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09/08/2019 Bachelard e le rotture epistemologiche – prof.

Mauro Lucaccini – Filosofia

PROF. MAURO LUCACCINI –


FILOSOFIA
«… la loso a ha la sua ragion d'essere, e bisogna anzi riconoscere che chi non è
passato per la sua strada rimane incompleto per sempre» (Jean Piaget, "Saggezza e
illusioni della loso a", 1965, Einaudi 1969, ed. 1975, p. 11). «Il losofo troverà nella
storia del pensiero scienti co… la spiegazione dell'ordine e del signi cato dei problemi
della loso a» (Federigo Enriques, "Il signi cato della storia del pensiero scienti co",
1934, Barbieri 2004, p. 31). «… tutti i grandi scienziati sono stati anche loso e hanno
tratto ispirazione dallo spirito loso co» (Moritz Schlick, "Forma e contenuto: una
introduzione al pensare loso co", 1932, Boringhieri 1987, p. 146). «Il pensiero è
grande, agile e libero, è la luce del mondo e la più importante gloria dell'uomo»
(Bertrand Russell, "Dizionario di logica, sica e morale", 1952, edizione 1993, Newton
Compton 1999, p. 176). «… un insegnante di loso a… può insegnarci soltanto l'attività
o arte di pensare… Immanuel Kant… aveva detto di poter insegnare non la loso a ma
soltanto a losofare» (Moritz Schlick, "Forma e contenuto", p. 147).

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Bachelard e le rotture epistemologiche


Il losofo francese del Novecento Gaston Bachelard (1884-1962) legava la loso a alla
scienza: la scienza istruisce la ragione e crea loso a; come loso a della scienza
l’epistemologia deve così confrontarsi con lo sviluppo storico delle scienze.

Per G. Bachelard lo sviluppo storico delle scienze è discontinuo secondo rotture


epistemologiche: le rotture epistemologiche segnano il superamento delle premesse
teoriche e metodologiche della scienza precedente; alle rotture epistemologiche si
oppongono gli ostacoli epistemologici, per cui una rottura epistemologica come
superamento delle premesse teoriche e metodologiche della scienza precedente
richiede il superamento di un ostacolo epistemologico.

Negli anni Trenta del Novecento l’espressione ostacoli epistemologici fu da Bachelard


coniata per far «riferimento a quelle convinzioni (ricavate sia dal sapere comune, sia dal

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sapere scienti co) che tendono ad impedire ogni rottura o discontinuità nella crescita
del sapere scienti co e costituiscono, di conseguenza, potentissimi ostacoli alla
affermazione di verità nuove. Il tipo di domande che si poneva Bachelard ha contribuito
a rinnovare la storia della scienza, a trasformarla da un “festoso elenco di scoperte” in
una storia dei dif cili percorsi della ragione» (Paolo Rossi, La nascita della scienza
moderna in Europa, 1997, Laterza 2000, pp. 3-4).

Per Bachelard c’è rottura epistemologica anche tra conoscenza comune e sapere
scienti co: la comprensione della scienza richiede il superamento dell’ostacolo
epistemologico del senso comune: «Vale la pena di mostrare, con un esempio speci co,
a che cosa Bachelard intendeva riferirsi quando parlava: 1) di ostacolo epistemologico;
2) del distacco della scienza dal realismo del senso comune; 3) di una falsa continuità
storica (fondata sull’uso delle stesse parole). Fino all’Ottocento appare del tutto
evidente che per illuminare è necessario bruciare una qualche materia. Nella lampada
elettrica a lo incandescente di Edison, al contrario, si tratta di impedire che una
materia bruci. La ampolla di vetro non serve a proteggere la amma dall’aria, ma a
garantire il vuoto attorno al lamento. Le vecchie e le nuove lampade hanno una sola
cosa in comune: servono a scon ggere il buio. Possiamo designarle con lo stesso
termine solo adottando questo punto di vista, che è il punto di vista della vita
quotidiana. In realtà quel mutamento tecnico implica una complicata teoria della
combustione, che ha a che fare con la altrettanto complicata storia della scoperta
dell’ossigeno» (Paolo Rossi, La nascita della scienza moderna in Europa, 1997, Laterza
2000, p. 4).

