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l sistema nervoso comprende il cervello, il midollo spinale e i nervi.

La suddivisione classica può essere schematizzata in:


o SISTEMA NERVOSO CENTRALE, comprendente il cervello ed il midollo spinale
o SISTEMA NERVOSO PERIFERICO, comprendente tutto l'insieme di nervi che trasportano
gli impulsi da e verso il SNC
o SISTEMA NERVOSO VEGETATIVO, con strutture parallele al midollo spinale che
trasmettono impulsi relativi alla stimolazione o all'inibizione di determinate attività

CERVELLO E MIDOLLO SPINALE

Il cervello è un organo contenuto nella scatola cranica, da cui hanno origine e controllo
sostanzialmente tutte le funzioni superiori del nostro organismo.
È formato da due emisferi, destro e sinistro, connessi da una formazione mediana che prende il nome
di corpo calloso.
Ciascuno dei due emisferi è formato da sostanza grigia o corteccia, superficiale, e da sostanza
bianca, più profonda.
In ciascuno dei due emisferi cerebrali, si distinguono quattro regioni anatomicamente determinate
dette lobi:

- lobo frontale, situato anteriormente


- lobo parietale, situato lateralmente e superiormente
- lobo temporale, situato anch'esso lateralmente e in basso
- lobo occipitale, situato posteriormente

Nella regione inferiore dalla base cranica, il cervello prosegue continuando nel midollo spinale. A
questo livello si trova un'altra importante formazione, il cervelletto, che interviene in maniera
determinante soprattutto nel controllo del movimento e della postura.
Cervello e midollo sono avvolti da tre membrane protettive dette meningi, che dalla superficie ai
piani più profondi prendono il nome di dura madre, aracnoide, e pia madre.
Il tronco encefalico è la regione più primitiva dell'encefalo; rappresenta un centro di
smistamento dei segnali nervosi, in quanto le fibre che lo attraversano viaggiano verso
il midollo spinale e il resto dell'encefalo.
Inoltre, nel tronco encefalico nascono quasi tutti i nervi cranici, i quali stabiliscono contatti
con i muscoli e gli organi della testa, del collo, del torace e dell'addome.
Figura: l’encefalo e le sue aree anatomiche principali.

Insieme al midollo spinale, l'encefalo compone il sistema nervoso centrale (SNC). Si tratta
di una struttura molto complessa, in quanto è formata da diverse regioni, ognuna con una
funzione specifica.
Nell'uomo adulto, l'encefalo arriva a pesare fino a 1,4 kg (circa il 2% del peso corporeo
totale) e può contenere 100 bilioni di neuroni (un bilione corrisponde a 1012). Pertanto, le
connessioni che esso può stabilire sono tantissime e inimmaginabili.
Le regioni principali dell'encefalo sono quattro: telencefalo, diencefalo, cervelletto e tronco
encefalico. Ognuna di esse presenta un'anatomia specifica, con compartimenti specializzati
in diverse funzioni.
Il tronco encefalico, o tronco cerebrale, è la regione più antica e primitiva dell'encefalo. Situato sotto
il diencefalo, rappresenta la struttura nervosa che mette in collegamento il telencefalo con il midollo
spinale. Inoltre, nonostante a separarli ci sia il cosiddetto IV ventricolo cerebrale (una cavità),
stabilisce dei rapporti anche con il cervelletto, il quale si trova in posizione dorsale.
Sede d'origine di quasi tutti i nervi cranici, nel tronco encefalico possono riconoscersi tre regioni:

-il mesencefalo,
-il ponte (o ponte di Varolio)
-il midollo allungato (o bulbo).

ANATOMIA INTERNA E FUNZIONI PRINCIPALI


Formazione reticolare

L'intera struttura del tronco cerebrale è percorsa da neuroni e da fasci di neuroni con diversa funzione.
Sono presenti, infatti, fasci di neuroni motori (o fasci discendenti), fasci di neuroni sensitivi (o fasci
ascendenti) e neuroni aventi un ruolo di modulazione. Questi ultimi compongono la cosiddetta
sostanza reticolare o formazione reticolare, la quale, situata nella regione centrale lungo tutta l'intera
struttura, si occupa di regolare alcune attività controllate dal midollo spinale, dalla corteccia cerebrale
e dal tronco encefalico stesso. Dall'azione della formazione reticolare dipendono i seguenti processi:

-Cicli sonno-veglia
-Stato di coscienza
-Controllo del tono muscolare
-Riflessi di stiramento
-Coordinazione della respirazione
-Modulazione del dolore
-Regolazione della pressione arteriosa
Mesencefalo
A stretto contatto con il diencefalo (sul lato rostrale) e appoggiato sul ponte di Varolio,
il mesencefalo è la regione più piccola del tronco encefalico. In esso sono contenute le
radici del III e del IV paio di nervi cranici, ovvero, rispettivamente, l'oculomotore e il
trocleare. Contiene i centri responsabili dei riflessi visivi (riflesso pupillare,
dell'ammicamento) e uditivi (aggiustamento dell'udito all'intensità dei suoni).
Gli elementi anatomici più importanti del mesencefalo sono:

In posizione ventrale

 I peduncoli cerebrali: in numero di due, uno a destra e uno a sinistra (quindi laterali), sono
dei fasci di fibre nervose provenienti dalla corteccia cerebrale e diretti verso il midollo
spinale. In mezzo ai peduncoli, emerge il III paio di nervi cranici, i quali nascono, però, in
un'area ventrale molto vicina.
 Il tegmento: è la sede della formazione reticolare e di altre fibre nervose, note con il termine
di nuclei rossi. Inoltre, è il punto di partenza del III paio di nervi cranici.

In posizione dorsale

 Il tetto (o lamina quadrigemina): esso è formato da delle strutture che servono alla
trasmissione del segnale nervoso, chiamate collicoli (superiori e inferiori). Sotto i collicoli
inferiori ci sono le radici del IV paio di nervi cranici.

