Sei sulla pagina 1di 796

Gianantonio Valli

I COMPLICI DI DIO
Genesi del Mondialismo

terzo

appendici 1 - 5

EFFEPI

1471
AVVERTENZA

L'autore, convinto che quanti reggono le sorti dello Stato o farneticano sugli
human rights abbiano smarrito il senso della misura e del ritegno, e pur conscio
che quanto sta per affermare è offensivo nei confronti dell'intelligenza del letto-
re, si vede costretto a precisare che la documentazione presentata nel saggio e le
argomentazioni conseguentemente svolte non rappresentano una forma masche-
rata di istigazione all'odio, né obbediscono ad un inconfessato disegno di reitera-
zione di ciò che viene definito Olocausto. Dopo queste affermazioni lapalissia-
ne, ma non così scontate per i democratici inquisitori, nello scusarsi per le ovvie-
tà dette prega il lettore di perdonarlo e lo invita, rivendicando peraltro la propria
dignità di studioso, a dar prova di senso civico rispettando le leggi, tutte le leggi.
Anche quelle frutto di regimi criminali proni ai ricatti di lobby nazionali o meno.

vitam impendere vero

© – Opera chiusa il 20 aprile 2009 e dall'autore irritualmente dichiarata, per


quanto il concetto di «umanità» gli ripugni in quanto flatus vocis e mistificante
arma per uccidere i popoli, Patrimonio Intangibile dell'Umanità. Di conse-
guenza, ogni sua parte – considerazioni dell'autore, citazioni, tabelle e tavole
comprese, delle quali l'autore assicura la conformità al vero per quanto gli è sta-
to dato attingere – può essere riprodotta da chiunque per uso personale. Nel con-
creto, può essere fotocopiata, trascritta da amanuensi, archiviata, memorizzata à
la Fahrenheit o trasmessa in qualsivoglia forma o mezzo: elettronico, meccani-
co, reprografico, digitale, in codice, rune, geroglifici o tavolette di terracotta.
Opera edita da: Effepi, via Balbi Piovera 7, 16149 - Genova, tel. 338.9195220.

1472
INDICE

Richiamo pag. 11

Sequenza di schegge “ 44

Premessa “ 53

Nota “ 70

I Definizioni “ 91

II Il Sogno: individualismo - I “ 108

III Il Sogno: individualismo - II “ 132

IV Il Sogno: universalismo - I “ 142

V Il Sogno: universalismo - II “ 180

VI Verso il Mondo Nuovo “ 248

VII Gli inizi “ 276

VIII Il teatro americano, il cinema yiddish “ 288

IX Le prime produzioni “ 300

X Le majors: Paramount, Universal “ 315

XI Le majors: 20th Century-Fox, MGM “ 324

XII Le majors: Warner Bros, Columbia “ 335

XIII Le majors: United Artists, RKO “ 358

XIV Finanza “ 362

XV Le produzioni minori - I “ 375

XVI Le produzioni minori - II “ 384

XVII Declino “ 398

XVIII Rivendicazione “ 417

XIX Altri ebrei: compositori “ 523

XX Altri ebrei: sceneggiatori “ 536

XXI Altri ebrei: registi “ 554

XXII Altri ebrei: attori “ 562

XXIII Altri ebrei: tecnici “ 585

XXIV Altri ebrei: agenti “ 590

XXV Rinascita “ 599

XXVI Reazioni “ 640

7
XXVII Anti-«nazismo» “ 667

XXVIII La Prima Guerra “ 834

XXIX La Seconda Guerra “ 874

XXX La Terza Guerra - I “ 905

XXXI Comunisti e compagni di strada “ 1075

XXXII Comunismo ad Hollywood “ 1104

XXXIII Lotta politica “ 1135

XXXIV Il Piccolo Schermo “ 1195

XXXV Un mondo alternativo “ 1234

XXXVI Ebrei televisivi “ 1243

XXXVII La Terza Guerra - II “ 1260

XXXVIII La dissoluzione delle identità “ 1274

XXXIX Il compimento del Sogno “ 1369

XL La Quarta Guerra “ 1401

Appendici

1. L’ambigua evidenza “ 1476

2. Costumanze criminali “ 1603

3. Dietro la bandiera rossa “ 1698

4. Dal sottosuolo “ 2158

5. Il grande massacro “ 2181

6. Altre cinematografie “ 2271

7. Democrazia come violenza “ 2406

8. Note sui «campi di sterminio» “ 2593

9. La razza nel nazionalsocialismo “ 2672

10. Semantica del razziamo “ 2699

Addenda “ 2802

Bibliografia “ 2830

Indice tabelle, tavole, poesie, witz “ 3026

8
APPENDICI

Le Appendici focalizzano altri aspetti della vicenda storica e intellettuale del


Mondialismo. Come per gli incisi, la loro funzione è di offrire tasselli per un
collegamento di elementi apparentemente lontani, tuttavia solidali tra loro e
strutturali del Sistema. Senza i sotto-sistemi non esisterebbe il Sistema, nato da
una Logica che non solo li sovrasta ma che, ordinandoli, conferisce loro il più
corretto significato. A epigrafe per chi ha orecchie, sempre Nietzsche: «Davve-
ro, mi sembra, o tu sei un folle o io lo sono: e quanto alla tua "verità" io la capo-
volgo qui all'istante» (Così parlò Zarathustra, IV Della scienza). A frenare, ri-
cordiamo però anche Aristotele con Schopenhauer: «Non disputare col primo ar-
rivato, ma solo con coloro che si conosce e di cui si sa che hanno intelletto suffi-
ciente da non proporre cose tanto assurde da esporli all'umiliazione; e che hanno
abbastanza intelletto per disputare con ragioni e non con decisioni perentorie, e
per ascoltare ragioni e acconsentirvi; e infine che apprezzano la verità, ascoltano
volentieri buone ragioni anche quando provengono dalla bocca dell'avversario e
siano abbastanza equi da sopportare di ottenere torto quando la verità sta dall'al-
tra parte. Da ciò segue che, fra cento persone, ce n'è forse una degna che si di-
sputi con lei. Agli altri si lasci dire quello che vogliono, perché desipere est jus
gentium, essere irragionevoli è un diritto umano [...] In ogni caso la disputa, co-
me attrito di teste, è spesso di reciproca utilità per rettificare i propri pensieri e
anche per produrre nuovi punti di vista» (L'arte di ottenere ragione..., Ultimo
Stratagemma). E tuttavia, nel clima di repressione dei nostri giorni felici eredi
dell'Illuminismo, nei quali per i non-conformi imperversa, con sequestri librari,
carcere, milionarie estorsioni ammendali e financo assassinii, il divieto di libero
pensiero, non possiamo concludere – si parva licet componere magnis – che con
gli illuminati autori settecenteschi del Traité des Trois Imposteurs: «Da molto
tempo ci si è infatuati di quella massima assurda secondo cui la verità non è fatta
per il popolo, che non è capace di conoscerla. In ogni tempo, però, si sono trova-
ti degli spiriti sinceri che si sono ribellati contro una simile ingiustizia, così co-
me abbiamo fatto noi in questo piccolo Trattato. Coloro i quali amano la verità,
senza dubbio vi troveranno una grande consolazione; ed è soltanto a loro che
vogliamo piacere, senza curarci in alcun modo di quelli che scambiano i pregiu-
dizi per oracoli infallibili».

1475
1

L'ambigua evidenza
L'identità ebraica tra razza e nazione

eloheh ha-ammim elilim, gli dei delle nazioni sono niente


Salmi XCVI, 5

Il Pentateuco è l'unico monumento antico nel quale vediamo una legge che impone espressamente d'immolare uomini, comandamenti
che impongono espressamente di uccidere nel nome del Signore [...] Quasi tutti gli inni degli ebrei non sono pieni che di imprecazioni
contro tutti i popoli vicini. Non è vi questione se non di uccidere, sterminare, sventrare le madri e sfracellare i cervelli dei neonati contro
le pietre.
Voltaire, Dieu et les hommes, XXI

La lettura attenta e obiettiva del libro dell'Esodo ci riempì di orrore, stravolgendo l'opinione che dimorava in noi dagli anni della nostra
formazione scolastica di stampo cristiano: anziché imbatterci nelle vicende di un popolo grande e nobile, che lottò per la propria libertà e
approdò finalmente alla «terra promessa», ci trovammo dinanzi a un allarmante elenco rigurgitante episodi di demonismo primitivo, tra-
dimenti, massacri, stupri, atti di vandalismo e clamorose ruberie. Non si potrebbe immaginare origine più sciagurata per una nazione na-
scente.
Christopher Knight, Robert Lamas, La chiave di Hiram, 1997

L'Unione che vogliamo fondare non sarà un'unione francese, inglese, irlandese o tedesca, ma un'unione ebraica universale. Altri popoli e
razze sono divisi in nazionalità; noi soli non abbiamo cittadini, ma unicamente correligionari. In nessuna circostanza un ebreo diverrà
amico di un cristiano o di un musulmano, avanti sia giunto il momento in cui la luce delle fede giudaica, unica religione razionale, brille-
rà sul mondo intero. Dispersi tra le altre nazioni che da tempo immemorabile furono ostili ai nostri diritti e ai nostri interessi, vogliamo in
primo luogo essere e restare immutabilmente ebrei. La nostra nazionalità è la religione dei nostri padri, non riconosciamo alcun'altra na-
zionalità [...] Le venerabili profezie dei nostri libri sacri si compiranno. Verrà il giorno in cui Gerusalemme sarà casa di preghiera per
tutte le nazioni, in cui la bandiera del Dio Unico sarà spiegata e issata nelle terre più remote. Cogliamo ogni occasione! Grande è il nostro
potere, impariamo ad usarlo! Cosa dobbiamo temere? Non lontano è il giorno in cui ogni ricchezza, ogni tesoro della terra sarà proprietà
dei figli d'Israele.
Itze Aaron o Isaac Moïse (poi Isaac Adolphe) Crémieux, appello per la fondazione dell'Alliance Israélite Universelle,
1860, pubblicato nello stesso anno in Jews of the Universe e nel 1861 in Archives Israélites

Presso pochissimi popoli del mondo l'istinto di conservazione è più sviluppato che presso il cosiddetto popolo «eletto». La miglior prova
di ciò è il fatto semplicissimo della pura esistenza di questa razza. Dov'è il popolo che negli ultimi duemila anni ha subito meno cambia-
menti delle sue caratteristiche profonde, del suo carattere e così via? Quale popolo è passato per più terribili vicende – e ne è sempre u-
scito identico a se stesso? Quale ostinato e infinito esempio di volontà di vita e di conservazione della specie non sorge da simili fatti!

Adolf Hitler, Mein Kampf, I 11

Si deduce quindi che gli ebrei dell'Israel [periodico ufficioso dell'ebraismo italiano] si considerano un gruppo a parte, residente in Italia,
e con un suo sviluppo demografico autonomo e che la «salda» coscienza ebraica consiste nell'evitare e impedire tutto ciò che può acco-
stare gli ebrei ai cristiani. È dunque vero che la «gente consacrata» non vuole mescolarsi con i popoli fra i quali vive, anche quando que-
sti popoli la considerano, a parità di diritti e di doveri, perfettamente uguale alle altre. È dunque vero che il dissidio, la differenziazione,
la separazione è voluta, è imposta dai dirigenti ebrei. È dunque vero che taluni ebrei hanno bisogno di vivere nel «ghetto». Spalancatogli
quello materiale, essi se ne costruiscono uno morale. L'alta percentuale dei matrimoni misti in Italia dimostra però che cresce il numero
degli ebrei, i quali dopo essere usciti dal ghetto fisico non vogliono rinchiudersi in quello «morale», ma vogliono invece più intimamente
e completamente fondersi col popolo al quale da secoli appartengono e del quale sono destinati a vivere tutta la storia.

[Benito Mussolini], Matrimoni misti e malinconie attuali, «Il Popolo d'Italia», 29 maggio 1932,
risposta all'appello lanciato contro i matrimoni misti dal caporabbino Angelo Sacerdoti

We are at one and the same time the most separatist and most universalist people in the world, Siamo il popolo ad un tempo più esclusi-
vista e più universalista del mondo.
Nahum Goldmann, The Jewish Paradox, 1978

1476
Se ci sono un sentimento, una cultura, un'ossessione secolare della razza, non si trovano presso la maggior parte degli avversari degli e-
brei, ma presso gli ebrei stessi. Il fatto non è contestabile. Noi siamo i contemporanei del movimento sionista. O non abbiamo occhi per
vedere, mani per toccare, testa per pensare, o sappiamo quanto la solidarietà di razza, e di razza fisica, e di razza morale (o tradizione), ha
fatto in Palestina per gli ebrei e per mezzo degli ebrei [...] Ben prima che Hitler avesse pronunciato o scritto la parola, gli ebrei avevano
vissuto la dottrina della razza. Israele è un popolo. Se esistono altri popoli, popoli degni della loro libertà e della loro sovranità, non po-
trebbero mai tollerare le impudenti usurpazioni di questi stranieri sul proprio territorio, i propri altari, i propri focolari, le proprie tombe.

Charles Maurras, in L'Action française, 4 settembre 1938

I Saggi proibiscono di mangiare il pane di un non-ebreo.


Kizzur schulchan aruch, XXXVIII 1

Poco importa sapere se gli ebrei sono o non sono una razza pura. L'essenziale è constatare in tutti gli ebrei una profonda e intima convin-
zione di essere di stirpe antichissima e di poter fare risalire la propria genealogia agli antichi ebrei. Essi hanno, forse più che ogni altro
popolo, l'idea di essere di razza pura. Da ciò, un sentimento di superiorità.

l'ebreo Marcel Bernfeld, Le sionisme, in Georges Batault, Le problème juif, 1921

Una caratteristica distintiva dell'ebreo consiste nel fatto che, a differenza degli altri stranieri, pretende ovunque tutti i diritti di cittadinan-
za della comunità che lo ospita, e al contempo rimane sempre ebreo. È un suo diritto, secondo lui, che gli si consenta di scorrazzare con
la lepre e di cacciare con i segugi; ed è il solo uomo in tutto il mondo a pretendere un privilegio così stravagante.

Adolf Hitler, 13 febbraio 1945

Il problema, come noi lo vediamo, consiste essenzialmente in questo: che gli ebrei formano di fatto, in mezzo alle nazioni fra cui vivono,
un elemento eterogeneo che non può essere assimilato, che non può essere facilmente digerito da alcuna nazione. Si tratta quindi di tro-
vare i mezzi che permettano a questo elemento distinto di contrarre tali relazioni coi popoli che tolgano ogni fondamento ulteriore alla
questione ebraica.
Yehudah Leib (Lev Semënovic) Pinsker, Auto-Emancipazione, 1882

Facendo coincidere la religione con la razza e la razza con la religione, Israele si è salvato dalla «contaminazione» con gli altri popoli. I
rapporti di Israele con gli altri popoli coi quali è venuto a contatto furono definiti con immagine caratteristica dal dottor Magulier, già
rabbino di Firenze. L'ebreo, egli disse, sta agli altri popoli come l'olio sta nell'acqua, ma non si confonde coll'acqua. Quello d'Israele è un
riuscitissimo esempio di razzismo, che dura da millenni, ed è un fenomeno che suscita ammirazione profonda. Gli ebrei, però, non hanno
diritto alcuno di lagnarsi quando gli altri popoli fanno del razzismo.
corsivo Davar [Benito Mussolini], in Il Popolo d'Italia, 19 giugno 1937

All'alba del mondo nuovo l'ebraismo ha la coscienza di avere, insieme alla sua permanenza, una funzione nell'economia generale dell'Es-
sere, nella quale nessuno può rimpiazzarlo.
Emmanuel Lévinas, in Henri-Charles Puech, Storia dell'ebraismo, 1985

Il legislatore [Mosè], essendo sapiente, essendo stato costituito da Dio per la conoscenza di tutte le cose, ci ha circondati di una cinta sen-
za breccia e di una muraglia di ferro perché non ci mischiassimo in nulla ad alcuno degli altri popoli. Essendo noi stabiliti puri nel corpo
e nell'anima, liberi da vane opinioni, adoriamo il Dio unico e potente sopra ogni altra creatura [...] Il legislatore ci separò da ogni lato con
leggi di purità in materia di cibi e di bevande e di contatti e di udito e di vista, affinché fossimo preservati da ogni contaminazione e non
contraessimo un fare perverso dal trattare con gente indegna.
Lettera di Aristea, 139 e 142

«Ma perché gli ebrei non possono mangiare carne di maiale o crostacei?». «Per creare una separazione. Non è, come qualcuno sostiene,
che dal punto di vista igienico non sono consigliabili, questo non è vero. È solo una regola: "Non mangiate queste cose perché dovete
essere separati dagli altri"».
dialogo tra Alain Elkann e il caporabbi Elio Toaff, Essere ebreo, 1984

Il divieto di mangiare maiale non si può spiegare solo in base a ragioni economiche o ambientali: potrebbe essere infatti l'unico indizio
del fatto che esiste una specifica identità comune agli abitanti dei villaggi degli altopiani a ovest del Giordano. Forse gli israeliti smisero
di mangiare maiale solo perché le popolazioni che li circondavano, i loro avversari, lo mangiavano, e loro avevano cominciato a conside-
rarsi diversi.
Israel Finkelstein, Neal Asher Silberman, Le tracce di Mosè, 2002

Mosè ha creato il più formidabile razzismo che possa mai esistere sulla terra. Anche il cattolicesimo pretende di possedere, lui solo, la
verità, ma i suoi adepti sono sparsi in tutto il mondo e in tutte le razze. Per il giudaismo non c'è confusione di razze. L'ebreo è ebreo e
solamente ebreo [...] Gli ebrei hanno, loro soli, il monopolio della verità e della salvezza. Ma l'ebraismo non è solo una religione. L'ebrai-
smo è una razza, chiusa nella sua fede, indubbiamente, ma anche nella sua storia, nella sua superiorità religiosa e nelle sue ambizioni na-

1477
zionali o meglio nazionaliste. Il razzismo non può essere e non potrà mai essere incarnato più a fondo che dal popolo ebraico.

Hanna Zakarias, De Moïse à Mohammed, 1955

Non ci dev'essere assimilazione. Siamo un popolo speciale, e un popolo speciale dobbiamo restare.

da un discorso londinese di Basil M. Henriques, in Zionist Record of South Africa, 29 gennaio 1939

Come fai ad essere tanto sciocco da pensare che un ebreo sia un uomo di scarso valore? Dio in cielo e tutti gli angeli debbono sorridere e
battere le mani davanti a un ebreo, anche se manda scorregge al sole. Ti dico questo perché tu, maledetto goy, non possa più ignorare per
il futuro quali cose splendide e preziose vi siano in un ebreo, persino i frammenti delle sue unghie.

Martin Lutero (Ia), Von den Juden und ihren Lügen, XXV, 1544

Una volta mi dissero: «Gli ebrei sono i primi speculatori del mondo. Si stabiliscono sempre in tutta fretta dove esistono centri di civiltà.
Quando il centro era nel Vicino Oriente, furono in Palestina, poi a Babilonia e più tardi ad Alessandria. Quando i romani conquistarono il
Vicino Oriente, migrarono in Europa, a Roma e in Renania. E oggi che il Vicino Oriente è ridiventato una terra di centrale importanza, vi
sono tornati. Si trovano sempre dove sono i grandi valori borsistici della storia [die großen Börsenwerte der Geschichte]». Ovviamente il
pensiero è espresso in modo alquanto prosaico e volgare.
Nahum Goldmann, Das jüdische Paradox, 1992

Il concetto di «ebreo errante» ha generato nell'Ottocento la vecchia facezia sull'ebreo polacco di Varsavia che dice all'amico che sta per
partire per l'America. Questi esclama: «Ma è così lontano!». L'ebreo senza radici ribatte: «Lontano da dove?».

Alan M. Dershowitz, Chutzpah, 1991

We are Jews for the sake of mankind [...] Is the Jewish mission to live among the Gentiles [...] The Jewish people is an arrow in God's
quiver [...] The Jewish election leads to the Jewish mission [...] Verily, verily, we are the chosen people, Siamo ebrei nell'interesse del-
l'umanità [...] È la missione degli ebrei, vivere in mezzo ai gentili [...] Il popolo ebraico è una freccia nella faretra di Dio [...] L'elezione
degli ebrei porta alla missione degli ebrei [...] In verità, in verità siamo il popolo eletto.
Rabbi Ignaz Maybaum, The Jewish Mission, 1949

«Aaron, tu che sei un uomo colto e raffinato, come mai ti umili davanti a ogni rozzo banchiere?». «Succede così sin dai tempi di nostro
padre Abramo. Se vuoi mungere la mucca, devi chinarti per forza».
witz in Ferruccio Fölkel, Storielle ebraiche, 1991

Due doni mi fece il destino: l'impulso alla libertà e la sorte dello schiavo.

il poeta «russo» Sëmen Samuil Grigorevic Frug (1860-1916), in Zvi Rudy, Die Juden in der Sowjetunion, 1966

Siamo stati comandati a possedere la Terra. Il mezzo per il possesso è la conquista e, obbedendo a questo comandamento, possiamo ob-
bedire all'altro, quello di colonizzare. Dalla nostra Torah eterna siamo comandati a colonizzare la terra desolata, dove s'intende che essa è
anche spiritualmente desolata. Non possiamo disobbedire a questo comandamento.

Zvi Yehuda Kook, Tra il popolo e la sua Terra, in «Artzi», n.2, 1982

Il mio timore è però che argomentare usando concetti come «nazione» e «popolo» può precipitare la gente con molta facilità nel naziona-
lismo e nel pensiero razziale.
Ignatz Bubis sui tedeschi, in E. Glagau, Eine passende Antwort, Herr Bubis, 1997

Per gli ebrei non è un problema riconoscersi tra loro [...] Poi c'è un termine, amchu, che suona come «il mio popolo» [...] Gli ebrei in
Germania o i tedeschi ebrei non si considerano soltanto una comunità religiosa; c'è per gli ebrei anche un'appartenenza nazionale. Anche
l'ebreo americano e l'ebreo australiano sono parte del popolo ebraico. Senza considerarsi un unico Popolo d'Israele, l'ebraismo non a-
vrebbe potuto sopravvivere a duemila anni di diaspora.
Ignatz Bubis sugli ebrei, in E. Glagau, Eine passende Antwort, Herr Bubis, 1997

Judaism is not just a matter of individual commitment. Howewer personal one's involvement may be, Judaism always entails a linkup
with past and future generations, L'ebraismo [il giudaismo] non è una questione di impegno individuale. Quale che possa essere il coin-
volgimento personale del singolo, l'ebraismo implica sempre un legame con le generazioni passate e future.

Rabbi Adin Steinsaltz, in Arthur Kurzweil, From Generation to Generation, 1996

1478
L'ebreo non può vivere come tale se non fa parte della comunità nazionale [...] Nessun ebreo, se conduce una vita basata sulla tradizione,
può spezzare i legami esistenti con i propri contemporanei e isolarsi. Se una sola generazione non può adempiere al compito affidato ai
nostri antenati, tanto meno lo potrà un singolo isolato. Due condizioni esistono per eseguire la grande missione: un'azione continuata di
tutte le generazioni ed un'azione comune condotta con unità d'intenti da ogni generazione [...] Un legame indissolubile esiste nell'ebrai-
smo tra la religione e la nazione, tra il singolo e la collettività; non per caso, ma quale conseguenza inevitabile del compito affidatoci. In
fisica c'è una regola basilare: la potenza di una catena è uguale alla potenza dell'anello più debole che essa contiene. Ogni ebreo è quindi
tenuto a rafforzarsi e a sviluppare tutte le proprie facoltà per il culto divino delle generazioni d'Israele. Egli deve comprendere che da lui
dipende il successo. «Per lui è stato creato il mondo».
Aharon Barth, I problemi eterni dell'ebraismo, 1980

I am not an American citizen of Jewish faith. I am a Jew. I am an American. I have been an American for sixty-three sixty-fourths of my
life, but I have been a Jew for 4000 years. Hitler was right in one thing. He calls the Jewish people a race, and we are a race, Io non so-
no un cittadino americano di religione ebraica. Sono un ebreo. Sono un americano. Sono stato americano per i sessantatré sessantaquat-
tresimi della mia vita, ma sono stato ebreo per quattromila anni. Hitler ha ragione su un punto: chiama il popolo ebraico una razza. E noi
siamo una razza.
Stephen Samuel Wise, intervista a The New York Herald Tribune, 13 giugno 1938

Se alcuni ebrei dicono di costituire, come i cattolici o i protestanti, una confessione religiosa, non vanno alla radice del loro sentimento e
del loro personale atteggiamento di fronte a tale questione [...] Anche se un ebreo è battezzato o, cosa peraltro diversa, si è sinceramente
convertito alla fede cristiana, egli viene considerato non più ebreo da pochissimi; il suo sangue, il suo temperamento, le sue qualità spiri-
tuali restano assolutamente le stesse.
The Jewish Sentinel, 26 novembre 1920

Ein anderer Erzfeind ist für die Juden in den letzten Jahrhunderten aufgetaucht, nicht unter dem Zeichen des Kreuzes, sondern unter der
Maske der Rassenüberhebung [...] Die verfolgenden gemischten Rassen verschwinden, die reine, wenngleich verfolgte, bleibt, Un altro
nemico mortale degli ebrei è sorto negli ultimi secoli, non sotto il segno della croce, ma sotto le specie del frammischiamento razziale
[...] Le razze miste dei persecutori scompaiono, la razza pura, anche se perseguitata, resta [tale ultima asserzione è ripresa dal Coningsby,
1844, di Disraeli: «The mixed persecuting races disappear; the pure persecuted race remains»].

Heinrich Graetz, Volkstümliche Geschichte der Juden, 1923, III, pp.748 e 742

Non voglio che niente accada nella storia ebraica che non accada anche a me.
Elie Wiesel, in Arthur Kurzweil, 1996

Not all Jews believe in God, but most like to think that God believes in them. He is so central to their history that to suggest that He nev-
er existed in the first place would be to question the purpose of their own existence, Non tutti gli ebrei credono in Dio, ma alla maggior
parte piace pensare che Dio crede in loro. Egli è talmente centrale nella loro storia che insinuare che non sia mai esistito vorrebbe dire in
primo luogo mettere in dubbio il senso della loro stessa esistenza.
Chaim Bermant, The Jews, 1977

The Jewish religion, unlike any other, is racially discriminatory, nationally segregative, and socially tension-creating, A differenza di
ogni altra, la religione ebraica è discriminatoria sul piano razziale, segregatrice su quello nazionale e creatrice di tensioni su quello socia-
le.
Arthur Koestler, The Trail of the Dinosaur and Other Essays, 1955

Al particolarismo nazionale tende a succedere, in moltissimi ebrei, una sorta di cosmopolitismo internazionale che s'allea talora con l'an-
tico particolarismo e che, in fondo, si fonda sullo stesso principio. Mentre il vecchio ebreo ortodosso, chiuso nei suoi riti e nei suoi ricor-
di, non conosce quasi altra patria che Gerusalemme, l'ebreo civilizzato d'Occidente tende a considerare il mondo come un territorio da
sfruttare, poco preoccupandosi del destino delle regioni e degli Stati che attraversa, mantenendo tutti i suoi pensieri egoisti volti ai propri
interessi personali e tutto quanto resta dei propri istinti generali volto verso gli interessi dell'ebraismo, questa antica e vasta confraternita
di cui, malgrado tutte le trasformazioni, l'ebreo si sente ancora parte. Israele continua ad assomigliare all'argento vivo, a questo strano
metallo liquido nel quale le gocce sempre in movimento corrono ovunque, senza mischiarsi a nulla di quanto le circonda, per riunirsi e
fondersi soltanto tra loro.
il filosemita Anatole Leroy-Beaulieu, Israël chez les nations, 1893

A qualsiasi paese appartenga, l'ebreo è sicuro di trovare [ovunque] lo stesso sostegno [dai confratelli]. La patria, nel senso in cui inten-
diamo tale parola, non ha alcun significato per il semita. L'ebreo, per usare un'energica espressione dell'Alliance Israélite, è di un ineso-
rabile universalismo [...] Inoltre, la prima condizione per adottare una patria è di rinunciare alla propria. Ora, l'ebreo ha una patria alla
quale non rinuncerà mai, Gerusalemme, la santa e misteriosa città, Gerusalemme che, trionfante o perseguitata, gioiosa o attristata, lega
tutti i suoi figli, che ogni anno a Rosh Hashanah si dicono: "L'anno prossimo a Gerusalemme!" [Le shanà habaa Beyirushalaim!].

Edouard Drumont, La France juive, 1886

1479
La nostra ebraicità non è una fede; è la nostra totalità. Un ebreo è ebreo in tutto. Non possiamo concepire un dualismo – religione e vita,
sacro e profano. Vorrei dire: «Noi e Dio cresciamo insieme». Nel cuore di ogni pio ebreo, Dio è ebreo. Soltanto gli ebrei capiscono l'uni-
versalità di Dio [...] Jews are the most clannish of peoples, Gli ebrei sono, tra i popoli, quello più imbevuto di spirito di razza. Il fatto che
abbiano durato ottanta generazioni mantenendo un'identità razziale e spirituale testimonia una disciplina essenziale di sorprendente vigo-
re e potere. La disciplina della nostra ebraicità è la sottomissione dell'individuo alla collettività.
Maurice Samuel, You Gentiles, 1924

Tutta la storia precedente si è mossa attraverso lotte di razze e di classi. La lotta tra le razze è l'elemento originario, la lotta di classe quel-
lo secondario.
Moses Hess, Roma e Gerusalemme - L'ultima questione nazionale, 1862

Nell'ebraismo razza e nazionalità si rispecchiano concretamente l'una nell'altra in modo singolare [...] Nell'antico popolo ebraico non ci
sono […] misteri come presso altri popoli, perché il popolo ebraico-giudaico è lui stesso, quale organica totalità, un mistero.

Ludwig Thieben, Das Rätsel des Judentums, 1931


Dio perdona, gli uomini dimenticano, ma il naso resta.
Roger Peyrefitte, Gli ebrei, 1965

Aus dem Judentum kann man nicht entkommen und dem Judentum kann man nicht entrinnen, Dall'ebraismo non si può evadere, all'eb-
raismo non si può sfuggire.
Ignatz Bubis, in Die Woche, 8 maggio 1998

Come il lettore ha potuto rilevare da quanto sin qui detto, L'elezione biblica
quella che va ancor oggi sotto l'espressione di questione ebraica,
vale a dire la differenza, rivendicata come sostanziale dagli ebrei, Lo storico inglese Hilaire Belloc, angustiato per la radicaliz-
tra l'ebraismo e il resto dell'umanità – cosa che ha comportato e zazione dei contrasti e il deterioramento dello statuto delle genti
comporta a cascata una miriade di problemi in tutti i campi del ebraiche in molti paesi europei – e ciò malgrado canzonato da
pensiero e dell'agire umani – ci ha sempre appassionato. Ludwig Lewisohn quale individuo con «una strana, contorta per-
In primo luogo, per l'assoluta singolarità della vicenda stori- cezione della verità» e «diffamato» da Todd Endelman quale
ca delle genti ebraiche, unificate in una «razza secondaria» nel «one of the best known antisemites of the day, uno dei più notori
corso degli ultimi due millenni su una solida base razziale «semi- antisemiti dell'epoca» – scrisse negli anni Trenta: «La questione
tica» (o più esattamente orientale-anatolica) che tocca ancor oggi ebraica è un problema per il quale nessun vero parallelismo può
l'80% del totale, dall'instancabile predicazione talmudica (a sua essere trovato, poiché il fenomeno storico e sociale che ha gene-
volta sviluppo della Legge mosaica, delle dottrine profetiche e rato è unico. È un problema che non può essere eluso, come ha
della prima esegesi rabbinica). invece tentato di fare l'ultima generazione sia di ebrei sia dei loro
In secondo, per l'ineludibilità, per le nazioni e per ogni esse- ospiti gentili. È un problema che non può essere evitato né mini-
re umano, della problematica religiosa, filosofica ed esistenziale mizzato – come lo possono altri problemi sociali – nella speranza
da esse veicolata (universalismo, escatologismo, irenismo, egua- di un effetto curativo del tempo: esso cresce di giorno in giorno
litarismo, concetto di retribuzione, etc.). sotto i nostri occhi. Deve quindi essere affrontato e trattato con
In terzo, per la curiosa ostinazione, più unica che rara in tut- franchezza e subito. Questo problema è il problema di ridurre o
ta la storia fattuale e del pensiero, a ritenersi qualcosa di staccato, di risolvere la tensione generata in un organismo dalla presenza
e pur partecipe al punto da pretendersene guida, dal resto dell'u- di un corpo estraneo. Il corpo estraneo produce tensioni o, per
manità (elezione divina, coscienza irrinunciabile del proprio ruo- cambiare metafora, genera un contrasto dannoso sia per se stesso
lo pedagogico-salvifico, etc.). che per l'organismo in cui dimora. Il problema è come ridurre al
In quarto, per la loro centralità nella storia contemporanea: meglio queste tensioni ed assicurare alle cose una non effimera
non solo nella genesi del rivoluzionarismo liberaldemocratico e intesa».
socialcomunista, ma proprio nello svolgersi del Wendepunkt del Lo storico è spinto a parlare, afferma lui stesso, non tanto dal
nostro secolo (la Grande Guerra), nella sanguinosa crociata di perenne risorgere di reazioni «antisemite» nelle masse, atteggia-
sterminio e criminalizzazione scatenata contro i fascismi, nell'in- menti generati da «pregiudizio, ipocrisia e paura», quanto dalla
cistamento dello Stato d'Israele in una regione geopolitica chiave «sincera convinzione, ancora presente in molte persone, soprat-
e nell'aggressiva fondazione e difesa delle valenze storiche, intel- tutto della generazione più vecchia, che non esista una questione
lettuali e morali della Modernità. Di ciò che, con sempre più dif- ebraica». In perfetta buona fede si è negata da taluni l'esistenza di
fusa coscienza, va sotto il nome di Mondialismo. una nazione ebraica – e quindi secondo costoro non dovrebbe più
In quinto – motivazioni strettamente personali – per la no- esistere alcun vero, sostanziale contrasto tra gli ebrei ed i loro
stra spiccata curiosità intellettuale, per l'innato senso di ribellione ospiti. Tale posizione è però sempre andata incontro alle smentite
etico-esistenziale e per l'assoluta mancanza di propensione a ve- più clamorose. La finzione di credere che il fatto nazionale o
nire abbindolati da prosopopee teologico-filosofiche e da trivia- razziale non abbia, o non debba più avere, rilevanza socio-politi-
lità storico-politiche. ca a fronte del razionale ed egualizzante concetto di «cittadino» è
un portato dell'ultimo secolo: «Dal punto di vista politico, questo

1480
è un atteggiamento conforme a tutto ciò che si denomina da se conto di una storia così strana. Ci sono state generazioni e secoli
stesso "pensiero moderno". Tale fu la dottrina dei grandi espo- (non coincidenti in verità nei diversi paesi, ma ora in uno ora nel-
nenti della Rivoluzione Francese. Tale fu l'atteggiamento adotta- l'altro di questi) in cui sono ben esistite possibilità di assimilazio-
to con entusiasmo dall'Inghilterra liberale e cioè dai massimi e- ne; eppure tale assimilazione non si è mai verificata. In un qual-
sponenti della società inglese nell'era vittoriana. Tale fu la politi- che momento ci fu la più ampia delle possibilità in Spagna, in
ca che incontrò il favore universale in ogni terra della nostra ci- Polonia in un altro [al punto che nei secoli il nome di quello che
viltà occidentale [throughout the whole of our Western civiliza- Harry Rabinowicz chiama «paradiso perduto» viene interpretato,
tion]. Tale fu l'atteggiamento che l'Occidente tenta oggi d'impor- in ebraico, Polin, «qui abiteremo», o Polaniah, «qui abita il Si-
re all'Europa Orientale, e l'ultima conseguenza del suo rapido de- gnore»], ma la migliore occasione fu costituita dal breve ma bril-
clino va cercato in certe clausole del Trattato di Versailles: nono- lante periodo della politica liberale che ha dominato l'Europa per
stante ciò, tale atteggiamento è ancora la posizione ufficiale di tre generazioni. Questa politica ha avuto le possibilità più piene:
tutti i nostri governi». essa ha però lasciato gli ebrei non solo non assimilati, ma ancora
Con Versailles e con gli altri trattati gli ebrei, dice Belloc, più estranei di prima, e il problema politico che essi presentano è
sono stati messi sotto una protezione speciale, «ma non in ma- ancora più urgente di quanto non fosse un secolo fa».
niera leale e costruttiva, but not in a straightforward and positive Evidentemente, sottolinea Belloc, le cause dell'estraneità
fashion». Infatti, la parola «ebreo» non è stata mai apertamente degli ebrei in tutte le società di ogni tempo e paese devono essere
pronunciata – essa è stata rimpiazzata dalla parola «minoranza», ricercate non in qualche cattiva volontà della società che li ospi-
applicabile genericamente ad ogni altro gruppo minoritario – ma ta, ma negli ebrei stessi, nei loro costumi, nella loro ideologia,
l'intendimento dei vari trattati era stato ben chiaro a chiunque nel loro modo di porsi di fronte alla storia ed al mondo, nel si-
sapesse e volesse leggere fra le righe, l'implicazione politica de- stema di valori che ne ha informato per millenni – e tuttora ne in-
rivante da tale atteggiamento ideologico dovendo essere la se- forma – l'agire. Il complesso concettuale ed operativo del giudai-
guente: «Noi, governi occidentali, diciamo che non esiste una smo poggia però su una base umana tanto indefinita da generare
questione ebraica. L'idea di una nazione ebraica è una convinzio- ancor oggi il quesito: chi è ebreo? La risposta, abbiamo visto e
ne errata e il concetto di ebreo inteso come qualcosa di diverso ancor più vedremo, è articolata e diversa secondo le epoche sto-
da un polacco o da un rumeno è una mania. Se voi gente dell'Eu- riche e secondo l'ottica in cui la questione ebraica viene conside-
ropa Orientale siete ancora ottenebrati su tale argomento, impedi- rata: religiosa, culturale, esistenziale, nazionale, razziale o me-
remo a qualunque costo che la vostra ignoranza e la vostra osses- ramente «pratica», cioè variamente economica/sociale/politica.
sione vi conducano a perseguitare gli ebrei». «Difficoltà» riconosciuta (dopo la trivializzazione che ebreo
Ma cosa ha cagionato storicamente, qual è il fattore sostan- «è uno che quando gli racconti una storiella ebraica ti risponde
ziale che si pone all'origine concreta, che fonda la questione e- che la sapeva già e te la ripete migliorandola») anche da un «in-
braica? genuo», «disorientato» Calimani (V): «A distanza di tanti secoli
Il dato comune, che lega tra loro tutte le nazioni e i tempi in non è facile dire che cosa sia l'ebraismo oggi, che cosa significhi
cui hanno operato gli ebrei, è il sostanziale separatismo praticato ai nostri giorni essere ebrei. Popolo? Nazione? Comunità? Espe-
da Israele nei confronti della popolazione ospitante. Anche se rienza religiosa, psicologica, esistenziale, antropologica? Il dibat-
Belloc auspica, per la soluzione del problema, non tanto una tito è e resta aperto, e a poche domande è possibile dare tantissi-
maggior «buona volontà» dei goyim, quanto un mutamento di at- me risposte, facilmente in disaccordo fra loro [...] Il desiderio di
teggiamento da parte dell'ebraismo, è tuttavia costretto ad am- stabilire chi sia ebreo e di capire che cosa significhi esserlo ha
mettere di avere contro la Storia: «In realtà l'assimilazione non si suscitato un dibattito infinito: all'identità sono connesse trappole
è [mai] verificata. Ci sono state le migliori opportunità che un e tribolazioni, soprattutto se viene intesa come un fatto dinamico
caso del genere abbia potuto desiderare: lunghi secoli nei quali e non come un'etichetta artificiale, statica, posticcia».
operare, una larga dispersione nel mondo, una costanza di ma- «Difficoltà» avanzata anche dal presidente UCEI Amos Luz-
trimoni misti, lunghi periodi di tollerante amicizia per l'ebreo, e zatto il quale – per quanto cerchi di ciurlare nel manico definen-
perfino di tanto in tanto la sua influenza e il suo potere. Se ci so- do l'ebraismo una «famiglia allargata» unita da un «vago suppor-
no mai state circostanze nelle quali uno può immaginare che una to biologico» e asserendo che «la sua identità è composita e non
società più vasta potesse assorbire la più piccola, sono state quel- si presta ad essere ridotta a una categoria elementare secondo le
le della Cristianità in accogliente azione per secoli, in relazione categorie di classificazione abituali nei paesi e nelle culture del
con l'ebraismo [Jewry]. Numerose nazioni hanno assorbito mino- continente» – scrive: «Dobbiamo riconoscere pertanto che, al-
ranze ampie e profondamente ostili: gli irlandesi, i loro invasori; meno da un punto di vista culturale e antropologico, è difficile
i britanni, i pirati del quinto e dell'ottavo secolo e i normanni tre sia definire che descrivere un ebreo. Tanto più che vi sono state
secoli dopo; i francesi del nord, le loro milizie ausiliarie; gli ita- importanti modificazioni nel corso di più di tremila anni di storia
liani, i longobardi; i greci, gli slavi; i daci hanno assorbito perfino [...] "Cosa" sono gli ebrei? Un popolo, una religione, una nazio-
i mongoli: ma l'ebreo è rimasto immutato [...] Comunque si vo- ne, una razza, una etnia? In questo crescendo di termini la confu-
glia spiegare tale fatto – privilegiando il lato mistico o in qualun- sione giunge al suo massimo [...] Nell'ebraismo non è del tutto
que altra maniera – non possiamo negare questa verità. È vero chiaro neppure se l'adozione di un'altra religione (quando non
degli ebrei, e solo degli ebrei, che soltanto essi hanno mantenuto, accompagnata dal ripudio esplicito di quella ebraica) sia suffi-
attraverso uno speciale intervento della Provvidenza o attraverso ciente a escludere l'ebreo dalla collettività o se invece non lo fac-
una qualche legge biologica o sociale che ignoriamo, una sicura cia, appunto, appartenere alla categoria degli "ebrei peccatori e
identità ed un'altrettanto sicura differenza tra loro e le società trasgressori"»; come che sia, «senza dubbio, in tutte le epoche e
nelle quali senza sosta si muovono. Non è vero che le circostanze per tutta l'estensione territoriale della presenza ebraica, un ruolo
siano state nel passato così differenti da quelle presenti da dar decisivo [nella preservazione del sangue ebraico] è stato giocato

1481
dalla religione». che considera se stesso come ebreo e che dalla (a lui preesistente)
Invero, a centinaia sono stati prodotti nei secoli libri, saggi e comunità ebraica è considerato tale: definizione eminentemente
articoli di autori ebrei su tale aspetto basilare della Judenfrage, pratica o, forse meglio, razziale o nazionale («l'identità ebraica è
studi talmente numerosi da ingenerare in noi non solo il sospetto un'identità di affini [a kinship identity]. Il popolo ebraico precede
– per non dire il sentore di qualche sottile «furbizia», come nel ogni sistema di credenze teologiche», aveva concluso Rabbi
demi-juif Paolo Mieli che, irritato per la «rozza» espressione Wine).
«razza ebraica» e forse non avendo contezza delle decine di pen- In modo speculare, il sinistro esistenzialista Jean-Paul Sartre
satori da noi citati al cap.XXXIV, definisce l'ebraismo un credo (per inciso, dato per ebreo da Ivor Benson, benché generalmente
religioso: «Chi si sognerebbe mai di dire "razza islamica" o "raz- non riconosciuto come tale: «himself a Jew, though not generally
za buddhista"?» – di una qualche difficoltà paranoide nell'affron- recognized as such») afferma: che «l'ebreo è un uomo che gli al-
tarla, ma anche uno scuotimento di testa e una profonda pietà per tri uomini considerano ebreo» poiché, nonché non essere una
tanto grandi autori. razza, un'etnia o un popolo, «gli ebrei non hanno tra loro comu-
E con il quesito «What is a Jew?, Che cos'è un ebreo?» – che nità né d'interessi, né di credenze» e «sono stati costretti a pen-
l'«umanista» Harris H. Hirschberg dice «a perpetual puzzle sarsi ebrei»; che «la comunità ebraica non è né nazionale né in-
which defies solution, un eterno mistero che sfida ogni soluzio- ternazionale, né religiosa, né etnica, né politica: è una comunità
ne» – il laicizzante Rabbi Sherwin Wine apre la ricerca Judaism quasi storica, Ciò che fa l'ebreo è la sua posizione concreta; ciò
Beyond God - A Radical New Way to Be Jewish, "Giudaismo al che lo unisce agli altri ebrei è l'identità della sua posizione»; che
di là di Dio - Un nuovo, radicale modo di essere ebrei": «La que- «contrariamente ad una opinione diffusa non è il carattere e-
stione è ossessionante [obsessive] solo per gli ebrei. Mentre i loro braico che provoca l'antisemitismo ma al contrario [...] è l'antise-
nemici sembrano non avere problemi [trouble], gli ebrei non mita a creare l'ebreo»; ed infine che «l'esperienza non fa sorgere
sembrano avere mai detto abbastanza. Senza posa impostano di- la nozione di ebreo, al contrario è questa che chiarisce l'esperien-
scussioni e classificazioni sull'argomento. Senza posa esaminano za; se l'ebreo non esistesse, l'antisemita lo inventerebbe».
le risposte. Senza posa le trovano insufficienti. Insoddisfatti, ri- A rincalzo gli vengono da un lato A.M. Rosenthal e Arthur
cominciano ancora una volta il loro futile sforzo [...] L'identità Gelb, già direttori del New York Times: «Cos'è un ebreo? Un e-
ebraica è una condizione controversa. Raramente lascia indiffe- breo, tra l'altro, è un prigioniero chiuso nella peggiore delle pri-
renti. Anche coloro che assicurano di non avere mai sperimentato gioni, la mente del suo nemico [...] Il primo passo per compren-
l'antisemitismo, spesso sono troppo schematici. E coloro che si dere [cos'è un ebreo] è esaminare la natura dell'antisemitismo»,
dolgono dell'ipersensibilità ebraica hanno ragione sull'in- dall'altro il goy Sergio Quinzio (IV), ri-sostenendo che «chi sia
disponenza [unattractiveness] delle vittime, ma torto sulle pro- l'ebreo lo sa soltanto il persecutore. Per il resto, è diventato im-
vocazioni. Nel secolo dell'Olocausto, indagare sull'identità ebrai- possibile saperlo. Ogni definizione può essere, al massimo, una
ca richiede una particolare sensibilità e risolutezza». provvisoria convenzione».
«Il principio di incertezza» – aggiunge Gerald Abrahams «Ebreo senza radici», anche lo stagionato ex sessantottino
prefando In Search of Jewish Identity, apertura di un libro che Daniel Cohn-Bendit, «Danny il Rosso», auspicando da buon uni-
«può autodefinirsi indagine sul significato di un termine», il ter- versalista «una evoluzione di pensiero dove il mondo delle ap-
mine «ebreo», «sfida alla semantica come alla semitica» – «è partenenze abbia valori e significati intercambiabili», assevera,
accresciuto dal fatto che il concetto di ebreo è un concetto vivo e da diretto interessato, che è «l'antisemitismo [che] mi fa ebreo».
cangiante; un'idea moderna, già connessa in modi misteriosi ad Il rabbino Mordecai M. Kaplan, fondatore del movimento
antichissime idee che sopravvivono meravigliosamente in tutte le «ricostruzionista» e docente allo Jewish Theological Seminary,
loro propaggini. Al quesito: Che cos'è l'ebreo? deve dunque ag- definisce il giudaismo come «una civiltà» e descrive gli ebrei
giungersi il quesito: Che cosa fu l'ebreo?, o Che cosa è stato l'e- come un gruppo culturale, primariamente ma non esclusivamen-
breo? Esplorando tali aspetti, il quesito si amplia e si sviluppa. te religioso, unificato da una storia comune, da un comune lin-
Esiste forse un ebreo reale, distinto da un ebreo nominale? Noi guaggio di preghiera, da una vasta letteratura, da precisi usi e
troveremo, operando da tale punto di vista, che il quesito non è costumi e, soprattutto, pervaso dal sentimento di un destino co-
solo "Cosa significa il termine ebreo?", ma "Cosa dovrebbe si- mune. Egli si riferisce a tale gruppo come ad un «popolo», non in
gnificare tale termine?" e, speculando, "Cosa arriverà a signifi- senso nazionale od etnico («razziale»), formato bensì nei secoli
care?" [...] In tal modo il termine resta indefinibile "finché verrà sulla base del sentimento psico-esistenziale, da esso provato, di
Elia", o fino alla fine dei tempi – quando che sia». assoluta unicità. Tutte le differenze tra gli innumeri gruppi e-
Come riconosce poi Morris Norman Kertzer – rabbino tra i braici in ogni epoca e terra sarebbero, per quanto profonde,
più autorevoli, direttore della sezione Relazioni Interreligiose smussate, annullate da tale sentire comune; misinterpretando
dell'AJC, del quale è portavoce, e presidente dell'associazione dei l'antica parola del grande Gaon Saadia ben Yosef: «Il nostro po-
cappellani ebrei delle Forze Armate statunitensi – è difficile tro- polo è popolo soltanto per le sue dottrine», un sodale di Kaplan,
vare, soprattutto in epoca moderna e ancor più in questi ultimi l'antisionista Elmer Berger, giunge a negare il concetto di ebrei
decenni, una esaustiva definizione dell'essere ebrei. Ebreo è per non solo come «razza» o «nazione», ma addirittura come «popo-
lui, in primo luogo, quella persona che accetta la fede del giudai- lo», titolando il primo capitolo di The Jewish Dilemma «Il mito
smo – e questa è una definizione religiosa. Ebreo è però anche di "un popolo ebraico"», aggregato biologico, «fittizia entità che
colui che, pur senza una formale affiliazione religiosa o un'assi- l'abitudine insiste a chiamare "popolo ebraico" [fictious entity
dua frequenza rituale, considera gli insegnamenti del giudaismo which habit persists in calling "a Jewish people"]», poiché «non
– la sua etica, i suoi costumi, la sua letteratura, il suo modo glo- esiste un'entità politica che possa essere realisticamente [with any
bale di porsi di fronte agli eventi del mondo ed alle cose – come realistic accuracy] chiamata "popolo ebraico"», concetto logoro
propri. E questa è una definizione culturale. Ebreo è poi colui e frusto [wornout concept].

