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Gianantonio Valli

I COMPLICI DI DIO
Genesi del Mondialismo

secondo

capitoli XXVII - XL

EFFEPI
AVVERTENZA

L'autore, convinto che quanti reggono le sorti dello Stato o farneticano sugli
human rights abbiano smarrito il senso della misura e del ritegno, e pur conscio
che quanto sta per affermare è offensivo nei confronti dell'intelligenza del letto-
re, si vede costretto a precisare che la documentazione presentata nel saggio e le
argomentazioni conseguentemente svolte non rappresentano una forma masche-
rata di istigazione all'odio, né obbediscono ad un inconfessato disegno di reitera-
zione di ciò che viene definito Olocausto. Dopo queste affermazioni lapalissia-
ne, ma non così scontate per i democratici inquisitori, nello scusarsi per le ovvie-
tà dette prega il lettore di perdonarlo e lo invita, rivendicando peraltro la propria
dignità di studioso, a dar prova di senso civico rispettando le leggi, tutte le leggi.
Anche quelle frutto di regimi criminali proni ai ricatti di lobby nazionali o meno.

vitam impendere vero

© – Opera chiusa il 20 aprile 2009 e dall'autore irritualmente dichiarata, per


quanto il concetto di «umanità» gli ripugni in quanto flatus vocis e mistificante
arma per uccidere i popoli, Patrimonio Intangibile dell'Umanità. Di conse-
guenza, ogni sua parte – considerazioni dell'autore, citazioni, tabelle e tavole
comprese, delle quali l'autore assicura la conformità al vero per quanto gli è sta-
to dato attingere – può essere riprodotta da chiunque per uso personale. Nel con-
creto, può essere fotocopiata, trascritta da amanuensi, archiviata, memorizzata à
la Fahrenheit o trasmessa in qualsivoglia forma o mezzo: elettronico, meccani-
co, reprografico, digitale, in codice, rune, geroglifici o tavolette di terracotta.
Opera edita da: Effepi, via Balbi Piovera 7, 16149 - Genova, tel. 338.9195220.
INDICE

Richiamo pag. 11

Sequenza di schegge “ 44

Premessa “ 53

Nota “ 70

I Definizioni “ 91

II Il Sogno: individualismo - I “ 108

III Il Sogno: individualismo - II “ 132

IV Il Sogno: universalismo - I “ 142

V Il Sogno: universalismo - II “ 180

VI Verso il Mondo Nuovo “ 248

VII Gli inizi “ 276

VIII Il teatro americano, il cinema yiddish “ 288

IX Le prime produzioni “ 300

X Le majors: Paramount, Universal “ 315

XI Le majors: 20th Century-Fox, MGM “ 324

XII Le majors: Warner Bros, Columbia “ 335

XIII Le majors: United Artists, RKO “ 358

XIV Finanza “ 362

XV Le produzioni minori - I “ 375

XVI Le produzioni minori - II “ 384

XVII Declino “ 398

XVIII Rivendicazione “ 417

XIX Altri ebrei: compositori “ 523

XX Altri ebrei: sceneggiatori “ 536

XXI Altri ebrei: registi “ 554

XXII Altri ebrei: attori “ 562

XXIII Altri ebrei: tecnici “ 585

XXIV Altri ebrei: agenti “ 590

XXV Rinascita “ 599

XXVI Reazioni “ 640


XXVII Anti-«nazismo» “ 667

XXVIII La Prima Guerra “ 834

XXIX La Seconda Guerra “ 874

XXX La Terza Guerra - I “ 905

XXXI Comunisti e compagni di strada “ 1075

XXXII Comunismo ad Hollywood “ 1104

XXXIII Lotta politica “ 1135

XXXIV Il Piccolo Schermo “ 1195

XXXV Un mondo alternativo “ 1234

XXXVI Ebrei televisivi “ 1243

XXXVII La Terza Guerra - II “ 1260

XXXVIII La dissoluzione delle identità “ 1274

XXXIX Il compimento del Sogno “ 1369

XL La Quarta Guerra “ 1401

Appendici

1. L’ambigua evidenza “ 1476

2. Costumanze criminali “ 1603

3. Dietro la bandiera rossa “ 1698

4. Dal sottosuolo “ 2158

5. Il grande massacro “ 2181

6. Altre cinematografie “ 2271

7. Democrazia come violenza “ 2406

8. Note sui «campi di sterminio» “ 2593

9. La razza nel nazionalsocialismo “ 2672

10. Semantica del razziamo “ 2699

Addenda “ 2802

Bibliografia “ 2830

Indice tabelle, tavole, poesie, witz “ 3026


XXVII

Anti-«nazismo»

Li ho pigiati nel mio sdegno, li ho schiacciati nel mio furore. Il loro sangue è sprizzato sulle mie vesti e tutti macchiati ne ho gli abiti,
perché il giorno della vendetta nel cuore, l'anno della mia redenzione è arrivato [...] Come al fuoco si consuma l'acqua, distrugga il fuoco
i tuoi avversari! Si conosca il tuo nome dai tuoi nemici e tremino le nazioni davanti a te, compiendo tu prodigi inattesi, da nessuno mai
uditi nel passato! [...] Ma voi, ribelli al Signore, dimentichi del mio santo monte [...] io vi destino alla spada e tutti vi piegherete alla stra-
ge, poiché quando vi chiamai non rispondeste, quando parlai non deste ascolto, bensì faceste ciò ch'è male ai miei occhi, preferendo ciò
che mi dispiace [...] Ecco, infatti, io sto per creare cieli nuovi e terra nuova!
Isaia LXIII 3-4, LXIV 1, LXV 11-12 e 17

Ma Dio, negli arcani della Sua intelligenza e nella sapienza della Sua gloria, ha concesso un tempo determinato all'esistenza dell'ingiusti-
zia: nel tempo stabilito per la visita Egli la sterminerà per sempre. Allora la verità apparirà per sempre nel mondo che si era contaminato
sulle vie dell'empietà sotto l'impero dell'ingiustizia fino al tempo stabilito, che fu assegnato per il giudizio.

Regola della Comunità qumranica, IV 18-20

Poiché è un tempo d'angoscia per Israele e della dichiarazione di guerra contro tutte le nazioni. Il Partito di Dio avrà una redenzione eter-
na, mentre ogni nazione empia verrà annientata [...] Con mirabile potenza il Dio di Israele alzerà la mano contro ogni spirito di empietà. I
guerrieri divini si sono cinti per la battaglia. I reparti dei Santi sono convocati per il giorno della vendetta [...] fino a quando sia terminata
ogni fonte di impurità, poiché il Dio di Israele chiama una spada su tutte le nazioni e per mezzo dei Santi del Suo Popolo agirà con po-
tenza.
Regola della Guerra qumranica, XV 1-2 e 13-15 , XVI 1

An international Jewry with international aims is a myth. «Israel's mission is Peace» is the motto printed on the books of the Jewish Pub-
lication Society of America, and it is a true interpretation of the voice of Jerusalem, Un ebraismo internazionale con obiettivi internazi-
onali è un mito. «La missione di Israele è la Pace», è il motto stampato sui libri della Jewish Publication Society of America, ed è una
fedele interpretazione della voce di Gerusalemme.
Israel Zangwill, The War and the Jews, in The War for the World, luglio 1915

Der deutsche Mensch wird es sein, auf dessen Vernichtung das Judentum es abgesehen hat und haben muß zur Errichtung seiner Wel-
therrschaft, und der deutsche Mensch wird es sein, der, sehend gemacht und den Feind nunmehr wahrhaft erkennend, dieser Welther-
rschaft doch noch ein unerwartetes Ende bereiten wird, Per costruire il proprio dominio mondiale l'ebraismo ha cercato e deve cercare di
annientare il popolo tedesco, ma il popolo tedesco, vedendo e identificando infine il nemico, preparerà a tale dominio una fine imprevi-
sta.
l'ebreo «antisemita» Arthur Trebitsch, Deutscher Geist oder Judentum, 1921

Una natura come quella di Nietzsche ha dovuto soffrire in anticipo la miseria di oggi, in anticipo di più che una generazione: ciò che egli
dovette assaporare solitario e incompreso, oggi lo soffrono migliaia e migliaia di uomini [...] Mi pareva incredibile di esser lì a vedere
tutte queste cose, di veder rappresentare le storie sacre con gli eroi e i miracoli che nella nostra infanzia avevano suscitato il primo bar-
lume d'un mondo ultraterreno, davanti a un pubblico riconoscente che aveva pagato il biglietto e sgranocchiava in silenzio i panini im-
bottiti, una bella visione parziale dell'immensa asta e liquidazione culturale del nostro tempo [...] «Già», dissi «quel che facciamo è pro-
babilmente un agire da matti, eppure è probabilmente ben fatto e necessario. Non è bene che l'umanità sforzi troppo l'intelletto e cerchi di
ordinare le cose con l'aiuto della ragione se queste non sono accessibili alla ragione. In tal caso sorgono ideali come quelli degli america-
ni o dei bolscevichi, straordinariamente razionali entrambi, quantunque violentino e depauperino la vita perché la semplificano in un mo-
do troppo ingenuo. La figura dell'uomo che fu una volta un grande ideale sta per diventare un cliché. Forse noi matti la nobiliteremo u-
n'altra volta».
il personaggio di Harry Haller, in Hermann Hesse, Der Steppenwolf, 1927

Se la civiltà dovrà sopravvivere, una cosa sarà indispensabile: dovrà esserci un governo mondiale, forte a sufficienza da non lasciare spe-
ranza a qualsivoglia ribellione ai suoi ordini [...] Un tentativo di innalzare un'autorità centrale sulle relazioni internazionali fu la Società
delle Nazioni.
Bertrand Russell, "Possiamo salvare il mondo?", in Das neue Tage-Buch n.24, 9 dicembre 1933

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Potrebbe essere necessario che si giunga ad una nuova terribile guerra per ristabilire l'autorità della Società delle Nazioni; potrebbe acca-
dere che la generazione attuale e le future siano decimate, sacrificate, affinché la Lega di Ginevra ne esca riaffermata, come l'ultima guer-
ra fu indispensabile alla sua creazione.
l'arcivescovo di York William Temple al Congresso dell'Unione Universale per la Pace, 1937

Bedenken Sie, wenn Deutschland einmal untergeht, dann verlöscht das Licht der Welt, Rifletta, se la Germania un giorno perisse, si
spegnerebbe la luce del mondo.
Joseph Goebbels, 31 maggio 1933, durante una visita ufficiale a Roma

Il calvinismo, e non il Rinascimento come si è spesso creduto, ha posto le fondamenta della civiltà [Zivilisation] moderna. Il Rinascimen-
to non aveva quell'impulso sfrenato di irrompere negli spazi inesplorati del mondo; era legato alle città-stato dell'Italia centrale, intera-
mente ripiegato su se stesso, senza proiezione politica planetaria [...] Il calvinismo è la potenza storica mondiale della prima idea di civil-
tà [moderna]; è la potenza che, insieme all'ideologia anabattista – che presenta del resto lo stesso ancoraggio semitico – avviò la rivolu-
zione puritana e creò quindi le basi ideologiche dell'imperialismo di Cromwell. Il calvinismo è anche la tensione segreta di ogni movi-
mento rivoluzionario che ha squassato l'Europa fino alla rivoluzione nazionalsocialista. È infine una parte qualificante dei fondamenti
ideologici dell'America, questa tarda incarnazione della prima idea di civiltà [moderna]. Erra chi pensa che Calvino abbia coscientemente
limitato a Ginevra la sua volontà di dominio. No, la sua volontà instancabilmente formatrice cercò di estendersi su tutte le terre ed i mari,
con il chiaro obiettivo di assoggettare il mondo intero a un sistema di potere teocratico [...] Oggi siamo giunti al punto che considero l'e-
sito primo e ultimo della religiosità calvinista, la vera magia esercitata da quest'uomo sulla civiltà europea-occidentale, la vera causa che
ha fondato l'ideologia dell'imperialismo planetario anglosassone e che ha infine portato a compimento il sistema della prima civiltà: il
concetto di religione politica. A tale forma esistenziale [Daseingestaltung] è connesso tutto quanto ci è noto col termine "democrazia".
L'idea di democrazia, potentemente promossa dalla riforma calvinista quando pure non ne sia la causa ultima, è l'esito dell'imperialismo
moderno, ma è anche l'esito del calvinismo; in tal senso esso è religione politica nel senso più profondo del termine: la volontà di esten-
dere la nuova idea all'intero mondo, di assoggettare l'intero mondo all'idea democratica [...] È assolutamente così: mentre la vera idea di
democrazia viene distrutta dall'America e dagli impulsi cesaristici del capitalismo e del suo spirito in Francia e Inghilterra, cresce all'op-
posto la volontà dell'America di difendere tale idea. È questo il periglioso momento che vedo avanzare inarrestabile. Il mondo della civil-
tà europea-occidentale è, da Versailles, crollato al suo interno; dalla vittoria della Rivoluzione Nazionale in Germania, è gravemente mi-
nacciato anche dall'esterno; nella prossima lotta quel mondo verrà annientato quale potenza politica. Ma non illudiamoci. La visione del
mondo della seconda civiltà occidentale, quella centro-europea di cui è alfiere la Germania, dovrà sostenere questa lotta in prima istanza
ideologica, nella sua fase finale, contro l'America, il più pernicioso baluardo dell'Europa Occidentale. La grande questione sul futuro del-
l'imperialismo europeo-occidentale non è altro che la questione americana.
Bruno Amann, Der Sinn unseres Krieges, 1940

Questa Europa, in preda a un inguaribile accecamento, sempre sul punto di pugnalarsi da se stessa, si trova oggi nella morsa della Russia
da un lato e dell'America dall'altro. Russia e America rappresentano entrambe, da un punto di vista metafisico, la stessa cosa: la medesi-
ma desolante frenesia della tecnica scatenata e dell'organizzazione senza radici dell'uomo massificato. In un'epoca in cui anche l'ultimo
angolo del globo terrestre è stato conquistato dalla tecnica ed è diventato economicamente sfruttabile, in cui qualunque evento in qualsia-
si luogo e momento è diventato rapidamente accessibile, in cui si può "vivere" nel medesimo luogo un attentato in Francia contro un mo-
narca e un concerto sinfonico a Tokio, in cui il tempo non è più che velocità, istantaneità e simultaneità mentre il tempo come storicità
autentica è del tutto scomparso dalla realtà di qualsiasi popolo, in un'epoca in cui un pugile è considerato un eroe nazionale, in cui i mi-
lioni di uomini delle adunate di massa costituiscono un trionfo; allora, proprio allora, l'interrogativo: a che scopo? dove? e poi? conti-
nuamente ci si ripresenta come uno spettro, al di sopra di tutta questa stregoneria. La decadenza spirituale della terra è così avanzata che i
popoli rischiano di perdere l'estrema forza dello spirito, quella che permetterebbe almeno di scorgere e di valutare come tale questa deca-
denza [...] Siamo presi nella morsa. Il nostro popolo, il popolo tedesco, in quanto collocato nel mezzo, subisce la pressione più forte della
morsa; esso, che è il popolo più ricco di vicini e per conseguenza il più esposto, è insieme il popolo metafisico per eccellenza. Da questa
sua caratteristica, di cui siamo certi, discende d'altronde che questo popolo potrà forgiarsi un destino solo se sarà prima capace di provo-
care in se stesso una risonanza, una possibilità di risonanza nei confronti di questa caratteristica, e se saprà comprendere la sua tradizione
in maniera creatrice. Tutto ciò implica che questo popolo, in quanto popolo "storico", si avventuri ad esporre se stesso e insieme la storia
stessa dell'Occidente, colta a partire dal centro del suo avvenire, nell'originario dominio della potenza dell'essere. E se la grande decisione
concernente l'Europa non deve verificarsi nel senso dell'annientamento, potrà solo verificarsi per via del dispiegarsi, a partire da questo
centro, di nuove forze storiche spirituali [...] Abbiamo detto che un oscuramento del mondo si verifica sulla terra e intorno ad essa. Gli
avvenimenti essenziali che concernono questo oscuramento sono: la fuga degli dei, la distruzione della terra, la massificazione dell'uomo,
il prevalere della mediocrità [...] Tutto questo si è andato ulteriormente aggravando, sia in America che in Russia, fino all'illimitato pres-
sapochismo di ciò che risulta sempre uguale e indifferente, al punto che questo puro quantitativo si è trasformato in una sorta di qualità.
In questi paesi la mediocrità, l'indifferentismo, non sono più qualcosa privo d'importanza o miserabilmente vuoto, ma rappresentano il
predominio e l'invadenza di cose che attaccando ogni valore, ogni spiritualità capace di misurarsi col mondo, la distruggono e la fanno
passare per menzogna [...] Ed è per questo che l'interrogarsi sull'essente come tale nella sua totalità, il proporre la domanda sull'essere,

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costituisce una delle condizioni fondamentali, essenziali, per un risveglio dello spirito, per il porsi di un mondo originario dell'esserci
storico, per arrestare il pericolo di un oscuramento del mondo, e per una assunzione della missione storica del nostro popolo considerato
come centro dell'Occidente. Possiamo mostrare qui solo a grandi linee come e fino a che punto il proporsi della domanda metafisica sul-
l'essere costituisca in sé qualcosa di integralmente storico.
Martin Heidegger, Introduzione alla metafisica, 1935

Forse molti diranno: non avremmo dovuto attendere ancora alcuni anni? No! Se la lotta era inevitabile, è meglio che sia così. I signori ce
l'hanno imposta. Del resto, alla lunga è insopportabile che un popolo possa dire ogni vent'anni a un altro popolo, forte di ottanta milioni
di uomini: "noi non vogliamo che tu faccia questo e che tu faccia quello; quando ci viene in mente, noi chiudiamo le porte alle tue impor-
tazioni e facciamo il blocco, allora tu non potrai ricevere nulla e dovrai morire di fame"! Questo non lo sopportiamo! Elimineremo que-
sto terrorismo organizzato da una vile cricca mondiale plutocratica. In Germania abbiamo messo in fuga queste iene internazionali della
finanza ed ora non ci lasceremo dettare leggi dall'estero in materia di commercio. La nazione tedesca ha lo stesso diritto di vivere di qual-
siasi altro popolo. Siamo quindi decisi a combattere ora questa lotta fino a che avremo distrutto questo terrorismo e, come abbiamo eli-
minato il terrorismo di questa cricca all'interno, così lo elimineremo anche all'estero.
Adolf Hitler, discorso a Monaco, 24 febbraio 1940

Grazie all'educazione nazionalsocialista il popolo tedesco non è entrato in questa guerra con la superficialità di un patriottismo chiassoso,
ma con la serietà appassionata di una razza che conosce la sorte che le spetta qualora dovesse venir vinta. I tentativi della propaganda dei
nostri avversari, di disgregare questa compattezza, sono sta ti tanto stupidi quanto inefficaci [...] Reazionari incorreggibili e nichilisti cie-
chi possono in cuor loro bene essere tristi che le cose si siano svolte diversamente da quanto si aspettavano. Ma il loro numero è irrisorio
e la loro importanza ancor più infima.
Adolf Hitler, discorso al Reichstag, 19 luglio 1940

L'intera stampa mondiale giudaizzata, conscia della propria responsabilità per lo scoppio di questa guerra sanguinosa, ricorre a ogni mez-
zo per celare o falsificare i retroscena storici di questo conflitto. È tuttavia nozione centrale, per chi conosca il percorso ideologico della
lotta storica mondiale, che questa guerra è l'ultima disperata rivolta dell'ebraismo mondiale, attraverso la quale esso, armato contro le
rivoluzioni del ventesimo secolo consapevoli del valore della razza e della specie, tenta di strappare all'ultima ora il definitivo dominio su
ogni popolo. Da tale nozione di ordine generale discende, per chi consideri obiettivamente la dinamica politica dell'ultimo quarto di seco-
lo, che questa guerra è la guerra di vendetta dell'ebraismo mondiale contro i popoli che si liberarono dalle grinfie vampiresche dell'inter-
nazionalismo capitalista-bolscevico-ebraico per forgiare e guidare da sé, liberamente secondo la propria natura, il proprio destino nazio-
nale [...] La rivoluzione nazionalsocialista non fu perciò unicamente la vittoria di un'idea all'interno del popolo che l'aveva generata, ma
la proclamazione storica della visione del mondo del nostro secolo ventesimo quale indeclinabile destino per l'intero mondo europeo. Il
30 gennaio 1933 ha quindi non solo determinato il destino della Germania, ma anche re-indirizzato quello dell'Europa, poiché nel giorno
in cui il nazionalsocialismo conseguì politicamente la vittoria della sua fede l'intera razza bianca e la sua civiltà sono entrate, nel simbolo
della vittoriosa ruota solare, nel conflitto decisivo della storia mondiale. È iniziata una lotta gigantesca per l'essere o il non-essere di que-
sta razza. Morte o vita, è il dilemma al quale non può sottrarsi alcun popolo, in particolare quelli della razza nordico-germanica

Rudolf Jordan, Vom Sinn dieses Krieges, 1942 (chiuso il 9 novembre 1941)

Oggi sappiamo che il mondo anglosassone dell'americanismo è deciso ad annientare l'Europa, cioè la patria, cioè l'inizio di ciò che è oc-
cidentale.
Martin Heidegger, nel corso su Hölderlin, estate 1942

Nella tedeschità la concretezza del fare si accompagna alla concentrazione analitica su se stessi, ad una introversione silenziosa sistema-
tica che, con Lutero, diventa rifiuto della delega agli altri (sacramenti, confessione, sacerdozio) della propria esistenza, della propria sal-
vezza, ed assunzione della responsabilità delle proprie azioni. È questo insieme: volontà di agire e responsabilità personale, che formano
la struttura fondamentale del comportamento efficace dei tedeschi.

Ida Magli, Contro L'Europa - Tutto quello che non vi hanno detto di Maastricht, 1997

Il pianeta è in fiamme. L'essenza dell'uomo è allo sbando. Solo dai tedeschi – posto che essi trovino "ciò che è tedesco" e lo custodiscano
– può venire un ripensamento dell'intera storia del mondo.
Martin Heidegger, nel corso su Eraclito, 1943

La guerra che oggi i nostri soldati combattono vittoriosamente su ogni fronte è per noi tedeschi molto più di una lotta per le materie pri-
me e lo spazio vitale. Essa incarna, per l'intero nostro popolo, la difesa della civiltà europea, alla quale noi tedeschi abbiamo dato prote-
zione sicura. I più antichi e preziosi popoli civili del continente europeo ancora una volta sono scesi in campo a difendere ciò che hanno
costruito in due millenni. Ancora i corpi dei nostri soldati si ergono a difesa di un'antichissimo retaggio di civiltà che, illuminato dalla
luce dell'umanità, deve vivere eterno.
Joseph Goebbels, inaugurazione della Settimana del Libro Tedesco, 26 ottobre 1941

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La lotta che si è profilata, gradualmente e inevitabilmente, nei primi mesi dell'anno e alla cui testa è stato questa volta chiamato il Reich
tedesco oltrepassa i confini e gli interessi del nostro paese e del nostro popolo. Come un tempo i greci contro i persiani non difesero solo
la Grecia, i romani contro i cartaginesi solo Roma, i germani e i romani insieme contro gli unni solo l'Occidente, gli imperatori tedeschi
contro i mongoli solo la Germania, gli eroici spagnoli contro l'Africa solo la Spagna, ma tutti assieme sempre l'Europa, così anche oggi la
Germania combatte non solo per sé, ma per l'intero nostro continente.
Adolf Hitler, discorso al Reichstag, 11 dicembre 1941

Hitler possiede un potere terribile. Siamo di fronte alla forza più potente e mostruosa che l'ebraismo abbia mai affrontato.

Stephen Samuel Wise a Ginevra, 7 settembre 1933

Poiché nella vita ebraica i nomi si sono rivelati così spesso importanti, e profetici, esaminiamo il significato del nome Hitler. In The Life
and Death of Adolf Hitler Robert Payne riporta che nei registri della regione ove nacque il futuro Führer il nome viene scritto in diversi
modi. Hiedler. Hietler. Hytler. Huetler. Hittler. E un tempo, nel 1702, Hitler. Le conclusioni di Payne sull'origine del nome Hitler: «La
più probabile derivazione è da Heide, campagna, col derivato Heidjer, pagano». Paganesimo: la vera forza dell'antico politeismo che il
concetto ebraico di monoteismo cercò di annientare! Paganesimo: la visione irreligiosa, primitiva, ottenebrata [irreligious, uncivilized,
unenlightened] della vita, che il giudaismo cercò di sostituire con ideali religiosi! È soltanto una coincidenza che Hitler, il più grande
nemico che il mondo civile abbia mai conosciuto, avesse un nome così strettamente legato a concetti anti-religiosi e anti-vitali? Se il no-
me Hitler ha le sue radici simboliche nel paganesimo, allora il popolo che cercò di distruggere dovrebbe essere capace di vedere le radici
del proprio nome, il significato profetico del suo ruolo. Questo precisamente troviamo, quando guardiamo al nome col quale la nazione
ebraica è conosciuta. «Israele» è il nome che fu dato a Giacobbe dopo la sua lotta e la sua vittoria con l'angelo. Il significato è semplice
ma eloquente: «egli ha vinto».
M. Hirsh Goldberg, The Jewish Connection, 1976

I tedeschi si sono sempre sforzati per fare abrogare le clausole che riconoscevano la loro responsabilità nello scoppio della Grande Guer-
ra; e io mi sono sempre opposto, perché sapevo che l'abrogazione avrebbe dato loro charte blanche per la guerra che già andavano piani-
ficando. Se non li accusiamo tutti, non riusciremo a curarne una parte; e allora l'eterna lotta della Germania contro la civiltà occidentale
finirà presto... in suo favore. Con onorevoli e impotenti eccezioni, accuso perciò la nazione tedesca, uomini e donne, e ora anche i giova-
ni, per l'incommensurabile miseria che hanno portato nel mondo. «Ogni madre tedesca dovrebbe pregare di vedere il lampo della batta-
glia, quando scruta per la prima volta i larghi occhi azzurri di suo figlio». Così ha invocato, così è stato risposto alle sue preghiere. La
Germania ha ormai settant'anni, ed è diventata un criminale abituale per la mera follia di un tale motto.

Lord Robert Gilbert Vansittart, capo del Military Intelligence Service e primo consigliere diplomatico al Foreign Office, Lessons of my life, 1943

Dopo che nemmeno con le più estreme provocazioni eravamo riusciti a farci dichiarare guerra dalla Germania [...] Roosevelt si volse al
Pacifico. Forse il Giappone si sarebbe opposto meno, poiché era possibile esercitare una tale pressione economica e diplomatica che in
pratica lo avrebbe costretto a dichiararci guerra.

il generale americano Albert C. Wedemeyer, incaricato del Victory-Programm, quale maggiore nel settembre 1941, nelle proprie Memorie, 1958

Dobbiamo trattare duramente la Germania, e con ciò intendo tutto il popolo tedesco, e non solo i nazisti. Dobbiamo castrare i tedeschi o
comportarci con loro in modo che in futuro non possano generare alcuno che voglia seguire l'attuale cammino.

F.D. Roosevelt, 19 agosto 1944, in A. Blum, From the Morgenthau diaries, 1967

Gli ebrei hanno finalmente la loro guerra.


l'ambasciatore a Londra Joseph Patrick Kennedy, diario, 3 settembre 1939

Ecco, infatti, il Signore venire col fuoco, e i suoi carri come un turbine, per riversare con furore il suo sdegno e la sua minaccia con
fiamme di fuoco. Sì, col fuoco il Signore farà giustizia su tutta la terra e con la spada su ogni carne; molti saranno gli uccisi dal Signore.

Isaia LXVI 16-16

Se all'inizio non tutti hanno creduto che lo scopo della guerra condotta dagli ebrei contro la Germania fosse non solo la sua sconfitta, ma
anche l'annientamento fisico del popolo tedesco, oggi l'immane tragedia della sanguinosa lotta sul fronte orientale ha radicato nell'intimo
dell'ultimo tedesco la nozione che in questo conflitto siamo costretti a difendere non solo la vita di un'idea, la vita di un popolo, ma anche
la vita di ogni singolo componente di questo popolo contro un mondo diabolicamente ostile, sanguinario e assassino [...] Dal punto di
vista storico sarebbe però fuorviante se sulla base di queste acclarate esperienze qualcuno ritenesse che la volontà di sterminio dei nostri
nemici celebrasse i propri sanguinari rituali unicamente nella casa-madre del nemico mondiale bolscevico. Nessun accadimento, foss'an-
che il più terribile, ci deve distogliere dalla certezza storica che anche la plutocrazia internazionale, a noi così ostile, ha iscritto l'annien-
tamento della Germania nei propri programmi intrisi di odio infernale verso ogni aspetto della vita tedesca. Operassero i nostri nemici

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plutocratici con metodi mille volte diversi [da quelli bolscevichi], anch'essi non conoscono, nel profondo del loro odio, altra volontà se
non quella di estirpare dalla comunità dei popoli tutto quanto è tedesco.

Rudolf Jordan, Vom Sinn dieses Krieges, 1942 (chiuso il 9 novembre 1941)

Il crimine imperdonabile della Germania prima del secondo conflitto mondiale è stato il tentativo di rendere la propria economia indi-
pendente dal sistema di commercio mondiale e di instaurare un proprio sistema di scambi, nel quale la finanza mondiale non poteva più
trarre profitto.
Winston Churchill, "Memorie", in Der Schlesier n.19/1995

Obiettivo del bolscevismo è la rivoluzione mondiale degli ebrei! Essi vogliono sommergere nel caos il Reich e l'Europa, per costruire
sulla conseguente disperazione dei popoli la loro tirannia internazionale capitalistica, celata dietro la maschera del bolscevismo! [...] Die-
tro le avanzanti divisioni sovietiche già scorgiamo i commando assassini, ma dietro questi s'alza il terrore, il fantasma di milioni di affa-
mati ed una totale anarchia europea. Qui si ripalesa l'ebraismo internazionale come diabolico fermento di decomposizione che trova u-
n'aperta, cinica soddisfazione nel precipitare il mondo nel suo più profondo disordine e con ciò provocare il tramonto di civiltà mille-
narie, alle quali mai ha avuto intima parte. Sappiamo dunque di fronte a quale compito storico siamo. Un bimillenario lavoro di edifica-
zione dell'umanità occidentale è in pericolo. Non ci si può rappresentare tale pericolo con sufficiente gravità, ma è anche tipico che,
quando lo si chiami per nome, l'ebraismo internazionale schiamazzi a protesta in ogni paese. A tal punto si è ormai giunti in Europa, che
non si può più chiamare pericolo un pericolo, quando viene dall'ebraismo! [...] Qui lotta la nazione tedesca per tutto ciò che le è caro! In
questa lotta abbiamo preso coscienza che il popolo tedesco deve difendere i suoi beni più sacri: le sue famiglie, le sue donne e i suoi figli,
la bellezza e l'integrità della sua terra, le sue città e i suoi villaggi, il retaggio bimillenario della sua civiltà e tutto ciò che ci rende la vita
degna di essere vissuta [...] Ognuno sa che questa guerra, dovessimo perderla, significherebbe la morte per tutti.

Joseph Goebbels, discorso allo Sportpalast, 18 febbraio 1943

L'ebraismo planetario e i plutocrati americani pensano sia giunto il tempo del raccolto, perché già nella guerra 1914-18 l'Inghilterra ha
palesato che, contando sulle sole sue forze, sarebbe stata sconfitta. Per altro verso la Germania nazionalsocialista aveva dato al mondo il
grande esempio di uno Stato veramente sociale e dell'urgenza di annientare l'influenza ebraica, distruttrice di ogni vita nazionale. Questa
prospera Germania doveva venire distrutta quale coscienza del mondo contro il capitalismo e l'ebraismo [...] Il mondo del liberalismo,
che non trovò soluzione per i problemi politici e al quale neppure i brain trust ebraici possono portare aiuto, vide nell'alleanza col bol-
scevismo ebraico l'unica possibilità di annientare la Germania con la violenza della massa e della materia. Tale alleanza col bolscevismo
non nasconde però una più profonda comunanza ideologica [...] L'homo consumans [Magazinmesch] americano è il contraltare dell'uomo
bolscevico privo di anima, dottrinario, negatore di ogni civiltà [...] Sappiamo l'odio che gli uomini-massa ci scagliano contro. Lottando
per gli eterni valori dell'uomo tedesco rispettoso della natura, il Führer ha sciolto la forza più potente che ci sia contro l'attacco dei poteri
della distruzione: il sangue. L'attuale lotta mondiale tra popolo e uomo-massa, tra civiltà e barbarie tecnica, tra vero socialismo e giudaica
sete di profitto assicurerà al popolo tedesco e all'Europa lo spazio vitale. Crediamo e sappiamo che con noi sorgerà una forma di vita sana
e creatrice.
Der Reichsführer SS - SS-Hauptamt, Amerikanismus, eine Weltgefahr, 1943

Contro questa follìa si erge lo spirito tedesco, e come un tempo i greci dovettero lottare contro l'Asia, allo stesso modo la Germania com-
batte oggi tutti i nemici della libertà e della civiltà del nostro continente. In ultima istanza, la libertà può essere difesa solo da un impegno
concreto, non solo da discorsi e da libri. Contro i gangster deve parlare la spada, contro il saccheggio dell'economia planetaria la volontà
di libertà espressa da ogni nazione europea. Vincessero gli USA e l'Unione Sovietica, si stenderebbe sull'Europa la notte, centinaia di
migliaia di europei verrebbero assassinati, milioni deportati ad oriente, nelle più fredde foreste e nelle steppe dell'Asia, milioni deportati
nelle paludi e nei deserti africani, il Reich verrebbe smembrato, il popolo tedesco violentato da nemici intrisi di cieco odio, la razza diso-
norata dall'afflusso di ebrei da ogni dove, tutto quanto è tedesco insozzato da nuovi libri e giornali [...] Tutti i soldati d'Europa si ergono
oggi contro i criminali d'Occidente e d'Oriente, che intendono spegnere la nostra libertà e annientarci fisicamente affinché essa non possa
risorgere mai più. Difendendo la vita si difende l'anima della patria, difendendo la patria si difende la libertà dello spirito, premessa di
ogni forza creativa. Una sola possibilità esiste quindi per tutti i tedeschi e per tutti gli europei consapevoli dell'ora suprema per la loro
libertà: debellare tutti i nemici del nostro glorioso, del nostro amato continente europeo!

Alfred Rosenberg, Deutsche und europäische Geistesfreiheit, discorso a Praga, 16 gennaio 1944

Torniamo al punto essenziale e ripetiamo: la crisi delle culture del mondo moderno ha radice in un'unica causa, ma non vi è un'unica so-
luzione. Ogni territorio ed ogni comunità di popolo dovrebbero trovare sia all'interno che all'esterno la propria soluzione. Quelle forze
mondiali che si oppongono al processo di un indipendente sviluppo delle comunità di popoli, e che avanzano pretese di dominio univer-
sale, da cui si generano poi sempre guerre che si estendono su continenti interi, quelle forze dovrebbero essere arginate e ricacciate indie-
tro. Questo è lo scopo più prossimo che ci ha costretto alla guerra in seguito al minaccioso sviluppo degli eventi [...] Per la prima volta è
stata posta seriamente la questione se e come questo continente europeo potrà condurre a termine nel futuro un disegno di comune alle-
anza. Oggi questa questione non può essere posta astrattamente. Essa è determinata dal grandioso sacrificio di sangue che la Germania
coi i suoi alleati ha compiuto difendendosi da potenze straniere per la salvezza del continente.
Giselher Wirsing, Tempo di Icaro, 1944

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Tutti i monumenti distrutti non potranno venire ricostruiti, questo è certo. Il resto rimarrà ad eterna onta degli adoratori dell'oro. Essi
hanno ordinato tali distruzioni perché la Germania ha osato protestare, in nome della cultura europea, contro il predominio dell'oro.

Walher Kiaulehn e Hanns Hubmann, Ma la cultura germanica vive..., 1944

Signori ufficiali, siamo impegnati in una lotta per la vita e per la morte. Se in questa lotta i nostri nemici vincessero, il popolo tedesco
verrebbe annientato [...] Questa infamia è stata organizzata dagli ebrei. Sulle nostre città vengono oggi lanciate bombe incendiarie e di
ogni altro tipo, sebbene il nemico sappia di colpire soltanto donne e bambini. Mitragliano i treni civili, mitragliano i contadini nei campi.
In una città come Amburgo, in una notte abbiamo perso oltre quarantamila donne e bambini.

Adolf Hitler, rapporto all'Obersalzberg, 26 maggio 1944

Con furore percorri la terra, con ira schiacci le nazioni. Sei uscito in salvezza del Tuo popolo, in salvezza del Tuo unto. Fracassi la som-
mità della casa dell'empio, abbatti le costruzioni per tutta la loro altezza.
Abacuc III 12-13

Il conflitto internazionale del 1935-1936 del quale reali protagoniste furono Italia e Inghilterra – piuttosto che Italia e Etiopia – è, secon-
do la mia opinione e quella di molti osservatori accorti, solo una fase drammatica di una lotta più profonda che continua da parecchi anni
e che probabilmente proseguirà per molti anni ancora. È una lotta tra due civiltà opposte: Roma contro Cartagine [...] Devo ora conclude-
re con quello che dicevo in principio. Credo che ora sarà evidente ciò che intendevo, dicendo in principio di questo capitolo che la dispu-
ta recente è solo una fase di una lotta più profonda che si protrae da anni e che non è ancora terminata. È la lotta di due idee: quelle nate
dopo il Rinascimento e che hanno dominato il mondo per parecchi secoli, da un lato; e la rinascita di idee più antiche sotto una forma
moderna e purificata. È una lotta fra il Liberalismo politico ed economico diretto dai capitani della finanza internazionale da un lato, e,
dall'altro, il Fascismo diretto da Mussolini ed assecondato da Hitler; una lotta che può essere definita come quella di Cartagine contro
Roma. Ritorniamo alle guerre puniche, sotto una forma differente e differenti circostanze. Si presenta questo problema: si giungerà ad
una guerra internazionale, o la questione sarà risolta in una serie di rivoluzioni e di guerre civili? Problema, anche, complicato dall'idea
che ci sia una lotta fra Fascismo e Bolscevismo, e fra Bolscevismo e Liberalismo. Ma il Bolscevismo non è che il Liberalismo spinto alla
sua estrema e ributtante conclusione logica. I Liberali non lo ammettono generalmente, perché non sono consci della logica delle loro
stesse menzogne. Di conseguenza il Bolscevismo e il Liberalismo sono in apparente opposizione e la lotta sembra divisa in tre campi.
Non condivido questa opinione. Quando si arrivi al punto culminante della crisi, il Liberalismo e il Bolscevismo si troverannno dalla
stessa parte contro il Fascismo.
Giacomo Strachey Barnes, Io amo l'Italia, 1939

Il Presidente americano e la sua cricca plutocratica ci hanno battezzato i popoli diseredati [have-not]. È giusto! Ma i diseredati vogliono
vivere, e otterranno comunque che il poco che hanno per vivere non venga loro rubato dagli abbienti.

Adolf Hitler, discorso al Reichstag per la dichiarazione di guerra agli USA, 11 dicembre 1941

Gli Stati fascisti non vogliono la guerra. Non hanno nulla da guadagnare con una guerra. Tutto da perdere. Se la pace potesse durare an-
cora tre, quattro anni, tutti gli Stati d'Europa adotterebbero il fascismo, semplicwemente, spontaneamente. Perché? Perché negli Stati fa-
scisti si realizza sotto i nostri occhi, tra ariani, senza oro, senza ebrei, senza massoni, il famoso programma socialista, di cui ebrei e co-
munisti si riempiono continuamente la bocca e mai realizzano.
Louis-Ferdinand Céline, La scuola dei cadaveri, 1938

Gli anglosassoni si velano gli occhi, innanzi all'eresia del razzismo. Ma che cos'è il razzismo dei due popoli dell'Asse se non un mezzo
razionale di difesa contro l'aggressività e l'oppressione di ben altro razzismo? In Italia e in Germania al razzismo è assegnata la funzione
di approfondire nel popolo la conoscenza dei propri caratteri e la coscienza dei propri diritti naturali. In Inghilterra il razzismo non ha
bisogno di manifestazioni teoriche. Esso, piuttosto, è negato come dottrina, ma affermato nei fatti, e nel modo più oltraggioso e più op-
pressivo per gli altri popoli [...] La guerra che l'Asse oggi combatte non solo non è una guerra promossa dagli «interessi del nazismo e del
fascismo», ma è una sollevazione armata che trascende persino gli interessi della Germania e dell'Italia. La ribellione armata di queste
due potenze è la manifestazione contemporanea della coscienza europea. L'Europa combatte da quattro secoli contro gli anglosassoni.

Istituto Nazionale di cultura fascista, Ragioni di questa guerra, 1941

Si è dimostrato che l'attuale conflagrazione è stata organizzata e voluta dall'ebraismo americano che si adoperò a porne le premesse fin
dall'epoca del trattato di Versaglia, ma non si è considerato il fatto che soltanto da un decennio l'ebraismo americano ha assunto e de-
nunciato il suo attuale carattere spiccatamente antifascista. La ragione di ciò deve ricercarsi – più che nel programma sociale, nella politi-
ca espansionistica o in quella razziale – nel fatto che la disciplina nazionale e la solidarietà sociale instaurate dal Fascismo avrebbero reso
superflua la funzione dell'oro nel meccanismo finanziario internazionale e nazionale. Le valute e le obbligazioni sarebbero state garantite
dalla disciplina e dal lavoro. Ciò avrebbe posto in essere l'inutilità dello sforzo secolare compiuto dall'ebraismo americano per accaparra-
re l'oro del mondo intero e farsi arbitro della vita economica dei popoli. Le ricorrenti crisi politiche ed economiche provocate dalle ma-

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novre dell'oro (così fruttuose di rovina per i «gentili» e di enormi guadagni per gli ebrei) sarebbero cessate o ridotte al minimo. Ciò l'e-
braismo in genere, e quello americano in ispecie, non poteva permettere, pena il fallimento dei suoi programmi secolari.

Ministero dell'Educazione Nazionale della RSI, 22 settembre 1944

Oggi c'è la guerra del cappello a cilindro e dei magnati della Borsa contro le camicie nere e brune. Oggi c'è la guerra della cassaforte con-
tro il lavoro.
Repubblica, periodico del PFR, 6 novembre 1943

Questa guerra non è stata causata da alcun capriccio di Mussolini o di Hitler. Essa fa parte di quella guerra secolare che si combatte tra
gli usurai e i contadini, tra l'usurocrazia e chiunque compie un'onesta giornata di lavoro con la mente e con le braccia.

Ezra Pound, L'America, Roosevelt e le cause della guerra presente, 1944

Il mondo deve conoscere più chiaramente chi sono coloro che dirigono ed hanno causato la guerra anglo-giudaica contro l'Europa. Que-
sta guerra aveva lo scopo di rendere il mondo sicuro per l'usura; per erigere la Federal Union al posto della Lega delle Nazioni, alias
Bank of International Settlements; ossia per rendere tutto il mondo schiavo di una banda di usurai irresponsabili, internazionali e non al
cento per cento ariani.
Ezra Pound, Nebbie, 1944

Quando nel 1933 Hitler infranse il potere dell'oro ponendo al posto dell'oro il lavoro tedesco, i Signori dell'Oro si videro dovunque sma-
scherati e decisero la guerra.
Herbert Schweiger, in Gerd Honsik, Freispuch für Hitler?, 1992

Ritengo che Sua Maestà non possa avere sudditi più utili degli ebrei e degli olandesi; essi posseggono grandi capitali e vaste relazioni.

il governatore della Giamaica al segretario di Stato Lord Arlington, 7 dicembre 1671

For centuries England has been the political hope of the Jew, indeed, the Holy Land of Europe, the cradle of liberty, the fount of salva-
tion, Per secoli l'Inghilterra è stata la speranza politica dell'ebreo, davvero, la Terra Santa d'Europa, la culla di libertà, la fonte di salvezza.

Israel Zangwill, The Jewish Factor in the War and the Settlement, discorso alla Fabian Society, 10 dicembre 1915

In quanto nazionalsocialisti abbiamo imparato a scorgere, e a valutare, in ogni grande fenomeno storico l'estrinsecazione di una visione
del mondo. Solo dal punto di vista di una solida visione del mondo è possibile fondare la coscienza di una missione politica e affermarla
per generazioni. Il vedere le cose da tale punto di vista ci permette anche di spiegare la misura dell'attuale lotta epocale tra Germania e
Inghilterra. Si tratta, per noi, della contrapposizione, carica di destino, di due visioni del mondo, del nazionalsocialismo da un lato, del
puritanesimo dall'altro. Anche oggi non si capisce davvero l'inglese se non lo si vede come puritano. Il puritanesimo fu, ed è ancora, il
fondamento della coscienza inglese di una missione politica, e cioè della sua illimitata pretesa al dominio planetario.

Der Reichsführer SS - SS-Hauptamt, Die geistigen Grundlagen der englischen Weltmachtspolitik, 1943

L'Inghilterra ha voluto questa guerra, la Germania l'ha dovuta accettare. Se noi tedeschi capiremo che in questa lotta suprema il nostro
esercito incarna le aspirazioni di tutti i tedeschi, di tutti i ceti e le classi, se capiremo che è chiamato ai più alti compiti dell'umanità, a
proteggere cioè le sacre tradizioni e il diritto, a liberare dalla schiavitù del capitalismo i popoli sottomessi, a ricondurre la vita di questi
popoli alle loro più vere radici, allora vinceremo. E questa vittoria è l'eterna vita.
Bruno Amann, Der Sinn unseres Krieges, 1940

La presenza di un mito metarazionale al centro di una grande nazione moderna desta scalpore soltanto perché l'uomo del XX secolo non
è più abituato ad assistere a momenti di rifondazione spirituale. I grandi avvenimenti del secolo, come la prima guerra mondiale o la ri-
voluzione russa, non furono in fondo che episodi ingigantiti di una storia già vissuta dall'inconscio moderno [...] Il vero trauma-displuvio
era costituito dalla volontà del nazionalsocialismo di creare una nuova e potente religione popolare, in grado di far vivere ad un popolo di
ottanta-novanta milioni di uomini il sogno reale, e quindi di far uscire questa massa dal recinto della morale cristiano-democratica, nel
quale era rinchiuso lo stesso comunismo, nonostante le sue stentoree proclamazioni: e i fatti hanno poi deposto, loro per noi, proprio in
questo senso. Il vero trauma fu dunque l'osservazione che il paganesimo nazionalsocialista era cosa vitale, in grado di estendersi e risolu-
to ad avanzare ai potenti del mondo la richiesta di vedere tutelati i propri diritti ad esistere; nulla di peggiore, per l'intollerante omologa-
zionismo occidentale, mai sereno nell'ipotesi di dover convivere con qualcosa di «diverso».

Luca Leonello Rimbotti, Il mito al potere - Le origini pagane del nazionalsocialismo, 1992

Chi contesta l'esclusiva responsabilità della Germania nello scoppio del secondo conflitto mondiale svelle le fondamenta della politica
del dopoguerra.
Theodor Eschenburg, ex rettore dell'Università di Tübingen, 1964, in Diwald H., 1984

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Di fronte agli attacchi portati da Ford con sempre maggiore born Independent e ripresi nei suddetti pamphlet, giustificano la
convinzione per sette anni, come reagisce l'ebraismo? A prescin- sacrosanta indignazione che prova nei miei confronti ogni ebreo
dere dai numerosi interventi goyish – vedi il Consiglio delle per il turbamento [because of the mental anguish] nato da ingiu-
Chiese Protestanti, sceso in campo il 4 dicembre 1920 contro stificate affermazioni fatte su di loro.
«gli attacchi crudeli e infondati contro i nostri fratelli ebrei», o la «Ciò mi ha spinto ad interessarmi direttamente di tale que-
dichiarazione diffusa il 16 gennaio 1921 dagli ex presidenti Wil- stione, per sceverare la vera natura di tali articoli. Come risultato
son e Taft e dal presidente Harding (il secondo, Gran Maestro della mia indagine, confesso di essere profondamente mortificato
per l'Ohio alla Kilwinning Lodge n.356 di Cincinnati e fervido che questo giornale, la cui attività avrebbe dovuto essere co-
supporter del Popolo Eletto; il terzo, 32° grado del Rito Scozzese struttiva e non distruttiva, sia diventato il mezzo per ridar vita a
Antico e Accettato, interverrà nel maggio 1923 anche contro il fantasie rovinose, accreditare i cosiddetti Protocolli dei Savi di
governo italiano, minacciando ritorsioni qualora non cessassero Sion, che si è dimostrato essere, ora imparo, un falso grossolano,
le «persecuzioni» contro i fratelli massoni d'oltreoceano) e da e sostenere che gli ebrei si sono impegnati in un complotto per
personalità della vita religiosa e intellettuale, che sottolinea l'in- giungere a controllare la finanza e le industrie del mondo; il tutto,
compatibilità di tale campagna «antisemita» con la democrazia accompagnato da numerose ingiurie contro la decenza, l'ordine
americana – per tutto il tempo della pubblicazione dell'Indepen- pubblico e la morale. Mi fossi reso conto anche della natura ge-
dent pressioni di ogni tipo piovono sul giornale, «consigli», mi- nerale, per non dire dei particolari, di tali espressioni, ne avrei
nacce e boicottaggi da parte dell'establishment e delle comunità istantaneamente [without a moment's hesitation] proibito la cir-
ebraiche. colazione, perché sono ben consapevole delle virtù del popolo
La buccia di banana sulla quale scivola l'industriale, esaspe- ebraico come comunità, di quanto gli ebrei e i loro avi hanno
rato dell'ennesimo attacco, è però costituita da un passo falso nei fatto per la civiltà e l'umanità e lo sviluppo del commercio e del-
confronti dell'avvocato Aaron Sapiro, accusato il 23 aprile 1924 l'industria, della loro morigeratezza e diligenza, della loro carità e
non solo di sfruttare, attraverso le cooperative da lui fondate, i del loro disinteressato agire per il bene comune. Ci sono ovvia-
coltivatori del Michigan, ma di far parte «di una cospirazione di mente pecore nere in ogni gregge, così come ci sono malfattori in
banchieri ebrei che cercano di porre sotto il loro controllo il mer- ogni razza, fede e nazionalità. È difficile, comunque, giudicare
cato mondiale dell'alimentazione» (autore delle California Indu- un intero popolo da pochi individui, e io mi associo perciò a con-
strial Accident Laws, Sapiro sarà anche estensore del Cooperati- dannare senza riserve tutte le denunce e gli attacchi indiscrimi-
ve Marketing Act). Citato in tribunale, nella primavera del 1927 nati. Quelli che mi conoscono possono testimoniare che non è
repentino è l'abbandono di Ford. Deluso dall'esito di una causa in nella mia natura insultare e provocare pena a chicchessia, e che
cui, pur vincitore, era stato sbeffeggiato dalla sentenza (tacciato mi sono sforzato di liberarmi da ogni pregiudizio.
dalla Chicago Tribune di «idealista ignorante», di «anarchico «Confesso perciò francamente che sono rimasto molto colpi-
nemico della nazione che protegge lui e le sue ricchezze» e di to dall'avere studiato ed esaminato gli archivi del Dearborn In-
non capire, in quanto «uomo ignorante», «i princìpi fondamentali dependent e i pamphlet intitolati The International Jew. Credo
del governo sotto cui vive», gli era stato riconosciuto un «risarci- sia mio dovere come uomo d'onore di scusarmi per il male fatto
mento» di sei cents), Ford getta la spugna. Come scrivono Col- agli ebrei quali compagni e fratelli, invocando il loro perdono per
lier ed Horowitz: «Decise di porre termine alla lunga guerra con- i danni che involontariamente ho provocato, ritrattando per quan-
tro gli ebrei e ottenne un accomodamento in base al quale porse to è in mio potere le ripugnanti accuse portate contro di loro da
le sue scuse a Sapiro individualmente [accompagnate da un gra- tali pubblicazioni, e assicurando categoricamente che d'ora in-
zioso cadeau di 140.000 dollari] e al popolo ebraico nel suo nanzi possono aspettarsi da me amicizia e buona volontà. È su-
complesso con un articolo pubblicato sull'Independent [e con la perfluo aggiungere che tali pamphlet, che sono stati distribuiti
distruzione delle restanti copie di The International Jew]». per tutto il paese ed all'estero, saranno ritirati dalla circolazione,
Oltremodo interessanti i concetti espressi nella ritrattazione, che in tutti i modi renderò noto che hanno la mia più completa
con tutta evidenza concordata, inviata il 30 giugno 1927 a Louis disapprovazione e che d'ora innanzi il Dearborn Independent
Marshall, presidente dell'AJC: sarà diretto sotto auspici tali che articoli ignobili sugli ebrei non
«In passato, per qualche tempo ho dato credito alla serie di compariranno più sulle sue colonne. Infine, lasciatemi aggiunge-
articoli sugli ebrei apparsa dal 1920 sul Dearborn Independent. re che questa dichiarazione è stata fatta di mia iniziativa e nell'as-
Alcuni sono stati ristampati in forma di pamphlet col titolo The soluto interesse del diritto e della giustizia e in accordo con quan-
International Jew. Benché sia proprietario delle due pubblica- to considero mio solenne dovere come uomo e come cittadino».
zioni, è ovvio che nelle mie numerose attività mi è stato impossi- Sigillo della capitolazione è quindi il rientro nelle file mas-
bile curare personalmente la loro gestione o mantenermi infor- soniche: accolto come onorario dalla loggia Zion n.1 – nomen
mato dei contenuti. Ne è perciò inevitabilmente seguito che la omen e coincidentia mirabilis! – la più antica del Michigan, l'ex
direzione e la linea di queste pubblicazioni sono state delegate a «antisemita», massone della Palestine n.357 fin dal 1894, viene
persone che ho incaricato della direzione e delle quali mi sono completamente perdonato, fino ad essere elevato al 33° grado nel
implicitamente fidato. Con grande rammarico sono venuto a sa- settembre 1940.
pere che gli ebrei in generale, e particolarmente quelli di questo Il più virulento artefice delle pressioni esercitate su Ford è,
paese, non solo si sono risentiti di tali pubblicazioni, giudicate come detto, l'American Jewish Committee: è il suo presidente
promotrici di antisemitismo, ma mi considerano un nemico. A- Louis Marshall (1856-1929), che ha definito Ford «an illeterate
mici fidati coi quali ho recentemente parlato mi hanno assicurato and mentally unbalanced fanatic, un fanatico ignorante e psichi-
in tutta sincerità che secondo loro la natura delle accuse e delle camente squilibrato», a ideare la formula usata per la ritrat-
insinuazioni fatte contro gli ebrei, in quanto individui e in quanto tazione, confessando di provare «più felicità che per qualsiasi
comunità, contenute in molti degli articoli pubblicati sul Dear- altra azione io abbia mai intrapreso».

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Fondato l'11 novembre 1906 allo scopo di «prevenire la vio- sailles, nella Sala degli Specchi ove il 18 gennaio 1871 Gugliel-
lazione dei diritti civili e religiosi degli ebrei in ogni parte del mo I di Prussia era stato proclamato imperatore, dai ministri de-
mondo» e «per assicurare agli ebrei l'uguaglianza delle opportu- gli Esteri Hermann Müller e ai Trasporti Bell il 28 giugno, guar-
nità economiche, sociali ed educative», l'AJC è il più antico da caso esattamente cinque anni dopo l'assassinio di Francesco
gruppo di «difesa». Oligarchico, esso limita i membri a 50 (poi Ferdinando e due anni dopo il concilio massonico di Rue Cadet
60 e, nel 1931, 350), con un esecutivo con sede a New York. I (28, 29 e 30 giugno 1917: partecipano il Grande Oriente e la
fondatori: Gran Loggia di Francia, il Grande Oriente e la Gran Loggia d'Ita-
1. il super-banchiere Jacob Henry Schiff, fondatore nel mar- lia, il Grande Oriente di Spagna, la Gran Loggia di Catalogna e
zo 1893, con Rabbi Gustav Gottheil del Temple Emanu-el, della Baleari, la Gran Loggia "Alpina" di Berna, la Gran Loggia Sviz-
Society to Aid the Jewish Prisoners e, per dirla con Hertzberg- zera Indipendente, il Grande Oriente di Lusitania di Lisbona, il
HirtManheimer, «il capo riconosciuto» degli ebrei USA, Grande Oriente del Belgio, la Gran Loggia di Serbia, due rappre-
2. Mayer Sulzberger, intimo del futuro presidente William sentanze del Grande Oriente di Argentina, il Grande Oriente bra-
Howard Taft (repubblicano, 1909-13) e imparentato con gli siliano di Rio Grande do Sul, le Gran Logge dell'Arkansas, del-
Ochs-Sulzberger, proprietari del New York Times (fondato nel l'Ohio e di Costarica; sono assenti le logge inglesi, scandinave,
1851 quale The New York Daily Times dai goyim Henry Jarvis olandesi e ceche). Il Diktat, i cui articoli 1-26, contengono il co-
Raymond e George Jones, il quotidiano, acquistato nel 1896 dal siddetto «Statuto della Società delle Nazioni», entra in vigore il
trentottenne editore Adolph Ochs, figlio di un rabbino «tedesco», 10 gennaio 1920.
sarà non solo controllato ma sempre diretto da un entourage e- La centralità massonica nella Grande Guerra viene rilevata
braico; direttore nel 1986 è il Pulitzer 1973 Max Frankel, cui nel anche da François Fejtö I: «Se la popolazione francese di sinistra,
1994 succede Joseph Lelyveld, biondocchicerulea progenie rab- piccoloborghese e operaia, radicale e repubblicana, era quasi re-
binica, Pulitzer 1986: tiratura 1,2 milioni di copie, con punte di ligiosamente legata alla tradizione rivoluzionaria, si può dire,
1,8 la domenica; nell'ottobre 2003, dopo la scoperta di decine di ricorrendo allo schema classico leninista "classe operaia e sua
falsi articoli stilati dal giornalista Jayson Blair, ad essere nomina- avanguardia", che fu la massoneria, organizzazione elitaria, ben
to primo «garante dei lettori» è il sempre confrère Daniel Okrent, strutturata, meglio organizzata e più centralizzata dei partiti poli-
già direttore di Life e dirigente della sezione nuovi media di Time tici, a svolgere un ruolo di avanguardia nella trasformazione del-
Incorporated), la guerra di potenza in guerra ideologica per la repub-
3. Louis Marshall, «unofficial spokesman for the Jewish e- blicanizzazione dell'Europa: per una Europa raggruppata in una
stablishment, portavoce ufficioso della dirigenza ebraica», avvo- Società delle Nazioni – idea essenzialmente massonica [il primo
cato di grido, consigliere costituzionale, futuro delegato a Ver- a coniare l'espressione SdN fu il protosocialista sansimoniano
sailles, e cognato di Albert Ottinger, l'Attorney General (procura- Pierre Leroux, nel 1840 autore di De l'humanité, de son principe
tore capo) dello stato di New York, et de son avenir, ove elabora un'interpretazione-teodicea del-
4. Oscar Solomon Straus, nato nel 1850 in Baviera, bisnipo- l'«orizzonte immenso» che attende «l'uomo nuovo» della «città
te di un membro del Concistoro napoleonico, giurista, sostenitore futura»: «Il cristianesimo è la più grande religione del passato;
di Grover Cleveland, dal quale nel 1887 viene fatto ambasciatore ma c'è qualcosa di più grande del cristianesimo: è l'Umanità»; il
in Turchia, nel 1906 ministro del Commercio e Lavoro con The- termine viene consacrato all'Aja nel 1907 nel finale della Secon-
odore Roosevelt («Voglio mostrare alla Russia e a certi altri pae- da Conferenza della Pace] – una volta decapitate finalmente le
si cosa pensiamo noi degli ebrei in questo paese»), primo ebreo a teste dell'idra del clericalismo e del monarchismo militarista.
ricoprire una carica ministeriale e nel 1919 secondo rappresen- Abbiamo notato in precedenza che la propaganda di guerra fran-
tante AJC a Versailles, cese faceva appello, come se si trattasse di una delle principali
5. Cyrus Adler, studioso del giudaismo, cugino di Mayer legittimazioni della guerra stessa, all'ideologia repubblicana, gia-
Sulzberger e di Arthur Hays Sulzberger (quest'ultimo, nato nel cobina, ereditata dalla Rivoluzione francese. Al momento in cui
1891 e morto nel 1968, presidente dal 1935 al 1961 e direttore era scoppiata la guerra, sia il presidente del Consiglio, René Vi-
del New York Times del quale Adler è columnist per gli affari viani [che col presidente Raymond Poincaré, per inciso sposato a
esteri, sposa Iphigene, figlia di Adolf Simon Ochs e Iphigene un'ebrea, nel luglio 1914 aveva stretto a San Pietroburgo gli ul-
Wise, figlia del celebre rabbino Isaac Mayer Wise; gli subentra- timi accordi per l'aggressione alla Germania], che il suo ministro
no in successione il genero Orvil E. Dryfoos e il cognato di que- degli Esteri, Théophile Delcassé [ministro delle Colonie 1894-95
sti Arthur Ochs-Sulzberger), per anni presidente dell'American e degli Esteri 1898-1905], erano massoni. Nel governo Briand
Jewish Congress e dello Jewish Theological Seminary nonché, (29 ottobre 1915-dicembre 1916 [ventidue volte ministro, di cui
subito dopo Marshall, il più autorevole leader dell'ebraismo ame- quindici agli Esteri, oltre a dieci presidente del Consiglio]), Vi-
ricano (1863-1940). viani aveva mantenuto il portafoglio della Giustizia e Marcel
* * * Sembat, parimenti massone, i Lavori Pubblici. Nel governo Ri-
bot (20 marzo-12 settembre 1917 [già tre volte presidente del
Inciso – Dopo che la partecipazione alle «trattative di pace» Consiglio, oltre che ministro delle Finanze 1914-17]), Viviani
è stata impedita alla Germania dall'apertura il 18 gennaio al 18 era rimasto alla Giustizia, e tanto il ministro dell'Interno, Théo-
aprile 1919, il Diktat le viene sottoposto, «prendere o lasciare», il dore Steeg, che quello del Vettovagliamento, Maurice Viollette,
7 maggio; sotto la sferza del blocco alimentare e della minaccia erano massoni; Paul Painlevé (12 settembre-novembre 1917 [già
di invasione, i 440 articoli – raccolti in quindici capitoli e formu- ministro dell'Istruzione con Briand e della Guerra con Ribot])
lati in 1646 sedute da 10.000 tra delegati e collaboratori divisi in aveva avuto per ministro delle Finanze un massone, Lucien
58 commissioni – vengono approvati dalla Nationalversammlung Klotz [e per ministro degli Esteri il detto Ribot]. Nell'importante
il 22 giugno con 237 voti contro 138 e 6 astenuti, e siglati a Ver- comitato di guerra, i massoni erano rappresentati da Léon Bour-

675
geois, Paul Doumer, Franklin Bouillon e Lucien Klotz. Il mini- nuovi Stati nel 1919"»;
stro degli Esteri di Clemenceau (16 novembre 1917-1920 [già il primo Minority Treaty, imposto alla Polonia il 28 giugno e
presidente del Consiglio 1906-09]), Stéphen Pichon, era masso- modello di altre 14 convenzioni, presto giudicato dai polacchi,
ne». con le parole poi usate nel marzo 1936 dal ministro degli Esteri
La delegazione USA a Parigi viene assemblata dal «colon- colonnello Beck, un'«indebita ingerenza internazionale negli af-
nello» House e siglata, soprattutto per il Vicino Oriente, da Louis fari interni della Polonia» e rafforzante l'idea che gli ebrei costi-
Dembitz Brandeis, già uomo di punta nel progetto del Federal tuivano una minaccia all'indipendenza del paese, sarebbe stato
Reserve Board e della Federal Trade Commission e primo consi- denunciato da Varsavia il 13 settembre 1934), dall'ultrasionista
gliere economico di Wilson. Oltre a Straus e a Felix Frankfurter, colonnello Richard Meinertzhagen, membro della delegazione
scrive Sigilla Veri alla voce «Brandeis», comprende 115 ebrei su inglese a Versailles, e dal tenente colonnello Frederic Kisch, ca-
156 (Adam Tooze riporta che nel 1923 Hitler aveva scritto di po dello spionaggio militare, poi generale, ardente sionista e
117 tra banchieri e finanzieri giunti al seguito del «criminale» combattente in Nordafrica quale capo del genio dell'8a Armata
Wilson), tutti affiliati a Massoneria, Round Table, Pilgrims (Arno Lustiger lo dice concorrente, non fosse morto su una mina
Society o simili. Il Congresso degli Ebrei Americani, apertosi il in Tunisia il 14 aprile 1943, di Chaim Weizmann alla carica di
15 dicembre 1918 a Filadelfia, sceglie dieci personalità per re- Capo di Stato israeliano); il cursus honorum di Edwin Samuel
carsi a Parigi a suo nome: Joseph Barondess, Jacob De Haas, Montagu, secondo figlio di Lord Swaythling, lo vede segretario
Julian Mack, Bernard G. Richards e Stephen Wise per i sionisti; privato di Asquith dal 1906, sottosegretario per l'India, segretario
Harry Cutler e Louis Marshall per l'AJC; il rabbino Bernard al Tesoro, ministro del Munizionamento e Segretario di Stato per
Louis Levinthal; Nachman Syrkin per il blocco socialista nazio- l'India 1917-22;
nalista e Morris Vinchevsky per la Jewish Socialist Federation; il demi-juif ministro degli Esteri italiano Sidney Sonnino,
interprete tra i primi, e in seguito attivo nelle commissioni ripara- coadiuvato dal deputato repubblicano tout-juif Salvatore Barzilai
torie a Berlino e Vienna e in Palestina dal 1929 al 1939, noto né Bürzel, membro del Consiglio dell'Ordine del Grande Oriente
saggista e traduttore, è Maurice Samuel (1895-1972), nato in d'Italia e Guardasigilli del RSAA, firma il Diktat per l'Italia; An-
Romania, cresciuto in Inghilterra, nel 1914 migra negli USA, nel selmo Colombo, rappresentante per gli ebrei italiani; un quarto
cui esercito milita per due anni. «italiano» è l'ufficiale di Marina Angelo Levi-Bianchini, docente
Per altri paesi: David Lloyd George, per quanto personal- all'Accademia Navale di Livorno e alla Scuola Militare di Tori-
mente freddo verso gli ebrei, ma già profondamente coinvolto no, che nel 1920 riesce a ottenere dal ministero degli Esteri il
negli affari ebraici fin dalla stesura di quella proposta sionista del consenso al mandato britannico in Palestina e alla Dichiarazione
4 luglio 1903 al governo inglese che aveva portato Londra ad Balfour, col concetto di foyer national juif inserito il 24 aprile
impegnarsi «in any well considered scheme for the amelioration alla Conferenza di Sanremo nel trattato con la Turchia: «La di-
of the position of the Jewish Race» (lettera proto-balfouriana del chiarazione originariamente fatta il 2 novembre 1919 dal gover-
14 agosto 1903 di sir Clement Hill, capo del dipartimento dei no britannico e adottata dagli altri governi alleati, in favore della
Protettorati Africani al Foreign Office, sventolata tra gli applausi creazione di un focolare nazionale ebraico in Palestina, è con-
al Sesto Congresso Sionista) e plenipotenziario a Versailles, vie- fermata» (dell'importanza non solo ideologico-sentimentale ma
ne «curato» dallo spiritista massone (co-fondatore della loggia geopolitica del «focolare» testimonierà nella primavera 1947
Quatuor Coronati, che ancor oggi funziona da centro e archivio Nahum Goldmann, dal 1938 presidente del "Congresso Mondia-
della massoneria «regolare») filo-ebraico roundtablista Lord Ar- le Ebraico", nella settima sessione del Congresso degli ebrei ca-
thur Balfour (quando non pure non ebreo egli stesso, come ipo- nadesi all'hotel Mont-Royal di Montreal: «Per la costruzione di
tizza David Duke III), dai segretari Isaac Kerr e sir Philip Sasso- una "patria" ebraica gli ebrei avrebbero potuto avere l'Uganda, il
on (nipote per madre del barone Gustave de Rothschild, ex uffi- Madagascar e altre terre ma, semplicemente, essi non vollero
ciale d'ordinanza del generale Rawlinson comandante del IV altro che la Palestina [...] perché la Palestina è il punto nodale tra
Corpo d'Armata in Egitto e Palestina, segretario al contempo del Europa, Asia e Africa, perché la Palestina è il vero centro del
Maresciallo sir Douglas Haig), da Lucien Wolf (1852-1930, potere mondiale, il centro strategico del dominio mondiale»);
Gran Maestro della Loggia degli Autori, direttore dei giornali i belgi sono guidati dal ministro degli esteri demi-juif Paul
Graphic e Daily Graphic, presidente della Jewish Historical Hymans, massone dal 1895 nella loggia Les Zélés Philanthropes,
Society of England, detto da Harry Rabinowicz «"foreign mini- poi primo presidente della SdN (seguirà il francese Léon-Victor
ster" of the Jewish people», plenipotenziario ebraico e poi dele- Bourgeois, già presidente della Camera e del Senato a Parigi,
gato per l'ebraismo alla SdN, «"l'uomo che a Versailles combattè Nobel per la Pace nel 1920, massone delle logge Sincérité e La
per i diritti degli ebrei" e di cui si diceva che era a conoscenza di Bienfaisance Châlonnaise di Châlons-sur-Marne e del Capitolo
tutti i segreti del Foreign Office [and who was said to be in pos- Etoile Polaire di Parigi); per la Lituania parla l'avvocato Rosen-
session af all the secrets of the Foreign Office]», scrive il Jewish baum di Kaunas, viceministro degli Esteri; per la Lettonia il mi-
Guardian l'11 giugno 1920, mentre Albert Lindemann conferma nistro degli Esteri Siegfried/Zigfrids Meierowicz/Mierovitz; per
che fu lui a «stringere "un intimo rapporto" con Jacques Bigart, la Polonia il cattolicizzato Ludwik Rajchman; l'Ucraina invia
segretario dell'Alliance Israélite Universelle e a "fondere sostan- l'avvocato di Kiev Arnold Margolina e il dottor Samuel Zarchi,
zialmente in un'unica politica le politiche dell'ebraismo anglo- già medico a Londra; guida i polacchi Szymon Askenasi, storico;
francese durante e dopo la Prima Guerra Mondiale. Il Quay d'Or- per la Francia firmano a Saint-Germain Louis Lucien Klotz,
say considerava Wolf un individuo della più alta importanza [a già ministro delle Finanze e dell'Interno, autore del motto «Le
man of utmost importance]. John Headlam-Morley, l'estensore boche payera tout, Il porco tedesco pagherà tutto» e al Trianon
del Trattato per conto della delegazione di pace britannica, chia- Auguste Isaac; segretario di Emile Loubet, Presidente dal 1899 al
mò Wolf il vero autore dei Trattati sulle Minoranze imposti ai 1906, è Hugo Oberndoerffer; segretario di Clemenceau è Geor-

676
ges Mandel né Louis Jeroboam Rothschild (anteguerra il «Tigre» Svizzera e il sostegno ad un'aggressione italiana alla Francia.
è coadiuvato anche da Cornelius, Herz, Goudchaux, Roth, E- Curando la ricerca psico-sociologica The Engineering of Con-
douard Ignace e il detto Klotz, da lui causticheggiato come «l'u- sent, edita dall'Università dell'Oklahoma, nel 1955 Bernays crea
nico ebreo di mia conoscenza ignaro di questioni finanziarie»), l'espressione «ingegneria del consenso» e resta fino alla morte, a
mentre suo capo gabinetto è il banchiere Georges Wormser); 103 anni nel marzo 1995, uno dei più influenti esperti di public
Paul Mantoux, poi direttore dell'importante Sezione Politica del relations (dopo che nel 1953 l'Amministrazione Eisenhower ha
Segretariato Generale della SdN, è capo-interprete francese a applicato i suoi modelli comportamentali per defenestrare il pri-
Versailles; mo ministro Muhammad Mossadeq, colpevole di avere attentato
il giornalista Fritz Max Cahen è segretario di Ulrich von agli interessi anglo-americani perseguendo la nazionalizzazione
Brockdorff-Rantzau, capo della delegazione tedesca di parte- del petrolio iraniano, l'anno dopo Bernays scende in campo in
ebraica ascendenza, mentre Arthur Feiler, poi docente a Franco- prima persona, promuovendo per conto della United Fruit una
forte, Königsberg e alla New York School for Social Research, campagna volta a destabilizzare il Guatemala con un colpo di
guida i consulenti economici affiancato da Eduard Rosenbaum e Stato, scacciando il presidente Jacobo Arbenz, costituzionalmen-
dal battezzato di madre ebrea Heinrich Göppert, poi capo- te eletto ma anch'egli nazionalizzatore delle risorse del suo paese;
delegazione nel 1920 (il Diktat non verrà tuttavia siglato dal na- miliardario consulente di ditte quali Procter & Gamble, United
zionalista von Brockdorff-Rantzau, dimessosi per protesta, ma Fruit e Cartier, nel campo del costume convincerà poi il sesso
dal socialdemocratico demi-juif cattolicizzato Matthias Erzber- «debole» ad «emanciparsi» fumando le Lucky Strike). Tra i più
ger, per questo poi giustiziato, il 26 agosto 1921, da due ufficiali abili a inverare il motto lincolniano «He who molds public
della Brigade Erhardt); opinion is more powerful than he who makes laws, Colui che
i socialisti «austriaci» David Josef Bach e Otto Pohl sono tra plasma l'opinione pubblica è più potente di chi fa le leggi», verrà
i delegati all'accettazione del Diktat a Saint-Germain (similmen- definito da Michael Shapiro «the father of public relations».
te, tra i delegati per le trattative di pace a Brest-Litovsk e Buca- Cinque ultime note: 1. nello staff di Wilson e nel CPI è pre-
rest era stato l'economista «austriaco» Richard Schüller); sente il futuro produttore Paramount/Columbia/MGM Walter
infine, una specifica delegazione ebraica viene costituita dal Wanger, ufficiale di intelligence; 2. la guardia del corpo di Wil-
Committee of Jewish Delegations at the Peace Conference e son, nonché suo intimo confidente, è il confratello brigadier ge-
comprende, per gli americani, Julian W. Mack e Louis Marshall, nerale Bernard Louis Gorfinkle, di professione avvocato; 3. il
per i «polacchi» Nahum Sokolow e Leon Reich, per i «russi» quotidiano cattolico di Augusta Augsburger Postzeitung rileva il
Menahem Ussishkin e Leo Motzkin. 30 dicembre 1920: «Non è cristianamente accettabile infierire sul
Dell'importanza del ruolo degli ebrei segretari dei politici vinto [...] In Versailles il capitalismo internazionale coi suoi due
goyish, è conscio anche il «francese» Isaac Blumchen/Blümchen boia, l'ebraismo e la massoneria, ha brandito un colpo durissimo
in Le Droit de la Race Superieure: «Noi vigiliamo sui gentili contro la civiltà cristiana d'Europa. La "sinagoga di Satana" in
attraverso i loro segretari» (e ciò anche se, come detto, Blümchen Versailles è salita al trono. Versailles significa la rovina dell'Eu-
è lo pseudonimo del grande «antisemita» Gohier o, meglio, Dé- ropa. Lo sterminio della civiltà cristiana [...] Ma dove è oggi lo
goulet dit Gohier... non quindi un falso volgare, ma una esatta spirito aggressivo e attivo contro l'oppressione e il dissangua-
profezia post eventum). Capo-propaganda della delegazione USA mento dei popoli, contro le colpe dei ricchi e potenti quali oggi
a Versailles, e dopo un quarto di secolo padre del Murray super- non sono più i principi e i re, ma i re senza corona della Borsa,
consulente di Robert Jackson a Norimberga, è Edward Bernays, delle banche, della stampa, in una parola, il capitalismo, abbrac-
figlio di Eli, il doppio cognato di Sigmund Freud (che ne ha spo- cio massonico organizzato e operante contro gli interessi del cri-
sato la sorella Martha, mentre sua sorella Anna ha sposato Eli) stianesimo e del popolo cristiano?»; 4. per la terza volta dopo il
che a fine Ottocento si è trasferito a New York, facendo fortuna maggio 1920 e il marzo 1921, l'11 gennaio 1923 la Ruhr viene
nel commercio. Intimo di FDR e alla testa negli anni Trenta della occupata da 60.000 francesi: la resistenza passiva opposta agli
semisegreta centrale di propaganda Focus, Bernays, già membro invasori porta in carcere oltre 10.000 tedeschi; ad Essen, durante
della Commissione Creel o CPI Committee on Public Informa- la Pasqua, il 31 marzo, le truppe di occupazione aprono il fuoco
tion nella Grande Guerra (di cui al cap.XXVIII), ha pubblicato contro una pacifica manifestazione di protesta, uccidendo 13 e
nel 1923 Cristallizing Public Opinion e nel 1928 Propaganda, ferendo 3 operai delle acciaierie Krupp; complessivamente, fino
nel quale ultimo esplicita: «Se si comprendono i meccanismi e i al luglio 1925 vengono uccisi dai francesi 132 tedeschi, sei con-
moventi propri del funzionamento dello spirito di gruppo, divie- dannati a morte (uno fucilato: Albert Leo Schlageter), cinque
ne possibile controllare e irregimentare le masse secondo i nostri all'ergastolo, migliaia al carcere e pene pecuniarie, arrestati o-
voleri e senza che ne prendano coscienza [...] La manipolazione staggi e cacciate dalle loro case e fattorie 150.000 persone; 5.
cosciente e intelligente dei comportamenti organizzati e delle parallelamente agli esponenti politici ufficiali che definiscono i
opinioni delle masse è un elemento importante in una società nuovi confini degli Stati e impostano la Società delle Nazioni,
democratica. Coloro che manipolano tali meccanismi sociali for- l'oligarchia finanziaria anglo-americana getta a Versailles altre
mano un governo invisibile, che si configura come un vero e più celate basi del Nuovo Ordine Mondiale, istituendo il 19
proprio potere dirigente del nostro paese [...] Spetta alle minoran- maggio 1919 il Council on Foreign Relations, con sede a New
ze intelligenti fare un uso continuo e sistematico della propa- York, e il Royal Institute of International Affairs, con sede a
ganda». Londra, le due branche, apparentemente indipendenti, della tena-
Nulla quindi di strano che nell'autunno 1938 sia la Focus, glia.
mentre Hitler lavora per un accordo con le Democrazie, a diffon- Storico semi-ufficiale dell'epoca, F.J. Dillon tratteggerà di lì
dere negli ambienti diplomatici e sulla stampa voci di nazi-piani a poco, in The Inside Story of the Peace Conference "Storia se-
per un bombardamento di Londra, l'invasione della neutrale greta della Conferenza di Pace" il significato di quella svolta e-

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pocale: «Un gran numero di delegati credevano che le vere in- Nuovo. Come scrive Henry Feingold: «Gli ebrei furono ardenti
fluenze dietro i popoli anglosassoni fossero semitiche [...] opi- sostenitori della Società delle Nazioni e fornirono una percen-
nione che riassumevano nella formula: da oggi il mondo sarà tuale sproporzionata dei membri delle organizzazioni volontarie
governato dai popoli anglosassoni, a loro volta dominati dai loro di sostegno come l'Intergovernmental Union, che si batté stre-
ebrei». «Il popolo ebraico vide il dopoguerra come un'era mes- nuamente per fare aderire gli USA alla Società. L'idea dell'auto-
sianica [...] e Israele, negli anni 1919-20, eruppe in gioia nell'Eu- determinazione nazionale, menzionata da Woodrow Wilson nei
ropa orientale e meridionale, nell'Africa del Nord e del Sud, e più Quattordici Punti come premessa per una pace duratura ma im-
ancora in America», concluderà anni dopo Leo Motzkin nella perfettamente attuata dal Trattato di Versailles, ebbe ardente so-
veste di presidente delle delegazioni ebraiche alla SdN. stegno dagli ebrei, soprattutto dopo che fu estesa nel 1922, con la
Decisamente critico, invece, in un discorso tenuto al Polite- Risoluzione Lodge-Fish, a comprendere l'appoggio alla nascita
ama Rossetti di Trieste, Mussolini il 6 febbraio 1921: «Il Fasci- di un focolare ebraico in Palestina».
smo non crede alla utilità e ai princìpi che ispirano la cosiddetta Realtà vantata già nel 1918, in attesa della vittoria, a Londra
Società delle Nazioni. In questa Società le Nazioni non sono af- dall'opuscolo The Jews among the Entente leaders: «Confidiamo
fatto su un piede di uguaglianza. È una specie di Santa Alleanza che le comuni preoccupazioni dei delegati ebrei delle Potenze
delle nazioni plutocratiche del gruppo franco-anglosassone per dell'Intesa siano il simbolo di una più grande unità che nascerà
garantirsi – malgrado inevitabili urti d'interessi – lo sfruttamento dopo la guerra non con fini di annientamento e distruzione come
della massima parte del mondo». al momento è inevitabile, ma per creare un mondo migliore e più
Sempre nel 1921 conclude, con estrema lucidità e nietzsche- felice, nel quale regneranno gli ideali ebraici del diritto e della
ana filosofia della storia, Georges Batault: «Ora, dapprima singo- giustizia».
li individui, poi la voce pubblica hanno denunciato a più riprese Realtà ri-vantata nel dicembre 1919, a vittoria compiuta e
il ruolo centrale che avrebbero giocato, nell'elaborazione di que- con più pratici toni, dal sionista Alfred Nossig in un discorso al
sto infame trattato gli ebrei che affollavano così numerosi la cer- Wiener Komödienhaus poi ripreso nel volume Integrales Juden-
chia intima di Wilson, Lloyd George e Clemenceau. Ebrei di fi- tum: «Solo quando si affermerà una Società delle Nazioni che si
nanza ed ebrei di rivoluzione sono accusati di avere dettato, in- riconosca apertamente nella politica internazionale di giustizia
sieme, una pace ebraica. I semiti internazionali hanno regolato, si del socialismo, solo quando i suoi eserciti congiunti si volgeran-
dice, le cose al meglio dei loro interessi di famiglia. Un'impres- no davvero alla protezione di tutti i deboli, solo allora potremo
sione diffusissima quanto alla pace e ai suoi veri beneficiari è che sperare che gli ebrei svilupperanno in Palestina, liberamente, la
ci si trova in presenza di una tacita intesa tra le due Internaziona- loro comunità. E come i nostri interessi nazionali, così i nostri
li, quella dell'Oro e quella del Sangue. L'internazionale finanzia- interessi internazionali potranno essere tutelati soltanto da una
ria e l'internazionale rivoluzionaria avrebbero preso tutte le misu- Società delle Nazioni guidata dallo spirito del socialismo: una
re per sfruttare l'ordine, o meglio il disordine, nuovo, non solo vita in piena parità di diritti e sicurezza, e la libera azione del no-
per ottenere benefici immediati, ma anche per fare trionfare alla stro mandato culturale di progresso [und die freie Betätigung
lunga, a scapito delle culture occidentali, non si sa quale ideale unseres kulturellen Fortschrittsmandat]. Perciò tutti i gruppi del-
orientale, oscuro, inespresso e formidabile. Ora, le due Interna- l'ebraismo, in Palestina come nella diaspora, hanno un interesse
zionali dell'Oro e del Sangue, la Finanza e la Rivoluzione, hanno vitale alla vittoria del socialismo mondiale. Devono operare per
alla loro testa un'élite di ebrei; l'una e l'altra stendono i loro tenta- esso, non solo per motivi ideali, non solo per la sua coincidenza
coli sull'intero mondo. Il loro presunto ruolo nella genesi di una col mosaismo [nicht nur wegen seiner Wesenseinheit mit dem
pace che solleva innumerevole scontento è, dopo il bolscevismo, Mosaismus], ma anche per motivi concreti».
la più importante delle ragioni contemporanee della rinascita del- Realtà rivendicata a New York, nel 1920, Jessie Ethel Sam-
l'antisemitismo [...] Quanto alla pace di Versailles, in passato ho pter in Guide to Zionism: «La Società delle Nazioni è un antico
scritto che è stata una pace protestante; oggi credo di avere im- ideale ebraico. Questo ideale, che unifica nazionalismo e interna-
piegato un termine non proprio esatto, perché di accezione trop- zionalismo, viene compreso dai popoli soltanto oggi. Ma gli e-
po larga: non di pace protestante bisogna parlare, ma di pace pu- brei lo conoscono da tre millenni, poiché scaturì dalle leggi e
ritana [...] Mentre l'ebraismo internazionale punta su queste due dalle parole dei profeti. È uscito dall'ebraismo, è la concezione di
carte: Rivoluzione e Società Anonima delle Nazioni, l'antisemiti- fondo di Mosè e dei profeti».
smo punta, al contrario, sulla carta del nazionalismo [...] Per ca- Realtà prevista da Simon-Tov Yacoel in Israel, réflexions
pire le dimensioni della questione di cui stiamo abbozzando lo sur la grande guerre et l'avenir des peuples, edito a Salonicco
studio, dobbiamo ricordare che da due millenni la storia della nel 1921: «Ogni guerra, si dice, porta con sé anche qualcosa di
civiltà è dominata da una lotta senza quartiere, alternata di suc- buono. Ora, la guerra mondiale ha partorito una dea: la Società
cessi e sconfitte, tra lo spirito ebraico e quello greco-romano. La delle Nazioni, la Lega dei Popoli [...] La Società delle Nazioni
fine del mondo antico è stato marcato dal trionfo di un giudaismo porterà l'unità della lingua, l'unità della moneta, del criterio di
universalizzato, sotto le specie del cristanesimo primitivo, sullo giudizio, del diritto, della religione [...] Questa Società delle Na-
spirito della Città antica. Oggi lo spirito della Città, sotto le for- zioni diverrà più forte e suoi raggi benefici investiranno ogni co-
me della Nazione moderna, si appresta a combattere una nuova sa. Per capitale avrà Sion, la città della pace [...] In virtù degli
battaglia contro l'universalismo dei Profeti e dei Mercanti». eventi storici Israele deve garantire presso di sé la presenza di
questa possente Società delle Nazioni. I popoli devono convenire
* * * che fu nella terra d'Israele che vennero al mondo i grandi profeti
dell'umanità. Cos'è mai la vocazione della Società delle Nazioni
E l'AJC è da allora la punta di diamante delle organizzazioni se non la continuazione dell'opera intrapresa da Israele? La So-
ebraiche che appoggiano il progetto per la creazione del Mondo cietà delle Nazioni, questa pura figlia dello spirito d'Israele, vivrà

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e respirerà dell'aria del padre suo. La Società delle Nazioni avrà nostro popolo [zum esisernen Bestand unseres Volkes]. Quest'i-
sede tra le mura e le torri della Città della Pace, della città di Sion dea è antica come l'ebraismo. Non c'è popolo, non c'è comunità
[...] Ogni luce uscirà da Gerusalemme e grazie a Gerusalemme. che abbia avuto da offrire a tale idea tanto quanto abbiamo fatto
Sarà il centro del mondo. Ogni popolo vi si incontrerà. Gerusa- noi».
lemme sarà detta Città della Pace. La capitale del Mondo Nuovo Ed ancora da Alfred Klee, il 19 gennaio 1926, sul National
non sarà più il luogo centrale di una [semplice] religione. No, American Bulletin: «La Società delle Nazioni non è affatto l'ope-
sarà la culla di questa nuova religione che si chiamerà: Fraternità ra di Wilson, ma una creazione ebraica di cui possiamo andar
dei Popoli». fieri. L'idea di Società delle Nazioni risale ai profeti d'Israele.
Realtà riecheggiata a Berlino, nello stesso 1921 e con lo stes- L'idea di Società delle Nazioni è un prodotto, è proprietà della
so messianismo, dalla ufficiale Jüdische Rundschau n.83: «La vera civiltà ebraica».
vera sede della Società delle Nazioni non sono Ginevra né l'Aja. Ed ancora dall'Association des Rabbins français, che nella
Asher Ginzberg ha sognato di un Tempio sul monte Sion, al qua- sessione del 1927 a Parigi afferma in una mozione che «la Socie-
le giungeranno i capi di tutte le nazioni per rendere visita al tà delle Nazioni è la prima applicazione, nell'ordine politico, dei
Tempio della Pace. L'eterna pace diverrà solo allora un fatto princìpi di pace e di fraternità che il giudaismo, dopo i profeti, ha
compiuto, quando tutte le nazioni della terra vi giungeranno in proclamato nel mondo civile». Concetto ribadito non solo da Lu-
pellegrinaggio [der ewige Friede wird erst dann eine vollendete cien Wolf, per il quale le sante e più antiche tradizioni del giu-
Tatsache sein, wenn alle Völker der Erde zu diesem Tempel ge- daismo rivivono nella Società delle Nazioni e ogni ebreo è tenuto
pilgert sind]». a sostenerla, ma ancora da Nahum Sokolow al nuovo Congresso
Realtà criticamente compresa, lo stesso anno, da Roger Sionista: «Quando non sussisteva neppure l'ombra di una delle
Lambelin: «Del presidente Woodrow Wilson e di Lloyd George sessantasei nazioni che costitruiscono la Società delle Nazioni,
gli ebrei sono giunti a fare i loro agenti più docili e devoti [anche Isaia proclamava le stesse idee che sono ora la base della Società
Hilaire Belloc dice, nel 1922, che Wilson, «the most unpopular delle Nazioni» (Le Journal Juif del 4 ottobre 1935).
of the presidents», «appare essere stato completamente nelle loro
mani»]; manovrando gli uomini di governo degli Stati Uniti e * * *
dell'Inghilterra, i rappresentanti di una razza di tredici o quattor-
dici milioni di individui dispersi in ogni terra del globo sono riu- L'unione fra ebrei sefarditi e askenaziti e l'imparentamento
sciti ad imporre al mondo una pace speciale che è davvero una para-endogamico, concernono anche Jacob Schiff. La genealogia
pax judaica ed un supergoverno, chiamato Lega o Società delle di parte materna risale infatti alla famiglia sefardita dei Del Ban-
Nazioni, della quale sono i capi [...] La Società delle Nazioni, co di Pisa, che nel Cinquecento si trasferiscono in Westfalia,
arma anglosassone forgiata da Israele, è di certo, malgrado i di- dapprima a Kassel, indi a Warburg, ove abbandonano il cogno-
fetti che si possono individuare nel suo metallo, assai temibile, me. Nel 1559 certo Simon Warburg prosegue l'attività di cambi-
ma il suo compito non sarà facile [mais sa tâche sera rude]. Do- sta e prestatore di denaro già coltivata dagli antenati in Italia e,
vrà difendere di volta in volta l'imperialismo britannico, l'impe- prima ancora, in Nordafrica. Nel secondo decennio dell'Ottocen-
rialismo americano e l'imperialismo ebraico, i grandi interessi to i fratelli Gerson e Moses Marcus Warburg compiono un primo
commerciali e finanziari delle tre potenze e in sovrappiù il socia- salto di qualità, iniziando l'ascesa nell'empireo che comprende i
lismo e il bolscevismo, là dove Israele li ispira. Sicuramente il Rothschild, i Goldschmidt di Anversa, gli Schröder e gli Hambro
compito è delicato e complesso, tanto più che questi interessi di Londra, i Salomon d'America, i Mendelssohn, gli Oppenheim
saranno spesso opposti. Inoltre, a questa espansione delle ambi- di Colonia, gli Heine d'Amburgo. Nel 1817 i Rothschild di Lon-
zioni, dell'orgoglio, della tirannia ebraica corrisponderà il raffor- dra nominano Moses corrispondente da Amburgo; nel 1829 Mo-
zamento nazionalista degli Stati più minacciati». ses dà in sposa la figlia Sarah al cugino Abraham Samuel War-
Realtà diffusa al mondo dalla Jewish Telegraphic Agency al burg (Gerson è morto senza figli).
Congresso Sionista di Karlsbad, quando il 27 agosto 1922 il suo Dai due nascono Sigmund, Rosa e Moritz. Nel 1846 Rosa
presidente Nahum Sokolow, poi capo della World Zionist Orga- sposa Paul Schiff (vedi infra). Nel 1862 Sigmund sposa Teofila
nization, rivendica: «The League of Nations is a Jewish idea, Rosenberg, figlia di un banchiere e di una Günzburg, «russi» ma
La Società delle Nazioni è un concetto ebraico e Gerusalemme con parentele ubiquitarie. Due sorelle di Teofila hanno già sposa-
diverrà un giorno la capitale della pace mondiale. Ciò che ab- to il banchiere Leon Askenasi di Odessa e un associato della
biamo ottenuto dopo una lotta venticinquennale lo dobbiamo al banca Goldschmidt. Moritz sposa Charlotte Oppenheim, figlia di
genio di Theodor Herzl». un mercante d'oro e parente dei banchieri. Dopo la morte di Sig-
Realtà ribadita nell'aprile 1924 a Vienna a una massa plau- mund è Moritz a succedergli.
dente dal caporabbi H.P. Chajes nella prolusione "I compiti della Suoi sono cinque figli: Abraham (Aby, che sposa una shiksa,
comunità ebraica": «Per l'umanità, la Società delle Nazioni è cer- lascia gli affari e si fa collezionatore di libri e storico dell'arte),
to la massima delle benedizioni. Non m'importa come possiate Max, Felix, Paul e Fritz. A capo della M.M. Warburg di Ambur-
oggi giudicare la Società delle Nazioni. Mentre nulla si è fatto go resta Max, che nel 1902 assume Carl Melchior, fratello del
per farla conoscere, non si è certo tralasciato di oltraggiarla. Poi- marito di una cugina e banchiere. Paul (vedi infra), trasferitosi in
ché se la Società delle Nazioni è oggi scadente, tanto migliore America, all'inizio del Novecento è consigliere di amministra-
sarà, quanto più gli uomini si adopreranno per lei. Ma io credo zione delle ferroviarie Western Union, Westinghouse, Wells Far-
che in ciò si sia tutti d'accordo: la Società delle Nazioni è la meta go, Union Pacific Railroad, Baltimore and Ohio Railroad, Na-
finale dell'umanità. Perciò penso che voi tutti dobbiate aiutarci tional Railways of Mexico, nonché delle banche Kuhn, Loeb &
per portare nella Società delle Nazioni i capi dell'ebraismo. Per- Co. e International Acceptance, dell'American I.G. Chemical e
ché è cosa nostra, perché appartiene al patrimonio più vero del dell'Agfa Ansco Corporation.

