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Controllo intrinseco della gittata cardiaca:

Legge di Starling
La forza di contrazione ventricolare varia anche in risposta all’entità dello stiramento che il miocardio
subisce quando il ventricolo si riempie. Lo stiramento è determinato dal volume telediastolico.

La legge del cuore di Starling stabilisce che: quando il flusso del sangue che proviene dai vasi venosi
(ritorno venoso) e che riempie il cuore varia, il cuore aggiusta automaticamente il flusso in uscita per
adattarlo a quello di entrata

Effetto Starling: se aumenta il volume telediastolico, la forza di contrazione aumenta, producendo un


incremento del volume di eiezione ventricolare e della gittata (e viceversa)
Misura della tensione ventricolare

La lunghezza ottimale del sarcomero, nel muscolo


cardiaco, è maggiore della lunghezza di riposo.

Quindi aumentando la lunghezza del muscolo cardiaco


ogni volta che cresce il volume tele diastolico, si porta
la lunghezza dei sarcomeri via via verso una lunghezza
ottimale di contrazione, e si genera più forza.

NB. Il muscolo opera sempre a lunghezze al di sotto di


quella ottimale, per questo la curva di Starling ha un
Misura della lunghezza ventricolare andamento sempre positivo
Controllo intrinseco della gittata cardiaca:
Legge di Starling

La legge di Starling garantisce


che la gittata cardiaca si adatti
al ritorno venoso. Si evita cosi
che il cuore accumuli sangue
durante ogni battito.

Silverthorn. Fisiologia umana © Pearson Italia S.p.A.


Fattori che influenzano la GC:
Variazioni del volume telediastolico
Il volume telediastolico dipende:

1. Pressione telediastolica (o Precarico): la tensione sviluppata sul miocardio prima che


inizi a contrarsi: Il volume telediastolico dipende dalla pressione del sangue sospinto al
suo interno. All’aumentare del precarico (pressione finale diastolica), il volume
diastolico sale e (per la Legge di Starling) aumenta la gittata sistolica.

Precarico dipende:
1. Il tempo di riempimento: determinato dalla frequenza cardiaca
2. Pressione atriale: che dipende dal ritorno venoso e dalla contrattilità
atriale

2. Pressione venosa centrale: la pressione del sangue contenuto nelle grosse vene.
Dipende da vari fattori. Al suo aumento, aumenta la pressione atriale. Di conseguenza
aumenta il precarico e quindi il volume telediastolico.
Fattori che influenzano la GC:
Variazioni del volume telediastolico
Il ritorno venoso, ovvero la quantità di sangue che ritorna al cuore dalla circolazione venosa, è
influenzato da 3 fattori:

1. Pompa muscolare scheletrica: ovvero l’effetto che la contrazione dei muscoli scheletrici
esercita sulle vene (in particolare degli arti inferiori), le quali ogni volta che sono
compresse spingono il sangue verso il cuore.

2. Pompa respiratoria: ovvero l’effetto generato dal movimento del torace durante
l’inspirazione. Quando la gabbia toracica si espande e il diaframma si abbassa verso
l’addome, la cavità toracica si allarga e si abbassa a pressione al suo interno. Ciò diminuisce
la pressione nella vena cava inferiore facendo si che una maggiore quantità di sangue sia
richiamata dalle vene addominali. Inoltre le vene addominali subiscono un aumento di
pressione dovuto alla compressione dei visceri addominali durante l’inspirazione.

3. Innervazione simpatica delle vene: quando le vene si contraggono, il loro volume


diminuisce, facendo si che una maggiore quantità di sangue arrivi al cuore.
Fattori che influenzano la GC:
Influenza del Postcarico

Il volume di eiezione dipende, non solo dalla forza contrattile ventricolare, ma


anche da quanta forza si oppone al passaggio di sangue nei tronchi arteriosi.

Quando il cuore pompa sangue lo fa contro la pressione esercitata dalle


arterie. Per cui un aumento della pressione arteriosa tende a far diminuire il
volume di eiezione.

