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ANATOMIA E FISIOLOGIA

Conoscendo il nostro organo vocale riusciremo a sfruttare al meglio le caratteristiche della nostra
voce e saremo in grado di non superare certi pericolosi limiti.
Un buon equilibrio tra apparato respiratorio,laringeo e risonatore faranno di noi degli artisti ancora
più completi.
APPARATO RESPIRATORIO
Formato da polmoni,diaframma e muscoli della respirazione.
Polmoni: sono 2 e si trovano all’interno della cassa toracica,sono arrotondati in alto e hanno una
base concava che appoggia sul diaframma.
Al loro interno avvengono gli scambi gassosi tra aria e sangue.
Diaframma:muscolo laminare e tendineo che separa la cavità toracica da quella addominale.
Sotto di esso vi sono degli importanti organi vitali quali stomaco,fegato…intestini…
Muscoli della respirazione:intercostali ,obliqui e retto addominale e i muscoli dorsali.
APPARATO LARINGEO
L’aria che dai polmoni risale lungo la trachea giunge fino alla laringe:lo strumento del cantante in
grado di trasformare l’aria in suono.
La laringe è un organo mobile formato da uno scheletro cartilagineo unito da
legamenti,muscoli,tessuto connettivo e da una mucosa di rivestimento.
Alla base dello scheletro vi è la cartilagine cricoidea sulla quale si inserisce il bordo inferiore della
cartilagine tiroidea.
All’interno della cavità formata dalle 2 cartilagini si trovano altre 2 cartilagini di forma piramidale
chiamate aritenoidi (in esse si inseriscono le corde vocali) che si muovono in senso rotatorio su sé
stesse e permettono ai muscoli vocali di tendersi e muoversi.
Sopra la glottide (spazio orizzontale delimitato dal bordo libero delle corde vocali:triangolare
quando le corde sono abdotte e virtuale quando le corde sono addotte) vi è una cartilagine lunga
(arriva fin dietro la lingua) e stretta a forma di fogliolina chiamata epiglottide.
Funge da coperchio:chiude la glottide durante la deglutizione affinchè il cibo non vada di
“traverso”,ma finisca correttamente nell’esofago che si trova dietro la trachea.
A chiusura della parte alta della glottide vi sono le corde vocali (labbra vocali o pliche vocali) sono
2 e di colore biancastro,presentano un bordo libero e uno spessore che verso l’interno tende a
diminuire; sopra vi sono 2 intercapedini (i ventricoli del Morgagni dove avviene la prima
vibrazione) e,distanti circa 2 mm dalle corde vere,vi sono le false corde (fasci privi di muscoli,che
hanno solo funzione protettiva).
Distinguiamo la muscolatura estrinseca della laringe da quella intrinseca soffermandoci su 2
importanti muscoli interni:il TIROARITENOIDEO (O MUSCOLO VOCALE,la sua attività è
massima nei suoni di petto e minima o nulla nel falsetto) e il CRICOTIROIDEO (La sua attività è
minima nei suoni gravi del registro pieno con consonanza di petto e massima nei suoni del registro
pieno con consonanza di testa)
APPARATO RISONATORE (O VOCAL TRACT:faringe-cavità orale-nasale (rinofaringe) ovvero
spazi contenenti aria la quale vibra quando investita dall’onda sonora )
L’apparato risonatore è quello che determina la pasta (o timbro) della nostra voce.
Il suono prodotto a livello delle corde vocali sarebbe solo un ronzio se non ci fossero i
risuonatori,ovvero tutte quelle cavità di cui sopra che si trovano dalle corde vocali in su.
Il suono lungo il tratto vocale incontra ossa,cavità oro-faringea (che amplifica i suoni) e cavità
nasali e parti molli (come la faringe,la lingua,il palato molle ecc..)
La forma e il volume del tratto vocale si possono modificare a seconda delle necessità del cantante.
Il torace,il petto o altre parti del corpo non citate non risuonano,ma CONSUONANO.
Una voce ben impostata è ben amplificata e può cambiare “colore” .
