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rum fidçm h” _l' .:gps [nav` noſtra
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Dclyajum da: Moxxbondx, e a'
Condanflíaçì* à Morte" 'L
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Dell’ntellmza a abilità, 4)“.
cçffltù z d'aintar. 35m ,.ñ
@rire-L CAP.~ I.. ~
'- - .5 Affioma di S. Toma
' ſo, d’An‘ſtorelem co
, muncmente di tutti
~. gl’alcrí-Teologh *e
‘ ' filoſofi,rh’i mezzi”:
‘le vie,.per conſe‘guir’vn fine,ordí~ '
naxiameme ſi vclkono della mali
tia.ò bontà dell’iſteſſofine;e per
ciò,quando i] fine-è cattiuo , ſono
fimílmcnte cattivi ímezzí, e quà'—
do quello .è buono , tono anco
quelli, regolarmente buoni. `Di
modqxhe quantonn‘glíore z ò ‘
Peggiore è il fine, :mio miglìgria
. l
2 Parte Aíuiàdo’Mor-íl.
ò pcégíorí ſogh'ono eſſer’í mezzi‘È
i tal S.Agoſtín0.
dit-ſe ne ordinati.Jean-”dum
Quindíè ch
,ac-1 `
'Ai-:uſ fini: , propter quem ”eran-”r , (ſi
hb.: da
M”. :alpaóe'lír , 'Ud [UMANI-'r , _ſn-'tm-`
Eccleſ. düm boe-ſvn” opera ”05” :flip-:Ji
U’ Ma lim’vcllaua’aóiíia .
flirt. 1 Queſto preſoppoflo , chi chia-4
c, 13. tamente non vede g quanto eccel
lentewtílnè neceſſaria o .era fia.
l‘eſſercítar-fi in aiutar’í cdeli nel
tempo della !ot morte? poíçhe il
fine non è altro , ſe non che muo
iano bene nel Signore, e ”dano i
godere la ſu: Sant; gloria, vltímo
inc, per il quale fù l‘huomo crea
to. E ſe fiamo obbligati à ſoccor
rere , a: aiutar‘i nom-i Fratelli o
quando queſti ín ofiremz neccflìtî
l ricrouanozperche non ſi dcucm
parimentc . anni molto più,aíuu- `
ſe.: ſoccorrere nelcempo della.:
- lor mortefluando h neccflìcàè la
maggiore.: la più :Mems , che vi
Ea? Impercioche all‘horaí :mii
gni ſpiriti vſano ogni lor’arte , 8c
aſtutímccíò con irremedíabíl di
no paflino dalla morte temporale
dramma. come lo dice il Proſer
PÌ‘ÎP- Dauíd- ”fit-duna” ”em ob
n.1. 3,53535!. Ilcdcagnoèlìvltíma
PH‘.

r" ' 'I Zonda-”ati o nor”.
.ll-te del corpo , e viene dal Pro.
eta incdo per l'vltímo giorno
della vita. Queſhſù I: maícdìt
tìone , che diede Dio a! ſerpente .
T12 înſidñflóerir-calunto ci!” . De ‘Gu. 3.'
gl’cffctti d‘clh quale fortemente., \ ’o
temendo [’iſteſſn Pro ſet:. diceua.
Ca”- k‘m-ióo i” di': mala Sin-‘guitar Pſalm;
y cale-nm‘ ma'a’rcndaóit m. E fi 4!. 6.
come. ancorch- tutt'ü corpo hab
bia i1 Sex-peace d—i peſtíkèro vele
no infetto , quellod-però in partì—
colzrcflhe nella co a tienemſco
flo,è, e ſuole raggíoneuoímentu
flimarſi più patente,e moreiſero ;
così, ancorche in tun‘il tempo
della non” vita procuri il Dc
monio angelemrcí.; con tutto ciò
con maggflor tom , cub-bia pro-_f
cura cio fare nell'hora della noñ
(In morte.comc quello . che :2,
che li reſh poco tempo per Far
re a dell‘anima delmoribondo.
a ”rr-uè- ndrínſi legge nell‘A- '
pocaliſſc . che dífle quella voce a! .0-02
l’Euangelíſta Giovanni , quà-dc n. u.
fufllit Biala!” ad 'Dar , ſul”:
in”: png”:- .fiknrqnàdmoditi
:cn-P” bu”. Il che nen conſci** 7 ‘Ì.
mato dal Profeta Geremia,il qua..
le dice. QR”: n'a-'min' ci”: app”. The-r
’ . è 3 L'I: J? e'
-4 Parte l. Aiutode’MaFìo. f,
bendcrus! eam’i‘ntcr anguffiai‘ .
Chiama anguſtíe il cem`p0 della.:
morte, nelqualeimpìeganoí De;
{noníj c_utciiloro {kracagemmi , 8:
inganm. . , ’
Eñſe táto fi fuol’eſſagerare l’ob - A
b'lígo , c'habbiamo d‘aiuzar quch È`
li, rh’in pericolo di perde.: 1a..- ’
vira corporale fi rítrouano; q uan—
to più ſi deue eſſagerare ‘quello, ‘
c’habbiamo 1 di ſoccorrer co
loro, che Hanno già in proffimo
,pericolo d’eternamente dannarſit
.Poiche i mqtibondi,c condannati
ì morte dalla Giuſtjtíafflltro tem
.po non hanno per poter’elſer’a
lumi, nè la lor - neceflìtà panſte.,`
dilatione alcuna: impercìochp
.vm volta dannati, poco gian-:ran
no loro doppo gl’alcri :luci di Sa
crificíízdígmní,orationí, e pani@
ſiz: :elſendo l’iflante dçſhç merce.:
j] pontç,ch'vnílc,equeſta vita con
‘ lÎeternítà: e ſe non ſono aíuxzrí
nel paſſaggio di queſto ponte, E.:
Beck]. per ſempre finito per effi. J'af mi
i Kñ 3o dcrít lignum ad .Aug/_7mm ñ, a” ad
;Aquílnqmjn qupcuuque Iocp ml'
leríhüí ”indice Iſo Spirito' ſanto.
Se l’huomo morirà bencníçroue—
;à l’Auíxrodellîcccrm ſaluçç ,- ma
` ñ'- l’. f. ſe
,ñ T"- ’i 7"'
I
"

.E condannati A mir” . 5
` ic male,ſarà buttato all’Aquiione
d'vn’íneiiinguìbii’ſuoco . Again': Anguil
1'” di: i/?a qui: mar-'lundice A-go-‘ ep :ad
’Rino , tali: i” dic illo indixabílur.
Nello fiato, che lìhuomo muore,
in quello ſarà nell’vlcímo giorno
giudicatoſſenn ſperanu ,che ſu
gli poſſa porger’aíutó,ò applica'
alla‘ ſua ſciagura rimedio alcuno
per tutta l’eternità. V!…

Cbi potrà negare, che non la.:


...l
Gola’ lodeuoleofl‘erir ſacrifici",ora
tioni , è penitenze per l’animedel
Purgatorio? Hot intenda ogn'v-g',
no, che non è meno lodeuole a o‘
plicar queſti mezzi per quelli,c ç
?x
tkanno già alla morte vicini ; :iu-1'; x.
.r'
tandoii in oltre con ſanti auuer
timenti ,~ 6: animandoli à coragñ,
gioſamente combattere contro
gl'inganni del Demonioín sì e—
xicoloío tempo, ö: ìrefifier’a u.
ſue diaboliche, e peruerſe fugge
ſh'oni. pram'cando il modo di ſu—
perarle per conſeguire per que
ſta via l’eterna vita . Per ciò ſu
s’haueſſeà porre in nóſtta elet- '
tione'ò liberare molte anime dai
le pene del Purgatorio-,ò pur’im-Ì
edite', che npn fi danni vm ſola,
douexefflmo prima procurare Yes,
A 3 ì SCI.:
W
6 - Parte I. dieta di’ Morì).
terna ſalute di quem [bimbe fa..
temporale dimoſte. mcorche sa'

íncomuenientc . che molti Giu-ſh'


per migliaia d'anm patìſchíno-gu
ui tormëtí,e fi dif-:riſchi loro l’en
‘ tra:: :Ha gloria
del Paradiſo , di
queſto, ch’è il din…? pel-ſempre
Vna ſol’am'ma- Hot' lè da”: pietà ,
che verſo l'am'rpe dc’ Giuſh' defó

cagionaríí verſo
mohíflími, e Hrmrdímríj anto
, h'aìutan’dtríàben mo
rire-Eſſendo &az; com :acide
ne maggiore la miſem della mor
tç enemy-.Ha quale , fè npn_ ſono
mrouano vxcmz, dx quel~
’o , ch'è qualñuogha :kr:
tim calamità temporale.
A quellofi utile, è'neceffirío
Pmi; eſercitio eſſere: lo Spirito ſanto
a’. ” ‘ dicendo . Er” a”,

a {marte condotti, e non ceſſare


:a: coloro. chç ſono all'u
I
"
-Î *~ ‘* vr

I condannata' a non:. 7
:ſmo paſſaggio da quella all'altra
uit: menatí. Ec altrouc. I” regna‘: Faz),
’nonno‘, rcquíefierefae memoria”. 38. .4.
ci”: , ó conſolarcjllnm ì” exit”
ſpirit-:fui-Nel ripoſo di quello ,
che muore, fàche ripoſr ancora I:
ſua memoria,c conſorzio nelv tem
o, ch'i! ſuo ſpirito flà per ufciÌ-z
ene ui: dal corpo.
- Quindi è che Dìmche nelle ſue
opre l’coprcl’infim’u ſu: fa im—
Îz:,qumdo hà voluto conſo :tu
‘Alcuni de' ſuoi amici nel perico-î
[oſo tempo della morte , è fiato
ſolito ínuíax loro huomíni di ai:.
nica, iquah’ dcſſero loro animo ,e
gli toglíeſſero il natural timore,
che ſuole in quell'cſtremo punto
aſſaüre. Così lo pnnícò colRè
Ezecbía , al qual'imu'ò il Profeta
Hai-.homo ſanto,& alqualc un 4. la‘.
Serafino col fuoco purificare ha* 3°- ì
”ma le labbtagccíò l'auiſafl'c la uí-z`
cinamorte. & inſieme lo conſo
laſſc, e l’animatſe à confermati
col dmín uo!~ere.E Vitiello hà pra:
tic-romeo altre uolte con altri .
Per darci in ciò ad _intendere qui
to importi &faiuto . confidi.”
‘ Conſolationç de' ſuoi ſemi ilL-v
quel ;el-po.“ quali rinuigoxito
,A 4 I3
8- Parte I‘m-fiuto dc’ Marſh.
ij moribçndmpofla per ta] mczz
taxîaçqmflo dell’eterna ſalute.
:D'j zlzutlébefi Picardkr’ſifl’íja.
fermano'lpriricipío ddlöfl‘ ’
. infermità... fl r
,c- .4` e. _~ I'I‘.
Vñbíto :ch’alcçmo fi vedrà dal;
~ *la manodi Dlb'e er mezzo -di
grana infermità a‘ffz ico , hà date-ì
nel: per coſa cerca , 8; infallibile ,1
che, ſeglie l’hàmm data la dimm'
prouídenu per gaſtigo de' ſuoi
pec'catí, nö ſarà [ya-Rame niun ſa~<
pernò human: diligéza ì iiberarè
"ſſh lo da qusſh . Impaffióíſe ci?, diçe>
lib. da S-.Paſcha o. , per med-'affian- Uil-’ur'
…pp arii: fauflriaquc’ dia-Ma 'alt-‘o' pn:
14W
Da” mimàzärerdbchc izgafiighíſo‘nd
’--\flg‘li… a’ colpa , &i’ ecgçi ſono’ i
gl’humoris, da’ qualrfi 'aeñeùmo"
l’infermitä,‘e'la morte- ‘guidelin- `
Buti. "uit i” conſpeäu ci”. quífm't i111?,
3—8. [5. hidden i” ma”: medie-'Aia i’Ec
clèſiaflico-Ì Chçp'eçca animi? "gl-’ñ‘
o'zc hi *di Dj oièîc'ótro i1- {umbri-'è'
tore a' ’inci’ampakà fleÌle-mäbi'dìmî
medico‘fxh‘in} cam'biö’d’äiufar‘ y i
…p
e ſouuení‘re @datum-:temi: am `
- *ñ ‘ì‘ Il: l
,7 e I
ñ condannati A non:: z

natura inferma , aiuterà‘ iù toſt*


à rouínarla , e díſtrugger a. Qgín—
dí è che Tertullíano diſſeflhe l’in- 7a
fermítàla morte , e tutti gl’allri *_ '
mali , e finiſtri euuenímentí di ’ "
queſta vita. .ſunt :mſm pen-m'. Tm“;
Sono cenfi del peccatoJmpercío- (ib. de
che , ficome quandoſi prende., Pad-‘c,
qualche danaroà cenſd,refla chi c3,
lo prende non ſolo debitore del…
capitale, il quale ſempre rimane `
in piedí,ſin’à tanto,che fi todisfac
ci, mi anco incerti tempi ſtabilít‘
deu’anco paga-*il cenſo 3 c051
coſui.che commette alcun pecca-,
to,reſtz non ſolo debitore del ca
pitale,che fonol’eterne penezſin’à ~ ñ
tanto , che nó dì per mezzo ,della -` *
Cqafeffioneoepenitenza iodisfat- ~<*‘ v
tio'ne -Lalld ' díuina. Giufiitía ;and
*mogli ;reſta l'obbligo_ di muffa'.
il çeùſmcheiíono l’inſermki. .La *.P'W
y» ;norme tutti gli altri malidilquçî‘
Ra vita. Queltìñiſteſſo volle acjceſh-d
narcil’A poſtolo, quando chiamò
la morte. . Stipendio del Peccato 'q
Stipendi-z peccatimorL-E ffizcpmq Ad Le"?
figdír voleíàîez. La morgandfllçpxî 6- '-3’
0,1'humapeócahmità… ‘eroga’,
?infermità , e mali di queſh vita,
ſono ſtipcndíj, :enti , e datti z che,
A s Pe'
’u ſtrict-.Aim »VM-'rm'
per il peccato paghiamo - ll che
confermando S-Hildeberto dice.
Allende ”iſa-ia: bom-"03: , imam-f
Killa rc einer”, *oca-'gala'- peccati ſu”.
l‘,— t Guarda l’humane miſerie a confi
.f'Ì-Î o

dera l‘ecalamit‘a dell’huomo, con-3


tempi: ke ceneri, neli‘c quali fi ri'
foiuc, e ritroveraimhe non ſon’al’
tro , ch"vn dario, 8c vn cenſo, che
per il peccato paghiamo-.Per que—
flo dice S-Gírolamo, che quando‘ ‘
fù preſentato-’fl Chriſto que} Pa
:alitico , acciò come fontana
medico-glidiíe ia-ſaiute , c l‘i pri-fl
ma* difanarlo , gli perd‘on i pec
_ cati ,dicendoh' . Rnm‘flumur ai);
N1"- mau In”. Con le quali parole .
ad S- 9- 94:” nb*: intelligent-'a, dice il‘
Nani. 5mm , propter pacca”. piero/"ſul
I
i ”cn-'rc corporum ddih'um , à
o'ln'rcoforfa» dimiflunmr pri”
i3 :cat-,At cal-fi: &abilita-‘i dh
yí: , ſani”: ”Mannu . Toiîſo L

Chriſto via-,come perito ’medico,


frhna_ il peccato , ch'era de! mare
_ a cadi( cacciò Quello.: he da que!
'~ h procedi”, con maggior faril‘ìtl
~ 3 ppt ſi toglieſſe; efl‘mdo che l'ori
gine d‘ogn’mſermitiè i! eccata
çon che volle l'increata a ienza
inſegnarci o ch'io vano a‘ nica.
' l'in
E :aula-ni? Jane. [I
l’infeL-mo conietturmdo,e [oſpetë
tandoxh’il morbo li fia da queſta,
ò da quell’alm cauſa proceduto,
poiche,D”ur ”ab-‘r intelligent-‘4,
cíí da ben chiaramente ad imem
dete,che del peccato quali tune_
l'juſîrmità riconoícooo i! lor pria
CÎPÎO e
Effcndo dunque queffo vero ,ì
com'è veriſſimodfprincipal rime-Z
dio per ogn'ìnfermítà , ſarà ma.:
p r a vmuerſzle di tum' peccati,
me iante h penitenzmöt vmZconè
ſeffionehen fatemcon la quale po
età l'inferno ſperarez(ſe casì farà
eſpediente per l’anima ſua ) ch”
ſarà libero dalla morte . Queſto
mediamente
per Ezecchíclericexrò l’ifleſſo
dicendo. _Dio
Courier-ì
Bue);
tìuîm' . Connery-'miu' 4‘ -víjr *vc-ñ
*ZI-Ue
flrirpeffim’r , dr rc, ”Wien-‘n'
ì fl”, lfiuli Perche hauete voi i
penſare , ch'io per mezzo della;
»I
x

morte voglí troncarui il filo della


uit!, le voi u'allontalnte già dalle
peflìme ſtrade del peccato? Già
tolta hauete l’occaſione dell'inſer-j
mità , già fatto hauece vera pani-é
tenza . non vi pc-rdiate d'animo g' 'r .
perche non morirete queſta vol-j
mami ricuperarere ſenz’altro la
A 6 de
ì
` .’z Pan-I.1:urode-Mwii; `
deſideiata ſalute . E”"Pel' l’Ee'deZ‘
fiaſtico raggiunge egli medemo:
1rd.
Fili in mainfifkfit‘zk ”g;dg"ſ'pìkîar
3 a‘ ’f
zoiffinfid-bwmmm”, ó--í-pſë
muti-‘ttt Figliuolo pelli tua liti";
fifmitì non ‘ti‘ Perdèl‘ d’anitflóſhö
‘t’abbìttércsfizintendíììòhèhòn ti‘ , .
ricetto altro medicameoto per i
tubi doiot-i, feriion che ricorrià
;Di-0,18” li tiſanerà :p po'ích’efliò
tenendo; igaraííènj’ák’to 'al-1a ai#
nina vendetta l'e maniìwjiîw ‘Fi 'i’ `
.‘ Î-Qnoflo'dunq-iìe-è il Jptzi’fl-Ìt) iii-ì
netti—mento r che s'hà -adàí’al in‘- `
fermo-;ig queſfl’è íí‘- principi-1 ríñ‘ . ñ-ñ.~».

medíd,che²ſe’glí deus ridere-:ru


nel bel principio del fuo'm’a'lb a‘
cioè-:becon prçflezn’ri’cörrá à' .'
Diopéì mozzo dem cdpſèſijotie -ìL JM”Î'`
»,;ilÌÎÎ
etäìtìnheáimdfine,&altrb,
U‘xdiuotbnewpietàzjìaccíÒYMJ
i“

In]. quefiimozzi ceflîze perdo mica la‘ ,


ius forni; violenza del izideal-a‘
3 ‘.2 7-7; umide’: open-'im mi: año milan.:
-.Lì…a—ó. .A:
dice ilSauio D *è* omuírzinfimit”:
io” cumuli-'El'. Sii veloce inti—
corre'r’àrdio -n'ei _principio ;delñ‘
tuo male, e non s’mfieríraì contro
te infermitàlabraſimata
floetterrai_ alcuna, anzi ben .pre
ſalute Et
Hai.
58- 3- ſmi!” :ya cititìr ari-i”. ,E con...
o . ſag
E condannata' a nam. ’1’3'
nggione , poiche coluí›c he farà 1 _ y
uefle diligenze nellaprim'hor‘a “…A
NA-‘,.i—r.
ñ.«ue—w e'flrſua `inflxmirà,goderàſl’arisc.- ci 4
puradell‘a mikrimrdía , 63 il fre-‘
ſto venticelîo, 80 aura ſnaue‘del
Cielo,chìappòrta nubi di pietà; e i‘
pioggie di celeflí ſago'fí, Da q’ù-e- *
Ro ne ſiegue , ch’è errore grande
porre nel -temp‘o dell‘intermízà
tutta la ſperanz‘a ne’mezzi bum-1
nízcome ſonoi mediçi‘m lemede-ſi
- -*
(flm
*uè-h-
’ó -cine s poiche ſpeffo'àu’uiene z tb’
áncov‘che ilcùno ap’plichi alſu‘o‘
”hke mdlte'nÎedicine-,ì‘ej,thiátfli
moſti'medieiz perche‘ndr‘x‘ricòn‘e o i u .
àDiomon ottiene 1h déſiderafäí-:ì -' ` ‘
Mure. Per’nueſtzcauſaríprende ` ' .4
-‘’r
TA” la-Scrittura~Sacra’i1 Rè‘Aſa, per- z‘.
che. Nn in_ infirmüalejflm qnd/?14 p.; '
uit Dominici” ,ſedia-:gf: i” medíä ,ah-P* ' Ì
:anſa-mutu copfiſu: ëfl55NÒ'nìñc’ercò 16. z ;g I"
* r -T.;.
D10 nellá‘ríuíihſërmità , ~mò più “ "
toüoimedicise più ſi fid’òidè‘l-lfàfl,
”di queſtiflzhe della pr’oufdénza‘ i
di q’uello, il quale , non è dubioJ a
che per meZZO de’ medici, e delle’
loto medicine, concede alle volte‘
_ la ſalute,mà è ceru‘ffimo ancorata;
" che anco perqueſtí mezzi ſpeſſe_ , _ .
è“perche
volte la così‘è M93 22539 vglcîe_
niega,conced“endola z - i‘ Î *‘
ſolo,t

RGW’
l4 ‘Pam lui-'Me de' Mar-‘3. 'J
Bcn’intefe,e practicò queſh veri—`
Maui. tà quel leproſo dell'Euangeiio. i
*'30 quando diſſe al Redentore.Domì
”mf 'cz-'r, pour ”le mandare. Si
gnore-,sò bene ,,che potete tune
quel,che volete, e diede volete.” ì
Potete mondarmi da queflo (chi,
fo male. Et il buon Medicali riſ
poſe-Volo mandare. Voglio. sjf A
mond::o,e ti fi concede quel che
domandina] che in realítà ſi rac—
coglie, che Dio ſolo è quello, che
ſan-ie noſtre infermità ,7 e non i
Medicime le lor medicine, e ero,
ciò à lui ſolo deue il dono de la.:
SW‘ corpore! ſalute attribuirſi . E”.
”in neque l'erba , neque mal-gn”
ſai-nu': m, [ed mm Dom-'ne ſer
”o ,qu-'ſhut anni” . Non ſono
l’herbe, ne gl'impiaſtri quei ,` che
&mummà Dio ſolozdice ilSauioa -
Il ſecondo auuertimemoflhu’
i deve nel princiçio della ſue im
fermità dar'ali’in ermo , è , che.»
ſc Dio vorrà , che muoia diquel
"male , i deue perſuadere, che il
morte e‘ vna neceſſaria `heredicà p.
che ò per formò di buona voglia
fiamo colite…“ accettare , com-L,
'In’. l'auuexriſce lo Spirito Santo. Te
-uj n’ IIa-”num enim bui” mio-di',
*i non 1—"
E roulant-'á marte; tg
mm marini”. Poiche è vn dei‘
creto fi fermamente ſtabffi!0_dfl-›
Dio, che naturalmente è índtſpé—
fabile,come dice [Apoſtolo. .ſu ó Hc” y'.
”tutto :Mbomísihrflm‘el more‘. Il 11.
q‘ualdecteto ai kondatoín due.
eoſe; h ptíma è il peccato , dal
quale-come ſoprzdicemmo . s’o-e}
tíginah :norme tutti gl'altti ma
lí,e et cauſa del quale deue pet
‘ ſua erfl l’infermo , ch’è lui Wet!
quella ſentenz: della Scrittura» o
Pere-ti” u Domina” :goa-e” ,fc Dm:
Ìrí,ó-ſrígare,ò~ ”dare , à- .dh , 2.2, az;
perfiguunrjmu
ó- ”n :ari-”ptc , a:
peru:.
rai-‘gine,
Ti pere
cuorerài18ígnote coni: povertà,
con la febbn,col‘kreddo,con l’ -`
dormo! caldoxon l’aria canina-e
ti perſtguitatà cöquefie coſe Per
vle tue colpe, e peccati, fin’al z..
morte. La ſeconda cofa è :l’inter—
ne miſerie dell-'i-ntemyerie, e fcòi!
cet-camere de gl’hnmoti de} cor-l
pmi quaü con ſegretìagmti . 8:
occulte mine Rm ſempre ſommíg
:aiutando forze , 8t armi-ana mot
te perrbuína, e‘ dffimggímenta ‘ ~.
de’ll'huotro- che perciò d'flſc PÎu
tatto. J'o' u ?pf-'m inner a “'1" ‘n’a’,
?ex-'2!- fldlewe m- m "fl" ani—
(Il’ 14”‘ 1,‘
r
[E 'Parte Aia” a’z’ Marib.
ma mali! penfiwparí‘u‘. Se apx-iſ
ſi,òîfmomo,il tuo corpo, dtt-Qua—
` _ r'e‘fl’idantrodí‘revnrgrm diſpè—
A W* ſuite” :una di‘ mola' ,’ e diuerlî
*` -ì ma!… qual-5mm; dice A-goflìno',
ti rendono più fragile dell’iſtcſſo‘
Ang_ vmrſhQxidfrl-giliw 'oaſi 'vin-m?
find‘ ár tamenfiernat” , (’9- dum’t per
“un farulaflrſimim caſi” ‘vitrüflñaſi '
fa”; tin-nur ,ſmeäuf n', @feb-ir non
”"“ timer-ur. No: ergafragílior”, (g
infrr’níorcr ſii-mu: z `Ancor ch'è
.verozch’ù‘l vetro ſi può in milk'
pezzímom pei-e” fracaffare; con.,
tutto ciò‘,\’e con dìkigenza ,‘8: ac:
corre”; ſi conſexua, potrà vn'ín—
finirà d’a›nni,e lunghi ſecoîí dura
xe; perche non ficorro'mpe , nè fi
marci-ſcemè-da ſe ſi ſpezza,s'è beh
cogſflruazq,Mà1’huomo,pcr più
che ;Rabbia-cura , efi—.çonſerui .
per più chflſi guardi , eli difenda,
porta ſempre ſeco ízcaggíone da
'ſuojmqli,,e.del}a ſuñamorce : iſn-`
perciùchflda ſefleſîo genera l’ín
fermjçàfl he lo conſumano# dolo
ri,_ ChîL-'abhactono, _e le miſerie”;
_ f q çhflzlçactçrrarzp. Rex-ramo fidano
‘f‘ f"_ë‘Perſuadek’aü’mſermwàflagpra,
'ñ ','Î ;î‘ LOJHPSDIÎè.daíÎaſu,-ëzparte , à Obe?
`. :,‘ diffida-Nail.;Diogiacsxàflquei
l ,.'\ “o ’I‘
~w

I :andai-”ati ;e morte‘. "3- 17’


floſi giulia-SZ ioeuitabil decreto; '
Ò Il>ce`rìo auu’e’rcirh 'nto , che ì
gfi’potr‘cbbé ‘dm-1 ‘ürcbb‘e‘á’ ché"
p'oiìo qheflo-d’ecrétoìdî 'Diöüîchſeì‘ `
:uni habbia‘mo a‘ morire , IS d'op’z
Ed'd’eſſerſi‘conſeſſato z &iſo-AJ"
iuina-Maeiìà, 8c a ſuoi Siriü-p‘erÌ
mezzo d’orarionizlagrime ,e'limo—
fine ricorſo , egli con tutto ciò"
vorrà,ches'eſſegua contro luila ‘
ſentenza di mo‘rtej douerà- àffzt -
ro porre nelle fixe mani, e taſſe;
'narſioeîh ſua finta volontà ;“0 —
tendoüìl cuore-,e la vita, con.;
erſua‘derfi; ché'íe {e l’anungafſeó'
r‘o iù l’anni,iarebbe forſe cern'
h“ ua annatione , cche perciò i!
Signore li tronca i paflì della’ ‘viti .
temporale `cr afficdrarli-l‘eterm.
Poióhe il pià d'elic voltë ìío‘no efl
ferri della‘ diuir‘iaCk-rn‘en z‘a’, ch’iL
Medico non c—onoſc’hi‘h nämra‘ze
qualità dei mzlmóh’erriflel media
care,ch’applichi fuor de’ tempii
medicamcnti , che dan“- ſpeziar‘ia
ſe lirdiano-ò diuerfi da quellizch’iì
medico-*Ardinò ,iò pure’ goditi’ ev
cartiui , che non fi accerti iltàuit
~ ſanguo,& altre coſe fimiii, le qua_—
liz ancorche riſpetto à gli humm—
m,po{ſmo molcc voice exrarfi ; co
" ‘x tutto

18 Pam Lamp danza-:3.
tutto ciò riſpetto i Dio non ſono i
errori,m3 prudenz: , & attíoní .
che cooperano alla ſua Santiffima
volontà; impercioche riſpetto à
lni ninna coſa auuicnea caſo. Co—
me non à caſo ſucceſſe i} paſſar
nella rondineſh , ö: accecare co}
uo flerco Tobia, mò auucnne
"F“ìü
a..? queſta diſgraeia al Santo,per par
ticolar giuditío ,8c voier di Dio,
il quale nella perſona di quello
iuo ſetuo,volle~ darci queſt'eſem
pio,come l’haucua prima dato in

quella del patiennffimo Giob .
7d.” Han anni” toni-:iena- per-”fit
23
Dom-'Mt cura-'rc illa' , *v: poflerh
Jam” mangiar-[attenti- ci” ,
ſe“ (9- 3‘585' la . E ?Angelo
glie lo dichiarò meglímdicendoii.
Qui.” accept” er” Deo , ”mſi
fuit, *w unt-lioproóant u. Pep
prouarti hi permeſſo in te Dio
queſta tentarione . Per ciò deue
efforterfi l'infcrmo i quietarñ , 8t
ad accettar volentieri la morte
(ſe così piacerà al Signore} ſenza
curarſi più ne di vita . ne d’altra
coſa alcuna.
> 7 W, -V—r

1! condannata' a marta.. u
Dal modo d'un-if” la mer” ‘all'3,
Inferno.

1L non perſuadetſi alcuni ne'


maggiori pericoli della vit
i d'hauere quella volta amori”.- o
riempie ipeflo l'infej-nodi mal-to
anime Chriſtianefochi ſon quel
liyche di Matta maniera,ſi perma
dono d'hauer a morire , che non
tetti loro nel‘ ſecreto del cuore
qualche ſperanza di più lunga vi-L
n.0 fi-cagioni ciò in eflì dall’eisè'4
pio d'altri,che fcamporono da ſi-_ì
mile pericolo;ò rclae per low
d’hauer ancora a bondanti for
, ze,e vigore iò perche la violenza
del male li tiene abbattuti, e ao;—
diti , facendoli inſenſibili a' loro
- parimenti ;ò perche non-li pare .
che poſſono morire in quei ſei , ò
ottogiorni d’infermità: ò final-4
mente per molte alttecauſe . Da
queſto ne vengono due danni in
tolerabili i vno è dalla parte dell‘4
infetmme l’altro da quella de’Me
dici,amici,e parenti. Dalla parte
dell‘infetmo è , il non iat’il pre-ñ,
pat-amante per la morte neceffai
_UO
Tie’ Pirlo' LAM” ih' Moi-ii. `
riomè ſo'disfar’à quel . che è obó’
bligatoznè dílporfifl, come deue ,
per riceuçrc degnamente i_Sancí
Sacraſhemimè porr'e la diligenza,
"~f--~“ſi‘vìflvär
"ñ-*Q
the conuíene per non reincidere
rie-'peccati, ch’ín eſſo dpminoro
no tuczt’il tem o dell-1 ſua vic: , nè,
, riſoluerfí da ouero a convertirli
&Dio-Dalla parte de’Medicimmi
ehe parenti , ,perche differiſcono
l’-auuiſo del `perfino-l’0 , ò lpcr‘che
giudicano.,
morirà che lîmfietmo
; ò- perche ſtimano ,non.”
ì ch'il
pericolo non; è.così vicino” per-ñ .
che dubitano.che conla paura, e
malinconia non ſe gl'aggrani il
. male,come ſe im portaſſe meno la
ſalute eterna , che la temporale ,
- ciondoli ſperanza, che ſenz’altro `
~ÎF.—M
. .v-.…ñ4.-… ’ſcamperà per quella volta la mor
, te.Dal che nÎamÌiéne‘che ſubodo— `
tando tal ſperma l’infermo ,lo- i
ſpeſo', 8c aſſorto da quella , non li
kíſolue à confeffaxſi. nè a connet
tirfi,come deue,a Dio . Per que—
íle,e.fimili coſe,così iMedici,co—
{ne gl’amicí , e parenti hanman—
_dano molti all’inferno , per non_
dirloro c6 chiarezza” certo pe
ricolo della vicenza} quale ſirírroÀ
nano. .
_ Per p
.A ‘t' l dófl l re-z.

Pertanto de—uc primictamente'


il Zeiame Co‘nſoiacore dellíinfçt‘é
mo Fare . ucl . ?che _Fece~ Chriſtl! a!
quando ri uſcirò la figliadihim 9 z‘ '
Principedella Sinagoga. Made ' ' h
qucſta inſerto; , il tuo Padro- ai
parenti, ;per tener dal ſuo cuore.;
lontana la paura della vicina mer—'é
..tezfecerò che certi mn—ſici, c ſona,
q tori di Haiti la tratteneſſero ì, exe-_J - r
dendoſidicacciat’ilmfle , 8a; il tia
,moi-’alla danielia à‘c‘fqrn di 'can
Zonízmoxì.alla-‘inmmàiuwſicinò' *
per que-flolaioiomao di ſonata,
e cantare per incantar’aſimeno .j
dolori di queidi-eaſa. Sqpraggiñ~
ſe il Si nore,e laptím; coſa, ,x ghe
fece, uracciar via ;tuttiquci ſo
natoriz ,Rm-{ito , e pigliandopçt:
`la mano la dxefonta , rendexli da.;
yixa . S’hah_ ;dunW da: caqçiare
via _i muſi,c_i. e ionatori ,“chcluſin
gano l'infetmo con ,vazna preme-Q,
ſa, che non ſtàxanm male,… qshç
ſen z'aitrg guarjrà,e ”audit colo:
ro che l’adormentano , cantan—
doli canzonícmdeimentedoki di
certa!` ſpal-ann divitaze cop‘mimq_
grande,& ardite yççauierzte, çhtii
[timo, ſi dç e riſolutgznepçqpufç
infeññzo-Pn. Porre lacpttqëzîás! t
L
~ E
i‘
a

I
_ . , e
ll l' 'arte’.Aalurodc'Mm-alg; "

`. lamortea non facendo mentione


:icone di ſperanza di vírmeflbrtá
_ ñ . dolo inſieme à ricorrer’à Dion”:
i . i ' Ver-gine iqa nudre,&à Santi.- cö ‘
prega-ip h dia forze per portarli
' nell’inſermità . encila morte da
I verme fedel Chriſtiano, ricordan
~ r dolí parimente quelle parole, che
difl'e i! Redentore poco prima “J
Io”- d'endat’alia morte. Pam mm‘- i
; :7. 1.' boy-e, dar-:fica ſiſi-”n in” , *mf
h'fl ‘interior-:fica ”Padre eterno,
I è gionte l'ho”. da voi determina
i ra ne'i voſtri eterni decreti, nella
quale laſciando quella vira rem
poraie,deuo incamrmrmi all’erer
m. Vi chiamo Padre, perche con
:terno amore m‘hauete una”
n'dal principio (enza principio
,dell’eternità Clarîficafih'u” mi. î
‘ Continuare in [occorrermí con_- Ì
i h yoflra ſanta grana, dandomi la j
k chizrezza del voflro Sanrolume ,
eccxò poll": nella mio morte hono
ì :mè glorificar'ii voſtro ſancono
me»
E _Secondmdeue procurare, che ~
; .l'mfermo accetti con prontezza
j ‘ ç'animozcome daſh mano 'di Dio.
-\ , aliqnale così diſpone per ſuo mag 1
z gior bene, l‘auuiſb ddl; morte. '
"` .COÎ d
i
7'_ '- .E condannati.” morte. 2E
Come con pronta:: d‘animo
f i'acceuò Chriflo per noi.quando.
, eſſendo già gione: l’hora del ſuo
ì `aPaſſaggio , con gran
ſuoi Díſcepoli gmbílo
. J'ai-gm díſſe
un” 4 ‘
bin:. Pre-lio alzsceuí sù , partiamo .zi-43:'… *‘~
da quello luogo . E doue P alla a5. ,6. ’
morte , alla Croce . E flando già
Crociſiſſmlo riconobbe ii Centu
rione per vero ſigliuolo di Dio , ,
dicendo, Verèfi'liw Deíer” ífle -. MM*
Veramente coſtui era figliuoio di *7* ’5*
'ì Dio.. E ſe domandiamo à &Pn
-ſchaſioiin che lo riconobbeie per~
che lo confeſsò per cale , riſpon
cietà-Qua" volontari) ”er-'chini', "ſu .
Perche con pronta volonta‘ diede “a' '
il ſuo corpo alla morte.elo ſpin'
to al ſuo Eremo Padre. Per ue
ſto S. Ambrogio :dando elle
morte ,li da tre be liflimi epireri ,
dicendo. Marr ”ipod-'Qnm‘ ple- 4,5,}
uit-lla flmmanercedír,ó~grasü M. le
”Man-'r 00.1.: morte è vno flipë— b”.
dio,& vna paga piena, e compila, non e.
chflperi ſcruitij da quelli fmeli. *
dà Dio a ſuoi,amici;è ma só ma de*
maggiori ſau'ori,che Dio ſuol fa#
re, o: vna gratia , che ſi concede
per l] viaggio , che fi fa da quefla
vira all’altra . Con che allegre!”
A- d
oe`
v ñP—…xñ-h_

54. . .Yuki .Aiuto da' Maffi. r


pdc,j1301dato,,che nella guerra
Là .valotoſhmence combattuto
peſi! tuo Rèz ch’è giunto il {erp
-po dellav rimunerauonc ?con che
iubilo -và .il vaffzllo à ticeuex’í
?cuori dalle mani del ſuo Princi.- Î
pezëeon che volontà colui c’haà `
:viaggiare prende quel, che gl'è
.neceffarío per il tuo viaggio? Per Î
,quefle , 8c altre raggio-ni eflorterà
ìlz-elante cooper-tore di Chrifio
il moribondo ad accettar con.»
prontezza d'animo , BL allegrczza
L’auuj ſo della morte@ ad offerirſi
al Signore con quelle affettuoſo
- parole` .di Dauid._ Per-gig!” eo;- `
meunçDmppyatum car mmm..- :
' ‘ cant-35mm* pſalmuni dic-tm. E ſa
rà,c"he due Vultc ripera quel., Pa. `
e1dtumſiarpmqm, in tegno dl flat'—
gpparecchiatoà vluere , s’è mag
’gior glgſiadi. Dio , 8c ~appaxîrcflì
, zchxaco _a monte , ſe così piacerà:
ſuaD’ìuína Magſtàflgappamrbhia-Ì
to in ſomma,come .duce San Ber—Ì
'nardol’a rata-m ad adnerſafflam -
tum ad proſpera, par-inn” adbu.
mílía par-tem adſìoàlz'miapçra—
.mmfld whiuerſa quçeumqne ,pr-e
,ceptrírſoj qua] apparecthiofiì
5450,_ ~á- pſalmam dic-m , potrà
*' ‘ . ſCDZ’f
1
**v-*z: :ma-;nutre ma”: . z 5
ſenz'altro ſperare di` cancar'e
giubilare nelleiodi di Dioin erer
no. .- ’ ‘

‘Terzo deu’il prudente Cauſa-ì


latore,dato l‘auuiſoidena morte-.4.“
configlíar’au’infermo, che dia ſu
bito bando a rucc’i - negotii del
mo ox‘ítcendendo ſolo al nego
Ìio ell’affima, 5c à non dar più
luogoa perſona veruna,che poíſa
in quel tempo inquietarlo , ò di
ſtraherlo dall’vnione con Dio , 8c
ad occuparſi ſolo in ſar atti di
Concricione,di Fede, di Carità di
conformità al diuin volere, e di
deſiderio dell-’altra vita. Er in ſom
malo deua eſſorrar’a, Follie-'mn , `
ambulanti-m Deo ”0,coma diſſe ”WP-ñ'
il Profcsa Michea. ſe gli potreb 6* s'
bono apportar’alcuni eſſempii a
ueſto propoſito, come quello ' i‘
geisanco Patriarca Giacob . del
.quale fi racconta, che fiand’in—
fermo à morte, e venuto ciò a noi
titia dei ſuo figlíuolo Gioſcffo, an:
dò queſto à vifitarlo, & à prender
da eſſo lui la ſua paterna benedic—
cione.Dic?ü eſiſmí-;Ecufilíur tm” a ,
I"ſ‘l’b mm': ad te. Fù dato auuiſo "47*‘
al Santo e chamch'ilſuo figliuolo ’3'“
veniua- ,SZ-u' .confini-nur,,lì-1;: ha
, B .
...-4
{cda-lo. ?alzò-e fi pos‘à ſedere ſu
lecco. E! ìflgnflò diſc loflpb .ai
Dcur ”mn-'poems appunti: pih'.
ñEdiflIe alcune poche parolenon.;
già àGioſcffo , mi a ſe ſt'cſſo , ri
cordando à ſe medeflmoi bene-`
ficij dalla diním mano riceunti, 8a
in particohre dell‘auuiſo da Dio
duoli della ſua vicina morte, ,4ſ
Amir. [nre-exit ”ſe , dice S. Ambrogio»
.l md- ,biagi-5 all'1!, atque intra fl
Ì‘Cü- metipfim ſeſe coli-:gm: , puſh”;
F! ì* l” ſe nb”: ſuóduxemr. In lc.)
fleſſo turco , vedendofi già mori
bo_ndo,{i raccolſgözfliienòx ſtac
cò il ſuocuore, az il ſuo affetto da
.tutte le coſe di queſta vita , un@
~ da proprii figliuoli , "attendendo
3|"- ſolo in quel tempo àDip,`&~à ſe.
'W- 4- L’ifieſſo fece S, Agoſtino’ dieci
"…3 "F.- gíomi prima di morirefl'l quaipi
con gran iſhmza domandò ,— cñç
níuno.fuor ch’i medici . . e colin .i
che gli porca’ua dzmàngíare., .en-i
traſſe nella ſu: camera. x c _tutto
quelcempolo ſpeſe in vcontinua
3m- oratione; S. Eliſabetta-”danza
fm!!- figlíuoh d'AndreaRè d'Ongari-'In
. _1.9 comandò tre giorni rima della
ſu: mortezche tutti v ciſſero dalla
ſu; ”mera-e _che njugo v‘emrgſe
` Pm.
più, dicendo. Volo , tum-ln”- m—`
”rm’ ”una , memìmflë ,ln-dici!
”Figura-‘1112” .:m/‘nm , 4mm.; Sur‘.
i per ha”; ha ”finì-“re. &Vincen— .tm. ‘I
zo Ferrerio fece l’iſteflo per go
der maggior quiete , e maggior-ñ_
mente attender’alla contempla;
rione delle coli: del Cielo. S. Ebe—
,tardo Duca Vuitembergèſe nella
Saſſonia, volédol’m certo tratta—
re di negotii temporali , mentre
flaua grauemcnte inſermo,riſpo
ſe . Audi” ſi wellyflrmoaem; , .xe-1.'
;uo ”fida confirm-ÉÙ-ſper ;ae cl”. i”
ccnle', (’9- cliaríifl: infamia-ri poſ cbr”.
ſe:: deſerta: efle manda' ”mn-Dm‘ ~ ”LS-L
”un diuíaííatcm modà ‘gl-"fl. ñ
Non ſono quelli raggionamenti
l propoſito per il preſente tem:
po,nel quale non mi deuono altri
cffer gratìdi quelli , che mi con—v
fermano nella fede, m'auuiuano
la ſperanza,e m’accendono, BL in-L
fiammano la carità, 8c amore veri
ſo il mio Dio. HÒ poflojgià in ab-`
bandono tutte le cure del mondo.
nè deſidero,che dîaltro fi raggio
;li lin mia preſenza , ſe non di Dio
O Oo
te dalla
Aldilà”: per i‘Giuñitit-q
condanna/i à pz”.

PErche il presëre. eſsercitio nó'


ſoloè a propoſito per aiutar’
»a ben morire gl’iníermi , mi anca
:in molte coſe quelli ancora , che
per ordine della Giuſtiria ſono a
morte condannati 3 perciò , acciò
coloro, ch’in {i ſanta opta s’im—
-pieganofiano pronti; conſolare,
.--. ~ .` &aanimar‘an’co queflifl'n puntofl
-ñ frangenteíi pericoloſo, ſi pongo
‘ no in alcuni de‘ ſeguenti capi-coli
‘alcune addirioni per quelli,a’qua~
li occorrefl'e rítrouarfi -ín ſimili oc
cafioníflcciò non manchi loro in
quel tempo materia `di ragionare
con i Condannati.~ Il modo dun
.que-ſe così pareri , potrebbeeſ—
- ier’il ſeguente. -
.ñ- Subito che il caritatíuo {Ion-`
fortatore del condannato farà au
uiſato :i douerfi im íegar'iru
opra di sì gran carità, en’incon—
tinente porfi in oratione, e con_›
humiltàm confuſione ríngratiar’il
.Sì note , ch'ancor ch'egli fia vn' L.

lí! ‘Eno peccatori: , ti fia degnatq


i z, s ’. con
PT”
\ `
E condannati a ,noia 29
con turco ciò ,eleggerlo per im—… ‘
preſa sìalm, e sì lublime, com’è;
eſſer cooperatore di Sua Divina
r
Maeſtà nella ſalute di quell’anima,
Criſollomo
il che è coſa dice,n0n efferui
ſi grata àDío coſa,
, che S.v’ chi-if.
che píùli piaccime gradita. Ní— hm z;
bil ingramm efl`Deo,(-›~ ita eu”, U‘ 90
m animano” ſala: - E ne dà il in!”
Santo l‘a ragione; poiche più è
con-uercír’vna lol’animz, che dar’
à poucri tutto il ſuo hauere , an
coxche quello foſſe più,che le ric
chezze di Snlomone,e che iteîorí
diCreſo. Etſiímmmſarpnuníar ſd. bi:
- ”agenplm lame” :ſcuri: fvw-am 3-1- ad
:onuenen’r anima-m. ES-Grego- con lg
rio loggiugne,che maggior mirañ_
colo è conuertix’vn peccatore ,
che tifuſcitar'vn morto . Maia: Gregor; ‘
eflmz‘ramlum portatore”: ſono”;
ten, qudm mort-mm ſtufi-'tare . E
feil liberar dalla morte tempo—
ral’vn'huomo merita gran preó*
mio,e guidetdonc, che merito , e
c he guiderdone meriteIà chi dal—
l’ecerna morte libera vn‘anima, a: 4
è cauſa di farla- eternamence vine
re nella gloria del Paradiſo 7 A
queſta dignità,& à quell’alm 12a.)
bada confidente. ch'è inalmto il
. B z ze:
*1".
l ~zo P4”: l. Aiuta de’ Mar-'5.
:dante Confortatore del Códat'l-`
nato , qua_nd’è chiamato pei‘ con—
!olzrio ;ì Cioè, ad eſſer coadtutore
di Dio nella ſalute diquell'aníma- -
Du' :ainſi-mu: adi-”ara , dice.:
l’Apoſtolo. E non in qualſiuoglía
modo, mà tanto’ immediato , 'c’
hà da farcötmch’cgli è fiato eſere' ,-—
to per douer’effèrc l’vlcimo gra
dino di quella mifl‘eríoſit Scala; 7
che vidd’e Giacob, dalla tetta ap
poggiata ak Cielo, da cui diligentí
gl’Angioli han da riccuere Fani,—~
ma di que] pouero Cödannato, 8c
'- "allegri,e feſtofi l’han dz preſentar'
ì Dio. Hà'- dz conſiderare y ch'eglí
èla porta , come dice Agoſtino y
per la- quale queli'inſeſice,ſcac~
ciaro per íſuoi delitti dal mondo,
dwg. hà da' entrar'al rcgnodi Dio. Por
”,qw’a per cu”: intra i” Regni-m
Dei'. Hà dapeaſare , ch"egli è la.;
tauol: , 8c il ſoſtegno, c’hà da.:
condurr’ä fama-mento, dal“pro—
celloſo marc della mah vita al li‘
do dell'eterno ripoſo , quel'me
Rhino-,che ſenia ilſuo- aiuto pro-
babilmentemaufragando , s’ànne—
garebbe. Hà da imaginatíi, ch’e
gii è il pietoſo Paſtore, eletto per
Portare ſopra' le proprie ſpalle’
quella
ſi‘ E condannati a meno. ſx}

”nella ſmarrita pecorelh, paſciu~


tati ſin’à quel tempo di velenoſi,e
ſciapítí paſcoli di delitti ,e pecca
ti . e condurla all‘ouile del vera
Padrone, e Pallore Dio . E final*
'mente hà da ten-er per coſa certa,
ch'egli è deflinaro per douer‘efl'e
t’ìl diligente Seminarore de’buo-ſi
ni conſigli, e ſanti auuertimenti
nel cuore di quel miſero@ il dili
gente Mietirore , c'bä’ da ripor
re ne’ granari di Dio il frumento
di quell'animaflſſatto purgata dal-z
le zízanie de'peccati , e netta dal-j
l'immondezze -de vin'j. ` :fl
Armato dunque di quefle. ò
ſimili confiderationi, con humil—
take confidenza domandi à Dio lu
me 1 ch’illuminí la ſu: mente › e.:
quella del Condannato,& inſieme
parole efficaci (quali ruminerà nel‘
_ ſuo cuore nell'iſteflä orationu j’
i perdiſporlo alla morte, e ſar per _mi
F me`zzo di quelle acquiſto i Dio
diquell'anima. - '
Gionro al fuogo,oue ſii il con
dannatomon amoreuole,compe\1
fionenole, 8t inſieme allegro vol
t tozpnmieramente l'0 ſaluti in no
_ me di Dio Padre,che lo creò ; del
e Hgliuolo, che loril‘cattò; e della vu?

4 Spie
32, Parte I.Afl'uto de’ Morü.
Spirito Sento, che con eterna cz-3 ‘
rita‘ l’amc. In nome della Regina ,
de’ Cieli Maria Mádre,dí Dio , 8c
inſieme Madre di Miſericordiu,
e Rifuggio de’ peccatori . In no—
medi San Michele Arcangelo , e
di tutta' l’amilitia del Cielo, e di
tutti gl’alrri Santi del Paradiſo, 8c
inparcicolare dell²Angelo Cu-floy
deze'Samo del ſuonome. ì
Secondo.” manifeſtimhi egli
fia,cioè vn Sacerdote di Dio, ch’è
venuto per conſolatlo , animano,
ecogliergli tutt'll timore,e malin
conia , nella quale in quelli peri
coloſo tempo fi ricroua . .
Ter20.L| [aggiunga :marconi-’
mente il cordoglio, ch'egliſeme*~
della ſua diſgratia, per libenarlo»
dalla qualenonſolo vſarebbe,ſe_y ì
poce‘ſiemgni-mezzo , mè ſparge
‘. rebbe ancora‘ il* proprio ſangue.
QuantoLi luggeriſcache la ſen
tenzz di morte data contro eſſo
"a
` ., -
lui, non tanto li viene d'a gli huo
minhqumroda Dio,giuſtiffimo ,› e
retciflìmo Gi udiceman eſſendo al—
tro gl’huomini,che iſtromemi, …öe
effecurori del Diuinodecreto: La
poi-;he hà Dio- con ſomma ret’ci-i
:udine determinato-,chÎegli muoz
. è la
4 r Econdaánatía morte. ;s
ia in quel modo . e beuaquell’añ_
mato calice, l'hà da prender’alle
gramente,e per amor di Dio , te
ñ nendo per cerco , che Sua Díuína
Maeſtà per mezzo di cal men-tex;
non per altra via,lo vuole dall’e—
terne pene dell'inferno, liberar’e
ſaluarlo. Eſi comecordinò, ch’rl
ſuo Figlíuol‘o per noi pauñe l’i
gnom'mie della CIóce,öc in quella
ëer ſaluar'il mondo moríſſc ; così
Lora ordina,ch'cglí ancora muoia
di quella ſorte di morte , e che,
fia ſimile à Chriſto in conformar
ſi con la L‘iuìna volontà,`il che dev_
ue ſh'marſncome dice OrigenL, ,
Orig
gran felicitàfimtd anime qu‘yfiç born”
Cbriflunefiqumtur , quorum-iam: tali!” ,
Cbriflur praceffií. ñ . md, ’
Quinto. Li ricordi y che non fi
deue ſdeguar’e di ſeguitar di buo
na voglia Chriſtme conüantemë—Z
te abbracciarſi con quella Croce,~
che Dio li manda ; aflìcurandoíì ,
che r.ö è così peſanteflor‘ne quel.
12,-( h’eglíſoz.ra le ſpalle del ſuo Sì
gnore “on i ſuoi peccati rípole. E
PQÌ( he GUCUO patientemente la»
’ſonore-.2,81 innocentemente patì
1.. v one—.ancorchc Fſſel’illeſſzu
innocëztfle egli [rabbia commeſ—
‘ 3 lo
34 "Parte Aiuto de’ Mar-'5.
'ſo molte‘ ſceleraggini , e fatto il
perche, merita tal pena , e molto
maggiore , com'è quella dell’in
ferno ,A deue perciòìdi buona vo
glia ſopperrarh , e di- buoncuore~
abbraccrerſì con~ quella.
Seffo.L’a‘ccenni,chc ſopporta”;~ _
do con p-atienZa tai morte, e con‘
formz—ndoſi in quel-h con la Dini—
na volontàpotrà ciò eſſer per eſſo'
l‘ui,come dice S. Girolamozvn'au
cerca ſorte di martirio, 8c ad? vn`
cerco` modo,come quel felice La
dro crocifiſſo vicin’al Crocifiſſo
Giesi‘r , potrà diuenir’ézc hauer’il‘
premio.e guid‘erdone di martire)
,A Lamr cm… mutui’ Peralî/b‘,di- i
mmm' ce"il Santo ,i Cbrifíur_ de'cìrnce li”
‘a' 1:3* ”anem ſul”, à- ſacit ’Jamie-'dij' pa‘—
zn ‘"‘ ”am marljrìuW-NOÌ perche la;v
’ pena faccivno martire, porche: \
quell-"è effetto dell': cauſa,e‘r_norí-5~
uo della morte, che' ſuol’eſſere la
confeſſione della fede ’la‘ conſer-z
unione della grafia‘, della carità ,-.
a: alt_re _virtù ; mà perche con- `
form'all’opiuione de'Teologí , e' Q
parere de’ PadriJa morte data da' `
Miniſtri della Giuſtitil, e patien
te_men{e per amor di Dio,& íñ ſo
dxsfamone de' peccati ſopporta:
til’
.E condannalìaíaor”. ;P- x
L
f ca,& offertain memoria de'dolo
ri,e della morte di (jbl-illo,— è cug
gione di molti meriti, e d'abbon
i dante , e copioſa tödisfattionu
h auant'à Dio.
- Settimo-L’auuertazchayſtígí
dolo Dio con tal ſorte di morte ,
ciò non fà per mancamento d’ -
, more . mà lolo,acciò per tal mezñ‘. 1*'2.14-.43…. .
zu ſia falua l‘anima ſua; come non
fù mancamento d’amore il far
morire tanti Santi Martiri di mor
te violenta, 8t in sì limone diuerfi
modi s alcuni de' quali moriro
no bruggiati , altri crocifiſſi , altri
decapitati,& altriin tant'altre ma
nierc;mà il line.che nella lot :nor-e `15
le hebb'il Signore, fù’ ſolo, acciò.
per mezzo di quella,ſe ne volaſſe
ro al Ci'elo,8-: i loro parimenti , e
ſanguefoſſero ſemi, da' quali get”
mogliaſſero ma giori ſtabilimëti. ’-ÎR‘:a
e fermezz: più oda della ſua ſam_
ta Fede. Perciò fi potrebbe er
ſuadcr’al Condannato, che Yaſci
far’á l)io,il quale ben sà quel,che
li conuiene :nè voglia inſegnar'ä
colui,ch'è l’iſhsſſa ſapiens , quel, " rar~i~
che dcu'e ſare: poich’egli hà ben
l (ontnpeſíltíi luoi peccati, e sà .
che qixell’è il proporzionato rig
- B 6 me
36 Pam l.díutoìde*Mor-‘ì. ñ
medio pcr il ſuo male :e perciò*
come ſauiro Med-'Cod’ordinaquel—
la-medicina,.amara per il'corpo ,
mà tutta dolcezöt amoroſa per l'e ~
terna ſalme dell’ariimme con eter— ’
na prourdcnza, come dice &Gre
Greg. gorioſruciaa , zh— amar.
Han!. Octauo. Li potrebbe ricordare',
a. 1. i” ch’il mori-re, c‘ vn debito , che ne—
Excel). .ceilàriamencc s’hà :ì pagare , il
quuieztr-à gl’alrn‘ beni,ch’ap}’)orta
{amelia-HH fineye termine d’of
fcnder più Dio; poi-che , mentre
ſiamo in quelia vita, pan-che non
ſappiamo far’altro, chepeccare ,
il che con lamorte li finiſcezchu
perciò quella , come dice Olim—
píodoro, flàbene à- tutti , così a_
Peccazori, com'a Giuſti : à quelli,
perche pongono fine alle loro
ſceleraggini , poiche è gran miſe
ricordia ſpegner’il lume à chi tnt
.ta la notte giuocando‘perdc ; 8c à
quelli,` perche. per mezzÒ della..
011m morte , ſon fatti degni d’audar’à
Piſd* godere l’eterna vita. Tranſh'tur -l,'i
di:: è ”ad-'a nor dda-ti: Ò-ſiquí_
dem peccato" di' , qui det-eda‘: pee
rcar: Îvhrà iam define!, qui 'Dna
fuerit iuflurzzitapezfrurmr .eter
na.:\l che Yuggmgneflhc la mor- `
` tc
'E coni-:muti Amor”. L35,
* te fù vn'altiflìma,e pietofiflìma inàü,
Añ.ó-.“ ._l _. `nenti-mt: di Dio, oíche có' quel
la,come dice S. (gregorio Naziá—
zeno ,- fittonca-il filo de’Peccati , i.' Gui!
danni de'qualiſarebhono per së
pre immortali,ſe il miſericordia.
ſo Dio per mezzo della morte 7
7…_. non poneſs’a quelli fine, il che'
…‘
vien’ad eſſerfvn particolariſiîmo
beneficio. :mali-m ſmmortple
formdice ilSanto, pena ipfiajH PA“-aA—IrL-
'.
zníſèricardíam uffi!. ~ '
_ Propoſti i ſudeeuyò altri motiä
nidi potrebbe ſoggiug'ner’ál Có-Z
, dannato ,. che pet‘httener dal Sii
gnor‘Iddio vna buona morte , ſo-_j
pra tutto gl’e‘ neceſſarioxhe barra'
alle porredella Diuina Miſericor—v
dia, affinchflpex mezzo di quella,
ortenga da Noflro' Signor-e , (il
quale per eccellenza è chiamato
dall’Apoliolo . Pater mijèrìeor.
diarum, <9- Dmt t-otím* cofljòlatío—
m': . Padre delle miſericordie , e
_Dio d’ogni conſolatione )- perdo
no di tutt’i ſuoi peccati , e could!
latioue nel preſente trauaglio. Im
percioche ch-s’amandolo di tutto
cuore ,e chiedendol’il {uo aiuto ,
glielo daràyrome l’hà dato a molrj
tìaltriflquali ſi ſon ritrouatiín.»
quel
-órv
'33 Pam I. ;fiuto da’ Man-b.
i quell'iſteſſa afflittione, nella quale
eglíhora fi ritroua , e li darà ani—
. mo,e forze,per paſſat quella mor
te(ancorchedura)COn conſolatio
ne,& allegrezza; poiche per mez
zo di quella l'ha à perdonar Dio
iſuoi;peccati,e dargli la gloria del
Paradiſo . Soggiognendol’inſie
me',che, per ottener queſta miſe—
ricordia dal Signorezil mezzo più
efficace è,dífporfi a ſar'vna vera, e
i‘? . cordial con ſeſſione di tutte le ſue
colpe, la qual'è obbligato à ſare
nel pericolomel quale firitroua z
eſſendo che ſenza quella, non fi
gerdonano i peccati, nè ſi può c6
uona faccia comparir'auant'à
Dima chiederl'íl Paradiſo , come
di ciò cidíede eſſempio il buon_
Ladrone , del quale dice S-Chrí
ſoſtómOJVon cſi-eaſy: diurni”:
l .Ch/f mmiemn* , ”if confeffione peccati
ſare-'nam rem-[fiflìt . Non ardi di
di r’al Signore , che fi ricordaſſe
d’eſſo lui,le non do po hauer def
poſto, per mezzo ella confeſiìo-ç
ne ,la rauoſaſoma de' ſuoipec
Cati.Rrcordädogli parimente,che
doppo la confeflione hauerà a ri—
teuer’il Santiflìmo Víatíco del
Corpo. e Sangue di Chriſto N07
‘ firo
Eóíaìáàza:: Îmórlc Ì 7 ;9
i ‘firo Signore, e finalmente eſſerci;
citàrſhil tem pozch-e gli reſta iii vi—
ta, in firìatti d‘i- vera- contritwne,
e’dolſiore delle paſſate , colpe, di
Fpdcydi Speranz: , di Carità , di
Conformità ai Diuin Volere 2 8.'.
altriá quali glie li porrà andçriug
gerëdmcöformc ſono notatt nei;—
la tem parte di queſtolibto .

Dalla Conflffiò” .`
c* A' P'. 1' i".
› L’èſſempíjëde‘gmtiJè in tuti“
-- t'i tempi fi d‘en'ono‘imítarçg`
dà chideſidera
-fi‘ godono goderemolto'
neiCrei’o-, quclzch'èſfl
mag-ì
giorment‘ein queiio della morte y
nel‘q-uaſezcome diſſe s. Gregorio.
Jmìqmum‘ ”ov cxmpl'cconforä- G” 1-,
. ñ . . , .. . . g. z
tant-hifi com loro eſſempi] cia-m- z‘ . ;yA…
z-434—4‘”.
mancare ci rinconn‘o à* farequci , MM
I ch'effi-feqero nell': kot-morte. E iſa -ç, 7,; '
noi' vogliamo* i’n quel tempo* a'c-*
cei-rire” Bene’, &animofamente
morireziſ miglior rimedio è‘,~ dice’ a
Seneca.-J'iinmímr'mmpldflſñ 3"'“ñv‘ ì
ſeruia‘mo quei'. ch'al-cri ban prät- .
ticato,e practichízmo queLch'eflì
oſiemorono.
La
49 Parte I, Aiuto-le’ Mar-*L
La prima cola dunque, che l’in
fermo ha à ſare nel principio delñ’
la {ua infermità, ò il Condannato
ſubito che hauutohnuerà la ien—
ten2a di morte , ſará a imita ione
d’alcuni Santi diſperſi à fareëper
mettendoglielo così il tempo)vna
eſſatta, e diligente conteſſione ge—
nerale di tutr‘i peccati da ſe nel
tempo della iua vita cammelli.
Queiì’eſſempio ci diede il Glo—
rioſo Patriarca S. Domenico Fó
Ferdin datore dell’Ordine de’ Predica
Hifi. tori 3 cofluiſſubíto che per dini
Domir:. na riuelatione hebb’auuiio del
p. r. c. giornodella ſua morte, doppo'
43. .hang-,tutto pieno di giubilo , rin
gratiato il Signore di sì felice no_
nella, trattò ſeco di fare col Prio
.re del Ccn,uento,oue morì, ma.,
general-conieffione di tutta in ſua
vita-L’iſteſſo prattiròS-Eliſizbetra
vedoua ſigliuola d’Andrea Rè de’
Bard. Ongaria,acccnnata di ſo-pra;coilei
to. 6. da grau'infermità ſoprapreſa, vol
le inriera, e generalmente conſeſ—
ſarſi ditutte le ſue paſſate colpete
riceuuti gl’alrri Sacramenti , sù lo
ſpirare . che fù à venticinque di
Decenlbre .nella mezza notte,d.iſ-;
ſe
"E condannati'- morte; mi ~
i ſe ä circoſtanci. Quefl’è L’ho” del L
arto-Vergini: . Diſponiamo 'un i ,
poco del Bambino Ginùzqualmmfflz ,
”in ”mp0 d'inuerno,di noneùz i» ,
coſo altrui , *valle per ”oi naſcere ,
er ”oi eflìv’in [Monicelli i'm-oi” ,'
oflo i” 'Un‘Prlſepe , fili-audio da.;
Paflorimaniſeflato da *Una Stel
h, e finalmente adorato da liſi-gn'v
i. Trà le quali parole inchinan-ì
do vn pocoilcapo g ſe ne volò
quella felice anima à gli eterni rifl,
poli. 5-. Eleazzrofionre dell'AM-"‘
:ia,grauemenre infermo,con m0 ›
ce lagrime ſi fece anch’egli vna
eneral confeſſione di tutta la. ſu:
vica,e
fiffimomécre gli durò
perſeuerò in il‘confeffarſz
male, ſpe o _ ~ ñ“
ueſto fù quel grä Eleaiaro dBl-ç -"~ = . -'-’ `
la term regola di S-Fran ceíco , i i
quale i doppo eiîer viſſuto vemi
ſei anni con Deifinfl ſua ipofafflu-,é
blicamente, per diuina ordinario ,›
ne,manifeſtò,comel’affermaGre-ì
gorio Turonenie, la propria verñ'
ginicà, e quella della ſuaSpoſadì— 5,32;
cen do .- Sali-4h” :ſi homo mad“)flſundà
r mulierem bom-m , quumficm Glor.
”hg-'mm accepíg'm (9- Virgil-cm..) CW"
"Nippon-Ciò è. Vn'huomo fi ſce ‘i
leratoze maluagio, come ſon’ſìo, fi- 37-@
\. a 1

'1‘!. 7
4z mm I.1íuí0da’Morü.
ſalus per la bontà della döna, che
Dio mi díede,la quale-,come preti
verginemosì vergine la laffi'o-Nè
diffimíll’in queſto ſù la Sant! Re
gine di Scotía Margherira,poiche~ -
Il prim’apparecehio y che coſtei~
er la ſua morte fecefù chiama’
'1] ſuo Confeſſare xecon abbondá~~
tíffime lagríme darlìf conto per
mezzo d’vna generqlcooſeffionez t
ap
di preſto
tuttalaſua
fortificata;
vítg-,li'qual‘fattn
con gl'àltrr
Sacramenti della__z_s;ntz -çhíeſa ,
preueclendo efter già gione: l’ho
ra della ſu: morte,c_`on interno af—
fetto del cuore proguppe l'a-quel
la díuota oratíoneìî:î ‘Domina hf”
B177 Córf/Îe, 7m' Doll-nigi: Parri! ,' ”0‘— ; ~~
Sco!. ſ per-”lc J'pirím-S’ínflo, per fior-tè' `
l Ìo
* ”un mundo”; *viuüîmflí , lil-ra
ne. Liberateñmi in queſt’VlrÌmo
pericoloſo punto, Sign-or‘. mio-ñ ‘
GíeſuCñrffio,íl quale , peradem
pire l’a Säntíſlîmz volontà del vo
flro Eterno Padre, per meno del
I: voſtra pretioſa morte, adopt-'i
douílí nnco l‘oSpírito Santo , vi
degnrſte dar vita al' mondo; dop—
pò le qual! parole, libera da lega
mi del corpo,ſe ne paſsòalla vera ' *
libertà de' figlia-oli di Dio. Queſt'
illcfl'o
E condannate' a mn”; 4;‘— i
iſleſſ'o pratticorono il B.Gíacomo 3'"
Aiemannodeii'Ordine de’ Predi— ”"" 5‘
cztori,G’iouà'_ni Momeoſhuomini 7""
di rariſſima virtù,& alttiSanti, nel' fm**
fine della lor vita. ""1"
Hor'hauendo l'inſermo, ò Cö- 39*
dannatomeceſiità; è tempo di ge**
nerakmente confeſſarſi , douerebe
be farlo; e non hauendo di ciò bi—
ſogno , nè tempo, baſteräconfeſó,
farſi delle coſe, che di preſente l’4;
occorrono . Et intenda, ch’è effi
cacíſiimo rimedio il confeſſarfi
ſpeſſo,e tutte le volte,ckeli verrà.
comodo ; 8c ancorche non habbia
nuoue' colpe commeſſo, ſi confefl’í
d'alcune delle già altre volte c6'- i
feſſîate-Imperciòche dal far ciò ſe K" `
giurì in eſſo lui nuouo acquiſio
di grazia, alla quale corriſponde-K
rä’eterna gloria nel Cielo”: inſie—z
merl perdono di molte pene ,e’ä
v“hamza è atire nel Purgatorio. In
oltre ſi ebilitaranno, e fminuirá—
no le forze ai demonio con-i nno-i . , -
uiaintifl: nuoua gratía,che ſi con- - i
{eſiſte in ciaſcuna Confeſſioni:. E
finalmente con tante aſfol-utioni ſil
liberarà l’inſermò-, ò-Códann'ato,
da molti ſcrup'ol'i,anſietà, e rimo—
ri,ch’in quel; tempo ſogſíoncàgtí-f
. . e:
' ”——

4’4' 'Pain I.Aíuto de’ Morì).


, demente molcfiare, 8c in _gran par
te s’aſficurerà della ſua eterna ia—
' lute.Perciòil caritatiuo Confeſſo
xenon fi deus in conto veruno `
,K fiancate, anzx ammarlo à conſci'—
ſarfi quanto più ſpeſſo può; poi—
che fà_ vn’opra li degna,com"è at- i
tènder’a-d aumentar grafia , e glo- i
ria, 8c à ſminuic le pene tempo—J
tali ad Vn ſuo Fratello, afflitto per `
ln preſenza della morte-Di queſto
mez-zoſiſon ſeruiti molti Santi ,
&ín particolar-:5.Citeriüs ‘ſer- -
gine , &inſieme vedìoua, figliuoſa
Sur-i. di S.Brígida, l'a quale nella ſua vl-’
”fl- I. timainſermità molte volte il gior
53(g noli confeſlauam ineritò, che 10—_
pra ilſuo cadauno, doppo morä
ta, ſx ted’ell'e da molti vfla riſplen
deme Stella fin'àl tempo, che-FE:
ſepoltaJ‘l EnH-:mania da Quinta— `
Cbmx. u'alle Eſe'lSera &co Ordinejdi S-Frà'-- l
6rd. c‘eſco fi‘ſerui anch’egli nella ſua'
.:Min mortal’infermitd di" queſt’iflefloî
p, t. l. ' mezzo, e volle tener ſempre ap— 1
‘.0‘. S’ preſſo di ſe il ſuo confeffore ,` ac—
ciò,occorrcndogli? qualche coſa ,
pote {Te ſubito di quella confeſſar—
fi. ñIl che fecero ancor’altri S-anri .~
Quello preſoppoſto, per con
ſolazione dell’infetmo, ò Códan—
nato
_ñ- -l
,
xnato à morte dalla Giuſtitíaj ò
qualunqu’altro . che, per qùíetu
della ſua coicifinzaicosì in vita-a."
.com’in morte,vorrà far'vna buo-ç
na Confelîione Generale , ſi pone
il ſeguente breue Sommario di
tutte le colpe grauí,e m0rtali,cl;ie
di precettoie d’obbligo lì deuono
confeſſare , il quale per offer fiato
prattícatc, 8c inſegnato da’ più
'iauij, e pietofi Dottori ide‘ noſtri
.zemphſarà moltoà propoſito per
quello, che ti pretende , per flar
._ fondato in opinioni probabili ;l’4
ñalcu-nihuomini dotto-Sc ap proua-Î
Le dalla Chieſa , il che è baſtantu'
perla ſicure-22a dèll’effetcodel Sa~
cramento dellagPenicenza,è ſalute
del Penitente. ’

DEI bre”: ”lodo per fue-’ema ha;


mai”Confcffime Gentrakſidu‘
'zz-'la, come »alien-po ſi
ñ. ' ‘ della nom. '

Se

I Nrot‘n‘al numero delle colpe;


che s’hanno à confeſſare, acciò
il Penitente , non lì laſci ſo rata
xe dalcrupoli,& anfietà , c e103
a. Suo)
4 m: . mio e 1 a” .
gliono inquietare nel tempo, ch*—
* alcuno ii diſpone à confeſſarſh e.,
tal volta ancora con vani timori
rimuouctlodalla confeflionegs’hí
da auuertire le ſeguenti coſe .
;Prime-.Che non obliga il pre
cetto della Confeſſione .à chía
-cir‘e certificare con rouet-.c hia , u
ſpropoſitara diligenza il numero‘
delle colpe commeffezmà ballerini
che doppo d‘eſſerfi fatta una met‘
'zana , 'e prudente preparatione,
dica il Penitenre quelflhe i'oçcor
re,a ſente di ſezconkefl'ando il cer—~
to come certo., e quel, ch’è dubio
come dubiolî ſei peccati d'vna.;
ſpeciapcrcſſempm, fuſſcro da.
cento . dica che ſaranno da cento
in circa: imperciòche in quello
modo, ancorche ſe ne ricordaſſc)
doppo ſei, .ò ſette di più dell'i
fleſſa ſpecie a non ſara oi obbli
gatoà confeſſatíi - Mà e non {i ſa
pefl'e riiblner‘in dit’il numero‘
determinato de‘peccati , n‘è art-i
com circa( il che ſuole ſpeffiflìmo
occorrere)dicai1coſtume , 3t vſo
cfhà hauntojn comuiettet’il ra]
Boccaccio”: giammò ſettimana
, meſemannoÒpure‘ſottoioprz‘
ISSN!? In 810199 c9115” altro, ò
ì ` vna
ñ— tonzamuhlal ”error M 141 7

vna ſettimana-fm vn‘alrra . E ſe.,


pure la ſua rozzezn, ò‘poca'me—
maria , ò confuſione dl mente , ò
pu [illanímiràò ſcrupolímon lo fa.
Leaſe” ri‘ſolpere, ne anco nel mo.“ fl,
do predetto, porrebbe dire , ch'il '
numero-delle ſue _colpeìn quella.
ſpecie gli par grande. ò mezza”;
ò piccolo . E'ſe per ſorte neanpo
in quello arduſe determinarſi, dì
‘. :anche non sà riſolverfifflerche ale’
cune volte ,, il numero in quella‘.
ſpecie gli par grande . altre volte
meuano , ,altre piccolo , altre tr!
mezzano,egrande,alcre tra mez-,ì
zano,e piccoloffi confcfl'andos’in
i ueſto modo non haurà obbligo
idichiarar‘í peccati di quella...
ſpecíe in particolare , erclſer gia.
compreſi nel numero eccoxle puó,
re nö ſi r'ícordafl’e appreſſo di cet-È
co,eiler grande il numermche dit-ì
[exact pÌCCOÎOSÒ hauer caramello
1 eſſo,&ordinariamenre,quel,cl\e
;Effe-,che gl'era occorſo patire-ò ra
re volmNè s‘affligga il Peniteme
per non fipere a .ò non poter’ina
miglior modo chiarir’ il numero
de‘ſuoi parcatùpoicbe i] prec etto
della confeffione obbliga ſol’à di- n
` re quel.che ciaſcuno ſen _cc di ſe‘: e
' ne
“Parte’ I. di” i; da' M Fmi…
;nel modo,che ciò ſente : e qualſi—
voglia errore , che vi fuſi’e nel nu
, -mero,_ò qualſiuo’glia ſcordamento
. non afferrare, non toglierebbono :
il valore della confefliones poiche 1
dell’iſteſſa manieraſi erdonanoi ‘ì
eccati mortali per corda‘mento
i aſcízti nella confeſſione, comu
;quellhche ricordati, fi confeſſoro- ;
~~no,ancorche reſti l’obbligo. di c6—
- feſsarli,quando di cerc'oſisà,eſſer~ ‘
- fi laſciati per ſcordamento ñ
› Secödo.s'hà da auuerr-ire,che nö
v’è obbligo di dichiarare ſe non
le ſpecie, e numero de’ peccati
mortali,e nö altra coſa, come per
z ef-ſempioil numero de’furtí, mi
non già il numero delle perſonaj:
chi s'è rubbaro;il numero dell’io-_L
-- giurie,ò detratrioni, mà nó, quelfl
lo delleperſoneingiuriate ò de-ì
~ tratte,e cosìde gl*altri. _ ‘
e‘ Tei-lo , s-*hà auuertire intorno
- "alla preparatione neceſſaria per‘
ricordarsì il numero de’ peccati
, di ciaſcuna lpecicnche molte vol
te,per varie circoſhnlezöt occor—
renze,no’n ſono neceſſarie lunghe
preparationi, e ciò ſarebbe . Pri
mo, quando il confeſſore fuffe
;polſo dotto , e ſperimenta? x, .,e
a
’ E condannati 4' morte." 49
del Penitente ſe gli Fà iflanz:: ,che
1 interroghiiöt cſſamini.Secondo,
quando il Penitente ſoſſe molto
rozza, e perla ſua rozzezza non..
direbbe più, penſando ne’pecca
ti,di quello , che ſarebbe ſenza.;
penſaruilſcrzmquando ſoſse mo
leſtato,&oppreſſo da’lcrupoli ,i
quali,quanto più vengono alle.,
. volte eſsaminari r tanta maggior
confuſione ſogliono caggiona
re . Quarto , quando foſse ſtato il
Penitente huomo aisai dilsoluto ,
e foſse gionro à tal ſegno,che con
dire l’vſ0,& il coſtume di ciaſcun
giorno per tanti anni, ſi veniſsL,
mtíeramence à conoſcer‘il mile-q
ro ſuo ſtato . Quinto, quando il
Penitente hauefse {i buona me
moria, e perſpicaceingegno, che
iubito ſe gli rappresétaísero auä
ti gl’occhi della mente le colpe;
da ſe commelse. Quelte,& altre,
ſimili cauſe,polsono elser baſtan
ti per vna mezzana preparatione.
anco in _quellixche per lo [patio di_
molti meſi non fi ſono conſeſsatíyì‘
Tutto ciò preſo pollo per magfl
ior facilitì di c i s'ha à conſeſ—
are , ñ pone la ſeguente forn‘iola_
C i -
;e "Parieíîzíiuio de Her-'7. n
3

di Confeſlìo-nediſcorrenda peri ‘
dieci comandamenti `
I. cOMANDxMÉm‘o
Adorar’imjòlo Dio.

Peccati morrali,che (ótro que


ſto comandamento commet
ter’ ſi poſſono ſono i ſeguenti .
e Negar’ , ò pertinacemente con
la bocca,ò coi cuore.dubitare d’al
cunacoſaintorno alla Fede . Ab
bom're , 8t odiar Dio , ò non fat
qualch’atto d’amore › quand‘ob—
\ bliga il precettoflerſo ſua Diuina `
Maeſtà. Beſtemíar Dio i la B. Ver
gineflì i SantiJ‘entfl‘ Dio ò con_›
atti,ò con par'oleiaccíò facci mi
racoli , ſenZa-veruna neceffirà z L,
coltringerlo, in vn certo modo ,
acciò dimoſtri la ſua Potenza..- ,
ScienZa,Volontà,Gíuſtitia,ò altro
attributo,e ciò ò da per ſe imme
diatamente,ò permezm d’altri :
~ il tutto per far eſperienz: della..
ſua Potenza,ScienZa, &c. Diſpe
tar del Diuin'aiurmflimandoſi già
dannato,e giudicando non poter
fiemendare,preſoppofla la ſua_
äran de‘bolezza,ò inuecchiato (Of
urne di peccare . Ha
W
,E condannati a‘ morte. 7|‘
-Hauer‘intelligenza 9 òpatticol
.Demanio-ò tuo]. Miniltri. Portal:
_ſeco orationí,ò ſuperiiitioii ſcrit
ti. Hauervaníaugurij. Inuocardí
cuore , accíò l’aiuri, il Demonio.
Vſar Magia, Preliigij,Necroman—
tia, DiuinarionùAfirologia giudi
tiaria,Chiromantia,Sortilegijfinz ,’
cmufimLMaleſicij. ,
Commetter Sacrilegio , ò in_.‘
luogo Sacro facendo indecenzeJ L
Frohibite , ò veramente con per
om à Dio con voto conſacrata
Vſar Simpnja per ottener coſa..
Sacra. Porre violentemente 1L,
mani , in perſona Eccleſiaſtica ,~ ò
pure violar l'lmmunità Eccleſia’`~
;tlc-vo
`.Rompet'alcun voto àDio, ò
ad akuno de’ Santi ,in materia...
graue promeſſo , come di Digiu—
no,0ratione,l;imofina, Pellegrí- ì‘
naggio, ò altro . E non è neceſſa
rio dichiara-**in particolare la ma
teria del voto; im percioche tutt'í
,voti ſono d’vn’íiieſſa ſpecie,e na
tura.
~ Non ..[Saper la
* Dottrina
› Chri
Riana, ö; i principali Miſterii del*`
la Santa Fede nell'eràxhe-ſarebbeff
obbligato _if-peru. _hegger’o hay
- ' _C z ' UGL'
5: Parte]. Aiuto da' Mbn‘b.
uér libri prohibiti. Applicar coſe
Sacreà prof-ene , come pereſſem
pio,la Scrittura Sacra ad 1mpuri,e
poco honeſli amori, òpure ſer`
uirſí de’ Sacri Vaſià Mznilleríj in
degni,e profani.
Far -notabil’irreuerenza ad al—
cuno de’ Santi Sacramenti.Non_›
oſſeruar le leggi Diuineî. 81 Eccle
ſiaſtiche in quel , che diſpongono
per lor maggior culto, e riueren-`
1a. A queſto ſi riduce la venera
tione ,'öc oſſeruanza al Sucriſicío
della Santa Meſſa.
- Non riceuer’i Sacramenti nella
Paſcha di Reſorrettione , quello
della Penitenza dalli ſette anni in
sù , e quello dell’Euchariſtia da‘
gl’vndeci , o dodeci, poco più' ò
meno , à giuditio d'elSauio Con
feſſore. ~ ñ ñ - -l
Confeſſarſî di molto tempo ſe -
Za verun’apparecchio,ò Prepara—2
tione . Tacer'à bello fludio -, ò
con coſcienZa dubioſa quel , che‘
ſi ſtima eccato mortale, òſí du
ñ bita s’è le. Riceuere l’aſſoluzioó'
ne Sacramental'e ſenzadolore di
tutte le colpe mortali,e d’o'gn’vna.
dfeſl'e, o ſeflza pro oſìto d’emeh
_däflixdl tuttegò d’a cune' diqçtÈlle .
Emmi-annata' i morte.; 5-5
E baſterà in queſta materia diru
quante conſeflioni malamente-,q
fece,e con obbligo di riſarle, ſen’
`za ſpeejficar’in particolare la.›'
cauſa della ſua malítía; poiche fi
ſodisià con generalmente dite.; .
Tante volte mi ſon cöſeſſato, vo-`
lontariamente mancando nell’in-`
,tegrità del numero de’peccati , ,è
_nel legitimoátíero proponimen
irene dolore . ’. 4 ~ … i…,
. 'Non adempire le penitëze di:.
:egli dal Cóſeſſore, particolarmëñ'
_te p’reſeruatíue,e medicinali , cod
xmeſojnp quelle , che s'impongo—
“no”acciò 1LPerlitente nonbrítorni
à cadere ne’ medeſimi peccati,òcñ
caſioníte pericoli; perche quelle
nè in tempo di Giubileo,ò Indui
_ poſſono
genZa , "nècommutare.,
per Verun'altra cauſa liì
E molt
volte obbligano de iure naturali,
ancorche non l’imponeſſe l Con‘—
feſſore; come ſarebbejl non en
trar nella caſa , où’hì ſperimëra
to occaſione,e pericolo d'offeſa di
Dio:& anco altrepenirenZe grani.
Riceuer'indegnamente,e con_
‘ coſcienZa di peccato mom-leda..
Santa Comunione-Efinalmento
conſigliare, aiutare, indurre , **La
C‘ z coo~
”. Parte I. Aiuto de’ Morìb.
cooperare in alcuno de’ ſopra
detti peccati. 'L
11. COMANDAMENTO .
Non Nomímarìil non” da' Dio il
”ano .
Vtt'i giuramenu’ , di qualora-ì
‘ que ſorte fi ſiano , fi riduco
no ad vna ſpecie; e perciò' non è
"neCeſiärio ;ſpecificare , ſe furono '
?er Dio , ò per la Croce , ò peri
” antil:impercíoche,com'inſegnò
il Saluator del Mondo , in tutt'i
iuramentí vien’inuocata l’iſteſſ
ìäínítä]. '
_ rohibiſce quello comanda;
mento ſotto pena di peccato mcr‘
cale, Primieramente,il 'giuramen
to Aſſercorio,ch‘è,quando fi giu-ra
con bugiaòdubío , eſſer vera , ò
certa vna coſa, che realmente non
ètale. _Secondo,il giuraméto Pro
miſſorlo , promettendo con giu ~
tamento ſenz’anímo, ò poffibílità
d'adempire quota-he ſi promette:
coſi anco giurare di far'alcun pec
cato mortale , con volontà d’eſſe
uÎrlo- E ſe tal volontàmó vi fol—
,e› pur ſarebbe giuramento con.:
bu
,E condannati' 4 morte. ’g t
bugia, e nell’vno, enell’altro caſo ‘_'›
`
..z-—

moralmente ſi pecca, fenz’obblí


- go però d’adempire ilì giuramen- `
to.Mà auuertaſi-qui, che non ſono
comunemente maledettioni, nè
giuramenti quelli,ne’quaſi non.;
v’è animo di maledirk ò giurare y
come ſpeſſo auuiene- tra Padri ,
Figli, 8: Amici. Aqueſto s’aggiu-,i
gne il non offeruar la romeſſa.:
con iuramento con ermara , ò
pur atta perficurtà della perſo-r
na,à chi tal fflmeſſa (i fece. ’I‘erzo,
E prohibiſce il giuramento Com-
minatorio, giurando di far d‘anno`
notab’iIe ad alcuno.Quarto,il giu
ramento Effecratorio, im reean-'r
doti con giuramento ſal‘ o alcun
gran mal'e,ſe farà queſta,ò’quell.’z
altra coſa .
In oltre , obbligareyà indurre; ’ `
altri à giurar’il Falſo-,ò in iuditío,
òín ualunque altro mo *- D05;
man ar per Dio, 'ò per i Samben—
fa illecita,e di peccato mdl’talc),
comezche rubbi,vccida, commet
ta alcun peccatoſenſual’e, ò aſtro. _
Non riſponder'if vero al‘ Giudi—
Ce,clae con giuramento legitima ,
e giuridicamente domanda . E
coſe fimili .
` C 4 III,
ìÎ-7rî,""_—fià_`fl"î-`ñ
_ñ_—
.
… -› . W
56 Parte-I.. Aiuto de’ Morib.
, K,- ‘| ì. ,

III. COMANDAMENTO.
i Sant-‘fica’- le Fefle.

S Otto peccato mortale in quel


-. ſto comandamento ſi probi
.biſcedl laſciar d’vdir’intieramen
te Meſſa,ò notab‘il parte di quella,
ſean vrgente cauſa,ò neceflìtàme’
giorni di feſta: com’anco lo ſtar
notabil parte di quella, che ſareb
be la quarta parte del tempo, che
dura,diſtrattamente parlando-Eſ
ſer cauſa , ch’altri in giorno di fe—
fla non aſcoltino ò tuttañ, ò buona
parte della Mella, e ſi ſpacifichi,.
.quanti furonoqueſti--Faticare , ò
far,eh’alrri fatichino ſenZa legití
ma cauſaiò neceffirà da vna, ò due
hore in sù in giorno di Feſta , in.,
opre,8c officn ſerùili; e ii dichiari
‘parimente.quantí Furono quelli,`
equantc volte obbligò loro à fa
,tlcare . i
, Non digiunare finiti i vent’vn'*
anni d’etàò laſciar di digiunarb
prima delli ſeſſflnta. Se pure non
foſſe ſtufato. per caggione di ne
ceffirà corporale , ò per la ſouer
ì chía fatica
r. , o pure per cauſa di
P0'
a .
,_ .ó '___|=
ouertà,
E condannati
e non hauer
‘i morte
quel tanto
.'i ,

che ’glie baſtanteffier mangiar’vna


ſola volta : ò veramente nelle;
do nneper cauſa dig‘rauid-anza , ò
di dar latte a’ bambini.E-. cedere.)
nella collatione della (era ne’gior—
ni di digiuno la quantità di ſei , ò
pur’otx’oncie. Mangiar ſenza bi
ſogno d'infermità ne’VentÎrdi e
Sabbath nella Quareſima,Quatrro
Tempore,e Vigilie,cibi vietati-E
s’auuerta , che quante volte_ in...
que (ii giorni fimangia carne,.tan~
te mortalmente fi pecca .
Non recitar l'officio Diuino ,ò
notabil Parte di quello, elſendo
d’ordini Sacri ordinato,ò‘god,en—
,do alcun beneficio I ò pur eſſendo
ì
perNon
altrapagar
via à le
recitarl’obbligato.
decime,ou’è co—z
fiumedi pagarle. › _
Diipreggiar le cenſure , ò
veramente trattar con fcomuni
carinella forma dalla Chieſa proz‘
bibita.

