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Ippolito Domenico -Matricola in07000701 Lavoro Applicato - Corso di probabilità e statistica

Corso di probabilità e statistica


Prof. Drago

Analisi delle conseguenze ad oggi, della


recessione del 2008 sul consumo energetico
italiano in termini di gas e gasolio

Domande

Studente:
Ippolito Domenico
Matricola in07000701

Anno Accademico 2017-18


Ippolito Domenico -Matricola in07000701 Lavoro Applicato - Corso di probabilità e statistica

Negli ultimi anni il prezzo del petrolio ha subito un andamento altalenante che ha toccato i livelli più

bassi raggiunti negli ultimi decenni nel 2009 a causa della crisi economica e che poi, tra alti e bassi,

nel periodo compreso tra il 2015 e il 2016 ha subito un crollo dell’ordine del 38%.

Attualmente il petrolio si è assestato attorno ai 45-50 dollari al barili, livelli ben lontani dall’epoca

d’oro per i petrolieri, in cui raggiungeva e superava i 100 dollari al barile: le cause di tale

comportamento sono numerose e vanno cercate all’interno di un congiunturale cambiamento dei

mercati e degli scenari economici internazionali.

Le variazioni nel prezzo del petrolio hanno avuto forti ricadute sugli equilibri economici e geopolitici

mondiali; il greggio costituisce, infatti, un terzo di tutte le fonti energetiche consumate sul pianeta

e condiziona in maniera determinante l’attività di milioni di persone, di settori industriali e d’interi

Paesi. Da un punto di vista economico, il trend al ribasso è dovuto a un surplus di offerta

accompagnato da una domanda in debolissima crescita.

L’indebolimento della domanda dipende sia dal rallentamento della crescita globale, che dalle

innovazioni tecnologiche che hanno comportato un deciso innalzamento del saving energetico in

campo industriale per diversi settori e porteranno all’uso di energia solare e altre fonti rinnovabili.
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Entrando nello specifico della realtà nazionale con la finalità di esaminare sia la domanda che l’offerta di fonti

energetiche (in particolare di gas e prodotti petroliferi) italiani, sono stati analizzati i dati di consumo di gas

naturale e gasolio, nel periodo che va dal 2006 al 2015 e si è voluto esaminare l’andamento di tali consumi

anno per anno suddividendo territorialmente questi dati di consumo, in base alla singola regione.

Scopo di tale analisi è stata quella di determinare un eventuale trend dei consumi, capire se ci sono state

regioni che si sono comportate in maniera più o meno virtuosa (diminuendo i consumi in maniera marcata o

non) rispetto alle altre, e, infine si è indagato su una possibile correlazione tra i dati di consumo del gas e del

gasolio per capire se i dati, anno per anno fossero regredibili e confrontare la loro eventuale correlazione col

passare del tempo.

Come detto, i dati raccolti sono quelli relativi ai consumi italiani in termini di gas e gasolio dal 2006 (periodo

pre-crisi del 2008) al 2015: i dati sono stati estratti dai dati relativi all’attività economica Ateco forniti da

Eurostat ed elaborati da Unioncamere. Sono suddivisi in base alle Regioni Italiane e riferiti a 4 anni all’interno

dell’arco temporale considerato: 2006, 2010, 2014 e 2015.

I consumi di gas, misurati in metri cubi, hanno mostrato una flessione strutturale nel lungo periodo (2006 –

2015: -19,6%) a fronte di una popolazione in aumento di circa due milioni di individui; questo è

verosimilmente spiegabile tenendo conto di una struttura di consumo sempre più efficiente, e di una

struttura imprenditoriale meno legata a un modello produttivo energivoro rispetto al passato.

Parimenti anche i consumi di gasolio, misurati in tonnellate, hanno mostrato una flessione strutturale nel

lungo periodo (2006 – 2015: -12,8%) che seppur inferiore rispetto a quella del gas, è anch’essa indicativa di

una maggior attenzione verso i consumi e dei sistemi di riscaldamento delle strutture civili sempre più

efficiente.

È stata condotta, pertanto, l’analisi descrittiva dei dati trovati: in particolare, le elaborazioni sono state

ottenute tramite l’utilizzo del programma R, e sono state supportate da una verifica manuale dei calcoli.

