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Vincenzo Scimeca

imPiAnTi fOTOvOlTAici – dAl SOPrAlluOgO AllA reAlizzAziOne

ISBN 13 978-88-8207-342-8
EAN 9 788882 073428

Formulari & Guide, 14


Prima edizione, marzo 2010

Scimeca, Vincenzo <1976->


Impianti fotovoltaici : dal sopralluogo alla realizzazione / Vincenzo Scimeca.
– Palermo : Grafill, 2010.
(Formulari ; 14)
ISBN 978-88-8207-342-8
1. Impianti solari – Progettazione.
621.31244 CDD-21 SBN Pal0224079
CIP – Biblioteca centrale della Regione siciliana “Alberto Bombace”

© GRAFILL S.r.l.
Via Principe di Palagonia, 87/91 – 90145 Palermo
Telefono 091/6823069 – Fax 091/6823313
Internet http://www.grafill.it – E-Mail grafill@grafill.it
Finito di stampare nel mese di marzo 2010
presso Officine Tipografiche Aiello & Provenzano S.r.l. Via del Cavaliere, 93 – 90011 Bagheria (PA)
Tutti i diritti di traduzione, di memorizzazione elettronica e di riproduzione sono riservati. Nessuna parte di questa
pubblicazione può essere riprodotta in alcuna forma, compresi i microfilm e le copie fotostatiche, né memorizzata tramite
alcun mezzo, senza il permesso scritto dell’Editore. Ogni riproduzione non autorizzata sarà perseguita a norma di legge.
Nomi e marchi citati sono generalmente depositati o registrati dalle rispettive case produttrici.
INDICE

Indice

§ Presentazione ............................................................................................ p. 7

§ Introduzione ............................................................................................... ˝ 9

§ CAPITOLO 1
FONDAMENTI GENERALI E PRINCIPIO DI FUNZIONAMENTO .......... ˝ 13
1.1. La radiazione solare............................................................................ ˝ 13
1.2. Il principio fotovoltaico ....................................................................... ˝ 14
1.3. Il processo produttivo ......................................................................... ˝ 17
1.4. Tecnologia: silicio monocristallino, policristallino, amorfo.................. ˝ 18
1.5. Modulo fotovoltaico ............................................................................ ˝ 20
1.6. Inverter ................................................................................................ ˝ 25
1.7. Impianto fotovoltaico isolato “stand alone”........................................ ˝ 29
1.8. Impianto fotovoltaico connesso alla rete “grid connected” ............... ˝ 34

§ CAPITOLO 2
PROGETTAZIONE E DIMENSIONAMENTO............................................ ˝ 37
2.1. Il sopralluogo ...................................................................................... ˝ 37
2.2. Dimensionamento di un sistema fotovoltaico .................................... ˝ 41
2.3. Componenti di un sistema fotovoltaico .............................................. ˝ 44
2.4. Messa a terra ...................................................................................... ˝ 50
2.5. Protezione dai fulmini.......................................................................... ˝ 51
2.6. Le fasi progettuali ............................................................................... ˝ 53
2.7. Autorizzazioni e permessi ................................................................... ˝ 56
2.8. Dimensionamento mediante software:
i configuratori ...................................................................................... ˝ 56

§ CAPITOLO 3
MONTAGGIO E MESSA IN SERVIZIO DI UN IMPIANTO:
CASO PRATICO......................................................................................... ˝ 59
3.1. Montaggio di un impianto da 4,8 kWp .............................................. ˝ 59

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 3


INDICE

3.2. Montaggio delle strutture di supporto ................................................ p. 60


3.3. Montaggio dei moduli......................................................................... ˝ 62
3.4. Lavorare in sicurezza sulle coperture ................................................. ˝ 64
3.5. Posa dei cavi in corrente continua...................................................... ˝ 65
3.6. Quadri elettrici: cablaggio e posa in opera ........................................ ˝ 67
3.7. Montaggio e collegamento dell’inverter ............................................ ˝ 69
3.8. Allaccio alla rete elettrica e attivazione dell’impianto ........................ ˝ 72
3.9. Collaudo, gestione e manutenzione .................................................. ˝ 74

§ CAPITOLO 4
CONSIDERAZIONI ECONOMICHE:
PROGRAMMI DI INCENTIVAZIONE E FINANZIAMENTI ....................... ˝ 77
4.1. Considerazioni economiche ed ambientali ........................................ ˝ 77
4.2. Perché promuovere il fotovoltaico ...................................................... ˝ 77
4.3. Il mercato fotovoltaico in Italia: opportunità e sviluppo ...................... ˝ 78
4.4. Il sistema di incentivazione: il nuovo “Conto Energia” ....................... ˝ 79
4.5. I costi di un impianto fotovoltaico
ed il ritorno economico dell’investimento ........................................... ˝ 82
4.6. L’assicurazione dell’impianto: polizze assicurative “all risk” ............. ˝ 86
4.7. Contratto di manutenzione e gestione .............................................. ˝ 86
4.8. Finanziamenti per gli impianti fotovoltaici........................................... ˝ 87

§ CAPITOLO 5
COME PREDISPORRE UNA PRATICA:
ITER REALIZZATIVO ................................................................................. ˝ 89
5.1. Principali norme .................................................................................. ˝ 89
5.2. Iter di realizzazione di un impianto fotovoltaico.................................. ˝ 89
5.3. Le autorizzazioni ................................................................................. ˝ 90
5.4. Connessione alla rete elettrica ........................................................... ˝ 92
5.5. Misura dell’energia elettrica e contratti............................................... ˝ 92
5.6. Officina elettrica .................................................................................. ˝ 94
5.7. Richiesta incentivo in conto energia................................................... ˝ 94

§ APPENDICE LEGISLATIVA

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO – DECRETO 19 FEBBRAIO 2007


Criteri e modalità per incentivare la produzione di energia elettrica
mediante conversione fotovoltaica della fonte solare, in attuazione
dell’articolo 7 del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387 ................. ˝ 101

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO – DECRETO 2 MARZO 2009


Disposizioni in materia di incentivazione della produzione di energia
elettrica mediante conversione fotovoltaica della fonte solare .................... ˝ 117

4 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


INDICE

DELIBERA ARG/ELT 1/2009


Attuazione dell’articolo 2, comma 153, della Legge n. 244/2007
e dell’articolo 20 del decreto ministeriale 18 dicembre 2008,
in materia di incentivazione dell’energia elettrica
prodotta da fonti rinnovabili tramite la tariffa fissa onnicomprensiva
e di scambio sul posto ............................................................................... p. 119

DELIBERA ARG/ELT 33/2008


Condizioni tecniche per la connessione alle reti di distribuzione
dell’energia elettrica a tensione nominale superiore ad 1 kV ...................... ˝ 127

DELIBERAZIONE 3 GIUGNO 2008 – ARG/ELT 74/2008


Testo integrato delle modalità e delle condizioni tecnico-economiche
per lo scambio sul posto (TISP) .................................................................. ˝ 132

DELIBERAZIONE 23 LUGLIO 2008 – ARG/ELT 99/2008


Testo integrato delle condizioni tecniche ed economiche
per la connessione alle reti elettriche con obbligo di connessione di terzi
degli impianti di produzione di energia elettrica
(Testo integrato delle connessioni attive – TICA) ........................................ ˝ 139

DELIBERA ARG/ELT 150/2008


Ulteriori disposizioni in materia di misura dell’energia elettrica prodotta
da impianti di generazione e in materia di misura dell’energia elettrica
prodotta e immessa da impianti di produzione Cip n. 6/1992..................... ˝ 147

DELIBERA ARG/ELT 161/2008


Modificazione della Deliberazione dell’Autorità per l’energia elettrica
e il gas 13 aprile 2007, n. 90/2007, in materia di incentivazione
della produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici ....................... ˝ 150

DELIBERA ARG/ELT 184/2008


Disposizioni transitorie in materia di scambio sul posto
di energia elettrica ....................................................................................... ˝ 152

DELIBERA N. 88/2007
Disposizioni in materia di misura dell'energia elettrica prodotta
da impianti di generazione .......................................................................... ˝ 154

DELIBERA N. 89/2007
Condizioni tecnico-economiche per la connessione di impianti
di produzione di energia elettrica alle reti elettriche con obbligo
di connessione di terzi a tensione nominale minore o uguale ad 1 kV........ ˝ 161

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 5


INDICE

DELIBERA N. 90/2007
Attuazione del decreto del Ministro dello Sviluppo Economico, di concerto
con il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
19 febbraio 2007, ai fini dell’incentivazione della produzione
di energia elettrica mediante impianti fotovoltaici ........................................ p. 172

§ GUIDA ALL’INSTALLAZIONE E ALL’USO DEL SOFTWARE


Introduzione................................................................................................. ˝ 177
Requisiti minimi hardware e software ......................................................... ˝ 177
Richiesta della “password utente” .............................................................. ˝ 178
Procedura per l’installazione del software .................................................. ˝ 178
Procedura per la registrazione del software ............................................... ˝ 179
Procedura per l’utilizzo del software ........................................................... ˝ 179

§ BIBLIOGRAFIA.......................................................................................... ˝ 181

6 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


Presentazione

Questo libro vuole essere una guida pratica alla realizzazione di sistemi solari foto-
voltaici e fornire quelle nozioni necessarie per costruire impianti fotovoltaici corretta-
mente funzionanti. Con questo obiettivo, dopo una breve trattazione sui principi gene-
rali di funzionamento di un sistema fotovoltaico, sono stati affrontati gli aspetti tecnico-
pratici ovvero le fasi del sopralluogo, del corretto dimensionamento, della progettazio-
ne e delle relative istanze ed autorizzazioni.
Per dare al testo un taglio pratico, sono state illustrate dettagliatamente le varie fa-
si di realizzazione di un impianto fotovoltaico traendo spunto da un caso reale: un im-
pianto fotovoltaico da 4,8 kWp al servizio di un’abitazione privata, realizzato nel 2007
in provincia di Palermo e già incentivato ai sensi del decreto ministeriale 19 febbraio
2007, il decreto che dispone le tariffe incentivanti definito anche “conto energia”.
L’impianto fotovoltaico è stato realizzato dalla Enersystems Srl, azienda siciliana che
da qualche anno opera attivamente nel settore, ed è stato uno dei primi impianti della
provincia di Palermo ad essere entrato in esercizio ai sensi del nuovo conto energia.
Sono stati trattati anche i programmi di incentivazione e gli aspetti economici ed
ambientali legati alla realizzazione dei sistemi fotovoltaici.
Per una rapida consultazione il testo è stato suddiviso in cinque parti principali:
1. Fondamenti generali e principio di funzionamento.
2. Progettazione e dimensionamento.
3. Montaggio e messa in servizio di un impianto: caso pratico.
4. Considerazioni ambientali ed economiche.
5. Come predisporre una pratica: iter realizzativo
Il CD-ROM allegato riporta i principali riferimenti legislativi, utilissime schede di rac-
colta dati per i sopralluoghi, modulistica relativa alla richiesta di connessione, modelli
per le istanze di autorizzazione, schemi elettrici in formato cad per un pronto utilizzo ed
una copia di progetto preliminare di un impianto. Lo scopo è stato quello di mettere a
disposizione degli operatori, dei tecnici e dei progettisti del settore, informazioni preci-
se necessarie alla progettazione ed all’installazione di impianti fotovoltaici realizzati a
regola d’arte.
Ing. Vincenzo Scimeca
Amministratore e Direttore Tecnico ENERSYSTEMS s.r.l.

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 7


Introduzione

Energia, un termine oggi assai discusso, argomento frequentemente trattato dai


quotidiani internazionali, da svariate trasmissioni televisive e anche oggetto di dibattiti
politici.
L’energia assume varie forme e, tra queste, l’energia elettrica ha una rilevanza pri-
maria nell’attuale contesto socio-culturale ed economico di una civiltà industriale e in-
formatizzata.
L’industria di produzione e distribuzione dell’energia elettrica ha avuto inizio dopo
l’invenzione della lampada ad incandescenza (1879) ed ha assunto in seguito un tale
sviluppo da acquisire una posizione di prim’ordine, segnando in poco meno di cento
anni il passaggio da una civiltà prettamente agricola ad una civiltà industriale sempre
più sofisticata.
L’energia ha assunto forme sempre più potenti, e dai primi impianti (Edison) in cor-
rente continua, che avevano basse potenze e servivano principalmente piccole reti per
l’illuminazione, si è passati da poche decine di chilowatt alle migliaia attuali, grazie al-
l’entrata in uso della corrente alternata che già dal 1910 portò ad un notevole progres-
so nella potenza degli impianti.
Nel contesto internazionale l’Italia fu la prima fra le nazioni europee ad avere un im-
pianto di produzione e distribuzione di energia elettrica per l’illuminazione sia pubblica
che privata (Edison) e nel 1883, appena un anno dopo che a New York entrava in eser-
cizio la centrale di Pearl Street, a Milano sorgeva la centrale elettrica di Santa Rade-
gonda. Nel 1892 sorgeva invece la centrale idroelettrica di Tivoli (Roma), primo esem-
pio di sfruttamento delle risorse rinnovabili e che in quegli anni si ritenne potesse inten-
sificare il processo di industrializzazione.
Enormi passi sono stati compiuti da quel periodo, creando centrali sempre più po-
tenti e permettendo all’umanità di compiere grandi progressi in tutti i campi. L’evolu-
zione delle civiltà è direttamente legata all’energia e le nazioni più sviluppate sono in-
fatti quelle che oggi ne consumano maggiormente. Questo aumentato fabbisogno
energetico si è tradotto nel corso degli anni nell’utilizzo sempre più massiccio dei
combustibili fossili che hanno permesso di rispondere all’aumentata richiesta energe-
tica, tra cui il petrolio, combustibile fossile per eccellenza e divenuto principale fonte
per la produzione di energia elettrica e per tutto il settore dei trasporti.

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 9


INTRODUZIONE

Il petrolio rappresenta oggi la principale fonte di energia. Non è un’esagerazione, le


scelte passate hanno fatto si che il petrolio diventasse di vitale importanza per ogni co-
sa cha facciamo. Il 90% di tutti i trasporti terrestri, aerei e marittimi utilizzano il petrolio;
il 95% dei prodotti che troviamo nei negozi richiede l’utilizzo del petrolio.
Nel mondo oggi si consumano più di 80 milioni di barili di petrolio al giorno e que-
sta cifra sta rapidamente crescendo e continuerà a farlo nei prossimi anni.
Diversi studi condotti in materia nel corso degli ultimi anni hanno portato a risultati
e pareri discordanti circa il picco di produzione di petrolio, ovvero il periodo in cui la ri-
chiesta sarà maggiore della produzione. Nonostante i pareri discordanti, un fattore co-
mune lega questi diversi gruppi scientifici, cioè che il petrolio, come tutti i combustibili
fossili, è una fonte esauribile e pertanto destinato a finire.
Per non parlare del riscaldamento globale e dei cambiamenti climatici in atto, pro-
blemi ormai scientificamente riconosciuti a livello mondiale. Infine la concentrazione
delle riserve petrolifere in zone del pianeta che presentano un’elevata instabilità politi-
ca e che per la loro posizione geo-politica potrebbero rappresentare una seria minac-
cia in un futuro prossimo, visto il totale controllo delle maggiori riserve e l’indiscutibile
dipendenza petrolifera in cui riversano tutti i paesi industrializzati.
A questo punto il mondo scientifico e politico si stanno seriamente interrogando in
merito alla questione, e seppur con varie sfumature e pregiudizi, stanno affrontando in
maniera determinata il problema.
È indiscutibile infatti che i combustibili fossili non potranno da soli rappresentare il
futuro energetico mondiale, e per quanto stime alquanto ottimistiche riferiscano riser-
ve (petrolio, gas, carbone) sufficienti per i prossimi 50-80 anni, è chiaro che già da og-
gi occorre investire nella ricerca e nello sviluppo di nuove forme di energia alternativa,
perché lo sviluppo e l’utilizzazione su larga scala di nuove tecnologie richiedono dei
tempi non indifferenti.
È lecito certamente domandarsi se oggi sia possibile una riconversione a fonti
energetiche alternative, senza tuttavia abbandonare il livello di comfort e di qualità del-
la vita che si è raggiunto grazie al progresso tecnologico.
Le fonti rinnovabili possono rappresentare una valida alternativa di supporto al si-
stema energetico attuale e tra queste il fotovoltaico, una tecnologia ormai matura e
consolidata. La Germania è stata la nazione capofila in questo settore a mettere a
punto un programma di incentivazione che è stato poi copiato da molti altri paesi co-
me Spagna, India, Cina, Usa che nell’ultimo anno hanno avviato una seria politica di
sviluppo in questo settore. Anche l’Italia nel 2007 ha avviato un programma di incenti-
vazione (Conto Energia) che ha avuto un concreto sviluppo, confermato nel 2008 e nel
2009 e che sta facendo registrare numeri impressionanti: migliaia di impianti fotovoltai-
ci vengono collegati ogni mese alla rete elettrica. Il sistema di incentivazione è definito
appunto “Conto Energia” e fa parte di un programma europeo finalizzato a favorire la
diffusione degli impianti fotovoltaici attraverso un incentivo che viene riconosciuto in
relazione alla quantità di energia elettrica prodotta. La funzione dell’incentivo è quella
di accelerare il ritorno economico dell’investimento che può essere calcolato tra i 5 e i
9 anni a seconda di alcuni fattori, tra cui l’orientamento, l’inclinazione dell’impianto ri-

10 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


INTRODUZIONE

spetto al sole, il costo iniziale dell’impianto e soprattutto la localizzazione geografica,


ad esempio per gli impianti realizzati in Sicilia il ritorno dell’investimento può essere
calcolato tra i 5 e i 7 anni. Questi incentivi vengono riconosciuti per un periodo di 20
anni (mediante contratto sottoscritto con il GSE: Gestore dei Servizi Elettrici) a chi in-
stalla un nuovo impianto fotovoltaico collegato alla rete elettrica. I vantaggi del Conto
Energia non si limitano alla sola tariffa incentivante, a questa infatti va sommato il ri-
sparmio che si ottiene dall’autoconsumo di energia elettrica. Il Conto Energia italiano,
in termini di rendimento economico, è considerato dagli operatori del settore il miglio-
re incentivo tra i paesi europei.
Il fotovoltaico oggi, pur non rappresentando l’unica alternativa, potrà certamente
contribuire allo sviluppo di nuove tecnologie nel campo delle energie rinnovabili, nel
contempo potrà favorire la creazione di nuovi posti di lavoro e costituire una risposta
concreta al problema di uno sviluppo economico sostenibile, uno “sviluppo che sod-
disfi i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future
di soddisfare i propri bisogni”.

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 11


Capitolo 1

Fondamenti generali e principio di funzionamento

1.1. La radiazione solare


Il sole, come tutti i corpi caldi, emette una radiazione elettromagnetica chiamata ra-
diazione solare, che scaturisce dai processi di fusione dell’idrogeno contenuto nello
stesso. La radiazione solare costituisce il combustibile principale di tutti i processi vita-
li del pianeta terra.
La potenza della radiazione elettromagnetica incidente sull’unità di superficie pren-
de il nome di irraggiamento solare che può essere misurato con appositi strumenti (pi-
ranometro o solarimetro).
L’irraggiamento solare all’esterno dell’atmosfera prende il nome di costante solare
ed è pari a 1367 watt al metro quadro (W/m2). Nell’attraversare l’atmosfera terrestre la
radiazione solare si attenua venendo in parte dispersa ed in parte assorbita. La radia-
zione che giunge al suolo è quindi la risultante di una componente diretta, di una diffu-
sa e di una riflessa (figura 1).

Figura 1. La radiazione solare

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 13


CAPITOLO 1

D’inverno la componente diffusa è molto maggiore di quella diretta e su base an-


nua può arrivare a rappresentare circa il 50% della radiazione solare globale. La radia-
zione riflessa dipende dal coefficiente di albedo (coefficiente di riflessione), che è fun-
zione dell’ambiente circostante (asfalto, erba, ecc.). L’intensità della radiazione solare
al suolo dipende inoltre dall’angolo di inclinazione della radiazione stessa (vedi figura
1) e quindi dalla localizzazione geografica (latitudine, longitudine). La radiazione sola-
re varia quindi in funzione dell’orientamento e dell’inclinazione. Per massimizzare
l’energia captata nell’arco dell’anno, con riferimento alle latitudini italiane, l’angolo di
inclinazione ottimale è di 30° con orientamento a sud. Nella figura 2 è riportato lo sco-
stamento percentuale dell’irraggiamento solare al variare dell’inclinazione e dell’orien-
tamento cardinale.

ORIENTAMENTO INCLINAZIONE (orizzontale = 0° – verticale = 90°)


Sud = 0°
0° 15° 30° 45° 60° 75° 90°
Est/Ovest = 90°
0° 0,89 0,97 1,00 0,99 0,93 0,83 0,69
15° 0,89 0,96 1,00 0,98 0,93 0,83 0,69
30° 0,89 0,96 0,99 0,97 0,92 0,82 0,70
45° 0,89 0,94 0,97 0,95 0,90 0,81 0,70
60° 0,89 0,93 0,94 0,92 0,87 0,79 0,69
75° 0,89 0,91 0,91 0,88 0,83 0,76 0,66
90° 0,89 0,88 0,87 0,83 0,78 0,71 0,62

Figura 2. Energia solare al variare dell’orientamento e dell’inclinazione (fonte Enerpoint)

1.2. Il principio fotovoltaico


La conversione diretta dell’energia della radiazione solare in energia elettrica, rea-
lizzata con la cella fotovoltaica, utilizza il fenomeno fisico dell’interazione della radia-
zione luminosa con gli elettroni di valenza nei materiali semiconduttori, denominato
appunto effetto fotovoltaico. Qualunque sia il materiale impiegato (silicio o altro), il
meccanismo con cui la cella trasforma la luce solare in energia elettrica è sempre lo
stesso. Per semplicità si considera il caso in cui la cella fotovoltaica sia costituita da si-
licio cristallino: normalmente l’atomo di silicio possiede 14 elettroni, 4 dei quali sono
elettroni di valenza, che quindi possono partecipare alle iterazioni con gli altri atomi,
sia di silicio sia di altri elementi. Due atomi affiancati di un cristallo di silicio puro, han-
no in comune una coppia di elettroni, uno dei quali appartenente all’atomo considera-
to e l’altro appartenente all’atomo vicino (figura 3).
Esiste quindi un forte legame elettrostatico fra un elettrone e i due atomi che esso
contribuisce a tenere uniti. Tale legame può essere però spezzato da una certa quanti-
tà di energia: se l’energia fornita è sufficiente, l’elettrone viene portato ad un livello ener-

14 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


FONDAMENTI GENERALI E PRINCIPIO DI FUNZIONAMENTO

getico superiore (banda di conduzione), dove è libero di spostarsi, contribuendo così al


flusso di elettricità. Quando passa alla banda di conduzione, l’elettrone si lascia dietro
una “buca”, cioè una lacuna dove manca un elettrone. L’elettrone vicino può andare fa-
cilmente a riempire la buca, scambiandosi così di posto con essa. Per sfruttare l’elettri-
cità, occorre creare un moto continuo di elettroni (e quindi di buche), ovvero una corren-
te mediante un campo elettrico interno alla cella. Il campo si realizza con particolari trat-
tamenti fisici e chimici, creando un eccesso di atomi caricati positivamente in una parte
del semiconduttore, ed un eccesso di atomi caricati negativamente nell’altra parte.

Figura 3. Struttura atomica di una cella di silicio (fonte www.ecojoule.it)

Tale condizione si ottiene, in pratica, immettendo piccole quantità di atomi di boro


(carichi positivamente) e di fosforo (carichi negativamente) nel reticolo di silicio, ovve-
ro effettuando il “drogaggio” del semiconduttore (figura 4).

Figura 4. Drogaggio del silicio con atomi di boro e di fosforo (fonte www.ecojoule.it)

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 15


CAPITOLO 1

L’attrazione elettrostatica fra le due specie atomiche crea un campo elettrico fisso
che dà alla cella la struttura detta “a diodo”, in cui il passaggio della corrente, costitui-
ta da portatori di carica liberi, gli elettroni, è ostacolato in una direzione e facilitato in
quella opposta. L’incidenza della radiazione solare causa la separazione delle cariche
elettriche positive e negative presenti nella giunzione, generando una differenza di po-
tenziale, per cui chiudendo il circuito con un carico elettrico, si genera un passaggio di
corrente elettrica (figura 5).

Figura 5. Giunzione p-n (fonte www.tuttotetto.it)

Si tenga presente inoltre che solo una parte dello spettro solare a livello del suolo
risulta utile per la conversione fotovoltaica (vedi figura 6): l’energia solare convertibile
teoricamente in energia elettrica è pari al 44% circa.

Figura 6. Spettro solare (www.newenergysnc.it)

Nella pratica poi l’efficienza di una cella è di appena il 14-18% in quanto una ulte-
riore parte della radiazione solare non ha energia sufficiente per penetrare all’interno
della cella. L’efficienza della cella dipende inoltre anche dal tipo di silicio (monocristal-
lino, policristallino, amorfo, ecc.).

16 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


FONDAMENTI GENERALI E PRINCIPIO DI FUNZIONAMENTO

1.3. Il processo produttivo


Come si è già detto il silicio cristallino è il materiale semiconduttore maggiormente
usato per la produzione di celle fotovoltaiche anche se presenta elevati costi di produ-
zione. Le tecniche industriali permettono di produrre due diverse tipologie di silicio:
monocristallino e policristallino. La tecnica maggiormente utilizzata per la produzione
dei singoli cristalli di silicio da materiale fuso è la tecnica Czochralski. Introdotta nei si-
stemi produttivi industriali agli inizi degli anni ’50, tale tecnica permette di ottenere
blocchi di silicio di estrema purezza a forma di cilindro. Il processo prende il nome dal
ricercatore polacco Jan Czochralski, che lo scoprì nel 1916 mentre stava studiando la
cristallizzazione dei metalli.
L’apparato utilizzato per tale tecnica (figura 7) è costituito principalmente da una
fornace con un crogiolo di silicio puro fuso nel quale viene immerso un “seme” mono-
cristallo di silicio che, dopo essere stato posto a contatto con la miscela fusa, viene
successivamente estratto e lentamente raffreddato. La solidificazione genera un mo-
nocristallo di grandi dimensioni (figura 8).

Figura 7. Tecnica Czochralski Figura 8. Monocristallo di silicio (fonte globalwarming)

Il seme monocristallino è, in pratica, una bacchetta con sopra un sottile strato di si-
licio in forma monocristallina. Gli atomi di silicio fuso, a contatto con il seme monocri-
stallino, si orientano secondo il reticolo atomico della struttura del silicio; si tratta di un
processo simile alla formazione di un cristallo di quarzo, ma con la differenza che in
natura un cristallo di quarzo si forma in milioni di anni, mentre con questo processo di
laboratorio un “pane” di silicio monocristallino si ottiene in pochi giorni.
Al termine del processo il materiale ha la forma di un lingotto cilindrico del diametro
di 10-12,5 centimetri, lunghezza di un metro ed appare di colore grigio. Il cristallo vie-
ne quindi tagliato mediante un disco diamantato per ottenere fette (wafers) dal diame-
tro di 10-12,5 centimetri e dello spessore di 200 mm.

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 17


CAPITOLO 1

Figura 9. Wafer di silicio (fonte digilander)

La conversione dei wafers in celle fotovoltaiche finite avviene in tre fasi:


– una tessitura chimica della superficie per produrre piramidi che riducono la per-
dita di energia per riflessione;
– drogaggio, ovvero formazione di una giunzione p-n mediante aggiunta alle cel-
le delle impurità desiderate ad alta temperatura, in genere fosforo e boro;
– l’ultima fase è la metallizzazione della cella, cioè l’applicazione sul fronte e sul
retro, di contatti metallici.
Dopo che le celle sono prodotte singolarmente, vengono interconnesse usando
strisce metalliche come interconnettori. Per ovvi problemi di costo, nel corso degli an-
ni sono stati sviluppati alcuni materiali alternativi al silicio monocristallino.
Un materiale alternativo è il silicio policristallino, la cui tecnica di produzione è il
Wacher ingot facturing process (WICP), invece del metodo Czochralski.
Il WICP usa due differenti contenitori per la fusione e la ricristallizzazione. Il proces-
so consiste nel fondere il silicio precedentemente purificato in un crogiolo al quarzo e
di porlo, dopo la fusione, in uno stampo preriscaldato. Dopo un processo di solidifica-
zione si ottiene un “pane” di 150-200 chilogrammi. Questo blocco solidificato viene ta-
gliato con lastre seganti in lingotti con forma di parallelepipedo e successivamente in
wafers (o substrati) di spessore di circa 300 mm. Seguiranno le fasi precedentemente
descritte per la conversione di questi wafers in celle.

1.4. Tecnologia: silicio monocristallino, policristallino, amorfo


Nel paragrafo precedente si è trattato brevemente dei processi produttivi per la
realizzazione di celle al silicio. In questo paragrafo vengono trattate le principali tecno-
logie in uso attualmente disponibili sul mercato e quelle in fase di studio.
Sulla base di questo materiale, il silicio appunto, si distinguono fondamentalmente
tre diverse categorie di celle (figura 11):
– celle in silicio monocristallino;
– celle in silicio policristallino;

18 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


FONDAMENTI GENERALI E PRINCIPIO DI FUNZIONAMENTO

– celle a film sottile: silicio amorfo, diseleniuro di rame e indio (CIS), tellurio di
cadmio (CdTe), arseniuro di gallio (GaAs).
Attualmente circa il 93% della produzione mondiale è costituita dai moduli in silicio
cristallino. La quota di mercato delle celle a film sottile è del 6,2% circa, di cui il 4,5% si
riferisce alle celle in silicio amorfo ed il restante 1,7% alle altre tipologie (diseleniuro di
rame e indio, tellurio di cadmio, ecc.).
I materiali vengono poi classificati in base alla loro efficienza. Di seguito si riporta
una tabella riepilogativa (figura 10) sull’efficienza dei moduli (rendimento) e sulla su-
perficie necessaria per l’installazione di 1 kWp (chilowatt di picco) in funzione del tipo
di materiale utilizzato.

Materiale della cella Efficienza del modulo Superficie necessaria per 1 kwp
Monocristallino 11-16% 7-9 m2
Policristallino 8-12% 9-11 m2
Diseleniuro di rame e indio 6-8% 11-13 m2
Amorfo 4-7% 16-25 m2

Figura 10. Tabella riepilogativa dei tipi di celle attualmente in commercio

Come si può notare i moduli in silicio monocristallino e policristallino hanno mag-


giori efficienze anche in termini di minore spazio occupato, il che è particolarmente ap-
prezzabile nelle applicazioni in ambito residenziale dove la disponibilità di superficie
spesso è limitata. Le celle a film sottile in diseleniuro di rame e indio (CIS) o in tellurio
di cadmio (CdTe) rappresentano oggi una buona alternativa al silicio, anche se di-
spongono di un’efficienza minore. A fronte della necessità di una maggiore superficie
utile, le suddette celle a film sottile hanno alcuni vantaggi rispetto alle celle in silicio cri-
stallino, cioè di tollerare meglio gli ombreggiamenti e di essere meno influenzate dalla
temperatura (a tal proposito vedasi paragrafo 1.5.).
Le celle in silicio amorfo sono realizzate in silicio non in forma cristallina e quindi
privo di una struttura regolare. Queste celle presentano pertanto una bassa efficienza,
dell’ordine del 4-7% e sono quelle che in genere vengono usate per il funzionamento
di calcolatrici tascabili e orologi da polso. Il processo di produzione della cella in silicio
amorfo prevede il deposito tramite vapori di silicio su una lastra di supporto in vetro.

Figura 11. Cella in silicio amorfo, monocristallino e policristallino (fonte Enel)

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 19


CAPITOLO 1

Infine, a seconda delle esigenze di montaggio esistono in commercio moduli con o


senza cornice e moduli cosiddetti vetro-vetro per integrazione architettonica ed appli-
cazioni di vario genere.
Nella tabella seguente (figura 12) si riportano in sintesi quelle che sono le tecnolo-
gie allo stato attuale e le fasi di sviluppo delle stesse.

Efficienza

Tipo di cella Struttura Singole celle Stadio di sviluppo


(modello Modulo
di laboratorio)
Silicio monocristallino Struttura omogenea 24% 13-17% Produzione industriale
monocristallo
Silicio policristallino Struttura parzialmente 18% 11-15% Produzione industriale
omogenea
Silicio amorfo Gli atomi sono 11-12% 5-8% Produzione industriale
disposti in modo
irregolare, tecnologia
del film sottile
Arseniuro di gallio Celle cristalline 25% * Prodotte
esclusivamente per
applicazioni speciali
Diseleniuro di rame e Tecnologia del film 18% 10-12% Produzione industriale
indio (CIS) sottile applicabile su
diversi materiali di
supporto
Tellurio di cadmio Tecnologia del film 17% 9-10% Pronta per la
sottile produzione
Celle fotovoltaiche Funzionamento in 5-8% * Stadio di ricerca, non
organiche base al principio ancora in commercio
elettrochimico
* Non disponibile sul mercato sotto forma di modulo

Figura 12. Stadi di sviluppo ed efficienze di diversi tipi di celle (fonte Solarpraxis AG)

1.5. Modulo fotovoltaico


Un modulo fotovoltaico è costituito da un insieme di celle solari collegate tra loro
e racchiuse all’interno di una struttura che nel gergo tecnico viene definita sandwich.
Fondamentalmente la struttura tipica (figura 13) è costituita da uno strato di vetro tra-
sparente temperato (vetro solare) sul lato anteriore (quello esposto alla radiazione
solare), un foglio sigillante di EVA (acetato vinil-etilenico) che permette l’isolamento
dielettrico dall’adiacente piano delle celle e posteriormente un foglio di tedlar o una
lastra di vetro. Il sandwich viene riscaldato a 100°C e la fusione dell’EVA durante tale

20 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


FONDAMENTI GENERALI E PRINCIPIO DI FUNZIONAMENTO

processo sigilla il modulo riempiendo completamente gli interstizi tra le varie celle che
lo costituiscono. Segue il fissaggio del sandwich in una cornice di alluminio estruso
anodizzato ed il montaggio della scatola di giunzione (“junction box”, figura 14) sul la-
to posteriore del modulo stesso.

Figura 13. Struttura di un modulo fotovoltaico Figura 14. Scatola di giunzione


(fonte www.italianwindpower.it) (fonte Enersystems s.r.l.)

Per quanto riguarda la fase di assemblaggio delle celle, queste vengono collegate
elettricamente tra di loro in serie ed in parallelo in modo da ottenere valori di tensione
e corrente utili per l’impiego. Oggi tali lavorazioni vengono effettuate con linee automa-
tiche di assemblaggio. In figura 15 è riportata una stringatrice automatica che esegue
la stringatura fronte-retro delle celle fotovoltaiche.

Figura 15. Stringatrice automatica per celle solari (fonte P. Energy)

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 21


CAPITOLO 1

Ogni gruppo di celle è munito di un diodo di bypass per evitare che le celle non in
conduzione (per esempio a causa di ombreggiamento) possano danneggiarsi per
surriscaldamento. In genere un modulo è costituito da un insieme di celle che può an-
dare da 36 a 72 ed il numero massimo è limitato per una maggiore maneggevolezza
del modulo stesso; infatti il peso e le dimensioni devono essere tali da consentirne il
montaggio anche in condizioni difficili e con un minimo di personale.
I moduli attualmente in commercio hanno potenze comprese tra gli 80 ed i 300 Wp
(watt di picco). La potenza di picco è la potenza elettrica generata da una cella fotovol-
taica. Dipende direttamente dall’irraggiamento e viene definita in base alle condizioni di
funzionamento standard, che corrispondono ad un irraggiamento di 1000 watt al metro
quadrato e ad una temperatura della cella di 25°C (STC = Standard Test Conditions).
Il termine “potenza di picco” sta ad indicare la massima potenza elettrica che la
cella genera in condizioni di lavoro ottimali (STC) e viene indicata con l’unità di misura
“watt di picco” [Wp]. Le caratteristiche elettriche di un modulo fotovoltaico sono es-
senzialmente due: la corrente e la tensione di funzionamento. L’intensità di corrente di-
pende direttamente dall’irraggiamento e aumenta all’aumentare dell’irraggiamento so-
lare (figura 16). All’aumentare della temperatura diminuisce invece l’efficienza del mo-
dulo che eroga sempre meno corrente a parità di tensione (figura 16). Questo perché
all’aumentare della temperatura aumenta la corrente attraverso la giunzione (corrente
diretta e quindi non utilizzabile) ed, inoltre, gli atomi del semiconduttore vibrando di più
causano una perdita nella conducibilità del materiale.

Figura 16. Caratteristiche elettriche di un modulo in funzione di irraggiamento e temperatura


(fonte www.gcsbio.net)

I principali parametri caratteristici di un modulo fotovoltaico, sono:


– potenza nominale (PMPP);

22 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


FONDAMENTI GENERALI E PRINCIPIO DI FUNZIONAMENTO

– tensione nominale (UMPP);


– corrente di cortocircuito (ISC);
– tensione a vuoto (UOC);
– coefficienti di temperatura;
– dimensioni.
I parametri vengono espressi in condizioni di funzionamento standard STC e spet-
tro della radiazione solare corrispondente all’indice di massa atmosferica AM (Air
Mass Factor) pari ad 1,5 che è tipico dell’Europa Centrale.

Figura 17. Indice di massa atmosferica

L’indice di massa atmosferica (air mass) descrive la lunghezza percorsa dalla ra-
diazione solare attraverso l’atmosfera terrestre in funzione della posizione del sole.
L’Air Mass è uguale a 1 quando la radiazione solare attraversa, perpendicolarmente
alla superficie terrestre, uno spessore di atmosfera standard. Si indica con AM0 l’Air
Mass Zero ossia la condizione extraterrestre, in assenza di atmosfera (figura 17).
La varietà di modelli e di tecnologie di moduli presenti oggi sul mercato consente
un’ampia scelta. Si vogliono pertanto fornire alcune semplici indicazioni e suggeri-
menti per la scelta.
Le attuali tecnologie consentono generalmente scelte sicure e pertanto, a meno
che non si decida per una scelta che punti al risparmio a tutti i costi anche a discapi-
to della qualità, è quasi impossibile incorrere in errori. La tecnologia fotovoltaica ha
infatti caratteristiche ormai consolidate ed è quindi altamente affidabile, esistendo pe-
raltro un avanzato sistema di certificazione in grado di assicurare elevati standard
qualitativi. Visitare un impianto già installato e funzionante, informandosi sulla compo-
nentistica e sulle prestazioni di questo, può rappresentare un’esperienza molto for-
mativa e interessante e potrà inoltre evidenziare i reali vantaggi e la funzionalità di un
sistema già provato e sperimentato.

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 23


CAPITOLO 1

In generale, nella scelta di un modulo, particolare attenzione va posta alla qualità


della lavorazione e delle finiture, alle certificazioni da questo possedute, ai test effet-
tuati da istituti indipendenti per la verifica dei prodotti in commercio, alla marca/mar-
chio del fabbricante.
Si suggerisce l’utilizzo di moduli monocristallini e policristallini, per motivi di maggio-
re efficienza e quindi di spazio disponibile. Quando invece non sussistono problemi di
spazio, o si prevedono altri particolari tipi di posa (tipo integrazione architettonica, ecc.)
si possono utilizzare moduli a film sottile, che in alcuni casi possono anche risultare la
scelta tecnica ottimale e soddisfare l’aspetto estetico richiesto da alcuni committenti. Il
miglior comportamento del silicio amorfo rispetto al silicio cristallino è dovuto al suo ren-
dimento alle alte temperature, tipiche della stagione estiva, e nelle condizioni di ombreg-
giamento; infatti, la cella in silicio amorfo è in grado di captare e convertire anche la lu-
ce diffusa e con elevati angoli di incidenza. Questi vantaggi, in parte, compensano i più
bassi valori dell’efficienza di conversione rispetto al silicio cristallino.
In merito a questo argomento, divenuto di fondamentale interesse, il 27 ottobre
2007 l’ENEA (Ente per le Nuove Tecnologie l’Energia e l’Ambiente) pubblicava un rap-
porto in cui si parla dello stato dell’arte del fotovoltaico e della tecnologia a film sottile:
“La quota di mercato delle tecnologie a film sottile è ancora molto contenuta (~
7%), ma tutti gli scenari, delineati da fonti autorevoli, sono concordi nel considerarle co-
me la soluzione con le maggiori potenzialità nel medio-lungo termine per una sostan-
ziale riduzione dei prezzi (fino a valori inferiori a 1 €/Wp). L’idea alla base dei moduli in
film sottile è di impiegare materiali a basso costo (vetro, metallo, plastica) insieme a
quantità minime di un semiconduttore ad alto costo ma con una superiore capacità di
assorbimento della luce solare rispetto al silicio cristallino, come il Silicio amorfo e mi-
crocristallino (a-Si e mc-Si, con 6-9% di efficienza commerciale), il Diseleniuro di Rame
e Indio (CIS, CIGS nel caso di aggiunta di Gallio, 10-12%), o il Tellururo di Cadmio
(CdTe, 9%). Depositando i film direttamente su larga area, fino a oltre 5 m2, si evitano gli
enormi sfridi di lavorazione tipici dell’operazione di taglio dei wafer di silicio cristallino
dal lingotto di partenza. Le tecniche di deposizione sono a basso consumo di energia
e quindi è breve il relativo payback time, ossia quanto tempo deve operare un impianto
fotovoltaico per produrre l’energia impiegata per fabbricarlo, circa 1 anno per i film sot-
tili di silicio amorfo contro i 2 della tecnologia del silicio cristallino, secondo le valutazio-
ni più aggiornate. È possibile anche realizzare giunzioni multiple sovrapponendo in se-
rie più strati di materiali semiconduttori diversi, con risposta ottimale per intervalli diversi
di lunghezze d’onda dello spettro della luce solare, allo scopo di sfruttarlo al meglio. I
moduli a film sottili dimostrano anche una migliore resa energetica rispetto ai moduli in
c-Si di pari potenza nominale, grazie ad una minore dipendenza dell’efficienza dalla
temperatura di funzionamento, che nei mesi estivi può raggiungere anche i 70 °C, e al-
la buona risposta anche quando la componente di luce diffusa è più marcata e quando
sono bassi i livelli di irradianza (rispetto al riferimento standard di 1000 W/m2), ossia nel-
le giornate nuvolose. Agli indubbi vantaggi delle tecnologie a film sottile non è corrispo-
sto fino a oggi l’aspettato successo industriale per il persistere di alcuni fattori negativi:
il confronto tra moduli a film sottili e al silicio cristallino sfavorevole per i primi perché di

24 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


FONDAMENTI GENERALI E PRINCIPIO DI FUNZIONAMENTO

solito, acriticamente, non basato sulle rese energetiche ma sulle efficienze standard;
problemi tecnologici e di disponibilità di alcuni materiali (l’In, in particolare, massiccia-
mente impiegato per la realizzazione di LCD, è passato da 70 $/kg nel 2002 a 1100 $/kg
nel 2005); difficoltà nel passaggio dalle linee pilota a quelle industriali per l’alto costo
dell’investimento richiesto (è necessario approntare la linea di fabbricazione completa,
mentre nel caso del silicio cristallino si possono acquistare i wafer da aziende specializ-
zate). Nell’ultimo periodo, però, è stata riscontrata una netta inversione di tendenza con
l’entrata in funzione di nuovi impianti e l’annuncio di nuovi investimenti, sia in Europa
che nel resto del mondo, per realizzare stabilimenti di produzione di moduli a film sottili
con tutte le diverse tecnologie disponibili (silicio, CIGS e CdTe), ma con una forte pre-
valenza di quella, più consolidata, del silicio amorfo”.

1.6. Inverter
L’inverter è un dispositivo elettronico che trasforma la corrente continua, in uscita
dal campo fotovoltaico, in corrente alternata monofase (230 V) o trifase (400 V) e ne
adatta la tensione elettrica al livello della tensione di rete (230/400V). Sul mercato esi-
stono diverse tipologie di inverter, distinte per classi di potenza. Queste macchine
estendono la funzione base di un inverter generico con funzioni estremamente sofisti-
cate e all’avanguardia, mediante l’impiego di particolari sistemi di controllo software e
hardware che consentono di estrarre dai moduli fotovoltaici, la massima potenza di-
sponibile in qualsiasi condizione meteorologica. Questa funzione prende il nome di
MPPT, un acronimo di origine Inglese che sta per Maximum Power Point Tracker (inse-
guimento del punto di massima potenza). I moduli fotovoltaici infatti, hanno una curva
caratteristica tensione/corrente (V/I) in cui esiste un punto di lavoro ottimale, detto ap-
punto Maximum Power Point, dove è possibile estrarre tutta la potenza disponibile.

Figura 18. Caratteristica di un generatore fotovoltaico e MPP (fonte img.photobucket.com)

Tale funzione serve ad ottimizzare la resa dell’impianto in funzione della radiazione


solare, cioè in pratica l’inverter regola i parametri di tensione e corrente in funzione del-
la radiazione solare in modo da lavorare sempre nel punto di massima efficienza.

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 25


CAPITOLO 1

Gli inverter sono inoltre commercialmente disponibili con o senza trasformatore.


Questi ultimi offrono sicuramente alcuni vantaggi, tra cui il peso estremamente ridotto
e valori di rendimento più elevati, che possono arrivare fino al 98%. L’apparecchio con
trasformatore è invece indicato ovunque si desideri una separazione galvanica, offren-
do migliori possibilità di combinazione con i moduli a film sottile. In figura 19 si riporta
la vista interna di un inverter.

Figura 19. Vista interna di un inverter (fonte SMA)

Per ragioni di sicurezza gli impianti fotovoltaici devono staccarsi automaticamente


dalla rete elettrica ogni volta che si verifica un’interruzione del servizio, per cui gli inver-
ter sono dotati di un dispositivo automatico di disinserzione.
Oggi esistono sostanzialmente tre tipologie di inverter e di configurazioni di im-
pianto, ognuna delle quali offre buone soluzioni tecniche a seconda delle singole
condizioni locali:
a) inverter centrale;
b) inverter modulare;
c) inverter multi-string.

Inverter centrale
Utilizzato fondamentalmente per impianti di taglia medio-grande (> 10 kWp) e nel
settore residenziale (impianti di taglia 1-6 kWp), l’inverter centrale raggruppa i diversi
moduli fotovoltaici costituenti il generatore e che sono collegati in stringhe in parallelo
(ogni stringa è poi composta da un certo numero di moduli fotovoltaici collegati in se-
rie, figura 20).

26 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


FONDAMENTI GENERALI E PRINCIPIO DI FUNZIONAMENTO

Figura 20. Schema di impianto fotovoltaico collegato con inverter centrale (fonte SMA)

Gli inverter centrali offrono un elevato grado di efficienza a costi specifici esigui, tut-
tavia il non perfetto accoppiamento dei moduli o l’ombreggiamento parziale, impedi-
sce lo sfruttamento ottimale di ogni stringa e riduce il rendimento energetico raggiun-
gibile. Inoltre la dipendenza da un solo inverter limita l’affidabilità dell’impianto, per cui
un’avaria dell’inverter centrale comporta il fermo di tutto il sistema.

Inverter modulare
Analogamente al caso dell’inverter centrale, anche in questo caso l’impianto fotovol-
taico è suddiviso in stringhe, con la differenza che ogni stringa è collegata ad un proprio
inverter (figura 21) e funziona quindi secondo il proprio punto di massima potenza (MPP).
Questa tipologia di collegamento riduce al minimo l’insorgere di problemi di ac-
coppiamento, riduce le perdite dovute ad ombreggiamento ed evita le perdite causa-
te dai diodi posti alla fine di ogni stringa e dal considerevole cablaggio del generatore
fotovoltaico.
Queste caratteristiche tecniche di qualità superiore portano ad una riduzione dei co-
sti di sistema, ad un aumento del rendimento di energia e dell’affidabilità dell’impianto.

Inverter Multi-String
L’inverter Multi-String consente di collegare e di fare funzionare al punto di massi-
ma potenza (MPP) diverse stringhe con un alimentatore comune tramite convertitore

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 27


CAPITOLO 1

cc/cc e offre così una soluzione compatta e conveniente. Questo tipo di inverter si ren-
de utile nei casi in cui ci si trova a dovere posizionare i moduli con un diverso orienta-
mento o nei casi di parziale ombreggiamento, ovvero tutti quei casi in cui le stringhe
producono una differente potenza e quindi diversi valori di tensione e corrente. Gene-
ralmente vengono impiegati in impianti fotovoltaici dimensionati per una range di po-
tenza che può variare da 3 a 10 kWp.

Figura 21. Schema di impianto fotovoltaico collegato con inverter modulari (fonte SMA)

La scelta per l’utilizzo di una tipologia di inverter rispetto ad altri deve essere fatta
dal progettista, in funzione delle problematiche che si trova ad affrontare.
Gli inverter più utilizzati generalmente sono quelli di stringa, in cui ogni stringa di
moduli fotovoltaici collegati in serie tra loro confluisce all’inverter stesso, dopo averne
effettuato il parallelo in un apposito quadro elettrico in corrente continua (quadro di
campo e manovra).
Le principali caratteristiche tecniche di un inverter, che servono anche in fase pro-
gettuale per un corretto dimensionamento di tutto il sistema, sono:
– potenza nominale CC (lato corrente continua) e potenza di picco CC;
– corrente nominale CC e corrente di picco CC;
– tensione nominale CC e tensione massima CC;
– campo di variazione della tensione MPP;
– potenza di avviamento e spegnimento;
– potenza nominale CA (lato corrente alternata) e potenza di picco CA;

28 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


FONDAMENTI GENERALI E PRINCIPIO DI FUNZIONAMENTO

– corrente nominale CA e corrente massima CA;


– efficienza massima e rendimento europeo.
In merito a quest’ultimo parametro, l’efficienza massima in genere non è un dato
molto rilevante, perché l’inverter lavora quasi sempre a carico parziale.
Il rendimento europeo è il dato più utile perchè tiene conto della media ponderata
in funzione del rendimento parziale e del periodo temporale di funzionamento con quel
rendimento.
Con questo dato è possibile effettuare anche dei confronti tra dispositivi diversi in
base alla radiazione solare nello stesso territorio.
Alcune indicazioni precauzionali circa il luogo di installazione di queste apparec-
chiature sono riportate nei manuali d’uso e manutenzione, ma è bene stabilirne l’allog-
giamento già in fase progettuale.
Occorre considerare che esistono inverter per posa esterna e interna, che il locale
di posa deve essere comunque abbastanza ventilato e che, nei casi di posa in ester-
no, bisogna evitare che sia colpito direttamente dalle radiazioni solari, perché il suo
rendimento diminuisce man mano che aumenta la temperatura.
Esiste inoltre la possibilità di effettuare il monitoraggio degli impianti fotovoltaici a
distanza, grazie alla possibilità di collegamento degli inverter stessi al personal com-
puter con collegamento diretto o tramite altri sistemi senza fili (datalogger, gps, ecc. –
figura 22).

Figura 22. Sistema di monitoraggio di un impianto fotovoltaico

1.7. Impianto fotovoltaico isolato “stand alone”


I sistemi fotovoltaici possono funzionare in isola (stand alone), mediante un siste-
ma di accumulo a batteria. Questo tipo di sistema è utilizzato in diverse applicazioni e

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 29


CAPITOLO 1

fondamentalmente in tutti i casi finalizzati alla produzione di energia elettrica per uten-
ze non servite dalla rete elettrica pubblica.
Un impianto fotovoltaico in isola deve garantire il fabbisogno energetico delle uten-
ze alimentate, e va quindi dimensionato attentamente affinché il sistema sia in grado di
produrre l’energia elettrica necessaria nell’arco di un anno. In genere un impianto foto-
voltaico stand alone viene utilizzato per l’alimentazione di piccole utenze che non han-
no elevati consumi di energia elettrica; ancora oggi non costituisce certo un’alternativa
valida rispetto ai sistemi collegati alla rete elettrica, in quanto produrre energia elettrica
con un impianto fotovoltaico isolato costa circa 2 euro al chilowattora, un costo dieci
volte maggiore rispetto all’energia fornita dalla rete elettrica pubblica (pari a circa 20
centesimi di euro).
Gli impianti fotovoltaici in isola trovano quindi un impiego valido laddove la rete
elettrica pubblica non è disponibile. Alcune delle principali applicazioni sono: l’ambito
astronautico e le stazioni spaziali, i trasmettitori delle stazioni radiotelevisive, gli im-
pianti di pompaggio dell’acqua in agricoltura, la protezione catodica di gasdotti e
oleodotti, le stazioni di rilevamento e trasmissione dati (metereologici, sismici), e negli
ultimi anni anche l’ambito dei servizi pubblici relativamente ad illuminazione di parchi,
giardini e fermate di mezzi pubblici.
Il principio di funzionamento è riportato nello schema a blocchi di figura 23.

Figura 23. Principio di funzionamento di un sistema fotovoltaico isolato (fonte Enersystems Srl)

Durante il giorno il modulo trasforma la radiazione solare in energia elettrica che in


parte viene consumata e l’eccedente accumulata nella batteria.
Quindi nelle ore notturne le utenze preleveranno l’energia necessaria al loro funzio-
namento direttamente dalla batteria. Le tensioni continue utilizzate nei sistemi fotovol-
taici sono in genere 12V e 24V.
La differenza rispetto ai sistemi fotovoltaici connessi alla rete elettrica è che nei si-
stemi in isola il punto di lavoro del generatore fotovoltaico non coincide quasi mai con
il punto di massima potenza (MPP di cui ai paragrafi precedenti).

30 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


FONDAMENTI GENERALI E PRINCIPIO DI FUNZIONAMENTO

Come si può vedere dalla figura 23 nel sistema è presente un ulteriore componen-
te, il regolatore di carica, la cui funzione è quella di fornire alla batteria la giusta quan-
tità di energia affinché questa non si deteriori, a causa dell’eccessiva scarica o del so-
vraccarico ai quali potrebbe essere sottoposta in fase di funzionamento.
Riepilogando, quindi, i componenti essenziali di un sistema fotovoltaico isolato sono:
– moduli fotovoltaici;
– batterie;
– regolatore di carica;
– inverter.
La batteria è l’elemento più critico di tutto il sistema, l’unico che esige manutenzio-
ne costante e periodica. Tra le batterie disponibili sul mercato, la più idonea risulta
quella al piombo, per via soprattutto del rendimento di carica e scarica e del rapporto
prezzo-prestazioni.
Occorre prestare attenzione alla sovraccarica perenne, alla scarica profonda ed al-
le basse temperature, tutti fattori deleteri per la batteria.
Per quanto riguarda gli inverter utilizzati in tali applicazioni ve ne sono 3 tipi:
a) ad onda quadra;
b) ad onda sinusoidale modificata;
c) a onda sinusoidale, che sono i più simili a quelli utilizzati per gli impianti fotovol-
taici connessi in rete.
Nel seguito infine si riporta un esempio pratico di dimensionamento di un sistema
fotovoltaico isolato. La scelta del sistema idoneo si basa su 5 punti essenziali:
1. calcolo dell’energia giornaliera richiesta dall’utenza (espressa in wattora al gior-
no [Wh/giorno]);
2. calcolo della potenza del generatore fotovoltaico necessaria;
3. calcolo dell’accumulo (espresso in ampère per ore [Ah]) per la scelta della
batteria;
4. scelta del regolatore di carica;
5. scelta dell’inverter.

Punto 1 – Calcolo dell’energia giornaliera richiesta


Per ogni apparecchio utilizzatore occorre conoscere la potenza e le ore di utilizzo
giornaliere. Effettuando poi la somma di tutti i consumi si ottiene il fabbisogno totale
giornaliero.
Supponiamo si voglia dimensionare un impianto fotovoltaico isolato per una baita
di montagna, che utilizzi i seguenti apparecchi:

Utenza Potenza [W] N. Ore di utilizzo Energia [Wh/giorno]


Lampade 20 4 4 320
TV 70 1 3 210
Radio 15 1 2 30
Totale (Etot) 560

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 31


CAPITOLO 1

Punto 2 – Calcolo della potenza necessaria


Per il calcolo della potenza del generatore fotovoltaico necessaria a soddisfare i
consumi sopra riportati, occorre effettuare un calcolo della radiazione solare, espres-
sa in ore sole equivalenti giornaliere: questo dato dipende dalla località, dal periodo di
utilizzo, dall’orientamento e dall’inclinazione del campo fotovoltaico.

Località: Caccamo (PA)


Periodo di utilizzo: estivo
Inclinazione dei moduli: 30°
Orientamento dei moduli: sud
Irraggiamento: 4,9 kWh/m2 giorno (corrispondenti a 4,9 hse/g)

Potenza del campo fotovoltaico al lordo delle perdite di sistema:

Energia giornaliera richiesta Etot ( ) = 560 Wh / giorno = 114,3 Wp


ore sole equivalenti 4, 9  hse / giorno 

Dividendo la potenza di cui sopra per il rendimento del sistema, si ottiene la poten-
za del campo fotovoltaico al netto delle perdite di sistema.
PL
PFV = con hsist. = 65%
ηsist.

Il rendimento hsist. è pari al 65% per via di:


– perdite per scostamento dalle condizioni di targa (temperatura): 8%
– perdite per riflessione: 3%
– perdite per mismatching tra stringhe: 5%
– perdite in corrente continua: 1%
– perdite nel processo carica-scarica della batteria di accumulo: 11%
– perdite nell’inverter: 12%
– perdite per sporcizia sui moduli: 1%
Quindi:
ηsist. = 92% × 97% × 95% × 99% × 89% × 88% × 99% = 65%
Pertanto la potenza del campo fotovoltaico necessaria a soddisfare i consumi elet-
trici della baita è:
PL 114, 3
PFV = = = 175, 8 Wp
ηsist. 0, 65

Segue la scelta della tensione di sistema e delle taglie di moduli disponibili. Per la
scelta della tensione di sistema si tenga presente del seguente principio:

32 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


FONDAMENTI GENERALI E PRINCIPIO DI FUNZIONAMENTO

– 12 V fino a 200-300 Wp
– 24 V da 200-300 Wp fino a 1000-1200 Wp
– 48 V da 1000-1200 Wp fino a 3000 Wp
Nel caso specifico si sceglie una tensione di 12V, quindi in funzione di questa i mo-
duli utili disponibili hann taglie che anno vanno da 60Wp a 120 Wp.
Si sceglie di installare 3 moduli da 60 Wp ciascuno, per una potenza complessiva
di 180 Wp.

Punto 3 – Calcolo dell’accumulo


La batteria va scelta in funzione dei giorni di autonomia che si vogliono dare al siste-
ma, quindi nel caso specifico, trattandosi di utilizzo estivo, si ipotizzano 4 giorni di auto-
nomia. Si effettua quindi il calcolo dell’energia da rendere disponibile nella batteria:

Edisp. = Etot × 4 = 560 Wh × 4 giorni = 2.240 Wh

E quindi il calcolo della capacità (in ampère per ora [Ah]) da avere effettivamente a
disposizione per garantire l’autonomia scelta è:

Edisp.[Wh] 2240 Wh 


Cdisp.[ Ah] = = = 186, 67 [ Ah]
Tensione sist.[V ] 12[V ]

Considerato che si deve evitare la scarica a fondo della batteria, garantendo un mi-
nimo del 20% di carica:

Cdisp.[ Ah] 7  Ah 
186, 67
Cfinale[ Ah] = = = 233, 34 [ Ah]
profondità di scarica 0, 8

A questo punto si può effettuare la scelta definitiva della batteria, considerando le


taglie disponibili in commercio: per esempio nel caso specifico si può optare per 2
batterie da 120 Ah e 12V collegate in parallelo, oppure per 2 batterie da 240 Ah e 6V
collegate in serie.

Punto 4 – Scelta del regolatore di carica


Si calcoli la corrente massima producibile dal campo fotovoltaico e quella che po-
trebbe essere assorbita dall’utenza.
Nel caso specifico si è scelto di utilizzare 3 moduli da 60 Wp collegati in parallelo.
Ciascun modulo presenta una corrente massima (quella di cortocircuito, Icc) pari a
3,73 A, per cui la corrente massima totale del campo fotovoltaico è pari a:

ICC × 3 = 3,73 × 3 = 1119


, A

Pertanto, valutate le taglie commercialmente disponibili, si sceglie un regolatore


da 15A.