1482
Anche Edward E. Grusd, esponente di primo piano e già pre- nary, fondato nel 1886 a New York da H. Pereira Mendes e dal-
sidente del B'nai B'rith, non si nasconde le difficoltà della formu- l'«italiano» Sabato Morais), il 6,6% agli orthodoxes, l'1,4% ai
lazione di una definizione univoca dell'ebraismo: «È difficile reconstructionists ("ricostruzionisti", movimento sviluppato tra
spiegare ai non-ebrei cosa vuol dire essere ebrei, poiché l'ebraici- il 1920 e il 1940 in seno ai tradizionalisti e divenuto indipendente
tà [Jewishness] è più che la sola religione. La maggior parte degli nel 1968 ad opera di Rabbi Mordecai M. Kaplan, situabile a
ebrei amano il loro popolo, sostengono con generosità le loro mezza via tra i riformati e i tradizionalisti, centro formativo il
istituzioni, preferiscono vivere tra loro stessi. Ma se si viene alle Reconstructionist Rabbinical College, fondato nel 1968 a Fila-
differenze nei rituali religiosi, negli usi e costumi, nel modo di delfia), il 6,7% a gruppi vari, mentre il 5,4% si dichiara just Je-
considerare le diverse problematiche ebraiche (financo nella pro- wish, «ebreo senza distinzioni». Quanto ai membri che frequen-
nuncia dello yiddish) gli ebrei possono guadagnarsi ancora la tano le sinagoghe, il 43% dei tradizionalisti (850 sinagoghe nel
loro antica reputazione di popolo dalla dura cervice [Deute- 1970, contro 800 nel 1990) supera il 35% dei riformati (700 si-
ronomio IX 13 e 2° Re XVII 14]. Queste peculiarità sono cer- nagoghe nel 1970, 950 nel 1990), mentre gli ortodossi toccano il
tamente state più evidenti centocinquant'anni fa di quanto non lo 16%, i ricostruzionisti il 2% e altri gruppi il 4%.
siano oggi». Oltremodo interessanti, in ogni caso, le proteste elevate da
Ogni gruppo ebraico (riformato/liberale, ricostruzionista, numerosi ebrei ortodossi riportateci da Kevin Mac Donald II: «I
conservatore/tradizionalista, ortodosso o ultraortodosso: «l'ebrai- capi dell'ebraismo ortodosso si lamentano che la loro dimensione
smo ha molti volti», gioiscono Gilbert Rosenthal e Walter Ho- numerica viene significativamente sottostimata [consistently un-
molka), per quanto piccolo, istituisce una propria congregazione dercounted] dai demografi liberali ebrei nell'intento di minimiz-
religiosa, con proprie sinagoghe, nelle quali gli «estranei», oltre a zare l'importanza dell'ortodossia, verosimilmente al fine di com-
non essere bene accetti, non si sognerebbero di entrare nemmeno battere l'antisemitismo [celando i tratti più visibilmente ebraici
se implorati: «La freddezza e l'ostilità» – continua Grusd – «si della comunità]».
estendono talora fino alla tomba, con gruppi che istituiscono ci- «Il Gran Rabbinato d'Israele» – scrive Doris Bensimon –
miteri solo per loro». I gruppi ebraici organizzano una miriade di «insieme con la maggior parte delle istituzioni ortodosse e ultra-
associazioni per l'educazione, la salute e la carità: organizzazioni ortodosse della diaspora, si oppone con forza a questi tre movi-
per la cura degli orfani, l'aiuto ai malati, la sepoltura dei morti, menti [reform, conservative e reconstructionist] non ricono-
per raccogliere la dote per le ragazze povere ed offrire prestiti scendo le ordinazioni rabbiniche dei riformati e dei conservatori
senza interesse. Ma tutto quanto è fatto esclusivamente per i e di conseguenza le conversioni al giudaismo effettuate da loro»;
membri del gruppo. È pressoché impensabile suggerire di creare «L'ebraismo ortodosso si basa su una fede veritiera e su un cibo
un sistema ebraico comune di educazione primaria, di ospedali o puro; i riformati credono il falso e mangiano cibi impuri, mentre
di organizzazioni sociali che possano servire i bisogni di tutti. i conservatori mangiano cibi puri e credono il falso», aggiunge il
Se tali considerazioni hanno valore soprattutto per il passato, rabbino ortodosso Yaakov Fogelman (nell'Entità Ebraica i rico-
Grusd stesso conferma che anche oggi corrono, all'interno della struzionisti, nati negli USA negli anni Trenta, sono virtualmente
società ebraico-americana da lui presa in esame – la società cer- assenti, mentre riformati e conservatori nel 1997 totalizzano
tamente più vasta e in un certo senso omogeneizzante nella plu- 65.000 individui, l'1,3% su oltre cinque milioni di ebrei; quanto
rimillenaria vicenda dell'ebraismo – numerose le linee di discri- agli ultraortodossi, haredim, sono circa 400.000, l'8% della popo-
mine: «Taluni vogliono essere ebrei invisibili, altri sono sciovini- lazione ebraica; ad aderire più o meno apertamente alle istitu-
sti. Alcuni vogliono condurre un'attiva esistenza ebraica, altri zioni ortodosse è quindi il 90% degli ebrei israeliani).
preferiscono pagare le loro obbligazioni ebraiche con un asse- In parallelo, sconcertato sul Bollettino, il commento della
gno. Ci sono coloro che non offrono né denaro né tempo – per Comunità milanese a fine 1997 (ricordiamo che tutte le comunità
non parlare di quelli che, come per ogni generazione da Mosè in italiane aderiscono all'ebraismo ortodosso): «La controversia su
poi, si distaccano silenziosamente e abbandonano completamente chi sia ebreo e sul valore da attribuire alle conversioni è un tema
la loro identità ebraica. Ci sono alcuni che militano in senso tra- dibattuto già da tempo con particolare vigore in Israele e in tutta
dizionale, altri in senso liberale, altri ancora che non militano la diaspora. La stessa Italia in questo momento è in pieno dibatti-
affatto. Ci sono ebrei che credono nel popolo di Israele e altri per to. Si tratta di un tema scottante, non nuovo, che era già stato af-
i quali l'ebraicità è unicamente una modalità di affiliazione reli- frontato nel 1980 quando il così detto "programma di Denver",
giosa. Nonostante queste differenze – e ancora molte altre – tutti, negli Stati Uniti, era riuscito a mettere d'accordo rabbini ortodos-
tranne coloro che se ne sono andati, hanno in comune la loro e- si, conservative e riformati che unanimemente accettavano le
braicità, comunque questa venga definita. Essi vogliono restare conversioni di chi seguiva trentadue settimane di corso intensivo
ebrei, per una ragione o per l'altra. Soltanto, hanno approcci dif- di ebraismo. Il programma era durato sette anni, ma era stato ab-
ferenti a problemi comuni». bandonato nel 1987, quando i dissensi tra i tre gruppi erano dive-
Il National Jewish Population Survey del 1990 riporta che il nuti inconciliabili. In particolare, la rottura era iniziata quando,
42,4% dei 3.452.000 ebrei USA intervistati aderenti ad una con- fin dal 1983, l'ebraismo riformato aveva adottato la trasmissibili-
fessione si sente più vicino al movimento reform ("riformato", tà dell'ebraismo anche per via paterna. Il tema conversioni è oggi
nato in Germania nella prima metà dell'Ottocento ad opera di diventato un problema di rapporti tra diaspora e Israele, e anche
Rabbi Abraham Geiger, centro formativo lo Hebrew Union un problema politico dello stesso Stato ebraico. Ha raggiunto un
College di Cincinnati, fondato nel 1875), il 37,8% ai conserva- punto di frizione quando l'Alta Corte di Giustizia israeliana è
tives ("conservatori" o "tradizionalisti", movimento fondato stata chiamata a pronunciarsi sulla validità delle conversioni fatte
sempre in Germania, a metà Ottocento, da Rabbi Zechariah da gruppi non ortodossi. Il governo Netanyahu, da parte sua, ha
Frankel come reazione al radicalismo dei riformati e alla rigidità creato una commissione, guidata dal ministro delle Finanze Ne-
degli ortodossi, centro formativo lo Jewish Theological Semi- eman, per trovare una soluzione che venga incontro alle tre cor-

1483
renti dell'ebraismo in tema di conversioni, evitando che il rabbi- 6. sistema del giudaismo americano, o American Judaism
nato ortodosso ne diventi arbitro». of Holocaust and Redemption, «una sintesi delle soluzioni nazio-
L'«eminent Judaic scholar» Jacob Neusner (II) rileva che, in nali e religiose della questione ebraica» (Eugene Kohn), «la reli-
realtà, la dissoluzione del classico «giudaismo della doppia To- gione pubblica, civile degli ebrei americani»: «La [sua] conce-
rah» che resse l'ebraismo per un millennio e mezzo, iniziatasi a zione del mondo sottolinea l'unicità dello sterminio degli ebrei
fine Settecento con l'irrompere dell'Illuminismo nel chiuso mon- europei e il significato provvidenziale e redentore della creazione
do rabbinico, ha portato ad avere oggi sei tipologie, o «sistemi», dello Stato di Israele. L'impostazione di vita dell'American Ju-
di giudaismo o, per dir meglio, il «corporate model» del giudai- daism richiede attivismo nel raccogliere fondi e appoggio politi-
smo si presenta oggi sotto sei articolazioni. Tali strategie evolu- co a Israele. Diversamente dal sionismo, il quale sostiene che gli
tive (per usare l'illuminante impostazione di Kevin Mac Donald) ebrei devono vivere in uno Stato ebraico, questo sistema serve, in
offrono al mondo ebraico contemporaneo – alla intera comunità particolare, per dare agli ebrei americani una ragione e una spie-
come al singolo ebreo – una duttilità, una plasticità, una varietà gazione dell'essere ebrei».
di scelte comportamentali all'interno di uno stesso quadro ideo- Sempre negli anni Novanta, decisamente immersi in un sin-
logico che nessun'altra ideologia o religione ha mai offerto né cretismo che poco ha di ebraico sono i seguaci di Rabbi Philip
offre né può offrire. Ecco, in ordine temporale, tali articolazioni Berg, testa pensante delle decine di migliaia di «fedeli» (tra i
di uno stesso universo mentale: quali ebrei come Barbra Streisand, Liz Taylor e Roseanne Barr e
1. giudaismo riformato, nato in Germania a fine Settecento cattolici come Madonna e Laura Dern) che animano la nuova
dall'illuminismo di Moses Mendelssohn, operante «per una so- filosofia della Qabbalah, un misto di ebraismo, filosofie orientali
cietà pluralista che offra totale libertà di coscienza a chiunque quali buddhismo e taoismo, meditazione New Age e astrologia.
accetti i postulati della religione naturale: Dio, Provvidenza e vita Come nota Matteo Persivale: «Alla vigilia di Natale, Shirley
futura», «esploso» a metà Ottocento negli USA coi rabbini Max Chambers ha pregato a lungo. Davanti ad un crocifisso, a una
Lilienthal, Isaac Mayer Wise, David Einhorn, Samuel Adler, statua di Buddha e a un candelabro ebraico. Ha festeggiato la
Bernard Felsenthal e Samuel Hirsch, giunto a compiuta defi- nascita di Gesù e anche la festività ebraica di Hanukkah. La si-
nizione nel 1885 a Pittsburgh con la Central Conference of Ame- gnora Chambers, nata cattolica, porta al collo una piccola Stella
rican Rabbis, di Davide [...] Nel Medioevo [la Qabbalah, da le-qabbel «riceve-
2. giudaismo ortodosso, il cui aggettivo fu coniato nel 1795 re»: «cosa ricevuta» direttamente da un maestro, «ricezione»,
e il cui maggiore esponente è Samson Raphael Hirsch (1808-88), «tradizione», «teologia mistica»] era una filosofia segreta riser-
nel quale si riconoscono tutti gli ebrei i quali credono nella dop- vata soltanto ad alcuni ebrei maschi che avevano superato i qua-
pia Torah, quella rivelata da Dio sul Sinai (la Rivelazione della ranta anni di età, e rispondevano a determinate caratteristiche di
Torah mi Sinai, "Torah dal Sinai", o Torah min hashamayim, "idoneità spirituale". Ora, grazie alla democratizzazione del suo
"Torah [scesa] dal Cielo", è, conferma Simon Glustrom, «a fun- insegnamento, aperto a tutti, a una forte campagna pubblicitaria
damental of Judaism», per quanto oggi variamente interpretata che si avvale della vendita di gadget, libri bestseller, e persino di
dalle sue diverse articolazioni), e che gli ebrei devono adempiere un sito Internet (l'indirizzo è kabbalah. com) il successo è im-
i precetti così come interpretati dai saggi, pressionante [...] Anche se i gentili (cioè i non-ebrei) sono ben
3. giudaismo tradizionalista o conservatore, precorso nel accetti ai corsi di Berg, lui sottolinea come il suo programma
primo Ottocento dalla Wissenschaft des Judentums di Leopold ("che riguarda la verità dell'universo") sia studiato appositamente
Zunz, affermato in America da Rabbi Solomon Schechter, fonda- per gli israeliti. Ecco così nascere "centri Kabbalah", fedeli agli
to sugli studi storici di Zechariah Frankel e Heinrich Graetz, le insegnamenti del rabbino Berg, a Gerusalemme, Tel Aviv, Haifa,
ricerche dei teo-storici novecenteschi Alexander Marx e Louis Los Angeles, New York, Toronto, Città del Messico, Parigi, Jo-
Ginzberg e la sistematizzazione concettuale di Robert Gordis (la hannesburg, Caracas, Buenos Aires e San Paolo. Ma anche nella
differenza fra riformati e conservatori viene così folgorata da provincia degli Stati Uniti». Duro il commento del rabbino orto-
Neusner: esaminando se una pratica religiosa tradizionale man- dosso, nonché illustre olo-teologo, Irving Greenberg, direttore
tenga oggi la sua validità, i primi si chiedono: Perchè?, i secondi: del mewyorkese Jewish Life Network: «I "Kabbalah Center"?
Perché no?). Seguono le «ideologie mitiche del XX secolo»: Una falsificazione dell'ebraismo. Un po' come quei capi firmati
4. socialismo ebraico con la sua sezione yiddishismo, con- Armani e Gucci che vengono imitati nelle sartorie di provincia».
seguenze della nascita politica del Bund nel 1897, primi teorici Quanto ad ebrei ancora più ereticizzanti, Alan Edelstein ri-
Vladimir Medem e Chaim Zhitlovsky, porta nell'articolo Jews Who Choose Jesus "Gli ebrei che hanno
5. sionismo più o meno religioso o, con Neusner, fusione scelto Gesù", su Moment dell'agosto 1994, che mentre Moshe
dell'aspetto politico col religioso attraverso il «ritorno a un passa- Rosen, fondatore ed executive director degli Jews for Jesus, sti-
to inventato», polo opposto del giudaismo riformato, «afferma ma in 18-35.000 i cristiano-ebrei o ebrei-messianici statunitensi,
ciò che il Reform nega e nega ciò che il Reform afferma [...] una Rabbi Tovia Singer, direttore dell'organizzazione anti-
sorta di Messianismo modernizzato, poiché alza davanti al popo- missionaria newyorkese Jews for Judaism, valuta che gli aderenti
lo ebraico visioni di future affermazioni nazionali che costitui- alle 144 congregazioni federate nella Messianic Jewish Alliance
rebbero la realizzazione e il compimento di secoli di struggimenti of America siano 8000 per quanto 150.000 «siano stati contatta-
e aspirazioni» (Eugene Kohn), primi ideologi il «russo» Ber Bo- ti»; Mark Powers, collega di Singer a Baltimora, è decisamente
rochov e il «tedesco» Jacob Klatzkin, per il quale «il giudaismo più pessimista, adducendo 250.000 «traviati». Trattando di quel-
si fonda su basi obiettive: essere ebreo non vuol dire accettare un lo che possiamo chiamare «giudeocristianesimo moderno», nel
credo né religioso né etico. Non siamo né una confessione né una 2001 Giovanni Filoramo e Claudio Gianotto notano: «Che le li-
scuola di pensiero, ma i membri di un'unica famiglia, i portatori nee di confine tracciate tra le due religioni siano soggette a con-
di una storia comune», tinue rinegoziazioni è un fenomeno che si ripresenta non poche

1484
volte nella loro storia, fino al contemporaneo "Messianic Ju- che possono entrare in relazione con Dio in modo soprannatu-
daism", un movimento fondato nel 1973 (soltanto negli Stati U- rale. Israele è come il seme che secondo la propria natura tra-
niti avrebbe duecentomila aderenti), composto da ebrei che os- sforma gli elementi contenuti nel seno della terra. Israele è il cuo-
servano le feste giudaiche, circoncidono i loro figli e s'impegna- re di quell'organismo che è l'umanità. È il cuore delle nazioni».
no con convinzione nel sostenere lo Stato d'Israele, ebrei che E non si pensi che queste siano fantasie di un passato più o
dunque, almeno a prima vista, avrebbero tutti i segni di ricono- meno remoto, parto della mente di nomadi primitivi erranti per le
scimento per essere considerati tali pleno jure, se non fosse per steppe del Vicino Oriente o di acculturati «assediati» all'interno
un dettaglio: per loro, il Messia è arrivato ed è identificabile in di un ostile mondo goyish. Anche dopo la strepitosa vittoria giu-
Yeshua, ovvero in Gesù di Nazaret. Inutile aggiungerlo, questo daica nel secondo conflitto mondiale e l'annientamento dell'unico
movimento scontenta tutti, ebrei ortodossi e laici, ma anche cri- serio avversario di tutta la loro storia (e forse proprio in virtù di
stiani più o meno inclini al dialogo, proprio perché mette radi- una tale prova di considerazione da parte dell'Altissimo), la tesi
calmente in discussione le rispettive identità». viene sostenuta anche ai nostri giorni, mentre ancor più l'Onni-
Le raccomandazioni rivolte dai capi «rabbini» ai membri potente Jahweh viene vincolato per sempre dalla sua scelta ini-
della MJAA che svolgono opera di proselitismo nei confronti dei ziale e dall'avere permesso l'ebraico come lingua del Paradiso
più ortodossi confratelli di sangue – anche attraverso copie del («finché Adamo non lasciò il Paradiso, tutte le creature, gli ani-
Nuovo Patto in cirillico e in ebraico distribuite ai nuovi arrivati mali al pari dell'uomo, parlavano ebraico, la lingua del cielo»,
dall'ex URSS – sono illustrate dall'aureo richiamo ad una corretta assevera The Jewish Encyclopedia, vol.VII, p.303).
terminologia giusta il richiamo di 1° Corinzi IX 20; dire quindi: Diverso da ogni altro idioma (tutti forgiati dalla mente uma-
1. Messia Yeshua o Messiah Jesus e non Jesus Christ, poiché na), l'ebraico non solo è la lingua con cui parla l'Altissimo ad
«Cristo» non ha connotazione ebraica; 2. Messianic, Completed Adamo, ma è la lingua parlata nei cieli dalle potenze angeliche,
o Fulfilled Jew e non Convert, poiché «convertito» significa ave- scaturito dalla mente stessa di Dio. «Se l'ebraico è preesistente al
re abbandonato il giudaismo ed essere divenuto goy; 3. a Bible mondo, allora è ovvio» – commenta il sociologo ebreo Howard
Believer e non a Christian, poiché «tutti i non-ebrei sono consi- Eilberg Schwartz – «che è stato Dio e non gli uomini a creare
derati cristiani, perfino Hitler», 4. come to a meeting of Bible questa lingua. L'assunto che Dio stesso ha creato l'ebraico signi-
Believers e non come to a church, poiché «il termine "chiesa" è fica quindi che la composizione delle parole e il collegamento tra
troppo gentile»; 5. 2nd part of Bible or New Covenant e non loro sono necessariamente significativi. La preoccupazione di
New Testament, poiché «il Nuovo Testamento è considerato un trovare l'etimologia delle parole rappresenta quindi un tentativo
libro non-ebraico. Non metterlo in evidenza; piuttosto, usarlo»; da parte dei rabbini di capire come Dio abbia costruito l'ebraico e
6. tree e non cross, albero e non croce, poiché «la croce è stata di scoprire le divine motivazioni della sua creazione in questa
un simbolo della persecuzione degli ebrei». fatta piuttosto che in un'altra. Comprendere come l'ebraico sia
Dei sei milioni di ebrei americani ufficialmente ammessi dal- costruito mette in grado una persona di guadagnare l'accesso a
le varie organizzazioni ebraiche, Cheryl Rubenberg riporta che come Dio percepisce il mondo» (coerentemente con tale premes-
solo due sono attivi politico-socialmente. Di essi, la massima sa, diversi gruppi di Mea Shearim, il quartiere ultraortodosso di
parte contribuisce con donazioni in denaro anche generose, ma Gerusalemme, bandiscono dall'uso quotidiano l'ebraico, lingua
non vuole essere coinvolta più a fondo [«will not to be involved troppo elevata per essere usata in situazioni profane, e ricorrono
beyond giving money»]: coloro che sono veramente attivi in or- allo yiddish).
ganizzazioni politiche ebraiche e/o sioniste non sono probabil- Come affermano con identica, squisita misura Léon Kleni-
mente più di 250.000. È inoltre significativo dell'estrema varietà cki, dottore associato del Dipartimento per gli Affari Interconfes-
di posizioni intellettuali e politiche che caratterizza il mondo e- sionali dell'Anti-Defamation League del B'nai B'rith e professore
braico il fatto che 5 dei 38 «propagandisti arabi» elencati nell'o- di teologia ebraica al Seminario dell'Immacolata Concezione a
puscolo filo-sionista Campaign to Discredit Israel e 6 dei 34 e- Mahwah, New Jersey, e Geoffrey Wigoder, redattore capo della
lencati in Pro-Arab Propaganda in America siano ebrei. Encyclopedia Judaica e vice-presidente dell'Organizzazione In-
Nonostante tali posizioni decisamente estreme, minoritarie e terreligiosa di Israele: «La base dell'ebraismo, ora come nelle
comunque tipiche non tanto del mondo moderno ma proprio del- epoche passate, è che Dio ha scelto gli ebrei perché fossero il suo
l'universo statunitense, anche Arthur Brünn vede l'identità ebrai- popolo. Ebrei e non-ebrei possono rallegrarsi di ciò o ribellarsi,
ca come definita essenzialmente da parametri storici e psicologi- ma questo resta uno dei misteri della creazione [...] L'ebreo è
ci, prima che biologici: «Per coscienza nazionale ebraica io in- perciò scelto, ma è scelto per servire, per realizzare la volontà di
tendo la viva coscienza di un'origine comune, il sentimento di Dio sulla terra. L'ebreo è scelto per essere la Torah incarnata.
una solidarietà degli ebrei di tutti i paesi e la ferma volontà di L'elezione è anche della carne, non solo dello spirito. Questa di-
vivere un destino comune». mensione dell'elezione è stata chiamata razzista da alcuni. Non è
L'essere ebreo sarebbe quindi, per gli ebrei Kaplan, Grusd e affatto razzista nel senso che il razzismo del XX secolo ha usato
Brünn, prima che una via ed un metodo di vita, un modo di senti- tale ideologia per giustificare lo sradicamento e la soppressione
re le cose, di confrontarsi col mondo sapendosi partecipi di una violenta di altre razze. Nessuno di questi motivi si può dire che
differenza nei confronti del resto dell'umanità. Ma tale differenza sia inerente all'elezione fatta da Dio del popolo ebraico, e tali
riveste pur sempre una valenza biologica, prima che culturale. pretese non sono altro che distorsioni. La terza caratteristica della
Come recita un articolo apparso sulla rivista Jeshurun (nome dottrina dell'elezione è che, anche se gli ebrei disobbediscono a
poetico di Israele, tratto da Deuteronomio XXXII 15 e XXXIII 5 Dio e causano la sua ira, essi restano i suoi eletti. Perché l'ele-
e da Isaia XLIV 2, dal significato di "il Giusto" o "il Coraggio- zione è della carne, è anche parentela. Il figlio è sempre figlio dei
so" o "il Valoroso") nel marzo 1921: «Israele è il solo capace, suoi genitori, anche se i genitori sono molto adirati: perfino se
giusta le sue caratteristiche ereditarie, di donare profeti, uomini respingono il figlio. Così accade per gli ebrei: essi sono sempre

1485
gli eletti di Dio». un discendente della Casa di Davide [un capo-brigante, un raz-
Se poi l'interlocutore goyish non avesse afferrato il concetto, ziatore che «guidava una banda di tagliagole nella regione poco
i nostri continuano, ancora più espliciti: «La natura eterna del abitata della collina e della steppa di Giuda», che quando regnò,
patto di Dio con Israele e la sua irreversibilità sono aspetti fon- nota Baruch Halpern, «si servì come strumenti di governo del-
damentali dell'ebraismo. Anche quando Israele è in esilio e soffre l'assassinio e del caos», un omicida abituale, un traditore, uno
per l'oppressione, l'ebreo non deve mai dedurne che Dio ha ab- scellerato], restaurerà il regno d'Israele che, sotto il suo scettro, si
bandonato il suo rapporto con Israele. I profeti della Bibbia par- estenderà su tutto il mondo, 2. la nozione che un'ultima terribile
lano di un nuovo patto di Dio con Israele e della definitiva resti- lotta sarà combattuta contro i nemici di Dio (o di Israele), che si
tuzione a Israele della sua terra e delle sue benedizioni. È molto opporranno all'instaurazione del Regno e saranno alla fine di-
importante che questa idea del patto sia compresa nel dialogo strutti. "Quando il Signore sarà per i tempi dei tempi? Quando i
ebraico-cristiano. Ogni pretesa dei cristiani che il patto di Dio pagani – cioè i romani [le «acque cattive» di Abot I 11 e Salmi
con Israele sia stato trasferito ad un "nuovo Israele" è ovviamente CVI 35] – saranno stati cancellati dalla faccia della terra" [will
offensiva per la fede ebraica. Ogni affermazione che implichi che have perished out of the land], 3. la fede che all'instaurazione di
il patto con Dio del popolo ebraico sia stato interrotto o sia stato questo nuovo regno seguirà l'egemonia spirituale di Israele,
sostituito da un patto con altri è totalmente inaccettabile per la fe- quando tutte le nazioni accetteranno la fede nell'unità di Dio, ri-
de religiosa ebraica, e va contro la Bibbia stessa». conosceranno il Suo regno e trarranno istruzione dalla Sua legge,
Insomma, l'«Onnipotente» dimostra di aver perso la Sua on- 4. la convinzione che vi sarà un'era sia di felicità materiale che di
nipotenza, se non può disfare ciò che un tempo ha deciso (come beatitudine spirituale [an age of material happiness as well as
detto, l'idea dell'«autolimitazione» divina, della «contrazione» di spiritual bliss] per tutti coloro che saranno nel regno, quando poi
Dio in Sé per far posto al mondo – tzimtzum – è portato della la morte scomparirà e i morti torneranno a vivere [and the dead
Qabbalah lurianica ed ha un ruolo centrale negli ambienti dell'e- will revive]» (Aspects of Rabbinic Theology).
soterismo giudaico). Ed è per questo che a tutt'oggi nelle preghie- E tale concezione della storia non resta confinata in ambiti
re del Capodanno ebraico e del giorno dell'Espiazione, il Kippur, strettamente religiosi. A prescindere dalle innumeri agitazioni e
gli ebrei Gli chiedono misericordia per i peccati commessi, sotto- sollevazioni messianiche in epoca romana e dalla sua laicizzata
lineando tuttavia che se Egli ne permettesse la distruzione per metamorfosi nei movimenti rivoluzionari goyish di ogni tempo,
punirli distruggerebbe con ciò il Suo stesso potere. Infatti, ribadi- anche in epoca contemporanea tale Fantasmatica afferma l'im-
sce il Midrash Konen, «la Sua luce scaturì sulla terra d'Israele, portanza centrale del giudaismo nella storia di tutta l'umanità.
prima sul santuario, dal quale poi si propagò per il mondo intero Come detto in premessa, il comunista protosionista Moses
[...] Per ogni elemento della creazione il Santo, sia Egli benedet- Hess esprime questo pensiero in termini politici visionari: «Fino
to, ha prodotto un opposto, e ha ispirato in essi reciproco timore. alla Rivoluzione Francese il popolo ebraico è stato l'unico popolo
Ha creato Israele e, opposto a esso, ha creato le nazioni del mon- al mondo che avesse contemporaneamente un culto nazionale e
do, che lo inghiottirebbero vivo [Salmi CXXIV 3]. Quale norma umanitario. Mediante l'ebraismo la storia dell'umanità è diventata
ha stabilito per loro? Ha posto dei principi. Ha creato per loro dei una storia sacra, vale a dire un processo ed uno sviluppo unitario
principi; ha creato Israele e ha creato i suoi principi Mikael e Ga- ed organico che, iniziato con l'amore familiare, non sarà comple-
vriel. Quando Israele trasgredisce la volontà del Signore, i prin- tato fin quando i suoi membri non saranno solidamente uniti dal-
cipi degli astri vanno ad accusare Israele, mentre i principi di I- lo spirito santo, dal genio creativo della storia».
sraele pregano e implorano al cospetto del Santo, sia Egli bene- Che la storia di Israele sia stata scritta direttamente da Dio lo
detto. Quando la supplica dei principi degli astri contrasta quella sostiene oggi in tutta serietà anche lo storico ebreo David Flus-
d'Israele, immediatamente il Santo, sia Egli benedetto, accondi- ser. E proprio questa è la ragione per cui i cristiani non dovreb-
scende a Israele, e concede a lui di aver la meglio, di indebolire bero «confezionarsi un ebraismo a loro piacimento» ma dovreb-
la forza degli altri e di confondere il loro animo, ché altrimenti bero considerarlo in maniera «ortodossa», semplicemente «co-
Israele non potrebbe resistere di fronte a loro». sì come esso concepisce se stesso»: «Oggi il cristianesimo può
La garanzia per l'esistenza del mondo (e, come abbiamo vi- diventare credibile soltanto se si libera di vecchi e di nuovi anti-
sto, della potenza di Dio, e quindi di Dio) è l'esistenza di Israele, ebraismi e si radica in maniera ancora più solida nella tradizione
Figlio Primogenito, Popolo Precorritore, Dottore, Predicatore e giudaica» (Clemens Thoma, Teologia cristiana dell'ebraismo).
Sacerdote delle nazioni: «Del resto, il mondo stesso fu creato per Ed il campo va sgombrato da ogni discorso astratto. Israele
i meriti di Abramo», suona, trasmessaci da Louis Ginzberg, l'an- va accettato non solo e non tanto dal punto di vista religioso, o
tica saggezza; tesi commentata da Bernard Lazare (I) un secolo ideologico, o filosofico, quanto proprio nella concretezza della
fa: «Senza la Legge, senza Israele per praticarla, il mondo non carne, vale a dire del suo essere razziale: «I teologi cristiani del-
esisterebbe, Dio lo farebbe rientrare nel nulla; e il mondo non l'ebraismo devono accettare che, secondo la concezione giudaica,
conoscerà la felicità se non quando sarà sottomesso all'impero non una religione, bensì un gruppo di uomini fu eletto, non la
universale di questa legge, cioè all'impero degli ebrei». religione ebraica, bensì Israele. Di Israele fanno parte anche ebrei
In tal modo Samuel S. Cohon, docente di Teologia Ebraica che si sono allontanati dalla loro religione e la conoscono poco.
allo Hebrew Union College, concorda con Rabbi Abraham Israel Franz Rosenzweig ha descritto molto bene la differenza tra cri-
Schechter, negli anni Venti docente allo Hebrew Theological stianesimo ed ebraismo su questo punto: "La fede del cristiane-
College di Chicago, quanto alle estrinsecazioni storiche del carat- simo è la fede come contenuto di una testimonianza, è la fede in
tere e della missione del Messia: «Esse oscillano e variano coi qualcosa. Ciò è esattamente l'opposto della fede di un ebreo. Una
grandi eventi storici e col mutare delle influenze che le suggeri- fede non è il contenuto di una testimonianza, ma il prodotto di
scono. Nella letteratura rabbinica di pressoché tutte le epoche ci una procreazione. Chi è procreato come ebreo testimonia la sua
sono però elementi costanti. Essi sono: 1. la fede che il Messia, fede in quanto continua il popolo eterno. Egli non crede in qual-

1486
cosa, ma è lui stesso fede [...] La teologia cristiana non deve per- fonte interna, o meglio il principio concreto della teologia ebrai-
ciò occuparsi solo della fede d'Israele, bensì pure del popolo d'I- ca. L'etica ebraica è il principio della religione ebraica: il princi-
sraele e della sua elezione divina e irrevocabile"». pio, e non la conseguenza" (Hermann Cohen, Das Problem der
I cieli e la terra «non sono stati creati che per la gloria di I- jüdischen Sittenlehre [Il problema della dottrina morale ebraica])
sraele», dichiara un commento del primo secolo (Sifré su Deute- [...] E come per moltissimo tempo il sistema religioso risultava
ronomio XI 21, par.47) ed «ogni ebreo è più caro davanti al San- costituito dal Talmud, così era nel, mediante e per il Talmud che
to, benedetto Egli sia, di tutte le nazioni del secolo, passate e fu- il popolo ebraico si manteneva attraverso i secoli. Il Talmud di-
ture» (ibidem, XIV 2, par. 97; col termine aramaico Sifré, «libri» ventava "il terreno, il soffio vitale, l'anima del popolo ebraico".
o interpretazioni halachiche, sono chiamati i commenti a Numeri Agli occhi di molte generazioni ebraiche, il Talmud rappresenta-
e Deuteronomio; il termine aramaico Sifrà, «libro» o interpreta- va una "storia di famiglia" in cui esse si sentivano a proprio agio,
zione halachica, riguarda Levitico, commentato anche dall'opera giacché "vivevano e tessevano la loro esistenza [nel suo ambito],
Levitico Rabbah; l'Esodo viene commentato dalle Mekhiltà di il pensatore materiato di idee [come] il poeta animato da trasfigu-
rabbini vari; il Genesi dall'opera Genesis Rabbah). razioni ideali. Il mondo esterno, la natura e gli uomini, i potenti e
gli eventi, per le generazioni succedutesi nell'arco di un millen-
La conferma talmudica nio valevano come dati insignificanti, accidentali, semplici fanta-
smi, l'unica realtà vera essendo il Talmud" (Heinrich Graetz). Il
La separazione di Israele («Noi») dalle «genti» («Loro»), Talmud – il quale costituisce a mio avviso una delle massime
vale a dire dal rimanente 99,97% dell'umanità, è predicazione conferme della funzione attribuita in generale ai libri sacri: quella
costante anche del Talmud. di esercitare in determinate epoche il dominio totale sugli spiriti
Abbreviazione del termine Talmud Torah, «Insegnamento – è stato giustamente paragonato a una crosta di cui gli ebrei si
della Legge» (più esattamente, come detto in Richiamo, il termi- sarebbero ricoperti durante l'esilio: una crosta che li avrebbe resi
ne Torah esprime i concetti di «direzione, istruzione, insegna- insensibili a qualsiasi sollecitazione esterna, proteggendone l'e-
mento, educazione, precetto, rivelazione», più che di «norma nergia vitale interiore (J. Fromer, Vom Ghetto zur modernen Kul-
legale», mentre Talmud deriva da lamad «studiare» o limmad tur [Dal ghetto alla civiltà moderna])».
«insegnare», attività teoretiche opposte a maaseh, «azione, prati- Quanto alla sua efficacia societaria, dopo quella individuale
ca [dei comandamenti]»; sinonimo di Talmud è midrash, «ricer- lumeggiata da Luzsénszky, valgano le considerazioni stilate cen-
ca, studio», o in senso più stretto «interpretazione», derivato dal t'anni fa da Heinrich Graetz (nato Hirsch Breslau), insigne stori-
verbo darash, «cercare, chiedere, comprendere, interpretare»), co del giudaismo: «Il Talmud è stato il simbolo che ha tenuto
tale opera – definita da Nathan Ausubel «the literary reservoir of assieme gli ebrei dispersi nei vari paesi, custodendo l'unità del
Rabbinic Judaism, il bacino letterario del giudaismo rabbinico giudaismo», considerazioni ribadite negli anni Trenta da Josef
[...] la Bibbia d'Israele ampliata e illustrata», da Alan Mintz, do- Kastein («Il Talmud divenne l'indistruttibile guscio intorno ad un
cente di Letteratura Ebraica alla Brandeis University, «the foun- nocciolo determinato a sopravvivere») e confermate ancor'oggi
dational document of classical Judaism, documento fondante del dall'antisionista Israel Shahak: «Il sistema legale del Talmud può
giudaismo classico», da André Neher II «la più vasta opera enci- essere definito onnicomprensivo, rigidamente autoritario, e tutta-
clopedica»... e dall'abate illuminista/emancipazionista Henri via capace di un infinito sviluppo, senza comunque mutare nelle
Grégoire «cloaca dove sono raccolti i deliri dello spirito ebraico» sue dogmatiche fondamenta».
– è stata la matrice dell'anima ebraica, «il creatore della razza», Innumeri le testimonianze al proposito, tra cui trascegliamo:
«la summa e la fortezza dell'esclusivismo giudaico». «[Il Talmud] è il codice divino, morale e sociale della razza e-
Come scrive Alfons Luzsénszky, il grande studioso unghere- braica» (della razza, e non solo degli ebrei praticanti il monotei-
se del primo Novecento: «Noi tutti che abbiamo a che fare con smo jahwistico!) e «È in questa lettura [del Talmud], ripetuta da
gli ebrei dovremmo conoscere il Talmud, poiché si può cono- secoli, tre volte alla settimana, che risiede il segreto dell'in-
scere il vero ebreo solo attraverso il Talmud. Esso è la vera pietra telligenza ebraica» (La Revue juive de Genève, dicembre 1933 e
angolare e la chiave di volta della religione giudaica e la materia maggio 1936), «[Il Talmud è] il grande educatore del popolo e-
di insegnamento nei seminari rabbinici. Ogni ebreo crea la sua braico» (L'Univers israélite, 22 novembre 1935), «Entrambi [il
morale e la sua visione delle cose dal Talmud. Il Talmud è la Talmud e la Bibbia] sono la nostra legge, e la soppressione di
norma dell'ebreo nel corso dell'intera sua vita e la guida delle sue una parte della Legge sarebbe la fine del giudaismo» (La Tribune
attività. Noi dobbiamo conoscere i princìpi ed i precetti secondo i juive, 20 gennaio 1939).
quali gli ebrei osservanti vengono eticamente educati dall'infan- Che la normativa talmudica rivesta somma importanza nella
zia fino al rabbinato». conformazione del moderno giudaismo lo sostiene negli anni
Egualmente Werner Sombart: «La "Legge" ebraica non rego- Venti anche il tedesco Theodor Fritsch: «L'odierna questione e-
la solo i rapporti tra uomo e Dio, le proposizioni della religione braica non è in alcun modo una controversia religiosa. Egual-
non soddisfano solo una necessità metafisica: le Scritture religio- mente bisogna dire che l'ebreo moderno conosce del Talmud, e
se contengono pure norme vincolanti che riguardano qualsiasi degli scritti rabbinici che su quello si fondano, altrettanto poco
rapporto immaginabile tra uomo e uomo, tra uomo e natura. Il come il cristiano moderno conosce dei Padri della Chiesa, degli
diritto ebraico costituisce quindi una parte minima del sistema scritti della Scolastica cattolica o della Riforma evangelica – seb-
religioso alla stessa stregua della morale ebraica. In quanto isti- bene dopo la guerra molte migliaia di osservanti talmudici orto-
tuito da Dio, il diritto è moralmente buono e gradito a Dio; legge dossi siano emigrati in Germania. Ma c'è di più: come per cono-
morale e ordine divino sono per gli ebrei nozioni assolutamente scere l'essenza del cattolicesimo o del protestantesimo occorre
inscindibili. Secondo una interpretazione conseguente, non esiste avere confidenza con la loro letteratura, così gli insegnamenti del
alcuna "etica ebraica" autonoma. "La morale ebraica forma la Talmud e delle successive opere religioso-giuridiche (quelle di

1487
Maimonide, dello Schulchan aruch, etc.) costituiscono un docu- knowledge will be assailed by suffering [...] Whoever lacks kno-
mento dell'essenza più riposta del giudaismo, cosicché senza la wledge will ultimately be exiled, Chi darà il suo pane ad uno che
loro conoscenza non è possibile un corretto giudizio critico sulla manca di conoscenza sarà assalito da tormenti [...] Chi manca di
singolarità ebraica. Chi non ha una conoscenza almeno approssi- conoscenza sarà infine esiliato», riporta la Soncino)!
mativa dei peculiari insegnamenti che hanno conferito all'e- La più recente edizione in inglese del Talmud babilonese, cui
braismo quel suo carattere fondamentale che l'ha distinto da tutti si è accinta alla fine degli anni Ottanta la Random House, ricon-
gli altri popoli, non comprenderà mai nulla dell'ebreo». ferma il valore centrale conferito all'opera dall'ebraismo. Curata
«Giustamente e apertamente» – continua Fritsch – «il perio- da Rabbi Adin Steinsaltz, i suoi primi volumi appaiono in Israele
dico ebraico-liberale Allgemeine Zeitung des Judentums (n.45, nel 1988 come parte di un più vasto progetto dello studioso: la
1907) chiarì che il Talmud "caratterizza la psiche (natura) ebraica traduzione commentata del Talmud dall'ebraico antico e dall'ara-
in modo tanto acuto quanto preciso". Di testimonianze similari maico nell'ebraico moderno, prevista in quaranta volumi (dei
possono esserne addotte a dozzine. Anche il professore di filoso- quali ventuno ancora da stampare al giugno 1990; se ne stampe-
fia e talmudista [Hermann] Cohen, altrettanto ebreo-liberale, di- ranno solo altri due più uno di indici, e poi la Random House
chiarò sotto giuramento il 5 aprile 1888, quale esperto del Tribu- arresterà le pubblicazioni). Rileva William Scott Green: «In Isra-
nale di Marburgo che: "I precetti di fede e di costume contenuti ele il Talmud è studiato anche nelle scuole laiche; esso è usato
nel Talmud sono vincolanti per l'ebreo, valgono come Legge dai tribunali rabbinici (particolarmente nelle questioni concer-
(halachah)". Per l'ebreo ortodosso, poi ogni parola del Talmud è nenti la condizione della donna); esso è apertamente considerato
insegnamento divino». come una parte del retaggio culturale della nazione. Anche per
«Without the training and guidance, restriction and regimen, queste ragioni la versione ebraica di Steinsaltz ha venduto an-
framework and direction of halachah, the Jewish people is in nualmente 75.000 copie per ogni volume – in totale più di un
danger of losing itself as a people, Senza l'educazione e la guida, milione – un bestseller». Per il rabbino ed i suoi collaboratori tale
le limitazioni e la strutturazione, la cornice e le indicazioni del- opera è divenuta lo scopo principale del loro impegno culturale.
l'halachah, il popolo ebraico rischia di perdersi come popolo. Continua Green: «Rendere il Talmud accessibile ad ogni e-
Guardate la crescente assimilazione di massa ovunque gli ebrei breo sembra essere il perno della loro missione evangelizzatrice
hanno espulso l'halachah dalle loro vite. È generalmente accadu- [evangelistic] per reinnestare gli ebrei sul tronco del loro retaggio
to che senza il giudaismo la Diaspora si è posta pericolosamente religioso, per fare gli ebrei più ebrei. Un secondo passo verso tale
sulla via della guerra e della perdizione. Cosa di solito non av- obbiettivo è il progetto di Steinsaltz di pubblicare entro il 1993
vertita, un eguale pericolo incombe su un Israele che si è allonta- cinque volumi di una traduzione russa del Talmud [progetto del
nato dal giudaismo», conferma, un secolo dopo, Rabbi Abraham cui esito non sappiamo, attualmente, indicare la data], sponsoriz-
Hirsch Rabinowitz. zata non solo dall'Accademia Sovietica [poi Russa] delle Scien-
Nella pratica, quindi, quanto più vincolante dev'essere stato il ze, ma dall'italiano Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) in
Talmud, se già per la Torah – «la patria portatile degli ebrei» ca- collaborazione con l'Istituto dell'Enciclopedia Treccani [alla cui
ratterizzata da Heinrich Heine e Leopold Zunz, quell'insegna- testa nel 1993 viene messa l'ebrea Rita Levi Montalcini]. Stein-
mento che, come predica nel Seicento a Venezia Rabbi Azariah saltz giudica il Talmud essenziale per la sopravvivenza dell'ebra-
Figo, «non richiede altra scienza o studio al di fuori di sé, perché ismo, sia fisico che culturale. Egli sostiene che le comunità ebrai-
tutto è in essa e da essa tutto proviene» – valgono le considera- che che hanno perso il loro contatto col Talmud si sono in poco
zioni di W.D. Morrison: «Non sapere la Legge equivaleva a per- tempo dissolte. Egli ha dichiarato al Washington Jewish Week
dersi, a dannarsi, a venir maledetti, e un bastardo che ne avesse (21 dicembre 1989) che "non c'è civiltà letteraria per un ebreo
avuta una perfetta conoscenza valeva assai di più ed era ritenuto senza una conoscenza del Talmud. Il Talmud è una tra le mag-
superiore ad un Sommo Sacerdote [ha-kohen ha-gadol] che non giori componenti della nostra cultura, del nostro comportamento,
l'avesse posseduta. L'ignoranza della Sacra Scrittura era colpa del nostro carattere. Se voi non lo conoscete, non conoscete nep-
tale da porre chi fosse stato colpevole all'infuori d'ogni umana pure voi stessi. Esso è un certo qual elemento che va al di là della
compassione o carità, come immeritevole di pietà; a tal segno religione, al di là della cultura [...] La gente chiede: Perché gli
che si minacciava di severo castigo colui il quale avesse osato ebrei rispondono sempre ad una domanda con una altra doman-
dare il suo pane ad un uomo imputato di ignorare la Legge» da? L'ebreo risponde: Perché no? Questa risposta è il Talmud, un
(Sanhedrin 92a: «Whoever gives of his bread to one who lacks elemento di grande importanza nella discussione talmudica"».

Legatissimo a Steinsaltz, suo amico e finanziatore, è l'ex pluripresidente del Consiglio, pluriministro e senatore a vita democristiano Giu-
lio Andreotti, elogiato da Miriam Feldman dell'American Jewish Joint Distribution Committee come «uno dei discepoli del rabbino. Do-
po un discorso di Steinsaltz al Parlamento italiano [nell'ottobre 1993], riuscì a far approvare una legge per il finanziamento della tradu-
zione». Il Talmud in russo non è la sola prodezza di Andreotti: da ministro degli Esteri aveva aiutato il rabbino a creare a Mosca un cen-
tro di studi giudaici finanziato dalla Aleph Society di New York, nel cui board sedevano il senatore Patrick Moynihan e il finanziere «ce-
co-inglese» mossadico Robert Maxwell.

Anche Leon Wieselter, ebreo liberale ed editor letterario di perficialità. Esso è l'espressione della tradizione in persona».
The New Republic, sostiene in una recensione dell'opera di Stein- Tale opera-cardine, della quale non si sottolineerà mai abba-
saltz sul New York Times del 17 dicembre 1989: «Nel giudaismo stanza l'importanza ed anzi la centralità per la storia dell'ebrai-
non c'è espressione più notevole di una pagina del Talmud. Il smo, si compone di due grandi parti affiancate da numerosi scritti
Talmud intimidisce, insegna, rimprovera, provoca, soddisfa, fru- minori, che vedono autori, diretti e indiretti, 2500 rabbini, sca-
stra. Il Talmud è uno schiaffo in faccia alla sciattezza ed alla su- glionati nell'arco di 1200 anni – quanto al vero e proprio corpus

1488
centrale, la Jewish Encyclopedia ne elenca nominativamente un ti (massechtot) raccolti in sei sezioni (sedarim, «ordini») e divisi
migliaio di meno: 278 tannaim («ripetitori») e 1270 amoraim in capitoli (perakim).
(«espositori»), mentre Saul Spiro dà 128 tannaim e 3000 amo- Quanto alla preistoria orale/scritta della Mishnah e alla
raim. D'ora innanzi, come si conviene per tali eminenze pseudo- «Grande Assemblea» che l'avrebbe avviata – questione assoluta-
pretesche, useremo non l'originale «Rabbi» (o «Chover, Compa- mente mitica/fantasiosa, ideologicamente costruita a posteriori
gno»), ma il termine «Maestro» (ci è ostico usare, come fanno per controllare, giustificare e ispirare: vedi Finkelstein/Sil-
Ephraim Urbach e Gedaliah Alon, l'appellativo «Saggio»). berman, Giovanni Garbini, Mario Liverani e Robin Lane Fox –
La differenza tra tannaiti e amorei non è, essenzialmente, scrive Adin Steinsaltz: «Ezra [o Esdra] il sofèr [scriba] è il primo
quella tra due periodi; il confine tra i due gruppi non è solo quel- di cui ci è noto il nome, di una lunga lista di chakhamìm [studio-
lo temporale – circa l'anno 200, completamento della Mishnah, il si] il cui compito era studiare e comprendere la Torah, conoscerla
codice legale, sotto l'egida di Yehudah, il Patriarca della Terra di a fondo e spiegarla a tutto il popolo [...] Ezra simboleggia quindi
Israele – poiché, sottolinea Joseph Klausner, per diversi decenni l'inizio di un'epoca, quella dei sofrìm anonimi, conosciuta nella
a cavallo coesistono e discutono tannaiti, amorei e semi-tannaiti, storia di Israele come il periodo della "Grande Assemblea" (ha-
i primi essendo i più originali e dotati di maggiore prestigio: kenèsseth ha-ghedolà). L'epoca della Grande Assemblea, coinci-
«Nessun amoreo aveva l'autorità di dissentire da un tannaita, a dente all'incirca con il periodo della dominazione persiana sulla
meno che la sua opinione non fosse supportata da quella di un Terra d'Israele, non ci è sufficientemente nota. Non sappiamo
altro tannaita. In generale, ad un amoreo non era consentito dis- neppure che cosa fosse esattamente questa Grande Assemblea: se
sentire da una "anonima Mishnah". Gran parte delle controversie si trattava cioè di un'istituzione permanente che esercitava il suo
talmudiche consiste in tentativi di armonizzare le opinioni degli potere in campo giudiziario ed esecutivo, o se era solo un appel-
amorei con quelle dei tannaiti. Perciò, la linea distintiva tra tan- lativo generico dato collettivamente ai chakhamìm di quel tempo.
naiti e amorei fu attentamente difesa e mai sorpassata». E, infatti, a parte alcuni casi sporadici, non conosciamo i nomi
Opera corale di tutta una civiltà (di una «razza»), di tutto I- dei Maestri o delle personalità di spicco di quelle generazioni. La
sraele «considerato come un'entità morale collettiva», il Talmud, stessa nebbia avvolge anche molte delle attività dei membri della
sottolinea Jacob Neusner, «così come ogni documento della let- Grande Assemblea, di cui, peraltro, non conosciamo metodi e
teratura rabbinica, ha preso forma anonimamente, sotto auspici e dettagli» (in realtà, postilleremmo di fronte a tanta nebulosa im-
autorità comuni, privo di qualsivoglia segno di una specifica pa- pudenza, non conosciamo pressoché nulla proprio dell'intera
ternità. Personalità e individualità sono sinonimi di divisione, «storia» biblionarrata, dato che tale «storia» è stata interamente
mentre la letteratura rabbinica, per definizione e per intrinseco inventata a posteriori: basti pensare che il canone biblico-
carattere, mira proprio al contrario, a formare una controparte ebraico, e cioè la Torah, i Profeti e gli Scritti, non sarebbe stato
funzionale dei credi e delle decisioni dei concili delle chiese [cri- definito che nel II-I secolo a.C.). Malgrado tanta incertezza stori-
stiane]. Detto in termini astratti e generali, tale letteratura mirava ca e inverosimiglianza di analisi, Steinsaltz ci vuole far credere
a definire questa idea teologica: i saggi facevano parte di una alla storicità di quanto asserito: «Il periodo della Grande Assem-
tradizione originatasi nel Sinai e il prezzo da pagare per farne blea è quindi quell'epoca fondamentale in cui vennero poste nel
parte è l'accettazione della disciplina della tradizione – l'anonimi- popolo ebraico le basi della Torah Orale e vennero modellati i
tà e il ragionamento articolato attraverso cui un pensiero persona- caratteri spirituali del popolo ebraico per le generazioni a venire.
le diviene giudizio pubblico e luogo di consenso generale […] L'anonimato dei chakhamìm di quel periodo ci dimostra che nella
L'importanza della storia sta nel sottolineare il ruolo unico del sostanza i sofrìm agivano collettivamente, e che la tendenza era
rabbino, fonte della conoscenza della legge, superiore a tutte le di giungere a conclusioni accettate da tutti, con il beneplacito
autorità della comunità ebraica. Il rabbino non eguaglia nessuna della suprema istituzione spirituale (la Grande Assemblea stessa,
delle altre autorità – il profeta, il sacerdote, il re – ma al contem- il Sinedrio, noto anche come il Consiglio dei Settanta Anziani)».
po comprende caratteri propri di tutti loro. Egli partecipa di una Tale Legge Orale (Torah she bealpeh, «legge che è sulla
speciale relazione con Dio, così come il profeta. Il suo studio bocca», detta anche halachah le Moshe mi Sinai, «legge [mostra-
della Torah equivale alle offerte del Tempio, dopo che questo è ta] a Mosè dal Sinai», il cui primo concetto appare quando un
stato distrutto. Il saggio amministra gli affari della comunità e- proselito, in Shabbat 31a, chiede a Shammai "Quante Toroth
braica come parte del governo dei patriarchi ebrei della Terra di avete?", ricevendo la risposta "Due: la Legge Scritta e la Legge
Israele e Babilonia. Per i rabbini, tra i modi per comunicare diret- Orale") ha un carattere rivelato di valore assimilabile, ed anzi
tamente con il Cielo non vi è la profezia [ma la conoscenza della addirittura superiore in quanto completa l'antico insegnamento
Torah, che vara il governo razionale dei saggi guidati da Dio]». adattandolo alle mutevoli condizioni storiche, a quello della To-
La prima parte del Talmud, che nelle versioni a stampa rical- rah propriamente detta, la Legge Scritta (Torah she bikhtav, iden-
cate sulle edizioni veneziane del goy Daniel Bomberg di Anversa tificata da Rabbi Shneur Zalman di Lyady con la H «superiore»,
(coadiuvato da decine di ebrei, in primis il convertito Felice da cioè con la prima delle due H del Sacro Tetragramma YHWH,
Prato e Jacob ben Haijm) costituisce il testo principale circondato ove indica il mondo di Quaggiù che dovrà tornare alla propria
sulla stessa pagina dagli altri elaborati, viene chiamata Mishnah, origine; la seconda H, rappresentata dalla Legge Orale, indica il
«ripetizione», ed è in ebraico. Essa, «mappa [dell'ebraismo] sen- mondo di Lassù, il Modello al quale si deve fare ritorno; una del-
za territorio» (W.D. Davies), costituisce la prima raccolta di leg- le funzioni della vita terrena, commenta Josy Eisenberg, è riunire
gi del giudaismo postbiblico, messa per iscritto dal 135 al 200 le due H).
d.C., anno nel quale Rabbi Judah I (noto come ha-Nasi, cioè «il In Back to the Sources - Reading the Classic Jewish Texts
Principe, il Patriarca», il capo spirituale e civile dell'ebraismo (1984), Robert Goldenberg, docente di Studi Ebraici all'Univer-
palestinese; della parallela funzione di capo della Comunità babi- sità Statale di New York, commenta: «Il Talmud fu Torah. In un
lonese è investito l'Esilarca) ne proclama la chiusura, in 63 tratta- paradosso che segna la storia del giudaismo, il Talmud fu la To-

1489
rah Orale in forma scritta, e in tale forma divenne la più limpida per un totale di 2.500.000 parole e completato circa nel 600, nel-
dichiarazione che l'ebreo potesse udire dalla vera parola di Dio l'edizione canonica dispiegato in 5894 pagine in folio), è la
[...] Il Talmud provvide i mezzi per determinare come Dio vole- Ghemarah, «completamento» o «delucidazione», una sistematica
va che vivessero gli ebrei, in ogni luogo, in ogni tempo. Anche se spiegazione della legge (in ogni caso gemar, nell'aramaico babi-
i dettagli della legge vennero modificati per adattarsi a nuove lonese, vale non solo «completare», ma anche «studiare»), scritta
condizioni di vita, la vera via per fronteggiare tali adattamenti sia in ebraico sia, soprattutto, nei più vari dialetti aramaici. Essa
venne trovata automaticamente nel Talmud e nei suoi commenta- raccoglie le discussioni e i commenti dei tardi rabbini sulla Mi-
rii [...] Il Talmud rivela Dio che parla a Israele, e perciò Il Tal- shnah (dopo l'antico periodo delle Cinque Coppie, zugot: cinque
mud divenne la via di Israele verso Dio». generazioni di tannaim/tannaiti, sette di amoraim/amorei e due
Oltre mezzo secolo prima già aveva commentato J. Weigl: gruppi di saboraim/saborei) ed è presente, per il Talmud palesti-
«Per il giudaismo la Torah scritta e quella orale sono un tutt'uno. nese, in 39 dei 63 trattati della Mishnah, mentre, pur presente per
Nulla può essere aggiunto, nulla può essere tolto. Ciò che Dio ha il Talmud babilonese solo in 37 trattati, la sua prolissità, come
rivelato a Israele, deve restare in eterno la Legge. Si dice: l'intero detto, rende tale versione tre volte più estesa della palestinese.
edificio religioso somiglia ad una colonna composta da molti I sei Ordini, fissati dal Maestro Jehuda Hanasi Haqqadosh (i
pezzi; se anche un solo pezzo fosse allentato, cadrebbe tutto. Per trattati con «bj» hanno la Ghemarah sia babilonese che gerosoli-
il giudaismo la Torah è qualcosa di santo, di inviolabile, non solo mitana/palestinese, quelli con «b» la babilonese, quelli con «j» la
per il suo contenuto, ma anche per la conservazione di ognuna palestinese, quelli senza nota sono privi di Ghemarah):
delle sue disposizioni sostanziali per la vita ebraica». Zeraim «sementi» 11 trattati: Berakot (Benedizioni) bj, Peah
«Le due Toroth stanno l'una a fianco dell'altra, la prima in- (L'angolo del campo) j, Demaj (Dubbi sui prelevamenti) j, Kila-
comprensibile senza la compagna, la seconda mnemonicamente jim (Mescolanze) j, Shebiit (Anno sabbatico) j, Terumot (Offerte
fondata sulla saggezza della Parola Scritta. Tutte e due insieme ai kohanim) j, Maasrot (Decime) j, Maaser Sheni (Seconda de-
sono chiamate Torah, ed è questa completa Torah che ricevette cima) j, Kallah (Parte prelevata dell'impasto) j, Orlah (Frutto in-
Mosè e fu trasmessa da una generazione all'altra», assevera Rab- circonciso) j, Bikkurim (Primizie) j;
bi Rabinowitz. «Secondo la leggenda popolare» – avevano si- Moed «festa» 12 trattati: Shabbat (Sabato) bj, Erubin (Me-
milmente notato Jerôme e Jean Tharaud in The Chosen People – scolanze) bj, Pesachim (Sacrifici pasquali) bj, Sheqalim (Contri-
«il Talmud [inteso quale Legge Orale], come la Torah, fu ispirata buto del mezzo shéqel al Tempio di Gerusalemme) j, Joma
da Dio. Mosè la udì sul monte Sinai, ma Nostro Signore gli proi- (Giorno) bj, Sukkah (Capanna) bj, Bezah (Uovo) bj, Rosh Ha-
bì di metterla per iscritto, dicendo che i non-ebrei avrebbero po- shanah (Capodanno) bj, Taanit (Digiuno) bj, Meghillah (Rotolo)
tuto tradurla nelle loro lingue e utilizzarla. Aggiunse anzi: "Colui bj, Moed Qatan (Festa minore) bj, Chagigah (Sacrificio festivo)
che conosce i miei misteri è mio figlio, e solo nella tradizione bj;
orale sono i miei misteri". Questi misteri erano il Talmud». Nashim «donne» 7 trattati: Jebamot (Cognate) bj, Ketubot
I rabbini, aggiunge Günter Stemberger, docente di Giudaisti- (Contratti matrimoniali) bj, Nedarim (Voti) bj, Nazir (Nazireo)
ca a Vienna e uno dei più quotati studiosi di letteratura rabbinica, bj, Sotah (Donna sospetta di adulterio) bj, Gittin (Libelli di ripu-
sanno che alcune delle loro prescrizioni contraddicono talora il dio) bj, Qiddushin (Fidanzamenti) bj;
testo biblico, e tuttavia rimangono «fedeli all'affermazione teolo- Neziqin «danni» 10 trattati: Baba Qamma (Prima porta) bj,
gica secondo cui la tradizione deriva dalla stessa fonte del libro Baba Mezia (Porta di mezzo) bj, Baba Batra (Ultima porta) bj,
sacro. In linea di principio l'intera Torah orale, in tutta la sua am- Sanhedrin (Sinedrio) bj, Makkot (Fustigazioni) bj, Shebuot (Giu-
piezza, è stata data a Mosè sul Sinai come la rivelazione scritta. ramenti) bj, Edujjot (Testimonianze), Abodah Zarah (Culto Stra-
Molto nel frattempo è stato dimenticato ed è stato riscoperto solo niero, ovvero: Idolatria) bj, Abot (Padri), Horajot (Decisioni) bj,
grazie alla perspicacia dei rabbini: lo sviluppo storico del mondo più sette trattati extracanonici, tra i quali Abot de Rabbi Natan,
religioso ebraico non è quindi da considerare come una succes- Padri secondo Rabbi Natan, e Soferim, Scribi (altri sette Mas-
sione di continue novità, bensì come una progressiva riscoperta sektot Qetanot/Chizoniot, Trattati Minori/Esterni, riguardanti
delle origini [...] I rabbini sono consapevoli che l'affermazione argomenti esclusi dalla trattazione della Mishnah, sono in genere
dell'origine unitaria della rivelazione a Mosè sul Sinai della To- pubblicati in appendice al Talmud);
rah scritta e orale è una finzione teologica; come affermazione Qodashim «cose sacre» 11 trattati: Zebachim (Sacrifici ani-
teologica essa conserva comunque il suo ampio significato! Que- mali) b, Menakot (Offerte farinacee) b, Chullin (Cose profane) b,
sta consapevolezza rabbinica del problema emerge chiaramente Bekorot (Primogeniti degli animali) b, Arakim (Valutazioni) b,
da un racconto su Rabbi Aqiba. Rabbi Jehudah, in nome di Rab, Temurah (Sostituzione) b, Keritot (Peccati puniti con il karèth) b,
racconta che Dio avrebbe permesso a Mosè di partecipare in vi- Meilah (Furto sacrilego) b, Tamid (Sacrificio quotidiano) b,
sione, dopo la morte, alla lezione di Rabbi Aqiba; Mosè non capì Middot (Misure), Qinnim (Nidi, coppie di uccelli sacrificali);
nulla delle sottili deduzioni bibliche di Aqiba; ritrovò però la sua Toharot «purità» 12 trattati: Kelim (Utensili), Ohalot (Ten-
calma interiore quando udì Aqiba affermare che tutto questo era de), Negaim (Piaghe), Parah (Vacca), Toharot (Cose pure), Mi-
la halachah rivelata a Mosè sul Sinai». qvaot (Bagni rituali), Niddah (Donna nell'impurità mestruale) bj,
La seconda parte, tramandataci in due stesure chiamate, dal Machshirin (Preparazioni), Zabim (Persone impure per emissioni
luogo di origine, «di Gerusalemme» o palestinese (Talmud jeru- patologiche), Tebul Jom (Persona che, avendo fatto un bagno
shalmi, elaborato nelle scuole di Gerusalemme, Jamnia, Tiberia- rituale durante il giorno, rimane impuro fino alla sera), Jadajim
de, Cesarea e Sefforis, scritto in aramaico occidentale ed ebraico (Mani), Uqzim (Steli).
antico per un totale di 750.000 parole e completato intorno al Della stesura palestinese è dato autore il Maestro Jochanan,
400) e «babilonese» (Talmud babli, nelle scuole di Babilonia, «per ottant'anni» a capo della sinagoga di Gerusalemme, il quale
Nehardea, Sura e Pumbedita, scritto nei più vari dialetti aramaici avrebbe completato la sua fatica nel 230. Di essa esiste un'unica