L'I
3-‘.— 1r .
38 Pari: I. Aiuta de’ Mar-"S.

1 V. COMANDAMENTO‘..

Honorar'íl Pali?" la Mad” .

- O‘rtalmeme con-tro queſto


comandamento peccano i
Padrimotabilmenretraſcurandofií `
Verſailoro Egliuoli, coli- nellu
coſe ſpettanti à" loro` corpi,com’-Î
in quell-eſche toccano alle lor’ani‘.
me ; come` per eſſempio , non in
ſegnando loro buon-i coſtumi; n6
Îacendo,ch’offeruinoi Diuini co
mandamenti, e quei della Chieſa;
non ínſtruendoli nelle coſe ne
ceſſarie alla Fede;‘abband`onando—`~
li , nè curandolididar loro a’iutoy
ò non preſeruandoh da graui di—
ni.Perciò deuono, e ſono‘ obligatì
à non vſurpar loro la robba‘, che '
lor toccaà' nö dishered'arli ingiu
fiamentezä non coſtríngerli ²a.- ‘
ender fiato contr’illor volere;
non‘ imped’irli con Violenza il
prender'quello , à che efli voglio- `
ao virtuofamente applicarſi; 8t ì
dar’anco a gi’illegítimi mododí
viuere,e gl'alimëti alla vita neceſ
ſarii.
l Figliail’íncontrò ſotto pena
di
— I* FMI-muta' .:Bert:. 59
‘di morta] colpa ſon"obbligati à
ſouuenir’in caſi di graue , ò eflreñ.
ma neceffità corporale, ò ſpiritua
le i loro Padri. E grauemente pec
cano nó obedëdoloro nelle coſe
grani, e di momento, ò ſpettanti
allafflpria educationemëtre ſhîno
à quelli ,ſoggetti . Maledicendoli
di cuore in affenZa, grauementu
con'triſtandoli . ingiuriandoli , ol
, tragiandoli, ò in- preſenza con in-_i
degni geſti diſpreggimdoli. Mor—
talmente parimente peccano,de
ſiderádo foro-per odio la morte,ò
pur facédo [oro altro graue male.
Mormorádo grauemente di quel
li.Prendendo contro la lor volon
tà moglie indegna, ò pertinace—
mente non volendo prender quel
la,ch‘è degna,e da’ loro Padri,per
l’vtilità grande ,che cia` uel ma
trimonio micer porreb e,viene
loro offerta , e non adempiendo I
loro teſtamenti,e legati.
I Mariti , e le Mogli, negandofi
l’vn’all'altro il debito coniugale,
il quale di Giuliitía,e ſotto pena_
di peccato mortale,cia\cuno d’effi
è obbligato à rendere , quando
l'altro lo domanda : ſe pure non
ſcuiaſſe graue necdfitèò cauſa ,Ò
C 6 pu
4
["- -\~
\ .69. Partíſ' HW
pure per caggtone fiçdulcerio
l
ſdell’altrofö veramente in quelli ‘l

caſime’ griglie lecito il diuorc‘io . l


› IPrimipLPi‘èlfltbSìgnorLGiu~~
dici,&c. mortalmenteancor pecá .'l
cano,nc›n impedendo gl’ho’miciñ. l
djj,rubbimentì,diphonelià ſcans -l:l
dallìÒ pur permettendo l’inoſſerñ’ 'l
u'anza delle leggi. E l'iſteſſo pro. ‘Il
portionalmente s’hà da intende l
r
te de’ Tutori, Maeliri , Paro
l
.Chi,&c- ` ' . ‘
,_Ã Aqueſtoéc'omandamento ſ1 ri
duce.l’oil:erùanz…\,chÎà’Superiori,
coſi temporali,'come ſpirituali, ſi
tiene. Deuono perciò] ſudditi”;
vaſſillimìam i” foro confiimtic, e
ſotto pena di peccato mortale; ,
obedir'à gl’ordiní, e leggi in ma— 421;—4—ñ.~A4—…

teria graue tmpoſti loro da' quel


li,purchele leggi , e gl’ordíni ſian
‘giuiiifflnon meramente penali;
'erchraeſſendo tali, ſono ſolamè
te obbligati, doppo la ſentenza.: ~
del Giudiceaalla pena. A quelio ſi
riduce ancora l’oſſeruanza_ , chfà
‘Prelatí ſi deue in nó diſpr‘eggiar- ~
gli , il che facendo ſarebbe graue
eccat05e l’obedtenZa ancora, clic
or fi deue intorno alle denunti‘egò
{iüéiîſàçl’llz ch’ín due‘cali v’è Obf i
bli—
1; ‘V/nmultnnvr ”ſu qu. x ñ

bligo di farle. Il primo è,quando ›


ilVeſçouo comanda ſotto pena.; "
- di ſcomunicamhe 'ſi riuelíno ſcrit
; ture.ò coſe perdute, ò~lubbatu .
' Ilſecondo,qu`md0’ s’h‘an da riue—
ulare, e denuntiar’Heretici, od’:
Hereſìe ſoſpetti, conforme a’kíç-î_
litri contro la fede. A quello ſi Piè?
ducono le denuntie de' (.ófeſſorj,
che nella cöfeffione,ò'pur imme
diataméte prima›ò immediatamëzj
te doppb quella , ò nel luogo aſ
'ſegnato per confeſſare, fingendo’
dja'mmíniſt'rar’il Sacramento dél-î _
laPcizitenza,ſollecìtano iioro Pe-i
nitenti,coſi maf.:hi,c0me ſemina;
ò perſe,ò per altri,ad atti impuñ'
rí,e dishoueſthe ciò ò con fatti, ò,
con parole', ò per ſcritto; ò vero
con effi raggionando , ò trattando
dicoſe illecite, 8: im'pudiche..j
quali confeſſori ſi deuono da Peñ-v , ñ
nitenti ſollecitati, 8t ancora daga'
'qualſiuoglia altro, che da perſona
degna di fede haueſſe ciò vdito ,
an :orche in ſecreto , all’Ordinañ,
lio ‘del luogo z ò al Santo Qfficio,
denunciare., fl_
- l ~ - u

I’.
419-11409' To
o".
`
i" . \
' .r. cOMANDAMENTO.

Non Ammazza”.

I prohibiſce in quello comm-i


S dame-mo non'ſolo l'ingiuſta.:
vcciſione del' profflmo 1 mà anco
ſotto penadi peccato mortale,il' i
ſerírlo,mntilarlo,percuoterlo . E
‘ deueſi eſplicare,ſe quello , che tai‘
danno patì,era Religioſo” Cleri—
co, ſe Padre, ò Madre; ò pur Paf
rentein primo grado al meno dt
conſanguinitàb affinità-Sc ſù in.:
' ñ luogo ſacro, 8a‘. 8c in ciò deu’au—
’uertirlí s'è obbligato à ſodisfat’il
danno fatto con l’vcciſionc , ſeri1
`ta,mutilatíone,percofſagözc.
vIn oltre li prohibiſce il deficie-`
rarli mal graue per odio,ò nella..)
vita,ò corpoxhe propriamente.»
è contro queſto quinto coman—
damento,ò nella robba,ch’è con
at’il ſettimo ; ö nell’honore , ch’è
control’ottauo; ò pure ne’bení
ſpirituali,& eterni.
Si proh'ibiſce ancora l’hauer
compiacenz: per odio, quando al
Proflimo ſimili mali ſopraueníſſe
ro . Il ſouerchia, 8c ingiullamen~
te

. _ ‘—ól"i
‘ñ '\’!`;‘"’

I condannati 4 morte. 63,


te contriſtarlo, ò vero con contu
melioſe a 8c ingurioíe parole in.»
' preſenza , ò pur per ſcritto , gra-5
uemente offenderlo :‘ col quale.:
deue doppo riconciliarſi chie
dëdogli perdono , ò moſträdogli
ſegni d’amicitia,ò coſa fimíle .
Si prohibíſce ancora il mandati
l'í maledíttioní di cuore-Disfidarlo
in duello. Negar, doppo hauer’
hauuto con eſſo lui ſtrett’amícítia,
e per qualche occorreuza diſgu~
ſtatoſifl beneficij , 8c honori. co-Î
muni,& ordinarij', ‘come ſarebbe
nö leuar l’il cappello, non riſpó'fl
der'alle ue*doanande,e coſe Emi-j .
li, le quali ſon ſolite-ſará' con al—`
trl . con i quali non v'è nè amici*
tiamè inimiciti‘a , ma ſolo vna co-'
mune beneuoleoza. Il procura?
aborto.ò conſigliarlo, ò: dar mo
do,acciò ſucreda ; e deu'cſPlicar-Z
s'il tëpodella creatura abottata ,
acciò ſappia‘ il Confeſſare ſe ki
prima , ò doppo d’eſſet’anímata.
Far danno corporale ingíuſtamë
le ad alcrí,eſſerne- eſſecutore , fau
tore.aíutat0re,conſultoreicoope
ratore, compagno, o non impe
dirlmpotendo- Non ſouuenir‘il
Proffimo in tempo d'ellrema, 8:
39 "O
p4, P4712 I. Aiuta da' Mon!.
anco graue nereſſztà , *con: limoſr-a
ne. Cagionargli graue dànoſpiri-x
tuale,con~ aiutarlo,ò indurlo è col..
pe grani :e ſi dichiari@ che ſpecie‘
di peccati,& à quante perſone in
duſſe. .
Olablifza ancora qveſto comit'
damentoà non raggionare nota
bildanno con finiiîrimezzi alla)
ſalute” vita propria , come man
giando terra, ò altre coſe notabil
mente noci-ue, imbriacandoſi,ò
non volendo riceuer’in tempo, di
pericoloſa infermità i neceſſari}
medicamenti.
A queſto comandamento fi ri
ducono gl’ingiuſh danni corpo
tali, che fanno o i Giudici coni
cormèti,carcere, e morte,a’rei;o i
Medici, che,conoſcëdo la loro in;
;(ufficienzamon fludiano, nè con-e
ſultano con altri’il graue mal-L,
dell’infermo; ò fanno temeraria—
mente pericoloſe eſperienze,pxi.
ma di conoſcer’ilmale: 0 vera—-~
mente prendono la cura di più
infermi di quelli,che poſſono me
dicare. O pure non danno per
tempoa quelli auiſo del perico—
lo,acc:ò riceuano i ſanti Sacra-4
menti: O finalmente non medi#
cano
.E condannati dgmórte. 65
cano gran': ipoueri, e biſognoſi.
Et in ſomma tutti gl’altri danni
nella perſona del Proſſimo da..
qualſiuoglia, in qualunqueofflcio
fatti, in queſto comandamento ſi
comprendono.
Nè ſolo. ſiam’obbligatí à non‘
odiare nè Far mal’alcuno al noſtro‘
Proffimo;mà ſiamo tenuti ad amar
lo,e procuratgli bene,coſì nelle co
ſe temporali,- il che fi fa per mezj‘
20 della limoſína , la qual’obblíga
ſotto peccato mortale ,quando
quello in eſtrema, o graue neceſ—
ſità ſi ritroua; Com’anco nelle ſpí`
rituali per mezzo dellacorrettio—f
ne fraternazquando ſi deue fare .
’a a . `
.L.- \ .“5 ‘

rt. "cain/mo AMENTOzj


ñ Non'Fornirare .`

E Spreſſamente in quello coi!


. z mandamento ſi prohibiſce
ogni peCCato contro la virtù dels’
la Caſtirà . c’ordinariamente pec
cato di Luſſuría ſi chiama. Hà que
flo peccato comunemente ſorto_
di ſe ſette ſpecie; cioè Semplicp
fornicatione,Stupro , Adulti-:rio ,‘
_ n:
66 ‘Pam I ,Aiuto da’ Marik
Inceſto,Ratto,Sacrilegio , Pecca-P
to contro natura.
La ſemplice ſornicatione è vm
peccato conſumato trà huomo
ſoluro e donna ſo-lura, cioè niu
no d’effiloro congionto in matri
monio,ò~ rato,ò conſumato :e nö'
è' neceſſario dichiarare ſe la cat
donna era vedoua,0› l~ibera,o vcr~
gined'e non vi fù rateazò violento
flop-rod ratti impudici,oiculzi,aſ-'
patti ,parole oſcene,ò volontà di
fornicare, che nell’atto ſogliono
concorrere , o pure’ poco-auantL
precedere , o poco doppo ſegui
tareflncorche fiapo- peccati‘ mor
tali,non ſi- d'euoñoì nella confeflìo
ne neceſſariamente eſplicare , mi:
baflerä confeſſare l’atto princi
pale ;~ ſe‘ pure non mutaſſero la
ſpecie-dei peccato,o~ foſſero mel
to tempo prima preceduti-,o mol
go tempo doppo ſeguiti,d’i modo
che non ſi ſtimafl’ero far moral—
mente vm medeſima
atto princip alle.v coſa con .l’
Lo-ſtuprom‘ vna- violenta deſio-'
tagoncJatta i donna* vergine . E.
chi tal eccaro commette , pro
metten' ogli inſieme ò- congiura*
mento, ò ſenza-,di prenderla per
' mo

E rondcnnatíamariei 6}
m0glie,è obbligato à farlo : ſe pu-'
xe trà le perſone non vi ſuſſe gri
d’ecceſſ0,ediſuguagliäundal che,
facendoſiil matrimonio,ſi temeſ-i
ſe alcun graue danno ; impercioî
` chein tal caſo vi ſarebbe obbligo
‘ di dotarla.Mà ſe ſù deflorata,'libe—'
‘ tamente quella conſentendo, non
v’è queſt’obligo di giullitia , mi
ſolo di carità .
L’Adulterio è vn peccato tri
huomo ammogliáto,e donna maì
titata;ò vero trà ammogl’iàto,e ſol-È
luta;ò vero età ſolutme maritata .ì
ciaſcuna, di q ueſte circoſtanza
deue nella conſeflione eſ licarſi ,
per ragione dell'ingiuſiitiazche vi
c'ó‘correfla qual‘è’ doppia,& equiñ‘
ualeà due peccati, quando l'vn",e
l'altro ſon- congiontl- in matrimo
nio-Per queſto peccato baffazch’il
matrimonio fiaò dall'vna a ò dale
l’altra parte rato,ancorche non ſia
conſumato; mi non baſtano giàî
fponſalí,eom'alcuni probabilmë-j
:e flimano .
L’Inceſio èì vn p-eccatl-›~conſi1`-J
mato con còſan-guineaò affine ſin*
al quarto grado ;mIa/fue. Se l'afà
finirà e`` contratta da co pula illecí~`
”,6- ſtende ſolo ſin'al ſeconda gra-j
0;
1_
‘8 Porte Intl-'nio da", Mer-'5.
` ` . . l
dosma le e contratta per_ .via di ia— É
cramétoffln'à que-lgradomel qua- i
l’è prohibito il matrimonio .
Quando l'inceſto è con conſan—
guinea,ſe non è con Padre,Madre,
Auo, Aua, Fratello,ò Sorella , _ba- i
,flerà nella confeffione dire, che fù’*
dentro del quarto grado , ſenza..- ‘x
dichiarare, quale delli tre,{ancor,—
che non laſci d’eſſer probabile lg
contraria opinione . Se il peccato
,ſu trà'conſanguineí , ò Affini del
l’illeſſo ſell'o, ancorche nö fia pro-`
priamente inceſto , mi peccato
contro naturamon ſolo deue nella
Conſeffione eſplicarſi; mà‘ fi deue
'ancora eſplicar’ilgrado di primo,
‘ò ſecondo , conform’alla più_ PYO‘,
babi-l’opinione ;.… '
;1,11 Ratto è.qu'ando rubba,ò per
forza prende' alcuno vna donna
`cla caſadi ſuo Padre , Madre, ò di
coloroilotto la cui cura flà, ò dalla
.propria caſa della donna, s’è libe
'ra,contro ſua volontà, ò per pec-‘
car`con'lei>ò pur per contrarre có
_lei matrimonio .
Il ſacrilegio è vn peccato com
meſſo( qn perſona con voto di ca
flità à Dio dedicata , ò vero com
meſſo in luOgoiacro; ò da huomo
› - c’ha *i
Brand-”mai d mom; E,
c’jha voro di caſtità, ò con perſo-;ſr
na religioſa-E non è neceſſario di
chiarare i nella r confeffione altra.)v
circoiianm; come ſarebbe , s’era
d’Epiſtola,d’Euangelio, di Meſſa,
Monaca‘proſeſſa,di Voto ſelenne,
ò ſemplice; ,
Il peccato cótro natura,è ogn’~`~
atto libidinoſo Conſumato fuori‘
del vaſo‘, ò modo inffituito dalla’
natura. E le ſue' ſpecie ſon quar‘fl
ttÒ”Mòllitie,Diſordi`mto Concuf
bitoöodomiſhBeſtizlità; ì* ff’
…Monnier-è vna Volontarie e‘ffuî
lione di ſeme Fuori di qualunque
vaſo; 8c oltre la ſu'a maliria, può
eſierancoîdella ſpecie d’alcun’
altr’atto libidinoſoſſe in quell’otì
penſa-;ò fi‘dil‘etta , come ſoattuìl
niente il commetteffe, ò con 'anië
mo di cornmecterlo ,‘ ſe ſi‘poteſſeſi'
A quell’alpecc‘ato ſi riducono tue-i
t’í. tatti impudicim con ſe ſteſſon‘
con altri, il cui ſtato deue nella
co'nſeflìone eſplicarſi. .Ma non già
l’indecenZa de’ ratti per abbomi-z
neuoli,c`he paiono, cósi per il pe'-‘
ricolo del Penitenteflome. per nò’
oflendere -le cafie orecchie del
Confeſſore. > - ì ‘ '
Il- diſordinato concubito è z’
ì NWI:
’-70 *Pm-i': Lidia” de' Moria,
o
quando nella copula lecita, ò- ilieñ i
cita non s'oflerua il modo ordi- i
nario m’è con pericolod’impe—
dirla prole,è peccato_ mortale ,
La Sodomia è vn peccato con,
perſonadell’iſteſſo ſefio , ò dinet—
ſo,nel vaſo non naturale. E deue
dichiararſi lo ſtato d'entrambi c6
plici,s’eran ſoluti,coniugati,con— `
fecrati con votoà Dio , parenti, ;
affini carnali,ò ſpirituali . ‘ i
. La Beſtialitàe‘ vn peccato con
beſtia,& _è Probabile,che-ſia di diñ.
uerla ſ' ecie con ſemina .› o con_
maichio. A queſto ſi riduce il peç i
cato col Demanio, quando que»
ſlo prende corpo, e forma hu
man-z ` , — .
. La Pollutione notturna , quan
do l'huomo non hà piena libertà,
,Stiauuertenzw non e da ſe pecca—
to; le purefflando ſuegliaco, non
haueſſe à quella dato occaſióne di
colpa martale, e di tal occaſione.,
prima d’addorémtarſi non ſi foſſe
pentitoxò veramente ſe ſe ne foſz ‘
ſe delettato doppo ſucceſſa- - i
A queſto comandamento ſi ri,
ducono lefloſe ſeguenti.
Sollecitare con parole ò con.,
Britto .,.òungualunque altmdmov
7 ‘ e <. o
I? condannati a morte; `7:' -
do‘ ad atti impuri conſumati,ò nö
conſumati, o immediatamente .o
per mezzo d’altri. E ſi dichiari lo
ſtato della perſona ſollecitata , e
qvante vol-te . Deſiderate delibe-L
.l'atamentecon deliderij conſenticf
ti porr’in opra i peccati referitizò
pure moroſamente delettarſi in...
quelli4ſen1a volontà d’effettuarli.
Far ſpalla,ò aiutare, cooperare; ò
conſigliare, accio altri caſchino
nelle lopradette col e. Porfi in_- .
euideñnte pericolo i cader’in al-f
cuna delle ſpecie de’ detti pecca
tizcome ſarebbedìar ſolo c6 perñ‘
ſona , che gl’è occaſione di -peccaä
resò {kat preſente ad atti notabil-j
mente dishoñeſti. e laſciui . E ſi
nalmente porſi in pericoli. i quali
ſe ben non ſono per tutti lacci di
mortalníente peccate; ſono non
dimeno tali per eſſo lui, per l'eſè
p‘erienm,ò propria fragilità.- co-z'
me di balli , ſpettacoli z come;
die , concorſi, vifitoconuerſatiofl
ni , e non è neceſſario dichiara’:
altro.
Queſte ſono le ſpecie di luſſuì
ria,il cui numero, o coſtume z v'è
obligo di confeſſare , mà non già_
il numero de complici,con i qual!
-` P“:
'ì" W
q z. 'Parte Lríimo da' Mari”
pe’ccò , mà ſolo il numero delle..
Colpa.
Il Penitente , che ſi ritroua in..
0c`caſione proffima (la qual ſem‘
-pr‘e è peccato mortale) come la'
rebbe il tener in ſua `propr1a caſa
la concubina . non è capace del
Sacramenrojdella Penitenza.Ma ſe
l’occaſione, ancorche proffimamö
ii poteſſe togliere z come ſarebbe
ne’ li di famiglia con le parenti,
che entro ìdell’iſteſſa caſa dimo
`rano,0 con le ſerue, ch’effi non.;
poſſono mandar vimpmrebbono,
dimoſträdo però ſegni di vero pè
‘timentme fermo propoſito dell'—
emendatione , eſſer'aſſoluri . Per
ciò quant’è maggior’ il pericolo a
táto deu‘e in queſto caſo più ſpeſ
ío frequentarfi da quelli la Con
feflionefl Communíone . Nè de
'um'raperderſi d’animo, ancorch’
alcu’ne volte caſcano ; purche fi
ſcorga in eſſi qualche emenda
`rione. - -
- Finalmentes'auuerra,ch’ancor
che s'haà procurare . ch’il Con
‘fefl’ore non- venga in notítia delÎ
:complice de’ peccati, con tutto
'ciò, quand’il Penitenre non può
’gn altro modo dichiararſi,può in;
, Sle
.a condannati-”norte- ,‘7’3 '
rieſamente co‘nſeſſarſi, ancorche
ne ſeguiti nel"- confeſſore-’la noti-j
tia del complice,i:olquaie peer-ò.
.ſſ)‘_’i l " Ì.P-;… . J …3
a#….

fil; cam-ANDLÎMÉNWJ ‘I
ſi'
al‘: . .i Nmgùh". “~' "i ‘2'”
. J.
N quefio comandamento ñ-ir’fî
I' non Rubare , ſi prohibifëuh
qualſiuogliafurtozò ingiuflbdamf e
n'ó' ,- fatto nell-&roba; ‘e' beni di; i
fòrtunà ‘del proffimo 3 ‘efquandoſrì
fîcóñ‘v‘iolènza , fi chiama RapP—ì
n‘aàöc ‘è probabile', the' fia di'di-Îì
uerſa ſpecie di quellomh’è iii-‘ut‘-Z w"

to; mà non eſſendoui violenza-a.“


,mrt’i furti ſono dell’ilic’ſſa ſ e-ì'
cie,e natura“,- in qualunque mate-1‘
ria ſi faccino, .ö fiano di danaro-,‘53
digranosò di panno,ò di leta'm diî
merci” di_l~ien_'i` 'mobili, o ikabili .‘Ì
8( anco in 'quaiſiùogiia officio , o' .
1L…-e
eſſercitio; nel quale la‘pcrl'onaJ‘
s’efi‘ercita ; e di più per qualſiuoaì . .,
-rar,
glia mezzo z cana , o ſia per via di
negotio,o-di yëdita . o di centrare
to,od'vfirr:,o di giuoco,oìdi frauÎ
dc. Quindi è,ché‘non è n‘ecc ſſario‘
ſpecifica nella’ COſlífffflOlÎeÎ la..?
SSYÉÎÃÈ mbar-a- ò in'g'wſtämemea
" ‘ i D DFE::
e.,
-MÎFT-*T' ì , _
74_ ?uſcìämjoätlfflaflì i

preſa,o danneggiata ; nè l’ufficio ,


nel quale ſirubòipteſc, 0 danneg- _
iòsnè il mezzomvia, pei-1,1 qgz.
e ciò ſi fece 5 ma baſterà ſolo dire i
newton-ſeſſione . Hòtrubatoîñ. "o
fatto ingiuſto danno ad altri nel
la roba tante volte , e giugne alla Ì
cal ſomma. I
,, Dal furto,0 ingiuſto danno, ne `
fiegue l’obbligo di reſtitutíone al l
Padrone della coſa rubata, o danfl
ncggiata , la qual'obbliga rego
larmente à peccato mortale I le.)
pur'il furto, o dannofnon foſſe;
di poca materia, o per altro capo 'Î
ceſſaſſel’obbligo. Perciò fidcue
confeſſare quante volte , e per
quanto tempo , potédo reſtituir',
,0 compenſare-o tutto, o buona.;
parte del rubato, o ingíuflamente
preſoſhà laſciato di farlo . Di più
s‘il furto , fù di coſa Sacra , o in..
luogo Sacro ; perche oltre ilfur—
10,0 danno , vr s'aggiugne il pec
cato di Sacrilegío. In oltre quan
te volte hà hauuto animo , e deli-Y `
berato propoſito di rubare, in~,
giuſtamente danneggiare, 0 rire-z
H per coſa altrui, contro ſua voglia.“
'~‘ s'dimolto VILOIGL‘ _ 4‘_
afiperchsjflnsflg &trim-;c022 .
"_Î_- i L:
”"’* " î lr’ ~ w

mandamëco poſſono rid‘urfi mol :i


ti peccati .di grani, 8c ingiuſti dei‘ tano…
ni,che da perſone di diuerſi (lati, p -...
officij ,efl’ercttij, e conditioni , in—
torno alla roba altrui, commet— `
ter ſi poſiono,per
ſeguenti coſe . ciò ſi’ì notano le z
I Principi , e Signori contra-` ›
uengo‘no à queſto. comandamen—i
to,vſurpandofi.ibeoiàltr®. Ag
v.
auandoi Vaſſalli. Non pa' ndo ñ_
i- debiti. Ponendo leggi 'pe‘ ali;
ſenz'altra Vtilitì,che cauar danari
da’ ſuditi . Seruendofi rie’ vaſſaili
ienZa da: loroi‘l douuto ſalario . f
Vmdendo gliofficibche non poſ ad'

ſonomè deuono venderſi ; ò ven-fl


de ndo quelli,che poſſono,à prez-v
zo Sì'CſſOſbiiiflfQfiht que-1,. che li.
comprano, non poſſono per que—_.
.Ìa cauſa eſſercitarli ſenZa rubareñ"
z I Miniſtri,& officiali ſanno con-i.
tro queſto precetto, facendo,per
intereſſe,hu`maniriſpetti,timori.~
amicitia, ò parentele , con le loro
ſentenze , ingiuſto .danno nella.:
roba alla parte, à thi di ragione_
ſpetta. Allungando colpeuolmë—
te la ſpeditionc delle cauſe. Fajuo
tendo Miniſtrí loro ſudditi , poco
Psxsi di 212‘192 .N°n ſti Ìñfld° be:
.. . . ` Q ‘-` , 9,2
\
e ñ , e 7 _ i

*a
neíproceffi. e punti delle cauſu;
*v ì. Non concedendo i termini douu
, ' ti à litiganthdc Auuocati. ‘Dando l
temerariamentele ſentenZe , con
i perdita della‘ Giu‘ſtitia , ch’alcun‘a
I. delle partiLlhauea - ;Permettendo
vſure z illeciti contratti ,s peſi falſi
I
nel vendere . Danneggiando. al
i tri,con tenerli ingiuſtamente car—
cerati. Conſentend‘o,òordinan- l
i' ì do,ch’flicarcer.ati per debiti, fiano
i liberatimontro la volontà de’ cte -
i .ditori’n Non attendendo con ñdi~
l'ſge›n2a,e vigilanza a’ l‘oro offlcii ,
, dal che per loro negligema fie— l
4, uono rubamenthlxomi‘cidii, &c- `
, enendo ſeruidori,ò perſone de
, ~ l pendenti, che‘con leloto ſpalle.:
i , compera-no cibi z ò altrui-e poi-à
maggior: preZZo li riuendono.
Seruendoſi d’altri ſenza pagarli;
‘a … ‘con darloro , in-luogo eli-ſalario,
commiffioniò altri officii . Nomi
nando, ò facendo officiali,ſänza~.›
neceffit‘àmà ſolo, accíò quelli hab
biano illor- ſalario , e paga . - To
gliendo ingiuſtamenre career ati ,
i proceffl,_o giuridittione a’legiti—
:e mi GÎUdlCl .. con danno della ro
~ -. z ha delle parti.Riceuendo preſen
sizclz
~ i…
WHY-?U
.
-, ‘ì ?the prelie-“DI
litiga:

_M—ñó——
fi-..
. Econdannñtia‘morte] ?77
ranno-Non hauendo capacità pt”:v
intender’i negotii , ò ſcienza per
conoſcere le ragioni, ò petto per
efuperar’ i prieghùöt
con tutto interceſfioni;
cio, ſeguitaſindo nè; lo‘
ro officij, e non deponendolii ’co-.ì
me lacci della lor dannatione .
:‘I Gouernatori a e Capitani di
Teri-em Città, anco à quello pec
cato contrauengono. Non viti-tan
do i macelli, piazze, hoſlerie,ma
gamni, bOt-teghe, alloggiamenti
fortune luoghi , oue ſivend’il pa
newinoi pelde,carne,8cc;per cui‘
eat-’i furthehe fi ſogliono in limi-Î
li lnouhi commettere, ò pure in.;
quelltſhauëdone notitia) permet— ’
tendoli,ò iopportandoli. Permet-ì
tendo parimente , che le robe da
mangiare fi vendano più della ta
riffa,ò affila, e ſe quella non vi foi-i
ſe,più clcl prezzo moderatoNegl’
alloggi de‘ ſoldati, 8c altri, oppri—
mendo ſouerchiamente alcuni, a:
ingiullamente ſgrauando altri.“
Facendoli ſeruire da’ Cittadini, e
Terrazzani lenza pagamento.NÒ'
sbrigando preſto inegoti) de’ po
ueri . Dannoingiuſtamente il ſuo
voto in coloro
offlcij-à graue danno altrui 5 e gli
, che’certamentggì
~ D. 3 ſan:
7C ?trial-.Zinio da’ M”ib
`ſannó.c’han da rubare-Vendendo
A le loro robe à caro prezm , ſen-`
za reſtringerſi alla determinata—u
-talſa . Non andando alle ragunanñ`
2e,che ſogliono farſi ,quando por
trebbono col lor voto,& autorit `
~impedir' alcuna cola ingiuſta. Fa
cendo fattioni,ò partialicà contra‘
quel, ch’è di giullit‘ia. Non pro—l
Ìeſtandoſi nelle ragunanZe, nelle
’quali affiliono , de’ danni altrui ,
»ch‘in quelle ſi determinano , e nó
'appellando,ò facendo di ciò con
:ſapeuoil i Superiori. ‘
~- Gl’Auuocati contro quello co
'mandamento fimilmëre peccano.
"Inganmndo le parti.che litigano,
**tonno manifeſtar loro il d ubbio
'della loro gíuſtitia, e queſto, àcciò
non_ií concordino con le parti c6
trarie._ Difendendo liti ingíuſte.
Patrocinfln‘do più :anſe di quclle,
à che pnſſon'atteodere. Prëdendo
-perle loro fatiche ſouerchio ſa
-larxo , e ſopra quello . che taſſa li‘
legge naturale . Conſigliando, che
s’pçculrino ſcritture , che di giu
flma deuono maniſeſtarſi.Dom’á
dando terminiimpertínemí , per
fiancate con dilationi, e ſpeſe le
parti comm-ie. preſentando llro—`
~ menti,
E condannati) morte. 7,‘
‘menti falſi,ò ſalſealleganzffl. Con
ſigliando cötratti,ò negotij ingiu—i
‘fll- Iutendendolela con entrambe
le parti contrarie, colludendole,ò
ſcoprendo i ſecreti. d’vna parte.,
\
"gll’altra‘.
I Procuratori fanno parimenti
contro’ queſto precetto. Procura”
do in fauor d’alcuno , ch’ingiuſlaá
mente litiga. Caricandoſi di più
negotii di quelli , à quali poſſon-L
attendere .Per loro negligenzwj
~poca "affillenzh facendo,che le liti
íiperdanol. Fin endo anterioritaj
»'ò facendo ante ata‘ ne’ memoria;
di.: comparſe per colludçrezò am
dullare'l ſentenu gia giuflamen
zedata.² ñ ' “ì
e GliAttuarij, ’e Scriuani ſono ‘
'anco contro queſto comanda*
mento compreſ. Non sbrigando
colpevolmente ilíti anti, e cagio
nando perciò in efli ouerchíe fpe
ſe. Non fedelmente ſcriuendd le
depoſitioni de' tettimonij, ò dal-H_
do à quelle diuerſo ſenſo , ò pure
mutande la ſolianza , con che ſan
perder la giuſtitía.ò ragione, c‘ha
alcuna delle parti ñ Eſſerrirando'i
lor’oſlîcij ſenz'hauer ſufficienza@
99”!!! de gli ordinize flaturi.Prëz
‘ . e @31!:
. P47# . . . … q” . .
dendo più diritti , e pagamenti di
quelli,oheconforme alle pandet—
te lor `metano-Nelle coſe dubbie,
non conſultandoſi con Dottori ,
” 8c eſperti., Nonriferendofedel -
" mente i negotij. Brucimdo,occul
--tando ,ò [tracciando ſcritture , ò
proceſſi,- che ſono in fauor d’altri.
fingendo molte occupatíoní , e
:differendo la ſpeditione dc’ nego
*ij,per cauar danari daì-negotiáti.
E finalmente cóperandole coſe
à meno prezz° del giuſtmP il—ti—
more,che d’effilorohinìi vëditorì
. . I Notàri controñqueſko comun
.‘u `(lamento ita-corrono‘. Fareodotej
.fiamentifinti. e fingendothau‘erlt
fatto colòro , che morirono ſenza
dar teſtamento 5 ò vero dicendo
flar ſani di mente v(quei , che real
.mente eran frenetici, quandolo
-fccero , defraudando in ciò gli he
redi,che aá inte/fata ſuccedeuano.v
Malitioſamemc non manifeſtando
ilegati di cauſe pie. Cambiando,ò
mutanda i nomi , ch’il Teilatore
.nel ſuo teſtamc—nto dice,-con altri;
...—_v…7,
ìſtituendo ‘con ciò, chi effi vo—
gliono, heredi, controla volontà
del Teliatore, 8t vltimamente Fa_
ecndo ſcritture falſe,ò,ſeruando~lî
e› i
E condannata »30m a e
Î Percanoniure leloro'falſità, di
* faliiTeſtimoni j .
I Commiſſarij, Caporalí, e ſuoi
miniſtri fimilmente›Peccano . N6
pagando nell’hoſierie , 8c allog—L
giamenti intieramente ildouerefi
Eſſendo mandati con ſalario per
far’ vn negotio,'.pigliádone.molti
altriye facendoſi _da ogn’yno.ſen~ì
za ſconta: niente‘ delle ſpeſe co;
mdniántieramente pagareJntem
dendoiela con filihottizallo'g ' ñ’
tori, períonedigiuoco,ö
baratteria,e c e tengono
concacl‘on--ìv
e di

ne di mala vita. E. dando finalmeu


re auuiſo à coloro a’ quali han `có-,
miſſione d’eſſeguir per debiti› ’aC
ciò pongan’in ſaluo le loro robe.
con danno de’ creditori .
, J Carce-ricri . parimenre àque-Î
»o precetto contrauè gono. Strict
gendo di carc ere-.i Rei, ò slaxgan-j
doli per cauar da quelli danari o
Obbligädo loro per i’iſteffa cauſa
ad alcune ingiuſto ſ eſe-N6 dádo
auuiſoà chi tocca e’` poueri card,
cerati,che nó--han che mangiamo
pur quando iouo infermi , acciò
quelli fiano col neceſſario ſonno-j
v.
_AFM
nuti - Tenendo letti nelle carceri,
R affittandoli a’ carcetati più del
D i giu
ti Parte›I.Àiutade'MárÌE.’
’ giuſto, òî vendendo a quelli col"
a mangiare imag‘gior prezzo di
quel, ‘che ſi dette , ò prolnbe'ndo
il farſele venir da fuori . “
I Carnefici, ò míníſtri di~Giu~` i
flitía in gtaue peccato anco incor
tono, prendendo damn per da
re più“leggiermente i tormentia* l
Malſattori , òîperc’he_ non' glie Ii
danno ;viando maggior rigore.,
contro queili di quel,che deu-ono, i
'e vien loro ordinato . i
I Teſtimoni) ln queſto comm:
damento ſono ſimilmente come
preti, falſamente deponendo con ‘
graue danno della’ roba altrui ; è
‘eſſendo obbligati, acciò la roba fi
dia à chi
porre ſpetta , non volendo
ilver’o. ì der;
- -
I Tutorianco peccano non dà'.-`
'do i conti dell’amminiſtratione
dell-a roba de’ pupilli’; fraudanà
doli . ò pur non fodisfacendoiná
qual,che ſono lor debitori. Non
ricu era-rado i loro crediti; muo
nen 0 liti ingiuſte in lor ſauore a
Non vendendo i toro beni, clic."
non poteuano conſeruarſi. Efiñ,
ualmcntc nö beneficandole loro
robe!. .
Gli eſſecutori _def Teſtamemì
. tan:
E nuda-’un ci mom; ~
'fann'anco contro queſto comaní
damento . non pagando i debiti
ſ‘del Tefiatore prima de' legati
‘gratioſi - Per loro mala ìamm‘ini-Î
flratione facendoiche ſi perdano
ibeni del defonto . Non pagando
_‘(efl'endoui poffibilitäflle ati gra-Z
tiofi,8t vltimamente dan o meno
jffipendio per le meſſe di quel,1
;n'è la taſſa , rimanendofi col reg‘
t o0 , .
i ICapitani, e ſoldati a queſto
'comandamento ſi riducono. lìren
dendoſí le. paghe de' ſoldati nfor—
ti,ò fuggitx, come ſe fuflero viui,e
preſenti. Facendo ellorſióni nellè
Citttà , ò Terre , oue ſono allog-"í
gian-Peri! quiero'viuere, com'cflì,
malamfflate chiamano,e veramen-e
te è vn manifeſto ladróneccio ,`
prendendo per via di minaccie,
inſolenze,&c. ordinano,
l’inſtruttioni più di quello,ch'u
e le car—‘ì
telle caſſano . Prendendo danarizò
altra coſa di valore dalle Città , e
’Tette, per non allo'ggiarſi in quel-j
le , con danno dell’altro , oue‘poi
~ vanno ad alloggiare-Applicá` oſi
à ſe ſteſſi il ſoldo de’ Cappellani,
Forieri- Piffari, e'Barbieri ,i quali
non ſono cfftttìui . Rubando co—
.D 6 lc
7 WM `
ç 47 e I DH .

ſecomefiibiliò altromegliallogl …ì
-giamentLIngíuflamente prende-n
do, quando viaggiano, caualcatuñ
re , o animali de’ paſſaggi-:ri ‘per
caualcar’ effirò porui le lorlbaga
lie, con granedanno diquelli .‘
auendo effi cau’alcature ;neceſſañ‘
_rie e per ſe,e per le bagaglie, con *Me“
a-EJ“L.

tutto ciò domandandole aſl’Vnié


uerfi‘tà perdono paſſano,e fingen
do, per cauar danari ,~ ſtar lianche
le loro, e per non hauerle pront‘e
i’vniuerſir'à , ſacendoſele eſorbi-j
;a emen’te pagare.
I; eſoriexi, Arrendatori, e Pa-i
’gatori pec'canc. prendendo dana-i
ri p pagare quei, che ion’obbliga
4’ ‘

'"1,7“" ti . Pagando 'prima del tempo ad
_alcuni , e laſciando di pagare al
’,douuto tempolgl’altri . Non pa-j
‘-nlwì' Îgando pro rata , cioè, ſecondo la 4‘. _.A,‘
' arte,,he tocca à ciaſcuno,quan—
o n‘on v’è danaro' per tutti i cre—
)
v ditori, ö; aſſegnatari} , c’hanno v-j
gual’attione. v -—-.Lflr

I Medici ſan cò'tro queſto pre-z


~ceçco,ma1itioſamente allungando
la cura dcgl’ínfermi , per cauſa di
maggior_ guadagno-Accordandofi
col_Spetiale per conſumarpiù me
l
dicme,e poi taſſatie più del douej l
v i re.
"E condannati' a mn:: 8;
i ,re . Permettendu , cch’i Speciali
diano `medicine , e medicamenti
vecchi,e guaſti . Conſentendo,che
nelpeſo,mifi1ra,qua1ità , ò quam?,
tità ſaccino mancamento,e com-j
mettano difetto notabile . Facenñ‘
doſi preliat da quelli danarí ,
con patto di mandar’à compera:
daquanti-può, robe dalla ſua ſpeg'
tiaria, ilche ſarebbe anco vſura.,,
I Mercanti, Negotianti, 8c Arq
teggiani mecanici,ſimilmente pe:
cano,giuſta,ò ingiuſtamente cſſen
do diſpoſlià vendere quanto più
care poſſono le loro robe. Comfl
perando, cö sborſar’ ſubito il da-ſ
naro,quel,che poi all’ilieſſo riuen
dono à meno prezzo dell’inſimo;
e giulio. Vendendo in credenzaà
maggior prezzo del giuſto rigo
roſo . Vendendo mercantie cattii
ue, òldifettoſeſſenZa maniſeſtat’ il
difettoJngannando nel peſo, mi:
ſura, quantità,ò qualità, Sec. Fa
cendo monopolio,ò accordo con
altri mei cmti , di non vendere, ſc
non à tal prezzo, ilqual’èingiu—
ſkoda rob.: . Vendcndo più cara
alcuna coſa à colui, che~ nonsà
quel, che ſi cöpera; ò comperan
dO à più buon mercato da coLui ,
e e
‘ 86 Parte I .Àifliode’ Moi-i6.
che non sà quel che’fi compera”
comperando à più buon mercato
da colui ; che non sà quel, che fi
vende. Eccedendo nel vendere il
- giulio prezzo da’ Superiori taſſa— '
to , ò che communementecorreä
{Vendendo in credenza , e poi‘rra_
”comperädo - l’tſtefſo à danart c6
*eami per meno di uello,checo.'
, ”unemente v'ale . endendo vm
ì coſa per un’altra di diuerſo valo— i
relqualità,durata,vſh,vtilità. Me
ſcolando mercantie cattiue con l’e
buone. Facendo ſocietà con altri,
'e non vſando con quelli fedeltà
ne' negotij. Facendo contratti di
‘jocietà finti, e con chinon hà con
«che negoflare-Pagnndo a’ loro ere
ìflitori- in mercantie, e non in daä
nari.contro la lor volontà. Alzati-f
do finalmente ll prezzo,acciò gl”,
nltticompetino più caro . Comi ‘
perando coſa rubata,ò dubbitafl-j
do,che ſia rale. Cambiando,ò ſmi—
’ ‘nuendo, òin qualche modo gua—T
Bando laroba d’altri, conſegna‘
tali per lauoraria, farne veſti,&c.’
‘Se ifurti da qnt-:ile tali perſon-e
fatti, ſono fiati ogn’vno d’effi di
_poco momentſhmà la ſomma poi
;della inſieme viene ad eſſer säîran-`
e:
I condannati 4' mar”. i’: W"

de , nella confeſſione potrebbe dir


così. Hò‘preſo poco à poco, cioè
vo carlínoò mezzo carlino la vol-v
ta per fpatio di tanto tempo , La_
viene à montat tanto .
I GarZoni , e creati di bottega’
védëdo à maggior prezzo la roba
di quel-lo , ch'il padron'ordinò,
‘e‘ reflandoſen'eflì col guadagno
del ſo'prapiù, fanno contro que-ì
(to comandamento ; com’anco i
-mariti,che mandano à male le do—j
ti dellemoglífl coloro, che giuoi
cano con figli di famiglia , e quei. ,
che , conſigliando altri , che rubi—
no, ò cooperandouòpartecipano
del furto-Come
roiche ſi feruonoſimilmente
de’ pegni,ò colo:
de-ì
poſíti con detrimento di quelli; ò
non paganoi debiti,e la mercede
à coloro,ìc’han fatlgato;o non fan
no diligenza per ſaper il padrone
delle coſe ritrovate; ò fraudano-i
tributi, ò gabelle giuſte i .e finale
mente fanno, o permettono, toe-f
eando ad efli impedire , quanno-ñ'
glia ingiuſlo danno in qualunque_
Eater” z che ſiat

ſièzzl. `
E8 'Parte LAM” da’ Morül

ZIII-COMANDAMENTQ
Non dirfalſò teflimanie'.
ì ’\Om’i1 ſettimo comandamë-Î
-:u~—"-
-v’ó
n —up—.…7 L to hà riguardo alla roba.,- ;
'così , qùeli’ottalw hà l’occhio al}
l’h-ono~re‘d el v-Próffimo`.Pi-:rciò tut
n: lìe paroleyopre,mezzi,officiy,eſ~
:ſcqcitijócin ſomma ogni ſorte d’
'ingiultodannm ch’è contro l’ho—
nore delProffimo,e graue›&ingiu
flamente-l’infama , ſequello, che
- :le gli oppone,e` falſo,ſono tuttu
'dell’illeſſa ſpecie, pur che ciò .non
dia'cótro‘l’honer de’ Padri, ò—per-á
-ſone-equi‘ual'enti . Epe‘rciò non è
neceſſario nella. confeſüone parti—
c-ola'rizzare quelli danni più di
quellozsch'e nella ſeguEnte forma-3
.la ;l’accennacM'àſe foſſe_ verità-oc—
çnlmdi modoche ”i fuſſe obbligo
di tacerla,perjl malconcetto,che
ae Poteſſe ſeguire nel Proſlîmo,
ſarebbeçd’al*tra [Pene, ancor mor_
tale,{e *ſi douerebbe ciò dichiarare
nella Conſeffione.` r › - - `
A queſto comandamento dum‘
que ſi contrauiene , publicando,ò
mormorando de’ grani ,Le ſecreti l
man ~
ì 1;‘ coddanmìîäſmaſirtef ..T—...4
8p‘
l mäcamëti d’altri ,ancorche verio‘
Aprëdo lettere, ò ſpiá do coſe le—
create _p altra ingiuſta via,_p voler
diquelle hauer notitia.Publíc:íd0
le,ò mormormdole con falſità, e
bugia; 8c in ciò ſi dichiarino i dà'fl
ni,ch_e ne ſeguironofie la ſodisſar
rione, e rimedio,che vi ſi potreb-‘`
be dare. In coſe grani dicendo d’ä
altri parole gtautde , dalle quali
chi l’ode può conietturare male
di quelli. Mormora-ndo,ancorche
leggermente, contro perſone di
autorità , la quaLmormoratione,
-ancorche paialeggiera, per que
ita circoſtanza ,z può giugnere ad
eſſergtaue, e mortal detna-ttíone.
Comeſarebbe le d’vn Prelato, ò
d’vn Religioſo molto accreditato
ſi diceſſe,cli’e` .vn bugiardo: imper
cioche , ancorche il dir bugie non
- ſil peccato mortale, ſe non quan—
do con quella graueme-nte fidati-'2
neggial’honore , roba., ò vita d:
zProffimoÒ quando vi sìaccompá-í* l
gna il giuramenroj, ò veramente.;
quando ſi dice con ſcapito delle.,
coſe díuíne ; con tutto ciòin vn._›
Prelato,ò Religioſh di buona opí
niente-,ema notabil macchia.
Si fà anco -contro quello co—j
~ man:
-k .t

”o Panel-- “ into de’ Mar-'3.'


mandamento,grauemenre in giu:
ditio'; òfuori d’eſlo , infam-ando
altri , con te‘ſtificare contro quel
'li il falſo : ò pure eſſendo cauſa.), i
'th’altri grauememe l’iniami‘no ,
8t interuenendoui giuramento ,
è doppio
`(lo peccato. Non
le ariormoratiom, impedë-
e grani de—ì I.
’trattioni contro il Proſſimo , fatte 1
da’ figli,ſerui,ò perſone confidëti,
ſe quali può facilmente impedire.
?Conſentendo , compiacendoſi , ò
.-1v'3z—ó,57—-
-M'
z.
-z,—- — -—ó ñ~`ñ . -ñv-ñ
:dando occaſione , ò eſſendo cauſa 1
:di grauemente mormorare. e de
trarre. Oue deu'auuertirfi, che ſe
ñ'quel "che mormora-i ò detrae , è
:perſona di tal’au,torita,ò di tal ria--`
tura, 'che foſſe difficile il contra-i
dirgli, baſterà moflrar nel volto
diſpiacerem non ſar plauſo alla..
'ſua mormoratione,e procurarcö
,prudenza mutar raggionamento.
;E douendoſi in qualche caſo im- .
’pe-dire qualche manifeſta mor
moratíorie , ò detrattione , ſara
l
'neceſſario hauer riguardo à-tru ‘
coſe. La prima è , che probabil
mente fi ſappia, che ſi farà frutto i
con l’auuiſo. La ſecondaffihe non
ſia maggior’il däno,che dall’auui-z i
.ſo ſi cagioneràz La perla , che ſia.;
‘ ma
r

E condannati i morte;
manifeſtamente peccato mortalev
quello.ch’il mormoratore , ò de—
trattore commette,
coſa ſecreta per eſſer
, graue, e vera di
, ò pu-v
re ſalſa , e ſenZa fondamento veó'
runo; E non hauëdoſi certa noti#
tia di ciò~ò ſi dubitaſſe dell’obbliñ‘
go d’impedircdi contenti, chi l’a
ſcolta , di tacere , non far plauſo,
nè fomentar’il raggionamento ,
ancorche, come li è detto, il mi
glior partito ſarebbe,c0n defirezfi
:a ad altre materie ſuiarlo .
Contro queſto comädamenro'
anco ſi fa, ſeminando zizanie , dí-Î
ſcordie . diffenſioní, ò libellíinfa—Î
matorij‘ in materia graue ,8: aiu.;
tando , conſigliando , animando 3’
8c inducendo altri ad alcuna dl
queſte colpe.
Peccano anto contro queſto
comandimento i Giudici .eſſamiz …o-..

nando il Keo ſenza precederm


infamia , ò baſtante proua deldea’
litro - Non offeruando‘il ſecreto
alle parti, e maniſcſtandoi ſecre—î_
ti delle cauſe, con che vengono
ad'impedir la libertà nel votarU
Seruendoſi di modi ingiuſti per
cauar le verità . Domandando f_
RYE‘ÌÈ’ delitti 1 ò compliCi occulz
U“,
9ſt Parte I. :Air-rode’ Mari!).
‘ai-.Carcerando per delitti grani,
.dv infami , ſenz-a precederui buo
na, eſondata proua . xCom’anco
contro l’iſieſſo comandamento
pecca il Reo ingiuſtamente ſco
‘ prendo , e manifeſtandoí Com#
plici , che non deue manifeſtare .`
Tacciando iteſtimonij di ſalſatiì -
_eſſendp-queſii veridicí, con cauſe
eragiom'jalſe, ò pur vere, _mà ſee]
l_ 7* fi z .

A queſt’iſteſſo comandamento
!petta ancor’il peccato di giuditio
temeraríorlmpcrcioche non'ſolo
fi urohüaíſce imporr’ il falſo alno
fl‘ro Proffimo , màanco giudicare
‘~ temerariamente di quello. Perciò
s'hà-.à confeſſare ſe temerariamëſ
te,ciòè’ ,utenza brillante z fondañ‘
mento in materia graueſhà giudi
xcato coſa mala d’altri. E non è ne-~
ceſſario ſpecificar' in che materia
ilo giudícò , e taccíò dentro del
”lun cuorc,ſe d’homicida, ladro‘,
*ſacrilerzo , &c. . .
Nelli ſoſpetti, r he vengono,ſe
*il tale oprò male. non v’è colpa…
grzaue. Mà ne’ dubii deliberati 'së—
2a fondamento, vi può eſſere colf
pa mortale .

NQÌ
l mort: . 930-

N OñN›O ,"E'v D E Cl MO‘


*COMANDAMENTO . »ſi -
c.. . … - -; , i
Non Def-'derm- la 1-054
~ NpnDc/z‘demr‘lla donnad’altri;
del ſi
’ ?raffina tuo. r f -~ '

ITN queſtí due vlti'rni comanda}


_' ‘mentiſir prohibiſconoi carraio?
deſidérijdella roba , e délia dem-‘l`
na-a’ltruí ,odi quella ,› che ‘nè‘áá*
ſtia-In quanto al primomone
peccato mortale-deſidera’ i ?beni
aitruí ;quando non' ‘già’ per Via..)
di Furto , ò d’ingíuſto dimm-ma
per mezzo‘l’ecito‘ſi deſider ano, ò
veramente ſe Dio glie li cócedeſä‘
ſe-M’à ſe quelli@
viadi’furto, deſiderano per*
òd'altroingiuſtu,’&irv
illecito' ſnodo I ie- v’è Perfetta dei'
liberatio’ne `, `e ſaî'qua'ntità ec
q‘ueſtö m'e'z-z’o dèſi jerata ,i è~n tai-É
bile z cioè 'canta, quanta ſi prohia
biſce nel Precetto di non Rubaf
re 1 èpecc‘ato mortale. '
~ L’iſt‘eſſos’liá da intédere del de-i
ſiderio'delſherat'o_ della‘donna al-l
trui, òbet‘amenté non ſua per-fl;
ne'ljbidinoſb , &oſcenóìil che,
Può. ?ç‘cfflrçrî indi@ …tn-'FKM
a ` `.
prima è in ordine all’opra, &tè
quand’alcuno deſidera .vna donna.
ernrealmente pecca: ‘conquella,
8t all’hora il tal deſiderio ſi riduce
à quella ſpecie, allaquale apparñ'
tienel'atto,ſe ſi poneſſe in efter—ì
to ;come per eſſem pio, ſe l’atto
foſſe d’adulterío, il deſiderio , or
dinato à tal’atto ſarebbe anco del
la ſpecie dell'adulterio ,_ e così de
lÎaltri. La ſeconda è ,i _quando il
äeſiderioſi termina in vnu ſempli—
cez compiaciméto d’alcun’qgget—
to illecito , ſenZa ordine;ad opta,
ò effetto alcuno: e queſta proñ_ Î
riamente ſi ~chiama Delettatione
o oroſa,‘.a quale,ancorehe poſſa;
eſſer’in ogn’altra materia, parti
eolarmenre però appartiene alla
materia della Caſtità. Di modo
> che tutte levo'lte, ch'alcuno con
la mente dà luogo aqualch’impu—
to, &impudico penſiero , e deli
beratamente trattenendoſi , ſi di—
lettain quello, ancorche non ſia.;
con volontà di porlo in effetto,
moralmente pecca 5.18: è proba
bil’ppinione , ch’íl peccato circa
tutteledonne ſia dell’iſieſſa ſpe
cie,e natura: mà ſarebbe di diñ‘
verſa › ſe
Bellis-.- its:foſſe_` -çircz-huomini
’ " ì Pa, o
…r a.- condannaſí’dmoffe. 71
*g-ñA*A—.M-AoM
Da quello (i deduce , ch'è Pec
Cato mortale -legger’in 'alcuni cali
libri dishoneſti , 8: olceni , che
trattano di coſe vlaſçiue i Gt impu—
diche- Quindi è , che nella Con-ì
feſſione li deuono notare leñcole
ſeguenti. Primieramente , ſe leg-j?
gendo, _tali _libri ip erimentò moro-j
ſamente dtlettarií in quelle coſe
impure' , 'con delettatione › che
giunſe à peccato mortale. Secon—ſ
docile ii eſ -Òſe ;probabile periſi.;
colo di tal elettatione. TeiZoJe
dalla [etc-ione .di tali libri ne ſeguì'
alcun'altro graue male: imper-l
:ioclie , ſe ſolamente fi leggono::Ì
per raggione della lingua , poetiz
:'o arrificio,inuentione, induſtria;
&ingegnoſe fauole , preſcindenf
do dazogpi pericolo.ò dishònelllì; "I…om
aon'è’lpecçato, almeno mortale *‘ì
s l’iileſſo ;proporzionalmente (i'
Ieufintendere delle .,comedie , à . ..A
iltre attioni oſcene , a: anto-del‘:
e pitture g -

n'
11)" “r. ~

QLL. ‘ "24x
i.”
' -« Poſſe colpe 'timida',
'a~ l ;‘7’. A ‘L‘
l
-; u‘ *5.2: i} e a,
;la - - r=~ . - r i
ſOlpe veniali ' ſi chiamano-l`
- q‘uelle .l-Ch’m materia—grano `
non Contranengono à mono de’
- (lieti comandamenti. E per ha.
aie’rnebteu’emente
ſix‘n'ò qualche notítía,
per i diſcorrere
ſette pecó, `
pari, che comu-gemme ſi :chiazì
Piano Mortali .‘ ""- '. _ ‘.ì ” ,i
-~ Intorno 'alla-Superb?” Moi::
` 'c‘hfe'cc’effiuo ,‘ e diſordinato fiaü‘}
deſiderio d’honprñ’fania, ‘e pro-g
pria‘ſtima‘ii-jegolmnent'e non giu‘`
gna'? ad eſſer peccato mortale , ſe
put‘ il taldeſidferifo‘noù foſſe cau
fldidiipräágiärle'èenſhre'fit gi"
.egrauiot f iîde'*$l1periòr1,`porre
o di
` auìe Altamura-nino”
‘ e ni’a'di nel'Padi‘e ',.ò‘ Mádì‘é‘àifl
quelliuoglià- modo .col 'penſier-oi
opta, ò parola notabilmen‘re‘ non
‘oſſeruar’ alcuno de* dieci Comanz
;lamenti .
Circa l’Auaritía , per grá'de che
ſia il deſiderio de' beni altrui, s’ii
tal deſiderio non giugno à coſa—A‘
\ gl valore, Per via diſotto , ò alî
‘i I!!! i
tro in giuſlo mezzo , non arriuaJ
ordinatiamente à colpa morta:
le.» . o
Nell’Ira,ancorch’alcu no ſi turá
bi, s’alteri, ſi faſtidilca, ſi diſguſli
con altri,ſe non deſidera loro dá- '
no graue, ne fi compiace del lor
maleznè gli diſpiace per odio d’al
cun lor bene , nè dice loro parole
ingiurioſe, contumelioſel‘rt graui,
nè fà lor danno alcuno ne nella.;
perſona , nè nell’honore, ne‘ nella TA“-M—
L-az
ó

roba , non commette ordinaria


mente peccato mortale-Come nè
anto ſi ſtimano grani colpe l’or
dinarie maledittioni , ebeſtèmie
rrà parenti, i giuramenti ſenza.,
neceſſità , nè l’impatienze, le tur— $4-
;...jî
-Îi
i

bationi , le gare , le diffimulationi,


comraſli, bugie, e coſe ſimili , che
trà parenti,ò amici ordinariamen
‘te occorrono,i quali,ancon:he nö
5L——
trattinodi perfettione,ſono non—
dimeno timoroſi di D102 nè comñ,
p metterebbono per veruna cóſa
del mondo deliberatamente pecñ_
cato alcuno mortale .
Nella Pigritia, per più lento,e
rimeſſo , th’alcuno ſia, ſe non la—
-' ſcia d'alcoltar la meſſa i giorni di
L feline _diſodiçfar'à gigi altri obblj`
eh!
ghi grani,conteouti ne’ dieci Coì-Lfl
mandamenti, e Precetti della lan- i
ta Chieſa , non commette colp
mortale .
Intorno alla Luſſuria, per abo
mineuoli ſentimenti, impuri pen
ſieri,e diſordinati mouimenti,ch’
alcuno patiſca, ſe non hà volontà 1
di porli in effecutione, nè hà delet,
tatione moroſa circa le colpe, o‘
ſpecie dichiarate nel 'lello Co
mandamento , non v’è peccatol
mortale'.
Circala Gol-.1., ancorche ſi deſ
derino,ò mangino cibi elquiſitiml
delicati,le non ſi frangono i digíu `
~ ni d’obbligomè s'imbriaca,nèlì fa‘
notabil danno alla ſalute corpo-ì
rale, ò ſpirituaicmon ſi commette
colpa mortale.
Nell’lnuidia,ſe non v’è deſideá
rio di mal graue , òdi ſcapito del
buon nome, ò coſa equiualente;
in materia'd’importánmel Proſ
ſimo; non v'è peccato mortale.).
Come nè anco nel deſiderio di
comparire più de gl’altri; ſe pure
perciò,v non ſt ſeruiſſe di mezzi
mortalmente ingiuſìi.
In tutte queſte materie , s’hà da
auUertire , che, ſe la confeffione è
v ſolo
"g tangenti-ml dmorte. ._ . p

ſolo di peccati veuiali ,deu’il Pe"


nitente,almeno d’vn ſolo d’eſſi,ha-`
uer dolore, e propoſiro dell’emcn
da,mà nó l’emendav
proporre v’è obbligo
di di dolerſi,e
tutte le col
pe leggiere, delle quali ſi conteíla.

Addii-'one per le Confeffloní de"


Condannati a‘ morte dal
la Gínflitia .

D Iſpoſtoſi già il Condannato


à confeſſarſi, 81 à riceuer’i
ſanti Sacramenthdeu’il Confeſſo
re mollrarfi di ciò ſopramodo al—
legro , e pronto ad amminiſtrar—
glieli in nome della ſanta, e beni
gniffima Madre Chieſa,ofl’erendo~v
li tutt'xl ſuo aiuto, acciò faccia vna
buona,eſſatta,&intiera Conſeflio—
negrícordandogli inſieme primìe—
tamente, che ben puòcon ogni u
ficurtà , e confidanza manifeſtar
gli tutt’i ſuoi peccatí,e delitti,per
occulti,e ſecreti,che ſiano,con far
conto , che li manifeſta allo lleſſo
Dio, in luogo del quale egli lià;
eſſendo che il ſecreto , e ſigillo
delle Confeffione è tale , che per
ninna cauſa , ancorche ſoſſe per
ſaluare la propria vita a 8c inſieme
,' ` E 2. la
of
HK-
-` l . “x—»e . . "
.. ….— —_—. - 5-5-**
\
[oo 4c . dito ‘da’ oíä.
-ñ -
la vita,così temporale, come ſpíé i
u—
rituale dl tutti gli ;huomini del
as,
mondo , ſi può già mai fiangere ,
:Lì-* l'2 **a--ñ nè violarſi dal Confeſſore,per ha
_D-Th‘- uerlo coſi Dio ordinato , 8t ap
m 4 ‘fl' preſſo definito , fiabilit0,e di c0
"ì‘î 3' mun cöſenſo oſſeruatoſr da tutta
;TM
i: i’ la Chieſa Cattolica . E che per ciò
41"
,a"A-4,’...
-*ñ _
3 Pa". fiia ur ſicuro z che , quanto nella
l`-
;ñ-
. j‘w
331-50, C6 effio’ne li manifefierà , reſterà
tam. in modo ſepolto, come ſe già mai
ó»ñ
4,3,.” glie l’haueſſe detto ; poiche nè
Giudice ,nè altra perſona del mö
Q .:a do , porrà già mai per quella via
ſaper coſa v‘eruna.
A 2…".JÎ-
‘- Secondo . Se ii prudente Con;
feſſote tuttauia _ſcorgeſſe nelCö
dannato difficoltà in intieramen—
te confeſſarſi per alcun vano timo
re,gli potrebbe ricordare quanto
in***
-r
graue,e ſacrilego peccato ſarebbe
"K
'W
{EIA-g“? laſciar Volontariamente di con
.:2"
‘. feſſarſi alcuno de’ peccati morta—
li commeflìseſſendo l’integrità ſor
male neceſſaria , come la fede c’
"I
‘a' -L
inſegna,per il Sacramento della.:
"v—*5*-a , i Cenci!. P enitenzai auuertendoli inſieme,
J
‘ ._,
_iTuL/ef.
` c s* che 'la Conkeffione, per colpadel
U c4 Penitente diminutazp nonintiera
*:er-*x,_ 5……, di tutt’i peccati mortali, non ſolo
;sé-c gr.
….i
.ì 4 d-jp. è fluilaimä facendoſi in talmo‘cilo,
7.1,
E commette di più vn nuouo de-`
**iL
teſtabiliffimo peccato di -grauíffi—Î
m0 ſacrilegio , 8t enormiffima in
giuria al ſacra~mento,_8t à Dio,au …~.

tore di quello,il quale ſuole atro mara-:pe r


cemente galligare vn talpeccato
più , forſe, d’ogn’altro- Come ſi ‘L—L.
*ó—
vidde nel peccato d’Adamo, o
quello di Caino ſuo figliuolo; im;
percioche queſto con maggior "ñ..
-oñ.
ſeuerità fù da Dio galligato, ma— Ann-L'. ..
ledicendo la perſona, che com ?ant.
PW"…-
meſſo l’haucua.Nnnc igítur mah— ` M,
did”: eri: ſuper :ei-ram . E quel— G*** 3-.
lo , con maledir ſolamente la ter- e; *I
ra . Malcdíc‘în terra in opere tuo.“
E la ragione , perche più rigoro— "W'-i—a 4p
ſofi moſtraſſe Dio con Caino, che `
con Adamo , l’aſſegna S. Atana- A b 1"
gio,dícendo- Ea quod Cain negn- '7‘: uan-:.
- —-. a..._.
ai: , (9- 1D” abſcondít paco-amn
L.ó-A_Lu
ſur-nf, maiorem info pan-am den'ñ Bam
uamt: Adam 'vero, quia confeſſur ì* ‘
v—
‘ñ, mu’.
ci‘? , magnum illflddſefupplicium -,ì.'~ſv—c²'.
7“.:.
depuh't. Perche Adamo. ſubito
che fù da Dio in giuditio chiama
to , confeſsò il (uo errore, dicen
do, che la donna dato l’hauea il a‘A‘A
omo , &efl‘ol'hauea mangiato ,
Mali” , quan- dedífli mihi ſoci-‘a’,
.4…
Jedi; de ”gamb- council-'merz‘ A

’ E z _ciò
102 Parte I. Aiuto da' Mai-ib.
ciò il ſuo gafligo fù più leggieroi
e non cadde ſopra eſſo lui,mà 101
pra la terra la diuina maledittio
ne . Mà perche Caino,doppo ha;
uer’ vcciſo il ſuo fratello Abele ,
celò,e negò il ſuo peccato à Dio,
. dicendo . Numquidtuflorfratrir
meiſum ego I Son'io forſe ;timo
cuſtode di mio ffl‘atello? Giuſta—
mente meritò la diuina ſeuerità.
A queſto auuertimento ſi potreb
be agiugner' vn’altro al Condan
nato , 8c è , che , ſe per ſorte non
Voleſſe manifeſtare tutt’i ſuoi de- `
litri , per moſtrarfi innocente apñ
preſſo ilConſeſſore, imaginandoií
forſe , che per 'Queſta via lo poſſa
quello appreſſo i Giudici aiutare, ‘
dichiarando à queſti la ſua inno
cenzazintendam tenga per certo,
che quello non è bucn mezzo;
poich’i Giudici in ſimili caſi non
ſogliono dar' orecchie al Con
feſſoreipoiche ben sfinmche que
flo deue ſempre-ſcolparj, e dir be j
ne del Penitentc, per più colpe
uole , e facinoroſi) , ch’egli ſia , 8:
effi ſi guidano ;and allegata , (g
praöamſiegerì Ò- indicava@ che per
ciòin 'queſto non può egli aiutare
lo tn coſa` veruna, ’
T61‘:
"‘—
`1
lj"e, l

E condanna-'a‘ morte. Io
Terzo . Fatta dal Condannato A
_.141»…. . _.. 'ì
intíera la fua Conſeffione , deu’il
pio Confeſſare muouerlo à far’
attidi dolore, edi contritíone de’
eCCnti paſſati ;e ſe per ſorte foſſe
‘ obbligato à>reſtitutíone di robañò
di fama altrui, glie le deue far re
ſhruírmmentre viue,íl che nö po
tendo, deu’almenofarglielo fare
col deſiderío,e volontà. E Îe à ca :Mk
”J
"gm
.
ſo ſi ritrouaſſe eſſer ſtato nomina;
tamente ſcomunícaro , nc‘ ii po--‘~ .:It
‘Le
,teſſe dalla parte offeſa ottenere.,
con facilità la remiſſione, e ciò ò
per mancamento di tempozò per
non voler quella, ò per far iſtanè. "..0
2a ilGíudice, che s’cſſegua preſto M
T**
la ſentenZa di morte, lo deue con *gra: .Al
le debíte , e neceſſarie cautele aſ— è".-,4‘
'Man-w.~ñ
ſoluere , non imponendogli moló' a1
*un
‘un..
W

ta peniten2a,per l‘impoſhbilità di
poterla adempire; mà ſia piccola, è“.,TIZ-“l“
z- ;LA—‘AvA

e breue . Potrebbe sì bene dargli


I
in penitenza quell'iſteſſo,r.he dall--`
la Gíuſtitía ha da patire,ancorche .wu-v»
I

non fia volontarfo ; come farebbe A, -A_


la vergogna , e díshonore della.;
morte-violenta , il modo com’ à
quella lo condurranno,c coſe fimi
li-Con che,tutte queſte c oíe ‘pre-A
ſe in peniçenm delle ſue colpe! ſe
4 gli
a..ñ. .

‘gu7**
gffi‘ña's‘ ;vue—...
ñ! L
io4 Parte LAI-ufo de’ Moi-ib.
gli rëderanno piùdolcidſuppli—
eij più facili , e la morte più gio
conda . Ciò Fatto, potrà auuertit’
al Condannato, che per cauſa del
la ſacra Comunione, e Vi‘atico,
.u
che dourà prendere la mattina.;
ieguente,ſtia dalla mena notte in
-1 e~“ sù digiuno: ricordandol' inſieme,
M..
*.ws_
*‘2-n.t. -.z.
ch’il té po , che gli reſta di vi ta,è ſi'
m'—;-i
7—-
prettoſo , ch’iu quello,- volendo ,
**PW »1'—U-ó ancorche altro non habbia fatto
per il paſſato, otrà far'acquillo
..k-
“1.
'ii-.o
del Paradiſo,à Bio ricorrendo c6
,~11:3-
:2-
l’animo,col cuore,e con tutte le.,
ſue forze;poiche nè la ſtrettez
8c angullia del carcere,nè i ce p1,
nè i legami gli poſſonoitnpe ire,
come diceTertulliano,’queſto ri
W
corſo . Si corpore int/”dinanérfi
n. Tei-ml. raro det-'netta carcere; omnia ta
‘PK-j"
~—.
lib. ad
*geótñ- a;-ñdei-ri’-. Wa”.
menſpirítm’patenp . Vageturfli
ri”- ,ſparierurſPíi-im, non Radio
opaca . aut pori-'cm- lenga: propo
”enr /îói ,ſed illam ‘víam, que ad
Dem” duri! . Quali” eum deam
bulaueriuotíer in carcere non erit,
2-.
-i
j;
*A
Nibíl cr”; [/è-miti” nemo, our-L;
animi” Ca’ o Totum haminem
animi” circumfert , (9- quò *veli: ,
tran-ſer! : ”bi autem eri! car no.
fiumi-'Hit e’o Maſaru-m- W/Ìer eri:.
h'
’Pini-;fly
ſi"'l'
.ze-*.-
“35:
.
.E tandem-m‘ ;mafie-. x
-n—L—u
Ibi ergo fit cor ”offri-m, '0h' 'tantu-J
m” bah” chef-turni” . E datogli
queſto auuertimenro , parendoli
così, potrà partirſidmponendo a?
carcerieri,& à gl’altri,che non fac
cino ſtrepitoznè alziuo ſouerchia—g L…
mente la voce,acciò non interi-64.
ano,e dillurbino la quiete, il ſiñ' …as-..— --A-..A“,

` femio , la ſolitudine , 8c il ritira


mento neceſſario per le diuotio
1h
ni , nelle quali s’hà da impiegare
in quel tempo il pouero Con: -H~ A
inIl
dannato .
Oratiane,ehe SJñ'doro
ſi ”o di J’imçglia Arciueſèoì
fècenella ſu”
vltímaínférmítd,prima nic…
.ñ*
dellafimta Confeſ ~A'"id‘l
aa'a-ñ'
fione , coperto di *"rñ . “...aMui
. a-L.:
. ' ` tenere , edi
cih’fio . -rm-r. -li-ñ..
'AL-_A44-“iL—*4*

Oi, mio~Dio, che conoſcete i Ex RE;


{
cuori dei gl’huominhe vi de— riempie;
gnaſte di perdonar’i peccati al -clerìco
Publicano,che lontano da voi,nö initío
hauend‘o ardite d’auuicinaruiſi, ſi operuna .-,ññ
ercuoteua fortemente-il petto . flujdh’ nic-aa“

?loi ,che vi compiaceſte , doppo


eſſerſi pet-‘quattro giorni purreñ, ”14"— i'a
fatta la puzzolente carne di Laz;
, , .E 5 zero
‘06 Parte I. Aiuto e’ Marib. M

Zaro già morto,víuo dal ſepolcro


riſuſcitarlmöc ordinaſieiche rice—
uuto foſſe nel glorioſo ſeno d’
Abramo; riceuete in queſl’hora
queſta mia cooleffione, allontana
te da’ voſtri puriſlîmi occhi le col
Cafllt ſenza numero cótra di voi
iiò commeſſo. Non vi ricordiate,
vi prego , delle mie malignità,nè
de’ delitti della mia giouinezul
Voi, Signore,non già per igiuſti,
&innocenti,che già mai contro'ià
VOÌ peccorono , mà per me pec
catore, i cui delitti ſono più in nu
mero di quello, c'he ſonole minu
te arene del mare , quello Sacra
mento della Penitenza amoroſa—
rnente iſtituifie . `vDeh ſate,vi ſup
plico , ch’in me non ritrouil’ini—
mico coſa alcuna; da gaſtigar’ e
_ punire . Ben ſapetes mio Dio, che
dal punto,ch’io infellice,ancorch’
indegno,preſi l’officiio di Veſcouo
di queſta Santiffimaſfljhieſajlqua
le ſu per me più to o grauoſo pe
:(o,che ambito honormgià mai hò
laſciato di peccare, KR’ hÒ anco sé
pre hauuto come p"er officio l’of—
Îſenderui . Mà perche voi diceſte, _~. _ …
ch’in quelſiuoglia hora , che dalle
cartine ſue vie ſi conuertirà il pec
cato
.E condannati-i marte .Î. mi j

catore , vi ſcordarelle di tutt’i


ſuoi peccati, & io ho tutto C10
ben nella memoria,e di queſta vo
iìra legge, e promeſſa aſſai ben mi
ricordo, perciò con gran ſperan
z-.t , e fiducia , ancorch’indegno z
per la moltitudine dellemie ſcele;x
raggini, d’alZar gl’occhi al Cielo ,
à voi ricorro . Vditemi,Signore ,
ritenete imiei prieghi ,. e conce
detemi il perdono, che delle mie
colpe con profonda humiltà vi
domando.E ſe i Cieli non ſon pu
ri nella voſtra preſenza; quanto
men'ſarqPuro,io meſchiuoflhu
com’acqua hò beuuto l’iniquità,
e ſolientatomi diquella, come di
lattemhe ſcaturiſce dalle pappe,
,del peccato? ,
Orazio”: doppò la Santa
7 Confeffiane .' ſi
-Tarò ſempre cantando le Vo:
S ſtre uniſcricordie,ò’miomiſe—
ricordioſo Gicsſnper-hauermicol
voliro langue,e colſonte dello
volire Iagrime tante volte lauato -
Quanto cóto ſaceſte , Ò Bomà in
finita,di qtleſt’anima adultera,per
cui amore laſci-alle i Palaggitlel—
ia'VD.ÌEl Gio-;ia , c volontari-;mè
‘ [i ó tc
['98 Parte I. Aiuto ‘de’ May-ib..
te vi deſte nelle mani di' crudeli
-manigoldi ,eſpícrati nemici, Aſ- ‘
ſicuratc, Signore, quello che in.,
me vi ſiete degnato d’oprare , e,
comparire la mia miſeria, 8( igno
ranza. Non ſate,ch’il fine della-2‘
mia vita ſia sì infelice , e Colpeuo—
le , comekuron' i ſuoi princiPii:
Con ivoſtridolciffimi abbraccia— I‘
menti ,eſoauiifimi baci di paco
col Sacramento della PenitenZu.;
rimeſſo m’hauete nella voſtra gra
tia , 8c amicitia : Concedetemí
ancora , ch'in me viua ſempre ,& p
arda il voilro diuin’amorc. Com”
eſſer potrò g›à mai in amarui tie-, -
pido , e freddoaeſſendîil voilro añ‘ p
more verſo me sì' feruente e" poi‘
che non contento,e ſodisſatto d~’~,` '
hauermi perdonat’i peccati,m’in-Î '
tritate inſieme , con tutto ch’io
v’habbia tante volte dat’a bere ſie;
le , 8: aceto , al vofiro Verginal
Corpo , 8c al Calice, e nettare del
voſtro Sangue , dal quale, per c ö—
ſolationede gl’eletti ſempre mai
ſcaturiſce latte,e mele. O Dio,
ò Signor’, ò Amor mio, concede—
temi, che tanti,e sì (miſurati bene
ficii non rimangano in queſta vo—
flra creatura perſi , e defraudaei .
Io
.'..n
V:— .ñ
E condannati ›
Io ſon’ ilſeruo ſcelerato, epigro,
che potròriſponderui neitem
po, che di quelli ſiretto conto mi
chiederete? One mi volgerò,qu:i—
do moflrerete le piaghe per cauſa
imia riceuutegl’affronti,
parimenti, , e mi rinfacciarete.,
i dishono—ì
ri , i viaggi,e perſecutioni per me
;patite ?Mi diſpiace, e mi doglio
d’h~auerui,dolce mio bene, offeſo ,‘
&inſieme mi pento delle paſſare ?Tai, -..ñu_.__. ~
colpe , e peccati: poiche perden—j
do voi, hò parimente ogni Coſa
perduto, il Cielo', il particolar"—
aiu-to de’ Santi, la voſtra amicitia,
“'1“
tutte le paſſate buon’opre , e 1a_ "f-‘ñ`
a

pace dell’anima mia. E guadagni-i


do voi per mezzo della Penitèza ,'
‘hò rihauuto , e ricuperato ogni I]. a*
ó .a
LJ…
coſa.; Sia ercío benedetta ſemñ; I‘. _

-pre la voſîra miſericordioſa


.men2a,&infinitatontà. (le-‘Z "i ì
Amm." . e ,1‘
"’1"'_`

per; TEsTAMENÎg; .ì
a” .