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 33


CAPITOLO 1

Punto 5 – Scelta dell’inverter


Si valuti la potenza massima richiesta dall’utenza, facendo attenzione ad eventuali
spunti che possono verificarsi nei casi in cui sono presenti frigoriferi, ma soprattutto
pompe ed altri carichi con motori elettrici.
Nel caso specifico, se funzionassero tutte le apparecchiature contemporaneamen-
te, si avrebbe una potenza totale di 165 W in corrente alternata.
In funzione di questo dato si sceglie la taglia di inverter valutando quelle commer-
cialmente disponibili. Nel caso specifico si è scelto un inverter ad onda sinusoidale da
200 Wp.

1.8. Impianto fotovoltaico connesso alla rete “grid connected”


Un sistema fotovoltaico connesso alla rete elettrica è composto fondamentalmente
dai componenti evidenziati nella figura 24.

Figura 24. Principio di funzionamento di un sistema fotovoltaico connesso alla rete elettrica

– Generatore fotovoltaico, costituito dal collegamento di moduli fotovoltaici, è in


grado di trasformare l’irraggiamento solare in corrente elettrica continua.
– Inverter: converte la corrente elettrica continua prodotta dai moduli in corrente
elettrica alternata, quella cioè, normalmente usata in ogni edificio. Il convertitore
è anche in grado di allineare la corrente elettrica alla frequenza di rete (normal-
mente 50 Hz) e alla tensione di funzionamento (230V monofase, 400V trifase).
– Contatori: tipicamente sono installati due contatori; il primo misura tutta la cor-
rente prodotta dall’impianto fotovoltaico. Questo contatore, in linea di principio,
è installato subito a valle dell’inverter. Al contatore è associato il meccanismo di

34 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


FONDAMENTI GENERALI E PRINCIPIO DI FUNZIONAMENTO

finanziamento statale (conto energia). Il secondo contatore sostituisce quello


esistente della rete di distribuzione, è bidirezionale, per cui è in grado di fare un
bilancio tra l’energia immessa dall’impianto verso la rete elettrica, e quella pre-
levata dalla rete elettrica verso l’utenza. A questo secondo contatore è associa-
to il risparmio sulla bolletta elettrica.
Sono inoltre presenti anche dei quadri elettrici: il quadro di campo e manovra, che
serve a convogliare le stringhe del campo fotovoltaico ed assolve alle funzioni di sezio-
namento e protezione lato corrente continua.
Il quadro di rete, che invece assolve alle funzioni di comando e protezione lato cor-
rente alternata.
Gli impianti collegati alla rete elettrica sono attualmente incentivati dal meccanismo
detto“conto energia”, ovvero dal Decreto ministeriale 19 febbraio 2007 (vedi appendi-
ce legislativa) e possono essere connessi secondo due diverse modalità:
1. scambio sul posto;
2. cessione in rete.
Innanzitutto va detto che la possibilità di scelta tra le due forme di connessione è
concessa solamente per impianti di potenza fino a 200 kWp. Infatti con il decreto 18
dicembre 2008 “Incentivazione della produzione di energia elettrica da fonti rinnova-
bili, ai sensi dell’articolo 2, comma 150, della legge 24 dicembre 2007, n. 244” si è
stabilita l’estensione del limite di potenza per lo scambio sul posto (SSP) da 20 a 200
kWp. Impianti di potenza superiore possono essere connessi solamente nella moda-
lità “cessione in rete”.
Altra considerazione importante è che la “cessione in rete” ha come prerequisito il
possesso di partita IVA, in quanto, come vedremo, in questa modalità il responsabile
dell’impianto vende l’energia prodotta in eccesso rispetto ai suoi consumi, e quindi la
vendita necessita di fatturazione.

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 35


Capitolo 2

Progettazione e dimensionamento

2.1. Il sopralluogo
Il sopralluogo rappresenta il primo e più importante passo per la realizzazione di un
impianto fotovoltaico e va pertanto eseguito accuratamente. Occorre ovviamente una
certa esperienza in campo, poiché i dati raccolti saranno successivamente rielaborati
e costituiranno la base per una valutazione della fattibilità del progetto. Generalmente
le aziende del settore si occupano personalmente di effettuare i sopralluoghi a cura di
loro tecnici specializzati, al fine di evitare spiacevoli imprevisti in fase di realizzazione
come errate stime dei costi di installazione o erronea valutazione della producibilità.
Durante il sopralluogo è necessario effettuare alcuni rilievi, riportando il tutto in un
apposito modulo di raccolta dati (vedi CD allegato), e dotarsi di alcuni fondamentali
strumenti (figura 25):
– bindella metrica;
– bussola con clinometro;
– fotocamera.

Figura 25. Strumenti da impiegare nel sopralluogo (fonte Enersystems Srl)

Si effettua il rilievo delle dimensioni dell’area e si verifica la presenza di eventuali osta-


coli (camini, lucernari, antenne, edifici adiacenti, alberi, pali, ecc.) che possono causa-

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 37


CAPITOLO 2

re ombreggiamenti sulla zona di posa. Va inoltre verificato lo stato della copertura (figu-
ra 26) e se è il caso suggerirne un ripristino prima dell’installazione dell’impianto.

Figura 26. Fase di rilievi su una copertura (fonte Enersystems Srl)

Mediante la bussola si verifica l’orientamento della superficie di posa, tenendo con-


to che la disposizione ottimale è quella per cui il piano dei moduli è verso sud con an-
golo di inclinazione pari a 30°.
Se la superficie per la posa è un tetto a falda i moduli saranno fissati complanari al-
la superficie stessa (figura 27), per cui l’orientamento dei moduli e la loro inclinazione
sarà quella imposta dalla copertura.

Figura 27. Sistema fotovoltaico “retrofit” (fonte Enersystems Srl)

In tal caso si avrà una perdita di producibilità rispetto alle condizioni ottimali, ma le
variazioni, come la pratica ci ha mostrato, saranno minime quando gli orientamenti so-
no compresi in un range tra 60° ovest e 60° est. Per valutare la perdita di producibilità

38 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


PROGETTAZIONE E DIMENSIONAMENTO

in funzione dello scostamento rispetto alle condizioni ottimali, si faccia riferimento alla
tabella di figura 2 (paragrafo 1.1.).
Nei casi in cui il tetto è piano ovviamente esiste una maggiore possibilità di opera-
re sull’orientamento e sull’inclinazione dei moduli, ricercando la soluzione migliore dal
punto di vista della producibilità.
Rilevati i dati di cui sopra si effettua il calcolo della producibilità utilizzando appositi
software o facendo riferimento alla normativa UNI 10349 o ai dati di radiazione ENEA.
Il consiglio è di non installare mai i moduli fotovoltaici con orientamento nel qua-
drante nord, avrebbero infatti uno scarso rendimento.
Per la posa su tetti a falda occorre verificare lo stato della copertura come già det-
to e, se si tratta di tetto in legno, lo stato delle travi sulle quali dovranno essere fissate
le staffe di sostegno delle strutture.
Per la posa su tetti piani la disposizione a file parallele deve essere tale da garanti-
re una sufficiente distanza tra i moduli, per evitare che le file anteriori facciano ombra
su quelle posteriori (figura 28).

Figura 28. Distanza minima tra file parallele (fonte www.ingegneriadelsole.it)

La distanza minima tra file parallele si può ricavare dal triangolo delle ombre (figu-
ra 29), in cui è rappresentata l’ombra sistematica prodotta da un modulo di lunghezza
x ed inclinato rispetto al piano orizzontale di un angolo b.

Figura 29. Triangolo delle ombre (fonte www.ingegneriadelsole.it)

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 39


CAPITOLO 2

D1 = X cos b
H = X sen b
D2 = X tan(dm + L)
DT = D1 + D2

Il valore dm = 23,5° è la declinazione al solstizio d’inverno, periodo in cui il sole si


trova alla minima elevazione, mentre L è la latitudine del sito di installazione.
Gli ombreggiamenti possono causare delle riduzioni sulla resa dell’impianto foto-
voltaico e quindi delle perdite economiche anche onerose.
Come principio quindi è meglio evitare le zone d’ombra, ma se ciò non fosse pos-
sibile si deve cercare di minimizzarne gli effetti negativi attraverso attente scelte pro-
gettuali. Il problema principale nell’analisi degli ombreggiamenti è dovuto alla dinami-
cità delle ombre stesse durante l’arco della giornata, che comunque può essere cal-
colata con precisione mediante l’uso di indicatori del percorso solare e di programmi
di simulazione.
L’ombreggiamento di una cella è problematico perché ne causa il blocco; la cella si
comporta come un diodo polarizzato inversamente impedendo il passaggio di corren-
te attraverso tutte le altre celle ad essa collegate in serie, con conseguente riduzione del-
la resa. Inoltre la cella ombreggiata sarà soggetta a tutta la tensione prodotta dalle altre
celle e pertanto potrebbe essere permanentemente danneggiata. Per minimizzare gli ef-
fetti dell’ombreggiamento, all’interno dei moduli fotovoltaici, in parallelo ad ogni stringa
viene inserito un diodo di bypass che serve ad evitare il danneggiamento delle celle om-
breggiate e limitare gli effetti negativi sulle altre celle; la cella ombreggiata viene quindi
bypassata e la corrente continua a fluire sulle altre celle (figura 30). In genere si impie-
gano da 2 a 4 diodi di bypass per modulo.

Figura 30. Il diodo di bypass esclude le celle in ombra o danneggiate (fonte Solarpraxis AG)

I moduli a film sottile, per ragioni tecniche del processo di produzione, sono muniti
di un diodo di bypass per ogni cella, caratteristica che li rende più adatti degli altri tipi
di moduli in questo specifico caso.

40 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


PROGETTAZIONE E DIMENSIONAMENTO

Ovviamente esistono casi di ombreggiamenti parziali e permanenti. Sono causa di


ombreggiamenti parziali la neve, le foglie secche, gli escrementi d’uccelli ed altri tipi di de-
positi. Il loro effetto non è particolarmente problematico e la rimozione dello sporco può
essere effettuata un paio di volte all’anno, visto che comunque l’acqua piovana effettua
una sorta di auto-pulizia dei moduli. Gli ombreggiamenti permanenti sono invece quelli
più problematici e sono dovuti ad oggetti situati nell’ambiente circostante al sito di posa.
Le ombre di edifici limitrofi, la presenza di comignoli, di abbaini, di alberi, di antenne TV e
parabole, possono arrivare a coprire l’impianto o comunque oscurarne una parte.
Alcuni ombreggiamenti possono tuttavia essere eliminati, per esempio la potatura
di alberi, lo spostamento di antenne e parabole.
Nel sopralluogo occorre infine stabilire, concordandolo con il committente, il locale
per la posa dell’inverter e dei quadri elettrici. Tali operazioni, che risultano abbastanza
semplici disponendo di una certa esperienza pratica, servono ad eseguire un’accura-
ta stima dei costi (preventivo di spesa) e fornire un quadro chiaro circa la fattibilità alla
realizzazione dell’impianto fotovoltaico.

2.2. Dimensionamento di un sistema fotovoltaico


Il dimensionamento di un impianto fotovoltaico dipende fondamentalmente da tutti
gli aspetti analizzati nel paragrafo precedente e, quindi, dai dati raccolti in fase di so-
pralluogo. Oltre a questi dati, infine, occorre conoscere i consumi elettrici dell’utenza
su base annua, attraverso i quali sarà possibile stabilire la taglia dell’impianto.
Operativamente i passi da seguire per un corretto dimensionamento sono:
1. determinazione della taglia dell’impianto in funzione dei consumi elettrici e della
superficie disponibile;
2. scelta della tipologia dei moduli, degli inverter e delle strutture;
3. dimensionamento dei cavi e dei quadri elettrici.
Il primo passo consiste nel determinare la potenza dell’impianto fotovoltaico ne-
cessario a soddisfare i consumi elettrici annui dell’utenza, facilmente individuabili dal-
la lettura di recenti bollette (figura 31).

Figura 31. Copia di una bolletta dell’energia elettrica (fonte Enersystems Srl)

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 41


CAPITOLO 2

Partendo da questo dato si stima la producibilità annua dell’impianto per chilowatt


installato. Il calcolo può essere eseguito mediante opportuni software o facendo riferi-
mento alle tabelle della norma UNI 10349 o ai dati di radiazione ENEA. Dividendo il to-
tale dei consumi elettrici annui (espressi in chilowattora, che rappresentano gli scatti
misurati dal contatore) per il valore di producibilità annua per chilowatt di impianto in-
stallato, si ricava la potenza dell’impianto fotovoltaico necessario a coprire i consumi
dell’utenza su base annua:

consumi annui  kWh 


= potenza impianto  kWp
 kWh 
producibilità annua  
 kWp 

Stabilita la taglia di impianto necessaria, occorre verificare la superficie disponibile


ed in funzione di questa, scegliere il numero ed il tipo di moduli da collegare in serie e
parallelo per raggiungere la potenza ricavata dal calcolo precedente.
Si sceglie quindi il tipo di inverter in funzione della potenza e delle caratteristiche
dei moduli. Si può ovviamente eseguire un calcolo manuale o utilizzare dei software
(configuratori) appositi forniti dagli stessi produttori di inverter e che dispongono di
una banca dati contenente un elenco svariato di moduli di diverse aziende produttrici.
Il configuratore permette un calcolo agevole e rapido ed è anche abbastanza sempli-
ce ed intuitivo da utilizzare, come si vedrà nel successivo paragrafo 2.8. Ovviamente è
indispensabile interpretare in maniera corretta i dati elaborati dal software e se ne con-
siglia sempre una verifica; le aziende produttrici di inverter non si assumono infatti al-
cuna responsabilità circa il non corretto funzionamento dei loro configuratori.
Si riporta di seguito un esempio di dimensionamento e progettazione dell’impianto
fotovoltaico da 4,8 kWp oggetto di questo testo e della cui messa in opera si discute-
rà ampiamente nel capitolo 3.
In seguito al sopralluogo sono stati raccolti i seguenti dati utili:
Consumi annui dell’utenza per energia elettrica: 6500 kWh
Superficie disponibile (tetto a falda): 50 m2
Orientamento del tetto: 60° sud-ovest
Inclinazione del tetto: 16°
Località di installazione: Caccamo (PA)
Latitudine: 37,93°
Coefficiente di albedo: 0,26
È stata altresì verificata l’assenza totale di ombreggiamenti. Il committente ha ri-
chiesto un impianto fotovoltaico che compensi totalmente i propri consumi elettrici
conseguendo il massimo beneficio economico (modalità di scambio sul posto).
Inserendo i dati sopra riportati su un apposito foglio di calcolo, come quello ripor-
tato in figura 32, è possibile ricavare la producibilità annua dell’impianto fotovoltaico,
espressa in chilowattora per chilowatt di picco installato (kWh/kWp).

42 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


PROGETTAZIONE E DIMENSIONAMENTO

Figura 32. Risultati dal foglio di calcolo Enea (fonte Enersystems Srl)

Nel caso specifico si ottiene un valore pari a 1369 chilowattora all’anno per ogni
chilowatt installato e pertanto, dividendo i consumi elettrici annui per la producibilità
annua ottenuta, è possibile ottenere la taglia dell’impianto necessaria:

6500  kWh 
= 4,75  kWp 
 kWh 
1369  
 kWp 

La scelta dei moduli e dell’inverter, ovvero marca e modello, costituisce il passo


successivo per stabilire la configurazione definitiva che più si avvicini al valore di 4,75
kWp. È possibile eseguire un calcolo manuale o utilizzare un configuratore.
Per l’impianto in oggetto sono stati utilizzati 30 moduli in silicio monocristallino, cia-
scuno da 160 Wp di potenza nominale connessi ad un inverter di potenza nominale
5000 Wp.

Il configuratore ha fornito i seguenti risultati:


Potenza nominale generatore fotovoltaico 4,80 kW
Superficie del generatore fotovoltaico 39,1 m2
Numero di inverter 1
Potenza CC max dell’inverter 5,75 kW
Potenza CA max dell’inverter 5,50 kW

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 43


CAPITOLO 2

Tensione di rete [V] 230


N. complessivo moduli 30
Rapporto potenza nominale 120% (ok)
Potenza stringa (ingresso) 4,80 kW
Quota di potenza (ingresso) 100%
Tensione MPP stringa a 15°C 369 V (ok)
Tensione MPP stringa a 50°C 316 V (ok)
Tensione MPP stringa a 70°C 286 V (ok)
Tensione MPP min. 246 V
Tensione a vuoto della stringa –10°C 487 V (ok)
Tensione CC max. consentita inverter 600 V
Corrente max. generatore FV 13,6 A (ok)
Corrente CC max. consentita 18,2 A
Numero di stringhe (inverter: 4 ingressi) 3
Numero di moduli per ogni stringa (min = 9; max = 12) 10
Cavo CC Ø (2x20 m / stringa) 6 mm2
Cavo CA Ø (10 m / Inverter) 4 mm2

Le caratteristiche tecniche di ciascun modulo sono:


Potenza nominale (PMPP) 160 W
Tensione nominale (UMPP) 35,4 V
Corrente di cortocircuito (ISC) 5,05 A
Tensione a vuoto (UOC) 43,4 V
Coefficienti di temperatura a(ISC )=+0,018%/K; b(UOC)=–0,35%/K
Dimensioni 1600 x 800 x 50 mm

Verificato quindi che i moduli rientrano sulla superficie utile del tetto a falda, si pro-
getta definitivamente l’architettura del sistema: i moduli sono stati disposti su 3 file da
10 in posizione verticale.
Sono stati altresì verificati i valori di tensione e di corrente, in funzione della configu-
razione scelta, e sono state calcolate le sezioni dei cavi e quindi le caratteristiche degli
interruttori, dei sezionatori e dei diodi relativamente al quadro di campo e manovra ed
al quadro di rete.

2.3. Componenti di un sistema fotovoltaico


I componenti fondamentali di un sistema fotovoltaico, già discussi nei precedenti
paragrafi, sono principalmente i moduli fotovoltaici, le strutture di supporto, gli inverter,
i cavi e la quadristica per il comando, la protezione ed il controllo.
Avendo già discusso sia dei moduli che degli inverter, si vuole affrontare una tratta-
zione sui cosiddetti componenti secondari, ma ovviamente altrettanto fondamentali,
cioè i cavi, le strutture di supporto ed i quadri elettrici.

44 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


PROGETTAZIONE E DIMENSIONAMENTO

Cavi
I cavi elettrici di un impianto fotovoltaico devono sopportare le condizioni ambienta-
li a cui sono sottoposti (elevata temperatura, radiazione solare, pioggia, ecc.) e garan-
tire prestazioni ottimali per tutta la durata di vita dell’impianto stesso. I cavi in corrente
continua, lato generatore fotovoltaico, devono soddisfare alcuni fondamentali requisiti:
– sopportare la corrente di corto circuito tra le fasi e verso terra;
– essere resistenti ai raggi UV, alle intemperie ed alle temperature (da – 40°C a
120°C);
– tensione nominale adeguata a quella del sistema elettrico;
– tensione di isolamento > 1 kV;
– essere leggeri, flessibili e maneggevoli;
– resistenti al fuoco e dimensionati in modo da contenere al minimo le perdite
(< 1%).
Deve pertanto essere utilizzato un cavo unipolare a doppio isolamento del tipo
FG7(O)R 0,6/1 kV. Il cavo tipo H07RN-F, spesso utilizzato come “cavo solare”, non
soddisfa i requisiti di cui sopra, generalmente perché ha una temperatura massima di
funzionamento di 70°C, mentre il cavo FG7(O)R arriva fino a 90°C, ma di contro nean-
che questo ha un’adeguata resistenza ai raggi ultravioletti. Come cavi di stringa in par-
ticolare si utilizzano cavi speciali, denominati cavi solari, ovvero cavi unipolari con iso-
lamento e guaina in gomma, tensione 0,6/1 kV, temperatura massima di funzionamen-
to oltre i 90°C ed elevata resistenza ai raggi ultravioletti. Pertanto si consiglia di fare at-
tenzione alle caratteristiche tecniche che sono di fondamentale importanza nella scel-
ta del cavo e del buon funzionamento del sistema nel suo complesso. La posa dei ca-
vi di stringa può avvenire nei vani portacavi ricavati nelle strutture metalliche di suppor-
to dei moduli (figura 33).

Vano portacavi

Figura 33. Profilo in alluminio con vano portacavi (fonte Enersystems Srl)

Per quanto riguarda i cavi da installare sul lato corrente alternata, a valle dell’inver-
ter fino al punto di connessione dell’impianto fotovoltaico con l’impianto utilizzatore,
vale quanto detto precedentemente. Per il collegamento tra inverter e gruppo di misu-
ra sono richiesti invece cavi schermati o con neutro concentrico, ai fini antifrode.

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 45


CAPITOLO 2

Come regola generale la sezione di un cavo deve essere tale per cui:
– la portata (IZ) del cavo sia almeno uguale alla corrente di impiago (IB) del circui-
to (IZ ≥ IB);
– la caduta di tensione rientri nei limiti prestabiliti (4%).
Inoltre vanno rispettati i colori distintivi previsti dalle norme, relativamente ai cavi lato
corrente alternata: blu per il conduttore di neutro, nero, grigio e marrone per i conduttori
di fase (colori consigliati). Non esistono invece indicazioni normative sui colori dei cavi in
corrente continua negli impianti fotovoltaici. In tutti i casi (corrente continua e corrente al-
ternata) il giallo-verde contraddistingue il conduttore di protezione ed equipotenziale.

Quadri
I quadri elettrici sono componenti dell’impianto ai quali si applicano le norme EN
60439 (CEI 17-13). La norma CEI 23-51 si applica solo in corrente alternata e per corren-
te nominale fino a 125 ampère. I quadri elettrici esposti alle intemperie devono avere un
grado di protezione almeno IP54 e resistere ai raggi UV. Devono inoltre essere facilmen-
te accessibili ed essere forniti ciascuno di una targa riportante il nome del costruttore, il
tipo ed il numero di identificazione. Il costruttore del quadro è il soggetto che applica il
proprio nome sulla targa (vedi figura 34), in genere la stessa impresa installatrice.

Figura 34. Particolare quadro elettrico con targa identificativa (fonte Enersystems Srl)

In un impianto fotovoltaico sono generalmente presenti:


1. il quadro di campo e manovra (lato corrente continua);
2. il quadro di rete (lato corrente alternata).
Il quadro di campo e manovra serve a collegare in parallelo le stringhe di moduli
per poi convogliare l’energia prodotta verso l’ingresso dell’inverter ed assolve anche
ad altre funzioni:
– sezionamento del campo fotovoltaico (interruttore di manovra sezionatore);

46 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


PROGETTAZIONE E DIMENSIONAMENTO

– protezione dalle sovratensioni per proteggere l’inverter e i moduli (scaricatori di


sovratensione);
– protezione da sovracorrenti mediante utilizzo di fusibili.
Il quadro elettrico di rete (lato corrente alternata) si trova in prossimità dell’inverter e
contiene generalmente un dispositivo di protezione (sezionatore, magnetotermico o ma-
gnetotermico differenziale), gli scaricatori di sovratensione (SPD), eventualmente le spie
di presenza rete. Per i dettagli si rimanda agli schemi elettrici forniti nel CD allegato.

Strutture di supporto
Le strutture di supporto possono essere di vario tipo, ma fondamentalmente ven-
gono suddivise in 4 classi principali:
1. strutture per tetto a falda inclinato retrofit (tetti in tegole o lamiera grecata);
2. strutture per tetto a falda inclinato integrato;
3. strutture per tetti piani e terreni;
4. sistemi ad inseguimento.
Il mercato offre oggi un’ampia scelta di sistemi, per cui si è cercato di fare un reso-
conto di tutte le tipologie che oggi si stanno diffondendo sul mercato italiano.
Il montaggio dei moduli sulle strutture può essere “verticale” ed “orizzontale”, diffe-
renziandosi a seconda della posizione del lato corto del modulo. Trattasi di montaggio
verticale quello in cui il lato corto del modulo è parallelo alla grondaia, viceversa si trat-
ta di montaggio orizzontale. La scelta dell’uno o dell’altro tipo di montaggio dipende
fondamentalmente dall’architettura del sistema e dalle dimensioni della copertura di
posa. Nel caso di montaggio su tetti a falda, si consiglia il montaggio verticale, che ri-
ducendo il numero di bordi orizzontali agevola la caduta della neve e riduce la forma-
zione di aloni di sporcizia sui moduli.
Non tutti i sistemi di montaggio sono adatti a qualsiasi tipo di modulo, quindi si
consiglia una scelta oculata verso sistemi di montaggio di alta qualità e con garanzie
attestate, in modo da assicurarsi anche un aspetto estetico gradevole ed un impatto
visivo ridotto ai minimi termini.
I materiali utilizzati per le strutture sono l’acciaio inossidabile e lo zinco-titanio. An-
che le viti e le minuterie varie sono in acciaio inossidabile o zincato, per garantirne la
durata e l’inossidabilità.
Nel caso di coperture con parti in rame, è bene evitare il contatto tra queste parti e
le leghe di zinco o alluminio, che potrebbe generare la cosiddetta corrosione galvanica.

Figura 35. Staffa per lamiera grecata, minuteria (fonte Enersystems Srl)

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 47


CAPITOLO 2

Di seguito (figura 36) sono mostrati altri tipi di supporti, prodotti da aziende specializ-
zate del settore che permettono una scelta ampia per adattarsi a qualunque esigenza.

Figura 36. Struttura in isocoppo (fonte Enersystems Srl)

Per questo tipo di struttura si utilizzano sistemi di fissaggio appositi del tipo mostra-
to in figura 37.

Figura 37. Sistema di fissaggio per struttura in isocoppo e/o eternit (fonte Enersystems Srl)

Altri sistemi di montaggio sono quelli per l’integrazione architettonica che presenta-
no una serie di difficoltà tecniche e richiedono maggiore tempo per l’installazione. In
termini pratici consistono nel sostituire il manto di tegole con apposite strutture che si
fissano direttamente sulla copertura e sulle quali poi vanno a fissarsi i moduli. L’aspet-
to finale è quello di un sistema che si integra linearmente alla copertura in maniera to-
talmente incassata (vedi figura 38)

Figura 38. Sistema fotovoltaico incassato (fonte GSE)

48 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


PROGETTAZIONE E DIMENSIONAMENTO

Sono strutture che presentano certamente dei vantaggi in termini estetici e per-
mettono di usufruire anche di una maggiore tariffa incentivante, come si vedrà nel ca-
pitolo 4. Di contro riducono l’aerazione dei moduli e quindi può verificarsi una riduzio-
ne del rendimento, in alcuni casi, anche del 20%. In genere nei tetti con inclinazione
minore di 27° il sistema totalmente integrato è sconsigliato ed è preferibile il sistema
in modalità retrofit. Per quanto concerne i sistemi di montaggio per coperture piane
o terreni, esistono sul mercato strutture in acciaio oppure in materiale tipo plastico
con conformazione a vasche.

Figura 39. Struttura per tetto piano (fonte Enersystems s.r.l.)

Figura 40. Vasca console, adatta per posa su tetto piano o su terreno
(fonte Enersystems Srl)

Infine un’ultima categoria, che non ha ancora trovato larga diffusione, è quella dei
sistemi ad inseguimento, anche detti girasoli solari.
Un inseguitore solare è un dispositivo meccanico atto ad orientare favorevolmente
rispetto ai raggi solari i moduli fotovoltaici. Possono essere di tipo bi-assiale o mono-
assiale.

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 49


CAPITOLO 2

Figura 41. Struttura di un inseguitore e campo fotovoltaico ad inseguitori


(fonte www.sun-keeper.it – www.energethics.it)

Presentano alcuni vantaggi relativamente al maggiore rendimento che permettono di


ottenere (dal 20 al 40% in più rispetto ad un sistema fisso), ma hanno maggiori costi di
installazione e richiedono maggiore manutenzione. Infatti, nonostante i meccanismi uti-
lizzati siano semplici e poco sollecitati, sono continuamente sottoposti a condizioni at-
mosferiche gravose, per cui in genere comportano una manutenzione continua, costan-
te e onerosa.
La casistica ormai disponibile conferma un loro proficuo utilizzo nel caso di grandi
impianti a terra, e per tale motivo nel nostro paese non hanno ancora trovato la diffusio-
ne che invece hanno avuto in paesi come Germania e Spagna.

2.4. Messa a terra


Un impianto fotovoltaico può essere messo a terra solo se è separato mediante un
trasformatore dalla rete di distribuzione in bassa tensione. Scegliendo di mettere a ter-
ra o meno il sistema questo influisce ovviamente sul suo funzionamento e sulla sicu-
rezza delle persone. In caso di un guasto a terra nel sistema fotovoltaico possono ve-
rificarsi due condizioni:
– il sistema fotovoltaico è messo a terra in un punto: in tal caso la parte del gene-
ratore compresa tra i due punti a terra viene cortocircuitata;
– il sistema fotovoltaico è isolato da terra: in tal caso un primo guasto a terra non
determina una corrente apprezzabile, ma se il guasto permane e si verifica un
secondo guasto si ricade nel caso precedente.
In entrambi i casi un dispositivo di controllo segnala un primo guasto a terra o met-
te l’inverter in stand-by.
In merito alla sicurezza della persona un sistema elettrico isolato da terra non ga-
rantisce la sicurezza in valore assoluto. Nel caso di contatto accidentale con una delle
parti attive infatti la resistenza di isolamento non è infinita, pertanto la persona in con-
tatto con un polo del sistema fotovoltaico, direttamente o tramite una massa è attraver-
sata da una corrente continua di dispersione che si richiude tramite la resistenza d’iso-
lamento (figura 42).

50 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


PROGETTAZIONE E DIMENSIONAMENTO

Figura 42. Richiusura della corrente in un sistema in corrente continua isolato da terra (fonte TNE)

La corrente aumenta con l’aumentare della tensione nominale del sistema o con
l’estensione di questo, per cui negli impianti molto estesi la corrente attraverso la per-
sona può provocare la folgorazione.
Se il sistema elettrico invece viene messo a terra la corrente diventa maggiore, es-
sendo la resistenza d’isolamento pari a zero.
In realtà non esistono particolari prescrizioni per la messa a terra o meno di un si-
stema fotovoltaico, tant’è che negli Stati Uniti la messa a terra costituisce la regola,
mentre vale l’esatto contrario in Europa. L’unica attenzione va posta quindi nella scel-
ta del dispositivo di controllo che cambia a seconda se il sistema è isolato o messo a
terra, e quindi nella scelta dell’inverter idoneo al sistema scelto.
Se poi si adoperano moduli fotovoltaici in classe II allora è addirittura proibito il loro
collegamento a terra e la cornice in alluminio non rappresenta una massa, poiché non
va in tensione in caso di cedimento dell’isolamento principale. Gli apparecchi in clas-
se II sono infatti dotati di un isolamento principale e di uno supplementare. Anche le
strutture di supporto, nel caso di cavi in classe II, non costituiscono masse.

2.5. Protezione dai fulmini


L’installazione di un sistema di protezione dai fulmini dipende dal tipo di montag-
gio dell’impianto fotovoltaico.
Normalmente il montaggio su tetti a falda, in modalità “retrofit” o integrato, non ri-
chiede particolari protezioni contro le scariche atmosferiche, mentre il montaggio su
tetti piani o su terreni può fare aumentare il rischio di fulminazione.
È comunque fondamentale sapere che la presenza di parti metalliche sul tetto non
aumenta la probabilità di fulminazione della struttura, a meno che tali parti non aumen-
tino considerevolmente l’altezza dell’edificio.
Per stabilire se è necessario o meno installare un sistema di protezione dai fulmini
occorre fare un’analisi del rischio secondo la norma CEI 81-10/2, in funzione della
struttura da proteggere. Per un impianto fotovoltaico ubicato a terra la struttura è tutto
l’impianto, mentre se ubicato su tetto la struttura da intendersi è l’intero edificio com-
prensivo dell’impianto fotovoltaico.

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 51


CAPITOLO 2

Occorre sapere inoltre che esistono due tipologie di fulminazione:


– diretta (che colpisce direttamente la struttura);
– indiretta (che colpisce linee di energia e di segnale entranti nell’edificio o in
prossimità di questo).
La norma considera 4 tipi di rischio che la fulminazione può determinare, in funzio-
ne della destinazione d’uso della struttura e del tipo di danno:
– rischio R1: perdita di vite umane;
– rischio R2: perdita di servizio pubblico;
– rischio R3: perdita di patrimonio culturale;
– rischio R4: perdita economica.
Una struttura può essere interessata da uno o più rischi, e l’analisi di questi è com-
pito del professionista che ha l’obbligo di progettare ed eseguire l’impianto fotovoltai-
co a regola d’arte e quindi valutando la necessità ad installare eventuali misure di pro-
tezione contro le fulminazioni.
Nel caso di fulminazione diretta l’installazione di un LPS può rendersi necessaria,
ma risulta alquanto onerosa, per cui si potrebbe evitare nel caso in cui il rischio relati-
vo alla perdita di vite umane (R1) sia tollerabile.
In merito agli edifici non provvisti di LPS occorre comunque valutarne la necessità,
perché se l’edificio ne richiede la presenza ma ne è sprovvisto, il progettista dell’im-
pianto fotovoltaico sarebbe chiamato in causa nel caso di fulminazione dell’impianto
fotovoltaico stesso.
Quindi il progettista è tenuto a valutare in ogni caso il rischio relativo al fulmine ed
informare il committente se l’edificio necessita di LPS.
Se invece l’edificio su cui installare l’impianto è già provvisto di LPS occorre ade-
guarlo tenendo conto dell’impianto fotovoltaico. Ovviamente tutte queste operazioni
sono servizi aggiuntivi al progetto dell’impianto fotovoltaico e devono essere contem-
plati da apposito incarico professionale.
In ambito alle fulminazioni indirette, queste possono causare altrettanti danni all’in-
terno ed all’esterno di una struttura anche senza che l’abbiano colpita direttamente,
tramite un accoppiamento resistivo e/o induttivo che si verifica quando un fulmine col-
pisce una linea elettrica entrante nella struttura. Se la tensione indotta dalla corrente di
fulmine sull’impedenza della linea supera la tensione di tenuta dei cavi o delle appa-
recchiature, si determina una scarica che può innescare un incendio. Inoltre poiché la
corrente di fulmine è di tipo impulsivo essa determina un campo elettromagnetico va-
riabile che a sua volta genera tensioni indotte sugli impianti elettrici. Si rende quindi ne-
cessaria una protezione da queste sovratensioni, per evitare il danneggiamento delle
apparecchiature e degli impianti e tale compito viene svolto dagli scaricatori di sovra-
tensione (SPD).
Il loro compito è quello di scaricare a terra la sovratensione in modo che non dan-
neggi le apparecchiature, presentando un’elevata impedenza in condizioni di riposo e
riducendola in presenza di sovratensione. Per gli impianti fotovoltaici generalmente si
utilizzano SPD sia all’interno del quadro di campo e manovra (lato c.c.) che del quadro
di rete (lato c.a.).

52 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


PROGETTAZIONE E DIMENSIONAMENTO

2.6. Le fasi progettuali


Le fasi progettuali per realizzare e mettere in esercizio un impianto sono riassunte
nei punti seguenti.
1. Il soggetto responsabile (utente) incarica un professionista abilitato alla redazio-
ne di un progetto preliminare (redatto ai sensi della guida CEI 0-2) che va alle-
gato alla richiesta di connessione al Gestore di Rete. Generalmente le aziende
del settore forniscono un servizio completo, dal progetto all’installazione.
2. Il soggetto responsabile accerta presso gli uffici competenti quali siano i per-
messi necessari, ad esempio presso il comune se sia sufficiente la DIA (dichia-
razione di inizio attività) oppure occorra il permesso a costruire. Va verificato an-
che se siano necessari altri permessi e/o nulla osta da parte della Soprinten-
denza o altre disposizioni a livello regionale. Anche di queste operazioni, in ge-
nere, se ne occupa l’azienda specializzata.
3. Il Gestore di Rete comunica al soggetto responsabile il punto di allaccio alla re-
te unitamente al preventivo economico ed ai tempi di realizzazione.
4. Il soggetto responsabile accetta il preventivo di allaccio e conclude il rapporto
contrattuale con il Gestore di Rete, dando inizio ai lavori e, ad impianto ultimato,
trasmettendo al gestore di rete comunicazione di ultimazione dei lavori.
5. Entro sessanta giorni dall’entrata in esercizio dell’impianto occorre far pervenire
al GSE (Gestore dei Servizi Elettrici) la documentazione finale di progetto unita-
mente alla richiesta di concessione della tariffa incentivante.
6. Entro sessanta giorni dalla data di ricevimento di questa documentazione, il
GSE, verificato il rispetto delle disposizioni del decreto ministeriale 19 febbraio
2007, comunica la pertinente tariffa incentivante unitamente al contratto.
7. Dopo il riconoscimento della tariffa incentivante va sottoscritto il contratto di
scambio sul posto (SSP) o ritiro dedicato (RTD).

Il progetto preliminare e la richiesta di connessione


In fase iniziale va inoltrato al Gestore di Rete (Enel o altro) la richiesta di connessio-
ne, secondo dei moduli opportunamente predisposti dal Gestore stesso di cui si può
trovare copia alla sezione modulistica (CD allegato). Unitamente alla richiesta di con-
nessione va allegato il progetto preliminare redatto ai sensi della guida CEI 0-2, i cui
contenuti minimi sono:
– relazione tecnica descrittiva;
– schema elettrico unifilare;
– stralcio catastale in scala 1:2000;
– prospetti e pianta della copertura;
– preventivo di spesa;
– calcolo della producibilità annua relativa al sito;
– scheda tecnica dell’impianto.
Infine va allegata anche copia di ricevuta del versamento richiesto dal Gestore di
Rete. Entro 20 giorni dalla richiesta di connessione, il Gestore effettua un sopralluogo

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 53


CAPITOLO 2

a mezzo dei suoi tecnici e fornisce un preventivo di allaccio. A queste fasi segue l’ini-
zio dei lavori.

Il progetto definitivo e la comunicazione di fine lavori al Gestore di Rete


Ultimati i lavori occorre inviare apposita comunicazione di fine lavori al Gestore di
Rete, facendo riferimento alle disposizioni da questi fornite (nel caso di Enel le prescri-
zioni sono quelle della DK5940 per impianti collegati in bassa tensione):
– redazione e sottoscrizione di un regolamento d’esercizio;
– dichiarazione di conformità dell’impianto elettrico utilizzatore, ai sensi della legi-
slazione vigente (D.M. n. 37/2008);
– dichiarazione di conformità dell’impianto alla DK 5940 ed. 2.1 e alle norme CEI
applicabili, redatta e firmata da ingegnere o perito iscritto all’albo. Per impianti
con potenza ≤ 20 kW può essere redatta e firmata anche da un tecnico del set-
tore, abilitato ai sensi della legislazione vigente (D.M. n. 37/2008).
A dicembre 2008 la DK5940 è stata sostituita con la nuova “Guida per le connes-
sioni alla rete elettrica di Enel Distribuzione (dicembre 2008 – ed. I)”.

La documentazione finale di progetto: richiesta della tariffa incentivante


Inviata la comunicazione di fine lavori ed ottenuta la connessione dell’impianto alla
rete elettrica del Gestore, l’impianto risulta in esercizio. Pertanto, entro 60 giorni dalla
data di entrata in esercizio occorre inviare al GSE (Gestore dei Servizi Elettrici) la docu-
mentazione finale di progetto. Si tratta di una fase molto delicata, che in genere è affi-
data all’azienda installatrice specializzata che consegna l’impianto “chiavi in mano”.
La documentazione, in originale, da trasmettere al GSE è la seguente:
1. richiesta di concessione della tariffa incentivante stampata dal portale e com-
prensiva di data e firma del soggetto responsabile (allegato A1 della Delibera
AEEG n. 90/07);
2. scheda tecnica finale d’impianto stampata dal portale e comprensiva di data,
firma e timbro del professionista o tecnico iscritto all’albo professionale (allega-
to A2 della Delibera AEEG n. 90/07);
3. dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà stampata dal portale, sottoscritta dal
soggetto responsabile e corredata da copia fotostatica, non autenticata, di un
documento di identità del sottoscrittore in corso di validità (allegato A4 della De-
libera AEEG n. 90/07);
4. documentazione finale di progetto, realizzata in conformità alla norma CEI-02,
firmata da professionista o tecnico iscritto all’albo professionale, corredata da
almeno 5 distinte fotografie e da elaborati grafici di dettaglio dell’impianto (tale
documentazione dovrà essere fornita anche su CD in formato “pdf”);
5. elenco dei moduli fotovoltaici e dei convertitori, da fornire su supporto cartaceo
oppure magnetico indicante modello, marca e numero di matricola (preferibil-
mente inseriti nello stesso CD contenente la documentazione finale di progetto

54 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


PROGETTAZIONE E DIMENSIONAMENTO

e le fotografie; l’elenco dei moduli fotovoltaici e dei convertitori deve essere co-
munque caricato nel portale);
6. certificato di collaudo contenente le seguenti prove: continuità elettrica e con-
nessioni tra i moduli, messa a terra di masse scaricatori, isolamento dei circuiti
elettrici delle masse, corretto funzionamento dell’impianto, verifiche prestazio-
nali dell’impianto previste dal decreto ministeriale 19 febbraio 2007 (dal sito del
GSE è possibile scaricare un fac-simile del certificato di collaudo richiesto);
7. dichiarazione di proprietà dell’immobile destinato all’installazione dell’impianto,
ovvero autorizzazione all’installazione dell’impianto sottoscritta dal/i proprieta-
rio/i dell’immobile;
8. copia del permesso di costruire ottenuto per l’installazione dell’impianto ovvero
copia della denuncia di inizio attività; qualora non sia necessario né il permesso
di costruire né la denuncia di inizio attività, il soggetto responsabile dell’impian-
to deve esplicitare tale situazione con un’apposita dichiarazione;
9. copia della comunicazione con la quale il gestore della rete locale ha notificato
al soggetto responsabile dell’impianto il codice identificativo del punto di con-
nessione alla rete dell’impianto fotovoltaico (cosiddetto “POD” definito all’arti-
colo 37, comma 37.1, della Deliberazione n. 111/2006).
10.copia della denuncia di apertura di officina elettrica presentata all’UTF (soltanto
per impianti superiori a 20 kWp o superiori a 30 kWp se ricadenti in territori mon-
tani); oppure, se l’impianto immette tutta l’energia prodotta nella rete, copia del-
la comunicazione fatta all’UTF sulle caratteristiche dell’impianto (Circolare 17/D
del 28 maggio 2007 dell’Agenzia delle Dogane: disposizioni applicative del de-
creto legislativo 2 febbraio 2007, n. 26).
Il GSE, dopo aver verificato l’ammissibilità di tutta la documentazione ricevuta, en-
tro 60 giorni dalla data di ricezione della stessa trasmette al soggetto responsabile la
comunicazione della tariffa incentivante riconosciuta all’impianto. Nella suddetta co-
municazione vengono individuati in particolare:
– il valore della tariffa incentivante riconosciuta all’impianto per 20 anni consecuti-
vi a partire dalla data di entrata in esercizio dell’impianto (definita come indicato
al precedente punto 2);
– le caratteristiche tecniche dell’impianto (potenza, tipo di integrazione architetto-
nica, scambio sul posto, agevolazioni particolari, ecc).
Nel caso in cui la documentazione fornita dal soggetto responsabile per il ricono-
scimento dell’incentivo dovesse risultare incompleta, il GSE trasmette al soggetto
stesso una richiesta di integrazione della documentazione fornita sospendendo la
valutazione.
La documentazione integrativa richiesta dovrà pervenire al GSE entro 90 giorni, pe-
na l’esclusione dalle tariffe incentivanti.
Infine si passa alla stipula della convenzione, che ha lo scopo di regolamentare il
rapporto giuridico tra il GSE, soggetto designato al rilascio dell’incentivazione, ed il
soggetto responsabile dell’impianto, soggetto che deve ricevere l’incentivazione
economica.

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 55


CAPITOLO 2

A seguito della ricezione della comunicazione del GSE di avvio all’incentivazione del-
l’impianto, il soggetto responsabile, per completare la fase istruttoria preliminare al rila-
scio della tariffa incentivante, deve collegarsi al portale web (https://fotovoltaico.gsel.it)
ed accedere alla sezione dedicata al “Decreto Interministeriale 19-02-2007” con le pro-
prie credenziali (User ID e Password) e procedere ad attivare il modulo operativo “Con-
venzione” (con riferimento al Numero Identificativo dell’impianto).
Il soggetto responsabile deve seguire le istruzioni pervenutegli con la lettera di co-
municazione della tariffa incentivante e procedere quindi a verificare la correttezza dei
dati già inseriti nel sistema, concludendo la procedura informatica del portale provve-
dendo alla stampa di due originali della Convenzione con il GSE. Infine il GSE tratterrà
la copia firmata dal soggetto responsabile dell’impianto e restituirà l’altra copia firmata
dal Direttore Operativo del GSE. Dal 23 giugno 2009 il soggetto responsabile stampe-
rà una sola copia della convenzione, la firmerà e la invierà in copia cartacea al GSE,
che dopo averla valutata, renderà disponibile on-line il file .pdf con firma digitale. Que-
sto per rendere più rapida la procedura di accesso al conto energia.

2.7. Autorizzazioni e permessi


Per l’installazione di un impianto fotovoltaico occorre attenersi ad una serie di auto-
rizzazioni e permessi richiesti dalle amministrazioni comunali e dalle disposizioni regio-
nali vigenti. In genere per gli impianti fino a 20 kWp, che sono riconosciuti come “impian-
ti non industriali”, basta presentare un’istanza di autorizzazione o una D.I.A. (Dichiara-
zione d’inizio attività) al comune di competenza, sempre che non esistano particolari vin-
coli per cui necessitano ulteriori pareri o nulla/osta da parte di Soprintendenze o altri Or-
ganismi competenti. È consigliabile prendere contatto direttamente con gli uffici tecnici
comunali in cui è localizzato il sito di installazione dell’impianto e consultare i relativi pia-
ni regolatori. Infine è stato pubblicato sulla G.U.R.I. 03-07-2008, n. 154 il D.Lgs. n.
115/2008 “Attuazione della direttiva 2006/32/CE relativa all’efficienza degli usi finali del-
l’energia e i servizi energetici e abrogazione della direttiva 93/76/CEE”. Il provvedimen-
to introduce, all’articolo 11, comma 3, semplificazioni per l’installazione di pannelli sola-
ri termici e fotovoltaico: “Sono considerati interventi di manutenzione ordinaria, e quindi
esclusi dalla DIA, le installazioni di impianti solari termici o fotovoltaici aderenti o integra-
ti nei tetti degli edifici e le installazioni di generatori eolici di altezza non superiore a 1,5
metri e diametro non superiore a 1 metro. Per questi lavori sarà sufficiente una comuni-
cazione preventiva al Comune, ad esclusione degli edifici tutelati”.
In Sicilia si fa attualmente riferimento al P.E.A.R.S. – Piano Energetico Ambientale Re-
gione Sicilia (G.U.R.S. 27-03-2009, n. 13).

2.8. Dimensionamento mediante software: i configuratori


Nel paragrafo 2.2. si è parlato del dimensionamento di un sistema fotovoltaico con-
nesso in rete e si è accennato alla possibilità di utilizzare appositi software, il cui utiliz-
zo può risultare particolarmente vantaggioso soprattutto per la simulazione della resa.

56 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


PROGETTAZIONE E DIMENSIONAMENTO

Esistono in commercio diversi software per il dimensionamento degli impianti foto-


voltaici, alcuni dei quali anche gratuiti, i cosiddetti configuratori, che vengono forniti dai
produttori di inverter e presentano al loro interno una lista di moduli (database) di varie
aziende produttrici.
Lo svantaggio principale dei configuratori gratuiti è che non possono essere utiliz-
zati se non per i prodotti specifici dell’azienda che li distribuisce.
In genere quindi i software a pagamento sono di gran lunga più versatili e consen-
tono una maggiore funzionalità:
– progettazione e computo metrico;
– progettazione personalizzata e su misura;
– ottimizzazione del calcolo e della resa.
Nonostante le grandi potenzialità ed il semplice utilizzo dei software per il dimen-
sionamento, per una progettazione esecutiva e che garantisca i massimi benefici, si
presuppone sempre e comunque il possesso di competenze tecniche specifiche sui
principi di funzionamento di un impianto fotovoltaico.
Raccolti alcuni dati essenziali in fase di sopralluogo, questi vanno semplicemente
inseriti nelle apposite maschere del software. In particolare:
– luogo di installazione;
– modello e marca del modulo;
– numero di moduli o potenza totale del sistema;
– orientamento ed inclinazione del piano dei moduli.
Il configuratore effettua il calcolo delle stringhe e fornisce le soluzioni possibili, veri-
ficando inoltre alcuni fattori importanti quali il rapporto di potenza ed i valori di tensio-
ne e corrente delle singole stringhe (vedi paragrafo 2.2.). In particolare verifica che la
tensione a vuoto del campo fotovoltaico, a diversi valori di temperatura, sia inferiore al-
la massima tensione d’ingresso dell’inverter e che le correnti di stringa non superino la
massima corrente ammissibile dall’inverter.
Generalmente il procedimento per la configurazione di un impianto mediante il
configuratore consta di 3 fasi.

Fase 1: scelta della località, dell’angolo di inclinazione della superficie ed orientamento


La prima fase consiste nell’indicazione del sito di installazione e dei dati relativi al-
l’orientamento ed all’inclinazione della superficie di posa, dati di cui si dispone dopo
avere effettuato il sopralluogo.

Fase 2: scelta dei moduli e della potenza


La seconda fase consiste nella scelta dei moduli commercialmente disponibili o
preferiti. Tali scelte dipendono ovviamente anche dal tipo di posa che si è scelta e dal-
la superficie disponibile. Il dato di partenza è comunque il consumo associato all’uten-
za e quindi i kWh che si vuole che l’impianto produca nel corso dei 365 giorni. La po-
tenza necessaria è funzione di questo dato. Nella maschera del configuratore vanno
quindi inseriti questi tre fattori, e cioè potenza desiderata, superficie disponibile e mar-
ca e modello del modulo fotovoltaico.

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 57


CAPITOLO 2

Fase 3: scelta dell’inverter


La terza fase è relativa alla scelta dell’inverter che dipende dalla potenza dell’im-
pianto. Si effettuano quindi un paio di prove per trovare la migliore configurazione in
termini di rendimento. Nel caso l’accoppiamento scelto non è idoneo il configuratore
segnala l’errore e le soluzioni per risolverlo.
Inseriti i dati di cui ai punti precedenti i configuratori elaborano tali dati e forniscono
una maschera con una sintesi dei risultati, offrendo la possibilità di stampa e persona-
lizzazione degli stessi.
I dati ottenuti sono utili per compilare le schede tecniche da allegare ai progetti. Si
consiglia sempre di eseguire una attenta verifica dei risultati.

58 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


Capitolo 3

Montaggio e messa in servizio di un impianto:


caso pratico

3.1. Montaggio di un impianto da 4,8 kWp


In questa terza parte sarà presentato il caso pratico della costruzione, collaudo e
gestione di un impianto fotovoltaico realizzato dalla Enersystems Srl nel 2007 e localiz-
zato nel comune di Caccamo (PA). L’impianto è al servizio di un’utenza privata ed ope-
ra in regime di “scambio sul posto”, producendo tutta l’energia di cui necessita l’uten-
za e riversando in rete l’eccedente.
L’impianto in oggetto è composto da 30 moduli fotovoltaici in silicio monocristallino
da 160 Wp di potenza ciascuno, per un totale di 4800 Wp di potenza complessiva.
Il generatore fotovoltaico è composto da 3 stringhe in parallelo costituite da 10 mo-
duli ciascuna collegati in serie.
Entrato in esercizio il 4 settembre 2007, l’impianto ha prodotto 7796 kWh di energia
elettrica (lettura al 30 settembre 2008), cui corrispondono 4200 Kg di CO2 evitata, un
incentivo statale annuo (che è stato erogato bimestralmente dal GSE) pari a 3.274 eu-
ro ed un risparmio in bolletta pari a 1.560 euro circa.
Il montaggio è avvenuto su tetto a falde, scegliendo ovviamente la falda che pre-
sentava le migliori condizioni di esposizione. Per il montaggio su questo tipo di tetti,
che generalmente hanno pendenze variabili da 15-20° a 25-30°, è necessario osserva-
re alcune disposizioni per la sicurezza. Ad esempio quando si lavora ad un’altezza su-
periore ai 3 metri e con pendenze superiori a 20°, occorre prevedere alcune misure di
protezione anticaduta, come per esempio pareti di protezione o più semplicemente at-
tacchi di sicurezza con corde.
Sussistono poi altri pericoli connessi all’installazione di un impianto fotovoltaico e
sono relativi alla corrente che essi producono quando sono sottoposti alla radiazione
solare. Pertanto, a differenza degli altri impianti elettrici, un impianto fotovoltaico non
può essere disattivato ed occorre particolare attenzione sia durante il montaggio, rela-
tivamente al collegamento delle stringhe ai quadri elettrici, sia nelle successive opera-
zioni di manutenzione.
Lo sbaglio più comune è quello di affrontare la manutenzione di un impianto foto-
voltaico come si trattasse di un impianto elettrico comune e quindi cercando di disatti-
vare l’impianto attraverso un sezionatore o interruttore di sicurezza. Nel caso di un im-
pianto fotovoltaico il sistema non si disattiva e quindi l’elettricista deve sapere che ri-

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 59


CAPITOLO 3

mane esposto al pericolo di folgorazione. Quindi, riassumendo, occorre ricordare al-


cuni fondamentali punti:
1. un impianto fotovoltaico esposto alla radiazione solare è sempre in funzione;
2. non serve installare delle protezioni contro il cortocircuito (fusibili, interruttori
magnetotermici) sul lato in corrente continua, basta un semplice sezionatore.
Questo perché le correnti di cortocircuito generate dall’impianto sono appena
superiori ai valori di corrente nominali;
3. l’impianto continua a generare tensioni pericolose per l’uomo;
4. porre particolare attenzione agli archi elettrici che possono innescarsi quando si
effettua una disconnessione sotto carico;
5. per neutralizzare la tensione lato corrente continua di un impianto fotovoltaico è
sufficiente metterlo in cortocircuito.
Nel seguito si mostreranno le fasi pratiche di un’installazione completa.

3.2. Montaggio delle strutture di supporto


Le strutture di supporto utilizzate nel caso specifico sono in alluminio/acciaio inos-
sidabile di tipo modulare. Il sistema di fissaggio utilizzato è quello per tetti inclinati, in
cui una fila di moduli viene tenuta da due travi portanti orizzontali. Le travi sono state
fissate sul tetto con ganci speciali per tetti. La prima fase consiste nella posa delle
staffe di ancoraggio sotto tegola, avendo cura di rimuovere la tegola e di rimetterla nel-
la posizione originaria.

Figura 44. Fase 1: rimozione tegola (fonte Enersystems Srl)

Figura 45. Fase 2: posa della staffa di ancoraggio (fonte Enersystems Srl)

60 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


MONTAGGIO E MESSA IN SERVIZIO DI UN IMPIANTO: CASO PRATICO

Le staffe di ancoraggio vanno poste ad una distanza (passo) di circa 80/90 centi-
metri in funzione del tipo di tetto e quindi del passo della tegola, o nei casi di tetto con
travi in legno, in funzione del passo delle travi, perché è su queste che vanno ancora-
te le staffe. Nel caso specifico, l’impianto è stato posato su un tetto a falda in cemen-
to, pertanto l’unico fattore limite è stato il passo delle tegole. Nella pratica il passo del-
le staffe, che indichiamo con x, deve essere di circa 80-100 centimetri nel caso di tetto
in calcestruzzo, mentre la distanza tra i profili, che indichiamo con y, viene determina-
ta in funzione della lunghezza del modulo:

lunghezzaÄ modulo
y =
15
,

Figura 46. Particolare con indicazione del passo (x) e della distanza (y) (fonte Enersystems)

È importante effettuare con attenzione ed estrema cura il ripristino dell’isolamento


del tetto, per evitare infiltrazioni spiacevoli e molto dannose (figura 47).

Figura 47. Particolare copertura con isolamento da ripristinare (fonte Enersystems Srl)

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 61


CAPITOLO 3

Occorre poi livellare attentamente le guide di supporto (vedi figure 48).

Figura 48. Fase 3: posa delle guide di supporto e livellamento (fonte Enersystems Srl)

La posa delle strutture è la fase più delicata perché determina la successiva posa dei
moduli. Infatti, se le strutture non sono correttamente e linearmente disposte, la posa dei
moduli risulterà alquanto ardua ed antiestetica per via di irregolarità troppo evidenti.

3.3. Montaggio dei moduli


Eseguita la posa delle strutture di sostegno si passa al montaggio dei moduli foto-
voltaici.

Figura 49. Fase 4: montaggio dei moduli fotovoltaici (fonte Enersystems Srl)

62 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


MONTAGGIO E MESSA IN SERVIZIO DI UN IMPIANTO: CASO PRATICO

In questa fase è particolarmente importante avere cura di eseguire il corretto as-


semblaggio sulle strutture di supporto seguendo attentamente le istruzioni fornite dal
produttore delle strutture. Il fissaggio avviene mediante profili “omega” e “zeta” (vedi
figura 50).

Figura 50. Profili omega e zeta (fonte Enersystems Srl)

La fase di cablaggio dei moduli avviene con un collegamento in serie mediante dei
connettori posti sul lato posteriore del modulo stesso, così da formare le stringhe.

Figura 51. Fase 5: cablaggio dei moduli fotovoltaici (fonte Enersystems Srl)

Nel caso specifico i moduli sono stati collegati in serie da 10 ottenendo 3 stringhe,
che poi sono state collegate in parallelo mediante il quadro di campo e manovra
(quadro in c.c.).
Si consiglia di far eseguire il montaggio sui tetti a tecnici specialisti e, dove occor-
ra, cooperare con muratori e/o montatori di coperture. È importante inoltre non esegui-
re montaggi su tetti vecchi, a tal proposito il sopralluogo preventivo serve proprio a ve-
rificare le condizioni della copertura e se il caso suggerire sempre la ristrutturazione,
visto che la vita di un impianto fotovoltaico è superiore ai 20 anni.

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 63


CAPITOLO 3

Anche i casi di coperture particolari, tipo tetti ventilati, tetti in travi e legno, tetti con
coibentazioni particolari, richiedono, a maggior ragione, un’elevata professionalità.
Insomma il montaggio di un impianto fotovoltaico coinvolge diverse figure professio-
nali specializzate. Infine, nelle pose su tetti a falda, sarebbe auspicabile effettuare il
montaggio in modo tale da garantire un sufficiente spazio tra i moduli e la copertura,
così da favorire la ventilazione posteriore e quindi un miglior rendimento del sistema
fotovoltaico.
Durante il montaggio occorre disporre di tutta l’attrezzatura necessaria alla lavora-
zione e quindi oltre all’equipaggiamento di protezione (guanti, occhiali, cintura) dispor-
re anche di trapano ed avvitatore, smerigliatrice, metro, lenza, livella, pinze, tronchesi-
na, chiavi inglesi e a bussola, viteria, tasselli, fascette per cavi, dadi di scorta, chiodi,
canalette e tubi. L’elenco ovviamente non vuole e non può essere esaustivo, ma è re-
gola generale comunque disporre soprattutto di un set completo di minuterie varie
adatte al sistema di montaggio che si sta utilizzando, visto che è sempre facile smarri-
re durante le lavorazioni alcuni dei componenti di minuteria.

Figura 52. Impianto fotovoltaico completo (fonte Enersystems Srl)

3.4. Lavorare in sicurezza sulle coperture


Il problema principale nell’esecuzione dei lavori su copertura è legato alle cadute
dall’alto, per cui occorre progettare una serie di dispositivi di sicurezza e prevedere ac-
corgimenti utili ad ogni tipo di copertura. La problematica è piuttosto complessa, so-
prattutto in merito alla mancanza di dispositivi di sicurezza idonei nella maggior parte
delle coperture in cui ci si trova ad operare e della mancanza di norme che imponga-
no la progettazione dei dispositivi di sicurezza per garantire l’accesso per lavori di ma-
nutenzione alle strutture e agli impianti ivi esistenti in piena sicurezza. Questo aspetto
comporta pertanto degli oneri aggiuntivi a carico del committente, che la ditta installa-
trice dell’impianto fotovoltaico dovrebbe tenere in considerazione.

