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Professione Trader:

Strumenti Finanziari
per il Trading Dinamico

Da ubi consistam,
et terram coelumque movebo.

Stefano Fanton
Stefano Fanton - Strumenti finanziari per il Trading Dinamico
www.traderpedia.it

Edizioni TraderPedia
www.traderpedia.it
Copyright (c) 2014 Stefano Fanton
Release 1.0 Maggio 2014

Tutti i diritti sono riservati dall’autore, compresi quelli di traduzione.

È vietata la duplicazione e l’adattamento, anche parziale, dei testi e delle immagini di questo prodotto.

I grafici di questa pubblicazione sono realizzati con Visual Trader.

Con il contributo di:

L’investimento azionario non è esente da rischi, anzi nel rischio trova la sua naturale sede. L’Analisi Tecnica cerca di studiare l’andamento
dei prezzi ma non dà alcuna garanzia circa la tendenza futura dei mercati. L'autore respinge ogni responsabilità per eventuali sgradite
conseguenze che potrebbero verificarsi in seguito all’utilizzo dei contenuti nel presente testo che, pertanto, non potrà essere considerato,
in nessun caso, né come mezzo di sollecitazione, diretto o indiretto, all’investimento pubblico o privato del risparmio, né come fonte
probatoria per proficui investimenti in denaro. Il testo ha come unico fine la diffusione e lo sviluppo di forme di conoscenza sulle teorie e
tecniche di analisi applicate ai mercati finanziari.

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Indice:
Prima di iniziare pag. 005
Introduzione pag. 006
Parte prima:
Principali strumenti per il Trading Dinamico
Trader e trading pag. 007
Le 5 P pag. 010
L'effetto leva negli strumenti finanziari pag. 011
Un arsenale di strumenti a disposizione pag. 014
Immobilizzo del capitale pag. 017
 Certificati di deposito
 Conto corrente
 Pronti contro termine
 Libretti di deposito a risparmio
 Libretti di deposito a risparmio postale
 Obbligazioni
 Titoli di Stato
 Fondi comuni
 Hedge fund
 PAC (Piano di accumulo del capitale)
Società per azioni pag. 022
 Azioni
 SICAV (Società di Investimento a Capitale Variabile)
Replica del sottostante pag. 024
 ETC (Exchange Traded Commodity)
 ETC physically-backed
 ETF (Exchange Traded Fund)
 ETN (Exchange Traded Notes)
Strumenti a leva pag. 027
 Strumenti derivati
 Futures
 Warrant
 Covered warrant
Strumenti sintetici pag. 032
 Investment Certificates
 CFD (Contract for Difference)
 Opzioni
 Opzioni digitali
 CDS (Credit default swap)
 Contratti forward
Commodity pag. 039
 Commodity
Valute pag. 041
 Forex
Il punto della situazione pag. 046

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Parte Seconda:
Un approfondimento sugli Investment Certificates
ACEPI pag. 048
Prima di iniziare pag. 049
Leverage Certificates pag. 051
 Benchmark Certificates a leva pag. 060
Gli Investment Certificates pag. 062
Capitale senza protezione pag. 063
 Benchmark Certificates lineare pag. 064
 Discount pag. 068
 Outperformance pag. 071
Capitale condizionatamente protetto pag. 074
 Airbag pag. 075
 Bonus pag. 077
 Cash Collect pag. 081
 Express pag. 085
 Twin Win pag. 088
Capitale protetto pag. 090
 Equity Protection pag. 091
 Butterfly pag. 093
 Double Win pag. 095
 Relative Value pag. 099

Il punto della situazione pag. 101

Parte Terza:
Esempi di trading con gli Investment Certificates
Memento pag. 106
Strategia e Tattica pag. 107
Il Trading con gli Investment Certificates pag. 108
Volatilità anomala e panico totale. MPS reload pag. 109
Banco Popolare pag. 122
Banca Popolare di Milano pag. 132
Benchmark leva 3 e indice FTSE MIB pag. 135
Memento pag. 179
L’effetto insidioso dell’interesse composto pag. 180
Bonus e Top Bonus “Contrarian” pag. 181
Un'occasione a basso rischio pag. 184
Casg Collect pag. 186
Conclusioni pag. 188

Il progetto Traderpedia pag. 189

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Prima di iniziare
Questo è un libro "vivo", oltre a presentare dei contenuti statici permette di approfondire
argomenti che per ovvie limitazioni un libro non può affrontare. E' sufficiente cliccare sulle
parole evidenziate per collegarsi con Traderpedia, l'enciclopedia del trading, accedendo alla
relativa voce.

Contenuti extra e video di approfondimento sono quindi parte integrante di questo lavoro che
verrà aggiornato continuamente sia in Traderpedia che nelle nuove release rilasciate.

In alcuni punti troverete questa immagine:

Approfondimento

Significa che è possibile approfondire gli argomenti appena trattati o integrarli con delle voci
collegate, sarà sufficiente un collegamento a internet per poter accedere ai contenuti extra.

Il testo che state per leggere è stato scritto con lo stesso spirito che mi ha guidato nel produrre
Traderpedia: la diffusione di contenuti qualitativamente elevati in forma gratuita.

Seguiranno integrazioni, sviluppo di voci e revisione dei capitoli ma, soprattutto, seguiranno
altri libri come questo che, idealmente, è il capostipite del percorso che un aspirante trader
dovrebbe intraprendere pagando così con il tempo quello che altrimenti dovrebbe pagare con
il denaro sotto forma di perdite finanziarie spesso evitabili.

Collegatevi quindi su www.traderpedia.it, l'enciclopedia del trading, e assicuratevi di possedere


l'ultima versione di questo libro.

Release 1.0
Rilasciata il 26 settembre 2014

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Introduzione
Gli aspiranti trader sono i migliori studenti che possano esistere. Investono moltissimo tempo
a studiare, provare, verificare ogni setup possibile e immaginabile. La loro sete di informazioni
e di conoscenza appare, a chi li osserva esternamente, priva di limiti. Questo accade quando la
professione che si desidera intraprendere coincide con la propria passione, non è tempo che
pesa, che opprime, è tempo che Crono scandisce in silenzio, senza che ci si accorga di come le
ore, i giorni, le settimane e i mesi trasformino la sete di conoscenza in esperienza.

Si finisce con il plasmare una scultura nei più minimi dettagli espressivi, al punto che sembra
solo mancare la parola all'opera di conoscenza costruita attorno al trading. Tuttavia basta fare
qualche passo indietro per osservare che la perfetta conoscenza di setup, tecniche, metodologie
di ingresso o gestione del money management sono state scolpite tralasciando la base della
scultura.

Un'opera creata con grande profusione di tempo e impegno che possiede una base grezza,
incompleta e inconsapevolmente ignorata: la conoscenza dei diversi strumenti finanziari.

Il tempo per un trader non scorre linearmente con le medesime caratteristiche, se Crono ne
scandisce il divenire è con Kairos che nell'antica Grecia si definiva il momento opportuno,
distinto dalla moltitudine di momenti uguali tra loro, un momento speciale dove qualcosa di
speciale sta per accadere. Crono è considerato la divinità del tempo per eccellenza ma è a Kairos
che si deve la distinta natura "qualitativa" del tempo.

Il denaro investito nei mercati finanziari ha una sua qualità ed è strettamente legato al tempo
perché il trading è dinamico e mai statico.

Con lo scorrere del tempo cambiano i mercati, si presentano le occasioni e si impara ad


attenderle in un continuo alternarsi tra Crono e Kairos, tra tempo e tempo speciale dove agire
non è più un'opzione ma un imperativo.

Tuttavia le tempeste finanziarie o il trend regolari e a bassa volatilità nascondono sempre il


seme del mutamento e un trader deve essere in grado di navigare in acque agitate e in mari
senza vento, con le vele spiegate o con la consapevolezza che esiste anche il tempo per tirare i
remi in barca e godersi il sole in attesa di un nuovo mutamento.

Ne consegue che conoscere gli strumenti finanziari e, in particolare, i certificati d'investimento,


permette a ogni trader di scegliere l'imbarcazione con la quale affrontare il mare, tenendo
sempre presente le parole di Seneca:
Non esiste un vento favorevole
per un marinaio che non sa dove andare.

Questo libro descrive quindi strumenti per navigare nelle mutevoli e ingannevoli acque dei
Mercati Finanziari.

Buona lettura, buona navigazione.

Stefano Fanton

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Parte prima:
Principali strumenti
per il Trading Dinamico

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Trader e Trading
«Esistono trader vecchi e trader coraggiosi.
Ma non esistono vecchi trader coraggiosi».
(Ed Seykota)

Trader e Trading sono due parole inglesi che significano “commerciante” e


“negoziazione”, appare evidente che condividano più di qualche lettera.

Entrambe le parole hanno a che fare con qualcosa che si negozia, il trader negozia strumenti
finanziari mediante il trading che è l’attività di negoziazione.

Si fa presto quindi a dire “Trader” ma la parola da sola è fuorviante, generica e non basta ad
identificare il “commercio” che il trader mette in atto.

Un Trader può essere definito dagli strumenti finanziari che utilizza per il trading e quindi:

 Stock Trader - se fa trading sulle azioni;


 Forex Trader - se fa trading sulle valute nel mercato Forex;
 Bond Trader - se fa trading sulle obbligazioni;
 Speculatore - se fa trading sui futures;
 Arbitraggista - se fa arbitraggi;
 Option Trader - se fa trading sulle opzioni;
 Commodity Trader - se fa trading sulle commodities.

L'elenco non è certamente esaustivo. Uno Stock Trader può anche essere uno Speculatore o un
Option Trader come un Forex Trader può anche fare speculazioni sulle commodities.

Le categorie non sono stagne e, anzi, solitamente un trader fa trading su più categorie
di strumenti finanziari.

Inoltre anche il capitale impiegato crea delle sottocategorie:

 Small Trader - con capitale da € 0,00 a € 50.000,00


 Trader - con capitale da € 50.000,00 a € 1.000.000,00
 Big Trader - con capitale oltre € 1.000.000,00

La cosa diventa ancora più complessa se si considera l'orizzonte temporale del trading che il
trader mette in atto.

Avremo:

 Scalper - se le posizioni durano lo spazio di pochi secondi o qualche minuto;


 Day Trader - se le posizioni durano lo spazio della giornata operativa;
 Trader di breve termine - se le posizioni durano un paio di settimane;
 Trader Intermedio - se le posizioni durano qualche mese;
 Mid Term, Trader di medio termine - se le posizioni durano anche 1 anno;
 Trader di lungo termine o Investitore - se le posizioni durano più di un anno.

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Ci sono poi i trader cinematografici, come Gordon Gekko, più famoso del leggendario Jesse
Livermore e i trader "bricconi" come Jerome Kevlier e Nick Leeson capaci di creare dei buchi
inimmaginabili con operazioni di trading non autorizzate.

Ogni trader ha quindi delle caratteristiche che lo distinguono


in base agli strumenti finanziari che utilizza, al tempo in cui
rimane in posizione, pochi però possono "ambire" ad essere
trader bricconi, per ottenere una simile qualifica bisogna
averla fatta veramente grossa!

Un trader fa naturalmente trading, trading è una parola


inglese che letteralmente significa "negoziazione", chi fa
trading è generalmente identificato con il nome "trader",
tuttavia anche l'investitore fa trading, come pure il gestore,
lo speculatore o il cassettista...

In ambito finanziario fare trading significa acquistare o


vendere un qualsiasi strumento finanziario, in altri termini è
l’attività di negoziazione che pone in essere principalmente
il trader.

Esistono diversi tipi di trading, i più comuni sono:

 Day trading o Trading intraday - se si fa un trading


limitato nel tempo, aprendo e chiudendo le operazioni all'interno della giornata
operativa;
 Swing trading - quando si adotta uno stile di trading che cerca le inversioni;
 Trading multiday - se si fa trading mantenendo le posizioni aperte per più di un giorno;
 Buy and Hold trading - quando si compra e si spera, malignano i day-trader, ovvero
quando si mantengono i titoli a prescindere dal loro andamento;
 Trading simulato - quando ci si allena acquistando e vendendo fittiziamente gli
strumenti finanziari, per allenarsi o per sperimentare diversi approcci al mercato;
 Trading On-Line - se si fa trading tramite internet con una piattaforma on-line;
 Mirror trading - quando si copiano le operazioni di un trader detto "specchio" per
mezzo di società che forniscono il servizio;
 Trading automatico - quando le decisioni sono prese da trading system automatici e il
trader deve solo seguire i segnali.

Anche se mancano alcuni sottostili di negoziazione, come lo scalping ad esempio che è inglobato
nel day trading, questa suddivisione è abbastanza completa.

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Le cinque “P”
«Tre ragioni per non dover pianificare:
1) Essere ricchi abbastanza da poter comperare qualsiasi cosa.
2) Ho dimenticato le altre due.» (Jane Bryant Quinn)

Ho sempre pensato che spesso, dietro una battuta, si celi una grande verità. Woody Allen, con
poche azzeccate parole, esprime chiaramente il miglior sistema per raddoppiare il denaro: «Il
modo più sicuro per raddoppiare il proprio denaro è piegarlo in due e metterlo in tasca.»

Altri sistemi per raddoppiare il denaro senza rischi, personalmente, non ne conosco!

Esistono invece molti e collaudati sistemi per dimezzare il proprio denaro senza il “rischio” di
raddoppiarlo, strade talmente larghe e invitanti da essere battute in continuazione da aspiranti
trader in cerca di formule magiche o di segrete tecniche.

Non ha paura chi sta per perdere il proprio denaro per la prima volta poiché non conosce il
rischio che corre, non l’ha preventivato e non possiede nessuna conoscenza di come limitare
sistematicamente i danni che la propria ignoranza crea.

Le cinque P riassumono alla perfezione il concetto:

Pianificare
Prima
Previene
Pessime
Performance
Il trading richiede pianificazione, non per guadagnare ma per evitare la “grande perdita”,
l’operazione anomala che, inaspettatamente, paralizza, toglie il fiato, rende incapaci di chiudere
un trade che si sa benissimo di dover chiudere. Una grande perdita distrugge denaro e mortifica
l’Ego che si era ingigantito con illusioni e fallaci conoscenze. La speranza di un recupero
sostituisce ciò che con i propri occhi si dovrebbe vedere chiaramente: si è dalla parte sbagliata
del mercato!

Molti operatori credono, erroneamente, che lo scalping e l’intraday siano tipi di operatività a
basso rischio, con poche insidie e quasi prive di eventi imprevisti capaci di spazzarli via. Non è
così. Un piccolo errore ripetuto decine di volte crea gli stessi danni di un grande errore. Bisogna
pianificare, stabilire le regole operative da rispettare, stilare un protocollo operativo e,
soprattutto, rispettarlo!

Ma, prima ancora, occorre conoscere le regole del gioco. Perché il trading non è un gioco ma è
pieno zeppo di giocatori, gli strumenti finanziari vanno conosciuti e compresi prima ancora di
dedicare del tempo alle tecniche di analisi. Altrimenti lascerete un enorme vantaggio
competitivo a chi sa, oltre al quando, anche cosa scegliere.

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L'effetto leva negli strumenti finanziari


«Ho visto spesso persone per bene al tavolo da gioco, con pochi soldi e poche possibilità di vincere...
con tutte le carte giuste già scartate e una sola nel mazzo in grado di aiutarle, e mi sono sempre chiesto
come avessero potuto ficcarsi in una situazione così orrenda, e come pensassero di poterla volgere a
loro favore!» (Mike McDermott)

Un elemento centrale nella pianificazione dei rischi è dato dalla leva finanziaria, non a caso
scelto come copertina di questo libro. A molti prodotti finanziari è possibile applicare, o
possiedono intrinsecamente, una leva capace di amplificare la forza finanziaria dello strumento.

Nel bene e nel male.

L'effetto leva è la misura di quanto più velocemente si può guadagnare o perdere rispetto
all'investimento diretto nel sottostante.
Da ubi consistam,
et terram coelumque movebo.

Datemi un punto di appoggio e vi solleverò il mondo. Questa frase attribuita ad Archimede ben
rappresenta l'enorme forza che è possibile sprigionare con una leva, anche in campo
finanziario. Se, ad esempio, acquisto uno strumento finanziario che ha leva 10, ogni euro
investito subirà le oscillazioni di 10 euro, un guadagno del 10% del sottostante mi farà
raddoppiare il capitale di partenza, una perdita del 10% mi azzererà il capitale.

Operare a leva è molto interessante in alcune circostanze poiché permette di massimizzare un


movimento senza dover immobilizzare troppo denaro. Di contro un aspirante trader tende ad
utilizzare la leva finanziaria per giocare d'azzardo più che per fare trading.

Trovare denaro a credito, per un giocatore d’azzardo, è relativamente facile, se vince


ovviamente non ne ha alcun bisogno ma se le finanze percorrono una rapida parabola
discendente si gioca o si trada non per guadagnare ma, semplicemente, per tentare di
recuperare il capitale iniziale.

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La qualità e la quantità del rischio che si è disposti a correre per recuperare quel denaro che
non si era preventivato di poter perdere, sono enormemente dilatati. Nei casinò compaiono gli
strozzini, invisibili a chi non li cerca ma improvvisamente presenti alla bisogna.

Denaro già perso in partenza.

Anche nel trading esiste una figura simile allo strozzino, qualcuno disposto a prestarti del
denaro per operare in borsa. Non vi viene in mente nessuno disposto ad anticipare il denaro
per voi, magari moltiplicando quello che depositate in un conto per 5, per 10 o per 100?

Nel trading si chiama EFFETTO LEVA e, anche se non si tratta di denaro prestato a strozzo,
permette di perdere denaro che non si possiede con una velocità incredibile.

Molti trader, in diversi gruppi di discussione, millantano performance anche del 100% al giorno
grazie a metodi definiti "troppo complessi per essere spiegati".

Gli increduli lettori non riescono a capire come sia possibile fare il 100% in un giorno ma, in
realtà, è molto semplice grazie alla leva finanziaria. Se si lavora a leva 400 basta fare uno 0,25%
di performance per raddoppiare il capitale. Con una leva 888 volte i soldi depositati basta molto
di meno. Purtroppo vale anche il contrario ma come non considerare che il numero 8 è il
numero della fortuna nella cultura Cinese?

Nelle pubblicità di alcuni intermediari viene posta una grande enfasi sulle possibilità di
guadagno, enormi guadagni possibili, secondo la pubblicità, anche con capitali molto modesti.

Verissimo, solo che fare investimenti per diverse migliaia di euro con solo 100€ di partenza
assomiglia più a un azzardo che a del trading!

Ma perché perdere tempo a studiare i grafici per ore quando con soli 100 euro posso speculare
con 40.000 euro? In effetti in piccolo c'è scritto che il rischio di perdita è significativo. A un
ottimista inguaribile verrebbe naturale pensare che se è scritto in piccolo significa che è piccolo
anche il rischio... Il problema del trading in borsa è che dietro a dei semplici numeri si
nascondono molte insidie. 300€ in un conto di trading non particolarmente capitalizzato, sono
il guadagno o la perdita di qualche ora, a volte di qualche minuto ma nella vita reale
rappresentano, per molte persone, il frutto di una dura settimana di lavoro.

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Questo attira molte persone che desiderano arricchirsi in fretta


e senza troppa fatica ma, in realtà, dovrebbe anche costituire
un monito, un avvertimento della pericolosità del trading
lasciato a se stesso. Borsa, trading e traders sono solo parole
nelle quali ogni Aspirante trader riversa desideri, aspettative,
paure, ansie e spesso anche cocenti e costose delusioni.

Le affinità del trading non professionale col gioco d’azzardo


sono sempre più evidenti mano a mano che il Trader d'azzardo
opera, deve recuperare i soldi persi e in fretta oppure con il
denaro se ne andrà per sempre anche la speranza e il sogno di
arricchirsi speculando in borsa.

Alcuni strumenti finanziari incorporano un effetto leva più o meno fisso al loro interno, come i
Futures, altri come i Covered warrant o le Opzioni hanno un effetto leva variabile in funzione
del prezzo, altri strumenti ancora permettono al trader di decidere con quanta leva seguire un
trend. Il problema nasce quando il trend non viene seguito a leva ma gli si va contro. La leva, in
questo frangente, è un moltiplicatore di sofferenza finanziaria.

La leva finanziaria va usata con parsimonia e, paradossalmente,


se non se ne ha biso1gno, un concetto che col tempo ogni aspirante
trader comprende sulla propria pelle.
Non sottovalutate l'azione della leva finanziaria, anche i migliori professionisti si sono trovati
in grossi guai quando l'hanno fatto. Emblematica è la storia di Bruno Michel Iksil - "La balena
londinese".

Approfondimento

Per approfondire l’argomento:


 Una buona idea per guadagnare denaro
 Pubblicità ingannevole nel trading

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Un arsenale di strumenti a disposizione


«Una serie di decisioni di mercato si sommano per creare,
che ci crediate o no,
una specie di ritratto della personalità.»
Adam Smith

Non poteva avere un titolo diverso questo capitolo. Gli strumenti finanziari a disposizione di
ogni trader sono paragonabili a un vero e proprio arsenale, armi finanziarie capaci di creare
grossi danni, immani devastazioni ma anche di assicurare veloci e schiaccianti vittorie.

Non è forse il trading una battaglia continua contro il proprio Ego, contro la controparte che ci
vende il titolo oggetto della nostra analisi?

Il trader ha a disposizione innumerevoli strumenti finanziari dalle semplici obbligazioni alle


azioni, ai futures passando per strumenti più sofisticati come le opzioni digitali, i certificati, gli
ETC o gli ETF.

Conoscere tutti gli strumenti è fondamentale prima ancora di iniziare a discutere delle tecniche
operative, anche perché ogni strumento finanziario ha un suo rischio implicito e combinare due
diversi strumenti finanziari tra loro può essere devastante.

A volte la realtà supera la fantasia, come nel caso del trader briccone della Barings Bank, la più
vecchia banca d’affari del Regno Unito, il cui crollo si deve a un singolo trader, Nick Leeson, che
creò una perdita enorme tentando di sostenere l’indice giapponese Nikkei acquistando futures
e vendendo opzioni put contemporaneamente, il tutto all’insaputa della banca.

Comperava rischio pagandolo con la speranza. Per evitare di condividere un simile destino il
trader deve conoscere gli strumenti finanziari e i rischi ad essi connessi. Una volta conosciuti e
compresi i rischi, la selezione e l'utilizzo degli strumenti finanziari diventeranno più
consapevoli e, statene certi, più profittevoli.

Un’ultima cosa sugli investimenti improvvidi e dai


rischi non preventivati.

Guardate l’obbligazione a lato, la Russia finanziava lo


sforzo bellico con certificati obbligazionari di guerra,
nel 1944 le sorti del conflitto erano segnate ma il
rischio di insolvenza che correva il sottoscrittore era
ugualmente elevato.

Quale lezione è possibile trarne?

Semplicemente che nel trading, come pure nella vita,


l'unica cosa certa è l'incertezza.

Siatene certi!

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Molti risparmiatori finanziarono anche il “Reich


Millenario” di Adolf Hitler acquistando obbligazioni a
piene mani.

Lo sforzo bellico richiede ingenti quantità di denaro e


nel 1940 il rischio di perdere la guerra era basso e poco
percepito, ma solo pochi anni dopo questi certificati
persero ogni valore.

Oggi, molti anni dopo, queste obbligazioni conservano


un valore solamente storico, trovano posto nelle
collezioni di scripofilia a imperitura memoria di come
arsenali e strumenti finanziari, a volte, condividano un
destino. Ma c'è un aspetto che merita una piccola
riflessione. In queste vecchie obbligazioni ci sono molte
informazioni chiare e evidenti.

Numero di serie, emittente, tipologia di obbligazione,


taglio, scadenza e relativo interesse annuo.

Cosa manca?

Manca il carico di emozioni che è stato riversato con


l'acquisto, le motivazioni che hanno spinto ad acquistare
questi strumenti finanziari e le considerazioni che, sicuramente, gli investitori hanno fatto
quando, almeno nel caso delle obbligazioni tedesche, non sono state rimborsate. Come faccio
ad esserne così sicuro? Perché queste obbligazioni fanno parte della mia collezione e, come è
facile notare, i tagliandi di rimborso sono fermi all'1 aprile 1945.

Un bello scherzo del destino, non c'è che dire! Diventa evidente che, a meno di voler affidare i
propri risparmi al caso, al destino o alla fortuna, occorre conoscere le diverse tipologie di
strumenti finanziari, le loro peculiarità, il loro rischio e la fase storica in cui si comperano.

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In questa prima parte del libro vedremo le principali tipologie di strumenti finanziari, alcuni
adatti al trading, altri adatti all'immobilizzo del capitale, dopotutto, lo insegna la storia, non è
mai prudente tenere tutti i propri risparmi su un singolo strumento finanziario.

Vedremo quindi:

 Immobilizzo del capitale


 Obbligazioni
 Fondi comuni
 Società per azioni
 Replica del sottostante
 Strumenti a leva
 Strumenti sintetici
 Commodities

Non si tratta certamente della totalità di strumenti finanziari presenti nei vari mercati finanziari
ma è quanto basta per avere una buona infarinatura generale.

Ogni categoria ha dei pregi e dei difetti, non esiste uno strumento finanziario adatto a tutti i
momenti e per tutti i portafogli. Ma d'altronde, se non fosse così, non esisterebbe il mercato
finanziario come lo conosciamo.
Caotico ma pieno di opportunità.

Approfondimento

In Traderpedia, l'enciclopedia del trader, è presente una sezione dedicata ai principali


strumenti finanziari.

http://www.traderpedia.it/wiki/index.php/Categoria:Strumenti_Finanziari

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Immobilizzo del capitale


«Quelli che s’innamorano di pratica senza scienza son come il nocchiere,
che entra in naviglio senza timone o bussola,
che mai ha certezza dove si vada».
(Leonardo da Vinci)

Per un trader parlare di immobilizzazione del capitale è un controsenso, tuttavia possono


esserci diverse situazioni che richiedono un immobilizzo del capitale per qualche tempo. I
principali strumenti "elementari" di immobilizzo del capitale sono:

 Certificati di deposito
 Conto corrente
 Pronti contro termine
 Libretti di deposito a risparmio
 Libretti di deposito a risparmio postale

Tenere la liquidità semplicemente nel conto di trading non è mai una buona idea se non è
strettamente dedicata al trading. La protezione, anche da noi stessi e dalle scelte emotive, è
fondamentale. Spesso i soldi rimangono depositati nel conto corrente appoggiato al trading ma
difficilmente per un trader un certificato di deposito possiede un elevato appeal.

Altri strumenti finanziari di immobilizzo del capitale, sicuramente meno elementari, sono:

 Obbligazioni
 Titoli di stato
 Fondi comuni
 Hedge Funds

Obbligazioni
Le obbligazioni sono dei documenti rappresentativi di una quota di debito contratto da una
società od un ente per una scadenza ed un importo prestabiliti.
Al possessore del titolo viene corrisposto un interesse che può essere fisso per tutta la durata
del titolo o variabile; in questo caso, le cedole di interesse successive alla prima verranno
stabilite con dei parametri prefissati in sede di emissione del prestito: i più comuni parametri
di indicizzazione sono legati al tasso interbancario, al prime rate ABI, alla media del rendimento
dei BOT ecc. Il rimborso del capitale può avvenire in un’unica soluzione o con un preciso piano
di ammortamento; può avvenire ad un prezzo predeterminato oppure essere soggetto a
qualche tipo di indicizzazione (dati inflazione, indici dei prezzi ecc.).

Esistono delle obbligazioni zero coupon che non producono dei flussi di reddito ma nelle quali
il rendimento è dato, al pari dei BOT, dalla differenza fra il prezzo pagato all’acquisto ed il
prezzo di rimborso a scadenza.

Una categoria particolare di obbligazioni riguarda le obbligazioni convertibili, titoli che offrono
all’obbligazionista, ad una determinata data e con un rapporto di concambio e prezzo stabilito,
la facoltà di convertire le obbligazioni in azioni della società emittente.
Il risparmiatore che acquista un’obbligazione convertibile può contare su di un flusso certo di
interessi con un basso profilo di rischio, nel contempo gli viene offerta la possibilità di diventare
socio della società e di sfruttare al meglio gli eventuali rialzi del relativo titolo azionario.

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Altre obbligazioni particolari sono quelle con warrant, titoli che contengono un warrant ossia
un buono per l’acquisto di azioni della società emittente entro una certa scadenza, anche in
questo caso ad un prezzo e con un rapporto di concambio prestabiliti.

Il vantaggio delle obbligazioni con warrant rispetto alle obbligazioni convertibili deriva dal
fatto che il warrant può essere negoziato separatamente dal titolo obbligazionario dando in
questo modo vita a due titoli distinti. Il trattamento fiscale degli interessi delle obbligazioni
è diversificato in relazione al periodo di emissione e dell’Ente o Istituto di emissione.

Anche le aziende hanno le loro obbligazioni, sono chiamate obbligazioni corporate. Per poterle
confrontare tra loro esiste un rating delle obbligazioni perché i rischi dell'investimento
obbligazionario non sono trascurabili.

L’investimento obbligazionario presenta i seguenti rischi:

Rischio emittente: consiste nel rischio che l’emittente non onori i propri impegni e quindi non
paghi una cedola o non rimborsi il capitale a scadenza. Il rischio emittente consiste in pratica
nell’insolvenza dell’emittente. Il rischio emittente non è eliminabile ma è possibile limitarlo con la
diversificazione del capitale su un alto numero di emittenti.

Rischio cambio: consiste nell’esporsi alle variazioni del rapporto del tasso di cambio tra Euro
(che è la nostra moneta) ed una moneta straniera, ad esempio il Dollaro Americano. Se la moneta
estera si deprezza nei confronti dell’Euro, il nostro investimento subisce un danno nel
controvalore. Il rischio cambio è presente durante tutta la vita di una obbligazione. Il rischio
cambio è eliminabile con opportune operazioni di copertura.

Rischio liquidità: consiste nella difficoltà a liquidare (vendere) una obbligazione prima della
naturale scadenza a causa dello scarso ammontare monetario emesso dall’emittente.

Rischio tasso di interesse, detto anche rischio prezzo: consiste nella variazione dei prezzi di
una obbligazione a causa delle fluttuazioni dei tassi di interesse. L’aumento dei tassi di interesse
può comportare una diminuzione del prezzo di una obbligazione, soprattutto nel caso di un bond
tasso fisso o di uno zero coupon. Occorre valutare attentamente questo rischio se si pensa di dover
rivendere l’obbligazione prima della sua naturale scadenza. Il rischio tassi di interesse è
eliminabile portando l’obbligazione a scadenza.

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Titoli di stato
I titoli di Stato sono documenti rappresentativi di un debito contratto dallo Stato con il
sottoscrittore. I titoli emessi dallo Stato sono iscritti nel Gran Libro del Debito Pubblico e
godono della garanzia dello Stato per il rimborso di capitale ed interessi. La legge nr. 94 del 10
luglio 1861 stabilisce che la prima assegnazione di fondi di ogni anno per il bilancio statale
debba essere fatta per il pagamento delle rendite sul Debito Pubblico.

Esiste una pluralità di titoli di Stato; una prima grossa divisione riguarda i titoli a breve
scadenza (BOT e CTZ) la cui durata non supera i due anni e titoli a scadenza medio/lunga (CCT,
BTP) la cui durata arriva ad un massimo di 30 anni.

Altra grossa distinzione, per i titoli a scadenza medio/lunga, riguarda il tipo di interesse
corrisposto, se fisso per tutta la durata dell’investimento (è il caso dei BTP) oppure variabile
(per i CCT).

L’offerta di titoli risulta particolarmente ampia e sicuramente in grado di soddisfare le più


diverse esigenze dei risparmiatori: per il risparmiatore rimane l’imbarazzo della scelta, risulta
pertanto importante valutare quelli che sono i fini dell’investimento per ottenere un’adeguata
redditività dall’investimento scelto.

Tutti i titoli emessi dopo il 1° settembre 1987 sono assoggettati alla ritenuta fiscale sugli
interessi del 12,50%. Esistono titoli con ritenuta al 6,25 (emissioni dal 20 settembre 1986 al 31
agosto 1987). Fino a settembre 1996 erano presenti anche titoli di Stato emessi prima del 20
settembre 1986, esenti da ritenuta fiscale.

Il risparmiatore può acquistare i titoli sia in sottoscrizione ovvero all’atto dell’emissione da


parte del Tesoro, sia sul mercato secondario ovvero successivamente all’emissione.

Di particolare rilevanza il fatto che tutti i titoli di Stato non entrano nell’imponibile ereditario e
non sono soggetti all’imposta di successione.

I titoli di stato sono:


 BTP (Buoni del tesoro poliennali)
 BTP€i (Buono del Tesoro Poliennale indicizzati all'inflazione europea)
 BTP Italia (Buono del Tesoro Poliennale indicizzato all’inflazione italiana)
 CCT (Certificato di credito del Tesoro)
 CTZ (Certificato del tesoro zero-coupon)
 BOT (Buono ordinario del Tesoro)

Fondi comuni
I Fondi Comuni Mobiliari aperti di diritto italiano sono apparsi per la prima volta in Italia nel
1983. Da allora il sistema dei Fondi Comuni ha subito una notevole crescita strutturale ed ha
riscosso un crescente interesse fra i risparmiatori.

Ma cos’è un Fondo Comune di Investimento? In parole povere il risparmiatore, tramite


l’adesione ad un Fondo Comune di Investimento, affida i propri risparmi a delle Società di
Gestione che provvedono a gestire il suo patrimonio. Le somme versate dai singoli sottoscrittori
confluiscono in una sorta di cassa comune e vengono investite dalla Società di Gestione al fine
di ottenere dall’investimento la massima redditività.

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La sottoscrizione di un Fondo può avvenire in un’unica soluzione o con dei versamenti periodici
mediante adesione ad un piano d’accumulo (PAC). In questo caso la durata del piano può
variare dai 60 ai 180 mesi e più.

All’atto della sottoscrizione la Società di Gestione trattiene sull’importo versato le sue


commissioni che variano in relazione all’entità del capitale investito e del tipo di fondo.
Il valore delle quote di un fondo è calcolato giornalmente e pubblicato sui principali giornali; è
così possibile conoscere l’andamento del proprio investimento.

I Fondi Comuni di diritto italiano sono denominati aperti in quanto il patrimonio gestito non è
fisso, ma aumenta in conseguenza delle nuove sottoscrizioni e diminuisce per effetto dei
rimborsi. Esistono svariate tipologie di Fondi Comuni che si stanno specializzando sempre più
in singoli comparti del mercato mobiliare per permettere al risparmiatore di ottenere una
diversificazione ottimale dell’investimento effettuato. Fra i vari fondi che una Società di
Gestione propone, il risparmiatore sceglie quello che meglio si adatta alle sue necessità di
risparmio; in qualsiasi momento è libero di chiedere il rimborso del suo investimento od il
passaggio (switch) ad un altro Fondo gestito dalla Società. Lo smobilizzo delle quote può essere
parziale o totale e può avvenire in qualunque momento senza necessità di preavviso.

I Fondi possono essere:

- ad accumulazione dei proventi ovvero reinvestono direttamente gli utili conseguiti;


- a distribuzione dei proventi quando prevedono una distribuzione periodica degli utili conseguiti.

Per far nascere un Fondo di Investimento occorrono quattro soggetti:

- il sottoscrittore, colui il quale attraverso dei versamenti di denaro acquista le quote;


- la Società di Gestione che provvede alla gestione dei patrimoni affidati dai sottoscrittori;
- la Banca depositaria che ha il compito di custodire il patrimonio e di vigilanza sulle operazioni
svolte dalla Società di Gestione;
- la rete di vendita che può essere costituita da Banche o da promotori finanziari. I Fondi Comuni
sono soggetti al controllo della Banca d’Italia e della Consob.

Hedge funds
I fondi hedge (in inglese hedge funds) sono dei fondi speculativi ad alto rendimento e alto
rischio e generalmente prevedono un numero di sottoscrittori limitato a fronte di un importo
minimo da conferire molto elevato. In questo tipo di fondi si utilizzano strumenti di gestione
avanzati solitamente non adottati nei fondi di investimento comuni, come ad esempio la vendita
allo scoperto che sfrutta i ribassi degli strumenti finanziari.

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Approfondimento

L'argomento degli hedge funds merita un approfondimento. Non tanto sul funzionamento del
fondo, ma su alcune vicende ad esso legate.
In particolare:

 Il fondo LTCM
 Bernard Madoff

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Società per azioni


«Gli uomini che preferiscono le obbligazioni non sanno quello che si perdono».
(Peter Lynch)

Azioni
Le azioni sono dei titoli rappresentativi di una quota di capitale di una società per azioni, la
differenza rispetto ai titoli obbligazionari è sostanziale, se l’obbligazionista vanta un credito
verso la società emittente, l’azionista è in parte proprietario della società e il rendimento del
suo investimento sarà dato in parte dagli utili che la società distribuisce, ed in parte dalla
variazione del valore di borsa dell’azione, che può essere sia positiva che negativa (capital gain).

L’investimento azionario comporta un elevato grado di rischio: è vero che il rendimento può
essere molto elevato ma può altresì diventare negativo, generando in questo caso una perdita
che nella peggiore delle ipotesi può portare all’azzeramento del capitale investito. Le azioni
hanno un valore nominale, un valore effettivo che è dato dal valore contabile netto del
patrimonio della società diviso per il numero delle azioni in circolazione ed un valore di borsa
che è il valore di mercato al quale il titolo viene trattato in borsa e deriva dall’incontro della
domanda con l’offerta.

Il valore di borsa è soggetto a continue fluttuazioni determinate in prevalenza dalle aspettative


degli investitori sull’andamento futuro della società, delle prospettive economiche del Paese
nel quale la stessa opera, del livello dei tassi e di quello dell’inflazione. Il valore di borsa di un
titolo azionario può in questo modo scostarsi anche di molto rispetto al suo valore effettivo. Per
essere soci di una società, e quindi per poter partecipare alle assemblee degli azionisti, è
necessario possedere almeno una azione che è una quota della proprietà di una società.

• Azioni ordinarie. Conferiscono all’azionista il diritto al dividendo, il diritto al rimborso del


capitale in caso di scioglimento della società, il diritto di opzione in caso di aumento del capitale,
il diritto di voto nelle assemblee ordinarie e straordinarie della società.

• Azioni privilegiate. Conferiscono all’azionista la precedenza nella ripartizione degli utili e nel
rimborso del capitale all’atto dello scioglimento della società. Di contro vi sono delle limitazioni
nel diritto di voto, che è concesso solamente nelle assemblee straordinarie.

• Azioni di risparmio. Sono state istituite con la legge 7 giugno 1974 n. 216: nessun diritto di
voto nelle assemblee ma privilegi nella distribuzione del dividendo. Possono essere emesse solo
dalle società quotate in borsa.

L’azione ordinaria è quella che maggiormente sarà oggetto di speculazione da parte del trader
che vede proprio nella compravendita di strumenti finanziari l’essenza della propria esistenza
professionale.

A partire dai primi anni ’70 si è progressivamente diffusa una forma di collezionismo, chiamata
“scripofilia”, che riguarda i certificati azionari ed obbligazionari. I documenti finanziari d’epoca
sono intrisi di storia della finanza, basti pensare ai bellissimi certificati delle prime società
ferroviarie che sono, dal punto di vista grafico, quasi delle opere d’arte.

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Molti artisti illustri hanno curato la grafica dei certificati azionari di svariate società, rendendoli
oggetti di interesse storico e decorativo. Il mercato dei titoli azionari da collezione è florido e in
pieno sviluppo: nel 2000 un certificato emesso nel 1870 dalla Standard Oil Company con firma
di John D. Rockefeller è stato venduto a ben 120.000 dollari, un prezzo enorme per un vecchio
documento finanziario.

SICAV
Le SICAV (società di investimento a capitale variabile) sono società per azioni con la
caratteristica di avere un capitale variabile e come oggetto esclusivo l'investimento collettivo
del patrimonio raccolto mediante l'offerta al pubblico delle proprie azioni.

Nelle SICAV, a differenza dei fondi comuni di investimento, i risparmiatori non acquistano delle
quote ma sottoscrivono le azioni della SICAV. Così facendo il risparmiatore diviene socio della
SICAV e ha il diritto, tramite il voto e in base alla quantità di azioni possedute, di influire
sull'attività di gestione del patrimonio e sulle vicende sociali della SICAV.

Le SICAV hanno un capitale sociale interamente versato ed è uguale al patrimonio netto


detenuto dalla società. Esistono dei parametri di riferimento (benchmark) che permettono di
verificare la coerenza del rendimento della SICAV.

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Replica del sottostante


«Il denaro non dorme mai.»
(Gordon Gekko)

ETC
Gli ETC, acronimo di Exchange Traded Commodity, sono titoli senza scadenza che permettono
di investire sulle materie prime. La loro quotazione replica linearmente quello del sottostante
grazie all'investimento diretto dell'emittente in materie prime fisiche (ETC physically-backed)
o in contratti derivati su materie prime. Si acquistano in Borsa e sono quotati sul mercato ETF
Plus. Gli ETC hanno dei costi di gestione annui che vanno da un minimo di 0,15% a un massimo
di 1,5%, e che vengono scalati dal prezzo quotidianamente.

Al pari degli ETF gli ETC:

 sono negoziati in Borsa;


 replicano passivamente la performance della materia prima o degli indici di materie prime
a cui fanno riferimento.
 permettono agli investitori l’accesso a mercati altrimenti difficilmente raggiungibili;
 non applicano commissioni di “Entrata”, di “Uscita” o di “Performance”;
 sono titoli senza scadenza;
 espongono l'investitore al rischio di fallimento della banca emittente se lo strumento
finanziario è privo di un collaterale a garanzia.
Gli ETC coprono una vasta gamma di commodities, di indici, di sotto-indici e di indici forward e
sono:

 ETC su singole materie prime (Alluminio, Caffè, Rame, Granoturco, Cotone, Benzina, Oro,
Olio Combustibile, Petrolio Brent, Petrolio Wti, Suini Magri, Bestiame Vivo, Gas Naturale,
Nickel, Argento, Olio di Semi di Soia, Semi di Soia, Zucchero, Platino, Palladio, Frumento e
Zinco);
 ETC su indici legati a panieri omogenei di merci (Prodotti Agricoli, Energia, Cereali, Metalli
Industriali, Bestiame, Petrolio, Metalli Preziosi, ecc.);
 ETC su indici globali di commodities;
 ETC su indici forward di commodities.

Gli ETC sono quasi tutti quotati in dollari, occorre quindi considerare anche il rischio del
cambio.

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ETC physically-backed
Gli ETC physically-backed sono titoli senza scadenza che permettono di investire sulle materie
prime. La loro quotazione replica linearmente quello del sottostante grazie all'investimento
diretto dell'emittente in materie prime fisiche (ETC physically-backed). In altri termini
l'emittente possiede fisicamente il sottostante che viene stoccato secondo standard di “good
delivery” generalmente riconosciuti.

Si acquistano in Borsa e sono quotati sul mercato ETF Plus. Gli ETC physically-backed hanno
dei costi di gestione annui calcolati in proporzione al tempo di possesso del titolo.