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L'inincrocio e l'imparentamento para-endogamico, iniziato hen). Ancor più, cinque dei sei matrimoni delle figlie si ebbero
col fantastico Mosè (il cui padre Amram, vanta Esodo VI 20, con altri membri della famiglia Rothschild (compresa Betty, che
feconda la zia Jochebed) raggiunge il punto culminante col casa- sposò lo zio James). Morton [in The Rothschilds, «I favolosi Ro-
to dei Rothschild: come al vol.X riporta The Jewish Encyclope- thschild», 1961] trova che dei 58 matrimoni contratti dai discen-
dia - A Descriptive Record of the History, Religion, Literature, denti di Mayer Amschel Rothschild, non meno della metà si eb-
and Customs of the Jewish People from the Earliest Times to the bero tra primi cugini».
Present Day (curata da «oltre quattrocento studiosi e specialisti» Uno sprazzo sulla «sensibilità» ebraica quanto all'in-
sotto la direzione di Cyrus Adler, Wilhelm Bacher, Gotthard termarriage – i matrimoni tra ebrei e non-ebrei – lo lancia, nelle
Deutsch, Richard Gottheil, Emil G. Hirsch, Isaac K. Funk, Jo- sue memorie, il barone Guy de Rothschild, nato nel 1909, figlio
seph Jacobs, Kaufmann Kohler, William Popper, Herman Rosen- di Edouard, nipote di Alphonse e pronipote di James: «Regola
thal, Isidore Singer, Crawford H. Toy e Frank H. Vizetelly, «as- essenziale per i miei genitori e che mi fu ripetuta in ogni occasio-
sisted by American and foreign boards of consulting editors»), ne, era la proibizione di sposare una donna non ebrea», e ciò al
edita nel 1905, a tale data sono stati celebrati fra primi cugini ben punto che quando la figlia di Salomon de Rothschild osa impal-
29 dei 58 matrimoni contratti dai discendenti di Gutele Schnap- mare un cattolico, e non l'ultimo venuto ma un discendente del-
per e Meyer/Mayer Amschel Rothschild (anche se Liliana Wein- l'antico e nobile casato romano dei Colonna, nascono ira e con-
berg III lo dà come Rosheim, il cognome originario suonava alla danna senza appello: «Nessun Rothschild aveva mai sposato una
nascita Bauer, essendo Rothschild derivato dallo scudo rosso cattolica. Hélène fu ignorata, respinta, dimenticata. Sua madre da
all'ingresso della sua casa). allora non smise più il lutto, come per simboleggiare la sua ver-
Dei figli sopravvissuti la coppia registra nell'ordine: una fi- gogna agli occhi del mondo, e dimostrare così che per lei la figlia
glia, Amschel, Salomon, Nathan, due figlie, Carl, due figlie, Ja- non esisteva più» (lo stesso Guy, scrive Lottman, «si sentiva ri-
mes: «a quei tempi, e per un bel pezzo anche in seguito, nella petere in continuazione che avrebbe dovuto assolutamente sposa-
dinastia Rothschild contavano solo i figli maschi (tant'è vero che re una donna della propria religione: lo avrebbe ricordato quando
solo dei maschi conosciamo i nomi)», nota Herbert Lottman. In infranse questa regola» sposando non solo la semi-shiksa Alix
particolare, scrive Amos Elon: «[Il quarto fratello] Calmann, che Schey de Koromla, progenie di antica famiglia ungherese ma di
si faceva ormai chiamare Carl, si trasferì a Napoli come ban- madre Goldsmith-Rothschild, da cui nel 1942 avrà David – del
chiere di corte dei Borboni. James [nato Jacob Mayer, 1792- quale in sesta Appendice – ma soprattutto la cattolica Marie-
1868, il «patriarca», fondatore del ramo francese coi figli Al- Hélène de Zuylen de Nyevelt van de Haar... in verità, anche il
phonse 1827-1905, Gustave 1829-1911, Salomon James, morto nonno paterno aveva sposato, in seconde nozze, una Rothschild,
senza figli maschi, e il sionista Edmond 1845-1934], invece, fece e precisamente quella Hélène di cui sopra, figlia del prozio di
fortuna a Parigi. Nel 1820 prese in moglie la nipote Betty, la fi- Guy, Salomon, vedova del Colonna).
glia di Salomon [il fratello di Vienna], celebrando il primo di una Il bando ai «non-conformi» era del resto stato lanciato oltre
lunga serie di matrimoni endogamici tra i membri della famiglia un secolo prima dal Grand Baron James, all'annuncio del matri-
Rothschild che si sarebbe protratta per tutto il XX secolo. Quasi monio di Hannah, figlia di Nathan, con Henry Fitzroy, fratello
due terzi dei nipoti di Mayer Amschel Rothschild si sposarono del conte di Southampton: «Questo matrimonio mi sconvolge»,
fra loro. L'obiettivo di queste nozze attentamente pianificate e aveva scritto al fratello di Hannah, Nathaniel (cui nel 1842 darà
solennemente celebrate non era tanto quello di tenere la dote in in moglie la figlia Charlotte; il primogenito Alphonse lo impal-
famiglia, bensì di consolidare, in conformità ai progetti dinastici merà con Leonora, figlia del cugino inglese Lionel; il quartogeni-
del defunto nonno, il potere e l'autonomia della stirpe». to Salomon con Adèle Hannah, figlia del cugino Mayer Carl),
Egualmente Frederic Morton: «Come si spiegano tutti questi auspicando che la nipote venisse diseredata, e «da parte mia ho
innamoramenti in famiglia? Tanto per cominciare, c'era il fatto deciso che sia mia moglie sia i miei figli non la rivedranno mai
che solo un padre Rothschild poteva permettersi una dote degna più». Fedele alle usanze, la stessa Adèle, vedova di Salomon,
di genero Rothschild. Poi c'era il desiderio di consolidare, anzi- rifiuta di lasciare le proprietà all'unica figlia, Hélène, che ha spo-
ché dissipare, i patrimoni; e, cosa forse più importante, di non sato un nobile olandese non ebreo, fedeltà all'endogamia dimo-
dare il nome a degli estranei». Puntuali anche le considerazioni strata anche da Adolphe, ultimo capo della banca di Napoli, riti-
stilate da Kevin MacDonald I dopo aver ricordato la bimillenaria ratosi a Parigi nel 1861, e dalla moglie Julie, una cugina di Vien-
importanza dell'endogamia, fin dalle idealizzazioni bibliche del na la quale, deceduta senza prole nel 1907, lascia erede dell'im-
matrimonio zio-nipote e tra primi cugini: «Nel caso dei Ro- mensa fortuna Maurice de Rothschild, secondogenito del barone
thschild ci fu un drammatico incremento della consanguineità Edmond (il quartogenito di James), creando così una seconda
con la crescita delle loro fortune. Prima che la famiglia divenisse dinastia francese.
estremamente ricca e potente, i due figli maggiori di Mayer Am- Con la shiksa modella-ballerina Nadine Lhopitalier, che im-
schel Rothschild impalmarono comuni donne ebree [Eva Hanau palma Edmond de Rothschild (figlio di Maurice e nipote di Ed-
e Caroline Stern]. Come la famiglia prosperò, i due figli seguenti mond; noto come «l'uomo più ricco di Francia», anche se nel
sposarono, rispettivamente, le figlie delle più prestigiose famiglie 1985 la rivista L'Expansion lo situa «solo» al quarto posto, con
ebraiche d'Inghilterra [Hannah Cohen] e Germania [Adelheid un patrimonio di tra i 2 e i 2,5 miliardi di franchi; con 1,1 miliar-
Herz]. Comunque, il figlio più giovane, il cui matrimonio si ebbe di di dollari, nel 1992 Fortune lo pone 202° tra i 233 individui
dopo che la famiglia era divenuta la più ricca d'Europa, sposò la con patrimonio superiore al miliardo) e si converte, allevando poi
nipote [come detto, Betty figlia di Salomon], e nella generazione il figlio Benjamin nel più stretto giudaismo; e con Eric (pronipo-
successiva non meno di nove dei dodici matrimoni celebrati dai te del secondogenito di James, Gustave), che, nato nel 1940, spo-
figli si ebbero fra primi cugini in linea maschile (un altro matri- sa Maria Beatrice Caracciolo di Forini, discendente di una fami-
monio si ebbe con una cugina della linea femminile, Juliana Co- glia ducale napoletana, convertita al giudaismo «come aveva fat-

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to la madre di Eric ma non senza clamori, in quanto la comunità alla fine di marzo 1994 si riunirono a Francoforte sul Meno, per
ebraica di Francia, dominata sempre più dagli elementi ortodossi onorare il 250° della nascita del patriarca Mayer Amschel, pre-
e tradizionalisti, non era tollerante nei confronti dei Rothschild sente un rispettoso cancelliere Helmut Kohl, 75 tra i principali
né aperta rispetto allo stile di vita degli ebrei assimilati nella membri «inglesi» e «francesi»).
Francia repubblicana come lo erano stati in passato i suoi diri- Altri inincroci: la figlia del facoltoso marrano «portoghese»
genti» (Lottman). Per il figlio di Guy, David de Rothschild (spo- Fernando Mendes, Catherine (1679-1756), sposa in Inghilterra
sato all'«italica» principessa Olimpia Aldobrandini), numero uno Anthony da Costa, figlio di Alvaro, cugino del padre, mentre sua
della Famiglia dopo la riunificazione nel 2003 dei rami francese figlia Leonora va in sposa ad un altro figlio di Alvaro, Joseph; la
e inglese (guidato, questo, dal cugino Evelyn fino alla detta riuni- figlia di Joseph e Leonora, chiamata come la nonna/zia Catherine
ficazione), vedi la sesta Appendice alla voce «Francia». o Kitty (1709-1747), impalma il facoltoso Joseph da Costa Villa-
Come detto al cap.XVIII, decisamente singolare è il fatto che real, di lei ben più vecchio, generando Sarah e Abraham, e alla
i Rothschild, i veri ed occulti gestori della finanza mondiale, non sua morte si unisce al primo cugino Philip Mendes da Costa, uno
figurino pressoché mai nelle liste dei superricchi date in pasto scapestrato dal quale riesce però ad allontanarsi prima del matri-
alle masse! Al proposito nota Johannes Rothkranz (V): «In quale monio; il cugino di Kitty e fratello di Philip, Emanuel Mendes da
misura negli ultimi due secoli il casato dei Rothschild abbia su- Costa (1717-1791), sposa dapprima la cugina Leah del Prado,
perato una volta per tutte ogni altra casa bancaria, ebraica come figlia del facoltoso mercante d'armi Abraham del Prado (nonché,
non-ebraica, è, benché valutabile con esattezza matematica da morta Leah, la shiksa Elizabeth Skillman).
freddi contabili, altrettanto vertiginoso come inconcepibile. Già Fondatore di una vera e propria dinastia finanziaria insieme
nel 1940 l'americano George Armstrong [in The Rothschild al cugino Benjamin Levy, uno dei dodici ebrei autorizzati ad o-
Money Trust, riedito, senza data, a Palmdale/California] giunse al perare nella Borsa londinese, Moses Hart (1675-1756) è altresì il
seguente conteggio: la banca dei Rothschild parigini possedeva capostipite di una dinastia di sangue, sposando le tre figlie a
da sola, nel 1848, un patrimonio valutato 600 milioni di franchi, «Jewish merchants and brokers of same standing as himself,
mentre le restanti banche parigine ne detenevano, insieme, solo mercanti ed agenti di Borsa ebrei del suo stesso rango» (Todd
362 milioni [Eustace Mullins III riporta che, di fronte ai 600 mi- Endelman): Simhah, poi detta anche Frances, va in sposa ad Isa-
lioni di James, «solo un uomo in Francia possedeva di più. Ed ac Franks («the Franks family was prominent in the diamond an
era il re, la cui ricchezza ammontava ad 800 milioni. La ricchez- coral trade and in the provisions to the British army in the New
za globale di tutti i banchieri francesi era inferiore di 150 milioni World, la famiglia Franks spiccava nel commercio di diamanti e
a quella di James Rothschild. Questo naturalmente gli conferì un coralli e nelle forniture all'esercito britannico in America»; loro
potere indescrivibile, fino al punto di riuscire a cambiare i gover- socio è Joseph Salvador, zio di Sarah, figlia di Moses Mendes da
ni ogniqualvolta scelse di farlo. È ben noto, ad esempio, che fu Costa e sposa ad Ephraim Lopes Pereira secondo barone d'Agui-
lui a far cadere il gabinetto del primo ministro Thiers»]. Ancora lar, «mercante di spicco nel commercio di diamanti e corallo e
più incomparabili furono gli affari del ramo londinese: Nathan merci spagnole e portoghesi, frequente consigliere governativo
Rothschild si vantò nel 1820 di avere portato nell'arco dei prece- sulla finanza pubblica, e la prima forza dietro il varo del Jew Bill
denti cinque anni il proprio patrimonio da (valuta convertita) 3 del 1753 [vedi la prima Appendice]»), Bilhah ad Aaron fratello
milioni di dollari [ventimila sterline] a 7,5 miliardi di dollari di Isaac, Judith al cugino Elias Levy, anch'egli mercante di dia-
[cinquanta milioni di sterline], aumento corrispondente ad un manti e fornitore dell'esercito, nonché figlio del suddetto Benja-
incredibile tasso annuo del 500 per cento, reso ovviamente pos- min Levy; anche la figlia di Bilhah e Aaron, Phila, mantiene in
sibile solo dai peggiori artifizi borsistici sullo sfondo delle intri- famiglia sangue e patrimonio, sposando il primo cugino Moses
cate vicende delle guerre napoleoniche [alla morte nel 1836 è Franks di New York, mentre anche il fratello anziano di Moses,
l'uomo più ricco del Regno Unito]. Da un tasso di crescita annuo Naphtali (1715-1796), sposa una prima cugina, un'altra Phila,
che possiamo ragionevolmente valutare, a partire dal 1820, me- l'unica figlia di Simhah e Isaac, trasferendosi da New York a
diamente anche solo del 10 per cento, nel 1840 il capitale dei Londra, accanto ai parenti Franks.
Rothschild londinesi avrebbe raggiunto i 20 miliardi di dollari. Altri esempi di felici unioni razzial-religioso-bancarie («In
Una somma a stento concepibile, considerando il fatto che, scri- ogni occasione un uomo dovrebbe vendere ogni cosa che ha per
ve Armstrong, il tre maggiori patrimoni americani negli anni sposare la figlia di uno studioso, ed egualmente uno dovrebbe
Trenta del Novecento, quelli di Rockefeller, di Carnegie e di dare la figlia in matrimonio ad uno studioso, leoylem yisa odem
Ford, ammontavano complessivamente a 2 soli miliardi! In ogni es bisoy letalmid khokhem», si autopromuovono i Maestri in Pe-
caso – sempre secondo Armstrong – il capitale ottenuto da inte- sachim 49a): nel Duecento il talmudista Jakob Anatoli, discepolo
ressi sugli interessi e dalla speculazione borsistica e valutaria di Samuel ibn Tibbon e attivo in Provenza e alla corte di Federi-
dell'intera famiglia Rothschild fu valutato ammontare, nel 1925, co II, sposa la figlia del maestro; nel 1554 il marrano poi rifattosi
a 300 miliardi di dollari, dei quali 100 guadagnati grazie alla ebreo João Micas/Miguez, un diabolico intrigante fuggito dall'O-
Prima Guerra Mondiale. Al proposito nota sempre Armstrong: landa, ricchissimo banchiere e amico personale di Selim II, nipo-
"Questa sembra essere una valutazione molto prudente. Da allora te della grande Gracia Mendes ex Beatrice de Luna (di cui alla
ci sono state una quantità di piccole guerre e due grandi depres- terza Appendice), impalma a Costantinopoli la cugina donna Re-
sioni, precisamente il disastro del 1929-30 e la débacle roosevel- yna, figlia di Gracia; due anni dopo il fratello di Gracia, Samuel,
tiana del 1937, per le cui conseguenze il corso delle azioni subì impalma a Ferrara la giovanissima «Chica», nipote di Gracia in
forti oscillazioni. È verosimile che il patrimonio della famiglia quanto figlia della sorella Brianda, già sposa di Diogo Mendes
Rothschild si aggiri oggi sui 500 miliardi, corrispondenti a due fratello del marito Francisco; il sefardita Isaac de Pinto di Am-
volte il valore delle proprietà di tutti i cittadini degli Stati Uniti"» sterdam, poi co-direttore della Compagnia delle Indie Orientali,
(per dare un'idea dell'estensione della Famiglia, segnaliamo che impalma nel 1743 Rachel, figlia di Benjamin Nunes Henriques

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(«la sua ricchezza si accrebbe con la dote portata nel matrimo- dschmidt, appartenente ad un'ennesima famiglia di banchieri
nio», postillano Andreas Nachama e Gereon Sievernich); il mar- francofortesi).
rano portoghese Francisco Suasso, migrato a Bordeaux, sposa la L'altro fratello Paul, che impalma Nina Loeb, sorella minore
cugina Isabel Mendes, che gli dà dieci figli: due diventano medi- della moglie di Schiff (divenendo in tal modo zio di suo fratello),
ci come lui, uno si fa prete cattolico, due commercianti e le figlie è, con quel Nelson W. Aldrich di cui al cap.IV, l'effettivo esten-
sposano commercianti sefarditi; il figlio Antonio Lopes Suasso, sore del Federal Reserve Act. Il nostro Paul – che dal 1921 al
fatto barone di Avernas-le-Gras e mercante di lana e preziosi, si 1932 sarà uno dei direttori del CFR – vede così realizzati i propri
porta ad Amsterdam, torna al giudaismo col nome di Isaac Israel progetti, formulati coi delegati dei Morgan (il cui capostipite
(pur mantenendo l'Antonio per i cristiani) e sposa la consorella bancario è Junius S. padre di John Pierpont, nel 1864 unico tito-
Rachel de Pinto; suo figlio Francisco impalma dapprima Judith, lare della banca George Peabody & Co., filiale-associata dei Ro-
figlia del banchiere Manuel Texeira, poi Leonarda da Costa, che thschild, il cui nome cambia in Junius S. Morgan Co., nel 1871
gli dà dieci figli; il rabbino riformatore Israel Jakobson, ricco divenuta Drexel Morgan & Co. e nel 1895 J.P. Morgan & Co.,
mercante e consigliere finanziario segreto del Meclemburgo- sempre restando subordinata-affiliata alla N.M. Rothschild di
Schwerin, sposa nel 1786 la figlia di Hertz Samson, agente Londra), dei Rockefeller e di altri grandi gruppi bancari, tra cui
commerciale e rabbino del Weser; nella prima metà dell'Otto- l'eterna, tentacolare rete rothschildiana (in seguito, rileva Robert
cento Benjamin I. Cohen, banchiere a Baltimora e co-fondatore Wilson, del Federal Reserve System saranno proprietarie dodici
di quella Borsa, sposa Kitty, figlia del ricco Solomon Etting, as- famiglie, delle quali una sola americana) nella riunione di dieci
sessore comunale e co-fondatore della Baltimore & Ohio Railro- giorni apertasi il 22 novembre 1910 sull'isola Jekyll, davanti alla
ad Company. cittadina di Brunswick/Georgia.
Chiudiamo l'inciso – dopo avere rammentato il variegato Tra i principali, giunti nel vagone passeggeri privato del se-
«cousinhood, parentado» dei Cohen-Rothschild-Goldsmids- natore del Rhode Island Nelson W. Aldrich: lo stesso Aldrich,
Montefiore-Mocatta-Keyser-Samuel-Sassoon, che «married e- presidente della Commissione Nazionale per le Questioni Finan-
ach other and created a dense network of commercial and family ziarie, socio della banca J.P. Morgan e suocero di John D. Ro-
alliances that persisted until after World War I, si sposarono tra ckefeller jr; Henry P. Davison seniorpartner della J.P. Morgan;
loro e crearono una fitta rete di alleanza commerciali e familiari Frank A. Vanderlip presidente della rockefelleriana National
che durò fino a dopo la Prima Guerra Mondiale» (Endelman; City Bank, all'epoca prima banca mondiale, delegato pure della
vedi anche Chaim Bermant) – ricordando che un'enciclopedia di Kuhn, Loeb & Co.; Charles D. Norton, presidente della morga-
inincroci – tra cugini, zii e nipoti e i parenti più vari – è la monu- niana First National Bank of New York di Morgan; Abraham
mentale opera di Neil Rosenstein The Unbroken Chain, "La ca- Piatt Andrew vicesegretario del Tesoro; Benjamin Strong del
tena ininterrotta", che illustra le venti generazioni discese in cin- direttivo della J.P. Morgan's Bankers Trust Company; e Paul M.
que secoli da Rabbi Meir Katzenellenbogen. Warburg, socio della Kuhn, Loeb & Co. e delegato dei Ro-
thschild sia inglesi che francesi (i sette personaggi, noterà Geor-
* * * ge Baker in un articolo sul New York Times 3 maggio 1931, rap-
presentano un sesto della ricchezza mondiale; Viktor Farkas e G.
Jacob Henry Schiff (1847-1920), nato a Francoforte ed ebreo Edward Griffin riportano: un quarto). Il Federal Reserve System,
ortodosso, discende da una famiglia in amicizia coi Rothschild e istituto di emissione controllato non dallo Stato ma da un diretto-
che vanta sei secoli di studiosi, rabbini e uomini d'affari. Figlio di rio di sette membri – sei espressi da dieci banche private ebraiche
Rosa Warburg e Paul Schiff, direttore generale del Creditanstalt (sei internazionali: Rothschild Bank of London, Rothschild Bank
dei Rothschild di Vienna, si trasferisce negli USA nel 1865. Nel of Berlin, la parigina Lazard Frérès, Israel Moses Seiff Bank of
maggio 1875 sposa Therese Loeb, figlia di primo letto di Solo- Italy, Warburg Bank of Hamburg, Warburg Bank of Amsterdam,
mon, il quale col cognato Abraham Kuhn ha fondato a New e quattro newyorkesi: Lehman Brothers, Chase-Manhattan Bank,
York la Kuhn, Loeb & Co., nata da un commercio di merceria e Kuhn, Loeb & Co. e Goldman Sachs), il settimo è il Segretario al
vestiario di Cincinnati. La quarta figlia di Loeb, Guta, sposa il Tesoro – viene poi perfezionato dalla Commissione Aldrich, che
banchiere Isaac Newton Seligman, dandogli una figlia che a- relazionerà al Senato il 16 gennaio.
vrebbe sposato Samuel Lewisohn, chiudendo il circolo di quelle Come al fallimento erano andati incontro i primi due tentati-
che saranno per decenni le quattro maggiori casate bancarie e- vi di istituire una Banca Centrale (la Bank of North America nel
braiche americane: Seligman, Lewisohn, Loeb e Warburg. 1781-83 e la First Bank of the United States nel 1790-1811) si-
Dieci anni dopo lo Schiff è a capo della banca, prima nel fi- milmente l'Aldrich Bill viene respinto dal Congresso. Tra i più
nanziamento delle costruzioni ferroviarie e nella fornitura di cre- decisi oppositori, il deputato Charles Lindbergh del Minnesota e
diti sia al governo americano che a governi stranieri. Tra i clienti il senatore del Wisconsin Robert LaFollette, il quale ammonisce
sono la Chicago & Northwestern Railroad, la Great Northern che in caso di approvazione il paese verrebbe governato da cin-
Railroad, l'Illinois Central di Edward H. Harriman (padre del quanta banchieri (irridendo, lo corregge davanti ai giornalisti
futuro politico liberal Averell che, nella carica di ambasciatore a George F. Baker della J.P. Morgan: il numero non sarebbe mag-
Londra, avrebbe scelto quale assistente speciale Paul Felix «Pig- giore di otto). Oppositore è anche il presidente Taft, il quale, ben
gy» Warburg, figlio di Felix), la Westinghouse Electric, la We- scrive Lello Ragni, «in alcune circostanze si dimostrò ostile alle
stern Union, l'US Rubber e l'American Smelting & Refining. strategie di potere della nuova oligarchia del denaro: infatti, nel
Sua figlia Frieda sposa Felix M. (la lettera M, imposta a tutti corso del suo mandato il numero di cause promosse contro i trust
i maschi, vale Moritz) Warburg, uno dei due figli, trasferitisi in raddoppiò rispetto al periodo di presidenza del suo predecessore
America, del banchiere «tedesco» Moritz Warburg e di Charlotte Theodore Roosevelt. A questo punto i cospiratori di Jekyll Island
Oppenheim (figlia di Nathan, mercante di gioielli, e di una Gol- decisero di boicottare Taft [già in sospetto agli occhi ebraici: vedi

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infra] e di apportare alcune modifiche all'Aldrich Bill cambian- come detto, era stato agente dei Rothschild; i discendenti si inte-
done anche il nome ma mantenendone inalterata la sostanza. Alle greranno poi anche fisicamente nel sistema finanziario ebraico
nuove elezioni presidenziali appoggiarono così entrambi i rivali impalmando donne delle casate Schiff, Loeb e Kuhn]; il demo-
di Taft. Theodore Roosevelt, che ora concorreva per il Partito cratico Woodrow Wilson fu invece finanziato dai banchieri ebrei
Progressista, fu finanziato da Frank Munsey e George Perkins, Jacob Schiff, Bernard Baruch, Henry Morgenthau e Thomas For-
entrambi agenti di [John Pierpont] Morgan [il cui padre Junius, tune Ryan».

La divisione del fronte avversario attraverso la creazione di concorrenti di disturbo è usuale strategia dell'Alta Finanza. Nello specifico,
Wilson riceve il 42% dei voti, il che significa che il 58% gli ha votato contro: non fosse sceso in campo Teddy, la maggioranza sarebbe
andata a Taft; come avrebbe riconosciuto anni dopo il «colonnello» House: «Wilson fu eletto da Teddy Roosevelt». Quanto al massone
Wilson, docente a Princeton e dal 1910 governatore del New Jersey, non solo è uomo di Morgan dal 1907 mentre il suo più stretto con-
sulente finanziario è Cleveland H. Dodge della National City Bank dei Rockefeller, ma, riporta Jacques Bordiot, è vulnerabile a causa di
un «incidente sentimentale» con una certa Mary Peck. Assistita dall'avvocato newyorkese Samuel Untermyer (talora dato anche: Unter-
meyer), costei gli chiede un cadeau di 250.000 dollari in cambio della restituzione di alcune lettere compromettenti. Dopo un mercanteg-
giamento nel quale la somma offerta da Wilson sale a 100.000 dollari, Untermyer, «con l'accordo di alcuni "amici"», avanza una contro-
proposta: la restituzione delle lettere gratuitamente contro la nomina alla Corte Suprema di «un certo» confratello Louis Dembitz Bran-
deis, già co-ideatore del Federal Reserve Board e della Federal Trade Commission.

Giubilato Taft e insediatosi Wilson il 4 marzo 1913, il Fede- di promuovere e proteggere l'interesse pubblico». «Un preciso
ral Reserve Act riceve tosto il fervido appoggio del principale scopo del cartello» – aggiunge Griffin – «era di legare a sé il go-
consigliere del presidente, il «colonnello» Edward Mandell verno federale, cosicché i grandi banchieri potessero scaricare i
House (1858-1938, di religione battista ma dato per ebreo da Si- passivi sui contribuenti».
gilla Veri, Dieter Rüggeberg, Horst Eckert, Helmut Schröcke e Assolutamente centrato il ritratto del Grande Ebreo steso nel
Cusham Cunningham; l'anti-rooseveltiano Cincinnatus, seguen- 1915, neppure un anno e mezzo dopo l'approvazione del Con-
do il giornalista Howden Smith, ne fa invece discendere l'ebrai- gresso, da Harold Kellock nell'articolo Warburg, the Revolutio-
cizzante secondo nome da un commerciante ebreo amico del pa- nist apparso nel maggio 1915 su The Century Magazine: «Paul
dre, dicendo «malicious rumors» le voci che lo vogliono di e- M. Warburg è forse la persona più civile che abbia mai guidato
braica ascendenza; lo zio Thomas, agente dei Rothschild, fu una rivoluzione. Fu una rivoluzione incruenta: egli non si occupò
grande mercante d'armi a metà Ottocento; il titolo onorifico di di chiamare il popolo alle armi. Scese in campo armato solo di
colonnello gli fu conferito da un governatore del Texas in cam- un'idea. E vinse. Questo è lo straordinario. Un uomo timido, sen-
bio di servigi politici; certo ebreo è il secondo segretario di Wil- sibile, impose la sua idea ad una nazione di cento milioni di uo-
son, Itzig Tumultey). mini». Decisamente degno d'attenzione il percorso storico della
Definito da Wilson con altisonanti espressioni («House è la moneta cartacea emessa dai money-makers della Federal Reserve
mia seconda personalità. È il mio ego indipendente. I suoi pen- Bank: da valuta ancorata a beni tangibili – quand'anche filosofi-
sieri e i miei sono tutt'uno. Sarebbe nel giusto chiunque con- camente/moralmente discutibili come la riserva aurea – a valuta
cludesse che le sue iniziative riflettono le mie opinioni»... il tutto «disincarnata» da alcunché di reale, in particolare dopo l'annun-
fino al marzo-aprile 1919 quando sopraggiungerà la rottura tra i cio nixoniano dell'abolizione della convertibilità (15 agosto
due, determinata dall'andamento anti-wilsonico dei «trattati» ver- 1971), imposta al mondo in primo luogo dalla forza militare. Ci-
sagliesi), il «colonnello» è individuo in intimo contatto anche tando il non-conforme Spotlight, ben rileva Robert Wilson: «[I
con Paul Warburg, da lui «consigliato» a Wilson: «Così il 22 capi della FED] fanno davvero un buon affare. Emettono un pez-
dicembre 1913, quando molti membri del Congresso erano già in zo di carta con un numero cui attaccano tanti zeri quanti gli ag-
ferie, fu approvato il Federal Reserve Act con 298 voti favorevo- grada. Poi lo chiamano denaro. Sanno bene che l'oro e l'argento
li e 60 contrari alla Camera dei Rappresentanti e con una mag- non possono falsificarli. Preferiscono stampare carta».
gioranza di 43 contro 25 al Senato. La legge riservava l'emissio- E se nel 1914 la FED aveva stampato sulla carta: «Questa
ne di banconote a dodici Federal Reserve Bank distribuite sul banconota è un mezzo di pagamento legale per tutte le banche
territorio [Atlanta, Boston, Chicago, Cleveland, Dallas, Filadel- nazionali e della Riserva Federale, e per tutte le tasse, tributi e
fia, Kansas City, Minneapolis, New York, Richmond, San Fran- altre imposte pubbliche. Su richiesta viene cambiata in oro e altri
cisco, St.Louis] e controllate da un consiglio direttivo chiamato mezzi di pagamento legali presso ogni banca della Riserva Fede-
Federal Reserve Board [a capo del quale il 10 agosto 1914 viene rale attraverso il Tesoro degli Stati Uniti nella città di Washin-
posto il goy Charles S. Hamlin]. Paul Warburg entrò nel primo gton, Distretto di Columbia», già nel 1950 l'avvertenza è mutata:
Federal Reserve Board, mentre Benjamin Strong, uno degli uo- «Questa banconota è un mezzo di pagamento legale per ogni ob-
mini di Morgan presenti a Jekyll Island, fu fatto presidente della bligazione, pubblica o privata, e viene cambiata in denaro legale
Federal Reserve Bank di New York [dal 1920 manterrà rapporti dal Tesoro degli Stati Uniti o in ogni banca della Riserva Federa-
strettissimi, professionali e personali, col presidente della Banca le», per giungere nel 1963 all'asciutta truffa finale: «This note is
d'Inghilterra Montagu Norman]». Poco dopo, gli stessi fondano legal tender for all debts, public and private, Questa banconota è
l'IRS Internal Revenue Service, l'ufficio del fisco centrale che un mezzo di pagamento legale per ogni obbligazione, pubblica o
incassa i tributi dei cittadini e li gira alla FED quale «credito del privata».
Tesoro degli Stati Uniti». Asciutta la definizione di Antony Sut- Aspetto altrettanto interessante, il Federal Reserve Act, rima-
ton: «Il Federal Reserve System è un monopolio privato lega- sto pressoché immodificato fino ad oggi, prevede che il Board of
lizzato della riserva monetaria a vantaggio di pochi col pretesto Governors, "Consiglio dei Governatori", composto da sette

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membri designati dal Presidente per una durata di quattordici polizia di Kiev. Il 6 maggio cade per mano ebraica il governatore
anni, sia rinnovato in ragione di un membro ogni due anni; in tali di Ufa, Bogdanovic. Arrestato Gersuny, subentra nel ruolo-guida
condizioni esso diviene un organo praticamente intoccabile e della "Sezione" un altro ebreo, Evno Filippovic Azev (alias Ivan
sovrano nei confronti del Presidente, il cui mandato dura un qua- Nikolaevic, alias Valentin Kusmic). Dopo un tentativo fallito il
driennio e può essere rinnovato solo una volta: nel caso più sfa- 31 marzo 1904, il 28 luglio una bomba dilania il nuovo ministro
vorevole per il Consiglio, un Presidente «ribelle» non può rim- degli Esteri von Pleve. Gli attentatori catturati, gli ebrei Egor Sa-
piazzare che quattro membri su sette, anche se, come ben scrive zonov e Lejba Sikorski, vengono rispettivamente condannati –
Bordiot, già nel primo mandato «non si permetterebbe mai di onde non eccitare gli animi punendoli con la prevista pena capi-
apportare una qualunque modifica al Consiglio senza esservi in- tale – all'ergastolo e a dieci anni di detenzione. Ruolo direttivo
vitato dall'Alta Finanza, pena la perdita di ogni possibilità di rie- hanno i giudei nell'assassinio del capo della polizia di Odessa,
lezione». nel 1904, e nei più gravi e generalizzati disordini dell'anno suc-
Nel frattempo, il 3 novembre 1905 è stata creata la Jewish cessivo. La medesima "Sezione", di cui oltre ad Azev i massimi
Defense Association, che tosto annuncia la creazione di un fondo esponenti sono gli ebrei Dora Brilljant, Boris Moissejenko alias
complementare a quello del National Relief Committee, destinato Opanass, Maximilian Schweitzer e Boris Savinkov (quest'ultimo
all'acquisto di armi per le forze di «autodifesa» in Russia (nonché chiuderà la carriera quale ministro della Guerra nel governo Ke-
per rivoluzionari e terroristi di ogni risma). Su Di varhayt, "La renskij), organizza l'attentato al granduca Sergio, governatore
verità", il 17 novembre esce un violento appello per l'apertura di generale di Mosca, che viene straziato dalla dinamite il 4 feb-
sezioni della JDA in tutti gli States: «Il popolo ebraico si sta ar- braio 1905. L'attentatore, Ivan Kaljaev, viene condannato a mor-
mando. Dobbiamo dargliene i mezzi». Nel dicembre è l'intellet- te ed impiccato il 9 maggio nella fortezza di Schlüsselburg a San
tuale Shimen Markovic Dubnov a scrivere: «Dalla terribile espe- Pietroburgo. Ucciso Schweitzer l'11 marzo dall'esplosivo che
rienza dell'ultimo quarto di secolo gli ebrei di Russia hanno ma- stava maneggiando nel suo covo, arrestati nei mesi seguenti di-
turato un odio implacabile per il regime dispotico [...] Il cuore versi membri della banda, la successiva uscita del gruppo terrori-
straziato del popolo ha proferito un giuramento irrevocabile: lotta stico è l'assassinio del pope Grigorij Gapon. Animatore del fa-
senza quartiere contro ciò che ancora sopravvive del regime». moso corteo del 22 gennaio, ma ritenuto confidente della polizia
Quanto all'antizarismo, riassume Piero Sella: «Improvvisatisi zarista, il 10 aprile il pope viene attirato da una squadra guidata
campioni degli oppressi e della classe lavoratrice, i giudei cerca- dal "compagno di lotta" ebreo Pëtr Moissejevic Rutenberg in una
no, in coerenza con la loro strategia, di far prevalere, su quel villa di Ozerki, sobborgo di San Pietroburgo, appeso con un cap-
principio di nazionalità che aveva sempre costituito una barriera pio ad un attaccapanni e strangolato con gli ex amici che gli pe-
nei confronti della loro invadenza, l'internazionalismo della lotta sano sulle spalle. Con la complicità dell'ufficiale carcerario Vas-
di classe. Il discorso politico è così trasferito sul terreno di gran silij Suliatzki, il 29 luglio 1906 l'ebreo Silberberg riesce a far e-
lunga a loro più congeniale, quello economico. Dai suoi sforzi, vadere Boris Savinkov dal carcere di Sebastopoli. Sia Silberberg
l'ebreo si attende la nascita di una società mondialista, di un "vil- che Suliatzki, i quali hanno dato vita a gruppi terroristici auto-
laggio globale", nel quale l'unica cosa destinata a contare sia il nomi, vengono tuttavia arrestati ed impiccati nel luglio dell'anno
denaro. Alla propagada politica si affianca nella Russia zarista la seguente. Ma l'offensiva ebraica contro la Russia è appoggiata
violenza rivoluzionaria. La maggior parte degli atti terroristici anche dall'esterno».
posti in essere per destabilizzare il regime vede cervelli ed esecu- Ed infatti Jacob Schiff, dando pratico seguito agli incitamenti
tori ebraici. Il principe Dmitrij Kropotkin, governatore di Char- dubnoviani (già dal 1894 aveva organizzato un blocco finanzia-
kov, viene colpito nella sua carrozza il 9 febbraio 1979 da Grigo- rio contro lo zar) e sfogo al proprio irrefrenabile odio (già aveva
rij Goldenberg e muore una settimana più tardi dopo atroci soffe- respinto ogni accomodamento – cessazione del finanziamento ai
renze. Lo zar Alessandro II viene eliminato il 1° marzo 1881, circoli rivoluzionari contro mitigamento della legislazione antie-
all'ottavo tentativo di assassinio e dopo che i precedenti attentati braica – propostogli da Alessandro III attraverso un inviato rac-
hanno falciato decine di militari e civili, donne e bambini della comandato dalla moglie ebrea del ministro delle Finanze Sergej
sua corte. La partecipazione all'attentato di numerosi ebrei, tra Julevic Vitte, già semi-accordatosi coi Rothschild di Londra:
cui il capo della "colonna" Andrej Zeljabov e la terrorista Gesja «Jamais avec les Romanov, Coi Romanov, mai!»), ostacola ogni
Helfman, che doveva dare rifugio agli attentatori dello zar dopo concessione di crediti alla Russia, appetiti dagli altri banchieri
la fuga, contribuisce a scatenare nella primavera-estate un'ondata (nel febbraio 1905 il Tesoro di Pietroburgo detiene oro in lingotti
di pogrom antiebraici in tutte le Russie, specialmente in Ucraina. per 1 miliardo e 67 milioni di rubli, che coprono l'85% della car-
Nasce sul finire del secolo l'Unione dei Socialisti Rivoluzionari; tamoneta; nel 1914 la garanzia aurea è addirittura al 98!), indu-
al suo interno, il gruppo più determinato nell'indicare nel terrori- cendo inoltre il fratello Max ad aprire il mercato tedesco alle ob-
smo la principale arma di lotta è la "Sezione di Combattimento", bligazioni giapponesi.
fondata a Minsk nel 1898 dal chimico ebreo Grigorij Gersuny. Mentre ad operare sinergicamente in Inghilterra è Lucien
Lo storico Hugh Seton-Watson così ne parla: "Era il massimo Wolf e nell'Europa centrale è Paul Nathan, nel 1904 lo Schiff fi-
propugnatore e professionista del terrorismo, le cui attrattive, nanzia poi Tokio con 200 milioni di dollari insieme a Felix War-
come metodo di azione politica, furono notevolmente accresciute burg, Otto H. Kahn, il figlio Mortimer, Jerome Hanauer, Edward
dall'uccisione del ministro dell'Istruzione Bogoljepov". Guggenheim, Max Breitung e ai massoni inglesi Lord Alfred
« Il 2 aprile 1902, il ministro degli Interni Sipjagin è assassi- Milner (decisivo sarà, nel 1917, il suo intervento nella stesura
nato da un socialrivoluzionario, l'ebreo Balmashev. Il 29 luglio della Dichiarazione Balfour) e sir Arthur Buchanan della Pil-
l'ebreo Kaciura ed un altro affiliato alla "Sezione" attentano alla grims Society. In aperta violazione del regolamento inter-
vita del principe Obolenskij, governatore di Charkov; due colpi nazionale, Londra vieta al contempo il passaggio del canale di
vanno a vuoto, mentre un terzo, avvelenato, uccide il capo della Suez alla flotta russa del Baltico in viaggio per l'Estremo Oriente,

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mentre i porti delle colonie inglesi negano ai russi il rifornimento da pensare alla concessione di alcun prestito alla Russia. Anche i
di acqua e carbone. Sconfitta la flotta russa a Tsushima, sotto la delegati presenti di Russia, Francia e Germania convenirono che
pressione congiunta dell'esercito giapponese, della rivoluzione in tal modo si sarebbe dovuta esercitare incondizionatamente sul
interna e della finanza internazionale, il 5 settembre 1905 lo zar governo russo una pressione cosicché si rendesse impossibile in
accetta di sottoscrivere il trattato di Portsmouth, col quale cede al futuro ogni altro prestito, quando entrassero in questione capitali
Giappone la penisola di Liaotung con Port Arthur e la metà me- ebraici. Il concetto fu salutato da frenetici applausi».
ridionale dell'isola di Sakhalin, rinunciando ad ogni pretesa sulla Per abbattere «il nemico dell'umanità», dopo il rifiuto russo
Manciuria meridionale e sulla Corea. Al momento della firma, il di cassare la formula limitativa sui passaporti degli ex sudditi
conte Vitte, plenipotenziario zarista, ha la sorpresa di incontrare ebrei, ora cittadini americani che vogliono rientrare in «patria»
tre consulenti-negoziatori assai singolari: l'ex ambasciatore USA per fomentare disordini, il 3 dicembre 1911 è ancora lo Schiff,
a Parigi Oscar Strauss, il Gran Maestro del B'nai B'rith Krauss e coadiuvato da Daniel Guggenheim (della potente famiglia di
lo Schiff in persona (il mese seguente, a riconoscenza per tanto banchieri e produttori para-monopolistici di rame), Max Kohler,
attivismo, Jacob verrà insignito di un'apposita medaglia e sarà il Louis Marshall e Straus, a spingere i Rappresentanti dei tre parti-
primo straniero ammesso a pranzare col Mikado nel palazzo im- ti – democratici, repubblicani e progressisti – ad abrogare il trat-
periale). tato commerciale con la Russia in vigore dal 1832 (la proposta
Identico è l'atteggiamento dei confratelli oltre-Manica, coi passa con 301 voti contro 1, quello di George Malby, che adduce
Rothschild a tirare le fila: «Secondo la ricostruzione storica ac- di non credere che la misura possa risolvere il problema; a norma
cettata – e la più parte degli studiosi non è andata oltre – i Ro- dell'art. 12 del trattato, l'abrogazione entra in vigore il 1° gennaio
thschild, rifiutandosi di sottoscrivere i grandi prestiti zaristi, ave- 1913). La motivazione di tanto accanimento la esplicita il 19 di-
vano declinato ogni responsabilità nei confronti della Russia. "La cembre il titolare della resolution, il goy newyorkese William
società Rothschild di Parigi si mostra ostile alla Russia e si tiene Sulzer, nella risposta a una lettera del lobbista pre-AIPAC Henry
attualmente piuttosto alla larga dalle operazioni russe", sono le Green: «Abbiamo vinto una battaglia, ed è una grande vittoria
parole che il [biografo dei Rotschild] conte [Egon] Corti attribui- per i Diritti Umani»; frenetico filo-ebreo, Sulzer aveva comuni-
sce a un ambasciatore tedesco che aveva avuto un colloquio con cato a Schiff già il 16 gennaio 1906 di avere creato «un comitato
Alphonse a questo riguardo nell'agosto del 1904. Poco dopo la di influenti cittadini di Washington» per organizzare «a monster
morte di Alphonse si scatenò contro gli ebrei russi una nuova demonstration, una colossale dimostrazione di protesta contro le
ondata di pogrom e i Rothschild si rifiutarono di partecipare alla violenze antiebraiche in Russia e per spingere l'Amministrazione
sottoscrizione di un grosso prestito in un momento in cui la Rus- a far tutto il possibile perché venga posta fine a queste atrocità».
sia aveva un bisogno disperato di fondi per dare stabilità a un Egualmente Marshall afferma, di contro alle perplessità del-
regime scosso dalla guerra disastrosa con il Giappone e delle agi- l'amico Simon Wolf, personaggio centrale dell'ebraismo ameri-
tazioni sociali e politiche che ne erano seguite; inoltre avrebbero cano e fino ad allora tra i principali assertori di una dura politica
respinto decisamente un'offerta russa di fare concessioni agli e- antizarista da parte di Washington, di considerare l'abrogazione
brei in cambio della cooperazione finanziaria. Nel gennaio del «the most glorious victory that has ever been won in the history
1906 il figlio di Edmond, James Armand, informò i cugini di of the world», la più gloriosa vittoria che sia mai stata conseguita
Londra che il presidente del Consiglio francese Maurice Rouvier nella storia mondiale. Il 13 dicembre 1911, senza attendere il
– che aveva anche la carica di ministro degli Esteri – aveva chie- voto del Senato, il presidente Taft – Skull & Bones, Gran Mae-
sto ai Rothschild di sottoscrivere un prestito russo; Rouvier era stro alla Kilwinning Lodge n.356 di Cincinnati e fervido sup-
ansioso di accontentare lo zar perché minacciava di fare affari porter del Popolo Eletto – denuncia quindi il trattato violando le
altrove. Dopo aver consultato i parenti, James Armand gli spiegò procedure costituzionali e indirizzando ai senatori un messaggio
la difficoltà della loro posizione: i Rothschild si erano appena per informarli sic et simpliciter. Di lì a poco il Comitato Esecuti-
messi a capo di una campagna di sottoscrizione a favore degli vo del B'nai B'rith, riunito a Berlino, lo insignisce di una meda-
ebrei perseguitati in Russia e, in coscienza, non se la sentivano di glia d'oro, consegnatagli alla Casa Bianca dal presidente Adolphe
correre in aiuto dei persecutori solo sei settimane dopo [...] Nel- Kraus (come il Dearborn Independent, l'ex generale zarista A.
l'aprile del 1906 il governo russo ci riprovò, ottenendo gli stessi Netcvolodow e l'ex direttore dell'Okhrana A.T. Vassiljev esclu-
risultati». Ma tale opposizione non comporta, tuttavia, che i No- dono l'entusiasmo «denunciatorio» di Taft, propendendo per una
stri non continuino a lucrare sui russi: «Naturalmente i Ro- sua adesione solo successiva, e obtorto collo, ai desiderata avan-
thschild continuavano a essere impegnati a fondo nel Caucaso: zatigli il 15 febbraio, dieci mesi innanzi, da una delegazione
grazie agli investimenti fatti in quella regione, erano diventati composta da Schiff, Kraus, Louis Marshall e dal giudice Henry
uno dei maggiori produttori e distributori mondiali di petrolio e M. Fogle: lo Schiff, vista la rigida posizione legalitaria del presi-
la situazione era rimasta tale nell'ultimo decennio dell'Ottocento dente, si era accommiatato irato, rifiutando addirittura di strin-
(nel 1895 erano quasi arrivati a un accordo di massima con i pro- gergli la mano!).
duttori rivali – compresa la Standard Oil americana – per la spar- Scoppiata in Russia la rivoluzione liberalborghese, Schiff dà
tizione dei mercati petroliferi mondiali)» (Herbert Lottman). l'ultima spallata allo zarismo. Dopo avere inviato il 19 marzo
E il deciso atteggiamento antizarista dell'establishment fran- 1917 un telegramma al nuovo ministro degli Esteri Pavel Niko-
co-britannico non viene per nulla allora minimizzato né tantome- laevic Miljukov («Permettetemi, in qualità di nemico irriducibile
no celato. Scrive infatti a chiare lettere il settimanale viennese dell'autocrazia tirannica che perseguitava senza tregua i nostri
Dr. Bloch's Österreichische Wochenschrift n.16, 20 aprile 1906: correligionari, di congratularmi per l'azione compiuta così bril-
«Nella conferenza di Londra del 14 novembre 1905 presieduta lantemente per mezzo del popolo russo e di augurare pieno suc-
da Lord Rothschild, gli eminenti finanzieri inglesi presenti di- cesso ai vostri compagni del governo e a voi stesso»), organizza,
chiararono che per parecchio tempo a venire non ci sarebbe stato con Lloyd George, con House e col capo dei servizi segreti in-

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glesi sir William Wiseman (tra gli ideatori del caso Lusitania, nel ve anti-Intesa; il rientro in Russia, con altri 275 rivoluzionari,
dopoguerra alto funzionario della Kuhn, Loeb & Co., dato per avrebbe avuto luogo nel maggio (tra il 1917 e il 1920, per speri-
ebreo da Giovanni Preziosi e Paul Ferdonnet) il rilascio di Lejba mentare le bellezze del Nuovo Regno, lasciano gli USA per rien-
Davidovic «Trockij» Bronstejn dalle carceri di Halifax. trare in «patria» 3760 individui che si dichiarano «ebrei» e
Salpato da New York il 26/27 marzo con la Kristianiafjord, 17.355 che si dicono «russi»: «ma possiamo fondatamente pre-
l'agitatore, munito dai suoi finanziatori di una paghetta di dieci- sumere che buona parte dei "russi" fossero anche ebrei», nota
mila dollari per le esigenze di viaggio, era infatti stato fatto sbar- Irving Howe; alla fine del luglio 1917 pronti a lasciare Londra
care in Canada e arrestato in quanto sospetto di attività sovversi- per il Regno sono altri 10.000 ebrei).

Gli obiettivi del massone Miliukov – l'instaurazione di un wilson-bush-clinton-morfo Nuovo Ordine Mondiale – sono esplicitati nel suo
opuscolo "Perché e a quale scopo facciamo la guerra?", edito a Rostov dal Comitato della Libertà Popolare dopo il Febbraio: «I fini prin-
cipali a cui deve condurre il perfezionamento del diritto internazionale dopo la guerra sono due. Anzitutto è necessario estendere la com-
petenza del tribunale arbitrale internazionale alla discussione sui punti più importanti, quelli stessi che toccano gli interessi vitali, l'onore
e la dignità delle nazioni, e a causa dei quali scoppiano le guerre. Poi occorre istituire un apparato penale, qualcosa sul genere d'una poli-
zia internazionale, capace di coercizione verso i paesi che non volessero sottomettersi al verdetto internazionale. Quando ciò sarà realiz-
zato, il diritto internazionale riceverà realmente una forza coercitiva; soltanto allora l'umanità potrà creare delle istituzioni internazionali:
un tribunale internazionale, una forza militare internazionale [...] Ecco lo scopo a cui noi tendiamo, con tutta l'umanità illuminata».

Con Cyrus Adler, Sholem Asch, Arthur Lehman e Felix Milner 21 milioni di rubli al liberale principe Lvov e al mensce-
Warburg, dal novembre 1914 Schiff guida infine il Joint Distri- vico Kerenskij (massoni, per inciso, provvederanno a sequestrare
bution Committee of American Funds for the Relief of Jewish e distruggere tutti gli esemplari dei Protocolli dei Savi Anziani di
War Sufferers (o American Joint Distribution Committee), creato Sion reperiti nelle librerie e biblioteche pubbliche), a disposizio-
unificando gli esistenti American Jewish Relief Committe e Cen- ne dei bolscevichi viene versato un milione di dollari sulla filiale
tral Relief Committee. Se nei primi due anni l'opera di soccorso di Pietrogrado della National City Bank dei Rockefeller, l'unico
concerne gli ebrei est-europei toccati dalle vicende belliche (an- istituto sfuggito alla nazionalizzazione. Tali contribuzioni non
cora nel 1919 Felix Warburg manovra al Dipartimento di Stato e sono però gratuite: in cambio dei venti milioni di dollari (dei
alla Croce Rossa per assegnare alla Polonia viveri per 100 milio- quali dodici versati personalmente da Schiff), complessivamente
ni di dollari, distribuiti dall'ex segretario del B'nai B'rith Boris elargiti per il trionfo del bolscevismo (oltre a un milione di rubli
Bogen; Henry Rosenfelt riporta un totale di 63 milioni di dollari, versato direttamente a Kerenskij), la Kuhn, Loeb & Co. (capeg-
raccolti tra i confratelli – elencati in 57 pagine – per «aiutare gli giata dai soliti Jacob Schiff, Felix Warburg, Otto Kahn, Morti-
ebrei di Europa e Palestina vittime dalla guerra»), in un secondo mer Schiff, Jerome Hanauer, Edward Guggenheim e Max Brei-
tempo, soprattutto dopo la promulgazione nel novembre 1919 tung) si vede tornare da Mosca, fino al 1922, seicento milioni di
della Dichiarazione dei Diritti dei Popoli e delle prime Costitu- rubli-oro, corrispondenti a 450 milioni di dollari (la Heresch dà
zioni bolsceviche, che aboliscono «ogni tipo di privilegi e restri- invece 600 milioni non di rubli-oro, ma di dollari).
zioni nazionali e nazional-religiosi», essa serve soprattutto a far Al finanziamento del governo uscito dal Febbraio 1917 par-
giungere ai bolscevichi aiuti alimentari, armi, vestiario e denaro. tecipano anche i Rothschild londinesi, acquistando titoli per un
Oltremodo interessanti per la psico-storia dell'ebraismo sono milione di rubli (al contempo, milioni giungono anche dagli ebrei
una cifra ed una espressione di Martin H. Glynn, ex governatore «russi»: gli ebrei di Tiflis acquistano, nei primi due giorni dal-
di New York, sull'American Hebrew del 31 ottobre 1919 che, l'emissione, buoni per 1,5 milioni di rubli, quelli di Minsk per
titolo The Crucifixion of Jews Must Stop!, invoca l'intervento di mezzo milione nella prima settimana, la comunità di Saratov per
Washington in Europa Orientale: «Da oltre mare sei milioni di 800.000, gli eredi Brodskij di Kiev per mezzo milione, Klara
uomini e donne ci chiamano in aiuto e ottocentomila bimbi chie- Ginsburg per un milione).
dono pane. Questi bimbi, questi uomini e donne sono i nostri È questo l'inizio di una fruttifera collaborazione coi «nemici»
confratelli della famiglia umana, con lo stesso nostro diritto alla borghesi, un aspetto su cui storici e massmedia, sia comunisti che
vita [...] In questa catastrofe, quando sei milioni di esseri umani ancor più demoliberali, stendono un velo pietoso ancor'oggi.
scivolano verso la tomba [...] in questo minacciato olocausto [in Come scrivono Michail Geller e Aleksandr Nekric: «Il mito del
this threatened holocaust]...» (e non basta: si pensi che, oltre ai "blocco", dell'"isolamento economico" e dell'"atteggiamento osti-
sei milioni olominacciati postbellici, ce ne sarebbero stati – così le" dei "pescecani" capitalisti verso la "patria del socialismo" va
un impudente disinvolto Mario Costa Cardol – altri due milioni in frantumi se confrontato con i fatti [...] Probabilmente, gli stori-
periti nelle «inumane» deportazioni degli anni 1914-16 dal retro- ci del XXI secolo registreranno, censura permettendo, che il pa-
fronte all'interno della Russia... genocidio rimasto ignoto «non radosso più sorprendente del XX secolo sia stata la volontà ferrea
solo perché non esistono documenti ufficiali, ma perché supera- dei capitalisti di aiutare gli stati comunisti, i quali dal canto loro
t[o] dall'avvento della rivoluzione d'ottobre. Nessuno storico si è non celavano il proprio obiettivo di abbattere il capitalismo. Nei
potuto occupare a fondo di quello che potremmo chiamare il [settant]'anni di esistenza del potere sovietico in URSS, i capitali-
"Primo Olocausto del XX secolo"»!). sti non hanno cessato di inseguire il miraggio della trasforma-
Nel 1917 è in ogni caso partita dagli USA una singolare mis- zione del comunismo in uno stadio superiore del capitalismo, con
sione della Croce Rossa, composta da 18 persone (dei quali solo un potere forte, senza diritto di sciopero e con la possibilità di
5 medici) e capeggiata da William Boyce Thompson, direttore ottenere profitti illimitati». Ancora più esplicito, mezzo secolo
della Federal Reserve Bank. Se sir George Buchanan, ambascia- avanti i due «russi», Roger Lambelin: «Conservatori in Inghil-
tore a Pietrogrado, ha consegnato da parte di Lloyd George e terra, bolscevichi in Russia, repubblicani di varie tinte in Francia,

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socialisti in Germania e in Austria, [gli ebrei] hanno profittato a Sklarz basati su Copenhagen e Stoccolma, Lenin avrebbe ricevu-
meraviglia delle circostanze, dei movimenti d'opinione, dei cam- to 11,5 milioni di marchi fino al colpo di Stato dell'ottobre, poi
bi di vento. In ogni Stato, man mano che si avvicinava la fine 15 fino al 31 gennaio 1918, poi altri 14; in tal modo già nel mar-
delle ostlità e si elaboravano faticosamente le clausole della pace, zo 1917 i bolscevichi sono in grado non solo di importare e fab-
hanno manovrato, impiegando metodi diversi, per fare prevalere bricare armi ed esplosivi, ma soprattutto di pubblicare quaran-
le aspirazioni e i punti di vista della loro razza. In tal modo, uniti tuno giornali, di cui ventisette in russo e gli altri in una dozzina
da legami internazionali, essi hanno seguito delle direttive nasco- di altre lingue, per una tiratura complessiva iniziale di 320.000
ste [ils ont suivi des directives mystérieuses] le quali, malgrado copie, ammontare enorme per l'epoca (dalle iniziali 10-20.000
direzioni apparentemente diverse, hanno finito per convergere copie la Pravda sale a 300.000 nel giugno e a 400.000 nell'otto-
agli stessi fini». bre; il 15 aprile compare il primo numero del nuovo quotidiano
Dal lato europeo della tenaglia viene intanto «rimpatriato», per militari, la Soldatskaja Pravda, tirata in 70.000 esemplari,
ben fornito di rubli, il quarto/demi-juif Vladimir Ilic Uljanov. mentre per i marinai esce la Golos Pravdy e, speciale per le trup-
Dopo essere stato accusato dagli esuli russi, anche socialdemo- pe al fronte, la Okopnaja Pravda), di rilevare in proprio alcune
cratici, di screditare la rivoluzione accettando di farsi pedina del- stamperie (nel maggio acquistano a Pietrogrado la grande tipo-
la politica reazionaria tedesca ed avere ribattuto che «quando la grafia Trud degli ebrei Mandel e Grigorij Abramovic Gutner) e
rivoluzione è in pericolo, non possiamo farci trascinare da pre- di garantire gli stipendi a migliaia di rivoluzionari. Il socialista
giudizi borghesi. Se i capitalisti tedeschi sono così stupidi da revisionista «tedesco» Eduard Bernstein avrebbe parlato di un
mandarci in Russia, si scavano la fossa con le loro mani. Accetto appoggio globale tedesco di 50 milioni di marchi; la Heresch
l'offerta, parto», Lenin lascia il 9 aprile Zurigo col «vagone parla dell'equivalente a un miliardo di marchi attuali. Nel maggio
piombato», attraversa la Germania, indi Svezia e Finlandia fino a rientrano, sulle orme di Lenin, altri 250 rivoluzionari.
Pietrogrado, ove lo attende Kamenev, capo del Partito in sua as- «Ora, è una legge storica frequentemente verificata che l'e-
senza, e ove giunge il giorno 16 con trentuno compagni, tra cui la gualitarismo sociale, sia esso sotto la forma del radicalismo de-
moglie Nadezda e i boss Zinovev/Radomilskij, Sokolni- mocratico che sotto una qualsiasi forma socialista e comunista, è
kov/Brilliant e Radek/Sobelsohn. Di lì a poco, un secondo treno il regime più favorevole agli affaristi e ai manovratori del denaro,
condurrà in Russia, col medesimo tragitto, i menscevichi Mar- perché spezza i quadri politici, sociali e familiari che ostacolano
tov/Cederbaum e Akselrod/Orthodoks, la Balabanova, il social- il dominio assoluto dell'oro. Dove domina una concezione eco-
rivoluzionario Bobrov/Natanson, il bolscevico Lunacarskij/Chai- nomica della civiltà, l'egualitarismo è al contempo un prezzo da
mov, tutti ebrei (i passeggeri del nuovo treno «extraterritoriale» pagare e una leva. Sono sempre le classi medie, in particolare
sono in tutto 160, ebrei per la massima parte) e lo svizzero Ro- quelle rurali, le quali detengono la più grande ricchezza allo stato
bert Grimm, esponente della Seconda Internazionale. parcellizzato, a fare le spese dei movimenti sociali egualitari a
Gli organizzatori sono: il banchiere Max Warburg, capo del- favore dei grandi affaristi, dei magnati della finanza e dei dema-
la casa di Amburgo, consigliere di Guglielmo II, fratello di Paul goghi loro complici. Dobbiamo aggiungere che da un punto di
e Felix; gli affaristi socialdemocratici Izrail Lazarevic Helphand vista strettamente finanziario gli eventi storici più disastrosi,
alias Alexander Gelfand alias Parvus (figlio di un fabbro di O- guerre o rivoluzioni, non sono mai delle catastrofi; i manovratori
dessa, già prigione in Siberia, mercante milionario a Costantino- del denaro e gli affaristi avvertiti possono trarre vantaggio da
poli, autore del motto: «Cerco una patria là dove se ne può acqui- tutto, purché sappiano cose in anticipo, purché siano informati
stare una a poco prezzo»), Jacob Stanislavovic Haneckij né Für- [...] Il nemico comune, per la Finanza come per la Rivoluzione, è
stenberg alias Kuba e Genrich (futuro capo della Gosbank, la il nazionalismo, è la tradizione, è l'intero ordine politico, econo-
"Banca di Stato") e il «tedesco» Georg Sklarz, inviato a Zurigo mico o sociale che, in virtù dei suoi quadri rigidi e dei suoi valo-
da Lenin (poi super-truffatore nella Germania di Weimar coi fra- ri, doma e disciplina gli appetiti, è ciò che fa nascere il senso di
telli Waldemar e Heinrich); i banchieri Vladimir Olaf Aschberg solidarietà tra le generazioni legando il passato e il presente al-
né Obadiah Asch, 1877-1960), fondatore nel 1912 della Nya l'avvenire, assegnando agli uomini mete lontane, suscitando for-
Banken "Nuova Banca" di Stoccolma, futuro boss della Ruskom- ze che frenano le passioni puramente egoiste, che limitano e con-
bank, la "Banca Commerciale Russa", e della Gosbank, e tale Ji- trastano il potere senza freni dell'oro», aveva commentato pochi
votovskij, capo della filiale svedese della Banca Warburg (fin anni dopo, nel 1921, Batault. «I bolscevichi e i banchieri avevano
dagli anni Venti, da taluno dato quale suocero di Trockij). una sostanziale piattaforma comune: l'internazionalismo», com-
A esemplificazione di questo aspetto, ben chiaro ad ognuno pleta, lapidario, Anthony Sutton.
tra le due guerre ed oggi non solo del tutto ignoto al grosso pub-
blico ma pressoché ignorato dagli storici del Sistema (che al po- * * *
sto di finanziamenti e volontarismo preferiscono parlare di «fer- Oltre all'AJC, a difesa dell'ebraismo scendono in campo,
ree leggi marxiste della storia»), serva anche solo la lettera invia- numerose, varie leghe di «autodifesa» e «antidiffamazione», le-
ta da Stoccolma il 21 settembre 1917 a Raphael Scholan dal pro- gate in particolar modo all'organizzazione massonica dell'IOBB
teiforme Haneckij/Fürstenberg: «Caro compagno, dopo il rice- Independent Orden B'nai B'rith o, detto meno frequentemente
vimento di un telegramma del sindacato renano-westfalico, la alla sefardita, Benè Berith. L'Ordine Indipendente dei «Figli del-
banca Max Warburg ha aperto un conto a favore dell'azione del l'Alleanza» (tale il significato dei vocaboli ebraici), definita da
compagno Trockij. Un suo uomo, forse M. Kestrov, è riuscito ad Grusd «the World's oldest and largest Jewish Service Organiza-
avere le munizioni e ha organizzato la loro spedizione in paralle- tion, l'organizzazione di servizio ebraica più antica e diffusa nel
lo con la spedizione del denaro. È a lui che deve essere conse- mondo», «confraternita culturale ebraica internazionale» (Gia-
gnata la somma richiesta dal compagno Trockij. Saluti fraterni». como Scarpelli) o anche «a secular synagogue» (Henry Fein-
Da Berlino, attraverso l’ebraico terzetto Helphand-Haneckij- gold), viene fondata a Chicago nell'ottobre 1843 da dodici ebrei

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VALLI UL 15-07-2008 9:44 Pagina 1

Premonizioni

Articolo apparso sul The American Hebrew del 31 ottobre 1919 a firma Martin H.
Glynn, già governatore dello stato di New York. Viene usata la parola Olocausto. Si
parla di paesi dell’Europa dell’Est e ripetutamente si indica in sei milioni il numero
delle vittime ebraiche. Le sottolineature sono nostre.
tedeschi a partire dalla precedente associazione Bundes Brüder maschi (15.000 nella sola Germania, in 103 logge, di cui nove a
(Fratelli dell'Unione), della quale mantiene le lettere iniziali ma Berlino!). Nel 1932 si aggiunge alle consorelle la sezione france-
amplia significati e scopi al punto da assumere presto veri e pro- se con la Loge France n.1151, creata da Henri (Enoch) Sliosberg
pri caratteri pre-sionisti. (avvocato sinistro, nato a Minsk nel 1863, già consigliere giuri-
A causa della presenza di una minoranza antisionista, il B'nai dico al ministero dell'Interno zarista). Nel 1970 il numero dei
B'rith, che sempre cercherà di evitare ogni querelle fra gli ebrei membri, tra uomini, donne e giovani, arriva a 500.000 in 45 pae-
(unico punto inderogabile: non vi è posto nel BB «per un Fratello si (saliti a 56 nel 1999), con 1700 logge maschili (un quarto delle
che tiene i suoi figli lontani dalla comunità ebraica»), fino al quali in Nordamerica con 210.000 iscritti). Le 150.000 donne
settembre 1947 non prenderà tuttavia mai una posizione ufficiale presenti in 22 paesi sono invece raccolte in 1000 capitoli, il no-
in favore delle tesi sioniste (pur difendendole e partecipando a vanta per cento dei quali in Nordamerica.
tutte le conferenze sioniste). Al 1851 risale il suo primo interven- Negli anni Trenta esistono inoltre negli USA 6000 associa-
to internazionale: la protesta e le pressioni esercitate su Washin- zioni ebraiche di vario tipo, 4000 delle quali hanno la sede cen-
gton per la modifica di un trattato siglato con la Confederazione trale a New York (che per questo e per i quattro milioni di ebrei
Elvetica, alcuni cantoni della quale prevedono nei codici restri- attuali meriterebbe quindi di essere chiamata «Jew York» o, co-
zioni dell'attività degli ebrei (nel 1857 il trattato viene, ça va sans me per la Salonicco e la Polonia di un tempo, «madre di Israele»
dire, modificato nel senso desiderato). e vagina Judaeorum). Al B'nai B'rith fanno capo di preferenza
Nel 1855 il BB conta 20 logge e 2218 membri. Nel 1867 gli ebrei liberali in fatto di religione. Esso può essere considerato,
secondo intervento, in favore degli ebrei romeni: Simon Wolf, scrive Henry Ford, «come una massoneria esclusiva degli ebrei e
amico del presidente Grant, nomina console generale a Bucarest questo ci conferma un'altra delle loro caratteristiche: essi esigono
Benjamin Peixotto. Avallato dal «francese» Isaac Adolphe (nato come un legittimo diritto di essere ammessi in tutte le associa-
Itze Aaron o Isaac Moïse) Crémieux, fondatore dell'Alliance I- zioni ed ordini cristiani, ma nelle loro ammettono solamente ed
sraélite Universelle (iniziato fin dal 1817 nella massoneria di rito esclusivamente gli ebrei. Una politica così unilaterale è la norma
scozzese, di cui è 33° grado nel 1860, nonché dal 1832 nel Rito israelitica». Come scrive lo storico «inglese» Paul Goodman,
di Misraïm, ove giunge all'81° grado, il massimo e cosiddetto Segretario Generale della comunità sefarditica londinese negli
cabbalistico), e dall'«inglese» Benjamin Disraeli, Peixotto impor- ultimi anni Trenta: «Questo gruppo di ebrei profondamente im-
rà a Berlino nel 1878, quale condizione per l'indipendenza della pegnati del Nuovo e del Vecchio Mondo, strettamente uniti in
Romania dagli ottomani, l'abolizione delle limitazioni giuridiche un'unica associazione e sospinti da un ideale comune, rappresen-
per gli ebrei romeni. Nella seconda metà del secolo il suo quar- ta la più grande forza organizzata dei tempi moderni che lotta per
tier generale è sito al numero 450 della Grand Street a Manhat- la promozione degli interessi del giudaismo». Ai giorni nostri il
tan, nella casa del banchiere Joseph Seligman. La prima sezione Bilderberg Group, il Council on Foreign Relations, la Trilateral
tedesca viene fondata a Berlino nel 1882 da Moritz Ettinger, in- Commission e le massonerie anglosassoni e latine sono le princi-
viato da New York; la prima austro-ungarica a Belitz, nella Bas- pali cinghie di trasmissione esterna di questa organizzazione.
sa Slesia, sette anni dopo. Nel 1888 il «tedesco» Siegmund Ber- I suoi membri, ricorda David Blumberg, suo presidente, in
gel fonda a Gerusalemme la prima loggia palestinese, a capo del- «Un modo di essere ebrei», opuscolo riedito nell'ottobre 1975,
la quale viene posto Ben Yehouda, il padre dell'ebraico moderno. sono «destinati a preservare il nostro prezioso retaggio ebraico»,
Nel 1892 seguono Pilsen e Cracovia, nel 1893 Praga, nel 1894 poiché «noi abbiamo una responsabilità particolare, all'interno
Reichenberg e Karlssbad, nel 1895 Vienna (a questa, 449a nel della famiglia delle organizzazioni ebraiche, nei confronti sia del
mondo, nel 1897 aderisce Sigmund Freud; nel 1914 l'austriaco nostro popolo che dell'intera umanità». Proprio lo scopo di creare
Verband der Humanitätsvereine B'nai B'rith, "Unione delle so- «un'aristocrazia ebraica che metta fine o almeno riduca il caos e
cietà umanitarie B'nai B'rith", costituente il X Distretto mondiale, l'anarchia nella vita dell'ebraismo [...] unendo ed elevando tutti i
conta 15 logge, con 1700 affiliati complessivi). figli [quelli legittimi, beninteso, non certo i popoli arabi discen-
Interessante la posizione tenuta dal BB nei confronti della denti di Ismaele, spregiato dall'Eterno in Genesi, XVI 12] di A-
rivoluzione bolscevica, che conferma quanto diremo nella terza bramo», era stato alla base della creazione del B'nai B'rith da par-
Appendice a proposito dei rapporti ebraismo-marxismo: global- te dei dodici apostoli delle dodici tribù: Henry Jones nè Heinrich
mente, scrive Emmanuel Ratier, si può dire che vi fu sostegno, Jonas, Isaac Rosenbourg, William Renau, Reuben Rodacher,
senza che vi fosse alcun timore per lo sviluppo della comunità Henry Kling, Henry Anspacher, Isaac Dittenhoffer, Jonas Hecht,
ebraica russa, tranne le inquietudini per un'eventuale assi- Michael Schwab, Hirsch Heineman, Valentine Koon (cognome
milazione degli ebrei nello Stato comunista e per le difficoltà poi mutato in Cohn) e Samuel Shaefer.
create alla loro pratica religiosa (come avvenne, peraltro con ben Una delle principali attività di tale supermassoneria è affidata
maggiore ferocia, nei confronti dei cristiani). Ma oltre a questi alla Anti-Defamation League (ADL), ente registrato come orga-
due punti non si trova, nella stampa del BB dell'epoca, nessuna nizzazione religiosa e perciò esente da tasse. Creata dal BB nel-
condanna del sanguinario regime, né per l'ideologia né per la pra- l'ottobre 1913 dall'avvocato di Chicago Sigmund Livingston
tica, neppure all'epoca dello sterminio dei «kulaki». Per quanto (primo presidente Richard E. Gutstadt) per «eliminare la diffa-
riguarda poi «l'eliminazione degli ebrei ortodossi, essa venne mazione degli ebrei, combattere la propaganda antiamericana e
condotta dalla sezione ebraica del Partito, la Evsekzija [...] Si as- antidemocratica, e promuovere migliori relazioni tra i gruppi [et-
sistette perciò al triste spettacolo di ebrei, che spogliavano i loro nici]», tale «commissione interna» esiste in tutte le logge e svol-
propri fratelli». ge un servizio di spionaggio il cui scopo è quello di mantenere la
Nel 1930 l'Ordine conta 52.000 maschi raccolti in 399 logge loggia centrale al corrente di tutto quanto possa danneggiare la
negli USA, oltre ad 80 capitoli femminili con 10.000 donne, ed è causa giudaica. Come continua Henry Ford: «Generalmente in
presente in ogni continente con altre 203 logge e 22.000 aderenti ogni città o paese il presidente della Lega è sempre un perso-

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naggio influente, capace di esercitare pressioni sulla stampa». lega ed indirizzato a 2400 padri conciliari e teologi, tale docu-
È ad esempio quale esponente dell'ADL che Louis Marshall mento contribuisce, due mesi più tardi nel corso della terza ses-
esige, nel 1922, che l'Encyclopedia Britannica modifichi la voce sione del Concilio Vaticano II (definito dal compiaciuto, masso-
sull'ebraismo polacco, giudicata piena di menzogne antisemite. È nico Primate belga Leo Suenens «1789 della Chiesa»), all'elabo-
lui che, scottato dagli articoli di Burton J. Hendrick apparsi su razione della nuova presa di posizione della Chiesa cattolica nei
World's Work, indirizza nel 1923 precise direttive alla rivista e a riguardi degli ebrei e del giudaismo, che contempla il passaggio
tutta la stampa, osservando come non occorra sottolineare l'ori- degli eletti dallo status di «perfidi giudei» a quello di «fratelli
gine ebraica né dei criminali né di eminenti personalità perché, maggiori». Contrastato dai tradizionalisti col voto del 20 novem-
tartufeggia, «né in un caso né nell'altro l'ebraicità della persona bre 1964, il documento Nostra Aetate, che getta la Chiesa nelle
ha alcunché a che vedere con l'ignominia o l'onore». braccia della massoneria, del giudaismo e del mondialismo onu-
Quanto a tempi più recenti, il produttore MGM Dore Schary, sico, viene approvato a maggioranza dai Padri Conciliari il 14
attivo nell'ala liberal del partito democratico, presiede per anni la ottobre 1965 e promulgato da Paolo VI il seguente 28; con la
sezione di Los Angeles. Il 20 settembre 1964 è lui a presentare a Dichiarazione sulla libertà di religione, il 7 dicembre 1965 il
Washington alla stampa, in qualità di Presidente Generale del- Concilio approverà infine il principio massonico dell'indifferenti-
l'ADL, il rapporto Christian Beliefs and Antisemitism, «Dottrina smo religioso nel quadro della religiosità jahwista.
Cristiana e Antisemitismo». Pubblicato in più lingue a cura della

A prescindere dal giudaismo, verso il quale la Chiesa rinnoverà da allora in poi sempre attestazioni di sudditanza, e a completamento del-
l'opera di revisione ideo-psicologica, pur mantenendo l'incompatibilità dei cattolici con la Massoneria, la trisecolare scomunica dei mas-
soni verrà estirpata dal Codex Iuris Canonici il 26 novembre 1983 con la Dichiarazione Quaesitum est ad opera del Pontefice Polacco e
del cardinale Joseph Ratzinger, Prefetto della Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede, attenuando i pronunciamenti di 400 di-
chiarazioni, tra cui 22 bolle e una lettera pontificie: Clemente XII In Eminenti 1738, Benedetto XIV Providas 1751, Clemente XII A quo-
die 1758, Ut primum 1759 e Christianae 1766, Pio VI Inscrutabile 1775, Pio VII Ecclesiam 1821, Leone XII Quo graviora 1826, Pio
VIII Traditi 1829, Gregorio XVI Mirari vos 1832, Pio IX Qui pluribus 1846, Omnibus 1849, Quanta cura 1864, Multiplices 1865, Apo-
stolicae sedis 1869 e Etsi multa 1873, Leone XII Etsi nos 1882, Humanum genus 1884, At apostolici 1890, Praeclara 1894 e Annum in-
gressi 1902, Pio X Vehementer 1906 e lettera alla Chiesa di Francia 1907.

Stretti contatti coi più influenti Padri conciliari come il car- agente ADL; Joe Golan («sionista cosmopolita» amico di Elea-
dinale Agostino Bea (gesuita tedesco, o forse «tedesco» nato Be- nor Roosevelt, Martin Buber, Mohammed V del Marocco, Gio-
ha, Béja o Béhar e già rettore del Pontificio Istituto Biblico), vanni XXIII, Paolo VI e François Mauriac; nato Guldin da «u-
compiacente perno dell'Operazione coi due suoi più stretti colla- craini» ad Alessandria d'Egitto nel 1922, vissuto a Damasco,
boratori monsignori Gregory Baum canadese e John Oesterrei- Beirut, Parigi, Roma, «oltre che in quello Stato d'Israele di cui è
cher americano, ebrei convertiti (il secondo è direttore dell'Insti- cittadino e che ha contribuito a far nascere e crescere», scrive
tute for Judaeo-Christian Studies di Seton Hall), sono inoltre Arrigo Levi, capo dell'Ufficio Arabo del WJC e consigliere per
tenuti fin dal 1960 dall'ottetto: Jules (Jules Marx) Isaac (1877- lo sviluppo economico di Léopold Sédar Senghor e di altri capi
1963), scrittore «francese», autore di un Cours d'histoire adottato di Stato africani); Label Katz, presidente del B'nai B'rith; Nahum
come manuale nelle scuole secondarie di Francia, nel 1936 ispet- Goldmann, presidente del World Jewish Congress; Rabbi Mark
tore generale della Pubblica Istruzione ed oloteologo ateo bnai- Tannenbaum, rappresentante dell'American Jewish Committee;
brithico (il cui incontro del 13 giugno col «Papa Buono» Gio- Willem Visser't Hooft (1900-85), pastore protestante, segretario
vanni XXIII viene sponsorizzato dal licrista Jean Pierre-Bloch, generale del Comitato Internazionale YMCA, Young Men's
Gaston Kahn, Georges Jacob, Marcel Bleustein-Blanchet e Cletta Christian Association, dal 1924 al 1931, fondatore nel 1945 del
Mayer moglie di Daniel: vedi la terza Appendice); Abraham Jo- ginevrino World Council of Churches "Consiglio Mondiale delle
shua Heschel («ebbe parte attiva nei lavori preparatori del Conci- Chiese" e suo presidente 1948-66, finanziato da John Rockefel-
lio Vaticano II e incontrò personalmente Paolo VI», ne traccia il ler jr, professore di teologia all'Accademia di Mosca, membro
profilo Eliseo Poli in La terra è del Signore); Joseph Lichten, dell'Università Ebraica di Gerusalemme e Bilderberg Group.

Mediato dall'intimità col Vicario, ai Magnifici Otto si aggiunge il «polacco» Jerzy Kluger, suo amico d'infanzia e «ambasciatore» uffi-
cioso in Israele. Secondo taluni, tra cui Rothkranz (III), anche l'esiziale Polacco è di ascendenza materna ebraica di cognome Katz; se-
condo Bernard Lecomte, la bisnonna paterna si chiamava Maria Hess, mentre il bisnonno paterno Mikolaj Wojtyla aveva sposato tale
Emilia Kaczorowska; nel dicembre 2005 l'ebreo Yaakov Wise, studioso di genealogia ebraica di Manchester, dà invece la madre come
Emilia Kaczorowska (ebrea cattolicizzata), nata da Marianna Scholz (ebrea) generata da Zuzanna Rybicka (ebrea). Come che sia, Andrea
Tornielli apologizza un'edificante novella: «A Wadowice, nella cittadina dove Karol – "Lolek" per gli amici – è nato nel 1920, esisteva
una forte comunità ebraica che finirà decimata dall'Olocausto. Il piccolo Wojtyla era attivissimo nell'organizzare partite di pallone e
spesso si affrontavano in campo cattolici ed ebrei. Accadeva però che i "fratelli maggiori" di fede israelitica quasi mai riuscissero a for-
mare una squadra di undici elementi: erano infatti pur sempre una minoranza. Karol, allora, correva in loro soccorso, giocando dalla loro
parte e ritagliando per sé il ruolo di portiere».

Ancor prima, nel 1946, la National Conference of Christians pre-più-incontestabile fait accompli del Sommo Orrore! – posto
and Jews, fondata nel 1928 nel Paese di Dio, aveva in tutta fretta ad Oxford le basi per il convegno internazionale/interconfes-
– battere il ferro finché è caldo! porre l'umanità davanti al sem- sionale di Seelisberg. In questo, svoltosi nel 1947 nella suddetta

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località svizzera, settanta esponenti del mondo ebraico, cattolico corpus ideologico-religioso. Come giudicare infatti, se non con
e protestante avevano discusso le «responsabilità» dei cristiani l'angoscia che potremmo provare verso un parente impazzito, la
nelle persecuzioni «naziste», approvando quel documento con- tesi espressa dal tradizionalista Edoardo Di Zaga nel lontano
clusivo ispirato da Isaac (accento sulle origini ebraiche di Gesù e 1965: «Il cardinale Bea, nel suo progetto di dichiarazione, sem-
dei primi seguaci della Chiesa, denuncia degli stereotipi negativi bra affermare che tra il cristianesimo ed il giudaismo (come reli-
sugli ebrei veicolati dalla catechesi cristiana, ammissione delle gione e come popolo) esista un vincolo di continuità, di evoluzio-
colpe cristiane nella genesi della Shoah) che, scrive Doris Ben- ne, di una certa quale unità. Anche questa supposizione ci appa-
simon avrebbe «costituito il punto di partenza di una lunga serie re falsa, nonostante il frutto che i libri dell'Antico Testamento
di riflessioni e di atti che, negli ultimi quarant'anni, hanno mutato sono per noi la parola di Dio»? (corsivo nostro).
il clima dei rapporti fra ebrei e cristiani». Ben più coerente col nocciolo fondante del Cristo – lo zeloti-
E l'infiltrazione della massoneria ebraica nelle Segrete Stan- co rabbi Yeshua – è invero Henry Pierre Grouès, l'Abbé Pierre
ze giunge al punto che dopo qualche anno viene accreditato pres- fondatore della benedettina comunità di Emmaus. Ancora nel
so la Santa Sede un rappresentante ufficiale dell'ADL. Tale è 1990 l'antico rampollo di miliardari e feroce epuratore dei patrio-
nell'ottobre 1992 il rabbino «irlandese» David Rosen, uno dei ti dell'État Français (membro LICRA, vicepresidente del Mou-
principali sponsor, a futuro pontefice, del cardinale milanese vement Mondial pour l'Instauration d'un Gouvernement Mondial
Carlo Maria Martini, ambizioso modernista, vacuo sermoneg- e membro del consiglio direttivo del Mouvement Universel pour
giatore, ottuso sterminazionista e ardente adepto del- une Confédération Mondiale) afferma – contro tutti coloro che,
l'invasionismo antieuropeo, iscritto da Rabbi Giuseppe Laras nel pensosi del bene dei figli ma anche dei disgraziati migranti, qua-
Libro d'Oro milanese del Keren Kayemet Le-Israel. Tranquillo, lificano «invasione» l'insensato afflusso allogeno – «I francesi
Rosen – direttore della sezione Israele dell'Anti-Defamation Lea- dovranno imparare a dire: "Sono con fierezza meticcio"». Con-
gue e responsabile ADL per i rapporti col Vaticano, nonché pre- cetto coralmente riaffermato il 21 ottobre 1993 dai partecipanti
sidente dell'International Council of Christians and Jews e della alla Riunione Plenaria del Pontificio Consiglio della Pastorale
World Conference on Religion and Peace – dopo aver definito per i Migranti: «Tra le conseguenze positive dell'odierna mobili-
«Figli della Luce» le gerarchie cattoliche più filo-ebraiche, augu- tà [recte: dell'Invasione] va sottolineato l'apporto che essa offre
ra loro il successo nell'Operazione Successione, poiché «è nel all'unità della famiglia umana, pur nella diversità delle credenze
nostro interesse rafforzare la [loro] mano». e delle tradizioni religiose. È pertanto opportuno che il dialogo e
Il medesimo Rosen tenta poi, nel maggio 1994, non di raf- l'accoglienza reciproca acquistino una dimensione universale,
forzare, ma di forzare la mano al Vaticano, facendo credere atti senza distinzione di razza, di religione e di nazionalità» (uno dei
ufficiali della Santa Sede quelle che sono solo le bozze di un do- momenti più alti dell'Operazione Sfacelo delle Nazioni è stata
cumento tedesco-polacco che ammette, contrito, le «correspon- proprio la «preghiera interconfessionale» di Assisi del 27 ottobre
sabilità» della Chiesa nell'Olocausto (niente paura, comunque: 1986, nel quadro delle manifestazioni per l'Anno Internazionale
nel corso del suo quasi-ventennale pontificato il Polacco ha reci- della Pace).
tato il mea culpa per l'intera Chiesa, chiedendo «scusa» agli anti- Ricordando ai vescovi statunitensi le «manifestazioni di per-
chi perseguitati di ogni colore almeno 94 volte, meritandosi, in sistente razzismo che minano le fondamenta di una società giusta
particolare per lo sbracamento teologico filo-ebraico del 30 otto- e democratica», il 4 dicembre è addirittura il Vicario ad aggiun-
bre 1997, il plauso di Arrigo Levi, ben conscio del condizionante gere che il razzismo è una «ingiustizia intollerabile [...] per il
valore del «cedimento»: «La coscienza di Giovanni Paolo II non modo in cui disonora l'inalienabile dignità di tutti gli esseri uma-
dà pace a lui e alla sua Chiesa. Egli segue un percorso difficile ni» (a parte il curioso refrain che sinonimizza gli aggettivi «giu-
verso la verità. La sua ricerca, in cui coinvolge tutta la Chiesa, sto» e «democratico», per la tradizione cattolica non è «inaliena-
non si arresta ed anzi in questi anni della sua vecchiaia si accele- bile» la dignità, bensì la natura umana). Implicitamente affer-
ra, si fa più intensa ed inquietante [...] Occorre non dimenticare mando la legittimità dei massacri di palestinesi compiuti per
che le parole del Papa, la sua tenace rilettura autocritica della mezzo secolo, il 30 dicembre il Vaticano riconosce Israele con
storia della Chiesa, sono rivolte anzitutto ai suoi fedeli che egli un Accordo Fondamentale, testo originale in inglese ed ebraico.
vuole portare con sé sul cammino della verità»). In parallelo sono riaffermati l'impegno «ad una adeguata coope-
Ma il pratico interesse ebraico a sottolineare il debito del cri- razione per combattere tutte le forme di antisemitismo e tutte le
stianesimo verso i Fratelli Maggiori (se l'espressione giunge a specie di razzismo» e la condanna dell'odio, della persecuzione e
rinomanza planetaria con l'allocuzione del Polacco nella sinago- di «tutte le altre manifestazioni di antisemitismo dirette contro il
ga romana il 13 aprile 1986: «Siete i nostri fratelli prediletti e, in popolo ebraico e ovunque contro singoli ebrei, in qualsiasi mo-
un certo modo, si potrebbe dire i nostri fratelli maggiori», ribadi- mento e da chiunque perpetrate. In particolare la Santa Sede de-
ta il 23 marzo 2000 nel «rito di purificazione» a Yad Vashem o, plora gli attacchi contro gli ebrei e la profanazione di sinagoghe e
per dirla col premier israeliano Barak, nello «storico viaggio di cimiteri ebraici [condanna sottoscritta da ogni persona bennata]
guarigione [ed espiazione del cristianesimo]», e anticipata il 6 ed atti che offendono la memoria delle vittime dell'Olocausto,
marzo 1982 nel commento – cristiani ed ebrei sono «legati al specie quando avvengono negli stessi luoghi ove fu perpetrato»
livello stesso della loro identità» – al § 4 della dichiarazione con- (si intenda: in Germania, eterna terra del Male; corsivo nostro).
ciliare Nostra Aetate del 1965 – «vincolo con cui il popolo del Ma ancora più interessante è il commento che stende Jeffrey
Nuovo Patto è spiritualmente legato con la stirpe di Abramo» – Cohen, rabbino della sinagoga londinese di Stanmore e Canons
la prima volta che compare in un documento ecclesiale è nella Park, in Agenda for a true Vatican-Israel accord, Programma per
dichiarazione della Conferenza Episcopale Tedesca del 1980) è un vero accordo Vaticano-Israele, su The Jewish Chronicle – il
pienamente coerente con la posizione dottrinale non solo dei più più antico e autorevole settimanale della Comunità inglese, fon-
radicali modernisti cattolici, ma proprio del cristianesimo come dato nel 1841 – del 28 gennaio 1994.

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Preambolo di una resa a discrezione al Fratello Maggiore, sraele alla sovranità sulla terra dei suoi antenati e l'importanza
l'articolo sintetizza con chutzpah ogni tematica: «Il ricono- fondamentale di Gerusalemme indivisa».
scimento dello Stato d'Israele da parte della Chiesa Cattolica non Nello stesso mese, dopo una serie di incitamenti al Sistema
dovrebbe essere visto come un gesto grandioso di magnanimità affinché estenda il suo braccio di morte su Somalia ed ex Jugo-
religiosa, allo scopo persino di poter con esso mettere in imba- slavia, terre devastate proprio in applicazione dell'universalismo
razzo gli ebrei come se ricevessero un regalo immeritato. Il pro- cristico-onusico, di alta coscienza mondialista dà ennesima prova
gramma per l'accettazione dovrebbe essere preparato da Israele e il Vicario. Presenti gli ambasciatori di 146 paesi, l'Augusto Inva-
dal popolo ebreo, che del resto concedono così alla Chiesa uno sionista reitera il concetto che «il valore fondamentale è il dovere
sgravio della sua coscienza collettiva [...] Condizioni preliminari dell'accoglienza», tuonando contro «i rischi del particolarismo» e
di un tale accordo: 1. Che la Chiesa Cattolica dichiari l'antisemi- il risorgere «del razzismo e del totalitarismo», ricordando urbi et
tismo peccato mortale. 2. Che ammetta che i riferimenti antigiu- orbi l'enciclica anti-«nazista», peraltro non pubblicata, di Pio XI:
daici del Nuovo Testamento non sono ispirati – né mai lo furono «Chiunque prende la razza, o il popolo, o lo Stato, o la forma
– dallo Spirito Santo, ma furono indegni deliri di falsi profeti, dello Stato, o i depositari del potere o ogni altro valore fonda-
capi fanatici e storici revisionisti del Vangelo. 3. Che tali pas- mentale della comunità umana e li divinizza attraverso un culto
saggi antisemiti dovrebbero essere banditi come citazioni o ar- idolatrico, costui capovolge e altera l'ordine delle cose creato e
gomenti nelle prediche [...] 4. che tutti i numerosi libri di testo ordinato da Dio»; dopo la messa all'Indice del libro di Alfred
che disprezzano i farisei, gli scribi, i membri del sinedrio e gli Rosenberg Der Mythus des des XX. Jahrhunderts il 16 febbraio
ebrei [...] dovrebbero essere vietati come letteratura razzista in- 1934 e dopo la Mit brennender Sorge ("Con viva ansia"), diffusa
degna di una grande religione. 5. Che dovrebbero essere ordinati nel marzo 1937 con titolo tedesco, opera dell'XI fu anche l'«enci-
nuovi scritti teologici che descrivano l'immenso debito che ha la clica nascosta» Humani Generis Unitas, che avrebbe dovuto «in-
Chiesa nei confronti della fede ebraica [...] 6. Che venga adottata chiodare» per sempre il razzismo e l'«antisemitismo» («La rispo-
una nuova definizione del termine "Talmud", dove venga a giu- sta della Chiesa alla sfida dell'antisemitismo è senza equivoci né
sto merito descritto come sorgente di ingegno e vitalità spirituale esitazioni», par.148) ma che non fu mai resa pubblica causa la
[...] 7. Che la Chiesa introduca nella sua liturgia una preghiera morte del papa e il cui senso comunque riassume l'allocuzione ad
per i sei milioni di ebrei che morirono nell'Olocausto, insieme ad un gruppo di pellegrini belgi del 6 settembre 1938: «No, non è
auspicate espressioni di rimorso per i suoi peccati di commissio- possibile ai cristiani partecipare all'antisemitismo. Noi ricono-
ne e omissione e per i suoi insegnamenti antigiudaici, che sono sciamo a chiunque il diritto di difendersi da quanto minaccia i
stati la causa di così tanti eccidi di ebrei nel corso dei secoli. 8. suoi legittimi interessi. Ma l'antisemitismo è inammissibile. Noi
Che la Chiesa affermi inequivocabilmente il diritto storico di I- siamo, spiritualmente, semiti».

Non per nulla la tradizione cattolica ha da sempre predicato: «Novum Testamentum in Vetere latet, Vetus Testamentum in Novo patet, Il
Nuovo Patto si cela nel Vecchio, il Vecchio Patto si manifesta nel Nuovo», e ben coerentemente l'antiebraico Eugenio IV afferma a metà
Quattrocento, nella bolla Humani generis inimicus: «È indegno di chiamarsi cristiano che uccide e deruba gli ebrei, perché anche Cristo,
la Madonna e gli Apostoli erano tutti ebrei, e tutta la religione cristiana si fonda su quella ebraica, ed è contro il volere di Dio punire il
padre per il figlio, il figlio per il padre, il marito per la moglie, e dunque lo è ancor più punire degli innocenti per il solo fatto che essi di-
scendono da un certo popolo».