CAP. v.
Arta la ſacramental Conieſó'
ſione de’ peccati,deue trattar
l’inſt rmo di farteſtamentodl qual,
le non èaltro, ch’Vn teſtimonia
del
della nolira mente , 85 vna vlrima
volontà, e proteſta di giuſtitia, có
la,quale l’huomo à ciaſcuno dà
quel,ch”è ſuo; il corpo alla terra ,
l’animaàDioJ debiti a’credíto
ri', la roba à gl’heredi ,la limoſina
à pouerif’ſutte le qualicoſe ſon’g
opre di ſolleuatiffime virtù . Pri
mieramtnte,-Î’humiltà verſo Dio; i
riconoſcendo l’infermo la ſua.;
mortal fragilità. Secondariamen—
te,di giullitia verſo il Proffimo,
‘ſodisſacendoloin quello, che ſu
glideue. Terzo , di miſericordia
verſo i poucri , ſouuenendcrloro
con limoſinc, Se opere pie,e final
mente d’altre molte virtù. Etanfl
corche‘il meglio ſia ſars’il [ella
mentoin tempo di ſalute , come
'Aug 4,_ben conſiglia S. Agollino …Fac
‘ma ai ſeñamentum dumſam” er , dum.)
anna, "ſapiens' er, dum in”: er : quia in.;
;afrmitate blanditijr , (9- minir ‘
duecrirgùà in non 'vir-Non aſpet` "
tar’ilrempo dell’infermità per
far’il tuo teſtamento, màfifallo,
quando ſei ſano, con retto giudi
tio, epadrone di te Ileſſo: im—
percioche nell’inſermità , 'ò per
.ñ via di lu-ſinghe,òper viadiminac
'tie, ſarai coſtretto à‘ſar quel, che
non
A
.Eccnäummh - morte?
non vuoi; con tutto ciò ſi faccia
almeno nel principio del male) ?ul-bw}
,f,n
doppo la ſanta Confeſſions :acciò
facendoſi in gratía di Dio, le coſe, ſi (“PZ
r‘
ch’in quello ſi diſpongono , ſiano
meritorie.‘ Nè per farlo, deu’a—
ſpettatſi , che s’aggrauiil male; t
poiche, come diceil venerabil',8c i,
erudito Marco Vigerio, Eminenj
tiflìrno Cardinale di Santa Chieſa. ,AQV
k;
Non óenè mantt,quí iam tran/il; Mare)
non commodè dai-mt, qui trifiiolat: Vjg”. .J

non aptè ”Rami-,qui iam mariti”. in Chrí ’ ’ Wu…,
,
Quand’alcuuo hà per otiicio dar Adam-A E:
i»* -iA…
buoni conſigli ,e ſaluteuoliauuer~ :bord- -
timenti,e` ſpropoſito grande aſpet cbardé
tar’ à darli nel tempo della morte; [-3:
perche difficilmente all’hora li da E?” cu
rà, come ſi conuiene.'Vſar libera: *e M_
lità in quel punto ,quando fi do-` :et-rL
uerebbono hauer fatte molte 'li-,j ü. — W”‘u

moſine, non ſarà ſorſe molto ſica:


ro, per il mancamento di diſcreti
rione, e prudenz:: per tal‘effetto
neceſſarrie . Aſpect-ar' à diſporre
le coſe dell’anima, ede’ beni tema’,
porali per mezza) dei teiiamento,
atflione , che ric hiede inolt’nuuexfi`
tenza , e vigilanza , quand’ii giu
ditio vacilla,la raggione ſi turba,í
ſenſi ſinompiglaano, ele forze;
ñ - ñ tut—
… i `
M—
’uz ?NHL/17”” e :if-'53’
tutte s’indebolíſcono , è vm coll
peuoliffima traſcuraggine. Peri,
ciò dop o eſſerſil’infermo conf
feſſato, eue Far’ il ſuo teſtamento,
acciò lo facci in retto giuditio ,8c
in ſtato dÌQgratia; impercioche, ſe
fi ritrouaſſe in peccato, l’opera.
pie in quello laſciate, nó ſarebbe-3
no
:fattorie
meritorie
perlaper
pena
la gloríamè
:Poiche ſodt
co- i
5:5": me dice l’Apoſtolo. Sx' all‘Hi-ibm
'ëz, 3" rà amnfl'famltales* mm: i” ció”
pauperum , cbarílatem autem non
haóuero, diſtribuiffi
corch’io nihil mihi tutte
prode!)le. mie.-v
An
robe in ſouuenimento de’ pouerí,
ie mi manca la carità, e grati: di
Dio , ciò non
_namento ſarà. per mc di gio:
alcſiuno
Queſtoprefuppofioſhä da pmi~
tura-re con ogni sforzo l‘infermofl— ‘
the ſubitop-rima della morte fi lo:
disfaccino i debiti; e non eſſendo-i `
ui per ciò fare facile comodità, hà 1
dtt-ſar’ in modſhche re‘ſtin‘o bé af
ficurati i creditori . E la diſpolìi,
lione di quel-‘ta materia ha da.;
lſſer tale , che con breuítà , chia—
rezza , e giuſtitia fi sfuggano tut
I’í ſcandali , odij , e liti, che co
. dunemente da’ teſtamenti mala-j
meme
LA
i n‘a-:dannati Amm . tijſi
mente diſpolli ſogliono caggio—d
narſi.
A ciaſcuno
chiarezza de’ figli deue
diſtribuir’e con.;
determina-ì
re la portione delle Facoltà, che—1'
'glilaſcia, e nominarli , ò tutti v—ì
äualmente heredi , ò pure alcuni
\ ’eſſi loro , ò almeno vno,il quale
regolarmente deu’eſſer il Primo
genito,acciòquello con paterna
carità habbía cura de’ Fratelli miu'
noti. Così lo pratticò Abra’mo ,'
del quale dice la ſcrittura . Dadi':
Abraham cunc‘în, que poflederru,`
Genífl
2’!,
Iſaac;fililr autem concubinarum
larghi” e/ì mantra , (g- ſeparata':
eat ab lſaaaffilíoſuo , dum adbue
*vir-er”. Fece Abramo il ſuo tea)
flamenco , e laſciò tutt’ il ſuo ha-î
uereà lſaac ſuo figliuolo primo
genito , 8c à gl’altri figli laſciò
portione baſtante per paſſar’ho—
not-aumento la vita. Trà que—
ſti figli, cola lodeuoliffima ſareb-Ã 7
be,c he conform’al conſiglio di S.
Agoſlinmv’entrnſſe ancorChriſto,
8: haueſs’ancor egli la ſua aſſe‘gna'- ’5’_ d'
'ta pot-rione. Mariani-ſie: farine, ai: ate-j
quodſepè-bormiu: ſum. Vnumfi ric p.32
líum baòri,putet Cbriflom alter-ü; m, 1..;
due: habetpum Chriſtian teriiü; ma
Dh
.Decem baàeÎ,C/Îrii‘înm marittimi);
ſatin-Il moribödo c’hà da teſlaie
facciquel, che più volte hò eſſor—
tató; non laſci ogni coſa à ſuoi fi—
gli, mà,ſe hà vn ſolo figlio, penſi ,
` che Chriſto è il ſecondo i ſe n’hà' ,
duezſtimi, che Chriſio è il terzo, e
ſe finalmente n’hà dieci, facci c6- l
to , che Chriſto , èl’vndecimo ,e
laſci queſto inſieme,& vgualmeo- i
te herede, come gl’altri figli, ò .
pure gli laſci la ſua parte , come)
laſciaà gl’altri . «lo ,l
Alle figlíuole femine deuono al
ſegnarſi le doti al l'oro ſtato,e con
i"l‘ 4
ditione proportionate, ò per col
locarſi con quellein matrimonio,
e.,
``
ò ( ſpirandoglielo così Dio) per
monacarſi , ò pur’in qualunque:
altro modo menar vita celibe , e.,
zanzare-z ſpirituale.Et è lodeuoliffima coſa,
più toſio nell’aſsegnamento delle -.
lor doti eccedere, ch’eſſer in.; i
quelle ſcarſo, e mancheuole; et‘
' queſhmacciò con maggior facilita
“ poſſano prender! ſtato, Be accon-ì
modarſi. E mentre non lo pren—H
L WM“ , dono,ſídlterm1n”l modo-com’
-_ ;dé .-:z ,. .hanno quelle ad eſſere ben’educa~
M“ "e’ i" ‘U3 . _
>'- ‘ñ’ A figliminoris’aſſegnino Tuto’
I' ru… ,i , . ri,
E condannati ai morte. l I f
o-
u
ri,ò Curatori di buona coſciéza,e "A
~" -L'u-.
di Dio timorati , iquali attenda-ì
no alla buona educatione diquel-j
li, 8c amminiſlrino con diligenza,
e nettezza de’ mani le loro facol
tàJ’erciò ſarebbe à propoſito eleg
ger’itutori, e curatori più toſto 4"MAL—c4

ricchi, .che altro; accíò y eſſendo


pouerí, non habbiano biſognodi .
ſoſtenta‘rſi delle robe de’pupilli'. ` 1a.
< -u
E ſe foſſero parenti,,ſarebbe mols
A…,
7-‘'
to meglio; ilnumero de’ quali nö l
ut
è eſpediente, che ſia meno di due, EE‘
5‘;

nè maggiore di tre . '


Se non hà ſiglíuoli, nè altri hei -
:edi neceſſari j,douerà diſiribuirſi …ñ-ñz.
ww**i .._…r
la roba primieramente à parenti,
8c appreſſo à gl’eſlerní, com’inſe
gna S. Tomaſo, e S. Ambrogio. il &Tha-"Z
quale dice- Perfec‘îa liberalizarf-z {q zo -LLg—M.. "JE",-n
de,cauſaſloro~` tempore commentin dp.
zur , 'vi primnm opererir circa do .Ambr
meflieorfie’ei . Quindi è, che così L i de),
ne' parenti‘, come ne gl’eſìerui,hà office,
da eſſer ſempre vil buono al catti 3°‘.
.NR-s.:
uo ,il timorato di Dioà quello di ,
vita rilaſſata,e ſcandaloſa preſeri:
to 5 com’accenna l’i ſteſſo Ambro
gio . Etſiomm’bur deäetur tra-'fin'
rordìa;tamm iuſta amplíùr. ll che
è anco
i
conform’
~
à quel, che
GlOf
la., *TF-*
~_a~ja_.ñ A …2.… [Aim-1:' M, n'è.
Gloſ. t', Gloſä dice . Quando mm poflumur
geleſcu amm’öur prodeflè , ”mc dandfl e!?
mm V. potìùr bona qudm malo . ln queſta
` poflul. conformità fecero i loro teſtamè
infine
‘ſp-42”
ti .-lcuní SantiSHilarione già vi
cino à morte ſcriſſe di propria-v
mano il ſuo teſtamento, e per let
tera laſciò tutte le ſue pouere ric
1ſ—ió'‘-.,_"i:-‘ chezze à Eſicio ſuo diſcepolo aſ
ſente, le quali furono gl’Euange
lij,la tonica di ſacco, la coíolla, 82
il mantello . La Beata Maria d’O— _
gnies Vergine :al ſuo Confeſſare ,
che fù il Cardinal Giacomo di Vi
_ctiaco , il quale ſcriſſe poi la.;
ſua vita ,laſciò nel ſuo teſtamento
la cinta, con la quale ;ſi ſolea cin
gete', 8t il fazzoletto,col quale era
ſolita raſciugarſi l'abondanti la",
grime , che continua-mente ſpari
geua.
è: i' Cola lodeuoliffima ancora fa#
rebbe, non hauend’il moribondoi
‘.ſi,T heredi neceſſarii, nè parenti biſo- l
gnoſì, delle ſue facoltà iſtituíre.) `
heredi Oſpedali, e luoghi píj,oue i
.‘4‘4. ;cui ſerui,ò ſerue di Dio ſi ſoſtentano ;l
òpur'ordinare , che di quelle lì‘
VD”
maritino donZelle , ſi ſaccino or
'r'a.
namenti di Chieſe , s'alleuino ore'
ſani , ſi celebrino Meſſe per l’aa-iii
ma l
_ó._‘ó_..l
ll
‘.a
*`_3-
‘aq_' ‘
.i~ i,i,
"È“ñ~ bi ,

“ui“.
.E condannati-inerte. Il"
ma ſua , e per quelle , che iianno "ì
nel Purgatorio, ò finalmente ſi ſo
uuengano proueri,e biſo noli. A
…u
Chriſto nelle perſone iqueſti,
laſciò herede S. Vgone Veſcouo
Lincolnienſe,S.Eliſabetta figliuo—lv
:W
la d’Andrea Rè d’Ongaría › riſer-j _v *ma:
’L‘I;25
.è.
-.a
uandoſi ſolo vna vile, e rappez-j ²
zata tonica , con la quale ordinò
foſſe il ſuo corpo ſepolto , &El—j
ſgina Matrona Ingleſe , S. Vuol-i
fango Veſcouo di Ratisbona , S.
Vdalrico Veſcouo d'Au uſta › S. Tribal-l
Gramatio Veſcouo di Sa erno ,8t Eccleſ
zltri. ’ “Mis‘
i-v.
"I'
-'4.4
h
l'y‘A
Nè perche il Moribondo ſia.
ouero , e niente habbia di
ſuo da teſtare , hà da laſciar pen
ciò di far teiiamento . Imperñ;
çíoche non potendo laſciar be-;i . a.-.
m' di ;fortuna , deue laſciar' al-L
meno buoni , e ſanti documen-j
›í , iquali per ordinario ſoglia-z _' z q
;o reilar profondamente im-_ _
preſſi, e radicati ne’cuori dico-_fi '
foro , che in queſta vita rimanga;
_70. In queſto modo fecero iloro
;eſt-menti S. Lorenzo Giuſhpnia-ì
’ai-.D
A
o
*-
;e
-‘—*ñx
`.‘
,o , S-Domenico , com’appreſiq
jjſem0, 6t altric;
- . . In:
1 18 'Parte LAiuta de' Morib.
Intorno à quel,che tocca alîcaſi
dauero doppo la morte , deu'or—
dinarſi,e ſiabilirſi il luogo, oue, e
con qual’habito,e pompa funera
le s'habbiaà ſepellire: prohiben
doin ciò rutc'i vani,e ſouerchi ap
parari;poiche tutt’i mpndani ho
nori poco, ò nulla giouano all’a
nir’na doppo la morte.
Il ſepolcro ſiahumile,e conſor
me alla Chriſiíana humiltà . S.E
frem Siro, Diacono della Chieſa
d’Edeſſa, volle eſſer ſepolto, one, ’~
Sui-.10: com’egli diſſe, Contritiíacent car
mo r. de,flán0 gl’humili,e cótritidi cuo
re ſepelliti - S.Antonino, Arciueñ
14,10,”; ſcouo di Fiorenza , ordinò, ch'il
3. ſuo cadauero ſotto terra appreſa .
s’a' Fratídel ſuo Ordine foſſe ri
p… ;Ps Soſio. S.Giouanni Colöbinofon
ff… ,3’ atore dell’Ordine de’ Gieſua—
Phea. ti , volle il ſno ſepolcro vicin’al
- Belek. chìoſtrodelMonaltero, ou’ord
Udito 0.’ nò, ch’il ſuo cadauero ſopra vn
752 vílgiomento inuolto in vn oue—
ro , e rappeÌZatolenzuolo orſe;
portato. Del che ne diede ancor
eſſempio S. Monica Madre di S
Agoſtino 3 la quale venendo i
a pellegrinaggio à Italia , e grau
?fl . ~. mente ammalaraſi in Oſtia, diſs’
ſu@
.
.
AJ
i.

. 2-'.~,
ſuo figliuolo z, che ſepellir la fa;
ccſſcflue piu piaciuto li foſſe. Et ...,

aſſe nò di ciò la raggione' ad al


cuni, the le domandorono, ſe ha-Î
ueu’à diſcaro finir la vira, e laſciar
il ſuo corpo in terra ſiraniera , ri— :aac-WW
,c…-.fL-A…-.WñHa.m.ufla-g
:Ar-
”d-
'unaz
i—-mamy.
ſpondendo loro . Nihíllongèefl
Deo; neque timendum e!? , ne ille .Aug. ſ.`
non ‘gna/‘64! infine ſaſſi”, 'andà fiſh-'tg
merefioſu‘m . Niente è à Diolon
tano , nè vi può eſſer paura, ch’ej
gli nel fine del mondo non ſappia b
il luogo , ond’habbia à riſuſcitarz
ml o '
L’habito ſia ancor’humile;poí-`
che non hà in realità à ſeruir per .1….‘._—e

altro, che per coprire putredíne , .ñ~—a-—- a


U

e lOZZul‘a , ancorche ricco, e pre


tioſo egli ſia,& ancorche nobile,e "d-vy
facoltoſo ſia ſtato l’huomo viuen
do, ò pur pouero, e di baſſo,e vil
naſcimento.Nndí,dice &Ambro *arm-,M3
:.*Î 4 )…!A,…A
gio , omne: ”aſi-‘imm- , nuda‘ more' Menfi)
' mm‘ nulla diflinäio inter cadaue in Reg'
rd morluorumgniſifizrzè quia gra' :iber
uíu‘rfztentflinitum torpom [agere-z
ria oſi/lenta. Ben pratticò queſto
‘,rilſ—4
S.Cunegonda Vetgiuezprímalmñ ,"Ì q
peratrice , e Spoſa del Santo Im .h.
-4-
peratore Henrzco Primo , e poi Sur-“i
‘"Te.-
eſſemplarlſſima Monaca. Cofiei, "19.2122
ſtan:
9
?Az-3%’
{ao Parte ’z
LAI-:ta eIMm . »

flando già allo ſpirarc vicina,poî `


ſia, com'era coſtume già lu’l Cili
cio , accorgendoſi che ſidiſponeſi*
nano grandi, ö: honoreuolifune- '
rali per ilſuo mortorio , e ſi pre- -
paraua la veſie im perialoper ve—
flirla doppo morta,e ſcpellirla có'
-. fl quella , accompagnando i ſegni ‘
" ;',ñ'ì' della mano con la debole voce.: a '
diſſe. .Aufe‘rte hint;am1`t‘îur {ſia nò*
:fl ma”; amata: hic ali-:nur cſi,
ì illa': terreno ſponſo , (“fl- 11”(momz
cbaliá s mmpè)ſum reputato te- 3
leflí : nuda egreflk ſum a': 'omo
Main': mammaria ”nen-tr: hr‘: mi
ſer-e carni: *vilem materia”) in- I
*claire , (-7 corpus- mmm ìuxtá tu—
mulumfratrirffic domini mei H5—
rin' Imperaton‘x (quem mc ‘vocanſi i
nm video) i” proprio Incolla rapa‘
”in . Leuate via di là quell’habiz
to. Non è mia quella veſte,quel—i
l’ornamcnto è d’altri; con quell
nìi ſpoſai c‘on lo ſpoſo terreno
mà con quella (5( additò l'habit ‘
diMonaca) mi ſpoſai col celeſtet
Nuda vſcij dal ventre di mia Ma
dre,e nuda hò da ritornar’allu‘
terra . Con queſta inuclgete la.:
vilmateria di queſta miſera car—
ì neiötig vn piccoloiuogowicín’ad
LS:. -

M…
?ì -
- -: tg- ñ :5 5
aria morte. ”.t
_7*
*ima.`
ſepolcro del mio fratello , e Si—
gnore l’Imperador’ Henrico (il
qua] già veggo,ch’à ſe mi chiama) :zFu—
collocate il mio corpo .Par che, n.

queſta Santa, ſpirando , leggeſſe ..--fl‘ñ…


quel,che S. Girolamo dice di Ble “…al
“…,—
filla, portat’alla ſepoltura con` ſo—
len‘ne pompa,e veſtita di ricche, e` ~.
prerioſe veſti . Vìdebatur mihi ,
dice i] gran Dottor della Chieſa, .FTP—4L* *
tum alam-:re da Cala . Non agno LH-
nn....oñ...
A—-ñ
Hiera”.
ſco ‘viſiti-,amiäm ífle nò’e/lmtzm‘,
bíeornatu: aliena: efl.Mi pareva, “MN-..1t
che dal Cielo grid-aſl‘e Bleſilla , di
ce~Girolamo.Non conoſco quel— '‘n‘a-'ñ-_.

la vcſte- con la quale inuolto veg—


go il mio cadauero ; que-ll’habito
non è già mio,quel pompoſo or— "i‘ k..
“T‘

namento è certo cl’altri . Ela B. "W-'0% "a


“. .Añ.,-…-4
'Gertrude, ancor vivendo, {i pre- "9 7
parò vna cillella, ò fluora,per el A“—
-.ñ-37570-
v-M
_2...
4-. l
ſer con quella lepolta, 61 ordino ,
ch'il tuo cadauero non d’altra co ‘lL . .-A

ſa, che d’vn vil ſtraccio, poſto ſo—


ra il cilicio,ſ0ſſe copert0;dicen
80 ,che ne‘ à viui , nè à morti èdi **JL

giouamento RL unola ſuperfluità


delle veſti. Quella ſtefla huñmilrà. .11.—
nell’habíto dÒppola lor morte.;
praticorono anco molti altri 55-3’
ſa;
i , "c9131; 53 Bernardo,
E S. Odonc,
FIA:
S-Abenner Rò dell’India , :Padre
dis. Gioſaſat, &altſl .
Laſpompa funerale,s'ordini nel
teſtamenro, che ſia molto mode
rata ; poiche la vera gloria, e ver’
honore di quel tempo, non con
fiſle nella moltitudine di gente.
ch’accompagn‘ il cadauero, nè
nellagrandc, e l‘lCCa luminaria..a,`
che gli preceda, e circondi , ml
nelle virtù , e ſante attionimellu
quali s’impiegò i’huomo viuédo;
impercioche queſte ſole só quel
lc, che fiſſe, e radicate ne gl'animi
de’ vini rimangono . Perciò (le-Y
gno dl lode è quel,che alcuni ne’:
loro teſiamenti , praticano, 8t è,
v ordinare , ch’t loro cadaueri ſim'`l
alla ſepoltura da pochi ſerui di
Dio accompagnati , e d’alcuni'
pouerelli,in ſegno d’humíltà,i lol
ro ſeretri cirflondati. Coſi l‘ordi—
nò S. LorenZOGiuſiintano,il qua:
l’eſpreſſamente prohtbì ogm ſor
te di pompa nel ſuo funerale , L;
lo ſteſs’han ſatt’altri Santí,& à lor’
imitatione da'veri humili hoggidi
ſante, 8: eſſemplarmente ſi coltu
mie a ;335)
fi“ ñ» , 1 ‘~ . .i. ‘-ì ..ſtu—7‘
"

o «' 713-: 'i ‘ I C


V kt; 2 i‘ ' ‘-’ ’“
7 Ecana’anaſi morte.
Tdk-ameno di J'. Antonio il ` i
Magno Abbate .

Iano i voſìri ;ſoſpiri , amatiſñ-l


S mi mieiſratelii , dnzzati tutti
àGiesù . Queſto Santiſſimo No
me, deſiderodtia ſempre nelle vo
ſlre menti radicato. Siate ſempre
in oſſcruar’ i precetti del Signore
ſolleciti e diligemi , acciò doppo
la volira morte da' Santi come da
voſtri cari amici, e conoſcenti ſia
te negl’eterni tabernacoli amore—
uolmenteríceuuti- Ordino, e vo
glio ,che di terra, ò miei dilettiſ
ſimi figliuoli ,il miſero corpo del
voſtro amoroſo Padre ricopria
te . .E quanto poſſo , v’impongol,
che queſt’ordine di queſto vo-_
` ſito agoniZante vecchio puntual
mente offeruiate, öc è, che fuor.
di voi niun’altro del luogo , oue
hauet’à ſepellirmi , habbia noti—
tia . E ſpero nel Signore , che nel
giorno della comune Reſorret—
tione,`incorrotta riſorgerà quella
carne , e queſto mio corpo non
più alla morte ſoggetto , compa—
rirà
r0 , glorioſo-Le
ch'in queſto mie
modovefli,deſide
da ſivoi fe
zdelmente ſi diſtribuiſcano.La to
"3 F z nica
124 Parte 1..-{iuta n’a’ May-ib.
nica ,'& il già tutto lacero mantelñ‘
lo, che molt’anniſono, nuoui il
Veſcouo Atanagío liberalmente
mi diede, eſopra de’ quali al pre
ſente queſio ‘, ancor ſpirante, ca—
dauero lià sù le porre della mor
te à giacere , alio fieſſo Aran-agio,
humilmente vi priego,fiano, ſu
bito doppo il mio paſſaggio, ſen
z’indugio veruno, reſtituiti . Co—
m’anco è mio vltimato Volere ,
th'à Sempione` Veſcouo ſidia.;
l’altra 'mia vile , rOZZa , e rappez
Zata tonica,accio diqueſto poue—
ro vecchio habbia, mentr’egli vi—
ue, memoria . Et à voi, ò viſcere
mie,laſcio il mio ruuido, öt aſpro
cilicio,auuiſandoui à non voler’in
sì breue ſpatio di tempo ,ì‘qual'è?"
Quello , che di vita vi reſta ,leaſ
trauaglioſe fatiche , da voiin tan
t’annl ſoffermcö intiepidirui nel v
cominciato feruore , negligentî
ì*** perdere,e traſcurati diffipare-An
tontogià muore, efrà breue non
ſarà più delſecolo preſente -
ſa‘ ' (717…‘
il; ,dz-g; LJ!!- z-íl ì!
' &Libia-;fina aim.; …i l"~Îä—äieſiáh
travel) 02mm - z:— -zfl :1, ;01_—
'gi
-Òs HJ.0,Îe"FÎ*--cít. . .è ;l :'HSJÎM,:
?La-x :31“: .1 ‘ ”I T"- '
Îí. L il
‘Te/?ameno di Sa” Lorenza) Giu-f
s‘fim'auo ñ, nel qual: inflituì
heredi ifiaai Re
ligioſ .

SIue, ò miei buoni Relígíofi, e


ſrarellí , de’Dìuíní precetti , Sur-iii
eſatti z e fcruoroſi oſſeruacori- O— m la
gní carne non -è altro, che fieno ,
e tutta la (ua gloria vappuncì-Ìnco
mc fiore dell’iſteſs’herba . In me
que ſta verità,per voſtr’eſſempio,
aſſai pur chiaramente ſcor eee .
Ecco come dà queſto fieno ecco,
marcio, elanguence, è già cadu
to il ſuo fiore. Chi potrà da que-av
ſtÎhora [campare è Credecemi ,'
figliaoſhche nó v’è coſa più alt:: ,
e più ſhblíme.ch’ímpíegar'ín ſer
uir’à Dio quelli breuefl’k aſſai pur
miſetavita. Il Signor Giesù dal
Cielo, viſcere mie , mille volte vi
benedica, &inſieme con voi be
nedíca ancora tutti gl'altri miei
figliuoli,í quali nel Signore con
tante mie lagrime. e ſotpirì hò
amorotament’ à Dio partorici . .
Egli vi concede vn cuor' pronto
ad honomlo ,eé’eruírlo 5 Egli vi ‘
ñ *i dxa a
dia, e ſomminiſtri ſorZe per fel'—
uoroſi adempire la ſua ſanta leg
ge , nè v'abbandoni nel giorno
della vol’cra morte ; anzi allegro ,
e feſtoſo à godere de’ ſuoi ineſſau
ſti teſori, ſeco per tutta l’eterniñ_
tà vi conduca .

Teflamento di .ſan Domenica


' Fondato”- dell‘Ordine
de’ Prcdicaſori .

Re coſe in teſtamento,& vlri


ma mia volontà,ò miei ama
ti fratelli, e cariſsími figliuolbte
Suma nera , 8t amoroſamenre vi laſcio,
P’ ‘i le qualiin luogo di ricchiſsimo
atrimonio , ör opulentíſsima.;
fiereditàflnentrein queiia vira ia—
fete,alleggramente odiareLa.
'
,
Q prima è ,_vna indiſſo ubil' , 8c ar—
dente carità, la quale con tutte le
viſcere del mio cuore , vi oriego,
ſia ſempre in voi,e trà voiñ La ſe- -
cond.a,la ſanta Humilràſſnggettá
doui à tutti, &à tutti humilmen- /
te cedendo. La terza finalmente ,
è la Volontari:: Pouertàfla quale,
‘deſidero, ſia il voſtro ricco,& opu
“lentg patrimonio,& alla quale c6
e]. ,i ù .t 08"‘
E condannati a marte . 127
ogni s‘torzo v'impongo , e con_
ogni ſtudio vi priego , vogiiate
continuamente attendere,e quel
la come fedel ſurella,& indiſſolu
`bil compagna hauer ſempre con
o

DEL rIATzço
del santffimocarpo .e Sa”: ‘
guedi Nofi'ro Sign”
Giani Chriſta.
C A P. VI.

Sſendoſi già dalltlnfermo fat-3


' t’il teſtamento, aggrauando—
ſegli più il male , deue riceuer’il
Viatico del Corpo di Noſtro Sia
gnor Giesù Chriſto.Grand',e peró'
nicioſo abuſo è, il non darſi quo—
ſto diuino Sacramento, ſe non.
nell‘eſtremo della'vita . Queſto è
cauſa di due grauiffimi dannísl’vn'
è , che molti muoiono ſenza co
municarſi, con probabile pericoi-ſ
lo della lor dannazione; e l’altro,`
che vedendo , che non fi ”cene la
ſanta Comunione ſe non quand'
vn’è già diſperato , i] che ſpanend
ta l‘inſermo , e l’atterrilce in mo
do , che gl'abbreuia i giorni della_
lì a n:
vít2,c lo fà prima del tempo mo
rire . Non ſ1 dcue dunque perciò
aſpettar’à far venir’ il Signore-c.:
queſto-”Diamo Sacramento,quan
dol'lntcrmo è già quali morto;
poich'ln tal tempo nó potrà pre;
pararſi con la díuotíone , 8: am
n-eceſſarii per riceuer’ vn sìgran
ſu,… d’hoſpíce. Le ſorelle di Lazaro
Marta , e Maddalena díſiero ì
Chriſto.Signore,ſe voifoſre ſtato
quì à buon’hora., il noſtro fratel-`
lo non ſarebbe morto, per hauer
voi card-‘ito‘, hà preſo la morte il
tempo , e tatto il ſuo colpo, con
toglierli la vira . Moltiffimí ſon
quelli , íquali per efl‘erſi à buon‘
hora comunitatijhan {campatola
morte dell’anima., 8: anto quella
del cprpo.Quel poderoſo Rego
lozöunlíeme» com’fllcuní voglio
no, valoroſo Centurione- gloria.»
delle Spagnezdíffe à Chriſto. Da
minezdeſccnde prízìr qui mori-mr
5m* mel”. Affrettateuí di grafia, ».
Sxgnoreà venír’alla mia caſa, pri
ma ch’llmío figliuolo ſe ne muo—
ía.Credette,che done foſſe Giesù,
-il qual'è la ſtefl‘a vita, nö haureb—
«be hau_ut0 ardire d’entrar la mor—
te. Et m fatti quel gíouane in vu'
iſtante
.Evan-”mah marte. 12,
iſtante ſaltò`fuori dal letto ſano.
Con queſto Sacramento rinuigo
rito l’Infetmo, non hauerà di che
temere,hauerà vn cuore di brona
Zo,vn’an`ima tutta di diamante, e
con vna ſicurezza Angelica conó,
fonderàla morte ſt'efsa; imper—`
cioche , hauëdo l’anima in buono
ſtato,e Dio nell’anima', non vipo
trà eſſer coſa,che lo ſpauenti . Il
paſſato,non già; iperche Dio glie
ma perdonato, e data la pace-,en—
trando nel ſuo cuore. Il preſente,
nè anco; perche hà il Paradiſo rin
chiuſo nel ſuo petto. Nè gli darà
penſiero il futuro. cioè,o’ue l’hab
biano àcondurre; perche Dio è
con elso lui-Nel Paradiſo,Dio ſa-g
rà la ſua gloria ; nel Purgatorio,
Dio gli ſpegnerà ilfuoco, e lo rin
freſcarà con la ſua rug ‘iada,come
fece à quei giouani de la Caldea ,
che. Petit mediumfornacir, quaſi
*venlum rorírflantzm . Nell’lnſer
t no , Dio lo muterà in vn Paradi
ſo; perche ou’è il Rè , iui è la ſua
Corte,& ou’è Dio ,iui è il Paradi—
ſo.J`i ambra/muro in medio 'Dmfira
mortir, non tim :50 mala, quarti-;m
zu mei-um u . diceua il ſanto lie
Dauid. Quand'io fofli nel proſon
F s do
P] ;o Ì'ſiwn I. Aiuta dc’ Mar-*5.
do dell’inferno, non hauerò iui
unro di che temere , perche voi
io mio, ſiete meco.
Hor’acciò con diuotione,& vtí
lità dell’anima ſu: riceua l'Infer
mo il ſacroſanto Viatim,(e gli po
trebbnno ſuggerir’alcuni atti di
Fede íncorn’alla vera , e real pre
ſcrl-1 del Signore in quella ſacra
Hoſtia,e potrebbono cſſer'i ſe
guenti, ò altri à quelli ſimili.
Credo,ch’in queſta ſat-rariſſima
Hoſtia v’è quello ſteſſo Dio , 8c
huommchela GlorioſiſſxmaVer—
gine Maria concepi ,e per noue
meſi portò nel ſuo benedetto ven
tre, e poi, ſenza detrimento della
ſua Verginai purità , partori in...
Betlemme , e uutrî col puriſlìmo
latte del ſuo candido petto . Cre—
do in oltre, `che v’è quello Heſſe‘,
ch’in Egitto paſsò la ſua tenera.;
infamia , e la ſua delicata fanciul-j
lella,e gioventù in Galilea-Quel— i
.lo fleſſo.che per tre anni continui "
prediçò . inſegnand’almondo Ia
ſua celeſledouſína. 8: oprando i
infiniti miracoli ,_ 81 innumerabílí
_ rodigii. Quello ſieſſo.chenell'~
orto fù preſo, da quel ſacrilego
minifiromhiaffcggiato,condan-z l
* nato
nato da' Ponteſìci , e Sacerdoti"
ſchernito nel ſuo Palaggio da He W‘ÉFÈ
"F-*aa*a
rode , flagellato nel Pretorio da
Pilato, da'ſoldati Romani nel Mò’
te Caluario Crocifiſſo , e che poi
dal ſepolcro,nelqua1’era [lato ri
poſio , il terzo di riſuſcitò glo-Î
rioſo; Credoin oltre, che colui,
che per me tutto ciò Fece, e pari, ì!
hà hora nel mio petto da entra-ñ_ i
re.” qual’io qui preſente adoro, i
6t anco in tutte l’altre S ecie Sa "É .

cramentali, che ſono, ne mondo.


Credo finalmente@ confeſſo, ch’ “ i‘
egli è il mio Dio, il mio Reden—j
tore,il mio Giudice,e la ſeconda
-4
perſona della Santiſſima Trinità ,
xl quale {là , e regna nella gloria
del ſuo Eterno Padre, &in quel:
la regnarà eternamente .
Fatti queſti atti di Fede, ò altri
ſimili, ſi potrebbono al Moribon
do ſuggertr'alcune conſideratio—`
› ni a per diſporlo à _più diuotaá
mente riceuer’il ſanttſfimo Viatió;
co,aſſai gioueuoli, e fruttoſe,e ſoz'
no le ſeguenti .
Primo, che quello gran Signa-7,
re viene per ricon ‘iltarlo,e ſtring
getlo con più ſtretti nodi d’ami—
l Cirio, e d’amore con eſſo lui , in.,
ì' ' P «.5 quel
L—_—`——"—-——
:zz 'Parte LAM” de’ Marſh;
quel modo,ch’andò à ſuoi diſcel
104.10 POÎÌÌQUîdO dlſſe ÌQIO- ‘Pax 'Doóír,
I 99 a pace ſia con vor . In oltre, che
con la ſua venuta lo vuol fare {ian
z: , &habitatione ſua, ſua Arca,
ſuo Tabernacolo, ſuo Trono,ſuo
Tempio,ſuo Palaggio,e finalmen
te ſuo Letto , ou’agiata, e guſto—
tamente , come trà fiori,deſidera i
per ſua bontà ripoſarſi.
Secondo, ch’in queſto ſacroſan
to Viatico gli dà il Signore certa
ſpetanZa de’ beni celeſti, 8c eter—
ni, e’dando ſe ſteſſo dà inſieme in
quello vn ſicuro pegno della fufl *
tura Gloria, che gli tiene prepa-t,
rata . Futura glorie ”oóir pigiam
damr.Poicbe,chi ſi degna di cöc
dere quello,ch’è più,ch’è ſe fleſ
ſo,n6 è credibile,che negarvoglia
quellomh’è meno,5ch’è l’eterna ſa
l‘ute.Perciò,eſi`ortarſí potrebbe il
Moribödo ad adorar queſto Diui
i
no Sacramento con quelle diuo
te,& affettuoſa parole,có le
li l’adorò A goſìino,q uando loqua—Î.
ri—j ›
i
ceuè nel fine della ſua vita. .Ax-e
princípínm nali”- creatività-.dae
principíum ;zo/fre reparatíonír .
due ſacrificium ria-"Tree recanti
ll'atíonír . dee amidomm ”o (Tra ,s
.ge
U

[ll i
,’-ñu'
eur-Miani; . due ’vi-:tirava ”offra
peregrinetionir. Aaeſolatium ”o
ñri labarù. due reſugium rio/irc K
a`“in’
_. .‘ñ_—l_._*_.,ffl-W

trióulatianir . due premium rie-‘


jim ”pad-:tieni: .
Aug-*HL-
TerZDJ ch’efl‘endo il viaggio da
queſto all'altro mondo sì lungo,'e
pericoloſo , ſono per ciò neceſſafl
rij molti aiuti di colla, per non.:
mancare , ò pericolare , ò hauer
mancamento del neceſſario in.:
...
guello:per ciò il prouído,e libe i*

ral Saluatore nel ſuo corpo, e nel


ſuo ſangue dà tutt’tl ſuo hauere 3
inſieme con tutta la ſua Diuinità.
Mosè , 8t il ſuo popolo d’Iſraele
già mai vollero dall’Egitto alla.;
terra promeſſa
elo con viaggiare,ſel'.>\n
la colonna di nube , ev di
uoco non precedeua, &apud-L..
loro la ſtrada . Domim” autem.; E". 'fs
pracedebat cor ad oſîma’endawrp u"
'vi-:m per diem in :elimina ”uóír ,
(y per ”az-‘lam i” :alam ”a ignitfl’at
dux eflèz itinetir 'ott-aqua tempore .
Così Dio Signor noſtro nó vuole,
ch’in viaggio dà @ſia all’altra vita
il Morizbódo ſi ponga, ſenz’andar
egli fieſſo in perſona auanti ,v La
dentro il petto del Viandantez e
per mezzo di queíio ſantiſſimo
Via
I*
'1-54
. .Parte Ltlíuto dc’ Mar-lì; 'i 4
Manco, preced-erglí. ì“
i Quarto,perche i comba’ttímëa'
ti de' nemici infernali' nell‘virí’
mo conflitto delfa vita ſono ga—
gliardiflimí, e formidabflíwi‘enu
permò queſto Signor dc gi’E-ſſer—
citi,` come vaioroſo Capitano, al
fargli ſpalla , &a‘ difenderlo da.:
queìîíze per queflacauſ:: ſotto pe i
na d’eterna d‘annatíonî` comanda, 1
ch’ogrr’vno nell’eſtremo della.:
ſu: vira“,potend‘ſh nei‘ſùo petto ,
come ä ſuo difenſore* [o ri-ceua' 4
Perciò'díſſe lo ſpecchio di patien
ZaGí‘ob. P0” ma íuxta‘ Mé- m
í’ufuír mmm: pag”: contra m;- -
Ponete.mi,Sig-nore,ncl voiìro h—
ome combatte pure chíüque vor
r'ä contro di mc.Gran coſa è', (in'
Dio nel noſtro lato z 8c à' noi‘ vi'ciñ,`
zz.:,:<?.no; mä moſto più è,ſtar"egliìd`en—
-Ixrro di noi . Si potrebbe per ciò
cfforrar’ il Moribond‘o i' dito i
quelî’orakíone , ch’vſa la’ Chieſa- 4
Oſfltutarí'r Pleaſe-,que Celi a” i
di: oflìumſhella premuntboflì i", ‘
dara‘bur,fer auxr'lium . i
Q‘uinto,che Viene queſto gran
Siguor"ad intona-ario, e riceuer—
lmper accompagnarlo,e cödurlo ‘
air-:teme flznze del Paradiſo, co: i
7 m'cfä_
.E candannatía‘ morte. 135
rn’egl'i fieſſo lo promiſe, quando
che diſſe-Etſiaöierox’g- ?ftPdTrîz [ca-”.3
nero ‘vobt‘: loi-um, iter/um weniam, [0.6.5 5
ó- 4ccipîammar ad me ipſum , m
*vbiſum egazz'y wrſin':.Cclui,che
vuole con honore riceuer‘ vn ho
ſpire, con molta comitiua di Ca!
ualieri, e ſeruidori, e tutto pieno
d’amoreuolezza , e corteſia, lo và
ad incontrare, e ſin’ alla ſua caſa
corteſemente poi l’accompagna,
e l’introduce; così parimente.: ,
che tutt’amoroſo(ſi potrebbe ſug
gerir’all’infermo)gli viene in que
ito Sacramento il Redentor' al
l'incontrodn compagnia di tutta
la corte Cielo, e con l’ilieſſe vi
ſcere di miſericordia,c’haueua_›
in queſta
durlo vita mortale,
all’eterno per con—
ripoſò; eſl'ortan--v
dolo perciò à porſi auanti àlui .
hora come cieco,chiedendoli lu
me per conoſcere, nell’vltimo
punto della vita, gl'inganni del
demonio s hora com’hidropico,
domandandoli l’acqua dell’eterna.
ſalutezhora Come lebbroiO.- lega'
dqlmgli netti l'anima dalle ſgan
re della col pa; 8c hora come mor—
to , e puzmlente cadauero , chie—
dendoli l’eterna vita , e che verſo
. lui
lnifaccia moſtra della ſunt-in finita
x e PON-‘iz‘
. ,-l i Seſto, che vien’in oltre quem’
diuino Signore-,pertoglierl’il ti—
more della motte,8c à concederli
vita ſpirituale , ch’è l‘eterna’, che
nè con il tempo, nè con la morte
ſifiniſceflhe perciò egli diſſe- Co
lui, che mi mangierà ,ancorchu
rnuoim hauerà vita, e vita eterna.
ha” 6. Haze: 'vitam atti-nam . Si po
$5 trebbe perciò ſare , che prima di
riceuer’il Viatico, dica il Moribó—
do queſtc~,ò ſimili parole. Venite,
ò buon Gicsù , e riceuetemiifl.»
quella guiſzi,cbe vi degnaſìe di ri
ceuer’il Figliuol Prodigo. Venite
à rallegrar colui, che tante,e tan#
le volte v’hà con le ſue maluagità
contrifiato.Venite à, dar bacio di
ace à colui , che tante volte con
e ſue ſccleraggini v’hà tradito .
Venite à coronar di gloria colui I
che la corona di tante durezu
7 pungenti ſpine di peccati nel di
urno voſtro capo ripoſe . Venite
ad abbracciar colui, che sì ſpieta—
tamente v’hà tante volte , (alpes'
ſtando il voflro pretioſo ſangde ,
nella Croce confitto. Venite à dar
vita à colui , che con le ſue colpe
vr
[l. targata-:'4' m!…
l5l
vi'tolſe sì ingraramente la voſkra .
Venite :id-amare con amor’infi
niro colui,c’ha infinitamente ab—
borrito voi, e la voſtra díujna.;
legge . Hor che timore, potrò liañ'
ner’io della morte ~ in mezzoà pe
gni sì certi, e ſicuri del diuin'flmo
xe ? -
Settimo, che con la ſua venu
ta incorporandol'il ?ignore , 8c
vnendol'in queſto ſacroſanto Sa
cramento al ſuo glorioſo corpo .
gli (là/certa ſperanza della Reſor—
rettione , il che ègran motiuo di
Conſolatíone nella morte delcor
p0. Ego ”fia/?imho cum in ”out'ſ— 1-" .
ſimo die . Poich’il corpo , ancor- …4"
che ſia d’anguſtie,e dolori oppreſ "
ſo,e l’anima,ancorche lì veggamel
licentiarſi da quello módo,da tire
miſerie,cimori,e ſolleçítudini cir
cödamper mezzo di quelloSäciſ
fimo Viatico, ſi ſanno 'L‘épío, Ma-Ì
dre,Sepolcro.e Cielo del Corpo,e
Sangue di Naſtro Signor Giesù
Chriſto; e riceu’ il corpo vn cerñ_
to pegno d’hauerſi vn giorno glo—
rioſo ad vnire all’aníma ſua, paríñ,v
mente glorioſa.
_ Ottimo, cheflccio non lo atte”
riſcan’ì peccati paſhti, nè il timo-z
re
re de’ preſenti pericoli lo shìgób
téſcano , comandò il buon Sig n o
re; h’à qfnefla ſacrosèta Lena, ve~
niſſero (lç bi, zoppùflroppiatì, e
pecvaton. Exa' cito in platea: . à
'Dicor ciuítatir: (’9- paupcrn,ac da.
Zi!” , ('9- cwcar, ('9- clfludar intro
duc hu: . Horchí, poſto queſto‘,
hauerà timore d’accoſtflrſi al ſuo
Padre , al ſuo Conſolarorc, al ſuo
Medico è ſe egli con gridiìnuíta.;
tutti per Salomone , dicendo .
Pro”.
Venite, comedí” pane-m meum , ('9
9) S 0
óibíxe 'vinum ,quod mijëm’ -voóir .
Venite. mangiate i! mio pane ,c4
Cam.
bcu‘ te il mio vinnflron la mia Dif
Linítà meſcsxiato. Et altroue . Co
5. r.
medít: amici, (9- bibite , (9- i”:
&ríamiuiobariffimi; Mangiare, a—
mici, la mia carne, beueteſhz inch—
briareui a ò huominí à me diletti, e
ſopr’ognialtra coſa ſari , 8K amati,
del mio pzoprio ſangue . Chi v
dendocíò,terrà Dio per cauiìlo—
íoGiudicc , che voglia nell’hora
della morte dannarlo, dando egli
sìmanífeſti ſegnidí~vero amore?
Nono. Potrebbe finalmente il
dotto” prudente Göſohrore Lug
gerir’al Moribödo , prima dirice—
uer queſto ſacrosácgviatico alcune
ien
139 '
sëtëze,che l’iſteſſo Signore gli di—
ce, inuitandol’ à quello. E ſono le
ſe nenti . i
?mite ad me 0mn”,qm" laöom- ;2531"
tir, (’9- onerati :MLÒ- ,ego reflui-:m "
'vos-.Venite à me tutti voi, che dal
peſo de’ voflri peccati ſiete affati
cati,& oppreffi,perch‘i0 vi recrea
rò , 8c alleggerirò da quello .
Bum , qui 'venir ad me, non ”'jñ Io,… 5'
eíamforar . Colui che da me ri~ 33.
corre z non habbia paura,ch’io gli
chiudala porta in faccia , e lo ri—
butti. E“: [io ad oñium, (9- pul
fo,_[z` qm’r audícrít *aac-em mmm—_1, Apo::
311°
Ò- apemcrit mihi iammm ,inn-4.
50 ad illum , cwnaóo cum illa , ('9
ipſ: mcsum . lo íiò alla porca , e
batto, s’alcuno vdirà la mia voce,
e m’aprìrà, entrarò dou’egli ſtà- e
cenarò con eſfolui , elui meco .
Egoſum Paſtor bom”, (g- cogno
jì-a one: mea:. Ego *ver-igm ‘vitam 10411.‘
habtntè- ebay-dani”: , babe-mt. lodi-J
Io ſono buon Paſtore , e ben co
noſcole mie pecorelle 1 e venao ,
acciò habbiano vira, e vita molto
aber-dante .
Ext-1m fm': film sì”, infila -Zarbì,
fila"
"vetfitllrufalem
:ML-'uffici',. dr
Etce Rex tam*
J'ai-tatoo* .* Fà 9 9* "ſi
" feiìa
,. ;LX . a… …a 7- i o ` i‘ . N L”:
f ~ — ’ “É—"Z" .i -‘ 2 Aka—_‘YÈ—.a-fl'.. '_
i , 7 7 -— f T . ' ll I

ſella figlia di Siamrallegrathe g;


bila figlia di Gieruſalemme : ecc
ch’il tuo buon Rè in tuo aiuto,
per tua coniolatione,tutto pienc
_ di ſantità,e di ſalute ?i te ne vieni
UN“- Ommrſiriè'ter ’venite ad aqua;
55-‘— 'vrm'te, emíte abſque argento , d
abſqüe 'alla commutazione 'vis-rum
@ſono voi tuttbc’hauete ſett::
venite, e correte àqueſl’acquu
venite comperare ſenz’argenro,t`
altro contracambio il vino , &i
latte del mio puriffimo ſangue
a“… dpm’ mihi,ſorar mea , amica_
,“55- 5, memcolumöa mea , immuni-ara
meaſwge proper-.4, Ò 'tieni, 0/2”;
de mihifaciem :uom . Aprimi ſo
rella mia, amica mia, colóba mia‘
immacolata mia. Alzathaffrettati.
012.1; ſcoprimi ii tuo voi‘to. Eiſpsnſa
Date mihi* infimpiternum,àrſpo›t
ſabote mibiín infiitia, (9- iudiei‘a ,
(a in mil’èrícardioc da' in miſera
ríonióor , ëyſpoſoöo le mihi inſide,
c'e-ſci”, quia ego‘ Domini” . Et io
ti farò per [Uſl-I l'eternità miaſpo
ia,e ti ſpoſerò meco con gtuſtttia,
e con miſericordia , e con eterna
'Camic- fede t e chiaramente conoſcerai,
LU' 4- çb’io ſono il tuo Dio . M,…
5' ”mijn berſani meumfforor mere
ſe*:
Econdannan'á marte; 1415
ſpanſzz, lam enim @yam- tran/ij: ›
;mhr aóijt , dr read-’3t, Florcr 4p—
parumcm in terra noflm. Veni da
Libano, 'ami , coranaáerir . View
rene dal monte Libano del mom_
do , monte_veramcnte di terra .'
Vientcn’ à godere lc defití'e del’
mio ameno giardino , ò anírfi'aſſoó
rem, 8c ínſieme mia ſpoſa . Già
paciſce J’hom'd’ inuemo de’fal— L—
ì PLZCCÎÎ'dl' qudtringànna‘tríce vi ".
l
'a, &in ſuo luogo vm dehtíoſa
’x‘ímauera d'odoroſi‘fiori, che già
naí fi marciſço‘nog‘hò già :moro
àmcnte preparato-Vienrene dal-ì
`…fecondo , e Ret-‘ile Libano del
.:A/.
nódo alla Regia del Paradiſo , a—j
›ondante d’ogni contento , ripie ç“dc
…A
“‘îñ‘uîr

m-d’ogm‘ cÒnſolatíone; iui ci por-f l


.‘m~t
ò , come Regina ,à ſedere nella
J
m': deflra; iui- ci coron'ecò d’im— fl
n arcìſcìbüe ,,_öc eterna corona di
*lori: - ` ` **w—ñ' *’h‘n-ñ
Qucſte, òalcre ſimili amoroſe` -ñy.—ñ~—
onſiderationi . fi potrebbono al
1 oribondo rammentarednuitan—
ol'al ſacroſanto Viatíco . E: ac-Y
Loch‘egli poſſa con diuotione , n“
la

c affetto accertare ſi amoroíoímv


ico, 6c à sì ecceſiìuo, eſmiſurat’ä, rai**
moro deLſqg Pjg çgmſponderç

r"— "`
. _ in’ ſe*** ,..›
"W T**- - ~~ ~—~-~- ñ , , -à‘ó’a
‘"1.’
ì‘i“
-ñ-r.:›A‘ìì
142. Parte 1 AIM.: de‘Mm'.
ſipongono quìalcune orarioni È
ch’alcum Santi diuotamente fecefl
ro prima_ ,edoppo di riceuere
queſto Diurno Sacramento .

Oral-'one, che profit-ato interm,


"Oaſi-'i0 di ſacco.: to” copia/Wine
Ingria”: , pereuotendoſi il pet
to anant‘il Santiflimoó‘a
aumento ,fece ”all'home
della , jim morte
`:.rvñei,
&Giuli-mo.

Buſch. Hi ſon’ío,mioDio,e Signore,


:t` clò voi entriate nella lian
ZA deli’… nima mia? ſonìio forſe mi
gliote de’ miei antepaſſatí? A Mo
sè, huomo ſantxſlîmo, e máſuetiſ
ſim0,non gli concedeſlemè lo fa
cefle degno, di veder la voſtra.;
faccia , _com'hora tanto v’ab
baſſate , vn pouerello Publica
”U
no,e peccator viſitando, come)
ſon’ioìNon vi contentate di man
giar meco , mà volete ancor’eſſer
mio cibo , emio notrimento . O
uanto ben difeſa ſtarà, hauendo
entro di ſe il ſuo amoroſoPaſto
re,queſta miſera pecorella Z Non
;emerò più ;miniſiti dell'1 nfei
’2 ~› no,
,p 1
-2
I4;
nomè i moſtri dell’abiſſo mi ſaran
più guerra, entrando nel mio per
to il mio dolce Paſtote. ii. quale,
sò certo, che già mai ſarà per ab-_
bandonarmí . Vi terrò meco, Si
gnore , nè m’aliontnnerò da voi
giamai, perche voi fiere il mio a"
moroſo Dio D 8c il mio fido ſtarei*
lo. N6 teme già l’anima mia l’ha
uer' a laſciare queſto corpo mcr-‘
tale, ricevendo il voſtro in vece)
del ſuo . Ne‘ il mio corpo teme
il’ſeparamento dell’anima, veden
doſi Con la preſenza deil’anima
voſtra sì fattamente honorato .
Non temerò mai’alcuno , ancor-ñ'
che già vicino all’ineſſorabil falce
della morte mi veggathauendo in
mia compagnia hoſpite sì gráde.
81 amoroſu.Guardate,ò mio Gieñ_`
sù, il voſtro ſeruo,che già muore, '
8t* eſſala già l’vltimo fiato. Conce
detemi forze,accioche degnamen
te vi lodi a 8c eternamente vi glo
rifithi . Io ſon‘infermo,voi ſiete il
Medico,che mi ſaniate, vi priego
Ignud’io ſono , voi ricco ;che mi
copriate , vi ſupplico . Muoioin
ueſto deſerto di ſameflo: ſiete il,
vero cibo;che mi nurriatewi chíe‘
da -. Tormentato mi veggcàda ar,
o en
,
dente ſete , voi ſiete il ſoaue Net-``
tare del Cielo , che mi ricreatewi
domando.Liberatemi da’ lacci già
contro me dal mio nemico teſi.,
Difenior mio, Gouernator mio,
mio Cuſtode, mio Capitanomioi‘
Dio, mio Rè, nelle cui mani il
mio ſpirito, chenel legno della
Croce riſcattaſte,affettuoſ`amente_z
raccomando , e cordialmente ri;
pongo. to; ,3- l; i _7 i
‘ar-as” CQ" urr ‘ i*
Oratione di &France/Ea d’Aſti/a',
prima di rice-uu’ il Santiſ
OIL ſimoſ’íatíca. . li…
- ‘01:'- "‘
Ex ;bh Io mio , e Signor mio . Chi
Òrd.Sc- ſiete voi, e chiiſon’ io? nel—
mph: la voſtra preſenZa,come mendico
nella porta del potente!, e ricco,
humilmenre mi pongo, ſupplicá
do la voſtra pietoſa clemenZa, mi
concediate l'ineſſfluſte ricchezze
della voſtra gratia.Auant’à voi,
comeſthiauo auant’ilſuoSignore.
ſupplicheuole mi proſtro , chie
dendouíilcibo, e la beuanda del
voſlro corpo,e ſangue,e la precio
ſaÎveſte della voſtra carità,& amo
re,cö'la quale l’infinità,& enormi
tà de’miei peccati- -benignamente
?MP 115:
2"’
a aniſiÃorte . 15 '

ricoprzí.Ecco‘che come R co auät’ .


al ſuo Giudice › ”à la ſpetáza del
perdono, &ilrimordei caſtigo,
confidato,& inſieme tremante,mi
preſentoſſupplicandoui , vſiatu
meco,quando l‘anima mia vſcíià ‘
da queſto miſero corpo , epic
ſentata ſarà auanr’al voſho tti-_
bnnale ,della ſolita voſira beniñ,
gnirè-,e cicmcnla.Auant’à void o
m’yn amico alla preſenZa d’vn’al— ~
(l’amico, tutto allegro , e conſi—
dente} ecco che ven-go; chieden—
doui , chela voflra‘catità àſe mi
Liri a 84 vniſca , in modo , che già
mai poſſa -nè ſtacc‘armi , nè allonr
tanarmi da voi.Nella voſira pre
ſenla, com’vn’amato figlio anan
.t'alſuo amoroſo Padre, _mipon
go, confidentementedomandanf
douí , c’habbiate di`mecura,e ſi
’n`aimente mi diate il poſſeſſo del- .
la voſtra eterna heredità, ſubitoi
che qucſi’anima vſcíta ſarà da..
queſto corpo.
Dralr’om di A'. [adam-ro prima
di comanícarfi i.

Padre,
Er Diuin’,8c
le delitie Immacolat’ Sar.
del voſtr’Ete‘rno S

.,G :58‘151:
“I "’"ì -ì ‘ nf?? .
‘- Agnello.queſti mici affettuofiDe
ſideri) dcgnateui pietohmentç
'ritenere . A voi vengo Dio mio
A voi vengo mio Dio. Habbia l;
voſtra clemenza compaffione del
l'opra 'delle ſue mani . Riceuaml
la voſtra gratia, e fate , ch‘ io de
gnamente riceua il voſtro corpo.
:CClòregmnte vi vegga nel tro:
no della Paterna grandezza.
Oratíon! di J".T'omaſb d’Agri-'no,
prima del Sacrofano
ſ’iatíco .
Am”; lncerament'io credo , e ſon_
3.p.nìz. certo, chequeflo’Sacramento
.\5.C,7, racchiude Giesù Chriſto , verc
Dio,e vero huomo.l~`elice me,che
, ſon fatto degno,di préder'in eſsc
\ ”Î'ì‘ ilprezm della mia Redentione,
&il Viatico,& aiuti di Colla per sì
lungo viaggio.
Orario”: di &Tani-'17: Varg-'n ,
doppo pre/721'! Saatífflma
fl .E i… ”i-”ico
Or fi. che licentiar potete-1
` a". dj! qual-h vita in Race la.vo
i . n. ~ ñ 4 flraſçhizua, Signore; poiche _gig-*1
~ "M A» f ' ;E ` me;
tonannat: - morte‘. [47
miei ocrhí han veduta la lor ſa—
lute. Nelle mie labbra”: nella míz
volontà ftàíl perdono delia mic
colpe_.Sic-ura con tal pegno ande
rò.pue m'ordine‘rà la voſtra porca
:e delira

ADDITIONE
Per z' condannati a‘ marte 474/14
o

ESſendoſi già il Condannato


confeſſato. e riceuuta la Sa
cramëtal’Aſſolutione de‘ ſuoi pec '
cacMe gli douerà dare il Sacrofan
to Víatico del Corpo delNolkto
Signor Giesù Chriſto ; e perciò
puma di darglielo , dourà auuí
farlo il ZelanteConſhttatore à di—
ſperſi, prepararſhö: omar l’anima
ſua, per degnamente riceuer’i!
, celefle cibo i auuerrendolo pari—
mente dclmíſterio diqueſto Sa—
cramento.ch’è il maggiore di tut—
n‘ gl'alm' , pe‘r racchiuder’ in ſe il -
'Corpo di Chríſto noſtro Reden
tore,&inſieme vero Dio, e vero
huomo. Il modo per dilporlo .
ncciò íù díuotamente ’lo ríceua ,
91m faccennato per‘ gl’mfermí .
~ " a Po:
’ 14s Parrezflrmod-*Mafla `
i i"
' potrebb’cſſcril ſeguente,
.ſimile. "i
ò altro
e

Primo, ricordarglixìhi è colui,


che viene ſotto le ſoaniffime ſpe
cie di pane , ciò è Ghriſto noſtro
‘Signore, quello ſicſſo, che tenero
Bambino, per l-u1,e tutti noi,nac—
que in s-ì gran povertà , Se humil
tà dalla Vergine Santiſſima ,e pari
per ſalvarlo tanti dishonor-ize cor—
menti, 8c alla ſine di Quelli l’ignoJ
minioſa morte della Croce.Quel
lo fieſſo, ch’è ſuo Crea~rore,che gli
diede l’eſſere.- Signore,che lo reg—
ge; Fratellſhche preſe la ſua natu
ra; Auuocato, che lo difende', 8t
aiutaappreſs’il Padre; Redétore,
che lo riſcatto col ſuo ſangue; 5
Saluazore,che lo giuſtificamſanti
fic=,có la ſua graria.Qgello ſteſſo,
'ch’è Spoſo dell’anima ſua; Paſtore
che lo paſce 3 Maeſiro , chel’inſe
gna;Capitano,che lo guida;e Me—
‘dico , che ſana le ſue piaghe , e fe
rire.Quello fieſſo, che nel Cielo è
ſeruiro da Milioni d’Angiolí; U
non ſolo nel giorno del Giuditio,
mà ſia breue, cioè, ſubito che dal
corpo vſcita ſarà l'anima ſua › hà
da' eſſere ſuo Giudice , e ſtrettíffi
m0 eſſamiggçore delle colpe da.:
z; r ;E ` eſſo `
ſſ ,w- -4...
vn’era” - mr”. i

eſſo lui ,in queflavím commeffe .›


Secondo, ſe gli potrebbexam-î
mécarc , Come viene qucſto gran '
Signore; cioè, tutto d’amore. c)
carità ripieno, per vnírIo, e farlo
:ma {IL—ſſa coſa có ſe,e trasformar—
lo nel {uo DiuínîAmore . E pec—
' ‘che‘ nun può egli vederlqnellp
Gloria, come nel Cielo i Beati I@
veggono, s’abbzísa , e con ,arac—
cìdemí di pane ſ1 copre, acciò me
glio ſia da eſſoluí riceuuto .
TCI’ZD , ſe gli porrebbe ſog—
gíuguere , A chiviene,e nelle ui—
ſcè're di' chi queſto D'iuín’l—'ioſpice
hàz da afl'er alloggiato; cioè , d’m
vithuomíccíùolo, e miſerabile::
vece-marc, carico di peccati, peg **A-’r
*‘.Ì.
con": lmatícz , ladro dell’honor
di Dio , homicídz dell’anima (ua, . ñ-u.`

ſentina- d’írríquità,abiſſo di colpe; ‘ '


e ſopramodo ingrariffima creatu
r'asponche l'hà- ;Valtaro tante voîte
le ſpalle,e!ca~cciatolo dalla caſa..- .
dell’animaſm- , per ſaru'entrar'il
demoníoſſuo capitaliffimo nemi
‘ C0 ; e tante volte, cſſcndo merite
uole dell’era-ne pene,s-’e reſoaf—
fmo indegno di sì gran miſerie or
dìî# beneficio. ‘WT’.
Quuco .ſe gli potrebbè ”cor-j
Cì z dare
dare [a cauſa, perche viene , ch’è
per dimoſtrareflhc di tutte l’offe
{e,che contr’eſſo [ui hà commeſſo.
s’è affauo dimenticato; per per
donargli le paſsate colpe z e dar
gli amorofiffimo bacio di pic-_La z
per riempírlo di copioſi doni ſPl
rituali”: d’abondanti benefici] del
Cielozper colma: l’anima ſua di
diuine ricchezze;e finalmente per
concedcrli vna buona , e ſanta...
morte; e liberandolo dall’effilio di
queſto mondo,condurlo alla vera
Patria del Paradiſo .
Nello ſteís’atto di darglial C5
dennaro il Sa-croſanto Viacico,po
trebb’jl diuoto Conſortatore di”
li,che con gli occhi del-corpo, u
molto più con quëlli della men
:e riguardi, e riuerëte adorí il ſuo
Signore,(otro quelle ſpecie di pa
ne n aſco (io-,82 eſsèdo- quella l’vlci'
ma volta, che l'hà da riceuere nel'
ie ſue viſcere (poiche irà poche
‘ hore hà da finirla ſua vira.) auuerf
ta a’ danni, che ſoprauenjr ll po*
trebbono, non riceucn—dozcomu
fi conuimed’Aum-r della uita; co
me per il contrario i ben-i '. di che
farà acquiſto,degnamente riceuè—
dolo: E che perciò‘ con h-u mile-ì.
e’ gli
` i,... ‘PH 7
E condannati a‘ mar”. iſt
gli chieda , che non uogli entrar
con eſſo lui in giud‘itio, e riguar
dar’alle ſue colpe,mà alla fua pray‘
pria vita, a’tormenri,dol‘ori , e.:
morte ,che per eſſo lui ſi degnò‘si
miſèritordioſamente patire.E giàv
che ſua Diuina Maeſtà molto b-e‘o
conoſce , e sà quel,che gli manca,
lie lo voglia liberalme’nte 'conce
ere , dt inſieme con ſe fieſſo dar—
gli tutto quel, che per ſeruirlo, 8c
amarlo gl'è neceſſario nel' poco té
po , ‘ che gli reſia di vita,e doppo
quella concedergli l’eternaçbeati-I
tudine. Facendo incontracambio
à ſua Diuina Maeſtà vna larga , e)
liberal’offerta del ſuo intelletto,
memoria,e volontà, dell’anima,e
potenze di quella,de’penſíeri,pa—v
role , 8c o ere , e di tutto quello,
che dout patire di pene afflit
tioni , angoſcie , dolori ,.e vergo—
gna,c della morte ſteſſa,che l’è già
vicina,in ſodistattíone,e peniten—
'za,di tutte le paſſate colpe.
Finita-di* darſi al Condannato il
Sátiffimo ViaticQſe gli potrebbe
ricordare , che ringtatij il ſuo Si—
gnore,de’ benefici} sìecceffiui,clre
s'è degnato farli , facendoli rice—
uer’ idue Sacramenti delli l’enif
~ ó E; 4 tenza!,
. finalmentc,che da tai-cibo rinuigc
rico, s’apparecchi à ſopportar d
buon cuore lzmorte ,come Chrí‘
flo Saluator Noſh‘o la ſopportò
per noi : poiche lo ſparger'rl ſan
gue,e la vica,per chi la ſparſe per
noi, è ſola degna ricompenſa, c0
‘ mamme dice S. Girolammpcr vn sì
gp. zz; gran beneficiahhe effſhla degna
ad Euſ ritrióutío ,L ”im [auguſt ſanguin
de cuſt compera/21””- , (a redemptì amore.
'virgin- Cbrí/lí,pro Rede‘mpton [ib-”ter oc
ſubſiñ- cumóímarflueſta ricompenſa in
ſegna, ch’à Dió Signor noſtrofi
diarioppo eſſercí communicati, il
Pf: “,Profeta Dauìd dicendo. Quid n
3, ”ibn-m Domino pra omnìóur,,qua
retrìbm" mihi. Calium ſalutari:
act-“pian. E Eù come (e dic-eſſa:
A chi m’ha cibato col ſuo corpo1
8: abbeu-Îzraco col ſuo ſangue, de‘
uo ancor’io offerir’il mio corpo
I1 mia víta,&élmí0 ſangue,e ſpa?
gerlo tutto per amor tuo -, e pe
adempimento del tuo diuin v0
leſe .

a

, ſi -‘ ‘4 ” ñ -l-Ìa |
ó J Del
ati a" the. 5

Del/'Ejlrema l’inſieme*

CAP. "kb

«l, 4
45-….ñ
DOppo il ſantiffimo Viatico;
7 ſi dà all’Iniermo l’vl timo Sa
cramento , chiamato dal Concilio
Tridentino . Ferramenta”; 'vita T754'? …3,2"..

Chi/liane conſt-marinara. Sa-cl’a- ſ‘ffi ‘4;


Cn Z'
mfzxçg. che dàl’vltflma perſertio— — e…
compimento alla vita dei
._ ri iano. E queſtoèl’Eſtrema ;MQ-ó*
a
'Il
Vntíonh conforme all'vio de' no
ſiti tempi; laqual'anticamente à ñ…"
*…IL—*fl
t*~
ticeueua prima dei Viatícmcome Sur in.
ai:. S
da quel , ch’alcuni Santi, e grani Gui”;
Autori ſcrifl’ero , chiaramente .ſi
caua . Le raggioni,cheadanteci—
Pauli”;
pare tätoqueſio Sacramëto moſ— in m")
ſero gl’antichíafilrono due-La pri— 5.117125*' Blue” *Al
ma, perche , comel’Eſtrema Vir Metal:.
tione ſi; iſtituita per nettar l’a— i” *wh in…
A l*
nima dalle reliquie de’ peccati“: S. lodi
~ cattiueinchinationi, ch’appreſſo c"'lf’e .a-..g
di- ſe la colpa laſcia ,‘ giudico
rono, che foſſe neceſſario, prece 3-.,
deſl'e queſta diſpoſitione , acciò -ññîjí, _ML—4.i
-Tä,
l’vltima Comunione della vita, La_
l’vltima entrata di Chriſto nel cor
310,8: anima dell’infermo,foſſe cö
G s ’la
h maggiorneetezz:,c purítè poſá
ſibile-La (ecóala raggione ſù, er'
chequeſto Sacramento dell’ are'
ma Vncíon’c s’íſtitux", acciò per
tuo meno con ſingolar prouiden
z: di concedìcſſe
tc)ſi Dio (ſe Foſse' così‘eſpedi'em
la corpo'ral ſalute
~ - ..a- all’InFL-rmo ; che
principi? delv perciòdefnelmale
pericolo bel‘
em ſolare da"fedeli domandarſi , e
" riceucrſi;ìacciò*ſua Diuîna Mneflà‘
deſſe ſame a' mediche virtù ìî'flié-ì
dicamcntífiínfiemc ſom, e'v'ígo
rc alle cauſe naturali in' ordine all‘:
deſiderara ſalute . Q'ueſte raggioni'
mofl’ero à- S. Mala-:bia ad andar
, con ív ſuoi proprij' pfedí alla Chic*
\ ſ1 , e ríìceucr’zn quella ?Blix-ema.:
. ‘Vntione , e‘ doppo quella ils-an*
' ' tiffimo Víaticodaüe mani dis-m—
Bcmin Bernardo. In queſti‘noſt'rìceînpi
vita S. lo fleſs'è dar’all’inſermo l’Eſtrc—
Mele: maVntione , che vederlo ſtcfo in
"7M- terra ſenza vita , e piangerlo già
,mortali perciò er n-on ſpauen—
tarlo,aſpetcan’à arglielaflumdo
già è affetto zii-ſperato,fen23 paro—
Ia , e priuo de’ſenſi. E quebch’è'
peggio , per queflxcaufil lo ſan_
molre volte morire ſenza Queſtor
. , *tram-*ato - Queſr'î- 'm detefla’-_
,Î bu*
‘ `ó— *2“ ì“
i” ſſ
I condannati’ a’ mer”.
_bil'nbuſo , 8: è caggione d'ínfinite
ſciagura; Poich’in quell’vlti-mo
tombar timento ,. nel quale confi-j
{le tutt’il punto , 'ds-cuiv tuttal’có
ternirà depende ſpara il demonio
tuttele ſue infernali bombardcJ-a
e Fà ogni sforzÒ per l’vltima roui—
m del Moribando ,7 e contra tutti
queſti mali , e contr’i rettori, che
il/maligno ſpirito ſdol’in quel tè“
po porre in ordinanz:,non v’è :il—
le volte altro rimedio , nè altro
`c onfortmche quello Sacramento'.
Deue pertanto il zelame Con—
ſolato” non guardar’à queſti va—
ni ſpauemimè à quel ,-ch’i paren—
ti', òamici dell'Infetmo dicono,
mà eſſortarlo à riceuere queſto
Sacramento à buon’hora,e prima
di perder la ſperanza della vita; ’a
auuertendolo inſieme con carità ‘Quì-;u

de’buoni,e ſanti effetti, che quelq .41


.lo nell’anima caggiona, íquali ſ0;
noi ſeguenti.
Primolchc, fe ſarà meglio per .4
efl'o luizguarirà queſto ſacro Olio all-z,

il ſuo corpoda ſu: fede ſarà mag— Mo...


ñ
y'
giore,& il ſuo ſpirito più deuoto. ..AL
.—L_

Secmdomhe , le Dio hà deter-i


minato di chiamarlo all’altra vi il
ta , quello Sa ‘tamento gli darà
. G 6 j vn’a
vn'hnín'io grä Je* ,8c vn gra': cor-1g‘
giop collameméte ſoffrir’e com
:tr-ol” allegrczzaffopporur’i do‘
› lori ,l’angoſcie.e la morte ſteſſx
con benedirîil Signorem confor
marſi- col ſno Diuin Volere- . ,
Terzo, che gli conferirì l'a gr::—`
` tia, e confermerà nell’amicitia di
Din; “cancella-'à i peccati morta
li occultíçòdimenticati, ò doppo
l‘11 Conleffione commeſs-i; gli per—
donerà la pena , 8c indebolirà ógl’-,
lnbiri caitiui, a-cciòconcro la rag
gione non preuagliano- le paſſio
n‘í , le quali fichiímano- reliquiu
de’ peccati-Che perciò i ’I‘heolo—
gi affermanſhche, ſenz: quello Sa.
:tamento alcuni mettono in pc
rico-lo- l’eterna ſalute dell’anime'
loro . _
Quarto, the glitoglíerä tutt'í
peccati vcnial’í , purche‘ nel' ſuo
cuore li detelli . >
Quinto , che l’armeràî contro*
tum gl’aſſalt'í , e tentationi del ne
mico, e farà acquillo-di grazia, o
forze ſpirituali per farlo reſtar’à
die-tro, e vincerlo.
Selfomhe ſlCCUendOſö ſeruor
di ſpirito Quello Sacramento‘ po—
ti à eſſcxe , che l'mirm {ua iii-riem
ſi mmie
\.\
.~ 5);., ~
nr’ —— a

Emi-dannata' imc”: . l 57'


mente purgata, vſcendo dalcor—
p0', diritta ſe ne voli,ſen21 paſſar
per il{P`urga-roriozal Paradiſo .›
. Inoltre per innanimar’il Mori-l
bondo à. quello Sa cramento,ſe gli'
porrebbono apportar’alcuni eſ
ſ’empi di- perſone inſigni in finti
tà,come.di S. Eduui‘gl Mona-tag,
Ducheſſa di Polonia r la quale nel?
principio della ſua pericoloſa in—
fermità domandò,che ſe gli deſſe
l’Eſlrema Vnrione › 82 afffiggédoſí
l"altre Vergini ſue' LóPJgne) per-r
che ſi' preſto ricëuer la voleſſe, ri<
ſpoſe›- ch”eſk’endo ſtato queſto Sa
cramento iſtituito per aiuto , e
difeſa in quel‘ pericoloſo ’paſſag
gio, ſi deue'con ogn’àttentione, e:
diuotione ri-ceuere., la- qua-iene
ceſsariamente mancazcreicendo ,
8t andando ana-mi l’infermità.
Et acciòſi vedayquanto Dio Sii
gnor noſtro deſideri, che quem;
Sacramento dall’infermo fi rice
ua,non già quandonell’eſtremo. e
come fuor di ſe ſiritrouazñma ſi be
ne quandonuuert’àquel . che fà,e .
moralmente- paſſa J{;›~-*›'abil perico—
lo dcllavite-Di SñKe-ginaldo ſile-g
ge i Lhc ritrouandoſi già àmorte
vicino,& auuiſito (Forſe alquanto
[3ſ
Η.ñb ;af— ’ ~ . u"
c

x 58 ‘Pm- Ì-,Aíuta FF’ Marmi


tardi) che prëdeſſe l‘Eſtrema V01
rione, riſpoſe, che per mani della
Sancìffima Vergine xìceu-ma l'ha
ueun. Inquaſſoggiunſemlnrimíí
` confido, Ò ad qamm cuçid‘è profirí.
fcor . Nella quale grandemente
confido , con deſiderio d’andat
quanto prima à vederla.- Perciò fi
deu’eſſortar’il Moribondo ,ad ef—
ſer ſollecito in riceuerc quello Sa
cramentozacciòmltrc gl‘ímconueñ,
nientí già dettimon gli auuenga.:
guai, ch’ad vn certo , che ritrouí-jn
oſi quali già nell’ellremo , edo
ñ 1,. m; mandato ſe kiceuer volefi‘e l’Eſtre
701:. in ma Vntíoneflifpoſe. Non mi par—
fum-p. lare per adeſſo di queſto , paghe
Exm- colo:o,chc la riceuono , ſubito ſe
' P1” ‘"- ne muoiono, a: io non ho per hd
V-mffl ra volonkà di morire z Mà appena
\' ?l "9' diſſe queſte parole,che per giuſeo
giu‘díeio dì Dio mandò fuori lo
ſp'n‘itoîz 82 imzolto in vn Ienzuoìo
jl’cadauero , di là ad vn pezzo di
tempo aprìgl’occhi, e con {lupo—
‘re , è timore de’ circoflamí, diff:.
Perche ,non gíàper difpreggío;
mà per deſiderío ſolo di più lun—
ga vitaflnroſo mi dimoflrai in vo
kr’ il ſaluteuole Sacramento de’k—
’ IìiìHz-qma Vntione riceuere ; per
giuſto giudizio di Dio ſon con
dannato. ad eſſer per cento anni~
nell’accrbezpene del Purgatorio
’ tormentato. Là'doue'ſe ſubito ri
cevuto l’haucffi, non ſoloſcampa-è
to haurei‘ queſh ſaliera ſentenza ,
'mà- h'aurei ancora dalDio con l:
deſiderata vita, .ento-la brama”; ſa
l‘ute del" corpo liberalmenvt’octeñ,
nuca. Imperciochel Sacra Vntio
ne, non ſolo non è a »elcrationfl
mà più'toflo-dilaeione della morfl
te. E ciò detto di nuouo ſpirò. '
Farà ~dunque ogni sforzoil ze;
*lame Contrai/.word , acciò ‘J’Infer
m0- à ,buon’hora s’armi di queſto
Sacramenropercombattere-com » i --~-
y tx’il demonio‘` per ſuperare le.,
difficoltà” dolori della malattia.”
per ſopportare con patienz-a l'a
marezza della ieparatione'dell’a-í ñ
nima dal corpo” per diſperſi più
efficacemente à far ,acquilto- del
Cielo . ’ ` ,
-Orah’am di andai-zampa
I’lz’flremtſ’mionc.

Giàternpo, Signorezch'e c6—


i‘orm'alla voſtra diuina piro Sur. 70:'
,a
l'3 , da queſta miſera vita :m pa: e ‘I

\ licen—
A*
licemiatezqueſto voflr'inutile sì.`
mà adobbedirui prontiffimo ſcr—
uo, poiche del vuſtro diuíno mi
fl-erìo ho tutti già riceuuti-i Sacra—
, *mami-Echealtro mi reſta,ſe nó
f '-7 ch’à voi allegrament’ío ne ven—
'f ga . Facciſi. comune ciò, non già
* com’io voglio@ defidero;màſolo
çonſorme di me voierdinate , ñöc
è il voſtro volete .
A‘ D D I T 1' O N E

Peri Cana'mnatí A mom dal!”


Gitdfilífl
ſ ~ »ai-1…“, Ncorch’il Szcramè’co d'ell'E-`
'B77 ' flrema Vmione a’ ſoli Inter-
s. ’tòo. miamminiſtrar fi debbíz, cheò
, U‘ :im per natura! malattia,ò pervíol‘en
1-1"?- ro moxbo d’eſtemo colpo, ferita,
*444W o veleno,in certo pericolo dimm:
f“ 3 P* t': evidentemente ſ1 ritrouano, 8c
I”ìſ‘ſ* & in mun como à coloro, che.:
""'3' per ſemenZade'Giudíci ,ſenza-o
elſe!" da infermità oppreffi, ſono ì ’
morte condannati ; con tutto ciò
ſe per ſorte occorreſſe,ch’oltre la
ſentenza capitale , i} Condannato
.. . e , ſone da mom} morbo aſſamo ,
Bi! - Peri! quale vicínìzì mona fi tro:
- -' '3 nat?
uflſſe i non ſe gli dourebbe (chicl
denioio egii)queſì’vitimoSacra-' ñ'.
menço della Sacra Vncíonenegaó ‘i
re: non già per canta della violen— ;ÎÌ
ta morte, che gli ſouraſta, mà per' Vì
cagione del morbo. che, per de— Pet-Gil; ‘i
gnamente conferirſimecefi'aría- èSoc la i
mente ſi richiede-Poiche la ſhnten ſu Met. i `
zz de’ Giudici non deu’impedire adíuz 1
il iui-da Dio conceſſo all’Infermo- m‘or. r. i
già à morte vicino; che raggione- d‘W— i
uolmentc queſio Sacramento do HW”
manda'. E per queſta cauſa ii po—
trebbe, col parere de' Medici,che
coſi per cag-;ionſhcome s'è detto,
del mile giu-dicaffero y ammini— V
ſtrarg'ielo.i)'iqueſio
alcuni Dottori, che parere
piamîzëÈ/ÃB‘TI
ſono M’… i i. Y

fauor del Condannato… n07‘ dei-x"... i


douerſi cosí Fire , 8c in niun con— m1!!- mi
to disi grin bene príuarlo . 4;‘
Delle 'varie [nfirmíld. che patire:
”o alcuni Sami»

CAP. VIII'.

Tributo comune , ch’alla na;


cura s’hà da tutti generalmen
t’à pagare l'intermirà a e la mor—
te s nè da queſte coſe ton’eſſenti
non‘

u ñ_
’162 Mar-'D,
nö ſolo i nemicimànè anco ipiài

.v intimi amici di Dio. Queit’è la


conditione del noſlro ilato,e per
ciò non deue parer coſa nuoua ,
quando vediamo anco iſerui di
Dio inſermi, e da diuerſi mali gra
- uemëte opprefli,e molellati: poi
ì'ì-í 'xche col beneficio deila vita , ſuol'
venirui ſpeſſo accompagnata la
graue , e noioſa penſzone dell’io-ñ'
fermità, e della morte z e ſicome
fuor d’ogni douer ſarebbe, voler
d’vn beneficio godere,ſenla Voler
, pagar la pen-ſione’, che ra
neiÎQ;Cosìl-ſiuorid’ogni gli gione,
ſlà an—
,,
'anco ne’ ſerui di Dio,ſare%be,ſerr
*za cofìo d"inſermità , ò maſal
n01 voler’inpace, e ripoſo pal“
Iar a viîì-Petciò ſi-come ne gl'huo
mini di mala vira ſuol’alle volte
Dio in—~ſermirà,e dolori , per gaſtid
go de’loro peccati , giuſtamenzc
pmettere; così* anco qlle ſteſſe cov
ſemer altiſſimi fini,nt:’ Santi,e ſer
uí ſuoi ſoglionoſpeſs’auuenires c
ciò ò per lor’effercitio di patiëza,
con la quale ſaccíno acquiſto di
ricchi teſori di meriti”) pure per
noiira conſolatione , 8c eſſempio,
quandotocchi dalla diuina mano,
diamo in quelle d’alcuna graue a e
' do
doloroſa inferm'tà. Di mod’oche.
i dolori ,- 8c infermità de’ Santi .
han d.; eſſer’ inoſtrí conſolarori , _ñ_
quando ci vedremo …fermi , 8c J
addoloratí . Per :anto,acciò hab—
bíamo queffi conſolatori in ogni
ſorte di male, che ci Potcſſc aſſali—
re , prgntí,& apparecchiatisfare—L …ñ...-ó_…

mo qu! vna breue relationäe me—


moria de’malí’, che vari]. Santi in ‘
queſta vita parirono . * LM-. .‘4
.n..ñ
Dc ’Dolori di Tam”: ,-~.—

An Giouannfper l’aurea ſu: 1*.