Al pari degli ETC "normali" gli ETC physically-backed:

 sono negoziati in Borsa;


 replicano passivamente la performance della materia prima;
 permettono agli investitori l’accesso a mercati altrimenti difficilmente raggiungibili;
 non applicano commissioni di “Entrata”, di “Uscita” o di “Performance”;
 sono titoli senza scadenza;
 espongono l'investitore al rischio di fallimento della banca emittente se lo strumento
finanziario è privo di un collaterale a garanzia.
Gli ETC physically-backed coprono una vasta gamma di commodities come l'oro, l'argento, il
platino e il palladio. Ovviamente, per evidenti problemi di stoccaggio, gli ETF physically-backed
non comprendono prodotti agricoli, metalli industriali o commodities legate all’energia. Gli ETC
physically-backed sono quasi tutti quotati in dollari, occorre quindi considerare anche il rischio
del cambio.

ETF (Exchange Trader Fund)


Gli ETF, acronimo di Exchange Traded Fund (quote di fondi comuni d’investimento o di Sicav
scambiati in borsa), sono strumenti finanziari creati per replicare fedelmente il sottostante al
quale sono collegati. Vengono scambiati in continuo come un qualsiasi titolo azionario e,
rispetto ai normali fondi e Sicav, hanno commissioni di gestione molto basse e nessuna
commissione d’ingresso e di performance. Le commissioni totali annue variano dallo 0,09% ad
un massimo dell’1,5% e vengono pagate in proporzione al periodo di detenzione dell’ETF.

Possono pagare o reinvestire i dividendi e alcuni intermediari permettono la vendita allo


scoperto per poter beneficiare anche della fase ribassista dello strumento finanziario collegato.
Lo stile di gestione è assolutamente passivo; ciò nonostante gli ETF performano spesso meglio
dei fondi attivi collegati agli stessi mercati. Ovviamente i bassissimi costi di gestione hanno
paradossalmente ritardato la diffusione di questo strumento tra gli investitori, poiché molte
banche sono restie a consigliare fondi con un profilo commissionale così modesto. Diviene
quindi possibile investire negli indici dei mercati emergenti, molto distanti geograficamente da
noi ma con tassi di crescita enormi, o nelle materie prime semplicemente comperando un ETF,
che replicherà fedelmente, appunto, l’andamento del sottostante.

Gli ETF quotati sul mercato italiano si negoziano sull’Etfplus, un mercato articolato in tre diversi
segmenti che trattano le diverse tipologie di strumenti:

• il segmento A è dedicato alla negoziazione di quote o azioni di ETF;


• il segmento B è dedicato alla negoziazione di quote o azioni di ETF strutturati;
• il segmento C è dedicato alla negoziazione di ETC (Exchange-traded Commodities).

Il lotto minimo negoziabile è di una quota.

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ETN (Exchange Traded Notes)


Gli ETN, acronimo di "Exchange Traded Note", sono degli strumenti finanziari derivati
cartolarizzati emessi da una società veicolo a fronte dell’investimento diretto nel sottostante o
dell’investimento in contratti sul sottostante medesimo. La loro caratteristica è di replicare
passivamente la performance di sottostanti o indici diversi ma, a differenza degli ETC, gli ETN
non replicano l'andamento di materie prime o indici di materie.

Gli ETN:

 sono negoziati in continua sul mercato ETFplus di Borsa Italiana;


 utilizzano come sottostante indici di valute, indici azionari o obbligazionari;
 permettono agli investitori l’accesso a indici e sottostanti diversi dalle materie prime già
coperte dagli ETC;
 non applicano commissioni di “Entrata”, di “Uscita” o di “Performance”;
 sono titoli senza scadenza;
 espongono l'investitore al rischio di fallimento della banca emittente se lo strumento
finanziario è privo di un collaterale a garanzia.

Le negoziazioni degli ETN si svolgono in continua dalle 9.00 alle 17.25 senza aste di apertura e
di chiusura e il lotto minimo negoziabile è pari a 1.

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Strumenti a leva
«La sola funzione delle previsioni in campo economico
è quella di rendere persino l'astrologia un po' più rispettabile.»
(John Kenneth Galbraith)

Intuitivamente lo si può capire anche dal nome: uno strumento derivato è uno strumento
finanziario il cui valore “deriva” dal valore di un altro strumento finanziario, detto attività
sottostante, come, ad esempio, azioni, obbligazioni, indici, valute, tassi d’interesse, commodity.
Una importante caratteristica dei derivati è la possibilità di sfruttare la leva finanziaria, che
permette, con piccoli margini, di movimentare ingenti capitali.

Principalmente gli strumenti derivati vengono utilizzati per:

• Arbitraggio
• Hedging (Copertura)
• Speculazione

Vi sono svariate tipologie di derivati con diversi profili finanziari. Le tipologie standard vengono
dette plain vanilla, mentre i tipi più complessi sono detti “esotici”.

Le tipologie più conosciute e diffuse sono:

• Contratto a termine o “forward”


• Future
• Opzioni
• Swap
• Esotici
• Strutturati

I derivati possono anche essere creati e venduti dalle società, il vantaggio è semplice, invece di
ricorrere a costosi aumenti di capitale e a indebitamenti si emettono derivati permettendo il
finanziamento dell’impresa a costo zero se il sottoscrittore non esercita il diritto incassando lo
strike. Spesso questi derivati sono estremamente complessi e carichi di costi occulti che non
sono facilmente determinabili da operatore non specializzati.

La genialità nell’emissione di derivati consiste nel fatto che apparentemente non toccano gli
utili dell’impresa poiché transitano solo nello stato patrimoniale, con un aumento delle entrate
di cassa, derivante dalla vendita del derivato, contrapposto ad un aumento delle
immobilizzazioni finanziarie. Negli ultimi anni queste forme di ingegneria finanziaria hanno
trovato un nome appropriato: “contabilità creativa”. Si deve proprio a questa tecnica la
possibilità che ha avuto Enron di contrarre enormi quantità di debiti non contabilizzati.

Il mercato italiano dei derivati è l’Italian Derivative Market (Idem).

Futures
I futures sono dei contratti che hanno per oggetto la compravendita a termine di un’attività
reale o finanziaria definita sottostante (futures su materie prime, indici, tassi, titoli). Il valore
del futures deriva quindi da quello del relativo sottostante. I futures hanno condizioni e
scadenze standardizzate e sono negoziati in mercati regolamentati. A Piazza Affari l’indice di
riferimento per i futures sull’indice è il FTSEMib, che comprende i 40 principali titoli della borsa
di Milano.

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Compito della borsa valori è specificare:


• le caratteristiche dell’attività sottostante;
• l’ammontare che il venditore dovrà consegnare per ogni contratto stipulato;
• il luogo di consegna;
• il periodo del mese in cui si può effettuare la consegna;
• il metodo di quotazione dei prezzi;
• i limiti alle oscillazioni giornaliere dei prezzi e alle posizioni degli operatori.

I contratti futures offrono una serie di vantaggi all’investitore. Innanzitutto il capitale


necessario per la compravendita di un contratto future (margine iniziale di garanzia) è una
frazione del valore del relativo sottostante; conseguentemente, i guadagni e le perdite risultano
amplificate grazie all’effetto leva. Inoltre, con un solo contratto, si replica in pratica
l’investimento in un paniere di titoli, con costi di negoziazione però molto più bassi. I contratti
futures sono liquidi e standardizzati.

È possibile operare al rialzo acquistando uno o più contratti oppure al ribasso semplicemente
vendendo uno o più contratti. Per chiudere l’operazione basterà porre in essere un’operazione
contraria andando a vendere quello che si era acquistato o andando a comperare quello che si
era venduto. I contratti futures possono essere usati in vari modi:

• come strumenti di copertura, principalmente dagli investitori istituzionali, che in


determinate situazioni di mercato hanno la necessità di immunizzare dei portafogli senza
andare a smobilizzare i titoli. Su un portafoglio “coperto”, le eventuali perdite sui titoli saranno
compensate dagli utili sui futures a copertura (e viceversa);

• come strumenti di arbitraggio, anche in questo caso da operatori istituzionali che sfruttano
i temporanei disallineamenti fra il valore del derivato e quello del sottostante;

• come strumenti di trading, da parte anche dell’investitore comune che assume posizioni al
rialzo o al ribasso per sfruttare l’effetto leva proprio dei futures.

Senza dubbio la peculiarità più importante dei contratti derivati è il valore nominale, cioè il
controvalore su cui effettivamente si opera e che consente di fare grossi guadagni o perdite
impiegando somme di danaro inferiori a quelle necessarie per acquistare i titoli che
compongono il future.

Per quanto riguarda i contratti “future FTSE/Mib” e mini-future FTSE/Mib, il valore nominale
è ottenuto moltiplicando la quotazione del contratto per 5 (nel caso del future FTSE/Mib) o per
1 (nel caso del mini-future FTSE/Mib), quindi ad una quotazione del future FTSE/Mib o del
mini-future FTSE/Mib pari a 20.000 punti avremo:

 Valore nominale del future FTSE/Mib = 20.000 x 5 = 100.000 €


 Valore nominale del mini-future FTSE/Mib = 20.000 x 1 = 20.000 €

Al fine di eliminare il rischio di insolvenze nelle negoziazioni tra acquirente e venditore si


frappone la Cassa di Compensazione e Garanzia (Ccg).

Ciò vuol dire che tutte le operazioni, sia in acquisto che in vendita, hanno come controparte la
Ccg che, per consentire di operare, richiede che siano versati i cosiddetti margini di garanzia.

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I margini di garanzia possono essere così suddivisi:

 Margine iniziale. Per poter eseguire operazioni di compravendita in future FTSE/Mib o


mini-future FTSE/Mib è richiesto il versamento di una somma di denaro, detta margine
iniziale, in un apposito conto che la Ccg userà nel caso in cui l’investitore dovesse
risultare inadempiente. Il margine viene calcolato in termini percentuali sul
controvalore dell’operazione; tale percentuale non può essere inferiore al 7,5% che è
quanto la Ccg richiede all’intermediario. L’intermediario, generalmente la Banca o la
Sim, richiederà all’investitore finale una percentuale superiore a garanzia del rischio di
insolvenza da parte della clientela nel caso di forti oscillazioni. Generalmente, i margini
iniziali richiesti alla clientela vanno dal 10% al 15%.
 Margine di variazione. Nel caso in cui vengano lasciate posizioni aperte overnight (che
non vengono chiuse in giornata ma mantenute aperte per due o più sedute di borsa) sarà
necessario adeguare il margine iniziale già versato al nuovo valore del contratto.
Verranno quindi liquidate giornalmente le perdite o i profitti.

Le scadenze dei contratti future e mini-future sono marzo, giugno, settembre e dicembre.
L’ultimo giorno di contrattazione per ogni scadenza è fissato nel terzo venerdì del mese
chiamato dagli operatori “il giorno delle 3 streghe”. Sono trattate solo le tre scadenze più vicine,
nel caso del future FTSE/Mib, o le due scadenze più vicine nel caso del mini-future.

Se decidiamo di mantenere le posizioni oltre la scadenza (esempio se abbiamo acquistato il


contratto con scadenza a settembre e alla scadenza decidiamo di mantenerlo in quanto le
quotazioni sono in salita) dovremo effettuare l’operazione di rollover cioè dovremo vendere il
contratto di settembre entro l’ultimo giorno di negoziazione, il terzo venerdì del mese di
scadenza ed acquistare quello di dicembre.

In caso contrario, se ci ritroveremo ancora il contratto in portafoglio, questo sarà chiuso al


“prezzo finale di regolamento” e cioè il valore dell’indice FTSE/Mib calcolato sui prezzi di
apertura dell’ultimo giorno di negoziazione. Oltre ai futures sui titoli azionari esistono altre
tipologie di futures, le principali sono i currency futures e i commodity futures.

Un currency futures è un contratto futures che obbliga a scambiare una valuta per un’altra ad
una data specifica, al cambio fissato alla data della contrattazione. Questo contratto può essere
usato per gestire i rischi legati alla fluttuazione dei cambi, ma trova ampia applicazione anche
a fini speculativi.

Un commodity futures è un contratto futures che prevede la negoziazione di una prefissata


quantità di merce ad un prezzo e a una data prefissata. Il prezzo del future non include anche le
carrying charge, cioè le commissioni che coprono i costi di magazzinaggio e assicurazione della
merce.

Warrant
Il warrant è uno strumento finanziario che racchiude il diritto di acquistare (warrant call) o
vendere (warrant put) un sottostante a una scadenza stabilita. Si tratta quindi di un contratto
a termine che si divide in due tipologie ben distinte tra loro:

1. warrant, che hanno come sottostante azioni;


2. covered warrant, che possono avere come attività sottostante diversi strumenti finanziari
oltre alle azioni. Ad esempio obbligazioni, valute, indici o tassi di interesse.

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Il funzionamento dei warrant è molto semplice e simile alle opzioni più semplici. In parole
povere si acquisisce il diritto di comprare a un prezzo e a una data prefissata dietro
corrispettivo di un premio.

Generalmente, per rendere appetibile un aumento di capitale, una società decide di emettere
con le nuove azioni anche dei warrant per chi sottoscrive l’aumento. A differenza delle opzioni
i warrant hanno solitamente scadenze temporali più lunghe, in alcuni casi anche di 5 o più anni
e rappresentano quindi una sorta di investimento altamente speculativo per la forte leva di
crescita che hanno in caso di superamento del prezzo di conversione. I trader di vecchia data
ricorderanno bene, per esempio, i warrant Stet.

I warrant di tipo put sono molto rari rispetto ai call.

Covered Warrant
Nel mercato dei covered warrant è possibile trovare sia call che put su quasi ogni strumento
finanziario. Il funzionamento dei covered warrant è semplicissimo: si acquisisce il diritto di
comperare (call) o di vendere (put) un determinato strumento finanziario ad un prezzo e una
data prefissati. In funzione del prezzo del sottostante avremo covered warrant:

• at the money;
• in the money;
• out of the money.

Nei cw at the money il prezzo di conversione è più o meno equivalente al sottostante, ad


esempio posso comperare a 10 qualcosa che quota 10 anche nel mercato; nei cw in the money
posso acquistare a 10 qualcosa che nel mercato quota 12 (ovviamente la differenza è
incorporata nel prezzo del covered warrant), mentre nei cw out of the money posso comperare
qualcosa a 10 che quota 8 nel mercato. Questo a grandi linee.

Quello che però risulta interessante è l’enorme volatilità che questi strumenti hanno.
Se, ad esempio, compero un covered warrant call a base 10 quando il titolo quota 8 lo pagherò
molto poco; se il titolo andasse a 12 la variazione del cw non sarà, come nel sottostante, del
40% ma del 400% o più a seconda del tempo che manca alla scadenza e della volatilità del
sottostante.

Sul mercato è possibile trovare le scadenze e le tipologie di cw più variegate, ma generalmente


il trader concentra la sua attenzione su covered warrant molto trattati e liquidi, con scadenze
ravvicinate e in the money o at the money.

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Approfondimento

I derivati sono direttamente responsabili della creazione e della distruzione di molte fortune.
In particolare i futures espongono a perdite maggiori del capitale investito e quindi vanno
maneggiati con attenzione, come la storia dei crolli di valore ci ha ben insegnato. Le crisi
finanziarie di Enron, di Ltcm, della famiglia Hunt, della Barings Bank e di molti altri ha il comune
denominatore nell’uso spregiudicato di derivati.

In particolare:

 Il fondo LTCM
 Il tracollo di Enron
 Barings Bank
 Bruno Michel Iksil - "La balena londinese"

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Strumenti sintetici
«Seguire l'esperienza può farti sbagliare di tanto in tanto.
Ma a non seguirla saresti veramente un asino.»
(Jesse Livermore)

I principali strumenti finanziari sintetici sono:


 Investment Certificates
 Opzioni
 Opzioni digitali
 CFD (contrat for difference)
 Contratti forward

Investment Certificates
Gli investment certificates, o più semplicemente certificati da investimento, sono una
interessante alternativa all'acquisto diretto del sottostante perché permettono di scegliere la
protezione dai ribassi e l'esposizione al mercato che si desidera. Esistono svariate tipologie di
certificati d'investimento, con protezione o senza, con partecipazione totale, aumentata o
limitata ai movimenti del sottostante. Un certificato può avere o meno:
 la protezione assoluta del capitale investito;
 la protezione condizionata del capitale investito all'accadimento di un evento;
 un "Cap" ovvero un limite ai potenziali guadagni;
 una protezione di tipo "Quanto" che annulla il rischio delle oscillazioni valutarie;
 una partecipazione al rialzo e al ribasso del sottostante;
 una partecipazione al movimento del sottostante maggiore o minore del 100%;
 una scadenza, i certificati senza scadenza sono chiamati "open end".

Gli Investment Certificates sono quotati sulla Borsa Italiana, sul mercato SeDeX e possono avere
come sottostante:
 azioni;
 indici;
 basket di indici;
 materie prime;
 paniere di materie prime o fondi.

La flessibilità dei certificati è possibile dalla combinazione di più opzioni che finiscono col
permettere la realizzazione di un’ampia gamma di strategie che il singolo investitore
difficilmente riuscirebbe a costruire.

Ma non è certamente questo l’unico punto di forza di un certificato che consente di accedere a
sottostanti difficilmente accessibili, di implementare strategie di protezione del capitale o di
ricercare una performance maggiore del sottostante al quale si riferisce.

L’identificazione dei certificati è possibile grazie al codice ISIN internazionale che lo


caratterizza. Quella che segue è la lista delle principali tipologie di certificati con la descrizione
della loro componente in opzioni:

Airbag
• Il sottostante è privato dei dividendi;
• C'è un'opzione che riduce le perdite in caso di andamento sfavorevole del sottostante.

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Benchmark
• Il sottostante è privato dei dividendi;
• Non contiene opzioni accessorie al suo interno.

Butterfly
• Il sottostante è privato dei dividendi;
• C'è un'opzione sul sottostante di copertura;
• C'è un'opzione sul sottostante che limita la possibilità di guadagno da rialzi;
• C'è un'opzione sul sottostante che sfrutta, limitatamente, i ribassi.

Bonus
• Il sottostante è privato dei dividendi;
• C'è un'opzione sul sottostante che permette una copertura condizionata;
• C'è un'opzione sul sottostante che permette di ottenere il bonus.

Discount
• Il sottostante è privato dei dividendi;
• C'è un'opzione sul sottostante che limita la possibilità di guadagno in caso di rialzo.

Equity Protection
• Il sottostante è privato dei dividendi;
• C'è un'opzione sul sottostante di copertura.

Express
• Il sottostante è privato dei dividendi;
• C'è un'opzione sul sottostante di copertura condizionata;
• C'è un'opzione sul sottostante che limita la possibilità di guadagno di rialzo;
• C'è un'opzione di opzioni di rimborso anticipato comprensivi dei relativi premi.

Outperformance
• Il sottostante è privato dei dividendi;
• C'è un'opzione che permette di ampliare i movimenti del sottostante.

TwinWin
• Il sottostante è privato dei dividendi;
• C'è un'opzione sul sottostante di copertura condizionata;
• C'è un'opzione sul sottostante che permette di sfruttare i rialzi;
• C'è un'opzione sul sottostante che permette di sfruttare parzialmente i ribassi.

CFD (Contract for Difference)


CFD è l’acronimo dall’inglese Contract for Difference, ovvero Contratto per Differenza. Un CFD è
un tipo di contratto in base al quale viene scambiata la differenza di valore di un certo titolo o
sottostante, maturata tra il momento di sottoscrizione di un contratto e la chiusura di questo.
Si tratta di uno strumento derivato OTC (Over the counter) dove una parte viene definita
acquirente e l’altra venditrice.

La parte acquirente, in caso di operazioni rialziste, realizza un profitto quando il valore del
sottostante aumenta, e una perdita quando cala, esattamente come nel trading normale.
Ovviamente la parte venditrice realizzerà una perdita se il sottostante venduto sale e
un guadagno se diminuisce. In caso di operazioni ribassiste (short) vale esattamente il
contrario, un calo delle quotazioni del sottostante crea un profitto per l'acquirente e una perdita
per il venditore.

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Con i CDF si può fare trading su molti strumenti finanziari come, ad esempio, azioni, indici,
valute, materie prime ed opzioni, investendo una parte del valore del sottostante su cui si opera
poiché i CDF sono un prodotto a marginazione.

La marginazione è una modalità di negoziazione che permette all’investitore di operare solo


con una porzione del capitale rispetto all'investimento totale, in pratica si opera su una quantità
di titoli o contratti corrispondenti a un controvalore superiore a quello investito. La
marginazione crea un "effetto leva", in base al quale il risultato del vostro trade, positivo o
negativo, è amplificato rispetto al risultato dell’operatività ordinaria.

Il trading sui CFD non dà alcun diritto o obbligo sul sottostante che rappresenta.

Opzioni
Le opzioni, largamente utilizzate a fini speculativi e di copertura, sono dei derivati che
conferiscono il diritto di acquistare (call) o vendere (put) lo strumento sottostante a un prezzo
(strike) e a una data predeterminati. Il sottostante può essere un’azione, una commodity, un
tasso di interesse o altro ancora.

Vi sono diversi tipi di opzioni, le principali sono:

• di tipo europeo, esercitabili solo alla scadenza;


• di tipo americano, esercitabili in qualsiasi momento;
• Bermuda, esercitabili in determinate finestre temporali.

Vi sono poi le opzioni “esotiche”, caratterizzate dal fatto di contenere un elemento condizionale
che ne determina il valore; per esempio le opzioni asiatiche, il cui valore dipende
dall’andamento medio storico del sottostante.

Il prezzo di un’opzione dipende da cinque fattori detti anche “greche”:


1. il fattore di accelerazione del delta (gamma);
2. il prezzo di mercato dell’attività sottostante (delta);
3. il tempo residuo alla scadenza dell’opzione (theta);
4. la volatilità del prezzo dell’attività sottostante (vega);
5. il tasso di rendimento a breve termine privo di rischio (rho).

La convenienza ad esercitare l’opzione o ad abbandonarla è data dalla relazione tra il prezzo di


mercato del sottostante e quello di esercizio dell’opzione che può essere:

• in the money, quando l’opzione incorpora un valore permettendo di acquistare ad un prezzo


più basso di quello di mercato o di vendere a un prezzo più alto;

• at the money, quando comperare sul mercato o esercitare l’opzione comporta il medesimo
esborso finanziario;

• out the money, quando comperare il sottostante nel mercato viene a costare meno che
esercitare l’opzione.

Formalizzando in una tabella le convenienze di esercizio dell’opzione abbiamo:

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Le opzioni europee e americane, dette plain vanilla, sono usate meno frequentemente delle
opzioni a struttura complessa, dette appunto esotiche. A differenza delle opzioni plain vanilla,
l’innovazione delle opzioni esotiche è limitata solo dalla fantasia di chi le emette. Ne nascono
spesso di nuove, infatti, anche se le principali categorie di opzioni coprono la quasi totalità dei
casi. Le principali opzioni sono:

Opzioni Isoalfa
L’Isoalfa è un’opzione su singoli titoli azionari (Iso significa “individual stock option”) che
prevede la consegna dei titoli dopo cinque giorni dalla scadenza. La negoziazione avviene nel
mercato Idem con scadenza mensile o trimestrale come per i futures (marzo, giugno, settembre
e dicembre). Scadono il terzo venerdì del mese.

Opzioni Mibo
L’opzione Mibo non consegna strumenti finanziari alla scadenza ma permette di incassare la
differenza tra il prezzo di esercizio e il prezzo del sottostante. Esistono sia opzioni call che put.
Chiaramente la convenienza ad esercitare questa opzione si avrà solamente in caso di prezzo
del sottostante maggiore del prezzo di sottoscrizione per le call e minore per le put.

Opzioni Cap, Floor e Collar


Cap, Floor e Collar sono opzioni che hanno per oggetto tassi di interesse e che permettono di
ricevere la differenza tra l’interesse stabilito e quello sottostante l’opzione che è un tasso
variabile di mercato.

Opzioni asiatiche (esotiche)


L’opzione asiatica modifica lo strike in funzione di una media di rilevazioni del sottostante
(average strike options) oppure, dato uno stike, si confronta non il prezzo del sottostante ma
una sua media dei prezzi (average rate options). Periodi, medie e metodi di calcolo possono
assumere diverse forme.

Opzioni barriera (esotiche)


Le opzioni barriera creano dei livelli di prezzo che il sottostante deve attraversare, in salita o in
discesa, per attivarne l’inizio o il termine della validità. La barriera di tipo in determina l’inizio
della validità dell’opzione, di tipo out la fine.

Opzioni Bermuda (esotiche)


L’opzione bermuda consente l’esercizio solo in determinate date o durante specifici intervalli
di tempo.

Opzioni binarie (esotiche)


Un’opzione binaria, anche detta digitale, consente un guadagno fisso al verificarsi del
superamento di un valore soglia da parte del sottostante.

Opzioni composte (esotiche)


Un’opzione composta ha come sottostante un altro titolo derivato.

Opzioni lookback (esotiche)


Nelle opzioni lookback il valore del prezzo di esercizio è il massimo o il minimo del prezzo del
sottostante nel periodo di validità dell’opzione.

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Opzioni digitali
Nel variegato panorama delle opzioni spiccano, per originalità e gestione sistematico del
rischio, le opzioni digitali anche chiamate opzioni binarie. Il loro funzionamento è semplice e
permettono di sfruttare movimenti rialzisti, ribassisti e anche laterali del sottostante. Queste
opzioni, tipicamente un prodotto a breve termine dalla durata inferiore alle sei settimane e a
forte effetto leva, amplificano le variazioni del sottostante con due caratteristiche originali:

1. I diversi scenari che sono proposti consentono di puntare sul rialzo o sul ribasso, ma anche sulla
stabilità, su svariati sottostanti. I prodotti di stabilità si valorizzano con il passare del tempo.
2. Il valore di ogni opzione digitale varia tra 0 e 100 euro e corrisponde alla probabilità di
realizzazione dello scenario scelto.

Quindi, tutte le opzioni digitali sono immediatamente comparabili: un prodotto che quota 60
euro corrisponde a uno scenario due volte meno rischioso di un prodotto a 30, ma ciascuno di
questi offre un profitto lordo potenziale di 100. Un esempio chiarirà le idee.

Immaginiamo di seguire un titolo che quota 2 euro e che tecnicamente è impostato al


rialzo. Possiamo acquistare il titolo con un grosso esborso di denaro o acquistare
un’opzione, ad esempio, “TouchHi” con barriera a 2,10 e scadenza a 6 settimane. Se il
titolo chiuderà entro la scadenza al di sopra di 2,10 incasseremo 100 euro di premio, se
invece la chiusura sarà inferiore perderemo solamente il controvalore dell’opzione, che sarà
tanto inferiore ai 100 euro quanto più distante sarà la quotazione dal prezzo barriera.

Se invece individuiamo un titolo in trend ribassista, è possibile comperare un’opzione


“TouchLo” che consentirà un guadagno di 100 euro se la chiusura del sottostante sarà
inferiore del prezzo barriera.

Ovviamente all’avvicinarsi del prezzo barriera l’opzione aumenterà di valore tendendo a 100,
mentre all’allontanarsi del prezzo o all’accorciarsi del tempo perderà valore. Si tratta di uno
strumento innovativo e adatto all’operatività altamente speculativa di un trader sia intraday
che multiday, col vantaggio di limitare la perdita e di poter gestire tecnicamente la speculazione.

Le tipologie di opzioni digitali sono molteplici. È possibile anche acquistare un’opzione


che prevede il superamento di un prezzo barriera “multiplo”, sia al rialzo che al ribasso.
In questo caso l’opzione sarà di tipo “TouchAny”.

Oppure si può acquistare un’opzione che pagherà il premio solo se il sottostante resta
sotto un determinato prezzo barriera, avremo quindi un’opzione di tipo “StayLo”.

Si tratta di strumenti speculativi evoluti ma preziosi per i trader che desiderano tradare con
piccole cifre, le opzioni digitali sono negoziabili dal momento della loro emissione fino a 2 giorni
lavorativi prima della loro data di scadenza all’acquisto, o fino a un giorno prima della loro data
di scadenza alla vendita.

Durante il periodo di negoziazione è possibile acquistare e rivendere le opzioni facendo


un’attività simile a quella di un market maker. Il grande successo di queste opzioni sintetiche è
anche dato dal fatto che generalmente non sono soggette a commissioni di acquisto e che solo
in caso di rivendita prima della scadenza vi è uno spread denaro lettera ridotto che rappresenta
la commissione massima pagabile.
L'esempio che segue ne chiarirà il funzionamento.

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Lunedì, compro un TouchHi, un’opzione che paga 100 euro quando il sottostante raggiunge il
prezzo barriera e che è quotato a 40.

1. Scenario favorevole: mercoledì, questo TouchHi è salito fino a 70 euro. Sono soddisfatto di
questa plusvalenza e, piuttosto che aspettare di arrivare a guadagnare 100 euro, preferisco di
incassare subito il mio guadagno. Rivendo il TouchHi a 70-4=66 euro.

2. Scenario sfavorevole: mercoledi, questo TouchHi è sceso a 20 euro. Ho deciso che questa è la
massima perdita che posso sopportare, quindi decido di uscire subito dalla posizione senza
aspettare. Rivendo il TouchHi a 20-4=16 euro.

Il trading in opzioni binarie non è semplice come appare e può portare a rapidi azzeramenti del
conto di trading anche se è già noto in partenza l'importo di massima perdita. Come ogni
strumento finanziario, anche l'opzione digitale ha bisogno di un periodo di addestramento per
essere ben compreso.

CDS (Credit default swap)


Warren Buffett ha definito i derivati come armi finanziarie di distruzioni di massa. Nel suo
report annuale agli azionisti Buffet scriveva:

« Se i contratti derivati non vengono collateralizzati o garantiti, il loro reale valore dipende
anche dal merito di credito delle controparti. Allo stesso tempo, comunque, prima che il
contratto sia onorato, le controparti registrano profitti e perdite -spesso di enorme entità-
nei loro bilanci senza che un singolo centesimo passi di mano. La varietà dei contratti
derivati trova un limite solo nell'immaginazione dell'uomo (o talvolta, a quanto pare, del
folle).»

Il credit default swap (CDS) è un derivato creditizio, scambiato sul mercato over-the-counter,
che trasferisce l'esposizione creditizia di prodotti a reddito fisso tra le parti, i CDS sono anche
utilizzati come misura del rischio fallimento di uno stato sovrano.

Contratti forward
Esistono due tipi di contratti a termine:
 I contratti futures
 I contratti forward

Mentre i contratti futures sono standardizzati (uguali tra loro) e trattati in mercati
regolamentati, i contratti forward sono accordi non standardizzati tra due controparti, stipulati
fuori dai mercati regolamentati e quindi scambiati OTC (over-the-counter).

Un esempio chiarirà meglio il funzionamento del contratto forward.

Immaginiamo un contratto a termine tra due controparti con sottostante 10 tonnellate di


zucchero. L'accordo prevede la consegna del sottostante tre mesi dopo la stipula a un prezzo
predeterminato, chi vende sa a che prezzo venderà e chi acquista sa a che prezzo acquisterà, a
prescindere dalle variazioni del prezzo dello zucchero.

• Il prezzo del sottostante è detto "spot"


• Il prezzo di consegna è detto "forward price".

A scadenza se il prezzo dello zucchero è superiore a quello del contratto stipulato tre mesi
prima ci sarà un guadagno per chi ha acquistato e una perdita per chi ha venduto.

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Se il prezzo dello zucchero rimane invariato non ci saranno perdita ma nemmeno guadagno, se
invece il prezzo è inferiore ci sarà una perdita per chi ha acquistato e un guadagno per chi ha
venduto.

Effettivamente il contratto forward assomiglia molto a un contratto futures dove però chi
acquista lo fa in un ambito regolamentato di un mercato borsistico, con precise regole di
funzionamento, tramite un broker e con il versamento di un "margin account". Nei futures non
esiste un rischio di insolvenza che nei contratti forward è sempre possibile.

Se l’acquirente di un contratto forward riceve la merce oggetto del contratto si ha un "physical


delivery", se riceve una somma pari al prezzo di mercato del sottostante si ha un "cash
settlement".

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Commodities
«Se vi mettete a discutere col mercato, avete perso in partenza».
(Larry Hite)

La parola "commodity", entrata in uso nella lingua inglese nel 15° secolo, non ha un
corrispondente termine nella lingua Italiana ed è un prodotto disponibile senza differenze
qualitative sul mercato, è quindi uguale anche se cambiano i produttori della commodity. Le
commodities sono standardizzate e sempre uguali tra loro, la parola commodity deriva dal
francese "commodité", che significa ottenibile comodamente, pratico e sono negoziate,
principalmente mediante contratti futures, nei seguenti mercati:

 Chicago Board of Trade (CBOT)


 Chicago Mercantile Exchange (CME)
 Euronext.liffe - filiale dedicata alle negoziazioni di Futures e opzioni dell'Euronext.
 Intercontinental Exchange (ICE)
 London Metal Exchange (LME)
 London Platinum and Palladium Market (LPPM)
 New York Mercantile Exchange (NYMEX)

Le principali commodity, divise per settori di appartenenza, sono:

Agricoltura Metalli • Energia elettrica


• Etanolo
• Avena • Alluminio • Gas naturale
• Colza • Argento • Nafta
• Frumento • Nichel • Petrolio
• Mais • Oro
• Orzo • Palladio Carni
• Piombo
Coloniali e tropicali • Platino • Bovini
• Rame • Bovini da latte
• Cacao • Maiali
• Caffè • Zinco
• Pancetta di maiale
• Cotone Energetici
• Legname
• Succo d'arancia • Benzina
• Zucchero • Carbone

Per avere un'idea dell'andamento delle materie prime e dei loro sottoinsiemi, sono disponibili
diversi indici, i principali sono:

 Indice SP Goldman Sachs Commodity


 Indice Dow Jones-UBS Commodity
 Indice Reuters/Jefferies CRB
 Indice RICI Jim Rogers
 Indice Commin Commodity

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Approfondimento

Anche Hollywood, seppur con qualche licenza, ha affrontato più volte l’utilizzo di informazioni
riservate o privilegiate per fare facili e veloci profitti. Possedere in anticipo le informazioni e le
notizie riservate che devono essere diffuse al mercato (e che influenzano i prezzi quando non
sono attese) fornisce un discreto vantaggio, ma anche operare seguendo gli effetti che queste
notizie generano sui prezzi offre grandi opportunità.

L’abusato proverbio di Wall Street «non combattere il trend» è infatti il migliore strumento che
il trader possiede per non incorrere nella rovina finanziaria. Come il film “Trading Places” ben
ricorda. «Pensa alla grande, sii ottimista! Non dare mai segni di debolezza, mira sempre dritto
alla gola. Compra a poco e vendi a molto. La paura è un problema che non ti riguarda». (Louis
Winthorpe III) In Italia il film è conosciuto con il titolo "Una poltrona per due".

E se si pensa che, dopotutto, è solo un film, vale la pena leggere la storia che ha come
protagonisti la Sumitomo Corporation e "Mr. Copper". In questo caso la realtà ha superato la
fantasia.

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Valute e Forex
«Le invisibili monete faran trionfare molti spenditori di quelle.»
(Leonardo Da Vinci)

Cominciare a parlare del Forex descrivendo la carruba è


quantomeno originale, tuttavia i semi di questa pianta sono
stati, in un modo inaspettato, protagonisti del commercio.

Vediamo come.

Nei tempi antichi l’economia era governata dal baratto,


un’operazione di scambio di un bene o di un servizio in cambio
di qualcos’altro. Per molti secoli il baratto è stato l’unica forma
di scambio commerciale di beni ma presenta un grosso limite,
rende difficoltoso il risparmio, possibile solamente
acquistando beni non deperibili che non mutino valore nel
tempo. Un problema che con il conio delle monete venne
superato.

Le monete erano diverse tra loro ma nel contempo erano


accumunate dal possedere, come metallo di conio, un metallo
prezioso che ne garantiva il valore. Nell’antica Roma l’aureo
era la moneta più preziosa, emessa dal primo secolo a.c. aveva
dei requisiti ben precisi stabiliti da Giulio Cesare, oro dal peso
di 1/40 di libbra romana, all’incirca 8 grammi.

Un aureo valeva 25 monete d’argento e venne coniato da diversi imperatori romani con una
prima forma di “svalutazione”, iniziata da Nerone, che portò il peso dell’aureo a 1/45 di libbra
e proseguita da Caracalla che coniò aurei con 1/50 di libbra di peso.

Aureo con l’imperatore Tiberio Claudio Nerone sul fronte e sua madre Livia Drusilla sul retro.

Prima della moneta il denaro era costituito da svariati oggetti, conchiglie, barre di ferro o sale
(da cui deriva il termine salario), oggetti che potevano avere un valore elevato in certi posti e
un valore nullo in altri. Tuttavia l’introduzione delle monete d’oro e d’argento se da un lato
risolse molti problemi, dall’altro ne creò di nuovi.

La moneta che circolava era sempre meno perché veniva risparmiata e per di più alcuni furbi
mercanti, dopo una dura giornata di lavoro, trovavano nel lavoro di lima un interessante e
remunerativo sistema per incrementare i loro guadagni: la tosatura delle monete.
Ben presto le monete che circolavano smisero di essere identiche nel peso per effetto della
polvere d’oro che pazientemente veniva “tosata”.

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Il problema era molto serio, chi veniva colto a “tosare” le monete era condannato a morte per
impiccagione. La questione fu risolta introducendo la zigrinatura sul bordo della moneta, una
eventuale “tosata” sarebbe stata immediatamente evidente, tuttavia passarono molti secoli
prima che questo miglioramento venisse adottato.

Il peso della moneta andava stabilito con esattezza ed è qui che entra inaspettatamente in gioco
la carruba e i suoi semi che tendono ad avere un peso costante pari a 1/5 di grammo, questa
proprietà era ben nota agli arabi che chiamavano il seme di carruba “khirat”, carato.

Ad ogni modo anche se i semi non sono proprio identici di peso, il loro utilizzo per pesare i
preziosi fu un grande aiuto che la natura seppe, ancora una volta, dare all’uomo. Col passare dei
secoli, in epoca straordinariamente recente, fu abbandonato il conio d’oro e d’argento a favore
della banconota che però era pienamente convertibile in oro.

Dopo la seconda guerra mondiale fu creato un sistema di cambi fissi delle principali valute
contro il dollaro, a sua volta il dollaro era ancorato ad un prezzo fisso per un’oncia d’oro (35
dollari).

Così facendo venivano impedite le fluttuazioni di prezzo. Questa situazione durò fino al 1971
quando gli USA decisero unilateralmente di revocare la disponibilità a convertire il dollaro in
oro creando quindi le condizioni necessarie per la fluttuazione dei cambi. Con l’avvento del
libero scambio nacquero nuovi strumenti finanziari e gli speculatori trovarono un nuovo
terreno di conquista, era nato il Foreign Exchange Market o Forex.

Il Forex è un mercato “Over The Counter”(O.T.C.) tra i più vasti, il volume elevato, la volatilità
e la direzionalità che spesso molte valute hanno, lo rendono molto interessante anche se il
mercato dei cambi è complesso. Vi operano operatori istituzionali altamente specializzati con
avanzati sistemi di elaborazione dati.

L’avvento dei personal computer comportò un’accelerazione del Forex, gli scambi divennero
continui, oggi gran parte delle transazioni finanziarie è finalizzata alla pura e semplice
speculazione, si cerca cioè di fare soldi con i soldi.

Fino a qualche anno fa il Forex era terreno operativo di banche, multinazionali e società di
brokeraggio, solo recentemente, grazie al boom dell’informatica, molti singoli operatori si sono
affacciati a questo mercato.

Il Forex, spesso abbreviato in FX, presenta molti punti di forza:


• è un mercato liquidissimo e con elevati volumi di scambio;
• è frequentato da molti operatori;
• non ha una sede precisa, gli scambi durano 24 ore su 24;
• è un mercato influenzato da una moltitudine di fattori.

A partire dal 1972 iniziarono ad essere trattati i primi futures sulle valute quotati al Chicago
Mercantile Exchange, tuttavia con i cambi è possibile speculare con diverse metodologie.

 Forward transaction: quando si vuole congelare il rischio di fluttuazione del cambio si


entra in un contratto forward che consente di stabilire, in una data futura e a un tasso
prefissato, una transazione in valuta. La durata di questo tipo di contratto può coprire
diversi orizzonti temporali, anche lunghi.
 Futures: il contratto futures sulle valute è standardizzato, sia come importo che come
scadenza, dura circa tre mesi e incorpora nel prezzo tutti i costi, interessi compresi.

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 Swap: questo tipo di contratto è particolare e non standard, nella sostanza due operatori
si accordano per scambiarsi due valute tra loro per un certo periodo di tempo, alla
scadenza del contratto ogni controparte rientrerà in possesso della valuta originaria.
 Spot: a differenza dei futures che hanno scadenza ogni tre mesi, un contratto spot è uno
scambio con scadenza di due giorni.

Le valute sono protagoniste assolute sul FOREX, ma non tutte le valute riscuotono il medesimo
interesse tra i trader, alcune sono raggruppate in una categoria chiamata "Majors" che contiene
le principali valute scambiate.

Simbolo Paese Valuta Nickname


USD Stati Uniti Dollaro americano Buck
EUR Zona Euro Euro Fiber
GBP Gran Bretagna Pound Cable
JPY Giappone Yen Yen
CHF Svizzera Franco svizzero Swissy
CAD Canada Dollaro canadese Loonie
AUD Australia Dollaro australiano Aussie
NZD Nuova Zelanda Dollaro neozelandese Kiwi

Quando si acquista una valuta la si compera sempre contro un'altra, se ad esempio voglio
acquistare dollari pagando in euro è il cambio EUR/USD che mi dirà quanti dollari mi verranno
consegnati in cambio di 1 euro. Ovviamente il cambio USD/EUR mi darà l'informazione inversa,
quanti euro sono necessari per ottenere 1 dollaro. Il rapporto tra due valute si chiama coppia
di valute e può essere:

 Major, se comprende il dollaro e una valuta tra le più importanti.


 Cross, se non comprende il dollaro statunitense.
 Esotico, se comprende una valuta secondaria, poco scambiata e chiamata, appunto, esotica.

Le principali coppie di valute del mercato forex sono meno volatili, più liquide e concentrano
fino al 90% degli scambi complessivi del forex e sono:

 EUR / USD (Euro / Dollaro USA)


 USD / JPY (Dollaro USA / Yen Giapponese)
 GBP / USD (Pound Britannico / Dollaro USA)
 USD / CHF (Dollaro USA / Franco Svizzero)

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Le coppie di valuta “Commodity” sono valute associate a beni di prima necessità:

 AUD / USD (Dollaro Australiano / Dollaro USA) associato a prodotti aurei.


