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Scuola AUIC - Laurea Magistrale in Architettura delle

Costruzioni

Corso di Normativa e Legislazione


Profili giuridici della normativa tecnica per l’edilizia
Prof. Manuela Oglialoro
Cultore della materia: arch. Camillo Onorato

Anno Accademico 2017 – 2018

2° lezione
4 ottobre 2017
Strumenti urbanistici generali e attuativi -
Testo Unico dell’Edilizia, Titoli Abilitativi a
Costruire: comunicazione inizio lavori
asseverata (CILA), permesso di costruire
(PdC), segnalazione certificata di inizio
attività (SCIA).
• Diritto di superficie
• Pianificazione urbanistica
• titoli abilitativi a costruire
Diritto di superficie e
titoli abilitativi a costruire
• La questione del diritto di superficie e della
necessità dei titoli abilitativi a costruire è legata
all’evoluzione del Diritto urbanistico e alla storia
della regolamentazione degli usi del territorio.
• La distinzione tra titolo di proprietà
privata dei suoli e titolo o concessione
all’utilizzo del territorio si è posta come
esigenza all’attenzione del legislatore già con la
legge urbanistica del 1150 del 1942 che
istituiva la “licenza edilizia”, cui venivano
assoggettati gli interventi costruttivi nei centri
urbani.
Frenare la speculazione edilizia
• Verso la fine degli anni sessanta del secolo
scorso e l’inizio del decennio successivo, vi
furono diversi interventi legislativi in campo
urbanistico – edilizio:
• (L.765/1967; L.10/1977)
• Leggi finalizzate a porre un freno alla
speculazione edilizia dilagante,
all’abusivismo e agli effetti dell’espansione
incontrollata delle città
Da Licenza a Concessione
Con la legge 28 gennaio 1977, n. 10
(cosiddetta legge Bucalossi), la licenza edilizia
fu sostituita dalla Concessione edilizia.

La concessione era dovuta se:


• l’intervento era conforme alle prescrizioni
degli strumenti urbanistici
• irrevocabile
• onerosa
Licenza – concessione –
permesso di costruire

Attualmente la licenza edilizia e la


concessione edilizia sono sostituite dal
• permesso di costruire
come disposto dal Testo unico
dell'edilizia, D.P.R. 6 giugno 2001, n.
380
Sviluppo del settore edilizio
• La ricostruzione postbellica e il susseguente
sviluppo economico in Italia si sono fondati
prevalentemente sullo sviluppo del settore
edilizio
• Tra gli anni cinquanta e sessanta, è mutato il
profilo delle città e del territorio italiano.
• Non sono stati risparmiati dallo scempio
edificatorio né le aree costiere marine e lacustri,
né le aree montagne, le pianure e i centri storici.
• Vedi Antonio Cederna, la distruzione della natura in Italia, Einaudi,
Torino 1975
Sviluppo urbano non pianificato
• Oggi la situazione è ancora peggiorata.
• Lo sviluppo urbano non pianificato degli
ultimi decenni ha provocato:
• la disordinata crescita di insediamenti a
bassa densità
• La perdita di forma urbana definita
• L’erosione dello spazio della campagna
e dei terreni dediti all’agricoltura
Semplificazioni procedurali e
“deregulation”
• Le “semplificazioni” procedurali rischiano di
provocare degli effetti non trascurabili sulla
trasformazioni territoriali ed urbanistiche.
• vengono emanati dei dispositivi normativi
(semplificazioni) che talvolta si pongono in
aperta contraddizione con i principi legislativi
consolidati:
• Es. l’abrogazione contenuta nel testo unico dell’edilizia, DPR
380/2001, dell’art.12 della Legge Bucalossi (L.10/1977),
consente ai Comuni italiani di utilizzare i proventi da oneri di
urbanizzazione per coprire la spesa corrente, spingendoli, di
fatto, ad accelerare gli interventi di edificazione.
Territorio urbanizzato in Italia

Fonte: www.classmeteo.it
Fonte: it.wikipedia.org/wiki
Suolo consumato in Italia al
2016
• L’urbanizzazione del territorio ha
impermeabilizzato o compromesso:
• circa 2,3 milioni di ettari (pari a circa
350 mq/abitante),
• Equivalenti a circa il 7,6% del territorio
nazionale
• pari a circa un sesto della superficie
coltivata (SAU).
Consumo di suolo
• Negli ultimi quindici anni il consumo di suolo è
cresciuto in modo incontrollato e non giustificato da
un aumento demografico.
• ISTAT - Situazione del Paese 2008:
“ L’urbanizzazione si manifesta in forme sempre
più pervasive e complesse”
• ISPRA (Istituto Superiore Ricerca Ambientale) - Rapporto 2015:
“Il consumo di suolo in Italia ha intaccato ormai
circa 21.000 kmq del nostro territorio (su un
totale di 301.328 kmq)
Il suolo consumato pro-capite passa dai 167 metri
quadrati del 1950 per ogni italiano, a quasi 350
metri quadrati nel 2013”.
Riduzione dei suoli agricoli
• ”Nel periodo 1995-2006 i Comuni italiani
hanno rilasciato in media permessi di costruire
per 3,1 miliardi di metri cubi, pari a oltre 261
milioni di metri cubi l’anno”.

• “Tra il 1990 e il 2005 la superficie agricola


utilizzata (SAU) in Italia si è ridotta di 3
milioni e 663 mila ettari, un’area più vasta
della somma di Lazio e Abruzzo”.
• Vedi: Salvatore Settis, Paesaggio Costituzione cemento. La battaglia per
l'ambiente contro il degrado civile, Einaudi, Torino 2010..
Consumo di suolo in Lombardia
1954 - 2007