64 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


MONTAGGIO E MESSA IN SERVIZIO DI UN IMPIANTO: CASO PRATICO

Si vogliono trattare qui alcuni dei principali riferimenti tecnici e legislativi per lavora-
re in sicurezza sulle coperture nell’ambito dell’installazione di impianti fotovoltaici.
In questo ambito si deve tenere conto delle diverse tipologie di coperture in cui ci si
trova ad operare, in considerazione del fatto che il rischio di cadute dall’alto non di-
pende solamente dalla realizzazione degli opportuni dispositivi di protezione ma an-
che dalla progettazione di coperture facilmente accessibili.
Pertanto l’azienda installatrice dell’impianto fotovoltaico può agire solamente sulla
progettazione degli opportuni dispositivi di protezione e sicurezza, trovandosi quasi
sempre ad operare su strutture esistenti e non sempre realizzate secondo gli standard
di sicurezza.
Per garantire una permanenza sicura su una copertura durante l’installazione di un
impianto fotovoltaico occorre dotarsi di un sistema anticaduta, ovvero di opportuni di-
spositivi di protezione individuale (d.p.i.) anticaduta.
Un sistema anticaduta è composto da tre componenti principali: punto di ancorag-
gio (1), collegamento (2), imbracatura (3).

Figura 53. Sistema anticaduta (fonte www.giacomello.eu)

3.5. Posa dei cavi in corrente continua


Tenuto conto delle prescrizioni riportate al par. 3.1, relative ai pericoli della corrente
continua, occorre osservare alcune indicazioni generali per la posa dei cavi.
La prima regola è di utilizzare cavi precablati muniti di connettori isolati e protetti
dalle inversioni di polarità, avendo cura nel seguito di non disconnetterli mai sotto ca-
rico. Prima di staccare un connettore in corrente continua avere cura di disattivare l’im-
pianto aprendo il sezionatore posto nel quadro di campo e manovra.
Utilizzare infine fascette stringicavo resistenti ai raggi UV e tubi e guaine di protezio-
ne dove possibile.

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 65


CAPITOLO 3

Relativamente al cablaggio dei moduli occorre osservare attentamente le indica-


zioni generali per le installazioni in corrente continua. Per il cablaggio dei moduli che
hanno correnti fino a 4 ampère in genere è sufficiente utilizzare cavi con sezione di al-
meno 2,5 mm2, altrimenti usare cavi con sezione da 4 mm2. Attualmente i moduli di-
sponibili sul mercato hanno correnti di cortocircuito variabili da 4 a 8 ampère. Il colle-
gamento in serie dei moduli comporta lo stesso valore di corrente del singolo modulo,
mentre il collegamento di più stringhe in parallelo determina la somma di queste cor-
renti e pertanto, per la scelta del cavo, occorre tenere conto della corrente risultante.
Il collegamento in serie dei moduli avviene collegando il polo positivo del modulo
precedente con il negativo del modulo successivo (vedi figg. 54 e 55)

Figura 54. Schema topografico cablaggio stringhe (fonte Enersystems Srl)

Figura 55. Particolare cablaggio stringhe (fonte Enersystems Srl)

Infine, importante prescrizione, è di lasciare sconnessi i due terminali finali della


stringa (polo positivo e negativo) fino al completamento dei lavori di montaggio e
cablaggio.

66 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


MONTAGGIO E MESSA IN SERVIZIO DI UN IMPIANTO: CASO PRATICO

3.6. Quadri elettrici: cablaggio e posa in opera


L’impianto fotovoltaico in oggetto è stato dotato di due quadri elettrici: il quadro di
campo e manovra (lato c.c.) ed il quadro di parallelo rete (lato c.a.).

Figura 56. Quadri, inverter e vano contatore (fonte Enersystems Srl)

Il quadro di campo e manovra contiene tutti i dispositivi di protezione e sezionamen-


to, in particolare è dotato di fusibili, sezionatore c.c., scaricatori di sovratensione e dio-
di dissipatori. La funzione principale è di proteggere l’inverter da eventuali scariche di
sovratensione di origine atmosferica e consentire il sezionamento dell’impianto in fase
di manutenzione. La scelta del quadro di campo è fatta in funzione del numero di strin-
ghe da collegare in parallelo, nel caso specifico sono tre stringhe da 10 moduli fotovol-
taici ciascuna. La classe di protezione del quadro deve essere conforme alle caratteri-
stiche del luogo di montaggio e quindi, per l’esterno, occorre utilizzare un quadro IP65.

Figura 57. Particolare quadro di campo e manovra (fonte Enersystems Srl)

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 67


CAPITOLO 3

Dal quadro di campo e manovra va effettuato il collegamento all’inverter, e ciò va


fatto ovviamente avendo cura che il sezionatore sia aperto e non risulti tensione ai
morsetti. È bene anche contrassegnare con cura il polo positivo ed il polo negativo e
ricordare attentamente che, al contrario dei circuiti in c.a., il circuito principale in c.c. ri-
mane sempre sotto tensione. Il quadro di consegna dell’energia e parallelo rete è pre-
posto ad effettuare il collegamento in parallelo dell’inverter alla rete elettrica di distribu-
zione in bassa tensione monofase. All’interno di tale quadro è contenuto il dispositivo
di interruzione della linea in uscita dall’inverter, generalmente un interruttore magneto-
termico differenziale o magnetotermico.

Figura 58. Particolare quadro di rete (fonte Enersystems Srl)

L’impianto fotovoltaico viene connesso elettricamente alla rete di proprietà del-


l’utente a valle del contatore di misura del distributore ed a monte del dispositivo di
protezione della rete di utente. Nel punto di connessione la tensione è di 230 Vca (ca
= corrente alternata) monofase e la frequenza è di 50Hz. Qualora l’esistente quadro di
distribuzione utente lo consenta, l’interruttore della linea elettrica in uscita dall’inverter
potrà essere alloggiato all’interno dello stesso.

Figura 59. Alloggiamento dell’interruttore linea fv nel centralino utente (fonte Enersystems Srl)

68 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


MONTAGGIO E MESSA IN SERVIZIO DI UN IMPIANTO: CASO PRATICO

3.7. Montaggio e collegamento dell’inverter


Per un corretto montaggio dell’inverter occorre seguire attentamente le istruzioni
fornite nel manuale. Alcune raccomandazioni di carattere generale, relativamente al
luogo di installazione dell’inverter consigliano anzitutto di posizionarlo quanto più vici-
no ai moduli, in modo da minimizzare i cavi in corrente continua. La posa può avveni-
re sia al coperto che allo scoperto, esistono infatti inverter per posa interna (indoor) e
per posa esterna (outdoor).
Nel caso specifico, per l’impianto in oggetto è stato utilizzato un inverter per ester-
no, con grado di protezione IP65 e la posa è avvenuta sulla parete nord del fabbrica-
to. Infatti, altra regola importante è quella di non porre l’inverter alle radiazioni dirette
del sole e di non racchiuderlo all’interno di quadri elettrici, piuttosto bisogna garantirgli
sempre una corretta ventilazione che altrimenti comporterebbe perdite di resa e, quin-
di, di introito economico (vedi conto energia). In alcuni casi può essere necessario di-
sporre una ventilazione forzata.
Nelle installazioni al coperto vanno evitate le zone soggette ad umidità e polvere,
inoltre sono da evitare i luoghi generalmente abitati, a causa del ronzio, che benché
piuttosto modesto, può comunque comportare dei fastidi. È bene infine che l’inverter
sia posto in una zona facilmente accessibile, sia per facilità di monitoraggio che di ma-
nutenzione o riparazione. Nel seguito si descrivono le fasi di montaggio.

Luogo di montaggio
Verificare che la posizione e il tipo di montaggio siano adatti al peso e alle dimen-
sioni (larghezza, altezza, profondità) dell’inverter. Vanno inoltre rispettate le seguenti
distanze minime da pareti, altri apparecchi od oggetti, per garantire una dispersione
termica sufficiente:

Direzione Distanza minima

di lato 30 cm

sopra 30 cm

sotto 50 cm

davanti 5 cm

Deve essere sempre accessibile (non montarlo ad es. su tetti inaccessibili) e non
deve essere installato in luoghi in cui si trovino sostanze infiammabili o in cui sussista
rischio di esplosione. Per evitare una diminuzione del rendimento non va esposto all’ir-
raggiamento solare diretto.

Posizione
Il montaggio deve essere eseguito a una parete verticale o, se assolutamente ne-
cessario, inclinato all’indietro di max 45° (figura 60) e comunque ad altezza d’uomo
per poter verificare in qualsiasi momento le condizioni di funzionamento.

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 69


CAPITOLO 3

Figura 60. Posizioni consigliate per la posa di inverter (fonte SMA)

Procedura di montaggio
In genere viene fornito nel kit di montaggio un supporto da parete che va opportu-
namente tassellato alla parete di appoggio (figura 61).

Figura 61. Posa del supporto da parete (fonte SMA)

Successivamente collocare l’inverter sul supporto da parete (figura 62) con la relati-
va apertura di fissaggio sul lato posteriore, assicurandosi che si innesti nel supporto da
parete.

Figura 62. Fissaggio dell’inverter sul supporto da parete (fonte SMA)

70 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


MONTAGGIO E MESSA IN SERVIZIO DI UN IMPIANTO: CASO PRATICO

Relativamente al cablaggio si consiglia di farlo eseguire a personale esperto, visto


che si lavora in presenza di tensioni elettriche pericolose. Prima della connessione del-
l’inverter al generatore fotovoltaico è preferibile misurare la corrente tramite pinza am-
perometrica e confrontare i valori misurati con quelli di progetto, verificando eventuali
guasti prima della definitiva messa in funzione. Fare molta attenzione anche all’inver-
sione di polarità che potrebbe danneggiare in modo permanente l’inverter. Il cablaggio
lato corrente alternata e l’allaccio alla rete pubblica, vanno effettuati in conformità alla
norma CEI 11-20 e alla Guida per le connessioni – dicembre 2008 – ed. I (ENEL).
In tale fase seguire attentamente anche le istruzioni riportate nei manuali d’uso. La
figura 63 successiva mostra l’assegnazione delle singole aperture sul fondo dell’invo-
lucro dell’inverter.

Figura 63. Assegnazione delle singole aperture sul fondo dell’inverter (fonte SMA)

Infine si esegue il collegamento delle stringhe fotovoltaiche come di seguito indica-


to (figura 64) avendo cura di controllare la corretta polarità delle linee di collegamento
dei moduli solari e il mantenimento della tensione d’ingresso massima.

Figura 64. Collegamento delle stringhe all’inverter (fonte SMA)

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 71


CAPITOLO 3

Per il collegamento lato corrente alternata e quindi alla rete pubblica di distribuzio-
ne, osservare le condizioni di collegamento locali del gestore della rete, sia in termini
di tensione (generalmente 220 V – 240 V) che di frequenza, per cui l’inverter è munito
di un dispositivo di riconoscimento automatico della frequenza di rete e può essere
collegato ad una rete di 50 Hz o 60 Hz senza ulteriore impostazione di parametri.
Infine collegare il conduttore di protezione (PE) della linea di rete al collegamento
del morsetto predisposto all’interno dell’inverter stesso (vedere figura 65) ed inoltre
anche il cavo di fase e di neutro.

Figura 65. Collegamento dei conduttori di PE di L e di N (fonte SMA)

L’inverter è dotato di un display per il monitoraggio sul posto delle grandezze prin-
cipali (figura 66), quali tensione, corrente, potenza, energia elettrica prodotta totale e
giornaliera, ecc.

Figura 66. Display di un inverter (fonte SMA)

È inoltre possibile effettuare il collegamento in remoto (figura 67) o trasferire dati


mediante sistemi di comunicazione ad onde convogliate, utilizzando per la trasmissio-
ne i fili dell’impianto elettrico domestico, anche se quest’ultima soluzione è facilmente
soggetta a disturbi.

3.8. Allaccio alla rete elettrica e attivazione dell’impianto


Un utente può collegare un generatore fotovoltaico in parallelo alla rete elettrica
pubblica di distribuzione dell’energia elettrica, ma rispettando alcune precise regole
per evitare di introdurre disturbi in rete e ridurre la qualità del servizio, o alimentare la
rete se questa è fuori tensione.

72 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


MONTAGGIO E MESSA IN SERVIZIO DI UN IMPIANTO: CASO PRATICO

Figura 67. Sistema di monitoraggio (fonte SMA)

Si applicano a tal fine:


– la norma CEI 11-20;
– le disposizioni del singolo Distributore di energia elettrica (nel caso Enel la Gui-
da per le connessioni – dicembre 2008 – ed. I).
Il distributore sceglie se collegare l’impianto fotovoltaico alla rete in bassa, media o
alta tensione in relazione alla potenza dell’impianto ed alle caratteristiche locali della
rete elettrica.
A parte alcuni casi eccezionali, l’Enel allaccia alla rete BT (bassa tensione) impian-
ti per potenze fino a 100 kW, mentre oltre questa taglia l’allaccio avviene in MT (media
tensione). Le spese per il collegamento, che sono a carico dell’utente, vanno tenute
debitamente in conto nelle valutazioni economiche. Per impianti domestici in genere
questa spesa è nell’ordine di 120 euro, ma per impianti di grande taglia è un valore di
cui tenere conto attentamente.
In base al decreto ministeriale 19 febbraio 2007 ogni singolo impianto fotovoltaico
deve essere caratterizzato da un unico punto di connessione alla rete elettrica, non
condiviso con altri impianti fotovoltaici.
La nuova Delibera AEEG 161/2008 stabilisce che è possibile collegare più sezioni
di impianto su uno stesso punto di connessione.
In figura 68 si riporta lo schema di collegamento di un impianto di produzione (Gui-
da per le connessioni – dicembre 2008 – ed. I).
La messa in esercizio dell’impianto avviene in collaborazione con i tecnici incaricati
del Gestore di Rete (Enel), che verificano il funzionamento dell’impianto e montano, con-
nettono e sigillano il contatore di “conto energia”, quello che misurerà tutta l’energia pro-
dotta dall’impianto fotovoltaico. Inoltre gli stessi tecnici provvedono alla sostituzione del-

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 73


CAPITOLO 3

l’attuale contatore elettronico di prelievo, con un altro contatore elettronico ma bidirezio-


nale, cioè che misura sia l’energia prelevata dalla rete che quella immessa.

Figura 68. Schema di collegamento di un impianto di produzione alla rete Enel distribuzione

3.9. Collaudo, gestione e manutenzione


Prima della messa in servizio dell’impianto, ad ultimazione dei lavori, occorre invia-
re al Gestore di rete una completa documentazione dell’impianto, secondo quanto
prescritto dalla nuova Guida per le connessioni (ENEL – dicembre 2008 – ed. I).
A seguito della ricezione della suddetta documentazione (in genere entro 30 giorni)
il Gestore, tramite i suoi tecnici, effettua il montaggio dei contatori e la messa in eser-
cizio dell’impianto. Va pertanto predisposto un certificato di collaudo a corredo della
documentazione finale di progetto da inviarsi al GSE (Gestore dei Servizi Elettrici) en-
tro 60 giorni dalla messa in esercizio dell’impianto, unitamente alla richiesta di conces-
sione della tariffa incentivante.
Il certificato di collaudo, che serve anche ai fini del rilascio della dichiarazione di
conformità (D.M. n. 37/2008), deve riportare, oltre ai dati generali del soggetto respon-
sabile dell’impianto e del tecnico incaricato, anche alcuni parametri relativi all’isola-
mento dei circuiti elettrici, alla messa a terra di masse e scaricatori di sovratensione,
alla potenza in corrente alternata e in corrente continua, quest’ultima funzione dell’ir-

74 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


MONTAGGIO E MESSA IN SERVIZIO DI UN IMPIANTO: CASO PRATICO

raggiamento solare, che deve essere superiore a 600 watt per metro quadrato e viene
misurato mediante un solarimetro.
Uno schema di certificato di collaudo è riportato nel CD allegato, nella sezione
modulistica.

Figura 69. Solarimetro per la misura della radiazione solare (fonte Enersystems Srl)

In merito alla gestione si evidenzia che un impianto fotovoltaico funziona in manie-


ra completamente automatica e che i guasti sono molto rari. Talvolta (in genere im-
pianti medio-grandi) risulta importante il monitoraggio dell’impianto perché le perdite
economiche dovute a malfunzionamento non riscontrato e protratte a lungo possono
essere notevoli e vanificare l’utilizzo di tali sistemi. Il monitoraggio è peraltro un’opera-
zione abbastanza agevole, può essere infatti effettuato direttamente attraverso il di-
splay dell’inverter o attraverso apparecchi con collegamento senza fili (data-logger),
come già esposto nel paragrafo relativo agli inverter. L’interesse dell’utente al corretto
funzionamento del proprio impianto è molto alto, in virtù delle tariffe incentivanti con-
cesse dallo Stato e che sono direttamente legate alla produzione energetica dell’im-
pianto (vedi capitolo 4). Pertanto l’utente dovrebbe monitorare continuamente la pro-
duzione giornaliera di energia elettrica del proprio impianto fotovoltaico, almeno con
cadenza mensile, ma molto meglio settimanale o addirittura giornaliera e trascrivere i
dati su apposito libretto. Per agevolare queste operazioni esistono apparecchi di base,
a basso costo, con funzione via radio, che registrano i dati e permettono di scaricarli
su PC e trattarli su fogli di calcolo.
Per quanto riguarda la manutenzione, in genere la stessa azienda che realizza l’im-
pianto propone un contratto annuo che prevede una o due visite periodiche ed even-
tualmente anche il controllo automatico (monitoraggio a distanza) del sistema e del
suo funzionamento. Ovviamente il costo annuo della manutenzione varia in funzione
dei servizi richiesti.
Anche la pulizia dei moduli può rientrare tra le attività previste dal contratto di ma-
nutenzione ed in genere è sufficiente eseguirla due volte all’anno, una tra febbraio e

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 75


CAPITOLO 3

marzo, prima cioè del periodo di maggiore produzione, l’altra a seguito dei periodi
estivi, in cui a causa della siccità i depositi di polvere sono alquanto più consistenti. Il
contratto di manutenzione garantisce all’utente la certezza di un corretto funzionamen-
to dell’impianto.
Si riportano di seguito i dati di produzione ottenuti dalla gestione e monitoraggio
dell’impianto da 4,8 kWp realizzato dalla Enersystems. L’impianto è in esercizio dal 4
settembre 2007 ed il monitoraggio avviene con cadenza giornaliera; l’elaborazione dei
dati è qui fornita su base mensile.

Figura 70. Dati produzione mensile impianto fv da 4,8 kWp (fonte Enersystems Srl)

76 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


Capitolo 4

Considerazioni economiche:
programmi di incentivazione e finanziamenti

4.1. Considerazioni economiche ed ambientali


In Italia la produzione di energia elettrica avviene in gran parte mediante l’utilizzo di
fonti non rinnovabili (quasi il 90%) come il carbone, il petrolio e il gas naturale e in mi-
sura alquanto inferiore con fonti rinnovabili (circa il 12% derivante principalmente dal-
l’energia idroelettrica); il restante fabbisogno viene coperto con l’acquisto di energia
dall’estero, trasportata nel paese tramite l’utilizzo di elettrodotti. L’Italia, infatti, non di-
spone di consistenti riserve di combustibili fossili e quindi la quasi totalità della materia
prima utilizzata viene importata dall’estero, rendendo il nostro paese il quarto importa-
tore mondiale di gas naturale ed il paese europeo (sesto al mondo) maggiormente di-
pendente dal petrolio per la produzione di energia elettrica.
Nell’ambito della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, il maggior con-
tributo è dato dalle centrali idroelettriche (10% del fabbisogno energetico lordo) e geo-
termoelettriche (1,5%). Molto resta ancora da fare invece nel campo dell’eolico e del-
l’energia solare fotovoltaica, ma gli effetti devastanti che l’energia prodotta da combu-
stibili fossili apporta all’ecosistema sono ormai riconosciuti a livello mondiale e questo
fatto ha comportato negli ultimi anni un incremento di queste tecnologie.
Dal punto di vista ambientale è evidente che la produzione di energia elettrica da
fonti rinnovabili rappresenta un punto di svolta importante ed un’alternativa, ormai va-
lida, all’impiego di fonti fossili.
Dal punto di vista economico i vantaggi sono piuttosto interessanti, basti pensare
che grazie agli incentivi statali attualmente disponibili, un sistema solare fotovoltaico si
ripaga in pochi anni e permette, nel lungo periodo, non solo di usufruire di un risparmio
notevole ma anche un guadagno economico che ne giustifica l’investimento iniziale.

4.2. Perché promuovere il fotovoltaico


I motivi per promuovere lo sviluppo del fotovoltaico sono diversi, primo fra tutti
l’aspetto ambientale.
Oltre questo le competenze necessarie per l’installazione di un sistema fotovoltai-
co comportano il coinvolgimento di diverse figure professionali, fattore determinante
che prospetta ampio sviluppo e la creazione di nuovi posti di lavoro.

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 77


CAPITOLO 4

Grazie alle tariffe incentivanti concesse (conto energia) un sistema fotovoltaico rap-
presenta oggi un investimento vantaggioso e sicuro, e può ritenersi senza dubbio uno
strumento capace di elevare il reddito di una famiglia o di un’impresa.
L’Italia dispone di un potenziale solare molto elevato e potrebbe pertanto contribui-
re in maniera determinante, insieme ad altre fonti rinnovabili, al soddisfacimento ener-
getico nazionale.

4.3. Il mercato fotovoltaico in Italia: opportunità e sviluppo


Il mercato fotovoltaico nel 2006 aveva raggiunto un giro d’affari di oltre 15 miliardi
di euro. In Europa il paese leader resta la Germania che già nel 2006 vantava oltre
3000 MWp di impianti installati, mentre l’Italia in quel periodo contava un installato di
circa 60 MWp.
Negli ultimi due anni (2007 e 2008), grazie al nuovo sistema di incentivazione, l’Ita-
lia ha fatto enormi passi avanti facendo registrare numeri impressionanti in merito a
impianti installati. Secondo uno dei rapporti del GSE (Gestore dei Servizi Elettrici) al 31
agosto 2008 la potenza complessiva installata aveva raggiunto 170 MWp e nel corso
del 2009 si presume si possa raggiungere un installato totale pari a circa 900 MWp.
Sul sito ufficiale del GSE (ww.gse.it) è possibile visualizzare, in tempo reale, il nu-
mero di impianti che entrano in funzione e la potenza totale cumulate. Pare che ormai
si sia avviato un boom di realizzazioni che nei prossimi anni porteranno sicuramente
l’Italia ai primi posti nella scena mondiale.
Attualmente, nonostante le ottime prospettive offerte dal mercato, sul fronte legisla-
tivo ancora diverse problematiche burocratiche e tecniche ostacolano o rallentano lo
sviluppo del settore, soprattutto in ambito aziendale, causa anche la crisi economica
registrata nell’ultimo periodo. Nell’ambito privato invece pare che il sistema stia muo-
vendo i passi verso uno sviluppo rapido e concreto.
In ambito alle potenzialità, queste sono certamente enormi; basti pensare che il
mercato fotovoltaico italiano dovrà raggiungere una potenza complessiva installata
pari a 1200 MWp e che esistono numerose proposte che evidenziano gli indiscussi
vantaggi del fotovoltaico e che si possono così riassumere:
– tutti i componenti di un sistema fotovoltaico, al termine del loro ciclo di vita sono
facilmente removibili e smaltibili, vista la totale assenza di sostanze chimiche
pericolose;
– il ciclo di vita di un impianto fotovoltaico va da 25 a 40 anni;
– il tempo di recupero dell’energia utilizzata per la costruzione di un modulo foto-
voltaico è molto basso rispetto a quello di altri prodotti industriali (circa 3 anni).
Un’ultima considerazione riguarda l’esauribilità delle fonti tradizionali: il petrolio, il
gas naturale, il carbone sono fonti esauribili e di cui oggi si discute molto, soprattutto
del picco di produzione petrolifera. Vi è la consapevolezza che il problema vada af-
frontato seriamente anche per l’aumentata richiesta dovuta alla massiccia industrializ-
zazione che negli ultimi anni stanno operando diversi paesi (vedi Cina e India, per ci-
tarne alcuni). Inoltre molti dei giacimenti di combustibili fossili si trovano in regioni da-

78 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


CONSIDERAZIONI ECONOMICHE: PROGRAMMI DI INCENTIVAZIONE E FINANZIAMENTI

gli equilibri politici instabili o difficilmente raggiungibili, non di meno il problema, ormai
riconosciuto a livello mondiale, dei cambiamenti climatici. Questi fattori contribuiranno
allo sviluppo massiccio delle fonti rinnovabili nel corso del prossimo decennio ed il fo-
tovoltaico, rappresentando una tecnologia ormai consolidata e matura, avrà certa-
mente un ruolo determinante.
Tale tecnologia potrà svilupparsi in maniera concreta solo se gli operatori del setto-
re saranno in grado di fornire le opportune garanzie sulla qualità e sull’efficienza del si-
stema. Nel contempo il sistema finanziario dovrà continuare a sviluppare opportuni
prodotti per questo settore, mentre il sistema politico-amministrativo dovrà risolvere al-
cuni dei problemi tecnico-burocratici per evitare che regole poco chiare a livello nazio-
nale e regionale continuino a generare le attuali lentezze burocratiche.

4.4. Il sistema di incentivazione: il nuovo “Conto Energia”


Il Conto Energia è un meccanismo di incentivazione che mira a sostenere lo svilup-
po e la diffusione dell’energia solare fotovoltaica in Italia, che grazie al decreto ministe-
riale del 19 febbraio 2007 sta registrando in quest’ultimo anno un vero e proprio boom.
L’energia elettrica prodotta dal sole mediante pannelli solari fotovoltaici è una fonte
energetica pulita e rinnovabile e, per questa ragione, incentivata economicamente. Gli
incentivi hanno l’obiettivo di sostenere la diffusione di questa tecnologia nelle fasi ini-
ziali per poter raggiungere adeguate economie di scala a livello produttivo e livelli di
costo più accessibili per il cliente finale.
Il sistema era già stato avviato nel 2005 introducendo un aspetto nuovo, passando
cioè dai vecchi contributi di incentivazione a fondo perduto ad un contributo graduale
nel tempo e commisurato alla produzione effettiva di energia elettrica del proprio im-
pianto fotovoltaico, associando una tariffa incentivante a questa produzione. L’unico
blocco negli anni scorsi è stato l’accesso agli incentivi tramite domanda e graduatoria
ed un tetto massimo che era troppo basso per favorire un concreto sviluppo. Con il
nuovo conto energia (decreto ministeriale 19 febbraio 2007) è avvenuta la svolta defi-
nitiva per lo sviluppo del mercato in Italia ed i numeri che si stanno registrando in que-
sto periodo ne stanno dando conferma.
Possono beneficiare del conto energia le persone fisiche, le persone giuridiche, i
soggetti pubblici ed i condomini. Occorre realizzare un impianto di almeno 1 kWp per
usufruire degli incentivi e non c’è un limite superiore di potenza da rispettare. Inoltre il
decreto stabilisce anche le tipologie di impianto, suddividendole fondamentalmente in:
1. impianti fotovoltaici non integrati;
2. impianti fotovoltaici parzialmente integrati;
3. impianti fotovoltaici totalmente integrati.
Impianti fotovoltaici non integrati sono quelli in cui i moduli sono installati a terra o
in modo non complanare alla superficie su cui vengono fissati.
Impianti fotovoltaici parzialmente integrati sono quelli in cui i moduli sono installati
su tetti piani di terrazze di edifici e fabbricati, in modo complanare alle superfici degli
edifici su cui sono fissati (tetti a falda, coperture, facciate, balaustre).

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 79


CAPITOLO 4

Impianti fotovoltaici totalmente integrati sono quelli in cui i moduli sostituiscono i


materiali di rivestimento dei tetti, delle coperture, delle facciate avendo la stessa fun-
zionalità architettonica dell’elemento sostituito, come nel caso di strutture di copertura
di pensiline, pergole e tettoie ed altri casi indicati nella guida predisposta dal GSE (gui-
da all’integrazione architettonica).
Gli impianti non connessi alla rete elettrica, ovvero gli impianti stand-alone, non
usufruiscono della tariffa incentivante.
Per accedere alle tariffe incentivanti previste dal decreto occorre seguire alcune uti-
li istruzioni, primo fra tutti inoltrando una richiesta di connessione al Gestore di Rete.
Il decreto prevede la possibilità di allaccio alla rete in due diverse modalità: scam-
bio sul posto oppure cessione in rete. Per sistemi da 1 a 200 kWp è possibile sceglie-
re sia l’una che l’altra modalità, mentre superando i 200 kWp la cessione in rete è la
scelta obbligata.
Lo scambio sul posto consiste in un regime di interscambio con la rete elettrica lo-
cale. L’energia prodotta durante le ore diurne viene direttamente utilizzata se richiesta
dall’utenza, oppure riversata nella rete elettrica, che funge come una sorta di enorme
batteria di accumulo. Durante le ore notturne, quando l’impianto fotovoltaico non pro-
duce, l’utenza preleva energia elettrica dalla rete, come nelle condizioni abituali. In
pratica durante il giorno l’impianto produce energia elettrica in esubero e la riversa nel-
la rete; di notte invece l’energia necessaria viene prelevata dalla rete. Ecco allora che
la presenza di un contatore bidirezionale (in sostituzione di quello usuale) che misura
sia l’energia ceduta che quella prelevata, e l’aggiunta di un secondo contatore (conta-
tore “conto energia”) che misura tutta l’energia prodotta in uscita dall’impianto fotovol-
taico (sulla base della quale viene calcolata e concessa la tariffa incentivante) permet-
tono di avere una lettura completa.
L’impianto fotovoltaico viene dimensionato in funzione dei consumi annui totali di
energia elettrica dell’utenza, e pertanto, oltre ad usufruire della tariffa incentivante su
tutta l’energia prodotta, si riceve un rimborso sull’energia prelevata, nella misura in cui
viene prodotta dal proprio impianto. È la modalità di connessione utilizzata per tutte le
utenze private.
La cessione in rete consiste invece nel cedere l’energia non consumata in loco riven-
dendola al Gestore dei Servizi Elettrici (GSE – veicolazione) o sul mercato libero. Quin-
di nelle ore diurne, analogamente al caso precedente, quando l’impianto fotovoltaico
produce energia elettrica, quella richiesta dall’utenza viene utilizzata direttamente e l’ec-
cedente riversata nella rete elettrica e rivenduta ad un prezzo stabilito (AEEG – Autorità
per l’Energia Elettrica ed il Gas). Questa modalità, viene in genere scelta da utenze non
soggetti fisici, visto che la vendita dell’energia al gestore va fatturata e quindi presuppo-
ne il possesso di partita IVA.
I passi da seguire per accedere alle tariffe incentivanti sono riassumibili in 5 punti:
1. richiesta di connessione al Gestore di Rete, con allegato il progetto preliminare
dell’impianto;
2. verifica di tutte le istanze, nulla osta e pareri a livello locale (comune, soprinten-
denza, regione);

80 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


CONSIDERAZIONI ECONOMICHE: PROGRAMMI DI INCENTIVAZIONE E FINANZIAMENTI

3. trasmissione di comunicazione di fine lavori al Gestore di Rete, ad impianto


ultimato;
4. entro 60 giorni dalla data di entrata in esercizio dell’impianto, inoltrare al GSE la
richiesta di concessione della tariffa incentivante con allegata la documentazio-
ne finale di progetto;
5. entro 60 giorni dalla data di ricevimento di tutta la documentazione richiesta il
GSE notifica al titolare dell’impianto (“soggetto responsabile”) la tariffa ricono-
sciuta.
L’iter è particolarmente laborioso e richiede competenze specifiche, per cui si con-
siglia di affidarsi ad aziende che abbiano già conseguito particolare esperienza in
campo e con referenze certe. In genere queste aziende forniscono un servizio comple-
to, dal sopralluogo alle progettazioni, autorizzazioni, posa in opera, direzione dei lavo-
ri, collaudo ed infine gestione e manutenzione. In questo modo si è certi che l’impian-
to venga connesso e possa usufruire della tariffa incentivante, beneficio senza il quale
l’investimento non sarebbe vantaggioso.
La tariffa incentivante viene corrisposta per un periodo di 20 anni e rimane costan-
te negli anni. Le tariffe sono state stabilite a seconda della taglia dell’impianto ed in
funzione delle tipologia di posa. Le tariffe, valide a partire dal 1° gennaio 2010, sono:

Potenza nominale Impianti Impianti Impianti “con integrazione


impianto [kWp] “non integrati” “parzialmente integrati” architettonica”

1–3 0,384 €/kWh 0,422 €/kWh 0,470 €/kWh

3 – 20 0,365 €/kWh 0,403 €/kWh 0,442 €/kWh

> 20 0,346 €/kWh 0,384 €/kWh 0,422 €/kWh

Esistono inoltre dei premi sulle tariffe incentivanti, in particolare su alcune applica-
zioni specifiche:
– quando si viene riconosciuti come autoproduttori (almeno il 70% dell’energia
prodotta è consumata);
– per impianti sugli edifici pubblici;
– per impianti su aziende agricole ed in caso di bonifiche da eternit.
In tutti questi casi la maggiorazione della tariffa incentivante è del 5%.
Esistono poi altri casi in cui si usufruisce di un premio incentivante, e sono relativi ad
impianti abbinati ad un uso efficiente dell’energia, cioè laddove si effettuano degli inter-
venti di riqualificazione energetica che riducano i consumi energetici di almeno il 10%.
Entrando nello specifico, la maggiorazione della tariffa incentivante è proporziona-
le al risparmio energetico che si va a conseguire. Quindi è necessario fare redigere un
attestato di qualificazione energetica o certificato energetico, relativamente all’edificio
su cui si è già installato o si intende installare l’impianto fotovoltaico, specificando gli
interventi in grado di ridurre i consumi energetici dell’edificio. Ad impianto installato si
effettuano gli interventi indicati, almeno quelli che facciano conseguire un risparmio

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 81


CAPITOLO 4

del 10% e si redige una seconda certificazione a prova di ciò. Si inviano al GSE en-
trambe le certificazioni per la richiesta del premio sulla tariffa incentivante. Il premio sa-
rà pari ad una percentuale equivalente alla metà del risparmio energetico ottenuto con
gli interventi di riqualificazione. Quindi se si consegue il 10% di risparmio energetico, si
avrà una tariffa incentivante maggiorata del 5% e così via, senza tuttavia che tale mag-
giorazione possa superare il 30%, quindi vuol dire che con gli interventi si può conse-
guire al massimo un risparmio del 60%.
Infine è importante sapere che non è possibile usufruire della tariffa incentivante e
del premio nel caso in cui siano stati concessi incentivi pubblici in conto capitali e/o in
conto interessi eccedenti il 20% del costo dell’investimento. Solo le scuole pubbliche e
le strutture sanitarie pubbliche possono usufruire sia degli incentivi in conto capitale
e/o in conto interessi sia dell’incentivo e del premio in conto energia.

4.5. I costi di un impianto fotovoltaico


ed il ritorno economico dell’investimento
Per la valutazione dell’investimento di un impianto fotovoltaico occorre considerare
alcuni elementi essenziali, sia in termini di costi che di benefici.
Pertanto, in termini di costi occorre tenere conto di:
– costo di progettazione e installazione per chilowatt;
– costo di manutenzione;
– costo di esercizio;
In termini di benefici invece occorre tenere conto di:
– produzione di energia in chilowattora annui;
– remunerazione dell’energia prodotta per ogni chilowattora (tariffa incentivante);
– risparmio conseguito in bolletta;
– guadagno conseguito dalla vendita dell’energia prodotta (cessione in rete).
Per comprendere chiaramente i vantaggi legati alla realizzazione di un sistema
fotovoltaico occorre analizzare nel dettaglio gli elementi sopra citati.
Attualmente il prezzo di mercato per un impianto fotovoltaico varia tra i 5.500-6.000
euro al kWp per impianti di tipo residenziale fino ai 4.500-5.000 euro al kWp per im-
pianti di grande taglia. I costi comprendono la progettazione, nelle sue varie fasi, le
istanze e le autorizzazioni da presentare, l’installazione e la fornitura di moduli, quadri,
cavi, inverter, collaudo finale e la documentazione per la richiesta della tariffa incenti-
vante al GSE (figura 71).
Ovviamente per ogni singolo caso, a seguito di un sopralluogo che permetta di in-
dividuare le caratteristiche specifiche del sito, viene elaborato un preventivo mirato.
I costi di manutenzione annua sono generalmente sono pari all’1% dell’investimen-
to, mentre i costi di esercizio, nel caso di scambio sul posto sono di circa 60 euro an-
nui; per la cessione in rete invece questi costi sono più onerosi.
In termini di benefici, il primo dato da analizzare è la produzione annua di energia
elettrica che l’impianto è in grado di generare. Per un calcolo preciso occorre conosce-
re l’esatto orientamento del luogo di installazione e valutare attentamente la presenza di

82 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


CONSIDERAZIONI ECONOMICHE: PROGRAMMI DI INCENTIVAZIONE E FINANZIAMENTI

eventuali ombreggiamenti, sempre da evitare. Questi dati vanno scrupolosamente rac-


colti durante il sopralluogo. Infine occorre conoscere la localizzazione geografica del si-
to (longitudine e latitudine) ed il coefficiente di albedo (che dipende dalle caratteristiche
del terreno circostante il sito di installazione). Con appositi programmi di calcolo o fa-
cendo riferimento alla norma UNI 10349 è possibile effettuare un calcolo della produci-
bilità annua alquanto attendibile.
Nella valutazione dei benefici economici oltre ai costi occorre valutare l’aspetto remu-
nerativo sull’energia prodotta e distinguere tra scambio sul posto (modalità di collega-
mento per gli impianti privati e comunque fino a 200 kWp) e cessione in rete (modalità
di collegamento per impianti aziendali).

Figura 71. Ripartizione dei costi di un impianto fotovoltaico

Scambio sul posto


Durante il giorno l’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico viene utilizzata per i
consumi domestici, se richiesta. Durante le ore notturne o in giornate meno produttive
viene invece prelevata l’energia dalla connessione alla rete già presente (come si fa
abitualmente). L’utente rimane quindi comunque connesso alla rete elettrica, e consu-
ma l’energia che serve quando serve, a prescindere dalla produzione dell’impianto fo-
tovoltaico, senza alcuna differenza con quello che avveniva prima dell’installazione
dell’impianto fotovoltaico.
Dal 1° gennaio 2009 il servizio di scambio sul posto (SSP) viene erogato dal GSE ed
il soggetto che intende avvalersene deve presentare istanza al GSE. Il vecchio mecca-
nismo di scambio sul posto, rimasto valido fino al 31 dicembre 2008, prevedeva uno
scambio di energia con la rete alla pari compensata direttamente dal Gestore di rete
mediante scomputo della bolletta.
L’eventuale energia prodotta in eccesso rispetto ai propri consumi rimaneva accan-
tonata nei tre anni successivi.
Il nuovo meccanismo di scambio sul posto prevede uno scambio d’energia non più
alla pari ma differito nel tempo ed in cui l’utente si impegna a conferire il surplus del-

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 83


CAPITOLO 4

l’energia autoprodotta al GSE e quest’ultimo si obbliga a corrispondere all’utente stes-


so un importo che assume natura di corrispettivo (contributo in conto scambio).
Ne deriva che un impianto per uso domestico dovrà essere dimensionato per pro-
durre quanto si consuma. Inoltre, dato che l’impianto ha una durata molto lunga, si do-
vranno tenere in considerazione eventuali ipotesi di incremento dei consumi, e dimen-
sionare di conseguenza l’impianto. Per effettuare le misurazioni che sono necessarie
perché il meccanismo funzioni, viene sostituito il contatore esistente con uno bidirezio-
nale, che cioè effettua la misurazione dell’energia elettrica sia in entrata che in uscita
(Contatore 1 di figura 72). In entrata, il contatore conteggerà il prelievo di energia elet-
trica dalla rete, ovviamente al netto dei consumi alimentati dall’impianto fotovoltaico. In
uscita conteggerà la produzione dell’impianto fotovoltaico che non viene consumata e
quindi immessa in rete. Serve però un altro contatore (2), che misura la quantità totale
di energia elettrica prodotta dall’impianto, perché è su questa quantità che viene cal-
colato l’importo erogato dal GSE (Gestore dei Servizi Elettrici) a titolo di incentivo (kWh
prodotti x Tariffa incentivante). L’impianto si presenta così:

Figura 72. Schema di funzionamento

Riassumendo, le componenti di ricavo per un impianto connesso secondo la mo-


dalità “scambio sul posto” sono:
– incentivi, calcolati sull’intera produzione fotovoltaica;
– risparmio sulla bolletta per la quota di energia prodotta e autoconsumata;
– contributo in conto scambio (CS).

Cessione in rete
Caratteristica principale della modalità “cessione in rete” è quella di permettere il
consumo dell’energia elettrica prodotta dall’impianto fotovoltaico solamente mentre

84 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


CONSIDERAZIONI ECONOMICHE: PROGRAMMI DI INCENTIVAZIONE E FINANZIAMENTI

questa viene prodotta. Non viene effettuata nessuna forma di compensazione e lo sfrut-
tamento dell’impianto fotovoltaico avviene tramite una connessione diretta dell’impian-
to con la linea a cui sono collegati i consumi: l’energia prodotta e consumata diretta-
mente riduce o azzera il prelievo di energia dalla rete, con conseguente risparmio.
L’energia eventualmente prodotta in eccesso al consumo viene invece venduta sul
mercato libero.
La totalità dell’energia prodotta concorre al calcolo della somma degli incentivi, co-
me nel caso dello scambio sul posto. La cessione in rete prevede la installazione di
contatori aggiuntivi esattamente come nel caso di scambio sul posto, e lo schema di
collegamento è identico.
Da quanto detto deriva che il dimensionamento dell’impianto dovrebbe avvenire
sulla base dei consumi diurni, per ottimizzare l’investimento dal punto di vista del ri-
sparmio sui consumi.
Infatti nel caso limite di un consumo esclusivamente notturno l’energia prodotta di
giorno verrà valorizzata al prezzo di acquisto (garantito o di mercato, che è comunque
inferiore rispetto al prezzo a cui si paga l’energia l’energia prelevata), mentre nel caso
opposto l’energia autoconsumata permette un risparmio valorizzato alla tariffa di ven-
dita da parte del distributore: prezzo che è certamente superiore.
Riassumendo, le componenti di ricavo per un impianto connesso secondo la mo-
dalità “cessione in rete” sono:
– incentivi, calcolati sull’intera produzione fotovoltaica;
– risparmio sulla bolletta per la quota di energia prodotta e autoconsumata;
– ricavi derivati dalla vendita dell’energia elettrica prodotta e non consumata (ven-
dita o ritiro dedicato).
Le considerazioni precedenti portano alla scelta dell’impianto più conveniente ca-
so per caso.
Se infatti si deve progettare un impianto per un’abitazione privata, la scelta ricadrà
su un impianto di taglia idonea a ricoprire totalmente i consumi elettrici dell’utenza, in
modo da garantire al cliente il massimo beneficio, conseguendo l’azzeramento della
bolletta dell’energia elettrica e ricevendo la tariffa incentivante su tutta la produzione
per un periodo di 20 anni.
Se invece si deve progettare un impianto per un’azienda, occorre sempre partire
dal dato primario dei consumi elettrici, ma in tal caso è possibile optare per la moda-
lità di cessione in rete, conseguendo quindi il risparmio sull’energia autoprodotta e
non prelevata dalla rete, ricevendo la tariffa incentivante su tutta l’energia prodotta e
rivendendo l’energia eccedente riversata in rete. Nel seguito si riporta l’analisi costi-
benefici per l’impianto da 4,8 kWp trattato nelle pagine precedenti (vedi tabella pagi-
na seguente).
Nell’analisi costi-benefici riportata, si è tenuto conto di finanziamento da parte di
istituto di credito.
Esiste la possibilità, visto il non indifferente capitale iniziale di cui disporre, di farsi
finanziare il proprio impianto da un istituto di credito. Ne esistono ormai diversi che
hanno messo a punto dei pacchetti specifici per il finanziamento di questi progetti ed

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 85


CAPITOLO 4

è possibile trovarne una lista soddisfacente sul sito del GSE. L’argomento sarà appro-
fondito nel successivo paragrafo 4.8.

4.6. L’assicurazione dell’impianto: polizze assicurative “all risk”


Esistono polizze assicurative messe a punto dalle maggiori compagnie del settore
e specificamente per il prodotto fotovoltaico. In genere queste polizze assicurative co-
prono qualunque tipo di danno, sia di tipo diretto che indiretto. L’assicurazione del
proprio impianto è consigliabile e, nel caso si ricorra al finanziamento con gli istituti di
credito, è obbligatoria.
Generalmente la copertura da danni diretti fa riferimento ad incendio, cortocircuiti,
furti, atti vandalici, ecc. Nell’ambito invece della copertura da danni indiretti l’aspetto
più interessante è quello del mancato guadagno a causa di mancata produzione do-
vuta a fermo impianto.
In pratica, con una polizza assicurativa completa ci si tutela contro qualunque tipo
di imprevisto, anche finanziario.
Peraltro i costi annui sono abbastanza sostenibili, basti pensare che un impianto
da 4,8 kWp come quello presentato in questo libro, comporta un costo annuo per la
polizza assicurativa inferiore a 150 euro.

4.7. Contratto di manutenzione e gestione


In genere la garanzia di 2 anni sull’impianto, obbligatoria per legge, non prevede
alcuna manutenzione. Si consideri comunque che, benché un impianto fotovoltaico
non necessita di particolare manutenzione, esistono alcune condizioni generali di ga-
ranzia su alcuni dei componenti (per esempio l’inverter) che possono prescriverne una
manutenzione periodica, pena il decadimento delle condizioni di garanzia. Ovviamen-
te in tutti i casi occorre una manutenzione specializzata, quindi si consiglia di stipulare
un contratto di manutenzione con la stessa ditta che installa l’impianto e che in gene-
re offre questo servizio.
Ovviamente anche l’utente deve osservare alcune fondamentali prescrizioni e co-
noscere i principi di funzionamento del proprio sistema, eseguendo un monitoraggio
periodico sulla produzione, facilmente eseguibile mediante lettura del display dell’in-
verter, e quindi comunicare tempestivamente eventuali anomalie.
Un contratto di manutenzione garantisce all’utente la sicurezza che l’impianto fun-
zioni sempre in maniera ottimale e di avere sempre disponibile un punto di riferimento
qualificato al quale rivolgersi in caso di malfunzionamenti o guasti.
Il contratto offre in genere la manutenzione ordinaria e prevede un controllo seme-
strale volto soprattutto ad eseguire la pulizia dei moduli ed un esame visivo di tutta la
componentistica.
È anche possibile richiedere un servizio mensile di monitoraggio a distanza (gene-
ralmente richiesto per impianti di media-grande taglia) attraverso sistemi di controllo in
remoto o sistemi elettronici automatici che ispezionano il funzionamento dell’impianto.

86 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


CONSIDERAZIONI ECONOMICHE: PROGRAMMI DI INCENTIVAZIONE E FINANZIAMENTI

L’utente, che diviene anche il gestore del proprio impianto (soggetto responsabile),
dovrà ricevere dalla ditta installatrice istruzioni dettagliate sul funzionamento del siste-
ma e sui livelli di resa ottenibili dall’impianto in condizioni normali di esercizio (manua-
le d’uso e manutenzione).

4.8. Finanziamenti per gli impianti fotovoltaici


L’investimento iniziale necessario alla realizzazione di un impianto fotovoltaico è
certamente considerevole, ma occorre valutare attentamente i grandi vantaggi che la
tecnologia solare è in grado di garantire. Basti pensare al prezzo del greggio che nei
mesi scorsi ha raggiunto livelli storici mai visti, per capire che già da oggi, grazie anche
alla tariffa incentivante concessa dallo stato, un impianto fotovoltaico è economica-
mente conveniente e rappresenta un investimento sicuro.
In merito all’investimento iniziale gli istituti di credito già da qualche anno, intuendo
il vantaggio economico introdotto dall’incentivo pubblico del Conto Energia e dimo-
strando una sensibilità ai temi legati al rispetto dell’ambiente ed all’utilizzo delle fonti
alternative, hanno creato e messo a punto dei prodotti finanziari appositamente dedi-
cati a questo tipo di investimento.
Pertanto è possibile richiedere un prestito su misura, a copertura totale dell’investi-
mento e che fondamentalmente si ripaga con la tariffa incentivante. Un privato o
un’azienda possono quindi decidere di investire nel fotovoltaico, senza dovere neces-
sariamente anticipare alcuna somma iniziale, richiedendo un apposito finanziamento
con durata fino a 15 anni, senza garanzie ipotecarie.
A questo punto non è difficile fare qualche conto, per capire che un impianto foto-
voltaico si ripaga con quello che produce. Il beneficio immediato che si consegue è di
azzerare i propri consumi, e quindi un risparmio fino al 100% sui costi della bolletta per
l’energia elettrica.
Se inoltre si tiene conto dei continui aumenti del prezzo del petrolio, e dei conse-
guenti rincari sulle bollette, un impianto fotovoltaico assicurerà l’approvvigionamento
energetico gratuito per i prossimi 25 anni oltre che una tariffa incentivante garantita per
20 anni. Se l’investimento viene quindi valutato nei 25 anni di vita utile, non solo si rien-
tra dell’investimento iniziale, ma si consegue un vero e proprio guadagno, non di me-
no l’avere contribuito all’abbattimento delle emissioni di anidride carbonica.
Nella pagina successiva si riporta una tabella che illustra il conto economico relati-
vo al finanziamento dell’impianto fotovoltaico da 4,8 kWp. Il costo dell’impianto è pari
ad euro 26.900,00. L’importo è interamente finanziato mediante un prodotto specifico
che prevede un finanziamento in 12 anni con un tasso di interesse del 5,70%. Come è
possibile vedere l’incentivo del GSE va a coprire interamente i costi del finanziamento.
Nel contempo si consegue un risparmio immediato dei costi sostenuti per la bolletta
dell’energia elettrica.

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 87


CAPITOLO 4

88 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


Capitolo 5

Come predisporre una pratica: iter realizzativo

5.1. Principali norme


Le principali norme a cui si deve fare riferimento nella predisposizione di una prati-
ca sono quelle di seguito indicate e relative a tutte le fasi di autorizzazione e messa in
esercizio dell’impianto fotovoltaico.
Relativamente all’incentivo in conto energia pertanto occorre tenere conto di:
– D.Lgs. n. 387/2003;
– decreto ministeriale 2 marzo 2009;
– decreto ministeriale 19 febbraio 2007;
– delibera AEEG 90/07;
– delibera AEEG 161/08;
– delibera AEEG 150/08.
Relativamente alla connessione alla rete e misura dell’energia elettrica:
– delibera AEEG 89/07;
– delibera AEEG 5/04 e s.m.i. ;
– delibera AEEG 33/08;
– delibera AEEG 99/08.
Relativamente allo scambio/cessione dell’energia prodotta:
– delibera AEEG 74/08;
– delibera AEEG 184/08;
– delibera AEEG 1/09;
– delibera AEEG 28/06 e s.m.i.;
– delibera AEEG 34/05 e s.m.i. .
Relativamente ai casi di apertura di officina elettrica (impianti fotovoltaici con po-
tenza > 20 kWp):
– D.Lgs n. 504/1995 e s.m.i..

5.2. Iter di realizzazione di un impianto fotovoltaico


L’iter di realizzazione di un impianto fotovoltaico è costituito da una serie di pas-
saggi tecnici e burocratici che occorre eseguire con estrema attenzione, pena la non
ammissione alle tariffe incentivanti. In questo paragrafo si vuole pertanto fornire una vi-

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 89


CAPITOLO 5

sione generale degli adempimenti tecnico/burocratici distinguendo le varie fasi, dal


sopralluogo fino al contratto con il GSE. Il primo passo è il sopralluogo a cui segue il
progetto preliminare e la richiesta di connessione al Gestore di Rete. Nel contempo
occorre redigere il progetto definitivo per la richiesta delle autorizzazioni necessarie da
presentare agli enti preposti (uffici tecnici, soprintendenze, ecc.).
Seguiranno il relativo sopralluogo da parte dei tecnici del Gestore di Rete ed il pre-
ventivo per la connessione, con accettazione dello stesso da parte del committente
(soggetto responsabile). Nel contempo sarà redatto il progetto esecutivo e sarà effet-
tuato l’ordine dei materiali, procedendo intanto alla predisposizione dell’area di cantie-
re e successiva installazione dell’impianto e verifica della corretta installazione me-
diante collaudo da parte della ditta installatrice stessa. A questo punto si effettua la co-
municazione di fine lavori al Gestore di Rete e la comunicazione a Terna.
Seguirà la realizzazione della connessione e posa dei contatori da parte del Gesto-
re di Rete, quindi il collaudo dell’impianto, il progetto as built, il manuale d’uso e ma-
nutenzione dell’impianto (redatto a cura della ditta installatrice).
A questo punto, attivati i contratti di scambio/cessione ed assolti gli eventuali obbli-
ghi relativi all’accesso alla rete elettrica, avviene il collegamento finale e l’entrata in eser-
cizio dell’impianto, a seguito del quale occorre inviare richiesta di concessione della ta-
riffa incentivante al GSE (entro 60 giorni) ed attendere relativa stipula della convenzione.
Nella tabella di figura 73 si riporta una sintesi di quanto sopra esposto.

5.3. Le autorizzazioni
In ambito di autorizzazioni si deve fare estrema attenzione visto che possono variare
da Regione a Regione, per cui è necessario che il richiedente, verifichi presso l’Ufficio
Tecnico del Comune di competenza le autorizzazioni necessarie al proprio impianto.
Il D.Lgs. n. 387/2003 all’articolo 12 aveva introdotto l’autorizzazione unica per la rea-
lizzazione di impianti fotovoltaici, rilasciata dalla regione o altro soggetto delegato dalla
regione, purtroppo tale articolo non è stato recepito dalla maggior parte delle Regioni.
Il decreto ministeriale 19 febbraio 2007 (articolo 5, comma 7) modifica l’articolo 12
del D.Lgs. n. 387/2003 nel seguente modo: se non è necessaria alcuna autorizzazione
per la realizzazione dell’impianto allora non occorre autorizzazione unica ed è suffi-
ciente una DIA (Dichiarazione di Inizio Attività) o un’istanza di autorizzazione edilizia;
se è necessario un solo provvedimento autorizzativi, comunque denominato, l’acquisi-
zione dell’unico provvedimento sostituisce l’autorizzazione unica.
Il decreto ministeriale 19 febbraio 2007 (articolo 5, comma 8) stabilisce inoltre che
gli impianti definiti integrati e parzialmente integrati, di qualunque potenza, ovvero gli
impianti di qualunque tipo di potenza non superiore a 20 kW, sono considerati impian-
ti non industriali e conseguentemente non sono soggetti alla verifica ambientale di cui
al decreto del Presidente della Repubblica 12 aprile 1996 come modificato dal
D.P.C.M. 3 settembre 1999, sempre che non siano ubicati in aree protette. Inoltre sem-
pre il decreto ministeriale 19 febbraio 2007 (articolo 5, comma 9) stabilisce che gli im-
pianti fotovoltaici possono essere realizzati in aree classificate agricole dai vigenti pia-

90 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


COME PREDISPORRE UNA PRATICA: ITER REALIZZATIVO

ni urbanistici senza la necessità di effettuare il cambio di destinazione d’uso dei siti di


ubicazione dei medesimi impianti.

Figura 73. Procedura per la realizzazione di un impianto fotovoltaico

È stato pubblicato sulla GU.R.I. 03-07-2008, n. 154 il D.Lgs. n. 115/ 2008 “Attuazio-
ne della direttiva 2006/32/CE relativa all’efficienza degli usi finali dell’energia e i servizi
energetici e abrogazione della direttiva 93/76/CEE”. Il provvedimento introduce, all’ar-
ticolo 11 comma 3, semplificazioni per l’installazione di pannelli solari termici e fotovol-
taico: “Sono considerati interventi di manutenzione ordinaria, e quindi esclusi dalla DIA,
le installazioni di impianti solari termici o fotovoltaici aderenti o integrati nei tetti degli
edifici e le installazioni di generatori eolici di altezza non superiore a 1,5 metri e diame-
tro non superiore a 1 metro. Per questi lavori sarà sufficiente una comunicazione pre-
ventiva al Comune, ad esclusione degli edifici tutelati”.
In Sicilia si fa riferimento al P.E.A.R.S. – Piano Energetico Ambientale Regione Sicilia
(G.U.R.S. 27-03-2009, n. 13).

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 91


CAPITOLO 5

5.4. Connessione alla rete elettrica


Il soggetto che intende realizzare un impianto fotovoltaico ed accedere alle tariffe in-
centivanti deve inoltrare al gestore di rete il progetto preliminare dell’impianto e richiede-
re al medesimo gestore la connessione alla rete. Nel caso di impianti di potenza nomi-
nale non inferiore ad 1 kW e non superiore a 200 kW, il soggetto precisa se intende av-
valersi o meno del servizio di scambio sul posto per l’energia elettrica prodotta.
La richiesta di connessione deve essere inviata all’impresa distributrice competen-
te che elabora e pubblica un modello standard per la presentazione della richiesta di
connessione. A seguito della richiesta di connessione l’impresa distributrice, entro 20
giorni lavorativi, trasmette al richiedente un preventivo per la connessione che questi
deve sottoscrivere per l’accettazione. Il richiedente la connessione, una volta conclusi i
lavori di realizzazione dell’impianto di produzione invia all’impresa distributrice la comu-
nicazione di ultimazione dei lavori. In seguito l’impresa distributrice eseguirà la connes-
sione dell’impianto alla rete elettrica con tempi pari a:
– massimo 30 giorni lavorativi nel caso di lavori semplici;
– massimo 90 giorni lavorativi nel caso di lavori complessi.
Il tempo di realizzazione della connessione non comprende il tempo necessario
per l’ottenimento di atti autorizzativi, ritardi dovuti ad impraticabilità del terreno, ritardi
dovuti a rinvio del sopralluogo eventualmente necessario.
La realizzazione e la gestione della connessione è effettuata nel rispetto delle rego-
le tecniche di connessione adottate dalle imprese distributrici conformemente alle di-
sposizioni dell’Autorità ed alle norme e guide tecniche CEI e fino a 100 kW il servizio di
connessione è erogato in bassa tensione.
Relativamente alle condizioni economiche occorre tenere conto dei corrispettivi:
– corrispettivo da versare all’atto della presentazione della richiesta di connessione;
– corrispettivo in caso di nuove connessioni;
– corrispettivo in caso di adeguamento delle connessioni esistenti;
– corrispettivo per connessioni non standard.
Prima dell’entrata in esercizio dell’impianto il richiedente deve comunicare a Terna
le informazioni relative all’impianto ed il codice identificativo del punto di immissio-
ne/prelievo comunicatogli dall’impresa distributrice all’interno del preventivo per la
connessione ed inoltre deve trasmettere all’impresa distributrice l’attestazione rilascia-
ta da Terna dell’avvenuta comunicazione. Terna S.p.A. rende disponibili al GSE le infor-
mazioni inserite sul portale dal responsabile della connessione, mentre le imprese di-
stributrici trasmettono a Terna trimestralmente un elenco degli impianti connessi alla
loro rete ed entrati in esercizio nell’ultimo trimestre riportando la data di entrata in eser-
cizio e il codice identificativo del punto di immissione/prelievo.

5.5. Misura dell’energia elettrica e contratti


La misura dell’energia elettrica deve essere effettuata sia per l’energia elettrica pro-
dotta (delibera AEEG 88/07) sia per l’energia elettrica immessa/prelevata dalla rete
(delibera AEEG 5/04 e s.m.i.). Il servizio di misura comprende:

92 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


COME PREDISPORRE UNA PRATICA: ITER REALIZZATIVO

– installazione e manutenzione delle apparecchiature di misura dell’energia elet-


trica prodotta;
– rilevazione e registrazione dei dati di misura dell’energia elettrica prodotta;
– la messa a disposizione delle misure dell’energia elettrica prodotta ai soggetti
interessati secondo la normativa vigente.
Nella tabella di figura 74 si riportano in sintesi le responsabilità in ambito al servizio
di misura dell’energia.