 USD / CAD (Dollaro USA / Dollaro Canadese) associato ai prodotti petroliferi.
 NZD / USD (Dollaro Neo Zelandese / Dollaro USA) associato ai prodotti aurei.
Impossibile non notare che tutte le principali coppie di valute hanno il dollaro americano, quando
manca l'USD si parla di cross.
I principali cross senza l'USD hanno come valute l'euro (EUR), lo yen (JPY) e il pound
britannico (GBP).
Le principali coppie di valute senza USD sono:

Cross EURO Paesi Slang


EUR / CHF Zona Euro / Svizzera Euro Swissy
EUR / GBP Zona Euro / Regno Unito Euro Pound
EUR / CAD Zona Euro / Canada Euro Loonie
EUR / AUD Zona Euro / Australia Euro Aussie
EUR / NZD Zona Euro / Nuova Zelanda Euro Kiwi

Cross JPY Paesi Slang


EUR / JPY Zona Euro / Giappone Euro Yen o "Yuppie"
GBP / JPY Regno Unito / Giappone Pound Yen o"Guppy"
CHF / JPY Svizzera / Giappone Swissy Yen
CAD / JPY Canada / Giappone Loonie Yen
AUD / JPY Australia / Giappone Aussie Yen
NZD / JPY Nuova Zelanda / Giappone Kiwi Yen

Cross GBP Paesi Slang


GBP / CHF Regno Unito / Svizzera Pound Swissy
GBP / AUD Regno Unito / Australia Pound Aussie
GBP / CAD Regno Unito / Canada Pound Loonie
GBP / NZD Regno Unito / Nuova Zelanda Pound Kiwi

Altri Cross Paesi Slang


AUD / CHF Australia / Svizzera Aussie Swissy
AUD / CAD Australia / Canada Aussie Loonie
AUD / NZD Australia / Nuova Zelanda Aussie Kiwi
CAD / CHF Canada / Svizzera Loonie Swissy
NZD / CHF Nuova Zelanda / Svizzera Kiwi Swissy
NZD / CAD Nuova Zelanda / Canada Kiwi Loonie

Gli slang presentati sono i più diffusi modi di chiamare il cross, vengono presentati a titolo di curiosità
anche se in alcuni forum finanziari non è raro imbattersi in questi curiosi modi di identificare le coppie
di valute.

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Le valute esotiche sono valute poco scambiate, poco liquide e con uno spread tra denaro e
lettera elevato. Generalmente appartengono a paesi in via di sviluppo ma anche a paesi vicini
all'Italia come, ad esempio, la Danimarca, la Norvegia o la Svezia.

Le principali coppie di valute esotiche contro l'USD sono:

Cross Paesi Slang


USD / HKD Stati Uniti / Hong Kong ---
USD / SGD Stati Uniti / Singapore ---
USD / ZAR Stati Uniti / Sud Africa Dollar Rand
USD / THB Stati Uniti / Thailandia Dollar Baht
USD / MXN Stati Uniti / Messico Dollar Peso
USD / DKK Stati Uniti / Danimarca Dollar Crone
USD / SEK Stati Uniti / Svezia ---
USD / NOK Stati Uniti / Norvegia ---

Quando una valuta esotica viene scambiata si forma una coppia di valute, operare su un cross
con valute esotiche è rischioso data la grande volatilità che caratterizza queste valute. Tuttavia
molti trader cercano proprio queste rapide e violente escursioni di prezzo che, in alcuni casi,
possono essere molto interessanti.

Le coppie di valute sono scambiate a un tasso di cambio o "forex exchange rate". Una quotazione
del cross EUR/USD a 1,4505 significa che per acquistare 1 euro sono necessari 1,4505 dollari.
Nel caso appena visto le valute sono l'euro e il dollaro, la prima valuta è la valuta di base (base
currency) mentre la seconda valuta è quella quotata (counter currency o quote currency).

1,4505$ è la quotazione indiretta (indirect quotation) del cross EUR/USD perché non è espressa
in dollari, la quotazione indiretta è espressa in dollari ed è pari, nell'esempio proposto a
0,6894€ = 1$

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Il Punto della situazione


«Di regola, le grandi decisioni della vita umana hanno a che fare più con gli istinti e altri misteriosi
fattori inconsci che con la volontà cosciente, le buone intenzioni, la ragionevolezza.»
(Carl Gustav Jung)

Sono un trader. Si fa presto a dire trader, dopotutto è solo una parola e nemmeno troppo lunga.
Ma dietro a una sola parola, capace di mettere insieme chiunque compera e vende uno
strumento finanziario, c'è ben altro.

Ogni storia ha peculiarità uniche, situazioni di partenza diverse, background finanziari, emotivi,
culturali enormemente diversi. La storia personale di ogni trader, inevitabilmente, ne
condizionerà l'operatività futura. La mancanza di capitali porterà verso mercati non
regolamentati con leve altissime, la mancanza di conoscenza porterà verso i mercati più
pubblicizzati e la mancanza di carattere porterà a subire i movimenti avversi e a ricercare
sistemi per prevedere il futuro.

Tuttavia, è bene che questo punto sia sufficientemente chiaro, anche dieci trader fossero in
grado di conoscere l'esatta quotazione di uno strumento finanziario tra 30 giorni avremmo, con
ogni probabilità dieci risultati finanziari completamente diversi.

Ci sarebbe chi compera direttamente lo strumento, chi un futures, chi un'opzione, chi un
certificato e chi, prudenzialmente, attenderebbe la prossima soffiata per vedere se la prima era
realmente buona.

Alcuni prenderebbero soldi a prestito per sfruttare al massimo l'asimmetria informativa, altri
investirebbero una piccola parte del loro capitale. Altri ancora non farebbero proprio nulla
ignorando l'informazione.

Attendere e non fare nulla possono sembrare la stessa cosa ma sono stati operativi
completamente diversi tra loro.

Ad ogni buon conto la conoscenza approfondita dei diversi strumenti finanziari è propedeutica
a qualsiasi approfondimento delle tecniche di analisi dei mercati, c'è e ci sarà sempre , una bella
differenza tra l'acquisto diretto di uno strumento o di un derivato.

Il bello del nostro lavoro è proprio questo!

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Parte Seconda:
Un approfondimento
sui Certificates

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ACEPI
«Associazione Italiana certificati e prodotti di investimento.»

(Associazione italiana certificati e prodotti di investimento) nasce, sull'esempio di altri Paesi


europei come Germania e Svizzera, per promuovere in Italia una cultura evoluta dei prodotti
d’investimento, in particolare certificati.

ACEPI ha lo scopo di promuovere l’interesse e la conoscenza nei confronti dei certificati e


prodotti di investimento (tra i quali obbligazioni strutturate, covered warrants, ecc.) presso i
risparmiatori e di favorire lo sviluppo di mercati (primario o secondario) efficienti e trasparenti
per tali prodotti.

ACEPI, a tal fine:

 promuove la circolazione di informazioni relative ai certificati e prodotti di


investimento, tanto tra gli Associati, quanto tra questi ultimi, gli intermediari finanziari
e il pubblico;
 promuove, sostiene e realizza attività di studio, ricerca, divulgazione e consulenza in
materia di certificati e prodotti di investimento;
 collabora in Italia e all’estero con le autorità regolamentari per l’evoluzione normativa
nazionale ed europea e con le società di gestione dei mercati, regolamentati e non, sui
quali i certificati e i prodotti di investimento vengono quotati, per lo sviluppo sostenibile
del mercato;
 tutela gli interessi collettivi degli Associati e ne assume la rappresentanza, in Italia e
all’estero;
 promuove ogni altra iniziativa opportuna o utile per migliorare la tutela dei
risparmiatori tramite il corretto e trasparente funzionamento dei mercati dei certificati
e prodotti di investimento.

Hanno contribuito alla fondazione di ACEPI alcuni tra i più prestigiosi istituti bancari attivi in
questo mercato: Deutsche Bank, UniCredit, Société Générale ai quali si sono affiancate Banca
IMI, BNP Paribas e Barclays, e in seguito i distributori Poste Italiane e Mediolanum e i soci
onorari AIBE e AIPB.

I grafici dei comportamento teorico dei certificati sono presi dal sito www.acepi.it

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Prima di iniziare
«Vivere nel rischio significa saltare da uno strapiombo e costruirsi le ali mentre si precipita.»
(Ray Bradbury)

Potrei definire l'acquisto di un certificato come "trading d'investimento", un evidente ossimoro,


due parole, trading ed investimento, che apparentemente non potrebbero coesistere. Ma non
riesco a trovare un nome che meglio identifichi un acquisto di un certificato. Non di tutti, sia
chiaro, ci sono anche certificati capaci di amplificare i movimenti senza nessuna protezione,
eccezion fatta quella che ogni trader dovrebbe avere.

Tuttavia Top Bonus, Bonus Cap o Equity Protection, solo per citarne alcuni, sono prodotti che
eliminano almeno uno scenario operativo. Mi spiego meglio. Un trader quando chiude
un'operazione può ottenere uno di questi scenari:

1. Piccolo guadagno
2. Grande guadagno
3. Piccola perdita
4. Grande perdita

Non si scappa da questi scenari. A patto di non operare con un certificato perché, ad esempio,
con un Bonus Cap si elimina la piccola perdita, con un Top Bonus anche e con un Equity
Protection invece si elimina la grande perdita. Con un Benchmark si replica un sottostante e con
un leverage si moltiplicano profitti e perdite. E' evidente che anche un trader con una grande
buona volontà corre il rischio di fare confusione anche perché, prima di decidere di prendere
una posizione in un certificato, occorre conoscere molto bene le regole, gli scenari entro i quali
ci si muove e quale strike scegliere. Non sono aspetti secondari da trascurare!

Ma prima ancora è bene riepilogare le differenze tra ETF, ETC e certificati.

Strumento ETF ETC Certificato


Tipologia Fondo quotato Titolo di debito Titolo di debito
quotato. quotato
Sottostanti Vari (secondo UCITS) Singole materie prime. Ogni tipologia.
Scadenza fissa No No Generalmente si.
Possibile estinzione
anticipata.
Tracking error Si, minimo. No No
Assente nei sintetici
Tipo Replica sottostante. Replica sottostante. Qualunque tipo.
investimento Possibile leva max 2. Possibile leva. Non c'è limite di leva.
Flussi di cassa Se il fondo prevede la No Generalmente non
periodici distribuzione distribuiti.
dividendi.
Rischio di No Rischio emittente se Rischio emittente.
credito non collateralizzato.
Mercato ETFPlus ETFPlus SeDeX
Fiscalità 26% 26% 26%
Minus/plusvalenze Minus/plusvalenze Minus/plusvalenze
compensabili in parte compensabili compensabili

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Curiosamente i certificati, a differenza di ETF e ETC, sono quotati al SeDeX (il segmento di Borsa
Italiana dedicato al mercato dei Securities Derivates), come i covered warrant, strumenti
finanziari che, tuttavia, non hanno molto in comune con i certificati, eccezion fatta per
l'emittente che spesso coincide e, appunto, per il mercato di riferimento.

I primi certificati risalgono agli anni 90, nel 1998 i benchmark erano già presenti nei portafogli
degli investitori più attenti alle novità, si trattava di semplici replicanti costruiti con una call
con strike pari a zero capaci di seguire il rialzo del sottostante. Nulla di particolarmente
speculativo ma finalmente diventava possibile diversificare il proprio portafoglio
maggiormente o semplicemente coprirlo.

Non è stato certamente un buon momento per il debutto di un prodotto come il benchmark, sul
finire degli anni 90 gli indici azionari di mezzo mondo erano in pieno boom, rialzi su rialzi in
quello che sembrava un movimento destinato a non finire mai.

E' sempre così, prima o poi però ogni movimento finisce, tuttavia noi trader di vecchia data
avevamo solo un prodotto in testa: covered warrant!

Non c'è nulla di meglio in un mercato in forte rialzo, uno strumento capace di amplificare una
volatilità già molto alta. Tuttavia operando con i covered warrant lavoriamo anche contro il
tempo e se il mercato non si muove sono loss assicurati. I certificati con leva acquistarono
velocemente i favori di molti trader per la loro linearità e soprattutto per l'assenza di volatilità
e time decay come fattori chiave.

L'altro aspetto che ha riscosso un grande interesse è dato dal fatto che alcune tipologie di
certificati proteggono il trader da lui stesso poiché si tratta di strategie chiuse con scenari
operativi ben chiari. Non è una cosa da poco!

Nel SeDeX i certificati sono divisi in due segmenti:

1. Leverage Certificates
2. Investment Certificates

Questa divisione rende ancora più evidente la diversa filosofia operativa che sta alla base di un
certificato a leva e uno da "investimento".

I levarage certificates hanno, è facile intuirlo dal nome, una leva e permettono di operare sia
al rialzo che al ribasso. La particolarità di questa tipologia di certificati è data dal possedere uno
stop loss predeterminato al momento dell'emissione dello strumento, questo li rende adatti a
un trading di breve periodo, potenziato dalla leva ma controllato dallo stop loss.

Gli investment certificates invece sono adatti a un investimento più lungo, da qualche mese a
5 anni. Si tratta di strategie preconfezionate in opzioni acquistabili come qualsiasi altro
strumento finanziario grazie al codice ISIN univoco che possiedono. Borsa Italiana ha diviso
questi certificati in tipo A e tipo B. Il tipo A è il semplice benchmark capace di replicare il
movimento del sottostante. Il tipo B è un certificato con opzioni accessorie che ne rendono più
complessa la struttura.

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Leverage Certificates
«Datemi un punto di appoggio e solleverò il Mondo.»
(Archimede)

Ovviamente la frase di Archimede deve essere presa


in senso lato, tuttavia è evidente che la leva, in fisica,
sia stata una scoperta importantissima.

Con la giusta leva, per assurdo, anche una formica


potrebbe alzare un elefante, almeno a livello teorico.

In Finanza la leva non solleva fisicamente nulla ma


amplifica ugualmente la forza di chi la utilizza.

I movimenti al rialzo e al ribasso trovano nella leva un


moltiplicatore sia positivo che negativo permettendo di ottenere un rendimento amplificato
anche di molto.

In un segmento dedicato del SeDeX trovano spazio i levarage certificates che permettono di
amplificare rialzi e ribassi grazie a una leva. Si tratta di strumenti adatti a un trading veloce di
breve periodo con l'importante caratteristica di possedere uno stop loss che non consente
perdite incontrollate. Gli emittenti di questi certificati usano nomi commerciali diversi per lo
stesso prodotto, i leverage certificates possono chiamarsi:

 Minifutures Long
 Minifutures Short
 Turbo Long
 Turbo Short

Il movimento a leva è rappresentato dal grafico seguente dove appare evidente come la leva
agisca moltiplicando l'andamento del sottostante.

La durata di questa tipologia di certificati può arrivare anche a 5 anni permettendo così di
sfruttare un orizzonte temporale di medio-lungo periodo ma, generalmente, si utilizzano per
operazioni di breve, per copertura di posizioni o per semplice speculazione in momenti euforici
del mercato. La leva infatti fa sì che questo certificato sia simile a un futures come
comportamento.

I sottostanti sono di diverso tipo, si spazia dai futures alle commodities, oro, argento, petrolio o
cotone trovano in questi certificati degli amplificatori di movimento. Vediamo qualche grafico
per capire come si comportano in casi reali, inizio con il cotone.

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Il cotone è una pianta arbustiva largamente utilizzata nell’abbigliamento e nella produzione di


tessuti e calzature, la fibra di cotone si ricava dalla lanugine bianca che avvolge i semi. Il maggior
produttore di cotone è la Cina e ne è anche il maggior consumatore, seguono gli Stati Uniti, il
Pakistan, l'Uzbekistan e il Brasile. La domanda, l’offerta e i fattori climatici influenzano i prezzi
dei futures, in particolare la siccità può creare molte tensioni sulle quotazioni. Una correlazione
che vale la pena evidenziare è quella con il frumento o grano, se il prezzo del frumento cresce i
coltivatori tendono ad aumentarne la produzione a danno, spesso, del cotone che diviene così
meno prodotto e sarà quindi, successivamente, esposto a sua volta a tensioni sui prezzi

I futures sul cotone sono scambiati principalmente nel New York Board of Trade (NYBOT), un
mercato rinominato ICE Futures US nel settembre 2007 e interamente controllato
dall'Intercontinental Exchange (ICE). Generalmente i futures del cotone sono negoziati con il
codice CT.

 MINI Long su Cotone (GB00B8LK3G10)

Leva 9,7
Strike 60,238
Stop Loss 67,56
Scadenza 01.09.2015
130 250,00%

120
200,00%

Performance Mini Future (%)


110
150,00%
Cotone

100

100,00%
90

50,00%
80

Cotone Cotone ML
70 0,00%
2

12

12

12

12

13

13

13

13

13

13
01

20

20

20

20

20

20

20

20

20

20
/2

1/

2/

2/

2/

1/

1/

1/

2/

2/

3/
1
/1

/1

/1

/1

/1

/0

/0

/0

/0

/0

/0
08

20

02

14

26

07

19

31

12

24

08

In questo caso il cotone ha avuto un trend lineare, senza particolari strappi e il certificato si è
comportato di conseguenza amplificando il movimento. Altrettanto interessante è il petrolio
brent, una commodity che vale la pena conoscere.
Il petrolio, chiamato anche oro nero, era conosciuto già nell'antico Medio Oriente. Ne "Il
Milione" Marco Polo parla del petrolio come di un olio non buono da mangiare ma da ardere:

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« Ancor vi dico che in questa Grande Erminia (Armenia) è l'arca di Noè in su una grande
montagna, ne le confine di mezzodie in verso il levante, presso al reame che si chiama Mosul,
che sono cristiani, che sono iacopini e nestarini (nestoriani), delli quali diremo inanzi. Di verso
tramontana confina con Giorgens (l'attuale Georgia), e in queste confine è una fontana, ove
surge tanto olio e in tanta abondanza che 100 navi se ne caricherebboro a la volta. Ma non è
buono a mangiare, ma sí da ardere, e buono da rogna e d'altre cose; e per tutta quella contrada
non s'arde altr'olio.» (Marco Polo, Il Milione)

Il petrolio finanziario è scambiato in borsa, i relativi futures sono due:

 il future West Texas Intermediate;


 il future Brent Crude Oil.

Il future West Texas Intermediate è quotato al NYMEX, la Borsa merci di New York mentre il
future Brent Crude Oil è scambiato all’IPE (International Petroleum Exchange) di Londra.

Entrambi i contratti rappresentano 1.000 barili e la quotazione è intesa in dollari al barile. I due
contratti non hanno lo stesso prezzo, il future West Texas Intermediate quota di più poiché la
sua qualità è considerata migliore e sempre all'IPE è trattato il contratto di opzione legato allo
spread tra il Brent e il Light Crude WTI.

I futures sul petrolio sono contratti con termine a tre mesi e a scadenza possono prevedere o la
consegna fisica (physically settled) franco oleodotto o raffineria, o il regolamento attraverso
compensazioni in denaro tra il prezzo future pattuito e il prezzo del greggio a consegna
immediata sul mercato (cash settled). La modalità cash settled rappresenta la
smaterializzazione del petrolio fisico in petrolio finanziario, anche chiamato "paper-oil",
petrolio di carta.

La quotazione del petrolio è influenzata da diversi fattori:

1. Scarsità dell'offerta - L'offerta del petrolio non è infinita, anzi si tratta di un bene che
prima o poi diventerà scarso se non si troveranno nuovi giacimenti.
2. Domanda mondiale - La domanda mondiale di petrolio influenza i prezzi, con una
economia in espansione la domanda di petrolio cresca e viceversa.
3. Condizioni meteorologiche - Gli uragani, il freddo straordinario, le catastrofi naturali
(esempio della marea nera nel Golfo del Messico) influiscono sul prezzo del petrolio nel
breve termine.
4. Fattori Geopolitici - Le guerre e le tensioni che hanno come protagonisti i paesi
produttori ed esportatori di petrolio influiscono sulle quotazioni.

E' possibile cavalcare il trend del petrolio, oltre che con i futures, acquistando titoli azionari
legati al settore petrolifero, strumenti finanziari collegati al petrolio o tramite gli ETC (Exchange
Trade Commodities). Non tutti gli strumenti però hanno la medesima correlazione con il
petrolio e lo stesso profilo di rischio.

Le azioni non sono perfettamente correlate alle quotazioni del petrolio ma ne sono
condizionate, i Covered warrant sul petrolio risentono del valore tempo e di un effetto leva
variabile ma generalmente elevato. Grandi guadagni e grandi perdite sia al rialzo che al ribasso.

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Un originale certificato azionario del 1932. La compagnia petrolifera aveva una rosa rossa come
logo.

Gli ETF (Exchange Traded Funds), replicano linearmente quello il sottostante come pure gli ETC
che, a differenza dei certificates sono dei fondi di investimento con dei costi di gestione annui
scalati giornalmente dal prezzo e che vanno da un minimo di 0,15% a un massimo dell'1,5%.

Gli Investment Certificates replicano linearmente l’andamento del sottostante mentre mentre
con i Leverage Certificates si può cavalcare sia il trend rialzista che quello ribassista con una leva
finanziaria.

 MINI Long su Petrolio Brent (GB00B8LJZF16)

Leva 6,3
Strike 87,82
Stop Loss 89,26
Scadenza 01.09.2015

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150 70,00%

145 60,00%

140
50,00%

Performance Mini Future (%)


135
40,00%
Petrolio Brent

130
30,00%
125
20,00%
120
10,00%
115
0,00%
110

105 Petrolio Brent Petrolio Brent ML -10,00%

100 -20,00%
2

3
01

01

01

01

01

01
/2

/2

/2

/2

/2

/2
2

2
/1

/1

/0

/0

/0

/0
10

22

03

15

27

08

In questo caso il trend è linerare ma più contenuto, la leva ne amplifica la performance.

L'oro, metallo nobile per definizione è da sempre considerato uno dei metalli più preziosi per
la sua rarità e per la sua proprietà di conservare inalterato il suo splendore. Le quotazioni
dell'oro sono espresse al grammo o come oncia troy mentre la purezza è misurata in carati dove
i 24 carati stanno ad indicare l'oro puro. L'oro è tenero, pesante, duttile e malleabile al punto
che un solo grammo d'oro può essere battuto in una lamina la cui area è un metro quadrato. Per
poterlo lavorare viene indurito con altri minerali, principalmente con l'argento e il rame.

Per secoli gli alchimisti hanno cercato di creare oro dal


piombo per mezzo di una trasmutazione alchemica,
tuttavia la pietra filosofale, capace di compiere la
trasmutazione, è destinata a restare una chimera.
L'immagine a lato, dei primi anni del 1900, sembra
scherzosamente volerci ricordare che il colore giallo non
appartiene solo all'oro.

Questa volta vediamo il comportamento di un leverage


certificates short.

 MINI Short su Oro (GB00B70H6V20)

Leva 8,2
Strike 2019,39
Stop Loss 1901,43
Scadenza 01.09.2021

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2000 100,00%

1950 90,00%

1900 80,00%

Performance Mini Future (%)


1850 70,00%

1800 60,00%
Oro

1750 50,00%

1700 40,00%

1650 30,00%

1600 20,00%

1550 10,00%
Oro Oro MS
1500 0,00%
2

/1 12

/1 12

/1 12

/0 12

/0 13

/0 13

13
16 /201

09 /201

03 201

27 201

20 201

13 201
0

0
20
2

2
0/

1/

1/

2/

2/

2/

1/

1/

2/

2/

2/
0

0
/1

/1

/1

/1

/1

/0

/0
04

28

21

15

08

01

25

In questo caso il trend ribassista non è perfettamente lineare e anche il relativo certificato
segue, aplificandolo, il movimento con forti escursioni di prezzo.

Un'analoga situazione si può riscontrare nel movimento dell'argento, un metallo tenero, bianco,
lucido e con la particolare caratteristica di essere, tra i metalli, il migliore conduttore di
elettricità, migliore del rame del quale non prende il posto per la differenza di valore. Il rame
infatti è di gran lunga più diffuso e quindi economico.

Poco più duro dell’oro l’argento viene utilizzato da diversi secoli per coniare monete e per
realizzare svariati oggetti. Il termine argento deriva dal latino argentum e dal greco αργύριον,
legati ad αργός "splendente, candido, bianco".

Se l’oro viene associato al sole l’argento, considerato per molto tempo il secondo metallo
prezioso, viene associato alla luna e alle divinità lunari e femminili.

Una curiosità sull’argento, il nome "Argentina" deriva dal latino argentum (argento) e si deve
alla grandissima quantità di argento che i conquistadores spagnoli scoprirono a Río de la Plata
(in Spagnolo, Rio de la Plata significa proprio Fiume dell'Argento).

L'argento viene principalmente utilizzato come metallo prezioso anche se sono diffusi altri
utilizzi, ad esempio per produrre specchi con maggiore riflettenza di quelli in alluminio o in
gioielleria come oggetti pregiati. Le prime monete in argento risalgono al 700 a.C. e continuano
tutt’ora ad essere coniate anche se si tratta prevalentemente di monete per collezionismo.
L'argento di grado commerciale è puro al 99,9%, il titolo dell’argento è la percentuale minima
di argento puro presente nella lega metallica che compone un oggetto, ad esempio l’argento
marchiato o punzonato 925, (Sterling Silver), indica una composizione garantita di 925 parti
minime di argento e 75 massime di qualsiasi altro minerale.

Per speculare sull'argento, senza detenerlo fisicamente, ci sono diverse strade:

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1) Speculare su ETC legati al prezzo dell'argento.


2) Speculare con i derivati sull’Argento attraverso un broker.
3) Speculare con gli investment certificates sull’Argento attraverso un broker.
4) Speculare con i leverages certificates sull’Argento attraverso un broker.

L'argento è quotato su molti mercati, tra cui il Commodities Exchange (COMEX) dove viene
trattato con purezza .999 e codice SI.

 MINI Short su Argento (GB00B8LJZ738)

Leva 9,2
Strike 39,94
Stop Loss 37,98
Scadenza 01.09.2015
45 140,00%

43
120,00%
41

Performance Mini Future (%)


39 100,00%

37
80,00%
Argento

35
60,00%
33

31 40,00%

29
20,00%
27
Argento Argento MS
25 0,00%
2

12

12

12

12

12

12

12

13

13

13

13

13
01

20

20

20

20

20

20

20

20

20

20

20

20
/2

0/

0/

1/

1/

2/

2/

2/

1/

1/

2/

2/

2/
0
/1

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/1

/1

/1

/1

/1

/1

/0

/0

/0

/0

/0
04

16

28

09

21

03

15

27

08

20

01

13

25

Come per l'oro il trend dell'argento è stato ribassista ma irregolare, il movimento del certificato
ha amplificato perfettamente l'andamento del prezzo. Certamente acquistare fisicamente oro o
argento ha un certo appeal, tuttavia questi strumenti possono servire anche per coprire un
investimento fisico in caso di ribasso.

E' noto infatti che movimentare oro o argento fisico comporta dei costi elevati e quindi una
copertura risulta più economica e più funzionale di una vendita delle posizioni fisiche.

Molto popolare tra i collezionisti di monete "The australian kookaburra" è una moneta
d'argento da investimento disponibile in diversi tagli da 1 dollaro australiano a 30 dollari
australiani. La moneta da 30 dollari ha un peso di ben 1 kg di argento purissimo, quasi un
lingotto!

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Ricapitolando un leverage certificates ha queste caratteristiche:

Durata:
 Fino a 5 anni
Orizzonte temporale:
 Medio - lungo termine
 Adatte anche al trading di breve
Obiettivi investimento:
 Trarre profitto da rialzi del sottostante con un significativo effetto leva.
Strategia:
 A leva al rialzo
 Protezione dell’investimento a scadenza/Rischio
Capitale investito a rischio.
 Rischio cambio se il sottostante è in valuta diversa dall’Euro.

Il prezzo è regolato da queste formule:

MINI Long o Turbo Long = (Sottostante – Strike) x Parità / Tasso cambio


MINI Short o Turbo Short = (Strike – Sottostante) x Parità / Tasso cambio

Strike: rappresenta la parte di capitale finanziato sui MINI Long o la somma dei valori di
sottostante e copertura nel caso dei MINI short. È sempre inferiore (MINI Long) o superiore
(MINI Short) al valore di mercato del sottostante. Viene ricalcolato su base giornaliera.

Al momento dell’emissione, lo strike è fissato fortemente in-the-money, ossia: per i Turbo


Certificate Long al di sotto del valore corrente del sottostante, per i Turbo Certificate Short al
di sopra del valore corrente del sottostante.

A scadenza il valore dello strike andrà confrontato con il valore corrente del sottostante per
determinare l’importo di liquidazione a cui ha diritto l’investitore.

Parità: rappresenta la quantità di sottostante controllata da ogni certificato.

Leva finanziaria: la leva finanziaria o effetto leva indica quante volte il rendimento potenziale
di un MINI Future è superiore a quello di un investimento diretto nel sottostante

MINI Long o Turbo Long = Sottostante / (Sottostante – Strike)

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In particolare:

• La leva aumenta: il sottostante si avvicina allo strike e il rischio di Stop-Loss è


maggiore
• La leva diminuisce: il sottostante si allontana dallo strike e il rischio di Stop-Loss
è minore

Stop Loss: è il livello del sottostante che, una volta raggiunto, determina l’estinzione del
prodotto. È sempre superiore (MINI Long) o inferiore (MINI Short) allo strike. La distanza tra
Strike e Stop Loss (Percentuale Stop Loss) viene impostata in emissione; lo Stop Loss viene
aggiornato il 15 di ogni mese per ripristinare la percentuale.

Lo Stop Loss viene inoltre aggiornato in occasione di dividendi e di operazioni di finanza


straordinaria (per gli indici, solo se i dividendi superano il 2%).

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Benchmark Certificates a leva


«Il coraggio più sicuro è quello che nasce da una reale conoscenza del rischio da affrontare,
mentre quello che proviene dall'incoscienza è tanto pericoloso quanto la vigliaccheria.»
(Herman Melville - dal libro "Moby Dick")

Questa tipologia di certifcates è forse la più semplice da comprendere ma, forse, è anche la più
speculativa disponibile. Un benchmark certificates a leva è infatti capace di amplificare
guadagno e perdite seconda la leva scelta ma, a differenza dei Turbo o dei Minifutures non
possiede alcuno stop loss, nessuna rete di protezione che protegga il trader dalla propria
posizione. E non è certamente un difetto perché così è possibile costruire una personale
strategia di uscita.

Essendo uno strumento derivato la propria quotazione "deriva" da un sottostante, se


quest'ultimo aumenta di valore lo farà anche il certificato, se diminuisce di valore ugualmente
il certificato si deprezzerà. Questa correlazione è a leva e quindi il movimento sarà amplificato
dalla leva disponibile.

Se, ad esempio, un certificato di questo tipo ha una leva 3X le variazioni del sottostante saranno
amplificate per 3 volte, un rialzo del 10% produrrà una performance del 30% del certificato e,
ugualmente, una perdita del 10% produrrà un deprezzamento del 30% del certificato. In questo
caso lo schema di funzionamento del certificato sarà questo:

Per riuscire a replicare il proprio sottostante questo certificato è composto da un'opzione call
con strike pari a zero, in nessun caso si potrà perdere più di quanto è stato investito.

Poiché il sottostante di questi certificati può essere un indice, una materia prima (spot e future),
un tasso di cambio o un titolo governativo espresso in dollari o in altra valuta, un investitore
potrebbe sobbarcarsi anche il rischio valuta.

Generalmente, per ovviare a questo problema, occorre scegliere certificati di tipo "Quanto" che
possiedono una copertura del rischio cambio a scadenza, anestetizzando, di fatto, il rischio
cambio se il sottostante è in valuta diversa dall’Euro. Sono stati inoltre creati anche i benchmark
a leva inversa e quindi short, un calo del sottostante in questo caso si tradurrà in un
apprezzamento del certificato.

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Ricapitolando le caratteristiche di questo certificato "replicante" sono:

 Effetto sulla quotazione: replicano l'andamento del sottostante a leva, anche inversa.
 Protezione dell’investimento: Nessuna, il prodotto replica la performance del sottostante.
 Sottostanti: Indici, materie prime (spot e future), tassi di cambio e titoli governativi.
 Durata: Fino a 5 anni.
 Orizzonte temporale dell’investimento: Breve o medio termine.
 Obiettivo dell’investimento: Trarre profitto dal movimento del sottostante.
 Principali vantaggi: Investimento minimo molto contenuto, anche inferiore ai 100€.
Permettono di investire anche su strumenti di difficile accesso per l'investitore privato.
 Principali svantaggi: Sono privati dei dividendi (se disponibili).

Segue un esempio di Benchmark Certificates sull'indice FTSEMIB, i primi due sono SHORT (si
riconosce dal X-3 e X-5) mentre i secondi due sono long (X3 e X5).
Codice ISIN Sottostante Val. Sott. Scadenza Multiplo Denaro(€) Lettera(€) Var % kV5
IT0006724774 FTSE/MIB X -3 2.238,87 15.09.2017 0,003 6,6600 6,6900 -4,44 189
IT0006724790 FTSE/MIB X -5 447,61 15.09.2017 0,003 1,3260 1,3320 -7,52 315
IT0006724766 FTSE/MIB X3 14.359,50 15.09.2017 0,003 42,8500 43,0000 4,44 209
IT0006724782 FTSE/MIB X5 10.041,48 15.09.2017 0,003 29,9300 30,0500 7,30 348

Le voci da conoscere sono:


 Il codice ISIN è il codice identificativo dello strumento, con questo codice si può acquistare il
certificato proprio come qualsiasi altro strumenti finanziario quotato in Borsa.
 Il sottostante è l'indice associato al certificato, in questo caso, anche se si tratta sempre di
FTSEMIB, ci sono 4 indici diversi, short leva 3 e 5, long leva 3 e 5. Ogni certificato ha, anche in
funzione della leva, un prezzo diverso da quello del FTSEMIB ma ne replica i movimenti per 3
o 5 volte.
 Il valore sottostante è il prezzo dell'indice di riferimento.
 La scadenza è il termine massimo di vita del certificato. A differenza dei futures non ci sono
da fare dei rollover ogni trimestre per mantenere una posizione ma se il sottostante è un
futures il prezzo risente dei costi connessi al rollover.
 Il multiplo indica la quantità di sottostante controllata da un singolo certificato.
 Denaro è la prima proposta in acquisto.
 Lettera è la prima proposta in vendita.
 Var % è la variazione percentuale del certificato rispetto al giorno precedente.
 KV5, sigla di KILOVAR5, è una misura statistica del rischio. Si presenta come un numero che
varia da 0 a 1000, maggiore il numero e maggiore sarà il rischio. Grazie al KILOVAR si ha a
disposizione una immediata e sintetica misura del rischio permettendo la comparazione di
prodotti diversi.

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Gli Investment Certificates


«Intelligenza non è non commettere errori, ma scoprire subito il modo di trarne profitto.»
(Bertolt Brecht, Linea di condotta, 1930)

Nonostante questa categoria di strumenti finanziari condivida la parola "certificates" con i


Leverage, sono profondamente diversi come filosofia operativa, rischiosità e profitto atteso.

Mentre i leverage, come ricorda la parola, permettono di utilizzare una leva finanziaria, gli
investment permettono al trader di inserire nel proprio portafoglio delle strategie
preconfezionate in opzioni, semplici, chiare e acquistabili come qualsiasi altro strumento
finanziario grazie al codice ISIN univoco che possiedono.

Esistono molte tipologie di Investment Certificates, Borsa Italiana ha diviso questi certificati in
tipo A e tipo B. Il tipo A è il semplice benchmark capace di replicare il movimento del
sottostante. Il tipo B è un certificato con opzioni accessorie che ne rendono più complessa la
struttura.

Una prima suddivisione degli investment certificates è possibile farla raggruppandoli in:

 Investment Certificates senza protezione del capitale


o Benchmark
o Discount
o Out Performance
 Investment Certificates a capitare condizionatamente protetto
o Airbag
o Bonus
o Cash Collect
o Express
o Twin Win
 Investment Certificates a capitale protetto
o Equity Protection
o Butterfly
o Double Win
o Relative Value

Ogni classe di investment certificates ha delle proprie peculiarità che occorre conoscere per
poter utilizzare al meglio queste strategie d'investimento. E' bene ricordare infatti che non
esiste un prodotto adatto a tutte le fasi di mercato, diventa quindi prioritario conoscere il
funzionamento della strategia e indagare la situazione tecnica del sottostante prima di
acquistare un investment certificates di qualunque tipologia.

Un aspetto che può generare confusione nel collocare immediatamente un certificato nella sua
giusta categoria è dato dal nome commerciale che ogni emittente dà al proprio certificato. Per
superare questa possibile criticità a ogni certificato verranno associati i relativi nomi
commerciali.

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Capitale senza protezione


«Non sai che cosa significhi pressione finché non giochi cinque dollari e ne hai solo due in tasca.» (Lee
Trevino)

La sotto categoria di investment certificates "senza protezione del capitale" non consente di
ottenere nessun paracadute in caso di movimento avverso del sottostante. Quello che può
sembrare un limite è in realtà una caratteristica da tenere in grande considerazione in
particolari fasi del mercato o per costruire portafogli differenziati.

Vale la pena ricordare che in finanza non esistono pasti gratis e che quindi una protezione del
capitale, giocoforza, costerà parte dei profitti attesi o un limite agli stessi.

I certificati senza protezione del capitale, secondo classificazione ACEPI, sono:


 Benchmark
 Discount
 Outperformance

Dietro a nomi così diversi c'è una logica di fondo comune: replicare il valore di un sottostante.
Qualche differenza però c'è, mentre il benchmark replica linearmente l'andamento del proprio
sottostante il discount ha un cap che limita la partecipazione al rialzo permettendo di realizzare
un profitto anche in caso di un andamento leggermente ribassista.

L'outperformance invece permette una partecipazione al rialzo superiore al 100%


amplificando il guadagno. Ma, a differenza del leverage, la partecipazione amplificata vale solo
per il rialzo, non per il ribasso.

Semplificando le differenze il benchmark replica fedelmente, il discount limita il rischio e


l'outperformance permette un rendimento amplificato.

In tutte e tre le tipologie di certificati non vi è protezione del capitale e quindi la perdita
massima teorica è pari all'intero capitale investito, eventualità piuttosto improbabile tuttavia.

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Benchmark Certificates lineare


«Intelligente è chi trova difficile ciò che agli altri sembra facile.» (Nicolás Gómez Dávila, Tra poche
parole, 1977/92)

A differenza dei benchmark certificates a leva che amplificano il rialzo e il ribasso del
sottostante, i benchmark certificates lineari non possiedono alcuna leva finanziaria e quindi
replicano fedelmente l'andamento del sottostante che principalmente è un indice, una materia
prima (spot e future), un tasso di cambio o un titolo governativo. La durata arriva anche a 5
anni.

Si tratta della tipologia di certificato più semplice da capire e da utilizzare la cui caratteristica,
principale e unica, è la capacità di replicare le performance del proprio sottostante come
illustrato dallo schema teorico di funzionamento che segue.

Essendo uno strumento derivato la propria quotazione "deriva" da un sottostante, se


quest'ultimo aumenta di valore lo farà anche il certificato, se diminuisce di valore ugualmente
il certificato si deprezzerà.

Questo prodotto è composto da un'opzione con strike pari a 0 e quindi con Vega pari a zero,
non possiede alcuna protezione del capitale e non distribuisce i dividenti che eventualmente
siano distribuiti dal sottostante.

Esistono diversi nomi commerciali per questo certificato, i principali sono:

 100% Certificates,  Reflex,


 Benchmark Certificates,  Select,
 Benchmark Short  Theme Cert,
 OpenEnd,  Valuta Plus

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Di questa tipologia di certificato esiste anche la versione short che, a differenza della versione
normale, crescerà di valore al decrescere del sottostante. Un rialzo del sottostante avrà quindi
un effetto inverso sul prezzo del certificato come lo schema seguente illustra.

Questi certificati sono stati inizialmente emessi su indici azionari a grande capitalizzazione per
poi estendersi su centinaia di sottostanti, a titolo di esempio:

 MATERIE PRIME
 MATERIE PRIME - ENERGETICI
 MATERIE PRIME - METALLI PREZIOSI
 MATERIE PRIME - METALLI PREZIOSI QUANTO
 MATERIE PRIME - PRODOTTI AGRICOLI
 INDICI BLUE CHIP
 INDICI DI STRATEGIA
 INDICI REAL ESTATE
 INDICI MONDO
 INDICI EUROPA
 INDICI EUROPA CENTRO ORIENTALE
 INDICI EUROPA CENTRO ORIENTALE CON SCADENZA
 INDICI PAESI EMERGENTI
 INDICI SETTORIALI
 INDICI TEMATICI
 INDICI STILE

Ovviamente c'è da considerare il rischio cambio per quei sottostanti non espressi in Euro, il
rischio cambio è annullato con i certificati di tipo "Quanto" che ne sterilizzano l'effetto sia
positivo che negativo.

In caso di benchmark su commodities il sottostante non è un indice ma un future e quindi il


certificato dovrà ricorrere al rollover che ha un costo aggiuntivo per l'investitore difficilmente
quantificabile a priori.

I benchmark sono stati i primi certificati, negli anni 90, a essere quotati sul mercato Italiano e
da subito si sono messi in evidenza per la possibilità di differenziare il proprio portafoglio in
mercati, indici, commodities altrimenti difficilmente raggiungibili per il comune investitore.

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Questa tipologia di certificati è simili agli Exchange Traded Funds (ETF) perché entrambi
permettono una gestione passiva di replica del sottostante, tuttavia sono molti anche gli
elementi che li differenziano come risulta immediato osservare dalla tabella seguente.

Caratteristica Benchmark Certificates Exchange Traded Funds


Tipologia Strumento derivato Fondo o SICAV
Scadenza Prefissata o non prevista1 Non prevista
Rischio emittente Presente Assente2
Liquidità Market Maker Market Maker + Liquidity
Provider
Flussi di cassa Non previsti Previsti3
Fiscalità Redditi diversi Redditi da capitale + redditi
diversi
Costi  Commissione di collocamento Commissione di gestione annua
 Commissione di negoziazione Commissione di negoziazione
 Spread denaro/lettera  Spread denaro/lettera
Differenza tra un Benchmark Certificates e un Exchange Traded Funds.

Le principali differenze che saltano subito all'occhio sono due. La prima è il diverso grado di
rischio per quanto riguarda l'emittente e la seconda è data dal diverso trattamento dei flussi
di cassa.

In altri termini se fallisce l'emittente i Certificates costituiscono patrimonio indistinto


dell'emittente, cosa che non succede se fallisce chi ha emesso gli ETF poiché costituiscono
patrimonio separato indisponibile. Occorre quindi scegliere con grande attenzione la propria
controparte in certificati e, prudenzialmente, ridurre il rischio tra diversi emittenti.

La seconda differenza sostanziale riguarda il trattamento dei flussi di cassa. Dividendi e


interessi delle attività sottostanti non vengono distribuiti nel caso di un benchmark a differenza
di quanto avviene in un ETF. Questo potrebbe sembrare un punto di non poco conto a favore
degli ETF, tuttavia chi acquista un benchmark rinuncia ai flussi di cassa periodici in cambio di
uno sconto sul prezzo del certificato pari al valore attuale dei dividendi attesi.

Quindi in caso di stacco dividendi il prezzo dei benchmark non subisce variazioni significative
perché il prezzo incorpora già i dividendi liquidati, il tempo che passa ridurrà progressivamente
lo sconto che si annullerà a scadenza del certificato.

1 Nel caso dei Benchmark Certificates Open End non è prevista la scadenza.
2 Il patrimonio degli ETF è distinto da quello dell'emittente.
3 Vengono liquidati i dividendi.

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Ricapitolando
 Caratteristiche principali dei "Benchmark Certificates Long":
Replicano l'andamento del sottostante.
 Protezione dell’investimento:
Nessuna, il prodotto replica la performance del sottostante.
 Sottostanti:
Indici, materie prime (spot e future), tassi di cambio e titoli governativi.
 Durata:
Fino a 5 anni.
 Orizzonte temporale dell’investimento:
Breve o medio termine.
 Obiettivo dell’investimento:
Trarre profitto dal rialzo del sottostante.
 Principali vantaggi:
Investimento minimo molto contenuto, anche inferiore ai 100€.
Permettono di investire anche su strumenti di difficile accesso per l'investitore privato.
 Composizione:
Call con strike pari a 0.