Poiché la pressione arteriosa genera un carico sul miocardio che si manifesta


dopo l’inizio della contrazione, essa viene detta POSTCARICO.
Riassumendo…

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Il sangue scorre da zone a pressione maggiore verso zone a pressione minore

La funzione principale del cuore è quella di dare origine a un gradiente di pressione che dirige il flusso
nei vasi sanguigni

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Leggi fisiche che regolano il flusso e la pressione di sangue
- Fisica dei liquidi in movimento-

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Leggi fisiche che regolano il flusso e la pressione di sangue
- Fisica dei liquidi in movimento-

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Legge di Poiseuille
Relazione tra pressione e flusso laminare in tubi rigidi e rettilinei

P1-P2 = differenza di pressione idraulica

!" $%&"' !"( )*


Q= = =
# # +,-
flusso di liquido (Q)
(Volume di liquido/unità di tempo) Resistenza idraulica al flusso di un liquido

+,- L = lunghezza del tubo


R= η = viscosità del liquido
( )* r = raggio del condotto
Le resistenze nel sistema cardio vascolare

1. Lunghezza del vaso: all’aumentare della lunghezza la R aumenta (a parità di raggio), ma la


lunghezza dei vasi sanguigni non è un parametro che varia, se non durante la crescita corporea.

2. Viscosità del sangue: dipende dalla concentrazione delle proteine plasmatiche e della porzione
cellulare. Normalmente però anche la viscosità non varia e può essere considerata costante.

3. Raggio del vaso: quando il raggio di un vaso diminuisce (vasocostrizione) la R aumenta; quando il
raggio di un vaso aumenta (vasodilatazione) la R diminuisce

!"#
R=
$ %&

Quindi processi che inducono variazioni del raggio dei vasi sono i principali fattori che
influiscono sulla resistenza al flusso sanguigno
Vasi sanguigni

I vasi sanguigni sono classificati in


base alla loro capacità di condurre il
sangue dal cuore ai tessuti (arterie e
arteriole) o dai tessuti verso il cuore
(venule e vene).
I capillari sono i piccoli vasi che si
trovano a livello dei tessuti dove
avvengono gli scambi.

Arteriole + capillari + venule =


microcircolo
Struttura dei vasi sanguigni
Il lume dei vasi è rivestito da un sottile
strato di epitelio, detto endotelio.
I vasi più piccoli, i capillari, sono costituiti
da solo endotelio avvolto da una lamina
basale.
La parete di tutti gli altri vasi contiene
quantità variabili di muscolatura liscia e di
tessuto connettivo fibroso e/o elastico.

Il tessuto connettivo fibroso è ricco di


fibre di collagene che conferiscono
resistenza elastica alle pareti
permettendogli di distendersi sotto la
pressione del sangue senza lacerarsi.
Il tessuto connettivo elastico è ricco di
elastina, una proteina altamente
estendibile che permette ai vasi di
espandersi o contrarsi in risposta a
cambiamenti di pressione interna.

Lo strato di muscolatura liscia permette di


variare il diametro del vaso, laddove
presente. Inoltre, le cellule muscolari lisce
mantengono costantemente uno stato di
parziale contrazione, creando il tono
muscolare dei vasi.
Modello funzionale del sistema cardiovascolare

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Le arterie sono un serbatoio di pressione

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Le arterie più grandi offrono poca resistenza al flusso e pertanto hanno un compito soprattutto di conduzione. Le loro pareti
ricche di tessuto fibroso ed elastico, gli consentono di sopportare le grandi pressioni dovute all’eiezione ventricolare e gli
conferiscono una buona abilità nell’espandersi.

Pertanto il sangue scorre continuamente, dapprima per la spinta propulsiva della sistole ventricolare, poi per il ritorno
elastico delle arterie durante la diastole
Pressione nella circolazione sistemica
Quando il sangue viene eiettato dal
ventricolo nell’aorta, la pressione aortica
raggiunge lo stesso livello di quella
ventricolare (pressione sistolica; 120
mmHg).