S .doquëzz cognominaxoChri -`- A


MAW-D '
ſoſtomo , pari quaſi cun’iltempo
'-h--.. .-
della ſua vita continui. , 8c acerbí e
' dolori di teſta, con i qualiaccop- \ -l
.fl., _
n,
‘ piarí- anco banca vomiti, nauſea..
d’ogní ſorte di cibo , erpctuo
—'.…-.....…
…d"*“
-af.-
mancamento di ſonno, dìbolezzz
di ſtomaco, e {uenimemí mortali;
com'egli ſtcſſoícriuc àOlípíadc.
.Ex-remo: crucíatm patícbar,quip Cbqfi-Ì
pè :ü ’uomitm* oriretur,capítíx do. 'P ,CRU‘
lor”, cìbìfaflidia,perpemcqm 'vi-— 14, ad
gilie . E confermando tutto ciò ì Olymf.
Teodoro , gli dice, che queſtí, 8: W129
infinici altri mali , lo ceneuano aF- ad T510. MA.”
4ñ.,
facto. contumaxo,e ridotta-a1 nien- dor
l UI)
~ ² -. 164 Pa'r!el..4:ufae’ o”.
re, e che il ſuo vinere era vn roní
tin’uo, e livnflo morire . Canfét‘ìi,
atque conflmptiſumm:flxuntu
mmm-,genera oppelímm tant-iau”
febríám deìei‘im,atque confina::
iur. E qu-.índó ſi I‘ÌU‘OUÒ queſto
Santo nel colmodelle loc penos’
anguffie , e grauiſſme infermitä,
per inſegnarci il modo,v com’hab—
biamo noi :ì portarci,qiiando fia*
:ro da quellemoleſtati ,comnofe
quel merauiglíolo trattato. Quad
”mal-editor, m'ſia‘fë ipſö . Cioè.
che niuno viene da altri,ſe non da
n ‘ ~ñ {e ſteſſn offefb. i";
‘ . W.“ I‘ DiSfln DomenicoI.orícato di
` PF." D‘ ſcepolo di S~ Pietro Damiano. ri
Tpmi'á’* &piſte-.quello nella ſu: vira (0u_e
"dé/"3.: glldàntolo da' ſuo Maeſtro, e Si
gnore , ancorche foſſe luo dif-;e
polojche molto tempo,& in par
ticolare nelIa ſua vltima infermi
tà , patì crudeliſlîmi dolotidi te
fla, e di ſtomaco, e che CO” tutto
;Sing-á!) ’ciò’ſin’all'vllímo'gíorno della ſu;
` az* vita,~nonlaſciòmai, com'era ſoli~
wi- to,d’aſpramente con diſcipline_
› galligar il ſuo corpo.
_ Di Teodoro huomo fäntiflîmt
7" P! firacronta ,› ch’andòdal ſiioM-aè
"““’ “ſ0 S*P-\C0mio, acciò dall’intenl
do

.l .,
E condannati‘ Jſmorte I ;65 ñ
…nn-J
i**'-
dolori, che nella teſta patina, con
le ſue eruzioni liberat- lo voleſſe
.E la ricca-,clic per” ſuo male n.1
ceuè dal Santo, finche con humil-Î “…A——
tà, epatienm lo ſopportalſe, con
che gli parrebbe ogm' dolor *leg-z,
giero,& ogni patimcnto delitie.,,~
…._…
S. Dutino Veſcouo d'Aflorga;
pad anch’egli con gran continua ~P~*‘nó
U-o
-cn--
.üonevehemcmiflimi dolori di :e
fia ,il che anco di molr’altri Sanñ_
ti. che per breuità fi tralaſciano ,`
.nelle lor Pitej legge. 3,_ _
, ,Dead-(ſmo, Tqflefl ..Dolori~ i
‘AL -;À

di Pet”
…i
un
.a.
43“-.-.-.K

D’Afinflmancamento di reſpi-`
rationcfloſſe continua,e gra
ujflìmi dolori di petto , per molti Baron.”
anni pari il Sant0,e Vencrabil Be in A” loi-0-."
. .en-1A—
da , con perpetua nauſea d’ogni Italia.,
ſortcdi cibo; Et in mezzaà sì im
portoni mali tingratiaua ſem pt"
[Signore, che degno di tal‘infer—
nità fatto l’haueſi'e,ſp .ſoripeten
lo quelle parole dell’A pullula.
‘Ti-gel!” De”: ammo” ſlim”, qué‘ Hd, zz;
*atipit - Flagellg,e‘galligamom'af
n0t0ſ0 Padrcfll Signore , colui,
he riceue,_e tiene per ſuo fiffhuo;
.ó '- ‘ 0;
ſſ 'ìv ` Î 7 ”ì-C", 'd

"[66 Phi-.F. Aiuto de'M ai”,


lo; e trà l’angOſ-:ie di quelle ſue
penoſiſſime infermità , ripercua.
anco ſpeſſo quel detto diS. Am
brogi0.Non {ic pſx-'fut ma pmi”:
1 BOL'- ‘viuere, nec morì tim” , quia 66
1mm babemu: Dominum. Non hò
viſſuto
gogna, di maniera,
e roſſore c’habbianèver
di viuere, te-ì
mo punto il morire : poiche sò ,
c’habbiamo vn buon Signore, che
ſopramodo ci ama-e ci ſtima.
u”; S.Platone Monaco, e Confeſſo—
“,_7_ ex re,ttàl’altre grani, e penoſe infer
need, mità, che per lo ſpatio di diece, e
4 gradini noue anni continuipatì,fù ancoi
(l’aſma , e di mancamento gran
de di reſpiratione, ch'alla linea'
7I morte lo conduſſc,moleſtiſlima,8
incredibilmente travagliato . Co
Rui, prima di morire , volle tuti
` allegro veder'ilſuo ſepoli ro ,
t -'- vedèdolocó gra giubilo diffrJIa
requier mea in ſcculum ſerali
Volütatem timemium ſafari” E
min”: . Qui ſarà per tutt’i ſeco
de’ ſecoli il mio ripoſo. Il SignO‘
aſſeconderà, comelo ſpero, alla
volontà dicoloro,che lo temon
:E poco appreſſo ſoggiunſe . R
ſurgmtmormi , Òtxnrèent , q
TUF-'15_ mani-gnam” , (9-14145:
ì ` È."
" Maddyna-'4' marie. 167‘ . ‘AA

E:
‘un..i‘
' tao-,quiſìmt i” terra. Riſorgeran-`
n'i morti. e quei,_ che ne' ſepolcri
Profondamenre dormono , dal ..ñ-'A
4…*
onno ſuegliandoſi, di nuouo alla
luce del mondo allegri ,e feſtoií
compariranno. Breſſo-Nando i cir ` L‘MA……4“.…A

coſtanti, per non p‘oter’egli più


parlarefl più voice ripetere queſto
verſetro, congran patienza z e di.“
.Mau- 1-. ,
”orione finì la vita . .
S. Romoaldo Abbate, Fonda~`
tore dell’Ordine Camaldoieſe,pa
n‘hnch'egli vna gugliardiffima. *in-.
toſse , da vm continua diſtíliatioñì
ne della teſta ca gionata , la quale
l’offeíe , e marc affatto il `polmo .-’ma‘.
I-ñ'ó
² neznè perciò .già mai volie,aacor-‘
che moribondo , porſi à gincer ſul ñ-. -A"‘.
letto , nè rallenrar Fiì mai il rigo.
rç , 8c aſprezza de’ ſuo continuo h.›
dlgíuno.
mn
,Delio fleſſo male morirono 31-' ‘LL-1
tri Santi, co'me S.Bruno.Veſcouq "A“ AJ..
M.;

di Colonimöç altri. ‘Pr


M
\'.. .
P
"M‘L*
.-"'
l“
Dalla Pod-eg”) ‘i

L Pontefice S, Gregorio il M33 I:


a
. ñ—…
‘i gno-per molti anni-oltre l’altra
*moleſtifflme infermità, kù da inñ‘
Lxepfifiìmr 1 e grauiſſtmi dolori di
. k_ ' xo:
l
v l `

?IL
OH .

o Podagra ficramente cormentzto;


' »ſi ` i quali l’haucuano in sì Fatta ma—
‘ . niera diſſeccato il corpo, e con sì
i gran fuoco bruciarog;~lielo,che nó'
- ,ñ i poteua in conto veruno alzarſi
" 1-" , Greg]. da ictto . Mc modàpodagra, dice
i ”JF-Y?- egli ſicſſo ſcriuendo à s-Maflìmo
_ ` _ ²6- “(1 Veſcouo d’Arabia, modà rie/Zia
²' W. ‘_ WM" qm‘r in toto rovparçſe igm': cum.;
` A… P ma" dolore expand-'t . lì icriucndo a`
" ’Víjgfií. Patriarca d"Aieſſandria Eulogío;
.` ’ gli raccontaíſuoímaii , e queſtc
della Podagra in particolare , di
cend'o ch’i dolori di quella exam
sì graui,ch’appena gl’era poffibi]`
interromper’i ‘gemiti , nè ſcffſi
più :i gran pena,la qual’exa sì in
Id eri' tokrgbile, che viuenfiolo faceu
_ d ogm momento morire. V: cm
Faug- fl'atum mmm non po m geni-'i
interrumpenle tolerarequatidic -i
.. i“ morte-[iam, (g- rcpellor a‘ morte .
r ‘ S.Girolamo Doctor della Chic
WN!! ſa ne"g\’vltimi anni della tua Vil
"W V." haueua il corpo sì rocco” fraca
ì ;E ſato” le gambe in sì fatta maniu
u ra,dçboh,& addolorate , che nc
-` foto non poteua volgerſi e!
letto, mà nè anco muouer l vn
‘tantino, ſe non era, attaccandi
;gn le mani 5d Yn‘z fune,che ſop
`’ SUSE:
ó , Ò L
”dalai-iis a‘ mort:. 163)
il letto da vn trauicello pendeua;
e quando .s’accorſe eſſer già la ſua
morte vic-mana quale (anſsima ſua
ſorella chiamar lolea,com'vccello
già da’lacci ſPìc~tiat0,níun’alcra_›
coſa gbardauamè chiedeva, ſenö
il Ciclo .ñLaonde vedèdo,çhre per
qualche giorno il deſiderato tem
po del ſuo paſſaggio ſe gli allun
'gaua,alcune volte c-{clnmando di
ce”: col Profeta . Hei_ mihi, quia
inca/dm: ”zanzara/cigni” :Enha Tſ-HQ
`óitaui [km baáitantióm Cedar ,
mag/”im imola fm': anima mea., ;3
Altre volte . Qui”; diiedîa tuber Pſ. 83.
rmcula iu4,Domíne ‘Diffuìflm . E
{Pcſſo . @ucmadmoa’um {ir/idem!
Pſx”.
”rum adfom” aquarumfitu ae
/Ìdsrar anima mm ad le Dm:.
Alla fine illamementè i circoſtan '
:i pregandſhä non voler con piá
:i la ſua partita da quello mondo
Funeflamérc accompagnar’e,èffcn
jo ſempre fiatojl ſuo vníco’deſi-ó
[erro ilvederſicolſuoGíesùmçllc
nani dl quello ſanta, (L afferma
àmente reſeil ſuo celelle ſpirito
. Giuliano Martire lù si fam-'
hentc dà’dolon' acerbiffiml diPo‘ RW,
lzgra trauagliaro › ch'cſſcndo lla
‘o dal :granno condannato ad ef:
ſer
r7o Parte LJ”- o e' or .
ſer per Chriiio martirízzato a nè
potendo liar’in piedi , ne‘ da 'per
(e ſteſſo andar’al luogo del mar
tirio, vi ſù in vm ſedia, com’in…
trionfal carro , condotto.
A S. Bonito Veicouo i dolori
'Ban ia. della podagra conduſſero con gri
*Tau
T‘s-:bi:
"CJ
- 8. patienzi alla morte , e prima di
rendet'il ſuo ſpirito à Dio. ſoſpi
rando alla patria del Cielo , ordi-`
nò ch’vna fineſh‘ella della cellet-I
ta, nella quale giaceua, quei di
ſua cafè gli apriſſerme con‘ gran
~ pioggia di lagrime comin’ciòxà
. rccitar' il ſalmo‘, ch‘ín quell’hora,
- " conform’nl ſolito . ſidoueuacan
tare , il chefacen do felicemente.:
ſ ' ~ \ ` .
“JW" Delloſteſſomale con <`:_rude_liſ~`
i u' ,A fimidolou moriS.Annone Veſco
”“ì-.Fi" e ‘ uo di Colonia . il quale, ſtandoz
nando 'già per ſpinte , Bildndffl
“Nudc-Ai‘î‘ gionte lemmi , _e con alta vocu
. …L.-í ui inuoc‘ando l'aiuto della Gipi-doſi
, ' 'Vergine Maria (la qual li craig;`
_hau’eſse in quel luogo preſente
M
‘à quella' ”comm-.:olii dicendo
_’ 'Caridi' María fiarcmn‘mîjèrir
‘ .e ſia-curr: Colon-'4 lit in qùfeltà ſet'
:iñ ' " uoroſa inuoc’atione , rieduè l
A…
Regina de gl'Angioli il'ſuo ſp'
i.. rico ,
" 6411711' arte. 17!
anche: alſuo dolciſiimo Figliuo
lo Giesù nella gloria delsParadiſo
tutt’amoroſa lo preſentò@
a‘ z;- ;: ñ’ , z*
Da’ Dolori' da‘ &amati-av di' Viſite”,
DifiMflTJflJ ei .Nat/?raf
ſi ‘de’ Cibi ñ

OLtre S. Gregorio, e &Gio


~ ~ nanni Chrrſòſlomodi ſopra
‘riferiti,paticrudeliſlimi dolori di
Maniaco”: di: viſcere, S.A maſſano
ne‘A bbate,de’>q,nali alla line ſe ne ~
.morì-(jolluiñfir quelln,x he mena-,
toprima dellaſua motteaad eno
Spedale della Città d’A'ntiochia ,
daſpeſfi terremoti in quel -tem pp
…grandemente ſcoſſa,e travagliata,
hebbe -per ſuo comptagnoquel
ſanto. Religioſoàc ui. in ſonno ri
uelò_ Dio, che nelle portezre fine
‘Jire :delle caſe, ſcrjueſſer’i Chri
_ſlianique'ſle pärole . Chris?” no ;MLN
( affini-n.814”. Có che liberi rimar
rebbono dalterremoto, e con ap
,punto auuenne. i ,
S. Caterina Vergine,& inſieme
vedoua, figliuola oi S. Brigida,fü
sì oppreſla da 'dolorí’di ſlomaco, Sar. to.
ch'xn quelli fini la vita.; ſopradel a. 0.13'.
cui cadauero ’fùipoi da molti ve
a’ H t- dura
dura vna bellíffimu ſtſſeſſa, la quale ‘
í ſin’à tanto , che fu ſepolto,da_,
quello non ſi partìgíamai . -
_ ñ _ San Bernardino da Siena per
La" An:: ,quattoſäécí non} "comit-i1)? pz‘e—ì
, "- * v L3* mate-dl deſe’mçtza ,‘efluſflduan
'f H: goa., de'quahcon eſtremidnlorí ~ -
i cb,… dlvxlcerexha‘uçndolpçr quarant’
è mi,… ’anni .prcdgcato la dlLÙnîPfll‘OÎAJ
p. 3.”, pofloà giacere 'nella’ nuda tenga
mg. " dicendoquefleparodedíChriſto.
Ì ` v magro-:chi finì nel Cielo - Pau”
114;.17. manifeflauí nome” lun”. baminízó .
G. Aux., feli‘cem'enflug páſsò all'eterno
ripoſo, .Quello 1mm… come hen’
eſperimenmo ne’ dolori, e patíñ v
- menti, compoſe queiíqmtton- v
- d‘ící
dolorieccellenti
den'ñhoratermoní de' dodicj
della morte,v net
. le toe opere not-ci. z. . , i
- S.Franceſço~$aue’río, Apoflolo .
TW"- dell'Indíe ,della C‘ompa-gnía di
2 .7" W" Giesù', &Vmd-e‘ com agnidel
4,4; glorioſo Pltſìaſcà.&*ÌEg*natÌO-‘dì z
›.-. ì ,k * ſi * LOYOÎa, huomo dixſttaordínanff
ì" ſançirà, e prodigio-fi miracoli,pau
Tg ,zfî ;neo dello fieſſo-male , che patit‘
_'FÎ’IH _ ,_ haueua S.Bcrnardino, nell-’ñvkima
{LTE ſi" infermità. della qualernell'iſoladi.
! r ì . " - 7 Sançíano à víſtaz’dcl Regno della
@una morì-A
x ’ quello
a ì s'agùmfcro
ñ ſira
è con‘ .’173.,
*L N.3_ ñ .. (- w.- . U
II-rtaordmarz} dolori' , verttgmt 'dl
tëfla , deliqm’imortal’
d’ogni ſorte di ci o; _1,ane'nauleaq
‘orche di
quelli, ch’al pronoli
to ſoſſcro per
informi, hebbe s: gran

` uron poíic ì
di finir di morte natural
, morendo in :al
della deſiderata palma d Haifa_- ,
rio , che già quafiſi el marti
mani,defraudaeo.~
noſcendoſi peraltro di sì gran..
auor’in’degno, tutto fi raſsc nò
nelle mani della Diuin’a Prodi
d Zi; ì ‘
o fù al tuo Figlio
. rincari-o diffimile ilGiorioſo
S. Ignatio di Lr yola,ſuo, e nollro
5'241:
' Signor noſtro ne‘
' fil’heretie,
mon-io,Per.-rintu22ar mandò di al ,4.
che ſi nrr‘o‘uaua inſetto , e per
propàgar inſiem’in vquello , rom‘
, .
L m Metalli; la ſanta Fede,e l’Euan
t gelio di Giesù Chriſto .- poiche…,
3 nella
i_ LA ' "..ña
x- ñ ..rx
174. fur e 7 iuta e’ Non.
nella ſua vita", COIÈTJdi molte,u
trauaglioſſffime infermità, patì :in-ñ'~
ch’egli vehementiffimi dolori di
flomaco, come nella ſua vita Ii rac
conta .ng-fé‘- **N- *n— --ſä’zìs-U
Della ſieſſa infermità con acer-3;
bíffrmí dolori di viſcere, de' quali -
, inceſſantemente ringratiau’il Si- -‘
, gnore , fù per molti anni-rraua—-`-’
gli”: . e poi morì S.Barilde, fari-f??
ma-Regína di Francia, e maritatà '
con Clodoueo Secondo , &inſie- ~
me madre del Rè Clotario , e del '
Rè Teodorico , e doppo defonto
ilRè ſuo marit0,ſantiſiima, 8c hu— 'i
miliffimaMnnacajpoicl-ie non iſde"
gnaua di ſeruir ne gl’officij- iù
humil‘ií, ebaffi della cucina , "ne di l
ſpazzflr più dell'altre i publici
luoghidel Monaſtero . Nella cui `
morte comparue vn belliflimolu
me dì Diuino ſplendorme ſù da.
circoſtanri veduro vn grande ,FJ
numeroſo chòro d'Angíoli . che
`le véne all‘incontro, e có efli loro
S. Geneſio Veſcouo di Lione, ſuo
Confeſſorei e Padre -Spiricuàlb f“
nelle mani de‘ quali tù anco ve-‘>
dura eſſer Portata la ſua` benederfl—
[’.Ãnímíl all cternp ripoſo delGie.
lo. .1; {Lg :in: m U": f‘.
nf‘hu E ;i , ’ De .
v ”a ’r mat` 17
i DelGlorioſo &Domenico-F6- I
datore dell’Ordine de’ l’redicato- ’Fudin;
re , ſilcgge, che fù anch’egli da.: Hi/i Do
mortaldiſeuteria, & ardentiflìmamm p.
febretrauagliato : 8c ancorch’il‘i.c.43,
male , 8L idoloriacerbiffimiſoſſe- ì
r0, ſempre però il_ ſuo-ſanglü `0_ .‘
ſpirito vnitoſtettecon DÎÎ i) il ;i e
Rio ‘tolto allegro, egiocondo ſem
l pre ſi vidde; e contentot, com’era?
› il ſuo ſolito , d’vn ſolo ſaccone, ì“
già ,mai ſilaſciò indurre à porſi à.;
giacer‘e ſulletto . iëi‘- -
S.Iſìdoro Arciu’eſcouo di Siui- p
jglia,S.Anſelm0’Veſcouo di Cain- Sur. to‘,
maria , il Yeznerabil Beda, &Her-‘fallin
nardozsîèodo’ro,Studitme molti 'tm a
a'ltr'i,›- meritorono da Dio lò RUDY-'“73
eſl‘ercitio dipatienza in` "queſiti ‘P "H
mali {mè S,- Betnardo‘ in‘p’artícoèl "4T"
larç Ptíò di general confó'lationen’óó‘
per. ogni ſorte d'inſermità ſeruiz 3“" E

re’, Per le moltc.ch’çgli


1- … ~ e - \ ñ. i
path”;
.
m egli_ .1“,
le riferiſce-,È

r A a; ſſ. K

Dc]]- Sm Érfirdenpí’T'Jfl-”ſl‘ .› i -
A

i Ncorche molti ſiano fiati-i


. Sa_nti,c_he d’Ardentiſſima Fe—
bre,dy.tncſtinguibil ſete :ic-compa
»iii . H 4 gm- ,na
b ,-- ~ .v ;‘1‘ _ `\_`
.çé
7 ar' -` - - o

..1 gna:: . {ian da qüeſia vita paſſati,


…3,5 mi contenterò ſolo di nominar
ffl ne per mia, c comun conſolazio
.g "iene alcunipochi. …zz .
Sw u~ e] S. Aldeännde Vergine,Badeſſa
' * del Mona ero Malbodienle nel
"L ’Annonia, con gran preghieru,
_ I; .lv-“legrímç chies’al Signore,eſſer’i_n
‘W, ` el a vlta con apuerſità, e pati
” ‘ :Îmenti lungamente .purgata, per
'eſſer doppola ſua morta fatta ſu
; biro degna digodere della Diuina
"preſenza nella gloria del Paradi
io~Oitcnne primieramente la grz
-` *u moggi: 'per mezzo d'vn noioſ0,e 1111i
‘ .re-nf.: ?io cançhero.çhe nelp :to le ven—
F rie,v e con grènqiffimi ñ orila C.6!
.‘~ae~22}:` fféàí CDPMU , ?notte a“Fù
WH” "f' ; id‘avn’atídíáp ‘ma fçbregffa—
’3 "iilitáàaccgmpignara da ì/nazíntole
`, -"p’tabil iete ,che meritò coninſiçme
' ’ì rione finorzz‘reflíncendo l’ora
Fattorie, del,de}nonio,che compa
rëu‘ole faceu’ogni sforzoper iàr—
la in›diſperatione cadere; 8c alla
fine-Wanna@ livenùtaz'dél ſuo
Spoſozcſa' cele'ſte [Plendor’illumi
nata, che per tregiorni sù la ca ſa,
ou’ella giaceua, continuamente.,
comparire, lieta ſe ne paſsò à go
P dec’ il vero’ſplendore del Path e...
?“3 . Chl‘ſſ
PfÌÎo-Ìiflàafii »intel li? ñ;
-gjoì- L '
Chríilo .Gia-ii’
o
ì?? S. Audomaro Veſcouo Mori- Sun”.
nenſe,eſſendo* da grauitfima ſebre
.u-ñW_ .-,—._ñ,
tormentato, e‘ 'da aidenriffima‘ſe
te affllttſ), Fù‘ da celeſte melodia...
' d’Angelici Spiriti da :queffa al
l'eterna vita amoroſamente inui
tato, íquali, c‘eleſìi , e diuine can
zoni cantandomomenóu-olla ſpa-ñ
1.:, Ia ſua benedett’a‘nima -allfetexìñ
he nozzedel vero lpoſo-Dzo’con
gran
ì La Fella’c‘ondüſſero: "l ’ Fe—
ccmùne diuotione,ch’i .AA.
*j‘
-

deli nelle lor-o feb'ríh’ann'al B.E— ſlm”.


gidio. terzo compagno del Sera— Franc.
fico Padre ‘i.-France-ſcorrrìedo in
hauer qi‘ieſto Santo aſſai patito di P 11-75 ‘M
qneffo male-,ſkin probabilmente)
fondata s-poich’èrerto, ch’ogni “
Santo particolarmente compati
iceñ a’i moleſtxri ’dall’infermità‘, - ì' -‘
ch’egli pari. Queſto Sito dunque
nel fine della ſua vita fù da fi gra—
ue febre molellat0,che per molti …ſſr
giorni nè cibo,nè sóno potè pré
dcr già make mètre {lana già per
ſpirare, ad vn cerco Frate, cho'
gl’affiſteua , pregò, ch’a’ Perugini
diceſſe , che per i ſuoi miracoli”
_canonízatione già mai vdiro ſi ſ1—
rebbc ſuono di campanamè s'ha—
~ o H y ue
l
LF' . - 178 Pam I .Aiuto da’ mm”.
.\ …mq .. e
` uerebbe hauuto altro ſegnolíèj
'N e). m. * non quello dlGionz Profeta?".l ?E '
.z così appunto
cercàndo auue‘nnè e;
vi Peruginh-floppqì-lbí ,
. nana-:z
ſu: morte; alcun ſaflo < h’à prop'o- -~
fico foſſe, per farn’vìn ſerolxr‘o, ì‘
ö: in quelloj‘l ſacra-cadauno 110-33
*"1*
“ì-»2.- notevolmenteíríporre z‘ l‘irtouoa
W
tuono vo ſepolcrodí marmo ,nel
quale ſcolpita fla’uz ’I’Híſtvria ‘di‘

ll Gio‘na ,_&in,queſto, com'e‘gliflpzx


punto‘ predetto hau‘eazfù con boy
noreu’olezza collocato rx ‘- — › ‘r

Del male di Forum!.


i( :PT-zz. ,

S Paolino Veſcouo di Nola..


~ Greg”- ~ ~ morì diPdn'turam'Tiotó‘PÉPÎ-V
Z' l', 41"08- îma di íſputare F, ~`conofcendö eſſer'
.Îì‘ 13-40- .glà' il uo paſſaggío-vicínoz a'lz-flf'
i 1" al Ciclo le mani , cc‘n’hlentxued‘c-l
bole v_oçe›difl`e. Para-s‘ ſtamani'
, ‘ ` 'Tſlzí ;Gba-{fin m”. Hògià‘prëparàfa›la`ì
;I ,. ,'7— lueemal‘mío Signor Gîes'üchriì
"PJ, ilo ; eſopranenendoyn gran' (CPF’
l remoronellaìcámera ',o'u’ègli’fiàz'
f ‘3…‘ ua , cheſi ſpaùemò gl’afiantiàpreío
;tz-‘l- n`eue nz-anfl de gl'AnsíolMene vo ~
"L-ì lo `alClelo. ‘~ * › - - .,.
‘A'
l- :il
—.«e-ñs--~›-z~.--"~'-'.'fñf.'2, '72; * l

S. Metro_ Abbate , .diſcepolo‘z ì .


di_ S. Benedetto z, fà anco' nella.; Sum.; il
ſu@ vitima infirmitàda qudiq .Uno i, .
,male affalit’ 1:,kzcial áulaíçm‘qáendoiî`` f'l
ag'grauafoffldſtoli ,auantijl’altare i' 3‘
dij S-,Ml'ſtìnóìſül‘cüíciò àgiace-‘ ~ `
:re z ;quiu'i‘ric eqèi finti Sacràmen- ` il
time pocoiappreſſo-flîripoſo nel `
.Signore;,-ñó, ìi " ` - ".
;I ’ ' i
.4 'sì-Seuer-inoAbliatei chiamato,
..Veſcouo ,‘&Apoflojo della Nor-j
Regia › fù dai—;grauiflìmo miledi
Puhtu’ë‘a ancor'gondott‘o‘ à morte} , *M*erge-ha
*
prima della quale; con'ùQCatr‘turt* ì
i Auol, Religioli, editto lorozcari
tatíuo; bacioni-pace ,‘&impoflm `
çh’inmun cpncolzſſſùa Partenza-'J ‘
;la quefimvirazz 'piangeſſer0,iàto~‘
nando quelle_ perni-e del‘Salmo- i «35…
”dareDqÌÌ-inp” in {Zak-ciak. 'Pſ— 150;.
A! 'giugnerfail’vitimo veriëtto ‘3; , * zazz
r’11"’
fa;
-”24
‘mn-'rſjgìiilur lande! Domini!” -. ì f***
apPena potendo per l’abondantíf
lzgrime nſ ondere glfaſta’nti , ſe:
Manicure Pìrò- " ~~ " ‘ - " a’i,.

.K 1.3%_ Rr-.wlw-ÎPfflm--
x.—
r
… `- ' ſi Ibm?
*5,
'“ì‘TE-?ì
M~

.Lidetzinfl Vergine , oltre I’hiv dt Kff. …4. …~


p; uîer qîiäſi per tutt’il tépo d ella i" ""1 w***
.uz vita.,‘.patito griuiffime fabri W“
` H 6' ter
È ‘ ‘if-arte Z. Mi - A _ .

' terzan‘e` , ‘8t eccefflui dolori-’dilite— ñ


ſia , che con laìlorñ’ 'acetbirèſpe'ſ‘ñ
,, ſo"l‘a conduceuanqà morſetenon
'ñ, hauer nel ſuîo corpo parrarcuuav,
ì fcheda qualche male tormentà‘r‘a
vnon ſſe,hebb’in particolare due
ſch1 2,8( incancherite .Poiiemtj
Ìle quali continuamente-fcaturiua—
no vermi,che gli rodeuano le_ car
t‘ii ;nè di ciò contenta-,ìil‘tmolarae
;da piùñardente carità, 8c interno ~
feruîor di ſpirito , pregò il Signo
re’, che' ſi degnaſ‘ſe d'honoraru
quell’vltimoî, epoca tem-po, che
le reilaua di vita; commaggiori , e
più ’afc‘erbi ;dolori di“quellí'; ’,
‘clieín’à quellìfiora hauea patiti“;
Jacció ‘VſCet’Mo‘ l'anima dal ſuo’
corpo', per queſtò mezzo più fa.
cilmejnt’e,eſènzi'tocrarPut-gat f
Alici-volarſe’nei 'poteſſe al Cielo,
` E la tiſpolia,che d‘nl Signore ny
*riportò , fù .i Itaſief ,fili-a, *Dipe
i ` iù- ñ. Coſi
glia, comeappunto s’eſſeguirà
lo chiedi. , ſi~
Et eſſendo ;.-4…-i

{lara daſga Diuina Macſtà ef.


' "i ſaudita“, alleîdue‘~ polieme’ Ìie'lìaga
iunſe in vna_ delle guancie "la...
" terzaaNella ſtonte‘ſ‘e‘gîisfeca infa
erturaa-che giù fin’alla metà del
naſo deformemente calauîwbNel
I I
5 Anas-n'è' `18t
il ,ziqbbtoxdilo'tto
,enel mento ſe gli ,
3 aprì-vn’altra piagä,~'h’app’ena 13.4
hfciaua paſſare} perſe àffiìtto la.;
viſta dell’occhio‘ H‘ÒÎÌÌOyöt‘íÎ ſiní
, (tro rettöfidebolflche nè di gior
no ', nè di notre POUR—’C0114
quello; lum’álcuno guard-‘iris - kim-Lì!?
A“mn~
A ueſti melbmolçfplícatjí dolori
"di éti‘s’aggíuníèròdoloridí-fian
c’o,_mal di pietra, vorhitimé-'qdàìñ,
.H b‘eoſpeſſo "anc'o -íſfieíe bud‘xù'í,
‘hîdropífia,e qu'il; ogn’alt‘rà ſorte, _flag-…L
.
the ſi può {magione-:j d’infcrmítì,
e di male-.A112 finegfruendole der~ a`..._
t’il Signore'. Póſtólduubìü ”Hub-'r è
_allej'nia çu'm ali);- ?iv-:giuda: ile-ì.
@wleſtí- Regna . Fra due giorni con
l'altra Vèrginſnel Regno dè’ Cie
lì cáte‘raí' l’Alíìeluíaídoppo tram"—
otto'anní' finiti d’inſcrmítà ,~ ' nel u
'giorno della Fcflidífà della‘ 'Santa
Paíqua di Reſiirrctfione, con‘vru
Angelo , che Dio mandato l’ha
ueauçcíò la‘con'lolaffe, famíîìfarſi
mente conuetſimdo‘ ,.vírrorí‘oſedi
- fleìrc'
tanti l’ineſpücabíl
parimentizçfene volòdel
' teſoro à a.-
o ,
ui'
gl’óríà . _V' "² ', "' <-Αìr Obi”: .H
"Sf Diego dell’Ordine dc” 'M1 Franc. ,`
norldi S. Franceſco
infermità, della , quale, nell’
morì, pari FTA"
vlrima “l'
J `
gra
VM' _. ~ K.. 4"
18: arte… Affitto“ l i
grauiflìmi dolori per cauſa d’vna… ‘
Poflema., che vnel ſiniſtro braccio‘
ſe gli fece 3 8( `anc`orch’i ,dolor-{È
foſſerointolerabíli , già .inni dalla.
.ſua boccáls’vdi altro, che ’divine‘
lodi, eringratíamentì .ì ‘quel Si:.
note'zç'heglíelìhauea mandati.
~iteſſend’ñ tina’ notte rapitoz sixfac— —
.tament’in eſhfi., çhe lo g‘iodiçàu‘az.
- Aggià.morto_- poéo doppo al
qmntſſ'n ſefrítornato, tre,e ,quatz
,tro vo tc con ben çh‘iare , parola}
v:iuijlifìzſiò‘lendolcrztze, che dalla, _
`Patria,Cele{le gl’eranün qyel tem.
PALM., cemxunzícaffl a dLcendoñ‘O. .
,, anto lrçlliíon’i fiori-.del Para,—
äi o! E_chíe ‘endo çon abondanti `
la. rings-“Fmi aſiatlli perdono;
‘e'. anno loro l’vltimo ſaluto , con
alzar’çntrgrpbe le braccia, ançor—
che_ perjlgnale non haueſſe fin’alr
Iſhorn potuto vmouerfil finiflro ,
Hringendmî al petto ,e ſpalla-.ba
cinndm öxdiuotoaffetto vnaCro; `
ce dilegno, ch'al ”Penale hauea., `
reſe larlua ſéntíffimſnnimaà Dio;
S. Culla vedoph.e'i`qntiffima'n7q
nica, figliuola dl Simàco Conſole,v
pori-ancoraznella mammella vm
incançhcrita piaghe‘ viſitát'a' dall’:
Apollolo Pietrokhe ;rà due can! ,
- de- “ſi "
ì' ì' ?Manti-inner”. :Si 4L**~z—A

(Z ,- ` " ,'f; z i ~ m -
" deli‘eriv le combarue , ch’auantiſial ì
ſuoletto ſole:. di nette acceſi-te,…
nere, -e certificata , che :gl’era—ì -
no‘ "gi-à (lati dàDioperdomci iſuoiñ»
PeërÌIí-n
íkan-Za di che -il
r ichieſto leí-Santo;
bau-ea glie
conl'ot-
dn:.r i

teneſſeda Diosfeliceméte ”quì-z -~ 54:14:'


A‘…_

il: paſsò-all’eternaivi-ta-ñ z \› Wi."


S. Simeone Stilitail Senior”; Vin”;
chiamato il Grä Miramlo del'mó- W "le
~ da‘, oltr’i'contiìiu‘iparimentiyche ‘-324 ;
e ſolkë'nein habírarepercñt’annisà.v. z
"d" -.
vn'alt-a colt‘rnnamlpoflo‘à-gl’ztdofl'…
ſi del Sale l’eſhte yòcîall’inclemëä
za de’ venti, freddozeñneuil'inüer
ñn'o , hebb‘vnaputrefaxtà'piaganel?
` ,la coſa ia ,che generauatvnamol- .
’ .ritudifle sì grande di vermi ,ó che *
ulando giù perla colonna ,'Îiin’nl-l’
lat-terra giugnruMo-ädalla quale;
eonſorm’all’ordine , ch’inrornoà»
ciò dal Santo Penitente‘ han-utor
haucua Antonio ſuo* diſcepoli”.
con gran diligenzz raccoglienm
dnli,glie liporgeuhîöc eſſoimitaflv
core del SantoGiob diuenuto ,di-
Mono nella ſunv piaga ripunen‘doz.
li,çon lieto ,.55 allegrovolro , d“ -
ceus- Mangiate ., eribneunmiei
‘dolci fratelli j di quel-lo , ch’xl Si-,s
gnor Dio v’harlato.-Dçlqual mai .
le*
'184 Par” 1..-Iíutcdt’lſai”; - " i
ditày‘ſe-
le . &alti-e
ne paſSòrà-
inírmgínzbil’incom03
gtidel’e’la corbì- 4
na della ſua inuirt’a patie”rifleſſi-:riev
s‘do prima ſiato‘per tre giorîníinñ
**litri in continua“oratione;v ?ilìcui
cadanero,doppo ſpintoſſe ne 're- i
flò come valoroſo guerriero ill—_A l
piedinello ſteſſa luogo della bat;
taglia. t - ,, ,7 1
H ere-:16,8: imitatore del male -,
* patienzm ſantità' del dettÒ’Sſi‘Siñ- i
meone‘, fù San Daniele, anch’egli
nominato Srilita ;appunto com’
Lliſeo ſù herede , 8c ìttiitatnre del
ſuo maeſir-o
colöna habiròElia . So
anco r—a vn'altl
co vtti-8( heb‘*
be anch’egli , come” ſuo ma‘eſtrol,
immedicabili, 81 inuerminite pia—
ghe , 8! Him-i piedi in particolare
erano sigonfijse sidi pollame pie
ni, che-‘ſalendo Elmp'erador Leo
ne Auguſto nella colonna à vene
rarlozbuttatoà ſuoi piedí,com’ató
tonit0,-e'fuor di ſe rimaſe, vedëdo
vn’huomo da vna parte in uirtù, i
e ſantità sì prodigioſo,e dall’altra
siz fat-tamente dalla diuina mano
con kmtem sì putrlde piaghe toc—
p” e, eo,e trauagliato . - ~ e
affflo. -ñ‘ IlÎB.Gioachimo da Siena dell’
:Ppro- Ordinede’SetuiJÎ-t da sì grauç
1
1m. in_

…-- ,i
“e " › v?num-ns‘ - drm ’i’
V
infermità aſſalito , chela ſua carne
era tutta da voraci vermi roiä , e
i maltrattata , che dal ſuo corpo, il
qual’era quali tutto vna piaga, in
gran moltitudine ſcaturiumo.Co
fiui giamai permifemſſer da mc—
dici curato ;nè che delle piagheí
vermi giamai gli leuaſſerosnè gia
-mai à pregnr’ il Signor fl _potè
indurre, come con iſhnza per al
tr’infermi pregar lo ſole: , acciò
da quel ſchifo; morta] morbo li—
.berar lo voleſſe, nc‘ volle in conto
vernnoxit’altríp eſſo luiladdiuina
a .Maeflà perciòſpregafl‘em ſpeſſo :i
’ petendo q›!e|`.de\ro dell’Apoſto—t
; 10,‘Cnm‘íufitmorflunc potenrfim, ‘
‘ quando lbn’inſernm,-all’horz più
che mai ſon forte , e potente. Alla
…_ fine doppo hauer’all’Aucor della
y vita iſtantemcme domandato
che nel giornorjnel… quale `penis
Redentione del mondo‘e—ra Raro
eglicrocífiſſozmorirlo ſacefl'hcäv
tando iFrati il Venerdì-Search
Paffiqne del Signore,q,ùando gino
ſex-’à, quelle parole. Etimlinà”
p capite :mi/ii ſpiritum, died’egli al
iuo Creator’zl ſuo. ,
Fina- Sàntiffima Vergine della Fer"; 1:
Toicana, lubuando come jn. vn m cam. *
mo:
I F di’. i _. _ori ,.

mona‘ſtero nella páterna caſſa!, fù


_dd-sì graue male percoflajch'ap
ena pote: per il [erro rivolgerſi.
’ aſuaçarne da’ vermi roſa,.e con
*ſumam era ‘tutta di grandi, e flo— o
‘macheuoli pollame ripiena, e tali
ich‘eñ-la ’tavola del letto, in cui giañ
amazper là mqteriaflhe d:a quelle
`~ſcatnriua,ſi vedeuarutta putrefat.
taz‘e guaflaLPÒ _trài dolori di Sì i
~ *grinmalezçh’era perlei vn lun—
go , e penoſo _martirio , dalla ſua
ñ!…
{ac
A*
íboccñaîsìv'dì glàmal nè pur` vnalvò
?ee (lì-impedenza@ di laſhencoxm'à .
:Mrs :ſangue: dar-;nome Idi.;

"`
1'. ‘fllël’aüíglíofaſofçrézaffl kung uil- ‘z
Î- '.1 JltÌWa-n‘mxo; 8,5 _à-'Wtxìcólmjoìzhë
’ ..il :mac-hm, erallolite dir’ecceflſffi,
Aisſeffifiiz netlwoltoa di, flr‘aprdinae-L, z
'ÎW Q—Ò-ë’äí-îs Tia} “z‘zP-Îîr Auäfiſle da 5“!)
...t‘— .Gregorio. Militare, &umide; pp‘
fifflpiçedelgímno della ſua mor
“‘Î
**i-ì?? eleççumſeſlolmdalla
v * vGibran' tribolatione momëra ne: ,.
‘di'queflnví;
‘fax, z ſe -ne‘. aſsòlall’etemn ricom ‘—
rpçnh-dell _altrui Nella cui ;notte
due prodi'flìoſe coſe auuennçrp ;
t',
i
...E
laut-rima fù, ch'eda Le ſieſſe» tutte
7 _ le companez ſenz‘aeſſereda alcu-.
- * 'ñ portraxe, miracoloſamente ſona—
mno; e la ſeconqeghe (tando per
. -_ - darſi 5

2-_
’ .E condannati’ a‘ marte, i :sì
›’ dat-6 fepòlnjra al ſno‘v càdauero, fù '
veduta alza- 1.1 mano; e con quel-ñ‘ -
la,toéc~añd`o vna [ua autrice,dain-’ -
cur’abíl male moleflatade conſerì
incòhtmemc `la di leidelíderacg ‘
ſalute-i‘? ~ ’ ` \ ed

Dall‘HídropMd-j.
;r . . -›:
S Beniamino Monaco, eſſeri-7 Palla!.
e d ottám’anni lanríflìma,&eſ-² in L-m
ſem plaríffimafnentc Vitſuto , otto fam:.
meſi prímä’della ſua morte díflenì .P3
ne bídropi'co, 8c in ra’l guiſa‘ſi 36’- * ñ
ñò i! tuo corpo , ch'llluo piccolo’ -
dito nelle-due mani-d”vn hn’omo- ~
in niun como capiua;che Per ciò -ì’
'gli'ſù fatta vm larga , e ſpacíoſa.- 1
carſPttaMCHa quale, pern’on po‘- ñ- .ñ ñ
tcr'ilar’in lc-tro,era colin-no flat' *
à ſedere. Hot mentrc,com’vn'al- '
tro .paziente (ííob,quell’infermí~ v
tà con gran roleranza fopporug'v
oa,fù da Palladio, e dà altri Mom ~
ci ‘vm-con‘ quali' ct non "d'ora-z
nè 'guardare ;con sì moſtruoſa-,w
ſubito che lo vidderosvoltoronw ~
altrou‘e gl’occhí, &il-Santo diſſe) f
loro' .-Pregateffiigl íuolì mei,ìl Sí— ~
gnore. cheîhídropíco’ non ſiailí
mio huomo interiore : poiche., /
. . ` que:
?ueſtoì-corpo, nè flandoin buona ì
~ alute mi fù g à’maidi giouaméto
alcuno., nè hora , ch’infermo lo
vezlete , poòil-{uo male un’anima `
vmndanno -àlcuno, ò deerimento.
recare - E fù certamente coſa' nie-L*
.rauiglioſa , poich’eſſendo q‘ue-ſto
Santo da ,infermità sìiimmedicañ
bile tormehrarbſſamu'a'gl‘altri da
` _Q qualfiuoglia male ìmolefiatísz cal
ſolo porre loro ſopra le, mani; ò
'pure con dar loro 'dell'olio da le
benedetto z E doppo morto’, Pel*
- pot-er dalla cella cauar fuori, ilcaf
dauero, ö: alla ſepolrura condor;
-lo,fù neceſſario sfabrikarli la- por-ñ '
~* tazascl‘ò per quella capiſſe. 27"‘
Pri-.:ſpi Nè-minore, fit la 'Vll'lùae ‘pa'tien.
fl", ‘za, Zazin {upper-tar quello, lteffoma
<~ ` le,di quel Santiſsrm’huomo chis*
mato Mirogenefl] 'quale ‘congran
humiltà 'era ſolito dir’à .coloro ,
ñ chela viſitauzno.-Pregate~il-Signo
. [e per meu aeeiòiinteriarmente;
` i i mn; rliuenghihi‘dropico ;perche
-- dellîeſtrriore‘ hidmpifiafflocozanñ
ai nulla; mi cum; `e prego conti
nuam ente Dio, che'lungo tempo
duri in me quello male. …

. ñ .Della
cam—”4 J marte.

Dell; Paraliſia’; ì
. I ' lr *

., ` * - r. a -' F'
I Parallſia Rene quaſi meri! cn!, `
D tempo della ſha vita comme Dial z.
:auíglioſa panéza infermo,S.Scr~. 4.
“010,, il quale preſentcndo-cſſer 3“.”. ` "
gjà laſu: morte, vicina 1 inuicò al— y
cuni pouerí pellegrini à lodare
colcamo d’alcuní SÌJmi perciò
ſeco il Signore : &alma-glio del
cantare,aJzò con gran terrore de'~ w
pirpoflamí Ja voce . ñe comandò , '.
rhe fi faceſſe Menti@ , díczendq.
4”” ,` ”Kmq-dd ”0” ”dixit ,
quam-.refimmt (“del i” Calo ?
'ſaccc-c tutti,non vdito ſorte l’ar- ,
mom'oſa muſic-1, e-canzoní, :che~ . ’ì
nel Cielrovfi cantano? Et applicata-2 ,
do l'orecchio: del-cuore]] _animi , ~
cheimcriormente_vdíua—,per-dol. . .\ .
(EZ-la ſugli ſpiccò-l’anima dal cm' y.
p0, e ſir-‘ampi’ tutto quel luogo
dj celefl’odoreñ ‘
Per…: and!" continui `pari con Sur-”f
inuìna pxtzéza quello ifleſſo male :il w
S.(ì,regotío VeicouodíTraíetto, t** *9- , /…

doppoi quah' ſe ne morì,màpríä WS?"


mx” fini; vla Nadia-mmm le "È W
ſue deboli membra `sì'mndjdeì W'
/ che
run: luflllfl’üafl 17-----,

che diederoben chiari ſegni del


` candore,e purità dell'anima ſu:.
e S. Romola, ſem: di Dio,per `
l ;molti anni fù paralítica , cñſhndo
‘H, U’ già per ſpware; s'vdirono auami
' ‘ ' Ja porradclia ſu: cenetta due (ho
-ti di mníìcciconcemíflhe alterna
‘. mantenne con yocíd’huomíní,e
z Pain-odi donne,armonioiamente
cantavano . Aó—4…
ſ‘ ' "s-7 ` "- " —
Della Poſh .
…An v: 3.'..\(- 7
8 . i; r. I Pefl’e morirono h‘uomíni,
1“" ' e donne ſantiffimemàquah
s. G” fù &Ma-caſio dírnztíone Armeno,
Diaz. z, '-Patmrcha d’Anuochiz. S-Mellxto
4_ …5, Monaco del Monafleno Pompeo
.Thom. 'ſe-'Lubcrto huomo di ſtraordina—
'de Ke, ria `vínù , ed’eſſempiar vita‘, La
LdediumohialzriSanei Sacerdorí,Diaco- Ì
fcip. s. ni,e Laici, che morirono ſerven
florm do-à* gl’appeltatid’Aleſſandria , e
:ij - 'dal Mann-Oleggio Romano ſon te- ;
M"'Î- nuti per Manírir e ~ 4
"h-F" - Vn l‘anciullo in particolare; 7
< - -'- *non più che di ”e anni in circa»
We Ted-u *per nome‘ Eſicazin. vn MonaLkero
› ì Hifi-r! dí-Vcxgini à.Dio,conſecratq,oue
“"81" lì num'uaf, mon‘ ,‘ancodi pelte,c.›
4r- ‘ **e {tando già per ſpinte o tte Volte
v ì con
› 2’ ñ" 'ì
ton alta voce per proprio nome.
chiamò vm delle Vergini aſſente.`
parlandole ‘ conta ſequenz- tolſe
preſente, e dicendo, Eadgítifiad—z
’git, Eadgit ( che cale’era-ilñnome
' role
della‘terminò
Vergine).e
lavita
dette
temporaleflx
quaflciPa-Î- zz_

ſe n’andò all’eterna; &t; Eadgit—çh",


'il ſanto Fanciullo .morendo Chia-
mata'hauèha , “nello ſteſſogiorno
' ſo ſeguitò‘al Regno Celeſte . fl;
S _i i ..un

Ddl‘ GÎÌÌ'Ì- fl n :m
.yr z, 7 W ` …I .
‘ El vecchíoTeſhmemodíä .
venne cieco' il S. Tobia ,.ezT‘b
nel nuouo di molti‘Santiſi legge .e _
che fu rono anc h’eſfi'priu-i della lu
ce de gl’occhi .
Geraldo Conte Aureliacenſe , , `
per lo ſp'àtiodiſerte , e-pzù-annn 415""
diuenuto vnhuoub-Tobífl-,Lñſeine a“ l‘
[lette cieco.; . * _ '3"’ "
Ii S.Abbat`e nominato S eran- _
2a, per quarant’anni contmuflù, Or?!
priuo della viſta de gl'occhi;, nel “WAL
fine de’ q'uali gliela reſtítuì il Si- "' '°*
gnore'inſieme con dargli nuoua . a .
della ſua vicin’amortew pocodop ‘ MW}
poconiſu‘oiMonacifalmeggím- ~ ' A;
ñ do,iu proſondiſſimo eflafi all‘orco,v
5‘" fù
fix da’ circÒſtanti la ſua benedett
anima ,in forma di colomba, ve
duta volarſene velocement’alCi
10. ;i 'I Main i]
‘4 D’entrambi gl’occhí é fù ant`
Sur. to. cieëo S.Aud0mar0 Veſcouo Mo
5. rin’enſe, il quale, ancorchè pri…
foſſe della luce del corpo; ſù c`01
tutto ciò con l’eſſempio della ſu
ſantiffima vita ma riſplendentil
fima lu cern: , iulícmdelier'e dell
Santa Chieſa rip-oſta, eñqugnto gl
mancati: divilta corponle, tant
' con incomparabil’ecceffo ſopra
o, .,ñbo'nd'aua dilpix‘iruale ,- poic’he vi
" u'end‘o in rerrala ſua conuerſatio
ne e” trà Beati-.8c Angelici ſpiri
ti nél 01.310.'
, ;Lx 3)"3" "513425' 31" i ‘5'! 1’)
*JDM: Dell'I-fiammationi,Rffipile, A:
{ccnflcmflBol/immtize. 70mm
J t 7 v - diſangue..'-'\.…zñ… :~
. ~nAnt:,7, Gprgonia
*v r ſorella
…Je diSa
“WW' S Gregorio Nazianzeno Pal
5M“- 'aſſaiflìmo di"'quelii maliflèîqua;
"‘Z‘ “' s’accomp‘flgnorono con grauiffi
&di; mi ſuenimentij e deliqtîij, palle]
' di morte,e rilaſſamencidil‘uttcl
membra. -rx-LW i‘.
Di
coa’annlmaìn, 193‘
Di vomiti di ſargue’ co‘ntinuaá *E* DP:.
mente 'patì S. DoſtteozMonaco d’? "'b" ~
ammirabile perfettione, 8c ama- "J" L
to diſcepolodi
~ S-Fílippo S.Doroteo . della _r
Nerbfödatore
Congregatione dell’Oratorio pa 54”...
ti ancora abbondanti vomiti di i» ;gm
ſangue,de’ quali alla fine morì. ‘vita . ’ ~…4-4- —4,

Dc! male 111.601”. .:t

I maldi-Gola, oltre l'altre


grauiflime infermità , ordi- Si"-ſ‘i
nariamente patiua il Glorioſo S. ’ì” 4‘
Bernardo,& era di maniera,ch’in‘
niun conto poteua già 'mai‘man-~’ .
dar giù coſa,che foſſe ſoda, ò ſec-i "" i
ca..) o (I' e. ›

De’ Dai-:4.- pmi…,


2,,
NE dàxdolori di i Dentiſiſono
g.
"ì“ ' ‘
ſtati liberii ſemi di Diman ’
:ida quelli, per darci à noi eſſemy
Ho diſopportarlj con parlami;z
tono alcuni di eſſi moleſtamen-ì
te trauagliati. - . 1
4 S. Amico Monaco C’aſlíneſeJ’Z-'unfl
doppp eſſer ſtato -grau'er‘nente da‘ i* C".
queſti crudeli dolori moleſiato ,ì ‘P‘ N“
gli furonÎaHa fine ,- per eſſerſi ſ0- *lr-*É
l Pſi:
\
J'av-;Wiza- premodoeſſzcerbati, cetri,e lieu: ñ.

~ ñ -ri forieri della vicina morte. .


‘ì - 'r «S- Remberto Arciueſcou‘o Bre
in A". menſe-:pari anch’egliqueflìmoien
…m
..__, ,o;mente
{hflìmi lo
dolori dl Denmqs-Ì
tormenta-nano l‘ade—
, c e, (li-ì`
?la-‘ir
m,.- .A giunando vm voluin. articola-j
z z 'c, re quaranta :giorni ~rc'irmui in fra-ì
ne,& acquaj, per liberare dal e)
pene delfflurga’touiol—îahima d'vn
Prete,che,comparendoli,glie l’ha
ueua cosidomandawiertfloſtretp'
.‘:l w?". to (minomflre'ze qua-impone#
-~’- m ce; ridurr'~ilrpane,.-e ppfio- m: ' el:
modo nell’acqua, più-toilò-à: ~ "
- sxr i ii lo prendeua , che :Jom-right” .z.
- ‘ ' ~ ſi ` - …3) i -
w
-,,ñ -, . Dalle Vigilia; Monumento,
di Sanno. '
, “Luzzi" i ſiî'fl X".t‘tnÎ-Ì 'FALL

..-q ‘H
o"—
_, Ncorche ſpeſſo foſſe dafle
'o
3'"; Ù* . ‘-Vigilie ttillaglíflIO-SÒYberí

"’ 5* to Veſcovo Leodienſe z cnntut’to
o
ciò vm volta in particolare per
1—. cinque giorni , e cinque nott’in
riore-(tette. sì faccamenee ſenza‘ po
ter prëder söno, che ne anco per'
57-
,~.-,T-,',:-; vnmqmento potè chiudere gl'oc
.azi a**
-a i.. chi.. e tutta la ſua . conſbluione- m
» .ñ. i ;-.~,queſtotem~pofù, cantane,ò-vdir
=ì i Mure le diuigegodi idſalrerioç.
ſ'í-.l t *.
- 15; roulant; a’ morte. [95}
I] B. E ‘idio compagno del Se*—
raſico Pa re S. Franceſco pm‘an— Hifi-l
; co grauemenre di quem moleſtiſ Franc.“ i
lima infermità; . _ . Lpd-7. ,i
ñ S. Giouanni Chriloflomo , (0—.
:n'egli fieſſo ſcríue , oltrP'i grauiſ-e J
fi mi mali-ch’io tutta la ſua vira pa** cbr f
:Leonfefl’a non efl‘er ſhtominorez ‘ "L":
quellodeſh'continua, e perpetua Ampi,
igilifl , pdl‘ ndole notti intere; ‘P, 6.'
ſen-z: ripoſo alcuno., ‘Pair-perm- eñ:
i r4”: 'Dr'gílégſiguidcu ”Hit pela
”gnm , infimnir

l ~n
De' Spirit-11',:` :o "para/mmie ,
; 2- arma-tan' dal ' 1-.
` ì Demanio.

?venuto ſeiánfelice . Nè P6117


ſanch’è gran fatto-‘Yo pouer‘ell'aſi
altre debole, e-tènza forze; come)
i on’íaz‘ che muovermi 'non‘ 01-‘?
1 ſu', poich’io' ſon" in letra' diff
Î gnoflrzrç’j denriícom’io vorrei-‘.4 e

*.3 E"
196 Parte Ialia” de‘ Mar-'5.
tu aſſai ben meritarefií . Hai pùr’
.h ,- alla ſcoperta lañtu: codardiachiaa
fw. tamente fuelato : imperciochede
’ forte foflî,epotenre, cinquanta,
ò ſeſſant’anni fàdarelti à me venu—
to ;Scall’horaio con le forze,che
Chríſto dato m’haurebbe , c‘han
rei fatto vedere la tua dapocaggió‘
nc , haurei abbatrur‘il'tuo mg»
giro,ec:’huuerei ſpezzato quella'
tua ſuperba' ceruíce. Mà hora non. -
la tua debolezza,` mà'hzmia infer-`
mità nu' trauaglia; Ringm-í'o con,
tutto cio il Signore, nella cui pile-'1 >
ſenzalpero quanto prima veder
mi , e manifeflargll l'ingíuría,che
da te,vil creatura,`mi vi'en’oltrag—
gioſamente fatta. E come doppo
le fatiche dimm‘ anni , e fi vicin'
,a ,v .5; alla mi: morteflui fi acronemenre
'` ‘ hauucfardíredi ñ »tormentatmj ;- ' e ‘
‘ non prima? Quelle, e Emil] co
r ſe ſpeſio il Sento Abbate ripeten
’ do, co‘n gran quietefi rigosò nel fl
Signore . … ‘
Queſt’ífle-ſſz calamità auuenne
à} Sta eric, , Sannflimp Monaco -,
quan p ‘più ,che-’mai da- dpuero:
trattava di ferme? à Dio; e {Lu-ono‘
sì llrapcslímrie le moleſtieìy ch'il’
o demonio gli deu-,ehe per conſoñ,
"e, 7 m x ; ' i lat: l
ñ-“ ſi -4 7...‘ l
Fanali-na; XM“?- 192’” ’
lario, ſcriſſe S; ‘Giovanni Chriſoa
flomo i ſuoi libri. Da ‘Prouídfllfia
- -Lunga coſa ſarebbe, ~e non fini-j
remmo mai . le s'haueſſeroà rac
contare: le molt’altre infermità .
che, così huomini, come donne di
ſantiflìmn vita,&‘eſsemplarîvirtù,'
in quella vita Eatíronozmà le po
che -raccont'at ‘*potrann’efl‘er-b‘a—
Rami all’Infermo er: prender da
quelle eſſem, io,cKe‘imitare.con-j
ſolarione. ſuoi dolori, e pari-j
menti, & inſieme motiuo er rac
comandarli à neiSanti,c e pati
rono quel ma 1' ch’egli patiſce;
‘ {ceiò còn la lor’interceffione gl*
~impetrino dal Signore ,~ ò la total
-ſzlutezſq così gli Îcóuiene; ò qual—
:ch’alleggerimentoìnell'inſermità.
-ene‘dolOÎ-i; òpure; non eſſendo ,
queſto il Diuin volere , -pauenm
altneno per ſopportatle con me
rito . Per il che potrebbe far pa
ragone-_trai ſuoi dolori , e quei .
_ch'i Santi patirono, ilche facendo
ritrouerà sëzz dubbio, eſſer'i ſuoi
in ogni coſa inferiori à quelli de'
Santi: poiche conoſcerà nó hauer
patito trenta nou’anni d'inſer
mità, come S. Lidouinas nè vent‘ r
orto , come S. Chiara , nè ſette z e
i i z tre
‘[98 'PI-m l-Aiu” dc’ Morìb
.
~ {re meri, come S. Goal’ Prete, che
l’atten‘ne da . Dio per non eſſer
Veſcouo.; nè cinque di penoñſiì—
mo make-,come S.:Odilone Abba
::eChm‘ncenfe-s nè quattordici di
.7P.
gnuiffimídoloriflome S. Marghe
.—-nr
.tim Vergine Rmnanamè dieci di
-comimma morte di tormenti , 8c
-afiam‘l‘i, come S. Ubaldo Veſcouo `
d’Eugnbi-mflè-fimlmentehàmi ì
ſmmc’í giorni della ſn -vicfl in..
dolnti z &infepímítà’ con tener
tofic 1c carní,e ſpolpate l’oſſn , co-ì
me S. Amato Abbaue. -E conoſced
rà inſieme con l’eſempio diquel,
ì a!?
:zar "ch’i Santi padrona,che ”infermi—
.tà-nm impediſce la ſantità, ;nai
-c‘h’èefficnciflìmo meno p’crzqu'el
P
Jrzalvcht -s’äggíugnc -l'ncquíflo di
moka virtù-8c il guadagnoidí ma] `
-.1 *Fèî‘ſer‘**ſi cimeríci,a'qnali poi torriſpon—
’1

"If
y
dunqſolleuau'ſümi gradi di gloria
0- .1-. ;ñ .1;. ’

‘-2241’

.:f


."L‘löhdämfi ai marta} 9b _
.a'ur.
,_ .
Delle Marti Relatori”, (9- Im
Proyìſì d'alcum' Canti', .
'i - cJ’crüdíDío. ‘4“‘
e: 3 > :
cu. 1x. Î
il i ' 'il 4. ~
- —~ Sſefldo-cola ”Mat-dimmi i
' .‘*ſuc’cedet'ín tuttcle patti ’del
-mondo' ', vcoltî‘n‘elle perſone `de' ñ .
'~Giuffi,com‘ìn quelle d'e’ peccato:
trimon lolo‘graublunghe. e nolo-7
íe'inf‘ermítà; ma anco morti re
'pem‘in’e, G; it‘nprouiſe: Se battendo ,b
lnel precedente Capitolo à ba flàn’: s‘- ~ F*
"za mutato delle varie infermità,v “Y
*ehfí›ſstaatîìin (juëſta vita padrona; i d -. ñ-*Ag
m'èparſo- bet-:fila quell, ì. trattate*** - ‘
delle. Morti ‘Rèpëtíne d’alcnn'idi dtt-'>1
eſſi, nelle quali dobbiamoa‘lla Sò- o
”rana 'ProuÌd-ëza di Dio t'ota-lmé
-te remettetcí.; poiche non ſem- t ñ a
_pr-e ſon ſegnldel Díuínp’ſde'gnonñ* ` >
- conttoîcolorb , che ln {i fatta ,ma—
‘níer‘a mìnoíoäó . Ben’è vèro, ch’il
Comun giudítlÒ-degl’htíominiffi
f ma , che fimîli-ſucceffi fiano indi
*tíjî della Díuína vendetta'COntt-o
gl’huominidí 'mala v'ita , mà non
conuiene‘, che le perſone lauie fi l
laſcino lì tartanwnte dalla ’comun
‘ I 4 cor’
4a
4

zoo .ar. . ”dat ' fl.


corrente tirare , ch’crn‘no inſ
me Con quella; pîoiche chi pu
giuditij di Dio penetrare? Ecl
per ſauio che ſia,può interíom
te veder’i fini, ch'egli hà nelle
coſePe ſe çiò non è poſſibile , è`
cile l’inganno,e l'errore,in vole
,leggiermence inneſtigare.;N01
ha dubbio,che la repertina m0]
"ad 8t affogamento di Faraonecolſ
H ' eſſercito nel Mar Roſſo,ſùjeffe|
* dell’ira di Dio contro lui per [i
ſua oſtinaríone, e durezza-di Ct
re.E ver0,che l’improuiſa m0]
4. Reg. de’ Capitanid’Acab, diuoratij
I- ‘fuoco del Cielo ,_ fù euidente g
“Rigo di Dio. _E certo, che l’imt
ma... ’ſata diſgratia di Dacan,\& Abit
56.31. ‘ d’eſſer viui dalla terra inghiotti
.ſù da quelli per le loro colpe b
'meritano E infallibile, che lo ſ|
rare d'Anania,e Saffira ſua mog
Ad! a'. à pie dell’Apoſtolo S. Pietro ,
5.?” pena della ſacrilega bugia,_çhe
diſſero ; com’anco gaſtigo di E
fù la repentina morte di Aríſi
bulo , che morì ,ail’improuiſot
7 _ bagno;quella di Caligola, che
~ A z paura ſpirò in ma grotta; que
di quell’altro Imperador Ron
' no , che fini la vis: nell’atto d:
‘Air ;A ' il”:
na
j o” un”: morto. io!
impuro delitto; quella di Giulia
no Apoſhta, Filippo Commodo,
e Coſtmo'flutci Imperadori,ch'~
”felicemente morirono, E final
mente'tutte l’altre improuiſo
morti, auuenutenelle perlune di
tant’altri di vita lícentioia, e i-:ia
lacquataflhe lo lleſſo fù dirti d’eſ
fighe erano repëtinamente mor- _ v
cj,ch’affermsre la loro, quali cer
ta,d:nnatione. _ j
Mà con tutto giò, perche fimj.
[i maniere direpenrine morti ſ0
glion’alle volte anfor’occorrer’à
perſone Sapteae Giuſtemon per
‘ che queſh Ln tal guiſa muoiano ,
s’ha ſubito d’efli loro finiliramen.
te à giudicare , e {'on,meno cócer
to dl quello-che l’altezu de’loro
meriti richiede; mà s’ha il tutt’
à rimetter’alla Diuina Prouiden—
za, la quale permaggíor lor bene
in quelli tali ſorte di morte per—
.miſe. . `
Et acciò quella verità più chis
ramëte ſi vegga, s’apportano quì
alcuni eſſempij nelle perſone d*—
huomini, edonne Santifflme 0c
corfi-Khe, di Morte improuilafflz
repentina moi-Steno , molti de’
quali ſon già canon-'muti, e com’è
., ~ s .ſanti
2,0), Parte‘ .Ainfo-de’i ort
Paul. :ſ‘
ſanti
S. Amato.
dalla Chieſa
Veſcouo
venerati.
di Nuſcc
Reg. ex nelle mani"de'Sacerdotifin fin
Fel- di celebrar’i] Sacroſanto ſacriſ
Rffld‘- cio della Meſſa,diedela ſita amal
anima al Creatore .
Greg_ S. (Ìaffio, Veſcouo di.Narni,al
Hamil. l’improuiſo nell’iſteſſo tempo ,
37- in nell'iſteſſo modo ſpirò il giorm
Füîüg- di S.Pietro, nelqual'era ogn’anm
ſolito andar’à Katna à dir Meſſa
Pauli”. &Peli-:cz Prete di Nola, doppi
infili: hauer’nffert’à Dio Padre nella_
werſ. Meſſa l'immaCOlato Agnello ſu(
Figliuolo,e data in giorno di Do
menica al Popolola ſanta pace.;
poſi'in orarione, in quella felice
vmente-ſpirò.
S”. S. Giouentio,Veſcouo di Pa
Tmrî- uia, mori anch’egli doppohauel
con ſiraordinatio aſſetto” dino
tione celebrato .
"i” 4-‘ _ S.Vincenzo, Veſcouo di Meu:
‘ Nam,- nia, doppo hauer _auto molti
p , m, L tormenti da Capita mo Prefettc
c_ 9,_ della Toſcana , e da Porfirío ſu‘:
ſucceſſore , ritornato poi alla ſua
caſa, e celebrat’il giorno ſegueng
‘nt-u‘.
1—'
te , ch’era Domenica , la ſanta_
M-;ſſadn preſenza del Popolo re
E
. pentmamente , Gg all’impeoſata.;
U
—\ 7-‘ Ò moriñ Bet-z.
i) "v
rw
il I i
Bertgerofiarerdote ſantiflîmo, Sur
diede ancor-il iuo Spirito al Si- Ton-;$
gnore in finire di dir Meſſa,& an; ”* "“
cio-prima di ipogliarii delle veli] 5-14*
ſacerdotali. fa
~ S.Galdino,Cardimle di Santa..- 13‘170"-~ A-ML—-A
*A
Chíeía , 8c Arciueſcouo di Mila- "1 A*:
nomella ſeconda Domenica dop— “L 1
po la Paſqua di Reſurrectione, in TW"
finir di predicare contro gl’He *KW*’È
“L7-~-_

retici nella Chieſa di S. Tecla—v,


nello fieſſo ulpito ſpirò. o‘

S.Decoro 0,Vcſcouo di Capua, 'di’,


mentre in giorno di Domenica..-
. . L.
predicau‘al Popolo,fù repentina- J, c"
mente da vna ſincope ſoprapre- ’
ſo,e nelle braccia de’Chien’ci al :a"ì:EM-.L.,
l’altar maggiore portato, hebbe
ſolamente tempo di dir quelle.)
parole del Salmo i .Magma Do. Pſ4”.
”iam-,(47 ſind-Ellis* DÎMÙ',Ù~-u‘.
gain-dini! ci”: non e# finì: . Et -u
appena fluidi dirle , che ſubita—
mente mort. ' *TT-:é
S.Gaudentio, Veicouo di No— Fan-ak."
'uara, hanendopredctt’í] giorno i” Co E.
É‘á!-‘ñ.s
della ſua morte , Bando in quello ml. ~
predicand’al Popolo, anch’egli H.
*.
…z…-…

all’improuilo reſe il ſuo Spirito à ñ.. A


Dio. ' .-o.,
S.Agatonico morì sbranato da’ 4L

I ,5 Lea
Leoni, che per molto tempo l'
hauean ſacco compagnia, e diteíc
,; da molti pericoli. 2-4.
‘ ~ *‘- s- S. Belíno ſù anco fatto pezzz
da' denti de’ carri.
Sl”. S.Carerina Vergine, & inſieme
In”. vedopzffigliuoh dl S-Bflgida, da
grave accidente di ſtomaco ſ0
prapreſa, ſenza nè anco Poter ri
ceuer’ il Sannſiìmo Viatico, re`
pentinamente morì.
Piro”. Hugo di S. Vittore dello ſtefſn
w A"- accidente.›ſenzaporerlî comuni
"l- care,ſpirò; mà adorato nelle man
‘m "- d’vn Sacerdote il Santiffimo Sa‘
cramento,che gli f’ù per tua con
iolatione àcaſz da quello porca
ro,con gran diuotione,e ríueren
Za,e con voce più Angelica,c’hu~
mana diſſe .Diſc-”dat Fili”: aa
Terremzh-flrumad Dom-*nam—
ſuum.Aicenda il Figlio al Padre z
ö( il ſeruo al ſuo Signore . Et m.:
dir queſto l’Hoſtia ſacra diſparfl
ue z 81 il ianr’huomo di quell:
.W Z‘ i. ſgirjtualmente,e col ſolo deſide
' x , 0,0"_ riocibatms’incaminò vers’ilCie
fl'A ` 4-.- Go- ° - ,ñ‘
a“ , e3- Il B.Giouanni di Dio,Fondar0
› . Fm,… re dell’Ordine dell’Hoſpitalit.
ñ f da Um dell’infermhdcll'iſteſſo modo ſe!
a". - 4; l’ha
ñîg:
**W-.v.affini-4:” mom. ?of ~ `
z’ha'uet tempo di riceuer’ilSm
u'ffimo Vinicole. ne motMi l’heb
be ſolo per alzarſi con gran lem
da. letto,lul quale rinerentemence
ingin0cchiato,adorò ſolocon dia
norme. fcruoros'affen'il ſuo Dio , ,7
t. 8:. ad vn'imagme del Crocifiſſo ’
abb"àL‘CÌÉIOA’ÌOaÎ alta voce diff-L;
,Gíeuz Giani nella ”u mani racco—
manda il miejjzirrto‘, e. così diccnfl
do, ſpirò, rettanáoll‘n’zl ſuo cada;
u‘ero in quella poſitura , in atto‘dl —
ríuerenza, con le ginocchia ple
gate I `
S. Demetria ſorella di &Bibia l’m. i”
na,condotta al tribunale” perle Cats!. ñ
uerando auant'al tiranno nella.. 1.5x.”
confeflìone della Fede , in pre
ſenza di quello , all’improuílo
morì. ’
S.Fauſto Romano,parenre del Idea!
la {lella S.Bibiana,e di S.Dafroſa , Pm‘. in'
Cara!.
dalle quali era (lato nella. Santa... lib.| 44m--_
Fede iltruuo , menato al tribuna o. 1 9,1,‘ ;ALL—-A
'ñA
le ,- 8c iui ínginocchíoni collante
mente profeſſmdo la ſteſſa Santa
;Fed-e , nella confeſſione di quella ,
lcnZa che gli deſſero tormento al—
cuno, {ſe reperiçinamence lo ſpi
xito àDio‘; - . Aeg”:
S. Felice Martire nell’AfrícaJ, :main
' dop Pſ. l 2-7 .
7-‘ L.\ " i
~ \ eu.
106 Panel Aiutae’ o”.
doppo hauer confeſſato public:
mente la Fede di Chriſto, fù riti
uato il giorno ſeguente nella ’ca
, cere morto. '
PNL": S. Palatíate, eſſendo dal pri
g“î‘i- ,prio padre accuſata per Chriſti
' ' na, doppo molti tormenti , inſi
me con la ſua DUÈHCE Lorenza
eſiliata, poſte inſieme vn gion
in oratione, diſſero. Signor ”oſt
Gimì Cbríflo `firme” lo ſpin‘
Ola/i’m, e ciò detto ambe due fel
cemcnte lpirorono.
Sur. ,e Vn -ſantiſiimo Diacono , diſc‘
TW- ‘:`polo di S.Ebrolſo Romitme p1
la lun ſantità a queſto cariflimc
Vedëd’il ſuo maeſtro già mort(
in copioscz. & abbódanti lagrin
prorompendo,diſſe. Ecom'ò P
_j dre,laſciaco m’hauetc? perche r,
~ ſon’io prima morto, che voi da
quella vita vlciſte? e ciò detto,`
deſiderio di farli compagnia gr.
demente acceſomella ſua came]
TítiſOffize la ſteſſa notre,prima cl
fipolto il ſuoMaeflro foſſeul ſe
zSignor’all’improuiſo il ſuo ſ ir
.to reſe, ö: inſieme alla lepo tu:
portatiunſie'me furono parlino
te in quella ri olli .
Guglielmo Santiſſimo Romil
m
Î~`~‘ I condannata' d morti. 207
.in vm Terra della Díocele di. Sí- Fm”:
Iacuſaín Sicilia, ancor’all’impen— i” c‘?
ſata morì , edaſe ſteſſe dop o la ‘ L
lu: morte tuttelecam me ubiñ, - .'Q
{arnente ſonorono, e fu il ſuo C31
;dan-;ro con lemmi alzate al Cíe-j
{to , mgfnocchíoni ricrouato, e la
cella, ou'eglí thus,- tutta di cele—
fli ſplendori ripiena.
_8. Ncuolono calzalaro della ’ ,
-Cmà di Faenzmhe per molti an- ;3,32
m' s’eracín racconciare . e rappçz—
vZare le {carpe à pouercſh, :mple 70”."
agaco,doppo eſſer’andato dodecí _
volte in pellegrinaggio à Roma;
à vifitir’i Santi Apoſtoli, e díeçi ì
&Giacomo di Galitía , ſtando 1n-_
ginocchiato , mari anch’egli da
morte ”pentita-.ye da ſe ſtcfi‘e :ny
con, (enz’opra human: ſonoro
no miracoloſamente le campane
SJ—Iomoboflü , Saxtore Cre
moneſe , bauendo buono, ciano Î
'affiſtíto com’era ſqlito al mata* j"
tino, poſt'in oratxone un'ant’ad
Vn’ímagínc della Crqce, e [teſe le_
mani í'n :em anca un forma d!
Cfoce,1ubítamcnfe morì; e l’an- ft*
~
K
‘no ſeguente ſù da’ Innocent”` ‘K ñ—
;Terzo canonizupr, c=poflo~ nel
numero dc"Santl. ì .S.Teó*_
‘ l (’ f
208 ;Parte 1,.,1iutodt’ Man'- a‘
Sr"- _ s. Teoclia , madre del Sam
Tom." Martire Calliopio, vdendo , ch
E." CME" ſuo flgliuolo doueu’eſſer per 34
ll.; ‘.5‘ ` tenza del tiranno Crocifiſso, diu
H* de cinque giulij a’mimllri del
giufliria , acciò col capo .in giù]
cr‘ocifiggeſſcro, il che in giorr
di Venerdì Santo da quelli eſs.
guito, doppo eſser’il caro ſuol
gliuolo‘in quel modo ſpirato,al
bracciaca al ſacro pendente cad:
verme lodando
m" ‘ì note lagrime con tenere
il Signore, per, eſs‘
ed
;3, ~ fatta degna d’eſsere di tal figll
. — e I fa; ~ madremà i ſtretti abbraCciamei
, ` e ti, 8c allegro pianto , dicd’al ſu(
.ſ più the humano, ſpirito grata l
tenZa,acciò,da’ legami del cor;
ſpicciato, dietr'a quello dell’am
;i
ì . ,, L." to Calliopìo, Potels’àlla vera'l
Pertà ?illa patria del Cielo v1
1 ` la ecc-,e l erameme’volare. '
_S.—’Sabind, nobiliffima matt-or
- î- 30.13 Milaneſemxando nel ſepolcrod
" :.. g in“. SantiNabore,e,Feliceflll’impri
-' ’s’ ,_ `ujfìa anch‘ella felicemente moi
TL", 1;' St' Hilaria z- _moglie del~ Sani
i” “A‘ Mature ClflpdÎOj vn giorno n
”Cm xſepolcljoìde' {noi figli; par-imc…
ſum@- -màrtm 3 _díuorament’orando ’il
Our-.e da’ mmvllrí del tiranno preſa, e
"ì ‘5"‘ Vo
. ñ; ñ ”e ‘or . " Îì’
…volendola queſti con violenZa da ,9, ſi ‘
quelluogo rimuouere , con'pieñ, e _ l,
'coſo
'mi di-volto diſsemia
gratiala loro ."' Laſciate-4 u
orationefioi—j ‘ j

.Are , e verrò Poi, oue più VÒi’Yox-l


,reteJl che conceſçole, e poſta,có . y i
le mani gionte , e con gl‘occſii fifli‘ ì“ ` ,
~ nel Gieîodnginocchioni. orò‘con
,diuot’zffeteo in queeìlo modo. J'íñ.
gnar mio Gíeru‘ Cbriflo , il quale ,
con tutt’íl cuore confeflòrnan miſc- t‘
_parate , *vi prego , da’ min' amate' ` ì
figli , che dal mio ſana alla 'vom-4 .-é
…ſanta Religione chiama/Z:. E fatta
queſta breu’orarione, in tacito fi-Î i
,lentio ,econ tuttîil cuore racco- i
mandandos‘al Signore, in quello l
.ſteſs0 tempo. diuenura nella mor -
te compagna, com’ella delidera-` l ’ .` 7 -
ua,de’ ſuoícarí flgli,andò :ì Far lo; "- 'i -
roanco compagnia nell’eterna,
vita. ,5;
S.Giouanni Anacoreta fù nella 7,712.: ,
ſua ſpelonca ritrouato morto cö n.1,": 4'
vna Croce d’argento, 8: ma carta ex Pm. ,
nella mano, nella quale con bel~ ”io-it, ' i `_ ‘
lifiìmi caratteri ſcritte queſte p0- c.81. - '
che parole ſi vedeumo. Defen- e L‘I
But ſum ego loann” Humilirjn- .
dit‘ìione quintadecima , che vuol …e
‘I‘

dire . Io Giai-anni Humlle paflaì


J", `~`h eó.
da \

al
@e: -' xJ
x. `, l

_—
~ ”qu-fl‘: 'ui-u, ”illa decima quis-l
. kind-'ninna . E er il computo
"fitto, ſi ritrovò
. {-nní'prima del eſuozritrouameaìz'
ser morto ſett’
' [0 i‘ l ' ~
53“...: f_s.Gargano,anèo fintillini'o Ro?
R‘… "mito , rnorì anch’egli di mort-u~
_ ü m 7,3,“ ‘kept-num , fiando 'con le .mini
Jam,- Îg’i’onte,& alzateal—.Cwloéngineeſ
nur. ìdíiÒniì. ñ .
Comi.“ ` Gioſefo Patriarca di Cofhfitiñ'
riona- ‘napoli , -huomo di ſantíflîmfl, 8c
'1'!- ìelrmiplariflìma vira , mon della
*ìtleſsa morte , së’z’hiue'r 'più rem
- po ;che dieſcriuer’in pochi verſi
“la-profeffione
Ferrer-:jçaëtolîiü'k della iSanta
l-l ‘Fedu
'-'ſi‘ñ
...ſl-Ca_ t e. concioz-Prefide ”Cappe-J
‘ …A gnhpveriendo'SfleſarioMartire.,
PW“, tutto rl] meraviglioſa luce circon
3. Cl_ 'dato, inconranente alla ver-fede
[mi, fi conuerti,e battezzato,e riceuuìóë
fl 4- ~ z. .‘54 'to il Safltíſſlmo 'Sacramento del
,n'è-1 .2-. ‘. vGorpodiChriſt-o nnllro Signore,
E ‘FR i‘… ` v ſenz'infemxi‘tà veru-na, ſubito' tiri
,"' a ‘î '.1 tacoloſarneme 'mori .‘ ' - “H
_l 8133.' J S.Melli_r0‘, Monaco del'Mona—
il”, Dialog. ‘fiero Portuenſe, qlſendogli vu;
ì’jéu! ‘-4 “Pñ giorno data da vn giouane Vna let
--r ;u ”- rem-:he nel di Fuori diceua,dpcñ
1*- "là "gf- APfl'ſt ‘peno
ì l‘a
;E cocci-mali :i ma:: .z zu
h , ritrouandoni in lettere d’oro
lcrittíil nomidîalcuni , 8c il fuoän
prim'o luogm-da ciàracc’cilſèxhe
4preſto doueua da queſta tali’saltrà
vita paſſare;e così appunto ,tanza fl
ne,poiche-lo fieſſo giorno all'ím-l
.prouiſo morì , e fràzpocò tempo
:anni gl'aiu-i in [quella .lettera n01‘
Teti‘, da queſta all’altra vitad’vm
*beppe l’altro ,.parimente pflfl‘oe
1' :SiNilammone
“tono- Solitario ;, eſſe”;
,

do da Teofilo Veſcouo d’Ale‘ſ— t


[andrà, e dìa tutt’il pop‘olo eletto
Veſcouo di Goranen’Egitto , ha
;uendo rſchieſtofempo-per far’vn
:POCO d'oration’e, eraccomandane
{negano sì grau’zal Signore ,ſpirò
in quelh all’improui-ſ'o‘, ſiimando
(meglio iimorire , che sù le ſpalle -t‘î- 'W
carica ſi peſante riporfi. ~ 4}—
Il B. Giordano Generale dei— Fefdí11.‘
l’ Ordine de’ Predicatori', mori di amor.
repentina morte , affogato nel exeo
mare’. ' `
S. 'Seuerino mori ancor‘affogel
'to-nell'acqne paſſando if vado d',
vnfiume. L >r-Î a.
\` (i *i
Vno deS‘antiStilítifèdi‘Mn fiil
mine all’improuiſo pe'rcoſlo, ‘435 il
- &Abbate; Giuliano ‘vidde Ping-ma
, ~ i
'l'u- fartí I. .Aiuto dc’ Mai-ib.
di quello con gran gloria alCíeLo
efl'erd‘agl’Angioli‘accompa nata‘.
hs. Virgilio Veſcouo A‘re ateny
’Greg' fe ,’al. quale S. Gregortoſcriſſu
Turni molte lettere, p'onendofi , mezzo
da ge”.
‘ ‘ Franc. _ addormentato} giacere ſul letto;
{ib 9. doppo'hauer' il DiuiniOfficio , 8c
;.33. *altri Hindi” Cantici recitatcm'efi:
Ce e‘ntinament’e iltſun ſpirito-,à
-Dio , ‘te ñfe nkndò à oder. ig-do’b
ce quiete , evero 'onno dell’a
zadíſo ñ, d’età dicemo venti ſet
Ît'anni. * ‘ .‘F ` ñ ‘
Pietro Spagnuoloſhuomo iam'`
&Fr-n’a. riflimo del Terz’ñOrdine di S.Fran
p.3.l l. 'teſt-mſi: in Vrbino ſopx’ìun‘ſaſcet
e. 31.. :toidi-ſarmenti ritroùaco canale;
umani Mila-Se., 'com’era il .ſuo ſolito
orarecinginocchioni morto. . '.
‘ Età-I Giouanm’? Tocatio dello
00‘243.
Hifi. ,
fieſs’Ordin‘e di S-Fra-nceſco, huo
-0,,-g_ - trio dimera’uiglioſa ſantità, emi
onu; . racoli,ſù anch’egli ritrouato nella
‘Praha, . ſua cella da' ſuor Religiolí ‘morto
ñ‘ i’ ingínocchioni , appunto com’vn*
i ~ altro S.: Paolo‘ primoRomito
'1- I ìFigIideiÎSanto Giuly reſto tono
iotto _le pietre della cala, che ſo
I radfloro ro'uinò, ſcpolti , e ſu
itamepte morti. -
Que: .quarantadue fanciulli di
ì* ‘3' ' Betel, LP

l,
.‘7'

.- E‘wnddnnatia‘ùofle. . Sf;
Betel,p'erle'baic, e ſn ſcherie fat-3 ñ
te controìdel-Profetafiliade quali;
per caggion dell’età fanciulleica i'
fi poſſonofacilme’nríc*icuſarei fui;
tono da Orſi miſeramente mal—j`
trattati,& vccíſi. - ñ ‘ z
Quel Profeta, delquale ii parla* '311‘.
ne’libri de Regi , perèvna Reggia-K; 3.8453 ‘ ‘

ra colPa, fù dazvnLeone primi-,oo


di vita ,› e pur’cra- hu‘omo imma;
poiche quello -ſteſoëleonei dop—.
' p0 hauerlo vccito; eom’à huo'mor
giuſto . non-«hcbbe ardite nè di:
coccar lui. nè il' ſuo giumento. '1.
v
Molti huomini Santi-ſuggendo:
la perſecutíone di Dario, furono- Nam‘
ne’ monti alcuni d; fiere sb’t‘anr— R" I* ’g
ti ,altri di; famemorri., :ieri dat Dice”,
freddo rie-deſerti eſtinti .~ 5: altri
per.“ mani de’i‘adri vccifi,de’ quali,
come di Santi , fà íliMartirologio
Romano honoratiſfim’a mentioî-_g .
HL). Z .~, .~ ‘

v Pien‘e finalm’àueſon'o rHiſtosz


rie di ſimili eſſempiizne' tempi;
paſſati occorfi,-e l’etperiQDZa‘an-g
cora ben l’inſegn: ne’, prpienti ,
Nè deue cagionar meraviglia z
che Dio Signonnoflroalle :volte
ne’ Santi,e terni ſuoi quelle _root-t
t! repentina permetta i impì‘rciò
c e
ì* ñ - "La .
` ;04‘ ;iz-l. Aiuto e Mon ’.
Leoni. che per molto tempo l’4
z-ñſi
W-
haueanfatco compagnia, e dlteío
f da molti pericoli. , . ñ.
‘s"r‘ " ñ S. Belíno ſù anco fatto pezzi.
da' denti de’ cam'. 7
Sur. &Guerin; Vergine, & inſieme
`
;Imm- vedonaſhgliuola di S.l$:1gida, da
graue occidente di ſtomaco ſoñ. ‘
prapreſm. ſenza nè anco Poter rí—,
ceuer’ il Sanuflìmo Viatico ,, re
pentiname'nce morì . i
gſm-o”. Hugo di 5._ Vittore dello ſteſſo
"- All- accídence.-ſen`za poterli comuni
M‘- care, pirò; …a adorato nelle mani
. . .J

“ì" "- d'vn- Sacerdote il Sancíffimo Sa
cramento,che gli l’ù per tua con—
iolatíone àcaſa da quello pom—
*É:
`“ to,con gran diuotionem ríuerenñ.
Za,e con voce più' Angelic:,c’hu—
mana díſſe .Pdf-'andai Fili”: ad_
7’41rem,à~ſäruuflad 'Dominic-q
ſuumoAicenda il Figlio al Padre z
6c il ſeruo alſuo Signore . Et m.,
dir quello l’Hoſtia ſacra diſparte
‘ ue z &illam’huomo di quella
{Pjrjtnalmenme col ſolo .defide
hm- rio cibarois'incaminò vers'ilCiefl
.e. , g*
‘e Ga* Il
’ B-Giouanni
e di DíoiFondatoJ
Franc. fe cÎfîll'Ordíne dell'Hoſpitaliti
cz; Um dell’infermizdell’ifieſſo modo ſea
~ ’- ~' l’hi
Wall-”47W mar”. :of ~
z’haUer tempo di riceuer’ilSan- f
tiffimo Via‘tico.ſe ne mori-E l’heb
be ſolo per alzarſi con gtanlenn
da_ letto,lul quale riuerentemente
ingin0cchiato,adorò ſolo con di”
norme feruoros'affett’il ſuo Dio ,
E( ad vn’imagme del Crocifiſſo
' abb’àccisxtozcon alta voce diſſe.).
.Giani Giu-ü- nella ”u mani racco—
mando il micſpìrua, e. così diCGſl‘,
do, ſpitò, rettandoll‘nìil ſuo cada:
u‘ero in quella poſitura ,in atto'dl
riuerenza , con le ginocchia pie
-83‘9 ' . .
S. Demetria ſorella di S.Bibia- Pen…"
na,condotta al tribuhalem perle- Cam!.
uerando auant'al tiranno nella.; 1.51.35
confeflione della Fede , in pre
ſenza di quello , all’improuiſo
morì. d
$.Faullo Romano,parente del— Li.
la {lella S.Bibiana,e di S-Daſroſa , cui"
dalle quali era (lato nellaSanta—ì "5.' ,2
Fede illrutto , menaro al tribuna— …9‘ `
Le z 8c iui inginocchioni collante
mente proſeſſando la ſteſſa Santa
Fede , nella confeſſione di quella .
lenzzi the gli dell‘era tormento al—
cuno. r.: ſe repentinamente lo ſpi
tito Abid-~ . ' ' Aug”:
S. Felice Martire nell’A-fricaJ, mai”
` dop— ?ſua-7.
306 Pam I. Aiuto in” or”. i

doppo hzuer conſeſſato publica"-7


mente la Fede di Chriſto, fù fitto
nato il giorno ſeguente nella `car—
cere morto. *
Pm. in S- Palatiare, effendo dal pro-~
Canal.“ prio padre accuſata per C hriſtiz
M. x x.
m, doppo molti tormenti , inſie—
me con la ſua nutrice Lorenza...,
cſiliata, poſte inſieme vn giorno
in oratìone, differo. Signor sqflro
Gimì Cbrllbfiuigc” lo ”ir-'to
azz/Ira, e ciò detto ambe ’due feli—
cemente lpirorono. '
Sur. Vn -ſanciffimo Diacono , diſceé.
Tom. ‘g polo di S.Ebrolfo Ramirofle per
la {ua ſantità a queſto cariffimo z
Vedëd’il ſuo maeſtro già morto ,
in copione, Se abbödanti lagrime
prorompendodíſſe. Ecom’ò Pa
dredaſciaco m’hauetc? perche nó'
ſon’ío prima morto, che voi da..
quefla vita víciſte? e ciò detto, di
defiderio di farli compagnia grä—
-demenre accefomella ſua camera
titiroffi,e la .ſtc ſſa notre,prima che
ſçpolro il ſuoMaeflro fofl‘efll ſuo
.Signot’all’ímprouiſo il ſuoſ iri
”to reſe › ö: inſicme alla lepo tura
portnci,inſic'me furono parimenz
te m quçlla ripoſti .
Gughelmo Santiffimo Romita
in
f‘
` z
J,...