1490
traduzione integrale francese in undici volumi, compiuta da Moi- ripante enciclopedismo (la «discussione polivocale» di Julien
se Schwab, realizzata tra il 1871 e il 1889 e ristampata nel 1969. Bauer, la «bureacratic prolixity» di Michael Hoffman) le ha
Quanto alla più vasta stesura babilonese, ci è stata tramanda- conferito l'appellativo di Yam haTalmud, «oceano dell'In-
ta come opera di più individui. Iniziata nel 327 dal Maestro Ashi, segnamento», ma anche che proprio tale caratteristica, ostica allo
che vi si dedica per un sessantennio, viene continuata dal Mae- spirito indoeuropeo, rende arduo, per i non-ebrei, l'avvicinarsi ad
stro Maremar intorno al 427, completata dal Maestro Abina in- essa. «Il Talmud babilonese» – scrive Goldschmidt – «non è un
torno al 500, e dichiarata chiusa nel 500 dall'enigmatico Mar Jo- sistema, non è un metodo, ma un insieme di insegnamenti e pre-
se. È la versione che ha assunto valore canonico, sostituendo cetti, di detti e sentenze, di storie e aneddoti. Accanto a deduzioni
quasi ovunque la palestinese. A tutt'oggi esistono, a disposizione che spaccano il capello in quattro, ecco una favola, ecco un'inge-
dei goyim privi di conoscenza dell'ebraico, due traduzioni inte- nua oscenità che segue ad una questione giuridica. Ermeneutica
grali (delle sole Mishnah e Ghemarah, escluse quindi le tosaphot scolastica e speculazione metafisica sono confusamente mescola-
e gli altri commenti presenti nel testo ebraico), una tedesca in te con relazioni storiche ed accenni astrologici. Come la materia,
nove volumi, col testo originale e le sue varianti, ad opera di La- così è la scrittura, un insieme di lingue diverse, un gergo sfrena-
zarus Goldschmidt, edita dal 1897 al 1935 (e riedita, senza l'ori- to» («libro-non-libro di sconvolgente bellezza e complessità, san-
ginale, in dodici volumi dal 1929 al 1936 dal berlinese Verlag tuario dell'ermeneutica ebraica», inneggia invece il giullare Moni
Biblion poi Jüdischer Verlag), malgrado le critiche dei più gelosi Ovadia).
ambienti giudaici tuttora considerata una delle versioni più im- «Nel contesto di una teologia cristiana dell'ebraismo» – ag-
portanti, ed una inglese a cura di Isidore Epstein, edita dal 1935 giunge, invitando da cristiano post-conciliare a non fermarsi sui
al 1952 dalla Soncino Press in 35 volumi e poi variamente dispo- passi anti-goyim incriminati dagli «antisemiti», Clemens Thoma
sta (dopo la prima versione inglese del 1903, ampiamente «pur- – «ci si può accontentare di rilievi critico-letterari e storico-
gata», curata da M. Levi Frumkin alias Rodkinson, coadiuvato religiosi sporadici. Il Talmud è un'opera estremamente disorga-
da Rabbi Isaac Mayer Wise, padre del Reform Judaism). nica, asistematica ed enciclopedica. "La mentalità talmudica af-
Il Talmud vero e proprio – cioè la Mishnah-Ghemarah – è fronta i problemi isolatamente e non fa mai il tentativo di sinte-
variamente contornato: tizzare i suoi risultati in una cornice più ampia [Julius Guttman,
1. sul bordo interno, per i maggiori trattati forniti di Ghema- Die Philosophie des Judentums, 1933]. Forse il modo migliore di
rah, dal commento di «Rashi», acronimo del Maestro Shelomo valutare la sua disorganicità e asistematicità è quello di conside-
ben Jishaqi di Troyes (1040-1105), rarlo, per parlare in termini molto semplificati, un "archivio" di
2. sul bordo esterno da «aggiunte», dette tosaphot, stilate protocolli di discussioni di dotti rabbini. Tale archivio fu alla fine
dalle scuole dei cosiddetti tosafisti, «continuatori», vissuti in par- in qualche misura ordinato e reso accessibile a un vasto pubblico
ticolare nella Francia settentrionale e nella Germania occidentale sotto forma di volumi in folio. L'ordinamento disordinato dal
fra il XII e il XIII secolo (la Universal Jewish Encyclopedia ne punto di vista concettuale e tematico del Talmud è la causa prin-
conta, fra l'XI e il XX secolo, ben 65, dei quali 37 presenti nella cipale della "forma labile ed elastica, in cui il patrimonio di fede
classica edizione Romm di Vilna), stampate sul bordo esterno del dell'ebraismo è rimasto" [ibidem]. Elementi liturgici si affiancano
testo mishnaico-ghemarahico (da non confondere con la tose- a elementi di edificazione, speculazioni sulla legge sono interval-
phta, «aggiunta», alla Mishnah, risalente al II secolo), che nel late da preoccupazioni per la vita quotidiana, riflessioni profonde
1914 il Gran Rabbino Simon Bernfeld ha definito «il culmine sono punteggiate da brani insignificanti, etc. [...] Qui bisogna
della sagacità talmudica», mentre il già detto «filosofo» (come tener conto della tanto invocata "forza normativa" del fatto com-
già detto, ci si passino le virgolette, a indicare la nostra increduli- piuto" nel valutare sentenze e leggende. Un cristiano che parla
tà che un ebreo – a parte Spinoza – possa mai sviluppare una fi- con accenti antiebraici dopo Auschwitz agisce in maniera molto
losofia e non un commentario para-religioso) neokantiano Her- più irresponsabile di un qualsiasi Padre della Chiesa, il quale ri-
mann Cohen ha dichiarato, nella perizia giuridica Die Nächsten- teneva che la degradazione degli ebrei rientrasse nei compiti del-
liebe im Talmud, "L'amore del prossimo nel Talmud", che «non la predicazione cristiana e non poteva ancora valutare la perico-
si può comprendere un solo passo del Talmud senza avere stu- losità delle sue parole [...] Per l'ebraismo ortodosso legato alla
diato le tosaphot», tradizione il Talmud babilonese è espressione della rivelazione
3. da commenti di studiosi estranei alla scuola del Maestro orale fatta da Dio a Israele. Di conseguenza esso possiede una
Chaia e perciò chiamati baraietot, «insegnamenti esterni», dignità pari a quella della rivelazione scritta registrata nella Bib-
4. da brevi tesi e semplici detti chiamati piske tosaphot, «de- bia ebraica (cfr. Nedarim 37b; Berakot 26b) [...] Chi oggi, dopo
cisioni», Auschwitz, in qualità di uomo di Chiesa si esprime e si comporta
5. dalle perusch ha-mishnaiot, «commentari mishnaici» del ancora in maniera antisemita – per quanto velatamente, perché
«filosofo» e Maestro Moishe ben Maimon (1138-1204), noto nella maggior parte delle regioni del mondo l'antisemitismo non
anche come «il secondo Mosè», «l'Aristotele ebraico», «la mera- rientra più tra le buone maniere – è molto più condannabile che
viglia dei contemporanei», chiamato dagli ebrei con acrostico non, per esempio, il Padre della Chiesa Agostino o un qualche
RaMBaM e dai cristiani Maimonide, vescovo del periodo prenazista. La maggior parte di costoro non
6. dalle note marginali del Maestro Jacob Asher Arba ah poterono prevedere, o non poterono prevedere completamente, le
turim, le «quattro colonne» di scrittura, aggiunte intorno al 1321 nefaste conseguenze della loro predicazione antigiudaica».
e poi anche raccolte a parte. «La prima impressione» – aveva scritto nel 1937 Karl Georg
Estremamente complessa, quindi, frammentaria e disconti- Kuhn in Die Entstehung des talmudischen Denkens, "La nascita
nua la scrittura dell'Opera («la nuova Legge Orale non balzò fuo- del pensiero talmudico" – «è piuttosto quella di una lettura affat-
ri dai cervelli dei saggi della Diaspora completa di note a piè pa- to incomprensibile, astrusa e quindi noiosa. E in effetti il Talmud
gina», commenta Max Dimont), al punto non solo che il suo stra- per tutta la sua struttura e per il suo metodo è così estraneo al

1491
pagine ultime 15-07-2008 9:42 Pagina 2
pagine ultime 15-07-2008 9:42 Pagina 3

Trattato Abodah Zorah, foglio 22b, edizione Soncino Press.


Traduzione dall’edizione tedesca di Lazarus Goldschmidt: «... perché quando i non-
ebrei si recano nelle case dei loro vicini per commettere adulterio con le mogli di
quelli e non le trovano in casa, essi copulano con le pecore [letteralmente: il bestia-
me] nei recinti [pudica, la Soncino traduce: might use it immorally, le trattano
immoralmente]. Ma se tu vuoi, io dico: anche quando le mogli dei loro vicini sono
in casa, essi preferiscono ancora copulare con gli animali, poiché il Maestro disse
che essi amano le pecore [gli animali] degli ebrei più delle loro stesse donne».
nostro pensiero occidentale formato dalla grecità come quasi lottava contro i fantasmi della mente. Poiché deviava dalle forme
nessun'altra opera della letteratura mondiale» (per una esemplifi- tradizionali di una sana logica, venne attaccato aspramente da
cazione della contorta logica talmudica, rimandiamo a Stember- alcuni grandi rabbini. Tuttavia, il pilpul non solo infuse nuova
ger). Ed invero, la millenaria verbosità/cavillosità talmudica han- vitalità allo studio del Talmud, ma stimolò anche l'ingegnosità e
no espresso una propria logica e un peculiare metodo di ragio- l'indipendenza della mente, incoraggiando gli studiosi a creare
namento, il cui scopo è rimettere continuamente in discussione le nuove idee da quelle vecchie».
opinioni avanzate e i risultati raggiunti. Centrale è il principio Emblematico anche il seguente witz folklorico: «"Moshele,
rabbinico che stabilisce il diritto, anzi il dovere, di inserire dialet- tu che sei stato alla yeshivah, sai spiegarmi che cos'è il Tal-
ticamente nel discorso sempre nuove opinioni, con l'unica condi- mud?". "Te lo spiego con un esempio, Shmul, e ti pongo una ka-
zione di mantenerle collegate alle precedenti attraverso un parti- sheh [quesito]. Due cadono attraverso il camino. Uno si sporca
colare sistema di discussione – il pilpul, letteralmente «peperon- tutto di fuliggine, l'altro rimane pulito. Quale dei due si laverà?".
cino forte», o anche «grano di pepe» – che può anche portare a "Quello sporco, naturalmente". "Sbagliato. Quello sporco vede
conclusioni contrarie a quelle di partenza. Il pilpul, nota Sander quello pulito; dunque pensa di essere pulito anche lui. Quello che
Gilman riportando i commenti critici dei maskilim (gli ebrei «il- è invece pulito vede quello sporco e pensa di essere anche lui
luministi» e «razionali», vedi infra) sull'«aggressiva superficiali- sporco; dunque si laverà... Ti pongo una seconda kasheh: i due
tà del pensiero ebraico», è «the quintessentially Jewish mode of cadono una seconda volta attraverso il camino. Chi andrà a la-
argument, la specifica, essenziale forma ebraica di discussione. È varsi?". "Beh, adesso lo so: quello pulito". "Sbagliato ancora.
la base di tutte le dissertazioni talmudiche». Lavandosi, quello pulito ha notato di essere pulito; quello sporco
Aggiunge Yosef Bali Barissever: «Forse l'essenza più carat- ha invece capito il motivo per cui quello pulito si è lavato; e dun-
teristica dell'ebraismo e che non c'è in nessun'altra cultura o civil- que adesso si lava finalmente quello che ne ha davvero bisogno...
tà, è la sua natura di argomentazione. Noi siamo la civiltà della Ti pongo una terza kasheh: i due cadono per la terza volta nel
discussione. Discutiamo con Dio, su Dio, uno con l'altro e su tut- camino: chi dei due si laverà?". "Basta! Sempre quello sporco,
to quello che conta. L'ebreo risponde a una domanda con un'altra non si può sbagliare". "Sbagliato ancora. Hai mai visto due che
domanda. Il Talmud è il testo di discussione per eccellenza. Pre- cadono nello stesso camino e che poi uno sia pulito e l'altro spor-
serva tutti i lati della discussione, insiste che le opinioni minorita- co? Vedi, questo è il Talmud"».
rie siano conservate insieme alle opinioni prevalenti e espone i Quanto ad altre quattro perle: «Uno studente di Talmud è
suoi lettori a una gamma di possibilità anche quando una risposta sbalordito nel vedere sua moglie partorire tre mesi dopo il ma-
semplice monocromatica potrebbe essere sufficiente». trimonio. Si rivolge al rabbi: "Rebbe, rebbe! È successa una cosa
Esempio di tale pensiero e della sua metodologia espositiva – straordinaria. Mia moglie ha partorito dopo soli tre mesi dal ma-
capziosità, distorsione concettuale, bizantinismo speculativo, trimonio. Com'è possibile? Tutti sanno che ci vogliono nove me-
vittimismo aggressivo e riserve mentali – è quanto riporta Elie si per fare un bambino..." Il rabbino interrompe la sua lettura:
Wiesel all'inizio di Legends of Our Time, livre de chevet dell'olo- "Figlio mio, vedo che non hai la minima idea di questo genere di
suggestione: «"Cosa scrivi?", mi chiese il rabbino. "Storie", ri- cose. Tuttavia il calcolo è semplice. Vivi tu da tre mesi con tua
sposi. Volle sapere che tipo di storie: storie vere. "Su uomini che moglie?" "Sì". "Ha lei vissuto tre mesi con te?" "Sì". "Avete voi
hai conosciuto?" Sì, su cose accadute o che avrebbero potuto ac- vissuto tre mesi assieme?" "Sì". "Qual è il totale: tre, più tre, più
cadere. "Ma non sono accadute?" No, non tutte. In effetti, alcune tre?" "Nove mesi, rabbi". "Allora perché vieni ad annoiarmi con
sono state inventate, quasi dall'inizio alla fine. Il rabbino si piegò domande stupide?"».
in avanti, come volesse squadrarmi da capo a piedi, e mi disse, Seconda: «Un cristiano chiede a un ebreo: "Perché voi ebrei
più mesto che contrariato: "Vuol dire che scrivi menzogne!" Non rispondete ad una domanda con una domanda?" Risposta: "E
risposi subito. Il bambino rimproverato che era in me non aveva perché non dovremmo rispondere così?"».
nulla da replicare a difesa. E tuttavia dovevo giustificarmi: "Le Terza: «"Moshele, cosa c'entra la p nel nome Haman?" "Non
cose non sono così semplici, rabbino. Certe cose succedono ma c'è nessuna p nel nome Haman!" "Come mai non c'è?" "Ma cosa
non sono vere. Altre invece sono vere, ma non succedono mai"». c'entra la p nel nome Haman?" "Appunto, è quello che ti sto
Originato nelle accademie babilonesi dei primi secoli e diffu- chiedendo!"».
so in particolare tra gli askenaziti e nella Qabbalah, l'iper- Ed infine, ad auto-assoluzione per la trasgressione:
dialettica del pilpul non ha tanto lo scopo di acquisire la cono- «Schmitz, a Vienna, va al caffè ristorante Sacher: "Cameriere, mi
scenza della Torah quanto, da un lato, di esaminarne le più minu- dia una porzione di quel pesce in gelatina del carrello". "Signore,
te implicazioni e i più reconditi presupposti, e dall'altro di affilare ma quello è prosciutto". Schmitz, infastidito: "Ho forse chiesto
e predisporre l'intelletto alla competizione, discutendo e am- come si chiama quel pesce?"».
pliando, spesso al di là del lecito consentito da una sana dialetti- La base operativa del talmudismo – di quella conformazione
ca, il testo: in tal modo, il Maestro Natan Spira di Cracovia, auto- mentale che regge il formalismo più esasperato – si trova nelle
re nel XVII secolo del libro "Il Rivelatore delle profondità nasco- sette regole attribuite al Grande Maestro Hillel l'Antico, raccolta
ste", interpreta in 252 modi differenti (!) il passo della Torah nel dei generi del metodo dimostrativo all'inizio dell'epoca rabbinica,
quale Mosè chiede insistentemente a Dio il permesso di entrare poi ampliata nelle tredici regole del Maestro Ishmael e nelle tren-
nella Terra Promessa. «Alla luce del pilpul» – commenta Abra- tadue del Maestro Eliezer: 1. qal wa-chomer, la deduzione dal
ham Joshua Heschel – «la natura e la forza delle parole e dei più facile al più difficile, la regola forse più diffusa; 2. gezerah
concetti subivano un cambiamento radicale. Il principio più sem- shawah, «eguale designazione», cioè deduzione per analogia; 3.
plice si rivelava basato su un complesso di concetti ed era colle- binjan ab, «fondazione di una famiglia», cioè generalizzazione di
gato con una molteplicità di relazioni ad altri princìpi [...] A volte un singolo luogo biblico; 4. binjan ab di due luoghi biblici; 5.
il pilpul degenerava in una dialettica che spaccava il capello e deduzione «dal generale al particolare e dal particolare al genera-

1494
le»; 6. «a ciò che è simile in un altro luogo», simile alla deduzio- accertare eventuali violazioni. Per evitare trucchi o infiltrazioni,
ne per analogia; 7. «deduzione dal contesto», regola riconosciuta in alcune stalle le telecamere sono state piazzate ad altezza di
per la sua ragionevolezza. ginocchio: "Se ti siedi vicino alla mucca, sei subito inquadrato.
Un modello della regola 3 – o magari 33 o 333 o n2 o x32 – Non c'è scampo", ha commentato un allevatore).
lo possiamo scorgere in quanto riporta, tratto da Joseph Ca- Sempre restando in campo contadinesco, ecco gli insegna-
ro/Karo, Michael Hoffmann II quanto alla prescrizione di portare menti sul sabato, sempre lievemente ossessionanti per quanto
la kippà: un rabbino, dopo avere rampognato un ebreo che si è razionalmente fondati e sagaci, di Meqor Chajim LXXV 1 e 13
tolto il copricapo davanti a lui affermando che se lo rimetterebbe (come detto, manteniamo alla lettera la traduzione di Menachem
solo se la Torah provasse che ne esiste l'obbligo, risponde: «La Emanuel Artom): «Tutti i lavori agricoli, sia quelli legati diret-
Bibbia dice: "E Abramo s'incamminò". Puoi forse immaginarti tamente alla terra come l'aratura e simili sia quelli legati alle
che s'incamminasse senza nulla che gli coprisse il capo?». Se- piante che crescono sul terreno, sono proibiti. Staccare il fango
condo esempio: poiché Jahweh ha creato il mondo in sei giorni e che si sia reso aderente ad una scarpa con un ferro adibito spe-
il settimo si è riposato, e poiché un Suo giorno vale mille anni, il cialmente a questo uso, è permesso di sabato se il ferro è largo e
mondo durerà non oltre seimila anni. spesso; se no, è proibito (CXLII, 3) [...] Se dei frutti si sono spar-
Per la regola 2 vedi Israel Shahak: «L'esempio che segue il- si per un cortile, uno qua e uno là, si possono raccogliere a poco
lustra meglio di qualsiasi altro il livello di assurdità raggiunto da a poco e metterseli in seno o in tasca, ma non si debbono mettere
questo sistema. Una delle forme di lavoro proibite durante lo in un canestro o in una sporta, per non fare la cosa nello stesso
shabbat è il raccolto. Questo divieto è esteso, per analogia, all'at- modo in cui si fa nei giorni feriali; ma se sono caduti tutti nello
to di spezzare il ramo di un albero e, di conseguenza, è proibito stesso posto (cioè non si sono sparsi uno qua e uno là) si possono
cavalcare qualsiasi animale per non creare l'occasione di rompere mettere anche in un canestro o in una sporta. Se però sono caduti
un ramo per frustare la bestia. È inutile dire che si può sempre tra pietre e polvere, si può solo raccoglierli e mangiarli, ma è
ricorrere alla frusta e uno può benissimo andare a cavalcare in un proibito metterseli in tasca (CXLV, 2)».
posto dove non ci sono alberi. Comunque, il divieto rimane tale Poco più alienanti LXXV 18-19 e 50: «È permesso mettere
per sempre e può solo diventare ancor più restrittivo: infatti, du- quadretti di ghiaccio nell'acqua o in qualsiasi altro liquido per
rante lo shabbat, è anche vietato andare in bicicletta e questo u- raffreddarli; ma vi sono idee diverse tra i ritualisti se sia possibile
nicamente per l'analogia con l'andare a cavallo». rimestare il liquido per affrettare lo scioglimento del ghiaccio, e
Non si pensi, comunque, che non esistano scappatoie, ov- chi segue la via facilitante di rimestarlo non perde niente
viamente legali, al precetto di non lavorare nelle festività, ad e- (CXLVI, 16). È diffuso l'uso di permettere di rimestare liquido
sempio quanto alla mungitura: «Secondo i rabbini sionisti, è per sciogliere lo zucchero. È permesso spezzare di sabato del
permessa la mungitura se il latte non è bianco ma è colorato di ghiaccio per ricavarne acqua, perché lo spezzamento del ghiaccio
blu. Questo latte blu del sabato viene usato esclusivamente per non ha nessun carattere di lavoro proibito (CXLVI, 19) [...] Se
fare il formaggio, e la colorazione viene lavata via nel caglio. I una stringa è uscita dai fori della scarpa è permesso tornare ad
rabbini non sionisti hanno invece inventato un marchingegno più infilarvela, ma è proibito mettervi una stringa nuova e tanto me-
sofisticato che io personalmente, nel 1952, ho visto mettere in no mettere le stringhe in una scarpa nuova; ed anche quando si
pratica in un kibbutz religioso. Avevano scoperto un vecchio tratta di una scarpa già usata, la cosa è permessa se non reca di-
precetto che permetteva di "vuotare" le mammelle gonfie delle sturbo, per esempio se i fori sono larghi o se l'estremità della
vacche anche durante lo shabbat per alleviarne la sofferenza, ma stringa è coperta con pezzetti metallici (CLVII, 7). È proibito
a condizione che il latte dovesse essere sparso al suolo. E questo infilare un nastro elastico nelle mutande di sabato (CLVI, 8)» (ci
è ciò che si fa. La mattina dello shabbat, un pio kibbutznik va consola invece LXXVIII 18, «ai tempi nostri è permesso ad un
nella stalla e mette un secchio sotto le mammelle delle vacche, malato [anche se] non in pericolo mettersi nell'orifizio anale una
senza con questo infrangere alcun divieto, visto che nel Talmud supposta, che si vende nelle farmacie, per far funzionare l'intesti-
non si fa cenno a questa operazione. Poi va in sinagoga a prega- no, ma per quanto possibile si deve evitare di fare clisteri di saba-
re, e subentra un suo collega che ha "l'onesta intenzione" di alle- to. È meglio dare un preparato per via orale piuttosto che usare
viare le sofferenze degli animali, lasciando che il latte si sparga supposte o fare clisteri»).
al suolo. Ma se per caso ci sono lì i secchi, questo benefattore ha Più ammirevole è il contorsionismo sull'utilizzo dei shabbos
il dovere di toglierli di mezzo? Nient'affatto. Lui li "ignora", por- goyim cantato da Meqor Chaijm LVI 5 e 14 e LXXV 88: «È leci-
ta a termine la sua missione caritatevole e se ne va in sinagoga. A to accordarsi con un non-ebreo su di un lavoro e di stabilirne il
questo punto arriva un terzo collega che, entrato nella stalla, sco- prezzo (cioè affidare il lavoro a cottimo); così il non-ebreo lavora
pre con sorpresa che i secchi sono pieni di latte. Allora, li porta per conto suo e la cosa è lecita anche se di fatto lavora di sabato
in un posto fresco e anche lui, come gli altri due suoi colleghi, si (CV, 2). Ciò però solo se il non-ebreo fa il lavoro in un luogo
affretta ad andare in sinagoga. Così, tutto è a posto e non c'è bi- appartato, e non risulta che quel lavoro viene eseguito per un i-
sogno di buttar via i soldi per comprare il colorante blu» (tutta- sraelita; ma se la cosa è nota e di pubblica ragione, è proibito far
via, c'informa Guido Olimpio, sfruttando le più moderne tecno- così per salvare le apparenze: infatti chi vede un non-ebreo, che
logie i rabbini ortodossi riescono a recuperare terreno: «Per far si occupa di sabato di un lavoro per conto di un israelita, non sa
rispettare, rigorosamente, il riposo dello shabbat, dal venerdì al che quello lavora a cottimo e può pensare che sia mercenario
tramonto a sabato, i religiosi hanno chiesto ed ottenuto l'installa- dell'israelita. La cosa è permessa solo se il non-ebreo fa il lavoro
zione di un set di videocamere nelle stalle. In questo modo se in sede sua (CV, 3)», «È pure lecito dire a un non-ebreo, dopo
qualcuno andrà a mungere le mucche durante la sacra festività finito il sabato: "Perché non hai aggiunto dei lumi sabato passa-
sarà immortalato dall'occhio elettronico. Ogni settimana un con- to?", anche se da questa frase egli capirà che nel prossimo sabato
trollore passerà dalle fattorie e ritirerà le videocassette al fine di dovrà aggiungere dei lumi. Così, dopo finito il sabato, gli si può

1495
dire: "Perché non mi hai aperto le lettere che mi sono giunte sa- Forma di numerologia nata a Babilonia e fatta propria dal talmu-
bato passato?" anche se da questa frase egli capirà che dovrà a- dismo cabbalistico, nella gematria il valore (ketanah) di ogni let-
prire lettere che giungano nel prossimo sabato (CV, 15)», «È tera dell'alfabeto ebraico, e quindi di ogni parola, non è assoluto,
proibito leggere di sabato lettere vecchie, ma una lettera giunta di ma dipende da una varietà di permutazioni e sistemi, a loro volta
sabato si può scorrerla e leggerla, perché può essere che si tratti applicati o meno dall'acume dell'interpretatore. Per «comprende-
di qualche necessità della giornata. Se la lettera è chiusa, è per- re» il senso recondito di ogni parola, il sistema classico somma
messo dire al non-ebreo che la porta: "Non posso leggerla finché meccanicamente ogni ketanah e calcola il totale, applicando ad
non è aperta", ma non si può dirgli esplicitamente di aprirla esso le più varie connessioni mentali. Per ottenere un significato
(CLXV, 29)». (voluto), al totale della parola è anche permesso aggiungere il
Altrettanto ammirevoli le conclusioni della «signora Her- valore uno (kollel). Tre altre trasformazioni sono: la atbash, in
mann» riportateci da Roger Peyrefitte: «Un ebreo osservante può cui la prima e l'ultima lettera, la seconda e la penultima, e così
associarsi nel lavoro con un ebreo non osservante o con un non- via, vengono scambiate; la albam, che divide l'alfabeto in due
ebreo soltanto se ha un'autorizzazione speciale. Se l'impresa por- parti in cui le lettere possono essere scambiate; la ayak-bachar,
ta il nome dell'ebreo osservante, l'altro deve impegnarsi a non in cui le lettere vengono divise in due gruppi cosicché le lettere
lavorare di sabato; se è a nome dell'altro, l'ebreo osservante non di ognuno abbia lo stesso valore...
pretenderà di avere un guadagno sul lavoro fatto in quel giorno Ma tornando a Kuhn, più critico, era stato padre Jakob E-
oppure, con il cielo ci si aggiusta sempre, avrà la sua parte di cker, docente al seminario di Paderborn e alla facoltà cattolica di
guadagno a patto che l'altro non gliene specifichi la provenienza. Münster: «Il Talmud contiene le norme legislative [come visto,
In genere però i rabbini non approvano quest'ultima clausola». halachah, «via», «procedura», «regola», «legge», la parte precet-
In taluni casi, infine, la dialettica sfocia nella vera e propria tistica, dal verbo halach, «camminare»] in assoluta asistemati-
vignettistica: «Un giorno Ula venne a Babilonia e vide alcune cità. Esse giacciono disperse qua e là tra lambiccamenti ed insul-
nuvole brillanti. Disse: Portate via gli attrezzi, perchè verrà pre- se sofisticherie, tra centinaia di inutili narrazioni, fiabe infantili e
sto un gran temporale. Ma quando non giunse alcun temporale, storielle [haggadah, la parte narrativo-aneddotica, «la leggenda»,
gridò: Come mentono i babilonesi, così mentono le loro nuvole!» bollata da Michael Hoffman II con gli aggettivi «più spesso sor-
(Taanit 9b). dida, blasfema, stupida»; dal verbo le-haggid, «raccontare, dire,
Altrettanto acuti, dal punto di vista non solo filosofico ma riferire»]».
anche da quello della precettistica, sono Sanhedrin 91b: «[L'im- «Il Talmud è per specialisti» – aggiunge William Scott Gre-
peratore] Antonino [Alon identifica tale figura con Caracalla] en – «Esso è scritto in [una specie di] stenografia scolastica che
chiese al Maestro [similmente, identificato con Judah I ha-Nasi]: presuppone non soltanto una profonda conoscenza della Bibbia e
Perché il sole sorge ad oriente e tramonta a occidente? Questi della tradizione rabbinica, ma anche il possesso dei codici inter-
disse: Fosse stato il contrario, avresti chiesto la stessa cosa», e pretativi [...] Non è parlar male di esso se diciamo che il discorso
Sanhedrin 105b su Balaam il Vizioso, zoppo da un piede e cieco talmudico è confessionale e limitato. Il Talmud è un testo che
da un occhio, che faceva incantesimi coi genitali: «Quando gli non offre un facile accesso a se stesso e neppure una scorciatoia
chiesero perché non andasse a cavallo, rispose che l'aveva man- alla sua saggezza».
dato al pascolo. Allora gli parlò [la sua asina]: "Sono io la tua «Compendio di letteratura e giurisprudenza, di cultura e di
asina!" [Egli rispose:] "Come bestia da soma". [Essa replicò:] filosofia morale, di storia, di scienza e di leggende, proprio per il
"Tu mi hai cavalcato". [Egli rispose:] "Solo qualche volta" [Essa suo carattere astruso ha assunto un aspetto misterioso, magico,
replicò:] "Da sempre fino ad oggi; e, ancor più, di notte ti servo che gli avversari dell'ebraismo hanno denunciato come stregone-
anche da donna"». ria, come programmi di congiure per la conquista del mondo [...],
Nulla quindi di strano se di fronte a tali follie, qualche spirito come espressioni di vilipendio contro il cristianesimo e l'islam»,
ribelle, come il «lituano» Salomon Maimon, da anni ordinato aggiunge R.A. Segre a commento del convegno romano del feb-
rabbino, decidesse (nel 1778, ventiduenne) di abbandonare mo- braio 1992 Il Talmud nella cultura moderna. Crogiuolo della
glie, figli, «nazione, patria e famiglia», stanco delle infinite spe- cultura ebraica, esso ha «a tal punto plasmato la coscienza collet-
culazioni «su quanti peli bianchi può avere una vacca rossa, pur tiva di un popolo disperso, alimentato la sua fede, ispirato la sua
rimanendo una vacca rossa» o se il Sommo Sacerdote «ha indos- condotta quotidiana da trasformare gli ebrei nel popolo del Tal-
sato prima la camicia e poi i calzoni o viceversa»: «Trattengo a mud piuttosto che nel popolo della Bibbia».
stento la penna quando mi torna in mente l'epoca in cui, insieme Nulla di più significativo, quanto al vincolo cui perfino l'Al-
a molti altri miei coetanei, tutti nel fiore della vita, eravamo co- tissimo deve sottostare alla precettistica rabbinica, del racconto
stretti a vegliare l'intera notte, chini sul compito, micidiale per la riportato da Knight e Lomas, presente in Baba Mezia. In occasio-
mente, di tentare di trovare significato là dove non ce n'era, con- ne di un collegio di rabbini in cui si discute intorno ad una parte
sumando il nostro ingegno per sollevare contraddizioni dove non della Legge, il saggio Maestro Eliezer è in disaccordo col resto
pareva essercene alcuna, e rendendo più acute quelle che pote- dei convenuti. Sottoposto dal gruppo a forti pressioni, sta quasi
vamo distinguere. Passavamo ore infinite a districarci fra i cavilli per cedere quando, sapendo di avere dalla sua Dio e la ragione,
di lunghe catene di conclusioni, dando la caccia alle ombre e co- invoca a soccorso l'Onnipotente: «Ti prego, Signore, se sono nel
struendo castelli in aria». giusto fa' che le acque dei fiumi d'Israele scorrano verso monte».
Contorti come il pilpulismo e generati dallo stesso psichismo Ed ecco che subito le acque invertono il corso. Ma il prodigio
sono i processi mentali che nel cabbalismo sottendono la ghema- non basta a convincere gli avversari. Esasperato, il rabbino torna
tria (termine derivato dal greco "geometria") e la chokhmàth ha- a invocare: «Ti prego, Signore, se sono nel giusto fa' piegare tutti
tzerùf («scienza della combinazione delle lettere» tra la Qabbalah gli alberi al suolo». Così accade. Ma i compagni restano inamo-
estatica di Avraham Abulafia e quella teosofica dello Zohar). vibili. Preso da una crescente frustrazione, il rabbino ri-invoca:

1496
«Signore, fa' sentire la Tua voce a mio sostegno». Accompagnate schiato del sangue. Per Gregorio IX, vedi il monito ai vescovi
da un rombo, le nubi si aprono e una voce scende, potente, sul francesi del 6 aprile 1233 e due bolle in data 5 settembre 1236;
consesso. «Amici, voglio dirvi che siete nel torto e che in lui sta per Innocenzo IV, due bolle il 28 maggio 1247, una terza il 5
la ragione. Così va intesa la Mia Parola». Al che il Maestro Elie- luglio, la quarta il 25 settembre 1253.
zer, trionfante, sorride volgendosi al gruppo con aria compia- L'innocenza dei riti ebraici era stata solennemente affermata
ciuta. Ma il resto degli anziani non si lascia impressionare: «Oh, già da Callisto II (1119-1124), Eugenio III (1145-1153), Ales-
noi non badiamo alle voci celesti, perché la giusta interpretazione sandro III (1159-1181, bolla Sicut Judaei; all'epoca, ministro del-
è stata messa per iscritto molti secoli fa». le finanze papali è Rabbi Jechiel, nipote di Rabbi Nathan, l'autore
Elaborazione da parte dell'intero giudaismo in oltre un mil- del vocabolario talmudico-caldeo Aruch), Clemente III (1187-
lennio in tutte le terre, accettazione collettiva delle comunità più 1191), Celestino III (1191-1198), Innocenzo III (1198-1216, bol-
diverse, tale opera è veramente il centro della speculazione giu- la Licet perfidia Judaeorum 15 settembre 1199), e Onorio III
daica sui precetti dati, nei testi biblici, dall'Altissimo al Suo Po- (1216-1227). Sempre a difesa intervengono: Gregorio X (1271-
polo e sulla pratica normativa da essi dedotta, pratica che ha con- 76, bolla 7 ottobre 1272), Martino V (1417-31, bolla Sicut Juda-
formato nei secoli le più diverse consociazioni ebraiche. Permes- eis nel 1419: «Gli ebrei sono fatti a immagine di Dio, e poiché di
sane la stampa senza censure nel 1520 da papa Leone X, edito a conseguenza un certo numero di loro sarà salvato, e poiché, inol-
Venezia da Daniel Bomberg, già stampatore della prima Bibbia tre, essi sollecitarono la nostra protezione e la nostra compassio-
rabbinica (nel 1520-23 la versione babilonese, subito ristampata ne, così noi, agendo nello stesso senso di Callisto, Eugenio, A-
in seconda edizione, completata nel 1531, e nel 1523-24 quella lessandro, Celestino, Innocenzo, Onorio, Gregorio, Urbano, Nic-
palestinese; nel 1484 già Joshua Salomon ben Israel Nathan Son- colò, Clemente e altri papi precedenti, ordiniamo che non siano
cino aveva edito, primo suo libro, il trattato Berakot... il padre e molestati nelle loro sinagoghe; che non siano battezzati a forza,
lo zio di Joshua, Shmuel e Shimon ben Mosheh, nel 1454 ave- né obbligati a rispettare le feste cristiane, né a portare nuovi segni
vano lasciato la tedesca Fürth per stabilirsi a Soncino, donde a- e subire intralcio alcuno nei loro rapporti commerciali con i cri-
vevano coniato il neo-cognome), il Talmud ha suscitato, a causa stiani» e bolla 20 febbraio 1422; medico personale del papa è
del deteriore razzismo dimostrato nei confronti dei goyim, rea- l'ebreo Elijah Shabbatai Beer), Nicolò V (1447-1455, bolla 2 no-
zioni e provvedimenti repressivi presso i reggitori degli stati eu- vembre 1447), Pio II (1458-1464), Sisto IV (1471-1484), Paolo
ropei di tutte le epoche (certo non in Cina o nell'Africa Nera, e III (1534-1549, bolla 12 maggio 1540), Clemente XIII (1758-
neppure presso gli araucani, gli aztechi o gli eschimesi, data l'as- 1769, documenti 9 febbraio 1760 e 21 marzo 1763) e Clemente
senza o quasi di ebraismo in quei luoghi). XIV (1769-1774, e prima ancora quale cardinale Giovanni Vin-
Verosimilmente per istigazione dei rabbini che contestano cenzo Ganganelli).
l'espandersi talmudico dell'haggadah, già il 13 febbraio 553 la A difesa degli ebrei, in particolare contro le accuse di omici-
sua divulgazione viene proibita da un decreto di Giustiniano (il dio rituale delle «Pasque di sangue» (omicidi dottrinariamente
distruttore finale del paganesimo e della filosofia classica). Nel insostenibili, ma praticamente compiuti almeno dal 1100 al
681 il dodicesimo Sinodo vescovile di Toledo, in cui gioca un 1500, anche se da «minoranze» «fanatiche» di «fondamentalisti»
ruolo primario l'arcivescovo Giuliano, di genitori ebrei convertiti, askenaziti, come ammette, spinto da onestà intellettuale ma fero-
ne ordina l'arsione insieme ad altri scritti giudaici. Nel 712, men- cemente ingiuriato dai confratelli, Rabbi Ariel Toaff, figlio del-
tre gli arabi dilagano in Spagna agevolati dall'attivismo quin- l'ex caporabbino Elio e docente di Storia del Medioevo e del Ri-
tocolonnistico degli ebrei (cui daranno completa libertà religio- nascimento all'università Bar-Ilan), intervengono, a parte accade-
sa), i sovrani visigoti ne proibiscono la lettura ai convertiti cri- mici, scrittori e vescovi, anche il carolingio Lodovico il Pio con-
stiani. Con mentalità tutta jahwistica – ma assolutamemnte igno- tro l'arcivescovo di Lione Agobardo, i francescani contro Enrico
rando ogni accusa di «deicidio» o di responsabilità ebraica nel- III d'Inghilterra, Enrico IV (nel 1103 ordina a tutti i sudditi di
la crocifissione – nel XIII secolo i pontefici Gregorio IX e Inno- proteggere gli ebrei, considerando illeciti i battesimi coatti e
cenzo IV ne condannano i libri in quanto «contenenti ogni sorta permettendo il ritorno all'ebraismo dei convertiti a forza), Federi-
di bassezza e blasfemia contro la fede cristiana e ordinano di co II di Hohenstaufen, Ottokar II di Boemia, Boleslao V il Pio di
bruciarli a causa della propagazione di diverse orrende eresie». Polonia, Rodolfo d'Asburgo imperatore, Filippo IV il Bello di
E tuttavia, a dimostrazione dell'equilibrio di Gregorio IX Francia, Bolco II duca di Slesia, Pietro IV d'Aragona, Edoardo di
(1227-1241) e Innocenzo IV (1243-1254) è doveroso citare an- Savoia, Casimiro III il Grande di Polonia, Lodovico di Baviera
che i loro interventi affinché gli ebrei non vengano molestati, imperatore, Casimiro IV di Polonia, Federico III imperatore (gra-
depredati o perseguitati senza colpa provata e in caso contrario tificato dai detrattori col titolo di Rex Judaeorum), Pietro Moce-
debbano venire indennizzati, difendendoli in particolare contro le nigo doge di Venezia, Bona e Gian Galeazzo Sforza duchi di
dicerie sui «sacrifici umani rituali» o «omicidi rituali» o «accusa Milano, i sultani ottomani Bayazid II e nel 1530 Solimano II,
del sangue» (dal 1144 al 1940 la Universal Jewish Encyclopedia Luigi II di Ungheria, Carlo V imperatore (in particolare, il 3 apri-
elenca tra le blood accusations 9 casi in Austria, 7 in Alsazia Lo- le 1544 vieta l'espulsione delle comunità ebraiche dalle città, pro-
rena, 5 in Boemia, 1 in Bulgaria, 5 in Francia, oltre 48 in Germa- tegge il culto e le sinagoghe e rigetta solennemente le accuse di
nia, 2 in Grecia, 7 in Inghilterra, 11 in Italia, 3 in terre jugoslave, omicidio rituale), Sigismondo I e Stefano di Polonia, il duca di
3 in Lituania, 16 in Polonia, 13 in Romania, 10 in Russia, 3 in Mantova e Monferrato, Luigi XIV il Re Sole, Cristiano Augusto
Spagna, 1 in Svizzera, 6 in terre turche e 7 in Ungheria; Gerald duca di Sulzbach, il senato di Venezia, Augusto III di Polonia
Abrahams li numera globalmente in duecento), dicerie talmente (col decreto Uniwersal del 23 marzo 1763, dichiara d'autorità
radicate che Rabbi David Halévy, commentatore dello Schulchan infondata l'accusa di omicidio rituale e pone gli ebrei sotto la di-
Aruch, in Turé Zohov consiglia i confratelli di non bere vino ros- retta tutela della Corona), Alessandro I zar di Russia, nel 1840
so durante la Pasqua, onde non li si possa accusare di avervi mi- Abdul Medjid sultano ottomano.

1497
Quanto a precedenti azioni contro gli ebrei, già gli imperatori mani II).
romani avevano ammonito vescovi e plebe, con decreti negli an- In tal modo, fatto papa nel 1243 dopo due anni di vacanza
ni 393, 397, 412 e 418, che le sinagoghe erano protette dalla leg- del soglio, Innocenzo IV, con la bolla Impia Judaeroum perfidia,
ge e non dovevano essere fatte oggetto di violenza. All'inizio del invita il 9 maggio 1244 Luigi IX ad una prima arsione generale
VI secolo l'ostrogoto Teodorico difende gli ebrei di città come degli scritti talmudici: nei primi giorni di giugno 1244 vengono
Ravenna e Genova, ordinando alle municipalità di ricostruire le dati alle fiamme 12.000 volumi sequestrati in tutto il paese, tra-
sinagoghe distrutte; pur biasimando gli errori degli ebrei, invia sportati nella capitale su quattordici carri; un secondo rogo di sei
una lettera alla Comunità di Genova asserendo tra l'altro – lezio- carri segue venerdì 17; nello stesso periodo, similare arsione av-
ne di nobiltà nei confronti di tutti i fanatici, da rivolgere oggi in viene a Roma. Per quanto in seguito lo stesso Innocenzo IV ordi-
primis agli ottenebrati della Religione Olocaustica – che «non ni di restituire ai proprietari le copie confiscate e non distrutte,
siamo in grado di controllare la religione, giacché nessuno è ob- ulteriori sequestri ed arsioni vengono ordinati e nel 1247 e
bligato controvoglia a credere». 1248 da Luigi IX, che afferma il principio della confisca dell'o-
Tornando al rogo di scritti giudaici, il primo di cui si abbia pera nel dicembre 1254 con un decreto, poi confermato trent'anni
attendibile documentazione, avvenuto a Montpellier nel dicem- dopo da Filippo III e, nel 1290 e 1299, da Filippo IV. Altre pub-
bre 1233, così come il secondo di 12.000 volumi, avvenuto a bliche arsioni vengono ordinate a Parigi nel 1309 (tre grandi carri
Parigi un mese più tardi, non vedono tuttavia all'origine un auto- di libri), Tolosa nel 1319 dal capo inquisitore Bernard Gui (due
nomo intervento delle autorità ecclesiali cattoliche. Queste, sotto carri, ad insaputa del papa), Perpignano e, forse, Bourges (in
la veste dei domenicani, a quel tempo in lotta contro l'eresia albi- conseguenza del decreto emanato da Giovanni XXII il 19 giugno
gese, erano anzi state sollecitate dai rabbini ortodossi di Francia 1320, che nel 1321 e nel 1322 decreta in egual modo per l'Italia).
– con a capo Solomon ben Abraham, Jonas o Joshua ben Abra- Singolare, e ovvio, che i più zelanti consiglieri pro informa-
ham Gerondi/Gerundi e David ben Saul – ad intervenire contro tione et repressione siano ebrei convertiti: alla fine del settimo
le opere del razionalista Maimonide (in particolare, non la Mi- secolo a Toledo il detto arcivescovo Giuliano; nell'840 il cordo-
shneh Torah, ma il Sefer haMadda e la Moreh nevuchim), aspra- vano Paulus Albar, contraddittore dell'ex diacono carolingio Bo-
mente osteggiato «per essersi allontanato dalla concezione di Dio do convertito al giudaismo quale Eleazar; nel 1144 in Inghilterra
espressa dalla Bibbia, per avere eliminato tante ingenue credenze il monaco Teobaldo di Cambridge, accusatore dell'omicidio ri-
dell'haggadah, soprattutto per aver persino abrogato certe leggi». tuale contro il piccolo William di Norwich; nel XIII-XV secolo,
Dopo avere osteggiato in tutti i modi l'«eretico» confratello me- oltre a Donin, l'ex rabbino Manuforte da Trani, il «tedesco» Ju-
diante polemiche intragiudaiche, «then the ortodox party took a dah ben David ha-Levi (divenuto monaco col nome di Her-
more fatal step, Il partito ortodosso compì allora un passo ancor mann), Petrus Alfonsi (nato Moses Sephardi, battezzato nel
più fatale [denunciandolo al braccio secolare dei goyim]», com- 1106, nuovo nome assunto in onore di Alfonso VI di Castiglia),
menta William Popper. «A Tiberiade qualcuno profanò la sua Giovanni di Valladolid, Raimondo Martin, Petrus Ferrus di Alca-
tomba», completa, glissando sull’increscioso evento, lo scrittore là, Diego di Valenza, Pablo Christiani di Montpellier, Abner de
Chaim Potok. Burgos (alias Alfonso de Valladolid o Alfonso de Burgos), Juan
L'interesse destato nei non-ebrei dai libri ebraici si estende «el Viejo» di Spagna, Juan Alfonso de Baena, Francisco de Bae-
quindi dalle opere del «filosofo» a tutto il Talmud «ortodosso». na, Astruc Raimuch di Traga/Frega alias Francisco Dioscarne,
Una pubblica disputa fra il convertito Nicolas de Rupella (nato Yitzchaq ben Mosheh ridenominato Profiat Duran (poi tornato al
Donin) di La Rochelle e i rabbini Jechiel di Parigi e Moshe di giudaismo e requisitore contro i dogmi cristiani), il francescano
Coucy, tenuta a Parigi alla presenza della regina madre Bianca Nicola da Lyra in Normandia (1270 ca-1340, autore di un com-
nei giorni 27-29 giugno 1240 (Popper scrive il 24 giugno), porta mento alla Bibbia, che privilegiava interpretazione letterale, de-
infatti due anni dopo, tra ripensamenti assolutori e giudizi nega- cisamente antigiudaico, al punto che, giocando sulle assonanze,
tivi, ad una condanna dell'opera. «The most curious of his allega- ne venne poi coniato il famoso adagio «si Lyra non lyrasset Lu-
tions, le più curiose delle sue [di Donin] asserzioni furono que- therus non saltasset», «senza la musica di Lira, Lutero non a-
ste: che il Talmud conteneva materiale esplosivo, aizzando gli vrebbe ballato»),
ebrei ad odiare i cristiani; che bestemmiava Gesù e diffondeva Joshua ben Joseph ibn Vives ha-Lorki (da Lorca) alias Me-
altre sordide bestemmie; che dava agli ebrei un permesso religio- stre Jeronimo de Santa Fé (uno dei più odiati dagli ebrei, noto
so-legale di frodare, derubare e perfino uccidere i cristiani; che la con l'acrostico: MeGaDef, «il blasfemo», medico di papa Bene-
sua autorità presso gli ebrei era maggiore financo di quella della detto XIII), l'arcivescovo Pablo de Santa Maria di Burgos (1351
Bibbia, cosa che, essendo questa venerata dai cristiani come veri- ca-1435, nato Salomon ha-Levi e Grande Rabbino di Burgos,
tà rivelata da Dio, poteva essere considerata un'altrettale atroce battezzato con la famiglia nel 1390/91, redattore di un editto an-
bestemmia», commenta Ausubel. tiebraico nel 1412 quale cancelliere del regno di Castiglia; il fra-
A nulla valgono le disquisizioni di Jechiel che, per smussare tello Alvar de Santa Maria ne segue le orme quale polemista an-
le punte più offensive della precettistica e spegnere l'indignazio- ti-giudaico), Astruc Sibili («di Siviglia»), Levi ben Shem-Tob
ne dei cristiani, distinguono fra pagani idolatri e cristiani, soste- (convertito col nome di Pedro de la Caballerìa), Flavius Mithri-
nendo che le espressioni più dure erano dirette solo contro i pri- dates alias Raimondo Moncada (nato Samuel ben Nissim ibn
mi; inoltre, non è giusto che l'intero ebraismo sia messo sotto Farai, convertito nel 1467, traduttore in latino di numerose opere
accusa per «poche intemperanze verbali» o per pochi insulti e cabbalistiche per conto di Pico della Mirandola), Alfonso Lopez
maledizioni nati da rabbini in momenti particolari, ad esempio di de Spina di Valladolid (rettore dell'Università dei frati minori di
persecuzione, quando cioè gli animi erano più accesi; infine, Salamanca, autore nel 1471 del Fortalitium Fidei, noto come
«non potevano esserci bestemmie contro Dio, anche perché di «malleus Judaeorum, martello degli ebrei»), Helia Hebraeus
Dio ebrei e cristiani avevano opinioni diverse» (Riccardo Cali- Cretensis;

1498
nel Cinquecento: Wolfkan (attivo nel processo per l'omicidio mone Pietro Vittorio e Domenico Irosolimitano;
di Simonino da Trento, venerato come beato fino al 1965, quanto nel Seicento: Christian Gerson (battezzato nel 1605), Franco
le arie post-conciliari si piegano al servilismo filoebraico, inno- da Piacenza, Samuel Friedrich Brenz, Vincenzo Matelica, Isaia
centando i 15 ebrei giudicati colpevoli e giustiziati), Hans Va- da Roma, Pietro da Trevi, Renato da Modena e Aharon Margali-
yol/Bayol, Peter Schwarz (Petrus Niger/Nigri), Victor von Kar- ta (nato a Zolkiev nel 1663, dapprima attivo in Polonia, Germa-
ben («già rabbino tra gli ebrei e ora povero, miserabile sacerdo- nia ed Olanda quale rabbi e mistico maestro maggid, «annunzia-
te», come si autodice in un opuscolo del 1508), il norimberghese tore», in seguito convertito alla Chiesa Riformata).
Joseph Pfefferkorn (1469-1521/23, battezzato Johannes, conver- Fuori di Francia vengono intraprese azioni di portata più li-
tito con la moglie Anna, il figlio Laurentius e la suocera, fattosi mitata: confische sono eseguite in Inghilterra e ordinate ma non
domenicano, nella polemica antigiudaica, scrive Adriano Prospe- eseguite in Sicilia, mentre nel 1270 hanno luogo sporadiche di-
ri a introduzione di Lutero Ib, «mosso non dall'odio ma dall'amo- struzioni di testi in Italia meridionale. Dopo una disputa in Bar-
re, da un desiderio vivissimo della salvezza eterna degli ebrei cellona Giacomo I d'Aragona ordina nel luglio 1263 di cancellare
[…] Di qui l'invito ai cristiani, fratelli secondo lo spirito, a tratta- dai testi talmudici ogni espressione blasfema nei confronti di Ge-
re benignamewnte gli ebrei e a guardare con l'occhio della mise- sù e di sua Madre, sotto pena di arsione dell'intera opera, e di
ricordia il popolo di Dio caduto nella disgrazia e nell'esilio. Solo restituirli ai proprietari.
così si poteva sperare nella conversione degli ebrei, attirati dalla Provvedimenti di analoga fatta, ed arsioni minori, vengono
dolcezza e dalla mansuetudine di uno stile veramente cristiano»), presi ed eseguite in diversi paesi nei secoli del Rinascimento e
Antonius Margaritha (nato intorno al 1500 dal rabbino Jacob della Controriforma. Gli ultimi roghi cui vengono solennemente
Margolioth di Ratisbona; Sander Gilman lo dice «nipote del fa- sottoposti un migliaio di volumi talmudici hanno luogo a Kame-
moso talmudista di Norimberga Jacob Margolis»; dopo la pub- nez Podolsk, Leopoli, Brody, Zolkiew e altre località della Polo-
blicazione dell'«antisemitico» Der gantz jüdisch Glaub, mit nia ucraina, decretati il 14 (o il 17) ottobre 1757 dal vescovo Ni-
sampt eyner grüntlichen und wahrhaftigen Anzeygunge aller Sa- cola Dembowski, in seguito alla guerra scatenata dal rabbinato
tzungen, Ceremonien, Gebeten, heimliche und öffentliche "Tutto ufficiale contro tutti gli chassidici, in particolare contro il movi-
il credo degli ebrei, con indicazione scrupolosa e veritiera di tutti mento messianico-cabalistico dei frankisti (i seguaci di Jakob
gli statuti, le cerimonie, le preghietre, segrete e pubbliche", e la Frank, reincarnazione dell'epilettico messia secentesco Shabbetai
disputa teologica con Rabbi Josel di Rosheim – nato Josef ben Zevi, tra di loro chiamati «ma'aminim, ortodossi», ma detti anche
Gerson Loans – alla Dieta di Augusta nel 1530, essendo stato «zoharisti» e, come i caraiti, «controtalmudisti» o spregiativa-
dichiarato vincitore il rabbino, viene fatto addirittura arrestare da mente szabsacwinnik e szabsacwiepuch, dalla parola «Szabsa
Carlo V come «pericoloso per la società» o, con più attuale lin- Cwi» nella trascrizione polacca ovvero «Shabbetai Zevi» secon-
guaggio, per l'ordine pubblico; bandito dalla città, ricompare nel do la pronuncia askenazita).
1531 a Lipsia, ove è docente di ebraico; diverrà poi luterano), Scomunicati nel giugno 1756 a Brody dal Sinodo dei Quattro
Paulus Staffelsteiner, il quintetto Michael Adam, Immanuel Paesi (e successivamente dopo la Pasqua del 1772 al suono dello
Tremellius (convertito da Alessandro Farnese, papa Paolo III), il shofar e alla luce di candele nere, nonché diverse altre volte nelle
gesuita Giacomo Laínez (poi padre generale dell'ordine), Francis grandi città lituane e bielorusse) che, appellandosi a un decreto
Junius e Matthaeus Adrianus (i quali, scrive Rabbi Louis Israel cattolico che vieta la fondazione di sette, non si périta di denun-
Newman, «affrettarono il trionfo dei movimenti protestanti»; ciarli alla Chiesa nella speranza di una condanna al rogo, per ri-
Newman dà di sangue ebraico, per madre, anche Michele Serve- torsione i frankisti collaborano infatti con le autorità religiose e
to), il nordafricano Samuel Maroccanus, Paolo di Praga, un se- secolari cattoliche nel far sequestrare il Talmud e altri scritti (e
condo Paolo di Praga (rabbino a Chelm, Polonia), Paul Weidner non solo, aggiunge Jan Doktór, studioso dei movimenti messia-
(lettore di ebraico all'università di Vienna), nici del Sette-Ottocento e ricercatore dell’Istituto Storico Ebraico
il medico padovano Lazzaro (figlio del rabbino Raffaele Fri- di Varsavia nel volume curato da Laura Quercioli Mincer: nel
tschke; convertito quale Giovanni Battista Freschi Olivi, grazie al 1759 a Leopoli accusano i rabbini di omicidi rituali, «confer-
suo zelo il Talmud viene posto all'indice dal veneziano Consiglio mando questa antica accusa agli occhi dei cristiani»). Morto però
dei Dieci e bruciato in piazza San Marco il 21 ottobre 1553), il Dembowski il 9 novembre, dopo rapida malattia nella quale il
Shemuel Nahmias (Giulio Morosini, già discepolo di Rabbi Leon rabbinato ufficiale scorge la mano punitiva di Dio, le persecuzio-
da Modena), Samuel Friedrich Brenz di Osterberg, Carl Anton ni contro gli eretici riprendono con rinnovata veemenza, costrin-
(Moses Gershon Cohen di Mitau), Wolf Levi di Lublino alias gendo migliaia di frankisti a riparare in Turchia, ove parecchi si
Francis Lothair Philippi, il «portoghese» Enrique «Firme Fé» convertono all'islam, raggiungendo i dönmeh a Salonicco.
Nunes, Alfonso da Zamora, Hananel da Foligno, Sisto da Siena, Nel 1781 il rabbinato di Vilna scomunica i chassidici; tre
Filippo (Giuseppe) Moro, Joshua dei Cantori (ben Hazan), So- anni dopo, un congresso di rabbini riunito a Mogilev riproclama
lomon Romano (poi Giovanni Battista Romano Eliano, nipote loro fuorilegge e i loro beni privi di eredi, scatenando con ciò la
dell'insigne studioso «tedesco» convertito Elijah «ha-bachur, lo plebe al saccheggio delle loro case, vero pogrom intra-ebraico.
scapolo» Levita), Asher da Udine, Raffaele da Venezia, Paulus Crudelmente perseguitati, a loro volta i chassidici denunciano
Israelita o Paulo Riccio da Pavia, il già detto Felice da Prato, Yo- alle autorità russe i più diversi misfatti dell'ebraismo ufficiale,
sef Zarfati Alfasi (poi Andrea del Monte), Laurentius Franguel- come l'occultamento delle imposte raccolte che, nel 1799, porta
lus, Abas Adriano Cipriano, Antonio Beatino, Bartolomeo da all'arresto dell'intero kahal di Vilna. Solo nel 1804 un "Regola-
Valenza, Elia ben Menahem di Nola (poi Giovanni Paolo Eusta- mento sugli Ebrei", che vieta ai rabbini di infliggere punizioni
chio), Matthia Acquario, Doctor Didacus Ahumada, Adamatius religiose, anatemi e carcere (in casi estremi, viene inflitta addirit-
Eremita, Didacus Lopez, Marco Fabiano Fioghi da Monte Savi- tura la pena capitale!), riesce ad assicurare la libertà religiosa ai
no, Giovanni Battista da Piombino, Tommaso da Terracina, Si- dissidenti. Ciononostante, nel 1807 Menashe Ilier, insigne tal-

1499
mudista ma al contempo partigiano dei Lumi, si vede anatemiz- to alla Chiesa cattolica anziché all'islam. Questo avvenne prima
zare e ritirare dal commercio, ad opera del rabbinato, un primo del chassidismo. Migliaia di ebrei della Galizia – si conoscono il
volume, mentre un secondo viene dato sbrigativamente e massi- nome della zona, Lemberg Rohatyn, e le famiglie – passarono al
vamente alle fiamme, in quanto entrambi critici sugli aspetti più cattolicesimo, ma non certo per diventare cattolici. Sospettati di
retrivi e disdicevoli della vita ebraica. antinomismo, erano perseguitati dalla comunità ebraica e si sal-
Completa il quadro Jacob Taubes, docente di Cultura e Reli- varono rifugiandosi nelle chiese e invocando la protezione dei
gione Ebraica e di Ermeneutica alla Freie Universität di Berlino: vescovi. In cambio, offrirono la loro conversione. Si convertiro-
«La storia del sabbatianesimo si protrae fino al XVIII, forse addi- no, ma non rinnegarono la propria fede. Si convertirono per de-
rittura al XIX secolo, poiché vi fu una diramazione in Podolia, stabilizzare la Chiesa con la loro forza sovversiva. Tutto ciò si
dove lo stesso fenomeno si ripeté successivamente, ma in rappor- protrasse fino alla Rivoluzione francese e oltre».

