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Politecnico di Torino

Corso di Laurea in Ingegneria Edile


Impianti Elettrici - A.A. 2017-2018
Prof. E. Pons

Esercizi
Esercizio 1
Quesito
Una cabina MT/BT, dotata di due trasformatori trifasi uguali in parallelo, alimenta tramite tre linee in cavo i
reparti A, B e C. I fabbisogni di potenza dei tre reparti e le lunghezze delle relative linee sono riportati nella
seguente tabella:
Reparto P [kW] cos φ η fc fu Linea Lunghezza [m]
A 15x3 0.80 0.88 0.9 1 L1 200
B 65 0.85 1 1 1 L2 110
C 70 0.85 1 1 1 L3 40

Notare che il carico del reparto A è costituito da 3 motori asincroni uguali aventi ciascuno potenza nominale 15
kW, rendimento 0.88, fattore di potenza 0.8. Per questo reparto si consideri unitario il fattore di utilizzazione e
pari a 0.9 quello di contemporaneità. Il quadro del reparto A, inoltre, è dotato di un rifasamento distribuito R2
che riporta a 0.9 il fattore di potenza sul quadro. Tutti i carichi sono ohmico-induttivi.
Le linee sono tutte trifasi senza neutro e realizzate in cavo unipolare con guaina isolato in PVC posato in aria
libera. La temperatura ambiente è di 30 °C. La tensione nominale del sistema BT è 400 V. Ai fini dei calcoli
richiesti si consideri infinita la potenza di cortocircuito nel punto di consegna MT.
Determinare (usando le tabelle allegate):
a. le correnti d’impiego delle tre linee; [IbA = 74 A, IbB = 110 A, IbC = 119 A]
b. le correnti nominali IN dei tre interruttori automatici posti a protezione delle linee, nel rispetto della
normativa finalizzata alla protezione contro i sovraccarichi; [InA = 80 A, InB = 125 A, InC = 125 A]
c. le sezioni delle tre linee in cavo; [S1 = 16 mm2, S2 = 35 mm2, S3 = 35 mm2]
d. la potenza reattiva teorica della batteria di rifasamento centralizzato R1 al fine di ottenere tg f = 0.5
sulle sbarre del quadro principale QP (si trascurino gli assorbimenti attivi e reattivi delle linee); [15.5
kvar]
e. i trasformatori (uguali) da installare in cabina tenendo conto di un sovradimensionamento del 30 %
per ampliamenti futuri; [2 x 160 kVA]
f. la corrente di cortocircuito massima della linea L3 necessaria per il dimensionamento della protezione
contro i cortocircuiti. [Iccmax = 7.7 kA]

Correnti nominali degli interruttori automatici: 10, 16, 20, 25, 32, 40, 50, 63, 80, 100, 125, 160, 200, 250,
320, 400 [A].

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Linee in cavo unipolare con guaina isolato in PVC

Sezione (mm2) 6 10 16 25 35 50 70 95 120 150


Iz (A) 46 63 85 112 138 168 213 258 299 344
R (mΩ/m) 3.71 2.24 1.41 0.889 0.641 0.473 0.328 0.236 0.188 0.153
X (mΩ/m) 0.135 0.119 0.112 0.106 0.101 0.0965 0.0975 0.0939 0.0928 0.0908

Trasformatori trifasi in resina 20 kV / 400 V

Potenza nominale [kVA] Vcc % Pcc [W] I0 % P0 [W]


100 6 1800 2.5 450
160 6 2300 2.3 650
250 6 3400 2.0 880
315 6 4000 1.8 1030

Soluzione
a)
potenza impegnata dal carico A: PA = 46 kW, QA = 22.3 kvar (rifasata), cosφ = 0.9
potenza impegnata dal carico B: PB = 65 kW, QB = 40.3 kvar, cosφ = 0.85
potenza impegnata dal carico C: PC = 70 kW, QC = 43.4 kvar, cosφ = 0.85
correnti d’impiego: IbA = 74 A, IbB = 110 A, IbC = 119 A

b)
correnti nominali protezioni: InA = 80 A, InB = 125 A, InC = 125 A

c)
sezioni linee: S1 = 16 mm2, S2 = 35 mm2, S3 = 35 mm2

d)
potenze totali assorbite: Ptot = 181 kW, Qtot = 106 kvar
potenza reattiva rifasata: Q’tot = 90.5 kvar
potenza reattiva di rifasamento: QR = 15.5 kvar

e)
potenza apparente di dimensionamento: Sdim = 1.3 Ptot / 0.9 = 263 kVA
scelta trasformatori: 2 x 160 kVA

f)
parametri del trasformatore: In = 231 A, Zcc = 60 mΩ, Rcc = 14 mΩ, Xcc = 58 mΩ
impedenza equivalente del parallelo: Z// = 7 mΩ + j 29 mΩ
impedenza della linea L3: ZL3 = 25.6 + j 4 mΩ
corrente di cortocircuito massima per L3: Iccmax = 230/ Z// = 7.7 kA