Come cause d’inerzia della scienza gli ostacoli epistemologici sono psicologicamente
nell’atto conoscitivo: dice Bachelard: «La conoscenza del reale è una luce che proietta
sempre da qualche parte delle ombre».

Secondo la radice conoscitiva degli ostacoli epistemologici siamo per Bachelard


psicologicamente condizionati da istinti, emozioni, abitudini, senso comune,
formazione, tradizioni, ideologie, loso e: per neutralizzare l’in uenza conoscitiva dei
fattori psicologici Bachelard proponeva una psicoanalisi  del sapere oggettivo, intesa
ad una catarsi della mente scienti ca per una puri cazione intellettuale affettiva dello
scienziato volta alla promozione dello sviluppo della scienza con la rimozione degli
ostacoli epistemologici inconsci.

Sviluppandosi discontinuamente per rotture epistemologiche secondo il superamento


degli ostacoli epistemologici per Bachelard la scienza cresce e progredisce per
generalizzazione dialettica con la negazione come retti cazione che permette una
approssimazione sempre maggiore alla verità oggettiva: «Non c’è verità senza errore

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retti cato»: per Bachelard la scienza è metodica correzione dell’errore ed avanza per
successive retti cazioni di idee e teorie: nel procedere della scienza le negazioni di idee
e teorie correggono per estensione ideale e teorica: sono negazioni-estensioni
scienti che le geometrie non euclidee rispetto alla geometria euclidea, la meccanica
einsteiniana rispetto alla meccanica newtoniana, la micro sica moderna novecentesca
rispetto alla micro sica classica, la chimica matematica rispetto alla chimica
lavoisieriana.

Alle negazioni-estensioni storico-scienti che Bachelard fa corrispondere la loso a


della negazione, la philosophie du non, la loso a del no.

In quanto non afferma ma nega la loso a del no di Bachelard è loso a aperta: per
Bachelard la loso a deve accompagnare la scienza: la loso a scienti ca è
razionalismo applicato e materialismo tecnico o razionale progressivamente
equidistante dalle opposte loso e tradizionali di positivismo e formalismo, empirismo
e convenzionalismo, realismo e idealismo.

«La scienza non ha la loso a che merita»: alla chiusura monistica ed immobilistica
della loso a tradizionale dei loso è da Bachelard opposta l’apertura pluralistica e
storica della loso a scienti ca prodotta dalla scienza: la realtà della scienza supera
progressivamente le dicotomie loso che di realismo e idealismo, empirismo e
convenzionalismo, positivismo e formalismo.

Come razionalismo applicato e materialismo tecnico o razionale la loso a scienti ca


corrisponde per Bachelard alla realtà della scienza: inadeguata alla realtà della scienza
rimane la loso a tradizionale: da una parte attraverso il convenzionalismo l’idealismo è
passato alla concretezza del formalismo, dall’altra attraverso l’empirismo il realismo è
passato all’astrazione del positivismo; la convergenza secondo convenzionalismo e
formalismo ed empirismo e positivismo non adegua scienti camente rispettivamente
l’idealismo e il realismo.

Scienti camente adeguata è per Bachelard la sintesi scienti ca aperta di razionalismo


idealistico ed empirismo realistico: la conoscenza è costruzione razionale teorico-
empirica; come loso a della scienza l’epistemologia è storica, segue lo sviluppo
scienti co e guarda alla storia del pensiero nella prospettiva scienti ca attuale.

Secondo la scienti camente adeguata idea epistemologica moderna costruttiva della


scienza Bachelard rilevava il salto teorico dall’esperienza comune alla conoscenza
scienti ca; alla razionalità della conoscenza scienti ca si accompagna tuttavia per

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Bachelard l’esperienza intuitiva di realtà e mondo, e l’esperienza intuitiva non scienti ca


immaginativa e fantastica ispira la scienza.

E C H I D E L P E N S I E R O : D I Z I O N A R I O S I N T E T I C O S PA R S O

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