,
provvede ai Suoi figli terreni, affinché non debbano languire. Se gli uomini patiscono stenti e fame, significa che
essi hanno ricusato, in vite precedenti, il pane e l'aiuto ai loro fratelli e sorelle umani, oppure che in molti casi non li
hanno guidati secondo la Legge, secondo il comandamento "prega e lavora”, pur essendone a conoscenza.
Dio ha affidato a molti uomini un patrimonio esteriore, affinché lo impieghino per il Bene Comune e lo
moltiplichino in retto modo per il bene di tutti. Chi soffre e patisce stenti dovrà essere consolato ed ottenere aiuto da
coloro ai quali Dio ha affidato i doni, per distribuirli in modo retto ai Suoi figli sofferenti ed affamati. Tuttavia,
questi doni dovranno essere distribuiti secondo la Legge, secondo il comandamento "prega e lavora”.

12. Nessuno può servire due padroni. 0 odierà l'uno e amerà l'altro, o preferirà l'uno e disprezzerà l'altro. Non
potete servire Dio e mammona allo stesso tempo.” E i farisei che erano avidi udirono tutte queste parole e Lo
schernirono.
13. Ed Egli disse loro: "Siete voi che vi giustificate davanti agli uomini, ma Dio conosce i vostri cuori. Poiché, ciò
che ha valore tra gli uomini è un obbrobrio al cospetto di Dio.” (Cap. 21, 12-13)
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ed approfondisco la parola
Nessuno può servire due padroni. Chi, invece, si affida all'unico Signore, al Dio-Padre-Madre, compiendo la volontà
di Dio, servirà Dio anche nel suo prossimo e non si riterrà superiore a lui. Chi, invece, considera la ricchezza
esteriore come sua proprietà, guarderà il suo prossimo dall'alto in basso e lo reputerà inferiore. Tali uomini sono
spesso egocentrici, timorosi e meschini, diffidenti e sospettosi nei confronti dei loro simili, perché credono che il
loro prossimo potrebbe truffarli e sottrarre loro la ricchezza che, in fondo, secondo la Legge della vita, nemmeno
possiedono. Essa è stata infatti data loro solo in prestito, perché l'impieghino in modo retto per molti. Tali persone
amano solo se stesse e la loro ricchezza apparente e si pongono contro tutti coloro che essi credono vogliano
derubarli.
In tutti i tempi ci furono e ci sono farisei che tengono bei discorsi e trovano molti argomenti e scuse, per trattenere
ciò che hanno acquisito quale loro proprietà apparente.
Riconoscete: chiunque si difende e si giustifica, accusa se stesso e dà testimonianza di chi è. Dio conosce tutti i Suoi
figli! Non guarda i discorsi dei singoli, ma guarda nei loro cuori. Nulla è celato all'Eterno. Quando sarà il momento,
Egli renderà manifesta ogni cosa, affinché ogni peccatore possa riconoscersi, pentirsi, chiedere perdono, perdonare,
riparare a quanto fatto e non rifarlo più, per ritrovarsi poi nuovamente in Dio.
Per questo, Io, il Cristo, insegno nuovamente la Via Interiore in quest'epoca [1989], affinché tutti gli uomini di
buona volontà possano riconoscersi, ritrovare Dio e giungere all'unità con Lui e con il loro prossimo, tramite il
Figlio, che Io Sono.
14. "La Legge ed i profeti sono stati validi fino a Giovanni. E da allora in poi viene predicato il Regno di Dio e che
ciascuno veda di entrarvi. E' tuttavia più facile che il cielo e la terra passino piuttosto che un solo iota della Legge
non si compia.” (Cap. 21, 14)
Io, il Cristo, chiarisco, rettifico
ed approfondisco la parola

"La Legge ed i profeti sono stati validi fino a Giovanni” significa: la Legge insegnata dai profeti fu manifestata fino
alla venuta di Giovanni. Nelle vesti di Gesù approfondii ciò che i profeti hanno insegnato sulla Legge di Dio, ed
anche altro, dandone esempio agli uomini con la Mia vita. Quale Gesù edificai su questi insegnamenti e cominciai
ad annunciare il Regno di Dio e le sue Leggi, che erano già stati annunciati dai profeti venuti prima di Giovanni.
Ogni anima che realizza ed osserva le Leggi della vita entra nel Regno di Dio.
La Legge di Dio è assoluta e nessun iota vi può essere tolto. La Legge dell'Eterno si compirà in tutte le sfaccettature
della vita sulla terra, nella terra e nelle sfere di purificazione. Io sono venuto quale Gesù di Nazaret per compiere la
Legge di Dio, e chi seguirà le Mie orme farà come Io ho insegnato e vissuto come esempio e, pertanto, comandato.
In quest'epoca [1989], Io, il Cristo, insegno nuovamente la Legge eterna, tramite la Mia profetessa e messaggera, e
conduco i Miei nel Regno interiore. Insegno loro nuovamente le eterne Leggi per il Regno di Dio su questa terra.
Chi segue le Mie orme, le orme del Nazareno, contribuisce a fondare ed edificare il Regno della Pace di Gesù Cristo
sulla terra.
Io, il Cristo, sono venuto in questo mondo nelle vesti di Gesù, per annunciare il Regno di Dio sulla terra e per
insegnare le Leggi del Regno di Dio.
Con le parole "insegnate e poi battezzate” intendevo il battesimo tramite lo Spirito Santo, poiché chi ha ricevuto e
compiuto gli insegnamenti provenienti dallo Spirito è battezzato nello Spirito e non ha più bisogno del battesimo con
l'acqua. Il battesimo con l'acqua resta solo un simbolo, dato che ogni uomo che realizza le Leggi di Dio è battezzato
dallo Spirito della vita e può entrare in cielo, perché adempie la Legge della vita, Dio in Me, il Cristo.
Io, Gesù, ricevetti da Giovanni il battesimo con l'acqua quale simbolo e, da quel momento, cominciai a predicare, ad
insegnare e a spiegare agli uomini il Regno di Dio. Allo stesso tempo, anche la Forza Parziale proveniente dalla
Forza Primordiale, che è il potenziale di luce per tutte le anime cadute ed incolpate, si mise ancor più in azione nel
Sole Centrale Primordiale. E come Io, quale Gesù di Nazaret, predicai il Regno di Dio e insegnai la via per
giungervi, che è la Legge dell'amore, dandone esempio con la Mia vita, così fecero anche tutti gli altri profeti che Io
inviai dopo il Mio "compiuto”. E così continuerò a fare, fino a che molti uomini vivranno nell'adempimento delle
eterne Leggi.
Riconoscete: con il "compiuto” è stata tracciata ad ogni anima la via evolutiva che conduce nei cieli eterni.
Nessun'anima si perderà, perché in tutti, perfino nel demone, c'è la luce redentrice, il lume dell'anima che la preserva
dal dissolvimento.
Solo chi è ridivenuto la Legge assoluta dell'amore, l'essere spirituale, rientrerà nelle dimore che l'eterno Padre tiene
pronte per lui. Infatti ogni anima ridivenuta pura dovrà adempiere totalmente la Legge di Dio: nessun iota della
Legge dovrà restare incompiuto.
Io, il Cristo, Mi rivelo nuovamente in questa svolta dei tempi [1989] che conduce nella Nuova Epoca, nel Regno
della Pace di Gesù Cristo. Tramite la Sapienza divina la Legge universale di Dio ritorna di nuovo sulla terra, in tutti i
suoi dettagli. Tutti gli uomini di buona volontà non solo usciranno dalla legge di semina e raccolta, ma riceveranno
anche gli insegnamenti e le istruzioni per applicare l'eterna Legge della vita su questa terra, nella sua totalità.
In quest'epoca, Io, il Cristo, insegno quindi tutta la verità. Chi proviene dalla verità comprende il senso di quanto ho
rivelato in parola e per iscritto, poiché gli uomini che si avvicinano all'Eterno non si aggrappano più né alla parola,
né alla lettera. Le parole e le lettere sono solo segni.
Gli uomini che percorrono consapevolmente la Via Interiore dell'amore, passo per passo, non chiederanno più che
cosa si cela dietro ai cosiddetti segreti di Dio. Per essi tutto è manifesto, poiché l'uomo che si avvicina alla Vita
Interiore dischiude la sua coscienza spirituale e si immerge quindi nella Legge eterna, Dio, che è preclusa solo a
coloro che non la realizzano e non la rispettano.
Già ora, gli uomini che percorrono la via dell'amore e che vivono la comunità con il loro prossimo sono ricchi nello
Spirito della vita. Essi possono essere certi di trovarsi già ora alla Mia destra.
Ripeto: Io, il Cristo, chiarisco e rettifico il presente testo, tratto dal libro "Il Vangelo di Gesù”, nei punti in cui i
concetti e le parole di allora non corrispondono più a quelli dell'epoca attuale, perché viene loro attribuito un altro
significato. Rettifico anche quelle interpretazioni essenziali che non corrispondono alla Legge e che sono state
inserite anche con le traduzioni. Approfondisco inoltre quanto esposto, aggiungendo nuovi aspetti della Legge. In
questo modo, tutti coloro che vivranno nel Regno della Pace di Gesù Cristo avranno non solo una visione di quanto
avvenne ai Miei tempi, nelle vesti di Gesù di Nazaret, ma anche di quanto è accaduto fino al momento in cui s'è
risvegliato il Regno della Pace di Gesù Cristo.

15. E molte donne vennero da Lui e Gli portarono i loro piccini che tenevano al petto, affinché li benedicesse. Ma
alcuni dissero: "Perché molestate il Maestro?”
16. Ma Gesù li ammonì e disse: "Da costoro verranno quelli che Mi annunceranno agli uomini.” E li prese nelle
Sue braccia e li benedì. (Cap. 21, 15-16)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico


ed approfondisco la parola
Con le parole "Da costoro verranno quelli che Mi annunceranno agli uomini” accennai alla venuta di coloro che
fanno parte, insieme a Me, del mandato del Dio-Padre-Madre, per ricondurre al cuore dell'amore tutte le anime e
tutti gli uomini caduti ed incolpati.
Il piano di redenzione fu predisposto e preparato in tutti i suoi dettagli nell'eterno Essere, nell'eterna città della
Gerusalemme, al cospetto dell'eterno Padre. Ogni essere che si decise per questo mandato immise nel Sole Centrale
Primordiale e nei soli-prisma, ossia nei soli delle essenze delle caratteristiche, uno o più elementi del grande
mosaico che costituisce il piano di redenzione, quale proprio potenziale d'amore e d'aiuto per le anime cadute ed
incolpate. Partendo dal Sole Centrale Primordiale e dai soli delle essenze e delle caratteristiche, che sono le forze
basilari dell'infinito, il mandato di redenzione s'irradiò in tutti i mondi della caduta e nell'atmosfera di questa terra.
Nel corso di questo grandioso evento, i figli e le figlie di Dio assunsero anche nel loro corpo spirituale la loro parte
nell'Opera di Redenzione.
Molti figli e molte figlie di Dio si decisero di portare a compimento con Me, il Cristo, l'Opera di Redenzione, fino a
che l'ultima anima sarà di nuovo nell'eterno Essere. Tuttavia, non tutti gli esseri spirituali che fanno parte del
mandato di redenzione opereranno con Me, il Cristo, fino alla fine, ossia fino a che tutti gli esseri avranno
nuovamente raggiunto la purezza. Questa imponente azione d'aiuto - fino a che l'ultima anima sarà ritornata a casa -
riguarda quegli esseri che si sono impegnati per essa e che provengono prevalentemente dal centro di tutto l'Essere,
dal Santuario, dove ebbe inizio la caduta. Sono coloro che si incarnarono in questo mondo nella stirpe di Davide e
che continueranno a ritornare sulla terra, fino a che il Regno della Pace di Gesù Cristo avrà raggiunto il suo apogeo.
Essi stanno con Me fino alla fine del mandato di redenzione e sono, insieme a Me, il Cristo, i principali responsabili
nella Mia Opera di Redenzione.
Ogni essere spirituale che si è assunto la responsabilità per l'Opera di Redenzione portò con sé il corrispondente
potenziale spirituale, in base alle caratteristiche della sua mentalità spirituale. Questo potenziale spirituale immesso
dai figli e dalle figlie di Dio preparò a Me, il Cristo, e a loro stessi le vie attraverso i regni della caduta che, dopo il
"compiuto”, sono divenute sfere di purificazione. Il potenziale spirituale che hanno immesso è costituito dalle loro
differenti mentalità spirituali, con le quali sviluppano in veste terrena le corrispondenti capacità per il Regno della
Pace di Gesù Cristo.
Quindi, molti figli e figlie di Dio, che fanno parte del mandato di redenzione, hanno immesso in questo mandato una
parte del loro potenziale spirituale per ricondurre in patria tutti i figli di Dio ed operano ora nell'Opera di
Redenzione. Le anime risvegliate, che in veste terrena si sono decise per Me, s'inseriscono nel Grande Tutto in base
al loro mandato e servono nell'Opera di Redenzione, che è anche la loro Opera. Esse portano in sé il mandato
radioso di ricondurre tutte le anime e tutti gli esseri all'eterna, grande luce primordiale, a Dio.
La stirpe di Davide e altri figli e figlie di Dio che provengono da altre stirpi costituiscono un grande e potente
popolo, il popolo di Dio su questa terra. Alcuni di essi si sono incolpati nel corso delle incarnazioni e non possono
ancora essere richiamati da Me, il Cristo-Dio, perché il loro cuore è ancora lontano da Me. Altri figli e figlie di Dio,
che fanno parte del mandato, si trovano ancora in cammino per assolvere quella parte del mandato che si sono
assunti. Alcuni di essi ritornarono nel "mondo”, perché vi erano ancora troppo attaccati. Tuttavia le loro anime
hanno recepito la Mia chiamata e, al momento opportuno, ritorneranno al loro mandato, nell'Opera di Redenzione. Il
loro ritorno non deve avvenire necessariamente in questa incarnazione, in quest'esistenza terrena [1989], ma potrà
avvenire anche in incarnazioni future, dato che il Mio Regno della Pace su questa terra è ancora in fase di
formazione.
Altri figli e figlie di Dio crescono gradualmente nel loro compito ed accettano consapevolmente il loro mandato.
Altri ancora si impegnano pienamente nel mandato e realizzano la parte di potenziale spirituale che hanno immesso
nel Sole Centrale Primordiale, nelle sette forze basilari della creazione, nei mondi della caduta e nell'atmosfera.
Molti figli e figlie di Dio che fanno parte del mandato, ed altri figli dell'amore che si sono risvegliati nello Spirito
della vita, annunceranno il Figlio di Dio, quale Redentore di tutte le anime e di tutti gli uomini, fino a che tutte le
anime avranno accettato consapevolmente la redenzione e si saranno messe in cammino verso la perfezione.
I figli e le figlie di Dio, che si incarnarono e si incarnano nel mondo tramite la stirpe di Davide, restano nel mandato
di redenzione fino a che tutto sarà concluso. Nelle vesti di Gesù di Nazaret accennai già a queste cose, quando
alcune donne Mi portarono i loro figli per benedirli. Dall'irradiazione dei bambini riconobbi quale anima faceva
parte del mandato di redenzione. Ogni essere che fa parte del mandato di redenzione porta un sigillo d'irradiazione
nel proprio corpo spirituale che si irradia anche attraverso il corpo terreno, attraverso il centro del Cristo, attivo nelle
vicinanze del cuore.

22° CAPITOLO
Il risveglio della figlia di Giairo
Presupposti
per la guarigione del corpo - Il Cristo è in te (2-5).
Il risveglio dei "morti” (6-12)
1. Ed ecco che venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giairo. E, vedutolo, Gli si gettò ai piedi e Lo implorò,
dicendo: "La Mia figlioletta sta morendo. Ti prego, vieni ad imporle le Tue mani, perché possa guarire e vivere.” E
Gesù andò con lui e molti Lo seguivano e Gli si stringevano intorno.
2. E c'era una donna che da dodici anni era affetta da emorragia e aveva molto sofferto per opera di molti medici
spendendo tutti i suoi averi, e non aveva avuto alcun miglioramento, ma era addirittura peggiorata.
3. Avendo sentito parlare di Gesù, venne alle Sue spalle e toccò la Sua veste. Diceva infatti a se stessa: "Se riuscirò
anche solo a toccare la Sua veste sarò guarita”. E all'istante il flusso di sangue si fermò ed essa sentì nel suo corpo
che era stata guarita dal suo tormento.
4. E Gesù avvertì subito la forza che era uscita da Lui e si voltò verso la folla che Gli si stringeva d'attorno,
dicendo: "Chi ha toccato la Mia veste?” E i Suoi discepoli Gli dissero: "Tu vedi la folla che Ti si stringe intorno e
dici: chi Mi ha toccato?”
5. Egli intanto si guardava intorno per vedere chi era stato. Ma la donna, impaurita e tremante (perché sapeva
quello che le era accaduto), venne e Gli si gettò ai piedi e Gli disse tutta la verità. Ed Egli le disse: "Figlia Mia, la
tua fede ti ha guarita. Va' in pace e sii guarita dal tuo male.” (Cap. 22, 1-5)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico


ed approfondisco la parola
Ciò che accadde allora, può accadere anche oggi. Vedete, infatti, voi che leggete le Mie parole, il Cristo non
cammina più su questa terra nelle vesti di Gesù - il Cristo, o figlio umano, è in te! E ovunque tu sia, ovunque tu
vada: Io Sono in te la forza della redenzione che ti porta anche la guarigione del tuo corpo, se è bene per la tua
anima. Tu, o uomo, non hai bisogno di cercarMi - Mi trovi in te! Non hai bisogno di andare qua o là - Io Sono in te!
E, ovunque tu sia, lì sono Io. Ritirati in una stanza tranquilla ed entra nella cameretta del cuore, per pregare di cuore.
Porta in preghiera a Me, che ho preso dimora in te, quello che ti sta a cuore e abbi fede che Io posso compiere ogni
cosa.
E se non lasci spazio ad alcun dubbio nella tua fede in Me, avverrà ciò che è bene per te e che serve per la salvezza
della tua anima. Come allora, anche oggi vale la Legge che dice: la tua fede ti ha aiutato. E se tu non pecchi più,
sforzandoti di osservare i comandamenti della vita, la tua preghiera sarà già stata esaudita nella tua anima. La
salvezza si manifesterà poi nella tua anima e sul tuo corpo, se ciò è utile per l'ulteriore evoluzione della tua anima.
6. Mentre stava ancora parlando, vennero molti servi del capo della sinagoga e dissero: "Tua figlia è morta. Perché
disturbi ancora il Maestro?”
7. Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: "Non temere, continua solo ad aver fede!” E non
permise a nessuno di seguirLo, fuorché a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo.
8. Giunse alla casa del capo della sinagoga e vide trambusto e i cantori del tempio e tutti piangevano e si
lamentavano ad alta voce.
9. Entrato, disse loro: "Perché fate tanto strepito e piangete? La fanciulla non è morta, ma dorme.” Ed essi Lo
derisero, perché pensavano che fosse morta e non Gli credevano. Ma Egli, mandati tutti fuori, prese con Sé due dei
Suoi discepoli ed entrò dove era la fanciulla.
10. Presa la mano della fanciulla, le disse: "Talitha Kumi!”, che significa: "Fanciulla, Io ti dico, alzati!”
11. E subito la fanciulla si alzò e si mise a camminare. Aveva dodici anni. Ed essi furono presi da grande stupore.
12. E raccomandò loro con severità che nessuno venisse a saperlo e ordinò di darle da mangiare.
(Cap. 22, 6-12)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico


ed approfondisco la parola
Riconoscete le Mie opere nel profondo dei vostri cuori, non solo nelle vesti di Gesù di Nazaret, ma anche quale
Cristo-Dio! Infatti Io Sono nuovamente venuto a voi nello Spirito dell'amore, per aiutarvi e servirvi. Fino a che il
cordone d'argento, chiamato anche nastro d'informazione, che collega l'anima al corpo non è ancora separato da
esso, esiste ancora il circuito spirituale. Le energie vitali fluiscono ancora nell'anima dal nucleo centrale
incorruttibile, da Dio; dall'anima esse passano nel corpo e dal corpo ritornano all'anima ed al nucleo centrale, a Dio.
Vidi questo nella fanciulla e parlai prima nel silenzio con la forza di Mio Padre in Me, con l'Io Sono insito in Me.
Poi stabilii un collegamento spirituale con l'anima della bambina e, tramite il cordone d'argento, le inviai più forze
cosmiche. Tramite il nucleo centrale dell'anima, quest'energia vitale intensificata fluì nell'anima e da qui nelle
cellule cerebrali e nell'organismo della bambina. In questo modo risvegliai l'essere umano dalla cosiddetta morte.
Allo stesso modo, feci ritornare nella carne tutti coloro il cui tempo in veste terrena non era ancora scaduto e che
avrebbero lasciato la terra solo a causa di circostanze esteriori, che avevano tolto il sostegno all'anima e che
l'avevano sospinta fuori dal corpo, prima di quanto previsto dalle Leggi cosmiche.
Nella Legge della vita sta scritto che per ogni anima in veste terrena è previsto un determinato ciclo di vita terrena
che contempla la possibilità di una morte dell'abito terreno prematura e di una più tardiva. La morte terrena può
anche subentrare nel periodo di tempo che intercorre tra queste due possibilità. Nelle vesti di Gesù di Nazaret potei
richiamare le anime nella loro esistenza terrena, nell'ambito di questo periodo, grazie alla forza dello Spirito.
Compii queste opere d'amore quando era bene per l'anima e per l'uomo. Dall'irradiazione di coscienza dell'anima
riconoscevo se, proseguendo l'esistenza terrena, l'anima e l'uomo si sarebbero gravate di nuove colpe oppure se
avrebbero rafforzato in sé la fede nell'Eterno, perdonando, chiedendo perdono e riparando al male fatto.
Il comandamento per tutti gli uomini dice: se la vostra fede è grande come un granello di senape, potranno accadere
molte cose in voi e su di voi, grazie alle opere dell'amore divino.
23° CAPITOLO
Gesù e la samaritana
L'acqua della vita,
la verità, una forza eternamente fluente (3-7). Chi cerca seriamente trova la verità. - Esaminate coloro che parlano
della verità - In merito al valore delle forme esteriori di adorazio-ne - Chi è oggi il popolo d'Israele? - La Nuova
Gerusalemme -
L'ultima Alleanza (16)

1. Gesù giunse ad una città della Samaria, chiamata Sicar, vicino al terreno che Giacobbe aveva dato a suo figlio
Giuseppe.
2. Qui c'era il pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, stanco del viaggio, Si sedette presso il pozzo. Era circa la sesta
ora.
3. Arrivò intanto una donna della Samaria ad attingere acqua. Gesù le disse: "DamMi da bere.” (I Suoi discepoli
infatti erano andati in città a far provvista di cibo.)
4. Ma la samaritana Gli disse: "Come mai Tu, che sei Giudeo, chiedi da bere a Me che sono una donna
samaritana?” (Infatti i Giudei non hanno buone relazioni con i samaritani).
5. Gesù rispose e le disse: "Se tu riconoscessi il dono di Dio e chi è Colui che ti dice "Dammi da bere”, chiederesti
a Dio di darti acqua viva.”
6. Gli disse la donna: "Signore, Tu non hai nulla per attingere, e il pozzo è profondo; da dove puoi dunque
procurarti l'acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede questo pozzo e ne bevve lui
con i suoi figli e i suoi cammelli, buoi e pecore?
7. Gesù rispose e le disse: "Chiunque beve quest'acqua avrà di nuovo sete. Ma chi beve l'acqua che Io gli darò, non
avrà mai più sete, anzi l'acqua che Io gli darò sgorgherà in lui come una sorgente d'acqua che entra nella vita
eterna.” (Cap. 23, 1-7)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico


ed approfondisco la parola
L'acqua della vita scorre più intensamente in questo mondo, dopo il Mio operato quale Gesù di Nazaret e ancor più
dopo il Mio "compiuto”.
Chi beve l'acqua della vita attinge alla fonte dell'eterna verità, poiché è rientrato nella fonte originaria di tutto
l'Essere. Costui non avrà mai più sete e non gli mancherà mai nulla; possiede ciò che gli occorre ed anche di più.
Gli uomini nello Spirito della verità sono essi stessi la fonte spirituale della verità. Essi donano incessantemente e
non si prosciugano mai, perché lo Spirito di Dio, che opera attraverso di loro, è forza perennemente fluente, è la
sorgente della fonte e la fonte stessa, la verità.
Riconoscete: Io Sono l'acqua della vita. Chi fa propria la Mia vita quale Gesù di Nazaret, osservando ciò che Io gli
ho comandato, vivrà in Me che sono l'acqua viva e sarà una fonte di salvezza vivente, dalla quale scorre
incessantemente l'acqua della vita. Solo allora potrà porgere la vera bevanda fresca dell'acqua viva a molti uomini
che, da quel momento, non dovranno più cercare la verità, perché hanno trovato la verità, l'Io Sono. Essi non
avranno più sete, perché bevono dalla fonte eterna della verità.
Chi riceve dall'acqua della vita non sarà isolato e solo e non seguirà nemmeno la corrente della vecchia epoca
peccaminosa. Rema contro questa corrente, non favorendo più gli aspetti umani, ma eliminandoli con la forza
dell'amore. In tal modo trova in sé l'eternità, la vita, la verità, la fonte originaria, Dio.
Passo per passo sorgono così l'epoca della luce ed una nuova generazione umana in Me, il Cristo: sono gli uomini
che edificano e mantengono il Regno della Pace, dato che essi stessi sono ricolmi di pace.

8. La donna Gli disse: "Signore, dammi quest'acqua perché non abbia più sete e non debba continuare a venire qui
ad attingere acqua.” Gesù le disse: "Va' a chiamare tuo marito e poi ritorna qui.” La donna rispose: "Non ho
marito.”
9. Gesù la guardò e le disse: "Hai detto bene: non ho marito. Hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo
marito. Hai detto il vero.”
10. La donna Gli disse: "Signore, vedo che Tu sei un profeta. I nostri padri hanno pregato su questo monte e voi
dite che è Gerusalemme il luogo dove si deve adorare.”
11. Gesù le disse: "CrediMi, donna, verrà il tempo in cui non adorerete Dio, né su questo monte, né a
Gerusalemme. Voi non sapete quello che adorate, noi, invece, sappiamo quello che adoriamo, poiché la salvezza
viene da Israele.
12. Ma viene il tempo, ed è ora, in cui coloro che rendono veramente onore a Dio si rivolgeranno al Padre
universale nello Spirito e nella verità, perché è così che il Santissimo vuole essere adorato. Dio è Spirito e quelli
che Lo adorano, devono adorarlo nello Spirito e nella verità.”
13. E la donna Gli disse: "So che deve venire il Messia che si chiama Cristo. Quando Egli verrà, ci annuncerà ogni
cosa.” Le disse Gesù: "Sono Io che ti parlo.”
14. In quel momento giunsero i Suoi discepoli e si meravigliarono che stesse a discorrere con una donna. Nessuno
chiese però: "Che cosa cerchi?” Oppure: "Perché Ti intrattieni con lei?”
15. La donna intanto lasciò la brocca, prese la via per la città e disse alla gente: "Venite a vedere un uomo che mi
ha detto tutto quello che ho fatto. Non è forse il Cristo?”
16. Molti vennero da Lui e molti Samaritani credettero in Lui e Lo pregarono di restare presso di loro. Ed Egli si
fermò due giorni. (Cap. 23, 8-16)
Io, il Cristo, chiarisco, rettifico
ed approfondisco la parola
Chi parla dalla verità esprime parole di vita eterna. Esse sono compenetrate dalla vita e dalla forza che Io Sono nel
Dio-Padre-Madre. Chi cerca seriamente l'acqua della vita, la verità, troverà la persona che saprà indicargli la via
verso l'origine della fonte e troverà la vita, la verità, nel proprio interiore.
Parole di vita sono parole di verità. Chi vive secondo il senso della parola vivente, adempie la Legge della vita e
dimora nello Spirito della verità. Perciò, esaminate le persone che parlano della fonte della salvezza vivente, se
portano l'acqua della vita, la verità, oppure se solo stanno alla fonte della verità.
Riconoscete: dove c'è luce si radunano coloro che aspirano alla luce. Tuttavia, tra di loro molti parlano soltanto della
verità, ma hanno in animo cose oscure. Esaminate quindi con il metro della vostra sincerità, per riconoscere le loro
opere. Non badate e non prestate ascolto a coloro che tengono discorsi impuri, nemmeno se si chiamano "rabbi”.
Esaminate il senso delle loro parole, il loro comportamento verso il prossimo ed essi saranno un libro aperto per voi.
Gli uomini dello Spirito sono modesti, umili e docili, ma il loro essere è irradiato e pervaso da Colui che Io Sono: il
Cristo, l'acqua vivente.
Chi vive nella verità, vive attingendo alla verità e vede la verità in profondità e vede anche ciò che è falso.
Quand'ero Gesù di Nazaret, vidi con gli occhi della verità la donna accanto al pozzo. Vidi la sua vita passata e
presente e le dissi ciò che le sarebbe servito per riconoscersi in quella giornata.
In tutti i tempi ed anche nell'epoca attuale [1989], gli uomini si sono creati e si creano segni e simboli esteriori per
adorare Dio. L'uomo si crea queste immagini esteriori, simboli e segni da adorare, come per esempio statue,
sinagoghe, chiese, luoghi sacri, colline, monti o anche riti e cerimonie, fino a che riconosce dentro di sé Dio, lo
Spirito di verità, ed osserva "l'ordine del tempio”, i comandamenti della vita.
Ogni uomo è un tempio di Dio, perciò non occorre un luogo per adorare Dio. Adora Dio nel Santissimo del tuo
interiore e mantieni puro il tuo tempio con pensieri nobili e parole ed azioni ricolme di Dio; così facendo osserverai
"l'ordine del tempio” e Dio darà risposta alle tue preghiere, perché tu sei in comunicazione con Lui.
Anche nell'epoca attuale [1989], molti uomini non sanno ancora chi o che cosa adorare. Imitano coloro che hanno
creato e che mantengono i culti, perché sono ancora poveri nel loro cuore. Dato che il vero Dio onnipotente, il Dio
interiore, è loro ancora estraneo, hanno bisogno di un Dio esteriore, che non sarà però mai il Dio della verità, bensì
un idolo.
Spiego le parole: "Poiché la salvezza viene da Israele”. Israele si trova dove gli uomini compiono la volontà di Dio.
La Israele di oggi non è più la Israele d'un tempo, in cui ho vissuto nelle vesti di Gesù di Nazaret. Questo paese ne
porta ancora solo il nome: una grande parte degli Israeliti non ha mantenuto l'Alleanza con Dio e non Mi ha
accettato quale suo Redentore. Perciò Dio, l'Eterno, ha rinnovato l'Alleanza con una parte di quegli uomini che un
tempo erano incarnati nell'antica Israele e che, nell'epoca attuale, sono incarnati in un altro paese e fanno tuttora
parte del mandato.
Dio, l'Eterno, ha concluso ora [1989] l'Alleanza anche con coloro che non erano incarnati in Israele nell'epoca della
Mia esistenza terrena, ma che, nei secoli trascorsi, si incarnarono ripetutamente, per preparare l'Opera di Rimpatrio.
Anch'essi fanno parte del mandato di redenzione. Egli ha concluso l'Alleanza anche con gli uomini che compiono la
salvezza del loro prossimo nell'Opera di Redenzione e che collaborano quindi nel mandato di rimpatrio.
Quindi, Israele si trova dove sono incarnati quegli uomini che fanno parte del mandato di redenzione e che sono
disposti a compiere la volontà di Dio.
Sia al tempo di Mosè che nell'epoca in cui Io ero sulla terra nell'antica Israele, si erano incarnati molti esseri
spirituali provenienti dal grande potenziale del mandato di redenzione. Il peccato ha disperso ai quattro venti molti
di coloro che fanno parte del mandato dell'Opera di Redenzione. Tuttavia, ora li raduno di nuovo in un altro paese,
dove sarà la nuova Israele.
Già ora [1989], molti fratelli e sorelle si radunano nel paese dove insegna ed opera il raggio parziale incarnato della
Sapienza divina: nella Nuova Gerusalemme. L'Eterno ha concluso ora l'ultima Alleanza con i fratelli e le sorelle
nella Nuova Gerusalemme, nella Israele che si sta formando.
Il popolo di Dio su questa terra diverrà un potente popolo. Perciò, sono sempre più gli uomini che vengono a
concludere l'eterna Alleanza con Dio, poiché, Io, il Cristo, li chiamo ed essi vengono. Si radunano per operare per la
Nuova Epoca, per l'epoca di luce. Non adorano più l'Eterno davanti a monumenti e statue e non hanno chiese
esteriori. Non vanno sui monti per cercare l'Eterno, credendo di trovarlo. Non hanno cerimonie e riti. Adorano
l'Eterno nel loro tempio, nel loro interiore, poiché lì dimora l'Unico Eterno, il Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe, lo
Spirito dell'eterno Padre, di cui sono figli tutti gli esseri spirituali, tutti gli uomini e tutte le anime. Certamente si
incontrano in determinati luoghi, ma non per cercare Dio, bensì per vivere insieme l'unità e per pregare insieme
Colui che è la vita: Dio, lo Spirito della verità, che dimora in ogni essere spirituale, in ogni anima e in ogni uomo.
Dio è anche lo Spirito creatore che ha creato tutto l'Essere, che vive in ogni pianta, in ogni pietra, in ogni animale, in
ogni atomo, in tutto l'Essere. Dio è Spirito e coloro che Lo adorano veramente, lo fanno nello Spirito e nella verità e
rispettano le Leggi.
In verità, Io vi dico: vi ho lasciati quale Gesù e sono ritornato a voi quale Cristo, il Risorto, perché abbiate a
risorgere in Me, il Redentore, per ritornare in Dio, la Corrente primordiale.
Sappiate: quale Gesù, rimasi per un certo periodo presso gli uomini e quale Cristo-Dio Io dimoro in voi. Ed Io
rimarrò in voi in eterno, poiché Io Sono nell'eterno Padre, ed il Padre è in Me e Noi siamo l'unico Spirito della verità
che dimora in tutti gli uomini.

24° CAPITOLO
Gesù condanna la crudeltà -
Guarisce i malati e scaccia i demoni
Tutte le azioni commesse contro la Legge della vita
ricadono sull'uomo; la natura e le creature sulla terra sono doni di Dio per il benessere degli uomini (1).
Spiegazione del "braccio inaridito” (3). Salvezza e guarigione del corpo, se è bene per l'anima (7). I farisei di ieri e
di oggi - La lotta contro la luce che sta crescendo sulla terra e nelle sfere di purificazione continuerà anche durante
il Regno della Pace - Nella svolta dei tempi vengono poste le fondamenta per il Regno della Pace che prende forma
- Ammonimento agli uomini del Regno della Pace: non dimenticate i pionieri ed il serafino incarnato della Sapienza
divina, la Mia profetessa e messaggera - Dietro la parete di nebbia la lotta prosegue (8). Spiegazione del miracolo
della moltiplicazione dei pani (12-13)
1. Attraversando un villaggio, Gesù vide un gruppo di fannulloni che tormentavano un gatto che avevano trovato e
lo maltrattavano in modo vergognoso. E Gesù li ammonì di lasciare in pace il gatto e cominciò a rimproverarli, ma
essi non prestarono ascolto alle Sue parole e Lo insultarono. (Cap. 24, 1)
Io, il Cristo, chiarisco, rettifico
ed approfondisco la parola
Chi tormenta e maltratta uomini ed animali proverà un giorno tormenti e maltrattamenti sul proprio corpo. Lo stesso
vale per le violazioni nei confronti dei regni vegetali e minerali, dato che ogni forma di vita manifestata nella
materia si trova anche nell'anima, quale sostanza spirituale. Quindi, chi oltraggia la vita condanna se stesso, perché
incolpa una parte della sua eredità spirituale. Infatti tutto ciò che proviene da Dio si trova, come essenza, anche
nell'anima dell'uomo.
Riconoscete: la terra produce il cibo per gli uomini che hanno bisogno anche di un tetto e di abiti. Essi non sono in
grado di crearsi il cibo, il tetto e gli abiti come invece fanno gli angeli in cielo. La terra è dispensatrice di vita per
tutte le cose; essa non dovrebbe essere né violentata, né sfruttata. La terra e tutto ciò che vive su di essa, gli animali,
le piante e le pietre, vogliono servire l'uomo. Il presupposto è che l'uomo accetti ed accolga la sua terra, quindi che
ne abbia cura, dato che essa è un grande organismo vivente.
Dio, l'Eterno, ha donato agli uomini gli animali e le piante ed ha offerto loro la frutta, la verdura e i cereali
provenienti dalla terra. Li donò loro dicendo: "Sottomettete la terra” che, nel Suo retto significato, vuol dire:
rispettate e curate la vita in tutte le sue forme ed esse vi serviranno.
Riconoscete: le forme pure di vita degli animali sono state create da Dio ed ogni pianta appartiene al grande
potenziale creatore di Dio, che continua ad evolversi nel ciclo evolutivo. Pertanto ogni forma vivente è una parte del
Grande Tutto.
Dio ha comandato all'uomo di apprezzare ed amare la vita e di rispettare il comandamento "prega e lavora”. Perciò,
la vita dei cosiddetti fannulloni rappresenta uno spreco delle forze della giornata. Sono uomini che rubano l'energia
divina. Chi non utilizza la giornata, ma la impiega solo per sfruttare i suoi simili oppure per violentare animali e
piante, agisce contro la Legge della vita.
Gli uomini che pensano solo al proprio benessere, tormenteranno gli animali e sfrutteranno la terra, inquinando la
vita su di essa, perché i loro pensieri sono avvelenati da avidità ed invidia. Infatti, gli uomini che non conoscono se
stessi, tormentano uomini ed animali e sono contro la natura. Fanno solo ciò che il loro modo di pensare egoistico li
spinge a fare. Essi stessi vengono spinti e istigati e vogliono perciò eliminare tutto ciò che li circonda, poiché tutto
quello che non corrisponde alle loro concezioni li disturba. Il loro ego umano li rende allo stesso tempo
irresponsabili.
Non conoscono il comandamento del chiedere perdono, del perdonare e riparare. Ripagano il prossimo con la stessa
moneta: occhio per occhio, dente per dente e, così facendo, gravano la loro anima di ciò che infliggono al loro
prossimo! Infatti, ciò che l'uomo fa al suo prossimo, anche all'animale, alla pianta, anzi a tutto l'organismo della
terra, lo fa a se stesso. Così era e così è ancora nell'attuale epoca peccaminosa [1989]. Tuttavia sta crescendo una
nuova generazione che entra nella Nuova Epoca, in una vita con il prossimo e con Dio.
2. Allora fece una frusta con corde annodate e li scacciò dicendo: "Con i vostri atti di violenza e crudeltà avete fatto
di questa terra, che il Padre Mio ha creato per la felicità e la gioia, l'inferno più tetro”. Ed essi fuggirono dal Suo
cospetto. (Cap. 24, 2)
Io, il Cristo, chiarisco, rettifico
ed approfondisco la parola
La frusta rappresenta la legge di causa ed effetto. Chi non rispetta e tormenta il suo prossimo ed anche il suo
secondo prossimo, gli animali, e chi usa violenza e crudeltà verso gli uomini e gli animali, le piante ed i minerali e
verso le altre forme di vita nella terra e sulla terra, sperimenterà gli effetti delle proprie cause, a meno che non se ne
penta per tempo.
La legge di causa ed effetto colpirà come una frusta tutti coloro che hanno maltrattato e che maltrattano la vita, in
qualsiasi forma e stato di coscienza ciò avvenga. La terra è data agli uomini, affinché abbiano a divenire
nuovamente coscienti di essere figli di Dio e del fatto che la loro vita - come ogni forma di vita - proviene da Dio e
affinché imparino ad apprezzare e ad amare la vita. Non importa in quale forma ed in quale stato di coscienza la vita
si presenti e si riveli all'uomo: Dio, la vita, è presente in ogni cosa.
Tutto ciò che è puro desidera servire altruisticamente, e così anche la terra con i suoi regni della natura. Chi
riconosce che la propria vita proviene da Dio e vive in conformità, mantiene la pace con tutte le creature, con tutto
quello che Dio ha donato dal Suo grembo, per la gioia e il benessere degli uomini. Dio desidera avere figli colmi di
pace e di gioia. Tuttavia, chi non vuole riconoscere Dio ed accettare il Suo operato è contro di Lui e contro tutto ciò
che Egli ha donato agli uomini dalle Sue mani. Di conseguenza diviene malcontento, infelice, preoccupato e malato.
3. Ma uno, peggiore degli altri, ritornò indietro e Lo minacciò. E Gesù stese la Sua mano e il braccio del giovane
s'inaridì. E tutti furono presi da grande timore. Ed uno disse: "E' uno stregone.” (Cap. 24, 3)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico


ed approfondisco la parola
"E Gesù stese la Sua mano ed il braccio del giovane si inaridì.” Questo fatto fu compreso in modo errato e perciò è
stato riportato in questo modo. Un uomo che vive nella Legge di Dio non interviene mai nella legge di causa ed
effetto per accelerare o richiamare ciò che un malfattore ha causato e determinato per se stesso.
Chi esercita violenza raccoglierà le stesse o simili cose. Se avessi fatto inaridire il braccio, come sta scritto, sarei
intervenuto nella legge di semina e raccolta. Il fatto si era invece verificato in base alla legge di semina e raccolta:
mentre maltrattava un animale, il malfattore aveva urtato il braccio contro un oggetto ruvido e duro. Il sangue si era
coaugulato, il braccio era divenuto livido e penzolava inerte. Io avevo steso la Mia mano per indicargli l'effetto e per
spiegargli la causa. Dato che gli uomini di quel tempo conoscevano la legge di semina e raccolta solo secondo le
parole "occhio per occhio, dente per dente”, che interpretavano, tra l'altro, in modo errato, credettero che fossi stato
Io a provocare questo fatto e che fossi quindi uno stregone.
In questo modo mostrai continuamente agli uomini che essi raccoglieranno quello che seminano: chi pone una
cattiva semina nel campo della vita, avrà anche un cattivo raccolto, poiché il frutto è già insito nel seme.
Chi, invece, riconosce per tempo i propri errori, se ne pente e non li rifà più, accetta la Legge di Dio ed impara
gradualmente ad amare tutte le forme di vita. Costui riceverà quindi dalle mani ricolme di grazia dell'Eterno e la sua
anima ed il suo corpo otterranno luce, salvezza e guarigione.
Riconoscete: non sempre il seme dà un raccolto immediato. Ciò che l'uomo semina in questa vita terrena, ossia
quello che provoca anche nei confronti dei regni animali e vegetali, lo raccoglierà, se non in quest'esistenza terrena,
in una delle prossime vite terrene, oppure come anima nelle sfere di purificazione.
Perciò vivete consapevolmente ogni giornata! Ogni giorno mostra infatti ad ogni uomo ciò che è buono e ciò che è
meno buono in lui e a che cosa può riparare in quella stessa giornata.
4. Il giorno dopo venne da Gesù la madre del giovane e Lo pregò di guarire il braccio del figlio. E Gesù parlò loro
della Legge dell'amore e dell'unità di tutte le forme di vita nell'unica famiglia di Dio. E disse poi: "Ciò che fate alle
creature in questa vita, vi capiterà nella prossima vita.”
5. E il giovane credette e riconobbe i propri peccati. E Gesù stese la Sua mano e il braccio inaridito divenne sano
come l'altro. Ed il popolo lodava Dio che aveva dato tale potere ad un uomo.
6. Mentre Gesù si allontanava, Lo seguirono due ciechi che gridavano e dicevano: "Signore, Tu Figlio di Davide,
abbi pietà di noi”. Entrato in casa, i ciechi Gli si accostarono e Gesù disse loro: "Credete che Io possa fare
questo?"
7. Ed essi Gli dissero: "Sì, Signore.” E Gesù toccò i loro occhi e disse: "Vi sia fatto secondo la vostra fede.” E
subito i loro occhi si aprirono. Ma Gesù comandò loro severamente: "Vedete di non raccontarlo a nessuno.” Ma
essi, appena usciti, divulgarono la Sua fama in tutto il paese. (Cap. 24, 4-7)
Io, il Cristo, chiarisco, rettifico
ed approfondisco la parola
A chi crede verrà dato!
Le guarigioni compiute dallo Spirito della vita non sono miracoli, ma Leggi.
L'amore e la grazia di Dio assistono i Suoi figli terreni. La retta fede proviene dal cuore. Gli uomini che hanno una
fede profonda non vacillano, qualsiasi cosa capiti loro, e ricevono la salvezza per la loro anima, dato che la grazia e
l'aiuto di Dio si riversano prima nell'anima. Da lì provengono la salvezza e la guarigione per il corpo, se è bene per
l'anima, e quindi se l'uomo in seguito non commette più gli stessi peccati che hanno provocato la sofferenza o la
malattia del corpo.
"Subito” significa: la guarigione non avvenne immediatamente, ma secondo il comandamento della fede; infatti Io
tengo conto prima dell'anima, nella quale è insita la Legge della vita, la Legge stessa, Dio. Se l'uomo mette in pratica
quanto riconosce, ottiene salvezza e guarigione anche nel corpo e sul corpo.
Non sempre i doni di grazia destinati all'anima producono il loro effetto in questa esistenza terrena, in questo e su
questo corpo. Essi possono anche manifestarsi nel regno delle anime, quando l'anima è disincarnata, oppure in
successive incarnazioni. In questo caso le negatività presenti nell'anima si trasformano poco alla volta in forza
positiva, che fluisce poi nel corpo. Ciò significa che l'anima se ne è liberata e che anche il corpo non dovrà più
scontare ciò che l'uomo ha provocato a suo tempo.

8. Quando se ne furono andati, ecco che Gli portarono un uomo muto e posseduto da un demone. E scacciato il
demone, il muto cominciò a parlare e la folla, presa da stupore, diceva: "Non si è mai vista una cosa simile in
Israele.” Ma i farisei dicevano: "Egli scaccia i demoni per opera del principe dei demoni.” (Cap. 24, 8)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico


ed approfondisco la parola
Nelle vesti di Gesù di Nazaret operai dove il Padre Mio Mi conduceva. Grazie alla forza del Padre, potei portare
sollievo e guarigione a molti uomini e condurli alla conoscenza, anche tramite la parola vivente.
Non potei aiutare e servire ogni uomo che venne da Me. A molti imposi le mani, ma non risanarono e non tutte le
forze oscure che richiamavo nell'uomo se ne andarono. Infatti, la Legge della vita dice: secondo la tua fede ti verrà
dato! E, d'ora in poi, non peccare più! Inoltre, la Legge della vita dice: credi, anche se non senti ancora sul tuo corpo
ciò che è già avvenuto nell'anima. Nel corpo e sul corpo dell'uomo diverrà attivo solamente ciò che egli ha
riconosciuto come suo difetto e peccato, ciò di cui si pente, chiede perdono e perdona e che non ripete più.
Riconoscete: ogni uomo che parla diversamente da come pensa è un fariseo.
Ancor oggi [1989], i farisei impiegano gli stessi discorsi blasfemi che tenevano quando camminavo sulla terra quale
Gesù di Nazaret e riversano lo stesso scherno e la stessa derisione per istigare il popolo. Tuttavia chi è in grado di
vedere nel profondo del cuore degli uomini riconosce che, in fondo, ogni fariseo è un uomo impaurito che cerca
continuamente di tenere in piedi il suo edificio di menzogne. Proprio i farisei, ed anche gli scribi, hanno già
inventato molte cose false e le hanno divulgate tra gli uomini.
I farisei accecati, le guide dei popoli e molti uomini della Chiesa dicono molte falsità, inconsapevolmente ed in parte
consapevolonente. Lo fanno consapevolmente per timore di perdere il loro prestigio e inconsapevolmente, perché
non controllano le loro sensazioni ed i loro pensieri e sprecano le giornate terrene, senza riconoscere se stessi. Non
cambiano il loro modo di comportarsi errato e lasciano libero corso alla loro aggressività, nutrita dalle loro paure.
I farisei, molti scribi e prelati accusano i loro simili di dire cose false e condannano coloro che parlano attingendo
all'eterna verità. Chi dà falsa testimonianza contro il proprio prossimo, teme l'eterna verità, che è Dio.
Molti farisei che portano un abito ecclesiastico sono convinti di essere competenti nelle questioni di fede. Accusano
il loro prossimo di essere satanico oppure di appartenere "al demonio”, perché essi stessi, chi più chi meno, lo
servono con la loro vita ed il loro pensiero. Perciò, guardatevi bene da coloro che ricusano il loro prossimo e che
parlano male di lui, perché essi stessi sono alleati del male.
E' importante che gli uomini che vivranno nel Regno della Pace di Gesù Cristo sappiano che la battaglia delle
tenebre contro la luce, che avvenne all'epoca della Mia vita terrena nelle vesti di Gesù di Nazaret e che continuò
nelle epoche successive, s'inasprisce oggi [1989] nuovamente.
Tutto quello che provai quand'ero Gesù di Nazaret, lo sperimentarono molti uomini e donne fedeli nei secoli
successivi. Anch'essi furono scherniti, derisi e calunniati a causa della verità. Malgrado ciò, alla loro morte fisica, le
loro anime si incarnarono ripetutamente per preparare il Regno di Dio sulla terra - ed ora [1989] per fondarlo ed
edificarlo.
I primi passi nell'epoca di luce, inizialmente invisibili per gli uomini del mondo, furono compiuti attraverso opere
d'amore per il prossimo. Nel corso del tempo, le opere di Dio divennero sempre più visibili sulla terra. Uomini con
un livello di coscienza più elevato guidarono i loro simili, i loro fratelli e sorelle, sulla Via Interiore che conduce a
Me, il Cristo-Dio. Essi acquistarono terreni e fondarono strutture cristiche, nelle quali gli uomini iniziarono a
realizzare il Discorso della Montagna, la Legge di Dio per questa terra. Queste strutture furono però distrutte in
continuazione dalle forze avverse.
Ciò che avvenne durante questi anni di lotta, in cui la luce e le tenebre si scontrarono sulla terra, accade tuttora -
mentre voi vivete nell'epoca di luce sulla terra - nei livelli per voi ancora invisibili delle sfere di purificazione, dove
operano ancora molti scribi, farisei e prelati della Chiesa, che erano allora [1989] incarnati. Essi continuano ad
influenzare le anime degli uomini che, a suo tempo, erano loro succubi, per seminare discordia anche nelle sfere di
purificazione.
Voi che vivete nell'epoca di luce nel Regno di Dio sulla terra, dovreste sapere ciò che avvenne a suo tempo sulla
terra e che accade tuttora nei livelli inferiori delle sfere delle anime, nelle sfere dell'Ordine. Alla vostra morte fisica,
quando lascerete la dimensione temporale e varcherete la parete di nebbia, oltre la quale l'occhio fisico non è in
grado di vedere, dovreste conoscere queste cose. Infatti se l'anima, quando oltrepasserà la parete di nebbia, sarà a
conoscenza delle cause ancora attive, non si spaventerà e non si scoraggerà, ma comincerà subito ad insegnare e ad
istruire le anime che le verranno condotte, affinché queste sappiano della luce della verità che dimora già sulla terra:
il Cristo-Dio, che Io Sono.
Tutti coloro che hanno operato e combattuto per il Regno della Pace e che furono perseguitati nei quasi duemila anni
trascorsi dopo la Mia vita nelle vesti di Gesù di Nazaret, sono per voi, che vivete nel Regno della Pace di Gesù
Cristo, i pionieri della Nuova Epoca. Essi hanno compiuto grandi cose. Nelle varie epoche successive alla Mia vita
terrena, essi si incarnarono ripetutamente e crearono ed ingrandirono sempre più il potenziale spirituale per il Regno
di Dio sulla terra. Inizialmente era un potenziale spirituale invisibile che si manifestò poi gradualmente sulla terra,
prima di tutto nell'atmosfera. Di tanto in tanto, veniva realizzata una parte di esso, che diveniva così visibile: ciò
avveniva là dove gli uomini cominciavano a vivere e a lavorare secondo il Discorso della Montagna.
Si giunse poi alla svolta dei tempi, l'epoca [1989] in cui il Regno della Pace di Gesù Cristo venne rivelato in tutti i
dettagli. E ancora una volta vennero i pionieri su questa terra. Sono gli esseri spirituali in veste terrena, provenienti
dalla stirpe di Davide e da altre stirpi, che fanno parte del mandato di redenzione. Allora [1989] essi resero visibile
quello che avevano preparato nelle generazioni precedenti.
La grande famiglia di Dio sulla terra divenne visibile in diversi luoghi. Molti vivevano in Comunità cristiche
originarie, la cui luce centrale era costituita dalla Comunità dell'Alleanza "Nuova Gerusalemme”, che già allora
portava la responsabilità per le Comunità originarie che nascevano e per il Regno di Dio sulla terra che stava
sorgendo. Nel Regno della Pace di sostanza luminosa essa è ora, quale città della Gerusalemme, il centro da cui
vengono guidate tutte le Comunità originarie.
Le Comunità originarie di Vita Universale, che si formarono già nel mezzo del mondo peccaminoso, erano costituite
soprattutto da uomini dello Spirito che vivevano sempre più in Me, il Cristo, e quindi nella Legge di Dio. Essi
crearono le strutture comunitarie di cui, come esseri umani, avevano bisogno per vivere. Acquistarono e costruirono
case in cui vivevano in comunità di vita. Fondarono aziende artigianali e di vario genere, nelle quali realizzarono la
Legge "prega e lavora”; insieme fondarono e costruirono cliniche, case per anziani, asili scuole, Case-Padre-Madre,
centri-ristoro, e tutto ciò di cui gli uomini hanno bisogno per vivere su questa terra.
Tra di loro non esistevano superiori o subalterni. Tutti si sentivano consapevolmente figli di Dio; affermavano la
loro figliolanza nel nostro eterno Padre. In base alle loro capacità operavano per il Grande Tutto, per il Bene
Comune.
Tra questi pionieri per la Nuova Epoca in Me, il Cristo, viveva, come già rivelato, una donna, il serafino incarnato
della Sapienza divina. Essa operò per Me quale profetessa e messaggera e precedette tutti, con il suo esempio
luminoso, nell'adempimento delle eterne Leggi. Tramite lei, il raggio parziale incarnato della Sapienza divina, e
tramite il suo duale spirituale, il raggio positivo della Sapienza divina, annunciai e diedi inizio alla Nuova Epoca.
Infatti l'amore e la sapienza agiscono nell'Opera di Redenzione e con loro tutti gli esseri, tutti i figli e le figlie di Dio
che si sono assunti il compito di portare quello che Dio ha dato loro: la forza, l'Amore e la Sapienza, l'Ordine, la
Volontà, la Serietà, la Pazienza e la Misericordia, per la Nuova Epoca.
Tutti gli esseri di luce incarnati operarono secondo la loro origine spirituale, secondo le loro mentalità spirituali da
cui derivano le loro capacità terrene per il Regno di Dio sulla terra. Questi pionieri per l'epoca della luce subirono
anche spregio, scherno e derisione. Anch'essi furono diffamati, ma si sforzarono tuttavia di vivere in Me ed Io ero
con loro.
Ripeto e dico a voi che ora vivete nella Nuova Epoca, perché abbiate a custodirlo nel vostro cuore: i farisei, molti
scribi e prelati della Chiesa di quell'epoca [1989] lottarono in continuazione contro i pionieri. Istigarono il popolo
contro di loro, diffamandoli. Eppure, come accadde nella Mia epoca terrena, così avvenne anche in quell'epoca
[1989]: la verità vinse. Imperturbabili, nonostante tutte le accuse infondate mosse contro di loro dai calunniatori,
continuarono ad operare per preparare a Me, il Cristo, le vie verso l'epoca di luce. E resero così sempre più visibile
quello che serve alla Nuova Epoca.
Gioite, voi che vivete ora in pace, ed adempite con gratitudine le Leggi dell'amore! Rammentatevi dei vostri fratelli
e sorelle che, come pionieri, Mi hanno preparato le vie nella Nuova Epoca e che acquistarono, fondarono ed
edificarono per voi ciò che si è continuamente trasformato nell'irradiazione per l'epoca di luce e che ora possedete in
nome Mio.
Ma non dimenticate: dietro alla parete di nebbia non c'è ancora la vita in Me! Lì continua la lotta tra la luce e le
tenebre. Tuttavia, l'atmosfera della terra vi protegge da queste forze, affinché possiate vivere in pace sulla terra.
Con queste Mie parole dovreste apprendere e riconoscere che la redenzione non è ancora conclusa in tutte le sfere.
Molti di voi troveranno dietro la parete di nebbia, nei bassi regni delle anime, cose analoghe a quelle che accaddero
a suo tempo sulla terra, come ho ora rivelato per voi e come è stato scritto nel presente libro "Questa è la Mia
parola”, quale documento storico. Quando avrete deposto la veste terrena e varcherete la parete di nebbia con il
vostro corpo spirituale, queste cose saranno nuovamente attuali per molti di voi. Dopo la vostra morte terrena
dovreste infatti essere preparati per andare ad aiutare in questi regni, affinché venga fatto ordine in tutte le cose che
ancora non corrispondono all'Ordine divino e venga sciolto tutto ciò che ancora è legato.
9. E Gesù andava in tutte le città e villaggi, insegnava nelle loro sinagoghe, predicava il Vangelo del Regno di Dio
e guariva ogni tipo di epidemia e di malattia tra il popolo. (Cap. 24, 9)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico


ed approfondisco la parola
Io guarii molte epidemie e malattie, ma non potei eliminare "ogni tipo di epidemia e malattia”, dato che molti
uomini pensavano solo al loro corpo. Essi non erano disposti a pensare prima alla loro anima. Molti sofferenti
volevano solo salvare il proprio corpo terreno. Chi pensava in questo modo, non poteva ricevere. Non otteneva né
aiuto, né guarigione, né per la sua anima, né per il suo corpo. Perciò, molti se ne andavano delusi, perché in loro e su
di loro non era accaduto nulla. Parlavano poi contro di Me e, allo stesso tempo, si schieravano dalla parte dei farisei
e degli scribi. Anche a seguito di tali discorsi di persone deluse, i farisei e molti scribi si sentirono incoraggiati a
procedere contro di Me, il Cristo in Gesù.