In posizione rostrale

 La substantia nigra (o sostanza nera): composta dalla pars compacta e dalla pars
reticulata, appartiene al mesencefalo solo dal punto di vista anatomico, in quanto è
controllata da delle regioni del telencefalo chiamate nuclei della base. Per questo motivo e
per la complessa funzione che la sostanza nera ricopre, non è questa la sede più adatta per
parlarne.
 L'acquedotto di Silvio: è un canale, visibile tramite una sezione trasversale del tronco
encefalico, che mette in comunicazione il IV ventricolo cerebrale con il III ventricolo
cerebrale.

Ponte (o ponte di Varolio)


Posto sopra il midollo allungato (o bulbo), sotto il mesencefalo e davanti al cervelletto,
il ponte di Varolio (o più semplicemente ponte) è un grosso semianello disposto di
traverso. Mediamente, misura 27 mm in altezza e 38 mm in larghezza.
Grazie alle fibre nervose che lo attraversano, il ponte si occupa di smistare le informazioni
viaggianti sull'asse cervello-cervelletto. Contiene inoltre i centri del respiro e del sonno.
Le strutture anatomiche più caratteristiche sono:

In posizione dorsale

 Il tegmento: continuazione del tegmento del mesencefalo, oltre a contenere la formazione


reticolare, è la sede di ben quattro paia di nervi cranici (V, VI, VII, VIII).
 I peduncoli cerebellari: corrispondono ai punti in cui le fibre nervose del ponte, ma non
solo, si immettono nel cervelletto.

In posizione ventrale

 I nuclei pontini (o nuclei della base del ponte o nuclei del grigio pontino): sono, di fatto,
dei gruppi di fibre nervose il cui punto di partenza è la corteccia cerebrale e il punto d'arrivo
può essere: il midollo spinale, il midollo allungato, il ponte stesso e il cervelletto.

Midollo allungato (o bulbo)


Situato subito sotto il ponte e davanti al cervelletto, il midollo allungato (o bulbo) è
l'ultimo tratto del tronco encefalico, prima del midollo spinale. E' formato da fasci di fibre
nervose che collegano il midollo con l'encefalo e assomiglia, per forma, alla porzione
centrale di un cono rovesciato. La sua lunghezza è di circa 30 mm, mentre la sua larghezza
varia da 22-25 mm, nella zona rostrale, a 10-12 mm, nella zona caudale.
Poiché è anche il punto d'origine del X paio di nervi cranici, il bulbo controlla diverse
funzioni viscerali del torace e dell'addome, legate a: respirazione, pressione arteriosa,
deglutizione, tosse e vomito.
Le componenti anatomiche più rappresentative sono:

In posizione ventrale

 I cordoni posteriori (o nuclei delle colonne dorsali): sono aggregati di fibre nervose,
situate nella parte più bassa (posizione caudale) del cono rovesciato rappresentante il
midollo allungato. Collegati al cervelletto tramite i peduncoli cerebellari, i cordoni posteriori
prendono il nome di tubercoli (gracile e cuneato), nella parte più
rostrale,e fascicoli (gracile e cuneato), nella parte più caudale. È a livello dei tubercoli, che
risiedono le radici del XII e del X paio di nervi cranici.

In posizione ventrale

 Le due piramidi bulbari (di destra e di sinistra): sono due grossi ammassi di fibre nervose,
le quali provengono dalla corteccia cerebrale e si incrociano a metà del loro tragitto, ovvero
quelle di sinistra vanno a destra e viceversa. Questo incrocio, detto decussazione, spiega per
quale motivo gli stimoli provenienti dalla parte destra del corpo vengano trasmessi alla parte
sinistra del cervello, la quale a sua volta manda stimoli alla parte destra dell'organismo (e
viceversa per il lato opposto). Ai fianchi delle piramidi, emergono i prolungamenti dei nervi
cranici del XII paio. Nel passaggio da midollo allungato a midollo spinale, le piramidi
scompaiono.
 Il complesso olivare di destra e di sinistra: sono due sostanziose masse di fibre nervose che
provengono dalla corteccia, dal midollo spinale e dal mesencefalo e si dirigono verso il
cervelletto. Dietro ai complessi olivari, fuoriescono i rami dei nervi cranici dell'XI, del X e
del IX paio.
DIENCEFALO

È la porzione immediatamente successiva al tronco encefalico, che andrà a proseguirsi nel telencefalo.
È composto da vari centri tra i quali l’ipotalamo, il talamo e l’epitalamo.

Ipotalamo
L’ipotalamo si trova nella regione antero-inferiore dell’encefalo (in avanti e in basso), compreso tra
il chiasma ottico (il punto in cui si incrociano le fibre del nervo ottico) anteriormente ed i peduncoli
cerebrali posteriormente. Una struttura, una sorta di stelo,infundibulum emerge dalla porzione
inferiore dell’ipotalamo andandolo a collegare all’ipofisi. L’ipotalamo viene chiamato cervello
viscerale, perchè controlla innumerevoli attività della vita vegetativa. L’ipotalamo comprende infatti
numerosi nuclei. La porzione anteriore dell’ipotalamo controlla attività del parasimpatico mentre
quella posteriore dell’ortosimpatico.
Funzioni dell’ipotalamo:
L’ipotalamo svolge innumerevoli funzioni, regolate dai diversi nuclei che lo compongono.
Funge infatti da:
 centro della fame: qua risiedono i neuroni che monitorano la concentrazione ematica di
sostanze nutritive e producono la sensazione di fame.
 centro della sazietà
 centro della sete: alte concentrazioni di soluti stimolano la sensazione di sete, necessità di
ingerire liquidi
 centro emozionale: l’ipotalamo è localizzato infatti al centro del sistema limbico.
 controllo ipofisario: l’ipotalamo controlla l’ipofisi tramite fattori di rilascio ed inibitori che
vanno ad agire sull’ipofisi anteriore. L’ipotalamo controlla quindi indirettamente il sistema
endocrino. Inoltre usa la porzione posteriore dell’ipofisi come magazzino, in particolare per
due ormoni: l’ormone antidiuretico ADH, che, come dice il nome, aiuta il riassorbimento di
acqua a livello renale (tubulo contorto distale e collettori) e ossitocina, un ormone che serve
a favorire il parto stimolando le contrazioni dell’utero e anche la produzione di latte e la
conseguente eiezione a livello dei capezzoli.