Durante la diastole la pressione arteriosa


(pressione diastolica) scende attorno a 80
mmHg, rimanendo più alta di quella
ventricolare per il ritorno elastico delle
pareti aortiche.

Nel passaggio attraverso le arteriole la


pressione cala progressivamente. Nei
capillari non sono più apprezzabili le onde
pressorie. Il flusso del sangue venoso è
continuo, e non più pulsatile, sospinto dal
flusso continuo nei capillari.

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Pressione arteriosa
La pressione sanguigna arteriosa, riflette l’andamento della pressione generata dal cuore.

Dato che la pressione ventricolare è difficile da misurare, si assume che la pressione arteriosa rifletta quella ventricolare.

PAM
La PAM è quindi un
parametro che dà una misura
della forza propulsiva della
pompa cardiaca

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Pressione arteriosa media

La PAM è la forza propulsiva del flusso sanguigno.

La PAM è un equilibrio tra il flusso sanguigno in entrata


nelle arterie e quello in uscita.
- Se il flusso in entrata supera quello in uscita, aumenta il
Volume di sangue nelle arterie e aumenta la PAM.
- Se il flusso in uscita supera quello in entrata, il volume
diminuisce e la PAM si riduce.
«Flusso in entrata»: dipende dalla GC del ventricolo sinistro
«Flusso in uscita»: dipende dalla resistenza «periferica»
ovvero dalla R delle arteriole

PAM dipende da:


- Frequenza cardiaca
Gittata cardiaca
- Volume di eiezione ventricolare
- Resistenza periferica

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Arteriole e resistenza al flusso
Le arterie si ramificano in arteriole sempre più piccole in prossimità dei tessuti da irrorare, le quali sboccano nel letto
capillare.
Le pareti delle arteriole hanno poco tessuto elastico ma sono ricche di muscolatura liscia.
Hanno quindi una grande capacità di variare il loro diametro e sono la sede della resistenza al flusso.

!"
Q= Muscolo liscio unitario, con
# caratteristiche pacemaker che
mantiene quindi un certo tono
Il 60% di R è dovuto alle arteriole muscolare

%
R∝ &'

Vasocostrizione:
diminuisce il raggio, aumenta la resistenza

Vasodilatazione:
Aumenta il raggio, diminuisce la resistenza
Il sangue non si distribuisce in maniera uniforme negli organi ma
secondo le loro necessità

A parità di gradiente di pressione tra organi diversi (Parteriosa –Pvenosa),


quello che fa variare il flusso in un organo piuttosto che in un altro è
dovuto a variazioni della resistenza.

Cambiamenti nella resistenza delle arteriole, mediante i meccanismi


di vasodilatazione e vasocostrizione, determinano le variazioni del
flusso sanguigno verso gli organi e stabiliscono la % della gittata
cardiaca che viene distribuita verso ciascuno di essi.

!"
Q=
#

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Regolazione in risposta alle variazioni dell’attività metabolica:
Le cellule della muscolatura liscia vascolare delle arteriole sono sensibili alle variazioni del liquido
interstiziale e rispondono a variazioni di concentrazione di una vasta gamma di sostanze chimiche.
Queste variazioni sono risultato dell’attività metabolica e la muscolatura liscia delle arteriole si contrae o
si dilata di conseguenza.
Generalmente, variazioni associate ad un’aumentata attività metabolica provocano vasodilatazione,
quelle associate a una minore attività metabolica inducono vasocostrizione
Regolazione in risposta alle variazioni dell’attività metabolica:
Iperemia attiva

CO2 O2

Iperemia attiva: aumento del flusso ematico in risposta a un aumento dell’attività metabolica
Regolazione estrinseca del diametro delle arteriole e PAM
Regolazione nervosa della funzione cardiovascolare
Garantire il corretto afflusso sanguigno agli organi
Riflesso barocettivo
Capillari

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La velocità del flusso sanguigno dipende dall’area della sezione trasversa totale

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Scambi attraverso le pareti dei capillari