Come prima cosa è stata esaminata la qualità dei dati: i dati esaminati sono di tipo quantitativo continuo e

sembrano essere di buona qualità. Attraverso un’analisi dell’edit e ricorrendo al comando summary, è stata

analizzata la effettiva presenza o meno di tutti i dati necessari: è stata rilevata un’anomalia per il dato relativo

al consumo di gas della Sardegna. Il valore del consumo suddetto risulta, infatti, nullo: è stato quindi deciso
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di considerarlo come dato mancante e, in quanto tale, è stato escluso dalle analisi successive. Per il consumo

di Gasolio non sono stati rilevati casi di dati mancanti mentre si è riscontrata la mancanza di valori “outlier”

in entrambi i Dataset.

Dall’analisi emerge che le regioni che maggiormente assorbono gas sono quelle maggiormente

industrializzate, con in testa la Lombardia, seguita da l’Emilia Romagna, il Piemonte, il Veneto e, nel Sud, la

Puglia. Fanalini di coda risultano essere la Basilicata e la Valle d’Aosta, per la quale il consumo di gas e più di

200 volte minore di quello lombardo. I dati del consumo di Gasolio hanno solo parzialmente confermato

quanto emerso da quelli relativi al gas: infatti, anche se le regioni che maggiormente assorbono gasolio sono

quelle maggiormente industrializzate (prima tra tutte la Lombardia), per le regioni in coda ci sono delle

sostanziali differenze. Ad esempio, regioni dal clima mediamente caldo come la Basilicata vengono scavalcate

da regioni che risultano consumare decisamente meno gas di esse: è il caso ad esempio della Val d’Aosta che

risulta consumare “solo” 20 volte meno gasolio della capolista Lombardia.

Questo comportamento è spiegabile con il fatto che gli insediamenti abitativi valdostani, oltre a dover

sopportare un clima rigido per gran parte dell’anno, sono di solito collocati in zone isolate e impervie da

raggiungere, in cui la rete di metano non è presente e quindi si ricorre ad un uso massiccio del gasolio per

riscaldare gli ambienti civili.

Per entrambi i Dataset è stata rilevata una crescita dei consumi nell’ultimo anno di rilevazione (+1,9%) in

quasi tutte le regioni, probabilmente in ragione di una ripresa dell’attività produttiva che ha trainato i

consumi dei beni energetici.

Sono stati realizzati un grafico a barre ed un boxplot per ogni anno campione; per ottenerli è stato utilizzato

R, ricavando dei vettori da ogni colonna dei dataset. La loro analisi ha confermato quanto intuitivamente

dedotto dall’esame dei dati elaborati dal summary: è stata in tal modo terminata l’analisi descrittiva

univariata.

Queste interessanti considerazioni hanno fatto nascere l’esigenza di verificare se vi fosse una relazione tra i

consumi delle due fonti fossili combustibili esaminate: a tal fine, in R, è stato calcolato, anno per anno, il

coefficiente di correlazione tra i dati del consumo di gas e del consumo di gasolio al fine di verificare il

sussistere di una correlazione tra i dati. Preventivamente, sono stati graficati gli scattering plot per ogni anno:
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dal punto di vista grafico è sembrato possibile provare ad utilizzare una regressione lineare per correlare i

dati e si è quindi proceduto cercando di ricavare i coefficienti b e a della retta di regressione: y = a + b* x.

Sono stati calcolati in R i 2 coefficienti caratteristici con il metodo dei minimi quadrati (OLS) e con essi i residui

della regressione, cioè la differenza tra i valori osservati e i valori previsti dalla retta.

Come prevedibile i residui assumono valori attorno allo zero: questo è stato evidenziato tracciando il grafico

dei residui contro la variabile esplicativa.

È stato inoltre ottenuto il valore dell'indice di determinazione di R2 per la retta di regressione pari al rapporto

tra la varianza spiegata e la varianza totale. La varianza spiegata è la varianza dei valori previsti e, essendo la

media dei valori previsti pari alla media della varianza dipendente, mentre la varianza totale è la varianza

della variabile dipendente y.

Nel caso di regressione lineare semplice come quello esaminato, l'indice di determinazione R2 coincide con

il coefficiente di correlazione al quadrato: dai calcoli è risultato che le rette di regressione spiegano

mediamente l'89% della varianza totale.

I risultati ottenuti hanno quindi messo in evidenza che i consumi di gas e di gasolio, pur se caratterizzati da
specificità uniche che li contraddistinguono in maniera piuttosto marcata, sono ben correlati tra di loro, e
quindi la regressione lineare che sembra legarli risulta essere sufficientemente buona.