Responsabilità del servizio Corrispettivo per servizio


di misura di misura

< 20 kW Gestore di Rete* Definito dall’Autorità


Produttore
> 20 kW Il produttore ha la facoltà di avvalersi Definito dal Gestore di Rete
del Gestore di Rete per l’erogazione
del servizio di misura
* Gestore di Rete = concessionario del servizio di distribuzione o trasmissione a cui è connesso
anche indirettamente l’impianto di produzione

Figura 74. Responsabilità del servizio di misura (fonte Enerpoint)

Per gli impianti di produzione per i quali la misura dell’energia elettrica prodotta coin-
cide con la misura dell’energia elettrica immessa in rete, gli apparecchi di misura instal-
lati ai sensi della normativa vigente sono utilizzati anche per la misura dell’energia elet-
trica prodotta e, pertanto, non è necessario installare ulteriori apparecchi di misura.
In merito al posizionamento le apparecchiature di misura devono essere posiziona-
te il più vicino possibile agli inverter, all’interno della proprietà del produttore o sul con-
fine di proprietà, secondo quanto indicato dal medesimo produttore, consentendo
l’accesso ed assicurando al gestore di rete la possibilità di adempiere i propri obblighi
in condizioni di sicurezza. Le apparecchiature di misura devono essere dotate di di-
spositivi anti-frode, essere in grado di misurare l’energia su base oraria, essere dotati
di dispositivi per l’interrogazione e la lettura per via telematica delle misure da parte del
gestore di rete con cadenza minima mensile. Le misure devono essere archiviate e cu-
stodite per almeno 5 anni dal responsabile del servizio di misura.
Se un soggetto è titolare o ha la disponibilità di un impianto di potenza fino a 20 kW
alimentato da fonti rinnovabili può:
– vendere l’energia elettrica prodotta sul libero mercato (Delibera AEEG 168/03 e
s.m.i.);
– vendere a prezzo amministrato al gestore di rete cui l’impianto è collegato
(Delibera AEGG 34/05 e s.m.i.);
– usufruire del servizio di scambio sul posto (Delibera AEEG 74/08 e s.m.i.).
L’impianto da 4,8 kW presentato in questo libro usufruisce del servizio di scambio
sul posto.

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 93


CAPITOLO 5

Possono richiedere di usufruire del servizio di scambio sul posto sia i clienti del
mercato vincolato sia i clienti del mercato libero ed i soggetti che si avvalgono dello
scambio sul posto sono configurabili come clienti finali.
L’impresa distributrice competente è responsabile dell’installazione e manutenzio-
ne delle apparecchiature di misura nonché della rilevazione e registrazione delle misu-
re dell’energia elettrica immessa e prelevata nel punto di connessione.
A copertura dei costi relativi all’erogazione del servizio di scambio sul posto il ri-
chiedente versa all’impresa distributrice un corrispettivo annuo pari a 30 euro per pun-
to di connessione.

5.6. Officina elettrica


L’obbligo di denuncia di officina elettrica si ha per:
– impianti fotovoltaici di potenza superiore a 20 kW;
– impianti fotovoltaici localizzati in aree montane di potenza superiore a 30 kW.
La modulistica per la denuncia va richiesta all’ufficio UTF di zona e va fatta dopo il
completamento dell’installazione dell’impianto e comunque almeno 30 giorni prima
dell’avvio dell’impianto stesso, accompagnata da quietanza di versamento del diritto
annuale.
Una volta ricevuta la denuncia l’ufficio tecnico di finanza contatta il cliente per effet-
tuare il sopralluogo per le verifiche e le tarature sul posto e per apporre i sigilli. La da-
ta del sopralluogo viene concordata tra cliente, tecnico UTF e laboratorio autorizzato,
occupandosi quest’ultimo della verifica, taratura e suggellamento dei contatori. A se-
guito di dette operazioni il laboratorio rilascia un certificato di verifica ed un verbale di
suggellamento, contestualmente il tecnico UTF effettua le sue verifiche e pone i suoi
sigilli rilasciando anch’egli un verbale di verifica.
Entro 60 giorni l’UTF competente rilascia al cliente la licenza di esercizio soggetta
al pagamento di un diritto annuale di 23,24 euro o 77,47 euro, a seconda del tipo di of-
ficina: uso proprio e/o commerciale. Ovviamente la data di entrata in esercizio dell’im-
pianto deve essere successiva alla data di rilascio della licenza di esercizio.
L’apertura di officina elettrica comporta:
– compilazione giornaliera di un registro di produzione;
– pagamento diritto annuale;
– presentazione annuale di Dichiarazione di Consumo;
– versamento addizionale provinciale su energia consumata;
– controllo periodico della regolazione e del funzionamento dei contatori (ogni 3
anni per un contatore statico e ogni 5 anni per un contatore ad induzione), con
le medesime modalità previste per la prima verifica.

5.7. Richiesta incentivo in conto energia


Ad ultimazione dei lavori di installazione viene inviata dichiarazione di fine lavori al
gestore di rete che successivamente collega l’impianto alla rete elettrica pubblica. La

94 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


COME PREDISPORRE UNA PRATICA: ITER REALIZZATIVO

data di entrata in esercizio è la prima data utile da quando decorrono tutte le seguenti
condizioni:
– l’impianto è collegato in parallelo con il sistema elettrico;
– risultano installati tutti i contatori necessari per la contabilizzazione dell’energia
prodotta e scambiata o ceduta con la rete;
– risultano attivi i relativi contratti di scambio o cessione dell’energia elettrica;
– risultano assolti tutti gli eventuali obblighi relativi alla regolazione dell’accesso
alle reti.
La richiesta dell’incentivo deve essere redatta secondo l’allegato A1 alla delibera
AEEG 90/07 e deve essere corredata da tutti gli allegati previsti all’allegato 4 del decre-
to ministeriale 19 febbraio 2007 e richiesti nell’allegato A1 stesso.
Ogni richiesta deve essere riferita ad un solo impianto ed il Soggetto Responsabile
per la richiesta dell’incentivazione dovrà utilizzare l’apposita applicazione informatica
disponibile sul portale del GSE.
Di seguito di riporta in sintesi la procedura di utilizzo del portale:
1. registrazione sul portale del GSE;
2. assegnazione User Id e password;
3. inserimento dati;
4. predisposizione automatica della richiesta di incentivo e di parte della docu-
mentazione da allegare; assegnazione automatica di un numero identificativo
alla richiesta;
5. stampa della documentazione.
Le richieste per l’incentivazione, corredate di tutta la documentazione di supporto
(quella stampata dal sito e quella da predisporsi a cura del cliente/progettista), debita-
mente sottoscritta, dovranno essere inoltrate al GSE tramite:
– plico raccomandato con avviso di ricevimento (A.R.);
– posta celere, posta prioritaria o ordinaria;
– consegna a mano;
– corriere.
Ogni plico dovrà contenere una sola richiesta e la data di inoltro coincide con la da-
ta di ricevimento della domanda da parte del GSE (entro 60 giorni dalla data di entra-
ta in esercizio dell’impianto, pena la non ammissione alle suddette tariffe incentivanti).
Il soggetto responsabile, entro 60 giorni dalla data di ricevimento da parte del GSE,
dovrà sottoscrivere una copia della convenzione ed inviarla al GSE.
A conclusione della procedura di stipula, l’originale della convenzione inviata rima-
ne al GSE mentre la copia per l’utente, a firma del solo GSE, viene messa a disposizio-
ne on-line in formato pdf con firma digitale.
Il pagamento della tariffa incentivante avviene secondo le modalità riportate nelle
due tabelle seguenti, figure 75 e 76.
Infine si vogliono ricordare alcuni obblighi da rispettare nella gestione dell’impianto:
– non alterare le caratteristiche di targa delle apparecchiature di misura e non
modificare i dati registrati dalle medesime;
– consentire l’accesso all’impianto e alle relative infrastrutture;

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 95


CAPITOLO 5

– comunicare al soggetto attuatore i nuovi numeri di matricola a sostituzione di


quelli precedenti, nel caso in cui uno o più pannelli e/o convertitori che compon-
gono l’impianto, a seguito di danni o avarie non riparabili e che ne rendano ne-
cessaria la sostituzione, vengano sostituiti con altri di pari potenza;
– con frequenza annuale per l’intera durata degli incentivi, i dati attinenti gli inter-
venti di manutenzione straordinaria effettivamente eseguiti sugli impianti, vanno
comunicati utilizzando l’apposito portale informativo messo a disposizione dal
soggetto attuatore, specificando in particolare:
– le cause di guasto;
– i periodi di fermo impianto;
– i costi per la riparazione.

Da chi Riconosciuto Periodo


viene pagato a partire da riconoscimento
Incentivo (i) GSE Data di entrata in esercizio 20 anni
dell’impianto
Premio (p) GSE Dall’anno solare successivo Fino al termine del periodo di
alla data di ricevimento della diritto dell’incentivo
domanda

Figura 75. Tariffa incentivante e premio

Cadenza Corrispettivo (c) Quando


Impianti < 20 kW Bimestrale Energia prodotta x I* Il mese successivo a quello in cui
(scambio sul posto) C > 250 €
Impianti > 20 kW Mensile Energia prodotta x I Il mese successivo a quello in cui
(cessione) C > 250 €
Impianti > 20 kW Mensile Energia prodotta x I Il mese successivo a quello in cui
C > 500 €
I = tariffa incentivante; I* = tariffa incentivante maggiorata di eventuale premio

Figura 76. Tariffa incentivante e premio

Domande frequenti
In questa sezione sono state raccolte alcune delle domande che più frequente-
mente vengono poste dal cliente. Certamente non rappresentano una raccolta esau-
stiva, ma provengono dall’esperienza maturata in alcuni anni di attività nel settore e
permettono di fornire una rapida ed esauriente risposta ai dubbi che generalmente si
pone chi si avvicina per la prima volta al settore fotovoltaico.

È proprio sicuro che l’incentivo sarà pagato per 20 anni?


Il decreto ministeriale del 19 febbraio 2007 “Criteri e modalità per incentivare la pro-
duzione di energia elettrica mediante conversione fotovoltaica della fonte solare, in at-

96 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


COME PREDISPORRE UNA PRATICA: ITER REALIZZATIVO

tuazione dell’articolo 7 del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387”, stabilisce


che la tariffa incentivante è riconosciuta per un periodo di 20 anni a decorrere dalla da-
ta di entrata in esercizio dell’impianto ed è costante in moneta corrente in tutto il perio-
do di 20 anni.

Quali autorizzazioni sono necessarie per la realizzazione di un impianto fotovoltaico


e a chi vanno richieste?
Poiché le autorizzazioni possono variare da Regione a Regione, è necessario che il
richiedente verifichi presso l’Ufficio tecnico del Comune di competenza le autorizzazio-
ni necessarie al proprio impianto. Normalmente per un impianto fotovoltaico di picco-
la taglia (potenza nominale fino a 20 kW) da installare su un edificio o sul terreno, è
sufficiente una semplice dichiarazione di inizio attività (D.I.A.) o un’istanza di autorizza-
zione edilizia, come per qualsiasi altro intervento di manutenzione straordinaria. Nel
caso in cui il sito di installazione ricada in un’area protetta, soggetta a vincoli paesag-
gistici o architettonici, occorre richiedere un “nulla osta” alla competente autorità sul
territorio (Ente locale, Ente parco, Sovrintendenza, ecc.).

Quanto tempo può durare un impianto fotovoltaico?


Nelle analisi tecniche ed economiche si usa fare riferimento ad una vita utile com-
plessiva di 20-25 anni. In particolare, i moduli, che rappresentano i componenti econo-
micamente più rilevanti, hanno in generale una durata di vita garantita dai produttori fi-
no a 25 anni, anche se hanno una vita utile ben superiore a tale termine in quanto l’ef-
fetto fotovoltaico non usura le celle fotovoltaiche, lasciandole inalterate nel tempo.

Che differenza c’è tra un impianto fotovoltaico ed un impianto solare termico?


Entrambe le tipologie d’impianto utilizzano il sole come fonte energetica, catturan-
done la radiazione attraverso superfici captanti: mentre i moduli fotovoltaici trasforma-
no direttamente la radiazione solare in energia elettrica, i pannelli solari termici utilizza-
no l’energia termica del sole per riscaldare l’acqua da utilizzare per uso igienico sani-
tario o per il riscaldamento degli ambienti.

Dove può essere installato un impianto fotovoltaico?


I moduli fotovoltaici possono essere collocati su qualsiasi pertinenza di un immobi-
le (tetto, facciata, terrazzo) o sul terreno. La decisione deve essere presa in base al-
l’esistenza sul sito d’installazione dei seguenti requisiti:
– disponibilità di spazio necessario per installare i moduli;
– corretta esposizione ed inclinazione della superficie dei moduli.
Le condizioni ottimali in Italia sono:
– esposizione SUD (accettabile anche SUD-EST, SUD-OVEST, con ridotta perdita
di produzione);
– inclinazione dei moduli compresa fra 25°(latitudini più meridionali) e 35°(latitudi-
ni più settentrionali);
– assenza di ostacoli in grado di creare ombreggiamento.

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 97


CAPITOLO 5

Quanto spazio occupa un impianto fotovoltaico?


Facendo riferimento soprattutto alle piccole applicazioni (tetti fotovoltaici) e a mo-
duli di silicio cristallino, un valore indicativo di occupazione di superficie è di circa 8 mq
per kW di potenza nominale installata.

Quanta elettricità produce un impianto fotovoltaico?


La produzione elettrica annua di un impianto fotovoltaico dipende da diversi fattori:
– radiazione solare incidente sul sito d’installazione;
– orientamento ed inclinazione della superficie dei moduli;
– assenza/presenza di ombreggiamenti;
– prestazioni tecniche dei componenti dell’impianto (moduli, inverter ed altre ap-
parecchiature).
Prendendo come riferimento un impianto da 1 kW di potenza nominale, con orien-
tamento ed inclinazione ottimali ed assenza di ombreggiamento, non dotato di dispo-
sitivo di “inseguimento” del sole, in Italia è possibile stimare le seguenti producibilità
annue medie:
– regioni settentrionali 1.100 kWh/anno;
– regioni centrali 1.400 kWh/anno;
– regioni meridionali 1.600 kWh/anno.
È opportuno sottolineare che il consumo annuo elettrico medio di una famiglia ita-
liana può essere stimato in circa 3.500 – 4.500 kWh.

Quanto costa un impianto fotovoltaico?


Valori orientativi vanno da 4.000 a 6.000 euro per kW a seconda della taglia dell’im-
pianto e della tipologia dell’installazione.

A quanto ammontano i costi di manutenzione di un impianto fotovoltaico?


Il costo annuo di manutenzione è abbastanza contenuto: normalmente è stimato in
circa l’1% del costo d’impianto.

Usufruendo delle tariffe del “conto energia”, in quanto tempo si recupera il capitale
investito?
In prima approssimazione si può stimare un tempo di ritorno del capitale investito
compreso tra 7 e 11 anni. Tuttavia bisogna tener conto di alcune variabili. La redditività
di una iniziativa fotovoltaica dipende direttamente dalla quantità di radiazione solare di-
sponibile (dipendente dalla latitudine del sito d’installazione e dall’orientamento), dal co-
sto per kW dell’investimento (dipendente dalla taglia dell’impianto) e dalla valorizzazio-
ne dell’energia prodotta (valore delle tariffe incentivanti e valore dell’energia utilizzata).

Chi può beneficiare dell’incentivazione?


Possono beneficiare dell’incentivazione (articolo 3 del decreto ministeriale 19 feb-
braio 2007) le persone fisiche e giuridiche, ivi inclusi i soggetti pubblici e i condomini di
edifici.

98 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


COME PREDISPORRE UNA PRATICA: ITER REALIZZATIVO

Può un condominio installare un impianto fotovoltaico?


Sì, previa autorizzazione dell’assemblea condominiale. Con la legge 23 luglio 2009,
n. 99 (comma 22, articolo 27) le decisioni condominiali sono valide con la maggioran-
za semplice.

Può un proprietario di un appartamento in condominio installare un impianto fotovol-


taico su parti comuni?
Sì, ma è necessaria l’autorizzazione dell’assemblea condominiale.

È possibile richiedere l’incentivazione per un impianto fotovoltaico di potenza non


superiore a 20 kW da installare su di un fabbricato in corso di realizzazione e che al mo-
mento non dispone ancora della fornitura di energia elettrica?
Sì, purché il fabbricato disponga della fornitura prima che l’impianto fotovoltaico
entri in esercizio.

Devo assicurare il mio impianto fotovoltaico?


È sicuramente opportuno ma non obbligatorio se non quando si ricorre ad un fi-
nanziamento con gli istituti di credito. Anche nei casi di non obbligatorietà è sempre
consigliabile assicurare il proprio impianto, esistono infatti dei contratti assicurativi ap-
positamente studiati per il settore che non si limitano alla copertura dei danni diretti ed
indiretti, ma assicurano anche contro le perdite di resa. I costi annui sono piuttosto
modesti.

Gli impianti fotovoltaici sono pericolosi per la salute? Generano inquinamento elet-
tromagnetico?
Gli impianti fotovoltaici sono sistemi molto sicuri e inoffensivi che possono essere
installati ovunque. Trattandosi di sistemi in corrente continua non generano campi elet-
tromagnetici, piuttosto campi elettrici, analoghi a quelli prodotti dai fenomeni di ma-
gnetismo terrestre naturale o dalle cariche elettrostatiche. Il campo elettrico generato
da un impianto fotovoltaico è completamente diverso dalle onde radio e da quello che
solitamente viene indotto dalle linee in alta tensione o dagli apparecchi elettrici attra-
versati da corrente alternata. Infine, a valle dell’inverter (dispositivo elettronico che tra-
sforma la corrente continua in corrente alternata), l’energia elettrica prodotta dall’im-
pianto fotovoltaico assume caratteristiche del tutto identiche a quelle del normale im-
pianto elettrico di casa.

I moduli vecchi sono da considerare come rifiuti speciali?


No. Esistono dei fabbricanti che addirittura riciclano i vecchi moduli fotovoltaici, re-
cuperando le celle fotovoltaiche intatte che verranno riutilizzate per la costruzione di
nuovi moduli. Poiché le celle fotovoltaiche non invecchiano, i moduli continuano ad
avere un “valore residuo” anche per i dieci anni successivi alla loro dismissione. È pro-
babile che in futuro l’attività di rivendita e riciclaggio dei pannelli fotovoltaici vecchi avrà
un mercato crescente.

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 99


Appendice legislativa

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO – DECRETO 19 FEBBRAIO 2007


Criteri e modalità per incentivare la produzione di energia elettrica mediante
conversione fotovoltaica della fonte solare, in attuazione dell’articolo 7 del decreto
legislativo 29 dicembre 2003, n. 387

IL MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO

di concerto con

IL MINISTRO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE

Visto l’articolo 7, comma 1, del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387, recante attuazione
della direttiva 2001/77/CE relativa alla promozione dell’energia elettrica prodotta da fonti energetiche
rinnovabili nel mercato interno dell’elettricità, prevede che il Ministro delle attività produttive, di concer-
to con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio, d’intesa con la Conferenza unificata, adotti
uno o più decreti con i quali sono definiti i criteri per l’incentivazione della produzione di energia elet-
trica dalla fonte solare;
Visto l’articolo 7, comma 2, lettera d), del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387, stabilisce
che per l’elettricità prodotta mediante conversione fotovoltaica della fonte solare i criteri per l’incenti-
vazione prevedono una specifica tariffa incentivante, di importo decrescente e di durata tali da garan-
tire una equa remunerazione dei costi di investimento e di esercizio;
Visti i decreti del Ministro delle attività produttive di concerto con il Ministro dell’ambiente e della
tutela del territorio 28 luglio 2005 e 6 febbraio 2006 (nel seguito: i decreti interministeriali 28 luglio 2005
e 6 febbraio 2006), con i quali è stata data prima attuazione a quanto disposto dall’articolo 7, comma
2, lettera d), del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387;
Vista la legge 17 luglio 2006, n. 233, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge
18 maggio 2006, n. 181, recante disposizioni urgenti in materia di riordino delle attribuzioni della Pre-
sidenza del Consiglio dei Ministri e dei Ministeri. Delega al Governo per il coordinamento delle dispo-
sizioni in materia di funzioni e organizzazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dei
Ministeri;
Visto il decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, e successive modificazioni e integrazioni, re-
cante attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell’edilizia;
Visto l’articolo 52 del decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, e successive modificazioni e in-
tegrazioni, il quale dispone, tra l’altro, che non è sottoposta ad imposta l’energia elettrica prodotta
con impianti azionati da fonti rinnovabili con potenza non superiore a 20 kW;

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 101


APPENDICE LEGISLATIVA

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 12 aprile 1996 come modificato ed integrato dal
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 3 settembre 1999, il quale dispone che per talune ti-
pologie di progetti che non ricadono in aree naturali protette, tra le quali gli impianti industriali non ter-
mici per la produzione di energia, vapore ed acqua calda, l’autorità competente verifica se le caratte-
ristiche del progetto richiedono lo svolgimento della procedura di valutazione d’impatto ambientale;
Visto l’articolo 136 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, il quale individua gli immobili e
le aree di notevole interesse pubblico soggette alle disposizioni di cui al titolo I della parte terza dello
stesso decreto legislativo;
Considerato che i primi risultati dell’attuazione dei decreti interministeriali 28 luglio 2005 e 6 feb-
braio 2006 hanno evidenziato una notevole complessità gestionale del meccanismo nonché un ec-
cessivo squilibrio a favore della realizzazione di grandi impianti installati a terra;
Considerato che gli impianti fotovoltaici possono essere realizzati anche disponendo i relativi mo-
duli sugli edifici;
Considerato che gli impianti fotovoltaici con moduli collocati secondo criteri di integrazione archi-
tettonica o funzionale su elementi di arredo urbano e viario, superfici esterne degli involucri di edifici,
fabbricati e strutture edilizie di qualsiasi funzione e destinazione, non ricadenti in aree naturali protet-
te non sono assoggettati a procedura di valutazione d’impatto ambientale in ragione dei predetti cri-
teri di integrazione;
Ritenuto di dover introdurre correttivi al meccanismo introducendo un sistema di accesso agli in-
centivi semplificato, stabile e duraturo;
Ritenuto opportuno chiarire che, in forza dell’articolo 52 del citato decreto legislativo 26 ottobre
1995, n. 504, e successive modificazioni e integrazioni, gli impianti fotovoltaici di potenza non supe-
riore a 20 kW sono da considerare impianti non industriali, e dunque non assoggettabili alla procedu-
ra di valutazione d’impatto ambientale, qualora non ricadenti in aree naturali protette;
Ritenuto di dover orientare il processo di diffusione del fotovoltaico verso applicazioni più promet-
tenti, in termini di potenziale di diffusione e connesso sviluppo tecnologico, e che consentano minor
utilizzo del territorio, privilegiando l’incentivazione di impianti fotovoltaici i cui moduli sono posizionati
o integrati nelle superfici esterne degli involucri degli edifici e negli elementi di arredo urbano e viario,
tenendo tuttavia conto anche dei maggiori costi degli impianti di piccola potenza, nonché di alcune
applicazioni specifiche;
Ritenuto che il fotovoltaico sia da sostenere prioritariamente in abbinamento all’uso efficiente del-
l’energia, in particolare con modalità organicamente raccordate con le disposizioni in materia di effi-
cienza energetica degli edifici;
Acquisita l’intesa della Conferenza unificata, di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto
1997, n. 281, sancita nella seduta del 15 febbraio 2007

EMANA
il seguente decreto

Art. 1
Finalità
1. Il presente decreto stabilisce i criteri e le modalità per incentivare la produzione di energia elet-
trica da impianti solari fotovoltaici, in attuazione dell’articolo 7 del decreto legislativo 29 dicembre
2003, n. 387.

Art. 2
Definizioni
1. Ai fini del presente decreto valgono le seguenti definizioni:
a) impianto o sistema solare fotovoltaico (o impianto fotovoltaico) è un impianto di produzione di
energia elettrica mediante conversione diretta della radiazione solare, tramite l’effetto fotovol-
taico; esso è composto principalmente da un insieme di moduli fotovoltaici, nel seguito deno-

102 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


APPENDICE LEGISLATIVA

minati anche moduli, uno o più gruppi di conversione della corrente continua in corrente alter-
nata e altri componenti elettrici minori;
b1) impianto fotovoltaico non integrato è l’impianto con moduli ubicati al suolo, ovvero con modu-
li collocati, con modalità diverse dalle tipologie di cui agli allegati 2 e 3, sugli elementi di arre-
do urbano e viario, sulle superfici esterne degli involucri di edifici, di fabbricati e strutture edili-
zie di qualsiasi funzione e destinazione;
b2) impianto fotovoltaico parzialmente integrato è l’impianto i cui moduli sono posizionati, secon-
do le tipologie elencate in allegato 2, su elementi di arredo urbano e viario, superfici esterne
degli involucri di edifici, fabbricati, strutture edilizie di qualsiasi funzione e destinazione;
b3) impianto fotovoltaico con integrazione architettonica è l’impianto fotovoltaico i cui moduli so-
no integrati, secondo le tipologie elencate in allegato 3, in elementi di arredo urbano e viario,
superfici esterne degli involucri di edifici, fabbricati, strutture edilizie di qualsiasi funzione e de-
stinazione;
c) potenza nominale (o massima, o di picco, o di targa) dell’impianto fotovoltaico è la potenza
elettrica dell’impianto, determinata dalla somma delle singole potenze nominali (o massime, o
di picco, o di targa) di ciascun modulo fotovoltaico facente parte del medesimo impianto, mi-
surate alle condizioni nominali, come definite alla lettera d);
d) condizioni nominali sono le condizioni di prova dei moduli fotovoltaici nelle quali sono rilevate
le prestazioni dei moduli stessi, secondo un protocollo definito dalle norme CEI EN 60904-1 di
cui all’allegato 1;
e) energia elettrica prodotta da un impianto fotovoltaico è l’energia elettrica misurata all’uscita
del gruppo di conversione della corrente continua in corrente alternata, ivi incluso l’eventuale
trasformatore, prima che essa sia resa disponibile alle utenze elettriche del soggetto respon-
sabile e/o immessa nella rete elettrica;
f) punto di connessione è il punto della rete elettrica, di competenza del gestore di rete, nel qua-
le l’impianto fotovoltaico viene collegato alla rete elettrica;
g) data di entrata in esercizio di un impianto fotovoltaico è la prima data utile a decorrere dalla
quale sono verificate tutte le seguenti condizioni:
g1) l’impianto è collegato in parallelo con il sistema elettrico;
g2) risultano installati tutti i contatori necessari per la contabilizzazione dell’energia prodotta e
scambiata o ceduta con la rete;
g3) risultano attivi i relativi contratti di scambio o cessione dell’energia elettrica;
g4) risultano assolti tutti gli eventuali obblighi relativi alla regolazione dell’accesso alle reti;
h) soggetto responsabile è il soggetto responsabile dell’esercizio dell’impianto e che ha diritto, nel
rispetto delle disposizioni del presente decreto, a richiedere e ottenere le tariffe incentivanti;
i) soggetto attuatore è il Gestore dei servizi elettrici – GSE Spa, già Gestore della rete di trasmis-
sione nazionale Spa, di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 maggio
2004;
j) potenziamento è l’intervento tecnologico eseguito su un impianto entrato in esercizio da alme-
no due anni, consistente in un incremento della potenza nominale dell’impianto, mediante ag-
giunta di moduli fotovoltaici la cui potenza nominale complessiva sia non inferiore a 1 kW, in
modo da consentire una produzione aggiuntiva dell’impianto medesimo, come definita alla
lettera k);
k) produzione aggiuntiva di un impianto è l’aumento, ottenuto a seguito di un potenziamento ed
espresso in kWh, dell’energia elettrica prodotta annualmente, di cui alla lettera e), rispetto alla
produzione annua media prima dell’intervento, come definita alla lettera l); per i soli interventi
di potenziamento su impianti non muniti del gruppo di misura dell’energia prodotta, la produ-
zione aggiuntiva è pari all’energia elettrica prodotta dall’impianto a seguito dell’intervento di
potenziamento, moltiplicata per il rapporto tra l’incremento di potenza nominale dell’impianto,
ottenuto a seguito dell’intervento di potenziamento, e la potenza nominale complessiva del-
l’impianto a seguito dell’intervento di potenziamento;

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 103


APPENDICE LEGISLATIVA

l)produzione annua media di un impianto è la media aritmetica, espressa in kWh, dei valori
dell’energia elettrica effettivamente prodotta, di cui alla lettera e), negli ultimi due anni sola-
ri, al netto di eventuali periodi di fermata dell’impianto eccedenti le ordinarie esigenze manu-
tentive;
m) rifacimento totale è l’intervento impiantistico-tecnologico eseguito su un impianto entrato in eser-
cizio da almeno venti anni che comporta la sostituzione con componenti nuovi almeno di tutti i
moduli fotovoltaici e del gruppo di conversione della corrente continua in corrente alternata;
n) piccola rete isolata è una rete elettrica così come definita dall’articolo 2, comma 17, del decre-
to legislativo 16 marzo 1999, n. 79, e successive modificazioni e integrazioni;
r) servizio di scambio sul posto è il servizio di cui all’articolo 6 del decreto legislativo 29 dicem-
bre 2003, n. 387, come disciplinato dalla Deliberazione dell’Autorità per l’energia elettrica e il
gas 10 febbraio 2006, n. 28/06 ed eventuali successivi aggiornamenti.
2. Valgono inoltre le definizioni riportate all’articolo 2 del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79,
escluso il comma 15, nonché le definizioni riportate all’articolo 2 del decreto legislativo 29 dicembre
2003, n. 387.

Art. 3
Requisiti dei soggetti che possono beneficiare delle tariffe incentivanti
1. Possono beneficiare delle tariffe di cui all’articolo 6 e del premio di cui all’articolo 7:
a) le persone fisiche;
b) le persone giuridiche;
c) i soggetti pubblici;
d) i condomini di unità abitative e/o di edifici.

Art. 4
Requisiti dei componenti e degli impianti ai fini dell’accesso alle tariffe incentivanti
1. Nei limiti stabiliti all’articolo 13, l’accesso alle tariffe incentivanti di cui all’articolo 6 e al premio di
cui all’articolo 7 è consentito a condizione che gli impianti fotovoltaici rispettino i requisiti di cui ai suc-
cessivi commi e sempreché i medesimi impianti non abbiano beneficiato delle tariffe incentivanti intro-
dotte dai decreti interministeriali 28 luglio 2005 e 6 febbraio 2006.
2. La potenza nominale degli impianti deve essere non inferiore a 1 kW.
3. Gli impianti fotovoltaici devono essere entrati in esercizio in data successiva alla data di entrata
in vigore del provvedimento di cui all’articolo 10, comma 1, a seguito di interventi di nuova costruzio-
ne, rifacimento totale o potenziamento. Gli impianti entrati in esercizio a seguito di potenziamento
possono accedere alle tariffe incentivanti limitatamente alla produzione aggiuntiva ottenuta a seguito
dell’intervento di potenziamento, e non possono accedere al premio di cui all’articolo 7.
4. Gli impianti fotovoltaici e i relativi componenti devono essere conformi alle norme tecniche ri-
chiamate nell’allegato 1 e devono essere realizzati con componenti di nuova costruzione o comunque
non già impiegati in altri impianti.
5. Gli impianti fotovoltaici devono ricadere tra le tipologie di cui all’articolo 2, comma 1, lettere b1),
b2) e b3).
6. Gli impianti fotovoltaici devono essere collegati alla rete elettrica o a piccole reti isolate. Ogni
singolo impianto fotovoltaico dovrà essere caratterizzato da un unico punto di connessione alla rete
elettrica, non condiviso con altri impianti fotovoltaici.
7. Sono ammessi alle tariffe incentivanti previste dal presente decreto anche gli impianti entrati in
esercizio nel periodo intercorrente tra il 1° ottobre 2005 e la data di entrata in vigore del provvedimen-
to di cui all’articolo 10, comma 1, sempreché realizzati nel rispetto delle disposizioni dei decreti inter-
ministeriali 28 luglio 2005 e 6 febbraio 2006, e sempreché tali impianti non beneficino e non abbiano
beneficiato delle tariffe di cui ai medesimi decreti interministeriali. Ai predetti impianti compete, in rela-
zione alla potenza nominale dei medesimi, la tariffa prevista dall’articolo 6, relativa agli impianti che
entrano in esercizio nel 2007.

104 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


APPENDICE LEGISLATIVA

8. Per gli impianti di cui al comma 7, la richiesta di concessione della pertinente tariffa incentivan-
te deve essere inoltrata entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del provvedimento di cui al-
l’articolo 10, comma 1, a pena la decadenza del diritto alle tariffe incentivanti. La richiesta è corredata
della documentazione finale di entrata in esercizio elencata nell’allegato 4, con le seguenti varianti al
punto 5 del medesimo allegato:
a) il testo del punto c) è sostituito dal seguente: “conformità dell’impianto alle disposizioni del-
l’articolo 4 del decreto interministeriale 28 luglio 2005, come modificato dal decreto intermini-
steriale 6 febbraio 2006”;
b) il testo del punto g) è sostituito dal seguente:
“g1) di non incorrere in condizioni che, ai sensi del decreto interministeriale 28 luglio 2005, ar-
ticolo 10 commi da 2 a 5, comportano la non applicabilità o la non compatibilità con le ta-
riffe di cui all’articolo 6;
g2) di beneficiare [o non beneficiare] della detrazione fiscale richiamata all’articolo 2, comma
5, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, ivi incluse proroghe e modificazioni della mede-
sima detrazione, il cui beneficio comporta una riduzione del 30% delle tariffe incentivanti
riconosciute”.
9. Con successivo decreto sono determinati i criteri per l’incentivazione della produzione di ener-
gia elettrica mediante conversione fotovoltaica della fonte solare in impianti non collegati alla rete elet-
trica o a piccole reti isolate.

Art. 5
Procedure per l’accesso alle tariffe incentivanti
1. Il soggetto che intende realizzare un impianto fotovoltaico e accedere alle tariffe incentivanti di
cui all’articolo 6 inoltra al gestore di rete il progetto preliminare dell’impianto e richiede al medesimo
gestore la connessione alla rete ai sensi dell’articolo 9, comma 1, del decreto legislativo 16 marzo
1999, n. 79, e di quanto previsto dall’articolo 14 del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387. Nel
caso di impianti di potenza nominale non inferiore a 1 kW e non superiore a 20 kW, il soggetto preci-
sa se intende avvalersi o meno del servizio di scambio sul posto per l’energia elettrica prodotta.
2. L’Autorità per l’energia elettrica e il gas definisce le modalità e le tempistiche secondo le quali il
gestore di rete comunica il punto di consegna ed esegue la connessione dell’impianto alla rete elettri-
ca, prevedendo penali nel caso di mancato rispetto e definendo le modalità con le quali tali condizio-
ni si applicano anche agli impianti che hanno acquisito il diritto alle tariffe incentivanti ai sensi dei de-
creti interministeriali 28 luglio 2005 e 6 febbraio 2006. Nelle more di tali provvedimenti valgono, per
quanto applicabili, le norme vigenti.
3. A impianto ultimato, il soggetto che ha realizzato l’impianto trasmette al gestore di rete comuni-
cazione di ultimazione dei lavori.
4. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in esercizio dell’impianto il soggetto responsabile è
tenuto a far pervenire al soggetto attuatore richiesta di concessione della pertinente tariffa incentivan-
te, unitamente alla documentazione finale di entrata in esercizio elencata nell’allegato 4, fatte salve in-
tegrazioni definite nel provvedimento di cui all’articolo 10, comma 1. Il mancato rispetto dei termini di
cui al presente comma comporta la non ammissibilità alle tariffe incentivanti di cui all’articolo 6.
5. Entro sessanta giorni dalla data di ricevimento della richiesta di cui al comma 4, completa di
tutta la documentazione ivi richiamata, il soggetto attuatore, verificato il rispetto delle disposizioni del
presente decreto e tenuto conto di quanto previsto all’articolo 6, comunica al soggetto responsabile
la tariffa riconosciuta.
6. Le modalità di erogazione della tariffa di cui all’articolo 6 e del premio di cui all’articolo 7 sono
fissate nel provvedimento di cui all’articolo 10, comma 1.
7. Ai sensi dell’articolo 12, comma 5, del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387, per la co-
struzione e l’esercizio di impianti fotovoltaici per i quali non è necessaria alcuna autorizzazione, come
risultante dalla legislazione nazionale o regionale vigente in relazione alle caratteristiche e alla ubica-
zione dell’impianto, non si dà luogo al procedimento unico di cui all’articolo 12, comma 4, del mede-

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 105


APPENDICE LEGISLATIVA

simo decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387, ed è sufficiente per gli stessi impianti la dichiara-
zione di inizio attività. Qualora sia necessaria l’acquisizione di un solo provvedimento autorizzativo co-
munque denominato, l’acquisizione del predetto provvedimento sostituisce il procedimento unico di
cui all’articolo 12 del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387. Le predette previsioni si applicano
anche agli impianti che hanno acquisito il diritto alle tariffe incentivanti ai sensi dei decreti interministe-
riali 28 luglio 2005 e 6 febbraio 2006.
8. Gli impianti di cui all’articolo 2, comma 1, lettere b2) e b3), nonché, ai sensi dell’articolo 52 del
decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, gli impianti fotovoltaici di potenza non superiore a 20 kW
sono considerati impianti non industriali e conseguentemente non sono soggetti alla verifica ambien-
tale di cui al decreto del Presidente della Repubblica 12 aprile 1996 come modificato ed integrato
dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 3 settembre 1999, sempreché non ubicati in aree
protette.
9. Ai sensi dell’articolo 12, comma 7, del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387, anche gli
impianti fotovoltaici possono essere realizzati in aree classificate agricole dai vigenti piani urbanistici
senza la necessità di effettuare la variazione di destinazione d’uso dei siti di ubicazione dei medesimi
impianti fotovoltaici.
10. Il soggetto attuatore predispone una piattaforma informatica per le comunicazioni tra i sogget-
ti responsabili e lo stesso soggetto attuatore, anche relative al premio di cui all’articolo 7.

Art. 6
Tariffe incentivanti e periodo di diritto
1. L’energia elettrica prodotta da impianti fotovoltaici, realizzati in conformità al presente decreto
ed entrati in esercizio nel periodo intercorrente tra la data di emanazione del provvedimento di cui al-
l’articolo 10, comma 1, e il 31 dicembre 2008, ha diritto a una tariffa incentivante che, in relazione alla
potenza nominale e alla tipologia dell’impianto, di cui all’articolo 2, comma 1, lettere b1), b2) e b3), as-
sume il valore di cui alla successiva tabella (valori in euro/kWh prodotto dall’impianto fotovoltaico). La
tariffa individuata sulla base della medesima tabella è riconosciuta per un periodo di venti anni a de-
correre dalla data di entrata in esercizio dell’impianto ed è costante in moneta corrente in tutto il perio-
do di venti anni.
2. L’energia elettrica prodotta da impianti fotovoltaici, realizzati in conformità al presente decreto
ed entrati in esercizio in ciascuno degli anni del periodo intercorrente tra il 1° gennaio 2009 e il 31 di-
cembre 2010, ha diritto, in relazione alla potenza nominale e alla tipologia dell’impianto, alla tariffa in-
centivante di cui al comma 1, decurtata del 2% per ciascuno degli anni di calendario successivi al
2008 con arrotondamento commerciale alla terza cifra decimale, fermo restando il periodo di venti an-
ni. Il valore della tariffa è costante in moneta corrente nel predetto periodo di venti anni.

1 2 3
Potenza nominale Impianti di cui Impianti di cui Impianti di cui
dell’impianto all’articolo 2, comma all’articolo 2, comma all’articolo 2, comma
P (kW) 1, lettera b1) 1, lettera b2) 1, lettera b3)
A) 1≤P≤3 0,40 0,44 0,49
B) 3 ≤ P ≤ 20 0,38 0,42 0,46
C) P > 20 0,36 0,40 0,44

3. Con successivi decreti del Ministro dello sviluppo economico di concerto con il Ministro del-
l’ambiente e della tutela del territorio e del mare, d’intesa con la Conferenza unificata, da emanare con
cadenza biennale a decorrere dal 2009, sono ridefinite le tariffe incentivanti per gli impianti che entra-
no in esercizio negli anni successivi al 2010, tenendo conto dell’andamento dei prezzi dei prodotti
energetici e dei componenti per gli impianti fotovoltaici, nonché dei risultati delle attività di cui agli ar-

106 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


APPENDICE LEGISLATIVA

ticoli 14 e 15. In assenza dei predetti decreti continuano ad applicarsi, per gli anni successivi al 2010,
le tariffe fissate dal presente decreto per gli impianti che entrano in esercizio nell’anno 2010.
4. Le tariffe di cui ai commi 1 e 2 sono incrementate del 5% con arrotondamento commerciale al-
la terza cifra decimale nei seguenti casi:
a) per impianti fotovoltaici ricadenti nelle righe B) e C), colonna 1, della tabella riportata al com-
ma 1, i cui soggetti responsabili impiegano l’energia prodotta dall’impianto con modalità che
consentano ai medesimi soggetti di acquisire, con riferimento al solo impianto fotovoltaico, il
titolo di autoproduttore di cui all’articolo 2, comma 2, del decreto legislativo 16 marzo 1999, n.
79 e successive modificazioni e integrazioni;
b) per gli impianti il cui soggetto responsabile è una scuola pubblica o paritaria di qualunque or-
dine e grado o una struttura sanitaria pubblica;
c) per gli impianti integrati, ai sensi dell’articolo 2, comma 1, lettera b3), in superfici esterne degli
involucri di edifici, fabbricati, strutture edilizie di destinazione agricola, in sostituzione di coper-
ture in eternit o comunque contenenti amianto;
d) per gli impianti i cui soggetti pubblici sono enti locali con popolazione residente inferiore a
5000 abitanti sulla base dell’ultimo censimento Istat.
5. Il diritto all’incremento di cui a una delle lettere a), b), c) e d) del comma 4 non è cumulabile con
gli incrementi delle altre lettere dello stesso comma 4.
6. Sono fatti salvi gli obblighi previsti dalla normativa fiscale in materia di produzione di energia
elettrica.

Art. 7
Premio per impianti fotovoltaici abbinati ad un uso efficiente dell’energia
1. Gli impianti fotovoltaici che accedono alle tariffe incentivanti ai sensi del presente decreto, ope-
ranti in regime di scambio sul posto e destinati ad alimentare, anche parzialmente, utenze ubicate al-
l’interno o comunque asservite a unità immobiliari o edifici, come definiti dall’articolo 2, comma 1, del
decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192 e successive modificazioni e integrazioni, possono benefi-
ciare di un premio aggiuntivo con le modalità e alle condizioni di cui ai successivi commi.
2. Il diritto al premio di cui al comma 1 ricorre qualora il soggetto responsabile si doti di un attesta-
to di certificazione energetica relativo all’edificio o unità immobiliare, di cui al decreto legislativo citato
al comma 1, comprendente anche l’indicazione di possibili interventi migliorativi delle prestazioni
energetiche dell’edificio o dell’unità immobiliare, e, successivamente alla data di entrata in esercizio
dell’impianto fotovoltaico, effettui interventi tra quelli individuati nella medesima certificazione energe-
tica che conseguano, al netto dei miglioramenti conseguenti alla installazione dell’impianto fotovoltai-
co, una riduzione di almeno il 10% dell’indice di prestazione energetica dell’edificio o unità immobilia-
re rispetto al medesimo indice come individuato nella certificazione energetica. Fino alla data di entra-
ta in vigore delle Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici, di cui all’articolo 6,
comma 9, del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, e successive modificazioni e integrazioni,
l’attestato di certificazione energetica è sostituito dall’attestato di qualificazione energetica di cui al
medesimo decreto legislativo.
3. L’avvenuta esecuzione degli interventi e l’ottenimento della riduzione del fabbisogno di energia
di cui al comma 2 sono dimostrati mediante produzione di nuova certificazione energetica dell’edificio
o unità immobiliare, con le stesse modalità di cui al comma 2.
4. A seguito dell’esecuzione degli interventi, il soggetto responsabile trasmette al soggetto attua-
tore le certificazioni energetiche dell’edificio o unità immobiliare, di cui ai commi 2 e 3, chiedendo il ri-
conoscimento del premio.
5. Il premio è riconosciuto a decorrere dall’anno solare successivo alla data di ricevimento della
domanda di cui al comma 4, e consiste in una maggiorazione percentuale della tariffa riconosciuta, di
cui all’articolo 6, in misura pari alla metà della percentuale di riduzione del fabbisogno di energia con-
seguita e dimostrata come previsto al comma 3, con arrotondamento commerciale alla terza cifra de-
cimale. La maggiorazione predetta non può in ogni caso eccedere il 30% della tariffa incentivante ri-

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 107


APPENDICE LEGISLATIVA

conosciuta alla data di entrata in esercizio dell’impianto fotovoltaico. La tariffa incentivante maggiora-
ta è riconosciuta per l’intero periodo residuo di diritto alla tariffa incentivante.
6. L’esecuzione di nuovi interventi che conseguano una riduzione di almeno il 10% dell’indice di
prestazione energetica dell’edificio o unità immobiliare rispetto al medesimo indice antecedente ai
nuovi interventi rinnovano il diritto al premio, con le medesime modalità di cui ai commi precedenti,
fermo restando il limite massimo del 30% di cui al comma 5.
7. La cessione congiunta dell’edificio o unità immobiliare e dell’impianto fotovoltaico che ha dirit-
to al premio di cui al presente articolo comporta la contestuale cessione del diritto alla tariffa incenti-
vante e al premio per il residuo periodo di diritto.
8. Il premio di cui al comma 1 compete altresì, nella misura del 30% di cui al comma 5, agli impian-
ti operanti in regime di scambio sul posto, destinati ad alimentare, anche parzialmente, utenze ubicate
all’interno o comunque asservite a unità immobiliari o edifici, come definiti dall’articolo 2, comma 1, del
decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, e successive modificazioni e integrazioni, qualora le predet-
te unità immobiliari o edifici siano stati completati successivamente alla data di entrata in vigore del pre-
sente decreto e conseguano, sulla base di idonea certificazione, un indice di prestazione energetica del-
l’edificio o unità immobiliare inferiore di almeno il 50 % rispetto ai valori riportati nell’allegato C, comma
1, tabella 1, del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, e successive modificazioni e integrazioni.

Art. 8
Ritiro e valorizzazione dell’energia elettrica
prodotta dagli impianti fotovoltaici
1. L’energia elettrica prodotta da impianti fotovoltaici di potenza nominale non superiore a 20 kW
può beneficiare della disciplina dello scambio sul posto. Tale disciplina continua ad applicarsi dopo il
termine del periodo di diritto alla tariffa incentivante di cui all’articolo 6.
2. L’energia elettrica prodotta da impianti fotovoltaici che non beneficiano della disciplina dello
scambio sul posto, qualora immessa nella rete elettrica, è ritirata con le modalità e alle condizioni fis-
sate dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas ai sensi dell’articolo 13, comma 3, del decreto legisla-
tivo 29 dicembre 2003, n. 387, ovvero ceduta sul mercato.
3. I benefici di cui ai commi 1 e 2 sono aggiuntivi alle tariffe di cui all’articolo 6 e al premio di cui al-
l’articolo 7.
Art. 9
Condizioni per la cumulabilità di incentivi
1. Le tariffe incentivanti di cui all’articolo 6 e il premio di cui all’articolo 7 non sono applicabili al-
l’elettricità prodotta da impianti fotovoltaici per la cui realizzazione siano o siano stati concessi incen-
tivi pubblici di natura nazionale, regionale, locale o comunitaria in conto capitale e/o in conto interes-
si con capitalizzazione anticipata, eccedenti il 20% del costo dell’investimento. Le tariffe incentivanti di
cui all’articolo 6 e il premio di cui all’articolo 7 sono applicabili all’elettricità prodotta da impianti foto-
voltaici per la cui realizzazione siano o siano stati concessi incentivi pubblici di natura locale, regiona-
le o comunitaria in conto capitale e/o in conto interessi con capitalizzazione anticipata, nel solo caso
in cui il soggetto responsabile dell’edificio sia una scuola pubblica o paritaria di qualunque ordine e
grado o una struttura sanitaria pubblica.
2. Le tariffe incentivanti di cui all’articolo 6 e il premio di cui all’articolo 7 non sono cumulabili con:
a) i certificati verdi di cui all’articolo 2, comma 1, lettera o), del decreto legislativo 29 dicembre
2003, n. 387;
b) i titoli derivanti dalla applicazione delle disposizioni attuative dell’articolo 9, comma 1, del de-
creto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, e dell’articolo 16, comma 4, del decreto legislativo 23
maggio 2000, n. 164.
3. Le tariffe incentivanti di cui all’articolo 6 e il premio di cui all’articolo 7 non sono applicabili al-
l’elettricità prodotta da impianti fotovoltaici realizzati ai fini del rispetto di obblighi discendenti dal de-
creto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, e successive modificazioni e integrazioni, o dalla legge 27 di-
cembre 2006, n. 296, entrati in esercizio in data successiva al 31 dicembre 2010.

108 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


APPENDICE LEGISLATIVA

4. Le tariffe incentivanti di cui all’articolo 6 e il premio di cui all’articolo 7 non sono applicabili al-
l’elettricità prodotta da impianti fotovoltaici per i quali sia stata riconosciuta o richiesta la detrazione fi-
scale richiamata all’articolo 2, comma 5, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, anche nel caso di pro-
roghe e modificazioni della medesima detrazione.
5. Resta fermo il diritto al beneficio della riduzione dell’imposta sul valore aggiunto per gli impian-
ti facenti uso di energia solare per la produzione di calore o energia, di cui al decreto del Presidente
della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e al decreto del Ministro delle finanze 29 dicembre 1999.
6. Ai sensi dell’articolo 7, comma 2, lettera d), del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387, le
tariffe incentivanti erogate ai sensi del presente decreto, ivi inclusi il premio di cui all’articolo 7 e i be-
nefici di cui all’articolo 8, sono finalizzate a garantire una equa remunerazione dei costi di investimen-
to e di esercizio degli impianti fotovoltaici.

Art. 10
Modalità per l’erogazione dell’incentivazione
1. Con provvedimento emanato entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente
decreto, l’Autorità per l’energia elettrica e il gas aggiorna i provvedimenti emanati in attuazione dei de-
creti interministeriali 28 luglio 2005 e 6 febbraio 2006, al fine di stabilire le modalità, i tempi e le condi-
zioni per l’erogazione delle tariffe incentivanti di cui all’articolo 6 e del premio di cui all’articolo 7, non-
ché per la verifica del rispetto delle disposizioni del presente decreto, con particolare riferimento a
quanto previsto agli articoli 5 e 11.
2. Con propri provvedimenti l’Autorità per l’energia elettrica e il gas determina le modalità con le
quali le risorse per l’erogazione delle tariffe incentivanti di cui all’articolo 6 e del premio di cui all’arti-
colo 7, nonché per la gestione delle attività previste dal presente decreto, trovano copertura nel getti-
to della componente tariffaria A3 delle tariffe dell’energia elettrica.

Art. 11
Verifiche e controlli
1. Fatte salve le altre conseguenze disposte dalla legge, false dichiarazioni inerenti le disposizioni
del presente decreto comportano la decadenza dal diritto alla tariffa incentivante sull’intera produzio-
ne e per l’intero periodo di diritto alla stessa tariffa incentivante, nonché la decadenza dal diritto al pre-
mio di cui all’articolo 7. Il soggetto attuatore definisce e attua modalità per il controllo, anche median-
te verifiche sugli impianti, di quanto dichiarato dai soggetti responsabili.

Art. 12
Obiettivo di potenza nominale da installare
1. L’obiettivo nazionale di potenza nominale fotovoltaica cumulata da installare è stabilito in 3000
MW entro il 2016.

Art. 13
Limite massimo della potenza elettrica cumulativa di tutti gli impianti
che possono ottenere le tariffe incentivanti
1. Il limite massimo della potenza elettrica cumulativa di tutti gli impianti che, ai sensi del presente
decreto, possono ottenere le tariffe incentivanti di cui all’articolo 6 e il premio di cui all’articolo 7 è sta-
bilito in 1200 MW, fatto salvo quanto previsto al comma 2.
2. In aggiunta agli impianti che concorrono al raggiungimento della potenza elettrica cumulativa di
cui al comma 1, hanno diritto alle tariffe incentivanti di cui all’articolo 6 e al premio di cui all’articolo 7
tutti gli impianti che entrano in esercizio entro quattordici mesi dalla data, comunicata dal soggetto at-
tuatore sul proprio sito internet, nella quale verrà raggiunto il limite di potenza di 1200 MW di cui al
comma 1. Il predetto termine di quattordici mesi è elevato a ventiquattro mesi per i soli impianti i cui
soggetti responsabili sono soggetti pubblici.
3. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto, il soggetto attuatore pubblica

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 109


APPENDICE LEGISLATIVA

sul proprio sito internet e aggiorna con continuità la potenza cumulata degli impianti entrati in eserci-
zio nell’ambito dei decreti interministeriali 28 luglio 2005 e 6 febbraio 2006 e, separatamente, la poten-
za cumulata degli impianti entrati in esercizio nell’ambito del presente decreto.
4. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico di concerto con il Ministro dell’ambiente e
della tutela del territorio e del mare, da adottarsi entro i sei mesi successivi alla data di raggiungimen-
to del limite di cui al comma 1, sono determinate le misure per il conseguimento dell’obiettivo di cui al-
l’articolo 12.

Art. 14
Monitoraggio della diffusione, divulgazione dei risultati e attività di informazione
1. Entro il 31 ottobre di ogni anno, il soggetto attuatore trasmette al Ministero dello sviluppo econo-
mico, al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, alle regioni e province autonome,
all’Autorità per l’energia elettrica e il gas e all’Osservatorio di cui all’articolo 16 del decreto legislativo 29
dicembre 2003, n. 387, un rapporto relativo all’attività eseguita e ai risultati conseguiti a seguito dell’at-
tuazione dei decreti interministeriali 28 luglio 2005 e 6 febbraio 2006 e del presente decreto.
2. Con separato riferimento ai decreti interministeriali 28 luglio 2005 e 6 febbraio 2006 e al presen-
te decreto, il rapporto di cui al comma 1 fornisce, per ciascuna regione e provincia autonoma e per
ciascuna tipologia di impianto, l’ubicazione degli impianti fotovoltaici, la potenza annualmente entrata
in esercizio, la relativa produzione energetica, i valori delle tariffe incentivanti erogate, l’entità cumula-
ta delle tariffe incentivanti erogate in ciascuno degli anni precedenti e ogni altro dato ritenuto utile.
3. Qualora, entro i trenta giorni successivi alla data di trasmissione, il soggetto attuatore non rice-
va osservazioni del Ministero dello sviluppo economico o del Ministero dell’ambiente e della tutela del
territorio e del mare, il rapporto di cui al comma 1 è reso pubblico.
4. Il soggetto attuatore pubblica sul proprio sito una raccolta fotografica esemplificativa degli im-
pianti fotovoltaici entrati in esercizio, avvalendosi delle foto trasmesse ai sensi dell’articolo 5, comma 4.
5. Anche ai fini di quanto previsto all’articolo 15, il soggetto attuatore e l’ENEA organizzano, su un
campione significativo di impianti i cui soggetti responsabili sono soggetti pubblici e in modo da rap-
presentare le diverse tecnologie e applicazioni, un sistema di rilevazione dei dati tecnologici e di fun-
zionamento. Il medesimo soggetto attuatore, attraverso uno specifico protocollo d’intesa con il Mini-
stero della pubblica istruzione, con l’ANCI, con l’UPI e con l’UNCEM, organizza un sistema tecnico-
operativo al fine di facilitare, per gli istituti scolastici interessati, l’avvio delle procedure per la richiesta
delle tariffe incentivanti secondo le modalità previste all’articolo 5.
6. Il soggetto attuatore promuove azioni informative finalizzate a favorire la corretta conoscenza
del meccanismo di incentivazione e delle relative modalità e condizioni di accesso, di cui al presente
decreto, rivolte anche ai soggetti pubblici, anche congiuntamente al protocollo di intesa di cui al com-
ma 5, e ai soggetti che possono finanziare gli impianti.

Art. 15
Monitoraggio tecnologico e promozione dello sviluppo delle tecnologie
1. L’ENEA, coordinandosi con il soggetto attuatore, effettua un monitoraggio tecnologico al fine di
individuare le prestazioni delle tecnologie impiegate per la realizzazione degli impianti fotovoltaici rea-
lizzati nell’ambito dei decreti interministeriali 28 luglio 2005 e 6 febbraio 2006 e nell’ambito del presen-
te decreto, segnalando le esigenze di innovazione tecnologica. Un rapporto annuale in merito, com-
prendente anche l’analisi degli indici di prestazione degli impianti aggregati per zone, per tecnologia
dei moduli fotovoltaici e del gruppo di conversione della corrente continua in corrente alternata e per
tipologia degli impianti medesimi è trasmesso, entro il 31 dicembre di ogni anno, al Ministero dello
sviluppo economico e al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.
2. Al fine di favorire lo sviluppo di tecnologie innovative per la conversione fotovoltaica che per-
mettano anche l’aumento dell’efficienza di conversione dei componenti e degli impianti, anche sulla
base delle attività di cui al comma 1 e all’articolo 14, il Ministro dello sviluppo economico, di concerto
con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, d’intesa con la Conferenza unifica-

110 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


APPENDICE LEGISLATIVA

ta, adotta gli atti necessari per promuovere lo sviluppo delle predette tecnologie e delle imprese, nel
limite di una potenza nominale di 100 MW, aggiuntiva rispetto alla potenza di cui all’articolo 13, com-
mi 1 e 2.

Art. 16
Disposizioni finali
1. Le disposizioni dei decreti interministeriali 28 luglio 2005 e 6 febbraio 2006 si continuano ad ap-
plicare esclusivamente agli impianti fotovoltaici che hanno già acquisito, entro il 2006, il diritto alle ta-
riffe incentivanti stabilite dai medesimi decreti. A tali fini, in entrambi i commi 2 e 3 dell’articolo 2 del
decreto interministeriale 6 febbraio 2006 le parole “per ciascuno degli anni dal 2006 al 2012 inclusi”
sono così sostituite: “ fino al 2006 incluso”.
2. I soggetti che hanno acquisito il diritto alle tariffe incentivanti ai sensi dei decreti interministe-
riali 28 luglio 2005 e 6 febbraio 2006 devono far pervenire al soggetto attuatore le comunicazioni di
inizio lavori, fine lavori, entrata in esercizio entro novanta giorni dalle rispettive scadenze previste dal-
l’articolo 8 del decreto interministeriale 28 luglio 2005. Qualora le date di inizio lavori, fine lavori, en-
trata in esercizio siano antecedenti alla data di entrata in vigore del presente decreto e non siano già
state comunicate, il predetto termine di novanta giorni decorre dalla data di entrata in vigore del pre-
sente decreto.
3. In caso di decadenza o di rinuncia al diritto da parte di soggetti che sono stati ammessi a be-
neficiare delle tariffe incentivanti introdotte dai decreti interministeriali 28 luglio 2005 e 6 febbraio 2006
non si dà luogo, a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente provvedimento, a scorrimen-
to dei relativi elenchi o graduatorie.
4. La potenza resa disponibile a seguito della decadenza del diritto alle tariffe incentivanti di cui ai
decreti interministeriali 28 luglio 2005 e 6 febbraio 2006, o a seguito della mancata realizzazione degli
impianti, è da considerarsi compresa nel limite di cui al precedente articolo 13, comma 1.
5. I termini fissati per l’inizio dei lavori e per la conclusione dei lavori di realizzazione degli impian-
ti fotovoltaici ammessi alle tariffe incentivanti ai sensi dei decreti interministeriali 28 luglio 2005 e 6 feb-
braio 2006, possono essere posticipati, su richiesta del soggetto responsabile al soggetto attuatore,
per un periodo di tempo non superiore a sei mesi, esclusivamente in caso di comprovato ritardo nel
rilascio delle necessarie autorizzazioni alla costruzione e all’esercizio dell’impianto, non imputabile al
soggetto responsabile.
6. Fermo restando quanto disposto all’articolo 4, comma 7, i soggetti che hanno presentato do-
mande di accesso alle tariffe incentivanti introdotte dai decreti interministeriali 28 luglio 2005 e 6 feb-
braio 2006 e che non sono stati ammessi a beneficiare delle medesime tariffe a causa dell’esaurimen-
to della potenza limite annuale disponibile, non hanno alcuna priorità ai fini dell’accesso alle tariffe in-
centivanti di cui al presente decreto. Tali soggetti, possono accedere alle tariffe incentivanti di cui al
presente decreto nel rispetto delle relative disposizioni.
7. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo alla data di pubblicazione sulla Gazzetta
ufficiale della Repubblica Italiana.