av Hawd-M'“J una'. 207 ’


in vm Terra della Diocele di Si- Fm"- l ~`
racuſain Sicilia,aneot’all’impen- " ("
ſata mon‘. edaſe fleſſe dop ola “‘Y- 3 i
.ſua morte tutte le cam :ne nbiñ, ì l‘
o
tamente ſonorono, e u il ſuo cafl ' È,
.dauero con le mani allate alCie-j
:to z mginocchioni ritrouato, e la
cella, ou'egliſtauaq tutta di cele
ſti ſplendori ripiena.
‘S- Neuolono calzalaro della '
-Clttà di Faenzaxhe per molti an— “fl-fo.
m‘s'era in racconciare .e rappez- *
-zzre le ſcarpe à pouerelli, impie- Wu!
-gat0,doppo eſſer’andnto dodecí
volte in pellegrinaggio à Roma.
à vifihr’i Santi Apoſtoli, e diccíà
&Giacomo di Galitía , [tando in:
. ginocchiato , morì anch’egli dl
morte tepentina,e da ſe [leſſe ih‘, ~
‘cora, (enz'opra human:
no miracoloſamente ſonoro
lecampane- 1 »‘ z ‘
Ì
S-Homoboñò , Sartore Cre- _. I *il i 7 *
monele , hauendo buonofliáno , , ZZ ~
‘Affiſtito com’era ſolito al matu L ,
tino, poffin orarione auam’ad
Vn’imaginc della Croce, e lleſelç
mani i'n terra anco in forma da
Croce,lubitamcme morire l’an- ‘ ’_ .
mo ſeguente ‘fù *da Innocent”v “f. ‘
;Terzo canonizuor, e ‘-Pofio nel
numero dc’SantLì ‘ ñ .
_ S.Teo-. <
208 ;Parte Ìſidîuto de‘ Mar-'lo'
5“"- v S. Teoclia, madre del Santo
.TW-.h Martire Calliopio, vdendo , ch’il
g’ C"? ſuo figliuolo doueu’effer per sé'—
‘i; i? ` tenza deltiranno Crocifiſso, die
P’* de cinque giuli; a’ miniſiti della
giuſtitia , acciò col capo .in giù lo
ct‘ocifiggeſſero, il che‘in giorno
di Venerdì Santo da quelli eſse—
guico, doppo eſser'il caro ſuo fi’
_ gliuolo in quel modo ſpirato,ab—
*{- ²" bracciaca al ſacro pendente cada;
3153,- uero,e lodando con tenere , e di
““' " note lagrime il Signore, per eſser
fatta degna d'eſsere di tal figlio
madre.trà i ſlretti abbracciamenó
ti, 8c allegro pianto , died'al ſuo ,
.5- più che humano, ſpirito grata li—
renza,acciò,da’ legami del corpo
ſpicciaro, dietr’a quello dell’ama
, to Calliopio, poteſs’alla verali—
‘ bertà della patria del Cielo ve—
~ loce,eliberamense Volaſe- '
‘ ' i, ;non ~ ?Sabina nobiliflìma matrona
30.13 Milaneſemxando nel ſepolcro de' .
_, gm… SantiNabore,e_Felicenll’impro—
‘-z g uiſb anch‘ella felicemente morì.
i Tx',
i” 1!* Se’ l—lílaria
Mart-[re e _moglie
Chiudw) del Santo
vn giorno nel

, .33_55,,=ſep0lcljo‘de ſumfiglnpartrnente
Img@- -mafñtm z _dlnotament’ornndo ,-iuí
Mme da mlmſlti del tiranno ;Helene-94
‘ì "3" vo
.e 'ſronîeìm- ?Bid-1:77." "
. volendola queſtizcon violenzadn a”
-guelluogo rimuouere , cbn’pie-L o

ſtoſo .volto ,diſse loro .‘ Laſciate;


mi di gratia .-la mia oratlonç lim-j
:e , e verrò poi, oue più vói‘yox-l - La - i
.tere-Il che cpucdìole, e poſhxó
. le mani gionte z econ 81-0“hi fiffi_ W z ~_',
:nel Gieloflngmocchjpuj, oròxcon _.
.diuot’zff‘etto
gnor mio Gina‘in quesio modo.
Chi/la; .PL. ſ
il quale
to” tutt’il cuor: :auf-flame” miſi
--parcza , 'ox' prego , dim-'fl' amati
figli ,ì cb: dal mio [ma alla 'vbflra
.ſanta Religione :bum-[lc. E fatta
}queſta breu’orarione, in tacito fi-Î
denti? recon tuttîilçuore racco l
mandandos’al Signore ,in quello i
.fleſsçrkeiypçz diuenuta nella moi' l
,re compagna', coi'n’ell-Î deficien-` i

. umde’ ſuoi cari figli,andò á Far 10-‘


rorgnco compagnia nell’etema_
Vit‘- ñ \' ›
j"ſua
l.. 8.(ìi0uanniAnacoreça
lpelonca ricrouato morto
ſù nella
c6 mi,…
73_15; i“ -l
. vna Croce d’argento, & ma carta ox Pm. ,
nella manotnella quale con bel~ ſpirit, ' l ‘La-EQ_—
.lifiimicaraueri ſcritte quelle p0- c.81.~ _ 1
che parole ſi vedeumo. Def”.
&a; ſum ego 1047…” Humili-ri”— zu
l
dióìione quintadecima , che vuol ‘l
dire - lo Gian-mm' Humile paffm'
r.
` ’ da
i r_ dla Parte
7 ~ ñ. ”Mac CL rn-"’
~

ì i'. .- ùquffla 'vita, ”alla decima quia-i


"f ,_ ”induzione . E er il computo
‘ ſe, fatto, ſi ritrouòe'ser morto ſett*
A anni prima del ſuo *ritrouamenz'
i ;Oo i L ` ` ~ .,
‘ i‘ ,aum'ffi‘-‘S.Gargano,anco ſantiffimo R0!`
l R,… mito, mori anch’egli di mort-La_
' ~ mm',- *repentina , flando 'con le _mint
"zz ‘ 33.114,. ’gionte,& aIZateal Cielo,inginoc7
' nur. ’chioni . "~ i,
Conti]. Gioſeffo Patriarca di Coſi-mi#
Jil-:rm nopoli , huomo di ſantifflma, 8c
'I'l- eſsemplariffima vita , moti della
r , z î=fleſsa morte, sëz'ha’ne'r più tem—
. _ po ,ì che dicſcriuer’in pochi verſi
i, i
`lat-profeſſione della;aj-t'
Cattolici, :‘ÌUI!,
Santa.uflñmm
Fede:.
A .i ?mer-3 m s. Leontio -,ñ Preſide diCaáapa;
i ;LET gnawedendo S.Ceſario Martire.,
Pam“, tutto dimerauíglioſa luce circon
rl 3. Cl_ dato, incontanente alla vera Fede
,ñ i mi, ſi conuerrm battezzato,e riceuu—~
; » kafka-.APR to il Santiſſimo Sacramento del
p fly.: z* Corpo di Chriſio noliro Signore,
F; -. ‘ '_` .SL-’2’? x: ſenz'infermità vero-na, ſubito mi
,Ì ,‘25 f '"ìîſiîl. racoloſamente mori .’ñ t “4-"
;Pf Greg. S.Mellit0, MonacodelMona
E5_ g!”a Dialog. ſiero Portuenſe , qſſendogli vu_
,1 1.4 cap. giorno data da vu gíouane una let
› l

Ì "6* teramhe nel di ſuor-1 diceua. Apc—


i '13(g- lrge- Apri" leggî58tíapeſto~ ‘ i
- [3L %
` ‘9L' ` i › .
,71“ .. ñóññ” ó- — ~—~
." E rat-{mali á un” .1 zu
ia y ritrouandoui in lettere d’oro
fcrittii nomi d’alcuni ,“6: il fuoän
primo luogm-da ciàraeeolkyche W‘ `
preſto doueua da queſta 'all'alta ,ſ3 .. T
vita pafl‘are;e così appunto Mille!! …"5 c ;
ne,poiche~lo fleſſo gica-no ail’ím-l 4- ñ .
prouliſo morì 3 e fi-àxpocò temp-o
*.Ouui- gl'altri › in iqueila Lettera no—g
tati, da queflaflall’altta vita. l’un.;
doppo l'aitro. ,,parimente paſſo:
“04"0- ~ '. ‘ñ a“) ' ~_
-: :SNilammone Solitario, elſe-m 25"" z‘
do da Teofilo Veſcouo d'Aleſ— ' ` 7‘
ſan‘dría, eda tutt’il popolo eletto ‘a’, U; a
Veſcovo di Geranell’Egitto , ha- - ’i
:ñnendorichieſtotem po per ſar’vn 7 7 ñ
= poco d’oration’ez eraccomandare u \_- .
<negotio sì grsu’rnl Signoredpirò ~ :J
in quelh-aii'improu-iſh‘, fiimando
‘Meglioiimorire»chesùleipalle u, W ;ili
caricaſipeſant'e-riparfi. ' i} **fiſſi-,x
11 B.- Giordano Generale euñ Fer-_im_- i:
l'Ordine de’ Predicatori', morì di "UV-9”' ’_1
repentina morte ,~ affogato n'el ?MEF-"F
mire’- ‘ - ` , ’
S. Seuerino mori ”Cork-foga
'tuflell'acqìnepaflando if vado d',
vnfiume.- I. > .'Î \ e* z- '-i ’
Vno d‘eÌSanti-Stilitiiìzdaìvn iis]
mine all’improuiſopercoflo, ‘485 il
S-Abbate Giuliano ‘vidde l’uíçna
a l
'in farti I. .al-’No da’ Movü.
4
di qnt-lio con gran gloria alCiele l
efl'erdàgl’Angioliaccompagnata; i
LS. Virgilio Veſcouo A'relat'enf
:HF-'n.- fe »ì al‘ Quale S- Gregorio- ſcure.,
4, 5,11, molte lettere, ponendoſi , mezzo
Fm… b addormentato,à_ giacere folletto.
zib 9. doppo’hauer' il DiuinîOfficio , 8c
c. z3. altri Hináim Can tíci ”tirarmi-clic
Ce &min-mente ilsſuo ſpiritoc.,i
-Dio , :e {e n‘sodò à oder. lq—do‘l
ce quiete , evero onno della*
”diſc -, d’età dicemo venti ſer
r‘annì- > 'v’ -
131……, Pietro Spagnuoloſhuomo» lan-'i
s. Fra’:- riffimo del Terz’Ordinedi S-Fran
P- 3-1 1- ‘ce’ſcmſù in Vrbino ſopr’vnſa-ſcer
*'- 3 2-- toìdi-ſa-rmenti ritrouaro conle”
*manialzare , 'com’era il ſuo ſolito
orare,inginocchioni'morto. *1 -'
oóz‘g Età'eîG'iouanniëTocatio dello
ma. fleſs’Qrdme dl S Franceſco, huo
0,53_ m‘o di meraviglioſa ſantità , e mi
oſhs, . racoli,fù anch’egli ritrouato nella
ſua cella da' ſuoi Religiofi ,morto
inginocchioni , appunto com’vn'
altro S.- Paolo‘ primo. Romita.
i Ink!. I FiglidelKSantoGiiol? reſtorono
iottole pietre della cala, che ſo
' _raduni-0 roulnò, lèpolti, e ſu
itam’ente morti. . 2 ~
Quelquarmudue fanciulli di
Betel,
.E randa-’nudi' dai-um. 5t
Bere!, perle"baie, e fraſcherie fat-3.
teconn'o del-ProfetaElimle quali;
per caggion dell'età fanciulle-ſca iz
ſi poſſono-facilmentîeîicuſáre* ſui:.
tono da Orſi miſeramente inni—j`
tratcatí,& vccíſí. - ì- z
Quel Hofer-1, del quale ſi parlav
ne’libri de Regímerëvna le 3*
‘ ,
ra colpa, [ù dawn-Leone Pſfllîtſh '3' M"
i vita ,- e pur’era hu'omo fantozz
poiche quello fieſole-one; dop-,,
' p0 batterio vceiſo; com’àhuom 1
giuſte . nonzhobbe ardire nè i:
toccarlui. nè il'ſuogiumento. J f -
Molti huomini Santi-ſuggeudo;
l
la perſecutione di Decio, furono** Mau;
ne’ monti-alcuni da ſiete sbranz— Ro. ut
ti ,altri di~ kamemorti., ;ieri dal! Dm”,
freddo ne’deſèrn' eſìinti . Bund
permam de’ſ‘adri vcciſizíle' quali,v
come di Santi I fà il Mçrtirologío
Romano honoratiflima mentioî—,z i
nu. ` ’
Píflíe ' ‘.1 `
rie di ſimili eſſempiizne‘tempii
paſſati oecorſí , e l’eſperienza an-g.
cora bon. l'inſegna ne", preſent] g:
Nè deue cagionar meraviglia z
che Dio Signor. floñro alle ,volte
ne’ 81nd,; ſemi ,ſuoi quelle por—l
ti repentine permetra z impÈrciò
c e
'che oltre-le" raggioni ſo ’ac'cenî ’ ’l
flatezve ne ſono ancora` ell’altre;
vna delle qual-ie 7 ch’è coſtume 4

» della Diuinanon
fpenſareſſe Prouid'enza
rare voltenondi-ñ
nell , l
dinarie leggi della-'natura, poi s
, , non -patrebberagìgione dibùon
~ ‘ì, . '-fgouernofieſpelſoieſenza molte
agrauifflmecauſerompefl'elále 3'?
;delle ciale natura-lize nonle _añ
celle buoni i. 10m- prinilogija'.
Quindi è_ › che ſe 'alle volteè’conf
naturale alla compleflìone ,s Sta
gl’humori d'alcune perſonelſanñ
”e ,e giuſte . il morir-:dimot- `
2...”. te ſubitanea , non altera per
‘ a? ciò-‘Dio ricorſo ordinario del
-v‘- M“ llmamla ,ñmà laſcia , chequeſtnJ
natia-il:mattoncini-i;Pereiòuuan-`
dumllesmr’eÎLivanie'domandiaëÎ
moi SiaíDiuiná Mucſtàuhe‘ ci'
liberi 'dt morfeí‘filbiraneaz, &im;
Il
prouiſa. Aſtlbítanu,à* ,n'a-proxy'
f- morlezlücrì n” Doni”, Con
ul domanda non-chiediamo . che
ei liberi‘ dalla Marte‘ repentina;
i f‘ ~ ehe naturalmente
lerſhäde* ci può‘ auuenióa
uellazchezvenendoal-l
rimpianti zìcoglie'efle volley;
duomo in diſp-fly" 8t inimiciti.
.:ñ-…iui e, ;
r: i ;U Minuti' a mom. z r; z
~ di Dio . Poiché quando i’huomo lì =
’ ritroua in grazia., non è cartina tal:
fonte di morte , anzi ne' Giuſtiò'
gran beneficio , 8c vn pegnodei
‘ totem: ſalute , perche muoiono
lenza paſſarſper i pericoli 7“, *che
nella morte peſſo- fi ſperirnzema-ì
no ,' da’ nofirisnemici caggiomti;
La—qua—l verità* cí-inſegnò- lo SpiJ,`
, rito fantofluando difle, ch'il Giu
flo la ſſcrà beneſin-qualfiuoglíz:
force ímorremhe Banner-rà’: ñ {
r ;Barche :iii-nno à Came 'tre ne
däríjflìmr memíarenri .rjſll pri-- Eee!. :i
mo -é , che-h ñp'iù impormte-dili-x l sfl
gazza , &ilmigalíim’ ap'pzrnk‘chíog *
percbenrn‘iorire ,- è, procurare" di:
[tar ſempre ,lffhuomo in grati; ,48c
amicitia di Dio-Impcrcío-.hefian
do in dirmön’eflon-
force queſto modo .ſegbìnò‘n
ualunque‘.
deue
flímarfi catríuaaperìle perſoneigíu'
ſte , mà più toflo felice,& :uuem
mandi Secondmche la Diuina.:
Prouidenza. acciò [kiamo ſem prg
vigilanrí, 8c accortí,"ancorch’è`nql
habbia con la vita conceſſo l] li—
bero arbitrio , ci pone con tutto
ciò auami gl’occhi il pericoloxhe
v’è di morir’all’improniſo , dal
.qual perito@ non. “3.9.16- che ſia:
› * no
:.16 .'Pane I,Ainto de’ MW”.
no aſſenti nèìiGiuſti , nei pecca-V 1
tori ;anzi the tutti fiano à tal ma—z
niera di morte ſoggetti. Quella_-È
vigilanz: aſſai chiaramente ci inñ,
ſegnò Chriflo , quando ci diſſe}
ch’in'qualſiuoglja hora vegghiaſñi
fimo z poiche ntun’hora èper la.:
morte ſicure.” TerZo è,che nó ha'
di che lamentarſi .-1'l peccatore ,
quando tal maniera di morte., ñ
l’zauuieneszpoiche fe-Dío non im
pediſce 'ne’ Giufliil corſo delle .
cauſe naturali g quando richie’do- "
no , - chequflh’
repentina muoiono
, molto meno di motto
deu'irn— -î
pedírlo, ò alterarlo in chi per tan-‘r 4
ti titoli merita con ralmodo di
morte anco l‘inferno' .

` ~z Il Fi':- dcüq Prin”

…uz x"Î — l‘a-1:'.


‘í-l e lt" ?d
:ſſ"
*fl -. ~' l 1 ;l a… l
…-- .. ñ n ññx- >‘_
«ìîí'T‘ ~ :A i. -
o'. :Naz-"ì ñ ›-6"‘ ad‘
:1…f- ì; ‘Î'Ãca‘ .;_ . *M- x"
J!" _ l THAT“:YA f ‘ _"ÌI
’ ſi 'v ;3' :r ,5; "K-f- PJ i - r,
E". La': A! "i i L"
NPARTESECONDA(
Dell’aiuto de’ Moribondí ,
' e Condannati à Morte
dalla Giuſtitia . `

De’ Rimedijzá‘ aiuti Generali


per tutti gl'Infèr’miMgani
pants' , eCmdannati
è Marte.: .
CA P. PRIMO.

<Òee Ncorche moloiiöz effi


caci ſian’i mezzi ſpi
w’
"4.)

…fl ritualiydí che la Chic


~ ›-. ſa Sant‘a,’per aiuto de'
‘ Fedeli, mentre queſti
viuono,e ſon ſani,prudentemen
te ſi ſerue;con tutto ciò vediamo,
che molto più efficaci ſono quel
li,ch'adopra, ~quando queſti ſi ri'
ttoùano per
"Poiche giàquéll’vleimo
alla morte. tappa
vicini . ſi
~ _ ' K in
z! '
in particolare ordina i tre neceſñ'
ſaríj, e ſaluteuoli Sacramenti,clel—
la Penitenzz , XComunione per
,Viatico,& Eflrema `Vntionexlt hà
iſtituito sì Copioſo numero d'ora
tioni,con le quali iollecita, e dili—
gente,è ſolita per gl’Agonizanti ,
e Moribondi con pietos'iſtanza
chicdet’a Dio il ſuo Diuin' aiu
to - Con che com'affettuoſa Mae
dre c'ínfegna', à non traſcurare., i
mezz’alcuno . che poſſxé.- eſſer’à
quelli di giouamento in quel peñ,
ricoloſo tempo . Qujndic‘. che:
Chriſto Redentor Noſtro , non
già perche diciò biſognoſo foſ
ſe , mà per nollro eſſempio: morì
piangendo , ſolpirando, gemen
do,elclamando,e con orarionifl.,
feruoroſa preghiera raccoman
dando il ſuo ſpirito all’Eterno Pa
dre;per additarci la diligenza,che
noi nel tempo della noſtra morte
Vl‘ar dobbiamo . Hot perche de'
tre ſudetrí Santi Sacramenti s’è
l
ì baſtanza nella Prima Parte di l
ueſto libretto trattaton'n queſta
çcqnda ,Parte d’alcun'aleri mez
Zr, rimedi), & aiuti, _così generali,
come particolari tratte-remo , i
quali-per farfacquillo djpbbödan

0
' te
’l
te gratis. neceſſaria‘ per yna buo
na morte in gratta di Dio, gran:
~ demente craiuteranno.

Del Primo Rímedía Gann-alam?


il JeguoJÎlI-a d'aula Croce ,
(g- Imagine del Cm; '
cfififlò . `
Se [e

L Primo Rimedío generale)


contra, ualſíuoglia pericolo,ò
tètatione el demonio , è il Segno
della Santa Croce,ſegnädoſi ſpeſ
ſo con-quell’il Mo.ibondo,& an
to gl'altrí, che in ſua preſenza;
ñanno . Poich’è certo, ch’in que
ſto ſegnohà Dio Signor Noſtro
gran parte della ſua virrù , e po»,
tenzz ripoſio, e con eſſo hà opraà
to gran merauiglie , e prodigii
contr’il Demonio, anco er mani
de'Giudei,Pagani.& alcr inkedeli.
A queſto ſi riduce, iltener’ii Mo
ribondo la Santa Croce, ò imagi,
ne del Santo Crocifiſſo nelle ma
ni, ò auant'à l’occhi,e ſpeſſo ado
rarla. Et è co a‘certiſfimamhe que
ſto rimedio , &aiuto è dimolçiſ;
_ſìmi

beni in quell’hora , edi lira?,
3 u Òrdl':
ordinaria vtilità cagione. La pri
…i nîa vtilità è. che di tal fegn'arma
;I t’flMorÌbondomon ſarà , come.,
‘le dice S. Cipriano , dal timore del
pericolo della'morte atterriro . Î
cypri‘, Non lime!” morti; perìmlum ,
“i, ſem de 'ubi’ un” ”annui-e umſ icitur
,r Watt) ſignum . La ſeconda vtiJit è,jch'
xl l
~' an‘corthe tutte le tartaree legioni
@viewós-.1"*ffl vengan’ad aſſalirlme buttino con<
tr’eſſo luirutte le fiamme dell’in
\ ſet-‘no, ſubito che lo vedranno del
` ſegno della Santa Croce armato ,
‘i
in vn tratto rimarranno vinte, La
ſuperate ; e ſcompiglian‘doſi z ſi ì
precipiteranno nelle lor'ardenti ì
Kiara”. cauerne. da' Crnrirſignvm fiaffi’i l
apt: 2.7.` ratur inimicur,dice S.Gzroia’nſiio.
ad Fa* Iiche confermando S.Iſido.ro ſo‘g
bio!. giugnez Diabolm Miane celeflí:
Ìſidffi pain‘: includere molt'ër. (ìgho Cru
"E-W- cirDoÎ'ním‘ra ſupera!” . Et aníi
“P" mandocià non iſtar'èon ie mani
in quel püto vote S. Pietro Chrió' -
ſologo z ci eſſorta adjfläpùjgnar ſi v
poteht’arme,con cW-dic’egli,ſpa ì
uenteuoli ci renderſi} ”’a’ demo
nij.-e,porremoñ- f] ga tutta la) _
vii Canaglia deii’; "ſemo .cigni ì
Ch"lſ- Cbríflìam, ;nude ſee-mm; ma”:
.ſ‘re _1.70, (gift-3, da: {animali-e , qunſic ma:
*— :ai:
.b candannati è morte; ’22:.
mit innmemqromlfügíat , ſi 'oi
deatſſifimtífl armatnmLaTerza
. vu‘lixà ſarà, ch’armaro della Santa
_ Croce il Moribondo,ò Condan
nato à morde , ò pur’hauendoläu -
nelle mani,ò auent’à gl'occhí. ha— a
urà ſeco ſicura , e parentela vi:
del Cielo, verſo doue s’incamina;
@ai in boeſigoa iur faure, aggre- AW"
diíñr, ad Cali-m @Knopfler-4'” , ſ‘" ‘3’
dice S. Ambrogio. —
Dell’efficaciaódcl Segno della..
Santa Croceflppreſſo SGregqrio Gus:
Papa, S- Gregorio Niffeno, 5L ale La”,
“Mambo-tolti caſi occorſi ſi legg Greg”; i
gono. Perciò ſarebbe bene ricor- W,
` dar’ al Moribondo i òCondflnna- ' ì
to , alcuni alliempij memorabili
intorn’à queſta materia d’alcuni
Santi. chelpelſo nell’ho a della.:
lor morte con queíio alutifero
Segno li ſegnauano . S. Chriſoflo— Sur; ;7v
mo auanti la ſua morte li ſegnò La”.
col ſegno della Croce , col quale
era viſſuto . S.Seuerino,Apoſtolo [dm 3
della Bauiera,anch'egli, prima di 1“‘
morire, di queſto Sacroſamo Se- ‘
Eno dal capo al pie’ voll’armarſi .
. Maria Ogniacenſe, comparcn- .z
dole nella morte il demonio z con “UZ
lars’il ſegno della Croce , locac- F* ‘3
z C10
.zz-.z M
'Akum- cio via . S. Balaam,S. Ignatio Pa;
triarca Coflätinopolitano,S.Pao
1*; ‘Dm 1m S.Macrina,riieríſcono alcuni
mm" Santi ,che fecero nella lor morte `
Gregor.
. x-ſſ 10 fieſſo. Anzi, quandol’infcrmió
’M ‘ tà impediua loro ie mani-:l’círco-v
ì' ' . della
Rami Santa
chiedeuano,
Croce liche colſegno
ſeguirci-of.“
Warm Così lo chieſe,e I’ottenne Anaſta
pl”. in ſia, ſantíſiima donn2,la qual’in ha—
vita S- biro d‘huomo fece in vn_ [nona
:Sñü‘ñ ſiero di Monaci aſpriſſima peni—
_tenzzh Di ciòfece anco iſtanza S.
Warm'. Zenobío Veſcouo di Fiorenz: ,
' :up tir. celebrato da S.Paolino, e &Chia
xezfflo ra 5 8c è fiato parimente ordinario
coſtume di molti altri Santi q

pratici”, cl” inginoccbíonífidletì


lo fece J'. Nico/ò da Talent-'io,
, prima di' ritenere nella mani la
Santa Craoc,doppo la quale Ba
cíamda il Sacro Legna , incanta;
”ente/Pin) . '
Dio ti ſaiui , Croce prerioſa;
cb…, che degna folti di portar’ il
~ …11.2, Freno dei mondo, ii qual'in te ſi
c. i3, npoxògn teſi pos’à giacereiòc in
te per i’ecceſſiuo incendio ,della~
e x ſua cam-nua Paflione volle ſpal':
’ - “ Keri
-—-=-__.__._.l
Franchini-m' i mom . ' {z 3
-get’il ſuo Diuino Sangue. In teil
perdon’al Ladro il Redentor dei
mondo liberalmente concefi'eJ,
quando quello de’ ſuoi errori péfl
tito‘,implorò la Diuina Miſericor
dia,e Cl emenzaJme al Vergine..-`
Diſcepolo raccomandò egli la
ſua Vergine Madre. Et in te 51
nalmente, ſpirando pietà, e pe!—
dono,pregò per i Crocilill'ori,che
gli toglieuan la vita. Egli per tuo
meno fi degni diſenderm’im
queſt’hora dal maligno nemico,
'e `vin’citorcondurmi c"on eterno
triò’fo al Campidoglio del cielo 3
grafia” da’ J" Amico. Mona”
` ?affineſc , ”d mp a dell-ſtu_
Mom. ”tanti ‘im-:W
’del Cracüîfle .
Lementiflimo Signore,e Dio
d’ogn’ineffabile milericor» -Fmjpi i
dia, non permettiate, che quello CM. z;
voſtro ſeruo perpetuamente pe— Wu.
riſca, e nó vogliate in compagnia ,
di coloro, ch’all’ecerna morte di—
ſcendono ,ñperpetuamente dan
narlo. Non vi’ lcordiate di me,vi
priego,
fate,chef nel fine
nelle della
mani de‘mia vita:
vollri mà ì
San:
4 -‘ ti
2241””: a 1.11 :atque ó.- …
ci Angioli preſa {in l’anima mia. Sc
alla patria del Paradiſo menata, la
qual voi per mezzo della voſtrs
Santa Croce,e Paſſione apri ſt’al ge
nere humano. Iui voi aſcédendo,
in volltra campagnia cacriu’ancor
men'aſte la noſtra cattiuirà, 8c iui
ſcnZa mercede alcuna, anzi con.:
iiberalirà ſuor di miſura, à miſeri
mortali con largamano celeſtí , e
rari doni -diſpenſaſte . Iui., credo,
che voi , vero Dio , 8c vnico Fi,
gliuolo dell’Etemo Padre , infiei
meñcon lo Spirito ſanto ae’ſecoii
de’ ſecoli eternamente regnare .
Amen. Dínuouo con tutte le vi—
ſcere del mio cuore., ptr virtù di,
quei-io legno di vita, nel qual ~voi
\
_P la ſalme del mondo vi degnafie
eſſer virrimbe ſacerdote, 8c in cui
faceſte ſchiauo il Dcmonío.e con
' .-W—'— 'eſſolui tutte le carraree legioni.~
' “chiedo, che ſia per mequefio
'ſegno della Santa Cro.e (porche ,
;il
i'‘.Ãñóñ già à voi ne_;vengofineiPugnabile
La‘
ſcudo contra tutti gl’accuſatori,
m
ch’io queſtorempo ſolleciti, e di:l
”genti cercano l‘anima mia:e fa—
te_ , chenon habbia ardite di ve—
fa*** nirm’aliegronil’inconcro il Pren—
cipe delle tenebre; màconäi ſo,e
. 'ſ 1
il
', V Tandem-aria' marte . ' a 25
disboporaroſie ne Alia perſem pre
da me lontano.

Orfltíane , che fece S;Girolama,


q Dottor della Chieſa , col Cro
cifi'flb nella mani ”If/Jo -
_r4 dellaſuaMorte.

lſericordioſo Giesù , for; Hz [i


‘ teZZa mia, nel qual credo, ,ſebioìeñ
.nel qualeſpero-z .il qual amo, 8c uu da}
amerò per ſempre . Porgetemi [apx-leg
Îla voflra potente mano per dar
queflo ſalto della 'vita alla molte.
‘Tempolägià Signor mio , che..
,quella v poluere allaſua antica
'terra facci ritorno,e l’anima,ch’in
’lei .de poſitaſteal ſuo Dio, e Crea~`
?tore ſe ne voli.Apritemi,Signore,ì
“…m-_L4….
le por-te della vir-a . Quando nella
Croce à guiſa diladro patiflezri
cordateui, che facefie quella ma
, gnifica , e liberal promeſſa di dat’
il Cielo a’ peccatori. Di quella
m’auuaglio ancor’io , & in quella
*ó—-un.
fidato, prendo in quello punto 1,
ardite (perdonatemí mio Dio)d1
familiarmente parlaru’m quello
modo. Guardatemi com’al La
’dloj Signore,al quale perdonalffe
\ 5 ne
è. 2.6 Par” Ilmſîuto 'da’ Moi-ib.;
nel legno della Redentione,'e fifa
fate in me miſericordioſamcntflſi)
gli occhi; come gli fiſſaſte in Mat-z' i'
teo, 8t in Maddalena,e ne gl’alm
ſcandaiofi peccatori,
voſtra clemenza che ſotto
, contriti, la
8c hu—ì
miliati,ſiricouerorono . Voi ſiete
quello ſteſſo , che ſempre foſte, e
ſarete-,8c
tale, qualiioerap’effl,pieno
per mia diſgratia ſon
di ſcelc—v
ratezzese dipeccati. Infelice me
pecatore, e quanto ardito mi fà l‘a
Bótà voſtralChe guadagno farete.
Signore ,Îin buttar'à gl’eterni in—
cendii que ſia vil paglia per gl’ar—
doti dell’infermità aride, e’ſecca?
Honor voſtro ſarà perdonarle., p4L
miecolpe , e ſolleuar dal fango
queſt’infèlice , ch’à u‘iſä d’ani
mal’immódo,immer o nelle ſoz—
zure della ſua miſèria’diſgratia— `
tamente firitroua. Non è poffibí
le_›m-io Dio, che da voi mi ſcac
cme; poich’io ſon carne della.:
voſtra carne, oſſo delle voſtt‘e oſñ‘
fa, figlio dello ſteſsó Padre, e n‘e
ſanti voſtri Euan‘gel‘íj col titolddi
voliro Fratello mi veggo da voi
fieſſo moite voice ?letterato-Ki- '
?ordalteui perciò.. òmi-o dolci: .

i rareiionl qual-37;”: darmi-la vo


› Hr
”mi
v7.27.' condannati) morte. '227

Ìlra diuinità , della mia liumanirà


* vrveſtiſte , che giom’è già l’hora
di venir’à goderui. Liberate da’
Leoni queſt’anima dalla Voflra.;
Clemenzz vnicamenre amata- S'o
ſpinto Deſiderio dc’ colli eterni,
verſo voim’incamino . Deh fate, ,
ch'à voi velocemente correndo,
giungano le mie domande . Ecco
-quì ilſerito, e piagato da’ ladri
nella flrada di Gierico; medicate—
lo pietoſo , e miſericordioſo Sig
gnome riponendolo ſopra le vo
itre ñdiuine ſpalle , conducetelo
alla vera Gierulalemme del Para
diſo.lncancherita per le parole..
indegne veggo la mia lingua; i
miei occhi nell’iniquità fi ritro—j
dano immerfimon figfondò nel te—j
{lamento della voſh'a ſantalegge “—M—
. .r-g…“
il mio penſiero;dal piede alcapo
(ohime) non ſcorgo in mepan’
alcuna o che ſana poſſa chiamarli.“
Mio Giesù buon0,il ſangue di co
teſte vene per mia ſalute ſi ſparſe;
di quello m’auuaglio,acciò riguai"
ff.
lv.,
e...ó
dandomi voi di quell’aſperſo , nó'
prendiate contro di me della.;
mia eterna dannatione il meri—
tato gnſtigo. Io lonola mercanti;
.di sì alto Prezzo , io la pecorella
K {[7135
7,18 ’Pam H ..Aiuto de’ Mar-'5.‘
ſmarrita; accoglierelmò dolce Paî
{totem collocatela inſieme có l’al—
tre della volirz eletta greggía nel
delitioſo,&etern’ouile deLParadi-Î
{0.Promeſs'hauete,ch’in qualunq
u’hora ſi pentirà il peccatore,ſa—
rà da voi perdonato; ecco ch’a —_
dolorato de’ miei commeſſi pec
cati , à Voi ricorre ;.acciò vi de
gnlate d’eſſer meco della voſtra.:
eterna promeſſa puntuale,e ſedel'
offcruato’rc: poiche queſt'horañvi
nella qual mi ritrouo, è mia, nè il
mio dolot’è ſuoi-ide] tempo, che
conceſſo m’hauete. Non mi ribut
tiate,vi prieg0,dalla voſtra faccia,
Signorezöl vſate meco miſericor—
dia,ac:iò per ſempre nella voſira
caſa vi lodi.Non v'allontaniatein
_queſt'hora dal voſtro ſeruo; cam—
biate le mie lasxrime in allegre:
2133( affrettat’il paſſo , per .preſto
cauatmi da queſto miſero effilio .
Venite , ò :maroGiesù, vſciamo
M“
all’ameno campo ,r 8c à’ delitioſi
giardini della voſtra Gloria . Non
-ſon degno del nome di voſiro Fi
glio , mà sò c'hauret’àdiſcaroll
perder’ilnomedilìadre- Con..
* 4 'Glìeſta dote voceñ‘dl‘ W“PP" “r'
dito , v:chiamo;ev'inuilſhjòffi'
di?)
'ri
1 l, ' \ `

. ;al
il
, ’ ’E condannati .ì mar”. 229
»
.dre,Padre micra darm’il poſſeſſo
› del voſtro Regno. ' ,Lie
LLI;A
…SLT
""' A-
A .Pd Name di Gian); i Q

s. a..

L Secon do rimedio,& aiuto ge: Greg-l


nerale,èl’lnuocatione del San
&CET
tiffimo' nome di Giesù, delquaie ad 1.4.1.‘
Ne~
ſcritte S- Gregorio Nazianìeno, mej." ‘
che giamai eglilo pronunciàche
chiaramente noniſperimentaſſu ..—
ſubito la fuga di qxralſxuoglia ten-7‘
tatione di Satanaſſo.Lo ſteſſo ſpe
ri‘menteua S. Antonio Ahbare,cov ÎPÉ.-
:2:2:
JP'ÎÈL.Ì
me riferiſce S. Atanagio, quan—
do che*dilſe,che ſubiwflîh’i Chri ì
flianiinuocano il Santiſiìmo nome AIB
di Giesù ,..efi ſegnano col 'ſegno
della’Santa Croce , ſi pongono'in
fuga tutt’i maligni ſpiriti. Perciò
efficaciffim’aiuroper qualſiuoglia
Moribondo , ſarà, ſpeſſo amar‘ſi di
queſto Glorioſo Nome, come di
quello vakz‘roſamente nell’vltímo
ſpirare s’armòil Patriarca &Igna
rio di Loíola Fondatore della C5#
pagnia di Giesu, il quale diede l’—
vltimo fiato congueſto Sacrofan
toNome nella operaio ſteſſo fe
ce
\
.5, '30 ‘Pam ILAiuio da' Morì;
ce il Glorioſo Apoſtolo dell’India' Ì
S.Frácelco Sauerio nella ſua moi:—v
te,il quale con lpeffi, e diuoti gei
i ` miti in queltempo diceua. Iefu ,`
U TPU-J.” Dem tardi: mei . Giani, Dio del
i ì “W T’" mio cuore . Il che ancor fecero
molti altri Santi-E con molta rag— l
gione , poiche non v’è infermità, i
nè corporalemè fpirituale,contra i
la quale potentiffima nó {in l’inno
catiäne di quello Santillcilmg No- i
{î‘r' me;
nardoeldqice.
naleIre
raggionan
imperi-mocab-'bn,
.Ber
,CAM ſuperbia tumorem fedi” ,ſar-at ls‘—
‘ non': 'vulnur, extinguit iíöinirfläñ
mar” ,fixim tempera: anandia”:
mi”: dedecori: prurigimmfegat .
Raffrena il dolciffimo “Nome di
Giesù , dice il Sammdell’íra l’im-`
placabilfurorefiabbaffa , &atter
ra della ſuperbia la van'alterigia:
:lana le liuide ferite dell’inuidiaJ:
{morzz della concüpiſcenza la fiä- i
ma t tempra dell’auaritia la ſete;e
diqualunqu’altrovitìo il pizzico
. rc miracoloſamente tcaccia, e di- l
"I W»- flrugge - Anzi notò Origene,ch’~ ì
' zinco pronunciato queſto Santo
Nome dalacrileghelingueſhàvirä
` tudi fare merauiglioſi prodigij, e i
› d’ Porre in fuga tutt’i nemici ifl- 1
'i, - ſer- `
‘a.
…LJ—ì
ì ’ Ecoudannatidnìdm; :571 \
fel-nali . Ma ſe pet ſortenon po:
teſſe l’Infermo pronuncrar’con.;
ia bocca queſto Gloríoſo Nome. . *4‘i
deuonoicírcoſhnti ricordarglie-,ì i"
lo ſpeſſo all’orecchio 2 impercíòz’ J‘
che è sìch’anco
. tenZa, grandeia
tenerlontano ſua èvirtù
vdito
Satan-ſſa ~, e poflv
b‘aſtante
, comu i in
z- a d " 5,

dice Arnobio’ . Iefio ”arma andì— 11:2':


tumfigatnaxííorjPΑr-*itflr- Cofi lo gm‘. ;`
praticorono il B. Nicolò Fattore i.
&HB-Giacomo da Monte Bran- Cb .7 z
- dono dell’Ordine de’Minori, i F 'W'- g
quali ſtando per ſpinte, prega* ’Mg
rono due de’loro eom agní ,che P‘ 3' J
ſpeſſo nell'orecchie rico-r-daſl'ero " "W
Îì'ì'
:MT-*luni
;oro ii Santiſlimo Nome di Giesù,
?ci Non” di Meri@ A

s. 3; e
L Terzo rimedio , 8c aiuto gel ì. ,J
neraie è i’inuocatione del nce' 4
me di Maria , n qual’ hà virtndi ñi
ſznrificar l’aria, e di {patient-re., _` w Î
col ſuo ſuono, l’inferno,NÒflſi: ?MIEI ,_ f
lime?” han” vifi’óíle: ”firm "- ſmi ;i
aci”; capiafizm ſia” 2m” (701534 ‘33.1
m Muri-s 'vacaóulumſhicc San.; *i
Bonzuenturaſfi ſe è in ogni tem-j. “
. po
azz Pam I I
po contro le ſquadre infernali ef’—
ficaciflimo queſto Nome , molta
particolarmente nell’hora della.)
morte. nella Quale inuocandolo il
,Moribondm non haurà di'che teñ,
“…in .mere,dice lo ſteſſo Santo. Gloria;
ì TIA”, ſil-mò* mirabile efl nome” "Him-J]
` T ‘ qui fiſh-‘d retina”, non exp-uefa”:
f’j’ìf'ì" in punäomortir. _i
03 Anzi ſoggiugne S. Brigida vna' i
ì cola merauiglioſa di queſto Sa*
fl crosíto Nome, 8c è, ch’ancor ch’
543“* vn’ anima foſſe per i ſuoi grani
rif-j" (peccati già gionta all’vltimo prez‘_
` cipiti—o , totalmente della ſua ſal—
mzza diſperandO, &.i Dem-iui}
*perciò llimaiîero hauetlagià nel—
le mani, inuochi pure con fiducia
’il dolciffimo'N ome di Matia,per—
"che inuocandolo , inconta-nente
fperimenterà al ſicuro la virtù ,'. e
potenza di quello ; poiche laſcíîñ_
dola-m vn tratto libera i mali-gn!
. ſpirithl‘pauentnti, 8( all’eſſlfl da.
,zj \ Bìrgit. lei fuggiranno . 0mm: d’amor!”
l t. K! 'wants-r ,gb-timer”, quia audit”
î'“-‘ 9- “eh“, ”5mm . Marin, flfltím rt
’ línqìîmt anima”. E non ſolo in
quella v;ſpapenteuol'hora della)
v morte,proſerendo il Moribondo
”Wi-z (wello dolciſſimo nome diMaria,
liO'Ì
'- non haurà diche cemeropoich’in
vdirlo ſolo, pauroſi ſparirannoí
demonij ; ma goderà ancoraſſo 1
giugnezl’iſteſſa &Brigid-J) d’vn’a‘è
tro beneficio; e ſarà,che,com’auÎ-' ‘ ‘
de pecchie al dolce mele di tal
Nonio verranno in ſuo aiuto, e
difeſa à ſchiere i celeſti Spiriti, 8c
'in particolare il iuo fedel’Angelo ,
Lufl‘óde. Angelíóam' , audit” ha: _ , î
”omiflcſtati‘m ”propia-quant m4- TV!"
'gír infili-,geió-r datifimr admjlo— "b' f"?
diam - _Si che non fl fianchi il Mo— P" *
ribondo in inuocar quaſto ſoauiflì
mo nome di Mariamèlaſci chi l’ o
íuta , e conforta à ben morire di
leggerirgliclo ;eſsëdo che quello
'aiuto è si efficace per quel tremë-i ,
do punto, del quale ſiſon ſeruiti
ínoiti Santi nella lor morte, _come
. a-:.2 .
S.Ann0ne Veicouo di Colonia—v, Sur-M
S.Anconino Veſcovo di Fiorenza, 6 3‘
a. altri. ` 'ì ,
Coniquefla occaſione dell’inuo-` ` ‘4
catione del Säciffimo nome di Ma— i
ria nel tem pó della morte.m’ë par
io porre qui alcuneorncioni , con …
le quali alcuni Santi l’inuocorono ,`
in quell’hora, e con diuoto affetto i
il ſuo pocem’iaiuro‘implororono
in quel pericololo punto .o . '. .i
~ ra
'lì-1; Parte 11.!!into de'm ono. .l
ñ U

_Orafiane di &Agoñi'no alla J’ai*— i


;affina-e Vergine Mania nr(
tempo della ſu‘ Morte .

Adre di miſèricordia,e con!


ſolatione di coloro, ch'alla
volira clemenz: ricorrono . Sia.;
queſta mia morte,vi priego,in ſ0
disſattione delle mie paſſate col
pe,e degna partecipatione delCor
po,e Sangue del voſtro doleiflìmo
Figliuolo . Per l’honore, e dignità
di Madre., e per la purità del VOf
firoçſacro corpo,pietoſamente rif'
ceuete,ò Vergine Sñtiflîma, queſtî
anima mia,che ſtà già per vſcir da'
queſto mondo . Miſericordîoſa-L
mente liberatela dall’accuſe , ſpal`
genti, 8c illuſioni de’Demonij,ìu
ortemente proteggetela con‘ a..
porentiflima voſtra mano.Veníte,
dolciffimaSignora,dalla militia del
Cielo accom pagnata. Habbiate di
queſt’ anima nell’vſcita dal corpo ’
pietoſa cöpaſſione, e fate c’habbin
verso il voſtt’amatiflimoFigliuolo
franco il paſſa@ ſicuro. Ecco ch’il
voſir’am ore affettuos‘inuoco e La
quell’inñnit’amore in particolare.
" 77.~ col qualeiquando dal voſtro Ve r3
Bi‘.
ñ
‘1? condannati 4‘ marie A z 37
ginal corpo l‘anima voſtra'Santifö'
ſima ſeparoffiſiù quella dalla Diuíá
f niffima Trinità riceuucazaccíò per
mezzo della vollra gratia in me ſi
ſuppliſca quel täto, ch’a’miei me—
‘ riti manca.Alzateni sù dal voſlro
Trono, Signoraffiresètate per me, ñ
auant'il voſlxo dilettoFigliuolo le
voſtre ſupplicheffi prieghi ; poi-ñ_
‘che ciò vor pietoſamente facen-í
do,ſ0n ſicuro,che non fi tratterrà
egli molto tempo in queltanto’
concederui , che amoroſamente
gli chiederereſhauendolo voi tan
te volte nella ſua fanciullezza ,ì
quando teneramente piangeua;
amoreuolmente conſolato . Sec-a
corretem’in queſt’vltim’hora,So-j
urana Imperadrice del Paradiſo.“
acciò non mi venga all’incontro
il Prencipe delle tenebre , nè mi
vincano gl’inimici , pronti già ad
aſſalirmi.
Orario” da' J'. Efm” alla Neff-J
` Janiaſhma Vergine, :au-”4 da
dîuerſe Oratínni della fleflò Sii-z
to, pei-'il tmp” dillo Mar”.
ſiEr l'nonore, che riceuelle a. ò E: iii?
Glorioſa Vergine” perenni-_z @Elli-L
` ſima
ór—-ó
i’.
256 A, l' . mio ‘e ’ a r.‘
:Ema mia Signora,in eſſerfià tutte
lîalrre donne eletta per vera Ma—
dre di Dio,fauoritemi in quell’vl—
timo punto della mia vita . E per
l’acuto coltello di dolore , che: 1
quando ve-deſle il voſtro manine
to Agnello trà colpi de’ martelli
de’crudeli manigoldi,e uà le ma;
leditc.ioni,e beſlcmmie de’popoli,
le vofire pietoſa viſcere fieremë—
te"trafilſe;degnateui , vi priegozdi
non abbandonar’in quello sì pe
ricoîoſo punto quefi’mfelice ani—
ma mia-Per l’ecceffiuo dolorezch’i
.volìri piccoli occhiſentirono in.;
veder tutta infanguinata laveſle
del voſlro amatoGie-sù e da’ſozzi,
eſporchi piedi de’ ſpietati mini-j
jlri ‘dell’inferno quella bell’opra
delle voſlre man’ inbrattata ; ſoc-,
corretemi vi ſupplico in quell’ e#
firemo tempo. Per gl’eſſilijidigiu—
‘ ni,viaggi, vigilie,e`perſecutioni,
che ſopportaſle,e pcr idolori,ch‘
il voſtro ,cuore ne’crenta tre anni.
patìme’quali dilettoFigliuolo del
lewoſlre viſcere viſſe m qſia vita
mortalesvenite, vi chiedo, in mio
aiuto in quell’ eſtremo biſogno.
Per il giubilo , che l’anima voó'
F.: “ſi ‘emilia z quando con tenero,
q \Q_HÉ… ` a‘ …
il… e 7 N
- F’ "E raid-innato' .i marte. 'zi’

8( affettuoſo amore il dolce lat-te


gli danare-delVerginal voſtro per‘
to,acciò con quello il delicatoſuo
Corpíccíuolo ſi ſoſtèncaſſe: fate-;vi
domandon’n queſt’ vltímo punto
della voſtra poſſanZa in mio aiuto
miſericordioſa pompa . Per l’aſſe.
grezza,ch’il voſtro cuore riempi—
ua,q uando com'à Rè della Gloria
lo vedeuate da gl‘Angioii-”j ed” >
Regi honoreuolmente adoratw'e
Per ia'ffioizmiracoñlägë‘dort‘t'ina‘da’
popoli perèäaflìîàfeta conoſciti
to;e²Pr fate, vipre‘gd;
ch’inq‘… _ ’_ZÉ’äriglioſo tépoique—
'fl’inſelíce-am a-miaLda vor ſi vegiv
ga pietoſamente protetta. Per l’i
neſplicabiîe gioia , che bagnò'rſ
voſtro cuore,quädo doppo la crù‘
dei, e ſanguinoſa battaglia-della)
Paſſione,- riſuſcit‘atoñ, e glorioſo lo
vedeſiezaìlzateni sù ‘dal voſtr’oTtO
no, ò—Piecoſa Madre‘di Dio-,e ye:
jiocezvi ſup plico,corriat'e in mia...
difeſa. Per tutti qui‘ miſteri), e turn'
ti gl'altri dellavÒſtra -Vltaze morte,
vi’chiedASàntiffiſna Ver’gine,nnó ’
iſdegnatut di porger’à queſìîind'e
g‘tio' “eecatorë la mano , chfinwa.
nièp‘eiieridîiſſolute parolascñerror.
ml @paraggi-;ma malamentó fpe: ,
r’ ſi (
ſi gl’anní della ſua vita-Madre fiere -
del manſueciflîmo,e clementifflmo
Dio; e perciò manlueta. e miſeri—
.cordíoſamente dpuete,ò Pietoſilä ’
lima Signora, queſt’indegna crea
tura ricenere , e preſentar'i miei
prieghi , in compagnia de’voſtri,
auät'a gl’occhi del voflro Figliuo—
lo,e mio Signoreicon inſtantemè’;
le pregarlo à non tener contro dl
me chiuſe le viſcere della lua pie
ìà.Proteggetemi in ueſto tépo, e
ſemprep Dolce Ma re-Impedite,
mentre in vita larò,a'mici nemici
ipaffi, acciò da me lontanimè for
ze habbiamo , nè ardire d’auuërar
córro di me le lor ſuerte-Difide”,
vi priegomell’vltimopunto della
ſua morte l'anima di queſt’indeñ_
i gnofvoflro ſeru051iberatela-da tue
óte l’accuie,lpauenti,illuîioni,& in
.gannì de’ſpiriri inferm li,e clemë
ñtiſfimamëte riceuerelz. quid'vſci
rà daqufeſto corpo mortale-.nelle
. pretioſe buccia della vollra ſoaue
‘miſericordia . Fate. che non ve ñ
gru-io in quel punto i miei occ i
i terribili, _e {peuëceuoli volti de'
Demoni) : e e‘pur gli vedeſſero,
ſafe .:.clie non , ardilcano quelli
,d Wlcmzrfi ;i ,çzççç ççſoro dei.
ñ ~ vo~ ‘
, voſtro Figliuolo . E nel horribil…
giorno dell’vniuerſal Riſorrerſii
tione,Face.ch’io ſperimenti, chè."
voi iofie mia Auuocata, eMadt-e,
e che perivoſtri prieghiſon far—j
t’herede dell’eterna gloria del Pg
ra‘fiſo o

_Oran'ene ds' J'. Teofilo il Pen-'tentò


_41/4 flefla J'ermiffìma Fergie 7
”ezmll'bora dell-:ſua
Mom . ’
AYanti_la voſtra miſcricordia;
.ñ lO miſero peccatore , ò San
tiffim: Vergineſhumilmente pro-J
ato , con riuerè’c’affetto vi ſup--v
plico,vi degniatc d’bauer’auantfzl
trono} del voliro vnigeníto vF1
gliuolo per raccomandata queſt’z'
anima miaiacciò quello, che da.
per me nOn merito , per mezzo
della voſtrz Clemenza copio#
ſamence ?ottenga ñ Come guari
derò colui, che tanto offeſi , ſu
voij,-Signora , non gli placztelo'
‘ſdegno, che tante volte ho perle
mie colpe giuſtiffimamente con
tra me meritato? Poten‘tíflima.;
liete, ’8c inſieme tutta clemente, e
Píexpſz z Yſcis'all’ia‘çopxw- e fo“
e
‘ l
le braccia aperte riceuete coloro,
ch’a voi ricorrono, ~e biſognoſi
~~ s’auuagliono della voſtra Cit-mè
zn. Offes’hò voi ,, 8t il voſtro Fi l
gliuolo: mà sò ben, ch’altri molti
,peccatoriflonfeffando le lor col—
pe, hanno,per mezzo delle vollre
mani,la perduta gratta, 8t honore
liberalment’ottenuro . Voi lieto
quella,the ſempre folle, 8c io,co
m’effi furono , parimente pecca
tor mi confeſſo . Voi ſiete la con
ſolatione degl’afflitri , il rifugio
" d‘e’ perſeguitati, il baſtone della
noſtra debolezza , e comiche già
mai laſciate d‘itdir’i peccatori,ch’
à voiricorrooo. Interc—e et_e per
me appreís’il vollro Figliuolo .
Egli èmiſeticordioſo , enon sà
cos’alcuna negar’à coloro i che:
per voſtroìmezzolo pregano-N6
mi diſpreggiatflò Sourana Impe
radrice del'Paradiſo; fauorite le.»
mie lag'rime , ò Regina de’cieli;
rinuigorite i miei propoſiti z ò
Principeſſa degl’Angioli, 8t inſie
me ripoſo,e difeſa mia . Voi ſiete
la porta , perla qual’ hò da entra.
. re. Voi la mia ſperanZa, con cui,e
Pçr cui hò da ſperare 9

9!*:
' ‘0”

Oraliom ci CbrffioGìfl-ù ó- ‘lla-fi“,


Bandini-fin” Madre , di J‘, -
.Anſelmo per lo fleflò ”mp0 ñ A
~ della Marte.
- Ex eo?
A’voſtri piedi, Sacratiffima Ver- dë A**
_
gine, .
vn ribelle . .A
figllbimà - _ 2"
‘u‘ climi”
fa.
to nella voſtra Materna clemenza;
cöiìdatoíecco che ſi preſenta. Cari n’a ape-3
co de’ceppi,e catene della mia mal 'HUF
paſſata vita,auant’à sì immenſa pie
tà m’inginqcchime mi proſtro.Di.
’venut’è il mio corpo paſto d’vn’- *
acceſa febre, e l’anima vn: copioſo
ſciame di tribulationi ,ſe dolori. I
miei peccati da vna parte à gli oc—
chi voſtri ricorrono, per riceuer
daquelli rimedio,e` medecina; Le ’
dall’altra da quelli ii naſcódono, e
fuggono-per eſſer sì graui,& abbo
mineuoli . Sen:: ‘confeflione -le
ſmie colpe non ſi rimediano ,-nè
,poſſono ſenza . confuſione’ , e.:
«vergognamanifellarſnSe fi celano,
ſono incurabili.mà ſe (i manifeſtaä
no ſono ſopra modo abbomine—
uoli- Mi bruciano col lot fuoco, e
col lor timore mi lpauétano. Gua
ritemi,e lanatemizSignoea, acciò il
Puzzoleme fracidurne ide‘miei- de;
~
o. . Il!!
az:: Pam Il. into v e'~ ' ori
litti non vi cagioni nauſea. O ma.`
'-dredella mia ſPeranZa.Per ſaluar’
* iſmarriri calò giù dal Cielo il vo
ſlroFigl‘iuolo , 8c abbandonarete
voi, Signora , il peccarot’ humí
lieto, che (ó proſond'affetto il vo
ſito pietos’aiuto diuotamenteim
plora Y Certò,Paſlox‘ella Celeſle,il
voſtro Giesù la Pecorella ſmar—
rita , che non penſaua à pentirſi
de’ ſuoi errori i e potrete voi di
* -ſpreggiar colui, che con amarez
Za.di cuore direttamente piange ‘
le ſue COÌPÙC peccatxëO Figlio, ò
~ Madre. Se’entrambi da me vi c0
ìnoſcet’offeſí; regna ne’voſtri pet:
’ ti clemenZa, per perdonar colui.
ch'a voi,pentito de'ſuoi paſſati er—
rori,ricorre-Se entrambi ſiete cö
tra m'e giuſtîamente ſdegnzti , 8c
fl entrambi abiſſi ſiete di miſericor—
“dia -, -e dolcezza ; ecco che queſto
`Keo della Diujna Giuſtitia del
:certo aſiloze ſicuro riceuero della”
`«demenza 'della Madre,e .della mi
- ſericordia del Figlio affettuoſa—
mente s'auuale . Perdonare,M ile.
ricordioſo Gíesù , il ſetuo della.;
‘voſtra diletta Madre . Perdonate 1
Miſericordioſa Madre,il ſeruo del
WMO dolce,& amato Figlio a Per
' _ nor; `
' Bianìñſſnutíd 'WHQL i . W

r non: ñ inciampaséenelle :rigoroſe-.b


mani della’vDiu’i-na ’Giuſilítiañ, 'ecco
- mi burrone-lle braccia ?delle-.d uo
voſlre grídiycſnáflnb‘tèmiſericor
die - O buon Figlio,ò buona Ma
vchief-:Delitſiflteäítllëennanoaióñi’tíi'ri
-'.
ſci il-Cpnfiîffimd-isvoíidnezquçſ
.certezezſflàflffiflfls veritài -Fere-ehc ‘
'né ſ-eſt’n’ö eófuſo per háuer’jn; mi ‘
.duez ripoſta l'anchoradellezmie '
-ſperanZe Ditemi,.ò Giudicedel
Mondo., a-chi volentieri perdoni-*ì
:nètc-ſienon aîthiſi-.pemeBDbwnm `
.òñRípa‘ratric'e. :delztìnondo >, à ehi
porgerete-laímanoz rappacñiſican
;dolo col-voſtro Figlio. ſe.nóra.chí
tdí.VQí s’au—ualeP--Se voiisignorc.”
condannate,e voi Sign'oraiviiallö
,tanateda queſto vil .vermícciuo- ’i
lo-çhecóìzmmros’affeno _vi ricor
. da 1bókfiüüſdî.fflſ‘duel'lcçuukhç
condolore del ſuo cuore piange t
JhoíflüufliſſhíbotràMadeira-Br— … ì
‘ rmiPçhi-ſarìi’n miofauoreìináiÎcó-J
i-tro dell’mfer-nali ;‘ſczuadr‘e-irnbrac
ñcíerà .‘,z-ñ im 'WCſt’vltl‘mo- ’tieni-p0
. della mia :vita , lo ſcudo m nua...
ì '-“Î. . *; ,_ ha“; _

a . . …'Αaénieizooîr‘. ignora; _
e, .sv ~ mi a; Iíìo‘i‘Ftl-Xll’l-k-Ìi*
**‘Î `-‘ . ma”, …flaſh-tti.. _fx-‘.1‘ …i
.t. L“ `z, ?ref
M6745."
Ori-:tion: di &Mariaìlfgüìiamj
i; alla Glorioſa Vergine contra
rr“le'tentatíoni , nel tempo
’2:’ e dellaſaa Mart: . 4
E* Vi‘ v 'Vardace, dolcíffima'Vergíne j
“ì, P‘" ‘ ’ch’io (ono da'oentncioni for
"“SL " Lememe oormemará; e ‘la‘ mix-fr’:
UI; °' zgíle tondiu'on-e_ anohrè‘baîkameà
P m' ?vincefleze ſupgrarle. @Whartete
per mes, t'muígoríte’rhiz -GIÌÙfOI‘f
zitemizpoiche combino-e batte-.gi
~ lieto” implgcabílí; Ga indomíte
:îeies nè poſſoLíenzîìE ”oſtto Îbo—
s-Î. flñ~u?.j~‘Î ,corſo da ”mi infidiofi- ‘eguali
@campare a' Voi - pgmmím ſedie]
icqmpágniafe difenfow in Ueſto
- punto elegge; Pugganordal a-ÎvO—
flraprcíenzai nçmxc-E; che'vc'ont-ra
me crudelmëte cómbînio‘no. Ve—
‘j‘nite.ò chiariflîma‘luceîì» dial-'ate sì
xfolce ,e dente tenebre'cdlüíuino
“RK.
. v-. 'tag ‘ delia vofi'rd ”negata-Ab'—
- ‘bo’ meuoli‘~penſterí-xdîugni= ‘p’arte
f- m’afl’ediano NSczziffimÎe' ilñ-l'ufioni
4**zw-4°
ì“ Pdci-mando; e ſul-:gian m’a'flklt‘a
*- no . Vortei w'n'cere,mà a pena.:
poſſo. Due fiere, Potentí :ma Si
gnora ì’ Non permettiate , che la ‘
"01611713 :o e’ cpncinuatione della.;
bìtszsh‘afljtacci diuenir puma:
’5‘ ì* S mmc;
o
r

v'
.fl Kama-.aria ”Lam-"T 24,
nimesanz‘ífate ,ché 'dalla von…
'graciaîrìmligoma a bacci" mimoſa
` reffìſtenzwàèsiógpglifirdicolpxi. .J i 7
evjllîlî'J'anc’} :n- ”Sith-TEL; ,`
Onirica: della ñeflà &anni-dla.;
mcJWJGUNè/'Q‘Yergffl .
` On conuienerch’eſſend’io sì
ſulla” macchiata,con occhi
rito profaái vilguardiÒ Puriſlìm:
VerginexMà. er qual cauſa-‘Dio ſi
fe‘cſhuo'mç… etno'nzper chiamar’i.
pedcqwriar’penitenza'? E. perche '
fiere“ voi Madre eli-*Dio bacino,
{enon-,mèèiò che glfhuomini per
voſtro mezzo ritrouino rifugio.“
&È’acc’o’glienzaìfl intatemii poiche;
‘ V0iſhlaífiftçlÎÌMÎÎXÎÌFÒÎBÒLQOW;
derate, Signor-,che Per me ſpark-9_
ſe dalleſueyeñrre Giesù C hrilioil_
ſangue. Gòſu ſa,e tutta di_ roſſore ,a
e vergogna ricoperta. m1 veggo ,ñ
Non ardiſco comparir’au‘anti laó'
voſtra preſenza: Mà per'eſſer voi
piena di miſericordia, e Madre di
miſericòrdioſo Figlio, ſoccorre—
reteñſenaa ,dubbio la mia miſeria.
Compatiteui di me , viſupplico…
pregate-per me,incaminatemi;,‘, - ‘
ſiatemiaäguid'a ,7c malleuadrice `;,
”ciò e;0Lvpih-’auum,liberarſcaz-u‘»,`
. .. z pt
. ` .7 _
~ .W ' i P’ v `

- _` A "~ ’ ì i” i
~,“,
ſſ 1,45 ParuII.,\íí1-M f…- "< o‘ i.

pirda’preſenti ſacche tutt’il .mon-z‘


ddinfendayche non diſpreggiate»
l’oratio’ni , Ìezprieghid’ma inden
gna, «Sr immenteuole peccatrice.
un.- Éxëm-'l- tTr‘ÒΑL *JF—:Xx '.-ueì'rmfi
Basf/Ingleſi , :AZ-ami…

5. 4.~ Le:
I h‘ Quarto rimedio,& aíuco ge—
‘ -nei'ale ,è lîinuocatione- dezgb’d
Angioivjpo de’ Santi, principal-,ì
mentez' di &Michel-‘Arcangelo e;
ehPèÎilPrefidenre deli-<-v Chieſa-et
coiçiz‘rche ci hàdar- giudica-eius
nome di Chriſto, ch’è cupoldi;
tutti gllhuominíxfiglàſpèflifcezfltz
imiszpiù; ò menmAhga‘fl'liellluo-Î
o, o’uefläfít Moi-ibmgſo ,e con:.
ormfal'ſa ~ neceſîsitài; 'ò‘bflìflñDÎîdîa
quellos. :Anziflgiiñſleſsóënmlmjà
void-,e v 'Aſiiſ'ke, ‘conſenelñleMite-deä
Padri
Ènia diſi legge,
S. Gabriele,e
il 'quale indei San-to

è Dauid con la ſua arpa nella”;


' manitſù vedutl‘aſiiflemc alla-moana
teñd‘v‘n -Ser‘uo di Dio jñODWÎÒÎIH—i
dolor, &rendendoli-facile”.ſom
ue il influire-cv Queſto :Giotidìflì‘ä
m_o Principe della Chieſe hat-das’.
codurreal’áni-meiwóflreël Regno,
- i. . del

È*
² ’E ÙÌJÉÌÌÌÌAÙ' J‘ai-arm_ 247 '
della luce` ,vò precipitarle à. quelñ.
lo delle tenebregòz à perpetui tor:
mentí. In ſieme. (un S. Michel’Ar.
cangelosîhà ‘dajnuocare il Santo
AngeIOCuſtodL-a ílquale , ſeſù
dcHa
fede] vic-a , cert’è,inche
compagno fedeliſfim'
tutt’il tempo
- :N‘
ancora ſarà nella morte, ch’è tem
fio dellamaggior’afflmiònem trí- 2 ‘
olaríone , c‘h'eſſeruí poſſa. QW- Bar-lì”
ti” ergo , dice S. Bernardo , gr@ "ſalm
.uiflîmacemitflr 'argument-;timò ‘Qui b‘
”x'óulatio mhemem’ímmiflrejzz— "5"' -
”oca Cufladem tuum. Buffon”;
tuum, iu-opportunitatüùr, i!), tri
áulatíone , inci-:ma ”1m , dr die… H
Dania-ſalva ”orperìmun Qçu'n- ."m"
di èmh’à S.. Giouanni Gualber— "WP"
to , Fondatore dell’Ordme de’ " ‘5“‘
:Gíeſuecí *ſtando già a morte vící— `
”moon belliſſimo volto,e familia‘
rirà- di‘frarello , comParu’ il ſua
Angelo Cuſtode, e domandan—
dogliìl Santo Morìbondoìl ſuo j
nome, gli ripoſe il Celeſte Spiri—
t0,che ſi chiamauaíl Benigno del
Monce'díDio, ,Col qual nomu Greg-li.—
vnlledíehímre la benigni”, p 4- ‘Dia—
clemenza,~ch’í`n quel- tempo gli “’8- ‘ì
recauaxdalCielo. A5; M-:ſhto ‘6‘
Monaco comparu'ancoilſuo An
›' 4. gelo,
’ HB Par-”II.Air-todej’ ’
`elo,e moflrògli in lettere d’oro
’ critto il_ſuo nome ,-&in quello
fieſſo -giorn‘o ”Santo iene volò al
Cielo. Fù vn’nltra volta veduta
vn’alrr’Angelo,cbe ben'edireuaffi
Pf"- faceua il ſegno della Santa Crac-_e
'mm-.lt ſoprà gl’infermi,c’haueuan’à mo
“ ""- rire. Diquelli,e fimilieſempíi d’
nc. c. appm-Monid'Angíoſi nel'tenjPo -ì
:792‘ della morte,e def ‘fingolariſlimi ſa
’ r
uv" . u'orl, fatti a’ Moribondi , ch'io.;
' “ “ o quel‘tem’po l'inuoc—ano,‘ſon pie
" nele Sacre Hiflorieìdella Chieſa‘.
Giouerà ancor’al Moribondo in*—
tiocar'il Särb-del ſuo nom’e , i SS.
A‘pjoſtoli,eMartiri,1 Sätí Cöfeſſo
` ri ,‘ e Sante Vergini, conform'alla
i _ſuadiuotione . _
~ v ñ- 7”};3 ' i

Crati”: JS.. Michel’ Arcangelo, i


` - .‘ parlata dalla Sacra Scrittura,
~ dall'Ufficio della Chieſa', :44
Dejtü de'Sanii.per* il tempo dalla
Morta. ì

ñ" il':
‘ Olgete i voſlri pietoſi occhi
7 i _ _ diverſo quello pouerello , 6L
l ì‘ infelice , O Glorioſo Arcangelo,
L' \ .‘
" Prin-tipe de gl’cfferciti-di Dio I‘
7 ‘ ſi S'. Michele.^ voi. îflandosGiesn
~ ”diagramma-alla morte vicino,
‘ , 3
A ,
Î'\~é -
Eíìmínín
À ,fi …_A i i

'diputò per-Gouernatore , Diſco-3


ñ, ſore,eCapirano Generalezdella ñ‘
. ſua Chieſa ,e di ciaſcuno de’ ſuoi
- dilettiflimi figli ., 4 ’Nè,- ,conſegnò
e quella ſuaſpoſa a verun’altro dela
’ ñ le Podeſtà del_Cielo, ſe nonàvoí
ñ ſhlo,ch'e percrò ſuor diî Chriſto ,
e ſuaMadre ,altro difenſore ella
nö riconoſce, che voi.E ſe à $.Pie
-.tro raccomando egli la ſua Chie
ſa,cíò fù ſolo per pochi, anni ;mi
;delle voſlre manila tien’e ter-j
rà -ſin’ all’vniuerſal Riſorrettione
,,ripoſta . E vero , ch’ i, miei pec—
_catihan‘ cagionat’horrore à l’-,
habitatori del Cieloie perciò lär -.nM‘.a-—ó* —

.. tamente temo, non ;ſi congiuLino eu

-tuttízcontro- di me: mà non te


;merò punto', eſſendo voi in mio
aiuto, ediſe-ſa; poiche col ſold
-voflrobraccím e-potenza , ſiete-e:
;ſolito dar veralibertà à gl’abban
donati; Ben sò , ò mio Protettp—l
re, che tutte le diffinitiue [enter-11
Ze ,ò dizſalute , o d’etetna dána-ì
_- rione , da voi,come Preſidente.,
de’ Statidi Ghríſlo, -ſi fulminano -
Esò ancoſbeniffimo , chetutte
ì mo giorno delGiudice,
dall’vníuerſal nell'ulti .‘
rigoroſoficonto
che nel fine de’ſecoli_ſi darà , ſa
` 5 HER*
;'50 Pieri-:77.11in” dc’ Mar-‘5.
ſarann'approuate, e confermate I
7Habbiate‘perciò‘dÎM»compaſ—
íi'on'e ,ñ ò mio Giu-‘d i _ ‘fiato-ing
quel te‘nipoſentenza à mio {airo—
' ’re ,’c-on liquale ’ſicura-5‘ leneilë;
'— “mini terrò la* rari; dei' mioSl
‘e noi' Giesù C r-íſtöÎ'ÎSó anca
' 1 ra , c-_he nel fine del mödo al ſuo
' no"`della voſtralvoce Lì‘ "riſuſci
tato ,il 8: immortale *Dhaurò
a comparir’ à viſta del mon
te Cxhurio .- i* Deh fate_ , ‘ch’io,
auanti à 'quelsirgiuſt'o , erigoro—
ſo tribunale cöpariſca di gloria ,
edi celcſti ſplendori circondato .
Sò parimenre, che nelle voſtre
mani s’haurà da porre l’horribile
flendardo della Croce , edoppo
eſſertutti riſuſcitati , gl’amici di
"quella , volando perl’aría,v’vſci
' ranno all’incontro, per porſi ſota
‘tb' la voſtr’ombra,;edi quel Sacro
c “Legnozche nelle voſtre vittorio— ;
ſe mani terrete Per‘meZZO della
' voſtra protettione fate ,che .me
riti ancor’io,vſcirui all’incontro. z
dal cui aiuto , eſoccorſo difeſo ,
nontemerò id preſenu dei rigo- i
, roloGíuciiom Tutto quei, che, .
.nfſh' ſu: Chieſa opra il Signore ,
comela fortezza , che ſi concede .
-w a’ Mar- ‘
‘ſd
_ con ennan’dmortc. 251
a’ Martiri , la luce , e dottrina.:
-che ſi commlmica a’ pietoſi Dot
tori s le vittorie nelle tentationi ,
gl’aiutí _della gracia, tutto tutto
paſſa perle voſtre mani: e sò,che
non vi pare d’eſſer a pieno ſodis-i
fatto , ſin che per voſtto meno
non fiano collocati. e ripoſti nella
Gloriai Fedeli. Guardate-com’è
da Dio ferito queſto pouer’in
fermo,pet la preſenza della mor
.te afflitto , per le paſſate colpa;
ſconſ’olato ..e trà preſenti dolori
agonizmte, ma inſieme molt0,u
ſopra modo nella voſlra-difeſa.:
confidato. Per gli honori , che da
Dio ſin dal principio del mondo
riceueſle, quando ſcacciaſle Lu
ciferpflſuoiſin’al'
tieetteretev ſeguaci-_dal-
fine di Cielo,
quello_ e,i
, andOzconla bandiera della-_a
ñ roce nelle mani v-i ”edräno tut
‘—r-r.— tele nationi , iſtantementexup
plico la voſtrazçlemenzafì fano:
rirm'in queſt’hora; 8t aiutarmi
nel preſente biſogni…: sì pericoz
loſe punto 9
- l' .
2‘; 'H‘T'F'LLo/ll'fll ”i ‘V‘UÌDUO

Omnia” di' S4” Vittore Vaſi-”a


?licenſe J "Glor'ìoſs‘ Angielì,c ’
.fanti , per l'ho ra della
` Mar”. ` `

3x ,,-u, Abbiate di me co_mpa_ſfione,`


i. my…,- ò Angioli del mio Dio,au-'
' ‘ñ libri: uicmareni à me , poich’e officio
_ Îfſiur voſtro è aiutare , e ſouuenir colo-È
. - i da ‘Per— ro,che deſiderano eſſer fatti here
ſcrutini di della Gloria-Già cade à terra la
M V4» fortezza, di cui Dio vi fece Caſtel
“‘1"4- lani.e Difenſori. Sconſolato , af
fltttol infermo , agonizante , mi
proſtro auant’al_la voſtra clemenñ‘
za.Socc0tretem1,aíutaremi,rinuia
goritemiin queſto sì pericoloſo
punto. Preſentat’al Signor’i miei
rofondi gemíti , e‘lagrímoſi do-ñ`
ori-E. fate , ch'in ſodisfattione)
delle paſſate' colpe -, accett’i pre
ſenti batticnoriw timori. ?regate
per me, ò Santi Pat'riarchi-z la cui
’ vita ’iena ſù ſempre di ‘calamità .
8La anni;e la morte in terre flra-ì
ariete . e d’ogni ſorte di conſola
tione lontana - Soccorretemí , ò
santiflApoſtoli , poiche la perdita
di qualungu’anima altro non è
P91' 1 rvoſtrl Petti.çh’acuto coltelg
ì î lo ,
Ì
.J’
lo d’ineſpljcaabil dolorç - `Come

de’ Leoni, e :rà gl'nff‘anní , 8c ana‘,


goſciedeſh morte ?Come _po
trete non aiutarm'in que'ſt’eſtreíz -
m0 biſogno,ò A poflolo Paoſ0,ſc,'
quando” voflr’amore non era sì
;grandemon fi dannau’alcun’huo—
mo , che non viſenxiſte d‘a capoà
X Ric-:di bruciare? Hor come non... 7
ò io da ſperat’in queflo tempo
di ”l’amore g\’effeui ,- eſſendo
quello incomparabilmente mag
‘giore? Quanto diſpiacerà alla no—
ſh‘a comun Madre,ò Giouanni Fi
glinol’adottiuo di Maria,alla~qua*- i _
le tanti anni accarezuſte , e ſem”
{le , le al preſente abbandqnatu
.queſto tuolfigliofl voſtro fratello;
-nc’ doloroſi combattimenti .della
morte? Ben sò,ch’indegn’io ſono
del votìr’aiutop‘nà ſpero c6 tutto
.ciò ch’intercederete,apx-agata” . `
vDio per—qualke voſtro fratello,
.vedendo, che Chrifio lPrego) ü
zflxo.Etemo Padre pori uoiçxuó, ~
-zfleü nemici. ~ o › . ›

Dc!—
2“54 Me ÎÌJz-lítm dc’ Moria.
› 1 - DOÌÌ’ÃBQ'MÌ Rendina.: i
vi'

' ’e
1h 4 . . , ; ’ .

’L Vinto thx-dio, 8( aiuto


generalme- 13A equa Benedetta,
la cui virtù, comunicatale dalta
beqcdínío‘ne della Chieſa roſſe
gn0` della Santa Croce , è ſopra
modóle’fficace. Et accíò chìjl Mo
ribondo’, ò Condannato à morte 1
faíctiponc'etto di queſta ſpiritual-v
Paz-:matura ſe gìì dichiaríl'abbor—
rimëróëfflodíoxhecócro di quel-á
TL”
l’hà íîllDemonioi Come ſarebbe.:
dar”. quel , che Teodoreto riferiſce.:
AL:. d’vn Ind'emoníato. il qualeíop
v -
` ' Il* portar non‘poteua , che ſopra ſe
gli? buttaſſe quefl'o- benedetto”
core a E di quell’altro-'Rielígîoſoz
Monaca Cluníacenſejp‘er nome
Vgonflafl uálerítmuandoſi nek*
Sur. l’eſtre’mo‘ i~ ſu: vita , e vedendo
”m 2. dite vcc'ellí nella fineſtra della ſua
- I” mm cell-uno belliflìmo, 8c horríbiliſ
>` ,S-Pm` ſim he ſopra modo nel-p, e defor
Cauëjſi m’e l'attro , pregò íl Signore, che
‘o l 9
1caccíaſſe via quell’vcceno nemie
prendendo infieme l’Acqua Be
nedetta, xerſo quel luogo la ſpar—
` ‘ le, ñ
ſe i, 8; in vn tratto ſpari il demo
nio,ch’in forma di quel terribile ,
”L2 nerovctelſo appariua ai]’in,fer-,
;1110, Nè ſi »ſempre 'meno ;L’effica
era di queſtaBenèdert'Acqua in..
~~quel , ch’ÌS. AnnoneVeſcquo di
.colonia. 8: as.- Vberto Veſcouo
Tungrenſe nella ſor morte auué ‘7”Sur. 7b
5!,
ne ; a’ quali con minaccioſo vol
to, ‘ evoca come: &Merz-;beſtia ,
comparu’ancoil Demonlo, efù
dà entrambi con l’Acqua Benez
detta ſcacciaro; e dal primo in;
particolare,con vn profondiſſima ‘
ñ arto :.d'humiltà , dall’aſperſiqnp
della dett’acqua accompagnano,
dicendoli. Che fat' qui ſcelerato i‘
Mi ch'èquei, ch’io dico? Non è
già merauiglia , ch’in queſto m0
‘i dp moleſti i deboli,e ſenz: meriti,
~ come ſon io; poiche »nè anca la `
ſantità del B.Martino ti potèflſpa
uentare , acciò nel fine :della `ſii*
vita non lo tentaflì. E {BIT-Acqua ~
Benedetraflome dice il Concilio Con-13.‘
Nannetenſe, gioua per l’inſermi- Nin“, I
- tà corporaii deſſegreggi, e de l’z “"45 a

‘ ermemigmoito più gioaerà,e arà


efflraíiffimo rimedio-.per le cor
- poraliſhſpirituaii de gh' huomini,
- eporrà in fuga gl’inimici deli’eé .Fr
..l
K

i cer—

_.-‘——-_—._.
1:56 Panella-'nta drm-ar”; '
terna ſalute . Delle virtù dell'AJ
cquafiçnedem, da Dio commu
nicateſe, ſe il Letter defidernſſe,
hauewe piemnotkia ;porrebbe
t ,dà Matfilio Colonna nella ſua-.Hi
'dra iologia com 'tanìem'bauer
, Ia" quale‘di que e ſecevna bue:
-, ñ. :me proficteuok raccolta.
,Pdl-'San'- Imagini , e Rch‘qm'g
›.` 3.3
i 1 ' ` :_ d"
. I! ~ ‘ ,

‘4%,‘ ~` ' 9. 6.
L ‘Señorímedío , 8t zinco geá
\ nerale , è quello delle Sacre..
Ima ini, parxlcolzrmëte di Chri—
fla érocifrffo, e della ſu: Santiſſ
’ ma Madre. Quelle Imaginí,per le
?ël-ſoneflhe rappreſentano,e~per
a‘ pietà,- e díuotione di chícon aſ
{ettole rimira, h'a'nno gran virtù
contra greſteriorí nemici,ëc :neo `
comu l'inceríÒri,che ſono le poſe
fioni , ch'ínreriormente ci com-L
battono - Ben ciò dichiara quel,
che di quel Santo Romita fi rac
' come , che fiando già.aù le porte
M , della mune i 8c hauendo vicin’al
m3“- m letto ”n‘a piccola Imagine della
‘5T' B. Vergine Maria, gl’appaàue il
, E. 4
Demonio‘, egli giurò,che già mai
‘ più lo tentarebbe, ſe li profl
metteſſe di leuar via quel a pittui
ra, che lo ſaceu’arrabbiare ; altri"
mente con ogni violenZa lo per-i
ſeguisarebbe- Il buon vecchio Eli
ſputò nella facciale l’nfficurò,c ’—
ancorche contro di lui ſi vólgeſſe
tutto l’inſerno,giamai laleuareb-J
be dàquel luogo . Con che ſuanì
‘il Demoniomèmai hebbe più ar—
dite d’accoſtarſegli,e lo laſciòiſë
:za più molellarlo , finir la vita in
pace. L’Imagini de' Santi cagio
'nano gli ſteſſi effettiflnzi la lor pa-Q .
cienzazöz i lor’indicibili tormenti;
entrando per gl’occhi nel cuore
-dell’lnſermm ò Cödannato, Pac,
.creſteranno l’animo ,lo conſole-f
.ranno,el’incoraggieranno à ſop
(pzortar con paticnza quellamorg
rte,per doloroſa , & ignominioſaz'
;ch’ella ſia. Banco aſſaibuon tie
medio quello delle reliquie de', fl.

Santi; p'oich’è-certoghe per pic-' 'c'e 'i


cole,.che.iiano , tutta l’anima del
;Santo inneramente {lette in q“ue'l-zv
.la particella
nente z com’in
del corpo tutt’il
. Etè rima-g " ſi ' ſi ` ’
certíflimo
.ancora , che .Dio Signor Nofiro
opta alle volte coſe prodxglole
per

hó-I'Eó
256 "AhlL-fllllo d‘ lVlOTlU,

per mezzu di dette reliquie , ri


cordando-ſi del molto,chel’.mima
benedetta di que-l Santo lo ſerui
nellaterrajin tempo, cli’inquella
viueua,& inſieme dellagloriazche
l’hà" da concedere nell’vniuerſal
Riſo'rretcione'de gl'huomini. Pcr
queſta raggioni non-è credibile
di quanto terrore-le relique de’
Santi ſian' a’demonii,8t i bem,che
per'zlor meno ſi conſeriſcano .
Aſl-qual ſi efficace rimedio con la
ſua"'melliſlua l-ingu‘aìeſſortando
SArìi'brogimdice- ldeò hoc ,i m4—
- ici-ibm pmi-‘iſum ci?, "Dr Sentieri
affini” non”: rarporajociemur, *w
dum Hier-urta”: mondi, ”or pet
”a ho” tanga: :dum illìr- Cin-'Bur
illuminata‘ ”051'1- ”nebrariî ”liga
díflhgíat.- Cui” Schön': ergo quie
fl'enfn, cui-41'011” inferi' tenebre”,
earùm proprijr mer-'tir attamm
conficijſanffllau. Delle reliquie
' de’ Santi’ nella lor morte s’auual
ſero S. Annone Veſcouo di C0
lonia,il quale,per riceuerle, ſi ve
{lì' di pretioſe uefii,ſpargendo ſtà
.e tanto c-opioſe lagrímes- Hugon e
Abbate,-.S.Nicolò dà Tolentino,
8t altri-Si deuono per ciò al Mori
bono queſle fi potenti armiapfl
r › Pli:
mixare-acciao da queilo ſuggano ,
e, síaiiontanino iîinfe-rnali _ſqua
-dreéc iefiemetdaqucllefiacre _ce-z
nerjíſe gli córnunichi o ie uírtù ,i
delle quali-.uiuendſhfllxono quei.:
Santi datati z o:: in, Înarticoiare in
atièzm Portale-is’ñhèbbcw nds
a’ loro glorioſffimorte, _` 7 dg
DelPOpm Pig: di íjíizícerdipſi.
…il 7:..
35'! `’JL' La.
z; '. ' , ~ . , r

L Settimo rimedioi-Sz aiuto ge—l


i net-le , è quello deilîOpere
Pie, edi Miſericordia , come fa:
celebra Meſſe’; ſouuenir pouefl
delli; cauarli …dalla carceri; ſnc-i
ene-r .con limoſine gli’ſpednli;l
indian* per voto, fauoàì' qualche;
diuota Cfiieſfl,caicun preſente 31--v
laaRegina .dei Cielo , ò ad altra
Santo i fat-,che'nelle caſe di Relit-t`
gioſi , one Dio è ben ſeruito , ſî
preghi per il Moribondo. öc altre
coſe ſimili, maggiori, ordinaria.
c—onform’alla poffibilità di quelloe
Quel-Potierofaraiitim dell'Euá-z
‘gelio,che peril ter-toſti da aicoà ‘l,
baſſo calato, per efl‘er preſenta-tà_
àGicsù Chritiîoynon Noble-ma
7 m:

4,. : _,_
_—
lingua» nè ardite perdir‘vna ſola J
parola,màquelli,che lo pottoro— '
no , ſi poſeroà pregar per lui ‘è‘ e ."4
per quello dice il Sacro Teſto .l
ride”: Toſurfidemî ‘Mar-im. Ve—*‘
Mmb. dendo il Signore la fede, le lagri--’`
‘ 9- m‘e,e le preghiere di qtiella buoñſ1
ñ na gente, gli reſe prima …la ſanità
ſpirituale,e poi quella del corpo. 1
Chi fù Cauſa di ſar riſuſcitar TabT
bita già morta , e dìuenuta tutta
giacchío? Non' furono le ſue li—
moſine, 8c vna ſchiera di potrete, ’
e caritatiue Vedoue , che prego
rono Dio perleiicol preſemat'a—ì_
Banti gl'occhi dell’Apoſtulo Pie—z
tro le veſti , che dalla defonta ,Pt-ù
eranoſhte date *per rimedio della
loro nudità? 00m:: *Did-u ‘fin-Q
ZAR-9 m , zh- “oflmdmzer n' tunica: ,Zé-7 ,
‘U'M‘Ìfl , qflaxfacíeónt ill-‘r ~Dar~x~
car. Chi ſaluò la vita a tutt'il Po:
polo Hebreo condannato già a4‘
morte? Non ſù Mosè , che fù da
quello pregato à ſalir’al monte .
a: acquetar Dio,c’hauea già ſerie.,
t’il decreto , e ſulmínata- la ſen—
Exad_ ten-2a P Purafi‘ír ,‘.gli’ diſſe, pacs
3,39, una” maxi-imam :' ”fin-Jam ad
i f- . Domina”: , ’fi' quo moda quinti-a
, ‘ñ, . ' ?ma deprecan' pra fidare 'mflro . ‘
" ~ Î "ì ;- Z‘ìñlè, ` De; ’d
w f,
.JL ‘E condanna” k ’Tì. ‘267i‘.
a` morte “I" ‘-T ':
/
De'ue per täto l'Infermo :di q ueñ'
vſto rimedio ,com’efficaciſſimmſet
dirſi.- impercioche facendo egli
’nella ſua' infermità Opre di miſe—
-ticordia , la miſericordia di Dio
`nonl'abbandonetà in quell’eſtre
mopunto.
i.. ~ i:. 1. ` . '
~‘.-', Dalle Gdr-dele Bene-img;
‘/2 ` 5* 8* " i

:L‘oflauó rimedi-3,8( aiuto gel!,


' nerale,ſonole Candele Be—
“nedette
--no acceſe,- ledella
lo ‘ſplendore qualiFede
ſignifica
, l’ar-ì
-dore della Carità , ela viuacità
della Speranza dell‘eterna luce.
con le qualideu’il Chriſtia'no mo
rire. In oltre dichiara con queſto _ __ "
il Mo‘ribondo ,’ che muore come
ſe ruo_diligente , e fedele . con lu.“ ..k
lucerna acceſa nelle mani.»aſpet~j .’z-íxz‘ñ
tando il ſuo Signore. che viene
dalle nozze. Quindiè,che S-Mar—
ta Vergine,ſorella di S.Maria Mad Marc:
Metal}
dalena , ſtando per morire, fece:
accendere alcune lampadi , e co— ‘--J-ſ'z'
mandò a' circoſtanti , che ſteſſero iii
vigilantisle quali perſiopra _de' de
nti-onu ſnemnslçfi. ~› :ÉLmPîW
i . _ -
J .o
222 Parte l .din o de’ on'ä.
la [ua ſorella Maddalena ,e fiac
cíando via quella víl canaglia Sn
fernale,e riaccende-mio lelampa
di , confolò’, e- rínuígoti in quel
'pericoloſo punto la moríbonda
ſorella. E del B. Gìouanni ÎI-Ior
tolano, dell’Ordine de’ Mjnoni
di S. Franceſco, ſi racconta , che
rìuelarogli-da Dio Wlrímo gior
no della ſua vira , hauendo prima
viſitato tutte le Chieſe , ch’erano
in quella Città,& accomodate,co~
:n’era ſuo coſtumeflleìlampadi di
quelleaöc ornati pa'timente gl'al
rari della ſu: Chieſa . e-rípolto in
vno di quelli vn bianco'cereo,an.
doflene poi alla cella del tuo con~
feſſore, col qualconſeſſatofi, lc
pregò, ch’andaſſe alla Chieſa,egl
cm” portaſſe quel cerco , Îch’ínnanz
&Misfl’alrare della Bean’ffima Vergini
_3' e' acceſo hauea, il che gi: `quello e(
”5,3, -ſegurtogon grá glubllo preſe nel
ñle mani inſieme con l’imagíne de
-Santo Crocifiſſo il benedetto’ce
‘ k‘reo, e profeſſan‘do parimente la..
Santa Fede, con ripetere diuòraz
&affettuoſamëte piùvolre .Amm
ó :r mf”: ſcſi-,aditma me. Aiurateml
, ., ?Glesù‘amor mio, mandò. fuor-ii‘
ſuo ſantxſiìmo. ſpirito - Con cam;
. ` dc;
- e, 65
dele benedette acceſe nelle mani
i
affiſterono huomini. e donne alla `
mort.“ diS. Vbaldo Veſcouod‘ó . I, ' .'î
Eugubio -, e dello ſteſſo modo i ’Sur-Po
"n.3,‘
|`.
u
deuoti Monaci in quella di Lan Fan-Ir.“ ‘ff
franco Sanciffimo Veſcouo di P35 i”_C4‘- ì
ì i
Dell‘ J’crítmra Sacra.