Talamo

Due grosse masse, nuclei di sostanza grigia poste ai lati del terzo ventricolo. Questi due nuclei sono
connessi da una porzione di sostanza grigia chiamata adesione inter-talamica. Il talamo rappresenta
una grande stazione di arrivo di fibre sensitive (tutte tranne quelle che raccolgono la sensibilità
olfattiva) e di smistamento delle stesse verso la corteccia cerebrale. Il talamo non solo raccoglie quasi
tutta la sensibilità, funge anche da filtro. Infatti un nucleo del talamo, il nucleo reticolare riceve stimoli
inibitori dalla corteccia cerebrale così da impedire che alla corteccia arrivino determinate
informazioni sensitive. Se vogliamo concentrarci e studiare in una stanza rumorosa possiamo riuscirci
grazie al talamo, che seleziona quali informazioni sensitive devono raggiungere la corteccia. Il talamo
funge quindi da vero proprio centro di controllo e smistamento dell’informazione sensitiva (olfatto
escluso).

Epitalamo
Rappresenta la porzione posteriore dell’encefalo del tetto del diencefalo. Comprende la ghiandola
pineale (IPOFISI)e i nuclei del complesso abenulare. La ghiandola pineale secerne melatonina e
quindi regola il ritmo sonno-veglia. I nuclei del complesso abenulare invece sono coinvolti nelle
risposte a stimoli olfattori e sono anche stazioni del sistema limbico.

TELENCEFALO

Il telencefalo è la porzione encefalica più voluminosa dell’encefalo. Esternamente la sua superficie


risulta irregolare per la presenza di solchi primari (o scissure-che delimitano lobi) e solchi secondari
(che delimitano le circonvoluzioni), ed è formata dalla sostanza grigia della corteccia
telencefalica, detta anche pallio o mantello, che ricopre una massa di sostanza bianca, il centro ovale,
la quale contiene specifici nuclei. È inoltre avvolto dalle meningi.
Il telencefalo presenta una superficie superiore, o dorsale, rivolta verso la calotta cranica, e una
inferiore, o ventrale, rivolta verso la base cranica. Infine la porzione di telencefalo estesa dalla faccia
superiore a quella inferiore, rivolta verso le porzioni inferiori della volta cranica è detta faccia laterale.
Nel telencefalo distinguiamo inoltre quattro poli, un polo frontale, diretto verso l’omonimo osso, i
due poli temporali, rivolti verso la rocca petrosa dell’osso temporale, un polo occipitale, rivolto verso
l’omonimo osso. Il telencefalo nella sua interezza può poi essere suddiviso in due porzioni
simmetriche dette emisferi, strutture ovoidi separate da un solco sagittale, la scissura interemisferica.
La scissura non separa totalmente i due emisferi in quanto essi sono collegati, in profondità, da una
commessura di sostanza bianca, il corpo calloso. Scavati internamente il telencefalo abbiamo i
ventricoli laterali, in comunicazione con il terzo ventricolo tramite il foro interventricolare. Il
telencefalo stesso ricopre quasi totalmente il diencefalo e pure una porzione di tronco encefalico. Da
quest’ultimo è separato dalla fessura trasversa.
Configurazione esterna del telencefalo: la superficie esterna del telencefalo presenta numerose
irregolarità data la presenza di depressioni di varia profondità, i solchi, i quali delimitano dei rilievi,
i giri. La presenza di queste strutture aumenta notevolmente la superficie corticale, garantendo così
un maggior numero di neuroni e quindi prestazioni funzionali più elevate. Nonostante la superficie
esterna del telencefalo presenti delle differenze individuali marcate, è possibile riscontrare delle
costanti, i solchi primari, che delimitano sulla superficie esterna i lobi. Ogni lobo è poi suddiviso in
giri dai solchi secondari, anch’essi costanti. Possiamo dunque dare una descrizione comune della
superficie esterna dell’encefalo, distinguendo i vari solchi primari.