Sporadici roghi minori di scritti ebraici hanno luogo, da parte cristiana, anche in seguito nell'Europa Orientale, l'ultimo dei quali a Kiev
nel 1844. Per converso, alcuni fatti e una postilla:
1. per quanto Moshe Carmilly-Weinberger affermi che «la censura non è un'invenzione ebraica. È estranea allo spirito ebraico», lo
stesso ci informa non solo che «un totale di 250-300 libri cadde vittima della censura interna che esistette tra gli ebrei per duemila anni,
in massima parte negli ultimi due secoli», ma anche che la censura è spesso indispensabile, poiché «è del tutto naturale che un popolo si
preoccupi di difendere la propria cultura. Per una nazione rinunciare al suo unico spirito e al suo particolare carattere equivale al suicidio
[...] Quanto più unici sono la sua fede e il suo spirito, tanto più strenuamente ci si dovrebbe aspettare che una nazione resista ai tentativi
di forze aliene che vogliono imporle i propri valori e i propri dei»;
2. innumeri sono quindi stati gli episodi di scomunica di autori ebrei non-conformi, pericolosi per la compattezza delle comunità,
messi al bando, con le più truci espressioni, su decreto rabbinico non solo dalla loro comunità ma dalle comunità consorelle, come innu-
meri sono stati i roghi delle loro opere, giudicate perniciose per la salute spirituale (altro che il simbolico rogo nell'Alexanderplatz del 10
maggio 1933!), per i quali roghi basti citare, oltre a quelli di cui in precedenza, quelli: a fine Quattrocento, del Sefer haAmitiyut, in arabo
Kitab al Hakayk, "Libro della Verità", di ignoto studioso di Tzada, arso a Sana nello Yemen; a metà Cinquecento, del Sefer Milhamot
Adonai, "Libro delle guerre del Signore", del trecentesco «francese» maimonideo Rabbi Levi ben Gershon, noto come il Gersonide o
«Ralbag»; nella seconda metà del Seicento, le opere dell'ex marrano secentesco anti-sabbateano Abraham Michael Cardozo, dannate dal
tribunale rabbinico di Smirne; egualmente, l'antologia di poemi anti-sabbateani Tzvi Mudah, "Tzvi il Rifiutato", degli «italiani» Jacob ed
Emanuel Frances, arsa dai rabbini di Mantova; nel 1709, delle Liebliche Tefillah, "Preghiere d'amore", di Aaron Samuel di Hergershau-
sen, anatemizzate, sequestrate e seppellite perché scritte in ebraico-tedesco e contenenti nuove preghiere extra-liturgiche; nel 1715, del
Shever Poshim di Rabbi Moses Hagiz, fatto sequestrare e bruciare dai capi della comunità «portoghese» di Amsterdam per avere attacca-
to il sabbateano Nehemiah Hiyya Hayon (tosto, in ogni paese d'Europa vengono bruciate a ritorsione le opere di Hayyon); nella prima
metà del Settecento, di numerose opere dell'«eretico» cabbalista Rabbi Moses Hayyim Luzzatto, invano difeso dal suo maestro Rabbi
Isaiah Bassan; similmente, viene arso Simhat haNefesh, "Gioia dell'anima", di Elhanan Kirchhahn, comparso in due parti nel 1707 a
Francoforte sul Meno e nel 1727 a Fürth, in quanto discussione in ebraico-tedesco su leggi e costumi ebraici con passi tradotti del Schul-
chan aruch (una versione dell'opera edita a Shklov nel 1796 omette l'intera sezione legale); nel 1754, una decina di opere di Rabbi Jacob
ben Tzvi Emden, feroce avversario del presunto sabbateano Rabbi Jonathan Eybeschütz, mandate al rogo dal tribunale rabbinico di Cra-
covia (a ritorsione, Emden denuncia alle autorità goyish, onde vengano arse a loro volta, le opere dell'avversario; il divieto di perseguita-
re i correligionari con anatemi e decreti arsionari viene imposto agli ebrei dai sovrani illuministi, in primis Giuseppe II d'Austria!); nel
1781, sabato il 20 di Av, l'anatema di diverse opere chassidiche ad opera del Vilna Gaon Elijah/Eliyahu ben Shlomo Zalman (1720-97),
in particolare le Toldot Yaakov Yosef, "Racconti di Giacomo Giuseppe", acquistate in blocco e bruciate per le strade di Praga; nel 1782,
di Divrei Shalom V'Emet, "Parole di pace e verità", dell'illuminsta mendelssohniano Rabbi Hartwig (Naphtali Herz) Wessely, su decreti
del Gaon di Vilna, ove il libro viene anche «impiccato», e dei rabbini di Lissa, Glogau, Posen e Berlino, il cui caporabbi Hershel ben Ar-
yeh Loeb Levin cerca di espellere Wessely dalla città; nel 1789, di Teshuvah al Mitzpe Yekutiel di Rabbi Raphael Cohen, pubblicamente
bruciato nel cortile della vecchia sinagoga a Berlino; nel 1798, di Imrei Noam, commento dell'«ungherese» Rabbi Aaron Chorin alle re-
gole alimentari, fatto sequestrare e distruggere con tre altre sue opere dal caporabbi moravo Marcus Benedict/Mordechai Baneth (a ritor-
sione, il libro Makel Noam di Rabbi Isaac Grieshaber, contestatore di Chorin, viene distrutto dai sostenitori di questi); nel 1807, di Pe-
sher Davat, del buon Menashe ben Porat, che cerca di accordare le dottrine del Vilna Gaon e di Shneur Zalman di Lyady, ottenendo a
ringraziamento l'anatema dal Vilna Gaon e la distruzione di tutte le copie (tranne una, oggi al British Museum); nel 1819, di Megalleh
Temirin, opera dell'illuminista anti-chassidico Joseph Perl di Tarnopol, mandata al rogo in varie città galiziane; nel 1824, dell'anonimo
Sefer haKundass, "Libro di scherno", parodia del Schulchan aruch ad opera dell'illuminista Abraham Isaac Landau di Podkamen/Polo-
nia; infine, la traduzione in tedesco della Bibbia compiuta da Moses Mendelssohn, arsa su comando del chassidico rebbe Moshe Teitel-
baum, fondatore della dinastia ungaro-galiziana dei Satu Mare, in seguito più nota quale Satmar;
3. come visto, la scomunica da parte dell'ufficialità rabbinica raggiunge anche l'ampio filone chassidico fondato da Yisrael ben Elie-
zer o «Baal Shem Tov» (abbreviato in Besht) Yisrael, il «Maestro del Santo Nome di Dio» (1698-1760; l'appellativo di Besht viene dato
agli illuminati che conoscono il Tetragramma, il Nome Nascosto di Dio e gli altri nomi divini che concedono loro di incanalare la forza
divina per compiere miracoli, guarire i malati, etc). Ad aprire ufficialmente le ostilità contro i chassidici – caratterizzati da cinque aspetti
che minano l'ebraismo rabbinico: importanza data alla Qabbalah e allo Zohar (fonte fondamentale per il chassidismo, seconda per dignità
solo alla Scrittura), concetto che ogni atto della vita è in sé religioso, ricerca della comunione con Dio, intensa vita comunitaria e, soprat-
tutto, culto del rebbe – è nel 1772 l'insigne Eliyahu ben Shlomo Zalmen, Elijah ben Solomon Zalman, Gaon di Vilna (1720-97), che non
solo scomunica per la prima volta le dottrine eretiche, vincolando le comunità ad «estinguere» la «blasfema» setta mistica («Devono la-

1500
sciare le nostre comunità insieme a mogli e figli [...] Non debbono essere ospitati di notte; è vietata la macellazione rituale come da essi
praticata. È proibito fare affari con loro, sposarsi con loro o assistere ai loro funerali») e facendone bruciare gli scritti, ma non esita a ri-
correre al governo goyish per eliminare i mistici rivali (per due volte viene arrestato dalle autorità russe perfino Shneur Zalman di Lyady,
rilasciato con l'amnistia che nel 1801 segue l'ascesa al trono di Alessandro I). In effetti, già nel 1756 Rabbi Hayym Rappaport e altri tre-
dici rabbini della galiziana Brody avevano bandito lo Zohar e tutte le opere di Yitzchak «Ari Zal» Luria Ha-ashkenazi (1534-72, il capo
della cabbalistica «Comunità dei Santi» di Safed) e dei suoi seguaci, vietandone la lettura a chi non fosse trenta-quarantenne, e in ogni
caso permettendola solo a coloro che fossero ferrati nella legge rabbinica. Le due correnti del chassidismo e degli ortodossi non chassidi-
ci – gli aderenti all'ufficialità rabbinica detti mitnaggedim, «protestanti, oppositori» – si riavvicineranno pochi decenni dopo per fronteg-
giare l'assalto all'ebraismo tradizionale portato dapprima dal razionalismo illuministico dei maskilim (il movimento dell'haskalah teoriz-
zato nel 1782 dal detto Hartwig Wessely) e in seguito dalla triade: ebraismo riformato, socialismo e sionismo laico/politico, giungendo
persino, nell'agosto 1848, ad eliminare a Leopoli mediante veleno il rabbino Abraham Kohn, strenuo riformatore e modernizzante. L'ulti-
mo rogo da parte degli ortodossi contro i non-conformi, come i seguaci di Mordecai M. Kaplan, ha luogo nel 1945 negli USA, ove su
una piazza newyorkese viene simbolicamente dato alle fiamme lo Shabbat Prayerbook della Jewish Reconstructionist Foundation;
4. negli stessi decenni, roghi di migliaia di copie del Nuovo Patto inviate nel Turkestan da Orenburg vengono accesi da Rabbi Jo-
seph Maman di Tetuan (Marocco), giunto a Buchara da Safed (Palestina) nel 1793 e ivi attivo per sessantuno anni, vigoroso organiz-
zatore del locale ebraismo al punto che Buchara diviene nota fino in Polonia come la «piccola Gerusalemme» decenni avanti l'annessione
dell'emirato alla Russia zarista (nel 1865-66);
5. il precetto che impone agli ebrei di bruciare, in pubblico se possibile, tutte le copie del Nuovo Patto che capitano tra le loro mani
viene rispettato anche ai nostri giorni, poiché il 23 marzo 1980 e il 20 maggio 2008 centinaia di copie vengono pubblicamente date alle
fiamme a Gerusalemme in una cerimonia organizzata dal Yad Leakhim, un gruppo finanziato dal ministero delle Religioni dell'Entità E-
braica. Quanto al Sinodo dei Quattro Paesi, o Vaad Arba Arazot, il consesso riunisce i capi delle comunità giudaiche della Piccola Polo-
nia/Cracovia, della Grande Polonia/Posnania, della Rutenia/Galizia, dell'Ucraina/Podolia-Volinia e della Lituania (il kahal lituano, Vaad
ha-Medinot ha-Rashiyyot de-Lita, parte dell'Unione di Lublino dal 1569, si stacca nel 1623); creato dai re polacchi nel 1586-92 (il Car-
milly-Weinberger lo fa nascere nel 1581) al fine di avere una controparte responsabile per l'intero ebraismo, è un'istituzione fino ad allora
ignota alla storia ebraica; la Jewish Encyclopedia riporta che i Quattro Paesi, peraltro variati nei 180 anni di esistenza del Sinodo (che
cessa nel 1764), erano la Piccola Polonia/Cracovia, la Grande Polonia/Posnania, la Russia Rossa/Podolia-Galizia e la Volinia.

Condannato nei secoli e destinato al rogo da Alessandro IV, ismo «la più deplorevole e indecente pestilenza che può capitare
Giovanni XXII, Alessandro V, Eugenio IV, Giulio III, Paolo IV alla dottrina cristiana» – attacca feroce «il neobattezzato» Pfef-
e Pio V – e in seguito da Gregorio XIII, Sisto V, Clemente VIII, ferkorn (tra gli scritti più noti: la lettera aperta del 6 ottobre 1510,
Gregorio XV, Leone XIII e Benedetto XIV – nel 1559 il Talmud l'opuscolo Augenspiegel "Lo specchio degli occhi" del 1511 e il
viene infine incluso nell'Index Expurgatorius, l'Indice dei Libri libello a più mani "Lettere di uomini oscuri" del 1516), difen-
Proibiti, secondo le disposizioni del Concilio di Trento. dendo la massima parte dei trattati talmudici insieme a dotti e-
Quanto alle autorità secolari, anch'esse, abbiamo visto, ten- brei, sostenuto dal pur anti-giudaico Erasmo da Rotterdam, Cro-
tano di ostacolarne la diffusione. Consigliato dal convertito Pfef- tus Rubianus, Ulrich von Hutten e dal cardinale Egidio da Viter-
ferkorn (definito da Ausubel «an apostate-informer, un rinnega- bo. Dopo le deliberazioni delle università di Erfurt, Magonza,
to-delatore che, sebbene fosse di professione macellaio e posse- Lovanio e Parigi, che giudicano Reuchlin un propagandista giu-
desse solo un'infarinatura della dottrina talmudica, nondimeno daico, il dominicano Jacob Hochstraten/Hoogstraten, inquisitore
s'imbarcò in furiose ed "erudite" diatribe contro gli ebrei»), auto- capo a Colonia, accusa l'umanista di eresia per «giudaizzazione».
re di opere critiche antigiudaiche (tra cui, rinnovando la tradizio- Deferito il caso a Roma, i giudici pontifici sostengono tuttavia
ne letteraria medioevale degli «specchi» che riflettono gli errori Reuchlin (per quanto concerne le accuse mossegli, senza entrare
dell'umanità a edificazione del lettore: Der Juden Spiegel "Lo nel merito di un giudizio sull'opera talmudica). Nel 1516 il caso
specchio [nel senso di «manuale», «trattato»] degli ebrei" del viene chiuso d'autorità da papa Leone X, consigliato dal proprio
1507, Ich bin ein buchlin, der Judenveindt ist mein namen "Sono medico ebreo Bonet de Lates, che, se impone alle parti, pur senza
un libriccino, 'il nemico degli ebrei' è il mio nome" del 1509, esprimere una decisione di merito, un silenzio favorevole agli
Handspiegel "Lo specchio portatile" del 1511 e Brantspiegel "Lo ebrei, decreta anche che ogni futura opera a stampa debba, prima
specchio ardente" del 1512), affiancato dall'altro convertito Vic- di venir pubblicata, essere sottoposta all'esame di un'apposita
tor von Karben, autore di De vita et moribus Judaeorum "Vita e commissione censoria (dal 1560 opera nelle comunità ebraiche
costumi degli ebrei", e dal poeta-umanista Ortuino Grazio (de l'analoga istituzione dell'haskamah, o «approvazione rabbinica»).
Graes), l'imperatore Massimiliano, per quanto ostacolato dall'ar- Pochissimi i manoscritti conservati che risalgono all'epoca
civescovo di Magonza Uriel von Gemmingen, a partire dall'ago- anteriore alla stampa (metà del Quattrocento); il più antico si tro-
sto 1509 ordina, pur attraverso contraddizioni e ripensamenti (il va ad Oxford, contiene metà del trattato Keritot e risale al 1123;
quarto decreto è del 6 luglio 1510), di confiscare i libri talmudici accanto ai numerosi manoscritti della Biblioteca Vaticana, già
e addurli alle università affinché possano essere esaminati in tutta appartenenti in maggior parte alla Biblioteca Palatina di Heidel-
tranquillità. berg, ricordiamo il manoscritto amburghese 1165, che contiene i
Ciò dà origine alla «controversia reuchliniana», dal nome del tre primi trattati dell'ordine Neziqin, scritto a Gerona nel 1184.
consigliere del duca del Württemberg, l'umanista Johannes Reu- L'unico manoscritto che si possa considerare completo si trova
chlin Capnio di Pforzheim (1455-1522), che – per quanto anti- nella Biblioteca Nazionale di Monaco, il Codex Hebraicus 95;
ebraico al punto da sostenere che un ebreo non potrà mai, al pari steso a Parigi nel 1343 da Salomo ben Simson da Ulma, com-
del leopardo, cambiare le proprie macchie, e da definire il giuda- prende, con l'eccezione di 18 pagine mancanti, l'intero testo tal-

1501
mudico su 577 fogli di pergamena in formato grande. I trattati nime vengono comunque edite in Olanda, dove sono stati accolti
iniziano ad essere commissionati agli stampatori a partire dal da un secolo gli ebrei espulsi dai paesi iberici; il Talmud ivi
1483, scegliendo, annota Johannes Pohl, quelli che provochino il stampato nel 1644-48 risulta, infatti, pressoché uguale alla prima
meno possibile lo sdegno dei goyim; in una ventina d'anni solo edizione veneziana. Più (auto)censurate sono le edizioni di Sul-
12 dei 63 trattati vengono resi accessibili ad un pubblico più va- zbach (tre edizioni, la seconda nel 1755-63, la terza nel 1769), di
sto. Le prime edizioni a stampa di parti del Talmud si hanno in Praga (1839) e di Varsavia (1863).
Spagna poco prima della Grande Espulsione, ad opera della fa- Al Sinodo giudaico che si tiene in Polonia nel 1631 i rabbini
miglia Alqabes, che continua l'opera a Salonicco. In Italia, dove tedeschi impongono che nulla che possa offendere i cristiani e
la stampa di libri ebraici raggiunge una fioritura particolarmente attirare persecuzioni venga più stampato. Questo è il motivo per
ricca, Jehoshua Shlomo e suo nipote Gershom di Soncino, di fa- cui le edizioni del Talmud pubblicate nei due secoli seguenti
miglia emigrata dalla città tedesca di Spira, stampano almeno non conterranno i passi cassati e «dispersi». Parole e passi, peral-
venticinque trattati fra il 1484 e il 1519. Un altro centro delle tro – ci conferma Shahak – stampati a parte in volumetti, mandati
prime edizioni talmudiche è Fez nel Marocco, dove tra il 1516 e a memoria e ricordati agli osservanti dalla viva voce dei rabbini,
il 1521 vengono stampati singoli trattati, dei quali si è tuttavia per i quali l'opportunità esige un comportamento pruden-
conservata per intero solo l'edizione del trattato Erubin. te: «Sottoposti a pressioni dall'esterno, i rabbini eliminarono o
Tuttavia, continua Pohl, «fin dall'inizio gli ebrei procurarono modificarono fraudolentemente [deceptively] certi passaggi, ma
di sostituire con parti lasciate in bianco, mediante un'autocensura non i conseguenti comportamenti in essi prescritti. Dev'essere
ebraica, quei passi talmudici che suonavano offesa al cristianesi- ricordato, non per ultimo dagli stessi ebrei, il fatto che per secoli
mo. In seguito essi tennero molto segrete le loro prime edizioni la nostra società totalitaria ha impiegato costumi barbari e inu-
del Talmud, sicché gli stessi cristiani amici degli ebrei che si de- mani per avvelenare le menti dei suoi membri, ed ancora li im-
dicavano allo studio di esso non ebbero mai sotto gli occhi il piega (tali costumi inumani non si possono spiegare come mere
Talmud vero e proprio. Ma nella prima metà del XVI secolo gli reazioni all'antisemitismo o alle persecuzioni; sono barbarie gra-
ebrei avevano raggiunto il loro scopo. Non meno di quattro volte tuite dirette contro ogni essere umano; un pio ebreo che giunge
essi, con una speciale autorizzazione del papa, poterono pubbli- per la prima volta in Australia, accadendogli di passare accanto
care un'edizione completa del Talmud babilonese. È degno di ad un cimitero aborigeno, deve – come atto di adorazione di "Di-
nota che queste edizioni del Talmud furono effettuate senza ec- o" – imprecare contro la madre di chi vi è sepolto)».
cezione da cristiani, i quali non lo pubblicavano affatto con fina- «The efficiency of any method of expurgation is doubtfoul.
lità antisemite, ma erano completamente al soldo degli ebrei. Ma Under all circumstances, as the Jews reminded each other when
ancor più degno di nota è che gli ebrei controllavano le aziende they urged the strict censorship of their own works, the words in
tipografiche e lasciavano il lavoro materiale della stampa ai non question would always be known to the teacher and could always
ebrei. Nella seconda metà del XVI secolo si verificò una certa be taught orally to his pupils» – aggiunge Popper – «L'efficacia
reazione che rese il papa più cauto nella sua dichiarata amicizia di tutti i metodi di espurgazione è dubbia. In ogni circostanza,
per gli ebrei. Non si giunse ad una proibizione del Talmud, ma si come gli ebrei si rammentavano l'un l'altro quando venivano sol-
fece un compromesso: il Talmud, nemico del cristianesimo, fu lecitati a censurare severamente le loro stesse opere, le parole in
sottoposto al controllo di censori del papa, i passi anticristiani questione sarebbero sempre rimaste note al docente e avrebbero
furono cambiati o cancellati e il Talmud, così epurato, fu di nuo- potuto essere sempre insegnate oralmente ai suoi allievi». Inoltre,
vo stampato con autorizzazione papale [...] Verso la fine del XVI quando dai testi a stampa venivano eliminati passi o intere pagi-
secolo proprio a Roma si scoprì che questi censori che erano al ne, come nel caso del Sefer ha-iqqarim, il "Libro dei fondamenti
soldo degli ebrei [e alcuni dei quali erano ebrei convertiti] non di fede" di Josef Albo (il termine iqqarim "princìpi" risale a
lavoravano in modo fidato, sicché anche il Talmud epurato dal Maimonide, equivalenti sono shorasim "radici" e pinnot "pietre
papa veniva inteso e letto dagli ebrei come se la censura non ci di paragone"), essi venivano, quando non mantenuti, reinseriti
fosse. Gli ebrei sapevano bene cosa significassero in realtà le con note a penna nei testi manoscritti.
espressioni cambiate; essi conoscevano anche i passi talmudici «Le espressioni "gentile", "non-ebreo", "straniero" (goy, eino
completamente cancellati, come è provato dalle liste di passi yehudi, nokhri)» – riprende Shahak – «che si trovavano in tutti i
talmudici cancellati che, nel corso dei secoli, sono stati stampati primi manoscritti e nelle opere a stampa e nelle edizioni pubbli-
da parte ebraica sotto forma di opuscoli e volantini». cate nei paesi musulmani, furono sostituite con "idolatri", "paga-
Sulla base delle istruzioni del censore papale Marco Marino ni", "canaaniti" o "samaritani", termini che potevano esser fatti
di Brescia, nel 1578-81 viene stampata a Basilea, presso il goy accettare ma che il lettore ebreo riconosceva subito come eufe-
Ambrosius Froben, una nuova edizione completa (in particolare, mismi che avevano preso il posto dei vecchi termini. Via via che
però, uno dei più offensivi trattati anti-goyim, l'Abodah Zarah, gli attacchi contro il Talmud si moltiplicavano, la difesa si faceva
«culto straniero» e quindi «idolatria», poiché qualunque religione sempre più complessa, talvolta con tragici risultati. In certi pe-
non-giudaica è necessariamente «idolatrica», non può essere riodi, in Russia, la censura diventava improvvisamente più rigo-
stampato) la quale con poche eccezioni diviene il modello di tut- rosa e proibiva gli eufemismi di cui dicevo prima. Per esempio,
te le altre successive edizioni: «Il testo talmudico attualmente in le autorità rabbiniche sostituirono i termini "arabi" o "musulma-
uso – finora sono apparse circa 70 edizioni complete del Talmud ni", in ebraico yishmaeli, una sola parola per tutt'e due, qualche
– è canonizzato nella sua forma odierna, vale a dire è il testo ri- volta con "egiziani", ritenendo, e a ragione, che la censura zarista
conosciuto dalla totalità degli ebrei. Esso si fonda sull'edizione non avrebbe contestato tale abuso. Contemporaneamente a que-
censurata del Talmud apparsa a Basilea negli anni 1578-81, con ste modifiche, venivano fatte circolare le "Omissioni talmudi-
una reintegrazione parziale dei passi modificati o cancellati dalla che", manoscritti in cui si spiegavano dettagliatamente i nuovi
censura papale di allora». Edizioni ebraiche con mutilazioni mi- termini e si indicavano le corrispondenze con le omissioni».

1502
Dopo la creazione dello Stato di Israele, postilla Shahak, quando i rabbini si sentirono sicuri, i passi e le espressioni offensive e scurrili
furono ripristinati nelle nuove edizioni; sotterfugio tuttora perdurante è invece la non-traduzione dei passi più scottanti, come nell'edizio-
ne bilingue Boys Town del "Libro della conoscenza", una parte del Codice o Mishneh Torah di Maimonide, curata nel 1962 a Gerusa-
lemme da Moses Hyanson, ove la versione inglese che fronteggia il testo ebraico tralascia, semplicemente, di nominare, tra quelli che è
dovere di ogni ebreo sterminare con le proprie mani, «Gesù di Nazareth e i suoi discepoli, Tzadog e Baitos [i supposti fondatori della
setta dei sadducei] e tutti i loro discepoli, possa il loro nome malvagio essere estinto». Diversamente da tali casi di «sincerità» più o me-
no estorta, la maimonidea "Guida dei perplessi" edita nel 1925 negli USA da Friedlander mantiene, per non urtare la suscettibilità dei
dispregiati blacks, l'eufemismo dell'equivoco, traslitterando il termine kushim, «negri», in kushites, «che non vuole dire nulla per chi non
conosce l'ebraico o per chi non ha il privilegio di una spiegazione orale da parte di un rabbino».

Nulla quindi di strano, rileva nel 1871 in Der Talmudjude – può chiarire al lettore lo spirito dei provvedimenti repressivi pre-
"L'ebreo talmudico", il quale, basato sull'eccezionale documenta- si dalle autorità civili e religiose dei diversi stati europei. La
zione raccolta da Johann Andreas Eisenmenger in Entdecktes struttura mentale sottesa alla «doppia morale» elaborata, predica-
Judenthum, "Giudaismo disvelato", talora ne riporta tuttavia, ol- ta e praticata dagli ebrei è ancora sempre il concetto di elezione
tre a giudizi prettamente personali, citazioni imprecise – il dottor divina del loro popolo, separato in eterno, e per ragioni sostan-
August Rohling, 1839-1931, sacerdote e docente alla facoltà teo- ziali, da tutte le altre genti. Che si sia talora cercato o si cerchi
logica cattolica di Münster e poi di Teologia Cattolica e Lingue talora ancor oggi di attenuare la portata dei più virulenti precetti
Semitiche all'Università Tedesca di Praga (suo maestro di ebrai- talmudici, ciò non significa molto: quello che importa, al di là di
co era stato il convertito «dr.Justus» né Aaron Israel Brei- tutte le motivazioni addotte a giustificazione di quelli, al di là di
man/Brimann/Brimanus, autore dello «scurrilous, ingiurioso» tutte le analisi riduttive tentate, è il fatto che essi, dal punto di
Der Judenspiegel), se «prendendo in mano un Talmud stampato vista teologico/filosofico, si inscrivono perfettamente – necessa-
negli ultimi cento anni si resta sorpresi di trovarvi una quantità di riamente – nel concetto di «elezione», e che dal lato storico-po-
fogli bianchi o contrassegnati da un cerchio. Nelle antiche edi- litico innumeri prove esistono dello sforzo di metterli in pratica.
zioni questi spazi erano riempiti di invettive contro Cristo, la Tra le centinaia di moniti abbiamo quindi scelto quelli più
Santa Vergine Maria e gli apostoli, così come dell'avvertenza che significativi, mandati a memoria, prima ancora che letti, da intere
per non-ebrei bisognava intendere in primo luogo i cristiani». generazioni di Arruolati; come scrive Stemberger sulla relativa
La medesima cosa rileva, onestamente, Popper, aggiungendo poca importanza dell'espungere o meno certi passi dai testi stam-
che «per compiere tali omissioni diversi metodi furono adottati pati: «Appunti scritti erano d'uso comune, ma non avevano alcu-
dai diversi editori: alcuni si accontentavano di omettere le conso- na autorità come testi di confronto per controllare ciò che veniva
nanti e di stampare solo gli adatti punti vocalici; altri li tralascia- recitato oralmente nella scuola. L'insegnamento era totalmente
vano entrambi, ma lasciavano uno spazio bianco; altri ancora non fondato sulla memoria, anche in un'epoca in cui già da molto
indicavano in alcun modo le correzioni eseguite. Nel 1542 Rabbi tempo c'erano esemplari scritti della Mishnah».
Meir Katzenellenbogen andò oltre, nell'autocensura del libro di «Solo voi giudei siete uomini» – rassicura instancabile il
preghiere usato dalla comunità tedesca di Padova. Omise infatti Talmud – «mentre le altre genti dell'universo non sono fatte da
sei interi brani e li sostituì con altri meno veementi [and substitu- uomini ma da animali» (Baba Mezia 114b). O anche, più esatta-
ted others less passionate in their places]. Questo stesso proce- mente con la prima edizione di Goldschmidt, che riproduce an-
dimento fu adottato nell'edizione della Selihah di Hedernheim, che il testo ebraico di Bomberg: «Voi [ebrei] siete chiamati uo-
1546, allo scopo di poter essere veritieramente definita "liberata mini, e non [we'ên] i popoli del mondo sono chiamati uomini, ma
da ogni cosa odiosa e pericolosa"» (altri tre metodi di censura, bestie ['ellâh behêmâh]»; nella seconda edizione, priva dei rife-
del tutto singolari, furono 1. l'aggiunta di note a stampa, in gene- rimenti ebraici, Goldschmidt mantiene la traduzione della prima,
re ai margini, che contraddicevano il testo o lo spiegavano dal ma mette le ultime due parole tra parentesi: «ihr heißt Menschen,
punto di vista cattolico, 2. la proibizione di pregare finché le ope- nicht aber heißen die weltlichen Völker Menschen (sondern
re confiscate non fossero state esaminate ed espurgate, e 3. la Vieh)». Tali parole però, scrive ad Hermann De Vries De Heeke-
presenza di censori cattolici alle letture rabbiniche). lingen (1880-1941) monsignor Agostino Bea, rettore del Pontifi-
Nei secoli successivi si hanno solo controversie minori, men- cio Istituto Biblico richiesto di consulenza per il processo intenta-
tre il libro, già difficile da procurarsi e leggere per la mole e la to ad Oron/Losanna il 15-17 gennaio 1940 contro l'ex pastore
difficoltà della lingua, cade nel dimenticatoio goyish fino a fine evangelico «antisemita» Philippe Lugrin, accusato dai Nostri di
Ottocento, quando, sull'onda del terrorismo antizarista, i movi- avere manipolato passi talmudici, «formano la conclusione della
menti «antisemiti» di Russia, Germania, Austria, Ungheria e frase, la quale vuole mostrare per quale ragione Rabba b. Abuha
Francia portano alla luce per il grande pubblico gli insegnamenti Elijahu poteva stare in un cimitero non-ebreo. Ecco la risposta: la
talmudici. A Vilna, Lituania – ove già nel 1835 era stata pubbli- legge proibisce il contatto con i cadaveri degli uomini, ma i non
cata un'edizione espurgata di diversi passi compresi nelle edizio- ebrei non sono uomini, ma bestie; dunque essi non sono contrari
ni di Francoforte e di Amsterdam – nel 1880-86 la famiglia alla purezza levitica [«R. Simón b. Johaj sagte: Die Gräber der
Romm stampa, in ebraico e aramaico, quella che viene conside- Nichtjuden sind nicht (levitisch) verunreinigend, denn es heißt:
rata una delle più accreditate versioni, il Vilna Shas, volta in in- ihr aber seid meine Schafe, die Schafe meiner Weide, Menschen
glese dalla Soncino Press. seid ihr», è il passo che immediatamente precede il suddetto
Entrando nel merito di quei precetti inculcati per secoli nelle 114b]. Si vede che l'argomentazione stessa richiede le parole "ma
menti di decine di milioni di ebrei, diamo qualche esempio che bestie". Se essi non sono uomini, che cosa sono?».

1503
Decisamente più edulcorate sia la versione della Soncino Press: «R. Simeon b. Yohai said: The graves of Gentiles do not defile, for it is
written: And ye my flock, the flock of my pastures, are men; only ye are designated "men"», sia la spiegazione in nota: «Soltanto, ov-
viamente, dal punto di vista della contaminazione rituale. Cfr. Numeri XIX 14: Questa è la legge: Quando un uomo muore nella tenda,
chiunque entra nella tenda e chiunque si trova nella tenda sarà impuro per sette giorni. (In ogni caso la frase perde tutta la sua violenza
se ci si ricorda che è semplicemente un modo di dire talmudico per indicare "non umano" [is simply a Talmudic idiom denoting "inhu-
man"], e che il suo autore fu il Maestro Simeone, che era stato così crudelmente perseguitato [so bitterly persecuted] dai romani. V. La-
zarus, The Ethics of Judaism, I, pp.261 ff.)». Il contrasto «bestiale» ebrei-goyim verrà comunque ribadito nel terzo Paese di Dio da The
Jewish Frontier, febbraio 1939: «Ogni ebreo, fosse anche l'unico ebreo rimasto sulla faccia della Terra, ogni bambino ebreo, ogni vec-
chio è un testimone vivente dell'esistenza di una razza umana a confronto con una razza fatta solo di bestie» (in W.R. Frenz).

Ed ancora: «Anche se i popoli del mondo somigliano fisica- mot 94b tosaphot); «Concludete che il Misericordioso ha di-
mente agli ebrei, essi somigliano loro soltanto come le scimmie chiarato che il loro seme è libero, come è detto: "La cui carne è
agli uomini» (Keritot 6b tosaphot). come la carne di un asino e l'effusione del loro seme come quella
Lo statuto esistenziale dei non-ebrei è bene illuminato da di un cavallo" [Ezechiele XXIII 20]» (Jebamot 98a); «Il seme di
quanto afferma Abodah Zarah 4a: «Il Maestro Chana figlio di un non-ebreo ha lo stesso valore del seme di una bestia» (Ketu-
Chanina richiamò l'attenzione su una contraddizione: È detto: "Io bot 3b tosaphot); «Non è permesso [fare] poppare [un neonato]
non provo ira" [Isaia XXVII 4], ed è detto: "Il Signore è un ven- da una non-ebrea né da una bestia impura, ma se il bambino è in
dicatore e pieno d'ira" [Nahum «il-consolatore» I 2]. Questa non pericolo, niente va risparmiato per salvargli la vita» (tosephta
è una contraddizione: l'una sentenza parla degli ebrei, l'altra dei Shabbat IX 22, da Gedaliah Alon, in Mac Donald I);
non-ebrei [vedi anche Berakot 7a]» e, poco più avanti, «Il Santo, dato che i rabbini, rileva Gian Pio Mattogno, proibiscono di
che benedetto sia!, parlò a Israele: "Quando giudico gli ebrei, sedersi a tavola con un pagano, se un goy invita alle nozze del
non li giudico allo stesso modo dei non-ebrei"». figlio non diciamo un solo ebreo, ma tutti gli ebrei della città,
Eguali concetti in due scritti ebraici divulgativi del XVII se- non per ciò questi, anche se sono tutti tra loro, vanno assolti: per
colo, citati da Eisenmenger e Roderich-Stoltheim/Fritsch: nello il fatto di consumare il pasto assieme agli idolatri, peccano an-
Jalkut Rubeni si legge: «Gli ebrei sono chiamati uomini perché le ch'essi di idolatria, come dice Esodo XXXIV 15, e ciò anche se
loro anime provengono dall'uomo più illustre; i non ebrei, le cui mangiano e bevono cibi loro propri e vengono serviti da propri
anime provengono dallo spirito impuro, sono chiamati porci»; camerieri (tosephta Abodah Zarah IV 6);
nell'influentissimo Shenei luchot ha-berit, "Le due tavole del Pat- ancor più, «Il rapporto sessuale con un non-ebreo è come
to" (composto dalle sezioni Derekh hayyim e Luchot ha-berit) di quello con le bestie» (Sanhedrin 74b tosaphot, riportato da padre
Rabbi Yeshayah Horowitz (il cabbalista Isaiah ben Abraham ha- Justinas/Iustinus Bonaventura Pranaitis in Christianus in Talmu-
Levi Horowitz detto, dalle iniziali della maggiore opera, Ha- de Iudaeorum, sive Rabbinicae Doctrinae de Christianis Secreta,
Shelah ha-Kadosh, «il santo SheLaH», 1570-1626 o 1565-1630), 130 pagine edite a San Pietroburgo nel 1892, tradotte in tedesco
compendio delle leggi giudaiche stampato ad Amsterdam nel nel 1894 dal sacerdote austriaco Joseph Deckert quali Das Chri-
1649 in prima edizione e a Wilmersdorf nel 1686 in seconda: stentum im Talmud der Juden, oder Die Geheimnisse der rabbi-
«Sebbene i popoli del mondo assomiglino esteriormente agli e- nischer Lehre über die Christen, "Il cristianesimo nel Talmud
brei, sono soltanto ciò che sono le scimmie in confronto agli uo- degli ebrei, ossia I segreti della dottrina rabbinica sui cristiani"),
mini» e «Per questo al non-ebreo è stata data figura umana: per- per cui, conferma Maimonide (Mishneh Torah, libro 5: "Il codice
ché gli ebrei non si dovessero far servire dalle bestie». della santità"), una donna non-ebrea congiuntasi con un ebreo, in
Anche il Midrash talpiot pubblicato a Varsavia nel 1875 da particolare con un sacerdote, «è soggetta ad essere messa a mor-
Elijah ben Salomim insegna al Popolo Eletto la differenza che lo te, poiché attraverso di lei un crimine è stato compiuto da un i-
separa dal resto dell'umanità: «Dio ha creato i non-ebrei sotto sraelita, come [se si fosse congiunto] con un animale» (il sacer-
forma umana perché essi non sono stati creati per altro scopo che dote, invece, va solo fustigato); «Il Maestro Chija figlio di Abuja
per servire gli ebrei giorno e notte senza interruzione. Ora, non si disse: Se uno si congiunge con una non-ebrea fa come se si fosse
addice ad un figlio di re [cioè ad un ebreo] l'essere servito da una imparentato con gli idoli, poiché è detto: "e si è congiunto con la
bestia con le sembianze di un animale ma da una bestia con sem- figlia di un dio straniero" [Malachia II 11]; ma ha il dio straniero
bianze umane» (225d). una figlia? Si deve piuttosto intendere il congiungimento con una
Similmente predica, ai nostri giorni, Hatanya, il testo fon- non-ebrea» (Sanhedrin 82a, che in tosaphot auspica: «possano
damentale dei Lubavitch/Chabad, il più potente ramo del chassi- così abbatterlo gli zelanti»);
dismo; secondo questo testo-chiave, rileva Shahak, «tutti i non- «Chi viene detta prostituta? Tutte le figlie non-ebree o una
ebrei sono creature assolutamente sataniche "che non hanno nul- figlia ebrea che ha avuto a che fare con qualcuno [die mit jeman-
la di buono". Persino i loro embrioni sono qualitativamente di- dem zu tun gehabt, traduce Heinrich Löwe, cioè «che ha avuto
versi da quelli ebraici. L'esistenza dei non-ebrei è "inessenziale", rapporti sessuali»] che non può sposare a causa delle diverse pro-
poiché tutto il creato fu creato unicamente "per il bene degli e- ibizioni matrimoniali, o che ha avuto rapporti sessuali proibiti
brei" [whereas all of creation was created solely for the sake of con un minorato [die mit einem Geschwächten verbotenen Um-
the Jews]». gang gehabt], anche se poi li dovesse sposare. Di conseguenza se
Per quanto tutto ciò sembri un po' «forte», altri passi con- una donna ha avuto a che fare con un animale, benché la pena
fermano la sostanza di una forma mentis che porta Mac Donald per tali atti sia la lapidazione, non è una prostituta, e un sacerdote
II a concludere che «l'impurità dei non-ebrei non fu solo teorica, può sposarla, poiché non ha avuto rapporti proibiti con un uomo»
ma ridusse le effettive possibilità di interazione coi non-ebrei»: (Eben haeser 6, 8).
«Il seme di un non-ebreo non è che il seme di un animale» (Jeba- «Se un non-ebreo o uno schiavo si congiunge con una Figlia

1504
d'Israele, il figlio che nascerà è come figlio di prostituta» o, con to mi credevo colpevole per avere fatto mia una donna Cattolica
la Soncino,«if a heathen or a slave has intercourse with the dau- ed aver tollerato che l'unico mio figlio preghi come sua madre.
ghter of an Israelite, the issue is mamzer» (Qiddushin 70a) e «Il Speravo di ottenere perdono avvertendo i miei Correligionari per
figlio di un non-ebreo o di uno schiavo che si sono congiunti con non avere mai imitatori. Le ragioni esposte a mia scusa celavano
una Figlia d'Israele è un bastardo» (Jebamot 16b). Similmente, una parte della verità,... è mio dovere svelare interamente il gran
vedi Ketubot 30a, Eben haeser 44, 8 («Se un ebreo ha promesso fallo ed affermarne qui un sincero pentimento. Se io, Ebreo dei
di sposare [o: si è fidanzato con] una non-ebrea o una schiava, o più convinti della superiorità del nostro culto lasciai l'unico mio
se un non ebreo o uno schiavo hanno promesso di sposare [o: si figlio seguire la madre in altra religione fu per eccessiva e mal
sono fidanzati con] un'ebrea, in ambo i casi tale atto non è vali- compresa affezione paterna. Temevo ahimè che il disprezzo im-
do») e Joreh deah 377, 1 (il termine mamzèr deriva da meam meritato delle classi ignoranti per noi Israeliti, potesse attristare
zar, letteralmente «da un popolo straniero»; un mamzèr può spo- la vita dell'amatissimo mio figlio. Non pensavo allora che la no-
sare solo una mamzèret o una proselita, non una vera ebrea). stra esistenza è l'opera della volontà d'Iddio e che all'uomo desti-
Tra le basi di tale atteggiamento vedi le espressioni non pro- nato a soffrire vanno tristezze ed umiliazioni in qualunque reli-
prio fraterne scagliate dal favoleggiato Padre Abramo/Abraamo gione ei sia. Dopo di aver letto questo libro, se un sentimento di
contro il fido amministratore Eliezer, il quale, dopo che l'Altis- sublime religione Giudaica commuove i vostri cuori, pregate Id-
simo ha espressamente vietato di unire Isacco ad una cananea, ha dio, o Israeliti, affinchè mio figlio leggendomi comprenda quanto
osato offrirgli la propria figlia: «Tu, Eliezer, sei uno schiavo e è grande l'onore di essere Ebreo e lo sia».
Isacco è nato libero: i maledetti non possono unirsi con i bene- E questo per quanto concerne il figlio di madre non-ebrea.
detti» (Genesis Rabbah 612-13 e 636-37, Midrash Hagadol Ge- Ma anche nel caso di madre ebrea e padre non-ebreo la situazio-
nesi 388-89 e 770-71). Ed ancora, accogliendo sospettoso Re- ne è limitata: infatti, anche se l'ebraicità viene conferita al figlio
becca dopo quella caduta dal cammello che l'ha deflorata («Mio misto dalla madre ebrea (Qiddushin 68b, o III 12), il prodotto del
signore, mi sono spaventata vedendovi apparire a quel modo, e regolare matrimonio di un'ebrea con un non-ebreo, pur nominal-
sono caduta a terra dove uno spunzone del cespuglio mi è pene- mente ebreo, non può far parte del ceto sacerdotale o, se femmi-
trato fra le cosce»), rivolto ad Isacco: «Gli schiavi sono capaci di na, sposare un sacerdote (Eben haeser 16; taryag negativi 157-
qualsiasi tradimento. Porta questa fanciulla nella tua tenda e assi- 162). Al contrario, anche se generato fuori da un regolare matri-
curati che sia ancora vergine, dopo questo lungo viaggio in com- monio tra una ebrea ed un puro ebreo, un figlio non viene consi-
pagnia di Eliezer!» (Yalqut Genesi 109, Midrash Hagadol Gene- derato mamzer, ma ebreo di pieno diritto e a tutti gli effetti; do-
si 366 e 30-70, Genesis Rabbah 651-53, Midrash Agada Genesi vessero invece sorgere incertezze su uno dei genitori, il figlio
59-60, Midrash Leqah Tobh Genesi 111, 113, Mekhiltà de-Rabbi viene considerato un sospetto bastardo (Eben haeser 26). I figli
Shimon 45, Sepher Daat Zeqenim 13d e 14b, Sepher Hadar Ze- di un matrimonio tra una ebrea ed un bastardo sono considerati
qenim 9b; per la cronaca, il buon Eliezer, che era stato quasi anch'essi bastardi, e altrettanto quelli di una bastarda con un e-
condannato a morte per quel sospetto crimine, viene preso dall'E- breo (Eben haeser 16).
terno in Paradiso, benché ancora vivo). In quanto conto sia tenuto il bastardo – foss'anche l'individuo
Quanto alla pena per chi abbia contravvenuto al precetto, più onesto e corretto del mondo – ce lo rivela Choschen hami-
ecco Eben haeser 2, 1: «Un israelita che si sia congiunto con una shpat 421: «Se qualcuno viene percosso e ingiuria chi l'ha per-
non-ebrea, o un'ebrea che sia stata indotta a congiungersi con un cosso chiamandolo bastardo, o se A ingiuria B chiamandolo la-
non-ebreo, in ambo i casi nella prospettiva di sposarsi, siano fu- dro e B dice che A mente come un bastardo o dice addirittura che
stigati secondo la legge [con trentanove frustate], poiché è detto è un bastardo, la pena per avere infamato [l'interlocutore chia-
[Deuteronomio VII 3]: "Non devi imparentarti con loro". [Alcuni mandolo bastardo] non dev'essere pagata [cioè: essere detto ba-
contestano tale impostazione.] Chi si sia invece congiunto per stardo è peggio che essere detto ladro], dato che in questo caso
caso [!] con una prostituta non-ebrea, è colpevole per il Talmud l'offesa non era davvero intenzionale, ma detta a ritorsione nel
[secondo alcuni la pena è di tredici colpi, secondo altri è indeter- trasporto dell'ira».
minata], e precisamente per essersi congiunto [al contempo] con Ma anche i proseliti non vengono risparmiati, essendo sog-
una non-ebrea e con una prostituta; se però si è appropriato di lei getti a un diritto che ben si allontana da quello valido per i veri
[come sua amante], è colpevole, secondo il Talmud, di quattro eletti, un diritto che nei modi e nei tempi più vari considera ina-
cose: di essersi congiunto con una niddah [un'impura, «macchia- bili ad ereditare sia il non-ebreo, sia il bastardo, sia il proselito.
ta da mestruazioni»], con una schiava, con una non-ebrea e con Così ci rivela ad esempio Choschen hamishpat 256, 1: «Un pro-
una prostituta; se poi chi si è congiunto è un sacerdote, sia fusti- selito che ha un figlio che gli sia però nato quando era non-ebreo
gato secondo la legge per essersi congiunto con una prostituta, [nell'originale: «la cui gravidanza non era in santità»], costui,
anche se si fosse congiunto solo per caso!». anche se malato, non può donare a suo figlio, dato che questo
Altrettanto chiaro è, quanto al matrimonio, Eben haeser 2, 1: non può ereditare da lui, nulla che possa ricevere dopo la sua
«Non si devono sposare donne che non vengano da pura famiglia morte».
israelita o nella cui famiglia si sia insinuato un mamzer o qualcun Ed ancora Choschen hamishpat 283, 1: «Un non-ebreo eredi-
altro di simile». ta dal padre secondo la legge [Deuteronomio II 9]; un proselito,
E l'applicazione pratica di tutta questa summa di pensiero ce un non-ebreo convertito al giudaismo, non eredita dal padre non-
l'offre Jacques de Emile Pincherle nel bilingue libello Religion et ebreo; ma i Saggi [talmid chakhamim] hanno decretato che egli
morale bibliques, edito al Cairo nel 1899, impetrando il perdono debba ereditare, poiché in caso contrario potrebbe forse tornare
dai confratelli che l'hanno con tutta evidenza bandito (la forma e alla vecchia religione; per tale caso aiutano le circostanze, poiché
la punteggiatura sono quelle originali): «In prefazione della pri- il non-ebreo non ha bisogno di osservare il decreto dei Saggi. Ma
ma parte di questo libro pubblicata l'anno scorso, ho scritto quan- un non-ebreo non eredita dal padre quando questo è un proselito,

1505
e anche un proselito non può ereditare dall'altro. (Se un ebreo ha uomo che non ne sia il marito, per cui «the crime can be commit-
un debito verso un non-ebreo e questi muore senza che gli eredi ted only by and with a married woman», mentre il rapporto ses-
sappiano del debito, l'ebreo non è tenuto a rimborsarlo a quegli suale di un uomo sposato con una donna non sposata «is not te-
eredi)»; Choschen hamishpat 283, 2: «Se un ebreo si converte ad chnically Adultery in the Jewish law»).
altra religione, egli eredita dai suoi parenti ebrei; ma il tribunale Concetti ribaditi, mezzo millennio dopo, dal «razionale»
può, qualora lo ritenga opportuno, privarlo dell'eredità e asse- Maimonide: «E perché è proibito portare un animale femmina ad
gnarla ai suoi eredi ebrei, affinché egli venga punito e i senza- una donna pagana? Perché ogni donna pagana è sospetta di pro-
Dio non siano rafforzati nella loro malvagità. (Se un tale apostata stituzione, e quando il suo compagno viene per giacere con lei, è
ha già distribuito in donazione i suoi beni, la donazione non ha possibile che non la trovi in casa e giaccia invece con l'animale.
valore. Alcuni sostengono che l'eredità dev'essere affidata al tri- Invero, anche se la trovasse, potrebbe tuttavia giacere con l'ani-
bunale, e che egli la può ottenere quando ha pagato un'ammen- male» (Codice, libro V: "Il libro della santità" XXII, 142).
da)»; ed Eben haeser 5, 1, ove ad un ebreo che abbia avuto a- Consigli e precetti più immediati nei riguardi del comporta-
sportate, schiacciate o comunque danneggiate le parti genitali in mento da tenere verso i non-ebrei sono forniti dalla discussione
modo da aver perso la capacità riproduttiva «non è permesso sulla Mishnah tenuta in Abodah Zarah 20a: «Il Maestro Jose ben
sposare un'ebrea, ma una proselita o una schiava ebrea liberata Hanina disse: "A loro non devi concedere grazia" [Deuteronomio
sì». VII 2; l'espressione suona, in ebraico, lo tehannem], [il che signi-
Decisamente più singolari sono altre note sull'«appetito ses- fica:] non permettere che si stanzino vicino a te [...] "Un'altra
suale» dei goyim, svolte nella Mishnah di Abodah Zarah 22a: interpretazione di: A loro non devi concedere grazia, a loro non
«Non si deve permettere che gli animali vadano vicini alle case devi tributare lode": [tale motto] viene in appoggio a Rabh, per-
dei non-ebrei, poiché questi sono sospetti di avere rapporti ses- ché il Maestro Jehuda disse nel nome di Rabh che non si dovreb-
suali con loro. Una donna [ebrea] non deve restar sola con loro, be dire "com'è bella questa non-ebrea!"» o, col testo letterale di
poiché essi sono sospetti di libidine/oscenità» o, con Gol- Goldschmidt: «R. Jose b. Hanina erwiderte: Die Schrift sagt: du
dschmidt, «Man darf kein Vieh in ein Wirtshaus von Nichtjuden sollst sie nicht begnaden, du sollst ihnen keine Niederlassung auf
einstellen, weil sie der Bestialität verdächtig sind. Eine Frau darf dem Boden gewähren [...] "Eine andere Erklärung: Du sollst sie
mit ihnen nicht allein sein, weil sie der Unzucht verdächtig nicht begnaden, du sollst ihnen keinen Beifall zollen". Dies ist
sind». eine Stütze für Rabh, denn R. Jehuda sagte im Namen Rabhs,
Nel foglio 22b è il Maestro Uqba figlio di Hama a spiegare man dürfte nicht sagen: wie schön ist diese Nichtjüdin!» (simil-
perché gli animali domestici, soprattutto le femmine, devono es- mente, Joreh deah 151, 14). Inoltre, sia ben chiaro a monito di
sere tenuti lontano dalla lussuria goyish: «...perché quando i non- ogni Arruolato, non solo, secondo il Maestro Jehuda, è proibito
ebrei si recano nelle case dei loro vicini per commettere adulterio far doni a un non-ebreo o nutrire un non-ebreo (sempre in Abo-
con le mogli di quelli e non le trovano in casa, essi copulano con dah Zarah 20a), ma addirittura «coloro che fanno del bene agli
le pecore [letteralmente: il bestiame] nei recinti [pudica, la Son- akum non risorgeranno dalla morte» (Zohar I 25b). A maggior
cino traduce: «might use it immorally, le trattano immoralmen- ragione, essendo i non-ebrei «discepoli del serpente antico che
te»]. Ma se tu vuoi, io dico: anche quando le mogli dei loro vicini ingannò Adamo ed Eva» (Sifré su Deuteronomio XXXII 32) e
sono in casa, essi preferiscono ancora copulare con gli animali, pur avendo presente l'insegnamento torahico che non si debbono
poiché il Maestro disse che essi amano le pecore [il bestiame] nutrire rancore e vendetta, i rabbini precisano che «questi due
degli ebrei più delle loro stesse donne» (un inciso a proposito comandamenti riguardano solo i figli del tuo popolo; tu puoi e-
dell'adulterio: il termine si addice, riporta la Jewish Encyclope- sercitare il rancore e la vendetta contro tutti gli altri» (Sifra su
dia, solo al «sexual intercourse» tra una donna sposata ed un Levitico XIX 18).