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Esercizio 2
Quesito
Si consideri il sistema elettrico in figura, alimentato da una terna di generatori trifasi alla tensione nominale di
15 kV e frequenza nominale 50 Hz. Il trasformatore MT/BT ha tensioni nominali 15 kV (primaria) e 400 V
(secondaria). I carichi alimentati dalle linee B e C hanno un coefficiente di contemporaneità unitario. I carichi
alimentati dalle linee A, D ed E hanno un coefficiente di contemporaneità pari a 0.88. Con l’ausilio delle tabelle
allegate, si richiede di:
a) scegliere il trasformatore, ipotizzando un margine del 20% per futuri ampliamenti;
b) calcolare i parametri longitudinali e trasversali del trasformatore scelto, sulla base dei dati di targa;
c) determinare le correnti nominali dei dispositivi di protezione, le sezioni e le portate delle linee in cavo,
considerando cavi unipolari isolati in PVC posati entro tubi, temperatura ambiente 30°C;
d) verificare che la caduta di tensione percentuale relativa all’alimentazione dei carichi B e C non superi il
limite del 4% (caduta calcolata tra il quadro principale BT ed il carico).

Tabella trasformatori

Potenza nominale [kVA] 100 160 250 315 400 500 630 800 1000
Perdite nel ferro [W] 450 650 880 1030 1200 1400 1650 2000 2300
Perdite a carico (75°C) [W] 1800 2300 3400 4000 4800 5700 6800 8200 9600
Tensione di cortocircuito % 6 6 6 6 6 6 6 6 6
Corrente a vuoto % 2.5 2.3 2.0 1.8 1.5 1.5 1.3 1.3 1.2

Corrente nominale degli interruttori (valori unificati): 6, 10, 16, 20, 25, 32, 40, 50, 63, 80, 100, 125, 160, 200,
250, 320, 400, 500, 630, 800, 1000, 1250 [A].

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Soluzione
Per il dimensionamento della linea A, il coefficiente di contemporaneità è unitario, per cui PA = PB + PC = 87 kW e
QA = QB + QC = 49.3 kvar.

Per il calcolo delle potenze totali, si ha invece kC = 0.88, per cui si ottengono Ptot = kC (PA + PD + PE) = 173.4 kW e
Qtot = kC (QA + QD + QE) = 112 kvar, da cui Stot = 206.4 kVA, e impiegando il margine di aumento del 20% si ottiene
Sdim = 248 kVA. Il trasformatore avrà quindi Sn = 250 kVA, con i parametri vcc% = 6%, Pcc = 3.4 kW, P0 = 0.88 kW e
I0% = 2%. Con le usuali procedure si ricavano i parametri RT = 8.7 mΩ, XT = 37.5 mΩ, R0 = 255 kΩ e X0 = 46 kΩ.

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Per la determinazione delle correnti di impiego delle condutture, delle correnti nominali delle protezioni e della
sezione e portata dei conduttori, si impiegano su ogni linea le relazioni IB = P/(√3 Vn) e IB <= IN <= IZ, utilizzando le
tabelle apposite. Si ottengono i valori riportati nella tabella sottostante.

Per le linee A e B, i parametri rL e xL per unità di lunghezza dei conduttori, ricavati dalla tabella allegata, e la
lunghezza l della linea permettono di ottenere RL = rL l e XL = xL l. La caduta di tensione percentuale si ricava per
le linee A e B di interesse dall’espressione ∆V% = 100 (RL P + XL Q) / Vn2. La caduta di tensione totale sul carico B
si ottiene sommando Vtot% = VA% + VB% = 2.6%, che rispetta il limite indicato. Per il carico C, le linee hanno gli
stessi parametri, per cui il risultato è identico.

linea A B C D E
Sn [kVA] 100 50 50 100 35
IB [A] 144.3 72.2 72.2 144.3 50.5
IN [A] 160 80 80 160 63
IZ [A] 171 89 89 171 68
S [mm2] 70 25 25 70 16
RL [mΩ] 19.7 5.9
XL [mΩ] 44.5 5.3
∆V% 1.3% 1.3%

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Esercizio 3
Quesito
Un relè differenziale da 500 mA protegge un carico resistivo Rc = 25 Ω alimentato a 230 V. Si trascurino le
impedenze dei conduttori e delle bobine del relè. L’inserimento di una resistenza R = 300 Ω come indicato in
figura provoca l’intervento del relè? Motivare la risposta con i necessari calcoli.