Solchi primari
Solco centrale: percorre la superficie laterale verso l’alto, portandosi poi sulla superficie
mediale (interna che non si vede), delimitando così il lobo frontale (anteriormente) dal lobo parietale
(posteriormente).
Solco laterale: decorre perpendicolarmente al solco centrale. Inferiormente ad esso abbiamo il lobo
temporale. Sulla superficie laterale esso termina biforcandosi. Anteriormente piegherà invece
medialmente per andare a suddividere il lobo frontale dal lobo parietale anche nella faccia inferiore.
Divaricando i lobi del solco si può notare che esso profondamente accoglierà una piccola estensione
di corteccia, il lobo dell’insula.
Solco parietoccipitale: solco incostante presente sulla faccia laterale che separa il lobo occipitale dal
lobo parietale e dal lobo temporale.
Solco calcarino: solco presente sulla superficie mediale che percorre in senso antero-posteriore
il lobo occipitale.
Solco del giro del cingolo: è un solco che origina anteriormente alla commessura anteriore e dopo
aver circondato esternamente il corpo calloso termina a livello della fessura trasversa. E’ un solco
della superficie mediale che decorre parallelamente al corpo calloso; la porzione di corteccia
compresa tra le due porzioni è detta giro del cingolo. Tale superficie non è tuttavia continua, in quanto
il solco del giro del cingolo è discontinuo in alcuni suoi tratti, permettendo di suddividere tale solco
in tre porzioni: tratto sottocalloso, tratto sottoparietale, tratto collaterale. Il tratto collaterale è il tratto
posto posteriormente e si porta fino ai lobi occipitale e temporale. A livello del lobo occipitale il giro
del cingolo si restringe nell’istmo e continua poi inferiormente. La porzione inferiore risulta compresa
tra la fessura trasversa (anteriormente) e l’istmo (posteriormente), è detta giro del paraippocampo.
Giro dell’ippocampo (parte sotto) e giro del cingolo (parte sopra) formano insieme il lobo limbico,
circondando a C il corpo calloso. Profondamente al giro dell’ippocampo troviamo un porzione di
corteccia non visibile esternamente che prende il nome di formazione dell’ippocampo.
Lobi e giri
I lobi delimitati dai solchi sono sei:
1) Lobo frontale: è presente sulle facce laterale, mediale ed inferiore. Sulla faccia laterale si trovano
due solchi orizzontali e paralleli, il solco frontale inferiore e solco frontale superiore che
convergeranno poi a formare un solco verticale, parallelo al solco centrale, detto solco pre-centrale.
Tra il solco pre-centrale e quello centrale si delimita il giro pre-centrale.I giri anteriori al solco pre-
centrale e delimitati dai due solchi frontali vengono detti giri frontali superiore, medi ed inferiore. Il
giro pre-centrale comunica con il giro parietale ascendente grazie a una piega, detta piega fronto-
parietale. Sulla faccia mediale troviamo in basso il solco del giro del cingolo mentre posteriormente
troviamo la parte mediale del solco centrale. Posteriormente a questo troviamo il giro para-centrale.
Sulla faccia inferiore troviamo un solco stellato, il solco orbitario, che è posto lateralmente al bulbo
olfattivo, esso delimita i tre giri orbitari.
2) Lobo parietale: è esteso in avanti fino al solco centrale, posteriormente fino al solco parieto-
occipitale, lateralmente fino al solco laterale. Sulla faccia laterale è presente un solco inizialmente
orizzontale che si fa poi verticale, parallelo al solco centrale, detto solco postcentrale. Si vengono
così a delimitare due giri orizzontali, giri orizzontali superiore ed inferiore rispetto al solco
orizzontale, e uno verticale, tra il solco centrale e il solco postcentrale, detto giro parietale ascendente.
Il giro orizzontale inferiore viene suddiviso a sua volta in due giri, il giro sovramarginale, anteriore,
e il giro angolare, posteriore. Essi continuano senza limiti precisi nel lobo temporale. Sulla faccia
mediale è detto lobulo quadrilatero.
3) Lobo temporale: è presente sulla faccia laterale e sulla faccia inferiore. Sulla faccia laterale è
presente anteriormente una grossa sporgenza, il polo temporale. Essa è percorsa da due solchi,
paralleli al solco laterale. Essi sono il solco superiore e il solco medio. Esso delimita tre giri, il giro
temporale superiore, il medio e l’inferiore.
Sulla faccia inferiore è presente solco inferiore, delimitazione inferiore del giro temporale inferiore
da un lato, delimitazione laterale del giro fusiforme della faccia inferiore, dall’altra. La delimitazione
mediale di tale giro è data invece dal solco del giro del cingolo.
4) Lobo occipitale: possiede una faccia laterale, una faccia mediale e una faccia inferiore, oltre che
formare, posteriormente, il polo occipitale. Sulla faccia laterale troviamo due solchi orizzontali che
delimitano giri occipitali superiore, medio e inferiore. Essa si continua senza delimitazioni precise
nei lobi situati anteriormente. Sulla faccia mediale troviamo anteriormente la faccia mediale del solco
parieto-occipitale, la quale la separa dal lobo parietale. Posteriormente è presente un solco a direzione
orizzontale e inferiore, il solco calcarino che suddivide la faccia mediale in due porzioni. La porzione
superiore è detta cuneo. La porzione inferiore invece presenta notevoli variabilità individuali anche
se una formazione è particolarmente evidente inferiormente il solco calcarino ed è detta giro linguale.
Sulla faccia inferiore si continuano senza interruzioni le formazioni della faccia inferiore del lobo
temporale. Inoltre il giro linguale qui presente, si continua con il giro para-ippocampale senza delle
evidenti interruzioni.
5) Lobo dell’insula: rappresenta una espansione presente nelle profondità del solco laterale. Il lobo
dell’insula è suddiviso da un solco posto in profondità in una parte anteriore e parte posteriore. Piccoli
solchi incostanti lo dividono in circonvoluzioni.
6) Lobo limbico: esteso prevalentemente sulla faccia mediale. Sulla faccia mediale è delimitato
superiormente dal solco del giro del cingolo che lo separa dai lobi frontale e parietale e inferiormente
dal solco del corpo calloso che lo separa dallo stesso. Nella porzione posteriore il solco si fa incostante
e prende il nome di istmo, il quale continuerà poi inferiormente con il solco collaterale, che lo separa
dal lobo temporale. In avanti e inferiormente termina con la fessura trasversa. Il giro dell’ippocampo
si invagina dal margine anteriore del lobo limbico formando prima una piega, l’uncus.
Suddivisione funzionale del Telencefalo

La correlazione di aree corticali telencefaliche e funzioni cerebrali è molto complessa ma ha portato


tuttavia ad una classificazione odierna che prevede:

Aree associative: Aree cerebrali che svolgono funzioni di associazione complessa permettendo lo
strutturarsi della vita di relazione. Esse sono presenti in ambedue gli emisferi ma solitamente la loro
funzione è preponderante in uno dei due (si parlerà quindi di emisfero dominante). Le aree
associative del lobo frontale sono le aree 9-10-11 e svolgono un ruolo nella strutturazione della
personalità del soggetto. Le aree associative del lobo parietale sono le aree 5-7 e permettono di
organizzare gli stimoli sensitivi complessi.
Aree sensitive: Proiettano vie sia della sensibilità generale che specifica. Le vie della sensibilità
generale raggiungono l’area sensitiva primaria, secondaria e terziaria (rappresentate dalle aree 1-
2-3). L’area sensitiva primaria è situata nel lobulo paracentrale. Esse ricevono le vie sensitive
provenienti dai nuclei ventrali posteriori del talamo e a questo livello è rappresentato l’Homunculus
sensoriale, ovvero la rappresentazione dell’organizzazione somatotopica dell’individuo. L’area
sensitiva secondaria è posta posteriormente alla prima e presenta una struttura somatotopica
speculare a quella dell’area primaria. L’area sensitiva terziaria è localizzata tra le due e presenta
una struttura sensitiva relativa solo a tronco e capo. Le Aree secondaria e terziaria non hanno
funzioni definite.