Fonte: www.salviamoilpaesaggio.it
Legambiente - Rapporto
Ambiente Italia 2016
• 51% dei litorali italiani trasformato
dall’edificazione, cifra destinata a crescere:
• Negli ultimi decenni, al ritmo di 8 chilometri
all’anno, più della metà dei paesaggi costieri sono
stati deturpati.
• 14.542 sono le infrazioni accertate nel corso del
2014
• Reati inerenti al mare e alla costa in Italia: 40 al
giorno, 2 ogni chilometro, in crescita rispetto al 2013.
• Solo il 19% della costa (1.235 chilometri) è
sottoposta a vincoli di tutela. (tot. di circa 7400 km)
• Rapporto Ambiente Italia 2016, a cura di Legambiente e edito da Edizioni Ambiente,
Ispra - Rapporto 2017
Consumo di suolo in Italia 2015 – 2016
Nel 2016, in 15 regioni viene superato il 5% di
consumo di suolo.
Valore percentuale più elevato:
• Lombardia e in Veneto (oltre il 12%)
• Campania (oltre il 10%).
• Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio,
Puglia e Liguria (tra l’8 e il 10%)
• Valle d’Aosta è l’unica regione rimasta sotto la
soglia del 3%.
• Fonte: ISPRA (Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale),
Rapporto sul consumo di suolo 2015 – 2016 - Edizione 2017
Ispra Rapporto 2017 - Consumo
di suolo nelle Regioni
• Lombardia: primato assoluto con quasi
310 mila ha del territorio coperto
artificialmente
• (circa il 13% dei 2,3 milioni di ha del
consumo di suolo nazionale è all’interno
della regione Lombardia)
• Valle D’Aosta: 9500 ha
• Fonte: Fonte: ISPRA (Istituto Superiore per la protezione e la ricerca
ambientale), Rapporto sul consumo di suolo 2015 – 2016 - Edizione
2017
• www.isprambiente.gov.it
Disegno di Legge: Consumo di suolo C.2039
iter 2014 /2017 - approvato alla Camera –
all’esame del Senato dal maggio 2016

• Da quasi 500 giorni


(maggio 2016) la legge
sul suolo è parcheggiata
al Senato
Aspetti innovativi
Tra gli aspetti positivi e innovativi del disegno di
legge approvato dalla Camera (maggio’16) si
ricorda:
• il divieto di utilizzo degli oneri di
urbanizzazione per la spesa corrente
• Il divieto di mutamento di destinazione d'uso
per le superfici agricole che hanno beneficiato
di aiuti dall'unione europea;
• l’introduzione di un censimento degli edifici e
delle aree dismesse, non utilizzate o
abbandonate;
• la definizione di obiettivi di contenimento del
suolo e di rigenerazione urbana.
In Europa?
• Manca una direttiva sui suoli, come legge
cornice per la tutela della più preziosa
risorse naturale dell’UE (Rapporto CRCS
2017)
• In ciascuno degli Stati Membri le norme
risultano frammentarie ed incoerenti: ogni
Stato fa da sé.

Il Centro di Ricerca sui Consumi di Suolo – CRCS (nato come Osservatorio Nazionale
sui Consumi di Suolo – ONCS) è una associazione (operativa dal 2009) per la promozione
di studi sulle trasformazioni del suolo, fondata da: Dipartimento di Architettura e Studi
Urbani (DAStU) del Politecnico di Milano, Istituto Nazionale di Urbanistica
(INU) e Legambiente ONLUS.
Consumo di suolo in Europa
• Petizione di Legambiente per un
provvedimento legislativo a livello
europeo di contenimento di consumo
di suolo (settembre 2017)-
• In Europa è previsto un ulteriore consumo
di territorio con numeri da capogiro pari a
3,2 milioni di ettari agricoli.
• Significa cemento su un'area vasta
quanto la pianura padana.
• Fonte: www.legambiente.it
Regione Lombardia ha approvato la
nuova legge sulla riduzione del
consumo di suolo (l.r. n. 31 del 2014)
• La nuova legge regionale sulla riduzione del consumo di
suolo (l.r. n. 31 del 2014) promuove la riqualificazione degli
spazi già urbanizzati per ridurre il consumo di suolo agricolo
e non ancora edificato.
• Dall’entrata in vigore della legge i Comuni non hanno più la
possibilità di approvare varianti ai PGT che prevedano un
ulteriore consumo di suolo;
• Il Piano Territoriale Regionale, i Piani Territoriali delle
Province e della Città Metropolitana, i PGT dei Comuni
verranno adeguati entro termini prefissati ai contenuti della
norma per la riduzione del consumo di suolo.
• Vengono sviluppate una serie di iniziative sia per promuovere
la rigenerazione del già costruito, sia per rendere più
oneroso il consumo di suolo agricolo.

Pianificazione urbanistica
e controllo del territorio
• La pianificazione urbanistica disciplina la
distribuzione spaziale degli interventi nel
territorio
• Si attua attraverso strumenti di controllo e
di indirizzo delle trasformazioni territoriali
• L’obiettivo è un ordinato sviluppo dei
sistemi territoriali compatibile con lo
sviluppo economico e le esigenze sociali
Strumenti o piani urbanistici

• Gli strumenti urbanistici si


dividono in:
• Piani generali
• Piani attuativi
Piani generali
(secondo la L.1050/1942 e seguenti)
• Piani territoriali di coordinamento regionali e
provinciali (indirizzano e coordinano la
pianificazione degli enti locali)
• Piani regolatori generali intercomunali
(coordinano la pianificazione di più enti locali)
• Piani regolatori generali comunali (regolamentano
l’assetto del territorio del comune)
• Programmi di fabbricazione (coordinato al
RE,indica le zone e le direttrici di espansione nei
Comuni sprovvisti di PRG)
Piani territoriali di coordinamento
regionali e provinciali art. 5 L 1050/42
• Questi piani stabiliscono le direttive da
seguire nel territorio considerato, in rapporto
principalmente:
• a) alle zone da riservare a speciali
destinazioni ed a quelle soggette a speciali
vincoli o limitazioni di legge;
b) alle località da scegliere come sedi di
nuovi nuclei edilizi od impianti di
particolare natura ed importanza;
c) alla rete delle principali linee di
comunicazione stradali, ferroviarie,
elettriche, navigabili esistenti e in programma.
Contenuto del piano regolatore
generale - comunale
art.7 L.1050/1942
• 1. Il piano regolatore generale deve considerare la totalità del
territorio comunale.
• 2. Esso deve indicare essenzialmente:
• 1) la rete delle principali vie di comunicazione stradali, ferroviarie e
navigabili e dei relativi impianti;
2) la divisione in zone del territorio comunale con la precisazione delle
zone destinate all’espansione dell’aggregato urbano e la determinazione
dei vincoli e dei caratteri da osservare in ciascuna zona;
3) le aree destinate a formare spazi di uso pubblico o sottoposte a
speciali servitù;
4) le aree da riservare ad edifici pubblici o di uso pubblico nonché ad
opere ed impianti di interesse collettivo o sociale;
5) i vincoli da osservare nelle zone a carattere storico,
ambientale, paesistico;
6) le norme per l’attuazione del piano.
Piani attuativi
(secondo la L.1050/1942 e seguenti)
• Programmi pluriennali di attuazione -
temporalizzazione degli interventi di
attuazione del piano generale (L. 10/1977)
• Piani particolareggiati (L.1050/1942)
• Piani di lottizzazione (L.765/1967)
• Piani per l’Edilizia Economico Popolare
(L.167/1962)
• Piani degli insediamenti produttivi
(Legge 865/71)
• Piani recupero (legge 457/78)
Piani e programmi complessi anni ‘90
• Sono un insieme di strumenti per la riqualificazione urbana,
introdotti all'inizio degli anni '90.
• Strumenti volti a promuovere la trasformazione qualitativa
delle città più che la crescita quantitativa.
• I primi Programmi complessi sono stati introdotti dalla legge
n. 179 del 1992: Si tratta dei Programmi Integrati - PrInt (ex
art 16) e dei Programmi di Riqualificazione Urbana –
PRIU (ex art 2).
• Successivi provvedimenti hanno introdotto: i Programmi di
Recupero Urbano – PRU (ex art. 11 della legge . 493 del
1993);
• i Contratti di Quartiere – CdQ definiti da Bandi Ministeriali
nel 1998 e nel 2001;
• i Programmi di Riqualificazione Urbana e di Sviluppo
Sostenibile del Territorio - PRUSST (ex DM n. 1169 del
1998).
Contenuti dei piani particolareggiati
art 13 – L 1050/1942