«Quando un papa dichiara che spiritualmente siamo tutti semiti, ri" e essi abbandonino la loro "perfidia" riconoscendo la luce del-
vuole in effetti dire che spiritualmente siamo tutti ebrei», si com- la Verità che è Cristo. Per questo la Chiesa non può permettere la
piace chiosando, mezzo secolo dopo, André Neher II; e in effetti, condanna intrinseca del mondo religioso ebraico, vale a dire del
richiosa il buon cristiano-sionista David Allen Lewis, «come può Vecchio Testamento: giacché questo forma un organismo unico,
un cristiano essere antisemita? Essere antisemiti è cooperare e per quanto di valore inferiore, col Nuovo, colla Rivelazione cri-
concordare col diavolo. Satana vuole distruggere la nazione di stiana complessiva. E la controprova è data dal fatto che, dove
Israele e annullare le promesse di Dio»; e già l'Hoch- und Lande- più consequentemente si è voluto perseguitare l'ebraismo accam-
sverräter Dietrich Bonhoffer, pastore evangelico, nel settembre pando motivi politici, come nella Germania socialnazionalista, si
1941: «La storia dell'Occidente è indissolubilmente legata per è finito per intaccare la sostanza religiosa della stessa tradizione
volontà di Dio con il popolo d'Israele, e non solo geneticamente, cristiana. Le polemiche tedesche sul "paragrafo ariano", vale a
ma in un incontro autentico e continuo [...] Una cacciata degli dire sull'esclusione dalla vita, e quindi anche dalla Chiesa nazio-
ebrei dall'Occidente porta necessariamente con sé la cacciata di nale, d'ogni elemento ebraico hanno condotto a ridiscutere tutto il
Cristo, poiché Gesù Cristo era ebreo». problema della Rivelazione e, negli estremisti della "razza" pura,
Costante assolutamente ovvia: già nel 1934 l'italiano A. Ma- a negare elementi essenziali della dottrina e della storia cristia-
rioli, traduttore di The Jews di Hilaire Belloc per le cattoliche na».
edizioni Vita e pensiero, si era sentito in dovere di aggiungere, in E ancora, due terzi di secolo dopo, Emilio Baccarini: «La
nota finale: «La storia del popolo ebraico è legata alla storia della teologicità della Shoah è strettamente collegata al monoteismo
Rivelazione, gicché fino a Cristo il popolo ebraico fu il deposita- che accomuna le "religioni del Libro". L'eliminazione del "popo-
rio, per così dire ufficiale della Rivelazione divina. Il suo libro lo del Libro" equivale all'eliminazione del Libro dalla storia del-
sacro è ancora parte del libro sacro della Chiesa; il suo primato di l'umanità, cioè l'eliminazione del Dio che quel Libro ha ispirato.
chiamata alla Fede permane anche se gli Ebrei a tale chiamata Come si può facilmente comprendere, in questa prospettiva, il
non hanno risposto; la Chiesa non cessa d'invocare, nella grande fatto travalica le dimensioni storico-politiche, razziali, economi-
preghiera del Venerdì Santo, che Dio tolga loro "il velo dai cuo- che e sociali per collocarsi in una dimensione di radicalità estre-

692
ma. Circa trent'anni fa, nel 1996, A.J. Heschel nel suo prezioso e Stati non sono più eguali, le stesse persone finiscono col non es-
troppo poco conosciuto saggio No Religion is an Island, scrive- serlo più». Occorre contrastare alla fonte le rivendicazioni nazio-
va: "Il nazismo nelle sue vere radici fu una ribellione contro la naliste, continua il Mestatore, poiché «sarebbe scandaloso vedere
Bibbia, contro il Dio di Abramo. Riconoscendo che è stato il cri- l'Europa rassegnarsi e accettare che il diritto sia definitivamente
stianesimo che ha inculcato nel cuore dell'uomo occidentale l'at- schernito, che l'ordine internazionale sia deriso dall'azione di
taccamento al Dio di Abramo e il coinvolgimento con la Bibbia bande armate, che i progetti della società siano in funzione della
ebraica, il nazismo decise che bisognava sterminare gli ebrei ed supremazia di una nazionalità».
eliminare il cristianesimo, e favorire invece una ripresa del paga- Ma tale abiezione non basta. Il 7 aprile 1994, Giornata del-
nismo teutonico. Il nazismo ha subito una sconfitta, ma il proces- l'Olo-Ricordo, davanti a una turba di cinquemila catto-giudei, al
so di eliminazione della Bibbia dalla coscienza del mondo occi- caporabbi Toaff, agli ambasciatori israeliani in Italia Pazner e in
dentale prosegue. Per salvare lo splendore della Bibbia ebraica Vaticano Shmuel Haddas, al presidente italiano, ad eminenze e
nella mente degli uomini, ebrei e cristiani sono chiamati a lavora- ad oloscampati, l'Infallibile, che già nel lontano 17 novembre
re insieme. Nessuno di noi può operare da solo. Entrambi dob- 1980 ha ammonito che «l'antica Alleanza non è stata mai revoca-
biamo comprendere che nel nostro tempo l'antisemitismo è anti- ta», alza il sermone «conclusivo», avallando – ex cathedra: Veri-
cristianesimo e che l'anticristianesimo è antisemitismo"». tà Rivelata! – l'Olo-Immaginario davanti alla storia (ancor più
Incurante della devastazione delle nazioni provocata dal mo- farà il 16 marzo 1998 con la teshuvah nella quale, lasciando ov-
struoso totalitarismo planetario del Sistema, il Polacco, incancre- viamente insoddisfatti i Fratelli Maggiori, riconosce le bimillena-
nito nell'oloingranaggio dopo le abbeverazioni da personaggi rie colpe del cristianesimo nell'avere in qualche modo preparato
quali la convertita cattolica Edith Stein morta ad Auschwitz e i il terreno per il nazi-sterminio).
purissimi ebrei Victor Frankl oloscampato, Emmanuel Levinas, Prima però, armato di kippà davanti a una menorah, l'attore
Vladimir Jankélévitch, Hannah Arendt e Simone Weil oloscam- Richard Dreyfuss (quello di «Lo squalo» e «Incontri ravvici-
pata («Sono i testimoni del male assoluto [...] Nel pensiero del nati») recita una prece in ebraico, affiancato dalle note del Kad-
papa plolacco si diramano vene nelle quali scorre linfa ebraica, e dish n.3 di Leonard Bernstein, dal Kol Nidré di Max Bruch e dal
lo si vede, perché Wojtyla recupera tratti significativi dell'ebrai- violoncello di Lynn Harrel (talmente gradita sarà la partecipa-
smo, li assimila, li fonde nella sua cultura e con il suo magistero zione canora di eletti, che il 7 ottobre seguente, in San Pietro,
li reintroduce in Europa richiamando l'attenzione sulla legge, su davanti al Vicario e a 50.000 famiglie multicolori innalza la voce
quell'etica pratica, concreta, anche scomoda, che il cattolicesimo l'israeliana Achinoam Nini, più nota ai pop-jazzisti come Noa,
aveva sublimato in un astratto moralismo», giubila la demi-juive coadiuvata dal chitarrista Gil Dor). Conferendo comunque ex
Barbara Spinelli, mentre Mauro Anselmo conferma: «Pensatori cathedra agli sterminazionisti la patente di portatori di una «pas-
robusti e poco accomodanti. Che oggi sono al centro di un inte- sione per la giustizia» che si erge contro «la pace derisa, la fratel-
resse culturale sempre più visibile: convegni, saggi, nuove inter- lanza beffata, la concordia negletta, la misericordia disprezzata»,
pretazioni, pubblicazioni di opere inedite o non ancora tradotte l'Aizzatore incita a «raddoppiare gli sforzi per liberare l'uomo
[...] un nuovo testo filosofico per la scuola, La filosofia e la sua dagli spettri del razzismo, dell'esclusione, dell'emarginazione,
storia, editrice Dante Alighieri, scritto da un professore dell'Uni- dell'asservimento, della xenofobia».
versità Lateranense, Antonio Livi, racconta nel terzo volume i Ed ancora, nella stessa mistura di motivi asservendosi alla
"pensatori ebrei prediletti da Wojtyla"»), scambia l'effetto con la più criminale Ottusità e all'Invasionismo più incontrollato, un
causa, addebitando ad un nazionalismo «esasperato e primitivo» anno più tardi: «Mai più l'antisemitismo. Mai più l'arroganza dei
le convulsioni che straziano il mondo dal Caucaso alla Bosnia, nazionalismi. Mai più genocidi. Il terzo millennio inauguri una
dallo Yemen al Ruanda, dall'India a Israele, dal Sudafrica agli stagione di pace e di rispetto tra i popoli [...] Nei lager, tra tanti
USA, convulsioni di cui è responsabile primo, quando non diret- innocenti di diverse nazionalità, subirono l'Olocausto i figli del
to e cosciente artefice, proprio il Sistema invocato a reprimerle. popolo ebraico, di cui il regime nazista aveva programmato il
Affogato nell'Olo-Immaginario, in forza del quale invoca sistematico sterminio. Il ricordo di quel trionfo del male non può
non solo un intervento armato, ma addirittura una Nuova No- non riempirci di profonda amarezza, in fraterna solidarietà con
rimberga per il popolo serbo (nulla di simile il Nostro fece per il quanti portano il segno indelebile di quelle tragedie [...] I nostri
Grande Massacro bushiano), il Bianco Zucchetto ricorda, fram- giorni continuano a essere segnati da tanta violenza. Dio non vo-
mezzo ad un mare di banalità, che la condanna del 1937 vale an- glia che domani si debba piangere su altre Auschwitz di questi
cora, perché «ci troviamo di fronte ad un nuovo paganesimo: la anni. Preghiamo e operiamo perché ciò non avvenga. Quel si-
divinizzazione della nazione. La storia ha dimostrato che dal na- stematico sterminio fu un oscuramento della ragione, della co-
zionalismo si passa ben presto al totalitarismo e che, quando gli scienza, del cuore».

Nulla quindi di che stupirsi, se due anni dopo viene fatto vincitore del concorso per la «chiesa del 2000» il superamericano Richard
Meier, architetto «erede di Frank Lloyd Wright», già artefice del losangelino Getty Center e insignito di un centinaio di premi tra cui il
Pritzker, l'equivalente del Nobel. Scartati decine di maestri italiani, suo è il progetto della chiesa "Dio Padre della Misericordia" o "Dives
in Misericordia", da erigere per il Giubileo nel popolarissimo quartiere romano di Tor Tre Teste quale «simbolo della ricongiunzione»
tra Fratelli Maggiori e Minori. Singolarmente, mentre la prima pietra viene posata il 1° marzo 1998, coadiuvato da una cricca di compia-
ciuti cattolici quali monsignor Moretti, monsignor Gino Amicarelli segretario dell'Opera per la Preservazione della Fede, Gillo Dorfles
architetto, Glauco Gresleri architetto e accademico pontificio, e Aldo Colonnetti direttore della rivista Ottagono, Meier ricorda che, di-
versamente da ogni altra chiesa, non ci saranno all'esterno crocifissi o altri simboli riconoscibili, né sulla facciata né sul campanile. A
segnalare che si tratta di un culto cristiano sarà solo un'esile, «discreta» croce sull'altare.

693
Ma tornando all'ADL, lo statuto dell'organizzazione, che no- termediari di New York», «i newyorkesi», etc.).
bilmente la vincola «a impedire la diffamazione degli ebrei e di Altamente istruttivo è il modus agendi dei Nostri: il pentito
altre minoranze etniche; a promuovere la tolleranza fra i popoli e David Gurwitz rivela che l'usuale tattica comporta l'infiltrazione
a preservare ed assicurare il rispetto dei principi di libertà, ugua- in altre organizzazioni, la corruzione di funzionari di polizia (ol-
glianza e democrazia», le permette anche di schedare contro le tre che con verdoni fruscianti, anche attraverso «viaggi-premio»
leggi ogni presunto o reale avversario. Il 10 dicembre 1992 e l'8 in Israele), l'accesso agli archivi e l'effettuazione di operazioni
aprile 1993 le polizie di San Francisco e Los Angeles (scambian- provocatorie per «incastrare» gli avversari. Se nel 1989 partecipa
dosi le zone, poiché diversi funzionari, pressati dall'ADL, si ri- all'assemblea annuale dell'ADL, mettendo a disposizione la pro-
fiutano di cooperare) perquisiscono infatti gli uffici della Lega pria esperienza professionale, addirittura il capo dell'FBI William
(diretta a San Francisco da Richard Hirschhaut e a Los Angeles Sessions (d'altra parte, nel 1940-41 le schede ADL sono state una
da David Lehrer) con l'accusa di essere questa entrata illegal- miniera d'oro per i bellicisti rooseveltiani a caccia dei loro avver-
mente in possesso di informazioni riservate. sari isolazionisti), il più compromesso tra i funzionari è tuttavia
Dopo sei mesi di indagini gli inquirenti redigono un rapporto l'eletto ufficiale investigativo sanfrancischino Thomas Gerard,
di ottocento pagine dal quale risulta che l'ADL dispone di sche- agente doppio CIA-Mossad, che viene denunciato da diciannove
dari su 950 gruppi politici (nella sola San Francisco vengono se- cittadini con l'omosessuale Roy Bullock, alto dirigente ADL nel
questrate schede che interessano ventimila persone). Collega- cui computer vengono trovati 1363 files con 12.000 nomi sche-
menti emergono con le sedi sorelle di Atlanta, diretta da Stuart dati (toccanti esempi di «raccomandazioni» per il «giusto tratta-
Lewengrub, Chicago, presidente Harold Gershowitz, e New mento» delle persone segnalate «antisemite» sono riportati da
York (l'ADL ha oggi sedi e comitati-stampa in 150 città, mano- Ratier in «Misteri e segreti del B'nai B'rith»).
vra 11 uffici regionali e 2000 referenti in un migliaio di altre lo- E le schede concernono non solo gruppi considerati pericolo-
calità; nel 1963, cinquantesimo della fondazione, aveva alle di- si come il Ku Klux Klan, il Black United Found, la Nation of
rette dipendenze uno staff di 150 tra avvocati, sociologhi, docenti Islam di Farrakhan, l'Arab-American Anti Discrimination Com-
e specialisti in relazioni pubbliche; nel 1960 il bilancio per vigi- mittee, il Revolutionary Communist Party, l'American Nazi
lare su ogni accenno di «antisemitismo» e quindi scagliare contro Party, la White Aryan Resistance o i seguaci del dissidente
gli imprudenti tutto il suo peso finanziario e legale, era stato di Lyndon LaRouche (l'ex comunista, ex trotzkista, ex socialista
3.940.000 dollari). Il Los Angeles Times riporta, compiacente, la che, accusata l'ADL di rapporti con la mafia e traffici illeciti, fi-
proposta della ADL: cessazione di ogni spionaggio in cambio di nisce in prigione per «reati fiscali»), ma anche gruppi anti-
un atteggiamento indulgente da parte delle autorità: in ogni caso abortisti quali Operation Rescue, Pro-Life e Right of Life (defini-
il malfatto è necessario perché «non è cosa facile portare a galla ti porti di mare per «neonazisti», «antisemiti» e «terroristi di e-
gruppi insidiosi il cui fine è minare le società democratiche». strema destra», vedi l'articolo dell'ADL Laura Kam-Issacharoff
Di notevole peso i rilievi del giornalista «inglese» Jon Ron- sul Jerusalem Post del 6 marzo 1990), organizzazioni ecologiste
son, all'inizio ignaro del tentacolare potere dei Buoni: «Quando i quali Greenpeace, pacifiste (Americans for Peace Now), di agri-
giornalisti fanno un servizio sugli antisemiti americani, finiscono coltori (United Farm Workers), di difesa dei diritti civili (Ameri-
spesso col fare visita alla sede newyorkese dell'ADL. L'ADL ti can Civil Liberties Union e National Association for the Advan-
mette a disposizione uno schedario. Hanno una scheda pratica- cement of Colored People), nonché, con l'aiuto di studenti o do-
mente su tutti, da oscuri e sconosciuti leader delle milizie fino a centi o altri volonterosi, ogni singolo studente o docente o altro
famosi membri del Ku Klux Klan e agitatori neonazisti. Hanno individuo giudicato «antisemita».
uffici in ogni stato d'America, un budget abbastanza elevato da Arroganti le risposte degli eletti inquisiti. All'ex deputato
poter comprare spazi sulla prima pagina del New York Times e Paul N. «Pete» McCloskey, l'avvocato dei querelanti che elogia
una linea diretta con il Presidente, il Dipartimento di Stato e il procuratore distrettuale Arlo Smith («È un uomo coraggioso.
l'FBI, che agiscono sulla base delle informazioni da loro fornite In tutta la storia è il primo funzionario pubblico eletto che ha sfi-
[sic!]. Non è esagerato dire che l'ADL ha l'ultima parola su chi è dato la comunità ebraica»), Kenneth J. Bialkin, ex chairman
antisemita e chi non lo è. Sono loro a decidere. Poi informano il ADL e presidente della sezione affari dell'Associazione Ameri-
resto del mondo e il resto del mondo, me compreso, ne prende cana dell'Avvocatura, ribatte di essere «orgoglioso per essere
atto» (segno di atteggiamento antisemita, gli rivela Gail Gans, stato chiamato in giudizio da Pete McCloskey». Egualmente Bul-
coordinatrice ADL delle ricerche sull'antisemitismo, è anche l'u- lock – che tra il luglio 1985 e il febbraio 1993 ha versato agli in-
so di espressioni, sinonimo di «ebrei», quali «banchieri interna- formatori 170.000 dollari, giratigli per conto ADL dall'avvocato
zionali», «internazionalisti», «cosmopoliti», «governo occulto», Bruce Hochman ex presidente della Los Angeles Jewish Federa-
«Nuovo Ordine Mondiale», «Finanza Internazionale», «quello tion per «inserirsi clandestinamente e prendere informazioni su
strano gruppo dietro i media», «manipolatori culturali», «gli in- gruppi antisemiti» – si dichiara «orgoglioso di averlo fatto».

L'ex congressman Paul N. «Pete» McCloskey, che per l'occasione non si era tenuto dall'affermare che il Congresso è «terrorizzato» dalla
potenza dell'AIPAC, nel 1980 si era opposto all'installazione di ulteriori insediamenti israeliani nella West Bank. L'anno seguente era
quindi stato non solo sconfitto alle elezioni dai suoi tre avversari, sostenuti da generosi contributi finanziari ebraici (Jewish political par-
ticipation defeated McCloskey, conclude per l'occasione sul Washington Post il caporedattore politico Stephen S. Rosenfeld), ma anche
definito pubblicamente «l'erede di Goebbels», «il sonovabitch [leggi meno gergalmente: son of a bitch, figlio di puttana] numero uno» e,
dall'Heritage Southwest Jewish Press, individuo dotato di una «mentalità oscena contro gli ebrei americani», essere «meschino» ed
«immondo». «Le tribolazioni di McCloskey» – scrive Andrew J. Hurley – «non erano comunque finite. Una politica di attenzione [a tra-
cking system, un sistema di pedinamento] iniziata dall'Anti-Defamation League del B'nai B'rith assicurò che McCloskey non avrebbe a-
vuto pace neppure da privato cittadino. La Lega distribuì alle sue sezioni in tutto il paese un memorandum con l'indicazione dei suoi mo-

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vimenti e dei suoi discorsi pubblici. Secondo il memorandum si stabilì di "assistere" le locali sezioni ADL con "istruzioni per il contrat-
tacco" [counteraction guidance] ogniqualvolta McCloskey apparisse in pubblico. Disordini lo seguirono perfino nei campus universitari.
McCloskey accettò un invito a tenere un corso sul Congresso a Stanford, rivoltogli dall'organizzazione studentesca della Stanford
University. Howard Goldberg, membro dell'organizzazione e direttore dell'Hillel Center, il circolo ebraico del campus, ammonì il gruppo
che l'invito a McCloskey era "uno schiaffo in faccia alla comunità ebraica"».

Non pensi comunque il lettore ad un'improvviso cambio di sovietico), fa inoltre pressioni sul Segretario di Stato Warren
rotta delle autorità nei confronti del prepotere ebraico, né ad u- Christopher per spingerlo a iscrivere il problema «antisemiti-
n'arrendevolezza ebraica. In realtà, l'episodio della causa contro smo» nell'agenda internazionale di Clinton. Tale operazione, ol-
l'ADL, inverosimile secondo i canoni interpretativi «antisemiti», tre che imbavagliare gli studiosi revisionisti, avrebbe il vantaggio
va inquadrato nella disputa sui rapporti Israele-OLP che oppone di legittimare a posteriori le schedature ADL.
gli ebrei più oltranzisti, seguaci dell'ex premier Shamir (appog- Nel settembre 1993, infine, il Congresso Mondiale Ebraico
giato dal WJC di Bronfman, dall'AIPAC e dalla ADL) ai soste- attacca per «tradimento» perfino Szymon Wizenthal il quale,
nitori «moderati»/pragmatici del laburista Yitzhak Rabin. Costui, schieratosi al fianco di Rabin, ha già definito per parte sua la
vincitore delle elezioni per la Knesset del giugno 1992, il 13 set- leadership del WJC «un pugno di psicopatici in America», spiat-
tembre 1993 sottoscrive a Washington, auspice Clinton, una tellando in faccia ad Elan Steinberg, uno dei massimi dirigenti
qualche forma di «pace» con le correnti più rinunciatarie della bronfmaniani: «Quando osi parlare a nome degli ebrei mondiali,
resistenza palestinese (presuntamente per tali «aperture», Rabin capisco cosa ci ha fatto Hitler».
verrà assassinato il 4 novembre 1995 dal giovane Kach-affiliato Quanto alla replica di Steinberg sui meriti del boss nazi-
Yigal Amir, pura progenie rabbinica; in realtà, Barry Chamish hunter non possiamo certo tralasciare le simpatiche parole: «È un
identifica nell'esaltato Amir una «testa di turco», attirato in un burattino formidabile, sa vendersi come nessun altro. Il suo mito
più vasto complotto organizzato da Shimon Peres, poi successore è stato creato anche dall'enorme bisogno di ebrei e non ebrei di
di Rabin a primo ministro e addirittura Capo dello Stato, e Jean credere in un angelo vendicatore, un superman che lavora in no-
Freidman, miliardario televisivo «francese», identificando l'ucci- me del Bene. I fatti, purtroppo, sono ben diversi: posso mostrarle
sore di Rabin nella sua guardia del corpo Yoram Rubin). documenti in cui i governi americano e canadese affermano che
Dà il via all'operazione, nell'estate 1992, Greg Slabodkin, Wiesenthal non è stato di alcun aiuto nella cattura di criminali
uno dei capi moderati dell'AIPAC, che si dimette per protesta, nazisti». All'intervistatrice che, se pure non tramortita dalla rive-
accusando gli avversari di «usare tecniche maccartiste per impe- lazione, resta allocchita, il Nostro risponde, compunto e virtuoso:
dire un aperto dibattito in USA sul Medio Oriente» (tra le quali «Gli esperti sanno tutto da sempre ma hanno sempre taciuto, per-
l'uso dell'etichetta «antisemita» contro chiunque si permetta di ché è imbarazzante smascherare questo vecchio. Ma in nome
criticare Israele). Nel novembre Rabin piomba a Washington della verità non si può più tacere. Se perdiamo la verità perdiamo
(ove è stato ambasciatore israeliano negli anni Sessanta) per un ogni diritto di difendere la storia», terminando in un crescendo di
incontro a porte chiuse coi rappresentanti dell'AIPAC, biasiman- sublime impudenza: «...e noi ci rifiutiamo di mentire per corro-
done l'estremismo. «L'approccio pragmatico, non ideologico, del borare il mito».
signor Rabin piace molto a Bush e ai suoi collaboratori», sottoli- Oltre a Steinberg, una stoccatina – più velenosa – a Sua Ec-
nea Thomas Friedman, portavoce del New York Times presso il cellenza la dà il revisionista Franco Deana, commentandone l'o-
Dipartimento di Stato. Dopo pochi giorni viene costretto alle di- pera tartufesca «Giustizia non vendetta»: «Gli storici ufficiali
missioni il presidente AIPAC David Steiner, incastrato dalla re- affermano che i tedeschi avevano programmato lo sterminio di
gistrazione di una telefonata ad un confratello, nella quale si van- tutti gli ebrei europei [vedi il duo Pätzold-Schwarz: «Eichmann
ta di avere ottenuto, mediante pressioni sul Segretario di Stato si diede da fare innanzitutto affinché fosse rigorosamente appli-
bushiano James Baker, miliardi di dollari in aiuti clandestini per cato l'ordine di Himmler di non farsi sfuggire nemmeno uno de-
Israele, aggiungendo di avere «una dozzina di persone nostre nel gli ebrei che rientravano nella sfera di dominio del Reich [...]
quartier generale di Clinton, e tutte otterranno testi importanti». L'apparato di Eichmann lavorava con fredda precisione»], eppure
Cinque mesi più tardi scoppia il caso ADL. Il 28 giugno si di- Wiesenthal, catturato dai nazisti nel 1941, trascorse gli anni di
mette il falco Thomas Dine, direttore esecutivo AIPAC, seguito guerra in 12 campi di concentramento (copertina), uscendone vi-
dal vicepresidente Harvey Friedman. Per il primo la tattica usata vo per una successione di miracoli (pag. 18). Un miracolo è un
è identica a quella di Steiner: un confratello registra e rende pub- evento eccezionale, irripetibile. Una successione di 12 miracoli a
blica una telefonata nella quale Dine definisce «smelly», puzzo- favore di una stessa persona non è descritta neppure nella Bibbia.
lenti, gli ebrei chassidici (cosa che ha peraltro una sua base di Se le probabilità di salvarsi in un solo campo di sterminio erano
vero). Quanto al secondo, i motivi sono le critiche espresse con- molto scarse per tutti e per un ebreo polacco in particolare, am-
tro Yossi Beilin, viceministro degli Esteri israeliano inviato a mettiamo pure dell'1%, le probabilità di salvarsi dal quarto cam-
Washington, da Friedman definito «little slime ball, piccola palla po erano già una su cento milioni, e quella di salvarsi dal dodice-
di merda». simo campo erano una su un milione di miliardi, cioè zero. Ed
Se comunque il lettore pensasse ad un arretramento dell'e- allora se si esclude la possibilità di 12 miracoli, rimane valida
braismo più virulento, sbaglierebbe di grosso. Già nell'aprile, solo l'opinione dell'ebreo Bruno Kreisky, ex presidente austriaco
infatti, l'ADL convince la signora Janet Reno, ministro della che lo ha accusato di essere stato collaborazionista della Gestapo.
Giustizia, ad applicare contro i gruppi «antisemiti» una legge La Gestapo avrebbe potuto curarlo e salvarlo, quando tentò il sui-
simile a quella italiana delle Tre M (approvata, coincidenza degli cidio tagliandosi i polsi con una lametta (pag.25), solo se fosse
astri!, lo stesso mese). Il direttore nazionale ADL, il già incontra- stato un suo prezioso informatore, altrimenti avrebbe tradito il
to «Abe» Foxman (figura già sospettata di spionaggio pro- proprio imperativo categorico di uccidere tutti gli ebrei, tanto più

695
che con il suicidio avrebbe risparmiato anche il costo di una pal- di Chicago, 32° del RSAA), Mel Blanc (anche Mid Day n.188 di
lottola. Oppure non esisteva l'ordine di uccidere gli ebrei. Non ci Portland) e, conferma Gabler, «dozzine di altri produttori, registi
sono altre ipotesi plausibili». ed attori». Tra i boss ADL figura anche il già comunista Bart
Dopo avere menzionato decine di illustri oloscampati e i Lytton (nato Kaplan), attivista del Motion Picture Democratic
500-600.000 asseriti da Nahum Goldmann – per la sola Au- Committee, fondatore della Lytton Financial Corporation.
schwitz, nel 1992 il direttore del Museo Franciszek Piper e la Nel loro piccolo, sono fratelli massoni anche i goyim Marian
solidarnosciana Gazeta Wyborcza (per inciso, vicediretta dal C. Cooper, D. W. Griffith (St. Cecile), Harold Lloyd (Alexander
confrère Adam Michnik) nel luglio 1990 ci testimoniano Hamilton n.535 di Hollywood), Chester Conklin (University
223.000 sopravvissuti, non solo ebrei (oltre a 100.000 ebrei «che n.394 di Los Angeles), Frank Capra, Darryl Zanuck (Mount Oli-
lasciarono il campo vivi», Robert Jan van Pelt dà per sopravvis- ve n.506 di Los Angeles), Walt Disney (107° adepto del Capitolo
suti anche 100.000 non-ebrei, per i tre quarti polacchi) – Jürgen Madre del massonico ordine De Molay a Kansas City), Buck
Graf conclude: «Certo, tutti questi sopravvissuti pretendono di Jones e Donald Crisp (Henry S. Orme n.548 di Los Angeles),
essere scampati per miracolo, ma, giustamente, i miracoli che Oliver Hardy (Solomon n.20 di Jacksonville, Florida, assiduo
avvengono a catena non sono più miracoli. Lungi dall'essere i visitatore delle logge californiane Hollywood e Mount Olive),
testimoni-chiave dell'Olocausto, tutti costoro portano la prova Bud Abbot (Daylight n.528 di Detroit), Richard Arlen e Monte
che non v'è stato alcun Olocausto»; diverso, invece, il parere di Blue (Utopia n.537 di Los Angeles), Richard Conte, John Ford,
Moment agosto 1997 che, traendo il materiale dal volume di Audie Murphy (Heritage n.764 di Los Angeles), Henry B. Wal-
Nick Del Calzo The Triumphant Spirit, ci relaziona sul «miraco- thall e Clark Gable (Beverly Hills n.528), William Cladue
loso» destino dei fratelli «polacchi» Emil Gold e Zesa Starr («né «W.C.» Fields (E. Coppee Mitchell n.605), Ernest Borgnine (A-
l'uno né l'altro sanno spiegare perché portano cognomi differen- bingdon dell'omonima città, Virginia), John Wayne (Marion
ti»), passati per ventuno campi-di-più-o-meno-sterminio (tra i McDaniel n.56 di Tucson, Arizona, 32° del RSAA), Victor Mac
quali Auschwitz ove Zesa fu inviato malato ed Emil insistette per Laglen (Los Angeles n.42, 32° nel 1930), Richard «Red» Skelton
seguirlo), con tanto di foto di avambracci numero-tatuati (per la (Vincennes, Indiana, 33° del RSAA), Louis Armstrong (Mon-
precisione, 1II835 e 1II834): «Miraculously both survived». tgomery n.18 di New York), Joseph Evans «Joe» Brown (Rubi-
Quanto a un altro aspetto, riprende Deana: «Decisamente con n.237 di Toledo), Ray B. Collins (Gran Maestro della loggia
umoristica è la giustificazione che Wiesenthal dà per la costru- Tehama di Sacramento, California, sepolto a Los Angeles con
zione delle camere a gas: il costo di una pallottola era troppo al- alti onori massonici ed eulogia dell'omosessuale Raymond Burr
to, col gas si risparmiava (pag.82). Per risparmiare qualche mi- alias «Perry Mason»).
lione di pallottole, che nella produzione in serie hanno un costo Per inciso, attualmente sono iscritti a logge massoniche di
modesto, la Germania avrebbe sostenuto le spese per la co- varia osservanza almeno otto milioni di americani goyish. Come
struzione di grandi camere a gas, il costo del gas stesso, degli detto, dei 56 firmatari della Dichiarazione d'Indipendenza, 50 o
impianti per la sua produzione e vaporizzazione e le spese di tra- 53 furono massoni, così come lo furono i governatori dei Tredici
sporto per milioni di ebrei in decine di migliaia di vagoni ferro- Stati. Nel 1916 sono massoni 48 senatori su 100 e 213 rappresen-
viari per centinaia di chilometri, mentre aveva scarsità di mate- tanti su 435; nel 1930 le rispettive cifre sono 67 e 305; nel 1941,
riale rotabile per le necessità militari. Sarebbe costato enorme- 53 e 236. «Fratelli» sono stati sicuramente, a tutt'oggi, 16 Presi-
mente di meno ucciderli a gruppi con le mitragliatrici nei centri denti su 44.
di raccolta». E la glossa wizenthaliana ci viene ammannita anco- Ad Hollywood il più autorevole esponente massonico è il
ra cinque anni dopo dal fantastorico Fatherland (di cui al rabbino riformato Edgar Fogel Magnin, nato nel 1890 a San
cap.XXX): «...prima li uccidevano sparandogli un colpo in testa, Francisco da famiglia di ebrei olandesi. Personaggio centrale
ma era uno spreco di munizioni ... infatti quando la guerra si ina- dell'ebraismo della Costa Occidentale, portavoce per oltre mezzo
sprì tutti quei milioni di proiettili risparmiati in tal modo ci furo- secolo della comunità ebraica di Los Angeles, il court bishop,
no molto utili... così... pensi, i proiettili per sei-sette milioni di «vescovo di corte» di Hollywood, sarà via via alla guida del Los
ebrei, proiettili per gli zingari, per i pazzi, per gli storpi...» (la Angeles Jewish Community Council, del Cedars-Sinai Hospital,
necessità di risparmiare le pallottole quale motivo della messa in della University Religions Conference, del Los Angeles Hillel
piedi della farsa gaskammerale viene sostenuta anche dall'ex Council, dello Hebrew Union College-Jewish Institute of Reli-
bimbo «pluri-oloscampato» Binjamin Wilkomirski, cap.XXX). gion, oltre che massimo esponente della sinagoga Wiltshire Bou-
levard Temple. Tra i principali collaboratori egli vede Emil
* * * Hirsch, rabbino a Chicago, e Max Newmark, rabbino a Los An-
Per quanto concerne la cinematografia, tutti i maggiori pro- geles, il cui padre nel 1862 ha fondato la prima loggia della città
duttori sono stati e sono affiliati, se non al braccio-armato ADL, e il cui fratello ha sposato la figlia di Sigmund Hecht, leader spi-
al B'nai B'rith. Notizie certe abbiamo per Carl Laemmle, Cecil rituale del B'nai B'rith fino al 1899.
Blount DeMille (anche adepto delle logge goyish St.John's n.4 di Membri di prestigio della massoneria ebraica della prima
Hartford, Prince of Orange e Gran Loggia di New York), Harry metà secolo sono anche: gli avvocati Gregson Bautzer (già in-
Warner, Jack Warner (nella cui dimora californiana hanno luogo contrato come marito di Lana Turner), Nathan Burkan (rappre-
riunioni di Corpi del Rito Scozzese Antico Accettato), Louis B. sentante, tra gli altri, di Charles Chaplin fin dal suo arrivo ad
Mayer (anche St. Cecile n.568 di New York), Irving Thalberg, Hollywood), Howard Strickling, Jerry Geisler e Jake Ehrlich (i
William Fox, Adolph Zukor, William Wyler (anche loggia Lo- due ultimi, difensori di Alexander Pantages); David Tannen-
yalty n.529 di Los Angeles), Al Jolson (St. Cecile), Douglas Fair- baum, legale di diverse majors; Lawrence Beilenson, consulente
banks (anche Beverly Hills n.528 di Hollywood), Irving Berlin della Screen Writers Guild; Maurice Benjamin, legale dell'As-
(Munn n.190 di New York), Wallace Beery (anche Blaney n.271, sociazione Produttori; il quartetto Ben Margolis, Charles Katz,

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Samuel Rosenwein a New York e Martin Popper a Washington, de a un ebreo di Vienna, risponde un grido di dolore a New
coi fratelli goyim Kenny e Bartley Crum, legali dei Diciannove e York» o anche, con Elie Wiesel: «He who kills a Jew aims to kill
degli Hollywood's Ten (vedi il cap.XXXIII). all the Jews. Bankers and rabbis, vagabonds and dreamers, old
Ed ancora: Arnold Forster, procuratore dello studio legale men and children, we are sores on the body of Israel, Chi uccide
newyorkese Shea & Gould (strettamente collegato con Roy un ebreo tenta di uccidere tutti gli ebrei. Banchieri e rabbini, va-
Cohn, vedi sempre il cap.XXXIII) e consulente legale capo del- gabondi e sognatori, vecchi e ragazzi, [tutti] siamo le ferite sul
l'ADL, della quale è dal 1946 direttore associato (vedi anche la corpo di Israele».
seconda Appendice); Simon Rifkind, avvocato della Columbia;
Mendel Silberberg, esponente di spicco dell'AJC, «il rabbi Ma- * * *
gnin della comunità laica giudaica»; il suo socio Arthur Groman,
legale di Armand Hammer e consigliere di amministrazione della Tra gli ebrei cui dobbiamo l'onore di una citazione per lungi-
Occidental Petroleum Corporation; Joseph Roos, il principale miranza anti-«nazi» è Stephen Samuel Wise, autorevole espo-
organizzatore dei gruppi ebraici di «autodifesa» di Los Angeles; nente dell'ebraismo riformato. Nato a Budapest nel 1874 e porta-
e soprattutto il supersionista Stephen Samuel Wise, rabbino della to in America l'anno dopo, a soli diciannove anni viene fatto rab-
Free Synagogue e del Temple Emanu-El di New York (a lui A- bino a Vienna da Adolph Jellinek. Ardente sionista, segretario
dolph Zukor affida il figlio per l'educazione). Dopo il conflitto, della prima Convenzione Sionista in America poco dopo il con-
tra i più noti avvocati della Mecca del Cinema sono Sidney Kor- gresso di Basilea del 1897, stretto amico di Woodrow Wilson e
shak (già detto quale agente teatrale, uno dei numerosi agganci tramite tra lui e i confratelli Brandeis e Frankfurter, nel 1917 Wi-
del mondo dello spettacolo col crimine organizzato), Suzanne se è uno degli estensori della Dichiarazione Balfour. Dal 1918 al
Blum («esule» negli anni Trenta, tratta non solo singoli come 1920 è vicepresidente della Zionist Organization of America, a
Rita Hayworth, Charlie Chaplin, Merle Oberon, Walt Disney, capo della quale assurge nel 1936-38. Rabbino capo della con-
Jean Cocteau e Jean-Paul Sartre, ma è per decenni consulente gregazione Temple Emanu-El a New York e presidente dell'A-
Paramount, WB ed MGM, nonché gelosa tutrice di Wally Sim- merican Jewish Congress, nel 1936 presiede il World Jewish
pson Duchessa di Windsor, vedova di Edoardo VIII, sposato il 3 Congress, che avrebbe guidato fino alla morte, nel 1949. Ben
giugno 1937 dopo abdicato il 10 dicembre 1936), Marvin Mi- attivo nella sionistizzazione dell'ebraismo riformato del tiepido
tchelson, Henry Jaffe, Sol Gelb (che rivedremo nella seconda Judah Leon Magnes (parente stretto acquisito di Louis Marshall),
Appendice), Milton Rudin (di cui al cap.X), Sam Halper, Meyer insieme ai colleghi rabbini Gustav Gottheil, Philip Bernstein,
Eisenberg (dal 1959 al 1970 sostituto procuratore generale della Barnett Bricker, Bernard Heller e Abba Hillel Silver (poi vice-
Securities and Exchange Commission, vicepresidente ADL), presidente della Non-Sectarian Anti-Nazi League) già nel 1922
Martin Singer e Mel Mermelstein (olopersecutore dell'Institute egli richiama i confratelli al pericolo che comporta l'ideologia
for Historical Review). della neonata NSDAP (tra i primi a invocare la distruzione fisica
Quale sinagoga «assimilazionista», in parallelo alla «libera- «preventiva» del nazionalsocialismo è anche Armand Hammer).
le» di Magnin, nel 1926 viene fondato ad Hollywood il Temple Nel 1942 sarà a capo del War Refugee Board, l'ente che indaga
Israel (primo rabbino Isadore Isaacson), col contributo di sette sui «nazi-crimini» e che diffonde le prime Novelle Olocaustiche.
personaggi, cinque dei quali eminenti nell'industria del cinema: La figlia Justine Wise Tulin Polier, avvocatessa e giurista, sarà la
Sol Wurtzel, capo di produzione alla Fox; Isadore Bernstein, ca- consigliere particolare di Eleanor Roosevelt nel Civil Defense
po di produzione alla Universal; I.E. Chadwick, presidente dei Office nel 1941-42 e giudice capo, dal 1962, della New York Sta-
Chadwick Studios, una piccola casa di produzione indipendente; te Family Court.
Jesse Goldberg, produttore indipendente; John Stone, poi divenu- Quanto a Chaim Weizmann – il «Lenin ben pasciuto» (per la
to il capo del Motion Picture Project, del quale parleremo tra fisionomia) definito nel 1917 «Nuovo Mosè» dall'ex generale
breve. Quanto ai rimanenti, Jack Wiener è un importante agente boero Jan Smuts membro del gabinetto della Dichiarazione Bal-
di produzione, Herman Appel il medico della colonia ci- four (poi primo ministro del Sudafrica, che nel 1939 trascina in
nematografica di quel tempo. Nel 1937 a capo della sinagoga guerra a fianco di Londra, nonché promotore dell'ONU) – pre-
ascende il rabbino Max Nussbaum, che ha da poco abbandonato siede la World Zionist Organization, salvo una breve interruzio-
Berlino, che diverrà in pochi anni il rivale di Magnin. Suoi famo- ne, dal 1920 al 1946, e la Jewish Agency for Palestine dalla sua
si convertiti sono Elizabeth Taylor ed il negro Sammy Davis jr fondazione (il 14 agosto 1929 a Zurigo, presente la crema dell'e-
con la moglie svedese May Britt. braismo planetario, tra cui gli americani Felix Warburg e Louis
Negli USA gli ebrei askenaziti – la comunità ebraica di gran Marshall, il «tedesco» Albert Einstein, il «francese» Léon Blum,
lunga più numerosa – sono riuniti nel Jewish Community Coun- gli «inglesi» sir Herbert Samuel e Lord Melchett of Landford).
cil, una delle cui vicepresidenze dev'essere coperta per statuto da Intimo di Wise e di Ben Gurion, futuro capo provvisorio dello
un ebreo di Hollywood. Negli anni Trenta sono inoltre attivi a Stato e primo Presidente di Israele dal 1949 al 1952 – non certo
Los Angeles numerose sezioni della'Anti-Defamation League, dunque un quidam de populo: «Era indubbiamente il capo e il
dell'American Jewish Committee, dell'American Jewish Con- primo portavoce dell'ebraismo mondiale. In tutto il mondo gli
gress, della Hillel Foundation e del Brandeis Institute. La sorella ebrei vedevano in lui il re degli ebrei», ricorderà Golda Meir –
di Louis B. Mayer, Ida Mae Cummings, guida il Jewish Women's Weizmann, a nome dell'ebraismo mondiale, dichiara guerra alla
Auxiliary Service, che raccoglie denaro per opere assistenziali Germania nei primi giorni di marzo 1933, a neppure un mese di
ebraiche. Pienamente inseriti nella vita sociale e strettamente in- distanza dall'ascesa al potere della Rivoluzione Nazionale (anche
terconnessi, anche gli ebrei cinematografici reagiscono agli at- il presidente del breve interregno, Nahum Sokolow, anch'egli tra
tacchi «antisemiti» e sono anzi spesso i primi a prendere iniziati- i massimi istigatori del focolare, reitera la minaccia).
ve di «autodifesa». Mai come qui è vero il detto: «Se pesti il pie- Se le ragioni dell'aggressività dell'ebraismo radicalmente

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sionista – herzliano, nazionalista, filofascista e anti-inglese – so- come ancor più alle conclusioni di Gedalja Ben Elieser, edite a
no oggi ormai chiare (spingere Berlino a misure di ritorsione su- Vienna nel 1937: «Sempre e dovunque indecisione, debolezza,
gli ebrei tedeschi, sicché lascino il Reich per l'antica Terra dei sentore di pericolo, piagnistei, panico, disperazione, e poi la cosa
Padri), quelle del più virulento ebraismo non-sionista – diaspo- peggiore, divisioni intestine in ogni momento decisivo e miopia
rico-mondialista, grande-sionista o pangiudaista – sono certo più quanto ai nostri difetti. Certo, difetti! Ne abbiamo non pochi, ne
complesse. Esse investono infatti l'intero sistema di valori e di siamo carichi, marchiati, maledetti. I liberi principi biblici, gli
azioni che da millenni fondano il cosmopolitismo finanzia- eroi e i profeti, i nomadi un tempo uniti alla natura, i liberi pasto-
rio/economico/politico/ideologico/psicologico/religioso ebraico, ri e contadini furono sostituiti dalle schiave figure del ghetto, da
l'anima profonda dell'ebraismo per la quale non conta l'antica fanatici arruffoni, da rivoluzionari internazionali e, come dice
Terra Promessa, poiché Terra Promessa è ormai il mondo intero, Hitler, da parassiti privi di scrupoli, da sanguisughe, necessari
o conta in quanto strumento per l'identico fine: il Regno Uni- come la peste»; inoltre, «il comunismo, nella misura in cui ci si
versale. Regno alla cui fondazione la Germania – e, ideo- riesce a dissolvere completamente in esso, conserva l'animale
logicamente, il nazionalsocialismo, il Fascismo, il rinato sistema "uomo" e il suo cibo, ma distrugge la nostra specificità, e nazio-
di valori indoeuropeo – si oppone fattualmente, inattesa dopo le ne, religione e antica civiltà. Il nazionalsocialismo, hitlerismo o
ultime Doglie Messianiche, con estrema lucidità, rigettando il come lo si voglia chiamare, distrugge e ci toglie il cibo, ma ci
duplice assalto: da Oriente, da parte del Mondo Nuovo marxi- lascia la nostra nazione, specificità, religione e civiltà, ci costrin-
sta/comunista, da Occidente, da parte del Mondo Nuovo libera- ge anzi a tornare a loro, a ritrovarle. Il maccabismo [leggi: picco-
le/capitalista. lo-sionismo] ci assicura entrambi: nazione, patria, religione come
Nulla di più chiaro, quanto al contrasto tra le due anime del anche il cibo, ma un cibo onorevole e non, come finora, un pane
sionismo, e di più opposto alla vulgata, di quanto espresso nel dato per carità. Tutti gli ebrei che non volessero lasciarsi andare a
1925 in Techumim "Confini" dal sionista radicale Jakob Klatzkin preferire il "paradiso" comunista o la diaspora grassa e florida ma
(1882-1948): «If we not admit the rightfulness of antisemitism, senza onore dell'"inferno" tedesco, dovrebbero quindi concordare
we deny the rightfulness of our own nationalism, Se non ammet- con le grandi, coraggiose parole di Bialik: "Cosa penso su Hitler,
tiamo come legittimo l'antisemitismo, neghiamo la legittimità del l'hitlerismo e la loro influenza sull'attivismo nazionale ebraico?
nostro stesso nazionalismo. Se il nostro popolo è degno di vivere Io scindo Hitler dall'hitlerismo. Contro l'hitlerismo, che vuole
e vuole vivere una propria vita nazionale, allora esso è un corpo degradarci, dobbiamo lottare con tutte le forze. In questo, l'istinto
alieno incistato nelle nazioni in cui vive, un corpo alieno che si ebraico sente giustamente. Ma la missione di Hitler non può es-
ostina a difendere la propria identità peculiare e limita la sfera sere vista solo negativamente. Certo, Hitler non ha mai inteso
della loro vita [an alien body that insists on its own distinctive servire, in un qualunque modo, l'ebraismo, ma non possiamo ne-
identity, reducing the domain of their life]. È quindi giusto che gare che ha reso un grande servizio al nostro popolo. Ha il pregio
esse ci combattano per difendere la loro integrità nazionale [...] di essere il flagello di Dio. Il bastone con cui ci colpisce ci ha
Invece di fondare associazioni di difesa contro gli antisemiti che trattenuto dall'abisso che minacciava di inghiottirci. Fino ad Hit-
cercano di limitare i nostri diritti, dobbiamo fondare associazioni ler non sapevamo come il nostro popolo fosse stato intriso dal
per difenderci da quei nostri amici che vogliono difendere i no- veleno dell'assimilazione. L'assimilazione, che porta l'uomo ad
stri diritti» (altrettanto secco, in favore del progetto nazionale automortificarsi, porta a spegnere la somiglianza con Dio; un'as-
sionista, il giudizio sulla diaspora: «La galut non merita di so- similazione che investe ormai l'intero essere ebraico aveva tocca-
pravvivere; o almeno non come fine in se stessa. Essa meritereb- to in Germania il suo punto più alto. I migliori tra i nostri figli e
be di vivere e vivere in abbondanza solo se si pensa quale stru- figlie si sono fatti battezzare senza vergognarsi, per comodità,
mento e fase di transizione per una nuova esistenza. La galut ha per un "biglietto d'ingresso" [come visto, espressione di Heine].
diritto di vita solo per amore della liberazione dalla galut. In es- Il numero dei matrimoni misti cresceva di giorno in giorno. Il
senza, è la visione della patria che rende valida la galut. Senza Germania cominciavamo ad atrofizzarci, come una qualunque
tale raison d'être, senza lo scopo finale di una patria, la galut non società umana in preda all'assimilazione. Lo stesso pericolo in-
è altro che una vita di deterioramento e degenerazione, una di- combe in altre parti dell'Occidente, e ha cominciato a prendere la
sgrazia per la nazione e per gli individui, una vita di battaglie a stessa strada in Oriente, seppure non così a precipizio come in
vuoto, di sofferenze inutili, di ambiguità, confusione ed eterna Germania. In Germania il tasso dei decessi già era doppio di
impotenza»). quello delle nascite. Anche in altri paesi la situazione non era
O, ancor più, del pensiero del poeta Chaim Nachman Bialik migliore. Venne allora Hitler, e praticò al nostro popolo la giusta
per il quale l'hitlerismo, come scrive Emil Ludwig su New Pale- "iniezione". La provvidenza l'ha scelto per essere il grande medi-
stine l'11 dicembre 1933, «ha reso alla fine un servizio, non fa- co del nostro popolo malato. Le vie della storia ci sono celate.
cendo distinzione tra l'ebreo credente e l'ebreo apostata. Se Hitler Ovviamente, i suoi propositi nei nostri riguardi erano malevoli,
avesse fatto eccezione [dalle misure antisemite] per gli ebrei bat- diretti unicamente al bene del suo popolo. Ciononostante ha mol-
tezzati, si sarebbe assistito al non edificante spettacolo di mi- to lavorato anche per il bene del nostro popolo. Non è un para-
gliaia di ebrei in corsa verso il fonte battesimale. L'hitlerismo ha dosso. Nella nostra storia Hitler sarà ricordato anche benigna-
forse salvato l'ebraismo tedesco, che stava per scomparire a cau- mente, perché fu mandato da Dio per salvarci dalla completa ro-
sa dell'assimilazione. Al contempo ha reso la gente talmente con- vina spirituale, dal tremendo pericolo della decadenza. Ciò che
sapevole della questione ebraica che non potranno ignorarla più a noi, i profeti sionisti, non abbiamo saputo compiere, lo ha com-
lungo». piuto Hitler. Gli ebrei di tutto il mondo tracciano oggi il bilancio
Analisi parallela a quella, apparentemente incredibile, e- spirituale. Non la religione è il fondamento dell'antisemitismo
spressa al confrère Max Ascoli dal sionista Enzo Sereni: «L'anti- hitleriano, ma il sangue. Hitler dice che chi è nato ebreo resta
semitismo hitleriano può ancora portare gli ebrei alla salvezza», ebreo. In ciò supera tutti i grandi agitatori antisemiti del passato.

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Ma ha ragione [...] Con un tratto di penna Hitler ha cancellato in Società delle Nazioni si aiuteranno a vicenda per alleviare i danni
Germania la tendenza a ricercare il battesimo e portato gli ebrei particolari che potrebbero nascerne. Vi invito a realizzare che la
occidentali a riflettere. Oggi siamo in lotta contro un mondo. Ma Grande Guerra fu vinta non solo dagli eserciti mondiali. Fu vinta
questa lotta è buona, per noi"». in primo luogo dall'economia. Senza lo strumento economico la
Considerazioni nobili ma del tutto minoritarie sul piano intel- guerra sarebbe durata molto più a lungo. Quello che accadde fu
lettuale ed evanescenti quando calate nella concretezza politica. che la Germania venne tagliata fuori da ogni risorsa economica
Considerazioni ormai superate dalla rabies distruttiva del Dia- del resto del globo e non potè reggere. Una nazione boicottata è
sporismo, scagliato a testa bassa contro il nazionalsocialismo e il una nazione sulla via della resa. Applicate questo rimedio eco-
suo Capo. La posizione del quale, riconosce obiettivamente lo nomico, pacifico, silenzioso e mortale, e non ci sarà bisogno del-
storico israeliano Lenni Brenner, all'inizio del 1933 era assai in- la forza. È un rimedio terribile. Non costa una vita al di fuori del-
sicura: «I lavoratori gli erano ancora contro e gli industriali dubi- la nazione boicottata, ma esercita su di essa una pressione a cui,
tavano che potesse rimettere in moto l'economia. Negli altri paesi secondo me, nessuna nazione moderna può resistere» («le san-
i capitalisti oscillavano tra il sollievo nato dal fatto che aveva zioni sono, di fatto, una guerra con mezzi economici», ammette
sbaragliato i comunisti e il timore che intendesse scatenare, pri- realistico Brian Whitaker).
ma o poi, un'altra guerra. All'epoca l'opinione pubblica interna- In tal modo il 13 marzo 1933, appena quaranta giorni dopo
zionale aveva un peso decisivo: la Germania dipendeva dal mer- l'arrivo al potere dei nazionalsocialisti e ben prima della promul-
cato mondiale, e l'antisemitismo hitleriano diveniva un problema. gazione della legge sulla funzione pubblica o di ogni altro prov-
Gli ebrei occupavano posizioni centrali nel commercio mondiale, vedimento limitativo, uno dei capi dell'American Jewish Con-
soprattutto nei due maggiori mercati per la Germania: l'Europa gress, Joseph Tennenbaum, propone il boicottaggio economico
Orientale e l'America. Non era affatto scontato che i commer- totale del Reich. Mentre le massime organizzazioni ebraiche ini-
cianti tedeschi restassero fedeli al nuovo Cancelliere; coi loro ziano a stendere i piani, dopo pochi giorni, oltreoceano, gli ebrei
amici militari avrebbero potuto mettergli un freno, o addirittura londinesi rispondono affiggendo cartelli in numerosi negozi: «No
sostituirlo, se avessero sofferto perdite a causa del boicottaggio German goods here, Qui non si vendono merci tedesche» e «No
delle merci tedesche operato congiuntamente dagli ebrei e dagli German travellers should call here, Qui i turisti tedeschi non
altri suoi nemici internazionali. Anche gli esperti economici del sono benvenuti».
regime avevano discusso francamente della loro grave debolezza, Ancor più, venerdì 24 marzo, il giorno dopo l'approvazione
ed erano altamente allarmati che il Nuovo Ordine non sarebbe da parte del Reichstag e del Reichsrat del Gesetz zur Behebung
sopravvissuto ad una decisa opposizione internazionale». der Not von Volk und Reich "Legge per l'Eliminazione dello Sta-
Nulla di particolarmente originale, del resto, la strategia boi- to di emergenza del Popolo e dello Stato" o Ermächtigungsgesetz
cottatoria, prevista sommessamente, riporta il francese F. Troca- "Legge Delega", il giorno dopo che decine di migliaia di ebrei
se in L'Autriche juive, fin dal 1898 dal dottor Louis Ernst, «uno newyorkesi, guidati dai promotori ufficiali della «protesta», i
degli ebrei più moderati di Vienna [che] non ha esitato a scrivere Jewish War Veterans, si sono portati sotto il municipio per solle-
testualmente, in un opuscolo che, peraltro, non è stato confisca- citare misure contro il commercio tedesco, il pio zaddik di Lu-
to»: «Gli ebrei, finché sapranno restare uniti, sono talmente forti baczow, Polonia, dichiara aperta la guerra al Reich (il boicottag-
che nessuno impedirà loro di rovinare gli Stati, di fermare i gio contro i recalcitranti è arma usuale dell'ebraismo da cinque
commerci, di sospendere ogni affare; e, poiché sono sparsi per secoli, inventata dalla marrana Gracia Nasi, shtadlan «intercesso-
tutto il globo, possono gettare su ogni Stato un discredito tale che re» del tutto speciale, che nel Cinquecento muove il Sultano a
questo sarà assolutamente impedito nel suo agire. I governi più boicottare i paesi che «perseguitano» i confratelli; attivo in tal
potenti non saranno in condizione di resistere ventiquattr'ore se senso è anche il trio «inglese» costituito da Aaron Franks, suo
avranno contro l'intera razza ebraica». suocero Moses Hart e il loro socio in affari Joseph Salvador, che
Nulla di particolarmente originale, del resto, la strategia boi- nel 1774 premono su re Giorgio II affinché, minacciando ritor-
cottatoria, illustrata urbi et orbi il 4 settembre 1919 a Indianapo- sioni commerciali, si adoperi per far revocare il bando degli ebrei
lis, da Woodrow Wilson, il santone che sette anni prima ha pro- praghesi emesso dall'imperatrice Maria Teresa).
gettato, nel programma elettorale dai toni di crociata battezzato E in piena sintonia col sant'uomo risponde oltre Manica il
New Freedom, di fare di una futura Società delle Nazioni il «tri- Daily Express (il secondo più diffuso quotidiano inglese, fondato
bunale dell'opinione pubblica, nel quale la «coscienza del mon- nel 1900 e rilevato nel 1916 dallo speculatore William Maxwell
do» possa esprimere il proprio verdetto su ciò che corrisponde ad Aitken alias Lord Beaverbrook: nel 1933, presidente del gruppo
una «buona» o a una «cattiva causa»: «Se un membro di questa editoriale è il confratello Ralph David Blumenfeld), riportando lo
Società delle Nazioni, o anche una nazione che non sia membro, stesso giorno la notizia a piena pagina, titolo a sette colonne so-
rifiuta di sottoporre i suoi problemi all'arbitrato o alla discussione pra un fotomontaggio che vede, nella più nota edizione, un Hitler
del Consiglio [direttivo della SdN], ne deriva automaticamente ascoltare compunto i deliberati di un tribunale quadrirabbinico:
dagli impegni di questo Patto un boicottaggio economico assolu- Judea Declares War On Germany (in quel giorno il quotidiano
to. Nessun membro della Società delle Nazioni praticherà com- esce con due edizioni, aventi in prima pagina differenti titoli, no-
mercio con quella nazione. Non ci saranno comunicazioni per tizie e impostazione grafica ma, quanto all'articolo in questione,
posta o telegrafo. Non ci sarà lavoro verso o da quella nazione. I quasi identico testo). Mentre in centinaia di città europee e ame-
suoi confini verranno chiusi. A nessun cittadino degli altri Stati ricane montano azioni di massa e il Maresciallo Pilsudski pensa a
sarà permesso entrarvi, e a nessuno dei suoi cittadini sarà per- una guerra preventiva contro il Reich, il titolo viene ripreso da
messo uscirne. Sarà ermeticamente sigillata dall'azione unitaria migliaia di manifesti affissi e da cartelloni portati per le strade di
delle più potenti nazioni del mondo. E se questo boicottaggio Londra da decine di autocarri e di auto. Cosa significhi tale toni-
economico avrà effetti dannosi sugli altri paesi, i membri della truante, irresponsabile dichiarazione di guerra quando, a parte

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ventilati provvedimenti legislativi di limitazione dell'influenza il governo hitleriano a fermare la persecuzione degli ebrei tede-
ebraica nel Reich, a nessun ebreo è stato torto un capello (cosa schi. L'antico e oggi nuovamente ricompattato popolo d'Israele si
riconosciuta anche da un Jimmy Warburg, figlio di Paul), l'illu- leva a riprendere, con nuove e moderne armi, l'antichissima lotta
strano i sottotitoli: Jews Of All The World Unite In Action – contro i suoi oppressori».
Boycott Of German Goods – Mass Demonstrations In Many Testo della più ampia edizione ufficiale: «Tutto Israele si
Districts – Dramatic Action e, per la più asciutta edizione qua- unisce furente contro l'aggressione nazista agli ebrei in Germania
drirabbinica: Jews Of All The World Unite – Boycott Of [All Israel is uniting in wrath against the Nazi onslaught on the
German Goods – Mass Demonstrations. Jews in Germany]. Adolf Hitler, giunto al potere appellandosi al
Il testo dell'articolo, a firma dello Special Political Corre- più elementare patriottismo, fa storia nel modo più inatteso.
spondent da Berlino – il virulento massone antitedesco Denis Pensando di unificare nella coscienza razziale solo la nazione
Sefton Delmer, dal 1940 capo della propaganda inglese, in segui- tedesca, ha spinto l'intero popolo ebraico a una rinascita nazio-
to adepto British Israel ed agente mossadico – è uno dei più pre- nale. L'apparizione dello Svastica come emblema di una nuova
ziosi documenti rivelatori del delirio mondialista giudaico. Germania ha fatto scendere in campo il Leone di Giuda, l'antico
Testo della più asciutta edizione quadrirabbinica: «Le notizie emblema di battaglia ebraico. Quattordici milioni di ebrei sparsi
delle persecuzioni tedesche degli ebrei hanno avuto una conse- per il mondo si sono ricompattati come un sol uomo per dichiara-
guenza singolare e imprevista. L'intero ebraismo mondiale si re guerra ai persecutori tedeschi dei loro correligionari. Gli anta-
unisce a dichiarare una guerra economica e finanziaria alla Ger- gonismi e i contrasti sono superati in vista di una meta comune:
mania [The whole of Israel throughout the world is uniting to aiutare i 600.000 ebrei di Germania terrorizzati dall'anti-
declare an economic and financial war on Germany]. Finora si è semitismo hitleriano e costringere la Germania fascista a finire la
levato il grido: "La Germania perseguita gli ebrei". Quando si campagna di violenza e terrore scatenata contro la minoranza
vareranno i nuovi piani risuonerà il grido degli hitleriani: "Gli ebraica. L'ebraismo mondiale ha deciso di non restare inattivo di
ebrei perseguitano la Germania". L'intero ebraismo si alza furen- fronte a questa rinascita delle persecuzioni medioevali. La Ger-
te contro l'aggressione nazista agli ebrei. Adolf Hitler, giunto al mania pagherà a caro prezzo l'ostilità antiebraica di Hitler. Ve-
potere appellandosi al più elementare patriottismo, fa storia nel drà un boicottaggio totale in campo commerciale, finanziario e
modo da lui più inatteso. Pensando di unificare nella coscienza industriale. Si verrà a trovare in uno stato di isolamento spiri-
razziale solo la nazione tedesca, ha spinto l'intero popolo ebraico tuale e culturale, indietreggiando davanti all'ardente crociata
a una rinascita nazionale. L'apparizione dello Svastica come em- che gli ebrei di ogni paese stanno lanciando in difesa dei loro
blema di una nuova Germania ha fatto scendere in campo il Leo- fratelli angariati. Il grande mercante ebreo lascia l'ufficio com-
ne di Giuda, l'antico emblema di battaglia ebraico. Quattordici merciale, il banchiere il consiglio di amministrazione, il com-
milioni di ebrei sparsi per il mondo si sono ricompattati come un merciante il negozio e il venditore ambulante la sua umile carret-
sol uomo per dichiarare guerra ai persecutori tedeschi dei loro ta per unirsi in quella che sarà una guerra santa per combattere
correligionari. Gli antagonismi e i contrasti sono superati in vista gli hitleriani, nemici degli ebrei.
di una meta comune: aiutare i 600.000 ebrei di Germania terro- «Azione concertata. In America e in Europa maturano piani
rizzati dall'antisemitismo hitleriano e costringere la Germania concertati per attaccare a rappresaglia la Germania hitleriana. A
fascista a finire la campagna di violenze e terrore scatenata con- Londra, New York, Parigi e Varsavia, mercanti ebrei si uniscono
tro la minoranza ebraica. in una crociata commerciale contro la Germania. In tutto il mon-
«Piani per una prossima azione maturano in Europa e in do commerciale ebraico sono state adottate risoluzioni per rom-
America. L'ebraismo mondiale ha deciso di non restare inattivo pere le relazioni con la Germania. Moltissimi commercianti di
di fronte a questa rinascita delle persecuzioni medioevali. La Londra hanno deciso di non acquistare più merci tedesche, anche
Germania pagherà a caro prezzo l'ostilità antiebraica di Hitler. al prezzo di pesanti perdite. Identiche azioni si sono verificate
Vedrà un boicottaggio totale in campo commerciale, finanziario negli Stati Uniti. Manifestazioni di massa a New York e in altre
e industriale. Il grande mercante ebreo [The Jewish merchant città americane, partecipate da centinaia di migliaia di ebrei indi-
prince] lascia l'ufficio commerciale, il banchiere il consiglio di gnati, hanno chiesto il boicottaggio totale delle merci tedesche.
amministrazione, il commerciante il negozio e il venditore ambu- In Polonia un blocco commerciale contro la Germania è già in
lante la sua umile carretta per unirsi in quella che sarà una guerra atto. In Francia si sollecita da più parti nei circoli ebraici un em-
santa per combattere gli hitleriani, nemici degli ebrei. In America bargo contro le importazioni tedesche. Un boicottaggio mondiale
e in Europa maturano piani concertati per attaccare a rappresaglia organizzato dai commercianti ebrei può danneggiare gravemente
la Germania hitleriana. A Londra, New York, Parigi e Varsavia i il commercio tedesco. I mercanti ebrei in tutto il mondo sono
mercanti ebrei si uniscono in una crociata commerciale. Risolu- grandi acquirenti di prodotti tedeschi, in particolare manufatti di
zioni nell'intero mondo ebraico del commercio porteranno a una cotone, seta, giocattoli, accessori e attrezzature. Per lunedì è stato
rottura dei rapporti commerciali con la Germania. La Germania indetto a Londra un convegno dei commercianti tessili ebrei per
ne risentirà pesantemente sul mercato valutario internazionale, esaminare la situazione e scegliere i passi da compiere contro la
nel quale l'influenza ebraica è grande. Pressioni di banchieri e- Germania.
brei sono già iniziate. Un boicottaggio concordato dei commer- «Minaccia commerciale. La Germania è un paese pesante-
cianti ebrei infliggerà probabilmente un severo colpo alle e- mente debitore sui mercati valutari esteri, ove notevole è l'in-
sportazioni tedesche. I commercianti ebrei di tutto il mondo era- fluenza ebraica. Il persistente antisemitismo in Germania le si
no grossi acquirenti delle merci tedesche. In Polonia il blocco del rivolgerà contro pesantemente. I finanzieri ebrei stanno prenden-
commercio tedesco è già in vigore. Le più importanti organizza- do misure per premere onde arrestare le azioni anti-ebraiche. Si-
zioni ebraiche nelle capitali europee vengono sentite dai rispetti- milmente viene minacciato il traffico oceanico tedesco. Un boi-
vi governi affinché questi esercitino la loro influenza per indurre cottaggio ebraico antitedesco potrebbe coinvolgere pesantemente

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il Bremen e l'Europa, i migliori transatlantici tedeschi. Per la socio-storica che s'apre oltraggiando il nazionalsocialismo, «il
loro estesa frequentazione del traffico internazionale, i viaggiato- cui principale obiettivo is the extermination of the Jew dal paese
ri transatlantici ebrei costituiscono una parte importante dell'abi- che ha dato i natali a Moses Mendelssohn, Giacomo Meyerbeer
tuale clientela di queste linee. La loro perdita sarebbe un colpo ed Heinrich Heine».
pesante al commercio oceanico tedesco. In tutto il mondo si or- Giusto un mese prima, il 3 marzo, anche la newyorkese He-
ganizzano grandi dimostrazioni ebraiche di protesta per richia- rald Tribune aveva truculeggiato su un fantomatico «assassinio
mare l'attenzione sulle sofferenze degli ebrei tedeschi ad opera in massa degli ebrei tedeschi»; tre mesi dopo, a tambur battente,
degli hitleriani e per fermare l'antisemitismo tedesco. L'intero viene pubblicato a New York il «memoriale» del già internato
ebraismo americano è stato portato a scoppi di indignazione mai ebreo comunista Hans Beimler Vier Wochen in der Hand von
visti contro la Germania. A New York un decreto rabbinico ha Hitler Höllenhunden - Das Nazi-Mörder-Lager von Dachau,
dichiarato il prossimo lunedì giorno di digiuno e preghiera contro "Quattro settimane in mano ai cerberi di Hitler - Il campo di
la campagna hitleriana. Il digiuno inizierà domenica al tramonto sterminio nazista di Dachau".
e terminerà al tramonto di lunedì. Tutti i negozi ebraici di New A nulla valgono le proteste dei capi del Reich contro l'odio
York resteranno chiusi lunedì durante una manifestazione. Oltre che monta. Già il 26 marzo il giornalista Erich Zander invita il
a un grande raduno al Madison Square Garden, si terranno mani- collega newyorkese Bernard MacFadden a chiarire che «tutte le
festazioni in 300 città americane. Il Madison Square Garden ve- notizie pubblicate dai quotidiani esteri che parlano di atrocità
drà l'importante presenza del vescovo Manning, che parlerà da accadute in Germania nei giorni della Rivoluzione Nazionale
un palco ebraico, chiedendo la fine del "terrore" hitleriano. Tutti i sono prive di fondamento. Nessuna atrocità è stata commessa, né
rabbini di New York sono sacralmente tenuti da un decreto rab- si sono assaliti o danneggiati negozi di ebrei. È del pari infondato
binico a dedicare il sermone di sabato alle sofferenze degli ebrei che siano stati espulsi ebrei dalla Germania. Certo è invece che i
in Germania. Oggi il New York Times annuncia che un elenco di politici e i commercianti ebrei che hanno infranto le leggi sono
un migliaio di immigrati tedeschi giunti negli Stati Uniti negli fuggiti di loro iniziativa per scampare alla giustizia. Tutti i tede-
ultimi anni è stato compilato da un'organizzazione nazista euro- schi, tranne taluni che mai riconobbero del tutto la patria, appog-
pea per usarli a fini di propaganda nazista negli Stati Uniti. giano il governo nazionale, che ha per unico scopo l'unione tutti i
«Seduta speciale. I gruppi della gioventù ebraica in Inghil- tedeschi leali per uscire dall'attuale disastroso frangente, nel qua-
terra organizzano manifestazioni a Londra e nelle province du- le si dibatte ogni nazione del mondo. In Germania regnano ordi-
rante il fine settimana. Il Board of Deputies of British Jews, che ne e disciplina».
rappresenta l'intera comunità ebraica in Gran Bretagna, si riunirà Anche il ministro degli Esteri von Neurath smentisce fer-
domenica in seduta speciale per discutere della situazione tede- mamente, in un telegramma ai vescovi cattolici statunitensi,
sca e decidere quale provvedimento verrà preso per rispondere quanto falsamente affermato dagli oratori al Madison Square
agli attacchi portati contro i loro fratelli ebrei tedeschi. Membri Garden, evidenziando che «la rivoluzione nazionale tedesca, che
della Camera dei Rappresentanti americana adottano risoluzioni ha per obiettivo la distruzione del pericolo comunista e l'epura-
di protesta contro gli eccessi anti-ebraici in Germania. Anche i zione dalla vita pubblica di tutti gli elementi marxisti, si è com-
sindacati americani, che rappresentano 3.000.000 di lavoratori, piuta in ordine esemplare. I casi di comportamento contrario al-
hanno deciso di unirsi alle proteste. Le più importanti organizza- l'ordine sono stati del tutto rari e insignificanti. Centinaia di mi-
zioni ebraiche nelle capitali europee vengono sentite dai rispetti- gliaia di ebrei continuano come prima ad attendere in Germania
vi governi affinché questi esercitino la loro influenza per indurre ai loro affari, migliaia di negozi ebraici sono aperti ogni giorno,
il governo hitleriano a fermare la persecuzione degli ebrei tede- grandi giornali ebraici come il Berliner Tageblatt e la Frankfur-
schi. L'antico e oggi nuovamente ricompattato popolo d'Israele si ter Zeitung escono quotidianamente, le sinagoghe e i cimiteri
leva a riprendere, con nuove e moderne armi, l'antichissima lotta ebraici rimangono indisturbati. Notizie in contrario diffuse in
contro i suoi oppressori». America, tra cui il fantastico vociferare di una pretesamente pro-
Il 28 marzo, quattro giorni più tardi, suona la diana america- grammata Notte di San Bartolomeo del 4 marzo, provengono
na. In un'oceanica riunione di 26.000 persone al Madison Square chiaramente da ambienti interessati ad avvelenare gli amichevoli
Garden, Wise annuncia ufficialmente il boicottaggio delle merci rapporti tra la Germania e gli Stati Uniti e a screditare agli occhi
tedesche in ogni paese (già da una settimana in Inghilterra i pani- dell'opinione pubblica il nuovo governo nazionale tedesco. Mi
ficatori ebrei non acquistano farina tedesca, mentre i produttori rattristerei se il clero cattolico si unisse ad una tale azione contro
di tessuti di seta annullano gli ordini e lo stesso fanno i commer- il buon nome della Germania».
cianti di macchine affettatrici; poche settimane dopo verrà fonda- Il 27 marzo, ancor più deciso Ernst Sedgwick «Putzi» Han-
ta ad Amsterdam la International Jewish Economic Federation fstaengl, dal 1931 Auslandspressechef «responsabile per la stam-
To Combat the Hitlerite Oppression of Jews, la prima centrale pa estera», lancia un monito all'intero ebraismo, illustrando alla
antitedesca, capeggiata da Samuel Untermyer; ancor prima, nel United Press che, vista la montante e gratuita aggressività inter-
1932, quando i nazionalsocialisti non erano ancor giunti al pote- nazionale, il licenziamento degli ebrei dalle cariche pubbliche
re, Wise aveva capeggiato la prima delle tre conferenze che a- proseguirebbe «finché non avremo ripulito la casa, e non per
vrebbero preparato il terreno per il più ampio boicottaggio decre- mezzo di pogrom; gli ebrei sono già infatti stati allontanati da tali
tato nel 1934 dal World Jewish Congress) ed amplifica le voci posti, poiché sia moralmente che politicamente non possono di-
più orripilanti sulle «persecuzioni» che i confratelli starebbero fendere gli interessi tedeschi [...] Negli ultimi quattordici anni gli
subendo. Allo scopo tutto è buono, anche indicare, come fa il ebrei hanno occupato importanti posizioni che hanno poi sfrutta-
Daily Herald il 3 aprile, nella Germania il «paese macellatore di to con impudenza, tanto sotto l'aspetto morale che sotto quelli
ebrei»; anche esaltare, a Chicago, il volume di Bernard Brown finanziario e politico in forma inaudita, con conseguente umilia-
From Pharaoh to Hitler - "What is a Jew?", un'acre panoramica zione del popolo tedesco. Questi stessi ebrei cercano oggi di in-

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fangare la rinascita tedesca [...] Qui l'antisemitismo non si basa associazioni nazionalsocialiste. Alle dieci in punto l'ebraismo
su motivazioni strettamente religiose, e neppure è diretto contro verrà a sapere a chi ha dichiarato guerra».
la fede giudaica, ma tutti i cristiani tedeschi denunciano il fatto Ed ancora l'appello della NSDAP: «È più che mai necessario
che gli ebrei sono stati sino ad ora i principali propagandisti del- che l'intero Partito stia compatto dietro i suoi capi in cieca obbe-
l'ateismo. Hanno influenzato i ragazzi delle classi operaie attra- dienza, come un sol uomo. Nazionalsocialisti, avete compiuto il
verso le organizzazioni giovanili comuniste, delle quali sono stati miracolo di atterrare con un unico colpo il Novemberstaat [la
i dirigenti spirituali. Hanno costretto i ragazzi a non frequentare repubblica di Weimar, nata dal dallo sfacelo del novembre
più le scuole e le chiese cristiane. In breve, gli ebrei hanno meto- 1918]; egualmente compirete quest'altro compito. L'ebraismo
dicamente distrutto e reso degno di disprezzo tutto ciò che è sa- internazionale si accorgerà che il governo della Rivoluzione Na-
cro per i tedeschi. Ciò che sta succedendo in questi giorni è il zionale non è sospeso nel vuoto, ma è il rappresentante dell'arte-
prodotto di tale empia propaganda giudaica. Gli ebrei sono meno fice popolo tedesco. Chi lo attacca, attacca la Germania, chi lo
dell'uno per cento della popolazione tedesca. Inventandosi tutte vilipende, vilipende la Nazione! Chi lo combatte, ha dichiarato
queste menzogne sulle atrocità che sarebbero state commesse guerra a 65 milioni di tedeschi! Nazionalsocialisti, sabato alle 10
contro di loro, sono persuaso che hanno agito con ben poco sen- l'ebraismo saprà a chi ha dichiarato guerra».
no, perché tutti possono vedere che non è stato ucciso un solo A puntualizzare la situazione è anche un discorso radiotra-
ebreo» (a dimostrazione dei tortuosi percorsi della storia, nel smesso del ministro Goebbels: «Quando gli ebrei degli Stati Uni-
febbraio 1937 «Putzi» – in dialetto bavarese il soprannome signi- ti e della Gran Bretagna attaccano il governo del Reich non pos-
fica «saputello» – già partecipante alla marcia dell'8 novembre siamo evitare che il popolo tedesco attacchi gli ebrei. Tolleriamo
1923 e intimo del primo Hitler, si porterà in Svizzera e quindi in gli ebrei e vediamo la loro ingratitudine. Gli ebrei tedeschi pos-
Inghilterra, venendo nel 1940 deportato in Canada e poi negli sono ringraziare israeliti vagabondi come Einstein [il 5 aprile
USA, ove nel 1943 si farà consigliere di Roosevelt quale sugge- costui indirizzerà da Bruxelles all'Accademia delle Scienze di
ritore della guerra psicologica contro il Reich! stesso percorso Prussia nuovi insulti contro la «patria», accusata di essere in pre-
farà la Volljüdin Stephanie Richter principessa von Hohenlohe- da ad una psicosi collettiva] e Feuchtwanger [...] Dalle loro tom-
Waldenburg-Schillingsfurst, che dalla cerchia hitleriana si porte- be due milioni di morti chiedono un castigo per ebrei come Ar-
rà nel novembre 1940 a San Francisco – ove convive con l'aman- nold Zweig, che ai funerali di Rathenau disse: "Egli fu un ebreo
te Fritz Wiedemann, già aiutante personale del Führer e dal mar- che osò mostrare i denti". Non abbiamo torto un capello a nessun
zo 1939 al luglio 1941 console generale in quella città – entrando ebreo, però se a New York e Londra continuerà il boicottaggio
in rapporti spionistici con l'FBI, Morgenthau jr e FDR). dei prodotti tedeschi, ci toglieremo i guanti». Il proclama finale
Sempre il 27 è il ministro Goebbels ad annunciare misure di della Commissione Centrale per il boicottaggio invita tutti i tede-
rappresaglia, minacciando il boicottaggio dei grandi magazzini e schi a sollevarsi «contro il potere mondiale dell'ebraismo»: «I-
dei negozi ebraici, poiché a istigare all'odio antitedesco sono so- sraele ha pugnalato alle spalle la Germania con gli stessi metodi
prattutto gli ebrei fuorusciti e le organizzazioni ebraiche interna- che adopera per perpetuare la criminale guerra europea».
zionali; viene inoltre avanzato il progetto di ridurre drasticamen- Il mattino seguente sulle vetrine dei negozi di proprietà di
te sia il numero degli studenti ebrei ammissibili alle università, ebrei vengono apposti cartelli neri col nome del proprietario
sia quello dei permessi di esercizio per avvocati e medici. A scritto in lettere gialle, spesso affiancati da avvertimenti quali
mezzanotte del 28 viene infine annunciato che il boicottaggio «Deutsche, wehrt euch! Deutsche, kauft nicht beim Juden!, Tede-
avrebbe luogo il giorno di sabato 1° aprile, a partire dalle ore schi, difendetevi! Tedeschi, non comprate dagli ebrei!». Fuori da
dieci (lasciando il lettore giudicare da sé dell'«enormità» della molti locali stazionano, a protezione da eventuali esaltati, poli-
rappresaglia, ci limitiamo ad osservare che il sabato i negozi ge- ziotti ed SA, mentre cortei, molti dei quali con alla testa bande
stiti dagli ebrei restano per lo più chiusi e che, comunque, il boi- musicali, sfilano per le vie delle principali città. La Federazione
cottaggio dura l'orrendo totale di otto ore!). delle Donne Nazionalsocialiste emette un comunicato, invitando
«Non riesco a capire» – dichiara indignato l'ex principe ere- il popolo ad attuare con buona coscienza le manifestazioni contro
ditario Augustus Wilhelm al giornalista newyorkese Viereck – i nemici mortali della Germania: «Le donne devono adoperarsi a
«come l'opinione pubblica straniera, dopo essersi convinta solo che nessuna tedesca faccia acquisti presso gli ebrei. La lotta è
pochi anni fa di essere stata ingannata durante la guerra da una inesorabile. Non possono entrare in gioco i sentimenti personali.
propaganda menzognera, possa lasciarsi nuovamente abbindolare Gli ebrei vogliono impedire che la Germania si risvegli ad ogni
da una psicosi dello stesso tipo. Qui in Germania stiamo cercan- possibilità di vita. Dobbiamo allontanare per sempre gli ebrei dal
do, proprio come negli Stati Uniti, di giungere a nuovi successi, nostro popolo». A Berlino centomila persone partecipano quanto
alla pace e alla forza, lasciandoci alle spalle la miseria in cui è più ordinatamente, la sera, ad una manifestazione al Lustgarten,
rovinato il mondo occidentale dopo la guerra mondiale». dando piena partecipazione e risposta all'ordinanza di Hitler:
Dopo il monito di Hitler del 29: «L'ebraismo dovrà accorger- «Ich befehle euch strenge und blindeste Disziplin. Wer versucht,
si che una guerra ebraica contro la Germania si rivolgerà contro durch Einzelaktionen Störungen des geschäftlichen Lebens her-
gli stessi ebrei», il 31 marzo è il Völkischer Beobachter a racco- beizuführen, handelt bewusst gegen die nationale Regierung, Vi
gliere la sfida: «L'ebraismo ha dichiarato guerra alla Germania. ordino una disciplina assoluta. Chi tenti con azioni personali di
Dall'ebraismo dipende se si avrà la pace, ma le condizioni le det- danneggiare le attività commerciali, opera in piena coscienza
teremo naturalmente noi», continuando il giorno seguente: «L'e- contro il governo nazionale».
braismo ha dichiarato guerra a 65 milioni di tedeschi. È giunto il Il 2 aprile la calma regna in tutto il Reich; il 3 vengono tolti i
momento di attaccarlo sul fianco più vulnerabile. Quando suone- cartelli e i tedeschi tornano a fare acquisti nei negozi e nei grandi
ranno le dieci del 1° aprile inizierà il boicottaggio di tutte le mer- magazzini ebraici. Come avrebbe rilevato nel maggio Filippo
ci, negozi, medici e avvocati ebrei, guidato da oltre diecimila Bojano, corrispondente a Berlino da quattr'anni, spirito ingenuo

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nel senso migliore del termine, filo-ebraico e filo-tedesco al con- "Unione dei Giovani Ebrei in Germania" (fondato a Kassel a fine
tempo, «non v'è stato e non vi sarà nessuno di quei pogroms che febbraio dal giovane conservatore-prussiano-ebreo Hans-
sono il segno di una brutalità vendicatrice la quale non è fatta per Joachim Schoeps); lo Israelitisch-Sephardischer Verein, "Unione
i popoli civili. Né a Berlino, che pure ha ospitato tanti ebrei, né Israelita-Sefardita"; la Jüdische Gemeinde, "Comunità Ebraica",
altrove in Germania è stato un qualsivoglia figlio di Israele lin- di Berlino; la Zionistische Vereinigung für Deutschland, "Unione
ciato. Le sinagoghe furono rispettate. Si è tentato di convincere, Sionista per la Germania", fondata nel 1897, 10.000 iscritti, edi-
con le arti della persuasione, i cittadini tedeschi, come fosse un trice della Jüdische Rundschau (nel 1925 fuoriescono dalla
delitto fare acquisti nei grandi magazzini di vendita a carattere di ZVfD parecchi membri, formando la Neu-Zionistische Bewe-
emporii o di bazars, che sono di proprietà di ebrei, unicamente gung del banchiere Georg Kareski, rappresentante dei Revisioni-
perché si voleva richiamare l'attenzione ed il favore del pubblico sti o «sionisti statali» di Jabotinsky, peraltro in dissidenza col
sui tanti altri piccoli negozi tenuti da puri tedeschi, che più risen- ràbido capo supremo; Kareski, ideatore della stella di Davide
tono della crisi e furono in passato disertati. Si è esercitato un tale gialla per evidenziare i confratelli, è anche co-fondatore dell'e-
sabotaggio ma poi ci si è anche ravveduti, giacché quei grandi braico Volkspartei, Partito Popolare, coi confratelli egualmente
magazzini danno lavoro a migliaia di impiegati. Nella lotta con- est-europei Alfred Klee, Max Kollenscher e Aron Sandler); il
tro l'ebreo il nazionalsocialista imparerà, se non ha imparato già, Preußischer Landesverband Gesetzestreuer Synagogen-
che tutto quanto egli intraprenderà con il carattere dell'intolle- gemeinden, "Lega Prussiana delle Comunità Sinagogali Fedeli
ranza può ridondare alla fine a suo danno e a danno del paese alla Legge"; la Deutsch-Israelitische Gemeinde di Amburgo; la
ch'egli vuole salvare. Le grandi imprese falliranno, ma l'ebreo Israelitische Religionsgemeinde di Dresda; addirittura il Verein
che è a capo di esse non avrà un'unghia scalfita né avrà rimesso zur Abwehr des Antisemitismus, "Unione per la Difesa Contro
un centesimo; per lui c'è sempre il rotto della cuffia...». l'Antisemitismo"; e il Centralverein deutscher Staatsbürger jüdi-
In conseguenza dei primi segnali di un demordere della de- schen Glaubens, "Unione Centrale dei Cittadini Tedeschi di Con-
mocanea internazionale, aizzata in particolare da Deuss, il corri- fessione Ebraica", fondato nel 1893 – Yehuda Bauer scrive «nel
spondente in Germania della catena Hearst, se Julius Streicher 1897» – con 70.000 iscritti, editore della CV-Zeitung, nel 1935
lancia da un lato parole distensive dicendo improbabile la ripeti- ribattezzato Central Verein der Juden in Deutschland: «Sostene-
zione del boicottaggio previsto per il 5 nel caso continuassero gli va economicamente e moralmente i politici e gli intellettuali te-
attacchi, lo stesso Streicher alza il tiro a considerazioni di ben più deschi che si opponevano all'antisemitismo, combatteva battaglie
ampia portata: «L'ebraismo internazionale sta cominciando a ca- legali contro gli antisemiti, e giunse persino a organizzare un
pire che la Germania non si lascerà insultare. La campagna degli servizio informazioni clandestino e ad appoggiare i combattenti
ebrei, molto aggressiva, ci ha obbligato a richiamare l'attenzione di strada ebrei, che facevano parte del Reichsbanner, la milizia
non solamente del popolo tedesco, ma di tutte le nazioni sul fatto socialdemocratica», commenta Bauer (opposto, e altrettanto rive-
che la questione ebraica non riguarda solo la Germania, ma l'u- latore, Albert Einstein sulla zurighese Jüdische Presse-Zentrale
manità intera». Confidando nel buonsenso, il 4 segue, altrettanto il 21 settembre 1920: «Quando mi capita di leggere che qualcuno
distensivo, un comunicato governativo: «Il buon esito dell'azione è "un cittadino tedesco di religione ebraica" non posso trattenere
difensiva ha soddisfatto il governo. È cessata la propaganda delle un doloroso sorriso [...] Forse che, cambiando religione, un ebreo
false atrocità, tranne alcuni insignificanti episodi che non vale la smette di essere tale? No! [...] Io non sono un cittadino tedesco,
pena di combattere col boicottaggio, anche perché sono di origi- io sono ebreo»).
ne comunista». Tra gli infiniti documenti ancor oggi tenuti celati dal Sistema
Nei giorni seguenti gli attacchi tuttavia continuano: il 9, a ai suoi sudditi eccone alcuni. Un folto gruppo di religiosi indiriz-
Lodz, folle di ebrei devastano il consolato tedesco, il quotidiano za al vescovo newyorkese Manning la dichiarazione: «I rabbini
Freie Presse, la scuola e la biblioteca tedesche; il 15 a Londra sir tedeschi elevano la più solenne protesta contro le favole orrorifi-
Austen Chamberlain definisce il nuovo spirito tedesco «peggiore che a base di atrocità [Greuelmärchen] e le spropositate vocife-
dell'antico prussianesimo, un misto di selvaggia ferocia, orgoglio razioni di persecuzioni di ebrei tedeschi e riaffermano davanti al
nazionale ed esclusivismo»; il 17 a New York Untermyer indi- mondo intero la fiducia che nella nostra patria ognuno possiede,
rizza agli americani «di tutte le fedi» un appello a persistere nel e continuerà ad avere, la piena protezione delle leggi e della li-
boicottaggio; il 19 il presidente del Comitato Olimpico Statuni- bertà personale. Le azioni di protesta americane ledono la consi-
tense Avery Brundage interviene pesantemente, mettendo in for- derazione e la dignità della Germania e potrebbero solo condurre
se l'assegnazione a Berlino dei Giochi Olimpici del 1936. all'opposto degli effetti pensati». In Judentum und Umwelt, "L'e-
Il tutto, malgrado la buona volontà dimostrata dai nazional- braismo e il mondo circostante", il rabbino Eli Munk di Ansbach
socialisti e le vibrate proteste di numerose organizzazioni ebrai- arriva a scrivere: «Rigetto le dottrine marxiste dal punto di vista
che tedesche che si sollevano fin dal 24 marzo contro gli «strali dell'ebraismo e mi riconosco nel nazionalsocialismo [und beken-
lanciati contro i tedeschi e gli ebrei» e la «propaganda degli orro- ne mich zum Nationalsozialismus], depurato delle sue compo-
ri» condotta contro il Reich dai confratelli. Tra tali organizzazio- nenti antisemite. Se abbandonasse l'antisemitismo, il nazionalso-
ni sono il Reichsbund jüdischer Frontsoldaten, "Unione Statale cialismo troverebbe negli ebrei tradizionalisti gli adepti più fedeli
dei Combattenti Ebrei", fondata nel 1919, 10.000 iscritti, editrice [ohne den Antisemitismus würde der Nationalsozialismus in den
di Der Schild; gli Jüdische Frontkämpfer, "Combattenti Ebrei"; il überlieferungstreuen Juden seine treuesten Anhänger finden]».
Verband National-Deutscher Juden, "Lega degli Ebrei Nazional- Similari attestazioni eleva anche l'avvocato Max Naumann
tedeschi", fondata nel 1921, 10.000 membri, editrice di Der na- (1875-1939) che – sincero patriota, maggiore decorato della Cro-
tionaldeutsche Jude; il Deutscher Vortrupp - Gefolgschaft Deu- ce di Ferro di Prima Classe, amico di Göring, presidente del Ver-
tscher Juden o Vereinigung junger Juden in Deutschland, "A- band National-Deutscher Juden ed autore nel 1920 di un'opera
vanguardia Tedesca - Raggruppamento degli Ebrei Tedeschi" o «sugli ebrei nazionaltedeschi» – già un decennio innanzi non si

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era fatto problema di separare i Deutschjuden dai Fremdjuden, mo convinti che questo odio danneggerà seriamente la nostra
reiterando pubblicamente che: «Gli ebrei tedeschi sono parte del Germania. Ma più ancora, accanto a ciò – e affermo espressa-
popolo tedesco, gli ebrei stranieri di un popolo senza terra di- mente che tale questione è per noi secondaria – questo odio pre-
sperso ai quattro venti, perché neppure la Palestina britannica è tesamente esercitato nel nostro interesse renderà un pessimo ser-
in alcun modo la loro terra, né mai lo sarà». I Fremdjuden sono vizio [ein ganz außerordentlich schlechter Dienst] anche a noi
invece un gruppo che si distingue «per l'arretratezza spasmodica- ebrei tedeschi. Noi ci volgiamo anche contro il tentativo di raffi-
mente e rigidamente mantenuta [durch die kramphaft aufrecht gurare questo odio straniero come una "montatura ebraica". Non
erhaltene Rückständigkeit]» e «per il delirio di costituire una è una montatura ebraica, ma una montatura tipicamente antitede-
comunità di eletti ed essere per gli altri un "problema"». Di tale sca, della quale sono purtroppo complici anche singoli ebrei».
gruppo fanno parte i sionisti, a loro volta divisi in due gruppi: E che, «falsi amici», «i circoli di sinistra [abbiano] in tutto il
coloro che «ragionano con onore e rettamente», che si ricono- mondo messo avanti quale scudo per i loro attacchi l'ebraismo
scono stranieri alla Germania e accettano di viverci come stranie- tedesco e tentato di danneggiare, propalando notizie irre-
ri; e coloro che non sono nè tedeschi-ebrei né sionisti coerenti, sponsabili e false, i loro nemici politici, i nazionalsocialisti al
quel «resto che merita solo di andare in rovina. Perché è sempre governo», lo conferma al francese Intransigeant Leo Baeck, ca-
ancor meglio che vada in rovina un piccolo gruppo di sradicati, po del Deutscher Rabbiner-Verband (nato nel 1873 a Lis-
piuttosto che centinaia di migliaia di persone che sanno di che sa/Posnania e internato nel 1943 a Theresienstadt, Baeck olo-
cosa son parte. Il nostro popolo tedesco non può morire [nicht scampa e nel 1945 è a Londra, ove morrà nel 1956). Indirizzato
zugrundegehen darf unser deutsches Volk]». al Gran Rabbino di Francia è poi, da Stoccarda, un telegramma
E se questi giudizi potrebbero certo essere considerati e- degli avvocati Walter Löwenstein e Albert Mainzer II, del consi-
spressioni personali, non dobbiamo dimenticare che chi li ha e- gliere di tribunale Richheimer, del signor Max Straus, del diretto-
spressi non è un quidam de populo, ma il capo degli ebrei nazio- re di fabbrica Hermann Weil e dell'industriale Alfred Wolf, che
nal-tedeschi, il cui periodico scriverà a tutte lettere, nell'editoriale dichiarano che «in consonanza con tutti gli ebrei tedeschi [in Ü-
del numero speciale maggio 1933, che «la Germania del futuro bereinstimmung mit allen deutschen Juden] ci opponiamo con
sta davanti a impegni del tutto nuovi, e questi possono essere forza a ogni odio contro la nostra patria tedesca e ad ogni azione
risolti solo attraverso un popolo rinnovato da cima a fondo. Crea- di boicottaggio. Qui regnano tranquillità e ordine. Vi preghiamo
re questo popolo, crearlo in forma di quella comunità nazionale con urgenza [dringend] di diffondere questa dichiarazione».
che mai finora si è data nella storia tedesca, è il grande e, quando Identiche assicurazioni rivolge il 27 marzo il banchiere Max
lo si intenda nel giusto senso, veramente liberatore [wahrhaft be- Warburg all'American Ship and Commerce Corporation, la so-
freiende] compito del Capo della Rivoluzione Nazionale» (un cietà di navigazione americana partecipe degli interessi della
anno dopo Naumann ribadisce: «Abbiamo sempre posto il bene Hamburg-Amerika Linie controllata dalla Harriman Fifteen
del popolo e della patria tedesca, alla quale ci sentiamo indissolu- Corp. di Bert Walker e Preston Bush (padre del futuro presidente
bilmente legati, al di sopra del nostro. Perciò abbiamo salutato USA George, poi managing partner della banca d'investimenti
con gioia la Rivoluzione Nazionale del gennaio 1933, malgrado Brown Brothers & Harriman) a sua volta posseduta dalla banca
essa comportasse per noi una qualche asprezza: in essa vedeva- W.A. Harriman & Co.: «Negli ultimi anni gli affari sono andati
mo l'unica possibilità per rimuovere la vergogna e i danni provo- considerevolmente meglio di quanto vi avevo anticipato, ma un
cati da elementi non tedeschi in quattordici anni di sventura»). calo si è fatto sentire negli ultimi mesi. Stiamo davvero soffrendo
Nel marzo è quindi Naumann a scagliarsi contro la rinnovata sotto la frenetica propaganda condotta contro la Germania, cau-
Greuelpropaganda, "propaganda degli orrori": «Perfino i metodi sata da spiacevoli eventi. Questi furono la naturale conseguenza
e i dettagli sono gli stessi di un tempo, quando si parlava di mani dell'aspra campagna elettorale, ma furono straordinariamente
tagliate ai bambini e di occhi strappati, e perfino del recupero dei ampliati dalla stampa estera. Il governo è fermamente deciso a
cadaveri per ricavarne materia grassa. A quelle cose si apparenta- conservare la pace e mantenere l'ordine pubblico in Germania, e
no le odierne asserzioni, che vociferano di cadaveri mutilati di al proposito resto assolutamente convinto che non ci sono ragioni
ebrei che giacciono a file davanti ai cimiteri, che nessun ebreo per un qualsivoglia allarme». Ancora, il 29, Erich Warburg, fi-
può farsi per così dire vedere per strada senza essere assalito... Ci glio di Max, in un telegramma al cugino Frederick M. Warburg,
sono certo stati degli eccessi, ma del tutto isolati. Con assoluta direttore delle attività degli Harriman nel settore ferroviario (uno
certezza sono state azioni di un qualche esaltato, come si trovano dei sei più forti gruppi fin dalla fine Ottocento), chiede di «usare
in ogni popolo e organizzazione, che ha sfruttato l'opportunità di tutta la tua influenza» per bloccare in America ogni attivismo
regolare a suo modo personali sensi di vendetta contro singoli antinazi, compresi le «atrocity news e la propaganda ostile sulla
ebrei, coi quali per un qualche motivo aveva controversie. I re- stampa estera, i raduni di massa, etc.»; Frederick risponde: «Nes-
sponsabili della NSDAP e l'intero governo del Reich mi hanno sun gruppo responsabile sta qui premendo per un boicottaggio
sempre dichiarato con grande energia che interverrebbero impla- commerciale della Germania, boicottaggio che è opera soltanto
cabili in ogni caso che giungesse loro a conoscenza. Mi risulta di singoli individui». Il 31 marzo l'AJC, controllato dai Warburg,
personalmente che in tali casi si sia già effettivamente intervenuti e il B'nai B'rith, influenzato dai Sulzberger del New York Times,
con estrema decisione. In ogni caso noi ebrei tedeschi, e non di- consiglia ufficialmente di «non incoraggiare alcun boicottaggio
versamente dal particolare sentire comune, siamo convinti che da contro la Germania», raccomandando di «non indire in futuro
parte del governo e della direzione della NSDAP esista la più altri raduni di massa né usare similari forme di agitazione».
ferma volontà di salvaguardare la pace e l'ordine. Da tempo ci Anche il Berliner Tageblatt del 28 marzo e del 1° aprile, la
siamo perciò rivolti con protesta quanto più energica contro la Vossische Zeitung del 30 marzo, il Berliner Morgenpost del 28 e
propaganda degli orrori estera ed anzi vorrei formalmente rileva- del 30 marzo, la Frankfurter Zeitung del 28 marzo, l'Israeliti-
re, libero da ogni pressione e per mio proprio moto, che noi sia- sches Familienblatt (che il 9 febbraio aveva peraltro profetizzato

706
al nuovo governo il destino di morte già caduto su Haman) del anche contro gli ebrei furono punite dal governo. La propaganda
30 marzo e 6 aprile, la Jüdische Rundschau del 24 e del 31 mar- degli orrori mente. Gli istigatori sono individui interessati per
zo e la CV-Zeitung, si scagliano, come fa quest'ultimo il 30 mar- ragioni politiche ed economiche. Gli intellettuali ebrei, che si
zo, contro «eine verlogene Greuelpropaganda, una bugiarda lasciano strumentalizzare a far ciò, ci hanno già un tempo dileg-
propaganda orrorifica», e la campagna d'odio, ammonendo a non giato e schernito, noi Combattenti del Fronte. Voi camerati con-
diffondere annunci diffamatori, che non fanno che sobillare i po- tribuirete al meglio alla pace in Germania se alzerete la vostra
poli contro la nuova Germania. voce di onorati soldati contro il trattamento che della Germania
Tra i più decisi è il monito rivolto agli ex combattenti di si opera da quattordici anni in modo poco cavalleresco e oltrag-
Cardiff dal dottor Fritz Löwenstein, capitano della Riserva e pre- gioso [gegen die unritterliche und ehrenkränkende Behan-
sidente del Reichsbund: «Noi, Combattenti del Fronte ebrei di dlung]». Dopo avere rammentato il tributo degli ebrei nella guer-
Germania, vi salutiamo cameratescamente. Vi preghiamo però ra, il 4 aprile Löwenstein assicura Hitler della loro fedeltà: «Con
con sollecitudine di tralasciare di immischiarvi nelle nostre fac- tutta la nostra forza, la nostra vita e la nostra azione noi vogliamo
cende tedesche [jede Einmischung in unsere deutschen Angele- adoperarci per la costruzione nazionale della Germania, sia per la
genheiten zu unterlassen]. Il governo tedesco si adopera per un costruzione pacifica del Reich, sia per la sua difesa nei confronti
corso ordinato della Rivoluzione Nazionale. Isolate azioni dirette del mondo esterno».