Capillari continui

La direzione dello scambio di sostante avviene secondo gradienti elettrochimici specifici:


- Sostanze nutritive e O2 dal sangue (dove abbondano) ai tessuti che ne hanno bisogno
- Cataboliti e CO2, diffondono dai tessuti dove sono accumulati al sangue
Movimento di liquidi attraverso le pareti dei capillari

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Le pareti dei capillari sono liberamente permeabili all’H2O e ai piccoli soluti

FILTRAZIONE
Sangue Interstizio
ASSORBIMENTO

La finalità di questo flusso è di mantenere l’equilibrio tra i compartimenti extra- ed intracellullare

L’eccesso di liquido che si accumula nel Liq. Interstiziale (edema) viene riassorbito dal sistema linfatico
Forze di Starling
La direzione con cui si muove il liquido dipende dalle forze di Starling

! = pressione oncotica; pressione osmotica esercitata dalle proteine (i principali soluti non permeabili alla parete capillare)

L’acqua si muove da regione a P maggiore a regioni con P


inferiore

L’acqua si muove da regioni con ! inferiore (concentrazione


di soluti impermeabili minore; H2O più “concentrata”) a
regioni con ! maggiore ((concentrazione di soluti
impermeabili maggiore; H2O meno “concentrata”)

La P idrostatica tende a far uscire H2O dai capillari. Pcap > Pif
La " cap tende a far entrare acqua nei capillari. "cap > "if
Pressione netta di filtrazione (PNF)= pressione di filtrazione – pressione di assorbimento

PNF > 0 = Filtrazione


PNF < 0 = Assorbimento
Venule e Vene
Dai capillari il sangue passa nelle venule, la cui parete è simile a quella dei capillari, con poco o nessuno
strato di muscolo liscio. Fungono ancora da sistema permeabile e favoriscono l’assorbimento.

Dalle venule il sangue confluisce nelle vene.


Le vene hanno diametro maggiore, simile alle arterie, ma la loro parete è spessa circa la metà.
Le vene infatti sono sottoposte a pressioni minori delle arterie e fungono principalmente come serbatoio di
volume di sangue. Le pareti sottili e altamente elastiche permettono che anche un piccolo aumento di
pressione al loro interno induca un forte aumento di volume.

Le vene possono quindi adattarsi a


elevati incrementi di volume ematico in
risposta a piccoli aumenti di pressione,
sono quindi particolarmente adatte a
immagazzinare sangue.
Fattori che influenzano la pressione venosa centrale e il ritorno venoso
La forza che determina il ritorno venoso è il gradiente di pressione che si stabilisce tra vene periferiche e
atrio destro (circa 15 mmHg). Se la pressione venosa aumenta anche il ritorno venoso sale.
Fattori che influenzano la pressione venosa centrale e il ritorno venoso

Pompa respiratoria: ovvero l’effetto generato


dal movimento del torace durante l’inspirazione.
Quando la gabbia toracica si espande e il
diaframma si abbassa verso l’addome, la cavità
toracica si allarga e si abbassa a pressione al suo
interno. Ciò diminuisce la pressione nella vena
cava inferiore facendo si che una maggiore
quantità di sangue sia richiamata dalle vene
addominali. Inoltre le vene addominali
subiscono un aumento di pressione dovuto alla
compressione dei visceri addominali durante
l’inspirazione.
Fattori che influenzano la pressione venosa centrale e il ritorno venoso

Innervazione simpatica delle vene: quando le


vene si contraggono, il loro volume diminuisce e
aumenta la pressione venosa.
Sistema linfatico

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Il liquido che entra nell’interstizio generalmente non si accumula (edema) ma viene riassorbito dal sistema linfatico attraverso i
capillari linfatici a fondo cieco presenti nei vari organi. La parete dei capillari linfatici ha grossi pori che consentono il passaggio di
soluti, proteine e grosse molecole. Da qui la linfa viene condotta attraverso vene linfatiche verso il dotto linfatico destro e il
dotto toracico, vicino le vene giugulari, che riversano il liquido nel circolo venoso