1. Il piano regolatore generale è attuato
a mezzo di piani particolareggiati di
esecuzione nei quali devono essere
indicate le reti stradali e i principali
dati altimetrici di ciascuna zona
Indicazioni dei Piani
particolareggiati
- le masse e le altezze delle costruzioni lungo le
principali strade e piazze;
- gli spazi riservati ad opere od impianti di
interesse pubblico;
- gli edifici destinati a demolizione o
ricostruzione ovvero soggetti a restauro o a
bonifica edilizia;
- le suddivisioni degli isolati in lotti fabbricabili
secondo la tipologia indicata nel piano;
- gli elenchi catastali delle proprietà da
espropriare o da vincolare;
- la profondità delle zone laterali a opere
pubbliche, la cui occupazione serva ad integrare
le finalità delle opere stesse ed a soddisfare
prevedibili esigenze future.
Titoli abilitativi a costruire
I titoli abilitativi a costruire sono
il permesso di costruire e
la segnalazione certificata di inizio attività – SCIA

Alcune tipologie di interventi edilizi:


attività di edilizia libera
possono essere realizzate senza titolo abilitativo ma
precedute da
comunicazione inizio lavori asseverata
Testi di legge considerati
DPR 380/2001, Testo unico delle disposizioni
legislative e regolamentari in materia edilizia, Parte
prima, Attività edilizia:
• Attività di Edilizia Libera, art.6
• Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata, art. 6 bis
• Permesso di Costruire, artt. 10–21
• Segnalazione Certificata di Inizio Attività, artt. 22-23 ter.
- per la S.C.I.A. (segnalazione certificata di inizio attività).
Legge 241/1990, Nuove norme sul procedimento amministrativo, Art. 19,
L. 122/2010, In materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica,
art. 49 - comma 4-bis
L. 106/2011, Prime disposizioni urgenti per l'economia, art. 5 - comma 2.
D.lgs. n. 222 del 2016, Individuazione di procedimenti oggetto di autorizzazione,
segnalazione certificata di inizio di attività (SCIA), silenzio assenso;
Oltre alle modifiche intervenute con gli ultimi provvedimenti giuridici :
L. 134/2012, Conversione in legge, con modificazioni, del Decreto-legge 83/2012,
“Misure urgenti per la crescita del Paese”;
Legge 98/2013, Conversione in legge del Decreto del Fare, Decreto legge
69/2013);
Legge n.164/2014 (conversione del Decreto-legge n. 133/2014, “Decreto Sblocca
Italia”
Legge 124/2015 Riforma della Pubblica Amministrazione.
Interventi edilizi
• Premessa essenziale per stabilire il titolo abilitativi
richiesto è la definizione degli interventi edilizi.
L’art. 3 del T.U. distingue le seguenti ipotesi:
• interventi di manutenzione ordinaria;
• interventi di manutenzione straordinaria;
• interventi di restauro e risanamento
conservativo;
• interventi di ristrutturazione edilizia;
• interventi di nuova costruzione;
• interventi di ristrutturazione urbanistica.
Manutenzione ordinaria
a) "interventi di manutenzione ordinaria“:
• opere di riparazione
• rinnovamento e sostituzione delle
finiture degli edifici
• opere necessarie ad integrare o
mantenere in efficienza gli impianti
tecnologici esistenti;
Manutenzione straordinaria
b) "interventi di manutenzione straordinaria“
opere e modifiche necessarie
• per rinnovare
• sostituire parti anche strutturali degli edifici
• per realizzare ed integrare i servizi igienico-
sanitari e tecnologici,
sempre che
• non alterino la volumetria complessiva
dell’edificio
• non comportino modifiche delle
destinazioni di uso.
(modifiche introdotte dalla L. 164/2014, legge di conversione del Decreto Legge 133/2014)
b) Interventi di manutenzione
straordinaria
(lettera così modificata dall'art. 17, comma 1, lettera a), legge n. 164 del 2014)