L’area visiva primaria è rappresentata dall’area 17 ed è situata nel lobo occipitale, in posizione
profonda rispetto alle aree sensitive secondaria, area 18, e terziaria, area 19 (vuol dire che è più
antica). L’area visiva primaria riceve le informazioni visive con una organizzazione che ripercorre
quella delle aree della retina. Le tre aree visive sono in diretto contatto tra di loro e con le
corrispettive del emisfero controlaterale. Area sensitiva secondaria e terziaria svolgono una
funzione di integrazione dello stimolo visivo e potrebbero essere coinvolte nelle vie ottiche riflesse.

L’area acustica primaria è rappresentata dall’area 41 ed è presente nel giro temporale superiore.
Essa riceve le informazioni acustiche con una organizzazione che ripete quella della coclea.
Troviamo poi un’area acustica secondaria, area 42, con significato associativo nella comprensione
del linguaggio, e un’area acustica terziaria. L’area gustativa è rappresentata dall’area 43, posta a
livello del lobulo dell’insula che presenta molte connessioni con l’area olfattivo. Le sue funzioni
non sono chiarite ma se iper-stimolata porta ad ipersalivazione, vomito e nausea.

L’area olfattiva occupa il lobo limbico corrispondente al lobo piriforme, formato dalle aree
piriforme, pre-piriforme ed entorinale. (Ricorda che è l’unica via che non passa prima dal talamo
perchè il nervo olfattivo è un nervo del telencefalo). L’area vestibolare non è stata caratterizzata
nell’uomo.

Aree motorie: L’area motoria primaria è situata a livello dell’area 4, nel giro precentrale. L’area
premotoria (o motoria secondaria) è situata a livello dell’area 6, posta anteriormente all’area 4,
anteriormente alla quale troviamo ancora l’area motoria supplementare. Essa regola i movimenti
posturali probabilmente. L’area motrice soppressoria è localizzata nelle aree 4s e 6s, poste nel lobo
frontale. Le aree deputate al movimento coniugato degli occhi sono controllate da aree poste nel
giro frontale inferiore. L’area motoria che regola funzioni viscerali, del sistema cardiocircolatorio e
respiratorio si trovano a livello del giro del cingolo, del sistema limbico.

Aree del linguaggio: Le aree del linguaggio parlato primaria si trovano nelle aree 44 e 45, poste
anteriormente all’area 4, e sono aree motorie primarie. In caso di lesione il soggetto presenta
muscoli fonatori tonici ma incapacità di articolare il linguaggio. L’area del linguaggio parlato
secondaria è posta nel lobo parietale, posteriormente la primaria ed ha significato associativo. È
fondamentale per il parlato anche la corretta funzione dell’area motrice supplementare. Le aree
della comprensione del linguaggio è invece localizzata nella corteccia del giro temporale superiore
e, se lesionate portano ad incapacità di comprendere le parole, nonostante non vi sia sordità. Per
quanto riguarda il linguaggio parlato l’emisfero dominante è sempre il sinistro, pure in presenza si
soggetti mancini.
VENTRICOLI CEREBRALI

I ventricoli cerebrali sono le 4 cavità comunicanti del cervello, che provvedono alla produzione del
liquor e al suo smistamento nel sistema nervoso centrale.
Elementi fondamentali del sistema ventricolare, i ventricoli cerebrali sono chiamati singolarmente:
ventricolo laterale destro, ventricolo laterale sinistro (questi primi ventricoli cerebrali sono
simmetrici), terzo ventricolo e quarto ventricolo.