10. Ma vedendo le folle ne sentì compassione, perché erano stanche e disperse come pecore senza pastore. (Cap.
24, 10)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico


ed approfondisco la parola
"Compassione” significa soffrire per loro e con loro: Io vidi la loro sofferenza e le loro miserie e soffrivo con loro.
Vedere la sofferenza con l'occhio della misericordia significa avere compassione ed aiutare, dove è giusto farlo.
11. Allora disse ai Suoi discepoli: "La messe è molto grande, ma gli operai sono pochi, perciò pregate il padrone
della messe che mandi operai per il raccolto.”
12. E i Suoi discepoli Gli portarono due piccoli cesti pieni di pane e frutti ed una brocca piena d'acqua. E Gesù
pose il pane e i frutti davanti ad essi ed anche l'acqua. E tutti ne mangiarono e ne bevvero e furono saziati.
13. E si meravigliarono perché ognuno aveva mangiato a sufficienza e ne era ancora avanzato, pur essendo
quattromila. E se ne andarono e lodarono Dio per tutto quello che avevano visto ed udito. (Cap. 24, 11-13)
Io, il Cristo, chiarisco, rettifico
ed approfondisco la parola
C'erano molte persone, quasi quattromila. Tutti ascoltarono le parole dell'Onnipotente attraverso di Me, Gesù. La
parola di Dio è sostanza e forza. Molti di essi presero la parola di Dio come cibo dei cieli. Si ripromisero di
mangiare ogni giorno ancor più di questo pane e di questi frutti, ossia di consacrare la loro vita a Dio, alla Legge
della vita. In tal modo furono sprigionate energie positive.
Presi una parte di queste energie positive - che erano sorte dal desiderio e dalla volontà di molti dei presenti di
realizzare in sé, ogni giorno di più, il pane ed i frutti spirituali - e raddensai le energie positive che divennero per la
folla affamata pane, frutti, acqua ed anche pesci, l'alimento principale di quella gente. Il raddensamento dell'energia
spirituale era una manifestazione di luce proveniente dallo Spirito di Dio. Essa conteneva unicamente la vita
spirituale, sia nel pane che nei frutti, che nell'acqua e nei pesci. Ciò che viene manifestato dallo Spirito, non è pura
sostanza materiale, non porta in sé la vita terrena e tantomeno la crescita terrena. La sostanza spirituale manifestata
non può essere uccisa.
Le persone presenti si trovavano in uno stato di vibrazione elevata. Esse videro davanti a sé i cesti colmi, le brocche
piene d'acqua, il pane, i frutti, l'acqua e presero i doni della vita dai cesti e dalle brocche, eppure tutto avvenne in
esse e da esse. Esse attinsero questi doni in se stesse, poiché avevano sviluppato le energie più elevate per poterlo
fare, grazie alla loro buona volontà di consacrare la loro vita a Dio, alla Legge, e di moltiplicare le forze di Dio in sé.
Furono saziate e la loro sete fu spenta.
Dato che la folla si trovava in uno stato di coscienza elevato, Io, il Cristo in Gesù, potei effettuare questa
manifestazione di luce.

25° CAPITOLO
Il Discorso della Montagna
(1a parte)

Il Discorso della Montagna, la Via Interiore


verso la perfezione - I beati - I "poveri” - Sopporta la tua sofferenza in modo giusto - La mitezza, caratteristica di
coloro che amano altruisticamente - I Dieci Comandamenti e il Discorso della Montagna quale via che conduce
alla verità e alla giustizia - La misericordia, la porta verso l'eterno Essere - Le anime pure nella Legge Assoluta di
Dio - Gli operatori di pace hanno la pace dentro di sé - Lotta dei pionieri su vari fronti - Prelati, farisei, lupi
travestiti da agnelli - Campo di battaglia dietro la parete di nebbia - Pregate per le anime non illuminate (2-4). La
ricchezza terrena come impegno e compito - L'errato impiego della ricchezza ha gravi conseguenze - Monito a chi
schernisce - Ricchi, potenti, falsi profeti, adulatori, cristiani apparenti: strumenti del satana (5). I giusti sono il sale
della terra che portano alla luce l'ingiustizia (6). Vocazione e mandato della profetessa e messaggera di Dio -
L'operato dei pionieri sotto l'istruzione e la guida diretta - La Nuova Gerusalemme (7). Liberarsi dalla legge di
semina e raccolta tramite il Cristo; l'essere legati alla legge della caduta a causa delle confessioni e dei dogmi - Il
Cristo guida oggi alla verità tutta intera (8). Veri e falsi insegnanti (9). Salvezza solo con la fede e la realizzazione
(10). Il Cristo trasforma i peccati che gli vengono rimessi liberamente (11). Sistemare prima che si formi un grave
karma - Il nemico apparente, il tuo specchio (12-13). Ciascuno riceve ciò che ha seminato (14) - Date amore
altruisticamente (15). I desideri personali provocano legami a uomini e a cose - Vivere "nel pantano” (16). Semi
volanti nel campo dell'anima del tuo prossimo - La via di purificazione dei pionieri che conduce
fino al Regno della Pace (17-18)

1. Vedendo le folle, Gesù salì su una montagna e, messosi a sedere, Gli si avvicinarono i Dodici. Egli guardò i Suoi
discepoli e disse:
2. "Beati nello Spirito sono i poveri, perché di essi è il Regno dei cieli. Beati gli afflitti, perché saranno consolati.
Beati i miti, perché possiederanno la terra. Beati coloro che hanno fame e sete di giustizia, perché saranno saziati.
3. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli
operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per una causa giusta, perché di essi è il
Regno di Dio.
4. Sì, beati voi, quando gli uomini vi odieranno e vi scacceranno dalla loro comunità e diranno ogni sorta di male
contro di voi e metteranno al bando il vostro nome a causa del Figlio dell'uomo; rallegratevi in quel giorno ed
esultate, perché grande è la vostra ricompensa in cielo. Allo stesso modo, infatti, fecero i loro padri con i profeti.
(Cap. 25, 1-4)
Io, il Cristo, chiarisco, rettifico
ed approfondisco la parola
Il Discorso della Montagna è la Via Interiore verso il cuore di Dio che conduce alla perfezione.
I beati contempleranno il Cristo e con Me, il Cristo, possiederanno la terra in tutta mitezza e umiltà. Beato colui che
vede in ogni cosa la gloria del Dio-Padre-Madre. Egli è divenuto un esempio vivente per molti.
Io conduco i Miei alla conoscenza della verità.
Chi proviene dalla verità sente la Mia voce, poiché è verità e perciò sente e vede la verità.
I beati sono coraggiosi e gioiosi, poiché vedono ed odono ciò che non vedono e non odono coloro che si nascondono
ancora dietro al loro ego umano, facendo ogni sforzo per trattenerlo, per non essere riconosciuti.
Tuttavia, i beati vedono nel carcere dell'ego umano e riconoscono i pensieri più reconditi dei loro simili. Essi li
illuminano con la forza della loro coscienza luminosa ed annunciano loro:
"Beati nello Spirito sono i poveri, perché di essi è il Regno dei cieli!”
Con le parole "i poveri” non si intende povertà materiale. Non è questa povertà che porta la beatitudine nello Spirito,
bensì la devozione a Dio con la quale l'uomo adempie la volontà di Dio. Essa è ricchezza interiore.
Con le parole "i poveri” si intendono tutti coloro che non aspirano a crearsi proprietà e che non accumulano beni. Il
loro pensiero e la loro aspirazione sono volti alla vita di comunità nella quale amministrano, secondo la Legge, i
beni che Dio ha donato a tutti. Non desiderano e non aspirano alle cose del mondo. Si impegnano per il Bene
Comune e tendono le loro braccia verso Dio, percorrendo consapevolmente la via verso la Vita Interiore. La loro
meta è il Regno di Dio nel loro interiore che vogliono annunciare e portare a tutti gli uomini di buona volontà. La
loro ricchezza interiore è la vita in Dio, per Dio e per il loro prossimo. Essi vivono il comandamento "prega e
lavora”.
Aspirano allo Spirito di Dio e ricevono da Dio ciò di cui hanno bisogno per la loro vita terrena ed anche di più.
Questi sono i beati nello Spirito di Dio.

"Beati gli afflitti, perché saranno consolati.”


La sofferenza dell'uomo non proviene da Dio, ma l'ha provocata lo stesso sofferente, oppure, nel regno delle anime,
la sua anima si è caricata di una parte di colpa dell'anima di un fratello o di una sorella, per scontarla nell'esistenza
terrena, affinché l'anima del fratello o della sorella possa entrare in sfere più elevate della Vita Interiore.
Chi sopporta la propria afflizione, senza darne colpa al prossimo, e riconosce i propri difetti e le proprie debolezze
nella sofferenza, pentendosene, chiedendo perdono e perdonando, riceverà misericordia da Dio, poiché Dio,
l'Eterno, desidera consolare i Suoi figli e togliere loro ciò che non è bene e salutare per la loro anima. Infatti, quando
l'anima viene alleviata dalla sofferenza, ossia quando le cause che sono attive nell'anima sono state espiate, l'uomo si
avvicina a Dio.
"Sopporta la tua sofferenza” significa: non lamentarti; non accusare Dio e nemmeno il tuo prossimo. Trova nella tua
sofferenza il tuo comportamento peccaminoso che l'ha causata.
Pentiti, perdona e chiedi perdono e non rifare più il peccato che hai riconosciuto. La colpa dell'anima potrà così
essere cancellata da Dio e da Lui riceverai poi maggior forza, amore e sapienza.
Se incontri una persona colpita e provata dalla sofferenza che ti chiede aiuto, assistila ed aiutala nella misura in cui ti
è possibile e se è bene per la sua anima. E se riconosci che il tuo prossimo accetta l'aiuto con gratitudine e che si
edifica con esso, allora dagli ancora di più se ti è possibile.
Tuttavia, tu che presti aiuto, fallo altruisticamente. Se lo fai solo per dovere esteriore, non riceverai alcuna
ricompensa spirituale, né procurerai alcun beneficio all'anima della persona colpita e provata dalla sofferenza, ma
aiuterai solamente il corpo, il veicolo dell'anima.
"Beati i miti, perché possiederanno la terra.”
Mitezza, umiltà, amore e bontà vanno mano nella mano. Chi è divenuto amore altruistico è anche mite, umile e
benevolo. E' ricolmo di sapienza e forza.
Gli uomini nel Mio Spirito, che amano altruisticamente, possiederanno la terra. Vedete, la via che conduce al cuore
di Dio è la via verso il cuore dell'amore altruistico. Dall'amore altruistico fluisce la pace di Dio.
Gli uomini che sono in cammino verso il cuore di Dio e quelli che già vivono in Dio operano per la Nuova Epoca,
insegnando a tutti gli uomini di buona volontà la via che conduce a Dio. In tal modo possiederanno sempre più la
terra nel Mio Spirito.
Coloro che amano altruisticamente sono coloro che vivranno nel Regno di Dio sulla terra, nel Regno della Pace.
Gioite voi che già ora [1989] percorrete la via verso il cuore di Dio! Voi siete in Me coloro che preparano le vie e i
pionieri per la Nuova Epoca. Molti di voi si incarneranno nella Nuova Epoca, nel regno di luce, e porteranno
l'appagamento in Dio, perché già ora percorrono la via per raggiungerlo. Gioite e siate grati per la purificazione delle
vostre anime, perché Mi contemplerete e vivrete e sarete consapevolmente in Me e con Me.

"Beati coloro che hanno fame e sete di giustizia, poiché saranno saziati.”
Chi ha fame e sete della giustizia di Dio cerca la verità ed anela alla vita in Dio e con Dio. Costui sarà saziato.
Fratello Mio, sorella Mia, che aspiri alla giustizia, alla vita in Dio e con Dio sii consolato, ed elevati al di sopra
dell'ego umano peccaminoso! Gioisci, perché è iniziato il tempo in cui il Regno di Dio s'avvicina agli uomini che si
sforzano di rispettare i comandamenti della vita.
Vedi, Io, tuo Redentore, Sono la verità in te stesso e Sono quindi la Via, la Verità e la Vita dentro di te.
La verità è la Legge dell'amore e della vita. Nei Dieci Comandamenti, che sono gli estratti della Legge universale di
Dio, trovi i princìpi basilari per la via che conduce alla verità. Osserva i Dieci Comandamenti e giungerai sempre più
alla via del Discorso della Montagna, in cui sono descritti i tratti fondamentali della via che conduce alla verità.
La via verso la verità è la via che conduce al cuore di Dio, alla vita eterna che è amore altruistico. Il Discorso della
Montagna è la via verso il Regno di Dio, verso le Leggi per il Regno della Pace di Gesù Cristo; se le approfondisci e
le adempi, giungerai alla sapienza divina.
Hai già letto che il raggio parziale della Sapienza divina si trova in veste terrena [1989], per trasmettere la parola di
Dio e per spiegare le Leggi di Dio. Attraverso questo Mio strumento, Io rivelo ora il Discorso della Montagna in
tutti i suoi dettagli e conduco ed accompagno i volonterosi sulla Via Interiore con insegnamenti e lezioni che, se
vengono realizzati, conducono al Padre, all'eterna luce. Inoltre, tramite il Mio strumento, Io insegno la Legge
Assoluta, la Legge dell'eternità.
Riconosci: nessuno dovrà aver fame o sete di giustizia. Compi il primo passo verso il regno dell'amore, restando
innanzittutto retto con te stesso. Esercitati a vivere e pensare in modo positivo e, poco alla volta, diverrai un uomo
retto. Porterai così la giustizia di Dio in questo mondo e ne sarai un rappresentante, dato che compi la volontà di
Dio, del Signore, attingendo al Suo amore ed alla Sua sapienza.
Riconosci: è vicino il tempo in cui avverrà quanto rivelato. Il leone giacerà presso l'agnello, poiché gli uomini
avranno riportato vittoria su se stessi, per mezzo di Me, loro Redentore. Essi formeranno una grande famiglia in Dio
e vivranno in unità con tutti gli animali e con tutta la natura.
Gioite, il Regno di Dio s'è avvicinato e con il Regno di Dio anch'Io, vostro Redentore e Portatore di pace, il Sovrano
del Regno della Pace, del Regno mondiale di Gesù Cristo.
"Beati i misericordiosi, poiché otterranno misericordia.”
La misericordia di Dio corrisponde alla mitezza e alla bontà di Dio ed è per tutte le anime la porta verso la
perfezione della vita. Gli uomini che hanno sviluppato nelle loro anime tutte le sette forze basilari della vita, la
Legge che va dall'Ordine alla Misericordia, per mezzo di Me, il Cristo, che vivo nel Dio-Padre-Madre, rientreranno
nell'amore altruistico, nel Regno di Dio, in cielo, quali esseri spirituali puri, varcando la porta della Misericordia, e
vivranno in pace. La porta che conduce all'Essere eterno rappresenta la settima forza basilare, la Misericordia,
chiamata nello Spirito di Dio bontà e mitezza. Tutti gli uomini che si esercitano nella misericordia otterranno anche
misericordia ed assisteranno coloro che si trovano sulla via verso la misericordia.
Riconoscete: la via verso il cuore di Dio è la via che il singolo percorre nella comunità di persone che hanno gli
stessi intenti. Infatti, Dio è unità e l'unità in Dio è comunità in Dio e con Dio e con il prossimo.
Chi ha fatto i primi passi sulla via verso la perfezione adempirà il comandamento dell'unità: Uno per tutti, il Cristo -
e tutti per Uno, il Cristo.
Il Discorso della Montagna è, come è stato rivelato, la via evolutiva verso la Vita Interiore. Tutti coloro che hanno
fatto passi su questa via evolutiva verso il cuore di Dio aiutano coloro che si trovano ancora all'inizio del cammino.
In tutti loro e su tutti loro risplende il Cristo, che Io Sono.
"Beati i puri di cuore, poiché contempleranno Dio”.
Il cuore puro è l'anima pura che si è elevata di nuovo ad essere spirituale assoluto, tramite Me, il Cristo, nel Dio-
Padre-Madre.
Le anime pure che sono ridivenute esseri dei cieli, sono tornate ad essere immagini dell'eterno Padre e contemplano
nuovamente l'Eterno, volto a volto. Esse contemplano, vivono e percepiscono allo stesso tempo la Legge dell'eterno
Padre, perché sono ridivenute spirito del Suo Spirito, l'eterna Legge stessa.
Fino a che gli uomini e le anime debbono ancora prestare ascolto allo Spirito di Dio dentro di sé, non sono ancora
spirito del Suo Spirito, non sono ancora la Legge dell'amore e della vita stessa.
Chi, invece, è ridivenuto la Legge dell'amore e della vita contempla l'eterno Padre, volto a volto, ed è costantemente
e consapevolmente in comunicazione con Lui. Contempla nella sua globalità anche la Legge di Dio, la vita che
proviene da Dio, perché egli stesso è vita ed amore e si muove in essa. Chi si muove nella Legge Assoluta di Dio,
l'ha anche dischiusa totalmente, dall'Ordine fino alla Misericordia. Tutte le sette forze basilari dell'infinito sono al
suo servizio, perché è in unità e in armonia assoluta con tutto l'Essere.
"Beati gli operatori di pace, poiché saranno chiamati figli di Dio”
Il senso di queste parole è: beati coloro che mantengono la pace. Essi porteranno anche la vera pace su questa terra,
poiché sono divenuti pacifici dentro di sé. Essi sono consapevolmente figli di Dio.
Molti dei figli e delle figlie di Dio che recano in sé la pace e che la portano nel mondo sono gli esseri incarnati che
fanno parte del mandato di Dio e che combattono per la Nuova Epoca, affinché sorga l'umanità spirituale che vive
nel Regno della Pace di Gesù Cristo, nell'epoca di luce.
Parole del Sovrano del Regno della Pace sulla terra, rivolte agli uomini della Nuova Epoca:
voi uomini che vivete nella Nuova Epoca, nel Regno della Pace di Gesù Cristo che sta divenendo sempre più
luminoso e che state leggendo il presente libro "Questa è la Mia parola”, riconoscete che i pionieri del Cristo
dovettero combattere contemporaneamente su vari fronti contro il satanico, per fare varco al Regno di Dio sulla terra
che era stato annunciato.
Voi, quindi, vivete in pace in Me, il Cristo, vostro Fratello divino, il Sovrano del Regno della Pace. Tuttavia, dietro
alla parete di nebbia vivono ed operano quelle anime che non si sono lasciate afferrare dal Discorso della Montagna,
dalla via che conduce alla Vita Interiore, e che vivono ancora nella prigione del loro ego umano. Da uomini non
vollero ascoltare il richiamo di coloro che erano in cammino verso il cuore di Dio. Chiusero i loro orecchi ed i loro
cuori davanti alla verità e si nascosero dietro al loro ego umano, dietro alle loro idee, opinioni e concezioni
teologiche. Essi restarono farisei, ipocriti, persecutori e calunniatori anche nel periodo di preparazione, nel
passaggio dalla vecchia alla Nuova Epoca, l'epoca di luce.
Sappiate che la luce della redenzione risplende in tutte le anime fino alla quarta sfera di purificazione. Perciò
anch'essi non sono perduti. Molti esseri puri operano nel nome del Signore dietro alla parete di nebbia. Tra di loro ci
sono anche molti figli e figlie di Dio che, in varie incarnazioni ed in varie epoche, hanno preparato sulla terra a Me,
il Cristo, le vie verso il Regno della Pace, che diviene sempre più splendente. Essi continuano ad operare
altruisticamente per il loro prossimo nei regni delle anime. Gli uomini e le donne retti che hanno portato la Legge
dell'amore e della vita in questo mondo, ebbero una vita molto difficile in quell'epoca [1989].
Riconoscete, voi fratelli e sorelle che ora vivete nel Regno di Dio sulla terra: in quella grande svolta dei tempi, nel
passaggio dalla vecchia epoca materialistica a quella nuova, all'epoca di luce, i pionieri del Cristo per la Nuove
Epoca si opposero anche a ciò che era satanico e demoniaco.

"Beati i perseguitati per una causa giusta, poiché di essi è il Regno di Dio.”
Che cosa accadde ancora in quel periodo di preparazione [1989]? I pionieri del Cristo per la Nuova Epoca subirono
persecuzioni a causa del Regno di Dio sulla terra. Furono disprezzati e calunniati da farisei e scribi, da prelati e da
tutti coloro che erano loro succubi. La verità fu messa consapevolmente in cattiva luce e distorta. Coloro che
combattevano fedelmente per la verità furono ridicolizzati a causa di essa. Gli uomini che portavano Me, il Cristo,
solo sulle labbra, ma non nel cuore, predicarono contro di loro nelle loro chiese ed anche al di fuori delle mura della
chiesa, li calunniarono e discriminarono. Furono insultati ed accusati di insegnare il falso.
I cristiani apparenti contestarono ai veri seguaci del Cristo di essere cristiani, perché essi stessi non vivevano quello
che Io avevo comandato loro in veste di Gesù di Nazaret. Come accadde ai Miei tempi, in veste di Gesù, pur
predicando con le loro Bibbie ed ostentando una fede in Me davanti agli uomini, erano loro stessi lupi in veste di
agnello. Essi non realizzarono, infatti, ciò che Io comandai agli uomini: di amarsi gli uni gli altri altruisticamente,
come Io li amo; per questo motivo sono farisei ed ipocriti. E chi disprezza il comandamento dell'amore per il
nemico, disprezza il Cristo, che Io Sono.

Chi leggerà tutto questo, in epoche future, si rammenti dei pionieri del Cristo che hanno preparato la terra e
l'atmosfera della terra per la Nuova Epoca. Essi portarono sulla terra e nella sua atmosfera una parte dell'eterna
Legge di irradiazione. Rammentatevi di loro con amore, poiché molti di essi non si incarnano più per vivere ed
operare nel Regno della Pace sulla terra, ma continuano ad operare nelle sfere di purificazione. Lottano per le anime,
affinché anch'esse abbiano a liberarsi dai loro peccati e possano entrare nella gloria che Io Sono nel Padre.
Riconoscete: le anime portano con sé, al di là della parete di nebbia, ciò che non hanno sistemato sulla terra e lì
devono riconoscere e scontare quello che hanno provocato in veste terrena. Chi non è giunto all'autoconoscenza
quand'era uomo, e non si è quindi pentito, continua a vegetare come anima dietro la parete di nebbia, nello stesso
stato di sonnambulismo in cui aveva vissuto sulla terra, definendolo "vita”. Molti di coloro che, a suo tempo, erano
farisei ed ipocriti in veste terrena, calunniano i loro fratelli e le loro sorelle anche nel regno delle anime, li
ridicolizzano e contestano loro di essere cristiani, cercando in questo modo di mettere se stessi in buona luce. Questo
accadrà fino a che riconosceranno, certamente con grande dolore e sofferenza, ciò che hanno provocato ed in quali
cuori è veramente risorto il Cristo.
Secondo la Legge cosmica dell'attrazione, l'anima sperimenterà sul suo corpo dell'anima ciò che essa ha provocato ai
suoi simili in veste terrena e che non ha sistemato. L'anima vede in immagini i propri peccati e prova allo stesso
tempo, sul proprio corpo dell'anima, i dolori e le sofferenze che ha inflitto ai suoi simili quando erano uomini. I
peccati che sono ora attivi in essa continueranno ad agire in lei, fino a che si pentirà di cuore, chiederà perdono e
sarà disposta a perdonare il proprio prossimo. Solo allora l'energia del peccato si trasformerà in forza divina e
l'anima diverrà più luminosa e pura.
Pregate per coloro che, dietro alla parete di nebbia, si comportano in modo analogo a come fecero quand'erano sulla
terra in veste terrena! Pregate, affinché riconoscano se stessi e si pentano. Molti dei calunniatori dovranno
riconoscere, provare ed eventualmente sopportare nella propria anima le pene e le sofferenze dei pionieri, fino a che
avranno la certezza che Io, il Cristo, ero con i pionieri, con i Miei fratelli e sorelle, e lo Sono ora, quale Fratello
divino.
Pregate, affinché riconoscano per tempo e si accorgano di essere stati succubi delle forze delle tenebre nel mondo
negativo ed avido di potere! Le tenebre abusarono perfino del Mio nome per sedurre gli uomini e per rendere
difficile il lavoro nella vigna del Signore ai pionieri, ai figli ed alle figlie di Dio sulla terra.
Riconoscete: chi Mi seguì non fu rispettato da coloro che erano con il mondo, perché anch'Io fui disprezzato da loro
quand'ero Gesù di Nazaret. In tutti i tempi, gli uomini che seguirono sinceramente il Nazareno dovettero sopportare
e soffrire molto.
Molti pionieri della Nuova Epoca proseguirono tuttavia imperturbabili e restarono nelle Mie orme. Rammentatevi di
quegli uomini e donne coraggiosi che, con una fede incrollabile in Me, hanno condotto una lotta giusta per la Nuova
Epoca.
Gioite, voi che vivete nella Nuova Epoca, nel Regno della Pace che diviene sempre più luminoso. Voi siete collegati
con loro. Molti di voi sono stati pionieri in veste terrena nella grande svolta dei tempi, per far varco al Regno di Dio.
La lotta e la vittoria per Me, il Cristo, è rimasta come ricordo nelle vostre anime. Per intuizione, molti di voi sentono
di aver collaborato quali pionieri in quell'epoca. Sentono inoltre che in quell'epoca le cause divennero attive sempre
più rapidamente e che il positivo, l'epoca di luce, è sorto con potenza: è l'epoca del Cristo, in cui ora vivete
nuovamente in una veste di materia più fine.

5. Guai a voi ricchi! Perché avete già ricevuto la vostra consolazione in questa vita. Guai a voi sazi, perché avrete
fame. Guai a voi che ora ridete, perché sarete afflitti e piangerete. Guai a voi, se tutti gli uomini parleranno bene di
voi, perché così fecero anche i loro padri con i falsi profeti. (Cap. 25, 5)
Io, il Cristo, chiarisco, rettifico
ed approfondisco la parola
"Guai a voi ricchi! Perché avete già ricevuto la vostra ricompensa in questa vita.”
Gli uomini che considerano la loro ricchezza come loro proprietà sono poveri di spirito. Molti di coloro che sono
ricchi di beni terreni portano con sé, fin dalla nascita, il compito spirituale di essere di esempio per quei ricchi che,
con un cuore chiuso e duro, si legano alla propria ricchezza e pensano e mirano unicamente a moltiplicarla per se
stessi. Un uomo ricco di beni terreni, che ha riconosciuto che la sua ricchezza è un dono ricevuto da Dio solo per
immetterlo nel Grande Tutto, per il bene di tutti, amministrandolo in modo retto, realizza la Legge dell'uguaglianza,
della libertà, dell'unità e della fratellanza. Donando in modo altruistico, contribuisce affinché i poveri non vivano
nella privazione ed i ricchi nel lusso.
In questo modo viene instaurato gradualmente un equilibrio, un ceto medio-elevato, per tutti coloro che sono
disposti a realizzare altruisticamente la Legge "prega e lavora”. Così si sviluppa, poco alla volta, la vera umanità, in
una comunità i cui membri non accumulano ricchezze terrene personali, ma considerano tutto come proprietà
comune donata loro da Dio.
Se il ricco considera i beni e gli averi sua proprietà e nel mondo viene stimato per la sua ricchezza, nelle prossime
vite terrene vivrà in paesi poveri, quale effetto delle sue cause, e mendicherà il pane che ha negato ai poveri quando
era ricco. E sarà così fino a che tali incarnazioni saranno ancora possibili.
L'anima di un tale ricco non troverà pace nemmeno nelle sfere di purificazione. Le anime carenti di luce, che
patirono sofferenza e fame in veste terrena, a causa sua, lo riconosceranno come colui che li ha privati di ciò che
avrebbe potuto aiutarli ad uscire dai legami dell'ego umano. Molti lo accuseranno e la sua anima sentirà su di sé
come essi hanno sofferto e patito la fame. In tal modo, un'anima che in veste terrena era un uomo ricco e stimato,
può soffrire grandi pene, ben peggiori che se avesse dovuto mendicare il pane in veste terrena.
Riconoscete: secondo le Leggi dell'Eterno, a chiunque osservi in modo altruistico il comandamento "prega e lavora”
verrà dato in egual misura, dato che Dio dà ad ognuno ciò di cui ha bisogno ed anche di più. Tuttavia, fino a che tutti
gli uomini non si atterranno a questo comandamento, sulla terra ci saranno i cosiddetti ricchi. Il loro compito è di
distribuire la ricchezza che hanno accumulato e di vivere come coloro che adempiono altruisticamente il
comandamento "prega e lavora”. Se, così facendo, non penseranno al loro bene, ma al bene di tutti, la ricchezza
interiore comincerà gradualmente a manifestarsi anche esteriormente e nessun uomo dovrà più patir la fame o vivere
di stenti.
Guai a voi ricchi, che definite vostra proprietà i vostri beni ed averi e fate lavorare il vostro prossimo per aumentare
il vostro patrimonio! Io vi dico: voi non contemplerete il trono di Dio, ma continuerete a vivere dove si trovano i
piedi di Dio, sulla terra, sempre in nuove vesti terrene, fino a che sarà possibile. Anche se sostenete le strutture
sociali, ma siete di gran lunga più ricchi di coloro che ne beneficiano, siete ugualmente succubi del satana dei sensi,
che vuole la differenza tra il povero e il ricco.
Da queste differenze hanno origine potere e servilismo, invidia ed odio, che causano conflitti e guerre. Perciò, anche
se di tanto in tanto si impegnano a dare un aiuto sociale, coloro che trattengono la loro ricchezza servono il satana
dei sensi ed agiscono contro la Legge della vita: contro l'uguaglianza, la libertà, l'unità e la fratellanza.
Chi considera il denaro e i beni come sua proprietà e li accumula per se stesso, anziché far scorrere queste energie
materiali è, secondo la Legge della vita, un ladro, perché preclude al suo prossimo una parte della sua eredità
spirituale. Infatti, tutto è energia. Chi la lega con concetti come "mio e a me” agisce contro la Legge, che è energia
fluente.
"Guai a voi sazi, perché avrete fame.”
L'uomo ricco e sazio, che riempie solo i "suoi” granai, ha un cuore vuoto. Conosce solo il mio e il tuo. I suoi sensi e
i suoi pensieri girano solo intorno ai "miei” beni, alla "mia” proprietà, al "mio” pane, al "mio” cibo. "Tutto questo
mi appartiene” - questo è il suo mondo. Un tale uomo patirà un giorno la fame e vivrà di stenti, fino a che
comprenderà che tutto fa parte dell'Essere; tutto appartiene a Dio ed a tutti gli uomini che si sforzano di compiere le
opere di Dio, ossia di adempiere l'amore altruistico e la Legge della vita per la terra, che dice "prega e lavora”.
Gli uomini che parlano solo in termini di "mio” e "tuo” hanno poca luce e si preparano, già in quest'incarnazione,
un'ulteriore esistenza terrena oppure un lungo cammino della loro anima nel regno delle anime, in entrambi i casi in
veste di mendicante.
L'anima abbagliata dal materialismo ha inconsciamente fame di luce, perché ne è carente. Essa cerca a tutti i costi di
compensare questa carenza con cose esteriori, come ricchezza terrena, avidità, intemperanza, alcoolismo o altri
desideri e piaceri. Essa è insaziabile.
"Guai a voi che ora ridete, perché vi affliggerete e piangerete.”
Chi deride e schernisce il proprio prossimo sarà un giorno molto triste e piangerà su se stesso, perché ha
misconosciuto coloro che ha deriso e schernito. Dovrà riconoscere che, in fondo, ha deriso, schernito e beffeggiato
se stesso. Infatti, chi giudica e condanna il suo prossimo, deridendolo, schernendolo e beffeggiandolo, giudica,
condanna, deride, schernisce e beffeggia Me, il Cristo.
Riconoscete: chi pecca contro il più piccolo dei Miei fratelli, pecca contro la Legge della vita e ne dovrà soffrire.
Allo stesso tempo si è legato a coloro che ha disprezzato. Perciò, state attenti ed esercitatevi nell'autocontrollo. Non
è quello che entra dalla bocca che macchia la vostra anima, ma è quello che esce dalla vostra bocca che incolpa
l'anima e l'uomo.
"Guai a voi, se tutti gli uomini parlano bene di voi, perché così fecero anche i loro padri con i falsi profeti.”
Se voi dite cose che fanno piacere ai vostri simili, affinché vi elogino e vi stimino, siete come i falsari che pagano
con monete false per procurarsi vantaggi.
Analogamente accadde ed accade anche con i falsi profeti. Essi furono e sono ben visti dal popolo, perché dicevano
quello che il popolo voleva sentir dire e perché coloro che erano ben visti dal popolo stavano dalla loro parte,
sperando di trarne vantaggi e profitti personali.
Riconoscete, voi uomini nel Regno della Pace: nel vecchio mondo peccaminoso, molti retti profeti e uomini e donne
illuminati furono calunniati e perseguitati dai ricchi e dai potenti di questo mondo, dalle autorità delle chiese e dai
loro seguaci e molti di essi furono torturati ed uccisi. In tutti i tempi, il satanico ha utilizzato, come strumenti, coloro
che volevano trattenere per sé le loro ricchezze terrene e moltiplicarle, coloro che aspiravano al potere ed anche
coloro che erano succubi dei ricchi e dei potenti.
Dovete sapere tutto questo per comprendere come mai il vecchio mondo peccaminoso crollò in modo così terribile.
Erano falsi profeti anche coloro che predicavano il Vangelo dell'amore, ma che non lo vivevano. E lo erano anche
tutti coloro che si definivano "cristiani”, ma che nella loro vita non si comportavano come tali e che venivano spesso
elogiati per la loro eloquenza e onorati e lodati per la loro ricchezza e per il loro prestigio.
Vedete, malgrado tutto ciò, tutti i veri profeti ed illuminati contribuirono, nel corso dei tempi, a far sfavillare e
risplendere sempre più il cristallo della Vita Interiore, con le sue molteplici sfaccettature dell'eterna verità. In tal
modo si edificò, poco alla volta, il Regno di Dio sulla terra.
E voi, cari fratelli e sorelle nel Regno della Pace, avete ora il compito di curare e coltivare, proteggere e custodire
come un fiore prezioso questo cristallo, la Vita Interiore, che è ora perfetto, sfavillante e splendente: è la Legge
dell'amore e della sapienza di Dio, il Suo Ordine, la Sua Volontà, la Sua Sapienza, la Sua Serietà, la Sua bontà, la
Sua infinita irradiazione d'amore e la Sua mitezza.
6. Voi siete il sale della terra, perché ogni sacrificio dovrà essere salato, ma se il sale ha perso il suo sapore, con
che cosa si dovrà salare? A null'altro servirà, se non ad essere gettato e calpestato coi piedi. (Cap. 25, 6)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico


ed approfondisco la parola
I giusti sono il sale della terra.
Essi denunceranno continuamente i soprusi di questo mondo e metteranno il dito nella piaga del peccato; infatti in
questo mondo, ancora peccaminoso, sono state e vengono commesse molte iniquità e molti uomini ne sono divenuti
vittime a causa del Vangelo.
I giusti, che divennero vittime, dovranno essere riabilitati da uomini e donne giusti, perché tutto dovrà divenire
manifesto tramite il sale della terra. Ora, nel periodo degli sconvolgimenti dal vecchio mondo peccaminoso alla
Nuova Epoca, l'epoca di luce, i giusti porteranno alla luce l'ingiustizia e la renderanno manifesta, affinché coloro che
hanno compiuto ingiustizia abbiano a riconoscersi e a pentirsene.
Voi giusti, che siete il sale della terra, fate tuttavia attenzione che questo sale non perda il suo sapore, ossia vedete di
permanere nella giustizia e di non farvi trarre in inganno. Infatti, chi dovrebbe portare la giustizia in questo mondo e
chi dovrebbe denunciare i soprusi ed i peccati che gli uomini hanno commesso? Solo coloro che conoscono il Mio
nome e che sono segnati nel libro dell'agnello.
Chi non è più il sale della terra passa tra le fila di coloro che hanno abusato ed abusano del Mio nome per i loro
scopi e che hanno perseguitato, calunniato ed ucciso i giusti.
Se il sale della terra perde il suo sapore e l'uomo disprezza il suo prossimo, costui soccomberà alle proprie cause.
Espresso con un'immagine: egli calpesterà se stesso. Le sue cause non espiate richiameranno malattie, infermità e
sofferenze. L'anima povera di luce languirà e proverà, sul proprio corpo dell'anima, ciò che ha provocato al suo
prossimo.

7. Voi siete la luce del mondo. Non può restare nascosta una città edificata su una collina, né si accende una
lucerna per metterla sotto il moggio, bensì sopra il lucerniere, perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa.
Così risplende la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre buone opere e rendano gloria a vostro
Padre che è nei cieli. (Cap. 25, 7)
Io, il Cristo, chiarisco, rettifico
ed approfondisco la parola
Io Sono la luce del mondo.
Tramite i Miei fedeli, uomini e donne che compiono la volontà dell'Eterno, essa s'irradia ora più intensamente in
questo mondo.
Ho posto la Mia luce sul lucerniere della sapienza e della giustizia divina, perché faccia luce a tutti gli uomini di
buona volontà.
Miei fratelli e sorelle che vivete nel Regno della Pace di Gesù Cristo, è importante per voi sapere quanto segue: Io
ho fatto risplendere gradualmente la Mia luce nel raggio parziale incarnato della Sapienza divina. Chiamai l'essere
umano in cui era incarnato il principio femminile del cherubino della Sapienza divina e gli comunicai il suo mandato
spirituale, che si manifestò poi sempre più nella sua anima.
Dovete sapere che, quando il mandato spirituale comincia a pulsare nell'anima incarnata, la Legge vuole che esso
venga comunicato all'uomo e che gli venga chiesto se accetta ciò che è attivo nella sua anima.
L'essere incarnato acconsentì a senso con le seguenti parole: Eterno, io sono la Tua ancella, sia fatto di me secondo
la Tua volontà.
Così ebbe per lei inizio il grande mandato spirituale universale, ossia il compito di fungere da Mia profetessa e
messaggera per tutta la terra. La Mia luce divenne sempre più luminosa e forte nella sua anima, fino a che irradiò e
pervase totalmente l'essere umano. Quando anche l'essere umano si fu fortificato per essere in grado di trasmettere la
Mia sacra ed eterna parola, la inviai nel mondo. Guidata dal Mio Spirito, andò in paesi e città di vari continenti e,
tramite lei, trasmisi la Mia sacra parola in innumerevoli rivelazioni.
La Mia luce si irradiò in questo mondo, su questa terra, in innumerevoli sfaccettature dell'eterna verità. E' la
Sapienza che proviene da Dio.
Questa Mia luce infiammò un numero sempre più grande di cuori, nella grandiosa svolta dei tempi. Gli uomini
riconobbero l'eterna verità nella Mia parola. Sempre più uomini percorsero la Via Interiore ed accolsero il dono della
vita, gli insegnamenti e le lezioni provenienti dall'eterna verità, per avvicinarsi a Dio, all'eterno Essere.
Molti uomini e donne divennero Miei fedeli, perché compivano la volontà di Dio. Si affratellarono nel Mio Spirito e
divennero i pionieri per la Nuova Epoca; essi posero le fondamenta del Regno di Dio sulla terra e cominciarono ad
edificare su di esse.
Sempre più uomini si misero alla ricerca della luce; sulla via verso la Vita Interiore alimentarono sempre più la loro
fiamma interiore con la Mia luce e si unirono ai pionieri per operare insieme a loro per la Nuova Epoca.
Riconoscete inoltre quanto segue: dai profondi insegnamenti che Io trasmisi tramite la Sapienza divina incarnata,
essi riconobbero le eterne Leggi e rimasero sempre più nella giustizia di Dio.
In tutti i tempi, i pionieri dovettero superare anche alcune sconfitte. Ma in ogni sconfitta riconobbero la propria
debolezza e la superarono poi con Me, il Cristo. Si pentirono del loro comportamento negativo, lodarono e
glorificarono Dio per la Sua guida incessante che li aiutò anche a superare le sconfitte. In tal modo, questi uomini e
donne si fortificarono in Me, il Cristo.
Essi non attribuirono a se stessi il merito delle vittorie riportate in Me, il Cristo. Ringraziarono, lodarono e
glorificarono l'eterno Nome e gioirono perché l'Eterno, attraverso di Me ed Io attraverso di loro e con loro, poté
compiere ciò che era necessario per l'epoca di luce, nella quale voi ora vivete.
Realizzando le eterne Leggi, le donne e gli uomini fedeli si avvicinarono sempre più a Me e presero coscienza della
Mia guida. L'Eterno, Dio, il Padre di noi tutti, ed Io, il Cristo, parlavamo con loro tramite il raggio parziale incarnato
della Sapienza divina. Ammonimmo continuamente i pionieri a deporre i loro difetti ancora presenti. Allo stesso
tempo Mio Padre ed Io, il Cristo, li conducemmo all'autoconoscenza, facendo loro presente, secondo la legge del
libero arbitrio, quando agivano contro l'eterna Legge. Spiegammo loro come riparare ai loro difetti. L'Eterno ed Io, il
Cristo, ci rivelammo in merito a tutte le questioni e situazioni essenziali, guidandoli a trovare risposte e soluzioni
conformi alla Legge. Essi sistemarono subito ciò che era necessario e, in questo modo, ciò che non corrispondeva
all'eterna Legge poté essere eliminato.
L'epoca dei pionieri fu una grande epoca, perché i pionieri parlavano con Dio, che si rivelava loro attraverso la
grande luce della Sapienza divina. Grazie a questo profondo collegamento con il Dio-Padre-Madre e con Me, loro
Redentore e Fratello divino, si fortificarono nel loro interiore. Divennero sempre più colmi d'amore e sapienza.
Quello che Io rivelo nel presente libro "Questa è la Mia parola” si compì in un processo evolutivo che abbracciò
diverse generazioni. I primi pionieri per la Nuova Epoca non riconobbero ancora la grande luce che viveva in mezzo
a loro, perché il raggio parziale incarnato della Sapienza divina si comportava da sorella tra fratelli e sorelle, senza
mettersi in primo piano. Grazie a questa semplice fratellanza che sgorgava da una grande umiltà e da un profondo
rispetto per Dio, nacque una fratellanza sincera anche tra alcuni dei pionieri. La grande portatrice di luce era per loro
una sorella in grado di dar loro consigli in ogni situazione della vita, poiché il suo corpo spirituale era tutt'uno con
Dio, la vita.
Riconoscete, voi che vivete nella Nuova Epoca: tutto questo, oltre a molte altre cose che non sono state trascritte,
dovette accadere, affinché la Mia luce potesse splendere ancor più intensamente in questo mondo. Essa risplendette
in modo possente nella svolta dei tempi e preparò la Nuova Epoca tramite i Miei fedeli.
I pionieri in Me erano una truppa di battaglia spirituale che combatteva secondo la Legge della vita, dell'amore e del
libero arbitrio.
Dopo aver concluso l'Alleanza con Dio, con l'Eterno, essi vissero ed operarono attingendo alla luce centrale
originaria della Comunità dell'Alleanza Nuova Gerusalemme, nella Nuova Israele che stava sorgendo. Nel corso
delle generazioni successive, dalla Comunità Nuova Gerusalemme sorse la grandiosa città di Gerusalemme, sulla
materia terrestre che diveniva sempre più fine.
La città Nuova Gerusalemme, edificata sulle colline, non può restare nascosta. Quale luce centrale primordiale, essa
risplende e si irradia su tutta la terra.
Dalla città, edificata sulle colline, dalla Nuova Gerusalemme vengono trasmessi gli impulsi per tutto il Regno
mondiale di Gesù Cristo. La città Nuova Gerusalemme è il punto centrale del Regno della Pace di Gesù Cristo. Così
fu rivelato e così è.
8. Non pensate che Io sia venuto ad abolire la Legge o i profeti; Io non sono venuto per abolire, ma per portare a
compimento. Poiché, in verità, vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure un iota o un
segno della Legge e di quanto detto dai profeti, senza che tutto sia compiuto. Ma vedete, qui si trova Uno ben più
grande di Mosè, che vi darà una Legge ben superiore, anzi la Legge perfetta, e voi dovreste osservare questa
Legge. (Cap. 25, 8)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico


ed approfondisco la parola
Quando ero Gesù di Nazaret insegnai parti della Legge perfetta, della Legge Assoluta, agli uomini ed alle donne che
Mi seguivano ed a tutti quelli che Mi ascoltavano. Spiegai loro anche che la Legge Assoluta dell'amore si irradia
nella legge di semina e raccolta, dato che lo Spirito è onnipresente ed agisce, quindi, anche nella legge di semina e
raccolta, nella legge della caduta.
Attraverso di Me, il Cristo incarnato in Gesù di Nazaret, ed attraverso tutti gli altri veri profeti di Dio, l'Eterno istruì
ed ammonì i Suoi figli nelle sfere imperfette, spiegando che la legge della caduta, la legge di semina e raccolta, è
costantemente attiva. Chi non si ravvede e non cambia per tempo dovrà subire gli effetti delle sue cause. Anche
nell'epoca odierna [1989], l'Eterno desiderava e desidera condurre i Suoi figli umani e tutte le anime al Suo cuore,
alla Legge dell'eterno amore, prima che il raccolto, ossia gli effetti delle cause che hanno posto, ricada su di loro.
L'Eterno li guidava e li guida all'autoconoscenza attraverso di Me, il Cristo. Egli diede e dà loro la forza per
sistemare i peccati e gli errori che hanno riconosciuto e che riconoscono.
Il Cristo, che Io Sono, venne su questa terra, in questo mondo, in veste di Gesù di Nazaret, per insegnare l'eterna
Legge agli uomini, quale Figlio dell'uomo, e per darne esempio con la Sua vita, affinché essi possano riconoscere la
via che conduce all'eterno Padre ed adempiere la Sua Legge, per poi poter ritornare nelle eterne dimore che Egli
tiene pronte per tutti i figli Suoi.
Gli uomini che Mi seguirono quando ero sulla terra e che realizzarono le eterne Leggi erano i Miei veri seguaci.
Nelle generazioni successive, sorsero poi il cristianesimo vero e quello apparente: i veri seguaci che seguivano
liberamente Me, il Cristo, osservando le Leggi del Discorso della Montagna, ed i cristiani apparenti che si
limitavano a parlare di Me, il Cristo, operando però contro le Leggi. Inoltre, ci fu la cosiddetta conversione forzata:
essa nacque dalla cristianizzazione forzata delle masse attuata dalle chiese.
Riconoscete: nell'eterna Legge non vi è alcuna imposizione. Dio, l'Eterno, ha dato il libero arbitrio a tutti i Suoi figli.
Chi si decide liberamente, con la sua libera decisione, ha la forza di compiere ciò che caratterizza il vero
cristianesimo: uguaglianza, libertà, unità, fratellanza e giustizia. Qualsiasi costrizione proviene dalla legge di semina
e raccolta, chiamata anche legge della caduta. All'uomo è comandato di scegliere liberamente la propria via
spirituale. Io, il Cristo, offrii ed offro la via che conduce al cuore di Dio, ma non costringo alcuno a percorrerla. Chi
costringe il proprio prossimo vive oppresso dalle costrizioni della legge della caduta e rappresenta il pensiero della
caduta.
Alcune cosiddette confessioni cristiane impongono ai loro fedeli il battesimo con l'acqua. Già da piccoli, i bambini,
il cui libero arbitrio non è ancora sviluppato e che pertanto non sono ancora in grado di decidere liberamente,
vengono costretti a divenire membri di una chiesa tramite il battesimo con l'acqua e, con ciò, indotti a partecipare
anche agli altri rituali.
Questo è un intervento nel libero arbitrio del singolo, che è pari ad una cristianizzazione forzata. Si tratta di processi
che avvengono nell'ambito della legge della caduta.
Gli uomini che non accettano e che non accolgono liberamente Me, il Cristo, per profonda convinzione interiore,
hanno spesso grandi difficoltà a comprendere e ad accettare in modo retto i Dieci Comandamenti, gli estratti della
Legge eterna, dato che questi sono stati relegati in secondo piano da molte pratiche esteriori, con forme dogmatiche,
riti, usi e culti. Queste esteriorità, che divennero l'essenza delle confessioni, non hanno tuttavia nulla a che vedere
con il cristianesimo interiore, con la religione interiore, bensì provengono in parte direttamente dal periodo del
politeismo e dell'idolatria e, quindi, dalle sfere della caduta.
Solo quando gli uomini si staccano liberamente dai dogmi loro imposti e dalle forme rigide, da riti e culti e dalle
loro concezioni personali di Dio, essi possono essere gradualmente condotti nel loro interiore, nel loro vero essere.
Lì, nel loro essere interiore, ritrovano poi se stessi, quali veri esseri in Dio e abitanti del Regno di Dio che è insito in
ogni uomo. Questa Vita Interiore è la vera religione, la religione interiore.
Riconoscete: la Legge eterna ed universale, che comprende ogni cosa, la Legge dei cieli, è immutabile. E' la Legge
di tutto l'Essere puro. A seguito della caduta, si formò la legge di semina e raccolta che può essere sciolta solo
realizzando le eterne Leggi. Pertanto non è possibile sottrarsi ad essa. La legge di semina e raccolta agisce in ogni
anima, fino a che i peccati sono stati riconosciuti, sistemati, espiati e rimessi a Me, al Cristo-Dio. Solo allora
l'anima, che si è liberata da quasi tutte le sue impurità, si sottrae alla legge della caduta. Essa ridiviene così l'essere
puro in Dio che vive la Legge Assoluta, poiché essa è nuovamente protesa verso la Legge Assoluta dell'amore e
della vita che regna ovunque.
La legge di semina e raccolta avrà validità fino a che tutte le negatività saranno state scontate e trasformate in
energia positiva ed ogni essere vivrà nuovamente in Dio, dal Quale è scaturito. Man mano che tutti gli esseri
provenuti da Dio saranno rientrati nel cuore di Dio, nella Legge Assoluta, si trasformeranno anche tutte le sfere di
purificazione, tutte le sfere semimateriali e materiali, inclusa la terra, e vibreranno nuovamente nella Legge
Assoluta. La legge della caduta sarà così annullata e l'amore di Dio sarà consapevolmente e regnerà ovunque in tutto
l'Essere, in ogni creatura.
Nessun "iota” verrà tolto dall'eterna Legge che i veri profeti hanno portato prima e dopo di Me e di cui Io diedi
esempio con la Mia vita, nelle vesti di Gesù di Nazaret.
Quando si dice: "neppure un iota”, si intende il singolo aspetto dell'eterna verità, non la lettera e la parola degli
uomini come tali. Le parole umane sono spesso solo simboli che celano cose più profonde. Solo quando l'uomo sarà
in grado di percepire in profondità il linguaggio simbolico, egli riconoscerà la verità ed il senso della vita celato nel
profondo delle parole umane.
"La Legge superiore” è il passo nella Legge perfetta che viene insegnata agli esseri ampiamente puri, provenienti
dalla terra e dalle sfere di purificazione, nelle sfere di preparazione antistanti la porta dei cieli. La Legge superiore è
l'ultimo grado di insegnamento antistante la porta celeste. Essa mostra agli esseri ampiamente puri come possono
riattivare, nel corpo spirituale, l'irradiazione conforme alla Legge, per poterla impiegare nell'infinito.
Quand'ero Gesù di Nazaret, insegnai parti della Legge perfetta, della Legge Assoluta. La verità tutta intera doveva
restare ancora celata agli uomini di allora, perché erano ancora troppo attaccati al politeismo ed orientati su
differenti concetti religiosi di quel tempo. Perciò dissi a senso: quando verrà il tempo, Io, lo Spirito della verità, vi
introdurrò nella verità tutta intera.
Sul monte Golgota, che significa "luogo del cranio”, venni crocifisso dai romani, perché il popolo giudeo non Mi
aveva accettato ed accolto quale Messia. Nonostante avessi predicato, insegnato, guarito e dato molti segni della Mia
divinità in tutta la valle del Giordano, il popolo giudeo caparbio restò succube degli addetti al tempio, rendendosi
così corresponsabile della morte di Gesù di Nazaret.
Con le parole, a senso: "E' compiuto”, le scintille redentrici penetrarono in tutte le anime incolpate e cadute. In
seguito a questo, Io divenni e Sono il Redentore di tutti gli uomini e di tutte le anime.
Continuai e continuo ad operare quale Cristo-Dio. Mi rivelai e Mi rivelo tramite veri strumenti di Dio, uomini dalle
anime ampiamente purificate, in tutte le generazioni fino all'epoca odierna [1989].
In questa potente svolta dei tempi, in cui l'epoca di luce si avvicina sempre più agli uomini, Io insegno l'eterna
Legge in tutte le sue sfaccettature, e coloro che percorrono il sentiero interiore verso l'amore di Dio sono sempre più
numerosi.
E' giunta ora l'epoca che annunciai quand'ero Gesù di Nazaret: "Oggi non siete ancora in grado di portarla, ossia di
comprenderla, ma quando verrà lo Spirito della verità, Egli vi introdurrà nella verità tutta intera.” Ora Io Sono tra i
Miei nello Spirito, tra i fedeli viandanti verso l'eterno Essere, verso la coscienza del Padre Mio, ed insegno loro
l'eterna Legge Assoluta, affinché anche coloro che vivranno nel Regno della Pace abbiano ad adempierla. Essi
vivranno così in Me ed Io attraverso di loro.
Le Mie parole sono vita, sono l'eterna Legge. Esse resteranno nei viandanti in cammino verso la vita eterna ed anche
nei numerosi scritti, ed anche nel presente libro per il Regno della Pace di Gesù Cristo.
Riconoscete: è solo l'eterna Legge dell'amore che rende libero l'uomo e non la legge di semina e raccolta, che gli
porta solo sofferenza, malattia, miseria ed infermità.
9. Chi, dunque, trasgredirà uno solo di questi Comandamenti che Egli darà agli uomini e insegnerà loro a fare
altrettanto sarà considerato il più piccolo nel Regno dei cieli. Chi, invece, li osserverà e li insegnerà sarà
considerato grande nel Regno dei cieli.
(Cap. 25, 9)

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ed approfondisco la parola
I Dieci Comandamenti, che Dio ha dato ai Suoi figli umani tramite Mosè, sono estratti dell'eterna Legge della vita e
dell'amore. Chi trasgredisce questi comandamenti, limitandosi ad insegnarli ai suoi simili, senza però viverli
personalmente, è un falso insegnante. Pecca contro lo Spirito Santo, e questo è il peccato più grave. Questo falsario
sfrutta l'amore di Dio, la Legge della vita, per i propri fini, abusando così dell'eterna Legge. Ogni abuso è una rapina
ed ogni ladro è una persona istigata, preda delle sue stesse azioni e cause, dalle quali verrà prima o poi colta e
smascherata. Infatti, Dio è un Dio retto; attraverso di Lui tutto diviene manifesto, sia il bene, sia ciò che è meno
bene, sia il male.
Chi, invece, osserva la Legge dell'amore e della vita, ossia l'adempie nella vita quotidiana ed insegna agli uomini ciò
che egli stesso ha realizzato, è un vero insegnante spirituale. Egli porge agli uomini il pane dei cieli, con cui molti
saranno saziati. Chi dona attingendo a ciò che ha adempiuto è ricolmo di sapienza e forza divina e, quando sarà
giunto il tempo, risplenderà come una stella nel cielo. Infatti, l'uomo appagato da Dio attinge alla corrente della
salvezza e dona altruisticamente a coloro che hanno fame e sete di giustizia.
Riconoscete: la Legge eterna dell'amore e della vita scende in questo mondo tramite uomini e donne giusti. Perciò,
chi osserva ed insegna l'eterna Legge sarà considerato grande nel Regno dei cieli, cioè raccoglierà una ricca
ricompensa nei cieli.