I cristiani e i non-ebrei in genere sono chiamati con diversi appellativi. Il più frequente è goyim, le «genti», i «gentili» di paolina memo-
ria. Segue un'altra dozzina di termini, talora consigliati od imposti dai censori cristiani: akum, acrostico di abde kokabhim u mazzalot,
«adoratori di stelle e pianeti»; abodah zarah, «adoratori stranieri, idolatri»; abde elilim, «servitori degli idoli»; minim, «settari», «eretici»,
«coloro che non credono nell'unicità di Dio» (il termine fu coniato per indicare gli ebrei apostati al primitivo cristianesimo, quei giudeo-
cristiani disertori della lotta contro Roma, traditori della patria e della religione: «Fu contro di loro, contro questi antipatrioti che vennero
redatte le formule di maledizione; gli ebrei li bandirono dalla loro società, fu lecito ucciderli come era lecito uccidere "il migliore dei go-
yim" [...] Conservati in quel libro che ebbe un'autorità immensa, in quel Talmud che per gli ebrei fu un codice, espressione della loro na-
zionalità, un codice che fu la loro anima, quelle affermazioni crudeli o grette acquistarono una forza, se non legale, almeno morale. L'e-
breo talmudico che si imbattè in esse vi attribuì un valore permanente, non le applicò soltanto ai nemici greci o romani e ai minim, le ap-
plicò a tutti i nemici, ne fece una regola generale nei confronti di coloro che erano estranei alle sue credenze», commenta Bernard Lazare
I; dell'origine di min, Klausner dà due etimi: abbreviazione di malshinin, «spia», o acrostico di Maamin Yeshu Nozri, «credente in Gesù
Nazareno»); egiziani; «adoratori di Balaam [leggi: di Gesù, come nominato in Sanhedrin 106b e Gittin 57a; ancor oggi, dopo duemila
anni, gli ebrei talmudici evitano di nominare Gesù, chiamandolo solo «oto ha'ish, quell'uomo»]»; nokhrim, «stranieri»; edom, «edomiti»;
amme haaretz, «genti della terra, idioti»; loazim, «barbari, stranieri»; apiqorosim, «epicurei», intesi come «devianti, eretici, atei», termi-
ne derivato, più che dal filosofo Epicuro, dal verbo aramaico paqar, «deviare», inteso in Sanhedrin 90a come rigettare la legittimità della
Legge Orale; kuthrim, «cutei», «samaritani»; basar vedam, «carne e sangue»: il termine «carne» è spesso usato, come in Levitico XV 2 e
19, per indicare gli organi sessuali, in particolare il pene (al contrario, negli Arruolati sarebbe infuso soprattutto lo «spirito»).
Il comportamento da tenere nei loro riguardi – non si scordi l'odio nei confronti della nuova setta giudeocristiana, al punto che molte
persecuzioni locali pagane contro le nuove comunità ecclesiali furono effetto di denunce di ebrei, né che la tradizione ecclesiastica ripor-
ta che le bande di Shimon Bar Kokheba, progenie dell'esseno-zelota Giuda il Galileo (stampo, col figlio Menachem o Giovanni, del fan-

1506
tasticato Messia Yeshua), diedero la caccia ai messianici («cristiani»), massacrandoli a migliaia – viene indicato dalla maledizione intro-
dotta nell'anno 85 nella liturgia da Shemoneh esreh (la preghiera delle diciotto benedizioni) XII: «Gli apostati non abbiano alcuna spe-
ranza e l'impero dell'orgoglio sia sradicato prontamente ai nostri giorni. I nazareni e i minim periscano in un istante; siano cancellati dal
libro dei viventi [o: della vita] e non siano contati tra i giusti». Dell'acre temperie antigiudeocristiana e più latamente anticristiana testi-
moniano anche il monito-invettiva del Maestro Tarfon (anni 80-110): «Se io fossi inseguito da un assassino, andrei a rifugiarmi in un
tempio di idoli, ma non andrei mai a rifugiarmi presso di loro [i cristiani], perché gli idolatri non conoscono [il Dio Unico e di conse-
guenza] lo rinnegano, ma quelli [i cristiani] lo conoscono e lo rinnegano» (tShabbat 13, 5) e la storia del Maestro Yishmael, che tentò
invano di impedire al nepote Maestro Elazar ben Dama, morso da serpente, di farsi curare da Jacob il min di Kfar Sama, che guariva i
malati in nome di Gesù figlio di Pantira. Quanto ai turchi e ai musulmani in genere, essi sono specificamente chiamati «ismaeliti».
Un'espressione al tradizionale sentire nei confronti dei non-ebrei l'ha data nel 1907 nella poesia The goyim in Children of the Ghetto,
Israel Zangwill: «Guardati dai goyim, dissero a Jacob gli anziani / nella mistica pace delle sabbatiche candele. / Bevono sangue d'ebreo /
feroci più della fiamma / più dei cobra arrotolati per lo scatto. / Irridono al nostro Dio e alla Torah / ci rubano, ci coprono di sputi / più
crudelmente ci scannano che il schochet i nostri buoi. / Non uscire dal ghetto. / Se non potrai fare a meno di andare nelle loro tane / cauto
cammina, mai dimenticando / che sono goyim / nemici della fede / esseri di tenebra / beoni e bravacci / prontissimi di pugno e di manga-
nello / di molte specie, ma tutti / generati da Dio per i nostri peccati / dediti a numerose e strane idolatrie / Ma i peggiori dei goyim sono
le creature chiamate cristiani [...] Tornate, tornate, grida, o fratelli / tornate al ghetto / al nostro Dio di compassione / al nostro sogno del
Messia / alle antiche sabbatiche candele! / Perché gli altri sono goyim / che, in spregio a tutti i loro Platone / i loro Shakespeare e Shelley
/ i loro Bach e Beethoven / bevono sangue umano / non solamente il nostro, ma quello dei loro parenti. / Spietati fratricidi / esseri di te-
nebra / nemici della fede / feroci più dei cobra arrotolati per lo scatto / di molte specie, ma tutti / generati da Dio per i nostri peccati / de-
diti a numerose e strane idolatrie / e i peggiori dei goyim sono le creature chiamate cristiani» (in Louis Wirth).
Un appunto sui samaritani (shamerim o shomronim): discendenti dalle genti stabilite dai re assiri nella Samaria frammischiatesi coi
peccatori israeliti non deportati, retti da una classe sacerdotale discendente da Aronne e dotati di una dottrina sincretistica basata su una
variante della Torah, sono da sempre gli eretici più odiati dagli ebrei, per quanto in più occasioni i due gruppi si siano sostenuti reci-
procamente, ad esempio i samaritani combattendo, insieme agli ebrei giunti dalle altre parti dell'impero come dalla Mesopotamia, a fian-
co degli ebrei contro i romani nel 66-70 e nel 132-135 (per inciso, Graetz riporta che una tradizione tannaitica, in accordo con una fonte
samaritana, addebita la caduta di Betar a un traditore samaritano), e intervenendo gli ebrei al loro fianco nella ribellione contro i bizantini
nel 484 e nel 529; in via di progressiva estinzione, riporta Maurice Fishberg, nel 1901 contano 152 persone, per la precisione 55 donne e
97 uomini: «Gli ebrei non vogliono saperne, dei samaritani, li disprezzano e vietano ai propri figli di sposarsi con loro, sicché si può pre-
vedere che i samaritani non si mantengano più a lungo come gruppo distinto» (in realtà, riporta l'Encyclopaedia Judaica, in particolare il
matrimonio con ebree li porta a 206 nel 1934, a 350 nel 1963 e a 450 nel 1970); fantasiosa l'interpretazione della loro non-ebraicità data
da Benjamin da Tudela, basata sul valore gematrico dell'alfabeto: «Non hanno tre lettere, precisamente he, heth e ain. La lettera he è pre-
sa dal nostro patriarca Abramo (Abraham), perché non hanno dignità; la lettera heth da Isacco (Ishaq), perché non hanno bontà; la lettera
ain da Giacobbe (Jaaqob), perché non hanno umiltà. Al posto di queste tre lettere usano alef: da ciò si può capire che non sono della stir-
pe d'Israel, sebbene conoscano la legge di Mosè, tranne queste lettere». Quanto agli ebrei che hanno reciso i legami col loro popolo ab-
bracciando altra religione, oltre min, apiqoros e kofer ba-iqqar, «negatore della Radice» e cioè «del principio fondamentale», il Talmud
ha: meshummad «apostata, uno che obbliga ad abbandonare la religione» (Sifra su Levitico XII dice meshummad «uno che non accetta il
Patto [con Dio]», o che lo dichiara «nullo»), mumar «apostata» e poshea yisrael «ebreo ribelle».

Il fondamento di tale contrasto col non-ebreo, è sempre costi- milazione del non-ebreo alla carne d'asino – diffusissimo topos
tuito dall'essere l'ebreo stato scelto da Dio per la realizzazione talmudico – compare anche nell'edificante storiella di Berakot
dei Suoi fini: «L'insegnamento dei Maestri è: Chi versa olio su 58a. Rab Shilà percuote un correligionario che ha avuto rapporti
un non-ebreo e sopra i cadaveri non dev'essere punito. Ciò vale sessuali con una pagana. Il colpito va ad accusarlo presso il re.
[anche] per un animale, perché non è un uomo. Ma come si può Questi invia un funzionario, al quale il rabbino spiega di avere
credere che versando olio su un non-ebreo uno non debba essere percosso il querelante «perché si era unito ad un asino», e invoca
punito, dal momento che anche un non-ebreo è un uomo? Ma come prova la testimonianza del profeta Elia. Il funzionario de-
questo non è vero, perché è scritto: "Voi siete il mio gregge, il creta la condanna a morte del reo e dà a Shilà un bastone affinché
gregge del mio pascolo sono uomini" [Ezechiele XXXIV 31]. esegua la sentenza egli stesso. Dopo che il funzionario se è anda-
Perciò voi siete chiamati uomini, ma i non-ebrei non sono chia- to, un tale rimprovera a Shilà di avere mentito a proposito del-
mati uomini» (Keritot 6b; con la Soncino: «Ye are called adam l'apparizione di Elia. Ma il rabbino replica: «Malvagio! Forse
[uomo] but heathens are not called adam»). essi [i pagani] non sono chiamati asini, secondo quanto sta scrit-
Il libro di Ezechiele – l'individuo definito da Dio «sentinella to: "Che la loro carne è carne d'asino"?».
per la casa di Israele», il profeta il cui nome suona «Dio- Seccamente il De Vries, nella conclusione allo studio su Il
fortifica» (Ezechiele III 17) – con la storia di Oolà e Oolibà, è Talmud e il non ebreo: «Abbrevio e termino citando ancora un
uno dei capisaldi per la distinzione tra ebrei e non-ebrei: «Il Ma- autore contemporaneo. Il filosofo Asher Ginzberg, che scriveva
estro Jehuda disse: Davanti a un non-ebreo nudo è proibito leg- con lo pseudonimo di Achad Ha-am, dice in un libro apparso nel
gere lo Shemà. Perché davanti a un non-ebreo? Questo è il caso 1923: "Per tutta la durata della diaspora i nostri padri avevano
anche di un Figlio d'Israele! Questo è necessario, perché di loro l'abitudine di ringraziare Dio di averli fatti nascere ebrei [...] Tutti
[dei non-ebrei] si dice [Ezechiele XXIII 20]: La cui carne è ugua- ammettevano come un assioma indiscutibile che la scala della
le alla carne dell'asino. Così si potè credere che [il non-ebreo] è creazione aveva dei gradi: i minerali, le piante, gli animali, gli
da considerare soltanto come un asino» (Berakot 25b). E l'assi- uomini e infine, sulla sommità, gli ebrei" [Am Scheidewege, to-

1507
mo II, pp.103-104]. L'autore contemporaneo non parla dunque rio della dottrina ufficiale. È, in un certo senso, il codice al quale
della distinzione bestie = non-ebrei, uomini = ebrei, ma uomini = tutti gli ebrei sono costretti a conformarsi. La sua autorità è pari a
non-ebrei, esseri superiori = ebrei. Il che è forse meno ingiurioso quella dell'intero Talmud, perché non contiene che degli estratti
nella forma, ma identico nella sostanza». ordinati per argomento».
Ed allora è anche «permesso [di conservare presso di sé] Ed ancora: «Il Talmud conservava la sua alta autorità, ma lo
l'oggetto trovato di un non-ebreo, perché è detto: "Tutto ciò che Schulchan aruch diveniva il catechismo, se così posso espri-
un tuo fratello ha perduto, tu lo devi dunque rendere al tuo fratel- mermi, che gli ebrei consultavano quotidianamente. "Lo Schul-
lo" [Deuteronomio XXII 3], ma non è necessario renderlo a un chan aruch, dice Edmond Fleg, non tardò ad imporsi nell'intero
non-ebreo» (Baba Qamma 113b). Più deciso è Sanhedrin 76b, mondo ebraico, portando nei casi dubbi la decisione tradizionale
frammezzo a un ragionamento del Maestro Jehuda, che parla a e sostituendo la propria autorità a quella del Talmud stesso" [...]
nome di Rab, cioè di Abba Areka, uno dei più importanti talmu- Lewis Browne è ancora più chiaro: "Fin dalla sua pubblicazione,
disti: «Colui che [...] restituisce ad un non-ebreo un oggetto tro- nel 1564, lo Schulchan aruch è stato accettato come la più alta
vato [...] non sarà perdonato da Dio, dice la Scrittura [Deutero- autorità nella giurisprudenza ebraica. Se lo Schulchan aruch non
nomio XXIX 18-19]» (dopo avere postillato in nota: «La restitu- fosse stato scritto nel XVI secolo, ai nostri giorni non vi sarebbe-
zione ad un non-ebreo di un oggetto trovato viene qui biasimata ro forse più ebrei"». Ancor più il Talmud, aggiunge l'insigne Ja-
perché si mostra, agendo così, che non lo si fa obbedendo al co- cob Neusner (IV), non solo «tramanda i concetti fondamentali
mandamento di Dio, che si riferisce unicamente alla restituzione della civiltà ebraica, doni eterni ed eredità dei tempi per le gene-
ad un ebreo, ma lo si fa per probità», perplesso, Goldschmidt razioni future», ma continua ad essere «importante per l'ebraismo
aggiunge: «È incomprensibile come ciò sia stato dedotto dalla contemporaneo per due ordini di ragioni. Esso è, innanzitutto,
citazione del Deuteronomio»). «È interessante constatare» – fonte autorevole della legge e della teologia del giudaismo, im-
commenta De Vries – «che il precetto di non rendere a un non- portante in ogni dove e ogniqualvolta venga praticato l'ebraismo.
ebreo l'oggetto trovato non è mutato durante i secoli. Il Talmud La sua importanza, inoltre, risiede in una ragione ben specifica: il
l'ha insegnato al V secolo, Maimonide al XII, lo Schulchan a- Talmud è stato realizzato in risposta ad una situazione simile a
ruch al XVI e Lazarus Goldschmidt ai giorni nostri. Fra i tanti, è quella vissuta dagli ebrei nel mondo d'oggi. È il prodotto di una
un esempio tipico della perennità degli insegnamenti talmudici». generazione che ha affrontato la calamità. Una catastrofe, simile
Per quanto infatti concerne lo Schulchan aruch, "Tavola ap- alla perdita dell'ebraismo europeo tra il 1933 e il 1945, ha accele-
parecchiata" – l'ultima grande codificazione dell'ebraismo, redat- rato i processi di ricostruzione culturale culminati negli scritti del
ta a Safed e diffusa nel 1564 dal sefardita Moses Joseph Ca- Talmud».
ro/Karo ben Ephraim (nato in Spagna nel 1488, vissuto in Tur- Decisamente più «forti» dei passi su riportati, altri precetti,
chia, morto a Safed nel 1575; «un mistico, persuaso che i suoi ulteriori basi, ad esempio, della reazione «antisemita» del Lutero
testi giuridici gli fossero stati "dettati" per via soprannaturale», lo di Von den Juden und ihren Lügen, "Gli ebrei e le loro menzo-
dice Rabbi Nathan Peter Levinson, come «figlio della Mishnah» gne", XXI e XXV (Ia): «All'ebreo è permesso di opprimere il
l'aveva esaltato un sant'uomo maggid), edita a Venezia nel 1567 non-ebreo, perché sta scritto: "Tu non devi fare cose ingiuste al
(un'altra edizione viene pubblicata l'anno dopo a Salonicco in tuo prossimo". Ma del non-ebreo nulla sta scritto» (Sanhedrin
ebraico-spagnolo col titolo di Mesa del alma, "Tavola dell'ani- 57a tosaphot) e «Se un infedele colpisce un ebreo, è degno di
ma"), approvata da 200 rabbini di Palestina, Egitto, Damasco, morte [...] Colui che colpisce un ebreo sulla mascella, è come se
Mesopotamia Persia e Turchia, e completata nel 1571 da Rabbi avesse aggredito la Divina Presenza, poiché è scritto: se uno col-
Moses Isserles (il «bulwark of orthodoxy, bastione dell'orto- pisce un uomo [e, come visto, solo gli ebrei sono uomini, i go-
dossia» di Abrahams, nato a Cracovia nel 1525 o nel 1530, mor- yim essendo poco più che animali], è l'aggressore dell'Unico
to nel 1572, imparentato col famoso Meir Katzenellenbogen; il Santo» (Sanhedrin 58b). Similmente, «lo spargimento di sangue
cognome Isserles significa «figlio di Israele»; per inciso, sua da parte di un non-ebreo nei confronti di un non-ebreo e da parte
progenie fu il «terzo Mosè» Moses Mendelssohn, l'illuministico di un non-ebreo nei confronti di un ebreo dev'essere punito,
traduttore delle Scritture e «maestro» di Immanuel Kant) con le [mentre] da parte di un ebreo nei confronti di un non-ebreo non
leggi formulate dai rabbini askenaziti e da lui raccolte in ha- dev'essere punito»; o, per dirla con Goldschmidt, «das Blutver-
Mappah, "Tovaglia" – è stato definito, ancor più del Talmud, «il gießen ist bei einem Nichtjuden gegenüber einem Nichtjuden und
perno della vita ebraica» (inattendibile è A. Liebermann, che ne bei einem Nichtjuden gegenüber einem Jisraéliten strafbar, und
pretende la relativa insignificanza in quanto non sarebbe «stato bei einem Jisraéliten gegenüber einem Nichtjuden straffrei»; o
né compilato per conto di una qualche organizzazione ufficiale con la Soncino, lievemente diversa nel finale: «For murder, whe-
ebraica, né approvato, vale a dire ufficialmente autorizzato, da ter of a Cuthean by a Cuthean, or of an Israelite by a Cuthean,
una simile organizzazione»), opera, nota Eugenio Saracini, «che punishment is incurred; but of a Cuthean by an Israelite, there is
non manca mai nella biblioteca di un rabbino e che tutt'oggi tiene no death penalty».
occupato l'ebreo religioso dall'adolescenza alla tomba». O il famigerato Abodah Zarah 26b tosaphot, a commento
Tale opera divide i trattati del Talmud, ordinandone il mate- della discussione sulla liceità della circoncisione praticata da un
riale, in quattro libri: Orach chajjim, «cammino di vita», Joreh non-ebreo: «[Anche] il migliore dei non-ebrei merita la morte» o
deah, «scuola di saggezza», Choschen hamishpath, «scudo di «Il migliore dei non-ebrei, uccidilo». E precisamente, col testo
giustizia» (concernente, in particolare, il diritto ebraico sia civile ebraico: «tob shebe-goyim harog» e cioè «the best among the
sia penale) ed Eben haeser, «pietra/rocca di soccorso» (sul diritto Gentiles deserves to be killed», come cita la Jewish Encyclopedia
matrimoniale ebraico e il comportamento da tenere verso i non- alla voce Gentile, vol.V, p.617, attribuendo l'espressione, «spes-
ebrei). Come scrive De Vries, esso «si è imposto fino ai nostri so citata dagli antisemiti», al Maestro Shimon bar Yochai, già
giorni e negli ambienti ortodossi è considerato come il deposita- pupillo del grande Aqiba ben Joseph e predicante in Qiddushin j

1508
66c, Massechot Soferim XV 10, Mekhiltà Beshallah 27a e Zohar: scorso dal testo originale «critically edited on the basis of manu-
Tanchuma Vayera 20. scripts and old editions and provided with a translation and no-
Chiarissimo anche Soferim 41a: «Il Maestro Shimon bar Yo- tes» da Isaac Husik, docente di Filosofia all'Università di Pen-
chai insegna: "Uccidi il migliore dei pagani in tempo di guerra; nsylvania: «In quella parte dei comandamenti che riguardano le
schiaccia la testa del migliore dei serpenti. La migliore delle relazioni tra uomo e uomo e che sono chiamati judiciales, la
donne [pagane] pratica la stregoneria [e «Non lasciare in vita una Legge di Mosè è più perfetta di ogni altra legge. Essa ci ordina
strega», ordina taryag negativo 310 !]. Felice sia chi fa la volontà l'amore per l'umanità: "e ama il tuo prossimo come te stesso"
dell'Onnipresente"» (l'edizione Soncino annota furbesca: «L'e- [Levitico XIX 18]. Essa proibisce di odiare: "non odiare il cuor
spressione qualificante "in tempo di guerra" viene considerata tuo il tuo fratello [Levitico XIX 17]. Quanto allo straniero dice:
un'aggiunta posteriore per ammorbidire la durezza del precetto. "amate lo straniero" [Deuteronomio X 19] e ci ammonisce di non
Questo fu pronunciato sicuramente in un'epoca di amara oppres- affliggerlo: "resti con te, in mezzo a te, nel luogo che avrà scelto
sione e non deve essere considerato tipico dell'etica ebraica»; entro una delle tue città, dove gli piaccia; non fargli alcun sopru-
furbesco anche Zadoq ben Ahron, che cerca di attenuare la porta- so" [Deuteronomio XXII 17]. E ciò si applica non solo al proseli-
ta del motto: «Nella Mekhiltà Beshallah si dice: "È scritto in E- to, ma anche al non convertito al giudaismo, a patto che non ado-
sodo XIV 7: Ed egli, il Faraone, prese 600 cocchi scelti e tutti i ri gli idoli. La Torah comanda dunque di essere benevolente ver-
cocchi di Egitto, e dignitari erano su tutti. Nella discussione a chi so di lui: "dallo allo straniero che è entro la tua città, cosicché lo
appartenessero gli animali che tiravano i cocchi, il Maestro Shi- mangi". Questo concerne uno straniero che vive in Israele, al
mon dice: Il più pio tra gli egizi è stato ucciso, il cervello del mi- quale è permesso mangiare carne di un animale morto da sé
gliore serpente è stato schiacciato". Il tempo e la tradizione popo- [Deuteronomio XIV 21; in realtà, il significato del passo non
lare hanno mutato l'espressione. "Gli egizi" sono diventati "gli corrisponde all'interpretazione di Albo, poiché, rimarcando esso
idolatri", "è stato ucciso" è diventato l'imperativo "uccidi". Que- in primo luogo la differenza tra gli eletti e gli «altri», poiché il
sto motto si rifà ai tempi di guerra, e significa "un nemico resta passo completo recita: «non mangiare alcun animale morto da sé:
un nemico, e quand'anche sia il migliore, in battaglia dev'essere dallo al forestiero che è entro le tue città o vendilo allo straniero,
reso inoffensivo". Tale spiegazione scomparirà, ma "uccidilo" è perché tu sei un popolo consacrato al Signore, tuo Dio»]. È per-
costata la vita a molti ebrei, e dagli stessi ebrei viene spesso ri- messo richiedere interesse solo a un forestiero che adora gli idoli,
cordato con un brivido a prova di arretratezza talmudica, di sete come dice la Bibbia: "Fa' pagare interessi al forestiero" [Deute-
ebraica di vendetta»). ronomio XXIII 21; vedi anche taryag negativo 236]. Uno che
Il concetto ci è poi riportato da Albert Lindemann come adora gli idoli e rifiuta di adempiere i detti comandamenti noa-
«The best among the Gentiles should be slain», dal Leroy- chidi, che lo straniero osserva, può essere ucciso [may have his
Beaulieu come «Le meilleur des goïm, tue-le; le meilleur des life taken], come approvano tutte le religioni [according to the
serpents, écrase-lui la tête» e da Mireille Hadas-Lebel come «Le consensus of all religions]. Anche secondo i filosofi è permesso
meilleur des Gentils, tue-le et le meilleur des serpents, écrase-lui ucciderlo. "Uccidi uno che non ha religione", dicono [vedi Ibn
la cervelle» (al pari del curatore della Soncino e di Ben Ahron, Kaspi, in Abrahams, Ethical Wills, I, 147]. E così la Torah ci
Liebermann cerca di sottolineare la specificità storica e l'i- ammonisce sugli idolatri: "non lasciare in vita nulla che respiri"
nattualità ideologica del passo: «Occorre che durante una guerra [Deuteronomio XX 16]. Ancora, se è permesso ucciderlo, a
contro i pagani non sia usato riguardo anche verso i migliori di maggior ragione è lecito sottrarrgli le proprietà. L'idolatra dev'es-
loro»). «Ma chi sono questi goyim maledetti dal Talmud?», si sere ucciso e non merita pietà [The idolater should be killed and
chiede il Leroy-Beaulieu in cerca di scusanti per i Prediletti, qua- deserves no pity]».
li i serpenti cui è dovere schiacciare la testa?: «Sono i greci di Il capitolo 25, e in particolare tale passo, ci conferma Husik,
Antioco [Epifane], i romani di Tito e Adriano, i magi dei re sas- che per la ricostruzione dell'intero testo si è avvalso della prima
sanidi», «i profanatori della Città Santa di cui gli occhi [del Mae- edizione, edita nel 1485 a Soncino, integrata da diversi mano-
stro Shimon bar Yochai] hanno visto le efferatezze; richiamare scritti, fu nei secoli espunto dei paragrafi più compromettenti,
su loro la morte vuol dire esercitare una legittima difesa: egli non quando non del tutto tralasciato: «The ordinary editions omit im-
fa che applicare la legge del taglione [...] Gli studiosi che sele- portant portions thereof and even some manuscripts and early
zionano, laboriosamente, nel Talmud le tracce degli odî giudaici editions, including the first, either delete certain portions or cut
dimenticano, troppo spesso, sia l'epoca in cui fu composto, sia the entire chapter, Le comuni edizioni ne omettono importanti
come fu redatto» (per cui niente «guerre di polemisti, puerili e al parti e anche taluni manoscritti e antiche edizioni, compresa la
contempo pedanti», niente «testi troncati o motti isolati» scelti prima, eliminano certi passi o tagliano l'intero capitolo». Così fu
«dalla nostra intolleranza»!). per il manoscritto 741, steso nel 1469 da Josef figlio di Samuel lo
O il più articolato e meno noto Qiddushin 82a (non riportato Spagnolo e presente alla Bibliotèque Nationale parigina, nel qua-
da Goldschmidt né dalla Soncino): «Il migliore medico spetta le «the polemical chapters against Christianity, Book III, chap-
all'inferno, e il migliore macellaio è un compagno di Amalek, e il ters 25 and 26, are mutilated or erased», o per il manoscritto
migliore dei non-ebrei devi ucciderlo». 742, steso nel 1474, dal quale «the polemical sections in Book
O la conferma, riportata da Pohl, del talmudista e filosofo III, 25 and 26, are cut out», o come infine per i due esemplari del
«spagnolo» Josef Albo, autore nel 1440 della già detta opera sul- Jewish Theological Seminary, il Mayer Sulzberger completato
le dottrine fondamentali giudaiche Sefer ha-iqqarim: «La dottri- nel 1499 da Perez, figlio del «francese» Nathanael Elijah Traboti,
na della legge ebraica dice a proposito dei non-ebrei: "Non la- che «except for the first 3 ½ lines the polemical chapter III, 25 is
sciare in vita nessuna anima". Ora, se uno di costoro può essere entirely cut», e lo Elkan Adler, senza data o copista, in cui «the
ucciso, tanto più [si può distruggere] il suo patrimonio. Un non- greater part of the polemical chapter is here also cut out».
ebreo merita la morte senza pietà» (III 25). O, allargando il di- Non essendo considerato un vero essere umano, il non-ebreo

1509
entra a pieno diritto nella più sottile casuistica, ove più del fatto in generale la presa di possesso della religione sulla vita. Se an-
conta l'intenzione, l'animo cioè con il quale si fa o meno una cer- che, per motivi pedagogici o semplicemente per la voglia di nar-
ta azione (impostazione filosofico-esistenziale aliena all'ethos rare, il momento divertente può apparire spesso predominante,
elleno-romano e che sarebbe passata in eredità al cristianesimo): non esiste tuttavia alcun testo haggadico che contemporanea-
«Se, nell'intenzione di uccidere una bestia, uno ha ucciso un uo- mente non offra anche una istruzione etico-religiosa. Per questo
mo, o se, nell'intenzione di uccidere un non-ebreo, ha ucciso un l'haggadah completa la halachah. Essa sottolinea i comporta-
ebreo, o se, nell'intenzione di uccidere un aborto, ha ucciso un menti morali che debbono essere alla base della pratica halachica
bambino vitale, quegli va assolto» (Mishnah di Sanhedrin 78b). e i valori interiori dell'etica ebraica [...] Essa integra inoltre la
O anche, con Goldschmidt: «Wenn er in der Absicht, ein Tier zu pratica religiosa attraverso una teologia (per quanto si possa par-
töten, einen Menschen getötet hat, oder einen Nichtjuden zu lare di teologia nel giudaismo rabbinico: non si tratta di una rac-
töten, einen Jisraéliten getötet hat, oder eine Fehlgeburt zu töten, colta di tesi teoretico-astratte, bensì di una teologia "narrante", di
ein lebensfähiges Kind getötet hat, so ist er frei», e con la Son- una teologia in anaforismi e parabole [...] Aspetto essenziale di
cino: «If he intended killing an animal but slew a man, or a hea- questa teologia è la libertà, nella quale vengono fatti sempre
then and he killed an Israelite, or a prematurely born and he nuovi tentativi per sondare il mistero impenetrabile della religio-
killed a viable child, he is not liable». ne. Contraddittorie proposte di soluzione dello stesso problema
Talmente abissale è la distanza tra un ebreo e il resto-del- sono del tutto normali; spesso formulazioni che suonano para-
mondo, che l'uccisione effettiva e involontaria di un Eletto, al dossali si avvicinano di più alla verità che non i giudizi assoluti
posto di una tentata e volontaria di un goy, passa in secondo pi- [...] L'haggadah è troppo importante e in essa, come nella hala-
ano anche in Makkot 7b: «[Chi ha ucciso un uomo di proposito, chah, si manifesta un cammino verso Dio; "Gli esegeti dell'hag-
venga giustiziato,] eccetto il caso che egli, volendo uccidere una gadah dicono: Se vuoi conoscere colui mediante le cui parole il
bestia abbia ucciso un uomo, o volendo uccidere un non-ebreo, mondo sussiste, studia l'haggadah" [Sifré su Deuteronomio
abbia ucciso un ebreo, o volendo uccidere un aborto, abbia ucci- XLIX]»: «Insegnarono i nostri dottori: Chi nella Giudea fa i suoi
so un bambino vitale» o, con Goldschmidt: «[...] Ausgenommen bisogni, non li faccia rivolto verso oriente o occidente, ma verso
der Fall, wenn er in der Absicht, ein Vieh zu töten, einen Men- il nord o il sud; mentre nella Galilea deve compiere tale atto sol-
schen getötet hat, oder einen Nichtjuden zu töten, einen Jisraéli- tanto se è rivolto verso oriente o occidente. Il Maestro Josè lo
ten getötet hat, oder eine Fehlgeburt zu töten, einen Lebensfähi- permette, perché il Maestro Josè dice: Tutto ciò è proibito se ha
gen getötet hat» (vedi anche la suddetta Mishnah di Sanhedrin la vista libera e se non vi è alcuna siepe e in un tempo in cui la
78b). Si pensi che dopo l'idolatria e l'adulterio, rileva Shahak, Maestà divina si posa nel Tempio, ma gli altri dottori lo proibi-
l'uccisione di un ebreo è il terzo più grave peccato (il Gaon A- scono» (Berakot 61b), «Fu insegnato: Il Maestro Aqiba disse:
chai Shabcha, uno dei capi del giudaismo babilonese dei primi Una volta ho seguito il Maestro Jehudàh che si recava alla latri-
secoli d.C., aggiunge ai tre l'«odio ingiustificato»)! na, e imparai da lui tre cose: imparai che non si compie il biso-
Certo non è sempre il caso di comportarsi in un modo così gno quando si è rivolti a oriente o occidente, ma verso settentrio-
drastico, talora basta lanciare qualche maledizione – certo a bas- ne o mezzogiorno; inoltre imparai da lui che non ci si deve denu-
sa voce, onde evitare qualche legnata a ritorsione: «Chi vede la dare stando in piedi, ma seduti [accovacciati], e inoltre imparai
folla dei non-ebrei, dica (Geremia L, 12): Svergognata è la vostra che non si compie la pulitura con la mano destra, ma con la mano
madre, a disonore!, che vi ha partorito» (Berakot 58a e Orach sinistra. Ben Azaj gli disse: E hai osato tanto, riguardo al tuo ma-
chajjim 224, 5). Ed anche: «Chi vede le tombe dei non-ebrei, estro? L'altro rispose: Si tratta d'insegnamento che ho dovuto
dica: Svergognata è la vostra madre, a disonore!, che vi ha parto- apprendere... Perché non si deve fare la pulizia con la mano de-
rito» (Berakot 58b). Fortunatamente le prepotenze dei non-ebrei stra, ma solo con la mano sinistra? Disse Rabbà: Perché la Legge
sono punite dalla provvida mano di Dio: «Il Maestro Eleazar en- fu data con la mano destra; infatti fu detto: "Dalla Sua destra una
trò in un cesso e venne un romano che si mise a spingerlo fuori; legge di fuoco per loro" [Deuteronomio XXXIII 2]. Rabbà bar
allora il Maestro Eleazar si alzò ed uscì. Venne [allora] un drago Bar Hanah disse: Perché è vicina alla bocca. Il Maestro Shimon
e strappò al romano le budella» (Berakot 62b). ben Laqish disse: Perché con essa si fa il nodo dei filatteri. Il
Non stupisca il lettore se tali non eccelse espressioni sono Maestro Nahman bar Jishaq disse: Perché con essa si segnano gli
contenute in un Libro Sacro: si pensi anche solo ai moniti escre- accenti della Legge» (Berakot 62a).
mentizi torahici: «Se uscirai dal campo contro i tuoi nemici, Precetti altrettanto, ed anzi più profondi – sempre a dimo-
guàrdati da ogni cosa cattiva. Se vi sarà in te qualcuno che non strazione di raziocinio o comunque di virtuosismo pilpulico – in
sarà puro per qualche bisogno notturno, esca fuori dal campo, Meqor Chajim IV 4-6: «Se uno ha sodisfatto i suoi bisogni cor-
non venga dentro il campo. Verso sera si lavi nell'acqua e quando porali e si è dimenticato di dire la benedizione, e poi torna a sodi-
il sole sarà tramontato venga entro il campo. Abbi un luogo fuori sfare bisogni corporali, non deve recitare la benedizone che una
dell'accampamento, ed esci là fuori. Abbi un piolo, oltre alle tue volta sola (XII, 3). Si deve recitare la benedizione "asher jazar"
armi, e quando ti siederai fuori scava con esso una buca, poi ri- ogni volta che si sodisfano bisogni corporali, ma se uno sente che
copri i tuoi escrementi. Poiché il Signore tuo Dio cammina den- entro poco tempo avrà di nuovo bisogno, non deve recitare la
tro il tuo campo, per salvarti e per dare i tuoi nemici in tuo pote- benedizione fino a che non abbia votato del tutto l'intestino (XII,
re, perciò il tuo campo dovrà essere santo, perché non veda in te 5). Se uno ha sodisfatto i suoi bisogni corporali e si è dimenticato
cosa turpe e torni via da te» (Deuteronomio XXIII 10-15). di recitare subito la benedizione, può recitare la benedizione solo
Se, tutto sommato, il passo di Berakot 62b è solo un apologo se non è passata mezz'ora (XII, 6)».
con una morale, altri sono addirittura insegnamenti e precetti, Ed ancora, XV 14 e 18: «Non ci si metta a pregare fino a che
provvisti di un vincolante significato normativo religioso-filoso- non ci si sia esaminati bene: se uno sente dei bisogni corporali
fico in quanto, rileva Stemberger, «meta e scopo dell'haggadah è non deve dire la preghiera, e se lo fa, la sua preghiera è un abo-

1510
minio e deve tornare a pregare, se non poteva trattenersi quanto è leggi che riguardano l'offerta farinacea e (3) nell'accensione della
necessario per coprire una parasanga (circa 4,6 Km.); ciò per i laampada sabbatica» (Shabbat 2, 6; sprezzando il ridicolo, com-
bisogni grossi, ma se si trattava dei piccoli non deve tornare a menta al proposito Neusner IV: «Quando si entra nella sfera del-
pregare [...] Se durante la preghiera esce un peto, si deve aspetta- la singola persona, i saggi cercano di definire in maniera ancora
re fino a che sia scomparso l'odore e poi tornare a pregare. Se più dettagliata la corrispondenza tra peccato e punizione. Essi
uno sente necessità di emettere un peto, ne soffre molto e non fanno corrispondere, per quanto è possibile, il carattere di uno
può trattenersi, se prega da solo in casa, deve andare indietro di con la definizione dell'altro. Il primo elemento corrisponde in
quattro braccia, emettere il peto ed attendere fino a che sia scom- maniera particolarmente consona [?!], mentre gli altri due sono
parso l'odore, poi torna al suo posto e continua la preghiera nel di natura generale. Vi sono varie specifiche pene che vengono
punto in cui l'aveva interrotta. Ma se prega nel Beth ha-Kenèseth inflitte in relazione ad altrettanti specifici peccati di cui si parla
non deve allontanarsi all'indietro, per non vergognarsi, solo deve nel Talmud di Babilonia, che sviluppa il passo della Mishnah»),
aspettare che sia scomparso l'odore». «Se uno era in rapporto sessuale con una donna pura, questa
Similmente XXVIII 10: «Se uno distrattamente si è messo in gli dice: "Sono divenuta impura" e quegli si stacca subito da lei,
bocca cibi solidi senza aver detto la benedizione, se si tratta di è passibile di Kareth [peccato], perché anche il distacco gli dà
una sostanza che non diviene schifosa se la si mette fuori, la met- godimento come il rapporto. Come deve fare? Deve ficcare le
ta fuori, dica la benedizione e torni a mangiarla; ma se è una so- unghie dei piedi in basso ed aspettare senza premere fino a che il
stanza che diviene schifosa se si mette fuori, la sposti ad un altro membro si spenga e si ritiri con il membro spento. E si riempia di
lato della bocca e reciti la benidizione». timore e di tremore per la trasgressione che gli è capitata. Non
Oltremodo articolata è, quindi, la gamma delle benedizioni, deve appoggiarsi sulla donna ma solo sulle proprie gambe e sulle
in particolare quelle riguardanti il cibo. Rilevi il lettore l'agilità proprie braccia. Se per errore si è ritirato da lei in stato di erezio-
mentale che investe l'ebreo che resta fedele all'estrema raffina- ne, deve rivolgersi a un rabbino che gli indichi in che modo fare
tezza di Meqor Chaijm XXXVIII, 4: «Se il vino comincia a gua- penitenza (CCXLI 16)» (Meqor Chajim CXVIII 15),
starsi, cioè se ha odore di aceto, ma sapore di vino, si dice su di guardingo l'avvertimento: «Chi compie l'atto coniugale in un
esso "Boré perì ha-ghèfen", ma se ha odore di vino e sapore di mulino avrà dei figli epilettici; chi compie l'atto coniugale per
aceto la benedizione su di esso è "She-ha-kol" perché si va sem- terra avrà dei figli col collo lungo» (Ketubot 60b) o, con la Son-
pre a seconda del gusto. Se si tratta di vino che la gente si astiene cino: «A woman who couples in a mill will have epileptic chil-
da bere perché è troppo acido, non si dice su di esso la benedi- dren. One who couples on the ground will have children with
zione "Boré perì ha-ghèfen" ma "She-ha-kol"; ma se si tratta di long necks»,
aceto vero e proprio non si dice su di esso nessuna benedizione ed epilettici si può diventare in altri modi, allerta Pesachim
perché il berlo fa male (LXXXII, 6)»; o di XXXIX, 11: «Su biscot- 112b: «Tre cose il Maestro Jose figlio del Maestro Judah addebi-
tini leggeri, su cui si spalma marmellata, se lo scopo principale è tò a Rabbi. Non uscire da solo di notte, non stare nudo davanti a
alimentarsi della loro pasta e la marmellata serve solo a renderli un lume e non entrare in un nuovo edificio termale per tema che
più gustosi, si dice la benedizione "Boré miné Mezonoth", ma se [il pavimento] si crepi ["Through the heat, per il caldo", nota la
la marmellata è l'elemento principale ed i biscottini vengono solo Soncino]. Per quanto [va considerato nuovo]? Rispose il Maestro
a trattenere la marmellata, si dice la benedizione su di essa e ciò Joshua ben Levi: Per dodici mesi. "E non stare nudo davanti a un
esime dalla benedizione sui biscottini (LXXXIII, 10)»; lume", perché fu insegnato: Chi sta nudo davanti a un lume sarà
o di XLI, 5-8: «Sulla rapa cruda si dice "She-ha-kol", ma se è epilettico e chi coabiterà vicino alla luce di un lume avrà figli
lessata o conservata sotto aceto o senapa si dice "Boré perì ha- epilettici. Il nostro Maestro insegnò: Se uno coabita in un letto
adamà" (LXXXV, 5). Sui pomodori è ormai uso di dire "Borè dove dorme un infante, l'infante [sarà] epilettico. Ciò fu detto
perì ha-adamà" tanto quando sono crudi che quando sono con- solo se ha meno di un anno; ma se ha un anno, non importa. Di
servati sotto sale ecc. o sono cotti (LXXXV, 6). Su di un'insalata nuovo, fu detto solo se quello dorme ai [suoi: dell'infante] piedi;
di verdure si dice la benedizione "Boré perì ha-adamà" se la si se dorme alla [sua] testa, non importa. Di nuovo, fu detto solo se
mangia fuori pasto (LXXXV, 8). Non si suol mangiare fagioli e quello non stende la sua mano sopra di lui; ma se stende la sua
fave da crudi ma solo cotti, e chi li mangia crudi dice "She-ha- mano sopra di lui, non fa niente. "E non uscire solo di notte",
kol" (LXXXV, 10). Su legumi arrostiti, come piselli, ceci e simi- perché fu insegnato: Uno non dovrebbe uscire da solo di notte,
li, si dice la benedizione su "adamà". Se si sono tritati finissimi e cioè nelle notti di venerdì e sabato, perché Igrath figlia di Maha-
si sono mescolati con zucchero, e perfino se non sono mescolati, lath [regina dei demoni], lei e centottantamila angeli distruttori
si dice "She-ha-kol" (LXXXV, 11)». avanzano, e ognuno può compiere distruzioni indipendentemente
Ed ancora: «Se uno ha giurato a sua moglie di congiungersi, dagli altri. In origine agivano per quasi tutto il giorno»,
ella deve provare piacere di ciò come dice la scuola di Shammai, «Il Maestro Papa disse: Uno non dovrebbe entrare senza
per due settimane, e come dice la scuola di Hillel, per una setti- scarpe in una casa ove c'è un gatto. Qual è la ragione? Perché il
mana [...] Ad adempiere il dovere del letto coniugale previsto gatto può uccidere un serpente e mangiarlo; ora, il serpente ha
dalla Torah la gente disoccupata è tenuta ogni giorno, chi lavora ossa piccole, e se un osso si ficca nel suo piede non uscirà, e lo
[è tenuto] due volte la settimana, l'asinaio una volta la settimana, metterà in pericolo. Altri dicono: Uno non dovrebbe entrare al
il mandriano di cammelli una volta ogni trenta giorni, il marinaio buio in una casa ove non ci sono gatti. Qual è la ragione? Per
una volta ogni sei mesi. Queste sono le regole del Maestro Elie- tema che un serpente lo avvinghi senza che se ne accorga, e vada
zer» (Mishnah di Ketubot 61b), incontro a pericolo» (ancora Pesachim 112b),
ancora più spirituali altri precetti: «Per tipi di trasgressioni le rivelatore anche il seguente: «L'uomo mangi aglio e cipolle
donne muoiono durante il parto: perché non sono meticolose (1) non dalla punta, ma dalle foglie; se ne ha mangiate, è un man-
nell'osservanza della legge della separazione del ciclo, (2) delle gione. Egualmente, l'uomo non vuoti il suo boccale d'un fiato; se

1511
ciò accade, vedi, è un crapulone. I Maestri insegnano: Chi vuota che amara più che la morte è la donna" [Qohélet VII 26]. Rab fu
il boccale d'un fiato è un crapulone; chi in due, ha decenza; chi in sempre straziato da sua moglie. Quando le diceva: cuoci lentic-
tre, è altezzoso» (Beza 25b), chie, ella gli cuoceva piselli – piselli, gli cuoceva lenticchie» (Je-
«Tutti coloro che sono stati lapidati vengano poi impiccati, bamot 63a),
così il Maestro Eliezer; i Saggi dicono, siano impiccati solo il «I Maestri insegnarono: Chi è ricco? Chi trae soddisfazione
bestemmiatore e l'idolatra. Un uomo lo si impicchi col viso rivol- della propria ricchezza. Parole del Maestro Meir. Il Maestro Tri-
to al pubblico, una donna col viso al patibolo, così il Maestro fone dice: Chi ha cento vigne, cento campi e cento servi. Il Mae-
Eliezer; i Saggi dicono, solo l'uomo venga impiccato, non si im- stro Aqiba dice: Chi ha una moglie bella nel comportamento. Il
picchi invece la donna. Il Maestro Eliezer disse loro: però Shi- Maestro Josè dice: Chi ha il cesso nelle vicinanze del suo tavolo»
mon figlio di Satah fece impiccare donne in Ascalona! Essi gli (Shabbat 25b), e: «Il Maestro Jehuda disse: Tre cose prolungano
replicarono: Ne fece impiccare perfino ottanta, sebbene non si i giorni e gli anni dell'uomo: il tirare in lungo la preghiera, il se-
possano condannare due persone nello stesso giorno» (Mishnah dere a lungo alla tavola e il sedere a lungo al cesso» (Berakot
di Sanhedrin 45b; in realtà Shimon ben Satah, personalità farisea 54b), e «Chi evacua in sogno, è un buon segno per lui, secondo
fonte di leggende, dopo essere stato antagonista di re Alessandro quanto fu detto: "L'oppresso si affretta a liberarsi" [Isaia LI 14]»
Janneo ne aveva persuaso la vedova a crocifiggere ad Ascalona, (Berakot 57a),
in rappresaglia, coloro che avevano partecipato alla crocifissione «Tutte le specie di animali sono ben annuncianti nel sogno,
di ottocento suoi sodali, avversari di Janneo), eccetto l'elefante, la scimmia e il cercopiteco [o: il riccio]; e l'ele-
«Rab si congedò dal Maestro Chija. Questi gli disse: il Mise- fante solo se non ha sulla schiena il palanchino [...] Sei cose sono
ricordioso ti salvi da colui che è più amaro della morte. Che cosa un buon segno per il malato e cioè: lo starnuto, il sudore, la diar-
c'è di più amaro della morte? [Rab] uscì, indagò e trovò: "Trovo rea, lo sfogo del seme, il sonno e il sogno» (Berakot 57b),

Il sogno è il cardine della psicoanalisi freudiana. Anticipando di un secolo e mezzo le fantasticherie del Grande Cabbalista, nel 1764 il
dottor Paolo Medici criticamente aveva notato: «È cosa incredibile quanta retta prestino gli Ebrei a' Sogni. Credono, che la bontà, o la
malignità del Sogno consista nell'essere bene, o male interpretato. Però, facendo essi qualche Sogno, che giudichino infausto, vanno a
trovare un qualche confidente amico, e lo raccontano per ricevere da quello, qualche buona interpretazione [...] Il modo, che tengono per
annullare la malvagità del Sogno, quando è infausto, è il digiunare il giorno seguente, e se fosse tempo d'Estate, e sognassero, quando
dopo il pranzo prendono riposo, digiunano fino al giorno seguente all'ora medesima, che han sognato. Occorrendo, che il Sogno sia catti-
vo, ed apporti loro malinconia, recitano nell'Orazione della mattina una certa formula contro i Sogni, inventata da loro Rabbini, e stampa-
ta ne' Rituali [...] Tutto quel giorno digiuna chi ha sognato, e verso sera va alla presenza di tre Rabbini, ovvero di tre suoi amici, a' quale
dice sette volte queste parole: io ho veduto un buon sogno. E gli amici altrettante volte rispondono: tu hai veduto un buon sogno, e buo-
no, buono sia, Dio lo faccia buono, buono, e buono sia, e sia buono. Aggiungono poi altre preci, e terminata la funzione lo esortano a
fare alquanta limosina a' poverelli. Sono gli Ebrei così creduli a' sogni, che non è loro permesso in conto alcuno digiunare in giorno di
Sabbato, eccetto, che per causa de' Sogni, e in tal caso digiunano per comandamento de' Rabbini il Sabbato, e la Domenica; il Sabbato,
per causa del Sogno, e la Domenica in penitenza del peccato, che hanno commesso, digiunando il Sabbato antecedente».

«È ben noto che spesso nella lattuga si trovano dei vermi; ogni altro passo del Libro; per questo, quindi, gli ebrei di Varsa-
essi sono molto sottili e piccoli e di colore verde; piccoli vermi si via denunciano nel 1892 l'editore del quotidiano Hatseflrah per
trovano anche nel sedano. Il divieto di mangiare vermi è molto avere egli osato affermare che esistono precetti più elevati e pre-
rigoroso e per ogni verme che si mangi si è passibili cinque volte cetti meno elevati, che non tutto del Talmud ha identico valore
di fustigazione. Perciò è doveroso esaminare le foglie della lattu- religioso e identica autorità. Posizione, questa, criticata già sei-
ga e del sedano con molta cura alla luce del sole il 14 Nisan; e cento anni innanzi in Sefer ha-Rimmon dal grande cabbalista
questa avvertenza vale naturalmente per tutto l'anno Mosè de Leon, considerato da Gershom Scholem l'autore della
(CLXXXVIII 7, 8)» (Meqor Chajim LXXXVII 21). parte centrale dello Zohar: «Poiché la Torah è chiamata l'albero
«È proibito cucire in un giorno di festa solenne come di sa- della vita [...] Come l'albero consiste di rami e foglie, di cortec-
bato, ma è permesso cucire polli che si riempiono di carne e si- cia, midollo e radici, di cui ogni singolo elemento può essere
mili, purché si prepari dalla vigilia un ago con il filo infilato, e si chiamato albero, senza che essi siano sostanzialmente separati
deve stare attenti a non tagliare il filo nel giorno festivo, ossia è l'uno dall'altro, troverai che anche la Torah contiene molte cose
proibito tagliare il filo, prima di cucire il pollo, nella misura che interne ed esterne, e tutte formano un'unica Torah e un albero,
occorre per la cucitura, perché ciò è sistemare un oggetto, ma è senza che ci sia differenza [...] E sebbene nelle parole dei saggi
permesso tagliare nel giorno di festa solenne quello che è rimasto del Talmud si trovi che l'uno vieta quello che l'altro permette,
del filo dopo eseguita la cucitura. Se non si è infilato il filo dalla l'uno dichiara ritualmente puro ciò che l'altro considera inammis-
vigilia, è proibito infilarlo nel giorno di festa solenne, tranne il sibile, l'uno dice questo e l'altro quello, è tuttavia necessario sa-
caso in cui il filo sia uscito dalla cruna dell'ago durante il giorno pere che tutto è una sola unità».
festivo dopo che vi era stato infilato la vigilia. Se si debbono cu- Gli insegnamenti talmudici vanno inoltre tutelati non solo
cire molti polli, si debbono preparare tanti aghi quanti sono i pol- dalla generica curiosità («Chi si occupa della Torah per se stessa,
li e infilarli tutti dalla vigilia. È pure permesso tagliare in giorno questa diventa per lui un profumo di vita; ma chi se ne occupa
di festa solenne il fili con cui si erano cuciti i polli e simili non per se stessa, questa diventa per lui un profumo di morte»,
(CXCVIII 23)» (Meqor Chajim XCII 9). Taanit 7a), ma soprattutto dagli occhi rapaci dei goyim, come
Questi nobili precetti – tutti questi nobili, acuti, superlativi tutelato da una possibile interpretazione errata va il loro fon-
precetti e spiegazioni – vanno considerati parola di Dio come damento mosaico: «Un non-ebreo che studia il Talmud o un e-

1512
breo che insegna il Talmud a un non-ebreo, va punito con la studente ebreo di teologia assassinerà, all'università di Colonia, il
morte» (Chagiga 13a). Ed ancora: «Disse ancora il Maestro La- professor Hermann Greive, specialista di Giudaismo al Martin
qis: Se un non-ebreo festeggia il sabato, merita la morte, poiché è Buber Institut). Quanto ad Eisenmenger e Luzsénszky, contra-
scritto: "notte e giorno non riposeranno" [Genesi VIII 22], e il stati dall'ebraismo in meno agitati periodi, diremo più avanti.
Maestro disse che la proibizione comprende per loro la pena di Incommensurabile è la vita dell'ebreo, perché solo attraverso
morte», Sanhedrin 59a o, con Goldschmidt, «Ferner sagte Res le sue azioni e il suo sangue l'Altissimo può salvare l'universo:
Laqis: Wenn ein Nichtjude am Sabbath feiert, so verdient er den «Il mero esistere del popolo ebraico precede ed è sopra ogni cosa
Tod, denn es heißt: "Tag und Nacht sollen sie nicht ruhen", und noi si possa consciamente intendere come nostra missione per
der Meister sagte, daß für sie die Todesstrafe im Verbote liege». l'umanità. Il popolo ebraico deve esistere; è l'ebreo che rende
Ed ancora: «Disse ancora il Maestro Jochanan: Se un non- possibile la missione dell'ebraismo» (Rabbi Ignaz Maybaum,
ebreo si occupa della Legge, merita la morte, poiché è detto: "un concetti espressi non in quel dì che fu, ma nell'anno di grazia
insegnamento ci diede Mosè in possesso ereditario" [Deutero- 1949). Del tutto ovvio, quindi, che il primo comandamento per
nomio XXXIII 4]; esso è un possesso ereditario per noi, ma non l'ebreo, sostenuto oggi in particolare dai nazionalreligiosi del
per loro», ancora Sanhedrin 59a: «Ferner sagte R. Johanan: Gush Emunin e degli ancor più virulenti gruppi affini, sia il pi-
Wenn ein Nichtjude sich mit der Tora befaßt, so verdient er den kuah nefesh, «pericolo per la vita», secondo cui il pericolo di vita
Tod, denn es heißt: "eine Lehre übergab uns Mose, zum Erbbesi- scioglie l'ebreo dall'osservanza dei comandamenti della Torah –
tze"; sie ist ein Erbbesitz für uns, nicht aber für sie»; similare la per taluni scioglie persino dal divieto di bestemmiare il Sacro
Soncino: «A heathen who studies the Torah deserves death, for it Nome – poiché la vita del Popolo Eletto o di uno qualsiasi dei
is written, Moses commanded us a law for an inheritance; it is suoi membri costituisce l'irrinunciabile presupposto per la conti-
our inheritance, not theirs». nuità della storia della salvezza: «L'uomo venne perciò creato
Ben logici anche Chullin 92a: «Ed una di codeste leggi [dei unicamente per insegnarti che quando uno distrugge un'anima
noachidi] richiede che dimostrino rispetto per la Torah [e per i ebraica si comporta, per la Scrittura, come se avesse distrutto un
suoi studiosi]» e Gittin 57a: «Whoever mocks at the words of the intero mondo, e che quando uno salva un'anima ebraica si com-
Sages is punished with boiling hot excrement, Chiunque deride le porta, per la Scrittura, come se avesse salvato un intero mondo»
parole dei Maestri [del Talmud] sarà punito in merda bollente». (Mishnah di Sanhedrin 37a).
Uguale il concetto dell'anonimo «rabbino europeo del primo Ot- O, con Goldschmidt, «Der Mensch wurde deshalb einzig
tocento» riportato da Ausubel: «Uno che dubita o mette in ridico- erschaffen, um dich zu lehren, dass, wenn jemand eine jisraéliti-
lo una sola parola della Torah o degli autori rabbinici è un epicu- sche Seele vernichtet, es ihm die Schrift anrechnet, als hätte er
reo nel senso più pieno – un miscredente che ha gettato il giogo eine ganze Welt vernichtet, und wenn jemand eine jisraélitische
[della Torah] – e non c'è speranza per lui». Ma, oltre che per il Seele erhält, es ihm die Schrift anrechnet, als hätte er eine ganze
miscredente, non c'è speranza, osserva Deuteronomio Rabbah I Welt erhalten». Altrettanto la Soncino: «For this reason was man
21, neppure per un pagano che osservi il sabato senza essere cir- created alone, to teach thee that whosoever destroys a single
conciso: semplicemente, egli «merita la morte», perché i doveri soul of Israel, Scripture imputes [guilt] to him as though he had
prescritti a Israele hanno valore solo per Lui: «nella stessa Torah destroyed a complete world; and whosoever preserves a single
bisogna accuratamente distinguere la parte legale, eredità esclusi- soul of Israel, Scripture ascribes [merit] to him as though he had
va d'Israele, dalla parte storica, teologica, morale, che è patrimo- preserved a complete world» (del passo, e del furbesco Rabbi
nio dell'umanità» (Benamozegh I). Telushkin, dicemmo trattando di Schindler's List). Inoltre, leg-
Lodevoli certo le buone intenzioni sia del passo di Sanhedrin giamo ancora: «Il Maestro Hanina disse: Un non-ebreo che col-
59a («"Allora perché questo [la proibizione per un non-ebreo di pisce un ebreo merita la morte, poiché è detto: "Volse lo sguardo
studiare la Legge] non è compreso nei precetti noachidi?" – di qua e di là e, visto che non c'era nessuno, uccise l'egiziano"
"Leggendo morasha [eredità] è come se egli l'avesse rubata; leg- [Esodo II 12]. Disse ancora il Maestro Hanina: Chiunque dà uno
gendo me'orasah [fidanzata] è colpevole come uno che abbia schiaffo ad un ebreo è colpevole come se avesse schiaffeggiato
violato una fidanzata, la cui pena è la lapidazione". Si obbietta: il Dio, poiché è detto: "è un laccio per l'uomo dire sventatamente
Maestro Meir era solito dire: "Da dove impariamo che persino un 'sacro'" [Proverbi XX 25]» (Sanhedrin 58b).
idolatra che si occupa della Torah è come un Gran Sacerdote? Da Circa la ripugnanza che corre per l'intero Libro e l'intero
quanto è detto 'l'uomo che li pratica troverà in essi la vita' [Levi- Talmud nei confronti dell'Altro-da-sé, commenta incisivamente
tico XVIII 5]. Non si fa menzione di sacerdoti, di leviti o di i- De Vries: «La religione israelita è anzitutto una fuga disperata di
sraeliti, ma solo degli uomini: da cui potresti dedurre che persino fronte alla contaminazione». Ed è proprio per evitare la contami-
il goy che studia la Torah è come un Gran Sacerdote"»), sia di nazione che i due testi alzano attorno ad ogni azione una siepe di
Baba Qamma 38a («se un non-ebreo si dedica allo studio della estenuanti prescrizioni. Sia nel Libro che nel Talmud spira u-
Saggezza [cioè del Talmud, così nell'edizione Goldmann, mentre n'atmosfera particolare, fatta di sottigliezze casuistiche e di ra-
la Soncino e Goldschmidt hanno: «della Torah»], egli eguaglia la gionamenti sottili, che permette agli ebrei di avere una risposta
condizione di Alto Sacerdote [Cohen ha-Gadol]»). per tutto. Un'atmosfera che, per dirla con Josef Kastein, non è
E tuttavia, malgrado queste buone intenzioni, la morte calò che il prodotto della «latent intellectuality of the Jewish race».
su padre Pranaitis, già docente di ebraismo all'Accademia Catto- «Il Talmud è l'essenza della mentalità burocratica», aggiunge più
lica Imperiale di San Pietroburgo ed esegeta del Talmud, uno tra brutalmente Michael Hoffman II.
le centinaia di migliaia di liquidati dalla CEKA nel corso di quel Il Maestro Simlai, in Makkot 23b, ricorda che furono dati a
golpe ebraico/bolscevico che va tutt'oggi sotto il nome di «rivo- Mosè 365 divieti, o comandamenti negativi, e 248 precetti, o
luzione russa» (in parallelo, soffrendo all'idea che un goy possa comandamenti positivi, che, tutti, servono per la santificazione
occuparsi pubblicamente di giudaismo, il 15 gennaio 1984 uno d'Israele (tosaphot Berakot VI 9). Quando, il 27 luglio 1656, Ba-

1513
ruch Spinoza viene «bandito, scomunicato, maledetto e cacciato» eletto» – lo si afferma reo di avere violato i 613 comandamenti,
dalla Joodsche Gemeente, la Comunità Ebraica di Amsterdam taryag mitzvot, contenuti nei libri della Legge. Così inizia il ban-
guidata dal caporabbi banchiere Manasseh ben Israel (quello che do, conservato ancor oggi nella sinagoga portoghese di Amster-
il 4 dicembre 1655 ha ottenuto da Cromwell la riammissione in dam: «Per decisione degli angeli e per il giudizio dei santi, con
Inghilterra degli ebrei, banditi dal 1290 da Edoardo I perché, ri- l'ispirazione del sommo Iddio e di tutta la santa comunità, ban-
corda nel 1656 l'avvocato William Prynne, «avevano, per la cru- diamo, scomunichiamo, malediciamo e scacciamo Baruch de
deltà della loro usura, spolpato il popolo sino all'osso»), per ave- Espinoza davanti a questi sacri libri [quelli della Torah] e ai 613
re ridotto la storia sacra a semplice storia e la Legge a costruzio- precetti ivi contenuti, con l'anatema con cui Giosuè maledisse
ne umana come tante – nonché per avere scosso i privilegi che il Gerico, con la maledizione con cui Eliseo maledisse i ragazzi, e
popolo ebraico si arrogava, in particolare il dogma del «popolo con tutte le maledizioni che sono scritte nella Legge».