Inoltre, la nuova definizione di opere di manutenzione


straordinaria ora comprende la possibilità di altri interventi:
• “Nell'ambito degli interventi di manutenzione
straordinaria sono ricompresi anche quelli
consistenti nel frazionamento o
accorpamento delle unità immobiliari con
esecuzione di opere anche se comportanti
la variazione delle superfici delle singole
unità immobiliari nonché del carico
urbanistico purché non sia modificata la
volumetria complessiva degli edifici e si
mantenga l'originaria destinazione d'uso”
Restauro e risanamento conservativo
• c) interventi di restauro e di risanamento
conservativo:
• interventi edilizi rivolti a conservare l'organismo edilizio e
ad assicurarne la funzionalità mediante un insieme
sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi
tipologici, formali e strutturali dell'organismo stesso, ne
consentano destinazioni d'uso con essi compatibili.
Tali interventi comprendono:
• il consolidamento
• il ripristino
• il rinnovo degli elementi costitutivi dell'edificio,
• l'inserimento degli elementi accessori e degli impianti
richiesti dalle esigenze dell'uso,
• l'eliminazione degli elementi estranei all'organismo edilizio;
Ristrutturazione edilizia
• d) interventi di ristrutturazione edilizia“:
• interventi rivolti a trasformare gli organismi edilizi
mediante un insieme sistematico di opere che
possono portare ad un organismo edilizio in tutto
o in parte diverso dal precedente. (…)
• Nell’ambito degli interventi di ristrutturazione edilizia
sono ricompresi anche quelli consistenti nella:
• demolizione e ricostruzione con la stessa
volumetria di quello preesistente,
• fatte salve le sole innovazioni necessarie per
l'adeguamento alla normativa antisismica;
Nuova costruzione
• e) interventi di nuova costruzione, quelli di trasformazione
edilizia e urbanistica del territorio (…):
• e.1) la costruzione di manufatti edilizi fuori terra o interrati,
• e.2) gli interventi di urbanizzazione primaria e secondaria (..)
• e.3) la realizzazione di infrastrutture e di impianti (..);
• e.4) l’installazione di torri e tralicci (per telecomunicazioni)
(punto da ritenersi abrogato implicitamente dagli artt. 87 e segg. del d.lgs. n.
259 del 2003)
• e.5) l’installazione di manufatti leggeri, anche prefabbricati, e di
strutture di qualsiasi genere, quali roulottes, campers, case
mobili, imbarcazioni, che siano utilizzati come abitazioni,
ambienti di lavoro,(..)
• e.6) gli interventi pertinenziali (ovvero volumi superiori al 20%
del volume dell’edificio principale);
e.7) la realizzazione di depositi di merci o di materiali, la
realizzazione di impianti per attività produttive all'aperto ove
comportino l'esecuzione di lavori cui consegua la
trasformazione permanente del suolo inedificato;
Ristrutturazione urbanistica
f) gli "interventi di ristrutturazione urbanistica“:
• rivolti a sostituire l'esistente tessuto
urbanistico - edilizio con altro diverso,
mediante un
• insieme sistematico di interventi edilizi,
• la modificazione del disegno dei lotti,
• degli isolati
• della rete stradale.
La L.164/2014 ha anche introdotto
un nuovo art. 3 bis:
• Art. 3-bis. Interventi di conservazione

• 1. Lo strumento urbanistico individua gli edifici esistenti


non più compatibili con gli indirizzi della
pianificazione.
• In tal caso l'amministrazione comunale può favorire, in
alternativa all'espropriazione, la riqualificazione delle aree
attraverso forme di compensazione rispondenti al pubblico
interesse e comunque rispettose dell'imparzialità e del buon
andamento dell'azione amministrativa.
• Nelle more dell'attuazione del piano, resta salva la facoltà del
proprietario di eseguire tutti gli interventi conservativi, ad
eccezione della demolizione e successiva ricostruzione
non giustificata da obiettive ed improrogabili ragioni di ordine
statico od igienico sanitario.
Decreto legislativo 20 novembre
2016, n. 222
• Individuazione di procedimenti oggetto
di autorizzazione, segnalazione
certificata di inizio di attività (SCIA),
silenzio assenso e comunicazione e di
definizione dei regimi amministrativi
applicabili a determinate attività e
procedimenti, ai sensi dell‘ articolo 5
della legge 7 agosto 2015, n. 124
(G.U. 26 novembre 2016, n. 277)
Dlgs 222/2016 - Semplificazione di
regimi amministrativi in materia edilizia
• La SCIA sostituisce la DIA
• Viene definitivamente eliminata la DIA
• La CIAL (Comunicazione di inizio attività di edilizia
libera) viene eliminata.
• Diventa operativa la CILA (Comunicazione di
inizio lavori asseverata).
• Restano cinque procedure edilizie:
1. Attività di edilizia libera,
2. Comunicazione di inizio lavori asseverata (Cila),
3. Segnalazione certificata di inizio attività (Scia),
4. Permesso di costruire,
5. Scia alternativa al permesso di costruire.
Sintesi schematica interventi e relativi titoli abilitativi
• interventi di manutenzione ordinaria (art 6) - edilizia libera
• interventi non riconducibili all'elenco di cui agli articoli 6, 10 e 22 – (art. 6 bis) CILA
• interventi di ristrutturazione edilizia - (art.10, comma 1, lettera c) (ampliamenti
volumetrici e cambi di destinazione d’uso) – Permesso di costruire
• interventi di nuova costruzione (art.10, comma 1) - Permesso di costruire
• interventi di ristrutturazione urbanistica (art.10, comma 1) - Permesso di costruire
• interventi di manutenzione straordinaria (art 3, comma 1, lettera b), qualora
riguardino le parti strutturali dell'edificio – (art.22, comma 1) SCIA
• gli interventi di restauro e di risanamento conservativo di cui all'articolo 3, comma 1,
lettera c), qualora riguardino le parti strutturali dell'edificio (art.22, comma 1) SCIA
• gli interventi di ristrutturazione edilizia di cui all'articolo 3, comma 1, lettera d),
diversi da quelli indicati nell'articolo 10, comma 1, lettera c) cioè senza aumenti di
volume e senza cambio di destinazione d’uso - (art.22, comma 1) SCIA
• varianti a permessi di costruire che non incidono sui parametri urbanistici e sulle
volumetrie (art.22, comma 2) - SCIA
• In alternativa al Permesso di costruire (art.23, comma 1):
• gli interventi di ristrutturazione di cui all'articolo 10, comma 1, lettera c- SCIA
• gli interventi di nuova costruzione o di ristrutturazione urbanistica qualora siano
disciplinati da piani attuativi (…) che contengano precise disposizioni plano-
volumetriche, tipologiche, formali e costruttive - SCIA
• gli interventi di nuova costruzione qualora siano in diretta esecuzione di strumenti
urbanistici generali recanti precise disposizioni plano-volumetriche - SCIA
Attività edilizia libera