La reattività dei benchmark è piuttosto semplice da indagare, cresce con il sottostante, non è
influenzato dalla volatilità o dal tempo residuo. Non è presente nessun tipo di protezione del
capitale, di barriera o di cap.

Variabili Emissione Barriera toccata Prossimità scadenza

Prezzo del sottostante


Volatilità del sottostante
Tempo residuo
Tassi d'interesse
Dividendi
Reattività dei prezzi dei Benchmark Certificates.

http://www.traderpedia.it/wiki/index.php/Benchmark_Certificates

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Discount
«Il gioco dell'investimento professionale è noioso e defatigante in modo intollerabile per chiunque sia
del tutto immune dall'istinto del gioco d'azzardo; e chi lo possiede deve pagare il giusto scotto per questa
sua tendenza.» (John Maynard Keynes)

Per comprendere un certificato Discount si deve partire proprio dal significato del suo nome.
Discount infatti significa sconto ed è quello che consente questo certificato: uno sconto sulle
quotazioni del sottostante che permette di realizzare un profitto anche il caso di un moderato
ribasso. Di contro c'è un cap al rialzo che impedisce di beneficiare del movimento positivo del
sottostante oltre un certo valore. Proprio questa limitazione permette la costruzione del
discount. L'andamento del certificato è rappresentato dallo schema che segue dove, ad un certo
punto, si nota l'effetto del "cap", la quotazione del sottostante cresce e il valore del certificato
rimane costante.

Con questa tipologia di certificati è possibile sfruttare le fasi di indecisione o di leggera discesa
dei corsi, il "Cap" permette che il sottostante del certificato venga contabilizzato a un prezzo
inferiore rispetto al valore corrente, una specie di acquisto a sconto che permette, in caso di
rialzo, di ottenere un rendimento maggiore e, in caso di ribasso, di contenere le perdite.

Tanto più vicino è il cap e tanto maggiore sarà lo sconto, di contro le performance verranno
limitate prima.

Non ci sono protezioni sul capitale, i principali sottostanti sono azioni, indici e panieri mentre
la durata tipica di questa tipologia di certificato è di 2 anni.

Esiste una variante chiamata Discount worstof che permette una partecipazione inferiore al
100% del rialzo del sottostante, consentendo però uno sconto maggiore.

La struttura in opzioni di questo certificato è composta da:

 Acquisto di un'opzione call con strike pari a 0.


 Vendita di un'opzione call con prezzo di esercizio pari al cap.

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A scadenza del certificato possono verificarsi due distinti scenari:

1. Scenario Positivo con prezzo del sottostante superiore al livello cap.


2. Scenario negativo con prezzo del sottostante inferiore al livello cap.

Il prezzo dei discount è direttamente correlato al prezzo del sottostante fino al cap, In caso di
scenario rialzista il prezzo sarà:

Prezzo finale = Cap x M

In caso di scenario negativo a scadenza il prezzo sarà:

Prezzo finale = VS x M

Dove:

 VS = valore del sottostante


 M = quantità dell'attività sottostante controllata dal certificato
 Cap = limite della partecipazione del rialzo

Quindi, se acquistiamo un Discount Certificate a 18,8€ e l’azione di riferimento, ACME S.p.a


quota 20€ lo sconto sarà pari a 1,2€

Se il titolo sale il valore di rimborso del Discount Certificate segue linearmente la performance
dell’azione sottostante ma solo fino al cap, il rendimento finale sarà maggiore dell'acquisto
diretto del titolo in virtù dello sconto ottenuto.

Se il titolo scende il valore di rimborso del Discount Certificate segue linearmente la


performance negativa dell’azione sottostante, tuttavia il rendimento finale sarà superiore
rispetto a quello dell’azione grazie allo sconto ottenuto al momento dell’acquisto.

Investendo direttamente sull'azione ACME S.p.a. la perdita si manifesterà sotto quota 20€
mentre i potenziali profitti non hanno limiti.

Alcuni emittenti di Discount emettono il certificato con base 100 rendendo immediatamente
evidente lo sconto percentuale rispetto all'acquisto del sottostante.

Questa particolare tipologia di certificato è adatta a chi ha una visione stabile o moderatamente
positiva del sottostante tuttavia proprio la caratteristica di premiare l'investimento nella fase
iniziale, unitamente a un limite nel profitto atteso in caso di forte rialzo del sottostante, ha reso
poco popolare il Discount.

Evidentemente una volta raggiunto il cap non vi è alcuna convenienza nel mantenere la
posizione in portafoglio e andrà liquidata.

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Ricapitolando
 Caratteristiche principali dei "Discount Certificates":
Consentono un acquisto a sconto del sottostante riducendo i rischi. Il rendimento è
cappato.
 Protezione dell’investimento:
Non è prevista.
 Sottostanti:
Azioni, indici, panieri.
 Durata:
Fino a 2 anni.
 Orizzonte temporale dell’investimento:
Breve o medio termine.
 Obiettivo dell’investimento:
Trarre vantaggio dalla stabilità o da un moderato rialzo del sottostante.
 Principali vantaggi:
Investimento minimo molto contenuto, anche inferiore ai 100€.
Sconto rispetto all'acquisto del sottostante.
 Composizione:
Call con strike pari a 0.
Vendita di un'opzione call con prezzo di esercizio pari al cap.

La reattività del discount è simile a quella del benchmark ma, a differenza di quest'ultimo, il
rendimento massimo ottenibile è cappato. Non è influenzato dalla volatilità o dal tempo
residuo. Non è presente nessun tipo di protezione del capitale o di barriera.

Variabili Emissione Barriera toccata Prossimità scadenza

Prezzo del sottostante


Volatilità del sottostante
Tempo residuo
Tassi d'interesse
Dividendi
Reattività dei prezzi dei Discount Certificates.

http://www.traderpedia.it/wiki/index.php/Discount_Certificates

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Outperformance
«Abbi sempre pazienza, la fretta non aiuta.»
(Victor Sperandeo)

Anche per questo Investment certificates il destino operativo è segnato dal nome che possiede.
Outperformance significa sovraperformance e, in effetti, gli Outperformance Certificates
permettono, in caso di rialzo delle quotazioni, di partecipare illimitatamente e con una leva al
movimento. Proprio con lo sviluppo descritto nel modello teorico che segue:

In altre parole le performance, in caso di rialzo, saranno maggiori rispetto a quelle del
sottostante ma, e questa è la cosa interessante, in caso di ribasso il certificato a scadenza
registra una performance pari a quella del sottostante. Senza leva.

Esistono diversi nomi commerciali per questo certificato, i principali sono:


 Outperformance,
 Protect Outperformance,
 Double Chance
 Super Stock

Questa tipologia di certificati può presentarsi con un "cap" che limita la partecipazione al rialzo,
questo permette però di avere una leva maggiore a disposizione.

Outperformance senza il cap è composto da due diverse opzioni:


1) call con strike pari a 0.
2) call con prezzo equivalente al livello iniziale del sottostante. La quantità di questa opzione call
è pari alla differenza tra la partecipazione al rialzo totale e la partecipazione della call pari a zero
(100%). Grazie alla presenza di quest'opzione di genera l'effetto outperformance.
Chiaramente se dovesse esserci un outperformance cappato ci sarà una terza opzione:
3) Vendita di un'opzione call con prezzo di esercizio pari al cap.

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Gli elementi da tenere in considerazione sono:


 Strike: prezzo del sottostante all'atto di emissione del certificato.
 Outperformance: percentuale di partecipazione al rialzo del sottostante.
 Multiplo: quantità dell'attività sottostante controllata dal certificato.
 Cap: livello che limita la partecipazione al movimento del sottostante.

Immaginiamo di acquistare un Outperformance sul titolo ACME spa, a scadenza del certificato
sono possibili tre distinti scenari:

1. La quotazione di ACME spa è inferiore allo strike.


2. La quotazione di ACME spa è compresa tra lo Strike e il Cap.
3. La quotazione di ACME spa è superiore o coincidente con il Cap.

Ovviamente se l'outperformance non dovesse avere il cap la limitazione alla partecipazione non
sussisterebbe.

1. La quotazione di ACME spa è inferiore allo strike.


In questo caso l'outperformance rimborserà semplicemente la quotazione del sottostante
moltiplicata per il multiplo. In formula:

Valore del sottostante x Multiplo

Questo comporterà una perdita estesa quando quella del titolo.

2. La quotazione di ACME spa è compresa tra lo Strike e il Cap.


In questo caso l'outperformance rimborserà un importo pari al livello dello Strike dello
strumento più il doppio della differenza tra il prezzo del sottostante e lo Strike, rapportato al
multiplo. In formula:

[Strike + 2 x (Valore del sottostante - Strike)] x Multiplo

La performance risulterà amplificata dalla percentuale aggiuntiva di partecipazione al rialzo


del sottostante, nell'esempio pari a 2 volte.

3. La quotazione di ACME spa è superiore o coincidente con il Cap.


In questo caso l'outperformance rimborserà un importo pari al livello dello Strike più il doppio
della differenza tra Cap e Strike, rapportato al multiplo. In formula:

[Strike + 2 x (Cap - Strike)] x Multiplo

Qui la presenza del cap limita la partecipazione al rialzo del sottostante.

Appare evidente che la convenienza di questo certificato è massima fino al raggiungimento del
cap che, quando presente, pone fine alla partecipazione del movimento rendendo costante il
valore di rimborso dell'outperformance. Non c'è alcuna protezione del capitale ma si possono
ottenere buoni profitti anche con uno scenario moderatamente rialzista.

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Ricapitolando
 Caratteristiche principali degli "Outperformance Certificates":
Incrementano la performance positiva del sottostante con una leva. Può presentare un "cap".
 Protezione dell’investimento:
Nessuna, replicano le performance negative del sottostante.
 Sottostanti:
Indici, azioni.
 Durata:
Fino a 5 anni.
 Orizzonte temporale dell’investimento:
Breve o medio termine.
 Obiettivo dell’investimento:
Beneficiare con un effetto leva del rialzo del sottostante.
 Principali vantaggi:
Investimento minimo molto contenuto, anche inferiore ai 100€.
Permettono di investire anche su strumenti di difficile accesso per l'investitore privato.
Amplificano il rialzo del sottostante ma non il ribasso.

La reattività dell'Outperformance è simile a quella del benchmark ma, a differenza di


quest'ultimo amplifica il rialzo del sottostante. Non è influenzato dalla volatilità o dal tempo
residuo. Non è presente nessun tipo di protezione del capitale o di barriera.

Variabili Emissione Barriera toccata Prossimità scadenza

Prezzo del sottostante


Volatilità del sottostante
Tempo residuo
Tassi d'interesse
Dividendi

http://www.traderpedia.it/wiki/index.php/Outperformance_Certificates

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Capitale condizionatamente protetto


«La gente pensa di giocare contro il mercato, ma il mercato se ne infischia. In realtà sta giocando contro
se stessa.» (Marty Schwartz)

I certificati senza protezione possono essere considerati strumenti ideali in presenza di un


trend definito, tuttavia come ogni trader di una certa esperienza sa, i mercati sono per la
maggior parte del tempo non direzionali, laterali o debolmente rialzisti/ribassisti. Le fasi di
forte trend direzionale sono le più profittevoli ma anche le più rare come estensione temporale.

I certificati con capitale condizionatamente protetto consentono, in diversi modi, di beneficiare


di un extra rendimento soprattutto in scenari laterali, debolmente rialzisti o debolmente
ribassisti.

La sottocategoria di investment certificates che permette una protezione "condizionata" del


capitale, secondo classificazione ACEPI, è composta da:

 Airbag
 Bonus
 Cash Collect
 Express
 Twin Win

Le caratteristiche dei vari certificati sono molto diverse tra loro e coprono diverse esigenze di
protezione, contenendo il movimento avverso del sottostante entro predeterminate condizioni.

Una protezione condizionata quindi, proprio come quella che potrebbe fornire una robusta
cassaforte socchiusa. Il denaro contenuto è protetto da molti lati, ma non da tutti.

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Airbag
«La speculazione è l'arte di prevedere la psicologia del mercato.»
(John Maynard Keynes)

Gli Airbag Certificates permettono di beneficiare di una protezione predefinita del capitale
investito e di contenere gli effetti negativi di eventuali ribassi di mercato, senza rinunciare ad
avvantaggiarsi del rialzo del sottostante.

Se il valore finale del sottostante è compreso tra il Prezzo Start e il Prezzo Stop l’investitore
ottiene a scadenza la garanzia del capitale investito. A fronte di ribassi più consistenti la
protezione dell’Airbag attenua la perdita.

Gli Airbag Certificates traggono profitto dai rialzi del sottostante proteggendo
condizionatamente il capitale. Non sono soggetti al rischio cambio.

Esistono diversi nomi commerciali per questo certificato, i principali sono:


 Airbag,
 Planar

La struttura finanziaria dell'Airbag è composta da:


1) Acquisto di un'opzione call con strike pari a 0.
2) Acquisto di un'opzione put con prezzo di esercizio pari al livello di riferimento iniziale del
sottostante.
3) Vendita di un'opzione put con prezzo di esercizio pari al livello di protezione per una quantità
corrispondente al rapporto di protezione.
E' proprio la vendita dell'opzione put che permette all'airbag di attivare la propria protezione,
simile a quella dei Bonus ma con il vantaggio di una maggiore flessibilità.

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Ricapitolando
 Caratteristiche principali degli "Airbag Certificates":
Partecipazione al rialzo e protezione completa del capitale fino ad un livello
predeterminato. Livello di protezione del capitale investito. Rischio cambio non presente.
 Protezione dell’investimento:
Livello di protezione del capitale investito.
 Sottostanti:
Indici, singole azioni, tassi di cambio.
 Durata:
Fino a 5 anni.
 Orizzonte temporale dell’investimento:
Breve o medio termine.
 Obiettivo dell’investimento:
Trarre profitto dal rialzo del sottostante ma annullando o ammortizzando i ribassi
condizionatamente.
 Principali vantaggi:
Investimento minimo molto contenuto, anche inferiore ai 100€.
Permettono di investire anche su strumenti di difficile accesso per l'investitore privato.
Protegge condizionatamente il capitale.

La reattività dell'Airbag è sensibile al mutamento della volatilità e dal tempo residuo. E'
presente una protezione del capitale e una barriera.

Variabili Emissione Barriera toccata Prossimità scadenza

Prezzo del sottostante


Volatilità del sottostante
Tempo residuo
Tassi d'interesse
Dividendi

http://www.traderpedia.it/wiki/index.php/Airbag_Certificates

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Bonus
«Se la vostra autostima sale o scende a seconda dei risultati del Trading sia voi che il vostro Trading
siete in difficoltà...» (Ruth Barrons Roosevelt)

I Bonus Certificates incorporano una protezione e un premio. Nella sostanza se il Bonus


Certificates non tocca mai il livello di barriera prefissato pagherà un premio, detto appunto
bonus, che potrebbe anche essere molto maggiore della performance del sottostante. Se il
Bonus tocca la barriera lo strumento replica semplicemente le performance del sottostante.

Immaginiamo di acquistare un Bonus Certificates con queste caratteristiche:


 Sottostante: ACME
 Quotazione del sottostante: 15.000
 Strike: 20.000
 Barriera: 12.000
 Scadenza del Bonus Certificates: 1 anno
Barriera Strike Bonus Cap Scadenza Denaro(€) Lettera(€)
12.000 20.000 110 % ------ 1 anno 79,5000 80,000
A scadenza del prodotto possono accadere due scenari diversi:
• Scenario 1: Durante la vita del certificato il sottostante non ha mai toccato il livello di barriera.
In questo caso il Bonus Certificates verrà pagato a 110 (il valore del Bonus) e la nostra
performance sarà pari alla differenza tra il prezzo di acquisto (80) e il prezzo del bonus (110).
• Scenario 2: Durante la vita del certificato, il sottostante ha toccato il livello di barriera.
In questo caso la protezione è venuta meno e il Bonus Certificates replicherà la performance
del sottostante.

Per assurdo se la barriera venisse toccata e poi, entro la scadenza del certificato, il sottostante
superasse il valore che aveva al momento dell’acquisto, il certificato sarebbe a un valore
superiore a quello di acquisto.

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Tuttavia con i Bonus Certificates si ottiene un interessante rendimento in uno scenario di


mercato stabile o leggermente ribassista, se infatti il sottostante a scadenza avesse una
quotazione pari a 13.500 avremmo performance molto diverse tra l'acquisto diretto del
sottostante o del certificato.

 Acquisto diretto del sottostante: -1.500 (15.000 – 13.500) = -10%


 Acquisto del certificato: +30 (110-80) = +37.5%

Questo prodotto è composto da:


 Un’opzione call con strike pari a 0.
 Un’opzione Down&out deep in the money.

Lo strike dell’opzione Down & Out è pari a (strike x percentuale bonus) e la barriera dell’opzione
è pari a (strike x barriera).

Esistono diversi nomi commerciali per questo certificato, i principali sono:


 Bonus  CP90 Bonus  Bonus rebound
 Bonus Cap  Bonus reserve  Bonus cliquet
 Top Bonus  Peep
 Bonus Plus  Booster

La tipologia di Bonus Certificates chiamata "Bonus CAP" consente, grazie all’introduzione di un


livello massimo di rendimento (Cap), di ottenere un bonus più elevato con un livello di barriera
più basso. In gergo si dice che il prodotto è "cappato" e che quindi pone un limite alla
partecipazione al rialzo del sottostante.

In caso di forte rialzo del sottostante si percepirà oltre il bonus, anche la performance del
sottostante solo fino al livello del cap. C'è da dire però che spesso il cap viene a coincidere con
il bonus e quindi, di fatto, il rendimento massimo ottenibile è dato proprio dal bonus.

Il "Top Bonus" invece ha una barriera di tipo Europeo che disattiva il bonus solo a scadenza del
certificato. I prezzi del sottostante sono così liberi di oscillare sotto la barriera senza che ci sia
disattivazione della componente bonus. Chiaramente a parità di emissione i Top Bonus avranno
un rendimento inferiore ai Bonus Cap in virtù di questa caratteristica che rende meno rischioso
l'evento barriera.

Diversi fattori influenzano un Bonus:


 L'andamento del sottostante. Maggiore diventa la distanza del bonus dalla barriera e
maggiore sarà il suo prezzo.
 L'aumento della volatilità. Rende più probabile l'evento barriera e quindi penalizza il
prezzo del Bonus. Se la scadenza è ravvicinata e la barriera vicina al prezzo l'aumento
della volatilità ha un grande impatto sulle quotazioni.
 Il trascorrere del tempo. A parità di condizioni il tempo che passa rende sempre più
improbabile il raggiungimento della barriera. Questo influenza positivamente le
quotazioni.

Qualora sia intervenuto un evento barriera durante il periodo di osservazione, l'importo di


liquidazione sarà calcolato in base alla formula:
Prezzo di Emissione * Min (Cap; Valore di Riferimento/Strike) * Lotto Minimo / Tasso di Cambio
(ove applicabile)

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Una delle criticità principali dei Bonus Cap e dei Top Bonus è data dal possibile crollo dei
mercati. Mentre le sessioni da -7% abbondano, quelle da +7% solitamente sono reazioni a crolli
già avvenuti, ben difficilmente il mercato crescerà di un 7% in apertura in un trend rialzista
definito.

Il potenziale crollo è quindi in agguato, a dispetto del potenziale boom.

Evidentemente un crollo in un Top Bonus, certificates che ha, lo ricordo, la disattivazione della
barriera solo a scadenza, è assorbibile nel tempo, diversamente dal Bonus Cap che una volta
toccata la barriera diventa un semplice benchmark, un replicante puro.

Questi strumenti hanno quindi il vantaggio di permettere un rendimento nella fase debolmente
ribassista, debolmente rialzista e fortemente rialzista, evidentemente il loro vantaggio
principale risiede proprio nelle fasi congestionate del mercato, peraltro le più diffuse.

Tuttavia, qualunque portafoglio in certificates, per quanto costruito con linee guida prudenti,
verrà pesantemente ridimensionato in caso di crollo improvviso dei mercati.

Se si ipotizza uno scenario ribassista sono da evitare u Bonus Cap e i Top Bonus preferendo i
Reverse Bonus Cap che, sebbene meno diffusi, hanno un funzionamento opposto ai Bonus
tradizionali.

Si tratta infatti di certificates short, con il medesimo funzionamento dei Bonus ma che
pagheranno il bonus in caso di moderato rialzo, moderato ribasso e in caso di forte ribasso.

La barriera è quindi posta al rialzo e il cap è, quando presente, al ribasso.

Evidentemente se la barriera dovesse disattivare la componente bonus il benchmark rimanente


farà apprezzare il certificato in caso di ribasso, in caso di rialzo, invece, il prezzo del certificato
scenderà ulteriormente.

Questa tipologia di Bonus è molto utile a costruisce portafogli in certificati e si preoccupa di


gestire potenziali eventi catastrofici.

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Ricapitolando
 Caratteristiche principali dei "Bonus Certificates":
A scadenza pagano il bonus o, se maggiore, la performance del sottostante, a condizione
che questo non sia mai sceso sotto una barriera predefinita (sopra per i Reverse Bonus)..
 Protezione dell’investimento:
A scadenza c’è la protezione del capitale se la barriera non è stata raggiunta, se durante
la vita del prodotto la barriera viene toccata il prodotto replica il sottostante. Non è
presente il rischio cambio.
 Sottostanti:
Indici, singole azioni.
 Durata:
Fino a 5 anni.
 Orizzonte temporale dell’investimento:
Breve o medio termine.
 Obiettivo dell’investimento:
Trarre profitto dal rialzo o moderato ribasso del sottostante, con possibilità di ricevere un
bonus o, se maggiore, la performance del sottostante.
 Principali vantaggi:
Investimento minimo molto contenuto, anche inferiore ai 100€.
Permettono di ottenere un buon rendimento in caso di mercati stabili o leggermente
ribassisti
Nel caso della versione CAP permettono di allontanare ulteriormente la protezione a fronte
di un limite nella partecipazione al rialzo del sottostante.

La reattività del Bonus è sensibile al mutamento della volatilità e dal tempo residuo. E' presente
una barriera che disattiva il bonus.

Variabili Emissione Barriera toccata Prossimità scadenza

Prezzo del sottostante


Volatilità del sottostante
Tempo residuo
Tassi d'interesse
Dividendi

http://www.traderpedia.it/wiki/index.php/Bonus_Certificates

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Cash Collect
«La paura del pericolo è mille volte più terrificante del pericolo presente.»
(Daniel Defoe)

Questa particolare tipologia di certificato permette di partecipare alla performance del


sottostante ottenendo rendimenti periodici, simili a cedole obbligazionarie, proteggendo il
capitale anche in caso di moderati ribassi, grazie a una protezione condizionata del capitale.

La variante Worstof lega la performance del certificato all'andamento del peggiore titolo/indice
facente parte del basket dei sottostanti. Consente profitti cedolari ricorrenti durante la vita del
certificato e a scadenza, se nelle date di osservazione il peggior sottostante compreso nel basket
è superiore o uguale ad un predeterminato livello.

Esistono diversi nomi commerciali per questo certificato, i principali sono:


 Cash Collect
 Cash Collect Autocallable
 Athena Relax Worstof
Proprio la presenza di rendimenti periodici rende questo strumento finanziario diverso dagli
altri certificati d'investimento a capitale condizionatamente protetto.

Il flusso erogato, a patto che alle date di osservazione prestabilite il sottostante si trovi sopra
livello di Trigger permette di ricevere un rendimento periodico investendo sui mercati azionari,
proteggendo in tutto o in parte il capitale investito.

Una strategia di investimento adatta a chi ha aspettative di mercato stabili o di lieve rialzo che
consentono di ottimizzare le performance ottenendo, a scadenza, un rimborso superiore al
prezzo di emissione, quando il sottostante si trova sopra la Barriera, altrimenti il rimborso a
scadenza sarà pari al prezzo di emissione (entro i limiti di una Barriera).

La contemporanea presenza di Barriera e Livello di Trigger necessita di un approfondimento


per comprendere la differenza di funzionamento tra i due livelli. Per prima cosa definiamo le
voci che compongono il Cash Collect.

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 Sottostante
Azione, indice o basket collegato a ciascun Cash Collect.

 Strike
Valore iniziale del sottostante.

 Barriera
Indica un valore in percentuale dello Strike che se oltrepassato rende il valore di rimborso
a scadenza legato all’andamento del sottostante. E’ anche il valore di riferimento utilizzato
per accertare il pagamento dei rendimenti durante la vita del certificato. La rilevazione
della barriera può essere continua o solo a scadenza a seconda della struttura specifica del
certificato.

 Livello di Trigger
Indica il livello di riferimento utilizzato per l'evento di scadenza anticipata per i Cash
Collect Autocallable. Il livello di Trigger è un valore in percentuale dello Strike fissato
all’emissione. Il livello di Trigger può essere posto a seconda del prodotto sopra lo Strike,
sullo Strike, tra lo Strike e la barriera o sulla barriera.

 Scadenza
Ultimo giorno di validità dei Cash Collect.

 Date di Valutazione Cedole


Date evento in cui si rileva se il sottostante è superiore o uguale al livello di trigger per il
pagamento della cedole.

Similmente a un investimento obbligazionario i Cash Collect prevedono il pagamento a date


prefissate al momento dell’emissione di cedole di importo predefinito.

A differenza però da un'obbligazione c'è una condizione da rispettare per ottenere la cedola: il
valore del sottostante deve essere superiore o pari alla Barriera. Se questo avviene verrà
corrisposto un ammontare in Euro pari ad una percentuale prestabilita del prezzo di emissione.

Quando poi il tempo giunge al termine, e il Cash Collect Certificate scade, avverrà il rimborso
del prezzo di emissione se il sottostante è superiore alla Barriera, altrimenti il valore di
rimborso sarà legato alla performance registrata dal sottostante.

A scadenza si possono quindi verificare due distinti scenari:

Scenario 1 - Il sottostante è superiore o pari alla barriera.


In questo scenario l’importo di rimborso sarà pari al prezzo di emissione maggiorato di un
importo predefinito sin dall’emissione.

Scenario 2 - Il sottostante è inferiore alla barriera.


In questo scenario l’importo di rimborso replica la performance negativa del sottostante dando
il diritto di ricevere un importo che dipende dalla differenza tra Strike e valore del sottostante
a scadenza. Per il Cash Collect per cui la rilevazione della barriera è continua, il valore di
rimborso dipende anche dall’andamento del sottostante stesso durante la vita del certificato.

Un esempio numerico renderà chiara la procedura di calcolo dell'importo di liquidazione a


scadenza.

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Consideriamo un Cash Collect sull'indice ACME S.p.a, le condizioni di partenza sono queste:
 Strike a 10.000 punti indice.
 Cedola pari a 9%.
 Barriera pari a: 7.000 punti indice, con rilevazione continua durante la vita dello
strumento.
 Livello di Trigger pari a: 8.000 punti indice.
 Prezzo di emissione: 100 EUR

Giunto a scadenza il Cash Collect rimborserà una cifra diversa a seconda dello scenario.

Scenario 1 - Il sottostante è superiore o pari alla barriera e al Livello di Trigger.


Alla Data di Valutazione il valore dell’Indice è superiore o uguale alla Barriera, ipotizziamo sia
pari a 9.000 punti indice (-10% rispetto allo Strike).
 Importo di Liquidazione = Prezzo di Emissione + cedola
 Importo di Liquidazione = 100 EUR + 9 EUR = 109 EUR

Scenario 2 - Il sottostante è inferiore alla barriera (e quindi anche al Livello di Trigger).


Alla Data di Valutazione il valore dell’Indice è inferiore alla Barriera, ipotizziamo pari a 6.000
punti indice (-40% rispetto allo Strike).
 Importo di Liquidazione = Prezzo di Emissione x (Valore di Riferimento / Strike)
 Importo di Liquidazione = 100 EUR X 6.000 EUR / 10.000 EUR = 60 EUR

Esiste un terzo scenario possibile che vede la chiusura dell'indice di riferimento sopra la
barriera ma sotto il Livello di Trigger. In questo caso il rimborso sarà pari a 100 EUR.

Scenario 3 - Il sottostante è superiore o pari alla barriera ma inferiore al Livello di Trigger.


Alla Data di Valutazione il valore dell’Indice è superiore o uguale alla Barriera ma inferiore al
Livello di Trigger, ipotizziamo sia pari a 7.500 punti indice (-25% rispetto allo Strike).
 Importo di Liquidazione = Prezzo di Emissione
 Importo di Liquidazione = 100 EUR

Quest'esempio mostra la situazione a scadenza del Cash Collect che potrebbe però aver pagato
già diverse cedole nelle date-evento passate.

I Cash Collect si differenziano dagli Express Certificates per l'assenza della clausola
"autocallable" che rende possibile il rimborso anticipato.

La struttura in opzioni di un Cash Collect è composta da:


 Un'opzione Call con strike pari a zero;
 Un'opzione put esotica down and out con strike pari al livello iniziale del sottostante e con
barriera (tipica dei Bonus Cap);
 La vendita di un'opzione Call con prezzo di esercizio pari al prezzo iniziale del sottostante;
 Una serie di call digitali in quantità uguale al numero delle date evento intermedie e finale.
Il prezzo di esercizio è posto al livello trigger (inferiore allo strike).

La maggiore redditività del Cash Collect rispetto a un investimento obbligazionario è


compensata dal maggiore rischio che questo certificato incorpora.

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Ricapitolando
 Caratteristiche principali dei "Cash Collect":
Consente profitti cedolari ricorrenti durante la vita e a scadenza se, nelle rispettive date di
osservazione, il sottostante è superiore o uguale ad un prefissato livello.
 Protezione dell’investimento:
Livello di protezione del capitale investito fino a una barriera prefissata.
 Sottostanti:
Indici, singole azioni, tassi di cambio, basket di sottostanti.
 Durata:
Fino a 5 anni.
 Orizzonte temporale dell’investimento:
Breve o medio termine.
 Obiettivo dell’investimento:
Trarre profitto dalle cedole anche con ribassi limitati del sottostante.
 Principali vantaggi:
Investimento minimo molto contenuto, anche inferiore ai 100€.
Permettono di investire anche su strumenti di difficile accesso per l'investitore privato.
Protegge condizionatamente il capitale.
Flusso di rendimenti periodici anche con limitati ribassi del sottostante.

Il prezzo del Cash Collect è influenzato positivamente da una volatilità moderata e dal prezzo
del sottostante. Il trascorrere del tempo contribuisce a far aumentare il valore di questo
certificato perché, se la barriera non è saltata, rende sempre più probabile il rimborso del valore
nominale.

Variabili Emissione Barriera toccata Prossimità scadenza

Prezzo del sottostante


Volatilità del sottostante
Tempo residuo
Tassi d'interesse
Dividendi

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Express
«Il rischio nasce dal non saper cosa si sta facendo.»
(Warren Buffett)

Presenti sul mercato Italiano dal 2005, gli Express Certificates sono una via di mezzo tra un
investimento azionario ed uno obbligazionario, infatti si ricevono cedole fisse durante la vita del
certificato (come un’obbligazione) ma il rimborso del capitale dipende da un’esposizione sul mercato
azionario (equity).

La scadenza anticipata del certificates avviene se, in date prefissate (Date di Osservazione), si
verificano determinate condizioni (Evento di Scadenza Anticipata); in tal caso viene rimborsato un
importo prefissato all'emissione.

GIi Express Certificates si differenziano dai Cash Collect per la presenza della clausola
"autocallable" che rende possibile il rimborso anticipato.

Esistono diversi nomi commerciali per questo certificato, i principali sono:


 Express,
 EasyExpress,
 Athena

La struttura in opzioni di un Express Certificates è composta da:


 Un'opzione Call con strike pari a zero;
 Un'opzione put esotica down and out con strike pari al livello iniziale del sottostante e con
barriera (tipica dei Bonus Cap);
 La vendita di un'opzione Call con prezzo di esercizio pari al prezzo iniziale del sottostante;
 Una serie di call digitali in quantità uguale al numero delle date evento intermedie e finale.
Il prezzo di esercizio è posto al livello strike e la data di scadenza coincidenti con le date di
liquidazione intermedie e finale.

Il funzionamento è semplice, alla prima data di osservazione possono verificarsi due scenari:

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PRIMA DATA DI RILEVAZIONE


1) Il sottostante è salito sopra lo strike: rimborso anticipato del capitale più importo
addizionale.
2) Il sottostante è diminuito: si riceve l’importo addizionale e si prosegue alla seconda
rilevazione.

Alla seconda data di osservazione:

SECONDA DATA DI RILEVAZIONE


1) Il sottostante è salito sopra lo strike: rimborso anticipato del capitale più importo
addizionale.
2) Il sottostante è diminuito: si prosegue alla prossima rilevazione con “effetto memoria”.

Infine:

ULTIMA DATA DI RILEVAZIONE


1) Il sottostante è salito sopra lo strike: rimborso anticipato del capitale più importo
addizionale con “effetto memoria”, in questo casi c’è il cumulo di 2 rendimenti.
2) Il sottostante è diminuito ma è sopra la barriera: viene rimborsato il capitale a 100.
3) Il sottostante è diminuito ed è sotto la barriera: viene rimborsato un importo di rimborso
pari al prezzo di emissione decurtato della performance negativa registrata dal sottostante
(perdita in conto capitale).

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Ricapitolando
 Caratteristiche principali degli "Express Certificates":
Paga una cedola come un'obbligazione ma rimborsa un importo prefissato in caso di forte
rialzo del sottostante.
 Protezione dell’investimento:
E' previsto il rimborso anticipato.
 Sottostanti:
Indici, azioni.
 Durata:
Fino a 5 anni.
 Orizzonte temporale dell’investimento:
Breve o medio termine.
 Obiettivo dell’investimento:
Alternativa all’investimento azionario e obbligazionario, possibilità di ricevere un
rendimento già dal primo anno, non immobilizzare il capitale in caso di forte salita dei
mercati.
 Principali vantaggi:
Investimento minimo molto contenuto, anche inferiore ai 100€.
Permettono di investire anche su strumenti di difficile accesso per l'investitore privato.

Variabili Emissione Barriera toccata Prossimità scadenza

Prezzo del sottostante


Volatilità del sottostante
Tempo residuo
Tassi d'interesse
Dividendi

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Twin Win
«Il professionista cerca di fare la cosa giusta, piuttosto che focalizzarsi sul guadagno: egli ben sa che
il profitto altro non è che la conseguenza di una serie di azioni correlate.» (Jesse Livermore)

I certificates TwinWin, lo lascia intuire anche il nome, consentono di realizzare un profitto sia in caso
di rialzi che di ribassi del sottostante, l'unica limitazione è che non sia mai stata toccata una barriera
predefinita. Nel caso di struttura autocallable, c’è la possibilità, al verificarsi di certe circostanze, di
ottenere un rimborso anticipato ad un valore prestabilito superiore al prezzo di emissione.

Esistono diversi nomi commerciali per questo certificato, i principali sono:

 TwinWin,
 Up&Up

La struttura in opzioni di un TwinWin Certificates è composta da:


 Un'opzione Call con strike pari a zero;
 Un'opzione put esotica down and out con barriera pari al livello barriera e con prezzo di
esercizio pari al livello di riferimento del sottostante;
 Un'opzione put esotica down and out per un importo pari al fattore di partecipazione al
ribasso, con prezzo di esercizio pari al livello iniziale del sottostante e con barriera pari al
livello di protezione;
 Per aumentare di più del 100% la partecipazione al rialzo del sottostante sono
eventualmente comprese delle opzioni call con prezzo di esercizio pari al livello iniziale del
sottostante;
 Per diminuire la partecipazione al rialzo del sottostante sono eventualmente comprese
delle vendite di opzioni call con prezzo di esercizio pari al livello iniziale del sottostante.

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Ricapitolando
 Caratteristiche principali dei "TwinWin Certificates":
Possibilità di rendimenti positivi anche nel caso di performance negative del sottostante, se
durante la vita del prodotto il sottostante non è mai stato uguale o inferiore alla barriera.
Barriera di protezione del capitale investito. Nelle versioni “autocallable” possibilità di
rimborso anticipato con pagamento di un ammontare prefissato se in una delle date
prestabilite il sottostante è uguale o superiore ad un livello prefissato. Rischio cambio non
presente..
 Protezione dell’investimento:
A scadenza protezione del capitale fino a una barriera prefissata. Partecipazione illimitata al
ribasso e quindi capitale a rischio, se durante la vita del prodotto il sottostante è stato uguale
o inferiore alla barriera..
 Sottostanti:
Indici, materie prime (spot e future), azioni, tassi di cambio.
 Durata:
Fino a 5 anni.
 Orizzonte temporale dell’investimento:
Breve o medio termine.
 Obiettivo dell’investimento:
Trarre profitto dal rialzo e dal ribasso del sottostante.
 Principali vantaggi:
Investimento minimo molto contenuto, anche inferiore ai 100€.
Permettono di investire anche su strumenti di difficile accesso per l'investitore privato.
Protegge condizionatamente il capitale

Variabili Emissione Barriera toccata Prossimità scadenza

Prezzo del sottostante


Volatilità del sottostante
Tempo residuo
Tassi d'interesse
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Capitale protetto
«Coloro che non sono del tutto consapevoli dei danni derivanti dall’applicazione delle strategie
non possono essere neppure consapevoli dei vantaggi derivanti dalla loro applicazione.»
(Sun Tzu - L'Arte della Guerra)

I sogno negato di ogni trader è quello di possedere le quotazioni di domani, un sogno destinato
a rimanere tale. Ma subito dopo, al secondo posto, c'è il desiderio di poter investire senza
rischiare di perdere il proprio capitale beneficiando, ovviamente, dell’eventuale incremento di
valore del sottostante.

Il secondo desiderio è inaspettatamente esaudito da una sottocategoria di investment


certificates che permette una protezione incondizionata del capitale.

Questa categoria è composta da:

 Equity Protection
 Butterfly
 Double Win
 Relative Value
Le caratteristiche dei vari certificati sono molto diverse tra loro, l’imperativo è solo uno:
protezione del capitale. In questa categoria di certificati non ci sono SE che condizionano la
protezione, quanto contenuto nella cassaforte è al sicuro.

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Equity Protection
«L’investimento deve essere razionale. Se non lo capite non lo fate.»
(Warren Buffett)

Gli Equity Protection Certificates permettono di beneficiare del rialzo di un sottostante proteggendo
però il capitale investito. Spesso questa particolare tipologia di certificati pone un limite alla
partecipazione al rialzo del sottostante rendendo così possibile una protezione più ampia, questa
tipologia di Equity Protection Certificates chiamata "Equity Protection CAP" consente, grazie
all’introduzione di un livello massimo di rendimento (Cap), di ottenere una protezione più elevata del
capitale.

In gergo si dice che il prodotto è "cappato" e che quindi pone un limite alla partecipazione al rialzo
del sottostante. In caso di forte rialzo del sottostante si beneficerà del movimento fino al livello del
CAP.

Esistono diversi nomi commerciali per questo certificato, i principali sono:

 Equity protection,
 Borsa protetta,
 Opportunità protetta,
 Protection

La struttura in opzioni di un Equity Protection è composta da:


 Un'opzione Call con strike pari a zero;
 Un'opzione put con prezzo di esercizio pari al livello di protezione;
 Per aumentare di più del 100% la partecipazione al rialzo del sottostante sono
eventualmente comprese delle opzioni call con prezzo di esercizio pari al livello di
protezione;
 Per diminuire la partecipazione al rialzo del sottostante sono eventualmente comprese
delle vendite di opzioni call con prezzo di esercizio pari al livello di protezione.

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Ricapitolando
 Caratteristiche principali degli "Equity Protection":
A scadenza pagano la performance del sottostante, il premio non scende sotto una barriera
predefinita.
 Protezione dell’investimento:
A scadenza c’è la protezione di una percentuale del capitale incondizionata.
 Sottostanti:
Indici, singole azioni, materie prime (spot e future), tassi di cambio.
 Durata:
Fino a 5 anni.
 Orizzonte temporale dell’investimento:
Breve o medio termine.
 Obiettivo dell’investimento:
Trarre profitto dal rialzo del sottostante con una protezione del capitale.
 Principali vantaggi:
Investimento minimo molto contenuto, anche inferiore ai 100€.
Protezione del capitale e partecipazione al rialzo del sottostante.
Nel caso della versione CAP permettono di aumentare ulteriormente la protezione a fronte
di un limite nella partecipazione al rialzo del sottostante.

Variabili Emissione Barriera toccata Prossimità scadenza

Prezzo del sottostante


Volatilità del sottostante
Tempo residuo
Tassi d'interesse
Dividendi

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Butterfly
«Regola n° 1: non perdere mai denaro. Regola n°2: non dimenticare mai la regola n°1.»
(Warren Buffett)

I Butterfly Certificates permettono di sfruttare l'andamento incerto del sottostante amplificando i


movimenti dei corsi a condizione che il sottostante non abbia mai toccato i livelli di una banda di
oscillazione predefinita. Il valore nominale del certificato, in caso di violazione della banda, è
comunque protetto e viene rimborsato a scadenza.

La struttura in opzioni di un Butterfly è composta da:


 Un'opzione Call con strike pari a zero;
 Un'opzione put con prezzo di esercizio pari al livello di protezione;
 La vendita di un’opzione call con prezzo di esercizio pari al livello di protezione;
 L’acquisto di opzioni call up and out per una quantità pari alla partecipazione up e con
prezzo di esercizio pari al livello iniziale e barriera pari al livello di barriera up;
 L’acquisto di opzioni esotiche put down and out per una quantità pari alla partecipazione
down e con prezzo di esercizio pari al livello iniziale e barriera pari al livello di barriera
down;

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Ricapitolando
 Caratteristiche principali dei "Butterfly Certificates":
Opportunità di beneficiare con effetto leva dei movimenti in entrambe le direzioni con una
rete di protezione del valore nominale del certificato. Permettono di sfruttare gli andamenti
indecisi entro parametri di oscillazione anche molto grandi.
 Protezione dell’investimento:
Il capitale nominale del certificato è protetto a scadenza.
 Sottostanti:
Indici, azioni, materie prime (spot e future).
 Durata:
Fino a 5 anni.
 Orizzonte temporale dell’investimento:
Breve o medio termine.
 Obiettivo dell’investimento:
Sfruttare gli andamenti indecisi attesi del sottostante proteggendo il capitale nominale a
scadenza.
 Principali vantaggi:
Investimento minimo molto contenuto, anche inferiore ai 100€.
Permettono di investire anche su strumenti di difficile accesso per l'investitore privato.

Variabili Emissione Barriera toccata Prossimità scadenza

Prezzo del sottostante


Volatilità del sottostante
Tempo residuo
Tassi d'interesse
Dividendi

http://www.traderpedia.it/wiki/index.php/Butterfly_Certificates

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Double Win
«Negli affari le cose migliori da fare sono le cose semplici, ma farle è sempre molto difficile..»
(Warren Buffett)

Il Double Win Certificate è uno strumento che protegge il capitale permettendo di partecipare
alla performance del sottostante. Si differenziano dal Butterfly perché permettono di
beneficiare del rialzo o del ribasso del sottostante senza barriere disattivanti.

Quando il Double Win Certificate scade si ottiene un valore di rimborso positivo anche in caso
di ribasso del sottostante.

La struttura finanziaria del Double Win è composta da:


1) Acquisto di un'opzione call con strike pari a 0.
2) Acquisto di un'opzione put con prezzo di esercizio pari al livello garantito (protegge
l’investitore dal ribasso del sottostante).
3) Vendita di un'opzione call con prezzo di esercizio pari al livello di garantito (annulla il rialzo
del sottostante sopra il livello garantito).
4) Acquisto di un’opzione call con prezzo di esercizio pari alla partecipazione up
5) Acquisto di un’opzione put con prezzo di esercizio pari alla partecipazione down.