5. 9. z ‘ i i
L Nono-{8: vlci’m‘ó rimedio”:
aiuto generale , è quello della… . ‘f ì ;Ki
Scrittura ?acta , ò parcexdi quel;
la , come ſono, iSanti Enangeiij , ii
`il ‘Salzano ,ò coſa ſimiie', poſta.;
ſopra, ò vicin’alMotibondoPoi -
che la parola di Dio,non ſolo con
la bocca pronuntiaca, mà anco
ſcritta, illumina gli [uomini, gli
libera da’ nemici, gli da"vigorem
Soru ne' pericoli, l’accende‘íelí-z
quekà iicuore in amor' Díuind.
Quindi,è, che leggiamo neile vi
te de'Sanci Padri,- che portando
Vn'hùomo ſeco gl'Euangc.iÎ],-;on
riſoluzione d’andar’ad offendcr
Dio ,r il 'complice del delitto hon
ardùnè potè cooperár’à cal col- " i
pa Berio ſplendore , che m’d‘dç ’e‘.i1
/

YÌÌ:
ì -vſcàre dal pettoéii coltÈi , orielri—
- o tteneua , 1 anti uan e u .
S. Agoſtino , ſtando già gioki
e”, bödo, fece m groſſi caratteri ſcriz
‘ : ~nel” i Sette Salmi Penitentialiflſ
. ...-- fineche ad ogni parte , due ſi vol-L
` geſſe, s’incontraſſe in qualche..
el verſetto amoroſo , per par
lar con Dio , e tener da~ ſe lonta
na qualſiuoglia tëtatione. Il Bea—
to Luigi Gonzaga della Compa
gnia di Gíesù} figliuolo del Mat‘
capm_ ~theſe di Cçſttgltone , Principe.,
1, ,,-u, dell’Impeno, negl’vltiómi giorni
w” , › della ſu: vita,ogni di tenendo gl'ñf
` -occhi poſti in vn Crociſilso, con
o profondiſſima attentione,&iſtra~
ordinario giubilo dell'anima ſua,
-ſi ſece ancor leggere li ſteſſſ Sette
Salmi Penitentiali- Conqueſto
atterriua, eteneua da sè‘lontan’il
demonio, che con ninna tenta
tione hebb’i n quel tempo ìrdiee
~dí moleſiarlo. Con queſto rime-`
dio incantaua il ſuo male , 6c in
"'\
’ *Zucîheî'atlta iſuoi doloriflën tra
‘ r 4_ uag íar o ’a ’ren tone della mor
:52:35- te.La ſteſſa tfiiintione nelſine del
p.17., Ala_- lor .vita hebbero moltialtri Sä
2.4.4'. -ìu - cpmeSAntonio da Padoua ,
Sur-.Taj S- Vincenzo Eerrerio, 8t altri .
"'2 è! ' - Dl’

ó_
’t De’ Rimedi} ÒÌ Aim- ‘Panini-e.
l j ,, n'mura le ”major-indien:. `
“a po della Morte.: primi:—
roman”, _oonttuz '-. ì

l
.\I‘ - 1 gutuîflfll-Dl-'ììz" 7-‘,
- ’ ‘fiderio di 3;; ~’~.
i - .piül‘uu- .` .
ga -ví . ñ]
td… . x .

k" A Pu_ ` l"

, Nnumerabili lon‘o gl'ih‘g‘annîj


I 8c i lacci, chel’iñimico del gè-\
ner’ humano íuol’in - ogni .:em po
machinare,& o'rdire , per ingan—
nare, 8c ínſiem' allacciare l’anime
de’ Fedeli ;che perciò il S. Giob 1.5.7.1
chiamò la vira de’ mortali con
tinua,e crude] guerra ; mà níun’è
più pericoloſo i , Miu-lento di
quelli , ch’ordilce , appreſta.;
per l’hora della morte-Hof’accíò
che per quel tempo ci' marroni-ga,
mo ben’ anuiſiltis di armati ‘dgi ö,
tentiflìme armi, con le quali‘: r
tificatí, poffiam‘o disfar'ogn’i á—
no del crude] nemico, 8c vincen—
dolo riporta-.ne gloriofi vittoria;
lì pongono quì alcune tentationi,
› ' M con
236 Par” . e ` -
con le quali ſuolfaſſalire nel temi
*po delle morte, &- inſieme i pre
ſentanei rimedii , e contraueleni 1
contro di quelle-E perche il De—
ſid erio di più 'lunga vita ſuol’eſſer l
da lui ſtim'ato potentiſiima tenta- 3
rione ; perciò,;qu`ando ſi vedeſſe, l
,ch’il Moribendoñſi riduceſſe a_- ì
morir di mala-voglia , e tirato dal t
deſiderio di viuere più lungo të- i
po,per forza ſi toggett'aſſe ai Di— 1
uin Voleresſe gli p'orrebbono dal i
prudente,& accorto Conſolato
` ,re applicar’ i—ſegiÎenti rimedii,e._,
proporre le ſeguenti,ò ſomigliä
iti raggtoni I ‘
Primieramente , che ritrouan
doſi vn’huomo in gratia di Dio,e
riceuuti già iSanti Sacramenti,`
non hà biſogno di più lunga wi-`
ta: poiche queſta ci [ù da Dio
conceſſa , per ottenerne‘porr’in
ſicuro l’eterna vita. E poiche le;`
.diligenzen‘i queſto ſit-’ordinate, il
ſon già fatte, ò ſon facili .à farſi,
ò reiterarſi , non s‘hà da deſidera!
più lunga vita. Tanto più , che;
oprauiuendo più lungo tempo-l
ſi potrebbe fors’in pericolo del
lîeterna .ſalute ; perch e’ mor
Rbbc- per ſorte, ſenza Sacra
‘ W313.: i
i ‘- 7 _ , ,, ., , " ſe‘

menti, e ſenZa gl’aiuti ſpirituali,


che Dio al preſente gli concede;
com'à molti è auuenuto , doppo
hauer’ottenuta la ſalute , e la vita'
Nè deue dargli travaglio , il non
trouarſì così ben, come vorrebu
be , diſpoſl03Perche quello ſol’—
atto,d’accettar la morte per Dio,
è tale,ch’è ſufficientiffim’apparec—
chio per que_lla,c0me dice S. A—
goſtino. Quindi è, ch'il miglior
partito è laſciar ſar’ à Dio ,’ e dir
con S. Bernardo-Piu”: cruóefl-o,
qui-:partiva proficia ; mori' timea ,
quia non ſum Para”: . Malo u
me” mari', ('9- miſerìcardic Dex'
me comm-'mn , (’9- :ammenda-e.,
quia benigni” , cy- míſericor: al),
mi” de mm mala canueiſah'o
”e alici-s‘ ſcandali-m ſapere. Hò
vergogna da vn canto di viuere
iù lungo tempo, per il poco
roſitro , che ſo nella vita Chri—
‘ .fliana ;temo dall’altro. perche..
i non veggo in`me baſtant’aplpa
‘ ſecchio per si-dubbioſo pa a ñ
io.’Mi riſoluo contuttociò, Per
adeſſo,p.iù toſto à morire-,8; à but
carmitutto nelle braccia della_
’ iſeticordia di ~Dio,il_qual’e` tut—
l zobenigno,e miſericordioſo,che
r .M .2, ,col
col mio mai’modo di procedere
far più dann'à me fieſſo; 6: eſſer'a- i
gl’altri occaſione di ſcandalo, o
di rduinz. E poſto che Dio,ch‘-7
è amore’uoiiffimo Padre , con la_
ſua I‘n‘finita Prouidenza diſpone
-ín qUeſto tempo della ſua vita.),
deue perſuaderſì, che queſto gl'è
più eſpediente , e ſtà aſſai meglio
~ ,_ ‘alla ſalute‘dell’aníma ſuazch’il vi-ä- i
‘uere più lungo tempo.Impercio
“Uſo, 'che , come dice S. Chriſoſtomo .
`_ Tam‘ bona: ex hoc mùndo commi—
' rara-fan': , eum optimiſunii‘fl'e-j
. [Mar, cum mimo': màlè, qua‘m.;
jiſupenflent 'vien' . 'All’h ora {Dio
` fà dà queſtavíta partir’i 'buoni ,
ì quando queſii gionri ſon già-all’—
altezza della perfettione; ö; al- i
l’hora fàmorir’i cattíui., quando i
ſon meno tali diq’uello, che ſa* {
'rebbono, ſe più lungo tempo vi
ueſſero. H '
La S'ecöda raggione potrebb’eſ-Î
ſere a _Pche la vira nö-s’ha dà defi- i
dotare, ,ſe non per’ muraria irL, e
mrghomòe—ammendarſî de gl’er
ron paſſati ;il che,eol viuere‘ più
lungo tempo ,’ ſubl’al roueſcio
'ſuccedere , e ſuole molte volte;
peggiora-ri} , come dice S. Ago;
ì' ó ſiino. ‘


p ſlino. @ai major :fl alata, maiír Aügì‘ſiç’
a!! iniqfliiau. Quant’alcunp creñ_
ſce più in etàztantnma giori auá'
zi fà nell'offeſe _della aeſtà _DH
nina. Perche dunque, pollo quefl
ilo intolerabil danno , eſclama-nè
S_- Bernardo,habbiam’à deſidera—i
re di viuere più lungo tëpo , nel
quale quanto più la vita` s’allun-z,
ga , tanto ſon’in maggior nome--v
ro le colpe? Car ergo lantoperè
'Dítcm ;Bam dcſideramur, in qua z,…,cflj
quantò ampliu‘r 'viuimurflitàplus La“;
peccamur: quantà :fl 'vita Iongiqr,
”mò culpa ”umerqfian Inteſa be!… i"
ne queſta verità lo ſteſſo Santo, il '
quale,conoſcendo,che per l’ora-
tione de’ ſuoi Religioſi figliuoli ,
Dio gli' differiua la morte, han-7:5;
dolitutt’iu ſua preſenza congre— ì 7».

gatti, diſſe loro. Quid :anni: mi—


ſerum bamímm? Forlíorcr :Bi: ’Sir-f**
óiñüaluiflíl :partite qucſòqurñ 33" I"?
ci”, ſiní”, ”u di”. A che effet— W" E‘:
to trattenere piùin queſta miſe- ”“[d‘sî
ra vítaqueſlo meſchino i Veggo *
bene,che con le voſtre orarioni
potenti ſiete appreſſo Dio. Hab
biate dirne compaflione, habbia—
- biatela, vi prego: laſciate , ch’io
parta, e mi liberi da, tanti mali ,
- M 3 ne’
e!… _ …T .:5, ;-` , e”.
‘T‘ M '270 'Pam .Aiuto e ’ ori.
z… ~ - e ._ ne’qualipermia colpa ſon ſolito
… ‘- - ‘ tante volt'inciäpare. Ben praticò
n ancor queſto il Gloríoſo S.Am~
T ;i brogio, il quale conſiderando la‘
' , perpleffitàz nella quale ſi rirroua
iì ` l i ual’Apoſio‘loPaolo,s’era per eſ
. - ` ſo luimeglio il morire, òput’il
…i i -' A vinere.~ ſtimando da v‘na parte.;
" . ' .i. gran guadagno la morte, poiche
'ì per mezzo di quella andato ſene
PMP. ſarebbeä regnare con Chriſto.
Míbr* *vin-re Cbriflur ci?, (g- ma
ÎUB n' [mmm. E dall’altra , neceſſaria
la vita , per ſpiritual’ aiuto del
mondo. Permaner’e datemi“
ea ”u , neceflàn‘um propter 'vor .
Confiderando,dico, il Sáto que
ſta perpleſſità dell’Apoſtolo, dice
' Am”; Serino” omnibus neceſſarium,Do-" ì ì’
lr …le F3 mio” leſia ;non mihi. qui' nulla' 'v
t d, R,… tilir’ſum , ”4m mihi lui-rum eri"
1 ſum-g, mori, ncplure peer-m'. Quando‘
,i Terme. la vita è sí‘ianta, com’era quella
, di Paolo, ben ſi può dire, che è
-conneniente i che non sì preſto
finiſca. Mà nonà tutti lià ben’il
viuere,efl`end’incomparabilmen—
te meglio per icattiui il morire ;
poiche quäto meno viuono, táto
menopeccanoi e quando la vita
i non s'impiega in ſeruitio di Dio,
’ ~`~ P* 1“.‘… - non
i‘.
l

‘- r "i’
non v’è maggior guadagno, ch’il'
perderla. e - 4ñ z - ñ.
La 'ſerzasraggion‘e poxrebb’ali
ſere. Ch’il morire-,noir è andare,
"dalla vita alla morte , màvpafl'areî
« per la marce alla vita. Et eſſendo
queſta mortalità vn eſſdio, Se ap~' [I
recchio per la Gloria; s'ha dà
...n
imar gran beneficio andar’alla
Patria, oueſon’inoſtri parenti ,
'e veri amici50u’è ripoſo,pace,ric
chezze,& eterna libertà; one Dio
lì _
coronexà con exerna ,miſericor—
d-ia,gl’habitatori di quella. Quì”;
dilaäa taberndeula tua , Domine Pf- 38
*vir-tuttu”; conc-:pmi: , (g— deficit 1*.
anima mea in atrio tua Domine.
Diceua Da’uid. Quito belli ſon’—
i _voſh-i tabernacoli, Dio mio :-l’óñ
anima-mia alima , e la vita ſene
vola in’pe‘n arui-Il mio cuorenö
uò fiat fermo,e l’anima mia giu
ilayquando penſo › ch’io vedrò
il mio Dio. O che gran beneficio
del Signore,e che gran guadagno
è per queſto c'apo la morte , dice
S.Cipriano . Luc-'rum maximum
l'4”: ſerali lflqzm'r non tener-‘Jam
”all-‘r peccati: , (9- -vitijr earn-'r
oìnexíumfierí , exemptum preflîa -
n': angcntióur,ér *venuti: Dia.
' M 4 50/@

Lalífauribfl: liberati-_m , .ad [mò:
líamſalmis eum-c, Uhr-'ſia mfl '
”MazarafidflüSi‘puòr’i-maginake
beneficioÎmzgg-idre .""e-maggior -
a’:

guadagnv,ch’e-ſíërſc`ióico da’ iàc- -


ci del 'm‘cmìio , fuori ddl-ln ſchia
uitudínede’ 'peccati , libero dal
la tirannia della carne; ;e-ëçiſento’
dalle ~miſerie , e crepa‘cUOri di
queſtá vita,lontano‘daiieàveleno- `
ſe fauci del Demanio; 'e vederſi à› i
:m quei‘ giubili , &eternèíallegr’ez- ,i
ze deiP—aradiſo, da. dirigo z ch’è `
ogni nbfiro bene, armhekä‘ſa‘men` `
te‘inuitarc? E vero, ”Piper-mez
;Zoìdelia morte Wade-71mm té
poraie; màè veroán’cora ,ch-:.0 .
per mezzo dellazſtçiſazsîapre l’e—
‘v4'_
m7?
terna ,öcii Ciemílìz' tb"; cnc, i
fi toglie il mòndoà" ’ ___Î_ax_i_mei1_-. i
;e vero, chefiñ’aT '- {307112115 d'ét
"Paradiſo ó E veìiqzpche "muorUì
i1- corpounà dmn-.3m mune z'è; ì
cettiffimo , chgágiëágî’immorca
lità . Il vecchioSSiffieone vedenA-j . ‘
M.W~—
*_ do ’1a beiia faccia; -` _Giesù' Chri
flq’bafnbinos tutto :ignaro di la
grlme *di tenerezzuze conſolz
lione, eſclamò, e Miſa-Nam: di.
mini: firm-”.1mìDbia-i” ,ſeu
“i-4!‘? verbo”: 'dì-à”: inf-ce z
i M i W- 27"'?

`ó-E'___ó—--irJ
ci;
'gu-'4 Width!” act-ch' mei ſalutare
mm». Ah dolce Signormio,1a
ſcíate vſcire da gueſt’ínfelícu
vita queſto miſero vecchio : e.,
poiche‘í miei occhi v’han vedu -
-to,il miocuore non ama più coſa
alcuna di queſto mondo . `
dddih’one per x' Condannati A
› morte dalla Giflñin'a.
Vando ſi ítorgeſſc , ch’íl
Q Condannato , per il dc—ſide
rio di 'più lunga vita, haueſſc ſo
uerchizffieme à diſcaroíl mori in‘

ce, ſe glípotrebbono à queſta lî


graue _ cçh’míoñe applicar’i ſc
-guenn nmcdij. è
Primo p che doppo tanti pec
catí,cfhà _cammeffimon gli deue..
parere ſçflon dolcíffima la mo—
te, per mezzo della quale darà
pfinezanco al peccare , e fi renderà
…ficum di npn hauer’ad offendere
;più Dip z e di non perdere più la
‘ſua amzcítíax… Ele è lecito il defi—
derare, di non èſſer mai nato , 8-:
aſiolutamente non hauer’hauuro
Îgià mail’efl‘ere per non hauer
peccato; quanto più ſaràconue— i '
‘nçu‘ole 11 deſiderare, 8c ha'uer’àì,
carola morccmcqrcbe violenta,
5 per
;74 Parte ILAs‘u'ta de’ Mano.
er mezzo ‘della quale lì chiude
vna volta per ſempre al peccare
` la porta. Poiche,ſenza compara
ti ne,maggiore , e più effecrando
al’è la colpmdi quello,c`h'è il nö_
Motel:. ‘ isere. Banum erat n', fi nat”: ”ò‘ ‘
:6. ;4. uíflìt homo ille ; Diſſe Chriſto
` parlando di Giuda . Banco ſa—
rebbe {lato meglio per lui ſe non
foſſe vſcito alla luce di queſto
mondo . Quindi è, che Giob per
quella Cauſa malediſſe il giorno
10b.; z del ſuo natalerl’enat di” illaj»
qua ”aturfum.Et il Sauio ſtima..
pi-ù auuencurati coloro, che ſono
già daZqueſtaNita palſati, di quei,
che viui godono diqueſta luce a e
iù felice degl’vni,e degl’altri c0
ui, che non è ancor nato , e non
ha ànc‘or vedut’i mali di queſta
E…" miſera vita. Landini magi: morñ,
3" tuo: qudm vivente:. Ùfzlín‘onm
ì’ rem-aqua indiuui,qui netdum ”4
’tur er‘? ,nec *vidi: mala, qua ſu} `
Salefium. E la raggíone , perche ì
più felici ſon quelli, che non io— Ì
no ancor natí,la dà S.Ambrogío,
'An-br; il qualdice. Mart-mr preferita*
[M ‘0- Wîüfnìísqm'a Pete-'are definì!, mor
Tlçſal. tnofr-efertur, qm‘ nam non e/Z,
' qmapectare nefliuü. Il rnortoèl
piu Ì
e .a condannati-inerte. 275
più-felice,& auuentu—rato, e deu’—
eſſer-’alvino preferivo' , perche ha
già finito ccare: ecoiut , che
non è ancor nato~,e maggiormen
uellmh già morto,perche non
eppe mat , che colla foſîte pecca
to - `
Secondo. Si porrebbe eſi'ortar'
‘il Condannatoà '

tröcargl’il filo della vita ,gli tróca


inſieme ogni occaſione , 8: ogni
- pericolo di peccare, e d’offender'
li ſuo Creatore,il quale gli fà quel
ran beneficio, che la Regina-..
Bianca detîderaua nel ſuo amatiſ
ſimo figliuolo S.Lodouico Re‘ di
rancia, cioè-di Vederlo i e pian— ..H-:47.1—›ñ
gerlo più toſto ananti gl’occhi
ſuoi morto, che d’vn ſolo pecca Y
.

to mortal'imbrattato. Il qual be
, neficío non fi conoſce,non cono.
ſcendoií la qualità del peccato, e
quanto ſia meno male lav mortL,
del cor—po,di quello, ch 'è vna ſola
colpa mortale,ch’vccide l’anima.
Se gli potrebb‘in ..oltre dichiarat
queſta verita con quel, che ſi rac
conta di quel Ricco, che diede,
M vna
x
"- - w
{E 2-75 'PartelLdiandz’MoriL
ma gran ſomma d’or‘oa S. Giò-`
Mem- nanni Limoſínieroiacciò pregaſs'
Hifi» ilSignore-per la Vita d'vn ſuo ſia
V"~ 5- gliuolo grauemenr’ammnlato, .il
’W'- quale _poi di; quella infermità ſe
{mmm ne mori. Et eſſendoritñaflo’il Ea—j i
dre perciò 'ſopra modo ſconto-la* `
to,per vederſidelle ſue ſperanze p
deluſo, 8t eſſer ſtare vane le ſueli:
moſine,gli mandò Dio vn Ange
lo,che gli diceſſe‘ ,. che non erano i
punto ſiate vanele limofine Fatte
per la"ſalute'del- figliuolo.; anzi
\
molto accette à-Sua Diuina Mae
` ſli i poiche quel-lo già del Cielo `
~-godeua : il—che non ſarebbe così
fluuenuto, s’haueſſe _più'lun‘go té-`
poin queſto‘mondo viſſuto : im-ì
percioche ſarebbe diuenuco vn...
huomo aſſai ſcelerato z e maluag
:gimötbaurebb’in peccati’tonſu—
mato la ſua, vitamel ſine della qua
‘ le-Per la moltitudine delle com
‘ meſſe-ſreleraggini, in conto veru- `
-dannatione.
"no haurebbeDalche ſi caua i che.:
ſcam p‘ato‘l'eterna.:

gran beneficio’di Dio è,`chîàîmol


.ti ſe gl‘abbreuin’i giorni , e che.,
'preſto ſiano di quella-vita, ancòr
-g P i Peri/ia di violenta morte,~priuati;
x ~ì ‘« “CCM 'non commettano- nonne...- ;
i L‘ Oi -
.›` Brendan-ut” morte. '277
»i colpe', e non iiiano più tempo
ne' loro vitij infangati. o
. Terzo. Si potrebbe ricordar’al
e
…1,7, Códagngto,cho'deſìderando egli
più. lunga vite, Eàçòn‘tra - q uello ,
l cheneliLOrationevDóinënicale.:
;hà tantefl/;gbçeì'con tantaifian za, e
con tant-:affettoidoniandatq , e,
pregat’ii Signore”; cioè ;che a noi
venga il tuum
Rcgnum ſuo‘ Regno
‘. Il` qual.xddüeniat
_Regno nſſó
puÒja noi venirexſe‘ñon è,prece~:
dendo la morregifiórzſe tante yo!
te ha queſto à Dio"PreÎgát’qîcomΗ
` hora ſi laſcia tanto‘ da qu‘ëflí’îèrra
rirare , e ſcordato-delfiegìoëìlie
Dio gli tion-preparato} dei dem
godere più‘ ;_"Lrílgo“rempqlîeflìiio,
e cattività' ië'qucſtomohdpioue.
ſpeſſo l’h’uòmo diuiene ~viliſiiiim z`
ſchia’uo del’dem‘oni’ó per img-;a
ti , ch'alla‘ giornata-"cpmmet’ces, Z,
LL'iptrano,
Quid ora-nm,w adueniàt’kegnùm
@Wimax-,1 Ziíçje Cy’pril."
dl 'Mori
Calorumffi'e’apfifitar terrena’ de :duff:
leäat ? Quid precibur- fxfqäenter
iter-ari; regem”: , L’a- pofiímujr, Tot
accelera: dier Regni ,ſi máior'a dea
fida-'4,59- -vom patíormſunt ſèrui—
re is‘i‘íc Dido/0 , qua‘m regna-re {ü
Chriſtos A queſto Regno p'ar ch’—
7
2.78 Par” l I. _Aiuta de’-Meríb.`
'i
il ,Condannato inuiti_ lo ſteſſo Sia'
to,quando in_ perſona de’glorioſí
L‘ Martiri, ch’eran giàà ſparger'il
\ ſangue@ la vita vicini, tenerame
ñ Il EP* te gli dice. Fungamurexitu mor
ì" "a" tir cui” premio immer-:alitalia ,
i ”ec ’mnamur. eccidi, quo: tan/?4t ,
quando ereditaria-,comuni . `Mo
' riamo di buona voglia 3 diamo di
h buon cuore la vita pet Dio, non..
‘.D temiamo le forche ,le ru'ote , lo
tornacide mannaie; poiche dop
po tranci-,con patienzm confor
mità al Diuin Volere , tutte que-j
fle coſe patito , ci ſtà Dio aſpet
tando con la corona di gloria_
nelle mani,per coronare la noſtra
ſofferenza,e ſorteua . La Madre
di quei ſette giouani Macabei ,
doppo hauer partorit‘à Dio ſei
figli , bagnando l’vltimo con le,
_ ſue lagrime, _peranimarl’à mo
Î rire ardita,e coraggioſanentemö
n ſeppe rappresëtat-gli‘ìmotiuo più
a… v potente z che il moflrargl'il Cie‘
` lo,oue ſtauano i, ſuoi cari Fratel'
Maçb. li,e fargli veder’il luogoà luiap—
parecchiatozcon dirgli-Pelo nate,
lì; f Emmi- w official Gala”. Queflo morì-g
i** :W no ſpinſe al _ Santo Veſcouo di
TL Paura Epifamſha ripetere nella.;
ſua
`.
to armati amarîe. 27-) ‘
ſua morte quelle parole dell’A
poſ’olo. Mt'ha" wine” cbr-*ſie: cſi, Phil-'Pz
* (Fuori luerum . La mia' vita è i, '
Chriltq,& il morire non è per me
perdita, mà vn gran guadagno;
porche ſpero
col perder col fine
la terra della vita, e `
, viuer‘eternaóì
mente ’nel Cielo,e ſar aquìſto del
Paradiſo . ’
Del Time” della Moric; `
CAP. 11,11. i
-î-
v
" "ii

Ncorche natural coſa fia il ’


timor della Morte', nè ſia da ;
ſe ſteſſoè cattiuo
morte z perch’alla
ſtat’anco fine la
dà Santi temu- L

ta; con tutto ciò dal non ſaper


regolar l’Inſermo queſto timo-1
`reiſo lion’in eſſo cagionarſi mol
ti ma i. Non è già biaſmato nella
Scrittura Sacra Abramo , perche
'della morte hebbe timore 5 nè
Iſaacmè Giacob , che coſi bene la
temerono , come qualſiuoglia alfl
tr’huomo; nè vien viruperato
Elia huomo sì Santo,che con là)
“ſua lingua
7 aprir'il poteua
Cielo 'chiudere
, paſciuto , 8c
da gl’Anñ-v
ì gioli, eda quelli come ditrinciä-z
tt -
quo farle-us... ..- - …

ti’n’eldeſerto leruito all’ombraJ


\Î’:\'\,Î` á’Îvn ginepro , perche vedendoíí
' inzptericoloedi ſtrane, le ne fng gi
quaranta giorni inner: ſen_2a ria
poſaríi;;:poxche ben sà D10 la.:
paſta di chezſiamo compoſti’, 8:
ammaffati, e comprende ancora ,
ìch’fl timore z e‘ lo ſp'auenro della
mofleènaturalmëre nella noſtra
humanità inneſtaro. Mà ilnon.;
ſaper maneggiar-quelto timore
è meritamente bíaſmeuole; poi—
che di quello sà ben ſeruirfimol
te volt’il demonio per tentarezöc
inquietar’il Moribondo , e non.;
far—lo ,',come fi conuiene , prepa
.rar’alla'mortezPerciò fi pongono
quì`alcuní rimedij contra queſto
vano rimorp,&inconſideraca co:
.dar-dia. ’ .
Primo… Che , ſe col cemerla.:
,mo reni potçſse quella ſcampa
/re arebbe,d1ccS.Cipriano, aſsai
-buon rimedio qyuelìortimore… Sr'
.cn-‘r1 ”19mm poffemm made-fc; merita
. morte”; timercmm. Mà,ſe temen—
- 1(lola, ſe le danno più roſtovlìalíe,
`acçiò più veloce ne venga a tof
, z glierci lavita . par'Vna gran' paz
5 è ñ . gra-talſicimqremoiehe queſto non
i 7,-- e altrpzçhe vn ponte ,accíoche la .
~ 'mor
, mortacheztemiámo, più preſto à
noi corra, &in luogo di morir‘v-z
na volta’, il timor della morte ci
facci ogni momento morire, e
quel, chfèflpeggio , 'di morte più
”meme-.crudele della Reis: mor—
t‘e ; poiche` come dice Chríſoio
logo. P4140”, han-jp”- Imi” ~. E Cbrjſ.
-alsai più leggiera la morte , ,ch’il ſar-1472
timor di quella. Perciò il miglio):
rimedio per il Moribondo , qui
dolo ipauenta quello timore z è
conſi-gliarii , che li volti la faccia ,
lo perſequiti con vn cuor virile,
gli moſtri i denti , &ardita-mente.
lo percuoçadìc eſsendo come di
ce S.Chriſ0ſtomo , la morte m.;
:debito della naturſcorrotta , che
sfha.necefiaríamente_ à pagare , e
noníi può in conto veiuno fugz'
gire;.ſi deu'e‘c‘pn animo increpi—Î
do_ aCcçttareſhq offerirsîà Dio,co~‘
meſe foſseyolontario_ quel , ch’è Cbìyſ- _
neceſſità“: debitp . Marr ma”: I” :.10
nenſſàflum-ſeflj nature; iam cor-ì Mana!
rflgtzq , quae-.non aflfugignda , ſad
pari-if_ amplaämda ; fiqt ergo 'oo
hmtqrinm’, quodfulurùm_ es‘? m:
uſſan‘um, É-ÎajfiramflrlDeo pro_
mune” , quadpro debito " tenemur 'n.-
“1.-4A. ..
Weider:. i
SC 3

Wwf—_ñ -_
ññ ’ Secondo , ch’ii temer la mort
non’appartiene ſe non àcolui
c’ha perdura la Fede,e la Spera”
za di vedcrGiesù Chriſto, e go
L dere della ſua amabiliffima com
Cf”. pagnía. @ai anxim* e!? a’: egrcfl
ſ‘" 4‘ 45 l’0‘ ‘715M . dice S. Cipriano m;
MW!“- gm‘ inflde dubíur e!? , dry-ſp: 'va
cum- ? Miur eñ map-tem timermqn
non mi! Chríſliſhcíetatemdq- :in
:ſi tale”; rea-uſa” ſòcietanm , q
non credit , quod debut ”gm-1
eum Cbríſto . Quindi è , che ſe
fi crede in Giesù Chriſto , ſi deu
ì con turc’il cuore deſidcrare—d’an
{i dàr’a vedere ia ſua diuína faccia
‘ Padre mio, dice io ſtcfl'o Chriſt
vi prego, che vi contentiare, ch
quelií,che m’hauere dati,fiano ai
íí vicin’aila mia perſona e c’hab
bianoqueſt’honore di veder la_
lTai-17- chiarezu della mia gloria. Noi
’A'- _ memore iudìcium marti!, díce i
E…" Szuío. Non t'acteriſca, nè ti ſp;
“k" xuentí h morte , anzi habbi gran_
cÈnfidanz_a in Dio, che con la ſu
7_ "- ſperanza Ìe co] ſuo amore fortif
ca i cuori,e gli Fà ſorti, com’il Sè
to monte di Sion, il quale non.
7 ' ſeppe mai , che foſſe terremoto
4’ 7 7 Chihaurà ardimcnco di temerÌ
. ' mo::
‘a ”unaennatl d morte. 2.85
-morte incompagm'a di coloro, .
chel’hanno ardentemente defi
derntaP Laſcio l’A poſtolo S.Pao-’
lo,che tuttii ſuoi deſiderij altro
berſaglio non haueumo, che la..-v
morte. Deſideri-am babe”: :il-:flot—
”í › (9' 'ſſè ‘14m Cbríflo. Il Profeta ”uffi ſ
Dauid :rà le ſue maggiori malinz \ "‘3'
:onie,& angoſciemltra ricreatio—
ne , 8c altro alleggerimëto nö ha
reua, che ſoſtentarli d i lagrime , 4:
mx;
e quali ſpargeua perla ſola me
noria della morte , per mezzo
lella qualmhaueua da andai-’a go
ler’il ſuo Dio . S. Hilarione aſſa
ito da' ladri, intrepido, e ſet-:Zan` [iena
mnto turbarſi , ſe ne ſtette trà le l” Vi!.`
oro ſpade, e domandato con., S-Hì‘h'
uim'ccie da quelli, perche non...,
emeſſe la morte? ri oſe,che 1011-‘
ano deue ſtar que o timore da'
olui , che pieno di Fede , diſpeñ.
anza,e d‘Amor di Dio , ſtà ſemi
re pronto’, & apparecchiatoà
lorire; che percrò nè di effi, nè
elle loro ſpade hauea timore.
Terzo. Che, per mezzo ,della
[ORC ha da tener quali per coſa
:ura il Moribondo c’haurà da..›_ \
`re acquiſto dell’eterna Beatitu
;flag-dr worm” temporale…
mc
E" a84Î Parte II-.Aitm da' Juan”.
ì Mag“ - meta”. dice Agoilino,ruietcru4~i
I"? l *vito -pramízzímf P qui‘: [aborti-i
carni: ”mammina ſe in perpetua
Lñ, ”quia nauerít collocasdum P Chi
;i ‘ i `ì potrà' già mai eſſer sì codardo,
u - ,,3‘ c’habbia paura della morte tem
Îi "'' l hf di
porale , promettendoſi,
quella,da in vita?
Dio vna eterna vece
ì Chifi potrà ritrouar- sì infingar
` ' do,e divil’animo,che lo ſpauen
' tinoìle miſerie,alle quali ſtà que-i`
ſia miſera carne ſoggetta , ſapen
do per eoſa certa , c'ha da eſſer
pollo agiatament’à ſedere vici
i fl .E. e., n’a] trono diDio , per goder’iui
,zvn’eterno ripoſo? Che giornata
,, …,- ,z , - felice , che da queſlo Purgatorio
` ci libera,per albergarci nella Sá-`
, ’ .n Caſa diDio-La morte è quella,
a; ’ che conîla felicità ci lega, e cc›n_›l
È ‘ p ì’ Dtoìl’anil’ne noſtre flrettamente
vniſçe,& allaccía: e perciò più
toſtç, come principio d’vn’eter
E m v’ita,s“ba da deſiderare, che te—`
Î j_ ‘ mere;p0id1e realmenteèfine di*
~ _ ì quella caduca,& infelice. si deus‘
’ per tutte queſte raggioni eſſer
tar’ il Moribondo à bere pr'ont
iſt-‘alice della morte, 8c in odor
di ſoauità‘oſſerirlo di buö cuor’—
à D10 e 8c a‘dire quelle affextuoſ
.. Pa’.
. paroìc del_ Pro feta- In pace i” id PIBMZ
i ipſum’ darmi-”mò regni-fia…: 9.19, \
gu‘on’íam in, 120m”, flag-4h”;
inſpg conflitto-'Bike . ‘VoleiltíeP-í
'dormirò ,'c t'ní ‘rîìpoſtrò inv'oi ,
mio Dio : poiche voi, Signori-..5,
per voſtra bontà m'hauete finge':
larmenre-f‘ortificato con la certa
ſperanzz dell’eterno ripoſo , che
per mezzo della morte hà eterz'
‘gamem’à godere. ;

"Additivi-a per x' Condannati' ,i


‘ martedalla Gig/fida'. ' ’
'Î ‘I “ _ ' , ì.

› No de’ Principali rimedii


' ‘ Peraddolcir l’amarezu del
timor della' morte ne’Condannz*
'ti,
può,àè aſtrínger’il
non Penſarui,
cuore,
ſe ndn
quamofl
qua‘í- "ff'
._ ,T
'do
chenon ’fi può
queſto Fax'- diferiſceà
timore meno ; qué:—v
poi-z, 5;‘
` ‘
’flí- 'tali il cu‘ore di mille punte-’d’a—
acciàí0,chc Ii fà prima del tempo
morire, e fà, che tutte’ le'paflìoni i `
controd’eſfi loro imì fatta ma* '
niera ſi ſolleuino,che da quelle;
laceratí, iene ſtiano ſenza ſar gif-.j
'atti neceſſarij‘per queltempo, e ‘La…kh;-
'ſenza pre pararſizcome‘wnuieney
per quell’vltímo punto. Perciò
ac
Zoo b ñ.
' - accíò tenga da (e lontan'íl Con.; j
dannatoil penſierodella morte , `
che gli ſouraſtmîha da efl'ortn‘ à
Iluolgerlo alle coíè Èguentí . 7
Primieramente.Chc ancoiche
il corpo muoia di morte violen-z'
ta) e vergognoſa, hà pur’vn gior-ì
no à riſorgere glonoſo; e :uçc'i
parimenti,e la morte ſteſſa, offer
ta à .Dio in ſodísfattione de’ Pec
cati paſſati, han da eſſer corona... ,
ir'nmarcíſcíbíle per eſſo lui. Que
flamemoría dîhanerñ’íl cocpqvn
giorn'à riſo: ere , dice S. Anna
, gio, fà che l' upmo s’a_rmí con
; tra cutc’i tímon de’ parimenti , e
. della morte,e lo ſortifica per oc
tener’eterna vittorimkeſurreäio.
_ “tb“. n‘a*: me'maria confra morte”: arma
0,4,_ ſu boni-xh”- affi ‘Dfléîofl' am obj-'lun—
›. v ,uffi-Mſg da?) ſuppfdm” . Come v_fu-ne..
‘rà nl monte, ancorche dlmor
te violenta . e crudele , ‘chi da..
tal more; hà da riceuere v1)..
giorno ma? Come ſpaupncerà il
Sepolcro colui › che da quell’—
4 hà da riforger’vnëíomo più bel
_` lo,e glorioſo P Il o]e,d.íce S. Ze-v
nonf, intrepido, eícnza paura.,
con` al Sepolcro della npttepPer:
' . che?
che sà.che dalle-tenebre hà da ri -
. ſorgere‘di nuouo con vita.J'o/fi- 2m‘:
i -delz’tflmflrzflmper r‘mnpidur ad jèr. de
-fëpnlr-brum ”Mir tontmdìtjëlm‘r Reſta);
i” ípfi fl bah” quad of”: . E
Chriſto Signor noſtro vero , e di- -’
‘ nino Sole,dice S.Paolo , Propoli” H 5 v
flbigaudíoſuflíuuít Crt-m” ,can-ì ' "
i ftf/ÌW" contempla . Volentieri,~ç "A I’
\ con lieto volto ſopporto la mor- i
i -te di Croce , poco conto facendo
i dell’ignomínia , e confuſione di ,
l quella , e ciò non per altro , che, {e
r per hauetfipoſto auanti gl’oechí
- * a gloria della Riſorrettione, &il
l bene del gener'humano. Della..
- ‘memoria, d’hauer vn giorn’àri
A ſorger’immo‘rtal’il ſuo corpo,ar—
i mato il Santo Veſcouo d’Antio-î
i chia , e Martire Ignatio , vdend'o
r ſtrider'i denäide’Lleoni, che ve—
l muano er iuorar o, con gran., ~ ~- ~
`, eonfraflí‘o
giubilo giſse.
offiumIgnis',
, member-um
Cmxſheflü,
di- E…,ſ. ì
E ”sfogh- ton'a: corpon‘r cantrilío,(g~_ ‘ 'J
` to”: tormenta Díaóah‘ i” ”u 'Ue
‘z ”fanti-miti”: Chrf'flofruar. Flip#
aco,cr0ci,tana lie,martirij,beſhe,`
,rompimento ’oſsa , troncamen
i to di me_mbri,totmenti di tutta:.
la perſona, morte ſopra morte z
i":

[ ` i.
inferno ſopt’inferno, tutt’ili
/ del mondo uenga ſopra di
perche ſarò troppo felice, m
do in queſta guiſa 5 poiche ſp
che verrà giornomel quale,c
-Fenice , rinaſcerò à uit’etern:
immortale-E ſi come' è feliciſ
colui , che ſerizz tirfi’ore,_an2
' mato di ſperanZa , 'ua all'inco
alla morte,cosl infelicità gra
epeſſuno ſegno è, andarui p
.di timoreie pauroſoidice Ch:
ì logo. Miſerí, quei-tune per
favor marti: , quando ſeem
redditi”- *vir-e. Impercioch’i
gno, che non penſa al bene z
datal mormper dura,ch’ell:
ia,l’hà dà uenire. S’hà dà eſs
per tanto il Condannato :t`
maſſi di queſta ConſidCſatiſ
con la quale ſe gli toglierà
timore, 8t abbraccierà di bt
cuor’il morire. Perch'alla fii
Dio ordina, che per mezzo
maniera ali-morte ſi [pezzi il
del ſuo corpo,il fine ch'egli
acciò di tal ualo ſe ne formi
altro bello, nu0u0,e riſplen
te;e perciò non s’hà da dole
tal morte, come non ſi dolel
un Padrone d’un uaſo defor
:Wa rl

A",
4' rugginoſo , ſe dall’aroeſice rotto.
; ſapeſſe , che di-qucllilfieſſi pezzi
~. .n'hà da ſorr’nar’vn'altro nuovo L v
&incomparabilmente più bello, ‘
i qe-più
. ' Il ſecondo
gratioſo motiumrhe
;trebb’alCOndannaco
del primo . ſî juo—
property,A:. ‘ ,A

_per toglierl’il címor della morte, ‘


’potrebb’eſſerë la confideratione
,della Morte di (,hriſto, e latſuu
. doloroſiſiìma , 84 .ignominioſîſſi
ma Paſſione. POÌChE›Chí nonfsfabz
..braccíerà valentierí (degnizſor—
.tedimorcowedend’il Figliuoli-di ,
Dio in vn legno di Croce pendë ' ‘
tc ? Chi temerà‘ d’hauer’á ſ r— l- e'
ger’il ſangue) ela vira—z ve en
d’il ſuo Redentore …che tutto’
lo ſparge, e;con sì ecceflìuo_ amo,
re s’abbraccjazcon vna sì_ penoſa,
e doloroſa morte? Elchiànonñ'v
‘ vedezche tutto quebchìilxbmonño -- * Pa.“
Signore pari pernoi, .8c :neo il *ñ Z
'a
`x
modocome volle morire, altri)` ì ì"ſi r
non kur0n0,ch’vn modello,& vn* <1 y "un

eſſemplare , che_ volle laſciarci, il


uale ci perſuadeſſezqome ne’ no
Eri parimentimnellañnoflra [nor
:e l’haueffimo ad imitare P Le;
queſta-eauhſhwendo nellîvlrírrza
cena fattaquell'accionedi Èì prg:
' on
ſonda humiicà d’inginocch
amm’a' ſuoi diſcepoli@ lauai
ro i piedi con ie ſUe diuine m`
diſſe ſubito loro . Excmplüe
ſm**- ,33 dadi 'vobír, *w quemadmodu»
,5, feci *MH: , i” ('9- 'var furia
. ` V’hò dato queſt'eſſempio , a
facciate nel modo , c'hò fari
Equehche zii‘hora- in quei
:ione volle dar'ad intendere
tutte i’aitre volle parimenc’e,
ì... s'intendeſſePietro,
Apoſtolo , come raggiona
io fignific
della l’a-’lione dei Signore . C
" ,nPmu ma: paſſi” ci‘? pro noh'r, ‘006;'
Îil 1- linqncnr cxemplummtſequan
'vi-fligh- ci”: . Pari Chriſto
noi,laſciando à mm' l’eſſemp!
&il modo. come haueuan' a‘
guitar ie ſue pedate. Pniche.
me dice Agoſtino. Cru” Gb:
Augufl- maſchi”: :ſi lee‘ìulm- ”Orient
TM”; Ifid Ò- cat/Jedy" docenn'r. La C
1 ‘9 "’ ce non ſol’èietcomelquaic m
19"" re Chriſto,mà è anco catedra.
la quale col ſuo eſſempio inſe
quebc’habbiamoàíare 6c im
re. Quanroionrano dai’tím
de' parimenti i e della morte
:ua S. Bonauentura, quando
ne ndffi guanti -gi’occhi qiz ef*
v* i‘ 7
` ' 4;
x ma e. 29K
Template (“CCNL Nola, Domine, Bona”.
”t 'os-Inc” ‘Dixon-e, quia te *video
Vulneratum; Non voglio Signor
mimhaucr
ber‘ada viraeſſente
ferite, ſenza piaghe ,‘h— ;a . -
da' dolor—i,
v‘cdendo voi (i &Hamer-Axe -píaga- 3
to',fe`rir0, e trà doloroſi ſpafimi
ñnir’in vna Croce la vita . .
Si potrebbe corroborar ‘que—.
ſto moriuo con i‘eſſcmplare , che
mom-ò lo ſteſſo D’io à‘ Mosèmen
tre queſtoin vn deſerto paſcendo
iene ſtaua la gregge` ;Appare-it
Dom-‘mix infiamma igni: de ma Ex“,
dior-uh‘. L’apparu'il Signore in 3.1..
vna fiamma di fuoc‘oin meZOd'à
vn roueto. e da guelio glſcomä
dò,che ſileualîe viale ſcarpe , ex.,
fcallo s’auuic-inaſſeal Luogo-OUR*
glr ſtaua . Ne appropí” bucpſòl
”e ”letame-”um ’dc-paddy”: tùit-1L
Si fà‘ vede‘t’Did primiefamen‘cìe
da Mosè, non già trà ’gemme, e."
fiori, màtrà fuoco, e ſpine; acciò
non dubiti quello d’auuicínarieñ,
gli , nè tema gl'íncendii dc' pei-i—
coii , e le ſpine della morte , per
pungenti, e crudeli,~ch’elie ſiano;
oich’egli ſteffo ſtà ancora cràfi
uoco, e tràle ſpine, E ſecond:
îiameqrc ñi'ordina.apprefl'oz che ,E
ñ- N a 1*7:
29!. rar-*n.11 ”www-uu"…
'~ i ~ leui le ſcarpeflfîe in quello modo* ì
à luis’appreſſ. Quali che có que—fl '
flacomandamento dir glivoleſſe, .' `
find.. come nota Teodoreto. Carmina..- 1
9_ 7. 5,, pur’allegramenteinètemerdi pa(
13,04, lare con pie nudoper le ſpine , e
,p il fuoco; imperciocheio anco»
ratrà’l fuoco ,e tràle ſpineìdi
moro ; e tappi , che tutto quel ,
che t’auuerrà dimale,molto pri-j
ma è :ì me :unenutmezmolto prifl;
ma di telfhò pacifica@ n22[
Hot chi,poſto queſto, non li. l
;e sforzerà, ’non-_dico àCOl‘l‘CÎ-CLRÌÈ; i
’ 3 3 à vola’reverlo‘il fuoco, lamine,
eiamor’teflſteſſa, percrudele,ch`~
ellapaia, vedendo Dio 'punto da
ſpine, craſitto da chiodi:. &igno
minioſamentemqrto in vn’xnfa
clp', me legno di Croce P‘ó'í íuflux cr,
fluidpra
z, Dea crediadice
coſanguànemſgndere
S.ñ Cipriano
”ye

tm’r , quem pro ”latin pflflìmp eflë


”gag/Ei!? In lſaiaſet‘iurfl‘u 445d
artiſt”, 1'” Iſaac immalatur , in...
Igſepb venmrdatm, in ſia”: in:
:rue-firm . 1 ' …, ;l ,. ,
IlTerzo. motíuo per ſcancelñ
‘lat dal cuore del Condannato il
timore della morte violentſhè. lx**
;Tempio di tanti Santi, e Sentry,
… :E C e
i condannati a' mari:: 293
cheiecero per amor di Dio sì po
co cóto de gl’i‘nſopportabili torz‘
mentioe della morte ſteffa,ancor~
, `che crudelfle ſpietata; i quali ,
come ſe- haucſſero hauuto corpi
di bronzo, rideuano trà le ſiam-f'
-me, cantauano ſopra le ruotu,
giubilauano ſotto leminaiegioí
- nano ſopra le forche, e piange-.J
uano d’allegrezzatrà le* maggio-i
ri crudeltà del mondmNüc mar
temz’deria'ent, (9- iuuenerzly- tene Cbrffiſ
-ra Virgin” :dice C hriſoſtomo .
:Cornſioeraz di ce quello SîflfÒsChì
{fanoqueſtii-cheſsi animoſamen—
te diſpre'ggianoieſnon fan conto
della-morte, e ritroverai?, che ſo,—
-no delicati 'giouanetti , eçtenerm
Verginelle. Paella; Willem”, ſog
,giugne S. Bafllio di Seleucia—v . Baſiz'
Morten; irriſut‘ bah”; Wuz!" 2 Selene'.`
ci a'dire Iua‘iéiidfl:. -1Vediamii fà'..- erat-31*
:inline-he ſcherzíno- con »la-more
te, e le fanciulle,… .che .ginocando
le vanno all’-incontto.~ Horchp
vergogna ſarà, tremardi paura-a,
della morte trà l’animoze mag-e.
gio de’fanciulli ,\ e codardofarſi
à dietro,…e voltar le ſpalle trà le
ſquadre d’intrepide ,.&flanimoſe
verginelle, .chela fan faccia ?.Chl
"i _‘2 z [C3
J Partelldſvím armeno.
“temerà della mex-Fe, vedendo ti
re delic’ate donzelle,e tenerlfanñ'
ciulli correrle con tam’allegrezn
dietro? Chi pauenterà di morire.
vedendo-vm Santa _Caterinſin
vm vuoi.: di taglientiſlimi raſoij?
Vna‘Sants Agneſe di vtredici anni `
con i fianchi ”bruciati , e tana
gliati ?AIMS-Agata con l’inno—
cemi mami-nelle flrnppÎzre P Vna
-S-Mirgheritam n le ſue verginali
carni tutte incriſe a’colpi di finge!
li? Vna S. Tecla trà le fiamme;
bruciata. è flraſcimtz poi perle
ceneri P Vn 8.2Agapim fanciullo
di quindici anniflt vos-Sinfonia
no quafidclla iìeſſa età lotta-le
taglienti mannaíe? Chi non fi fa.
rà mimofledend’vn 8".' Stefano i
tutto pelime mortoà colpi di
lerre? Vn S. Lorenm armſtíto
opta vna ‘graticola P Vas.“vſir. i
renzo dmcapo‘à' piedi ferito , ;z
` ſparſopzoi diſale 2 -Vn S. Hipz
policocol corpo vrucmJpeznto.
efinembraeo-s V‘n s; ignatio fidi-.ó
.telato da’demifdiLeooif I
con volto melio,e con ani‘m’o co
dzrdp r-ifiuterà accompagnarſi c5 ‘
dieci mlil Crocififfi'f ;Con undici `
mile' Vergini 3 :Cogne M ,mar
‘- -² '› La‘… ` mi',
toflo dei proprio ſangues Con
cento mila decapíratí 5‘ Con_ mi—
lioni vcciſi in tante , e sì diueríe
bal-bare, e ſpiccate maniere E
Nèiarebbe buon argomento
contra qu‘eiych'andiamo dícédo,
ſe per ſotte’il Condannato dice[—
ſe ,che perciò‘queſti Santi non ` '
hebbcro timor della morte, p‘er.- _
chela patíuano per la Fede, @e e-Î
rz‘n'certi,che col ſparger’ii sá'gue,
e la vita, acquiſtauano ia glorio—
faypalma del Martirio , &.- inſieme
con quella l’immarciſcíbil coro-z
m dell’eterno Regno del Pal-aa'
di105~mà che (e egli patiſce queló'
Run-orme” l‘auuiene Peir- i:ſuoi
delitti › e peccati . Ai che le gli
potrebbe riſpondere , che non
perche ii buon Ladrone nella.,
Croce pari la moxce per i tuoi
misfatti, perciò non meritò an
cor’egli il nome di Martire, e 1L
corona- dei Mar—lido ;P0iChCaCO~ 43 ſh ñ _ ~
mediceflgoſtíno , -fù veramen-`
te Martire , ancorc'he prinäala.;
pen-,8L 'l gaſtigo foſſe- pemne ga-, 4143”’
Rigo di ladro‘. Etſipcna ene-pera: (Ì‘ ’Il .
i” Loira”, nano genere “mſm", ”o da
nam i” Maran-'Ex altroue lo Tm.
fleſſo Santoñſoggiugne, chez .cong
'F < N 4 fell_
\

l .
:‘96 Par” II.Aim ”3m arw.
feſi‘ando quello‘ Ladro ilLSi gnore
e ſopportandoîcon allegrezzL,
quella morte ,meritò tanto,.co__a
meſe per Dio, i] che è ,proprio
de’ Martiri , enon per i ſuoi pec
M l cati,ſoſl`e fiato. crocifiſſo-.2 Lan-p
def”; tantù,m$'valflil;r5fiflîu ;Dom-_immy
‘- 9 In’ :ruſſia-um j-qgamçim fifiuiflìtp”
TTL",- Domin,o cracifixm; Peinqñ-ueflaJ
ſteſſa cauſa' parládo di Queſto ſteſ
C ſo Ladro S. Ciprianoidic‘e, che.;
3"”; .ſù fattopartecipe del Regno di
' c Dic-,ediuenne cöpagn'o di Chri
ſto nel Mircirio. Latrofaäur ci‘?
particepr Regnízcolhga marty-'j .
Con che ſi può ſlimar ben felice
il Condannato- nella ſua morte ;
poiche, ancorche non muoia per
la Fede, non per queſìo non po
trà eſſer compagno de‘ Martiri;
le cö-allegrezza, c ome_ quelli.”—
cetterà ſenza timore la morte, 8:
inſodisfattione de’. ſuoi pec‘mti
rem”. l’offetirà ì Dio. 0 [quam ill!”
z_ d, Pa human_ , dice Tertulliano, cui”:
“45,. l 1 cmendutiom' Dominus* inf?” ;cui
' digitalm- freſca“, quei” ”dmn-”dì
diſhmulatím non`detípit. O Wil..
_ _ le _volte felice,& auuenmratoſèo
luna] quale Dio sà ſopt'a col' -
“lgofiflczlocpçrmezzodi quel o,
“’71 E‘ ' ſiv’a ç deb_
ñ ”ll-”met- !’morte. :toy
e della morte emen‘dil'a mala paſ
ſata vita’. 0 ‘veramente beato co
lui, contro' del - qual ſi moſtra in
queſta vita. ,ſtizzuo `, .e rigoroso
il Signore, nè vuole,›con fingere’
di non veder’i ſuoi pecurbingá
‘narlo, mà con parimenti, e con.,
la morte fleſſa' ſeueramente lo ga
5 , ~\. . , a

pitt”Affzixi-'m Rim ’la pod-'ip


de".Beni di que/ia mi” . ‘

c AP. ' 1_v- .


E. amara,come dice loSpirito
… Santo per‘l’Eccleſiaſtico, è la‘
ſola rimembranza dellav m‘ort‘u
à coloro,c’han ripoſte ne’ beni :di
queſta vita,lelor,o ſperanze . O ad.“
mars-,quim
la”: bom-'alimento
amante!?
babmti
”amazing
inſub—z 1,’ '
[14mq:ſui': ; Quanto più amara.»
ſarà per coſtoro, non dico la_ ,ſor
*la rimembranza; mà laîſtgſſa pro
ſen‘za di quella? Impercioche;
, .le la morte veniſſe in campo ſola,
non ſarebbe peri Moiibondi gra
fattounà quel,ch’in, quella è mol
.:o da temere, è,che viene molte
..volteaccomPagna la da) _to-tipo m,
V-ſiſſ N i e da
f, '198 'Pam ll<.ÃiñlÎ0f-mwmy
e da "dolori, che penetrano ſin'al—
IſaiJg l’intimo-dell'anima , 'come ‘ dice
Iſa ia. T0**ſianer,²(g~ dolore! rene
'òmlt, qüaſiñparlun'un dal-5””: ..
E da che'tanteñtorſioni, e sì grani
dolori ſicag‘íoneranno, ln fieſſo
Proferal'accém,dicëd0.7nuſquü'
que adpraxímumſuum -fiupebit .
_ Ch’è à dire. Non verrà la morte
ſola, nè ſi rappreſenterà la ſola.;
morte’à‘ gl’occhi ‘della mente del
Moribondo, nè l'arterrirà‘ il ſolo
timore di nella; mà inſieme con
la morte ciaſcuno vedrà il vici
no , e compagno di quella; poi
che la vedrà accompagnata dal-j
l’eſſercito de’ beni rem rali _,
che s’hann’à laſciare ; dalle ſchíeì
;re delle coſe più Carezde’quali
's’ha da ſpogliare’ 3 dalla molti
tudine de’gl’amariparemi, e dol
ci amici, da’qualis’hà da allon—
minare,` ſenza ſperanza d’hauerli j
_più à ríuoder’in queſtavita5dall‘a
P k "turba delle delirio,
quali, ſtando ‘e piaceri
ſario,s’era ,4’
dato in_
preda ;e finalmente dall’inſinità
di fantaſie , 8c imaginationi , ch'
in quel 'tempo aſſ‘aſendoloñ, cru
delmeme l’anerriranno. Centra
Queſti crudeli compagni
~ ñ mor l
.gxindnnati'fi morte. 199 i

ùpi‘te' s'hà d’arma-e .lflnſermo ,


&had; procurare di diſtogh‘er
l’animo,e1'zffetto da queſte coſe
temporali, ſeguendo il conſiglio
dello irito Santodl quale par
lando el tem-po della morte. di
c‘e.Nols' attendere ad › rifleffionn
:iniqua: : ”ibilem'm proderit in 15- Redi-7; l
fa” x'vi’ndìfla‘; @- olduäitmír '- *l
Cioè,q uando la morte e’aſſalii‘à i,
mi ritroue’ra‘í in quell'vltímo firá
gentesti nu’oceprannoi b‘eni ttem‘- -
porali, ſe‘ radicnîili termine] tuo
cuore. ~E perciò‘ſipotrebbe ſer-l
uit‘ il zelante Conſolato” del` '
Moribödo,quando ſcorgeſſe‘îſto‘ i .- .
oſſei-da slñmìolefle tenutioni 'all'ali
come me di rimedio,del ſèquente
motiub,‘inî$ſe~pimtí diuiſo.- 'H -
i‘ ?Per imeiligenzaydel qualeéne
ceñſſario ſup-porre, che,memre.,
‘non ſi perde la ’vita eterna,ogn'alñ
tra perdita è piccola, az ogn’altro
detrimento deue poco flimarjî i
* oich’ibeni, che’ perinczmdel
i amarti: ſi perdono ,Ji riducono
à crezſonti;Cíoè ò à beni Eſtemi,
eome ſono le riccheZze,e beni di
fonuna,ò à beni Interni, de’ qu_
lil’huomo è compìoſto, il princi`
Pal’de' quali èil proprio corpo’
N 6 da
' :.300 :Parri-ñ lI-.Ì-flno'ùî'ſñarüz
da cui fi ſepara-{Tanimäxëîèfináç
mente a': beni-di ſanguç nome;
ſon’ iparentí, gl’ainiei z &e; **LT `
Queſto.- pre(uppoflo,il Primo 'i
punto fia, che i’hauer’alaf’eiare, e ,5
pder primierámëteibeni. Eſter— i"
nia, non deu’affliger’~ii M‘Oribon— 4‘
-î ñ do : impact-ciocche, tuttoquelgch'e .
1 all’iwamo. par, dir- Nnſſedere di 3
,,que'ſti
il
;cerconhebeni,
quaLeÎn’hà
non[dà-.egli
è ſuo,da;màdi
tener per.ì 14’
ilzd'l-l‘euflzdÒIDÎDÎOP]
D10

\ -che
:non i’vſo
hanendonelkro
come dice lîhuomo
Filonc.: ., :
PMO.), ;11” poflìffltmí: omnium ”nm per- 'ſi
gaber, .firm ad Dgr?” ;,rafim mràſhlùm :z
’ Sad_ era-tum” :.quandaquidm -v- .
;om ”BD-mimo: tati”: creatura,
paflìflör propri”: ,,46 perpetua:- ;
Quindi è, che,quan,donoi vinci} t
-do ci ſerviamo di queſte coſe‘ , ci
-íeruiamo di quel , ch’è:d’a]cri~~
;Per qu amulayliquc” ſali: prua , _,
~ ”or alieni: wtípofleſſmiáur, 'miiñ ‘
ſrl-Hu” hub-,mm ſalti” . Onde
procede,ehe,‘~Pcr falímxöee per—
, loader-ci, che ‘queſti beni Eſterni
fian_ noſtri , ci ram-richiamo, 8c
ñafflxggiamo, quando ~per mezzo ‘
'delia morte‘, ſiamo, di-quelli pci-ñ,
ua_u e N”ncplaiiqufldum ”ti/R.
.7 i - ma”: “

A
:.è'. ’Hendrix-”til marie.: `JO-r
ma”: hdfſllfiyj'flſ propria, privati
copia; ”rm ,z ‘max ; oppnimuutxr
’Jaſmin, Ben :conobbe quella..
tverítà Si‘Chl‘iſOſtOfflÒ ’il quale.;
riden‘dofi discoloro, che` &Himal
no eſſer padroni . e legitimi poſ
ſeſſori di quefli benieſterni ,- che X“
'mentreion :viui godono, dice . ' ' \ t. l-.î
Capita‘: ”ſli-”Bamm- laguna# _
untiallleqnía'cm baie” agrari, C’l’vſa
*ml domarumdam infili”- ; ”ſm Him-1;
'Uh-à ”lim :om 7m enim "q/iam ba- “PT“.
hm” z dominim» aimm uma.
*E: /ì enim nobis' per omne”) peé- ‘ .I.
mune-am wir-m, ”allamfaeimm "
.dì-riti" mulatienem; veline”, 1m_
.límun infine alt'j: adam”, iph
Wumwſuzſòlo der-crptvflqmíh-ieaw
”m Hkdi* ,' (tz-.arbitri ad ill-im 'vie-j
- fam magra-ter. Confeſſo »il Nerq'.
m'è
dice’queílo
venuto ilSanto,
riſo,- quan‘d'hò
che piùvolre
let'e
to elcuni teſtamenti, che dicono
.Il tale `habbía il dominio della.:
tal mia paſſeffione,ò caſa ; mà’ vn’
altro n'hzbbia ”ſo-E con regio;
.' ne m’è venut’il riſo: poichìin rea
-lità di 'quelle coſe niump n’hà-il
'domini-o , mà ſolamentel'vio.Et
pncorch’i beni eſternòe lericehez
` .ze ci faccino compagnia per'tiîlt
., . f
…5” Pam ILAÌUÎOJU MW”, -l-,
t
't’ilìtempó delia Vita‘, ſenza' par::
flrti gia mai: dai-noi ;~ò<di“buona,‘ò
U-mzlavoglia’ſaremo pur'v'iu ñ
giorno coſtretti, é -ſatàì-qnel'tl’ell’a
morte-,a oederli ad altri‘,e doppo
{Pi-rane: goduto ihſol’vſo di quel
Jimudi , e. d’ogni coſa priuin’an—
lab. l ‘ drem’all'altra vira. N”due cgreſ
2|* h for-ſk”; Hex-'utero main‘: 'mea-,uè
~1"*'î~f ñadugeWtàmllm-;zfliffez il Si;
-í “ì‘ ro Giob--Nudovſcij dal ventreñdi
" - mia màdreçe‘ttudo -andrò alîſe
.perſero-El’ A-poſiolo conferma
. T. dolo ſteſſ0,dice.Nihilinmlimus
:r: a"; ,a'n'hmac mundumſhand dubium ,
o ' quad nec aufem (ju-‘d poflimm .
Ninna Coſa portamo ,in quello
mondo ,zeehe dubbioYi può eſ—
ſere, che 'ninna coſa da quellori—
porteremoiMà facciamo,che e6
ſeflìquefia verità nó ;zia yn’ApO—
, MW" ſiolo,r`n~àvn Gentile. Tunctempo.
.ri-t, dice Seneca, quando ”aſc-'11”'
.bmo ”ib-‘l inzaròem bum inferi ,
”nità minùr, cum dim” co quid
gfl'em raf-rn potuti . Quando i'—
ihuomonaſce c‘ert‘a‘coſa è,che nul
ilaſeco porta in queſto. mondo‘:
*hoc ſe`queſt’è coſi , molto meno ' _‘çñ.—Az“

, riporterà coſralcunaallältro .'


`Il‘ Secondo punto è,che non.»
‘ de
’- ’ Broad-dñmflîdmar” .
deu’affli er’il Moribondo la.:
perdita e’ beni interni, el’ha
uer’à laſciar',,e ſepararii l'anima
dal ſuo proprio corpo ; poiche:.
come ben dice lo ſteſſo Filonu
di ſopra citatomè nnco habbiam’
il dominio , mà il lol’vlo di noi
medeſimi :e perciò in niun con
.to poflizmo affermare d'effer di
ñnoi ſteſſi padroni , eſſend’il vero
padrone Dio ſolo,e noi vſuſtut
tuarii ſolamente . Deurſih' 0m Pbílo
m'um uendicauít dminiumz'vſui” cita!, ,
ſrl-dum *Dei-ò diflribuitfln‘t ſub—
ditirçwſe ìpfl: -z-terenmrJ’t-'muì
enim (o MH: ipfi: , é- omnibnr,
que circa ”of ſunt.Níbií bon-n..)
met-m peculiare "Mania- Mà :lc-3’
ciò quel, che diconon paiaſvn.;
paizdoſſo , ſoggiugne il medeſi—
mo Filnne , attentamente vguai-ñ
diamo queſio noſtk’humano cor-3
po. 76:* enim erat carpa: mmm ,
‘Mq-dm ”sfiareturë Quo du‘ſècſ.
“furum ”Robin-mi Ou’era il mio »
-corpo, prima ch’egli’vlciſs’allu
--Iuce di quello mondo” naſceſſe S
*Ou’andrà egli doppo , che ſarà
morto iQuaſi che con queſto dir
voleſſe- Non è poffibìle,che ſia.:
noflto quel , che non tanto ci
- ` vien
304 Pardilmlo ’AffiLffifl
.
--vien donato,qdanto prefiatomér
>douerto frà breue ſpitiodi tem-ñ
-po reſtituire . E ſe; vogiiamo dal
.corpo all’anima far paffaggiodi—
ce in oitre Filone . Vudè 'Detail
, animaf @uè diſk-fibra! Quo-”editi
*adi/cum hub-‘tatan- S Dimmi (In
poco. Da che luogo Vici l’anima
' per -z incammarſi verſo queſto i
mondo i Ou'andrà all'vícita da..
quelloí Quanto tempo alberghe
rà con nois Horſe ſiamo ditutro
ciò ignoranti,e non ſappiamo nè
la ſua nacuramèlo ſtato,nel qua—
— ~ le firitroua,nè habbiamonotitía
, dellaſua entrata , ò vícita da que
iìo.mondo,perc~he ci gloriamo di
.guellazcome di coſa propria,e ci
7 à di(piacere,c’habbia à ſeparar
.ji del corpo P E ſe dall’animazſie
gue Filone, vogliamo far paſſag
' ‘i ` gio alle ſue potenZe , e ſentì eſte
lriori, quante volte loi-'alcuna co~
.fa comandiamwe diſobbedientij `
vricalcitrcmcio,rifiutamod’obbedli-z
-xe,e.percinaci non_ VQSUOROCÌH
guire quel tanto,che vien [dt-’Qt
din ato s ` E laſciando gl’altrí da»
parte , vengo {olo alla bocca , 8c -
alla lingua. Norm-,dice egli, ad
qucmuir msrbum lingua deficit;
N0”
Non”:
.i , ml :ſagami-”imam
‘— outbuulpſlî” ñ ’Hill-ff!, _0;

oóturamrs NanneAmyjlffirÎex’ 55,4,


zione mali alien-i'm- atqebítfifèçef
queant hifi”: E .Atqui ”gg/'enſur
quidem Dom-'nur camper-im“ La.:
lingua,perqualſiuogliaflncoliche
piccolo, morbo , non _vien’a 16.4
;volte ,meno 5’ E per qualſiuoglia
Piccol’accidëte. qualpnque hoclz
ita-per eloquentexſaconda ich’:
ella ſia. non reſia ſpeſſe volte. ot,
turataf Emolti per” ſolo timo
re d’alcun’imminente male , che
lorſouraſta, non auuiene ſpeſſo; {N
che: nè anco hgîzpoſſanza dfaprix ci…
a.; “a-à"
la, s Hor‘poflo queſto,c0n uerità til-J:. .
poſſiamo dite,e certamente affer
mare,ché ne anco de’ noſtri ſenſi
ſiamo veramëte padroni. Eîquel,
ch’è-peggio , è, ch’,eſſcm{o Pio
ve-ro,e iretto padrone di quel:
li, e di tutt’i membri del noſtro
corpo , :ì ſuo _diſpetto facciamo'. f
che Queſti ſcuotendo il ſup papa .it-;E
giogo, diuenuti viliſſmi ſc 'atri, IB':

filo gettino ,,comebdlices. Bet',


nar p, alla tirannia_ legge' del
peccato. Occupata’: omnia-tiff”:
Ìrahx peccati, cuiurffläureram Bernd”
ſari-ur. Se dunque di ninnadelle Pſi? `
dette coſe fiam’ingueíſiavrta pa- 4 'fa,
- dro‘z‘
droni;ſacìl coſa ſarà perſuader’ il
‘- Moribondo, che‘ non habbia, à
'diſpiacei'il “laſciarle per mezzo
della morte"- ~ i
ì- »ill—Terzo punto finalmenteiche
affli er’ſuol’il Moribondo è,l'ha
ue’r à ſepararſí da" parenti , e da
` iùcm' amici-Ecertamëtein quel
'ëpo tutt’íl ſuo pëſiero,& affetto
delle' rocurar di riporlo in,
Dioſo o,i| qual’all’hora partico- Î
larmente s’ha ’d’amar più dedgl’- i
. , amici,più de’ parenti, e più ’
Z no. ì‘ figli Roſſi. Drum plan' deb” ama
jrr. da" re, qudmfilior , dice S. Zenone.,
luflma Martire. Del'che ci diede raro
eſſem
'il‘ pioflando,‘già
quale Chri-ſto'Signor noſtro,
per finir la viñì
“ ' ta nella Croce , e vedendo la-ſnu
Benedetta‘Madre al piè di quel
la,`meſia,& afflitta peri parimen
ti,e morte di sì caro Figliuolo.
1“” none-la chiamò già Madre , {na
‘ . ;6 Donna-ì Mflſífr-E per dara‘dins
’ * rendctfflhe quell’o‘n‘on era tem'?v
‘ ` o dì‘riconoſcer’altro Padrezche
Diomdle mani di queſto ſolo ri*
’pnſéî_ e"colloc’ò il ſuo Spirito.
p Parerì‘ihì ma”: in” ”tremendo
1%” [Pſv-'tum meu” . Honor-a da vna
‘6' parte la Madre , dice l’AAbbate
i , r_
r'US-,coizdannäìí d'oneri:. 307 p
Arnoldo . ricordandoſì di lei , 8c
offeruando per noſtro eſsempio
il precetto della debita oſseruí
Za,che à parenti ſempre , e ſpe-ì
cialmenre nel tempo della mor—
te,ſideue. Ieſur ”zampa- omnia ;An-dl
pietaìrfa-d‘raleomin;nd.arct,4n - Alda-?lc
”‘qyflm duratura… ‘quod de bona_ f-Pt- -
nudi! parenti”; ”Em-erat 06 V ”6.
ſëruauít . -Mà dall’altra , modera Dm.
l’affetto con darle ſolamente ti
tolo.e nome di Donna. e non di
.Madre. Muller-,erre Fili” In”: .
Si potrebbe per ciò eſsortar’il
Moribondo - à collocare tutr'il
ſuo affeçto, 8c amor’in Dio ſolo ,
com’: quefl'o :Il _eſsortaS-Píecro.
Own-'m fallirítudíncm ita/?rm
praijcienm in eum ,quonium ipſe' 1 . Pim'
,o
cura :fl de noóír. Nè ſi deue pré
der’afflittione, nc‘ direconquel
Re già virinoà morte .’Siçcim 1._ Reg!
[il ‘311
film”: amara ma” .› O quanto
*è amara la mortezpoiche ci; ſepa
raazdall’amararmoglie , da’ can ſis
gliye da' fedeli amici. Imp‘ercio—
che quel ch’è- veramente Savio,
dice_ Seneca , non s’aſfligfle di
quella ſeparatione . Non aſi-"liga’
tm- ſapífln Iióerorum amíflìane , Sin”;
aa” amicorum. Anziprendendo BP* 7’;
v ü
‘~ 368 Parte II. Aia-ia le' Mon”.
'fil ſuo amato Giesù per Padreu `
`Madre,1’arente, Amico, 8c ogni
ſuo’benc,com’v-n’airro Simeone,
abbracciare con quello ſolo , v0—
'l;entieti , 8c allegramente finiſce
’ ..Nei ’la‘ vita . J's‘ qui*: ego-edili” è ma”- -
' Ham. do;d ice Origene,ó’i qui: è cane”
11-' 'vinäoru'm dimmi!” , *vr* ad ”
gfidfldñm *vada: ,ſu-”at leſs-”1.3.
mam‘bur ſuis‘, (g— chiami” veli-b
jratbijr ſuis, tam”; habent i” [L
7… , (’9- tunc ex'ulm” 'ire poteri!,
quà ldq/idcrahCon ſolo Gies‘ùzelí‘e
ilimáuàſuo ipofo , ‘8: ogn’altra
coſa , ſi gettò allegramemÎà mo—
rirc la ſpoſa, quando diceua. Le;
_ &uh-r ”ofler’flprìd'urv. Il nofim
Cam.: ;cz-to è …uo fparſo , e ricoperto
16. di fiori. Le quali parolegcom—
` _mcntandoFílone Carpathio, d'i
Pbil . ce. Accubatío mi?” in "Umbra :
?"24- czìm enim int’línflmur ad ”tor-”ml
da! ”Joſie-ſhin”; nfugium ”aflrfh
(9- proteäia 5 tu noſira 'ombra , I”
deſta/1‘051” term ſul”: , à- *vito:
Il`noſtro ripoſo ha‘da elser 'nel—
l'ombra ‘: impercioche ‘quando
alla morte ci vediamo‘ vicini, il
noſìro 'riconcro ,~ e protettíone .
in voi ſol’hà da eſse‘t , ò- mio
dolce'Giesù:pePChe voi {lola ſietc
’0m
~ › '- enza:: E me. i 309
l'ombra noflrfl , la nollra difeſa ,
voi la cerca noſtra ſalutezç la no—
fira ſicura vita. … .A ì* .
. ñ \ . ~ ‘ , .J;
.r I . -

L-lddíriane per s" Condanna’tí-JÉ


Morte dalla Gíuflüia. j

S Vol’alle volte affliggerſi ,moli


to il Condannato ,'per hauer’
àl'aſciarela moglie,_i figli, e figlie
i nudiſognom ſenza appoggio ve-j
rtmOzqueſte già da marito,e quel
li ancor fanciulli. 1E ſuole nel 'tëq
po vjcinîalla, morte rappreſenî
targli vivamente il demonio ‘le
miſe-rie , in che quelli li vedranl;
no,la pouertàdn che caderanno,
i pe'riqolidell’honorefi mali ſuc*
ceſſz de’ negotii,delle_liti , .in.
ſomma tutte le diſgra’tie,che `
po laſuamorce ,ſeran pollibili ,
c’h’à quelli ſuccedano. ſi
-_Da quella apprenſione potr‘eb i
bonom eſsolul cagionarſi qua't- ` ìſi' ſi i
1:0 grauiflìmi danni. ll Primo è,
vna vehemente malinconíaJl ſe
condo, non conflrrmarfi con la
Diuinn Diſpoſitíone , comedou
rebb,e,'e per c'onſtguenza ‘pri— ;
uarſx din-01cm@ meriti ., Il ter
~.
zo, non diſporfi gd' _vm buona
‘552.” ‘ ’ mor- 'ì
"to Pas-”II.AÎ'MO e ,-.A- _
3
morte,& à ſar’acquiſto dell’eter
m felicità. Il quarto , 8: vltimo ,
' che vedendolo in quelle angnſtie
3, parenti , 8c amici , fanno
ogni sforzo per dargli certe ſpe--ñ
ranZe di vite, ſignificandoli‘s che
gli ſarà fatta la grati: di quella .
Contra'quelte pericoloſe infi— —_ —~_ó —_

diedel demonio
fortarore il Zelante
potrebbe proper-li(30117
i-ſe-ì
'gnenti rimedii . ~ ‘
, ' Primo',che nonè’meno Padre'
de’ ſuoi-‘figli Dio , di que‘llo ch'è‘
eſſo lui, anzi il ſuo amor'eè meg-_
’giore, e più‘ tenero: poiche ama
tutti con amor’lnfinito,e D'iuin’o’
e non potrà Liſciare d’ha'uer par—
titolar cura di quelli .` Ne deue
erſuaderli, che laſciandoli egli,
gl*habbia d'abbandonar Dic-,che
'come caro Padre ’con particolar
cura ſouuiene tutti. Num-guido.
[ſm-49. ‘Miu-'ſii patè/Zmuh'er ìnfíz‘um ſui ,
1 s. M non miflreatur filio *vterìſuìë
e!fii114 oblí” [attinge autem ”6‘
oblí/w’jëar mi. Vi giuro, dice Dio,
cfie,ſe foſſe poflìbile, ch’vna ma
d‘re’íſcorda’ſſe del ſuo figlio , del
Pſ-HG. lume_ de gl’oçchi ſuoi , ío però
8.9. mai mijlcorderò di voí.F.v ſe Dío
con p‘articolzr prquidenzr vette
l n.109,*
L
e-.……-.-...-.-mrwxfl. ſu "ñ" " ‘

i monti di, fien_o,e d’hethez 8c i c54
pí di fiori séza human; índuſtrizz
e ſoſtenta gl’vcceſh' deu-'à'riade be
flie della terra, 8”' figli de’ con!
`ui,ſenzá che‘da' loro padsí ſia-:1‘024
ro laſcí'xtaìcoſa alcuna; Moko- là'
ciò farà con quelli, che ſono uoi
cari’ figli. Non hà Dio cuore tan
to di ferro .'nè viſcere tantòdí
bronm , che gli balli l'animo di
veder’ in biſogno va’ ſuo figlio,$ë
2a Forget-h' Ja ſua Iiberal man-o _ .
A nz’í Quanto queſto è maggiore,
:mtb più-fuol’egkít far‘ pòátpáſi ,
delia tua prouída -líberalitàw ì
perciò s'ha da indurr’il‘ Condan
nato àlaſcíar; con feruenti orario
ni Dio per tùtore`de’ ſuoi figlböc
imitar Chríſto Signor Noſtro 2 il I»
quale, vedédbfi vlcín’aſh morte x
raccomandò al ſuo Eterno Padre , _
i ruoiflueui Diſcepoli,pregádo- ‘W‘
lo , prendeſſe la cura di quelli. .
Secondo. Che ſe doppo la fia'
morte patirann'i figli-miſeri”, 7;; ,_ z ~,
e pouer‘tà ,ñkorſe queſto ſax-hl L23 :I
mezzo per la ſalute ñdelì’animk za‘. …z
loro diſ 0110 da Dio; impertio'- A zu:.
che_ 10g iona ſpeſſo lemoglùötj 4
figh *çiannarlì , per had’etíaſcíato
:loro .l Mae!! meriti-:ò Pábdri *b:
OD;
312, › .
Bondanza de’ beni temporali.
Perciòmolto, meglioè doppo `
hauuer quelli patito pouertà., e
miſeria in queſta vita,ſtar,con eſs
‘fl loro eternamente nella Gloria.
ÈongiÒntozche doppo le ricche11
Te,ecommoditàgoduteinquefl Î
{lo mondmſtnr da quelliper- rur— ì
ta—l‘eternicà. ſeparatp nell’Infer—
-no..Ben confiderò queſta .verità
ìl Santo Patriarca Giacob . quan- ’i
do”. ved endo'li già'zlla morto ,
vic-inochiamò tutt’i ſuoi .figli.
3,04_ ~ Bendix-‘qua ci; i” tempore illo;
53. zo; Etil patrimonioñ,-8r heredità.
.che laſciò loro fù la ſua :paterna -
“-henedirtione. E coniaſciar q ue'—
like, dice S.Ohtiſoflomo ,~ſtimò
?laſciar loro ricche-ue iincóparañ
bilmente maggiori; _poiche li le
I v.,
.\
"ce :heredi dell’eterne,che~giamài
*o. y”.
fi conſumanom ſono le maggiori
ah’vnpadre puòlaſci‘ar’a’iuoi figli
~Quia morimrur erat bencdíäiane
"ib”là.vſlldfſm‘f puro: , max-'mar ha:
HW”,- ifámhatn nh'nquenr, (-7‘ dim'ta'a a,
56. i” :gun nu'nqnamaóſìmi poter-z”; .
fieucſ. - Terzo-Che non è vero ſeguace
diChriſto,ſenon çolui,chç rinü~
tia il Padre,la Madre.i ñgli,e tutto
quel-"che poffiede . E ſe queſtflri—j
- _ n
muy-15W” -P' MUTÌPÎ 'g Ì g
numía è neceſſaria al Chriſtiano
in tùu’il tempo della .ſua vita.› ,
molto più nell’hora della ſua...
morte , nella quale deu-e dÎogní
cola ſpogliarſi,e ſtaccatſi d’ogn’af
ſetto di carne, e ſangue , e collo
c-.Îxe tuttol’amorſuo in Dio io
lo. Perche,come diſſe Chriſto Si—
gnor Noſtro. @gi amar patvë,
aut main-“pſw guä‘me, nó‘ es‘? me Mattb;
figura-.ü gm' aìnatfiliíi ;autſiliä’ 10'37.
ſuper me, non :Hz me di nur. Ben
praticò queſta verità SéEu’fraſiáa
la qual' eſſendo auuiſata della vi—
cina mortesçhiamò la ſua figlíuo
la ,'ch’anCO Eufraſia ii nomaua.:
8c hauendole detto che Dio all’—
altra vita la chiamaua, quella con
abboñdanri,e copíoſe hgrímcu,
(le in-;onſhlabili ſoſpirile diſſe.» .
Hex' mihinquíq peregrinfl film.),
(9- orpbana infelice me , che ri,
mango pouerzi, peicgrina, 8K or
fana, acuíla Moriaooda Madre Sur. to-v
riſpoſe. Cum baáear Cbríflun—h m0 l.
nec parigi-:'714 u, 7m orpbmm. S1':
igítflr Pal-per inferrixſvt quando? ‘
que din” efflciarírin Melia. SRL-v
Chriſto tecq,amata mia figliuola;
perche havendolui :eco , nèpe
”grin-'t, neorſasa ſarai giàixìai,e
a
7 '314 Parle”.²x|n’o`zlflggn…f
la pouertà,ch’ín quefla- vita pati
ní, faràzch’abbondamente am’uí
poi_ à godere delle vere,e copio'—
ſe ricchezzeflhe ſono quelle del
Cielo . *

Dell’ImpafimLa ne’ dolori dell’3


[uſa-mini .

