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La scoperta di Tolfa ci porta nella Maremma laziale tra butteri, cavalli e mandrie a

pascolo libero, selle e borse.


Collocata in un ambiente collinare e selvaggio, ad un passo dal mare, al nord di
Roma, con una storia etrusca, romana, medioevale e attuale da raccontare.
Un territorio dedito all’allevamento del bestiame allo stato brado, legato ai cavalli, ai
butteri e alla lavorazione de cuoio.
Dove si respira ancora tutto il fascino arcano del mondo agreste e pastorale del Lazio
pre etrusco e pre romano.
Questo e’ il genius loci di Tolfa, la sua anima autentica!

La tradizione tolfetana della lavorazione del cuoio e’ una cultura da custodire e


promuovere per ridare a questo territorio una parte essenziale della sua identita’
storica.
Merita l’istituzione di una fiera che coinvolga e attiri artigiani locali del settore,
regionali ed extra regionali in un mercato e mostra e manufatti di selleria e in cuoio
delle botteghe artigiane.

LA FAMIGLIA BARTOLOZZI E L’ARTIGIANATO DEL CUOIO A TOLFA


Per individuare l’origine della lavorazione del cuoio a Tolfa occorre tornare indietro
giusto di un secolo, nel 1919.
E’ in quell’anno che Bartolozzi Giuseppe, detto Mastropeppe, proveniente dal
viterbese si trasferisce a Tolfa, spinto dalle richieste di lavoro.
Uomo generoso, accoglie alla mensa della sua casa persone bisognose del paese e
ospita una madre vedova con un figlio, sfollati a Tolfa da Civitavecchia, colpite da
bombardamenti dell’ultima guerra mondiale.
Morta la madre, adotta il figlio Pietro sino alla maturita’ e indipendenza di vita.
La sua abilita’ di sellaio, perfezionata in America, crea manufatti di selleria originali,
tra cui spicca la sella tolfetana, che costituiscono a tutt’oggi la specificita’ del cuoio
tolfetano.
La tradizione viene poi mantenuta dai suoi figli, Antonio, Augusto, Ernesto e
Valeriano. Oggi viene continuata dal nipote Lamberto e dalla figlia Valeria.

Forse un giorno la Comunita’ Tolfetana avvertira’ l’opportunita’ di allestire uno


spazio museale per raccontare le origini di questa tradizione che tanta rinomanza ha
dato al paese. Ricostruendo la storia a memoria del futuro, illustrando tecniche e
arnesi di lavorazione, esponendo i manufatti che hanno accompagnato il lavoro di
contadini e allevatori di bestiame non solo di questo territorio.
Accanto non puo’ mancare la narrazione espositiva del cavallo tolfetano prodotto
evolutivo unico e specifico dell’ambiente biologico dei Monti della Tolfa.
Compagno di fatiche e di svago dei tolfetani per il quale Mastropeppe, maestro
sellaio, ha saputo creare mezzi indispensabili all’antico lavoro della terra.

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