Soluzione
Se si trascura l’impedenza delle bobine del relè, entrambe le resistenze R e Rc sono sottoposte alla tensione di
230 V. Nella resistenza trasversale R circola perciò la corrente I = 230/300 = 767 mA, mentre nella resistenza di
carico Rc circola Ic = 230/25 = 9.2 A. Indipendentemente dalla presenza di Rc, la corrente I costituisce una
corrente differenziale perché non attraversa la bobina superiore del relé ma ritorna solo in quella inferiore.
Poiché il relè ha Idn = 500 mA, si ha che 767 > 500 e quindi il relè interviene. Si noti che la resistenza R è quella
che viene inserita nei relè differenziali per la verifica del funzionamento (tasto di prova).

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Esercizio 4
Quesito
In una villetta a due appartamenti A e B i due proprietari decidono di alimentare una pompa dell’acqua P, in
comune tra loro, mediante due linee monofasi indipendenti derivate dagli impianti elettrici dei rispettivi
appartamenti. Ciascuna linea è comandata da un interruttore unipolare posto sul conduttore di fase. Sapendo
che i due appartamenti sono alimentati dalla stessa fase della distribuzione pubblica e che ciascuno di essi è
protetto da interruttore magnetotermico differenziale, discutere se questo tipo di collegamento, pur in assenza
di guasti, funziona correttamente.

Soluzione
La figura mostra lo schema elettrico complessivo del sistema con tutte le correnti che lo attraversano.

I due impianti A e B sono alimentati dalla stessa linea di distribuzione monofase (fase-neutro). Le protezioni di
ciascun impianto sono rappresentate dai soli relè

differenziali (anelli). Se il condomino A decide di alimentare la pompa dal proprio impianto (TA chiuso e TB
aperto), la corrente di fase I proviene dall’impianto A, attraversa l’impedenza della pompa e si chiude
attraverso il parallelo dei conduttori di neutro di entrambi gli impianti. Supponendo uguali le impedenze dei
due rami di ritorno, le due correnti di ritorno valgono I/2 ciascuna. Il differenziale A avverte quindi una corrente
differenziale Id = I − I/2 e scatta. Scatta anche il differenziale B, che avverte una corrente differenziale Id = 0 −
I/2. In conclusione, questo tipo di collegamento non può funzionare. La soluzione è semplice: i due interruttori
devono essere bipolari (fase-neutro), meglio se interbloccati, in modo che chiudendo TA automaticamente si
apre TB e viceversa.

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Esercizio 5
Quesito
Un carico trifase equilibrato ha i seguenti dati di targa:
Vn = 400 V, Pn = 60 kW, cos ϕn = 0.7.
In parallelo al carico è collegata una batteria di condensatori di rifasamento avente Vn = 400 V, Qn = 100 kvar. Il
carico e la batteria di rifasamento sono collegati alla cabina di alimentazione mediante una linea avente RL =
100 mΩ e XL = 300 mΩ. Quale tensione occorre applicare alla partenza della linea per ottenere sul carico la sua
tensione nominale?

Soluzione
Il sistema è rappresentato nella figura seguente:

RL = 100mΩ XL = 300mΩ
ZL = RL + jXL P2 , Q2 PL , QL

V1=? I VN=400V
Carico

QC
VN=400V
PN=60kW
Rifasamento cosfN=0,7

VN=400V
QN=100kvar
Poiché il carico è alimentato alla sua tensione nominale assorbe la potenza nominale:
𝑃𝑃𝐿𝐿 = 𝑃𝑃𝑁𝑁
Si possono quindi calcolare la potenza apparente e la potenza reattiva assorbite dal carico:
𝑃𝑃𝐿𝐿
𝑆𝑆𝐿𝐿 = = 85.7 𝑘𝑘𝑘𝑘𝑘𝑘
𝑐𝑐𝑐𝑐𝑐𝑐𝜑𝜑𝑁𝑁
𝑄𝑄𝐿𝐿 = �𝑆𝑆𝐿𝐿2 − 𝑃𝑃𝐿𝐿2 = 61.2 𝑘𝑘𝑘𝑘𝑎𝑎𝑟𝑟
Poiché anche la batteria di rifasamento è alimentata alla sua tensione nominale, fornisce la potenza reattiva
nominale:
𝑄𝑄𝐶𝐶 = 𝑄𝑄𝑁𝑁
Sulla linea transitano quindi le potenze:
𝑃𝑃2 = 𝑃𝑃𝐿𝐿 = 60 𝑘𝑘𝑘𝑘
𝑄𝑄2 = 𝑄𝑄𝐿𝐿 − 𝑄𝑄𝐶𝐶 = −38.8𝑘𝑘𝑘𝑘𝑘𝑘𝑘𝑘

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A questo punto il problema può essere risolto in due modi, calcolando la caduta di tensione esatta
sull’impedenza di linea e quindi la tensione V1, oppure utilizzando la formula della caduta di tensione
industriale.
Calcolo esatto:
la corrente che circola sulla linea è:
𝑃𝑃2 − 𝑗𝑗𝑄𝑄2
𝐼𝐼 ̅ =
√3𝑉𝑉𝑁𝑁
e la tensione V1:
𝑉𝑉�1 = �𝑉𝑉��𝑁𝑁� + √3 𝑍𝑍���𝐿𝐿 𝐼𝐼 ̅
Ed in modulo:
𝑉𝑉1 = 389.8 𝑉𝑉
Calcolo approssimato:
la caduta di tensione industriale sulla linea può essere calcolata come:
𝑅𝑅𝐿𝐿 𝑃𝑃2 + 𝑋𝑋𝐿𝐿 𝑄𝑄2
∆𝑉𝑉 = = −14.1 𝑉𝑉
𝑉𝑉𝑁𝑁
E la tensione V1:
𝑉𝑉1 = 𝑉𝑉𝑁𝑁 + ∆𝑉𝑉 = 385.9 𝑉𝑉

Poiché globalmente al nodo di carico viene generata potenza reattiva (la batteria di rifasamento è
sovradimensionata rispetto al carico da rifasare) la tensione a fondo linea è più alta che ad inizio linea.
Per alimentare il carico alla tensione nominale è quindi necessario applicare ad inizio linea una tensione
minore.

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Esercizio 6
Quesito
In un impianto elettrico domestico può essere impiegato un interruttore differenziale da 100 mA? In caso
affermativo contro quali tipi di contatto può proteggere?

Soluzione
Un interruttore differenziale da 100 mA può essere utilizzato per proteggere apparecchiature fisse. Per la
protezione delle prese a spina è obbligatoria l’installazione dell’interruttore differenziale ad alta sensibilità
(cioè con corrente differenziale nominale inferiore o uguale a 30 mA).
L’interruttore differenziale da 100 mA protegge contro i contatti indiretti se coordinato con l’impianto di terra.
L’interruttore differenziale ad alta sensibilità costituisce anche una protezione addizionale contro i contatti
diretti.

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Esercizio 7
Quesito
Un interruttore magnetotermico con In = 16 A, dotato di relè differenziale da 30 mA, protegge un impianto
elettrico monofase (fase - neutro). Se si verifica nell’impianto un guasto ad alta impedenza tra fase e neutro
che fa circolare una corrente di guasto di 2 A, le protezioni sono in grado di intervenire? In caso affermativo,
interviene la protezione magnetotermica o quella differenziale? Motivare la risposta.

Soluzione
Non può intervenire né il relè differenziale, perché la corrente di guasto circola su fase e neutro con versi
opposti dando quindi somma nulla, né lo sganciatore magnetotermico, perché la corrente di guasto che circola
è inferiore alla sua corrente nominale.
In conclusione, questo tipo di guasto non può essere rilevato.

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Esercizio 8
Quesito
L’impianto elettrico di una palazzina è monofase a 230 V e adotta il sistema TT. La protezione generale è
affidata a un interruttore magnetotermico con relè differenziale da 300 mA. L’impianto di terra, di qualità
scadente, ha resistenza 75 Ω. Spiegare, svolgendo se necessario qualche calcolo, se questo relè differenziale
può intervenire contro: 1) i contatti diretti; 2) i contatti indiretti.

Soluzione
La prescrizione normativa per la protezione contro i contatti indiretti nei sistemi TT è rispettata. Infatti:
𝑈𝑈𝐿𝐿
75 = 𝑅𝑅𝐸𝐸 ≤ = 166.7Ω
𝐼𝐼𝑑𝑑𝑑𝑑
Per quanto riguarda invece i contatti diretti, il relè differenziale costituisce una protezione addizionale solo se è
ad alta sensibilità. In questo caso quindi il relè non può proteggere contro i contatti diretti.