IL PALATO MOLLE
Ed eccoci nuovamente insieme per parlare di una delle parti piu’ importanti del tratto
vocale,ovvero il palato molle o velo palatino.
Il palato molle è situato alla fine di quello duro,sul suo margine libero,al centro,scende l’ugola;in
anatomia isola la cavità del rinofaringe durante la deglutizione.
È la parte mobile del palato duro,e termina con 2 pieghe chiamate pilastri palatini (tali pilastri
delimitano la fossa tonsillare in cui è accolta la tonsilla palatina).
Nel palato molle vi sono 5 muscoli:
tensore,elevatore,azygos,palatoglosso e palato faringeo.
Durante la fonazione il palato molle indirizza il flusso aereo proveniente dalle corde vocali o verso
le coane o verso la cavità orale,con una vasta gamma di movimenti di abbassamento o
sollevamento; all’inizio dello studio del canto,per percepirne i movimenti,si richiede all’allievo di
sollevare il palato molle emettendo la vocale I o di abbassarlo minimamente mentre si canta una A
o una O,o addirittura totalmente durante le emissioni di consonanti nasali.
Questo fa capire quanto i movimenti del palato molle agiscano sul timbro vocale dell’individuo in
esame; per tanto,quando il palato molle è sollevato (come all’inizio di uno sbadiglio per intenderci)
la cavità faringea è più ampia e l’onda sonora è libera di attraversare il palato (molle e duro) che a
sua volta riflette verso l’esterno tali suoni.
Non tutti sono in grado di eseguire da subito tale manovra,l’impostazione vocale è difficilissima da
insegnare,ma oggi vogliamo provarci con dei semplici esempi.
I timbri più difficili da correggere sono 2:
nasale e ingolato e sono dovuti ad un uso scorretto del velo,da tensioni,atteggiamenti articolatori
rigidi (mandibola rigida) o tremori linguali e labiali.
Il motivo per cui si ha una voce nasale sta nel fatto che non si riesce ancora perfettamente ad alzare
il palato molle,pertanto il palato risulterà aperto,il velo abbassato e la risonanza della cavità orale
completamente compromessa ed esclusa dall’intero processo.
Il suono nasale qui ottenuto è molto piccolo ,cantare così non va bene,ma si puo’ decidere di
scegliere questa posizione per lo studio della sensazione muscolo scheletrica che si ha nella zona
della maschera di cui vi parlerò più avanti.
Addirittura per alcune categorie di persone che usano spesso la voce è utile abbinare alla nasalità la
riduzione dello spazio tra aritenoidi ed epiglottide, migliorando così la qualità acustica udibile a
distanza,il suono viene percepito meglio ed è un ottimo espediente che permette,ad esempio ad un
insegnante,di gestire meglio il volume.
Un altro tipo di voce nasale,o seminasale,è ottenuta da un palato molle semi abbassato:la sua
posizione intermedia fa si che l’aria espirata e divenuta suono si incanali una parte verso le coane e
una parte verso la bocca,anche in questo caso il suono non è bellissimo,ma la percezione vibratoria
ottenuta è simile a quella percepita durante la produzione dei suoni bassi,quindi come motivo di
studio la si può prendere in considerazione.
La voce ingolata invece è data da un palato molle sollevato,quindi chiuso,ma non arcuato,con
costrizione a livello muscolare,per tanto la voce rimane costretta nel retrobocca e il suono così
ottenuto è spinto o pressato,la voce è quasi gridata..questo stress vocale a lungo andare,se non si
corregge,può dare origine a tensioni al collo non indifferenti ed è tipico di chi non sa impostare la
voce.
Paradossalmente a chi ha una voce ingolata si richiedono degli esercizi di nasalizzazione al fine di
abbandonare l’eccessivo lavoro in laringe per iniziarne uno meno stressante a livelli più alti.
Ma ora vediamo come impostarla:
per ampliare la cavità faringea,per non creare tensioni e forti stress,il palato deve essere chiuso,ma il
palato molle deve essere arcuato,l’esempio che si fa sempre agli studenti è quello di immaginare di
avere una pallina da tennis in fondo alla bocca,o una patata molle che durante la fonazione non si
deve schiacciare.