Il termine taryag, o meglio TaRYaG, rappresenta il numero 613 espresso in lettere: T=400, R=200, Y=10, G=3 (l'ebraismo classico, co-
me accennato al cap.II, manca di specifici segni numerici, usando al loro posto le lettere alfabetiche); il «perfetto giusto» Rabbi Yitzchak
«Ari Zal, il Santo Leone» Luria Ha-ashkenazi insegna che, come ci sono nel corpo 248 membra e 365 tendini, così anche l'anima è com-
posta da 613 parti (248 membra e 365 tendini spirituali), ciascuna a sua volta composta da 613 parti minori o «radici» (shoresh), ognuna
delle quali si suddivide a sua volta in «radici minori» o scintille (nitzotzot). A sua volta ogni «scintilla individuale», o anima umana (di
cui anche al cap.I), è composta da «luci» od aspetti ed è divisa nei tre livelli nefesh, ruach e neshamah; ciascun livello comprende a sua
volta 613 parti. I comandamenti negativi sono 365 (a differenza di Luria, Maimonide aveva collegato il numero ai giorni dell'anno solare,
poiché, nota Moise Levy, «ogni singolo giorno dice all'uomo: oggi non commettere una trasgressione»), i positivi 248; insieme concor-
rono a formare la «gravosa libertà» del giudaismo. A esempio di profondità intellettuale, il 205° [e 206°]: «Il nazoreo [l'«osservante»]
non deve mangiare i semi [le bucce] dell'uva»; «precetto che si deve eseguire anche oggi».

Un secondo esempio concerne i casi, di cui testé detto, di restitu- Schulchan aruch scrivono: "Non si renda a un akum una cosa da
zione o meno di un oggetto smarrito. Certo, spesso viene fatto lui perduta, poiché se lo si facesse si aiuterebbero i peccatori", si
presente al goy, dagli interessati difensori della mitezza ebraica, deve concludere che ciò vale solo per i popoli idolatri, ma non
che Choschen hamishpath 266, 5 recita: «Se un padre dice al fi- per i popoli di oggi, che credono al Creatore del mondo, e ai qua-
glio di non restituire l'oggetto trovato, il figlio non deve prestar- li le leggi ordinano di rendere una cosa perduta».
gli obbedienza», o che Choschen hamishpath 267, 1 prescrive di Più sottili ancora sono i ragionamenti talmudici concernenti
«conservare in un luogo sicuro l'oggetto trovato, affinché il pro- il furto. Bisogna infatti distinguere due specie di appropriazione
prietario legittimo possa ritrovarlo». Ciò è esatto, ma, prima che dei beni altrui. La rapina e il furto diretto sono spesso proibiti, sia
il lettore tragga indebite conclusioni su tanta disponibilità, abbia nei confronti di un ebreo che in quelli di un non-ebreo (ma alcuni
ancora un attimo di pazienza. Non bisogna infatti dimenticare di passi, scrive De Vries, autorizzano il depredamento dei non-e-
citare il seguito! Il paragrafo 3 conclude infatti il ragionamento in brei): «gezel ha-nokhri asur, è proibito prendere, con quale che
modo ben difforme: «L'avviso del rinvenimento dell'oggetto de- sia mezzo, ciò che a diritto appartiene a un pagano», anche se,
ve essere pubblicato nelle scuole ove si prega e si insegna». nota tranquillamente Alon, «Rabban Gamaliele decretò che è
Ora, la «scuola» dove si prega, Betschule in tedesco, è la si- proibito prendere (letteralmente, il termine significa "rubare, ra-
nagoga (in ebraico: bet ha-tefilah «casa di preghiera», cioè il pinare") i beni di un non-ebreo, perché l'atto attirerebbe disgrazia
luogo dove ci si raduna in forma pubblica per la preghiera, tefil- sul popolo ebraico [attraverso la possibile ritorsione]. Il gentile è
là; in greco: sabbateion «casa del sabato», hieron «santo luogo» protetto de facto. De jure, invece, la legge non lo protegge [Baba
e proseuche «proseuche, luogo di preghiera»), mentre la scuola Qamma j IV 4]». Il furto indiretto ai danni di un non-ebreo è in-
dove si insegna, Lehrschule, è la scuola ebraica propriamente vece permesso dalla legge ebraica: «I beni di un non-ebreo sono
detta (in ebraico: bet ha-midrash «casa di studio»), generalmente come beni senza padrone e il primo [che li prende] ha ragione di
annessa alla sinagoga come certe piccole scuole parrocchiali lo agire così» (Choschen hamishpat 156, 5 hagah, «hagah = ag-
erano un tempo alle chiese (in certe epoche e paesi, i locali atti- giunta»: le note, cioè, aggiunte a commento da Moses Isserles).
gui alla sinagoga potevano essere numerosi, usati anche come Le osservazioni più equilibrate sono ancora di De Vries:
ostello, tribunale, etc., costituendo la sinagoga, in particolare nel- «Credo di poter definire esattamente la differenza dicendo: la
le comunità più piccole, in centro comunitario polivalente: bet spoliazione o il furto con l'uso della forza, il furto diretto e senza
ha-keneset o beyt moed «casa dell'assemblea»). Tali luoghi non veli sono proibiti in alcune parti del Talmud ed in altre permessi,
erano, e non sono ancor oggi, certo frequentati dai non-ebrei. nel caso specifico si tratti di non-ebrei. Invece lo spoliamento dei
L'avviso degli oggetti ritrovati, stilato oltretutto, ben verosimil- non-ebrei e l'appropriazione dei loro beni per mezzo dell'astuzia,
mente, in ebraico, non riguarda dunque i non-ebrei, ed è chiaro del dolo, del sotterfugio sono sempre permessi. Nella vita ordina-
che la prescrizione si riferisce solo agli oggetti perduti da ebrei. ria noi concepiamo come furto anche tutto ciò, ma la legge ebrai-
Inoltre Baba Mezia 24a restringe chiaramente l'obbligo del- ca non fa così. Un ebreo può dunque affermare che il Talmud e
l'avviso agli oggetti trovati in luoghi a maggioranza ebraica: «Se lo Schulchan aruch proibiscono il furto, mentre un non-ebreo
un ebreo trova un oggetto, è obbligato a darne un pubblico avvi- può affermare con ragione che il furto dei beni non-ebraici è da
so solo se la maggioranza degli abitanti è ebrea, ma se la maggio- tali testi permesso, se si eccettuano alcune categorie di furto, ed
ranza non è ebrea, non è obbligato ad avvertire del ritrova- anche in tal caso non in via assoluta, perché vi sono dei testi che
mento». Nella prima metà del XVII secolo, poi, commentando autorizzano perfino lo svaligiamento con uso della forza».
Maimonide e Choschen hamishpat 266, 1, Rabbi Moses Ribkes Sia che l'ebreo mangi o beva (vedi, ad esempio, Galati, II 11-
discrimina ancora più sottilmente: «Poiché Maimonide e lo 21), che si vesta o si lavi, che preghi o giochi, che si corichi o

1514
soddisfi ai suoi bisogni naturali, ogni azione è vagliata, discussa, bandonando nomi il cui suono possa suscitare interrogativi, pur
esaminata in mille modi dai rabbini, e spesso nella forma più in- dissimulando per la platea la propria diversità ed assumendo mo-
discreta, per stabilire come egli possa evitare ogni impurità. E le de e linguaggio locali, egli riesce a mantenersi radicalmente di-
impurità maggiori, ribadiamo, sono quelle che nascono dal con- stinto dalle genti presso le quali vive».
tatto con (tutte, ma proprio tutte) le altre genti umane, ognuna Terribili sono le minacce divine, nel caso Israele dimenticas-
con le proprie divinità, le proprie prescrizioni religiose e civili, i se la strada tracciata dall'Eterno. Poiché tutti gli altri dei sono
propri usi e costumi, il proprio sistema di valori. Come proteg- false divinità, tutti gli altri popoli sono, per principio, impuri.
gersi quindi da quegli influssi nefasti in mezzo ai quali l'ebreo è Come tuona l'antico monito mosaico in Deuteronomio VIII 19-
«costretto» a vivere fin da quando il suo spirito errante l'ha porta- 20: «Se invece vi dimenticherete del Signore Iddio [...] sarete di-
to in ogni terra del mondo? strutti come le nazioni che il Signore fece sparire prima di voi».
In primo luogo attraverso la diffidenza, la repulsione istintiva Se poi un uomo distoglie il suo cuore, «il Signore non perdonerà
e l'odio per tutto quanto sia non-ebraico, sia per quanto concerne a costui, ma l'ira del Signore e la Sua gelosia s'infiammeranno
la cultura sia per i più diversi rapporti umani. Lo studio della To- contro quell'uomo» (XXIX 17-19). Non si dimentichi, infatti, il
rah, «più grande che la ricostruzione del Tempio» (Meghillot 16 monito lanciato a due voci dal Maestro Hisda e da Rabba figlio
b), deve occupare tutto il tempo del vero giudeo. La Torah es- del Maestro Huna: «Che cosa significa "monte Sinai"? È il mon-
sendo perfetta, mai potrà essere superata («tutto il nuovo è proi- te da cui è discesa l'ostilità [sin'ah] sugli idolatri», Shabbat 89a
bito dalla Torah», ammonisce nel primo Ottocento il maestro di (più impietosi della Soncino, Goldschmidt e l'edizione Goldmann
yeshivah Hatam Sofer) e quindi mai Dio la sostituirà – mai, anzi, traducono «da cui è disceso l'odio contro i popoli del mondo»).
potrà sostituirla! – con una qualsiasi altra Rivelazione: «La To- Nonostante il malessere ed il franco disgusto che sempre ci
rah è considerata preesistente alla formazione del mondo e rac- afferra nel rileggere le parole del patto stipulato da Jahweh con
chiude pertanto non solo il racconto della genesi, delle vicene Israele (Genesi XV 18-21 e XXXV 12, Esodo III 16-17, XIII 5 e
storiche del genere umano e dei precetti che regolano la vita d'I- XXXIV 10-16, Numeri XIII 1-2, Deuteronomio XXIX 9-14,
sraele, ma anche il progetto stesso della creazione. Nell'immagi- Giosuè I 4), a scopo dimostrativo riportiamo in stralci le ma-
nazione mistica, il cosmo trae origine, ancor prima che dalla vo- ledizioni espresse dall'Altissimo nel caso il Popolo Santo non
ce, dallo sguardo divino che si posa sul libro che comprende ogni presti ascolto alla Sua voce, sequela di «avvertimenti» che tocca
azione e ogni mondo» (Giulio Busi). ogni settore dell'esistenza umana.
La doverosità della chiusura mentale nei confronti di ogni Leggiamo l'indecorosità del ricatto in Levitico XXVI 14-40:
altra diversa realtà è costantemente ribadita: «Un Dottore chiese: «Ma se non mi ascolterete e non adempirete tutti questi precetti,
"Già che ho studiato l'intera Torah, posso studiare la filosofia se rigetterete i miei statuti, se abbandonerete i miei decreti e, non
greca?" Gli fu risposto col verso: "Questo libro della Torah non adempiendo tutti i miei precetti, infrangerete la mia alleanza, al-
si allontanerà dalla tua bocca, e mediterai su di esso giorno e not- lora anch'io farò altrettanto con voi. Vi punirò con lo stordi-
te" [Giosuè I 8], e si aggiunse: "Va' e cerca quale ora non è né mento, la consunzione, la febbre da far languire gli occhi e scio-
giorno né notte, e consacrala allo studio della filosofia greca"» gliere il cuore. Seminerete invano la vostra semenza: di essa si
(Menakot 99b e tosaphot Abodah Zarah I 20). Se lo studio della ciberanno i vostri nemici. Mi volgerò contro di voi e sarete scon-
lingua greca è ammesso per talune necessità, ad esempio perché fitti dai vostri nemici, i vostri avversari domineranno su di voi,
utile al commercio (ma l'insegnamento viene espressamente fuggirete senza essere inseguiti. E se, nonostante ciò, non mi a-
proibito all'epoca della campagna di Traiano contro i parti, da scolterete, continuerò a castigarvi sette volte per i vostri peccati.
Sotah IX 14), il pensiero greco non dev'essere invece neppure Spezzerò l'orgogliosa vostra forza. Renderò come ferro il vostro
sfiorato (Baba Qamma 83a; vedi anche Sotah 49b; l'unico filoso- cielo, la vostra terra come bronzo. La vostra forza sarà consu-
fo ellenistico che compare come figura storica nei testi rabbinici mata invano, la vostra terra non darà raccolto né frutti. Se conti-
è Enomao di Gadara, il cinico dell'epoca di Adriano, che viene nuerete ad andare contro di me e non vorrete ascoltarmi, aumen-
peraltro citato unicamente per avere ammonito i popoli del mon- terò contro di voi la pena sette volte per i vostri peccati. Manderò
do che essi non avrebbero mai potuto soggiogare Israele fintanto contro di voi bestie feroci che vi spopoleranno, che annien-
che i fanciulli avessero studiato la Torah nelle case di studio). teranno il vostro bestiame, ridurranno il vostro numero e le vo-
Vigoroso, Baba Qamma 82b ribadisce la necessità dell'igno- stre strade diverranno deserte. Se, nonostante ciò, non vi correg-
ranza: «Maledetto sia l'uomo che insegna a suo figlio la filosofia gerete e continuerete ad andare contro di me, anch'io andrò con-
greca [...] è dunque proibita la saggezza greca», fonte di tur- tro di voi e vi colpirò sette volte per i vostri peccati. Addurrò
bamento dell'anima di chi vi si dedica. In ogni caso, nel modo contro di voi una spada che farà vendetta dell'alleanza; vi radune-
più assoluto «non si deve poi affidare ad un non-ebreo un bam- rete nelle vostre città, ma io manderò in mezzo a voi la peste e vi
bino ebreo per la scuola o per l'insegnamento» (Eben haeser 22, darò in potere dei nemici. Quando vi avrò spezzato il bastone del
4). La difesa contro la contaminazione goyish viene quindi, con- pane, dieci donne potranno cuocere il vostro pane in un unico
tinua De Vries, offerta da una robusta impalcatura normativa: forno e riporteranno il vostro pane pesato: mangerete ma non vi
«Mentre la forma, l'esteriorità, la tattica del rapporto col non- sazierete. Se, nonostante ciò, non mi ascolterete e continuerete ad
ebreo sono lasciate all'inventiva, all'intelligenza del singolo, la andare contro di me, è con furore che io andrò contro di voi e vi
sostanza è tutelata da un preciso corpus juris religioso. Sia la castigherò sette volte per i vostri peccati. Mangerete la carne dei
Bibbia sia il Talmud vengono in soccorso agli ebrei con le loro vostri figli, mangerete la carne delle vostre figlie.
particolarissime prescrizioni e con una serie di complicati ordini «Distruggerò i vostri alti luoghi, annienterò le vostre statue
e divieti attraverso i quali gli atti più semplici della vita quotidia- solari, porrò i vostri cadaveri sopra i cadaveri dei vostri idoli e vi
na vengono trasformati tutti in attestazioni di ebraicità. Tanto è rigetterò. Delle vostre città farò una rovina, devasterò i vostri
plasmato l'ebreo da questa obbedienza alla Legge, che, pur ab- santuari, non aspirerò più l'odore dei vostri profumi soavi. Deva-

1515
sterò la terra e ne stupiranno i vostri nemici venuti ad abitarla. Vi e alle cosce, sicché non potrai guarire, dalla pianta del tuo piede
disseminerò poi tra le nazioni e dietro di voi sguainerò la spada: fino alla testa [...] Genererai figli e figlie, ma non saranno tuoi
la vostra terra sarà una devastazione, le vostre città una rovina. perché andranno in prigionia. La locusta erediterà tutti i tuoi al-
Allora, per tutto il tempo della desolazione, la terra godrà i suoi beri ed il frutto della tua terra. Il forestiero che sarà in mezzo a te
sabati, mentre voi sarete in terra nemica: allora, la terra riposerà e s'innalzerà sempre di più sopra di te, e tu scenderai sempre più in
godrà i suoi sabati. Essa si riposerà per tutto il tempo della deso- basso. Egli presterà a te e tu non presterai a lui, egli sarà in capo
lazione, essa che non si riposò nei vostri sabati quando l'abitava- e tu in coda [...] Nell'assedio e nell'angustia con cui ti angustierà
te. Nel cuore di coloro che tra voi sopravvivranno, mentre si tro- il tuo nemico mangerai il frutto del tuo ventre, la carne dei tuoi
vano nelle terre nemiche, infonderò abbattimento: un fruscio di figli e delle tue figlie, che il Signore, tuo Dio, ti avrà dato. L'uo-
foglia agitata li metterà in fuga come si fugge davanti a una spa- mo più molle e più delicato fra voi guarderà di mal occhi suo
da, cadranno mentre non vi è alcuno che li insegua, inciamperan- fratello, la donna del suo cuore e gli altri figli che saranno stati
no l'uno nell'altro come davanti a una spada, mentre non vi è al- risparmiati, per non dare ad alcuno di loro la carne dei suoi figli
cuno che li insegua. Non potrete resistere davanti ai vostri nemi- che mangerà per sé, perché non gli sarà rimasto più nulla, nell'as-
ci. Vi sperderete tra le nazioni, la terra dei vostri nemici vi divo- sedio e nell'angustia con cui ti angustierà il tuo nemico entro tutte
rerà. Quelli che tra voi sopravvivranno si dissolveranno nelle le tue città [...] Se non avrai cura di eseguire tutte le parole di
terre dei loro nemici a causa delle loro colpe; ma anche a causa questo insegnamento, scritte in questo libro, se non temerai que-
delle colpe dei loro padri si dissolverannno. Allora confesseranno sto nome glorioso e terribile, il Signore, tuo Dio, il Signore ren-
le colpe loro e le colpe dei loro padri, per le loro infedeltà com- derà straordinari i tuoi flagelli e quelli della tua discendenza, fla-
piute verso di me». gelli grandi e continui, malattie maligne ed ostinate».
O ancora in Deuteronomio XXVIII 15-68: «Ma se non darai «Terrorismo trascendentale» (così Eugen Dühring), paranoia
ascolto alla voce del Signore tuo Dio, osservando ed eseguendo introiettata, un millennio più tardi, dai Figli della Luce: «I leviti
tutti i sui ordini e statuti, che io oggi ti dò, allora verranno su di te malediranno tutti gli uomini della sorte di Belial, e risponderanno
e ti raggiungeranno tutte queste maledizioni: Maledetto nella cit- dicendo: "Sii tu maledetto per tutte le tue opere cattive delle quali
tà e maledetto nel campo. Maledetto il tuo canestro e la tua ma- sei colpevole. Dio ti dia il terrore per mezzo di tutti coloro che
dia. Maledetto il frutto del tuo ventre ed il frutto della tua terra, il compiono la vendetta, e si accanisca a tua rovina per mezzo di
parto delle tue vacche e delle tue pecore. Maledetto nel tuo entra- tutti coloro che rendono eque ricompense. Sii tu maledetto senza
re e nel tuo uscire [...] Il Signore ti colpirà di consunzione, di alcuna misericordia, in conformità delle tue opere tenebrose! Sii
febbre, d'infiammazione, di arsura, di aridità, di carbonchio e di tu maledetto nelle tenebre del fuoco eterno! Quando innalzi le
ruggine, che ti perseguiteranno finché tu non sia perito. Il cielo tue grida, Dio non abbia misericordia di te, né ti perdoni cancel-
sopra il tuo capo sarà rame e la terra sotto di te ferro. Il Signore lando le tue iniquità. Volga su di te il suo volto adirato vendican-
trasformerà la pioggia della tua terra in polvere e terriccio: dal dosi contro di te, né per te vi sia pace sulle labbra di tutti coloro
cielo scenderà su di te fino a che sarai sterminato [...] Il tuo cada- che aderiscono [alla tradizione] dei padri"» (Regola della Comu-
vere diverrà cibo per ogni volatile del cielo e per gli animali della nità II 4-9). E tale volontà di vendetta costituisce con tutta evi-
terra, senza che nessuno li spaventi. Il Signore ti colpirà con l'ul- denza una costante della psiche giudaica (si pensi che già nel
cera d'Egitto e con i foruncoli, con la rogna e con la scabbia, così Trecento i rabbini avevano ottenuto da Pedro I di Castiglia il di-
che tu non potrai guarire. Il Signore ti colpirà con la pazzia, con ritto di istituire una inquisizione contro i propri devianti religiosi,
la cecità e con lo scompiglio di cuore. In pieno giorno andrai a oltre un secolo prima che venisse istituita la Santa Inquisizione
tastoni come va a tastoni il cieco nel buio senza che tu riesca a cattolica!; tre secoli dopo, nell'Olanda del Seicento, il bando con-
trovare la tua via. Sarai sempre e soltanto oppresso e defraudato tro i non-conformi verrà pronunciato un centinaio di volte) se,
senza che ci sia chi ti soccorra. Ti fidanzerai con una donna, ma come accennato, riappare nella scomunica degli Anziani contro
altri giacerà con lei [...] Diverrai pazzo per quello che i tuoi occhi Spinoza, di «null'altro» colpevole che di difendere una specula-
vedranno. Il Signore ti colpirà con ulcera maligna alle ginocchia zione filosofica libera da dogmatismi religiosi.

La più parte degli studiosi, ma non personaggi del calibro di Rabbi Solomon Schechter (Shneur Zalman, 1847-1915), fondatore del Con-
servative Judaism e presidente dello Jewish Theological Seminary of America, o di un Julius Hillel Greenstone (1873-1955), suo allievo
e docente di Educazione e Religione Ebraica al Gratz College, sostiene non esservi nel giudaismo, se si prescinde dallo Shemà (il cuore
dei 4875 versetti della Torah, le sei parole: «shemà israel, adonai elohènu, adonai echàd, Ascolta Israele, il Signore è nostro Dio, il Si-
gnore è Uno», vedi anche Marco XII 28-30), una professione di fede chiaramente definita, cioè un complesso di dogmi e quindi un'orto-
dossia. Per la qual cosa non si verrebbe esclusi dalla Comunità a cagione di convinzioni di fede devianti, ma solo quando ci si rifiuti di
sottomettere alla pratica ebraica e agli interessi della Comunità, quando cioè si rinneghi l'ortoprassi. In realtà, anche «solo» rinnegare,
deridere, contestare o dubitare della primogenitura dell'ebreo, della figura del Messia o del Mondo Avvenire non significa altro che rin-
negare, deridere, contestare o dubitare del Massimo Dogma, e cioè delle azioni, quando non dell'esistenza, dell'Onnipotente-Che-
Benedetto-Sia. Quale, quindi, maggior peccato? Ed, invero, il «null'altro» di cui si rende colpevole Spinoza – «a ragione» pugnalato al
collo da un fanatico ultra-zelante – è la negazione più radicale dei fondamenti giudaici/monoteistici, la negazione cioè del creazionismo e
dell'antropocentrismo biblici, per cui, secondo il «neokantiano» Hermann Cohen – per il quale la religione ebraica sarebbe una «religione
della ragione» – la rottura del «demoniaco» Spinoza con l'ebraismo è un «tradimento umanamente inconcepibile». Folgorante Karl Lö-
with: «Che Spinoza, per il riconoscimento di un mondo della natura non orientato al raggiungimento di fini, si sia liberato da ogni idea di
bene e male, rappresenta per Nietzsche qualcosa di eccezionale, grazie a cui Spinoza si è posto del tutto al di fuori dell'ambito del modo
di pensare biblico, il cui Dio morale vuole e persegue sempre qualcosa [...] Spinoza si è posto al di fuori della tradizione antropo-
teologica di ascendenza biblica e con ciò ha riguadagnato una comprensione naturale dell'uomo e del mondo».

1516
La scomunica di Spinoza, di cui abbiamo dato più sopra l'in- ed edita nel 1687 col titolo Exemplar Humanae Vitae, "Un mo-
cipit, continua: «Sia maledetto di giorno e maledetto di notte; dello di vita umana".
maledetto quando si corica e maledetto quando si leva; maledetto Tre secoli dopo, più «maturo» e «vissuto», l'ebraismo orto-
quando esce e maledetto quando rientra. Che il Signore non lo dosso statunitense avrebbe scomunicato nel 1945 Rabbi Morde-
perdoni mai! Che l'ira e la collera del Signore imperversino con- cai Kaplan, fondatore dei modernisti Reconstructionists (unica
tro quest'uomo, e su di lui riversino tutti gli anatemi e le maledi- scomunica pronunciata nel Paese di Dio), mentre negli anni Set-
zioni iscritti nel Libro della Legge. Il Signore annienterà il suo tanta sarebbe stato scomunicato dal Concilio dei Capi Rabbini
nome da sotto il cielo, e lo separerà a suo danno da tutta la stirpe d'Israele il deputato Shlomo Lorincz per avere osato paragonare
di Israele con tutte le maledizioni del cielo iscritte nei libri della al bestiale tiranno ugandese Idi Amin il caporabbi nazionalreli-
Legge. Ma voi, voi che siete fedeli al Signore, vostro Dio, voi gioso Shlomo Goren, suo proprio avversario.
tutti siate oggi benedetti. Noi ordiniamo che nessuno abbia rap-
porti con lui a voce o per iscritto, che nessuno gli presti soccorso, Attacco e difesa: la Bibbia
che nessuno stia mai insieme a lui sotto un tetto o nel raggio di
quattro passi, che nessuno legga mai cosa che sia stata da lui E tutto quanto sopra, ribadiamo, viene minacciato dall'Eterno
compilata o scritta» (varianti le troviamo in Karl Löwith, Wil- in primo luogo al fine di evitare la contaminazione del Regno di
helm Weischedel e Alain Minc). Sacerdoti – del Seme Santo, della Nazione Consacrata, del Popo-
Nonostante tali anatemi possano venir considerati alquanto lo Santo, del Popolo Solitario, del Figlio Primogenito, del Tesoro
virulenti – non solo per la terminologia usata, ma per le conse- Particolare, della Pupilla dell'Occhio di Dio, del Sacerdote del
guenze di pratica morte civile per il colpito – abbia il lettore an- Signore, del Servo Sofferente, del Promotore del Diritto, della
cora la cortesia di seguirci e di prendere atto di alcuni passi del- Mia Eredità, della Luce delle Nazioni – con le genti dei territori a
l'anatema emesso ventiquattro anni prima, in absentia del reo, lui promessi. Il continuo rimembrare il patto divino, oltre ad es-
dalla stessa Sinagoga contro l'ex marrano Uriel da Costa (già sere un'impressionante operazione di maquillage per la profonda
Gabriel Acosta, 1585-1640) di Oporto, rientrato nel seno del insicurezza psichica del Popolo Eletto, è in realtà, soprattutto,
giudaismo ma aspro critico nei confronti della tirannia rabbinica una rassicurante forma di autogiustificazione per le imprese spo-
nonché negatore del carattere divino della Scrittura, della Prov- liatrici condotte ai danni di quelle genti.
videnza, dell'immortalità dell'anima e dell'esistenza di ricompen- Se certamente accettiamo il Libro come espressione e testi-
sa e castigo post mortem: «Noi abbiamo persuaso il governo a monianza dello statuto psicoesistenziale dell'ebraismo («La sacra
confiscare tutti i suoi libri, a bruciarli pubblicamente e a cacciar- scrittura degli ebrei [...] è un totale atto d'accusa contro la loro
lo in prigione [i rabbini ricorrono alle autorità olandesi sottoline- stirpe», commenta nel 1908 il pubblicista «antisemita» e teorico
ando che Uriel mina le basi non solo del giudaismo, ma anche del nazionalismo russo Mikhail Osipovic Mensikov, poi fatto
del cristianesimo]; noi facemmo di tutto per espellerlo dalla città. fucilare a Valdaj il 21 settembre 1918 da un eletto quartetto di
Poiché in questo governo esiste la libertà di religione e non c'è nome Jakobson, Davidson, Gilfont e Guba), non per questo esso
l'Inquisizione, non fu in nostro potere condannarlo alla pena di deve essere accettato come fonte storica, neppure di infimo ran-
morte, ma solo esiliarlo. Ma possano i suoi peccati portare questo go, testimoniando esso unicamente della conformazione psichica
miserabile a morire come un cane nel suo luogo d'esilio»; e, ri- e della fantasmatica esistenziale dei suoi redattori. Ancor oggi
portatoci dai fratelli Tharaud (II): «Sia scomunicato secondo il Klenicki e Wigoder osano invece rivendicare la credenza biblica
giudizio del Signore dei Signori, nei due tribunali, il più alto e il quale fonte incontrovertibile di tesi che dovrebbero essere accet-
più basso. Le disgrazie cadano su di lui. La sua casa divenga ri- tate, quale normativa, da ogni essere umano: «L'ebraismo è basa-
fugio dei draghi. La sua stella sia oscurata dalle nubi, e gli si giri to, perciò, non su astratte speculazioni filosofiche, non sulla te-
contro furiosa, terribile e crudele. Possa essere derubato dell'oro stimonianza di un individuo o di pochi, ma sull'esperienza di un
e dell'argento. Sua moglie sia data ad altri, che vivano con lei! intero popolo che ricevette la parola di Dio al Sinai. Questa pro-
Sia maledetto dalla bocca di Addirion e Achtariel, di Gabriel e va, asserisce Halevi, è inconfutabile».
Seraphim, di Raphael e Macharetieh. Possa cadere e non più al- Se sulla «parola divina» pronunciata sul Sinai ci è arduo e-
zarsi. Non sia inumato nel sepolcro di Israele. Possa restare sco- sprimere, non essendo noi stati toccati dall'elezione jahwistica,
municato per sempre, questa legge divenirgli retaggio. E possa la un'opinione fondata – e anche perché, giusta il motto di Wittgen-
pace e la benedizione del Signore scendere su tutto Israele». stein, su ciò di cui non si può parlare, bisogna tacere – qualcosa
Discendente da una famiglia di ammirevole dura cervice – di più si può tuttavia dire su argomenti meno immaginifici, su
un avo Manoel/Emanuel, costretto a convertirsi, nel febbraio eventi più terreni. In tal modo la penetrazione delle tribù ebraiche
1539 aveva inchiodato sui portoni della cattedrale e delle princi- in Canaan (con la lotta fra pastori nomadi e agricoltori sedentari
pali chiese di Lisbona una più che giusta protesta: «Il Messia non simboleggiata nei contrasti fra Abele e Caino), da qualunque ter-
è ancora giunto. Gesù non era il Messia. Il cristianesimo è una ra siano venute (quando pur siano venute), e durata con alterne
frode», per la quale gli erano state tagliate le mani prima di farlo fasi per l'intero secondo millennio – per le nuove dinamiche e
salire al rogo – nonché autore degli esplosivi Propostas contra a cronologie vedi Emmanuel Anati, Israel Finkelstein e Neil Asher
tradição, "Tesi contro la tradizione", e Sobre a mortalidade de Silberman e i goyim Giovanni Garbini, Mario Liverani, Robin
alma do homen, "Sulla mortalità dell'anima umana", che gli ave- Lane Fox e Johannes Lehmann – è stata in realtà compressa dalla
vano procurato l'anatema, Uriel – frustato trentanove volte, ri- tradizione ebraica negli ultimi due secoli del suddetto millennio.
tualmente calpestato sulla soglia della sinagoga dai membri della Le narrazioni bibliche possono perciò essere considerate fon-
comunità e trasportato a casa psichicamente distrutto – stacca la ti attendibili solo da chi voglia, spregiando gli usuali criteri di
corda utilizzata per calare il secchio nel pozzo e si impicca nel- metodologia storica, il comparativismo religioso e i dati archeo-
l'aprile 1640, avendo avanti a sé l'autobiografia, poi rimaneggiata logici più recenti, ritenere a priori che, in quanto divina, la Rive-

1517
lazione jahwistico-evangelica non sia, come peraltro riconosce piaciuto che fosse successo e che, al momento opportuno, sareb-
anche Norman Cantor, «uno dei grandi capolavori di fiction im- bero contentissimi di ripetere – e che, effettivamente, hanno
maginativa o di miti storici furbescamente inventati», ma, sem- sempre fatto quando le circostanze li hanno messi nelle condi-
plicemente, «abbia ragione». zioni di infierire sui non-ebrei, meglio ancora se per interposta
Abdicazione mentale, questa, all'interno della quale si situa- persona. Come fenomeno psicologico speculare si ha forse da
no non solo i più classici esegeti giudaici, ma anche i teologi cri- vedere l'ossessione di sentirsi perseguitati e, nei tempi contempo-
stiani, soprattutto evangelici, ed estrosi «laici» quale un Werner- ranei, l'"olocaustismo": un determinato tipo umano, ossessionato
Keller. Personaggi tutti amabilmente rampognati da Garbi- dal desiderio inappagato di perseguitare e sterminare gli altri,
ni: «La tradizione ebraica ha esercitato fino ad oggi, per ragioni finisce col pensare che tutti gli altri nutrano le stesse idee nei suoi
facilmente intuibili, una tale suggestione teologica o magari sol- riguardi. Il modo in cui i cristiani presentarono i primi della loro
tanto psicologica, da condizionare la stessa ricerca storica, che religione come dei perpetui perseguitati – quasi sempre falsifi-
solo in anni recentissimi ha incominciato a svincolarsi, grazie cando i fatti – è un'altra forma della medesima psicosi [...] Nel
anche a scoperte decisive, dalle pastoie in cui l'avevano avvilup- contempo, siccome tutto dipende dalla volontà arbitraria di quel
pata, nel nostro secolo [il Novecento], studiosi anche insigni nei fantomatico Dio Unico dalla psicologia semitica, non ci si può
quali tuttavia l'interesse confessionale, purtroppo inconfessato, ci sentire se non dei privilegiati perché Egli ci ha fatto la "grazia" di
appare ora preminente su quello dell'obiettività scientifica». Al- includerci fra i suoi adoratori – e cioè di far parte del suo "popolo
trettanto, un secolo prima, l'«antisemita» maggiore Osman Bey eletto". Adesso come adesso, nei circoli sionisti, la spiegazione
(non turco, ma nato inglese Frederick Millingen): «Solo con uno ufficiale del perché dell'antisemitismo nei tempi storici è che sic-
studio accurato della storia ebrea si può giungere a conoscere lo come gli ebrei sono il popolo eletto, gli altri sentono invidia per
spirito e l'anima di quel popolo, nonché rendersi conto delle sue quella straordinaria posizione e quell'invidia si traduce in odio e
aspirazioni e dei suoi progetti. È spiacevole però che, nel fare un persecuzioni. Invece è vero che l'attitudine strafottente del "giu-
tale studio, il lettore sia obbligato di attenersi completamente ai sto" non poteva non suscitare l'irritazione di chi con lui aveva la
racconti ed alle versioni che piacque agli ebrei di trasmetterci. Se disgrazia di essere a contatto: a ciò si dovettero le persecuzioni
i filistei, i faraoni e gli altri avversari degli ebrei ci avessero la- contro ebrei, cristiani e anche musulmani».
sciato le loro versioni, è evidente che la storia del popolo eletto Il risultato dell'indagine compiuta con libertà di spirito e l'uso
al Signore sarebbe molto diversa da quella che oggi noi leggia- degli strumenti scientifici messi a disposizione da ogni discipli-
mo. Ciò malgrado, un'analisi filosofica del Vecchio Testamento na, porta infatti, riprende Garbini, a concludere che «l'Antico
è più che sufficiente per dedurre dei giusti apprezzamenti sui Testamento, in realtà, non è la storia più o meno obiettiva di un
primi passi del popolo ebreo». popolo e delle sue vicende religiose, ma soltanto il risultato fina-
«Se il Vecchio Testamento» – aggiunge Silvano Lorenzoni le, e nello stesso tempo il fondamento ideale, di una riforma reli-
(I) con sottile vena polemica e analisi psicologica – «non ha va- giosa. In esso tutto è fortemente ideologizzato e piegato verso
lore come documento storico – essendo esso un prodotto fatto su l'unico fine di dimostrare la veridicità di una determinata visione
misura con fini specifici, e nella stesura del quale non ci si peritò religiosa – visione che pone la storia del popolo ebraico come
di falsificare di tutto quando ciò sembrò giovare allo scopo – es- teatro dell'opera di Dio, creando così un nuovo tipo di mitologia.
so dà un'idea molto chiara della mentalità paranoica di chi lo Tale essendo la natura "sacra" di questo libro, è ovvio che non
scrisse e, di riflesso, del tipo di "dio" che ne risulta, dotato di una potremo chiedere alla Bibbia un resoconto fedele degli "avveni-
psicologia alquanto contorta [...] Nell'insieme, da quanto risulta menti": essa ci dà soltanto una loro interpretazione. Se poi an-
dal Vecchio Testamento, Jahweh si presenta come un despota diamo a guardare le cose un po' più da vicino, ci accorgeremo
semitico lubrico, osceno ed abbietto, che ha creato l'uomo per che la situazione è complessa; gli scritti ebraici anteriori all'esilio
poter pavoneggiare davanti a lui la propria scellerata potenza e concordano sostanzialmente nel farci intravvedere (con allusioni
per avere uno schiavo da torturare e umiliare, sul quale far cadere fugaci ma non per questo meno esplicite) la religione "reale" di
un'ira del tutto irrazionale, becera e imprevedibile. Per incomin- Israele: politeismo, adozione di culti fenici, prostituzione sacra e
ciare – e questo risulta in modo chiaro dalle analisi di Morton culto di Tammuz nello stesso tempio di Gerusalemme, etc. Que-
Smith – il Jahweh esdrico presenta aperte caratteristiche omoses- sto quadro religioso, certo poco edificante, è quello che le sco-
suali. La sua qualità di "dio geloso" è quella dell'amante omoses- perte confermano ogni giorno di più: su questo punto, almeno, la
suale per il suo "amico del cuore", il popolo ebraico; col quale la Bibbia aveva ragione! D'altra parte, l'Antico Testamento ci si
relazione è quella che ci può essere fra l'omosessuale attivo e presenta come un lungo e immane sforzo per opporsi a questa
quello passivo. Il "popolo di Dio" è il suo prosseneta. Erich Gla- situazione e per dare agli israeliti qualcosa di religiosamente di-
gau ha compiuto un'insuperata analisi del Vecchio Testamento, verso: un monoteismo etico, che in effetti viene pienamente rea-
sviscerandone sia le assurdità che la qualità scostante. Ed effetti- lizzato durante il periodo dell'esilio. È abbastanza naturale che,
vamente, come florilegio di aneddoti raccapriccianti, pornografi- raggiunto lo scopo da una piccola minoranza (i pochi esiliati di
ci, sordidi e contrari a ogni buon costume (dal punto di vista di Giuda che non si amalgamarono con l'ambiente babilonese), que-
un'umanità normale), non esiste alcun altro testo che si spacci per sta cercasse di porsi come legittima rappresentanza di tutto Israe-
"religioso" il quale gli possa reggere confrtonto – e che inoltre le; e pertanto desse vita ad una ricostruzione del passato ideolo-
abbia pretese moraleggianti [...] In tutto il Vecchio Testamento gicamente consona alla situazione attuale: un piccolo gruppo pri-
c'è una smodata attenzione e un gusto perverso per i massacri (ai vo di potere politico e sempre con il rischio di venire assimilato
danni degli altri). È probabile che le storie disgustose e racca- etnicamente. Tutta la storia di Israele, anzi del mondo, viene vi-
priccianti raccontate con riferimento alla conquista della cosid- sta in una prospettiva che deve porre in rilievo la casta sacerdota-
detta Terra Promessa siano in massima parte delle invenzioni, ma le di un piccolo gruppo di deportati che vogliono mantenere la
illustrano bene quello che ai relatori e ai loro epigoni sarebbe loro identità etnica: la plurisecolare predicazione profetica, che si

1518
era svolta in ben altre condizioni, viene accettata e raccolta solo sa»). Altro quindi che la figlia del «faraone» data in sposa a Salo-
in quanto utile alle posizioni ideologiche "sacerdotali"». mone con in dote la città di Gezer... del resto situata ad appena
Con indagine storica ancora più compiuta, Mario Liverani, trenta chilometri da Gerusalemme, testé conquistata e incendiata
docente a Roma di Storia del Vicino Oriente Antico: «Nel corso dal padre, come narra 1° Re III 1 e IX 16 (e pensare che i faraoni
degli ultimi due secoli la critica biblica ha dapprima smantellato erano gli unici sovrani dell'antichità a sposare sì principesse stra-
la storicità della creazione e del diluvio, poi quella dei Patriarchi, niere ma a non concedere mai principesse del loro sangue agli
poi (sempre seguendo l'ordine cronologico) quella dell'Esodo e stranieri; quanto alla «dote» distrutta, ci sembra non solo assolu-
della conquista, di Mosè e di Giosuè, dei periodo dei Giudici e tamente ridicola, ma indegna di un tale monarca)! Altro che il
della "Lega delle dodici tribù" – arrestandosi però al regno unito «prosperous empire of Solomon» di Leon Feuer e di tanti altri
di David e Salomone considerato sostanzialmente storico. La esaltati, eletti come goyim!
consapevolezza che gli elementi fondanti della conquista e della Del resto, anche Greenberg, pur storicizzando l'Esodo nella
Legge fossero in realtà retroiezioni post-esiliche (intese a giusti- fuga di un presunto «alto sacerdote» di Akhenaton dopo la morte
ficare l'unità nazionale e religiosa e il possesso della terra per i di questi, aveva riconosciuto, con l'understatement che il Sacro
gruppi di reduci dall'esilio babilonese), se richiedeva una certa Libro «mostra numerosi compromessi con la verità», l'irrealtà di
riscrittura della storia d'Israele, non incrinava però la convinzione molti aspetti «assodati»: «la storia dei Patriarchi è falsa [...] La
che uno Stato d'Israele unitario (ed anche potente) fosse realmen- vera storia biblica inizia con l'Esodo, e la storia dei Patriarchi è
te esistito sotto David e Salomone, e che fosse realmente esistito un mito, puro e semplice»; inoltre, «nessuna evidenza archeolo-
un "Primo Tempio" [Bayit rishon, inaugurato secondo 1° Re gica dimostra che la coalizione delle Dodici Tribù sia mai esisti-
VIII 63 col sacrificio di ventiduemila buoi e centoventimila pe- ta», ed egualmente non sono mai storicamente esistite le dieci
core] – che dunque i reduci dall'esilio volessero ricostituire u- tribù «scomparse»; quanto al soggiogamento/strage dei popoli
n'entità etnica e politica e religiosa già esistita in passato. La più cananei, «sfortunatamente, non esiste straccio di prova [not a
recente critica al concetto stesso di regno unito ha messo in crisi single shred of evidence], al di fuori della Bibbia, per corroborare
totale il racconto biblico, perché ha ridotto l'Israele "storico" a tali rivendicazioni [...] Data l'importanza di questi racconti nella
uno dei tanti regni palestinesi spazzati via dalla conquista assira, storia di Israele, gli archeologi hanno indagato a lungo la conqui-
negando un collegamento tra Israele e Giuda (dunque un Israele sta, ma le loro conclusioni generalmente dimostrano che [il libro
unito) in età pre-esilica. La riscrittura della storia d'Israele diven- di] Giosuè è una fonte inaffidabile [...] La falsità del quadro della
ta a questo punto assolutamente drastica». conquista è [poi] dimostrata dai diversi resoconti della conquista
«Il rapido ritorno in Palestina di esuli giudei non ancora as- di Gerusalemme», fino ad allora fortezza gebusea («posta su un
similati al mondo imperiale, il loro tentativo di dar vita ad una picco dotato di sorgenti e avvicinabile solo da nord, Gerusalem-
città-tempio (Gerusalemme) su modello babilonese, di racco- me costituiva un centro quasi inespugnabile, in cui raccogliere
gliervi intorno una nazione (Israele, ora sì nel senso più vasto) forze da proiettare sulla campagna circostante [...] un "forte", un
comportò la messa in opera di una enorme e variegata riscrittura castello, un torrione, una fortificazione minore [...] Per quanto la
della storia precedente (che era stata del tutto "normale") in mo- presa di Gerusalemme fosse un'acquisizione di poco conto, si
do da collocarvi gli archetipi fondanti che si pretendeva ora di esalta il successo di David nel catturarla: alla sua epoca il piccolo
rivitalizzare (il regno unito, il monoteismo e il tempio unico, la forte costituiva l'intera città [...] L'erede di David sognava di tra-
legge, il possesso del territorio, la guerra santa, etc.) nel segno di sformare il fortino – il bugigattolo [sic!] di David – in una capita-
una predestinazione del tutto eccezionale. Quanto la storia vera le», scrive Baruch Halpern che, pur riduttivo del racconto bibli-
ma normale era stata priva di interesse che non fosse prettamente co, accetta la storicità del gabaonita/filisteo Davide e del suo pre-
locale, tanto la storia inventata ed eccezionale divenne la base sunto figlio Salomone: «per gli israeliti Salomone era il re di una
per la fondazione di una nazione (Israele) e di una religione (il città-stato, niente più»).
giudaismo) che avrebbero influenzato l'intero corso della storia Più ancora, continua Greenberg, «non v'è alcuna evidenza
successiva su scala mondiale». extrabiblica che siano mai esistiti Davide, Salomone o il vasto
Ed è solo la redazione scritta della parte più antica del Libro glorioso impero che ressero. Che sia esistita una nazione ebraica
(il Libro=TaNaKh: acronimo per Torah, Nebiim, Ketubim: Leg- non possiamo negarlo, e molto probabilmente ebbe un re. Il no-
ge, Profeti, Scritti), e cioè la Torah, a sistematizzare, a partire me Salomone, comunque, è solo un appellativo che significa
dalla metà del V secolo a.C. e in un arco di oltre due secoli (nes- "pacifico". Potrebbe essere stato assunto da molti re ebrei. Anche
suna parte del testo biblico giunto sino a noi, concorda Gary se Salomone dominò su un impero così vasto come descrive la
Greenberg, presidente della Biblical Archaelogy Society di New Bibbia, pare che il fatto sia sfuggito sia ai suoi sudditi sia ai suoi
York, risale a oltre il III secolo d.C.), tradizioni, tematiche, psico- vicini – fenici, egizi, assiri, babilonesi, amorrei, cananei, edomiti
immaginarii e fantasticherie delle più disparate origini, ponendo e moabiti. Tutti questi popoli non hanno detto nulla su un tale
al centro dell'intera Storia – della storia di ogni tempo e paese – impero. La storia riporta numerose voci su potenti regni che mai
l'Unico Dio e il Suo Popolo, entità fino ad allora ignote a tutte le esistettero, ma raramente abbiamo udito che i contemporanei
nazioni (neanche Erodoto, descrittore in dettaglio di pressoché nulla dissero su un grande regno che esistette» («in generale, i
tutti i popoli della regione, ne fa menzione!) e delle quali ancor dati archeologici inerenti alla monarchia unita coincidono con gli
oggi non esiste seria documentazione, neppure per i «potenti im- elementi storici: lo Stato era ben lungi dall'essere imponente, ma
peri» novellistici dei favoleggiati capi-banda Davide (la cui Ge- esisteva realmente», abbozza anche Halpern).
rusalemme si stende su soli 4-5 ettari, un ovale di quattro- Basti inoltre pensare alle più recenti conclusioni scientifiche,
cinquecento metri per cento) e Salomone (la cui figura, nota Li- riportateci dall'ANSA il 28 ottobre 1999 («Le ricerche israeliane
verani, paragonata a quella del «padre», «è ancor più sommersa per appurarne [della Bibbia] la storicità hanno infatti ottenuto il
sotto tarde riscritture di rilevantissima valenza politica e religio- risultato opposto. Leggende o poco più usate dai sionisti per le-

1519
gittimare lo Stato ebraico», commenta l'archeologo Zeev Her- superstizioni della Palestina, oscuri ricordi di favole indiane e
zog) o da Lorenzo Cremonesi: «Scettici e iconoclasti, i giovani persiane, incomprese imitazioni di dottrine e usanze egiziane,
archeologi israeliani fanno a gara per demolire quello che non cronache tanto aride quanto storicamente improbabili, poesie
esitano a definire "il vecchio mito" per cui gli scritti dei Padri rozzamente umane, erotiche e patriottico-ebraiche, tutti lavori
corrispondono a fatti realmente accaduti. La vicenda dell'Esodo che si segnalano assai di rado per bellezze sovreminenti, ma assai
dall'Egitto? "una mera leggenda, un'invenzione costruita molto più spesso per esaltazione d'animo, per cattivo gusto, per schietta
più tardi, con fini religiosi e politici", afferma ormai da tempo sensualità orientale. Come monumento intellettuale la Bibbia è
Israel Finkelstein dell'Università di Tel Aviv, che dopo una ricer- opera meno antica dei Veda e d'una parte dei Ching; come valore
ca metodica a Gerico e tra le rovine degli antichi siti sulle colline poetico è inferiore a tutto ciò che da duemila anni fu creato, an-
del deserto di Giudea e Samaria nega vi sia mai stata la "conqui- che da poeti secondari, e il volerla mettere alla pari con le opere
sta" ebraica della terra di Israele contro le tribù cananee. Un suo più insigni di un Omero, di un Sofocle, di un Dante, di uno Sha-
collega, David Ushishkin, mette in ridicolo la tesi biblica per cui kespeare o di un Goethe non potrebbe venire in mente che ad un
sotto i regni di Davide e Salomone la città di Gerusalemme sa- fanatico, il quale abbia rinunciato alla rettitudine del giudizio».
rebbe stata una sorta di fiorente capitale imperiale. "Al meglio, Ma tornando al primo problema, la tramandata penetrazione
nel 1000 avanti Cristo qui c'era un villaggio di poveri pastori", ha in Canaan delle tribù nomadi degli invasori – venissero esse dal-
sostenuto di recente. La sintesi della "summa teologica" dei l'Egitto, dalle steppe orientali, dalla Mesopotamia o, come ben
"nuovi archeologi" è apparsa ieri mattina [28 ottobre 1999] in un più vero, dall'Alta Galilea e dalla Samaria, o anche fossero in
lungo articolo pubblicato sul quotidiano Haaretz. "Dopo settan- gran parte stanziali – fu al contrario un processo di lungo perio-
t'anni di studi e ricerche" – scrive Zeev Herzog, anch'egli docente do, conclusosi, certamente non senza contrasti e comunque senza
nell'ateneo di Tel Aviv – gli archeologi israeliani sono in mag- tutti quegli atroci sterminii vantati dal Libro – «era stato loro
gioranza arrivati alla conclusione che non esiste alcuna prova comandato di sterminare alcune delle più idolatriche tribù, e l'e-
tangibile a puntellare il racconto biblico. "Il popolo di Israele non secuzione della volontà divina fu raramente ritardata dall'umani-
fu schiavo in Egitto, non vagò mai nel deserto, nessuno sa se un tà», commenta Edward Gibbon – con una mescolanza delle genti
monte Sinai sia davvero esistito e non c'è traccia delle dodici tri- «ebraiche» sia con gli autoctoni (quelli almeno non sterminati)
bù". Un modo molto diretto per smentire il celebre libro divulga- sia con le stanziate genti egeo-anatoliche dei Teucri, dei Danai,
tivo di Werner Keller La Bibbia aveva ragione. Al contrario, af- dei Sardi e degli «Ittiti» (tutte contrastate dai filistei, a loro volta
ferma Herzog, si tratta di leggende. A suo dire, è forse vero che indeboliti dalla campagna del faraone Sheshonq verso il 930), e
alcune famiglie beduine emigrarono dalla regione del Nilo verso con la formazione di un culto e di una cultura compositi, ai quali
l'attuale Giordania. Ma si trattò di poche persone che cercavano per secoli avrebbero reagito non tanto i profeti, anticipatori del
pascoli migliori. Anche il monoteismo ebraico è messo alla ber- monoteismo jahwistico, quanto la casta tornata da Babilonia.
lina. Sarebbe un fenomeno cresciuto lentamente, maturato dal- Quanto a quello che, dopo la «deportazione» in Babilonia,
l'incontro con altri popoli nella regione e razionalizzato molto più possiamo considerare l'evento centrale della storia ebraica – al-
tardi di quanto non si possa dedurre leggendo i Profeti». tro che il favolistico «Esodo», demolito anche da Finkelstein e
Provi il lettore anche solo a pensare alle conseguenze deva- Silberman quale «prodotto geniale dell'immaginazione umana
stanti, sul piano non solo teologico-scientifico ma anche psicolo- [...] è evidente ora che molti eventi della storia biblica non si so-
gico-umano, di tali conclusioni, ad esempio per i tre aspetti se- no verificati in quel periodo specifico o nel modo descritto e che,
guenti: se non ci furono l'Esodo né Mosè, crollerebbe la distin- senz'ombra di dubbio, alcuni degli episodi più famosi della Bib-
zione tra il Popolo Primogenito cui furono date le «dieci parole bia sono stati inventati di sana pianta [...] Molto di quello che
di Mosè», triformemente cantate da Esodo XX 1-17 e XXXIV viene normalmente preso per storia certa, come le storie dei pa-
14-26 e Deuteronomio V 6-21, e il resto dell'umanità ottenebra- triarchi, l'Esodo, la conquista di Canaan e perfino la saga della
ta? e ancor più finemente: se non ci fu il Sinai, crollerebbero le gloriosa monarchia unita di David e Salomone, è, piuttosto, l'e-
interpretazioni rabbiniche, in particolare Mekhiltà de-Rabbi I- spressione creativa di un potente movimento di riforma religiosa
shmael Bo 5, affermanti che la Legge fu data sul Sinai e non nel- che fiorì nel regno di Giuda durante la tarda età del ferro. Anche
la Terra di Israele affinché gli ebrei non potessero dire ai paga- se queste storie possono essere fondate su alcuni nuclei storici,
ni/noachidi che non era stata data anche a loro? ed ancora, sareb- riflettono innanzitutto l'ideologia e la visione del mondo di colo-
bero vani i dubbi espressi nel 1967 dal francese padre R. de ro che le hanno messe per iscritto [...] La Storia Deutero-
Vaux in un saggio sulla teologia di G. von Rad: «Se questo rias- nomistica non fu un'opera storica nel senso moderno del termine,
sunto di "storia santa" è contraddetto dalla "storia", se questa fu piuttosto un'opera al contempo ideologica e teologica [...] Non
confessione di fede non corrisponde ai fatti, la fede d'Israele è potremo sapere mai quanto le tradizioni, i testi o gli archivi usati
vana, e anche la nostra»? dagli autori biblici per compilare la loro storia del regno di Israe-
Pungente quindi il giudizio di Max Nordau (III), spirito e- le fossero affidabili: lo scopo non era produrre una storia ogget-
braico tra i più razionali: «Dalle indagini storiche abbiamo ap- tiva del regno settentrionale, ma piuttosto fornire una spiegazione
preso come sia sorta la Bibbia; noi sappiamo che sotto questa teologica di eventi che probabilmente erano già noti, almeno a
denominazione si indica una collezione di scritti, la quale, per grandi linee» – l'evento cioè che solo permise l'affermazione dei
origine, carattere e contenuto, è così varia come esser non po- sé-dicenti «figli di Giacobbe», scrive Garbini: «L'incombente
trebbe un altro libro qualsiasi, ancorché questo, a mo' d'esempio, presenza dei filistei nella memoria storica ebraica costituisce un
contenesse i Nibelungi, un codice di procedura civile, i discorsi eloquente indizio cronologico: gli israeliti non avevano nessuna
di Mirabeau, le poesie di Heine ed un manuale di zoologia stam- idea della situazione in Palestina precedente al dominio filisteo,
pati a spizzico, mescolati senza regola, e riuniti in un solo volu- cioè prima dell'XI secolo a.C., e solo quando questo incominciò
me. In quello zibaldone noi ravvisiamo distintamente vecchie ad essere contestato da loro stessi prende inizio la storia ebraica