10. In verità, coloro che credono ed ubbidiscono salveranno le loro anime e quelli che non ubbidiranno le
perderanno. Infatti, Io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel
Regno dei cieli. (Cap. 25, 10)

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ed approfondisco la parola
La frase: "... quelli che credono ed ubbidiscono salveranno le loro anime e quelli che non ubbidiranno le
perderanno” significa: chi crede ed osserva le Leggi di Dio salverà la propria anima dalla ruota della rinascita che
continuerà altrimenti ad attirarlo nella carne, fino a che avrà espiato tutto ciò che l'ha trascinato continuamente ad
incarnarsi.
Riconoscete: non è sufficiente avere fede nella Legge della vita. Solamente la fede nella vita e la realizzazione delle
Leggi della vita liberano l'uomo e l'anima dalla ruota della rinascita.
Chi non osserva le Leggi di Dio tradisce Dio e vende la propria anima alle tenebre. Così facendo, ricopre la luce
della propria anima, la sua vera vita: l'uomo vive poi nel peccato e l'anima nel sonno di questo mondo. La legge
della reincarnazione, la ruota della rinascita che trascina l'anima nell'incarnazione, sarà attiva ancora per un certo
tempo, affinché l'anima incarnata possa riconoscere che non è di questo mondo, ma che si trova in veste terrena per
deporre i suoi lati umani e per portare alla luce la sua parte divina: la sua vera vita eterna.
Non tutti quelli che conoscono i segni della scrittura li interpretano a senso e non solo alla lettera. Perciò il
significato dovrebbe essere: se la vostra giustizia non supera quella di molti scribi che pretendono di essere giusti ed
insegnano la Mia Legge, senza però osservarla loro stessi, non entrerete nel Regno dei cieli.
Non legatevi quindi ad idee ed opinioni ed ai concetti degli uomini. Realizzate gli aspetti della Legge della vita che
avete riconosciuto e riconoscerete poi i passi successivi che conducono alle Leggi più elevate.
Riconoscete: la giustizia di Dio è l'amore e la sapienza di Dio. Chi non la sviluppa dentro di sé non può nemmeno
irradiarla, né vedere nel profondo dell'eterno Essere e tanto meno scoprire la sua vera vita. La sua vita terrena è un
vegetare. Egli vegeta ai margini della vera vita, lasciandosela sfuggire, e sarà spiritualmente morto sia nell'aldiqua
che nell'aldilà. Egli non ha il giusto orientamento, né in questa esistenza terrena, né nella vita dell'aldilà, poiché non
ha vissuto secondo le Leggi della vita. Non è saggio, ma trasmette solo il sapere che ha accumulato, divenendo così
succube del peccato e, infine, un peccatore. Agisce contro l'eterna Legge e scivola perciò sempre più nella legge di
semina e raccolta.

11. Dunque, se tu presenti la tua offerta sull'altare e ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia il
tuo dono davanti all'altare e va' prima a riconciliarti con tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono. (Cap. 25,
11)
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" ... se tu presenti la tua offerta sull'altare e ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia il tuo dono
davanti all'altare e va' prima a riconciliarti con tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono” significa: se tu desideri
consacrare la tua vita a Me, il Cristo, e rimetterMi i tuoi difetti e i tuoi peccati, e riconosci che non ti sei ancora
riconciliato con il tuo prossimo, lascia per il momento il peccato davanti all'altare interiore. Va' dal tuo prossimo e
riconciliati con lui e, quando ti sarai deciso a non rifare più ciò che ha provocato il peccato o cose simili, allora
deponi il tuo peccato sull'altare. L'altare si trova nel profondo del tuo tempio di carne ed ossa. Lo Spirito dell'amore
e della vita trasforma poi il peccato in forza e vita. Infatti, se Mi rimetti qualche cosa liberamente, senza costrizione
e ben disposto, e non rifai più le stesse o simili cose, ne verrai liberato. La tua anima riceverà poi più luce da Me.
Rispettate il seguente aspetto della Legge: se avete peccato contro il vostro prossimo unicamente in pensieri, con
pensieri privi d'amore, d'invidia, di vendetta, gelosia e odio, non andate da lui per parlargliene. Sappiate che il vostro
prossimo non conosce il mondo dei vostri pensieri. Se li esprimete in parola, egli comincia a riflettere su di essi.
Venite solo da Me, il Cristo, che Sono nel vostro interiore e pentitevi dei vostri pensieri, inviando allo stesso tempo
all'anima del vostro prossimo pensieri positivi ed altruistici, chiedendo perdono e collegandovi interiormente con lui,
sempre con i pensieri. Io scioglierò così quello che è stato provocato con i pensieri e, se non pensate più tali o simili
cose, vi sarà già perdonato.
Riconoscete: parlando al vostro prossimo dei vostri pensieri umani, potreste eventualmente mettere in moto in lui
aspetti umani che si stavano trasformando e che potrebbero nuovamente riattivarsi in lui. Ed ecco che egli comincia
a pensare ed a parlare di nuovo negativamente, incolpandosi nuovamente.
La Legge dice: non si incolpa solo colui che viene stimolato a riflettere sui vostri pensieri a seguito del vostro modo
errato di comportarvi, ma anche voi che avete espresso i pensieri e che, così facendo, avete stimolato nel vostro
prossimo aspetti umani che si stavano trasformando.
Tuttavia, se dalla vostra bocca escono cose contro la Legge e accusate, insultate e parlate male del vostro prossimo,
andate da lui e chiedetegli perdono, anche se lo viene a sapere da altri. Quando vi avrà perdonato, anche l'eterno
Padre celeste in Me, il Cristo, vi avrà perdonato. Ma se il vostro prossimo non vi perdonerà, neanche il vostro Padre
celeste in Me, il Cristo, lo potrà fare. L'amore del Dio-Padre-Madre toccherà comunque sempre più il cuore ancora
indurito, affinché l'uomo possa ravvedersi più rapidamente e vi perdoni, in modo che anche Dio in Me, il Cristo, vi
possa perdonare e tutto ciò che era negativo possa essere scontato e trasformato.
Fate attenzione alla vostra lingua! Infatti, ciò che esce dalla vostra bocca ed è contro la Legge può arrecare al vostro
prossimo ed a voi stessi un danno ben più grande dei vostri pensieri che avete riconosciuto per tempo e rimesso a
Me, il Cristo in voi, prima che producano il loro effetto.
Riconoscete anche un altro aspetto della Legge: voi non vedete e non udite i pensieri, tuttavia essi sono presenti.
Vibrano nell'atmosfera e possono influenzare chi pensa le stesse o simili cose. Se li rimettete per tempo a Me,
vengono cancellati, a meno che l'anima del vostro prossimo non li abbia già registrati in sé. In questo caso, verrete
guidati in modo che possiate fare del bene alla persona di cui avete pensato negativamente. E se fate del bene
altruisticamente, senza esprimere i pensieri che avete avuto un tempo, nell'anima della persona di cui avete pensato
negativamente verrà cancellato ciò che essa aveva già assorbito. Ed anche in voi verrà cancellato ciò che la vostra
anima ha irradiato.

12. Mettiti d'accordo al più presto con il tuo avversario, mentre sei ancora per strada con lui, affinché l'avversario
non ti consegni al giudice ed il giudice alla guardia per gettarti in prigione, da dove non uscirai fino a che non
avrai pagato fino all'ultimo centesimo.
13. Avete inteso che fu detto: amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico. Ma Io dico, a voi che ascoltate: amate i
vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano. (Cap. 25, 12-13)

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"Mettiti d'accordo al più presto con il tuo avversario, mentre sei ancora per strada con lui” significa: non lasciare in
sospeso il peccato che hai commesso verso il tuo prossimo! Sistemalo al più presto possibile, poiché il tuo prossimo
si trova ancora in cammino con te nell'esistenza terrena. Quando la sua anima avrà lasciato la terra, dovrai
eventualmente attendere fino a che potrai incontrarlo nuovamente per potergli chiedere perdono.
Riconoscete: il giudice è la legge di semina e raccolta. Se diviene attiva, l'uomo non ne potrà uscire fino a che non
avrà pagato "l'ultimo centesimo”, ossia fino a che non avrà scontato tutto ciò che ha provocato e di cui non si è
pentito per tempo.
Sfruttate perciò l'opportunità di chiedere perdono al vostro prossimo e di perdonarlo, fino a che siete ancora in
cammino con lui sulla terra e il peccato non si è ancora impresso nell'anima, divenendo una causa. Chi non perdona
e non chiede perdono dovrà portarne l'effetto, fino a che non avrà "pagato l'ultimo centesimo”.
Quindi, riconciliatevi al più presto possibile con il vostro prossimo. Se le cause, quali lite, gelosia o invidia, hanno
già messo radice nella vostra anima e lo stesso è avvenuto anche nel vostro prossimo, con il quale siete in discordia,
è probabile che egli non vi perdoni così in fretta, neppure se avete riconosciuto il vostro peccato e ve ne siete pentiti.
Infatti, il complesso di colpa può essersi consolidato nella sua anima, a causa del modo di pensare simile o analogo
che avete messo in moto in lui. A causa del vostro comportamento peccaminoso, che avete nutrito per lungo tempo,
anche lui ha alimentato il rancore contro di voi nella sua anima ed ha creato, come voi, un grande campo energetico
negativo, ossia un complesso di colpe, che ora entrambi dovete elaborare. Potrete sistemare queste cose ancora in
questa vita terrena, oppure solo nei regni delle anime, oppure in successive incarnazioni.
Riconoscete: prima che la sorte si abbatta sull'uomo, questi viene ammonito dallo Spirito della vita, che è anche la
vita dell'anima, ed anche dall'angelo custode o attraverso altre persone. Gli ammonimenti dello Spirito sono
sensazioni finissime che sgorgano dall'anima o che l'angelo custode fa penetrare nel mondo delle sensazioni o dei
pensieri dell'uomo e che l'ammoniscono a cambiare il suo modo di pensare, oppure a sistemare ciò che ha provocato.
L'eterno Spirito della vita e l'angelo custode possono anche stimolare gli uomini a rivolgersi ad una persona che sta
per essere colpita da una sventura. Questi vanno quindi dalla persona interessata ed intavolano un colloquio, nel
corso del quale parlano automaticamente della sua situazione. In questo modo la causa della sciagura incombente
potrebbe essere riconosciuta e sistemata.
Riconoscete, quindi, che l'eterna luce dà ammonimenti ed avvertimenti nei modi più svariati, sia al prossimo con il
quale avete creato delle cause che a voi stessi.
Anche attraverso impulsi provenienti da eventi della giornata, l'uomo viene ammonito in tempo, prima che ciò che
ha provocato ricada su di lui sotto forma di sventura.
Chi prende sul serio tali avvertimenti e sistema i peccati riconosciuti, pentendosi, perdonando, chiedendo perdono e
riparando a ciò che ha commesso, non dovrà subire ciò che ha causato. Se il peccato è grave, è probabile che egli
debba scontarne una parte, ma non tutto quello che sarebbe dovuto fuoriuscire dall'anima. Chi, tuttavia, non vede e
non ascolta gli ammonimenti, perché è stordito da cose umane, dovrà scontare le cause che egli stesso ha creato, fino
a che non avrà "pagato l'ultimo centesimo”.
Il comandamento della vita dice: "Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano.”
Ogni uomo dovrebbe vedere in ogni suo simile il suo prossimo, il fratello e la sorella. Dovreste riconoscere il vostro
prossimo anche nei nemici apparenti e sforzarvi di amarli altruisticamente.
Il nemico apparente può anzi essere un buono specchio di autoconoscenza, nel caso in cui tu ti agiti per la sua
ostilità, che può avere molti aspetti; infatti, se un aspetto del vostro prossimo vi irrita, significa che tali o simili cose
sono dentro di voi.
Se, tuttavia, riesci a perdonare senza grande irritazione il tuo prossimo che ti ha incolpato ed accusato, allora in te
non c'è alcuna rispondenza; in te non esistono aspetti uguali o analoghi ed essi non trovano quindi risonanza nella
tua anima. E' possibile che tu abbia già sistemato o scontato, in vite precedenti, quello di cui vieni accusato, oppure
che tu non l'abbia mai edificato nella tua anima. In questo caso, questo aspetto si trovava solo nell'anima di colui che
ha pensato e parlato contro di te e che ti ha accusato. Quindi, se in te non sale alcuna irritazione e se non senti alcuna
risonanza nella tua anima, sei stato uno specchio per lui. Se lui guarda in questo specchio del proprio ego umano o
no, è una cosa che riguarda Dio e lui, Suo figlio.
Riconosci: già nel vederti, la sua coscienza si è messa in movimento e gli ha rispecchiato che un tempo ha pensato e
parlato, per esempio, in modo negativo di te. Ora ha la possibilità di sistemarlo. Se lo fa, pentendosene e non
ripetendo più tali o simili cose in pensieri ed azioni, allora questi aspetti saranno cancellati dalla sua anima, quindi
trasformati. Solo allora ti vedrà con gli occhi della luce interiore.
Un segno che il negativo si è trasformato in modo positivo in un'anima è la benevolenza e la comprensione nei
confronti del prossimo.
14. Benedite coloro che vi maledicono e pregate per quelli che abusano di voi per cattiveria, affinché siate figli del
Padre vostro che sta nei cieli, il quale fa sorgere il sole sopra i malvagi e sopra i buoni e fa piovere sopra i giusti e
sopra gli ingiusti. (Cap. 25, 14)

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ed approfondisco la parola
Chi osserva questi comandamenti è giusto nei confronti dei suoi simili e, con la sua vita in Dio, condurrà molti
uomini alla vita in Dio. Dio non castiga e non punisce i Suoi figli: lo esprimono le parole "... il quale fa sorgere il
sole sopra i malvagi e sopra i buoni e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti.”
Dio è il Dispensatore della vita, poiché Egli stesso è la vita. Dall'eterna Legge della vita, Dio diede agli uomini il
libero arbitrio per decidersi liberamente per Lui o contro di Lui. Chi è per Lui osserva le eterne Leggi dell'amore e
della vita e riceverà anche i doni dell'amore e della vita dall'eterna Legge. Chi percepisce, pensa ed agisce contro
l'eterna Legge, riceverà ciò che ha seminato, ossia ciò che ha percepito, pensato, detto e fatto.
Ognuno riceve, quindi, ciò che egli stesso ha seminato. Chi pone una buona semina, adempiendo le Leggi di Dio,
raccoglierà anche buoni frutti. Chi semina semi umani che immette nel campo della propria anima sotto forma di
sensazioni, pensieri, parole ed azioni umane, raccoglierà anche frutti corrispondenti.
Da ciò riconoscete che Dio non interviene nella volontà dell'uomo. Egli è il Donatore, l'Aiutante, l'Ammonitore, la
Guida ed il Protettore di coloro che si sforzano di compiere la Sua volontà, poiché si rivolgono a Lui. Chi si
allontana da Lui, creando la propria legge umana, verrà anche manovrato dalla propria "legge umana dell'ego”.
Dio, quindi, non interviene nella legge di semina e raccolta. Dio viene incontro ai propri figli in mille modi diversi, e
coloro che Lo pregano di cuore ed adempiono ciò che Io, il Cristo in Dio, Mio Padre, ho loro comandato - ossia di
amarsi l'un l'altro altruisticamente - sono in Dio e Dio opera attraverso di loro.

15. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale merito avrete? Anche i peccatori amano coloro che li amano. E se
fate del bene a coloro che vi fanno del bene, quale merito avrete? Infatti, anche i peccatori fanno lo stesso. E se
date il saluto solamente ai vostri fratelli, che fate di più degli altri? Non fanno così anche i pubblicani? (Cap. 25,
15)
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Accetta ed accogli quindi il tuo prossimo nel tuo cuore, anche se non ti ama, anche se non ti assiste e ti disdegna,
rifiutandoti il saluto. Amalo tu! Assistilo tu altruisticamente e salutalo tu, anche solo con i pensieri, se non vuole
essere salutato in parola. Anche un saluto di cuore, inviato con il pensiero, penetra nella sua anima e porta buoni
frutti al momento opportuno.
Vedete quindi di comportarvi come il sole, che dona sia che l'uomo lo voglia vedere o no, sia che desideri pioggia o
bufera, sia che voglia il freddo o il caldo.
Donate l'amore altruistico, come il sole dà alla terra, e rispettate tutti gli uomini, tutto l'Essere. Riceverete così la
ricompensa nei cieli.
Non adulate gli uomini. Non fate distinzione, come gli uomini che vanno e stanno solo con coloro che condividono
il loro modo di pensare e di agire, e che giudicano coloro che pensano ed agiscono diversamente da loro.

16. E se desideri ardentemente qualcosa come fosse la tua vita, ma che ti allontana dalla verità, lasciala, perché è
meglio immergersi nella vita e possedere la verità, che perderla e venir sospinto nelle tenebre esteriori. (Cap. 25,
16)
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ed approfondisco la parola
Quello che l'uomo desidera ardentemente avere per sé riguarda l'essere umano, il suo infimo ego. Tutto ciò
costituisce un legame che lo lega appunto a uomini e cose. Chi si lega a uomini e cose, ossia chi è legato a qualcosa,
riduce il flusso delle energie cosmiche.
Se leghi a te una persona solo per ottenerne vantaggi, persegui con la tua volontà interessi che ti allontanano dalla
vita in Me, il Cristo. In tal modo abbandoni la vita impersonale e altruistica e ti coinvolgi nel voler possedere, essere
ed avere, riducendo la vita spirituale nel tuo interiore. Se non ti stacchi per tempo dal voler possedere, essere ed
avere, un giorno perderai tutto.
Se non ti riconosci negli effetti, come ad esempio nella perdita dei tuoi beni ed averi, oppure nella malattia, nella
miseria e nella sofferenza, e non te ne penti e non poni rimedio al male fatto, errerai nelle tenebre, sia come anima
che come uomo, perché ti sei occupato solo di te stesso e del tuo benessere personale.
Perciò riconosci te stesso, giorno per giorno, realizza quotidianamente le Leggi di Dio e rinuncia a voler qualcosa
per il tuo ego personale. Resta sincero e quindi fedele alla Legge di Dio. Ti immergerai così nella vita che è il tuo
vero essere e sarai ricco dentro di te, perché hai dischiuso il cielo in te.
Se l'uomo non è un recipiente della verità, in lui non può nemmeno fluire la verità che è impersonale. Un tale uomo
si occupa solo di se stesso ed accumula solo per sé. A causa di questo comportamento, egli si allontana dalla forza
eternamente fluente di Dio e vive "nel pantano”: in questo pantano affluisce solo il negativo e defluisce ben poco.
Questo significa che dovrà sentire sul proprio corpo ciò che ha accumulato nel proprio pantano.
L'eterna verità scorre invece nell'uomo ed attraverso l'uomo, che è un recipiente della verità. Costui riceve da Dio e
dona attingendo a Dio, divenendo quindi una fonte di vita per molti. L'energia cosmica di vita, la fonte di tutto
l'Essere, scorre invece attraverso tutte le forme di vita ed attraverso gli uomini e le anime, che si sono rivolti a Dio e
che sono quindi divenuti un recipiente di Dio.
Riconoscete: la forza eternamente fluente scorre solo attraverso quell'uomo e quell'anima che non accumulano per
scopi egocentrici, ma che donano altruisticamente. La corrente di Dio scorre incessantemente solo attraverso colui
che dona altruisticamente! Se Dio può scorrere liberamente attraverso l'uomo, allora l'uomo vive nella verità, in Dio,
nella vita che dura in eterno. Solo tali uomini donano attingendo a Me, la vita, poiché essi stanno in Me, nella vita e
nella verità.

17. E se desideri qualcosa che procura pena e dispiacere ad altri, strappalo dal tuo cuore. Solo così avrai pace.
Infatti, è meglio sopportare il dispiacere che procurarlo ad altri che sono più deboli di voi.
18. Siate dunque perfetti, come perfetto è il Padre vostro nel cielo.” (Cap. 25, 17-18)
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Tutto quello che emani e che non è divino, come pensieri, parole ed azioni negative, può procurare pena e dispiacere
non solo al tuo prossimo, ma anche a te stesso. Infatti, ciò che l'uomo semina, lo raccoglierà.
Il raccolto corrisponde alla semina. Viene sempre raccolto da colui che l'ha seminato, non dal suo prossimo. Non è il
tuo prossimo che ha seminato per te e non sarà lui a raccogliere il tuo raccolto.
I tuoi semi possono tuttavia essere semi volanti, come lo sono i semi di varie specie di fiori che, quando sfioriscono,
vengono trasportati dal vento e mettono radice dove possono insediarsi. Così anche i tuoi pensieri, le tue parole e le
tue azioni possono radicarsi come semi volanti nel campo dell'anima del tuo prossimo e germogliare, se vi trovano
le stesse o simili condizioni.
Se egli si agita e si adira per le tue parole e per le tue azioni, se tu gli procuri dispiacere con queste cose e se egli,
stimolato dal tuo seme volante, pensa, parla e compie le stesse o analoghe cose, questo dimostra che in lui si trovano
aspetti uguali o analoghi ai tuoi. Tuttavia, sei stato tu a provocare tutto questo e dovrai renderne conto nella legge di
semina e raccolta. Ti è comandato di amare altruisticamente il tuo prossimo e di servirlo ed aiutarlo, e non di
procurargli pene e dispiaceri con il tuo comportamento.
Se il tuo prossimo si incolpa a causa del tuo comportamento contrario alla Legge, perché tu sei penetrato nel campo
della sua anima, facendo vibrare cause per le quali egli dovrà in seguito soffrire molto e subire molte cose, sarai
legato a lui. E se anche lui, a seguito del tuo comportamento, reagisce in modo contrario alla Legge, si legherà a sua
volta a te. Dovrete così sistemare insieme queste cose, in questa o in un'altra forma d'esistenza.
Riconoscete: un piccolo seme volante, insignificante dell'ego umano può creare una grande causa che porta già in sé
il proprio effetto.
Riconoscete quindi: ogni causa deve essere eliminata!
Un altro esempio: se tu invii i tuoi pensieri, parole ed azioni negative, come semi volanti, ed il tuo prossimo sente
ciò che tu dici su di lui, ma non ne tiene conto, perché non ha rispondenze nel campo della sua anima, sarai tu solo
ad incolparti. In questo caso tu sei legato a lui, non lui a te. Il tuo prossimo potrà andare in cielo, perché non ha
accettato ed accolto i tuoi semi negativi, perché non ha pensato o detto cose uguali o analoghe alle tue. Se però, con
il tuo comportamento errato, hai messo in moto nel tuo prossimo cause che non avrebbero dovuto produrre il loro
effetto, poiché egli avrebbe potuto sistemarle più tardi, senza pene e dispiaceri, sarai tu ad avere la colpa più grave e
dovrai portare il peso della parte che hai provocato nel tuo prossimo.
Quindi, se dovrai sopportare pene e dispiaceri, non incolpare il tuo prossimo per il tuo stato. Tu stesso ne sei il
fautore e non il tuo prossimo. La tua pena ed il tuo dispiacere sono il seme che è germogliato nella tua anima e che si
esterna come raccolto, anche nel tuo corpo e su di esso.
Solo Io, il Cristo, tuo Redentore, te ne posso liberare e solo se tu te ne penti e non rifai più le stesse o simili cose.
Allora il peso verrà tolto dalla tua anima e ti sentirai meglio.
Riconoscete: chi riconosce le proprie pene e i propri dispiaceri come propria semina ed accetta la propria sofferenza
dimostra vera grandezza interiore. Questo è un segno di crescita spirituale: la crescita spirituale conduce
gradualmente alla perfezione.
L'essere puro è perfetto; è l'immagine del Dio-Padre-Madre. Egli vive in Dio e Dio vive attraverso l'essere puro.
Beati i puri di cuore, perché contempleranno Dio, perché sono ridivenuti immagini del Padre celeste. Da un cuore
puro, devoto a Dio, sgorgano mitezza e umiltà.
Io, il Cristo, il Redentore dell'umanità, guido alla purezza interiore il popolo di Dio sulla terra che diviene sempre
più grande. Il popolo di Dio è costituito [1989] da uomini e donne che percorrono la via dell'amore, verso l'interiore,
consapevoli della meta, seguendo in tal modo Me, il Cristo, l'unico Pastore. Non tutti loro si reincarneranno nelle
prossime generazioni, ma molti vivranno nello Spirito dell'amore ed opereranno nello Spirito per il Grande Tutto e
per il Regno della Pace di Gesù Cristo.
O riconoscete, voi che vivete nel Regno della Pace: molti di voi hanno collaborato quali uomini già nel periodo dei
pionieri. Ed alcuni di voi hanno mantenuto l'unità in Dio, come pionieri tra pionieri, ed hanno percorso insieme la
Via Interiore, liberandosi da molti aspetti umani. Le vostre anime furono così sempre più compenetrate dalla luce
della verità. Quando avete lasciato i vostri corpi, le vostre anime hanno portato con sé questa luce della verità nelle
sfere di luce più elevate. Da lì siete poi ritornati con la luce della verità, per vivere ed operare in veste terrena nel
Regno della Pace di Gesù Cristo.
La luce della verità irradia ora di nuovo attraverso i vostri nuovi corpi terreni. Nell'attuale esistenza terrena state ora
adempiendo quello che avete acquisito nelle precedenti esistenze: luce della Mia luce e forza della Mia forza, la
Legge della vita. Ricolma dello Spirito di Dio, l'anima opera ora attraverso il suo nuovo abito terreno nel Regno
della Pace di Gesù Cristo, in cui Io Sono il Sovrano e la vita.

26° CAPITOLO
Il Discorso della Montagna
(2a parte)
I primi passi sulla Via Interiore,
un processo evolutivo verso l'altruismo (2). Pregare per mettersi in mostra e pregare vivificando le parole (4). I
veri saggi riposano in sé e non discutono (5). In merito al Padre Nostro (6). Perdonare e chiedere perdono;
giustizia e grazia di Dio (7-9). La morte terrena - Lo stato di coscienza dell'anima dopo la morte - Gli afflitti -
Nuova incarnazione - Legami tra uomini ed anime - Retta disposizione d'animo (10-11). Accumulare tesori - Fine
delle incarnazioni nella Nuova Epoca (12-14). Preoccuparsi per se stessi, pianificare con fiducia in Dio - Il retto
modo di pregare e lavorare -
Tutto l'Essere è sotto la protezione di Dio (15-18)

1. "Guardatevi dal fare le vostre elemosine davanti agli uomini per essere ammirati, altrimenti non avrete
ricompensa presso il Padre vostro che è nei cieli. Quando dunque fai l'elemosina, non suonare la tromba davanti a
te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dagli uomini. In verità, vi dico, hanno già
ricevuto la loro ricompensa.
2. Quando, invece, tu fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina
resti segreta; e l'Unico, che vede nel segreto, te ne ricompenserà pubblicamente. (Cap. 26, 1-2)
Io, il Cristo, chiarisco, rettifico
ed approfondisco la parola
Il Discorso della Montagna vissuto è la Via Interiore che conduce al cuore di Dio. Ciò che l'uomo non fa
altruisticamente, lo fa per se stesso. L'altruismo è l'amore divino. L'egoismo è amore umano. Chi fa del bene al
prossimo solo se questi lo ringrazia e loda le sue buone azioni, non l'ha fatto per lui, ma per se stesso. Il
ringraziamento e la lode sono dunque la sua ricompensa. In questo modo ha già ricevuto la propria ricompensa e non
ne riceverà alcuna da Dio. Solo l'altruismo viene ricompensato da Dio. L'altruismo cresce e matura solo nell'uomo
che ha fatto i primi passi verso il Regno interiore, quindi che ha realizzato.
I primi passi in questa direzione sono il controllo dei pensieri: sostituisci i pensieri egocentrici, negativi, passionali o
che ti portano a rimuginare, con pensieri positivi, caritatevoli, gioiosi, nobili e rivolti al bene che si trova nell'uomo
ed in tutto quello che ti capita. Riuscirai così a mettere gradualmente sotto controllo i tuoi sensi. Poco alla volta, non
desidererai più ardentemente determinate cose dal tuo prossimo e tanto meno ti aspetterai qualcosa da lui.
Proseguendo sulla Via Interiore, dirai solo cose positive ed essenziali. In tal modo, metterai sotto controllo il tuo ego
umano, perché avrai imparato a riposare in te. La tua anima si schiarirà sempre più e troverai il bene in tutto quello
che ti capita e riuscirai anche a far presente questi aspetti e ad esprimerli in modo retto. Quando avrai imparato a
fare tutto questo, potrai anche far notare al tuo prossimo i lati negativi, in modo conforme alla Legge. In tal modo si
risvegliano in te la rettitudine e l'onestà e serberai fedeltà a Dio in tutte le cose.
Questo processo evolutivo spirituale verso l'altruismo è la Via Interiore che conduce al cuore di Dio. Tutto ciò che
fai per altruismo, ti porterà frutti in abbondanza.
Quindi, se le tue sensazioni sono libere da aspettative ed i tuoi pensieri nobili e buoni, le tue parole e le tue azioni
saranno pervase dalla forza che proviene da Dio. Questa forza è la Mia energia vitale che penetra nell'anima del tuo
prossimo e fa sì che anch'egli divenga altruista. Infatti, ciò che proviene dalla tua anima luminosa penetrerà, prima o
poi, anche nell'anima e nel cuore del tuo prossimo, quando questo si aprirà.
Chi dona altruisticamente non chiede se il prossimo sa quello che egli ha dato. L'altruista dà! Sa che Dio, l'eterno
Padre, vede nel cuore di tutti i figli Suoi e che l'Eterno, il cui Spirito dimora in ogni uomo, ricompenserà l'altruista
quando sarà giunto il momento. E' solo questo che conta.
Riconoscete: tutte le buone opere, quindi altruistiche, si manifesteranno per tempo, affinché coloro che debbono
vederle le possano riconoscere per divenire a loro volta altruisti, accettando la vita in Me ed aspirando a
raggiungerla, compiendo ciò che Io ho comandato loro: di amarsi l'un l'altro altruisticamente, come Io, il Cristo, li
amo.
3. E quando preghi, non essere simile agli ipocriti che amano pregare nelle sinagoghe e negli angoli della strada
per essere visti dagli uomini. In verità, vi dico, hanno già ricevuto la loro ricompensa.
4. Tu, invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e l'Unico
invisibile, che vede nel segreto, te ne ricompenserà pubblicamente. (Cap. 26, 3-4)

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ed approfondisco la parola
Quando preghi, ritirati in una camera tranquilla e raccogliti nel tuo interiore, poiché in te dimora lo Spirito del Padre,
di cui tu sei il tempio.
Se preghi solo per essere visto, affinché il tuo prossimo ti ritenga devoto e credente, ebbene Io ti dico: questa non è
devozione, ma bigotteria; è ipocrisia. Tali preghiere esteriori non hanno forza. Chi prega solo con le labbra o per
essere visto pecca contro lo Spirito Santo, poiché abusa delle sacre parole per i propri fini.
Riconosci: se ti rivolgi a Dio in preghiera e non realizzi nella tua vita ciò che hai espresso nella preghiera, ossia se
preghi solo per mettere in mostra il tuo ego, e le tue parole non provengono dal profondo della tua anima e non sono
vivificate dall'amore per Dio, pecchi contro lo Spirito Santo. Questo è il peccato più grave.
Se le tue preghiere non sgorgano altruisticamente dal cuore, sarebbe meglio che tu non pregassi, ma che prendessi
prima coscienza dei tuoi pensieri e dei tuoi desideri umani, rimettendoli poco alla volta a Me, affinché l'amore
altruistico, che è in te, possa crescere in te e tu sia in grado di pregare di cuore. Le tue preghiere saranno così sempre
più vivificate e compenetrate dall'amore per Dio e per il tuo prossimo.
"... e l'Unico invisibile, che vede nel segreto, te ne ricompenserà pubblicamente” significa: i tuoi pensieri luminosi e
le tue preghiere piene di forza, animate dall'amore per Dio, porteranno frutti già in questo mondo. Avrai la
possibilità di riconoscere i tuoi semi d'amore e molti ti riconosceranno come una fonte d'amore.

5. E quando pregate insieme, non usate ripetizioni vane come i pagani, che credono di venir ascoltati a forza di
parole. Non siate dunque come loro; poiché vostro Padre nei cieli sa di quali cose avete bisogno, ancor prima che
voi chiediate. ... (Cap. 26, 5)

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ed approfondisco la parola
Solo l'uomo che ha realizzato pochi aspetti della Legge della verità usa molte parole e ripetizioni vane e non
vivificate, nella preghiera e nella vita quotidiana.
Chi parla molto della Legge della verità e della vita, impiegando quindi molte parole, non può riempirle di forza e
vita, perché egli stesso non è ricolmo della Legge di Dio. Tali parole sono egocentriche e quindi prive d'amore,
anche se sono scelte in modo che sembrino sorrette dall'amore. La parola non vivificata non giunge nel profondo
dell'anima del tuo prossimo e non trova, quindi, risonanza nell'uomo che lascia agire l'amore di Dio in sé ed
attraverso di sé. Chi parla della Legge della verità e della vita, senza vivificare le parole e senza averla realizzata,
provoca solo polemica nell'uomo che lo ascolta e che è ancora orientato verso le cose esteriori.
Riconoscete: chi discute sulle Leggi spirituali non conosce le Leggi di Dio. Chiunque vuole discutere è convinto di
saperne di più del suo prossimo e vuole darne prova a se stesso. Chi discute dà solo testimonianza di se stesso, ossia
di non sapere nulla e di essere insicuro. E' per questo che discute.
Chi, invece, è giunto alla verità, non discute sulla verità e tanto meno su ciò che è la fede. La parola "fede” contiene
anche l'incertezza: l'uomo crede in ciò che, in fondo, non sa o che non può dimostrare. Chi crede alla verità non ha
ancora trovato l'eterna verità e non si muove ancora nella corrente dell'eterna verità. La fede, quindi, è ancora cecità.
Chi, invece, è giunto all'eterna verità, non deve più credere nella verità, ma conosce la verità, perché si muove nella
corrente della verità. E' il vero saggio che ha dissotterrato in sé il tesoro, la verità. I veri saggi riposano in sé. Questa
è sicurezza interiore e stabilità. Non discutono della fede, perché sono giunti dalla fede alla saggezza, che è verità.
Quindi, chi crede solo in Dio, senza conoscere la profondità dell'eterna verità, l'eterna Legge, impiega molte parole
sulla propria fede.
Lo stesso avviene anche con le sue preghiere: impiega molte parole, perché non le vivifica con l'amore altruistico.
Crede di poter convincere o addirittura persuadere Dio con tante parole. Crede di doversi far capire da Dio, perché
suppone che Egli possa comprendere le sue preghiere diversamente da come le ha intese lui. I pagani pensano e
pregano in modo analogo.
Riconoscete: quanto più l'uomo s'immerge nella verità divina, tanto meno parole userà anche nella preghiera. Le sue
preghiere sono brevi, ma piene di forza, perché la parola irradia forza vissuta.

... Perciò quando vi riunite, dovreste pregare così:


6. Padre Nostro che sei in cielo, sia santificato il Tuo nome. Venga il Tuo Regno. Sia fatta la Tua volontà, come in
cielo, così in terra. Dacci il nostro pane quotidiano, giorno per giorno, e il frutto della vite vivente. E come Tu
rimetti a noi i nostri peccati, anche noi rimettiamo i peccati agli altri. Non abbandonarci nella tentazione. Liberaci
dal male. Poiché Tuo è il Regno e la forza e la gloria per tutta l'eternità. Amen. (Cap. 26, 5-6)

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ed approfondisco la parola
La preghiera dell'unità, il Padre Nostro, viene espressa con un contenuto e con parole diverse, perché ogni comunità
la esprime in modo corrispondente al proprio potenziale d'amore.
Quand'ero Gesù di Nazaret insegnai la preghiera dell'unità, il Padre Nostro, nella Mia madrelingua, quindi con altre
parole ed anche con un contenuto diverso da quello usato nelle epoche successive e in altre lingue.
Le parole in se stesse non hanno grande importanza. E' importante invece che l'uomo realizzi ciò che prega! Ogni
parola che uscirà dalla sua bocca sarà così vivificata d'amore, forza e sapienza.
Non dovreste pregare alla lettera o cercare di ripetere con le stesse parole il Padre Nostro che ho insegnato ai Miei.
E' invece essenziale che voi vivifichiate le parole delle vostre preghiere con l'amore per l'Eterno e per il vostro
prossimo e che il loro contenuto corrisponda alla vostra vita.
Uomini ricolmi dell'eterna verità, dell'amore e della sapienza di Dio, pregheranno diversamente da coloro che
pregano solo perché è stato loro insegnato così, oppure perché appartengono ad una confessione nella quale le
preghiere vengono recitate in base allo stato di coscienza della stessa.
Gli uomini che si trovano sulla via verso la loro origine divina pregano liberamente, ossia con parole che essi stessi
scelgono, vivificate d'amore e forza.
Gli uomini che vivono nel Mio Spirito, compenetrati dall'amore e dalla sapienza di Dio, e che realizzano quindi le
Leggi di Dio nella vita quotidiana, ringrazieranno soprattutto Dio per la loro vita e per ogni cosa, Lo loderanno e
glorificheranno e Gli consacreranno sempre più la loro vita, in sensazioni, pensieri, parole ed opere, poiché sono
divenuti vita della Sua vita.
Gli uomini nello Spirito del Signore vivono la preghiera. Questo significa che adempiono sempre più le Leggi
dell'Eterno e che essi stessi sono divenuti una preghiera che è un'adorazione di Dio.
Quindi, chi compie la volontà di Dio vive sempre più nell'adorazione di Dio. Tali uomini non solo osservano le
Leggi di Dio, ma sono divenuti ampiamente la Legge dell'amore e della sapienza.
Nel Regno della Pace di Gesù Cristo che sta sorgendo, nel quale Io Sono il Sovrano e la vita, gli uomini osservano
sempre più la Legge di Dio. Molti di loro sono divenuti la Legge e quindi uomini-dio che personificano la vita, Dio,
in tutto ciò che pensano, dicono e compiono. Le loro preghiere sono la vita in Me, l'adempimento dell'eterna Legge.
Con la loro vita, che è la Legge di Dio, ringraziano Dio per la vita.
Il ringraziamento rivolto a Dio è quindi la vita in Dio. La loro vita, che è un unico ringraziamento, s'effonde nel
Regno della Pace.
Essi pregano più o meno con le seguenti parole, che adempiono nella vita quotidiana:
Padre nostro, il Tuo Spirito è in noi,
e noi siamo nel Tuo Spirito.
Santificato è il Tuo eterno nome in noi
ed attraverso di noi.
Tu sei lo Spirito della vita,
Tu sei il nostro Padre Primordiale.
Da Te noi abbiamo ricevuto i nostri nomi eterni.
Tu, Eterno, ce li hai dati
ed hai riposto nei nostri nomi
tutta la pienezza dell'infinito.
I nostri nomi, che Tu hai alitato in noi,
sono amore e sapienza,
la pienezza che proviene da Te,
la Legge che opera in noi ed attraverso di noi.
Il nostro eterno Regno è l'infinito,
la forza e la gloria in Te e che proviene da Te.
Noi siamo eredi dell'eterno Regno.
Perciò noi siamo il Regno stesso,
l'eterna Patria.
Essa è in noi ed opera attraverso di noi.
La Tua infinita, magnifica volontà è in noi
ed opera attraverso di noi.
La Tua forza di volontà è la nostra forza di volontà.
Essa opera in noi ed attraverso di noi,
poiché noi siamo spirito del Tuo Spirito.
Il cielo non è tempo e spazio;
cielo e terra sono tutt'uno,
perché noi siamo uniti in Te.
L'amore e la forza
in noi ed attraverso di noi
sono il nostro pane quotidiano.
Tu, o eterno, magnifico Padre,
hai fatto scaturire in noi tutto
ciò che vibra nell'infinito.
Tu crei in cielo e sulla terra,
attraverso di noi.
Noi siamo in Te e Tu operi in noi
ed attraverso di noi.
Noi siamo appagati nel Tuo Spirito,
poiché siamo spirito del Tuo Spirito.
Noi siamo ricchi in Te,
poiché viviamo la nostra eredità,
l'infinito che proviene da Te.
La nostra eterna eredità, spirito del Tuo Spirito,
fa scaturire per noi
ciò di cui noi uomini nel Regno della Pace
abbiamo bisogno.
Viviamo in Te e attingendo a Te.
La vita s'effonde e si dona.
Viviamo nella pienezza
che proviene da Dio,
perché noi stessi siamo la pienezza.
La terra è il cielo
e il Regno della Pace è la ricchezza della terra,
in cui viviamo e siamo,
spirito del Tuo Spirito.
Viviamo nel Regno interiore,
eppure siamo uomini
che rappresentano esteriormente
ciò che risplende interiormente.
Lode al nome del Signore,
che è vita in noi ed attraverso di noi.
Il nome di Dio è Legge vissuta dell'amore
e della libertà.
Il peccato è trasformato,
la luce ha preso il suo posto.
Viviamo della Sua luce
e viviamo nel Suo Spirito
e del Suo Spirito,
dato che siamo spirito del Suo Spirito.
In Dio tutto è scontato.
Il Suo nome ha purificato ogni cosa.
Lode alla gloria di Dio!
La volontà, l'amore e la sapienza di Dio
compenetrano la terra e il paese.
Noi stessi siamo terra e paese,
volontà, amore e sapienza.
In noi c'è la bontà di Dio,
il bene che proviene da Dio.
Noi siamo in Dio ed operiamo da Dio.
La terra è del Signore,
essa è il Regno dell'amore,
che opera in noi ed attraverso di noi.
La vita, la gloria del Padre,
opera in noi ed attraverso di noi,
d'eternità in eternità.
A senso, questo cantico di lode è la vita di coloro che vivono nel Regno della Pace di Gesù Cristo. Essi vivono in
Me, il Cristo, ed Io vivo attraverso di loro, ed insieme viviamo nel Dio-Padre-Madre ed il Padre vive attraverso di
noi, d'eternità in eternità.
7. Se infatti perdonerete agli uomini la loro colpa, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi. Ma se voi non
perdonerete agli uomini la loro colpa, neppure il Padre vostro in cielo perdonerà la vostra colpa.
8. E quando digiunate, non mostratevi depressi come gli ipocriti che si sfigurano la faccia per far vedere che sono
uomini che digiunano. In verità, Io vi dico, hanno già ricevuto la loro ricompensa.
9. Ed Io vi dico, non troverete mai il regno dei cieli, a meno che voi non vi guardiate bene dal mondo e dalle sue
malvagità. E non vedrete mai il Padre in cielo, a meno che voi non rispettiate il Sabbat e desistiate dal vostro
affanno nell'ammassare ricchezze. Tu, invece, quando digiuni, profumati la testa e lavati il volto per non metterti in
mostra davanti alla gente con il tuo digiuno. E l'Unico Santo, che vede nel segreto, te ne ricompenserà
pubblicamente. (Cap. 26, 7-9)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico


ed approfondisco la parola
Il comandamento di perdonare e di chiedere perdono sarà valido, fino a che tutto quello che non corrisponde alle
eterne Leggi sarà stato espiato e sistemato. Il comandamento di perdonare e di chiedere perdono fa parte della legge
di semina e raccolta e verrà cancellato quando tutti gli aspetti umani saranno stati scontati ed ogni anima sarà
ridivenuta un essere puro, senza macchia.
Fino a quel momento avrà valore il comandamento: perdonate ed otterrete perdono. Se chiedete perdono ed il vostro
prossimo vi perdona, anche vostro Padre in cielo vi avrà perdonato. Ma se chiedete perdono ed il vostro prossimo
non vi perdona ancora, perché non è ancora pronto a farlo, anche il vostro eterno Padre non vi perdonerà. Chi ha
peccato nei confronti del suo prossimo deve anche ottenere il suo perdono. Solo allora Dio gli potrà togliere il
peccato.
L'eternamente Giusto ama tutti i figli Suoi, anche coloro che non hanno ancora la forza di perdonare. Se perdonasse
solo colui che ha provocato il peccato e non perdonasse colui che è stato indotto a peccare e che non riesce ancora a
perdonare, dove sarebbe allora la giustizia di Dio? Entrambi potranno entrare in cielo solo quando i loro peccati
saranno stati scontati.
Perciò fate attenzione a ciò che esce dalla vostra bocca e alle vostre azioni, esaminando se esse corrispondono
all'eterna Legge, cioè se sono altruistiche! Si fa presto a dire o a fare qualcosa di negativo, ma può essere necessario
molto tempo fino a che verrà perdonato.
Se avete chiesto perdono ed il vostro prossimo non è ancora pronto a perdonarvi, la grazia di Dio si rafforzerà in voi,
vi avvolgerà e vi sosterrà, tuttavia Egli non vi toglierà ciò che non è stato ancora sistemato. La misericordia di Dio si
rafforzerà quindi anche nel vostro prossimo e lo guiderà, rispettando il suo libero arbitrio, in modo che riconosca più
rapidamente i propri errori, se ne penta e vi perdoni. Potrete entrare nei cieli solo quando tutti quelli contro i quali
avete peccato vi avranno perdonato, quindi quando tutto sarà stato scontato, perché Dio avrà trasformato tutti gli
aspetti umani in forza divina.
Dio è onnipresente ed opera, quindi, anche nella legge di semina e raccolta. Il positivo, Dio, la Legge eterna, è anche
in tutto ciò che è negativo. Se l'uomo riconosce i propri peccati e difetti e se ne pente, riattiva in essi le forze
positive, le quali rafforzano l'uomo che è riuscito a riconoscere la propria colpa, affinché sistemi i propri peccati con
la forza del Cristo.
Riconoscete la Legge di Dio: essa è vita eterna, d'eternità in eternità, il tutto nel tutto; tutto è contenuto nel tutto, nel
grande il piccolo e nel piccolo il grande, nel peccato la forza di perdonare e nella forza che si sprigiona dal perdono
l'ascesa alla Vita Interiore, all'eterno Essere.
Perciò, il Divino può agire anche nel negativo, se l'uomo chiede perdono di cuore, se perdona e non pecca più.
Tuttavia è l'uomo che deve fare il primo passo verso la Vita Interiore.
Riconoscete: qualsiasi cosa facciate, sia quando pregate, che quando digiunate o fate l'elemosina, se non lo fate
altruisticamente, ma per essere ben visti dai vostri simili, avete già ricevuto la ricompensa dagli uomini. Dio non ve
ne ricompenserà. E se digiunate solo a causa del vostro peso eccessivo, non accrescerete lo Spirito di vostro Padre in
voi. Chi, invece, assume il cibo nel nome dell'Altissimo ed è moderato e digiuna di tanto in tanto per rilassare e
disintossicare il proprio corpo, in modo che la forza di Dio sia in grado di alimentare tutte le cellule e tutti gli organi
in modo retto, si esercita anche in modo retto ad accettare e ad accogliere la vita che proviene da Dio, per vivere in
essa. E, allo stesso tempo, consacrerà in preghiera la propria vita a Dio, l'Eterno, per divenire così, gradualmente,
preghiera vissuta.

10. Parimenti dovreste fare quando rimpiangete i morti e portate il lutto, dato che la vostra perdita è il loro
vantaggio. Non fate come coloro che portano il lutto davanti alla gente e che piangono ad alta voce, strappandosi
gli abiti, affinché gli altri vedano il loro lutto. Infatti, tutte le anime stanno nella mano di Dio e tutti coloro che
hanno fatto del bene riposeranno, con i loro antenati, nel grembo dell'Eterno.
11. Pregate piuttosto per il loro riposo e la loro ascesa e rammentatevi che essi sono nel paese del riposo che
l'Eterno ha preparato per loro e che riceveranno giusta ricompensa per le loro azioni, e non lamentatevi come i
disperati. (Cap. 26, 10-11)
Io, il Cristo, chiarisco, rettifico
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Chi rimpiange i morti è ancora ben lontano dalla vita eterna, poiché considera la morte come la fine della vita. Non
ha ancora raggiunto la risurrezione in Me, il Cristo. Fa parte di coloro che sono spiritualmente morti.
Non rimpiangete i vostri morti! Chi rimpiange la perdita di una persona, non pensa infatti al vantaggio dell'anima
che, se ha vissuto in Me, il Cristo, passa in sfere di coscienza della vita più elevate. Infatti, se nella sua esistenza
terrena ha vissuto in Dio, vivrà in Dio anche in un'altra forma d'esistenza.
Riconoscete: la dimensione temporale, la vita nel corpo, non è la vita dell'anima. L'anima si è incarnata solo per un
breve periodo di vita, per sistemare e scontare nella dimensione temporale ciò che si è addossata in varie vesti
terrene. La terra va considerata solo come una stazione di passaggio, dove le anime in veste terrena sistemano, in
breve tempo, ciò che non possono superare così rapidamente al di là dei veli di coscienza, chiamati anche pareti di
nebbia.
Quando un'anima abbandona il proprio involucro terreno, l'uomo rimpiange solo la veste, senza pensare all'anima
che s'è sfilata l'abito.
Dopo aver deposto il proprio corpo terreno, un'anima luminosa verrà guidata da esseri luminosi, invisibili all'uomo,
nelle sfere di coscienza corrispondenti al modo di pensare e di vivere dell'essere umano in cui era incarnata.
Riconoscete: ogni anima che ha abbandonato il corpo si sente ancora attratta, per un certo periodo, dagli uomini con
i quali ha vissuto quand'era in veste terrena. Se vede che i suoi parenti terreni d'un tempo rimpiangono la sua
spoglia, ne soffre molto. L'anima, ancora vicina alla terra, riconosce benissimo perché i suoi parenti rimpiangono
solo la sua spoglia umana, senza tenere in considerazione l'anima. Dopo aver deposto il corpo fisico, l'anima che
riconosce queste cose prova la prima, profonda sofferenza, poiché percepisce perché mai l'essere umano la
rimpiange e non la ricorda con amore, sentendosi collegato a lei. In quel momento vede anche i pensieri egocentrici
dei suoi parenti terreni d'un tempo. Non può farsi notare da loro, perché non la percepiscono. L'essere umano non
sente quello che l'anima dice e non vede quello che essa vede nel profondo. Eppure l'anima percepisce molte cose.
Uno spunto per riflettere: piangete forse quando un serpente cambia la sua pelle, la lascia dietro a sé e se ne va
strisciando?
Analogamente avviene all'anima. Essa abbandona il suo corpo caduco, il proprio involucro, e prosegue. Voi
rimpiangete quindi la perdita dell'involucro e non pensate all'anima! Chi pensa all'anima ringrazia Dio che l'ha
richiamata nel Suo grembo, se lei, in veste terrena, ha utilizzato la vita in Dio, avvicinandosi così a Lui.
Rammentatevi che deporre il corpo è un vantaggio per un'anima luminosa.
E inoltre: se rimpiangete la perdita della persona solo davanti agli uomini, siete ipocriti davanti a loro. In realtà, non
pensate né all'uomo, né all'anima, ma pensate solo a voi stessi. L'anima che registra questo riconosce di non essere
stata amata in modo altruistico, ma di essere forse solo servita agli interessi del suo prossimo.
Molte anime debbono riconoscere di essere state "vissute” dai loro parenti e conoscenti terreni, quand'erano in veste
umana. Questo significa che, in veste terrena, non poterono sviluppare se stesse e vivere le proprie caratteristiche,
perché dovettero fare la volontà di coloro che esigevano da loro ciò che serviva ai propri interessi. Molte di queste
anime vedono nel profondo ciò che hanno perso nella loro esistenza terrena e ritornano quindi nuovamente sulla
terra. Attraversando i veli di coscienza, vanno di nuovo sulla terra e, sotto forma di anima, si soffermano ancora tra
coloro che hanno vissuto attraverso di loro. Altre cercano, invece, di vivere sulla terra gli aspetti che non hanno
potuto sviluppare quand'erano in veste umana.
Fino a che gli uomini sono legati a uomini o cose, come proprietà, ricchezza e potere, le loro anime ritornano sulla
terra e s'infilano in una nuova veste terrena. Esistono svariate cause e motivi che spingono le anime ad incarnarsi
nuovamente. Se, per esempio, un'anima riconosce di essere legata ai suoi parenti a causa dei suoi peccati, spesso si
rassegna ed accondiscende al desiderio di accettare un nuovo corpo. Animata da questo desiderio, vive e viene
istruita sul livello di coscienza corrispondente allo stato della sua anima, dove le viene, tra l'altro, spiegato il pro e il
contro di una nuova incarnazione. Va poi ad incarnarsi quando gli astri, nei quali è registrato il pro ed il contro che
la riguarda e quindi anche il suo cammino terreno, le tracciano la via verso la materia, e quando sulla terra viene
generato un corpo terreno che corrisponde al suo stato di coscienza spirituale. Al momento della nascita, si infila poi
in quest'involucro umano.
L'uomo che ha generato il corpo e la donna nella quale è cresciuto l'embrione hanno attirato quella determinata
anima per sistemare qualcosa insieme con lei, oppure per percorrere con lei la via del Signore, servendo
altruisticamente il prossimo.
L'uomo non dovrebbe tener conto solo del proprio corpo, ma soprattutto dell'essere incarnato in lui, sforzandosi di
compiere la volontà di Dio, senza lasciarsi imporre la volontà umana da terzi.
Riconoscete, anche se dite: "Faccio la volontà del mio prossimo per mantenere la pace esteriore”, così facendo
impedite alla vostra anima ed anche all'anima del vostro prossimo di evolversi e svilupparsi come sarebbe bene per
ambedue. Impedite a voi stessi e al vostro prossimo di assolvere i compiti che le vostre anime hanno portato con sé
nell'esistenza terrena: di purificarsi e di liberarsi dal peso del peccato che avete forse portato in questa incarnazione
da incarnazioni precedenti. Chi si lascia strumentalizzare dai suoi simili, ossia chi fa quello che dicono gli altri
anche se riconosce che non è la sua via, viene vissuto e si lascia sfuggire la propria esistenza terrena senza sfruttarla.
Non utilizza le giornate, ma viene sfruttato da coloro di cui è succube; di conseguenza non conosce la propria via
come uomo su questa terra.
Chi lega i propri simili, imponendo loro la propria volontà, può essere paragonato ad un vampiro che succhia le
energie dei propri simili. Non conosce se stesso e si lega contemporaneamente alle proprie vittime e, inversamente,
anche la vittima che si lascia succhiare si lega a lui. Ambedue si ritroveranno insieme in una vita sulla terra o come
anime nelle sfere dell'aldilà, per tante volte e per tanto tempo, fino a che si saranno perdonati reciprocamente.
Due persone che si legano l'una all'altra s'incolpano, indipendentemente dal fatto che una abbia legato l'altra o che si
sia lasciata legare; dovranno così sistemare insieme queste cose per ritrovare l'amore e l'unità tra loro.
Nessuno può dire: "Io non conoscevo le Leggi della vita.” Io vi dico: Mosè vi ha portato gli estratti delle eterne
Leggi, i Dieci Comandamenti. E se voi li osservate, non vi legherete reciprocamente, ma vivrete insieme in pace.
Riconoscete: solo l'amore e l'unità tra voi indicano alle anime ed agli uomini le vie che conducono alla vita
superiore.
Dio, l'eternamente Buono, porge la Sua mano ad ogni anima e ad ogni uomo. Chi l'afferra, utilizza la propria vita
terrena, apprezza le giornate ed è anche in grado di viverle secondo i comandamenti, sistemando ciò che la giornata
gli mostra. Un giorno, come anima, camminerà e riposerà in Dio, insieme a tutti coloro che hanno sfruttato
analogamente la loro esistenza terrena, riconoscendo e superando con Me, il Cristo, giorno per giorno, quello che
ogni giorno ha portato e mostrato loro, sia la gioia che il dolore.
E se non rimpiangete l'involucro mortale che il vostro prossimo ha deposto, ma gioite nello Spirito perché l'anima in
veste terrena ha riconosciuto la propria vita spirituale, preparandosi ad essa, pregherete con gioia il Padre per il
vostro prossimo, attraverso di Me, il Cristo. Invierete forze d'amore all'anima che si trova ora più vicina a Dio,
affinché essa possa proseguire verso sfere più elevate, per unirsi sempre più a Dio.
L'anima percepisce la gioia e il dolore dei propri parenti. Le anime che sono trapassate in Me, il Cristo, si sentono
collegate a tutti coloro che ancora sono in cammino in abito terreno, attraverso di Me, il Cristo. L'anima gioisce
perché i suoi parenti la ricordano con amore e questa gioia la ricolma di forza.
Riconoscete: le preghiere altruistiche e amorevoli donano forza e sostegno all'anima in cammino verso il Divino.
Essa sente il collegamento nelle vostre preghiere altruistiche e riceve più forza. In questo modo deporrà più
rapidamente gli aspetti umani che sono ancora in lei, divenendo libera per Colui che è la libertà e l'amore, per Dio, la
vita. Grande è la ricompensa di Dio per ogni anima che si sforza seriamente di compiere la Sua volontà.
Riconoscete: solo chi si limita a parlare della propria fede e non vive ciò in cui sembra credere è senza speranza. In
fondo, chi ha dubbi, non crede veramente in ciò che dice di credere e, di conseguenza, è senza speranza.
12. Non accumulatevi tesori sulla terra, che la tignola e la ruggine consumano e che i ladri scassinano e rubano.
Accumulatevi invece tesori in cielo, dove né tignola, né ruggine consumano e dove i ladri non scassinano e non
rubano. Poiché là dov'è il vostro tesoro, sarà anche il vostro cuore.
13. I lumi del corpo sono gli occhi. Perciò se vedi chiaro, tutto il tuo corpo sarà pieno di luce. Ma se ti mancano gli
occhi o se sono offuscati, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se la luce che è in te è tenebra, quanto grandi saranno
le tenebre.
14. Nessuno può servire due padroni. O odierà l'uno e amerà l'altro; o sarà fedele all'uno e disprezzerà l'altro. Non
potete servire allo stesso tempo Dio e Mammona. (Cap. 26, 12-14)
Io, il Cristo, chiarisco, rettifico
ed approfondisco la parola
Solo l'uomo che non crede in Dio, nel Suo amore, nella Sua sapienza e bontà, accumula tesori sulla terra. Sono molti
gli uomini che dicono di amare Dio; tuttavia li riconoscerete dalle loro opere! Molti uomini parlano dell'amore e
delle opere di Dio, ma è solo dal loro operato che li riconoscerete.
Molti uomini parlano del Regno interiore e della ricchezza interiore, eppure lavorano per se stessi nei granai ed
accumulano le ricchezze terrene per sé personalmente, per essere stimati dagli uomini.
Chi mira solo al proprio benessere personale, non percepisce ancora la presenza dell'uccello rapace che ha già
dispiegato le proprie ali per distruggere il nido e per sottrarre la ricchezza che il ricco, che ha costruito il nido,
definisce sua proprietà personale.
Chi aspira, invece, prima di tutto al Regno di Dio, raccoglie valori interiori, tesori interiori. Anche nella dimensione
temporale riceverà tutto quello di cui ha bisogno ed anche di più.
A chi è ricco interiormente, non mancherà nulla esteriormente. Ma chi è ricco esteriormente ed accumula ricchezze,
un giorno patirà di stenti. I tesori terreni verranno tolti a colui che li accumula, affinché rifletta sul tesoro interiore e
sia in grado di entrare nella vita, nella ricchezza interiore.
L'anima sarà povera di luce divina fino a che non aspirerà prima di tutto al Regno di Dio: l'anima povera di luce
continuerà ad ingenerarsi in un corpo povero di luce per vivere eventualmente nella povertà tra i poveri, fino a che
sarà possibile incarnarsi sulla terra. Riconoscerà così che il tesoro, la ricchezza, si trova unicamente in Dio.
Se il cuore dell'uomo è presso Dio, egli sarà ricco di valori interiori ed entrerà nel Regno della Pace.
Io, il Cristo, vi dò un criterio per riconoscere dove vi trovate, nella luce o nell'ombra: "Poiché là dove si trova il
vostro tesoro, sarà anche il vostro cuore”, e là si troverà un giorno la vostra anima.
Tenete presente quanto segue: chi legge queste parole e si trova nella svolta dalla vecchia alla Nuova Epoca
dovrebbe affrettarsi per poter ancora trovare la propria vita spirituale! Infatti, quando la Nuova Epoca, l'epoca del
Cristo, sarà divenuta manifesta su tutta la terra e la Vita Interiore verrà vissuta, coloro che aspirano a valori esteriori
non avranno più la possibilità di incarnarsi. E nemmeno i ricchi potranno più incarnarsi per espiare, poverissimi tra i
poveri, ciò che hanno mancato di fare quand'erano ricchi.
Quando il Regno della Pace di Gesù Cristo avrà fatto ulteriori passi evolutivi, non ci saranno più ricchi o poveri.
Tutti gli uomini saranno ricchi nel Mio Spirito, poiché avranno dischiuso il Regno interiore e vivranno pure in modo
corrispondente sulla nuova terra, sotto un altro cielo.
Perciò, siate pronti a servire Dio ed anche i vostri simili, per amore per Dio.
Riconoscete: nessuno può servire due padroni, Dio e Mammona. Solo l'amore altruistico unisce tutti gli uomini e
tutti i popoli. Sia l'uomo sulla terra che l'anima nelle sfere di purificazione verranno un giorno condotti a decidersi:
servire Dio oppure Mammona, essere per Dio o contro Dio. Non c'è nessuna via di mezzo: o per Dio, o per il
satanico.
15. Perciò Io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete; e neanche per il
vostro corpo, di quello che indosserete. La vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito? A che
servirebbe all'uomo se guadagnasse tutto il mondo, ma se perdesse la propria vita?
16. Guardate gli uccelli nell'aria: non seminano, né mietono, né accumulano nei granai; eppure il Padre vostro
celeste li nutre. Non siete voi ancor più protetti di essi? E chi di voi potrebbe aggiungere un cubito alla propria
altezza, se lo volesse? E perché vi affannate così tanto per il vostro vestito? Guardate come crescono i gigli del
campo; non lavorano e non filano, eppure Io vi dico che neanche Salomone, con tutto il suo sfarzo e la sua gloria,
era ornato come loro.
17. Ora, se Dio veste così l'erba del campo, che oggi c'è e domani verrà bruciata nella fornace, non farà assai più
per voi, gente di poca fede?
18. Non affannatevi dunque, dicendo: che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Oppure: che cosa indosseremo?
(Come fanno i pagani). Infatti, il Padre vostro celeste sa che ne avete bisogno. Cercate prima il Regno di Dio e la
Sua giustizia e tutte queste cose vi saranno date in più. Non affannatevi quindi per le pene di domani. A ciascun
giorno basta la sua pena.” (Cap. 26, 15-18)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico


ed approfondisco la parola
Chi si preoccupa per la propria vita personale, per il proprio benessere, per esempio per quello che mangerà o berrà
domani e di che cosa si vestirà, è una persona che pianifica male; infatti, pensa solo a se stesso, al proprio bene ed
alla sua proprietà. Così facendo, pianifica allo stesso tempo anche le sue pene e le sue sofferenze.
Chi compie invece la volontà di Dio, pianifica bene. Farà un piano sia delle giornate che del futuro, sapendo però
che il suo piano è solo una proposta che giace nella mano di Dio.
Egli depone il suo piano nella mano di Dio, lavora con le forze di Dio e si lascia guidare da Lui negli avvenimenti
della giornata. Infatti sa che Dio è lo Spirito onnisciente ed è la ricchezza della sua anima. Chi si affida a Dio, chi
mette il proprio lavoro quotidiano nella luce di Dio ed assolve la Legge "prega e lavora”, riceverà la giusta
ricompensa. Possiederà tutto ciò di cui ha bisogno.
Se Dio, l'Eterno, abbellisce la natura e veste i gigli nel campo, quanto più nutrirà e vestirà il figlio Suo che compie la
Sua volontà! Non preoccupatevi quindi per il domani, ma fate i vostri piani e rimetteteli alla volontà di Dio ed Egli,
che li conosce, esaudirà ciò che è bene per voi.
Vi faccio un esempio: un buon architetto farà un progetto preciso della casa, tenendo conto di tutti i dettagli. Quando
lo avrà terminato, lo controllerà ancora una volta e lo presenterà poi al committente per esaminarlo. Se questi è
d'accordo con il progetto, gli operai lavoreranno in base ad esso. L'architetto e il committente sorveglieranno
l'esecuzione ed interverranno solo se qualcosa non corrisponderà al progetto.
Analogamente dovreste fare con la vostra vita: fate ogni giorno un piano e fatelo con cura! Prevedete anche il tempo
per momenti di riflessione, nei quali potrete giungere alla calma interiore e rivedere ripetutamente la vostra vita e il
vostro piano. Un piano preciso della giornata, che è stato rimesso alla volontà di Dio, sarà anche compenetrato dalla
Sua volontà. Chi esegue il proprio piano in tal modo non ha bisogno di preoccuparsi per il domani. La sua fede nella
guida di Dio si manifesta in pensieri positivi, da cui derivano parole positive ed un agire secondo la Legge. I pensieri
positivi, le parole e le azioni positive sono i migliori strumenti, poiché in essi agisce la volontà di Dio. Questo
significa che in ogni pensiero positivo, in ogni parola altruistica, in ogni gesto ed azione altruistica, opera la volontà
di Dio, il Suo Spirito. Dio darà a colui che pianifica bene tutto ciò di cui ha bisogno ed anche di più.
Solo chi non s'affida a Dio e lascia trascorrere le giornate senza sfruttarle, si preoccupa per il domani. Chi vive alla
giornata e incolpa poi il prossimo, perché alcune cose non gli riescono, perché è malato, perché ha fame, perché non
è in grado di guadagnarsi quanto gli occorre per la vita quotidiana, è una persona che non fa bene i propri piani. E'
un uomo ansioso, egocentrico che attira ciò che non vorrebbe e che teme. Chi non pianifica le ore, le giornate e i
mesi con l'aiuto di Dio e non ripone il suo piano e se stesso nella volontà di Dio, non può essere guidato da Dio.
Solo chi affida a Dio il proprio lavoro quotidiano e compie coscienziosamente il comandamento "prega e lavora”
può essere guidato da Dio, è appagato in Lui, ed è ricolmo d'amore, sapienza e forza. Questo significa che il suo
recipiente, la sua vita, è ricolmo di fiducia e di fede in Dio.
Gli uomini nello Spirito di Dio non patiranno di stenti. Essi sono persone che pianificano in modo preciso, sono forti
nella fede e lavorano con le forze dello Spirito. Solo chi ha paura, pensa a se stesso, al proprio piccolo ego e si
preoccupa per il domani, perché non è saldo in Dio e non crede alla sapienza ed all'amore di Dio. In tal modo,
inconsciamente, apre il granaio ai ladri che vengono e rubano. Perderà ciò che ha conquistato ed accumulato per sé
personalmente.
Gli uomini ricevono dalla mano di Dio cibo, tetto ed abiti. Chi ripone la propria vita, il proprio pensiero ed il proprio
lavoro nella mano di Dio, non ha bisogno di preoccuparsi per il domani. Possiederà ciò di cui ha bisogno oggi,
domani ed in futuro, ed anche di più.
Quindi, chi vive nel Regno interiore, non patirà di stenti nemmeno esteriormente. Invece, chi è povero interiormente,
languirà. Se oggi vive nell'esteriorità ed accumula e tiene ricchezze terrene per sé, egli è povero interiormente e
soffrirà di stenti in un'altra veste terrena, ossia sarà povero.
Perciò, aspirate prima al Regno di Dio ed alla Sua giustizia e Dio vi darà tutto ciò che vi occorre ed anche di più.
Guardate gli uccelli nell'aria: non seminano e non mietono e non accumulano nei granai; eppure il nostro Padre
celeste li nutre. "Vedete come crescono i gigli nel campo; non lavorano e non filano.” La natura nella sua varietà ha
le vesti più belle del più ricco tra i ricchi. Chi pensa solo al proprio benessere ed ai propri granai pieni, guadagnerà il
proprio pane col sudore della sua fronte, o in questa forma d'esistenza terrena oppure in un'altra incarnazione, fino a
che ciò sarà possibile.
Pregare e lavorare in modo retto significa lavorare per sé e per il Bene Comune. Riconoscete: i gigli nel campo, anzi,
tutta la natura, sono a disposizione di tutti gli uomini e si donano a loro nel modo più svariato. Chi è in grado di
afferrare ed apprezzare questo, non dovrà guadagnarsi il pane col sudore della fronte. Adempirà la Legge "prega e
lavora”, per sé e per il suo prossimo.
E se sta scritto "non lavorano e non filano”, questo significa: l'uomo non deve solo pensare a sé e lavorare per
ottenere profitto solo per sé, per adornarsi e mettersi in mostra.
Riconoscete: tutto l'Essere è sotto la protezione di Dio. Animali, alberi, piante, erbe e pietre sono sotto la protezione
di Dio. Si trovano nell'evoluzione della vita che viene guidata dall'eterno Dio Creatore. Dato che tutta la vita
proviene da Dio, anche gli animali, gli alberi, le piante, le erbe e le pietre percepiscono. Sentono in sé la forza
evolutiva del Creatore che li vivifica e che li guida all'evoluzione, nel corso del ciclo degli eoni divini. La forza
creatrice, l'eterno Essere, dona ai regni della natura ciò di cui hanno bisogno. I doni della vita fluiscono nelle forme
di vita, nella misura in cui queste sono sviluppate spiritualmente.
L'eterno Padre pensa ad ogni filo d'erba. Quanto più penserà quindi ai Suoi figli che hanno già sviluppato in sé i
gradi evolutivi dei regni minerale, vegetale ed animale! I figli di Dio portano in sé il microcosmo proveniente dal
macrocosmo e, in tal modo, si trovano in comunicazione con tutto l'infinito.
Com'è povero l'uomo che s'affanna per il domani! Egli dimostra di non aver superato la giornata di ieri, poiché non è
in grado di vivere nella giornata odierna, nel momento, quindi in Dio.
L'interiore dell'uomo, l'Essere puro, è la quintessenza dell'infinito. Chi afferra questo come uomo, guarda
nell'interiore e sviluppa le Leggi della vita ed è così in grado di contemplare tutte le cose esteriori alla luce della
verità.
Riconoscete: l'infinito serve l'uomo che pensa e vive in modo universale, quindi illimitato. Gli uomini nello Spirito
della vita non si occupano solo di se stessi, ma hanno una coscienza universale, sono in comunicazione costante con
le forze di Dio in tutto l'Essere; ciò che fanno, lo fanno dall'interiore, con la forza dell'amore. Pianificano ed operano
secondo il comandamento "prega e lavora” e non sprecano la giornata. Sanno quanto sono preziose le giornate, le
ore e i minuti e sfruttano il tempo.
Quindi, chi vive veramente non si preoccupa per il domani; riceve già oggi ciò che possiederà domani. Infatti, chi
vive in Dio non soffrirà di stenti, né oggi, né domani. Chi, invece, rimane nella paura e trattiene i suoi averi, domani
sarà povero.
Chi quindi si considera un essere cosmico, che compie la volontà di Dio in modo assoluto, giunge alla sapienza e
alla forza. Chi è ricolmo d'amore e sapienza avrà una vita compenetrata dalla forza di Dio. Non gli mancherà nulla.
Chi si preoccupa del domani e vede il futuro con pessimismo, attirerà il male; dovrà portare ogni giorno il suo peso.
Non pensate, quindi, con timore al domani! Pianificate con la forza di Dio e lasciate agire l'Eterno attraverso di voi,
ed i vostri pensieri saranno magneti positivi che attireranno, a loro volta, cose positive ed edificanti. Infatti, i
pensieri, le parole e le azioni sono magneti che attirano cose uguali o analoghe al loro contenuto.

27° CAPITOLO
Il Discorso della Montagna
(3a parte)
I vostri pensieri negativi,
le vostre parole ed azioni sono i vostri giudici (1). La pagliuzza e la trave - La necessità dell'autoconoscenza (2). Il
fare opera di missione è un voler convincere - Vivete la verità e siate degli esempi (3). Chiedere, cercare, bussare;
la porta interiore non si apre alla mente (4). Ciò che pretendi dal tuo prossimo, non lo possiedi tu stesso nel cuore;
un atteggiamento di aspettativa conduce al legame (6). La battaglia sull'angusta via che conduce alla vita (7).
Distinguere tra i buoni ed i cattivi frutti (8-9). Accogliete con il cuore la parola della vita - "Questa è la Mia parola.
Alfa e Omega. Il Vangelo di Gesù. La rivelazione del Cristo che il
mondo non conosce”: un'opera di vita e di amore (13)

1. "Non giudicate, per non essere giudicati. Infatti con il giudizio con cui giudicate sarete giudicati; e con la misura
con la quale misurate sarete misurati. E ciò che fate agli altri, sarà fatto a voi. (Cap. 27, 1)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico


ed approfondisco la parola
Avete letto che pensieri, parole ed azioni sono magneti. Chi giudica e condanna il suo prossimo, in pensieri e parole,
sperimenterà su di sé le stesse o simili cose.
Riconoscete: i vostri pensieri, parole ed azioni negative sono i vostri giudici. "Con la misura con cui misurate”, sia
in pensieri o parole o azioni, così sarete misurati voi stessi. Come voi denigrate il vostro prossimo, per valorizzare
voi stessi, verrete valutati anche voi: sperimenterete il vostro giudizio e ne soffrirete. E se dite: "A quella persona
deve bastare ciò che ha, mentre l'altro deve ricevere di più”, un giorno possederete solamente quel tanto che avete
concesso alla persona che ha ricevuto meno, o ancora meno. Nello stesso modo in cui trattate il vostro prossimo, in
pensieri, parole ed azioni, sarete trattati anche voi un giorno.

2. Perché osservi la pagliuzza nell'occhio di tuo fratello e non ti accorgi della trave nel tuo occhio? O come potrai
dire a tuo fratello: voglio togliere la pagliuzza dal tuo occhio, mentre nel tuo occhio c'è una trave? Ipocrita, togli
prima la trave dal tuo occhio e poi vedrai in modo chiaro, per poter togliere la pagliuzza dall'occhio di tuo fratello.
(Cap. 27, 2)

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ed approfondisco la parola
Solo l'uomo che non s'accorge della trave nel proprio occhio parla continuamente della pagliuzza nell'occhio del suo
prossimo. Solo chi non conosce il proprio modo di pensare e di vivere vuole a tutti i costi togliere la pagliuzza
dall'occhio di suo fratello. Chi non conosce se stesso e non conosce la trave, ossia i peccati nell'anima che si
rispecchiano nei suoi occhi, non ha occhi per la verità. Il suo occhio è offuscato dal peccato. Vede poi nel prossimo
solo quello che egli stesso è ancora: un peccatore. Solo chi elabora la trave nel proprio occhio vedrà sempre più
chiaro. Riconoscerà così sempre più chiaramente la pagliuzza nell'occhio di suo fratello e lo aiuterà a toglierla,
secondo la Legge dell'amore per il prossimo.
Quindi, chi parla negativamente dei propri simili, li disprezza e parla male di loro, non conosce i propri difetti.
Dai loro frutti li riconoscerete! Ciascuno mostra se stesso, ossia i propri frutti. Chi si irrita a causa dei suoi simili e li
schernisce, mostra chi è in realtà.
Chi depone per primo i propri difetti è anche in grado di aiutare il suo prossimo. Perciò, chi parla in modo
dispregiativo dei difetti di suo fratello, senza accorgersi della trave nel proprio occhio, è un ipocrita.
3. Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e
poi si voltino per sbranarvi. (Cap. 27, 3)
Io, il Cristo, chiarisco, rettifico
ed approfondisco la parola
L'andare di luogo in luogo, di casa in casa, con le parole della verità, sfruttando la vostra capacità di persuadere e
convincere gli altri, per fare opera di missione con chiunque vi capiti, non corrisponde all'eterna Legge del libero
arbitrio. Infatti, così facendo, non santifichereste la verità e fareste com'è descritto in immagini: "Non date le cose
sante ai cani e non gettate le vostre perle ai porci.” Pertanto non dovreste imporre la parola di Dio al vostro
prossimo. Chi pensa che il suo prossimo debba credere ed accettare ciò di cui egli reputa essere convinto, ha lui
stesso ancora dei dubbi e mette in questione la propria fede.
Fare opera di missione significa voler convincere. Chi vuole convincere non è convinto, nel suo profondo, di quello
che decanta.
Siate, invece, buoni esempi della vostra fede e non evangelizzatori. Potete proporre la vostra fede, lasciando la
libertà a ciascuno di credere o meno, di stare con voi o no.
La libertà in Dio è un aspetto dell'eterna Legge. Se il vostro prossimo viene a voi di propria spontanea volontà e si
informa sulla vostra fede, è lui che fa il primo passo verso di voi; e chi sta nella fede gli andrà incontro e gli
risponderà.
Chi tiene un collegamento divino con il prossimo, non lo legherà alla propria fede, ma gli trasmetterà solo quel tanto
che egli stesso ha riconosciuto e realizzato. Solo chi ha sviluppato poco amore altruistico vuole legare il prossimo
alla sua fede.
Perciò guardatevi da coloro che sono troppo zelanti e che vogliono persuadervi della loro fede. Offrite l'eterna verità
in parola e per iscritto, e vivetela voi stessi; allora verranno a voi coloro che hanno riconosciuto la vita in sé.
4. Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete. Bussate e vi sarà aperto; poiché chi chiede riceverà e chi cerca
troverà e a chi bussa verrà aperto. (Cap. 27, 4)

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ed approfondisco la parola
Solo quell'uomo che non è ancora penetrato nel proprio interiore, nel regno dell'amore, chiede, cerca e bussa alla
porta della Vita Interiore. Il Regno di Dio è insito nell'anima di ogni uomo.
Il primo passo sul sentiero della Vita Interiore, sulla via verso la porta della salvezza, è la richiesta di aiuto e
sostegno rivolta a Dio. Il passo successivo è la ricerca dell'amore e della giustizia di Dio. Il viandante trova la vita,
l'amore e la giustizia di Dio nei comandamenti della vita, che gli indicano i passi sulla Via Interiore.
Un ulteriore passo è bussare alla propria cameretta del cuore, alla porta interiore. Questa porta verso il cuore di Dio
si apre solo a colui che ha pregato, cercato e bussato sinceramente. La porta interiore non si apre all'uomo mentale
che aspira solo a valori ed ideali esteriori. Anche gli scettici non riceveranno.
Quindi chi chiede, cerca e bussa, lo deve fare per amore per Dio e non per mettere alla prova l'amore di Dio.
Riconoscete: chi vuole solo verificare se l'amore di Dio esiste realmente verrà ben presto messo personalmente alla
prova. La porta del cuore di Dio è aperta per colui che vive in Lui. Costui non ha più bisogno di chiedere, ha già
ricevuto, poiché Dio conosce i Suoi figli. Chi è entrato nel cuore di Dio ha già ricevuto nella propria anima. Questo
significa che la ricchezza che proviene da Dio risplende più intensamente nella sua anima e s'irradia attraverso di lui,
ossia tramite l'uomo. Chi è penetrato nel proprio interiore non ha più bisogno di cercare, poiché è a casa nel Regno
interiore. E chi vi ha preso consapevolmente dimora, non ha più bisogno di bussare; è già entrato e vive in Dio e Dio
vive attraverso di lui.
Chiederanno, cercheranno e busseranno solo coloro che stanno ancora fuori e che non sanno ancora di portare, nel
profondo della loro anima, ciò che li rende realmente ricchi: l'amore e la sapienza di Dio.

5. Chi tra di voi darà una pietra a suo figlio se gli chiede un pane, o una serpe se gli chiede un pesce? Se voi
dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro in cielo darà cose buone
a quelli che Gliele domandano.
6. Tutto quello che volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro, e quello che non volete che facciano
a voi, non fatelo neanche voi a loro; questa è infatti la Legge ed i profeti. (Cap. 27, 5-6)
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Riconoscete: non dovreste pretendere dai vostri simili ciò che voi stessi non siete disposti a dare.
Se vi aspettate che il vostro prossimo faccia qualcosa per voi, chiedetevi perché non lo fate voi stessi. Chi si aspetta
dal suo prossimo, per esempio, danaro e beni per non dover lavorare, per comodità, oppure chi si aspetta che il suo
prossimo gli sia fedele, senza esserlo però lui stesso, oppure che il suo prossimo lo accetti e lo accolga, ma egli
stesso non accetta e non accoglie i suoi simili, è egocentrico e povero di Spirito.
Qualsiasi cosa pretendi dal tuo prossimo, non la possiedi tu stesso nel cuore.
Non è nella Legge forzare i propri simili, con un atteggiamento di aspettativa, a fare, dichiarare o compiere qualcosa
che, in fondo, non sarebbero disposti a fare.
Se hai riconosciuto il tuo atteggiamento di aspettativa nei tuoi desideri verso il tuo prossimo, cambia rapidamente e
fai tu per primo ciò che pretendi dal tuo prossimo.
Qualsiasi forzatura è una pressione che provoca, a sua volta, costrizione e contropressione. Con questo
atteggiamento di ricatto verso i tuoi simili, ti leghi a loro e rendi schiavo della tua infima indole, sia te stesso, che
colui che si è lasciato ricattare. Tali metodi coercitivi, come "Io mi aspetto qualcosa da te e tu da me e ognuno dà
all'altro ciò che pretende” creano legami.
Ciò che è legato non ha posto in cielo. I due che sono legati reciprocamente si incontreranno un giorno nuovamente,
nella vita di sostanza sottile oppure in successive incarnazioni.
Questa forma di legame non vale sul lavoro. Se nella tua professione, ti sei scelto liberamente un campo di lavoro e
il responsabile ti affida compiti che dovresti eseguire nell'ambito della tua attività, hai già dato il tuo consenso nel
momento in cui sei entrato nell'azienda. Hai scelto liberamente il campo e il gruppo di lavoro, per eseguire i compiti
che ti vengono affidati. Quindi se scegli un lavoro, dovresti anche eseguire ciò che ti viene affidato, secondo il
campo di lavoro che tu stesso hai scelto. Il detto "Tutto quello che volete che gli uomini facciano a voi, anche voi
fatelo a loro ...” non vale quindi per la professione o per il lavoro che voi stessi avete scelto.
"Quello che non volete che essi [gli uomini] facciano a voi, non fatelo neppure voi a loro” significa: se non volete
essere derisi e scherniti o derubati e ingannati, oppure non volete che vi vengano sottratti i vostri beni ed averi, o
essere strumentalizzati o privati del vostro libero arbitrio, o non volete essere picchiati ed insultati, non fatelo
neppure voi ai vostri simili. Infatti, quello che voi fate al più piccolo dei vostri fratelli, lo fate a Me ed a voi stessi.
Quello che non volete che facciano a voi, non fatelo neppure voi al vostro prossimo, poiché tutto quello che
emanate, ritorna a voi. Perciò, esaminate i vostri pensieri e badate alla vostra lingua!

7. Entrate per la porta stretta, perché angusto è il sentiero e stretta la porta che conduce alla vita e ben pochi sono
quelli che la trovano. Ma larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione e molti sono quelli che
camminano su di essa. (Cap. 27, 7)
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"... angusto è il sentiero e stretta la porta che conduce alla vita” significa: ogni volta che un uomo si impegna a
percorrere l'angusto sentiero della vita, le tenebre si fanno avanti e gli mostrano i tesori e le comodità di questo
mondo, come fecero con Me, quando ero Gesù di Nazaret. E', quindi, necessario opporsi al satanico e rifiutarlo,
giorno per giorno. Chi non è desto, ne cade vittima.
Riconoscete: chiunque compie i primi passi verso la vita si sente inizialmente ristretto e limitato, fino a che si decide
definitivamente, dato che deve lasciare i pensieri e le azioni umane che ha coltivato fino a quel momento.
I primi passi, che si chiamano fede e fiducia, portano nell'incertezza. Il sentiero che conduce alla vita è angusto e
stretto fino a che non sono stati compiuti i primi passi. I primi ostacoli da superare sulla via verso il cuore di Dio
sono: cambia il tuo modo di pensare e abbandona le vecchie abitudini umane! Pentiti, perdona, chiedi perdono e non
peccare più! Di conseguenza, ognuno deve sforzarsi e cambiare tutto ciò che gli era finora abituale.
Tuttavia, chi resiste con la Mia forza abbandonerà l'angusto sentiero e giungerà nel Regno interiore, sulla grande
strada della luce, sulla quale è proteso verso la porta dell'Assoluto, verso la vita in Dio, insieme ai viandanti in
cammino verso la luce.
L'uomo viene messo alla prova ogni giorno: per Dio o contro Dio.
Chi si decide contro di Me, mantenendo tutte le comodità umane e tutto quello che lo rende umano, non verrà
indotto in tentazione sulla larga strada oscura, perché si è venduto al tentatore. Molti sono in cammino su questa
strada che conduce alla perdizione. Essi non vengono messi alla prova come coloro che percorrono l'angusto
sentiero verso la vita.
Chi si è venduto al tentatore, acconsente, senza limitazioni di sorta, a ciò che dovrà raccogliere in base alla sua
semina.

8. Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecora, ma dentro sono lupi rapaci. Dai loro frutti li
riconoscerete. Si raccoglie forse uva dalle spine, o fichi dai rovi?
9. Così, ogni albero buono produce buoni frutti, mentre ogni albero cattivo produce cattivi frutti. Ogni albero che
non produce buoni frutti serve solo per essere abbattuto e gettato nel fuoco. Perciò, dai loro frutti dovreste
distinguere il buono dal cattivo. (Cap. 27, 8-9)

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ed approfondisco la parola
Alla fine dell'epoca materialistica, del "periodo di avidità e cupidigia”, appariranno molti falsi profeti. Parleranno
molto dell'amore di Dio, ma le loro opere saranno opere umane. Non chi parla dell'amore di Dio è un vero profeta ed
un saggio spirituale, bensì chi compie opere buone.
Solo chi esamina per primo il proprio animo, chiedendosi se egli stesso crede veramente al Vangelo dell'amore
altruistico ed adempie anche il senso del Vangelo ed esamina ciò che ha già realizzato nei confronti del suo
prossimo, per amore altruistico, è in grado di distinguere.
Potrete riconoscere i vostri simili e percepire la differenza tra il buono, il meno buono ed il male, solo se avrete
raggiunto alcuni gradi di maturità spirituale.
Chi giudica ancora il suo prossimo e pensa e parla negativamente di lui non è ancora in grado di esaminare i suoi
simili. Gli manca la facoltà di discernimento. Egli giudica solamente, ma non esamina.
Se voi stessi siete ancora un frutto cattivo, come potete riconoscere i buoni frutti? Chi non realizza le Leggi di Dio
manca, quindi, del dono di distinguere ciò che è buono, meno buono e cattivo.
Chi desidera esaminare il suo prossimo esamini quindi per primo se stesso, se possiede il dono di distinguere ciò che
è giusto da ciò che è ingiusto.
Può accadere facilmente che l'uomo rifiuti il frutto buono e tenga quello cattivo, se il frutto marcio si mette in risalto
con grandi discorsi ed agisce con parole e gesti apparentemente molto convincenti.
Riconoscete: il simile attira il simile. Chi è ancora un frutto marcio si sente più vicino ai frutti marci che a quelli
buoni. Chi è, invece, altruista è un buon frutto ed è anche vicino al bene, all'altruismo.
Chi è altruista ha anche la facoltà di discernere tra i frutti buoni, meno buoni e cattivi. Quindi, chi desidera
distinguere i frutti buoni da quelli cattivi, deve prima divenire egli stesso un buon frutto. Solo il buon frutto è in
grado di riconoscere quelli cattivi. Il frutto cattivo va sempre a cercare i frutti cattivi simili a lui, per procedere
contro quelli buoni. I frutti cattivi giudicano, ricusano, condannano e legano.
I buoni frutti maturi hanno comprensione, sono benevoli e tolleranti e buoni verso il loro prossimo. Parlano di ciò
che non è corretto e lo fanno presente, ma mantengono il loro prossimo nel cuore. Questo significa: non giudicano e
non condannano più.
Ripeto: dai loro frutti li riconoscerete.
Il buon frutto conosce il cattivo frutto, mentre il cattivo frutto non riconosce il buon frutto. Il buon frutto guarda solo
il bene, il frutto cattivo solo il male. In modo corrispondente pensa, parla ed agisce l'uomo.
10. Non tutti quelli che Mi dicono: "Signore! Signore!”, entreranno nel Regno dei cieli, ma coloro che fanno la
volontà del Padre Mio che è nei cieli. Molti Mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiamo noi profetato
in nome Tuo? Non abbiamo noi scacciato demoni in nome Tuo? Non abbiamo noi compiuto opere miracolose in
nome Tuo? Io però dirò loro: non vi ho mai conosciuto; allontanatevi da Me, voi operatori di iniquità. (Cap. 27,
10)
Io, il Cristo, chiarisco, rettifico
ed approfondisco la parola
Chi invoca solo il nome Mio e non compie la volontà del Padre Mio è povero nello Spirito e non entrerà nel Regno
dei cieli, malgrado i suoi discorsi di grande effetto ed apparentemente spirituali e le sue parole che sembrano
sincere.
Chi, invece, compie azioni altruistiche, senza aspettarsi ricompensa e riconoscimento, compie la volontà del Padre
Mio, poiché egli pensa e parla nello stesso modo in cui agisce.
Le opere altruistiche nascono solo da sensazioni e pensieri ricolmi di Dio. Se i pensieri dell'uomo sono impuri,
anche le sue parole sono vane e le sue azioni egocentriche.
Riconoscete: chi parla attingendo apparentemente all'Io Sono, ossia esprime in apparenza la Mia parola e compie, in
apparenza, opere in nome Mio, vivendo comodamente di queste, ha già ricevuto la sua ricompensa. Non riceverà
alcuna ricompensa in cielo. Chi compie opere d'amore altruisticamente e lavora per il suo pane terreno riceverà la
giusta ricompensa nei cieli.
Riconoscete: il pane spirituale è il nutrimento spirituale dell'anima. Il pane per il corpo deve essere guadagnato
secondo la Legge "prega e lavora”.
Il pane spirituale proviene dai cieli e viene donato a coloro che adempiono la Legge dell'amore e della vita ed anche
il comandamento "prega e lavora”.
Dio dona il cibo terreno agli uomini tramite la terra. I frutti della terra debbono essere preparati con il lavoro delle
mani. Quindi, chi lavora merita la propria ricompensa.
Riconoscete la differenza tra il pane per l'anima e il pane per il corpo terreno! Certamente ambedue provengono da
un'unica fonte, tuttavia l'uno è spirituale e viene offerto all'anima, mentre l'altro è sostanza raddensata, materia, e
viene dato al corpo fisico. Ciò che il grande Spirito, Dio, dona agli uomini per il loro corpo fisico necessita del
lavoro umano, per esempio deve essere seminato, coltivato, raccolto e preparato. Per questo lavoro, l'uomo deve
anche essere ricompensato dagli altri uomini.
Solo chi compie tutto per amore per Dio e per gli uomini verrà accolto nel Regno di Dio.
11. Perciò chiunque ascolta queste Mie parole e le mette in pratica, lo paragono ad un uomo saggio che costruì la
sua casa saldamente su una roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi ed i venti soffiarono e si abbatterono su
questa casa: ed essa non cadde, perché era fondata su una roccia.
12. Chiunque ascolta queste Mie parole e non le mette in pratica può essere paragonato ad un uomo stolto, che
costruì la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia e strariparono i fiumi e i venti soffiarono e si abbatterono sulla
casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande. Ma una città costruita saldamente, circondata da mura o fondata
sulla cima di un monte e su una roccia, non potrà mai crollare o restare nascosta.”
13. Ed accadde che quando Gesù ebbe finito questo discorso, il popolo restò stupito del Suo insegnamento. Infatti
quando insegnava e parlava, toccava la mente ed il cuore, non come gli scribi che insegnavano solo per dovere.
(Cap. 27, 11-13)
Io, il Cristo, chiarisco, rettifico
ed approfondisco la parola
Chi ascolta le Mie parole e le mette in pratica svilupperà la propria vita spirituale. Fonderà la sua vita su di Me, sulla
roccia e resisterà così a tutte le bufere ed inondazioni. Al termine di questa vita terrena, la sua anima entrerà
consapevolmente nella vita spirituale e non si sentirà estranea, perché l'uomo ha già vissuto nel Regno interiore sulla
terra.
Lo Spirito profetico è il fuoco nel profeta ed in tutti gli illuminati. Dio parlò e parla attraverso di essi non come
coloro che "insegnano solo per dovere”. I profeti e gli illuminati parlarono e parlano dotati della potenza dell'Eterno,
del Dio che parla, sia che gli uomini lo vogliano ammettere o no.
Sta scritto: "Toccava la mente ed il cuore”. Le "persone mentali” trattano e discutono ciò che viene assorbito
dall'intelletto, dalla mente. Tuttavia, certi piccoli semi cadono nel loro cuore. Chi accoglie col cuore la parola della
vita, riflette su di essa nel proprio cuore e fa germogliare subito la buona semina, la vita.
Chi vuole, invece, afferrare la parola di Dio solo con l'intelletto, dovrà riconoscere in seguito, eventualmente solo
dopo essere stato colpito da alcune sventure, ciò che ha rifiutato con i suoi dubbi e con la sua presunzione
intellettuale. Riconoscerà che il seme, la parola di Dio, data dalla cornucopia della vita tramite profeti ed illuminati,
gli avrebbe potuto risparmiare molte cose.
Il libro "Questa è la Mia parola” opera nella Nuova Epoca, nell'epoca del Cristo. La Mia vita d'un tempo, quale Gesù
di Nazaret, e la Mia parola che dono oggi [1989] quale Cristo, ne sono la base.
Il Mio modo di pensare, insegnare e vivere nelle vesti di Gesù di Nazaret, sarà un criterio per la vita ed il pensiero
degli uomini della Nuova Epoca nel Regno della Pace di Gesù Cristo. In questo modo Io Sono loro molto vicino.
Essi Mi saluteranno nello Spirito, quale loro Fratello, e Mi accetteranno ed accoglieranno quale Sovrano del Regno
di Dio sulla terra.
Questo libro è un'opera d'amore e di vita, da cui gli uomini nel Regno della Pace apprendono come Io ho introdotto
ed edificato l'Era di luce sulla terra. Essi apprendono che Io ho operato attraverso molti fedeli che hanno combattuto
e sofferto con Me per la Nuova Epoca. Questo libro, "Questa è la Mia parola” è pertanto un documento storico.
Verrà letto sia ora, nel vecchio mondo in declino, che in seguito nella Nuova Epoca che si fa sempre più varco.
Gli uomini vi riconoscono anche il compimento del mandato divino di redenzione, iniziato con il Mio operato in
veste di Gesù di Nazaret, in seguito come Redentore, quale Cristo-Dio, ed ora quale Artefice della Nuova Epoca,
nella quale Io preparo la Mia venuta, quale Sovrano del Regno della Pace, in cui Io Sono Fratello di coloro che
vivono nella fratellanza del Cristo, con Me e con tutti coloro che hanno un cuore puro.

28° CAPITOLO
Gesù libera gli animali
e conferma la missione di Giovanni il Battista
La caduta: il raddensamento dell'energia fino
alla formazione della materia - Il corpo spirituale nel corpo umano - L'abbrutimento degli uomini - Sfruttamento
delle creature e della creazione - L'uomo dominatore - Superstizione, gli dei punitori, i sacrifici di sangue - Gli
ammonitori di Dio indicano la via - Gli esperimenti sugli animali sono un obbrobrio per Dio (1-3). Il puro
riconosce la purezza - Il cibo, un dono di Dio (4). Battaglia delle tenebre contro il piano di Dio e i Suoi retti profeti
- Strumenti delle tenebre -
Esse non combattono contro i falsi profeti (16)
1. Un giorno, dopo che Gesù ebbe terminato il Suo discorso, accadde che in un luogo vicino a Tiberiade, dove vi
sono sette fonti, un giovane Gli portò conigli e colombe vive, perché li consumasse con i Suoi discepoli.
2. E Gesù guardò il giovane con amore e gli disse: "Hai un buon cuore e Dio ti illuminerà; ma non sai che in
principio Dio diede all'uomo come cibo i frutti della terra, e non lo fece inferiore alla scimmia o al bue o al cavallo
o alla pecora; perché dunque dovrebbe uccidere le creature che convivono con lui per consumarne la carne ed il
sangue?
3. Voi credete che Mosè abbia comandato a ragione di sacrificare e consumare tali creature e lo fate nel tempio;
ma vedi, davanti a te sta Uno ancor più grande di Mosè che viene per abolire i sacrifici di sangue della Legge e i
festini, per ristabilire i doni puri e il sacrificio senza macchia di sangue, come era in principio, ossia cereali e frutti
della terra. (Cap. 28, 1-3)
Io, il Cristo, chiarisco, rettifico
ed approfondisco la parola
Io venni in questo mondo in veste di Gesù di Nazaret, per dare testimonianza di Dio, Mio Padre, e di tutto ciò che
Dio ha creato.
La caduta ebbe origine dal primo pensiero della caduta: voler essere come Dio. Gli esseri della caduta e, con loro,
tutti i figli di Dio che si lasciarono sedurre da allettamenti e promesse, ricevettero parti dei soli e dei pianeti spirituali
dalle benevoli mani dell'Eterno, che ama tutti i figli Suoi e che li vede perennemente in Sé quali esseri puri. Queste
parti di soli e di pianeti spirituali caddero insieme agli esseri della caduta e divennero gradualmente materia, nel
corso di periodi di tempo infinitamente lunghi, durante i quali avvenne la trasformazione dalla sostanza sottile a
quella sempre più grossolana. Esse contenevano anche i regni spirituali dei minerali, delle piante e degli animali che
presero la stessa via di sviluppo verso la materia. Questo significa che, nelle forme spirituali, la luce si ridusse
sempre più. Man mano che la luce diminuiva, anche i corpi spirituali dei figli di Dio si rimpicciolivano, ritirandosi
sempre più in se stessi. Parallelamente si formò gradualmente l'uomo, l'involucro esteriore, che avvolse poi il corpo
spirituale rimpicciolito, in cui la luce si era ridotta.
Sappiate: il corpo spirituale è costituito da particole spirituali. In esse si trovano gli atomi spirituali nei quali sono
memorizzate le forze delle essenze e delle caratteristiche spirituali di Dio. Man mano che la luce si riduceva, molte
particole cominciarono ad incastrarsi l'una nell'altra, in quanto una particola assorbiva l'altra in se stessa.
Le sensazioni, i pensieri e le azioni negative dei figli della caduta e di coloro che essi avevano sedotto, provocarono
quindi la trasformazione delle energie cosmiche dalla sostanza fine a quella grossolana. Quanto più gli esseri della
caduta e coloro che erano stati sedotti si allontanavano da Dio, a causa dei loro pensieri, desideri ed azioni negative,
tanto più essi si raddensavano. Di conseguenza, il corpo di sostanza sottile si rimpicciolì sempre più e quello di
sostanza grossolana si raddensò sempre più.
La caduta provocò quindi una specie di mutazione: una parte delle forze spirituali pure del corpo si trasformò in
energie a bassa vibrazione, dalle quali si formò poi lentamente il corpo umano. Nel corso di questi periodi, il corpo
spirituale nel corpo umano divenne il portatore dell'energia spirituale per l'organismo umano. Il corpo spirituale
ridotto, ossia rimpicciolito, rimase nell'involucro umano ed è il trasformatore della forza vitale per l'uomo, il quale
non può quindi vivere senza questo corpo spirituale, l'anima.
I regni minerali e vegetali di questa terra ricevono la loro forza vitale dalla Forza Primordiale, dallo Spirito
universale, tramite il pianeta parziale spirituale contenuto nella terra, che è avvolto dalla materia, dalla terra. Gli
animali della terra, che si formarono pure nel corso del processo di raddensamento, contribuirono e contribuiscono
all'equilibrio delle forze nella natura. Anche alcune specie animali che non hanno ancora un'anima parziale ricevono
la loro forza vitale dal pianeta parziale spirituale contenuto nella terra. Le specie animali che hanno già anime
parziali, quindi particole spirituali potenziate, vengono vivificate direttamente dalla Forza Primordiale, senza
l'intervento del pianeta parziale spirituale della terra.
Dio, l'Eterno, diede tutto ai Suoi figli umani - la terra con le sue piante, frutti, semi e sorgenti d'acqua - affinché
potessero nutrire anche i loro corpi fisici. I primi uomini si nutrivano di piante, frutti, semi e bevevano dalle sorgenti
d'acqua. Gli animali erano loro amici e aiutanti. In questo processo evolutivo sorse anche la procreazione dei corpi
terreni.
Nel corso dei tempi il genere umano si abbrutì sempre più. Nacquero la cupidigia, il voler possedere, essere ed avere
e con ciò anche i piaceri dei sensi e i desideri. Gli uomini trasformarono i doni di Dio con un crescente dispendio nel
prepararli, intensificando così i loro piaceri e la loro soddisfazione. L'uomo cominciò a desiderare la donna e si prese
varie donne. Il "piacere della carne”, del corpo della donna, aumentò. Il piacere e la soddisfazione dei sensi si
sostituirono sempre più alle ragioni della procreazione.
Con l'aumentare dei piaceri dei sensi, i desideri dell'uomo si rivolsero anche verso l'animale, che fu cacciato e
macellato e la cui carne fu preparata e consumata. L'uomo iniziò così a comportarsi come un cannibale. Gli animali
divennero nemici dell'uomo, perché venivano cacciati dagli uomini e perciò cominciarono ad aver paura.
A causa di tutto ciò, le generazioni umane si allontanarono sempre più da Dio. Gli uomini iniziarono a considerare i
doni di Dio, non solo le piante e gli animali, ma anche la terra e i loro simili, come loro proprietà. Non erano più
fratelli e sorelle tra loro, ma soggiogavano i loro simili, chiamandoli loro schiavi. Li facevano lavorare come gli
animali sotto il giogo ed in schiavitù e addirittura li mercanteggiavano come fossero merce. In tal modo nacque
l'uomo dominatore.
Gli uomini dominatori suddivisero la terra in parcelle che considerarono loro proprietà e si delimitarono con il "mio
e tuo”. Chi non si impossessava di un pezzo della grande torta-terra oppure ne possedeva solo un piccolo pezzetto,
era un servo, una serva o uno schiavo del padrone, il quale faceva lavorare i suoi simili per sé e sfruttava gli uomini
e gli animali come suoi schiavi. Molti schiavi morivano stremati dalla fatica. La loro vita non aveva alcun valore per
l'uomo dominatore, a meno che non si trattasse di una schiava che egli si prendeva per soddisfare i propri piaceri
sensuali, tenendola prigioniera come un uccello in gabbia.
L'uomo dominatore derubò i propri fratelli e sorelle precludendo loro una parte della terra. Successivamente, la terra
venne suddivisa in paesi e tra essi sorsero i confini di stato.
A seguito dell'abbrutimento dell'umanità, la terra cominciò a ribellarsi: eventi naturali culminarono in catastrofi
naturali come conseguenza delle infrazioni contro la Legge commesse dagli uomini, che si trovarono così indifesi in
balia delle forze della natura. Molti caddero così continuamente vittime delle catastrofi.
Dato che agli uomini mancava la comprensione di questo evolversi degli eventi, essi si immaginarono che le forze
della natura fossero degli dei capricciosi che erano male o ben disposti e che inviavano loro queste catastrofi. Così
facendo, gli uomini si allontanarono sempre più dall'unico Dio dell'amore e della verità, Creatore del cielo e della
terra, Lo dimenticarono ed adorarono i loro dei.
In tal modo ebbe inizio la superstizione. L'uomo dominatore che disprezzava la vita, attribuiva poca importanza agli
animali ed agli uomini, chiamandoli suoi schiavi, e li sacrificava a questi dei per renderseli propizi. Riconoscete:
tutto questo è sacrilegio e peccato nei confronti degli uomini e dei regni della natura ed è contro Dio, la Legge della
vita.
Con i profeti di Dio e con i molti uomini e donne illuminati che portarono di nuovo la verità agli uomini, questi
iniziarono lentamente a cambiare e ad orientarsi verso l'unico Dio.
Mosè portò i Dieci Comandamenti dell'unico ed eterno Dio dell'amore e della verità. Egli comandò agli Israeliti di
non uccidere e di non consumare le creature di Dio. Gli Israeliti non prestarono sempre ascolto a Mosè. Soprattutto
quando le loro cause si abbattevano su di loro come effetti, essi pensavano nuovamente ai loro dei e riprendevano il
vecchio rituale dei sacrifici.
Gli ammonitori di Dio si ripresentarono in continuazione e spiegarono ripetutamente al popolo che esiste un unico
Dio. Il grande profeta Isaia, che in cielo è il tutore della Sapienza divina, annunciò il Messia, il Portatore di vita e di
luce per tutte le anime e per tutti gli uomini.
Ciò che era stato annunciato si compì: Io, il Cristo, venni dagli uomini come Gesù e divenni il Figlio dell'uomo.
Venni per indicare agli uomini la via per liberarsi dal peccato e dalla schiavitù. Quale Gesù di Nazaret, insegnai le
Leggi di Dio e ne diedi esempio con la Mia vita. Ma l'umanità non Mi riconobbe.
Insegnai agli uomini di amarsi l'un l'altro, di amare gli animali, di rispettare la natura, di riconoscere la terra quale
madre, nel cui grembo vivono e lavorano i figli umani. Insegnai agli uomini l'uguaglianza, la libertà, l'unità, la
fratellanza e la giustizia; insegnai che non avrebbero dovuto suddividere la terra, ma condividere tutto
fraternamente.
Con ciò ebbe inizio l'evoluzione: ciò significa che gli uomini cominciarono poco a poco a rivolgersi nuovamente
verso Dio.
Innanzitutto venne abolita l'idolatria, poi i sacrifici umani e, nei tempi successivi, il sacrificio di animali. Oggi, nella
svolta dei tempi dalla vecchia alla Nuova Epoca, Io metto fine ai crudeli esperimenti che si fanno sugli animali, al
loro macello ed al consumo della loro carne. Riconoscete: è un'epoca d'evoluzione in cui le vecchie cose vengono
capovolte, affinché possa emergere la spiritualità.
Riconoscete: Io venni quale Gesù di Nazaret, spiegai le Leggi agli uomini e, con la Mia vita, diedi loro esempio di
come vivere nella Legge di Dio. Sul Golgota divenni il Redentore di tutte le anime e di tutti gli uomini.
Il vostro Redentore è ora anche la vostra Guida nella Nuova Epoca, nell'epoca del Cristo, che Io Sono. Sono sempre
più numerosi gli uomini che si distanziano dal macellare e consumare gli animali e che considerano la terra, nel suo
insieme, quale loro nutrice, come una parte della loro vita. Si nutrono di ciò che la terra dona loro e lo preparano
anche secondo la Legge. Nel corso delle generazioni, sorgerà gradualmente la generazione umana che conosce le
Leggi di Dio, che le osserva e che si nutre in modo corrispondente.
Io Sono venuto in veste di Gesù di Nazaret per insegnare le Leggi, dandone esempio con la Mia vita, ed anche per
abolire i sacrifici di sangue, il consumo degli animali ed anche i festini. Io Sono venuto per creare una nuova
generazione umana che adempie la volontà dell'eterno Padre, che è l'unico Dio, d'eternità in eternità.

4. Ciò che voi sacrificate a Dio con purezza, dovreste mangiarlo, ma non dovreste mangiare ciò che non offrite in
purezza, poiché verrà l'ora in cui i vostri sacrifici di sangue e i vostri festini finiranno ed adorerete Dio con sacra
venerazione e con sacrifici puri.
(Cap. 28,4)
Io, il Cristo, chiarisco, rettifico,
ed approfondisco la parola

Chi è puro nel cuore vive di ciò che la terra gli dona. Ringrazia ed onora Dio in ogni cosa. Offre a Dio anche i suoi
alimenti con cuore puro. Consuma solo il cibo che Dio gli porge attraverso la madre terra. Il puro riconosce ciò che è
puro e vive in esso e con esso.
L'impuro conosce solo ciò che è impuro e, in tal modo, crea ulteriori cose impure nelle quali poi vive.
La Mia venuta è stata rivelata. Preparate in voi le vie per Me, per il Cristo-Dio, poiché il Regno di Dio, da cui Io
provengo, è insito in voi!
Preparatevi alla Mia venuta ed esaminate giorno per giorno la vostra vita, chiedendovi se è nella volontà di Dio. Se
riconoscete che le vostre sensazioni, pensieri, parole ed opere non corrispondono alla volontà di Dio, cambiateli
subito. Dovreste fare attenzione a questo anche mentre mangiate e bevete.
Dovreste accettare con gratitudine i doni di Dio e cibarvi di alimenti che corrispondono alla Legge divina.
Consacrate a Dio il vostro cuore puro per essere dei consacrati della vita che rispettano le Leggi di Dio.
Si avvicina l'ora in cui ognuno dovrà rendere conto di ciò che ha inflitto agli uomini, alla natura ed agli animali. Sta
sorgendo la Nuova Epoca, in cui i sacrifici di sangue e gli esperimenti sugli animali cesseranno, come pure il loro
macello ed il loro consumo, poiché essi sono il secondo prossimo degli uomini. La terra si purifica da tutto ciò che è
infimo. Al posto delle negatività, subentra la vita superiore, in cui si compie sempre più la volontà di Dio.
Nella Nuova Epoca gli uomini non solo adoreranno Dio, ma rispetteranno anche le Sue Leggi.

5. Perciò lasciate in libertà le creature, affinché gioiscano in Dio e non siano motivo di colpa per gli uomini.” E il
giovane le liberò e Gesù ruppe le loro gabbie ed i loro lacci.
6. Ma ecco che esse temevano di essere nuovamente imprigionate e non volevano allontanarsi da Lui. Ed Egli parlò
loro dicendo di andarsene ed esse ubbidirono alle Sue parole e se ne scapparono piene di gioia.
7. Mentre sedevano ancora presso la mediana delle sette fonti, Gesù si alzò e disse ad alta voce: "Lasciate venire a
Me coloro che hanno sete affinché bevano; poiché Io voglio porgere loro l'acqua della vita.
8. Dai cuori di coloro che credono in Me scorreranno fiumi d'acqua e pronunceranno con autorità ciò che è dato
loro e il loro insegnamento sarà come acqua viva.
9. (Egli disse questo in merito allo Spirito che avrebbero ottenuto coloro che credevano in Lui; poiché la pienezza
dello Spirito non era ancora stata riversata, dato che Gesù non era ancora trasfigurato.)
10. Chi beve l'acqua che Io gli darò non avrà mai più sete, poiché l'acqua che proviene da Dio sarà in lui sorgente
che zampilla nella vita eterna.”
11. In quei giorni, Giovanni inviò due discepoli per chiederGli: "Sei Tu Colui che deve venire o dobbiamo
attenderne un altro?” E in quell'ora guarì molte malattie e pestilenze, scacciò i demoni e diede la vista a molti
ciechi.
12. Gesù rispose e disse loro: "Andate e riferite a Giovanni ciò che avete visto ed udito: i ciechi recuperano la vista,
gli storpi camminano, i lebbrosi sono guariti, i sordi riacquistano l'udito, i morti risuscitano, ai poveri è predicato
il Vangelo. E benedetto è colui che non si scandalizza di Me.”
13. E quando i messaggeri di Giovanni furono andati, Gesù si mise a parlare di lui alla folla. "Che cosa siete andati
a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento o un uomo avvolto in morbide vesti? Vedete, coloro che portano
ricche vesti ed hanno una vita comoda stanno nei palazzi dei re.
14. Che cosa, dunque, siete andati a vedere? Un profeta? Sì, Io vi dico, il più grande dei profeti.
15. Poiché è colui di cui sta scritto: ecco, Io mando davanti a Te il Mio messaggero che preparerà la Tua via
davanti a Te. Ma Io vi dico: tra i nati di donna non è sorto uno più grande di Giovanni il Battista.”
16. E tutto il popolo che Lo ascoltava e i pubblicani lodarono Dio e si fecero battezzare col battesimo di Giovanni. I
farisei e i dottori della legge ricusarono però davanti a loro il piano di Dio e non si fecero battezzare da lui. (Cap.
28, 5-16)
Io, il Cristo, chiarisco, rettifico
ed approfondisco la parola
I farisei, gli scribi e i difensori del diritto furono nemici dei retti profeti in tutti i tempi. I loro preconcetti e la loro
ambizione, la pretesa di saperne di più dei loro simili, li spinsero continuamente a combattere contro i messaggeri di
Dio. Furono sempre, e lo sono tuttora, i farisei, gli scribi e i difensori del diritto che avevano ed hanno timore di
perdere la loro posizione e la loro stima.
Le tenebre sanno qual è il piano di Dio e sentono la forza che viene portata dai veri profeti e illuminati. Agli occhi e
ai sensi di coloro che si sono appropriati di una parte del grande potenziale terra, i grandi profeti e gli illuminati sono
quindi i loro nemici che vogliono togliere loro ciò che, in fondo, non è loro proprietà. Per questo motivo hanno
combattuto e combattono ancora, anche nell'epoca odierna [1989], contro il retto profeta e gli illuminati, li
disprezzano e li perseguitano, li ridicolizzano e riversano su di loro scherno e derisione.
Le tenebre conoscono il messaggio e la discendenza di tutti i grandi profeti ed illuminati e sanno anche quale sangue
scorre nelle loro vene. In tutti i grandi profeti ed illuminati, da Abramo a Mosè, Daniele, Isaia, fino alla grande
profetessa istruttrice di Dio, nell'epoca odierna [1989], agisce la stessa forza: l'Essere primordiale di Dio, la luce che
proviene dal Santuario di Dio. Molti uomini e donne - ed anch'Io in veste di Gesù di Nazaret - per quanto riguarda il
corpo terreno, provennero e provengono dalla stirpe di Davide. Questa stirpe del Cristo di Davide ha le sue radici
nel Santuario di Dio ed ha il suo mandato spirituale in Me, il Cristo-Dio, ossia: liberare con Me tutto ciò che è
legato.
Un segno che dimostra l'autenticità di un vero e grande profeta è che questi venga perseguitato, calunniato,
disprezzato, deriso e schernito con i mezzi ed i metodi disponibili nell'epoca in cui vive.
Questo avvenne nei tempi passati, nella Vecchia Alleanza, accadde a Me quand'ero sulla terra in veste di Gesù di
Nazaret ed accade oggi [1989] nuovamente alla profetessa di Dio. Il passato ridiviene continuamente presente, dato
che si incarnano sempre le stesse anime che, come uomini, hanno perseguitato ed ucciso i profeti già nelle vite
precedenti. Il loro mandato di compiere tutto ciò proviene dal basso!
Riconoscete: quando, alla fine dei tempi, il mondo peccaminoso scomparirà e sorgerà la nuova umanità, si
presenteranno molti cosiddetti profeti. Chi parla solamente, con la pretesa di essere un profeta, ma non rivela la
profondità della parola, non è un profeta. E non verrà nemmeno attaccato, messo in dubbio o perseguitato dai farisei,
dagli scribi e dai difensori del diritto, dato che parla come essi desiderano.
Tali cosiddetti profeti vengono perfino sostenuti dalle tenebre, perché seducono gli uomini con i loro discorsi
"spirituali” che non sono compenetrati dal fuoco dello Spirito Santo. Chi parla soltanto per parlare, non vivifica le
parole con lo Spirito della verità. La scintilla vivificatrice non tocca coloro che lo ascoltano e in loro non si verifica,
quindi, alcuna evoluzione verso la spiritualità.
Perciò esaminate!
Per tutti i veri profeti ed illuminati e per tutti coloro che realizzano la parola di Dio, la Sua sacra Legge, hanno
validità le Mie parole: "Come hanno perseguitato Me, perseguiteranno anche voi.”