Gli elementi da considerare in un Double Win sono:


 Livello garantito (LG)
 Livello di partecipazione Up (LU) / Down (LD)
 Partecipazione al rialzo (PU) / al ribasso (PD)
 Multiplo (M)
Se a scadenza il sottostante è inferiore o uguale al livello di partecipazione al ribasso, l’importo
di rimborso, rispetto al prezzo di emissione, registra la stessa performance ma in valore
assoluto; se invece il sottostante è superiore al livello di partecipazione al rialzo, si partecipa
totalmente alla performance positiva registrata.

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Il livello di partecipazione al rialzo e al ribasso può non essere del 100%, il certificato può
prevedere livelli diversi di protezione e la garanzia del rimborso del capitale può dipendere dal
livello di protezione al ribasso.

Un esempio permetterà di comprenderne meglio il funzionamento. Immaginiamo di aver


acquistato un Double Win Certificate sull’EUR/USD in fase di collocamento al prezzo di
emissione di 100 EUR e con queste caratteristiche:
 Strike 1,35;
 protezione al rialzo 1,35 (pari al 100% dello Strike);
 protezione al ribasso 1,35 (pari al 100% dello Strike);
 fattore di leva al rialzo e ribasso 100%;

Il grafico riporta un confronto ipotetico tra la


performance del tasso di cambio EUR/USD e un
Double Win Certificate sul tasso di cambio EUR/ USD
con le caratteristiche elencate sopra.
La performance del tasso di cambio è rappresentata
dalla linea continua grigia, il rendimento del Double
Win Certificate dalla linea rossa. Il valore di rimborso
del Double Win Certificate a scadenza dipende dalla
posizione del sottostante rispetto al livello di
protezione al rialzo e di protezione al ribasso.

Si possono verificare tre scenari a scadenza:

Scenario 1
Il valore del sottostante è maggiore della protezione al rialzo:

Valore di rimborso Double Win Certificate


Prezzo di emissione x [1+Fattore di leva al rialzo x (Prezzo di Riferimento - Protezione
al rialzo) / Strike

In questo scenario il possessore beneficerà della performance positiva del sottostante, a partire
dal livello di protezione al rialzo.
Con un esempio numerico, ipotizzando le caratteristiche elencate sopra e un tasso di cambio
EUR/USD pari a 1,4, l’importo di liquidazione sarebbe pari a: 103,70 EUR
Nel caso in cui, ad esempio, a parità di altre condizioni, il fattore di leva al rialzo fosse pari al
90% dello Strike, l’importo di liquidazione sarebbe pari a: 103,33 EUR.

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Scenario 2
Il valore del sottostante è maggiore della protezione al ribasso, ma inferiore o uguale alla
protezione al rialzo.

Valore di rimborso Double Win Certificate


Prezzo di Emissione

Il capitale investito è protetto. Ipotizzando le caratteristiche elencate sopra, ma con un livello


di protezione al ribasso diverso dal livello di protezione al rialzo, l’importo di liquidazione
sarebbe pari a: 100 EUR.

Scenario 3
Il valore del sottostante è inferiore o uguale alla protezione al ribasso:

Valore di rimborso Double Win Certificate


Prezzo di emissione x [1+Fattore di leva al rialzo x (Prezzo di Riferimento -
Protezione al rialzo) / Strike ]

Il Certificate trae vantaggio dalla performance negativa del sottostante, considerata in valore
assoluto e partendo dal livello di protezione al ribasso. Ipotizzando le caratteristiche elencate
sopra e un tasso di cambio EUR/USD pari a 1,201, l’importo di liquidazione sarebbe pari a:
111,11 EUR.

Nel caso in cui, ad esempio, a parità di altre condizioni, il fattore di leva al ribasso fosse pari al
90% dello Strike, l’importo di liquidazione sarebbe pari a: 110 EUR.

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Ricapitolando
 Caratteristiche principali dei "Double Win":
Partecipazione al rialzo o al ribasso (in valore assoluto) alla performance del sottostante.
Livello di protezione del capitale investito, a scadenza è sempre rimborsato un importo
pari alla protezione.
 Protezione dell’investimento:
Livello di protezione del capitale investito.
 Sottostanti:
Indici, singole azioni, tassi di cambio.
 Durata:
Fino a 5 anni.
 Orizzonte temporale dell’investimento:
Breve o medio termine.
 Obiettivo dell’investimento:
Trarre profitto dal rialzo e dal ribasso del sottostante con protezione totale del capitale.
 Principali vantaggi:
Investimento minimo molto contenuto, anche inferiore ai 100€.
Permettono di investire anche su strumenti di difficile accesso per l'investitore privato.
Protegge il capitale.

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Prezzo del sottostante


Volatilità del sottostante
Tempo residuo
Tassi d'interesse
Dividendi

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Relative Value
«Non avete mai ragione o torto perché gli altri sono d'accordo con voi. Avete ragione perché i vostri
dati sono esatti e il vostro ragionamento è corretto.» (Warren Buffett)

Questo certificato permette di partecipare al rialzo del sottostante con una protezione totale o parziale
del capitale. La particolarità è data dall’investire sull’andamento relativo di un sottostante rispetto ad
altri. A volte è presente un cap al rendimento massimo ottenibile.

Può essere prevista un’opzione “quanto” che annulla il rischio cambio.

Esiste un nome commerciale per questo certificato:

 Borsa protetta alpha

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Ricapitolando
 Caratteristiche principali dei " Certificates":
Scommettere sul rialzo del rapporto o del differenziale tra un asset long e un asset short
con la protezione del capitale.
 Protezione dell’investimento:
Livello di protezione del capitale investito.
 Sottostanti:
Indici, singole azioni, tassi di cambio.
 Durata:
Fino a 5 anni.
 Orizzonte temporale dell’investimento:
Breve o medio termine.
 Obiettivo dell’investimento:
Trarre profitto dal rialzo del rapporto o del differenziale tra un asset long e un asset
short .
 Principali vantaggi:
Investimento minimo molto contenuto, anche inferiore ai 100€.
Permettono di investire anche su strumenti di difficile accesso per l'investitore privato.
Protegge il capitale.

Variabili Emissione Barriera toccata Prossimità scadenza

Prezzo del sottostante


Volatilità del sottostante
Tempo residuo
Tassi d'interesse
Dividendi

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Il Punto della situazione


«Il denaro che rimane immobile non è più denaro.»
(George Simmel)

Gli investment certificates possiedono diversi profili di rischio-rendimento e sottostanti che


spaziano dagli indici, panieri di titoli, singoli titoli o commodities. Hanno diverse scadenze
temporali, da pochi giorni a qualche anno e con dei pay-off completamente diversi tra loro.

In gergo tecnico si dice che i certificates sono strumenti finanziari ad alto costo informativo
perché, prima di comprenderli pienamente, occorre studiarli dettagliatamente, capirne la
differenza e sceglierli in base a un’idea di trading chiara.

Come procedere quindi nella scelta di un investiment certificates una volta comprese le
differenze, assolutamente sostanziali, tra una tipologia e l’altra?

1) Per prima cosa si deve decidere la leva finanziaria. Non tanto la sua entità, ma se il
prodotto deve poter offrire, potenzialmente, un extrarendimento. Evidentemente anche la
perdita può risultare extra in caso di leva, tuttavia questa è la prima discriminante che
ammette o elimina molti prodotti nella potenziale lista di selezione.

Stabilita la presenza o meno di una leva finanziaria si passa alla presenza o meno di una qualche
forma di protezione del capitale.

2) Protezione totale, parziale o senza protezione del capitale. Qui il profilo di rischio emerge
in tutta la sua chiarezza, una volta scelta la protezione i prodotti si riducono ancora di numero.

Si passa poi alla durata del certificato, un aspetto non secondario nella scelta dello strumento
da inserire nel portafoglio.

3) Durata superiore o inferiore a un anno? Una volta stabilito il tempo la rosa dei prodotti
disponibili viene ulteriormente limitata.

Un’ulteriore discriminante, utile in caso di scelta pluriannuale dell’investimento, verte sulla


natura dei flussi monetari attesi.

4) Premio unico o struttura a premio multiplo su più date di osservazione? Cash collect e
Express certificates hanno, per loro natura, una struttura ibrida tra le obbligazioni e le azioni
consentendo un rendimento periodico. A volte in questi strumenti è previsto un rimborso
anticipato (autocallable) e una protezione condizionata del capitale.

Infine, per ultimo ma non meno importante, un investitore che decide di acquistare un
certificates deve ipotizzare uno scenario operativo probabile e attenersi ad esso nella scelta
dello strumento. In un mercato fortemente ribassista ad esempio, ha poco senso l’acquisto di
un Bonus Cap con una barriera a 10 punti percentuali dal sottostante o, in un mercato ingessato
ha, evidentemente, poco senso un prodotto a leva X7 sull’indice.

5) Ipotesi su uno scenario operativo probabile. Occorre sviluppare un’idea di massima


sull’andamento del sottostante, rialzo, ribasso o congestione.
Una volta completata questa checklist è sufficiente dare un’occhiata alla lista dei certificates
disponibili e i prodotti potenzialmente adatti salteranno fuori.

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Tuttavia anche su uno stesso sottostante con medesima scadenza e identica tipologia di
certificates possono esserci scelte ulteriori da fare, strike, barriera, tipologia di protezione e via
discorrendo. Quasi un vestito su misura. Dove il cliente è il profilo di rischio che desideriamo
vestire con un prodotto. Un investment certificates appunto, sartoriale quanto basta per
apprezzarne i dettagli.
Il mondo dei certificati è vasto e variegato. Alcuni proteggono dal rischio, altri amplificano il
movimento, altri ancora sono una via di mezzo tra l'investimento in azioni e quello in
obbligazioni. A ogni trader il suo strumento verrebbe da dire perché, effettivamente, si tratta di
adattare lo strumento al rischio percepito e atteso.

Conoscere la costruzione in opzioni dei certificati permette di avere un'idea di massima della
logica "nascosta" dietro barriere, bonus e cap. Ma i dubbi sono molti e spesso sono sempre gli
stessi, proprio per questo vale la pena presentare alcune domande classiche che il trader non
esperto di certificati si pone.
[…] dopo un periodo iniziale di osservazione mi sono deciso ad approfondire un po' la
conoscenza di questi strumenti e le sarei grato se potesse rispondere a qualche domanda che
non ho potuto dissipare facendo ricerche. Vediamo se riesco a non fare troppa confusione.
Parliamo dei bonus cap.

 Il primo dubbio riguarda il prezzo di rimborso nel caso non si verifichi l'evento
barriera. Dalle descrizioni che ha fatto lei, mi sembra di aver capito che in ogni caso il
valore di rimborso equivale al valore nominale più il bonus, dove il valore nominale è
sempre 100 se non sbaglio. Quindi se un bonus cap ha un bonus di 115 mi verrà
rimborsato sempre €115 qualsiasi sia il valore del sottostante alla data di scadenza. Da
qualche parte ho letto che qualora il prezzo del sottostante fosse maggiore del bonus
allora verrebbe pagato quest'ultimo valore.

Qui occorre fare una distinzione tra un Bonus e un Bonus Cap. Il Bonus consente di incassare il
premio a condizione che la barriera non venga toccata, se il sottostante dovesse salire oltre il
prezzo coincidente con il bonus il certificato continuerà ad apprezzarsi quotando quindi più del
bonus. Non ci saranno limiti alla partecipazione sul movimento rialzista del sottostante.

Se invece il Bonus possiede un cap rimborserà al massimo il valore del bonus. Nell'esempio
proposto quindi 115€ anche se il titolo dovesse continuare a salire di quotazione. Risulta
comunque evidente che una volta raggiunto il prezzo del bonus è poco utile mantenere la
posizione aperta e converrà quindi liquidarla e passare a un altro strumento o all'acquisto
diretto del sottostante.

 Mettiamo che il sottostante al momento della scadenza sia stato sospeso dalle
contrattazioni per un motivo qualsiasi. In questo caso cosa accadrebbe?

Beh, c'è da sperare che almeno il titolo sia sospeso per eccesso di rialzo. Ma in ogni caso, rialzo
o ribasso che sia, il certificato segue il destino del titolo rimanendo sospeso.

 La barriera in che modo si attiva? Nel senso: si attiva appena il prezzo del sottostante
tocca il livello oppure è valido solo il prezzo di chiusura, o qualcosa del genere?

Anche per questa domanda bisogna rispondere: dipende. Ci sono diversi tipi di disattivazione della
barriera, per un bonus normale, cappato o meno fa lo stesso, è sufficiente che il prezzo sia toccato
anche una sola volta durante il giorno per avere la disattivazione della componente bonus.

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Diverso il discorso per il Top Bonus che invece prevede la disattivazione della componente bonus
solo a scadenza, quindi anche se durante la vita del prodotto i prezzi del sottostante sono rimasti
diverso tempo sotto la barriera conta solo la loro posizione a scadenza del certificato.
Chiaramente quest'ultima tipologia di bonus presenta un ulteriore abbattimento del rischio per
un investitore.

 Ho letto che questi strumenti si possono negoziare sul SEDEX mentre il broker che
utilizzo mi ha detto che sono negoziati su EURO-TLX, cosa mi sa dire a riguardo?

Vere entrambe le cose. Sono quotati sul SEDEX e anche sull'EURO-TLX, ma non
contemporaneamente, o in un mercato o nell'altro.

 Infine sul sito di Unicredit ho notato che i vari bonus cap hanno un pallino verde o
rosso. Immagino che quelli col pallino rosso siano quelli che hanno già la barriera
attivata. Però andando al link di BANCA POP MILANO Il secondo con scadenza
20.12.2013 ha il pallino rosso, mentre il terzo con scadenza 17.01.2014 aveva il
pallino verde, nonostante la barriera sia molto più alta. Come lo spiega?

Occorre prestare attenzione al tempo di emissione del certificato. Certo, il secondo ha la


barriera disattiva a 0,3056 mentre il terzo, con barriera a 0,4096 no.

Però il secondo certificato (DE000HV8A1S7) è stato emesso il 14/6/2013 mentre il terzo


certificato (DE000HV8A257) il 22/10/2013. La barriera del secondo certificato è saltata il
28/6/2013 quando il terzo certificato non era ancora quotato. Ecco spiegato perché la barriera
di DE000HV8A257 è ancora intatta.

Qual è il guadagno per il market maker che confeziona il prodotto?

La banca guadagna dal market making con posizioni di hedging, dallo spread e dalla piccola
differenza del prezzo pagato per le opzioni ed il valore sul mercato (parte riconosciuta
all’emittente per impacchettare il prodotto). Nei bonus non ci sono commissioni di gestione.

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Quando scade esattamente un certificato? Il giorno di scadenza, ad es. il 20 dicembre, con il


prezzo di apertura (h. 9:01), come con le opzioni, o alla chiusura delle contrattazioni (asta
di chiusura, h 17:31) ?

La Data di Valutazione, come determinata dall'Agente per il Calcolo, per i Certificates con
sottostante azioni italiane è il Giorno bancario immediatamente precedente alla Data di
Scadenza dei Certificates, mentre per i Certificates con sottostante azioni europee è l’apertura
della data di scadenza

Come individuare esattamente il prezzo del certificato bonus cap all'eventuale tocco della
barriera?

Al momento del tocco il prezzo del certificato sarebbe molto vicino al rapporto che esiste tra
barriera e strike rispetto a 100.

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Parte Terza:
Esempi di Trading
con gli Investment Certificates

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Memento
Ricorda. Il trading è pieno di regole da seguire, ma chi può seguire regole che dicono tutto e il
contrario di tutto? Ogni trader dovrebbe imparare la differenza che passa tra eludere la propria
strategia o infrangerla, ne parleremo diffusamente nelle prossime pagine.

Le occasioni che si presenteranno saranno molte e diverse tra loro, verranno alla luce
formazioni grafiche, congestioni, pattern ma anche trucchi di lettura, considerazioni sulle
analisi e curiosità di ogni tipo. Dopotutto ogni trader, prima di essere un bieco speculatore, è
anche un grande appassionato di trading che ha la fortuna di far coincidere la propria passione
con la propria professione.

Chi ancora sta percorrendo la strada della propria autoformazione ricordi bene che il miglior
insegnante è l'esperienza. Anche degli altri! Ci si siede sugli allori quando ci sono certezze e un
trader deve abituarsi all’indeterminatezza del divenire, deve ricercare la morte finanziaria del
trade in atto, corteggiarla, inseguirla e, così facendo, allontanarne gli effetti indiretti. La paura
è il principale effetto indiretto della morte finanziaria. La paura è un optional, un ospite sgradito
in ogni strategia che si può lasciare alla porta.

I samurai si addestravano a non temere la morte, si consideravano già morti quando iniziava
una battaglia e questa era la loro forza. Parte dei danni che una battaglia provoca erano evitati,
la paura veniva invitata a non presentarsi all’appuntamento con la morte.

Oggi nel trading la paura è il padrone del castello per molti aspiranti trader.

Kuniyoshi, Utagawa
Il nemico peggiore per un samurai è la paura, capace di governare le azioni e di soggiogare la
volontà. Allo stesso modo l’investitore si ritrova esposto a gravi pericoli per la propria sopravvivenza
finanziaria. Solo agendo senza paura si acquisisce la necessaria visione neutra. Le tecniche operative
vengono dopo la conoscenza della storia, dell’ambiente e degli strumenti.

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Strategia e tattica
«Conosci gli altri e te stesso: cento battaglie, senza pericoli. Conosci gli altri, ma non conosci te stesso:
a volte vittoria, a volte sconfitta. Non conosci gli altri né te stesso: ogni battaglia è una sconfitta certa.»
(Sun Tzu, l'Arte della Guerra)

Un trader professionista deve essere capace di attendere cercando occasioni, ma deve cercatele
le occasioni però! Ogni movimento nasconde opportunità, non è necessario seguire tutto il
listino ma occorre sviluppare una strategia e una tattica. Non confondeteli ma, soprattutto,
imparate la differenza che queste parole possiedono.

La guerra impone riflessione o azione? Posta in questi termini questa domanda non ha una
facile risposta, verrebbe da dire “dipende”. In effetti in ogni guerra o conflitto vi è un tempo per
l’azione e uno per la riflessione, due elementi che non si escludono vicendevolmente e che
continuano ad alternarsi. Lo stratega ha ben chiara la differenza tra strategia e tattica, una
differenza che viene troppo spesso sottovalutata.

Strategia
[stra-te-gì-a]s.f.
Descrizione di un piano per raggiungere obiettivi predisponendo, nel lungo termine e con
lungimiranza, i mezzi atti a tale scopo. (Da non confondere con tattica)
«Gli strateghi vittoriosi hanno già trionfato, prima ancora di dare battaglia; i perdenti hanno già
dato battaglia, prima ancora di cercare la vittoria.»
(Sun Tzu, l'Arte della Guerra)
Tattica
[tàt-ti-ca]s.f. (pl. tattiche)
Insieme dei modi di agire ritenuti più adatti al raggiungimento di un determinato scopo.
«Una strategia senza tattiche è il cammino più lento verso la vittoria.
Le tattiche senza una strategia sono il clamore prima della sconfitta. »
(Sun Tzu, l'Arte della Guerra)

La differenza tra strategia e tattica non è una differenza di poco conto, senza aver predisposto.
nel lungo termine e con lungimiranza, un piano per raggiungere degli obiettivi ci rimane solo la
tattica che permette vittorie di breve, non strategiche per raggiungere il fine ultimo.

Affrontare un avversario senza tracciare uno scenario previsivo delle sue reazioni possibili è
folle, comprendere quando è conveniente combattere e quando non lo è non ha niente a che
fare con le ragioni del conflitto, uno stratega deve tacitare il proprio Ego e rendersi disponibile
a perdere più di una battaglia per vincere la guerra.

Chiediamoci quindi, prima di intraprendere le nostre solitarie guerre, prima ancora di studiare
come reagire, ebbene chiediamoci cosa vogliamo ottenere, cosa dovremmo ottenere e cosa
rischiamo di ottenere. In particolare l’attenzione di uno stratega deve soffermarsi su cosa
rischia di ottenere, non su cosa desidera o merita ottenere. Riflessione o azione?

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Trading con gli Investment Certificates


"Il pubblico dovrebbe sempre tener presente i principi fondamentali del Trading. Quando un'azione
sale, non c'è bisogno di elaborate spiegazioni del perché sale. Sale perché c'è una continua domanda di
quell'azione. Fino a che continua a salire con solo delle piccole reazioni al ribasso di tanto in tanto, si
può ritenere sia abbastanza sicuro seguirla nella sua ascesa. Ma se dopo una lunga salita un'azione si
gira e comincia gradualmente a scendere, presentando solo occasionalmente dei rally limitati, è ovvio
che la linea di minore resistenza è mutata da rialzista a ribassista. Se questo è il caso, perché uno
dovrebbe chiedere spiegazioni? Forse esistono delle ottime ragioni che spiegano questo accadimento,
ma queste ragioni sono probabilmente conosciute solo da pochissime persone che, o non le dicono, o
anzi dicono che l'azione è conveniente. La natura del gioco è tale che il pubblico dovrebbe capire che
la verità non può essere detta dai pochi che la conoscono." (Jesse Livermore)

Fare trading con i certificati richiede una cautela maggiore di quella che, normalmente, si è
chiamati a mettere in campo con l'acquisto diretto del sottostante.

Il motivo è semplice, non esiste il prodotto ideale per tutte le situazione e fasi di mercato,
l'offerta di diverse tipologie di certificates è amplissima ed entrano in gioco diversi fattori:

 profilo di rischio dell'investitore;


 obiettivo dell'investimento;
 conoscenza degli strumenti;
 view di mercato;
 arco temporale dell’investimento.
A questo si deve aggiungere una padronanza delle tecniche di analisi del trend. Non è un aspetto
da trascurare perché ad ogni trend corrisponde una o più tipologie di certificati adatti.

Ad esempio i Bonus Certificates sono ideati per mercati laterali e non necessariamente vanno
tenuti in portafoglio fino a scadenza, gli equity protection sono ottimizzati per mercati che
possono flettere e per investitori avversi al rischio e che possono non avere una view precisa
dell’andamento del mercato mentre i benchmark a leva sono adatti a fasi direzionali.

Trend rialzisti, ribassisti, laterali, formazioni grafiche rilevanti, congestioni sono da identificare,
classificare e "vestire" con il certificato adatto perché ogni caso richiede uno studio particolare
per dosare rendimento e rischio tra loro.

Non c'è nulla di meglio del vedere alcuni casi con il relativo processo decisionale spiegato
dettagliatamente.

Ed è proprio questo che vedremo nelle prossime pagine.

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Volatilità anomala e panico totale. MPS reload.


"Nell'attesa risiede l'occasione."

Montepaschi, a seguito di un trend ribassista evidentissimo, ha smesso di scendere


direzionalmente disegnando un enorme triangolo di, supposta, accumulazione.

Grafico settimanale di MPS. E' evidenziata la gigantesca conformazione triangolare.

Solitamente queste formazioni triangolari, enormi e lente, preannunciano un'inversione del


trend e quindi, in questo caso, un rialzo del titolo. Sembra proprio rispettare il modello teorico.
Ma c'è un punto da sottolineare.

I triangoli sono formazioni insidiose, generalmente se sono grandi ed estese temporalmente


sono d'inversione del trend mentre, se sono piccoli e durano poco, sono delle aree di
riaccumulazione. Sono insidiose perché spesso diventano dei semplici "disegni" perdendo lo
status di formazione grafica. Un requisito fondamentale per valutare i triangoli è il punto di
rottura della figura che, per essere affidabile, deve necessariamente avvenire tra la metà e i tre
quarti del suo sviluppo, misurato dal primo picco all'ipotetico apice.

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La rottura deve scatenare interesse da parte del mercato e quindi i volumi devono aumentare,
se questo non avviene si è in presenza di un possibile falso segnale e, in tal caso, l'apertura di
posizioni va evitata e quelle aperte vanno chiuse o gestite con stop stretti.

Partendo da queste premesse, il 20 settembre 2013, ho individuato un bonus cap con scadenza
a dicembre e rendimento atteso a scadenza del 12% circa.
Codice ISIN Barriera Strike Bonus Cap Scadenza Denaro(€) Lettera(€) Var % kV5
DE000HV8A091 0,1565 0,2086 114,5 % ,24 20.12.2013 101,9500 102,9500 1,14 n.d.

MPS quotava 20,71 e la barriera, posta a 0,1565, sufficientemente distante. Il tempo è passato
senza particolari movimenti e il prezzo del certificato si è portato vicino il suo Bonus posto a
114,5

Codice ISIN Barriera Strike Bonus Cap Scadenza Denaro(€) Lettera(€) Var % kV5
DE000HV8A091 0,1565 0,2086 114,5 % ,24 20.12.2013 110,1500 111,2500 -1,53 48
DE000HV8A224 0,1862 0,2327 104,5 % ,24 17.01.2014 96,6000 97,5800 -3,78 110
DE000HV8A2F2 0,1513 0,2162 108,5 % ,23 21.03.2014 99,0000 100,0000 -3,83 73
DE000HV8A232 0,1745 0,2327 112 % ,26 16.05.2014 94,6600 95,6200 -4,25 101
DE000HV8A2G0 0,1513 0,2162 115,5 % ,25 20.06.2014 100,2700 101,2700 -4,41 85
DE000HV8A240 0,1745 0,2327 118,5 % ,28 14.08.2014 94,4700 95,4200 -4,56 99

Ma si sa, i mercati sono fatti per sorprendere e MPS, il 25 novembre 2013, inizia a scendere
violentemente chiudendo a quota 0,1956 con un -7,52%

Non ha senso indagare i motivi della discesa per un Trader, mi limito a dirvi che il giorno dopo,
in apertura, i prezzi dei certificati ne avevano ovviamente risentito, ma non troppo.

Bonus Cap
Codice ISIN Barriera Strike Bonus Cap Scadenza Denaro(€) Lettera(€) Var % kV5
DE000HV8A091 0,1565 0,2086 114,5 % ,24 20.12.2013106,8500 107,9500 0,00 17
DE000HV8A224 0,1862 0,2327 104,5 % ,24 17.01.201482,7500 83,5800 -0,00 127
DE000HV8A2F2 0,1513 0,2162 108,5 % ,23 21.03.201487,8400 88,7300 0,00 65
DE000HV8A232 0,1745 0,2327 112 % ,26 16.05.201478,8199 79,6100 -0,00 109
DE000HV8A2G0 0,1513 0,2162 115,5 % ,25 20.06.201483,3100 84,1500 0,00 87
DE000HV8A240 0,1745 0,2327 118,5 % ,28 14.08.201476,2200 76,9800 0,00 103

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Il giorno successivo, il 26 novembre la chiusura delle contrattazioni segna un -5,93% a quota


0,1840. Il minimo di giornata è a 0,1713, una vera e propria iattura per le barriere poste a
0,1862 e 0,1745, quest'ultima saltata per un soffio.

Alle 10 e 30, con MPS a 0,1780 la situazione è questa:

Bonus Cap
Codice ISIN Barriera Strike Bonus Cap Scadenza Denaro(€) Lettera(€) Var % kV5
DE000HV8A091 0,1565 0,2086 114,5 % ,24 20.12.201393,3000 95,1500 -12,27 17
DE000HV8A224 0,1862 0,2327 104,5 % ,24 17.01.201472,9100 74,3800 -11,45 127
DE000HV8A2F2 0,1513 0,2162 108,5 % ,23 21.03.201476,9300 78,4900 -11,98 65
DE000HV8A232 0,1745 0,2327 112 % ,26 16.05.201467,6000 68,9700 -13,80 109
DE000HV8A2G0 0,1513 0,2162 115,5 % ,25 20.06.201474,0300 75,5300 -10,69 87
DE000HV8A240 0,1745 0,2327 118,5 % ,28 14.08.201465,6400 66,9700 -13,44 103

Alle 11 e 30, in pieno rimbalzo, con MPS a 0,1870 la situazione è questa:

Bonus Cap
Codice ISIN Barriera Strike Bonus Cap Scadenza Denaro(€) Lettera(€) Var % kV5
DE000HV8A091 0,1565 0,2086 114,5 % ,24 20.12.201394,6500 96,6000 -10,96 17
DE000HV8A224 0,1862 0,2327 104,5 % ,24 17.01.201475,6700 77,2000 -8,09 127
DE000HV8A2F2 0,1513 0,2162 108,5 % ,23 21.03.201479,2900 80,9000 -9,28 65
DE000HV8A232 0,1745 0,2327 112 % ,26 16.05.201469,6800 71,0900 -11,15 109
DE000HV8A2G0 0,1513 0,2162 115,5 % ,25 20.06.201476,4500 78,0000 -7,77 87
DE000HV8A240 0,1745 0,2327 118,5 % ,28 14.08.201467,7099 69,0800 -10,71 103

MPS chiude a 0,1840 con un -5,93% e con una sospensione per eccesso di ribasso. Poteva
andare decisamente peggio di così, anzi tutto sommato è quasi un segnale di forza.

Diamo un'occhiata alla situazione grafica.

Ultime 12 giornate del grafico MPS. Grafico candlestick.

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Non era proprio una battuta l'affermazione che con un -5,93% si tratta "quasi" di un segnale di
acquisto perché la forza dei prezzi, pur se relativa ai minimi, è evidente.

La chiusura dei certificati non si discosta molto dai valori delle 10 e 30:

Bonus Cap
Codice ISIN Barriera Strike Bonus Cap Scadenza Denaro(€) Lettera(€) Var % kV5
DE000HV8A091 0,1565 0,2086 114,5 % ,24 20.12.201393,8500 95,7500 -11,73 17
DE000HV8A224 0,1862 0,2327 104,5 % ,24 17.01.201473,9400 75,4300 -10,20 127
DE000HV8A2F2 0,1513 0,2162 108,5 % ,23 21.03.201475,8600 77,3900 -13,21 65
DE000HV8A232 0,1745 0,2327 112 % ,26 16.05.201467,2800 68,6400 -14,21 109
DE000HV8A2G0 0,1513 0,2162 115,5 % ,25 20.06.201472,9000 74,3700 -12,06 87
DE000HV8A240 0,1745 0,2327 118,5 % ,28 14.08.201465,9100 67,2400 -13,09 103

Qui scatta l'occasione. Il recupero dai minimi di giornata unito alla grandissima volatilità lascia
immaginare che il titolo abbia toccato un minimo a breve e che possa rimbalzare chiudendo
quel gap down lasciato aperto. Un'occasione ghiotta perché in chiusura si può acquistare il
certificato DE000HV8A091 a 95,75 con una bonus di 114,5 e quindi con circa 25 punti percentuali
di guadagno atteso. L'unica condizione è che MPS non tocchi 0,1565 fino alla scadenza del certificato,
il 20 dicembre 2013, sono solo 18 giornate di borsa, praticamente oltre un punto percentuale al giorno.

 Giorno 1
27 novembre 2013 MPS chiude a 0,1841 con una variazione positiva dello 0,05% e con una
volatilità molto ridotta rispetto al giorno precedente. Chi non è entrato nel giorno 0 ha tutto il
tempo di farlo oggi, queste le quotazioni di chiusura:

Bonus Cap
Codice ISIN Barriera Strike Bonus Cap Scadenza Denaro(€) Lettera(€) Var % kV5
DE000HV8A091 0,1565 0,2086 114,5 % ,24 20.12.201395,5000 96,4500 1,24 17
DE000HV8A224 0,1862 0,2327 104,5 % ,24 17.01.201474,5600 75,3100 0,34 127
DE000HV8A2F2 0,1513 0,2162 108,5 % ,23 21.03.201475,8300 76,5900 -0,54 65
DE000HV8A232 0,1745 0,2327 112 % ,26 16.05.201468,9200 69,6100 1,92 109
DE000HV8A2G0 0,1513 0,2162 115,5 % ,25 20.06.201475,9200 76,6800 3,62 87
DE000HV8A240 0,1745 0,2327 118,5 % ,28 14.08.201469,2200 69,9100 4,49 103

 Giorno 2
28 novembre 2013 MPS chiude a 0,1840 con una variazione negativa dello 0,05% la volatilità
si riduce, i prezzi salgono.

Bonus Cap
Codice ISIN Barriera Strike Bonus Cap Scadenza Denaro(€) Lettera(€) Var % kV5
DE000HV8A091 0,1565 0,2086 114,5 % ,24 20.12.201397,3000 98,3000 1,90 17
DE000HV8A224 0,1862 0,2327 104,5 % ,24 17.01.201474,5600 75,3100 0,00 96
DE000HV8A2F2 0,1513 0,2162 108,5 % ,23 21.03.201475,5000 76,2600 -0,43 65
DE000HV8A232 0,1745 0,2327 112 % ,26 16.05.201468,2099 68,9000 -1,03 89
DE000HV8A2G0 0,1513 0,2162 115,5 % ,25 20.06.201474,7800 75,5300 -1,50 87
DE000HV8A240 0,1745 0,2327 118,5 % ,28 14.08.201468,0699 68,7500 -1,66 85

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 Giorno 3
29 novembre 2013 MPS chiude a 0,1868 con un rialzo pari all'1,52%, la volatilità si riduce. Il
prezzo del certificato sale ancora.

Bonus Cap
Codice ISIN Barriera Strike Bonus Cap Scadenza Denaro(€) Lettera(€) Var % kV5
DE000HV8A091 0,1565 0,2086 114,5 % ,24 20.12.2013102,0000 103,0000 4,81 17
DE000HV8A224 0,1862 0,2327 104,5 % ,24 17.01.201475,5800 76,3400 1,37 96
DE000HV8A2F2 0,1513 0,2162 108,5 % ,23 21.03.201475,9800 76,7500 0,64 65
DE000HV8A232 0,1745 0,2327 112 % ,26 16.05.201468,7800 69,4700 0,83 89
DE000HV8A2G0 0,1513 0,2162 115,5 % ,25 20.06.201475,2700 76,0300 0,66 87
DE000HV8A240 0,1745 0,2327 118,5 % ,28 14.08.201468,9900 69,6900 1,36 85

Il grafico aggiornato di MPS rende evidente la diminuita volatilità e un gap aperto che lascia ben
sperare per una ripresa momentanea delle quotazioni. Giusto quello che ci serve per il nostro
Bonus Cap.

Sono tre i fattori che influenzano maggiormente il prezzo di un Bonus:


 L'andamento del sottostante. Maggiore diventa la distanza del bonus dalla barriera e
maggiore sarà il suo prezzo.
 L'aumento della volatilità. Rende più probabile l'evento barriera e quindi penalizza il
prezzo del Bonus. Se la scadenza è ravvicinata e la barriera vicina al prezzo l'aumento
della volatilità ha un grande impatto sulle quotazioni.
 Il trascorrere del tempo. A parità di condizioni il tempo che passa rende sempre più
improbabile il raggiungimento della barriera. Questo influenza positivamente le
quotazioni.

L'enorme volatilità del tracollo ha penalizzato le quotazioni del Bonus Cap e il tempo a scadenza
è veramente poco. Quindi giocano a nostro favore sia il numero ridotto di sessioni residue che
il restringimento della volatilità. Ci sono circa 16 punti percentuali di distanza dalla barriera e
15 giornate effettive di quotazione.

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La settimana prossima sarà decisiva. Graficamente il supposto triangolo di inversione è


diventato un semplice disegno, il rischio di rottura ribassista permane ma una reazione sembra
imminente e quindi, avendo il tempo che gioca a nostro favore, si tratta di un trade a rischio
controllato.

Grafico MPS settimanale. Grafico candlestick.

Per ricostruire il clima del tracollo di MPS riporto un flash di Radiocor sottolineando però che
le notizie devono essere solo un contorno del protocollo operativo di un trader.

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 26 nov - Via libera del cda del Monte dei Paschi
all'aumento di capitale fino a 3 miliardi che sara' sottoposto all'assemblea degli azionisti il
prossimo 27 dicembre. La banca conta di chiudere l'operazione entro il prossimo 31 marzo.
L'importo, maggiorato rispetto all'impegno con la Ue per 2,5 miliardi, viene spiegato in una
nota con gli oneri per il coupon 2013 dei Monti Bond e per i costi dello stesso aumento di
capitale. Previsto anche il raggruppamento delle azioni nel rapporto di 1 nuova azione ogni
100 esistenti. com-Ggz (RADIOCOR) 26-11-13 14:03:08 (0315)NEWS 3 NNNN

Le notizie non devono costituire motivo di acquisto o vendita a dispetto dell'andamento dei
prezzi, sono però interessanti per ricostruire i possibili motivi di tensione nelle quotazioni. A
puro titolo di curiosità, in particolare per chi si troverà a leggere queste pagine senza aver
vissuto in prima persona l'andamento di MPS.

 Giorno 4
2 dicembre 2013 MPS chiude a 0,1848 in ribasso dello 0,96%. Ma il tempo gioca a nostro favore
e il certificato sale di prezzo.

Bonus Cap
Codice ISIN Barriera Strike Bonus Cap Scadenza Denaro(€) Lettera(€) Var % kV5
DE000HV8A091 0,1565 0,2086 114,5 % ,24 20.12.2013103,0000 104,0000 0,98 212
DE000HV8A224 0,1862 0,2327 104,5 % ,24 17.01.201475,5900 76,3500 0,01 109
DE000HV8A2F2 0,1513 0,2162 108,5 % ,23 21.03.201475,8900 76,6500 -0,12 146
DE000HV8A232 0,1745 0,2327 112 % ,26 16.05.201468,7400 69,4300 -0,06 104
DE000HV8A2G0 0,1513 0,2162 115,5 % ,25 20.06.201475,1100 75,8700 -0,21 134
DE000HV8A240 0,1745 0,2327 118,5 % ,28 14.08.201468,8800 69,5699 -0,17 99

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 Giorno 5
3 dicembre 2013 MPS chiude a 0,1832 in ribasso dello 0,87%, nulla di rilevante da segnalare.
Bonus Cap
Codice ISIN Barriera Strike Bonus Cap Scadenza Denaro(€) Lettera(€) Var % kV5
DE000HV8A091 0,1565 0,2086 114,5 % ,24 20.12.2013104,2500 105,3000 1,23 212
DE000HV8A224 0,1862 0,2327 104,5 % ,24 17.01.201475,0100 75,7600 -0,77 109
DE000HV8A2F2 0,1513 0,2162 108,5 % ,23 21.03.201475,3000 76,0500 -0,78 146
DE000HV8A232 0,1745 0,2327 112 % ,26 16.05.201468,2400 68,9300 -0,72 104
DE000HV8A2G0 0,1513 0,2162 115,5 % ,25 20.06.201474,5200 75,2700 -0,79 134
DE000HV8A240 0,1745 0,2327 118,5 % ,28 14.08.201468,3400 69,0300 -0,78 99

 Giorno 6 - Un nuovo tracollo -


4 dicembre 2013 MPS chiude a 0,1735 in ribasso del 5,29%, il grosso del movimento ribassista
viene fatto nella prima ora di contrattazione come si vede dal grafico seguente.

Il certificato scende, ma non troppo, alle 11:00 il ribasso è simile a quello del titolo.
Bonus Cap
Codice ISIN Barriera Strike Bonus Cap Scadenza Denaro(€) Lettera(€) Var % kV5
DE000HV8A091 0,1565 0,2086 114,5 % ,24 20.12.201399,0000 101,0000 -4,56 212
DE000HV8A224 0,1862 0,2327 104,5 % ,24 17.01.201471,2900 72,7300 -4,48 109
DE000HV8A2F2 0,1513 0,2162 108,5 % ,23 21.03.201471,6300 73,0800 -4,39 146
DE000HV8A232 0,1745 0,2327 112 % ,26 16.05.201465,1100 66,4200 -4,11 104
DE000HV8A2G0 0,1513 0,2162 115,5 % ,25 20.06.201470,8800 72,3100 -4,41 134
DE000HV8A240 0,1745 0,2327 118,5 % ,28 14.08.201465,1000 66,4200 -4,26 99
I prezzi sono lontani dal minimo e sembrano in ripresa. Il grafico seguente mostra la reale
evoluzione dei prezzi, quasi sette punti percentuali di ribasso!

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Il prezzo del certificato segue i prezzi calanti.


Bonus Cap
Codice ISIN Barriera Strike Bonus Cap Scadenza Denaro(€) Lettera(€) Var % kV5
DE000HV8A091 0,1565 0,2086 114,5 % ,24 20.12.201397,0000 98,9500 -6,49 212
DE000HV8A224 0,1862 0,2327 104,5 % ,24 17.01.201470,4300 71,8500 -5,63 109
DE000HV8A2F2 0,1513 0,2162 108,5 % ,23 21.03.201470,9800 72,4200 -5,25 146
DE000HV8A232 0,1745 0,2327 112 % ,26 16.05.201464,5500 65,8600 -4,93 104
DE000HV8A2G0 0,1513 0,2162 115,5 % ,25 20.06.201470,1900 71,6000 -5,34 134
DE000HV8A240 0,1745 0,2327 118,5 % ,28 14.08.201464,5300 65,8400 -5,10 99

MPS chiude a 0,1735 in ribasso del 5,29%, il certificato chiude sotto i 100€ in ribasso del 6,35%
Bonus Cap
Codice ISIN Barriera Strike Bonus Cap Scadenza Denaro(€) Lettera(€) Var % kV5
DE000HV8A091 0,1565 0,2086 114,5 % ,24 20.12.201397,1500 99,1000 -6,35 212
DE000HV8A224 0,1862 0,2327 104,5 % ,24 17.01.201471,6800 73,1300 -3,95 109
DE000HV8A2F2 0,1513 0,2162 108,5 % ,23 21.03.201473,0600 74,5400 -2,48 146
DE000HV8A232 0,1745 0,2327 112 % ,26 16.05.201466,4400 67,7900 -2,14 104
DE000HV8A2G0 0,1513 0,2162 115,5 % ,25 20.06.201472,7000 74,1600 -1,96 134
DE000HV8A240 0,1745 0,2327 118,5 % ,28 14.08.201466,7099 68,0600 -1,89 99

Il tracollo di MPS porta la quotazione su un valore non molto distante dalla barriera posta a
0,1565, il ribasso è stato veloce e il capitale psicologico consumato è enorme, la probabilità che
la barriera salti aumenta considerevolmente. Un piccolo estratto da un mail inviatomi
sintetizza, con grande approssimazione, il morale di molti trader che avevano acquistato sicuri
di fare un ottimo affare senza troppi rischi:

Ciao Stefano, adesso capisco quando parli di consumo di capitale psicologico: mi sta dando
più pensieri quest'ultimo certificato rispetto a tutti gli altri! [...]

Il rimbalzo è atteso per il giorno dopo. Più che atteso è sperato.

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 Giorno 7
5 dicembre 2013 MPS chiude a 0,1680 in ribasso del 3,17%, la speranza di un rimbalzo si
infrange subito, appena il titolo apre.