C'A P. v. \
Nnumerabílí ſon’ì lacci, che.,
ſempre il demonio tende per
allaccíar l’anime dc’ Fedeli, m‘:
quei, che ſpiega nell’vltím’hora
della vita , ſon’ínconparabílmen'
te aſſaí più pericoloſi . In..
qucllo dell’impatienza, cagiona
ta da' dolori , che nell’inſermit’à
fi patílcono , ſuol porre il mali
gno Tcmatore gran patre delle
fue ſperanze. E perciò ímotíui ,
che,come taglienti coltelli,ſareb~
bono forse à propoſito per non:
carlí,potrebon’eſſer'i ſeguenti.
Primo,chc,per mezzo de‘ pa:
timenti, c—de’dolorLlauora Dio,
e pol’ilce l’anima per collo-:aria
nell’eterno , e ſouranó edificio
del Paradiſo,ìlquale non in altro \
‘mçdo cifù da Chriſto pro:
mEſ:
a.- vyrjuwunìll a muri:. 3 [5

meſso, e laſciato in teſtamento ,


che con la fleſſa conditione, con
.la quale fù à lui promeſſo dal Pa—
dre , com’egli ſteſſo lo diſſe . E: `
ego diſpone '00bit, ſia” dif/Poſta': Lu" ì
mihi Pater meur,Reg”um.La pri 7‘" ’9*
ma pietra di quel celelle edificio
fù Chriſto. Così lo chiamò Zac
-charia. B1 :dm-ei lapide”: prima- Zach,
rium. Et è chiamato Prima pic— 40 7.
tra,perc he dalui ha principio 0
gn’edificio ſpirituale , & anco
quello ccleſteie per cuiogni pa
timento è meritorio. I” ipſe om
_m‘i- .edifici-tia confini-‘Ze traſi-'t in
temp/m» Dei , dice. l'izpoſtolo 51,5“,
Et anco perche tutt’i Giuſti, coñ zx.
me pietre viue di quella Celeſte
ſhuttura,s’hanno neceſſixiamen
te da lauorare al ſuo modo,e mi—
ſura. Quo: preſciùit,v predeſíi- _
”animanformnfièri imagim' Fiñ .Roms.
lijſuí. ò vero. Configura# morti ²9~Pbh
eiur.Cíoè com’eſplica S. Anſel— 3- 1°*
mo. i’: onori-:munſirut ipſë, ſio- “M/‘l
pu: aſl. O che allegrezza_deu’ha
uere ne’ ſuoi parimenti, e dolori
l’Infermo, ſe conſidera, che l’ina
fermità, e com'vn ſcalpello, che
lauorandolo , lo fa‘ diuenir pie
tra à propoſito per l’edificio del
O P3:
316 Parte II. diutfflie'many.
Paradiſo, e l’éntaglia in
ch’imprirſineí‘nfieme di lui
m‘odo
laſo~,
miglxanza della prima pietra di
I ,ol-6,_ quello.: h’è Chriſio . &ee-{ra e!?
9__ de .expeäazíopromiſſce &eatjtudinír ,
.Quad. /Ìtflpflrtìcipátìo Dominica Paſ
ſimìr, diſſe S. Leone , 8c ancor
che permezzo de’ patimentím..)
ſcalpellat‘e ſi dilirugga il corpo;
l’anima però rice’ue ln forma di
Ghriſto , e ſi rinouaà vita eterna,
&immortale. Coſiln. tellifical’
‘ Apoſiolo dicendo. Lim ir, qui
a. Cor. for”
- eſt homo ”offer ;arrampatum.
4‘ r6.
interior tamen renauamr da die
i” dim-.E come penſatewhe ſi da
all’anima quella forma? e come
v’imaginate,theſi rinouella,dìce
ATM_ S- Ambrogio? 'Preſſurìe plugin,
,5,3 famaſilùfrtgere 3 ”editare'earò
- rormmpíturgſed animaſPefuturí
renozmmr . Con dolorhcon pia
ghe,e con altri parimenti,è vero,
che ſi diſtru gela carne;mà l’am~
ma con la paranza dell’eterna
vita ſi rinouella . ~
Il ſecódo motiuo ró'tro dell’
ímpatiëza per i dolori del-l’inter
mità , è d’vn gran medico ſpiri
tuale,ch’è S,Gregorio,il quale da
` ` quef ..
D Fvnuannauñ a ”un li.
51l
queſta ricetta contra sì grant.: Greg."
morbo.Admone”iiſunt negri, *w …34.7%
confideremquantí/ít mommtí ma fior-ad:
"Ian“
[mia earporalir , .qu-sà- adm’fla
l a,
percuta-díluití, da., ’qua ‘dm-'m'
paterafltzçampeſeít. Si de-u’auuet
tir’all’lnlermi.chìatteutamencu
confidetino.ldiñquanta'importan ~
za,'-&~vtilità ſia per em loro l'inq
- fermitàie dolori corporali; poi
che perlot mezzo l i pürga Dio
da" peccati commeffi , &infieme
ferue loro›comed?vn gagliardo
freno, che li tr'attic‘negc’ciò nósſi
precipltino in commetterne de
li altri- Queſta verità: .uien’iflſee
gnata dallo Spirito Santo, il qua
le per l’Eccleſiaſtico dice . lnfir. Bali.
mi”: grani: flärianzfamaniñ. 3 l* ,I
mm… L—a grave, moleſta , eperi
coloſa in fe tm‘ità fà ſobria,& alii
nente l’anima , cioèda" peccati,
de‘ quali‘sîera .per il paſſato ſo
uercniamenw ſawllata . Di. nuca,
-lto rimedio 'ſ1 ſemi Dio col l‘an
to Rè Ezechia, in letto grane
mente ammalato. Coſtui hauédo
*già la ſentenza di morte , diſſe., .
..Ego dixilín'dimidíb díerum me‘ò.
rum;‘Vad4m hd‘porta: inferi . 4 Reg.
~‘Vedendomi ?nel fiore, e nel mezó_ 2.0. l.
O 3 :o
zo della mia giouanil’età già à
morte vicino,diſſ. Ecco,che ben
preſto mi vedrò nelle porte del
l’oſcuro carcere del Limbo . E
’ perche vi penſate, dice S.Giro la—
mo , chegli manda Dio queſh ſi_
pericoloſa infermità? ſe non . Ne
Iſaf.” elemtur car Ezechi- poli incredi—
l. bile: trinmphar , Ò- da med-'4 u
Hc'ero”. ph'm'uzu 'viſivi-:m , infimìmu
corporirſui 'vi/iran” , (9- andìtſè
eflì moriturum.Accíò non ii gon
fij di ſuperbia il cuor d’E-zechia
per cauſa degl’ineſplicabíli rríon
fi,e vittorieda’ ſuoi nemici, glo
rioſaméte riportate ; perciò vien
viſitato da grauiffima , e mortal’
infermità, e gli vien’annumiata
la morte. Par che fece Dio con.;
queſto Rè,rogliendoli la ſaluta
del corpo, come fà vn ben’eſpe
rímenraro, e ſauio medico, che:
per ouuiar’all’imminente male ,
toglie via l’occaſione di quello. e.
lo preuiene con vn rimedio con—
trario , come è cauar ſangue al
l’Inſermo, acciò uello. marcen
doſi nelle vene , :31a fine poi non
l'vccida . Echi chiaramente non
vede che, per mezzo dell’inferñ
Mitì-toglie il più delle volteiízia
r . 19
il Signore l’occaſione ell’hunmo
d’offenderlOPQt-em enim infirmîí
au! auaritia,aut libido/61mila!?
dice acuumente Plinio, ancor
che gentile,e pocointendente;~
delle coſe dell'anima. Non-ame PH”) 7
ribatſeruit, non anni: bei-or”, ‘-17- 'Le'
op:: ”agi-‘gh , ('9- quantnlumnm- "5.2 -
quem: veli-fiumi- ſali! hahaha”
Damien”: ban-ina”: eflè men-'uit,
imolde: ”emim‘ , premium mira
tur ,nemincm deſpirit , ac ”e ſer
monibur quidem maligni: 1”” at
tendit,aut alii” , bolina imagi—
”atunacfbnteubtrſumma rura
rumfumma maroni. Che huomo
inſermos'è vedute giamai,dice .
Filone, che fia dell’auan‘tia infe
ſtato, ò pur moleſtato dalla libi-î
dine i* Non và apprelſo à carnali
amori l’InFermo , non ambiſce.,
honori , poco conto fà delle ric—
chezze , e come quello , che irä
breue ha da laſciar’ogni coſa."
ogni coſa’ per ſe li par ſouerchia;
in quel tempo,e de’ Dei,e degl’
huomini hà ſolamente memoria,
ò per eſſer da quelli liberato dal
male,ò pur da quelii in parte del
ſuo trauaglio con qualche ſorte
di conſolatione alleggerito : non
O 4 è l’Inz
èl’Inſermo dalla daPocaggínu
del)’inuidia_tormemaro , diníu
no s’-ammira,á niuno diſpreg'gia,
non bada à raggíonamenti cat—
tìuí,-& olioſim‘è di 'quelli guſta.”
qùando íñmprudememente in.,
- [ua` preſenza ‘di coſe inutilíjì r'ag
"gione-:tutte la ſua imagination::
tiene affatto in bagni, e fonti im_—
piegau, 8t in‘queſti‘ ſolí’tien.;
tutt’i ſuoi penſierí . e ’tutt’i ſuoi
deſideríj rìpciìiñ. Conobbe ben
queſh verità -la Sant-T Regina di
Suçria Max‘gheriu,cíoè, che pen
mzzzo deli’jnférmícàî, ede’doun
lon‘ſuol pur-gun] Signore l’ani
ma dalle paſſate c'oI-pe , e preſer
ua’rla ancmvdalle future , quan
dmtitrouandoſi-grauememeim
ferma , di'ciò affettuoſamente [o
Ex Hi. ringtatíòzdiccndo&Lande; , (ç
fl" s…, grazia: tibi ago Qmnípptír Dear,
tic. lil-u' q‘tlòdìlflfl :ma ìpzexìtumm: an
x a.. grafia: perpèn' uſque' :aim-i'm” ,
a‘ quibuſa’am (mi/Pero) pen-ao
mm matt-h': ”ni-”dure 'valid/ZI .
Infinizel‘odi , e ringraziamenti vi
rendo‘, Onnípotente Dio ,‘ per
eſſerni-degnaro L- ch’io ‘nel fine-,a
della mia-vita fiaJsi faztame'nre)
dà dolori tormenta” e perha
* '~ "- P Y uer
WoWAÎÌñÈſſ‘Ì marie, - z 1
uer voluto, ch’io ſoffi, patiente
mente' ſop‘portandoli , ( come
lpero) dalle ſozze macchie de’
petcaci mondata. Ciò‘ ben chia-v
tamente cönobbe~› ancora quel
granFÌAt‘henieſe per nome ſigi—
dimptimìalìMedicozè’poi ſantiſzñ
fi'níio {{{muffin-il qual”à morte dai
la fieri: a’… cacciaror ferito,…
ſtantemente pregò il Signore,
che già maiglx Faceſſe ſanar quel
le piagamèciò congl’a‘cnti’dolo
tizîe mol‘efl‘íffimí fpaſimi-s riſing
quella pfllu’a; poteſſe donna*-v la
ſtia ’carne-,za äſtenerſi da 'ogni
?ciecatòìjög offelazſuá; ` f’? ’Îî
' -Il‘TerzämotÎiuo contra l’im
p"ati‘enz‘a ‘potrebb’ 'eſſere , che‘,
dncorche concedeſſe all’lnfer—
mo il Signore ,Vil farlo morire
feflzapäfirhentigedoloriznon.. T ` i
domebbe c’iò _egli i‘n,’r’ii"im`c0n
toe-:cett‘aì‘è'iimpereiò’ ‘çheſen
Zavqu‘elliìn'ëìii- meritov ſarebbe
Eos‘? g‘rän‘dië , nè’la’ ſoäi‘sfa‘ftione
delle Pene , che nel Purgatorio
meritazrofi complea- P0iche,co
me Dio non laſciaſcnz'ä premio,
l'_opr`e’buone,ch’in queſta y“ita.;
ſi fanno ;_ coſi non laſciai pëcca
ti, meriteuoli'di‘ pena , ò in que:
O S {ſia x
óÎ .’ r .. v `
'32.: Parte ILAi'uto e’ ,GH-—
fia, ò nell’altra vira impuniti ,`
Che perciò molto meglíoè , pa
‘ tire quì meritando, e ſodisiacenñ
do peri peccati , che nel Purga—
torio, oue le pene ſono maggio
ri , e lenza merito dl maggior
gloria. Ben’imeie queſto S. Ful
gentio Vcſcouo,il quaiemierouí
doliîoegl ‘eſtremi dolori d’vnfl.:
enoſiſfima infermità,con incre
dibile ſofferenza ſpeſſo ripeteva .
Domine modà patient-'a , pojicu
13"'… indulgenta'aCÒncedetem’in que- p
‘m‘ ſio poco tempo , che mi reſta di
vita,Patienza,Sígnore,e poi nel-i
l’altra Indulgenza , e perdono
dell’opere ,delle quali conoſco
eſſer perimieí peccati merite
uole . E. la B. María d’Ognies
CPM." hebb’vne Spirito si miracoloſo
“ì“ ""2 in queſta materia , che mai vidde
infermo alcuno, che nö chiedeſs’,
àDio,ò i dolori di quel parien—j
te,ò cola ſomigliante;& eſſcnd’
alla gagiiarda tormentata vna
volta dalla paralilia,cbe lariduſq
s’à morte, vedendo, ch’vn terno
-di Dio pregaua per lei,e che per
l’oratione di quello ſe l’aileggeá
tiua il male, con gran iſtanza gli
chiele › che dcſiſteſſc dalle preci,
› Per’.
Wanda-man' á mar”. 32 z
pet-ch’era ben Chriſto
tir con Giesù meglio ,peermaria-z
lei a
re,ch’eſſer priua di quella bella
occaſione d'eſſercitar la Santa
Patienz’a-E vedendoſi già nel co!
- mo de’ patimenti,e ne gl’eflremi
dolori della morte, cominciò (ó'
voce più Angelica , c’humana à
cantare , 81 àriperer più volte .
Allelula,dlleluía5e _con tal gio
condità, che :reua,che già go
deſs’ilParadi o ,ſe nc volò la ſu:
henedect’anima alCielo.Perciò
ſi deue efl'ortar’il Moribondo nö
ſol’aiopportar di buon cuore .
e con allegro volto le pene , 8c i'
dolori dell’infermilà ; ma anco à‘
ringraziar per quelli il Signore ›
che sì miſericordioſàmeme Ii dc
gna in queſta vira mandargiieh’ ,'
acciò ſodisfacci per i ſuoi pecca-ì
ti, 8c inſieme habbia occafione di
meritare; ricordandoglí quelle
parole di S. Agoíìino` Domine A“ a,
pan”.
in': 'un,Brupate
hícfcca , inrm queſta vita , ſeri
i” eterna”; s. “Là“
Signore, quì mghgte , acciò ve- "
dëdo voíi paçmëthqui atiëtemë
te dà me ſupportati”; biate mo
tiuodi perdonarmi nell'altra .
O 6 ddñ'
324 Parte ”Ai-4102:" Mhz.

Add-'lione per c* Condannati a‘ —


morte dalla Giu/fina, ci) ’im
pazientemente
portano. la ſap-.ñ‘~' '

S
_ Volé ſpeſſodellar
prenſione l’Afflítto da\l’ap-`
vi'olèta mor
ìemUa qual’è dalla Gíuſtítia c6‘— '
d’anflaromſſer g’raùemente,e ſin’—
al’vjuo moleſtato , e trafitto : il
c‘h’e ſuoi’ cagionat' in eſſo-vnìín—
folcrabìlczanzi fqrſhſáinífiatìen—
zz; , ‘che l'iffip'ed'íſce ſſñón ſolo’l'l'
conſdrmärfi c6 ‘la'Díäíhá'VoîöJ
tà ,c h’ín quella guiſafè'ſhoh altra-ì'
mente, per_ ſuoi gíuſti ſecretísdíó
ſponeìmà 'l’è o'cc'aſibhè a'n'cóka
(iſtígándól àcíò il Demoni” dî
rorompìeíîè ìñ p'át'o-lç;& 'al‘eíobí'
1ndecenti,-e`dí gia'ufoffeſa di Dio
N'óſhd Signorèz’l’er'dò per ou—
ù’ífl’à’dy‘n m‘ale fi grauè , e u‘on-
~_ëaf’ítîìímilíîcgfi'ogní radice d'ím
~ r Pazienzaſſc gli`po`trebbono ſug-
~ _ gel-ir’j ſeguenti, *ò Emili mo-j
ÈÎUÎ- l .i _ ` K '

Il Primo potrebb'cſſererìdurr’J
alla 'memoria del Condannato-
-q lel}e parole di Chriſto. I” puó‘
mm”: 'caſh-q poffideáztí: anima:
'U‘
..UV—"H“

y.
7 'E’ condannati a‘ marte . 32';`
n
Aefira:. Cioè,che per poſſeder'
egli l’animav ſua,hà bi ognoauua
lerſi dèlla virtù-della
2‘1,‘ronſſſormandoſi coñSanta-‘Parie—
la“Dilllnìá;
Vdlont'à, 8c accettando_ con-;miei
moohbediëtei colpi; e galtig‘hi,_
che gli vengonoìdalla mano-’di
Dio , e rièordarl’inſíeme, ch’è
gran ſuperbia,&ignoranza, vo‘z. l
let’vnhuomiccíuolo da ’ni'ènre ,3 ‘ ' ó
eſſendo tutt’iSantiM‘ártil‘i‘flì‘í-ÌÎ
tiìda queſta ‘Vita' ‘per nz‘çzſiìögdlì
morteviolcx-iéa',8è’aceÎb‘á ,’éſſ‘e‘t" '
priu’ilcgiato , contra qileîllöjèlfe"
di luíla*l)ìuin."2 Giuliîtî‘á `ÈÎiſ di”;
ve Vol_Cl‘ nel ſuo letto agiat‘a' ente
morire. E ſe àblui paraclxe paftíë;
ſcepiù di quello, che HQCUÌPQÎÎ-fi
tironqyſi ricordi): (dèi. 'ef-2
c'ati’ra ,giq‘neliolrnen elc‘ínlè 'Nr
no; e e per :ruu'entüì‘a’flim‘aá li‘_i
è, COme quelli,tìraçtató,dëüéìì‘ëéx
ciò tenerſi per riſolto ’ſau'dr'iödu
poí,che eſs'èd’eglí vr’i’a ‘creaínr’a’f_
miſerabi,le›gli~faeci,D`io que‘ſl‘ho’*
nore,di trattarl~o,com’ha’ trattato
iſuoi_ buoni, e fedeli amici. E'fe
finalmente vede , ‘che TuafDìuí'da"
Maeſtà ha d’eſſdlni compaſſione} ;7|
, enon glizponesù le ſpalle ma.; -Ìí
Crote sì pe‘säte, come Poſea’ ſuoi’
San
367 rie Il. ,Aiuta da’ Morió.
Santi, perche alla fine non lo fà
morire com’vn Stefano lapidato»
nè com'vn Loren20 bruciato, nè
in vna ruota di raſuoli com’vna
Caterina : non ha raggione di la.
mental-ii, anzi di ringratiare la.)
Diuina Bontà- Poiche, come di—
ce S.Gtcgori0 . Iul‘ka ſuutcun—
i_ ad , qua- paiimur , (g- idea‘ 'Daldè
Sugli” iniufium cfl, fi' da in!” paſſione
i Mara!. ”arm-ram”: ..Poiche poxcndo-_
lo giuſtamente per mani de’ Dc~
I. ' monij gafligat’ nell’infem 0,ſi có‘
il tenta di galli arlo più mitemcn
te per mani ell’lëumana Giuſti
tiaín quella vita. Il che chiara
mente ii lcorye da quello , che)
S. Bernardo gica , ciò è ,ch’è ſe
gno'diſtar Dio fortemente con
ti'o‘di colui ſdegnato, cheiefiédo
1celerato,e peccatore , lo laſcia.:
ienza'gaſtigoin quella vita; poi
che ‘dà con queſto euidente indiñ_
tio,di volerlo nell’altra più ſeue—Î
tamente unire .
Secon o. ’Si potrebbe in tal
caſo ricordax’anco
1,0 ;ch’è alCondannañ,
inganno gtand’il penſa.—v
eez che per altra via `fi poſſa giu
gnet'alla Patria Celeſte , che per'
quella, perla qual’caminò il Fit,
gliuol
' :a tſuîahìlà’l-'Hmoruá 3 Z7
gliuoldi Dio, il quale non per LW”
altra raggione volle, che quel lu—
dore di ſangue , che nell‘Horto
patiznon foſſe ſolamente nel vol—
toimà ch’inſieme per tutt’il coi-ñ,
po,e per tutte le ſue membra..- .
copìoſamente ſcorrelſeſſe non.”
acciò intendeffimo,che tutt’il ſuo'
corpo,e tmtele ſue membrmhe
ſiamo noi, non in altro modo ci
dobbiamo con’ſi nobil capo vni;
re, che per mezzo di ſangue ,di
Croce , di morte acerba,e crude—
le ; &in oltre-,che non per altra
-via,che per queltaflî puòinſieme
con elio lui giugner’ai Regno de’
Cieli. Etanro più quella confi
deratione deue co nſolarci,qnan
to,chelo fieſſo Signore diſſe. .ſi MM“
qui: *val: main faq/imc , dwg:: “2 .34!
fimetípſum,(9- tolta! Cruelnſuä ,
g @ſega-mar ma. Se alcuno vuol
venir’appreſſo di me,prenda vo
lentieri ,e patientemente, la ſua
Croce,e di buon cuore c6 quella
nelle ſpalle mi ſegua . Al che;
ì. innanimandoci G.Giouanni Chri- Cbrfſh:
ſoſtomo dice. Diſcipulu: MM@ Ham”,
‘gi/?rum ìmitanſhacquippè efldi- 2.8. i”
ſcipulí ;ſi mrò ipſe quidem per EP- ‘a‘
Iyiánlaíionrrperrexii , tu' ama”; “M’
P"
:3 rane l. e .‘11 mm a: A”; una.

per requiem 'vir ire , non emzdem


'vi-1m *ci: pl--rgçre . quam illeper
rex” fili alia”- Quomoda er aſi—
guerir noflflqnem ? Qnm-;gia eric
diſc-‘palm‘ non ſediam- 'lM’agiflri
‘vc/iigíu? Sic fai proffffiotie di de
ſcepolo di Xtìo dice-il'Sànt'o , ſei
obligato à ſ’eg‘uitar’ilMaeflro,Poî.
che queſt’è l’officio del diſcepolo;
Eſe la ſua via fù via di patimen
ti, come vuoitu intaminarri per e
il ripoſo? -E le’ciò ſai , auuerti ,
che non camini perla via , perla
qual’eglí cànfinò,mà per un’altra
molto'diue’rfia- Come dunque di—
ci,che'ſeguíci Chriſto , {e non ſe—
‘guiti le' ſue pedate? Come 'ſarai
degno dell’honoraro nome di-di-ñ
icepolo , non ſeguitando l’or_me
del tuoMaeRro? Cbríflo igm”
.LPelr. incarna pafla, dice l’Apoliolò'S‘.
1*. . Pietro, da- 'vor cade” cugini-’073‘:
arm-mini. Hauen‘do Chrilldìr‘í-Î
to nella ſua Carne patimfli donef
te ‘Voi arm-are dello lleſſo’ penſiei
;z ro; Ciò è, er mezzo di patimë
the dimorteflmcorthe dura, do
uete alla ſua militia,e ſotto la ſua'
bädiera arrollarui-z impercio'che
nö ſarà buon Soldato d'vn sì va—
loroſo Capitanomèſuo buon ſei
gua—
r, -o -n . -’ "

7 i ñ l - ` ` _ fi › . `

~ . anaanan a ma a. 329
guace, ſe non coluí,c.ha prende.
leſue arm! , e,quando.íi porge.,
l’occaſione,ſparge, per obbed1r…’
àñ lui-il sëgueflh vita,come ſpar
ſe tutto ciò egli per noi ?Nè ſi': Oria#
rami-m pacs': ienépare [cfu amí- Im‘ſol
cu:‘,è~ belli tem'pcîrà "dinner-neon ‘Hub'
affettuoíe;&effièaékpáröle,'-d'íce ‘3* `
S.Círí“o Geroſulimítano , Acci
pìr nùnrl‘a‘remiffxîmipeccatoram, :1*
è ſpiritali ”MR-gi: pecuniar; ESnAiL-_x`L.:1:
granada: 'vèncrít bellum, ?pa-gn?”
flrermè pro ;Rega tuo leſu. fra rc
brucijîxm ef! ,-ſ m" iii/Jil ‘pertan P

lrat; è* tra-pro Crac-'fixqnòn crucis"


figerí! ?Non “PPTÙU‘Î ?Patiam NH
bar” exbs'á”;príor em'in accrpi/h';
fadgrdíííilli reddit . Bedda ’vſu
ram ilh‘,qm' propter n in bon-ſat”
Gogol/3a :Maffi-v” ”7. N‘onìcó*
uienezdíce ilSáto,che…‘tu ſiaílöl’a-Î
mieo diñChlìi-ſto ínìtë'po dî- ace' , ñ";
E( inimico in't-empo di' gue c‘ E
ſe in'tëpo‘ dí‘paCe dà q‘uéſtb Rè
perdono—de' peccati,
riceuí la paga, ö: altri Îdo—-ì,
e-lo ſtipendio .za.

ni ſpjçitualí-;nel tempo di guerra * *l›b—. 4.


deui perélq-“Eì‘eſſo fuſo Rè ;çhìzèmmág
Gíesù,-Yaldlfoſàmenle coìnba’t‘tfl
re. 13g” term ſmyol'pa fîx Per ("e `
c’ro‘ciſi-ffo z‘ e tù‘faràl sì vile"; e Si Z24“-

1 \ ` C0:
codardo
ì arimemc , che fuggirai
con 'elio d’eſſer
luicrocifiſ
ſoìAuuerti, che ciò tu per lui Ea
cendo ,farai quel, ch’egli prima
` sìamotoſamëtem ſenza tuo meri
to fece per te.Paga di buona vo—
glia il debito à colui , the per te
volle elſer nel Monte Caluario
crocifiſſo.
Terzo . Nella ſua impatienza
ie gli potrebbe ricci-dar’ al Con
da-nn,ato,che Dio non à caſo . mà
_con ſomma ſapienza, e perſua
maggior bene diſpone in lui
‘ quella maniera di morte; poiche
hà ben bilanci-ato le ſue forze , e
contrapeſati i ſuoi peccati, e sì
che quell‘è per quelli il propor
tionato rimedio; e` perciò come
ſauio‘ , eprudeute Medico l’or
dinaquelia medicina ,amara sì ,
mà indirizzata tutta alla ſua eter
na ſalute; perilche deue laſciar
far’ à Sua Diuina Maeſtà, confi
dando molto nella tua bontà, la
quale fe permette in lui quel
male , gli darà inſieme gratia , e,
5mm‘. ſor:: per ſopportano . Fidati:
` Dem , dice l'ApoſtoIo , gm' non
palin”- 'Uor ”Mariſa-pra inflquoo'
paul”: ,ſed fac-'t cum tentati”:
PW_
.eu-l
1: :andannäti :i 'ta—ar”. o 3 3 t
prox-mmm,
le permette'Dtpqflîlii‘
la Diuinaſiciliane.
Giuſtitia
inlui quel gaſh'go, e quellamot‘:
te, ſappia , che Dio ciò ſente Plu
di quello , che lo ſente lui fieſſo,
poiche dice egli' . Qua' ”tiger-'1 Zach. :i
‘tzorJangítpupìllam orali mei . In 8,
verità -vi dico , che chi toccherà
voi , tocca la pupilla de gl'occhí
miei. Impercioche la compaffio
ne z c’hà de’ nollri mali, glieli fa r
ſentire tanto viuamente,che per _ -* l"
allegerirceli, E fece inchiódar’in `_ ‘
vn'infame legno di Croce . E ſe fl `
ciò permette il Signore, intenda ' . "
pur il Condannato, che lo fà per
vccider’í tuoi peccati in quella
vita , er purificar l’anima tua da
ogni orte di colpa , e per non.,
hauetñ’in lui,doppo la ſua morte, l
che gaiìigarem punire ,come dió‘
ce S. Gregorio. Miſeríeon Dm:.
temporale”; interdumſeneritatem Gregor;
adbiéel , ”è ”ui-”am inferi” 'vl
iionemA quella ſanta patienZa,c
toleranza nella morte , ancorche
alla noflra ſenſualità ripugnan
te,eſsort-.Îdo lo Spirito Santo er `
il Sauio, dicc.Fílimi,d-'jî:ípíímzm Prw-3
Domím’ ne aóìjfl'n, cíi ab :o cor- "I
rip-ringuemením diligi: Domi.
. m”
3 ;i Pdf” Il-.Aium. c”- ..
nur curr-'pil, 2’9- quafi'l’dter i” ~1‘71 ‘Lh*—x-‘.
Ìio compiace: ſióí. Non voler ri
burtar da ce, Figliuolo, il: gaſtígo
del' Signore' ,Noè v voler perderti
d’animo, quando‘ dtaíbui ſei galli
* gato ;~"polch’egli_gnlìlga colui -,j
ch’ama,e ſi 'porta cögeſſò luiìcom’
amoroſo Padre co] diſobbedièa
te figlio , ch‘il galli-go verſo di
quello è effetto dell’amore, che; - 1
gli porta' . ' 4A

.Dèi` Timone e-ñ Diffldcnza ”el


l’lnfermodîſaluárfi.ì ' `

“CAPz-VL
vOchíllìmi ſon gl'huominî;
ch’io' tempos che ſtan ſani ,
ſonodi 'diffiden-Zsr della lor’etñer- ‘
na‘ſalure’ :dateci , ze"qì'uaſi i‘nſinící
› coloro , "the, v’ànamen’te’ ſperan
. do 5 {Ogllooo‘ finì'u‘l fine della [dt
vita' &arſenc'ſpëſieracì; “8; irb'm'er
ſxinínfinlu’ pecm’tì‘, rimeëtendo
la penitenza delle lor colpe per
quell’vltimo tenìpo.Mà{q”ndoz
‘queſto giu'gne,e Veggono la-mom
` ‘«te ‘già nella’ ſoglie della lor caſa-l
nonjono çjredi`bili®gl’aſſáftl; öh’ill
Demonio‘ dà lorofpermetteudozl
,35; * lo
l
~ n .u- tanaflnn” 4 ”ſorte- 335
lo per gìufii ſuoi -giudirij così il
Signore) con rappreſentar nella
lor memoria tum-,le paſſateſcze;
leratczzm viua, ö: efficacemente
perſuader 10m , che,pteſupp0—
ſta la cauíua vita mena”, è i'm
poffibiic,che poſſano ſaluarſison
de auuiene, che vintùe ſopraſat—
ti da sì dannoſe‘ ſuggeſtioni , {i
precipitano nei baratro della.:
‘diffidenZa della miſericordia, ö:
aiuti di Dio, eſi numergnoxrà’
dannati anco prima del tempo .
Magna” flparationi: tempore., Spf”;
dolor , a: tru‘h’u‘a eſ} mm?” im.. ſer. g- de
paratír, atque ſerpenti”: , diſſe campi-t.
Siſtem, dum ſms remim‘ſcentur
negligenti-e, ſatira/?fue retrò ”m
pori: ’Uil-Add” ”eg/igm!” tran
ſaéîc. O da che gran dolore,ò da
che gian malinconia aſſaliri ſad
ranno- nel tempo della morte i
ſpenficrati , tiepidi , e che poco,
vmcndo , fi curorono della lot'
eterna ſalute, quando in quel—
l’efkremo punto volgcranno gli
ocdfl della mente aHa lor traſcu
raggine, öz à glianni della paſſata
vita-,negligenza › e peſiìmamence
ſpeſi! Hot per anima-ae rinco
*rar que-iii cuori in que} pericof
loſo
'334 ‘l’arte . au o_ e . . i'

loſo tempo puſillanimi, e diffi-ì `


denti \ , ſe potrebbono loro i
propporre iſeguéti efficaci mo
Primo . C’haiiendo vn Dio sì
miſericordi'oſo , 8c amore-nolo,
che cuore ſarà quello 1 che potrà
di lui diſperate P Poich’egli fieſſo ì
Mar. 9.‘ diſſe. No” ‘veni 'varare im‘îarſed
13. peccato”:- Io non venni ägià à
chiamar Giuſti , mà peccatori. u
Quindi ſi potrebbe dar’animo al
diffidente Infermo , e ſuggerirlis
che ſe Chriſto venne àchiamar
peccatori-dica tutto pieno di cö
‘z', Tim, fidanza con l’Apoſtolo. Chris?”
g. Ieſur veni: in ha”: mundum ptc
catarerſaluarfarere, quorum pri
ma” ego ſum ;ſed ideò miſerie”,—
di-am conſcmtm ſum . Se andate
cercando, Signore,peccatori,ec
couene vnozpoich’io ſono il pri—'
mo,& il maggior di tutti;Perciò
ſpero ottener da voi perdono l
delle mie colpe.E ſe Chriſto die- ,
de il ſuo Sangue, patì tanti tor
mètiſſopportò tanti dolori,quá~
do egli meno vi penſava; ſe lo
chiamò,e volle ſaluarlo. quando › ‘
gli teneua riuolrate le ſ allc.non
deue dubitar punto i’ nfermo ,
che
*a ovunuflfiñ‘l E mr”.

che in si pericoloſo tempo non


-l’habbia l’amoroſo Signore da..
aiutare, e guardarlocon 'occhi di
cle’menZa. E ſe lo fleſſo Ghriſto
pregò peri ſuoi nemici, quando
attualmente lo crociſiggeuano, e
lo dishonorauano ,- come ſarà
credibilmche Voglia hora abban-z
donarmchi deſidera la lira amicif
ria,e con humiltà di cuore, con...
amarezza ,e dolore dell’offeſe.;
contra Sua‘ Diuina Maeſtà com..- -
meſſe, gliela domanda P'Lo {teſſo
Dio giura ,edà parola , che mai
farà tal Coſa . Vino ego, dic-'t Da;
mina” . Nola mortem perenni-il', EZMÈ.
ſëd *o: magi-r convenuti” , z’y— *vi 33- “.
un!. Viuo io,th’ò verità que‘l,che
dico,che non voglio la dan natio- `
ne del peccatore, ma ſi bene,che
ſi conuerta,& eternamente viua.
‘E per darci animo nelle noſtre_
puſillanimità,e diffidenze,dice il
medeſimo Signore per il Profeta
Ilaia . Noli timere,quía non con
funderírmeq; eruóefle:: non em'm Iſa. 54."
'tepudeóítfluía :anfuffoní: adole 4.
ſcenti” tue oblíué/irerír . Non te—
mere, perche nel tempo della.»
tua morte,in me ſperandomono
patirai nè vergognamè confuſio—
4 m; .
’>, 1#36 are_ . m k
nc; mi Riff-.i ;peccati-che nella i
ma giouenlù comme-mm, che; l
v;potreblbono in quel tempo ap
portarti confuſione,- ſarò di ma,
nieraflche dalla tua mente ſi can
:cellinoze: ti ricordi ſolo della mia
bomàzemiſericordia-Et all’hora
-quandoi móti, e le píùalte col—
line tremeranno , ſperando tu in
me . Miſericordia ma.: non rexe- i
`al” 4‘ te;;La mia miſericordia non
sîallflontanerà dal tuo cuore. Per
che‘ Dio per porgerci la mano
nella noſtra diffidenzamon vuol’
altro, ſe non {he-ci auuiciniam’ à
lui;iL che racendmdiuerremo lu
Pſ- 49- biroconädenti,& animofi. Imm—
_15- ea mc in die triáralationir, eri-4m
”,0- /Janofl'fimóir ma( hiamami
-nel giotnodella tuaafflitrionu,
ch’è quello della morte;perch’io
tiliberaiò, e mi terrò per hono—
.mo io ſaluarci-Nè in noi per— fax
ciò altra diſpoſitione richiede,ſe
A, ,31 nonſolo ch’in elſo lui confidi:
' “ .m0 , poiche il dñarcila vittoria, è
penfierlumöcà lui appartiene .
a. Para Non erika': *uo: , guidimicflóílir ,
[ip. zo. ſad tantummodà confidenter . fla
.17- le, á” vidi-&iti; anxilíum Domini
[iper
K. ì.
Per, ò Imi-1"',
ſi
(9- Iemſalem
` *Na
.
- 3
.Nali” timerem” Fauglia'. Non
ſa rete voi quei, che combattere*
te;mà però v’è neceſſario, c’hab
biate confidenza , e di queſia ſola
armati 2 ſperimentarete‘ al ſicuro `
l’aiuto del Signore;State purſor— ’
ti , e coſtanti , e non vogliate te
mereme ſgomentaruisperche co
lui, che fedele ſin’ al la morte ſi ,
moſtrerà con Dio, riceuerà dalla
tualiberal mano la corona della
.vita.Eſtofide/ir *uſque ad marte”,
(’9- daóo tibi caronam 'bit-e . ue: 41206.2:
ſl`i,& altri ſomiglianti luoghi del? lo.
la Sacra Scrittura, ſi potrebbono
ricordar’ all’Infermo , 8c auuer—
tirliyche ſono parole, e promeſſe
di Dio, le quali laſciò ſcritte per
ſua conſolatione : e perſuaderli
inſieme-,che non è Dio,comeìgli
huomini , che molte volte ò non
poffono,ò nö vogliono ſar quel,`
che dicono,e promettono 5 im;
percioche eſſendo egli la Heſſe..
verità, nè può , nè vuol’inganna
reſe poiche così dice, e promet.
te,è infallibile la ſu: promeſſa .
Secondo-Se gli potrebbe lug*
gerir’aldifſidente Infermo, per
dargli mimo , che ſe Dio Voleſſe
mandarlo all’1nferno,non gli da;
rebbe
"39‘
rebbe tempo d’vdír sì buoni , e”
ſaluteuoliconſiglí, nè commodi- `
tà per ríceuer'i Sm`tí Sacramen
ti,e ſuffragiì della Chieſa , nè tè'
po di pècitſi de’ ſuoi peccati, co
me fece con quell’i—nfelice Chri
Greger. ſorio, che racconta S-G regorío ,
Ham i” `cheñper giuſti luci giuditij.ín pe~
Bua-lg. na delle ſue paſſate tceleraggini’a
gli negò tutti gl’aiuci ſpirituali
neceſſaríj per il punto della ſua
morte,e diede *libertà à'demom'j,
che con horribili forme lo cír— `
condaſſero , e ſi -metteſſero in a‘c—
to di portarlo via in corpo, «Sc in
anima all’Infemo . Et ancorche
lo ſuenturato con g-ridi chiamaſ
ſe in aiuto il ſuo figliuolo Maffi
mo z e chiedeſs' à D10 vn poco di
dihtionmdíeendo , India-‘4: ‘Dſ—
que mana . Triegua Signor mio,
triegua,ſc vi piace, i0 non vi do
mando tempo , ſe non fin’ à do-Ì
mattina . Queſto domattina non
gli ſù conceſſo , e così ſe ne morì
íenZa Sacramenti; 8L i demoni}
’s’impadronirono dell‘anima ſu:.
Hor le Dio per ſua bontàſi de
gna di dargli tutti i mezzí,& aiu
ti neceflarí) perla ſua ſalute, non
s'hà da-preſupporreèche non gli
, ~. h?b -
J
mi n--mamnmemoru, 1339'
habbia ancor' à dar’pil deſiderato
fine, ch’e‘ la Gloria’ del Paradiſo .
Et ancorch'egli ſia giuſto Giudi
ce delle noſtre colpe , tutta via.;
nel tempo della noli-ra morte, :le
con confidanza filiale rioorriam‘o
à lui, e'ñci buttiamo nelle-braccia l… ,1 -z i
della his-miſericordiadi ſpo lie-z " ` '
rà dell’offitio di Giudice,-e i‘ve—
flirà di quello di* Padre, coPren,
da c6. la ſua loauiffima pietà tute
t’i noliri peccati, come dice San
Pietro ChriſDiOgMPflÎGÎJJÎÙſi—X Cb’ſſ’l
liogopperit max rai-tim: diflîaam "ì "*
l‘a indica» , qui" [agi: walkin
pl”: genitore”; .. nmdi 'e‘,`cñhe di
queiia conti-danza' armato il Pro*
feta-Dauid diceuaj In 'veda-tua
ſuperſpmmí . Hò iopraſp‘erato Pf.uS.
nelle voſtre parole,.~Sig’nore ,'ciò 74*,
è.. Hò aggiontorlpeüt‘nu ſopra.;
ſperanzagòt hòzfem-pre procura- '
to, che giàînai nel mio-cuore., 7_ ,
comp-riſſe ſegno alcuno di'diffi—
dènza‘delala Divina Miſericordia,
LÎ qual parola., Cup-*manuali 5
ſpie‘gádo S. Ambrogio, dice,ch’è
lo ſteſſouheuldſpe’randumſtm - da…“ l
per anſi-ne, dr ſflmJPfl. adi!”- ,'55.
gara-Creſcere ſempre. inrſperan-V ‘
za,& aggiugnere ſperanza à ſpez ì
. - P ſanno_
-.ranza. 'Quelli confidato:: iá‘Dí
ñfaceua , ch’il Santo Profeti non.,
:emeſſe nè leſquadte dell’Infer
no,nè l’eſſercito de’pèccati,che_,
- ſe F11 faceuan'auant—i , per atter*
rit o , e farlo [confidare, quando
pfl 16. :che diceua; Siwnſiflanttadmu
3. ſia” me' ’mſlm »1mm cimeóixi'ear
manna :.ſìcxurgàt ”duck-,ſaba ”Z‘LÎ ~
pmi-‘um, i” boe egoſpemóa. Anè _
corche mi .vengano all’incontro
, 'ſquadroni intieri di nemÌCi; an’—
"=J`-ſ ` corche à’ dannimieiſilblleulno";
’ì “" eveng’mo contano- dime àigue‘tìé
reggùtretutgi -l’eſſercitizde’-moi
ſtri infernal… ~îqueſto ſei-mmm ‘
’fiabilln'e fondnàlîanchora Tell?” ~
_- ‘mia era "a. qual paro‘ a; *il
355,1? bond-Ze säprizflomheioiſteſſo,
401M”. che, I” illud, ciò ‘è,nell’aíuto, c,
mo. [decorſo-»Diamo . Queſt’ aiuto
ſperimentò SflArnolk’o .Veſcoup
3…."0_ Metenſe,ilquale ritrouandoſi gia ~
4, vicin’à morte, ſoprapreſo da vna
‘ ' moleſta confiderationedelle'paf*
fatecolpezdilfe ad..Vn tuo amico;
che lo raccoinandaſs’al Signore;
perche ſi ritrouaua molto llretto‘
l dalximore ,ediffidenza della ſua
fal`ute,Aper_cagione de’ ſuoi pera;
cat-3,' :quali-tom‘… furioſoeſſera
ma:: a *‘- cito
.-: -B ?anticaduta Marie; 341
cito lo teneuanoälr—e'tto , 8c aſſe—
~ dia‘to : Màſcompiglíandolípobe
vincendoliyturco pieno diñconfi—
dama nella :Diuinañflietà y reſeh \
ſua Santa anime dlCrearovefl-ezſe '
n’a‘ndò à godere‘ l'eterno ripoſo. 1Pi
Lo {leſs’auuenn'e à S. Burcardo a ~
Veſcouo d’Herbipoli ;ilzqualu ‘m ’a
nella ſuamorte ſopra preſo da.: ì ì‘
timori,e diffidenza della ſua eeeh
na lalure ,sd‘au’ animocà ſe lleſſo
cdnquelweſſo dél'Sklmo. QüdfGPflIH .6
tri/lia*: fl animámaa —, (9-. qua”
WWE-u ”xc‘JÎplrſia ù) Deo. LG `
flefi'o auuëne è &Agatone dopPoln ai'.
vmsäxíffima- Wool-k à S-HilarioneP‘MP'Î
Abbareilquale,doppòíefläta äuizlgflî,
d’aſprñìffim'a penitcoza-in vn de:
ſertö ósczominoiòñ à itemere: dalla
ſlm-ſalute ,‘ 8c :ì tremare com’vnn
ſoglia.- Mà pm -cuzci quelli per
mezzo. della confidanza in Dio ,
reſtoroilo da sì… pernicioſe tenta
ſioni affatto vittorioſi. Quelli”:
altri infiniti effempij‘ſi racconta
no-nelleSaci'e Hiſtoríe , alcuni
de’rquali lì potrebbono ſhggerit?
al: M‘oribondo , acciò; valoroſañ `
meme Tomba!” Comma-quelli
timorì‘zçe nonsahimox cora g‘gîo
Chuíit iznoxinca ‘le tematici“ di
1 ~ P z Pu:
342. -Paru [Lavinia ae MCH”,
puſillanímità,e diffidenza. ,
Il Terzo motíuo,che ſi potrebbe:
proporr’au’lnſermo 1 da tenta-,ñ
tioni…di poca confidanza della
\_ X "ſua ſaluezn moleflato,potrebb’~
effere ,z ch’a’ncorch’egli conóſcai
,_ ha-uer commcſſo infiniti peccati ,
_'._ e dall’altra parte. non hauer già
mai fam opra meriroría, con la
quale habbiaſodísfatro alla-Dini`
m Giuſtitia; con tuttodò' s’ha
J‘da perſuadere‘àzndnaffliggeríì,
anzi à porre la.- ſua.- ſperanza; ‘nel
fm gue,e meriti-_ii Chriſto"i *quafl
liſon’infiniti z don tutti noſtrize
i per conſeguenza, ancorcheſi co
‘noſca effet’à Dio debitore di
molto s con tutt ciò fis dou
rebbe ricordare, c *in .qugliiha‘
buon- capitale,con che ſodiìsſare ,
e tale, che penmolro che indife
facci,- (armate` giîaugnz-:ranna im
/ finiti teſori 'di-meriti Îdcilofleſſo
Chriſto , con i quali potrà ſOdiſ*:
i . far’inſinifl altridebiti. 'E comu
non ſi dourebbîaffljggerc colui.
chezdeue millefcñudi a ſe; n’ha da'
’ auanzo cento mila-;,co'ſi-coluix’hà
milionizdi colpo_ . nè anco perciò ’
’fl dçueraffiigger-escfcantríſtarüi
-poxchczhà-infinizi reaſon' in' Chrig
Î . , . ,A (to’
~ Brendanuäiîè’ñoru. 34; ‘i 'J
flo , con i quali 'potrà facilmente ’
ſodísfarle. Di quelli teſori parlò
S. Baſilio , quando diſſe. 3p” cſi
ch‘a” pas‘? pere-4mm , medicina_ Bali!.
ei‘ì etiam peſi are-prua” 'Dalma- ; [10m dl
Doppo q ualſiuoglia peccato per P‘Ìüe_
graue,& enorme,ch’egli ſia,d0p
pò milioni di col e z nel ſan ue , ~
&infiniti meritiä’ichriſto, ail- .
peccatore ſoprabbondantemëte
có che ſodisſare; poiche in effi hà
infiniti teſori, ſquali ſono tutti
ſuoi , cc me per bocca d’Iſaia lo
conſt-ſſa lo fieſſo Chriſto, dicen- Iſh. ‘
do. Aſperſ”: efl'ſanguìuorum ` ’* 3
ſoptr 'Deflímenta mea . Chiama '
ſangue de’ peccatori il ſangue»
ſuo, che per i peccatori ſparſe
nel tempo della ſua Paſſione., La
nella Croce ; poiche tutto per
lor’vtilità lo ſparſe,& acciò ogn’f ,
vtio- d’eſſi loro poteſſe, come dl
coſa propria , ſeruirſene per la
uanda delle ſue colpe.Si pottebz
b’in oltre all’lnfermodi diffiden
Za tentato,ſoggiugnere,che fi co
me in ‘gran ſperanza entrare-bhe
vn peccatore,e ſicura confidenza
.hautebbedi -certamcnte ſaluat ſi ,
ſe ritrouandofi al piè della Cro
ce,vedefl"c Gicsù‘ Chriflo , che c6
P 4 E":
344 Parte II .Ainto ae' [Ham.
gl’occhi riuolti al Padre gli di
cefle. Padre in pagamento,e con
tracambio di queſta morre,.e diſñ~
honori,che qui patiſco,vi chiedo,
~-1 lfeterna ſalute’ per queſto mori-.
bondo; così parimente queſta
fleſſa confidenza deu’hauer’eſſo;
poiche quello ſteſſo fece Chriſto,
per lui , [tando nella Croce; imd.
perciòche molto particolarme
te li ricordò il buonSignore del—T
l’anſietà , e tentationi , chZegli al
preſente patiſce : 8: hora più the
mai,deltra
‘i- alla che glorioſo le ne
del Padre,fä (tà affiſo
officio per

’luid’Auuocato appreſſo dicÌllo;


come per innanimarci nelle no
ſtre diffidenze , e puflllanímità di’
ciò ci afficura l’amaro diſcepolo
l .Ia-a”. Giouanni ,dicendo . Siquitpet
z. z. rami-it , an’uocaiñ haben”: apud
Parte”: left-m‘ Chi-1'314”; íuñum .
Se perſone alcuno inciamperà
in qualche peccato, non ſi perda
per ciò d’animo, nè ſiſconfidi z
pei-che habbiamo per noflr’Au.
uocato auant’al Padre Giesù
- Chriſto ſuoFigliuolo- El’Apo
ltolo ſoggiugne,che Chriſto aſce
ſe al Cielo per far’officio d'Au
uocato, eProcurator noſtrane!
j Tri
Tribunale dehſuo Eterno Padre. Bahr-92
J"t, appare-at. nnnc- mimi Dei pro :4
mói: . E S.Bernardo aggiugne à ,
tutto'ciò peſo; dicendo, cheflà Ter”;
’çhrifionelCielo moſtrando ,i o
“rappreſeneando al Padre le ſue.»
' íaghe ,ñ ericordandoli , che er
flauerglieloJuí così impol o,
pronto,& obbediéte le riceuè per
noi ; e di più che tutt’i noſtri
peecatòde’ ‘quali egü-ſèdegnò ea
ricare le ſue diurne‘ſpalleyſuron'
à pieno,e ſoprabbondantemente
gafiigati nellazſua, perſona., come
--Benzdiſſe Iſaia. 'Pofiu't- Domini” Uffizi; ‘
i” eo‘ iniquiutè‘omnium ”Br-7,” 5,11,, ſi~
,iuigw'tate'x een-m ipſe portarli!.
~Se gli potrebbe finalméte’ all’In—
efermo ſoggiugnerez che difficili
» mente s’induce l’amoroſo Dio
,alla dannaeionez- ancorche fia d’v—'
naſal’anímfl ; poiche , con man
darla all’inferno , rimarrebbe in
ivn certo modo defraudato nella
rſalute di q'uellaiper la quale ſi ti—
'troua haueLgíà fatto vna sì eſ
.della ſua doloroſiflìmaPaffione
~ſoxbitante ,e
ſpeſa , come fù quella

ñ ſenza cauar da queſta il deſidera


' to,e douuto fruttmch’è hauer ſe
co vn’anima di più nel Cielozlaa ' ‘
P s q 1-321
ñ _> -~"
"ì"ì-Îirî—ñ *
qual. ſempre ingrandita , e_ma—`
gnífichi la ſua infinitamiſericoró,
dia. v i. ._ .
- Oltrei ſudetti md!iui,potreb~
b’il zelanre Conſolatore del
diffidente lnfermò ~auualerſi per
ciò de gl’attidiSperauZa, che ſi
porranno nella Terza parte di
queſiolíbro.v ~ -
'Ad-Miane ;La i Condän'àli .i ”wi-Au’`
,11' ”dalla Giu/litio( 1 -7 g
i" z . *1…*- ‘ ’ :
I:›come` la ſouerchia, e van”
-confidanza;che alcuni presü
tuoſamente hanno,mentre flat-n.:
ſani,v della Diuina Miſericordia,
ſuol’eſſere merita-dente bill-‘me
`uole; cofivquand’è 'moderata, e.,
~:ſtà principalmente' fondata nella
-Diuina Bontà,e meriti di Chrifio,
-HÌ‘W.óñ—9.4:.”_
~& inſieme (encorche acceſſoria
mente) nell'oprebuone , fatte in ‘
ſeruitio della Maeflà di Dio , nel
tempo della morte è lodeuolu,
8t ogn’vno, che ſi ritroua nel fine
della vita , la dourebbe procura
re . - Quella confidenza mollrò
l’Apoſtolo S._Paolo. quandmve—
‘dendoſi giàvicin’à morte a ſcriſſe
è Timoteo ſuo diſcepolm’dicen:
doli .
deli. .Ego enim iam JCÌÌÌOT, ó
umpur rejòlutionir ”ae-e inflat .
Ciàſlîmoteamiou’auuicinal'vl
tim’hora della mia vita, mà quei,
che mi da animo, è,che. Bonny—v 1.7i”. AZ…,
…M...~

certamcn cei-tam', tflrſum comíí— 4.


muu* ,fidem ſeruauí. In rei-'qua
npoſim e!! mihi taronaiuſtitìtz.
quam ”dda mihi Domini-r iL..
P illa die
íuflm index. Valoroía 2*".——-~
mente hò combattuto z mimoſa
mente hò lottato,feliciffimamen'~
te hò finito il mio corſo , rigoro
filsimamente hò oſſernato la‘ ſe;
deltà , che doueuo al mio dolcu
Signore; altro non mi reſtadp
fareſſe non conſeguír la corona.,
de‘ mieiaffanni , la palma’delle..
mie fatiche , e Pallet-ode" miei
combattimenti, ch’il mio Signo
re,giuſto Giudiceſhaurà à darmi,
vſcendo l’anima da ue-ſto cor
‘ p0.Souerchio ardite atebbe fla
/to queſto dell'A poflolo , ſein..
altro tempo fatt’haueſſe mentio
ne,delle ſue buqn’opre , e virtù;
mà in quello della morte , nel
quale ſnol’alle volte i] demonio
con pernicioſiffime tentationi di
puſillanimítà‘, e diffidenza aſſali
re , era neceſſaria vm gran confi—
P‘ 6 ,dan
p
denza in' Dioze perciò non ſù ar`
diremà coſa molto lodeuole, ac—
“È
.Fáä'
ſi.'
ciò non reſtalíe ſoprafatto dal`
ſouerchio‘timore. , e diffidenz:: .
`- Queſto ſteffo praticò il Rè Eze
ch’ia,il quale, quando gli fù noti—
ficata la ſentenza dell’ineuírabil
morte dal Profeta Iſaia . che da
parte di Dio gli diſſe , Diſpone,
e*, u
domui magia“ marini': m, (9- ”6‘
‘-4‘—*‘-~‘ Ìvixm, Diſponi,& aggiuſta le co
ſe della tua caſa, c dall’aníma tua,
""ó‘-~
perch’è gionta l’hora ,della tua
morte; riuolto à Dio gli diſſe .
q Mida. Obſèera Domine , men-mia qlc-eſo.
quomadò ambulanti”) comm :e
E’. in verita”, ('9- i” corde perfet‘loffi'o'
quod bona-m ‘l‘7 in conſpeóìu tuo
fear-“m. Ricordateuli Signorewí
ſu pplico , quantìaffettuoſamente
io v’habbia tutt’i giorni della
mia vita ſeruito. Habbiate me
moria con quanta verità, econ
che cuor perfetto, e finceroî io ‘
habbia ſem pre nella volìra'diui-í
na preſenza proceduto . Ram—
men‘tateui con quanta puntualifl
tà,e diligenza in quell’opre , che
ſapeuo eſſer di voſtro-golfo, mi
.fia ..ſempre impiegato . E aſſaí a
vox ben noto, nè potete già mai
, di
..ñ—ñ—-’
V ai; . 349;
dimenticaru’i,quanto più diqua
lunqu'altro male, habbia‘ ſempre
le voſtr'offeſeſchiuato, e di qué,
to buon cuoremi ſia ſempre all’—
offeruanla de’vollri Diuini pre~
cetti appigliato. Tutto ciòà gl’
occhi della Voſtra ClemenZa fi—
ducíalmente rappreſento i per M…“
-l H~mA:.… -.~—-n
che sò bene,che ſiete giuſto Giu
dice , e che ſenza rimuneratione
non laſciate i ſeruitij dà voſhi
buoni,e fedel’amicí , e let-ui à voi
fatti, nel numero de'quali, per
quel,che v’hò ſeruito,parmi po—
ter’entrar’ancot’io . l-Ior che.:
maggior confidanza di quella di
queſto Santo Rè ſi può imagi
narePMa quando la dimoſtto? In
vita a non già5mà quando li vidde
già vicin’a morte . Tutto ciò dtñ,
chiara la confidanza,che della ſua
eterna ſalute deu’hauer’in quel w*“…e‘ñ_
tempo ogni Chriſtiano ,Je parti-L
colarmente coloro,che per diui—L
na diſpoſitione ſono dalla Giu-j
fiitia condannatià douer morire,
per aiuto de’ quali, quando ſono
da tentationidi diffidenza , e pu-j
ſillanimità moleliati , fi potrebñ,
bono applicar’i ſeguenti rime—
dij . - ' , ,
Pri
{50 a
Primo,che D10 è sì dolcemen-`
te benigno , e—ſi ſoauememe mi—
ſericordioio, che già mai priva;
z veruno della ſua gratis!, nè à vc
’ ` runo già mai abbandona., ſe pri
l
\
n-a non è egli da quello abban
i donato; Quella è verità diffinira
il nel Sacro Concilio di Trento , il
Trid. QUal dice. Dtm ſal-:grafia iufii- `
`:feff 6. furor non deſcritmj/iaó ci': pmi:
“mp-l. deſerahir. GiàÎmai il miſericor—
I dioſo Dio laſcia veruno , nè
verun’abbandona Sua Diuina
Maellà , le non doppo effer egli
Z;RTM abbandonato dall’huomo,ch’in..v -
;i compagnia diquelliſtelerari,chc
zΑ La…, riferiſce Giob , gli dice .‘~ Remi;
"14,- a' noli: , ſèí'mtiam vien-m ”M
”ol-mar‘. Partiti da noi, perche.,
non. vogliamo nè anco hauer no
, tizia dellatua via . Onde S.^Pro
Trofp. ſpero dice . Non enim peccato»
²l. con”. a'cnh‘nquiturcſed define, Ò- deſc
05"57- riti-r. Non è da Dio abbandona- "
l
› 6“"- t'o il peccatore , màeglie colui,
che laiciaçòz abbandona Dio , dal
qual poi conſeguentemente vien
A”. laſciato. Il che confermando S.
1,1154, Agoſtino dice. De”: deflrentef
Prcd. ' dlſërít, ”pa-gnam!) oódflrat , 06
;“- Sue?, durator.puniz,>1)jo abbandona
i Cap 9. ,
cbi l‘abbidfflaánduriſce iLeumte
iehivuoiecoàeſſo iui contra- . a 2
{Zareröcalla fine- Riga’ poirgi’o-fl .. ..

nome dello lkeſſoDio.Dí.rù.-Fiö': . ñ… il


Dereliqaít me Don-'nat, 2’9- Dpñ Ubu’?
mim” oáh’tu c/Z mi. Nymqyid H' k (zi
‘ölíì’fiì PNE/Z 'mr-li” infamia"...- '3
_ſi-um, Dtm” m'ſermturfilio mu.- ’
riſi-i
:4mmgrande
ranza réfſi'iſla
non ulivi/Zar
hà ”lit-fue”:
mi. I Sion
dimoſtreto no
ego l i J

ìn dire: Ii Signore m’ha abban— i“ l


dodnmii Signore s’è ſcordato di r
me. Sipuò vna `donna ſcordare "i":
‘del tuo propriofigiiuoio? può ,,14
non hauer di lui compaffione , e ‘1 73‘,*
laſciar d’aiutariofledendoió in.»
quakh’afflirtione, ò pericolo? In
verità vi dico, ch’ancorche foſſe
poflibile,ch’vna Madre fi dimen-,v
`n'caſſi: del proprioluo figliuoìoflz‘ , i`
e l’abbandonaflè ;. giàmai io r’ab-I, '
band-anno, nè mi dimenticato
di te-Er il medeſimo Dio peuGe—
remia ſi lamentano duole del grí a :a
cor—
tort0,che i’huomo gli fà , abbanñ‘
lam”; donandolo. Quid inn-”crampi
z, s, *tre: '0417i i” meziniquitatü 7,- 'quia
‘..h uliertuueruntjè cime? Che iniqu‘i—ì
` dri
'-ſi' "51 tà han
pervedutov in me
ſcoſtár‘fi’, i voſirí ?paà
&allontanarſì
, _ da nie? E’ poco appreſſo .ſoggiu—
vini-13 ne . Duo enim mal-:feci: ‘Papa -
E” meal-:me dereliquerunr fame”;
ì - z aqucmiùae,é_r-foders”l _lidi _eiſftr-'A
i è.“ ”ami-'Marndr &flawrz qua-coin*
` ' ”nere mi ”41m aqua:. Due co‘
ſerle più `eiitt‘iue,~& enormi, che
viñ‘ano‘, ha Lcomm;~*:ſ²`s"i-l‘zltrlio Po .-, “
polo :' hañ'abbandona‘to me fonte
d’acqua ariuaze s’hafatto certe c-i.- ñ
sfierne rotte,e ſdrucíte,che non.;
poſſono ritenerl’acque, cheñ yi ſi
?pongono- Hor ſe Dio non abbi—j
dona l’huomo,ſe. prima `non eda
anello abbandonato z -*da~~queſlo
eue prendere gran 'moti'uo di
confidanzz della .ſuaeternafl ſalut—
Ie il Condannato ; poich’il- ſal- ”
- -uarſi ſtànelleſuemani,e ſe lui dal `
»ſuo cantoè riſoluto di voler vi.
’~ ma”, e morir-e vniro con ſtretto
-vincolo d’amore col ſuo Dio ,
ſenZa giamai allontanarſi da
quello, ſi potrà'tener ſicuramenñ‘
te il Paradiſo nel ſeno -. Nè deue
. b (a
’i

ec 4
WWTWW“
cagionargli ‘timore-,e diffidenZa il
ricordarſi d’eíſerii per il paſſato
allontanato dai-Dio, 8c abbando
natolo per mezzo delle ſue còl—
pe‘, e peccati: perche lo ſteſſo
.Dio dice per Geremia,eſſerli
:(cordatodital torto,&ingiuria, 1 3`
e perciò in’uitandolo colperdo- *P* *
no,appunto come Spoſo, abban
donato dalla {ua Spoia,e nell’ho- ` , i
nor oltraggíato , tutto amoroſo
gli dice , Tu autemſhrnimta e:
lei-mi;
cum amatorióurmuhirxjam4L.- 5_ l_ .i
remi-tere ddME,dtſiíl'i Dominica” ’ -
tg0IlSecódo
fiaſìipiamrimedio
te. potrebb’efív - _i
ſere, ricordar’ all'Atflitto datem ,2g
tationi di diffidenza tentato , che,
ancorch’i ſuoi peccati fiano mol- . ñ
ti,non per queſto ſon battenti ad n“v"l
impedire l’abbondanti, e copioſe "j'
correnti delle .dinine miſericor.- ñ - i '
_die ; imperciò che Dio è magna- s'
nimo, forte , e patiente ,e non è
come l’huomo, ch’alla prima fi
ſdegna,e fomentando, ’e couando {i
l’odio nel cuore › và appreſſo alla 'i,
vendetta5mà la ſua patiëza _è d’vn i
Dio, al ,qualepaſſa in vn tratto,e i',
nó dura lungo tempo lo ſdegno . Pf‘l- 7
Numqm‘d ira sítur per flngula; “a . '
di”
.Am oe
din? e ſi prezgia di prèdere dalle ,i
maggiori offeſe occaſione , e mo— `
tiuodi Far bene . Vincent nc miſe—
ria' mafiritordíar, dice &Bernar
3””; do , a” miſericordia miſeria:ſu
ſer. fir. pen-hunt Han ſorſe da vincere)
4 ?lab
"l'humane miſerie , e ſuperare le;
.rw-*ſ díuine miſericordieiò pur quetìe
han da riportar vittoria, e ſog
gettar quelle? `Ah che non con—
uiene,Si nore,ſoggiugn’il Santo,
- -ch’eſi‘en o le voſtre miſericordíe
.,_infinite’ e finite le noſlre miſerie.
e ſceleragginifleliino quelle da..
qncfle vir-te,e ſuperate. Vincent
miſericordia Îu-e antique Domi—
m ;mine-it ſapienti-s mulini-1”.:
S’inalberi; Dio mio, lo ilendardo
della' vollra miſericordia in ſegno
.li vittoria ;S'inalzi la bandiera...
de‘lla voſira pietà. che la dichiari
vifltrice; ſi dia l’honorxdouuto
alla voflra clemenlauî conceda il
meritato
tà;e reſlí trionſo
vinta,e alla voſtra Bon—
ſ‘oçzgettatal’hu.v
mana malitia dalla voflra infinita
l,
Sapiëla,alla quale, ancorche pre—
1
ſenti ſiano tim’i peccati dell’hno
mo,per il paſſato commeſſi , per—
ciie hà in ſua compagnia la mile
ricordiaz-di quelli ſi ſcorda nc] tè
l
po
’ a condannati_ timori# . 3 5 í
pe della morte, e glieli perdgona ,ì
vedendolo* penri~to,& humiliatq. - _u
dat-infine”: miſericordia” ſunny, ‘1 L‘
aáfiindeì P › dice il-Profeca David, 'Pſ- 76-?
Aug ~9ſiſiíuiſëetur- mijèrfri Dem- P
tm Aanlindi: in im ſiga miſeri
:or’dí-arfima P Troncheràkorſu
Dio il filo, e la tela delle ſue mi
ſericordie, quando l’huomo ſi ri—'
:rouerà nel ſine dellaſua vita? e ſi
iimenticherà-forſe dz’vſar eleme—
:a inquel t'einpo con chi per il
paſſato- l’offeſcPÒ vero tratterrà il
:orſo della ſua dolce ’pietà, velo’
:e ſempre in aiuto di chi ne’ſuoí
>iſogni l’implora?, `Queſto non ſi
vedrà manSignore; E perciò enñ,
:roin vna gran confidanz: del-T
’I nfinita_ voſtra Miſericordia, an-Î
:orche con la mia malapaſſata.;
rita "habbia ſin’hor’offeſo:e ſpe
ro,che la voſtra clemenzm bonó'
à, non guardando alle mie paſſa
e colpe, la farà meglio meco di
;nello , ch’io sò, e poſſo deſide-J
'aro,e ſperare-.A quella, cófida‘za ,
;ella DinínayMiſerícordia innani ì "
mando,e rincoxandoí cuorizpuzſ
Ellanimi,e_ diffidéti della lor’eterç
aa ſalute tl doleqe miſericordioñ,
› .- ..z ~ . i ſ9.

i
356 Pen-.ILANO de“Mórib.
ſo Chrffib, gerÎBoìc’ca dël Profeti
1”; 18, Geremia; diceîlord. Hay-”x hdd
dit-nè gra &ot-‘o‘ "ñ-‘dm‘j‘ ‘ 'w ~
i 'Mihawk-”Minc- ÎÎT-Îò' da
rendſer’íofmſemzſ' Perin’fleépér \
haùefin” imiei'tíètn‘téî ”BM già
la Fo‘ſſa, ,per ſepeliir’inì~q)1eiln e)
« me,&ì il mio nome, e tra‘eciáto cö
tro di mecon _tanti tradimenti . e
'crudeltñ v‘n’ämort‘e Sii ignomÎhÌOf i
fa, come fù 'quella‘delia Croce ;e
tante v'ol‘te , quantiſon’i'lor pet:
cati‘. ‘e queili di tutti gi’àit't‘huoj
minij,croìcifiſſo?In ,niun contegno
_ce S.Bernardo;N4m quid hora”;
fama ad‘á'öyflìfl” mafia-(dini:
rpg? Imperciò che, c’bà che fare
h foſſa' delle vſeçl'e’ragìgirii ',.e' p‘ec-ì‘
'citi äeìg'l'h'ùom ?tti roLpro'fondo;
Br it’n’men‘ſo *abifl'ò della' voſtraJ
máſüeéudínem miſefico‘rdíäz Dio
mio P ‘Que-lla ~ miſericord'iá ſputo-T`
iper
meflè'IOR'eſſo
"il Profetapietoſo
ÎMichemSignorad‘vogn
perſona per ſeeierata,& abbom‘if
heuole , che`>pe²r Îe-ſde eol’pefi‘av‘î
fiata,dicendo.Dolììt’-r ſang-fm}
‘J'îon,ìquaſipartmímr: quia' ”unt
*agrari-"erit- de Giù-**14” , (9- babi”:
'bír ‘in regionëſiq'mnl” wſqju a
Bháilohrmjbílíöemhrir :íbi re

i
"Au pwulmñÌII-Î' É Wife“

Jim”: Dom-'nm- de manu 'inimi—


:orumauomm Piangi,{.r,ei'ni,r:ſo-`
'pira,figlia di Sion, ciè (Lenin-L,
per il paſſaro. ribell’à Dio, .8t ho
:a deſideroſa del-lama amicitia a e
Sella tua ſalutesöt í-gemiri,8zi ſo-.j
~piri,per11 dolore, e.contritione-,`
'à'che fiano come~di donna, cho
?attori-ſce , ch’.ancorche ſentai
lolori, glieli mitiga laiſperanza.
iel frutto, che darlei hà da naſce-ñ_
re. -Vſcirai ben -ſi da queſto mon-ì
lo ,mà te ne_ verrai ad habitat’ in
;nel paeſe , ou’eternamente hau
ra‘i à; godere quei beni ,-che già
nai hauran fine:: giugncrai alla
:onfuſa Babilonia del tempo
lella morte , ;oue ſarai v da...
noleſte tentationi del Demanio
lſſalita; mà Ibi‘ [Member-ir. Iui fa
\
?ò pompa della: mia potenza, e
E‘
miſericordia ,. oderoſamète per
nezzo di que la liberandoti da’
uoinemici,,e beni namente ti-ç
*enendmiznelmip ,l egno. Con
;uefliiòjîmili luoghidella Serie?
urta , 8t efficaci -raggioni , con—
brm’ alla capacità- del Condanë,
nato, potrebbe procurat’il zeli-`
e: @enfnnaore.dargli animo i .e
-i ndorflſhzquzndoqueſto .nel téñ,
- 4 ..l P°
, po 'dellaſua morte di-poca ſpe
ranZa vdella {ha Mute lo vedeſſe
. tentato . Ȗ
ó Il Terzo rimedio, ch’al_poco
cöfidente :Cödannato upon-abb'
ap plicare,potrehb’eſi`ere Fat-li co
, noſcere , che'rda quello ſteſſo -ga—
Rigo , che Dio glimanda a facen—
dogli perder la'vita violentemen
te , e per maniìdella Giuſti-tia, hà
da prender-e ſicura -ſperäza, d’ha
uerſîà ſaluare ; poiche Dio nom
hà viſcere tanto di ferro, che due
volte vogli gaſtigar chi l'offeſel
e già che per ſuoi-giuſti ñ'giu’dìtì]
con quella maniera di morte in.:
ueſta vvita lo --gaſtiga , è aiid‘ente
egno ,- che non vuol ga’ſtigarlc
nell‘altra,mà concederli l’eterna
Dear” Ego Quid-’im , dice lo ſteſſo Diol;
i 39'. ('9- ego vímrefacíam: penuria”;
3 ' (-7' cgofana-óa . lopriuo alle volte
"di viti lîhuomo per -gaſligü de
ſuoi .peccatizè vero“; ina-‘ſe Vccidc
il corpo'slo Maceio-l’anima eter
namente viun; ~e~ſe=lo ercuotofl
feriſce ,'sò’anco il r`n`o o di medi;
rgrgli le Percoſſe, e ſanarglile ſe
”te-Ma non perche Dio-percui`
”,81 vecidazil corpo, hai da pen
Nrmdiceshernardqìnhe nel' gi
‘L'I l “Jgò,
fligomelle percoſſe. &
` "ſi” pwwn‘fi’d anco nella
HOT”. 7 ñ,

morte del corpo, laſcia egli d’eſ—


ſc—r Padre.Paterna '00x :MP-nu,- T‘ …,
tiamjg— ego ſendo . E vero ch'il ”'34
Padre alle volte ſdegnoſo- gaſtiga i, 'ci-,3
zato
il figlio,
à farlo
màil
pp”gailigo
murando
và indiriz-
quello `
coſtumi, herede di tutt’i ſuoi ha—
ueri,e riccheZZe; nè perche il lìñ-`
glio,diſ0bbediéte le ne fia alle vol
te vſcito dalla atem’a cala,voltaî-` ñ e.,
do al Padre le palle,perciò il Paz?, _ `
dre,quando quello ritorna, daſè , ~ ;xp-7. ,
.lo ſcaccia,disheredandolo de'pnv- '
terni beni;mà l’accetta per ſup 'fi
glio , B: amorevolmente l’accoz
glie,e refiiruendolo nella ſua gras .
tia, dinuouo lo collituiſce here— , ~
de di tutto quel, ch’egli poflìede - ñ, , p_
. Perciò , dice lo ſteſſo Sanro,Non `
ç/Iproíndè quàda‘ Patrefarmider, ‘ '* ' ſi
quàérſiquumíoquc feriatmanquá' ’
”mm Modica:. Non hai di che‘ .
hauer paura di Dio , quando ti
gaſtiga , perche , ancorche alle;
volte ſeriicayöz vccida 5 le ferire”
la morte ſi fermano nella ſola.;
ſcorza del corpme non s’ioolrra
no all’anima, la qual vuole, che
;per quello mezzoli ſalui,e~non_ì,
non ſia p_ercolſa,e ferita dafdernoz
l- . - m)
PJVÎC‘L- .ana-”n.— --_.-,

nij nell’inferno; mà humiliara, e


maltrarcara in queſta rerra,ch’è
proprio luogo d’alflírrione . Non
damnanr bom-'mm , dice Bernar
B‘WÌ" do, in [oca perdítíonir, ſed i” loca
.Pm-‘Z' afflittionìr lat-miliari:. Benfiínteſe
:Fm 3 ,queſta verità il Santo Tobia ,il
~ ' quale vedendoſi grauemère per
colſo dalla Diuina Giuſticía,tutto
humiliato ſorto la ſua poréte ma
no, gli diede mille benedittioni,e
yourſgli reſe inſieme infiniti ringraria
,3- 13, ’menu, dicendo . Bei-:dica le Da
“ì mi”: Deux Ifree!, quoniam tu c4—
.ffilgafii me , del!” ſal-mm me. E
ñpoco appreſſo . Tu flagellar,(9~
ſal-m:. Siate, Si gnore,mille volte
benedetto , poiche ſe m’hauer’in
queſta vira gafligaro, il motíuo
-per far ciò , è ſtato la mia eterna
ſalute . E le il flagello del Voſtro
ſdegno hà percoſſo il mio cor
po , ancorche queſto come de
bole, e fiacco ſ1 riſente 3' giubila
con tutto ciò d’allegrezza l’aní—l
ma; per che queſta per queſta
via ſcamperà l’eterno gaſrigo,eſ
ſendo che voi,per che hauece’vi
ſceroflerameme di Padre , e di
Pídre infinitamente miſericor-j
‘dioſoz ,che comparire gl’ eärori
. / , C’ l
A

l
r **1: man’niíi a' "ibm. ;Br
de’ figlimon' gaſtigate due volte i
lor‘errori; e gaſtigandol'in queſìa
vita, è certo, che lo ſare per per
donar'eternamëre nell’altra . S’hì
da' eſlortare penciò il Condanna—
to. , non ſolo ad accettar quella.:
morte come coſa , che gli viene)
dalla Diuina ‘mano , per galligo
de’ ſuoi peccati; mà anco à ſop
portarla allegramente,e con ſicu—
ra 'ſperanla,ch'in quella reſla ben
pagata,e ſodísfatta la Divina Giu
ſlitia,e dimodo , ch’andrà ſicura
mente à godere l’eterna beatitu—
dine del Paradiſo , ſenza timorç,
d’hauer’ad eſſere per le ſue _colpe
vn'altra* volta nell’altra vita pu
niro.

De’ Scrupoh‘ , ci” faglia” male—


flarc con‘ i San-',com'í Moriàanſi
di , àCondannaii a‘ Morſe
dalla Gia-Riti” .

CAP. VII.