29° CAPITOLO
Gesù sfama i cinquemila -
Gesù cammina sulle acque
Il Cristo, la Forza Parziale
della Forza Primordiale, in Gesù di Nazaret - Spiegazione della moltiplicazione dei pesci - Cibo vivente e cibo
morto - Mortificazione e fanatismo - Trasformazione delle abitudini negative sulla via verso la vita superiore (4-7).
La paura è un dubbio nella forza e nell'amore di Dio (12-13). Non esiste il caso - L'uomo si trasforma, evolvendosi
verso il Divino, solo lavorando su se stesso (14). Non tutti ricevettero
aiuto e guarigione (17-18)
1. Si avvicinava la festa della Pasqua e gli apostoli e coloro che li accompagnavano si radunarono attorno a Gesù e
Gli raccontarono tutto quello che avevano fatto ed insegnato. Ed Egli disse loro: "Venite ed andiamo in un luogo
appartato e riposate un poco.” C'erano infatti molte persone che andavano e venivano ed essi non potevano
nemmeno mangiare in pace.
2. E di nascosto andarono con una barca in un luogo deserto. Ma il popolo vide che si allontanavano. Molti Lo
conoscevano ed accorsero a piedi da tutte le città. Li precedettero e si riunirono presso di Lui.
3. Sceso dalla barca, Gesù vide una grande folla; ed era mosso da compassione, perché erano come pecore senza
pastore.
4. Sul far della sera, i Suoi discepoli vennero a Lui e dissero: "Il luogo è deserto ed è ormai tardi. Congedali perché
vadano nei villaggi a comprarsi il pane, poiché non hanno nulla da mangiare.”
5. Ma Gesù rispose e disse loro: "Date loro da mangiare!” E Gli risposero: "Dobbiamo andare a comprare il pane
per duecento denari e darlo loro da mangiare?”
6. Ma Egli disse loro: "Quanti pani avete? Andate a vedere.” E quando li ebbero contati, dissero: "Sei pani e sette
grappoli d'uva.” Ed Egli comandò loro di sedersi sull'erba in gruppetti di cinquanta persone. E si sedettero in fila,
suddivisi in file di cinquanta e cento persone.
7. E dopo aver preso i sei pani e i sette grappoli d'uva, alzati gli occhi al cielo, pronunciò la benedizione, spezzò i
pani e divise anche l'uva e li diede ai discepoli per distribuirli tra il popolo ed essi distribuirono tutto tra la gente.
(Cap. 29, 1-7)
Io, il Cristo, chiarisco, rettifico
ed approfondisco la parola
Io, il Cristo, operai in Gesù con i poteri del Padre, poiché ero in Gesù il Cristo, che Io Sono, d'eternità in eternità, il
Coregnante dei cieli.
In Gesù, quale Forza Parziale della Forza Primordiale, portai la svolta decisiva nel processo della caduta: la Forza
Parziale della Forza Primordiale divenne la forza redentrice ed è il sostegno di tutte le anime e di tutti gli uomini che
agisce quale energia evolutiva per tutte le anime e per tutti gli uomini.
La Mia eredità, la Forza Parziale della Forza Primordiale, affluì in Me, in Gesù, ed operò attraverso di Me. Mi
collegai quindi con la Mia potente eredità e, con questa forza, fui in grado di compiere anche i cosiddetti grandi
miracoli e le guarigioni.
Il Mio mandato prevedeva anche di aiutare e guarire gli uomini e di risuscitare i morti. Compii tutto ciò con i poteri
conferitiMi da Mio Padre, in collegamento con la Mia eredità, con la Forza Parziale della Forza Primordiale,
mostrando così agli uomini la potenza del Cristo-Dio sulla terra. Con la moltiplicazione dei pani, della frutta e dei
pesci, mostrai loro che nessun uomo deve soffrire la fame o vivere di stenti, se compie le Leggi di Dio.
Nel cosiddetto miracolo della moltiplicazione divenne manifesto che l'uomo potrebbe vivere nella pienezza, se
adempisse la volontà di Dio; infatti, la Legge universale è inesauribile per gli esseri spirituali, per le anime e per gli
uomini che compiono la volontà del Padre Mio, che è anche loro Padre.
I Miei discepoli Mi portarono pani e uva da moltiplicare. In quel giorno Mi vennero portati anche pesci morti da
moltiplicare. Quando presi nelle Mie mani quella sostanza morta, spiegai agli uomini che il potenziale di forze del
Padre, l'alta forza vitale, si era ampiamente ritirato dai pesci e che Io non avrei creato pesci viventi per poi ucciderli.
Spiegai agli uomini che la vita si trova in tutte le forme di vita e che l'uomo non deve ucciderle intenzionalmente.
Gli uomini, in particolare i bambini, Mi guardarono con tristezza. Non potevano capirMi, perché vivevano per lo più
di pesce, pane e poche altre cose. Allora dissi loro, a senso: le energie della terra mantengono per un po' i pesci
morti nella loro forma. Perciò Io non vi donerò pesci viventi dallo Spirito del Padre, ma, attingendo all'energia della
terra, creerò per voi pesci morti, quindi poveri di vibrazione. Essi non porteranno mai vita in sé e non potranno
quindi essere uccisi. Vi voglio mostrare che gusto hanno le cose viventi, il pane e i frutti, e metterli a confronto col
cibo morto.
Con le energie della terra, creai per loro pesci che contenevano poca sostanza spirituale. Diedi loro i pesci morti e
comandai loro di mangiare anche pane e frutti, affinché riconoscessero la differenza tra il cibo vivente e quello
morto, tra il cibo ad alta e quello a bassa vibrazione.
Istruii gli uomini in questo modo ed in modo analogo. Inoltre indicai loro - e indico con ciò anche a voi che leggete
le Mie parole - che troncare le vecchie abitudini, in qualsiasi modo, è fanatismo. Colui che abbandona le cose
abituali da un minuto all'altro le interrompe, ma non le trasforma. Quest'interruzione racchiude in sé il germe che fa
rispuntare vecchie abitudini represse, che possono eventualmente ripresentarsi più ostinate di prima che l'uomo si
mortificasse e possono essere più difficili da eliminare.
Le vecchie abitudini non dovrebbero quindi essere troncate, ma l'uomo dovrebbe invece abbandonarle gradualmente
fino a trasformarle, rivolgendosi verso mete e valori più elevati. Questo è il passaggio spirituale verso nuove sponde.
In ogni mortificazione si trova il fanatismo. Un fanatico giudica in sensazioni e pensieri il suo prossimo che ha
ancora aspetti simili o analoghi a quelli che lui stesso ha represso. In tal modo alimenta ciò che ha represso.
Riconoscete: all'uomo legato alle abitudini si dovranno fare ancora certe concessioni umane, fino a che egli stesso
riconoscerà i propri difetti e, tramite l'autoconoscenza e l'esperienza di sé, oppure tramite la sofferenza, lascerà le
vecchie cose per maturare spiritualmente. In questo modo potrà comprendere rettamente ed essere guidato, in base
alla Legge.
Con la moltiplicazione dei pesci mostrai che l'uomo si deve trasformare e non mortificare. Ogni trasformazione
avviene secondo la Legge; è il passaggio dalla vita infima a quella elevata. Come un sasso non può trasformarsi in
un fiore da un giorno all'altro, ma solo nel corso del processo evolutivo, anche l'uomo non può trasformare da un'ora
all'altra le proprie abitudini radicate nel sangue e nell'anima, diventando un uomo assolutamente spirituale. Come il
sasso si trasforma nel corso dell'evoluzione, anche l'uomo si trasforma dall'infimo al superiore.
La trasformazione è quindi un processo di cambiamento dall'umano allo spirituale che comporta l'abbandono
graduale dei lati umani e, allo stesso tempo, il risveglio alla vita divino-spirituale.
8. E tutti mangiarono e furono saziati. E raccolsero dodici cesti pieni di avanzi. E quelli che avevano mangiato i
pani e i frutti erano cinquemila uomini, donne e bambini; ed Egli insegnò loro molte cose.
9. Nel vedere ed udire tutto ciò, la folla era colma di gioia e disse: "In verità, questo è il profeta che deve venire nel
mondo.” E quando si accorse che volevano per forza farLo re, ordinò ai Suoi discepoli di salire sulla barca e di
precederLo sull'altra sponda, a Betsaida, mentre Lui avrebbe congedato la folla.
10. E dopo averla congedata, salì su un monte a pregare. Venuta la sera, Egli se ne stava ancora solo lassù, mentre
la barca si trovava già lontana da terra, sballottata dalle onde a causa del vento contrario.
11. Verso la terza ora della notte, Gesù venne verso di loro, camminando sul lago. Nel vederLo camminare sul lago,
i discepoli si spaventarono e dissero che era uno spirito e si misero a gridare dalla paura. Ma subito Gesù disse
loro: "Coraggio. Sono Io, non abbiate paura!”
12. E Pietro Gli rispose e disse: "Signore, se sei Tu, fammi venire da Te sulle acque.” Ed Egli disse: "Vieni!” E
Pietro, sceso dalla barca, si mise a camminare sulle acque andando verso Gesù. Ma s'impaurì per la violenza del
vento e, cominciando ad affondare, gridò: "Signore! Salvami!”
13. E subito Gesù stese la Sua mano, lo afferrò e gli disse: "O uomo di poca fede, perché hai dubitato? Non ti ho
forse chiamato?” (Cap. 29, 8-13)
Io, il Cristo, chiarisco, rettifico
ed approfondisco la parola
Riconoscete: qualsiasi paura è un dubbio nella forza di Dio e nel Suo amore.
Dio è la vita che sorregge e mantiene. Chi ne dubita, affonda. Perciò, qualsiasi dubbio in Dio è una caduta, un
allontanamento da Dio, un affondare nei flutti dell'umano.
Molti uomini non rispettano le Leggi di Dio; con la loro paura non si fidano di Dio e, in tal modo, si aprono ai
suggerimenti del satanico. Ogni sensazione, ogni pensiero, ogni parola ed anche ogni azione contro la Legge divina
dell'armonia universale, che tutto sorregge e mantiene, portano ad abbandonare la mano di Dio e ad affondare così
nei flutti del mondo.
Perciò siate desti ed esercitatevi nel riconoscere ed adempiere la volontà di Dio. Se non conoscete ancora la Legge
di Dio in tutti i dettagli, prendete i Dieci Comandamenti che sono gli estratti della potente Legge universale di Dio.
Sforzatevi di riconoscerne il senso e di viverli e, passo dopo passo, sperimenterete tutta la Legge di Dio. Infatti, essa
viene data oggi [1989] da Me, tramite la profetessa di Dio, che è anche la profetessa istruttrice e messaggera per la
Nuova Epoca.
Chi osserva la Legge di Dio, si trova sotto la Sua guida diretta.
14. E salì da loro nella barca ed il vento si placò. Ed essi furono molto meravigliati e stupiti. Infatti nemmeno con il
miracolo dei pani e dei frutti avevano compreso di più, perché il loro cuore era indurito.
(Cap. 29, 14)
Io, il Cristo, chiarisco, rettifico
ed approfondisco la parola
Come era all'ora, quando Mi trovavo tra gli uomini in veste di Gesù di Nazaret, così è ancor oggi. Ogni giorno
accadono i cosiddetti miracoli. L'uomo li prende per scontati, considerandoli dei cosiddetti casi o colpi di fortuna
che, come egli crede, accadono di tanto in tanto, ma per i quali non c'è alcuna spiegazione.
Riconoscete: non esiste il caso. Tutto si basa o sulla legge di semina e raccolta, oppure è guida e provvidenza,
tramite la Legge dell'amore. La forza del Cristo, che Io Sono, che era personificata a suo tempo in Gesù di Nazaret,
continua ad agire nel tempo e nello spazio. Molti uomini risanano tramite il Mio Spirito e molti vengono protetti da
incidenti gravi. Altri ancora vengono guidati in modo che possano evitare gravi problemi e sofferenze fisiche. Chi
crede in Me ed osserva il comandamento di perdonare e chiedere perdono e non commette più gli stessi o simili
peccati, si orienta sulla Mia forza di aiuto e guarigione e riceve.
Questi sono i cosiddetti miracoli.
I Miei apostoli e discepoli erano ogni giorno con Me ed erano testimoni di come i malati risanavano e di come
coloro che erano ritenuti morti venivano di nuovo risvegliati alla vita. Malgrado queste esperienze, il cuore di molti
rimase freddo. Si meravigliavano di questi avvenimenti, ma non andavano oltre. Non riuscivano ad afferrare il
grande operato delle forze cosmiche, perché il mondo teneva i loro pensieri ed i loro sensi ancora prigionieri.
Malgrado Io insegnassi loro le Leggi di Dio e come applicarle, molti restarono prigionieri della legge di semina e
raccolta e si meravigliavano ogni giorno di questa forza.
Non tutti compresero che la Legge di Dio viveva anche in loro e che voleva operare attraverso di loro in modo
analogo a come operava tramite il loro Insegnante e Maestro, il Figlio di Dio in Gesù di Nazaret. Si occupavano
continuamente delle stesse domande: come mai e perché si è potuto aiutare questi e non quelli?
Dato che vivevo ed operavo nella Legge del Padre Mio, potei portare aiuto e guarigione a molti uomini. Non potei,
invece, aiutare molti altri, perché non avevano portato con sé, nelle loro anime, i presupposti necessari. Non tutti i
Miei apostoli e discepoli riuscivano a comprendere questo. Alcuni dubitavano continuamente di Me e ponderavano
il pro ed il contro.
In preghiera dissi molte volte a Dio, Mio Padre: per quanto tempo devo ancora rimanere tra questi uomini ostinati e
testardi?
Riconoscete: chi, nella propria vita, ascolta solamente la Legge dell'amore, ma non la realizza, anche se si trova
vicino ad un illuminato, giorno per giorno, ora per ora, resterà comunque il peccatore che era ed è. La
trasformazione dell'uomo, dal peccato al divino, avviene attraverso la realizzazione e il lavoro su se stessi.
La trasformazione verso il divino implica quindi il lavoro su se stessi. Agisci, trasformando in forze positive le tue
sensazioni, pensieri, parole ed opere, con Me, il Cristo, e raggiungerai l'illuminazione! Tramite la forza dello Spirito
Santo ti saranno possibili molte cose. Infatti, chi Mi segue veramente compirà opere simili a quelle che Io ho
compiuto.

15. E dopo essere saliti in barca, regnò grande silenzio. Si avvicinarono e si prostrarono davanti a Lui e dissero:
"Tu sei veramente il Figlio di Dio.”
16. Compiuta la traversata, approdarono nella zona di Genezaret. Quando scesero dalla barca, la gente Lo
riconobbe subito. Ed accorrevano da tutta la regione e, quando udivano dove Egli si trovava, Gli portavano i
malati sui letti.
17. E ovunque Egli andasse, nei villaggi, nelle città o in campagna, Gli portavano i malati, li deponevano sulle
strade e Lo pregavano di poter toccare almeno l'orlo del Suo abito e tutti quelli che Lo toccavano, guarivano.
18. Poi Gesù andò in Giudea con i Suoi discepoli, dove rimase e battezzò molti che accorrevano a Lui e che
accettavano il Suo insegnamento. (Cap. 29, 15-18)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico


ed approfondisco la parola
Molti uomini vennero a Me, in Gesù di Nazaret, ma non tutti ricevettero ciò che chiedevano. Molti venivano e
volevano solo aiuto per il loro corpo, per poter continuare poi a vivere nella carne come prima: nel peccato. Molti
toccarono l'orlo delle Mie vesti, ma non tutti ricevettero aiuto e guarigione. Coloro che toccavano l'orlo delle Mie
vesti, e che credevano nell'amore di Dio e continuavano a mantenere il bene nel cuore, ottennero aiuto e guarigione.
Chi toccava l'orlo delle Mie vesti, pensando solo al proprio corpo, mantenendo il peccato nel cuore e continuando a
peccare nei successivi anni terreni, non ricevette né aiuto, né guarigione.
Sta scritto: "...dove rimase e battezzò molti.” La parola "battesimo” significa benedizione del cuore, dell'essere
interiore, tramite lo Spirito Santo. Io vedevo nei cuori dei Miei e riconoscevo che coloro che vivevano realizzando le
Leggi di Dio, intensificavano in sé ogni giorno la luce e la forza di Dio. La Mia benedizione faceva germogliare in
loro un ulteriore seme di Vita Interiore che li induceva ad aspirare alla perfezione, per trasmettere agli uomini ciò
che avevano realizzato in sé e su di sé, nell'esistenza terrena di quel momento e nelle successive incarnazioni.

30° CAPITOLO
Il pane della vita e la vite vivente
Il Cristo dà il pane
spirituale per la Vita Interiore - La via che conduce al Regno della Pace: battaglia e sacrifici dei giusti (5). Chi si
orienta su Dio riceve la forza della vita (6). Nel Cristo ci sono redenzione e grazia - Malattia, sofferenza e disgrazie
sono colpe che si manifestano - Il giorno del giudizio (7). L'occhio umano vede solo l'involucro terreno caduco -
L'infilarsi e lo sfilarsi del corpo spirituale in quello materiale - La via crucis della profetessa di Dio nella svolta dei
tempi -
Lo sviluppo del cristianesimo esteriorizzato (8-10)
1. Il giorno dopo, la folla rimasta sull'altra riva del lago notò che c'era solo la barca in cui erano saliti i Suoi
discepoli e che Gesù non era salito con loro, ma che erano partiti soltanto i Suoi discepoli. La folla, vedendo che
Gesù non era più là e nemmeno i Suoi discepoli, salì su una barca e si diresse alla volta di Cafarnao per cercare
Gesù.
2. TrovatoLo sull'altra riva del lago, Gli dissero: "Rabbi, come sei venuto qua?” Gesù rispose loro e disse: "In
verità, in verità, vi dico, voi Mi cercate non perché avete visto dei miracoli, ma perché avete mangiato di quel pane
e di quei frutti e vi siete saziati. Non preoccupatevi del cibo che deperisce, ma di quello che dura per la vita eterna,
che vi darà il Figlio dell'uomo, che è anche il Figlio di Dio, perché è stato eletto da Dio, dal Padre Universale.”
3. Gli chiesero allora: "Che cosa dobbiamo fare per compiere le opere di Dio?” Gesù rispose e disse loro: "Questa
è l'opera di Dio: credere in Colui che Egli ha mandato e che vi dà la verità e la vita.”
4. Allora Gli dissero: "Quale segno dunque Tu fai affinché possiamo vedere e affinché crediamo in Te? Quali opere
compi? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: diede loro da mangiare il pane del
cielo.”
5. Rispose loro Gesù: "In verità, in verità, vi dico: non è Mosè che vi ha dato il vero pane dal cielo, ma è il Padre
Mio che vi ha dato il pane del cielo e il frutto della vite vivente. Poiché questo è il cibo di Dio che proviene dal cielo
e che dà la vita al mondo.”
(Cap. 30, 1-5)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico


ed approfondisco la parola
In verità, Dio, Mio Padre, il grande Unico Universale, ha eletto Me, Suo Figlio primogenito e primo-contemplato,
quale Coregnante dei cieli, conferendoMi la forza onnipresente nelle Sue quattro essenze, che sono i gradi di
evoluzione verso la figliolanza di Dio.
La Mia forza onnipresente è pertanto anche energia evolutiva, una parte della quale divenne forza redentrice per
tutte le anime cadute ed incolpate e per tutti gli uomini.
La redenzione è evoluzione; essa è anche sostegno, liberazione e guida verso il Dio-Padre-Madre, per tutte le anime
e tutti gli uomini, dato che tutti gli esseri spirituali, le anime e gli uomini, sono figli Suoi.
Io divenni uomo per indicare agli uomini la via verso la casa del Padre. Venni sulla terra e diedi testimonianza della
forza interiore, con cui l'uomo può compiere ogni cosa, se entra nella Vita Interiore. Moltiplicai pane, frutti e pesci.
Trasformai l'acqua in vino; aiutai e guarii molti uomini; risuscitai alcuni dalla cosiddetta morte, quando il nastro
spirituale d'informazione, che collega l'anima al corpo, non si era ancora staccato dal corpo. Insegnai agli uomini che
possono vivere nella pienezza nel mondo, solo se adempiono la Legge di Dio anche nella vita quotidiana, dato che la
Legge di Dio è pienezza.
Molti non volevano comprenderMi, dato che si preoccupavano solo del proprio corpo e del proprio benessere.
Perciò non potevano e non volevano neanche comprenderMi quando parlavo del pane spirituale per la Vita Interiore.
Non aspiravano al pane che viene dal cielo e che è l'unico cibo dell'anima: volevano restare nel peccato in cui si
trovavano e volevano il pane terreno per il loro corpo materiale e altre comodità per la loro esistenza terrena.
Dio, Mio Padre, il Dio-Padre-Madre di tutti i Suoi figli, Mi elesse nei cieli quale Coregnante di tutta la creazione e
Mi inviò a tutte le anime e a tutti gli uomini, quale Redentore. Chi viene a Me e Mi accetta ed accoglie come suo
Redentore, chi ritorna al Regno interiore, è ricco anche interiormente: costui non patirà né fame, né sete e riceverà la
luce e la forza che la sua anima ha dischiuso. Nella sua esistenza terrena avrà da mangiare e da bere e riceverà ciò di
cui il suo corpo ha bisogno: abiti, casa e molto di più. Quindi, chi aspira per primo al Regno di Dio, non patirà di
stenti neanche come uomo.
Parlai agli uomini del Regno di Dio che si trova dentro di loro. Con la forza di questo Regno interiore, li aiutai sia
interiormente che esteriormente. La maggior parte voleva un uomo in grado di compiere miracoli che rendesse
gradevole la loro vita terrena, voleva un re di un regno terreno e non il Re interiore, il Coregnante dei cieli.
Miei fratelli e sorelle, che vivete in un'altra epoca, nell'epoca di luce, difficilmente riuscirete a comprendere ciò che
sta scritto qui. Eppure la terra, il suolo sul quale vivete in veste terrena, fu conquistata con il Mio sangue e con il
sangue e il corpo e il sacrificio di molti retti profeti e di donne e uomini giusti. Ogni umiliazione da loro subita, ed
ogni goccia di sangue versato per la giustizia, servì alla redenzione di tutti.
La terra, il caposaldo delle tenebre, fu conquistata dalla luce, grazie a questi atti altruistici ed alle opere divine, e il
demoniaco fu legato. Il sangue fu versato nel corso di molte generazioni: uomini si sacrificarono per la giustizia, per
far varco al piano di Dio, alla redenzione.
Erano i pionieri per la Nuova Epoca che si incarnarono ripetutamente e che furono perseguitati in continuazione,
anche quando vennero scritte queste parole [1989].
La luce sulla terra si rafforzò, di generazione in generazione, tramite quegli uomini che adempivano sempre più le
Leggi di Dio. La luce scaturì dal caos dell'ego umano e prese forma e configurazione sulla terra.
I pionieri per la Nuova Epoca legarono ciò che era satanico con la Mia forza e in nome Mio.
La terra è stata riconquistata dai fratelli e dalle sorelle della stirpe di Davide, la stirpe del Regno della Pace di Gesù
Cristo, e da molti uomini e donne giusti provenienti da altre stirpi. Il satanico, il demoniaco, è legato. Gli uomini e le
donne che hanno sofferto in modo inimmaginabile in veste terrena si trovano ora in veste spirituale alla Mia destra e
risplendono come stelle nel firmamento.

6. Allora Gli dissero: "Signore, dacci sempre questo pane e questi frutti.” E Gesù rispose: "Io Sono il vero pane e la
vite vivente e chi viene a Me non avrà più fame e chi crede in Me non avrà più sete. E in verità vi dico: solo se voi
mangiate la carne e bevete il sangue di Dio avrete la vita. Eppure voi Mi avete visto e non credete. (Cap. 30, 6)
Io, il Cristo, chiarisco, rettifico
ed approfondisco la parola
"... se voi mangiate la carne e bevete il sangue di Dio” significa: se mangiate il cibo del cielo, ricevete quindi energia
divina e bevete alla fonte della vita, dallo Spirito di Dio.
Riconoscete: Dio ha dotato la terra di frutti, erbe ed acqua per il bene del corpo umano. Chi accetta i doni di Dio con
gratitudine, adempiendo le Sue Leggi, non solo sazia il proprio corpo, ma nutre anche la propria anima. In ogni dono
divino terreno si trova anche la forza di Dio, il pane dei cieli e l'acqua della vita.
Il pane ed i frutti della terra nutriranno tutti gli uomini solo se essi non li pretenderanno come loro proprietà
personale, ma considereranno i doni di Dio come doni per tutti gli uomini. Il presupposto è che l'uomo non pensi
solo a saziare il corpo, ma che faccia zampillare la sorgente dell'anima: lo Spirito di Dio che è il pane e il frutto
vivente. Chi viene dallo Spirito di Dio in Me, dal Cristo-Dio, dal Redentore di tutte le anime e di tutti gli uomini,
riceverà il pane eterno e non soffrirà né fame, né sete.
Infatti, anche il pane ed i frutti della terra crescono unicamente tramite la vita in Dio e da Dio. Nulla proviene da sé.
Ogni bene proviene da Dio. Chi non crede in Dio, a lungo andare non riceverà nemmeno da Dio, dato che non si
orienta sulla Vita Interiore, sul Dio donatore.
Molti uomini Mi hanno ascoltato e visto quand'ero Gesù di Nazaret, eppure non credevano alla forza della vita che
insegnavo e che rappresentavo.
7. Tutti coloro che Mio Padre Mi ha dato verranno a Me e chi viene a Me, non lo respingerò, perché Sono disceso
dal cielo non per fare la Mia volontà, ma la volontà di Dio che Mi ha inviato. E questa è la volontà di Dio che Mi
ha inviato, che Io non perda alcuno di coloro che Mi ha dato, ma che li resusciti nell'ultimo giorno.” (Cap. 30, 7)
Io, il Cristo, chiarisco, rettifico
ed approfondisco la parola
Mio Padre, che è anche vostro Padre, Mi inviò agli uomini. Divenni uomo per dimorare tra gli uomini e per
annunciare, nel linguaggio degli uomini, ciò che è l'eterna vita.
Il Figlio di Dio, che come uomo divenne il Figlio dell'uomo, venne dal cielo per portare la redenzione. Dato che Dio,
Mio Padre, ama tutti i figli allo stesso modo, Mi diede anche il potere e la forza di ricondurre tutte le anime al Suo
cuore. Venni dal cielo per rivelare agli uomini la volontà di Dio e per compiere la Sua volontà tra gli uomini.
Nessun uomo e nessun'anima vengono da Me respinti, dato che Io ho portato la redenzione a tutti. E' l'uomo stesso
che si butta nel proprio destino, rifiutando la volontà di Dio e continuando a vivere secondo la propria volontà, nel
peccato. Ciononostante egli reca in sé la redenzione e ritroverà, un giorno, la Mia mano ed Io lo condurrò al Padre,
poiché tutte le anime e tutti gli uomini sono redenti in Me ed attraverso di Me.
Chi si dona a Me, il Cristo, non deve scontare ogni peccato commesso. Infatti, chi si rivolge di cuore a Me, al Cristo,
si sforza anche di riconoscere e compiere la volontà di Dio in ogni situazione. E chi si sforza sinceramente di
compiere la volontà di Dio, ha già ricevuto da Dio.
Venire a Me non significa solo rivolgersi a Me in preghiera, ma realizzare anche la Legge della vita su di sé e con il
prossimo. Chi rispetta le Leggi di Dio, si rivolge a Me, il Cristo-Dio, e non dovrà raccogliere quanto ha seminato di
umano.
Chi si rivolge a Me, sperimenta in sé ed attorno a sé la grazia dell'Altissimo, che assiste ogni uomo in ogni
situazione della vita, che conforta l'uomo, che lo rafforza e lo aiuta a riconoscere ed a sistemare i peccati, prima che
si manifestino sul corpo.
I peccati commessi in passato si manifestano sul corpo se l'uomo è ostinato ed ignora intenzionalmente i numerosi
ammonimenti e richiami. Se il peccato si è manifestato sul corpo sotto forma di malattia, sofferenza o sciagura,
dovrebbe anche essere sopportato dall'uomo.
Tuttavia, non disperate! Pregate Dio ed abbandonatevi alla Sua sacra volontà. Potranno così agire l'amore e la grazia
di Dio per eliminare la malattia o darvi la forza per poter sopportare il peccato che si è manifestato.
Ogni peccato che si manifesta può essere paragonato ad una nascita: il peccato si manifesta nel corpo come il parto
di ciò che l'anima portava in se stessa. La levatrice è in questo caso la caparbietà dell'uomo che partorisce il peccato
dall'anima. L'uomo dà spazio al peccato in modo che possa manifestarsi nel corpo.
Il "giorno del giudizio” dell'anima non è l'ora della morte dell'uomo e tanto meno un momento predeterminato, bensì
il risveglio dell'anima nel Divino e il passaggio in sfere di vita più elevate e luminose, fino a giungere al Dio-Padre-
Madre che è la vita assoluta.
Tutti gli uomini, tutte le anime e tutti gli esseri, ed anch'Io, il Cristo, il Redentore, siamo figli della vita eterna. Quale
Figlio di Dio e quale Redentore, Io Sono la vita onnipresente in Dio, Mio Padre. Tramite la Sua forza, Io guido ogni
anima nella coscienza dell'unità, con Dio e in Dio, nella vita eterna.
8. Intanto i Giudei mormoravano di Lui perché aveva detto: "Io Sono il pane disceso dal cielo.” E dicevano:
"Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe e Maria, di cui conosciamo la discendenza? Come può dunque dire:
Io Sono disceso dal cielo?”
9. Gesù rispose loro: "Non mormorate tra di voi. Nessuno può venire a Me, se non lo attira il sacro amore e la
sapienza. E costoro risorgeranno l'ultimo giorno. Sta scritto nei profeti: tutti saranno istruiti da Dio; chiunque
ascolta ed afferra la verità verrà a Me.
10. Nessuno ha mai visto il Santissimo, tranne coloro che provengono dal Santissimo: solo costoro vedono il
Santissimo. In verità, in verità, vi dico: chi crede alla verità, ha la vita eterna.” (Cap. 30, 8-10)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico


ed approfondisco la parola
Le parole "Io Sono il pane disceso dal cielo” significano: solo la vita in Dio e con Dio è la vera vita. Tutto il resto è
solo frutto di concetti umani sulla vita, oppure di proiezioni di desideri ed aspirazioni.
Il pane che portai agli uomini quand'ero Gesù di Nazaret è lo Spirito di Dio, il nutrimento dell'anima, la vita che Io
Sono nel Padre. Chi è divenuto verità, è la verità e vive nella verità; non soffrirà mai di stenti, dato che la verità è
Dio e Dio è la pienezza.
Io Sono la verità e il pane dell'anima. I cieli eterni sono la Legge della verità. Io provenni dalla verità e Sono la
verità.
Gesù era l'essere umano provenuto dalla sostanza materiale, il corpo terreno che serviva da strumento alla verità. Gli
uomini vedevano solo questo e lo esprimevano anche, a senso, con le parole: "Costui, non è forse Gesù, il figlio di
Giuseppe e Maria, di cui conosciamo la discendenza?”
L'uomo genera il corpo, la donna lo porta sotto il cuore e partorisce la vita esteriore, la forma in cui dimora l'essere
proveniente da Dio, l'anima.
L'occhio umano vede solo la carne e la bocca umana parla della carne. L'occhio umano non coglie l'interiore che è
avvolto dall'involucro, dal corpo di carne ed ossa. Chi vede invece lo Spirito di Dio, compiendo le Leggi divine,
coglierà l'interiore dell'uomo e non chiederà quale ceto e posizione abbia un uomo e chi siano i suoi genitori. Vede
nel profondo ciò che la carne non vede, nella consapevolezza che non sono il ceto e la posizione di questo mondo
che contano, ma solo l'interiore dell'uomo.

Riconoscete: in un ricco che pensa solo alle sue proprietà ed al prestigio, il cui cuore è freddo, non vive un'anima
risvegliata. Essa è ancora assopita e vegeta in uno stato di sonnolenza, senza essersi destata, e non afferra quindi
ancora la propria origine.
Tuttavia, anche per il ricco che aspira unicamente a proprietà e prestigio verrà prima o poi il momento di cambiare e
la sua anima verrà scossa e scrollata, affinché abbia a risvegliarsi nello Spirito della verità e riconosca a poco a poco
la propria origine. Solo coloro che hanno aperto il loro cuore all'amore ed alla sapienza di Dio potranno ritornare a
Dio, nel cuore della Vita Interiore.
Un giorno, tutti accetteranno ed accoglieranno gli insegnamenti provenienti dallo Spirito dell'amore e della sapienza
e percorreranno la via verso il Padre che Io Sono, il Cristo. Io Sono la Via, la Verità e la Vita. Solo chi accetta ed
accoglie Me, il Cristo-Dio, il Redentore, giungerà direttamente nel cuore dell'Eterno.
Chi crede alla verità e adempie le Leggi di Dio, possiede già ora consapevolmente la vita. La morte, che colui che
non s'è risvegliato definisce come la fine della vita, non esiste per lui. Per chi si è risvegliato essa è invece la porta
che immette nella Vita Interiore, che egli ha già dischiuso come uomo sulla Via Interiore.
Sappiate che nell'eterno Essere la vita è forza universale di Dio. E' la coscienza del Dio-Padre-Madre da cui è
scaturita la forma spirituale. La forma spirituale pura, la forma spirituale originaria, è la sostanza originaria priva di
gravità, è Legge eterna compressa: è l'essere spirituale nei cieli. Solo quando quest'essere va ad incarnarsi nella
materia, il suo corpo spirituale si avvolge di sostanze provenienti dalle sfere di purificazione, diviene anima ed entra
poi nel corpo caduco.
Nessun'anima risorgerà con il proprio corpo terreno, poiché l'avrà deposto. E quando l'anima ritorna nella carne,
viene generato e partorito per lei un nuovo corpo in cui si infila e dal quale si sfila poi di nuovo, dato che nessun
corpo fisico può entrare nei mondi di sostanza sottile. Esiste solo l'infilarsi nel corpo e lo sfilarsi poi da esso.
Mi incarnai per vivere tra gli uomini, per portare e spiegare loro nel linguaggio umano il Vangelo dell'amore, che
rende libero q u e l l' uomo che lo vive e che aspira all'amore ed alla sapienza di Dio.
Chi adempie le Leggi verrà appagato dall'amore e dalla sapienza di Dio. Costui è divenuto il vero saggio e vive
consapevolmente in Dio e Dio vive attraverso di lui. Un tale uomo ha già raggiunto la risurrezione spirituale;
nell'ora in cui abbandonerà il corpo terreno, il suo corpo spirituale entrerà consapevolmente nella gloria dell'eterno
Padre. Il suo corpo spirituale contemplerà l'eternamente Santo, dato che il figlio di Dio è divenuto la verità stessa.
L'anima ridestata ed unita a Dio non andrà più a cercarsi un corpo terreno, a meno che non abbia ancora un mandato
divino da assolvere per gli uomini e per le anime.
Ora Mi rivolgo ai Miei fratelli e sorelle della Nuova Epoca, nell'epoca del Cristo:
Miei fratelli e sorelle in Me, il Cristo: nel libro "Questa è la Mia parola” leggete spesso che il principio femminile
della Sapienza divina si trovava in veste terrena. L'essere umano Mi servì come strumento per esprimere e far
presente, nel linguaggio degli uomini, ciò che era importante per quell'epoca [1989] - come feci Io nelle vesti di
Gesù. Essa venne in questo mondo con il mandato di preparare la Nuova Epoca con Me, il Cristo, e con il suo duale
spirituale che, come Me, si trovava nello Spirito di Dio ed operava dall'onnipotenza di Dio.
La vita della Sapienza divina in veste terrena fu in molte situazioni simile alla Mia vita quale Gesù di Nazaret.
L'elevato essere in veste terrena, l'ancella di Dio, dovette subire cose analoghe a quelle che subii Io quand'ero Gesù
di Nazaret. La sua vita al servizio di Dio per gli uomini fu ogni giorno una via crucis. Portò la croce dello scherno,
del disprezzo, della calunnia e della menzogna intenzionale, diffusa da coloro che si definivano cristiani, tra i quali
molti erano rappresentanti delle istituzioni ecclesiastiche di allora.
Era un cristianesimo esteriorizzato, una cosiddetta religione di stato, scissa in due grandi Chiese, una cattolica e una
protestante. Le due confessioni si basavano su una Bibbia che conteneva solo parti dell'eterna verità. Questo libro
non era tuttavia il metro di misura della loro vita, anche se lo definivano la parola di Dio. Parlavano della Bibbia e
leggevano ai loro fedeli il Vangelo che vi era contenuto, ma pochissimi tra coloro che si chiamavano pastori si
attenevano a quello che pretendevano dai loro fedeli.
Prima della Mia epoca in veste di Gesù di Nazaret, e dopo la Mia vita terrena, furono rivelati molti aspetti dell'eterna
verità. Molti uomini scrissero la verità, anche nei cosiddetti Vangeli. Che cosa avvenne? Alcuni scribi, incaricati
dall'istituzione ecclesiastica, scelsero alcuni tra gli scritti spirituali esistenti in gran numero, che ritenevano essere la
verità, e ne fecero un libro che chiamarono "Bibbia”. Basandosi su ciò che riuscivano a comprendere, stralciarono
molte parti della verità e aggiunsero arbitrariamente altre cose false.
In tal modo, la Bibbia divenne un libro come tanti altri, poiché conteneva solo parti della verità. Chi avesse voluto
trovarvi la verità, avrebbe dovuto prima percorrere la via tracciata nel Discorso della Montagna, la Via Interiore. Di
conseguenza, nella Chiesa non ci sarebbe più stata una gerarchia con potere ed autorità sui propri simili. I suoi
rappresentanti avrebbero dovuto rinunciare ai loro elevati introiti terreni e le istituzioni al loro patrimonio, secondo
le parole: "Non accumulate tesori dove tignola e ruggine consumano e dove ladri scassinano e rubano. Accumulate
invece tesori nel Regno di Dio”. Essi avrebbero dovuto essere fratelli, tra fratelli e sorelle.
I rappresentanti delle due confessioni si definivano anche pastori dei loro greggi. Molti si servirono anche del Mio
nome, Cristo, per fare i loro affari e per soggiogare, calunniare, diffamare ed uccidere i loro simili. E' da notare che
sfruttarono il Mio nome per i loro scopi disonesti, ma non per Me, il Cristo.
A molti rappresentanti della Chiesa mancava l'umiltà; essi erano invece addirittura caratterizzati dalla presunzione
ed abusavano della fede dei loro succubi.
Nel corso di molti secoli, questo cosiddetto mondo cristiano si dissolse a poco a poco, si disgregò dall'interno,
poiché Io, il Cristo, non potevo essere con le cosiddette Chiese cristiane, dato che queste non volevano essere con
Me. Nonostante le resistenze delle due grandi Chiese, Io, il Cristo, ottenni la vittoria insieme alla Sapienza divina ed
a molti fratelli e sorelle in veste terrena, alla cui testa c'erano soprattutto quelli della stirpe di Davide.
Miei fratelli e sorelle nella Nuova Epoca: la lotta è terminata, la vita proveniente da Dio è nata. Voi vivete nella
Nuova Epoca unicamente con Me, il Cristo, e noi viviamo in Dio, nostro Padre, senza alcuna religione esteriore o
dogma. La vita è la vita che proviene da Dio; la Legge dell'amore ci collega ed unisce. Queste parole, che sono le
Mie parole, ossia del Cristo, le espressi nell'epoca di passaggio dal vecchio mondo peccaminoso al nuovo mondo,
all'inizio del Regno della Pace di Gesù Cristo [1989].
Ripeto, in modo che non abbiate a dimenticarlo: come strumento, Mi servì il serafino della Sapienza divina, che si
era incarnato per questo e per altri compiti, per servire Dio-Padre e Me, il Cristo, quale ancella di Dio. La vita di
questa donna in veste terrena fu un'unica privazione. Nonostante molte resistenze, soprattutto da parte dei
rappresentanti delle Chiese di quel tempo e nonostante alcune sconfitte, causate da uomini che Mi avevano dato il
loro sì, ma che ritornarono nel mondo, ella riprese ogni volta la battaglia, si rialzò ogni volta per combattere contro
tutte le avversità e le resistenze che le venivano procurate. Le tenebre erano in agguato, giorno e notte, per
tormentarla e farla in tal modo tacere, ma la donna, l'elevato essere spirituale in veste terrena, l'ancella di Dio, non
tacque. Dopo ogni battaglia, anche se il corpo ne era stremato, si rialzava per continuare a combattere per la
giustizia, per il Regno di Dio sulla terra, per il Regno della Pace nel quale voi ora vivete.
Nel parlare della coreggente della Sapienza divina in veste terrena ripeto certe cose. Dovreste portarla nel vostro
cuore, poiché quando chiuderete gli occhi terreni, vedrete davanti ai vostri occhi spirituali un cristallo splendente: è
il serafino della Sapienza divina nella veste radiosa della Vita Interiore. Continuerà a servire l'Eterno insieme a voi
nelle sfere di sostanza sottile, per ricondurre tutte le anime a casa, al cuore del Padre, in Me ed attraverso di Me, il
Cristo, vostro Fratello divino.

31° CAPITOLO
Il pane della vita - La confessione di Pietro -
Il cammelliere
Morto spirituale - Nel regno delle anime
non ci sono maschere - Le parole sono solo simboli e segnali - Mortificarsi significa reprimersi - Ogni uomo ha il
libero arbitrio: la buona semina porta un buon raccolto - Dio ammonisce, non castiga (1-3). L'esodo di Mosè con il
popolo d'Israele attraverso il deserto: una similitudine per il cammino dell'umanità - Gli uomini odierni non sono
diversi dal popolo di Israele - La via verso il Regno della Pace (4). Chi ama Dio più di questo mondo vive in Dio -
Chi proviene dalla verità, riceve dalla verità (5-6). Agli uomini nel Regno della Pace - L'evoluzione degli uomini e
della terra fino a giungere alla sostanza sottile - Cambia la misurazione del tempo - Macchie terrestri, riserve dei
demoni - Il recupero dei regni della caduta - Il libro "Questa è la Mia parola” verrà elevato in continuazione fino a
giungere alla sostanza
luminosa - Le tenebre si servono del pro e contro di molti
uomini (7-9). Ama anche gli animali! (12-16)

1. E Gesù disse nuovamente: "Io Sono il vero pane e la vite vivente. I vostri padri hanno mangiato la manna nel
deserto e sono morti. Questo è il cibo di Dio disceso dal cielo, affinché chi ne mangia non muoia. Io Sono il cibo
vivente, disceso dal cielo. Chi ne mangerà, vivrà in eterno. E il pane che Io darò è la Mia verità ed il vino che Io
darò è la Mia vita”.
2. Allora i Giudei si misero a discutere tra loro dicendo: "Come può costui darsi a noi come cibo?” Gesù disse
loro: "Credete che Io intenda il mangiare carne come voi fate per ignoranza nel tempio di Dio?
3. In verità, il Mio corpo è sostanza divina e questo è il vero cibo, e il Mio sangue è la vita di Dio e questa è la vera
bevanda. Non come i vostri padri che volevano la carne; e Dio, nella Sua ira, la diede loro ed essi ne mangiarono
nella loro perversità fino a che puzzò perfino alle loro narici. Migliaia caddero colpiti dall'epidemia ed i loro
cadaveri giacquero nel deserto. (Cap. 31, 1-3)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico


ed approfondisco la parola
Il cibo del cielo è la Legge di Dio, la verità. La bevanda è la vita che fluisce eternamente, Dio. Chi accetta e realizza
la Legge di Dio non soffrirà la fame, né languirà, né sentirà e tanto meno sperimenterà la morte.
Chi crede alla morte è morto spiritualmente, perché la sua anima è abbagliata dal peccato. Chi, invece, ha sviluppato
in sé la vita, non sentirà e tantomeno sperimenterà la morte, perché per lui la vita in diretto collegamento con Dio
non avrà fine.
Chi, invece, è incorreggibile e spreca le proprie giornate terrene, considerando la propria vita terrena come unico
metro di misura per ogni cosa, sarà, anche come anima, quello che era come uomo: morto spiritualmente, abbagliato
dal proprio peccato ed incorreggibile, fino a che sentirà l'effetto delle proprie opere sul proprio corpo dell'anima e
dovrà riconoscere quale grazia era stata concessa all'anima in veste terrena.
Riconoscete: nel regno delle anime non esistono maschere. Tutto ciò di cui l'uomo si serve per nascondersi, in modo
che i suoi pensieri ed il suo operato non vengano riconosciuti, si stacca da lui nel momento in cui subentra la morte
fisica. L'anima non porta con sé, nel regno delle anime, le maschere dell'ego umano. Lì tutto è manifesto. Essa è un
libro aperto per tutte le altre anime e le è manifesta anche ogni altra anima nella veste delle proprie opere.
Chi si nutre del cibo spirituale, dell'eterna verità, compiendo la volontà di Dio, diviene la sorgente vivente della vera
vita e porgerà il pane della verità e la bevanda dell'eterna vita fluente, il Cristo, sia agli uomini che alle anime. La
vita che portai agli uomini come Gesù è sostanza divina, il vero cibo; e la corrente divina, la bevanda, è la vita in
Dio e che proviene da Dio.
Chi, invece, prende alla lettera le parole che dissi quand'ero Gesù di Nazaret, sbaglierà ancor oggi, dato che le parole
erano e sono solo simboli che indicano la Via verso la verità interiore.
Chi prende la parola alla lettera, fraintende i propri simili e li denigra, come i farisei e gli scribi hanno frainteso le
Mie parole quale Gesù e Mi hanno denigrato. Il senso delle parole della vita può essere compreso ed interpretato in
modo retto solo da coloro che aspirano alla verità e sono protesi verso di essa. Chi è, invece, contro il proprio
prossimo, denigrandolo e trattandolo senza comprensione, imboccherà sempre la strada sbagliata. Chi rifiuta i propri
simili, qualunque sia il motivo, non conosce né il suo prossimo, né se stesso.
In questo stato di coscienza vivevano anche alcuni Giudei, dato che dicevano a senso: "Come può Costui darsi a noi
come cibo?” Tuttavia, Io non intendevo la carne come sostanza materiale, bensì la sostanza divina, il vero cibo, e la
bevanda, la vita eternamente fluente, lo Spirito, Dio.
L'anima di colui che si ciba prevalentemente di carne e pesce diverrà gradualmente insensibile alle sottili vibrazioni
cosmiche; il suo corpo fisico diverrà di struttura più grossolana e l'uomo diverrà più egocentrico e brutale nei
confronti del proprio ambiente.
Riconoscete: se il corpo dell'uomo è abituato a mangiare carne, non dovrebbe lasciare quest'abitudine dall'oggi al
domani. Sarebbe una mortificazione che provocherebbe poi altri eccessi. Per questo, Mosè fece delle concessioni
agli uomini ed anch'Io le feci quand'ero Gesù di Nazaret, per esempio con la moltiplicazione dei pesci.
E' meglio per l'uomo riconoscere i propri difetti e le proprie debolezze e abbandonarli gradualmente, realizzando le
Leggi eterne, piuttosto che mortificarsi, provocando eventualmente, in tal modo, ulteriori negatività ed anche
immoralità.
Ciò che è umano, quindi non divino, si stacca a poco a poco, come automaticamente, da colui che realizza le Leggi
di Dio. E' una Legge: se realizzi le Leggi di Dio, la tua anima diverrà più luminosa, i tuoi sensi più fini ed il tuo
essere altruista. Con la mortificazione, i lati umani vengono repressi, ma non trasformati.
"In verità, il Mio corpo è sostanza divina e questo è il vero cibo” è riferito al corpo spirituale, il quale è energia
primordiale divina che ha assunto forma. Attraverso di esso scorre la vita, la Forza Primordiale ed esso è, nello
stesso tempo, cibo e bevanda.
Le parole "e Dio, nella Sua ira, la diede loro...” vanno intese così: Dio ha dato il libero arbitrio a tutti gli esseri
spirituali e quindi anche alle anime ed agli uomini. Pertanto, anche ogni uomo possiede il libero arbitrio: può
accettare e realizzare le Leggi della libertà e della vita, oppure le può disprezzare ed agire anche contro di esse. In
questo caso dovrà subire ciò che ha seminato.
La buona semina porta un buon raccolto, la cattiva semina un cattivo raccolto. Ogni uomo può scegliere liberamente
i semi che vuole porre: buoni, meno buoni o cattivi. I frutti che ne scaturiranno, li raccoglierà ognuno per se stesso e
non il suo prossimo: ciascuno raccoglie solo i frutti della propria semina. Molti uomini, che debbono subire gli
effetti delle loro cause, non sanno che questi sono i frutti della loro semina e credono perciò di essere stati colpiti
dall'ira di Dio.
Dio è amore e non si adira.
Dio toglie all'uomo i suoi vizi, solo se questi se ne pente, se li rimette a Lui, se ripara al male fatto e non lo rifà più.
Dio non punisce i propri figli. Dio ammonisce il figlio Suo in vari modi, affinché si affini e si nobiliti, sia in
sensazioni, pensieri, parole ed opere che nel tipo di cibo che assume. Dio non punisce Suo figlio, nemmeno se questi
non presta ascolto ai vari ammonimenti e richiami. Tuttavia, chi non vuole prestare ascolto, dovrà sopportare ciò che
egli stesso ha provocato, secondo la legge di semina e raccolta. Dio non ha immesso la mortificazione nella legge di
semina e raccolta, bensì la trasformazione dall'infimo al supremo.
Le malattie e le epidemie sono quindi causate da un modo errato di percepire, pensare, parlare ed agire ed anche da
un'errata alimentazione e da cibo di provenienza animale. Se un uomo si nutre unicamente dei doni della natura,
donati dalla terra agli uomini, ma agisce contro la Legge divina nelle proprie sensazioni, pensieri, parole ed azioni,
annulla le forze positive contenute nel cibo, ossia le trasforma in forza negativa.