I ventricoli cerebrali sono le 4 particolari cavità comunicanti del cervello adibite alla produzione
del liquido cefalorachidiano e al suo trasporto all'interno dell'encefalo e del midollo spinale (quindi
nel sistema nervoso centrale).
Ventricoli Cerebrali e Sistema Ventricolare
I ventricoli cerebrali sono gli attori principali del cosiddetto sistema ventricolare, ossia l'insieme di
strutture cerebrali deputate alla produzione, alla circolazione e alla rimozione del liquido
cefalorachidiano.
Oltre ai ventricoli cerebrali, tra le strutture che compongono il sistema ventricolare, figurano:
 Le vie di interconnessione tra i vari ventricoli, le quali sono fondamentali al trasporto del
liquido cefalorachidiano;
 Il canale centrale spinale (o canale centrale), che serve a collegare i ventricoli cerebrali al
midollo spinale;
 Le cisterne subaracnoidee, che sono i centri di smistamento del liquido cefalorachidiano
verso le varie parti dell'encefalo;
 I plessi coroidei (o plessi corioidei), che sono i raggruppamenti di cellule ependimali
deputati alla produzione del liquido cefalorachidiano.
Anatomia
I 4 ventricoli cerebrali sono:
 I ventricoli laterali destro e sinistro,
 Il cosiddetto terzo ventricolo e
 Il cosiddetto quarto ventricolo.
Ventricoli Laterali Destro e Sinistro
I ventricoli laterali sono uno per emisfero cerebrale; chiaramente, il ventricolo laterale destro risiede
nell'emisfero cerebrale destro, mentre il ventricolo laterale sinistro prende posto nell'emisfero
cerebrale sinistro.
(fonte: Shutterstock)
I ventricoli laterali presentano un'anatomia davvero singolare: visti lateralmente, assomigliano a una
Y con il "ramo" destro leggermente più sviluppato del "ramo" sinistro e distesa in modo che il classico
"gambo" sia orientato verso la nuca, mentre i due rami sopraccitati verso la fronte.
I ventricoli laterali stringono rapporti con tutti i lobi del cervello; infatti, continuando a immaginarli
simili a Y distesa con il "gambo" verso la nuca:
 La loro parte centrale confina con il lobo parietale;
 Il loro ramo in posizione superiore si porta verso il lobo frontale;
 Il loro ramo in posizione inferiore raggiunge il lobo temporale;
 La loro gambo si spinge fino al lobo occipitale.
La parte dei ventricoli cerebrali che confina con il lobo parietale è detta semplicemente parte
centrale.
La parte dei ventricoli cerebrali che raggiunge il lobo frontale è detta corno frontale.
La parte dei ventricoli cerebrali che si proietta verso il lobo temporale è chiamata corno temporale.
Infine, la parte dei ventricoli cerebrali che si spinge fino al lobo occipitale prende il nome di corno
occipitale.
Il ventricoli laterali comunicano con il terzo ventricolo, ciascuno attraverso un canale conosciuto
come forame intraventricolare di Monro.
Terzo Ventricolo
Appartenente all'area diencefalica dell'encefalo, il terzo ventricolo è compreso tra i due ventricoli
laterali, in una posizione inferiore alla cosiddetta parte centrale, ma superiore al corno temporale.
Avente per pavimento l'ipotalamo, il terzo ventricolo prende posto, come un tovagliolino in un porta-
tovaglioli, nella fessura che divide la porzione di talamo dell'emisfero cerebrale destro dalla porzione
di talamo dell'emisfero cerebrale sinistro.
Se osservato lateralmente (punto di vista migliore per apprezzarne le caratteristiche), il terzo
ventricolo mostra 4 protrusioni, due anteriori (cioè dalla parte della fronte) e due posteriori (cioè dalla
parte della nuca); partendo a elencarle dall'alto, le protrusioni anteriori sono il cosiddetto recesso
sopraottico (sopra il chiasma ottico) e il cosiddetto recesso infundibolare (sopra il gambo
dell'ipofisi), mentre le protrusioni posteriori sono il cosiddetto recesso soprapineale (sopra l'epifisi)
e il cosiddetto processo pineale (in direzione del gambo dell'epifisi).
Inferiormente ai recessi posteriori, il terzo ventricolo ospita il tratto iniziale del condotto che serve a
trasporta il liquido cefalorachidiano al quarto ventricolo; tale condotto è noto come acquedotto di
Silvio o acquedotto cerebrale.
Quarto Ventricolo
Più basso e posteriore rispetto al terzo ventricolo, il quarto ventricolo si estende tra
il tronco encefalico, che gli risiede davanti, e il cervelletto, che gli risiede dietro; per la precisione,
rispetto al tronco encefalico, si trova all'altezza della congiunzione tra il ponte di Varolio e il midollo
allungato (N.B: sono, rispettivamente, la porzione intermedia e la porzione inferiore del tronco
encefalico).
Nel rapportarsi con il tronco encefalico, il quarto ventricolo prende posto in una depressione di
questa importante struttura encefalica, il cui è nome fossa romboidale; sede di collicolo facciale,
solco limitante (o sulcus limitans) e obex, la fossa romboidale rappresenta il cosiddetto pavimento
del quarto ventricolo.
Nel rapportarsi con il cervelletto, invece, il quarto ventricolo si ritrova a ridosso
del velum midollare superiore e del velum midollare inferiore; se la fosse romboidale rappresenta il
pavimento del quarto ventricolo, il velum midollare superiore e il velum midollare inferiore del
cervelletto ne costituiscono il soffitto.

Nella sua porzione più inferiore, il quarto ventricolo dà inserzione al cosiddetto canale spinale
cerebrale, cioè l'elemento del sistema ventricolare che serve a immettere il liquido cefalorachidiano
nel midollo spinale.
Inoltre, rimanendo sempre nelle parti più basse del quarto ventricolo, questo presenta due fori in
posizione laterale, chiamati fori di Luschka, e un foro in posizione posteriore (verso il cervelletto),
denominato foro di Magendie; lo scopo di queste tre aperture è far defluire il liquido
cefalorachidiano nelle cosiddette cisterne subaracnoidee, affinché avvenga il suo smistamento nello
spazio compreso tra la meninge pia madre e la meninge aracnoide (spazio subaracnoideo).
Ogni ventricolo cerebrale possiedono un proprio plesso coroideo, ossia quei raggruppamenti di
cellule ependimali che hanno il compito fondamentale di produrre il liquido cefalorachidiano.
Per la precisione:
-I ventricoli cerebrali ospitano il proprio plesso coroideo nella parte centrale e nel corno temporale;
-Il terzo ventricolo dà ospitalità al proprio plesso coroideo nella parte supero-posteriore;
-Il quarto ventricolo ospita il proprio plesso coroideo poco più in basso di dove termine il suo
rapporto di vicinanza con il cervelletto.