REGISTRI VOCALI
Nel canto la definizione e il numero dei registri è sempre materia dibattuta tra tutti.
Molti associano le qualità vocali mantenute su determinate frequenze e intensità a dei veri e propri
registri, quando iniziai lo studio del canto mi dissero che nel pop i registri erano i
seguenti:fry,pieno,passaggio,falsetto (negli uomini) testa (nelle donne) e fischio.
Ora vorrei subito fare una precisazione:per registro io oggi intenderò un ambito di frequenze che
possiedono uno stesso timbro vocale e in cui tutti i toni vengono percepiti come prodotti in modo
simile,per tanto i registri vocali sono eventi di tipo esclusivamente laringeo.
Una serie cioè di suoni contigui di uguale timbro prodotta da uno stesso meccanismo laringeo in
equilibrio con particolari adattamenti delle cavità di risonanza..
Ogni altro movimento del tratto vocale che da origine a dei suoni particolari viene chiamato registro
di secondo ordine.
Tra poco vi dirò quali sono i registri “veri”,ma prima ci tengo a sottolineare che la cosa più
importante da fare,quando si studia canto,è cercare di trovare un’unica voce in grado di ottimizzare
i passaggi da un registro all’altro senza modificare troppo il timbro vocale.
I meccanismi intesi come registri laringei sono 2:meccanismo pesante (o registro pieno) o voce
piena che include sia la voce di petto (suoni gravi) che la voce di testa (suoni acuti) e meccanismo
leggero (o registro di falsetto).nella voce di petto la tensione longitudinale delle corde vocali è
ridotta ,salendo verso gli acuti l’attività del muscolo vocale diminuisce parzialmente e
gradualmente,come contrastando la subentrante attività del cricotiroideo ,le vibrazioni sono
trasmesse a trachea e bronchi da qui il termine di voce di petto o percepite in testa ,da qui voce di
testa
Salendo arriveremo al famoso passaggio di registro fino alla voce di testa dove la contrazione del
muscolo cricotiroideo è massima (minima invece nei suoni gravi dove prevale invece l’azione del
tiroaritenoideo)
Concludendo i registri di primo ordine sono i seguenti:
pieno (di petto e di testa)
medio (a metà tra il registro pieno e il falsetto:usato dalla donna nei suoni medi e acuti e nell’uomo
negli acuti)
falsetto (registro utilizzato al fine di preservare la voce piena evitando la paura degli acuti e la paura
di forzare).
Un registro sarebbe allora determinato dall’effetto acustico o risultato sonoro di meccanismi
laringei fisiologicamente differenziati.
Tale differenzialità viene a caratterizzarsi nel rapporto tensorio tra 2 sistemi muscolari:i muscoli
cricotiroidei,che gestiscono la tensione longitudinale (e quindi l’estensione della voce) agendo
contemporaneamente come destabilizzatori della resistenza glottica adduttoria,e i muscoli
cricoaritenoidei laterali,interaritenoidei e tiroaritenoidei,che aumentano la massa e la resistenza
adduttoria delle corde vocali.
Sarebbe proprio questo rapporto a determinare le variazioni nel tempo di contatto glottico che sono
all’origine dei registri laringei primari
UN TUFFO NELLA LIRICA
Parliamo ora dei registri di secondo ordine definiti anche come suoni aperti o suoni coperti,che
invece risultano legati a fenomeni di adattamento dei risuonatori.
La copertura (o registro di risonanza ) avviene in fase di passaggio di registro (con voce piena dai
suoni medi agli acuti con consonanza di testa negli uomini e dai gravi a voce piena con consonanza
di petto agli acuti con consonanza di testa nelle donne) e si effettua abbassando laringe e
mandibola,appiattendo la lingua e la base della lingua e allargando il cavo orofaringeo alzando il
palato molle.
Un suono aperto invece presenta una laringe elevata con epiglottide abbassata,una muscolatura
contratta,concavità strette,un velo fortemente elevato e una base lingua verso la parete posteriore
della faringe.