1520
[...] La campagna in Palestina per l'Egitto si ridusse, in ultima processo, iniziatosi in età pre-esilica ma giunto a compimento
analisi, ad una razzia in grande stile che fruttò solo un momenta- solo in [tarda] età post-esilica; sottolineando, con leggi ed episodi
neo apporto di ricchezze e ad una riaffermazione di sovranità riferiti al lontano passato, l'esclusività dello jahwismo lo scrittore
rimasta poi senza seguito; ma ben diverse furono le conseguenze sacro rafforzava la fede e lo zelo del fedele»).
per l'assetto politico della Palestina. La distruzione, anche se tal- Atteggiamento, e meglio ancora contorsione mentale, magi-
volta parziale, delle città più importanti situate nella pianura stralmente bollato da Voltaire: «Ecco il popolo santo! Certo, gli
comportò un indebolimento delle città filistee e cananee del qua- uroni sono stati dei filosofi pieni d'umanità, a confronto coi figli
le approfittarono in primo luogo gli israeliti. Il regno di Giuda si d'Israele. Ed è per favorire questi mostri che si sono fatti fermare
sentì certamente meno legato a Gat e più sicuro della propria so- il sole e la luna in pieno mezzogiorno [Giosuè X 11-13]! E per-
pravvivenza, mentre nel nord la caduta di Megiddo, Tanach e ché? Per dar loro il tempo di inseguire e sgozzare dei poveri a-
Bet Shean deve aver incoraggiato le tribù di Giuseppe a tentare morrei, già schiantati da una pioggia di macigni che Dio aveva
di entrare nella pianura di Iezreel, costante polo di attrazione per scagliato su loro dall'alto dei cieli per cinque leghe di cammino
tutti coloro che vi si affacciavano». [...] Se disgraziatamente una sola delle avventure di questo popo-
Psicopatologicamente significativo, comunque – ancor più di lo fosse vera, tutte le nazioni si sarebbero riunite per sterminarlo;
massacri, stragi, eccidi, sterminii, genocidi verosimilmente non se sono false, non si può mentire più scioccamente» (in Examen
compiuti, ma sempre vantati – l'isterismo, l'intolleranza feroce important de milord Bolingbroke).
dell'atteggiamento ideologico ebraico, la «durezza orripilante» Ed è Peter Partner a rilevare una peculiarità, rispetto alle al-
del vocabolario tanakhico: «È noto che molte parti del Deutero- lucinazioni guerresche islamiche e cristiane (il Dieu le veut delle
nomio, e di altri libri biblici, illustrano situazioni puramente teo- crociate!), della Guerra Santa condotta dall'ebraismo: «È in que-
riche, con scarsi addentellati con la realtà [...] Questa stessa cau- sto enfatizzare il ruolo militare di Dio che la tradizione di guerra
tela impedisce di ritenere che l'Israele biblico si sia comportato santa israelita si differenzia dalla maggioranza delle altre [...] Di
con la durezza implacabile richiesta dai testi riportati. Ad esem- Mosè si racconta che denunciò i propri soldati per aver rispar-
pio, il Libro di Giosuè sostiene che furono "passati a fil di spada" miato la vita alle donne madianite, colpevoli secondo lui di dif-
tutti i nemici incontrati durante la conquista della Palestina meri- fondere l'idolatria in Israele. Avrebbe anche insistito perché tra
dionale (X 28, 30, 32, 35, 37, 39; XI 14). Niente prova però che gli sconfitti fossero massacrate tutte le donne e la maggior parte
riferisca quanto effettivamente avvenne. E anzi, la documenta- dei bambini, con la sola eccezione delle fanciulle vergini, da la-
zione archeologica induce a pensare che molte delle guerre di cui sciare in vita per fini di concubinaggio. Quel che varrebbe la pe-
parla la Bibbia, alle quali mancano adeguati riscontri oggettivi, na di scoprire è se gli antichi ebrei realmente perpetrarono un'a-
non ebbero luogo [...] Il problema è però un altro: quelle parole trocità simile, o se l'episodio non fu piuttosto inventato e inserito
di guerra qualcuno le ha scritte. Anche se mai tradotte in realtà, nella tradizione da qualche sacerdote ideologicamente motivato,
proprio perché si trovano nella Bibbia, e non in un libro qualsia- cinque secoli più tardi. Resta comunque improbabile il fatto che
si, configurano un ideale, propongono un modello di comporta- vi fosse coinvolto un uomo di nome Mosè, la cui esistenza stori-
mento, delineano un fine da perseguire che non si possono pren- ca è messa in dubbio da molti studiosi dell'Antico Testamento. In
dere alla leggera. Poi, tutti gli ebrei le hanno lette e le hanno sen- ogni caso, poiché si ritiene che gli ebrei si mischiassero con le
tite recitare per una sequela lunghissima di sabati, nelle loro si- altre popolazioni di Canaan dopo averle conquistate, questo è
nagoghe, in tutto il mondo» (Ugo Bonanate, al quale dobbiamo un'indizio che fa propendere per una datazione tarda del fanati-
anche la «durezza orripilante»). smo omicida a cui è improntato il passo. Gli ebrei condividevano
«Tutti gli altri popoli hanno commesso dei crimini, gli ebrei con tutto il Vicino Oriente dell'epoca altre pratiche legate alla
sono i soli che se ne siano vantati. Nascono tutti col furore del guerra santa, come il collezionare e l'esibire i genitali o altri or-
fanatismo nel cuore, come i bretoni e i germani nascono con i gani amputati ai nemici massacrati».
capelli biondi. Non sarei affatto sorpreso se un giorno questo po- Comportamento sanguinario che non resta proprio dei seg-
polo si rivelasse funesto per il genere umano», aveva notato Vol- menti antichi e ancor «barbari» di Israele, ma si rafforza, raziona-
taire nella Seconda lettera di Memmio a Cicerone, indirettamente lizza e radicalizza con le invettive del profetismo contro gli empi
confortato da Max Dimont: «Gli psicoanalisti dicono che i miti «idolatri», e giù giù fino al parossismo essenico contro i Figli
che le persone creano su di sé sono più indicativi del loro vero delle Tenebre: «[Negli] scritti profetici, i destinatari del favore di
carattere di quanto non lo sia la loro storia effettiva. Invero, gli Jahweh erano definiti in maniera terrificantemente ristretta: gli
psicoanalisti sostengono che i miti costituiscono l'autentica auto- esclusi dal patto tra Jahweh e Israele non possono indulgere alla
biografia psichica di un popolo». Atteggiamento tanto più ripro- speranza di beneficiare in qualche modo dei privilegi che faranno
vevole quanto meno fondato su fatti realmente accaduti (vedi, degli eletti di quel popolo qualcosa di molto prossimo a semidei.
oltre che i più onesti archeologi israeliani, Gary Greenberg, Ugo Gli eletti avevano l'assicurazione di future vittorie in guerre che
Bonanate e Garbini, per il quale ultimo «la crudeltà e l'intolleran- non si potevano ancora prevedere, o che potevano essere nomi-
za religiosa del popolo ebraico sono [...], in realtà, una tardiva nate solo nei termini misteriosi del linguaggio profetico, ma che
invenzione dell'ambiente sacerdotale e non corrispondono ad ciò nonostante sarebbero state guerre sante del tipo che Israele
alcuna realtà storica: gli ebrei non furono mai meno tolleranti aveva combattuto in passato. I profeti post-esilici mescolavano
degli altri popoli dell'Oriente antico. Se questa è la verità, non fantasia, politica, pietà religiosa, guerra con le stesse modalità
possiamo non domandarci per quale ragione la Bibbia vorrebbe che sarebbero state proprie del lessico di molte altre guerre sante,
far credere il contrario. Ma la risposta è semplice: l'Antico Te- nei circa venti secoli a venire».
stamento non è un libro di storia, ma una raccolta di testi sacri Indignato per la somma di assurdità, sconcezze e crudeltà
che "fondano" una religione e sviluppano una determinata ideo- vantate dal Libro, Voltaire non si tiene dall'assumere posizioni
logia religiosa. Il monoteismo assoluto è il risultato di un lungo «antisemite» che rasentano l'insulto: popolo «le plus grossier, le

1521
plus enthousiaste et le plus imbécile qui fût sur la terre, il più Di fronte alle «pratiche degradanti» rappresentate da una «li-
zotico, il più entusiasta e il più imbecille che fosse sulla terra» cenza sessuale» che giunge alla zoofilia e alla «crudele e abomi-
(La Bible enfin expliquée, Re, 4, nota); «le plus malheureux de nevole usanza» di «assassinare i primogeniti» in sacrificio ai loro
tous les peuples, ansi que le plus petit, le plus ignorant, le plus stessi dei, il pio Halley's Bible Handbook si chiede indignato:
cruel, le plus absurde, il più disgraziato di tutti i popoli, ed e- «Una civiltà così abominevole, sordida e brutale aveva ancora il
gualmente il più piccolo, il più ignorante, il più crudele, il più diritto di esistere? [...] Gli archeologi che scavano fra le rovine
assurdo» (Questions sur les miracles, 2a lettera); «un peuple delle città cananee si chiedono perché Dio non li abbia distrutti
charnel et sanguinaire, un popolo carnale e sanguinario», nazio- prima» (vecchio trucco, rileva Roderich-Stoltheim, quello di ca-
ne «toujours superstitieuse, toujours avide du bien d'autrui, tou- ricare il nemico delle accuse più infamanti per poterlo «legitti-
jours barbare, rampante dans le malheur et insolente dans la mamente» sterminare: «Il Vecchio Testamento ci racconta come,
prospérité, sempre superstiziosa, sempre avida dei beni altrui, secondo tale ricetta, i figli di Giuda trattarono i loro vicini le cui
sempre barbara, strisciante nella disgrazia e insolente nella pro- terre e tesori avevano preso di mira. Li diffamarono come popoli
sperità» (Essai sur les moeurs, introd. e cap.42; senza Dio, dediti a ripugnanti dissolutezze, per cui rapinarli e
similmente Edouard Drumont in La France juive: «Le Juif annientarli doveva sembrare, in fin dei conti, una nobile opera-
est insolent, jamais fier [...] Il rampe à vos genoux ou il vous é- zione, voluta da Dio»).
crase sous son talon; il est dessous ou dessus, jamais à côté, L'e- A prescindere dalle asserzioni ebraiche e cristiane sulla zoo-
breo è insolente, mai fiero [...] Striscia alle vostre ginocchia o vi filia e sul sacrificio dei primogeniti che sarebbero stati praticati
schiaccia sotto il tallone; è sotto o sopra, mai a fianco […] Nel da quei popoli, asserzioni dichiarate truce fantasia dagli storici e
1790 l'ebreo arriva; sotto la Prima Repubblica e sotto il Primo dagli archeologi più seri, così commenta Voltaire: «Non trovia-
Impero, entra, rosicchia, cerca il suo posto; sotto la Restaurazio- mo da nessuna parte che i cananei abbiano fatto guerra a chic-
ne e la Monarchia di Luglio, si siede nel salone; sotto il Secondo chessia, fino al momento in cui un'orda di ebrei appare all'im-
Impero, si corica nel letto degli altri; sotto la Terza Repubblica, provviso, incendia le città, sgozza le donne sui cadaveri dei mari-
comincia a cacciare i francesi dai loro posti o li forza a lavorare ti e i figli sul ventre delle madri [...] I predicatori ebrei vanno an-
per lui»); «le peuple le plus féroce et le plus imbécile à la fois qui cor più lontano. Si vedano, per edificazione, le preghiere umane
ait ensanglanté la terre, il popolo più feroce e insieme più imbe- di cui sono pieni i salmi. Non si tratta che di cingere la spada di-
cille che abbia insanguinato la terra» (La Bible enfin expliquée, vina, sventrare le donne, scagliare i neonati contro le mura» (L'A,
Giudici, nota). B, C, 11° colloquio).
L'intolleranza rapace e assassina degli antichi israeliti – e Ed ancora Schopenhauer: «Né dobbiamo dimenticare gli e-
indirettamente di ogni loro discendente, fino a quelli post- brei, popolo eletto da Dio, che in Egitto dopo avere rubato, per
olocaustici – viene comunque piamente/impudentemente giusti- ordine speciale di Dio, ai loro vecchi amici fiduciosi i recipienti
ficata dai chiosatori giudaici e cristiani della Bibbia Concordata, d'oro e d'argento loro prestati, intrapresero, con a capo l'assassino
quale «estrema forma di difesa»... di popoli sì aggressori, ma Mosè, una campagna di massacri e rapine nella terra promessa al
pienamente legittimati da Dio a sollevare gli aggrediti del frutto fine di strappare ai legittimi proprietari, con l'ordine espresso e
delle loro fatiche: «Ora dunque, quando il Signore, tuo Dio, ti sempre ripetuto dello stesso Jahweh di non conoscere alcuna pie-
avrà introdotto nella terra che giurò ai tuoi padri, Abramo, Isacco tà, e ricorrendo ai massacri più spietati e alla distruzione di tutti
e Giacobbe, di dare a te, città grandi e buone che tu non hai co- gli abitanti, perfino donne e bambini (Giosuè, X e XI) – appunto
struito, case piene di ogni bene che tu non hai riempito e pozzi perché non erano circoncisi e non conoscevano Jahweh, e questo
già scavati che tu non hai scavato, vigne e olivi che tu non hai era un motivo sufficiente per giustificare tutte le atrocità» (Pa-
piantato, e mangerai e ti sazierai...» (Deuteronomio VI 10-11). rerga e paralipomena II 15, "Della religione").
E ciò, s'aggiunge ai fratelli cattolici ed ebrei l'enciclopedica Similmente perplesso, un secolo dopo, Albert Lindemann:
opera dei Testimoni di Geova Perspicacia nello studio delle «Come ogni lettore della Bibbia ebraica deve riconoscere, la bru-
Scritture, per due motivi: «La questione [dello sterminio] verte talità fu difficilmente una invenzione delle Altre Nazioni; gli e-
chiaramente sul riconoscere o meno la sovranità di Dio sulla ter- brei biblici commisero, e i loro portavoce poi glorificarono, azio-
ra e sui suoi abitanti. Egli aveva promesso in eredità il paese di ni di una bestialità indicibile [unspeakably bestial acts], come il
Canaan al "seme di Adamo", confermando la promessa con un massacro degli "idolatri", tra i quali prigionieri, donne, bambini,
patto giurato (Genesi XII 5-7, XV 17-21; cfr. Deuteronomio vecchi e malati, e financo animali e bestiame» (ma nulla
XXXII 8; Atti degli apostoli XVII 26). Ma Dio non si proponeva quaestio, caro Lindemann, quando il comandamento viene da
semplicemente di scacciare o spodestare gli abitanti del paese. Vi Dio, gli risponde indirettamente Yigal Amir, l'assassino ufficiale
era implicato anche il suo diritto di agire quale "Giudice di tutta di Yitzhak Rabin, interrogato dopo l'arresto sulla moralità di ave-
la terra" (Genesi XVIII 25) e di condannare alla pena capitale re ucciso un ebreo: «Din moser e din rodef [si veda oltre per i
coloro che lo meritavano, come pure il suo diritto di far rispettare significati] è decreto halachico. Quando c'è un decreto, non ci
e far eseguire tale condanna». Condanna pronunciata contro na- sono più problemi di moralità. Se oggi mi trovassi coinvolto nel-
zioni «ripugnanti» e «moralmente degradate», che «ad eccezione la conquista biblica della terra e, come in Giosuè, dovessi uccide-
di Raab e della sua famiglia, e delle città dei gabaoniti [...] non re bambini e ragazzi, lo farei senza pormi problemi morali.
cercarono misericordia né si valsero delle opportunità di scampa- Quando c'è un decreto, non mi pongo problemi»).
re, anzi preferirono ostinarsi nella ribellione contro Geova» (a In ogni caso, in effetti, chiara è la promessa (sebuah) fatta ai
conferma della Promessa della Terra, da parte nostra aggiungia- suoi dall'Altissimo: «Io dò alla tua discendenza questa terra, dal
mo volentieri anche i passi Genesi XII 11-18, XVII 8-14, XXVI fiume d'Egitto fino al gran fiume, l'Eufrate, i chinei, i chenizei e i
3-4, XXVIII 13-15 e XXV 11-12, Esodo XXII 31-33, Numeri cadmonei, gli etei, i ferezei e i refaim, gli amorrei, i cananei, i
XXXIII 50-56 e Deuteronomio I 7-8 e XI 22). girgasei e i gebusei [questi ultimi, abitanti di Gerusalemme... an-

1522
che se, rileva Liverani, «nel complesso queste liste di presunti te i loro altari, spezzate le loro stele, tagliate le loro ascere [pali
popoli pre-israelitici della Palestina sono costruite mediante elu- sacri], bruciate nel fuoco le loro sculture, perché tu sei un Popolo
cubrazioni completamente artificiose, e non hanno legame alcu- Consacrato al Signore tuo Dio [...] Divorerai tutti i popoli che il
no, fatta eccezione per il termine "cananei", con la realtà storica Signore, tuo Dio, dà a te. Non ti si impietosisca l'occhio per loro,
palestinese sia dell'epoca della conquista archetipica, XIII secolo, non servire i loro dei, poiché ciò è d'inciampo per te» (Deutero-
sia dell'epoca della rioccupazione della terra da parte dei reduci, nomio VII 3-6 e 16, taryag negativi 52-54: e Giuseppe Flavio osa
V secolo»]» (Genesi XV 18-21). scrivere, in Contro Apione II 33: «Infatti è nostro costume tradi-
Ed ancora: «Il Signore, Dio nostro, ci parlò in Oreb dicendo: zionale custodire le nostre leggi e non denigrare quelle degli altri.
Avete abitato abbastanza presso questo monte. Volgetevi, parti- Il legislatore ci ha proibito esplicitamente la derisione o la bla-
tevene e venite alla montagna degli amorrei e a tutte le sue vici- sfemia nei riguardi di quelli che gli altri popoli riconoscono per
nanze, nella pianura, sul monte e nel bassopiano, nel meridione e divinità per rispetto al nome in sé di Dio»!).
sulla costa del mare, nella terra dei cananei e del Libano, fino al Ma cerchiamo di essere pratici: distrutta la fede dei popoli
grande fiume, l'Eufrate. Ecco, io pongo la terra davanti a voi: nemici, la loro cultura, le loro cose sacre, restano pur sempre,
entrate e prendete possesso della terra che il Signore giurò ai vo- possibili fonti di contaminazione, le persone in carne ed ossa, i
stri padri, Abramo, Isacco e Giacobbe, di dare loro e alla vostra popoli vinti, «le bestie selvagge» di Deuteronomio VII 22.
discendenza dopo di loro» (Deuteronomio I 6-8). Ed allora, con l'ausilio del «Dio del perdono, clemente e pie-
Simpatico il commento del medioevale Rabbi Yitzkhàk, pro- toso, longanime, abbondante in misericordia» (Neemia IX 17),
babile padre del «grande» Rashì, condiviso da Rabbi Shlomo che invia tali nazioni contro il Popolo Santo con estrema gradua-
Bekhor: «Se le nazioni accuseranno il popolo ebraico di aver ru- lità, una alla volta, affinché non si coalizzino e si volgano unite
bato le terre dei sette popoli di Kenà’an, egli potrà rispondere: contro l'invasore, ecco il supremo, reiterato consiglio, spaziante
"L'intero universo appartiene a Dio: Egli l'ha creato ed Egli l'ha dal primitivo Deuteronomio, VII 16 e 23-24: «Divorerai tutti i
dato a chi più preferiva. Era sua volontà prenderla [la terra di popoli che il Signore, tuo Dio, dà a te. Non ti si impietosisca
Israèl] da loro e darla a noi" (Bereshit Rabbà I, 2)». l'occhio per loro, non servire i loro dei, poiché ciò è d'inciampo
Tanta generosità (dei beni altrui) da parte dell'Altissimo è poi per te [...] Il Signore, tuo Dio, le darà in tuo potere e le scompi-
tutto gratuita: «Te ha scelto il Signore, tuo Dio, per essergli come glierà grandemente fino a distruggerle. Ti darà in mano i loro re e
popolo prediletto fra tutti i popoli che sono sulla faccia della ter- farai perire il loro nome sotto il cielo. Nessuno ti si presenterà
ra. Non è per l'esser voi più numerosi di tutti i popoli, che il Si- dinnanzi, finché li distruggerai», fino al tardo, suggestivo Isaia,
gnore si è compiaciuto di voi e vi ha scelto, ché anzi voi siete il XXXIII 2-6: «Sdegnato è il Signore contro tutte le nazioni, in
meno numeroso di tutti i popoli, ma per l'amore del Signore ver- furore contro tutti i loro schieramenti: li ha votati allo sterminio,
so di voi e per custodire il giuramento che fece ai vostri padri» li ha destinati al massacro. I loro trafitti giacciono sparsi, esala
(Deuteronomio VII 6-8). In cambio di questo favore, il Popolo fetore dai loro cadaveri, del sangue d'essi grondano i monti e ne
Santo deve osservare alla lettera il dettato divino, che compren- sono intrise le valli. S'accartocciano i cieli come un rotolo e cade
de, per quegli sfortunati abitanti la Terra Promessa, lo sterminio ogni loro ornamento: come cade il pampino dalla vite, il foglia-
culturale e fisico (fino allo sterminio contro i seguaci di Haman me avvizzito dal fico. Si è inebriata in cielo la spada di lui, ecco
nel libro di Ester, oltre settanta saranno i genocidi e i massacri di discendere in Edom, sopra un popolo da sterminarsi per giustizia
massa vantati dagli Arruolati a carico del «resto» dell'umanità): [progenitore degli edomiti è infatti il «bruto» Esaù, il fratello
«Non ti prostrerai davanti ai loro dei, né servirai loro; non farai gabbato di Giacobbe/Israele che ha, perdipiù, preso in moglie
come fanno essi, ma li distruggerai interamente e spezzerai le una donna della famiglia dello zio Ismaele]. La spada del Signo-
loro stele» (Esodo XXIII 24) e «Quando il Signore, tuo Dio, ti re è pregna di sangue, tutta stillante grasso: sangue di agnelli e di
avrà introdotto nella terra dove tu stai andando per prenderne capri, grasso di viscere di montoni; ché un sacrificio offre il Si-
possesso, e avrà cacciato numerose nazioni innanzi a te, gli etei, i gnore in Bosra, una grande strage in Idumea».
girgasei, gli amorrei, i cananei, i ferezei, gli evei e i gebusei, sette Tutto il popolo nemico, ogni suo avere vivente dev'essere
popoli [sheva goyim], numerosi e potenti più di te, il Signore, tuo sgozzato in olocausto all'Unico, in sacrifici quali mai si sono dati
Dio, li avrà dati in tuo potere e tu li avrai battuti, distruggili com- nella storia umana, quale ringraziamento per la vittoria (rituale
pletamente. Non stipulare alcun patto con essi e non usare loro del chèrem, «anatema», «scomunica/rinuncia»). La scusa è sem-
grazia» (Deuteronomio VII 1-2, precetti taryag negativi 48-49… pre la stessa: avere quel popolo resistito alle pretese del Popolo
altro che «genocidio, una passione europea», come favoleggiato Santo, difeso l'idolatria, portato, difeso e vantato in sé l'Impurità.
da Georges Bensoussan… in realtà: «genocidio, una vera e pro- «I dotti» – scrive Voltaire nel Dictionnaire philosophique
pria, bimillenaria psicosi ebraica»!). all'articolo Juifs, espurgato dal volume in questo cinquantennio
La gelosia dell'Altissimo – un dio geloso!, profonda assurdi- superdemocratico – «hanno invero discusso se gli ebrei sacrifi-
tà, suprema abiezione per la religiosità indoeuropea – si estrinse- cassero esseri umani alla divinità... È una questione di parole.
ca quindi in una paranoia assassina o, meglio, si sprigiona dal Quelli che questo popolo consacrava all'anatema non venivano
fondo della psiche giudaica, nel modo più pieno, con l'ossessione sgozzati sull'altare con riti religiosi, ma non erano per questo
per l'«impuro», con l'odio atroce che abbisogna dell'avallo divino meno immolati, senza che fosse permesso perdonarne uno solo».
(talché ci sembra per nulla azzardato trasporre in «Der Tod ist E l'ira del Grande Paranoico – il Dio Geloso di Esodo XX 5, il
ein Meister aus Juda» l'infame motto paulcelaniano): «Non im- Dio Invidioso del Contra Galilaeos! – si riversa anche sopra il
parentarti con loro, non dare tua figlia a suo figlio, non prendere Suo Popolo, quando sembra tradirLo, o solo essere tiepido.
sua figlia per tuo figlio, poiché farebbero scostare tuo figlio da Cosa dovrebbe fare Mosè a quei confratelli che, accolti dai
me e servirebbero altri dei, e l'ira del Signore si accenderebbe moabiti, hanno fornicato con le figlie dei loro ospiti? Presto det-
contro di voi e ti distruggerebbe presto. Fate invece così: demoli- to: «Prendi tutti i capi del popolo e falli impiccare per il Signore,

1523
URDEME 30-09-2008 17:27 Pagina 2

ISTRUZIONI

da: Tully Filmus, selected drawings, The Jewish Publication Society of America, 1971, p.50
in faccia al sole, affinché si ritiri l'ardore dell'ira del Signore da il lettore non credesse all'estrema, ributtante disumanizzazione
[tutto] Israele» (Numeri XXV 4). Ventiquattromila adepti infede- del nemico, e cioè: del diverso, alla somma di abominio da noi
li del Seme Santo vengono in tal modo passati a fil di spada, in riportato – sparso, rivendicato e vantato ex ore Dei dal Popolo
modo peraltro democratico, senza riguardo per principi e figli di Santo – li ricerchi egli stesso su una qualunque Bibbia.
principi (Numeri XXV 14). Deuteronomio II 31-34: «Allora Il Signore mi disse: Ecco,
Poiché nella strage si è trovata coinvolta una donna madiani- comincio a darti nelle mani Seon e la sua terra, comincia a pren-
ta, a ragione trafitta nei genitali (episodio sul quale uno psicoana- derne possesso, a prendere possesso della sua terra. Seon ci uscì
lista freudiano potrebbe ben sbizzarrirsi), ecco un nuovo incita- incontro, egli e tutto il suo popolo, in guerra a Iaas. E il Signore,
mento: «Attaccate i madianiti e sconfiggeteli, perché vi hanno nostro Dio, ce lo dette nelle mani, battemmo lui, i suoi figli e tut-
oppresso con i loro inganni che hanno ordito contro di voi» (Nu- to il suo popolo. E conquistammo in quel tempo tutte le sue città,
meri XXV 17-18). «Ed essi combatterono contro Madian come distruggemmo ogni città, gli uomini, le donne e i bambini: non
aveva ordinato il Signore a Mosè e uccisero tutti i maschi. Oltre lasciammo alcun superstite. Prendemmo per noi soltanto il be-
le vittime, essi uccisero i re di Madian: Evi, Rechem, Sur, Ur, stiame e le spoglie delle città che occupammo».
Reba, cinque re di Madian. Passarono a fil di spada anche Bala- Deuteronomio III 1-7: «Indi ci volgemmo e salimmo per la
am, figlio di Beor. I figli di Israele deportarono le donne di Ma- via di Basan e Og, re di Basan, ci uscì incontro in guerra a Edrei,
dian con i loro bambini, depredarono tutto il loro bestiame, tutti i egli e tutto il suo popolo. Allora il Signore mi disse: Non temer-
loro greggi e tutte le loro ricchezze. Tutte le loro città poi, che lo, ché ti dò in mano lui, tutto il suo popolo e la sua terra; farai a
loro abitavano, e tutto il loro attendamento, li incendiarono con il lui ciò che facesti a Seon, re degli amorrei, abitante in Esebon. Il
fuoco. Presero infine tutto il bottino e tutta la preda, uomini e Signore, nostro Dio, ci dette in mano anche Og, re di Basan, e
bestiame, e portarono i prigionieri, la preda e il bottino nell'ac- tutto il suo popolo, e noi lo battemmo fino a non lasciargli alcun
campamento, a Mosè» (Numeri XXXI 7-12). superstite. In quel tempo occupammo tutte le sue città; non vi fu
Sbigottito nel vedere che qualche impuro è sopravvissuto, il città che non prendemmo loro: sessanta città, tutta la striscia di
Nostro rampogna i Pii Assassini, ricordando i «torti» a suo tem- Argob, regno di Og in Basan. Tutte queste città erano fortificate
po subiti da parte dei vinti: «Voi avete lasciato in vita tutte le con alte mura, porte e sbarre, oltre alle città aperte, numerosissi-
femmine. Eppure esse furono contro i figli di Israele, per consi- me. Le distruggemmo, come facemmo per Seon, re di Esebon:
glio di Balaam, a dare occasione di prevaricare contro il Signore distruggemmo ogni città, gli uomini, le donne e i bambini, men-
nella faccenda di Peor, onde venne il flagello contro la comunità tre tutto il bestiame e le spoglie delle città prendemmo per noi».
del Signore. Or dunque uccidete tutti i maschi tra i bambini, uc- Deuteronomio VII 20-24: «Anche il calabrone invierà il Si-
cidete ogni donna che ha conosciuto carnalmente uomo. Ma tutte gnore, tuo Dio, contro di essi, fino a che periranno dal tuo co-
le fanciulle che non hanno avuto relazione carnale, conservatele spetto i rimasti e i nascosti. Non turbarti davanti ad essi, ché il
in vita per voi» (Numeri XXXI 15-18; insegnamento richiamato Signore, tuo Dio, è in mezzo a te, Dio grande e terribile. Il Signo-
dal quanto più anti-goyim Maestro Simeon ben Yohai dopo il re, tuo Dio, caccerà queste nazioni davanti a te, a poco a poco,
monito che «"virgin" implied a perfect virgin!, "vergine" vuol non potrai sterminarle presto, perché non diventino numerose
dire essere perfettamente vergine!»: «Ad una proselita di età in- contro di te le bestie selvagge. Il Signore, tuo Dio, le darà in tuo
feriore ai tre anni e un giorno è permesso sposare un sacerdote potere e le scompiglierà grandemente fino a distruggerle. Ti darà
[«non è considerata prostituta», ci spiega in nota la Soncino], in mano i loro re e farai perire il loro nome di sotto al cielo. Nes-
poiché è detto "Ma tutte le fanciulle che non hanno avuto rela- suno ti si presenterà davanti, finché li distruggerai».
zione carnale, conservatele in vita per voi" [Numeri XXXI 18] e Deuteronomio XII 2-3: «Distruggete tutti i luoghi dove le
tra loro ci fu certamente [il sacerdote] Phineas», Jebamot 60b). nazioni che voi conquistate hanno servito i loro dei, sugli alti
Matematica di tanto ben fare, vantataci da Numeri XXXI 32- monti, sulle colline, sotto ogni albero verdeggiante. Demolite i
40 che non nasconde l'immolazione al Gran Sanguinario: «Ora il loro altari, spezzate le loro stele, bruciate nel fuoco le loro ascere,
bottino, il resto della preda che depredarono i combattenti, fu di tagliate le statue dei loro dei, distruggete il loro nome da quei
675.000 pecore, 72.000 buoi, 61.000 asini e 32.000 anime umane luoghi».
tra le donne che non avevano conosciuto uomini. La metà, cioè Deuteronomio XX 10-17: «Se ti avvicinerai ad una città per
la parte che fu assegnata ai combattenti, fu, per il numero delle combattere contro di essa, la inviterai alla pace. Se ti risponderà
pecore, di 337.500. Il tributo delle pecore per il Signore fu di pace e ti aprirà, allora tutto il popolo che sarà in essa sia tuo tri-
675. I buoi furono 36.000: il loro tributo al Signore fu di 72. Gli butario e ti serva, ma se non farà pace con te e ti farà guerra, cin-
asini furono 30.500; il loro tributo al Signore fu di 61. Le anime gila d'assedio. Il Signore, tuo Dio, te la darà in mano; allora passa
umane furono 16.000 e il loro tributo al Signore di 32 persone». ogni suo maschio a fil di spada, ma le donne, i bambini, le bestie
«[Il dio degli ebrei che] non permette d'incendiare il loro [dei e tutto ciò che sarà nella città, tutto il suo bottino, prendilo per te
nemici] territorio né di tagliare gli alberi coltivati» – pietisce al e mangia la preda dei tuoi nemici che il Signore, tuo Dio, ti avrà
contrario Giuseppe Flavio in Contro Apione II 29 – «interdì an- dato. Fa' così a tutte le città molto lontane da te, che non siano
che di spogliare i soldati caduti in combattimento. E prese dispo- delle città di queste nazioni. Però delle città di quei popoli che il
sizioni per sottrarre i prigionieri alla violenza, soprattutto le don- Signore, tuo Dio, ti dà in eredità, non lasciare nessuno in vita, ma
ne. A tal punto si diede da fare ad inculcare la mitezza e la bon- votali allo sterminio: gli etei, gli amorrei, i cananei, i ferezei, gli
tà». Anche lo scanzonato poeta cinquecentesco Cecco Angiolieri evei e i gebusei [e in più, ma lo scriba li ha scordati, i girgasei],
avrebbe, del resto, espresso lo stesso concetto, per quanto con come ti ha ordinato il Signore, tuo Dio».
molta minor disinvoltura del Gran Condottiero: «...torrei le don- Giosuè VI 1-3, 16-18, 21: «Ora Gerico si era chiusa e barri-
ne giovani e leggiadre / e vecchie e laide lasserei altrui». cata di fronte ai figli di Israele; non c'era chi usciva e non c'era
Quanto ad alcuni tra gli infiniti altri rimandi, ecco i testi. Se chi entrava. Disse allora il Signore a Giosuè: "Fa' attenzione, io

1525
ho consegnato nelle tue mani Gerico e il suo re: forti guerrieri. be mancata solo l'usanza dell'antropofagia «per essere il più a-
Tuttavia, voi tutti, uomini bellicosi, circondate la città, facendone bominevole popolo della terra» (Dizionario filosofico), quanto
il giro una volta. Così farai per sei giorni" [...] E quando la setti- contro tutti coloro – Arruolati come goyim – che a difesa di tali
ma volta i sacerdoti suonavano le trombe, Giosuè ordinò al popo- comportamenti adducono le più speciose argomentazioni socio-
lo: "Gridate, poiché il Signore vi ha consegnato la città. La città teologiche: «Veniamo ora all'odio inveterato che gli israeliti ave-
sarà anatema per il Signore, essa con tutto ciò che vi è; solamente vano concepito contro tutti i popoli. Dimmi, si sgozzano padri e
Raab, l'albergatrice, dovrà essere risparmiata, lei e chiunque si madri, figli e figlie, bambini ancora lattanti e perfino animali
trova con lei in casa, poiché nascose i messaggeri che noi spe- senza nutrire odio? Tu odii, tu calunni; nel tuo paese ti si detesta,
dimmo [come l'eufemistica «albergatrice» è in realtà una «prosti- e tu detesti a tua volta; ma se tu avessi immerso nel sangue le tue
tuta», zonah, e lo confermano Ebrei XI 30-31 e Giacomo II 25, mani gocciolanti di fiele ed inchiostro, oseresti dire di aver assas-
prostituta il cui nome vede l'etimo nell'aggettivo «ampia/larga», sinato senza collera e senza odio? Rileggi tutti i passi in cui è
altrettanto i «messaggeri» sono mere spie, per le quali la Bibbia ordinato agli ebrei di non lasciare un'anima in vita, e ripeti, se ne
Concordata usa il pudico «esploratori ... venuti qui durante la hai la sfacciataggine, che agli ebrei non era permesso odiare» (A
notte per esplorare la regione», II 1-2]. Voi guardatevi però dal- Warburton, 1767; il vescovo William Warburton, autore nel
l'anatema, per non incorrere voi stessi nell'anatema, prendendo di 1742 di Divine Legation of Moses Demonstrated, "Dimostrazio-
ciò che è votato all'anatema, perché così rendereste anatema il ne della missione divina di Mosè", fu il principale nemico dei
campo d'Israele, portandovi lo scompiglio [...] E fecero anatema, deisti). E ancora: «Si sarebbe curiosi di osservare in base a quale
a fil di spada, tutto ciò che era nella città, dall'uomo alla donna, politica "semplice e sincera" gli ebrei, dopo tanto vagabondare,
dal ragazzo al vecchio, al bue, alla pecora e all'asino». sorpresero la città di Gerico, con cui non avevano nulla a che
Due note, a rispetto dell'intelligenza del lettore. La pia «al- fare; la bruciarono da un'estremità all'altra; sgozzarono le donne,
bergatrice» Raab è, a eterno monito e rispetto dei Santi Arruolati, i bambini, gli animali; impiccarono trentuno re in una distesa di
una vera e propria traditrice del suo popolo (in tedesco: Lande- cinque o sei miglia; e vissero consenzienti, per oltre cinquecento
sverrat, «alto tradimento in concorso col nemico»), da lei co- anni, nella più disonorevole schiavitù o nel brigantaggio più orri-
scientemente votato al massacro per salvare la misera vita sua e bile» (Histoire de l'établissement du christianisme, 1778).
dei familiari (anche se la geovica Perspicacia ci invita a conside- Similmente, ancor prima e altrettanto duro, Paul Henry
rare che «in questo modo Raab mostrò maggiore devozione al Thiry: «Nella storia di questa nazione amata da Dio vediamo so-
Dio di Israele che ai suoi concittadini condannati): «Essi, pertan- lo una lunga serie di ladri, mentitori e scellerati furfanti, che si
to, non si erano ancora coricati che lei salì da loro sul tetto e così distinguono per crudeltà, ingiustizia, tradimento e imbrogli ver-
parlò ad essi: "Ho compreso che il Signore ha consegnato a voi il gognosi [...] Gli ebrei hanno sempre visto Dio come un sanguina-
paese, poiché il vostro terrore ci ha pervaso e perché tremano rio tiranno, il cui favore può essere ottenuto solo con atti di vio-
dinanzi a voi tutti gli abitanti del paese. Abbiamo appreso, infatti, lenza [...] Gli ebrei furono da sempre i nemici dell'umanità e non
come il Signore ha prosciugato le acque del Mare dei Giunchi è perciò da stupirsi che l'umanità si sia sempre pronunciata con-
dinanzi a voi durante la vostra uscita dall'Egitto, e ciò che avete tro di loro» (Tableau des saints, 1774).
fatto i due re amorrei che sono al di là del Giordano, cioè a Seon Ma proseguendo nell'elenco delle prodezze per mano divina,
e Og, che avete votato allo sterminio. Quando ne siamo venuti a ecco Giosuè VIII 24-29: «Quando Israele ebbe terminato di uc-
conoscenza, è venuto meno il nostro cuore e dinanzi a voi non cidere tutti gli abitanti di Ai, nella campagna e nel deserto dove li
rimane più spirito in alcuno, poiché il Signore, vostro Dio, egli è avevano inseguiti e tutti erano caduti a fil di spada fino all'ultimo
il Dio del cielo lassù e sulla terra quaggiù. Adesso, perciò, di di loro, allora tutto Israele ritornò verso Ai e la passarono a fil di
grazia, giuratemi per il Signore, perché io ho usato con voi mise- spada. E tutti quelli che caddero in quel giorno, dagli uomini fino
ricordia, che anche voi userete misericordia con la casa di mio alle donne, furono dodicimila, tutti gli uomini di Ai. Giosuè in-
padre, dandomi un segno sicuro, e che lascerete in vita mio pa- tanto non ritirò la sua mano che aveva steso il giavellotto, finché
dre, mia madre, i miei fratelli, le mie sorelle e tutto ciò che ap- ebbe fatto anatema tutti gli abitanti di Ai. Israele depredò per sé
partiene loro, e che risparmierete noi dalla morte". Quegli uomini soltanto il bestiame e il bottino di quella città in conformità a ciò
le risposero: "La nostra vita sarà destinata alla morte al vostro che il Signore aveva ordinato a Giosuè. Giosuè infine incendiò
posto a meno che non riveliate questa nostra conversazione. Ai e rese la sua rovina un tell perpetuo fino a questo giorno,
Quando il Signore ci consegnerà il paese, allora useremo con te mentre il re di Ai lo appese all'albero fino al tempo vespertino».
misericordia e lealtà"» (II 8-14). Giosuè X 19-20 e 28: «"Voi poi non arrestatevi; inseguite i
Patto mantenuto, poiché Bruto è un uomo d'onore: caduta la vostri nemici e aggirateli; non lasciateli entrare nelle loro città,
città, «i due ragazzi esploratori entrarono e trassero fuori Raab, poiché il Signore, vostro Dio, li ha dati nelle vostre mani". Finito
suo padre, sua madre, i suoi fratelli e tutto ciò che le apparteneva; che ebbero, Giosuè e i figli di Israele, di infliggere loro una gran-
fecero uscire anche tutte le famiglie dei suoi e le stanziarono fuo- dissima strage, fino allo sterminio – alcuni di loro, tuttavia, erano
ri del campo d'Israele. La città, invece, e tutto ciò che vi era, l'ar- scampati, fuggendo, ed erano entrati nelle città fortificate – allora
sero con il fuoco [...] Infine Giosuè, in quel tempo, fece giurare tutta la gente ritornò all'accampamento a Macheda, presso Gio-
dicendo: "Sia maledetto dinanzi al Signore colui che si leverà e suè, tranquillamente, senza che si potesse aguzzare la propria
vorrà ricostruire questa città, Gerico; con il suo primogenito ne lingua contro alcuno dei figli di Israele [...] Giosuè occupò Ma-
getterà le fondamenta e con il più piccolo fisserà le sue porte". Il cheda in quel giorno e la passò a fil di spada come il suo re, la
Signore fu con Giosuè e la sua fama si sparse per tutto il paese» fece anatema con tutte le persone che vi erano e non lasciò su-
(VI 22-27). perstite».
Pienamente adeguato il disprezzo di Voltaire, e non tanto Giosuè X 29-30: «Giosuè e tutto Israele con lui da Macheda
contro i Santi Assassini della «piccola orda giudaica», cui sareb- passò a Libna e combattè contro Libna. Il Signore dette anche

1526
questa nelle mani di Israele come il suo re. La passò a fil di spada sero come il Signore aveva ordinato a Mosè» (Giosuè XI 20).
con tutte le persone che vi erano; non lasciò in essa alcun super- Giosuè XI 21-23: «In quel tempo Giosuè andò a sterminare
stite». anche gli anachim dalla montagna, da Ebron, da Debir, da Anab,
Giosuè X 31-32: «Giosuè e tutto Israele con lui da Libna da tutta la montagna di Giuda e da tutta la montagna di Israele.
passò a Lachis. Pose l'accampamento intorno ad essa e combattè Giosuè li fece anatema insieme alle loro città. Non furono lasciati
contro di essa: Il Signore consegnò Lachis nelle mani di Israele, anachim nel territorio dei figli di Israele; solamente furono la-
ma la occupò nel secondo giorno. La passò a fil di spada con tut- sciati in Gaza, in Gat e in Asdod. Giosuè prese, così, tutto il pae-
te le persone che vi erano: tutto come aveva fatto a Libna». se, conformemente a tutto ciò che il Signore aveva detto a Mosè.
Giosuè X 33: «Allora Oram, re di Gezer, venne ad aiutare Giosuè lo consegnò in eredità ad Israele, secondo le loro divi-
Lachis, ma Giosuè battè lui con tutta la sua gente fino a non la- sioni per tribù. Infine il paese si riposò dalla guerra».
sciare superstite». Prossimo al trapasso, toccando i centodieci anni, il sanguina-
Giosuè X 34-35: «Giosuè e tutto Israele con lui da Lachis rio vegliardo raccomanda per l'ultima volta agli Eletti di difende-
passò ad Eglon; posero l'accampamento attorno ad essa e com- re con le unghie e i denti il territorio assegnato dall'Altissimo, di
batterono contro di essa. La presero in quel giorno e la passarono non contaminarsi con le genti sottomesse né con quelle battute
a fil di spada con tutte le persone che vi erano; in quello stesso che siano eventualmente sopravvissute: «Siate molto risoluti,
giorno la fece anatema: tutto come aveva fatto a Lachis». perciò, a custodire e a compiere tutto ciò che è scritto nel libro
Giosuè X 36-37: «Giosuè e tutto Israele con lui salì da Eglon della legge di Mosè, senza ritrarvi né a destra né a sinistra, senza
ad Ebron e combatterono contro di essa. La presero e la passaro- mischiarvi con queste genti, quelle che rimangono con voi [...]
no a fil di spada come il suo re, con tutte le sue città e tutte le Abbiate, perciò, molta cura per voi stessi, amando il Signore,
persone che erano in essa; non fece rimanere superstite: tutto vostro Dio, poiché se retrocederete e vi attaccherete al resto di
come aveva fatto ad Eglon, e la fece anatema con tutte le persone queste genti, quelle che rimangono con voi, e vi imparentate con
che vi erano». loro, mescolandovi voi con loro e loro con voi, sappiate di certo
Giosuè X 38-39: «Giosuè e tutto Israele con lui piegò verso che il Signore, vostro Dio, non continuerà a cacciare quelle genti
Debir e combattè contro di essa. La prese col suo re e tutte le sue di fronte a voi» (Giosuè XXIII 6-7 e 11-13).
città, li passò a fil di spada e li fece anatema con tutte le persone Nei primi tempi il Popolo Santo resta fedele al dettato divino
che vi erano; non fece rimanere superstite: come aveva fatto a e toglie di mezzo altre genti nella Terra di Latte e Miele, pur non
Ebron così fece a Debir e al suo re e come aveva fatto a Libna e riuscendo a cacciare «gli abitanti della pianura, che avevano carri
al suo re». di ferro» (Giudici I 19).
Riepilogando le conquiste nella parte meridionale di Canaan, Uno dei modus operandi di tale secondo tempo di conquista,
l'estensore del Libro ci dà conferma della bontà dello sterminio che unisce sagacia e rispetto del Verbo Divino ad un pizzico di
divino: «Giosuè battè dunque tutto il paese: la montagna, il Ne- feroce astuzia nomadica, è illustrato in Giudici I 23-25: «Gli e-
gev, la Sefela, le pendici, con tutti i loro re, non facendo rimanere sploratori videro un uomo che usciva dalla città e gli dissero:
superstite; fece anatema ogni essere vivente come aveva ordinato "Mostraci l'ingresso della città e noi ti useremo misericordia".
il Signore, Dio di Israele» (Giosuè X 40), avvertendoci tosto che Egli mostrò loro l'ingresso della città ed essi passarono la città a
altri nemici sorgono a settentrione. fil di spada». Un tale comportamento aveva del resto ricevuto
Allarmati dalla pulizia etnica svolta dai Nostri, i re del Nord l'approvazione divina, per quanto Schopenhauer biasimi che «ci
si coalizzano, infatti, ma vengono anch'essi sconfitti: «Il Signore [venga] raccontata come un fatto estremamente glorioso l'infame
li diede in mano a Israele che li battè e li inseguì fino a Sidone la canagliata già commessa dal patriarca Giacobbe e dai suoi eletti
grande e fino a Misrefot-Maim e fino alla valle di Mispa ad o- ai danni di Amor, re di Salem, e del suo popolo (Genesi
riente. Li battè fino a non lasciare loro superstite» (Giosuè XI 8). XXXIV), appunto perché erano miscredenti».
Giosuè XI 10-15: «In quel tempo, ancora, occupò Asor e Questa la storia: l'eveo Sichem, figlio di re Amor, s'innamora
passò per la spada il suo re, poiché per l'addietro Asor era stata la di Dina, figlia di Giacobbe, la rapisce e giace con lei o meglio,
capitale di tutti quei regni. Passò a fil di spada tutte le persone con Genesi XXXIV 2, la stupra (Spinoza rileva, con una certa
che vi erano, facendole anatema: non fu lasciato alcun essere vi- incredula malizia, che al momento del «fatto» ella non aveva che
vente. Bruciò anche Asor col fuoco. Giosuè prese anche tutte le sette anni). Quale riparazione e sincero rammarico, Amor la
città di quei re con tutti i loro re e li passò a fil di spada, facendoli chiede in sposa a Giacobbe e ai fratelli Simeone e Levi (di undici
anatema, come aveva ordinato Mosè, servo del Signore. Tutta- o dodici anni, sogghigna sempre Spinoza): «L'animo di Sichem,
via, tutte le città che stavano sopra le loro colline, Israele non le mio figlio, si è attaccato a vostra figlia. Vi prego, dategliela in
bruciò ad eccezione della sola Asor, che Giosuè bruciò. Però i moglie. Imparentatevi con noi; dateci le vostre figlie e prendete
figli di Israele depredarono per sé tutto il bottino di quelle città e le nostre figlie. Dimorerete fra noi e il paese sarà a vostra dispo-
il bestiame, soltanto passarono a fil di spada ogni uomo fino a sizione; dimoratevi, trafficatevi ed acquistate pure delle proprie-
sterminarli: non risparmiarono alcuno. Come il Signore aveva tà» (Genesi XXXIV 8-10). Ed ecco anche il buon Sichem, il cui
ordinato a Mosè, suo servo, così Mosè ordinò a Giosuè e così animo «rimase avvinto a Dina, figlia di Giacobbe, amò la fan-
Giosuè eseguì senza trascurare cosa di tutto ciò che il Signore ciulla e parlò al suo cuore» (ibidem 3): «Possa io trovar grazia
aveva ordinato a Mosè». davanti a voi e vi darò quanto mi chiederete. Imponetemi pure
L'ostinazione di tutti quei re e popoli pare però non nasca da una gran somma come prezzo e dei regali; vi darò quanto mi
loro, ma che ci sia Qualcuno a spingere gli stolti a resistere al domanderete; ma datemi la fanciulla in moglie» (ibidem 11-12).
Bene: «Dal Signore, infatti, avveniva che indurissero il loro cuo- A questo punto, cosa farebbe un siciliano verace (e qualsiasi
re per andare a combattere contro Israele, affinché li facessero uomo di retto sentire)? O, pervaso dall'ira per il fait accompli,
anatema, senza che ci fosse per loro pietà e affinché li sterminas- sguainerebbe la lama e laverebbe l'insulto nel sangue, o, conscio

1527
delle debolezze umane, acconsentirebbe al matrimonio riparato- vi saranno per spine ai fianchi e i loro dei d'inciampo"» (Giudici
re, facendo felici i colombi e traendone, oltretutto, vantaggio. In II 1-3). Filistei (gli incirconcisi, arelim, per antonomasia, quelle
realtà i nostri ebrei, pur «addolorati e [ardendo] di grande sdegno genti indoeuropee, quei «popoli del mare» di cui Garbini ha pro-
perché aveva commesso un'infamia in Israele, giacendo con la vato la centralità nella storia palestinese e più ampiamente medi-
figlia di Giacobbe, cosa che non si doveva fare» (ibidem 7), non terranea dei secoli XII-VII a.C., spazzando ogni fantasticheria
fanno né l'una cosa né l'altra. Dopo un conciliabolo, i Nostri «esodico-mosaica»), cananei, sidoni ed evei del monte Libano
chiedono agli evei di farsi ebrei: «Non possiamo fare tal cosa, servono quindi «a mettere alla prova Israele, per conoscere se
dare cioè nostra sorella ad un uomo che abbia il prepuzio, perché avrebbe ascoltato i precetti che il Signore aveva dato ai loro padri
ciò è disonore per noi. Acconsentiremo solo a questa condizione, per mezzo di Mosè» (Giudici III 4).
se diventerete come noi, circoncidendo ogni vostro maschio. Da- Colpiti e sterminati sono anche i madianiti, gli amaleciti, i
remo allora le nostre figlie a voi e prenderemo le vostre figlie per sichemiti e gli ammoniti. Tra le tante prodezze del Popolo Santo:
noi, abiteremo con voi e formeremo un popolo solo. Ma se non «Prese pertanto gli anziani della città, le spine del deserto e i
acconsentirete a circoncidervi, prenderemo nostra figlia e ce ne pruni e castigò con essi gli abitanti di Succot. Aveva anche ab-
andremo» (ibidem 14-17). Senza indugio, il giovane si sottopone battuto la torre di Penuel e ucciso gli uomini della città» (Giudici
«ad eseguire la cosa, perché era affezionato alla figlia di Giacob- VIII 15-17) e «Abimelec combattè contro la città tutto quel gior-
be ed era il più onorato di tutta la casa di suo padre» (ibidem 19). no e la conquistò, uccidendo tutta la gente che vi si trovava, poi
Inoltre i reggitori degli evei convincono i sudditi a sottoporsi al la smantellò e la cosparse di sale [...] poi incendiarono col fuoco
tagliuzzamento, poiché «questi uomini sono gente pacifica con la cripta e fecero morire tutti gli abitanti della fortezza di Sichem,
noi; abiteranno nel paese e trafficheranno con noi e il paese, ec- circa mille fra uomini e donne» (Giudici IX 45 e 49).
co, è assai ampio per loro in tutta la sua estensione; noi prende- Ed ancora 1° Samuele XIV 36: «Di poi Saul ordinò: "Scen-
remo le loro figlie in moglie e daremo loro le nostre figlie» (ibi- diamo dietro ai filistei questa stessa notte; saccheggiamoli fino
dem 21). all'alba, sicché non resti alcuno fra loro". Risposero: "Fa' pure
Ma – acme disvelatore! – «il terzo giorno, quando essi erano quello che ti pare meglio"». Chiarissimo è infatti l'ordine del Mi-
sofferenti, i due figli di Giacobbe, Simone e Levi, fratelli di Di- sericordioso al Suo Popolo: «Va' dunque ora, batti Amalec e
na, presero ciascuno la propria spada, entrarono nella città tran- stermina quanto egli possiede. Non risparmiarlo; uccidi uomini e
quillamente e uccisero tutti i maschi. Passarono a fil di spada donne, bambini e lattanti, buoi e pecore, cammelli e asini», 1°
anche Amor e suo figlio, ripresero quindi Dina dalla casa di Si- Samuele XV 3. Come allora non essere piamente solleciti del
chem e se ne andarono» (ibidem 25-26). Ma non a mani, per Verbo Divino: «Catturò vivo anche Agag, re di Amalec, ma votò
quanto sporche di sangue, vuote: «Presero i loro greggi, i loro allo sterminio il popolo passandolo a fil di spada [...] Ed è il Si-
armenti, i loro asini, quanto era nella città e quanto era nei campi, gnore che ti ha inviato per questo cammino, ordinandoti: "Va',
tutti i loro beni. Fecero prigionieri i loro fanciulli e le loro mogli stermina quegli empi, gli amaleciti, combatti contro di loro fino a
e saccheggiarono tutto quello che c'era nelle case» (ibidem 28- finirli completamente"»? (1° Samuele XV 8 e 18).
29). Parola di Dio. 1° Samuele XXVII 8-9 e 11 ci illustrano un tipico operare da
Di altrettale etica astuzia dà prova il liberatore mancino Aod, terrorista: «E Davide soleva uscire in spedizione coi suoi uomini,
che richiede un colloquio col re di Moab col pretesto di conse- e insieme attaccavano i ghesuriti, i ghirziti e gli amaleciti che
gnargli un tributo: «Allora Aod entrò da lui, nella stanza fresca di abitavano nella zona di Teilam fino a Sur e fino alla terra d'Egit-
sopra; Aod gli disse: "Ti devo dire una cosa da parte di Dio" ed to. Davide colpì duramente quella zona e non vi lasciò in vita né
egli si alzò dal trono. Aod allora stese la mano sinistra, prese la uomo né donna [...] Ora Davide non lasciava in vita né uomo né
spada dal fianco destro e la conficcò nel suo ventre. E dietro la donna da riportare a Gat, pensando: "Che non rivelino cosa alcu-
lama entrò anche l'elsa e il grasso si richiuse dietro la lama, poi- na sul nostro conto"».
ché non estrasse la spada dal suo ventre e ne uscirono gli escre- 1° Samuele XXX 17: «Allora Davide li battè, dall'alba fino
menti» (Giudici III 20-22). E come non ammirare, e ancor più, al tramonto del giorno seguente, sterminandoli».
l'astuzia di Giaele l'«antilope», moglie di Eber il chenita? Mentre E la promessa divina viene reiterata in 2° Samuele VII 8-9:
il marito dà ricetto a Sisara, il generale sconfitto e fuggiasco del «Così ha detto il Signore delle schiere: "Io ti ho preso dai pascoli,
cananeo Iabin (popolo che verrà «sterminato completamente»), mentre seguivi il gregge, affinché diventassi condottiero del mio
l'ebrea gli offre da bere e garantisce che gli farà la guardia al popolo Israele; sarò con te dovunque tu vada e sterminerò tutti i
sonno. Addormentatosi il fidente, che già aveva dormito sette tuoi nemici davanti a te, renderò il tuo nome grande come il no-
volte con la donna «dissetandosi al suo seno» (così Martin Bo- me dei grandi che sono nella terra"», per la qual cosa ecco 2°
cian), Giaele – la «maschia» Giaele cantata da Alessandro Man- Samuele VIII 2: «Sconfisse ancora Moab: li fece sdraiare per
zoni, Inni Sacri – «prese il piolo della tenda, mise nella mano il terra e li misurò con la corda; ne misurò due corde da uccidere e
martello, andò silenziosamente verso di lui e piantò il piolo nella la lunghezza di una corda da lasciare in vita».
sua tempia, conficcandolo in terra. Così egli morì, mentre dormi- 2° Samuele XII 31: «Quanto poi alla popolazione che vi abi-
va, perché era stanco» (Giudici IV 21). tava, la fece uscire e l'impiegò nei lavori della sega, degli erpici
Non tutti i popoli vengono però sterminati – forse per sazietà di ferro e delle fornaci di mattoni. Così fece a tutte le città dei
di sangue, certo non per animo compassionevole – per cui l'Al- figli di Ammon». Tale è almeno l'edulcorata traduzione dell'e-
tissimo invia talora un Messaggero a rampognare i Prediletti per cumenica Bibbia Concordata; in realtà, considerato il contesto, il
l'inosservanza dei precetti: «Ora l'Angelo del Signore salì da traduttore stesso è costretto a dichiarare, riguardo a quel «la fece
Galgala a Bochim e disse: "Vi ho fatto salire dall'Egitto e vi ho uscire», che «il termine non è molto chiaro; l'ebraico ha: "la fece
portato in questa terra [...] ma voi non avete ascoltato la mia vo- passare per", implicando una morte crudelissima sul tipo di VIII
ce. Cosa avete fatto? Allora io dico: Non li caccerò davanti a voi, 2», vale a dire, chiariamo, che i vinti furono fatti a pezzi me-