Germania: 96.000 ebrei mobilitati (sui 550.000 «tedeschi»), di cui 10.000 volontari, con 12.000 caduti (1.880.000 sono i caduti del
Reich) e 900 Croci di Ferro di I e 17.000 di II classe; al 1° novembre 1916 il ministero della Guerra segnala 27.515 ebrei al fronte, 4782
nelle retrovie, 30.005 nelle truppe di occupazione, 19.116 inabili per varie ragioni, 6600 volontari e 3411 caduti. Austria-Ungheria: so-
no ebrei 3000 ufficiali sui 27.000 nei ranghi; su nove milioni di cittadini austro-ungarici mobilitati, 300.000 sono gli ebrei, dei quali ne
muoiono 25.000; Istvan Deak (II) nota: «la rappresentanza proporzionale di ebrei nelle forze armate – specie al fronte – rimase inferiore
a quella della proporzione di ebrei nella popolazione generale. Lo storico militare filoebraico Ernst R. v. Rutkowki ammette che "la per-
centuale degli ebrei che richiesero l'esenzione temporanea o definitiva dal servizio militare – in particolare durante la prima guerra mon-
diale tra il 1914 e il 1918 – fu molto più alta rispetto a quella dei membri di altri gruppi confessionali". Lo statistico antisemita ungherese
Alajos Kovács dopo la guerra calcolò che gli ebrei ungheresi morti al fronte furono appena la metà di quanto sarebbe stato "normale"
data la loro rappresentanza percentuale tra la popolazione del paese (gli ebrei costituivano il 2,57% dei caduti, mentre la loro proporzione
tra la popolazione maschile ungherese tra i venti e i cinquant'anni era del 5,25%). Proseguendo, Kovács calcola che, mentre il 2,8% della
popolazione cristiana dell'Ungheria rimase uccisa durante la guerra, solo l'1,1% degli ebrei ungheresi subì una simile sorte […] Inoltre,
una grossa parte della popolazione ebrea – specie quella della Galizia e dell'Ungheria nord-orientale – durante la guerra fuggì, cosicché
potè sottrarsi alla chiamata alle armi». Francia: tra i 45.000 mobilitati (sui 190.000 «francesi»), nota Robert Brasillach, «secondo i dati
ufficiali forniti dalla sinagoga» i caduti sono 1700, per lo più ebrei d'Algeria; Céline I ne dà 1350 su 1.750.000 caduti globali; su 40.000
mobilitati Riccardo Calimani IX innalza i caduti a 7500, aggiungendo poi 13.000 mobilitati sui 65.000 «algerini» e 6000 volontari tra i
30.000 ebrei «stranieri» presenti nell'Esagono. Italia: 600.000 sono i caduti sui cinque milioni di mobilitati (uno su otto), Renzo De Feli-
ce III riporta 261 caduti sui 5500 ebrei mobilitati (uno su ventuno degli ebrei mobilitati); al diciassettenne Roberto Sarfatti, caduto il 28
gennaio 1918, figlio di Cesare Sarfatti e di Margherita Grassini, busto posto a Roma nel sacrario del Vittoriano, viene concessa nell'aprile
1925 la Medaglia d'Oro; gli altri ebrei decorati comprendono quattro Medaglie d'Oro, 207 d'argento, 238 di bronzo e 28 encomi solenni.

Il 27 ottobre Der Schild, organo del RJF, riporta un appello za non può che essere onorato e rispettato da tutti quegli ebrei
in prima pagina, avvertendo che la presa di posizione è stata già che dichiarano di appartenere alla loro nazione e alla loro razza.
comunicata al governo del Reich: «Kameraden! Es geht um Una volta che si saranno così definiti, non potranno più tradire la
Deutschlands Ehre und Lebensraum. Da übertönt in uns ein Ge- loro fedeltà allo Stato e questo non accoglierà nessun ebreo che
fuhl alles andere. In altsoldatischer Disziplin stehen wir mit un- non dichiari di appartenere alla razza ebraica. Lo Stato non tolle-
serem deutschen Vaterlande bis zum Letzten!, Camerati! Ne va rerà ebrei adulatori e servili, ma esigerà da noi fede e lealtà nel
dell'onore e dello spazio vitale della Germania. Perciò, un solo nostro stesso interesse. Infatti solo chi onora la sua razza e il suo
sentimento soverchia ogni altra cosa. Disciplinati come vecchi sangue può onorare la volontà nazionale delle altre nazioni».
soldati siamo parte della nostra patria tedesca fino alla morte!». E tuttavia tali profferte, per quanto formulate anche in buona
Addirittura, l'anno seguente il rabbino sionista Joachim Prinz fede dagli ebrei nazionali e financo sionisti del Reich, non basta-
(nel 1937 migrato negli USA, divenuto vicepresidente WJC, di- no a rassicurare sull'affidabilità dei loro confratelli mondiali; an-
rigente World Zionist Organization, presidente AJC 1958-66 e cora ben vivi nella coscienza popolare restano anche i baldanzosi
grande amico di Golda Meir) si esprime in maniera ancora più concetti espressi da Klatzkin, nel 1921, in Krisis und Entschei-
chiara in Wir Juden (Noi ebrei): «Il significato della Rivoluzione dung im Judentum, "Crisi e decisione nell'ebraismo": «Noi non
Tedesca per la nazione germanica si rivelerà in tutta la sua chia- siamo ebrei-col-trattino [cioè ebrei-nazionali, ebrei-tedeschi, e-
rezza a coloro che l'hanno creata e le hanno dato l'immagine. Per brei-francesi, etc.]; siamo ebrei senza condizioni, qualifiche o
noi, il suo significato è che il liberalismo è morto. Sono finite le riserve. Siamo semplicemente estranei, un popolo straniero in
fortune dell'unica forma politica che ha contribuito all'assimila- mezzo a voi [...] Il vostro spirito ci è estraneo; i vostri miti, le
zione degli ebrei»; le leggi introdotte dal Reich a difesa del san- vostre leggende, i vostri usi e costumi, le vostre tradizioni e il
gue tedesco impongono agli ebrei di definirsi come tali, e perciò vostro retaggio nazionale... tutti ci sono estranei». Inoltre, il 3
«vogliamo che l'assimilazione sia sostituita dalla dichiarazione di aprile 1933 la «coscienza universale» incarnata nel Seme Santo
appartenenza alla nazione ebraica e alla razza ebraica. Uno Stato si è manifestata con l'invio di un arrogante telegramma a firma
che si fonda sul principio della purezza della nazione e della raz- Ligue Internationale Contre l'Antisémitisme, Comité de Défense

709
des Juifs Persécutés en Allemagne, Comité Français pour le servazione: la pazienza dell'ebraismo mondiale sta finendo. Al
Congrès Mondial Juif e Association des Anciens Combattants mondo della cultura occidentale, come a quelli dell'Asia e del-
Volontaires Juifs: «I qualificati rappresentanti delle sottoscritte l'America, manca la piena consapevolezza di quella pestilenza
organizzazioni dichiarano al Governo del Reich che sono pronti che è l'antisemitismo, che altro non è se non una protervia ario-
a porre in opera ogni possibile misura di rappresaglia economica tedesca e una ripetizione degli infiniti errori millenari che l'intero
e finanziaria, particolarmente a continuare e generalizzare il boi- popolo ario ha compiuto a causa della sua inferiorità spirituale.
cottaggio sistematico dei prodotti tedeschi, non soltanto finché Non si inganni! con la Germania, con questo popolo infame, i-
non avrà reso agli ebrei di Germania ogni agevolazione di esi- diota e bestiale faremo presto i conti. Questo popolo ario-tedesco
stenza morale [toutes facilités d'existence morale], ma anche fin- deve sparire dalla scena della storia. Contro l'antisemitismo costi-
ché non avrà integralmente ripristinato i diritti degli altri cittadini tuiremo un Tribunale Mondiale, davanti al quale verranno trasci-
tedeschi». nati tutti i nemici degli ebrei, fossero anche milioni. Non vedo
Tra gli iniziatori del boicottaggio, oltre alle Grandi Demo- perché Israele debba cedere e venire soffocato da una politica
crazie, è in prima fila l'ebraismo polacco. «Industriosi e pieni di perfida. Meglio sarebbe se scomparisse tutto ciò che è ario. Scri-
risorse, gli ebrei polacchi avevano giocato diversi ruoli essenzia- va il libro Ordnung in der Arierfrage. È certo più necessario.
li» – scrive Harry M. Rabinowicz – «Negli affari e nell'industria Guardatevi le spalle, voi antisemiti, ve ne accorgerete presto!
erano tre volte più numerosi dei non-ebrei, e otto volte più nume- firmato: Loubet».
rosi nel commercio. Nel 1931, su cento ebrei, 42 erano operai e Il non demordere, ed anzi il montare più infido dell'aggressi-
artigiani, 37 uomini d'affari e impiegati, 4 contadini e 4 attivi nei vità ebraica internazionale, unita alla coscienza di quanto rapi-
trasporti e in campo assicurativo [...] La quota di ebrei attivi nel damente un «tedesco» possa riscoprire le proprie radici giudaiche
commercio cadde dal 62,2% del 1921 al 42,3 del 1931. La quota a scapito di quelle vantate germaniche – costituendo una rete di
di ebrei attivi nella produzione salì dal 38,9 al 45,4, mentre tra i mormoratori, diffamatori, disfattisti, spie, informatori, oppositori
non-ebrei crebbe dal 46,4 al 49,1%. Quelli attivi nel commercio e sabotatori a tutti i livelli e in ogni settore sociale – spingono il
scesero dal 39 al 38,2%. La Polonia era l'unico paese in cui era governo del Reich ad accelerare il varo, il 7 aprile, dei provvedi-
salita la quota degli ebrei attivi nell'industria e nell'artigianato menti di esclusione degli ebrei dagli impieghi statali o d'interesse
[...] C'erano 74.000 negozi gestiti da ebrei contro 123.000 gestiti pubblico, messi a riposo con piena pensione (Gesetz zur Wieder-
da non-ebrei, e 20 mercanti ebrei per ogni mercante non-ebreo herstellung des Berufsbeamtentums, Legge sulla Riorganizzazio-
[si tenga presente che la quota degli ebrei sulla popolazione tota- ne della Burocrazia: in Prussia vengono pensionati, in quanto «di
le si aggirava sul 10%!]. Taluni settori, come il commercio dei non ariana ascendenza» il 28% degli impiegati pubblici, nel resto
cereali e del legname, erano condotti quasi esclusivamente da del Reich il 9,5%, per un totale di 12-13.000 persone; ben diver-
ebrei. Gli ebrei fornivano il 40% dei calzolai, il 35 dei panettieri, so era stato, negli anni 1928-31, dopo il plateale fallimento della
oltre il 33 dei vetrai e il 75% dei parrucchieri. Controllavano il NEP, il destino dei 138.000 funzionari licenziati in URSS quali
95,6% dell'industria del cuoio e delle pellicce, il 25 dell'industria «sabotatori», 23.000 dei quali privati dei diritti civili in quanto
metallurgica e chimica e il 40 di quella tipografica. Quasi un e- «nemici del potere sovietico», internati o «giustiziati»); nel set-
breo su due (il 46,7%) lavorava nell'industria dell'abbigliamento tembre gli ebrei verranno allontanati da stampa, radio e cinema.
e uno su tre in quella alimentare [...] L'industria tessile di Lodz A titolo di esempio, prima della regolamentazione sono pre-
era stata creata in massima parte da ebrei. Dei 40.035 ebrei attivi senti nell'intera Germania 3515 avvocati ebrei su un totale di
nelle fabbriche di Lodz, il 4% erano occupati in grandi com- 11.814 (il 30%), con punte del 51 a Berlino (la cui Camera Pro-
plessi, il 77% in piccole imprese. L'industria dello zinco di Be- fessionale ne vede 22 su 33 membri, mentre ebrei sono tutti i 4
dzin era diretta da Szymon Furstenberg e gli opifici di Leopoli da membri del comitato direttivo e i 3 di quello della Camera Pro-
D. Axelbrad. La presenza in questi settori-chiave permise agli fessionale del Reich – tenga il lettore presente che la quota degli
ebrei di frapporre imbarazzanti ostacoli [to place awkward ob- eletti è nella capitale del 3,8%!), del 45 a Francoforte sul Meno
stacles] ai tentativi congiunti dei governi polacco e tedesco per (quota degli eletti cittadini: 4,7) e del 35 a Breslavia (quota citta-
incrementare il reciproco commercio. Gli ebrei esercitarono un dina: 3,2). Dopo i provvedimenti legislativi la quota globale te-
efficace boicottaggio delle merci tedesche, mentre l'industria tes- desca scende ad un «misero» 21% (cioè 2158 avvocati ebrei su
sile di Lodz bloccava i crediti alle ditte di Danzica in segno di un totale di 10.457), con punte del 39 a Berlino, del 33 a Franco-
protesta per le agitazioni antisemite naziste». Tra i massimi boi- forte e del 26 a Breslavia.
cottatori si distingue il banchiere Raphael Szereszewski, «one of Per niente «scandaloso», quindi, Rudolf Czernin: «Benché
the richest men in Poland», membro di spicco della Jewish A- fino al 1933 l'antisemitismo in Germania fosse incomparabil-
gency e del WJC, presidente dell'Associazione Commerciale E- mente più debole che nella maggior parte degli altri paesi euro-
braica e pure del Comitato di Boicottaggio Antinazista («un pu- pei, in particolare dell'Europa orientale, il primo e provvisorio
gno di ebrei occupava alti posti in campo finanziario», conclude obiettivo della politica nazionalsocialista verso gli ebrei – ricac-
Rabinowicz). ciare l'influenza ebraica giudicata "straniera e snaturante" – fu
Quasi incredibili per l'arroganza sono le espressioni, riporta- approvato dalla generalità della gente. Che questa influenza fosse
teci da Schwartz-Bostunitsch, contenute in una delle centinaia di enorme in quasi tutti i settori della vita pubblica, economica e
lettere infuocate giunte all'ex ministro austriaco dell'Istruzione culturale non può essere negato. In particolare a Berlino, dove gli
dottor Czermak, autore nel 1933 di "Ordine nella Questione E- ebrei erano il 34% dei docenti universitari, il 42% dei medici [il
braica", analisi spassionata e obiettiva, scientificamente fondata, 92% all'istituto per la ricerca sul cancro dell'ospedale Charité: 12
dell'eterno problema: «Egregio signore! Quale delegato della su 13, la «mosca bianca» essendo il tedesco Hans Auler!], il 48%
sezione francese dell'Alliance Israélite ho letto il Suo libro Or- degli avvocati, il 56% dei notai, il 48% del capitale delle banche
dnung in der Judenfrage. Le formulo brevemente qualche os- private e oltre il 70% dei grandi magazzini. Al riguardo, testi-

710
mone di vaglia, Nahum Goldmann scrive in Mein Leben als deu- me superstruttura di "Protektion", un ramificante intreccio di re-
tscher Jude, "La mia vita da ebreo tedesco": "Quanto alle posi- lazioni e di raccomandazioni che varca ogni frontiera ed unisce
zioni economiche occupate, nessun'altra minoranza ebraica di l'intero mondo giudaico [...] A Berlino, a Vienna, come io le co-
altri paesi, neppure quella americana, si poteva confrontare con nobbi, questo lavorìo di esclusione [dei non-ebrei] era sempre in
gli ebrei tedeschi. Essi occupavano le massime cariche nelle opera, implacabile. Fra i negozi delle maggiori arterie, un nego-
grandi banche, dove non ci fu mai un parallelo, e attraverso la zio non ebreo era una rarità. Sapete che nella Regent Street di
Grande Finanza si erano insinuati anche nell'industria. Una quota Berlino, la Kurfürstendamm, i negozi ebrei erano, al tempo dei
rilevante del commercio all'ingrosso era nelle loro mani, ed erano tumulti del 1938, in così stragrande maggioranza, che in quei
alla testa anche in settori economici nei quali erano appena entra- giorni si potevano contare i non devastati (cioè i non ebrei) sulle
ti, come la navigazione e l'industria elettrica [...] Anche la posi- dita di una sola mano? In alcuni rami del commercio (degli abiti,
zione nella vita culturale era pressoché unica. In campo letterario dei cuoi, delle pellicce, dell'oro e dei gioielli, del carbone) preva-
erano rappresentati da nomi illustri. Il teatro era nelle loro mani leva a Vienna il monopolio ebreo, ed un cristiano che avesse vo-
per una quota notevole. La stampa quotidiana, in particolare il luto avviarsi a tali commerci aveva pressapoco tante probabilità
suo influente settore internazionale, era via via diventata di pro- di riuscita quanto il generale Ludendorff ad una riunione di fra-
prietà ebraica o era diretta da giornalisti ebrei"». massoni! Quando il tempo si fa minaccioso, questo straordinario
Similare nel 1939, sul «nocciolo della questione», l'inglese sistema di inter-raccomandazioni si estende. Non è ristretto a
Douglas Reed: «Non fu l'antisemitismo il primo a sorgere, bensì favori richiesti ai soli ebrei. La macchina dell'intelligenza ebraica
l'antigentilesimo. Voi avete tanto sentito parlare, recentemente, si pone al lavoro per attirarsi le simpatie, per assicurarsi l'aiuto
delle leggi antigiudaiche hitleriane di Norimberga, vietanti i ma- dei cristiani».
trimoni misti, che i tedeschi chiamano "contaminazione della Egualmente, dieci anni dopo, Ciro Poggiali in una valutazio-
razza". A Budapest, un ebreo, assai intelligente, colto e di larghe ne incredibilmente equilibrata per l'epoca, vale a dire i primi anni
vedute, mi disse: "Infine, le leggi di Norimberga non sono che la del dopoguerra: «"Qui gli ebrei - fu detto autorevolmente - si
traduzione in tedesco delle nostre leggi mosaiche, con la interdi- sono sempre trovati benissimo e, qualunque cosa accada, non
zione del matrimonio con i gentili". L'antagonismo di razza co- dimetteranno mai il proposito di riconquistare le posizioni perdu-
minciò non con i gentili ma con gli ebrei: la loro religione è basa- te, dispostissimi, com'è del resto nella loro natura, a dimenticare,
ta su di esso. La mania razziale, che voi tanto detestate nei tede- almeno apparentemente, l'orrenda tenebra dell'eclisse purché il
schi, ha posseduto gli ebrei per migliaia di anni. Quando questi sole torni a plendere anche per loro". Tra le molte spiegazioni di
divengono potenti, subito la praticano; quando essi consolidano questa singolarità, la più interessante mi fu fornita da un nazista
la loro posizione in questo o in quel commercio, in questa od in obiettivo: date le caratteristiche intellettuali delle moltitudini
quella professione, subito s'inizia l'allontanamento dei gentili. È germaniche, gli ebrei, provvisti di agilità mentale generalmente
per questo che voi trovavate, a Berlino, a Vienna, a Budapest, a notevole e di astuzia anche più notevole, si sentivano in Germa-
Praga giornali con forse appena un gentile nel corpo editoriale, nia in posizione naturalmente predominante; e, fra tutte le genti
teatri posseduti e diretti da ebrei che presentavano attori ed attrici non germaniche che la Germania ospitava nel suo ambito, quelle
ebree in produzioni ebraiche, lodate da critici ebraici, in giornali più atte a mitigare le durezze disciplinari del germanesimo puro.
ebraici, intere strade con sì e no un negozio non ebraico, rami Si sentivano, insomma, armati una agilità e di una versatilità
completi di commercio al dettaglio monopolizzati da ebrei. Gli molto profittevoli in un paese in cui tutto era così rigorosamem-
ebrei, se li conoscete abbastanza e se vi intendete di queste cose a nte quadrato, costretto in dogmi ed in regole e, per dirla in una
sufficienza perché essi ne parlino apertamente con voi, lo am- parola, casermistico. Gli ebrei, effettivamente, dal principio del
metteranno: non potranno negarlo. L'antigentilesimo fu l'inizio. secolo avevano accentrato nelle proprie mani le leve di comando
Fu questo, e non la perfidia dei gentili ad impedire l'assimilazio- dell'economia, dell'industria, della finanza, della speculazionbe
ne degli ebrei. È questo che impedisce loro di diventare mai te- scientifica, del teatro, del libro, di tutto ciò che non fosse stretta-
deschi, polacchi, italiani. È questo che li tiene uniti insieme come mente militaresco, lasciato volentieri alle cure dei germanici».
salde comunità nei paesi stranieri, comunità estremamente ostili Come partecipa l'Associated Press, il 6 aprile lo stesso Hitler
ai gentili». dichiara alla Federazione tedesca dei Medici: «Il popolo america-
Ed ancora: «Nei paesi sconfitti gli ebrei non usarono della no fu il primo a trarre le pratiche conseguenze dalla disegua-
grande loro potenza raggiunta per promuovere ed accelerare la glianza tra le razze. Con le leggi sull'immigrazione chiuse l'in-
assimilazione: ne usarono per accrescere il potere loro e la loro gresso nel paese agli indesiderabili di altre razze [ad esempio col
ricchezza e la loro intensa mutua collaborazione, per espellere (in Chinese Exclusion Act del 1882]. E neanche ora gli Stati Uniti
quell'epoca) i non ebrei dalle professioni, commerci e mestieri sono disposti ad aprire le porte agli ebrei che "fuggono" dalla
[...] Il sistema è questo. Voi siete ebreo; incontrate un altro ebreo. Germania. Se purifichiamo la vita culturale e intellettuale dal
Questi vi rende un piccolo servigio oppure voi ne rendete uno a predominio degli intellettuali ebrei non facciamo altro che rende-
lui (per solito si tratta di qualche cosa di non perfettamente rego- re giustizia al diritto naturale che ha la Germania di avere un pro-
lare, a guardare per il sottile). Su tale base si costruisce un'enor- prio orientamento spirituale».

Già il 6 marzo 1895, nel discorso "La razza semita contro quella teutonica", pronunciato al Reichstag in favore del progetto di legge di
chiudere le frontiere agli «ebrei che non sono cittadini del Reich», il deputato Hermann Ahlwardt concludeva: «È certo vero che nel no-
stro paese ci sono ebrei dei quali nulla si può dire di male. Cionondimeno gli ebrei presi nella loro totalità vanno considerati nocivi, per-
ché le caratteristiche razziali di questo popolo sono di un tipo che alla lunga non si armonizzano con quelle dei teutoni. Ogni ebreo che a
tutt'oggi non si ancora comportato ostilmente è pronto a farlo in futuro in mutate circostanze, poiché i suoi tratti razziali lo sospingono in
tale direzione. Noi sosteniamo che gli ebrei sono una razza diversa, un popolo diverso con tratti caratteriali assolutamente diversi».

711
Il 1° dicembre 1941 sarebbe stato ancora Hitler ad esplicitare la sua profonda, equilibrata diffidenza verso il patriottismo tedesco dei
figli di Giacobbe: «Sono persuaso che da noi ci sono stati degli ebrei corretti – nel senso che si sono sempre astenuti dal recar danno all'i-
dea tedesca [si rilevi che ancora il 1° gennaio e il 1° agosto 1935, «in nome del Führer e Reichskanzler» erano stati decorati per avere
militato nella Grande Guerra, rispettivamente, Hugo Loewenstein, mercante ebreo di Tübingen, e Ludwig Tannhäuser, uomo d'affari e-
breo di Stoccarda!]. È difficile valutarne il numero, ma d'altra parte so anche che nessuno di loro ha combattuto contro i suoi congeneri in
difesa dell'idea tedesca. Mi ricordo di un'ebrea che scrisse contro Eisner nel Bayerischer Kurier. Ma non già nell'interesse della Germa-
nia ella avversava Eisner, bensì per motivi di opportunità. Attirava l'attenzione sul fatto che, se avessero perseverato nella via tracciata da
Eisner, gli ebrei sarebbero potuti diventare oggetto di rappresaglie. È la stessa musica del Quarto Comandamento. Se l'ebreo pone un
principio di etica, lo fa in vista di un profitto. È probabile che molti ebrei non siano coscienti del potere distruttivo che essi rappresentano.
Ora, chi distrugge la vita si espone alla morte. Ecco il segreto di ciò che capita agli ebrei. Di chi è la colpa quando il gatto divora il topo?
Forse del topo che non ha mai fatto male a un gatto? Questa funzione distruttrice dell'ebreo ha una ragione in un certo modo provviden-
ziale? Se la natura ha voluto che l'ebreo sia il fermento che provoca la decomposizione dei popoli, fornendo così ai popoli stessi l'occa-
sione di una reazione salutare, allora Paolo e Trockij sono, dal nostro punto di vista, i più apprezzabili degli ebrei. Con la loro presenza
provocano la reazione di difesa dell'organismo attaccato». Nulla di diverso esprime Douglas Reed: «Se vi fosse una nazione [rectius: uno
Stato] ebraica, ne farei un'alleata dell'Inghilterra, perché credo che, per la loro propria causa, gli ebrei combatterebbero come leoni. So
che molti di essi combatterono negli eserciti della Germania, della Francia, dell'Inghilterra. So che ognuno di questi ebrei desiderava la
vittoria della propria nazione. Ma so anche che essi avevano meno da temere degli altri, se la loro nazione fosse rimasta sconfitta, giac-
ché è proprio nella sconfitta e nel caos che essi prosperano: ho notato questo in Germania, in Austria, in Ungheria. Io diffido di questi
ebrei tedeschi, o francesi o inglesi soltanto in apparenza, mentre so che essi formano, in tutti i paesi, delle comunità saldamente unite ed
operanti, prima e innanzi tutto, per la causa ebraica». Nulla di diverso aveva espresso Oswald Spengler ne «Il tramonto dell'Occidente»:
«Anche quando [l'ebreo] si considera membro della popolazione che lo ospita e partecipa al suo destino come nella maggior parte dei
paesi avvenne nel 1914, in realtà non vive gli avvenimenti come se fossero il suo vero destino, ma solamente parteggia e giudica come
un osservatore interessato, e così proprio per questa ragione il significato supremo per cui si combatte gli resta estraneo». Al contempo,
nel 1921, Max Naumann ammette la trista realtà della doppia/tripla lealtà della maggior parte dei confratelli, vale a dire l'inaffidabilità di
tanta parte dell'ebraismo tedesco nei confronti del Reich. Scriveva infatti Naumann – che nel 1932 avrebbe invano chiesto di aderire alla
NSDAP – che il contrasto tra i nazionalisti ebrei e la nazione ospitante sarebbe continuato finché non fosse fondato uno stato nazionale
ebraico in Palestina: «Questo significa, per il popolo tedesco, che nel suo seno vivono uomini che certo sono cittadini tedeschi e che in
gran parte vogliono rimanerlo, ma che si sentono membri non della nazione tedesca, ma di un'altra, straniera, i cui altri membri vivono
fuori dei confini tedeschi, nel grembo di popoli stranieri, anzi nemici ai tedeschi [im Schoße deutschfremder, ja deutschfeindlicher Völ-
ker], e che sono per parte loro cittadini di quegli stati, con tutti i doveri dei cittadini, anche il dovere dell'ostilità nei confronti dei tede-
schi». Cinque anni dopo, sul n.1-2/1926 del bollettino del VNDJ, Naumann ribatte altrettanto chiaramente agli incitamenti lanciati da
Rabbi Fischl sul n.3 dell'Israelitisches Familienblatt («Stiamo lottando per riguadagnare la nostra onnipotenza che ci è stata strappata
duemila anni fa»): «Chi è condannato a leggere quotidianamente una serie di riviste e giornali ebraici, scritti da ebrei per ebrei, prova
talora un disgusto quasi fisico di fronte a tale boria, a tali farneticazioni sulla dignità ebraica, a tale caricatura del dovere di combattere
l'antisemitismo. Basta la minima allusione a un qualunque ebreo perché questi signori entrino in agitazione». «Disgraziatamente» –
commenta nel 1933 il tedesco Otto Jamrowski – «questa Lega degli Ebrei Nazionaltedeschi non ha mai avuto alcun peso [all'interno del-
l'ebraismo]». Similari le conclusioni dell'«antisemita» Douglas Reed: «Non credo alla raffigurazione di questi ebrei come tedeschi, o
francesi, od inglesi, quando so che in tutti i paesi ci sono comunità interconnesse che si danno da fare anzitutto per la causa ebraica [...]
L'antagonismo razziale non è cominciato coi gentili, ma con gli ebrei. La loro religione si basa su di esso. Questa insania razziale [This
racial lunacy] che voi detestate nei tedeschi ha informato gli ebrei per millenni. La praticano quando diventano potenti: quando consoli-
dano le loro posizioni in un campo o nell'altro, comincia l'espulsione dei gentili. Questo è il motivo per cui trovate, a Berlino, Vienna,
Budapest, Praga e Bucarest, giornali con appena un gentile nello staff editoriale, teatri posseduti e condotti da ebrei che presentano attrici
ed attori ebrei in spettacoli ebraici lodati da critici ebrei di giornali ebrei, intere strade con appena un negozio non-ebraico, interi rami di
commercio al dettaglio monopolizzati da ebrei [...] Non è vero che gli ebrei sono giornalisti migliori dei gentili. Occupano tutti i posti di
questi giornali berlinesi perché i proprietari e i direttori sono ebrei. L'opinione di tali giornali viene presa all'estero come se fosse l'opi-
nione tedesca. Nella loro atteggiamento verso ogni questione, internazionale come interne, rappresentano solo l'interesse ebraico. Se un
paese è propizio agli ebrei, sono propizi a tale paese; se è ostile nei confronti degli ebrei, lo attaccano». Ed ancora: «Bisognerebbe finirla
con l'ebreo che traversa in continuazione le frontiere e ripetutamente cambia lingua, nazionalità e la sua professata fedeltà, che oggi è
tedesco, domani austriaco, posdomani ungherese e la settimana seguente inglese, che pretende un posto privilegiato in un mondo chiuso
ad ogni altra razza o fede, che, nel nome dell'amore per quel particolare paese in cui gli è capitato al momento di essere, si dà da fare per
indurre alla guerra contro lo Stato antisemita che ha abbandonato. Ritorna qui il solito concetto del dummer Christ, dello stupido gentile
che può essere istigato alla guerra contro gli altri gentili al fine di farla finita con l'antisemitismo. L'ebraismo internazionale organizzato
dovrebbe, in nome anche solo della [propria] dignità, mettere fine a tutto ciò». E l'inconciliabilità delle opposte posizioni storico-
politiche e visioni del mondo, stritola tragicamente, come ci testimonia Gedalja Ben Elieser rammentando un momento della Grande
Guerra, gli esseri più indifesi: «Sul muro del municipio della mia città c'era una tavola nera sulla quale venivano affissi gli annunci della
morte dei soldati. Per caso mi ci trovavo una volta dinnanzi, fissando con occhi umidi il nome del mio povero fratello. Sopra il nome c'e-
ra una croce di guerra, sotto era riportata la sua giovane età, sotto ancora, tra quello dei familiari, c'era anche il mio nome, estremo saluto.
Vedevo tutto sfuocato, tra le lacrime. Improvvisamente – nel dolore l'intorno mi sembrava svanito – sentii vicino una voce maschile che
borbottava, irridente: "Grazie al cielo, un ebreo in meno!". Sì! Lo sentii! Lo giuro davanti a Dio e al mondo!!! [...] Guerra, patriottismo,
entusiasmo morirono in me quel giorno fatale, dopo che uno sciacallo aveva trascinato nel fango la memoria di mio fratello caduto».

712
Il 28 aprile si scaglia contro la Germania, con una filippica dalla ditta come tutti gli impiegati ebrei, contro i primi atti legi-
da Radio Varsavia, anche il «fascista» Vladimir Jabotinsky (co- slativi del Reich. Malgrado manchi la base legale per i reclami
me detto, massone del Grande Oriente di Francia); all'appello (in quanto la Germania non è tra i paesi cui la Conferenza di Pa-
seguono riunioni di massa e cortei in tutte le principali città del- ce abbia imposto il sistema internazionale di protezione delle
l'Est europeo; a riprova del concertamento internazionale antite- minoranze), la Società delle Nazioni, abilmente sfruttando la
desco ricordiamo poi non solo che il 25 agosto il capo dei Revi- convenzione tedesco-polacca del 1922 che lega per un quindi-
sionisti si vanterà, davanti a un centinaio di corrispondenti, di cennio i due paesi al rispetto delle minoranze in Alta Slesia, nel
costituire la centrale del boicottaggio anti-«nazista», ma che pro- settembre condanna Berlino per avere esteso la legislazione anti-
prio lui guiderà, installandola a Parigi, la sezione europea della ebraica in quella regione.
Non-Sectarian Anti-Nazi League to Champion Human Rights Sempre nel maggio il massone demi-juif Fiorello «Little
"Lega Antinazista Non-confessionale In Difesa dei Diritti Uma- Flower» La Guardia, già viceprocuratore dello stato di New
ni", di Untermyer e confratelli. York nel 1915 e deputato repubblicano-progressista dal 1916
Mentre i massimi capi del massonismo mondiale s'incon- (rieletto nel 1920 contro il democratico avvocato ebreo Henry
trano discreti a Parigi (dagli atti, poi resi noti: «In Germania si Frank) e Gran Maestro dei Figli d'Italia, definisce Hitler «perver-
sono destati gli antichi spiriti malvagi del buio germanesimo, il ted maniac». Mentre La Guardia si guadagna i plausi della stam-
grido di Brunilde e l'ombra di Wotan minacciano i nostri lumi- pa, che lo difende dalle proteste dell'ambasciatore tedesco (iden-
nosi princìpi della Grande Rivoluzione [...] Il germanesimo de- tici insulti li reitererà da sindaco il 7 marzo 1934 davanti a ven-
v'essere stroncato per sempre, il Reich distrutto, frantumato in timila persone al Madison Square Garden in un "Processo della
cento staterelli, poiché solo nella frammentazione della Germa- Civiltà contro Adolf Hitler" con annessa condanna per «crimini
nia sta la salvezza della Massoneria»), il 17 maggio il Comité des contro la civiltà»), la cricca di Roosevelt provoca il fallimento
Délégations Juives, rappresentante ufficiale dell'ebraismo plane- della missione di Hjalmar Horace Greely Schacht, presidente
tario, presenta a Ginevra due petizioni di tale Franz Bernheim, della Reichsbank dal 1923 e mai iscritto alla NSDAP, inviato a
vissuto tra il 1931 e il 1933 in Alta Slesia, licenziato nell'aprile Washington per tentare un riavvicinamento.

La salvezza a Norimberga di Schacht (una cugina del quale, per inciso, la contessa Ilse von Finkenstein, sposerà nel dopoguerra Otto
Skorzeny, l'SS capo dei gruppi speciali a Budapest, sul Gran Sasso e nelle Ardenne) sarebbe dipesa non solo dal fatto di essere 1. un Fra-
tello Massone (per di più di madre americana: il secondo e terzo nome essendo il nome e cognome del socialista fourierista caporedattore
della New York Herald Tribune, massone e veterano nordista della Guerra Civile, promotore della Statua della Libertà prodotta dal mas-
sone Frédéric-Auguste Bartholdi), 2. quando pure non anche ebreo come sostenuto da Maurizio Blondet (XXII), fatto «ariano d'onore»
da Hitler, 3. ma anche perché, come il 27 febbraio 1939 avrebbe confidato a Joseph Kennedy, ambasciatore a Londra, Montagu Norman,
presidente della Banca d'Inghilterra 1920-44 e, per dirla con Carroll Quigley, «commander in chief of the world system of banking
control, comandante supremo del sistema mondiale di controllo sulle banche» (ed ebreo, secondo Rothkranz V), per sedici anni Schacht
lo aveva informato sulla precaria situazione finanziaria del Reich, 4. tradendo infine nel 1940-41 a Donald Heath, primo segretario d'am-
basciata USA col quale si era mensilmente intrattenuto a Berlino, segreti strategici (entrata in guerra dell'Italia, marcia della Wehrmacht
in Olanda, inizio dell'Operazione Barbarossa, etc.).

L'11 giugno il Comitato Centrale del Partito Socialista e un Il 21 luglio il World Jewish Congress riunito ad Amsterdam
gruppo ebraico lituano tappezzano le strade di Kaunas con un e il 6-7 agosto in un appello radio e sul New York Times l'Unter-
manifesto che invita al boicottaggio delle merci tedesche (il 15 myer (1858-1940, talora indicato come Untermeyer, vicepresi-
agosto il governo metterà al bando il movimento fascista nazio- dente dell'American Jewish Congress, presidente del Palestine
nale e i socialisti proporranno l'adozione di misure straordinarie, Foundation Fund e della Non-Sectarian Anti-Nazi League To
quali la destituzione degli avversari da ogni carica pubblica; nel Champion Human Rights), incitano i popoli a boicottare sia i
dicembre verranno licenziati dal governatore di Memel, città prodotti che le navi commerciali e passeggeri tedesche e – per la
strappata al Reich manu militari il 10 gennaio 1923, 101 tede- seconda volta dopo l'appello del Daily Express – ad «unirsi in
schi, in maggioranza impiegati pubblici, maestri e giudici). una guerra santa contro la Germania, to join in a holy war a-
Oltre che a misure economiche di ritorsione, la risposta al- gainst Germany, nell'interesse dell'umanità» (nell'aprile 1939 la
l'aggressione viene data il 28 giugno da Alfred Rosenberg in un NSANL avrebbe poi affisso migliaia di manifesti titolati Wanted
discorso nell'anniversario della firma dell'umiliazione versaglie- contro Hitler, «alias der Führer, alias Adolf Schicklgruber», «re-
se: «In realtà Hitler non è solo un Cancelliere, ma anche l'incar- sponsabile di 50.000 morti e di oltre 200.000 incarcerati, com-
nazione di una missione superiore. La rivoluzione tedesca è una presi scienziati ed educatori di tutte le religioni e le dottrine poli-
rivoluzione di pace sociale e riconciliazione tra i popoli. Il boi- tiche liberali», incitando alla lotta: «Non dategli denaro! Non
cottaggio antitedesco cui insidiosamente si dedica il mondo dopo intrattenete commerci con lui. Segnalate ogni suo agente che cer-
mesi di violenta sobillazione dell'opinione pubblica, peraltro ora chi di vendervi beni o idee made in Nazi Germany»).
un po' attenuata, è un tentativo di danneggiare i diritti di sovrani- Nulla invero di che stupirsi, considerando che la «non-
tà di tutti gli Stati a profitto di una minoranza capitalista. Alla confessionalità» della Lega vede nei primi undici posti, oltre a
caduta di Hitler seguirebbe un terribile caos in tutta l'Europa cen- Untermyer, almeno sette Arruolati: i tre vicepresidenti Abba Hil-
trale, che aggraverebbe pesantemente la crisi economica e il cor- lel Silver, colonnello Theodore Roosevelt e A. Coralnik, la pre-
so della politica mondiale. La rivoluzione tedesca non è la con- sidente amministrativa signora Harris, il tesoriere J. David Stern,
seguenza dell'applicazione di una teoria astratta, ma una rivolu- il tesoriere amministrativo Louis Myers e il segretario Ezekiel
zione dell'istinto e del carattere». Rabinowitz (goyim sono gli altri tre vicepresidenti James W. Ge-

713
rard, Victor J. Dowling, Arthur S. Tompkins; dopo qualche setti- mania e a tutto il mondo gli incalcolabili mezzi degli ebrei e dei
mana si aggiunge il demi-juif Fiorello La Guardia). loro assoldati, e dichiara che è inutile voler lottare contro di essi.
Immediata, ed equilibrata, la risposta, già il giorno seguente Paura, terrore, senso di inferiorità, discordia ed un orizzonte ri-
22 luglio, con un'ordinanza di Rudolf Hess, Stellvertreter di Hit- stretto: questi sono i mezzi che dovrebbero costringere i popoli a
ler: «La rivoluzione francese-ebraico-liberale si bagnò del sangue riconoscere senza riserve una volta per sempre l'ebreo come "po-
della ghigliottina. La rivoluzione russo-ebraico-bolscevica la se- polo errante" eletto dal "Dio della vendetta Jeova" a punire gli
gue facendo risonare l'eco di milioni di grida che escono dai sot- altri popoli e "se necessario" a distruggerli».
terranei insanguinati della CEKA. Nessuna rivoluzione al mondo Il 20 agosto torna alla carica l'American Jewish Congress,
fu tanto disciplinata e versò meno sangue della rivoluzione na- indirizzando a Roosevelt una petizione affinché al boicottaggio
zionalsocialista. Niente irrita di più i nemici della nuova Germa- commerciale si accompagni la rottura delle relazioni diplomati-
nia come tale fatto, ed è per questo che essi si affannano a inven- che con Berlino. Dopo un tambureggiare di minacce e di appelli
tare atrocità: perché esse non esistono, nella realtà. Su queste a- antitedeschi per tutto l'agosto, il 5 settembre si apre a Ginevra il
trocità, già smascherate come le menzogne che sono e che non secondo meeting del WJC. È Nahum Goldmann, ancora sotto lo
producono ormai effetto alcuno, gli stranieri imparziali che viag- shock del successo del 5° Reichsparteitag (1°-3 settembre 1933:
giano in Germania dissero, senza costrizione, tutta la verità. Ma i Reichsparteitag des Sieges, Congresso della Vittoria) a incitare:
nostri nemici non demordono. La direzione del partito ritiene che «...è quindi primo compito di questa conferenza costituire quel-
essi abbiano infiltrato agenti provocatori nelle fila nazionalso- l'indispensabile organizzazione che possa condurre contro la
cialiste, agenti il cui compito è indurre gli uomini delle nostre Germania una guerra aspra e ben pianificata». Il giorno dopo gli
sezioni a infierire sugli avversari affinché vengano ad esserci risponde d'oltreoceano Untermyer il quale, nel corso dell'assem-
prove fabbricate dopo le menzogne. Militi nazionalsocialisti: ab- blea dei rabbini ortodossi d'America, scaglia per la terza volta
biate sempre presenti le intenzioni dei vostri nemici. Consegnate l'herem – l'anatema in cui trecento anni prima era incorso Spino-
alle autorità chiunque voglia maltrattare i detenuti. Ogni nazio- za – contro la Germania e contro tutti coloro che, ebrei, conti-
nalsocialista che si lascerà trascinare dai provocatori verrà espul- nuano a intrattenere con essa rapporti commerciali.
so dal partito. Ognuno deve sapere che siamo lontani dal trattare L'annuncio viene dato dal Gran Rabbino del New Jersey
i nostri nemici con dolcezza ed è necessario si sappia che l'assas- B.A. Mendelson, mentre vengono accese due candele nere e lan-
sinio di un nazionalsocialista per mano comunista sarà vendicato ciati i rituali tre suoni col shofar, il mosaico corno d'ariete, lo
dieci volte contro i capi comunisti. Ogni nazionalsocialista deve strumento di Rosh ha-Shanah e dei riti esorcisti, la tromba della
però sapere che l'infierire sul nemico discende dalla mentalità Guerra Santa che chiama alla lotta il popolo e intimidisce il ne-
ebraico-bolscevica ed è cosa indegna di un razzista». mico, il richiamo dello Yom YHWH, lo strumento che Elia suone-
Al proposito commenta Poggiali: «La propaganda germanica rà nel Giorno del Giudizio Yom ha-Din per resuscitare i morti:
(un ministero, un esercito di funzionari, una dovizia smisurata di «Questa decisione troverà il compimento solo con la caduta del
mezzi) non ebbe, d'altronde, difficoltà a trovare appoggi all'anti- regime hitleriano, solo allora l'anatema avrà la nostra benedizio-
semitismo. Così, si andò proprio a pescare presso scrittori france- ne» (per finire, il suono stridulo dello shofar si alzerà nell'aria nel
si – i fratelli Jean e Jérome Tharaud – queste affermazioni conte- maggio 1948 per salutare la nomina di Chaim Weizmann a pri-
nute in un libro dal titolo "Quando Israele non è più re", compar- mo presidente di Israele). E mentre l'Untermyer conclude, fiden-
so nel 1933: "A Praga, parlandomi pieno di odio per quella che te: «Se il boicottaggio sarà condotto a buon fine, la Germania do-
era stata, sino ad allora, la sua patria, uno dei giovani intellettuali vrà cedere prima che giunga l'inverno, poiché essa vive di espor-
ebrei che tra i primi, quando le cose avevano incominciato ad tazione», Bernard S. Deutsch, presidente dell'AJC, dichiara che
andar male, era fuggito dalla Germania, ove dirigeva un'impor- l'herem «costituirà un grande aiuto spirituale per la campagna di
tante rivista pacifista a Berlino, mi disse: 'Che cosa aspettate? La boicottaggio antitedesco decisa dal Comitato».
Francia dovrebbe far immediatamente la guerra alla Germania. Nel frattempo oltreoceano, nel medesimo agosto, sir (poi
Fra tre anni sarà troppo tardi: la Germania sarà allora armata sino Lord all'inizio del 1942) Robert Gilbert Vansittart – omosessua-
ai denti. Allora essa vi attaccherà e voi sarete perduti'". Cinque le, Permanent Undersecretary of State al ministero degli Esteri
anni dopo, una rivista, Weltbühne, che un ebreo pubblicava a dal 1930 al 1938 quale successore dell'acerrimo anti-tedesco sir
Parigi, concluse con queste parole un suo commento alla politica Eyre Crowe e in seguito primo consigliere diplomatico al Fo-
antisemitica tedesca: 'Così non si va avanti. Se non scoppia pre- reign Office, capo del Military Intelligence Service e primo con-
sto un'altra guerra mondiale, tra non molto da 150 a 200.000 e- sigliere del capo del SOE Special Operations Executive Hugh
brei saranno costretti ad emigrare dalla Germania [...] Il dottor Dalton, per due interi decenni garante della più radicale politica
Ley, che nel 1946 si impiccò durante il processo di Norimberga, anti-tedesca al punto da generare il termine «vansittartismo» –
uno dei più dinamici esponenti del nazismo intransigente e rea- predispone, dopo ripetute sedute fin dal febbraio 1934 al Defence
lizzatore del Fronte del Lavoro, scriveva in piena guerra: "Ogni Requirement Sub-Committee, il memorandum On the Present
nazione che osa svegliarsi e chiamarsi popolo provocherà sen- and Future Position in Europe, ove il tema principale è l'Austria,
z'altro l'inimicizia dell'ebreo. E se questa nazione dichiara addi- la cui annessione al Reich comporterebbe tutta una serie di cala-
rittura di potersi conquistare la sua libertà nazionale soltanto an- mità che nell'arco di un decennio porterebbero ad un attacco a
nientando l'ebreo, essa sarà subito attaccata con tutti i mezzi dal- Francia e Inghilterra.
l'ebraismo internazionale, il quale senza pietà la costringerà alla A tale chiaro monito anti-tedesco seguirà il 7 aprile – sempre
guerra. È quella sfrontata alterigia da Vecchio Testamento che 1934 ! – il memorandum On the Future of Germany, nel quale
vieta agli uomini ed ai popoli di dubitare anche un solo istante viene indicato a tutte lettere il Reich quale prossimo nemico, ri-
della potenza dell'ebreo. Tutta la propaganda anglo-bolscevica- chiedendo perciò al Defence Requirement Sub-Committee di av-
nordamericana si sfiata continuamente per enumerare alla Ger- viare un adeguato riarmo, dato che i tre quarti dei tedeschi sono

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malvagi per natura, pronti a intraprendere cose aggressive e mal- «Oggi la Germania è pronta a rinunciare in ogni momento ad
vage (nel 1943 il volume Lessons of my life verrà presentato dal- armi aggressive, quando vengano bandite anche dal resto del
l'editore col cappello: «L'autore ritiene un'illusione fare differen- mondo. La Germania è pronta a sottoscrivere solenni patti di non
ze tra la destra, il centro o la sinistra tedeschi, o tra cattolici e aggressione con chiunque; perché la Germania non pensa ad u-
protestanti tedeschi, o tra operai e capitalisti tedeschi. Sono tutti n'aggressione, ma alla propria sicurezza» (17 maggio) e «Il go-
uguali, e l'unica speranza di avere un'Europa pacifica è una verno del Reich e il popolo tedesco rinnovano la dichiarazione
schiacciante, violenta sconfitta militare della Germania, seguita che sottoscriveranno di buon grado ogni effettivo disarmo gene-
da una rieducazione condotta per un paio di generazioni sotto il rale, assicurando la propria disponibilità a distruggere anche l'ul-
controllo delle Nazioni Unite»); nella primavera 1940, avuta or- tima mitragliatrice tedesca e a smobilitare l'ultimo soldato, quan-
mai la sua guerra («Se Hitler fallisce, il suo successore sarà il do facciano lo stesso anche gli altri popoli» (14 ottobre; nel bien-
bolscevismo; se avrà successo, precipiterà in una guerra europea nio 1933-35, prima dell'avvio del riarmo, nello spirito dell'art. 8
entro cinque anni», aveva preventivato nel 1933 in Even now), del Diktat Berlino avanza in tutto cinque proposte di disarmo
firmerà The Nature of the Beast, "La natura della Bestia", ove generale, tutte rigettate da Londra e Parigi senza aprire il minimo
assevera che i tedeschi hanno un'aggressiva natura da lupi, e che colloquio preliminare: d'altra parte, era stato proprio l'ex primo
come i lupi non possono cambiare. ministro e confrère Edouard Herriot, nume titolare del radicali-
Già nell'estate 1935, del resto, Lord Ismay, segretario del smo francese, a sogghignare che «il verbo disarmare è irregolare
Committee of Imperial Defence, aveva avvertito i ministeri re- in tutte le lingue. Non ha né prima persona, né presente, né pas-
sponsabili per la guerra di raggiungere per il 1939 «a reasonable sato. Si coniuga soprattutto al futuro e alla seconda persona»).
state of preparedness, un ragionevole stato di efficienza»; nel Buona volontà, questa tedesca, allora nota agli spiriti più e-
1936 aveva poi previsto, quando pur non addirittura fissato, nel- quanimi come, riporta l'influente giornalista ebreo-americano
l'autunno 1939 l'inizio del conflitto anti-tedesco. Al proposito il Hubert Renfro «H.R.» Knickerbocker, il primo ministro bulgaro
sottosegretario polacco agli Esteri conte Jan Szembek annoterà Nicola Mushanoff: «C'è un solo modo per sventare la guerra, e
nel proprio diario, il 7 luglio 1938: «Vansittart è il principale i- consiste nel rimuovere le ingiustizie che suscitano il desiderio di
stigatore della politica di accerchiamento contro la Germania, ricorrere alla violenza, e poi nel disarmare. Se la Germania riesce
diretta e incoraggiata da taluni elementi del governo britannico». a indurre le altre potenze a mantenere le loro promesse circa il
E che gli aizzamenti di Vansittart non restino mere parole lo disarmo, allora non vi saranno guerre. Ma se non si disarma, mi
provano le conseguenze sugli eventi storici. Anche dopo sessan- sembra che la guerra sia inevitabile. Ma nessuna guerra ha mai
t'anni procura un qualche disagio al lettore la lettera da lui inviata risolto problemi. Una nuova guerra non farebbe che creare nuovi
il 6 settembre 1940 al Foreign Office non appena saputo del tele- problemi. Mi pare evidente che dopo una altra guerra tutta l'Eu-
gramma inviato a Lord Halifax dall'ambasciatore in Svezia Vic- ropa diventerebbe comunista, e ritengo che i cosiddetti vincitori
tor Mallet: «Urgente! Ministro, spero che darete disposizione al sarebbero proprio quelli che finirebbero per perdere di più».
signor Mallet che in nessuna circostanza dovrà incontrare il dot- Ma, scatenata l'aggressione in tutto il mondo, il 3 novembre
tor [Ludwig] Weißauer [consigliere giuridico di Hitler, in mis- la sede del quotidiano Deutsche Afrika Post viene devastata a
sione segreta a Stoccolma presso il presidente del Tribunale Su- Johannesburg da impuniti gruppi ebraici. Lo stesso giorno il Se-
premo svedese dottor Ekkeberg, pregato di essere tramite con gretario di Stato Cordell Hull porge le scuse all'ambasciatore Lu-
Mallet per un accordo di pace]. È in gioco il futuro della civiltà. ther per gli attacchi sferratigli a Cleveland in un raduno ADL da
Oggi ne va della nostra o della loro sopravvivenza, e dovrà tra- Untermyer, che lo accusa di essere il munifico finanziatore di
montare o la nostra Patria o il Reich tedesco, e non solo tramon- organizzazioni americane filo-tedesche. Due giorni dopo è a
tare, ma l'una o l'altro venire totalmente distrutto. Sono convinto Londra che l'ebraismo rinnova gli incitamenti ad aggravare il
che ad essere distrutto sarà il Reich tedesco. Ciò è ben diverso boicottaggio dei prodotti tedeschi in ogni parte dell'Impero, poi-
dal dire che la Germania dovrà essere distrutta. Ma il Reich tede- ché, tuona P. Horowitz, «il regime del cancelliere Hitler è una
sco e l'idea del Reich da settantacinque anni sono la maledizione sfida all'intero mondo ebraico».
del mondo, e se questa volta non la facciamo finita, non lo fare- Intanto, malgrado i massacri dell'industrializzazione e della
mo mai, e allora ci rovineranno loro. Il nemico è il Reich tede- collettivizzazione forzata delle terre, la liquidazione di milioni di
sco, e non solo il nazismo. Chi non l'ha ancora capito non ha ca- contadini, il terrorismo di Stato esercitato su oppositori, dissen-
pito niente e ci farà scivolare in una sesta guerra, anche se riusci- zienti e tiepidi, la distruzione di ogni istituzione religiosa, la for-
remo a sopravvivere alla quinta [riferimento alla sequenza: guer- mulazione di piani per la sovversione e il dominio mondiali –
ra contro la Danimarca 1864, contro l'Austria-Ungheria 1866, cose all'epoca tutte ben note agli Occidentali e perfino vantate
contro la Francia 1870, Grande Guerra 1914, conflitto in corso dai comunisti – il 16 novembre 1933 gli USA ristabiliscono le
1939]. Preferirei cogliere l'opportunità di sopravvivere alla quin- più piene relazioni diplomatiche con l'URSS, per le quali Roose-
ta. Oggi non esistono possibilità per un compromesso, la lotta velt si è attivato già nell'agosto indirizzando una lettera al presi-
dovrà essere combattuta fino alla fine, e precisamente fino alla dente del Comitato Centrale Mikhail Kalinin (cinque anni dopo
fine definitiva. Confido che il signor Mallet riceverà le più ener- Presidente del Presidium, cioè Capo dello Stato). Nulla che si
giche disposizioni. Ne abbiamo più che abbastanza di Dahlerus possa, del resto, considerare rottura col passato: come detto, fin
[l'industriale svedese, inviato da Göring a Londra nell'agosto- dal putsch bolscevico gli USA, da sempre avversari del pur blan-
settembre 1939 per un accordo di pace], Weißauer e consorti». do interventismo pro-Bianchi anglo-francese, si sono distinti per
Del tutto ovvio, di fronte a tale montante marea di odio, il gli interventi economico-finanziari a sostegno del nuovo regime.
rigetto da parte delle Grandi Potenze, e l'indifferenza della So- Anche escludendo gli aiuti umanitari e il collaterale interven-
cietà delle Nazioni, delle profferte cinque volte avanzate da Hit- to del capitalismo internazionale, lo sforzo del Paese di Dio in
ler onde trovare un accomodamento al problema armamenti: aiuto al Radioso Avvenire è semplicemente colossale, organizza-

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to, a tutto il 1933, da duecento gruppi bancari (nel quarto di se- zione delle terre, dello sterminio dei contadini e dell'indu-
colo 1920-45 opereranno in URSS oltre mille imprese USA). strializzazione forzata!), impedisce agli Occidentali una ultra-
Nessuna remora, da ambo le parti, a collaborare con l'«odiato ne- fattiva collaborazione col bolscevismo. E invero, perché avrebbe
mico»; nessuna remora, nella primavera 1922, per la compagnia dovuto impedirlo?, sottolinea nel 1928, in Genève ou Moscou, il
mineraria De Beers, ad acquistare dai senza-Dio diamanti e altri futuro intellettuale fascista Pierre Drieu La Rochelle: «Capitali-
oggetti preziosi confiscati al clero, e questo mentre i primi pro- smo e comunismo sono nati insieme da uno stesso sviluppo eco-
cessi inviano alla forca o nel Gulag migliaia di religiosi e più in nomico; la necessità del loro gemellaggio avviene sotto lo stesso
genere di «controrivoluzionari» che si sono opposti al saccheggio segno, la Macchina. L'uno e l'altro sono i figli ardenti e foschi
e allo spoglio dei luoghi di culto. Ben scrive Richard Pipes: «I dell'industria». «Furono soprattutto gli Stati Uniti» – aggiunge
capitalisti occidentali non persero il sonno per il destino dei loro Marcello Flores – «ad avvantaggiarsi dei nuovi rapporti com-
confratelli russi; erano dispostissimi a concludere affari con il merciali di cui il Piano sovietico aveva bisogno, erodendo pian
regime sovietico, affittando o acquistando a prezzi stracciati le piano spazio alla Francia e soprattutto alla Germania, pur se nel
proprietà sequestrate ai possidenti russi. Nessun gruppo pro- complesso fu l'insieme del commercio occidentale a trarne bene-
muoveva la collaborazione con la Russia sovietica in modo più ficio. Nei primi mesi del 1930, grazie soprattutto alla vendita di
assiduo ed efficace delle comunità imprenditoriali europee e a- trattori e macchinari agricoli e industriali, gli USA risultarono il
mericane. I bolscevichi sfruttavano la loro ansia di concludere primo partner commerciale dell'URSS, con le esportazioni che
affari inducendoli a esercitare pressioni sui governi occidentali raggiunsero il tetto di oltre 114 milioni di dollari contro i 24
perché concedessero alla Russia il riconoscimento diplomatico e d'importazione di metalli preziosi, pellicce, legname. Nell'estate
aiuti economici. Nell'estate del 1920, quando le prime missioni del 1931 la Camera di commercio russo-americana e l'American
commerciali sovietiche arrivarono in Europa in cerca di credito e Express organizzarono il viaggio in URSS di una cinquantina di
tecnologia, furono evitate dai sindacati, ma accolte a braccia a- rappresentanti di trentadue industrie, mentre sparivano del tutto i
perte dagli imprenditori della grande industria [...] Gli imprendi- timori sulla insolvenza dello Stato russo che riusciva così ad ot-
tori, impazienti di sfruttare le risorse naturali della Russia e di tenere crediti crescenti dalle banche occidentali [...] Durante il
venderle manufatti, adducevano una serie di motivazioni per giu- primo Piano quinquennale l'Unione Sovietica importò dall'Occi-
stificare i rapporti commerciali con un regime che aveva violato, dente non solo tecnici e merci, ma tecnologia. Anche in questo
in patria e all'estero, tutte le norme acquisite di comportamento caso gli Stati Uniti subentrarono massicciamente all'Inghilterra e
civile: innanzitutto, qualsiasi paese aveva diritto a scegliersi il alla Germania, che fino al 1927 erano stati i partner privilegiati.
propprio tipo di governo. Di conseguenza, oltre che poco realisti- L'entusiasmo sovietico per le tecniche della produzione in serie e
co, sarebbe stato antidemocratico ostracizzare la Russia sovietica per la standardizzazione del lavoro datava dai tempi della rivolu-
[!]. Come disse Bernard Baruch nel 1920, "Il popolo russo ha zione, ma solo ora riusciva a trovare il modo di estrinsecarsi, pa-
diritto, mi pare, di istituire qualsiasi forma di governo desideri". rallelamente alla diffusione dei metodi di Ford e di Taylor anche
Questa argomentazione ammetteva implicitamente che i russi nell'industria tedesca. La fortuna "teorica" di cui godevano in
avevano scelto il governo comunista. In secondo luogo il com- URSS Ford e Taylor si affiancava alla presenza concreta del
mercio incivilisce, perché insegna a usare il buon senso e scredita primo sul suolo sovietico. Il 31 maggio 1929 Ford, che negli anni
le dottrine astratte [...] Tali spiegazioni, ripetute spesso e talvolta precedenti aveva venduto ai russi migliaia di trattori, si era impe-
con convinzione, erano ancora più efficaci perché gli imprendito- gnato a fornire il progetto per una fabbrica capace di produrre
ri tendevano a non prendere in seria considerazione gli slogan 100.000 unità all'anno. In cambio dell'acquisto sovietico di
comunisti sull'imminente rivoluzione mondiale. Gli imprenditori 72.000 unità in quattro anni e dell'impegno di usare solamente i
sono inclini a considerare aspirazioni comuni a tutta l'umanità le propri ricambi, Ford offriva macchinari, tecnologia, brevetti, cor-
proprie motivazioni, alimentate dall'interesse personale. Dal loro si di formazione per ingegneri russi negli Stati Uniti».
punto di vista le idee e le ideologie che non si fondano sull'inte- Ben aveva anticipato nel 1933, di ritorno da un viaggio nel
resse sono sintomo d'immaturità, oppure frutto di simulazione; Paese del Futuro, il fascista Mirko Ardemagni: «I russi, isolati
nel primo caso il tempo riesce a guarirle, nel secondo possono dal mondo, incapaci di dipanare la matassa della vita nazionale
essere neutralizzate da proposte commerciali allettanti [...] I bol- per trovare il bandolo della ripresa economica, digiuni di alta
scevichi sfruttarono abilmente questo ragionamento sbagliato: industria almeno quanto lo erano di pane, confinati nel campo
già nel 1918 Ioffe e Krasin avevano consigliato con un certo suc- della teoria, impossibilitati a scendere sul terreno della pratica,
cesso agli imprenditori tedeschi di non tener conto del "massima- strinsero la mano ai supercapitalisti, buttarono le braccia al collo
lismo" di Mosca [...] Un'importante ragione per cui gli imprendi- a tutti i re senza corona: al re dell'automobile e al re dell'acciaio,
tori occidentali erano così inclini a non prendere in considerazio- al re dell'alta banca e al re della forza motrice. Allora gli ameri-
ne gli elementi contrari a quanto volevano credere era la convin- cani, spregiudicati, tempisti, intelligenti, presero la palla al balzo
zione diffusa che la Russia offrisse possibilità illimitate per lo e fecero il loro gioco. Entrarono come consiglieri di straforo nel-
sfruttamento di risorse naturali e lo smercio di manufatti; negli lo studio del piano quinquennale. "La industrializzazione in un
Stati Uniti era considerata il più vasto mercato "vuoto" del mon- paese come il vostro non basta. Vi occorre la superindustria-
do, e in Inghilterra una "miniera d'oro". Data l'immensa e- lizzazione. Ingrandite le vostre idee, moltiplicate i vostri impian-
spansione della capacità produttiva durante la prima guerra mon- ti, affrettate la attrezzatura industriale dell'Unione. Questa è la
diale, specialmente negli Stati Uniti, la comunità degli imprendi- condizione per risollevare il vostro prestigio nel mondo e per
tori occidentali era estremamente interessata al mercato russo». generalizzare il consenso nel paese". I russi divennero america-
Nessuna democratica ritrosia verso i violatori dei più ele- nofili a un punto tale che si dimenticarono quasi che la loro paro-
mentari diritti umani, nessuna ripugnanza per un regime ultra- la d'ordine era "lo stato di guerra contro il mondo capitalista". Gli
assassino inedito nella storia (e sono gli anni della collettivizza- americani, senza parola d'ordine, stavano invece infliggendo una

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dura lezione ai bolscevichi. Iniziatasi l'esecuzione del piano quin- * * *
quennale, quasi tutti i lavori di una certa importanza furono affi-
dati a ingegneri e tecnici americani. Il colonnello Cooper assume Fallito nel 1933, il boicottaggio antitedesco viene reiterato
la consulenza per lo sbarramento del Dnepr, diventa l'unico stra- nel 1934 ed ancora l'anno seguente (ripetiamo: il del tutto pacifi-
niero che possa essere ammesso liberamente al cospetto di Stalin co boicottaggio nazionalsocialista dei negozi ebraici era stato
e si fa sborsare ogni anno una cifra che non avrebbe saputo spen- proclamato quale risposta al boicottaggio ebraico della Germa-
dere neppure lo Zar. Enrico Ford lancia l'idea e fornisce i progetti nia solo il 28 marzo e per la sola mezza giornata del 1° aprile,
per una colossale fabbrica di piccole automobili che quando ini- giorno peraltro di riposo per gli ebrei). Per quanto sensibile, il
zierà la produzione fra un anno si dimostrerà praticamente inutile calo delle esportazioni tedesche negli USA non assume tuttavia
perché in Russia occorrono soltanto gli autocarri pesanti e perché valori catastrofici come quelli concernenti le esportazioni in U-
la rete stradale è ancora di là da venire. nione Sovietica, ove dal 1932 al 1934 crollano dal 10,9 all'1,5%:
«Qua e là, vicino ai centri di sfruttamento industriale, ondeg- dal 1932 al 1935 esse calano dal 5,8 al 3,8% (i dati di Paul Ma-
gia al vento la bandiera stellata, gli accampamenti prendono il quenne riportano dal 4,9 del 1932 al 3,8% del 1934, e cioè da
nome fatidico di Amerikanskij Gorod e le maestranze russe fila- 281,2 a 157,8 milioni di Reichsmark), andamento simile a quello
no, obbedienti e taciturne, sotto il comando dei capitalisti dell'al- tra il 1929 e il 1932, prima dell'inizio del boicottaggio.
tro mondo. Intanto la funzione più importante e meno appari- Anche l'imposizione da parte di Wall Street, il 31 gennaio
scente di questi tecnici è di dimostrare in ogni occasione la ne- 1934, di un nuovo cambio tra dollaro e Reichsmark del valore
cessità improrogabile della tal macchina americana, del tale im- del 59,6% della precedente, lungi dall'infliggere un colpo mortale
pianto, del tale strumento. Tutto a poco a poco è congegnato in all'economia tedesca rendendole praticamente impossibili sia
modo che senza gli articoli made in USA non si può più andare l'esportazione di prodotti finiti che l'acquisto di materie prime sui
avanti. E il piano dei Cinque Anni è come un cordone ombelicale mercati mondiali basati sul dollaro e l'oro (si tenga presente, rile-
che riceve gli alimenti da Pittsburgh e da Chicago, da Cleveland vano Ferenc Vajda e Peter Dancey, che ancora nel marzo 1938 le
e da Detroit. La quantità di macchinario importato dagli Stati riserve auree del Reich ammontavano a 2,4 misere tonnellate,
Uniti in questi ultimi anni è tale che potrebbe formare la dotazio- mentre la piccola Austria, in procinto di rientrare in seno alla
ne del paese europeo industrialmente più attrezzato. Nel 1930 le madrepatria, ne contava 41; vedi anche altri dati sulle riserve au-
importazioni americane in Russia segnano un aumento del 148% ree al cap.XXVIII), si traduce in uno sbalorditivo successo in
sulle cifre del 1929. Messe in confronto al totale del commercio virtù delle contromisure adottate dal Reich: al tentativo anglo-
estero dell'Unione, queste importazioni assumono un valore an- americano di soffocamento finanziario Berlino reagisce propo-
cor più significativo. Gli Stati Uniti occupano il primo posto e nendo un'economia di baratto e compensazione (Verrechnung o,
consegnano da soli quasi la metà delle forniture di tutti gli altri all'inglese, clearing), oltremodo gradita ai paesi poveri di divise
paesi messi insieme» (per inciso, uno dei più ascoltati consulenti pregiate (in particolare, non solo gli Stati balcanici e scandinavi,
dal 1929 al 1931 è l'ingegnere Walter Polakov, un «russo» fuggi- ma anche quelli sudamericani, considerati dagli USA l'indiscusso
to negli USA dopo i moti del 1905 e divenuto uno dei più auto- «cortile di casa»), offrendo cioè i propri prodotti in cambio di
revoli rappresentanti della Taylor Society). quelli da importare, sia merci finite di quei paesi, sia materie
In tal modo l'elettrificazione del Mondo Nuovo Orientale e la prime: ad esempio, biciclette, apparecchiature e macchine utensi-
diffusione delle radiocomunicazioni, vanto del Socialismo-In- li contro prodotti alimentari, rame, piombo, cromo, manganese,
Un-Solo-Paese, vengono realizzate dalla General Electric e dalla ferro, bauxite, gomma e legname. Nel 1938 sono ben venticinque
RCA per il 90%, mentre, come già detto, la motorizzazione di paesi che hanno stretto tali accordi col Reich.
agricoltura e trasporti è opera della Ford e della Caterpillar. «Ri- Situazione, peraltro, non solo pericolosa, ma inaccettabile
cevendo nel 1933 il ministro degli Esteri di Stalin» – scrive San- per i beati possidentes, riconosciuta fin dal 1936 da Francis Sa-
dro Petrucci nel volume collettaneo Novecento – «il direttore yer, sottosegretario di Stato del Paese di Dio: «Ogni colpo diretto
della IBM disse che avrebbe domandato "a ogni americano, nel- contro il nostro commercio estero è una minaccia diretta alla no-
l'interesse delle relazioni reciproche, di impedire ogni critica del- stra vita economica e sociale». Del tutto inutile, quindi, nota Max
la forma di governo che la Russia si è scelta"». Klüver in Den Sieg verspielt, "Perdere la guerra", il fatto che
Anche perché, osserva Viktor Suvorov, l'aiuto americano «Hitler voleva che l'Inghilterra non considerasse più il Reich un
non fu certo prestato disinteressatamente né gratuitamente, e si concorrente commerciale molesto e pericoloso. Ma i metodi di
può anzi porre tra le concause degli immani sconvolgimenti so- accordo bilaterale impostati dalla Germania per carenza valutaria
ciali sovietici dei primi anni Trenta: «L'industrializzazione fu minacciavano il predominio inglese. La ricchezza dell'Inghilterra
pagata da Stalin col livello di vita del popolo, che egli fece spro- riposava sul libero commercio multilaterale, con la sterlina quale
fondare a valori infimi. Sui mercati esteri lanciò enormi quantità valuta di pagamento internazionale. Ora, la Germania comincia-
di oro, di platino e di diamanti. Alienò in pochi anni quanto la va a dividere il mondo (o, per il momento, l'Europa e il Sudame-
nazione aveva accumulato nell'arco di secoli. Saccheggiò le chie- rica) in spazi economici a sé stanti, e a costruire un commercio
se e i monasteri, i depositi e le tesorerie imperiali. Preziosissime bilaterale con scambi di compensazione che rendevano superflua
icone e volumi lasciarono il paese. Dipinti dei grandi maestri del una valuta di pagamento internazionale [...] Inoltre, non si tratta-
Rinascimento furono esportati. Collezioni di gioielli e tesori ven- va più di pure questioni commerciali, dato che la quota dell'Eu-
nero asportati da musei e biblioteche. Stalin forzò l'esportazione ropa sudorientale comportava, quanto al commercio estero bri-
di legno e carbone, di nickel e manganese, di petrolio e cotone, di tannico, solo il 2% degli scambi. Più importante era il sud-est
caviale, pellicce, cereali e di molto altro ancora. Ma anche questo europeo per gli interessi finanziari britannici. Ma ancora più si-
non bastò. E perciò diede inizio nel 1930 alla sanguinosa collet- gnificativi erano gli interessi strategici. Gli inglesi più lungimi-
tivizzazione delle terre». ranti riconoscevano che questo spazio economico centro-sud-est-

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europeo in via di formazione avrebbe, in caso di guerra, ridotto la sistema economico della Germania».
dipendenza tedesca dalle materie prime di oltreoceano, e quindi A identiche conclusioni giunge, quasi sorpreso ed anzi am-
ridotta l'efficacia del blocco condotto dalla flotta di Sua Maestà. mirato, Blondet XXII: «Quando Hitler sale al potere, la Germa-
Gli inglesi temevano che all'influenza economica della Germania nia soffre di una crisi industriale enorme, paragomnabile a quella
nello spazio sud-est-europeo ne conseguisse uno politico [ancor americana, con la relativa gigantesca disoccupazione. Ma a diffe-
più dall'aprile 1938, con l'annessione dell'Austria, che diretta- renza degli Stati Uniti, per di più è gravata da debiti esteri
mente apriva al Reich lo spazio danubiano, n.d.A.]. Una tal cosa schiaccianti. Non solo il debito politico, il peso delle riparazioni;
la considerarono una minaccia alle loro posizioni nel Mediter- anche il debito commerciale è pauroso. Le sue riserve monetarie
raneo orientale. Infine, rinacque il fantasma antebellico della fer- sono ridotte quasi a zero. Inoltre, s'è prosciugato totalmente il
rovia per Bagdad. L'egemonia tedesca nei Balcani avrebbe, attra- flusso dei capitali esteri, che si presumevano necessari alla sua
verso la Turchia, minacciato le posizioni inglesi nel Vicino O- rinascita economica. La Germania insomma non ha denaro, ha
riente. Esisteva dunque tutta una serie di preoccupazioni, da parte perso i suoi mercati d'esportazione, è forzatamente isolata – dalla
dell'Inghilterra. Tutto ciò non lo vedeva Hitler, quando pensava recessione mondiale – dal mercato globale. Costretta a un'econo-
che un'egemonia tedesca ristretta al continente non avrebbe ferito mia a circuito chiuso, nei suoi angusti confini [...] A causa del
gli interessi inglesi». suo grande indebitamento estero, la Germania non può svalutare
Chiarissime, invero, le conclusioni di Robert Machray nel la moneta: questa misura renderebbe più competitive le sue e-
1938, in The Struggle for the Danube and the Little Entente sportazioni, ma accrescerebbe il peso del debito. Fra le prime
1929-1938, epigrafato dal massone Edvard Benes, ministro degli misure del Terzo Reich c'è dunque il riequilibrio del commercio,
Esteri 1918-35 indi capo di Stato ceco (il cognome viene attesta- perché il deficit commerciale non può più essere finanziato come
to ebraico dai Guggenheimer): «La Piccola Intesa [l'alleanza po- si fa in periodi normali. Di fatto, la libertà di scambio viene sosti-
litico-militare tra Cecoslovacchia, Jugoslavia e Romania, infor- tuita da Hitler da meccanismi inventivi. I creditori della Germa-
malmente fiancheggiate da Polonia e Grecia, voluta in senso an- nia vengono pagati con marchi (stampati apposta, moneta di Sta-
ti-tedesco dalla Francia, la quale con missioni militari permanenti to) che però devono essere utilizzati solo per comprare in Ger-
mira ad unificare le regolamentazioni tattiche e gli armamenti mania merci tedesche. Ben presto, questo sistema sviluppò, quasi
delle loro forze armate onde impiegarle come di parti di uno stes- spontaneamente, accordi internazionali di scambio per baratto:
so esercito] è la chiave di volta dell'arco dell'Europa Centrale, la Germania non aveva più bisogno di valuta estera (dollari o
senza la quale l'ordine europeo collasserebbe in conflitti le cui sterline) per comprare le materie prime di cui necessitava, perché
conseguenze non sono immaginabili». non vendeva né comprava più. Per il grano argentino, dava in
Hitler, aggiunge Mansur Khan, «era fermamente convinto cambio i suoi (pregiati) prodotti industriali; per il petrolio dei
che finché il sistema monetario internazionale si fondava sull'oro Rockefeller, armoniche a bocca e orologi a cucù. Prendere o la-
la nazione che ne possedeva la maggior parte poteva sottomettere sciare, e le condizioni di gelo del mercato globale non consenti-
al proprio volere ogni nazione cui l'oro mancasse. Cosa facilmen- vano ai Rockefeller di fare i difficili. Per i pochi commerci con
te attuabile chiudendo le fonti di divise pregiate e costringendo le esborso di valuta, il Reich impose agli importatori tedeschi u-
nazioni ad accettare prestiti a interessi esorbitanti, per accapar- n'autorizzazione della Banca Centrale all'acquisto di divise este-
rarne le ricchezze. A ragione Hitler argomentava contro un tale re; il tutto fu facilitato da accordi diretti con gli esportatori, che
sistema economico di predominio, sostenendo che una nazione disponevano di quelle divise e le mettevano a disposizione. I ne-
[Volksgemeinschaft: letteralmente «comunità di popolo»] non gozi sui cambi avvenivano dunque, "dopo l'eliminazione degli
viveva del fittizio valore dell'oro, ma della propria reale forza speculatori e degli ebrei", senza che fosse necessario pagare il
produttiva, la quale conferiva alla moneta l'effettiva copertura e il tributo ai banchieri internazionali».
reale valore. Per questo Hitler proibì di contrarre prestiti all'este- «Lo Stato tedesco può dunque praticare politiche inflazioni-
ro, per quanto basso fosse l'interesse. E tuttavia, per ottenere le ste, stampando la moneta di cui ha bisogno, senza essere imme-
vitali materie prime, stipulò trattati commerciali bilaterali. Per diatamente punito dai mercati mondiali dei cambi (governati da
limitare effettivamente la "libertà di scambio monetario" e così speculatori ed ebrei) con una perdita del valore del marco rispet-
porre fine al gioco degli speculatori e degli intermediari borsisti- to al dollaro. E il pubblico tedesco non riceve quel segnale di
ci, come anche per disporre la fine della dislocazione all'estero sfiducia mondiale consistente nella svalutazione del cambio della
della ricchezza privata secondo dei venti della situazione interna- sua moneta nazionale. Così, Hitler può stampare marchi nella
zionale, usò elementi della politica finanziaria di Brüning. La misura che desidera per raggiungere il suo scopo primario: il
qual cosa significava che nuovo denaro veniva creato soltanto riassorbimento della disoccupazione. Grandi lavori pubblici, au-
quando erano disponibili le forze lavorative e le materie prime, e tostrade e poi il riarmo, forniscono salari a un numero crescente
quando inoltre non c'erano più debiti. Tale politica si poneva in di occupati. I risultati sono, dietro le fredde cifre, spettacolari per
totale contrasto con la politica finanziaria portata avanti dagli ampiezza e rapidità. Nel gennaio 1933, quando Hitler sale al po-
USA. Perché la vita finanziaria internazionale si basava sui pre- tere, i disoccupati sono 6 milioni e passa [un terzo della forza
stiti alle nazioni in difficoltà economiche. La politica economica produttiva, mentre in settori specifici il quadro è ancora peggio-
di Hitler avrebbe quindi comportato, sul lungo periodo, la rovina re: il 41,9% nella siderurgia, il 48,9 nella metalmeccanica, il 63,5
dello status quo di un sistema economico dominato dagli USA. nella cantieristica navale, con un PIL che dagli 88.846.000 Rei-
Se l'economia tedesca avesse fatto un nuovo balzo in avanti e chsmark del 1928 precipita a 55.544.000 nel 1932]. A gennaio
fosse sopravvissuta alla congiuntura, le altre nazioni ne avrebbe- 1934, sono calati a 3,7 milioni. A giugno, sono ormai 2,5 milio-
ro seguito l'esempio? Che ciò non fosse una vuota minaccia, lo ni. Nel 1936 calano ancora, a 1,6 milioni. Nel 1938 non sono più
dimostrano tra l'altro le nazioni dell'Europa sud-orientale e dei di 400.000. E non sono le industrie d'armamento ad assorbire la
Balcani, dato che a discapito degli USA utilizzavano lo stesso manodopera. Fra il 1933 e il 1936, è l'edilizia ad impiegarne di

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più (più 209%), seguita dall'industria dell'automobile (più Aggiunge Horst Mahler: «Non il cosiddetto Miracolo Eco-
117%); la metallurgia ne occupa relativamente meno (più 83%). nomico degli anni 1955-73 fu un miracolo. Esso fu solo la sven-
Nei fatti, la stampa di banconote viene evitata – o piuttosto dis- dita della Germania agli USA. Il Miracolo Tedesco si compì dal
simulata – con geniali tecnicismi. Di norma, nel sistema bancario 1933 al 1941, quando il popolo tedesco, precipitato in un abisso
speculativo, le banche creano denaro dal nulla aprendo dei fidi di disperazione dall'infausta conclusione della Grande Guerra, si
agli investitori; costoro, successivamente servendo il loro debito risollevò e in soli quattro anni vinse non solo le conseguenze del-
(e anzitutto pagando gli interessi alla banca), riempiono quel nul- la crisi economica mondiale, ridando lavoro e pane a sei milioni
la di vera moneta – di cui la banca si trattiene il suo profitto, e- di disoccupati, ma al contempo raccolse le proprie forze per una
straendo il suo tradizionale tributo dal lavoro umano». prova senza precedenti che gli permise di cancellare militarmente
Al contrario che nel Sistema Usurario, «nel sistema hitleria- l'onta del Diktat, dopo che erano falliti tutti i tentativi per trovare
no è direttamente la Banca Centrale di Stato (Reichsbank) a for- un accordo pacifico coi paesi vicini a causa dei callidi intrighi di
nire agli industriali i capitali di cui hanno bisogno. Non lo fa a- Franklin Delano Roosevelt, che voleva una seconda guerra con-
prendo a loro favore dei fidi; lo fa autorizzando gli imprenditori tro la Germania per distruggere, questa volta, il Reich dalle fon-
ad emettere delle cambiali garantite dallo Stato. È con queste damenta e per sempre, assoggettando con ciò agli USA l'intera
promesse di pagamento (dette "effetti MEFO [o Mefo-Wechsel, Europa. Il Reich tedesco aveva provato che una moderna nazione
da Metallurgische ForschungsGmbH "Società a responsabilità industriale può fiorire se confida sulle proprie forze e pone dei
limitata per la ricerca metallurgica"]") che gli imprenditori paga- limiti al libero scambio. Non il progetto leniniano, il comunismo
no i fornitori. In teoria, questi ultimi possono scontarle presso la sovietico, era un vero pericolo per il capitalismo liberista della
Reichsbank ad ogni momento, e qui sta il rischio: se gli effetti East Coast, ma il modello tedesco. Perciò è stata distrutta la
MEFO venissero presentati all'incasso massicciamente e rapida- Germania, non l'Unione Sovietica [...] Con la subordinazione del
mente, l'effetto finale sarebbe di nuovo un aumento esplosivo del Mercato al Bene Comune [della Nazione] crolla il Potere Finan-
circolante e dunque dell'inflazione. Di fatto, però questo non av- ziario dell'ebraismo».
viene nel Terzo Reich. Anzi: gli industriali tedeschi si servono E a simili conclusioni era arrivato nel 1941, trattando dell'Ita-
degli effetti MEFO come mezzo di pagamento fra loro, senza lia, il fascista Luigi Villari: «I finanzieri [interni e internazionali]
mai portarli all'incasso; risparmiando così fra l'altro (non piccolo capivano che se il sistema [fascista] non fosse [stato] definitiva-
vantaggio) l'aggio dello sconto. Insomma, gli effetti MEFO di- mente schiacciato il loro metodo di dominare la vita economica
ventano una vera moneta, esclusivamente per uso delle imprese, del mondo sarebbe [stato] seriamente minacciato. Cominciarono
a circolazione fiduciaria. Gli economisti si sono chiesti come quindi col diffondere innumerevoli voci intese a screditarlo, de-
questo miracolo sia potuto avvenire, ed hanno sospettato pres- scrivendo la situazione economica e finanziaria dell'Italia come
sioni dello Stato [nazionalsocialista], magari tramite la Gestapo, estremamente precaria appunto perché vi funzionava il sistema
per mantenere il corso forzoso di questa semimoneta. Ma nessu- fascista invece di quelli tradizionali. Uno di questi signori, la cui
na coercizione fu in realtà esercitata. Gli storici non hanno trova- cittadinanza britannica datava almeno da cinque anni, affermò in
to, alla fine, altra risposta che quella che non vorrebbero dare: il un momento di espansione, con buon accento medioeuropeo: "Ci
sistema funzionava grazire alla fiducia. L'immensa fiducia che il abbiamo messo venti anni per abbattere Napoleone; ci basterà
regime riscuoteva presso i suoi cittadini e le sue classi dirigenti meno di metà di quel tempo per abbattere questo Mussolini. Lo
[...] I teorici devono dunque ricorrere a spiegazioni poco scienti- faremo demolendo le sue finanze". Molti altri la pensavano allo
fiche: la naturale frugalità germanica, la sua innata disciplina. stesso modo, ma erano meno sinceri, e cercavano di coprire i
Per evitare un altro termine, che spiegherebbe di più: l'entusia- loro intrighi sotto le mentite spoglie di motivi altamente morali –
smo di un popolo spontaneamente mobilitato per la propria rina- la democrazia, la libertà, la Società delle Nazioni, la pace perpe-
scita, liberato dal giogo dei lucri bancari, che ha capito perfetta- tua. Ma l'idea fondamentale era sempre la stessa: "Non ci si deve
mente gli scopi dei suoi dirigenti, e vi collabora con energia e impedire di arricchirci molto rapidamente"».
creatività». Egualmente Ezra Pound nell'articolo L'ebreo, patologia in-
Quanto a Schacht, massone filo-anglosassone che «non cre- carnata, scritto l'anno dopo per il Giornale di Genova e ripubbli-
deva nel sistema che aveva messo in moto col suo trucco conta- cato nel 1944 a Venezia dalla Casa Editrice delle Edizioni Popo-
bile», viene dimissionato da ministro dell'Economia nel novem- lari sotto il titolo collettivo di Orientamenti: «[L'ebreo] non è
bre 1937, in un momento in cui le materie prime sui mercati solamente patologico, è la patologia stessa, costituisce la patolo-
mondiali cominciano a rincarare – rendendo più difficile la stra- gia delle razze fra cui abita. Eleva la patologia a sistema. La ma-
tegia economica di Hitler – e in cui egli stesso, devoto allievo nia diviene contagiosa ed incosciente. Barney Baruch, reputato
della dottrina economica classica (nonché agente dell'Alta Finan- l'ebreo più potente nelle botteghe oscure della tirannide roosevel-
za che lo salverà a Norimberga), «propone di dedicare somme tiana, si dimostra pazzo fradicio nel proclamare: "L'Europa sarà
maggiori alle importazioni: e ciò non tanto per migliorare il te- fritta dopo questa guerra, perché mancherà di mercati". Frase
nore di vita dei tedeschi ma – incredibilmente – per "migliorare i semplice, ma indica un'assoluta incomprensione del fatto che il
nostri rapporti con l'estero". Insomma: indebitiamoci un po' per grano si coltiva, perché il grano può divenire cibo. Per un usuraio
far contenti gli usurai. Il quel momento invece Hitler incarica il grano è esclusivamente cagione di lucro. Serve quando può
Göring, un Göring ancora giovane e attivo, di lanciare il grande farne un monopolio per affamare gli altri salzando il prezzo».
piano di sostituzione delle materie prime: ciò che non si vuole «Ciò che [i nostri nemici] odiano è la Germania che offre un
importare deve essere rimpiazzato da surrogati (Ersatze). Così cattivo esempio» – aveva riassunto Hitler l'8 novembre 1939 –
nascono i processi di fabbricazione della gomma e benzina sinte- «è in primo luogo la Germania sociale, la Germania delle leggi
tica partendo dal carbone, brevetti che l'America, dopo la vittoria sociali del lavoro, quella che odiavano già da prima della Grande
sul Reich, si affretterà a sequestrare e distruggere». Guerra e quella che odiano anche oggi. La Germania della previ-

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denza e dell'assistenza sociale, questa odiano, la Germania del- già aveva incitato il Capo del nazionalsocialismo, nell'ottobre
l'armonia sociale, la Germania che ha eliminato le differenze di 1937 sul Bückeberg, a un milione di contadini raccolti nel Rei-
classe, questa odiano! La Germania che in sette anni ha operato chserntedankfest, la Festa Nazionale di Ringraziamento per il
per rendere possibile ai connazionali una vita decorosa, questa Raccolto – «Invero possiamo vedere il prodigio che in altri paesi,
odiano! La Germania che ha vinto la disoccupazione, quella di- straboccanti di oro e divise pregiate, la moneta va a fondo, men-
soccupazione che con tutta la loro ricchezza essi non riescono a tre in Germania, dove dietro la moneta non vi sono oro e divise,
vincere, questa odiano! La Germania che dà decoroso riposo sul- il marco resta stabile! Dietro il marco tedesco sta il lavoro tede-
le sue navi ai lavoratori, ai marinai, questa odiano, perché sento- sco! [...] Credetemi: fronteggiamo compiti più duri di quanto
no che da potrebbe esserne "contagiato" il loro stesso popolo! E facciano altri Stati e altre terre: troppi uomini in uno spazio vitale
odiano perciò la Germania delle leggi sociali, la Germania che troppo piccolo, mancanza di materie prime, mancanza di superfi-
festeggia il 1° maggio quale Giorno del Lavoro Nazionale, que- ci coltivabili, e tuttavia: Non è bella la Germania? Non è meravi-
sta odiano! Odiano la Germania che ha vinto la lotta contro le gliosa la Germania? Non vive con decoro il nostro popolo? Vor-
classi. Questa Germania, odiano, in verità! Odiano quindi in pri- reste, voi tutti, cambiare questo con qualcos'altro? [...] Non vo-
mo luogo la Germania sana, la Germania del popolo sano, la gliamo commerciare con chicchessia. Ma tutti devono sapere
Germania che si occupa dei connazionali, che tiene puliti i bam- anche questo: la terra che abbiamo coltivato per noi, la mietiamo
bini, dove non sono bambini infestati dai pidocchi, che non vede da soli, e nessuno deve pensare di potere mai irrompere su questa
casi come quelli descritti dalla loro stessa stampa, questa Germa- terra! Questo devono sentirsi dire i criminali internazionali giu-
nia odiano! Sono i loro magnati del denaro, i loro baroni interna- deo-bolscevichi: dovunque possano spingersi, verranno ferrea-
zionali ebrei e non ebrei, i baroni della finanza, e tanti altri, co- mente fermati al confine tedesco! [...] Non per niente potete assi-
storo ci odiano, perché vedono in questa Germania un cattivo stere qui, in ogni Erntedankfest, alle manovre della Wehrmacht.
esempio, un esempio che forse potrebbe scuotere altri popoli, il Tutti dovete ricordare che non saremmo qui se sopra noi non ve-
loro stesso popolo». «Il denaro è nulla. La produzione è tutto» – gliassero lo scudo e la spada».