REGISTRI BASATI SU RICERCHE FISIOLOGICHE
Benché una classificazione dei registri basata solo sui fenomeni laringei non tiene sufficientemente
conto delle grandi variazione timbriche che il canto sa realizzare,la ricerca fisiologica ha ormai
stabilito che all’origine dei registri esiste un meccanismo correlato a determinare caratteristiche
vibratorie delle corde vocali.
Sono stati evidenziati 4 meccanismi:
nel meccanismo M0 le corde vocali sono accorciate e spesse,(o molli nel fry)e sono prodotte
solitamente le frequenze più gravi dell’estensione
La fase di chiusura glottica è molto lunga.
Nel meccanismo M1,o modale,le corde vocali sono spesse e vibranti per l’intera loro lunghezza,con
un’ampia differenza di fase verticale e importante coinvolgimento in ampiezza della massa
vibrante,il corpo cordale è rigido,ed è il meccanismo usato da maschi sia in voce piena con
consonanza di petto,sia in voce piena consonante di testa,e femmine nel settore grave e centrale
dell’estensione, ossia nella voce piena consonante in testa.
Nel meccanismo M2 la massa vibrante è solo quella del bordo e l’ampiezza di vibrazione è ridotta
rispetto al precedente meccanismo,gli strati sono stirati e le fibre collagene del legamento cordale le
più tese; si tratta del meccanismo usato dai toni medi agli acuti del registro pieno consonante di
testa nelle donne e nel registro di falsetto (massa rigida).
Nel meccanismo M3 le corde sono sottili e tese,con ampiezza vibratoria molto ridotta,talora con
assenza di contatto dei bordi cordali e si usa negli acuti di fischio (o flauto).
I termini falsetto,modalità sottile e registro leggero sono prodotte dal meccanismo 2,dove cioè la
massa vibrante coinvolta è molto piccola e le corde vocali vibrano solo nella loro parte superficiale.
Il muscolo vocale non prende parte alla vibrazione.

Nota:il falsettone si distingue dal falsetto perché si esegue a laringe abbassata con relativo
allungamento del vocaltract e relativo scurimento timbrico.

ESERCIZI DI EMISSIONE
Dopo aver eseguito gli esercizi di rilassamento degli arti,del collo e del viso,prepariamo
lingua,mandibola,gola e labbra all’emissione.
Iniziamo con delle masticazioni lente ed esagerate.
• Masticare a labbra chiuse, emettendo una sorta di "umn" continuo.
• Ripetere l’esercizio precedente alternando labbra chiuse a labbra aperte trasformando il suono in
una sorta di "gnam”.
Proseguiamo con un sospiro seguito da un sonoro sbadiglio.
In seguito inspiriamo come quando ci prepariamo a sbadigliare (il velo si alza,la laringe scende) ed
espiriamo emettendo un sospiro glissando da un tono acuto ad uno più grave.
Con questo esercizio favoriremo un attacco morbido e ridurremo le tensioni laringee.
L’esercizio verrà poi esteso alle vocali al fine di allenare anche le risonanze orofaringee.
Le vocali che utilizzeremo saranno:
dall’acuto al grave:U-O-A
dal grave all’acuto:A-O-U
• Aprire e chiudere la bocca prima lentamente e poi al massimo (senza esagerare).
• Muovere la mandibola a destra e a sinistra e la massaggio.
• Stretching della lingua: a destra, sinistra, in alto, in basso ed infine appoggiando la
punta della lingua contro gli incisivi inferiori portare il centro della lingua in avanti.
• Roteare la lingua, sei volte in un senso e sei volte nell'altro, facendola passare tra
labbra e denti. Ripetere lo stesso esercizio ma con la lingua fuori dalla bocca,ed effettuare
l’esercizio del “mandolino”
• Pernacchie con la lingua a diverse frequenze.
• Gonfiare le guance e spremerle con la mano producendo una pernacchia con le
labbra.
• Sciacqui della bocca e massaggi alla base-lingua
• Pernacchie con le labbra in tutte le direzioni: in avanti, destra, sinistra, in alto, in alto
a destra, in alto a sinistra, in basso.