Come anticipato, i ventricoli cerebrali hanno la funzione di produrre e dirigere la circolazione del
liquido cefalorachidiano all'interno di encefalo e midollo spinale.
Quali sono le funzioni del liquido cefalorachidiano?
Conosciuto anche come liquor o liquido cerebrospinale, il liquido cefalorachidiano diversi
importanti funzioni, che sono:
 Proteggere l'encefalo e il midollo spinale dalle pericolose conseguenze di urti a traumi a
loro carico.
Il liquido cefalorachidiano agisce come un cuscinetto che attutisce gli urti a carico del
sistema nervoso centrale;
 Creare un ambiente chimico ideale al corretto funzionamento delle cellule del sistema
nervoso centrale.
Per esempio, il liquor mantiene la concentrazione del potassio extracellulare entro quei
limiti che sono indispensabili alla trasmissione sinaptica;
 Nutrire il sistema nervoso centrale.
Il liquido cefalorachidiano partecipa allo scambio di metaboliti e sostanze nutritive tra
cervello e sangue;
 Regolare la pressione intracranica (o pressione endocranica).
Il liquido cerebrospinale regola il proprio volume in base alle variazioni di flusso ematico e
massa cerebrale, in modo tale da mantenere costante sia la pressione endocranica;
 Accogliere i prodotti di scarto delle cellule del sistema nervoso centrale e favorirne la
rimozione.
Il liquor provvede alla rimozione dei prodotti di scarto riversando tutto nel circolo
sanguigno.
Cos'è il liquido cefalorachidiano?
Il liquido cefalorachidiano deriva da un particolare processo di ultrafiltrazione del plasma
sanguigno, processo che lo impoverisce di proteine e ne varia la composizione elettrolitica (es:
differisce per la concentrazione dello ione cloruro).
In condizioni di normalità (cioè in un soggetto sano), il liquido cefalorachidiano è una fluido
trasparente, privo di globuli rossi, con pochi globuli bianchi, con una scarsa concentrazione
di proteine plasmatiche e con un pH compreso tra 7,28 e 7,32.
Dopo la sua produzione da parte dei plessi coroidei, il liquor circola, grazie ai forami
interventricolari di Monro e dell'acquedotto di Silvio, nei vari ventricoli cerebrali, fino a imboccare
il canale centrale spinale e i fori di Luschka e di Magendie, i quali servono a condurlo,
rispettivamente, nello spazio subaracnoideo dell'encefalo e nello spazio subaracnoideo del midollo
spinale.
Nello spazio subaracnoideo, quindi, ogni volta che c'è necessità di un suo rinnovamento, si riversa
nel circolo sanguigno venoso, per la sua eliminazione definitiva.

MENINGI

Le meningi sono le 3 membrane laminari sovrapposte, che prendono posto tra le componenti del
sistema nervoso centrale (encefalo e midollo spinale) e le strutture ossee circostanti (cranio, per
l'encefalo, e colonna vertebrale, per il midollo spinale).
Conosciute come dura madre (meninge più esterna), aracnoide (meninge intermedia) e pia madre
(meninge più esterna), le 3 meningi hanno l'importante compito di contribuire alla protezione
dell'encefalo e del midollo spinale.
Le meningi hanno rapporti molto stretti con i nervi cranici, fatta eccezione del
nervo ottico e olfattivo, tutti gli altri nervi stringono rapporti intimi con esse.

 La dura madre è la meninge più esterna; pertanto, è la meninge più vicina alle ossa del cranio
(nell'encefalo) e alle vertebre (nel midollo spinale), sulla faccia esterna, e la meninge
confinante con l'aracnoide, sulla faccia interna. Costituita da un denso tessuto fibroso
particolarmente a cellule piatte, la dura madre è una meninge molto spessa e resistente.
Sulla dura madre, prendono posto importanti vasi arteriosi, da cui derivano i capillari della
pia madre; inoltre, c'è un’intricata rete di vasi venosi – denominati seni durali – il cui compito
è drenare il sangue povero di ossigeno in uscita dal sistema nervoso centrale e indirizzarlo al
cuore.
La dura madre dell'encefalo presenta alcune sostanziali differenze dalla dura madre del
midollo spinale; la dura madre dell'encefalo è una meninge a doppio strato (bi-lamellare), in
cui lo strato esterno funge da rivestimento della superficie interna del cranio, mentre lo strato
interno ricopre il ruolo di rivestimento della superficie esterna. Conosciuta anche come sacco
durale, la dura madre del midollo spinale è, a tutti gli effetti, un cilindro cavo, il cui decorso
verso il basso inizia dalla fossa cranica posteriore, prevede l'attraversamento del forame
magno e ha conclusione a livello della vertebra S2 (seconda vertebra sacrale).
 L'aracnoide, o madre aracnoide, è la meninge intermedia; quindi, è la meninge interposta tra
la dura madre, superiormente, e la pia madre, inferiormente.
Sottile e trasparente, l'aracnoide è una meninge composta da tessuto fibroso a cellule piatte
(simili a quelle della dura madre), le quali le garantiscono proprietà impermeabili.
Mentre superiormente l'aracnoide è a stretto contatto con la dura madre, inferiormente
presenta uno spazio di separazione dalla pia madre, che prende il nome di spazio
subaracnoideo (letteralmente è "spazio sotto l'aracnoide").
Lo spazio subaracnoideo è ripieno di liquor cefalorachidiano, un fluido molto particolare che
serve a migliorare le funzioni protettive delle meningi. È infine importante segnalare che
l'aracnoide è fornita di una serie di perforazioni, attraverso cui transitano i nervi cranici
(nell'encefalo), i nervi spinali (nel midollo spinale), e i vasi sanguigni sia arteriosi che venosi.

 La pia madre è la meninge più interna; pertanto, è costituita da tessuto fibroso a cellule piatte,
la pia madre è una meninge sottile e molto delicata, che, a livello encefalico, si adatta
perfettamente ai solchi e circonvoluzioni di cervello e cervelletto. A livello della pia madre,
le arterie destinate a nutrire l'encefalo e il midollo spinale diventano arteriole e capillari.