La guerra dell'oro contro il sangue, voluta cioè dalle demoplutocrazie atlantiche – e avallata, per i propri scopi, dal bolscevismo stalinia-
no – contro l'Europa di Mezzo ed ogni altra «nazione proletaria», acquista prospettiva non solo dal fatto che le Grandi Democrazie sono
le detentrici della quasi totalità dell'oro esistente, ma anche dal fatto che sono loro a fissarne il prezzo. Dal 12 settembre 1919, infatti, a
Londra, tutti i giorni feriali, due volte al giorno, alle 10.30 e alle 15, al terzo piano degli uffici Rothschild in Saint Swithin's Lane, nella
City, si incontrano a porte blindate cinque uomini che hanno il compito di stabilire la quotazione ufficiale dell'oro (fixing, fino al 1968 in
sterline, poi in dollari), valida per tutti gli operatori del mondo. Istruttiva la giornalista Giuliana Ferraino (ma vedi anche Francesco Cian-
ciarelli, docente di Storia della Moneta a Teramo): «Siedono dietro una scrivania, ognuno ha a disposizione un telefono e una piccola
Union Jack, la bandiera britannica. Sono i rappresentanti delle banche che operano nel business dell'oro [nel 2004: il gruppo riunificato
franco-inglese dei Rothschild, Bank of Nova Scotia, Deutsche Bank, HSBC e Société Générale; per Cianciarelli i cinque Bullion Brokers
sono le case N.M. Rothschild, Samuel Montagu, Mocatta & Goldsmid, Sharps Pixley e Johnson Matthey, decisamente ebraiche le prime
tre, ben più che sospette le ultime due], incaricati di concordare un prezzo, dopo aver contattato le rispettive dealing rooms, le stanze o-
perative, e i propri clienti. Ogni volta che c'è un cambiamento sulla quotazione, viene sventolata la bandiera. Finché c'è una bandiera che
sventola, il prezzo dell'oro non può essere "fissato". Questo singolare meccanismo fu voluto alla fine della Prima Guerra Mondiale dai
governi vittoriosi, che desideravano stabilizzare il prezzo dell'oro dopo il collasso del Gold Standard, il sistema che ancorava le valute al
metallo giallo. La banca Rothschild ne ebbe la presidenza, che da allora ha sempre conservato. Una scelta non casuale. Nathan Roth-
schild, capostipite del ramo inglese, contrabbandò l'oro attraverso il Canale della Manica e la Francia per finanziare il Duca di Wellin-
gton. Con profitto: fu il primo a sapere della sconfitta di Napoleone a Waterloo e, speculando nella City, divenne uno dei banchieri più
ricchi del mondo. Nel 1825 Rothschild salvò la Banca d'Inghilterra: dopo una grave crisi economica con il collasso di 145 istituti, il ban-
chiere consegnò alla banca centrale 10 milioni di sterline in oro e ne divenne il broker ufficiale. Rothschild possedeva e operava la Royal
Mint, la zecca reale, e fino al 1967 ha prodotto lingotti d'oro. Il nome della famiglia era "blasonato" anche in America, dove per due vol-
te, verso la fine dell'Ottocento, i banchieri andarono in soccorso del governo USA, le cui riserve erano scese a livelli pericolosi».

Che la nuova impostazione degli scambi internazionali in Data significativa, immediatamente successiva all'assassinio
grado di portare non solo al benessere la propria nazione, ma alla di vom Rath da parte dell'ebreo Grynszpan e ai disordini della
formazione di spazi economici autarchici e integrati continenta- Notte dei Cristalli (vedi infra), il 15 novembre 1938 vede l'arrivo
li/subcontinentali a spese di un'economia mondialistica, in grado a Londra di re Carol II di Romania, il «monarca più cinico, cor-
di far nascere un'economia svincolata dall'Alta Finanza e dalle rotto e assetato di potere» di tutto il Novecento (Stanley Paine),
divise imposte dal più forte, un'economia fondata sul concreto entusiasticamente acclamato da ebrei e «antinazisti» a Hyde
lavoro delle singole nazioni, sul patteggiamento e sulla fiducia Park. Il suo «merito» principale non è però l'essersi preso ad a-
fosse non solo qualcosa di rivoluzionario capace di sovvertire i mante l'ebrea Magda Lupescu, ma l'avere contrastato con estre-
rapporti di forza liberoscambisti, ma giungesse anche vantaggio- ma durezza i gruppi fascisti e «antisemiti» interni, in particolare
sa per le limitate economie balcaniche, scandinave e sudamerica- la "Guardia di Ferro" di Corneliu Zelea Codreanu (il cui partito
ne, lo riconosce lo storico inglese dell'economia Alan Milward, Totul pentru Tzara "Tutto per la Patria", terzo alle elezioni par-
sostenendo che «negli anni Trenta i paesi dell'Europa sud-o- lamentari del 1937 col 16% dei voti e 66 deputati era stato sciol-
rientale non furono in alcun modo sfruttati dalla Germania, ma to dalla dittatura regia), nonché, aspetto ancora più importante,
profittarono anzi totalmente delle sempre più intense relazioni l'essersi opposto sul piano internazionale alla progressiva espan-
economiche col Reich». sione economica del Reich nell'Europa sud-orientale (nell'ottobre

720
il ministro tedesco dell'Economia Walter Funk in missione nei scorretta? La Germania era in grado di vendere i suoi prodotti più
Balcani aveva concluso importanti trattati commerciali con Jugo- a buon mercato per una ragione, ed una soltanto: perché non di-
slavia, Turchia e Bulgaria), giungendo a Londra per incontrare pendeva dal gold standard come base per la sua valuta, e i suoi
sia i banchieri anglo-ebraici della City sia i politici oppositori prodotti non erano gravati ad ogni stadio della produzione dai
all'appeasement di Chamberlain. Lo scopo del viaggio viene in- pesanti interessi praticati dagli anglo-americani e dai loro ban-
direttamente rivelato da Robert S. Hudson, membro del Consi- chieri e finanzieri. Questo è il vero motivo per quella svolta a
glio della Corona e segretario del dipartimento del commercio 180° che stava materializzandosi nel tardo 1938 tra gli influenti
estero, in un discorso pronunciato alla Camera dei Comuni due banchieri della City londinese. Una vera economia organica, na-
settimane più tardi, il giorno 30. turale, messa in pratica dalla Germania nazionalsocialista aveva
Singolarmente, all'alba dello stesso 30 vengono strangolati messo in crisi, per ragioni puramente aritmetiche, la classica e-
dalla Siguranta, la brutale regia polizia, durante un trasferimento conomia liberale che regnava in Inghilterra e che aveva schiaviz-
di carcere da Jilava a Valmiselu, Codreanu e 13 suoi camerati, zato le nazioni più deboli».
prigioni dal 17 aprile; il 21-22 settembre 1939, a seguito dell'uc- Ma un altro evento porta al parossismo l'irritazione dei ban-
cisione del primo ministro massone Armand Calinescu, diretto chieri, dei finanzieri, dei commercianti, degli armatori, degli as-
mandante della strage dei quattordici, seguiranno altri massacri: sicuratori e dei capitani d'industria che animano la City e Wall
dodici legionari fucilati nel carcere di Ramnicul-Sarat; una deci- Street. Il 10 dicembre il governo messicano firma infatti un ac-
na, provenienti da Ramnicul-Sarat e dai campi di concentramen- cordo in virtù del quale avrebbe consegnato a Berlino, nel 1939,
to di Vaslui e Miercurea-Ciucului, ricoverati all'ospedale di Bra- petrolio per un valore di diciassette milioni di dollari, provenien-
sov, strappati ai letti; trentadue a Vaslui; quarantaquattro a Ciu- te da trivellazioni espropriate agli americani della prima «sorel-
cului; dai tre ai cinque per ognuno dei settantadue distretti della la», la Standard Oil of New York. Goccia che fa traboccare il va-
Romania, prelevati dalle abitazioni e trucidati da polizia ed eser- so, l'accordo prevede che il Reich pagherebbe il petrolio non con
cito senza sorta di processo; Stanley Payne, docente di Storia dollari od oro, ma con le esportazioni del proprio apparato pro-
all'università di Wisconsin-Madison, indica, sui novantatré le- duttivo: strumenti per l'irrigazione, macchine agricole, materiali
gionari da lui riportati come «giustiziati» nel 1939, trentatré stu- per ufficio, macchine per scrivere, equipaggiamenti fotografici,
denti e quattordici avvocati, con quasi tutti gli altri provenienti etc. Per giunta, l'accordo viene concluso sulla base di un prezzo
dal ceto medio (per inciso, a testimoniare della «scomodità» dei molto inferiore di quello mondiale corrente. La Germania avreb-
movimenti fascisti per l'establishment destrorso di ogni paese, be quindi ottenuto petrolio senza dovere sborsare alcunché alla
nel settembre 1938, cioè due mesi prima dell'assassinio di Co- Royal Dutch - Shell, controllata dall'«inglese» Henry Samuel
dreanu e dei suoi 13 camerati, all'altro capo del mondo, in Cile, Deterding, né alla Standard Oil, gestita dai Rockefeller.
un tentativo di colpo di Stato contro il governo di Jorge Alessan- L'affare, nota Bochaca, si sarebbe concretizzato senza che
dri operato dal Movimiento Nacionalsocialista, non solo era stato alla City toccasse neppure uno scellino per operazioni di credito,
brutalmente represso, ma cinquantaquattro Nacis, catturati, erano finanziamento, garanzie, opzioni, noli marittimi e premi di assi-
stati massacrati dalla polizia a sangue freddo). curazione: «Sarebbe stato un semplice baratto, garantito dallo
Ma tornando a Londra, il brutalmente franco, quando non stesso governo tedesco, e il trasporto sarebbe stato effettuato su
arrogante, discorso di Hudson si palesa fin da subito un evento di navi tedesche. Per i pezzi grossi della City, gli intermediari del
importanza capitale, una virtuale dichiarazione di guerra econo- mondo, questo era un vero sgomento. Pazienza che Hitler usasse
mica al popolo tedesco: «La Germania non agisce in senso sfa- simili procedure nei Balcani e con la Turchia. Andasse come an-
vorevole ai mercati britannici in Germania, questo dobbiamo dasse che i vicini della Germania nell'Europa centrale fraterniz-
riconoscerlo. Ma ciò di cui ci lamentiamo è che con i suoi metodi zassero con essa, ma estendere il baratto diretto all'America Lati-
essa rovinerà il commercio in tutto il mondo. Siamo in grado di na avrebbe condannato la City ad un sicuro, inevitabile declino.
affermare che la ragione dell'influenza economica della Germa- Più ancora, sembrò imminente che il ministro del Reich Walter
nia sta nel fatto che essa paga agli Stati produttori dell'Europa Funk si preparasse per un viaggio importante a Buenos Aires,
centrale e del sud-est prezzi molto più alti di quelli corrisposti sul Montevideo e Santiago del Cile. Per la City sarebbe stato l'inizio
mercato mondiale [...] Abbiamo esaminato tutte le procedure che della fine. Come conseguenza, nuovi e importanti segmenti della
ci sarebbe possibile applicare. L'unico mezzo sta nell'organizzare plutocrazia britannica anglosassone trasmigrarono nel campo
le nostre industrie in modo tale che esse possano opporsi all'in- d[el "partito della guerra" di] Churchill [...] In verità, all'inizio di
dustria tedesca e dire a Hitler e al suo popolo: "Se non metterete dicembre 1938 restavano ancora uomini d'affari britannici che
fine al vostro attuale modo di procedere e non raggiungerete un facevao da baluardo all'interno della City contro le montanti for-
accordo con noi, secondo il quale prometterete di vendere le vo- ze guerrafondaie. Ma la loro resistenza sarebbe stata presto spaz-
stre merci ad un prezzo che vi assicurerà un guadagno ragionevo- zata via dall'offensiva sionista partita da New York, rappresenta-
le, vi combatteremo e sconfiggeremo con i vostri stessi metodi". ta dal Brain Trust del presidente Franklin Delano Roosevelt».
Da un punto di vista finanziario la nostra nazione è infinitamente «A questo punto» – si chiede Maurizio Blondet – «è inevita-
più forte di qualsiasi altro Stato al mondo, in ogni caso più forte bile porsi la domanda: è possibile che non solo la guerra annichi-
della Germania. E per questa ragione godiamo di grandi vantag- latrice scatenata dalle potenze anglo-americane contro la Germa-
gi, che ci porteranno a vincere questa battaglia». nia, ma la storica satanizzzazione del Reich, la sua permanente
Rapidi sono i provvedimenti pratici che seguono al discorso: damnatio memoriae, abbiano avuto come motivazione reale e
l'Inghilterra, seguita a ruota dagli Stati Uniti, ritira alla Germania occulta proprio i successi economici ottenuti da Hitler contro il
lo status di «nazione più favorita», che i trattati commerciali sistema finanziario internazionale? È la domanda più censurata
hanno mantenuto dal 1927. «Hudson parlò di competizione com- della storia. È la domanda tabù. Non oseremmo porla qui, se non
merciale scorretta» – commenta Joaquin Bochaca (III) – «Perché l'avesse adombrata un avversario militare del Terzo Reich».

721
E, in effetti, la risposta l'aveva già data, lapidaria ed articola- le zone autarchiche, di costituire dei blocchi protetti, minacce-
ta, fin dal 1956 in A Military History of the Western World "Sto- rebbero direttamente questo commercio "libero e pacifico", do-
ria militare del mondo occidentale", il generale inglese e stratega minato una volta dalla Gran Bretagna e oggi dagli Stati Uniti.
John Frederick Charles «J.F.C.» Fuller: «Non la dottrina politica Costoro sarebbero dunque di per sé dei "nemici". Nel 1937, la
di Hitler ci spinse in guerra, la causa fu il successo del suo tenta- Germania e l'Italia sono diventate dei nemici per Washington,
tivo di costruire una nuova economia. I motivi furono invidia, dopo esssere state precedute di qualche anno dal Giappone. Le
avidità e paura». Quello stesso Fuller, rileva Blondet, che attri- potenze dell'Asse, attraverso la loro politica economica, minac-
buisce ad Hitler il seguente pensiero: «"La comunità delle nazio- ciavano la divisione del mercato mondiale, imposto dagli Stati
ni non vive del fittizio valore della moneta, ma di produzione di Uniti. Roosevelt, per i bisogni della sua propaganda, aveva im-
merci reali, la quale conferisce valore alla moneta. È questa pro- maginato, nella sua isteria, dei nemici terrificanti e aveva prepa-
duzione ad essere la vera copertura della valuta nazionale, non rato dal 1937 il suo paese alla guerra, mentre Hitler credeva an-
una banca o una cassaforte piena d'oro". Egli decise dunque 1. di cora nel 1939 di poter limitare la sua guerra a una guerra lampo,
rifiutare prestiti esteri gravati da interessi e di basare la moneta togliendo agli Stati Uniti il tempo di intervenire. Quando un
tedesca sulla produzione invece che sulle riserve auree, 2. di pro- "nemico" di questa opzione universalista, "commerciale, libera e
curarsi le merci da importare attraverso scambio diretto di beni – pacifica" spunta all'orizzonte, lo si sottopone in seguito a degli
baratto – e di sostenere le esportazioni quando necessario, 3. di embargo o a dei blocchi e, finalmente, lo si decreta "nemico del-
porre termine a quella che era chiamata "libertà dei cambi", ossia l'umanità" per potergli lanciare contro una guerra totale, vista
la licenza di speculare sulle [fluttuazioni delle] monete e di tra- come una "sanzione". Bisogna, con questa strategia, forzare il
sferire i capitali privati da un paese all'altro secondo la situazione "nemico" a recitare un ruolo di "aggressore", poiché, secondo il
politica, 4. di creare moneta quando manodopera e materie prime diritto internazionale contemporaneo, ogni forma di aggressione
erano disponibili per il lavoro, anziché indebitarsi prendendola a è vietata, così come il libero diritto di condurre una guerra».
prestito». E, se possibile, ancora più chiaramente: «Hitler era Ed ancora: «In questo contesto costruire e provocare l'ag-
convinto che, finché durava il sistema monetario internazionale gressione diventa così l'arte decisiva dell'uomo di Stato; bisogna
[...] una nazione, accaparrando l'oro, poteva imporre la propria dunque evitare di dichiarare espressamente la guerra, poiché una
volontà alle nazioni cui l'oro mancava. Bastava prosciugare le dichiarazione di guerra equivale a un'aggressione. Di fronte a un
loro riserve di scambio, per costringerle ad accettare prestiti ad "aggressore", tutti i colpi sono permessi: può anche essere punito
interesse, sì da distribuire la loro ricchezza e la loro produzione per un tempo indefinito, secondo la volontà del suo vincitore.
ai prestatori [...] La prosperità della finanza internazionale dipen- Questo fu il caso della Germania nel 1918-19, che per un anno
de dall'emissione di prestiti ad interesse a nazioni in difficoltà dopo la fine dei combattimenti venne sottoposta a un blocco del-
economica; l'economia di Hitler significava la sua rovina. Se gli le derrate alimentari che portò a morte un milione di lattanti e
fosse stato permesso di completarla con successo, altre nazioni bambini. Questa pratica della punizione permette allo stesso
avrebbero certo seguito il suo esempio, e sarebbe venuto un mo- tempo di "legittimare" i carpet bombing [bombardamenti a tap-
mento in cui tutti gli Stati senza riserve auree si sarebbero scam- peto], le espulsioni di massa delle popolazioni civili, il processo
biati beni contro beni; così che non solo la richiesta di prestiti di Norimberga o il bombardamento atomico di città senza difesa
sarebbe cessata e l'oro avrebbe perso valore, ma i prestatori fi- come Hiroshima e Nagasaki [Non si dimentichi, inoltre, oh gran
nanziari avrebbero dovuto chiudere bottega. Questa pistola fi- bontà de' cavallieri antiqui!, l'implicita proibizione delle atomi-
nanziaria era puntata alla tempia, in modo particolare, degli Stati che contenuta nella Dichiarazione di San Pietroburgo del più che
Uniti, i quali detenevano il grosso delle riserve d'oro mondiali». remoto 1868, riguardante le armi «che aggravano inutilmente le
Del tutto opposta, incompatibile con tale impostazione, l'ide- sofferenze delle persone colpite o rendono la loro morte inevita-
ologia liberoscambista basata sulla finanziarizzazione delle eco- bile»!]. La "sanzione" non è una guerra nel senso esatto del ter-
nomie e l'arbitrio dei beati possidentes, ideologia ben espressa mine, poiché essa colpisce un "criminale" che, nemmeno lui, fa
nel 1928 dall'ebreo Hans Kelsen in Das Problem der Souverani- la guerra ma commette un "crimine". Questo tipo di diritto inter-
tät und die Theorie der Völkerrecht, "Il problema della sovranità nazionale, voluto essenzialmente dagli Stati Uniti, non prende
e la teoria del diritto internazionale": «L'idea di sovranità deve assolutamente in considerazione regole e limiti che la civiltà ha
essere radicalmente eliminata [...] la concezione stessa della so- imposto alla guerra in Europa. Basandosi sull'utopia di voler abo-
vranità dello Stato è oggi di ostacolo a tutti coloro che prevedono lire definitivamente la guerra, questo diritto internazionale "san-
l'elaborazione di un'ordine giuridico internazionale, inserito in zionatorio", questa ideologia della punizione, si è imposto lenta-
un'organizzazione che preveda la divisione planetaria del lavoro; mente a partire dal 1918 e oggi tende a diventare assolutamente
questa idea di sovranità impedisce agli organismi speciali di fun- dominante, ad accentuarsi nei discorsi e nella pratica».
zionare affinché si sfoci nel perfezionamento, nell'applicazione e «La [prima] guerra [mondiale] annientò le posizioni dell'in-
nell'attualizzazione del diritto internazionale, blocca l'evoluzione dustria tedesca» – nota Poggiali – «e l'annientamento fu conside-
della comunità internazionale in direzione di una civitas maxima, rato, soprattutto dall'Inghilterra, come uno dei risultati più impor-
anche nel senso politico e materiale della parola. La costituzione tanti del conflitto che aveva insanguinato l'Europa; il trattato di
di questo Stato mondiale è per noi un compito infinito al quale Versaglia toglieva alla Germania le colonie e una gran parte delle
dobbiamo far tendere l'organizzazione mondiale». sue sorgenti di materie prime. Il popolo tedesco non poteva or-
Ben commenta il politologo tedesco Günter Maschke: «In mai più provvedere direttamente al soddisfacimento dei propri
pratica, nell'ottica universalista e kelseniana la guerra non esiste- bisogni essenziali che in misura del 40%; tra il 1928 e il 1930 la
rebbe più, sostituita dal commercio libero e pacifico, il quale sa- Germania dovè effettivamente importare più del 30% delle mer-
rebbe tutt'uno con l'ideologia illuminista, il mito dell'umanità, il canzie trafficate entro il suo territorio; talune industrie dipende-
culto del progresso, etc. Coloro i quali cercassero di formare del- vano totalmente dall'estero. Questa situazione peggiorò nel 1931

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e nel 1932 e diede origine all'autarchia. A partire dal 1933 ogni terdipendenze per cui ciascuno potesse lavorare tranquillamente,
sforzo fu diretto a favorire il mercato interno e la produzione na- il contadino sui campi, il minatore in miniera, l'operaio nell'offi-
zionale, e questo atteggiamento fu denunziato dall'Inghilterra cina, senza temere di perdere il frutto del proprio lavoro, perché
come un malizioso attentato all'equilibrio dell'economia mondia- lo smercio vantaggioso di quanto esso produceva era anticipata-
le. La stabilità imposta per legge ai prezzi agricoli e la "battaglia mente e durevolmente assicurato. Esaltare fattivamente la poten-
della produzione" risuscitarono moltitudini di acquirenti di pro- za del lavoro era un chiodo su cui la Germania andava battendo
dotti industriali, la disoccupazione accennò a diminuire progres- vigorosamente da quando stava insegnando al suo popolo che per
sivamente, il gettito delle imposte migliorò, lo Stato potè passare aver diritto di consumare bisognava lavorare e produrre, e che
all'industria importanti ordinazioni per potenziare i mezzi di tra- ove si attinga a questo principio anche la nazione più dissestata
sporto e l'assetto dell'esercito. Si intensificò lo sfruttamento ter- aggiusta immancabilmente ogni suo problema finanziario. Era la
riero, si arrivò nella produzione delle patate e dei cereali da pani- teoria, insomma, che il lavoro è il più vero e il più autentico oro,
ficazione quasi a raggiungere il fabbisogno nazionale, le impor- suffragata da fatti autentici».
tazioni di generi alimentari furono ridotte dal 25% al 17%. Tut- «Nessuno potrà contestare» – aveva notato tre anni prima di
tavia all'estero si continuava a mormorare che la Germania arri- Poggiali Alfred Rosenberg nelle carceri di Norimberga, ripen-
vava a provvedere a se stessa solo a costo di privazioni durissime sando l'incredibile epos nazionalsocialista – «che Hitler trovò
imposte al popolo e se ne trasse la conclusione che la Germania una situazione generale talmente grave che i fuorusciti, piena-
non avrebbe mai potuto affrontare una nuova guerra, tanto meno mente fiduciosi di tale eredità, assicurarono, aizzando gli animi
una guerra lunga. A questo errato concetto si inspirò evidente- per ogni dove, che sarebbe presto "andato in rovina". Sette mi-
mente ogni atteggiamento antigermanico. Nel campo dell'in- lioni di disoccupati, l'ostilità internazionale, l'avvio di una cam-
dustria, contro la situazione esistente nel 1933 (la Germania co- pagna di boicottaggio per distruggere il commercio estero, tutto
stretta ad importare dall'estero il 77% di materiali tessili, l'85% di ciò davvero esigeva gli sforzi più straordinari».
materie metalliche, il 57% di cuoiami e il 50% di cellulosa da Inoltre, a prescindere dallo scatenamento della guerra eco-
carta) intervenne il cosiddetto "Piano Quadriennale". Il quale, in nomica, nel 1934, mentre Henry Morgenthau jr dichiara a tutte
poche parole, consisteva nel mutare profondamente quella situa- lettere alla stampa di Hearst che la guerra vera e propria scoppie-
zione in quattro anni, frugando in ogni angolo del territorio na- rà in Europa già nel corso dell'anno – «We are going to bring a
zionale per captarvi fino all'ultimo milligrammo di utilità, esa- war on Germany, Stiamo per scatenare una guerra contro la
sperando gli artifici della chimica surrogatrice, recuperando tutti Germania», si vanta al contempo David A. Brown, affiancato dal
i residuati. La buna (gomma artificiale), i carburanti sintetici, la direttore amministrativo di The American Hebrew, in un dibattito
lana di cellulosa, i metalli leggeri, la resina artificiale, furono le con l'«antisemita» Robert Edward Edmondson il 24 maggio a
conquiste più clamorose di quel piano». New York all'Hotel Horn – numerose petizioni per una più vigo-
Ed ancora, quanto al commercio internazionale: «La Germa- rosa azione contro il Reich prima che avvii il prevedibile pro-
nia, dopo la tragica esperienza fatta nella [prima] guerra mondia- gramma di riarmo vengono rivolte a Roosevelt dal B'nai B'rith.
le, aveva ripudiato irriducibilmente la legge liberistica dei cosid- La principale viene recata alla Casa Bianca dal settantaquat-
detti prezzi comparati, da cui l'Inghilterra aveva sempre derivato trenne presidente Alfred M. Cohen (imparentato e re-imparentato
tanto beneficio. La Germania non credeva più che fosse suprema coi Rothschild per il matrimonio della figlia Hannah con Sylvan
scaltrezza dei popoli dominanti importare ai prezzi più modici ed Rothschild) e dal segretario I.M. Rubinow. Nel frattempo, anche
esportare ai prezzi più alti possibili. Credeva, invece, che la sag- il rabbino S.H. Goldenson, il 12 marzo, alza il vessillo della
gezza durevole stesse nel regolare gli scambi sulla base di prezzi guerra sul Jewish Daily Bulletin: «Gli ebrei devono sostenere il
che assicurassero ad entrambi i contraenti la possibilità di pro- presidente Roosevelt, perché i suoi ideali sono gli stessi degli
gredire economicamente. "Perché il Paese – diceva – che abbon- antichi profeti ebrei» (cinque anni dopo, il 6 marzo 1939, il Gran
da di prodotti agricoli e di materie prime si prodiga nella produ- Criminale verrà insignito di medaglia d'oro dal WJC «per gli ec-
zione e nella cessione soltanto se ha la garanzia di poterli cedere cezionali servigi resi alla causa degli ebrei degli Stati Uniti»).
senza essere sfruttato". E la Germania, dal canto suo, si poteva Ma l'istigazione alla guerra proviene anche da diplomatici
assicurare largamente e durevolmente le fonti dell'approvvigio- come l'addetto commerciale a Berlino Douglas Miller, che il 21
namento in quanto la sua moderazione di esportatrice di manu- aprile assicura che non meglio precisate «fonti» diplomatiche gli
fatti togliesse al Paese importatore l'interesse di industrializzarsi, hanno riferito di piani tedeschi per la conquista del mondo (l'isti-
cioè di dissipare energie nel vano tentativo di indossare una veste gazione milleriana si concluderà nel 1941 con la pubblicazione
che non gli si confaceva. Era, insomma, il sistema dei reciproci di You Can't Do Business with Hitler - What a Nazi Victory
impegni, che la Germania aveva adottato da un pezzo e che si would mean to every American, "Non puoi fare affari con Hitler -
confidava dovesse avere, a guerra finita, i più ampi sviluppi. Il Cosa sarebbe per ogni americano una vittoria nazista"): «L'obiet-
Reich aveva rigorosamente commisurato gli impegni a comprare tivo primario dei nazionalsocialisti è di assicurare ai tedeschi una
oltre confine alle sue capacità produttive e poiché era previsto quota più consistente delle future ricchezze mondiali, l'espansio-
che dopo la pace questa capacità si sarebbe smisuratamente dila- ne del territorio tedesco e lo sviluppo del popolo tedesco fino al
tata, così sarebbero stati proporzionalmente dilatati anche i suoi punto di fare della Germania la più grande e potente nazione al
acquisti. Legandosi con reciproci impegni di rifornimenti a giu- mondo, fino a dominare, giusta le esternazioni di alcuni esponen-
sto prezzo, la Germania riteneva di offrire ai Paesi che alimenta- ti nazionalsocialisti, l'intero pianeta». Dopo innumeri provoca-
vano il suo commercio estero: un sicuro collocamento dei loro zioni, il 28 ottobre 1941 lo stesso Roosevelt giungerà a dichiara-
prodotti, una adeguata remunerazione del loro lavoro e la possi- re, senza addurre alcuna prova ma pretendendo, da buon demo-
bilità di sviluppare la loro economia produttiva. Si congetturava cratico, di essere creduto sulla parola, di essere entrato in posses-
così una comunità economica internazionale basata su solide in- so del piano «nazista» di invasione delle Americhe attraverso

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l'occupazione dell'ex francese Dakar, lo sbarco in Brasile, l'altret- Romania con 186.000 (2.000.000),
tanto disinvolta risalita per i Caraibi e Panama e l'occupazione 2. che gli artt.159-179 e le tavole 1-3 del Diktat stabiliscono
dello Iowa, nonché di una intrigante «mappa segreta» sulla quale nei minimi dettagli la struttura, l'ordinamento, l'armamento e l'e-
le quattordici repubbliche/colonie sud-centroamericane sono so- quipaggiamento delle Forze Armate tedesche, le quali possono
stituite da «cinque stati vassalli»: a prescindere dai altri consimili essere dotate di soli 84.000 fucili, 18.000 carabine, 1134 mitra-
«piani» avanzati da libellisti quali il moscelnizzante Pierre van gliatrici leggere, 792 mitragliatrici pesanti, 189 mortai leggeri, 63
Paassen, gli autori della pensata sono i servizi di intelligence in- mortai medi, 204 cannoni da 7,7 cm e 84 obici da 10,5 cm con
glesi della «Stazione M» dell'Ontario. munizionamento limitato, ad esempio, non solo ai 1500 colpi per
Quanto al «delirio hitleriano» di conquista mondiale, luogo cannone o, per i pochi cannoni da fortezza di calibro maggiore, ai
comune tra i più vieti ancor oggi (che la Germania si proponga 500 colpi, ma con limitazione e controllo anche delle cartucce da
non solo di «assoggettare tutto il continente sotto il dominio delle esercitazione («La produzione di armi, munizioni e attrezzature
Camicie Brune», ma anche di conquistare l'intero pianeta lo far- militari può avvenire unicamente in officine e fabbriche la cui
netica in tutta tranquillità – all'inizio del 1934, con l'«esercito» ubicazione dev'essere comunicata, a fini di conoscenza e appro-
dei 100.000 para-poliziotti! – anche l'ebreo Knickerbocker), l'11 vazione, ai governi delle principali Potenze alleate e associate»,
aprile 1935 il già detto sottosegretario polacco agli Esteri conte recita l'art. 168), mentre assolutamente vietato resta ogni tipo di
Szembek annota, quanto a un colloquio con William Bullitt, già difesa antiaerea e anticarro, lanciatori di granate e mortai pesanti,
primo ambasciatore USA a Mosca il 16 novembre 1933 ed ora a autoblinde, carri armati o simili mezzi, ogni arma chimica, ogni
Varsavia (nonché, in seguito, nel 1936-40, a Parigi, inviato roo- maschera antigas fino al 1925, ogni pistola mitragliatrice e persi-
seveltiano col compito di attizzare l'odio anti-tedesco; dirigente no ogni unità, per quanto piccola, montata non solo su auto ma
della Kuhn, Loeb & Co., Bullitt è half-Jew o, meglio, full-Jew a anche su bicicletta (oltre a sciogliere lo Stato Maggiore generale
norma halachica, figlio della ricca ebrea filadelfiana Louise ed a chiudere le accademie militari o simili istituti, il Diktat pre-
Gross Horwitz): «Gli ho detto: "Siamo testimoni di una politica vede all'unità il numero di doganieri, forestali, guardie costiere,
di aggressione del mondo contro Hitler, piuttosto che di una poli- gendarmi e poliziotti comunali e civici, funzionari che non pos-
tica aggressiva di Hitler contro il mondo"». sono in alcun caso ricevere un qualsiasi addestramento militare!),
Nulla invero di più giusto: oltre che al rigetto del memoran- 3. che nel 1935 Francia ed URSS, i due più virulenti paesi
dum inviato alle Potenze da Hitler il 18 dicembre 1933, nel quale antitedeschi, muovono rispettivamente 6000 e 5300 velivoli da
si proponeva una triplicazione degli effettivi militari permessi da guerra, cioè oltre la metà di quelli in possesso di tutti gli Stati
Versailles ed un loro riarmo compatibile con la difesa del Reich, europei più gli USA (la «corsa [inglese] per preparare la RAF per
oltre che fallimento della Conferenza sul Disarmo (aperta a Gi- la Seconda Guerra Mondiale» si scatena, scrive L.F.E. Coombs,
nevra il 2 febbraio 1932), voluto soprattutto dalla Francia e pro- nello stesso 1935), mentre solo da qualche mese il Reich ha av-
clamato dal ministro degli Esteri Jean-Louis Barthou il 17 aprile viato i primi passi per la ricostruzione di una Luftwaffe, vietatale
1934, basti pensare: a Versailles, e solo il 9 marzo 1935 Göring dichiara che il Reich
1. che nel 1934, a fronte di una Marina di 15.000 uomini e è tornato ad avere una forza aerea a difesa (Rudolf Ströbinger
di una Reichswehr di 100.000 (esercito imposto dal Diktat dal 1° annota un balzo dai 1394 aerei sovietici del 1928 ai 6672 del
gennaio 1920, licenziando i 450.000 militari allora presenti, 1935, con l'installazione, nella sola regione di Mosca, di sei nuo-
compresi i 150.000 dei Freikorps), tenuti a ferma dodecennale ve fabbriche di fusoliere e di quattro nuove fabbriche di motori
per la truppa e venticinquennale per gli ufficiali per evitare riser- aerei; inoltre, dai 1400 corazzati del 1932 l'Armata Rossa balza
ve addestrate (già nel 1928, rileva Richard Pemsel, la Francia ai 10.180 del 1935, mentre i 1051 autocarri e 301 trattori militari
disponeva di 5.010.000 uomini di riserve, la Polonia di tre milio- del 1928 divengono, in soli sette anni, 35.000 e 5550),
ni, la Cecoslovacchia di un milione ed il Belgio di mezzo milio- 4. che solo il 16 marzo 1935, cioè oltre due anni dopo la
ne, contro una quota di zero per la Germania), costituiti in dieci «Presa del Potere», il Gesetz für den Aufbau der Wehrmacht pre-
divisioni, delle quali sette di fanteria e tre di cavalleria («le po- vede, violando l'art. 173 del Diktat e peraltro dopo la nuova fer-
tenze dell'Intesa ritenevano che la cavalleria sarebbe stata una ma francese di due anni annunciata il giorno 15 e il riarmo ingle-
minaccia di minor conto e che, richiedendo notevoli risorse per il se avviato a fine 1934, la reintroduzione del servizio di leva e
mantenimento, avrebbe tolto risorse ad altre priorità militari», l'incremento a 36 divisioni delle Forze Armate, allora più deboli
nota Jeffrey T. Fowler), privi di armamento pesante, carri armati, persino di quelle del Belgio; in parallelo, lo Stato Maggiore, vie-
autoblindo o altro similare materiale, dirigibili, aerei da caccia e tato anch'esso, viene ricostituito nell'aprile (i 102 milioni di ster-
bombardamento (a fine 1932: Francia 3000 velivoli, Inghilterra line stanziati da Londra nel 1936 salgono, col presunto appease-
1800, Italia 1700, Polonia 700, Ceco-slovacchia 670. Belgio mentista Neville Chamberlain, artefice del «period of a gaining
350), sommergibili, naviglio superiore alle 10.000 tonnellate (la time, guadagnare tempo», a 280 nel 1937 e a 700 nel 1939; tra il
Marina è limitata a 10.000 uomini), fortificazioni e difesa antia- 1939 e il 1943 le spese belliche dell'Inghilterra equivalgono a
rea, la Francia ne schiera 612.000 (aumentabili a 4.100.000), 1112 miliardi di lire, mentre l'Italia ne spende 412; il riarmo a-
l'Inghilterra 140.000 (561.000), l'URSS 1.200.000 (6.500.000), la mericano, lungamente studiato anche per risolvere la disastrosa
Polonia 266.000 (3.200.000; la morte del Maresciallo Pilsudski il disoccupazione del Paese di Dio – dodici milioni sono i senza-
12 maggio 1935 fa del ministro degli Esteri colonnello Józef lavoro ancora nel 1938 – prende il via a fine 1937, e il 1° dicem-
Beck il fattore decisivo della politica estera, che prevede la crea- bre 1938 il viceministro della Guerra comunica che già 10.000
zione di una «Terza Europa» filo-occidentale dal Baltico al Mar fabbriche hanno ricevuto istruzioni per convertire la produzione
Nero, guidata da Varsavia), la Cecoslovacchia 140.000 ad un'economia di guerra per la quale, riferisce il 16 gennaio
(1.000.000), l'Italia 250.000 (3.500.000); di gran lunga più forti 1939 al proprio ministero degli Esteri l'ambasciatore polacco a
sono persino la Jugoslavia con 118.000 uomini (1.500.000) e la Washington conte Jerzy Potocki, è previsto un primo esborso di

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1,25 miliardi di dollari; quello sovietico passa dai 2,264 miliardi 800.000), consta di 103 Grandi Unità: 86 divisioni di fanteria, 3
di rubli del 1933, ai 5 del 1934, ai 6,5 del 1935, ai 27 del 1938, ai di truppe alpine, 1 brigata di cavalleria, 4 divisioni di fanteria
40 del 1939 e ai 57 miliardi, oltre un terzo del bilancio dello Sta- motorizzate, 4 divisioni leggere meccanizzate e 5 divisioni co-
to, del 1940), razzate; che, sottolinea Heinz Magenheimer, di fronte alle 102
5. che alla fine dello stesso anno le 36 nuove divisioni – vo- divisioni e sei altre unità tedesche con 2700 carri stanno, oltre
lute da Hitler contro il parere degli alti comandi che, rileva Ber- alle 16 divisioni inglesi mobilitabili in caso di guerra, ben 150
nhard Zürner, si sarebbero accontentati di 21 – devono fronteg- divisioni franco-polacche con 3300 carri, alle quali in caso di
giare ben 90 collaudate divisioni franco-ceco-polacche (da porta- alleanza Mosca affiancherebbe altre 136 divisioni con 10.000
re a 190 in caso di mobilitazione), e con ciò tralasciamo di nomi- carri ed almeno 5000 aerei (per un panorama demolitivo delle
nare le innumeri forze franco-inglesi di mare e di terra e le oltre fantasie che vogliono il Reich teso alla «conquista del mondo»,
100 divisioni sovietiche (oltre un milione di uomini in armi in che non possiamo qui neppure abbozzare, rimandiamo in primo
tempo di pace); ricordiamo che, oltre che con Varsavia e Praga – luogo a Max Klüver),
«portaerei delle democrazie», viene definita la Cechia dal mini- 8. che di fronte ai 57 sommergibili tedeschi, di cui solo 22
stro francese dell'Aviazione Pierre Cot sul News Chronicle del operativi, alle 5 navi da battaglia, ai 2 incrociatori pesanti, ai 6
14 luglio 1938, del resto ripetendo i concetti espressi il 15 dicem- incrociatori leggeri, ai 34 cacciatorpediniere e torpediniere e alla
bre 1935 dal francese Gringoire dopo la firma del patto di assi- nessuna portaerei, stanno 135 sommergibili anglo-francesi, 22
stenza tra Mosca e Praga! – Parigi ha stipulato, dopo il patto di navi da battaglia, 22 incrociatori pesanti, 61 incrociatori leggeri,
non-aggressione del 29 novembre 1932, un patto di mutua assi- 255 cacciatorpediniere e torpediniere e 7 portaerei (dati simili in
stenza anche con Mosca il 2 maggio 1935, ratificato dall'Assem- Caputo: sommergibili, rispettivamente, 56 e 142 con un rapporto
blea Nazionale il 27 febbraio 1936, con ciò violando il Patto di di 1 a quasi 7 nel tonnellaggio, navi da battaglia 7 e 21 con un
Locarno del 16 ottobre 1925; le considerazioni compiute su rapporto di uno a sei nel tonnellaggio, incrociatori 9 e 84 con un
Gringoire quanto al patto ceco-sovietico del 16 maggio 1935 da rapporto di 1 a 10 nel tonnellaggio, cacciatorpediniere e torpedi-
un anonimo aviatore moscovita vengono richiamate da Joseph niere 46 e 261 con un rapporto di 1 a oltre 7 nel tonnellaggio,
Goebbels a Norimberga il 10 settembre 1936 (non si scordi, co- portaerei 0 e 7, 229 navi ausiliarie contro 531, con un rapporto di
munque, che contatti coi sovietici per l'invio in Cechia di consi- 1 a oltre 9 nel tonnellaggio, «ed ancor più disastroso, per i tede-
glieri militari e aviatori erano stati allacciati fin dai primi anni schi, era il confronto tra la disponibilità di materie prime e poten-
Venti): «"La creazione di aeroporti davanti e alle spalle di Praga zialità produttiva loro contro quelle anglo-francesi. Tutte inferio-
sarebbe per noi ideale. Da là potremmo dimezzare il tempo di rità che, soltanto momentaneamente, potevano trovare parziale
volo e abbisogneremmo di soltanto la metà del carburante, per compenso in una migliore organizzazione tecnica e militare e
cui ci sarebbe possibile trasportare tre tonnellate in più di bom- nella, volente o nolente, disciplinata compattezza del regime po-
be". Da allora è stato creato un gran numero di tali aeroporti rossi litico interno»),
in terra cecoslovacca. Negli ultimi tempi il loro numero è giunto 9. che tra il 1934 e l'agosto 1939, come sottolinea Walter
a 36. Il quotidiano del capo del governo ceco edito a Presburgo, Post, la quota stanziata dal Reich per il riarmo – un riarmo prati-
Slovensky Dennik, tradisce con strabiliante chiarezza lo scopo di camente iniziato solo nel 1936, quando già non v'erano pres-
questi aeroporti rossi: "Se gli aeroporti si rendessero necessari soché più disoccupati (i 6.129.000 disoccupati registrati nella
per la difesa dello Stato, non ci razzolerebbe più la minima oca. primavera 1932, epoca culmine della mancanza di lavoro, nell'a-
Servirebbero anche a quegli amici che ci aiuteranno a difender- prile 1937 sono scesi a 961.000; equivalenti sono le cifre date da
ci". In altre parole, da quei 36 aeroporti partirebbero i bombar- Kai Schreyber: sono 6.047.000 al 15 febbraio 1933, 4.058.000
dieri rossi per attaccare l'Europa. Quanto pressante sia la minac- alla fine di dicembre, 2.398.000 alla fine di agosto 1934,
cia, lo si deduce dal fatto che i punti strategicamente importanti 2.604.000 alla fine di dicembre, 1.854.000 alla fine di luglio
dell'Europa centrale potrebbero venire raggiunti e distrutti dai 1935, 2.506.000 alla fine di dicembre, 1.593.000 alla fine del
bombardieri dell'aviazione rossa in meno di un'ora. Dagli aero- 1936, 912.000 alla fine del 1937, 429.000 alla fine del 1938), e
porti dell'Armata Rossa in terra cecoslovacca si raggiungono, ad senza che venissero costruite quelle nuove, specifiche fabbriche
esempio: Dresda in 20 minuti, Chemnitz in 11, il territorio in- ad uso bellico che saranno impostate soltanto nell'autunno 1939
dustriale della Slesia in 9, Berlino in 42 minuti, Vienna in 9, le e, soprattutto e purtroppo, a partire dal 1942 – tocca i 63 miliardi
fabbriche d'armi di Steyr in 17 e le zone industriali della Stiria in di marchi, con una media annua del 14,4% del reddito nazionale
27 minuti, Budapest può essere ridotta in macerie perfino dopo (partendo dal 2% del 1934, al 21% del 1938), mentre nel 1939 la
soli 6 minuti dal decollo. Questo è il vero volto della "politica di quota tocca in Inghilterra il 12 ed in Francia il 17, cifre ben più
pace" sovietica», elevate di quelle tedesche non solo in valori assoluti, ma anche
6. che nel 1938 l'Armata Rossa schiera, in tempo quindi di considerando il fatto che le due Grandi Democrazie non devono
pace, 2.000.000 di uomini, una massa quattro volte quella della costruire ex novo, come ha invece iniziato a fare il Reich, la pro-
Wehrmacht (si pensi poi che delle 157 divisioni tedesche che il pria industria bellica;
22 giugno 1941 daranno il via alla Lotta di Liberazione Europea, di fronte all'«enorme» «accelerazione» delle costruzioni mili-
solo 46 saranno dotate di armamento esclusivamente nazionale, tari imputata ai tedeschi nel dopoguerra dagli storici di corte, ben
essendo le rimanenti – oltre i due terzi! – dotate anche in gran più obiettivo, riporta Nolywaika, è l'ebreo Burton H. Klein, che
parte di equipaggiamento, armi e munizioni preda di guerra, in nel 1959 nota, in Germany's Economic Preparations for War,
particolare ceche e francesi), edito dalla Cambridge University Press, che fino al ripristino del-
7. che allo scoppio della «guerra per conquistare il mondo» la sovranità sulla Renania, cioè fino alla primavera 1936, il riar-
la Wehrmacht, la cui forza in tempo di pace conta 400.000 mili- mo tedesco dev'essere considerato poco più di una leggenda, e
tari (a confronto, il Reich guglielmino ne contava in pace che i 675 aerei prodotti al mese dal Reich nel 1939 equivalevano

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per numero a quelli britannici, mentre per la produzione dei carri ne di materiale bellico non superò quella britannica [...] Solo do-
armati, l'arma principe del futuro Blitzkrieg, gli inglesi erano in po la battaglia di Stalingrado e lo scatenamento delle incursioni
testa sia per numero che per qualità: «Il quadro generale dell'e- aeree in grande stile contro le città tedesche, la Germania iniziò a
conomia bellica tedesca che si delinea da tali ricerche non è quel- mobilitare davvero l'economia a fini bellici. I massimi risultati
lo di una nazione indirizzata a una guerra totale, ma quello di non furono però raggiunti prima della metà del 1944, quando
un'economia all'inizio mobilitata per l'attuazione di guerre brevi e ormai la sconfitta si era profilata ineluttabile» (Wolfgang Popp
spazialmente limitate, solo in seguito piegata all'urgenza delle rileva che nel settembre 1939 i tedeschi possono contare su 3200
necessità militari, quando queste si erano ormai fatte dure evi- corazzati, la Francia su 2800, l'Inghilterra su 1200 e l'URSS su
denze. In tal modo le misure tedesche per approvigionarsi di ac- 20.000; nei sei anni di guerra la Germania produce 43.656 coraz-
ciaio, petrolio e di altre importanti materie prime nell'autunno zati, l'Inghilterra 30.000 e gli Stati Uniti 88.000; quanto al-
1939 sono state tutt'altro che all'altezza per un energico impiego l'URSS, ne produce in totale 109.706, con una capacità produtti-
contro le Grandi Potenze. La produzione di beni ad uso civile va nel 1945 di 30.000 corazzati, 40.000 aerei, 120.000 cannoni,
restò ancora più che sufficiente, mentre al contrario la produzio- 450.000 mitragliatrici e oltre tre milioni di fucili);

Sette Potenze: dati all'inizio 1938, senza accennare agli alleati né al controllo
dei centri delle materie prime e delle vie delle comunicazioni

L'Impero Britannico non comprende le terre antartiche né i Mandati di tipo A

nazioni estensione in kmq abitanti

Gran Bretagna 242.606 47.500.000

Impero Britannico 33.800.000 524.000.000

Francia 550.986 42.000.000

Territori francesi 11.846.000 69.000.000

USA 9.357.848 130.750.000

URSS 21.267.714 178.000.000

Germania 554.473 74.600.000

Italia 310.150 43.000.000

Impero Italiano 3.485.000 8.500.000

Giappone 382.253 71.500.000

Corea e Formosa 256.702 28.850.000

Occidentali e Sovietici 81.500.000 1.100.000.000

Germania Italia Giappone 5.000.000 230.000.000

10. alla carenza di materie prime di interesse bellico (talché sperato contesto, le ingenti forniture all'Italia: a tutto il 1942, nota
allo scoppio del conflitto, il 1° settembre 1939, il Reich si trova Riccardo Lazzeri, l'Italia ricevette dal Reich 421.000 tonnellate
in una situazione produttiva che gli permette di sostenere una di nafta e gasolio per la marina, 225.000 tonnellate di benzina
guerra che duri non più di sei settimane, al punto che al termine avio, 22.000 tonnellate di gomma sintetica, 2,5 milioni di tonnel-
della campagna di Polonia l'esigua disponibilità di munizioni e la late di materiali metallici e 40 milioni di tonnellate di carbone,
messa fuori uso della metà degli autocarri e dei corazzati induce oltre ad armamenti vari, tra i quali, fino a tutto l'aprile 1943,
il quartiermastro generale ad ammonire che per tempo indeter- 1500 cannoni antiaerei da 88 mm e oltre 150 centrali di tiro);
minato l'esercito non è più una forza di combattimento operativa) 11. inoltre, senza entrare nel merito dell'abusato mito-
e all'assoluta mancanza di fonti di gomma e di petrolio (uniche, i menzogna postbellico di una Wehrmacht armata fino ai denti e
vulnerabili pozzi romeni), che rese indispensabile la ricerca e la «lanciata alla conquista del mondo» (basti pensare alla nettissima
produzione di gomma e carburanti sintetici dal carbone (in parti- inferiorità quanto a 1. fonti di approvvigionamento di materie
colare ad Auschwitz, vedi l'ottava Appendice); al proposito, basti prime: ad esempio, nel 1941 i soli USA controllano oltre il 60%
citare l'eletto Daniel Yergin, per il quale, in virtù di un impegno del petrolio e il 56% della gomma mondiali, producono il 78%
eccezionale, «fra il 1940 e il 1943 la produzione era passata da delle automobili e il 67% degli autocarri del mondo e controllano
72.000 a 124.000 barili al giorno. Gli impianti produttivi erano il 30-40% della produzione mondiale di piombo, carbone, rame e
l'anello fondamentale del sistema. Nella prima metà del 1944 zinco, 2. struttura industriale, soprattutto di quella indirizzata in
coprirono il 57% delle forniture totali di carburante e il 92% del- senso bellico: «la produzione industriale degli USA non serve
la benzina per aviazione. Complessivamente, durante la seconda solo i propri mercati, ma cementa le alleanze con altri paesi for-
guerra mondiale i carburanti sintetici corrisposero a metà della nendo loro armi e derrate alimentari», nota Manfred Griehl, e 3.
produzione tedesca di petrolio» (da citare sono pure, in tale di- qualità/quantità di corazzati, 4. naviglio e 5. aviazione: un e-

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sempio al cap.XXXII, mentre sempre Griehl rileva che «il piano praffare nemici più primitivi o meno mobili. Ovviamente, si a-
tedesco di usare un'aviazione transoceanica come lo Junkers 390 dottarono misure per recuperare lo svantaggio nei confronti dei
a sei motori, il Messerschmitt 264 o il Tank 400 per una guerra tedeschi. Gli alleati modernizzarono i loro sistemi d'arma e cam-
aerea globale fallì per l'incapacità di produrre in gran numero biarono le loro tattiche. Allora gli eserciti migliorati e tecnologiz-
simili apparecchi, come era invece possibile fare negli USA e in zati domarono la macchina bellica tedesca... una buona storia,
Inghilterra»), riportiamo una considerazione dell'americano W. ma il fatto sconcertante è che la Germania fece quello che fece
Victor Madej, integrata da Klaus Christian Richter, sul «mito con un esercito che era per il 75% ippotrainato [...] È importante
della motorizzazione»: «Ciò che compì l'esercito tedesco fu asso- demolire il mito della motorizzazione, poiché è stato usato in
lutamente sbalorditivo. In soli tre mesi di lotta furono messe fuo- appoggio a infondate conclusioni. Ad esempio, non è vero che il
ri gioco Polonia, Danimarca, Norvegia, Belgio, Olanda, Francia, successo militare richiede un'alta tecnologia e un'elevata moto-
Grecia e Jugoslavia. In altri cinque mesi fu occupata la maggior rizzazione; ci furono variabili molto più importanti. I primi suc-
parte della Russia europea e distrutta la maggior parte dell'Arma- cessi tedeschi furono ottenuti senza un'adeguata motorizzazione,
ta Rossa. Nessuno dei nemici della Germania si avvicinò ad e- inoltre la maggior parte del carburante necessario andò perduto
guagliare un tale successo, e in tal modo venne creato un mito con la ritirata e perdita del terreno, e non in virtù dei bombarda-
per spiegare come una superiore mobilità e una superiore mecca- menti, e la maggior parte dei bombardamenti avvennero troppo
nizzazione si siano combinate in un Blitzkrieg concepito per so- tardi per essere decisivi».

Un inciso quanto alle materie prime. Dalla Norvegia, occupata dalla Wehrmacht il 7 aprile 1940, un giorno prima degli sbarchi anglo-
francesi progettati da mesi per interrompere i vitali rifornimenti di minerali, proveniva alla Germania la quasi totalità del ferro, estratto in
particolare dalle miniere di Kolajarvi, la quasi totalità del molibdeno, proveniente da Knaben sul Flekke Fjord tra Stavanger e Kristian-
sand, e pressoché l'intero fabbisogno di nichel, estratto dalle miniere di Kolosjokki nella Penisola dei Pescatori, oltre che nella regione
finlandese di Petsamo (dopo averle occupate nella guerra d'inverno ed averle sgombrate nel febbraio 1940 dopo il trattato di pace,
l'URSS vi aveva lasciato tecnici e un direttore, ripartendo a metà tra Mosca e Berlino il minerale estratto), la produzione interna tedesca
soddisfacendo, e nel 1938, in tempo quindi di pace, un misero 7% del bisogno (il cromo, altro minerale essenziale alla produzione belli-
ca, veniva importato dalla Turchia, depositi nettamente minori esistendo nel nord dell'Albania e della Grecia, nella Bosnia orientale e nel
Banato). Simile situazione quanto all'Italia, della quale scrive Giuseppe Ciampaglia: «Nello specifico settore metallurgico delle leghe
speciali [i paesi nemici] erano assai più avanzati del nostro, che era rimasto al palo per oltre un quinquennio anche a causa dell'applica-
zione delle sanzioni che erano state decise nel 1935 dalla Società delle Nazioni al tempo della guerra d'Etiopia. La produzione di nickel
in particolare era allora controllata quasi al 100% dai paesi anglosassoni e dalla Francia essendo proveniente in grande parte da giacimen-
ti canadesi e dalla Nuova Caledonia. L'embargo sui metalli strategici che ne derivò rese quindi difficilmente reperibili per il nostro Paese
i metalli pesanti usati per la costruzione di turbine [e materiale bellico di ogni tipo]. Da noi, inoltre, il nichel, con il rame e lo stagno, rien-
trava tra i più costosi materiali pregiati, tanto che negli anni immediatamente precedenti l'inizio della Seconda Guerra Mondiale, pur es-
sendo ormai cadute le dette sanzioni, l'assottigliamento delle riserve auree derivante dalle guerre d'Etiopia e Spagna ne impedì un ap-
provvigionamento effettivamente commisurato alle necessità del Paese. All'atto dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale l'Italia di-
sponeva infatti di scorte di nichel ammontanti a sole 250 tonnellate, sufficienti a coprire il fabbisogno di soli venti giorni di normale pro-
duzione industriale già in atto. Una fornitura in corso di 100 tonnellate era rimasta bloccata in Norvegia a seguito di un diretto intervento
ostruzionistico britannico, malgrado l'Italia avesse dichiarato la sua non belligeranza. La situazione era rimasta quindi estremamente gra-
ve, tanto che venne preventivato il recupero forzoso di circa 2500 tonnellate di monete in lega di nichel che erano allora in circolazione, i
cosiddetti nichelini da venti centesimi [!], che erano stati in gran parte tesaurizzati dalla popolazione, in quanto tutti sapevano che il valo-
re del metallo con cui erano fatti sauperava ampiamente quello d'emissione. L'altro materiale fondamentale [...], costituito dal cromo,
veniva invece importato in Italia dalla Turchia. La sua disponibilità decrebbe rapidamente a partire dal 1939-40, poiché il governo turco
fu contattato dai britannici che acquistarono tutta la relativa produzione, malgrado non ne avessero alcuna necessità, per impedirne l'ap-
provvigionamento da parte italiana [...] Dopo l'occupazione dell'Albania la disponibilità di cromo venne ripristinata con l'avvio dell'im-
portazione di minerali provenienti da quello stesso paese, mentre quella del nichel avrebbe invece avuto un'evoluzione nettamente più
favorevole solo dopo la sconfitta e l'occupazione della Grecia, data l'esistenza in quel paese di un minerale a base di nichel denominato
"lokris" del quale venne rapidamente avviata l'importazione di ben 5000 tonnellate al mese. Pertanto iniziò subito la produzione di ghise
contenenti il prezioso metallo, mentre in seguito fu messo a punto il relativo processo di estrazione di nichel industrialmente puro. Nel
corso della guerra la sua disponibilità crebbe quindi notevolmente, tanto che ai primi di luglio del 1943 ne era stata accumulata una riser-
va pari a 1300 tonnellate». Quanto ad altri minerali essenziali per l'industria bellica – a prescindere ovviamente dal petrolio, disponibile
solo in Romania e per proteggere i cui pozzi il Reich difese fino allo stremo l'Egeo ed i Balcani – le miniere più ricche di rame si trova-
vano a Bor, nella Serbia a sudovest delle Porte di Ferro, altre nella Serbia settentrionale, Macedonia, Banato e Bulgaria nordoccidentale;
la bauxite era presente in Transilvania e Dalmazia, nella Focide e nell'isola di Nasso; il tungsteno proveniva dal Portogallo e dalla Spa-
gna, con la Francia terza a grande distanza; il maggiore centro minerario di manganese, che per due anni, fino all'8 febbraio 1944, data
della sua caduta in mano sovietica, aveva provvisto ai tedeschi un terzo del minerale, era addirittura Nikopol, a sudest del Dnepr.

Similmente, Richter fa salire all'85-90% delle divisioni l'im- milioni di equini, solo 855.000 furono quelli di provenienza te-
piego a scopo di traino di cavalli e di muli, in tutto 2,75 milioni desca: 180.000 in dotazione all'esercito di pace, 393.000 mobili-
di esemplari, di cui 250.000 muli e bardotti, veri e propri Hafer- tati, 15.000 nati da monta e 267.000 provenienti da requisizioni
motoren, «motori a biada» (in parallelo, nel conflitto furono ip- interne (il parco equino complessivo tedesco ammontando nel
potrainate anche 75 delle divisioni italiane). Inoltre, di tali 2,75 1939 a 3,8 milioni di animali), mentre a 435.000 ammontano le

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prede di guerra consegnate dagli sconfitti eserciti olandese, bel- animali da sella ma, piuttosto, da tiro, destinati allo spostamento
ga, francese, polacco, sovietico, jugoslavo e italiano, a 1.450.000 di cannoni, munizioni, rifornimenti. Alcune settimane prima
quelli requisiti nei territori occupati e a 10.000 quelli acquistati, a dell’invasione vennero forniti alle unità di fanteria 15.000 carri a
partire dal 1936, in Stati amici o neutrali (Ungheria, Romania, due ruote, perché fossero trainati dai cavalli nelle retrovie dei
Cecoslovacchia, Irlanda, e, quanto ai muli, Europa meridionale e panzer, dotati invece di rapida mobilità. In Russia, come peraltro
USA); le perdite globali ammontarono a 1,5 milioni di animali in Francia, la stragrande maggioranza dei soldati tedeschi mar-
(si pensi che dei 900.000 coi quali fu iniziata la campagna di ciava a piedi» (vedi anche cap.XXXII).
Russia, dopo soli cinque mesi di combattimenti ne erano scom- A ulteriore dimostrazione dell'aggressiva ipertecnologia bel-
parsi la metà!); infine, mentre le truppe anglo-americane erano lica tedesca, ricordiamo infine le considerazioni di Horst Hinri-
completamente motorizzate, nel 1944 la Wehrmacht operava con chsen che «infinite compagnie e squadroni montati su biciclette
ancora 250.000 cavalli. (fanteria) furono protagonisti delle cosiddette "vittorie lampo".
Aspetto rilevato anche da Adam Tooze: «Fondamentalmente Le unità totalmente motorizzate mostrate dai cinegiornali non
la Wehrmacht era un "esercito povero". Nel 1941 l’elemento mo- corrispondevano certo sempre alla realtà; considerate a posterio-
torizzato da attacco rapido dell’esercito tedesco consisteva in ri, esse misero davvero in ombra le prestazioni delle truppe mon-
sole 33 divisioni su 130. Tre quarti dell’esercito tedesco conti- tate su biciclette» (per quanto non vi siano dati certi sulla dota-
nuavano ad affidarsi a mezzi di trazione più tradizionali: piedi e zione di bicicli ad uso bellico, la cifra di 1,2 milioni di pezzi pro-
cavalli. L’esercito tedesco nel 1941 invadeva l’Unione Sovietica dotti nell'anno 1943-44 è indicativa di un parco complessivo di
con un numero di cavalli tra i 600.000 e i 750.000; non erano tre-quattro milioni di esemplari).

A prescindere dall'amputazione, occupazione e demilitarizzazione di larga parte del Reich e all'internazionalizzazione dei grandi fiumi
Reno e Danubio e perfino del Kaiser-Wilhelm-Kanal (il ripristino della sovranità tedesca sui fiumi e sul canale avverrà solo il 14 novem-
bre 1936!), negli anni 1919-23, in un'Europa armata fino ai denti e in preda a smanie di vendetta a Occidente o a propositi aggressivi pa-
lesemente formulati ad Oriente, la Germania viene costretta a distruggere, quanto all'esercito: 59.897 cannoni e canne da cannone,
130.558 mitragliatrici, 31.470 mortai e canne da mortaio, 6.007.000 fucili e carabine, 243.937 canne da mitragliatrici, 28.000 affusti da
cannone, 38.750.000 proiettili, 16.550.000 granate a mano e per fucile, 60.400.000 spolette, 491 milioni di cartucce per fucili e pistole,
335.000 tonnellate di bossoli da cannone, 23.515 tonnellate di bossoli per fucili e pistole, 37.600 tonnellate di esplosivo, 79.000 conteni-
tori per munizioni, 212.000 telefoni da campo, 1072 lanciafiamme, attrezzature le più diverse, officine mobili, installazioni di protezione
antiaerea, avantreni d'artiglieria, canne da fucile, elmetti, maschere antigas, etc. Quanto all'aviazione, vengono demoliti 15.714 aerei da
caccia/bombardamento e 27.757 motori, mentre la Marina perde 26 navi da battaglia, 4 incrociatori corazzati, 4 incrociatori pesanti, 19
incrociatori leggeri, 21 navi scuola e di altro tipo, 88 cacciatorpediniere/torpediniere e 315 sommergibili. Inoltre, veicoli di ogni tipo, at-
trezzature per la guerra chimica di offesa e difesa, mezzi propellenti ed esplosivi, riflettori, strumenti di mira, misurazione, rilevamento
acustico e ottici di ogni tipo, finimenti e traini per quadrupedi, tutte le aviorimesse per aerei e dirigibili, etc. Ben avrebbe rilevato Hitler il
28 aprile 1939, nel mirabile discorso in risposta all'arrogante «lettera aperta» di Roosevelt: «Dopo le solenni assicurazioni date a suo
tempo alla Germania, che trovarono la loro conferma persino nel Trattato di pace di Versailles, tutto ciò non doveva essere che una pre-
stazione anticipata onde permettere anche agli altri Paesi di disarmare senza pericolo. Anche qui, come in tutti gli altri casi in cui la Ger-
mania aveva posto fiducia nel mantenimento della parola data, è stata ingannata nel modo più vergognoso. Tutti i tentativi fatti durante
molti anni di trattative al tavolo delle conferenze per ottenere il disarmo anche degli altri Stati – ciò che in realtà non sarebbe stato che
un elemento di saggezza e di giustizia, oltre che dell'esecuzione degli impegni assunti – fallirono. Signor Roosevelt, io stesso ho presen-
tato tutta una serie di proposte pratiche per la discussione ed ho cercato di intavolara trattative al riguardo per rendere possibile almeno
una limitazione generale degli armamenti al più basso livello possibile. Proposi una forza massima per tutti gli eserciti di 200.000 uomini
e inoltre l'abolizione di tutte le armi di carattere aggressivo, l'abolizione di tutti gli aeroplani da bombardamento, dei gas asfissianti, etc.,
etc. Ma purtroppo non è stato possibile attuare queste proposte nel resto del mondo, malgrado che la Germania stessa fosse già comple-
tamente disarmata. Proposi allora una forza massima per l'esercito di 300.000 uomini, ma con lo stesso risultato negativo. Feci quindi
tutta una serie di proposte di disarmo particolareggiate, e precisamente ogni volta davanti al Reichstag tedesco e quindi davanti a tutta
l'opinione pubblica mondiale. Nessuno pensò mai ad entrare nella discussione della questione. Gli altri Paesi incominciarono invece ad
aumentare i loro già enormi armamenti. E fu solo nel 1934, quando l'ultima mia proposta, con la quale chiedevo un esercito di 300.000
uomini, venne definitivamente respinta, che io ordinai il riarmo tedesco, che ormai doveva essere radicale. Cionondimeno, non vorrei
porre alcun ostacolo alla discussione dei problemi del disarmo, alla quale voi stesso, signor Roosevelt, avete intenzione di partecipare. Vi
prego soltanto di non rivolgervi per primo a me e alla Germania, ma piuttosto agli altri Paesi. Io vedo dietro a me soltanto tutte le espe-
rienze pratiche che ho fatte, e resterò quindi scettico finché la realtà non mi avrà insegnato qualche cosa di meglio». Si pensi infine, che
la perdita di 73.485 chilometri quadri di territorio con 7.325.000 abitanti (rispettivamente, il 14% e il 9% dei dati anteguerra) prevista dal
Diktat o attuata con la violenza, in particolare dalla Polonia, comporta la perdita del 75% della produzione di zinco, del 74,8% del ferro,
del 28,7% del carbon fossile, del 7,7% del piombo e del 4% della potassa. Specificamente quanto all'Alta Slesia, dopo avere scatenato
una prima insurrezione terroristica con assassinii, saccheggi e devastazioni il 17 agosto 1919 e una seconda il 19 agosto 1920, i polacchi
insorgono una terza volta contro la popolazione il 2 maggio 1921 dopo il risultato a loro sfavorevole del plebiscito che il 20 marzo ha
visto espressa dalla popolazione una netta maggioranza tedesca. Malgrado la Commissione Alleata schieri per l'ordine pubblico truppe in
massima parte francesi, ma anche inglesi e italiane, a contrastare l'insurrezione e proteggere la popolazione tedesca – insieme ai Frei-
korps, poi obbligati a ritirarsi, nel luglio, su ordine di Berlino e dispiegamento di ulteriori forze franco-inglesi – sono solo i militari italia-
ni, che nel tentativo riportano 250 tra morti e feriti). Infine, a totale dispregio dello stesso Diktat, una «conferenza degli ambasciatori» del
Consiglio della SdN decide il 20 ottobre la spartizione della regione, assegnando ai polacchi la parte orientale con Kattowitz e Köni-

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gshütte (che pure avevano scelto con l'80% dei suffragi di restare con la madrepatria) e col 90% degli impianti industriali: 51 delle 63
miniere di carbone, 15 delle 19 miniere di piombo e zinco, e 22 altiforni con una capacità produttiva di 400.000 tonnellate di materiali
ferrosi contro 15 altiforni e 170.000 tonnellate, lasciati ai tedeschi.

Il 25 agosto 1939 Hitler stesso – il quale già il 28 aprile, col lettuali ebrei come Bernard Baruch, il governatore di New York
potente discorso al Reichstag e al mondo, aveva ricordato che in Lehman, il giudice Felix Frankfurter, da poco nominato alla Cor-
nessuna delle quattordici guerre scoppiate dal 1919 al 1938 era te Suprema, il Segretario alle Finanze Morgenthau e altri notori
stato coinvolto il Reich, mentre al contrario gli USA avevano amici di Roosevelt [...] Questo particolare gruppo di persone, che
partecipato a ben sei conflitti (si pensi inoltre che, certo a dimo- rivestono tutte alte cariche pubbliche e vogliono incarnare il "ve-
strazione di pacifismo, due giorni innanzi Chamberlain aveva ro americanismo" ed essere i "campioni della democrazia", sono,
ripristinato con mero atto amministrativo e senza dibattito né vo- invero, legati all'ebraismo internazionale da vincoli impossibili a
to parlamentari la coscrizione generale!) – avrebbe infine ribattu- sciogliere. Per l'ebraismo internazionale – così intimamente
to all'ambasciatore inglese Neville Henderson che «l'affermare compreso dagli interessi della sua razza – il ruolo "ideale" del
che la Germania vuole conquistare il mondo è ridicola. L'Impero presidente Roosevelt quale campione dei diritti umani è stato un
Britannico si estende su 40 milioni di chilometri quadrati, l'U- dono piovuto dal cielo. In tal modo l'ebraismo è non solo in gra-
nione Sovietica su 19, gli Stati Uniti su 9 milioni e mezzo, la do di istituire nel Nuovo Mondo una perniciosa centrale per dis-
Germania non arriva a seicentomila. Chi si propone di conquista- seminare odio e ostilità, ma è anche riuscito a dividere il mondo
re il mondo è dunque chiaro» (di contro all'infame tesi anglo- in due campi armati contrapposti. Tutta la questione è stata af-
americana dell'Unconditional Surrender – espressa a Casablanca frontata in maniera oltremodo subdola. È stato dato il potere a
da Roosevelt e tosto diffusa urbi et orbi il 24 gennaio 1943 – lo Roosevelt per metterlo in grado di ravvivare la politica estera
storico deve poi registrare, dal 1° settembre 1939, una serie di americana e al contempo di creare enormi riserve di armamenti
quaranta proposte di pace da parte del Reich). per quella prossima guerra alla cui testa si stanno deliberatamen-
Critico come Szembek nei confronti della propaganda ebrai- te ponendo gli ebrei» (concetti condivisi da Szembek in un'ango-
ca sarà, in un rapporto segreto inviato a Varsavia il 21 novembre sciata nota diaristica il 6 luglio seguente: «In occidente ci sono
1938, anche il conte Potocki, riferendo le opinioni di Bullitt che personaggi di ogni specie che apertamente spingono alla guerra:
«il presidente Roosevelt è deciso a portare l'America nella pros- gli ebrei, i grandi capitalisti, i fabbricanti d'armi. Tutti costoro
sima guerra, che potrebbe durare sei anni. Della Germania e di sono davanti ad una splendida occasione, perché hanno trovato
Hitler ha parlato con straordinaria violenza e intenso odio» (nel- un posto cui appiccare l'incendio: Danzica, e una nazione pronta
l'aprile 1939 il medesimo Bullitt scriverà, nel diario: «La guerra a combattere: la Polonia»).
in Europa è cosa decisa [...] L'America entrerà in guerra dopo la E altamente aggressivo è il destro-sionista Vladimir Jabo-
Gran Bretagna e la Francia»; scoppiata la guerra, nel settembre tinsky, del quale Nascha Retsch riporta, compiaciuto, le bellicose
Bullitt sarà il solo diplomatico a gioirne, con grande scandalo espressioni: «La Germania ambisce divenire una grande nazione,
dell'ambasciatore italiano, Raffaele Guariglia, che si rifiuterà di riconquistare le terre e le colonie perdute. È invece interesse di
stringergli la mano). noi ebrei perseguire il suo definitivo annientamento. L'intero po-
Ed ancora, il 12 gennaio 1939: «Il clima che domina oggi polo tedesco è, per noi, un pericolo. Non dobbiamo quindi per-
negli USA si palesa attraverso un odio crescente contro il fasci- mettere che la Germania divenga, con l'attuale governo, ancora
smo, in particolare contro la persona del cancelliere Hitler e in più forte di quello che è già». Sulla praghese Neue Weltbühne
genere contro tutto quanto è legato al nazionalsocialismo. La prorompe al contempo, con eguale sanguinario cachinno, l'ebreo
propaganda è pressoché totalmente in mani ebraiche, che con- Budislawski, aizzando le genti «a circoscrivere l'ascesso bruno,
trollano la quasi totalità della radio, del cinema, della stampa e ad accerchiare il nuovo Stato militarista e a bandire, proscrivere e
dei giornali. Sebbene venga attuata in modo grossolano e la affamare il popolo nazionalsocialista tedesco».
Germania sia raffigurata quanto peggio possibile – servono so- Presidente del London County Council, il deputato laburista
prattutto le persecuzioni religiose e i campi di concentramento – Herbert Morrison (il cui segretario privato parlamentare è l'ebreo
essa lavora così nel profondo che l'opinione pubblica americana Strauss) fa sue le parole d'ordine dello Jewish Representative
ne è del tutto inconsapevole e non ha la minima idea dello stato Council for Boycott of German Goods and Services: «Boicottare
delle cose in Europa. Oggi la maggioranza degli americani vede le merci e le attività tedesche è un dovere per ogni cittadino bri-
nel cancelliere Hitler e nel nazionalsocialismo il male peggiore e tannico che ami la sua libertà», mentre l'ebreo professor A. Kuli-
il pericolo maggiore per il mondo [...] Lo stato di questo paese è scher, chiama all'opera la stampa democratica mondiale, chie-
un'eccellente tribuna per ogni specie di oratori e per gli esuli dal- dendo «a complete blockade of trade [...] and retaliation towards
la Germania e dalla Cecoslovacchia, i quali non restano certo every German man, woman and child. Our fight against Ger-
indietro nell'aizzare la pubblica opinione americana con un tor- many must be carried to the limit of what is possible. Israel has
rente di accuse e di insulti contro i tedeschi [...] È interessante been attacked. Let us therefore defend Israel, il blocco completo
osservare che in questa ben pianificata campagna – condotta in del commercio [...] e una rappresaglia verso ogni tedesco, uomo,
primo luogo contro il nazionalsocialismo – non si fa il minimo donna o bambino. La nostra lotta contro la Germania deve essere
accenno alla Russia sovietica. Quando questo paese viene men- portata fino ai limiti del possibile. Israele è stato attaccato. Di-
zionato, si parla di esso in modo amicale e alla gente vien data fendiamo, quindi, Israele».
l'impressione che la Russia sovietica faccia parte del gruppo dei Il 26 novembre 1934 il New York Herald riporta per esteso la
paesi democratici. Grazie a tale astuta propaganda, le simpatie più recente dichiarazione dell'indefesso Boicottatore: «Deputati
dell'opinione pubblica sono tutte dalla parte della Spagna rossa di dodici paesi si sono incontrati oggi a Londra sotto la presiden-
[...] Di questa campagna di odio sono parte direttiva singoli intel- za di Samuel Untermyer e hanno approvato la sua decisione di

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istituire un "Consiglio Mondiale dei Veri Antinazisti per la Dife- contro la Germania in ogni paese fino a quando l'hitlerismo non
sa dei Diritti Umani", World non-Sectarian Anti-Nazis Council to sarà cacciato dal potere ad opera della forza dell'opinione pubbli-
Champion Human Rights. Obiettivo dell'organizzazione, appro- ca mondiale o il regime di Hitler non tornerà all'ordine, non ces-
vato a chiusura della conferenza, è di organizzare il boicottaggio serà di perseguitare e discriminare gli ebrei e non ripristinerà le
economico della Germania in ogni paese, fino a che il regime proprietà e i diritti delle logge massoniche» (ricordiamo che
hitleriano non venga rovesciato o finché esso 1. non ripristini i mentre le 568 logge e i 71.100 membri delle undici Obbedienze
diritti e le proprietà dei sindacati, 2. non annunci di avere cessato goyish vengono proibite fin dal 1933 e il loro scioglimento si
i tentativi di distruggere le Chiese cattolica e protestante e ripri- completa nell'agosto 1935, le 103 logge bnaibritiche – 20.000
stinato la libertà di religione per tutte le sette, 3. non abbia ritira- adepti nel 1914 – verranno sciolte solo il 19 aprile 1937; sulla
to ogni legge e ordinanza antiebraica e cessato di perseguitare e «persecuzione» antimassonica commenta inoltre Helmut Neu-
bandire gli ebrei, 4. non abbia ripristinato gli statuti e le proprie- berger: «Invero ai massoni fu risparmiata la sorte che colpì gli
tà delle logge massoniche, ad esse sottratte, 5. non abbia riam- ebrei europei. La loro persecuzione si attuò sul piano comparati-
messo le organizzazioni femminili nei loro pieni diritti e privile- vamente innocuo degli arbitri burocratici e delle sanzioni ammi-
gi, dei quali esse sono state derubate dal regime hitleriano». nistrative, discriminanti per i singoli, avvilenti e per molti versi
Dopo il New York Herald, il 27 è anche il più confessionale dannose, ma che non minacciavano la vita. I 62 massoni vittime
Jewish Daily Bulletin ad aizzare, sempre da New York: «Intro- del nazionalsocialismo non furono uccisi a causa della loro ap-
durremo e imporremo strenuamente il boicottaggio economico partenenza a una loggia [ma per reati di alto tradimento]»).

A dar conto dell'influenza massonica nei principali paesi ricordiamo qualche numero. In Germania gli affiliati – dopo il picco raggiunto
nel 1925 con 82.194 Fratelli A Tre Puntini raccolti in 632 logge – sono 80.185 nel 1928, 78.423 nel 1930 e 75.328 nel 1932. Per gli stes-
si anni sono in Francia 40.760, 47.100 e 49.200 (e 60.000 nel 1940); in Inghilterra 270.000, 310.000 e 350.000 (e 400.000 nel 1940). In
Italia, alla vigilia dello sciogliemento voluto dalla legge 19 maggio 1925 sulle associazioni segrete, sono 25.000. Decisamente più fre-
quentate le logge USA: nel 1932 gli affiliati sono 3.074.261.

Il 5 gennaio 1935 scende ancora in campo il presidente del segnazione dei prossimi giochi olimpici a Berlino ed esercita
B'nai B'rith Alfred M. Cohen, ordinando il boicottaggio generale ogni tipo di pressione sull'American Olympic Committee, guidato
contro la Germania «in nome di tutti gli ebrei, dei liberi muratori da Avery Brundage, propenso invece ad accettare le assicurazio-
e dei cristiani»; cinque anni dopo, il 9 maggio 1938, lo stesso ni tedesche per l'assenza di ogni discriminazione verso gli atleti.
aizzerà, dalle colonne della New York Herald Tribune, che «solo Al fine di sabotare la partecipazione americana, il deputato de-
nella democrazia è la speranza dell'ebreo» (concetto ribadito, su mocratico Emanuel Celler (in carica dal 1923, e lo resterà fino al
The American Hebrew Weekly del 3 novembre 1939, da Rabbi 1973!) fa approvare una risoluzione che vieta lo stanziamento di
Israel M. Goldman: «We as Jews are certain that Judaism and fondi pubblici per pagare le spese di quegli atleti che intendono
Democracy are inseparable, In quanto ebrei sappiamo per certo partecipare ai Giochi.
che il giudaismo/ebraismo e la democrazia sono inseparabili»). Il Nel 1936 viene fondato un nuovo Joint Boycott Council per
27 gennaio è ancora il Jewish Daily Bulletin a ricordare che «esi- coordinare le innumeri organizzazioni di boicottaggio (inte-
ste una sola forza che veramente conti. È la forza della pressione ressante per la dimostrazione della complessità del gioco politico
morale. Noi ebrei siamo la più potente nazione del mondo. Noi è il fatto che il movimento sionista di Jabotinsky sia, a tale data,
abbiamo questa forza e sappiamo come usarla. Il revisionismo il principale gruppo ad ostacolare il boicottaggio e che tale posi-
[col termine viene indicata, all'epoca, la conduzione di una poli- zione venga considerata dall'ebraismo liberale non solo un ol-
tica meno antitedesca da parte dell'Inghilterra] non occupa sul traggio, ma un vero e proprio tradimento). Inoltre si annuncia
serio il pensiero di alcun funzionario britannico. Le opinioni dei nuovamente, dopo il boicottaggio economico, la guerra vera e
governi mutano sotto le pressioni». propria. Sulle Youngstown Jewish News Pierre van Paassen pro-
Il 13 novembre Paul Levy aizza sul parigino Rempart: «Ri- fetizza, il 16 aprile: «Dopo la prossima guerra non vi sarà più la
voluzione contro Hitler e guerra preventiva contro la Germania». Germania. Hitler ed i suoi si consolano al pensiero che la Francia
Con la schiuma alla bocca, incita al massacro sul Pariser Tage- sarà ancora così generosa da lasciar vivere la Germania se le de-
blatt anche l'alcolizzato Joseph Roth, propagandista «antina- mocrazie vinceranno. La Francia è ancor sempre la più forte po-
zista» col cattolico principe Otto d'Asburgo (questi, nel novem- tenza militare. A un segnale da Parigi i popoli della Francia, del
bre 1942 promotore di una fantomatica «legione austriaca» nei Belgio e della Cecoslovacchia [a proposito capitano qui le parole
ranghi dell'esercito americano, l'annunciato 101° Battaglione di di un capo sionista al presidente praghese Tomás Masaryk: «Da
Fanteria, poi disciolto da Roosevelt nel maggio 1943 avendo toc- voi, ci sono sia cechi che slovacchi. Solo noi ebrei siamo ceco-
cato la «stratosferica» cifra di 199 volontari; mezzo secolo dopo slovacchi»!] marceranno per serrare il colosso tedesco in una
europarlamentare CSU e dal 1972, morto il fondatore, presidente tenaglia mortale. Essi separeranno la Baviera dalla Prussia e fa-
della coudenhovekalergica Paneuropa) e coi confratelli Her- ranno a pezzi lo Stato nazista».
mann Kesten, Ernst Toller ed Egon Kisch: «Il compito dello Nell'agosto il WJC riunisce a Ginevra i delegati di 33 paesi
scrittore della nostra epoca è quello di una lotta inesorabile con- in rappresentanza di sette milioni di ebrei, incitando ogni eletto
tro la Germania, questa è la vera patria del male del nostro tem- ad adoperarsi «contro la campagna di minacce e diffamazione
po, la filiale dell'inferno, la residenza dell'Anticristo». organizzata contro l'intero ebraismo dai massimi responsabili del
A partire dal 9 ottobre 1933, data della prima richiesta uffi- governo e del partito nazionalsocialista tedesco» (e si pensi, co-
ciale dell'AJC, e per tutto il 1934, il 1935 e i primi mesi del 1936 me riporta la quarta edizione «aumentata e migliorata» del Philo-
l'ebraismo americano si muove instancabile per far togliere l'as- Lexikon - Handbuch des jüdischen Wissens, edita nello stesso

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1937 dal berlinese Philo Verlag, che all'epoca escono nel Reich gna sarebbe oggi in pace, e il suo popolo vivrebbe nella bellezza
ancora 56 periodici ebraici, di cui 9 fondati dopo il 30 gennaio tranquilla di questa piccola terra coraggiosa».
1933!). Recepito il messaggio, sul Jewish Examiner del 20 set- Il 30 aprile è quindi The American Hebrew ad aizzare che «i
tembre Alfred Segal invita gli ebrei di tutto il mondo all'insur- popoli dovranno convincersi della improrogabile necessità di
rezione contro la Germania e alla «riconquista di Berlino». cancellare dalla famiglia delle nazioni la Germania nazista». Nel
Nel frattempo, sconcertata dalle purghe jagodiche e dal pri- settembre un'imponente manifestazione «contro il razzismo e
mo processo di Mosca, abbattutisi come un maglio su tutti quei l'antisemitismo» raccoglie a Parigi 400 delegati di 28 paesi, che a
buoni democratici che guardano ansiosi agli eventi di Spagna, la tutte lettere istigano a una guerra preventiva: «La neutralità nei
Ligue Internationale des Droits de l'Homme («il foro migliore confronti del crimine, l'inerzia di fronte al dilagare organizzato
che vi sia nella Francia antifascista», dice l'ebreo François Furet), del pericolo portano all'arrendevolezza e alla complicità. Chi og-
istituisce una Commissione d'Inchiesta su quel tribunale che va gi tace, quando milioni di esseri umani soffrono, quando inno-
condannando gli antichi compagni di Lenin sì nelle forme uffi- centi cadono a centinaia di milioni [sic!, forse «di migliaia»?; che
ciali della giustizia, ma sulla base di confessioni che sembrano il lapsus sia da riferire al Mondo Nuovo bolscevico?], si assume
inverosimili. Il trio ispiratore (l'ex «ungherese» dreyfusardo Vic- la propria parte di responsabilità».
tor Basch, presidente LIDH, l'avvocato «francese» Raymond «FOR JUSTICE AND HUMANITY - Boycott all German
Rosenmark suo consigliere giuridico e il «russo» Mirkine Gue- goods and German firms - Your buying of goods manufactured
tzevitch presidente della sezione sovietica della Lega), presenta in Germany condones Hitler's cruel persecution of the Jews and
un primo rapporto il 18 ottobre. Le confessioni, che si potrebbero encourages him to continue his persecution. By refusing to buy
pensare estorte sono invece ammissibili e dunque credibili mal- them you are helping the cause of humanity and also our own
grado il loro carattere straordinario, poiché non sono state ritrat- unemployed» – incita nel 1938 (non sappiamo riferirne il mese)
tate né in istruttoria né durante il processo, ed inoltre perché sono un manifesto dai muri inglesi ed americani – «PER LA GIUSTI-
state rilasciate da tutti gli accusati: «È contrario a tutti i dati della ZIA E L'UMANITA' - Boicottate tutti i prodotti e le ditte tede-
storia della giustizia criminale supporre che si facciano confessa- sche - Acquistando prodotti tedeschi, voi avallate la crudele per-
re, con la tortura o con la minaccia di tortura, sedici innocenti su secuzione degli ebrei da parte di Hitler e lo incoraggiate a conti-
sedici». E comunque, considerati il dilagare della «peste nazista» nuare a perseguitarli. Rifiutandone l'acquisto, aiutate la causa
e il verosimile complotto hitlero-trotzkista, «rifiutare a un popolo dell'umanità, ed inoltre i nostri disoccupati».
il diritto di infierire contro i fautori della guerra civile, contro i Malgrado però l'anatema, malgrado le complicazioni interna-
cospiratori collegati all'estero, vuol dire rinnegare la Rivoluzione zionali e i gravissimi problemi di ricostruzione interni, in soli
Francese, che secondo una famosa espressione è un "blocco"». cinque anni il Reich passa di successo in successo, sia sul piano
Egualmente dimentico del sangue che inizia a scorrere a fiot- interno (eliminazione della disoccupazione già prima di varare il
ti più rapidi e copiosi nella Patria dei Lavoratori, il 9 gennaio del peraltro-insufficiente riarmo, ricostruzione dell'economia, delle
1937 il presidente di uno delle decine di comitati antitedeschi, forze armate e dell'unità della nazione) che su quello internazio-
l'ebreo Kalb, rilancia l'appello contro il Reich sulla Herald Tribu- nale. Senza colpo ferire, la Germania si propone quindi, sempre
ne: «Dobbiamo stroncare la Germania. Il primo mezzo è il boi- più strettamente affiancata dall'Italia, quale guida di una Nuova
cottaggio di tutte le merci tedesche». Il 7 marzo, al congresso de- Europa. Queste le tappe:
gli ebrei americani, l'instancabile Piccolo Fiore propone di predi- 1. uscita dalla Società delle Nazioni il 14 ottobre 1933, con-
sporre, per l'Esposizione Mondiale newyorkese prevista per l'an- seguenza non solo del pervicace rifiuto da parte di quella a can-
no seguente, una camera di tortura con un «fanatico in camicia cellare lo status minoritario del Reich, ma anche della sempre più
bruna, che minaccia la pace dell'Europa e del mondo [...] Il popo- palese dominio britannico su di essa, uscita approvata il 12 no-
lo americano deve impedire la concessione di nuovi crediti al vembre con un primo plebiscito. Di seguito, qualche considera-
Reich. Ci assumiamo l'impegno di rendere più pesante il boicot- zione sulla genesi e la natura del Fantoccio Ginevrino. Dopo ave-
taggio delle merci e della capacità produttiva tedesca». re combattuto il progetto della SdN alla Conferenza di Versailles,
Il 15 marzo, in un ennesimo raduno al Madison Square l'Inghilterra, scrive Henri Vibert, «ha finito per attaccarsi ad essa,
Garden, affiancato dal presidente del Joint Boycott Council Jo- avendo capito che sarebbe stata per lei un meraviglioso strumen-
seph Tenenbaum, dall'attrice «tedesca» Erika Mann, dal presi- to anonimo di dominio e di perturbamento, come mai aveva po-
dente dello Jewish Labor Committee e co-presidente JBC B. tuto avere nel passato. E dopo aver discusso e respinto il princi-
Charney Vladeck, dall'economista Frank Bohn, dal presidente pio di uguaglianza di voto tra le piccole e le grandi nazioni, che
del Committee for Industrial Organization John L. Lewis, dal trovava ingiusto e contrario ai suoi interessi di grande potenza
generale Hugh S. Johnson e dal sindaco Fiorello La Guardia, mondiale, l'Inghilterra si è poi adattata, facendosi riconoscere,
Wise incita ràbido all'odio: «Quello che il nazismo si propone di contro il parere di Woodrow Wilson, sette voti, in considerazione
fare contro i popoli liberi l'abbiamo visto chiaramente in Spagna, dei suoi Dominion, mentre noi francesi, con tutte le nostre colo-
in questa terra infelice dove le forze del fascismo e del nazismo nie e i nostri protettorati, non ne abbiamo che uno, precisamente
conducono una guerra contro una nuova democrazia. Quello che come le repubbliche di Haiti, San Domingo e Honduras! L'In-
fanno in Spagna tenteranno di farlo in Francia. Quello che fanno ghilterra vi fa quindi la parte di super nazione, grazie ai suoi sette
in Spagna contro la repubblica spagnola tenteranno di farlo an- voti, e se voi aggiungete a questi i voti di tutte le piccole potenze
che contro la repubblica americana, quando avranno la forza, "portogallizzate, turchizzate, addomesticate o incatenate con ca-
com'è nelle loro intenzioni, di sfidare i popoli democratici del tene dorate" arrivate facilmente a un totale di almeno trentacin-
pianeta. Possa la Spagna costituire un'ammonizione per i popoli que voti, più del necessario per diventare padroni della SdN.
liberi. Se tre o quattro anni fa il mondo si fosse unito in un bocot- Quindi capirete ora perché gli Stati Uniti, rivali dell'Inghilterra,
taggio morale ed economico contro il governo hitleriano, la Spa- non hanno mai voluto ratificare il Trattato di Versailles [il Sena-

731
to, con 55 voti contro 49, essendo richiesta la maggioranza dei stenza»; il 4 settembre la rioccupazione del suolo nazionale rena-
due terzi per l'adozione, respinge la ratifica il 19 novembre 1919; no sarebbe stata pubblicamente approvata da Lloyd George:
il 2 luglio 1921 le due Camere aboliscono a maggioranza sem- «Hitler sarebbe stato un criminale se, data la situazione, non a-
plice la dichiarazione di guerra al Reich, il giorno seguente il vesse fatto nulla per proteggere la Germania», ribadendo l'opi-
presidente Harding dichiara cessato lo stato di guerra; indipen- nione ancor più chiaramente il 17 settembre sul Daily Express);
dentemente dal Diktat, un trattato di pace viene firmato il 25 a- 7. contenimento, con l'Italia, dell'aggressione franco-
gosto e ratificato dal Senato il 18 ottobre], per non essere cioè sovietica alla Spagna dal luglio 1936;
costretti a sedere a quella tavola dove tutte le carte sono segnate 8. nascita dell'Asse Roma-Berlino nell'ottobre e
e truccate; e capirete pure come ne siano usciti il Giappone, il 9. patto anti-Komintern nel novembre 1936;
Brasile e la Germania. Dal momento che questa Società, detta 10. proclamati il 14 novembre 1936, ripristino della sovrani-
delle Nazioni, non era che una succursale del Foreign Office, tà su tutte le vie d'acqua e annullamento delle decisioni versa-
queste grandi nazioni non si trovavano più al loro posto, e ne so- gliesi sull'internalizzazione dei fiumi e dei canali tedeschi, cui il
no uscite» (al contrario, l'Unione Sovietica vi entrerà nel settem- 30 gennaio 1937 seguono da parte di Hitler, al Reichstag, la di-
bre 1934); chiarazione che annulla i pegni sulle ferrovie e sulla Reichsbank,
2. patto di non-aggressione con la Polonia il 27 giugno e il ritiro della firma che all'art. 231 del Diktat aveva «riconosciu-
1934; to» la Germania come unica responsabile della Grande Guerra
3. secondo plebiscito, il 19 agosto 1934, che conferma il (nessuno degli Stati vincitori protesta contro la dichiarazione del
mutamento costituzionale dopo lamorte di Hindenburg con l'as- Führer, dicendola infondata o storicamente inesatta);
sunzione della carica di Capo dello Stato e Cancelliere (Führer 11. ritorno dell'Austria tedesca in seno alla madrepatria nel
und Reichskanzler) da parte di Hitler, approvato con l'88,9% dei marzo 1938 (Anschluß), approvata da un quarto plebiscito (vedi
voti (e il 99% degli aventi diritto): dei 43,5 milioni di votanti, al cap.XXX);
38,4 votano sì e 4,3 no, il resto essendo schede bianche o nulle; 12. il 21 marzo 1938, plebiscito per le liste tedesche alle ele-
4. sotto controllo dei contingenti di polizia inglesi, svedesi, zioni comunali dei Sudeti, con oltre il 90% dei suffragi, al quale
olandesi e italiani, che mantengono l'ordine sia durante la cam- risultato Praga risponde con l'occupazione manu militari della
pagna elettorale che durante il voto (per tutto il 1934 i membri regione, la persecuzione dei Volksdeutschen, già angariati dal
pro-Germania del Deutsche Front erano stati frequentemente 1918 (si ricordi non solo la chiusura di 354 scuole elementari e
aggrediti dai separatisti, fiancheggiati dalla polizia del Land), 47 scuole medie, o il licenziamento di 40.000 funzionari pubblici
plebiscito nella Saar e suo ritorno nel Reich il 13 gennaio 1935 tedeschi, o la cancellazione dei nomi tedeschi da strade, villaggi
col 90,76% di voti per la Germania e 0,40 per la Francia, cioè e cittadine, sostituiti da termini cechi, ma anche e soprattutto si
477.719 voti per l'annessione al Reich, 46.513 per lo status quo e ricordi che già nel 1930, dei 6-700.000 disoccupati della Ceco-
2124 per l'annessione alla Francia (similmente, il 7 aprile, le ele- slovacchia, ben tre quarti erano tedeschi!), e la mobilitazione ge-
zioni per la Dieta della Città Libera di Danzica, una città in cui i nerale il 20 maggio;
polacchi non raggiungono il 5% dei 400.000 abitanti, vedono 13. intesa a quattro e ricongiungimento alla patria dei Sudeti
139.043 suffragi per i nazionalsocialisti, 38.015 per i social- nel settembre;
democratici, 31.525 per il Zentrum, 9691 per la Liste Weise / Na- 14. il 22 marzo 1939, ritorno alla madrepatria di Memel,
tionale Front, 7990 per i comunisti, 882 per la Liste Pietsch, cioè senza proteste anglo-francesi visti l'illegalità dell'annessione ma-
un totale di 227.146 voti tedeschi contro i 8310 della lista polac- nu militari del 10 gennaio 1923 e lo stato d'assedio imposto dal
ca), fatto che lascia attonita l'ebrea Mildred Wertheimer, costretta 1926 dai lituani (e comunque, già il 29 settembre 1935, dei
ad ammettere che «malgrado il fatto che la popolazione sia com- 1.962.061 voti per il Landtag, 1.592.604 erano andati all'Einheit-
posta in prevalenza da operai e contadini, gran parte dei quali sliste, "Lista per l'unità", contro 369.457 per le liste lituane; e-
cattolici, il plebiscito del 13 gennaio esitò in una schiacciante gualmente, il dicembre 1938 aveva visto i tedeschi vincere le
vittoria per la riunione con la Germania. Il 90% dei voti furono elezioni con l'87% dei voti).
espressi per il Reich, e il 17 gennaio il consiglio della Società Perfino il ràbido anti-«nazista» Will Berthold è costretto a
delle Nazioni decise formalmente che la Saar sarebbe tornata alla riconoscere che «Hitler aveva dietro di sé l'assoluta maggioranza
Germania il 1° marzo»; del popolo tedesco. Praticamente, nel 1936 l'ultimo disoccupato
5. trattato navale con l'Inghilterra il 18 giugno 1935; era scomparso dalle strade. C'era piena occupazione e salari e
6. il 7 marzo 1936, quale diretta conseguenza della ratifica prezzi erano stabili [...] Perfino i nemici di Hitler sembravano
del patto di mutua assistenza franco-sovietico il 27 febbraio, ri- essere conquistati dai successi del nazionalsocialismo. Il Winter-
pristino della sovranità tedesca nella Renania demilitarizzata, hilfswerk [Soccorso Invernale] assisteva dal freddo e dalla fame
occupata dagli Occidentali fino al giugno 1930, approvato il 29 chi ne avesse bisogno. Erano stati istituiti i prestiti matrimoniali,
marzo col 98,8% dei voti da un terzo plebiscito (44.461.278 sì la protezione e l'assistenza per le madri, l'invio dei bambini dalle
contro 540.211 no o nulli; e la Polonia, conscia della debolezza città nelle campagne e l'organizzazione nazionalsocialista Kraft
militare del Reich, a invocare, subito dopo, una guerra «preven- durch Freude [Forza attraverso la Gioia]: fino al 1937 furono
tiva»! del resto, in seguito lo stesso Hitler, contrastato dagli alti ventidue milioni gli operai inviati in ferie con le navi della KdF.
comandi militari, avrebbe ammesso essere state le 48 ore seguen- Le nascite salirono dalle 971.000 del 1933 alle 1.413.000 del
ti al 7 marzo, data d'ingresso nella regione dei tre simbolici batta- 1939, e ciò senza l'opera dei centri Lebensborn [Sorgente di Vi-
glioni per un totale di 1800 uomini, le più drammatiche della sua ta]. Le riparazioni erano state sospese. Il Trattato di Versailles
vita: «Se allora i francesi fossero entrati in Renania, avremmo era stato smontato punto per punto, senza che ciò avesse compor-
dovuto ritirarci con vergogna e disonore, poiché le forze militari tato la guerra. I visitatori esteri sembravano ammiratori di Hitler,
di cui disponevamo non ci avrebbero permesso la minima resi- come il famoso trasvolatore oceanico Charles Lindbergh, il duca

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e la duchessa di Windsor, il governatore della Banca di Francia o del Paese di Dio è minacciata dagli «Stati aggressori».
Lloyd George, uno dei Grandi Quattro del primo conflitto mon- Contro di essi il 5 ottobre a Chicago – dimenticandosi sem-
diale. La Saar era tornata nel Reich e le Potenze straniere aveva- pre, ovviamente, di includere il Radioso Avvenire staliniano cui
no stipulato trattati con Hitler, prima fra tutte il Vaticano»... all'epoca già sono da ascrivere un minimo di tredici milioni di
Urge quindi fermare la Germania! Mentre le democrazie si liquidati – invoca la messa in «quarantena», avanzando il 16 di-
lanciano in una forsennata corsa bellicista e in un'oscena campa- cembre concrete proposte all'ambasciatore britannico sir Ronald
gna di odio (del tutto inventate, come dimostra Fritz Peter Habel, Lindsay per una comune azione preventiva contro Germania e
sono le persecuzioni e le «espulsioni di massa» dei cechi dai Su- Giappone. E ciò, con tale chiarezza che all'inizio del febbraio se-
deti), il ruolo di battitori è lasciato ad altri. In ogni caso, mentre guente può scrivere a Lord Elibank, uno dei politici inglesi più
fin dall'autunno 1936 tutti i media statunitensi lanciano allarmi- influenti, di stare lavorando con tutto il suo essere per indirizzare
stiche voci sulla «inevitabilità della guerra», è ancora Roosevelt l'opinione pubblica americana a compattarsi «in una crociata
che in una conferenza sostiene, il 23 luglio 1937, che la sicurezza contro Hitler».