• Pronunciare senza suono, in modo marcato, una “U” seguita da una "X",imito un pesce gonfiando
le guance e aprendo e chiudendo la bocca,imito un coniglietto e poi sorrido vistosamente.
• Rilassamento guance tipo "cavallo" e trilli labiali e linguali su nota ferma

ESERCIZI DI RISCALDAMENTO VOCALE (PARTE PRIMA)


esercizi utili per tutti che ci permetteranno di cantare bene!
È inutile negarlo:tutti dobbiamo scaldare la voce prima di cantare,altrimenti lo faremo mentre
cantiamo con il rischio di ritrovarci fuori uso dopo un paio di canzoni!
Gli esercizi sono tanti .provateli tutti e poi scegliete quelli che secondo voi funzionano meglio su di
voi,l’importante è capire per quanto tempo dovete farli!!
Ad esempio:se dovete cantare un paio d’ore ricordatevi di scaldare la voce per un quarto d’ora
circa,se dovete esibirvi in un solo brano,allora il riscaldamento dovrà essere più lungo e può durare
anche 30740 minuti.
Per tanto,il tempo dedicato al riscaldamento dovrà sempre essere inversamente proporzionale alla
durata della performance.
Cominciamo:
esercizi di respirazione
inspiro dal naso ed espiro dal naso per circa 15/20 volte
inspiro dal naso ed espiro dalla bocca dolcemente come se stessi soffiando su una tazza di tè
cercando di non fare uscire il liquido dai bordi (il soffio sarà freddo).
Inspirazione rapida ed espirazione lenta con soffio “caldo” (a bocca aperta e faringe rilassata)
Inspiro normalmente,pausa,espiro muovendo lentamente la testa da un lato all’altro.
Prolungare successivamente il tempo di espirazione piegando la testa più volte e variando il flusso
aereo e l’intensità del soffio.
Inspirazione lenta,mantenendo la testa flessa sul tronco,espirazione alzando lentamente la testa
verso l’alto,poi verso il basso,una volta,poi 2,poi 3 poi 5 volte.
Ci sediamo,piedi leggermente separati,tronco flesso,testa appoggiata sulle ginocchia,braccia
abbandonate ai lati,inspiriamo cercando di ampliare la zona dorso-addominale ed espiriamo
lentamente.
Sempre seduti ,tronco flesso in avanti,inspiro portando il tronco in posizione eretta ed espiro
riportandomi nella posizione iniziale,sempre molto lentamente.
Inspirazione lenta mantenendo la testa flessa in avanti,espirazione effettuando una rotazione
completa del capo da destra verso sinistra e viceversa.
Inspirare flettendo lateralmente il tronco verso destra,braccio destro sul fianco,mentre il braccio
sinistro viene alzato sopra la testa;una volta raggiunta questa posizione continuare l’inspirazione
dilatando il più possibile le costole fluttuanti. Espirare facendo discendere lentamente il braccio ed
eseguire anche dall’altra parte.
Compiere lentamente una decina di atti respiratori attraverso la bocca,mantenendo in trazione
esterna la lingua.
Inspiro come se stessi annusando un fiore ed espiro emettendo una FFFFF…. Come se stessi
soffiando su un soffione (ripetere l’esercizio per circa 10 volte)
Inspirare come nell’esercizio sopra ed espirare emettendo una SSSS…per una decina di volte
Inspirare come sopra ed emettere una VVVVV…. E poi una ZZZZ..(come una zanzarina)
Vocal fry
Inspirazione rapida,espirazione lenta dapprima afona poi a poco a poco sonorizzata su U ed O.
Inspirazione rapida seguita da espirazione emettendo a lungo e finché si ha fiato ieì-ieì-ieì…
ESERCIZI DI RISCALDAMENTO VOCALE (PARTE SECONDA)
iniziamo con gli
Esercizi vocali
Inspirazione lenta nasale ed espirazione buccale emettendo “huummmm”…(chiamato anche
humming o suono muto) su una nota comoda,sulla “M” chiudo la bocca
(il suono è nasale,se tappo il naso il suono non esce).
La M dovrà risuonare nella maschera (le labbra e la punta del naso prudono!!),agevolerà la chiusura
cordale e favorirà un attacco morbido.