Nessun segnale di forza durante la giornata, un movimento laterale e poi una chiusura sui
minimi. Il certificato scende di prezzo e lo spread aumenta considerevolmente, 94,25 in denaro
e 97,60 in lettera, oltre tre punti percentuali.
Bonus Cap
Codice ISIN Barriera Strike Bonus Cap Scadenza Denaro(€) Lettera(€) Var % kV5
DE000HV8A091 0,1565 0,2086 114,5 % ,24 20.12.201394,2500 97,6000 -2,24 212
DE000HV8A224 0,1862 0,2327 104,5 % ,24 17.01.201470,3400 71,7600 -1,87 109
DE000HV8A2F2 0,1513 0,2162 108,5 % ,23 21.03.201474,9100 76,4300 2,53 146
DE000HV8A232 0,1745 0,2327 112 % ,26 16.05.201466,1800 67,5200 -0,40 104
DE000HV8A2G0 0,1513 0,2162 115,5 % ,25 20.06.201473,0000 74,4800 0,42 134
DE000HV8A240 0,1745 0,2327 118,5 % ,28 14.08.201465,4800 66,8100 -1,84 99

La chiusura sui minimi di MPS non lascia presagire nulla di buono per il giorno seguente, 0,1680
è molto vicino alla barriera e con la volatilità degli ultimi giorni la situazione sembra precipitare.

 Giorno 8
6 dicembre 2013 MPS chiude a 0,1630 in ribasso del 2,98%, il minimo intraday è a 0,1595, a un
soffio dalla barriera. 89,95 è l'ultimo prezzo in lettera. L'unico segnale positivo è la sostanziale
tenuta di quota 0,16.
Bonus Cap
Codice ISIN Barriera Strike Bonus Cap Scadenza Denaro(€) Lettera(€) Var % kV5
DE000HV8A091 0,1565 0,2086 114,5 % ,24 20.12.201387,3000 89,9500 -7,61 212
DE000HV8A224 0,1862 0,2327 104,5 % ,24 17.01.201468,6800 70,0699 -2,36 109
DE000HV8A2F2 0,1513 0,2162 108,5 % ,23 21.03.201472,8400 74,3100 -2,77 146
DE000HV8A232 0,1745 0,2327 112 % ,26 16.05.201464,7800 66,0900 -2,12 104
DE000HV8A2G0 0,1513 0,2162 115,5 % ,25 20.06.201471,1300 72,5600 -2,57 134
DE000HV8A240 0,1745 0,2327 118,5 % ,28 14.08.201464,0800 65,3800 -2,14 99

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 Giorno 9
9 dicembre 2013 MPS chiude a 0,1710 in rialzo del 4,91%, il rimbalzo atteso è arrivato con la
tenuta di 0,16 e il certificato esplode di prezzo. La scadenza è vicina ma non ancora imminente,
questo rialzo allontana la possibilità di un tocco della barriera a breve ma il rischio è ancora
elevato.
Bonus Cap
Codice ISIN Barriera Strike Bonus Cap Scadenza Denaro(€) Lettera(€) Var % kV5
DE000HV8A091 0,1565 0,2086 114,5 % ,24 20.12.201398,8000 102,3000 13,46 196
DE000HV8A224 0,1862 0,2327 104,5 % ,24 17.01.201471,6100 72,7000 4,01 110
DE000HV8A2F2 0,1513 0,2162 108,5 % ,23 21.03.201476,2800 77,4300 4,46 148
DE000HV8A232 0,1745 0,2327 112 % ,26 16.05.201467,3100 68,3300 3,65 104
DE000HV8A2G0 0,1513 0,2162 115,5 % ,25 20.06.201474,2400 75,3600 4,11 136
DE000HV8A240 0,1745 0,2327 118,5 % ,28 14.08.201466,5600 67,5600 3,60 99

 Giorno 10
10 dicembre 2013 MPS chiude a 0,1726 in rialzo dello 0,96%. Anche il certificato sale ma la
spinta rialzista sembra già esaurita.
Bonus Cap
Codice ISIN Barriera Strike Bonus Cap Scadenza Denaro(€) Lettera(€) Var % kV5
DE000HV8A091 0,1565 0,2086 114,5 % ,24 20.12.2013102,0000 104,0500 2,46 196
DE000HV8A224 0,1862 0,2327 104,5 % ,24 17.01.201472,4000 73,1300 0,85 110
DE000HV8A2F2 0,1513 0,2162 108,5 % ,23 21.03.201477,1700 77,9400 0,91 148
DE000HV8A232 0,1745 0,2327 112 % ,26 16.05.201467,9200 68,6000 0,65 104
DE000HV8A2G0 0,1513 0,2162 115,5 % ,25 20.06.201475,0400 75,7900 0,82 136
DE000HV8A240 0,1745 0,2327 118,5 % ,28 14.08.201467,1500 67,8199 0,63 99

 Giorno 11
11 dicembre 2013 MPS chiude a 0,1706 in ribasso dell'1,16%.
Bonus Cap
Codice ISIN Barriera Strike Bonus Cap Scadenza Denaro(€) Lettera(€) Var % kV5
DE000HV8A091 0,1565 0,2086 114,5 % ,24 20.12.2013100,9500 104,5500 -0,27 196
DE000HV8A224 0,1862 0,2327 104,5 % ,24 17.01.201471,9100 72,6300 -0,68 110
DE000HV8A2F2 0,1513 0,2162 108,5 % ,23 21.03.201476,9599 77,7300 -0,27 148
DE000HV8A232 0,1745 0,2327 112 % ,26 16.05.201467,4000 68,0800 -0,76 104
DE000HV8A2G0 0,1513 0,2162 115,5 % ,25 20.06.201473,8500 74,5900 -1,58 136
DE000HV8A240 0,1745 0,2327 118,5 % ,28 14.08.201465,0600 65,7200 -3,10 99

 Giorno 12
12 dicembre 2013 MPS chiude a 0,1706, invariato.
Bonus Cap
Codice ISIN Barriera Strike Bonus Cap Scadenza Denaro(€) Lettera(€) Var % kV5
DE000HV8A091 0,1565 0,2086 114,5 % ,24 20.12.2013101,9000 105,5000 0,92 196
DE000HV8A224 0,1862 0,2327 104,5 % ,24 17.01.201471,6500 72,3700 -0,36 110
DE000HV8A2F2 0,1513 0,2162 108,5 % ,23 21.03.201476,6900 77,4700 -0,34 148
DE000HV8A232 0,1745 0,2327 112 % ,26 16.05.201467,2099 67,8900 -0,28 104
DE000HV8A2G0 0,1513 0,2162 115,5 % ,25 20.06.201473,6700 74,4100 -0,24 136
DE000HV8A240 0,1745 0,2327 118,5 % ,28 14.08.201464,8900 65,5400 -0,27 99

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 Giorno 13
13 dicembre 2013 MPS chiude a 0,1650 in ribasso del 3,28%, la spinta ribassista riprende forza
e la barriera, come la scadenza, sono molto vicine.
Bonus Cap
Codice ISIN Barriera Strike Bonus Cap Scadenza Denaro(€) Lettera(€) Var % kV5
DE000HV8A091 0,1565 0,2086 114,5 % ,24 20.12.201399,3500 102,9000 -2,48 196
DE000HV8A224 0,1862 0,2327 104,5 % ,24 17.01.201469,3500 71,4700 -2,02 110
DE000HV8A2F2 0,1513 0,2162 108,5 % ,23 21.03.201473,9700 76,2200 -2,42 148
DE000HV8A232 0,1745 0,2327 112 % ,26 16.05.201465,3000 67,2900 -1,73 104
DE000HV8A2G0 0,1513 0,2162 115,5 % ,25 20.06.201471,2400 73,4100 -2,08 136
DE000HV8A240 0,1745 0,2327 118,5 % ,28 14.08.201463,0900 65,0200 -1,66 99

Occorre specificare è che il certificato cesserà di essere quotato 4 giorni lavorativi prima della
scadenza ovvero il 16 Dicembre, quindi bisognerà valutare in tale data se liquidare rinunciando
all'eventuale bonus o mantenere ed essere in balia del mercato per 4 giorni.

 Giorno 14 - Ultimo giorno di quotazione


16 dicembre 2013 MPS chiude a 0,1657 in rialzo dello 0,42% Quelli che seguono sono i prezzi
devi vari certificati in apertura.
Bonus Cap
Codice ISIN Barriera Strike Bonus Cap Scadenza Denaro(€) Lettera(€) Var % kV5
DE000HV8A091 0,1565 0,2086 114,5 % ,24 20.12.2013102,2000 105,8500 2,87 291
DE000HV8A224 0,1862 0,2327 104,5 % ,24 17.01.201469,7900 71,9200 0,63 110
DE000HV8A2F2 0,1513 0,2162 108,5 % ,23 21.03.201474,6400 76,9100 0,91 173
DE000HV8A232 0,1745 0,2327 112 % ,26 16.05.201465,7000 67,7000 0,61 106
DE000HV8A2G0 0,1513 0,2162 115,5 % ,25 20.06.201471,6400 73,8199 0,56 153
DE000HV8A240 0,1745 0,2327 118,5 % ,28 14.08.201463,4600 65,3900 0,58 103

Si dice che la notte porti consiglio. Ma l'eventuale consiglio su MPS non potrà essere seguito nel
trading in certificati perché ci attendono 4 giornate di buio su MPS che non deve toccare 0,1565.
Ovviamente, per limitare il danno, si possono attuare diverse opzioni, la più diretta è aprire
posizioni short intraday sulla debolezza del titolo, oppure si può attendere, consapevoli che
0,16 è un buon livello, un buon supporto, ma che come tutti i supporti si tratta di guerrieri di
carta a difesa di un castello. Il nostro.

I 4 giorni di buio sono fastidiosi, la decisione è da prendere prima della chiusura di oggi, si ricava
102, forse 105, vuol dire rinunciare a 12 punti percentuali contro il rischio che la barriera salti
e il valore del certificato vada immediatamente a 75.

Quindi vale la pena per 12 punti di profitto atteso rischiarne 30? La barriera è distante 5,5 punti
percentuali. A questo punto subentra la psiche, quindi il valore marginale del denaro che
rischiamo di perdere.

Dipende da quanto la perdita è pesata sul portafoglio, dai profitti precedenti e dall’impressione
tecnica che il trader ha. Tutti fattori soggettivi che non bisognerebbe far entrare nel
ragionamento. E voi che leggete? Tenete la posizione o la chiudete?

Nella prossima pagina lo sviluppo del trade, il tempo per l’indecisione è finito.

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La sera dell’ultimo giorno di quotazione del certificato queste sono le chiusure:


Bonus Cap
Codice ISIN Barriera Strike Bonus Cap Scadenza Denaro(€) Lettera(€) Var % kV5
DE000HV8A091 0,1565 0,2086 114,5 % ,24 20.12.2013100,8500 104,4000 1,48 291
DE000HV8A224 0,1862 0,2327 104,5 % ,24 17.01.201469,3800 71,4900 0,04 110
DE000HV8A2F2 0,1513 0,2162 108,5 % ,23 21.03.201474,0699 76,3300 0,14 173
DE000HV8A232 0,1745 0,2327 112 % ,26 16.05.201465,7800 67,7900 0,74 106
DE000HV8A2G0 0,1513 0,2162 115,5 % ,25 20.06.201471,2500 73,4200 0,01 153
DE000HV8A240 0,1745 0,2327 118,5 % ,28 14.08.201463,5200 65,4599 0,68 103

 Giorno 15 – Primo giorno al buio


17 dicembre 2013 MPS chiude a 0,1576 in ribasso del 4,89% Un vero e proprio tracollo, quello
che sembrava un prezzo distante, 0,1565, è a un passo dall’essere raggiunto.

 Giorno 16 – Secondo giorno al buio


18 dicembre 2013 MPS chiude a 0,1545 in ribasso dell’1,97% barriera saltata. In intraday il
minimo toccato è a 0,1530, la barriera viene toccata in apertura. GAME OVER.

Ma non è ancora finita perché ora il certificato è un benchmark puro, se il titolo dovesse crollare
ancora la perdita verrebbe estesa.

 Giorno 17 – Benchmark puro


19 dicembre 2013 MPS fa un minimo a 0,1510 saltano anche le altre scadenze MPS. La beffa è
data dalla chiusura del titolo a 0,16150 in rialzo del 4,53%, se fosse stato un Top Bonus il premio
sarebbe stato pagato.

Il certificato verrà rimborsato con la formula (Prezzo/Strike) * 100

E quindi: (0,1615/0,2086) * 100 = 0,7742 * 100 = 77,42

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Grafico MPS intraday a 15 minuti del 17,18 e 19 dicembre 2014.

Riflessioni
Questo trade ha riservato molte emozioni. Fino alla fine la tenuta della barriera sembrava
possibile ed è saltata per pochissimo. Capita. Sia d’esempio di come un trade ben impostato
possa poi sfuggire di mano e creare un loss.

E’ stato giusto giocarsela fino alla fine? Valeva la pena chiudere prima?

Ovviamente rispondere a queste domande sapendo com’è andata a finire ha poco senso,
dipende quindi. Se il trade è ben bilanciato nel portafoglio dedicato ai certificati ci può stare una
trasformazione in un trade d’azzardo. Ma non va fatto sistematicamente.

Vendere a pochi giorni dalla scadenza sembrava troppo penalizzante, i trader più smaliziati
hanno venduto allo scoperto il titolo quando c’erano 2-3 punti percentuali di distanza dalla
barriera. Gli altri si sono incassati il loss, dopotutto fa parte del nostro lavoro.

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Banco Popolare
"L'interruzione di un trend di lungo periodo."

10 luglio 2013, Banco popolare quota circa 1 euro. Mi piacciono molto i titoli in prossimità di
questo livello, è una sorta di spartiacque, un pilastro che può generare grosse riaccumulazioni,
con conseguente ripartita del titolo, o può farlo finire nell’oblio dei titoli 00, una sigla che nulla
ha a che vedere con la farina ma che i trader utilizzano per indicare i titolini a basso prezzo.
Banco Popolare però merita un’indagine più accurata, diamo un’occhiata al grafico settimanale.

Banco Popolare - Grafico settimanale

Cosa balza subito all’occhio?

Un evidente NON-TREND, perlomeno per chi è a caccia di rialzi e ribassi di lungo periodo… Ma
si nota anche una grande volatilità con rialzi e ribassi, anche corposi, che si alternano.

E’ fantastico, un potenziale candidato per una più attenta osservazione, lasciatemi aggiungere
altri dati, dal 2007 al 2013.

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Banco Popolare - Grafico settimanale

Cosa possiamo notare?

Che il NON- TREND degli ultimi 24 mesi è inserito in un trend di lungo ribassista… che si è
interrotto. Sia chiaro, ha preso il posto del trend ribassista un trend laterale, tuttavia questo
particolare spinge ad approfondire ancora lo studio del titolo.

La cosa più difficile per un trader è cercare di ignorare le notizie che riguardano il titolo e di
concentrarsi unicamente sui prezzi, sul trend e sulla rischiosità delle strategie da impostare. Il
minimo del titolo (assoluto) si è creato il 27 luglio 2012 a quota 0,7915, peraltro 0,7940 era il
precedente minimo creato il 25 novembre 2011.

Da entrambi i minimi è partito un robusto rimbalzo che ha portato i corsi, rispettivamente, a


1,70 a marzo 2012 e a 1,599 a febbraio 2013. Praticamente dal primo minimo le quotazioni si
sono raddoppiate in pochi mesi, per poi dimezzarsi, e per poi nuovamente raddoppiarsi di
valore. Dal secondo massimo la discesa ha portato i corsi a 0,9€.

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Banco Popolare - Grafico settimanale

Non così male dopotutto, movimenti tecnici, volatili ed estremamente performanti. Tutto,
purché si muova! Questo direbbe chi fa swing trading.

Ma perché quindi seguire con grande attenzione questo titolo?

Per prima cosa perché anche in intraday si muove bene, date un occhio al grafico a 30 minuti
degli ultimi 2 mesi, sembra la fotocopia del movimento laterale sul settimanale…

Banco Popolare - Grafico intraday a 30 minuti

Secondariamente per la vicinanza del titolo ai suoi supporti chiave, 0,8975 e 0,7915, livelli che
probabilmente scateneranno volatilità da sfruttare intraday.

Possiamo anche credere che la GIGANTESCA congestione dei prezzi, che dura da 24 mesi, sia
inoltre una riaccumulazione.

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Non vi calcolerò il target perché non ha nessun senso, ma è evidente che la tenuta di 0,8975
permetterebbe di immaginare un bel rimbalzo.

Bene, appare evidente che il gatto può attendere su time frame elevati ma può anche inseguire
il suo topo in intraday, time frame consigliato a 15 o 30 minuti. E per chi desidera pianificare
una strategia sul titolo?

Le strade sono diverse, potremmo:

1. Acquistare il titolo con stop loss sul primo minimo relativo (0,8975) da validare in intraday
2. Acquistare un certificato che mi limiti il rischio, al momento elevato
3. Attendere il breakout della gigantesca congestione.

L’opzione 3 non la prendo in considerazione. Resta la 1, ma potendo seguire in intraday


preferisco acquistare e vendere sui punti di swing e la 2 perché il rischio non è da sottovalutare.
Mai.

Vado a caccia di qualche occasione, non è detto che la troverò ma la ricerca è un passaggio
obbligato.

Comincio la mia ricerca da Unicredit, al link: http://www.investimenti.unicredit.it


Non mi interessa amplificare la leva in questo momento, ma limitare i rischi, mi dirigo nella
sezione Certificati a capitale condizionatamente protetto e trovo un paio di prodotti da valutare.

Per chi conosce i certificati questa tipologia di strumento è interessante proprio in queste fasi.

Il supporto chiave potrebbe venire rotto con una classica bear trap o potrebbe partire un
rimbalzo corposo. Certamente, potrebbe anche scendere molto ma è evidente che un limite alla
perdita va preventivato.

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I dati che mi interessano sono diversi, e sono presenti ben 4 diversi certificati. La differenza tra
bonus cap e top bonus è data dalla mancanza del “cap” nel top bonus e dall’interessante
caratteristica che vede la barriera del top bonus attivarsi solo a scadenza.

Per quanto riguarda il bonus cap con codice isin DE000HV8A075 lo posso comperare a 96,25 e
verrà ricomprato il 20 settembre 2013 a 105 dall’emittente. Si tratta del 9% in circa 2 mesi a
patto che il titolo non chiuda sotto 0,735, livello distante circa il 19%

Il secondo bonus cap, con codice isin DE000HV8A083, ha una scadenza più prolungata, il 20
dicembre 2013 verrà pagato a 112 se il titolo non chiuderà mai sotto 0.735. In questo caso il
rendimento atteso è di circa il 17% in 5 mesi.

Per i top bonus i rendimenti attesi sono simili. Il top bonus con codice isin DE000HV8AZJ6 lo
posso comperare a 97.6 e verrà pagato a 111 il 6 dicembre 2013. In altri termini un rendimento
atteso del 13,7% in circa 5 mesi e una barriera a 0,77 da non toccare solo a scadenza.

L’altro top bonus, con codice isin DE000HV8A0T7, ha lo stesso rendimento atteso del secondo
bonus cap (DE000HV8A083), medesima durata temporale ma ha una barriera più elevata,
0,822 che però non deve essere violata solamente in chiusura.

Ovviamente se la barriera dei bonus cap venisse violata i prodotti si trasformerebbero in


benchmark replicando l’andamento del sottostante. Quale prodotto preferire quindi?

Qui si entra nel soggettivo, personalmente preferirei il bonus cap con codice isin
DE000HV8A075, scadenza molto ravvicinata, circa 2 mesi, e rendimento del 9%

Per i top bonus preferisco il secondo, con codice isin DE000HV8A0T7 puntando sulla tenuta
della formazione o su una bear trap, in questo caso la barriera può essere più ravvicinata.

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Una settimana dopo...


Banco popolare ha dato grandi soddisfazioni, il rimbalzo era nell’aria anche se nessuno poteva
sapere con precisione quando sarebbe avvenuto, tuttavia la concomitante presenza della
trendline primaria e della base inferiore facevano ben sperare.

Banco Popolare - Grafico settimanale

I certificati selezionati si sono mossi di conseguenza. Banco Popolare Bonus cap con codice
isin DE000HV8A075, scadenza molto ravvicinata, circa 2 mesi, e rendimento atteso del 9%
Prezzo di carico 96,25.

Top bonus con codice isin DE000HV8A0T7 puntando sulla tenuta della formazione o su una
bear trap, in questo caso la barriera può essere più ravvicinata. Rendimento atteso del 17% e
prezzo di carico a 95.25.

Ora non resta altro da fare se non gestire le posizioni.

127
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Per il top bonus non inserisco stop loss dato che la rilevazione della barriera viene fatta a
scadenza, per il bonus cap che scade tra due mesi lo stop loss è posizionato a 0,87 di Banco
Popolare, stop che mi riservo di aumentare qualora il titolo continuasse a salire.

Anche se si tratta di strumenti finanziari che incorporano già una strategia al loro interno non
voglio lasciarli in balia dei prezzi o correre il rischio di una disattivazione che li trasformerebbe
in benchmark.

Qualche giorno dopo…


Qualche giorno dopo aver pubblicato questa analisi mi arriva una mail, il titolo è eloquente:
Banco popolare - azionisti pecoroni tosati -

Egregio sig. Stefano,


mi chiamo Roberto, e sono un asino, anzi peggio un somaro!
La seguo molto volentieri e cerco di apprendere i trucchi del mestiere, dalla sua
interessantissima rubrica in Traderlink. Gradirei alcuni consigli in merito al titolo Banco
Popolare, che ahimè ho in portafoglio ad un prezzo medio di 3,25 euro, in quanto iniziai ad
acquistarlo circa un lustro fa quando quotava 22 e passa euro, ed ora dopo un continuo
mediare, mi ritrovo con 10.000 azioni ed una perdita di oltre 20.000 euro dei miei sofferti
risparmi!!!
E' mai possibile una simile performance negativa di questo titolo? E perché dopo una simile
tosata agli incolpevoli ed inesperti pecoroni azionisti, il management fallimentare è sempre lo
stesso? Visto i poco lusinghieri fondamentali, anche dopo gli aumenti di capitale, che i pecoroni
puntualmente hanno aderito, esiste una minima speranza che il Banco Popolare possa
resuscitare?
E' giusto continuare a mediare piano piano a 80-90 centesimi, oppure aspettare chissà quando
tempi migliori per poter recuperare almeno in parte i miei denari?
Grazie per l'attenzione.

Quale può essere la giusta risposta alle domande di Roberto? Provate a rifletterci un attimo
prima di proseguire nella lettura.

Banco Popolare, per Roberto che ha un prezzo di carico a 3,25, è fotografabile dalla vignetta che
segue. La feci realizzare anni fa da un disegnatore ed è esattamente la situazione di chi ha
Banco Popolare a un prezzo di carico di 3,25 (quota 1,05).

Cosa vedete?

128
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Il toro (Banco Popolare a 3,25) è quasi esamine, senza forza. L'orso si sta godendo il momento
ma sta esitando a dare il colpo di grazia. Solo se Banco Popolare fallisse il toro morirebbe. Può
quindi il toro ribaltare la situazione, rialzarsi e sconfiggere l'orso?

Può, in altri termini, ritornare a 3,25?

La risposta è si. Può farlo! La situazione si può ribaltare proprio così:

Un trader professionista non ha idee fisse, i suoi scenari operativi sono scolpiti nel ghiaccio e
immagina ogni titolo a quotazioni molto più alte di quelle attuali e, contemporaneamente, molto
più basse. Sviluppa una "visione neutra" operando con il "mantra del trader" che ho
formalizzato nel 2008 in un mio libro, Lo Zen e la Via del Trader Samurai.

http://www.traderpedia.it/wiki/index.php/Il_mantra_del_trader

La forza di questo principio però racchiude in sé anche un potente lato oscuro. Immaginare
senza controllo permette alla speranza, all'illusione, alla negazione del probabilmente possibile,
di prendere il controllo del trade e di non chiudere mai la posizione lasciando al caso, alla
fortuna, all'alea, il protocollo operativo e le sue regole di gestione del trade.

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Rileggetevi la mail di Roberto. E' piena zeppa di "malattie del trading", speranza, rassegnazione,
sindrome dell'alchimista, assuefazione e stress da trading tanto per citarne alcune.

La verità è che Roberto, come trader, non avrebbe dovuto trovarsi in questa situazione, avrebbe
dovuto accorgersi prima del semplice fatto che le quotazioni non seguivano le sue speranze. E
invece no, ha sostituito la realtà con la speranza.

La quasi totalità dei problemi degli aspiranti traders risiede nell'incapacità di vedere,
riconoscere e curare le comuni malattie del trading, in primis lo stress che attanaglia chiunque
decida di intraprendere la nostra professione. Per l'occasione ho ampliato la voce su
Traderpedia relativa allo stress da trading, la trovate qui:

http://www.traderpedia.it/wiki/index.php/Stress_da_trading

Anche la continua ricerca di cause che giustifichino i movimenti, da me definita anni fa


"sindrome dell'alchimista" espone a cantonate enormi.

Le voci di borsa, le notizie, le news devono NECESSARIAMENTE seguire il prezzo nell'ideale


scala di importanza di ogni trader. Viceversa si acquisterà speranza scambiandola con realtà.

La storiella che segue rende perfettamente l'idea di come questa malattia del trading agisca
nella psiche dell'investitore.

Un ingegnere petrolifero arriva in paradiso.


San Pietro: "brutte notizie, per lei non c'è posto, la mia quota di ingegneri petroliferi è già
esaurita."
L'ingegnere: "mi permette di dire due parole ai miei colleghi?"
San Pietro acconsente. L'ingegnere grida: "hanno trovato il petrolio all'inferno".
Tutti si lanciano verso l'uscita e si precipitano all'inferno. San Pietro, impressionato, invita
quindi l'ingegnere a entrare in paradiso. L'ingegnere, dopo un attimo di esitazione, risponde:
"no grazie, preferisco raggiungere gli altri: dopotutto, forse, in queste voci c'è qualcosa di
vero"

Riflettete su come le malattie del trading finiscano, inconsapevolmente, con l'influenzare e poi
il gestire ogni vostro trade. Non passano forse in secondo piano le tecniche e le tattiche di
trading in confronto alla potente illusione della speranza?

Siate pessimisti. Incorporate in ogni vostro acquisto anche lo scenario avverso a quello
ipotizzato.

Viceversa il controllo non sarà vostro ma delle vostre emozioni.

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Conclusione del trade


Non è stato un trade impegnativo, il titolo ha avuto un andamento direzionale e si allontanato
dal livello di barriera senza mai ritornare in prossimità dell’evento barriera.

Banco Popolare - Grafico settimanale

E i prezzi dei certificati collegati?

Tutti in crescita, la scadenza con codice isin DE000HV8A075 scadeva il 20 settembre, il prezzo
di carico era di 96,25 ed è stata pagata 105 con un profitto di circa il 9% in un paio di mesi.

L’alto certificates, un top bonus con codice isin DE000HV8A0T7 scadeva il 20 dicembre 2013,
questa la situazione il 16 dicembre, il giorno prima della scadenza.

BANCO POPOLARE: 1,37


Ultimo aggiornamento Ore 17:34 del 16.12.2013
Prezzi degli strumenti UniCredit aggiornati in tempo reale.

Bonus Cap
Codice ISIN Barriera Strike Bonus Cap Scadenza Denaro(€) Lettera(€) Var % kV5
DE000HV8A083 0,735 0,98 112 % 1,10 20.12.2013110,9000 112,0000 0,05 1
DE000HV8A299 1,1288 1,505 102,5 % 1,54 17.01.201498,9200 99,9100 1,64 121
DE000HV8A141 0,7539 1,077 106,5 % 1,15 21.03.2014104,9600 106,0100 0,20 10
DE000HV8A158 0,7539 1,077 114 % 1,23 20.06.2014111,2100 112,3300 0,57 30
DE000HV8A3A1 1,1288 1,505 113,5 % 1,71 20.06.201495,0600 96,0200 3,00 109
DE000HV8A3B9 1,1288 1,505 116 % 1,75 14.08.201494,1300 95,0800 3,03 104

Top Bonus
Codice ISIN Barriera Strike Bonus Cap Scadenza Denaro(€) Lettera(€) Var % kV5
DE000HV8A0T7 0,882 0,98 111,5 % 20.12.2013110,4000 111,5000 0,00 1

Il top bonus quotava in lettera 111,5 a quattro giorni dalla scadenza, con una barriera a 0,8820
e un prezzo del titolo a 1,37. E’ stato pagato dall’emittente a 111,5 con un profitto del 17% in
circa 5 mesi. Un doppio trade senza troppe emozioni.

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Banca Popolare di Milano


"Nitroglicerina pura!"

18 luglio 2013, parliamo di nitroglicerina. Se qualcuno dei lettori non ama il rischio può saltare
direttamente il capitolo, tuttavia ve lo sconsiglio perché la strategia che sto per mostrarvi
potrebbe essere interessante. Anche solo a titolo di curiosità.

Banca Popolare di Milano è un titolo che seguo attentamente da diversi anni, dopo un trend
ribassista veramente impressionante, ha creato un doppio minimo da manuale tra novembre
2011 e gennaio 2012. In poche settimane le quotazioni sono raddoppiate di valore per poi
sgonfiarsi nei mesi seguenti. Quello che segue è il grafico di lungo periodo.

Banca Popolare di Milano - Grafico settimanale

Il titolo è in prossimità del suo vecchio minimo, quello che ha generato il doppio minimo, ed è
in ripresa. Dettaglio ancora il grafico, la linea rossa tratteggiata non è stata posizionata
casualmente, è a quota 0,3784, un livello che mi permetterà di impostare una strategia molto
rischiosa ma con un profitto atteso di circa il 40% in 5 mesi.

Ma con qualche rischio da correre.

Diamo un’occhiata ai prodotti collegati al titolo, li prendo dal sito


http://www.investimenti.unicredit.it

Cerco sempre prodotti a capitale condizionatamente protetto, in questa fase di mercato


preferisco limitare il rischio, ma qui l’occasione è ghiotta.

Guardiamo insieme cosa si trova.

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Notato niente? I primi due certificati sono dei bonus cap, saltati entrambi e ora diventati dei
semplici replicanti del sottostante, dei benhmark, il terzo certificato però è un top bonus e non
è scaduto. Tuttavia il titolo a cui è legato è sotto il prezzo della barriera anche se di poco, 0,36
contro 0,3784. Il certificato è ancora in vita perché il Top Bonus ha la caratteristica di verificare
la barriera solo a scadenza, il 6 dicembre 2013. Se in questa data il titolo sarà sopra il livello di
barriera, anche di un solo centesimo, il certificato verrà pagato 112 (si acquista a 79,7). Non
male davvero.

Banca Popolare di Milano - Grafico settimanale e livello barriera

Sia chiaro, si tratta di una scommessa, se anche il certificato dovesse rimanere sotto la barriera
poco male, si tratta pur sempre di un benchmark e conviene rispetto all’acquisto diretto del
sottostante proprio per il possibile pagamento a 112 in caso di ripresa della barriera. Ecco
perché sul grafico è evidenziato il livello 0,3784.

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Conclusione del trade


Dopo una lateralizzazione sopra il livello barriera i prezzi sono saliti velocemente per poi
scendere senza, tuttavia, avvicinarsi troppo vicino alla barriera.

Banca Popolare di Milano - Grafico settimanale e livello barriera

Il certificato è stato pagato a 112 con un profitto di circa il 40%, nitroglicerina pura!

Riflessioni
Un Top Bonus, con prezzo inferiore alla barriera e con qualche mese di vita residua, va seguito
con grande attenzione. Lo si compera sotto i 100 e con bonus potenziali a 2 cifre, occorre
attendere la ripresa del trend di fondo del sottostante e, ovviamente, la distanza del prezzo dalla
barriera non deve essere enorme, tuttavia vale sempre la pena cercare queste occasioni.

In questo caso, fortunatamente, i prezzi si sono ripresi quasi subito, portandosi sopra la
barriera, tuttavia dal grafico è evidente la fase calante nella parte finale di vita del prodotto, in
questo caso però il tempo ha giocato a favore della tenuta della barriera.

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Benchmark leva 3 e indice FTSE MIB


"Occasione o trappola?"

L’indice Ftse Mib di Borsa Italiana mi piace molto. Non è volatile come il Dax, non è sui massimi
come il mercato Americano e non ha swing da cardiopalma come il mercato cinese. Mi piace
perché è noioso e solitamente si presta a un trading di posizione sviluppando tendenze definite.

Non è stato così negli ultimi 2 anni. Come si è comportato un trader discrezionale alle prime
armi in questo mercato? Hanno funzionato le tecniche "classiche" negli ultimi anni?

Cliccate il link che segue, dura 20 minuti ma vale la pena vederlo.

Video "Sorprendere"

Questo è un caso emblematico di come una grande operatività “tradizionale” possa produrre
perdite ingenti in fasi di mercato come quella presentata. Voglio farvi vedere come ha
funzionato un trading system di posizione su questo indice nello stesso periodo.

La linea blu che si sovrappone ai prezzi è la curva dei profitti del sistema.

Trading system – Frustazione nei movimenti laterali ma danni limitati rispetto al discrezionale

Mi sono arrivate diverse email , voglio condividerne un paio con voi:


[…] constato che non basta aver imparato a fare le analisi di uno strumento, determinare le
tecniche di trading secondo il time frame scelto e secondo il tipo di evoluzione dei prezzi,
stabilire la gestione del denaro, fare simulazioni secondo le regole stabilite.

Per poter eseguire una strategia c'è bisogno di più cose che esistono e che devono essere
mantenute nella mente nell'intervallo di tempo scelto per fare trading. Le regole da fare e le
regole da non fare, mantenere la mente libera di altri problemi, far dissipare i pensieri che si
creano in modo automatico ma che non servono, questioni di psicologia comportamentale del
trader.

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Io personalmente sento una sensazione di insicurezza (anche se sono consapevole che il trading
è di per se un attività dove le certezze non esistono) e non riesco a creare questa impostazione
mentale per eseguire la mia strategia. […]

Avere un protocollo stabilito di cosa e come farlo, può cambiare tutto per uno con difficoltà
e questo può provare a definirlo e spiegarlo solo un trader con esperienza. Perciò ti domando
se credi di poter considerare questo lato del trading e di approfondire l'impostazione
mentale corretta per un trader nelle prossime uscite della rubrica […]

Questa mail è molto interessante, ogni trader è passato attraverso fasi di scoraggiamento,
paura, ansia e ha abbandonato tutto più volte. Lo sconforto, la sensazione di essere su una
piccola zattera in balia delle onde, la paura, il terrore di sbagliare nuovamente. Cosa possiede
di diverso chi non ha paura? Cosa genera la paura? Queste domande meritano una riflessione.

Mi è arrivata anche un’altra mail da condividere, questa volta con un quesito più diretto e con
un contenuto che rispetto alla precedente mail, inaspettatamente, appare come l’altra faccia
della medaglia:

Gent.mo Stefano, ho avuto modo di apprezzare la tua competenza su vari link. Ora sono qui
a chiederti un aiuto per uscire da una situazione critica si tratta del fib, Sono rimasto
incastrato con un long a 15800 suggeritomi da traders sicuramente più esperti di me che lo
vedono sui 17000 tra poco. Io sono ignorante, ma mi sembra che continui soli a scendere, e
se guardo il grafico mensile lo stocastico 14.3.3. è addirittura in ipercomprato e ha tagliato
verso il basso la trigger! Come si spiega questa contraddizione? Sono io che non capisco? Ho
l'impressione che invece potrebbe tornare sui 14000.

Qui il problema è più pratico, si teme un danno reale, non ci si interroga sul metodo ma sul
possibile risultato. Quella che segue è stata la mia risposta:

Poco meno di 2000 euro di perdita se non sbaglio giusto? Bene, ritieni che ci sia qualcuno in
grado di prevedere il futuro? No immagino.
Quindi il trader che ti ha dato quella “previsione” ha cercato di prevedere il futuro.
E tu ci hai creduto perché hai voluto crederci. Anche se in buona fede sei complice, irretito
dal tuo stesso desiderio di guadagnare facilmente.
Ottimo. A questo punto pensi che io possa prevedere il futuro meglio del trader a cui ti sei
rivolto?
No, non sono in grado di farlo.
Ma posso ugualmente fare una previsione, se non poni un limite alle tue perdite saranno loro
a porre un limite al tuo equilibrio emotivo.
Il mercato può tornare a 14000 con la stessa probabilità di ritornare a 17.000.
Questo è il trading, un gioco di probabilità governato dall’ego.

Certo che considerare 2.000 euro di loss una situazione critica pone una conseguente domanda?
Perché operare con il future FTSEMIB se non si è in grado di sopportare 2.000 euro di loss?

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Semplice la domanda e altrettanto semplice la risposta: quando il trader è entrato ha comperato


la speranza, anzi la quasi certezza, che avrebbe guadagnato dei bei quattrini velocemente e
senza fatica. Con il ribasso dell’indice ha perso denaro, previsione, speranza e fiducia.

Non ci sono scorciatoie, è la perdita che deve occupare la maggior parte dei vostri pensieri.
Dovete cercarla, corteggiarla, inseguirla e osservarla da vicino. Come facevano i Samurai con la
morte. La perdita è morte, solo che siamo noi a decidere se con il denaro deve morire anche il
coraggio o, peggio, quel sentimento di indifferenza che accompagna la visione neutra di un
trader professionista. O di un trading system.

L’indice FTSE MIB ha un suo future, il suo nome è cambiato molto negli anni ma, per i trader di
vecchia data come il sottoscritto, resterà sempre il FIB. Nome a parte, è su questo strumento
finanziario che i trader comperano e vendono l’andamento dell’indice FTSE MIB che non si può
acquistare direttamente. Un aspirante trader “discrezionale” nelle fasi laterali si massacra a
furia di “false rotture”, un trading system può limitare i danni nelle fasi congestionate perché
non ha mai paura, o meglio contiene solamente quella che gli instilliamo noi sviluppatori.

L’entità e il numero degli stop loss sono, dopotutto, dei limitatori di stress, tensione, paura,
anche se a volte sono proprio loro a generarli. Il trading system settimanale sul future
dell’indice FTSE MIB che segue è un sistema che non modifico da diversi anni e che, nella mia
intenzione, dovrebbe individuare le tendenze in atto e mantenerle. Ho privilegiato l’inazione
del sistema alla reattività, pochi segnali e come sola preoccupazione la gestione dello stop.

Solo dello stop loss però, non ho infatti inserito nessun trailing profit. Concentriamoci
sull’ultima operazione, uno short a 17285. Dai primi di febbraio a luglio inoltrato sono passati
5 mesi e un paio di rollate della scadenza. L’operazione non è stata ancora chiusa, è in profitto.

Tuttavia il grafico nulla dice sulla paura, le aspettative, le opinione che ogni trader, lecitamente,
poteva provare durante questi mesi. Ed è giusto che sia così, perché un trading system ha, come
pregio principale, l’indifferenza alla morte finanziaria del trader che seguirà i segnali.

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Un pregio che è anche un’affilata arma capace di provocare molti danni. Vedere i segni
dell’inversione e dover attendere un sistema è molto frustrante per un utilizzatore di trading
system alle prime armi. E anche per chi li usa da anni.
L’indice FTSE MIB è salito la settimana successiva. La forza è evidente, ci sono state giornate
dove i ribassi sono stati riassorbiti in poche ore e i rialzi si sono amplificati. E’ evidente la forza
intraday di queste giornate.
ll trading system settimanale sul future è ancora short, questo mi permette di mostrarvi
esattamente quello di cui parlavamo prima: la differenza tra l’analisi di un trader e quella di un
trading system.
Nessun trader discrezionale avrebbe mantenuta aperta questa posizione short, ancora in
profitto ma sostanzialmente inconcludente.

Inconcludente come il nostro indice! Lo vedete chiaramente dal grafico, rialzo, ribasso, rialzo,
ribasso e ora nuovamente rialzo. Ma siamo sempre a girare attorno a quota 16.000 di futures.
Da due anni!

Certamente le occasioni all’interno del paniere non sono mancate e non mancano ma, è
importante evidenziarlo, questo è il logoramento di un trader che prende posizione (anche) di
lungo periodo. La frustrazione di vedere un cambiamento qualitativo nella forza dei prezzi è
data dall’impossibilità di infrangere la strategia che va sempre seguita. Punto.

Questo aspetto del trading è poco considerato da chi inizia ma è una grande fonte di stress, sia
che si usino trading system, sia che si rispettino stop loss su formazioni grafiche o pattern di
prezzo. L’animale operativo che è in noi prende il sopravvento se non vi è una grande disciplina,
il grosso problema è che molti iniziano a scalciare e a ragliare.

Non fatevi ingannare, resistenze e supporti sono ben difesi, quota 17.500 e 14.800 sono
roccaforti che in intraday vanno sfruttate. Ma a tempo debito, ora, a 16.400, siamo nel mezzo
del guado. Attesa.

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Il grafico intraday del future mostra lo stress da inattività che ha necessariamente provato chi
attendeva la rottura di una formazione laterale delimitata dai livelli 16.500 e 16250. 250 punti,
un trading range perfetto, stressante al punto giusto e ben delineato. Il time frame utilizzato è
il 15 minuti.

Questo è il terreno congeniale del trader-gatto, di chi sa attendere, pazientemente, il movimento


che segue una formazione laterale così ben definita. Certo, 6 giornate di attesa metterebbero a
dura prova la pazienza di chiunque, qualche trade si può fare ma è un imperativo trovarsi pronti
per l'occasione chiave, la rottura di uno dei due livelli. Così è stato, il 30 luglio la rottura si è
consumata, un classico breakout.

Una rottura di grande qualità poiché, pur non avendo violato il livello di molto, è avvenuta in
una sessione con apertura sui minimi e chiusura sui massimi. Il tutto condito da una grande
direzionalità intraday. Ora, avvenuto il breakout, peraltro confermato dai volumi, si compera
ma il punto è un altro. Dove posizionare lo stop loss in casi come questo?

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Uno degli errori comuni è di considerare, senza contestualizzare la situazione, una resistenza
rotta come un supporto e quindi come un livello dove posizionare lo stop loss del trade.

Nella maggior parte dei casi, l'aspirante trader lo impara a proprie spese, il livello viene toccato
più volte nella sessione seguente, in particolare quando la rottura avviene nella parte finale
della giornata e con poca strada fatta. Così effettivamente è successo. 16.500 del future è
diventato un vero e proprio terreno di scontro tra compratori e venditori.

Il livello che non è stato interessato dalla battaglia è quota 16.400, stop ideale del trade.
Perché?

Semplicemente perché nel posizionare uno stop occorre osservare da dove sono partiti i prezzi
nell'ultimo "allungo", ricercare la microcongestione che precede l'esplosione della volatilità e
piazzare lo stop appena sotto quel livello. In genere le cifre rotonde fungono da calamita e
quindi 16.400, in questo caso, era il livello perfetto.

La sessione seguente ha visto i corsi crescere senza alcuna esitazione intraday mentre la
sessione attuale, quella di venerdì, è la sessione ideale dove chiudere il trade, qui il mercato
mostra segni di indecisione e conviene scaricare le posizioni per riprendere tutto in mano la
settimana prossima. Uno storno è nell'aria anche se la forza permane.

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Saper attendere è importantissimo, altrettanto importante è saper individuare stop e punti di


uscita, indagare qualitativamente i movimenti fa parte del corredo indispensabile di ogni
trader, una formazione laterale come quella vista non è comune, non sempre si verifica.
Ma quando si presenta diviene chiaro che senza attesa paziente non si potrà mai sfruttare un
movimento del genere. Un movimento da trader-gatto.
Bene, questo excursus sul movimento laterale per portarvi ad analizzare l'indice ftse mib
settimanale che è nella stessa situazione vista poco fa. Un movimento laterale ben delineato con
una resistenza e un supporto testati più volte. Prima o poi uno dei due livelli verrà rotto e allora
inizierà il movimento interessante (forse). Quello che è certo è che dovremo essere preparati e
pronti per sfruttarlo anche posizionando correttamente gli stop loss di lungo periodo.