Per l'approfondimento del bellicismo rooseveltiano – il vero responsabile, ancor più della strategia staliniana, del conflitto mondiale –
rinviamo in prima istanza alle opere di Hoggan, Tansill, Crocker, Bavendamm e alle sintesi italiane di Piero Sella e Vincenzo Caputo.
Scoppiato il conflitto europeo e mentre Roosevelt opera, ora apertamente ora segretamente, per portare il paese in guerra a dispetto di
ogni volontà pacifistico-isolazionista dei suoi cittadini (stupenda la suprema arroganza mostrata in Senato il 4 gennaio 1940 con l'asser-
zione «le frontiere americane sono sul Reno»!... del resto scopiazzatura dei concetti espressi dal conservatore sir Stanley Baldwin, l'anno
dopo primo ministro per la terza volta, alla Camera dei Comuni il 30 luglio 1934: «Se pensiamo alla difesa dell'Inghilterra, non pensiamo
più alle scogliere di Dover, ma al Reno, là sono oggi i confini dell'Inghilterra»), nell'ottobre 1939 le inchieste Gallup danno per favorevo-
le all'entrata in guerra, ovviamente contro la Germania, solo il 5% degli statunitensi; la percentuale si porta al 16 il 2 giugno 1940, sale al
19 il 14 giugno, scende al 14 il 6 luglio, tocca il 15 il 19 luglio, sale al 17 nell'ottobre, ridiscende al 15 nel dicembre, resta al 15 il 2 feb-
braio 1941, sale al 17 nel marzo, ridiscende al 13 nell'aprile e risale al 19 nel maggio: in ogni caso sempre, nell'anno e mezzo di guerra
europea, gli avversari del guerrafondaismo rooseveltiano superano i quattro quinti della popolazione. È anche vero che l'uomo d'onore
FDR – l'«autentico e democratico despota» della dichiarazione di guerra mussoliniana – innumerevoli volte spergiuro che mai avrebbe
inviato «i ragazzi delle madri americane a combattere nei campi di battaglia d'Europa» (ad esempio, radiomessaggio del 26 ottobre 1939)
mai mentì al popolo, pur avendo freneticamente istigato i bellicisti anglo-francesi e promesso agli inglesi l'entrata in guerra degli USA
fin dall'estate 1939. Infatti, ad esempio nei discorsi dell'11 settembre 1940 alla convenzione della Teamsters Union e del 23 ottobre 1940
a Filadelfia, aveva sempre promesso che mai il popolo americano sarebbe stato coinvolto in una guerra all'estero... se non fosse stato at-
taccato: «except in case of attack». Come poi riuscì a farsi attaccare, se non direttamente dalla Germania, che resistette con ogni forza
alle più pesanti provocazioni, almeno dal Giappone, che in virtù del Patto Tripartito di mutua assistenza trascinò nel conflitto Germania
ed Italia, così coinvolgendo gli USA nella guerra europea, lo si veda non solo nelle opere citate (in campo filmico tale strategia, al con-
trario dell'equilibrato Tora! Tora! Tora!, id., di Richard Fleischer, 1970, viene mistificata dal melenso Pearl Harbor, id., 2001, opera
dell'arruolatico ottetto Michael Bay regista e co-produttore, Randall Wallace sceneggiatore, John Schwartzman direttore della fotografia,
Chris Lebenzon, Steven Rosenblum e Mark Goldblatt montaggisti, Hans Zimmer compositore, Jerry Bruckheimer co-produttore... quello
che due anni dopo sarebbe stato il consulente per le riprese del Secondo Massacro sull'Iraq), ma anche nel conclusivo Robert Stinnett:
«Perché è stato così difficile scoprire la verità su Pearl Harbor, questo mistero che ossessiona la storia americana? Questo libro non rap-
presenta certo la prima volta in cui è stata posta la questione circa la strategia di Roosevelt nel periodo antecednte all'attacco. Dal settem-
bre 1945, molti autori e storici hanno espresso l'opinione che Roosevelt sapesse dell'imminente attacco giapponese. Ma ciò che non sa-
pevano (e questo è il nucleo centrale di quest'opera) è che un disegno sistematico era stato messo in atto molto tempo prima di Pearl Har-
bor e avrebbe raggiunto il culmine con l'attacco. Per quanto atroce possa sembrare alle famiglie e ai veterani della Seconda Guerra Mon-
diale, del cui gruppo fa parte anche l'autore, l'attacco a Pearl Harbor fu, nella prospettiva della Casa Bianca, qualcosa che doveva essere
sopportato al fine di poter evitare di subire un male peggiore: gli invasori nazisti in Europa che avevano dato avvio all'Olocausto ed era-
no pronti a invadere l'Inghilterra. Ci possono essere dissensi circa il fatto che il piano adottato fosse il modo giusto di fermare Hitler, ma
il dato di fatto è che Roosevelt si trovò di fronte a un terribile dilemma [...] Il giudizio e la giustificazione morale alla base della decisione
di indurre il Giappone a prendere parte a una guerra terribile e sanguinaria che provocò milioni di morti saranno discussi ancora per molti
anni da gente in buona fede e di diverse convinzioni politiche. Questo libro non pretende di risolvere questi dilemmi. Le verità su tempi
ormai remoti che esso rivela possono solo gettare una nuova luce su un periodo problematico della storia americana. Ciò che qui è stato
rivelato non diminuisce lo straordinario contributo che Franklin Delano Roosevelt ha dato al popolo americano. Il suo lascito non do-
vrebbe essere offuscato dalla verità». Altrettanto partecipe nella prefazione: «[I documenti giunti alla luce in questi ultimi anni] sottoline-
ano i passi deliberati, programmati e messi in atto per produrre l'attacco diretto che ha catapultato l'America in guerra e ha devastato le
forze militari a Pearl Harbor e in altre basi del Pacifico. Furono programmate otto fasi per provocare l'attacco giapponese. Poco dopo a-
verle riesaminate, Roosevelt le mise in pratica. Dopo avere subito l'ottava provocazione, il Giappone reagì [...] Le decisioni di Roosevelt,
per quanto possano essere state dolorose, furono prese in modo strategico allo scopo di ottenere la vittoria definitiva delle forze alleate
sulle nazioni dell'Asse che minacciavano le libertà cui tutti teniamo». Agghiaccianti, nella loro cinica razionalità, gli otto punti del piano
7 ottobre 1940 del capitano di corvetta Arthur H. McCollum, direttore dei servizi informativi della Marina per l'Estremo Oriente: «Ac-
cordarsi con la Gran Bretagna per utilizzare le basi inglesi nel Pacifico, soprattutto Singapore. Accordarsi con l'Olanda per utilizzare le
attrezzature della base e poter ottenere provviste nelle Indie Orientali Olandesi. Dare tutto l'aiuto possibile al governo cinese di Chiang
Kai-shek. Mandare in Oriente, nelle Filippine o a Singapore una divisione di incrociatori pesanti a lungo raggio. Mandare due divisioni
di sommergibili in Oriente. Tenere la flotta principale degli Stati Uniti, attualmente nel Pacifico, nei pressi delle isole Hawaii. Insistere

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con gli olandesi perché rifiutino di garantire al Giappone le richieste per concessioni economiche non dovute, soprattutto petrolio. Di-
chiarare l'embargo per tutti i commerci con il Giappone, parallelamente all'embargo simile imposto dall'impero britannico». Dopo l'ovvio
giudizio storico su tanto bellicismo – che non può essere che di assoluta ammirazione – resta però al lettore da esprimere quello morale.
Abbia allora il coraggio di congratularsi non solo per l'assassinio-per-mano-rooseveltiana dei 2476 americani del 7 dicembre 1941, ma
anche per il successivo massacro di decine di milioni di esseri umani. Gettando nella pattumiera le tesi-pretesto sulla «necessità morale»
di impedire l'Olocausto e annientare la «volontà nazista di conquista del mondo».

Nel dicembre 1937 è il numero speciale del National Messa- troppo dolcemente, in un buco della terra. E allora gli ebrei can-
ge, organo della British-Israel World Federation, a chiamare a teranno halleluiah [hallelu...yah: «benedetto sia Jahweh»]. L'Eu-
raccolta: «Nella prossima guerra mondiale Israele deve guidare i ropa sarà fatta a pezzi. È pressoché certo che queste tre nazioni
popoli che lottano per Dio contro l'alleanza dei popoli che lottano staranno gomito a gomito in una implicita alleanza contro Hitler.
contro Dio. Rifletti! L'Inghilterra è oggi la prima delle nazioni». Quando si diraderà il fumo della battaglia, quando le trombe ta-
Il 3 giugno 1938, compare su The American Hebrew un bi- ceranno e i cannoni non fischieranno più, i tre non-ariani intone-
blico fondo dal titolo "Vincerà Eli su Horst Wessel?". Rifacen- ranno un requiem che suonerà curiosamente come un misto di
dosi da un lato all'invocazione giudaica al Potente e dall'altro Marsigliese, di God Save the King e dell'Internazionale, termi-
all'inno nazionalsocialista, Joseph Trimble prevede la triforme nando in un grande finale guerresco, orgoglioso, aggressivo che
alleanza di Parigi, Londra e Mosca, guidata da Léon Blum ex sarà l'inno ebraico "Eli, Eli!"».
capo del governo, Leslie Hore-Belisha ministro della Guerra e E sul fatto che i Daladier siano più pericolosi dei Blum con-
Maksim Litvinov commissario agli Esteri: «Hitler cavalca l'onda, corda Céline: «Il branco confida nel genere Daladier, si dice:
ma sprofonderà. Ha dimenticato l'esempio del faraone, il destino "Quantomeno, quello, è un vero francese!" Ecco cosa vi frega!
di chi perseguita il popolo eletto. Questo popolo si leva sempre Un massone non è più francese di un siriano, di un volapukico o
per mordere al tallone chi vuole schiacciarlo. Le forze della rea- di un calvinista, è un ebreo volontario, un ebreo artificiale [un
zione sono mobilitate. L'alleanza d'Inghilterra, Francia e Russia Juif synthétique]. Giudaizzato nel nocciolo, non appartiene che
[il lettore non dimentichi il patto di mutua assistenza stipulato tra agli ebrei, corpo e anima. Ha cessato d'essere ariano, d'essere dei
Parigi e Mosca il 5 maggio 1935, né l'eguale patto sottoscritto fra nostri, nel momento preciso in cui si è venduto alle logge. Di
Praga e Mosca il 16 maggio seguente, né i legami di Francia ed spirito, di cuore, di reazioni è uno straniero, un nemico, è uno
URSS con la «portaerei» ceca, previsto terminale di un vero e spione, uno sbirro, un provocatore, prezzolato dall'ebraismo
proprio ponte aereo, né che, come scrive Alain Brossat, «a quel mondiale. Nei segreti dell'Avventura, o in nessun segreto, secon-
tempo la capitale ceca è un importante crocevia del lavoro d'infil- do il suo grado e talento, secondo che sia vicino o lontano al sole,
trazione e di informazione dei diversi apparati sovietici verso la è anzi soprattutto ebreo. Un massone non può più comprendere,
Germania»!] fermerà prima o poi la marcia trionfale del Führer, non può più obbedire che a ordini occulti, a ordini dell'ebraismo
che il successo ha ottenebrato. Per caso o volontà, un ebreo è mondiale, della Banca mondiale ebraica, dell'Intelligence Service
salito a cariche di altissimo rilievo in ognuna di queste tre nazio- ebraico» (in La scuola dei cadaveri).
ni; nelle mani di questi non-ariani sta il destino di milioni di vite Sulla necessità, per l'ebraismo, di un nuovo conflitto, scrive
umane. Blum non è più primo ministro di Francia, ma il presi- nell'aprile 1938 anche la Revue Internationale des Sociétés Se-
dente Lebrun non è che un uomo di paglia e Daladier non ha pre- crètes: «Una guerra mondiale di prepara. È il solo modo, per I-
so le redini che per il momento. Léon Blum è l'ebreo dominante, sraele, di evitare una disfatta totale [...] Una nuova guerra dun-
colui che conta. Egli può dunque essere il Mosè che, al momento que, in nome della democrazia, si prepara in tutta fretta. L'alle-
giusto, guiderà la nazione francese. Il grande ebreo che siede alla anza di tutti i gruppi ebraici nel mondo è conchiusa. Il suo nome
destra di Stalin, questo soldato di piombo del comunismo, Litvi- è alleanza delle tre grandi democrazie inglese, francese ed ameri-
nov, ha assunto una statura maggiore al punto di sorpassare ogni cana. Israele ha bisogno di una nuova guerra mondiale, ma molto
altro compagno dell'Internazionale, a parte solo il capo dalla pel- presto. Israele pensa che il tempo stringe. Ha bisogno di una
le gialla del Cremlino. Sottile, esperto, l'abile Litvinov ha ideato guerra in nome della pace individuale per schiacciare tutti coloro
e realizzato il patto franco-russo. È lui che ha convinto il presi- che si divincolano sotto il suo tallone».
dente Roosevelt. Ha ottenuto il massimo nel gioco della diploma- Mera conferma, del resto, le analisi di Céline e della RISS, di
zia, mantenendo la conservatrice Inghilterra guidata dagli etonia- quanto il celebre pubblicista «tedesco» Emil Ludwig (né Cohn),
ni in cappello di seta nelle relazioni più amichevoli con la Russia affiliato B'nai B'rith, aveva predicato nel giugno 1934 in "La
rossa. E Hore-Belisha! Affascinante, versatile, astuto, ambizioso guerra di domani", sulla rivista di storia Les Annales del «france-
e competente, fiammeggiante, autoritario, la sua stella è sempre se» Marc Bloch: «Hitler non vuole la guerra, ma vi sarà costretto,
alta. Seguirà il cammino di Disraeli fino al numero 10 di Do- non quest'anno, ma presto. È naturale che tra la Germania e il
wning Street, dove si decide il destino di ogni suddito del re. L'a- Giappone, entrambi usciti dalla Società delle Nazioni, nasceran-
scesa di Hore-Belisha è stata sensazionale. È diventato maestro no vincoli di simpatia. Tuttavia, dopo l'inevitabile guerra, avre-
nel saggio uso della propaganda dopo avere fatto esperienza con mo gli Stati Uniti d'Europa, per i quali non siamo ancora pronti.
Lord Beaverbrook. Ha manovrato per tenere il proprio nome La guerra non scoppierà per dispute territoriali, ma per l'educa-
sempre in vista. Questo giovane aggressivo ha trasformato il zione delle gioventù di tutti i paesi che proclamano il loro amore
vecchio esercito inglese, straccione, tanghero, abitudinario e lo- per la pace, ma continuano ad armarsi. L'ultima parola, come nel
goro in una macchina da guerra meccanizzata che è sul piede di 1914, verrà dall'Inghilterra, che può evitare la guerra dichia-
guerra in un mondo che minaccia di diventare semplice sterco randosi pronta a difendere la Francia contro gli aggressori».
per dittatori. Questi tre grandi figli d'Israele si alleeranno per Ed è sempre Ludwig, nel luglio 1939, reduce da un incontro
mandare al diavolo l'audace dittatore, che sprofonderà, nemmeno con Roosevelt e invitando a mettere da parte l'ormai sorpassata

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Società delle Nazioni, ad aizzare alla guerra da Strasburgo, nel politica seguita dal nostro governo. Sia stata o meno saggia quel-
volumetto Die neue heilige Allianz "La nuova Santa Alleanza", la politica, il nostro paese è stato attaccato con la forza delle armi
«poiché per quanto Hitler voglia all'ultimo istante evitare la guer- e con la forza delle armi dobbiamo rispondere [...] Che altro resta
ra che potrebbe inghiottirlo, tuttavia alla guerra egli sarà costret- da fare? Sono mesi che andiamo in cerca della guerra. Se il pre-
to»: «A che scopo parlare sempre, in una nebbia vaga, di "certi" sidente avesse chiesto una dichiarazione di guerra prima, credo
Stati? L'Alleanza è [chiaramente] diretta contro la Germania, che il Congresso gliel'avrebbe negata a grande maggioranza. Ma
l'Italia e alcuni Stati che forse domani ne potranno seguire i prin- ora che siamo stati attaccati, e in acque territoriali, ce la siamo
cìpi. L'Alleanza sarà vigilante, chiaroveggente, serena. In aggres- tirata addosso. Adesso non resta che combattere»), da un perso-
sività supererà il linguaggio di sfida dei dittatori [...] Essa agirà in naggio meno famoso ma egualmente combattivo.
modo fulmineo. In luogo di tredici o sedici governi che discuto- Convocato davanti alla Commissione d'Inchiesta presieduta
no per mesi senza sapere come costringere delle truppe a ritirarsi dal deputato Martin Dies onde giustificarsi dei suoi «pronuncia-
o impedire dei bombardamenti, tre colloqui telefonici basteranno menti», il 29 settembre 1938 il generale George van Horn Mose-
a che l'indomani venga presentato un ultimatum comune, conce- ley si trasforma da accusato in accusatore, con tali risolute e-
dente ventiquattr'ore e redatto in termini tali che i dittatori rimar- spressioni che la Commissione rifiuta di verbalizzarle, inducendo
ranno attoniti». «Quando si arriverà alla lotta, dovremo fare le il generale a pubblicare a sue spese un opuscolo nel quale rac-
cose per bene, senza reticenza, e gli alleati della Santa Alleanza conta l'accaduto: fin quando non aveva toccato il tasto ebraico gli
non useranno certo il sistema di umanizzare la guerra. La fiamma era stato permesso di affermare qualunque cosa, ma il giorno
di una nuova coscienza universale non si ravviva oggi che negli stesso nel quale aveva fatto allusione al bellicismo degli Arruola-
Stati Uniti [...] Roosevelt veglia! Da quando è al potere ha pro- ti era stato invitato ad un «amichevole» incontro, «per intender-
nunciato cinque grandi discorsi che hanno posto gli Stati Uniti a si», dal banchiere Louis Strauss della Kuhn, Loeb & Co. Dopo il
fianco delle democrazie contro i dittatori. Finché egli governerà rifiuto, Moseley si era vista impedita ogni via per pubblicare arti-
l'America, combatterà i fascismi. È prevedibile che l'alleato più coli sui giornali e pronunciare anche un solo discorso pubblico.
lontano avrà il compito di colpire con maggiore violenza [...] La L'odio parossistico dell'ebraismo tocca l'acme pochi mesi
nuova Santa Alleanza è possibile, perché ciascuno dei tre Stati dopo, nel novembre, dopo che l'Accordo di Monaco, osteggiato
fondatori hanno per nemico uno, due o tre degli Stati dittatoriali da Roosevelt in tutti i modi e con tutte le forze, ha evitato lo
del mondo. È possibile, perché una vittoria del Giappone sarebbe scoppio di un conflitto ceco-tedesco, e quindi una guerra più ge-
egualmente pericolosa per l'Inghilterra e per l'America, una vitto- nerale europea (in egual modo il Supremo Guerrafondaio si
ria dell'Italia egualmente pericolosa per l'Inghilterra e la Francia. comporterà nel gennaio, nel luglio e nell'agosto seguenti aizzan-
La vittoria comune di due o tre di questi dittatori sarebbe poi e- do Varsavia, spiazzando lo stesso ambasciatore Potocki e ostaco-
gualmente pericolosa per tutte le tre grandi democrazie. In realtà, lando ogni intesa tedesco-polacca).
queste sono già alleati di fatto». Per quanto Londra abbia ormai scelto, da mesi, la via della
Quanto all'Unione Sovietica, nella Santa Alleanza c'è ovvia- guerra (il 22 settembre, quindi prima ancora di Monaco, il mini-
mente posto per essa: «La Costituzione sovietica è un documento stro degli Esteri Lord Halifax aveva vigorosamente affermato in
sublime, e se si obietta che essa non è realizzata, risponderò che, una seduta di gabinetto che obiettivo irrinunciabile della politica
del pari, i Diritti dell'Uomo riconosciuti dalla Grande Rivoluzio- inglese restava l'annientamento del nazionalsocialismo), della
ne, pur non essendo stati applicati per intero, hanno tuttavia eser- pubblica temperie dell'epoca ci rende testimonianza il sudafrica-
citato sugli uomini una forza leggendaria. La Rivoluzione Russa no Eric H. Louw, ministro per lo Sviluppo Economico nel go-
resterà il più grande avvenimento sociale dopo il 1789, anche se verno Malan, in un discorso tenuto al parlamento di Città del Ca-
in altri paesi le sue idee si sono trasformate secondo la natura e il po il 24 febbraio 1939: «Gli sforzi del signor Chamberlain e del
grado di evoluzione di quei popoli [...] Tutti gli Stati potranno signor Daladier per la pacificazione sono stati resi infinitamente
aderire alla nuova Santa Alleanza, come già fecero con l'antica. E più difficili da una campagna sia aperta che sotterranea condotta
vi aderiranno in gran numero [...] Presidenti di tutti i paesi, uni- dalle agenzie di stampa e dai giornali sotto l'influenza di pressio-
tevi!». ni ebraiche. Nel settembre dello scorso anno una vastissima quo-
Gli americani più lungimiranti e combattivi, i veri amanti ta dell'ebraismo internazionale [a very considerable section of
della pace come il senatore Gerald P. Nye, Padre Charles Cou- world Jewry] innalzò letteralmente preci affinché l'Inghilterra
ghlin, Gerald L.K. (Lyman Kenneth) Smith (ancor oggi irriso e scendesse in campo contro la Germania [was literally praying for
diffamato, ad esempio da Glen Jeansonne, quale «Minister of England to be involved in a war with Germany]. Tali personaggi
Hate, pastore dell'odio», «Savonarola of the Swamps, Savonarola restarono oltremodo delusi [they were bitterly disappointed]
delle paludi» – con riferimento agli «ignoranti» paesani della quando il signor Chamberlain e il signor Daladier riuscirono a
Louisiana, ove svolse primamente la sua opera fiancheggiando la stipulare un accordo col signor Hitler a Monaco, e ancor oggi
politica del «fascistoide» governatore Huey P. Long, assassinato, non hanno dimenticato il signor Chamberlain e il signor Daladier
per inciso, nel settembre 1935 dal medico ebreo Carl Austin [il 4 ottobre l'Accordo viene salutato dalla Camera francese dal-
Weiss – e «High Priest of Prejudice, Sommo Sacerdote del pre- l'applauso di 535 deputati contro 75, tra i quali 75 ben 72 comu-
giudizio») e Charles Lindbergh, si vedono affiancare, nella de- nisti, il giorno 6 sono i Comuni ad approvare Chamberlain con
nuncia del forsennato bellicismo rooseveltiano (il che non impe- 366 sì contro 144 no, mentre a fine anno Time presenta Hitler
dirà a Lindbergh, da vieux patriote, di rientrare nei ranghi dopo come «Uomo dell'anno 1938»!]. Sono convinto che se fosse pos-
Pearl Harbor, annotando sul diario l'8 dicembre 1941: «Erano sibile eliminare l'influenza e le pressioni esercitate dagli ebrei sui
mesi che ci avvicinavamo passo dopo passo alla guerra. Adesso è giornali e sulle agenzie di stampa, la scena internazionale si ras-
arrivata e dobbiamo affrontarla uniti come americani, indipen- serenerebbe sensibilmente rispetto ad oggi [the international
dentemente dalle posizioni assunte in passato nei confronti della outlook would be considerably brighter than it is to-day]».

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Il terrorismo contro i nazionalsocialisti ha del resto già avuto ebrei presenti all'epoca) e ad una sempre più ferma determina-
il suggello di sangue il 4 febbraio 1936 – due giorni prima dell'a- zione da parte dell'ebraismo di annientare il cuore dell'Europa:
pertura dei giochi olimpici invernali a Garmisch Partenkirchen – «È il primo sparo della guerra mondiale, qualcosa di abbastanza
quando il capo dei nazionalsocialisti svizzeri Wilhelm Gustloff simile all'exploit dell'ebreo Princip a Sarajevo», commenterà,
(nato a Schwerin nel 1895, in Svizzera dal 1917) viene assassina- dell'atto di Grynszpan, il fascista francese Pierre-Antoine Cou-
to alle otto di sera con cinque colpi di pistola al cospetto della steau. Per ricreare una parvenza di verità quanto a quella tempe-
moglie Hedwig, nel suo appartamento a Davos al secondo piano rie, testimonianza di un certo equilibrio è quella di Schoeps: «Nel
della casa al n.3 della Kurplatz. Malgrado un'accesa campagna di 1933-35 nessuno avrebbe potuto neppure lontanamente presen-
stampa giustificatoria guidata dal deputato «elvetico» Moses Na- tire i crimini che i nazionalsocialisti avrebbero poi compiuto. Chi
chmann Silberroth (l'assassino viene presentato come il nuovo afferma il contrario, mente. Quando a fine 1938 sentii per la pri-
Davide, vindice contro un mostruoso Golia), il criminale, il ven- ma volta accennare alla "soluzione finale" presa in considera-
ticinquenne David Frankfurter di Daruvar/Croazia, figlio del zione da Hitler, ritenni, pur in quel momento minaccioso, del
rabbino Moritz e di sua moglie Rebekka Pagel, poi a Francoforte tutto impossibile che accadesse qualcosa tipo una politica di gas-
sul Meno e studente all'Università di Berna, viene condannato, sazioni, dato che questo era al di là di ogni normale immagina-
malgrado le veementi proteste ebraiche, l'immediata mo- zione».
bilitazione e la difesa offertagli dalla LICA Ligue Internationale Organo della Ligue Internationale Contre l'Antisémitisme
Contre l'Antisémitisme, di cui è membro, attraverso l'avvocato finanziato dal Komintern e dal massone capo del governo ceco-
Vincent de Moro Giafferi (già difensore degli assassini dell'anar- slovacco Edvard Benes, il periodico Le Droit de Vivre, riporta
chica banda Bonnot nel 1913, lo stesso che si mobiliterà per Ar- già il 9 novembre, vale a dire ancor prima che sia giunta notizia
lette Simon, la moglie del «re dei truffatori» Serge «Sascha» Sta- di una qualsivoglia rappresaglia tedesca, il grido di guerra del
visky, e per Grynszpan) e indefesse manifestazioni di piazza, presidente Bernard Lecache (per quanto Henry Coston ed Heinz
dalla corte cantonale di Coira a diciotto anni per assassinio pre- Ballensiefen lo dicano nato Lekah, il cognome originario è in
meditato; dopo soli nove anni di dorata detenzione, il «nuovo realtà Lifschitz, intimo di Jabotinsky e, come quello, di Odessa):
Davide» verrà graziato nel maggio 1945 e si spegnerà a Tel A- «Nostro compito è preparare la liberazione degli ebrei e dei non
viv, vivendo del denaro estorto oloriparatorio, il 19 luglio 1982. ebrei tedeschi e italiani, austriaci o cechi che lavorano segreta-
Come Frankfurter, che «non conosceva Gustloff, ma era pie- mente, ma tenacemente, all'annientamento [anéantissement] dei
namente consapevole del suo atto e non mostrava alcun penti- dittatori. La LICA deve organizzare il blocco morale ed econo-
mento» (così la Basler National-Zeitung del 5 febbraio 1936; mico della Germania di Hitler, e cioè il boicottaggio dei boia.
sull'«eroe», il confrère Emil Ludwig scrive addirittura l'«epopea» Nostro dovere è di essere nemici irriducibili della Germania e
Der Mord in Davos, "Assassinio a Davos"), il diciassettenne dell'Italia [...] Nostro dovere è dichiarare una guerra senza quar-
squattrinato Herschel Feibel «Hermann» Grynszpan, ebreo po- tiere [sans pitié] alla Germania, lo stato nemico numero uno. E
lacco in terra di Francia, esaltato non solo da un'odiosa propagan- noi condurremo questa guerra finché i Grünspan non dovranno
da ma guidato da mani sioniste (che gli avrebbero passato i 245 più correre dall'armaiolo per vendicarsi col sangue della malasor-
franchi per l'acquisto di un revolver), in mancanza dell'ambascia- te d'essere ebrei».
tore a Parigi von Welcek colpisce con due colpi dei cinque colpi Un mese più tardi, il 18 dicembre, sullo stesso Droit rincalza
esplosi il giovane segretario di legazione Ernst Eduard vom Rath, Bernard Lifschitz (lo stesso Lecache che ha riassunto il vero co-
il 7 novembre 1938, due giorni avanti il quindicesimo anni- gnome?): «Dobbiamo organizzare il blocco morale e culturale
versario dell'uccisione dei primi sedici caduti nazionalsocialisti. contro la Germania e dividere in quattro questa nazione [...]
La conseguenza della sanguinosa provocazione è quell'esplo- Dobbiamo scatenare una guerra senza pietà», concetti ripresi dal-
sione di collera che, pur tosto compressa dal governo del Reich, lo Jewish Chronicle 3 marzo 1939: «Gli ebrei non permetteranno
porta alla «notte dei cristalli», indi a una brusca accelerazione la stipula di alcuna pace, per quanto gli statisti e i pacifisti possa-
dell'emigrazione ebraica dalla Germania (375.000 vi sono gli no darsi da fare al proposito».

Nato ad Hannover il 28 marzo 1921 dai «polacchi» Sendel Grynszpan e Ryfka «Regina» Silberberg, migrati in Germania il 18 aprile
1911 (per inciso, sarti di professione e trafficanti di merce usata, dopo avere inoltrato richiesta di ausilio per disoccupazione i genitori
ricevono sussidi dall'assistenza sociale tedesca dal 10 luglio 1933 al 5 ottobre 1934), il nostro Herschel Feibel, chiamato furbescamente
Grünspan dai gazzettieri per suggerirne un'origine «più tedesca» che ne giustificherebbe in qualche modo gli atti, verrà arrestato dai fran-
cesi e detenuto in attesa di processo. Catturato dai «nazi» nel giugno 1940 e internato a Sachsenhausen, indi a Berlino-Moabit, sopravvi-
vrà al conflitto, si porterà a Parigi e poi in Israele (la New Standard Jewish Encyclopedia, evidentemente poco informata, ne avanza la
morte «circa nel 1943» per mano tedesca). Stando alla versione ufficiale, la «protesta» che uccise vom Rath, lungi dall'essere una provo-
cazione di circoli lecacho-jabotinskyani come avanza Ingrid Weckert o una «vendetta» per un affaire omosessuale tra Grynszpan e vom
Rath come laidamente avanzato dagli avvocati difensori dell'assassino (simili motivazioni per un atto di vendetta politica, come detto,
erano state usate dagli assassini sionisti per Jacob Israel De Haan), sarebbe una «vendetta» per l'espulsione di 18.000 ebrei polacchi – e in
particolare dei genitori e delle sorelle di Grynszpan, trasferiti, coi 484 ebrei di Hannover, a Neu Bentschen, al di là del confine, il 29 ot-
tobre – decisa dal Reich in risposta all'ordine del ministero degli Esteri polacco (l'ordinanza, basata su una legge approvata il 31 marzo,
risaliva al 7 ottobre, ma fu attivata il 31) di non rinnovare i passaporti, e quindi privare della cittadinanza, rendendoli apolidi e impeden-
done il rientro in Polonia, agli ebrei polacchi che vivessero all'estero da oltre cinque anni. Complessivamente, 56.500, Carla Tonini scri-
ve 80.000, erano gli ebrei polacchi migrati in Germania e Austria. Come scrive la Tonini, peraltro senza sottolineare la complessità degli
eventi, né la diretta responsabilità dei polacchi, né l'indiretta responsabilità dei cinici Occidentali che sbarravano le proprie frontiere a
torme di indesiderati forse proprio per radicalizzare la situazione, né il pieno diritto dei tedeschi a non trovarsi in casa decine di migliaia

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di individui che nessun paese avrebbe più accolto: «La reazione tedesca fu fulminea. Appena ricevuta notizia dell'intenzione polacca di
privare gli ebrei della cittadinanza, [il capo della polizia tedesca Reichsführer] Himmler dette l'ordine di trasportarne alcune migliaia alla
frontiera polacca e di forzarli ad attraversarla. Il 28 e 29 ottobre tra i 13.000 e i 20.000 ebrei furono deportati alla frontiera polacca. Quelli
che non riuscirono a entrare in Polonia – circa 10.000 secondo stime approssimative – o a tornare indietro, trovarono rifugio nel villaggio
polacco di Zbasyn, vicino al confine. Il governo polacco protestò contro le espulsioni [faccia tosta!], annunciando ritorsioni nei confronti
della minoranza tedesca in Polonia [da cui si deduce ancora come non convenga lasciare i connazionali preda di altri paesi!] e finalmente
il 20 gennaio, dopo lunghe trattative, i tedeschi acconsentirono al ritorno temporaneo degli ebrei accampati a Zbasyn. In cambio, i polac-
chi si impegnarono ad accettare gli ebrei che si erano già rifugiati in Polonia, e di accogliere anche le loro famiglie. Di fatto gli ebrei che
si trovavano alla frontiera furono poco a poco fatti entrare in Polonia e, con il tempo, furono raggiunti dai familiari rimasti in Germania
[...] Certo è che i polacchi usarono immediatamente "l'affare Zbasyn" come arma di pressione verso le potenze occidentali per spingerle
ad affrontare il problema degli ebrei in Polonia. Mentre si svolgevano le trattative tra polacchi e tedeschi per risolvere la questione delle
espulsioni, l'ambasciatore polacco a Londra discuteva con Halifax della situazione in Polonia. Ai toni misurati, usati negli anni preceden-
ti, Raczynski sostituì velate minacce riguardanti "il peggioramento della situazione degli ebrei in Polonia, qualora i governi occidentali
non avessero intrapreso un'azione energica per l'evacuazione degli ebrei polacchi verso altri paesi"». Quanto alla LICA (che nel novem-
bre 1979, in auspicio della temperie invasionista anti-europea, si fa LICRA con la R di «racisme»), viene fondata da Henry Torrès (nipo-
te del dreyfusardo Isaïe Levaillant cofondatore della Ligue pour la Défense des Droits de l'Homme et du Citoyen; nel dopoguerra senato-
re gollista), Joseph Kessel, Elie Soffer, Gérard Rosenthal, Bernard Lecache e Weil-Goudchaux, al fine immediato di difendere Sa-
muel/Shalom Schwartzbart/Schwarzbard. «Bielorusso» nato a Smolensk nel 1886, combattente antitedesco in Francia, migrato in Russia
nel 1917, capo di bande ebraiche e terrorista sovietico, naturalizzato infine francese nel 1925 e orologiaio a Ménilmontant, il 25 maggio
1926 costui massacra a Parigi con sette proiettili l'atamano Semën Vasilevic Petljura, nel 1905 fondatore del Partito Socialdemocratico,
Gran Maestro massone e già presidente della Repubblica Ucraina Indipendente (dal gennaio 1918 al giugno 1920), in procinto di ripren-
dere la collaborazione antibolscevica col Maresciallo Pilsudski (arrestando l'avanzata bolscevica nell'agosto 1920 e con la pace di Riga
del 18 marzo 1921, ucraini e polacchi avevano salvato l'Europa da un bagno di sangue: il generale J.F. Fuller a ragione paragona, per
importanza storica, la disfatta bolscevica alla sconfitta turca sotto Vienna nel 1683 ad opera di Giovanni Sobieski). A dimostrazione che
l'assassinio rientra in un'azione organizzata, o fors'anche a conferma della «suggestione vendicativa», due giorni dopo il trio Yankoviak,
Feldman e Blai assassina a pistolettate, mentre nella notte lavora alla scrivania, l'ataman Askilko, ex braccio destro di Petljura, a Uvarov
nei pressi di Rovno nella Polonia ucraina. Per quanto sia chiaro da subito che l'omicidio compiuto da Schwartzbart è uno dei tanti orditi
dalla GPU per sopprimere i propri nemici (gravemente colpito alle spalle, Petljura era stato finito con due colpi alla nuca), fin dalle prime
udienze il processo (18-26 ottobre 1927) assume il carattere non di una causa contro l'assassino ma di una requisitoria contro l'assassi-
nato, l'atto venendo presto «scusato» come una «comprensibile ritorsione» contro una persona responsabile di non avere represso i moti
antiebraici/anticomunisti (vedi alla terza Appendice). Mentre il massone Lecache si scatena con articoli e libelli contro i «petljuristes»,
definendo l'assassinato antico capo-pogromista, e mentre lo assecondano (dichiarando il falso) il direttore del comitato di assistenza agli
emigrati ebrei Ruben Grimberg e l'ex avvocato di Pietroburgo Moise Goldstein (al contrario, l'ex giudice istruttore kerenskyano e sempre
ebreo Elie Dobkovski nega il coinvolgimento nei pogrom sia di Petljura che dei governanti ucraini; anche l'ex trotzkista Ettore Cinnella
vanta l'«assoluta estraneità sia della Rada [il parlamento ucraino] che del direttorio a qualsivoglia forma d'antisemitismo. Sin dalla sua
nascita, la segreteria generale della Rada s'impegnò nella tutela degli ebrei e delle altre minoranze nazionali in Ucraina [...] Lo stesso Pet-
ljura, in innumerevoli ordinanze e appelli, invitò le sue truppe a tutelare i beni e la vita della popolazione ebraica»; infine, Salo Baron ci
segnala che l'avvocato Arnold Margolin, viceministro degli Esteri, «potè asserire a ragione, nel maggio 1919, che il parlamento ucraino
aveva garantito agli ebrei più diritti di quanto non avesse mai fatto un altro Stato»), il console sovietico Haussen elargisce forti somme
non solo per la difesa, capeggiata da Torrès, ma anche per la corruzione dei giurati: quattro affiliati a partiti d'estrema sinistra e quattro
piccoli esercenti in istato di fallimento. Come quindi stupirsi se, dopo virulente manifestazioni di piazza, invettive e minacce da parte di
ebrei e comunisti e pressioni psicologiche di ogni tipo, i giurati rispondono negativamente al quesito se il Nostro è davvero colpevole di
avere ucciso Petljura, e ciò, malgrado il vanto da lui stesso menato (astuto sofisma, si badi: il quesito non è se ha ucciso, con una consta-
tazione quindi del mero fatto, ma se è colpevole di avere ucciso, con un giudizio quindi sentimentale/morale)? A nulla sono valsi gli in-
terventi della pubblica accusa che, richiamandosi ad un altro caso spettacolare, quello del giovane Boris Koverda (uccisore a Varsavia, il
7 giugno 1927, dell'inviato ed ex assassino bolscevico Pëtr L. Vojkov, condannato a dieci anni scontati fino all'ultimo giorno; inoltre, a
rappresaglia Mosca arresta centinaia di ex monarchici e fucila venti delle «più note» Guardie Bianche), aveva tuonato contro Schwart-
zbart che Petljura non era stato assassinato in Polonia, pur avendovi a lungo vissuto: «Voi non lo avete ucciso là, perché sapevate che
sareste stato trascinato davanti ad un tribunale militare [che vi avrebbe forse condannato anche a morte]!». Assolto l'assassino in un tripu-
dio di folla, le piazze si riempiono di manifestanti inneggianti e lo stesso giorno centomila ebrei sfilano a Varsavia. «Questo verdetto in-
credibile [à la Zasulic] riempie di gioia tutti i nemici dell'Ucraina. Per di più, la sentenza fu seguita da scene particolarmente scandalose.
In piena aula giudiziaria, il criminale che i giudici stavano assolvendo fu acclamato freneticamente dai correligionari che, numerosi, ave-
vano assistito ai dibattiti. Questi fanatici che, apparentemente, avevano perso ogni nozione di pudore, si rendevano conto fino a qual pun-
to la loro manifestazione era indecente e odiosa?», commenta Alain Desroches. Evidentemente no, è la risposta: fatto presidente dell'as-
sociazione degli ex combattenti ebrei dell'esercito francese, Schwartzbart gira infatti in lungo e in largo per l'Esagono, illustrandosi con
decine di conferenze. Nel gennaio 1937 invia un messaggio di solidarietà all'incarcerato confratello Frankkfurter. Recatosi quindi in Su-
dafrica, si spegne a Johannesburg o a Città del Capo il 3 marzo 1938, cinquantaduenne. Singolare il destino dei tre criminali: Schwartz-
bart, Frankfurter e Grynszpan riescono, tutti, a non pagare il fio dei loro crimini. Chiudiamo l'inciso col caso del tedesco Georg Semmel-
mann, ex agente sovietico, assassinato nel suo appartamento viennese il 25 luglio 1931 dal serbo Andreas Piklovic alias Egon Spielmann,
agente OGPU; non solo in favore dell'assassino, difeso dall'avvocato ebreo Nathan Korkes (che sostiene l'eticità della causa di Piklovic,

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in quanto Semmelmann si sarebbe apprestato a vendere alla Siguranza romena «mille» giovani comunisti clandestini, votandoli alla tor-
tura e alla morte), intervengono dalla Francia Lecache e lo scrittore comunista goyish Henri Barbusse, ma il 4 marzo 1932 (il processo si
apre e chiude in un solo giorno, compresa la sentenza!) la giuria assolve il reo confesso al pari di Schwartzbart: «Alla domanda, infine, se
egli è colpevole di aver "sparato nella testa di Semmelmann due colpi d'arma da fuoco provocandone la morte", sette giurati risponde-
ranno "sì" e cinque "no". In virtù di ciò, l'accusato è prosciolto dal capo di accusa, essendo richiesta l'unanimità dei giurati perché l'accu-
sato sia riconosciuto colpevole. Condannato per gli altri capi di imputazione [uso di falsa identità, contravvenzione all'interdizione di
soggiorno, porto di pistole senza autorizzazione né necessità] a un mese di prigione, a pagare le spese processuali e alla confisca delle
due pistole, in teoria Piklovic è libero, ma sotto tiro di un'ordinanza di espulsione dal territorio austriaco [in realtà, evitando l'espulsione
in Jugoslavia dove incontrerebbe guai seri, Piklovic trova discretamente la via di Mosca, ove qualche mese dopo muore per polmonite].
All'indomani la stampa comunista giubila e celebra l'eroe che nella Hockegasse (la via del crimine) ha "mantenuto la sua postazione sulla
barricata". La stampa socialdemocratica, invece, evitando di riportare un giudizio generale (su tutta la vicenda è aleggiato il fantasma del
celebre assassinio [nell'ottobre 1916] del [primo ministro austriaco] conte Stürgkh per mano di Friedrich Adler [l'ebreo figlio di Viktor
Adler fondatore del Partito Socialdemocratico; sarà segretario dell'Internazionale Socialista dal 1921 al 1946]), si dilunga sulle turpitudi-
ni di Semmelmann!» (Alain Brossat).

Il medesimo Lecache, alla chiusura dell'XI congresso nazio- tive generali britanniche [in a way entirely consonant with the
nale della LICA, fa poi approvare agli 800 delegati una risolu- general scheme of British action], e perciò ci porremo, nel picco-
zione, riportata da Le Droit de Vivre del 3 dicembre 1938: «Poi- lo come nel grande, sotto la guida coordinatrice del governo di
ché il Congresso stigmatizza l'abominevole barbarie dei capi del Sua Maestà [and therefore would place ourselves, in matters big
Terzo Reich, che scuote la coscienza mondiale [ricordiamo che a and small, under the coordinating direction of his Majesty's Go-
fronte delle atrocità del putsch bolscevico e delle sue conseguen- vernment]. La Jewish Agency è pronta a definire un accordo im-
ze, dei sette milioni di ucraini assassinati per fame, degli eccidi mediato per mettere a utile disposizione il potenziale umano e-
spagnoli e delle purghe staliniane, stanno all'epoca, a carico del braico [for utilizing Jewish man-power], le sue capacità tecniche,
«nazismo», imputazioni semplicemente ridicole] esso si vota e- le sue risorse, etc. Negli ultimi tempi la Jewish Agency ha portato
spressamente alla decisione di liberare i popoli tedeschi dai loro avanti [quanto alla Palestina] una politica diversa da quella della
boia, come anche tutti coloro che sono oggi oppressi dai loro dit- Potenza Mandataria [has recently had differences in the political
tatori. Il Congresso saluta la Spagna repubblicana nella sua lotta field with the Mandatary Power]. Noi accantoneremo queste dif-
coraggiosa ed indirizza la sua alta ed entusiastica considerazione ferenze per fronteggiare le maggiori e più pressanti urgenze di
al Presidente Roosevelt che, anteponendo i valori morali a tutte oggi. Vi invitiamo ad accogliere questa dichiarazione nello spiri-
le contingenze, fa risuonare nel mondo la vera voce della civiltà. to col quale viene fatta».
Il Congresso lo prega, rispettosamente ma con decisione [instam-
ment], di prendere l'iniziativa». * * *
Poiché però per il momento il Benevolo Re degli Ebrei – pur
avendo rotto le relazioni col Reich col richiamo negli USA, il 14 Inciso – Come definire, se non «follia polacca», quel misto di
novembre, dell'ambasciatore Wilson e affermando provocato- insania espansionista, feroce intolleranza, perdita del senso delle
riamente nel febbraio alla stampa che «la frontiera degli Stati proporzioni, criminale incoscienza e sanguinaria voluttà di guer-
Uniti è sul Reno» – non è in grado di pronunciarsi a cagione del- ra che afferra un intero popolo, e non solo contro il Terzo Reich,
l'esplicito desiderio di neutralità dei concittadini, una iniziativa ma fin dal 1919 contro i tedeschi della Prussia Occidentale, di
viene annunciata otto mesi più tardi – due settimane prima dello Danzica e dell'Alta Slesia e contro i sovietici, contro i lituani, ai
scoppio della crisi tedesco-polacca – da Chaim Weizmann al 25° quali nell'ottobre 1920 viene sottratta la capitale Vilna e che nel-
congresso sionista a Ginevra. Gli ebrei sono pronti, egli annun- l'estate 1938 vengono costretti con minacce di guerra a ricono-
cia, a collaborare con l'Inghilterra «in difesa della democrazia scere de jure il maltolto, e quindi contro i cechi, sciacallescamen-
nella guerra mondiale che si approssima». te derubati nell'ottobre dello stesso anno della regione di Te-
Il 29 agosto – si noti bene: tre giorni prima che i tedeschi schen-Oderberg? Follia che già il 9 ottobre 1925 fa scrivere alla
scendano in campo a frenare la follia polacca e cinque avanti la Gazeta Gdansk (Gazzetta di Danzica): «La Polonia deve capire
dichiarazione di guerra anglo-francese alla Germania – il «se- che non può sussistere senza Königsberg né l'intera Prussia O-
greto re degli ebrei» (così Golda Meir) indirizza a Chamberlain rientale. Dobbiamo esigere a Locarno che tutta la Prussia Orien-
una nota, pubblicata dal Times venerdì 6 settembre (titolo: Jews tale sia liquidata. Potrà avere un'autonomia sotto la sovranità po-
to Fight for Democracies) e dal Jewish Chronicle domenica 8, lacca. In tal modo non ci sarà più alcun Corridoio. Non dovessi-
ove reitera l'appoggio ebraico all'aggressione al Reich: «Caro mo arrivarci con mezzi pacifici, ci sarà una seconda Tannenberg
signor Primo Ministro, in quest'ora di crisi suprema [in this hour [ove nel 1410 furono sconfitti i Cavalieri Teutonici; anche infra],
of supreme crisis] mi spinge a scrivere questa lettera la consape- e certo tutte le terre torneranno allora nel grembo dell'amata pa-
volezza che gli ebrei possono contribuire alla difesa di sacri valo- tria» (il 13 giugno 1926 lo stesso quotidiano incita all'esproprio
ri. Voglio confermare quanto più chiaramente [in the most expli- dei tedeschi: «I carri armati più sicuri della Pomerelia sono i mi-
cit manner] le dichiarazioni che io e miei compagni abbiamo lioni di coloni polacchi. Tutta la terra ancor oggi in possesso dei
formulato nel corso dell'ultimo mese e soprattutto dell'ultima set- tedeschi deve essere tolta dalle mani tedesche»)? O le urla di
timana: gli ebrei appoggiano la Gran Bretagna e lotteranno dalla guerra lanciate il 3 agosto 1929, e ripubblicate il 17 marzo 1930,
parte delle Democrazie. Nostro ardente desiderio [our urgent dal giornale varsaviano Mocarstwowiec (Lega per la potenza):
desire] è conferire realtà a queste dichiarazioni. Ci proponiamo «La guerra tra Polonia e Germania è inevitabile. Dobbiamo
di fare ciò in maniera tale da essere in piena sintonia con le diret- quindi prepararci sistematicamente. Il nostro obiettivo è una

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nuova Grunwald [località presso Tannenberg ove vennero scon- vernativi riportati il 26 giugno dal quotidiano Dziennik Poznaski
fitti i Cavalieri Teutonici], ma questa volta una Grunwald alle (Diario di Poznan) e accompagnati da una carta geografica in cui
porte di Berlino, il che significa la sconfitta della Germania por- il confine orientale dei territori lasciati ad un futuro Stato tedesco
tata dalle truppe polacche al centro del terrorismo, per colpire al si snoda lungo la linea Brema-Hannover-Gottinga-Fulda-
cuore la Germania. Sognamo una Polonia coi confini occidentali Norimberga-Ratisbona? O la sessantina di canzoni pervase da
all'Oder e alla Neisse [sic!]. La Prussia sarà riconquistata alla odio antitedesco (tipici dei giorni precedenti il conflitto, i popola-
Polonia, anche quella parte che arriva alla Sprea. In una guerra ri versi: «Con Rydz-Smigly marceremo fino al Reno e oltre il
con la Germania non ci saranno prigionieri, né spazio per senti- Reno»), mentre non esistono canti tedeschi incitanti all'odio con-
menti di umanità o civiltà» (articolo riportato il 3 ottobre 1930 tro la Polonia? O le grida di guerra alzate nel luglio, davanti a
dal quotidiano Münchener Neueste Nachrichten col titolo "Fan- decine di ufficiali, dal Maresciallo Edward Rydz-Smigly (poi
fare di guerra polacche"; negli stessi termini si esprimerà tale B. inglorioso fuggiasco in Romania già il 17 settembre, vituperato
Colonna in Poland from the Inside, edito a Londra nel 1939)? dalle sue stesse truppe e ricacciato a Varsavia, ove sarebbe vissu-
O i piani di invasione della Slesia nell'autunno 1931, comu- to sotto falso nome fino al decesso, il 2 dicembre 1941): «Marce-
nicati da fonte francese al cancelliere Brüning, che ottiene il sin- remo presto contro l'eterno nemico tedesco per strappargli per
golare appoggio, a difesa, delle nazionalsocialiste SA, del socia- sempre i denti velenosi. La prima tappa di questa marcia sarà
lista Reichsbanner e del comunista Rotfrontkämpferbund? Cosa Danzica»? O l'isteria che trabocca il 10 agosto dalle colonne del
pensare dell'illegittimo invio della corazzata Wilja e di un batta- moderato Kurjer Polski (Corriere polacco): «Vogliamo la distru-
glione di fanteria di marina, il 6 marzo 1933, nella Westerplatte zione della Germania, così come duemila anni fa fu distrutta Car-
di Danzica (forze ritirate il 15 sotto le pressioni della SdN), come tagine»? O le assicurazioni date il 15 agosto dall'ambasciatore a
anche dello schieramento di alcune divisioni nel Corridoio (le tre Parigi Juliusz Lukasiewicz al ministro degli Esteri Georges Bon-
divisioni di fanteria tedesche basate a Königsberg, Stettino e Ber- net: «Sarà l'esercito polacco a invadere la Germania, fin dai primi
lino, sarebbero state assalite da quindici divisioni polacche di giorni di guerra»?
fanteria e cavalleria, assistite da mezzi corazzati e dall'aviazione) O le smargiassate del varsavico Depesza (Dispaccio) del 20
nella speranza di un appoggio francese e con l'obiettivo di inva- agosto: «Noi polacchi siamo pronti a stringere un patto col dia-
dere e occupare non solo Danzica (porto, del resto, non necessa- volo, se ci aiuta contro Hitler. Anzi, contro la Germania, non solo
rio a Varsavia fin dalla costituzione del vicino porto militare e contro Hitler [...] Nella prossima guerra il sangue tedesco scorre-
commerciale di Gdingen sulla penisola di Hela, che già nel 1933 rà in tali fiumi che il mondo non ha visto da quando esiste»? Il
aveva registrato un movimento merci di un milione di tonnellate giudizio l'aveva del resto dato il 20 dicembre 1938 l'Alto Com-
più di Danzica), ma addirittura la Prussia Orientale? O delle tre missario della Società delle Nazioni Carl Burckhardt: «I polacchi
proposte lanciate alla Francia ancora da Pilsudski per una «guer- sono folli; si bruciano i ponti alle spalle e ignorano il senso della
ra preventiva» contro il Reich (febbraio-marzo, metà aprile e di- misura Sono l'unico popolo d'Europa così infelice da avere no-
cembre 1933), con ciò violando il patto Briand-Kellogg, che dal stalgia del campo di battaglia. Sono ambiziosi e non sanno con-
27 agosto 1928 aveva bandito la guerra come strumento per ri- trollarsi». Egualmente impietoso Marco Patricelli, mettendo inol-
solvere le controversie internazionali (per inciso, massone come tre in luce la fredda strumentalizzazione compiuta dalle Grandi
il francese Aristide Briand, ministro degli Esteri, e il connaziona- Democrazie per creare il casus belli contro il Reich: «La Polonia
le Frank Billings Kellogg, Maestro della loggia Rochester n.21 e dei colonnelli era un gigante di cartapesta, di cartone erano le
segretario di Stato di Coolidge, è Owen D. Young, massone della lance della sua orgogliosa cavalleria, cartastraccia le assicurazio-
loggia Evergreen n.363 di Springfield Center, New York, e pre- ni che aveva stipulato. La sua inetta e velleitaria classe dirigente,
sidente della General Electric, autore del piano che dal febbraio fuggita in Romania, viene spazzata via dalla sconfitta, ma i suoi
1929 avrebbe dovuto schiavizzare economicamente la Germania soldati continueranno coraggiosamente a combattere anche dopo
per due generazioni, fino al 1984, in sostituzione del Piano ideato la resa del Paese, su tutti i fronti e con alto tributo di sangue, fino
dal massone Charles Dawes)? all'ultimo giorno della seconda guerra mondiale, scoppiata col
O delle rinnovate proposte avanzate ai francesi dal ministro pretesto di salvaguardarne l'indipendenza ma con lo scopo reale
degli Esteri colonnello Józef Beck, il 7 marzo 1936, contempora- di ridisegnare gli equilibri e i confini dell'Europa. Per questo la
neamente alla rimilitarizzazione della Renania, onde scatenare Polonia pagò un prezzo altissimo prima, durante e dopo». Quos
una «guerra preventiva» contro il Reich? Come definire la mobi- deus vult perdere prius dementat, suona il monito.
litazione parziale, del tutto ingiustificata e da Berlino non provo- Dopo avere scatenato fin dal novembre 1938 bande assassine
cata, del 23 marzo 1939, e la illegittima marcia di divisioni alle contro i Volksdeutschen, con chiusura di scuole e centri culturali,
porte di Danzica, salutate dal giubilo dell'intera popolazione po- processi e condanne pecuniarie dei genitori che rifiutano di man-
lacca? O, ormai forti della prossima «garanzia» inglese, la chiu- dare i figli in scuole polacche, divieti di acquistare giornali e
sura delle trattative e l'arrogante rigetto di una qualunque possibi- merci tedesche imposti a grandi magazzini e ristoranti, proibizio-
lità di proposta tedesca per Danzica e il Corridoio, accompagnato ne dell'uso del tedesco durante le funzioni religiose, licenziamen-
dalla minaccia, da parte dell'ambasciatore a Berlino Jósef Lipski, ti di operai e impiegati, incarcerazione di esponenti e sequestro
che ulteriori proposte sarebbero state considerate un casus belli? dei conti bancari di associazioni culturali e assistenziali, espro-
O le vanterie lanciate a Parigi il 18 maggio dal ministro della priazione di decine di fattorie, devastazioni di giornali (exempli
Guerra Kasprzycki a una conferenza dello Stato Maggiore fran- gratia, la combattiva Deutsche Rundschau, dal 1920 trascinata in
cese sui piani contro il Reich: «Non abbiamo [fortificazioni al tribunale 872 volte e sequestrata 546 volte, coi giornalisti incar-
confine], perché prevediamo di condurre una guerra di movimen- cerati o assoggettati a pesanti pene pecuniarie), negozi ed abita-
to e fin dall'inizio delle operazioni di marciare in Germania»? zioni fino a giungere, come il 13 maggio a Tomaszow, a vere e
O gli aggressivi, non smentiti programmi di esponenti go- proprie cacce all'uomo, assassinati (Walter Dumbsky riporta

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3500 vittime) e persino castrati, spinto alla fuga nel Reich 75.535 Francia e Inghilterra non si è mai fondato sul sentimento di una
«connazionali sgraditi» e vessato in tutti i modi il governo e la sincera amicizia con la Polonia. La Dichiarazione di Garanzia
popolazione del «Libero Stato» di Danzica – dopo tutto ciò Var- per la Polonia è stata emessa nel 1939 [dagli Occidentali] solo
savia, resa ancor più folle dalla «garanzia» inglese, non solo in- per i propri interessi, perché Londra temeva un nuovo ordine eu-
terrompe il 21 marzo le trattative col Reich aperte il 24 ottobre ropeo che andasse a scapito dell'Inghilterra».
1938 (vani sono i tentativi avanzati da Berlino il 19 novembre Tra le innumeri provocazioni, non solo ammesse ma ampia-
1938, il 5 gennaio, il 25 gennaio, il 21 marzo e il 28 aprile 1939 mente vantate dalla stampa polacca, ricordiamo: la minaccia di
fino all'estrema richiesta del 30 agosto), non solo il 23 dichiara invadere Danzica e scatenare una guerra col Reich, formulata il
per bocca di Beck – invasato dall'idea di costruire una «Terza 26 marzo a Berlino dall'ambasciatore polacco Lipski; soperchie-
Europa» dal Baltico all'Ellesponto sotto guida polacca – ai mas- rie di ogni tipo operate dai doganieri polacchi sia contro i cittadi-
simi politici e generali, giunta l'ora della «riscossa», ordinando ni di Danzica sia contro i passeggeri in transito nel corridoio per
una mobilitazione parziale e distribuendo ai responsabili i piani la Prussia Orientale; fucilate contro gli stessi convogli sparate sia
per una marcia su Berlino, ma lancia le più clamorose provoca- da truppe polacche sia da irregolari; duecento tra violazioni di
zioni persino contro i Reichsdeutschen. confine e aggressioni ai villaggi della Prussia Orientale, penetra-
Tra i più esagitati guerrafondai sono i polacchi Stanislaw zione della cavalleria anche per 7 km all'interno del Reich, in-
Ligon, direttore della radio di Kattowitz, e Marian Dombrowski, cendi del raccolto e di fattorie, edifici minati e fatti saltare, di-
editore e caporedattore dell'Illustrowany Kuryer Codzienny (Cor- struzione di ponti, assassinio di contadini a sciabolate e pistolet-
riere Quotidiano Illustrato), aizzato dagli ebrei Stankiewicz, Ro- tate, scontri a fuoco con le truppe inviate a soccorso (a Garnsee
hatiner, Ferdinand Zweig, capo della sezione economia, Ludwig presso Neidenburg il 26 agosto restano a terra 47 aggressori); il
Gross, responsabile della sezione scientifica, e Ludwig Rubel, 23 e 24 agosto cannonate contro tre aerei di linea della Lufthansa
già deputato al Sejm e anima nera del quotidiano. Quanto ai più da parte della contraerea di Hela e di un incrociatore a 40 km
attivi ebrei radiofonici citiamo Konrad Wrzos, giornalista e già dalla costa, in ambo i casi, quindi, in spazio extraterritoriale; il
redattore dell'IKC, soprannominato, dal notissimo pubblicista 25, dopo un incidente stradale occorso a Bielitz ad un camion
ebreo-americano, lo «Knickerbocker polacco», i direttori Heller che trasportava verso l'interno della Polonia trenta Volksdeu-
e Gorecki, il direttore dell'orchestra e autopromosso «orgoglio tschen imprigionati nel corso del quale alcuni erano riusciti a
della radio polacca» Girsz Girszowicz Fitelberg, i suoi collabora- fuggire, assassinio di otto e ferimento di una quindicina dei civili
tori Aszer Fuchs, Mieczyslaw Goldberg, Rafal Halber, etc. da parte dei militari di scorta (è in conseguenza di tale massacro
Che dietro a tali provocazioni vi sia la volontà di Londra di che Hitler ordina, alle 15.02, di muovere le truppe alle 04.00 del
giungere alla guerra lo rileva il 9 agosto l'Evening Standard, sot- giorno seguente... bloccando poi il tutto alle 18, appresa stipula
tolineando lo stupefacente abbandono della tradizionale, plurise- di un esplicito patto di alleanza anglo-polacco); il 26 incendio del
colare politica inglese delle no entangling alliances, "alleanze posto di guardia forestale di Dietrichswalde, distruzione del pon-
non compromettenti": «Mai prima d'ora nella nostra storia abbia- te ferroviario di Zandersfelde e interruzione del traffico stradale e
mo lasciato la decisione se l'Inghilterra possa o non possa essere telefonico col Reich; il 28 truppe polacche sconfinano per 15 km
trascinata in guerra nelle mani di una potenza minore (Polonia). e incendiano il villaggio di Haldenburg; il 29 mobilitazione gene-
Tuttavia, oggi tale decisione è nelle mani di un gruppetto di uo- rale, invano frenata dalla Francia, evento equivalente ad una di-
mini i cui nomi il popolo inglese non ha udito una sola volta, chiarazione di guerra (già il 31 marzo, lo stesso giorno della «ga-
tranne forse il colonnello Beck. Questi individui oscuri potrebbe- ranzia», era stata proclamata una mobilitazione, seguita dall'invio
ro decidere domani l'inizio della guerra europea» (dopo la «ga- di tre divisioni d'assalto e una brigata corazzata contro la Prussia
ranzia» annunciata il 31 marzo, definita dall'ambasciatore belga a Orientale, di due divisioni e una brigata di cavalleria contro l'Alta
Berlino Jacques Davignon «assegno in bianco», a scatenare defi- Slesia, e di altre forze ad accerchiare Danzica); il 30 blocco del
nitivamente la follia polacca è, il 25 agosto, la trasformazione traffico ferroviario tedesco per la Prussia Orientale, assalto ai
della «garanzia» in un vero e proprio trattato di «mutua assisten- convogli, arresto dei rifornimenti alimentari a Danzica e assassi-
za militare», accompagnato da un protocollo segreto per sancirne nio a Cracovia del console Schillinger; il 31 distruzione del ponte
la validità contro la sola Germania, anche nel caso una «minac- ferroviario di Dirschau e occupazione della periferia di Danzica;
cia all'indipendenza» arrivasse anche attraverso un processo di nella notte dal 31 al 1° settembre mitragliamento, da parte di
sola penetrazione economica... alleanza siglata, per inciso, pro- trenta militari polacchi, della dogana di Neukrug/Elbing, spari e
prio il giorno dell'annunciata defezione dell'Italia dal Patto d'Ac- assassinio di un doganiere 75 metri all'interno del Reich a Pfalz-
ciaio; il 5 settembre, due giorni dopo la dichiarazione di guerra dorf/Grünberg, ferimento a fucilate di un altro doganiere a Rö-
anglofrancese, i polacchi vengono ancora ingannati da Londra: hrsdorf/Fraustadt (in precedenza erano stati fatti segno di proiet-
1500 aerei inglesi stanno giungendo in soccorso su suolo polacco tili i posti di confine di Sonnenwalde, Alt-Eiche e ancora Neu-
e i francesi hanno sfondato la Linea Sigfrido in due punti, pene- krug), cannonate su Beuthen.
trando a fondo in Germania, cose entrambe non vere). Ed infine attacco alla radiostazione di Gleiwitz che, sulla scia
Anche lo storico polacco-americano Edward J. Rozek giunge delle «confessioni» dello Sturmbannführer Alfred Naujocks, di-
alle stesse amare conclusioni in Allied Wartime Diplomacy - A sertore durante l'offensiva delle Ardenne, attore e testimone-
Pattern in Poland, uscito a New York nel 1958: «Per la Polonia principe dell'«accaduto» (nonché, a differenza di decine di mi-
sarebbe stato meglio accordarsi pacificamente con la Germania lioni di tedeschi derubati ed espropriati, rimasto indisturbato do-
nel 1939, piuttosto che seguire Londra, Parigi e Washington, che po la guerra, in pieno possesso delle sue case e della sua cava di
spingevano a rifiutare ogni abboccamento con Berlino [...] Pro- ghiaia ad Amburgo), il TMI sanzionerà invece, «giuridicamen-
babilmente per la Polonia sarebbe stato più vantaggioso parteci- te», quale provocazione nazi-costruita a casus belli. Considerati i
pare a un conflitto a fianco della Germania. Il comportamento di 15.000 rapporti sulle violenze polacche giunti all'Auswärtiges

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Amt fin dal marzo 1933 e le centinaia di cruenti episodi dal- comunista yiddish Naje Presse (Nuova Stampa) il 2 settembre
l'autunno 1938, si pensi al contrario all'assoluta inutilità di un tale titola a tutta pagina: «Migliaia di ebrei si arruolano come volon-
casus, tanto più che nessun cenno ne fece Hitler il 1° settembre tari per la difesa della Francia». Il giorno prima i giornalisti si
al Reichstag (l'episodio serve però ai demostorici – vedi l'ebrea sono portati presso le caserme e al Ministero della Guerra, rue
Gitta Sereny col libro su Speer – per celare le migliaia di prece- Saint-Dominique, a intervistare i mobilitati e i volontari: «Più ci
denti violenze). Il tutto, accompagnato a mezzanotte da un deli- avviciniamo agli uffici, più numerosa è la folla dai due lati dei
rante comunicato di Radio Varsavia: «Stiamo marciando vitto- cancelli. Le file si allungano di minuto in minuto. Possono arruo-
riosamente e saremo a Berlino a fine settimana, le truppe tede- larsi solo i volontari che hanno dai diciotto ai quarant'anni e i
sche indietreggiano in disordine sull'intero fronte». documenti in regola. Ciò riporta un grande cartello sopra la porta
che conduce all'ufficio di arruolamento. I volti sono seri. A nes-
* * * suno sfugge la gravità del momento. Tutti si augurano la pace.
Ma poiché Hitler, il barbaro, vuole incendiare il mondo e minac-
Già il 2 settembre la missiva riceve una pubblica risposta da cia l'indipendenza dell'ospitale Francia, lo straniero è pronto a
Chamberlain, in spasmodica attesa del rigetto dell'ultimatum da partire a fianco dell'intero popolo francese per fare il proprio do-
parte di Berlino (onde celare ai compatrioti i termini del conten- vere. Risuonano lingue diverse: italiano, polacco, ceco, yiddish.
dere tedesco-polacco su Danzica, il Corridoio e la minoranza E l'yiddish occupa un posto di primo piano. Il numero degli im-
tedesca in Polonia, il 31 agosto aveva fatto sequestrare l'edizione migrati ebrei è ben alto. Conoscono appieno il loro dovere. Pos-
serale del Daily Telegraph col testo dei sedici punti della ragio- siamo ben dire che gli ebrei sono il 35-40 per cento dei volonta-
nevole proposta tedesca di accordo, facendola sostituire con una ri» (caso emblematico di «rivoluzionario di professione», il «po-
seconda priva dello «sconcertante» documento): «Caro dottor lacco» Pinkus Kartin, già brigatista in Spagna, nel giugno 1940
Weizmann, vorrei esprimerLe i sensi del mio caldo apprezza- rifugiato nell'État Français, cittadino sovietico nel novembre
mento per il Suo scritto del 29 agosto e per lo spirito che ne sca- dopo l'annessione all'URSS della città natale di Luck, «rimpatria-
turisce. È vero che esistono opinioni diverse tra la Potenza Man- to» nel marzo 1941 con un centinaio di ex rojos, paracadutato in
dataria e la Jewish Agency, ma accolgo con animo grato [gladly] Polonia quale Andrzej Szmidt, capo del nuovo partito comunista
le assicurazioni contenute nella Sua lettera. Sono lieto di appren- polacco e delle «operazioni militari» nel ghetto di Varsavia).
dere che in quest'ora di estrema emergenza, in un momento in E l'odio ebraico trascende ogni disciplina di partito. Ricevuti
cui sono in gioco le cose a noi care, l'Inghilterra può contare sul- gli ordini da Mosca – nuova «alleata» del Reich – di sabotare o
l'appoggio offerto di tutto cuore dalla Jewish Agency. Lei non si di non aderire allo sforzo bellico, il PCF viene investito dalle at-
aspetterà che in questo momento io dica altro se non che le Sue tenzioni governative. Se già alla fine di agosto erano stati seque-
assicurazioni e i Suoi pubblici incoraggiamenti sono benvenuti e strati tutti i giornali comunisti, il 26 settembre l'Assemblea Na-
saranno ricordati [that your public-spirited assurances are zionale approva lo scioglimento del Partito, mentre 44 suoi depu-
welcome and will be kept in mind]». Due anni dopo, nella prima- tati su 65 vengono arrestati o deferiti ai tribunali militari per tra-
vera 1941, in un'articolo sarà ancora Weizmann a rivendicare i dimento e sabotaggio (i processi inizieranno il 20 marzo 1940
meriti anti-«nazisti» dell'ebraismo, pretendendo in cambio un più nella sala delle Assise della Senna); a Maurice Thorez, suo mas-
vigoroso ed ufficiale appoggio all'azione sionista: «Nella guerra simo esponente e disertore, viene tolta la cittadinanza dopo la
contro Hitler la nazione ebraica chiede un posto tra i combattenti; fuga in Belgio compiuta il 4 ottobre. In seguito, perdurando la
perciò chiede il diritto di combattere sotto la propria bandiera. Il collaborazione «nazi-sovietica», vengono sospesi dalle funzioni
ventunesimo congresso sionista dell'agosto 1939 m'incaricò di 300 consiglieri comunali comunisti, sciolte 975 organizzazioni di
esprimere al governo inglese il nostro desiderio di cooperare, propaganda contro la guerra, arrestate 3400 persone (compreso,
cosa che facemmo in una lettera al primo ministro Chamberlain il 1° settembre e con due compagni, il big boss Palmiro Togliatti
il 29 agosto». il quale, dotato di passaporto falso e rimasto in carcere senza es-
Dopo il grido di gioia weizmanniano del 2 settembre: «This sere riconosciuto, nel marzo 1940 verrà condannato per false ge-
War is Our War, Questa guerra è la nostra guerra!» (il giorno neralità a sei mesi e tosto liberato, riparando in Belgio e poi a
seguente ripreso da Churchill in un appello alla radio: «Questa Mosca) e compiute 11.600 perquisizioni, che portano a scoprire
guerra è una guerra inglese, e il suo obiettivo è la distruzione del- decine di radio clandestine, piani di sabotaggio e grandi quantità
la Germania»), e dopo un secondo grido dello stesso tenore reso di materiale di propaganda disfattista.
pubblico il 5 settembre – dichiarazione che per l'autorevolezza Anche se alcuni ebrei si riconoscono, da comunisti, in quanto
della fonte, l'ennesima reiterazione e l'adesione-conferma dei dice a Bernard Bornstein il padre, già combattente di Spagna
rappresentanti delle comunità diasporiche porta ipso facto, se («Figlio mio, non è la nostra guerra», ove con «nostra» egli in-
pure ce ne fosse ancora bisogno, a qualificare agli occhi del Fa- tende la guerra dei rivoluzionari), quali siano i motivi che spin-
scismo ogni ebreo come nemico, spia o partigiano – il Daily He- gono un così gran numero di Arruolati ad arruolarsi lo preciserà
rald, ripreso il giorno dopo da The Times, proclama, trionfante, mezzo secolo dopo Ilex Beller, presidente dell'Association des
che «gli ebrei nella loro totalità considerano questa guerra come anciens combattants et volontaires juifs: «Anche se taluni si sono
una guerra santa» (presidente onorario delle organizzazioni sio- arruolati con la speranza di regolarizzare la propria posizione in
niste di Gran Bretagna ed Irlanda, già il 22 ottobre Lionel de Ro- Francia, di evitare l'espulsione e di ottenere più facilmente la na-
thschild pretende dal segretario di Churchill John Colville, che turalizzazione, la massima parte voleva davvero combattere. Non
ne riferirà nei diari, che lo scopo principale, l'obiettivo finale del- c'era altra soluzione».
la guerra dovrebbe essere «abbandonare agli ebrei la Germania e Cosa che vanta anche Arno Lustiger: «Nel 1940 gli uffici di
disperdere i tedeschi tra gli altri popoli della terra»). arruolamento erano invasi ogni giorno dai volontari. La maggior
Stessa atmosfera guerrafondaia a Parigi, ove il quotidiano parte dei soldati ebrei erano volontari di nazionalità straniera,

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soprattutto lavoratori immigrati, emigrati politici dall'Europa O- elettronico, costruisce un po' ovunque nella regione installazioni
rientale e profughi da Germania e Austria. In certe unità erano militari, aeroporti e strade. In breve, la Gran Bretagna trova nella
ebrei la metà dei soldati. Essi combatterono in unità speciali di Palestina ebraica la sua principale base logistica per la guerra
volontari, nei reggimenti stranieri 11, 12, 21, 22 e 23, nella fa- contro Hitler» (con l'occasione nascono quelle fabbriche siderur-
mosa 13a Demi-Brigade della Legione Straniera e nelle unità giche, tessili e di prodotti di gommma, cementifici, calzaturifici,
FFL sotto i generali De Gaulle e Koenig. Aviatori ebrei combat- industrie alimentari e una cinquantina di kibbutz, che saranno la
terono in Russia col gruppo Normandie nei ranghi dell'Armata prima infrastruttura industriale di Israele).
Rossa». E gli stessi concetti di mobilitazione anti-tedesca vengono
Che dovere di ogni ebreo sia scendere in campo a fianco del- ribaditi il 13 settembre in Olanda dall'organo ebraico Centralbla-
le Democrazie e che la guerra contro la Germania vada con- ad voor Israeliten: «I milioni di ebrei che vivono in America,
siderata «santa» – con l'auspicato sterminio del nemico – non è Inghilterra, Francia, Nord- e Sudafrica, senza dimenticare la Pa-
comunque proposito della sola Diaspora. Con l'eccezione di lestina, sono determinati a condurre fino all'annientamento totale
frange quali il LEHI di Abraham Stern, i cui accordi di collabo- la guerra di sterminio contro la Germania». Similmente il britan-
razione con Hitler attendono ancor oggi di essere portati in piena nico The Picture Post: «Dobbiamo smetterla di rimproverarci per
luce, anche la classe dirigente dello Yishuv, l'ebraismo di Palesti- il Trattato di Versailles. Quando finirà questa guerra, la Germa-
na, capeggiata da Ben Gurion, esce allo scoperto. Mentre accan- nia dovrà essere smembrata, senza riguardo, in Stati piccoli e
tonano l'opposizione alla politica palestinese di Londra, gli im- piccolissimi. Ma prima di tutto dovranno venir fucilati i capi na-
migrati sionisti puntano ormai sugli inglesi, non solo incitando zisti con tutti gli altri infami animali. Chi soffre di un cancro e
alla lotta gli ebrei del Mandato (Morris Beckman scrive che si vuole guarire deve tagliarselo via. Nazismo, prussianesimo, mili-
presentarono a fiancheggiare le forze britanniche 120.000 tarismo tedesco, questo è il cancro di cui soffre il mondo». E-
«young Palestine Jewish men and women», dei quali 35.000 gualmente torahico, il News Chronicle tuona il 25 ottobre: «Vor-
combatterono in Europa e nel Vicino Oriente) e i confratelli pre- rei, diciamolo chiaro, sterminare ogni essere vivente, uomo, don-
senti in ogni parte del globo, ma offrendo anche una più diretta na e bambino, animali, uccelli ed insetti. Praticamente, non vor-
collaborazione militare attraverso l'invio di commando sionisti al rei lasciar crescere neppure più un filo d'erba. Dell'intera Germa-
fianco dei combattenti occidentali (per vari motivi le proposte nia dovrà essere fatta una terra simile al Sahara», concetto ribadi-
vengono respinte o si perdono nel labirinto della burocrazia: dal- to, in modo solo più soft, dal Picture Post nel dicembre: «Per
la Palestina, particolarmente tra il marzo e il settembre 1944, par- riavere una vera pace dopo questa guerra, sulla carta d'Europa
tiranno soltanto una trentina di combattenti, tra i quali Hannah non deve restare il minimo pezzo di Germania».
Senesh e altre due donne, paracadutati dietro le linee in Ungheria Quanto alla Francia, entrata nel conflitto con meno baldanza
e nei Balcani). Con le parole di Ben Gurion: «Combattere Hitler ma identico odio, la Révue des Deux Mondes, portavoce dei cir-
come se non ci fosse il Libro Bianco [che chiude praticamente il coli governativi, incita nel settembre 1939: «La Germania sarà e
paese all'immigrazione ebraica] e combattere il Libro Bianco dovrà essere sconfitta fino in fondo. Nessun cavillo politico do-
come se non ci fosse Hitler». vrà ferire i sentimenti di milioni di inglesi e francesi, che entrano
Col settembre 1939, riconosce Joseph Heller, «lo Yishuv e in guerra per farla finita per sempre. Nessun armistizio prima di
l'intero popolo ebraico si mobilitano a combattere i nazi». L'ope- una vittoria totale; nessun armistizio prima che sia stata occupata
ra di tali ebrei, massicciamente impiegati dagli anglo-americani Berlino. Nessun armistizio e nessuna trattativa di pace prima che
(tra l'altro, volontari ebrei palestinesi partecipano in divisa ingle- i nazionalsocialisti non contino più nulla e i loro capi non siano
se alla campagna di Grecia, 1500 venendo fatti prigionieri a Ka- stati consegnati tutti, vivi o morti, ai vincitori». Già il 19 luglio,
lamata e 170 a Creta), riceverà piena menzione nell'ottobre 1946 del resto, l'ex primo ministro Léon Blum aveva sbavato, su Le
sul Palestine Information Bullettin, foglio della Jewish Agency: populaire da lui diretto: «La penso come lui [il giornalista Henri
«Outstanding work in Psychological Warfare and the collection de Kerillis] e lui la pensa come me! Anche i deputati ebrei Perti-
of vital information for Allied Intelligence was done with Jewish nax [l'ex «polacco» Géraud Grünbaum alias André Géraud] e
co-operation, Gli ebrei [di Palestina] ebbero un ruolo di rilievo Bloch non se lo nascondono: il giorno della vittoria il popolo te-
nella guerra psicologica e nel raccogliere vitali informazioni per i desco dovrà essere annientato». Il 10 febbraio 1940 è poi il deli-
servizi di spionaggio alleati, non solo per il Medio Oriente, ma cato drammaturgo Sholem Asch a incitare gli anglo-francesi sul
anche per Austria, Ungheria, Romania, Cecoslovacchia e Jugo- settimanale Nouvelles Litteraires: «Anche se noi ebrei non siamo
slavia. Parecchi dei volantini lanciati dall'aviazione alleata sul- presenti con voi in carne ed ossa nelle trincee, siamo cionondi-
l'Europa furono stampati in Palestina, che negli anni 1940-1943 meno con voi moralmente. Questa è la nostra guerra, e voi la sta-
divenne uno dei maggiori centri di spionaggio per le Nazioni U- te combattendo per tutti noi». Ed ancora, il 16 seguente, L'avenir
nite. A partire dal 1941 un numero crescente di ebrei palestinesi juif n.191, organo dell'Unione Sionista Belga, lungimirante sul-
venne impiegato dai servizi di spionaggio alleati, dall'OSS e dai l'obiettivo finale, il Secolo Ebraico, l'apertura del Regno e il Gran
servizi strategici alleati». Ben aggiungono Yaacov Shavit e Je- Dominio sul Mondo: «Chiusa l'odierna guerra si potrà dire che
huda Wallach, nell'Atlante storico del popolo ebraico: «Lo Yi- tutte le strade portano a Gerusalemme. Nessun problema in Eu-
shuv, che importa, e ben presto fabbrica, macchine utensili e che ropa centrale e orientale potrà quindi essere risolto senza Gerusa-
mette a disposizione tutte le sue energie e risorse per contribuire lemme e senza che la Palestina l'abbia approvato».
allo sforzo della guerra contro Hitler, attraversa durante il man- Appelli che ben recepisce Jean Bardanne il 19 marzo su
dato [britannico] tutte le fasi della tradizionale rivoluzione indu- Lyon Républicaine: «Per finire questa guerra dobbiamo sconfig-
striale, ma a ritmo accelerato [...] Lo Yishuv produce sul posto gere la Germania. Per sconfiggere la Germania, dobbiamo occu-
armi e munizioni, tende e uniformi, cibo e prodotti chimici, assi- parla, tutta quanta. Solo se i tedeschi staranno in coda davanti
cura la manutenzione dell'equipaggiamento sofisticato, ottico ed alle nostre cucine da campo per mangiare e calmare i morsi della

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fame, solo se marceranno guardati dalle baionette francesi ed gli ebrei non sono affatto le vittime che attendono passivamente
inglesi, solo allora i tedeschi diverranno docili e obbedienti. E il compimento del sacrificio; spesso cercano di contrastare, a li-
quando ci saremo convinti di agire giustamente, quando avremo vello internazionale, i piani dei loro oppressori e carnefici; colla-
sezionato il mostro grande-tedesco, questo stato di cose dovrà borano con la Resistenza, sono attivi nella lotta partigiana»... eb-
durare generazioni. Allora i francesi avranno compiuto un'opera- bene, lo si può sostenere soltanto – oltre che sulla base di un'ov-
zione altamente meritoria». Concetti ribaditi l'8 ottobre 1942 da via malafede – di una strabiliante ignoranza, di un volontario ac-
The Sentinel, uno dei più influenti giornali ebreo-americani: «The cecamento e della bieca rivendicazione di uno status che diffe-
Second World War is being fought for the defence of the funda- renzia super-razzisticamente l'ebraismo dalla normalità di ogni
mentals of Judaism, La Seconda Guerra Mondiale viene combat- altro popolo. Contrariamente all'imperante e callida vulgata che li
tuta per difendere i princìpi fondamentali del giudaismo», ricor- vuole passivi e indifesi, sempre e dovunque gli ebrei, come sin-
dati nel novembre da Beverly Nichols alla Grosvenor House ad goli e come popolo, sui fronti tradizionali e su quelli interni, in-
una platea di confrères: «...quando Hitler ha detto che questa è quadrati come soldati regolari o come sabotatori, portando aper-
una guerra ebraica, ha detto qualcosa di veramente giusto», ripe- tamente le armi o col subdolo terrorismo, mai si sono lasciati
tuti da Weizmann il 3 dicembre a New York al World Jewish «scannare» come agnelli sacrificali, ma hanno sempre aggredito,
Congress: «Non ce lo nascondiamo e non temiamo di confessare quasi sempre in anticipo, con determinazione e tenacia, con co-
la verità: questa guerra è la nostra guerra e viene condotta per la raggio e ferocia.
libertà dell'ebraismo. Anche se non cadiamo sui campi di batta- Inoltre, per portare il discorso fino in fondo e a prescindere
glia, abbiamo il diritto di dire che senza di noi non sarebbe pen- dal giudizio etico-storico sull'obiettivo tedesco di allontanare gli
sabile il successo degli Alleati, poiché la nostra partecipazione ebrei dall'Europa – politica sempre più aspra e condizionata da
alla guerra è enorme e oltremodo significativa. Più forte di tutti i eventi esterni col montare più implacabile dell'aggressività occi-
fronti messi insieme è il nostro fronte, il fronte dell'ebraismo. dentale e sovietica – la legittimazione all'internamento, da parte
Noi diamo a questa guerra non solo il nostro totale appoggio fi- dei tedeschi, dei civili ebrei quali civili nemici – e proprio in
nanziario, basato sull'intera produzione di guerra, non solo met- quanto ebrei, non in quanto cittadini di Stati in guerra col Reich
tiamo a disposizione di questa guerra la nostra totale potenza – viene non data solo a priori 1. dalle dichiarazioni di guerra di
propagandistica, che costituisce la forza motrice della prosecu- Weizmann e altri capi ebrei e 2. dalla mobilitazione bellica dei
zione di questa guerra. La sicurezza della vittoria si fonda in milioni di ebrei planetari (caraiti esclusi, che infatti, sia in Cri-
primo luogo sull'indebolimento delle forze nemiche, sulla loro mea che in Lituania, non saranno «perseguitati» dai tedeschi,
divisione nella loro stessa terra, sulla resistenza al loro interno. così come mezzo secolo prima non era stata loro applicata la le-
Noi siamo il cavallo di Troia nella fortezza del nemico. Migliaia gislazione anti-ebraica zarista), ma anche confermata a posteriori
di ebrei che vivono in Europa sono il fattore principale della di- 3. dalle pretese dello Stato di Israele a risarcimenti per gli ebrei
struzione del nemico. Là il nostro fronte è un'evidenza e costitui- espropriati, morti od uccisi, considerati suoi cittadini de facto e
sce il più prezioso aiuto per la vittoria». persino, retroattivamente, de iure e de sanguine.
Concetto tra l'altro rivendicato davanti agli alleati e ai confra- Al proposito, nota Cesarani (III): «[Il capo del governo israe-
telli, in epoca altrettanto non sospetta, da Siegfried Moses, «testa liano Ben Gurion] dichiarò a[l presidente dell'AJC Joseph] Pro-
giuridica» delle oloriparazioni e in seguito (dal 1949 al 1961) skauer: "Lo Stato ebraico è l'erede dei sei milioni di vittime, l'u-
presidente della Corte dei Conti israeliana. Come la storica israe- nico erede". Gli ebrei uccisi, sostenne, sarebbero andati in Israe-
liana Nana Sagi scrive nell'opera "Riparazioni per Israele", «se- le, se non fossero stati massacrati. "Lei mi chiede cosa abbiamo
condo lui occorreva creare una cornice legale, che sarebbe servi- da guadagnare dal processo Eichmann. Non abbiamo niente da
ta anche a scopi politici. Gli ebrei, che erano fuggiti dalla Ger- guadagnare, ma adempiremo al nostro dovere storico nei con-
mania dal 1933, dovevano essere considerati come una nazione fronti di sei milioni di appartenenti al nostro popolo che sono
in guerra col Reich, e come tali avevano diritto a riparazioni al stati assassinati". Il processo sarebbe stato la dichiarazione sim-
pari di tutte le altre nazioni in lotta contro Hitler. L'Unione degli bolica del diritto di Israele di rappresentare gli ebrei del passato e
Emigrati Mitteleuropei fece proprie le raccomandazioni del dot- del presente, una dimostrazione della sovranità ebraica che sa-
tor Moses». La qual cosa si concretò nella risoluzione del 27 ot- rebbe stata impossibile prima del 1948, quando gli ebrei poteva-
tobre 1944: «Il diritto al risarcimento riposerà sul riconoscimento no soltanto richiedere un risarcimento, come singoli individui,
del fatto che gli ebrei appartengono ad una nazione che si trova nei tribunali dei paesi in cui vivevano», tesi ribadita dal procura-
in guerra con la Germania fin dal 1933» (corsivo nostro). tore generale Gideon Hausner: «Israele aveva il diritto di proces-
Come, dopo ciò e infinita altra documentazione, ci sia ancora sare Eichmann perché le vittime erano in maggioranza ebraiche
qualcuno che, come Marrus, possa scrivere che «non si può [...] e, anche se durante la guerra Israele non esisteva ancora come
applicare in alcun senso ordinario la definizione di conflitto in- Stato, esisteva però come "nucleo politico"».
ternazionale all'Olocausto: esso ebbe luogo nel contesto di un La stretta consonanza – e corresponsabilità – tra gli ebrei di
conflitto internazionale e ci fu realmente una "guerra contro gli ogni paese, in particolare le più o meno reali vittime, e l'Entità
ebrei", come ha detto Lucy Dawidowicz. Ma non ci fu una guer- Ebraica scaturita dalle massime organizzazioni sioniste che han-
ra degli ebrei contro il nazismo», o che non voglia afferrare il no istigato all'odio antitedesco e innalzato peana di guerra al
senso della dichiarazione della «giovane ungherese teoricamente Reich, è tema anche di Idith Zertal: «La Shoah e i suoi milioni di
neutrale» Gitta Sereny, infermiera ausiliaria in Francia nel giu- morti sono stati sempre presenti in Israele dal giorno della sua
gno 1940 «disposta a fare quasi qualunque cosa per danneggiare creazione e il legame tra i due avvenimenti rimane indissolubile.
gli invasori», o che si possa chiosare, invertendo i ruoli come fa La Shoah è sempre stata presente nel discorso e nei silenzi di
lo sterminazionista Domenico Losurdo, comunista docente di Israele; nelle vite e negli incubi di centinaia di migliaia di so-
Storia della Filosofia ad Urbino: «E poi, sia detto a loro onore, pravvissuti insediatisi in Israele, e nell'assenza che grida vendetta

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delle vittime; nella legislazione, nelle orazioni, nelle cerimonie, scriminati o no; quanto alla Francia, fino al novembre 1942
nei tribunali, nelle scuole, nella stampa, nella poesia, nelle iscri- Vichy ha consegnato ai tedeschi 42.500 ebrei stranieri) o a conte-
zioni funerarie, nei monumenti, nei libri commemorativi. Me- statori pacifondai quali i Testimoni di Geova (del resto, arrestati
diante un processo dialettico di appropriazione ed esclusione, di anche in USA e Canada nella misura, rispettivamente, di 11.000
ricordo e di oblio, la società israeliana s'è definita in relazione e 3000 individui), essi furono praticati da ogni nazione in conflit-
alla Shoah: si considera sia erede delle vittime, sia loro procura- to (perfino, ad esempio, dal Brasile nei confronti dei suoi cittadi-
tore, espiandone i peccati e redimendone la morte. Il conferimen- ni di ascendenza tedesca, italiana e giapponese quando il paese fu
to metaforico della cittadinanza israeliana ai sei milioni di ebrei costretto dagli USA ad entrare in guerra, dal gennaio 1942, prov-
uccisi, proposto qualche anno dopo la fondazione dello Stato, e vedimenti accompagnati dalla espropriazione/chiusura di scuole,
la loro assunzione simbolica nel corpo politico israeliano, riflet- ospedali e associazioni).
teva questa presenza storica, materiale, politica, psicologica e Solo nel settembre 1997, ad esempio, sono venute alla luce,
metafisica nella collettività israeliana» (il conferimento della cit- attraverso la mostra Secret History allestita a Washington, le di-
tadinanza simbolica alle olovittime era stato proposto a Ben Gu- mensioni della repressione contro i civili italiani. «Vicende tragi-
rion nel 1950, non venendo tuttavia, per il momento, messa in che o commoventi emergono dai racconti dei sopravvissuti e so-
pratica malgrado il parere favorevole di esperti giuristi e l'affer- no testimoniate dalle vecchie fotografie» – scrive Mariuccia
mazione del primo ministro secondo cui Israele aveva il più pie- Chiantaretto – «Interi villaggi di pescatori della California furono
no diritto ad un indennizzo tedesco in nome delle olovittime). spopolati, le barche vennero confiscate e gli italiani immigrati
E la rivendicazione del rapporto tra olovittime/oloscampati e dalla Liguria vennero deportati nell'entroterra per paura che col-
Israele, e quindi del diritto storico, materiale, morale e persino laborassero col nemico in caso di invasione da parte dei giappo-
legale dell'Entità Ebraica non solo di pretendere risarcimenti ma nesi. L'equipaggio di una nave da crociera bloccata per caso nel
anche di perseguire i «colpevoli» viene affermata anche dalla pur Canale di Panama allo scoppio della guerra venne inviato in
antisionista Hannah Arendt. Pur ritenendo, al pari di molti suoi massa a Missoula, nel Montana [...] Il 7 dicembre 1941, quando
colleghi stranieri, e di alcuni israeliani, che sarebbe stato consi- gli Stati Uniti furono attaccati dai giapponesi a Pearl Harbor, sul
gliabile far celebrare il processo ad Eichmann davanti ad un tri- loro territorio c'erano cinque milioni di persone nate in Italia.
bunale internazionale, la sociologa riconosce il diritto di Israele a Soltanto seicentomila erano ancora prive della cittadinanza.
giudicare l'antico «nazista», sia perché non esisteva un tribunale Vennero tutte considerate nemiche. "L'FBI - ha raccontato un
internazionale di tal fatta – né c'erano prospettive di istituirlo – testimone ai curatori della mostra - perquisiva le case, arrestava i
sia soprattutto perché trecentomila oloscampati erano emigrati in capifamiglia, sequestrava gli oggetti più disparati, dalle macchine
terra d'Israele eleggendola a loro patria. Nulla quindi di strano se fotografiche alle radio alle torce elettriche, con la scusa che ma-
durante un dibattito alla Knesset su Eichmann il parlamentare gari potevano servire per fare segnalazioni a qualche sommergi-
Aryeh Sheftel, oloscampato dal ghetto di Vilna suggerisce, per bile nemico". Coloro che sfuggirono al campo di prigionia di
superare la difficoltà, da tutti riconosciuta, posta dalla retroattivi- Missoula vennero comunque sottoposti al coprifuoco. Chi lavo-
tà e dall'extraterritorialità della proposta di legge che avrebbe rava di notte fu costretto a licenziarsi. A tutti fu vietato di allon-
istituito il tribunale per Eichmann, di considerare i «crimini nazi- tanarsi per più di cinque miglia da casa senza un permesso spe-
sti» come «commessi in territorio israeliano». ciale [...] "Non ci sono prove - sottolinea [il deputato] Elliot En-
E a chi fa presente la non esistenza di Israele – ora venerabile gel - che gli italiani arrestati o mandati al confino avessero mai
e sacro esecutore testamentario delle volontà dei Sei Milioni – partecipato ad attività sovversive. Furono discriminati sempli-
all'epoca in cui erano stati commessi i «crimini», e che questi cemente per la loro origine. La lingua italiana divenne sospetta:
erano stati commessi in Europa sicché non competeva a Israele vennero chiuse tutte le scuole e i giornali della comunità". Joe
di giudicare Eichmann, Ben Gurion ribatte che «gli ebrei che, in Aiello, residente negli Stati Uniti da 56 anni ma ancora privo
Israele o in Inghilterra, hanno qualcosa da obiettare a un processo della cittadinanza americana, nel 1941 fu costretto a lasciare la
di Eichmann in Israele, soffrono di un complesso di inferiorità, sua casa di Pittsburgh e fu inviato nel Montana nonostante fosse
se non credono che gli ebrei e Israele abbiano gli stessi diritti da tempo inchiodato su una sedia a rotelle. Placido Abono, di 97
delle altre nazioni». Il processo avrebbe avuto una valenza peda- anni, venne deportato in barella. Rosina Trovato ricevette l'ordi-
gogica (di «veicolo perfetto della sua [di Ben Gurion] grandiosa ne di sloggiare il giorno stesso in cui le fu comunicato che il fi-
pedagogia nazionale» e di «spettacolare manovra pedagogica», glio, cittadino americano, era caduto a Pearl Harbor».
scrive la Zertal), «noi vogliamo che il processo educhi la nostra Ancor più, le limitazioni, l'arresto e l'internamento furono
gioventù. Inoltre, questo processo è necessario perché il mondo praticati non solo da francesi, inglesi e americani nei confronti di
ha iniziato a dimenticare gli orrori nazisti». decine di migliaia di tedeschi e italiani (o anche, per gli inglesi,
Quanto alle limitazioni, all'internamento o all'arresto di civili di decine di migliaia di civili, donne e bambini compresi, interna-
appartenenti a nazionalità nemica (si noti che il sistema concen- ti in AOI, Kenia e Sudafrica quando cadde l'Africa Orientale Ita-
trazionario tedesco conta 100.000 internati nel 1941-42, 220.000 liana), ma dagli americani nei confronti dei loro stessi concitta-
nell'agosto 1943, 520.000 nell'agosto 1944 e 710.000 nel gennaio dini di ascendenza nipponica e tedesca (in particolare, i 120.000
1945; quanto all'Italia, se alla metà giugno 1940 erano stati inter- nippo-americani, di cui 78.000 nati negli USA, internati in 32
nati 3777 ebrei stranieri, nel dicembre 1943 il punto 7 del Mani- campi e «relocation centers» dal 19 febbraio 1942 sulla base del-
festo del PFR Partito Fascista Repubblicano recita lapidario: l'Ordine Esecutivo Presidenziale 9066, avallato dalla Corte Su-
«Gli appartenenti alla razza ebraica sono stranieri. Durante que- prema, che concede all'esercito il potere di detenere i «sospetti»
sta guerra appartengono a nazionalità nemica» e il 1° dicembre il senza atti d'accusa o processi) e da inglesi e francesi nei confronti
ministro degli Interni della RSI Guido Buffarini Guidi ordina degli zingari e persino degli ebrei di cittadinanza o comunque
l'invio in appositi campi di tutti gli ebrei, italiani o stranieri, di- provenienza tedesca (esempio ultra-significativo, gli inglesi in-

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ternarono gran parte dei 60.000 Arruolati ancora formalmente nemica») e di ogni altro pur certo e provato antifascista, come
dotati di cittadinanza tedesca, considerati «cittadini di nazione gli ex combattenti rojos di Spagna.