Dopo una “M” ferma,muoverò il suono mentre effettuerò una masticazione,mantenendo comunque
inalterati proiezione e “prurito”!!
Muovere il suono su tutte le note “comode” dell’allievo,e cioè tutte quelle di conversazione che
utilizziamo nel parlato abituale.
Vocalizziamo in seguito la M su una seconda ascendente e discendente,una terza ascendente e
discendente,cercando di aumentare progressivamente la durata dell’emissione ripetendo più volte i
vocalizzi.
Aggiungiamo alla M la vocale o in questo modo.
“mmmmmoooooommmmm mmmmmoooommmmmm mmmmoooommmmmm”
Ripetere sostituendo la “o” con la “u” ,la “a”,la “e” e infine la “i” e poi combinando le vocali con le
consonanti f,v,z ed m in questo modo:
“ffffffooooommmm”“ssssoooooommmm”“vvvvvvvoooooooommmm”“zzzzzzzoooooooommmm”
Ripetere sostituendo con la “u”,la “a”,la “e” e la “i”.
Ripete mmmoooommm sullo stesso tono di seconda ascendente e discendente e di terza ascendente
e discendente,e poi sempre sullo stesso tono ripetere con mmmmuuuummmm-mmmaaaammmm-
mmmmeeeeemmmm-mmmmiiiimmmm
Pronunciare le vocali su un’unica nota:
aiaiaiiii
eieieiiii
oioioiiii
uiuiuiiii
esercizi per l’attacco vocale
con vocale:
am-em-im-om-ummmmmmmmm
af-ef-if-of-uffffffffffffff
ap-ep-ip-op-up
ab-eb-ib-ob-ub
av-ev-iv-ov-uvvvvvvv
con consonante:
pa-pe-pi-po-puuuuuuuu
pa-pa-pa
pe-pe-pe…….
Ripetere con s / f / k
Crescendo su mmmmmooooommm e poi con tutte le altre vocali,poi glissare.
Filato su mmmmooooommme poi tutte le altre vocali
Vocalizzi di quarta ascendente e discendente
Trillo labiale a cui aggiungo una “a” aprendo la bocca,quasi in maniera rallentata per non dare
squilibri a livello della bocca che si dovrà aprire pochissimo ed effettuare una messa di voce,infine
vocalizzerò “i” su una prima,una seconda e una terza,”a” su una quarta e di nuovo scendendo su una
terza,e infine “o” su seconda e tonica.
Leggere solo le vocali di una frase.
cantare con la M le frasi più comode di una canzone che ci risulta facile,poi aggiungere le parole.
PASSAGGIO DI REGISTRO

Abbiamo già parlato dei registri,e di come essi effettivamente siano difficili da miscelare al fine da
creare un’omogeneità nei suoni e al fine di passare da un registro pieno con consonanza di petto ad
uno pieno con consonanza di testa,senza che si avvertano strane rotture nella voce.
Ma come possiamo fare affinché questo avvenga senza appunto i cosiddetti break vocali?
(ogni cantante ha il “suo” break vocale!!!)
Parliamo di anatomia e vediamo cosa ci succede internamente e poi vi darò anche da fare un
semplice esercizio per uniformare i registri ed ottenere così “un’unica voce”!
Torniamo un po’ indietro e soffermiamoci a parlare di fisiologia,come sappiamo la muscolatura
intrinseca della laringe è piuttosto complessa,quindi non mi dilungherò parlandovi di tutti i muscoli
che la compongono,ma ne citerò solo alcuni,e cioè quelli che intervengono durante questa delicata
fase di “passaggio”.
La laringe si dispone in maniera naturale esattamente favorevole al tipo di suono che dobbiamo
emettere,è importante che la muscolatura estrinseca non vada mai ad inficiare il lavoro di questo
delicato organo e che quindi non ci siano tensioni.
Durante l’ascesa dai suoni gravi a quelli più acuti vi è un punto in cui la laringe passa da un
meccanismo muscolare ad un altro,per evitare che la voce di petto si trasformi in un grido,è utile
capire cosa accade internamente.