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 111


APPENDICE LEGISLATIVA

ALLEGATO 1
I moduli fotovoltaici devono essere provati e verificati da laboratori accreditati, per le specifiche
prove necessarie alla verifica dei moduli, in conformità alla norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025. Tali la-
boratori dovranno essere accreditati EA (European Accreditation Agreement) o dovranno aver stabili-
to con EA accordi di mutuo riconoscimento.
Gli impianti fotovoltaici devono essere realizzati con componenti che assicurino l’osservanza del-
le due seguenti condizioni:
a) Pcc > 0,85 * Pnom * I/Istc,
dove:
– Pcc è la potenza in corrente continua misurata all’uscita del generatore fotovoltaico, con pre-
cisione migliore del ± 2%;
– Pnom è la potenza nominale del generatore fotovoltaico;
– I è l’irraggiamento [W/m2] misurato sul piano dei moduli, con precisione migliore del ± 3%;
– Istc, pari a 1000 W/m2, è l’irraggiamento in condizioni di prova standard.
Tale condizione deve essere verificata per I > 600 W/m2.

b) Pca > 0,9 * Pcc


dove:
– Pca è la potenza attiva in corrente alternata misurata all’uscita del gruppo di conversione del-
la corrente generata dai moduli fotovoltaici continua in corrente alternata, con precisione mi-
gliore del 2%.
La misura della potenza Pcc e della potenza Pca deve essere effettuata in condizioni di irraggia-
mento (I) sul piano dei moduli superiore a 600 W/m2.
Qualora nel corso di detta misura venga rilevata una temperatura di lavoro dei moduli, misurata
sulla faccia posteriore dei medesimi, superiore a 40 °C, è ammessa la correzione in temperatura del-
la potenza stessa. In questo caso la condizione a) precedente diventa:
a’) Pcc > (1 - Ptpv - 0,08) * Pnom * I / Istc
Ove Ptpv indica le perdite termiche del generatore fotovoltaico (desunte dai fogli di dati dei modu-
li), mentre tutte le altre perdite del generatore stesso (ottiche, resistive, caduta sui diodi, difetti di ac-
coppiamento) sono tipicamente assunte pari all’8%.
Nota:
Le perdite termiche del generatore fotovoltaico Ptpv, nota la temperatura delle celle fotovoltaiche
Tcel, possono essere determinate da:
Ptpv = (Tcel - 25) * g / 100
oppure, nota la temperatura ambiente Tamb da:
Ptpv = [Tamb - 25 + (NOCT - 20) * I / 800] * g / 100
dove:
g Coefficiente di temperatura di potenza (parametro, fornito dal costruttore, per moduli in silicio
cristallino è tipicamente pari a 0,4 ÷ 0,5 %/°C).
NOCT Temperatura nominale di lavoro della cella (parametro, fornito dal costruttore, è tipicamen-
te pari a 40 ÷ 50°C, ma può arrivare a 60 °C per moduli in retrocamera).
Tamb Temperatura ambiente; nel caso di impianti in cui una faccia del modulo sia esposta al-
l’esterno e l’altra faccia sia esposta all’interno di un edificio (come accade nei lucernai a tetto), la tem-
peratura da considerare sarà la media tra le due temperature.
Tcel è la temperatura delle celle di un modulo fotovoltaico; può essere misurata mediante un sen-
sore termoresistivo (PT100) attaccato sul retro del modulo.

Gli impianti fotovoltaici e i relativi componenti, le cui tipologie sono contemplate nel presente de-
creto, devono rispettare, ove di pertinenza, le prescrizioni contenute nelle seguenti norme tecniche,
comprese eventuali varianti, aggiornamenti ed estensioni emanate successivamente dagli organismi
di normazione citati:

112 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


APPENDICE LEGISLATIVA

CEI 64-8: Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 1000 V in corrente alter-
nata e a 1500 V in corrente continua;
CEI 11-20: Impianti di produzione di energia elettrica e gruppi di continuità collegati a reti di I e II
categoria;
CEI EN 60904-1(CEI 82-1): Dispositivi fotovoltaici Parte 1: Misura delle caratteristiche fotovoltai-
che tensione-corrente;
CEI EN 60904-2 (CEI 82-2): Dispositivi fotovoltaici – Parte 2: Prescrizione per le celle fotovoltaiche
di riferimento;
CEI EN 60904-3 (CEI 82-3): Dispositivi fotovoltaici – Parte 3: Principi di misura per sistemi solari fo-
tovoltaici per uso terrestre e irraggiamento spettrale di riferimento;
CEI EN 61727 (CEI 82-9): Sistemi fotovoltaici (FV) – Caratteristiche dell’interfaccia di raccordo con
la rete;
CEI EN 61215 (CEI 82-8): Moduli fotovoltaici in silicio cristallino per applicazioni terrestri. Qualifica
del progetto e omologazione del tipo;
CEI EN 61646 (82-12): Moduli fotovoltaici (FV) a film sottile per usi terrestri – Qualifica del proget-
to e approvazione di tipo;
CEI EN 50380 (CEI 82-22): Fogli informativi e dati di targa per moduli fotovoltaici;
CEI 82-25: Guida alla realizzazione di sistemi di generazione fotovoltaica collegati alle reti elettri-
che di Media e Bassa tensione;
CEI EN 62093 (CEI 82-24): Componenti di sistemi fotovoltaici – moduli esclusi (BOS) – Qualifica
di progetto in condizioni ambientali naturali;
CEI EN 61000-3-2 (CEI 110-31): Compatibilità elettromagnetica (EMC) – Parte 3: Limiti – Sezione 2: Li-
miti per le emissioni di corrente armonica (apparecchiature con corrente di ingresso < = 16 A per fase);
CEI EN 60555-1 (CEI 77-2): Disturbi nelle reti di alimentazione prodotti da apparecchi elettrodo-
mestici e da equipaggiamenti elettrici simili – Parte 1: Definizioni;
CEI EN 60439 (CEI 17-13): Apparecchiature assiemate di protezione e di manovra per bassa ten-
sione (quadri BT) serie composta da:
CEI EN 60439-1 (CEI 17-13/1): Apparecchiature soggette a prove di tipo (AS) e apparecchiature
parzialmente soggette a prove di tipo (ANS);
CEI EN 60439-2 (CEI 17-13/2): Prescrizioni particolari per i condotti sbarre;
CEI EN 60439-3 (CEI 17-13/3): Prescrizioni particolari per apparecchiature assiemate di protezio-
ne e di manovra destinate ad essere installate in luoghi dove personale non addestrato ha accesso al
loro uso – Quadri di distribuzione (ASD);
CEI EN 60445 (CEI 16-2): Principi base e di sicurezza per l’interfaccia uomo-macchina, marcatu-
ra e identificazione - Individuazione dei morsetti e degli apparecchi e delle estremità dei conduttori de-
signati e regole generali per un sistema alfanumerico;
CEI EN 60529 (CEI 70-1): Gradi di protezione degli involucri (codice IP);
CEI EN 60099-1 (CEI 37-1): Scaricatori – Parte 1: Scaricatori a resistori non lineari con spinterome-
tri per sistemi a corrente alternata;
CEI 20-19: Cavi isolati con gomma con tensione nominale non superiore a 450/750 V;
CEI 20-20: Cavi isolati con polivinilcloruro con tensione nominale non superiore a 450/750 V;
CEI EN 62305 (CEI 81-10): Protezione contro i fulmini;
serie composta da:
CEI EN 62305-1 (CEI 81-10/1): Principi generali;
CEI EN 62305-2 (CEI 81-10/2): Valutazione del rischio;
CEI EN 62305-3 (CEI 81-10/3): Danno materiale alle strutture e pericolo per le persone;
CEI EN 62305-4 (CEI 81-10/4): Impianti elettrici ed elettronici interni alle strutture;
CEI 81-3: Valori medi del numero di fulmini a terra per anno e per chilometro quadrato;
CEI 0-2: Guida per la definizione della documentazione di progetto per impianti elettrici;
CEI 0-3: Guida per la compilazione della dichiarazione di conformità e relativi allegati per la Leg-
ge n. 46/1990;

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 113


APPENDICE LEGISLATIVA

UNI 10349: Riscaldamento e raffrescamento degli edifici. Dati climatici;


CEI EN 61724 (CEI 82-15): Rilievo delle prestazioni dei sistemi fotovoltaici - Linee guida per la mi-
sura, lo scambio e l’analisi dei dati;
CEI 13-4: Sistemi di misura dell’energia elettrica – Composizione, precisione e verifica
CEI EN 62053-21 (CEI 13-43): Apparati per la misura dell’energia elettrica (c.a.) – Prescrizioni par-
ticolari – Parte 21: Contatori statici di energia attiva (classe 1 e 2);
EN 50470-1 ed EN 50470-3 in corso di recepimento nazionale presso CEI;
CEI EN 62053-23 (CEI 13-45): Apparati per la misura dell’energia elettrica (c.a.) – Prescrizioni par-
ticolari – Parte 23: Contatori statici di energia reattiva (classe 2 e 3);
CEI 64-8, parte 7, sezione 712: Sistemi fotovoltaici solari (PV) di alimentazione.
Nel caso di impianti fotovoltaici di potenza superiore a 3 kW e realizzati secondo le tipologie di in-
terventi valide ai fini del riconoscimento dell’integrazione architettonica (articolo 2, comma 1, lettera
b3)), in deroga alle certificazioni sopra richieste, sono ammessi moduli fotovoltaici non certificati se-
condo le norme CEI EN 61215 (per moduli in silicio cristallino) o CEI EN 61646 (per moduli a film sot-
tile) nel solo caso in cui non siano commercialmente disponibili dei prodotti certificati che consentano
di realizzare il tipo di integrazione progettato per lo specifico impianto. In questo caso è richiesta una
dichiarazione del costruttore che il prodotto è progettato e realizzato per poter superare le prove ri-
chieste dalla norma CEI EN 61215 o CEI EN 61646. La dichiarazione dovrà essere supportata da cer-
tificazioni rilasciate da un laboratorio accreditato, ottenute su moduli similari, ove disponibili, oppure
suffragata da una adeguata motivazione tecnica. Tale laboratorio dovrà essere accreditato EA (Euro-
pean Accreditation Agreement) o dovrà aver stabilito con EA accordi di mutuo riconoscimento.
Si applicano inoltre, per quanto compatibili con le norme sopra elencate, i documenti tecnici ema-
nati dai gestori di rete riportanti disposizioni applicative per la connessione di impianti fotovoltaici col-
legati alla rete elettrica.

114 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


APPENDICE LEGISLATIVA

ALLEGATO 2
Tipologie di interventi valide ai fini del riconoscimento della parziale integrazione architettonica
(articolo 2, comma 1, lettera b2))

Moduli fotovoltaici installati su tetti piani e terrazze di edifici e fabbricati. Qua-


lora sia presente una balaustra perimetrale, la quota massima, riferita all’as-
Tipologia specifica 1
se mediano dei moduli fotovoltaici, deve risultare non superiore all’altezza
minima della stessa balaustra
Moduli fotovoltaici installati su tetti, coperture, facciate, balaustre o parapetti
Tipologia specifica 2 di edifici e fabbricati in modo complanare alla superficie di appoggio senza
la sostituzione dei materiali che costituiscono le superfici d’appoggio stesse.
Moduli fotovoltaici installati su elementi di arredo urbano, barriere acustiche,
pensiline, pergole e tettoie in modo complanare alla superficie di appoggio
Tipologia specifica 3
senza la sostituzione dei materiali che costituiscono le superfici d’appoggio
stesse.

ALLEGATO 3
Tipologie di interventi valide ai fini del riconoscimento dell’integrazione architettonica
(articolo 2, comma 1, lettera b3))

Sostituzione dei materiali di rivestimento di tetti, coperture, facciate di edifici


Tipologia specifica 1 e fabbricati con moduli fotovoltaici aventi la medesima inclinazione e funzio-
nalità architettonica della superficie rivestita
Pensiline, pergole e tettoie in cui la struttura di copertura sia costituita dai
Tipologia specifica 2
moduli fotovoltaici e dai relativi sistemi di supporto
Porzioni della copertura di edifici in cui i moduli fotovoltaici sostituiscano il
Tipologia specifica 3 materiale trasparente o semitrasparente atto a permettere l’illuminamento
naturale di uno o più vani interni
Barriere acustiche in cui parte dei pannelli fonoassorbenti siano sostituiti da
Tipologia specifica 4
moduli fotovoltaici
Elementi di illuminazione in cui la superficie esposta alla radiazione solare
Tipologia specifica 5
degli elementi riflettenti sia costituita da moduli fotovoltaici
Frangisole i cui elementi strutturali siano costituiti dai moduli fotovoltaici e dai
Tipologia specifica 6
relativi sistemi di supporto
Balaustre e parapetti in cui i moduli fotovoltaici sostituiscano gli elementi di
Tipologia specifica 7
rivestimento e copertura
Finestre in cui i moduli fotovoltaici sostituiscano o integrino le superfici vetra-
Tipologia specifica 8
te delle finestre stesse
Persiane in cui i moduli fotovoltaici costituiscano gli elementi strutturali delle
Tipologia specifica 9
persiane
Qualsiasi superficie descritta nelle tipologie precedenti sulla quale i moduli
Tipologia specifica 10 fotovoltaici costituiscano rivestimento o copertura aderente alla superficie
stessa

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 115


APPENDICE LEGISLATIVA

ALLEGATO 4
Documentazione da allegare alla richiesta di concessione della tariffa incentivante
(articolo 5, comma 4)

DOCUMENTAZIONE FINALE DI ENTRATA IN ESERCIZIO


1. Documentazione finale di progetto dell’impianto, realizzato in conformità alla norma CEI-02, fir-
mato da professionista o tecnico iscritto all’albo professionale.
La documentazione finale di progetto deve essere corredata da elaborati grafici di dettaglio e da al-
meno cinque fotografie su supporto informatico volte a fornire, attraverso diverse inquadrature, una
visione completa dell’impianto, dei suoi particolari e del quadro di insieme in cui si inserisce e a sup-
portare quanto dichiarato ai sensi della lettera d) della sottostante dichiarazione sostitutiva di atto
notorio.
2. Scheda tecnica che riporta l’ubicazione e la potenza nominale dell’impianto, la tensione in corren-
te continua in ingresso al gruppo di conversione della corrente continua in corrente alternata, la ten-
sione in corrente alternata in uscita dal gruppo di conversione della corrente continua in corrente al-
ternata, le caratteristiche dei moduli fotovoltaici, del gruppo di conversione della corrente continua
in corrente alternata, la produzione annua attesa di energia elettrica, le modalità con le quali viene
assicurato il rispetto dei requisiti tecnici di cui all’allegato 1 al presente decreto.
3. Elenco dei moduli fotovoltaici indicante modello, marca e numero di matricola, e dei convertitori del-
la corrente continua in corrente alternata, con indicazione di modello marca e numero di matricola.
4. Certificato di collaudo dell’impianto.
5. Dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà autenticata, firmata dal soggetto responsabile, con la
quale si attesta:
a) la natura del soggetto responsabile, con riferimento all’articolo 3;
b) la tipologia dell’intervento di realizzazione dell’impianto (nuova costruzione, potenziamento, rifa-
cimento totale;
c) la conformità dell’impianto e dei relativi componenti alle disposizioni dell’articolo 4;
d) la tipologia dell’impianto, in relazione a quelle definite all’articolo 2, comma 1, lettere b1), b2),
b3), con riferimento, per le medesime lettere b2) e b3), alle specifiche tipologie di cui agli allega-
ti 2 e 3, nonché, qualora ne ricorra il caso, della specifica applicazione, con riferimento all’artico-
lo 6, comma 4;
e) la data di entrata in esercizio dell’impianto in relazione alla definizione di cui all’articolo 2, comma
1, lettera g); f) se l’impianto opera o meno in regime di scambio sul posto;
g) di non incorrere in condizioni che, ai sensi dell’articolo 9, commi 1, 2 e 3 e 4, comportano la non
applicabilità o la non compatibilità con le tariffe di cui all’articolo 6 e al premio di cui all’articolo 7.
6. Copia, ove ricorra il caso, della denuncia di apertura dell’officina elettrica.

116 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


APPENDICE LEGISLATIVA

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO – DECRETO 2 MARZO 2009


Disposizioni in materia di incentivazione della produzione di energia elettrica
mediante conversione fotovoltaica della fonte solare
[G.U.R.I. 12-03-2009, n. 59]

IL MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO

di concerto con

IL MINISTRO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE

Visto l’articolo 7, comma 1, del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387, recante attuazione
della direttiva 2001/77/CE, relativa alla promozione dell’energia elettrica prodotta da fonti energetiche
rinnovabili nel mercato interno dell’elettricita’, il quale prevede che il Ministro delle attività produttive, di
concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio, d’intesa con la Conferenza unificata,
adotti uno o più decreti con i quali sono definiti i criteri per l’incentivazione della produzione di energia
elettrica dalla fonte solare;
Visto l’articolo 7, comma 2, lettera d), del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387, il quale
stabilisce che per l’elettricità prodotta mediante conversione fotovoltaica della fonte solare i criteri per
l’incentivazione prevedono una specifica tariffa incentivante, di importo decrescente e di durata tali da
garantire una equa remunerazione dei costi di investimento e di esercizio;
Visti i decreti del Ministro delle attività produttive di concerto con il Ministro dell’ambiente e della
tutela del territorio 28 luglio 2005 e 6 febbraio 2006, con i quali è stata data prima attuazione a quan-
to disposto dall’articolo 7, comma 2, lettera d), del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387;
Visto il decreto del Ministro dello sviluppo economico di concerto con il Ministro dell’ambiente e
della tutela del territorio e del mare 19 febbraio 2007 (nel seguito: decreto interministeriale 19 febbra-
io 2007), con il quale, in attuazione dell’articolo 7 del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387, so-
no stati ridefiniti i criteri e le modalità per incentivare la produzione di energia elettrica mediante con-
versione fotovoltaica della fonte solare;
Visto l’articolo 6 del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387, che reca disposizioni specifiche
per gli impianti di potenza non superiore a 20 kW, prevedendo la disciplina delle condizioni tecnico-
economiche del servizio di scambio sul posto dell’energia elettrica prodotta da impianti alimentati da
fonti rinnovabili con potenza nominale non superiore a 20 kW;
Visto l’articolo 2, comma 150, lettera a), della legge 24 dicembre 2007, n. 244, che prevede
l’estensione dello scambio sul posto a tutti gli impianti alimentati con fonti rinnovabili di potenza nomi-
nale media annua non superiore a 200 kW, fatti salvi i diritti di officina elettrica;
Visto l’articolo 7 del decreto interministeriale 19 febbraio 2007, il quale prevede che gli impianti fo-
tovoltaici che accedono alle tariffe incentivanti, operanti in regime di scambio sul posto e destinati ad
alimentare, anche parzialmente, utenze ubicate all’interno o comunque asservite a unità immobiliari o
edifici, possono beneficiare di un premio aggiuntivo qualora siano effettuati interventi di efficienza
energetica sull’edificio con le modalità e alle condizioni riportate nello stesso articolo 7;
Ritenuto opportuno, alla luce di quanto disposto dall’articolo 2, comma 150, lettera a), della legge
24 dicembre 2007, n. 244, consentire che gli impianti fotovoltaici fino a 200 kW operanti in scambio
sul posto possano accedere al premio incentivante di cui all’articolo 7 del decreto interministeriale 19
febbraio 2007, alle condizioni fissate dal medesimo articolo 7;
Visto che il decreto ministeriale 19 febbraio 2007 ha presentato alcune difficoltà applicative per cui
è opportuno intervenire tramite interpretazioni del medesimo decreto;
Acquisita l’intesa della Conferenza unificata, di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto
1997, n. 281, nella seduta del 22 gennaio 2009;

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 117


APPENDICE LEGISLATIVA

DECRETA:

Art. 1
Estensione e modalità applicative del premio per impianti fotovoltaici
abbinati ad un uso efficiente dell’energia
1. Nell’articolo 2, comma 1, lettera r), del decreto interministeriale 19 febbraio 2007 dopo le paro-
le «ed eventuali successivi aggiornamenti» sono aggiunte le seguenti: «, nonché di cui all’articolo 2,
comma 150, lettera a), della legge 24 dicembre 2007, n. 244, come disciplinato dai successivi prov-
vedimenti di attuazione».

Art. 2
Interpretazione dell’articolo 4, comma 4, del decreto interministeriale 19 febbraio 2007
1. L’articolo 4, comma 4, del decreto interministeriale 19 febbraio 2007 si interpreta nel senso che
per «componenti non già impiegati in altri impianti» si intende che i medesimi componenti non sono
già stati utilizzati in impianti per i quali sono stati concessi altri incentivi in conto energia o nelle altre
forme richiamate all’articolo 9 dello stesso decreto interministeriale 19 febbraio 2007.

118 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


APPENDICE LEGISLATIVA

DELIBERA ARG/ELT 1/2009


Attuazione dell’articolo 2, comma 153, della Legge n. 244/2007 e dell’articolo 20 del
decreto ministeriale 18 dicembre 2008, in materia di incentivazione dell’energia
elettrica prodotta da fonti rinnovabili tramite la tariffa fissa onnicomprensiva
e di scambio sul posto

L’AUTORITÀ PER L’ENERGIA ELETTRICA E IL GAS


Visti:
– la direttiva 2001/77/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 settembre 2001 (di se-
guito: direttiva 2001/77/CE);
– la legge 14 novembre 1995, n. 481/1995;
– la legge 23 agosto 2004, n. 239/2004 (di seguito: Legge n. 239/2004);
– la legge 27 dicembre 2006, n. 296/2006, come successivamente modificata e integrata (di se-
guito: Legge n. 296/2006), e in particolare l’articolo 1, comma 382-ter;
– la legge 29 novembre 2007, n. 222/2007 (di seguito: Legge n. 222/2007);
– la legge 24 dicembre 2007, n. 244/2007 (di seguito: Legge n. 244/2007);
– il decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79/1999 (di seguito: D.Lgs. n. 79/1999);
– il decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387/2003, recante attuazione della direttiva
2001/77/CE (di seguito: D.Lgs. n. 387/2003);
– il decreto del Ministro dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministro dell’Ambiente e del-
la Tutela del Territorio e del Mare 18 dicembre 2008, recante l’aggiornamento delle direttive per
l’incentivazione dell’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili ai sensi dell’articolo 11, com-
ma 5, del D.Lgs. n. 79/1999 (di seguito: decreto ministeriale 18 dicembre 2008);
– il Testo integrato delle disposizioni dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas (di seguito: l’Au-
torità) per l’erogazione dei servizi di trasmissione, distribuzione, misura e vendita dell’energia
elettrica per il periodo di regolazione 2004-2007 e disposizioni in materia di contributi di allac-
ciamento e diritti fissi, allegato alla Deliberazione dell’Autorità 30 gennaio 2004, n. 5/2004, e
sue successive modifiche e integrazioni (di seguito: Testo integrato);
– la Deliberazione dell’Autorità 22 aprile 2004, n. 60/2004;
– la Deliberazione dell’Autorità 14 settembre 2005, n. 188/2005, e sue successive modifiche ed
integrazioni (di seguito: Deliberazione n. 188/2005);
– l’Allegato A alla Deliberazione dell’Autorità 9 giugno 2006, n. 111/2006, e sue successive mo-
difiche ed integrazioni (di seguito: Deliberazione n. 111/2006);
– l’Allegato A della Deliberazione dell’Autorità 11 aprile 2007, n. 88/2007 (di seguito: Delibera-
zione n. 88/2007);
– l’Allegato A della Deliberazione dell’Autorità 11 aprile 2007, n. 90/2007, e sue successive mo-
difiche ed integrazioni (di seguito: Deliberazione n. 90/2007);
– l’Allegato A della Deliberazione dell’Autorità 6 novembre 2007, n. 280/2007, e sue successive
modifiche ed integrazioni (di seguito: Deliberazione n. 280/2007);
– l’Allegato A della Deliberazione dell’Autorità 29 dicembre 2007, n. 348/2007 “Testo integrato
delle disposizioni dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas per l’erogazione dei servizi di tra-
smissione, distribuzione e misura dell’energia elettrica per il periodo di regolazione 2008-
2011”, e sue successive modifiche ed integrazioni (di seguito: Testo Integrato Trasporto).
– l’Allegato A alla Deliberazione dell’Autorità 3 giugno 2008, ARG/elt 74/08 (di seguito: Delibera-
zione n. 74/2008).
Considerato che:
– l’articolo 2, commi da 143 a 157, della Legge n. 244/2007, definisce misure incentivanti per la
produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, tra le quali rientra la cosiddetta tariffa fissa

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 119


APPENDICE LEGISLATIVA

onnicomprensiva ai fini dell’incentivazione dell’energia elettrica immessa in rete dagli impianti


alimentati da fonti rinnovabili di potenza nominale media annua fino a 1 MW;
– l’articolo 2, comma 150, della Legge n. 244/2007 stabilisce che con decreti del Ministro dello
Sviluppo Economico, di concerto con il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del
Mare, siano stabilite le direttive per l’attuazione di quanto disposto dai commi da 143 a 149,
tra cui rientrano le disposizioni relative alle tariffe fisse onnicomprensive;
– l’articolo 2, comma 153, della Legge n. 244/2007 stabilisce che l’Autorità definisca le modali-
tà di erogazione delle tariffe fisse onnicomprensive;
– l’articolo 20 del decreto ministeriale 18 dicembre 2008, di attuazione dell’articolo 2, comma
150, della Legge n. 244/2007, prevede:
a) al comma 1, che l’Autorità stabilisca le modalità, i tempi e le condizioni per l’erogazione
delle tariffe fisse onnicomprensive, le modalità per lo scambio sul posto, nonché per la ve-
rifica del rispetto delle disposizioni del medesimo decreto;
b) al comma 2, che l’Autorità determini le modalità con le quali le risorse per l’erogazione
delle tariffe incentivanti, nonché per la gestione delle attività previste dal medesimo decre-
to trovano copertura nel gettito della componente tariffaria A3;
c) al comma 3, che l’Autorità tenga conto di quanto previsto dall’articolo 4, comma 6, del
medesimo decreto, ai fini della determinazione del corrispettivo a copertura dei costi an-
nui di funzionamento del Gestore dei servizi elettrici – GSE (di seguito: GSE);
– con la Deliberazione n. 74/2008, l’Autorità ha già definito le modalità e le condizioni tecnico-
economiche per lo scambio sul posto.

Considerato che:
– la Deliberazione n. 188/2005 e la Deliberazione n. 90/2007 fanno riferimento, nei rispettivi arti-
colati, al Testo integrato;
– il Testo integrato indicava le disposizioni dell’Autorità per l’erogazione dei servizi di trasmissio-
ne, distribuzione, misura e vendita dell’energia elettrica per il periodo di regolazione 2004-
2007 e che le suddette disposizioni non sono più in vigore a partire dall’1 gennaio 2008;
– per il periodo di regolazione 2008-2011 le disposizioni per l’erogazione dei servizi di trasmis-
sione, distribuzione e misura dell’energia elettrica sono regolate dal Testo Integrato Trasporto.

Ritenuto opportuno:
– prevedere, in applicazione dell’articolo 20, comma 1, del decreto ministeriale 18 dicembre 2008:
a) modalità di erogazione delle tariffe fisse onnicomprensive compatibili con le modalità pre-
viste per il ritiro dedicato ai sensi della Deliberazione n. 280/2007, nonché con le disposi-
zioni di cui all’allegato A del medesimo decreto ministeriale;
b) modifiche alla Deliberazione n. 74/2008 al fine di renderla coerente con quanto disposto
dal medesimo decreto ministeriale;
– prevedere, in applicazione dell’articolo 20, comma 2, del decreto ministeriale 18 dicembre
2008, le modalità con le quali le risorse per l’erogazione delle tariffe incentivanti, nonché per la
gestione delle attività previste dal medesimo decreto trovano copertura nel gettito della com-
ponente tariffaria A3;
– rinviare ad un successivo provvedimento la definizione dei criteri per la verifica del rispetto
delle disposizioni del decreto ministeriale 18 dicembre 2008;
– applicare quanto previsto dall’articolo 20, comma 3, del decreto ministeriale 18 dicembre
2008 nell’ambito di un successivo provvedimento di revisione complessiva delle modalità di
riconoscimento dei costi sostenuti dal GSE, anche al fine di promuoverne l’efficienza;
– modificare gli articolati della Deliberazione n. 188/2005 e della Deliberazione n. 90/2007, al fi-
ne di coordinarle con il Testo Integrato Trasporto e con le nuove disposizioni introdotte dal de-
creto ministeriale 18 dicembre 2008 in materia di scambio sul posto

DELIBERA

120 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


APPENDICE LEGISLATIVA

1. di approvare le disposizioni attuative dell’articolo 2, comma 153, della Legge n. 244/2007 e del-
l’articolo 20 del decreto ministeriale 18 dicembre 2008, in materia di incentivazione dell’energia
elettrica prodotta da fonti rinnovabili tramite la tariffa fissa onnicomprensiva, riportate nell’alle-
gato (Allegato A) al presente provvedimento, di cui forma parte integrante e sostanziale;
2. di modificare l’Allegato A alla Deliberazione n. 74/2008 nei punti di seguito indicati:
a) all’articolo 2, comma 2.2, lettera a), le parole “impianti alimentati da fonti rinnovabili di po-
tenza fino a 20 kW” sono sostituite dalle seguenti “impianti alimentati da fonti rinnovabili di
potenza fino a 20 kW e impianti alimentati da fonti rinnovabili di potenza superiore a 20 kW
fino a 200 kW entrati in esercizio in data successiva al 31 dicembre 2007”;
3. di modificare la Deliberazione n. 188/2005 nei punti di seguito indicati:
a) all’articolo 3-bis, comma 3-bis.1.3, all’articolo 3-bis, comma 3-bis.3.2, all’articolo 3-bis,
comma 3-bis.4.2, le parole “dalla tabella 18, prima colonna, dell’Allegato n. 1 al Testo inte-
grato” sono sostituite dalle seguenti “dalla tabella 8.1 dell’Allegato n. 1 al Testo Integrato
Trasporto”;
b) all’articolo 3-bis, comma 3-bis.2, le parole “Testo integrato” sono sostituite dalle seguenti
“Testo Integrato Trasporto”;
c) all’articolo 3-bis, comma 3-bis.4.5, le parole “la registrazione delle misure dell’energia
elettrica rilevate secondo quanto previsto dall’articolo 35, comma 35.3, del Testo integra-
to” sono sostituite dalle seguenti “la registrazione delle misure dell’energia elettrica rileva-
te secondo quanto previsto dall’articolo 21, comma 21.4, del Testo Integrato Trasporto”;
d) all’articolo 5, comma 5.1, le parole “Conto per nuovi impianti da fonti rinnovabili e assimi-
late, di cui all’articolo 59, comma 59.1, lettera b), del Testo integrato” sono sostituite dalle
seguenti “Conto per nuovi impianti da fonti rinnovabili e assimilate, di cui all’articolo 54,
comma 54.1, lettera b), del Testo Integrato Trasporto”;
e) all’articolo 6, comma 6.6, le parole “Conto per nuovi impianti da fonti rinnovabili e assimi-
late, di cui all’articolo 59, comma 59.1, lettera b), del Testo integrato” sono sostituite dalle
seguenti “Conto per nuovi impianti da fonti rinnovabili e assimilate, di cui all’articolo 54,
comma 54.1, lettera b), del Testo Integrato Trasporto”;
4. di modificare l’Allegato A alla Deliberazione n. 90/2007 nei punti di seguito indicati:
a) all’articolo 3, comma 3.5, le parole “la registrazione delle misure dell’energia elettrica rile-
vate secondo quanto previsto dall’articolo 35, comma 35.3, del Testo integrato” sono so-
stituite dalle seguenti “la registrazione delle misure dell’energia elettrica rilevate secondo
quanto previsto dall’articolo 21, comma 21.4, del Testo Integrato Trasporto”;
b) all’articolo 10, comma 10.5, le parole “entro il 31 ottobre di ogni anno” sono sostituite dal-
le seguenti “entro il 31 gennaio di ogni anno”;
c) all’articolo 12, comma 12.1, all’articolo 12, comma 12.2, all’articolo 12, comma 12.3, all’ar-
ticolo 12, comma 12.4, le parole “Conto per nuovi impianti da fonti rinnovabili e assimila-
te, di cui all’articolo 59, comma 59.1, lettera b), del Testo integrato” sono sostituite dalle
seguenti “Conto per nuovi impianti da fonti rinnovabili e assimilate, di cui all’articolo 54,
comma 54.1, lettera b), del Testo Integrato Trasporto”;
d) all’articolo 13, dopo il comma 13.3 è aggiunto il seguente comma:
“13.4 Gli Allegati A1, A1p, A2, A2p, A3a, A3b, A4 e A4p sono aggiornati dal GSE e vengo-
no pubblicati da quest’ultimo sul proprio sito internet, previa verifica positiva da parte del
Direttore della Direzione Mercati dell’Autorità.”;
5. di trasmettere il presente provvedimento al Ministro dello Sviluppo Economico, al Ministro del-
l’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, alla società Gestore dei servizi elettrici Spa
e alla Cassa conguaglio per il settore elettrico;
6. di pubblicare sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana e sul sito internet dell’Autorità
(www.autorita.energia.it) il presente provvedimento, che entra in vigore dalla data della sua
prima pubblicazione.

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 121


APPENDICE LEGISLATIVA

ALLEGATO A
Attuazione dell’articolo 2, comma 153, della Legge n. 244/2007
e dell’articolo 20 del decreto ministeriale 18 dicembre 2008, in materia di incentivazione
dell’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili tramite la tariffa fissa onnicomprensiva

Titolo I
Disposizioni generali

Art. 1
Definizioni
1.1. Ai fini del presente provvedimento si applicano le definizioni di cui all’articolo 2 del D.Lgs. n.
387/2003, le definizioni di cui all’articolo 2 del decreto ministeriale 18 dicembre 2008, nonché le se-
guenti definizioni:
a) data di entrata in esercizio di un impianto è la data in cui si effettua il primo funzionamento del-
l’impianto in parallelo con il sistema elettrico, anche a seguito di potenziamento, rifacimento,
totale o parziale, o riattivazione;
b) data di entrata in esercizio commerciale di un impianto è la data, comunicata dal produttore al
GSE e all’Ufficio tecnico di finanza, a decorrere dalla quale ha inizio il periodo di incentivazione;
c) energia elettrica immessa, è l’energia elettrica effettivamente immessa nella rete con obbligo
di connessione di terzi;
d) energia elettrica incentivata è la quantità di energia elettrica di cui all’articolo 2, lettera a), del
decreto ministeriale 18 dicembre 2008, calcolata secondo le modalità previste dall’Allegato A
del medesimo decreto con esclusivo riferimento alla tariffa fissa onnicomprensiva. Ai fini del
calcolo dell’energia elettrica incentivata, i rapporti ER/Ea di cui al medesimo Allegato A sono,
al più, pari a 1;
e) energia elettrica non incentivata è la differenza tra l’energia elettrica immessa e l’energia elet-
trica incentivata. Tale quantità di energia elettrica, ai fini della remunerazione e della disciplina
degli sbilanciamenti, viene aumentata di un fattore percentuale, nel caso di punti di immissio-
ne in bassa tensione ed in media tensione, secondo le stesse modalità previste dall’articolo
12, comma 12.6, lettera a), dell’Allegato A alla Deliberazione n. 111/2006;
f) GSE è il Gestore dei servizi elettrici – GSE Spa;
g) impianto idroelettrico è l’insieme delle opere di presa, di adduzione e di restituzione, delle
opere civili ed elettromeccaniche a cui è associato il disciplinare di concessione di derivazio-
ne d’acqua. Nel caso in cui più impianti idroelettrici, tra loro indipendenti e ciascuno con un
proprio punto di connessione alla rete, abbiano un solo disciplinare di concessione idroelettri-
ca riferito ad un valore unico di potenza nominale media annua per l’insieme degli impianti, ai
soli fini dell’applicazione del presente provvedimento, essi sono trattati come impianti separa-
ti, ciascuno con un valore di potenza nominale media annua ottenuto attribuendo il valore
complessivo in maniera proporzionale alla potenza attiva nominale del singolo impianto;
h) impianto (non idroelettrico) è, di norma, l’insieme delle opere e dei macchinari, funzionali al-
l’utilizzo e/o alla produzione dalla fonte rinnovabile, e dei gruppi di generazione dell’energia
elettrica posti a monte del punto di connessione con la rete con obbligo di connessione di
terzi;
i) periodo di avviamento e collaudo è il periodo, comunque non superiore a diciotto mesi, inter-
corrente tra la data di entrata in esercizio di un impianto, di cui alla lettera a), e la data di en-
trata in esercizio commerciale del medesimo impianto, di cui alla lettera b);
j) potenza apparente nominale di un generatore è il dato di potenza espresso in MVA riportato
sui dati di targa del generatore medesimo;
k) potenza attiva nominale di un generatore è la massima potenza attiva espressa in MW deter-
minata moltiplicando la potenza apparente nominale in MVA per il fattore di potenza nomina-
le riportati sui dati di targa del generatore medesimo;

122 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


APPENDICE LEGISLATIVA

l) potenza attiva nominale di un impianto è la somma, espressa in MW, delle potenze attive no-
minali dei generatori che costituiscono l’impianto;
m) potenza nominale media annua di un impianto è:
– per gli impianti idroelettrici, la potenza nominale di concessione di derivazione d’acqua, te-
nendo conto della decurtazione conseguente all’applicazione del deflusso minimo vitale;
– per gli altri impianti, la potenza attiva nominale di impianto;
n) ritiro dedicato è il ritiro dell’energia elettrica di cui all’articolo 13, commi 3 e 4, del D.Lgs.
n. 387/2003 e dell’energia elettrica di cui al comma 41 della Legge n. 239/2004 sulla base
delle modalità e delle condizioni definite dalla Deliberazione n. 280/2007;
o) ritiro a tariffa fissa onnicomprensiva è il ritiro, da parte del GSE, dell’energia elettrica ammes-
sa al trattamento incentivante di cui all’articolo 2, comma 145, della Legge n. 244/2007 e al-
l’articolo 1, comma 382-ter, della Legge n. 296/2006, tenendo conto di quanto previsto dal de-
creto ministeriale 18 dicembre 2008.

Art. 2
Oggetto e finalità
2.1. Il presente provvedimento disciplina le modalità e le condizioni economiche per il ritiro del-
l’energia elettrica ammessa al ritiro a tariffa fissa onnicomprensiva.
2.2. Le disposizioni di cui al presente provvedimento perseguono le finalità di consentire l’acces-
so indiretto al mercato elettrico secondo principi di semplicità procedurale, condizioni di certezza, tra-
sparenza e non discriminazione, tenendo conto di quanto previsto dall’articolo 2, commi da 143 a
157, della Legge n. 244/2007, dall’articolo 1, commi da 382 a 382-septies, della Legge n. 296/2006
nonché dal decreto ministeriale 18 dicembre 2008.
2.3. Ai sensi delle disposizioni normative richiamate al comma 2.2, può accedere al ritiro a tariffa
fissa onnicomprensiva l’energia elettrica incentivata prodotta e immessa in rete da:
a) impianti eolici di potenza nominale media annua non inferiore a 1 kW e non superiore a 200 kW;
b) impianti alimentati dalle altre fonti rinnovabili, con esclusione della fonte solare, di potenza no-
minale media annua non inferiore a 1 kW e non superiore a 1 MW, purché entrati in esercizio,
a seguito di nuova costruzione, potenziamento, rifacimento totale o parziale, o riattivazione, in
data successiva al 31 dicembre 2007.
2.4. Nel caso vi siano più impianti connessi alla rete con obbligo di connessione di terzi attraver-
so un unico punto di connessione e, almeno per uno di essi, si richieda l’applicazione della tariffa fis-
sa onnicomprensiva:
a) i limiti, in termini di potenza nominale media annua, sono riferiti alla somma delle potenze no-
minali medie annue complessivamente installate per ciascuna fonte;
b) l’energia elettrica prodotta e immessa in rete dagli impianti per i quali non si applica la tariffa fis-
sa onnicomprensiva viene ritirata dal GSE nell’ambito del ritiro dedicato, ove applicabile. Qualo-
ra vi sia almeno un impianto per il quale non può essere applicato il ritiro dedicato, l’impianto (o
gli impianti) avente diritto alla tariffa fissa onnicomprensiva mantiene tale diritto a condizione che
sia realizzata una connessione con la rete con obbligo di connessione di terzi ad esso dedicata.
2.5. Il ritiro a tariffa fissa onnicomprensiva ha una durata pari a 15 (quindici) anni a decorrere dal-
la data di entrata in esercizio commerciale dell’impianto, fermo restando quanto diversamente pre-
visto dall’articolo 16, commi 5 e 6, nonché dall’articolo 21, comma 2, del decreto ministeriale 18
dicembre 2008.

Titolo II
Modalità procedurali

Art. 3
Procedure per accedere al ritiro a tariffa fissa onnicomprensiva
3.1. Il produttore che intende avvalersi del ritiro a tariffa fissa onnicomprensiva presenta istanza al

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 123


APPENDICE LEGISLATIVA

GSE per ogni impianto, utilizzando uno schema di istanza definito dal GSE, positivamente verificato
dal Direttore della Direzione Mercati dell’Autorità.
3.2. Il GSE stipula con il produttore la convenzione per la regolazione economica del ritiro a tariffa
fissa onnicomprensiva, ivi incluse le tempistiche di pagamento, secondo uno schema di convenzione
definito dal medesimo GSE sulla base di quanto previsto dal presente provvedimento e positivamen-
te verificato dal Direttore della Direzione Mercati dell’Autorità. L’ottenimento della qualifica IAFR, se-
condo le modalità di cui all’articolo 4 del decreto ministeriale 18 dicembre 2008, è condizione neces-
saria per la stipula della predetta convenzione.
3.3. La convenzione di cui al comma 3.2, sostituisce ogni altro adempimento relativo alla cessio-
ne commerciale dell’energia elettrica immessa e all’accesso ai servizi di dispacciamento e di traspor-
to relativi limitatamente all’immissione di energia elettrica. Tale convenzione ha una durata di 15 (quin-
dici) anni a partire dalla data di entrata in esercizio commerciale dell’impianto, fermo restando quan-
to diversamente previsto dall’articolo 16, commi 5 e 6, nonché dall’articolo 21, comma 2, del decreto
ministeriale 18 dicembre 2008.
3.4. Il produttore che intende avvalersi del ritiro a tariffa fissa onnicomprensiva è tenuto a richiede-
re al GSE, per ogni impianto, il ritiro dell’intera quantità di energia elettrica prodotta e immessa nella
rete con obbligo di connessione di terzi, anche qualora l’energia elettrica incentivata sia minore del-
l’intera quantità di energia elettrica immessa in rete. In quest’ultimo caso, il GSE prevede comunque
un’unica convenzione, tenendo conto di quanto previsto dal comma 4.1.
3.5. Ai fini dell’applicazione delle disposizioni di cui al presente articolo, nonché ai fini della gestione
operativa del ritiro a tariffa fissa onnicomprensiva, il GSE predispone un apposito portale informatico.

Art. 4
Gestione della convenzione per il ritiro
a tariffa fissa onnicomprensiva
4.1. Nell’ambito della convenzione di cui al comma 3.2, il GSE, per ogni impianto:
a) all’energia elettrica incentivata, riconosce i prezzi individuati dall’articolo 16, comma 1, del de-
creto ministeriale 18 dicembre 2008;
b) all’energia elettrica non incentivata applica il ritiro dedicato, e in particolare:
b1) riconosce i prezzi medi che si sarebbero ottenuti qualora l’intera quantità di energia elet-
trica immessa fosse stata remunerata ai prezzi di cui all’articolo 6 e/o all’articolo 7 della
Deliberazione n. 280/2007;
b2) applica l’articolo 13, comma 13.1, lettera b), e l’articolo 16 del Testo Integrato Trasporto;
b3) per i soli impianti di potenza attiva nominale superiore a 50 kW, applica i corrispettivi per
il servizio di aggregazione delle misure delle immissioni di cui all’articolo 36, comma 36.1,
della Deliberazione n. 111/2006;
b4) per i soli impianti alimentati da fonti programmabili, applica i corrispettivi di sbilanciamen-
to calcolati secondo quanto previsto dall’articolo 8 della Deliberazione n. 280/2007;
b5) applica un corrispettivo pari allo 0,5% del controvalore, di cui alla lettera b1), fino a un
massimo di 3.500 euro all’anno per impianto.
4.2. Nei casi in cui l’energia elettrica incentivata sia minore dell’energia elettrica immessa, il GSE
prevede meccanismi di acconto e conguaglio ai fini dell’applicazione del comma 4.1.
4.3. Nel caso in cui occorra la misura dell’energia elettrica prodotta ai fini del calcolo dell’energia
elettrica incentivata, si applica la Deliberazione n. 88/2007.
4.4. Nel caso in cui più impianti presentino un unico punto di connessione alla rete e non sia pos-
sibile misurare separatamente le quantità di energia elettrica immesse in rete da ciascun impianto,
l’attribuzione ai singoli impianti dell’energia elettrica complessivamente immessa viene effettuata dal
GSE secondo un criterio di proporzionalità alle quantità totali di energia elettrica lorda prodotta da
ogni impianto. A tal fine, la misura dell’energia elettrica prodotta viene effettuata secondo quanto sta-
bilito dalla Deliberazione n. 88/2007.

124 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


APPENDICE LEGISLATIVA

Art. 5
Obblighi procedurali per i produttori
5.1. Ai fini dell’applicazione del presente provvedimento, i produttori, per ogni impianto, sono te-
nuti a fornire al GSE, tramite il portale informatico appositamente predisposto, i dati necessari al me-
desimo GSE come da quest’ultimo indicati nella convenzione di cui al comma 3.2.

Titolo III
Accesso al sistema elettrico dell’energia elettrica ritirata

Art. 6
Cessione al mercato dell’energia elettrica ritirata
6.1. Il GSE cede al mercato l’energia elettrica ritirata ai sensi del presente provvedimento, in qua-
lità di utente del dispacciamento in immissione, applicando quanto previsto dalla Deliberazione
n. 111/2006. Ai fini del dispacciamento, gli impianti di cui al presente provvedimento appartengono al-
le tipologie di cui all’articolo 8, lettere i) e j), della Deliberazione n. 111/2006.
6.2. Con riferimento all’energia elettrica ritirata ai sensi del presente provvedimento, il GSE regola
con Terna il corrispettivo per il servizio di trasmissione previsto dall’articolo 16, comma 16.1, del Testo
Integrato Trasporto e regola con le imprese distributrici i corrispettivi per il servizio di trasporto previsti
dall’articolo 13 del Testo Integrato Trasporto. A tal fine, le imprese distributrici riconoscono al GSE, an-
ziché ai soggetti titolari degli impianti di produzione di energia elettrica, il corrispettivo previsto dall’ar-
ticolo 13, comma 13.1, lettera b), del Testo Integrato Trasporto.

Titolo IV
Disposizioni finali

Art. 7
Verifiche
7.1. Il GSE effettua le verifiche sugli impianti che si avvalgono del ritiro a tariffa fissa onnicompren-
siva, svolte, ove necessario, attraverso sopralluoghi al fine di accertare la veridicità delle informazioni
e dei dati trasmessi.
7.2. Ai fini delle verifiche di cui al comma 7.1, il GSE può avvalersi, previa approvazione dell’Auto-
rità, della collaborazione di soggetti terzi abilitati e/o enti di ricerca, di certificazione e/o istituti univer-
sitari qualificati nel settore specifico.
7.3. L’eventuale esito negativo delle verifiche, ferma restando qualunque azione legale e segnala-
zione che il GSE ritenga opportuna, comporta la restituzione di quanto indebitamente percepito, mag-
giorato degli interessi legali, a meno che le irregolarità riscontrate siano dovute a cause indipendenti
dalla volontà del produttore e siano state tempestivamente segnalate da quest’ultimo al GSE. L’even-
tuale esito negativo delle verifiche comporta la decadenza del diritto al ritiro a tariffa fissa onnicom-
prensiva.
7.4. Il GSE segnala ogni situazione anomala riscontrata all’Autorità, che adotta i provvedimenti di
propria competenza.
7.5. Il GSE adotta, informando l’Autorità, le procedure necessarie per la verifica di ammissibilità
al ritiro a tariffa fissa onnicomprensiva secondo criteri di certezza, equità di trattamento e non discri-
minazione.

Art. 8
Modalità di copertura delle risorse necessarie al GSE
per l’applicazione del ritiro a tariffa fissa onnicomprensiva
8.1. La differenza tra i costi sostenuti dal GSE per il ritiro commerciale dell’energia elettrica incen-
tivata e i ricavi derivanti al GSE dalla vendita della medesima energia elettrica è posta a carico del
Conto per nuovi impianti da fonti rinnovabili e assimilate, di cui all’articolo 54, comma 54.1, lettera b),

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 125


APPENDICE LEGISLATIVA

del Testo integrato Trasporto. Nel caso di impianti alimentati da fonti rinnovabili programmabili e nel
caso delle centrali ibride, il GSE calcola il corrispettivo complessivo di sbilanciamento, secondo le
modalità di cui all’articolo 8, comma 8.2, lettera d), della Deliberazione n. 280/2007, ponendolo a ca-
rico del medesimo Conto qualora non debba essere attribuito al produttore ai sensi del comma 4.1.
8.2. I costi relativi all’avvalimento di soggetti terzi abilitati e/o enti di ricerca, di certificazione e/o
istituti universitari qualificati nel settore specifico, sostenuti dal GSE ai sensi dell’articolo 7, sono posti
a carico del Conto per nuovi impianti da fonti rinnovabili e assimilate, di cui all’articolo 54, comma
54.1, lettera b), del Testo integrato Trasporto, previa comunicazione all’Autorità al fine della verifica da
parte della medesima Autorità.
8.3. Ai fini della determinazione del valore della componente tariffaria A3, il GSE comunica all’Au-
torità e alla Cassa conguaglio per il settore elettrico, trimestralmente, entro la prima decade del mese
che precede l’aggiornamento della tariffa elettrica:
a) i dati a consuntivo, relativi ai mesi precedenti dell’anno in corso, delle quantità di energia riti-
rate secondo le modalità di cui al presente provvedimento e il conseguente fabbisogno del
Conto per nuovi impianti da fonti rinnovabili e assimilate, di cui all’articolo 54, comma 54.1, let-
tera b), del Testo integrato Trasporto;
b) la previsione, per i mesi residui dell’anno in corso, oltre che per l’anno successivo, del gettito
necessario ai fini dell’applicazione del presente provvedimento.
8.4. Il GSE, entro il 31 gennaio di ogni anno a decorrere dal 2010, trasmette all’Autorità un pro-
spetto riepilogativo degli esiti delle verifiche e dei sopralluoghi già effettuati, un piano annuale di so-
pralluoghi sugli impianti ai sensi del comma 7.1, e una descrizione delle attività da svolgere nei due
anni successivi in applicazione dell’articolo 7 del presente provvedimento, indicando anche il detta-
glio dei costi sostenuti nell’anno precedente e i preventivi di spesa per l’anno corrente e i due anni
successivi.

Art. 9
Ulteriori obblighi informativi
9.1. I soggetti responsabili, ai sensi del Testo Integrato Trasporto, della rilevazione e registrazione
delle misure dell’energia elettrica immessa, entro il giorno quindici (15) del mese successivo a quello
di riferimento, trasmettono al GSE la registrazione delle misure dell’energia elettrica rilevate.
9.2. Il GSE può richiedere ai soggetti responsabili della rilevazione e registrazione delle misure
dell’energia elettrica immessa le informazioni di cui al comma 9.1 riferite ad un periodo storico pari al
massimo di cinque anni qualora necessarie al medesimo per le attività di propria competenza.
9.3. I soggetti responsabili, ai sensi della Deliberazione n. 88/2007, del servizio di misura del-
l’energia elettrica prodotta trasmettono mensilmente al GSE la registrazione delle misure dell’energia
elettrica prodotta relative al mese precedente, secondo modalità definite dal medesimo GSE. Nel ca-
so di impianti di potenza nominale media annua superiore a 20 kW, il produttore trasmette al GSE, su
base annuale e riferita all’anno solare precedente, copia della dichiarazione di produzione di energia
elettrica presentata all’Ufficio tecnico di finanza.
9.4. Entro il 31 marzo di ogni anno, a partire dall’anno 2009, il GSE trasmette all’Autorità l’elenco
completo degli impianti che si avvalgono del ritiro a tariffa fissa onnicomprensiva, dando evidenza
della denominazione, tipologia, dimensione, ragione sociale dei soggetti titolari degli impianti e delle
quantità annuali di energia elettrica incentivata.

126 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


APPENDICE LEGISLATIVA

DELIBERA ARG/ELT 33/2008


Condizioni tecniche per la connessione alle reti di distribuzione dell’energia elettrica
a tensione nominale superiore ad 1 kV

L'AUTORITÀ PER L'ENERGIA ELETTRICA E IL GAS

Nella riunione del 18 marzo 2008

Visti:
– la legge 14 novembre 1995, n. 481 (di seguito: Legge n. 481/1995);
– il decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79 (di seguito: D.Lgs. n. 79/1999);
– la direttiva 2003/54/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2003;
– la Deliberazione dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas (di seguito: l’Autorità) 9 marzo
2000, n. 52/2000 (di seguito: Delibera n. 52/2000);
– la Deliberazione dell’Autorità 29 luglio 2004, n. 136/2004 (di seguito: Deliberazione
n. 136/2004);
– la Deliberazione dell’Autorità 19 dicembre 2005, n. 281/2005 (di seguito: Deliberazione
n. 281/2005);
– i documenti per la consultazione 1 agosto 2005, 2 agosto 2006, 5 dicembre 2006 e 22 novem-
bre 2007 relativi alle condizioni tecniche per la connessione alle reti di distribuzione dell’ener-
gia elettrica con tensione nominale superiore ad 1 kV;
– i documenti di progetto del Comitato Elettrotecnico Italiano (di seguito: CEI) C. 970: 2006-12
e C.970: 2007-10;
– la Deliberazione dell’Autorità 19 dicembre 2007, n. 333/2007 (di seguito: Deliberazione
n. 333/2007);
– la Deliberazione dell’Autorità 29 dicembre 2007, n. 348/2007 (di seguito: Deliberazione
n. 348/2007);
– la Norma CEI 0-16.

Considerato che:
– la libertà di accesso alle reti elettriche con obbligo di connessione di terzi a parità di condizioni
costituisce un prerequisito essenziale per la diffusione e la fruibilità del servizio elettrico da par-
te dei clienti finali, nonché ai fini dell’ordinato svolgimento del mercato dell’energia elettrica;
– l’articolo 2, comma 12, lettera d), della Legge n. 481/1995, stabilisce che, nel perseguire le fi-
nalità di cui all’articolo 1, della medesima legge, l’Autorità definisca condizioni tecnico-econo-
miche di accesso e di interconnessione alle reti elettriche, ove previste dalla normativa vigente;
– conseguentemente, con la Deliberazione n. 52/2000, l’Autorità, ai sensi dell’articolo 3, comma
6, del D.Lgs. n. 79/1999, ha emanato direttive alla società Gestore della rete di trasmissione na-
zionale S.p.A. per l’adozione di regole tecniche in materia di progettazione e funzionamento de-
gli impianti di generazione, delle reti di distribuzione, delle apparecchiature direttamente con-
nesse, dei circuiti di interconnessione e delle linee dirette ai fini della connessione alla rete di tra-
smissione nazionale, della sicurezza e della interoperabilità delle reti elettriche;
– l’articolo 9, comma 1, del D.Lgs. n. 79/1999, stabilisce che le imprese distributrici hanno l’ob-
bligo di connettere alle proprie reti tutti i soggetti che ne facciano richiesta, senza compromet-
tere la continuità del servizio e purché siano rispettate le regole tecniche nonché le delibera-
zioni dell’Autorità in materia di tariffe, contributi ed oneri;
– l’articolo 3, comma 3.1, dell’Allegato A alla Deliberazione n. 281/2005 dispone che TERNA ed
i soggetti gestori di porzioni limitate della rete di trasmissione nazionale di cui all’articolo 3,
comma 7, del D.Lgs. n. 79/1999, oltre ai soggetti gestori di reti con obbligo di connessione di

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 127


APPENDICE LEGISLATIVA

terzi a tensione nominale superiore ad 1 kV diverse dalla rete di trasmissione nazionale e ad


eccezione dei soggetti gestori di rete non titolari di concessione di trasmissione e dispaccia-
mento o di distribuzione, pubblicano e trasmettono all’Autorità le modalità e le condizioni con-
trattuali per l’erogazione del servizio di connessione alle reti elettriche di rispettiva competen-
za comprensive, tra l’altro, delle soluzioni tecniche convenzionali adottate dal gestore di rete,
degli standard tecnici e delle specifiche di progetto essenziali per la realizzazione degli im-
pianti di rete per la connessione;
– precedentemente e successivamente all’introduzione nell’ordinamento nazionale del D.Lgs.
n. 79/1999 le imprese distributrici hanno elaborato ed adottato autonomamente regole tecni-
che volontarie per la connessione alle reti di distribuzione dell’energia elettrica;
– l’analisi di dette regole ha evidenziato aspetti inerenti l’erogazione del servizio di connessione
alle reti di distribuzione dell’energia elettrica che rispondono a criteri assunti in via discrezio-
nale dalle singole imprese distributrici;
– con la Deliberazione n. 136/2004 l’Autorità ha avviato un procedimento ai fini della formazione
di provvedimenti di cui all’articolo 2, comma 12, lettera d), della Legge n. 481/1995, e dell’ar-
ticolo 9 del D.Lgs. n. 79/1999, in materia di condizioni tecnico-economiche di accesso alle re-
ti di distribuzione di energia elettrica;
– il percorso avviato dall’Autorità con la Deliberazione n. 136/2004 è teso a garantire l’accesso
alle reti di distribuzione di energia elettrica basato su regole trasparenti e non discriminatorie;
– l’Autorità ha inteso coinvolgere il CEI nella definizione di una regola tecnica di riferimento diret-
tamente applicabile dalle imprese distributrici;
– il CEI ha emanato, a seguito di un complesso processo di attivazione di esperti e di duplice in-
chiesta pubblica, la norma CEI 0-16.