4. Poiché sta scritto: cammineranno per quarantanove anni nel deserto fino a che saranno purificati dalle loro
cupidigie; sì, prima di giungere nel paese del riposo, dovranno camminare sette per sette anni, perché non hanno
conosciuto le Mie vie, né seguito i Miei comandamenti. (Cap. 31,4)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico


ed approfondisco la parola
Mosè aveva ricevuto da Dio il mandato di condurre gli Israeliti asserviti fuori dall'Egitto nella Terra Promessa, nella
terra dei loro padri.
Una gran parte del popolo che Dio aveva affidato a Mosè era caparbia. Per tale motivo, Mosè fece alcune
concessioni al popolo, affinché alcuni, attraverso la loro caparbietà, potessero riconoscersi e giungere alla maturità
interiore. Egli insistette nello spiegare loro che queste concessioni non erano le Leggi di Dio, ma solo aiuti affinché,
attraverso l'autoconoscenza, potessero giungere sulla via dei comandamenti.
Alcuni giunsero ai comandamenti e li osservarono; altri restarono fedeli ai comandamenti, come Mosè ed Aronne;
molti altri del popolo di Israele continuarono, invece, a peccare in malafede; continuarono a mangiare carne, a bere
bevande forti e a seguire le proprie passioni e cupidigie. Molti restarono anche fedeli ai loro idoli e mantennero le
abitudini degli Egiziani. In tal modo, il popolo in cammino restò per molto tempo una massa di persone senza unità
interiore.
Ciò che l'uomo semina, lo raccoglierà. Questo fu ciò che accadde anche agli Israeliti: morirono a migliaia nel
deserto, in cammino verso la cosiddetta Terra Promessa. Le loro anime lasciarono la terra. Nel regno delle anime,
molti di essi riconobbero di essersi comportati in modo errato, si pentirono e ritornarono poi in una nuova veste
terrena, più liberi e più luminosi; infatti gli Israeliti procrearono e partorirono durante l'esodo verso la Terra
Promessa. In questo modo, il popolo si moltiplicò e rigenerò; nell'alternarsi della vita e della morte, sempre più
Israeliti accettarono l'unico Dio ed affinarono i loro usi e costumi. Passati sette per sette anni, ben pochi della prima
generazione erano ancora in veste terrena e giunsero alla terra che era loro destinata.
In questi quarantanove anni, Mosè, il profeta, dovette sopportare incredibili sofferenze. Soffrì a causa del popolo,
pregò per il popolo; lottò con Dio per ottenere grazia per il popolo e chiese continuamente a Dio di poter fare
concessioni. Il popolo vedeva Mosè, ma in fondo non riconobbe e non comprese chi era con loro in Mosè. Egli portò
i Dieci Comandamenti ed insegnò al popolo come osservarli, ma molti non lo compresero. Molti pregavano e
peccavano allo stesso tempo, molti parlavano dei comandamenti di Dio e non li osservavano. Molti accusavano
Mosè per il suo modo di guidarli, lo definivano un falso profeta o un saggio testardo, perché non concedeva loro
tutto quello che si attendevano da lui. Molti accusavano anche Dio, per lo stesso motivo, restando tuttavia nel gregge
ed avvelenando così in continuazione il cuore di altri Israeliti. Molti Israeliti mantennero il loro vitello d'oro; al più
tardi come anime, dovettero riconoscere di essersi opposti a Dio e a Mosè. Si pentirono e ritornarono ad incarnarsi
dai figli d'Israele, rientrando così a far parte della carovana, prima come neonati, poi come giovani ed infine come
anziani. Quando, dopo molti anni, gli Israeliti giunsero nell'apparente Terra Promessa, molti non si ricordavano più
del giorno in cui avevano abbandonato l'Egitto.
Io, il Cristo, il Sovrano del Regno della Pace, parlo ora agli uomini della Nuova Epoca che leggono la Mia parola e
che riflettono sul popolo di Dio che oggi [1989] viene di nuovo liberato dalla sua schiavitù ed entra nella Nuova
Epoca, nell'epoca del Cristo.
Ai tempi di Mosè, gli Israeliti non erano solo schiavi degli Egiziani, ma anche del loro modo di pensare. Gli altri
popoli erano altrettanto schiavi del loro modo di pensare come gli Israeliti. Gli uomini pensavano solo a se stessi,
arraffavano per sé ed erano in discordia con il prossimo.
Gli uomini combattevano con le armi contro altri uomini; essi erano tra loro nemici e non fratelli. Un popolo
combatteva contro l'altro, molti uomini combattevano l'uno contro l'altro anche con pensieri avversi. Essi si
allontanarono e si chiusero nei confronti degli altri a causa dell'odio, dell'inimicizia e delle liti, e si crearono
ordinamenti giuridici e ne fecero le loro leggi. Si delimitarono anche con "il mio e il tuo” e pretesero in tal modo
proprietà per il singolo e per il loro popolo. Crearono così confini di stato e controllavano tutti quelli che li volevano
attraversare. Così facendo, erano l'uno contro l'altro. Chi non rispettava il diritto, la legge del paese, perché pensava
o viveva in modo diverso, veniva punito con la privazione dei suoi averi, della sua libertà o addirittura della vita, in
relazione all'infrazione commessa.
Gli eccessi degli uomini erano svariati. I popoli del vecchio mondo peccaminoso si abbrutirono sempre più. Come ai
tempi di Noè, si possedevano e si facevano possedere, si abbuffavano e si ubriacavano con bevande forti,
uccidevano gli animali e li consumavano, oltraggiavano il regno vegetale ed animale. Tutto ciò continuò su tutta la
terra, anche dopo la Mia venuta.
Nella svolta dall'epoca peccaminosa alla Nuova Epoca [1989] essi manipolarono piante, animali e uomini, facendo
esperimenti genetici. Crearono bambini nella cosiddetta provetta. Distrussero la natura con esperimenti atomici e
costruirono centrali nucleari per ricavare energie. Inquinarono fiumi, laghi e mari con sostanze chimiche, fino a
distruggere la vita terrena in gran parte delle acque.
In tutti i popoli molti uomini dimenticarono l'esistenza di Dio. Il loro dio era il profitto. Calcolavano in termini di
anni di vita, dato che consideravano l'esistenza terrena come l'unica possibilità di vita. Per tale motivo lavoravano
solo per il proprio vantaggio e andavano in cerca di bottino per entrare in possesso, in breve tempo, di tutto ciò che
era possibile avere e poter poi vivere come sembrava loro piacevole; infatti essi credevano che questa fosse la
felicità. Avevano i loro idoli, anche se pregavano un u n i c o Dio e questi idoli erano danaro e beni, prestigio, potere
e persone altolocate. Ciò che avvenne in seguito, nel corso dell'evoluzione dell'umanità e nell'arco di un lungo
periodo di tempo, presentò forme analoghe al modo di vivere del popolo di Israele ai tempi di Mosè.
Gli Israeliti raggiunsero la prima tappa della Terra Promessa sotto la guida di Mosè; da allora l'esodo degli uomini
verso la Terra Promessa proseguì. Una generazione dopo l'altra attraversò il "deserto-mondo”, ossia passò attraverso
la propria palude umana. Ciononostane, sempre più uomini si risvegliarono alla spiritualità ed uscirono così dal
pantano del loro ego.
Dopo la venuta di Mosè e anche dopo la Mia esistenza terrena, Dio, l'Onnipotente, inviò ripetutamente profeti,
profetesse e illuminati, uomini e donne che annunciarono il Regno di Dio ed ammonirono l'umanità. Essi
insegnarono la Via Interiore e spiegarono i comandamenti del Signore nella lingua della loro epoca.
Molti di questi ammonitori e messaggeri prepararono anche la via sulla terra al raggio parziale della Sapienza
divina, alla messaggera di Dio, che operò nella grandiosa svolta dei tempi [1989] e che aveva un mandato analogo a
quello di Mosè, a suo tempo, e al Mio, in veste di Gesù di Nazaret.
Io, il Cristo, e il cherubino della Sapienza divina, rivelammo le eterne Leggi tramite il principio femminile incarnato
della Sapienza divina e radunammo in tal modo il popolo di Dio, per condurlo nell'interiore, nel Regno di Dio che è
insito in ogni uomo.
E fu di nuovo come ai tempi di Mosè. Coloro che si lasciarono toccare da Dio e che, in base al loro stato di
coscienza, riuscirono a comprendere la parola e la guida attraverso di Me, il Cristo, si sforzarono di percorrere le vie
di Dio, basandosi solo sulla parola. Ma nel momento in cui avrebbero dovuto lavorare su di sé per assolvere quanto
Io avevo loro comandato, ossia di pentirsi, perdonare, chiedere perdono e di non ripetere più gli stessi errori e
peccati, molti divennero caparbi, dato che non volevano vedere i loro peccati e le loro debolezze e tantomeno
sistemarli. Volevano solo ascoltare la parola di Dio e discutere di quello che avevano sentito, ma rimanere gli stessi.
Erano attaccati alle loro proprietà e ai loro averi e davano più importanza al danaro e ai beni che alla pienezza di
Dio. In tal modo misero in dubbio la parola di Dio come avevano fatto i figli d'Israele e schernirono così la
profetessa di Dio.
Un altro gruppo di uomini voleva mantenere e vivere gli aspetti infimi e umani, aspirando allo stesso tempo al
supremo. L'uomo non può servire due padroni, Mammona e Dio. In tal modo sorsero grandi difficoltà e
contraddizioni.
Altri ancora mascheravano i loro pensieri negativi con parole ipocrite, fingendo di essere spirituali, mentre altri
dicevano di seguire il Cristo, ma agivano in modo contrario, perseguitando i veri seguaci.
Tuttavia, da questo miscuglio variopinto di ego umano, di ipocriti, falsificatori della parola, dubbiosi e bigotti si
cristallizzò poco a poco il popolo di Dio.
Figli e figlie di Dio si impegnarono coscientemente a seguire il Cristo. Essi provenivano prevalentemente dalla
discendenza di Davide, che divenne la stirpe di Davide per il Regno della Pace. Il loro mandato di operare
nell'Opera di Redenzione con Me, il Cristo, si concretizzò sempre più in loro e li fece divenire attivi.
Insieme alla loro sorella, la profetessa e messaggera di Dio, radunarono altri figli e figlie di Dio provenienti dalla
stirpe di Davide e da altre stirpi.
In base alle Mie istruzioni, come già rivelato, fondarono le Chiese Interiori dello Spirito del Cristo: bacini di raccolta
per tutti gli uomini alla ricerca. Insegnarono la Via verso il cuore di Dio, rivelata per Mio incarico dal cherubino
della Sapienza divina, chiamato dagli uomini fratello Emanuele. Per poter adempiere le Leggi di Dio in tutti i campi
della vita, fondarono aziende artigianali ed acquistarono fattorie. Fondarono asili, case Padre-Madre, scuole, cliniche
e case per anziani. Cominciarono quindi ad edificare tutto ciò di cui gli uomini avevano bisogno per la Nuova Epoca
e nella Nuova Epoca. Posero tutte le attività che furono fondate e che sorsero per il Regno di Dio nella Legge di Dio
che dice: "prega e lavora” e mantieni la pace con il tuo prossimo.
Attraverso di loro, fondai la Comunità Originaria Nuova Gerusalemme, che divenne la Comunità dell'Alleanza e la
luce centrale per tutte le successive Comunità Originarie in Vita Universale e nel Regno della Pace di Gesù Cristo
che stava sorgendo.
La profetessa e messaggera di Dio si trovava nel mezzo di quest'epoca di svolta e trasformazione. Alcuni l'amavano
e la rispettavano, altri la disprezzavano, dubitavano di lei, la calunniavano e la ridicolizzavano. Così come avvenne
ai tempi in cui Io ero in veste di Gesù di Nazaret, i farisei e gli scribi sobillarono nuovamente il popolo contro di Me,
lo Spirito universale, per farMi tacere. Ma invano! Essi passarono e sorse la Nuova Epoca, il Regno della Pace di
Gesù Cristo.
E' importante che ricordiate quanto segue: il Mio strumento, il raggio parziale incarnato della Sapienza divina, e
molti figli e figlie di Dio della stirpe di Davide e di altre stirpi che si erano raccolti attorno alla luce centrale, a Me, il
Cristo in Dio, Mio Padre, nella Comunità dell'Alleanza Nuova Gerusalemme, resistettero alle tentazioni ed agli
attacchi del satanico. Nel mezzo del graduale disfacimento del mondo peccaminoso, cominciarono a fondare,
insieme a molti uomini e donne retti, il popolo di Dio che, nel corso delle generazioni, divenne un potente popolo
purificato nel Cristo.
Accadde come ai tempi di Mosè: le anime deposero i loro corpi terreni e si infilarono di nuovo in corpi di neonati.
Le generazioni si susseguirono e sulla terra vennero nuove generazioni più luminose, dalle quali nacque a poco a
poco il popolo di Dio purificato e il Regno della Pace di Gesù Cristo. Il popolo di Dio che si stava formando generò
e partorì bambini nei quali ritornarono le anime che avevano compiuto alcuni passi sulla Via Interiore, già nelle
prime e nelle successive generazioni.
Nel susseguirsi delle generazioni, sorse così il Regno della Pace di Gesù Cristo, il Regno di Dio sulla terra purificata
e luminosa, sulla quale state vivendo. Il demoniaco è legato. Nel cuore e dal cuore dei beati si irradia l'amore
altruistico. Pace e gioia regnano tra loro.
5. Chi mangia questa carne e beve questo sangue dimora in Me ed Io in lui. Come il Padre vivente, attraverso il
Quale Io vivo, ha inviato Me, così anche coloro che si nutrono di Me, vivranno attraverso Me, che Sono la Verità e
la Vita.
6. Questo è il pane vivente disceso dal cielo e che dà vita al mondo. Non come i vostri padri che hanno mangiato la
manna e sono morti. Chi mangia questo pane e questo frutto vivrà in eterno.” Queste cose disse Egli insegnando
nella sinagoga a Cafarnao. Molti dei Suoi discepoli, dopo aver ascoltato, dissero: "Questo è un linguaggio duro;
chi può accettarlo?” (Cap. 31, 5-6)
Io, il Cristo, chiarisco, rettifico
ed approfondisco la parola
"Chi mangia questa carne e beve questo sangue dimora in Me ed Io in lui” ha il seguente significato:
chi vive nello Spirito di Dio, ossia chi compie la volontà di Dio, riceve i doni spirituali. E chi ama Dio più di questo
mondo vive in Dio e in Me, il Cristo-Dio. Infatti, il Padre inviò Me, Suo Figlio, agli uomini, affinché dessi loro
esempio con la Mia vita di ciò che li rende ricchi nel cuore e portassi loro ciò che li eleva di nuovo a figli di Dio: la
redenzione e la guida verso il cuore di Dio.
"... così anche coloro che si nutrono di Me vivranno attraverso Me, che Sono la Verità e la Vita” significa: il Cristo
vive attraverso colui che vive in Lui e chi vive in Me dà testimonianza della verità, poiché chi proviene dalla verità,
riceve dalla verità e non patirà né fame, né sete, dato che è in Me, nella verità e nella vita. L'eterna verità è l'eterno
amore di Dio, la Legge primordiale.
Chi è prigioniero dell'amore egocentrico non può comprendere l'eterna Legge Assoluta che è coerente. Il suo ego
ingannevole, l'amore egocentrico, dice che l'eterna Legge è dura, poiché il suo ego umano non la approva.
Chi vive nella Legge di Dio esprime la verità, perché è divenuto verità. La verità può essere compresa ed accettata
con gioia solo da chi è serio e giusto con se stesso e con il suo prossimo. Chi è, invece, prigioniero dei propri
concetti e delle proprie opinioni, parla della durezza della Legge e del castigo, perché la vorrebbe vedere ed avere
diversamente per se stesso.
7. Gesù, riconoscendo che i Suoi discepoli mormoravano proprio per questo, disse loro: "Questo vi irrita? E se
vedeste il Figlio dell'uomo salire là dov'era prima? E' lo Spirito che rende vivi, la carne ed il sangue non giovano a
nulla. Le parole che vi dico sono Spirito e Vita.
8. Ma vi sono alcuni tra di voi che non credono.” Gesù infatti sapeva già dal principio chi erano quelli che non
credevano e chi era colui che l'avrebbe tradito. Perciò disse loro: "Nessuno può venire a Me, se non gli è concesso
dal Padre Mio.”
9. Da quel momento molti dei Suoi discepoli se ne andarono e non Lo seguirono più. Gesù disse allora ai Dodici:
"Forse anche voi Mi volete abbandonare?”
(Cap. 31, 7-9)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico


ed approfondisco la parola
Riconoscete, Miei diletti fratelli e sorelle che vivete nel Regno della Pace di vostro Fratello, il Cristo: ciò che Io
vissi e le sofferenze che sperimentai, quale Gesù di Nazaret, ebbero luogo anche in seguito in tutte le generazioni,
fino a che gli uomini e la terra divennero di sostanza più luminosa.
Nel presente libro "Questa è la Mia parola” leggete ciò che accadde ripetutamente nella vecchia epoca satanica.
Riconoscete: il Regno della Pace di Gesù Cristo fu fondato ed edificato nel corso di molte generazioni. Gli uomini
sperimentarono ripetutamente sia la decadenza di ciò che era stato creato nello Spirito di Dio, sia l'ascesa
susseguente. Tuttavia, il Regno della Pace di Gesù Cristo si rialzava dopo ogni caduta ancor più radioso e perfetto,
abbracciando sempre più tutta la terra con la sua luce. Infatti, come ogni cosa è evoluzione verso l'Eterno, anche il
Regno della Pace di Gesù Cristo ebbe la sua evoluzione, partendo dagli inizi, fino a che ampie parti della terra si
trasformarono in sostanza luminosa. La sostanza luminosa è materia più fine. Nelle prime generazioni che
edificarono tale Regno - dopo che questo fu fondato nel momento in cui la materia aveva raggiunto l'apice del suo
raddensamento - il satana dei sensi continuò a sedurre gli uomini per distruggere le prime fondamenta del Regno
della Pace di Gesù Cristo, che erano state in parte poste.
Si è compiuto quanto sta scritto: nel corso di innumerevoli generazioni, sulla terra avvennero espansioni e
spostamenti dei poli. In seguito a questi eventi, molte sostanze della terra si affinarono e la terra raggiunse un grado
di vibrazione sempre più elevato. Le forme di sostanza grossolana scomparvero in gran parte e furono gradualmente
sostituite da forme più fini e sottili. Anche i regni della natura e gli uomini si trasformarono gradualmente in tal
modo.
Nel corso di innumerevoli generazioni tutto si affinò sulla terra, fino a che si formò a poco a poco la sostanza
luminosa, la materia più fine. Tutto ciò che era stato inizialmente creato per il Regno della Pace di Gesù Cristo sulla
materia grossolana ed il modo in cui gli uomini e la terra si erano affinati, furono registrati nello strato atmosferico
universale e nel nuovo cielo, nato dalla trasformazione dei pianeti e delle loro orbite ed anche nell'anima della terra,
dalla quale scaturì una nuova terra, una terra di sostanza luminosa, di materia più fine. Si tratta di questa terra in
veste luminosa sulla quale voi ora vivete.
Nel corso di questa trasformazione dei tempi, si affinarono anche molti astri materiali. A seguito della
trasformazione intensa dalla materia più pesante a quella più fine e luminosa, la terra di sostanza luminosa fu
illuminata anche da un nuovo sole e da altri astri.
Voi che vivete nel Regno della Pace di sostanza luminosa potete immedesimarvi difficilmente in queste situazioni,
dato che la vostra veste terrena, ossia il vostro corpo terreno, non è più costituito da materia grossolana molto
raddensata, come il corpo degli uomini che vivevano all'inizio del Regno della Pace di Gesù Cristo, bensì da
sostanza luminosa.
Ripeto: la sostanza luminosa è una sostanza materiale più fine e radiosa. Alcuni di coloro che leggono le Mie parole
ora [1989], nel periodo della materia raddensata, all'inizio del Regno della Pace di Gesù Cristo, credono che debba
trascorrere un periodo di tempo lunghissimo prima che il Regno della Pace di Gesù Cristo possa raggiungere il suo
apice.
Avete udito che gli astri ed anche la materia pesante, la terra, si trasformano; infatti, sta scritto: "Nascerà un nuovo
cielo ed una nuova terra.” Anche il modo di misurare il tempo usato dagli uomini nella materia raddensata non avrà
più validità. Ci sarà un nuovo sole e astri trasformati circonderanno la nuova terra. Questo significa che anche il
cosiddetto calcolo del tempo cambierà. Esso verrà calcolato in base alle lune e il periodo di luce dei cosiddetti anni
terreni sarà, quindi, totalmente diverso. L'anno non avrà più dodici mesi, come li aveva per gli uomini nell'epoca di
sostanza grossolana, ma vi saranno periodi di luce notevolmente più brevi; infatti, al termine del Regno della Pace,
le giornate saranno più lunghe e le notti della terra di sostanza luminosa e trasparente saranno molto più brevi.
Io vi dico: anche sulla terra di sostanza luminosa ci saranno ancora alcune zone di materia più grossolana, chiamate
macchie terrestri. Su alcune di esse vivranno, per un certo periodo, uomini con un corpo ancora molto raddensato
che non avranno lo stesso grado di purezza degli uomini che si trovano direttamente sotto il sole del Regno della
Pace di Gesù Cristo. Come già rivelato, Mio Padre, che è anche vostro Padre, è grazia, amore e misericordia e
permette ancora una volta al satanico di tentare di conquistare la terra. Al termine del Regno della Pace, queste
macchie terrestri si espanderanno sulla terra, ma non la abbracceranno tutta. Su di esse il mondo demoniaco potrà
misurarsi ancora una volta con quello divino.
Poi verrà la fine della terra che si aprirà come un guscio di noce dal quale la luce interiore, la sostanza sottile, il
pianeta spirituale parziale proveniente dall'eterna Gerusalemme, si eleverà verso il cielo e con esso tutti coloro che
sono compenetrati dalla luce della verità.
Riconoscete: la Mia parola, che fluì attraverso molti retti profeti, non orientò solo molte anime e molti uomini verso
la luce interiore, ma anche parti della sostanza materiale, grazie alla realizzazione dell'eterna Legge da parte di molti
uomini.
A partire dalla caduta, passarono innumerevoli periodi di luce e tempi lunghissimi, prima che la materia piena si
cristallizzasse. Ciò avvenne infatti nella misura in cui i cuori degli esseri spirituali si indurirono e le anime e gli
uomini si incolparono.
Riconoscete: per la dissoluzione della materia e il ritorno dei regni della caduta nell'eterno Regno di Dio non sarà
necessario un periodo di tempo così lungo come quello intercorso tra la caduta e la formazione della materia
raddensata. Infatti, il ritorno degli esseri e dei mondi della caduta ebbe inizio con la caduta stessa. Quindi, quando
pensate alla durata complessiva del ritorno, dovreste includere anche tutti i periodi di luce e di tempo già trascorsi,
dato che questo processo ebbe inizio già con la caduta. Questo significa che l'ascesa verso la luce e al cielo è già in
corso da innumerevoli lassi di tempo e che non saranno necessari altrettanti periodi di luce e di tempo per giungere
al Regno della Pace di Gesù Cristo di sostanza luminosa ed, infine, alla dissoluzione della materia.
Quanto da Me esposto e spiegato nel libro "Questa è la Mia parola” fu trascritto in continuazione, di generazione in
generazione, ed elevato nel linguaggio della generazione del momento, fino a giungere alla sostanza luminosa. La
Mia parola è verità e rimane tale, dato che è perenne. Tuttavia il linguaggio degli uomini si è trasformato e così pure
il materiale dei libri.
Nell'epoca materiale, [1989] per il libro fu usata una sostanza grossolana che gli uomini chiamavano carta. Nel
periodo di passaggio dall'epoca di luce alla sostanza luminosa, il materiale del presente libro era costituito di volta in
volta dalla sostanza luminosa del momento. Nel Regno della Pace di Gesù Cristo, nella sostanza luminosa, ci sono
fonti di luce e materiali diversi da quelli esistenti nella materia completamente raddensata e nel periodo in cui essa
iniziò ad affinarsi. Tuttavia, la Mia parola è e resta la verità.
Miei fratelli e sorelle nel Regno della Pace di Gesù Cristo, voi leggete in merito al Mio pensiero ed alla Mia vita
quale Gesù di Nazaret. Potete ogni volta constatare che ogni uomo, in ogni generazione, ha il libero arbitrio. Nessun
uomo e nessun'anima furono o sono mai costretti ad accettare l'eterna verità, l'Essere vivente. Chi voleva giungere
alla verità interiore, doveva penetrare nel proprio interiore, sperimentandola su se stesso ed in se stesso e vivendola.
Quindi anch'Io, quand'ero Gesù di Nazaret, diedi testimonianza dell'eterna verità.
Gli uomini che, in ogni generazione, si decisero chiaramente per Me, la Verità, restarono anche presso di Me, la
Verità e la Vita. Coloro che non erano né caldi, né freddi, Mi abbandonarono, perché non riuscivano a comprendere
i Miei discorsi. Non volevano realizzare i comandamenti, perché erano convinti che fosse loro dovuto ciò che i loro
simili mettevano in pratica ogni giorno: l'amore altruistico, la Legge di Dio, l'eterna verità.
In tutte le generazioni, gli uomini lasciarono così continuamente il Mio gregge, perché non riuscivano a decidersi
per l'eterna verità. Coloro che volevano imporre le loro idee e che pensavano di saperne di più, credevano di poter
comprare la verità o di acquisirla solamente ascoltandola.
Il pane dei cieli doveva invece venir consumato e digerito in modo giusto; questo significa che la Legge della vita
doveva essere accettata e realizzata con umiltà. Solo in tal modo l'anima e l'uomo giungevano alla Vita Interiore. La
realizzazione delle Leggi eterne portò quindi un'evoluzione spirituale solo a coloro che si decidevano per la vita in
Me, il Cristo-Dio, e che non restavano nel pro e nel contro, ossia che non erano una volta "freddi” e poi "caldi”.
La Legge del libero arbitrio fu insegnata per generazioni: l'uomo giunge a Dio solo se si decide per Dio, la Verità,
sforzandosi continuamente di compiere la Sua volontà.
Il pro e il contro di molti uomini, che erano una volta "caldi” e poi di nuovo "freddi”, creò le condizioni che
permisero alle tenebre di irrompere in continuazione nelle fila dei giusti. Il satanico sedusse in continuazione i sensi
di molti uomini che cominciarono a dubitare della verità ed abbandonarono i fedeli. Questo pro e contro continuò
nelle generazioni, fino a che giunse il tempo in cui nel Regno della Pace poterono incarnarsi solo anime luminose,
che assunsero veste terrena con la meta di continuare ad edificare e a popolare il nuovo mondo. Il Regno della Pace
di Gesù Cristo sorse quindi nel corso del processo evolutivo. Dato che le anime che venivano in veste terrena erano
sempre più luminose e colme di pace, le generazioni divennero sempre più luminose e il Regno della Pace più
grande e perfetto.
Riconoscete: le parole cambiano di significato, ma la verità resta. La parola che Io espressi quand'ero Gesù di
Nazaret e che rivelai quale Cristo-Dio, tramite il Mio strumento, è la verità eterna. Solo chi ha percorso il cammino
verso la verità, verso il Regno di Dio che è nel profondo di ogni uomo, è in grado di afferrarla.
E' solo lo Spirito di Dio che rende viva la parola e non l'uomo, la carne ed il sangue.
In tutti i tempi, in tutte le generazioni, accaddero cose uguali ed analoghe a ciò che avvenne nell'epoca in cui vissi
sulla terra quale Gesù. Alcuni credevano alla parola della verità, altri invece schernivano la verità e colui che la
trasmetteva. In tutti i tempi ci furono uomini che giunsero alla verità ed in tutti i tempi, altri si discostarono da essa.
E così accadde anche a Me quando ero Gesù di Nazaret. Molti uomini vennero a Me, divennero Miei discepoli e
molti di loro in seguito Mi abbandonarono.
Chi si limitava ad ascoltare la verità, senza metterla in pratica nella propria vita quotidiana, continuava a camminare
nelle tenebre e le tenebre lo riprendevano con sé.

10. Gli rispose Simon Pietro: "Signore, da chi dovremmo andare? Tu hai parole di vita eterna. E noi abbiamo
creduto e siamo certi che Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente.”
11. Gesù rispose loro: "Non ho forse scelto Io voi, i Dodici? Eppure uno tra voi è un traditore?” Parlava di Giuda
Iscariota, il figlio di Simone il Levita, che poi lo tradì.
12. Andando a Gerusalemme, Gesù incontrò un cammello con un pesante carico di legna. Il cammello non ce la
faceva a trasportarlo sul monte e il cammelliere lo picchiava e lo maltrattava spietatamente, senza però riuscire a
smuovere l'animale.
13. Gesù, vedendolo, gli disse: "Perché colpisci tuo fratello?” E l'uomo replicò: "Non sapevo che fosse mio fratello.
Non è forse un animale da soma, fatto per servirmi?”
14. E Gesù disse: "Non è forse lo stesso Dio che ha creato quest'animale con la stessa sostanza dei tuoi figli che ti
servono e non avete ricevuto tutti e due lo stesso respiro da Dio?"
15. E l'uomo si meravigliò alquanto di questo discorso. Smise di picchiare il cammello e lo liberò da una parte del
suo peso. E il cammello salì sul monte e Gesù camminava davanti a lui e non si fermò fino al termine del tragitto di
quel giorno.
16. Il cammello riconobbe Gesù, poiché aveva sentito l'amore di Dio in Lui. E l'uomo volle conoscere meglio il Suo
insegnamento e Gesù lo istruì volentieri e questi divenne Suo seguace. (Cap. 31, 10-16)

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ed approfondisco la parola
Tutto è energia. Dall'irradiazione emanata dagli uomini, Io, il Cristo-Dio in Gesù, riconoscevo quale uomo si
sforzava di vivere come voluto da Dio e chi agiva invece in malafede contro la Legge della vita.
Quand'ero Gesù di Nazaret parlai a molti uomini della Legge della vita ed anche degli animali che percepiscono
dolore, sofferenza e gioia, come gli uomini. Come l'uomo dovrebbe essere a favore del prossimo e non contro di lui,
dovrebbe anche amare gli animali e portare responsabilità nei loro confronti, dato che essi servono l'uomo.
Insegnai in continuazione agli uomini che anche gli animali sono creature di Dio che l'uomo non dovrebbe
disprezzare, ma amare. Chi li picchia e li tormenta, sperimenterà un giorno cose simili o uguali sulla propria anima e
sul proprio corpo. Infatti, ciò che l'uomo arreca ai propri simili ed alle creature, agli animali, lo arreca a se stesso.
Molti uomini riconobbero la propria brutalità e cominciarono a realizzare il Mio insegnamento, si pentirono ed
accettarono gli animali quali loro amici. Ed alcuni compresero le Mie parole e Mi seguirono.

32° CAPITOLO
Dio quale cibo e bevanda -
Significato della carne e del sangue
Alimentazione e salute secondo la volontà di Dio (1-6). L'abbrutimento degli uomini, la durezza dell'ego umano -
Il cambiamento dell'uomo per tornare
in unità con la natura (8-12)
1. Ed avvenne che, mentre era seduto a cena con i Suoi discepoli, uno di loro Gli disse: "Maestro, perché hai detto
che ci vuoi dare la Tua carne da mangiare ed il Tuo sangue da bere? Per molti è infatti difficile comprenderlo.”
2. E Gesù rispose e disse: "Le parole che vi ho detto sono Spirito e Vita. Per l'uomo ignorante e orientato sulla
carne, risuonano come spargimento di sangue e morte; ma benedetti sono coloro che le comprendono.
3. Guardate il grano, come cresce e matura per essere tagliato, macinato nel mulino e trasformato in pane nel
forno. Il Mio corpo che voi vedete è fatto di questo pane. E guardate l'uva che cresce e matura sulla vite, per essere
colta, pigiata nel torchio e per donarsi come frutto della vite. Il Mio sangue è fatto di questo frutto della vite e di
acqua.
4. Infatti, Io consumo solo i frutti degli alberi e i semi delle piante e questi vengono trasformati dallo Spirito nella
Mia carne e nel Mio sangue. Voi, che credete in Me e che siete Miei discepoli, dovreste mangiare solo questi cibi o
simili, poiché è da essi che, nello Spirito, provengono la vita, la salute e la guarigione per gli uomini.
5. In verità, la Mia presenza dovrà essere con voi nella sostanza e nella vita di Dio, manifestata in questo corpo e in
questo sangue; e voi tutti che credete in Me, dovreste mangiarne e berne.
6. Infatti, risorgerò in ogni luogo per divenire la vita del mondo, come sta scritto nei profeti. Dall'alba al tramonto,
in ogni luogo, dovrà essere compiuto in Mio nome un puro sacrificio con l'incenso. (Cap. 32, 1-6)
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ed approfondisco la parola
Riconoscete: la parola di Dio nel linguaggio degli uomini è Spirito e vita. Essa viene rivelata e donata agli uomini,
affinché comprendano che non è la sola parola che rende beati, bensì il senso della parola che è stato dato agli
uomini da Dio e che dovrebbe essere realizzato giorno per giorno.
Gli uomini nello Spirito dell'Eterno sanno: nei frutti dei campi e dei boschi vi è la sostanza della vita che mantiene
sano il corpo dell'uomo, la sua sostanza di carne e sangue. Questa sostanza vitale non è tuttavia negli animali uccisi
che vengono consumati, dato che la carne è un alimento morto. L'uomo non dovrebbe uccidere consapevolmente né
uomini, né animali e tanto meno macellarli per consumarli, poiché, essendo creature di Dio, sono il suo "secondo
prossimo”.
Se l'uomo consacra la propria vita terrena a Dio, il Suo Spirito mantiene sano il corpo dell'uomo, la sostanza, la
carne ed il sangue; anche le sue sensazioni, i suoi pensieri, le sue parole ed opere saranno nobili e buone. E'
unicamente da esse che scaturiscono l'etica e la morale più elevate. I valori etico-morali di una tale persona
determineranno anche la scelta del cibo. Questa persona si distanzierà dal consumo di carne e pesce ed anche dalle
bevande forti.
E la presenza di Dio diverrà visibile, sia nel corpo che sul corpo ed anche nel sangue. L'uomo sarà sano, perché
pensa e mangia in modo sano. Questo significa che le sue sensazioni, i pensieri, le parole e le azioni sono nella
Legge, come il cibo e le bevande che consuma. Chi crede in Me e compie la volontà di Dio vivrà nelle opere di Dio
e mangerà e berrà anche ciò che la natura gli dona.
"... risorgerò in ogni luogo per divenire la vita del mondo” significa: il Vangelo dell'amore verrà annunciato in tutti i
luoghi di questo mondo e tutti gli uomini di buona volontà realizzeranno il Mio insegnamento, che diedi quale Gesù
e che dono nuovamente quale Cristo. Essi saranno consapevolmente figli di Dio, perché hanno consacrato la loro
vita a Dio e sacrificano volentieri e con gioia i loro aspetti umani ancora esistenti, rimettendoli a Me, guadagnando
invece il Regno di Dio.
La parola "incenso” racchiude il significato: vita consacrata.
7. Come nel corpo, così anche nello Spirito. Il Mio insegnamento e la Mia vita dovranno essere cibo e bevanda per
voi, il pane della vita ed il vino della redenzione.
8. Come il grano e l'uva vengono trasformati in carne e sangue, anche i vostri pensieri terreni dovranno essere
trasformati in pensieri spirituali. Aspirate alla trasformazione degli aspetti carnali in aspetti spirituali. (Cap. 32, 7-
8)

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ed approfondisco la parola
"Aspirate alla trasformazione degli aspetti carnali in aspetti spirituali” significa rimettete a Me i vostri aspetti umani,
le vostre sensazioni, i vostri pensieri, le vostre parole, azioni umane, i vostri moti, le vostre tendenze e passioni.
Tutto ciò che è umano è riferito alla carne, quindi al corpo. Chi aspira al divino nel proprio interiore è orientato su
Dio, sulla Legge della vita. Egli adempie la Legge dell'amore altruistico nelle proprie sensazioni, pensieri, parole ed
opere.

9. In verità, vi dico, in principio tutte le creature di Dio si nutrivano unicamente di piante e frutti della terra, fino a
che l'ignoranza e l'egoismo degli uomini fuorviarono molti, spingendoli ad agire in modo contrario all'ordine dato
originariamente da Dio. Ma anche costoro ritorneranno al cibo naturale, come sta scritto nei profeti, poiché le loro
parole non dovranno essere messe in dubbio.
10. In verità, Dio dona perennemente l'eterna vita e l'eterna sostanza, affinché le forme dell'universo si rinnovino
continuamente. Perciò, voi tutti siete compartecipi della carne e del sangue, della sostanza e della vita dell'Eterno e
le Mie parole sono lo Spirito e la vita.
11. E se osservate i Miei comandamenti e conducete la vita della giustizia, sarete felici in questa e nella prossima
vita. Non meravigliatevi di quello che vi ho detto. Se non mangiate la carne e non bevete il sangue di Dio, non
avrete la vita in voi.”
12. E i discepoli risposero: "Signore, dacci sempre da mangiare questo pane e da bere da questo calice; infatti, le
Tue parole sono veramente cibo e bevanda. Tramite la Tua vita e la Tua sostanza vivremo in eterno.” (Cap. 32, 9-
12)
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ed approfondisco la parola
In verità, vivere in Dio significa compiere le eterne Leggi di Dio. E ciò significa anche vivere di ciò che la natura
dona all'uomo.
Gli uomini e gli animali si sono sviluppati gradualmente su questa terra. Sia l'uomo che l'animale si nutrivano di
piante nel giardino di Dio. Cadendo sempre più nel peccato, l'uomo cadde anche nelle tenebre dell'ignoranza e
divenne vittima dell'egoismo. Man mano che la sostanza grossolana si raddensava, anche i sensi dell'uomo si
abbrutirono e, di conseguenza, anche i suoi organi si trasformarono gradualmente.
Nel suo egoismo l'uomo cominciò a cercare piaceri di ogni genere e a preferire cibi piccanti, forti e di origine
animale. Dall'involucro indurito, dall'ego umano, dai sensi grossolani, scaturì la sensualità che esigeva
soddisfazione. Gli uomini cercarono così di compensare l'energia vitale che sprecavano operando in modo contrario
alla Legge.
L'uomo schiavo dei propri sensi, i cui pensieri divenivano sempre più egocentrici, si sentì poi sempre più spinto
verso un'alimentazione corrispondente al suo modo di pensare ed agire. Dato che si allontanava sempre più da Dio,
il suo modo di parlare ed agire divenne sempre più duro. I sensi abbrutiti rispecchiavano la durezza dell'ego umano e
pretendevano quindi cibi e spezie forti. Quando qualcosa non gli riusciva, reagiva inasprendosi ed i suoi sensi
cercavano soddisfazione in piaceri sempre nuovi. I nervi contratti dell'uomo cercavano uno sfogo nella sessualità.
Il corpo esigeva sempre più quello che l'uomo irradiava nelle sue sensazioni, nei suoi pensieri, nelle sue parole ed
azioni: dolce ed acido, piccante e passionale. Cominciò così a trasformare le sostanze della natura, preparandole
sempre più in modo acido, piccante e dolce.
Ne conseguì che l'uomo cominciò a cacciare gli animali, ad ucciderli, a condire ed a consumare la loro carne,
divenendo in tal modo un cacciatore e un bracconiere. Con l'accentuarsi della sensualità desiderò sempre più la
"carne”, ossia il sesso maschile o femminile.
Tutto questo avvenne ed avviene tuttora, in questa generazione [1989]. Solo quando l'uomo ritornerà allo Spirito
della vita, elevando i propri pensieri a Dio, affinerà anche i propri sensi.
Io Sono venuto per portare agli uomini la Legge della vita. Chi la accetta e la applica su di sé, ritorna alla vita in
Dio. La vita in Dio e con tutto l'Essere è l'etica e la morale suprema e finissima.
Tutte le anime giungeranno nuovamente a quest'Essere, poiché sono scaturite da Dio, l'eterno Essere, la vita, e
posseggono in sé, in eterno, la vita che proviene da Dio.
Chi osserva i comandamenti, gli estratti dall'eterna Legge, vive in Dio e da Dio ed è retto con tutte le forme di vita.
In verità, la parola di Dio è cibo e bevanda, è la vita. Chi vive in Dio, vive anche da Dio, vive nell'Essere. La terra è
una parte dell'eterno Essere; pertanto l'uomo che vivrà consapevolmente la possiederà e la coltiverà rettamente, dato
che vive con la terra e non contro la terra e contro tutto ciò che vive su di essa.
L'anima vive della sostanza puramente spirituale; il corpo terreno vive della vita proveniente dalla sostanza
spirituale divenuta materiale. Ambedue, sia la sostanza puramente spirituale che quella spirituale-materiale, sono
doni di Dio per l'anima e per l'uomo. Dio diede agli uomini i frutti e le piante che sono la vita per il corpo. L'uomo
ritornerà alla natura e vivrà con la natura, poiché riconoscerà che la vita e la salute del corpo provengono solo da
Dio, dalla vita che si dona ai figli di Dio nella natura.
La natura dona forza al corpo sano e guarigione a quello malato. Il presupposto è, tuttavia, che sia i pensieri
dell'uomo, sia le sue parole e le sue azioni, siano sani.
Nel Regno della Pace di Gesù Cristo, i figli di Dio vivono in unità assoluta con i regni della natura e Dio li nutre con
i frutti e con le piante, con la vita della natura.

33° CAPITOLO
In merito ai sacrifici di sangue e al perdono dei peccati - Guarigione presso la piscina di Betsaida
Le concessioni di Mosè, necessarie per quei tempi,
divennero leggi (1-3). Sacrifici di animali e alimentazione a base di carne - Le norme prescritte dagli uomini
legano; Dio è amore e libertà illimitata (4-14)
1. Gesù istruiva i Suoi discepoli nell'atrio esterno del tempio ed uno di loro Gli disse: "Maestro, i sacerdoti dicono
che non esiste il perdono dei peccati senza spargimento di sangue. I sacrifici di sangue prescritti dalla legge
possono togliere i peccati?”
2. E Gesù rispose: "Nessun sacrificio di sangue, di animali, uccelli o uomini, può togliere i peccati. Come può
infatti essere cancellata una colpa versando sangue innocente? No, anzi esso ingrandirà ancor più la colpa.
3. Certo i sacerdoti ricevono tali sacrifici come riconciliazione da parte dei credenti per le trasgressioni commesse
contro la legge di Mosè, ma per i peccati contro la Legge di Dio non esiste perdono, se non attraverso il pentimento
e il miglioramento. (Cap. 33, 1-3)
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ed approfondisco la parola
Mosè portò i Dieci Comandamenti di Dio. Quando riconobbe che gli Israeliti non erano in grado di metterli in
pratica in breve tempo, dato che la maggior parte di loro aveva pensato ed agito per decenni contro i Dieci
Comandamenti, fece loro delle concessioni per condurli all'esperienza interiore tramite l'autoconoscenza. Molti
Israeliti non rispettarono nemmeno le concessioni e continuarono ad essere schiavi dell'idolatria. Dopo alcune
generazioni, a causa della loro caparbietà, gli Israeliti trasformarono queste concessioni in leggi.
I sacrifici di animali sono contro la Legge di Dio ed anche contro i Dieci Comandamenti.

4. Non sta forse scritto nei profeti: prendete i vostri sacrifici di sangue ed i vostri olocausti ed aboliteli? Smettete di
mangiar carne, poiché Io non ne parlai ai vostri padri, né lo comandai loro quando li liberai dall'Egitto. Ho
comandato invece:
5. Ubbidite alla Mia voce e percorrete le vie che vi ho comandato e diverrete il Mio popolo e starete bene. Ma essi
non erano disposti a farlo e non ascoltarono.
6. E che cosa vi comanda l'Eterno se non di esercitare giustizia e misericordia e di camminare umilmente con il
vostro Dio? Non sta scritto che in principio Dio destinò a tutti gli esseri in carne ed ossa di cibarsi dei frutti degli
alberi, dei semi e delle erbe?
7. Ma della casa di preghiera hanno fatto una spelonca di ladri e anziché compiere sacrifici puri d'incenso hanno
imbrattato di sangue i Miei altari ed hanno mangiato la carne degli animali macellati.
8. Ma Io vi dico: non versate sangue innocente, né mangiate carne. Siate onesti, amate la misericordia ed agite
rettamente e le vostre giornate saranno lunghe sulla terra.
9. Il grano che cresce dalla terra con gli altri cereali, non viene forse trasformato dallo Spirito nella Mia carne?
Gli acini d'uva e gli altri frutti non vengono forse trasformati dallo Spirito nel Mio sangue? Fate sì che i vostri
corpi e le vostre anime divengano il vostro tempio dell'Eterno.
10. In esso la presenza di Dio è visibile quale sostanza e vita del mondo. Tutti ne dovreste mangiare e bere per il
perdono dei peccati e per l'eterna vita di tutti coloro che ubbidiscono alle Mie parole.”
11. A Gerusalemme, nelle vicinanze del mercato delle pecore, si trova una piscina chiamata Betsaida. Una grande
folla di infermi, ciechi, paralitici, persone atrofizzate, giaceva sotto cinque portici, in attesa che le acque si
muovessero.
12. Infatti, a una determinata ora, un angelo scendeva nella piscina a muovere le acque. Il primo che entrava nelle
acque, dopo che erano state agitate, guariva da qualsiasi malattia fosse affetto. Vi era anche un uomo paralizzato
dalla nascita.
13. E Gesù gli chiese: "Le acque non ti portano guarigione?” Ed egli Gli disse: "Sì, Signore, però non ho nessuno
che mi immerge nella piscina quando le acque si muovono. E se cerco di entrarvi, c'è un altro che scende prima di
me.” E Gesù gli disse: "Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina.” E subito si alzò e camminò. Ed era il giorno del
Sabbat.
14. E i Giudei gli dissero: "Oggi è Sabbat ed è contrario alla legge che tu porti il tuo letto.” E il guarito non sapeva
che fosse Gesù. Gesù infatti si era allontanato, dato che sulla piazza c'era molta folla.
(Cap. 33, 4-14)
Io, il Cristo, chiarisco, rettifico
ed approfondisco la parola
Nella Legge di Dio non esiste il sacrificio di sangue, né l'olocausto, né l'uccidere consapevolmente gli animali e
tanto meno il consumare la loro carne.
Solo chi ubbidisce alla voce di Dio, compiendo le Sue Leggi, cammina in Dio ed appartiene al popolo di Dio. La
Legge prevede: l'uomo dovrà esercitare giustizia e misericordia e camminare umilmente verso il Regno interiore di
Dio, dove si trova la vera ed eterna patria dell'anima. Chi osserva le Leggi di Dio, si nutre anche di ciò che la Legge
di Dio fa nascere nella natura. Egli metterà in sintonia con l'eterna Legge anche la propria vita, le proprie sensazioni,
pensieri, parole ed opere.
Fin dal principio, Dio ha dato come cibo agli uomini i frutti, i semi e le erbe. Questa Legge è valida fino a che tutte
le anime vivranno nelle sfere di sostanza sottile e fino a che non ci saranno più uomini che avranno bisogno, per i
loro corpi, di energia che ha assunto forma, della vita proveniente dalla natura.
Il tempio dovrà essere un luogo di preghiera in cui l'uomo coltiva l'unità con il prossimo, in preghiera e in
adorazione di Dio, ricavandone la forza per la vita quotidiana per condurre una vita pura e consacrata a Dio e in
unità con il prossimo.
Ai Miei tempi, quand'ero Gesù di Nazaret, gli uomini imbrattavano di sangue gli altari di pietra dei loro templi e
consumavano poi anche la carne degli animali che avevano ucciso. Imbrattavano i propri templi di carne ed ossa con
sensazioni, pensieri, parole ed azioni negative. Gli uomini operano in continuazione in tal modo anche in
quest'epoca [1989]. Come allora, si imbrattano continuamente con il sangue degli animali che uccidono, in
malafede, per consumarne la carne.
Riconoscete: la Legge di Dio è e sarà eterna. Ciò che ebbe validità nei tempi che furono, vale anche oggi, poiché
Dio è sempre la stessa Legge, oggi, domani e in eternità.
Chi versa sangue innocente, chi consuma carne, è crudele e dovrà sopportare su se stesso la propria crudeltà.
Il tempio dell'Eterno è un'anima pura e un corpo sano che viene mantenuto sano dall'anima pura.
Il cibo naturale contiene la sostanza di Dio, che è la vita del corpo terreno.
Chi si pente dei propri peccati e non li commette più, lascerà in Dio anche le proprie sensazioni, pensieri, parole ed
azioni e mangerà ciò che Dio gli ha donato.
Rettifico: non era un angelo che muoveva le acque della piscina, ma erano gli elementi che muovevano e che
muovono l'acqua. Non è l'acqua che guarisce, ma solo la fede in Colui che è sostanza anche nell'acqua.
Come i Giudei, anche gli uomini di tutte le generazioni osservavano ed osservano il Sabbat solo esteriormente, per
abitudine. Nel loro comportamento quotidiano agirono ed agiscono tuttavia in modo contrario a ciò che insegnano
solo in parole. I loro pensieri erano e sono impuri, come le loro opere che compiono dietro alle mura per non essere
visti. Essi parlavano e parlano dei comandamenti del Sabbat, ma loro stessi non si attenevano e non si attengono al
Sabbat, sia nelle loro sensazioni che nei loro pensieri, parole ed azioni.
L'immergersi nell'acqua terrena è solo un simbolo. Chi crede nella corrente spirituale di Dio e consacra la propria
vita a Dio, ottiene sollievo e guarigione tramite la vita che proviene da Dio, sia che s'immerga nell'acqua, che è solo
un simbolo, o che invochi Dio di cuore, ovunque si trovi.
Dio è forza onnipresente. Dio aiuta, lenisce e guarisce e non chiede se si tratta di un giorno feriale o di un Sabbat.
Chi chiede di cuore, riceve, in qualsiasi giorno e in qualsiasi ora. Solo l'uomo limitato ha molte norme con le quali
vorrebbe delimitare lo Spirito universale.
Riconoscete: Dio è amore e libertà illimitata. La Legge dell'amore illimitato e della libertà non conosce la
ristrettezza dell'ego umano. L'ego umano è la legge dell'ego che l'uomo stesso s'è creato. E' la semina che racchiude
già il frutto. E' l'uomo stesso che l'ha immessa nel campo della vita, nella propria anima.

34° CAPITOLO
L'amore di Gesù per tutte le creature
Chi è pervaso da Dio diviene una benedizione (2-6).
Rispetto per tutto il creato; ogni forma di disprezzo
rientra nella legge causale (7-10)
1. Quando Gesù riconobbe come i farisei mormoravano e come erano infastiditi dal fatto che Egli avesse più
discepoli e che battezzasse più di Giovanni, abbandonò la Giudea e ritornò in Galilea.
2. E Gesù giunse ad un albero, sotto il quale si soffermò vari giorni. E lì vennero anche Maria Maddalena ed altre
donne che Lo servirono con i loro averi ed Egli istruì ogni giorno coloro che venivano a Lui.
3. E gli uccelli si raccoglievano attorno a Lui, salutandoLo con il loro canto, ed altre creature venivano ai Suoi
piedi e Lui dava loro da mangiare ed esse mangiavano dalle Sue mani.
4. E quando se ne andò, benedì le donne che Gli avevano dimostrato il loro amore e, rivolgendosi al fico, lo benedì
dicendo: "Mi hai offerto riparo ed ombra dall'ardente calura e Mi hai anche nutrito.
5. Sii benedetto, cresci e porta frutti e dona calma, ombra e cibo a tutti coloro che vengono da te e lascia che gli
uccelli dell'aria trovino la loro gioia tra i tuoi rami.”
6. Ed ecco che l'albero crebbe e prosperò insolitamente e i suoi rami crebbero sempre più verso l'alto e verso il
basso, sicché non c'era albero che l'uguagliasse in bellezza, grandezza, abbondanza e bontà dei frutti. (Cap. 34, 1-
6)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico


ed approfondisco la parola
Chi fa scorrere attraverso di sé la benedizione, la forza di Dio, è una fonte di forza per uomini, animali, piante e
pietre.
Quando Dio può pervadere un uomo, costui diviene una benedizione per tutti e per ogni cosa. Chi è pervaso da Dio
ama altruisticamente gli uomini, gli animali, le piante e le pietre. Chi include gli uomini e i regni della natura nella
propria vita è in comunicazione con la vita universale. La vita nella sua varietà lo ringrazia, donandosi nella sua
pienezza, e si donerà a tutti coloro che vengono alla fonte della vita.
Chi rispetta la vita conosce anche l'eterna patria, vive già sulla terra al centro del paradiso di Dio, dato che i regni
della natura lo servono e gli elementi gli ubbidiscono.

7. Gesù giunse in un villaggio dove vide un gattino randagio che soffriva di fame e Lo implorava miagolando. Lo
raccolse da terra, l'avvolse nel suo mantello e lo fece riposare sul Suo petto.
8. E attraversando il villaggio, diede al gatto da mangiare e da bere. Ed esso mangiò e bevve e Gli dimostrò la sua
gratitudine. Ed Egli lo diede ad una delle Sue discepole, una vedova di nome Lorenza che se ne prese cura.
9. Ed alcuni del popolo dissero: "Quest'uomo si prende cura di tutti gli animali. Sono forse Suoi fratelli e sorelle da
amarli così tanto?” Ed Egli disse loro: "In verità, questi sono i vostri confratelli della grande famiglia di Dio,
vostri fratelli e sorelle, che hanno lo stesso soffio di vita dell'Eterno.
10. E chiunque si prende cura del più piccino di essi e gli dà da mangiare e bere nella sua pena, lo fa a Me; e chi
permette intenzionalmente che uno di essi abbia a soffrire penuria e non lo protegge quando viene maltrattato,
permettendo che avvenga questa malvagità, è come se fosse stata inflitta a Me. Infatti, ciò che avete fatto in questa
vita, verrà fatto a voi nella prossima. (Cap. 34, 7-10)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico


ed approfondisco la parola:
In verità, vi dico che la vita è l'alito di Dio. Sia gli uomini che gli animali, tutti vengono alitati da un'unica forza, da
Dio.
Dio è vita e la vita è soffio. Chi toglie intenzionalmente il respiro al proprio prossimo uccidendolo, cadrà nella morte
spirituale. Nel regno delle anime sarà un estraneo, dato che non conosce la propria coscienza e, quindi, non sa
nemmeno se è vivo o morto. Per il solo fatto di permettere, intenzionalmente e coscientemente, che uomini ed
animali vengano torturati, disprezzati e maltrattati, all'uomo capiteranno le stesse o analoghe cose.
Quindi, ciò che l'uomo infligge al prossimo ed al secondo prossimo, agli animali, alle piante ed alle pietre, lo
infligge a Me e quindi a se stesso.
Riconoscete: anche le pietre sono forze della creazione di Dio ed anche ad esse si dovrebbe portare rispetto.
La semina dell'uomo sarà quindi il suo raccolto.

35° CAPITOLO
La parabola del samaritano misericordioso -
Maria e Marta
Ciò che arrechi al tuo prossimo,
lo arrechi al Cristo e a te stesso - In merito al comportamento nei confronti del prossimo (1-8). Prega e lavora; la
giusta misura (9-11). Immagine per la costruzione della casa di Dio, la Nuova Gerusalemme sulla terra - La
Sapienza divina chiama i figli e le figlie di Dio, prepara la Via Interiore e porta le Leggi divine universali - Coloro
che vivono
in Me divengono la fonte vivente (12-15)
1. Si fece avanti uno scriba che voleva coglierLo in fallo: "Maestro, cosa debbo fare per guadagnare l'eterna vita?”
Gesù gli disse: "Che cosa sta scritto nella Legge? Cosa leggi?”
2. E Gli rispose: "Non fare ad altri ciò che non vuoi venga fatto a te. Ama Dio, il tuo Signore, con tutto il cuore, con
tutta l'anima e con tutta la tua mente. Fai ad altri ciò che vuoi venga fatto a te.”
3. E Gesù gli disse: "Hai risposto bene. Fa' questo e vivrai. A questi tre comandamenti si rifanno tutte le Leggi ed i
profeti, infatti, chi ama Dio, ama anche il suo prossimo.”
4. Ma voleva giustificarsi e disse a Gesù: "E chi è il mio prossimo?” Gesù riprese: "C'era un uomo che scendeva da
Gerusalemme a Gerico e incappò nei briganti che gli strapparono il suo abito, lo percossero e se ne andarono,
lasciandolo mezzo morto.
5. Ed ecco che un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, vedendolo, passò oltre. Anche un Levita,
scendendo per la strada, lo vide e passò dall'altra parte della strada.
6. Invece un Samaritano che era in viaggio, passandogli accanto, lo vide e ne ebbe compassione. Gli si avvicinò,
versò olio e vino sulle sue ferite e gliele fasciò. Poi, caricatolo sopra il suo giumento, lo portò in una locanda dove
si prese cura di lui.
7. Il mattino dopo, dovendo proseguire il viaggio, estrasse due denari, li diede all'albergatore e gli disse: "Abbi
cura di lui e ciò che ti occorrerà in più te lo renderò al mio ritorno.
8. Chi di questi tre ti sembra sia stato il prossimo di colui che era incappato nei briganti?” Quegli rispose: "Chi ha
avuto compassione di lui.” Gesù gli disse: "Va' e fa' anche tu lo stesso.” (Cap. 35, 1-8)

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Anche questa frase, come tante altre, dovrebbe accompagnarti lungo il tuo cammino terreno: "Si fece avanti uno
scriba che voleva coglierLo in fallo.”
Riconosci: non tendere tranelli al tuo prossimo poiché, così facendo, dai la possibilità al tentatore di farti cadere.
Se non sei desto, cioè se non controlli le tue sensazioni e i tuoi pensieri, il tentatore si insinuerà attraverso le tue
stesse sensazioni ed i tuoi pensieri, i tuoi lati umani ed il tuo ego umano, e ti sedurrà per farti fare ciò che
corrisponde alle tue tendenze umane di quel momento.
Riconosci la Legge: ciò che arrechi al tuo prossimo lo arrechi a te stesso. L'effetto può arrivare attraverso una
seconda o terza persona oppure attraverso l'invisibile forza oscura, il tentatore.
E "Non fare ad altri ciò che non vuoi che venga fatto a te” significa: fai attenzione ad ogni attimo della tua vita
terrena e potrai così vedere nel profondo del mondo delle tue sensazioni e dei tuoi pensieri e potrai rimettere in
tempo a Me, il Cristo, i tuoi aspetti umani prima di fare al tuo prossimo quello che ricadrebbe su di te. Ciò che tu
arrechi al tuo prossimo, lo arrechi anche a Me, il Cristo, e a te stesso, poiché il tuo prossimo è una parte di Me ed
anche di te.
Chi ama Dio con tutto il cuore e con tutta l'anima, ama anche il suo prossimo altruisticamente, dal profondo della
sua anima e del suo cuore. Questo significa: fai al tuo prossimo ciò che tu vuoi che egli faccia a te. Rispetta quindi il
prossimo e fagli ciò che corrisponde all'eterna Legge, ma non quello che lui esige da te e che non è nella Legge.
Riconoscete anche: non dovreste amare e fare del bene solo a coloro che vi amano e che vi ripagano con le stesse o
simili cose. Amate tutti i vostri simili e fate del bene a tutti, secondo la Legge dell'amore altruistico e del retto dare e
ricevere. Amate, quindi, anche coloro che non vi amano e fate del bene anche a coloro che vi disprezzano e che vi
ricusano.
Nel comandamento del dare, rispettate tuttavia il libero arbitrio dei vostri simili: se non vogliono il vostro aiuto
altruistico, astenetevi dal prestarlo. Se invece lo vogliono per arricchirsi a vostre spese - per esempio se non
vogliono lavorare per guadagnarsi il loro pane - offrite loro il vostro aiuto per trovare un lavoro, affinché possano
guadagnarsi ciò che si aspettavano da voi.
Quando si tratta dei vostri simili, pensate in ogni situazione al comandamento dell'unità con tutti gli uomini.
Praticate forse l'altruismo, amando solo coloro che vi amano ed aiutando solo coloro che vi hanno aiutati o che vi
aiutano? Anche i farisei fanno così.
Se osservate sempre più i comandamenti dell'altruismo, cominciate a vivere veramente.
I comandamenti del dare, del libero arbitrio, dell'unità e dell'altruismo sono elementi fondamentali dell'eterna Legge
di Dio. Valgono per tutti gli esseri e per tutti gli uomini. Anche i retti profeti li osservarono e li osservano.
Riconoscete: ogni uomo è il vostro prossimo, senza alcuna eccezione.
Ho già rivelato che, di generazione in generazione, l'umanità attribuì un senso diverso, quindi tutt'altro significato, a
parecchie parole.
Pertanto, nella Legge della vita la parola "compassione” ha un significato diverso da quello che l'uomo le attribuisce
oggi.
Nella Legge della vita compassione significa "soffrire con l'altro”, immedesimarsi nel sofferente, per sentire di che
cosa ha bisogno.
La parola "compassione” significa anche esercitare misericordia, ma non compiangere il prossimo commiserandolo
come un "poveraccio”. Chi agisce in questo modo può risvegliare l'autocommiserazione nel sofferente e, in tal
modo, rafforzare questo suo atteggiamento che lo porta a soffrire sempre più.
Chi ha veramente "compassione” in modo altruistico percepisce nel proprio cuore la situazione del prossimo.
Presterà aiuto altruisticamente e farà il meglio per il suo prossimo, secondo la Legge della vita.
9. Ed avvenne che, mentre erano in cammino, entrarono in un villaggio. Una donna di nome Marta Lo accolse nella
sua casa. Essa aveva una sorella di nome Maria, la quale, sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la Sua parola.
10. Marta invece era affaccendata per servirLo. Ella Gli si avvicinò e disse: "Signore, non Ti preoccupi che mia
sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille che venga ad aiutarmi.”
11. Ma Gesù le rispose: "Marta, Marta, tu ti dai pena e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa che conta.
Maria si è scelta questa parte migliore e non dovrà esserle tolta.” (Cap. 35, 9-11)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico


ed approfondisco la parola
"Maria si è scelta questa parte migliore e non dovrà esserle tolta” significa: non è affaccendandosi e servendo solo
esteriormente che l'uomo ottiene beneficio spirituale, bensì mantenendo la giusta misura in tutte le cose. Ciò che
conta è che l'uomo compia tutto di cuore e con la forza di Dio.
Dio opera attraverso colui che riposa in Lui e il suo operato altruistico è una benedizione per molti.