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Esercizio 9
Quesito
Spiegare il principio di funzionamento del relè differenziale, servendosi di un disegno che rappresenti gli
elementi costitutivi e delle equazioni che legano le grandezze elettromagnetiche coinvolte.

Soluzione
Finché If = In il flusso magnetico φ nel toroide è uguale a zero.
Quando, per un guasto, la corrente Ig = If - In circola al di fuori del toroide, si ha una variazione di flusso e, per la
legge di Faraday-Lenz una tensione sulla bobina verde. Quando la corrente Ig supera la corrente differenziale
nominale Idn si ha il comando di apertura dell’interruttore.

F
N

Relè
x

IF IN

IG φ

Carico

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Esercizio 10
Quesito
In un sistema TN-S trifase a 400 V concatenati si verifica un guasto non franco fase-massa di impedenza 5 Ω.
L’impedenza del conduttore di fase tra cabina e punto di guasto è 150 mΩ e quella del conduttore PE è 300 mΩ
(considerare puramente resistive entrambe le impedenze). Il sistema è protetto da un interruttore
magnetotermico avente corrente nominale 100 A e dotato di differenziale da 500 mA. Tracciare lo schema
elettrico del guasto e su di esso il percorso della corrente di guasto. Calcolare la corrente di guasto e la tensione
di contatto a vuoto nel punto di guasto. Spiegare quali protezioni possono intervenire.

Soluzione
Lo schema elettrico del guasto è mostrato in figura:
IG F1 ZF
x
ZG
UN=400V F2
x

Id
F3
x

N
x

ZPE
PE

VC0

𝑈𝑈𝑁𝑁
𝐼𝐼𝐺𝐺 = = 42.37 𝐴𝐴
√3(𝑍𝑍𝐹𝐹 + 𝑍𝑍𝐺𝐺 + 𝑍𝑍𝑃𝑃𝑃𝑃 )

𝑉𝑉𝐶𝐶0 = 𝐼𝐼𝐺𝐺 𝑍𝑍𝑃𝑃𝑃𝑃 = 12.71 𝑉𝑉

Interviene il relè differenziale perché 𝐼𝐼𝑑𝑑𝑑𝑑 = 500𝑚𝑚𝑚𝑚 < 𝐼𝐼𝐺𝐺

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Esercizio 11
Quesito
Come si esegue la prova in cortocircuito di un trasformatore? Quali parametri consente di ricavare? Tracciare lo
schema elettrico della prova e spiegare il procedimento.

Soluzione
La prova in corto circuito si esegue collegando in corto circuito il secondario del trasformatore ed
alimentandolo a tensione ridotta. La tensione viene alzata gradualmente fino a quando nel secondario circola
la corrente nominale. A questo punto si misura la tensione applicata a primario, che prende il nome di tensione
di corto circuito. Normalmente viene espressa in percentuale rispetto alla tensione nominale: vcc%.

E’1cc I’’1N

E’2cc I’’2N

E’3cc I’’3N

In queste condizioni di funzionamento si misura anche la potenza attiva assorbita dal trasformatore; tale
potenza viene definita perdite a carico Pcc.

Per mezzo della prova di corto circuito si riescono a determinare i parametri longitudinali del circuito
equivalente, che rappresentano le perdite nel rame ed i flussi dispersi.

Zcc

Rcc Xcc

G0 B0

Y0

Note la tensione nominale e la potenza nominale del trasformatore si calcola l’impedenza base del
trasformatore:

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𝑈𝑈𝑛𝑛2
𝑍𝑍𝑏𝑏 =
𝑆𝑆𝑛𝑛

Si calcolano quindi i parametri longitudinali:


𝑣𝑣𝑐𝑐𝑐𝑐 %
𝑍𝑍𝑐𝑐𝑐𝑐 = 𝑍𝑍𝑏𝑏
100
𝑃𝑃𝑐𝑐𝑐𝑐
𝑅𝑅𝑐𝑐𝑐𝑐 = 𝑍𝑍
𝑆𝑆𝑛𝑛 𝑏𝑏

2 − 𝑅𝑅 2
𝑋𝑋𝑐𝑐𝑐𝑐 = �𝑍𝑍𝑐𝑐𝑐𝑐 𝑐𝑐𝑐𝑐

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