Art.6 - TU 380/2001
Novità Testo Unico
1. Eliminato il parere obbligatorio della
Commissione edilizia
2. Oggi esiste lo Sportello unico per
l’edilizia.
3. La distinzione tra Certificato di abitabilità
e di agibilità è stata abolita
• Oggi esiste solo il certificato di agìbilità
Attività edilizia libera
Art. 6 - comma 1 - DPR 380/2001
• 1. Fatte salve le prescrizioni degli strumenti
urbanistici comunali, e comunque nel rispetto
delle altre normative di settore aventi incidenza
sulla disciplina dell’attività edilizia e, in particolare,
delle norme antisismiche, di sicurezza, antincendio,
igienicosanitarie, di quelle relative all’efficienza
energetica, di tutela dal rischio idrogeologico,
nonché delle disposizioni contenute nel codice dei
beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto
legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, i seguenti
interventi sono eseguiti senza alcun titolo
abilitativo:
Attività di edilizia libera
Gli interventi possono essere eseguiti senza titolo
abilitativo ma nel rispetto di :
1.strumenti urbanistici comunali,
2.norme antisismiche,
3.sicurezza,
4.antincendio,
5.efficienza energetica
6.di tutela dal rischio idrogeologico,
7.beni culturali e del paesaggio, Dlgs 42/2004
8.altre normative di settore
Nuovo art 6 - TU 380/2001- Attività edilizia libera –
interventi eseguibili senza titolo abilitativo
• a) gli interventi di manutenzione ordinaria di cui all'articolo 3, comma 1,
lettera a) ;(lettera modificata dall'art. 17, comma 1, lettera c), legge n. 164
del 2014 poi dall'art. 3 del d.lgs. n. 222 del 2016)
• a-bis) gli interventi di installazione delle pompe di calore aria-aria di
potenza termica utile nominale inferiore a 12 Kw; (lettera introdotta dall'art.
3 del d.lgs. n. 222 del 2016)
• b) gli interventi volti all’eliminazione di barriere architettoniche che non
comportino la realizzazione di ascensori esterni, ovvero di manufatti che
alterino la sagoma dell’edificio;(lettera modificata dall'art. 3 del d.lgs. n.
222 del 2016)
• c) le opere temporanee per attività di ricerca nel sottosuolo che
abbiano carattere geognostico, ad esclusione di attività di ricerca di
idrocarburi, e che siano eseguite in aree esterne al centro edificato;
• d) i movimenti di terra strettamente pertinenti all’esercizio dell’attività
agricola e le pratiche agro-silvo-pastorali, compresi gli interventi su
impianti idraulici agrari;
• e) le serre mobili stagionali, sprovviste di strutture in muratura,
funzionali allo svolgimento dell’attività agricola;(...) SEGUE >
All’art. 6 comma 1, vengono aggiunti degli
interventi (per i quali prima era prevista la CIAL)
oggi eseguibili senza titolo abilitativo ( e che
erano inseriti nel comma 2, oggi abrogato):
• e-bis) le opere dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti
e temporanee e ad essere immediatamente rimosse al cessare della
necessità e, comunque, entro un termine non superiore a novanta
giorni, previa comunicazione di avvio lavori all'amministrazione
comunale;
• e-ter) le opere di pavimentazione e di finitura di spazi esterni,
anche per aree di sosta, che siano contenute entro l'indice di
permeabilità, ove stabilito dallo strumento urbanistico comunale, ivi
compresa la realizzazione di intercapedini interamente interrate e non
accessibili, vasche di raccolta delle acque, locali tombati;
• e-quater) i pannelli solari, fotovoltaici, a servizio degli edifici, da
realizzare al di fuori della zona A) di cui al decreto del Ministro per i
lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444;
• e-quinquies) le aree ludiche senza fini di lucro e gli elementi di
arredo delle aree pertinenziali degli edifici.
(lettere da e-bis a e-quinquies introdotte dall'art. 3 del d.lgs. n. 222
del 2016)
Art 6 , comma 6 TU 380/2001
Le regioni possono estendere l’elenco degli
interventi esguibili senza comunicazione:

6. Le regioni a statuto ordinario:


• a) possono estendere la disciplina di cui al
presente articolo a interventi edilizi ulteriori
rispetto a quelli previsti dal comma 1, esclusi gli
interventi di cui all'articolo 10, comma 1, soggetti a
permesso di costruire e gli interventi di cui all'articolo
23, soggetti a segnalazione certificata di inizio attività
in alternativa al permesso di costruire;
(lettera così modificata dall'art. 3 del d.lgs. n. 222 del
2016)
b) disciplinano con legge le modalità per
l'effettuazione dei controlli.
• Comunicazione di inizio lavori
asseverata - CILA
NUOVO Art. 6-bis. Interventi subordinati a
Comunicazione di inizio lavori asseverata - CILA
(articolo introdotto dall‘ art. 3 del d.lgs. n. 222 del 2016)

• 1. Gli interventi non riconducibili all'elenco di cui agli articoli 6,


10 e 22, sono realizzabili previa comunicazione, anche per via
telematica, dell'inizio dei lavori da parte dell'interessato
all'amministrazione competente, fatte salve le prescrizioni degli
strumenti urbanistici, dei regolamenti edilizi e della disciplina
urbanistico-edilizia vigente, e comunque nel rispetto delle altre
normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dell'attività edilizia
e, in particolare, delle norme antisismiche, di sicurezza, antincendio,
igienico-sanitarie, di quelle relative all'efficienza energetica, di tutela
dal rischio idrogeologico, nonché delle disposizioni contenute nel
codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22
gennaio 2004, n. 42.
• 2. L'interessato trasmette all'amministrazione comunale l'elaborato
progettuale e la comunicazione di inizio dei lavori asseverata da un
tecnico abilitato, il quale attesta, sotto la propria responsabilità, che i
lavori sono conformi agli strumenti urbanistici approvati e ai
regolamenti edilizi vigenti, nonché che sono compatibili con la
normativa in materia sismica e con quella sul rendimento energetico
nell'edilizia e che non vi è interessamento delle parti strutturali
dell'edificio; la comunicazione contiene, altresì, i dati identificativi
dell'impresa alla quale si intende affidare la realizzazione dei lavori.
Comunicazione di inizio lavori
asseverata - CILA
Gli interventi possono essere eseguiti con CILA
ma nel rispetto di :
1.strumenti urbanistici comunali,
2.norme antisismiche,
3.sicurezza,
4.antincendio,
5.efficienza energetica
6.di tutela dal rischio idrogeologico,
7.beni culturali e del paesaggio, Dlgs 42/2004
8.altre normative di settore
NUOVO Art. 6-bis, comma 4
Le regioni possono estendere anche
l’elenco degli interventi eseguibili mediante
CILA
• 4. Le regioni a statuto ordinario:
• a) possono estendere la disciplina di cui al
presente articolo a interventi edilizi ulteriori
rispetto a quelli previsti dal comma 1;
b) disciplinano le modalità di effettuazione dei
controlli, anche a campione e prevedendo
sopralluoghi in loco.
• 5. La mancata comunicazione asseverata
dell'inizio dei lavori comporta la sanzione
pecuniaria pari a 1.000 euro. Tale sanzione è
ridotta di due terzi se la comunicazione è
effettuata spontaneamente quando l'intervento è
in corso di esecuzione.»
Esempio di elenco di opere
soggette a CILA