12. Mentre sedeva a cena con i Suoi discepoli in una città, Gesù parlò loro nuovamente dicendo: "Io Sono in mezzo
a voi come un tavolo su dodici colonne.
13. In verità, vi dico, la Sapienza costruisce la propria casa e forma le sue dodici colonne. Prepara il loro pane ed il
loro olio e mesce il loro vino. Apparecchia la loro tavola.
14. E si trova sui punti principali della città e chiama i figli e le figlie degli uomini. Guida chi lo vuole, gli dà da
mangiare il Mio pane, gli offre il Mio olio e gli fa bere il Mio vino.
15. Allontanati dagli stolti, vivi e percorri la via del ravvedimento. L'onore reso a Dio è l'inizio della sapienza e la
conoscenza del Santo è la comprensione. Attraverso di Me si moltiplicheranno le vostre giornate ed aumenteranno
gli anni della vostra vita.”
(Cap. 35, 12-15)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico


ed approfondisco la parola
"Io Sono in mezzo a voi come un tavolo su dodici colonne” significa: il tavolo su dodici colonne è il simbolo del
santuario di Dio, sorretto dai dodici anziani, al cui centro Sono Io, il Cristo-Dio. Anche in veste di Gesù di Nazaret
ero in mezzo ai dodici apostoli che erano il simbolo dei dodici anziani del santuario.
Io Sono la Via, la Verità e la Vita, il pane, l'olio ed il vino.
"In verità, vi dico, la Sapienza costruisce la propria casa e forma le sue dodici colonne” significa: la Sapienza
proveniente da Dio - la Sua essenza nel principe angelico della Sapienza divina ed il suo duale spirituale in veste
terrena - edifica la casa spirituale, la tenda di Dio tra gli uomini: la Nuova Gerusalemme.
La Sapienza divina prepara agli uomini di buona volontà la Via verso la Vita Interiore, verso di Me, il Cristo-Dio, il
Redentore di tutte le anime e di tutti gli uomini. E' la Via Interiore.
Con Me, il Cristo, essa chiama i figli e le figlie di Dio della stirpe di Davide e di altre stirpi, per fondare ed edificare
il Regno della Pace di Gesù Cristo. La stirpe di Davide è pari alla discendenza di Davide per il Mio Regno della
Pace su questa terra.
La Sapienza divina, insieme agli uomini ed alle donne della stirpe di Davide e di altre stirpi, danno forma alle dodici
colonne. Questo significa che creano il fondamento per il Regno della Pace di Gesù Cristo, la cui casa, la tenda di
Dio, la Nuova Gerusalemme, è il centro, la colonna portante del Regno della Pace di Gesù Cristo. Le dodici colonne
sono anche il simbolo delle dodici porte dell'eterna città di Dio e della Nuova Gerusalemme sulla terra luminosa nel
Regno della Pace di Gesù Cristo.
"Prepara il loro pane ed il loro olio e mesce il loro vino” significa: la Sapienza divina porta agli uomini le Leggi
universali di Dio. Chi vive secondo le Leggi di Dio, sta alla Mia destra e siede al tavolo del Cristo-Dio e della
Sapienza divina, con tutti gli uomini retti e le donne rette.
Chi siede al tavolo della vita riceve anche dal tavolo di Dio. Il pane, l'olio e il vino sono simboli dei doni della vita,
offerti a tutti coloro che vivono in Me, nel Cristo-Dio.
Le parole "apparecchia la loro tavola” significano che la Sapienza divina invita alla cena del Signore nella casa di
Dio, nella Nuova Gerusalemme sulla terra. E coloro che hanno il cuore sincero, partecipano alla cena con Me, il
Cristo, alla tavola di Dio, e costituiscono consapevolmente le fondamenta delle generazioni future.
Questa tavola di Dio, nella casa di Dio, è già apparecchiata. E al tavolo del Signore sono seduti i fratelli e le sorelle
della Comunità originaria Nuova Gerusalemme che hanno concluso l'Alleanza per il Regno della Pace di Gesù
Cristo con l'Eterno e con Me, con il Cristo-Dio.
Come rivelato, Io, il Cristo, e la Sapienza divina chiamiamo tutti i figli e le figlie di Dio, provenienti dalla stirpe di
Davide e da altre stirpi.
La tavola di Dio è apparecchiata per tutti gli uomini di buona volontà ed essi verranno tutti, poiché sentono di essere
benvenuti.
Rettifico la frase: "E si trova nei punti principali della città e chiama i figli e le figlie degli uomini.” Nei punti
preparati in molte città e comuni, la Sapienza divina richiama i figli e le figlie degli uomini, affinché cambino e si
rivolgano verso l'interiore e chiama i figli e le figlie della stirpe di Davide e delle altre stirpi, affinché assolvano il
loro mandato divino.
Ogni uomo di buona volontà è chiamato. Questo viene espresso nelle parole: "Guida chi lo vuole, gli dà da mangiare
il Mio pane e gli offre il Mio olio e gli fa bere il Mio vino.”
I doni che provengono dall'origine della fonte di Dio, offerti dalla Sapienza divina, sono la pienezza che proviene
dalla Legge di Dio. Chi adempie le Leggi di Dio vive in Dio e nella Sua pienezza e non gli mancherà nulla.
"Allontanati dagli stolti, vivi e percorri la via del ravvedimento” significa: staccati dall'ego umano e da tutti coloro
che vogliono legarti a sé con i loro concetti ed opinioni e da tutti gli stolti che, in malafede, vogliono restare come
sono: stolti e meschini. Allontanarsi significa: lasciare esteriormente, ma serbare nel cuore.
Percorri la via del ravvedimento e ti rivolgerai verso l'interiore, verso la vita che è insita in ogni uomo.
La Sapienza divina ha portato la Via Interiore universale, affinché colui che cerca veramente trovi se stesso in Me,
nel Cristo-Dio, e sia in grado di attingere alla fonte inesauribile di Dio. Chi percorre veramente la Via Interiore che
Io, il Cristo-Dio, ho rivelato agli uomini, tramite la Sapienza divina, raggiunge la vera grandezza.
Egli riconoscerà Dio in ogni cosa, Lo onorerà e vivrà nella Sua sacra volontà, vivendo così nella Legge dell'amore
altruistico; riconoscerà e comprenderà tutte le cose e tutto ciò che è nella luce della verità.
Grazie a Me, in quei giorni gli uomini che vivranno in Me, nel Cristo-Dio, diverranno la fonte vivente. Io
moltiplicherò le loro giornate, perché essi vivono in Me e, attraverso di Me, portano la salvezza in questo mondo, ai
loro confratelli e consorelle.
Nel corso delle generazioni opereranno insieme negli anni della loro esistenza terrena e daranno testimonianza per
tutti coloro che ancora vivono nel mondo materialistico.

36° CAPITOLO
L'adultera - Il fariseo e il pubblicano
La legge
della rispondenza - Chi conosce se stesso riconosce anche l'avversario - Seduzione da parte del satana dei sensi,
prima ed
anche dopo i grandi sconvolgimenti (4-6) - Dall'umiltà nasce
la grandezza spirituale (7-10)
1. Un giorno, di mattino presto, Gesù si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andò da Lui ed Egli, sedutosi, li
istruiva.
2. Allora gli scribi ed i farisei Gli condussero una donna sorpresa in adulterio e, postala nel mezzo, Gli dissero:
"Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora, Mosè, nella Legge, ci ha comandato di
lapidare donne come questa. Tu che ne dici?”
3. Ma lo dicevano per metterLo alla prova e per trovare un'accusa contro di Lui. Ma Gesù, chinatosi, cominciò a
scrivere col dito per terra, come se non li sentisse.
4. Siccome insistevano nell'interrogarLo, si alzò e disse loro: "Chi di voi è senza peccato, scagli la prima pietra
contro di lei.”
5. E chinatosi di nuovo, scriveva per terra. E quelli che avevano udito furono toccati dalla propria coscienza e se ne
andarono uno dopo l'altro, dagli anziani fino agli ultimi; e Gesù rimase solo; solamente la donna era rimasta lì.
6. Dopo essersi alzato e non vedendo che la donna, Gesù le disse: "Donna, dove sono coloro che ti accusano?
Nessuno ti ha condannata?” Ed essa Gli rispose: "Nessuno, Signore.” E Gesù le disse: "Neanche Io ti condanno;
d'ora in poi non peccare più e va' in pace.”
(Cap. 36, 1-6)
Io, il Cristo, chiarisco, rettifico
ed approfondisco la parola
Il vecchio mondo peccaminoso, con le sue espressioni ed i suoi usi e costumi, sussiste ancor oggi [1989]. Molti ne
sono ancora prigionieri. Il satana dei sensi continua a mietere la sua messe tra loro, a indurre gli uomini a trasgredire
la Legge di Dio. Le tenebre cercano in continuazione di sedurli e tengono ben stretti con le loro grinfie di ferro tutti
coloro che si lasciano sedurre.
Ciò che avvenne ai Miei tempi, quand'ero Gesù di Nazaret, accade anche nella svolta dei tempi [1989].
Malgrado il cambiamento dalla vecchia epoca peccaminosa a quella nuova, all'Epoca dello Spirito, regna sempre lo
stesso peccato: le tenebre si mascherano accusando e calunniando il loro prossimo. Tuttavia, sono anche sempre più
numerosi gli uomini che riconoscono la legge della rispondenza: chi rinfaccia al suo prossimo un peccato
accusandolo e condannandolo per questo, vive nello stesso o in un peccato simile. Chi accusa il prossimo accusa se
stesso.
Chi non ha pietà e comprensione per il prossimo vive nel peccato. Il peccatore ha pietà e comprensione solo per se
stesso e trova molte scuse per difendere il proprio ego umano.
Riconoscete: con i suoi gesti, con la sua mimica, il suo modo di parlare e il suo comportamento, ogni uomo dà
testimonianza di quello che è. Da ciò riconoscevo e vedevo nel profondo gli ipocriti.
Quando i farisei portarono a Me, Gesù, una donna che, come dicevano, avevano sorpreso in flagrante adulterio, lessi
dall'irradiazione delle loro anime, delle loro auree e dalle loro parole, che anch'essi avevano commesso tali o simili
peccati.
Perciò dissi loro: "Chi di voi è senza peccato, scagli la prima pietra contro di lei.”
Riconoscete: nessun uomo veramente spirituale, vale a dire saggio, accuserà e rifiuterà mai il suo prossimo. E tanto
meno vorrà indurre in tentazione i suoi simili. Chi ha superato l'avversario, lo conosce e sa anche di quali arti e
tranelli si serve per sedurre l'uomo. Chi nutre, invece, il proprio peccato, non conosce né se stesso, né l'avversario
che lo seduce ed è allo stesso tempo il suo guanto.
Perciò, quale Cristo-Dio, insegno nuovamente con la Sapienza divina: riconosci te stesso! E saprai anche attraverso
quali porte e canali del tuo ego umano l'avversario si insinua per sedurti e per avvincerti.
Riconoscete, voi che vivete in Me nel Regno della Pace di Gesù Cristo e che leggete la verità e i molteplici
avvenimenti che rivelai nella svolta dei tempi [1989], tramite il principio femminile incarnato della Sapienza divina:
ciò che leggete nel libro "Questa è la Mia parola”, oltre a molte altre cose, continuò a verificarsi fino all'inizio delle
grandi catastrofi terrestri e degli sconvolgimenti mondiali ed anche in seguito. In alcune parti della terra, il satana
dei sensi si rialzò in continuazione e sedusse gli uomini che si lasciavano trarre in inganno e che continuavano a
peccare in vario modo. Si possedevano reciprocamente e si facevano possedere, commettevano adulterio e
continuavano a peccare, fino a che ulteriori epidemie e catastrofi sconvolsero la terra e il mondo, spazzando via
sempre più ciò che era peccaminoso.
Rimasero così le fondamenta e gli inizi del Regno della Pace di Gesù Cristo che i pionieri della Nuova Epoca
avevano creato nel vecchio mondo, sacrificandosi e lottando contro le tenebre. Si incarnarono in continuazione
pionieri per l'epoca di luce. Nel corso di molte generazioni, essi edificarono il Regno della Pace di Gesù Cristo e, in
tal modo, la Mia luce si intensificò sulla terra.

7. Egli raccontò la seguente parabola ad alcuni che si reputavano giusti e disprezzavano gli altri: "Due uomini
salirono al tempio a pregare, uno era un ricco fariseo, edotto nella legge, l'altro era un pubblicano ed era un
peccatore.
8. Il fariseo stando in piedi, pregava così tra sé: "Dio, Ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, usurai,
ingiusti, adulteri e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto ciò
che possiedo.
9. Il pubblicano, invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto
dicendo: "Dio, abbi pietà di Me, peccatore.”
10. Io vi dico: questi tornò a casa sua giustificato, a differenza dell'altro. Infatti, chi si esalta sarà umiliato, e chi si
umilia sarà esaltato.” (Cap. 36, 7-10)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico


ed approfondisco la parola
L'uomo che è soddisfatto di se stesso non si conosce, perché bada solo a fare bella figura davanti agli altri, senza
chiedersi perché vuole apparire così. Chi riconosce, invece, i propri peccati e chiede aiuto all'eterno Padre per
ottenere la forza di lasciarli, ha già ottenuto grazia ed aiuto dall'Eterno.
E' solo dall'umiltà che cresce la grandezza spirituale. La presunzione è il peccato stesso, dato che il piccolo ego si
pone al di sopra di Dio. Perciò, la presunzione è la base per altre tentazioni. Chi ha grandezza interiore continuerà a
lottare contro il proprio ego fino a che la sua vita sarà divenuta la Mia vita, la Coscienza cosmica.
Chi ha raggiunto grandezza interiore non si accontenta di immergersi di tanto in tanto nella fonte della conoscenza.
Continuerà a lavorare su se stesso, fino a che sarà giunto all'origine della fonte e dimorerà eternamente in Dio.

37° CAPITOLO
La rinascita dell'anima
Verso la perfezione attraverso
la sofferenza e l'espiazione - La grazia del Padre agisce più intensamente sulla terra - Fine della possibilità di
incarnarsi per le anime gravemente incolpate - La rinascita nello
Spirito di Dio (1-10)

1. Gesù sedeva nell'atrio del tempio e molti venivano per conoscere il Suo insegnamento. Ed uno Gli chiese:
"Signore, cosa insegni sulla vita?”
2. Ed Egli disse loro: "Beati coloro che fanno molte esperienze, perché diverranno perfetti attraverso la sofferenza.
Saranno come gli angeli di Dio in cielo e non moriranno più e tanto meno si reincarneranno; infatti, morte e
nascita non avranno più alcun potere su di loro.
3. Coloro che hanno sofferto e superato diverranno pilastri nel tempio del Mio Dio e non lo abbandoneranno più. In
verità, Io vi dico, che se non rinascerete con l'acqua e con il fuoco, non vedrete il Regno di Dio.”
4. Ed un rabbi (Nicodemo) andò da Lui di notte, per timore dei Giudei, e Gli chiese: "Come può un uomo rinascere
quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?”
5. Gesù rispose: "In verità, ti dico, se uno non rinasce dalla carne e dallo Spirito, non può entrare nel Regno di Dio.
Il vento soffia dove vuole e lo senti fischiare, ma non sai da dove viene e dove va.
6. La luce risplende da Oriente ad Occidente; il sole si leva dalle tenebre e tramonta di nuovo nelle tenebre. Così
accade all'uomo, di vita in vita.
7. Se esso viene dalle tenebre, c'era già prima, e se si cala di nuovo nelle tenebre, vi resta solo per poco, per poi
ritornare.
8. Così voi dovrete divenire perfetti passando attraverso molte trasformazioni, come sta scritto nel libro di Giobbe:
sono un viandante e vado da un posto all'altro e da una casa all'altra, fino a giungere nella città e nella casa che
sono eterne.
9. E Nicodemo Gli chiese: "Come può accadere questo?” E Gesù gli rispose: "Tu sei un maestro in Israele e non lo
comprendi? In verità, noi parliamo di quello che sappiamo e testimoniamo quello che abbiamo veduto, ma voi non
accogliete la nostra testimonianza.
10. Se vi parlo di cose terrene e non credete, come potreste credere se vi parlassi di cose celesti? Nessuno è asceso
ai cieli, ma è disceso dai cieli Colui che è nei cieli, ossia il Figlio dell'uomo. (Cap. 37, 1-10)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico


ed approfondisco la parola:
"Beati coloro che fanno molte esperienze, perché diverranno perfetti attraverso la sofferenza” significa: l'uomo che
accetta i propri peccati, che possono anche manifestarsi sotto forma di sofferenza, e si riconosce peccatore nella
sofferenza, nella malattia e nella miseria, se ne pente, chiede perdono, perdona, vi pone rimedio e non commette più
i peccati, si rafforzerà con l'espiazione e diverrà perfetto. Morte e nascita regneranno sul peccatore solo fino a che
avrà deposto i suoi peccati e compirà la volontà di Dio. La sua anima comincerà poi a risplendere. Ambedue, sia
l'anima che l'uomo, volgeranno poi lo sguardo verso il cielo; se li avranno superati, l'anima entrerà nel Regno di Dio,
anche se ciò avverrà attraverso la sofferenza.
Riconoscete: se l'anima viene dalle tenebre, ossia se si è incolpata nelle sue precedenti esistenze in veste terrena e
non ha sistemato i peccati commessi, transiterà nei regni delle anime per ritornare poi nell'esistenza terrena.
Continuerà ad incarnarsi, ad entrare in una veste terrena, fino a che avrà sistemato ciò che l'ha attirata continuamente
sulla terra in una veste terrena.
La terra resta, quindi, un punto magnetico di attrazione per le anime, fino a che esse non avranno espiato e
trasformato ciò che le ha continuamente attirate nell'esistenza terrena. Ci sono infatti colpe "pesanti” che trascinano
in continuazione le anime sulla terra, fino a che non saranno cancellate. Molte anime non troveranno pace nelle sfere
di purificazione, fino a che non avranno superato quest'attrazione terrestre. Invece le colpe causate dalle anime in
veste terrena e che non sono così pesanti, possono essere scontate più rapidamente nell'aldilà.
Beate quelle anime e quegli uomini che riparano sulla terra, con la grazia del Padre, alle loro colpe terrene, a ciò che
hanno causato; infatti la Sua grazia agisce più intensamente sulla terra.
Riconoscete: si sta avvicinando il tempo in cui le anime gravemente incolpate non potranno più incarnarsi con tanta
facilità sulla terra, poiché essa si sta purificando; tutto il pianeta terrestre, incluso tutto il sistema solare, viene
elevato ed affinato nella sua struttura. Le anime con gravi colpe non avranno più la possibilità di incarnarsi. Si
sentiranno come legate nelle sfere di purificazione, in quei pianeti che corrispondono al loro livello di anime, ossia
al loro stato di coscienza. Lì sconteranno con sofferenza ciò che avrebbero potuto scontare senza grandi pene sulla
terra.
L'anima nell'essere umano che volge lo sguardo al cielo e che orienta le proprie sensazioni e i propri pensieri su Dio,
sintonizzandosi su di Lui ora per ora, giorno per giorno della propria esistenza terrena, raggiungerà la rinascita nello
Spirito di Dio. Le parole e le azioni di una tale persona saranno divine. Alla morte del corpo, quest'anima salirà
gradualmente in cielo, poiché ha dischiuso in sé il cielo.
La via verso il cuore di Dio è l'amore altruistico. Io e la Sapienza divina sulla terra insegniamo, tramite le
rivelazioni, come giungere all'amore altruistico. La parola della verità si diffonde in questo mondo [1989] tramite il
Mio strumento. La Mia parola è aiuto, salvezza e gioia per tutti coloro che percorrono la Via dell'amore altruistico.
Quanto scritto spiega l'andare e venire delle anime. Nessuno può salire in cielo, se non ha dischiuso il cielo in sé.
Tutte le anime e tutti gli uomini sono tuttavia discesi dal cielo e vi ritorneranno, poiché provengono dal cielo. Il Mio
mandato di Redentore è di ricondurre tutti all'eterno Padre, nei cieli eterni.

38° CAPITOLO
In merito all'uccisione degli animali -
Il risveglio del ragazzo di Nain
Chi non adempie le Leggi di Dio incolpa la propria anima; costui non può nemmeno insegnare e spiegare la Legge
dei cieli - La pula verrà separata dal grano (1-2). La scala di Giacobbe - Affinando i pensieri ed i sensi, ciò che non
è nella Legge si stacca (3). In merito all'uso della violenza ed allo spargimento di sangue (4). Essere solidali con la
sofferenza degli animali - Uccidere gli animali per liberarli dalla sofferenza (5). Chi riconosce se stesso e sistema
le cose, impara
ad amare la vita (6). Il risveglio dei morti (8-10)
1. Ed alcuni Suoi discepoli vennero a Lui e Gli parlarono di un Egiziano, figlio di Belial, che insegnava che non era
contrario alla Legge tormentare gli animali, se la loro sofferenza fosse di utilità agli uomini.
2. E Gesù disse loro: "In verità, vi dico, chi trae profitto dall'ingiustizia inflitta ad una creatura di Dio, non può
essere retto. E tantomeno coloro che hanno le mani macchiate di sangue oppure la bocca infettata dalla carne
possono trattare cose sacre o insegnare i misteri del cielo. (Cap. 38, 1-2)
Io, il Cristo, chiarisco, rettifico
ed approfondisco la parola
Riconoscete: tutto ciò che vive percepisce. Tutte le forme di vita, che siano animali, piante o pietre, percepiscono
gioia e dolore, analogamente all'uomo. La vita è coscienza. La coscienza irradia innumerevoli sfaccettature
evolutive dell'Io Sono. La coscienza è anche presa di coscienza. Uomini, animali, piante e pietre percepiscono in
base al loro stato di coscienza.
Riconoscete: chi caccia gli animali, un giorno verrà cacciato. Chi tormenta gli animali, un giorno verrà tormentato
lui stesso. Chi sfrutta la vita della terra diverrà preda di coloro che lo inducono a farlo.
Ogni semina porta il proprio raccolto. Ciò che l'uomo semina entra nel campo della sua anima, dove spunta e cresce
ciò che ha seminato. Ogni seme racchiude già in sé il frutto.
Quindi, chi è contro il prossimo e contro i regni della natura è anche contro Dio, poiché Dio, la vita, è in ogni essere.
Riconoscete: chi non adempie le Leggi di Dio incolpa la propria anima. Chi tormenta o uccide gli animali ha le mani
macchiate di sangue. Chi consuma la carne degli animali, chi inquina e violenta la natura è impuro. Tali persone non
sanno come trattare le cose sacre e tantomeno fanno l'esperienza dei cosiddetti "misteri” dei cieli e non sanno
nemmeno insegnare e spiegare la Legge dei cieli.
Chi istruisce i propri simili in merito alle cose più sacre, alle Leggi dei cieli, dicendo loro di rispettarle, senza però
farlo lui stesso, otterrà consenso solo da coloro che vivono e che pensano come lui.
Ogni empietà non durerà a lungo, ma scomparirà, così come la notte si ritira davanti al giorno. E' vicino il tempo in
cui la luce svelerà ogni cosa e gli uomini riconosceranno che coloro che hanno insegnato e comandato loro di
rispettare le Leggi della vita, ma non le hanno rispettate loro stessi e che hanno le mani macchiate di sangue e il
corpo infettato dal consumo di carne, vivevano in realtà lontani da Dio.
I mulini di Dio macinano lentamente. Un giorno la pula verrà separata dal grano e coloro che sono ricolmi di Dio
saranno alla Mia destra, e alla pula, agli empi, toccherà la purificazione, secondo la legge di semina e raccolta.

3. Dio dà come nutrimento i cereali e i frutti della terra; e per l'uomo retto questo è l'unico giusto cibo per il corpo.
(Cap. 38, 3)
Io, il Cristo, chiarisco, rettifico
ed approfondisco la parola
"Dio dà come nutrimento i cereali ed i frutti della terra; e per l'uomo retto questo è l'unico giusto cibo per il corpo”
significa: Dio dona agli uomini, dal grembo della madre terra, tutto ciò di cui il corpo terreno ha bisogno. Chi
adempie le Leggi dell'amore e della vita nelle sensazioni, nei pensieri, nelle parole e nelle azioni, vive anche di ciò
che la madre terra gli dona.
Infatti, molti si trovano sulla scala di Giacobbe che porta nel tempio puro della vita. Molti uomini sono ancora
grandi peccatori, sia interiormente che esteriormente, e lo saranno ancora per decenni o addirittura per molte
incarnazioni o soggiorni nei regni delle anime, fino a che verranno colpiti dagli effetti derivanti dalle cause che
hanno posto.
Tuttavia, Dio, dal tempio dell'amore, porge la mano ad ognuno, anche al più grande peccatore. L'eterno Essere, il
Padre universale, insegna in continuazione il Vangelo dell'amore attraverso di Me, il Cristo. Le anime e gli uomini
vengono continuamente istruiti a vivere gli uni con gli altri e a sviluppare il senso comunitario della Vita Interiore,
ad astenersi dall'uccidere gli animali e dal consumare la loro carne. Sia le anime che gli uomini vengono esortati in
continuazione a nobilitare le loro sensazioni ed i loro pensieri, in modo che anche i loro sensi si affinino; infatti, fino
a che esiste un solo iota d'impurità nell'anima, essa non potrà entrare in cielo.
In base alla Legge, l'uomo che mantiene puri i propri pensieri e le proprie parole e che eleva le proprie opere a Dio si
distanzia sempre più dal cibo morto, dal consumo di carne e pesce, fino a che sarà abbastanza purificato da accettare
con gratitudine i doni dal grembo della madre terra.
Il puro non verrà contaminato dall'impuro se, per esempio, è invitato a pranzo o a cena e mangia della carne che i
padroni di casa gli servono e che hanno preparato con molta gioia e impegno. Questo è infatti un segno di rispetto
nei confronti dei padroni di casa. In tal caso vale, a senso, la frase: non è ciò che entra nella bocca, come per
esempio pochi bocconi di carne, che infetta il corpo, bensì ciò che esce dalla bocca: sentimenti, pensieri e parole
prive d'amore, parole di astio e invidia; queste cose contaminano l'anima ed il corpo.
Soddisfare l'avidità di pesce, carne ed alcool costituisce invece una colpa per l'anima e contamina il corpo.
Parlando in modo generale con la persona che ti ha invitato, tu, l'ospite, potresti accennare al fatto che desideri
distanziarti sempre più dal consumo di cibo a base di carne o di pesce, perché hai riconosciuto che il cibo morto non
è buono per l'anima e per il corpo, dato che la Legge di Dio è vita. Con queste o simili indicazioni di carattere
generale, anche chi ti ha invitato riceve lo spunto per riflettere, affinché anch'egli, che in fondo si trova pure sulla
scala di Giacobbe, possa purificarsi e salire un gradino dopo l'altro.
Ogni parola ed ogni opera altruistica serve al prossimo per raggiungere la salvezza. Nel corso di buoni colloqui
altruistici, alcuni possono riconoscere ciò che Io, il Cristo, comandai agli uomini in veste di Gesù: per l'uomo retto
ed altruistico non esiste altro cibo per il corpo, all'infuori di quello previsto dalla Legge che la natura ci dona: cereali
e frutti.
Inoltre, ho comandato ai Miei di non mortificarsi, ma di affinare i loro pensieri e i loro sensi. Si ridurrà così anche il
consumo di cibo morto, di pesce e carne. Man mano che l'anima e l'uomo si affinano, ciò che non è nella Legge si
staccherà. In questo modo non sarà represso, ma superato tramite una vita in Me, il Cristo.

4. Il ladro che irrompe in una casa costruita da uomini si rende colpevole; ma anche i più piccoli di coloro che
irrompono in una casa costruita da Dio sono i più grandi peccatori. Perciò Io dico a tutti coloro che vogliono
divenire Miei discepoli: non macchiate le vostre mani spargendo sangue e fate sì che le vostre labbra non tocchino
carne; infatti, Dio è retto e buono ed ha comandato che gli uomini vivano solamente dei frutti e dei semi della terra.
(Cap. 38, 4)
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ed approfondisco la parola
La Legge della vita dice: chi irrompe in una casa costruita da uomini si rende colpevole davanti alla Legge di Dio e
davanti alla giustizia, alla legge degli uomini. L'uomo non dovrebbe né rubare, né saccheggiare. Egli dovrebbe
rispettare i beni del suo prossimo. Chi si trova nel bisogno dovrebbe chiedere aiuto, ma non rubare e saccheggiare.
Chi deruba il prossimo, anche se questi possiede le più grandi ricchezze, si incolpa nei confronti della legge
spirituale e di quella terrena.
Chi irrompe nella casa di Dio, nel tempio dello Spirito Santo, è un peccatore ancora più grande. La casa di Dio, il
tempio dello Spirito Santo, è costituita dal corpo umano e dall'anima che proviene da Dio e che dimora nel corpo
umano. Nel profondo dell'anima si trovano l'amore, la sapienza e la giustizia di Dio. Dio dimora quindi nell'anima;
pertanto, l'anima ed il corpo dell'uomo sono il tempio di Dio. Quindi chi irrompe nella casa di carne ed ossa, usando
violenza agli uomini, soggiogandoli, trattandoli come schiavi o addirittura uccidendoli, pecca contro lo Spirito
Santo. Questo è il peccato più grave.
Mantenete quindi pure le vostre mani e la vostra anima, non solo da furti e rapine, ma soprattutto non usate violenza,
né verso gli uomini, né verso gli animali, e guardatevi dallo spargere il loro sangue.
Chi ama il prossimo altruisticamente non userà violenza contro di lui e tanto meno lo ucciderà. E chi ama il
prossimo altruisticamente non ucciderà intenzionalmente nemmeno gli animali. Chi rispetta gli uomini e gli animali
non ha istinti bellicosi, perché rispetta le Leggi di Dio, di cui fanno parte anche le leggi della natura. Chi si sforza di
realizzare le Leggi di Dio si distaccherà sempre più dal consumo di carne ed accetterà con gratitudine i doni della
terra, quindi ogni cibo che proviene da Dio per i Suoi figli umani.

5. Ma se un animale soffre molto, sicché la sua vita gli causa tormento, oppure se diviene pericoloso per voi,
liberatelo della sua vita nel modo più rapido e con meno sofferenza possibile. Inviatelo nell'aldilà con amore e
misericordia e senza tormentarlo e Dio, vostro Padre, vi mostrerà misericordia, come voi siete stati misericordiosi
verso coloro che sono stati posti nelle vostre mani. (Cap. 38, 5)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico


ed approfondisco la parola
Io, il Cristo, dò questa Mia parola di rivelazione nella grandiosa svolta dei tempi [1989] per spiegare, tra l'altro,
nuovamente che, come la vita degli uomini, anche quella degli animali, delle piante, delle pietre e dei minerali è
nelle mani di Dio.
Molti uomini si sono allontanati dal Dio-Padre-Madre e si sono venduti al materialismo. A causa di questa
esteriorizzazione, anche i sensi dell'uomo divengono sempre più grossolani ed egli perde così la sottile sensibilità
nei confronti dei suoi simili ed anche della natura. Egli ha occhi e orecchi solo per se stesso, per il proprio ego. Di
conseguenza pensa solo a se stesso e fa di tutto per soddisfare i propri desideri, senza tener conto di come si sente il
suo prossimo ed anche il suo secondo prossimo, l'animale.
Gli animali soffrono sotto gli uomini-dominatori. Per questo, in quest'epoca [1989], non si può dire semplicemente:
"Ma se un animale soffre molto, sicché la sua vita gli causa tormento, oppure se diviene pericoloso per voi,
liberatelo della sua vita, nel modo più rapido e con meno sofferenza possibile.” Infatti, oggi molti animali soffrono
continuamente per i tormenti e i dolori causati dalla brutalità dell'ego umano. In questo caso non si può quindi dire:
liberate questi animali, togliendo loro rapidamente le loro sofferenze e dolori. Io, il Cristo, vi dico: cercate di vivere
e sperimentare i loro tormenti e le loro sofferenze nel vostro mondo delle sensazioni! Immedesimatevi nei loro
tormenti e nelle loro sofferenze e riconoscete come soffrono a causa del vostro operato umano! Vi è comandato di
cambiare, donandovi a Dio, in modo da poter percepire e comprendere nel vostro interiore il vostro prossimo ed il
vostro secondo prossimo, l'animale.
Riconoscete: ciò che arrecate agli animali, lo arrecate a Me, il Cristo, ed anche a voi stessi. I tormenti e le sofferenze
degli animali saranno un giorno i vostri tormenti e le vostre sofferenze. Dio, l'Eterno, ha messo nelle mani dell'uomo
anche gli animali; tuttavia non perché li tormenti, ma perché viva con essi. L'uomo dovrebbe essere p e r l'animale
ed anche l'animale sarà così p e r l'uomo e lo servirà anche con gioia.
Se un animale deve soffrire parecchio a seguito di un incidente oppure per vecchiaia, l'uomo dovrebbe liberare la
vita spirituale, l'anima o il raggio parziale, dal corpo terreno, rapidamente e con poco dolore, rimettendola con
amore e misericordia nelle mani dell'eterno Creatore. Egli, il Grande Unico, conosce ogni animale, l'ha creato e vive
quale forza nell'anima o nel raggio parziale. L'anima o il raggio parziale dell'animale sono forze di coscienza
sviluppate dello Spirito universale, che sono divenute forma spirituale.
6. E ciò che farete al più piccolo dei Miei figli, lo farete a Me, poiché Io Sono in essi ed essi sono in Me, anzi, Io
Sono in tutte le creature e tutte le creature sono in Me. Anch'Io gioisco di tutte le loro gioie ed anch'Io soffro di tutti
i loro dolori. Perciò vi dico: siate buoni gli uni con gli altri e con tutte le creature di Dio. (Cap. 38, 6)
Io, il Cristo, chiarisco, rettifico
ed approfondisco la parola
"Ciò che l'uomo semina lo raccoglierà”, significa pure che ciò che l'uomo arreca al più piccolo dei suoi simili, anche
agli animali, alle piante ed alle pietre, lo arreca a Me e a se stesso.
Ogni giorno è dato all'uomo perché riconosca se stesso, dato che ogni giorno ogni uomo può apprendere ciò che
dovrebbe riconoscere e sistemare su se stesso in quella giornata. Chi lo fa, diviene sensibile nei confronti della vita.
Sperimenta su se stesso che cosa significhi amare la vita.
Chi ama Dio è consapevolmente in Dio e Dio è in lui. Le sue giornate come essere umano divengono più luminose,
perché la sua anima diviene più libera. E comprenderà anche la frase: "Io Sono in tutte le creature e tutte le creature
sono in Me.”
L'uomo buono è un uomo misericordioso che vive in armonia con i propri simili, con gli animali e con tutte le forze
e forme di vita.

7. Ed accadde che il giorno dopo andò in una città chiamata Nain. E molti Suoi discepoli e una gran folla Lo
seguivano.
8. Quando fu vicino alla porta della città, ecco che veniva portato al sepolcro un morto, figlio unico di una madre
vedova. E molta gente della città andava con lei.
9. Vedendola, il Signore ne ebbe compassione e le disse: "Non piangere! Tuo figlio dorme!” E, accostatosi, toccò la
bara, e i portatori si fermarono. Poi disse: "Giovinetto, Io ti dico, alzati!”
10. E colui che era ritenuto morto si levò e cominciò a parlare e Gesù lo diede a sua madre. Tutti furono presi da
timore e lodarono Dio dicendo: "Un grande profeta è sorto tra noi e Dio è venuto dal Suo popolo.” (Cap. 38, 7-10)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico


ed approfondisco la parola
Io, il Figlio di Dio, il Coregnante dei cieli, operai in veste terrena in questo modo e similmente con la Mia eredità,
con la Forza Parziale della Forza Primordiale.
Molti cosiddetti morti, che ho risvegliato dal sonno profondo, non erano ancora nel regno delle anime, bensì l'anima
era ancora collegata al corpo dal nastro d'argento, chiamato anche nastro spirituale d'informazione.
Il sonno profondo è pari ad una sincope e subentra prima che il nastro si stacchi dal corpo. Gli uomini lo definiscono
già come decesso.
Solo quando il nastro d'informazione è staccato dal corpo, anche l'anima è completamente sciolta dal corpo e allora
la casa dell'anima, il corpo, si decompone lentamente nelle sue sostanze: acqua e terra.

39° CAPITOLO
Sette parabole del Regno dei cieli
La via verso il Regno di Dio -
Chi tentenna nella propria decisione
non troverà il tesoro in cielo (1-6)
1. Gesù sedeva di nuovo sotto il fico, circondato dai Suoi discepoli e da una grande folla di gente che voleva
ascoltarLo. E disse loro: "A che cosa posso paragonare il Regno dei cieli?”
2. E raccontò loro questa parabola: "Il Regno dei cieli è come un piccolo seme che un uomo prese e seminò nel
proprio campo. Ma, una volta cresciuto, esso è un grande albero che stende i propri rami. E le sue propaggini si
piegano fino a terra, gettano radice e crescono, fino a che il campo è ricoperto dall'albero. E gli uccelli dell'aria
vengono e si annidano nei suoi rami e le creature della terra possono ripararsi nella sua ombra.”
3. E diede loro un'altra parabola, dicendo: "Il Regno dei cieli è simile ad un grande tesoro nascosto in un campo.
Un uomo lo trova e lo nasconde, poi va, pieno di gioia, vende tutto ciò che possiede e compra quel campo, perché
sa come sarà grande la sua ricchezza.
4. Il Regno dei cieli è anche simile ad una perla di grande valore, trovata da un mercante alla ricerca di perle
preziose. E trovatala, il mercante vende tutto quello che possiede e la compera, perché riconosce quanto essa sia
più preziosa di tutto ciò che ha venduto.”
5. E continuò: "Il Regno dei cieli è come il lievito che una donna ha preso e impastato con tre misure di farina.
Quando il tutto fu ben lievitato e cotto al forno, divenne un pane. Oppure è come un uomo che prende una brocca di
succo puro di uva e lo versa in due o quattro brocche d'acqua per mescolarlo con essa e farne così il frutto della
vite.
6. Il Regno dei cieli è come una città che venne costruita con cura sulla cima di un alto monte e fondata sulla
roccia, circondata da un forte muro con torri e porte che si trovano al Nord e al Sud, ad Est e ad Ovest. Una tale
città non cadrà e non potrà restare nascosta e le sue porte saranno aperte a tutti e tutti coloro che hanno le chiavi,
vi entreranno.” (Cap. 39, 1-6)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico


ed approfondisco la parola
Chi ama Dio non accumula per sé, ma divide fraternamente con il suo prossimo che ha la sua stessa meta: operare
per la vita che proviene da Dio.
Chi sacrifica tutto, per ottenere il Regno di Dio, ha trovato il tesoro: il Regno di Dio in se stesso, che si irradia dal
suo interiore quale amore altruistico, virtù e bontà e si dona a chi ne è affamato ed assetato. Chi possiede il Regno
dei cieli riceve tutto ciò di cui ha bisogno. Chi non si preoccupa del domani, ma pianifica con Dio, è in Dio e Dio
opera attraverso di lui per il bene di tutti coloro che aspirano sinceramente e di cuore al Regno di Dio.
Riconoscete: fino a che sarete attaccati a questo mondo anche con una sola fibra del vostro cuore, non troverete il
tesoro interiore, perché i vostri pensieri vanno nel mondo, verso questa piccola scintilla. E' come una pagliuzza alla
quale vi aggrappate. Solo chi si volge verso l'interiore con tutte le proprie sensazioni, i propri pensieri, parole ed
azioni, troverà il tesoro che rende l'uomo beato.
Solo in questo modo giungete alla chiave che apre le porte della vita.
Chi ha raggiunto la forza interiore apre la porta del cielo e si trova, inondato dalla luce, nell'eterna patria che gli è
già manifesta come uomo.
E' stato spiegato e viene continuamente detto agli uomini, con molte parabole, che solo chi si decide unicamente per
Dio potrà raggiungere il Regno dei cieli. Tutto il resto, come per esempio l'essere a favore e poi contro - prima per
Dio e poi di nuovo per il mondo - è una contraddizione, e non è la via verso il Regno di Dio insito in ogni anima.
Tutte le anime e tutti gli uomini che si sono allontanati da Dio, a seguito della loro instabilità - una volta per lo
Spirito, poi di nuovo per il mondo - hanno il compito di risvegliare e dischiudere nuovamente in sé il Regno di Dio.
L'anima rientrerà nuovamente in cielo attraverso di Me, il Cristo, poiché Io Sono la Via, la Verità e la Vita.
E' l'uomo stesso che determina quante vie traverse dovrà percorrere e quante sofferenze dovrà sopportare a causa
della sua vita contraria alla Legge e piena di discrepanza, dato che ognuno ha il libero arbitrio per decidere
liberamente quando vorrà percorrere la via diretta che conduce alla liberazione ed alla libertà.

7. Ed Egli espose loro un'altra parabola, dicendo: "Il Regno dei cieli è come un buon seme che un uomo semina nel
suo campo. Ma durante la notte, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò zizzania tra il grano e se ne
andò. Quando le spighe crebbero e cominciarono a portare frutto, divenne visibile anche la zizzania.
8. Allora i servi andarono dal padrone e gli dissero: "Signore, non avevi seminato un buon seme nel tuo campo? Da
dove viene allora la zizzania?” Ed egli disse loro: "Un nemico ha fatto questo.”
9. E i servi gli dissero: "Vuoi dunque che andiamo ad estirparla?” "No” - rispose - "perché non succeda che,
cogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il buon grano.
10. Lasciate che l'una e l'altro crescano insieme fino alla mietitura e, al momento del raccolto, dirò ai mietitori:
cogliete prima la zizzania e legatela in fastelli per bruciarla e rendere la terra fertile, mentre il grano riponetelo nei
miei granai.”
11. E disse ancora: "Il Regno dei cieli è come la semina. Ecco, un seminatore uscì a seminare. E mentre seminava,
una parte del seme cadde sul ciglio della strada. Vennero gli uccelli e la mangiarono.
12. Un'altra parte cadde su un suolo sassoso, dove non c'era molta terra e subito germogliò, perché il terreno non
era profondo. Quando spuntò il sole, la bruciò e, dato che non aveva radici, essa si seccò.
13. Un'altra parte cadde sulle spine e le spine crebbero e la soffocarono. E una gran parte cadde sulla terra buona,
ben preparata, e diede frutto, dove il cento, dove il sessanta, dove il trenta delle volte. Chi ha orecchi per intendere,
intenda!” (Cap. 39, 7-13)

40° CAPITOLO
Gesù spiega le parabole del Regno dei cieli
Parabola del Regno dei cieli;
la buona semina; riconoscere ed estirpare per tempo la zizzania - Giungere alla pienezza del Regno di Dio
attraverso la realizzazione (1-2). Il grande raccolto: separazione del grano dalla pula; pene dell'inferno (3-7). Il
seme sul ciglio
della strada: ascoltare solo la verità (9)
1. E i discepoli vennero e Gli dissero: "Perché parli alla folla in parabole?” Ed Egli rispose loro: "Perché a voi è
dato di conoscere i misteri del Regno dei cieli, ma non a loro.”
2. Infatti a chi ha, verrà dato, in modo che abbia ancor più in abbondanza; ma a chi non ha, verrà tolto anche
quello che sembra avere. (Cap. 40, 1-2)
Io, il Cristo, chiarisco, rettifico
ed approfondisco la parola
In veste di Gesù, Io, il Cristo, portai in questo mondo il buon seme dal Regno dei cieli nelle anime di tutti i figli di
Dio. Il buon seme germoglia solo in quei figli del Regno dei cieli che si impegnano giorno per giorno. La zizzania è
la semina del male che spunta nei figli di questo mondo che non vivono in unità con i figli che aspirano al Regno dei
cieli. Nella fine dei tempi, quando il mondo materialistico declinerà, ci sarà il grande raccolto. I mietitori saranno gli
angeli e tutti quegli uomini che si rivolgono verso l'interiore e che si sforzano di compiere la volontà di Dio.
Dovreste riflettere nel vostro interiore anche sulla seguente parabola: il Regno dei cieli è il buon seme che viene dato
agli uomini. Esso cade nel campo della vita, nell'anima, per prepararla al Regno dei cieli. Siate desti e custodite la
buona semina! Infatti le tenebre, il nemico del bene, cercano continuamente di seminare zizzania nel campo della
vita, nell'anima, in modo che il bene venga soffocato dalla zizzania. Ma non andate ad estirpare la zizzania, a meno
che non vi sia dato di riconoscere oggi quale zizzania dovreste estirpare. In tal caso toglierete anche solo la zizzania,
perché riuscirete a vederla chiaramente. La buona semina non verrà così toccata.
Riconoscete: ogni giorno ha le sue ore, minuti e secondi. Se sfruttate le giornate e siete vigili, apprenderete ogni
giorno da quale campo della vita dovreste togliere la zizzania e non sradicherete la buona semina.
Ogni giorno è dato all'uomo per riconoscere e sistemare uno o più tipi di erbaccia, ossia peccati. Chi utilizza la
giornata a tale scopo, non estirperà la buona semina, perché è in grado di riconoscere ed afferrare chiaramente nel
presente la zizzania che è matura per essere estirpata in quel momento.
E quando voi seminate, fate attenzione a seminare il buon seme, la Legge della vita, sulla buona terra. E così esso
porterà molteplici buoni frutti. Il buon seme, la Legge della vita, cade nell'anima del vostro prossimo, ossia su un
buon terreno, solo se voi stessi avete realizzato ed impregnato con la vostra Vita Interiore ciò che seminate, ossia
che trasmettete ad altri.
Spiego le seguenti parole: "Infatti, a chi ha verrà dato, in modo che abbia ancor più in abbondanza; ma a chi non ha,
verrà tolto anche quello che sembra avere.” A chi ha già realizzato parecchi aspetti della Legge della vita e continua
ad aspirare ad essa e dona altruisticamente, verrà dato ancor più, affinché possa vivere nella pienezza spirituale.
Chi possiede ed accumula solo beni materiali ed aspira solo ad essi, non possiede nulla davanti alla Legge della vita.
Ha poca forza spirituale e gli verrà tolto anche quello che crede di possedere, affinché impari ad aspirare al Regno di
Dio.
3. Per questo Io parlo loro in parabole, poiché non vedono, non sentono e non comprendono.
4. E così si adempie in loro la profezia di Isaia che dice: 'Udirete, ma non comprenderete, guarderete ma non
vedrete, dato che il cuore di questo popolo si è indurito e i loro orecchi sono sordi, e tengono chiusi i loro occhi,
fino a che giungerà il tempo in cui vedranno con i loro occhi e udiranno con i loro orecchi e comprenderanno con i
loro cuori e verranno convertiti ed Io li guarirò.'
5. Ma benedetti siano i vostri occhi, perché vedono e i vostri orecchi, perché odono e i vostri cuori, perché
comprendono. Poiché, in verità, vi dico che molti profeti e giusti hanno desiderato vedere ciò che voi vedete e non
lo hanno visto ed hanno desiderato ascoltare quello che voi ascoltate e non l'hanno udito.”
6. Poi Gesù congedò la folla e i Suoi discepoli Gli si accostarono e dissero: "Spiegaci la parabola del campo.” Ed
Egli rispose e disse loro: "Colui che semina il buon seme è il Figlio dell'uomo, il campo è il mondo, il buon seme
sono i figli del Regno dei cieli, la zizzania sono i figli del maligno. Il nemico che ha seminato la zizzania è il
diavolo. La raccolta rappresenta la fine del mondo e i mietitori sono gli angeli.
7. Come la zizzania viene raccolta e bruciata nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. Il Figlio dell'uomo invierà
i Suoi angeli ed essi raccoglieranno dal Suo Regno tutte le malefatte e tutti coloro che fanno del male e li
getteranno nella fornace ardente e coloro che non verranno purificati, verranno totalmente consumati. E i giusti
risplenderanno come il sole nel Regno dei cieli. (Cap. 40, 3-7)
Io, il Cristo, chiarisco, rettifico
ed approfondisco la parola
La parola di Dio destinata a tutti gli uomini dovrebbe essere afferrata a senso.
Chi è lontano da Dio e vede la verità nella lettera è abbagliato dalla verità, poiché guarda la verità senza però essere
in grado di afferrarla, dato che riconosce solo la lettera. Per tali uomini parlavo continuamente in parabole quand'ero
Gesù e parlo ancor oggi quale Cristo nelle rivelazioni dell'epoca odierna [1989]. Anche in quest'epoca molti uomini
ascoltano la Mia parola e non la comprendono, perché guardano unicamente alla lettera.
Molti riconoscono la verità, eppure non la vivono. Molti vedono che la Legge di Dio apporta appagamento, eppure
non vivono secondo la Legge della verità. Molti credono alla verità e continuano a vivere nell'illusione dell'ego
umano. Tuttavia è vicino il tempo in cui molti accetteranno e realizzeranno volentieri quanto ascoltano e
rifletteranno nel loro cuore su ciò che vedono.
E' vicino il tempo in cui su tutta la terra verrà raccolta la semina d'un tempo e la pula verrà separata dal grano. E
molte anime e molti uomini dovranno soffrire nella fornace ardente che si trova dentro di loro. La fornace ardente
simboleggia lo stato dell'anima gravata di colpe ed attaccata al mondo. Questa condizione è costituita dalle pene
d'inferno che l'anima deve sopportare se non si pente per tempo dei propri peccati e non ripara a ciò che ha causato
in veste terrena. E coloro che continuano a comportarsi contro la Legge dell'amore e della vita, in malafede,
dovranno un giorno rigenerare il loro corpo spirituale nelle sfere spirituali di evoluzione, dato che non saranno
riusciti a sviluppare completamente la struttura delle particole del loro corpo spirituale. Questa è la spiegazione delle
parole "verranno totalmente consumati”
I giusti risplenderanno come i soli nel Regno dei cieli. Tuttavia anche gli ingiusti non dovranno vivere in eterno
nelle loro pene d'inferno che loro stessi hanno provocato. Anch'essi riconosceranno un giorno di essere figli di Dio
ed afferreranno la mano di grazia del Padre, percorrendo la via verso Colui che ha contemplato e creato anche loro.
8. Ascoltate anche la parabola del seminatore. Il seme caduto sulla strada è come coloro che ascoltano la parola
del Regno dei cieli, ma non la comprendono. E viene poi il nemico cattivo e ruba ciò che era stato seminato nel loro
cuore. Questi sono coloro che hanno ricevuto il seme sul ciglio della strada. (Cap. 40, 8)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico


ed approfondisco la parola
Chi si limita ad ascoltare la parola di Dio e non la vive non potrà nemmeno comprenderla. Insegna poi le proprie
idee o i concetti di altri.
Molti uomini ricevettero le parole della verità, in tutti i tempi, ed anche nell'epoca attuale [1989].
Molti ascoltarono ed ascoltano le parole della verità. Si arricchirono e si arricchiscono con essa, insegnarono ed
insegnano. Predicarono e predicano la verità, ma non la vissero e non la vivono ed è per questo che si fanno anche
ricompensare. Chi vive in base alla verità ed insegna in base a ciò che ha realizzato, dal proprio cuore appagato,
riceve la ricompensa dal Regno della verità. Solo chi insegna la verità e non la vive si preoccupa di riempire le
proprie tasche. Questi sono coloro che stanno sul ciglio della strada, accolgono i semi della vita, li trasmettono e non
li realizzano.
Quando il seme cade nel cuore comincia a germogliare e a crescere e porta anche frutti altruistici.

9. E coloro che hanno ricevuto il seme sul terreno sassoso, sono quelli che ascoltano la parola e l'accolgono anche
subito con gioia, ma essa non mette radice nel loro interiore e non dura a lungo, poiché, non appena
sopraggiungeranno sofferenze e persecuzioni a causa della parola, si allontaneranno a poco a poco.
(Cap. 40, 9)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico


ed approfondisco la parola
Molti ascoltarono ed ascoltano le parole della verità, le accettarono e le accettano con gioia. Ma chi ascolta solo la
verità e non la vive è e rimane una canna al vento. Se deve poi rendersi garante di ciò che ha ascoltato ed accettato,
rinnega la verità e se ne allontana. E se viene perseguitato a causa del Vangelo, si reca sulla sponda apparentemente
sicura. Vuole salvarsi, ricusando la verità, andando nuovamente a cercare il mondo e gettandosi nei suoi flutti per
non essere più visto e attaccato. Quindi, chi si limita ad ascoltare la verità, l'accetta solamente, ma non l'accoglie in
sé.
Accoglierla in sé significa viverla. Chi vive la verità sarà una roccia nella tempesta, anche quando imperverseranno
le bufere, le sofferenze e le persecuzioni.
10. Ed anche coloro che ricevettero il seme tra le spine sono quelli che ascoltano la parola, ma le preoccupazioni di
questo mondo e l'inganno della ricchezza soffocano in loro la parola ed essi non portano frutto.
11. Ma coloro che hanno ricevuto il seme su un buon terreno sono quelli che ascoltano la parola e la comprendono,
che portano frutti e li fanno maturare, chi il trenta delle volte, chi il sessanta e chi il cento delle volte.
12. Io spiego tutto questo a voi che siete della cerchia interna, mentre a quelli esterni lo dico in parabole. Lasciate
che tutti coloro che hanno orecchi per intendere, intendano. (Cap. 40, 10-12)

41° CAPITOLO
Conversione dell'uccellaio - Guarigione di un cieco
Fare affari sfruttando gli animali; commercio di uomini -
Santificare il Sabbat - Condanna per coloro che sanno e per coloro che non sanno (1-9). Chi adempie la Legge di
Dio vede
nelle profondità dell'Essere (10-13)
1. E mentre andava a Gerico, Gesù incontrò un uomo con alcune giovani colombe ed una gabbia piena di uccelli
che aveva catturato. E vide come soffrivano, perché avevano perso la loro libertà ed avevano anche fame e sete.
2. E disse all'uomo: "Che cosa ne fai?” E l'uomo rispose: "Vivo degli uccelli che vendo e che ho catturato.”
3. E Gesù gli disse: "Che penseresti se un uomo più forte o più furbo di te ti catturasse e ti incatenasse, oppure se
gettasse in prigione anche tua moglie o i tuoi figli insieme a te, per venderti e trarne profitto e per guadagnarsi così
da vivere?
4. Non sono forse anch'essi creature simili a te, solo più deboli? E non è lo stesso Dio, Padre e Madre, che
provvede ad essi come a te? Lascia in libertà questi tuoi piccoli fratelli e sorelle e bada a non rifare più tali cose,
ma a guadagnarti onestamente il tuo pane.”
5. E l'uomo si meravigliò di queste parole e della Sua autorità e lasciò liberi gli uccelli che, usciti dalla gabbia,
volarono da Gesù e si posarono sulle Sue spalle e cantarono per Lui.
6. E l'uomo Gli chiese di spiegargli il Suo insegnamento e prese la sua strada ed imparò a intrecciare cesti. Si
guadagnò il pane con il suo lavoro, distrusse le sue gabbie e le sue trappole e divenne un discepolo di Gesù.
7. E Gesù vide un uomo lavorare il giorno del Sabbat e gli disse: "Uomo, se sai quello che fai, sii benedetto, perché
non infrangi la Legge nello Spirito. Ma se non lo sai, sarai dannato e sei un trasgressore della Legge.”
8. E Gesù disse nuovamente ai Suoi discepoli: "Che accadrà di quei servi che conoscono la volontà del loro Signore
e, ciononostante, non si preparano alla Sua venuta e tanto meno agiscono secondo la Sua volontà?
9. In verità vi dico, coloro che conoscono la volontà del loro maestro, ma non la osservano, dovranno essere battuti
con molti colpi. Ma coloro che non conoscono la volontà del loro maestro e che perciò non la osservano, dovranno
essere battuti con pochi colpi. A chi è stato dato molto, verrà richiesto anche molto. E a chi è stato dato poco, verrà
richiesto solo poco.” (Cap. 41, 1-9)

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ed approfondisco la parola
Chi fa affari sfruttando il prossimo e il secondo prossimo, gli animali, pecca contro la Legge della libertà. Se l'uomo
offre la propria donna ad un altro uomo e la donna il proprio uomo ad un'altra donna, perché non hanno più nulla in
comune, questo è pari ad un commercio di schiavi. Oppure, se i genitori fanno sposare i loro figli a proprio giudizio
o promettono in sposa la figlia ad un uomo che ha dato danaro e beni per averla, fanno commercio di uomini. Ciò
corrisponde alla tratta degli schiavi. E chi fa affari sfruttando il secondo prossimo, gli animali, non è migliore di chi
baratta i propri simili, per qualsiasi motivo lo faccia.
Le creature che vivono con noi, gli animali, sono più deboli, secondo il loro livello di coscienza spirituale, perché
non hanno ancora le potenze evolute che sono proprie di un'anima che possiede le qualità della figliolanza, come per
esempio l'anima dell'uomo. Per tale motivo, l'uomo dovrebbe offrire protezione agli animali e vivere con essi, che
sono creature come lui, e non scacciarli o sfruttarli commerciandoli.
Come l'uomo pensa, così è anche costituita la sua anima, che potrà così essere luminosa o scura. Allo stesso modo
egli si comporterà anche con i suoi simili e con gli animali e con tutta la natura.
Le parole "Uomo, se sai quello che fai, sii benedetto, perché non infrangi la Legge nello Spirito. Ma se non lo sai,
sarai dannato e sei un trasgressore della Legge” significano: chi presta aiuto o svolge lavori improrogabili per il suo
prossimo nel giorno del Sabbat e lo fa altruisticamente, per esempio aiutando nel giorno del Sabbat persone che si
trovano in grandi difficoltà o pene o che si sono ammalate o che devono sopportare dolori e sofferenze, non infrange
la Legge della vita.
Chi, invece, profana il giorno del Sabbat per trarne profitto trasgredisce la Legge che Dio ha dato agli uomini: al
termine di una settimana dovresti riposare un giorno e vivere ancor più consapevolmente in Dio, per raccogliere
forze per le giornate di lavoro.
La frase: "In verità, vi dico, coloro che conoscono la volontà del loro maestro, ma non la osservano, dovranno essere
battuti con molti colpi” ha il seguente significato: chi conosce le Leggi di Dio, siano anche solo i Dieci
Comandamenti, gli estratti della Legge di Dio, e non li osserva, ossia non compie la volontà di Dio, condanna se
stesso. Il suo tribunale frusterà il suo corpo, ossia lo batterà con ciò che ha seminato e che non ha espiato. Infatti, chi
agisce intenzionalmente contro la Legge di Dio pecca contro lo Spirito Santo e questo è il peccato più grave.
"Ma coloro che non conoscono la volontà del loro maestro, e che perciò non la osservano, dovranno essere battuti
con pochi colpi” significa: essi non sono ancora in grado di comprendere e realizzare le Leggi di Dio a causa delle
loro colpe, del peccato che indebolisce l'anima. Tuttavia anch'essi dovranno riconoscere i loro peccati, pentirsene e
porvi rimedio. E se non lo fanno nel tempo dato loro per riconoscersi, dovranno espiarli e ciò significa che anch'essi
verranno battuti. Tuttavia anch'essi un giorno si risveglieranno e potranno comprendere molte cose. Ed anche a loro
verrà richiesto molto, ossia di compiere ciò che hanno accettato: la Legge della vita.
Chi realizza le Leggi della vita diviene ricco interiormente. Chi non le realizza resta povero oppure si impoverirà. E
chiunque accetta la Legge della vita dovrà un giorno renderne conto davanti alla Legge, dato che gli aspetti della
Legge che accetta lo impegnano a realizzarli.
10. E c'era un uomo cieco dalla nascita. E contestava che esistesse qualcosa come il sole, la luna e le stelle, oppure
che ci fossero colori. E cercavano invano di convincerlo che altri vedevano queste cose. E lo portarono da Gesù ed
Egli unse i suoi occhi e gli diede la vista.
11. Ed egli gioiva, con meraviglia e timore, e testimoniava di essere stato prima cieco: "Ed ora”, disse, "vedo tutto,
so tutto, distinguo tutte le cose, sono un dio.”
12. E Gesù gli disse: "Come fai a sapere tutto? Non puoi vedere attraverso le pareti della tua casa, né leggere i
pensieri dei tuoi simili o comprendere il linguaggio degli uccelli o degli animali selvaggi. Non puoi nemmeno
richiamare nella tua memoria gli avvenimenti della tua vita precedente, il tuo concepimento o la tua nascita.
13. Rifletti con umiltà su quante cose ti restano sconosciute, anzi invisibili. E se farai così, vedrai in modo più
chiaro.” (Cap. 41, 10-13)
Io, il Cristo, chiarisco, rettifico
ed approfondisco la parola
Riconoscete la vostra vita in ciò che sta scritto!
Anche se molti di voi vedono il sole, la luna, le stelle ed i colori, i vostri occhi sono chiusi. Infatti, fino a che l'uomo
non compie la volontà di Dio, non vedrà nemmeno la Sua magnificenza. Egli vede solo la superficie della vita e non
guarda nelle profondità dell'Essere. Solo chi compie la Legge di Dio diviene più chiaro e guarda nelle profondità
della vita, vede i pensieri degli uomini e comprende il linguaggio degli animali. Egli comprende anche le piante che
emanano le loro sensazioni e la loro forza e che si comunicano a lui in tal modo. Egli conosce le vie che vanno
nell'infinito e sa come agiscono gli astri e quali di questi servono da stazioni per giungere nell'infinito.
Chi compie la Legge di Dio vedrà in modo più chiaro e chi è divenuto la Legge di Dio si sente a casa nell'infinito.