E il trading system di lungo come si è comportato? Diamo un'occhiata...

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E' ancora short. Apparentemente si sta comportando proprio come un trader-asino, testardo
come un mulo mantiene la posizione. In 3 settimane si è mangiato quasi tutto il profitto
ponendosi, ancora una volta, in antitesi con un'operatività discrezionale. Un perfetto esempio
della frustrazione di vedere la forza nel mercato e dover assecondare un trader-asino.
Per questo motivo compare lo stress, la difficoltà ad essere disciplinati e la frustrazione. Un
sistema come questo è concepito per cavalcare un trend, se manca il trend, o è laterale, il
sistema attende. E il trader soffre. I trader che utilizzano sistemi automatici sanno bene di cosa
sto parlando e, generalmente, utilizzano una batteria di sistemi, alcuni di lungo, altri di breve e
altri ancora di brevissimo. La pazienza, appare evidente, è una qualità da coltivare.
La settimana seguente l’indice FTSE MIB, e ovviamente anche il relativo future, sono saliti di
valore, per la quarta settimana di seguito. Questo il grafico aggiornato alla chiusura di giovedì
sera.

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Cos’è cambiato tecnicamente? Nulla. Il mercato sta salendo, ogni giorno gli storni intraday
vengono velocemente riassorbiti con chiusura in prossimità dei massimi. Fino a quando la forza
intraday si mantiene intatta è assurdo aprire nuove posizioni short che non si basino su una
malattia del trading: la speranza.
E il trading system settimanale che stiamo seguendo come caso scuola?

Ancora short, pericolosamente vicino al punto di ingresso, pressoché in pari. Sta sbagliando?
Dipende da cosa cerca di fare, come vi ho già detto questo semplice trading system va a caccia
di trend, per farlo ricerca i cambi di volatilità e direzionalità, sta per generare il segnale di
chiusura. Mantiene ancora aperto lo short.

Un’operatività che un trader discrezionale ben difficilmente, e a ragion veduta, potrebbe


permettersi di fare poiché caricherebbe il tempo a mercato di stress, malattia primaria del
trading. E’ vero che i morti si contano alla fine, ammetterete comunque che utilizzare solo un
sistema del genere espone terribilmente alla distruzione di prezioso capitale psicologico. Cosa
fare in situazioni del genere, ammesso che un trader sia liquido e desideri impostare una
strategia? Possiamo:

 metterci long
 attendere
 metterci short
Cosa fare quindi? Posto come principi che nessuno conosce il futuro, indaghiamo i tre possibili
scenari operativi cercando di dare un profilo di rischio/ritorno atteso.

Mettersi long.
Beh, la domanda che viene spontanea fare è: "perché ora e non prima?” Sono settimane che il
mercato sale, ha forza e quindi perché ora? In effetti la resistenza del future è perfettamente
visibile a tutti. Ora il treno è già partito, entrare adesso è rischioso.

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Attendere.
Una strategia perfetta in una fase laterale. Però si perdono molte occasioni e bisogna saper
distinguere tra attesa e inazione. L'attesa è una forma di operatività, l'inazione è una malattia
del trading, certamente più raffinata ma ugualmente pericolosa.

Metterci short.
Pericoloso mettersi contro trend. Una strategia contrarian deve TASSATIVAMENTE avere due
caratteristiche:
1) un trend non troppo convinto
2) un supporto/resistenza evidente a tutti
In effetti le due circostanze collimano nel nostro indice. Bene, voglio proporvi un gioco.
Ipotizzate uno dei tre scenari e tracciate la vostra strategia. L'indice della nostra Borsa non si
può acquistare direttamente, c'è il relativo future, tuttavia ci sono diversi strumenti che ne
replicano, anche a leva, l'andamento. Vi segnalo questi 4 prodotti:
Codice ISIN Sottostante Val. Sott. Scadenza Multiplo Denaro(€) Lettera(€) Var % kV5
IT0006724774 FTSE/MIB X -3 2.873,14 15.09.2017 0,003 8,6600 8,6900 -4,36 191
IT0006724790 FTSE/MIB X -5 700,96 15.09.2017 0,003 2,1200 2,1349 -7,40 318
IT0006724766 FTSE/MIB X3 11.908,04 15.09.2017 0,003 35,2500 35,4000 4,44 224
IT0006724782 FTSE/MIB X5 7.589,14 15.09.2017 0,003 22,2800 22,4200 7,43 373

Sono dei Benchmark di UniCredit quotati sul mercato SeDeX, dei replicanti a leva. I primi due
short, i secondi due long. In questa situazione tecnica il mercato è pronto per uno storno, lo
strumento short a leva 5 è il più rischioso ma anche quello che permette maggiori escursioni. Il
controvalore minimo negoziabile è di 1 solo pezzo.
Dunque long, short o flat. Iniziate a pianificare una strategia, le opinioni personali
consideriamole malattie psicosomatiche del trading. Possiamo perdere soldi con una strategia
ma, nel contempo, può essere giusta. Capire la differenza tra perdita e sbagliato, tra guadagno
e giusto, è un traguardo per ogni trader. La settimana seguente ancora rialzi. E’ la quinta
settimana consecutiva di rialzo per l'indice FTSE MIB, non abituatevi, prima o poi arriverà uno
storno e andrà contestualizzato con il movimento che l'ha generato.
Lasciamo parlare i numeri:
 Settimana 1: +4,47%
 Settimana 2: +1,81%
 Settimana 3: +2,11%
 Settimana 4: +2,46%
 Settimana 5: +1,61%

Cosa possiamo notare? Un rialzo di circa 12 punti percentuali pienamente inserito all'interno
di un movimento laterale, la resistenza è evidentissima, forte, già testata e, siatene certi, un
punto non facile da superare. La forza del movimento è evidente ma nell'ultima settimana,
complice la pausa di ferragosto, i volumi sono crollati. Cosa fare in una situazione del genere?

In intraday i livelli evidenziati andranno attentamente monitorati e forniranno interessanti


spunti operativi, in particolare in ottica contrarian.

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Un eventuale storno, infatti, sarà molto violento poiché atteso dalla maggior parte dei trader.
Atteso, ma non certo.

E il nostro trading system che ci serve da "caso scuola"? Finalmente si è accorto della forza del
mercato, con un ritardo di almeno 3 settimane rispetto a un trader discrezionale. E lunedì
mattina, in apertura, chiuderà lo short e aprirà un long.

Non c'è nessun segnale tecnico che confermi questo long, che peraltro si presenta dopo uno
short ampiamente in profitto e che si concluderà lunedì con un probabile loss (bisognerà vedere
il valore di apertura di lunedì per contare i morti).

Un perfetto esempio di come un trading system possa mettere a dura prova la disciplina di un
trader.

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Attenzione però, non è detto che lunedì si debba chiudere e aprire un long, se venerdì la borsa
dovesse scendere probabilmente il segnale rientrerà, si tratta di un allerta, si confermerà solo
venerdì sera in chiusura o al raggiungimento dello stop loss che, lo ricordo, è sempre pari al 4%

Ad ogni buon conto è un'occasione troppo ghiotta il test di una resistenza così chiara per
lasciarla perdere in intraday e anche per un trading di posizione. L'andamento di un indice si
può "acquistare" con un future collegato, con un etf, con un warrant, con un'opzione, con un
certificato (che poi altro non è se non una strategia precostruita con opzioni) e con altri
strumenti finanziari otc. Il future è il nostro riferimento grafico, tuttavia anche un certificato ha
interessanti caratteristiche.

I 4 prodotti che vi segnalo, quotati sul mercato SeDeX, sono dei benchmark di Unicredit che
amplificano l'andamento dell'indice FTSEMIB di 3 o 5 volte, long o short (in rosso).

Codice ISIN Sottostante Val. Sott. Scadenza Multiplo Denaro(€) Lettera(€) Var % kV5
IT0006724774 FTSE/MIB X -3 2.717,80 15.09.2017 0,003 8,1199 8,1500 0,00 191
IT0006724790 FTSE/MIB X -5 638,63 15.09.2017 0,003 1,9050 1,9150 0,00 318
IT0006724766 FTSE/MIB X3 12.575,26 15.09.2017 0,003 37,5000 37,6500 0,00 224
IT0006724782 FTSE/MIB X5 8.306,80 15.09.2017 0,003 24,6800 24,8000 0,00 373
http://www.investimenti.unicredit.it

Entro long con il certificato FTSE/MIB X3 anticipando la possibile ed evidentissima resistenza


grafica. Utilizzerò la leva 3 per limitare la rischiosità dell'operazione long in questo momento,
un accenno di storno e poi un secondo test della resistenza mi avrebbero invece fatto utilizzare
una leva 5. Gestirò il trade indagando il grafico settimanale e il giornaliero.

Buy IT0006724766 Leva 3x sul FTSE/MIB. Prezzo 37,65

23 agosto 2013
Dopo 5 settimane consecutiva di rialzo per l'indice FTSE MIB è arrivato un movimento
contrario, uno storno che va contestualizzato con il movimento che l'ha generato.

Lasciamo parlare i numeri:

 Settimana 1: +4,50%
 Settimana 2: +1,84%
 Settimana 3: +2,18%
 Settimana 4: +2,43%
 Settimana 5: +2,86%
Totale rialzo senza storno: + 13,81%

 Settimana 6: - 1,84%

La domanda alla quale occorre dare una risposta è semplice: lo storno attuale è un'inversione
del breve trend rialzista, una pausa salutare del trend o l'inizio di una fase laterale?

Al solito le domande più semplici richiedono risposte complesse. Piacerebbe a tutti avere una
risposta certa, indaghiamo i fatti.

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Quale che sia un trend lo storno va contestualizzato, se il mercato perdesse 1/3 del movimento
saremmo ancora in una fase di storno, 1/3 che è pari a circa il 4,5%. Il superamento di questo
livello è un vero e proprio spartiacque che lascia aperta la possibilità di una fase laterale o di un
ulteriore ribasso. Non è però il nostro caso perché la settimana corrente ha visto giornate con
forti ribassi perdere progressivamente slancio nella sessione seguente.

Indaghiamo la settimana appena conclusa:


 Lunedì: - 2,46%
 Martedì: - 1,41%
 Mercoledì: - 0,72%
 Giovedì: +2,56%
 Venerdì: +0,19%
Totale storno: - 1,84%

Appare tutto sotto un'altra luce quando si mettono i numeri in sequenza, numeri al posto dei
grafici, numeri capaci di comunicare, a chi cerca di ascoltare, la vera forza dei tori e degli orsi.
Non vi è dubbio alcuno che, nonostante lo storno evidente nella prima parte della settimana, i
tori si siano presi una bella rivincita. E adesso? Che informazioni "oggettive" possiamo
ricavare? Diamo un'occhiata al grafico settimanale, la resistenza è evidentissima.

Indice FTSE MIB - Grafico settimanale

Chi ha posizioni long aperte sull'indice non ha alcun motivo tecnico per chiuderle, anzi, questa
settimana nonostante lo storno c'è stata forza. La candela è una lower shadow, precisamente
un hanging man, non propriamente un buon auspicio a giudicare dal nome "uomo penzolante".

Tuttavia il trend non è ancora impiccato e motivi per chiudere le posizioni non ce ne sono
ancora. Non possiamo sapere se il trend romperà a breve la resistenza o se lo storno continuerà,
peraltro non dobbiamo nemmeno cercare di scoprirlo perché si entrerebbe nel campo
dell'aruspicina. Ma una preziosa informazione la ricaviamo dal grafico daily, un perfetto punto
di swing che diventa un supporto molto chiaro. E' evidenziato dalla linea rosso a spessore
aumentato.

147
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Indice FTSE MIB - Grafico giornaliero

E il nostro trading system "caso scuola" come si è comportato? Avevamo già visto come il
segnale long, su un punto che coincide con una resistenza, fosse quantomeno rischioso. Un
suicidio operativo, in effetti. Così è andata, lunedì ha dato la chiusura dello short (in loss) e ha
aperto un long. Che martedì ha chiuso poichè lo stop loss è impostato al 4%. Anche questo è un
bellissimo segnale da analizzare pur con un loss che aleggia nell'aria.

Tecnicamente avrebbe dovuto chiudere almeno 2 settimane prima e lo stop loss ideale per
questi sistemi è più ampio, almeno del 6%. Tuttavia ho preferito impostare uno stop al 4% per
generare situazioni e casi studio come quello che si è verificato. E adesso? Oltre il danno la
beffa...

Dopo aver chiuso martedì in stop loss venerdì ha dato nuovamente un long. Da fare in apertura
lunedì.

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Il bello dei trading system, fanno esattamente quello che non faresti mai, forse proprio per
questo, alla fine, vincono sempre loro. Perché ha dato un nuovo segnale di long?

Questo è un sistema molto semplice che compera e vende cambi di volatilità ed è stato
sviluppato per mantenere le posizioni a lungo termine. Se non c'è trend non può guadagnare,
ma se nasce una direzionalità se la prende tutta. Diamo un occhio alla curva dei profitti storica.

Nel valutare un sistema la curva dei profitti è molto importante, nel nostro caso scuola è
evidente come quando il mercato ha un trend crescono i profitti e quando il mercato lateralizza
i danni vengono contenuti moltissimo. Nel valutare una strategia va attentamente valutata la
qualità dei profitti, tuttavia come stiamo vedendo le insidie sono numerose e, soprattutto, il
capitale emotivo viene rosicchiato da trade apparentemente senza alcun senso grafico, proprio
come quelli che stiamo vedendo.

E non pensate che in intraday la cosa sia diversa, anzi è profondamente accentuata!
Questa settimana un punto di swing è emerso, va sfruttato e soprattutto monitorato
attentamente in daily e intraday.

Ricapitolando quindi abbiamo un perfetto punto di swing che fungerà da supporto per veloci
operazioni intraday e come supporto chiave. Non male, il livello è veramente ben evidenziato!
Codice ISIN Sottostante Val. Sott. Scadenza Multiplo Denaro(€) Lettera(€) Var % kV5
IT0006724774 FTSE/MIB X -3 2.747,30 15.09.2017 0,003 8,2200 8,2500 -0,06 191
IT0006724790 FTSE/MIB X -5 644,74 15.09.2017 0,003 1,9300 1,9400 -0,51 318
IT0006724766 FTSE/MIB X3 12.250,88 15.09.2017 0,003 36,4500 36,6000 0,00 214
IT0006724782 FTSE/MIB X5 7.885,47 15.09.2017 0,003 23,3700 23,4700 0,28 356

La posizione è ovviamente in leggera perdita, la leva 3 non ha moltiplicato i danni come avrebbe
fatto una leva 5 o un future a leva 10, tuttavia la leva si fa sempre sentire.

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Questo tipo di strumenti sono perfetti per coprire di breve delle posizioni, anche in future, data
la grande reattività. Il loro prezzo poi li rende adatti anche a un trading di posizione o di swing
con piccole cifre, il quantitativo minimo è infatti pari a 1 solo pezzo.

Ovviamente ciò che ha perso il long l'ha guadagnato lo short.

La settimana scorsa ho acquistato il certificato FTSE/MIB X3, leva 3 long.

Buy IT0006724766 Leva 3x sul FTSE/MIB. Prezzo 37,65

Queste le quotazioni della prima settimana:

Codice ISIN Sottostante Val. Sott. Scadenza Multiplo Denaro(€) Lettera(€) Var % kV5
IT0006724774 FTSE/MIB X -3 2.747,30 15.09.2017 0,003 8,2200 8,2500 -0,06 191
IT0006724790 FTSE/MIB X -5 644,74 15.09.2017 0,003 1,9300 1,9400 -0,51 318
IT0006724766 FTSE/MIB X3 12.250,88 15.09.2017 0,003 36,4500 36,6000 0,00 214
IT0006724782 FTSE/MIB X5 7.885,47 15.09.2017 0,003 23,3700 23,4700 0,28 356

La posizione è ovviamente in leggera perdita, la leva 3 non ha moltiplicato i danni come avrebbe
fatto una leva 5 o un future a leva 10, tuttavia la leva si fa sempre sentire. Questo tipo di
strumenti sono perfetti per coprire di breve delle posizioni, anche in future, data la grande
reattività. Il loro prezzo poi li rende adatti anche a un trading di posizione o di swing con piccole
cifre, il quantitativo minimo è infatti pari a 1 solo pezzo. Ovviamente ciò che ha perso il long l'ha
guadagnato lo short.

31 agosto 2013
Non amo molto le certezze perché, oltre alla consapevolezza che non esistono, mi rimane il
dubbio che siano quasi sempre controproducenti. Non sempre, sia chiaro, ma nella maggior
parte di casi le certezze creano danni poco visibili, poco considerati e, soprattutto, poco utili.

Le certezze uccidono i dubbi. E senza un dubbio non vi è pensiero critico, riflessione,


propensione al cambiamento. Nel nostro lavoro le certezze uccidono, più o meno lentamente,
anche i conti di trading più capitalizzati prima o poi, la storia insegna proprio che le certezze
sono scolpite nel ghiaccio.

A volte un trader si fa trascinare dal proprio ego e dimentica di dubitare, sposa una visione del
mercato e la difende. Dopotutto l’Oracolo di Delfi è un ottimo esempio di come le profezie siano
efficaci, come non ricordare che proprio l’Oracolo di Delfi profetizzò per l'ultima volta nel 363
d.C. rivelando che non avrebbe mai più profetizzato.

Ci indovinò.

Purtroppo però l’Oracolo di Delfi è chiuso e non è possibile interrogarlo in merito alla rottura
di resistenze e supporti, in mancanza di un così importante e utile strumento dobbiamo
arrangiarci e fare del nostro meglio.

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A tal proposito voglio raccontarvi una storia che scrissi molti anni fa derivandola da un
proverbio.

Detta da un trader di Wall Street.

Mi considero un Trader. Un giorno stavo facendo una chiacchierata con un mio amico che
si professava investitore. Al che gli faccio: "sai qual è la differenza fra trader ed investitore?".

E lui: "non lo so, ma fammici pensare per un po'..."

Freddure da trader, freddure che un trader intraday capisce immediatamente perché il senso
di questa barzelletta è il fulcro della professionalità di un trader che sopravvive nei mercati. Nel
nostro lavoro non vi è spazio per l'indecisione!

Un trader è chiamato a prendere decisioni immediate e, a volte, a cambiare idea pochi secondi
dopo aver aperto una posizione, quando un trader non fa nulla semplicemente attende,
nell'attesa risiede l'occasione e, per lui, attendere è operare.

E qui nasce il grande malinteso, eliminare l’indecisione non significa prendere decisioni a ogni
costo, non agire è diverso da essere indecisi. Molto diverso.

Attendere non è indecisione. Indecisione non è attesa, in chiave Zen:

Questa è la situazione grafica dell’indice FTSEMIB la settimana scorsa:

Resistenza evidente, trend di provenienza forte, primo tentativo di storno che si conclude con
un una candela lower shadow. Nessun segnale di acquisto, nessun segnale di short visto il
recupero in chiusura di settimana (evidenziato dalla lower shadow).

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Poi è passata una settimana e il salutare momento di pausa si è trasformato in un bel movimento
ribassista di circa 4 punti percentuali. Il grafico che segue illustra il movimento.

La prima settimana di storno il movimento si è sviluppato con questa forza:

Lunedì: - 2,46%
Martedì: - 1,41%
Mercoledì: - 0,72%
Giovedì: +2,56%
Venerdì: +0,19%
Totale storno: - 1,84%

La settimana appena trascorsa ha invece visto questi rapporti di forza tra compratori e
venditori:

Lunedì: - 2,11%
Martedì: - 2.13%
Mercoledì: +0,89%
Giovedì: +0.90%
Venerdì: - 1,50%
Totale storno: - 3,95%

I rapporti di forza tra i tori e gli orsi si sono sbilanciati a favore degli orsi, le reazioni sono state
inesistenti anche a livello intraday e ogni rimbalzo è stato buono per pianificare nuovi supporti.
Diamo un'occhiata al grafico a 5 minuti delle 5 giornate.

Lunedì il ribasso è iniziato subito e si è concluso con una specie di triplo minimo poco tecnico
ma molto chiaro. Un livello che verrà poi testato molte volte. Chi ha tentato il long (giustamente)
sulla formazione (che prima è stato un doppio minimo) si è chiuso pari o con un piccolo profitto.

Ma il giorno dopo le cose sono state molto diverse.

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Martedì c'è stata l'apertura migliore che un trader possa desiderare in questo frangente.
Esattamente sul livello del "triplo minimo" del giorno prima. E, proprio per validare il livello e
farlo diventare uno splendido supporto operativo, da questo punto è partita la volatilità che in
soli 15 minuti ha fatto salire il future di 1,6 punti percentuali circa. Il massimo che ci si può
attendere!

50 minuti dopo i prezzi, lentamente, si avvicinano al supporto. Lo bucano. Uno short da manuale
che fa scendere il mercato di circa 3 punti percentuali. Ma non è finita. I prezzi consolidano
lateralmente come è facile vedere nell'immagine che segue e rompono ancora al ribasso. Altro
giro short. Prima però chi ha tentato il trade contrarian si è stoppato in pari o con una leggera
perdita. Operazione in loss ma giusta da fare. Guardate il grafico delle due giornate accorpate.

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Mercoledì i prezzi salgono in apertura. La linea rossa è il livello del giorno precedente, la linea
rossa a spessore aumentato è il nuovo supporto che traccia il future. Un supporto non primario
dato che non si forma su minimi di periodo. Ma buono per uno short. Poi il vero movimento
della giornata, un doppio minimo da manuale con un pullback non ortodosso ma perfetto. Le
quotazioni volano.

Giovedì i prezzi sonnecchiano tra due livelli. Livelli che provenivano dai giorni precedenti.

Venerdì il mercato si muove ma lo fa male, nervosamente ma non troppo. Le quotazioni


chiudono su un supporto già sentito durante la settimana, un livello che lunedì andrà
monitorato. Ma sono ancora una volta i minimi di settimana e i massimi da monitorare con
grande attenzione. In questi punti vanno ricercate le coincidenze tecniche. In questi punti
maturano lentamente le occasioni a basso rischio.

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Quello che segue è l'andamento del grafico di tutta la settimana a 5 minuti. Ci sono punti che
vale la pena evidenziare per le prossime battaglie.

E il nostro trading system "caso scuola"? Venerdì scorso mi aveva tratto in inganno perchè
presentava l'icona BUY e pensavo che lunedì mattina generasse l'acquisto. Questo perchè il
segnale di acquisto c'era effettivamente stato sulla stessa barra ma il lunedì precedente. Così
non è stato e lunedì mi sono accordo che non c'era nessun long. Meno male, sarebbe stato un
trade a rischiosità molto sbilanciata. Il grafico è bianco, flat. Una condizione che può durare
anche qualche mese. Al solito risulterà interessante osservare come un sistema generi segnali
che di tecnico hanno poco e per questo mettono a dura prova la "fde" di chi li utilizza.
La loro forza è riuscire a cavalcare i movimenti anomali. Anche dai suoi errori possiamo
imparare molto.

155
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I benchmark sull'indice sono questi:

Codice ISIN Sottostante Val. Sott. Scadenza Multiplo Denaro(€) Lettera(€) Var % kV5
IT0006724774 FTSE/MIB X -3 3.061,76 15.09.2017 0,003 9,0900 9,1300 3,64 189
IT0006724790 FTSE/MIB X -5 767,57 15.09.2017 0,003 2,2700 2,2799 6,06 315
IT0006724766 FTSE/MIB X3 10.856,31 15.09.2017 0,003 32,5500 32,7000 -3,69 214
IT0006724782 FTSE/MIB X5 6.398,59 15.09.2017 0,003 19,2000 19,2900 -6,15 356

Il nostro è evidenziato in grassetto, è a leva 3 e ha risentito, ovviamente, del ribasso dell'indice.

6 settembre 2013
Il movimento laterale è ancora intatto e fino a quando non verranno violati i livelli dell'indice
Ftse Mib 17.800 e 14.800. Però questa volta si è creato un perfetto punto di swing che risulterà
molto utile in caso di storno del mercato, si tratta infatti di un supporto intermedio ben più alto
di quota 14.800 e posto a 16.600 punti circa.

156
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Non è male avere un punto di swing di questo tipo prima del test di un’area di resistenza così
grande, ridefinisce i confini della battaglia, li riduce, mette di fronte a un’evidenza gli Orsi:
questa volta i tori attaccano dopo essersi riposati. Sembrerebbe infatti la volta buona per un
nuovo test della resistenza e quindi possiamo impostare questo tipo di operatività:

1. Ci mettiamo long anticipando il segnale


2. Ci mettiamo short con stop loss appena sopra la resistenza
3. Aspettiamo il segnale
4. Non facciamo proprio nulla

Il punto 3 e 4 sembrano suggerire la medesima scelta operativa ma non è proprio così. Stare
fermi e non fare nulla sono due cose molto diverse, da un lato si aspetta un evento capace di
scatenare il segnale dall’altro si considera il possibile segnale fallato in partenza e non si fa nulla
in ogni caso. Questa volta però il mercato è arrivato a ridosso della sua resistenza dopo aver
recuperato energia e creato una base intermedia, durante la settimana i valori sono stato
questi:

 Lunedì: +1,16%
 Martedì: +0,51%
 Mercoledì: +1,33%
 Giovedì: -0,23%
 Venerdì: +0,14%

Mi piace sempre scrivere le variazione dello strumento finanziario che sto valutando, i numeri
non mentono e permettono di fare delle valutazioni obiettive, prive di ogni condizionamento
grafico. Siamo sotto resistenza, cosa notate? Forza o debolezza?

Direi che appare evidente una settimana a due velocità, la prima parte veloce e forte, la seconda
parte (giovedì e venerdì) in prudente attesa. E giustamente poiché la resistenza è veramente
vicina. La creazione del punto di swing mi fa però scartare la possibilità di creare uno short a
basso rischio sul nuovo test in atto, sono moderatamente ottimista per questo nuovo tentativo
al rialzo ma ci sono due incognite da tenere in grande considerazione.

1. Il fattore tempo
In effetti la rottura dovrebbe essere veloce, se i corsi si attarderanno sotto la resistenza per più
di 5 sessioni la rischiosità nell’anticipare il segnale aumenterà considerevolmente.

1. Il fattore “pulizia”
Non tutte le resistenze sono uguali, vanno contestualizzate. Infatti se aggiungiamo un po’ di dati
il quadro tecnico muta e, pur conservando piena validità la resistenza c’è una sorpresa… Un
altro livello importante appena sopra.

Diamo un’occhiata al grafico.

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Quindi appare evidente che c’è una piccola insidia da valutare con attenzione per non cantare
vittoria troppo presto. Una Bull Trap potenziale incombe. Cos’è una bull trap?

La trappola del toro è un falso movimento rialzista con uscita temporanea da zona
congestionata. Gli investitori acquistano i titoli alla fuoriuscita dei prezzi dall'area
congestionata per poi vedere le quotazioni scendere velocemente.

L'analisi candlestick fornisce un ottimo aiuto nel qualificare i movimenti e, quindi, anche
nell'individuare le trappole del toro.

Proprio in questo caso occorrerà prestare una grande attenzione al modello di test ed eventuale
rottura dei due livelli di resistenza. Ne varrà la pena.

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E il certificato? Questa la sua quotazione:

Codice ISIN Sottostante Val. Sott. Scadenza Multiplo Denaro(€) Lettera(€) Var % kV5
IT0006724766 FTSE/MIB X3 12.250,88 15.09.2017 0,003 36,45000 36,6000 0,00 224

21 settembre 2013
Riprendiamo in mano l'analisi della settimana scorsa. Era stato individuato un punto di swing
(punto tecnico molto prezioso in caso di storno) anche se il movimento laterale era ancora
intatto. I livelli dell'indice evidenziati erano 17.800 e 14.800. Vi ripropongo il grafico per
maggiore comodità.

Ho stabilito gli scenari possibili:

1. Ci mettiamo long anticipando il segnale


2. Ci mettiamo short con stop loss appena sopra la resistenza
3. Aspettiamo il segnale
4. Non facciamo proprio nulla
Analizzato la forza del movimento:

 Lunedì: +1,16%
 Martedì: +0,51%
 Mercoledì: +1,33%
 Giovedì: -0,23%
 Venerdì: +0,14%

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Analizzato la resistenza attesa. Non tutte le resistenze sono uguali, vanno contestualizzate.
Infatti se aggiungiamo un po’ di dati il quadro tecnico muta e, pur conservando piena validità la
resistenza c’è una sorpresa… Un altro livello importante appena sopra.

Diamo un’occhiata al grafico.

Presentato il concetto di bull trap:

La trappola del toro è un falso movimento rialzista con uscita temporanea da zona
congestionata. Gli investitori acquistano i titoli alla fuoriuscita dei prezzi dall'area
congestionata per poi vedere le quotazioni scendere velocemente.

L'analisi candlestick fornisce un ottimo aiuto nel qualificare i movimenti e, quindi, anche
nell'individuare le trappole del toro.

160
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Proprio in questo caso occorrerà prestare una grande attenzione al modello di test ed eventuale
rottura dei due livelli di resistenza. Ne varrà la pena. Bene, sapete già che sono long con questo
prodotto da lunedì 26 agosto: Ftse Mib Benchmark leva 3 long.

Codice ISIN Sottostante Val. Sott. Scadenza Multiplo Denaro(€) Lettera(€) Var % kV5
IT0006724766 FTSE/MIB X3 12.250,88 15.09.2017 0,003 36,45000 36,6000 0,00 224

Avevo scelto un leva 3 perché non mi convinceva la complessità della resistenza che è, in realtà,
doppia. Tuttavia la forza era evidente nel mercato. Oggi, dopo qualche giorno di sofferenza per
un timing non azzeccatissimo (avrei dovuto aspettare una settimana ancora) il certificato è
ampiamente in profitto:

Codice ISIN Sottostante Val. Sott. Scadenza Multiplo Denaro(€) Lettera(€) Var % kV5
IT0006724774 FTSE/MIB X -3 2.426,13 15.09.2017 0,003 7,1900 7,2100 0,63 189
IT0006724790 FTSE/MIB X -5 516,87 15.09.2017 0,003 1,5149 1,5250 0,83 315
IT0006724766 FTSE/MIB X3 13.513,08 15.09.2017 0,003 40,5000 40,7000 -0,67 209
IT0006724782 FTSE/MIB X5 9.151,80 15.09.2017 0,003 27,5700 27,6900 -0,95 348

Quota 40,5 in denaro e quindi ha una performance di circa il 10% Normalmente liquiderei metà
della posizione e rimarrei con il rimanente 50% a mercato, con uno stop in pari. Queste però
sono strategie che ognuno di voi può impostare come meglio crede e non le farò entrare in
questa rubrica per semplicità.

Certamente, avrei guadagnano molto di più con un leva 5x o con altri strumenti più a leva. Ma
il rischio si paga, forse non sempre in denaro ma in tranquillità sempre. Andiamo a leggere la
settimana sul ftse fib considerando i fatti, i numeri:

 Lunedì: +1,05%
 Martedì: +0,11%
 Mercoledì: +0,3%
 Giovedì: +1,43%
 Venerdì: -0.49%

Ottimo. Direi che anche per questa settimana i rapporti di forza sono evidenti. Però mi aspetto
uno storno i primi giorni della settimana, voglio farvi vedere il grafico. Prima resistenza passata,
seconda resistenza in test...

161
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Nel grafico proposto si vede bene come ci sia un vecchio massimo che rende "doppia" la
resistenza. E' stato violato ma come? Serve un altro grafico.

Un bel gap lasciato aperto, debolezza sul finire di settimana appena sopra la resistenza.
Chiusura proprio sulla resistenza... I segnali ci sono tutti perché lunedì tenti di chiudere il gap.
E se non sarà lunedì poco importa, la rischiosità è evidente. Metterci short?

Non ci penso nemmeno! Mi tengo le posizioni long perché se il gap dovesse chiudersi in intraday
e poi dovesse presentarsi una chiusura sui massimi, a titolo di esempio, il segnale di forza
sarebbe fantastico e ci sarebbe da attendere una bella esplosione della volatilità rialzista.

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28 settembre 2013
Mi scrive Antonio in merito alla sua settimana di trading:

[...] questa settimana è stata dura, lo stress è salito moltissimo, con molto impegno e tempo
davanti al pc rubato ad altre situazioni della vita quotidiana. La fase animalesca mutante
prosegue, con la new entry del rapace, che quando vede un guadagno anche minimo, prende e
porta a casa, in quanto a scanso di rischi, gia' provati, sono meglio : pochi - buoni - maledetti
- ma subito! E domani è un altro giorno e speriamo che splenda il sole! Con il felino sempre in
agguato, e l'asino come da fase 22 con eterna pazienza aspetta sulla riva del Brenta che passi il
cadavere del Banco Popolare e di Telecom Risparmio. Giovedi è stata una giornata di vero stress
animalesco e da veri traders dai nervi di acciaio, con il cuore che pompava a mille. [...]

Stress, stress e ancora stress. Lo stress da trading è terribile. Ma è quasi inevitabile.

E questa settimana l'indice FTSE Mib ha dato del filo da torcere, i numeri sono questi:
 Lunedì: -0,32%
 Martedì: +1,85%
 Mercoledì: +0,14%
 Giovedì: -1,20%
 Venerdì: -1.27%

Come potete notare prediligo molto i numeri al grafico. I numeri parlano un linguaggio spesso
celato, carico di significati nascosti. La tesi di fondo è che la resistenza è doppia e che quindi sia
possibile una bear trap capace di far saltare un po' di stop loss. Ma non facciamoci ingannare
troppo, il quadro rialzista non è compromesso.

L'analisi candlestick fornisce un ottimo aiuto nel qualificare i movimenti e, quindi, anche
nell'individuare le trappole del toro. Proprio in questo caso occorrerà prestare una grande
attenzione al modello di test ed eventuale rottura dei due livelli di resistenza. Ne varrà la pena.

Bene, sapete già che sono long con questo prodotto dal 26/8: Ftse Mib Benchmark leva 3 long.

Codice ISIN Sottostante Val. Sott. Scadenza Multiplo Denaro(€) Lettera(€) Var % kV5

IT0006724766 FTSE/MIB X3 12.250,88 15.09.2017 0,003 36,45000 36,6000 0,00 224

Codice ISIN Sottostante Val. Sott. Scadenza Multiplo Denaro(€) Lettera(€) Var % kV5
IT0006724774 FTSE/MIB X -3 2.521,17 15.09.2017 0,003 7,5100 7,5400 3,87 189
IT0006724790 FTSE/MIB X -5 550,05 15.09.2017 0,003 1,6350 1,6400 6,50 315
IT0006724766 FTSE/MIB X3 12.920,27 15.09.2017 0,003 38,5000 38,6500 -3,86 209
IT0006724782 FTSE/MIB X5 8.475,20 15.09.2017 0,003 25,2300 25,3400 -6,47 348

Prima resistenza passata, seconda resistenza in test... Non è cambiato nulla questa settimana,
la resistenza non è stata violata!

163
Stefano Fanton - Strumenti finanziari per il Trading Dinamico
www.traderpedia.it

5 ottobre 2013
Se c'è un grafico che non deve mai mancare in un'analisi è proprio il grafico settimanale. Non
che sia un grafico operativo, sia chiaro, tuttavia permette, con una rapida occhiata, di vedere
come le rotture avvengono. E sul "come" l'indagine deve spostarsi sul fattore "qualitativo"
piuttosto che su quello quantitativo. L'indice FTSE Mib ha chiuso con un progresso di 3,73 punti
percentuali, praticamente oltre 1 ano di CCT, ma il dato che a noi interessa è un altro, ha rotto i
massimi e lo ha fatto nel migliore dei modi. Molto bene.

O molto male perché qui nascono le perdite degli aspiranti trader, prima di illustrarvele
guardatevi il grafico settimanale.

164
Stefano Fanton - Strumenti finanziari per il Trading Dinamico
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Questa settimana i numeri sono questi:

 Lunedì: -1,20%
 Martedì: +3,11%
 Mercoledì: +0,68%
 Giovedì: -0,44%
 Venerdì: -+1.59%
 Totale +3,73%

Come potete notare prediligo molto i numeri al grafico, il messaggio che rivelano è immediato
e non filtrato dalla visualizzazione grafica. Ci vedo ancora una grande forza. Inserisco il grafico
giornaliero che presenta gli stessi dati in forma candlestick. Anche qui la forza è evidente.

Ora però sorgono i problemi, il mercato non è più in un trading range ma ha violato una
resistenza dopo aver costruito una bear trap subito disinnescata. Gli aspiranti trader prudenti
(resi prudenti dalle perdite e non dall'esperienza) hanno atteso fino ad ora ad entrare
accampando le scuse più diverse. Si spazia dalla crisi internazionale Siria-Resto del mondo alla
crisi di governo passando per la riduzione del pil e l'aumento dell'iva al 22%. Fatto sta che la
quasi totalità degli aspiranti trader sono liquidi e ora non sanno cosa fare. O meglio stanno:

a) aspettando uno storno (sig!)


b) mettendosi short perchè tanto più di così non può salire
c) sbattendo la testa sul muro perchè il mercato doveva crollare e non salire

Bene, sapete già che sono long con questo prodotto dal 24/8 con un prezzo di carico a 36,60:
Ftse Mib Benchmark leva 3 long.

Codice ISIN Sottostante Val. Sott. Scadenza Multiplo Denaro(€) Lettera(€) Var % kV5
IT0006724766 FTSE/MIB X3 12.250,88 15.09.2017 0,003 36,45000 36,6000 0,00 224

Questa settimana è cresciuto molto, arrivando a chiudere a 43 euro in lettera, circa il 20% di
profitto.

165
Stefano Fanton - Strumenti finanziari per il Trading Dinamico
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Codice ISIN Sottostante Val. Sott. Scadenza Multiplo Denaro(€) Lettera(€) Var % kV5
IT0006724774 FTSE/MIB X -3 2.238,87 15.09.2017 0,003 6,6600 6,6900 -4,44 189
IT0006724790 FTSE/MIB X -5 447,61 15.09.2017 0,003 1,3260 1,3320 -7,52 315
IT0006724766 FTSE/MIB X3 14.359,50 15.09.2017 0,003 42,8500 43,0000 4,44 209
IT0006724782 FTSE/MIB X5 10.041,48 15.09.2017 0,003 29,9300 30,0500 7,30 348

Il mio problema ora non è di capire DOVE andrà il FTSE MIB ma di non essere dalla parte
sbagliata del mercato. Ovvero short. Potrei portarmi a casa questo profitto, liquidare metà della
posizione, aumentare il trade. Potrei fare tante cose ma l'unica che desidero fare è NON
PORTARE QUESTO TRADE IN LOSS. Le preoccupazioni di un aspirante trader sono altre, e
questo perchè non ha compreso che nel trading il TIMING è tutto.

A volte conviene comperare e vendere del rischio piuttosto che delle rotture tecniche e quindi
anticipare uno scenario operativo. La mia tesi di fondo, quando mi sono messo long, era che il
mercato stava accumulando e che quindi era solo questione di tempo. Sono entrato long e ora
mi preoccupo solo di non portare in loss questo trade. Una bella differenza rispetto al dilemma
di un aspirante trader. Entrare o non entrare? I dilemmi abbondano.

"La sapienza è figliola della sperienza.


Fuggi i precetti di quelli speculatori,
che le loro ragioni non son confermate dalla isperienza"
Leonardo da Vinci

Il vitellino è cresciuto e si è trasformato in un toro. Capita, allo stesso modo un tenero cucciolo
d'orso diventa un imponente Grizzly capace di staccare la testa a un trader con un solo colpo.
Quello che però mi stupisce sempre è come la psicologia tenda a condizionare tremendamente
l'attività di ogni trader.

Nel migliore dei casi un trader esperto acquisisce la consapevolezza dell'impatto emotivo nei
propri protocolli operativi e vi pone rimedio, imbriglia le proprie decisioni in protocolli quanto
più oggettivi possibili. In altri casi, nella moltitudine di casi rimasti, il trader semplicemente non
si rende conto dei propri limiti. E diventa impossibile dargliene conto.

Ovviamente il percorso di apprendimento è molto diverso da persona a persona, ma proviamo


ad immaginare, come puro esercizio di stile, di avere due persone completamente digiune di
trading e di mercati, di appassionarli all'argomento in egual misura, di fornire ad entrambi i
medesimi strumenti e le medesime tecniche. Cosa succederà nella prova finale, nel mercato?

Succederà che entrambi potranno disquisire in un forum di analisi tecnica, di patterns più o
meno complessi, di ombre, di onde o di nuvole come va di moda oggi, tuttavia il loro trading
sarà inevitabilmente diverso.

Lo sarà perchè la psiche, la personalità, spingerà un trader piuttosto che l'altro in mercati
speculativi, a leva elevatissima. Uno dei due potrebbe perfino essere irretito dalle opzioni
binarie mentre l'altro potrebbe prediligere l'intraday aggressivo al multiday pianificato.

166
Stefano Fanton - Strumenti finanziari per il Trading Dinamico
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Nessuno dei due, ovviamente, ha ragione in termini assoluti, tuttavia è evidente che la
propensione al rischio è condizionata da due variabili:

1) la personalità
2) la situazione patrimoniale

Non sono aspetti da trascurare nel trading, anzi sono forse elementi chiave che faranno ben
comprendere, a un attento osservatore, il destino finanziario di un trader. Perchè, a meno di
sequenze incredibilmente fortuite, ci sarà sempre il trader che crede di aver trovato il sistema
infallibile per fare soldi nei mercati e che verrà bastonato, finanziariamente s'intende ma anche
fisicamente nella sfortunata ipotesi di dover rendere conto dei propri risultati a un partner. Ed
è inutile cercare di interagire con questi trader quando si coglie l'Ego che governa i trade.

L'8 ottobre mi capita di leggere questo messaggio in un gruppo FB che parla di trading:

Reza sai che io seguo solo quello che vedo e spesso mi da torto... Ma io oggi sono sempre più
convinto si andrà giù... Ad ogni accenno di salita aumentavano le posizioni short... Le
ricoperture dei contratti sono passate da 450-750 a 800-500.... Possono inventarsi qualsiasi
cosa ma si scenderà... Sul timing potrò sbagliare... Ma io vedo la discesa... Quanto profonda
lo capirò forse quando inizierà... Ma mi basta per non mettermi long ora, non lo farei
neanche sotto tortura ... Nonostante sia un longhista di natura! Buona serata.

Ho salvato questo messaggio perchè è una perfetta sintesi degli errori di natura psicologica che
un aspirante trader commette. Non avrei potuto scriverlo meglio se avessi dovuto inventarmelo
di sana pianta. Dopo questo messaggio ne seguivano uno di precisazione, ve lo riporto:

Se domani apriamo in GAP up giuro che smetto di tradare.

Il giorno dopo, ma anche quelli seguenti, la borsa è salita e molto. Appare questo post sempre
dallo stesso autore dei precedenti:

Promessa mantenuta. Non trado più! Ora aspetto a braccia conserte finché non scendiamo
almeno sotto i 18000.

Arrivati a questo punto decido di scrivere un paio di righe pure io.

Stefano Fanton: Scusate se mi inserisco, ma quando la borsa scende tutti cercano il long,
quando sale tutti lo short... Non credete ci sia da ragionare su questo aspetto? Godetevi la
forza del mercato, c'è da settimane e non si può sapere quando passerà.