• Interventi di manutenzione straordinaria di cui


all’articolo 3, comma 1, lettera b), ivi compresa
l’apertura di porte interne o lo spostamento di pareti
interne, sempre che non riguardino le parti
strutturali dell’edificio.
Frazionamento e/o
accorpamento
• Gli interventi di manutenzione straordinaria
comprendono quegli interventi che comportano
• la ridistribuzione dei volumi nell’ambito delle
unità immobiliari di uno stesso edificio,
• opere cioè che possono implicare il
frazionamento e/o l’accorpamento di unità
immobiliari (entro la stessa volumetria) con la
conseguenza eventuale di variare il carico
urbanistico .
• Tali opere se non riguardano le strutture
richiedono la comunicazione di inizio lavori
asseverata (CILA).
Permesso di costruire
Artt. 10/21 - DPR 380 06/06/2001
Testo unico delle disposizioni legislative e
regolamentari in materia edilizia.
Art. 10 - DPR 380/2001 - Interventi subordinati a
Permesso di costruire
1. Costituiscono interventi di trasformazione urbanistica ed
edilizia del territorio e sono subordinati a permesso di
costruire:
a) gli interventi di nuova costruzione;
b) gli interventi di ristrutturazione urbanistica;
c) gli interventi di ristrutturazione edilizia, cioè quelli:
• che portino ad un organismo edilizio in tutto o in parte
diverso dal precedente
• che comportino, ampliamenti volumetrici
• che, limitatamente agli immobili compresi nelle zone
omogenee A, comportino mutamenti della destinazione
d’uso.

• 2. Le regioni stabiliscono con legge quali mutamenti,


connessi o non connessi a trasformazioni fisiche, dell’uso di
immobili o di loro parti, sono subordinate a permesso di
costruire o a denuncia di inizio attività.
Art 11 - DPR 380 06/06/200
Caratteristiche del permesso di
costruire

1. Il permesso di costruire e' rilasciato al


proprietario dell'immobile o a chi abbia
titolo per richiederlo.
2. Il permesso di costruire è trasferibile,
insieme all'immobile, ai successori o aventi
causa.
(... )E' irrevocabile ed è oneroso ai sensi
dell'articolo 16 (oneri di urbanizzazione e costo di
costruzione).
Oneri di urbanizzazione primaria
Art. 16, comma 7 - D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380

• 7. Gli oneri di urbanizzazione primaria sono relativi


ai seguenti interventi: strade residenziali,
• spazi di sosta o di parcheggio,
• fognature,
• rete idrica,
• rete di distribuzione dell'energia elettrica e del gas,
• pubblica illuminazione,
• spazi di verde attrezzato
• le infrastrutture di comunicazione elettronica
Oneri di urbanizzazione secondaria
Art. 16, comma 8 - D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380
• 8. Gli oneri di urbanizzazione secondaria sono
relativi ai seguenti interventi:
• asili nido e scuole materne,
• scuole dell’obbligo nonché strutture e complessi
per l’istruzione superiore all’obbligo,
• mercati di quartiere,
• delegazioni comunali,
• chiese e altri edifici religiosi,
• impianti sportivi di quartiere,
• aree verdi di quartiere,
• centri sociali e attrezzature culturali e sanitarie.
• costruzioni e impianti destinati allo smaltimento
dei rifiuti urbani.
Art 12 - DPR 380 06/06/2001
Presupposti per il rilascio del permesso di
costruire
1. Il permesso di costruire è rilasciato in conformità
alle previsioni degli strumenti urbanistici,
dei regolamenti edilizi e della disciplina
urbanistico-edilizia vigente.
2. Il permesso di costruire è comunque subordinato:
alla esistenza delle opere di urbanizzazione
primaria
o
alla loro previsione da parte del comune
ovvero
all'impegno degli interessati di procedere
all'attuazione delle medesime
La Legge n.106/2011 introduce
il silenzio - assenso per il rilascio del
Permesso di costruire.

• La Legge n. 106 del 12 luglio 2011 (c.d.