Considerato inoltre che:


– viste le eventuali peculiarità di esercizio caratterizzanti le singole imprese distributrici, le stes-
se imprese ritengono opportuno poter proporre la modifica transitoria delle disposizioni con-
tenute nella regola tecnica di riferimento, le quali dovranno essere sottoposte all’approvazio-
ne dell’Autorità;
– intendendo gestire un processo che gradualmente porti un numero sempre maggiore di uten-
ti al rispetto delle regole tecniche, l’Autorità ha inteso prevedere anche una applicazione par-
ziale della regola tecnica a soggetti già connessi alle reti di distribuzione dell’energia elettrica;
– riscontrando i documenti per la consultazione emessi, le imprese distributrici hanno eviden-
ziato, tra l’altro, l’opportunità di:
– applicazione della regola tecnica anche a fronte di aumenti di potenza in prelievo o in im-
missione effettivamente riscontrati sulla rete anche in assenza di richiesta formale di ade-
guamento della potenza;
– adeguamento degli impianti alla regola tecnica da parte di tutti gli utenti in media tensione;
– prevedere un limite temporale entro il quale rendere obbligatorio l’adeguamento parziale
degli impianti inerenti il dispositivo generale ed il sistema di protezione generale per tutti
gli utenti in media tensione;
– estensione dell’ambito di applicazione alle volture;
– indicazione di un limite temporale superiore ai subentri oggetto di applicazione parziale
delle regole tecniche;
– estensione dell’applicazione integrale della regola tecnica nel caso di passaggio di un
utente della rete da soggetto in prelievo a soggetto in immissione;
– applicazione delle disposizioni secondo modalità tali da fare riferimento alla potenza dei
macchinari installati e non alla potenza disponibile;
– ridurre le cause di esclusione, totale o parziale, dall’applicazione della regola tecnica;
– prevedere che la regola tecnica da adottarsi sia quella vigente al momento dell’avvenuta
ricezione della richiesta di connessione formulata dall’utente all’impresa distributrice;

128 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


APPENDICE LEGISLATIVA

oltre all’esigenza, da parte delle stesse imprese, di implementare attività onerose finalizzate
alla costituzione di un archivio contenente le caratteristiche degli utenti della rete esistenti al fi-
ne della determinazione dell’obbligo di adeguamento alle regole tecniche;
– le imprese distributrici sostengono inoltre pareri contrapposti in relazione alla proposta relati-
va all’opportunità di pervenire alla maggiorazione del corrispettivo CTS di cui all’articolo 37
dell’Allegato A alla Deliberazione n. 333/2007 in caso di mancato adeguamento dell’impianto
dell’utente alle regole tecniche;
– la struttura del CTS è stata modificata nell’ambito della predetta deliberazione rispetto a quan-
to vigente al momento della consultazione;
– l’associazione dei costruttori di apparecchiature elettriche ha sottolineato:
– che il mantenimento del dispositivo costituito dall’Interruttore Manovra Sezionatore (IMS)
con fusibili non garantisce la piena selettività rispetto alle protezioni poste in cabina prima-
ria, non ritenendo attualmente l’ipotesi di un nuovo dispositivo sviluppato sulla base del
predetto IMS soddisfacente dal punto di vista economico ed affidabilistico;
– l’opportunità dell’aumento del corrispettivo CTS in caso di mancato adeguamento dell’im-
pianto dell’utente alle regole tecniche;
– l’opportunità che le imprese distributrici possano effettuare idonee verifiche presso gli
utenti al fine di accertare l’adeguatezza degli impianti alle regole tecniche qualora ciò sia
stato dichiarato dagli stessi utenti;
– l’opportunità che le singole deroghe alla regola tecnica di riferimento approvate dall’Auto-
rità abbiano una limitazione temporale pari ad 1 anno e che per un periodo pari ad alme-
no 5 anni non possano essere presentate all’Autorità ulteriori richieste di deroga;
– l’opportunità che, dal momento di pubblicazione della presente deliberazione, le regole
tecniche autonomamente adottate dalle singole imprese distributrici non possano essere
modificate;
– una società di produzione di energia elettrica ha sostenuto la non opportunità di un ulteriore
incremento del corrispettivo CTS in caso di mancato adeguamento alle regole tecniche, oltre
all’opportunità che gli oneri relativi agli adeguamenti degli impianti esistenti motivati dal cam-
biamento dello stato del neutro siano da ripartirsi tra l’utente ed il gestore di rete interessato;
– la dichiarazione di adeguatezza di cui all’Articolo 36 dell’Allegato A alla Deliberazione
n. 333/2007 non reca l’esplicitazione delle attività tecniche costituenti le verifiche che i sogget-
ti deputati alla sua emanazione sono tenuti ad implementare;
– per utenti con potenza disponibile pari ad almeno 5 MW e caratterizzati da determinate confi-
gurazioni impiantistiche, ovvero per utenti particolarmente critici e caratterizzati anch’essi da
determinate configurazioni impiantistiche, è opportuno consentire un ritardo all’intervento del
dispositivo generale dell’utente al fine da conseguire un coordinamento selettivo delle proprie
protezioni elettriche MT, e che l’Autorità potrà definire in futuro eventuali altri criteri finalizzati al-
la individuazione dei soggetti ai quali consentire tale ritardo;
– l’Allegato A alla Deliberazione n. 246/06 dispone che la dichiarazione di adeguatezza non de-
ve essere inviata per i nuovi impianti le cui richieste di connessione siano inviate all’impresa
distributrice in data successiva alla data di pubblicazione della stessa Deliberazione, e che
quest’ultima data è il 16 novembre 2006.

Ritenuto di:
– riconoscere la Norma CEI 0-16, emanata dal CEI a seguito dell’attività conseguente alla Deli-
berazione n. 136/2004, quale Regola tecnica di riferimento per la connessione di utenti, in im-
missione ed in prelievo, alle reti AT ed MT delle imprese distributrici di energia elettrica (di se-
guito: Regola tecnica di riferimento);
– prevedere, da parte dell’Autorità, la valutazione delle richieste di deroghe alla Regola tecnica
di riferimento proposte delle imprese distributrici e l’eventuale approvazione delle richieste ri-
tenute accettabili;

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 129


APPENDICE LEGISLATIVA

– definire l’iter procedurale relativo alla gestione delle eventuali richieste di deroga alla Regola
tecnica di riferimento;
– definire gli ambiti di applicazione integrale e parziale della Regola tecnica di riferimento even-
tualmente implementata con le deroghe approvate dall’Autorità;
– disporre il rispetto della Regola tecnica di riferimento, eventualmente implementata con le de-
roghe approvate dall’Autorità, sia da parte dei soggetti richiedenti la connessione, ovvero già
connessi, sia da parte delle imprese distributrici interessate dalla connessione;
– prevedere che eventuali criteri di esercizio, manutenzione o sviluppo della rete di distribuzione
tali da incidere sugli aspetti realizzativi delle connessioni alle stesse reti disposte dalla Regola
tecnica di riferimento possano esplicitati dalle imprese distributrici e le soluzioni proposte al-
l’Autorità nell’ambito delle deroghe alla stessa Regola tecnica di riferimento;
– prevedere che le deroghe alla Regola tecnica di riferimento siano costituite da aspetti sostitu-
tivi e non ulteriori rispetto a quanto previsto nella stessa regola;
– promuovere il processo di adeguamento degli impianti nella disponibilità degli utenti alla Re-
gola tecnica di riferimento eventualmente implementata con le deroghe approvate dall’Autori-
tà, salvaguardando l’economicità di tale adeguamento rispetto ai benefici che ne derivano an-
che nei confronti di tutti gli utenti connessi, e tenendo conto delle disposizioni contenute nel-
l’Allegato A alla Deliberazione n. 333/2007 in ordine ai requisiti tecnici degli impianti dei clienti
MT o delle altre utenze MT;
– disporre le modalità per l’effettuazione della dichiarazione di adeguatezza, di cui alla Delibera-
zione dell’Autorità n. 333/2007, ai fini della attestazione dei requisiti tecnici per aver accesso
agli indennizzi automatici in caso non sia rispettato il livello specifico di continuità del servizio
per i clienti MT;
– consentire ad utenti con potenza disponibile pari ad almeno 5 MW caratterizzati da determi-
nate configurazioni impiantistiche l’adozione di un ritardo all’intervento del proprio dispositivo
generale al fine da conseguire un coordinamento selettivo delle proprie protezioni elettriche;
– prevedere forme di comunicazione specifica agli utenti MT in modo da promuovere il proces-
so di adeguamento.

Ritenuto inoltre che:


– la disponibilità delle informazioni inerenti le caratteristiche degli utenti connessi alle reti elettri-
che di distribuzione, utili alla gestione delle regole tecniche di connessione di cui al presente
provvedimento, sia un aspetto prioritario e necessario alla corretta gestione delle reti elettriche
di distribuzione indipendentemente dalle predette regole tecniche, e che pertanto la sua even-
tuale costituzione debba essere ritenuta esclusa da previsioni in ordine ad una remunerazio-
ne ad essa dedicata

DELIBERA

1. di riconoscere la Norma CEI 0-16, di cui all’Allegato A, che costituisce parte integrante e so-
stanziale del presente provvedimento, quale Regola tecnica di riferimento per la connessione
di utenti che immettono o prelevano dalle reti elettriche di distribuzione con tensione maggio-
re di 1 kV;
2. di prevedere che eventuali successivi aggiornamenti della Norma CEI 0-16, limitatamente a
rettifiche di errori materiali ovvero a precisazioni e integrazioni finalizzate al miglioramento del-
la comprensione del testo ovvero a garantire la corretta applicazione delle singole disposizio-
ni, siano effettuati autonomamente dal CEI con preventiva informazione all’Autorità;
3. di approvare il documento inerente i criteri applicativi della Regola tecnica di connessione di
cui all’Allegato B, che costituisce parte integrante e sostanziale del presente provvedimento;
4. di approvare il documento inerente le modalità per l’effettuazione e la presentazione della di-
chiarazione di adeguatezza, di cui alla Deliberazione dell’Autorità n. 333/2007, ai fini della at-

130 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


APPENDICE LEGISLATIVA

testazione dei requisiti tecnici per aver accesso agli indennizzi automatici in caso non sia ri-
spettato il livello specifico di continuità del servizio per i clienti MT, di cui all’Allegato C, che co-
stituisce parte integrante e sostanziale del presente provvedimento;
5. di pubblicare sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana e sul sito internet dell’Autorità
(www.autorita.energia.it) il presente provvedimento, che in vigore dalla data della sua prima
pubblicazione.

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 131


APPENDICE LEGISLATIVA

DELIBERAZIONE 3 GIUGNO 2008 – ARG/ELT 74/2008


Testo integrato delle modalità e delle condizioni tecnico-economiche
per lo scambio sul posto (TISP)

L’AUTORITÀ PER L’ENERGIA ELETTRICA E IL GAS

Nella riunione del 3 giugno 2008

Visti:
– la direttiva 2001/77/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 settembre 2001 (di se-
guito: direttiva 2001/77/CE);
– la direttiva 2004/8/CE del Parlamento europeo e del Consiglio sulla promozione della cogene-
razione basata su una domanda di calore utile nel mercato interno dell’energia e che modifi-
ca la direttiva 92/42/CE (di seguito: direttiva 2004/8/CE);
– la legge 14 novembre 1995, n. 481/1995;
– la legge 23 agosto 2004, n. 239/2004;
– la legge 3 agosto 2007, n. 125/2007, di conversione, con modificazioni, del decreto legge 18
giugno 2007, n. 73, recante misure urgenti per l’attuazione di disposizioni comunitarie in ma-
teria di liberalizzazione dei mercati dell’energia;
– la legge 24 dicembre 2007, n. 244/2007 (di seguito: Legge n. 244/2007);
– il decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79/1999;
– il decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387/2003, recante attuazione della direttiva
2001/77/CE (di seguito: D.Lgs. n. 387/2003);
– il decreto legislativo 8 febbraio 2007, n. 20/2007, recante attuazione della direttiva 2004/8/CE
(di seguito: D.Lgs. n. 20/2007);
– il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 maggio 2004, recante criteri, modalità e
condizioni per l’unificazione della proprietà e della gestione della rete elettrica nazionale di tra-
smissione (di seguito: D.P.C.M. 11 maggio 2004);
– la Deliberazione dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas (di seguito: l’Autorità) 19 marzo
2002, n. 42/2002, come successivamente modificata ed integrata (di seguito: Deliberazione
n. 42/2002);
– la Deliberazione dell’Autorità 22 aprile 2004, n. 60/2004;
– la Deliberazione dell’Autorità 14 settembre 2005, n. 188/2005, e sue successive modifiche e
integrazioni (di seguito: Deliberazione n. 188/2005);
– la Deliberazione dell’Autorità 10 febbraio 2006, n. 28/2006 e sue successive modifiche ed in-
tegrazioni (di seguito: Deliberazione n. 28/2006);
– l’Allegato A alla Deliberazione dell’Autorità 9 giugno 2006, n. 111/2006, e sue successive mo-
difiche ed integrazioni (di seguito: Deliberazione n. 111/2006);
– l’Allegato A alla Deliberazione dell’Autorità 11 aprile 2007, n. 88/2007 (di seguito: Deliberazio-
ne n. 88/2007);
– l’Allegato A alla Deliberazione dell’Autorità 11 aprile 2007, n. 90/2007 (di seguito: Deliberazio-
ne n. 90/2007);
– il Testo integrato delle disposizioni dell’Autorità per l’erogazione dei servizi di vendita dell’ener-
gia elettrica di maggior tutela e di salvaguardia ai clienti finali, allegato alla Deliberazione del-
l’Autorità 27 giugno 2007, n. 156/2007, e sue successive modifiche e integrazioni (di seguito:
Testo Integrato Vendita);
– l’Allegato A alla Deliberazione dell’Autorità 6 novembre 2007, n. 280/2007 (di seguito: Delibe-
razione n. 280/2007);
– il Testo integrato delle disposizioni dell’Autorità per l’erogazione dei servizi di trasmissione, distri-

132 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


APPENDICE LEGISLATIVA

buzione e misura dell’energia elettrica per il periodo di regolazione 2008-2011, allegato alla De-
liberazione dell’Autorità 29 dicembre 2007, n. 348/2007 (di seguito: Testo Integrato Trasporto);
– l’Allegato A alla Deliberazione dell’Autorità 28 marzo 2008, ARG/elt 42/08 (di seguito: Delibe-
razione ARG/elt 42/08);
– il documento per la consultazione 31 luglio 2007, n. 30/2007, in materia di cogenerazione ad
alto rendimento (di seguito: documento per la consultazione n. 30/2007);
– il documento per la consultazione 31 luglio 2007, n. 31/2007 (di seguito: documento per la
consultazione n. 31/2007);
– il documento per la consultazione 8 novembre 2007, n. 42/2007 (di seguito: documento per la
consultazione n. 42/2007);
– le osservazioni ai documenti per la consultazione di cui ai precedenti alinea pervenute al-
l’Autorità.

Considerato che:
– l’articolo 6 del D.Lgs. n. 387/2003 ha previsto che l’Autorità definisca le condizioni tecnico-
economiche del servizio di scambio sul posto per gli impianti alimentati da fonti rinnovabili di
potenza fino a 20 kW, precisando che:
– nell’ambito di tale disciplina non è consentita la vendita dell’energia elettrica prodotta da-
gli impianti alimentati da fonti rinnovabili;
– tale disciplina sostituisce ogni altro adempimento, a carico dei soggetti che realizzano gli
impianti, connesso all’accesso e all’utilizzo della rete elettrica;
– l’articolo 6, comma 6, del D.Lgs. n. 20/2007 ha previsto che l’Autorità definisca le condizioni
tecnico-economiche del servizio di scambio sul posto per gli impianti di cogenerazione ad al-
to rendimento di potenza nominale fino a 200 kW, tenendo conto della valorizzazione del-
l’energia elettrica scambiata con il sistema elettrico nazionale, degli oneri e delle condizioni
per l’accesso alle reti;
– le disposizioni relative allo scambio sul posto per la cogenerazione ad alto rendimento, a dif-
ferenza delle corrispondenti disposizioni relative alle fonti rinnovabili, non impediscono la ven-
dita dell’energia elettrica prodotta in eccesso rispetto ai propri consumi;
– l’articolo 2, comma 150, della Legge n. 244/2007 ha previsto che il Ministro dello Sviluppo
Economico, di concerto con il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare,
con propri decreti, stabiliscano, tra l’altro, le modalità per l’estensione dello scambio sul posto
a tutti gli impianti alimentati con fonti rinnovabili di potenza nominale media annua non supe-
riore a 200 kW, fatti salvi i diritti di officina elettrica; e che, pertanto, nelle more dell’emanazio-
ne di detti decreti, l’erogazione del servizio di scambio sul posto per gli impianti alimentati da
fonti rinnovabili non può che essere riferito agli impianti di potenza fino a 20 kW;
– lo scambio sul posto è un servizio opzionale attivabile su richiesta del soggetto avente titolo.

Considerato che:
– condizione essenziale per l’erogazione del servizio di scambio sul posto è la presenza di im-
pianti per il consumo e per la produzione di energia elettrica sottesi ad un unico punto di con-
nessione con la rete elettrica con obbligo di connessione di terzi;
– la produzione ed il consumo di energia elettrica possono verificarsi contemporaneamente o in
periodi temporali diversi;
– la condizione di autoconsumo istantaneo in sito consente al soggetto interessato di non utiliz-
zare il sistema elettrico per operare il prelievo dalla rete dell’energia elettrica consumata realiz-
zando quindi un risparmio, stante la regolazione vigente per l’accesso alle reti elettriche, pari
ai corrispettivi per l’utilizzo del sistema elettrico applicabili all’energia elettrica prelevata;
– poiché, nel sistema di mercato elettrico vigente, la valorizzazione dell’energia elettrica è effet-
tuata su base oraria, i valori dell’energia elettrica prodotta e autoconsumata coincidono nel
caso in cui la produzione e il consumo siano contestuali, mentre potrebbero differire nel caso

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 133


APPENDICE LEGISLATIVA

in cui non si realizzi tale condizione di contestualità, vale a dire qualora la produzione e il con-
sumo avvengano in ore diverse;
– il servizio di scambio sul posto consiste nel realizzare una particolare forma di autoconsumo
in sito consentendo che l’energia elettrica prodotta e immessa in rete possa essere prelevata
e consumata in un momento differente dal quale avviene la produzione, utilizzando quindi il si-
stema elettrico quale strumento per l’immagazzinamento virtuale dell’energia elettrica prodot-
ta, ma non contestualmente autoconsumata;
– il servizio di immagazzinamento virtuale di cui al precedente alinea rappresenta la condizione
necessaria attraverso la quale gestire la produzione di energia elettrica non contestualmente
autoconsumata e quindi immessa in rete per essere ri-prelevata in un momento successivo;
– il servizio di scambio sul posto rappresenta, dunque, un fattore equalizzatore della domanda
e dell’offerta energetica del singolo utente, nonché l’incentivazione allo sviluppo della piccola
e della microgenerazione (con particolare riferimento alle fonti rinnovabili e alla cogenerazione
ad alto rendimento) e al perseguimento di un’autosufficienza energetica da parte dei singoli
clienti finali;
– alla luce di quanto indicato ai precedenti alinea:
a) l’energia elettrica autoconsumata in regime di scambio sul posto, vale a dire l’energia elet-
trica scambiata, può essere considerata non prelevata dalla rete elettrica e, di conseguen-
za, il soggetto che si avvale dello scambio sul posto è esentato dagli oneri applicabili al-
l’energia elettrica prelevata, pur avendo utilizzato il sistema elettrico per l’immagazzina-
mento virtuale dell’energia elettrica scambiata;
b) la particolare forma di autoconsumo in sito consentita dallo scambio sul posto (controbilan-
ciamento di partite di energia elettrica con diverso valore) consente al soggetto interessato
di non sostenere l’onere di approvvigionamento connesso al valore dell’energia elettrica
prelevata fino a concorrenza del valore dell’energia elettrica immessa in quanto l’energia
elettrica scambiata è assimilabile ad energia elettrica prodotta e autoconsumata;
– l’erogazione del servizio di scambio sul posto deve quindi consentire al soggetto interessato
il raggiungimento di un risultato economico che includa gli effetti di cui al precedente alinea.
Considerato che:
– con la Deliberazione n. 28/2006, l’Autorità ha dato prima attuazione al sopra richiamato
articolo 6 del D.Lgs. n. 387/2003 prevedendo convenzionalmente che lo scambio sul po-
sto si concretizzasse attraverso un saldo fisico pari alla differenza tra l’energia elettrica
immessa e l’energia elettrica prelevata su base annuale (modalità net metering);
– la modalità net metering, pur facendo salvo il diritto a non corrispondere l’onere per l’utiliz-
zo del sistema per l’energia elettrica scambiata, non tiene conto del differente valore del-
l’energia elettrica immessa e prelevata;
– la modalità net metering non consente di esplicitare i costi di sistema connessi all’eroga-
zione dello scambio sul posto;
– i costi di cui al precedente alinea, che in sede di prima attuazione del meccanismo di
scambio sul posto si potevano ritenere trascurabili, con l’incremento dei soggetti ammes-
si a tale regime in termini di numerosità e di potenza degli impianti di produzione, potreb-
bero divenire rilevanti.
Considerato che:
– con i documenti per la consultazione n. 30/2007 e n. 31/2007, l’Autorità ha indicato i pro-
pri orientamenti circa l’applicazione del richiamato disposto normativo sullo scambio sul
posto, indicando il Gestore dei servizi elettrici – GSE S.p.A. (di seguito: GSE) quale unico
soggetto incaricato di regolare:
– nei confronti del sistema elettrico, la totalità delle immissioni e dei prelievi di energia elet-
trica dei soggetti che scelgono lo scambio sul posto;
– nei confronti dei soggetti che scelgono lo scambio sul posto, i soli saldi;

134 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


APPENDICE LEGISLATIVA

– con i medesimi documenti per la consultazione, l’Autorità ha anche richiamato l’esigenza di


realizzare uno schema di scambio sul posto che costituisca una semplificazione, per quanto
possibile, per i soggetti interessati pur consentendo il monitoraggio e il trasferimento dei costi
dai soggetti che applicano lo scambio sul posto agli altri soggetti operanti nel sistema elettri-
co, anche al fine di mettere in relazione l’ammontare di tale forma di sostegno con i reali be-
nefici apportati;
– il documento per la consultazione n. 30/2007 ha altresì proposto condizioni ulteriormente
semplificate nel caso di impianti di cogenerazione ad alto rendimento con efficienza partico-
larmente elevata, indicando diversi criteri, tra loro alternativi, per valutare detta condizione di
efficienza particolarmente elevata;
– in esito ai documenti per la consultazione n. 30/2007 e n. 31/2007, sono state rappresentate
rilevanti criticità da parte dei soggetti operanti nella vendita di energia elettrica (di seguito: im-
prese di vendita) ritenendo che:
– il GSE non abbia titolo a costituirsi come soggetto che svolge attività di intermediazione
nel mercato libero rivolta alla vendita di energia elettrica a clienti finali;
– lo scambio sul posto debba essere affidato, nel medesimo ambito, alle imprese di vendi-
ta appositamente costituite.
In particolare, le imprese di vendita hanno evidenziato che, attribuendo al GSE la regolazione
economica dei saldi (specialmente in prelievo), si potrebbe costituire una riserva di mercato
che ostacolerebbe di fatto il processo di liberalizzazione;
– anche le associazioni dei produttori hanno posto in evidenza criticità in linea con quelle indi-
cate al precedente alinea, richiedendo l’introduzione della possibilità di scelta tra il GSE e le
imprese di vendita ai fini della regolazione economica dei saldi;
– tenendo conto delle osservazioni pervenute ai documenti per la consultazione n. 30/2007 e n.
31/2007, l’Autorità, con il documento per la consultazione n. 42/2007, ha indicato i propri ulte-
riori orientamenti sulla disciplina dello scambio sul posto prevedendo:
– di mantenere invariata la disciplina dello scambio sul posto per le fonti rinnovabili fino a 20
kW rispetto a quella definita con la Deliberazione n. 28/2006;
– che lo scambio sul posto per la cogenerazione ad alto rendimento si possa tradurre nella
possibilità, per un cliente finale che installi impianti di cogenerazione, di vedersi gestire
l’immissione di energia elettrica (dal punto di vista della valorizzazione dell’energia elettri-
ca immessa e per quanto riguarda i servizi di sistema relativi alle immissioni) a condizioni
semplificate e, al limite, senza oneri amministrativi;
– di non prevedere l’accesso alla copertura dei costi connessi con la gestione dello scam-
bio sul posto da parte dei venditori perché ciò costituisce una pratica di complessa attua-
zione, soprattutto dal punto di vista del controllo e delle verifiche delle eventuali richieste
di rimborso da parte dei venditori;
– a seguito del Documento per la consultazione n. 42/2007, sono state formulate le seguenti
principali osservazioni:
– alcune imprese distributrici ritengono che sia necessario rivedere l’attuale disciplina dello
scambio sul posto (attualmente svolta dalle medesime o dalle rispettive società di vendi-
ta) al fine di garantire la trasparenza delle partite energetiche e al fine di consentire che la
regolazione nei confronti del sistema elettrico riguardi il totale delle immissioni e dei prelie-
vi, anziché il solo saldo. Tale esigenza è condivisa anche da alcune associazioni di pro-
duttori da fonti rinnovabili, garantendo comunque che la regolazione economica nei con-
fronti dei produttori sia riferita al solo saldo. Inoltre, i produttori da fonti rinnovabili e le loro
associazioni ritengono opportuno prevedere la possibilità di vedersi remunerare l’energia
eventualmente immessa in più rispetto ai prelievi;
– i produttori da cogenerazione ad alto rendimento e le relative associazioni di categoria ri-
tengono necessario prevedere che lo scambio sul posto sia inteso come un net metering,
applicando quindi la regolazione vigente, almeno in fase di conguaglio, al saldo anziché

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 135


APPENDICE LEGISLATIVA

al totale delle immissioni e dei prelievi. Tali produttori ritengono comunque importante an-
che l’esigenza di maggior trasparenza più volte manifestata dall’Autorità nei documenti
per la consultazione.

Ritenuto opportuno:
– adottare un Testo integrato dello scambio sul posto che includa sia le condizioni tecnico eco-
nomiche per le fonti rinnovabili sia le condizioni tecnico economiche per la cogenerazione ad
alto rendimento tenendo conto delle differenziazioni di cui alle rispettive disposizioni normati-
ve in materia di oneri e condizioni per l’accesso alle reti;
– definire una disciplina per lo scambio sul posto che si presti ad essere applicata anche agli
impianti alimentati da fonti rinnovabili di potenza nominale fino a 200 kW, compatibilmente con
i principi che verranno indicati dai Ministri competenti, ai sensi dell’articolo 2, comma 150, del-
la Legge n. 244/2007;
– definire una disciplina per lo scambio sul posto sulla base dei seguenti principi fondamentali:
– semplicità applicativa per gli utenti dello scambio sul posto;
– trasparenza, in modo che i bilanci di energia elettrica sulle reti elettriche possano tenere
conto dell’energia elettrica effettivamente immessa e prelevata;
– corretta valorizzazione economica dell’energia elettrica immessa e prelevata nell’ambito
dello scambio sul posto;
– visibilità dell’incentivo trasferito agli utenti dello scambio sul posto;
– garanzia di attribuzione dello scambio sul posto alla cogenerazione ad alto rendimento at-
traverso un opportuno sistema di verifiche;
– prevedere che lo scambio sul posto non riguardi la regolazione economica dei prelievi di ener-
gia elettrica, che continua ad essere effettuata dalle imprese di vendita: ciò al fine di evitare di isti-
tuire un regime di “riserva” per gli utenti dello scambio sul posto, alternativo al libero mercato;
– prevedere che, al fine di garantire maggiori certezze e semplicità nelle procedure, lo scambio
sul posto venga effettuato da un unico soggetto intermediario a livello nazionale;
– assegnare al GSE il sopra richiamato ruolo di intermediazione commerciale, in quanto il GSE
medesimo:
– a seguito del D.P.C.M. 11 maggio 2004, ha assunto un ruolo prevalentemente rivolto alla
gestione dei meccanismi di promozione e incentivazione delle fonti rinnovabili e della co-
generazione in Italia;
– ha già acquisito una considerevole esperienza nel ritiro dell’energia elettrica nell’ambito di
convenzioni di cessione destinata ai sensi del provvedimento Cip n. 6/92, oltre che nel-
l’ambito del ritiro dedicato di cui alla Deliberazione n. 280/2007, inclusa la cessione della
medesima energia al mercato;
– è in grado di soddisfare le necessità di monitoraggio centralizzato dei flussi commerciali
collegati allo scambio sul posto;
– lo scambio sul posto sia regolato da una convenzione, sottoscritta dall’utente dello scambio e
dal GSE, che sostituisce i normali adempimenti relativi all’immissione in rete dell’energia elettri-
ca, ma non quelli relativi all’acquisto dell’energia elettrica prelevata che continuano ad essere
regolati attraverso i normali canali del servizio di vendita, secondo le modalità previste dalla re-
golazione vigente, ivi incluso il servizio di vendita di maggior tutela per gli aventi diritto;
– prevedere che lo scambio sul posto si concretizzi in un intervento equalizzatore da parte del
GSE mediante il riconoscimento da parte dello stesso a favore del soggetto interessato di un
contributo che garantisca, al più, l’equivalenza tra quanto pagato dall’utente per l’energia elet-
trica prelevata e il valore dell’energia elettrica immessa in rete;
– prevedere che il criterio per il calcolo del contributo di cui al precedente alinea tenga conto
della valorizzazione dell’energia elettrica immessa, nei limiti del valore dell’energia elettrica
complessivamente prelevata, nonché degli oneri relativi ai servizi di trasporto e di dispaccia-
mento per l’energia elettrica prelevata nei limiti della quantità di energia elettrica scambiata

136 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


APPENDICE LEGISLATIVA

operando una ri-attribuzione di valore di ciò che in precedenza è stato immesso in rete;
– prevedere che, nel caso in cui il valore dell’energia elettrica immessa sia superiore a quello
dell’energia elettrica prelevata, tale maggior valore:
– per gli impianti alimentati da fonti rinnovabili, venga riportato a credito negli anni solari
successivi compatibilmente con le disposizioni di cui all’articolo 6 del D.Lgs. n. 387/2003;
– per gli impianti di cogenerazione ad alto rendimento, possa essere, a scelta dell’utente
dello scambio, compensata secondo le stesse modalità di cui al precedente alinea, ovve-
ro venduta;
– prevedere che la differenza tra i costi sostenuti dal GSE e i ricavi ottenuti dal GSE per l’eroga-
zione del servizio di scambio sul posto, oltre che gli altri costi sostenuti dal medesimo ai fini
delle verifiche, vengano compensati dal Conto per nuovi impianti da fonti rinnovabili e assimi-
late, di cui all’articolo 54, comma 54.1, lettera b), del Testo Integrato Trasporto, alimentato dal-
la componente tariffaria A3;
– modificare la Deliberazione n. 188/2005 e la Deliberazione n. 90/2007 al fine di coordinarle
con quanto previsto dal presente provvedimento;
– abrogare la Deliberazione n. 28/2006.
DELIBERA
1. è approvato il Testo integrato delle modalità e delle condizioni tecnico economiche per lo
scambio sul posto (TISP), di cui all’Allegato A, che costituisce parte integrante e sostanziale
del presente provvedimento;
2. l’Allegato A al presente provvedimento, oltre che i successivi punti 7 e 8, ha effetti a decorrere
dall’1 gennaio 2009. La Deliberazione n. 28/2006 è abrogata a decorrere dalla medesima data;
3. quanto previsto nel presente comma e nei commi 4 e 5 si applica con riferimento alle defini-
zioni di cui all’articolo 1 della Deliberazione n. 28/2006. I Gestori contraenti effettuano i calco-
li previsti dall’articolo 6, comma 6.7, della medesima deliberazione per il periodo compreso
tra l’inizio dell’Anno, e il 31 dicembre 2008, dandone comunicazione al Richiedente, ad un
eventuale soggetto terzo che rappresenta il Richiedente e al GSE entro il 25 febbraio 2009.
Per quanto riguarda i dati di misura necessari per il calcolo dei predetti valori si applicano le
stesse modalità previste dall’articolo 7, commi 7.2 e 7.3, della Deliberazione ARG/elt 42/08. I
Gestori contraenti trasmettono al GSE, entro il 25 febbraio 2009, la produzione incentivata
dell’anno 2008, di cui all’articolo 1, comma 1.1, lettera a), punto i), della Deliberazione n.
188/2005, per ogni Richiedente a cui deve essere calcolata;
4. qualora al 31 dicembre 2008 vi sia un Saldo annuale riportabile SR positivo, a tale quantità di
energia elettrica viene attribuito un controvalore unitario pari alla media aritmetica nazionale
dei valori dei prezzi zonali orari, di cui all’articolo 30, comma 30.4, lettera b), della Deliberazio-
ne n. 111/2006, riferiti al 2008. Tale controvalore viene considerato dal GSE ai fini del calcolo
del contributo in conto scambio, secondo quanto previsto dal comma 5.6 dell’Allegato A al
presente provvedimento;
5. entro il 30 settembre 2008, le imprese distributrici e Terna trasmettono al GSE le informazioni
e i dati, come indicati dal medesimo GSE, necessari ai fini dell’attivazione dello schema di
scambio sul posto previsto dal presente provvedimento, ivi inclusi i codici identificativi di cui
all’articolo 37, comma 37.1, della Deliberazione n. 111/2006 relativi agli impianti di produzione
in regime di scambio su posto ai sensi della Deliberazione n. 28/2006;
6. i Gestori contraenti danno tempestiva comunicazione ai Richiedenti del venir meno, a decor-
rere dall’1 gennaio 2009, del rapporto contrattuale preesistente e della possibilità di sostituirlo
con un nuovo rapporto contrattuale, da siglare con il GSE in applicazione dell’Allegato A al
presente provvedimento. Il GSE, sulla base delle informazioni e dei dati di cui al punto 5, co-
munica ai Richiedenti le nuove modalità dello scambio sul posto, indicandone le modalità per
l’accesso e dando indicazioni ai fini della stipula della nuova convenzione di cui al comma 3.3
dell’Allegato A al presente provvedimento, con decorrenza dall’1 gennaio 2009;

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 137


APPENDICE LEGISLATIVA

7. la Deliberazione n. 188/2005 è modificata nei punti di seguito indicati:


– all’articolo 1, le parole “n. 28/2006” sono sostituite dalle parole “ARG/elt 74/08”;
– all’articolo 3-bis, comma 3-bis.1.1, le parole “coincide con il Richiedente, come definito
dalla Deliberazione n. 28/2006” sono sostituite dalle parole “coincide con l’utente dello
scambio, come definito dalla Deliberazione ARG/elt 74/08”;
– nella rubrica dell’articolo 3-bis.1 e dell’articolo 3-bis.5, le parole “Gestore contraente” so-
no sostituite dalle parole “impresa distributrice”;
– all’articolo 3-bis, comma 3-bis.1.4, le parole “n. 28/2006” sono sostituite dalle parole
“ARG/elt 74/08”; al medesimo comma, dopo le parole “dell’energia elettrica prodotta”, so-
no aggiunte le parole “con cadenza mensile”;
– all’articolo 4, il comma 4.1 è sostituito dal seguente:
4.1. Nel caso di impianti fotovoltaici con potenza nominale non inferiore a 1 kW e non su-
periore ai 20 kW che si avvalgono del servizio di scambio sul posto, si applica quanto pre-
visto dalla Deliberazione ARG/elt 74/08, oltre che le seguenti disposizioni:
4.1.1. La produzione incentivata di cui all’articolo 1, comma 1.1, lettera a), punto i), con ri-
ferimento all’anno i (PRDi), è la produzione resa disponibile, nell’anno solare i, alle utenze
del soggetto responsabile in applicazione della disciplina del servizio di scambio sul po-
sto di cui alla Deliberazione ARG/elt 74/08, e pari a:
PRDi = Prodi – Si se Si ≥ 0;
Prodi – (Si + Pi) se Si < 0;
dove:
– Prodi è la quantità di energia elettrica prodotta nell’anno solare i, come definita dall’artico-
lo 2, comma 1, lettera c), del decreto ministeriale 28 luglio 2005;
– Si è il saldo annuale dell’anno solare i, pari alla differenza tra l’energia elettrica immessa e
l’energia elettrica prelevata nel medesimo anno;
– Pi è il Prelievo assegnato all’utente dello scambio, pari a:
zero se (Si + SRi-1) ≥ 0
– (Si + SRi-1) se (Si + SRi-1) < 0
– SRi è il saldo annuale riportabile, pari a:
zero se (Si + SRi-1) £ 0
(Si + SRi-1) se (Si + SRi-1) > 0
4.1.2. La produzione incentivata di cui all’articolo 1, comma 1.1, lettera a), punto i), viene
calcolata dal GSE, a partire dall’anno 2009, sulla base dell’anno solare, secondo le moda-
lità di cui al comma.
4.1.3. Il pagamento delle “tariffe incentivanti” viene effettuato dal soggetto attuatore, che
eroga un valore annuo pari al prodotto tra la produzione incentivata di cui al precedente
comma 4.1.1. e la “tariffa incentivante” di cui all’articolo 5 del decreto ministeriale 28 luglio
2005. Tale pagamento viene effettuato bimestralmente in acconto, salvo conguaglio a fine
anno. Il pagamento viene effettuato nel mese successivo a quello in cui l’ammontare bi-
mestrale cumulato di detto valore supera il valore di 250 euro;
8. la Deliberazione n. 90/2007 è modificata nei punti di seguito indicati:
– all’articolo 1, comma 1.1, le parole “le definizioni di cui all’articolo 1 della Deliberazione
n. 28/2006” sono soppresse;
– all’articolo 1, comma 1.1, le parole “il soggetto responsabile coincide con il Richiedente,
come definito dalla Deliberazione n. 28/2006” sono sostituite dalle seguenti: “il soggetto
responsabile coincide con l’utente dello scambio, come definito dalla Deliberazione
ARG/elt 74/08”;
9. il presente provvedimento è pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana e sul
sito internet dell’Autorità (www.autorita.energia.it), ed entra in vigore dalla data della sua pri-
ma pubblicazione.

138 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


APPENDICE LEGISLATIVA

DELIBERAZIONE 23 LUGLIO 2008 – ARG/ELT 99/2008


Testo integrato delle condizioni tecniche ed economiche per la connessione
alle reti elettriche con obbligo di connessione di terzi degli impianti di produzione
di energia elettrica (Testo integrato delle connessioni attive – TICA)

L’AUTORITÀ PER L’ENERGIA ELETTRICA E IL GAS

Nella riunione del 23 luglio 2008

Visti:
– la direttiva 2003/54/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa a norme comuni per il
mercato interno dell'energia elettrica che abroga la direttiva 96/92/CE;
– la direttiva 2001/77/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 settembre 2001 (di se-
guito: direttiva 2001/77/CE);
– la legge 14 novembre 1995, n. 481 (di seguito: Legge n. 481/1995);
– il decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79/1999 (di seguito: D.Lgs. n. 79/1999);
– il decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387/2003, recante attuazione della direttiva
2001/77/CE, e sue successive modifiche e integrazioni (di seguito: D.Lgs. n. 387/2003);
– il decreto legislativo 8 febbraio 2007, n. 20;
– la legge 23 agosto 2004, n. 239;
– la legge 29 novembre 2007, n. 222/2007;
– la legge 24 dicembre 2007, n. 244/2007 (di seguito: Legge n. 244/2007);
– il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 maggio 2004 recante criteri, modalità e
condizioni per l’unificazione della proprietà e della gestione della rete elettrica nazionale di tra-
smissione (di seguito: D.P.C.M. 11 maggio 2004);
– il decreto del Ministro delle Attività Produttive 21 ottobre 2005, recante “Modalità e criteri per
il rilascio dell’esenzione dalla disciplina del diritto di accesso dei terzi alle nuove linee elettri-
che di interconnessione con i sistemi elettrici di altri Stati” (di seguito: decreto 21 ottobre
2005);
– il decreto del Ministro dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministro dell’Ambiente e
della Tutela del Territorio e del Mare 19 febbraio 2007, recante “Criteri e modalità per incentiva-
re la produzione di energia elettrica mediante conversione fotovoltaica della fonte solare, in at-
tuazione dell'articolo 7 del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387”;
– il decreto del Ministro dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministro dell’Ambiente e
della Tutela del Territorio e del Mare 11 aprile 2008, recante “Criteri e modalità per incentivare
la produzione di energia elettrica da fonte solare mediante cicli termodinamici”;
– gli articoli 1224 e 1382 del Codice Civile;
– la Deliberazione dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas (di seguito: l’Autorità) 29 luglio
2004, n. 136/2004 (di seguito: Deliberazione n. 136/2004);
– l’Allegato A alla Deliberazione dell’Autorità 30 dicembre 2004, n. 250/2004 (di seguito: Delibe-
razione n. 250/2004);
– l’Allegato A alla Deliberazione dell’Autorità 19 dicembre 2005, n. 281/2005, e sue successive
modifiche e integrazioni (di seguito: Deliberazione n. 281/2005);
– la Deliberazione 9 giugno 2006, n. 111/2006 (di seguito: Deliberazione n. 111/2006);
– la Deliberazione dell’Autorità 26 febbraio 2007, n. 40/2007 (di seguito: Deliberazione
n. 40/2007);
– l’Allegato A alla Deliberazione dell’Autorità 11 aprile 2007, n. 88/2007 (di seguito: Deliberazio-
ne n. 88/2007);
– l’Allegato A alla Deliberazione dell’Autorità 11 aprile 2007, n. 89/2007 (di seguito: Deliberazio-
ne n. 89/2007);

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 139


APPENDICE LEGISLATIVA

– l’Allegato A alla Deliberazione dell’Autorità 6 novembre 2007, n. 280/2007;


– la Deliberazione dell’Autorità 22 novembre 2007, n. 290/2007;
– la Deliberazione dell’autorità 11 dicembre 2007, n. 312/2007;
– il Testo integrato delle disposizioni dell’Autorità per l’erogazione dei servizi di trasmissione, di-
stribuzione e misura dell’energia elettrica per il periodo di regolazione 2008-2011, allegato al-
la Deliberazione dell’Autorità 29 dicembre 2007, n. 348/2007 (di seguito: TIT);
– la Deliberazione dell’Autorità 18 marzo 2008, n. ARG/ELT 33/08 (di seguito: Deliberazione
n. 33/2008);
– la Deliberazione dell’Autorità 26 febbraio 2008, n. VIS 8/08;
– il documento per la consultazione 31 luglio 2007, atto n. 30/2007, recante “Attuazione del
D.Lgs. n. 20/2007 in materia di cogenerazione ad alto rendimento”;
– il documento per la consultazione 1 agosto 2007, atto n. 32/2007, recante “Testo unico delle
condizioni tecniche ed economiche per la connessione alle reti con obbligo di connessione di
terzi degli impianti di produzione” (di seguito: documento per la consultazione 1 agosto
2007);
– il documento per la consultazione 28 febbraio 2008 recante “Testo integrato delle condizioni
tecniche ed economiche per la connessione alle reti con obbligo di connessione di terzi degli
impianti di produzione di energia elettrica. – Orientamenti ulteriori rispetto al documento per la
consultazione 1 agosto 2007, Atto n. 32/2007” (di seguito: documento per la consultazione 28
febbraio 2008);
– il documento per la consultazione 21 maggio 2008, recante “Regolamento per la risoluzione
delle controversie tra produttori e gestori di rete, ai sensi dell’articolo 14, comma 2, lettera f-
ter), del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387/2003”;
– il documento per la consultazione 6 giugno 2008, recante “Testo integrato del monitoraggio
del mercato all’ingrosso dell’energia elettrica e del mercato per il servizio di dispacciamento
(TIMM)” (di seguito documento per la consultazione 6 giugno 2008);
– la norma del Comitato Elettrotecnico Italiano CEI 0-16 (di seguito: norma CEI 0-16).

Considerato che:
– l’articolo 23, comma 1, lettera f), della direttiva 2003/54/CE, stabilisce che le condizioni di con-
nessione dei nuovi produttori di elettricità siano obiettive, trasparenti e non discriminatorie, e
che, in particolare, tengano pienamente conto dei costi e dei vantaggi delle diverse tecnolo-
gie basate, tra l’altro, sulle fonti energetiche rinnovabili;
– la Legge n. 481/1995:
a) all’articolo 1, comma 1, attribuisce all’Autorità competenze in materia di promozione della
concorrenza e dell’efficienza dei servizi di pubblica utilità;
b) all’articolo 2, comma 12, lettera d), stabilisce che l’Autorità definisca le condizioni tecniche
ed economiche di accesso e di interconnessione alle reti; e che, ai sensi dell’articolo 2,
comma 12, lettera h), della medesima legge, l’Autorità emani direttive concernenti la pro-
duzione e l’erogazione dei servizi da parte degli esercenti, in particolare per il servizio di
connessione alle reti elettriche;
c) all’articolo 2, comma 12, lettera h), stabilisce che l’Autorità emani le direttive concernenti
la produzione e l’erogazione dei servizi da parte dei soggetti esercenti i servizi medesimi,
definendo in particolare i livelli generali di qualità riferiti al complesso delle prestazioni e i
livelli specifici di qualità riferiti alla singola prestazione da garantire all’utente;
d) all’articolo 2, comma 12, lettera g), stabilisce che l’Autorità controlli lo svolgimento dei
servizi con poteri di ispezione, di accesso, di acquisizione della documentazione e del-
le notizie utili, determinando altresì i casi di indennizzo automatico da parte del sogget-
to esercente il servizio nei confronti dell’utente ove il medesimo soggetto eroghi il servi-
zio con livelli qualitativi inferiori a quelli stabiliti ai sensi delle disposizioni di cui al mede-
simo comma, lettera h);

140 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


APPENDICE LEGISLATIVA

– ai sensi delle richiamate disposizioni di cui alla Legge n. 481/1995 le condizioni stabilite dal-
l’Autorità per l’erogazione dei servizi di pubblica utilità devono essere adottate nel rispetto dei
principi di efficienza economica;
– l’articolo 9, comma 1, del D.Lgs. n. 79/1999, stabilisce che le imprese distributrici hanno l’ob-
bligo di connettere alle proprie reti tutti i soggetti che ne facciano richiesta, senza compromet-
tere la continuità del servizio, purché siano rispettate le regole tecniche, nonché le deliberazio-
ni emanate dall’Autorità in materia;
– per quanto riguarda l’erogazione del servizio di connessione per gli impianti di produzione
di energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili, il D.Lgs. n. 387/2003, come modificato e in-
tegrato dalla Legge n. 244/2007, all’articolo 14 stabilisce che l’Autorità emani specifiche di-
rettive relativamente alle condizioni tecniche ed economiche per l’erogazione di detto servi-
zio prevedendo:
a) la pubblicazione, da parte dei gestori di rete, degli standard tecnici per la realizzazione
degli impianti di utenza e di rete per la connessione;
b) le procedure, i tempi e i criteri per la determinazione dei costi, a carico del produttore, per
l’espletamento di tutte le fasi istruttorie necessarie per l’individuazione della soluzione de-
finitiva di connessione;
c) i criteri per la ripartizione dei costi di connessione tra il nuovo produttore e il gestore di rete;
d) le regole nel cui rispetto gli impianti di rete per la connessione possono essere realizzati
interamente dal produttore, individuando, altresì, i provvedimenti che il gestore della rete
deve adottare al fine di definire i requisiti tecnici di detti impianti e, per i casi nei quali il pro-
duttore non intenda avvalersi di tale facoltà, le iniziative che il gestore di rete deve adotta-
re al fine di ridurre i tempi di realizzazione;
e) la pubblicazione, da parte dei gestori di rete, delle condizioni tecniche ed economiche ne-
cessarie per la realizzazione delle eventuali opere di adeguamento delle infrastrutture di
rete per la connessione di nuovi impianti;
f) le modalità di ripartizione dei costi fra tutti i produttori che beneficiano delle eventuali ope-
re di adeguamento delle infrastrutture di rete. Dette modalità, basate su criteri oggettivi,
trasparenti e non discriminatori tengono conto dei benefici che i produttori già connessi e
quelli collegatisi successivamente e gli stessi gestori di rete traggono dalle connessioni;
g) termini perentori per le attività poste a carico dei gestori di rete, individuando sanzioni e
procedure sostitutive in caso di inerzia;
h) ai sensi del paragrafo 5 dell’articolo 23 della direttiva 2003/54/CE del Parlamento europeo
e del Consiglio, del 26 giugno 2003, e dell'articolo 2, comma 24, lettera b), della Legge
n. 481/1995, procedure di risoluzione delle controversie insorte fra produttori e gestori di
rete con decisioni, adottate dall’Autorità, vincolanti fra le parti;
i) l’obbligo di connessione prioritaria alla rete degli impianti alimentati da fonti rinnovabili,
anche nel caso in cui la rete non sia tecnicamente in grado di ricevere l’energia prodotta,
ma possano essere adottati interventi di adeguamento congrui;
j) che gli interventi obbligatori di adeguamento della rete di cui alla precedente lettera inclu-
dano tutte le infrastrutture tecniche necessarie per il funzionamento della rete e tutte le in-
stallazioni di connessione, anche per gli impianti per autoproduzione, con parziale cessio-
ne alla rete dell’energia elettrica prodotta;
k) che i costi associati alla connessione siano ripartiti con le modalità di cui alla precedente
lettera f) e che i costi associati allo sviluppo della rete siano a carico del gestore della rete;
l) le condizioni tecnico-economiche per favorire la diffusione, presso i siti di consumo, della
generazione distribuita e della piccola cogenerazione mediante impianti eserciti tramite
società terze, operanti nel settore dei servizi energetici, comprese le imprese artigiane e le
loro forme consortili.
– per quanto riguarda l’erogazione del servizio di connessione per gli impianti di cogenerazione
ad alto rendimento, l’articolo 7, commi 1 e 2, del D.Lgs. n. 20/2007 stabilisce che l’Autorità de-

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 141


APPENDICE LEGISLATIVA

finisca le condizioni tecniche ed economiche per la connessione alle reti elettriche i cui gesto-
ri hanno obbligo di connessione di terzi:
a) prevedendo la pubblicazione, da parte dei gestori di rete, degli standard tecnici per la rea-
lizzazione degli impianti di utenza e di rete per la connessione;
b) fissando procedure, tempi e criteri per la determinazione dei costi, a carico del produtto-
re, per l’espletamento di tutte le fasi istruttorie necessarie per l’individuazione della solu-
zione definitiva di connessione;
c) stabilendo i criteri per la ripartizione dei costi di connessione tra il nuovo produttore e il ge-
store di rete;
d) stabilendo le regole nel cui rispetto gli impianti di rete per la connessione possono essere
realizzati interamente dal produttore, individuando i provvedimenti che i gestori di rete de-
vono adottare al fine di definire i requisiti tecnici di detti impianti; stabilendo, nei casi in cui
il produttore non intenda avvalersi di questa facoltà, quali sono le iniziative che i gestori di
rete devono adottare al fine di ridurre i tempi di realizzazione;
e) prevedendo la pubblicazione, da parte dei gestori di rete delle condizioni tecniche ed eco-
nomiche necessarie per la realizzazione delle eventuali opere di adeguamento delle infra-
strutture di rete per la connessione dei nuovi impianti;
f) definendo le modalità di ripartizione dei costi fra i produttori che beneficiano delle even-
tuali opere di adeguamento delle infrastrutture di rete. Tali modalità, basate su criteri og-
gettivi, trasparenti e non discriminatori, tengono conto dei benefici che i produttori già
connessi, quelli collegatisi successivamente e gli stessi gestori di rete traggono dalle
connessioni.
Potendo prevedere, inoltre, condizioni particolarmente agevoli per l’accesso alla rete dell’elettrici-
tà da cogenerazione ad alto rendimento prodotta da unità di piccola cogenerazione (cioè di po-
tenza inferiore a 1 MW) o micro-cogenerazione (cioè di potenza inferiore a 50 kW).

Considerato che:
– le condizioni tecnico economiche stabilite dall’Autorità si articolano in condizioni di carattere:
a) tecnico, finalizzate a stabilire le regole tecniche per la connessione alle reti elettriche degli
impianti elettrici degli utenti e per l’interoperabilità tecnica della connessione;
b) procedurale, finalizzate a stabilire le procedure e i flussi informativi necessari all’erogazio-
ne del servizio di connessione;
c) economico, finalizzate a stabilire il livello dei corrispettivi di connessione;
– per quanto concerne il quadro relativo alle condizioni di carattere tecnico:
a) con la Deliberazione n. 250/2004, l’Autorità ha fornito le proprie direttive relative alle rego-
le tecniche per la connessione alla rete di trasmissione nazionale contenute nel Codice di
trasmissione e di dispacciamento adottato dalla società Terna Spa ai sensi del D.P.C.M.
11 maggio 2004;
b) con la Deliberazione n. 33/2008, l’Autorità ha adottato le condizioni tecniche per la con-
nessione alle reti di distribuzione dell’energia elettrica a tensione nominale superiore ad 1
kV contenute nella norma CEI 0-16;
c) è tuttora in corso di svolgimento la definizione di condizioni tecniche per la connessione
alle reti di distribuzione dell’energia elettrica a tensione nominale fino a 1 kV. Nelle more
di tale definizione sono operative le regole tecniche di connessione autonomamente de-
finite dalle imprese di distribuzione ai sensi dell’articolo 9, comma 9.6, della Deliberazio-
ne n. 89/2007;
– per quanto concerne il quadro relativo alle condizioni di carattere procedurale ed economico
la Deliberazione n. 281/2005 e la Deliberazione n. 89/2007 definiscono le condizioni per l’ero-
gazione del servizio di connessione alle reti elettriche i cui gestori hanno obbligo di connes-
sione di terzi a tensione nominale, rispettivamente, superiore ad 1 kV e minore o uguale ad 1
kV, stabilendo, inoltre:

142 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


APPENDICE LEGISLATIVA

a) disposizioni particolari per la connessione degli impianti di produzione di energia elettrica


da fonti rinnovabili, in coerenza con quanto previsto dall’articolo 14 del D.Lgs. n. 387/2003;
b) forme di indennizzo automatico verso il soggetto richiedente la connessione nel caso di
mancato rispetto delle tempistiche definite per la comunicazione del punto di consegna e
per l’esecuzione dei lavori di connessione;
– con sentenza n. 2823 del 2006 (di seguito: sentenza del TAR n. 2823/2006), il Tribunale Ammi-
nistrativo della Lombardia ha annullato l’articolo 13, comma 13.4, della Deliberazione n.
281/2005 sulla base della motivazione per la quale, l’Autorità avrebbe omesso di adottare un
meccanismo di riparto dei costi proporzionale ai benefici conseguiti da tutti i produttori per ef-
fetto di realizzazione di opere corrispondenti a soluzioni tecniche minime potenzialmente ido-
nee ad arrecare beneficio a terzi (che, nel qual caso, devono essere chiamati a sostenerne i
costi nelle forme e nei modi che spetta all’Autorità definire).

Considerato che:
– con i documenti per consultazione 1 agosto 2007 e 28 febbraio 2008 l’Autorità ha avviato l’in-
tegrazione e la razionalizzazione delle disposizioni, attualmente contenute nelle deliberazioni
n. 281/2005 e n. 89/2007, per la connessione delle utenze attive (impianti di utenza compren-
denti impianti di produzione di energia elettrica), al fine di pervenire ad un testo integrato del-
le condizioni tecniche ed economiche per la connessione alle reti con obbligo di connessione
di terzi degli impianti di produzione di energia elettrica (di seguito: testo integrato per le con-
nessioni attive);
– con il documento per la consultazione 28 febbraio 2008, l’Autorità ha altresì richiesto l’invio di
informazioni riguardanti i flussi informativi finalizzati alla gestione dei dati relativi alla genera-
zione diffusa;
– in esito al documento per la consultazione 1 agosto 2007:
a) i soggetti produttori:
– condividendo l’approccio adottato dall’Autorità, hanno auspicato un’azione maggior-
mente incisiva da parte della medesima Autorità volta a stabilire un quadro di regole
certo, trasparente e definito in maniera tale da ridurre il più possibile i margini di inter-
pretazione delle regole;
– hanno fatto rilevare l’incidenza che comporta per i produttori la definizione, da parte
delle imprese distributrici, della soluzione tecnica minima per la connessione secondo
i principi dello sviluppo razionale del sistema di distribuzione e l’utilizzo di soluzioni e
di dimensionamento per intervalli standardizzati dei componenti adottati dal gestore
di rete a cui la connessione si riferisce, facendo notare come l’applicazione di tali prin-
cipi comporta inevitabilmente un livello di discrezionalità da parte delle imprese distri-
butrici che ha portato, in molti casi, a contenziosi difficili da dirimire;
b) i gestori di rete hanno rappresentato l’opportunità di effettuare approfondimenti sulla me-
todologia proposta dall’Autorità per la regolamentazione del servizio di connessione degli
impianti di produzione di energia elettrica con particolare riguardo alla determinazione in
via convenzionale dei corrispettivi di connessione alle reti di distribuzione come indicato
nel predetto documento per la consultazione;
– in esito al documento per la consultazione 28 febbraio 2008:
a) i soggetti produttori hanno segnalato la necessità di:
– ridurre i tempi necessari all’elaborazione dei preventivi per la connessione e i tempi
per la realizzazione della connessione;
– ridurre al minimo i tempi di validità del preventivo di connessione per evitare specula-
zioni che porterebbero alla saturazione della potenza massima connettibile, soprattut-
to nel caso di impianti alimentati da fonti rinnovabili, in alcune particolari aree;
– limitare la possibilità di presentare richieste di connessione a cui non corrisponde un
effettivo progetto di realizzazione di un impianto di produzione;

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 143


APPENDICE LEGISLATIVA

– introdurre termini massimi vincolanti entro cui i soggetti richiedenti la connessione sia-
no tenuti a iniziare i lavori di realizzazione degli impianti di produzione;
– prevedere che al momento della richiesta di connessione si attesti la disponibilità del
sito sul quale realizzare l’impianto di produzione;
– prevedere le medesime condizioni tecniche ed economiche per la connessione alla
rete in alta tensione, evitando la distinzione tra la rete gestita da Terna e la rete gestita
dai distributori;
– prevedere valori di indennizzi automatici tali da disincentivare al massimo i ritardi circa
gli adempimenti dei gestori di rete;
b) i gestori di rete hanno posto in evidenza:
– che un sistema di corrispettivi convenzionali non assicurerebbe la piena copertura dei
costi sostenuti per l’erogazione del servizio di connessione considerata la grande va-
rietà delle tipologie di connessione e dei relativi costi derivante dalle diversità degli
ambiti in cui il servizio di connessione può essere erogato;
– l’opportunità di limitare il sistema di corrispettivi convenzionali alle sole connessioni in
bassa e media tensione;
– la necessità di differenziare i corrispettivi convenzionali per livello di tensione assu-
mendo la cabina MT/BT di riferimento per le connessioni in bassa tensione e la cabi-
na AT/MT di riferimento per le connessioni in media tensione;
– che la richiesta di informazioni preliminari, introducendo un ulteriore livello di interlocu-
zione tra il gestore di rete e il produttore, appesantisce gli iter per la connessione spe-
cialmente alla luce dell’espansione del fenomeno di richieste per la connessione;
– che consentire al richiedente l’individuazione del punto di connessione potrebbe es-
sere un ostacolo per lo sviluppo razionale, funzionale e sostenibile della rete di tra-
smissione nel suo complesso in una determinata area;
– la necessità fondamentale di unicità del soggetto titolare della connessione;
– l’opportunità che la nuova normativa venga applicata a valle di un congruo margine di
tempo dalla sua approvazione tale da consentire l’implementazione delle procedure e
che la nuova normativa trovi applicazione per le richieste di connessione presentate
successivamente all’entrata in vigore della medesima;
– la previsione di un tetto massimo per gli indennizzi, perché in caso contrario la disci-
plina assumerebbe un valore punitivo, senza comunque porre al riparo i gestori di re-
te da possibili azioni legali di risarcimento danni da parte dei produttori;
– i processi di consultazione non hanno fornito elementi sufficienti per procedere a definire una
disciplina dei flussi informativi sulla gestione dei dati relativi alla generazione diffusa;
– gli elementi di cui al precedente alinea devono essere analizzati anche alla luce degli elemen-
ti trasmessi in esito al processo di consultazione avviato con la pubblicazione del documento
per la consultazione 6 giugno 2008;
– il regolamento per la risoluzione delle controversie di cui all’articolo 14, comma 2, lettera f-ter),
del D.Lgs. n. 387/2003, è stato oggetto di separato processo di consultazione;
– l’equilibrio economico-finanziario delle imprese è comunque garantito dai meccanismi tariffa-
ri previsti per il servizio di trasmissione e di distribuzione che, per la medesima distribuzione,
prevedono anche istituiti specifici, quali la perequazione specifica aziendale.