42° CAPITOLO
Insegnamento di Gesù in merito al matrimonio -
Guarigione dei dieci lebbrosi
Essere collegati tra coniugi
anche in caso di separazione esteriore - Polarità e dualità -
Valori interiori (1-5). Celibato (6-8). Guarigione duratura
solo attraverso la realizzazione delle Leggi eterne (13)
1. Dopo questi discorsi, Gesù lasciò la Galilea e giunse sulle sponde del Giordano, in Giudea. E una grande folla
Lo segui e lì guarì molti.
2. Anche i farisei vennero per metterLo alla prova e Gli dissero: "E' lecito, secondo la Legge, che un uomo ripudi la
propria moglie per qualsiasi motivo?”
3. Ed Egli rispose loro: "Presso certi popoli un uomo ha molte mogli e ripudia quella che vuole per un motivo
giustificato. E presso certi popoli, la donna ha molti mariti e ripudia quello che vuole per un motivo giustificato. E
presso altri popoli l'uomo è unito ad una sola donna in amore reciproco e questa è la via migliore e suprema.
4. Non avete infatti letto che, fin da principio, Dio creò l'essere umano in modo che fosse un uomo ed una donna e
disse: per questo un uomo o una donna lascerà il padre e la madre e si unirà a sua moglie o a suo marito e i due
saranno una carne sola?
5. Così ora non sono più due, ma un'unica carne. L'uomo non separi dunque ciò che Dio ha congiunto.”
(Cap. 42, 1-5)
Io, il Cristo, chiarisco, rettifico
ed approfondisco la parola
In verità, vi dico: anche se sembra esserci un motivo giustificato per ripudiare il prossimo, nessuno ha il diritto di
escluderlo dalla propria vita. Infatti, chi è senza peccato scagli la prima pietra.
Chi esclude il suo prossimo dalla propria vita chiude il suo cuore all'amore di Dio.
Per tale motivo, l'uomo non dovrebbe ripudiare il suo prossimo nemmeno se sembra che ci siano motivi validi per
farlo; egli dovrebbe perdonarlo e chiedergli perdono. Infatti, in un dissidio la colpa non è mai da una parte sola, ma
sono perlomeno due persone ad esserne coinvolte.
Se due persone si separano, per qualsiasi motivo, esse dovrebbero separarsi solo esteriormente, ma non staccarsi in
modo definitivo.
Chi si unisce interiormente al suo prossimo, sistemando tutto ciò che ha provocato la lite, rimane collegato con lui
anche se i due si separano esteriormente.
Il matrimonio con più donne o uomini, in cui un uomo ha parecchie mogli oppure una donna parecchi mariti, è
contro la Legge dell'amore divino.
Nell'Essere puro, Dio creò la polarità e la dualità: nei cieli due esseri divini si uniscono in Dio e si amano l'un l'altro
in Dio. Questo collegamento in Dio è un atto creatore di Dio che scaturisce dal principio della polarità e della
dualità. I due esseri divini sono uniti in eterno in Dio, quali figli di Dio e quindi anche quali fratello e sorella.
Come in cielo, così dovrà essere anche sulla terra.
Se due persone si promettono fedeltà nel matrimonio davanti a Dio, oppure se varie persone convivono in una
comunità di fratelli e sorelle - in questo caso si tratta di persone che coltivano tra loro la purezza assoluta per
assolvere insieme dei compiti oppure per adempiere la Legge - dovrebbero anche restar fedeli l'uno all'altro. Infatti,
chi fa promessa di fedeltà davanti a Dio conclude anche il patto di fedeltà con Lui. Chi mantiene il patto di fedeltà
vedrà il suo prossimo come il tempio di Dio e anche lo rispetterà.
Rispettarsi reciprocamente significa anche apprezzare i valori interiori della persona. Chi impara ad amare i valori
interiori nel prossimo mantiene anche il collegamento interiore con lui, e chi mantiene questo collegamento interiore
è collegato anche con Dio.
Un tale matrimonio o anche una tale comunità di fratelli e sorelle è di durata in quest'esistenza terrena e passerà
nell'eternità, perché Dio è la Legge dell'unità e della comunità.
Gli uomini che sono disposti a vivere nello Spirito del Signore imposteranno insieme la propria vita, si sosterranno a
vicenda e si vorranno bene con fiducia e con amore altruistico. Un tale matrimonio o comunità di fratelli e sorelle
non crea legami, ma vive l'unione reciproca e il collegamento con Dio.
L'uomo e la donna nel matrimonio sono un unico spirito ed un'unica carne, eppure sono due anime. Dopo la morte
fisica vivranno come fratello e sorella e, nel corso del processo di purificazione evolutivo, ritorneranno di nuovo
ciascuno dal proprio duale spirituale.
I duali celesti sono due esseri provenienti da Dio, uniti perennemente in Dio. Il principio maschile dona, quello
femminile accoglie. Essi sono uniti in Dio quale coppia celeste d'eternità in eternità.
Ogni essere ed ogni uomo possiede il libero arbitrio per decidersi liberamente per le Leggi di Dio o contro di esse.
La Legge della vita prevede che i coniugi nei matrimoni di questo mondo non si separino. Tuttavia, dato che ogni
essere ed ogni anima, e quindi anche ogni uomo, hanno il libero arbitrio, possono decidere di separarsi secondo la
Legge del libero arbitrio. In tal caso tengono generalmente conto dei valori esteriori, si orientano su cose esteriori e
valutano con criteri umani. Una tale separazione porta gli uomini nella legge di semina e raccolta. Le conseguenze
di una tale decisione umana ricadranno su ambedue, ma la colpa più grave ricadrà su colui che si è separato dal suo
prossimo per motivi umani.
Chi si separa dal proprio coniuge per andare a convivere nuovamente in modo umano con un altro, commette
adulterio. Anche i cosiddetti rapporti di coppia sono sottoposti alla stessa Legge. Perciò fate attenzione al vostro
modo di pensare e alle vostre azioni e, prima di contrarre un matrimonio o un rapporto di coppia, esaminate quali
motivi vi inducono a farlo. E' il corpo che lo esige? Sono i beni materiali che vi congiungono? Oppure è l'amore
altruistico che, come germe della Vita Interiore, è attivo nei valori interiori dei due partner che sono entrambi protesi
verso ideali e mete superiori?
Riconoscete: nei livelli superiori di evoluzione verso la vita divina vigono Leggi più elevate che includono anche i
matrimoni e le famiglie che sono protese verso ideali e valori superiori. Esse si orientano sui valori interiori e sui
passi evolutivi del singolo sulla via verso di Me.

6. Ed essi risposero: "Perché allora Mosè ha comandato di dare l'atto di ripudio?” Ed Egli disse loro: "A causa
della durezza dei vostri cuori Mosè tollerò che vi separaste dalle vostre mogli e vi permise anche di mangiare carne
in molti casi; ma non era così dal principio.
7. Ed Io vi dico: chi ripudia sua moglie, anche per un motivo giustificato, e ne sposa un'altra, commette adulterio.”
I Suoi discepoli Gli dissero: "Se questa è la condizione dell'uomo rispetto alla donna, non è bene sposarsi.”
8. Ma Egli disse loro: "Non tutti comprendono le parole, ma solo coloro ai quali è stato concesso. Vi sono infatti
celibi che sono nati così dal ventre della madre e ve ne sono alcuni che sono stati fatti celibi dagli uomini e vi sono
altri che si sono fatti celibi per il Regno dei cieli. Chi è in grado di comprendere, comprenda!” (Cap. 42, 6-8)
Io, il Cristo, chiarisco, rettifico
ed approfondisco la parola
Se una persona non ha una relazione di coppia, per qualsiasi motivo, ciò dipende o dalla via evolutiva che essa
stessa si è scelta oppure dalla legge di semina e raccolta. Il celibato può, per esempio, essere dovuto al fatto che
nelle vite precedenti questa persona ha causato determinate cose che si ripercuotono in quest'esistenza terrena e che
essa deve ora sopportare, affinché la sua anima maturi.
Se una persona scioglie il proprio matrimonio o non lo contrae, per guadagnarsi così il Regno dei cieli, è vittima di
un inganno: essa è legata a concetti, opinioni e regole errate. Anche chi resta celibe per proprio vantaggio pecca
contro la Legge dell'unità.
In verità, vi dico: l'unione di due esseri è stata istituita da Dio. L'unione di due esseri spirituali viene chiamata in
cielo dualità. Sulla terra l'unione di un uomo e di una donna viene chiamata matrimonio o rapporto di coppia.
L'unione di due esseri spirituali o di due persone è allo stesso tempo un patto con Dio e significa: adempiere insieme
le Leggi di Dio, dell'amore divino e della purezza. Chi disprezza questa Legge, trasgredendo l'unità in Dio, per
esempio con l'infedeltà o con la possessività, si oppone alla Legge dell'amore altruistico.
Chi crede di andare in cielo con il celibato si preclude il cielo. Egli considera il matrimonio come una profanazione,
perché vede in esso solo ciò che è umano, il peccato. Chi non riconosce la Legge divina nel matrimonio guarda le
proprie debolezze e i propri peccati e degrada in tal modo ciò che Dio ha istituito: l'unione di due persone che
dovrebbe essere pari a un patto in Dio e con Dio.
Riconoscete: nessuno potrà raggiungere il Regno dei cieli se non lavora su di sé per trasformare con Me, il Cristo, i
lati umani in aspetti divino-spirituali. Ciò vale sia per coloro che sono sposati che per i celibi.

9. Gli si accostarono poi dei bambini, affinché imponesse loro le mani e li benedicesse. Ma i discepoli li respinsero.
10. Gesù però disse: "Lasciate che i bambini vengano a Me e non impediteglielo, perché di essi è il Regno dei
cieli.” Ed Egli impose loro le Sue mani e li benedì.
11. Giunto in una città, incontrò dieci lebbrosi che stavano ai margini della strada. Ed alzarono la loro voce
dicendo: "Gesù, Maestro, abbi pietà di noi!”
12. E vedendoli, Egli disse loro: "Andate e mostratevi ai sacerdoti.” Ed avvenne che, mentre se ne andavano,
furono purificati. Ed uno di loro, vedendo di essere guarito, tornò indietro e lodò Dio a gran voce e si prostrò col
volto a terra davanti a Gesù, ringraziandoLo. Ed era un Samaritano.
13. E Gesù disse: "Non erano dieci ad essere purificati? Dove sono gli altri nove? Costoro non sono tornati indietro
e non hanno lodato Dio come questo straniero.” E gli disse: "Alzati e vai per la tua strada. La tua fede ti ha
risanato.” (Cap. 42, 9-13)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico


ed approfondisco la parola
Che accadde di coloro che furono guariti e che non ringraziarono Dio?
Dall'amore e dalla grazia di Dio, l'Onnipotente, che operava attraverso di Me, Gesù, essi ottennero guarigione e, con
la guarigione, la possibilità di riconoscere il loro vero essere per ringraziare Dio, l'Eterno, realizzando le eterne
Leggi.
Solo uno trovò Dio dentro di sé e restò sano. Gli altri si rivolsero nuovamente verso il mondo, attirarono di nuovo le
loro malattie d'un tempo e si ammalarono nuovamente.

43° CAPITOLO
I ricchi e il Regno dei cieli -
I comandamenti della purificazione

Beni materiali e seguire il Cristo (1-4).


Tutto è possibile a colui che aspira agli aspetti spirituali-divini che sono il suo vero essere (6). Dio o mammona -
Aspirare alle cose materiali e relative conseguenze (7). Chi rinuncia al materialismo riceverà copiosamente
nell'eterno Essere (8-9). Pulizia esteriore e purezza interiore - Essere
fedeli alla lettera è indice di infedeltà a Dio (10-16)

1. Ed ecco che un tale si avvicinò a Lui e disse: "Buon Maestro, che cosa devo fare di buono per ottenere la vita
eterna?” Egli rispose: "Perché Mi chiami buono? Nessuno è buono all'infuori di Dio. Se vuoi entrare nella vita,
osserva i comandamenti.” E Gli chiese: "Quali?”
2. Gesù rispose: "Che cosa insegna Mosè? Non uccidere; non commettere adulterio; non rubare; non testimoniare
il falso; onora il padre e la madre; ama il prossimo tuo come te stesso.” Il giovane Gli disse: "Ho sempre osservato
tutte queste cose fin da ragazzo. Che cosa mi manca ancora?”
3. Gesù gli disse: "Se vuoi essere perfetto va', vendi quello che hai di superfluo e dallo a coloro che non hanno nulla
e avrai un tesoro in cielo. Poi vieni e seguiMi.”
4. Udite queste parole, il giovane se ne andò rattristato; infatti aveva molti beni, molto più di quello che gli
occorresse. (Cap. 43, 1-4)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico


ed approfondisco la parola
Chi aspira ai beni terreni e considera il denaro che possiede come sua proprietà e li moltiplica unicamente per il
proprio bene materiale, ha già ricevuto la sua ricompensa dal mondo e non può quindi ricevere più alcuna
ricompensa in cielo. Non può nemmeno seguire Me, il Cristo.
Gli uomini che vivono divisi tra il pro e il contro, trattenendo da un lato i loro beni ed il loro denaro quale loro
proprietà, ed aspirando d'altro lato a seguire Me, il Cristo, sono lacerati in due. Da un lato i loro cuori sono presso i
loro beni materiali, dall'altro i loro sensi sono presso il Vangelo dell'amore. Le due cose sono incompatibili. Questo
modo di comportarsi causa solo difficoltà all'uomo e colpe all'anima. Infatti nessuno può servire due padroni, lo
Spirito di Dio e mammona. Ogni uomo ed ogni anima dovrà prima o poi decidersi: o servire Dio o mammona.

5. Gesù allora disse ai Suoi discepoli: "In verità, vi dico, difficilmente un ricco entrerà nel Regno dei cieli. E inoltre
vi dico: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel Regno dei cieli.” (Cap. 43,
5)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico


ed approfondisco la parola
Questo paragone con la cruna di un ago ha assunto, nel frattempo, un significato simbolico. Si riferisce ad una
particolarità che esisteva in Israele quando Io, il Cristo, ero incarnato in Gesù: a quel tempo a Gerusalemme esisteva
una porta stretta, simile alla cruna di un ago, attraverso la quale riusciva a malapena a passare un uomo.

6. A queste parole, i Suoi discepoli si meravigliarono molto e chiesero: "Chi potrà dunque divenire beato?” Gesù li
guardò e disse loro: "Ai sensi fisici è impossibile, ma a quelli spirituali tutto è possibile. (Cap. 43, 6)
Io, il Cristo, chiarisco, rettifico
ed approfondisco la parola
Nella frase: "Ai sensi fisici è impossibile, ma a quelli spirituali tutto è possibile” sono intesi i sensi umani e quelli
spirituali. I sensi umani aspirano al benessere terreno, mentre quelli spirituali sono le sottili forze dell'anima che
sono in collegamento con l'Eterno.
Chi affina i propri sensi umani e si rivolge a Dio nel proprio interiore raggiunge il retto senso per la vera vita, dato
che aspira agli aspetti spirituali-divini che sono il suo vero essere. Tutto è possibile all'uomo spirituale che compie
unicamente la volontà di Dio, dato che riceve dal Regno interiore. Chi vive nel Regno interiore avrà anche tutto ciò
di cui ha bisogno esteriormente ed anche di più.
L'uomo è un figlio di Dio e, grazie al suo vero essere, possiede in sé la ricchezza di Dio. Se un uomo la dischiude,
pentendosi dei peccati che ha riconosciuto, perdonando e chiedendo perdono, sistemando le cose ed opponendosi
sempre più al peccato, la pienezza proveniente da Dio si irradierà e si esternerà attraverso di lui ed apporterà ciò che
è bene per l'anima e per l'uomo.

7. Ed Io vi dico, non divenite amici della mammona dell'ingiustizia, affinché non si impossessi di voi nelle sue
dimore terrene quando morirete. Meglio è che diveniate amici della vera ricchezza, che è la sapienza di Dio, per
essere accolti nelle dimore che durano in eterno. (Cap. 43, 7)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico


ed approfondisco la parola
La frase: "Ed Io vi dico, non divenite amici della mammona dell'ingiustizia, affinché non si impossessi di voi nelle
sue dimore terrene quando morirete” significa: chi diviene amico della mammona si lega allo stesso tempo alla
mammona e quindi a questo mondo. La mammona è, infatti, questo mondo terreno con le sue ricchezze.
Chi aspira alla mammona diverrà poco alla volta ingiusto nei confronti dei propri simili e di ciò che lo circonda,
ossia delle forze e delle forme di vita della terra. Egli non apprezza più la vita del suo prossimo e della terra; pensa
unicamente al proprio ego che cerca di affermarsi sempre più con ricchezza e prestigio.
Là dove vanno i sensi dell'uomo, lì si trova anche il suo cuore, lì è il suo tesoro: quando l'anima di un uomo
egocentrico abbandona la propria dimora, il corpo umano - ossia quando l'involucro, l'uomo, muore - essa verrà
accolta da coloro che hanno servito l'uomo nella sua esistenza terrena, che possono essere stati uomini o anime. Nel
regno delle anime, l'anima di quest'uomo si incontrerà con quelle anime che le hanno preparato la via del successo
nella sua esistenza terrena, oppure si incarnerà di nuovo insieme alle anime di queste persone; in questo modo essi si
ritroveranno in nuovi corpi umani ed abiteranno insieme in dimore terrene.
"Meglio è che diveniate amici della vera ricchezza, che è la sapienza di Dio, affinché possiate essere accolti nelle
dimore che durano in eterno” significa: consacrate la vostra vita ed il vostro pensiero all'Eterno ed esercitatevi
soprattutto nel raggiungere il Regno di Dio. Diverrete così saggi e vivrete consapevolmente nel Regno interiore già
in veste terrena. Dopo la morte fisica andrete nelle dimore eterne che sono la vostra vera patria. Il cammino sulla
terra, che si ripete continuamente in nuove vesti, in nuovi corpi terreni, e il cammino attraverso i regni delle anime,
avranno termine quando l'anima avrà trovato la propria patria interiore.

8. Allora Pietro Gli disse: "Ecco, abbiamo lasciato tutto e Ti abbiamo seguito.” E Gesù disse loro: "In verità, vi
dico, che nella rinascita, quando il Figlio dell'uomo siederà sul trono della Sua gloria, anche voi che Mi avete
seguito siederete su dodici troni per giudicare le dodici stirpi di Israele. Ma non è Mio compito dare le cose di
questo mondo.
9. Chiunque lascia beni, case o amici per il Regno dei cieli e la Sua giustizia, riceverà cento volte tanto nella
prossima vita ed avrà in eredità la vita eterna. Ma molti dei primi saranno gli ultimi e gli ultimi saranno i primi.”
(Cap. 43, 8-9)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico


ed approfondisco la parola
Io, il Cristo, vi dico: chi abbandona tutto e conduce una vita retta, rendendo divine le proprie sensazioni, pensieri,
parole ed azioni, è rinato interiormente, poiché ha raggiunto la rinascita nello Spirito. Dopo la morte terrena, la sua
anima non andrà più ad incarnarsi.
Quando Io ritornerò nello Spirito, i giusti Mi vedranno sul trono dell'eterna gloria, poiché Io vengo con potenza e
gloria e tutti coloro che vivono nel Regno interiore saranno con Me.
I dodici troni sono, tra l'altro, simboli per le dodici tribù d'Israele che hanno disdegnato l'alto compito di essere il
popolo di Dio. Dio non giudica. E allo stesso modo, è comandato a tutti gli uomini ed a tutti gli esseri di non
giudicare. Chi crea cause è il giudice di se stesso; è il proprio tribunale.
"Non è Mio compito dare le cose di questo mondo.” Io Sono la luce del mondo e porto la luce in questo mondo e
non ciò che rende povero il mondo: la mammona.
Chi rinuncia al materialismo, alla mammona, quindi chi abbandona beni, case o amici per il Regno dei cieli e per la
Sua giustizia, riceverà in modo molteplice nella prossima vita, nell'eterno Essere, dove sarà anche consapevolmente
a casa. Perciò aspirate prima al Regno di Dio che è la Vita Interiore.
10. E vennero a Lui gli scribi e i farisei che avevano visto uno dei Suoi discepoli mangiare senza essersi lavato le
mani.
11. E si scandalizzarono per questo; infatti, i Giudei non mangiano senza essersi prima lavati le mani ed osservano
una quantità di altri usi nel lavare calici, recipienti e tavoli.
12. E dissero: "Perché non tutti i Tuoi discepoli osservano le tradizioni degli antichi? Li abbiamo visti mangiare
senza essersi lavati le mani.”
13. E Gesù disse: "Certo, Mosè vi ha comandato di lavarvi e di mantenere puri il vostro corpo ed i vostri recipienti,
ma voi avete aggiunto cose che spesso non possono essere osservate sempre e ovunque da tutti.
14. AscoltateMi quindi: non solo le cose impure che entrano nel corpo contaminano gli uomini, ma molto di più i
pensieri cattivi ed impuri che scaturiscono dai loro cuori e che inquinano l'uomo interiore ed anche gli altri. Perciò
badate ai vostri pensieri e purificate i vostri cuori e che il vostro cibo sia puro.
15. Dovreste fare questo senza trascurare le altre Leggi. Non si può fare alcun rimprovero a chi infrange le Leggi
della purezza perché non può fare altrimenti, dato che non lo fa per caparbietà, né per disprezzo della Legge che è
buona e giusta. Infatti, la pulizia in tutte le cose è un grande merito.
16. Perciò non assumete i cattivi usi del mondo, neanche per mettervi in mostra, poiché molti vengono condotti al
male dall'apparenza esteriore e dal travestimento del cattivo.” (Cap. 43, 10-16)
Io, il Cristo, chiarisco, rettifico
ed approfondisco la parola
In questo mondo è necessario lavare le mani e pulire i calici, i recipienti ed i tavoli, dato che la terra è materia fatta
di pietre, terriccio e polvere. Queste ed altre sostanze vitali sono necessarie, affinché il corpo umano sia in grado di
vivere.
Come il vento e la pioggia purificano continuamente l'atmosfera e la terra, anche il corpo terreno ha bisogno di
pulizia; ed anche i calici, i recipienti, i tavoli e tutti gli altri oggetti. Tutte queste cose esteriori debbono essere
curate, dato che la pulizia esteriore è anche una espressione dell'interiore.
Tuttavia, la sola pulizia esteriore non purifica l'anima. Se l'uomo è contaminato dal peccato nel suo interiore, dà
spesso grande importanza alle leggi della pulizia esteriore per nascondere l'impurità dei suoi pensieri, delle sue
parole ed azioni. Chi, invece, è puro nell'interiore, curerà la purezza e la pulizia anche nell'esteriore.
Le circostanze esteriori non permettono sempre di lavarsi le mani prima di mangiare, ma questo non ha nulla a che
vedere con l'impurità dell'anima. Chi critica continuamente queste cose esteriori, in particolare quando non c'è la
possibilità di lavarsi, guarda solo l'esteriore, perché in lui i valori interiori sono ancora sepolti sotto il peccato.
Mosè ha comandato agli uomini di mantenere puro sia l'interiore che l'esteriore. Ma chi si fissa solo sull'esteriore,
sul mondo con i suoi usi, crea solo leggi esteriori, dimenticando ciò che è inteso in realtà. Chi non è in grado di
afferrare quanto detto da uomini e donne retti, non lo sa nemmeno interpretare e rapporta tutto a questo mondo e alle
sue strutture, ai suoi usi e costumi.
Guardatevi dal considerare come verità la sola parola e la sua espressione letterale! Riconoscete: nella parola si trova
infatti la verità, tuttavia essa è solo un simbolo e non è la verità stessa.
Chi guarda solo alla parola ed alla lettera, ritenendola verità e trasmettendola come tale, interpreterà la parola di Dio
a proprio giudizio, aggiungendovi così anche quello che crede essere verità secondo il suo stato di coscienza.
Ripeto: chi guarda solo alla parola non vi troverà la verità.
La fedeltà alla lettera è indice di infedeltà verso Dio. L'uomo che non realizza le Leggi di Dio si aggrappa per tale
motivo alla lettera. Questo modo di pensare, fedele alla lettera, ha condotto il mondo nel caos. Ciò avvenne in tutti i
tempi e in tutti i luoghi ed accade anche nell'epoca attuale [1989].
Badate: non è ciò che è impuro, per esempio ciò che ancora si trova sulle mani, sui recipienti o nel cibo ed entra
nella bocca che contamina l'uomo e l'anima, ma sono le sensazioni, i pensieri, le parole e le azioni cattive, negative e
contrarie alla Legge che contaminano l'anima e l'uomo. Essi penetrano infatti nell'anima dell'uomo, da cui poi
fuoriescono. Colpiscono il corpo e l'uomo deve poi scontare ciò che ha seminato. Perciò fate attenzione alle vostre
sensazioni, pensieri, parole ed azioni ed assumete solo il cibo che Dio vi ha donato. L'Eterno ve lo porge dalla
natura. A questo dovreste attenervi.
Riconoscete: la purezza interiore è determinante, ma non tralasciate neanche le altre Leggi: l'amore altruistico, la
misericordia e la bontà, il libero arbitrio e l'unità con la vita.
Chi non osserva le leggi della pulizia esteriore quando non gli è possibile, non incolpa la sua anima, perché non lo fa
per sua volontà. La volontà propria disprezza le eterne Leggi.
La Legge di Dio comanda di aspirare alla purezza in ogni cosa: l'uomo non dovrebbe trascurare né il proprio corpo,
né la propria anima e tanto meno il proprio ambiente; infatti in tutto è insita la vita proveniente da Dio che dovrà
essere rispettata in ogni cosa.
Non fissatevi sugli usi del mondo, neanche per mettervi in mostra. Mantenete in ogni cosa la giustizia di Dio e sarete
aperti e sinceri e retti nel vostro operato esteriore.
Le tenebre indossano molte vesti per "apparire”. Solo chi aspira all'Essere, alla sapienza e alla giustizia di Dio,
riconosce con certezza l'apparenza e non cade vittima dell'inganno, dell'apparenza.

44° CAPITOLO
La professione di fede dei Dodici -
I pilastri fondamentali della Comunità

Dio non ha segreti:


il peccato offusca la verità (2-3). Fondare vere Comunità originarie sulla roccia che è il Cristo (4). Falsificazione
della verità da parte della chiesa - La giustizia di Dio dà per lungo tempo la possibilità di cambiare ad ogni
peccatore (7-8). La Legge di Dio viene in questo mondo; la verità diviene visibile (10-12). L'umanità giungerà
all'unità con Me,
il Cristo (13-15)

1. Gesù stava nuovamente seduto vicino al lago, in mezzo a dodici palme, dove si riposava spesso. E i Dodici ed i
loro accompagnatori vennero da Lui, si sedettero all'ombra degli alberi e il Santo insegnava in mezzo a loro.
2. E Gesù disse loro: "Avete udito quello che gli uomini dicono di Me, ma voi chi dite che Io sia?” Si alzò Pietro
con Andrea, suo fratello, e disse: "Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente, che è sceso dal cielo e che dimora nei
cuori di coloro che credono e Gli ubbidiscono per via della giustizia.” E gli altri si alzarono e dissero, ognuno a
modo suo: "Queste parole sono vere, anche noi crediamo che sia così.”
3. E Gesù rispose e disse loro: "Beati voi, Miei Dodici, che credete, poiché né la carne, né il sangue ve l'hanno
svelato, ma lo Spirito di Dio che dimora in voi. In verità, Io Sono la Via, la Verità e la Vita. E la Verità conosce
ogni cosa. (Cap. 44, 1-3)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico


ed approfondisco la parola
Chi proviene dalla verità esprime le parole della verità, perché è in grado di vedere nel profondo della verità. Dio
rivela anche tutti i segreti apparenti a colui che ha il cuore presso di Lui; infatti nulla è segreto per colui che vive in
Dio. Egli conosce le Leggi di Dio, perché egli stesso è divenuto la Legge. Chi vive in Me, il Cristo, sa anche che Io
venni dai cieli, in veste di Gesù, per annunciare agli uomini il Vangelo dell'amore che è la Via, la Verità e la Vita.
"E la verità conosce ogni cosa” significa: l'anima e l'uomo che vivono nella verità, nella Legge di Dio, conoscono
anche la verità e sanno anche tutte le cose della verità. Tali uomini sono i retti messaggeri della verità.
Riconoscete: molti uomini parlano dei "segreti” di Dio, perché guardano il peccato che offusca la verità. Dio non ha
segreti, né in cielo, né in terra. Dio ha dato in eredità a tutti i Suoi figli l'eterna verità, la Legge divina. In tal modo, il
figlio di Dio divenne l'immagine del Padre. E' solo l'uomo che vive nell'ombra del peccato che dice che Dio ha
segreti. Egli guarda solo l'ombra, il peccato, e non conosce la verità che gli è celata dietro ai veli del suo peccato.
Chi rimette a Me, il Cristo, giorno per giorno, i suoi peccati, pentendosene, perdonando e chiedendo perdono e non
rifà più i peccati che ha riconosciuto, giunge alla verità interiore che lo rende libero.
Quando i peccati saranno scontati, la luce dell'anima, la verità, potrà irradiare sempre più intensamente attraverso
l'uomo. E l'uomo sarà sempre più fedele alla verità in sensazioni, pensieri, parole ed azioni. Chi vive nella verità
conosce ogni cosa, perché resta fedele alla verità, a Dio, nel suo comportamento quotidiano. E' solo così che l'anima
ritorna alla propria origine, al proprio essere che è divino.
Quindi Dio non si nasconde agli uomini, ma è l'uomo che si nasconde davanti a Dio a causa del suo peccato.
Non esistono segreti di Dio. Le opere di Dio sono segreti solo per coloro che non compiono le Sue opere.

4. Tutta la verità è in Dio ed Io dò testimonianza della verità. Io Sono la vera roccia e su questa roccia edificherò la
Mia Comunità e le porte dell'inferno non prevarranno su di essa e da questa roccia scaturiranno fiumi di acqua
vivente, per dispensare vita ai popoli di questa terra.
5. Voi siete i Miei Dodici eletti. Su di Me, pietra fondamentale ed angolare, poggiano i dodici pilastri basilari della
Mia casa costruita sulla roccia; e su di voi in Me dovrà essere edificata la Mia Comunità ed essa dovrà essere
fondata in verità e giustizia.
6. E voi siederete su dodici troni ed irradierete luce e verità alle dodici tribù d'Israele, tramite lo Spirito. E Io sarò
presso di voi fino alla fine del mondo. (Cap. 44, 4-6)
Io, il Cristo, chiarisco, rettifico
ed approfondisco la parola
Gli apostoli fedeli sono i fondatori della Comunità originaria in Me, il Cristo. Le Comunità del Cristo, che vivono in
Me, il Cristo, stanno sulla roccia che è il Cristo.
Una Comunità nel Cristo è costituita da uomini che si sforzano di compiere la volontà di Dio. Dopo la Mia vita
quale Gesù di Nazaret sorsero continuamente, in tutti i tempi, Comunità originarie libere che si formarono al di fuori
delle istituzioni ecclesiastiche.
Molte di queste Comunità originarie che erano fondate su di Me, la Verità e la Vita, sul Vangelo dell'amore
altruistico, ed in cui lo Spirito di Dio, la Verità, parlava ed operava direttamente, vennero ripetutamente distrutte
nelle loro strutture esteriori dal potere esteriore del dominio satanico. Tuttavia non fu distrutta la forza che le aveva
fatte sorgere.
Riconoscete: le Comunità originarie crollarono solo esteriormente. In realtà, a poco a poco, e in modo invisibile, il
potenziale spirituale crebbe sempre più. Questa forza si manifestò in continuazione dall'invisibile, accendendo di
nuovo Comunità originarie nel mondo. Esse scomparvero poi nuovamente, ma nello Spirito crebbe il potenziale
della vita cristica. Questi passi evolutivi, più o meno grandi, fanno parte dei primi passi per il Regno della Pace di
Gesù Cristo.
Ora che ha inizio una Nuova Epoca [1989], questo mondo è pervaso da una corrente di vita cristica originaria molto
intensa, che diviene sempre più visibile. Questa corrente divina inesauribile, la coscienza del Cristo in collegamento
con la Sapienza divina, afferra gradualmente tutto il mondo, tutta la terra, e prepara la Nuova Epoca.
Oggi [1989] rinasce nuovamente la vita vissuta secondo i princìpi del cristianesimo originario. Sorgono nuovamente
Comunità originarie, al cui centro si trova la Comunità originaria Nuova Gerusalemme che è divenuta la Comunità
dell'Alleanza. Nelle Comunità originarie opera lo Spirito profetico che guida gli uomini nella Nuova Epoca,
analogamente a come fece Mosè quando guidò gli Israeliti alla prima tappa della Terra Promessa.
Anche nell'attuale svolta dei tempi esiste ancora il pro e il contro dell'ego umano, dato che nelle Comunità
originarie, che si stanno formando e sviluppando, gli uomini hanno ancora aspetti umani in sé e su di sé.
Ciononostante saranno sempre più numerosi gli uomini che verranno toccati dallo Spirito di Dio e molti percorrono
già la Via Interiore verso il Regno interiore per vivere in Me, il Cristo. Ciò che è umano passerà e la volontà di Dio
si manifesterà sempre più tramite la corrente che si dona: il Cristo in collegamento con la Sapienza divina.
Io, il Cristo, Sono la vera roccia e su di Me, il Cristo, su questa vera roccia, sono edificate tutte le Comunità che
realizzano ed osservano le Leggi di Dio nella vita quotidiana. Queste Comunità in Me sono costituite da quegli
uomini che si raccolgono attorno a Me, la Vita, realizzando le eterne Leggi, e che si basano unicamente su Me,
poiché Io Sono la Via, la Verità e la Vita e la giustizia nel Padre.
Uniti a Me, il Cristo, gli uomini formano le Comunità del Cristo. Così avvenne, così avviene nuovamente e così sarà
in futuro sulla terra che diviene sempre più luminosa. Gli uomini che compiono le Leggi di Dio non hanno bisogno
di guide esteriori, dato che hanno Me, il Cristo, la Legge della vita, e sono quindi l'uno per l'altro e non l'uno contro
l'altro. Coloro che sono l'uno contro l'altro sono contro di Me e non sono quindi nemmeno la Mia Comunità.

7. Ma dopo di voi verranno uomini dall'animo perverso e, per ignoranza o con la violenza, sopprimeranno molte
cose che Io vi ho detto e Mi attribuiranno parole che Io non ho mai detto; e così semineranno zizzania tra il buon
grano che Io vi ho dato, affinché lo seminiate nel mondo.
8. E la verità di Dio dovrà subire la contraddizione dei peccatori; infatti così è stato e così sarà. Ma verrà il tempo
in cui tutto ciò che hanno tenuto nascosto verrà scoperto e reso noto e la verità renderà liberi tutti coloro che erano
legati. (Cap. 44, 7-8)

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ed approfondisco la parola
La legge di semina e raccolta continuerà ad agire fino a che le negatività saranno scomparse ed il Divino dimorerà
sulla terra, quindi fino a che tutti gli uomini compiranno la volontà di Dio sulla nuova terra trasformata. Si sta
concludendo il tempo in cui la Mia parola fu alterata e manipolata, affinché se ne potessero servire coloro che si
illudevano di regnare sulla verità, creandosi dei succubi.
Riconoscete: la zizzania è stata seminata da coloro che imposero le loro opinioni, che non comprendevano le Mie
parole, le Mie affermazioni, e che alterarono la verità, a volte volutamente e a volte anche inconsapevolmente. Molti
interpretarono la verità a loro vantaggio. In tal modo sorsero, tra l'altro, anche le istituzioni ecclesiastiche improntate
su dogmi, precetti di fede e dottrine, che interpretarono ed interpretano il Vangelo come conveniva e come conviene
loro. A tali istituzioni avevano ed hanno accesso solo coloro che si sottomettono ai loro dogmi, precetti di fede e
dottrine. Già questo è sufficiente per dare un'idea di ciò che ho appena rivelato: hanno alterato la Mia parola e
l'hanno manipolata a loro piacere per servirsene.
La verità è la forza dell'infinito ed è per tutti gli uomini. La verità si irradia in questo mondo in innumerevoli
sfaccettature. Chi crede che le sfaccettature dell'eterna verità si lascino comprimere in dogmi e formalismi?
Tra il buon seme fu quindi seminata la zizzania. Anche se nel corso dei secoli essa ha soffocato il buon seme, questo
è tuttavia rimasto, anche se nascosto. E' giunto il tempo in cui la zizzania viene estirpata gradualmente dal campo
della vita, affinché il buon seme possa spuntare e portare un buon raccolto. A poco a poco, e con molta fatica e
pazienza, la cattiva semina verrà tolta dal campo della vita, affinché non vada perso nemmeno un chicco del buon
seme e non venga gettato nel forno in cui brucia la zizzania. Questa è la giustizia di Dio.
Anche se molti uomini non riescono a comprendere che il passaggio dal mondo peccaminoso all'epoca di luce
comprende un periodo molto lungo, ciò corrisponde alla giustizia. Infatti, Dio offre in continuazione ad ogni
peccatore la possibilità di cambiare. Egli tiene conto di qualsiasi scintilla di vero pentimento e la nutre, per quanto
piccola sia. Questo è l'amore e la giustizia di Dio. Dio, l'Eterno, è retto verso ogni anima ed ogni uomo.
Anche se la verità di Dio deve subire la contraddizione del peccatore, ciò non sarà in eterno. E' giunto il tempo in cui
viene svelato e reso noto tutto ciò che la forza avversa ha nascosto, dato che tutto è già manifestato nell'irradiazione
atmosferica. In questo modo si sprigiona la verità che renderà liberi tutti coloro che si lasciano rendere liberi da essa,
da Dio.

9. Solo Uno è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli, e nessuno è più grande dell'altro nel posto che Io vi ho dato;
infatti voi avete un unico Maestro, ossia il Cristo, che è al di sopra di voi, con voi ed in voi, e non c'è alcuna
disuguaglianza tra i Miei Dodici o i loro discepoli.
10. Tutti Mi sono vicini allo stesso modo. Non aspirate quindi al primo posto, poiché voi tutti siete i primi, dato che
siete le pietre fondamentali e i pilastri della Comunità che è edificata sulla verità e che è in Me e in voi. E dovreste
erigere per tutti la verità e la Legge come vi sono state date.
11. In verità, se voi ed i vostri fratelli siete d'accordo nell'iniziare qualcosa in nome Mio, Io sarò in mezzo a voi e
con voi.
12. Guai al tempo in cui lo spirito del mondo entrerà nella Comunità e i Miei insegnamenti e comandamenti
verranno annullati a causa della perversità di uomini e donne. Guai al mondo se verrà nascosta la luce! Guai al
mondo quando ciò accadrà!” (Cap. 44, 9-12)
Io, il Cristo, chiarisco, rettifico,
ed approfondisco la parola
Ed avvenne in continuazione che taluno si reputasse più grande dell'altro, che uno credesse di essere più vicino a
Dio e disprezzasse suo fratello a causa di questa sua presunzione.
Io vi dico: la Legge di Dio è per tutti, e coloro che la rispettano sono umili e non fanno alcuna distinzione. La Legge
di Dio viene in questo mondo e coloro che si attengono ad essa sono in Me e con Me, il Cristo. E coloro che non la
osservano se ne andranno da questa terra e si ritroveranno nel regno delle anime. Infatti, la terra si purifica da ogni
menzogna e da ogni futilità di questo mondo.
Chi vuole opporsi alla verità, alla roccia che è il Cristo?
L'acqua lambisce la roccia e le onde la ricoprono solo per breve tempo. Eppure la roccia, la verità che Io Sono,
apparirà in continuazione ed emergerà. E tutti coloro che si tengono aggrappati alla roccia, a Me, il Cristo,
nonostante tutte le resistenze, diverranno saldi in Me e formeranno la Mia Comunità che è costruita su di Me, sulla
roccia, grazie alla ferma fede degli innumerevoli uomini e donne che hanno creduto e che credono, con fede
incrollabile, alla verità e che l'hanno servita e che la servono.

13. Poi Gesù levò la Sua voce e disse: "Ti ringrazio, o Padre giusto, Creatore del cielo e della terra. Tu hai celato
tutto questo ai dotti e ai sapienti, ma l'hai rivelato ai bambini.
14. Nessuno Ti conosce all'infuori di Tuo Figlio che è il Figlio dell'uomo. Nessuno conosce il Figlio all'infuori di
coloro ai quali è manifesto il Cristo.
15. Venite a Me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e Io vi darò pace. Prendete il Mio giogo su di voi e
imparate da Me che Sono mite e umile di cuore e troverete pace nelle vostre anime. Il Mio giogo infatti è equo e
leggero ed il Mio carico è piccolo e non pesa in modo disuguale.” (Cap. 44, 13-15)

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ed approfondisco la parola
La verità è celata ai "dotti e ai sapienti”, ossia agli uomini intellettuali ed egocentrici, perché la ricoprono con il loro
modo di pensare ed agire egocentrico. Ai miti ed agli umili che aspirano alla verità, invece, essa viene manifestata
dall'Eterno attraverso di Me, in tutte le sfaccettature, ed essa è loro manifesta per la loro vita in Dio.
Nessuno conosce il Padre all'infuori del Figlio che vive nel Padre. Io, il Figlio, personificai in Gesù l'umanità che
giungerà alla figliolanza - che è una fratellanza - all'unità con Me, il Cristo. Chi ha, infatti, accettato ed accolto in sé
il Figlio, Me, il Cristo-Dio, conosce anche il Padre che vive nel Figlio e tramite il Figlio e in coloro e tramite tutti
coloro che vivono il Vangelo dell'amore e lo praticano personalmente nella vita quotidiana.
Chi viene a Me, il Cristo, che dimoro nel profondo di ogni uomo, e Mi rimette le sue pene ed il suo peso e vive da
quel momento in poi sempre più in Me, otterrà la pace interiore attraverso di Me e porterà la pace nel mondo. Solo
chi viene a Me e permane in Me diviene mite ed umile. Il suo giogo è anche una parte del Mio giogo; lo potrà
portare più facilmente, poiché Io Sono la forza di sostegno per tutte le anime e per tutti gli uomini. Ed anche il suo
peso diverrà più piccolo e non peserà in modo disuguale su di lui, poiché Io lo porto per tutte le anime e per tutti gli
uomini.

45° CAPITOLO
Cercare dei segni - Lo spirito immondo -
I genitori, i fratelli e le sorelle di Gesù -
Ricchezza terrena
Il "cieco ” si aspetta miracoli -
Il pericolo di essere influenzati da forze avverse (1-6). Agire in malafede è un peccato contro lo Spirito Santo (7).
Membro della famiglia di Dio oppure individualista e difensore dell'ego umano (8-10). La ricchezza materiale;
effetti della
cupidigia (11-16)

1. E diversi scribi e farisei Gli dissero: "Maestro, vorremmo che Tu ci facessi vedere un segno.” Ma Egli rispose
loro dicendo: una generazione malvagia e perversa pretende di avere un segno, ma nessun segno le sarà dato, se
non il segno del profeta Giona.
2. Come infatti Giona rimase tre giorni e tre notti nel ventre della balena, così il Figlio dell'uomo resterà tre giorni
e tre notti nel cuore della terra e poi risorgerà.
3. Gli uomini di Ninive risorgeranno e giudicheranno e condanneranno questa generazione; poiché si pentirono
sentendo la predica di Giona, ed ecco, ora qui c'è Uno più grande di Giona.
4. La regina del Sud risorgerà e giudicherà e condannerà questa generazione, perché essa venne dall'estremità
della terra per ascoltare la sapienza di Salomone, ed ecco, ora qui c'è Uno più grande di Salomone.”
5. E proseguì: "Quando lo spirito immondo esce da un uomo, se ne va per luoghi aridi cercando sollievo, ma non
trovandolo dice: 'Ritornerò alla mia abitazione, da cui sono uscito.' E tornato, la trova vuota, spazzata e adornata,
perché l'uomo non ha chiesto allo Spirito buono di prendervi dimora e di essere il suo eterno ospite.
6. Allora va, si prende sette altri spiriti peggiori di lui ed entrano a prendervi dimora, e la nuova condizione di
quest'uomo diventa peggiore della prima. Così avverrà a quella generazione malvagia che ha impedito l'accesso
allo Spirito di Dio. (Cap. 45, 1-6)

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ed approfondisco la parola
Chi si aspetta segni e miracoli da Dio non riconosce se stesso quale opera di Dio, che Egli ha creato. Chi desidera
vedere segni e miracoli, osservi la propria casa di carne ed ossa e riconosca in essa le innumerevoli funzioni che
possono avvenire solo grazie allo Spirito di Dio.
Chi vive nell'eterno Essere - come Me, il Cristo in Gesù - non ha bisogno di segni e miracoli visibili. Già in veste
terrena egli contempla la realtà di Dio che si irradia a lui in innumerevoli eventi e forme. Solo il cieco vuole vedere
senza togliersi dai propri occhi la benda del peccato.
Perciò badate ai vostri pensieri, parole e sensi che vi chiudono gli occhi per la verità e che aprono le porte al
peccato! Infatti, l'uomo si lascia sedurre troppo facilmente, spalancando in tal modo tutte le porte al satana dei sensi.
L'anima e l'uomo sono la casa di Dio. Se essa è contaminata da pensieri d'invidia, di odio e di inimicizia e l'uomo li
riconosce, senza però cambiare, e se i buoni princìpi e propositi non sono seguiti da azioni corrispondenti, il
malvagio penetra nell'uomo e diviene un giogo e un peso per lui.
Chi non riconosce per tempo il proprio modo di pensare, parlare ed agire e non cambia, tiene aperta la porta ad altri
seguaci delle tenebre che prendono poi dimora nella casa adornata per loro ed impongono all'uomo di fare quello
che essi vogliono. L'uomo perde, in tal caso, la padronanza del suo pensiero e della sua parola. Altri pensano,
parlano ed agiscono così attraverso di lui. Non è poi più lui stesso, ma sono coloro che ha invitato ad entrare che
pensano e parlano attraverso di lui, a seguito del suo comportamento distante da Dio.
Con il suo modo di pensare, parlare ed agire negativo, l'uomo attira quindi forze corrispondenti che poi lo
influenzano: infatti, il simile attira il simile.
Anche ogni forma di superbia è pericolosa, poiché è l'ornamento delle tenebre.
Analogamente accadde ed accade agli uomini di molte generazioni ed accadrà ancora a molti che impediscono allo
Spirito di Dio di prendere dimora in loro.
7. Poiché Io vi dico che colui che bestemmia contro il Figlio dell'uomo sarà perdonato. Ma chi bestemmia contro lo
Spirito Santo non sarà perdonato, né in questo periodo di vita, né nella prossima vita, poiché si oppone alla luce di
Dio a causa di ciò che è stato tramandato in modo errato agli uomini.” (Cap. 45, 7)
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ed approfondisco la parola
Spiego la seguente frase: "Ma chi bestemmia contro lo Spirito Santo non sarà perdonato, né in questo periodo di
vita, né nella prossima vita.”
Il peccato contro lo Spirito Santo è il peccato più grave. Se all'uomo è manifesta la verità, la Legge di Dio -
attraverso i Dieci Comandamenti o il Discorso della Montagna oppure attraverso le Mie rivelazioni nell'epoca
attuale [negli anni attorno al 1989] - e continua ugualmente a pensare, parlare ed agire consapevolmente contro la
Legge di Dio, pecca contro lo Spirito Santo. Il peccato contro lo Spirito Santo, a seconda della sua intensità, non può
essere scontato in una sola vita terrena. A seconda delle circostanze, possono essere necessarie varie incarnazioni
per espiare e scontare ciò che l'uomo ha causato.
Anche un uomo che ha insegnato falsità tramandate è legato a queste falsità e con ciò agli uomini ed alle anime che
ha istruito in modo errato. Tuttavia, giorno dopo giorno, gli viene data la possibilità di cambiare il suo modo di
pensare e di trovare in se stesso il significato della verità e della vita.

8. Mentre Egli parlava ancora alla folla, i Suoi genitori, i Suoi fratelli e le Sue sorelle stavano fuori e volevano
parlarGli. Qualcuno Gli disse: "Ecco, Tuo padre e Tua madre ed i Tuoi fratelli e sorelle stanno fuori e Ti vogliono
parlare.”
9. Ed Egli rispose e gli disse: "Chi è Mio padre e chi è Mia madre? E chi sono i Miei fratelli e le Mie sorelle?”
10. Poi, stendendo la Sua mano verso i Suoi discepoli, disse: "Ecco Mio padre e Mia madre, i Miei fratelli e sorelle
ed i Miei figli! Chiunque fa la volontà del Padre Mio in cielo è Mio padre e Mia madre, Mio fratello e Mia sorella,
Mio figlio e Mia figlia.” (Cap. 45, 8-10)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico


ed approfondisco la parola
Ogni figlio di Dio, sia che viva in cielo che sulla terra, come uomo o come anima nelle sfere di purificazione, è un
membro della grande famiglia di Dio. Chi compie la volontà di Dio è attirato interiormente nel luogo in cui vivono
uomini in Dio e con Dio, poiché questi appartengono alla famiglia di Dio.
Chi compie la volontà degli uomini si allontana da coloro che si sforzano di compiere la volontà di Dio. Egli diviene
un individualista e un difensore del proprio ego umano.
Il metro di misura per ogni uomo è costituito dalla sua vita e dal suo pensiero, dai quali riconosce se stesso.
Chi si sforza seriamente di compiere la volontà di Dio nelle proprie sensazioni, pensieri ed azioni, viene anche
attirato nel luogo in cui vivono gli uomini che fanno la volontà di Dio, dove cresce poi anche l'opera di Dio, l'amore.

11. E c'erano parecchi farisei che erano orgogliosi della loro ricchezza ed Egli disse loro: "Guardatevi e tenetevi
lontani dall'avidità, perché la vita dell'uomo non è costituita dall'abbondanza delle cose che possiede.
12. E disse loro una parabola: "La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante ed egli
ragionava tra sé: che farò, dato che non ho posto dove riporre il mio raccolto?
13. E disse: farò così, demolirò i miei granai e ne costruirò di più grandi e vi raccoglierò tutti i miei frutti e beni.
14. Poi dirò alla mia anima: hai raccolto molti beni per molti anni, goditi ora la vita, mangia, bevi e gioisci.
15. Ma Dio gli disse: stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. A chi apparterranno allora queste cose
che hai accumulato?
16. Così accade a coloro che accumulano tesori per sé, ma non sono ricchi di buone opere verso coloro che
soffrono di miseria e indigenza.” (Cap. 45, 11-16)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico


ed approfondisco la parola
Ciò che viene raccontato qui avvenne ed avviene in tutte le generazioni: i ricchi moltiplicano le loro ricchezze. Molti
di loro furono colti dalla morte quando erano nel pieno della loro ricchezza materiale, e si ritrovarono come anime
povere, davanti al loro involucro materiale che non potevano più utilizzare, costretti a riconoscere la propria povertà
di luce e forza. Nel contempo vissero e sperimentarono dentro di sé quante anime e quanti uomini avrebbero potuto
aiutare con le loro ricchezze terrene. La miseria di coloro ai quali non prestarono aiuto, a causa della loro avidità,
divenne poi la miseria della loro anima povera.
Io, il Cristo, spiego agli uomini della Nuova Epoca: nell'epoca peccaminosa c'erano molti uomini ricchi
esteriormente, ma i loro cuori erano freddi e calcolatori. I ricchi aspiravano a ricchezze sempre più grandi ed i poveri
invidiavano i loro beni ed averi. Molti di loro dovevano eseguire pesanti lavori per i ricchi, per poter vivere
stentatamente del salario che ricevevano.
Nei paesi del cosiddetto benessere c'era anche un ceto medio tra i poveri ed i ricchi. Anche molte persone
appartenenti a questo ceto medio aspiravano ad ottenere ricchezze e prestigio e lavoravano solo per arricchirsi.
In questo mondo sorsero molta invidia e sofferenza a causa dei ricchi: perfino le guerre furono scatenate da ricchi
assetati di potere che volevano dimostrare il loro potere ed ottenere ancora più prestigio. Interi popoli dovettero
spesso soffrire a causa di questa sete di potere e di dominio. Infatti, le guerre provocarono carestie, sofferenze,
malattie ed epidemie tra i popoli che soffrivano sotto i loro potenti e le loro guide. Alcuni ricchi si arricchirono
anche nei periodi di carestia, mentre i poveri divennero ancora più poveri. Alcuni di essi si arricchirono ancor più
persino con gli armamenti e con la guerra, mentre gran parte dei popoli continuò a vivere sotto il giogo e la
repressione. Nonostante la battaglia esteriore, il ceto medio rimase.
In relazione al numero di uomini su questa terra, solo pochi si sforzarono di compiere la volontà di Dio. Molti
parlavano delle Leggi di Dio e di Me, il Cristo-Dio, ma i loro discorsi erano vuoti. L'umanità non era colma dello
Spirito dell'amore che penetra nelle parole e nelle azioni degli uomini, solo con la realizzazione delle Leggi.
Nel corso delle generazioni furono sempre più numerosi gli uomini e le anime che cercarono la luce della verità e
che la vissero. In tal modo avvenne, poco alla volta, il passaggio dal mondo peccaminoso all'epoca di luce. Fu un
lungo processo di fermento delle tenebre che si protrasse per molti secoli.

46° CAPITOLO
La trasfigurazione di Gesù -
I Dodici Comandamenti
Nella trasfigurazione furono svelati a Gesù la Sua
via crucis, il Suo successivo mandato quale Cristo ed il futuro dell'umanità e della terra (1-6). La Nuova Israele (7-
21). La nuova Legge dell'amore - Nessun'anima va persa (22-24). La purificazione dell'anima (25). Tutti i veri
profeti
vengono misconosciuti (26-28)

1. Sei giorni dopo, avvicinandosi la festa dei tabernacoli, Gesù prese in disparte i Dodici e li condusse con Sé su un
alto monte. E mentre pregava, l'aspetto della Sua figura cambiò e fu trasfigurato davanti a loro e il Suo volto
risplendeva come il sole ed i Suoi abiti erano candidi come la luce.
2. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia che conversavano con Lui della Legge e della Sua morte che sarebbe
avvenuta a Gerusalemme.
3. E Mosè disse: "E' Colui di Cui vi predissi: l'Eterno invierà a voi un profeta che proviene dalla cerchia dei tuoi
fratelli, come me, e ciò che l'Eterno Gli dirà, Egli lo dirà a voi e voi dovrete ascoltarLo, e coloro che non Gli
vogliono ubbidire si preparano la propria rovina.”
4. Pietro si rivolse a Gesù: "Signore, è bello stare qui, se lo vuoi, costruiremo qui tre tende; una per Te, una per
Mosè ed una per Elia.”
5. E mentre stava ancora parlando, una nube luminosa li sovrastò e dodici raggi squarciarono le nubi come il sole e
dalla nuvola venne una voce che diceva: "Questo è il Mio Figlio prediletto, nel Quale Mi sono compiaciuto.
AscoltateLo.”
6. All'udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Gesù si avvicinò e,
toccatili, disse: "Alzatevi e non temete!” Sollevando gli occhi non videro altri che Gesù. E si vedevano i sei raggi su
di Lui. (Cap. 46,1-6)
Io, il Cristo, chiarisco, rettifico
ed approfondisco la parola
I cherubini delle essenze di Dio annunciarono a Me, Gesù di Nazaret, la Mia morte a Gerusalemme e Mi rivelarono
il Mio successivo compito quale Cristo-Dio. Allo stesso tempo vidi in immagini la Mia via crucis e il significato che
essa avrebbe avuto per tutte le anime e per tutti gli uomini. Vidi anche il Mio operato quale Cristo-Dio in cielo e
sulla terra. Vidi anche che gli uomini avrebbero continuato a soffrire, malgrado l'atto di redenzione. Vidi la luce
della terra che assumeva, a poco a poco, forma e configurazione e molti uomini che compivano sempre più la
volontà di Dio. Vidi an