Quanto agli americani, secondo Arnold Krammer gli enemy aliens internati sono 31.275: 16.849 giapponesi e 14.426 europei, dei quali
10.905 tedeschi, 3278 italiani, 52 ungheresi, 25 romeni, 5 bulgari e 161 altri Stati, internati in 54 campi; ad essi vanno aggiunti 11.000
italo/tedeschi e singoli altri europei estradati dai paesi vassalli Bolivia, Brasile, Columbia, Costarica, Ecuador, El Salvador, Guatemala,
Haiti, Honduras, Messico, Nicaragua, Panama, Perù, Repubblica Dominicana e Venezuela, fossero residenti in quei paesi o marinai delle
navi mercantili e passeggeri bloccate nei porti. Per gli arrestati dagli inglesi ricordiamo in particolare, quanto agli «italiani»: Umberto
Limentani, Beniamino Segrè, Arnaldo Momigliano, Piero Sraffa e i fratelli Paolo e Piero Treves, quanto ai «tedeschi»: il matematico
Hermann Bondi, l'attore Harry Buckwitz, il giurista Hans Forester, il pubblicista Herbert Freeden, il pittore Ludwig Meidner, lo storico
Hans Rothfels, i politici Herbert Steiner e Bernard Weiß e l'editore Kurt Wolff; per i «canadesi»: lo scrittore Henry Kreisel, i teologi
Gregory Baum ed Emil Fackenheim, i rabbini Erwin Schild e Albert Pappenheim e 2000 altri «esuli» ebrei e non ebrei; per i francesi sia-
no gli scrittori Lion Feuchtwanger e Arthur Koestler a rappresentare le migliaia di ebrei e antifascisti internati (nel solo campo di Le Mil-
les il 20 ottobre 1939 vengono trasferiti 1850 «esuli», già ristretti a Tolone, Antibes e Largentière, tra i quali intellettuali, scrittori, giorna-
listi, scienziati, pittori, compositori, uomini di teatro, politici). Quanto al brutale internamento dei 100.000 italiani residenti nell'Esagono,
messi agli arresti o internati in decine di campi i più tristi dei quali furono St.Cyprien/Perpignano (4000 internati), Montech, St.Godard,
Huriel, Cascaret/Nimes (800), Courgny, St.Nicolas/Marsiglia, Bezièrs (3000), Douhet e Le Blanc, i tunisini Sbeitla e Kasserine (7000),
gli algerini Kreider (2000), Orano (2400) e Aismara (300), i marocchini El Hadieb e Mediouna, altri in Libano e Guadalupa – argomento
accuratamente taciuto dai demostorici – il Ministero della Cultura Popolare commenta, nell'ottobre 1940, per la penna di Alessandro Pa-
volini: «Un patto d'alleanza universalmente noto legava l'Italia alla Germania. E durante i nove mesi in cui l'atteggiamento italiano fu di
"non belligeranza" l'Italia tenne sempre a riconfermare l'assoluta lealtà del suo impegno. Se nella recente storia d'Europa si è mai dato un
avvenimento non solo prevedibile e atteso, ma scontato in anticipo, questo è appunto l'intervento italiano nella presente guerra. Si ag-
giunga, per quanto riguarda la Francia, che assai prima del 10 giugno il Governo fascista aveva preso contatto col Governo francese per
regolare il rimpatrio del rispettivo personale in missione diplomatica, consolare, giornalistica, ecc. all'atto del nostro ingresso in conflitto.
Mai, quindi, una dichiarazione di guerra riuscì meno imprevista di quella notificata il 10 giugno dall'Italia alla Francia nelle più tradizio-
nali forme del protocollo internazionale. E per parte sua l'Italia provvide al rientro delle rappresentanze francesi secondo le regole con-
cordate e con lo stile di signorilità di una Nazione civile. Non un solo cittadino francese, in Italia, venne trattato meno che correttamente
dalle autorità e dalla popolazione [...] In Francia la notizia della nostra dichiarazione di guerra non fu che il via per una organizzata e sel-
vaggia caccia all'italiano. A rivoltelle spianate gli agenti irrompono nottetempo nelle abitazioni, arrestano chi trovano e come si trova.
Furti, ingiurie e percosse accompagnano un po' dovunque l'operazione, che divide famiglie e disperde averi. E mentre all'ambasciatore e
all'ambasciatrice d'Italia si offre, per attraversare Parigi, il carrozzone dei detenuti, a diecine di migliaia italiani d'ogni età sesso condizio-
ne vengon stipiati in carri-bestiame e avviati ai campi di concentramento. Il mito bugiardo della "quinta colonna" funge da pretesto poli-
ziesco [...] Mentre la guerra-lampo bruciava le sue tappe, in un settore almeno la Francia non volle farsi battere in velocità. Incredibil-
mente rapida riuscì la immensa retata degli italiani, quasi nel timore che la preda sfuggisse e l'odio non facesse in tempo a sfogarsi. Nei
campi di concentramento la gente del nostro sangue viene addensata in ambienti immondi e sottoposta a sevizie di aguzzini. Vernet,
St.Raphael, St.Cyprien, Montech...: nomi d'orrore, che questo libro consegna per sempre alla memoria delle generazioni fasciste. C'è chi
s'ammala inguaribilmente. C'è chi arriva al suicidio attraverso il delirio e la pazzia. C'è chi cade come Turletto: e raggiunge nel cielo dei
martiri gli operai di Aigues Mortes [...] L'odio che esplode al 10 giugno contro gl'italiani in Francia non conosce discriminazioni di sorta.
Esplode contro gli operai, i minatori, i rurali, i meccanici, gli artigiani; contro i dirigenti di industrie e di banche; contro gli intellettuali,
gli artisti, i giornalisti, i professori. Accomunati nei maltrattamenti e nelle vessazioni, troverete in queste pagine nomi di Corte e d'offici-
na; colonizzatori della Tunisia e cattedratici della Sorbona, dirigenti di organizzazioni fasciste e lavoratori e familiari di lavoratori alieni
da attività politiche militanti. Come quest'odio non conosce differenze nel proprio oggetto, così non ha epicentro, non è legato a situazio-
ni locali. Si manifesta uguale dal Marocco a Parigi, dalle città di provincia ai borghi della campagna [...] È odio di governanti francesi,
ebrei e metèci, i quali premeditano e ordinano gli arresti in massa; odio di ufficiali, di soldati, di poliziotti, i quali eseguiscono gli ordini
con l'aggiunta personale di una inaudita brutalità; è odio di folle, che al passaggio degli italiani indrappellati, al transito dei convogli, di là
dai fili spinati dei campi, prorompono in invettive e minacce». Quanto ai 90.000 enemy aliens britannici – 70.000 tedeschi ed austriaci,
fra i quali decine di migliaia di profughi ebrei (cifre simili in Peter Conradi: «quasi 75.000 tedeschi ed austriaci, tra i quali circa 55.000
ebrei e altri, in particolare nemici di sinistra del nazionalsocialismo fuggiti dalla patria dopo l'ascesa di Hitler al potere»), e 19.000 italia-
ni, fra i quali numerosi fuorusciti antifascisti ed ebrei (Ronald Stent parla invece di 75.000 enemy aliens complessivi, dei quali 4000 don-
ne e bambini) – scrive Alfio Bernabei: «La voce del dittatore è praticamente ancora nell'aria quando scoppia un blitz d'arresti che colpi-
sce migliaia di italiani in tutto il Regno Unito. L'operazione avviene in modo così fulmineo e sconvolgente che molti italiani hanno l'im-
pressione di una reazione dettata dal panico. Non è affatto il caso. Non si tratta di una rappresaglia avventata. Il giro di vite contro gli ita-
liani è stato preparato con considerevole anticipo sulla dichiarazione di guerra di Mussolini ed è dimostrato da una serie di documenti, tra
cui un memorandum del Foreign Office intitolato "Come disporre degli italiani allo scoppio della guerra". In questo si legge: "Nello
scambio di corrispondenza fra il Foreign Secretary e l'Home Secretary [il ministro degli Esteri Lord Halifax e quello agli Interni John
Anderson] all'inizio di maggio è stato concordato che su un totale di 19.000 italiani registrati presso la polizia britannica, di cui circa
11.400 uomini, i professing fascists fra i 16 e i 60 anni devono essere internati allo scoppio della guerra insieme ad altri al di fuori da
questi limiti di età di cui si ritiene prudente l'internamento per motivi di sicurezza nazionale" [l'Aliens Advisory Committee dell'Home
Office ne elenca 10.000, tra cui 1500-1700 dangerous characters, individui pericolosi]. Il documento precisa che tocca all'Home Office,
in consultazione coi servizi segreti MI5, di mettere a punto una lista degli italiani sotto i 18 anni e oltre i 60 anni, la cui presenza non è

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gradita e che potrebbero essere rimpatriati. Anche i non internati che rimangono nel Paese devono essere soggetti a sorveglianza e a re-
strizioni nei loro movimenti [...] Il 4 giugno Roma accetta tali misure in linea di principio e precisa, di rimando, che dopo la dichiarazio-
ne di guerra dell'Italia si faciliterà l'espatrio di cittadini britannici desiderosi di lasciare l'Italia, pur riservandosi di applicare misure simili
a quelle inglesi in considerazione di motivi di sicurezza nazionale». «D'altra parte» – continua Bernabei – «sembra improbabile che il
fascio abbia in Inghilterra, tra gli iscritti, autentici elementi da quinta colonna con incarichi di sabotare, per esempio, strutture militari o
industriali e questi siano così incauti o ingenui da compromettersi con tessere o episodi degni di nota. Da un certo punto di vista, i tede-
schi e gli austriaci sono più fortunati degli italiani [in ogni caso, nota Stent, contrariamente alle «buone usanze» diplomatiche quando non
alle dirette prescrizioni dei trattati internazionali, Londra rifiuta deliberatamente di comunicare al nemico i nominativi degli interna-
ti/deportati civili]. Hanno potuto usufruire di inchieste e interrogatori, col sovrappiù dei 120 tribunali che hanno esaminato centinaia di
casi, molti presentati da organizzazioni cristiane, ebree, o da associazioni di rifugiati ufficiali, semiufficiali e private. Sugli italiani inve-
ce, a partire dal 10 giugno, si abbatte il blitz quasi senza remissione. Nessuno può dirsi al sicuro. I limiti di età delle persone da arrestare
hanno subito diversi ritocchi, fermandosi apparentemente alla parentesi fra i 18-65 anni, e in pratica hanno poco senso [...] Stuoli di agen-
ti setacciano gli indirizzi nei loro elenchi. Colpi alla porta, poche domande, la valigia e via. La confusione e lo shock fra gli italiani crea-
no un senso di totale sconvolgimento [...] Nella retata cadono certamente dei fascisti e probabilmente anche alcuni elementi potenzial-
mente da quinta colonna, ma subiscono lo stesso destino quattromila individui solo marginalmente toccati dal contatto o da simpatie col
fascio». Specificamente quanto al trattamento degli antifascisti e degli ebrei stranieri, nel volume The Internment of Aliens scrive in quei
mesi François Lafitte, addetto del dipartimento Political and Economic Planning: «Nulla può essere maggiormente calcolato a scorag-
giare i nostri amici e alleati in Germania e Austria della notizia che il Regno Unito ha ordinato la detenzione dei suoi stessi antinazisti di
origine tedesca e austriaca [...] Il proseguimento di questa politica d'internamento, di trattare cioè come persone sospette tutti gli "aliens"
che hanno lottato contro l'aggressione nazista mentre la Gran Bretagna continuava ufficialmente a tollerare quel regime, può causare seri
danni alla reputazione dell'Inghilterra in altri paesi [...] L'atteggiamento inglese sconcerta i sostenitori della Gran Bretagna in America
che devono rispondere alle critiche di quanti esprimono dubbi sull'onestà degli scopi politici inglesi nella guerra e si domandano in che
modo i metodi inglesi si differenziano da quelli della Gestapo» (Conradi riporta: separazione dei coniugi, alloggiamenti in baracche ri-
piene di umidità o in tende sotto la pioggia sul nudo terreno, nessuna possibilità di ricevere posta, violenze varie, numerosi suicidi). Per-
plessità aggravate dalle deportazioni in Canada e Australia, ordinate dal gabinetto Churchill concernenti 7500 dei «più pericolosi» mem-
bri di un'ipotetica «quinta colonna». Se il primo transatlantico, il Duchess of York, salpa da Liverpool il 20 giugno e giunge in Canada coi
suoi 2500 internati (oltre il doppio della normale capacità di trasporto della nave), tragica è la sorte del secondo piroscafo. Partito il 1°
luglio sempre da Liverpool e diretto in Canada con 479 internati tedeschi, 86 prigionieri di guerra tedeschi e 734 (o 712 o 717) internati
italiani (secondo Conradi gli italo-tedeschi trasportati sono 1571, dei quali 682 muoiono), l'Arandora Star, di 15.500 tonnellate, viene
silurato alle 06.58 del giorno seguente dall'U-47 al largo del porto, in prossimità dell'Irlanda: dei 1300 italo-tedeschi, tra cui numerosi
settanta-ottantenni, rinchiusi dietro filo spinato, sottocoperta e nelle cabine, ne scompaiono la metà, dei quali 476 italiani; tra essi l'antifa-
scista Decio Anzani, boss anarchico e protetto di William Gillies, il segretario internazionale dei laburisti. Scampa, invece, Umberto Li-
mentani. Un nuovo flash sul comportamento inglese nei confronti data infine marzo 1998: a cinquantatré anni dalla fine del conflitto il
ministero del Commercio e Industria comunica di essere pronto a rimborsare le circa 25.000 vittime del «nazismo» riparate in Inghilterra,
per la maggior parte ebrei, a cui aveva confiscato i beni con la motivazione che erano cittadini di paesi nemici. Delle proprie «vicende
inglesi» parla anche l'ebreo Hermann Gottfried (in Johnson/Reuband): «Eravamo ragazzini, avevamo quindici anni quando ci scaraventa-
rono in un mondo di cui non conoscevamo la lingua. Però ci adattammo molto velocemente. Quando arrivai in Gran Bretagna non sape-
vo una parola di inglese, ma lo imparai in fretta. Avevamo pensato anche di andare in Palestna, ma poi scoppiò la guerra e non fu più
possibile. Siccome ero tedesco, in seguito fui internato in un campo che si trovava nei dintorni di Londra, dove c'erano anche dei marinai
tedeschi. Eravamo quaranta ragazzi che provenivano da quel posto in Scozia, tutti ebrei tedeschi o austriaci. Dovemmo entrare nel campo
marciando e poi stare sull'attenti. Facevamo turni di guardia per proteggerci dai tedeschi [ariani] perché la sera i soldati inglesi se ne an-
davano. Organizzammo uno sciopero della fame perché volevamo cibo kasher, anche se in realtà a buona parte di noi il cibo kasher non
interessava. Ma, dopo un po', chiedemmo che ci dessero da mangiare, e basta. Nel frattempo c'erano persone di fuori che cercavano di
farci uscire dal campo perché non eravamo veri tedeschi. Infine ci mandarono a Liverpool, da dove partivamo le navi dirette in Canada.
Cera una famosa nave inglese, la Andover [forse: Arandora] Star, che trasportava in Canada prigionieri e civili di nazionalità tedesca e
italiana. Poche ore prima dell’imbarco arrivò un telegramma che ci autorizzava ad andare in Palestina e così non ci fecero partire. In se-
guitro, si seppe che la nave era stata silurata e credo che l’80 per cento delle persone a bordo sia morto. Poi gli inglesi ci rilasciarono,
perché capirono che non eravamo stranieri nemici e ci rispedirono in Scozia a lavorare». Per chiudere, ricordiamo che la logica dell'in-
ternamento del «nemico» non risparmia i comunisti stranieri in URSS: oltre a tedeschi, ungheresi, italiani, rumeni e finlandesi richiusi a
Vorkuta nel 1941, nel 1942 vengono deportati in Kazakistan 550 italiani con cittadinanza sovietica residenti a Kerc e Mariupol, Crimea.

Commenta al contrario, equilibrato – benché riduttivo, igno- for Palestine non era certamente il governo di uno Stato, ma non
rando le infinite altre dichiarazioni di guerra e la mobilitazione si trattava neppure di un'organizzazione esclusivamente privata.
antecedente alla «persecuzione» – il «revisionista» omeopatico E se in tutto il mondo c'era qualcuno che potesse parlare a nome
Ernst Nolte (III), quanto al doveroso coinvolgimento di ogni e- di tutti gli ebrei e non soltanto per gli ebrei di Palestina, questi
breo in qualsiasi paese si trovasse, di qualsiasi paese cittadino, era Chaim Weizmann, che nel 1917 aveva guidato le trattative
nella guerra al Reich (anche a prescindere dalla legge di «solida- con Lord Balfour e che per molti anni era stato alla guida dell'or-
rietà ebraica, ahavat Israel» del qol Israel aravim ze va-ze, «tutti ganizzazione sionistica mondiale. Dunque non è puro frutto di
gli ebrei sono garanti l'uno per l'altro» e del taryag negativo 317: fantasia parlare di una dichiarazione di guerra ebraica contro Hit-
«Non maledire nessuna persona di Israele»): «La Jewish Agency ler. E Weizmann si limitava a dar voce al sentimento che pratica-

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mente ogni ebreo doveva provare. [Tale dichiarazione di guerra no favorevolmente l'istituzione in Palestina di un focolare nazio-
non era] una quantité négligeable, ed è inopportuno [rectius: nale per il popolo ebraico» – né le innumere altre, dai capi del
scorretto] passarla sotto silenzio come avviene in quasi tutte le Reich. Il 24 luglio 1942 è Hitler a rammentarla ai presenti: «In
opere di storia». questa seconda guerra mondiale, conflitto per la vita o la morte,
Ma certo non vengono ignorate né quella dichiarazione – non dovremmo mai dimenticare che, dopo la dichiarazione di
abbia inoltre il lettore presente il riconoscimento ufficiale, e- guerra del Congresso Mondiale Ebraico e del suo capo Chaim
spresso il 2 giugno 1922 da cinquantuno paesi membri della So- Weizmann (nel suo messaggio al premier inglese Chamberlain),
cietà delle Nazioni con l'art.4 dello Statuto Mandatario, della Je- l'ebraismo internazionale è l'avversario più inesorabile, il nemico
wish Agency quale rappresentante di tutti gli ebrei del mondo numero uno». «Storicamente e culturalmente, quando pure non
interessati alla costituzione del national home! otto giorni dopo, legalmente, il popolo ebraico è un [unico] popolo», avrebbe con-
il 30 giugno, anche il Congresso degli USA, che non fanno parte cordato a Londra il 19 agosto 1945 tra gli applausi scroscianti
della SdN, vara una risoluzione per la spoliazione del popolo alla Conferenza Europea del World Jewish Congress, il suo pre-
palestinese in cui si legge: «Gli Stati Uniti d'America considera- sidente Nahum Goldmann.

Indice di atroce chiusura mentale, degna di un facchino delle più viete idées reçues, è la critica che a Nolte rivolge l'ex comunista ebreo
François Furet, storico innovativo della Gloriosa ma inetto quanto al Fascismo, docente a Chicago e presidente dei mondialisti Fondation
Saint-Simon e Institut Raymond Aron: col suo «giustificazionismo» Nolte ha non solo infranto il divieto di comparare comunismo e fa-
scismo, «divieto più o meno generale in Europa occidentale, specie in Francia e in Italia, e particolarmente assoluto in Germania per ra-
gioni evidenti», ma addirittura «voluto fare degli ebrei gli avversari organizzati di Hitler, in quanto alleati dei suoi nemici [...] Nolte con-
tinua a pensare che la soppressione da parte dei bolscevichi dei borghesi in quanto classe ha indicato la strada e che il Gulag viene prima
di Auschwitz [...] Resta il fatto che Nolte, nel tentare di decifrare la paranoia antisemita di Hitler, in un recente lavoro sembra trovare una
sorta di fondamento "razionale" nella dichiarazione di Chaim Weizmann del settembre 1939 [...] L'argomento è sconvolgente e falso al
tempo stesso. Rinvia probabilmente a quel fondo di nazionalismo tedesco umiliato che da venti anni gli avversari di Nolte gli rimprove-
rano e che costituisce uno dei moventi essenziali dei suoi libri». Non contento di palesare la propria ignoranza ne Il passato di un'illu-
sione, Furet la riprende in polemica con l'«inglese» stalinista Eric Hobsbawm: «Certo Nolte si è tirato la zappa sui piedi quando ha par-
lato di una dichiarazione di guerra contro Hitler da parte del Congresso Mondiale Ebraico. Un'affermazione assurda e scioccante». In
occasione del conferimento a Nolte del Premio Adenauer il 4 giugno 2000, è invece la faccia-di-bronzo Corrado Stajano a lanciare l'al-
larme: «Il razzismo, l'antisemitismo, la xenofobia sono rispuntati in Europa in forme più o meno sottili. Cominciò Ernst Nolte, nel 1986,
a proposito dei crimini nazisti e dell'identità tedesca, a intorbidare i giudizi sulle atrocità dei Lager e a cercare giustificazioni impossibili
comparandoli ai crimini staliniani e facendogli così perdere [sic, forse: «prendere»] il rilievo di un'autoassoluzione generale, capace di far
mettere il cuore in pace alla parte di opinione pubblica desiderosa di dimenticare quel passato che non passa. Non è così facile cancellare
lo sterminio di 6 milioni di ebrei, di 5 milioni di avversari politici, di prigionieri di guerra, d'internati, di asociali, di omosessuali, di zin-
gari. Alla polemica storiografico-bizantina, espressione di un revisionismo esasperato, si sono accompagnati da allora, in forme certo più
rozze, il revanscismo e il giustificazionismo di alcuni che sono arrivati a negare l'esistenza dei Lager provocando nuovo dolore in chi,
negli anni dal '38 al '45, subì atroci sofferenze. Come ulteriori conseguenze sono affiorati fenomeni non diffusi, ma pericolosi: l'intolle-
ranza per chi ha idee differenti [da che pulpito!]». Quanto alla Jewish Agency (sedi a Gerusalemme, Londra e New York), ecco un altro
punto: come per l'Inghilterra la Anglo-Jewish Association e il Board of Deputies of British Jews, per l'Austria la Israelitische Allianz, per
il Secondo Reich il Deutscher Israelitischer Gemeindebund e per la Francia l'Alliance Israélite Universelle (la cui prima assemblea rac-
coglie a Parigi, il 30 maggio 1861, delegati non solo francesi, ma 850 confratelli da 133 città di ogni paese, nel 1878 saliti a 20.994), rap-
presentativa per l'intera Diaspora è la Jewish Agency. E ciò tanto più dal 1929, quando il direttivo viene rinnovato e tra i 224 membri si
contano almeno il 50% di «non-sionisti», quasi tutti esponenti della politica e dell'Alta Finanza. Nella seduta costitutiva dell'11 agosto
parlano infatti Weizmann, l'«inglese» sir Herbert Samuel, l'«americano» Louis Marshall, il «tedesco» Albert Einstein, l'«inglese» Lord
Melchett (fondatore del colosso chimico-farmaceutico ICI Imperial Chemical Industries e presidente della British Zionist Federation e
del cosiddetto Joint Committee, l'organo di collegamento tra l'Alta Finanza inglese e il sionismo est-europeo à la Weizmann), il «france-
se» Léon Blum, il «tedesco» Oskar Wassermann (già presidente della Deutsche Bank) e l'«americano» Felix Warburg, e cioè: l'antico
nucleo sionista-socialista (Weizmann), la grande politica «inglese» (Samuel), la grande politica «americana» (Marshall), la scienza e-
braica (Einstein), il grande capitalismo ebraico (Melchett), il marxismo ebraico (Blum) e l'Alta Finanza ebraica (Wassermann e War-
burg). Per il Board of Deputies of British Jews, il presidente sir Osmond D'Avigdor-Goldsmid annuncia l'impegno a perseguire la costitu-
zione di un nuovo Eretz Israel: «Per l'ebraismo e la cultura ebraica la Palestina dovrà divenire un centro dal quale sarà in futuro possibile
dispiegare nel mondo una forte influenza in favore della pace e della tolleranza». Quanto ad altri «non-sionisti» presenti, citiamo Lee
Frankel (primo vicepresidente della società assicurativa Metropolitan), il giudice Irving Lehmann (fratello del governatore di New
York), sir Robert Waley Cohen (presidente della Royal Dutch / Shell) e Lord Rothschild.

Ed egualmente «inopportuno» sarebbe sottovalutare il fatto Trattati sulle Minoranze centro-est-europee) – sono sempre stati
che la JA e il WJC – come il Committee of Jewish Delegations a considerati gli interlocutori ufficiali, nell'interesse e a nome del-
Versailles, «acting on behalf of various undersigned organiza- l'intero ebraismo, dalla Società delle Nazioni, dall'ONU e da de-
tions and representing the interests of nine million Jews, operan- cine di governi, sia prima che dopo il conflitto mondiale. Del
te per conto delle varie organizzazioni sottosegnate e rappresen- ramificato potere dei capi del WJC testimonia del resto con natu-
tante gli interessi di nove milioni di ebrei» (memorandum del 10 ralezza nel 1978 Nahum Goldmann (come detto, in The Jewish
maggio 1919, rivolto ai Quattro Grandi per la stipula dei nuovi Paradox "Il paradosso ebraico", summa confessoria di pensiero e

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di vita vissuta, ci dice anche che 500.000 furono gli ebrei «survi- commercio all'ingrosso, nell'industria, nelle Borse, sono anche
vors of the concentration camps», cifra che sale rispettivamente a docenti ed artisti, e giornalisti ed altro ancora. A un segnale si
500-600.000 e a 600.000 nelle due edizioni tedesche Das jüdi- porranno tutti al servizio della coraggiosa nazione che porterà
sche Paradox!): «Credo inoltre che le masse siano stupide [...] loro un aiuto a lungo atteso. L'Inghilterra otterrà dieci miloni di
Quando posso, evito di chiedere pareri alla gente e preferisco agenti [che opereranno] per la sua grandezza e la sua influenza
porre la mia organizzazione davanti al fatto compiuto. Si è spes- [sul mondo]. Possa il governo inglese riconoscere quanto vale
so detto che Goldmann era il dittatore del Congresso Mondiale guadagnare a sé il popolo ebraico».
Ebraico: c'è certo del vero [...] Sia detto che il grande pericolo Quattordici anni dopo, è ancora Nahum Goldmann a scrive-
della politica moderna è la caduta del potere nelle mani del poli- re, in Von der weltkulturellen Bedeutung und Aufgabe des Juden-
ticante comune [...] La scomparsa delle minoranze compor- tums, "Dell'importanza e dei compiti dell'ebraismo per la civiltà
terebbe un grande impoverimento per l'intera civiltà umana; per mondiale": «L'intera nazione [ebraica] deve essere considerata
il popolo ebraico sarebbe la fine. Negli anni ho avuto nelle mani come un organismo coerente [ein einheitlicher Organismus], che
una certa quantità di potere; come presidente delle massime or- resta solidale e conchiuso in ogni mutamento delle generazioni.
ganizzazioni ebraiche disponevo di enormi bilanci, centinaia di Da ciò discende il principio della ricompensa fino alla millesima
milioni di dollari, guidando migliaia di affiliati. Tutto questo, lo generazione, del castigo fino alla quarta e alla quinta; una gene-
ripeto, nelle file dell'ebraismo internazionale [within the frame- razione è responsabile per l'altra, poiché tutte formano un'unità.
work of international Jewry] e non in quelle di un semplice Sta- Da ciò discende anche il principio della ricompensa e della puni-
to» (a fine secolo sono una settantina le Comunità incistate nelle zione dell'intero popolo per le azioni di un suo singolo membro;
nazioni e di cui il WJC tira fila). «L'unità degli ebrei» – chiarisce ogni gruppo è responsabile per l'altro, poiché tutti sono soltanto
infine Jonathan Frankel – «che è divenuta in ampia misura un parti dell'intera comunità nazionale [der Gesamtnation]. La vo-
dato di fatto politico nel mondo non comunista a partire dal stra più alta espressività incontra tale incondizionata subordina-
1948, si esprime tramite relazioni flessibili e sviluppate ad hoc zione del singolo al tutto [unter die Gesamtheit] nel noto motto
tra le organizzazioni esistenti, piuttosto che direttamente attraver- che costituisce il filo conduttore di ogni essenza ebraica naziona-
so il principio elettivo» («la fluidità è difficile da ingabbiare in le: "Tutto Israele è corresponsabile, ognuno per il suo compa-
strutture organizzative», conferma Shmuel N. Eisenstadt). gno" [in talmudico: Kol Jissraéjl arejwím se basé]» (e d'altronde,
Ma poiché ancor oggi riesce difficile a taluno – exempli gra- riecheggia l'«ungherese» Heinrich Ettenberger, «Entre Juifs il n'y
tia la bambinesca Pisanty, che contro la «classica argomentazio- a pas d'étrangers», come aveva cantato il massone Itze Aa-
ne negazionista [...] secondo cui gli ebrei, rappresentati da Chaim ron/Isaac Moïse dit Adolphe Crémieux mezzo secolo prima, il 12
Weizmann, avrebbero dichiarato guerra alla Germania» e perciò maggio 1872, all'assemblea generale dell'Alliance Israélite Uni-
andassero trattati come popolo nemico assevera che «tale conget- verselle, richiamando il motto della stessa AIU: «Alle Israeliten
tura si basa su una falsa premessa, e cioè sull'idea che Weizmann sind für einander verantwortlich»).
fosse un capo politico investito del potere di parlare a nome del Similmente, cinque anni più tardi, il sionista Jakob Klatzkin,
popolo ebraico», mentre al contrario il suo impegno andrebbe a sostenere, sempre in Krisis und Entscheidung im Judentum:
inteso «come l'espressione del parere di un individuo, priva come «Noi ci consideriamo un unico popolo al di sopra di tutti i confi-
tale di peso politico effettivo. Non si vede pertanto che tipo di ni statali, come unità al di sopra della multiformità dei paesi nei
pressione egli potesse esercitare sul governo americano per in- quali abitiamo, dunque come popolo nel popolo. Siamo incrolla-
durlo a entrare in guerra contro la propria volontà [...] Infatti, è bilmente e incessantemente [unentwegt] decisi a proteggere e
noto che l'ingresso degli Stati Uniti nella seconda guerra mondia- rafforzare la nostra diversità [Anderssein] nazionale, dunque la
le fu innescato dall'attacco giapponese a Pearl Harbor», corsivo nostra estraneità [Fremdsein] nazionale tra i popoli che ci ospita-
nostro – comprendere appieno la singolare natura dei legami, no [Wirtsvölker]. Noi ebrei nazionalisti disconosciamo perciò la
formali e informali, che uniscono gli ebrei di ogni parte del globo tragicità di questo particolare conflitto, la logica e la legittimità di
– legami costruiti non solo dagli innumeri intrecci parentali e un antagonismo nazionale tra la nazione che ci ospita [Lan-
dalle vicende storiche che legano ogni comunità, ma suscitati da desnation] e noi, che vogliamo essere, e restare, in essa come
quell'omogeneità dell'anima ebraica che si ricompatta nei mo- corpi estranei». Ed ancora: «Il popolo ebraico non è che uno,
menti cruciali, a prescindere da ogni appartenenza statuale e da quali che siano il numero dei suoi frammenti sparsi nel mondo e
ogni contrasto intragiudaico – diamo, per infiniti altri, il parere di la distanza che li separa» (il «francese» Felix Allouche, sul Ré-
alcuni tra i più autorevoli esponenti dell'ebraismo, opinioni prive veil juif di Tunisi, 27 novembre 1931); oltremodo impudente, e
di infingimenti, in momenti in cui sembrava arridere incon- persino più chiaro, il londinese Jewish Chronicle, 8 dicembre
trastato, ai figli di Giacobbe, il futuro. 1931: «Il patriottismo inglese o francese o americano dell'ebreo
Già nel 1902 il gran campione Theodor Herzl aveva indiriz- non è che un travestimento adottato per piacere al paese».
zato in tal senso al ministro degli Esteri inglese Lord Landsdo- E che tale concezione non si risolva in mere parole lo prova-
wne una petizione, nella quale aveva prospettato i vantaggi che no i fatti. Subito dopo lo scoppio del conflitto, rifacendosi alla
sarebbero scesi sul Nuovo Israele in caso di un aperto appoggio Jewish Legion arruolata nella Grande Guerra nell'East End (die-
ai desiderata sionisti (testo in Bohlinger VIII): «Ci sono al mon- cimila volontari prima dell'introduzione della coscrizione, 1140
do all'incirca dieci milioni di ebrei. Essi non possono innalzare dei quali ufficiali) e a New York, truppe entrate in Gerusalemme
dovunque, apertamente, i colori dell'Inghilterra; ma nel cuore l'11 dicembre 1917 col generale Edmund Allenby (en passant,
tutti li porteranno, se con un simile atto l'Inghilterra diverrà la aperto filosionista nonché discendente di Oliver Cromwell),
loro Potenza protettrice. In un attimo l'Inghilterra avrà dieci mi- Weizmann mette a disposizione dell'Inghilterra ventimila uomini
lioni di sudditi segreti, ma fedeli. Essi vendono fili ed aghi in e ne promette altri centomila, da riunire in una nuova Legione
molti villaggi dell'Europa orientale; ma sono anche presenti nel Ebraica.

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Oltre all'impegno nelle infrastrutture logistiche e nella società civile, che vedranno mobilitato l'ebraismo planetario, combatteranno in
armi sui vari fronti da 1.410.000 a 1.450.000 ebrei (inoltre, 300-400.000 partigiani, in massima parte in Europa Orientale – Andreas
Naumann ne riporta, a fine 1943, 70.000 alle spalle del Gruppo Armate Nord, 100.000 al Centro e 100.000 al Sud – dei quali 100.000
ebrei, spesso militari degli eserciti sconfitti). Già il 4 luglio 1944 Lord Strabogli ne esalta ai Pari la partecipazione, mentre il periodico
Palestine and Middle East scrive di «un esercito di 1.500.000» ebrei: un milione nelle fila dell'Armata Rossa e mezzo milione USA, tra
cui 31.000 ex «tedeschi», che avranno un ruolo centrale nelle farse processuali di Norimberga et similia e nella Rieducazione. Secondo
Arno Lustiger gli ebrei in divisa furono, compresi i 6000 della Guerra Civile Spagnola, 1.455.000; per Gershon Shapiro, 1.500.000 tra
militari e partigiani; all'estate 1944, Morris Beckman ne conta 1,3 milioni (600.000 americani, 500.000 sovietici, 70.000 britannici e
15.000 polacchi), cui ne aggiunge «diverse migliaia» negli altri territori «under Nazi occupation», «altre migliaia» come partigiani e,
come detto, 35.000 ebrei palestinesi, volontari in Europa e nel Medio Oriente; Arnold Paucker, direttore del londinese Leo Baeck Insti-
tute, dà 1.600.000 ebrei in armi, un decimo dell'ebraismo mondiale, una delle percentuali nazionali più elevate (oltre alla bibliografia da
noi consultata, si vedano le 2600 pagine dei quattro volumi a cura di Isaac Kowalski Anthology on Armed Jewish Resistance 1939-1945,
editi nel 1985-92 dalla newyorkese Jewish Combatants). In divisa britannica sono 62.000 (dei 3000 presenti a Creta nei reparti che nel
maggio 1941, contro ogni legge di guerra, massacrano i paracadutisti tedeschi sia prima dell'atterraggio che dopo la cattura, 100 muoiono
e 1670 cadono prigionieri); nelle Forces Françaises Libres 48.000; sotto bandiera canadese 16.000; sudafricana 10.000; australiana
3000. Quanto alla Palestina, affiancano gli inglesi 30.000 armati, addestrandosi per la futura aggressione contro i palestinesi (3000, tra
cui 1000 donne, nella RAF, soprattutto come osservatori e piloti di bombardieri; 1200 in Marina, soprattutto sulle cento motovedette del
Mediterraneo orientale). Nell'esercito polacco del settembre 1939 gli eletti sono 150-190.000... 180.000 «both officers and non-
commissioned soldiers» per Benjamin Meirtchak, dei quali 5000 ufficiali (secondo fonti varsaviche, nel 1939 ne cadrebbero 30.000; ven-
gono catturati dai sovietici 30.000 militari «polacchi»; Gerd Kaiser riporta che gli ufficiali «polacchi» riesumati a Katyn erano un quarto
dei 1000 scomparsi dai campi sovietici, mentre Benjamin Meirtchak ne conta 430, tra cui il caporabbi maggiore Baruch Steinberg; con
migliaia di civili, passando per l'Iran, 3600 arrivano in Siria e Palestina); nell'esercito polacco-comunista di Berling sono 20.200, dei qua-
li 3200 ufficiali; 5000 in quello di Anders, di cui 176 ufficiali. Nell'Armata Rossa combattono 700.000 ebrei, partigiani esclusi (Bianca
Romano Segre, riferendo dell'esaltazione di Ehud Barak nel 55° della vittoria sul «nazismo», ricorda «come le armate russe fossero
composte per più di un terzo da soldati ebrei»; Nechama Tec riporta che ebrei erano oltre il 70% dei capi partigiani; Lustiger scrive di
500.000, compresi 30.000 partigiani... per inciso, come gli ebrei mobilitati dallo zar nella Grande Guerra; SolCenicyn VI si basa sulle
stime della "Piccola Enciclopedia Sovietica", che dà 450.000 militari e 25-30.000 partigiani; la Divisione Lituana è composta da ebrei
per il 90%, come per il 90%, così Prittie/Nelson, ne sono i caduti); di essi muoiono in 200.000, tra cui diversi generali. Ricevono decora-
zioni 30.000 ebrei americani e 63.000 sovietici (per questi, Prittie/Nelson, che dà 500.000 ebrei, e non 700.000, che «served in the Rus-
sian ranks», asserendo che «the Jewish population fornì oltre 200 generali, per la maggior parte promossi sul campo per atti di valore»,
riporta altre 100.000 decorazioni minori, mentre SolCenicyn dà 123.822 insigniti e Wlodek Goldkorn riporta oltre 300 generali), tra i
quali ultimi 101 sono fatti Eroi dell'Unione Sovietica (Gershon Shapiro nomina 154 Eroi dell'US, decine dei quali insigniti, soprattutto
postumi, anche a decenni dalla fine del conflitto; per Lustiger sono «oltre 150»; per SolCenicyn VI 135, più 12 insigniti di tutti e tre i
maggiori Ordini: Eroe dell'US, Ordine di Lenin e Premio Stalin; per il pubblicista «lituano-britannico» Reuben Ainsztein, collaboratore
della BBC, sono solo 121, ponendosi comunqe in valori assoluti al quinto posto dopo russi, ucraini, bielorussi e tatari, mentre, con le
160.772 decorazioni complessive, cioè 5369 per 100.000 individui, salgono al quarto, sorpassando i tatari). Quanto ad altri paesi: Grecia
13.000, Jugoslavia 12.000, Cecoslovacchia 8000, Belgio 7000. Determinante è l'apporto bellico partigiano, in particolare sul fronte o-
rientale: secondo i sovietici, da 300.000 a 500.000 sarebbero i tedeschi o i membri di altre formazioni uccisi (quasi sempre in violazione
delle leggi di guerra), 3000 i convogli fatti deragliare, 890 i depositi militari e 3623 i ponti fatti saltare, con un impiego per assicurare
sicurezza alle retrovie della Wehrmacht, al marzo 1943, di 19 (poi 25) divisioni e di 300 formazioni collaborazioniste autonome. In realtà
tali stime, contestate anche da storici sovietici, sono ultragonfiate: 300-500.000 morti equivalgono ad un minimo di 20-35 divisioni, che
sarebbero mancate al fronte!, al punto che Wolgang Hasch e Gustav Friedrich scrivono, in Poeppel et al., che i caduti totali sono solo
35.000, la metà tedeschi e la metà milizie «collaborazioniste», mentre Naumann riporta per la zona di Minsk, su fonti partigiane, 5908
tedeschi uccisi dal novembre 1941 al giugno 1942.

Quattro mesi più tardi, il 26 gennaio 1940, il Toronto Eve- giorno 11: «Ma [dopo il conflitto vittorioso] o l'Europa si riorga-
ning Telegraph riporta una dichiarazione di Rabbi Maurice L. nizzerà su una base rivoluzionaria o non sopravvivrà. Solo quan-
Perlzweig, nato in Polonia nel 1895 ed educato in Inghilterra, già do non verrà più riconosciuta la sovranità dello Stato, solo quan-
presidente della World Union of Jewish Students, influente do le leggi morali internazionali controlleranno e limiteranno la
membro dell'esecutivo della Jewish Agency e presidente della sovranità degli Stati, solo allora potrà essere assicurata la salva-
sezione britannica del World Jewish Congress: «Il Congresso guardia reale dei diritti dei cittadini e i diritti delle minoranze.
Mondiale Ebraico è in guerra con la Germania già da sette anni» L'intero concetto di maggioranze e minoranze assumerà un altro
(nel 1942 a capo del Dipartimento Affari Internazionali del WJC, aspetto [...] Voi siete non solo la più forte comunità ebraica del
il Nostro sarà presente nell'Economic and Social Council dell'O- mondo per numero, la più potente comunità per influenza politi-
NU, nonché alacre membro della Sub-Commission on Prevention ca, sociale ed economica [...] Lo stesso concetto si applica all'e-
of Discrimination). braismo americano nel più limitato campo delle sue possibilità e
Altrettanto ed anzi ancor più bellicoso, sottolineando il carat- dei suoi scopi, se si lascerà guidare dal sentimento di solidarietà
tere epocalmente rivoluzionario della guerra, è nel febbraio anco- con gli ebrei europei, prendendo piena consapevolezza che il suo
ra Nahum Goldmann, nella prolusione tenuta alla conferenza futuro è legato al futuro degli ebrei europei, perché noi siamo un
washingtoniana del WJC; riporta infatti il New York Times del unico popolo».

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Un riconoscimento del contributo giudaico alla guerra viene settimana scorsa al dr. Stephen Wise, presidente del Comitato
fatto da Londra nel settembre e tosto magnificato all'ebraismo a- Esecutivo del Congresso Mondiale Ebraico, da Rabbi Maurice L.
mericano, sollecitato a premere su Roosevelt per l'entrata in Perlzweig, presidente della sezione britannica del Congresso.
guerra. È il 6 ottobre, quando il New York Times pubblica un ar- Rabbi Perlzweig è giunto dall'Inghilterra lunedì sera.
ticolo dal titolo: New World Order Pledged to Jews, "Il Nuovo «Comparando la dichiarazione [di Greenwood] con la Di-
Ordine Mondiale pegno nei confronti degli ebrei". È questa la chiarazione Balfour del 1917, il dr. Wise afferma che in un certo
prima occasione in cui viene usata quella che negli anni Novanta senso la prima ha "implicazioni più ampie ed estensive" di quel-
sarebbe divenuta la più nota, e famigerata, formula politica la, poiché si occupa dello status degli ebrei di tutto il mondo. Egli
ONU-bushiana (a suo tempo inventata dall'inglese Herbert G. afferma che il messaggio del signor Greenwood può essere inter-
Wells, massone della Fabian Society, membro della Fondazione pretato come una netta dichiarazione della ferma intenzione in-
Rockefeller e secondo presidente del PEN Club, l'organizzazione glese di raddrizzare i torti che gli ebrei hanno sofferto e conti-
internazionale di scrittori fondata dall'ex compagnone anti- nuano a soffrire a causa "dell'agitazione e della sfrenatezza" [di-
«unni» John Galsworthy). Il concetto era stato del resto antici- sorder and lawlessness] di Hitler. Il signor Greenwood, trasmet-
pato pochi mesi prima dal libello, tosto ritirato dal mercato, inti- tendo agli ebrei d'America un messaggio di "incoraggiamento ed
tolato The City of Man - A Declaration on World Democracy, un caldo augurio", scrive: "Il tragico destino delle vittime ebrai-
"La città dell'uomo - Dichiarazione sulla Democrazia Mondiale", che della tirannide nazista ha, come ben sapete, suscitato in noi
letteralmente ispirato ai deliberati del Congresso massonico svol- profonda emozione. I discorsi tenuti dagli statisti britannici sia in
tosi a Parigi nei giorni 28-30 giugno 1917. I sottotitoli annuncia- Parlamento che alla Società delle Nazioni negli ultimi sette anni
no: «Arthur Greeenwood, del Gabinetto di Guerra britannico, ne hanno riflesso l'orrore con cui la gente di questo paese ha osser-
dà conferma – Raddrizzare i torti passati - Comunicazione di un vato i nazisti ricadere nella barbarie. Il governo britannico cercò
rabbino inglese al dr. S.S. Wise sul nuovo assetto postbellico». di portare qualche aiuto ai tanti ebrei perseguitati sia in Germania
Sembra una seconda e più ampia Dichiarazione Balfour che, che nei paesi infettati dalla dottrina nazista dell'odio razziale.
ancor più di quella, non solo investe interessi prettamenti ebraici, Oggi quel medesimo, sinistro potere che ha calpestato le sue stes-
ma li intreccia inscindibilmente a quelli mondiali. La fondazione se, indifese minoranze e che ha temporaneamente derubato con
di uno Stato ebraico, legata alla prospettiva mondialista della la frode e la violenza parecchi piccoli popoli della loro indipen-
Società delle Nazioni, è stata del resto già cantata come uno dei denza, ha sfidato l'ultimo baluardo della libertà in Europa. Quan-
principali scopi della guerra in un pubblico discorso tenuto nel do avremo ottenuto la vittoria, come certamente accadrà, le na-
1920 dal Round Table Lord Robert Cecil of Chelwood, deputato zioni avranno l'opportunità di costruire un Nuovo Ordine Mon-
conservatore, ministro e segretario di Stato agli Esteri dal 1916 al diale basato sugli ideali di giustizia e pace. In tale mondo è no-
1918 (nonché futuro presidente della SdN dal 1923 al 1945): «Io stra viva speranza che la coscienza dell'umanità civile chiederà
credo che quando la storia della guerra sarà scritta con completa che i torti sofferti dal popolo ebraico in ogni paese vengano rad-
imparzialità, si dovranno riconoscere, quali suoi massimi risulta- drizzati. Nella ricostruzione della società civile dopo la guerra ci
ti, il raggiungimento del focolare nazionale ebraico e la creazione dovrà essere e ci sarà ovunque una reale occasione per gli ebrei
della Società delle Nazioni. Entrambi questi risultati non manca- di portare un contributo particolare e costruttivo, e tutti gli uomi-
no di intima, reciproca relazione. Essi rappresentano, entrambi, ni di buona volontà dovranno senza dubbio sperare che nella
grandi ideali per i quali noi abbiamo combattuto e in virtù dei nuova Europa le genti ebraiche, quale che sia il paese in cui vi-
quali abbiamo vinto». Una conferma della «intima, reciproca vranno, avranno libertà e piena eguaglianza con gli altri cittadini
relazione» viene da una prolusione tenuta in suo onore da Wei- davanti alla legge". In un'intervista all'Hotel Astor Rabbi Per-
zmann: «Per lui, il ristabilimento di una patria ebraica in Palesti- lzweig ha dichiarato di essere certo che il signor Greenwood
na e l'organizzazione del mondo in una grande federazione erano "parla per l'Inghilterra". Questa è una chiara conferma, ha ag-
aspetti complementari del prossimo passo nella gestione degli giunto, che la libertà e l'emancipazione del popolo ebraico sono
affari umani». A maggior ragione, vent'anni dopo, il concetto di collegate all'emancipazione e alla libertà di tutti i popoli. La di-
New World Order echeggia collegato all'ebraismo (già nella pri- chiarazione, ha rimarcato Rabbi Perlzweig, è stata oggetto della
mavera 1939 il Royal Institute of International Affairs ha pubbli- più seria considerazione da parte del governo britannico. "Questa
cato, insieme al Political and Economic Planning di Lord Israel è una dichiarazione nell'interesse del mondo intero", ha osserva-
Moses Sieff – altro brain trust – lo studio anticipatore European to. "Con essa il governo britannico si è espresso chiaramente su
Order & World Order). cosa spera accadrà quando la guerra sarà vinta"».
Questa è la traduzione dell'articolo apparso il 6 ottobre 1940 Ricordiamo infine che all'epoca il visconte Arthur Greenwo-
sul New York Times: «Nella prima dichiarazione pubblica sulla od è da decenni un cardine dell'ideazione mondialista. Nel 1916
questione ebraica dallo scoppio del conflitto, Arthur Greenwood, dirigente al War Office di Lord Derby (sposo ad Alice Montagu)
membro senza portafoglio del Gabinetto di Guerra britannico, e poi ministro della Sanità con Ramsay Macdonald, è membro
assicura gli ebrei degli Stati Uniti che quando sarà stata ottenuta del gruppo British Empire e massone della loggia londinese New
la vittoria verrà compiuto ogni sforzo per fondare un Ordine Welcome n.5139. Nel 1948-50 sarà presidente della sezione in-
Mondiale basato sugli ideali di "giustizia e pace". Il signor Gre- glese della Pilgrims Society, succedendo a Derby e passando poi
enwood, leader dei deputati laburisti, dichiara che nel Mondo la carica a Lord Halifax (già vicerè delle Indie 1925-31 e mini-
Nuovo la "coscienza dell'umanità civile esigerà che i torti patiti stro degli Esteri con Chamberlain 1938-40, massimo tra i guerra-
dal popolo ebraico nei più diversi paesi siano raddrizzati". Ag- fondai nell'agosto 1939, ambasciatore a Washington 1941-46,
giunge poi che dopo la guerra verrà data ovunque agli ebrei l'op- Gran Maestro dell'Ordine di San Michele e San Giorgio). Quanto
portunità di portare "un contributo particolare e costruttivo" alla a Rabbi Perlzweig, nel 1943-44 co-presiede, col boss sionista e
ricostruzione del mondo. La dichiarazione è stata trasmessa la columnist del newyorkese The Day Ben Zion «B.Z.» Goldberg, il

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progetto di pubblicazione del Black Book di Erenburg e Gros- numero di ebrei si stanno arruolando volontari nell'Armata Ros-
sman, il "Libro Nero" che sarebbe servito da canone per inchio- sa. Particolarmente elevata è la quota degli studenti ebrei volon-
dare i «nazisti» sia a Norimberga che per il mezzo secolo se- tari nelle truppe combattenti. Molti studenti e molti allievi ebrei
guente; oltre all'Evrejskij Antifasistskij Komitet v SSSR "Comita- di scuole secondarie si offrono volontari per i compiti più pesan-
to Ebraico Antifascista in URSS", promotori, ideatori, attivisti e ti. Le donne ebree stanno prestandosi come infermiere e operaie
fervidi «curatori» dei nazi-crimini sono il World Jewish Con- nelle fabbriche di munizioni» («Soviet Jewry has responded ma-
gress, il National Jewish Council of Palestine o Vaad Leumi e gnificently to the Nazi attack on their fatherland», concorderà nel
l'American Committee of Jewish Writers, Artists and Scientists, 1942 l'«inglese» I. Rennap).
rappresentati da Joseph Brainin, Nahum Goldmann, Raphael Tra gli oratori del 24 agosto si distingue Mikhoels, che apre i
Mahler, Rubin Saltzman, A. Tartakower e Baruch Zuckerman. lavori cachinnando la Grande Guerra Patriottica: «Il mio cuore
Un'ennesima dichiarazione di guerra viene intanto reiterata ebraico è pieno di entusiasmo e di orgoglio; mi rivolgo a voi co-
ad Oriente, dalla Conferenza Ebraica Internazionale che si apre a me cittadino di un grande e libero paese; come figlio del popolo
Mosca il 24 agosto 1941, quindi sei mesi avanti la cosiddetta sovietico, rappresento quella parte del popolo ebraico che, con
«Conferenza di Wannsee», considerata dal volgo (ma anche dalla libertà e convinzione uniche sulla terra, può pronunciare questa
Loewenthal IV: «Il 20 gennaio del 1942 fu decisa la soluzione parola meravigliosa: patria». Seguono Markish, il politruk Yer-
finale») il «punto d'avvio» dell'Olo-Soluzione. Gli interventi e gli nim/Eronim Kuznecov, Epstein e lo scrittore Ilja Grigorevic E-
appelli pronunciati durante il raduno vengono tosto pubblicati in renburg (o, alla tedesca, Ehrenburg), bardo di violenze e massa-
volume sotto il titolo "Fratelli ebrei di tutto il mondo!" sia in rus- cri. Tutti invitano ogni confratello a sollevarsi contro le Orde
so (Bratja-evrei vsego mira) che in yiddish (Brider yidn fun der Sanguinarie che hanno gettato «il secolo nelle tenebre» (topos di
gantser velt!). Tosto si aprono convegni nei quali soldati, operai, Erenburg), i Diavoli Fascisti, i Nemici dell'Umanità, a difesa del
contadini, scrittori, scienziati, compositori, attori e militari chia- Sacro Suolo, Culla del Nuovo Diritto, Terra Madre dei popoli
mano a raccolta gli ebrei di ogni terra. Promotori ne sono i mem- oppressi: «I fascisti vogliono soggiogare l'intero mondo. Ebrei e
bri del Comitato Ebraico Antifascista, in particolare Solomon A. cittadini sovietici tutti, distruggete senza pietà i barbari fascisti!».
Lozovskij (già segretario del Profintern, l'Internazionale rossa dei Ed egualmente lo scrittore David Bergelson nella trasmissio-
sindacati, vicedirettore del Sovinformbjuro, l'Ufficio Informa- ne lanciata alle ore 18 da Radio Mosca e «destinata agli ebrei di
zioni Sovietico, e viceministro degli Esteri), Sacno/Shakne Ep- tutto il mondo» («l'importance de cette émission est considéra-
stejn (segretario, giornalista e corrispondente USA, collaboratore ble; ni les historiens, ni ceux qui ont rédigé leur autobiographie,
dell'NKVD), Lena Solomonovna Stern (l'unica donna dell'Ac- n'ont mis en relief la portée de l'appel lancé ce jour-là par l'écri-
cademia delle Scienze, nota come l'«Albert Einstein in gonnel- vain yiddish David Bergelson», commenta Annette Wieviorka):
la»), il poeta Icik (diminutivo di Isaac) S. Feffer, l'attore Shlomo «Tutti gli ebrei, senza riguardo a dove siano e a cosa pensino, de-
M. Mikhoels, il poeta Perec D. Markish, il violinista David O- vono affiancare senza indugio la Guerra Santa contro il fascismo,
jstrach, Boris Simelovic, V. Kusnirov, David R. Bergelson, il devono alzare non solo la voce, ma la mano potente per sferrare
generale Aaron Katz, il direttore per il Munizionamento L. Ho- contro il fascismo il colpo mortale [...] Il sanguinario Hitler vuole
nor, il viceministro al Controllo Solomon L. Bregman, l'illustre sterminare ogni popolo che rifiuti la sua schiavitù. In primo luo-
fisico Pëtr Leonidovic Kapitza, Boris Yapan, altro accademico go cerca di annientare il nostro popolo, e noi dobbiamo constata-
delle scienze, gli scrittori Lejba M. Kvitko e Samuil Jakovlevic re con dolore che l'angelo della morte porta avanti il suo piano
Marsak, e Polina Zemcuzina, moglie di Molotov. con una precisione implacabile nei paesi dove il fascismo è riu-
Già l'11 luglio lo Jewish Chronicle aveva assicurato che «in scito a imporre il suo orrendo dominio, in Germania, Polonia,
risposta all'appello di Stalin affinché tutti i cittadini sovietici di- Austria, Francia, Belgio, Olanda, Cecoslovacchia, Romania, etc.,
fendano la patria con ogni mezzo, i capi ebrei a Mosca hanno, a là dove vive una gran parte del nostro popolo. Se per tutti i popo-
loro volta, indirizzato un manifesto all'ebraismo sovietico sotto- li oppressi l'hitlerismo è sinonimo di schiavitù, di persecuzioni e
lineando che Hitler non soltanto è il nemico del progresso e della di guerra, per noi ebrei significa lo sterminio totale. Recentemen-
civiltà, ma anche il nemico supremo degli ebrei. Il manifesto in- te le autorità militari di Lodz hanno convocato il capo della co-
cita gli ebrei a compiere bravamente il loro dovere al fronte, a munità ebraica per fargli capire che sarebbe stato meglio per gli
lavorare vigorosamente nelle fabbriche per produrre armi per ebrei suicidarsi, piuttosto che attendere il massacro. Oggi si pone
l'Armata Rossa e ad assistere i profughi della guerra. La Regione in tutta la sua gravità la questione stessa dell'esistenza del popolo
Autonoma Ebraica del Birobidjan, in Estremo Oriente, ha infor- ebraico; si tratta della vita o della morte del nostro popolo. Nel
mato il governo della decisione che tutti i suoi ebrei tra i venti e i momento in cui udite queste parole, donne, bambini e uomini
quarant'anni s'arruoleranno nell'Armata Rossa. Le radio e la vengono sepolti vivi dai banditi bruni. In Polonia e in Romania
stampa russe continuano a informare sugli orrori delle persecu- intere comunità ebraiche vengono annientate, gli uomini assassi-
zioni degli ebrei nel Terzo Reich e nei paesi sotto controllo nazi- nati, le donne violentate dai barbari. Nel millenario cammino
sta. Questo, per rispondere alla propaganda nazista che cerca di della diaspora attraverso l'epoca romana, il Medioevo e lo zari-
spingere i russi ad insorgere contro i loro "padroni ebrei bolsce- smo, il popolo ebraico non ha mai conosciuto una catastrofe si-
vichi". I radiocommentatori russi affermano che in Russia ogni milare. Mai è stato minacciato di sparizione come oggi. Tutti gli
cittadino viene giudicato per i propri atti, e che i russi non aderi- assassinii, tutti i massacri che ha visto da Haman in poi non sono
ranno mai alle teorie razziali naziste, né riconosceranno le prete- nulla a paragone dell'attuale tragedia» (per la precisione, i «mas-
se dei tedeschi a farsi Herrenvolk. In diversi cinema di Mosca sacri» dell'amalecita Haman, peraltro tutti inventati a scopo di-
hanno iniziato a proiettare il noto film antinazista Professor dattico-teologico-giustificativo, sono ideati e non attuati).
Mamlock, che illustra la ferocia anti-ebraica del regime nazista. In ogni caso e malgrado tutto, il popolo di Maimonide, Spi-
La stampa russa ha sottolineato con soddisfazione che un gran noza, Heine e Mendelssohn vivrà, poiché, conclude Bergelson

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terminando in ebraico col mezzo versetto 17, Salmo 118, non nione Sovietica ed i nostri grandi alleati in questa guerra, Gran
solo «noi siamo un popolo dalla dura cervice», ma Dio stesso ci Bretagna ed America – sono impegnati in una lotta mortale [...] I
ha promesso la salvezza: «lo amouth ki erie, io non morirò ma popoli slavi si sono sollevati e non deve restare sulla terra nessun
vivrò». Quanto al regista Ejzenstejn: «Coloro che lottano contro ebreo che non abbia giurato di prendere parte a questa Guerra
la brutale ideologia fascista e per gli ideali dell'umanesimo – l'U- Santa con tutti i suoi mezzi e tutte le sue forze».

Sopravanzando la paranoia di Margarita Aliger, Demjan Bednyj (Efim Aleksandrovic Pridvorov), Aleksandr Bezymenskij, Michail Bu-
bennov, Evgenij Dolmatovskij, A.A. Fadeev, Boris Gorbatov, Vasilij Semënovic Grossman, Semen Kirsanov, Evgenij Kriger, Samuil
Marsak, Boris Polevoj, Konstantin M. Simonov, Sergej Smirnov, M.A. Solochov, Aleksej Surkov, E.V. Tarle, Aleksandr Tvardovskij,
A.N. Tolstoj, Josif Utkin e Vsevolod Visnevskij, Erenburg, nato nel 1891 da un birraio di Kiev, si fa massimo tra i propagandisti dell'o-
dio, al punto da venire coperto di onori e decorato, in piena campagna «antisemita» nel gennaio 1953, del Premio Stalin Per la Pace. Tra
il 1942 e il 1944 suoi sono 3000 tra articoli e appelli, pubblicati su tutti i giornali, in primo luogo quelli alle truppe (oltre alla Krasnaja
Zvezda, che pubblica 450 articoli di Erenburg, nella guerra vengono editi 19 giornali per il fronte, 13 per i distretti, 160 di corpo, oltre
600 di divisione e brigata, 150 per la marina, 150 nelle lingue dei popoli non-russi, e ancora 1400 altre pubblicazioni militari). Così il 1°
gennaio 1943, nell'articolo Na poroge, "Alla vigilia", con un pizzico di untuosa autogiustificazione: «Noi odiamo i tedeschi non soltanto
perché uccidono in maniera infame e vile i nostri figli; li odiamo anche perché siamo costretti ad ucciderli, perché di tutte le parole che
fanno ricco un uomo, ce n'è rimasta una sola: "Uccidi!". Odiamo i tedeschi perché hanno derubato la vita». Fin dal 24 luglio 1942 il Gran
Sanguinario aveva tracciato le norme cui si sarebbero attenuti i sovietici entrando in Prussia Orientale: «I tedeschi non sono esseri umani.
D'ora in avanti il termine tedesco è per noi tutti la maledizione più orribile. D'ora in avanti il termine tedesco ci spinge a scaricare un'ar-
ma. Non parleremo. Non ci commuoveremo. Uccideremo. Se nel corso della giornata non hai ucciso nemmeno un tedesco, allora per te è
stata una giornata perduta. Se credi che il tedesco invece che da te sarà ucciso dal tuo vicino, allora non hai capito il pericolo [...] Se non
sei in grado di uccidere con una pallottola il tedesco, uccidilo con la baionetta. Se nel tuo settore vi è tregua e non è in corso una batta-
glia, allora uccidi il tedesco prima della battaglia [...] Se hai ucciso un tedesco, allora uccidine un secondo. Per noi nulla c'è di più piace-
vole dei cadaveri tedeschi. Non contare i giorni, i chilometri, conta solo una cosa: i tedeschi che hai ucciso. Uccidi i tedeschi! Questo
implora la tua vecchia madre. Uccidi i tedeschi! Questo implorano i tuoi figli. Uccidi i tedeschi! Così grida la nostra madre terra. Non
perdere occasione! Non sbagliarti! Uccidi! [...] I tedeschi malediranno l'ora in cui calpestarono la nostra terra. Le donne tedesche maledi-
ranno l'ora in cui partorirono i loro feroci figli. Noi non infamiamo. Noi non malediamo. Noi siamo sordi. Noi uccidiamo» (similmente
invasato dall'odio, il 31 marzo 1944 Fiorello La Guardia incita i partigiani italiani da Radio Bari: «Usate il coltello e uccidete. Uccidete i
fascisti nelle loro tane, scovateli, distruggeteli»). Nessuna differenza di sesso, regione, religione, rango politico o sociale dev'esserci nel
«paese degli assassini», che pagherà non solo per la generazione che ha devastato la Patria Sovietica, ma anche per quella precedente e
per quelle a venire: «Non chiederemo a nessuno se è prussiano o sassone, SS o SA, Sturmführer [leggi: ufficiale] o Sonderführer [sottuf-
ficiale]. Non porremo domande [...] Poiché il cuore di ognuno di noi è pieno di dolore, siamo fermamente decisi a fare i conti coi tede-
schi una volta per tutte e nessuno dovrà meravigliarsi se già abbiamo iniziato a farli» (20 gennaio 1945). Ed ancora, rispondendo il 15
ottobre 1944 a cattolici inglesi e americani che avevano rimproverato quei ciechi sentimenti di odio: «Noi non portiamo vendetta, por-
tiamo il giudizio. Mai scenderemo ai livelli cui è arrivato il tedesco, ma non pensiamo affatto di elevarli al nostro». Quanto agli stupri
contro le donne della Bestia hitleriana: «Noi le disprezziamo perché sono madri, mogli e sorelle dei boia [...] e non ci occorre alcuna
bionda iena. Andiamo in Germania per qualcos'altro: per la Germania stessa, e queste bionde iene non faranno una bella fine» (per altri e
più infami appelli erenburghiani vedi Hoffmann, Nawratil e Zeidler). Le prime conferme di tanto ben dire hanno luogo il 20 ottobre 1944
a Nemmersdorf/Gumbinnen, la prima cittadina a venire stritolata dall'Armata Rossa. Oltre a decine di civili mitragliati e ridotti in polti-
glia dai cingoli dei carri, le truppe che riconquistano il villaggio rinvengono: 4 donne, inchiodate nude alla rastrelliera di un carro; altre 2
donne, crocifisse nude alle porte di un granaio; 72 donne, bambini, neonati e un vecchio di 74 anni massacrati a bastonate, impiccati o
mutilati, tranne pochi che presentano colpi di pistola alla nuca. Una commissione medica internazionale accerta che tutte le donne e le ra-
gazze dagli 8 anni in su sono state stuprate, anche una vecchia di 84 anni, poi accecata, cui un colpo d'accetta ha asportato mezza testa.
Secondo Hans Peter Duerr, docente di etnologia e storia culturale a Brema (in Obszönität und Gewalt, "Oscenità e violenza", 1993) e le
registe Helke Sander e Barbara Johr del Bremer Institut Film/Fernsehen (Befreier und Befreite, "Liberatori e liberate", 1992), verranno
violentate e spesso poi uccise dai sovietici, ma anche da cechi e polacchi, un minimo di 2 milioni di donne, un vero e proprio «olocausto
sessuale»: 1.400.000 ad est della Oder-Neisse, 500.000 nella Zona di Occupazione e, fino all'autunno 1945, 110.000 a Berlino, il 40% di
queste anche da venti rotarmisti in successione (ma, nel volume dal medesimo titolo, la Sander riporta, per Berlino, da 840.000 a 980.000
violentate, cioè il 60-70% della popolazione femminile). Per altri, le tedesche violentate sarebbero state 4 milioni; Wolfgang Popp dà per
l'Europa centro-orientale: Romania, Bulgaria, Jugoslavia, Polonia, Cechia e Slovacchia, Estonia, Lettonia, Lituania, Austria, Ungheria e
Germania, un totale di 6-7 milioni di donne stuprate... comprese migliaia di ebree, tra cui le centinaia di internate nel Durchgangslager
"campo di transito" di Berlino-Wedding (riporta Antony Beevor che quando alcuni tedeschi fanno presente ai sovietici che la giovane
Ellen Goetz è ebrea ed era stata incarcerata dai «nazisti», ricevono per tutta risposta il consolante aforisma: «Una donna è una donna»). A
parte i suicidi, oltre il 10% delle violentate, cioè 240.000, muoiono per le conseguenze degli stupri. Istruttivo il caso della poi rieducata
Traudl Junge, la segretaria di Hitler intorno cui ruota il rieducante Der Untergang, «La caduta», di Bernd Eichinger, 2004: mentre, dopo
la resa, il film ce la mostra felice in biciclico viaggio verso Monaco, in realtà la giovane fu non solo pluriviolentata, ma restò per mesi la
«prigioniera personale» di un boss dei servizi sovietici (altro che la «grande scrupolosità storica» millantata da Anna Plaim!). Per quanto
vi siano differenti versioni dell'accaduto, Mario Frank nota poi che l'avvelenamento dei figli da parte di Magda Goebbels è invenzione
drammatica, i sei bimbi venendo avvelenati dal medico SS Ludwig Stumpfegger, e che, mentre il Cancelliere Goebbels si sparò, la mo-
glie non venne da lui prima uccisa con colpo di pistola, ma si suicidò col cianuro; di altre «disinvolture» parla Rochus Misch, guardia del

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corpo di Hitler: «Quel film è un'operetta. Tutto quello che viene rappresentato è esagerato. Non c'erano feste in quel minuscolo Führer-
bunker, né orge di champagne come si è visto sugli schermi. Nessuno degli sceneggiatori, né lo storico che ha lavorato con loro [Joachim
Fest], è venuto a cercarmi. Nessuno. Quindi, oggi ho deciso di parlare. Di raccontare almeno ciò che ho visto e sentito in tutti quegli an-
ni»... tra le quali cose, l'assenza di qualsivoglia olomenzione: «Per me fu uno shock, un colpo terribile, venire a sapere dopo dieci anni di
guerra ciò che era successo nei campi di concentramento. L'industria dello sterminio e l'Olocausto furono come un pugno in piena faccia.
Era orribile, veramente orribile. Non avevo mai sentito una cosa del genere durante la mia prigionia in URSS, neanche una volta. Nessun
carceriere sovietico aveva accennato davanti a me alla morte e alla sofferenza degli ebrei. I miei carnefici non avevano mai fatto allusio-
ne alle atrocità commesse nei lager. Ancora oggi mi chiedo come sia stata possibile una tale impresa senza che nessuno di noi ne sapesse
nulla. Sono stato molto turbato, e lo sono ancora, per aver passato così tanti anni a qualche metro di distanza dal Führer senza capire né
immaginare nulla [...] Hitler era il mio capo. Lo osservavo praticamente tutti i giorni e non ho visto niente». Nel febbraio 1945 le 400
donne e ragazze di Germau in Prussia Orientale vengono fatte rinchiudere nella chiesa dal comandante della 91a Divisione Fucilieri della
Guardia, colonnello Kosanov, e violentate per giorni da ufficiali e soldati. A Lauenburg, in Pomerania, in una sola notte si suicidano in
massa 600 donne, violentate da giorni. Tra percosse di ogni genere, a Neisse vengono stuprate tutte le donne – religiose, vecchie, donne
gravide, ricoverate in ospedale e bambine anche di otto anni – talune cinquanta volte di seguito, talune persino cadaveri. Agghiacciante la
testimonianza, riportata da Ralph Keeling, di un sacerdote in una lettera spedita da Breslavia il 3 settembre 1945: «In una schiera inter-
minabile vennero violentate ragazze, donne e suore [...] Non solo in segreto, in angoli nascosti, ma alla pubblica vista, anche nelle chiese,
nelle strade e in luoghi pubblici suore, donne e persino bambine di otto anni vennero stuprate e ristuprate. Le madri furono violentate da-
vanti ai figli; le ragazze alla presenza dei fratelli; le suore, davanti ai loro bambini, furono oltraggiate all'infinito fino alla morte, e persino
dopo morte». Il superamericano Norman Naimark, docente di Studi sull'Europa Orientale e direttore della facoltà di Storia a Stanford,
riportando sia le testimonianze dei profughi che le relazioni della polizia sovietica, nota che violenze, stupri, furti e saccheggi conti-
nuarono ben dopo l'immediato caos della sconfitta, fino all'inizio del 1947: «8 giugno '46. Percosse, stupro di una quattordicenne, incinta
e affetta da malattia venerea. Sparatoria, nella quale un tedesco e un francese intervenuto in suo favore furono uccisi. Stupro e ingravi-
damento della figlia dell'ucciso [...] La figlia morì il 19 settembre '46 in conseguenza alle percosse – 14 giugno '46 [...] Stupri, una donna
cinque volte in due ore – 15 giugno '46. Stupri di donne anche ottantenni, fuga; saltate dalle finestre con fratture di piedi e gambe. Stupri
in presenza dei mariti. Saccheggi [...] Percosse, fucilazioni, saccheggi, stupri, donne percosse a frustate (sul sedere nudo, anche se mala-
te) [...] – 22 giugno '46. Tentato stupro sotto minaccia. Donna risparmiata a causa delle mestruazioni [...] – 22 giugno '46. Saccheggi,
stupri; lei stessa violentata tre volte di seguito; ancora una volta lo stesso giorno. Il giorno dopo violentata ancora tre volte [...] – 25 giu-
gno '46. Stupri; lei stessa due volte, poi una volta e poi ancora quattro volte; sedicenne. Giunta nel marzo dalla Prussia Orientale. Percos-
se. Madre verosimilmente fucilata». Quanto all'Austria, nella sola Vienna si stimano violentate almeno 100.000 donne. Atroce nella sua
verità il detto di allora: «Für die erste Staffel die Uhren, für die zweite die Mädchen und für die dritte die Kleider»: per la prima ondata
gli orologi (le truppe di punta, data la rapidità dell'avanzata, avevano tempo per depredare solo orologi e preziosi; specularmente, sac-
cheggiano gli orologi anche i militari del Paese di Dio al punto che l'acrostico USA viene a significare UhrenSammlerArmee, "esercito
dei collezionisti di orologi"!), per la seconda le ragazze (le truppe successive, più lente, avevano tempo per violentare), per la terza i ve-
stiti (niente più preziosi né donne per la retroguardia, che si accontenta di un meno grato saccheggio). E pensare che mezzo secolo dopo
il duo Baigent/Leigh corregge, per quanto in nota e a catteri piccoli: «Mentre [i sovietici] entravano, tutti i berlinesi si limitarono a stare
immobili sulle soglie e a guardare l'esercito avanzare. I soldati russi si avvicinarono ai civili in modo estremamente amichevole e confi-
scarono loro tutti i loro orologi; in cambio, diedero loro sigarette e sigari». Giustificativo di tali violenze di massa nonché laidamente
mendace è nel 1996 l'onusico rapporto E/CN 4 SUB 2/1996/26 – compilatrice l'ispano-statunitense Linda Chavez, moglie dell'Arruolato
Christopher Gersten (benché cattolica, i figli hanno ricevuto un'educazione ebraica), ex direttrice della US Commission on Civil Rights e
presidentessa del Center for Equal Opportunity, assidua (al punto da farci sorgere, confortati dai Guggenheimer che dicono ebraico il
cognome Chavis e da Faiguenboim/Valadares/Campagnano che danno ebraici Chaves/Chaviz/Chayes, il sospetto di una eletta ascen-
denza) collaboratrice dell'ebraico-conservatore Commentary, ispirata dalla femminista Susan Brownmiller, l'autrice di "Contro la nostra
volontà. Stupro e dominazione maschile" – che ricorda gli «stupri sistematicamente compiuti» dai tedeschi nella Grande Guerra nel-
l'intera Europa: «Nella Seconda Guerra Mondiale i soldati tedeschi usarono [poi] lo stupro come arma di terrore e come mezzo sia per
umiliare e sottomettere totalmente i sottouomini, sia per imporsi quale razza padrona» (nessuna protesta s'alza dai reggenti del GROD,
neppure per sbeffeggiare la «documentazione» portata dalla Brownmiller, basata sul sofisma che se il compito del soldato tedesco era di
avvilire i popoli «inferiori», nel nazi-arsenale non avrebbe potuto mancare l'arma degli stupri). Tre ultime prodezze dei Liberatori d'O-
riente: 1. come quanto compiuto nel maggio 1944 dagli «umani» Occidentali nel Lazio dopo la caduta di Montecassino o in Toscana e
nell'Elba nel giugno, la città di Königsberg, arresasi il 9 aprile 1945 dopo due mesi di lotta, viene lasciata tre giorni alla violenza della
truppa: dei 96.000 civili, in massima parte donne e bambini, ne sopravvivono in autunno 25.000 (i sovietici danno 68.000 presenti il 1°
settembre 1945, scesi a 39.000 nel novembre 1946, laddove i morti si verificano soprattutto per denutrizione e infezioni: a fine 1945 il
70% della popolazione riceve per tutta razione giornaliera 200 grammi di pane); 2. mentre le SS trasferiscono la salma del Feldmare-
sciallo e Presidente Hindenburg e della consorte da Tannenberg nella Elisabethkirche di Marburg an der Lahn e quella di Federico II dal-
la Garnisonkirche di Potsdam nello svevo Burg Hohenzollern, polacchi e sovietici devastano le tombe e disperdono i resti di Helmuth
von Moltke, Yorck von Wartenburg e del maresciallo Blücher (intriso di consimile spirito emancipatore, su richiesta del PDS cittadino,
nel 2008 il consiglio dell'università di Marburg deciderà di allontanare i sarcofaghi degli Hindenburg, mentre l'Oberbürgermeister Vau-
pel farà cancellare ogni menzione dell'ex Reichspräsident dalla guida Kulturelle Sehenswürdigkeiten in Mittelhessen, "Bellezze culturali
in Assia centrale"); 3. più clementi, peraltro seguendo le direttive dell'Alliierter Kontrollrat che ordinano l'eliminazione di ogni pur mo-
desta memoria pubblica del nazionalsocialismo, si limitano ad abbattere e asportare ogni segno identificativo dalle tombe dei caduti ne-
mici, in particolare di Fritz Todt, già ministro per gli Armamenti e le Strade, e di Reinhard Heydrich nell'Invalidenfriedhof, e di Horst

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Wessel nel Marien- und Nikolaifriedhof a Berlino, lasciando in situ le salme. Pervasi da similare civiltà e a prescindere dal vilipendio del
cadavere di Göring, dapprima impiccato, poi bruciato e disperso come gli altri del TMI, gli americani riesumano invece la salma di Adolf
Wagner, Gauleiter di Monaco morto cinquantaquattrenne il 12 aprile 1944 dopo un secondo ictus e sepolto in un Ehrentempel sulla Kö-
niglicher Platz, la derubano delle onorificenze, la bruciano e ne disperdono le ceneri; similmente, le sedici salme dei caduti del 9 novem-
bre 1923 vengono gettate alla rinfusa in una fossa dell'Ostfriedhof per la quale a tutt'oggi non è nota documentazione, mentre i templi
vengono fatti saltare in aria nel 1947 dal governo bavarese dell'SPD Hoegner e i sarcofaghi vengono fusi, riutilizzando i metalli per le
tramvie. E d'altra parte, come meravigliarsi?, nulla di diverso avevano fatto i rivoluzionari francesi, modelli preclari. Il 6 ottobre 1793
Barère aveva fatto votare alla Convenzione la distruzione dei mausolei di Saint-Denis: 25 re, 17 regine, 71 principi e principesse erano
stati estratti dalle tombe, gettati in una fossa comune e coperti di calce, mentre l'edificio era stato raso al suolo e le 54 casse di piombo dei
Borboni erano state fuse e trasformate in munizioni. Disvelato postumo quale Traditore, nel dicembre era stato rimosso dal Pantheon an-
che il cadavere di Mirabeau, gettato in una fossa comune. Persino il cadavere di Richelieu era stato decapitato con applaudita cerimonia
(nel 1866 la testa sarebbe stata restituita al governo da un discendente del rivoluzionario che l'aveva tenuta come souvenir). Stessa sorte
per le sculture: le teste dei re di Notre Dame sarebbero state casualmente recuperate solo alla fine degli anni Settanta del Novecento.