La risposta è stata questa:

In disaccordo con te.... non cerco il contro trend... seguo i segnali che sono capace di trarre
dai movimenti e da centinaia di considerazioni... e poi seguire il mercato non è così facile, se
no saremmo tutti ricchi... ;-)

A questo punto ho deciso di tacere. Perché alcuni non sono in grado di capire e altri non
meritano di capire.

167
Stefano Fanton - Strumenti finanziari per il Trading Dinamico
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Gli errori sono molteplici, per prima cosa è evidente la non accettazione della realtà, il mercato
era ed è molto forte nel momento in cui scrivo, chiusure sui massimi, recuperi veloci, c'è tutto
quanto si possa desiderare.

Ma questo "aspirante Trader" è assolutamente convinto che si andrà giù. Non sa quando ma si
andrà giù perchè lui, cito testualmente, "vede la discesa". Certamente prima o poi il mercato
scenderà ma è evidente che qui i fatti sono stati sostituiti dalle opinioni. E in pieno controtrend
peraltro!

E, nel migliore degli stereotipi, quando gli si fa notare che il mercato è fortemente rialzista la
risposta è piccata, per niente costruttiva e contiene l'inconsapevole confessione del perchè
questo aspirante trader non è in grado di vedere cosa sta facendo il mercato, cito testualmente
"seguo i segnali che sono capace di trarre dai movimenti e da centinaia di considerazioni".

Ma il mercato è fortemente rialzista, appena uscito da un box laterale durato anni! Forse il vero
problema risiede nell'ultima parte del post "e da centinaia di considerazioni".

Il prezzo è l'unica variabile che non deve mai mancare nel proprio protocollo operativo, vanno
bene tutti gli studi grafici che vogliamo usare ma non devono mai collidere con la realtà del
prezzo. E il prezzo sta salendo da settimane. Certamente prima o poi smetterà di farlo ma voler
anticipare il segnale senza chiari indizi di indebolimento del trend ci trasforma in trader-
veggenti.

Non comprendere questo aspetto significa passare tutta la vita operativa a cercare
giustificazioni per i movimenti, cause, effetti di notizie attese, opinioni che coincidano con la
propria visione operativa. Si alimenta il lato oscuro del trading, qui risiede l'anima
dell'indecisione, della paura, del non fare nulla. Perché c'è una grande differenza tra lo stare
fermi e il non fare nulla. Ogni trader gatto lo sa bene.

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12 ottobre 2013
La settimana scorsa (il periodo di riferimento dell'articolo di apertura) la situazione era questa:

Scrivevo: Ora però sorgono i problemi, il mercato non è più in un trading range ma ha violato una
resistenza dopo aver costruito una bear trap subito disinnescata. Gli aspiranti trader prudenti
(resi prudenti dalle perdite e non dall'esperienza) hanno atteso fino ad ora ad entrare
accampando le scuse più diverse. Si spazia dalla crisi internazionale Siria-Resto del mondo alla
crisi di governo passando per la riduzione del pil e l'aumento dell'iva al 22%. Fatto stà che la quasi
totalità degli aspiranti trader sono liquidi e ora non sanno cosa fare.

O meglio stanno:

a) aspettando uno storno (sig!)


b) mettendosi short perchè tanto più di così non può salire
c) sbattendo la testa sul muro perchè il mercato doveva crollare e non salire

Questo per farvi capire perchè leggere in un gruppo FB le considerazioni tecniche di prima mi
hanno fatto sgranare gli occhi. E' sempre così a ogni rottura chiave dei mercati. Ma non finisce
mai di stupirmi. La settimana scorsa l'indice è salito del 3,73% Questa settimana i numeri
sono questi:

 Lunedì: +0,66%
 Martedì: -0,29%
 Mercoledì: +0,97%
 Giovedì: +1,54%
 Venerdì: -+0.24%
 Totale +3,12%

Non male, in linea con la settimana scorsa ma con una piccola e non trascurabile differenza.

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Mentre la settimana scorsa il mercato ha chiuso con i botti (+1,54) questa settimana si è
assistito a un venerdì a +0,24 con volatilità ridotta. Il mercato sta tirando il fiato, segue il grafico
giornaliero.

Diamo un'occhiata anche al grafico settimanale.

Non c'è molto da dire, il trend è rialzista, sano e forte. Prima o poi finirà ma andare a caccia di
short non è trading, è trading d'azzardo. Ora la domanda che si pone un aspirante trader è
questa: e adesso cosa faccio dato che non sono entrato prima?

170
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Non ne ho la più pallida idea! Come sapete sono long con questo prodotto dal 24/8 con un
prezzo di carico a 36,60: Ftse Mib Benchmark leva 3 long. Numero del 24/8 della rubrica.

Quota 46,95 e quindi la performance attuale è di circa il 30% Non è male, non ci sono motivi
per chiudere il trade, chiuderò se dovessero esserci segni importanti di debolezza, certamente
non sui massimi, non vale la pena nemmeno provarci...

Codice ISIN Sottostante Val. Sott. Scadenza Multiplo Denaro(€) Lettera(€) Var % kV5
IT0006724766 FTSE/MIB X3 12.250,88 15.09.2017 0,003 36,45000 36,6000 0,00 224

19 ottobre 2013
Mi piace molto parlare con gli altri trader, non di mercati e analisi ma di tecniche e metodologie.
Ho scoperto che Lo Zen e la Via del Trader Samurai, un libro che ho pubblicato nel 2008, è
considerato un piccolo gioiellino tra chi ne ha compreso il messaggio. E' un libro particolare,
circa 150 pagine, formato tascabile e nemmeno un grafico, non uno, per aiutare il testo a farsi
largo nella mente.

Uno dei temi trattati è il mantra del trader, un concetto che ho ripreso anche in Speculazione
Finanziaria, il libro degli inganni, dei mutamenti e degli stratagemmi. Ve lo voglio riproporre.

Prevedere il futuro o gestire i cambiamenti?


«Ibis redibis non morieris in bello».
(La sibilla al soldato in cerca di una previsione sulla battaglia)

Nei tempi antichi, quando la scienza doveva ancora affermarsi, ogni esercito, città o corte reale
ricercava presagi nei modi più diversi, esaminando le viscere degli animali sacrificati, il volo
degli uccelli o delle api, o attribuiva un valore a particolari eventi che venivano ritenuti
favorevoli o sfavorevoli. La pratica di ricavare indicazioni da fonti soprannaturali o dal destino
è chiamata divinazione, una pratica che affonda le proprie radici nella convinzione che tutto sia
interconnesso e si muova contemporaneamente secondo una logica che all’uomo non è chiara.

«Le manifestazioni nel cielo così come quelle sulla terra ci danno segni
cielo e terra, ambedue mandano segni univoci
ognuno per proprio conto, ma non indipendentemente, perché cielo e terra sono interconnessi
un segno cattivo in cielo è anche cattivo in terra
un segno cattivo in terra è anche cattivo in cielo!».
(Testo inciso in una tavoletta di una scuola teologica babilonese)

Anche ai nostri tempi sopravvivono alcune forme di divinazione. Una tra le più conosciute è
senza dubbio l’astrologia, che ha la pretesa di interpretare l’influenza degli astri sul destino
dell’uomo e che non è assolutamente da confondere con l’astronomia che è una scienza vera e
propria. Già Cicerone, nella sua opera “De divinatione”, criticava la divinazione definendola
un’arte impossibile e inutile poiché non è possibile prevedere in alcun modo il futuro.

E non risulta molto difficile essere d’accordo col pensiero di Cicerone.

171
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Tuttavia, prima di buttarci a capofitto nelle varie, e profondamente diverse tra loro, tecniche di
analisi dei mercati finanziari, è bene prestare attenzione e riflettere sul labile confine tra
genialità e follia, realtà e sogno, verità e auspicio. Nel fare un’analisi il trader non deve divinare
il futuro ma semplicemente analizzare il presente, cercare di cogliere i cambiamenti, gli
entusiasmi degli investitori, la paura e ogni altro fattore che inevitabilmente esercita la sua
influenza sui prezzi.

Quando un investitore chiede un’opinione a un trader su un titolo azionario si aspetta una


previsione che il trader sa di non poter fare. Il trader professionista traccia scenari, individua
possibili livelli chiave dei prezzi dove attendere il cambio della volatilità e, quando sente una
previsione su uno strumento finanziario, chiude a riccio la propria mente recitando il mantra:

Non lo so
Non mi interessa
Non lo voglio sapere

In un crescendo assordante il trader elimina la tentazione di ascoltare le ingannevoli voci delle


sirene ammaliatrici predisponendo la propria operatività alla neutralità assoluta.

 Non lo so: il trader è consapevole di non saper divinare il futuro


 Non mi interessa: significa che sa che nessuno lo può fare
 Non lo voglio sapere: il metodo operativo prescinde dalle previsioni sul futuro

Questa è la forza del trader professionista. Le tecniche operative e la gestione del trade sono
due punti in un cerchio. La morale? Non chiedetemi cosa faranno i mercati, vi risponderei
sempre nella stessa maniera:

Non lo so
Non mi interessa
Non lo voglio sapere

http://www.traderpedia.it/wiki/index.php/Il_mantra_del_trader

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26 ottobre 2013
Questa settimana i numeri sono questi:

 Lunedì: +0,19%
 Martedì: +0,43%
 Mercoledì: +1,45%
 Giovedì: -0,4%
 Venerdì: -+0.38%
 Totale +2,06%

Quattro giornate su cinque positive, forza bearish inesistente. Troppi zero virgola però, la forza
bullish sta evidentemente diminuendo. Diamo un'occhiata al grafico...

Dal grafico è evidente come la settimana appena trascorsa sia stata positiva ma a ridotta
volatilità, se comparata con le settimane precedenti. Un primo segnale di allerta.

Non il solo però, il 16 ottobre scrivevo sul mio profilo FB questo messaggio:

Oggi il mio personalissimo indicatore segreto mi ha dato il suo responso: storno a breve. Non
lo prendo mai sottogamba perché è quasi infallibile. La formula? Niente matematica, si
tratta di alcuni trader shortisti cronici che si sono persi il rialzo e che ora vogliono mettersi
long. Quale migliore indicatore potrebbe evidenziare il mutato fattore di rischio?

Era ovviamente una provocazione, però vera. Poi rientrata perché venerdì, quando il mercato
faceva -0,3% si è rimesso short. Il mercato ha poi chiuso sui massimi a +0,38%

Chiaramente prima o poi lo storno arriverà, ma potrebbe anche arrivare a 20.000 velocemente
il nostro indice, non lo sappiamo. Quello che però evidentemente sappiamo è che c'è forza, c'è
direzionalità e c'è un trend rialzista di circa 25 punti percentuali che è dritto quasi come
un'autostrada.

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Come sapete sono long con Ftse Mib Benchmark leva 3 long con un prezzo di carico a 36,60, ora
quota 49,85 e quindi la performance attuale è di oltre il 30% Non è male, non ci sono motivi per
chiudere il trade, chiuderò se dovessero esserci segni importanti di debolezza, certamente non
sui massimi, non vale la pena nemmeno provarci...

Ripropongo le considerazioni della settimana scorsa. Non ci sono motivi per cambiarle.

Il mio problema ora non è di capire DOVE andrà il FTSE MIB ma di non essere dalla parte
sbagliata del mercato. Ovvero short. Potrei portarmi a casa questo profitto, liquidare metà
della posizione, aumentare il trade. Potrei fare tante cose ma l'unica che desidero fare è NON
PORTARE QUESTO TRADE IN LOSS.

Le preoccupazioni di un aspirante trader sono altre, e questo perchè non ha compreso che nel
trading il TIMING è tutto. A volte conviene comperare e vendere del rischio piuttosto che delle
rotture tecniche e quindi anticipare uno scenario operativo. La mia tesi di fondo, quando mi
sono messo long, era che il mercato stava accumulando e che quindi era solo questione di
tempo. Sono entrato long e ora mi preoccupo solo di non portare in loss questo trade.

Una bella differenza rispetto al dilemma di un aspirante trader. Perchè leva X3 e non leva X5.
Bene, dovete considerare la leva come un booster, un acceleratore. Si accelera quando la strada
è dritta, e, soprattutto, quando c'è una strada.

Nella fase iniziale di un trend vale sempre la pena tenere sotto controllo il rischio perchè gli
stop loss per falsi segnali possono costare molto. Nel secondo brekout in una tendenza definita
possiamo valutare un x5. Che peraltro è ottimo per un intraday stretto.

Infine non dimentichiamoci che possiamo essere long di lungo periodo, con il grafico
settimanale o giornaliero, con un x3 e acquistare uno short x5 per il trading intraday così
da "congelare" la posizione long in caso di ribassi e avere un piccolo rendimento con una leva
effettiva short x2.

Ancora psicologia...
Non è un mistero la mia posizione sulla psicologia del trading. La considero fondamentale, parte
integrante del percorso che un aspirante trader deve costruirsi. Ogni trader deve uscire dal
controllo dell'ego, è fondamentale! Il messaggio che segue, apparso nella mia bacheca, riepiloga
in maniera magistrale i sentimenti che prova un trader davanti all'autostrada dei prezzi.
Leggiamolo con grande attenzione, è un distillato di emozioni.

Guardi il monitor, le candele da 5 minuti muoversi, un MARE di soldi passarti davanti, tu


guardi, e se non avessi avuto disastri in passato, l'avidità e la fretta mi avrebbe distrutto, e
invece no, almeno adesso tendo a fare meno che a fare troppo, stringo i denti quando il
prezzo sembra avvicinarsi verso lo stop loss, anzi spesso smetto di guardare il monitor,
perchè ogni candela di 5 minuti mi sembra eterna, ogni oscillazione ti crea un'emozione.

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Stefano Fanton - Strumenti finanziari per il Trading Dinamico
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E non è possibile restare lucidi così, quindi tanto vale non guardare più, tanto lo stop loss è
fissato, il take profit pure, non c'è pericolo. Ogni sera apro il grafico al giorno prima, senza
guardare l'andamento del giorno, e scorro il grafico piano piano come se stessi tradando ma
con la differenza che la velocità di scorrimento è ben più veloce. Ogni piccolo spostamento
cerco di capire la direzione e faccio un segno sul grafico, e quasi sempre c'azzecco.

Mi segno quando c'azzecco e anche i pochi stop loss che avrei preso. Non è analisi a bocce
ferme perchè io non guardo il grafico già fatto, ma lo faccio scorrere, come se fosse in live.
Eppure quando poi ci sto davvero in live ritorna l'incubo, la sfiducia e la tranquillità
operativa. C'è solo dubbio e paura di perdere. Questo è il trading.

Rimane ancora un'asincronia da il grafico fatto scorrere piano piano a fine giornata e
l'osservazione in live: sicuramente le emozioni. E delle volte ho ancora paura che sto vivendo
solo illusioni di poter fare tanti soldi. Poi mi dico perchè io non posso riuscirci?''

Poi quando guardo di nuovo i prezzi scorrere live me lo ridimentico e torna l'idea di star
vivendo un'illusione e un sogno che non riuscirò mai ad avverare.

Ci sono degli elementi da mettere in evidenza in questo messaggio. Per prima cosa l'annoso
problema della simulazione, con i soldi del monopoli si guadagnano milioni, con i soldini reali
si perde, quantomeno, la lucidità e la serenità.

Questo è un elemento di forza non di debolezza perchè abbiamo identificato, in modo


indiscutibile, come la psicologia condizioni i protocolli operativi.

 Soldi del monopoli = lucidità


 Soldi veri = stress e perdita di lucidità

E quindi? Quindi, identificato il problema, o continuate a giocare con i soldi del monopoli (che
è anche divertente peraltro) o identificate il vostro capitale psicologico e la impiegate nel
trading. Mi spiego meglio.

Ognuno di noi ha un capitale psicologico, se perdo (fisicamente) 50 euro mi dispiace certamente


ma non è un dramma, la cosa uscirà ben presto dalla mia mente. Se un ragazzino riceve 50 euro
come regalo di compleanno e li perde probabilmente se lo ricorderà fino al prossimo
compleanno e anche oltre.

Anche nel trading esiste qualcosa di simile, conosco persone che si trovano ad essere
perfettamente disciplinate nel trading in certificati fino a che investono 5.000 euro, sopra
questa cifra (per singolo prodotto sia chiaro) non riescono a prendere in considerazione
l'ipotesi di chiudere la posizione e iniziano a sperare.

Le emozioni vanno tenute fuori dal trading, e per farlo si deve ricondurre il capitale impiegato
al perfetto capitale psicologico che ognuno di noi possiede. Ricercatelo e utilizzatelo, la maggior
parte delle ansie se ne andranno.

Consiglio infine la rilettura di questo link su traderpedia, l'enciclopedia del trading:


http://www.traderpedia.it/wiki/index.php/Aspirante_trader

175
Stefano Fanton - Strumenti finanziari per il Trading Dinamico
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E, giusto per ritrovare la giusta grinta, questo link:

http://www.traderpedia.it/wiki/index.php/Wall_Street:_il_denaro_non_dorme_mai

Perchè, ricordatelo, il denaro non dorme mai, le persone, a volte, dormono tutta la vita.

La chiusura del trade


Uno studente domandò a Sozan, un maestro cinese di Zen:
«Qual è la cosa più preziosa del mondo?».
Il maestro disse:
«La testa d'un gatto morto».
«E perché la testa d'un gatto morto è la cosa più preziosa del mondo?»
insistette lo studente.
Sozan rispose:
«Perché nessuno può dirne il prezzo».

Ho deciso di iniziare con una storia Zen sul prezzo perchè, è evidente, prezzo e valore sono
concetti sopravvalutati. E non poco! Eppure meriterebbero più di una riflessione, esiste un
titolo sopravalutato o sottovalutato? E se la risposta è si, esiste, perchè è possibile acquistarne
e venderne a volontà a un prezzo di mercato?

Evidentemente prezzo e valore sono sempre diversi tra loro, il prezzo è verificabile, il valore
dipende dal nostro prezzo di riserva, giusto per prendere in prestito a un termine proprio di
Economia Politica. Si tratta di un sottile gioco di percezione, tale da impedire alla maggior parte
dei trader novizi di cogliere i mutamenti della qualità di un movimento. E un mutamento
significa variazione del rischio.

Quindi il mercato è sopravvalutato? Ha corso troppo? E' sottovalutato e rappresenta


un'opportunità di acquisto? Queste domande sono facili da formulare, sono le risposte che sono
complesse e inconcludenti. Dipende.

Dipende da come misuriamo il rischio che, lo ricordo, è sempre una stima, dipende da quanto
ci facciamo condizionare dalle nostre opinioni, dalle opinioni degli altri, dalle percezioni che
sviluppiamo con l'esperienza. Prendendo in prestito un termine utilizzato da un famoso
supereroe del mondo Marvel è il caso di dire: E' TEMPO DI DISTRUZIONE!

Quando la COSA pronuncia queste parole sono dolori per chi si trova sulla sua strada ma, ne
sono certo, quantomeno non si riferisce ai mercati finanziari. E in particolare non si riferisce
alla distruzione di:

1. qualità del trend


2. forza soverchiante dei tori
3. progresso dei prezzi

La settimana scorsa scrivevo: quattro giornate su cinque positive, forza bearish inesistente.
Troppi zero virgola però, la forza bullish sta evidentemente diminuendo. Diamo un'occhiata al
grafico...

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Dal grafico è evidente come la settimana appena trascorsa sia stata positiva ma a ridotta
volatilità, se comparata con le settimane precedenti. Un primo segnale di allerta.

Questa settimana sono cambiate alcune cose, vediamo come si è comportato l'indice FTSE MIB.

Lunedì: -0,04%
Martedì: +0,57%
Mercoledì: -2,38%
Giovedì: +1,28%
Venerdì: -1,45%

I dettagli sono sempre importanti. Un giorno negativo e un giorno positivo. Solo che a fine
settimana il saldo è a -2,02%

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Il grafico giornaliero illustra tutto il trend che abbiamo cavalcato. Il timing di ingresso poteva
essere migliore ma la cosa difficile non è mai entrare ma cercare di cavalcare un movimento.
Qui parliamo di quasi 2.000 punti di indice. Eravamo abituati bene.

Il mutamento della forza è evidente, è ora di portare a casa un po' di profitti liquidando il
benchmark certificates a leva 3 sull'indice FTSEMIB, acquistato nel numero del 24 agosto di
questa rubrica. E il certificato quanto quota? Ecco i prezzi alla chiusura di venerdì:

Codice ISIN Sottostante Val. Sott. Scadenza Multiplo Denaro(€) Lettera(€) Var % kV5
IT0006724774 FTSE/MIB X -3 2.016,22 15.09.2017 0,003 5,9900 6,0199 3,09 189
IT0006724790 FTSE/MIB X -5 372,89 15.09.2017 0,003 1,1000 1,1060 5,00 315
IT0006724766 FTSE/MIB X3 15.692,82 15.09.2017 0,003 46,8000 47,0000 -3,25 209
IT0006724782 FTSE/MIB X5 11.544,01 15.09.2017 0,003 34,4000 34,6000 -5,48 348

Con un prezzo di vendita a 46,80 la plusvalenza è di 10,20 pari al 28% di performance, circa tre
volte quello che ha fatto l'indice. Diamo un'occhiata al grafico settimanale di più ampio respiro.

Sia chiaro, il trend è ancora intatto al rialzo, ma il nostro scopo è quello di fare profitti
cavalcando tendenze, il movimento si è deteriorato e aumenta la rischiosità, anche se dovesse
ripartire sarà tempo di ricostruzione per noi. Ricostruzione di basi solide, movimenti laterali,
figure di riaccumulazione o punti di swing. Insomma attendiamo ricercando le occasioni.
Arriveranno.

Nota bene: questo utilizzo dei certificati a leva x3 e x5 non è certamente "ortodosso" poichè
trovano il loro primario senso nel trading intraday dove la leva è perfettamente allineata al
sottostante. Nel multiday possono esserci delle differenze che mi riprometto di illustrarvi in
seguito. Lo spread denaro lettera viene velocemente assorbito, in particolare con la leva X5 ma
è evidente che non si tratta di una tipologia di certificati adatta allo scalping frenetico. E' più
uno strumento adatto a un trader cecchino che, pazientemente, attenda i punti capaci di
sviluppare volatilità in intraday.

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Memento
Nel trading non esistono fenomeni. Si gestisce il rischio come meglio ognuno di noi crede.
Tuttavia il rischio viene mal percepito dagli aspiranti trader che si lasciano condizionare da
messaggi pubblicitari molto forvianti. Uno fra tutti ha attirato la mia attenzione proprio questa
settimana, si pubblicizzava una strategia forex a “basso rischio” con queste premesse:

1. Come regola generale non si dovrebbe rischiare più del 2% del proprio portafoglio.
2. La perdita totale potenziale nel lungo periodo potrebbe raggiungere un massimo del 2%
del proprio portafoglio.

Fantastica magia del marketing! Praticamente usando questa strategia si può perdere il 100%
del capitale investito che però, dato che è solo il 2% del portafoglio in realtà è una perdita
accettabilissima. Servono commenti? Strategie del genere abbondano proprio per l’elevato
numero di aspiranti trader disposti a seguire i sogni di arricchimento facile, veloce e
possibilmente con un rischio limitatissimo. Proprio come nel caso che vi ho appena illustrato!

Molti trader cercano dei guru da seguire, dei “professionisti” della divinazione capaci di sapere
dove andranno i prezzi. Ogni tanto qualcuno azzecca qualche clamorosa previsione ma vale la
pena ricordare che Il problema delle previsioni corrette è il timing.

Chi è passato alla storia per aver fatto previsioni corrette ha solo ripetuto la stessa cosa (per
esempio un crollo) per anni come un disco rotto. Poi ad un certo punto il timing incontra la
previsione, non viceversa.

Il timing, di ingresso, di uscita e di previsione è tutto.

Memento

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L’effetto insidioso dell’interesse composto


Lavorare a leva può essere molto interessante in determinati momenti, in particolare in
intraday, avendo cura di chiudere le posizioni a fine giornata. E' possibile farlo con diversi
strumenti finanziari, anche con i certificati benchmark a leva 3x, 5x o 7x sugli indici FTSE/MIB,
CAC, DAX ed Eurostoxx50 amplificandone le performance.

Questi prodotti presentano però un problema se la posizione viene mantenuta per diversi
giorni, si chiama "effetto dell'interesse composto" o compounding effect. Un effetto che può
risultare positivo (a favore del trader) o negativo (a sfavore del trader).

Un esempio sull'indice FTSE/MIBx5 illustrerà il concetto. Esempio favorevole, la performance


dell’indice a leva 5 è superiore alla performance dell’indice di riferimento:

In questo caso le variazioni percentuali sono state del +5%, +1% e +3% per un totale di +9% se
si sommano le percentuali. Ma se ricalcoliamo la variazione percentuale dal primo giorno al
terzo la variazione è pari al 9,23% L’indice a leva 5x, ugualmente, presenta una performance
maggiore della somma delle singole variazioni percentuali. Magie dell’interesse composto.

Esempio sfavorevole, la performance dell’indice a leva 5 è inferiore alla performance dell’indice


di riferimento:

In questo caso le variazioni percentuali sono state +2%, -4% e +3% per un totale di +1% ma se
ricalcoliamo la variazione percentuale ci troviamo un +0,8576%, effetto amplificato nella leva
5x.
Un effetto, a favore o a sfavore, da conoscere e tenere in considerazione.

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Bonus e Top Bonus "Contrarian"


"Posizione, posizione, posizione..."

Se chiedete a un qualunque agente immobiliare quali sono gli elementi che maggiormente
contribuiscono a valorizzare un immobile vi verrà risposto, con molta probabilità con il mantra
dell'agente immobiliare:
Posizione, posizione, posizione.
C'è un titolo in una posizione tecnica fantastica. Ma veramente fantastica! Osservate il grafico:

Il titolo è telecom italia. Dov'è la particolarità di questa situazione tecnica? Non si vede ma c'è.
O meglio bisogna andare a ritroso nel tempo aggiungendo 20 anni di storico.

Quello che segue è il risultato...

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E' evidente che ora la situazione assume un altro colore. Il livello attuale dei prezzi coincide con
il minimo storico del titolo (di molti anni prima) e quindi si presta a un aumento della volatilità.
Se un rimbalzo deve esserci avverrà da questo punto con ogni probabilità, se si cerca una
rottura che può essere sfruttata tecnicamente questa è perfetta.

Andiamo a caccia di prodotti adatti a sfruttare questa occasione.

Sul sito http://www.investimenti.unicredit.it ho trovato diversi prodotti, vediamoli.

TELECOM ITALIA: 0,49 EUR


Bonus Cap
Codice ISIN Barriera Strike Bonus Cap Scadenza Denaro(€) Lettera(€) Var % kV5
DE000HV8A1W9 0,405 0,54 105,5 % ,57 20.09.2013 100,0500 101,0500 0,70 n.d.
DE000HV8AZD9 0,5048 0,673 115 % ,77 06.12.2013 72,1000 72,8500 0,17 83
DE000HV8F5R5 0,5737 0,8195 160 % 1,80 06.12.2013 59,4000 60,0000 0,17 85
DE000HV8A0H2 0,4449 0,6355 124 % ,79 05.12.2014 76,6000 77,3500 0,65 97

Top Bonus
Codice ISIN Barriera Strike Bonus Cap Scadenza Denaro(€) Lettera(€) Var % kV5
DE000HV8AZT5 0,4331 0,5775 107 % 06.12.2013 92,5500 93,4500 0,30 64

I più interessanti sono:


Codice ISIN Barriera Strike Bonus Cap Scadenza Denaro(€) Lettera(€) Var % kV5
DE000HV8A1W9 0,405 0,54 105,5 % ,57 20.09.2013 100,0500 101,0500 0,70 n.d.

e il top bonus che, lo ricordo, ha la barriera attiva solo in scadenza:


Codice ISIN Barriera Strike Bonus Cap Scadenza Denaro(€) Lettera(€) Var % kV5
DE000HV8AZT5 0,4331 0,5775 107 % 06.12.2013 92,5500 93,4500 0,30 64

Entrano entrambi nel nostro portafoglio e dalla settimana prossima saranno monitorati.
Attenzione però, si tratta di un'operazione contrarian, il rischio non è bassissimo ma vale la
pena tentare, in caso di rimbalzo si potranno vendere velocemente.

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Un paio di settimane dopo…


Ricordate Telecom? Analizzata due numeri fa e anche la scorsa settimana, si trovava su un
supporto chiave.

I prodotti selezionati erano:


Codice ISIN Barriera Strike Bonus Cap Scadenza Denaro(€) Lettera(€) Var % kV5
DE000HV8A1W9 0,405 0,54 105,5 % ,57 20.09.2013 100,0500 101,0500 0,70 n.d.

e il top bonus che, lo ricordo, ha la barriera attiva solo in scadenza:


Codice ISIN Barriera Strike Bonus Cap Scadenza Denaro(€) Lettera(€) Var % kV5
DE000HV8AZT5 0,4331 0,5775 107 % 06.12.2013 92,5500 93,4500 0,30 64

Come si sono comportati in una settimana?


Codice ISIN Barriera Strike Bonus Cap Scadenza Denaro(€) Lettera(€) Var % kV5
DE000HV8A1W9 0,405 0,54 105,5 % ,57 20.09.2013 104,4500 105,5000 0,00 n.d.

e il top bonus:

Codice ISIN Barriera Strike Bonus Cap Scadenza Denaro(€) Lettera(€) Var % kV5
DE000HV8AZT5 0,4331 0,5775 107 % 06.12.2013 100,4000 101,4500 -0,32 83

Ottimo, il primo è da liquidare, la lettera è uguale al bonus. Il secondo ha ancora un potenziale


del 5% circa in un paio di mesi. Non interessante come quando è stato consigliato (93,45) ma
ancora appetibile.

A dimostrazione che nella nostra professione il tempismo, al pari dell'attesa, sono tutto!

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Un'occasione a basso rischio


Con un mercato che sale i bonus cap diventano meno convenienti perchè man mano che i prezzi
si distanziano dalla barriera il prezzo del certificato, ovviamente, cresce. Ora il rischio di uno
storno è da mettere in preventivo ed è giunto il momento di passare ad altre strategie a basso,
bassissimo rischio ma che ci diano la possibilità di guadagnare in caso di forte rialzo dei mercati.

Diamo un'occhiata a questo grafico.

Il time frame è mensile, un primo massimo a febbraio 2007, un secondo massimo a maggio
20122, un bel trend rialzista e un movimento pseudolaterale che prima o poi genererà un
segnale. Tendenzialmente rialzista.

Ora potrei anticipare l'ingresso come spesso faccio e preoccuparmi dell'eventuale perdita
massima da sopportare ma credo sia meglio evitare.

Tuttavia c'è un prodotto con scadenza, strike e caratteristiche perfetto per questo titolo, si
tratta di un equity protection. Questo particolare certificato fornisce la massima protezione al
capitale permettendo di beneficiare dell'eventuale rialzo del sottostante.

Snam quota 3,742 e il certificato che segue mi permetterà di beneficiare dell'eventuale rialzo
del titolo con una partecipazione 100% ma il ribasso del titolo sarà fermo a 3,6675.

Scadenza -25.03.2014
Codice ISIN Protezione Partecipazione % Denaro(€) Lettera(€) Capitale protetto (%) Var % kV5
DE000HV78AC8 3,6675 100% 100,4400 101,4500 9,9 -0,10 23

Questo strumento scade il 25 marzo 2014 e ha un interessante profilo di rischio.

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Dal documento "Final Terms", si desume che lo strike del certificato è il prezzo di riferimento
del 24 marzo 2010: 3,6675. Il livello di protezione, stando all'informazione presente a pagina
29 dell'allegato, sarà il 92% di 3,6675: 3,3741. Consiglio a tutti di leggersi il documento di
collocamento, sul sito Unicredit si trovano alla voce CONDIZIONI DEFINITIVE, questo il link
attivo al momento dell’apertura della posizione:

http://www.investimenti.unicredit.it/tlab2/it_IT/disclaimerpdf.jsp?name_pdf=FTEquityProt
ectioncertificates032010.pdf

Segue l’estratto che ci interessa per il calcolo esatto della protezione:


Salvo quanto indicato nelle Condizioni dei Certificates e nelle presenti Condizioni Definitive,
l’Emittente corrisponderà l’Importo di Liquidazione ai Possessori dei Titoli il quinto Giorno
Bancario successivo alla Data di Valutazione.
L’Importo di Liquidazione per Certificate sarà determinato dall’Agente di Calcolo alla Data
di Valutazione come segue: Importo di Liquidazione=
Prezzo di Emissione x [0.92 + 100% * Max (0%; (Prezzo di Riferimento / Strike – 0.92))]
Dove:
”Strike” indica il 100% del valore ufficiale del prezzo di riferimento dell’Attività di
Rifferimento, alla Data di Determinazione. “Data di Determinazione” è il 24 Marzo 2010

Vale sempre la pena leggere con attenzione le condizioni definitive, non spaventatevi, le pagine
sono in inglese ma da metà file vengono presentate anche tradotte in italiano. Detto questo il
certificato si è apprezzato la prima settimana arrivando a quotare 104,59. Mantengo la
posizione.

18 marzo 2014
Il 25 marzo scade il certificato su Snam acquistato l’11 ottobre 2013. In poco più di 4 mesi sta
rendendo oltre il 10%, su base annua è un rendimento di tutto rispetto.

Non si tratta di un bonus cap ma di un equity protection e quindi la dinamica per l'uscita è
diversa. Certo, in caso di robusto rally rialzista sarei penalizzato, ma se i mercati crollassero
potrei anche perdere il profitto ottenuto senza avere il tempo per recuperare. Esce dal
portafoglio, Snam quota 4,158, il certificato quota 112,94 in denaro, 114,07 in lettera ed era
stato acquistato a 101,45.

Codice ISIN Protezione Partecipazione % Denaro(€) Lettera(€) Capitale protetto (%) Var % kV5
DE000HV78AC8 3,6675 100% 112,9400 114,0700 8,8 0,41 42

Il certificato viene chiuso a 112,94 e quindi 112,94 - 101,45 = 11,49 pari all'11,32% di profitto
in circa 5 mesi. E con il rischio massimo di perdita di circa il 10%.

Il bello degli equity protection!

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Cash collect
Il caso da esaminare è un cash collect sul titolo Enel con scadenza 17-2-2017, una scadenza
molto lunga quindi per una struttura molto diversa dai classici bunus cap o top bonus.

Questi i dati:

Codice ISIN Sottostante Val. Sott. Barriera Strike Scadenza Denaro(€) Lettera(€) Var % kV5
DE000HV8A8K9 ENEL 4,09 2,5928 3,704 17.02.2017 103,6900 104,7300 0,15 n.d.

Questo certificato distribuisce cedole elevate annuali anche quando le quotazioni sono sotto il
livello dello strike. Il codice Isin è DE000HV8A8K9 ed è in negoziazione dal 12 febbraio 2014,
la barriera è a 2,5928, i prezzi attuali di Enel sono a 4,09 e quindi la barriera è posta circa il 40%
sotto ai prezzi attuali di Enel. L'evento barriera, a differenza dei bonus cap, non assume la stessa
rilevanza in questo prodotto prima della scadenza ci sono due finestre:

il 10 febbraio del 2015


il 10 febbraio del 2016.

A queste finestre possono accadere diverse cose:

 Se il prezzo del sottostante sarà sopra lo strike (3,704) il certificate verrà ritirato a 110 euro.
 Se il prezzo del sottostante sarà compreso tra la barriera e lo strike, il certificate staccherà
una cedola di 10 euro e si andrà alla prossima finestra.
 Se il prezzo del sottostante sarà sotto la barriera il certificate non pagherà nulla ma
continuerà ad esistere fino alla sua scadenza naturale.

Alla scadenza, nel febbraio 2017, si potranno presentare due casi:

1) se l’azione Enel sarà sopra il livello della barriera (2,5928), il certificate verrà ritirato a 110
euro;
2) se l'azione Enel sarà sotto il livello della barriera, il possessore registrerà una perdita pari
alla distanza in percentuale tra lo strike e il valore dell’azione Enel.

In pratica se il prezzo di Enel dovesse trovarsi il 40% sotto allo strike, il certificate acquistato a
100 verrà rimborsato a 60 euro.

Le cedole elevate vengono distribuite anche quando il prezzo è compreso tra la barriera e lo
strike, la grande distanza della barriera rende questo certificates interessante in mercati
laterali o rialzisti.

Va notato che attualmente il prezzo del titolo è sopra il valore dello strike anche se di poco, e
quindi se queste quotazioni dovessero rimanere alla data del 10 febbraio 2015 il certificates
verrà ritirato a 110 con un rendimento di circa il 5-6% in 11 mesi. La maggiore convenienza si
verificherebbe con le quotazioni, al 10 febbraio 2015, sotto lo strike ma sopra la barriera.

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In questo caso verrà pagato un premio di 10 euro e si rimanderà l'osservazione di 1 anno


replicando le condizioni.

In altri termini massima convenienza in caso di un modesto ribasso, un paradosso! O quasi...

Tuttavia all'interno di un portafoglio con bonus cap e top bonus può trovare una sua
collocazione.

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Conclusioni
Per un aspirante trader lo scenario che si prospetta non è dei più chiari. Tantissime le variabili,
le strade da seguire, le tecniche, i mercati, gli strumenti e generalmente la fame di conoscenza
non è finalizzata a percorrere un percorso ma è generale, senza un fine preciso.

Spesso, più spesso del previsto, si finisce con il trascurare proprio l’aspetto che dovrebbe essere
da subito sotto il naso di ogni trader: lo strumento finanziario sul quale applicare tecniche e
tattiche di trading.

Proprio per colmare questa lacuna è stato scritto questo libro che raccoglie e descrive i
principali strumenti finanziari tradabili.

Un samurai senza spada è come un trader senza denaro, ma il trader non deve aver troppa fretta
di separarsi dal proprio denaro investendo in strumenti che non conosce o in strumenti che
conosce senza considerare le migliori alternative.

Ogni momento ha il proprio strumento. Ma è proprio dagli strumenti finanziari che il percorso
di autoapprendimento deve iniziare, poi verranno tecniche e tattiche, da applicare allo
strumento giusto. Senza troppa fretta, ricordando sempre che i mercati sono fatti per
sorprendere e che la miglior ricchezza che si possa possedere è la conoscenza, il più prezioso
dei capitali.

Stefano Fanton

Con il contributo di:

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Il progetto Traderpedia
Il progetto Traderpedia è articolato e si sviluppa su più fronti. La filosofia di base è la
condivisione della conoscenza, l’aggregazione di eccellenze e lo sviluppo di tutto quello che,
direttamente o indirettamente, ha a che fare con il trading.

Il primo step è stato il portale www.traderpedia.it che oramai è ben avviato e verrà
ulteriormente sviluppato e potenziato. Partner tecnologico è Traderlink che ospita, nei suoi
server, tutto il sito che è on-line da aprile 2012. Contestualmente è stata creata una pagina
vetrina Traderpedia dove segnalare tutti i nuovi inserimenti nel portale.
https://www.facebook.com/pages/TraderPedia/214260725266051

Particolarità del portale Traderpedia è la fruizione unidirezionale dei contenuti, gli utenti non
possono, per precisa scelta iniziale, commentare o contribuire a sviluppare i contenuti presenti.
Non direttamente almeno.

Il secondo step è stato consequenziale alla limitazione summenzionata: la creazione di un luogo


dove discutere liberamente di trading. A ottobre 2013 nasce il gruppo FB Traderpedia.

https://www.facebook.com/groups/traderpedia/

La filosofia di base del gruppo è semplice. La forma è sostanza. Sono quindi, da subito, isolati e
banditi tutti i comportamenti tipici dei gruppi e viene stilato un regolamento articolato per
rendere chiare a tutti le regole.

Il passo successivo alla creazione di un regolamento è il rispetto del medesimo. Da subito viene
creata una squadra di moderatori scelti con attenzione tra gli utenti che si distinguono per
contribuzione e indole. Il gruppo assume rapidamente forma e sostanza, diventando un caso
unico nel panorama FB, nessuna discarica di link, litigiosità quasi inesistente e ottimi spunti.

Emergono però dei difetti propri della struttura informatica del gruppo FB. I post interessanti
vengono destinati all’oblio con il passare dei giorni e i nuovi utenti perdono tutti i contenuti
precedenti, questo fa emergere l’esigenza di un Forum dove poter incanalare le discussioni in
modo più ordinato.

Allo stesso tempo però diviene chiaro che esistono dei contributi non adatti al forum e non
adatti nemmeno all’enciclopedia. Articoli creati da utenti che sono meritevoli di una
pubblicazione ma che si sovrappongono con i contenuti del portale traderpedia, nasce quindi
anche l’esigenza di un BLOG dove archiviare i migliori post del gruppo FB o del nascente Forum.

Il 23 febbraio 2014 iniziano i test del Blog/Forum che verrà integrato in traderpedia il 10 marzo
all’indirizzo: http://www.traderpedia.it/blog/

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La grafica è volutamente essenziale, pulita e presenta poche opzioni disponibili. Il contenuto


del blog è presentato, in ordine di pubblicazione, nella pagina principale. Qui sono presenti gli
ultimi 10 pezzi pubblicati.

A metà strada tra il gruppo FB e il Blog nasce il Forum il 18 marzo 2014. La sovrapposizione
con il gruppo FB è solo apparente, il gruppo FB non verrà chiuso o tenuto in secondo piano. Blog
e Forum sono cose diverse e l’idea è di fare una piccola community dove crescere condividendo
conoscenza. Ma con un rigido controllo di forma e sostanza.

Quello che è prassi in un forum classico qui è impensabile. L'anarchia, il caos, l'ostilità, il
dileggio, la litigiosità sono e saranno messi sempre all'angolo. Qui condividiamo, in primis, una
grande passione: il trading.

Lo sviluppo seguente prevede una organizzazione dei contenuti di Traderpedia in alcuni libri
tematici. Libri che affrontano argomenti diversi tra loro ma strettamente collegati tra loro, il
primo libro è proprio questo. Ne seguiranno altri, integrati nel percorso di autoapprendimento
Professione Trader.

Stay Tuned:

www.traderpedia.it
www.professionetrader.com

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L’autore di questo libro ha pubblicato anche:

Libri
Stefano Fanton, Trading System su strumenti finanziari altamente speculativi.
Edizioni Scalpingschool, 2007. ISBN 978-88-903788-0-5

Stefano Fanton, Professione Trader – Trasformare il trading in una professione.


Edizioni Scalpingschool, 2008. ISBN 978-88-903788-1-2

Stefano Fanton, Lo Zen e la Via del Trader Samurai.


Edizioni Scalpingschool, 2008. ISBN 978-88-903788-3-6

Stefano Fanton, Professione Trader – Speculazione Finanziaria. Il libro degli


inganni, dei mutamenti e degli stratagemmi. Edizioni Scalpingschool, 2009. ISBN
978-88-903788-4-3

PC-DVD
Stefano Fanton, PC-DVD Professione Trader - La Via del Prezzo.
Edizioni Scalpingschool, 2008. ISBN 978-88-903788-2-9

Videolibri
Stefano Fanton, Videolibro Il trading d’azzardo, quando un giocatore d’azzardo
scopre i mercati finanziari. Edizioni Traderlink, 2012
http://www.traderlink.it/video_libro_fanton.php

Stefano Fanton, Lo Zen e la Via del Trader Samurai. Edizioni Traderlink, 2012

Potete chiedere informazioni sulla disponibilità di questi titoli scrivendo a


stefano.fanton@traderpedia.it

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