I NERVI CRANICI E NERVI SPINALI

I nervi sono importanti strutture del sistema nervoso periferico, che risultano dal raggruppamento di
più assoni e che hanno l'importante compito di trasportare gli impulsi nervosi dal sistema nervoso
centrale alla periferia, e viceversa.
Nel corpo umano, esistono due tipologie di nervi: i nervi cranici e i nervi spinali.
I nervi cranici hanno origine nell'encefalo e innervano la testa e il collo; i nervi spinali, invece,
originano nel midollo spinale e innervano tutte le parti del corpo non innervate dai nervi cranici.
A seconda del tipo di assoni che li costituiscono, i nervi possono ricoprire tre funzioni: una funzione
motoria, una funzione sensitiva e una funzione mista. I nervi con funzione motoria trasmettono gli
impulsi nervosi dal sistema nervoso centrale ai muscoli scheletrici e alle ghiandole; i nervi con
funzione sensitiva conducono gli impulsi nervosi dai distretti anatomici periferici (es: recettori
cutanei) al sistema nervoso centrale; infine, i nervi con funzione mista hanno la doppia capacità di
agire sia come nervi con funzione motoria sia come nervi con funzione sensitiva.
I nervi sono paragonabili a corde medio-lunghe.
Le loro componenti principali sono: i già citati assoni, le cellule di Schwann che formano la guaina
mielinica (laddove presente) e le strutture di rivestimento con funzione protettiva e nutritizia.
Nel corpo umano, esistono due tipologie di nervi: i cosiddetti nervi cranici e i cosiddetti nervi spinali.
I nervi cranici sono strutture nervose con origine nell'encefalo (soprattutto nel tronco encefalico) e
deputate all'innervazione di testa e collo. Sono in tutto 12 paia e sono identificati con i primi dodici
numeri romani (I, II, III e così via).
I nervi spinali, invece, sono strutture nervose con origine nel midollo spinale e adibite all'innervazione
delle parti del corpo non controllate dai nervi cranici. Sono complessivamente 31 paia e sono
identificati con l'iniziale e il numero dell'elemento vertebrale (C, T, L, S, C) dal quale emergono (es:
la coppia di nervi spinali T1 emerge a livello della prima vertebra toracica).
Le 12 paia di nervi cranici, identificati con i numeri romani da I a XII. Eccetto il I e il II paio (che
nascono, rispettivamente, da telencefalo e diencefalo), le dieci paia rimanenti originano nel tronco
encefalico. A seconda dei neuroni che li costituiscono, i nervi cranici possono essere motori, sensitivi
(o sensoriali) e misti. Essi stabiliscono contatti con la muscolatura, le ghiandole e gli organi di senso
della testa e del collo; fa eccezione il X paio, il nervo vago, che a differenza degli altri prende contatto
con diversi organi toracici e addominali.

SISTEMA NERVOSO AUTONOMO

È conosciuto anche come sistema nervoso vegetativo o viscerale, è quell'insieme di cellule e fibre che
innervano gli organi interni e le ghiandole, controllando le cosiddette funzioni vegetative, ossia quelle
funzioni che generalmente sono al di fuori del controllo volontario, per questo viene anche definito
"sistema autonomo involontario".
Il sistema nervoso autonomo è quella parte del sistema nervoso periferico che controlla le funzioni
degli organi interni (come cuore, stomaco e intestino) e di alcuni muscoli. Può essere diviso in tre
parti: il sistema nervoso simpatico, il sistema nervoso parasimpatico e il sistema nervoso enterico (o
metasimpatico).
Il sistema nervoso simpatico origina dal midollo spinale, in particolare a livello delle zone toraciche
e lombari; svolge una funzione attacco/fuga (fight or flight). Fa capo a reazioni opposte rispetto
all'innervazione parasimpatica: broncodilatazione, vasocostrizione, tachicardia, costrizione degli
sfinteri, contrazione della muscolatura delle vie spermatiche. Attraverso un ramo comunicante bianco
le fibre mieliniche si portano ai gangli del sistema toracolombare; da qui le fibre postgangliari si
portano ai territori di innervazione tramite nervi splancnici, rami comunicanti grigi che si riportano
ai nervi spinali nonché rami perivascolari. L'innervazione degli organi è composita; i gangli cervicali
innervano la faccia e in parte il cuore, i gangli toracici poi vanno a innervare la componente polmonare
e ghiandolare. Le regioni inferiori saranno innervate da fibre che fuoriescono da tre gangli
prevertebrali: il celiaco, il mesenterico superiore e il mesenterico inferiore.

Il sistema nervoso parasimpatico è dato da quella parte del sistema nervoso autonomo che provvede
a funzioni viscero-sensitive e somato-sensitive, oltre a broncocostrizione, peristalsi della muscolatura
gastroenterica, eccitosecrezione di ghiandole salivari, lacrimali e ghiandole annesse al tubo digerente
(pancreas e fegato); interviene nell'innervazione del muscolo detrusore della vescica, la cui
contrazione, accompagnata dal rilassamento del muscolo sfintere liscio della vescica, porta alla
minzione. Genera reazioni opposte rispetto al sistema simpatico: vasodilatazione, rallentamento del
battito cardiaco, broncocostrizione, contrazione delle pupille, stimolo della mobilità intestinale. Le
fibre parasimpatiche decorrono in molti nervi cranici quali: nervo oculomotore, nervo faciale, nervo
glossofaringeo, nervo vago. Le fibre parasimpatiche per l'innervazione della porzione terminale del
tubo digerente e delle porzioni caudali dell'apparato urinario originano dai nervi S2, S3, S4 ed S5 (più
precisamente dal nucleo autonomo del parasimpatico sacrale).

Il sistema nervoso enterico controlla il tratto intestinale, compreso il pancreas e la cistifellea, tramite
i motoneuroni enterici che vanno ad agire sulla muscolatura liscia, i vasi sanguigni e l'attività
secretoria; si divide in: plesso mienterico (di Auerbach), presente nella tonaca muscolare; plesso
sottomucoso (di Meissner), nella tonaca sottomucosa.

In linea generale, il sistema simpatico e quello parasimpatico esercitano sui loro bersagli un effetto
opposto. In questo modo controllano funzioni come la dilatazione delle pupille, la produzione della
saliva e del muco, la frequenza cardiaca, la contrazione dei muscoli dei bronchi, i movimenti di
stomaco e intestino, l'accumulo di glicogeno nel fegato, la produzione dell'urina, il rilassamento
della parete della vescica e l'apertura del suo sfintere.