Mentre si è nel registro pieno con consonanza di petto il muscolo vocale (tiro-aritenoideo) sarà
quello che maggiormente lavorerà,al fine di accorciare e contrarre le corde vocali creando una
vibrazione mentre fà si che le corde si allontanino e si riavvicinino alla loro linea mediana,per
effetto di 2 importanti fasci muscolari disposti in maniera incrociata gli uni sugli altri (il muscolo
tiro-vocale e il muscolo ari-vocale che compongono,appunto,il muscolo vocale).
Più si sale verso il registro acuto più l’azione tensoria del muscolo vocale verrà meno,e le corde
dovranno assottigliarsi e “allungarsi” mediante l’intervento di un altro muscolo molto importante:il
cricotiroideo (CT).
Il CT,traendo la laringe in basso, (in automatico si inclinerà in basso e in avanti la cartilagine
tiroidea),stira le corde vocali,ne diminuisce lo spessore,il tratto di corda interessato alla vibrazione
diminuirà (perché i muscoli tiro-vocale e ari-vocale stanno rallentando la loro azione) e faciliterà il
controllo della voce anche perché la pressione sottoglottica diminuirà e si “passserà” nel registro
pieno con consonanza di testa,
questo è quello che dovrebbe accadere…in realtà il passaggio di registro rappresenta per tutti i
cantanti alle prime armi un vero e proprio problema da superare!
Una volta arrivati al culmine della voce di petto quindi si deve capire che strada intraprendere:
falsetto o voce di testa?
È si vero che mentre si canta moderno poco importa se si usa il falsetto…o se la nostra emissione
sia costantemente “aperta” e il passaggio di registro non venga effettuato con i normali meccanismi
di copertura usati dai lirici…quello che accade nel canto moderno si differenzia dal canto classico
soprattutto per la posizione che assume la laringe,che rimane sempre in posizione più alta rispetto al
canto lirico.
Ma veniamo agli esercizi,il primo allena la contrazione del muscolo CT,e si tratta di un semplice
lamento,tipo come quando ci lagnamo per qualcosa che non va!
Ecco..quando il nostro lamento diventa una sorta di “piantino” allora la nostra cartilagine tiroidea si
sarà inclinata con la massima spontaneità!
Il secondo esercizio lo faremo al pianoforte:partendo dal registro di petto emetto un vocalizzo con
la “i” (il suono vibra dietro gli incisivi superiori) arricciando la bocca mantenendola morbida come
se volessi dare un bacio (il suono sarà più pieno e rotondo,se invece stiro le labbra a “sorriso” con
gli angoli della bocca allungati il suono sarà più chiaro) a qualcuno e cantando una prima,una
seconda,una terza,torno poi sulla seconda e sulla prima.
(la I sembrerà mischiata ad una U,la lingua viene spinta verso i denti e si alza verso il palato
all’altezza degli incisivi superiori).
Mentre salgo penso sempre alla U ,abbasso il mento ed alleggerisco al timbro e stiro leggermente le
labbra.
Se non riesco a farlo subito e se il suono “gira” in falsetto o è stimbrato effettuo l’esercizio con un
trillo labiale,col trillo linguale,con l’humming che eviteranno di ritrovarci con fastidiose tensioni a
livello del collo,e poi riproverò con la I.
Lavorare su arpeggi e scale anche con la NG,e successivamente eliminando la G,utilizzando un
volume piuttosto basso fino a “sirenare” i suoni.
La NG è un suono che si effettua come se stessimo pronunciando una A,ed è il suono che troviamo
nella parola liNGua o kiNG.
Una volta impratichiti con la sirena aggiungere all’esercizio la vocale A e infine mantenendo la
sensazione vibratoria ottenuta con la N,termino l’esercizio solo con la vocale A.
Per evitare che la voce si spezzi anche durante l’esercizio delle sirene mantenere un buon appoggio
e un buon sostegno respiratorio.
Ricordarsi che la zona dove avvertiremo la risonanza non sarà più il petto,bensì la testa!
Evitare la contrattura muscolare e non irrigidire o pressare il suono.