Ritenuto opportuno:
– adottare condizioni tecniche ed economiche per la connessione alle reti elettriche con obbli-
go di connessione di terzi degli impianti di produzione di energia elettrica:
a) stabilendo un sistema di corrispettivi convenzionali per le connessioni alle reti di bassa
e media tensione sulla base di esigenze di semplicità e di trasparenza nei confronti dei
soggetti operanti nell’ambito della generazione diffusa da fonti rinnovabili e da cogene-
razione ad alto rendimento tenendo conto dei principi stabiliti dal D.Lgs. n. 387/2003 e

144 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


APPENDICE LEGISLATIVA

articolando il predetto sistema di corrispettivi in maniera tale da trasferire ai produttori un


segnale economico che comprenda una componente proporzionale alla consistenza
dell’impianto di rete per la connessione convenzionalmente necessario al soddisfaci-
mento della richiesta di connessione, nonché una componente proporzionale al grado di
utilizzo dei medesimi;
b) rivedendo la definizione delle modalità di determinazione del corrispettivo di connessione
alle reti elettriche con obbligo di connessione di terzi in alta tensione alla luce di quanto in-
dicato nella sentenza del TAR n. 2823/2006;
c) non prevedendo la possibilità di una richiesta di connessione preliminare, pur tuttavia pre-
vedendo la possibilità per il soggetto richiedente la connessione di indicare un punto pre-
ferenziale per la connessione che dovrà essere preso a riferimento nell’ambito dell’elabo-
razione della soluzione per la connessione, fermi restando i vincoli di funzionamento in si-
curezza del sistema elettrico esistente;
d) prevedendo che la realizzazione delle opere di connessione possa essere svolta anche
parallelamente alla realizzazione dell’impianto di produzione, ferma restando la messa a
disposizione, da parte del produttore, delle infrastrutture necessarie sul punto di connes-
sione alla realizzazione fisica dell’impianto di rete per la connessione;
e) introducendo una razionalizzazione delle procedure e delle tempistiche per l’erogazione
del servizio di connessione verso la generazione diffusa;
f) stabilendo un sistema di indennizzi automatici che l’impresa distributrice è tenuta a corri-
spondere al produttore nel caso in cui la connessione alla rete non sia completata entro i
termini previsti prevedendo che:
– il sistema di indennizzi automatici sia parametrato unicamente al ritardo accumulato;
– la corresponsione degli indennizzi non limiti il risarcimento alla prestazione dovuta,
mantenendo il diritto del soggetto responsabile della connessione alla richiesta di ri-
sarcimento della quota di danno eventualmente non coperta attraverso il predetto si-
stema di indennizzi;
– la misura del corrispettivo sia tale da incentivare i gestori di rete al rispetto delle tem-
pistiche di erogazione del servizio di connessione tenendo conto anche del fatto che
la mancata connessione di impianti di produzione da fonte rinnovabile e da cogenera-
zione ad alto rendimento determina un danno ambientale;
– raccogliere le condizioni tecniche ed economiche per la connessione alle reti elettri-
che con obbligo di connessione di terzi degli impianti di produzione di energia elettri-
ca in forma di testo integrato;
– adottare il regolamento per la risoluzione delle controversie di cui all’articolo 14, com-
ma 2, lettera f-ter), del D.Lgs. n. 387/2003, tramite diverso provvedimento.

DELIBERA

1. di approvare il Testo integrato delle condizioni tecniche ed economiche per la connessione al-
le reti elettriche con obbligo di connessione di terzi degli impianti di produzione di energia
elettrica (Testo integrato delle connessioni attive – TICA) di cui all’Allegato A, che costituisce
parte integrante e sostanziale del presente provvedimento;
2. l’Allegato A ha effetti a decorrere dall’1 gennaio 2009. A decorrere dalla medesima data, la
Deliberazione n. 281/2005 e n. 89/2007 continuano ad esplicare i loro effetti unicamente per le
richieste di connessione presentate fino al 31 dicembre 2008;
3. le soluzioni tecniche minime generali predisposte in applicazione della Deliberazione
n. 281/2005 cessano di validità qualora il soggetto che ha effettuato una richiesta di connes-
sione non comunichi al gestore di rete l’inizio dei lavori per la realizzazione dell’impianto di
produzione di energia elettrica entro le tempistiche di cui all’articolo 31, commi 31.1 e 31.2,
dell’Allegato A, applicate con decorrenza dalla data di entrata in vigore del presente provvedi-

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 145


APPENDICE LEGISLATIVA

mento. I gestori di rete sono tenuti a dare comunicazione ai soggetti interessati delle disposi-
zioni di cui al presente punto entro 60 (sessanta) giorni dall’entrata in vigore del presente
provvedimento;
4. all’articolo 2 della Deliberazione n. 90/07, il comma 2.1 è sostituito dal seguente:
“2.1 Ai fini della richiesta e della realizzazione della connessione di un impianto solare fotovol-
taico alle reti con obbligo di connessione di terzi si applica quanto stabilito dall’Autorità in ma-
teria di condizioni tecnico-economiche per la connessione alle predette reti.”;
5. entro il 15 dicembre 2008, le imprese distributrici e la società Terna Spa sono tenute ad ade-
guare i propri regolamenti, procedure, modalità e condizioni contrattuali in aderenza alle di-
sposizioni di cui all’Allegato A al presente provvedimento;
6. di dare mandato al Direttore della Direzione Mercati dell’Autorità di monitorare l’attuazione del
presente provvedimento e di proporre all’Autorità uno o più provvedimenti per l’aggiornamen-
to del medesimo sulla base degli esiti del predetto monitoraggio;
7. di trasmettere la presente Deliberazione al Ministro dello Sviluppo Economico, al Ministro del-
l’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e alla Cassa conguaglio per il settore elettrico;
8. di pubblicare sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana e sul sito internet dell’Autorità
(www.autorita.energia.it) la presente Deliberazione, che entra in vigore dalla data della sua pri-
ma pubblicazione.

146 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


APPENDICE LEGISLATIVA

DELIBERA ARG/ELT 150/2008


Ulteriori disposizioni in materia di misura dell’energia elettrica prodotta da impianti
di generazione e in materia di misura dell’energia elettrica prodotta e immessa da
impianti di produzione Cip n. 6/1992

L'AUTORITÀ PER L'ENERGIA ELETTRICA E IL GAS

Nella riunione del 16 ottobre 2008

Visti:
– la legge 14 novembre 1995, n. 481;
– il provvedimento del Cip 29 aprile 1992, n. 6, come integrato e modificato dal decreto del Mi-
nistro dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato 4 agosto 1994 (di seguito: provvedimen-
to Cip n. 6/1992);
– il Testo integrato delle disposizioni dell’Autorità per l’erogazione dei servizi di trasmissione,
distribuzione, misura e vendita dell’energia elettrica per il periodo di regolazione 2004-2007
e disposizioni in materia di contributi di allacciamento e diritti fissi, allegato alla Deliberazio-
ne dell’Autorità 30 gennaio 2004, n. 5/04, e sue successive modifiche e integrazioni (di se-
guito: Testo integrato);
– la Deliberazione dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas (di seguito: Autorità) 18 dicembre
2006, n. 292/2006 (di seguito: Deliberazione n. 292/2006);
– l’Allegato A alla Deliberazione dell’Autorità 11 aprile 2007, n. 88/2007 (di seguito: Deliberazio-
ne n. 88/2007);
– l’Allegato A alla Deliberazione dell’Autorità 6 novembre 2007, n. 280/2007 (di seguito: Delibe-
razione n. 280/2007);
– il Testo integrato delle disposizioni dell’Autorità per l’erogazione dei servizi di trasmissione,
distribuzione e misura dell’energia elettrica per il periodo di regolazione 2008-2011, allega-
to alla Deliberazione dell’Autorità 29 dicembre 2007, n. 348/2007 (di seguito: Testo Integra-
to Trasporto).

Considerato che:
– il Gestore dei servizi elettrici – GSE S.p.A. (di seguito: GSE) ha segnalato l’esigenza di regola-
re la misura dell’energia elettrica prodotta da alcuni impianti la cui produzione di energia elet-
trica viene ritirata dal medesimo ai sensi del provvedimento Cip n. 6/1992 ovvero ai sensi del-
la Deliberazione n. 280/2007, ai fini di una corretta applicazione delle convenzioni siglate evi-
tando meccanismi di acconto e conguaglio;
– l’Autorità, con la Deliberazione n. 88/2007, ha già regolato la misura dell’energia elettrica pro-
dotta; e che tale Deliberazione si applica solo agli impianti di generazione la cui richiesta per
la connessione è successiva alla data di entrata in vigore del medesimo provvedimento (13
aprile 2007), limitatamente ai casi in cui risulti funzionale all’attuazione di una disposizione
normativa che comporti l’utilizzo esplicito di detta misura;
– il Titolo II, punto 7-bis, del provvedimento Cip n. 6/1992 prevede che il prezzo di cessione de-
finito dal medesimo provvedimento venga aggiornato anche a seguito di modifiche normative
che comportino maggiori costi o costi aggiuntivi;
– i costi sostenuti dal GSE per il proprio funzionamento sono posti a carico del Conto per nuovi
impianti da fonti rinnovabili e assimilate, di cui all’articolo 54, comma 54.1, lettera b), del Testo
Integrato Trasporto, alimentato dalla componente tariffaria A3;
– il GSE ha altresì manifestato l’esigenza di ricevere direttamente dai gestori di rete le misure
dell’energia elettrica immessa dagli impianti oggetto di convenzioni siglate ai sensi del prov-

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 147


APPENDICE LEGISLATIVA

vedimento Cip n. 6/1992, ai fini di una corretta applicazione delle convenzioni, evitando, tra
l’altro, meccanismi di acconto e conguaglio;
– il GSE ha manifestato l’esigenza di ricevere dalle imprese distributrici anche le registrazioni
delle misure dell’energia elettrica prelevata dagli impianti oggetto di convenzioni siglate ai
sensi del provvedimento Cip n. 6/1992, qualora necessario ai fini dell’applicazione delle me-
desime convenzioni;
– a far data dall’1 gennaio 2008, le disposizioni dell’Autorità in merito all’erogazione dei servizi
di trasmissione, distribuzione e misura dell’energia elettrica sono contenute nel Testo Integra-
to Trasporto e non più nel Testo Integrato.

Ritenuto opportuno:
– prevedere che la Deliberazione n. 88/2007 possa essere applicata, nei casi in cui risulti neces-
saria all’attuazione di una disposizione normativa che comporti l’utilizzo della misura dell’ener-
gia elettrica prodotta, anche nel caso di impianti di generazione la cui richiesta per la connes-
sione sia antecedente al 13 aprile 2007;
– prevedere che, nel caso di impianti oggetto di convenzioni siglate ai sensi del provvedimento
Cip n. 6/1992, al fine di evitare modifiche normative che comportino maggiori costi o costi ag-
giuntivi in capo ai produttori nonché la conseguente applicazione del Titolo II, punto 7-bis, del
medesimo provvedimento, l’installazione e la manutenzione delle apparecchiature di misura
dell’energia elettrica prodotta possa essere effettuata dal GSE senza costi aggiuntivi in capo
ai produttori;
– prevedere che il GSE, ai fini di cui al precedente alinea, operi secondo principi di efficienza,
anche avvalendosi di soggetti terzi e comunque informando l’Autorità;
– prevedere che, nel caso di impianti oggetto di convenzioni siglate ai sensi del provvedimento
Cip n. 6/1992, i gestori di rete trasmettano al GSE le registrazioni delle misure dell’energia
elettrica immessa, applicando le medesime modalità di cui all’articolo 13 della Deliberazione
n. 280/2007;
– prevedere che, nel caso di impianti oggetto di convenzioni siglate ai sensi del provvedimento
Cip n. 6/1992, le imprese distributrici trasmettano al GSE anche le registrazioni delle misure
dell’energia elettrica prelevata, previa richiesta da parte del GSE ove necessario ai fini dell’ap-
plicazione delle convenzioni siglate ai sensi del provvedimento Cip n. 6/1992, con le medesi-
me modalità di cui al precedente alinea;
– modificare la Deliberazione n. 88/2007 al fine di coordinarla con il Testo Integrato Trasporto.

DELIBERA

1. di modificare l’Allegato A alla Deliberazione n. 88/2007 nei punti di seguito indicati:


a) all’articolo 2, comma 2.2, le parole “le disposizioni di cui al Testo integrato per il servizio di
misura dell’energia elettrica immessa” sono sostituite dalle seguenti “le disposizioni di cui
al Testo Integrato Trasporto per il servizio di misura dell’energia elettrica immessa”;
b) all’articolo 8, il comma 8.1. è sostituito dal seguente:
“8.1. Per il periodo di regolazione 2008-2011, il corrispettivo di cui all’articolo 3, comma
3.2, è pari alla componente tariffaria MIS1, prevista per la bassa tensione dalla tabella 8.1
dell’Allegato n. 1 al Testo Integrato Trasporto.”;
c) all’articolo 9, dopo il comma 9.1., sono aggiunti i seguenti:
“9.2. Le disposizioni di cui al presente provvedimento possono essere applicate anche qua-
lora la richiesta per la connessione sia antecedente alla data di entrata in vigore del presen-
te provvedimento, limitatamente ai casi in cui la misura dell’energia elettrica prodotta risulti
necessaria all’attuazione di una disposizione normativa che comporti l’utilizzo di detta mi-
sura. Tali casi sono individuati dal GSE, previa informativa all’Autorità. Viene dato mandato
al Direttore della Direzione Mercati per eventuali verifiche che si rendessero necessarie.

148 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


APPENDICE LEGISLATIVA

9.3. Nel caso di impianti di potenza nominale superiore a 20 kW oggetto di convenzioni si-
glate ai sensi del provvedimento Cip n. 6/1992 e fino alla loro scadenza, il produttore ha la
facoltà di avvalersi, a titolo gratuito, del GSE per l’installazione e la manutenzione delle ap-
parecchiature di misura dell’energia elettrica prodotta. Il GSE opera secondo principi di
efficienza, anche avvalendosi di soggetti terzi, e comunque informando l’Autorità.”;
2. di prevedere che, nel caso di impianti oggetto di convenzioni siglate ai sensi del provvedi-
mento Cip n. 6/1992, i gestori di rete trasmettano al GSE le misure dell’energia elettrica
immessa applicando le stesse modalità di cui all’articolo 13 dell’Allegato A alla Delibera-
zione n. 280/2007; e che, con le medesime modalità, previa richiesta da parte del GSE
ove necessario ai fini dell’applicazione delle convenzioni siglate ai sensi del provvedimen-
to Cip n. 6/1992, le imprese distributrici trasmettano al medesimo GSE anche le misure
dell’energia elettrica prelevata;
3. di pubblicare sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana e sul sito internet dell’Auto-
rità (www.autorita.energia.it) il presente provvedimento, che entra in vigore dalla data del-
la sua prima pubblicazione;
4. di pubblicare, sul sito internet dell’Autorità (www.autorita.energia.it), l’Allegato A alla Deli-
berazione n. 88/2007 nella versione risultante dalle modifiche ed integrazioni apportate
con il presente provvedimento.

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 149


APPENDICE LEGISLATIVA

DELIBERA ARG/ELT 161/2008


Modificazione della Deliberazione dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas 13 aprile
2007, n. 90/2007, in materia di incentivazione della produzione di energia elettrica da
impianti fotovoltaici

L’AUTORITÀ PER L’ENERGIA ELETTRICA E IL GAS


Nella riunione del 17 novembre 2008
Visti:
– la direttiva 2003/54/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2003;
– la legge 14 novembre 1995, n. 481;
– il decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79;
– la legge 23 agosto 2004, n. 239;
– il decreto del Ministro dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministro dell’Ambiente e
della Tutela del Territorio e del Mare 19 febbraio 2007, recante “Criteri e modalità per incentiva-
re la produzione di energia elettrica mediante conversione fotovoltaica della fonte solare, in at-
tuazione dell’articolo 7 del decreto legislativo 29 dicembre 2003” (di seguito: decreto ministe-
riale 19 febbraio 2007);
– la Deliberazione dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas (di seguito: l’Autorità) 11 aprile
2007, n. 88/2007 (di seguito: Deliberazione n. 88/2007);
– l’Allegato A alla Deliberazione dell’Autorità 11 aprile 2007, n. 90/2007 (di seguito: Deliberazio-
ne n. 90/2007);
– la Deliberazione dell’Autorità 21 gennaio 2008, ARG/elt 2/08.
Considerato che:
– il decreto ministeriale 19 febbraio 2007, all’articolo 2, comma 1:
– lettera a), stabilisce che impianto o sistema solare fotovoltaico (o impianto fotovoltaico) è
un impianto di produzione di energia elettrica mediante conversione diretta della radiazio-
ne solare, tramite l’effetto fotovoltaico; esso è composto principalmente da un insieme di
moduli fotovoltaici, nel seguito denominati anche moduli, uno o più gruppi di conversione
della corrente continua in corrente alternata e altri componenti elettrici minori;
– lettera f), stabilisce che il punto di connessione è il punto della rete elettrica, di competen-
za del gestore di rete, nel quale l’impianto fotovoltaico viene collegato alla rete elettrica;
– lettera h), stabilisce che il soggetto responsabile è il soggetto responsabile dell’esercizio
dell’impianto e che ha diritto, nel rispetto delle disposizioni del medesimo decreto, a ri-
chiedere e ottenere le tariffe incentivanti;
– l’articolo 4, comma 6, del decreto ministeriale 19 febbraio 2007, stabilisce che gli impianti fo-
tovoltaici devono essere collegati alla rete elettrica o a piccole reti isolate; e che ogni singolo
impianto fotovoltaico dovrà essere caratterizzato da un unico punto di connessione alla rete
elettrica, non condiviso con altri impianti fotovoltaici;
– il comma 4.4 della Deliberazione n. 90/2007, stabilisce che ogni richiesta di ammissione all’in-
centivo formulata ai sensi dell’articolo 5, comma 4, e dell’articolo 4, comma 8, del decreto mi-
nisteriale 19 febbraio 2007, deve essere riferita ad un solo impianto fotovoltaico;
– nell’ambito dell’attuazione della Deliberazione n. 90/2007, alcuni soggetti interessati hanno
rappresentato all’Autorità l’esigenza di integrare la predetta Deliberazione al fine di consentire
la gestione dell’erogazione degli incentivi a impianti fotovoltaici collegati alle reti con obbligo
di connessione di terzi in un sol punto di connessione e organizzati in sezioni caratterizzate da
date di entrate in esercizio successive e/o da diverse tipologie di integrazione architettonica.
Ritenuto opportuno:

150 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


APPENDICE LEGISLATIVA

– integrare la Deliberazione n. 90/2007 al fine di consentire la gestione dell’erogazione degli in-


centivi a impianti fotovoltaici collegati alle reti con obbligo di connessione di terzi in un sol
punto di connessione e organizzati in sezioni caratterizzate da date di entrate in esercizio suc-
cessive e/o da diverse tipologie di integrazione architettonica
DELIBERA
1. la Deliberazione n. 90/2007 è modificata e integrata aggiungendo:
a) dopo il comma 5.4, i seguenti commi:
“5.5. Ai fini del presente provvedimento, l’impianto fotovoltaico può essere composto an-
che da sezioni di impianto a condizione che:
a) all’impianto corrisponda un solo soggetto responsabile;
b) ciascuna sezione dell’impianto sia dotata di autonoma apparecchiatura per la misura
dell’energia elettrica prodotta ai sensi delle disposizioni di cui alla Deliberazione n.
88/2007;
c) il soggetto responsabile consenta al soggetto attuatore l’acquisizione per via telema-
tica delle misure rilevate dalle apparecchiature per la misura di cui alla precedente let-
tera b), qualora necessaria per gli adempimenti di propria competenza. Tale acquisi-
zione può avvenire anche per il tramite dei gestori di rete sulla base delle disposizioni
di cui all’articolo 6, comma 6.1, lettera b), della Deliberazione n. 88/2007;
d) a ciascuna sezione corrisponda una sola tipologia di integrazione architettonica di cui
all’articolo 2, comma 1, lettere da b1) a b3) del decreto ministeriale 19 febbraio 2007,
ovvero corrisponda la tipologia di intervento di cui all’articolo 6, comma 4, lettera c),
del medesimo decreto ministeriale;
e) la data di entrata in esercizio di ciascuna sezione sia univocamente definibile.
5.6. Per gli impianti fotovoltaici composti da sezioni di impianto di cui al precedente artico-
lo 5, comma 5.5, il soggetto responsabile è tenuto a:
a) dichiarare, al momento della presentazione della richiesta di cui all’articolo 5, comma
4 del decreto ministeriale 19 febbraio 2007 per la prima sezione di impianto entrata in
esercizio, la potenza nominale complessiva dell’impianto, nonché il numero massimo
di sezioni di cui si compone il medesimo;
b) presentare la richiesta di cui all’articolo 5, comma 4, del decreto ministeriale 19 febbraio
2007, nel rispetto del termine ivi definito, per ciascuna sezione di impianto entrata in eser-
cizio in data successiva alla data di entrata in esercizio della prima sezione di impianto.
5.7. Nei casi di cui al comma 5.5, la data di entrata in esercizio di tutte le sezioni deve av-
venire entro e non oltre due anni dalla data di entrata in esercizio della prima sezione di
impianto e comunque non oltre il termine di cui all’articolo 13, comma 2, del decreto mini-
steriale 19 febbraio 2007. Ai fini del rispetto dei limiti stabiliti dall’articolo 13 del decreto mi-
nisteriale 19 febbraio 2007, la verifica e la comunicazione di ammissione alle tariffa incen-
tivante di cui al comma 5.1 è riferita alla potenza nominale della prima sezione di impian-
to entrata in esercizio al momento della presentazione della richiesta di cui all’articolo 5,
comma 4 del medesimo decreto.”;
b) dopo il comma 8.7, il seguente comma:
“8.8 Nei casi di cui al comma 5.5, l’incentivo è corrisposto, relativamente a ciascuna se-
zione, con le medesime modalità di cui al comma 8.1, lettera a). Al fine della determinazio-
ne del valore dell’incentivo si fa riferimento all’anno in cui ciascuna sezione entra in eser-
cizio e alla potenza nominale complessiva dell’impianto dichiarata dal soggetto responsa-
bile, intesa come somma delle potenze nominali di ogni singola sezione.”;
2. il presente provvedimento è trasmesso alla società Gestore dei servizi elettrici S.p.A., affinché
il medesimo provveda alla sua attuazione;
3. il presente provvedimento è trasmesso al Ministro dello Sviluppo Economico;
4. il presente provvedimento è pubblicato sul sito internet dell’Autorità (www.autorita. energia.it).

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 151


APPENDICE LEGISLATIVA

DELIBERA ARG/ELT 184/2008


Disposizioni transitorie in materia di scambio sul posto di energia elettrica

L'AUTORITÀ PER L'ENERGIA ELETTRICA E IL GAS

Nella riunione del 16 dicembre 2008

Visti:
– la direttiva 2001/77/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 settembre 2001 (di se-
guito: direttiva 2001/77/CE);
– la direttiva 2004/8/CE del Parlamento europeo e del Consiglio sulla promozione della cogene-
razione basata su una domanda di calore utile nel mercato interno dell’energia e che modifi-
ca la direttiva 92/42/CE (di seguito: direttiva 2004/8/CE);
– la legge 23 agosto 2004, n. 239/2004;
– la legge 14 novembre 1995, n. 481/1995;
– la legge 3 agosto 2007, n. 125/2007, di conversione, con modificazioni, del decreto legge 18
giugno 2007, n. 73, recante misure urgenti per l’attuazione di disposizioni comunitarie in ma-
teria di liberalizzazione dei mercati dell’energia;
– la legge 24 dicembre 2007, n. 244/2007;
– il decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79/1999;
– il decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387/2003, recante attuazione della direttiva
2001/77/CE;
– il decreto legislativo 8 febbraio 2007, n. 20/2007, recante attuazione della direttiva 2004/8/CE;
– il decreto legge 29 novembre 2008, n. 185;
– la Deliberazione dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas (di seguito: l’Autorità) 19 marzo
2002, n. 42/2002, come successivamente modificata ed integrata;
– la Deliberazione dell’Autorità 22 aprile 2004, n. 60/2004;
– la Deliberazione dell’Autorità 14 settembre 2005, n. 188/2005, e sue successive modifiche e
integrazioni;
– la Deliberazione dell’Autorità 10 febbraio 2006, n. 28/2006 e sue successive modifiche ed in-
tegrazioni (di seguito: Deliberazione n. 28/2006);
– l’Allegato A alla Deliberazione dell’Autorità 11 aprile 2007, n. 88/2007;
– l’Allegato A alla Deliberazione dell’Autorità 11 aprile 2007, n. 90/2007;
– il Testo integrato delle disposizioni dell’Autorità per l’erogazione dei servizi di vendita dell’ener-
gia elettrica di maggior tutela e di salvaguardia ai clienti finali, allegato alla Deliberazione del-
l’Autorità 27 giugno 2007, n. 156/2007, e sue successive modifiche e integrazioni;
– l’Allegato A alla Deliberazione dell’Autorità 31 ottobre 2007, n. 278/2007 (di seguito: TILP);
– l’Allegato A alla Deliberazione dell’Autorità 6 novembre 2007, n. 280/2007;
– il Testo integrato delle disposizioni dell’Autorità per l’erogazione dei servizi di trasmissione, di-
stribuzione e misura dell’energia elettrica per il periodo di regolazione 2008-2011, allegato al-
la Deliberazione dell’Autorità 29 dicembre 2007, n. 348/2007;
– l’Allegato A alla Deliberazione dell’Autorità 28 marzo 2008, ARG/elt 42/08;
– la Deliberazione dell’Autorità 3 giugno 2008, ARG/elt 74/08 (di seguito: Deliberazione
n. 74/2008);
– la lettera del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri del 3 dicembre
2008, prot. 4468SSL/08 (prot. Autorità n. 38072 del 3 dicembre 2008).

Considerato che:
– il punto 3 della Deliberazione n. 74/2008 prevede che i Gestori contraenti effettuino i calcoli
previsti dall’articolo 6, comma 6.7, della Deliberazione n. 28/2006 per il periodo compreso tra

152 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


APPENDICE LEGISLATIVA

l’inizio dell’Anno, e il 31 dicembre 2008, dandone comunicazione al Richiedente, ad un even-


tuale soggetto terzo che rappresenta il Richiedente e al GSE entro il 25 febbraio 2009, senza
indicare una scadenza per i conguagli che eventualmente devono essere operati dal Gestore
contraente;
– l’articolo 6, comma 6.2, dell’Allegato A alla Deliberazione n. 74/2008 prevede che il GSE defi-
nisca, tra l’altro, una regolazione periodica in acconto sulla base di criteri proposti dal mede-
simo e positivamente verificati dal Direttore della Direzione Mercati dell’Autorità.

Ritenuto opportuno:
– indicare una scadenza per i conguagli che eventualmente devono essere operati dai Gestori
contraenti per il periodo compreso tra l’inizio dell’Anno e il 31 dicembre 2008;
– prevedere che il GSE, entro trenta giorni successivi al termine del trimestre in cui è avvenu-
ta la stipula della convenzione per lo scambio sul posto, eroghi un contributo pari a 50 euro
per ogni kW di potenza dell’impianto; e che il predetto contributo venga gradualmente rias-
sorbito con i successivi acconti e conguagli previsti dal GSE in applicazione della Delibera-
zione n. 74/2008;
– prevedere che il valore dell’energia elettrica immessa possa compensare il costo complessi-
vamente sostenuto per l’acquisto dell’energia elettrica prelevata ad eccezione dell’IVA nel ca-
so in cui l’utente dello scambio sia un cliente dotato di partita IVA

DELIBERA

1. i Gestori contraenti di cui alla Deliberazione n. 28/06 entro il 31 marzo 2009 effettuano i con-
guagli derivanti dall’applicazione della medesima Deliberazione fino al 31 dicembre 2008, a
tal fine il termine di cui al comma 6.9 della medesima Deliberazione è prorogato al 10 marzo
2009 e si applica anche per i clienti in maggior tutela. Tali conguagli devono essere effettuati
entro e non oltre il 31 marzo 2009, salvo rettifiche correlate alle partite di conguaglio di cui al
TILP, dando separata evidenza contabile nei documenti di fatturazione;
2. il GSE, entro trenta giorni successivi al termine del trimestre in cui è avvenuta la stipula della
convenzione per lo scambio sul posto eroga un contributo pari a 50 euro per ogni kW di po-
tenza dell’impianto. Il predetto contributo viene gradualmente riassorbito con i successivi ac-
conti e conguagli previsti dal GSE in applicazione della Deliberazione n. 74/2008. Per le istan-
ze di scambio sul posto presentate entro il 31 dicembre 2008, detta erogazione è effettuata
entro il 30 aprile 2009;
3. nell’Allegato A alla Deliberazione ARG/elt 74/08, all’articolo 4, comma 4.2, lettera c):
a) al comma 3.2, le parole “e, per conoscenza, all’impresa di vendita con cui regola i prelie-
vi di energia elettrica,” sono soppresse;
b) al comma 3.7, le parole “comunicare all’impresa di vendita subentrante la sussistenza
della convenzione con il GSE per lo scambio sul posto;” sono soppresse;
c) all’articolo 4, la lettera c) del comma 4.2 è sostituita dalla seguente:
c) l’onere sostenuto dall’utente dello scambio, espresso in €, per l’approvvigionamento
dell’energia elettrica prelevata, inclusivo degli oneri relativi ai servizi di trasporto e di di-
spacciamento, (OPR) relativo all’anno precedente. Tale onere, su base annuale solare,
deve risultare evidente dalle fatture che l’impresa di vendita trasmette al proprio cliente ol-
tre che al GSE, qualora esplicitamente richiesto. Nel caso in cui l’utente dello scambio sia
un cliente non dotato di partita IVA, l’onere OPR sostenuto dall’utente dello scambio vie-
ne espresso in € al lordo dell’IVA e delle accise. In tutti gli altri casi, l’onere OPR sostenu-
to dall’utente dello scambio viene espresso in € al lordo delle accise e al netto dell’IVA.”.
4. Il presente provvedimento è pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana e sul
sito internet dell’Autorità (www.autorita.energia.it), ed entra in vigore dalla data della sua prima
pubblicazione.

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 153


APPENDICE LEGISLATIVA

DELIBERA N. 88/2007
Disposizioni in materia di misura dell'energia elettrica prodotta da impianti
di generazione

L'AUTORITÀ PER L'ENERGIA ELETTRICA E IL GAS

Nella riunione dell’11 aprile 2007

Visti:
– il decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626 (di seguito: D.Lgs. n. 626/1994);
– il decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504 e sue successive modifiche e integrazioni (di se-
guito: D.Lgs. n. 504/1995);
– la legge 14 novembre 1995, n. 481;
– la legge 13 maggio 1999, n. 133 (di seguito: Legge n. 133/1999);
– la legge 23 agosto 2004, n. 239 (di seguito: Legge n. 239/2004);
– la legge 27 dicembre 2006, n. 296 (di seguito: Legge n. 296/2006);
– il decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79 (di seguito: D.Lgs. n. 79/1999);
– il decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387 (di seguito: D.Lgs. n. 387/2003);
– il decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 (di seguito: D.P.R.
n. 445/2000);
– il decreto del Ministro delle Attività Produttive, di concerto con il Ministro dell’Ambiente e della
Tutela del Territorio 28 luglio 2005, come integrato e modificato dal decreto ministeriale 6 feb-
braio 2006 (di seguito: decreto ministeriale 28 luglio 2005);
– il decreto del Ministro delle Attività Produttive, di concerto con il Ministro dell’Ambiente e del-
la Tutela del Territorio 24 ottobre 2005 recante aggiornamento delle direttive per l’incentiva-
zione dell’energia prodotta da fonti rinnovabili ai sensi dell’articolo 11, comma 5, del D.Lgs.
n. 79/1999 (di seguito: decreto ministeriale 24 ottobre 2005);
– il decreto del Ministro delle Attività Produttive, di concerto con il Ministro dell’Ambiente e della
Tutela del Territorio 6 febbraio 2006 (di seguito: decreto ministeriale 6 febbraio 2006);
– il decreto del Ministro dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministro dell’Ambiente e della
Tutela del Territorio e del Mare 19 febbraio 2007 (di seguito: decreto ministeriale 19 febbraio 2007);
– il Testo integrato delle disposizioni dell’Autorità per l’erogazione dei servizi di trasmissione, di-
stribuzione, misura e vendita dell’energia elettrica per il periodo di regolazione 2004-2007 e di-
sposizioni in materia di contributi di allacciamento e diritti fissi, allegato alla deliberazione del-
l’Autorità 30 gennaio 2004, n. 5/2004, e sue successive modifiche e integrazioni (di seguito:
Testo integrato);
– la deliberazione dell’Autorità 14 settembre 2005, n. 188/2005, e sue successive modifiche e
integrazioni (di seguito: Deliberazione n. 188/2005);
– la deliberazione dell’Autorità 10 febbraio 2006, n. 28/2006, e sue successive modifiche e inte-
grazioni (di seguito: Deliberazione n. 28/2006);
– la deliberazione dell’Autorità 18 dicembre 2006, n. 292/2006, (di seguito: Deliberazione
n. 292/2006);
– la deliberazione dell’Autorità 26 febbraio 2007, n. 40/2007 (di seguito: Deliberazione
n. 40/2007);
– il documento per la consultazione 26 febbraio 2007, recante Disposizioni in materia di misura
dell’energia elettrica prodotta da impianti di generazione (di seguito: documento per la con-
sultazione 26 febbraio 2007);
– le osservazioni al documento per la consultazione, di cui al precedente alinea, pervenute al-
l’Autorità.

154 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


APPENDICE LEGISLATIVA

Considerato che:
– l’articolo 5, comma 1, del decreto ministeriale 24 ottobre 2005 prevede che la produzione net-
ta degli impianti di cui all’articolo 4, commi 1 e 2, del medesimo decreto ha il diritto al rilascio
dei certificati verdi, sempre che i medesimi impianti siano muniti di vigente qualifica, di cui al-
l’articolo 4, comma 3, del medesimo decreto;
– gli articoli 5 e 6 del decreto ministeriale 28 luglio 2005 e l’articolo 6 del decreto ministeriale 19
febbraio 2007 prevedono l’erogazione di incentivi proporzionali all’energia elettrica prodotta
da impianti fotovoltaici realizzati in conformità ai suddetti decreti;
– l’articolo 10, comma 7, primo periodo, della Legge n. 133/1999 prevede che l’esercizio di im-
pianti che utilizzano fonti rinnovabili di potenza elettrica non superiore a 20 kW, anche collega-
ti alla rete, non sia soggetto agli obblighi di apertura di officina elettrica ai sensi dell’articolo
53, comma 1, del testo unico approvato con D.Lgs. n. 504/1995;
– la mancata apertura dell’officina elettrica di cui al precedente alinea e la conseguente man-
canza dell’obbligo di comunicazione all’Ufficio tecnico di finanza della dichiarazione annuale
di produzione di energia elettrica determina un’assenza di qualsiasi forma di controllo da par-
te di soggetti terzi sui dati di misura relativi alla produzione di energia elettrica a cui si applica-
no disposizioni normative che comportano l’utilizzo esplicito di detta misura;
– con la Deliberazione n. 188/2005, tenendo conto delle problematiche relative al precedente
alinea, l’Autorità ha introdotto disposizioni inerenti il servizio di misura dell’energia elettrica
prodotta, definendo le responsabilità e le modalità del medesimo servizio unicamente in rela-
zione agli impianti fotovoltaici che usufruiscono delle incentivazioni di cui al decreto ministe-
riale 28 luglio 2005;
– ad oggi, non risultano ancora definite le responsabilità e le modalità del servizio di misura del-
l’energia elettrica prodotta in relazione agli impianti di cui all’articolo 4, commi 1 e 2, del decre-
to ministeriale 24 ottobre 2005 che richiedono il rilascio dei certificati verdi.

Considerato che:
– l’articolo 1, comma 89, della Legge n. 239/2004 attribuisce all’Autorità il compito di effettuare
annualmente il monitoraggio dello sviluppo degli impianti di piccola generazione e di micro-
generazione oltre che degli effetti della generazione distribuita sul sistema elettrico;
– il monitoraggio di cui al precedente alinea, nonché la valutazione degli effetti che la generazio-
ne distribuita può avere sul sistema elettrico, anche alla luce dell’alto potenziale di diffusione
di tali tipologie impiantistiche, potrebbe rendere necessario disporre delle misure orarie del-
l’energia elettrica prodotta;
– la possibile futura trasformazione della rete di distribuzione da rete passiva in rete attiva, con
le conseguenze in termini di modalità di esercizio della medesima rete, nonché dei carichi e
delle produzioni connesse alla rete, potrebbe richiedere la conoscenza, da parte del gesto-
re di rete, delle misure relative all’energia elettrica prodotta dagli impianti che insistono sul-
la rete;
– le recenti disposizioni dell’Autorità in materia di misura dell’energia elettrica immessa e prele-
vata sono volte all’installazione di misuratori in grado di rilevare e rendere fruibile per via tele-
matica al gestore di rete, tra l’altro, la misura oraria delle predette grandezze.

Considerato che:
– con la Deliberazione n. 40/2007 l’Autorità ha avviato un procedimento in materia di valutazio-
ne dell’impatto sul sistema elettrico della generazione distribuita ai fini dell’aggiornamento
del relativo quadro regolatorio per quanto di pertinenza della medesima Autorità; e che, nel-
l’ambito del predetto procedimento, è stato pubblicato il documento per la consultazione 26
febbraio 2007;
– in risposta al documento per la consultazione 26 febbraio 2007:
a) le imprese distributrici hanno rappresentato, tra l’altro, che:

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 155


APPENDICE LEGISLATIVA

i. la responsabilità del servizio di misura dell’energia elettrica prodotta dovrebbe essere


attribuita al gestore di rete indipendentemente dalla taglia dell’impianto, o al più si do-
vrebbe confermare quanto previsto dal Testo integrato con riferimento alla misura del-
l’energia elettrica immessa;
ii. lasciare in capo al produttore l’attività di rilevazione, pone un evidente problema rela-
tivamente alla sicurezza del dato e alle attività collegate alla convalida del medesimo;
iii. la conoscenza, da parte del gestore di rete, delle misure relative all’energia degli im-
pianti che insistono sulla propria rete sia necessaria non solamente in funzione delle
disposizioni regolatorie attuali, ma anche in vista dei possibili sviluppi che la genera-
zione distribuita avrà nel prossimo futuro, con le prevedibili conseguenze che ciò
comporterà in termini di esercizio della rete e gestione dei carichi;
iv. sia necessario dotare gli apparecchi di misura di dispositivi per l’interrogazione e l’ac-
quisizione da remoto delle misure rilevate per gli impianti di qualunque taglia;
v. sia opportuno che i suddetti dispositivi siano teleleggibili dal gestore di rete cui l’im-
pianto è connesso e che nel caso dei misuratori relativi ad impianti di produzione in
bassa tensione siano conformi alle disposizioni della Deliberazione n. 292/2006;
vi. sia opportuno applicare le disposizioni di cui al presente provvedimento sia alle nuo-
ve installazioni di misuratori atti a rilevare l’energia prodotta dagli impianti di produzio-
ne, sia alle apparecchiature esistenti, prevedendo che tale processo abbia la stessa
gradualità prevista nella Delibera n. 292/2006;
b) i produttori hanno rappresentato posizioni non univoche e, in particolare:
i. hanno espresso la necessità di dare facoltà al produttore, indipendentemente dalla
potenza dell’impianto di produzione, di scegliere se affidare il servizio di misura al ge-
store di rete o di effettuarlo in proprio;
ii. hanno espresso l’opportunità di dotare gli apparecchi di misura di dispositivi per l’in-
terrogazione e l’acquisizione da remoto delle misure rilevate, per gli impianti di qua-
lunque taglia;
iii. ritengono sia opportuno applicare le disposizioni del presente provvedimento soltan-
to ai nuovi impianti, eventualmente lasciando facoltà di adeguamento al nuovo regime
per gli impianti esistenti.

Ritenuto opportuno:
– prevedere, nel caso di impianti fotovoltaici di potenza non superiore a 20 kW realizzati con la
finalità di usufruire degli incentivi previsti dal decreto ministeriale 19 febbraio 2007, che il ge-
store di rete sia responsabile del servizio di misura dell’energia elettrica prodotta, conferman-
do il principio di cui alla Deliberazione n. 188/2005;
– estendere quanto previsto al precedente alinea a tutti gli impianti di potenza non superiore a 20
kW che entrano in esercizio successivamente all’entrata in vigore del presente provvedimento
e a cui si applicano disposizioni normative che comportano l’utilizzo esplicito di detta misura;
– attribuire, nel caso di impianti di produzione di potenza superiore ai 20 kW a cui si applicano
disposizioni normative che comportano l’utilizzo esplicito della misura dell’energia elettrica
prodotta, la responsabilità del servizio di misura al produttore lasciando facoltà al medesimo
di avvalersi del gestore di rete per l’effettuazione delle attività di misura dell’energia elettrica
prodotta;
– prevedere, nel caso di impianti fino a 20 kW, che il produttore corrisponda al responsabile del
servizio di misura dell’energia elettrica prodotta un corrispettivo annuale definito dall’Autorità;
– prevedere, nel caso di impianti con potenza superiore ai 20 kW per i quali il produttore decida
di avvalersi del gestore di rete, che il corrispettivo per l’erogazione del servizio di misura del-
l’energia elettrica prodotta sia stabilito dal gestore di rete medesimo sulla base di modalità e
condizioni rese pubbliche dai predetti gestori ed applicate in via non discriminatoria a tutti i
soggetti interessati;

156 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


APPENDICE LEGISLATIVA

– prevedere che, nel caso di impianti fino a 20 kW a cui si applicano disposizioni normative che
comportano l’utilizzo esplicito della misura dell’energia elettrica prodotta, il posizionamento
delle apparecchiature di misura sia concordato con il produttore sulla base di scelte raziona-
li, volte ad ottimizzare l’entità ed il costo degli interventi necessari e nel rispetto di alcuni requi-
siti minimi;
– prevedere che le apparecchiature di misura dell’energia elettrica prodotta siano dotate di ap-
positi dispositivi anti-frode

DELIBERA

1. di approvare le disposizioni in materia di misura dell’energia elettrica prodotta da impianti di


generazione come indicate nell’Allegato A che costituisce parte integrante e sostanziale del
presente provvedimento;
2. di abrogare i commi 5.3 e 5.6 della Deliberazione n. 28/2006;
3. di pubblicare il presente provvedimento sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana e sul
sito internet dell’Autorità (www.autorita.energia.it), affinché entri in vigore con decorrenza dal-
la data della sua prima pubblicazione.

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 157


APPENDICE LEGISLATIVA

ALLEGATO A
Allegato A alla Deliberazione n. 88/2007 – Testo coordinato delle integrazioni e modifiche
apportate con deliberazione 16 ottobre 2008, ARG/elt 150/2008

Disposizioni in materia di misura dell’energia elettrica prodotta da impianti di generazione

Titolo I
Disposizioni generali

Art. 1
Definizioni
1.1. Ai fini dell’applicazione delle disposizioni contenute nel presente provvedimento si applicano
le seguenti definizioni:
a) gestore di rete è il soggetto concessionario del servizio di distribuzione o di trasmissione del-
la rete elettrica a cui è connesso, anche indirettamente, l’impianto di produzione di energia
elettrica;
b) produttore è il soggetto che ha la disponibilità dell’impianto di produzione;
c) servizio di misura dell’energia elettrica prodotta è il servizio composto dalle attività di:
i. installazione e manutenzione delle apparecchiature di misura dell’energia elettrica prodotta;
ii. rilevazione e registrazione dei dati di misura dell’energia elettrica prodotta;
iii. la messa a disposizione delle misure dell’energia elettrica prodotta ai soggetti interessati
secondo la vigente normativa.

Art. 2
Ambito di applicazione
2.1. Il presente provvedimento reca disposizioni relative al servizio di misura dell’energia elettrica
prodotta da impianti di generazione la cui richiesta per la connessione è successiva alla data di entra-
ta in vigore del presente provvedimento, limitatamente ai casi in cui tale misura risulti funzionale all’at-
tuazione di una disposizione normativa che comporti l’utilizzo esplicito di detta misura.
2.2. Per gli impianti di produzione per i quali la misura dell’energia elettrica prodotta coincide con
la misura dell’energia elettrica immessa in rete, gli apparecchi di misura installati ai sensi della norma-
tiva vigente sono utilizzati anche per la misura dell’energia elettrica prodotta, e, pertanto, non è neces-
sario installare ulteriori apparecchi di misura. In tali casi si applicano, inoltre, le disposizioni di cui al
Testo Integrato Trasporto per il servizio di misura dell’energia elettrica immessa.
2.3. Gli obblighi informativi e le disposizioni relative alla trasmissione delle misure rilevate posti in
capo al soggetto responsabile del servizio di misura dell’energia elettrica prodotta sono stabiliti sepa-
ratamente in ciascuno degli specifici provvedimenti che disciplinano le modalità di attuazione della
normativa che, di volta in volta, richiede la disponibilità della misura dell’energia elettrica prodotta.

Art. 3
Responsabilità della misura della produzione per impianti di potenza nominale
non superiore a 20 kW
3.1. Il responsabile del servizio di misura dell’energia elettrica prodotta da impianti di potenza no-
minale non superiore a 20 kW è il gestore di rete.
3.2. Il produttore è tenuto a corrispondere al responsabile del servizio di misura dell’energia elet-
trica prodotta, a copertura delle attività svolte nell’ambito di tale servizio, un corrispettivo definito dal-
l’Autorità.

Titolo II
Misura dell’energia elettrica prodotta

158 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


APPENDICE LEGISLATIVA

Art. 4
Responsabilità della misura della produzione per impianti di potenza nominale
superiore a 20 kW
4.1. Il responsabile del servizio di misura dell’energia elettrica prodotta da impianti di potenza no-
minale superiore a 20 kW è il produttore.
4.2. Il produttore ha la facoltà di avvalersi del gestore di rete per l’erogazione del servizio di misu-
ra dell’energia elettrica prodotta. In questo caso il produttore è tenuto a corrispondere al gestore di re-
te, a copertura delle attività svolte nell’ambito di tale servizio, un corrispettivo definito dal gestore di re-
te medesimo.

Art. 5
Posizionamento delle apparecchiature
di misura
5.1. Nel caso di impianti di potenza nominale fino a 20 kW, le condizioni tecniche per l’installazio-
ne e la manutenzione delle apparecchiature per la misura dell’energia elettrica prodotta sono definite
dal medesimo gestore di rete conformemente a quanto indicato nelle norme e guide del Comitato
elettrotecnico italiano, e nel rispetto dei principi di cui ai commi 5.2 e 5.3.
5.2. Il posizionamento delle apparecchiature di misura è concordato con il produttore sulla base
di scelte razionali, volte a ottimizzare l’entità ed il costo degli interventi necessari e nel rispetto dei se-
guenti requisiti minimi:
a) nel caso di impianti:
i. fotovoltaici, il più vicino possibile agli apparati di conversione della potenza da continua
ad alternata (uno o più inverter);
ii. diversi da quelli fotovoltaici, il più vicino possibile ai morsetti del generatore e comunque a
valle dei servizi ausiliari;
b) all’interno della proprietà del produttore o al confine di tale proprietà, secondo quanto indica-
to dal medesimo produttore. Nel primo caso il produttore si impegna a consentire l’accesso
alle apparecchiature di misura al personale del gestore di rete per l’espletamento delle attività
di sua competenza;
c) tale da assicurare al gestore di rete la possibilità di adempiere ai propri obblighi in condizioni
di sicurezza, nel rispetto di quanto disposto dal D.Lgs. n. 626/1994, in particolare senza dover
ricorrere all’utilizzo di mezzi speciali per l’occasione.
5.3. Le apparecchiature di misura dell’energia elettrica prodotta devono essere dotate di disposi-
tivi anti-frode, tali da consentirne l’apertura anche senza l’intervento del personale del gestore di rete.
In ogni caso non sono necessarie blindature. Nel caso di interventi che necessitino l’apertura dei di-
spositivi anti-frode, il produttore deve comunicare al gestore di rete, tramite fax e/o e-mail (con moda-
lità che assicurino l’avvenuta consegna, secondo quanto prescritto dall’articolo 14, comma 3, del
D.P.R. n. 445/2000), la necessità di eseguire l’intervento con almeno 2 giorni lavorativi di anticipo sul-
l’esecuzione dei lavori. Il gestore di rete provvede quanto prima al ripristino dei dispositivi anti-frode,
addebitando al produttore il costo aggiuntivo dell’intervento. L’installazione dei dispositivi anti-frode è
effettuata dal gestore di rete solo nei casi in cui non sia già prevista, dalla normativa vigente, in capo
agli Uffici tecnici di finanza (UTF).

Art. 6
Caratteristiche delle apparecchiature
di misura
6.1. Le apparecchiature installate per la misura dell’energia elettrica prodotta, indipendentemente
dall’attribuzione di responsabilità del servizio di misura, devono almeno:
a) essere in grado di rilevare la misura dell’energia elettrica prodotta su base oraria;
b) essere dotati di dispositivi per l’interrogazione e l’acquisizione per via telematica delle misure
da parte del gestore di rete con cadenza minima mensile.

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 159


APPENDICE LEGISLATIVA

Art. 7
Obblighi in materia di archiviazione dei dati di misura
dell’energia elettrica prodotta
7.1. Il soggetto responsabile del servizio di misura dell’energia elettrica prodotta archivia e custo-
disce, per un periodo minimo di 5 anni, le misure registrate, secondo modalità tali da permetterne
l’utilizzo a scopi di verifica e controllo, nonché per finalità legate ai servizi regolati.

Titolo III
Disposizioni transitorie e finali

Art. 8
Disposizioni transitorie
8.1. Per il periodo di regolazione 2008-2011, il corrispettivo di cui all’articolo 3, comma 3.2, è pari
alla componente tariffaria MIS1, prevista per la bassa tensione dalla tabella 8.1 dell’Allegato n. 1 al Te-
sto Integrato Trasporto.

Art. 9
Disposizioni finali
9.1. Entro 60 (sessanta) giorni dalla data di entrata in vigore del presente provvedimento, i gesto-
ri di rete pubblicano e trasmettono all’Autorità il corrispettivo di cui al comma 4.2 unitamente alle mo-
dalità e alle condizioni per la sua determinazione dando separata evidenza delle seguenti voci che
compongono il predetto corrispettivo:
a) approvvigionamento e installazione dell’apparecchiatura di misura;
b) manutenzione dell’apparecchiatura di misura;
c) rilevazione e registrazione delle misure.
9.2. Le disposizioni di cui al presente provvedimento possono essere applicate anche qualora la
richiesta per la connessione sia antecedente alla data di entrata in vigore del presente provvedimen-
to, limitatamente ai casi in cui la misura dell’energia elettrica prodotta risulti necessaria all’attuazione
di una disposizione normativa che comporti l’utilizzo di detta misura. Tali casi sono individuati dal
GSE, previa informativa all’Autorità. Viene dato mandato al Direttore della Direzione Mercati per even-
tuali verifiche che si rendessero necessarie.
9.3. Nel caso di impianti di potenza nominale superiore a 20 kW oggetto di convenzioni siglate ai
sensi del provvedimento Cip n. 6/92 e fino alla loro scadenza, il produttore ha la facoltà di avvalersi, a
titolo gratuito, del GSE per l’installazione e la manutenzione delle apparecchiature di misura dell’ener-
gia elettrica prodotta. Il GSE opera secondo principi di efficienza, anche avvalendosi di soggetti terzi,
e comunque informando l’Autorità.

160 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


APPENDICE LEGISLATIVA

DELIBERA N. 89/2007
Condizioni tecnico-economiche per la connessione di impianti di produzione di
energia elettrica alle reti elettriche con obbligo di connessione di terzi a tensione
nominale minore o uguale ad 1 kV

L’AUTORITÀ PER L’ENERGIA ELETTRICA E IL GAS

Nella riunione dell’11 aprile 2007

Visti:
– la direttiva 2003/54/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa a norme comuni per il
mercato interno dell’energia elettrica che abroga la direttiva 96/92/CE (di seguito: la direttiva
2003/54/CE);
– la legge 14 novembre 1995, n. 481 (di seguito: Legge n. 481/1995);
– la legge 23 agosto 2004, n. 239 (di seguito: Legge n. 239/2004);
– il decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79/1999, recante attuazione della direttiva 96/92/CE
concernente norme comuni per il mercato interno dell’energia elettrica (di seguito: D.Lgs.
n. 79/1999);
– il decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387 (di seguito: D.Lgs. n. 387/2003);
– il decreto legislativo 8 febbraio 2007, n. 20 (di seguito: D.Lgs. n. 20/2007);
– il decreto del Ministro dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministro dell’Ambiente e
della Tutela del Territorio e del Mare 19 febbraio 2007 (di seguito: decreto ministeriale 19 feb-
braio 2007);
– gli articoli 1224 e 1382 del Codice Civile;
– il provvedimento del Comitato interministeriale dei prezzi (di seguito: Cip) 11 novembre 1961,
n. 949;
– il provvedimento Cip 30 luglio 1986, n. 42, come successivamente modificato e integrato (di
seguito: provvedimento Cip n. 42/1986);
– il provvedimento Cip 29 aprile 1992, n. 6;
– il provvedimento Cip 14 dicembre 1993, n. 15;
– la deliberazione dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas (di seguito: l’Autorità) 30 gennaio
2004, n. 4/2004 (di seguito: Deliberazione n. 4/2004);
– la deliberazione dell’Autorità 30 gennaio 2004, n. 5/2004 (di seguito: Deliberazione n. 5/2004);
– la deliberazione dell’Autorità 29 luglio 2004, n. 136/2004 (di seguito: Deliberazione
n. 136/2004);
– la deliberazione dell’Autorità 19 dicembre 2005, n. 281/2005, e sue successive modifiche e in-
tegrazioni (di seguito: Deliberazione n. 281/2005);
– la deliberazione dell’Autorità 10 febbraio 2006, n. 28/2006, e sue successive modifiche e inte-
grazioni (di seguito: Deliberazione n. 28/2006);
– la deliberazione dell’Autorità 9 giugno 2006, n. 111/2006 come modificata e integrata;
– la deliberazione dell’Autorità 25 luglio 2006, n. 160/2006;
– la deliberazione dell’Autorità 26 febbraio 2007, n. 40/2007 (di seguito: Deliberazione
n. 40/2007);
– la deliberazione dell’Autorità 11 aprile 2007, n. 88/2007 (di seguito: Deliberazione n. 88/2007);
– il documento per la consultazione 26 febbraio 2007 relativo alle condizioni tecnico economi-
che per la connessione di impianti di produzione di energia elettrica alle reti elettriche con ob-
bligo di connessione di terzi a tensione nominale minore o uguale ad 1 kV (di seguito: docu-
mento per la consultazione 26 febbraio 2007);
– le risposte al documento per la consultazione 26 febbraio 2007.

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 161


APPENDICE LEGISLATIVA

Considerato che:
– l’articolo 23, comma 1., lettera f), della direttiva 2003/54/CE, stabilisce che le condizioni di
connessione dei nuovi produttori di elettricità siano obiettive, trasparenti e non discriminatorie,
e che, in particolare, tengano pienamente conto dei costi e dei vantaggi delle diverse tecnolo-
gie basate, tra l’altro, sulle fonti energetiche rinnovabili;
– la Legge n. 481/1995:
a) all’articolo 1, comma 1, attribuisce all’Autorità competenze in materia di promozione della
concorrenza e dell’efficienza dei servizi di pubblica utilità;
b) all’articolo 2, comma 12, lettera d), stabilisce che l’Autorità definisca le condizioni tecniche
ed economiche di accesso e di interconnessione alle reti; e che, ai sensi dell’articolo 2,
comma 12, lettera h), della medesima legge, l’Autorità emani direttive concernenti la pro-
duzione e l’erogazione dei servizi da parte degli esercenti, in particolare per il servizio di
connessione alle reti elettriche;
c) all’articolo 2, comma 12, lettera h), stabilisce che l’Autorità emani le direttive concernenti
la produzione e l’erogazione dei servizi da parte dei soggetti esercenti i servizi medesimi,
definendo in particolare i livelli generali di qualità riferiti al complesso delle prestazioni e i
livelli specifici di qualità riferiti alla singola prestazione da garantire all’utente;
d) all’articolo 2, comma 12, lettera g), stabilisce che l’Autorità controlli lo svolgimento dei servi-
zi con poteri di ispezione, di accesso, di acquisizione della documentazione e delle notizie
utili, determinando altresì i casi di indennizzo automatico da parte del soggetto esercente il
servizio nei confronti dell’utente ove il medesimo soggetto eroghi il servizio con livelli quali-
tativi inferiori a quelli stabiliti ai sensi delle disposizioni di cui al medesimo comma, lettera h);
– ai sensi delle richiamate disposizioni di cui alla Legge n. 481/1995 le condizioni stabilite dal-
l’Autorità per l’erogazione dei servizi di pubblica utilità devono essere adottate nel rispetto dei
principi di efficienza economica;
– l’articolo 9, comma 1, del D.Lgs. n. 79/1999, stabilisce che le imprese distributrici hanno l’ob-
bligo di connettere alle proprie reti tutti i soggetti che ne facciano richiesta, senza compromet-
tere la continuità del servizio, purché siano rispettate le regole tecniche, nonché le deliberazio-
ni emanate dall’Autorità in materia;
– con la Deliberazione n. 281/2005 l’Autorità ha adottato condizioni per l’erogazione del servizio
di connessione alle reti elettriche con tensione nominale superiore ad 1 kV i cui gestori hanno
obbligo di connessione di terzi;
– con la Deliberazione n. 40/2007 l’Autorità ha avviato un procedimento in materia di valutazio-
ne dell’impatto sul sistema elettrico della generazione distribuita ai fini dell’aggiornamento del
relativo quadro regolatorio per quanto di pertinenza della medesima Autorità (di seguito: pro-
cedimento n. 40/2007); e che, nell’ambito del predetto procedimento, è stato pubblicato il do-
cumento per la consultazione 26 febbraio 2007;
– in risposta al documento per la consultazione 26 febbraio 2007:
a) le imprese distributrici hanno rappresentato, tra l’altro, che:
i. la valutazione del tipo di intervento necessario all’erogazione del servizio di connes-
sione sia lasciata in capo ai distributori e non sia derivata da un meccanismo conven-
zionale, pur potendo valere la classificazione delle tipologie di intervento già stabilite
dalla Deliberazione n. 4/2004 in lavori semplici o complessi;
ii. ai fini della connessione di impianti di produzione, a fronte di qualunque richiesta di
connessione di nuovi impianti o di potenziamenti di impianti esistenti, è sempre ne-
cessario svolgere adeguate verifiche che potrebbero rivelare la necessità di effettuare
adeguamenti della rete elettrica esistente;
iii. gli adeguamenti di cui al precedente punto ii. potrebbero essere necessari anche in
casi in cui l’eventuale connessione esistente a cui la richiesta di connessione per l’im-
missione si riferisce sia già dimensionata in prelievo per una potenza pari o superiore
alla complessiva potenza in immissione richiesta;

162 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


APPENDICE LEGISLATIVA

iv. ai fini della semplicità dell’accesso al sistema elettrico per gli impianti di produzione di
energia elettrica di piccola taglia è opportuno non prevedere la prestazione di garan-
zie finanziarie introdotta, viceversa, per la connessione degli impianti di produzione al-
le reti elettriche in media e in alta tensione;
v. sempre al fine della semplicità, sarebbe opportuno adottare, per la determinazione
delle condizioni economiche del servizio di connessione, il medesimo sistema di cor-
rispettivi medi convenzionali attualmente applicabile per la connessione dei clienti fi-
nali, fatta eccezione per la connessione di impianti di produzione fortemente deloca-
lizzati rispetto alla rete elettrica esistente in analogia alle disposizioni di cui al Titolo V
del provvedimento Cip n. 42/1986;
vi. ai fini di una più ordinata gestione dei rapporti tra soggetti esercenti il servizio di distri-
buzione e gli utenti di tale servizio, sarebbe opportuno prevedere l’unicità del sogget-
to titolare del punto di connessione;
vii. in linea generale, la presenza e l’atteso incremento dell’ammontare di generazione di-
stribuita potrebbero comportare esigenze di sviluppo delle reti di distribuzione del-
l’energia elettrica e modalità di gestione delle medesime reti diverse da quelle attuali;
viii. la fissazione di indennizzi automatici in seguito a ritardi nella realizzazione della con-
nessione dovrebbe rifarsi alla metodologia già adottata nell’ambito della Deliberazio-
ne n. 281/2005;
b) i produttori hanno rappresentato, tra l’altro, che:
i. sarebbe opportuno stabilire un limite di potenza (ad es. 50 kW) al di sotto del quale, la
connessione sia comunque effettuata in bassa tensione;
ii. le condizioni regolanti le procedure per la connessione e le regole tecniche per la con-
nessione dovrebbero trovare applicazione in maniera uniforme su tutto il territorio na-
zionale riducendo al minimo (al limite annullando) eventuali margini di discrezionalità
dei singoli distributori;
iii. l’unicità del soggetto titolare del punto di connessione potrebbe ostare all’adozione di
schemi gestionali delle realtà di produzione e consumo volti al conseguimento di
maggiore flessibilità ed efficienza gestionale;
iv. dovrebbe essere stabilito un sistema di indennizzi automatici in caso di ritardi nella
realizzazione della connessione che dia un segnale rilevante ai distributori, preveden-
do, in particolare, che sia eliminata la previsione dell’esonero al versamento degli in-
dennizzi automatici in caso di ritardi nell’attivazione della connessione per cause im-
putabili a soggetti terzi;
v. sarebbe auspicabile la redazione di un corpo normativo unitario relativo alla connes-
sione degli impianti di produzione alle reti elettriche;
– le osservazioni al documento per la consultazione 26 febbraio 2007 formulate dalle imprese
distributrici hanno evidenziato una struttura di costo sottostante all’erogazione del servizio di
connessione degli impianti di produzione alle reti di distribuzione dell’energia elettrica diffe-
rente da quella relativa alla connessione di impianti di consumo che si sostanzierebbe in
un’asimmetria di trattamento della potenza richiesta rispettivamente in immissione e in prelie-
vo, con ciò determinando la conseguenza di non poter assumere la potenza eventualmente
disponibile in prelievo come potenza sicuramente disponibile anche per l’immissione;
– gli elementi di cui al precedente alinea riguardano solamente gli aspetti infrastrutturali delle re-
ti di distribuzione e non riguardano eventuali costi corrispondenti all’introduzione di nuove mo-
dalità di gestione delle reti di distribuzione in presenza di generazione distribuita;
– fermi restando gli elementi indicati nei due precedenti alinea, lo stato evolutivo del procedi-
mento n. 40/2007 e le valutazioni quantitative fornite in esito al processo di consultazione non
consentono ancora una precisa quantificazione dei parametri atti alla completa finalizzazione
della struttura di corrispettivi per la connessione della generazione distribuita;
– pertanto, allo stato attuale, pur nel rispetto dei principi di efficienza economica di cui alla Leg-

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 163


APPENDICE LEGISLATIVA

ge n. 481/1995, risulta possibile unicamente esprimere una differenziazione di carattere meto-


dologico nella struttura dei corrispettivi per la connessione della generazione distribuita rispet-
to alla connessione dei clienti finali, lasciando la completa caratterizzazione di tale struttura al
momento in cui saranno disponibili maggiori elementi in esito al procedimento n. 40/2007.