“Decreto sviluppo”), ha modificato
integralmente l’art. 20 del D.P.R. n. 380/2001
ed introdotto il silenzio – assenso
• (comma 8) nella procedura di rilascio del
Permesso di costruire.
Art. 20 - Procedimento per il
rilascio del Permesso di costruire
• La fase iniziale prevede la compilazione, da
parte del progettista, di una dichiarazione che
asseveri la conformità del progetto agli
strumenti urbanistici, ai regolamenti edilizi
e alle altre normative di settore aventi
incidenza sull’attività edilizia
• (norme antisismiche, di sicurezza,
antincendio, igienico-sanitarie, di efficienza
energetica).
Presentazione domanda
• La domanda viene presentata allo sportello Unico
• entro sessanta giorni il responsabile del
procedimento svolge le operazioni necessarie
(comma 3) per valutare della conformità del
progetto alla normativa vigente, e nello stesso
limite di tempo può richiedere di apportare lievi
modifiche (comma 4).
• Il termine per l’istruttoria della domanda è di 60
giorni. Tale termine può essere interrotto una sola
volta in caso di richiesta di integrazione di
documentazione (comma 5).
• La richiesta dovrà essere comunicata entro 30
giorni dalla presentazione della domanda e il
termine di 60 giorni ricomincerà a decorrere
dalla ricezione della documentazione integrativa
(commi 3 e 5).
Conferenza servizi
• Nel caso sia necessario acquisire assensi, nulla-
osta od autorizzazioni da parte di altri enti può
essere indetta una conferenza di servizi dal
responsabile del procedimento (comma 5-bis). I
• ll provvedimento finale è adottato dal dirigente o
dal responsabile dell’ufficio e notificato
all’interessato entro il termine di trenta giorni
• In caso “di progetti particolarmente complessi,
secondo la motivata risoluzione del
responsabile del procedimento”, i termini (di cui
ai commi 3 e 5) sono raddoppiati (comma 7).
Silenzio assenso
• Una volta decorso il termine per la
conclusione del procedimento (30 gg dalla
proposta formulata dal RUP – 90 totali)
senza che il responsabile abbia apposto
motivato diniego si forma il silenzio-
assenso (comma 8), eccetto i casi in cui
sussistano vincoli ambientali, paesaggistici
o culturali.
• N.B.:La Legge 98/2013 (conversione in Legge del Decreto del Fare,
DL. 69/2013) ha eliminato il silenzio-rifiuto previsto dal comma 9 per
gli immobili sottoposti a vincolo.
Riforma della Pubblica Amministrazione
Legge 124/2015
• Dal 28 agosto 2015, l'articolo 3 della legge 124/2015 -
modificando la legge 241/1990 - prevede che, se una
Amministrazione pubblica deve acquisire assensi, concerti,
o nulla osta da parte di un'altra Amministrazione pubblica per
emanare provvedimenti amministrativi e normativi, gli enti
chiamati in causa devono esprimere il proprio parere entro 30
giorni dall'invio dello schema di provvedimento. Decorsi i 30
giorni scatta il silenzio-assenso.
• L’art 3 della Legge 124/2015 estende il
silenzio assenso anche alle
Amministrazioni preposte alla tutela di beni
o aree vincolate: per l'adozione di provvedimenti
normativi e amministrativi per la tutela ambientale,
paesaggistico-territoriale, dei beni culturali e della salute
dei cittadini il termine per l'invio del parere è di 90 giorni.
• Segnalazione certificata di inizio
attività - SCIA
SCIA
• Art. 19, Legge 241/1990
• art. 49, comma 4-bis, Legge 122/2010
• art. 5, comma 2, Legge 106/2011
• art 22, comma 1, L.164/2014
• Art 22 e 23, Dlgs 222/2016
La SCIA in sostituzione alla DIA
• L’art. 19 della L. 241/1990 “Nuove norme sul
procedimento amministrativo” ha introdotto
la segnalazione certificata di inizio
attività
• L’art. 49 comma 4-bis della Legge 122/2010
(“Manovra Tremonti”) ha riformulato l’art 19
della L.241/1990.
• Per l’interpretazione dell’art. 19 della L.
241/1990 si veda l’art. 5, comma 2 della
L.106/2011
Dlgs 222/2016 - Semplificazione di
regimi amministrativi in materia
edilizia

• La SCIA sostituisce la DIA


• Viene definitivamente eliminata la DIA
• La Scia può essere presentata in alternativa
al permesso di costruire.
Art 22, comma 1
• Sono realizzabili mediante SCIA quindi:
• a) gli interventi di manutenzione straordinaria di
cui all‘articolo 3, comma 1, lettera b), qualora
riguardino le parti strutturali dell'edificio;
b) gli interventi di restauro e di risanamento
conservativo di cui all'articolo 3, comma 1, lettera c),
qualora riguardino le parti strutturali dell'edificio;
c) gli interventi di ristrutturazione edilizia di cui
all'articolo 3, comma 1, lettera d), diversi da quelli
indicati nell‘ articolo 10, comma 1, lettera c).
Il Dlgs 222/2016 modifica l’art. 22 del TU
380/20011: Interventi subordinati a SCIA
• Tra gli interventi realizzabili mediante SCIA vengono fatti
rientrare gli interventi previsti dall’art.3, comma 1, lettera b) nel
caso riguardino parti strutturali:

• "interventi di manutenzione straordinaria", le opere e le modifiche


necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli
edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e
tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli
edifici e non comportino modifiche delle destinazioni di uso.
• Nell'ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono
ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o
accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche
se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità
immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata
la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l'originaria
destinazione d'uso.
Presentazione SCIA
• la Scia, prevede la possibilità di avviare i lavori
nello stesso giorno della presentazione
dell’istanza.
• con la Scia la Pubblica Amministrazione
ha trenta giorni di tempo per effettuare le
verifiche e adottare provvedimenti di divieto di
prosecuzione dell’attività.
• Dopo questo termine, la PA ha ancora facoltà di
intervenire.
• Nel caso in cui terzi interessati facciano valere
delle motivazioni di pubblico interesse,
l’Amministrazione può decidere di annullare l’atto
d’ufficio.
Riforma della Pubblica Amministrazione
Legge 124/2015
SCIA - annullamento entro 18 mesi
• La riforma della PA stabilisce che l’annullamento
d’ufficio di una autorizzazione può avvenire al
massimo entro diciotto mesi.
• Viene modificato l’articolo 21 nonies della Legge
241/1990, che prevedeva in modo generico un
“termine ragionevole”, per l’intervento della PA,
senza dare indicazioni precise in termini di tempo.
• La misura riguarda quindi anche gli interventi
realizzati con la Segnalazione certificata di inizio
attività (Scia), che spesso sono stati oggetto di
controversie.
Autocertificazioni
Art. 19, Legge 241/1990

• La segnalazione deve essere corredata dalle


dichiarazioni sostitutive di certificazioni
e atto di notorietà, dalle attestazioni e
asseverazioni dei tecnici abilitati, dalle
dichiarazioni di conformità rilasciate dall'Agenzia
delle imprese, dagli elaborati tecnici necessari per
consentire le verifiche di competenza
dell'amministrazione
• Le autocertificazioni sostituiscono i pareri di
organi o enti appositi, così come l'esecuzione di
verifiche preventive previste dalla legge.
Art. 23-bis – DPR 380/2001
Autorizzazioni preliminari alla segnalazione
certificata di inizio attività
• 1. Nei casi in cui si applica la disciplina della
segnalazione certificata di inizio attività (...)
prima della presentazione della
segnalazione, l'interessato può richiedere allo
sportello unico di provvedere all'acquisizione
di tutti gli atti di assenso, (...) necessari per
l'intervento edilizio,
• Lo Sportello Unico dovrà poi comunicare
tempestivamente all’interessato l’avvenuta
acquisizione degli atti di assenso.
In caso di istanza di acquisizione di tutti
gli atti di assenso:
inizio lavori posticipato

• Se tali atti non vengono acquisiti entro sessanta


giorni dalla presentazione della domanda, viene
convocata la conferenza di servizi, come stabilito
dal comma 5-bis dell’art. 20 del Testo Unico Edilizia.