Nel novembre la Jewish Agency diffonde in Occidente i deli- la spada finché non sia stato distrutto l'ultimo fascista". Alla fine
berati del Congresso, ribadendo l'impegno che deve legare ogni del 1943, 32.000 militari ebrei dell'Armata Rossa erano stati de-
ebreo nella lotta al «nazismo»: «Dopo discorsi infuocati, fu ap- corati al valore [...] Per rafforzare la solidarietà tra gli ebrei so-
provato un appassionato appello agli ebrei di tutto il mondo, che vietici e quelli degli altri paesi, si tennero a Mosca convegni nei
li chiamava all'insurrezione contro gli assassini fascisti, che an- quali militari, operai, contadini, scrittori, scienziati, musicisti,
negavano le città e i villaggi d'Europa nel sangue delle loro popo- attori e ufficiali ebrei chiamarono alle armi gli ebrei di ogni parte
lazioni [...] Non c'è dubbio che l'appello del Congresso Ebraico del mondo [...] Il presidente del congresso disse in una trasmis-
di Mosca esprime i sentimenti e le speranze degli ebrei di tutto il sione indirizzata all'ebraismo mondiale: "Il mio cuore ebraico è
mondo» ed invia a Mosca un vibrante messaggio: «Ci è pervenu- colmo di entusiasmo e di orgoglio; mi indirizzo a voi quale citta-
to il vostro appello affinché l'ebraismo mondiale si unisca contro dino di un grande paese libero; quale figlio del popolo sovietico,
Hitler e tutto ciò che rappresenta. Lo sottoscriviamo di cuore. rappresento questa parte del popolo ebraico che, con una libertà e
Siamo orgogliosi della lotta che avete iniziato nelle file dell'Ar- una convinzione che non esistono in altra parte della terra, può
mata Rossa, le cui imprese si sono guadagnate un'ammirazione pronunciare questa parola meravigliosa: patria"».
universale ed hanno rafforzato la fede nella vittoria [...] Anche la I fini e i mezzi da usare contro la Peste Bruna sono del resto
comunità ebraica in Palestina, che comprende ormai cinquecen- stati esplicitati fin dal maggio 1941 negli USA da due illustri
tomila persone, fa la sua parte. Decine di migliaia di ebrei sono guerrafondai: il calvinista olandese e sionista goy Pierre van Pa-
entrati in unità ebraiche nell'esercito inglese e prestano servizio assen, «the Emile Zola of our time» (Rabbi Leon I. Feuer nel
nell'aviazione e nella marina. Molte migliaia ancora ardono dal 1947), «raised on the Bible and love for the people and land of
poter prendervi parte [...] Decine di migliaia cercano in altri paesi Israel, allevato nella Bibbia e nell'amore per il popolo e la terra
l'occasione per prestare servizio in un'armata ebraica, in modo d'Israele» (così l'Encyclopaedia Judaica), e il purosangue ebreo
tale che come popolo possiamo prendere il nostro posto nella Theodor N. Kaufman.
guerra per gli stessi obiettivi [...] Vi inviamo saluti fraterni. Pote- Trasferitosi in Canada fin dal 1914, il primo è giornalista di
te assicurare i vostri concittadini che gli ebrei di tutto il mondo fama mondiale, autore di articoli e libri che riflettono una «en-
non si sottrarranno alla lotta comune». thusiastic attitude toward Zionism» (così sempre la Judaica),
Impegno incessantemente ribadito su tutti i fogli ebraici, co- nonché curatore nel 1934, a quattro mani col purosangue J.W.
me il 20 dicembre 1942 fa The American Hebrew: «Il perché Wise, del volume Nazism, an Assault on Civilization, "Nazismo,
della guerra non è mai stato così chiaro come oggi. È la lotta del- assalto alla civiltà"; nel 1942 presiederà il Committee for a Je-
la concezione di vita ebraica contro la concezione di vita dei non- wish Army, co-fondato per costituire un esercito composto di soli
ebrei. È il modo di vita degli ebrei contro il modo di vivere dei ebrei, in grado di ipotecare la Terra Promessa una volta vinto il
nemici degli ebrei, ciò per cui si combatte oggi in tutto il mon- conflitto mondiale; nel 1946 l'edizione in ebraico del suo libro
do». Impegno esaltato poi anche da Walther Zander in Soviet The Forgotten Ally, "L'alleato dimenticato", edito nel 1943 e vio-
Jewry, Palestine and the West, edito a Londra da Gollancz nel lentemente critico della politica antisionista di Londra, verrà ad-
1947. Ricordato come la metà degli ebrei sovietici, inclusi i dirittura bandito dal Governo del Mandato palestinese. Con tali
membri delle professioni liberali, fossero stati attivi nell'ammini- credenziali, evidente è il filo rosso nelle 80 pagine di The Time is
strazione («oltre un terzo degli ebrei in Russia sono diventati Now!, "Questo è il momento!". Nel libello, «written at fever-
pubblici funzionari», aveva scritto lo Jewish Chronicle il 6 gen- heat, scritto in stato febbrile» e «with absolute candor, in assolu-
naio 1933), Zander continua: «Gli ebrei sfruttarono nel modo più ta franchezza», nonché presentato in copertina come opera impe-
pieno le opportunità loro offerte. Sapevano che in questa guerra ritura, l'Arruolato «ha preso in esame e realisticamente risposto
era in gioco la loro intera esistenza e che se la sconfitta per altri al problema centrale [most vital] del nostro tempo: Se Hitler va
avrebbe significato la schiavitù per loro avrebbe comportato lo fermato prima di giungere al dominio del mondo, cosa deve fare
sterminio. In tal modo si gettarono nella lotta senza quartiere [...] l'America, cosa deve fare ora? [...] Van Paassen ritiene che Hitler
Parecchi generali ebrei compirono un eccellente servizio nel- può essere fermato, e in "Questo è il momento!" segnala i passi
l'Armata Rossa, tra essi il generale Cerniakovskij di Kiev [...] e il che gli Stati Uniti devono fare ora per fermarlo. I suoi moniti
comandante divisionale Jakov Osher Kreiser, uno degli eroi di [recommendations] saranno una bomba per ogni americano».
Sebastopoli [...] "In quanto generale dell'Armata Rossa", disse A prescindere dalle fantastiche considerazioni geopolitiche
questi nel 1942, "e figlio del popolo ebraico giuro di non deporre svolte dal Nostro – amplificazione propagandistica del guerra-

758
fondaismo rooseveltiano al pari del «più serio» America's Stra- lek, e cioè uomini e donne, bambini e adulti; poiché Dio parlò
tegy in World Politics - The United States and the Balance of (Deuteronomio XXV 19): devi annientare il nome di Amalek» –
Power di Nicholas John Spykman – la ragione profonda della si fonda sul più puro odio razzista (egualmente Roosevelt avreb-
mobilitazione viene esplicitata nella premessa: «Benché di recen- be definito, il 21 ottobre 1944, i tedeschi «tragica nazione» e
te abbia intrapreso la stesura di un libro di natura più astratta, mi «razza tedesca»): «Questo agile volume delinea un piano globale
sono visto indotto a interrompere il lavoro quando l'effettiva, ter- per estinguere [extinction] la nazione tedesca e annientare [era-
ribile portata della minaccia nazista all'America mi ha incitato ad dication] dalla terra tutte le sue genti. Contiene inoltre una carta
agire. Oggi sono profondamente convinto che la minaccia alla che illustra il possibile smembramento territoriale della Germa-
nostra sicurezza nazionale e alla pacifica evoluzione delle nostre nia e la ridistribuzione del suo territorio».
istituzioni democratiche non è più qualcosa di remoto o di vago, L'odierna guerra, inizia Kaufman ricalcando il Churchill
o che ancora possa costituire il soggetto di astratte speculazioni primo ministro del maggio 1940 («Non faccio la guerra a Hitler,
sulle conseguenze del crollo di un Commonwealth britannico ma una guerra alla Germania»; nove mesi prima, più virtuoso era
battuto e vacillante. Sono giunto a capire che la minaccia che stato Chamberlain, all'usuale ricerca di una giustificazione «mo-
incombe su noi americani è diretta, e che ci troviamo, proprio rale», asserendo di lottare «non contro il popolo tedesco, ma con-
ora, in un pericolo immediato e mortale. Per questo penso che, se tro il nazismo»), non è infatti «una guerra contro Adolf Hitler. E
l'America deve continuare ad esistere come nazione libera e in- nemmeno è una guerra contro i nazisti. È una guerra di popoli
dipendente, dobbiamo prendere, subito, misure drastiche, eroiche contro popoli, di popoli civili che tendono alla luce contro barba-
e rivoluzionarie. Il che vuol dire che dobbiamo opporci duramen- ri incivili che amano le tenebre. Ai popoli di quelle nazioni che
te, immediatamente e senza indugio al nemico mortale e dichia- sarebbero passate piene di speranza in una nuova e migliore fase
rato di tutto quanto abbiamo caro e sacro, fino a che non sarà di vita, si sono contrapposte le genti di una nazione che tornereb-
annientato. Le ragioni di questo convincimento le ho qui illustra- be entusiasta alle Età Buie. È una lotta tra la nazione tedesca e
te sinteticamente e senza finezze letterarie. Ho usato talvolta il l'umanità. Hitler non è colpevole di questa guerra più di quanto
linguaggio della Bibbia, perché è il linguaggio del popolo ameri- lo fu il Kaiser per la precedente. O Bismarck prima del Kaiser.
cano. Poiché qualche lettore potrà stupirsi del fatto che un uomo Costoro non sono stati gli autori, ma [solo] i capi delle guerre
che fu fermamente contrario alla guerra inciti ora al ricorso alle condotte dalla Germania contro il mondo. Essi non fanno che
armi, dico che ancora giudico la guerra un male supremo e la sua riflettere l'innata, secolare brama della nazione tedesca per la
esistenza sulla terra il risultato del tradimento di Cristo praticato conquista e l'assassinio di massa. L'attuale guerra è condotta dal
dalla cristianità organizzata. Ma non penso che saranno solo la popolo tedesco. È lui il responsabile. È lui che dovrà pagare per
difesa spirituale, le preghiere e le parole a proteggerci dall'assalto la guerra. In caso contrario, ci sarà sempre una guerra tedesca
delle forze che si propongono di oscurare per sempre la cristia- contro il mondo. E con una simile spada perennemente sospesa
nità e la democrazia. Oggi sento che devo fare mie le parole inci- sul capo delle nazioni civili non importa quanto grandi saranno le
se sui muri delle loro prigioni a Nimes dagli ugonotti prigionieri loro speranze, quanto strenui i loro sforzi: nulla accadrà nel per-
ma non domi: "Résistez! Battez-vous! Resistete! Combattete"». seguimento di quelle ferme e solide fondamenta di pace perma-
Quanto al più allucinato aizzatore d'odio, quel Theodor N. nente che esse dovranno stabilire, se vorranno iniziare a costruire
(verosimilmente N = Nathan, anche se Wolfgang Benz deriva un mondo migliore. Perché non basta che non ci siano più guerre
l'iniziale da Newman) Kaufman intimo di Roosevelt e presidente tedesche in concreto; non dovrà esserci nemmeno la minima pos-
dell'American Peace League (!: «ubi solitudinem faciunt, pacem sibilità che ne scoppino. Uno stop definitivo alle aggressioni te-
appellant, dove fanno deserto, lo dicono pace», aveva preannun- desche, non una tregua temporanea, deve essere l'obiettivo del-
ciato Tacito, Vita di Agricola 30), di lui esce, nell'America «neu- l'odierna lotta. Il che non significa un predominio armato [delle
trale» e con l'Olo-Immaginario di là da venire – con tesi quindi altre nazioni] sulla Germania, o una pace con aggiustamenti terri-
freddamente elaborate perlomeno da mesi, e non formulate a ri- toriali, o una speranza fondata su una nazione sconfitta e pentita.
torsione post factum – un libello dall'inequivoco titolo: Germany Tali soluzioni non sono garanzie sufficienti contro altre aggres-
Must Perish, «La Germania deve morire». Per assicurare la mas- sioni. Questa volta la Germania ha imposto al mondo una
sima diffusione del «Book that Hitler Fears, libro che spaventa GUERRA TOTALE. Perciò la Germania deve venire punita con
Hitler», le 98 pagine vengono diffuse in centinaia di migliaia di una PUNIZIONE TOTALE. C'è solo un tipo, uno solo, di Puni-
copie al popolarissimo prezzo di 25 cents. Quanto di più chiaro zione Totale: la Germania dev'essere liquidata per sempre! Asso-
sono gli intendimenti, esplicitati dal compiaciuto battage pubbli- lutamente in concreto, non in teoria [Germany must perish fore-
citario: «Delle migliaia di libri anti-nazisti pubblicati nei pochi ver! In fact – not in fancy!]».
anni passati, Germany Must Perish è l'unico volume che ha pian- «Quotidianamente l'osservazione conferma a noi, e le bombe
tato paura e terrore nel cuore e nell'anima dei nazisti. Questo li- ad altri popoli meno fortunati, la verità che la dottrina tedesca
bro sorprendente [amazing] ha irritato talmente il Dr. Goebbels della forza non si fonda su opportunismi politici od urgenze eco-
che egli lo ha denunciato sulla prima pagina di ogni quotidiano nomiche. La personale brama di guerra dei reggitori della Ger-
tedesco e sull'intera rete radio tedesca! Inoltre, lo stesso quotidia- mania non è che una componente della brama di guerra che ani-
no di Adolf Hitler, in una delirante ed assurda dichiarazione sul ma le grandi masse tedesche. I capi tedeschi non sono isolati dal-
libro, ha sostenuto che a scrivere Germany Must Perish non è la volontà del popolo tedesco, poiché senza di esso non potrebbe-
stato Kaufman, ma il Presidente Roosevelt». ro divenire tali, e neppure esistere. Le ispirazioni personali, le
Il concetto di fondo del libello – la necessità di una «soluzio- motivazioni, perfino l'acquiescenza alle azioni del loro popolo
ne finale» del problema tedesco come raccomandato con l'antica sono un tutt'uno, e tutte tratte dai capi tedeschi dalle profondità
Parola da Maimonide in Sefer mitzvot 73, 2: «Il 188° coman- dell'anima nazionale tedesca. Troppo spesso si è preteso che l'at-
damento è che Dio ci ha ordinato di cancellare il nome di Ama- tuale assalto tedesco al dominio del mondo fosse unicamente un

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3 rifatte 16-07-2008 17:07 Pagina 3

da: Theodore Nathan Kaufman, Germany Must Perish!, pp.2 (indice), 88 e 97


gangsterismo da strada organizzato e praticato su scala nazionale, studia le mappe, misura gli angoli e traccia con compiaciuto zelo
derivante in particolare dalle classi inferiori, feccia della Germa- le frontiere. Per lui, amare il proprio paese vuol dire disprezzare,
nia. Tale visione non è suffragata dai fatti, perché la stessa bra- schernire e offendere ogni altro paese. I tedeschi sono capaci di
ma, la stessa forza bruta che i tedeschi spiegano oggi sotto la poco, solo di odiare e mentire, anche a se stessi. Si immischiano
guida della cosiddetta "classe inferiore nazista", essi hanno e- nelle faccende altrui, ficcano il naso in questioni che non li ri-
gualmente spiegato nel 1914, in un'epoca in cui il paese era gui- guardano, criticano ogni cosa, spadroneggiano su ogni cosa, ab-
dato dalle "classi superiori" e dagli "elementi più nobili", gli bassano e distorcono ogni cosa. Che pena che ventitré secoli do-
Junker. E un gran numero di intellettuali tedeschi, un'altra "classe po Socrate e Platone, due millenni dopo Cristo, la voce di simili
superiore" tedesca, siede nel Reichstag. uomini risuoni ancora nel mondo, peggio ancora che venga a-
«No! Il problema del germanesimo non possiamo lasciarlo scoltata e peggio infine di tutto che qualcuno le creda! Per loro
alla prossima generazione. Il mondo non dovrà essere nuova- un paese è un organismo segregato, e ammettono che si possa
mente angariato e torturato sulla ruota tedesca. Nostro è il pro- vivere e respirare in una atmosfera di arrogante disprezzo per i
blema, nostra la soluzione! Il mondo ha imparato, con una cono- vicini. Concepiscono il loro paese come un centro permanente di
scenza nata da tragedie troppo numerose, troppo orribili da esse- dissoluzione, un mostro divorante e insaziabile, un animale da
re rammentate, che quali che siano i capi o le classi che guidano preda la cui unica funzione è il saccheggio. Quanto non possie-
la Germania, questo paese scatenerà sempre la guerra contro il dono, è stato loro rubato. L'universo appartiene a loro di diritto.
mondo, perché la forza che spinge i tedeschi è un componente Chiunque tenti di fuggire la loro tirannia è un ribelle».
inseparabile dell'anima collettiva di questa nazione. Vero è che, Ecco quindi la soluzione, radicale: l'allegata carta d'Europa,
un tempo, l'anima avrebbe potuto essere foggiata in altro modo. progenie d'innumeri piani anteguerra del massonismo franco-
Ma il momento fu nei cicli dell'incivilimento, migliaia di anni fa. anglo-russo-serbo-ceco-polacco tracciati da mezzo secolo, è
Oggi è troppo tardi. Noi lo sappiamo. Gli uomini del 1917, no. chiara. Il Reich è scomparso; non frantumato come i Tre Grandi
Non avevano un precedente sul quale basare la propria esperien- avrebbero deciso a Teheran, Yalta e Potsdam, ma proprio lette-
za. Oggi, noi non abbiamo scuse. I loro vani sacrifici e i loro inu- ralmente scomparso: Berlino è diventata polacca, Monaco fran-
tili sforzi devono oggi dettarci le nostre azioni e decisioni. Oggi cese, Amburgo olandese, Lipsia e Vienna ceche, danese è l'intero
stiamo pagando per la mancanza di esperienza della passata ge- Schleswig-Holstein, il Belgio giunge al Reno; persino la Svizze-
nerazione nel trattare i popoli della nazione tedesca. Quando e se ra, la mite Svizzera, occupa l'Allgäu e il Vorarlberg. Questo per
giungerà per noi il momento di dover decidere e agire, non ripe- il territorio. Quanto al popolo ribelle, è da ingenui pensare che
teremo i loro errori. Il costo sarebbe troppo alto; non solo per noi, basti abbattere il «nazismo» e instaurare un governo democratico
ma per ogni futura generazione [...] Nel 1917 i soldati americani, senza agire sul sostrato biologico; o che basti frammentare il pa-
come quelli di ogni altra grande nazione, furono costretti ad uc- ese in piccole entità autonome; è illusorio pensare che basti rie-
cidere i nemici a milioni. Per cosa? Pensiamo di essere costretti a ducare le giovani generazioni; e altrettanto che basti tenere quella
uccidere di nuovo? Le guerre, invero, vengono vinte uccidendo, nazione sotto il controllo permanente di una forza di polizia in-
non morendo. E di nuovo, per cosa? Un altro inganno? Ingannare ternazionale: «Perfino se tale gigantesca impresa fosse fattibile,
i nostri soldati diverrà costume nazionale? Perché, chiaramente, la vita stessa non lo permetterebbe. Come la guerra genera la
combattere ancora la Germania in difesa della democrazia sen- guerra, l'oppressione genera la ribellione. Orrori impensati ne
za pensare di annientare tale paese sarebbe, anche se la Germa- nascerebbero. Ed allora vediamo che non esiste via di mezzo;
nia perdesse la guerra, una vittoria tedesca. Combattere, vincere nessun patteggiamento, nessun compromesso o transazione, nes-
e questa volta non finire per sempre il germanesimo sterminando sun accomodamento politico o economico. Non esiste, alla fine,
completamente questa gente [To fight, to win, and not this time altra soluzione che questa: la Germania deve sparire per sempre
to end Germanism forever by extermining completely people] dalla faccia della terra! [that Germany must perish forever from
che diffonde la sua dottrina, vuol dire annunciare lo scoppio di this earth!] E questo, fortunatamente, come tosto vedremo, non è
un'altra guerra tedesca entro una generazione». un problema difficile da risolvere».
«Non ci serve condannare i tedeschi. Si condannano da sé. Aprendo il settimo capitolo «Death to Germany», il Pianifi-
Perché basta leggere e ascoltare quanto scritto e detto dai soli catore raccomanda infatti, «to achieve the purpose of German
tedeschi; osservare quanto fatto dai soli tedeschi; sopportare le extinction, per conseguire lo scopo di estinguere la nazione tede-
sofferenze e i disastri causati dal solo popolo tedesco nel perse- sca», di sterilizzare 48 milioni di persone, cioè quelle in grado di
guimento dei suoi ideali megalomaniacali e nelle sue aspirazioni procreare (i maschi sotto i 60 anni e le donne sotto i 45), sui 70
demoniache, basta questo per realizzare che sono i tedeschi stessi milioni di abitanti che conta il paese, esclusi i territori annessi o
a decretare, quasi ad esigere di essere ostracizzati dal resto del- conquistati: «Questo metodo, noto alla scienza come steri-
l'umanità [that it is the Germans themselves who decree, almost lizzazione eugenetica, è subito praticabile, è umano e preciso. La
demand, their ostracism from their fellowman]. Hanno perso il sterilizzazione è divenuta cosa scientifica, il miglior mezzo per
desiderio di essere esseri umani. Non sono che bestie; e come liberare la razza umana dai suoi disadattati: il degenerato, il paz-
bestie andranno trattati [...] I tedeschi sono un popolo detestabile. zo, il criminale ereditario».
Pensano e sognano solo imbrogli. La loro gioia più grande consi- La sterilizzazione non va confusa con la castrazione, è ope-
ste nel trovare difetti agli altri, strillare e minacciare. Sventolano razione semplice e sicura, innocua e indolore, che non mùtila né
braccia come mazze ferrate; invece del normale linguaggio uma- desessualizza [neither mutilating nor unsexing]: «Si prendano ad
no le loro bocche emettono rombi d'artiglieria e clangore d'ac- esempio 20.000 chirurghi e si ipotizzi che ognuno di essi possa
ciai; la loro vita è un'esplosione infinita. Il tedesco non vive sulle compiere quotidianamente almeno 25 operazioni: non oc-
alture; evita la luce, e dal suo covo rubacchia nozioni qua e là per correrebbe più di un mese per portare a termine tale compito [...]
rabberciare trattati, esercita la sua maligna influenza sui giornali, Poiché la sterilizzazione delle donne richiede più tempo, si può

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invece valutare che l'intera popolazione femminile tedesca possa nientamento della Germania [with Germany's extinction]»),
venire sterilizzata in tre anni o anche meno». Tale misura, asso- 7. vietare gli spostamenti dei civili fuori delle rispettive zone
ciata ad un prevedibile tasso di mortalità del 2%, quindi con una finché non sia stata completata l'opera di sterilizzazione,
scomparsa annua di un milione e mezzo di persone, condurrebbe, 8. chiudere la popolazione nelle zone: i vinti non solo saran-
nell'arco di due sole generazioni, ad annientare ogni goccia di no soggetti all'obbligo di apprendere le lingue dei popoli padroni
sangue tedesco, cosa positiva per non solo per i tedeschii, ma per e a cessare entro un anno la pubblicazione di nuovi libri in tede-
l'intera umanità: «La conseguente graduale scomparsa dei tede- sco, ma verranno proibiti l'insegnamento del tedesco, la diffusio-
schi dall'Europa non avrà alcuna conseguenza negativa per quel ne di libri e riviste, le trasmissioni radio e le scuole di lingua te-
continente, così come non l'ha avuta per l'America la graduale desca (a prescindere dalla «misera» fucilazione di 242 «collabo-
scomparsa dei pellirossa». razionisti» e dalle decine di migliaia di provvedimenti carcerari e
«Circa 70 milioni di tedeschi restano nel cuore d'Europa. di divieto professionale, tale misura di denazionalizzazione sa-
Nessuna persona seria ne chiede lo sterminio», scriverà invece, rebbe stata esemplarmente applicata dal governo belga nella «ri-
nel luglio 1945, il trio Gerhart Eisler, Albert Norden (già autore, tornata» enclave di Eupen-Malmedy: imposto il francese e proi-
nel 1942, di The Thugs of Europe) e Albert Schreiner; e, in effet- bita la pratica pubblica e l'insegnamento del tedesco, fino al 1956
ti, talmente insolito suona oggi il progetto castratorio, che Ri- i risorti «belgi orientali» possono uscire dalla zona solo con per-
chard Breitman finge di non credervi: «Durante il 1941 i nazisti messi speciali, mentre solo nel 1963 viene riammesso nelle scuo-
avevano tra l'altro accusato pubblicamente gli ebrei americani le lo studio del tedesco e nel 1989 il suo uso nei processi; nulla di
d'aver progettato di sterilizzare tutti i tedeschi d'età inferiore ai diverso da quanto rozzamente auspicato il 17 novembre 1942
sessant'anni, sicché qualunque punizione assegnata a quell'etnia dalla cosiddetta «Anna Frank»: «Si prega parlar sempre piano;
sarebbe apparsa giustificata. L'accusa, per quanto stravagante sono ammesse tutte le lingue civili, e quindi non la tedesca»),
possa apparire, ebbe qualche effetto [«La diceria pare fosse tratta 9. una eccezione all'obbligo della sterilizzazione potrebbe
da un libro di Theodore Kaufmann, Germany Must Die», postilla essere possibile nei confronti di quei pochi tedeschi i cui parenti
in nota 36/X e poi... due "n" nel cognome e "Die" invece di "Pe- sono cittadini delle nazioni vincitrici, alla condizione che questi
rish", ma suvvia!]», lanciando l'ultimo veleno attraverso il freu- ultimi si assumano «la responsabilità finanziaria per farli emigra-
dismo: «A volte la condotta che i gerarchi attribuivano agli ebrei re e sostentarli e la responsabilità morale per gli atti compiuti».
era l'immagine di ciò che gli ideologi nazisti intendevano fare L'ambasciata tedesca invia tosto a Berlino copie del libello,
agli stessi ebrei, un fenomeno che gli psichiatri chiamano proie- poi diffuso in ampi stralci da radio e stampa. Dopo avere decreta-
zione». Più in dettaglio occorre, secondo il buon TNK: to a ritorsione l'obbligo per ogni ebreo (definito come avente
1. disarmare e asportare dalla Germania ogni armamento, quattro o tre nonni ebrei), a partire dai sette anni – ma l'olo-
pesante come leggero, scampato ex terrorista Dov Shilansky, poi presidente knesse-
2. mettere sotto sorveglianza tutte le aziende e l'industria tiano, il 5 ottobre 1952 dice di conservare la camiciola «stellata»
pesante, di un bimbo di un anno, rinvenuta nel ghetto di Siauliai, sua città
3. suddividere l'esercito in gruppi, individuarne e concen- natale! – di portare sul vestito una stella gialla a sei punte bordata
trarne reparti in zone off limits e sterminarli sommariamente, di nero e con la scritta «Jude», immediato è il richiamo alla resi-
4. raggruppare la popolazione civile in zone separate e steri- stenza totale: «Popolo tedesco! Ora sai cosa ti hanno destinato i
lizzarla, tuoi eterni nemici. Contro i loro progetti di sterminio c'è solo un
5. suddividere il resto dell'esercito, a sterilizzazione comple- mezzo: Vincere! La lettura di questo criminale progetto ebraico
tata, in battaglioni del lavoro da usare nella ricostruzione delle contro il popolo tedesco deve temprare la tua forza e rafforzare la
città che hanno distrutto, tua volontà, indirizzandola unicamente alla vittoria. Torna ora
6. frantumare e ripartire la Germania tra le potenze vincitrici alle armi, all'aratro, all'officina e alla scrivania. La parola d'ordi-
(«L'allegata cartina dà qualche idea del possibile riaggiustamento ne suona: combattere, lavorare, vincere!» (in Wolfgang Diewer-
delle terre che potrebbe essere fatto in parallelo con l'an- ge, 1941; vedi anche Heinrich Goitsch, 1944).

L'obbligo per gli ebrei tedeschi di portare sul vestito la stella gialla viene imposto dalla Polizeiverordnung del ministro degli Interni del
1° settembre 1941, in vigore dal 15. In Olanda e Francia, rispettivamente dal 2 aprile e dal 29 maggio 1942, le scritte sono «Jood» e
«Juif». Nel Generalgouvernement il segno era stato adottato dal 23 novembre 1939: fascia bianca con stella azzurra da portare sulla ma-
nica destra. Dall'obbligo di identificazione con stella gialla, e poi dalla deportazione ad Est, sono esclusi gli ebrei con coniuge non-ebreo,
i non-cittadini del Reich, gli ultrasessantacinquenni, quelli tra i 55 e i 65 anni di salute cagionevole, gli addetti a lavori strategici, i Mi-
schlinge di I grado, i feriti e mutilati della Grande Guerra e gli insigniti della Croce di Ferro di Prima Classe o altre decorazioni al valore.

E che non si tratti soltanto delle fantasticherie di un pazzoide il Piano Morgenthau o il criminale comportamento adottato nel
intriso di odio, ma di una filosofia coralmente approvata e gusta- dopoguerra nei confronti dell'intera nazione tedesca, ma anche le
ta dall'intero establishment statunitense, lo dimostreranno non più immediate reazioni del Paese di Dio.
solo l'incrudimento dei bombardamenti a tappeto, il ripetuto I commenti dei giornali sono, infatti, cachinni al progetto.
compiacimento di Roosevelt (dopo varie espressioni pre-belliche Semplicemente estasiato il Time: A Sensational Idea!, «Un'idea
vedi, il 19 agosto 1944: «Dobbiamo o castrare il popolo tedesco sensazionale!». Più compassata la Washington Post: A Provoca-
o trattarlo in maniera tale che non possa più generare uomini che tive Theory Interestingly Presented, «Una teoria provocatoria
vogliano seguitare nel vecchio spirito» in privato, il buon FDR, presentata in maniera interessante». Fidente il New York Times:
assecondato dal ministro dell'Interno Harold Ickes, schizza persi- A Plan for Permanent Peace Among Civilized Nations, Incorag-
no un apparecchio per compiere più agevolmente le castrazioni), giante il Philadelphia Record: Frankly Presents the Dread

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Background of the Nazi Soul, «Illustra correttamente lo spaven- data o i modelli comportamentali, cosicché avrebbero potuto en-
toso retroterra dello spirito nazi». trare in gioco nuove influenze". I sostenitori dell'annientamento
E, come testimoniato dal lavorio intorno al Piano Morgen- mediante bombardamento si proposero non solo di distruggere
thau (le cui prime stesure prevedono l'esecuzione tout court, pre- l'autorità politica o militare, ma anche di privare i tedeschi co-
via identificazione da parte un generale «alleato», degli «Ar- muni dei "simboli di status" e, di conseguenza, di ogni preceden-
chcriminals» politici, dei capi militari e dell'intero Stato Maggio- te acquiescenza nei confronti della politica nazionale di aggres-
re, incarnazione del bieco «militarismo prussiano»), dall'incita- sione. "Sembra certo ipotizzare che la maggior parte dei tedeschi
mento rooseveltiano del 19 agosto 1944 e da mille altri pratici troverà difficile in futuro pensare la guerra in termini romantici
eventi, i suggerimenti di Kaufman fanno scuola. Del resto, fin dal come massima gloria della super-razza", sostennero i fautori del-
1913 il buon massone Clemenceau dit «il Tigre» aveva auspica- l'annientamento. I sostenitori della strategia di "punizione e pri-
to: «Ci sono al mondo venti milioni di tedeschi di troppo» (preci- vazione" avevano il potente appoggio delle massime cariche go-
samente, a pag.300 del volume L'Allemagne ennemie di Jeanne e vernative. Per l'intero primo periodo di guerra fu lo stesso presi-
Frédéric Régamey: «Il y a en Europe vingt millions d'Allemands dente Roosevelt a respingere con estrema fermezza il concetto
de trop»), mentre a ruota, l'11 febbraio 1922 sul weimariano Der che il popolo tedesco avrebbe potuto essere trasformato senza
Türmer, "Il guardiano della torre", l'ebreo Isaak Sallbey non si ricorrere a misure così drastiche. In gioventù Roosevelt aveva
era tenuto dal consigliare: «La razza tedesca dev'essere annienta- passato più di un periodo in Germania e, nella primavera 1891,
ta, non c'è alcun dubbio». era stato inviato dai genitori in una scuola tedesca, dove aveva
«Mai prima di allora» – commenta Ron Robin, docente di sperimentato di persona l'onnipervadente militarismo della socie-
Storia ad Haifa, illustrando l'impatto dell'atteggiamento dei pri- tà tedesca. Nei suoi brevi studi il novenne Roosevelt aveva sop-
gionieri tedeschi verso i buoni yankee, tesi a rieducarli alla de- portato corsi obbligatori di lettura delle mappe e di topografia
mocrazia con l'indottrinamento scolare – «gli americani avevano militare, oltre ad un'interpretazione strettamente nazionalistica
preso coscienza di tale mostra di ostilità, di tali attacchi rabbiosi della storia, cose tutte che gli lasciarono impressioni sfavorevoli.
[vicious] alla loro civiltà [way of life, «modo di vita»]. La visione Era uscito da tale esperienza di vita con una concezione sfavore-
del mondo fascista appariva intrattabile e assolutamente refratta- vole del carattere nazionale tedesco.
ria a correggersi; il concetto di persuasione razionale legata alla «Roosevelt accettò prontamente il consiglio del suo intimo e
scuola come strumento di diplomazia sembrava inutile. Sembra- ministro del Tesoro, Henry Morgenthau, di considerare la que-
va esservi poca speranza per un approccio di riscatto [redem- stione tedesca come un problema di patologia, l'unica soluzione
ptive] alla politica globale. Profeticamente, quando la prima on- essendo lo sradicamento della società tedesca seguito da una ri-
data di prigionieri di guerra tedeschi raggiunse gli Stati Uniti, costruzione dalla base [...] Il presidente respinse categoricamente
l'Amministrazione Roosevelt scartò il consiglio di usare tali pri- la strategia alternativa proposta dal Segretario di Stato e dal mi-
gionieri per qualcosa che oltrepassasse la necessità di risolvere la nistro della Guerra. Costoro avevano sollecitato una politica che
crisi del lavoro agricolo nelle fattorie. Illuminare ed educare tale distinguesse i nazisti dai tedeschi comuni i quali, secondo la loro
popolazione nemica in rapido aumento sembrava inutile, in so- interpretazione, erano stati forzati a collaborare col nazismo. Le
stanza una perdita di tempo [complessivamente, i POW tedeschi loro proposte trovarono orecchie sorde. Roosevelt e gli altri criti-
furono 378.898, gli italiani 51.455, i giapponesi 5435; dei 2827 ci dell'approccio morbido alla Germania si sforzarono di evitare
tentativi di fuga, 2222 furono messi in atto dai tedeschi, 604 da- quanto consideravano essere stato il maggiore errore nel 1918.
gli italiani e uno dai giapponesi, con una quota quindi di 0,5 per Sotto la guida del presidente Wilson, gli Stati Uniti avevano allo-
mille per i tedeschi e dell'1,2 per gli italiani]. Il nemico sembrava ra sostenuto approcci diversi nei confronti del popolo tedesco e
troppo accanito, e il conflitto tra le civiltà troppo profondo; non dei suoi capi. Gli Alleati della Grande Guerra non avevano piani-
sembrava esserci speranza per forme di riconciliazione. ficato una ristrutturazione della società tedesca dai suoi fonda-
«Al contrario, gli Stati Uniti e i loro alleati progettarono di menti, al di là cioè della frantumazione della classe dominante,
distruggere fisicamente l'infrastruttura fascista, per rendere asso- che aveva spinto in guerra una nazione tedesca supposta recalci-
lutamente impossibile al nemico il persistere nella sua visione del trante. Secondo la visione wilsonica, l'eliminazione della cricca
mondo. La strategia americana nei primi anni di guerra non pre- imperiale avrebbe automaticamente portato a introdurre un'inte-
vide di fare differenze tra i vari gruppi della popolazione tedesca, laiatura di democrazia che, a sua volta, avrebbe incoraggiato il
né tra quelli di élite né tra i prigionieri. Una premessa fondamen- popolo tedesco, sostanzialmente positivo, a gestire da sé il pro-
tale dello sforzo di guerra americano fu che l'annientamento tota- prio destino. Nei primi anni Quaranta c'era poca tolleranza, nella
le [the unmitigated annihilation] avrebbe tolto alla nazione tede- Stanza Ovale, per la riabilitazione del popolo tedesco secondo
sca, una volta per tutte, la distruttiva illusione di onnipotenza. concezioni wilsonice. La "teoria dell'accidente" – l'ipotesi che
"La sconfitta assoluta attraverso la resa incondizionata e la di- una casuale cattiva sorte avesse messo per due volte il destino di
struzione totale era quanto importava", nota lo storico Lothar un popolo tedesco sostanzialmente positivo nelle mani di una
Kettenacker nel suo saggio sulla politica alleata. "Nessuno spazio oligarchia megalomaniaca che governava il popolo contro la sua
andava lasciato per la nascita di un'altra leggenda di pugnalata- volontà – non trovava credito tra i più stretti collaboratori del
alle-spalle, che avrebbe permesso la sopravvivenza del mito di presidente. Le idee di Roosevelt sull'incorreggibile natura dei
invincibilità militare". tedeschi e il suo rifiuto della rieducazione erano appoggiati da
«L'arma più importante di tale politica fu la campagna di una gran mole di ricerche scientifiche, talune sponsorizzate dal
bombardamento strategico. Il razionale psicologico per il bom- governo, talune del tutto accademiche».
bardamento strategico – un eufemismo per intendere la distruzio- Del tutto ovvio, quindi, che due delle massime dichiarazioni
ne metodica e indiscriminata dell'infrastruttura civile del nemico politiche per l'inveramento dei concetti di eradicazione e riedu-
– fu che il "grave shock" avrebbe "demolito l'attitudine consoli- cazione della psiche tedesca, poi sostanziati dall'Unconditional

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Surrender di Casablanca, provengano, già nel 1942, 1941 quale assoluta priorità della produzione bellica – sciamano
1. dall'annuale messaggio di Roosevelt al Congresso: «There nei cieli sganciando indiscriminatamente i loro carichi di morte
has never been – there can never be – successful compromise su Colonia e Aquisgrana, il Gabinetto di Guerra di Churchill
between Good and Evil. Only total victory can reward the cham- (come detto, di madre ebrea), presenti John Anderson, Clement
pions of tolerance, and decency, and faith, Non c'è mai stato, né Attlee, Lord Beaverbrook, Ernst Bevin, Anthony Eden (indivi-
mai ci sarà, un compromesso riuscito tra il Bene e il Male. Solo duo in parte ebreo, scrive Cincinnatus, dotato di moglie ebrea,
la vittoria totale premierà i campioni della tolleranza, del vivere aggiungono W.R. Frenz e Paul Ferdonnet, il quale Ferdonnet poi
civile e della rettitudine» (6 gennaio) e, alla fine dell'anno, non solo ne dà ebreo, come detto, il primo cugino William Wi-
2. da un radiomessaggio del suo vicepresidente Henry Wal- seman, ma riporta che la moglie è la sorella di Ida/Ivy Theresa
lace: «I tedeschi devono imparare a disimparare tutto ciò che Low, moglie del commissario agli Esteri sovietico Litvinov),
hanno appreso [The German people must learn to un-learn all Arthur Greenwood e Kingsley Wood, indirizza ai capi militari,
that have been taught] non solo da Hitler ma anche dai suoi pre- infrangendo ogni norma di diritto bellico, precise istruzioni per
decessori negli ultimi cento anni, da tanti dei loro filosofi e do- cui «bersaglio degli attacchi del Bomber Command contro la
centi, discepoli del sangue e del ferro [...] Noi dobbiamo disedu- Germania non dovranno essere le industrie o altri obiettivi milita-
carli e rieducarli alla democrazia [...] L'unica speranza per l'Eu- ri, bensì il morale della popolazione civile nemica, soprattutto dei
ropa resta un cambio di mentalità da parte del tedesco. Deve im- lavoratori dell'industria».
parare ad abbandonare l'idea secolare di essere una razza padrona Lo stesso giorno il Maresciallo dell'Aria Charles Portal, capo
[He must be taught to give up the century-old conceprtion that he di Stato Maggiore RAF, ordina ancora più esplicitamente di fare
is a master race]» (29 dicembre). terra bruciata delle città tedesche, tralasciando gli specifici obiet-
Lo sterminio del nemico, solo attraverso il quale sarebbe sta- tivi militari per rivolgersi prioritariamente, deliberatamente ed
to possibile giungere a un radicale mutamento della psiche tede- anzi unicamente contro quelli civili: «In riferimento alle nuove
sca – tutti colpevoli, militari e civili, uomini e donne, vecchi e regole sui bombardamenti: io credo sia chiaro che i punti di mira
bambini: la guerra non è contrapposizione tra forze nemiche in devono essere le aree edificate, non, ad esempio, i dock o le fab-
armi o tra popoli dotati di similari e contrapposti interessi o di briche aeronautiche, nel caso siano menzionati. Questo deve es-
eguali diritti e doveri, ma conflitto mortale fra popoli buoni ed sere reso evidente, se non è stato ancora compreso» (altro, quin-
«eletti» e popoli malvagi e «dannati», Giudizio di Dio! – era pe- di, che la pietosa discolpa del sottosegretario J.M. Spaight nel
raltro già entrata in fase attuativa nel febbraio 1942 con la piani- 1944 in Bombing Vindicated: «Non è possibile tirare una linea
ficazione britannica dei bombardamenti a tappeto sulle città tede- che separi la popolazione civile dai combattenti»!).
sche. Del resto, fin dal 10 maggio 1940, dimissionato Chamber- Otto giorni dopo viene posto a capo del Bomber Command il
lain e divenuto capo del Governo, Churchill aveva rigettato gli Maresciallo dell'Aria Arthur Travers Harris – lo stragista dei ci-
ammonimenti tenuti ai Comuni dal predecessore il 21 giugno vili di Dakka, Jalalabad e Kabul nella terza guerra afghana nel
1938 («In primo luogo è contro il diritto internazionale bombar- 1919, lo stragista dei civili della rivolta irachena del 1922, con
dare i civili in quanto tali ed eseguire attacchi volontari contro la l'uso anche di bombe a gas ed a tempo, attive non al momento
popolazione civile. È indubbiamente una violazione del diritto dell'impatto, ma anche ore dopo sganciate – definito da Portal
internazionale. In secondo luogo, i bersagli ai quali si mira dal- «l'uomo giusto al posto giusto», colui che sarebbe stato presto
l'alto devono essere legittimi obiettivi militari e bisogna essere detto dai suoi stessi equipaggi the Butcher, il Macellaio, e che nel
capaci di identificarli. In terzo luogo, bisogna avere una ragione- 1948 avrebbe scritto nelle sue memorie, papale papale: «La di-
vole attenzione nell'attaccare questi obiettivi militari in modo che struzione degli impianti industriali fu sempre per noi una specie
non venga bombardata per trascuratezza una popolazione civile di premio speciale. Il nostro vero bersaglio fu sempre il cuore
nelle vicinanze») e ripreso i piani stilati dallo Stato Maggiore nel delle città» (a tal punto gli inglesi saranno grati all'Assassino che
1935, pianificando la guerra totale contro i civili (senza por tem- nel 1986 emetteranno in suo onore un francobollo, mentre nel
po, la stessa notte aveva inviato a bombardare Mönchenglad- 1993, a mezzo secolo dal conflitto, gli alzeranno, plaudenti go-
bach), chiarendo l'8 luglio: «Una cosa ci permetterà di ricacciare verno, Corona e inaugurante la Regina Madre, un monumento;
e piegare il nemico: una guerra aerea illimitata che distruggerà similmente, il 12 novembre 1997 le poste avranno l'impudenza di
tutto, condotta con bombardieri ultrapesanti dalla Gran Bretagna festeggiare la morte di 1204 marinai della corazzata Tirpitz, con
contro il territorio tedesco. Dobbiamo sopraffare il nemico con l'annullo «Sinking of the Tirpitz 53rd Anniversary»).
questo, non vedo altre soluzioni», ribadendo già il 16 luglio a Ma se Portal e Harris – nonché il Maresciallo dell'Aria sir
Hugh Dalton, ministro dell'Economia Bellica: «And now set Eu- Arthur Tedder, il cui consigliere scientifico è l'ebreo Solomon
rope ablaze!, E ora mettete a fuoco l'Europa!» (identica strategia «Solly» Zuckerman, ideatore tra l'altro del piano per lo smantel-
contro l'Italia la vanterà in una lettera a Roosevelt il 18 novembre lamento del sistema dei trasporti ferroviari italiano, cui dal 19
1942, sostenendo che «tutti i centri industriali dovrebbero essere marzo al 12 maggio 1944 segue nell'Italia Centrale l'«Operazione
intensamente attaccati, dovendosi fare ogni sforzo per renderli Strangle» con una media di 75 interruzioni di linea giornaliere, e
inabitabili e per terrorizzare e paralizzare la popolazione»). del Transport Plan o Desert Rail, vale a dire della distruzione
Il 14 febbraio 1942, mentre i bombardieri pesanti – ripetia- sistematica di 37 nodi ferroviari della Germania occidentale, del
mo, appositamente ideati e impostati fin dal 1935 (come del resto Belgio e della Francia settentrionale, lanciata il 6-7 marzo 1944
negli USA, che in guerra progetteranno unicamente l'A-26 Inva- (oltre che di Churchill, Zuckerman, imparentato attraverso la
der, essendo già stati ideati in tempo di pace i Liberators Conso- moglie Joan col casato dei Reading e Isaacs, resterà il principale
lidated B-24 e le Fortezze Volanti Boeing B-17, cui sarebbero consigliere, per il settore armamenti, dei primi ministri Harold
presto seguite le Superfortezze Boeing B-29) per tale tipo di Macmillan conservatore e Harold Wilson laburista, tanto da ve-
guerra a strage delle popolazioni civili, e approvati l'11 settembre nire conosciuto come il «burattinaio segreto di Whitehall», ve-

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nendo fatto Pari e poi Lord of Burnham Thorpe) – sono i princi- tacco aereo "va diretto contro il morale della popolazione civile
pali criminali operativi e i sunnominati politici i principali crimi- con l'obiettivo di disorganizzare a tal punto la normale vita quo-
nali ministeriali, dietro loro si cela l'eminenza ideativa della spor- tidiana da rendere impossibile la continuazione del conflitto. Per
ca faccenda, la mente del genocidio compiuto attraverso il terro- ottenere questi risultati occorre colpire soprattutto obiettivi all'in-
rismo aereo, in cosciente violazione dell'art.24/III delle Conven- terno di areee urbane densamente popolate"». Nulla di scandalo-
zioni dell'Aja: l'ebreo Frederick A.L. Lindemann, che per tali so, del resto: già l'anno prima – e il «mostro» Hitler non era an-
meriti verrà fatto Lord Cherwell. cora comparso! – l'esponente conservatore Stanley Baldwin, fu-
Invero, qualche merito lo porta anche il puro inglese sir turo primo ministro, dopo avere innalzato ai Comuni un peana al
Hugh Trenchard, capo di Stato Maggiore della RAF, che nel bombardamento strategico, aveva pubblicamente affermato, in
memorandum del 2 maggio 1928 al Sottocomitato per gli Obiet- tranquilla coscienza, che «l'unica difesa è l'offesa, e ciò significa
tivi di Guerra della RAF aveva suggerito l'identica strategia ter- che per salvarci saremo costretti ad uccidere un maggior numero
roristica per provocare, più che danni materiali, la demoralizza- di donne e bambini più velocemente del nostro nemico».
zione del nemico (al contempo oltreoceano, a pianificare la guer- Ma torniamo a Lindemann. Nato nel 1886 nella cittadina di
ra aerea totale dell'altro Paladino del Bene è il generale William Baden Baden ove soggiornava la madre per cure termali (sarà
L. «Billy» Mitchell, che fin dal 1923 assegna ai bombardieri an- forse per questo che A.C. Grayling lo dice, pudicamente, «il pro-
che il compito di avvelenare mediante gas le falde acquifere e i fessore di origini alsaziane»?), il nostro ebreo, docente di fisica
terreni coltivati del nemico; egualmente, ben prima della «ag- sperimentale ad Oxford e futuro supercriminale – o meglio, à la
gressione» di Pearl Harbor il generale George C. Marshall, capo Nuremberg, futuro major Jew-Anglo-Demo War Criminal: gli
di Stato Maggiore dell'esercito e futuro Nobel per la Pace, non USA sono rappresentati dal criminale TNK e l'URSS da Ilja E-
solo fa approntare, ricorda Stephen Shalom in V-J Day: Re- renburg suoi confratelli, seconda troika assassina dopo quella
membering the Pacific War in Z Magazine luglio-agosto 1995 e HoreBelisha-Blum-Litvinov – «uomo di talento non comune e
conferma Giuseppe Federico Ghergo (III), piani per «attacchi dall'ego smisurato» (così Walter Boyne), è l'eminenza grigia,
incendiari volti a devastare le strutture lignee delle brulicanti città l'anima nera di Churchill, che in The Second World War così lo
giapponesi», ma nella conferenza stampa segreta del 15 novem- ricorda: «Lindemann era già un vecchio amico, lo avevo cono-
bre 1941 riservata ai sette più importanti giornalisti americani sciuto alla fine della precedente guerra [...] La nostra amicizia
non si trattiene dal vantarsi: «Se ci sarà la guerra con i giapponesi divenne assai più intima dal 1932 in poi ed egli di frequente ven-
noi la combatteremo spietatamente. Subito le Fortezze Volanti ne da Oxford a Chartwell per rimanere in mia compagnia. Nelle
saranno mandate a incendiare le città carta del Giappone. Non ci prime ore del mattino usavamo discorrere dei pericoli che sem-
saranno esitazioni nel bombardare i civili e sarà fatto con tutti i bravano addensarsi attorno a noi. Lindemann divenne il mio
mezzi»). Del resto, è a lui, comandante dell'aviazione militare, principale consigliere per quanto riguardava gli aspetti scientifici
che nel settembre 1918 il ministro per l'Aviazione, sottolineando della guerra moderna, particolarmente nel campo della difesa
che le bombe incendiarie potrebbero essere usate nel modo più aerea, e per i problemi che comportavano statistiche di qualsiasi
vantaggioso contro vecchi quartieri molto infiammabili piuttosto genere. Questa associazione simpatica e feconda continuò du-
che contro obiettivi militari, aveva indirizzato l'esortazione: rante la guerra» e «era il mio amico fidato e confidente da ven-
«Non starei a pretendere troppa precisione nel bombardamento t'anni» (altro intimo consigliere dell'Ubriacone è il banchiere su-
di stazioni ferroviarie situate nel centro delle città. I tedeschi so- persionista Henry Strakosch, che vincola il Nostro con più con-
no sensibili allo spargimento di sangue e io non avrei nulla in crete modalità: nel 1938, ad esempio, salvandolo dalla bancarotta
contrario a qualche incidente dovuto all'imprecisione. Mi piace- con un «prestito» di 150.000 sterline, equivalenti a dieci milioni
rebbe molto se tu potessi dare l'avvio a un incendio in grande di dollari dell'anno 2000).
stile in una delle città tedesche». Spinto da irrefrenabile odio antitedesco, nel dopoguerra Lin-
«Al presente la precisione non è granché, e tutti i piloti [già] demann – del quale lo scrittore Alex Natan noterà: «Col tempo la
depongono le loro uova semplicemente nel centro delle città», totale distruzione della Germania divenne per lui una vera osses-
aveva risposto Trenchard. La visione del quale, rilevano Marco sione» – verrà definito da sir Charles Snow in Science and Gou-
Gioannini e Giulio Massobrio, nel corso degli anni Venti e nei vernement, edito nel 1961, un essere pervaso «da un impulso sa-
primi anni Trenta incontra molti consensi nei circoli politici e dico profondamente radicato [...] che lo condusse a far annientare
militari britannici, soprattutto all'interno della RAF: «Nel 1933 il i quartieri civili delle città tedesche, portando a morte migliaia di
vicemaresciallo dell'Aria sir Tom Webb-Bowen afferma che l'at- donne e bambini».

Invero le vittime del terrorismo anglo-americano totalizzano non «migliaia» di morti come scrive Natan, ma un milione tra massacrati
ipso facto o deceduti in seguito (i feriti gravi e i mutilati superano il milione e mezzo; ben più basse le cifre ufficiali bundesrepublikane:
635.000 morti e 879.000 feriti; muoiono inoltre 42.000 prigionieri di guerra e lavoratori stranieri). Giudichi poi il lettore la malafede del
trio Fukuyama-GdL-Feltri. Il primo osa scrivere: «Anche le guerre scatenate dalle ideologie totalitarie furono di un nuovo genere, impli-
cando la distruzione in massa di popolazioni e di risorse economiche, da cui il termine "guerra totale". Per difendersi da questa minaccia
le democrazie liberali dovettero adottare strategie militari come i bombardamenti di Dresda e di Hiroshima, che in altri tempi sarebbero
stati stigmatizzati come genocidi». Non meno ignorante, per il secondo gli area bombing sono atti «punitivi», non cioè il frutto di una
strategia pianificata da anni, ma misure a «ritorsione» per i «crimini nazisti»: «Per porre fine al nazismo e ai suoi sterminii si dovette
[splendida forma impersonale!] uccidere qualche centinaio di migliaia di civili tedeschi inermi, seppellendoli sotto le macerie di quasi
tutte le città della Germania ridotte in polvere». Più disinvolto il direttore de il Giornale, paragonando i serbi ai «nazi»... a vantaggio dei
primi perché «il paragone storico fra campi di sterminio nazisti e pulizia etnica [serba] non sta in piedi, [anche se] la somiglianza dei me-
todi, delle torture e delle sofferenze era evidente»: «Per bloccare i nazisti gli alleati massacrarono migliaia di civili tedeschi inermi».

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Ma lasciamo, con Giorgio Bonacina, la parola a Lindemann, disponevo poteva distruggere una città di secondaria impor-
che il 30 marzo 1942, mentre jahwisticamente arde Lubecca (o- tanza». Ed ancora: «Dobbiamo poi rilevare che, all'infuori di Es-
biettivo scelto, insieme a Rostock, fin dal novembre 1941 per sen, non scegliemmo mai come obiettivi specifiche zone indu-
l'alta quota di costruzioni in legno, danneggiata o distrutta al 30% striali. La distruzione delle industrie fu per noi una specie di
della superficie e, quanto al centro medievale, al 90% da 234 premio extra. Il vero obiettivo furono sempre i centri cittadini».
bombardieri pesanti in quella sola missione), scrive all'amico Egualmente, riporta Axel Wawrziniok, il ministro degli Este-
Winston, fedele al concetto che il modo migliore per spezzare la ri Eden al segretario di Stato per l'Aviazione sir Archibald Sin-
resistenza del popolo nemico è quello di «ribaltare la loro vita clair il 15 aprile 1942: «Gli effetti psicologici dei bombardamenti
normale a un grado tale da indurli a preferire la resa» (così il poco hanno a vedere con l'importanza militare o economica di
giovane teorico militare Basil H. Liddell Hart in Paris or the Fu- una città. Essi devono essere valutati unicamente per la distru-
ture of War, 1925): «Attente analisi [...] hanno dimostrato che, in zione e lo scompiglio che comportano. Il bombardamento di Lu-
media, una tonnellata di bombe lanciata su un'area intensamente becca, ad esempio, da un lato aveva un effetto morale, dall'altro
edificata demolisce 20-40 appartamenti di abitazione e lascia di portare confusione e scompiglio, la cui entità non è quasi per
senza casa 100-200 persone. Noi sappiamo che possiamo contare nulla in relazione all'importanza militare ed economica di quella
all'incirca su 14 sortite operative per bombardiere. Il carico me- città»; anche le medie e le piccole città, per quanto prive di im-
dio dei bombardieri che produrremo nei prossimi mesi sarà di portanza militare, non devono scampare alla Collera di Dio:
circa 3 tonnellate. Ne consegue che ciascuno di questi bom- «Propongo perciò che siano prese in considerazione come obiet-
bardieri lancerà durante la sua vita operativa circa 40 tonnellate tivi di guerra in Germania le cittadine più piccole e non tanto
di bombe. Se cadranno su aree fortemente edificate [in particola- difese con meno di 150.000 abitanti, anche se hanno un'impor-
re sui quartieri operai] renderanno senza casa [termine tecnico tanza del tutto secondaria».
dell'operazione: de-housing] 4000-8000 persone. Nel 1938 circa Egualmente, un deputato ai Comuni nel maggio, chiedendo
22 milioni di tedeschi vivevano in 58 città di oltre 100.000 abi- «di fare di tutto per bombardare i quartieri operai in Germania. Io
tanti, città che coi moderni strumenti dovrebbero essere facil- sono un uomo di Cromwell, credo al massacro nel nome di Dio,
mente identificate e colpite. Fra oggi e la metà del 1943 noi pre- perché non penso che si possa convincere della spaventosità del-
vediamo di produrre circa 10.000 bombardieri pesanti e Welling- la guerra la popolazione civile tedesca, se non l'ha prima provata
ton. Se anche la metà del carico totale di 10.000 bombardieri fos- sulla propria pelle». Egualmente nell'agosto 1943 Brendan Bra-
se lanciata su queste 58 città, la grande maggioranza dei loro abi- cken, ministro dell'Informazione, in una conferenza alla stampa
tanti (circa un terzo della popolazione tedesca) sarà privata di una durante un viaggio in Canada: «I nostri piani sono di bombarda-
casa [in realtà, sotto gli attacchi di RAF e USAAF persero com- re, bruciare re distruggere spietatamente in ogni modo possibile
pletamente la casa «solo» 7,5 milioni di tedeschi]. Le inchieste il popolo responsabile di aver dato il via alla guerra».
sembrano dimostrare che chiunque abbia la casa demolita è mo- Egualmente il reverendo cattolico del Connecticut Paul Ko-
ralmente abbattutissimo. La gente sembra attribuire a tale fatto slowski inveirà nella primavera 1944 contro la pacifista inglese
un peso maggiore che avere amici uccisi, o addirittura parenti. A Vera Brittain, autrice de "Il seme del caos - Scritti sui bombarda-
Hull questi segni sono apparsi evidenti, sebbene solo un decimo menti di massa", critica contro gli aeromassacri: «Non ci sono
delle case sia stato distrutto. Pare perciò fuori dubbio che la di- altre modalità che attaccare queste belve nei loro covi, cioè nelle
struzione delle case faccia crollare lo spirito del popolo» (nei soli città tedesche, dove pianificano ulteriori massacri di gente inno-
mesi di luglio-settembre 1943, ad esempio, delle 2.684.000 abi- cente. Il detto di Cristo "se uno ti colpisce su una guancia, offri-
tazioni colpite, 631.000 furono distrutte o rese inagibili, 931.000 gli l'altra" è una splendida teoria, ma non con queste bestie uma-
furono gli sfollati e 1.150.000 i rimasti in locali danneggiati; per ne, ebbre di vendetta e di conquista». «Da parte alleata» – abboz-
la ricostruzione sarebbero necessitati 323.000 mesi/lavoro). za una difesa la mondialista Mary Kaldor – «il bombardamento
Decisamente ilare, nelle sue "Memorie", Harris the Butcher: indiscriminato di civili, che produsse devastazioni di proporzioni
«Nella notte dal 28 al 29 marzo andò in fiamme la prima città simili al genocidio – anche se non nelle dimensioni degli stermi-
tedesca. Fu Lubecca, una meta piuttosto distante sul Baltico, ma ni nazisti – fu giustificato come strumento per distruggere il mo-
non ardua da identificare per via della posizione sull'estuario del- rale nemico: come una "necessità militare", per usare il linguag-
la Trave, e comunque non così difesa come la Ruhr, e più facile gio delle leggi di guerra [...] Per le nazioni alleate, la seconda
da mandare in cenere che non altre città per via della struttura [in guerra mondiale fu letteralmente una guerra contro il male».
legno] delle sue case. Era una città di modeste dimensioni, con Quanto alle violazioni dell'«outmoded, romantic code of be-
un porto di qualche rilievo, mentre nei pressi c'erano un paio di havior governing the etiquette of war, antiquato, romantico codi-
cantieri per sommergibili. Non era un obiettivo di vitale impor- ce di comportamento per la condotta della guerra» sottoscritto a
tanza, ma mi sembrò cosa migliore distruggere una città indu- Ginevra prima della «tempesta della Seconda Guerra Mondiale»
striale di minore importanza, piuttosto che sbagliare l'obiettivo in tratta, con comprensione per gli Occidentali, Ron Robin.
una città più grande. L'attacco serviva soprattutto a stabilire se Mezzo secolo prima, il norimberghese Telford Taylor, poi
una prima ondata di bombardieri potesse portarne una seconda impancatosi a moralizzatore mondiale, aveva salvato gli Occi-
sull'obiettivo attraverso i grandi incendi provocati. Ordinai un dentali dall'accusa di war crimes, sostenendo che «il bombarda-
intervallo di mezz'ora tra le due ondate di bombardieri, per per- mento aereo di città e fabbriche è diventato parte riconosciuta
mettere ai roghi di divampare, prima che giungesse la seconda della guerra moderna», accettato dal diritto consuetudinario: «La
ondata. Complessivamente furono impiegati 234 aerei e gettate quarta convenzione dell'Aja del 1907» – sogghigna Sven Lin-
144 tonnellate di bombe incendiarie e 160 di dirompenti. La città dqvist – «che vieta il bombardamento di civili non era stata ap-
fu distrutta almeno per il 50%, soprattutto dagli incendi. Fu così plicata durante la Seconda Guerra Mondiale e con ciò, secondo il
dimostrato che anche una piccola forza quale quella di cui allora pubblico ministero, aveva perduto la sua validità. Piuttosto che

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constatare che anche gli Alleati, anzi loro in particolare, avevano bardamento della notte fra il 23 e il 24 febbraio 1945 […] Oltre
commesso questa forma di crimine di guerra, il Tribunale dichia- che moralmente inammissibile, la campagna terroristica della
rò dunque che la legge, attraverso il modo di agire degli Alleati, RAF fu sbagliata perché non vale dire che senza di essa la pro-
era stata abrogata. A valere, è la legge del padrone». duzione tedesca di armamenti sarebbe stata ancora maggiore,
In una notevole sintesi, Giuseppe Federico Ghergo (V) rica- non considerando che se il Bomber Command si fosse dedicato
pitola il percorso della criminale strategia inglese: «Ci si avviava agli obiettivi militari, industriali e logistici, i danni alla ,macchina
verso gli attacchi terroristici con un crescendo di direttive che si da guerra del nemico sarebbero stati molto più pesanti e il con-
concluderà nel febbraio 1942 con la dichiarazione che il vero flitto si sarebbe concluso prima».
obiettivo da colpire erano i civili. Su direttiva del Primo ministro, Della criminale strategia lindemanniana, vanamente osteg-
il 12 dicembre 1940 Portal affermò che si imponeva un cambia- giata da isolati quali il vescovo di Chichester George Bell (in
mento che prevedesse il passaggio dagli obiettivi militari a quelli particolare, alla Camera dei Lord l'11 febbraio 1943 e il 9 feb-
politici, vale a dire a bombardamenti che piegassero il morale braio 1944), il marchese di Salisbury e un pentito Liddell Hart e
della popolazione tedesca con incursioni contro città che fossero contraria ad ogni norma di diritto bellico e che in tre anni, attra-
anche "di una qualche valenza industriale". Nel maggio 1941 verso 400.000 incursioni avrebbe incenerito 44 città maggiori
l'Air Vice Marshal Norman Bottomley, vice capo di Stato mag- con 40 area bombing maggiori (unica a scampare, Heidelberg) e
giore dell'Aeronautica, dichiarò che si doveva spezzare il morale 400 minori (ma Nina Grontzki nomina 160 città e 800 località
delle popolazioni dei più importanti centri industriali tedeschi e il minori), commenta sempre Ghergo (II): «Le persone morte per le
9 luglio una direttiva dello Stato maggiore della RAF ordinò di incursioni della RAF furono vittime di una strategia che, oltre a
colpire il sistema tedesco dei trasporti e di "distruggere il morale non avere reali finalità militari, assai presto si sospettò non fosse
di tutta la popolazione civile e in particolare degli operai dell'in- neppure in grado di deprimere il morale della popolazione nemi-
dustria". Il 21 settembre lo Stato maggiore precisò ulteriormente ca, come è dimostrato dal fatto che già alla fine del 1940 lo stato
il suo intento […] Il 29 settembre Portal presentò un programma maggiore britannico dubitava che questo obiettivo si sarebbe mai
che, senza più preoccuparsi degli operai, industrie o trasporti, raggiunto. Nonostante ciò i bombardamenti non furono interrotti
esplicitava la strategia, d'altra parte già in atto, che era quella dopo che si era dichiarato che non erano più indispensabili, ma
stessa che aveva annunciato il Primo ministro il 15 maggio 1940: anzi furono continuati e intensificati quando i pretesti per la loro
picchiare duramente sulla popolazione tedesca. Il programma di continuazione da tempo erano venuti meno, in questo modo tra-
Portal si basava su un calcolo: con 4000 bombardieri e 60.000 sformando l'uccisione di massa di civili in una comune arma rou-
bombe al mese si sarebbero distrutte 43 città con più di 100.000 tinaria, che per di più si dimostrava assai lontana dall'essere di
abitanti in cui complessivamente vivevano 15 milioni di civili. reale utilità per vincere il conflitto [...] È stato scritto che nelle
Frantumata la volontà di resistenza dei tedeschi si sarebbe vinta ultime settimane del conflitto il morale dei tedeschi cominciò a
la guerra in sei mesi. Il programma non ebbe seguito perché an- vacillare, anche se si aggiunge che ciò fu dovuto più alla certezza
cora non si disponeva delle forze necessarie, che comunque sa- di avere irrimediabilmente perso la guerra che ai bombardamenti.
rebbero arrivate presto. Infine, il 14 febbraio 1942, una direttiva Ci sembra però che, se ci fu, questo scoramento non dette segni
del ministero dell'Aeronautica emanata da Bottomley autorizzava evidenti di sé. In una guerra il morale può essere valutato dalla
il Bomber Command a eseguire attacchi contro le città tedesche combattività delle forze armate e dalla convinzione e disciplina
senza alcuna restrizione e il giorno dopo Portal specificò che do- con cui la popolazione civile accetta e supporta le esigenze belli-
veva essere chiaro, se ancora non lo si era compreso, che i punti che. Le truppe tedesche contrastarono l'avanzata dei sovietici e
di mira erano i quartieri di abitazioni, precisando che "i bersagli degli Alleati fino agli scontri finali, salone per salone, all'interno
devono essere le aree edificate e non, per esempio, gli arsenali, i del Reichstag a Berlino, mentre la popolazione non mostrò mai
cantieri navali o le fabbriche di aerei" […] Il 30 marzo il consi- alcun segno di cedimento. Gli uomini anziani e i giovani, non
gliere scientifico di Churchill, il professor Frederick Lindemann, ancora in età di leva, e perfino i ragazzi, combatterono nel Volks-
poi Lord Cherwell, ribadì che l'unica strategia da adottare era sturm sino alla fine, e negli ultimi giorni ci furono anche giovani
quella del bombardamento a tappeto delle città, e a sua volta, donne che imbracciarono le armi».
sempre nel 1942, il ministro dell'informazione Brendan Bracken Ammirato per tanto eroismo, anche il pur ottuso inglese («La
affermò che "i nostri piani prevedono di bombardare, bruciare e crisi del bombardamento nella seconda guerra mondiale fu ini-
distruggere spietatamente in ogni modo che ci è possibile il po- ziata da Germania e Giappone, nazioni criminali nel senso che,
polo responsabile della guerra" […] Nell'ottobre 1943, in una nonostante le spiegazioni e le attenuanti, furono esse e non gli
relazione indirizzata ai vertici della RAF, [Harris] aveva espresso inglesi, i francesi, gli americani o i russi a causare la guerra»)
con chiarezza la sua strategia: bombardamento a tappeto delle Noble Frankland non può non riconoscere: «Inoltre, per quanto
città tedesche, uccisione dei lavoratori, distruzione della vita civi- depresso, allarmato e terrorizzato il popolo tedesco possa essere
le e "nessun tentativo, neppure collaterale, di colpire industrie". Il stato dagli attacchi ai quali era soggetto, il suo morale nazionale
bombardamenti incendiari delle città, o meglio la strage della e l'obbedienza civica furono largamente mantenuti e Hitler, fin
popolazione tedesca, fu alimentata sino alla fine, quando con quasi alla fine, continuò ad esigere una lealtà fanatica dalle mas-
ogni evidenza e già da mesi la Germania risultava irrimediabil- se [...] La potenza distruttiva necessaria per raggiungere risultati
mente sconfitta. Il furioso bombardamento di Dresda nella notte decisivi di mostrò di essere enormemente più grande di quanto
fra il 13 e il 24 febbraio 1945 sfugge a un'interpretazione che stimato prima: ciò fu in parte dovuto allo straordinario stoicismo,
preveda un qualche criterio di razionalità bellica, né, fra tanti e- lealtà e capacità del popolo tedesco di lavorare sotto il fuoco».
sempi che si possono citare, si capisce quale fosse lo scopo del- Ammirato per tanto eroismo, anche il pur feroce anti-«nazi»
l'incursione contro Pforzheim, una città di 65.000 abitanti priva Bonacina: «Certamente era vero, non però al punto da impedire a
di qualsiasi interesse militare che pagò con 20.277 morti il bom- un popolo virile di combattere, e neppure di lavorare con profitto

767
nonostante la tristezza interiore [«La gente, si vide, non diventa- particolare sadismo i grandi monumenti culturali d'Europa. Que-
va né pazza né selvaggia. Al contrario, cercava di stare ancora ste opere non si possono comprare, ma nascono solo in comunità
più unita. Andava al lavoro come al solito. Per la fine dell'anno, sane. E quindi, poiché non potrebbero mai nascere negli USA,
l'80% della produzione industriale di Amburgo era ristabilita. Si anche gli altri paesi dovrebbero perderle e non più averle. A que-
abitava nelle cantine, dove tutti si consideravano Kumpels, com- sto provvederebbe, brutale, un'America vittoriosa. Poiché il ne-
pagni. "Dividevamo tutto. Ci aiutavamo a vicenda. Si poteva gi- mico ce le invidia, perderemmo inevitabilmente tutte le piccole e
rare soli per le strade senza essere rapinati o importunati... oggi le grandi opere di civiltà che abbiamo ereditato e sviluppato dalle
non si osa nemmeno andare alla metropolitana"», conferma Lin- generazioni passate. Per questo gli ebrei ritorneranno in tutti i
dqvist]. Ma ormai il dado era stato gettato. Col bombardamento settori e la danza mortale che nel 1933 abbiamo bandito dalla
di Lubecca era iniziata a tutti gli effetti la progressiva distruzione Germania riprenderebbe con maggiore vigore: dileggio di tutto
dell'Europa, senza alcun riguardo per i suoi secoli di storia, di quanto ci è sacro: la madre, l'eroe, Dio, esaltazione del negro,
cultura e di vita». decadenza della donna a girl, sporcizia e porcheria per bambini e
Distruzione di un'intera civiltà la cui essenza avrebbe lumeg- per adulti, degenerazione in tutti i settori di cultura e di vita».
giato nel settembre 1944 lo Sprechabenddienst – la trasmissione La seguente tabella, tratta da Bonacina, riporta il tonnellag-
radiofonica tedesca dedicata agli aspetti centrali del conflitto – gio di esplosivo sganciato sulla sola Germania dagli inglesi del
n.22 dal titolo "L'americanizzazione sarebbe la fine dell'Europa": Bomber Command e dagli americani dell'8a Air Fleet (a integra-
«Non a caso i bombardieri americani cercano di distruggere con zione, vedi anche la tabella di Kurowski, in terza Appendice):

anno Bomber Command % 8a USAAF %

1939 6 0,0009 - -
1940 7022 1,07 - -
1941 22.996 3,49 - -
1942 37.191 5,66 - -
1943 136.433 20,75 26.477 5,35
1944 275.559 41,89 289.055 58,47
1945 178.461 27,14 178.865 36,18
totale 657.668 100 494.397 100

Sarebbe infine giusto, per dire le cose col loro nome, non nea di principio non è ammesso l'attacco alle città a scopo di ter-
privare l'ebreo Lindemann (ardente sostenitore tra l'altro del Pia- rorismo contro la popolazione. Qualora però si verifichino attac-
no Morgenthau di distruzione industriale del Reich), come pure i chi terroristici nemici contro città aperte, prive di protezione e
fisici del Progetto Manhattan e gli antichi stragisti torahici, del difesa, attacchi di rappresaglia possono costituire l'unico mezzo
criminale conforto scagliato dal confrère Walter Benjamin con- per distogliere il nemico da questa tattica brutale di guerra aerea.
tro i teorizzatori dell'estetica/etica militare jüngeriana, che limita La scelta del momento verrà determinata innanzi tutto dallo
il conflitto ai soli militari: «Quando non esiste più la distinzione svolgersi dell'attacco terroristico nemico. In ogni caso l'attacco
tra popolazione civile e popolazione combattente [...] scompare dovrà mostrare chiaramente il proprio carattere di rappresaglia».
anche il fondamento più importante del diritto internazionale». Ed ancora Giselher Wirsing alla fine del 1943: «La differen-
Chiarissime anche, e superfarisaiche giusta la secolare autoco- za di scopi nella condotta della guerra [tra gli Occidentali e le
scienza inglese, le istruzioni stilate nel 1926 nel Manual of Mili- forze dell'Asse] risulta nel modo più evidente dall'uso e dall'im-
tary Law (vol.II, p.123) dal confrère professor Oppenheim, plu- piego dell'aviazione. Nella campagna di Francia, l'arma aerea
ridecennale consulente dell'Ammiragliato: «Solo la vittoria porta tedesca è stata impiegata dal punto di vista tattico, essenzialmen-
alla disfatta del nemico, e tale necessità giustifica gli indescrivi- te come artiglieria dell'aria. Quando fu concluso l'armistizio, ri-
bili orrori della guerra, il mostruoso sacrificio di sostanze e di sultò che le distruzioni, per quanto inevitabili e deplorevoli fosse-
vite umane, l'inevitabile distruzione di proprietà e la devastazione ro nei singoli casi, pure erano rimaste circoscritte entro limiti
dei territori. A parte le limitazioni cui sono tenuti i condottieri dal ristretti. Lo stesso si può dire per l'offensiva aerea condotta nel-
diritto internazionale, tutti modi e i gradi della violenza possono l'autunno-inverno 1940-41 contro l'Inghilterra quale rappresaglia
e debbono essere usati in guerra per raggiungere i suoi scopi, a per le numerose incursioni britanniche sul territorio del Reich. Fu
prescindere dalla loro efferatezza e dall'estrema miseria che un'offensiva contro obiettivi militari, durante la quale, tuttavia,
comportano. Poiché la guerra è una lotta per la vita tra gli Stati, per il carattere della nuova arma, anche civili ci rimisero la vita.
non possiamo prendere in considerazione il dolore e la miseria Ma perfino gli scrittori militari inglesi dovettero ammettere che
dei singoli esseri umani, per quanto grandi possano essere. La questa offensiva non è mai stata diretta contro la popolazione
vita della nazione è un valore più alto del benessere dei singoli». civile come tale. La guerra aerea intrapresa invece nell'anno suc-
Ben diverse le prescrizioni tedesche per la condotta del con- cessivo dagli anglo-americani contro la Germania, l'Italia, la
flitto – ad esempio della guerra aerea – emesse nel 1935 al mo- Francia, il Belgio, l'Olanda ed altri paesi europei risponde, a giu-
mento dell'istituzione della Luftwaffe, Luftkriegsführung Dienst- dicare dal suo andamento, al nuovo scopo bellico dello sterminio
vorschrift Nr.186: «Der Angriff auf Städte zum Zwecke des Ter- dei popoli, propostosi da quelle potenze. In tale guerra aerea gli
rors gegen die Bevölkerung ist grundsätzlich abzulehnen, In li- obbiettivi militari passano sempre più in secondo piano, mentre

768
la distruzione di abitazioni civili, e principalmente la distruzione indicano che 64.000 italiani furono uccisi dai bombardamenti
sempre più metodica di quegli edifici che testimoniano della ci- alleati [la cifra effettiva si situa tra i 100.000 e i 120.000 caduti]
viltà europea, viene ad assumere una posizione centrale nella (contro i 56.000 civili britannici uccisi dalla Luftwaffe). Altri
condotta della guerra». 10.000 italiani furono uccisi dai tedeschi, in parte per rappre-
E ad uguali giudizi perviene lo storico Attilio Tamaro nel saglia [la cifra divulgata già nel 1945 dalla SIB Special Investi-
1950, trattando del terrorismo liberatorio avanti l'occupazione di gation Branch americana tramite il "Rapporto finale sulle rappre-
Roma: «Gli italiani pagarono assai tragicamente le spese della saglie tedesche contro l'attività partigiana in Italia" è di 6000 civi-
battaglia, poiché durante tutto il tempo che si preparò e durò non li, numero sicuramente poi ampliato per motivi propagandistici].
sostarono i bombardamenti sulle loro città. Si dichiarò di voler È molto difficile avere le cifre esatte, ma circa 9000 italiani [so-
rendere impossibili le comunicazioni ai tedeschi e i loro trasporti prattutto civili ebrei, ma anche partigiani] furono deportati in
di truppe e materiali: se fosse stato vero, data la precisione, tanto Germania e pochi di loro tornarono in patria. Perciò i numeri in-
vantata, degli strumenti, si sarebbero colpiti soltanto gli impianti dicano che gli Alleati, in nome della liberazione, uccisero più
ferroviari e tutt'al più le zone adiacenti. Al contrario la furia de- italiani di quanti ne abbiano uccisi i tedeschi».
vastatrice si sfogò sui centri abitati e spesso su quelli che non Seguendo le gonfiate valutazioni della Presidenza del Consi-
avevano importanza per ragioni militari. Ma anche le città che glio di 30.889 caduti partigiani e 9.980 vittime civili (nel corso di
erano nodi ferroviari ebbero devastati i quartieri centrali e quelli 750 operazioni o rappresaglie tedesco-repubblicane), l'antifasci-
popolari indiscriminatamente. Al principio di maggio una piog- sta Gerhard Schreiber II numera i partigiani a 44.720 e a 9180 i
gia di bombe distrusse ad Alessandria chiese, teatro, biblioteca, civili (tra i quali ultimi Marie-Anne Matard-Bonucci annovera
museo e abitazioni numerosissime, mentre gli aviatori inseguiva- 320 ebrei). Invero, le perdite sia partigiane sia civili sono anco-
no con le mitragliatrici i cittadini che cercavano scampo per le r'oggi difficili da valutare e comunque, scrive Giorgio Pisanò,
vie e per le piazze. Scopo militare? A Firenze due bom- sono ben lontane da quelle ufficiali (vedi la cifra della SIB sopra
bardamenti spiantarono palazzi, chiese e il celebre teatro comu- riportata). Basti ricordare che a fronte delle 1830 consacrate dalla
nale. A Faenza andò distrutto il famoso museo della ceramica. Ci motivazione della medaglia d'oro concessa al comune di Marza-
si domanda perché si accanissero contro la piccola città di Pog- botto nel 1949 (ma scribacchini li alzano a 2000, 3000, 3200,
gibonsi, che dal marzo al giugno subì non meno di settanta bom- «quasi 5000» e persino 8000 e oltre), nel 1996 il puntuale don
bardamenti e fu spianata. Forse perché i partigiani chiamarono su Dario Zanini ne stabilisce 770-780; del resto, già il rapporto te-
di essa la distruzione, denunciandola agli alleati come "importan- desco del 1° ottobre 1944 aveva contato 718 «nemici uccisi»,
te deposito di munizioni per grossi calibri"? [...] E cosa cercava- dei quali 497 «banditi» e 221 fiancheggiatori (una sessantina
no a Chivasso, priva d'ogni obiettivo militare, e che fu messa a vengono poi uccisi il giorno del rapporto). Quanto all'altra gran-
rovina il 13 maggio? E ad Avenza in provincia di Apuania, ag- de strage, quella di Sant'Anna di Stazzema, Paolo Paoletti accerta
gredita due volte in pochi giorni? A casaccio furono gettati gli 371 civili, contro i tradizionali 560. In conclusione, scrive Pisa-
ordigni distruttivi il 13 su Parma, che offrì molti dei suoi monu- nò, oltre a 3000 antifascisti morti nei campi di concentramento,
menti, anche il classico teatro Farnese, al bersaglio selvaggio 12.000 sono i caduti «antifascisti», per la metà partigiani (simil-
degli aerei. A Mantova i bombardieri nemici preferirono il centro mente gonfiate sono le perdite inflitte: ad esempio, il pur antifa-
agli impianti ferroviari e a Vicenza il duomo, altre chiese e pa- scista Lutz Klinkhammer rileva che i dati del Comando Militare
lazzi celebri, come quello da Schio, delizia del gotico veneto, o Unico Emilia Romagna, pedissequamente ripresi dalla letteratura
quello Thiene, attribuito al Palladio. Valdarno e val d'Elsa venne- resistenziale che sostiene che nelle operazioni antibanda del
ro irrorate di spezzoni e piastrine incendiarie, mentre i contadini maggio 1944 nella zona di Marzabotto si contarono 554 morti e
erano mitragliati nei campi, i viandanti sulle strade. Modena 630 feriti tedeschi contro perdite partigiane di due morti e tre
pianse molti morti rimasti sotto le loro case in mezzo alla rovina feriti leggieri, «devono essere considerati pura leggenda. Durante
di tanti monumenti storici. Trento, Padova, Teramo, Viareggio, gli scontri a fuoco con i partigiani le eterogenee unità tedesche
Piacenza, il Veneto e il Friuli soffrirono danni ingenti. Gli anglo- avevano subito la perdita di un morto e due feriti»).
americani imperversavano con inesplicabile ferocia contro vil- La conclusione la lasciamo però alle più ampie considera-
laggi, casolari e altri centri rurali della campagna di Bologna, di zioni di John Kleeves: «Nei primi lustri del Novecento per i ver-
Padova, di Firenze, di Pistoia, di Perugia, di Arezzo, di Terni e di tici americani uno scontro armato col Giappone più che una soli-
Viterbo. Durante l'ultima fase della battaglia per Roma, i bom- da probabilità era un'assoluta certezza. Gli Stati Uniti volevano
bardamenti infierirono contro tutte le località vicine alla zona di assolutamente sconfiggere questi avversari dell'immediato futu-
operazioni o situate sulle linee ferroviarie conducenti a Roma. ro: era in gioco il dominio delle risorse e dei traffici mondiali; era
Viterbo fu la posta di tre incursioni devastatrici. Anche il mona- in gioco il denaro, per il quale gli americani vivono. Ma quegli
stero di Santa Scolastica a Subiaco, centro cattolico non meno avversari erano chiaramente più forti militarmente. Si fosse trat-
venerabile di Montecassino, fu violato dalle bombe. Segno a tato della Russia, della Germania, del Giappone o della Francia
bombardamenti furono Genova, più volte Torino, per la trenta- non avrebbe fatto molta differenza: le forze terrestri di quei paesi
quattresima volta Savona e chissà perché Vercelli e Zara». erano più forti di quelle statunitensi; essi avrebbero potuto pie-
Altrettanto anticonformista lo storico inglese Eric Morris, per garne le Marine, ma per vincerli avrebbero dovuto occuparli e
il quale nella campagna d'Italia «le forze aeree furono usate nella quindi sconfiggerne le forze terrestri, cosa impossibile. Nei con-
forma più rozza, come uno strumento bellico potente, impiegato fronti della Gran Bretagna, l'unico paese europeo di cui al limite
quasi sempre contro i civili. Furono compiute più di 865.000 avrebbero potuto pensare di affrontare le forze terrestri, anche la
missioni operative, ma il prezzo fu molto alto. Più di 8000 aerei superiorità navale era in discussione. Ma si doveva sconfiggere
furono perduti fra il settembre 1943 e il maggio 1945: alcuni di quei paesi, in nome del denaro. Come fare? Naturalmente col
essi avevano a bordo equipaggi di otto uomini. Le storie ufficiali bombardiere. Appena si profilò la disponibilità della nuova arma

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Bombardamento strategico della Germania


• Città tedesche distrutte per oltre il 50% dell’area edificata:

n. bombardamenti tonnellaggio ettari di area percentuale


primari di bombe edificata di
effettuati lanciate distrutta distruzione

1 Wuppertal-Elberfeld 1 1.795 352 94


2 Würzburg 1 1.022 171 89
3 Bochum 6 9.260 215 83
4 Pforzheim 1 1.656 123 83
5 Remscheid 1 790 114 83
6 Heilbronn 1 1.138 142 82
7 Bremerhaven 1 878 120 79
8 Amburgo 17 14.596 2.509 74
9 Hildesheim 1 1.060 106 70
10 Kassel 6 5.602 251 69
11 Darmstadt 2 1.566 209 69
12 Hanau 2 2.775 77 69
13 Osnabrück 5 4.025 178 67
14 Hagen 4 4.096 132 67
15 Friedrichshafen 1 1.119 40 67
16 Münster 6 3.418 263 65
17 Düsseldorf 10 16.419 811 64
18 Mannheim-Ludwigshafen 13 12.990 491 64
19 Mühleim 1 1.676 78 64
20 Witten 1 981 52 62
21 Colonia 22 26.035 807 61
22 Magonza 4 2.989 240 61
23 Dessau 2 1.830 134 61
24 Hannover 16 13.879 614 60
25 Brema 12 8.808 422 60
26 Dresda 2 2.702 680 59
27 Aquisgrana 2 3 565 245 59
28 Wuppertal-Barmen 2 3 028 265 58
29 Coblenza 1 813 123 58
30 Emden 5 2.571 109 56
31 Dortmund 9 16.597 374 54
32 Münchengladbach-Rheydt 4 3.733 256 54
33 Stettino 4 4.773 298 53
34 Königsberg 2 955 176 53
35 Harburg 1 ? 62 53
36 Francoforte 11 21 092 463 52
37 Norimberga 11 12 525 464 51
38 Plauen 1 1 219 148 51
39 Essen 8 36 203 534 50
40 Kiel 10 9.866 293 50
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34

40

7 8
49 48
30
51 35 33
25

13
24
46
43
16 9 23

32
10 50 26
21
27 36
29 36
12
22 2
11
18 37
6 42 31
47 3
39 20
41 19
4 44

45 14

15 17 28 1
52
5

Città tedesche in cui, senza ottenere una percentuale di distruzione pari almeno al 50%, furono lan-
ciate oltre 5.000 tonnellate di bombe (tranne che per Lubecca e Rostock, in cui una sola incursione
cancellò i nuclei medievali per il 90 e il 70%)

n. bombardamenti tonnellaggio ettari di area percentuale


primari di bombe edificata di
effettuati lanciate distrutta distruzione

41 Duisburg 18 26.317 576 48


42 Gelsenkirchen 4 6.700 146 48
43 Braunschweig 5 6.172 265 47
44 Stoccarda 18 19.174 466 46
45 Monaco 9 7.942 626 42
46 Berlino 24 44.815 2.591 33
47 Karlsruhe 6 7.419 161 32
48 Rostock 1 759 90 32
49 Lubecca 1 309 81 30
50 Lipsia 3 5.184 253 20
51 Wilhelmshaven 9 6.671 53 13
52 Neuss 4 5.211 7 8
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Il primo area bombing su una città tedesca: Lubecca, domenica delle Palme, notte dal 28 al 29 marzo 1942.
Sopra: il Duomo e il Museo del Duomo il mattino del 29 marzo. Sotto: la Alfstraße con la Marienkirche pri-
ma e dopo la distruzione. Da Hartwig Beseler, Niels Gutschow, Kriegsschicksale Deutscher Architektur, Karl
Wachholtz Verlag, 1988, vol. I, copertina e p. 23.
PAGINE 1 2001 14-07-2008 18:16 Pagina 9

Civiltà americana realizzata


mediante area bombing: an-
nientamento del millenario
patrimonio artistico europeo.
Il 15 ottobre 1944 viene ince-
nerito a Braunschweig l’inte-
ro quartiere che comprende
la strada medioevale
Nickelnkulk con la chiesa di
Sankt Andreas.
Sotto: a sinistra, gli effetti
dopo il bombardamento; a
destra, la situazione nel 1985.
Da Hartwig Beseler, Niels
Gutschow, Kriegsschicksale
Deutscher Architektur, Karl
Wachholtz Verlag, 1988,
vol. I, pp. 226 e 227.
PAGINE 1 2001 14-07-2008 18:16 Pagina 8

Quindicimila persone vengono incenerite dall’area bombing scagliato dalla 5a Flotta aerea britannica contro
Darmstadt nella notte dall’11 al 12 settembre 1944. Distruzione totale degli edifici raffigurati nel fotogramma.
Da David J. Irving, Und Deutschlands Städte starben nicht, Weltbild Verlag, 1989, foto 177.
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L’annientamento di Heilbronn, attuato il 4-5 febbraio 1944 da un unico attacco di 282 Lancaster e 10 Mosquito.
Si notino le caratteristiche immagini «a nido d’ape» che presentano gli edifici, di cui sono rimasti unicamente
i muri perimetrali. Da Heinz Leiwig, Deutschland Stunde Null - Historische Luftaufnahmen 1945, Motorbuch
Verlag, 1988, p. 71.
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Nella notte dal 23 al 24 marzo 1945, a un mese dalla fine della guerra, 367 Lancaster e 13 Mosquito sgancia-
no da 2500 metri, in ventidue minuti, 1825 tonnellate di bombe sull’indifesa cittadina di Pforzheim. La tem-
pesta di fuoco annienta 17.600 civili. Si notino, anche qui, le caratteristiche immagini «a nido d’ape». Da Heinz
Leiwig, Deutschland Stunde Null - Historische Luftaufnahmen 1945, Motorbuch Verlag, 1988, p. 82.
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Sopra: la città di Hannover dopo le incursioni britanniche culminate nell’area bombing del 19 ottobre 1943,
quando fu annientata un’area di sei chilometri quadrati. Sotto: lo spettrale panorama di Wesel nella Ruhr set-
tentrionale. Da Storia della Seconda Guerra Mondiale, Rizzoli-Purnell, 1967, vol. VI, pp. 43 e 61.
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Sopra: distruzione totale della piccola Düren. Il numero esatto delle vittime dell’attacco aereo del 16 novem-
bre 1944 è a tutt’oggi ignoto. Nel nuovo cimitero sono sepolti 3475 cadaveri. Da David J. Irving, Und
Deutschlands Städte starben nicht, Weltbild Verlag, 1989, foto 222. Sotto: a decine di migliaia vengono ince-
neriti sui roghi i corpi dei morti a Dresda il 14-15 febbraio 1945. Da Storia della Seconda Guerra Mondiale,
Rizzoli-Purnell, 1967, vol. VI, p. 62.
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Distruzione di Magonza, pomeriggio del 27 febbraio 1945, da parte di 458 quadrimotori. Malgrado
si contino solo 1200 morti, delle 28.000 abitazioni ne restano distrutte 20.000. Da David J. Irving,
Und Deutschlands Städte starben nicht, Weltbild Verlag, 1989, foto 226.
3 rifatte 16-07-2008 17:07 Pagina 1

Da Jörg Friedrich, Brandstätten - Der Anblick des Bombenkriegs [Roghi - Immagini dei bombardamenti ae-
rei], Propyläen, 2003, p.51. Berlino, luglio 1944, Jerusalemer Strasse.
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Due immagini dell’annientamento di Norimberga (da Georg Wolfgang Schramm, Bomben auf Nürnberg -
Luftangriffe 1940-1945, Hugendubel, 1988, pp. 79 e 86). Sopra: conseguenze dell’attacco di 653 bombardieri
britannici (318 Lancaster, 216 Halifax e 119 Stirling, con 879 tonnellate di bombe dirompenti e 862 di bombe
incendiarie) nella notte tra martedì e mercoledì 10-11 agosto 1943. Sotto: 674 bombardieri (349 Lancaster, 211
Halifax e 104 Stirling) devastano la città nella notte tra venerdì e sabato 27-28 agosto 1943
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«Operazione Gomorra»: al-


cune immagini delle decine
di migliaia di tedeschi car-
bonizzati dal Feuersturm,
la «tempesta di fuoco» sca-
tenata su Amburgo nelle
prime ore notturne di do-
menica 25 luglio 1943 da
740 bombardieri britannici.
Fino al 3 agosto la città
venne devastata da altri ot-
to attacchi, compiuti da un
totale di 2500 bombardieri.
Vennero sganciate 4491
tonnellate di bombe dirom-
penti e 4192 di bombe in-
cendiarie. Furono distrutti
35.719 edifici e danneggiati
22.757. Le stime ufficiali
del 17 maggio 1944 indica-
no 38.975 morti; altre fonti
stimano da 40.000 a 55.000
morti; lo storico americano
Martin Caidin sale fino a
70.000 vittime, compresi
migliaia di lavoratori stra-
nieri e di feriti successiva-
mente deceduti. Dal 26 lu-
glio all’8 agosto 1943 dalla
città, ridotta a un cumulo di
rovine fumanti, fuggirono
per ferrovia quasi 700.000
persone, e per mare altre
110.000. Evacuati per fer-
rovia, secondo i dati uffi-
ciali della Reichsbahn:
26 luglio 15.000
27 ” 21.000
28 ” 98.000
29 ” 91.000
30 ” 110.000
31 ” 94.000
1 agosto 87.000
2 ” 50.000
3 ” 43.400
4 ” 27.000
5 ” 8.000
6 ” 8.000
7 ” 8.000
8 ” 8.000
Immagini e dati tratti da
Olaf Groehler, Bomben-
krieg gegen Deutschland,
Akademie Verlag, Berlino
Est, 1990, pp. 111-117.
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Da Jörg Friedrich, Brandstätten - Der Anblick des Bombenkriegs, Propyläen, 2003, pp. 122, 125 e 127.
Amburgo, fine luglio 1943, cadaveri di civili dopo la «tempesta di fuoco».
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Da Jörg Friedrich, Brandstätten - Der Anblick des Bombenkriegs, Propyläen, 2003, pp. 53/2 e 98. In alto:
Prager Platz, Berlino, 1° marzo 1943. In basso: squadre di soccorso a Berlino dopo un bombardamento.
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Da Jörg Friedrich, Brandstätten - Der Anblick des Bombenkriegs, Propyläen, 2003, pp. 185/2 e 99. In alto: do-
po la «tempesta di fuoco» di Amburgo, fine luglio 1943. In basso: la Bergstrasse ad Amburgo, fine luglio 1943.
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Da Jörg Friedrich, Brandstätten - Der Anblick des Bombenkriegs, Propyläen, 2003, pp. 215 e 210. In alto:
Amburgo, ottobre 1943, commemorazione delle vittime del luglio. In basso: Dresda, febbraio 1945.
gli americani capirono che si trattava della loro arma ideale, il vero imponevano il massimo possibile di distruzioni indiscrimi-
tipo di strumento che in pectore avevano sempre desiderato. nate. È solo in quest'ottica che i bombardamenti dell'ultimo anno
Grazie ad essa non c'era bisogno di affrontare le forze di terra di guerra in Europa acquistano una motivazione logica».
degli avversari: bastava – partendo da lontano, dal proprio terri- «Tali bombardamenti dovevano cioè servire ai seguenti sco-
torio nazionale o da basi avanzate, entrambi ben protetti dalla pi: 1. Innanzitutto era un modo di scatenare la guerra contro po-
Marina – colpire le popolazioni civili e porre i loro governi di poli e non forze armate, governi, etc. 2. Quindi c'era un'esigenza
fronte al Grande Ricatto [...] Anche nel caso in cui fossero stati di vendetta. Gli americani erano furiosi con i tedeschi. Hitler a-
certi che questa strategia non avrebbe funzionato, non servendo a veva cercato di rompere l'equilibrio di potenza in Europa conti-
sconfiggere europei e giapponesi, i vertici politici e militari sta- nentale a favore del suo paese. Se ci fosse riuscito sarebbe stata
tunitensi l'avrebbero adottata egualmente. Di fatto, mentre da una solo una questione di tempo: la Germania avrebbe acquiistato il
parte era forse vero che i bombardamenti strategici non sarebbe- predominio sulle risorse e i traffici mondiali, scalzando la Gran
ro stati sufficienti per sconfiggere quei paesi, d'altro canto era Bretagna. Mentre gli americani, che aspiravano a quel predomi-
ancor più vero che gli Stati Uniti non avrebbero potuto in nessun nio, avrebbero avuto qualche speranza con la Gran Bretagna, ma
caso perdere la guerra, visto il loro isolamento geografico e la non ne avrebbero più avuta alcuna nel caso che al suo posto ci
potenza della loro Marina, che all'occorrenza avrebbe potuto es- fosse stata la Germania, più forte di loro enormemente nel teatro
sere aumentata praticamente a volontà (alla fine della Seconda terrestre [...] 3. Quindi veniva l'esigenza squisitamente politica
Guerra Mondiale gli Stati Uniti avevano prodotto 6500 navi da dell'ammonimento esemplare per il futuro, rivolto in primo luogo
guerra, fra cui 120 portaerei e 5400 navi da trasporto). In altre ai popoli avversari e quindi al resto del mondo [...] 4. Infine c'era
parole, se la strategia della Guerra Totale non li avesse aiutati a l'esigenza di danneggiare il più possibile l'economia tedesca nei
vincere la guerra, almeno li avrebbe aiutati a vincere la pace suc- suoi componenti materiali e umani, allo scopo di trarne grandi
cessiva, grazie al danneggiamento delle economie avversarie. vantaggi economici per il dopoguerra. 5. Dulcis in fundo fa ca-
Così nei primi anni Venti gli Stati Uniti avevano deciso di com- polino l'esigenza inconscia di compiere sacrifici umani. Questa
battere gli inevitabili scontri futuri con europei e/o giapponesi esigenza fu soddisfatta dai bombardamenti incendiari delle gran-
secondo la strategia della guerra totale, adoperando i bombarda- di città tedesche, Dresda, Amburgo, Colonia, Berlino e così via,
menti strategici». luoghi che furono trasformati in enormi bracieri di fuoco i cui
Nel concreto, inseritisi finalmente nel nuovo conflitto, gli abitanti venivano immolati al Dio del Vecchio Testamento» (si
States palesano non solo tale strategia, ma l'intera loro forma pensi anche solo che delle insidiose bombe incendiarie da 4 lib-
mentale: «Durante la Seconda Guerra Mondiale questa offensiva bre ne vennero lanciate nel conflitto 80 milioni di pezzi!). In tutte
può essere pensata divisa in due fasi temporali, una prima nella le guerre, infatti, «gli americani hanno mostrato una strana e co-
quale prevalsero considerazioni di natura tecnico-militare, ed una stante tendenza: appiccare incendi, nei quali periscono bruciando
seconda nella quale gradualmente prevalsero considerazioni di vivi appartenenti al popolo avversario, compresi in genere molti
natura extramilitare. Gli americani iniziarono i bombardamenti bambini. Nel loro primo attacco ad un accampamento indiano,
aerei strategici sulla Germania (accodandosi agli inglesi) pen- avvenuto nel 1634 contro i Pequot, essi lo incendiarono con tutti
sando che sarebbero serviti a far vincere la guerra, o volendosi gli occupanti dentro. Lo stesso accadde con tutti gli attacchi a
illudere di ciò. Il fatto era che sapevano di non essere in grado di sorpresa portati sino al 1890 ad accampamenti indiani: sempre
affrontare l'esercito tedesco. In questa prima fase, dunque, dietro incendiati. Gli americani d'Inghilterra, i Puritani di Cromwell, nel
ai bombardamenti strategici esisteva una motivazione tecnico- 1649-1652 incendiarono le città prese d'assalto. A Wexford, si
militare. Presto però i vertici statunitensi ne capirono l'inutilità ricorderà, Cromwell fece incendiare una chiesa con numerosi
militare: i rapporti dell'US Strategic Bombing Survey erano infat- civili dentro, massimamente donne e bambini. Nel 1813 gli ame-
ti costantemente negativi. Tanto per fissare una data, in certo ricani incendiarono Toronto. [Nel 1847 il bombardamento indi-
modo arbitraria ma temporalmente e concettualmente si- scriminato del porto messicano di Vera Cruz, 1300 granate sca-
gnificativa, si può dire che a partire dal primo gennaio 1943 i gliate in due giorni sulla popolazione civile, massacra un mi-
bombardamenti strategici americani cessarono di avere nella gliaio di persone.] Nella Seconda Guerra Mondiale incendiarono
mente dei loro pianificatori militari e politici qualunque motiva- tutto. Così fecero nelle guerre di Corea, del Vietnam e dell'Iraq,
zione tecnico-militare. Così più o meno fu per gli inglesi. E fu a con il napalm, il fosforo bianco, le bombe aerosol, le bombe nu-
partire da quella data, con l'inizio della seconda fase, che i bom- cleari tattiche. Evidentemente hanno una predilezione per gli in-
bardamenti strategici americani e inglesi sulla Germania ed i suoi cendi, ci vedono inconsciamente qualcosa di speciale».
alleati europei divennero più furiosi, massicci e determinati. Si è
già visto come alcuni commentatori dell'offensiva aerea strategi- * * *
ca anglo-americana abbiano notato come la maggior parte del
tonnellaggio di bombe si stato gettato sulle città tedesche durante Ma tornando al buon Lindemann, nel 1943 l'antropologo
l'ultimo anno di guerra, quando era chiaro che la Germania aveva (goyish) Earnest Albert Hooton, nato nel 1887 da un pastore me-
già perso [la tabella surriportata ci mostra ancor più che, conside- todista a Clemansville/Wisconsin e docente ad Harvard, autore di