Ritenuto opportuno:
– adottare condizioni tecnico economiche per la connessione di impianti di produzione di ener-
gia elettrica alle reti elettriche con obbligo di connessione di terzi a tensione nominale minore o
uguale ad 1 kV secondo lo schema indicato nel documento per la consultazione 26 febbraio
2007 modificato e integrato in aderenza agli esiti del processo di consultazione, prevedendo:
a) nelle more della finalizzazione del procedimento n. 40/2007, la fissazione di una struttura di
corrispettivi per la connessione per gli impianti di produzione di energia elettrica differenzia-
ta rispetto alle connessioni di impianti di consumo, pur tuttavia lasciando inalterati gli effet-
ti economici che si avrebbero rispetto alle condizioni risultanti dall’applicazione delle dispo-
sizioni di cui al provvedimento Cip n. 42/1986 per i clienti finali, fatta eccezione per un cor-
rispettivo fisso da versare all’atto della presentazione delle richiesta di connessione;
b) ai soli fini dell’erogazione del servizio di connessione, la gestione unitaria del punto di
connessione da parte del soggetto che richiede la connessione;
c) l’introduzione di una soglia minima al di sotto della quale la connessione deve essere ero-
gata sicuramente in bassa tensione;
– stabilire un sistema di indennizzi automatici che l’impresa distributrice è tenuta a corrisponde-
re al produttore nel caso in cui la connessione alla rete non sia completata entro i termini previ-
sti prevedendo che:
a) il sistema di indennizzi automatici sia parametrato unicamente al ritardo accumulato;
b) la corresponsione degli indennizzi non limiti il risarcimento alla prestazione dovuta, mante-
nendo il diritto del soggetto responsabile della connessione alla richiesta di risarcimento del-
la quota di danno eventualmente non coperta attraverso il predetto sistema di indennizzi;
c) in virtù del principio esposto alla precedente lettera b), l’indennizzo automatico sia fissato
pari ad euro 5,00 (cinque) per ogni giorno di ritardo del completamento della connessio-
ne, fino ad un massimo di 180 (centottanta) giorni, corrispondenti ad un indennizzo auto-
matico di euro 900 (novecento), indipendentemente dall’entità della potenza richiesta per
la connessione;
– procedere all’adozione di condizioni dedicate alla connessione di impianti di cogenerazione ad
alto rendimento solo in esito ai procedimenti per l’attuazione del D.Lgs. n. 20/2007 al fine di con-
testualizzare le osservazioni trasmesse al documento per la consultazione 26 febbraio 2007 con
gli esiti dei predetti procedimenti

DELIBERA

1. di approvare le condizioni tecnico economiche per la connessione di impianti di produzione di


energia elettrica alle reti elettriche con obbligo di connessione di terzi a tensione nominale mi-
nore o uguale ad 1 kV di cui all’Allegato A, che costituisce parte integrante e sostanziale del pre-
sente provvedimento;
2. di abrogare l’articolo 4 della Deliberazione n. 28/2006;
3. di pubblicare il presente provvedimento sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana e sul
sito internet dell’Autorità (www.autorita.energia.it), affinché entri in vigore con decorrenza dalla
data della sua prima pubblicazione.

164 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


APPENDICE LEGISLATIVA

ALLEGATO A
Versione integrata e modificata dalla delibera 14 gennaio 2008 ARG/elt 1/08

Condizioni tecnico-economiche per la connessione di impianti di produzione di energia elettrica


alle reti elettriche con obbligo di connessione di terzi a tensione nominale minore o uguale ad 1 kv

Titolo I
Disposizioni generali

Art. 1
Definizioni
1.1. Ai fini del presente provvedimento si applicano le definizioni di cui alle deliberazioni n. 4/2004,
e n. 5/2004 integrate come segue:
a) accettazione del preventivo per la connessione è l’accettazione da parte del soggetto respon-
sabile della connessione delle condizioni esposte nel preventivo per la connessione; le moda-
lità di manifestazione di tale accettazione devono essere indicate nel preventivo (per esempio
ad avvenuto pagamento del corrispettivo di connessione, oppure con firma per accettazione
del preventivo, o altro);
b) cause di forza maggiore, intese come atti di autorità pubblica, eventi naturali eccezionali per i
quali sia stato dichiarato lo stato di calamità dall’autorità competente, scioperi, mancato otte-
nimento di atti autorizzativi;
c) cause imputabili al soggetto responsabile della connessione o a terzi, quali la mancata presenza
del soggetto responsabile della connessione ad un appuntamento concordato con l’impresa di-
stributrice per l’effettuazione di sopralluoghi necessari all’esecuzione della prestazione richiesta
o per l’esecuzione della prestazione stessa, ovvero danni o impedimenti provocati da terzi;
d) coefficiente U è il coefficiente di variazione della potenza disponibile in prelievo al fine della va-
lutazione della potenza disponibile per la connessione;
e) data di completamento della realizzazione della connessione è la data di invio, quale risultan-
te dal timbro postale o dalla ricevuta del fax, del documento relativo alla realizzazione e alla di-
sponibilità all’entrata in esercizio della connessione, ovvero la data di comunicazione al sog-
getto responsabile della connessione, come inserita nel sistema informativo dell’impresa di-
stributrice, dell’avvenuta realizzazione della connessione;
f) data di comunicazione di accettazione del preventivo per la connessione è la data di invio,
quale risultante dal timbro postale o dalla ricevuta del fax, del documento relativo all’accetta-
zione del preventivo per la connessione;
g) data di comunicazione di ultimazione dei lavori da realizzarsi a cura del soggetto responsabile
della connessione è:
– per le comunicazioni scritte, la data risultante dal protocollo dell’impresa distributrice;
– per le comunicazioni trasmesse per via telefonica o telematica, la data di inserimento del-
la comunicazione nel sistema informativo dell’impresa distributrice;
– per le comunicazioni presentate presso sportelli, uffici periferici o sede centrale dell’impre-
sa distributrice, la data riportata su appositi moduli predisposti dall’impresa distributrice
ovvero la data di inserimento della comunicazione nel sistema informativo dell’impresa di-
stributrice;
h) data di messa a disposizione del preventivo per la connessione è la data di invio, quale risul-
tante dal timbro postale o dalla ricevuta del fax, del documento relativo al preventivo per la
connessione, ovvero la data di comunicazione al soggetto responsabile della connessione,
come inserita nel sistema informativo dell’impresa distributrice, dell’avvenuta predisposizione
di detto documento;
i) data di ricevimento della richiesta di connessione è:
– per le richieste scritte, la data risultante dal protocollo dell’impresa distributrice;

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 165


APPENDICE LEGISLATIVA

– per le richieste trasmesse per via telematica, la data di inserimento della richiesta nel si-
stema informativo dell’impresa distributrice;
– per le richieste presentate presso sportelli, uffici periferici o sede centrale dell’impresa di-
stributrice, la data riportata su appositi moduli predisposti dall’impresa distributrice ovve-
ro la data di inserimento della richiesta nel sistema informativo dell’impresa distributrice;
j) giorno lavorativo è un giorno non festivo della settimana compreso tra lunedì e venerdì inclusi;
k) lavori semplici sono la realizzazione, modifica o sostituzione a regola d’arte dell’impianto in bas-
sa tensione di proprietà dell’esercente, su richiesta del soggetto responsabile della connessio-
ne, eseguita con un intervento limitato alla presa ed eventualmente al gruppo di misura;
l) lavori complessi sono la realizzazione, modifica o sostituzione a regola d’arte dell’impianto in
bassa tensione di proprietà dell’esercente, su richiesta del soggetto responsabile della con-
nessione, in tutti i casi non compresi nella definizione di lavori semplici;
m) potenza ai fini della connessione è la potenza in riferimento alla quale è determinato il corri-
spettivo per la connessione di impianti di produzione di energia elettrica alle reti con obbligo
di connessione di terzi in bassa tensione;
n) potenza disponibile per la connessione è la massima potenza tra la potenza disponibile in pre-
lievo, moltiplicata per il coefficiente U, e la potenza disponibile in immissione prima degli inter-
venti da effettuare;
o) soggetto responsabile della connessione è il soggetto che effettua la richiesta di connessione;
p) tempo di messa a disposizione del preventivo per la connessione è il tempo intercorrente tra la
data di ricevimento della richiesta di connessione, corredata da tutte le informazioni come de-
finite nel presente provvedimento, e la data di messa a disposizione del preventivo per la con-
nessione. Il tempo di messa a disposizione del preventivo per la connessione comprende i
tempi necessari per l’effettuazione di eventuali verifiche e sopralluoghi;
q) tempo di realizzazione della connessione è il tempo intercorrente tra la data di comunicazione
di ultimazione dei lavori da realizzarsi a cura del soggetto responsabile della connessione e la
data di completamento del lavoro richiesto per la realizzazione della connessione. Il tempo di
realizzazione e la disponibilità all’entrata in esercizio della connessione comprende i tempi ne-
cessari per l’effettuazione di eventuali sopralluoghi;
r) provvedimento Cip n. 42/1986 è il provvedimento del Comitato interministeriale dei prezzi 30
luglio 1986, n. 42/1986, come successivamente modificato e integrato.

Art. 2
Ambito di applicazione
2.1. Il presente provvedimento definisce le modalità procedurali e le condizioni tecnico-economi-
che per la connessione alle reti elettriche con obbligo di connessione di terzi in bassa tensione di im-
pianti di produzione di energia elettrica, anche per il tramite di un impianto elettrico:
a) per il consumo;
b) per la produzione;
di energia elettrica già connesso alla rete elettrica a cui la richiesta di connessione può essere riferita.
2.2. Le modalità e le condizioni di cui al presente provvedimento si applicano alle richieste di nuo-
ve connessioni e alle richieste di valutazione di adeguamento di una connessione esistente conse-
guenti alla realizzazione di impianti di produzione di energia elettrica o alla modifica di impianti di pro-
duzione esistenti.
2.3. Nel caso di connessioni a reti elettriche con obbligo di connessione di terzi gestite da sogget-
ti non titolari di concessione di distribuzione dell’energia elettrica, le disposizioni di cui al presente
provvedimento sono attuate dall’impresa distributrice competente per ambito territoriale in coordina-
mento con i gestori delle predette reti elettriche.

Titolo II
Modalità procedurali

166 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


APPENDICE LEGISLATIVA

Art. 3
Richieste di connessione
3.1. Nei casi di impianti di produzione di nuova realizzazione o oggetto di interventi che comporti-
no un aumento della potenza di generazione installata, il soggetto responsabile della connessione
deve presentare all’impresa distributrice competente una richiesta di nuova connessione, ovvero di
valutazione di adeguamento della connessione esistente.
3.2. La richiesta di cui al comma 3.1 deve recare:
a) i dati identificativi del soggetto responsabile della connessione;
b) la potenza complessivamente richiesta per la connessione in immissione;
c) la potenza nominale dell’impianto di produzione a cui si riferisce la richiesta di connessione,
ovvero il valore dell’aumento di potenza della generazione installata;
d) nei casi di cui all’articolo 2, comma 2.1, lettere a) e b), i dati identificativi del punto di connes-
sione esistente;
e) la fonte primaria utilizzata per la produzione di energia elettrica;
f) la data prevista di avvio dei lavori di realizzazione dell’impianto, di conclusione di detti lavori di
realizzazione e di entrata in esercizio dell’impianto di produzione;
g) la documentazione progettuale degli interventi previsti secondo quanto indicato nella norma
CEI 0-2;
h) eventuali esigenze tecniche dell’utente della rete che possono influire sulla definizione della
soluzione per la connessione;
i) il livello di potenza già disponibile in immissione;
j) il livello di potenza già disponibile in prelievo;
k) l’eventuale decisione di avvalersi dell’impresa distributrice per il servizio di misura dell’energia
elettrica;
l) l’eventuale decisione di avvalersi delle condizioni di ritiro dell’energia elettrica di cui all’artico-
lo 13, commi 3 e 4, del D.Lgs. n. 387/2003, e al comma 41 della Legge n. 239/2004;
m) l’eventuale decisione di avvalersi del servizio di scambio sul posto.
3.3. L’impresa distributrice può specificare eventuali ulteriori informazioni rispetto a quelle di cui al
comma 3.2 che il soggetto responsabile della connessione deve fornire all’atto della richiesta di cui al
comma 3.1 dando giustificazione della necessità delle predette informazioni ai fini della connessione.
Le imprese distributrici elaborano e pubblicano un modello standard per la presentazione della richie-
sta di connessione.
3.4. Ai fini del presente provvedimento, nei casi di cui al comma 2.1, lettere a) e b), deve essere ri-
spettata la condizione di unicità del soggetto responsabile della connessione.

Art. 4
Procedure per la connessione
4.1. A seguito della richiesta di cui al comma 3.1, l’impresa distributrice esegue una verifica tecni-
ca finalizzata a valutare l’impatto sulla rete della potenza disponibile richiesta in immissione e trasmet-
te al soggetto responsabile della connessione un preventivo per la connessione recante:
a) la tipologia di lavoro corrispondente alla realizzazione della connessione;
b) la soluzione per la connessione;
c) la descrizione degli eventuali adeguamenti degli impianti di competenza del soggetto respon-
sabile della connessione;
d) il corrispettivo per la connessione evidenziando le singole voci di costo;
e) il termine previsto per la realizzazione della connessione;
f) il codice identificativo di cui all’articolo 37, comma 37.1, della Deliberazione n. 111/2006.
4.2. Al fine degli adempimenti di cui al comma 4.1:
a) la tipologia di lavoro è identificata sulla base delle tipologie di cui al comma 1.1, lettere k) ed l);
b) la soluzione per la connessione è, di norma, identificata sulla base delle soluzioni di tipo stan-
dard tra quelle indicate nelle regole tecniche di connessione di cui all’articolo 6;

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 167


APPENDICE LEGISLATIVA

c) gli eventuali adeguamenti del punto di connessione sono definiti conformemente alle disposi-
zioni delle regole tecniche di connessione di cui all’articolo 6;
d) il corrispettivo per la connessione è definito conformemente alle disposizioni di cui al Titolo IV
del presente provvedimento;
e) il termine previsto per la realizzazione della connessione è definito conformemente alle dispo-
sizioni di cui al comma 4.8.
4.3. Il tempo di messa a disposizione del preventivo per la connessione è pari al massimo a 20 gior-
ni lavorativi. Qualora sia necessaria l’effettuazione di un sopralluogo e il soggetto responsabile della
connessione richieda che l’appuntamento fissato dall’impresa distributrice sia rimandato, il tempo in-
tercorrente tra la data proposta dall’impresa distributrice e la data effettiva del sopralluogo non deve es-
sere conteggiato nel calcolo del tempo di messa a disposizione del preventivo per la connessione.
4.4. Il preventivo per la connessione deve avere validità non inferiore a 3 mesi. Nessun corrispet-
tivo che non sia stato indicato nel preventivo potrà essere successivamente preteso dall’impresa di-
stributrice nei confronti del soggetto responsabile della connessione per l’esecuzione dei lavori og-
getto del preventivo medesimo.
4.5. La data di comunicazione di accettazione del preventivo per la connessione da parte del sog-
getto responsabile della connessione deve avvenire entro il termine di validità del preventivo di cui al
comma 4.4.
4.6. Entro 30 (trenta) giorni lavorativi dalla data di comunicazione di accettazione del preventivo
per la connessione da parte del soggetto responsabile della connessione, l’impresa distributrice è te-
nuta a presentare le richieste di autorizzazione eventualmente necessarie per la realizzazione degli in-
terventi in capo alla medesima impresa distributrice.
4.7. Il soggetto responsabile della connessione, una volta conclusi i lavori di realizzazione dell’impian-
to di produzione, invia all’impresa distributrice competente la comunicazione di ultimazione dei lavori.
4.8. Nel caso di:
a) lavori semplici, il tempo di realizzazione della connessione è pari, al massimo, a 30 (trenta)
giorni lavorativi;
b) lavori complessi, il tempo di realizzazione della connessione è pari, al massimo, a 120 (cento-
venti) giorni lavorativi.
4.9. Nel caso in cui per la realizzazione della connessione siano necessari atti autorizzativi, il tem-
po di realizzazione della connessione non comprende il tempo per l’ottenimento di tali atti, purché sia-
no rispettate le disposizioni di cui al comma 4.6. Eventuali ritardi nell’attuazione del comma 4.6 sono
conteggiati nel tempo di realizzazione della connessione.
4.10. Nel caso in cui la realizzazione della connessione sia impedita dalla impraticabilità del terre-
no l’impresa distributrice comunica al soggetto responsabile della connessione la sospensione della
prestazione e il tempo di realizzazione della connessione decorre dalla data in cui il soggetto respon-
sabile della connessione comunica la praticabilità dei terreni interessati.
4.11. Qualora sia necessaria, ai fini della realizzazione della connessione, l’effettuazione di un so-
pralluogo e il soggetto responsabile della connessione richieda che l’appuntamento fissato dall’im-
presa distributrice sia rimandato, il tempo intercorrente tra la data proposta dall’impresa distributrice
e la data effettiva del sopralluogo non deve essere conteggiato nel calcolo del tempo di di realizzazio-
ne della connessione.

Titolo III
Condizioni tecniche

Art. 5
Potenza ai fini della connessione
5.1. La potenza ai fini della connessione è pari convenzionalmente alla differenza tra il valore del-
la potenza complessivamente richiesta per la connessione in immissione e il valore della potenza di-
sponibile per la connessione.

168 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


APPENDICE LEGISLATIVA

Art. 6
Regole tecniche di connessione
6.1. La realizzazione e la gestione della connessione è effettuata nel rispetto delle regole tecniche di
connessione adottate dalle imprese distributrici conformemente alle disposizioni dell’Autorità e alle nor-
me e guide tecniche del Comitato elettrotecnico italiano. Dette regole tecniche devono indicare, almeno:
a) le soluzioni tecniche standard per la connessione e i criteri per la determinazione della solu-
zione tecnica per la connessione a fronte di una richiesta di connessione;
b) le condizioni tecniche che devono essere rispettate dall’utente di rete ai fini della gestione del-
la connessione;
c) le condizioni da applicarsi nei casi di necessità di adeguamento di una connessione esistente.
6.2. Per potenze complessive in immissione fino a 50 kW il servizio di connessione è erogato in
bassa tensione.

Titolo IV
Condizioni economiche

Art. 7
Condizioni economiche
7.1. Il corrispettivo per la connessione alle reti elettriche con obbligo di connessione di terzi in bas-
sa tensione di impianti per la produzione di energia elettrica è determinato convenzionalmente come
indicato nel presente articolo.
7.2. All’atto della presentazione della richiesta di cui al comma 3.1 il soggetto responsabile della
connessione è tenuto a versare al distributore un corrispettivo fisso stabilito dall’Autorità.
7.3. Nel caso di nuove connessioni, il corrispettivo di connessione è pari alla somma di una quota:
a) potenza pari al prodotto tra la potenza ai fini della connessione di cui al comma 5.1 e un cor-
rispettivo unitario stabilito dall’Autorità;
b) distanza pari al prodotto tra la distanza in linea d’aria tra il punto di connessione e la più vici-
na cabina di trasformazione media/bassa tensione dell’impresa distributrice in servizio da al-
meno 5 (cinque) anni e un corrispettivo unitario stabilito dall’Autorità.
7.4. Nel caso di adeguamento di una connessione esistente, il corrispettivo di connessione è pa-
ri al corrispettivo di cui al comma 7.3, lettera a).
7.5. Nei casi in cui la soluzione per la connessione, su esplicita richiesta del soggetto responsabi-
le, non sia identificata sulla base delle soluzioni di tipo standard tra quelle indicate nelle regole tecni-
che di connessione di cui al Titolo III del presente provvedimento, il corrispettivo di connessione è pa-
ri al 70% della spesa relativa sostenuta per la realizzazione della connessione dall’impresa distributri-
ce intesa come il costo documentato dei materiali a piè d’opera e della mano d’opera oltre alle spese
generali assunte pari al 20% degli importi predetti. Le disposizioni di cui al presente comma si appli-
cano anche nei casi di richieste di connessione di impianti di produzione di energia elettrica che non
siano raggiungibili con strada percorribile da automezzi o che siano separate dagli impianti di distri-
buzione esistenti da tratti di mare, di lago o laguna, o situati oltre 2.000 (duemila) metri dalla cabina di
trasformazione media/bassa tensione di riferimento di cui al comma 7.3, lettera b).
7.6. Nel caso di richieste di connessione riguardanti impianti di produzione di energia elettrica da
fonti rinnovabili i corrispettivi per la connessione sono attribuiti in misura pari al:
a) 50% a carico del soggetto responsabile della connessione;
b) 50% a carico del Conto per nuovi impianti da fonti rinnovabili e assimilate di cui all’articolo 59,
comma 59.1, lettera b), del Testo integrato.
7.7. I contributi di connessione a carico del Conto per nuovi impianti da fonti rinnovabili e assimi-
late ai sensi del comma 7.6 sono versati dalla Cassa conguaglio per il settore elettrico alle imprese di-
stributrici su base semestrale.
7.8. La Cassa conguaglio per il settore elettrico tiene separata evidenza contabile dei contributi di
cui al comma 7.7 dando comunicazione alla società Gestore dei servizi elettrici Spa.

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 169


APPENDICE LEGISLATIVA

Titolo V
Obblighi informativi

Art. 8
Obblighi di natura informativa
8.1. Prima dell’entrata in esercizio dell’impianto il soggetto responsabile della connessione:
a) provvede a comunicare alla società Terna Spa, tramite un apposito portale informatico predi-
sposto dalla medesima società, le informazioni relative all’impianto di produzione, secondo
condizioni stabilite da Terna Spa, nonché il codice identificativo di cui all’articolo 37, comma
37.1, della Deliberazione n. 111/2006;
b) è tenuto a trasmettere all’impresa distributrice l’attestazione rilasciata da Terna Spa dell’avve-
nuta comunicazione dei dati di impianto di cui alla lettera a).
8.2. Quanto disposto al comma 8.1, costituisce pregiudiziale ai fini dell’entrata in esercizio del-
l’impianto.
8.3. La società Terna Spa rende disponibili alla società Gestore dei servizi elettrici Spa le informa-
zioni di cui al comma 8.1, lettera a), necessarie al medesimo per le attività di propria competenza.
8.4. Le imprese distributrici trasmettono alla società Terna Spa, trimestralmente, un elenco degli
impianti connessi alla loro rete con obbligo di connessione di terzi entrati in esercizio nell’ultimo trime-
stre, riportando per ogni impianto:
a) il codice identificativo di cui all’articolo 37, comma 37.1, della Deliberazione n. 111/2006;
b) la data di entrata in esercizio.
Titolo VI
Disposizioni transitorie e finali

Art. 9
Disposizioni finali
9.1. Per l’anno 2008:
a) il corrispettivo di cui al comma 7.2 è pari a 46,53 euro;
b) il corrispettivo di cui al comma 7.3, lettera a), è determinato secondo quanto previsto dalla ta-
bella 1, lettera b), dell’Allegato B alla Deliberazione n. 348/07 utilizzando, in luogo della poten-
za massima indicata nel medesimo provvedimento, la potenza ai fini della connessione;
c) il corrispettivo di cui al comma 7.3, lettera b), è determinato secondo quanto previsto dalla ta-
bella 1, lettera a), dell’Allegato B alla Deliberazione n. 348/07;
d) il coefficiente U è posto pari a 1.
9.2. Qualora la messa a disposizione del preventivo per la connessione non avvenga nel tempo di
cui al comma 4.3, l’impresa distributrice, salvo cause di forza maggiore o cause imputabili al sogget-
to responsabile della connessione o a terzi, è tenuta a corrispondere al soggetto responsabile della
connessione un indennizzo automatico pari a 60 euro.
9.3. Qualora la realizzazione della connessione non avvenga entro i tempi previsti dal comma 4.8, te-
nuto conto di quanto previsto dai commi 4.9, 4.10 e 4.11, l’impresa distributrice, salvo cause di forza
maggiore o cause imputabili al soggetto responsabile della connessione o a terzi, è tenuta a corrispon-
dere al soggetto responsabile della connessione, a titolo di indennizzo automatico, un ammontare pari
al maggior valore tra l’1% del totale del corrispettivo di connessione determinato ai sensi delle disposi-
zioni di cui all’articolo 7, ivi incluse le disposizioni di cui al comma 7.2, e 5 (cinque) euro per ogni giorno
di ritardo della realizzazione della connessione, fino a un massimo di 180 (centoottanta) giorni. Nel caso
in cui il predetto ritardo sia superiore a 180 giorni solari, il soggetto responsabile della connessione ne
dà comunicazione all’Autorità che può adottare i provvedimenti di propria competenza. È fatto salvo il di-
ritto, per il soggetto responsabile della connessione, di richiesta di risarcimento del maggior danno.
9.4. L’impresa distributrice è tenuta a comunicare tempestivamente al soggetto responsabile del-
la connessione il verificarsi di cause di forza maggiore o cause imputabili al soggetto responsabile
della connessione o a terzi che comportino la mancata corresponsione dell’indennizzo automatico.

170 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


APPENDICE LEGISLATIVA

9.5. Per la corresponsione al soggetto responsabile della connessione dell’indennizzo di cui ai


commi precedenti si applicano le condizioni previste dall’articolo 69 della Deliberazione n. 4/2004.
9.6. Entro 60 (sessanta) giorni dalla pubblicazione del presente provvedimento, le imprese distri-
butrici pubblicano e trasmettono all’Autorità le regole tecniche per la connessione di impianti di pro-
duzione di energia elettrica alle reti elettriche in bassa tensione dalle medesime gestite.
9.7. Ai fini dell’attuazione del presente provvedimento, si applicano le regole tecniche di connes-
sione alle reti di distribuzione dell’energia elettrica in bassa tensione degli impianti di produzione di
energia elettrica attualmente elaborate ed adottate dalle imprese distributrici ove compatibili con le di-
sposizioni di cui al presente provvedimento e di cui alla Deliberazione n. 88/2007.
9.8. L’eventuale adeguamento della sola potenza disponibile in immissione non comporta un cor-
rispondente adeguamento della potenza impegnata ai fini dell’erogazione del servizio di distribuzione
per i prelievi di energia elettrica.
9.9. Le disposizioni di cui al presente provvedimento trovano applicazione per le richieste di con-
nessione presentate successivamente alla data di entrata in vigore del presente provvedimento.
9.10. Ferme restando le disposizioni di cui ai commi 8.1 e 8.2, nelle more della predisposizione
del portale informatico di cui al comma 8.1, lettera a):
a) il soggetto responsabile della connessione è tenuto ad effettuare la comunicazione di cui al
medesimo comma 8.1, lettera a), utilizzando una scheda anagrafica elaborata da Terna e
pubblicata sul suo sito internet, previamente comunicata alla Direzione mercati dell’Autorità e
positivamente verifica dalla medesima;
b) l’attestazione di cui al comma 8.1, lettera b), è sostituita dall’invio della documentazione com-
provante l’invio a Terna della scheda anagrafica di cui alla precedente lettera a).
9.11. Qualora il codice identificativo di cui all’articolo 37, comma 37.1, della Deliberazione
n. 111/2006, non sia disponibile ai fini delle disposizioni di cui ai commi 4.1, lettera f), 8.1, lettera a)
e 8.4 lettera a), del presente provvedimento, le imprese distributrici forniscono un codice identifica-
tivo univocamente definito per impresa distributrice.
9.12. Entro il 31 ottobre 2007, le imprese distributrici trasmettono all’Autorità un rapporto recante
almeno:
a) il numero di richieste di connessione alle reti elettriche ricevute dalla data di entrata in vigore
del presente provvedimento;
b) il numero di connessioni effettuate;
c) il tempo medio di realizzazione degli interventi;
Tali informazioni dovranno essere fornite:
i. sulla base della potenza richiesta in immissione per potenze inferiori 50 kW, pari o superiori a
50 kW e fino a 1 MW, superiori a 1 MW e fino a 10 MW;
ii. per livello di tensione;
iii. sulla base di un formulario elaborato dalla Direzione Mercati dell’Autorità e pubblicato sul sito
internet dell’Autorità.

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 171


APPENDICE LEGISLATIVA

DELIBERA N. 90/2007
Attuazione del decreto del Ministro dello Sviluppo Economico, di concerto
con il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
19 febbraio 2007, ai fini dell’incentivazione della produzione di energia elettrica
mediante impianti fotovoltaici

L’AUTORITÀ PER L’ENERGIA ELETTRICA E IL GAS

Nella riunione dell’11 aprile 2007

Visti:
– la legge 14 novembre 1995, n. 481;
– il decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387 (di seguito: D.Lgs. n. 387/2003);
– la legge 23 agosto 2004, n. 239 (di seguito: Legge n. 239/2004);
– il decreto del Ministro delle Attività Produttive, di concerto con il Ministro dell’Ambiente e della
Tutela del Territorio 28 luglio 2005, come integrato e modificato dal decreto ministeriale 6 feb-
braio 2006 (di seguito: decreto ministeriale 28 luglio 2005);
– il decreto del Ministro delle Attività Produttive, di concerto con il Ministro dell’Ambiente e della
Tutela del Territorio 6 febbraio 2006 (di seguito: decreto ministeriale 6 febbraio 2006);
– il decreto del Ministro dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministro dell’Ambiente e
della Tutela del Territorio e del Mare 19 febbraio 2007, recante “Criteri e modalità per incentiva-
re la produzione di energia elettrica mediante conversione fotovoltaica della fonte solare, in at-
tuazione dell’articolo 7 del decreto legislativo 29 dicembre 2003” (di seguito: decreto ministe-
riale 19 febbraio 2007);
– il Testo integrato delle disposizioni dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas (di seguito: l’Au-
torità) per l’erogazione dei servizi di qualità dei servizi di distribuzione, misura e vendita del-
l’energia elettrica per il periodo di regolazione 2004-2007, allegato alla deliberazione dell’Au-
torità 30 gennaio 2004, n. 4/2004, e sue successive modifiche e integrazioni (di seguito: Te-
sto integrato della qualità);
– il Testo integrato delle disposizioni dell’Autorità per l’erogazione dei servizi di trasmissione, di-
stribuzione, misura e vendita dell’energia elettrica per il periodo di regolazione 2004-2007 e di-
sposizioni in materia di contributi di allacciamento e diritti fissi, allegato alla deliberazione del-
l’Autorità 30 gennaio 2004, n. 5/2004, e sue successive modifiche e integrazioni (di seguito:
Testo integrato);
– la deliberazione dell’Autorità 14 settembre 2005, n. 188/2005, e sue successive modifiche e
integrazioni (di seguito: Deliberazione n. 188/2005);
– la deliberazione dell’Autorità 19 dicembre 2005, n. 281/2005, e sue successive modifiche e in-
tegrazioni (di seguito: Deliberazione n. 281/2005);
– la deliberazione dell’Autorità 10 febbraio 2006, n. 28/2006, e sue successive modifiche e inte-
grazioni (di seguito: Deliberazione n. 28/2006);
– la deliberazione dell’Autorità 11 aprile 2007, n. 88/2007 (di seguito: Deliberazione n. 88/2007);
– la deliberazione dell’Autorità 11 aprile 2007, n. 89/2007 (di seguito: Deliberazione n. 89/2007);
– la lettera dell’Enea del 2 aprile 2007, prot. n. ENEA/2007/19320/ACS (prot. Autorità n. 8676 del
4 aprile 2007).

Considerato che:
– l’articolo 5, comma 2, del decreto ministeriale 19 febbraio 2007 prevede che l’Autorità definisca:
– le modalità e le tempistiche secondo le quali il gestore di rete comunica il punto di conse-

172 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


APPENDICE LEGISLATIVA

gna ed esegue la connessione di un impianto fotovoltaico alla rete elettrica, prevedendo


penali nel caso di mancato rispetto;
– le modalità con le quali le condizioni di cui al precedente alinea si applicano anche agli
impianti che hanno acquisito il diritto alle tariffe incentivanti ai sensi dei decreti ministeriali
28 luglio 2005 e 6 febbraio 2006;
– l’articolo 10, comma 1, del decreto ministeriale 19 febbraio 2007 prevede che l’Autorità ag-
giorni i provvedimenti emanati in attuazione dei decreti ministeriali 28 luglio 2005 e 6 febbraio
2006, al fine di stabilire le modalità, i tempi e le condizioni per l’erogazione delle tariffe incen-
tivanti di cui all’articolo 6 del decreto ministeriale 19 febbraio 2007 (di seguito: tariffe incenti-
vanti) e del premio di cui all’articolo 7 del predetto decreto ministeriale (di seguito: premio); e
che l’articolo 5, comma 4, del decreto ministeriale 19 febbraio 2007 stabilisce che, nell’ambi-
to del predetto aggiornamento, l’Autorità possa stabilire ulteriori condizioni rispetto a quelle
stabilite dal medesimo decreto;
– l’articolo 10, comma 2, del decreto ministeriale 19 febbraio 2007 prevede che l’Autorità deter-
mini le modalità con le quali le risorse per l’erogazione delle tariffe incentivanti e del premio,
nonché per la gestione delle attività previste dal medesimo decreto, trovano copertura nel get-
tito della componente tariffaria A3.

Considerato che:
– la Deliberazione n. 281/2005 e la Deliberazione n. 89/2007 definiscono le condizioni per l’ero-
gazione del servizio di connessione alle reti elettriche i cui gestori hanno obbligo di connes-
sione di terzi a tensione nominale, rispettivamente, superiore ad 1 kV e minore o uguale ad 1
kV, stabilendo, inoltre:
a) disposizioni particolari per la connessione degli impianti di produzione di energia elettrica
da fonti rinnovabili, in coerenza con quanto previsto dall’articolo 14 del D.Lgs. n. 387/2003;
b) forme di indennizzo automatico verso il soggetto richiedente la connessione nel caso di
mancato rispetto delle tempistiche definite per la comunicazione del punto di consegna e
per l’esecuzione dei lavori di connessione;
– le deliberazioni di cui al precedente alinea risultano applicabili anche per la connessione alla
rete di impianti fotovoltaici e sono coerenti con quanto previsto dall’articolo 5, comma 2, del
decreto ministeriale 19 febbraio 2007;
– con la Deliberazione n. 88/2007, l’Autorità ha introdotto disposizioni inerenti il servizio di misu-
ra dell’energia elettrica prodotta, definendo le responsabilità e le modalità di erogazione del
medesimo servizio;
– la deliberazione di cui al precedente alinea è funzionale alla misura dell’energia elettrica aven-
te diritto alle tariffe incentivanti;
– l’Enea, con lettera del 2 aprile 2007, ha manifestato l’esigenza di disporre di alcuni dati relati-
vi agli impianti fotovoltaici ai fini del monitoraggio di cui all’articolo 15 del decreto ministeriale
19 febbraio 2007, indicando altresì la stima dei costi da sostenere per il medesimo monitorag-
gio nel triennio 2007-2009.

Ritenuto opportuno:
– dare attuazione alle disposizioni di cui all’articolo 5, comma 2, del decreto ministeriale 19 feb-
braio 2007, relativamente alle condizioni per la connessione alla rete di impianti fotovoltaici,
facendo riferimento alle disposizioni di cui alla Deliberazione n. 281/2005 e di cui alla Delibe-
razione n. 89/2007;
– definire, ai sensi dell’articolo 5, comma 2, del decreto ministeriale 19 febbraio 2007 le modali-
tà secondo cui le condizioni previste dalle deliberazioni richiamate al precedente alinea, con
particolare riferimento agli indennizzi automatici, si applichino anche ai soggetti responsabili
che abbiano acquisito il diritto alle tariffe incentivanti ai sensi dei decreti ministeriali 28 luglio
2005 e 6 febbraio 2006;

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 173


APPENDICE LEGISLATIVA

– dare attuazione alle disposizioni di cui all’articolo 10, comma 1, del decreto ministeriale 19
febbraio 2007 definendo ulteriori condizioni secondo quanto previsto dall’articolo 5, comma 4,
del predetto decreto ministeriale, ai fini di garantire certezza, equità di trattamento e non di-
scriminazione a tutti i soggetti responsabili che intendono usufruire delle tariffe incentivanti e
del premio previsti dal medesimo ministeriale 19 febbraio 2007;
– prevedere, in particolare:
a) per quanto concerne l’accesso alle tariffe incentivanti, che il soggetto responsabile del-
l’impianto fotovoltaico debba dichiarare, sotto la propria responsabilità, di rispettare i re-
quisiti per l’ammissibilità alla tariffa incentivante previsti dal decreto ministeriale 19 feb-
braio 2007, nonché:
i. di essere proprietario dell’immobile ove è installato l’impianto o, diversamente, dispor-
re dell’autorizzazione sottoscritta dal proprietario, o dai proprietari, di tale immobile,
qualora detto proprietario/i sia/siano diverso/i dal soggetto responsabile;
ii. di aver conseguito tutte le autorizzazioni necessarie alla costruzione e all’esercizio del-
l’impianto, nel rispetto dei vincoli architettonici e paesaggistici, della normativa esi-
stente in materia di sicurezza durante le attività di costruzione ed esercizio dell’impian-
to e dei relativi allacciamenti;
b) per quanto concerne l’ammissione al premio, che il soggetto responsabile dell’impianto
fotovoltaico debba dichiarare, sotto la propria responsabilità, di rispettare i requisiti per
l’ammissibilità al premio previsti dal decreto ministeriale 19 febbraio 2007;
c) per quanto concerne la gestione dell’impianto fotovoltaico, che il soggetto responsabile
sia tenuto al rispetto dei seguenti obblighi:
i. non alterare le caratteristiche di targa delle apparecchiature di misura e non modifica-
re i dati di misura registrati dalle medesime;
ii. consentire l’accesso all’impianto e alle relative infrastrutture, comprese quelle di misu-
ra dell’energia elettrica prodotta, al soggetto attuatore e agli altri soggetti di cui il sog-
getto attuatore può avvalersi per l’espletamento delle attività di verifica e controllo;
iii. inviare annualmente al soggetto attuatore la documentazione che attesti il possesso,
per l’anno precedente, dei requisiti per acquisire il titolo di autoproduttore di cui all’ar-
ticolo 2, comma 2, del D.Lgs. n. 79/99 ai fini dell’erogazione dell’incremento alla tarif-
fa incentivante di cui all’articolo 6, comma 4, del decreto ministeriale 19 febbraio 2007,
pena il mancato riconoscimento del medesimo incremento;
iv. comunicare al soggetto attuatore il/i nuovo/i numero/i di matricola a sostituzione di
quello/i precedente/i, nel caso in cui uno o più pannelli e/o convertitori della corrente
continua in corrente alternata che compongono l’impianto, a seguito di danni o avarie
non riparabili e che ne rendano necessaria la sostituzione, venga/vengano sostituito/i
con altri di pari potenza;
d) per quanto concerne l’effettuazione delle verifiche e dei controlli di cui all’articolo 11 del
decreto ministeriale 19 febbraio 2007, di prevedere che il soggetto attuatore possa effet-
tuare verifiche di carattere documentale e di carattere tecnico-impiantistico avvalendosi
eventualmente della collaborazione di soggetti terzi abilitati e/o enti di ricerca, di certifica-
zione e/o istituti universitari qualificati nel settore specifico, informando l’Autorità;
– dare attuazione alle disposizioni di cui all’articolo 10, comma 2, del decreto ministeriale 19
febbraio 2007, definendo le modalità con le quali le risorse per l’erogazione delle tariffe incen-
tivanti e del premio, nonché per la gestione delle attività previste dal medesimo decreto, tro-
vano copertura nel Conto per nuovi impianti da fonti rinnovabili e assimilate alimentato dalla
componente tariffaria A3;
– prevedere che i soggetti responsabili di impianti fotovoltaici che hanno diritto alle tariffe incen-
tivanti trasmettano al soggetto attuatore anche i dati richiesti dall’Enea ai fini del monitoraggio
di cui all’articolo 15, comma 1, del decreto ministeriale 19 febbraio 2007;

174 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


APPENDICE LEGISLATIVA

– prevedere che, al fine di consentire il monitoraggio previsto dall’articolo 15, comma 1, del de-
creto ministeriale 19 febbraio 2007, l’Enea, coordinandosi con il soggetto attuatore, individui
un opportuno insieme di soggetti responsabili pubblici, i quali sono tenuti a consentire al-
l’Enea l’installazione di sistemi di rilevamento e comunicazione dati per il monitoraggio tecno-
logico a distanza delle prestazioni degli impianti fotovoltaici

DELIBERA

1. di approvare le disposizioni attuative del decreto del Ministro dello Sviluppo Economico, di
concerto con il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare 19 febbraio 2007,
ai fini dell’incentivazione della produzione di energia elettrica mediante impianti fotovoltaici,
riportate in allegato (Allegato A) al presente provvedimento, di cui forma parte integrante e
sostanziale;
2. di stabilire, ai sensi dell’articolo 5, comma 2, del decreto ministeriale 19 febbraio 2007 che,
per i soggetti responsabili che hanno acquisito il diritto alle tariffe incentivanti ai sensi dei de-
creti ministeriali 28 luglio 2005 e 6 febbraio 2006 i cui impianti non sono ancora stati connessi
alla rete elettrica:
– in caso di connessioni a reti elettriche a tensione nominale:
a) inferiore o uguale ad 1 kV, si applichino le disposizioni di cui all’articolo 9, commi 9.2,
9.3, 9.4 e 9.5 dell’Allegato A alla Deliberazione n. 89/2007, assumendo:
i. il tempo di messa a disposizione del preventivo per la connessione pari al tempo
di cui all’articolo 8, comma 2, del decreto ministeriale 28 luglio 2005;
ii. il tempo di realizzazione della connessione pari al tempo di cui all’articolo 8, com-
ma 3, ultimo periodo del decreto ministeriale 28 luglio 2005;
b) maggiore di 1 kV, si applichi quanto previsto dall’articolo 14, comma 14.1, dell’Allega-
to A alla Deliberazione n. 281/2005 assumendo i tempi di realizzazione degli impianti
e degli interventi di cui all’articolo 8, comma 8.2, lettere a) e b), della medesima deli-
berazione pari al tempo di cui all’articolo 8, comma 3, ultimo periodo, del decreto mi-
nisteriale 28 luglio 2005;
– nel caso in cui la data di ricevimento da parte dell’impresa distributrice della richiesta di
connessione di cui all’articolo 8, comma 1, del decreto ministeriale 28 luglio 2005 sia an-
tecedente all’entrata in vigore della presente deliberazione e l’impresa distributrice non
abbia ancora comunicato il punto di consegna, il tempo di messa a disposizione del pre-
ventivo come definito alla precedente lettera a), punto i., decorre a partire dal primo gior-
no del mese successivo alla data di entrata in vigore del presente provvedimento;
– nel caso in cui la data di ricevimento da parte dell’impresa distributrice della comunicazio-
ne di conclusione dei lavori di cui all’articolo 8, comma 3, secondo periodo, del decreto
ministeriale 28 luglio 2005, sia antecedente all’entrata in vigore della presente deliberazio-
ne, e l’impianto non è ancora stato connesso, il tempo di cui alla precedente lettera a),
punto ii., e lettera b) decorrono a partire dal primo giorno del mese successivo alla data di
entrata in vigore del presente provvedimento;
3. di prevedere, ai sensi dell’articolo 5, comma 2, del decreto ministeriale 19 febbraio 2007 e in
alternativa al precedente punto 2., che i soggetti responsabili di impianti che hanno acquisi-
to il diritto alle tariffe incentivanti ai sensi dei decreti ministeriali 28 luglio 2005 e 6 febbraio
2006 possano richiedere la connessione alle reti elettriche con obbligo di connessione di ter-
zi ai sensi della Deliberazione n. 281/2005 o della Deliberazione n. 89/2007. In tal caso de-
cade l’eventuale precedente richiesta e si applica quanto previsto dalle deliberazioni richia-
mate, anziché quanto previsto dall’articolo 8, commi 2 e 3, ultimo periodo, del decreto mini-
steriale 28 luglio 2005. Qualora il soggetto responsabile abbia già versato acconti all’impre-
sa distributrice competente per la realizzazione della connessione, tali acconti devono esse-
re considerati validi ai fini della nuova richiesta di connessione;

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 175


APPENDICE LEGISLATIVA

4. di abrogare l’articolo 3, commi 3.1, 3.2, 3.3 e 3.4, della Deliberazione n. 188/2005, oltre che
l’Allegato A alla medesima deliberazione;
5. di trasmettere il presente provvedimento al Ministro dello Sviluppo Economico, al Ministro
dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, alla società Gestore dei servizi elettrici
S.p.A. e alla Cassa conguaglio per il settore elettrico;
6. di pubblicare il presente provvedimento sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e
sul sito internet dell’Autorità (www.autorita.energia.it), affinché entri in vigore dalla data di
pubblicazione.

176 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


Guida all’installazione e all’uso del software

Introduzione
Il CD-ROM allegato alla presente pubblica contiene una ricca documentazione che
è frutto dell’esperienza diretta in campo, sia in ambito alla progettazione che all’instal-
lazione di impianti fotovoltaici.
Progettisti e tecnici del settore potranno ricavarne informazioni chiare e molto prati-
che. Sono infatti inclusi i modelli di istanze e autorizzazioni da presentare presso gli uf-
fici tecnici preposti o le soprintendenze (autorizzazione edilizia, comunicazione di ini-
zio lavori, d.i.a.) e schemi elettrici di pronto utilizzo.
Come contributo tecnico pratico, è stato inserito, inoltre, il progetto preliminare re-
lativo ad un sistema fotovoltaico da 4,8 kWp illustrato al capitolo 3 della presente pub-
blicazione (Montaggio e messa in servizio di un impianto: caso pratico, p. 59).
La documentazione è disponibile nelle seguenti sezioni del software:
– Progetto preliminare_4,8 kWp;
– Schemi elettrici_CAD in formato DWG;
– Schemi elettrici_CAD in formato DXF;
– Modulistica;
– Normativa;
– Documentazione fotografica di cantiere;
– Documentazione fotografica di impianti.

Requisiti minimi hardware e software


– Processore Pentium II;
– 128 Mb di RAM;
– 150 Mb liberi sull’Hard Disk;
– Microsoft Windows 98;
– Word processor (consigliato Microsoft Word 2000);
– Programma per gestire fogli di calcolo (consigliato Microsoft Excel 2000);
– CAD compatibile con file in formato DWG e DXF (consigliato AutoCAD 2007);
– Adobe Reader 4.0;
– Framework .NET 2.0 (incluso nel cd-rom).

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 177


GUIDA ALL’INSTALLAZIONE E ALL’USO DEL SOFTWARE

Richiesta della “password utente”


L’utilizzo del software è subordinato alla relativa registrazione con la “password
utente” che si richiede con la seguente procedura:
1. Collegarsi all’indirizzo internet
http://www.grafill.it/pass/342_8.php
2. Nella sezione attribuzione password inserire i codici “A” e “B” riportati alla fine
del volume e cliccare sul pulsante [VERIFICA CODICI].
3. Compilare la successiva maschera anagrafica inserendo un indirizzo di posta
elettronica, indispensabile per la ricezione della “password utente”.
4. La “password utente” vi sarà inoltrata, in tempo reale, all’indirizzo e-mail comu-
nicato in fase di registrazione.

Procedura per l’installazione del software


1. Con l’autorun abilitato inserire il CD-ROM nell’apposito drive e, alla visualizza-
zione della finestra di setup, cliccare sul pulsante [INSTALLA IL PRODOTTO] per
completare la procedura.

Il presente CD-ROM, parte integrante


del volume Impianti fotovoltaici, con-
sente l’installazione di un software per
la gestione della documentazione utile
ad operatori, tecnici e professionisti che
si occupano di sistemi fotovoltaici.
La documentazione è disponibile nelle
seguenti sezioni del software:
– PROGETTO PRELIMINARE_4,8 kWp
– SCHEMI ELETTRICI_CAD IN DWG
– SCHEMI ELETTRICI_CAD IN DXF
– MODULISTICA
– NORMATIVA
– DOCUMENTAZIONE
FOTOGRAFICA DI CANTIERE
– DOCUMENTAZIONE
FOTOGRAFICA DI IMPIANTI

2. Con l’autorun disabilitato svolgere la seguente procedura:


a] Inserire il CD-ROM nell’apposito drive.
b] Cliccare sul pulsante [Start] di Microsoft Windows e selezionare [Esegui].

178 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


GUIDA ALL’INSTALLAZIONE E ALL’USO DEL SOFTWARE

c] Nel campo [Apri] digitare D:\setup\setup.exe


(N.B.: in genere “D” identifica l’unità CD-ROM; verificare il nome della vostra
unità CD-ROM da “Gestione Risorse”).
d] Cliccare sul pulsante [OK] per completare la procedura.

Procedura per la registrazione del software


Ottenuta la “password utente” come indicato nell’apposito paragrafo, effettuare la
registrazione del software svolgendo la seguente procedura:
1. Avviare il software dal seguente percorso di Microsoft Windows:
[Start] > [Programmi] > [Grafill] > [Guida FOTOVOLTAICO]
2. Inserire [Cognome], [Nome], [Codice A], [Password] nella maschera di regi-
strazione e cliccare sul pulsante [OK] per avviare il software.

Procedura per l’utilizzo del software


Svolta la procedura di installazione e di registrazione indicata ai paragrafi prece-
denti, avviare il software dal seguente percorso di Microsoft Windows:
[Start] > [Programmi] > [Grafill] > [Guida FOTOVOLTAICO]
e verrà visualizzata la finestra principale del software (vedi figura sottostante) che ri-
porta le sezioni nelle quali trovare la documentazione disponibile:

Espandere la struttura ad albero della sezione di proprio interesse e per aprire uno
dei documenti cliccare sulla relativa etichetta.

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 179


Bibliografia

Angioni R., Crovetti D., La sicurezza nelle coperture, Grafill, ottobre 2009.

Bordolli G., Di Nicola M., Rana M., Impianti fotovoltaici e nuovo conto energia nei con-
domini, Maggioli Editore, dicembre 2007.

Caffarelli A., De Simone G., Stizza M., D’Amato A., Sistemi solari fotovoltaici: progetta-
zione e valutazione economica in conto energia, Maggioli Editore, marzo 2009.

CEI – Comitato Elettrotecnico Italiano, Guida alla realizzazione dei sistemi di generazio-
ne fotovoltaica collegati alle reti elettriche di media e bassa tensione, Edizione 2007.

Falk A., Durschner C., Remmers K.H., Il fotovoltaico per professionisti. Vendita, proget-
tazione e montaggio di impianti fotovoltaici, DEI Tipografia del genio civile.

Monteleone G., Edilizia privata in Sicilia, VI edizione, Dario Flaccovio Editore.

TNE – Tuttonormel in collaborazione con GSE, Guida blu n. 15 Fotovoltaico, Edizioni


TNE, febbraio 2008.

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE 181


ANNOTAZIONI

182 IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE


LICENZA D’USO
SI PREGA DI LEGGERE QUESTA LICENZA CON LA MASSIMA ATTENZIONE PRIMA Dl FARE USO DEL
SOFTWARE ALLEGATO. L’APERTURA DELLA CONFEZIONE SIGILLATA COMPORTA L’ACQUISTO DEL
SOFTWARE, PERTANTO L’EVENTUALE ACCETTAZIONE DELLA RESA DEL PRODOTTO È SUBORDINATA
ALL’INTEGRITÀ DELLA CONFEZIONE.
IL COMPACT DISC ALLEGATO COSTITUISCE PARTE INTEGRANTE DELLA PUBBLICAZIONE E NON PUÒ
ESSERE VENDUTO SEPARATAMENTE.
L’INSTALLAZIONE DEL SOFTWARE ALLEGATO COMPORTA L’ACCETTAZIONE DEI TERMINI DEL PRE-
SENTE CONTRATTO.

1. Licenza e restrizioni. La GRAFILL S.r.l. conferisce licenza di applicazione del software, ma rima-
ne titolare sia dell’applicazione che della relativa documentazione. Questa licenza consente di fa-
re uso del software su un singolo computer e, pertanto, non potrà essere utilizzato in rete, dato in
locazione, leasing o comodato ad un altro utente, nè essere decodificato o decompilato. L’utente
potrà effettuare una sola copia del software esclusivamente per esigenze di archivio installandolo
su un singolo disco fisso e non potrà rimuoverne od alterarne il marchio ed il nome commercia-
le, indicazione di copyright.
2. Garanzia. La GRAFILL S.r.l. garantisce che il software allegato funziona in sostanziale conformi-
tà con il manuale d’uso e che il compact disc (CD) è immune da difetti materiali e di fabbricazio-
ne in condizioni normali d’uso per un periodo di un anno dalla data di acquisto. Il CD è stato ac-
curatamente testato prima e dopo la duplicazione ed è esente da virus. La GRAFILL S.r.l. è tenu-
ta, a sua scelta e dietro restituzione del prodotto stesso, alla sostituzione dei CD che risultino di-
fettosi in normali condizioni d’uso o al rimborso del prezzo pagato dall’acquirente. Non ga-
rantisce, invece, la sostituzione di CD danneggiati per uso improprio o per erronea applicazione.
3. Esonero dalla garanzia. La verifica dell’idoneità, dell’installazione, dell’uso e della gestione del
programma sono responsabilità esclusiva dell’utente. La GRAFILL S.r.l. non garantisce che le
funzioni contenute nel software siano idonee a soddisfare le esigenze dell’utente né garantisce
che i difetti riscontrati nel software vengano corretti. Non garantisce altresì circa i danni od i be-
nefici ottenuti dalla utilizzazione del software. L’esonero di garanzia qui contemplato è da inter-
pretarsi secondo quanto previsto dalle norme applicabili ed è da ritenersi inefficace limitatamen-
te ad eventuali clausole che dovessero risultare incompatibili con le prescrizioni di legge.
4. Limiti di responsabilità. La GRAFILL S.r.l. è espressamente sollevata da ogni responsabilità per
qualsiasi danno, diretto od indiretto, di ogni genere e specie derivante dall’uso del software com-
preso, tra l’altro, quello improprio, erroneo o fraudolento. L’esonero si applicherà anche nel caso
in cui la GRAFILL S.r.l. od un suo rappresentante autorizzato siano stati preventivamente infor-
mati del possibile verificarsi di danni.
In nessun caso il limite di responsabilità a carico della GRAFILL S.r.l. potrà superare l’importo
versato per l’acquisto del volume incluso il software allegato.
5. Interezza dell’accordo. Questa licenza costituisce accordo tra le parti sulla licenza d’uso del pre-
sente software ed annulla ogni altra eventuale intesa e/o comunicazione precedente o contempo-
ranea, sia essa in forma orale che scritta. Le eventuali modifiche od integrazioni di questa licenza
dovranno essere effettuate esclusivamente in forma scritta e dovranno essere effettuate dalla
GRAFILL S.r.l. o da un suo rappresentante autorizzato.
Per qualsiasi controversia sarà competente il Foro della città sede della casa editrice.

© GRAFILL S.r.l. Via Principe di Palagonia, 87/91 – 90145 Palermo


 Telefono 091.6823069  Fax 091.6823313  Internet: http://www.grafill.it  E-mail: grafill@grafill.it

Nota per i rivenditori: l’eventuale accettazione della resa è subordinata all’integrità della confezione. Per
qualsiasi delucidazione rivolgersi direttamente alla casa editrice.
S C H E D A D I R E G I S T R A Z I O N E D E L S O F T W A R E A L L E G AT O A L V O L U M E
IMPIANTI FOTOVOLTAICI. DAL SOPRALLUOGO ALLA REALIZZAZIONE

L’adesivo in questo riquadro riporta i codici “A” e “B” necessari per la REGISTRAZIONE DEL SOFTWARE

PER LA REGISTRAZIONE ON-LINE COLLEGARSI ALL’INDIRIZZO INTERNET


http://www.grafill.it/pass/342_8.php

PER LA REGISTRAZIONE A MEZZO FAX, COMPLETARE LA SCHEDA DI REGISTRAZIONE SOTTOSTANTE


E TRASMETTERE L’INTERA PAGINA PER FAX AL NUMERO 091/6823313

Nome ............................................................................................................................................................................................................................

Cognome .....................................................................................................................................................................................................................

Professione .................................................................................................................................................................................................................

Indirizzo .......................................................................................................................................................................................................................

C.A.P. .............................. Città .......................................................................................................................................... Prov. ..............................

Tel. ............................../...................................................... Fax............................../.......................................................

E-Mail ............................................................................................................................................................................................................................

Firma ............................................................................................................................................................................................................................

Il trattamento dei dati che La riguardano è svolto nel rispetto di quanto stabilito dal D.Lgs. n. 196/2003 sulla tutela dei dati personali e nell’ambito della banca dati della GRAFILL S.r.l.. Titolare del trat-
tamento è GRAFILL S.r.l. con sede a Palermo, via P.pe di Palagonia n. 87/91. Per il trattamento dei dati, nel precisarLe che è effettuato da nostro personale con la garanzia della massima riservatez-
za, Le garantiamo che lo stesso è effettuato per consentirci di aggiornarLa sulle novità e sulle iniziative della società. I Suoi dati non saranno diffusi o comunicati a terzi e, comunque, Le confermia-
mo che potrà chiedere, in qualsiasi momento, la modifica o la cancellazione degli stessi inviando la sua richiesta all’attenzione del servizio clienti. Le comunichiamo, altresì, che potrà avvalersi in qual-
siasi momento, del diritto di recesso previsto dall’articolo 7 del D.Lgs. n. 196/2003 e, comunque, se già da ora decide di non ricevere altre comunicazioni, barri la casella riportata a fianco 

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