• il privato può dare inizio ai lavori solo dopo la


comunicazione da parte dello Sportello Unico
dell’avvenuta acquisizione dei medesimi atti di
assenso o dell’esito positivo della conferenza di
servizi.
Art. 23 bis, comma 4
DPR 380/201
• 4 All’interno delle zone omogenee A) di cui
al decreto del Ministro dei lavori pubblici 2
aprile 1968, n. 1444, (entro il 30/06/2014) i
comuni devono individuare le aree nelle
quali non è applicabile la segnalazione
certificata di inizio attività per interventi di
demolizione e ricostruzione, o per
varianti a permessi di costruire,
comportanti modifiche della sagoma.
Art.22, comma 2 – Varianti a
Permessi di Costruire
• 2. Sono, altresì, realizzabili mediante
segnalazione certificata di inizio attività le
Varianti a Permessi di Costruire che non
incidono sui parametri urbanistici e sulle
volumetrie, che non modificano la destinazione
d'uso e la categoria edilizia, non alterano la
sagoma dell'edificio qualora sottoposto a vincolo
ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio
2004, n. 42 e successive modificazioni e non
violano le eventuali prescrizioni contenute nel
permesso di costruire.
Nuovo Art. 23 del TU 380/2001
Interventi subordinati a SCIA in alternativa al permesso
di costruire
• 01. In alternativa al permesso di costruire, possono essere realizzati mediante
segnalazione certificata di inizio di attività:
(comma introdotto dall‘ art. 3 del d.lgs. n. 222 del 2016 )
• a) gli interventi di ristrutturazione di cui all‘articolo 10, comma 1, lettera c) ;
b) gli interventi di nuova costruzione o di ristrutturazione urbanistica qualora
siano disciplinati da piani attuativi comunque denominati, ivi compresi gli accordi
negoziali aventi valore di piano attuativo, che contengano precise disposizioni
plano-volumetriche, tipologiche, formali e costruttive, la cui sussistenza sia stata
esplicitamente dichiarata dal competente organo comunale in sede di approvazione
degli stessi piani o di ricognizione di quelli vigenti ( …)
c) gli interventi di nuova costruzione qualora siano in diretta esecuzione di
strumenti urbanistici generali recanti precise disposizioni plano-volumetriche.
Gli interventi di cui alle lettere precedenti sono soggetti al contributo di costruzione

• In questi casi, data la complessità degli interventi, non è possibile iniziare i


lavori nello stesso giorno in cui si presenta la segnalazione, ma si deve
attendere il termine di 30 giorni (come accadeva con la Dia).
Art. 23, comma 3, 4 –DPR 380/2001
3. Qualora l'immobile oggetto dell'intervento sia sottoposto ad
un vincolo la cui tutela compete, anche in via di delega,
alla stessa amministrazione comunale, il termine di
trenta giorni di cui al comma 1 decorre dal rilascio
del relativo atto di assenso. (... )
4. Qualora l'immobile oggetto dell'intervento sia sottoposto ad
un vincolo la cui tutela non compete all'amministrazione
comunale, ove il parere favorevole del soggetto preposto
alla tutela non sia allegato alla denuncia, il competente
ufficio comunale convoca una conferenza di servizi (…)
• Il termine di trenta giorni di cui al comma 1 decorre dall'esito
della conferenza.
• In caso di esito non favorevole, la denuncia è priva di
effetti. (…)
Centralità dell’atto di asseverazione

• il progettista si assume tutta la


responsabilità, della conformità della
della SCIA alla normativa urbanistica ed
edilizia.
• Il progettista è a pieno titolo, in questo
caso, “persona che esercita un
servizio di pubblica necessità, e
pertanto si applicano gli artt. 359 e 481
del Codice penale”
Artt. 359 e 481 del Codice penale
• 359. Persone esercenti un servizio di pubblica
necessità.
• Agli effetti della legge penale, sono persone che esercitano
un servizio di pubblica necessità: 1) i privati che esercitano
professioni forensi o sanitarie, o altre professioni il cui
esercizio sia per legge vietato senza una speciale abilitazione
dello Stato, quando dell’opera di essi il pubblico sia per legge
obbligato a valersi.

• 481. Falsità ideologica in certificati commessa da persone


esercenti un servizio di pubblica necessità. –
• Chiunque, nell’esercizio di una professione sanitaria o
forense, o di altro servizio di pubblica necessità (359), attesta
falsamente, in un certificato, fatti dei quali l’atto è destinato a
provare la verità, è punito con la reclusione fino ad un anno o
con la multa da Euro 51 a Euro 516.
Legge 7 agosto 1990, n. 241 -Nuove norme sul procedimento
amministrativo - Art. 19 (Segnalazione certificata di inizio attività -
SCIA) (articolo così sostituito dall'art. 49, comma 4-bis, legge n. 122 del 2010) (per
l'interpretazione si veda l'art. 5, comma 2, legge n. 106 del 2011) - testo integrale:
• 1. Ogni atto di autorizzazione, licenza, concessione non costitutiva, permesso o
nulla osta comunque denominato, comprese le domande per le iscrizioni in albi o
ruoli richieste per l’esercizio di attività imprenditoriale, commerciale o artigianale(…),
è sostituito da una segnalazione dell’interessato, con la sola esclusione di
• vincoli ambientali, paesaggistici o culturali e degli atti rilasciati dalle
amministrazioni preposte alla difesa nazionale, alla pubblica sicurezza,
all’immigrazione, all’asilo, alla cittadinanza, all’amministrazione della giustizia,
all’amministrazione delle finanze, ivi compresi gli atti concernenti le reti di
acquisizione del gettito, anche derivante dal gioco, nonché di quelli previsti
dalla normativa per le costruzioni in zone sismiche e di quelli imposti dalla
normativa comunitaria.
• La segnalazione è corredata dalle dichiarazioni sostitutive di certificazioni e dell’atto
di notorietà per quanto riguarda tutti gli stati, le qualità personali e i fatti (…) nonché,
ove espressamente previsto dalla normativa vigente, dalle attestazioni e
asseverazioni di tecnici abilitati, ovvero dalle dichiarazioni di conformità da parte
dell’Agenzia delle imprese(…); tali attestazioni e asseverazioni sono corredate dagli
elaborati tecnici necessari per consentire le verifiche di competenza
dell’amministrazione.
• Nei casi in cui la normativa vigente prevede l'acquisizione di atti o pareri di organi o
enti appositi, ovvero l'esecuzione di verifiche preventive, essi sono comunque
sostituiti dalle autocertificazioni, attestazioni e asseverazioni o certificazioni di cui al
presente comma, salve le verifiche successive degli organi e delle amministrazioni
competenti.