Erche_ ſuol'alle volte cagioſi


narſi diffidenza dell’eterna.;
ſalute,cosi` ne'Sani. come ne'Mo—
ribondi, ò Condannati àmorto
dalla Giuſtitia , da’ Scrupoli , che
Q ſ0".
36). "51” 14.(- ”ñc ,7,
ſogliono ſopra modo moleſtare
così in vita,com‘in morte; perciò
eſſendoſi dati i rimedii nel Capi—
tolo precedente contra la diffi
denza , e pnſillanimità, hò giudi
cato bene nel preſente , darne al
tri contra l’origine di quella . che
ſono alle volte i ſcrupoli. E per
maggior chiarezza di quel, ch’ap—
,preſſo s’hà à dire, è neceſſario
preſupporre,che varie ſorti vi ſo
no di ſcrupoli, e varie maniere di
ſcrupolofi . Alcuni ſono liberi, e
licentioſi nel peccare,mà quando
poi trattano di ridurſi à Dio per
mezza della Conſefiìone ,-ò viene
il tempo della morte, occupam
doii tutti nella memoria delle lor
paſſate colpe, ſi dimentiCano di
guelxhe più lor’importa, ch'è il
.olore d’hauer’ofl‘eio Dí0,l’amo~
re verſo Sua Díuina Maeflà, la di—
uotione Verſo la B.Vergine, Bei
‘ Santi , 8c il propoſito dell’emen—
datione.Gran laccio è quello dell
demonio in vita , e molto mag—`
giore nel tempo della morte,pe_r~
~ehe da quello allacciatí gl’huo—
mini, non :ritrovano già mai nè;
/QUiete, nè ripoſo di ſorte alcuna .a
Imperciò che,hauend’ in quel té—ſ
i po i
l
1: 'told-:MAM ’i marie . ~ 63 `
p0 d'attender’ à coſe di maggior’
important.: , tutt‘i’l lor penſiero
?impiegano in tormentarſi , 8: in
p'orſí su l’incudine , ſoggetti à
crudeli colpi' di ſpietati martelli .
_ metano con quel, cſi’ii
Con feſſor dice loro; ma in o n’at
rione penſano ſar peccato, inci-*i-v
pandoin qualunque coſa, e falſa
mëte calunmando ſempre ſe ſleſ~
.Ge le lot’ opre. QueRi tali nei té-i
po della lor morte , anco do po
ritenuti i Santi Sacramenti , paſt’
cono gran boraſche, e quando
lor manca 0 la parola per poterſi
eſplicare,ò il Sacerdote, col qual
nano ſopra modo,e non attendo
no àqUel,che più importa,ch’è :i
ſat'atti d’Amore,di Có'tritione,di
SperanZa, di Fede,e di Raſſegna
tione alla Diuina Volontà . Altri
finalmente,oltr'i timori' de‘ſopra—
detti nell’oprare, hanno gran in
quietitudine intorno alle Confeſ- `
ioni paſſate, ciò è,ſe s’eſplicoroñ
no in quelle , come doueuano , ſe
non ithiarorono le circoſlanze
neceſſarie del peccato , ſe nelle
Cpnſellînni della vira paſſata la
ſciaronoi' taJÌ,e tali peccati' , ò'alz
Q z tti
364. Pdf” Il. Aia” ae' 1” on”.

tri à quelli adherenti - [n tutte


quelle ſorti di ſcrupoli ſempre
caua per ſe qualche ſorte di gua
daghoil Demonio; perche occu
pando la mëte dello Scrupoloſo
in cole impertinenti, lo diſtrahe
’dallìeſſercitio delle virtù princi
Rail , che ſono Amare , Sperate ,
ingraſſare, Proporre l’emenda
tione della vita, 8t altre. r
Queſt’inſermitänaſce alle vol—
te da rattiua compleffione, 8t in
temperie del corpo , cagionatae.
‘ _dalla copia d’humori malinconi
,ci,iquali maggiormente abbon
dano nel tempo della morte-;altre
volte s' originawo da gagliarde
apprenſioní, che fäno,rhe le m0
ſche paiann Elefantiçe tutte final
mente dall’amor proprio , (hu
rappreſenta le pene dell’inferno,
che per lor commodità;&inte~ i
reſſe giudicano douerle fuggire;
e quello licieca in modo,che non
li Fà diſcernere'il vero, e ſicuro,
dal falſo, epericoloſo , ‘e le colpe
leggiere dalle graui . Quindi è,
che 'si pericoloſo male genera in
chilo patiſce diffidenZa, fomenta
la diſperatione, alloneana la con
fidetatione delle coſe di Dio, oc
cupa
al! “Dhdduññfi A MOYZC- 30$

cupa l‘intelletto , e memoria in.;


continuo eſſame de’ peccati a fà
ſcordar di Dio .e cambia le deli-v:
tie,& ameniffimzo Paradiſo della-v,
virtù,in pungenti,e doloroſe {pi-
ne; e fà ch'il giogo della legge di
Chrillo, ch’è loaue,e la ſua cari’
ca,ch'è leggíera,paia pefantiſlìma,
ö( inſopportabile.
La general radice di Quello
male,ancorche cagionata da’ det
ti principij,è,la malinconia, e pu
ſillanimitàyche cagionano penó.
fieri importunízturbano l’imagí-fl
natiua , oicuran’il giuditio , otte—î
-nebrano l’intelletro, iueglian’ il
timore”: guaſtano finalmente, e.»
corrompono i buoni’, e ſalureuolì
humori. Queſt’infermità altro nö
rappreſenta, che timori, horrore
del .Diuino (iiuditio , eſſame de'
peccati, conſiderazione di morte
e d’Inferno , falſe calunnie con-,
tra ſe ſteiſo,e finalmente ſpauen
teuoli dubbi} ſe ſi fece , ò non fi
feceſſe ſi díſſe, ò non ſi diffela :al
col-,ch’è em par peccato . Contra
queſta sì graue infermità ſpiri—
tuale ſi potrebbono‘ applicat'i re
medij ſeguenti.
Primo, che lo Scrupoloſo ſco
Q 3 iii,
366 ‘Parte I I..Aiuta di' M07'711.
fli,& allontaniiîjuanto Puòflia lei
- detti penlicri ,ancorche ſanti, e,
per altre perſone buoni, e profit—
teuolíze procu ris ſhell: ſue confi—
derationi fiano della Bótà di Dio,
e della ſua miſericordiaflk" meri
the vita di Giesù Chriſto.del ſuo
amore vers’i peccatori, della glo—
ria,che tiene lor preparata. e coſe
fimíli . Im perciò che,c0m’il vino
ſobriaméte beuuto è d'vtilità per
i ſorti,e ſani , 8t è pernicioio per
i febl’icitanti; e la lieſſa medicina
ad vno dà yita,& ad vn' altro vc
cide; così il penſar cominuamëre
alla morte,al giuditio,& à' pecca'g'
thè buono , 8t è vtile-peri ſani.
ma non già per coloro,che con.,
ſcrupoli”: anfietì hann’ il ’giudi-`
E“: 7c
tio offeſo, e deprauato . Nola‘ cflè
infila: malati”) , dice il Signore è ,
[7*
quelli tali, Mq: pl” ſapíarfludm
”eteflì efl,neoóflepeflar.Non voi
_ ler’effer più giulio di quel,che t"è
eſpediente,perche la Giuſtina.),
ancorche ſia virtù si ſublime, s’hà
da ottenere per i mezzipropor
tion-ui; nè voler \ ſapere più di
quel,ch'e ti conviene, inueiiíganf
do coſe, che perlo ſtato reſente
non ri lt‘à bene inueliigarië z acciò
non
~ \ amnunnetia‘mor”.
non tìauuenga il diuenire ſiapi-j
do, e ſuor di te. Ch'è ì dire, la.;
Giuſiitia,e la Santità e buona._& è
neceſſaria er tutti , mà i mezzi
alle volte, quella ordinati, non
ſono per tutti à propoflto; per—
ch'ildemornío ſi trasfiguta ſpeſſo
in Angdddl luce. e fa prender.
mezzi alle volte poco proportioë
/nati per il ſine , chcſi pretende.”
non già per mancam’ëto de’ mez
zi, mi per-la praua diſpoſitionu
del ſoggetto ; con che non ſolo
non s'acquiſta laGiultitia, e San
tità5mà ſi perde la q niete, e com
quella la ſainte eterna dell’anima.
ll ſecödo rimedio per lo Scru
poloſo è, che creda , ö( vbbidiſca
alConſefl'oremon guidandoſí in..
cauſa propria,& in materia sì peſi-ì
ricoloſa dal tuo pro rio giudi
tio, mà rimettendoſí a la pruden
za' di quello.Poích'è pazzia gran
de in que-ſka :materia fidarſi più
della ſua imaginatinne, che della
rudenZa del ConſeſſoreM qua'—
e Dio hà dato giuridittione, az
autorità ſopra la ſua ,pſonaz eno
titia delle coſe dell‘anima ſua, e..)
l’hà‘ conſìituito per dar conto di
quella ,'&il ſuo ſolotímedioin.
- Q 4 qu“
' ñ 368 'Parte .iL-*tinto M'IVJM'W.
queſh'caſi è certo,ſzc,uro. 8( infal~ i
lihüf ñ Hof ,come la Pecorella ſe.
n.6 fiegue il ſuo EflſtOlfiQ di quel
lonon fi fida , facilmente-li ſmar
riſce‘, e {là in eu-idence pericolo
.d’efler dal lupo preſa,e diuorata;
così non ſeguendo lo Scrupolo
ſol il conſiglio , e parere del ſuo -
Conſeſſore , e non vbbedendolo
ancoin Quello,che gli pare,ch’al~
la ſua raggione , e ſentimento ri
pugnaffiarà ſem’pre in vn’intricañ’
to, e cieco laberimo d’errori,che
lo condurranno _all’ eterna dan
nazione . Fede'dunque, 8c vbbeñ.
. dienZa gl’è neceſſaria verſo colo
razc'hà poſti Dio per Giudici or
dinatii in ueſti .31 pericoloſi ca
fi;e quelli, onoi Confefl'oriöe lo
Scrupoloſo per ſegurr’il ſuo cña
priccio diſpreggia i conágli del
Confeſſore, hà da far- conto , che
diſpreggia quei di Chriſto; e cre—
dendo, 3L vbbedend’à quello , hà
da tener per certo , c-hîvbbediſcc
à Chriſlme che quefl’è l’vnico ri
medio per non errarc ,, come di,
cono i Dotqoriaöc ancorchezli p;
-iaacli’il Contclſor’errifil che Dio
non permette già mai) può,‘e de
ueácon .tuttociò deportela‘ ſua.
’ -- . - co
,-Î *Frou-rana” &binari-.1 ze;
coſcienza , ſeguendo quel -,-ch'i1
;prudenteContador-edi conſiglia,
poiche con queſto {tà moi-alman
'te ſi;uro.Nè pecca-lo Strupoloſq
inzeſſeguir quel táto, che dannelñ.
lo gli viencomandato, anzi Ema..
be molto male in non ybbeditlo,
tenendo percoſa certa, ch’il Có
feſſore non vorrà giàmai- per al
tro aggrauar volontariamente la
ſua coſcienu, e dannarſi . E ſe in
vita è nec‘cfiaria quel'ì'vbbedien—*v
za,molto più in tempo di morte,
nel quale con maggior’anìmozde‘
ue vincerſi ;vna t-:ntati‘one sì per,
nicioſa,e ricordarfi, che Cntiſto,
com’egli ſttſſo dice per $.M1rleo, MMA.,
è tutt’amore verſo noi, appunto 1.3. 37.
come la Gallina è tale veſto i iſuoi
Pulcini ,e chi'i ſuoi › precetti oo“u‘
_ſorrqgià grauofi,e pesäiimuì leg»
gieri , e toauis e pctcíò non deue
con I' ſuoi ſcrupoli ltimar .fiero—*9" ì rt
nemico quel Signore , .ch‘è tutto
dolcezza , 8c à cui grandemente
diſpiace, ch'vn' anima, tantoà lui
,grata,vogli pazzia-ente ſtar’in vn
continuo macello di ſcſteffa. Nè
deu'hauer’ à’ male lo Scrupulolo,
ch’il Confeſſare vſr alcuna volta
[eco qualche ſorte di rigore, Sc
Q s aſ
1
>… 376 Parte Iſulil!” dc’llſarü.
aſpr’ezzm come ſarebbe ?morali
le parole , ſarlo comunicare ſen
za riconciliátionemö 'volet‘l’vdi
re,obligarl’ à giurare, che ſia cera
tamente peccato mortale quello’,
di che egli dice , volerſi confeſſa
re,Ò altro . Imperciò che queſto
, non deue ſlimarſí rigore . nè al*
pre zza,anziarnore, e carità gran
de,e per lo comrario-mancamenñ
to d'amore ſarebbeze 'di carità, aſa
ſecondar‘ a‘lle ſue voglie!, e pazzi
capricci; tanto più che dello ſteſ
ſo modo gli ſon pei-donati i peo
cati, per vbbe‘dienza taciuti , per
virtù della Sacramental’aſſoldtio—
ne , come ſe -de‘ quelli ſi foſſe at*
tualmente confeſſato - —
Il Terzo rimedio-lo dä‘il gran
Dottor delle GentiSan Paolo,_il
quale›ſcriuendo a* Corinti,dàì=l0'
ro quello bel documento. 5F”
1.' Cor. im nali” pueri ifflcl’ſfllffihſ . N6
H; vogliate , fratelli miei ,ine' voſlri
ſentimenti , & opinioni eſſer farr-`
ciulli, mà in quelli voglio, che.,
trattiate da huomini perfetti. che
.proprietà trà l’altre hann’ i ſan
ciullizche ne' loro ſentimenti ,8:
opinioni non deſidera l’A pollo
- lozch’i Corinti ſim taliiS-Chri’ſo—
Rumo l
E 'ronda-iii”;- àmor” . 37:
"Homo dice. J'olefi Parra-lr' adpar- and,
114 bia” , Ò- ”fit-peſare, 'calde‘ r
”agn- aio” ”quà mir-”mn- . L Fan
ciulli li laſciano da bagattelle, to
coſe di poco rilieuo facilmente.,
tirare,e per le coſe gradi, e d'im‘
orti:: appena ſan dar‘vn paſſo .
‘ridera vu fanciullo, 8c aizerà le
4 {trida iin'al Cielo er vna cartuc
cia',che gli vien to ta, e non E cu
rerà, che tutt’ il mondo ii btuci.;
cor‘x’ appreſa’ ad vu'. omo , e frà
tanto laſcia la iua ve te nelle ma.
ni del ladro . Hor dice hora l’A
poltolo a' Corinti.Non deſidero-4`
che nelle coſe dell’anime voltrç,
‘ſiate fáciulli, n‘è che facciate gran
conto col voltro deprauato giu
ditio dl bngattclle, nè che v’in.
quietiate di coſe , che poco v'im
portanmlaſciando quella di mag.
gior conto . Hor queltofleſſodj_
coio,e proporti'onalmente uea'
{lo lteflo rimedio mi par, c e a
poſſa allo Scrupoloſo applicare ,
e-dirgli. O hai in queſta coſa_
peccato , ò nò ; ſe v’hai peccato ,
conſeſſatene , è ſenz’ altro traua
glio otterrai la deſiderata ſalute
dell'anima z ſe non v'hai peccato‘,
perche t'atfliggi i V’ è maggior
Q 6 pz
,37'2 Pat-.lIÎ-;Aiuto dt‘Moì-io_
ñpazzìa di queſta , .che far conto
de gl'awm i,e non guardarla quel,
che piùimp<~>tta›ch’è.fai-’atti dFA.
more verſoDio , di Contritione
(le’ peccati,‘d,i-Eede,.di.Speranza.
ö: alunne! tempo, quam o quelli.
ſono- più iioceſſarij pih è quello
della morte? Martha, Mai-1b“
lì“c'w falliti” erìér tmöart‘t ”LW/rifi
41 ma.P0rra` '07mm ”ſi neceffariumg,
Molto. ſollecita, e ſont-rehiameny
te‘ occupata~ in molte, e diuerſe.;
coſe . t‘i vc-ggo:Marta LL’AUUEI‘ZO,
c-h’vna ſola coſa t’e‘ nec-eflkriaſdiſ
{cillììedcntor’ alla ſorella diLaj
-zaroze di Maddalenmquando enz
trÒ nella caſa di quella . Chiama
yna ſola coſa il prim0,e principal
negotio,ch’è quello dell’eterna….
ſaltite, .e tutto quel , ch’è Luor di
quelio, molte cole; per dinotare
la, poca‘- imporrenz‘mdi quelle. e
darci inſieme ad intendereflhuÎ,
'quando Dio viene à viſitarci per
mezzo della morte , non habbia
m0 da occuparci in cole di baie ,
màin <vna ſolmch’è amar Dio,pé
tirci delle paſſate colpcyconfcſſa
-re la ſua ſanta Fede-,hauerzſperan
za nell-:ſua Banti…: conformarcí
’collfloDiuin Volere. Nè quell'è
` tem—
T 1-’ E condannati Among; z);
9 tëpo di ſcrtiſ)olfaar' &çanderz’apg
preſſo àbagattelle z mà ſi benedi
, procurar l'accoglimento ’quiete,
diuotiooezſeçenitààamorezPgiz;
che
flropipcige
che vai-lità
la ì,v1,ulcienza
potrà eſſer’
pagata.,

ſe non rinonar ”pia-ghe, acciò


cagiouino appreſſo maggior do-z
lore? i , _ ñ ‘ ,*
rr

" .A )\ l' . i ` .l.


Della Sonic-bia Confienza, ,_. l
Audace ,Temcrilfl‘dclla prog;
.Pr-‘a Salute ue’ 1140111--` ñy-v
bandi* .ì

CAP. VIII. ' -x a


I come il ſouerchio timore , e
diffidenz: della propria-ſalute
ègrauiffima tentatione nel Moris
bando; così è meritamentebiaſ-È
meuole, e non meno perniciol‘a
la ſouerchia confidanza., 8t auda
ce temerità d’hauer certamente‘
à ſaluarſi; poiche quella ordina—
riamente naſce dal mancamento
d’hugmiltà, e dall-’immoderata Rif A
mavclÎc-l’liuommſuor d’ognirag- g
gione, hà di ſe,.edelle buon’opeei " ‘
,re,cl1e giudicaſhauer fatto.."Slop,ra ~ÒAÒÌ\`.
queſioffionàamento. ancorche sì
- ' debo
,14” Pim Il-.Ãíflto de’Mon'á.
z debole, procura il demonio etf ’
get’ vn’alta, mà vana torre di ſu‘
petbia,ſuggerend’-al Moribondoj
che fiſſilo ſguardo nella -ſola’ bon—
tà di Dime ne’ſoli meriti ſli-Chri
flose che n‘on penſi‘al rigor'eîdel—
ia ſu: giuſtitiz 1 mà al bene › c’hi
fatto; per il qual’ infallibilmente
fi ſaluerà;&: in virtù del quale me*
rita il Paradiſo-’H01' per abbatte—
re, 8( atterrar-qateſhtmre ;e re'—
primere quell: van: ſicurtàfflegli
potrebbo'no ricordarìi ſeguenti
ñmotiui'. r‘ -‘
Primo.Ch’è verità Cattolica-u'
'che niuno può flat certo di (lat’
in gratis di Dio, nè ſicuro della.:
F‘d-í* ſu: ſalute'. Ncfiir bono” odio-ñ
‘- amoredígnw fil, dice lo fleſſo Si
gnore,ſed omnia informa”: ſer
”aotur‘murtm Se pur— ciò nó toſ—
ſe con particolar riuelatio‘ne del ’
Ci‘elo;e nó eſſendoui quefla,deu’
ii’Moribödo,ancorche h‘abbia ſat- i
to molte opere buoneín vitadiar J
trà'àtimom la iPCſë‘lza neljtyez— ‘
po ella ſua morte. m': o” '.
“nadice &Bernal-dogma :lati-*s
sqm‘_ fun-,ego da predefiniti-'s- ad ‘vir-7 ,
geſ. ` "go de ”inn-affiorano? Qui: bce,
ing-mm, dínrepotcfl , rec/amante
m
WM
*
’ ”init-14‘”;ſin'prama
E ”Ziliani-ian'. iNefi'í!
”tm-”T hanno,

fiſit dígmar amore , a’n odio P Chi


può dire; Io ſono de gl’elettí ,io
de' predeltinati all’eterna vita.i0
del numero de’ figliuoli di Dio?
Chi ſarà sì arrogante,ch’ardírà di
dir ciò, dicendo la Scrittura , la.:
uale c6 aſſeuerann di Fede l’afq
er’ma,che'l’liuomo non sàs’è de
gno d’amore, Ò d'odio P Ouem le ."‘"’-* ñffl-*HÒflóAv-4A-—…

per”: , ò formidabili parole d'A Aug” .


[ila. ci.:
oſtinoi bircìì ”ſortè ”au-‘t Den-t. ouibm
’imagini d’eſſer già pecorella di :.10 l
Dio›e che puoi già numerarti ua ‘
quelli , che ſtaranno alla ſua de
ſtra,come predellinati. Nö 'ti far' è

ingannare da queſta falla appren


ſione , perche ſorſe Dio col ſuo
occhio ‘purgato, ch‘ogni cola mi
nutameute vede , ſcorge che non
ſei tale, ma vn’ immondo capro ,
deſtinato per la ſinilira in corn
pagnia de’ preſciti , per douer' -a‘…-...n

eternamente ardere nell’lnſerno.


E con raggione , poiche tutte l’o
re noſtre, per buone, che ci pa
iano,,ſempre ſono di mill'imper
fertion‘í meſcolate , come l’affet
ma llaia. Tamquam panna: me’. Mai.“ '
Chryſ:
‘flrtíatc' iuflític noflrc ,ſnai ſu. Ham.”
'mm immundí arm… . Perciò diſſe fſ. 4x- '
San
' {an- ‘dal‘ ”uva-.- --- y, ..H l
* b - l
~~f ' y San Chriſoñomn. Nemo preſo- "al
ma: dg meriiífſuíí . Niun’ arto‘-` i
v
gantemète’ pm ſuma ne' ſuoi me.
riti,mà tutta la ſua fiducia la pon
ga nella miſericordia” Bontàî Di.
uina,e nc’meriri di Chriſio. Quin -
- di è , ch’i maggiori"SantídcllaJ l
~ Chieſa Cattolica doppo molti l
anni di ſanta‘.vim.&aſprimma pe—
i nítenzx, da Eurioſi tímmi ;aſl-"inn,
` ì ;cominciarononcltempo delitti.
“` lor morte, à _dubitare della lor ſa‘
’. lute.Doppo ſettant’annid’vinriſi
›, ì goroſozdeſerto vedendoſi S‘ Hi—- ‘
larionc giàñalla morte vicino, tre—
`~ mandotnt-Îo dacapoà piedi.dau’
ì’ à ſe ſieſs’animmdicendo.Egrede
~ fa anima memqirid timer? (grade.
?je anima "144,, quid Jubii”: P
flptuagíntá‘ propè: 471m': ſemi/h'
‘aim/Ze” mort-m iimuëlîſci-pur
di buona voglia da queſto miſero
corpo , anima-mia , di chetem—i—i’ `
eſci pur volentieri, di che dubiti?
.Hai. per il lungo ſpacío di ſettant‘
.anni ſpeſa la vita in ſeruitio di
Chriſtofl: ti ſpauenra la morteecó
l ñ le quali parole ,meſcolate diri—
'Hùm more, e ſperanZa, riferiſce 8.6i
É ‘ rolamo, ſcriuendo la vita di que—
i llo Saito Anacoreta'zch’eſſalò l’vl—
timo
, timo fiato, emandò l'anima ſu; d.
accompagnata _da copio ſe ſchicre i,
d'Angioli à ſtanmre nel Paradiſo,
E lo l‘teíio S.Girolamo,,niente iti-Q‘
ferlore in ſantità ,,öc in lupgaffl’
prezza di vita à Hila’x-ione, imbe-‘
uuto dello ſleſſn ſpirito , eta ſoli-7~
to dire . .Egopete-210mm ſordióur’ Him-m‘.
inquinata: , dich”: , ('9— ”aäibur
operíor cum timore. ”dd-re ”in-ij‘-~ [PJ.
ſimñm quadra-”em .' Io infelicu
tutt’ imbrattato dell’abbomioe
unlimacchie de’mieienormi pec.
cati,di giorn0,e di notte ſtò `di ti
mor circondato, penſando, chè.,
neljgiorno della mia morte hò da
dar iii-etto conto , non ſolo delle
golpe grani ; mà anco de’ manca
menti,e difetti, la cui picciolezza
molte volte ſù tale, ch’affatto lì
naſcondcuano da gl’oççhi miei ,
mà non già da quelli di Dio. .E
S-Bernardo, temendo, e treman
do,perche non temeua’,e non tre—
maua,come doueUa, per alcune..
leggieriſſime colpe da ſe commeſ—
ſepch’egli {lello ſpargendo fiumi
:dizagrin1e.racconta, diccua. Hfu
,ma ma‘ſeyum l” 've mihi, qui ho: Bam.
,agent (9- alíu innamora, :mt-21.9 [ib. da
inter'.
ita tomtdam,z'y bibqm, (-7 dpr'm’yî dom.
ſem.

r .:l-ó‘ r
ſenmu , quafi iam tranſex-it di”
mani!, {9- cuaſerìm dim india-ij ,
É- ìvgferm* zòrmmía;firlwdo,(g- n‘ ñ \

dla, qua/i' in” tfiumpbem i”, Re- '


gna Duilnſclícefl: ſuenturato me.
c'h’àuëdoinfinite colpe commeſ— _
ſo , pur mangio, p‘ur b‘euo , pur
‘ dormo ſicuro , come ſe già-paſ -. ñ-ó.

ſato foſs’il giorno della mia mor—


te‘, come ſe già ſcampato ſoffi dal
giornodel giudirio,e d’a’cormen-z
\ ti dell'infernozpur gioco, pur _ri
doîcomele già fleflì trionfando
`nel vRegno'di Dio . Imìparò que
flo pianto,e que… ſoſ iri S.Ber—
\närdQ da S.Gregorioi Grande, il
qualerdolendofi anch‘egli de’ſuoí
peccati.diſſe . "e miſera‘: ”abiti t
Greg”; quì‘ da elefli'on‘e ”oſtra null-m .ad-'
NI 19. bdc Dei’ 110m” cognaſeímur_ Ò-iî
_M'ìſ‘i- *in Mib ,p qnaſideflcuuítate, torpea
"9* -mur.Guaiìà'noi meſchini,-`a’ quali
’non ha'uen‘do fin'ho‘ra ſignificat’il
Signore cola alcuna d'hauerci
per il Paradiſo eletti3cö tutto ciò
ce ire ſtiamo oriofi à giacere nel
‘letto d’v’na vana ficurtà i'mpòl—
“ai A ‘troni-tia A‘Îi timori di queſti Sami
.:I - ’s'aggingne quellodi$.Agoſtino. t
*il Quale-col ſuo _eſſem pio eſſortä—
“ddl' ſuor buoni Religiofi,dice lo
* ` ’ ſ0
\
Ecendlnnati .imam. `379
"ro . Fratta: ”im-:r :intendi-'m eflè Auguſ_
‘volanti-ur e!! cui”; no más: da i” dpf_
re ſiam-iran”; ana-[ammala da”, 8° 1"]- b
quod ”an arcipío: time”: terremfe- …ici D.
cura: mr faure”: , ſiſeeurnr ego mini
firrcm :ígrmn cin-num tim” , ó- mentite*
era': tempi” comm i” ”umanaSo- 114m fi
pra modo deſidero, Fratelli miei.
ch’in voi ſi radichi vn grä timore
della voſtra ſalute; poit h’è molto
meglio per voi ,_ che non vi per
ſuadíate d’eſſer ſicuri;e 'come poi
trò io prometterui quello , ch’in
me non eſperimentoipotreiben'
afficuraruidell’eterna ſalute , s'io_
mi riconoſceſsi eſſer di quella ſi
curo :mà come non veggo in me
ficurtà , temo non eſſer trà’l nu
mero de' preſciti,e douer' andar*
ad arder’eternamete nel›l’ineſlin~_
uil fuoco dell’Inferno. Hot' ſu
ñuomini sì grandi , & in ſantità ;i
eccellenti, poco ſlimando le lor’
opre virtuoſe,fatte in vita, dubi-ì
tauano , e temeuano nella lot
morte di douerſi ſaluare;che ſarà
colui,-` he non ſolo non fù già mai
Santo, mà tante, e tante volte of
feſe Dio? ’ ' ‘
Il ſecondo motiuo, che ſi po—`
crebbe proport’ al Moribondo
per
380 'l’arte 1 I. Aiuta de’Moríó.
”H
per 'iſradicare dal ſuo cuore la va
na ficurtà della ſua ſalute-,potreb
. _b’eiſetelacercezza d’haucr’offeſo
, ,Dio-,e l’incertez-ZK del perdono .
a} .Poiche ben p’uò eſſere , che fper
giuſti .-giuditij di Dio fian’ i uoi
peccati ancor così viui auanti gl'
occhi di Dio,come quando furo
no da eſſo commeffi , e chiedano
contro di lui vendetta alla diuina
Giuliitia , appunto comela chie
deua il ſangue dell’innoccnt'Abe
le; contro delloſcelerato Caino -
Ìlche quanta poca , ò nulla ſicur
tà , e quanto timore debbia ca—
gipnarepgn'vno ben chiaramen
te_ lo vedeJmpercioche com’au
Bali, s.
uertiſce-lo Spirito Santo. Dc pro
pítfato 'prec-ale ”ali cſſcſine mem
o. s. Ancorcfie ti paia, ch’il peccato ti
fia ſtato perdonato, non per que—
ito hai di quelloà ſtartene ſemo
1.5144 timore . Altaffimm enim ”I pa
líanr'ndditor - Perche l’Alr-iffimo,
ancorche ‘per qualche tempo diſ
iimuli le noſtre colpe , e dimoſtri
eflëriene dimétirato,ſuole nell’vl
l
timo della, vira ricordarſene, L.,
védicarſi di quelli cötro di'coio
ro,che variamente della ſua miſe— l
ricordi: fi fidano . E vero,che per j
. Ezc -
` ”condannati J morte. ;Sf
~ Ezechiele dice Di0.Nu”quid qui lei-em)
cucinato” reſ'm'gumkt qui auerſiar 3, 4,
aſl, non reuerteturë Vino ego,dtci: Eîecbl
Dñtſholo marſët'mpij -ſèd w cä'urr 33. 1 ‘e
tatur impiu: a‘ 'viaſua‘, (9- vien . 7- at
Colui ch’è cadu to,nó potrà ſorſe "i
riſorgerÎPe colombe m’hà volta
to le ſpalle,nó potrà fors'vn gior ‘
no, riuolgédo la ſaccia,ritornar-l
[ene à meëDit-eli à chi tal'error’hà
commeſſo , che venga pure lenZa 7
roſſore@ vergognazch’io li giuro
da quel Dio,cbe ſono, che con le
braccia aperte lo riceuerò , che.,
ſarò ſuo amico;p’erch`io non pre.
tendo la ſua morte., ma quel,—che
deſidero, è la ſua vita. Mà è vero
ancora , che per lo ſteſſo Profeta
parlando dell'huomo giuſto,dice
il medeſimo’ Sianore . Siſeurit Uil,
homo omnem iii/Miani, om‘nemque *

meritare”: ,Ò- ana-ſm- parenuerit. ‘


a.» RP
na” record-:bar iu-i'îitie’ ‘cim- ſijöd i”
i." "i
peccatoſua mar-’nunGuardicl’huo i_
mo, che ſi ſtima" giult0,dóme'ſí ` i
orta metto, eſche ecìdan‘do, ft*
P P . edit"
c
miſerabilmente -inor—rà nella 'ſtia '
colpa.l’oiche ogn’vno .c'hä pecà
cato‘, ècerto del pec’cato‘cómeſ
ſo, e per conſeguenza', the per
quello merita eterna penaymàzn'ó
hà cet;
38; rin”. o .
terrena. zl- una del perdonozpoi l
5-4

'che-Ahiffimur efl reddit”- patié’r.


Perciò, dice ilSauio, che felice ſi
v. può ſtimar colui, del cui cuore:
Pro”. s'èimpoſſeſſato il timore. Beam:
18. 14. ,Immagini rip”- eflpauidur.Qualì
che la vera felicità, ela ſicura cer
tezza dell’eterna ſalute, non in.»
altro debbia appoggiarſi ,ch’inJ
vna pauroſa incertezza di quella.
Dym- Time,dice S.Bernardo,tum arri
/"- "4- ſìrixgratiagime rum ubi-rimimc
m c4" cum denuò reuertetur.Conſerua_›
*a nel tuo cuor’il timore, nando ti
pare di ſlar' in gratia di io;tre~..
ma,quando quella da te per mele..
:o del peccato ſi parte; pauenta,
quand’àte là di nuouo ritornoJE
quando ci pare , ch’ai vele gonfie
nauighi ver-ſail Paradíſ0,all’hora
e più che mai ba'ida temere, dica,
Gregor* &Gregor-io Nazianzeno.Dumſe ñ
N‘è* ‘randa ?vento ”an-:zar,n4ufragium
"m-4°* rime ,.z’q- tutior a‘ naufragio ”ir ,
i“; è‘: odia-tare”, @fat-‘um tibitimarem
"'
_ Priſma .
aſtiſum. Perche il mar vecchio
de’ peccati, òl'incontro di qual
che Pericoloſo, e non preuiflo
ſcoglioqauò eſſer, che facci miſe
v tamente naufragare l’infelice na—
utcella dell’anima ma. '
. '.- l .i Ter-z
i Terzo . Che per efl'empio no?
firme per iuſtl ſuoi giuditij , _hi
permeſſo a le volte Dio,che huo—
mini di rara virtù, e d'eflìmia ſang
tità , fiati czdutimer la lor ſouergî
chia ,confidanzndall‘altezzz dalla
giuſtitia, e della cima dal Regno
de’Cielí,che già parent lor’ hauer
ſicuramente nelle mani , alla mi
ſeria“: baſſezza d’ogni ſorte di vi
tio.e poi all'abitſo delle pene del
l’Inferno . Ch’é quel, ch'amara—
mente piangeua S.Agoilino,quà'~
dOvchc diſſe.7ídimur mulini-‘Dm Auguſ
míne, ex Pair-'but naflri: ( quod ;0.1.4104
'vg-'qlu E” magno trema” na” re- “P’ 7-9*
c'olo, ſi”; multa timore non con - ‘0'”: P‘
tear) áflendflſſc primííüt quod-rm
mozlò 'vſqwe ‘a' cela: , (g- inter]]
_ dura ”idem ſuum caller-uffi; poki
’modüm autem cecidfflè 'uſque ad
‘LJ/flat, Ò- anima: comm i” mali:
oóflupm'flë; ‘vidìmm* [lella: de ra:
la cccídíflë ab impetufuriëtír ca”
d-e drdcom'r .Habbiá veduti moli
ti,$ignore (ñdel che non poſſo la
ſciare di tremare tutte le volte) n
che di ciò mi riccardo , nè polſo
ſenza timor parlarnekſſer' ad vn
certo modo iniitj prima fin’fllCie.
lo, e trà le ſtelle bauer’ il lor ſeg
gio
F‘ -
gio collocato , epoi eſſerſi ſin’al
l’abiſſo precipitati., 8c eſſer final
-! mente le lor’ animeinciampatu
z ` n‘e gl'eterni mali-Habbiam vedu
. to ſtelle eſſer cadute dal Cielo,
er hauerſele tirate’ dietr’ à ſu
_ì' ’empire della furioſa ,,e violenta
codadelDragonfl-nſernale .' Ar
i i gomento’ ben chiaro‘ di’que'flb
' verità è u miſerabil caduta' di Fi—
gellozHermogene,Filet0 , &.- Hi
l meneo, i quali doppo eſſer flati
diſcepolidiS.Paolo,e teſtimonij
i, ;uſim—.ñ de'
dallaſuoi miracolil“lferiſcſſe
Fede,come , appliatarono
il m__ede
t *L u_ ſim'Apoſtolo.Origene`Fù figli‘uo.
_ L77…, lo d'vn illuflre Martire , Santiſſ
z,~, 7, mo ſin dalla ſua ſanciullezza , ‘ca—
m ` ſtiſiìmo in tutt*il tempo della ſua
i vita, ſauijflìmo nella ſua dottrina,
il’ illuſtriffimo nelle diſpute indife
, -ſa della noſtra Santa Fede; 'mà il
ſuo fine fù sì carriuo, che molti
,il tengono perinſallibile la ſua di“
natione . Tettulliano doppo hà
iii Der fatto per moiti anni illulire‘
E" Pompa del ſuo ſapere,zelo',e vir
Vinc. tù, ſcriue Vincen20 Lerinenſe,
,il Len‘n. che ſi dannò. Baſilide Veſcouo
'i, cy,… d’AQorga , e Martiale Veſcouo di‘
a :9.68. Merida, come ſcriue S.Cipri-ano,j
-` , dOPÎJ
7
' ` ‘kond‘"""’iìm`iírîtelſi ‘335
d°pp° "n"ſſfflplariffima vita.- ,
diuennero idolatri, e morirono
nella lor’idoiatria. Oſio doppo
eſſer ſtato Sole dellaChieſa,vo‘~ . .
glíono molti › ch’alli cento 'anni
dell’età ſua s'oſcurò-z ecliſſando
la ſua glorioſa vita `con'íz'n míſèè
rabile,ò almeno dubbioſo ſine; .
Lo ſteſſo auuenn’al famoſo Dlſi
dino Aleſſandrino,à cui,perla_a
ſua vita l e dottrina, chiamava il
Grand’Antonio , Beato. Nedo
rio prima huomo perfe’ttiſſimo,
e—doppo zelantiffimo Patriarca di
Conflantinopoli, nel ſine da pe
coralladiuenne lupo , 8t infeli
cem nte fini ì la vità’ . Teodoro
Mae ro dello {ſeſſo Neſlorio ,
ſolleuaro per la ſua eſſemplar vi—
ta alla dignità Veſcouale, died”
poi in abbominationi , 81 oſceni
tà cali , che non furono ballanti à
Iidurlo l'efficaci parole , e ſcritti
di S- Chriſoſtomo .~ Piem’ ſiritro
nano i libri di ſimili eſsempíj -, m
tem pi paſſati occorſi, ma più co
pioſo e il numero dell'eſperien-ſi
zespreſenti. Chi jlà in piedi-,guar
diſi di non caderefluiflat *vide-t La”;
”e cada: , dice l‘A pofl'olo ~. ’E lo t o.
neſſo. Gym mm- , ó-tnnorc 'vcîſ PMI”
\’ ñ "-’ ` R fl"m
a. n_
ñ
› O

Bramſalutn'” aperamim' . Atten


dete con ogni ſollecitudine, e di
p ligenu alla voſtra eterna ſalute ,
Ama’. accompagnatiI ſempre\däl timo
hb's_ pie” tremore. mperciloc e,come
i" Luc. _ ice Ambrogio. ſki-pala”:
inflitta ”pn 'vacantur edgranan.
Quei., che ſouerchia , eprelun
tuoſamenre s'arrogano la giulli— ‘
time ſantità, e vanamentç fidan.
doſi nelle lor‘opre buone , pen
ſano, che ſicuramente per quelle
hann’à ſaluarſi , non ſono degnil
d'eſſer’ammem alla gratia, 8.: eter
na amicítía di-Dío.

Ãddítíone p” i’ renderanno' ai ”tor


ó. —3-"
‘óñ."-ñ' u dalla Giuſi-'ſia e

ì Ncorche laiperan:: ſia un::`


\ t delleyirtù Teologali, e ‘per
conſeguenza .Lneceſſarijfiìma per
fat’acquiflo dell’etetna ‘ſaluto ;
con, tutto tiò,quando ſtà fondata l
\ in vanità, e non hà appoggio-ve
runo, ſuole più to ”o eſſet noci
ua,che di giouamento alcuno ;
r Rm., non già per ſuo mancamento ›
4, perche, Comedice l’Apoſtolo»
è Spoi- ”en tnfundít-La ſperanza»
"ì" ; quand’èſadaze benéondflz, non
. fà’J
fà , che già rpai reſti colui, che la
poſſiede,conſuſo; mà per manca—
memo dichi,di quella malamen
~ te fèruandofi,ípera.ñ ſenza fondar
á'a ſua ſperanza nel -ſodo,e forte.)
, fondamento de"merit‘i di‘ Chri-j
`ſlmöt opre buone dà ſe fatte,me
-diante la diuina grafia, ;batter fi.
curamenre à laluarſi , fondandol
ſolo nel fiacco , e debole fonda
mento d’alc nn'atto, Dio sà con.,
quanta efficacia. e con che ſeruo
te.&`inrélîone,da ſe fatto. Quin
di è, ch’alle volte auuiene , che.:
-huomini‘ ſopra modo facinoroſi,
e che già maizper dir cosi . han..
íaputo , che cola foſſe tiriior di
Dio,quando ſono peri loro mis
fatti à morte della Giuſh‘tia con
dannatiypoco’ curandoſi di diſpor
fi à qu'ella con ſpeffi , e feruoroií
atti , neceſſaríi per quel.tempo,’
z'per vaſol‘arto rimcſſo . che par
d‘oro :Khan-:r f’atco,ſi tengono in...
sìfattamanicra il Paradiſo nelle
*mani,che nei Paoli primi Romi
rime gl’Antonijmè gli Hilarioni,
con tutte le loro lunghe alprez
-zexeco‘ntioue penitenZe,potreb
vbono hauerñcertezu maggiore.,
tdelia iot’cterna ſalute , di qulella,
. 2. c -
’oo Ih--ó -

` ch’eflî hanno. Dal che ne ſiégue ,


che penſando d’abbatterſi dop
o la morte nel'Paradiſo , in vn.»
atcer d’occhio fi ritrovano nel'—
l’inferno . Hor per` - rimediar'à
eſto ſi'dannoſ‘oinale , :al Con~
annatmche variamente ſperafl’e.
&audace.etemeriamente pen— j
l'aſſe ſaluarſí,ſen:a diſperſi con.;
buoni,& efficaci atti alla morte-s,
fegli potrebbono ſuggerire le.,
ſeguenti coſe. 7
ñ Primo. ch’in vano ſpera bene
ficijie fauorichi già mai con oſſe—
~ .quijze ſeruitii. potendo , ſeppe»
comperarſeli. Horſe l’eterna ſa—
lute eil maggior beneficio, che)
poſſa l’huòmo deſiderare,comc_a
non hauendo fatto già mai coſa
alcuna in ſeruitio di colui, che
’gliel’ha da concedere, ch’è Dio,
'la-potrà già mai ;nè pretendere ,
Maub.
nè; ſperare 2 No” omnir,_quí~díca'r
7.10.
mihi' Domine,Damine, init-abiti”
, Regimi” micra”- , dice Chriſto ,
Jedqm‘ fari! 'veleni-”ñ Parri:
”chianti-”bit i” Regno” Celeſti? .
Non penſi alcuno 3 che con chia
marmi ſolamente , Signore , può
con queſto ſolo ſperare d’hauer
-già il Regnode’ Cieli ‘nelle mini;
1A per
‘ , I condannati Amor”. 385!
per che l’entrata di quello non.;
ficonçedeſſe non à colui y chîadé‘ñ
pie la volontà di mio Padre , a
accoppia'queſte parole CODÎOPTQ
merícories—e degne di coáì‘peraríi
con efl'e quen'eterno Regno . ~
Non inferno”: :E Ragnum Dn* ,
dice Origene , ſed i” 'vip-tu”; mm Grip”:
i” ”om-'ue ſolo ſatisfied” Dom-‘fl
mr, `[id i” ciſco-natia” mad-”o
wm eius-,(9- ”tributo-ù . Non
ti-dax’à credere, ch’il fa’r’acquiſto
del Regno de' C-ieli,cc›n6ſta` ſol’?
in-pacole z nè ti- peçſuadere, che
daibaſtante lodi‘sfaction'à Dio .
col lol’ínuecarìo; per che ciò è
vm mera Vanírà, 8c vna— vana ſlpe—
rmz: ; poi-:.h’i] vero modo”: a..
vera flrada per riconCilíarſi‘x con
eſſolui y e per goder quella Bean
‘Patriazè la ſol’oſſerunnza de’ſuoi
precetti,e le ſol'opre buone. Per
quella flrada fi ſon‘incaminati
. tutti coloromhe , doppo d’hauel'
~ ‘voltare le ſpalle à Diozöz eſſer’ín— -
ciampatí neUe mani de' ladri in
,fernali,dà quali riceuerono mor
tali ferite , feceromitomo alſo
ſteíſo Di0,e con ſperanza glido—
ñmandorano la deſiderata ſaluzce ,
(dellfaníma - Per quefla via ricot
‘ R z nò
\ 390 Parte Il.dl-UÎO dc' Mer-'5.‘
nò a Dio il Profeta Dauid, qua”: ‘
dn doppo hauer’apetto gl'oc'chi,
e domandatoà .Sua 'Diuína Mae-t
ſl'à il rimedio delle piaghefflſeri- t
te dell'anima ſua,con dire. ~Miñ ,
mutſam,-ſ2mdmvDmine.
Pſ5” fire” Sogſi
mei Dominequoniam infir— p
giunfi’! íhbito . Laboram’ingemi—
”i mea , lau-allo ph* Fuga-[attuata
lläum mamJatrJ-mir ”ici , fl”
nm meat” rigdfloſpiraùpimſij
mandai ſuori dal mio cuore in
ſocati 'gemiti, e bagnaí‘il mio let
to djamariffime lagrime. E fùico
me ſe diceſſe- Se ‘ſpero da Dio
miſericordia . ſe hò fiducia di ri
trouar medicina per le mie pia
ghe‘, ſe ho ſperanza di rimedio
rie' mali dell’anima‘mimtutta l‘ho
n ripoſta” collocata , doppo la be
nignit‘à di Dio,neile mie ſpeſſe›&
’abbondanti lagriine'me? miei mol
tiplicati gemiti, e continui ſoſpi— i
ri :perche ben vana ſarebbe la.»
mia ſperanza di ritrouar rimedio
a‘vmiei mali, ſenza continuamen—
ta-ſpa‘rgetzlagrime da gl’occ hi ,-:e
inandar'ordinariamente fuori in—
ſocati ſoſpiri dal cuore. Per qu‘e
. ſia fleſi‘a via deſiderando il-mede
Emo Profeta‘, che s’incaminaſſero
.Î c (“In
"Ecoìffiannati i’m-1d‘ 39!'
tutti coloro s che deſiderano ſalñ
uarfi, fà queſia’dómançſaì. @uffi-PPL“
eſtenderſi” Monte”: Dom-'hip ant: l, ›
Nſtüh'! ‘iis tmp-Mim‘: P Chi‘ ì r. .i. ‘
arìfatto degno‘di-ſalírjaltiion'tè A - '
del Signore 'e' e chi ſarí ‘collocato’
inquel ſanto",e beato nego‘? 'e IRA}
bito riſpondaflüi ingreditui’fink’ Ibi” i;
”mal-mh- opmmcr ;Mit-'mad
lui›ch'è ſenza macchia _di colpa,-e
s’impiega di giorno ,` e dj nom-.j
in opre giuſte , e virtuoſe,quello
v’hà ſicura‘ l’entrata. Dal che-ſi c'a—ì
ua, ch’è'vana
poſſedere la ſicnrtà d’hauet’
quell"Eterno 'Regno, ‘i ì
ſe non è per viadi continue , u
ſeruoroſe
Condannatoapre buone . Hor
conoſcemö ſoloſenöil ſiſſ
hauer mai nel tempo della ſilä iii,
ta :fatto ’opre' buone , anzi' Per" il
cótrario hmer ſemPre, dà che ha
hauut'vſo di ta gione; diſe‘ſo con
mille colpe ,e ce‘lerággíni Dio ,
perche vanament'e per vn' ſol’at
to; chflzen può‘èlſer‘naturale,e,a
per timor della vicina morte ,` ha
da hauerLſicurtà‘dell'ëter'nà‘ ſalu
t‘e
gerei’ Perciò s’hàÎda‘
gl’occſihi Xſſórtat’à
alla mala vol—
vita' pali}—
ta , 81 alla pera-diſpoſitione‘prç—
ſente‘, dal ‘che 'p‘ótrà cadate‘l‘iflî
* 4 ‘ cet-z
3 92 ,_ far” n.41!” max-9..
1,…, , certezza
da diete.diQuake/ſvn”
quel , che _diWifi»,
le hauriz ‘
'ſir‘.t‘Îüi; **g-.office &einem; P41” ”tm
Serm- 'futm‘ 17W!“ i4” ”vitto-'nè, 1
t-ſ- i r [IW-;1! M—.ëep PoffimoAi-qîqel;z l
che fia'm‘al preſente., hauer quale.;
che notitiamà di ”ehehe 'di noi;
- ,4 ñ.- farà pet-,l'auuenireztiueſto ii c‘hà;
' “` " deli’im ;While-Et animarl'in
ireà far moitlfiçſpflfiîattgſſ oló
intenti,
èc-Òuf moltafflrume che ü :timb
jro necefl‘atn. per quei. pericoloſo i
‘ST-PWW à Pci"? Parimente UR*- i
ta‘ e ſua ſperanza in Dio ſolo, già
» Zireknon puòporianelíie
buonefpnſſat‘ev ſue opre
con' d r, col* Pro;
eta'. E o autem i” :e [Pet-41”' Do
çſ‘l’* *Quadrata* . Dm* ma”: n tu .— In
5°* ‘5' mptiüirmít Jòricr'mcfl.
ſ°i°ſihò ſperato-e In voi
ſpam Signal':—
Vóijîetèil mio io, nelle ~voſtt'e
fieſole marti "517998043 buona
orte deiiÎatiimá mia; z e . ,.
Secondo-Al Condannato, che,
yanamenteflcuro dellaíuÉ-lutea
.,è 'traſcurato vin apparecchiarſi c6
ſiantiLe feruorofi attiallamorte- ſl ‘
- potrebbe ſuggerite quell’altro
motiuo','í:ioè, ch'ancorche {ia ot
tima’, eſalutçuolilììmacpſa ſpera:
;zen-.pinnanxrericoxdi--e Bon
~ 1..“ .a i; ii` i t s
‘ ' E nuda-.mi— a mm. .’593
tà ;tutta via voler ſiare da quella , _
lola pendente, ſenza laſua ooo- ' `ì -_ ñ
eratione,è coſa piena dl perito* . x. *
i,audace, e temeraria‘. Im perciò
che,come dice S-Hildebertoldë Hub:
off‘enfu! elementi-am‘ promiltit,pu im. Ge
”ire paterna-'uit, Pmititíam ad- ”aman
flfl'ttit, min-ar nmittít {debita dì- BP. 15
minimampliera eommím'tL vero,
che lo ſteſſo , ch’è offeſo promet
t’il perdono , laſcia alle volte di "
Punireflccetta la penitenza, ceſſa ì
di minacciare, perdona i peccati,
e concede copioſi fauori ;e con--`
feſſo ancora , ſoggiugne lo ſteſſo.
Santo , ch’è piena della Divina..
Miſericordia la terra. Ira ci?, i”
guam ,Maffi-or, Mafiricordía Do
mir-ipſum- :Bum: . Mà è vero
ancora , ch’è coſa molto perico-e`
loſa ſtar da vQuella ſolamente pen
dente . .red da :a ſchio” pei-dere,
pericoloſa” ci‘? ref-agili” . Nè fi
"deue dalla ſola Diuina Miſericor
dia ſperare l’eterna ſalute, ſenza
voler far dal canto noſtro quel ,
ch'è neceſſario per ottenerla.; ,4
poicheDio molto diuetſameute.
e con occhi molto più Purgati
vedele coſe di quello , che—le ve—
diamo noi, dice S.G regoxio Na—
~ ~ R 5 zian—
;94 Par” l I. Aiuto-ic’ Mör‘ü.
.:ñ-*2…
eng". xianzeno. H”nudi-m ci‘? in Dai
Naz. 'vìunm‘r man”: Müller-.Herrera
"4,", dm 'vaſta-r Dominiſüper farina*
m mala, 'Diriumqrfundttm eur.
9—'?ñ
”m- , (’9- delenr . Hai-”nd- nun*:
~ Dom-'m', Ahly': "notava-,etiam per
laciſum (rum-”n ſhark”. Horri—
di pcder improóimae” amſu aflia'
’unter Horrenda coſa è dar nel
le mani di Dio viuente , chetenë
gono '1a bilancia per bilanciar cö
giuſlitim rettitudi ne i peccati di
eiaſcuno,& il calice-del gaſtigo
per dar di-quelI’-à bere a pecca
tori della terra.H orrendo è iiſuo
Volto,quando ſdegnoſo lo volge i
verſo coloro ,che s’inſangano in j
- colpe,e ſceleraggini, diſtr’uggen— `
do,e ſradicandoinſietne coni lor
viti} le lor perſone da queſta vi—
ta . H orrende l‘orecchie,ch'odo-Ì
no ancole piì‘t-ſecrete ,-&imper
cet-tibili voci del ſangue; ſparſo ‘
d’Abele.Horrend1 i piedi,che cö
veloce corſo giungon'il peCCato
er più velocefl’c agile,ch'egli ne
Lggaj-lor chiflraſcurando quel,
‘che dalſuo Camo può, e deue ſa
re,ſí contemerà di ſolo, porre la;
ſua ſperanza in coſe' tant‘horrenó'
de? E vero, che dice Dio per
Oſea.
:ad “EMail-U" 4 "lor"

Oſca-'Plrdlüoma Iſia] m i”3”*


z‘ "
à :autumn-n'a‘- in ”u
.fl 'ſu'
aux’ilimn Mil.
Da te Viene) a tua rouina, ò Iſrae 13-’
le3~tu ſei uegli,che cöj tuoi p
cati ti ſol etici-l’
ne,e dame‘ procede la tua ſalute:.
poich’iouſon* col
tize' percrò in me‘baid
tutta la ſperanza del t ariportu ‘ ' `
uo aimo
rimedio. Ma è vero ancor-1,( lie ,lae
ebrea legge . Pardídifiá
qui-'a in ma ‘axlman—'r

camma-là , della noſtra volgatal, i!


ſenſo ſarà. Perche in meſo'lo hai
ripoſla tutta la ſperanza del tuo
aiuto ſpirituale, 8: eterna ſalutesè
venuta ſopra di t‘e l’vltima tua..
' ' erciò cheynncorch'io
' ó’ lo‘ farò mat'

e ſpera c’on la ſola,


miſericordia di Dio ſalvarſi , ſen
:a hauer’ in ſe opra buona‘ veruz
.J
‘ K 6 na,
p , . :13,4: ſenZaturatfiñ dl farcela de'
j ' gna,prima di morire, per mezzo, i'
',*ffi della quale poſſa comparir con_
buonafaccia auant’_ à Dio. Infar
h‘x Iſrael, (rr digput ”rated-'Giona `
perpetua, qui in tantum impian
ti: deſcendíl profumi”, mjòliu:
Hier”. Dei ſalumi* míſericordía.Di/`pe- l
i” le”.
rea: Iſraelflm'a mbihíóí reliquií i
70
:fl , 'zi/z' *w meaſòlu‘m :lamenti-_- '
conflruerù-'l‘utto ciò ſi potrebbe
con efficacia’, & carità ſuggerir" a1
troppo confidente Condannato ,
e poco curante di préder'i mez—
zi proportionatí perla tua eterna
, ſalute; .ricordädogli ancora queló' `
Aug“ſ* le parole di S—AgolfinOJHct-uio- i
',"5'33 dum eflflufl ucídatſpene’ç rum—- î
m 1“' moſtrin- ſim-fl dami/'qrìcordíp,
iui-ida: i” indie-'um . Guardali ,;
che non, t’vcdda la Speranza., L..`
che,ſouerchia, e vanamente ſpe—` ,
rendo nella Diuina1 Miſericordia,
'non dij nelle mani delzluo giuio j
Binditio , e rigoroſa ‘giuflítia di -
io . Econ raggione , ‘dice Ber—
nardo , poiche vanamente confi—
dandoci nellazBótà di ,Dimfai ma—
nifeſta'ingiuria à due ſuoíveccel
lentiſſimi attributi ;- l’vn’è la ſua'..
Sapienu z, flimandolo ignorante-
a . ‘o‘
de' tuoi peccati paſſati, il che è
ran sfacciataggine s e l’altro la.;
ua Potenza, giudicandolo di po—x
che forze, e potere per gaſtigarli.
il che è gran ardire . Da Dei ó”;- BMW“
”le dmn fiducia”) ”fori-l” ſi. de gra:
mi': ,fac-‘7m' n @ñ contra ſim-:iam
impari-m* , à- contra potenti-n...
andar. ſuper.
Terzo.Si potrebbe ricordar’al e' ‘a
Condannato ,il quale non eſſen-z
doſhviuendofimpiegato in altro,
ch’in peccati,pur nell’vltimo del.
la vita ſe ne ſtà ſenla timore , U
tiene già per ſuo il Paradiſo,ch’il
ſolo timor di Dio è fonte, 8c ori
gine,da cui hà- da ſcaturire Peter-f
na vita , e per mezzo delquale,
s’hà da ſcam pare l'eterna morte,
come dice lo Spirito. Santo - Ti-ì
ì?xht-.aA—x
anor Domini e/lfam- 'vita, *w de. .Pr-u”:
di”: 4‘ rai” morti:. Che. per ciò ñ "t 171'
S. Paolo‘inuitai Filippenſi à ſar*
acquiſto dell’eterna ſalute per >
mezzo del timore . Cum meet-,1g Pbihfl_
tmuon ſali-ſem *veñram opera 2,11;
”iniE perqueſta ſteſſa raggione‘ 3—_
-.";—LL.ñ
il medeſimo Spirito Santo dice s"
ch’è felice la morte di colui, che
;cme Dio; poiche morendo in tal
compagnia., ſarà da Dio mille,
volte
'cdi, l Volte benedetto . Tímcom‘ Demi."
3. ”un &ca-è eri: in extremìr , é)- i”:
die definì-&ioni; ſua &med-'ceti'- .
E che bene port-’lil pouer’ Afflít-ñ
todeſiderar’ in quell'vlrimo pe
Mñ`aró ñó
ricolo della vita, che col famoſi'
`m0te non poſſa acquíſhrlo? Poi
che; le defiderarà vna viua ‘zfcde
de' Díuìni Mlflerij, e dell'ete’rna
vita,apparecchiata a'buoní,e del—
l’eterna morte,preparar’ a’pecca—
torísil timore gliela ſommimſlre—
lodi. 2. ”Lgs-i tímmt Doha-‘numana ”in
incredibile: 'verba ílh‘ut , dice il
Sauío - Se vorrà vn Vero lume di
Dio per conoſcere, che quella..
morte gli viene per diuína diſpo—
fitione , e per gaſh'go delle ſue_
Hula:. colpe; il timore gliel’otterrà. Vo—
l' I. bi: tim mtü” oríelur J'ai hifi-'lia,
dice il Profeta Malachia-Se vorrà
vn’ allegrezu interna per cófor
marſi di buó cuor’ín quella mcr-è
te con la Díuína Volontàmttímo
mezzo ſarà ilÎtímorez Timor D0
Eccli. l !m’m' delefiaóil c” ,é- dflóií lcliñ.
1 I*
.1_…_A…
[ian-,ó- gaudìam. dice lo Spirito
’ Santo. Se‘defiderarà‘ eſſer liberato’
dz’ peccátbche potrebbonü'mpe
dlr’ll vnxbu om morte, 6c doppo
quell: la bella villa di Dlo ; chi
` _ glie:
~ Icon-'omini d mort” ;9g P

glielo potrà ottenei' meglio, ch'il


timor di Dioj, coin’egli ſleſſo lo
dice . Timor Domini expelliſ PSI‘,
totem-ll timor di Dio ſcaccia via Ibi-i'.
dall’anima ogni peccato . Cedeſi*~ 13.‘
derarà godere.- la vera ſalute del
l’anima,e l‘eterna gloria del Para
diſo z efficaciſſimo per ciò farà il
ſanto timor di Dio . Propè time”. Pfi'Sa"
, m eum filmare ifſiur . Timor io. '
Dominiglorîa, ”gloriatîih (F lfl-t anni_
liti‘, (F corona multatíonír. Hoc l lo_
com’inctedibili ſon’ ibeni , :hu
dal Santo Timor di Dio poſſono
nell’anima cagionarſi,poich’egli
è la radice di tutt'i beni; così dal
mancamento di quello ſon’indi
cibil'i mali . ch’in eſſa fi ragiona.
no, dice Bernardo i *Thurſday-'.1‘
tar; à- dçſidia cauſa ed, à- nel!” an;
omnium daliäerum; ſic :imm- Doñ. ma”
mint‘ rod-'x , à- rnfl‘” main” ſeptem
Jonoram . Poiche ninna coſa per; da”. Spiri!.
~ ordinario .è tanto vicin’à perdero' SME.
ſi, quanto quella,ch_e ſitiene ſicure
ra; nè tanto ſicura,quan‘to quella,
che con paura › e timorficonſer.
ua - Per ciò s’lrì da eſſortar'il tai
Condannato à ſpender’ il poco
tempo di vìta,che ‘glirelia, in ſar'
‘efficaci atti di conttitione, 8c datti
490 Pam l I.Ziano de Móril.
à propoſito per quel tempo , a à
non traſcurata’ in coſa, che tanto
; l‘importa*poic h’è inganno gran
dev del demonio
_ verſo,coloro,che
meritando Dm giudice , fàrchu
~ variamente lo ſperino miſericor
dioſo , come dice S. Hildeberto
topi-’accennato, Deux-,quem me—
Hilde rmtur iudicemſſpcrant miſericor—
&effici demguaſi'em” ina-”ire propitüi ,
W. z.,< mere” iaiquitntie‘ . q'updandîñ,
ma” e religioni: .: Ver-im' ”one/ì
itazneque mi” miſericordia”. Dei
‘Herman-r mali‘, quam [iii nia”
ia‘: tizia-'dè penſeranno-boni . E errore
grande penſare,ch’ilritrouar Dio
kauoreuole poſſa eſſer premio,c_a
pagamon già della religione, co
-i m’èinrealitàmà dellpeccato. Nè
conuiene , ch"i cattivi faccio’ ace
È_ quillo della DiuinaMiſertco‘rdia,
,ì 1a quale nè anco’i buoni ſi poſſo-e
_ñ'.- . no prometteredenza’timore-E ſe
i I. - li deue parimente ricordare,che
e vool’eſſer’ eternamente ſicuro,
gl’è nec eſſario, che tema; perche
temendo, queſto timore li ſerui- ‘
‘rà di ſprone penſarcon maggior
yoga]. cenato ‘quelll che già mai per il
ſu…, paſſato fece. Diſëatrtimerequi ne'
ì i! 7-4 da “1“" “mmm-:e Agoſtino, dij?”
er’lp. , ad ‘
Il
. , ‘i’ i W

, ad temp”; MſifillícíturAÌ-ì PMP-ts" .


Hulçlflì ſcarna: .

bollo .fuggcñioníronrc la Fado i a


Z ' :‘ ' ’ ‘1 ` H
gif-x; ’CÀP. 1x. p —~ `,z ,, -ſ
ñ t,
Slendo la noflra Fede Cattoì
lica fondamento di tutte le
”offre buon'opre,e la radice,co~ñ
m'inſegna S. Agoflino, e princi
pio della noſtra ſalute , ſenza la..
. quale níuno fi può ſalvare. Fidu- .v _`
:fl banana” omnium fund-mama*
tan-,human ſalutir iniiium,fino
qua ”ema poteri! 'Dr-quam ad fi—
liera” Dei ”um-rum peru-”in .~
Suole perciò il demonio , crude]
nemicoraggioní
portar del genere humino,
vapparenti ap— '
al Mo"
ribödo per rimuouerl'o d'agueſta
virtù, il quale pntrà facilmente)
pericolare, ſe darà orecchie à *gl* ‘~
argomenti , e dubbii, ch'e li fal
ſamente li proporrà. Perci deu'.
il caricatiuo Conſolator’ eſſot‘tar"
lo à chiuder gl'occhi , 6t orecchie
al nemicó›&àdire.[o vò ben mo-j
rir nella Fede , nella qual‘hò cre
duto viuendo . Nö è tempo que' .s v.“
ito di mutu* parere, e Religione, ;5:5
e
. , ,
e quando pur-foſſe di ciò tem, o.“
douela ritrouerò migliore? Qual
Fede è più autenticata da’ Marti- -
[LConſeſſor-i, huomini Sant-i, e.;
miracoli, della Cattolica P 10 ſon
sì Certo della Fede ,. che Giesù
ri - o inſegnò, che non ſolo nö
ho` già mat ammettere nel mio

veruno-Per confermatione di ciò


ſe gli potrebbe ſuggerire,cb’à trè
riducono la Sette, che ſono nel
mondo,cioè,à quella de’ Gentili,
ò,vero Pagani. a qnt-.lla de‘ Giuñ.
dei,&à quella de gl’Hereti ci .So
pra delle quali diſcorrendo ſe gli
potrebbe dimoſirare, che in ogn*
‘ vna ,di eſſe vi ſono coſe_intolera—
bune_ contrarie alla raggzone .
ti i. e Paganiflì mamſeſizmentb
contra la faggi ne ;poiche am
mette molti Dei, e tanti, che v’è
.ſtato tempo , nel qual’ing’annati
gl’huomini,& occecati dalle pro—
pfie paflionùöt inc inationi han—
e‘ traumi-ati l ”lori-ì. 403 ‘
ron’ à conoſcer’ vn ſolo Dio, fu-`
rono-pachfflimi, e di licentíoíiffi
ma vita; l Maomettani, che—ſono.
propriamente Pagani, bench'am
mettano vna ſol-a Diuinità‘; con.,
tutto ciò concedohoröz-inſeflnv
no dottrine impure, &indegnese
danno licenZa à molte ſorti di vi—
tijJl lor legislatore ſù licentioſi ſ
ſimo , 8c i ſuoi ſcritti ſon-tutti ,
.pieni di mille connadirionisu
gazziefl'ki ſuoi ſeguaciſono-bar- -
ari,crudeli,traditori`, dishonefli.
Secondariamente- La‘Setta de’
GiudeÎZ, già ſisà l che nonèpiùà
propoſito per la ſalute de gl’huo.
'mini;poi.c.‘›e nella ſic-ſſa Scrittura,
nella quale ſi conſerva la ſua leg
'› e , viene ſiabilira la noſira Santa
ig-ede , -e ſi ’maniieſta l’errprev di
quella-Et ancore-h’: Giudeiîſiano
capitali-‘Emi nemici della-Fede di , z ;
Chriſlo , per täti ſecoli l’han pur ‘
conſeruata intatta ſenZa adulte
rarla; acciò che co] lor teſtimoz
nio;e ſcritti-ſi veda, e ſtabiliſca la
verità ,.e certezza della ”olii-3.3
dottrina - E che ciò ſia vermi’ſn
catnatione
fù di ‘Giesù
profeti-leda Chriſio
da Barack non ’
in mol—

ti-luoghi . & in particolare (Lu-Ill:


o
i ,444 Paris ILAiuto de'Maríb.
347;’3; do diſſe ., Hit eflDtut ”oli-r , ò
38 ”” ;Rin-abita" ali”: aduerſu;
cui”. Hit udine”: omne”- 'vim
Jifl‘ìplinc , à- tradídi: ill-m 14;
,taò aid-Bo. ſu". Paſi bat i” una";
wifi” :R , t'a- em heat-ihih” co”
-tm-ſ-m” çfl P' Il ſuo Naſcimento
da vnîa Vergine, la ſm predica
tione,miracoli, morte tra’ ladri,e
orioſo
Iſaì. `7î. ;Eletto da Iſepolcro
iaiaPEc”nó furono
Virgo pre
:Et-'piu,
W‘ 1 t. Ò- pari-:filium . Parenti” ”rr-am
er 3 z. Wirgc orìrſuí,ó~ſp5rím [Miomap
‘F 5 3 ſuona” inſidie-*cl iii-piana . il”:
É'- ‘ ‘- operi-”mr orali' :atomo-,É- aura:
furdomm pat-61m! . Tuna/ali”,
- ſi”: ”rum flamini.”- aperta en':
lingua muiorum . E: tflmſcelera—
.tir ”put-mar cſi. Ei ”ii ſquilibri
“c-‘urìgloriefum r Il luogo del ſuo
’Naſcimento non fit in ſpirito ve
ndi”, ‘duto da Michea P E: tu Beiblmn
‘Ep/”au pari-”ln e: i” ”ihih-r
P* Iadam: le mihi {fred-'nur, gm' [it
dom-"mato" i” Iſrael , (g— egreflur
ci” ab initio , .i diebus* .curia-'lc
tir \. Il Tempo della ſua Paſſione
nonfù 'annunciato da DanielePEt `
'Damg, ſpot! ſaddam-ui” j‘exagium dna:
2.6. 'on-'dmn' Cbrii‘îur, (q- ”ö'crit ci”:
Popular‘, ”i cum ”gn-”unu :fl
l
L’Of‘, l
l
L’Officio di Ptecurſore nel gran
Battitiëazon fù preued‘uíto dIaMa- `2.'-3-1
iachia . e” ego mina e ”n.4 - - i
mm” . (a' Piaf-araba': un?” un” Tim’
fac-‘em mean! . L’Entrata inGie-,h ’ 'V "L”
ruſalemme in vn giumento non
-fù manifeſtata da ZaccariaPExa-l, Zach' v
raf-mf”- .rx-o… ;uz-14fl:- In. "-9'
flaſalem. E”: Rex :un: 'ven-'el ta'- .
bi @ſim-,(9- Saluctorzipjè pauper,
ó- aſundenrfloperpſinam, (e— ſo
per pullum _fil-'uni aſinc. La ſua”.
Vendita
~fùì per trenta
dichiarata tia-'rari,
dano-netto nom.-
e E: .p. “- ,a…., 21-

pendant”- neruda” mea”: nigi”. x "P ì - ſi ;ii-‘ALL.


:a "gti-'mala ‘Fuggita_ de’ diſoe- -î
poli non fù preuedutadal mede—
ſimo? Pen-u” palloni», ó dim”:— ld. tz:
gëtur ou”. LaCrocififfione, l'im- ’7,, …1
Du*
properij,e beſtëmieeótro elCro ſu.
cifiſſo Signore . Lo ipartimento
delle ſue veſtifl'i fiele,& aceto non ~ ‘ai‘
ci“
rr,
a,
fit profetizzdo da Dauid P Fade Pſ. 68.
.rent manu:- mean@- peder meat . U’ Pf.
Omm-r *videata: ”e .deriſèrüt ma: .7-12 ' "
loculi ſunt laóijrár mauerunt ca~
put .\ Diuijèruntſiói-m/límentu
media-ſuper 'De/Ze”; rmſſerlmtfar—v
m». Et dm’cnmt i” eſe-am ”um
fel,G‘ inſita' mea pera-cera” mej m \
..mn .~ La Reſortettmmáal $61 ', a
È‘ A “h' 1"‘.
ffl - . . v . ,n
non.;
W" `
polcro , ela Salita al Cielo,
Pſel. g. furono predette dallo lleſſo i Ego
U' ls'. dormiui &ſaper-”4: n?, ó-exur
U' 45- ”xi , quia Don-inm- ſufrepü ma.
F" 51* Quaniam ”ideft’linguenanifl‘aam
i mea” ininfèrno, nec Jubii ſa”
-' , &un; tuum vide” ccrrnptiamm`.
" dſc-”dit De”: in "IIÒÌÌOKQ' Dami
”urin "00” ”là-c . Aſcendifli ſn..
.allun- Cd piſli captiuirattmfjhlü
-u Deo . qu' afiendít ſuper calun
twſíadOrkMe”. ll Tempo della
_ Reſorrettione, ciò è . trè giorni
ì ‘ doppo la inerte‘ non fù preuedü’
Uſa-6 mld; 0132,? ‘Viuifimóittnor pel'?
3- duo': dirne? die urli” rgſufèitaàä
nor. La V-erluta dello Spirito Sanñ‘
i' ‘ › to non ²ſù pronoſÌ-ieata da‘ Ioele ,
I“z. z. da Ezecltiele,e da Geremia . Ef
,3, füdam .ſpiritum moumſupcrom—
mm u rmm, (g- propbuaöunt fili-j.
’Diari, (-7 file". ?Jahre-;ſed eb- ſo
, perfirdo:.mo‘:,ëy autiſta.: in die
ñ - ~ A” i'll-'refffiirfldäjpi'rhum’meum .
EZrc‘b. »Auſtrian-"rar lap-'drum de carne
36.26. veflrazdfîdaóa 'bob-"r rumeni-mè*
17- Spiriti-m mmm pan-tm i” medio
yu“, ”Buffa-”dom J'pi; inn» mein”
3. W”- ſemm :num/,Rò bandi-Sio.
e . mi” ”anni ' r irpem canna..
Liz—3. " Per” iam-,dale
' ’- ’J’ " " ’ ` legna
ñq 5.’ .a condannati 1 morte.
407
lege”; mia”: 1'” 'vi/Zen?” con”,
(9- in córa’e comm fin‘óam cam.
Somiglianti àquetlemolc’alrru \
Profetie ſi ritrouano ſcritte ne'ſa
cri libri,che ſin’al giorno d’hogñgi
conſeruano i Giudei,cíechí in vo
-der la luce di verità sì manifeüz ,
e queſta lor cecità ne' medeſimi
libri in più luoghi profetiZata fi
legge. Et accíò li ſcorga quant’è
Dio quella Setta diſpiaccía , fi ’ 1.2";
può ben chiaramente raccoglie
re dal vedere, che ſon già quaſi
mille cinquecento ottant’ 'anni, ,
ch'i ſuoi ſeguaci vanno afflitti ,
ramínghí , diſpreggiati , ſenz’ho
‘noreſſenzz ripumtioneſſenza ca—
po, {enza Republica . E {in dal
principio della Chieſilſhan nota
toi Santi Dottori, che cominciò
quella lor miſeria , 8c aſſicurano.
fondati nelle parole di Chriſto ,
che già mai ſi vedranno da quella
liberi. - ' xi_
La cena Setta è l’Hereſia,que-`
{là ancorchc diuíſa in canti rami ,
e` diffuſa in tante v‘ariekà d’opi
nioni , vniuetſalmente ſi concor
da con la ſanta Legge Cattolica
in vmfodíffimo fondameneoschìè
tener perveraflçextü'ämalg docs;
“"13’ i
*4o8 ?n.1 ciaoo” ' ue ”a un..
,trina, che Gie‘sù Chriſlo, e gl’A'
_ pofloli inſegnorono.Mà per mag
iormente afficurarci , che la via ,
v*cia quale la ſia
inſegna Santa Chieſa Romana
la vera,certa, o ſicu
ra, è baſtante argomento la ſua..
antichitàda ſua fermezzada ſua..
coſtanZaJa ſua vnifotmità, la ſua
Puritàd’autorità de’Martiri, Dot
tori, Veſcoui, 8t huomini illuſiri,
che l'han ſeguitato, 8t imitacoli,
con i quali Dio l’hà ſempre con—
fermato . Il che tutt'alcontrario
fi vede nell’Hereſía,iniperciò che
in tutti i rami,ne’quali è diuiſaa,
non v’è altro,che novità,incoſtá
2a,contnrietà, peſſimi' coſiumùe
total mancamento di teſtimonij
approuati. ne' quali poſſano le.:
lor ſalſe raggioni appoggiarſi .
Poiche ciaſcun ramo di quella ſi
sà, quando hebbe principio, ma
la Religion Chriſiiana,e-Cattoli
ca tita,la ſua origine da Chriſto”.
da l’A oſtoli . Tutto quel, che
- l' ere a falſamente inſegnagjfià
fondato in incredibilita : Mà del- z
la ſola nofita Santa Fede ſi può
,Pſ- a:: dir'à Dio con Dan id. Tcflimom’ñ
”a frcdiflliafafiaſhnt ”in-*a* . -I
tuo: teſtimonij , ele tue parglp, `
\\LA lo
, c c... .am—unu” u 11107231.” 409

Signore, ſi ſon-fatti ſoucrclziamë


ce credibili. E quapdo mai‘vi Foſ—
ſero Euangeliclie Scritture, e Sa—
cri Annali , che' di ciò ci aflicuraſ
' ſero, chipotrà- negare l’infiniti
miracoli, che-in confermationfl,
della Santa-noſtra Fede con pro
prij occhi vediamo , e con le no
ſtre mani ogni giorno [occhia
mmde’corpi d~e’Santi,che intatti,
e ſenza, veruna corrottione per
canti anni ficonſeruanogdiſàngue
de’Mai-tíri, cſi-‘in certe circoflan.
z’e di tempi-,e de’ luoghi ſiliquezñ
fà , ſi muoue , e bolle , come ſe di
?freſco foſſe ;ſparſo dalle lor'ver
nescom’inNapoliqueldiS.Gen~
naro tutte le volte , che à viſta ſi
.pone del Capo dclGlorioſoMar— ..Pu-ñ)

’tire , e Veſcouo San Gennaro_
Qgel di S.Giouanni Battiſia nella
fl'eſſa Città ogni volta, ch’auanti
ad eſſo ſi celebra la Meſſa della;
De;ollatione del Santo Precur ~.2 i-Lr’.
r;.~‘*ì-GL~
loſe-E quel di S.Patritia Ver inc
nipote del gran Coſiantino rn
pcradore , nella medeſima Città,
quando ſi pone all’incontro del
dente della. Santa . Di ſpecie Sa
cramentali,che miracoloſamente
ſi cppſeruano
ì . Diſagità corpclzraz
t
4m in:
li‘ ſopranaturalrnente cöceſſe‘ per
meno d’interceflioni de’ Santi . q
Di molti morti tiſuſcitati per l’o
rarione de’ Giuſti,come` diS.-Frä- v
ceſcoLSauerio della ComPagnia—v ’
` di Gíesù Glorioſo Apoſtolo del
tri) che n’hà ri uſcitaticlevinti-
l’indie(la\ciádo er breuità gl’al-î 1

cinque.Il~che—è euidentemon por ‘


ter’auuenir per opradi-Satmaſq' l
ſo,al qual'è cötrarijflìma la Chie— l
ſa Cattolica,& i ſuoi ñfiglizcom’iñn l
moltiflime coſe fl vede, Bain par- ‘
ticolare n‘e gl’eſſotcifini,che con- j
tro di'lu-iyſa . ‘ - 1
’Se ton tutte. queſte raggioni
continuaſſero nell’Infermo le té
tationi contra la Fede , ſe gli p0- i
treb’be perſuadere , che chiuda;
-gl’o’cchi à qualſiuoglia raggíon’
numana , e profellì di voler mo—
' rire nella Fede,e Religionez'nella i
ual'è viſſuto, e conſolarlo con.)
irgli , ch’in ’ſimili battaglie ſi ſo— i
no ancora ritrouati nel tempo
della lor morte molti huomini
Santiflîmi,& amiciffimi di Dio,có
'fargli fare gl’atti di Fede nota-ti
nel Capo Secondo dellaTctz-a.)
parte di queſto libro.,
Ad: `
Add-'rione per): Condannati x3
~mente dalla Gìuflíxia.
HK' ‘J 1 - .

Ncor-che; tot-te le virti‘i fiano.


nel lorzgenere merauiglio
ſe,e degnedigran lode“; con tut
to ciò la Fede ’par, che Quaſi auá—
zi tutte l’altr-e,.e frà tutte l’altre
habbiañil primo luogo; imperciò
che ella è condottiera ,e guida.),
che diuenuta capitan-a indirizza ,
6t incarnina tuttel’altre virtù per
il .diritto ſentiero dell’eterna vi..
ra. Per queſta cagione è chiamata
daÎSantiJundflmmtum primum.
Primo fondamento, perch’in lei’
ſtanno appoggiate,e fondate tut—
te tutte le Cliriſiiane virtù,neceſ
ſarie per ſaluarſ.Quíndi-è,che ſe
i’altre virtù per le loro eccellen—
ze piaccíon'à Dio,e ſonoipottnti
ad ottenere da Sua Diuina Mae—
ſtà qualche ratia ; la Fed’e ſopra
modo gl’è "cuore, o non ſolo-è
potente ad ottenere , mà non el?
ſendoie difficile Coſa alcuna , poſ—
fiede tutto quello,che crede, ch’è
lo fieſſo Dio z come dice S. Zeno—
ne . .Níbil difficile ci’? Fida‘, quae HM”.
tanta”: had”. quä’zum cycdítſhioſ de dbm
ì vçdçgdffi dementi il gran danno. bem* '
z che
che’dalla Fede‘rìcçuoho›z ſtà ſe.,
’tutti vniti ſi congiurano , per di
flruggcrla, inuitandoſi l’vn l’altro ‘
con quelle ;baroloflcòn le -quali
gl’ldum’ei cffdrtauano i Babilo
nij alla diiirurt‘iond di Gieruſa- l
e
PLUáimme . Exinan're-ex‘hah‘te-v
1 , l I ſ’:
que adfundammmm in aa‘ . Di- `
" ſtruggaſi tutt’il fondamento delſi
la Fede, perchelcoa›queſto cade—`
gli rà,~ e rouinerà tutto l’edificio delx
-' l’aitre.virtù,e vita Chriſtianaz; ?E
'ſe 'in tutt’i tempi armano‘ `quei
maligni ſpiriti grofli ſquad‘roni
contro della Fedcz nel tempo“pe-z
rò della morte molto più in par
i’ ticolare tutc’inſieme contra quel.
‘ la conſpirano.Vedendo perciò il
, caritatluo,e Zelante Conſortaro
‘ ,t re eſſer' il Condannato da tenta.
rioni contro della Fede aſſalito,&
appreſſo , deu’ eſiortarlo à far
ſpeffi, 8t efficaci atti di queſta vir
tù notati nel Capo Secondo della
i Terza parte di queſto libretto,8c
inſieme ad‘imbracciare valoroſa
mente queſto ſcudo, per poter
far con Quello faccia, e teſiſter' al
nemico , come ci inlëgnal’Apo—
‘Pb‘ſ- flolo; In om ”iöurſümëtecflutum
S' 516! fièf’ff» qua paflìlir omniá'le‘lá‘ne.
.. ?ui/:Z .
\
frñ" Feandánnaîid morte. 4t;
“A1…l‘.uga-x
,quìffimx' igma exiíngaere . Alche
potranno eſſcr di giouamento i
ſeguenti motiui . ,
Primo. Che; tutto lo sforZO del
maligno Spirito in quelle tenta A..…….‘
M*:LL-i
.tioni-contro della Fede, e tutta la
ſua[diabolicalintentione non ad
-altra coſa s’indirizzano, ch’à far
, ,gli temere più del douere la moro]
. Ètezè con queſto mezzo farlo mo
.rire ſopra modo inquieto ,ze ;di—
ſperato . Imperçiò chezficome.;
.muore conſolato,- e ſtima guada I.
;WA

gnOîPCl‘dClÎ-fluoſſî. vita-tempera,
leciti ha Vidi! Fede dell’etetna;
così `muore ſconiolatiffimoñcolui, "TL’—
E“?
AZÈÒÙH
EM!?
.'
àjcht [egli ſmotza- il lume della
Fedezdi Di0,e del Paradiſo. Per
queſta cagione S. Dionigi Areo
pagina, ponendo auanti gl’occhi
de‘Fedeli la iortcua, 8c allegre:
.za di ;anti SantiMat-tiri ne’ loro
martirij,e particolarmente di táti “
.delicati fanciulli, etenere don-
zelle ,5dice. Onde penſate,che ſi
cagionaſs’in quelli tanto giubilm
etantîallegteZZa nella lor morte?
ſe nó dalla Fede,’dclla quale era-t Dia”. x
no forte, 8t inuincibilmente ar A mp;
mati . Elmi-”ſcie ad *animano de' Di— «
waitug‘pèiómè habet, z’gjſimulti a…, N.
i S 5 tar; mi” :.7
i414 ‘Parte 11.2171410 de’Moríó.
car-ripiani' eum tamquam mente) l
cxcedmiem . Ben sà colui, che ſtà
appoggiato alla verità della Fe—
de’,ouc tieneripoſta la ſua felici—
`tà;sà quanto grandiye quanto ec-
cefl‘mi, eſmiſurati gaudij gli’ſonodl`
preparati; sà ch’è eterna-la pace, l
e tranquillitäxhe nel Cielo ſi go-
de; e sà finalmente da che felice . 1
8L auuenturata ſchiera di Beati è l
nel Paradiſo aſpettato . E Perciò
‘non gli fa paura la morte , ancor—
‘che ciò 'paia adalcuni ſciocchezä
-Biflnzi‘cpn allegro v`olrolìaſper13` i
L*ſi
*ſib
**
_’täge‘càua‘nto più da vicino la ve#
de,tanto più(merce allaFede,che
li fà Compagnia) giubila, e ſi ral—
egra. Illulirati da quello diuino `
lume della Fede quei glorioli
Martiri Macabei , 8c incliti Cam‘, a
pioni del mondo, vedendo, chu
l‘ampio Antioco ’con ‘falſe pro
meſſe J.p-:u’rauaò toglier loro dali
cuore la Fede , ò dal corpo per
"ö-ó"— meZZOde' tormëti la vita,à quel—
lo riuolri , come riferiſce &Gre—
4
gorio Nazianzenmanlmoſamen
Grega r. te gli diſſero. Ali”: mandi”- no
NR. éir e!? , omnìóyr rebus', que ovuli:
car-nun”-rjlongèfiabíimiorfflc dia
la’ t- a…~ e“…
'
m’rm’orJatr’ia autem cel-”Wi Ie ñ
a…
" i ’ fuſa
Tv u‘flauuuflſlü‘ſ d mrlè- ñ 415

ruſîalem [quam null”: Antioobu:


oóſidione ci” 'eg-quà tina r” par
'ñu-u ”051'1- po ſicari define . Ah che
ferma , e coſt’anîtemète crediamo.
che ci aſpettavo’ altro ‘mondo,
incomparabilmente più ſublime,
Tie dureuole di quello, che ſono O
~ ‘Tutte le‘co’ſe ,che con-gl’occhi del
corpoſi veggono,ch’e` quella ce.
’ſelle Gieruſalemme,vera patria;
-'de'Fedelí,-la quale non Può nèeſ—
{er giàmai offeſa , nè aſſediata da
te,Antioco,"nè da altro partuo: e
perciò ceſſa dall'impreſa, di pen‘:
ſare,che per vili‘,`e picciole proó" _ a
meſſe di vita temporalemon dico
s'habbia in noi da ſmorzare *, ?mi
nè anco vn tantino ſminuirſi il
chiaro ſplendore del vero lume
della Santa Fede. Dalle quali pa
role ſdegnatoil crude] Antioco ,
'ordinò , che foſſero con non maí
vdite ſorti—di_ tormenti martiriza-îñ
`ti.& in mezza di quelliLdiceTeo
filato Aleſſindrino. Inter buon» Th“;
”in Paradiſum animo deambulä' ñ m‘ A.
121,00”ſentieóantguodpatieóanñ lex_ ,’P,
:ui-,ſed quod Aide” eflpr’eóantTrà Pafc, 3
le varie, e ‘dinerſe maniere di tor
menti,paſl`eggiando con la mente
per il Paradiſo non ſolo non ſen: g
4. tiuaz
tin‘anoi dolorizche nel corp0 pa.
ciuano,mà erano tormentati nel- i
l’animo _al defiderio di vedere)
quebzqne lazF‘ede lor prometteua;
22, iui anſipíi iiffauano lo ſguardo ,
one-daliîali dellaf Fede Îeran *por
”intanto {timandoíi più felici, 8c
auuenturati ,quanto-'foſſero più
atroci, e crudel’i tormenti,chu
dauan loro . E con raggione;poi- `
che,ò quanto poco teme la mori
te, ancorche ſpietata, e violenta,
chi con-occhi_ di Fede fi poneat
unitamente; à guardare gl’eterni
bfenü; Q quanto volentieri ſi 13-_
ſcia 'ſpogliare della - vita del corñ'
pochi fermamente crede , che lo
› [là -vn’alrra vita aſ ettandmchu
` nell’eternirà s’hà a miſurare‘ con
invita dello ſteſſo Dio.l Con la.:
fleſſa ſaç—ilítàJ 8c allegrezu ſi la
ſcierà di quena ſpogliare,con che
filaſcjaſpogliare de’vili , e ſordi
`di flraccí , chi sà:. ch'in luogo di
, q_nellil’han,da veſtite di pretiole ‘
veſtjze Regio paludamemo. Per.
’ ciòſi potrebb’efl'ortar’il Conda
natoà ríntuzzare lefalſe ſugge
ſiioni del demonio contro della.:
Iîedgöcà fa; ſpçſiìatti di queſiti..
virçn‘ , tecniche piacerà non ſola(
,. i i. .
*v Eîcandaímaíí á mo'rteä 417
mëte à Dip, ma fermamente crei
dando ne" miſterii dellaìEede , ,8;
in quello,che tiene Dip prepara—
rqa’ Fedeli doppo qucſh vita.; ,
non haprà timer’. alcuno della.;
morte; anzi, acçettandoh “gſm
tieflzzne ringxàciarà mcg-c6 gau—
dio dizëuanczà aſhfflezzagryqnd‘e,
il SìgdorqgÈ-Conquüſtgxlunie ac
,ceſo__della Santa Fedpmengta la
San‘ca › Martire- De'menía- ſorella [u a”:
vdi S. Bibiana auancéjlPrefettAU *HTML:
.perſauqrando‘ónellfl‘ cqgfeſſxone di fl'Î-é ‘al
quelli-.z mèritò mangiar {uom’vLñ Tudcîal ®
.tin10‘fiut0,znongi'à,pçritormen- la”, da
ci, mè perilzdeſidçxío'díſuelam Virg.
…meme godere qual: abcuez. che, la ‘Rom .
Fedczl’hauea prome (I0: Lo fieſſo
auuenne al'glorioſo Martire San
{Fauñſto ſtrecco -pargnteddiçäm
. te Martiri Dafmſiue Bibianazdal
:le qùalieta Ham .pocoñptìm‘añnel—
\ la Fede ifimtm. N‘è fi-ñſnwnò già r~
, mai quefl-o ſteffoj’ifplendenie lu—
.mezìellçl Fedemell’jnuiuto Mar~
. tire San Luciano , che condanna—
to à morir di, fame nel carcerc.: , Sur. tóì
doppo‘ quattordiçígíorni , con., x.
Ban”.
iripeter_ trè volte-,Jam Chríflia to. 5.
,i ”uninfie’me con -l’vltima.voce,eſ—
,ſalò il ſuo celeſte ſpirito,più dal:
S s h
a
4:8 Per.” 'Ill-fiuto de’ Moria.
la ſame di vederſi in compagnia
delQſuo Di0,che di quella del cor.
po morto,&eſlinto . _ ~
Il‘Secondo mdtiuofgrandemë’
re gioueuole perilCondannato ,
x moleſtato da ſuggeſlioniîdeldeí
monío cötro della‘Fede, potrei);
b’eſſer’ilîp'erſuaderli, chÎil pecca
i**ñ’:-
Lei-ño’ to contro di'qùe'ſtavirtù è ilpiù
graue di tutti gl’altri peccati, Poi.
chetoglie ilmodo di ſiſorger-L:
_ z 'dalla colpanelaìvidñdiríconciliarfi
_‘ Maul', con’ Fio-‘Qui’ecrilierítfiope’r lapi
"L .3L- t‘l- dem’iflunaiìcr‘i’ff‘ingeîur, dice' Chri—
a: fio,fflper‘qqem ‘peròreciderit co”
~….' met eùmlcllii'inciamperà in~que~
‘‘ ' ſia pietra‘delia" Vera Fededi Chri
fio,ſi farà p‘ezzi; mà quello,ſopra
dçl quale Caderà, reſiarà ſminuz
Cbrrſ- 'zatbffl ridotto-’in poluere. Alina'
ó:.
_IMPH/Ì If!, diceSChriſoilomo ,‘c'onfrin
_.a4—_f,ñA‘w,
’"M“" Anliudtommiukicëc”anime-”ed
'*Ì
H"mì" -c’òſfrìngiturflliſfuid ”maneggi-od
4°‘ autemeomminiaitir . quáfiinîpul
uerem minuti-m ”unanimi-Ma- Ii
bil remamr ex eo. Colui,che cade
Ù.Lffl
sù la pietra, ben può eſſere, che,
non riceua molto nocuméto; im—l
perciò che, ancorche gli poſſa}
nuocere la pietrazin‘cuidàflon—-l
tutto ciò può eſſer sipocal’altez.l
Z.‘l
f .-— wnannaxämvfle. 41;
21 del luogo , dal quale cade , e di ›
sì poco peſo la coſa , che cade: z
ch’il nocumento ſia di poca con
ſideratione 5 mà di quella coſa ſo—
pra -di cui cade la pietra, nonëſi
cerca il tuo peſhàò i'alt‘cZZa del .
luogo‘, dal qual-Cade; imperciò
c‘h-*e il ‘peſo ſleſſo della pietra la
flritolaje riduce in poluere.-Il²che
applicando al nollro propoſito i
il mede'ſimo S-Chriſoſtomo,dide. .
@ai ſia”: , qui flop” lupi-{emen
duntPGhrfflianiîqfli credente': ín_.
Cbrìflumſtamſhpn ìpflmguaſa*
pp” prepriumfundamenmm. Si .
gm‘: da ífiirpeuamrit, non eum…,
Gbriflu: :arrampìtfid-ìpſèſè cor— "
rampümffèndmr in Cbrìflumſ hi
ſon coloro, ch’incíäpano in que
ſta-pietra? ſe non i Fede-[Li vquali',
ancorche cadanm, ſi ritrouano
pur ſopra di quella , come‘ſopra `»
d'vn ſodo, e ben fermo fondamë
to. E perciò ancorche alcun’odi
quelli pecchi , perche ritiene la
Fede-,non per quello il nocumë—
to è tale, che non poſſa, volendo,
riſorgere dal peccato.Mà colore,
ſopraxde'quali cade quella pie
tra,the~ſono quelli, che moiciiatì
dal demonio con grani tentatio ni
S 6 di
410 L’arte“; l .Anna oe Pu…, ,,_
'\
. di Fede, ſilaſciano da quelle vin
cere".c ſuperare, perche il nocu—
mento di queſti, peril peſo della
pietra, che ,cade ſopra-di loro , è
grauiffimo , è anco difficiliſſimo il
lor rimedio , 3: -è la lor rouina
probabilment—?eterna . -In queſto
ſteſſo ſenſo eſponeS-Gírolamo le
“k—:ai
‘+--ſiì
...a
-ñBud-J.
ſudette parole di Chriſto . Ah‘ud