1528
diante seghe, straziati con «erpici» e gettati vivi nel fuoco delle In terzo, stermina l'intera famiglia di Achab: «Ora i settanta
fornaci; fuorvianti al pari della Concordata sono la Bibbia ebrai- figli del re stavano ciascuno con i grandi della città che li alleva-
ca di Rav Dario Disegni: «E gli abitanti che vi erano in essa con- vano. Ora, appena giunse loro la lettera, presero i figli del re e li
dusse fuori, li impiegò in lavori di sega, di erpici di ferro, di scuri scannarono tutti e settanta, misero, poi, le teste nelle ceste e le
di ferro e li mise in servizio in fabbriche di mattoni» (che pure inviarono a lui in Iezrael [...] Uccise poi, Ieu, tutti quelli che re-
aggiunge in nota: «Secondo altra interpretazione David mise i stavano della casa di Achab in Iezrael e tutti i suoi grandi, i suoi
vinti alla tortura con seghe, scuri od altri strumenti, oppure, come familiari e i suoi sacerdoti fino a non lasciare un superstite. Pi si
sembra più naturale, li condannò a lavori forzati») e la geovica alzò, si incamminò e arrivò in Samaria. Essendo sulla via verso
Perspicacia: «In base ad alcuni traduzioni di 2 Samuele 12:31 Bet Eched dei pastori, Ieu s'imbattè con i fratelli di Ocozia, re di
(Di, Ma, VR) molti hanno capito che gli ammoniti sconfitti ve- Giuda, e disse: "Chi siete?". Ed essi risposero: "Noi siamo i fra-
nissero crudelmente fatti a pezzi con seghe e scuri e bruciati vivi telli del re e della regina". Ed egli ordinò: "Prendeteli vivi". Li
da Davide. Traduzioni successive (CEI, Ga, NM) danno però il presero vivi, poi li scannarono presso il pozzo di Bet Eched in
senso corretto, spiegando che gli ammoniti messi ai lavori forzati numero di quarantadue; non ne fu lasciato di loro neppure uno
dovevano lavorare con seghe e scuri e fare mattoni. Ciò è avvalo- [...] Entrò poi in Samaria e uccise tutti quelli che rimanevano di
rato dal fatto che, come ora è noto, il termine ebraico tradotto da Achab in Samaria fino al loro sterminio, secondo la parola del
alcuni "fornaci da mattoni" si riferiva invece a forme di legno in Signore, quella che aveva detto ad Elia» (2° Re X 6-7, 11-17).
cui si metteva l'argilla per darle la forma dei mattoni». Ben più In quarto, infine, la suprema astuzia di un grande raduno de-
realistica la traduzione della Vulgata compiuta nel Settecento gli adoratori di Baal nel suo stesso tempio: «Ieu, poi, radunò tutto
dall'arcivescovo Antonio Martini, adottata a suo tempo dall'Ac- il popolo e disse loro: "Achab ha servito poco Baal, Ieu lo vuole
cademia della Crusca quale testo di lingua italiana, di gran lunga servire di più. Ora, perciò, convocatemi tutti i profeti di Baal,
la più diffusa in Italia fino al Concilio Vaticano II: «E condotti tutti i suoi servi e tutti i suoi sacerdoti, nessuno manchi, perché
via gli abitanti, li fece segare, e fece passar sopra di loro dei carri voglio offrire un grande sacrificio a Baal, chiunque mancherà
con ruote di ferro; e li fece sbranare con coltelli e gettare in for- non vivrà". Ieu, però, agiva con astuzia, perché voleva di-
naci da mattoni: così egli fece a tutte le città degli ammoniti». struggere gli adoratori di Baal [...] Entrarono, allora, per offrire
L'astuzia di Ioab, generale davidico inviato a punizione di un sacrifici e olocausti. Ieu, intanto, si era piazzato fuori con ottanta
poco sollecito collega, risplende in 2° Samuele XX 9-10: «Ioab uomini con l'ordine: "Chiunque farà sfuggire uno degli uomini
poi disse ad Amasa: "Come stai, fratello mio?". E intanto con la che io consegnerò nelle vostre mani, la propria vita risponderà
mano destra prendeva la barba di Amasa per baciarlo. Amasa per la sua vita". Ed avvenne che, finito che fu di offrire l'olocau-
però non si guardò dalla spada che era nella mano di Ioab, il qua- sto, allora Ieu ordinò ai cursori e agli ufficiali: "Entrate, uccidete-
le così lo colpì all'inguine, spargendone le viscere per terra». li: nessuno fugga". Ed essi li passarono a fil di spada. Poi i curso-
Pervasi di furore contro i sacerdoti idolatri sono tutti i profe- ri e gli ufficiali li gettarono fuori, indi pervennero fino alla città
ti, il più insigne dei quali è il sommo Elia «il-mio-Dio-è- della casa di Baal, misero i simulacri fuori della casa di Baal e li
Jahweh»: «Allora tutto il popolo ebbe timore, cadde sulla sua bruciarono. Poi distrussero il simulacro di Baal, distrussero an-
faccia e diceva: "Il Signore, egli è il vero Dio. Il Signore, egli è il che la casa di Baal e ne fecero una cloaca fino al presente. Così
vero Dio". Elia allora ordinò loro: "Afferrate i sacerdoti di Baal, Ieu fece sparire Baal da Israele» (2° Re X 18-19 e 24-28).
che nessuno di loro sfugga", ed essi li afferrarono; indi Elia li Anche il re di Giuda, Giosia «Jahweh-ha-sanato», il pio ri-
fece scendere presso il torrente Cison e ivi li scannò», 1° Re formatore, pedissequa il Geloso: «Poi fece venire tutti i sacerdoti
XVIII 39-40 (invero, mentre il Nuovo Patto e la letteratura cri- delle città di Giuda, perché profanassero gli Alti Luoghi dove i
stiana bollano gli ebrei come assassini dei loro profeti quasi fos- sacerdoti bruciavano incenso, da Gabas fino a Bersabea [Alti
sero accaduti sterminii di massa, l'Antico Patto riporta due soli Luoghi o bamot: i santuari, concorrenti del Tempio, siti sulle al-
omicidi di profeti... mentre Elia aveva fatto sterminare, lui solo, ture per la celebrazione dei sacrifici, sparsi per la Giudea e con-
450 sacerdoti di Baal). sacrati fin dai tempi più remoti dalla tradizione; sarebbero defini-
Altrettanto efferato, ma più subdolo, è Ieu «Jahweh-è-lui», tivamente scomparsi dopo il ritorno da Babilonia, concedendo in
poi unto re d'Israele. In primo luogo elimina il confratello Ioram tal modo al Tempio di divenire l'unico santuario ebraico ricono-
re d'Israele, attaccandolo mentre quello difende il paese dagli sciuto]. Distrusse gli Alti Luoghi delle porte [...] Il re profanò gli
aramei, e il di lui ospite Ocozia re di Giuda: «Ioram, allora, girò Alti Luoghi che erano di fronte a Gerusalemme, nella parte me-
le sue briglie e fuggì, dicendo ad Ocozia: "Tradimento, Ocozia". ridionale del Monte della Corruzione, quelli che Salomone, re
Ma Ieu riempì la sua mano con l'arco e colpì Ioram tra le sue d'Israele, aveva edificato per Astoret, abominazione dei sidoni,
spalle, e la freccia attraversò il suo cuore e si curvò sul suo car- per Camos, abominazione di Moab, e per Milcom, abominazione
ro» (2° Re IX 23-24; per inciso, essendo dispiaciuti a Dio, quasi dei figli di Ammon [gli «spregevoli» moabiti e ammoniti altro
la metà dei re d'Israele finiscono assassinati). non sono che la progenie dell'unione delle figlie di Lot con l'u-
In secondo, la fenicia Jezabel, idolatra madre di Ioram e ve- briacato padre!]. Spezzò infine le stele [massebot], tagliò le asce-
dova di Achab: «Allora ordinò loro: "precipitatela". La precipi- re [aserot] e riempì i loro luoghi di ossa umane [...] Sacrificò su-
tarono e parte del suo sangue schizzò sul muro e sui cavalli, che gli altari tutti i sacerdoti degli Alti Luoghi che erano là, poi bru-
la calpestarono. Poi entrò, mangiò, bevve e ordinò: "Interessatevi ciò ossa umane su di essi. Infine ritornò in Gerusalemme [...]
di quella maledetta e seppellitela, giacché è figlia di re". E anda- Anche i negromanti e gli indovini, gli idoli, i terafim e tutte le
rono a seppellirla, ma non trovarono di essa se non il cranio, i abominazioni che si vedevano nel paese di Giuda e in Gerusa-
piedi e le palme delle mani [...] "e il cadavere di Jezabel diverrà lemme, Giosia li spazzò via, per realizzare le parole della legge
letame sulla superficie della campagna nel campo di Iezrael, così scritte nel libro che Elcia aveva rinvenuto nella casa del Signore»
che non si potrà più dire: Questa è Jezabel"», 2° Re IX 33-37). (2° Re XXIII 8, 13-14, 20 e 24, vedi anche 2° Cronache

1529
XXXIV 4-5). fare anche domani secondo l'editto di oggi, e che i dieci figli di
Occhiute maledizioni contro ogni «oppressore» vengono poi Haman siano appesi al patibolo". Allora il re ordinò che così fos-
scagliate dallo pseudo-Davide in Salmi CIX 8-14: «Siano pochi i se fatto e fu promulgato un editto nella cittadella di Susa e i figli
suoi giorni, prenda un altro il suo posto. Diventino orfani i suoi di Haman furono appesi al patibolo. Così i giudei che si trovava-
figli e vedova la sua sposa. Vadano raminghi i suoi figli mendi- no a Susa si radunarono anche nel quattordicesimo giorno del
cando, siano ricercati fuori delle loro case in rovina. L'usuraio mese di adar e uccisero a Susa trecento uomini, ma non misero
confischi tutti i suoi beni, gli estranei depredino le sue fatiche. le loro mani sul bottino. Tuttavia gli altri giudei delle province
Nessuno gli mostri benevolenza, non vi sia chi abbia com- del re si radunarono a scopo di difesa e per avere tranquillità da
passione dei suoi orfani. La sua posterità sia votata allo stermi- parte dei loro nemici e, fra quelli che li odiavano, uccisero settan-
nio, nella generazione seguente sia cancellato il suo nome. Sia tacinquemila persone» (Ester IX 12-16). Si noti che il trionfo sui
ricordata davanti al Signore la colpa dei suoi padri, né mai si nemici è addirittura, suggerisce Taanit j 66a, il nucleo irrinun-
cancelli il peccato di sua madre». ciabile del giudaismo: «Anche se venissero abolite tutte le feste,
Identici gli «esuli» in Babilonia: «Ricordati, o Signore, dei Chanukkah [il ricordo della vittoria dei Maccabei su Antioco
figli di Edom, che nel giorno di Gerusalemme dicevano: "Di- Epifane, il violatore del Secondo Tempio, l'autore dell'«abominio
struggetela, distruggetela fino alle fondamenta". O figlia di Babi- della desolazione», colui che, per Tacito Historiae V 8, mentre si
lonia destinata allo sterminio, beato chi ti ricambierà il male che proponeva «con ogni sforzo di schiantare la superstizione e d'in-
ci hai fatto. Beato chi prenderà i tuoi pargoli e li sbatterà contro trodurre i costumi dei greci», fu ostacolato dai parti «nell'opera di
la pietra» (Salmi CXXXVII 8-9). Identica l'invocazione di Isaia trasformare in meglio quella turpe nazione, quo minus taeterri-
XIII 15-16: «Chi sarà raggiunto sarà trafitto, chi sarà preso perirà tam gentem in melius mutaret»] e Purim [il ricordo, appunto, del-
di spada. I loro bambini saranno sfracellati sotto i loro occhi, la vittoria su Haman] non verrebbero abolite».
saccheggiate le loro case, disonorate le loro mogli». La separatezza dalle altre genti, ordinata ad Abramo fin dal-
Simile il grido di Osea XIV 12: «La pagherà Samaria, perché l'inizio della Storia, viene ribadita da ogni profeta quando il po-
si è ribellata al suo Dio. Essi periranno di spada, i loro bambini polo rischi di scivolare nella «infedeltà» accettando l'unione con
saranno sfracellati e le loro donne incinte sventrate». Simile il altre genti. Per tutti: Malachia «messaggero-di-Jahweh» II 11:
vanto sadico di Sofonia III 6: «Ho sterminato nazioni, sono state «Giuda fu infedele, e un'abominazione fu compiuta in Israele e in
distrutte le loro torri, ne ho rese deserte le strade, sicché nessuno Gerusalemme. Sì, Giuda ha profanato il santuario del Signore,
più vi passa. Sono devastate le loro città, non c'è più alcuno, nes- quello che ha amato e sposato la figlia di un dio straniero. Estirpi
sun abitante». il Signore, per chiunque agisce così, il testimone e il garante del-
Entrati gli ebrei nelle grazie dei «liberatori» persiani, è la le tende di Giacobbe e chi presenta l'offerta al Signore delle
bella Hadassah alias Ester (in persiano: Stella) – la pillegesh per schiere».
eccellenza, la «concubina speciale» il cui ruolo era quello di ve- Dopo avere suonato in Tobia «mio-bene-è-il-Signore» IV 12:
nire deflorata dal sovrano – a circuire il «malvagio» re Assue- «Custodisciti, figliolo, da ogni impurità e innanzitutto prenditi
ro/Akhashveròsh (lo storico «Serse», nel 474 a.C., o magari an- una sposa della discendenza dei tuoi padri: non prendere una
che – perché no? – l’altrettanto storico «Artaserse II», nel 367 sposa straniera, che non sia della tribù di tuo padre, poiché noi
a.C.!) in difesa dai nemici, primo tra i quali il primo ministro siamo figli di profeti. Ricorda, figliolo, che Noè, Abramo, Isacco,
Haman affetto, assicura Ausubel, da «genocidal mania» antie- Giacobbe, nostri padri nei secoli, tutti loro hanno preso le spose
braica, che cercano di metterlo in guardia contro le mene del dalla loro parentela e sono stati benedetti nei figli e la loro pro-
«popolo disseminato ma distinto tra i popoli di tutte le province genie erediterà la terra», la Torah-Orgia-di-Razzismo risuona in
del tuo regno, [quelli che] hanno leggi diverse da quelle di tutti i Esdra IX 1-3. Cioè in un libro che, titolato al fantasticato com-
popoli e non osservano le leggi del re» (Ester III 8). Persuaso dal missario speciale di Artaserse I nonché scriba che mise per iscrit-
primo consigliere, Assuero aveva infatti ordinato ai governatori to la Legge nel 458 a.C. – «secondo Mosè» che, secondo in 4°
dell'impero di eliminare dalla faccia della terra quel «popolo osti- Esdra XIV, riceve da un roveto-che-è-Dio ordini e rivelazioni
le, contrario per le sue leggi a tutte le altre genti e che disprezza per il ri-costruendo Israele... anche se Robin Lane Fox scrive a
continuamente gli ordini del re» (Ester III 13d). La situazione si tutte lettere che «la datazione, la sequenza e lo scopo delle mis-
capovolge però per le moine di Ester: chi tocca Israele perisce sioni di Esdra e Neemia sono tra i problemi più discussi di tutta
(«Il libro di Ester, anticipazione del programma della CEKA», la storia biblica, a tal punto che è messa in dubbio perfino l'esi-
titola un capitolo della sua opera l'«antisemita» Schwartz-Bostu- stenza dei due profeti», e Rudolf Smend rincara: «L'antica leg-
nitsch). Assatanato di sesso – o, se si vuole, toccato dalla Grazia genda secondo cui Esdra avrebbe scritto il bel tutto parola per
Divina – il re capovolge ipso facto il giudizio e ordina di impic- parola sotto dettatura non merita certamente alcuna considera-
care il povero Haman. Quasi non credendo alle loro orecchie, gli zione se si vuole essere un tantino critici, come, del resto, non
ebrei impazzano tosto in ogni luogo dell'impero, massacrando a vale molto di più la speculazione delle omelie Pseudo-clementine
piene mani, a educazione di ogni presente o futuro oppositore: giudeocristiane, secondo cui la legge sarebbe stata trasmessa o-
«un vero sterminio e massacro, fecero quello che vollero di colo- ralmente da Mosè a settanta uomini saggi, messa per iscritto, do-
ro che li odiavano» (Ester IX 5). po la sua morte, da mano non profetica (il che spiegherebbe con-
Ma tutto deve essere sanzionato in forme legali: «Allora il re traddizioni e antropomorfismi)» – è in realtà una mera costru-
disse alla regina Ester: "Nella cittadella di Susa i giudei hanno zione ideologica senza traccia di storicità, risalente a tre secoli
ucciso cinquecento uomini e i dieci figli di Haman; nelle altre dopo, al periodo della riforma liturgica del Sommo Sacerdote
province del re che cosa hanno fatto? Che cosa domandi e ti sarà Alcimo, il demolitore del muro che nel Tempio separava le di-
dato, che cosa chiedi e ti sarà fatto?" Allora Ester disse: "Se verse categorie di giudei con ciò rendendo santo l'intero popolo
sembrerà bene al re, sia concesso ai giudei che sono in Susa di ebraico e non la sola classe sacerdotale. «Il popolo di Israele,

1530
nella sua funzione collettiva, è più importante dei suoi più grandi nostri giorni", rotoli del Mar Morto inclusi» (sempre Garbini).
capi spirituali, compreso Mosè», conferma Rabbi Kaplan. Ma tornando allo specifico, ovviamente impostato non nella
«In definitiva» – commenta Giovanni Garbini – «nessuno storia, ma nell'universo ideologico: il grande Esdra, riorganiz-
scritto ebraico, biblico o meno, mostra di conoscere il grande zatore delle comunità «rientrate» dall'«esilio» (i cui componenti
Ezra finché non si giunge a Giuseppe Flavio. Il libro biblico che egli numera esattamente, in Esdra II 64-67, in 42.360 più 7337
parla di Ezra si presenta come un libro storico, che riferisce fatti servi e 200 cantori, 736 cavalli, 245 muli, 435 cammelli e 6720
storici e adduce documenti originali [«l'autore del libro, vissuto asini; sommando i computi parziali dei versi precedenti, rileva
in epoca piuttosto tarda, si è valso delle memorie personali di Spinoza, il totale arriva tuttavia a non più di 29.818; malgrado
questi due uomini», cioè Esdra e Neemia (il favoleggiato coppie- l'assistenza dell'Onnisciente, altrettanto impreciso è Neemia VII,
re di Artaserse I, inviato governatore per ricostruire Gerusalem- dal quale, pur essendo gli umani numerati 42.360, 7337 e 245 – i
me e il cui nome rivendica «Jahweh consola»), osa commentare cavalli e i muli sono ignorati, i cammelli e gli asini restano 435 e
la Bibbia Concordata: le favoleggiate «memorie personali» sa- 6720 – ricaviamo la cifra di 31.089 quale somma dei computi
rebbero i «documenti originali»!]; perciò esso deve essere preso parziali), il grande «Secondo Mosè» si scaglia contro la contami-
sul serio, perché, secondo le parole alquanto risentite di uno sto- nazione religiosa, vale a dire nazionale-razziale, che sta coinvol-
rico americano [Martin Smith], "qualsiasi proposta di contraddire gendo da un lato gli eletti e dall'altro i coloni un tempo immigrati
un documento dalla parvenza storica, deve assumersi l'onere del- in Palestina con gli assiri («Ezra's measure was indoubtedly re-
la prova". Vale però la pena di accennare a qualche aspetto di actionary, i provvedimenti di Esdra furono indubbiamente rea-
questo "documento dalla parvenza storica" [...] Se agli occhi del- zionari», concede Josef Kastein, mentre Max Dimont, sostanzial-
l'ebraismo rabbinico Ezra non rappresentava né direttamente la mente riconoscendo ai confratelli la responsabilità della genesi
Legge scritta (per la quale c'era Mosè) né quella orale, cosa rap- della «questione ebraica», c'informa che «il divieto di intermar-
presentava allora? Se si pensa al momento storico (intorno all'i- riage tra ebrei e non-ebrei fu la prima di proibizioni del genere
nizio del II secolo d.C.) in cui Ezra compare come Mosè, non si nella storia umana»... e d'altra parte, commenta John Allegro, che
può non concordare con J. Wellhausen che in Ezra vedeva, se- pur assente con Kastein sul fatto che «qui abbiamo il nocciolo
condo l'indicazione della stessa tradizione rabbinica, il "fondato- della dottrina del Popolo Eletto, la cui pratica nella vita politica
re" non della Legge ma del canone biblico [...] Ezra emerge dun- fu scatenare scompiglio tra le nazioni del mondo e attirare la suc-
que come personaggio fondamentale del giudaismo in conse- cessiva rovina sugli stessi ebrei», non si poteva disobbedire al
guenza della definizione del canone rabbinico dell'Antico Testa- Comando, poiché: «solo quando la nazione si fosse resa razzial-
mento, quel canone sancito dal leggendario concilio di Jamnia mente pura, Jahweh avrebbe mantenuto le Sue promesse, tra-
sullo scorcio del I secolo d.C. [...] Il nome Ezra ("zr") è un ipoco- smesse a Israele dai profeti»!):
ristico che significa "Egli (= Dio) è l'aiuto"; un nome che richia- «Compiute queste cose, si avvicinarono a me i capi dicendo:
ma alla mente il greco Alcimo (attestato come tale indipen- "Il popolo d'Israele, i sacerdoti e i leviti non si sono separati dalle
dentemente dal Sommo Sacerdote ebreo del II secolo), un agget- abominazioni delle genti dei paesi, cioè dai cananei, dagli etei,
tivo formato su alké, "forza, coraggio, protezione, aiuto" e signi- dai ferezei, dai gebusei, dagli ammoniti, dai moabiti, dagli egizi e
ficante "forte, valoroso". Ma il nome di Ezra è anche quasi iden- dagli amorrei, perché hanno preso delle loro figlie per sé e per i
tico alla parola azarah che nei più tardi testi sacerdotali (Ezechie- loro figli e hanno così contaminato la stirpe santa con i popoli
le XL-XLVIII e Cronache), in Ben Sira e nell'ebraico rabbinico della terra, anzi la mano dei capi e dei magistrati è stata la prima
significa "cortile interno del tempio". È soltanto un caso che nel in questa prevaricazione"». Ben alterato, oltremodo abbattuto, il
nome di Ezra possano trovarsi allusioni ad Alcimo e alla sua ri- buon scriba ci confessa: «Udite queste cose, mi stracciai la veste
voluzione liturgica?». e il mantello, mi strappai i capelli e i peli della barba e mi posi a
«Mettendo insieme i vari pezzi, il quadro diventa chiaro: E- sedere desolato».
sdra riflette, ma possiamo dire anche propaganda, una rivoluzio- Lo sconforto dura però poco. Ringraziando l'Altissimo per
ne liturgica (e ideologica) che avvicina il popolo al sacerdozio avere permesso la sopravvivenza ad «un resto di noi» (sear ya-
[...] L'abbattimento del muro che all'interno del tempio divideva sub, il «resto che ritorna», era stato il nome dato dal favoleggiato
il clero dai fedeli di sesso maschile fu ritenuto un atto intollerabi- Isaia al proprio figlio), il Nostro rampogna i correligionari, ricor-
le, tale da provocare l'abbandono del tempio, ritenuto ormai pro- dando i profeti: «La terra che voi andate a possedere è una terra
fanato, e della stessa Gerusalemme da parte dei sacerdoti "figli di immonda per le abominazioni dei popoli del paese, per le abomi-
Sadoc", i quali preferirono andare a vivere nel deserto presso il nazioni con le quali l'hanno riempita da un'estremità all'altra con
Mar Morto, a Qumran. Qui fondarono quella comunità che più le loro impurità. Orbene, non date le vostre figlie ai loro figli e
tardi fu nota come quella degli esseni [...] La grande riforma li- non prendete le loro figlie per i vostri figli, non cercate la loro
turgica che sanciva definitivamente la sacralità e la natura sacer- pace e il loro benessere, affinché siate forti e godiate dei beni del
dotale del popolo ebraico; la comparsa della prima Zugah rabbi- paese, trasmettendoli per sempre ai vostri figli» (Esdra IX 11-
nica (resa poi leggendaria come Grande Sinagoga [cioè, secondo 12). E, guarda caso, l'esortazione commuove alle lacrime i pii
la tradizione rabbinica, coloro che vennero con Esdra dall'esilio]- uomini, le pie donne e i pii bambini («il popolo piangeva dirot-
); il distacco del sacerdozio sadocita da Gerusalemme e la fonda- tamente»), che si battono il petto contriti: «Ora stabilimmo un
zione di Qumran; la crisi del sacerdozio gerosolimitano che pro- patto col nostro Dio, di rimandare tutte le donne e i loro figli,
vocò una vacanza settennale della carica di Sommo Sacerdote e secondo il consiglio del Mio Signore e di coloro che temono il
quindi l'assunzione di essa da parte di Gionata Maccabeo: tutto precetto del nostro Dio: si faccia dunque secondo la legge. Alza-
questo ruota intorno all'anno 159 a.C. e ad un nome: Ezra. Con ti, è compito tuo, noi siamo con te, coraggio e agisci» (Esdra X
questo nome, che non fu mai portato da nessuno, nacque vera- 3-4). Detto fatto, che vengano ripudiate le spose, scacciati i figli
mente "il giudaismo che, attraverso il farisaismo, è giunto fino ai impuri: «Allora il gran sacerdote Esdra si alzò e disse loro: "Voi

1531
avete commesso una cattiva azione sposando donne straniere, scadenze. Né vi è remissione o perdono [...] perché si tratta di
aggiungendo questo fatto ai peccati di Israele. Ma ora date gloria una contaminazione, in dispregio a Israele. E Israele non troverà
al Signore, Dio dei nostri padri, e adempite la sua volontà: sepa- purificazione da questa macchia» (XXX 7-17).
ratevi dai popoli del paese e dalle donne straniere» (Esdra X 10). Fantasiosamente allargando alla storia le proprie fantastiche-
I «colpevoli», un centinaio di individui, per i tre quarti laici e il rie psicoanalitiche, anche Shlomo/Sigmund Freud sostiene che lo
resto sacerdoti o addetti templari, si autodenunciano e scacciano psichismo ebraico, basato sul sangue ebraico, viene definitiva-
le compagne «e i figli che ne erano nati»; la commissione incari- mente stabilito dal duo: «È storicamente certo che il tipo ebraico
cata di stabilire quali uomini avessero sposato straniere, c'infor- fu alla fine fissato come risultato delle riforme di Ezra e Neemia
ma in tutta serietà Morton Smith II, aperti i lavori il 29 dicembre nel V secolo prima di Cristo». «Freud era assolutamente convin-
458, li aveva completati il 27 marzo 457 (disgraziatamente, non to che una volta che il carattere ebraico fu creato nell'antichità,
ci viene indicato se all'ora del tè). rimase costante, immutabile, incancellabili le sue qualità quintes-
Egualmente Neemia XIII 1-3: «In quel giorno si lesse il libro senziali», ribadisce lo storico Yosef Haym Yerushalmi (II).
di Mosè alla presenza del popolo e si trovò scritto in esso: "Non «Ezra diede al Nuovo Israele» – conclude John Allegro –
venga un ammonita o un moabita nella Comunità di Dio in eter- «un centro di fede e di condotta assolutamente necessario, qual-
no, perché non sono andati incontro ai figli d'Israele con pane e cosa che era distintamente ebraico. Esso era designato ad esclu-
acqua, anzi hanno assoldato contro di loro Balaam per maledirli; dere lo straniero non meno efficacemente del muro eretto da Ne-
ma il nostro Dio ha cambiato la maledizione in benedizione". E emia. La sua Legge chiedeva un obbedienza che era più un'atti-
quando ascoltarono la legge decisero di separare ogni estraneo da tudine religiosa che una mera osservanza di una certa morale e di
Israele». Il compare di Esdra è ancora più deciso in XIII 23-25: certi precetti rituali. Costituì il marchio di un ebreo non meno
«In quel tempo vidi anche dei giudei che avevano preso donne di che le pratiche della circoncisione e del sabato [...] Queste terri-
Asdod, ammonite e moabite. Metà dei loro figli parlava asdodeo bili mura edificate da Neemia ed Ezra attorno al giudaismo nel V
e la lingua di un altro popolo, non sapendo parlare ebraico. Con- secolo a.C. sono durate fino ai giorni nostri. Senza volerlo i
tesi con loro e li maledissi, alcuni ne percossi, strappando loro i grandi pianificatori di Babilonia e i loro esecutori amministrativi
capelli e li feci giurare per Dio: "Non date le vostre figlie ai loro e religiosi posero le fondamenta di un antisemitismo che mac-
figli, né pigliate le loro figlie per i vostri figli e per voi"». Del chiò da allora le pagine della storia umana».
resto: «Un ammonita o un moabita» – aveva tuonato «a suo tem-
po» Deuteronomio XXIII 4 – «non entreranno nella comunità di Attacco e difesa: il Talmud
Jahweh, neppure alla decima generazione» («Non entri l'ammo-
nita o il moabita nell'assemblea del Signore, neppure la loro de- Alla base dello spietato comportamento ebraico nei confronti
cima generazione entri nell'assemblea del Signore», ammorbidi- dei popoli «altri» sta dunque il concetto di quella particolare ele-
sce la Bibbia Concordata). zione divina incessantemente promessa e confermata da Jahweh
Circolarmente, il suggello all'antico ebraismo posto dallo nei testi biblici. Come abbiamo visto, tale base viene ulterior-
«scriba» Esdra e dal «nobile» Neemia torna al precetto di separa- mente rafforzata dagli insegnamenti del Talmud, per quanto, ri-
tezza dato a Mosè un millennio innanzi (stando sempre, ovvia- dotto ormai l'ebraismo sulla difensiva, non si possa, dopo il 135
mente, alla fantasticheria cronologica) in Deuteronomio VII 2-3. d.C., certo parlare di sterminii di massa. Annota De Vries: «I pre-
Torna all'incitamento che precede lo sterminio dei popoli cana- cetti talmudici diretti contro i non-ebrei, hanno lasciato la loro
nei, al comando che segue lo Shemà Israèl, quell'«Ascolta, I- impronta. L'israelita ha incontestabilmente due morali, l'una da
sraele!» (Deuteronomio VI 4) che, definito da Jeshua ha-Nozri applicare al suo prossimo [ah, «fratello» e rea, «prossimo»], os-
(Nazireo/Nazoreo: l'Osservante, il Consacrato) «il comanda- sia agli ebrei, l'altra della quale si serve nei suoi rapporti coi non-
mento più nobile», dal Maestro Aqiba «il principio eminente» ebrei [acher, «gli altri», nokhrim, «gli stranieri», e più esattamen-
(kelal gadol) e da Saul Spiro «undeniably the most sacred e- te, come nota Michael Gutmann, gli «stranieri esterni», «coloro
xpression in Hebrew of Judaism and the Jewish people, innega- che vengono da terra altra e lontana», distinti dai gerim, i «fore-
bilmente la più sacra espressione in ebraico del giudaismo e del stieri», i «clienti», gli «stranieri interni», «coloro che si sono sta-
popolo ebraico», avrebbe costituito la professione di fede più biliti tra gli ebrei» e poi anche i «proseliti»]». Oltre a quelli ripor-
esclusiva di ogni Arruolato (come si tramanda, la giaculatoria tati, chiaro esempio è il commento Sifrà su Levitico XIX 18, 89b:
viene biascicata perfino dal bolscevico Zinovev, trascinato alla «Questi due comandamenti [non ti vendicherai, non serberai ran-
morte). Il tutto, istruendo gli eletti bardati di tefillin, legacci ed core] riguardano i figli del tuo popolo; ma tu puoi esercitare la
astucci (Numeri XV 37-41 e Deuteronomio VI 8-9 e XI 13-21): vendetta e il rancore contro gli altri».
«Non stipulare alcun patto con loro e non usare loro grazia. Non Ed è appunto per via di tale «doppia morale» (la cui base, ri-
imparentarti con loro, non dare tua figlia a suo figlio, non pren- petiamo, si trova nella Torah) che all'iniziale benevolenza e alla
dere sua figlia per tuo figlio». successiva diffidenza verso gli ebrei subentrano presso ogni po-
Insegnamento sceso per i lombi fino all'enochico (anti- polo (con l'unica eccezione dei cinesi, certo per l'estrema esiguità
sadocita, anti-maccabeico e pre-rabbinico) Libro dei Giubilei: della presenza giudaica) quel disprezzo, quell'astio e quell'odio
«Separatevi dai gentili, non mangiate con loro e con comporta- che hanno spesso portato a provvedimenti restrittivi e a per-
tevi come loro. Non frequentate la loro compagnia, perché le loro secuzioni. Certamente talora, in Europa, la base di tali provvedi-
azioni sono corrotte e i loro comportamenti sono contaminati, menti va individuata nelle considerazioni teologiche del cristia-
spregevoli e abominevoli» (XXII 16), «E qualora vi sia un uomo nesimo (fondate ad esempio su Matteo XXIII 15-39 e XXVII 24-
in Israele che desideri dare la propria figlia o sorella ad un uomo 25, Marco XIV 53-65, Luca XVI 16, Giovanni VI 32, VII 7 e 28,
che sia del seme dei gentili, muoia e sia lapidato [...] Anche la VIII 44-45, 1° Tessalonicesi II 15 e Tito I 10-16), ma altrettanto
donna sarà arsa col fuoco [...] E per questa legge non vi sono certamente le motivazioni più vere, diffuse e concrete hanno pre-

1532
ceduto l'antigiudaismo cristiano ed hanno sempre risieduto tenuto a risarcire un non ebreo che tu abbia imbrogliato» (Beko-
nel pratico comportamento degli ebrei, riflesso (scaturigine, di- rot 13b) o, con Goldschmidt: «An deinen Nächsten ist die Über-
rebbe un marxista!) della loro concezione religiosa. vorteilung [Goldschmidt aggiunge in nota: bei Kauf und Ver-
Qualche altra icastica citazione dobbiamo quindi riportare kauf] zurückzugeben, nicht aber ist die Übervorteilung an einen
delle disposizioni normative che hanno retto e conformato per Nichtjuden zurückzugeben».
secoli la psiche giudaica, a partire dal famigerato Baba Mezia Identico tono nel detto Choschen hamishpat 227, 26: «Si può
111b: «Secondo il Maestro Jehuda non è permesso derubare un imbrogliare un non-ebreo, poiché in Levitico XXV 14 è scritto
fratello [un ebreo], [ma] è permesso derubare un non-ebreo», o che non si deve imbrogliare un fratello. Quando invece un non-
anche, seguendo Goldschmidt, «[il Maestro Jose figlio del Mae- ebreo abbia imbrogliato un ebreo, il non-ebreo deve, secondo le
stro Jehuda dice] "del tuo fratello", ma non di un non-ebreo [...] nostre leggi, rifondere il danno» o, con la versione di Heinrich
egli è dell'opinione che sia permesso derubare un non-ebreo»: Löwe, «Einen Nichtjuden kann man übervorteilen, denn es heißt
«"Deines Genossen", nicht aber eines Nichtjuden [...] er ist der in der Schrift III. Buch Mose 25, 14; es soll niemand seinen
Ansicht, die Beraubung eines Nichtjuden sei erlaubt». Similmen- Bruder übervorteilen. Hat er aber ein Nichtjude einen Juden
te la Soncino, che dopo avere definito il senso il cui va inteso übervorteilt, so muß er dies nach unsern [jüdischen] Gesetzen
l'oggetto del contendere («"dei tuoi fratelli": questo esclude gli erstatten».
idolatri»), continua: «La Scrittura dice ["Tu non opprimerai] il «Se un ebreo fa un affare con un non-ebreo e un terzo l'aiuta
tuo prossimo": il tuo prossimo, ma non lo straniero che abita in a ingannare il non-ebreo per quanto concerne la misura, il peso o
mezzo a te ["thy neighbour", but not a resident alien]». il numero, egli è obbligato a dividere il guadagno con chi l'ha
Ed ancora: «Non è permesso derubare un fratello [cioè un aiutato, anche se costui l'ha fatto dietro mercede pattuita o anche
ebreo], ma è permesso derubare un non-ebreo, perché sta scritto gratuitamente» (Choschen hamishpat 183, 7). O anche, tradotto
[Levitico XIX 13]: "Tu non deruberai il tuo vicino [o: il tuo pros- da Rabbi Eli Munk in Nichtjuden im jüdischen Religionsrecht, "I
simo]". Ma queste parole, dice Jehuda, "non si riferiscono al non- non-ebrei nel diritto religioso giudaico", edito nel 1932: «Wenn
ebreo, perché non è tuo fratello"» (Baba Mezia 61a tosaphot). jemand ein Geschäft mit einem Nichtjuden macht, ein anderer
Poiché però tale comportamento potrebbe attirare, certo sul kommt hinzu, hilft ihn und führt den Nichtjuden irredurch Maß
singolo che lo pratica ma altrettanto sull'intera comunità, qualche oder Gewicht oder Zahl, so teilen sie den Gewinn, gleich ob er
rabbuffo divino od umano, ecco taluno disporre l'abolizione delle sich für Bezahlung oder umsonst bemüht hat»; similare in Löwe:
più invereconde leggi giudaiche: «In quel tempo [verso l'anno «Wenn jemand in Geschäften mit einem Nichtjuden begriffen
100] Rabban Gamaliele [II] dispose che il furto verso un non war, und ein andrer Jude kam darauf zu und half ihm und betrog
ebreo fosse proibito, e precisamente a motivo della [così possibi- den Nichtjuden in Maß, Zahl oder Gewicht, so wird der Vorteil
le] profanazione del Nome divino» (yerushalmi Baba Qamma IV geteilt, selbst wenn der Helfer für seine Mühe Bezahlung erhält».
3; una perla quel «così possibile» inserito a commento da Clemes Ed ancora, più callidamente: «Se un ebreo ha un processo
Thoma!). Parimenti, per non offrire ai non-ebrei un pretesto di con un non-ebreo, tu [giudice ebreo] darai per quanto è possibile
bestemmiare e perseguitare gli ebrei, Rabbi Aqiba impose di ragione all'ebreo e dirai al non-ebreo: "È così che vuole la nostra
«non trattare con perfidia» i non-ebrei, cioè di non abusare della legge". Se è possibile secondo la legge dei non-ebrei, cercherai
legge divina come di un alibi per danneggiare i non-ebrei (Baba ancora di far trionfare l'ebreo e dirai al non-ebreo: "È così che
Qamma 50a; commento sempre di Thoma!). vuole la vostra legge". Se tutto ciò non fosse possibile, bisogne-
La proverbiale astuzia talmudica raccomanda infatti il dovere rebbe allora giocare d'astuzia» (Baba Qamma 113a). O anche,
primario dell'uso di ogni arma a disposizione per trarsi d'impac- con la versione inglese della Soncino: «Where a suit arises be-
cio e raggiungere gli scopi prefissi: «Per poter ingannare i cri- tween an Israelite and a heathen, if you can justify the former
stiani è permesso ad un ebreo farsi passare per cristiano» (Joreh according to the laws of Israel, justify him and say: "This is our
deah 157, 2). Inoltre: «È permesso approfittare dell'errore di un law"; so also if you can justify him by the laws of the heathens
non-ebreo se, per esempio, si sbaglia nel fare i conti. [È anche justify him and say: "This is your law"; but if this can not be
permesso] di non rendere un prestito del quale si sia dimenticato, done, we use subterfuges to circumvent him». Si noti che ai neu-
fin tanto che non se ne accorga, affinché il Nome [di Jahweh] tri tedeschi «bisognerebbe allora giocare d'astuzia» («dann kom-
non sia profanato. Alcuni Maestri dicono tuttavia che non si do- me ihm mit einer Hinterlist» di Goldschmidt e «so komme jenem
vrebbe indurre intenzionalmente in errore i non-ebrei; non è mit einer Hinterlist» di Luzsénszky), la Soncino rende il testo col
permesso approfittarne che quando sbagliano da se stessi» (Cho- più diretto «noi usiamo sotterfugi per circuirlo».
schen hamishpat 348). Se Gittin 10b permette a un ebreo di giurare il falso a «pub-
È ben vero che in Choschen hamishpat 227, 1 possiamo leg- blicani e predoni» e se Nedarim j III 38a lo conferma aggiungen-
gere: «È proibito prendere profitti troppo elevati dal prossimo dovi gli «assassini», approvato da Joreh deah 239, 1 è il più ge-
tuo», ma è altrettanto vero che al paragrafo 26 troviamo anche: nerale spergiuro nei confronti dei non-ebrei: «Se un ebreo ha de-
«Ma tu puoi ledere un non-ebreo, perché è detto: "Tu non devi rubato un non-ebreo e costui lo ha indotto a giurare alla presenza
ingannare il tuo fratello" [anche taryag negativo 253]. Invece un di altri ebrei di non avere rubato, e gli altri ebrei sanno che ha
non-ebreo che ha ingannato un ebreo deve, secondo le nostre giurato il falso, questi devono costringerlo ad accordarsi col non-
leggi, restituirgli il denaro di cui lo ha privato» (indubbiamente ebreo e a non giurare il falso, in quanto, se anche fosse stato co-
in tutta innocenza, rileva De Vries, il rabbino Joseph Samuel stretto a giurare, il falso giuramento dissacrerebbe il nome di Di-
Bloch, antagonista di padre Rohling, cita il capo 1, ma sorvola o. Ma se non è questo il caso [cioè: se gli altri ebrei non sanno
sul 26). che il confratello ha giurato il falso] ed egli deve giurare perché
«Se [in un acquisto o in una vendita] hai imbrogliato il tuo altrimenti si viene a trovare in pericolo di vita [weil sonst Leben-
prossimo [cioè un ebreo], sei tenuto al risarcimento, ma non sei sgefahr für ihn da ist !!], nel suo cuore può dichiarare non valido

1533
il giuramento». Altrettanto sottile la precettistica ove il giudice Più esplicito, intriso di ammirevole chutzpah, Jacob Taubes:
sia un non-ebreo: «Se il magistrato cristiano obbligherà gli ebrei «Si tratta ancora di una formula che viene recitata tre volte. Dalle
a giurare di non fuggire e di non far fuggire alcun ebreo dalla comunità dello Yemen fino a quelle della Polonia tutti gli ebrei
città, gli ebrei stessi potranno giurare il falso, pensando fra sé che intonano questa formula nel modo indicato dalla Encyclopaedia
non fuggiranno per oggi e non faranno fuggire alcuno per oggi» Judaica: "Di tutti i voti, le rinunce, i giuramenti, gli anatemi, op-
(Shabbuot Hagahot del Maestro Asher, 6d, in Pranaitis, corsivo pure di promesse, ammende e delle espressioni attraverso cui
nostro). facciamo voti, confermiamo, ci impegniamo o promettiamo da
E che la base per tali spergiuri sia del tutto legale lo confer- qui fino all'avvento del prossimo giorno dell'espiazione [i sefar-
ma il Kol Nidré (dalle parole di apertura: «tutti i voti»), una tra le diti dicono: 'dall'ultimo fino a questo'] noi ci pentiamo, in modo
massime preghiere giudaiche, tre volte cantata nelle sinagoghe la che siano tutti sciolti, rimessi e condonati, nulli, senza validità e
sera-vigilia dello Yom Kippur, il santo Giorno dell'Espiazione, inesistenti. I nostri voti non sono voti, le nostre rinunce non sono
davanti alla sacra Arca ed ai sacri Ritoli, dall'hazzan affiancato rinunce e i nostri giuramenti non sono giuramenti". Risulta in-
da due rabbini (in verità, nel 1995, in The Jewish Religion - A comprensibile il turbamento suscitato ovunque, presso tutte le
Companion, l'«inglese» Rabbi Louis Jacobs la dichiara meno una comunità ebraiche, da questa preghiera che, pur non essendo af-
preghiera che una «legal formula»). Dopo la premessa «Al co- fatto una preghiera e pur essendo stata rigettata dai gaonim come
spetto del tribunale del cielo e del tribunale della terra, col per- dalla superstizione popolare, si è comunque affermata contro
messo dell'Altissimo, sia Egli benedetto, e col permesso di que- l'élite rabbinica. Certo non poteva mancare l'aggiunta fatta da
sta santa congregazione, teniamo per legittimo pregare coi pecca- Michael Sachs, nel borghese secolo XIX, per tranquillizzare i
tori», s'innalza il canto: «Tutti i voti, le obbligazioni, i giuramenti goyim: "Questa formula ha lo scopo di annullare giuramenti e
e gli anatemi, siano essi konam, konas o abbiano altro nome, che voti pronunciati in modo affrettato, in preda a forti emozioni o
possiamo avere pronunciato, giurato o garantito o da cui possia- senza tenere conto della loro attuabilità". Nullità. È scandaloso
mo essere legati, da questo Giorno dell'Espiazione fino al pros- scrivere parole simili in un libro di preghiere, eppure ciò fa parte
simo (il cui felice arrivo attendiamo), noi li rigettiamo. Vadano dello stile dell'ebraismo tedesco assimilato».
essi considerati assolti, condonati, annullati e invalidati e resi Critica indubbiamente più onesta giunge dallo Spaccio de la
senza effetto; non ci legheranno né avranno potere su di noi. I Bestia trionfante (III 2), in cui Giordano Bruno rivendica l'indi-
voti non saranno contati; le obbligazioni non saranno obbligato- scutibile valore del giuramento, fondamentale vincolo sociale e
rie; né i giuramenti saranno giuramenti» (Nedarim 23a-23b; ver- patto di solidarietà, per cui la parola data non si revoca neppure
sione da The Jewish Encyclopedia, vol.VII, p.539). agli infedeli, agli eretici e persino ai nemici: «È legge da qualche
Introdotto nella liturgia nel VII secolo malgrado l'opposizio- Giudeo e Sarraceno bestiale e barbaro, non da Greco e Romano
ne di autorità rabbiniche, attaccato nei secoli dai più disparati civile ed eroico, che alcuna volta e con certe sorte di genti, sol
halachisti e nell'Ottocento espunto dai libri di preghiere di molte per propria commoditate ed occasion d'inganno, sia lecito donar
comunità occidentali, il Kol Nidré è stato spesso usato dai cristia- fede, con farla ministra di tirannia e tradimento».
ni per sostenere che non si può prestar fede al giuramento di un Ma tornando alle citazioni: «Un non-ebreo e uno schiavo non
ebreo. Per quanto cerchi di minimizzare la portata esplosiva della possono rendere testimonianza», concordano Choschen hami-
formula verso i goyim, asserendo che la dispensa/perdono divina shpat 34, 18 e 7, 2 hagah (egualmente, non lo possono il bastardo
concerne «i voti che uno non è in grado di compiere o può di- e l'idolatra; sulla differenza di comportamento del padrone nei
menticare di osservare nell'anno a venire» e ovviamente accu- riguardi di schiavi ebrei e non-ebrei vedi taryag negativi 257-
sando gli «antisemiti» (Wagenseil, Eisenmenger, Bodenschatz e 261). Similmente, «i traditori, chi non riconosce l'autorità del
Rohling) di equivocarne malignamente il senso, l'Encyclopedia Talmud [nel testo: gli apiqorosim] e chi è uscito dal giudaismo e
riconosce però: «Non si può negare che secondo l'usuale enun- ha adottato un'altra religione [nel testo: i mummerim], tutti costo-
ciazione della formula un individuo senza scrupoli può pensare ro sono ancora peggiori dei non-ebrei e inabili a rendere testimo-
che essa offre una scappatoia dalle obbligazioni e dalle promesse nianza. Quando il tradito abbia perdonato il traditore, costui deve
assunte e fatte nei confronti degli altri», proseguendo, invero con prima pagare l'ammenda. Un apostata [meshumad/meshumadim,
una certa tortuosità: «I dottori delle sinagoghe, comunque, non cioè lo spregevole che abbandona spontaneamente l'ebraismo,
hanno mai mancato di puntualizzare ai correligionari che la di- ben diverso dal tragico anus/anusim, cioè il costretto a conver-
spensa dai voti nel Kol Nidré riguarda solo quei voti che uno ha sione forzata] che sia tornato al giudaismo e si sia detto disposto
assunto volontariamente verso se stesso, e che non riguardano a pagare l'ammenda, può subito testimoniare, anche se l'ammen-
altre persone o gli interessi di queste. In altre parole, la formula da non è stata ancora pagata» (ibidem 34, 21).
concerne soltanto quei voti che riguardano unicamente la rela- «Quando un non-ebreo invita un ebreo a rendere testimo-
zione dell'individuo con la propria coscienza o col proprio Giu- nianza [in un tribunale non-ebraico, dove valgono le dichiarazio-
dice Celeste». ni di un solo teste] in suo favore contro un ebreo che gli sia debi-
Meno facilone l'ebreo Samuel Roth, in Jews Must Live: «Di- tore, e l'ebreo può testimoniare a diritto, allora l'ebreo non deve
re che questa preghiera comprende soltanto le obbligazioni con- rendere testimonianza. Lo abbia egli fatto, viene punito con la
tratte verso Dio mi sembra evidentemente disonesto. Se l'autore scomunica. [Ma non deve pagare un'ammenda al suo confratello
della preghiera avesse voluto intendere solo le obbligazioni spiri- ebreo, perché può dire: Io ho detto la verità. Se qualcuno gli può
tuali non avrebbe scritto "le obbligazioni e i giuramenti di ogni però dimostrare il contrario, deve pagare. Se l'ebreo in prosieguo
specie". Con la recitazione di questa preghiera, l'ebreo nega la dovesse però ammettere la sua colpa, non verrebbe punito con la
responsabilità del delitto ancor prima di commetterlo. Non si può scomunica]» (così la versione di Löwe), o anche, più concisa-
dubitare della terribile e nefasta influenza che questa preghiera mente: «Quanto ad un testimone ebreo che deponga in favore di
può esercitare sugli animi delle umane creature». un non-ebreo contro un ebreo dinnanzi ad un tribunale non-

1534
ebraico [che condanni poi l'imputato sulla base di quella deposi- breo consegnandolo al suo oppressore»; l'uccisione di un rodef è
zione], quel testimone va punito con la scomunica» (Choschen l'unico caso in cui l'halachah permette agli ebrei di uccidere un
hamishpath 28, 3). ebreo senza averlo processato). Ben studiato è anche il lato finan-
Similmente: «Chi, in un tribunale non-ebraico, presta testi- ziario dell'impresa: «Alla spesa che si è fatta [da parte ebrea] per
monianza contro un ebreo che venga poi condannato a un'am- eliminare dalla faccia della terra un delatore [ebreo] sono tenuti a
menda, viene punito finché non ha risarcito il danno» (Joreh de- contribuire tutti gli abitanti [ebrei del luogo del reato], anche
ah 334). In ogni caso, un ebreo «può accettare di lasciare testi- quelli soggetti ad imposte in altra località» (Choschen hami-
moniare contro di lui un non-ebreo, ma non di lasciarsi giudicare shpath 388, 15).
da un non-ebreo» (Choschen hamishpat 22, 2), e questo anche se Dopo quanto surriportato, non si stupisca il lettore di un deli-
«un tale tribunale non-ebraico concorda nella fattispecie col dirit- berato emesso nel 1179 dal Concilio Lateranense III: «Riteniamo
to ebraico e c'è il benestare delle parti in causa» (ibidem 26, 1). valida la testimonianza dei cristiani contro i giudei in tutte le
Concetto ribadito da Meqor Chajim: «È proibito andare in giudi- cause, dal momento che essi usano i loro testimoni contro i cri-
zio davanti a giudici e tribunali di non-ebrei, anche se essi giudi- stiani, e dichiariamo passibili di anatema quelli che nella fatti-
cano secondo le norme ebraiche; ed è proibito perfino se le due specie preferissero i giudei ai cristiani, mentre ad essi conviene
parti si sono accordate di andare in giudizio davanti ad essi; chi sottostare ai cristiani, la cui protezione verso di loro nasce solo
va in giudizio davanti ad essi è un malvagio, ed è come se avesse da senso di umanità». Più drastico, nel 1215 il Concilio Latera-
insultato e offeso la Torà di Mosè nostro Maestro e come se a- nense IV vieta agli ebrei l'accesso ai pubblici uffici, ordina l'im-
vesse alzato la mano contro di essa». mediata destituzione dei funzionari ebrei ancora in carica e in-
Infatti, il non-ebreo, quand'anche fosse un convertito al giu- giunge tassativamente ai cristiani, sotto minaccia della censura
daismo, non può mai rivestire il ruolo di giudice contro un ebreo: ecclesiastica, di astenersi da relazioni di commercio o di affari
«Un tribunale di tre persone, delle quali una è un proselito, non con gli ebrei.
può giudicare un ebreo per nascita, o altrimenti suo padre o sua La diffidenza, l'astio e le persecuzioni a cui sono andati in-
sua madre dovrebbero essere di sangue ebraico, ma un proselito contro nei secoli gli ebrei non sono, quindi, in primo luogo un
può giudicare il proselito suo prossimo» o, col tedesco di Löwe, prodotto dell'irrazionalità, del pregiudizio, della immaturità, del-
«Ein Gericht von 3 Personen, von welchen eine ein Proselyt ist, l'invidia o del «fanatismo» dei popoli altri, bensì risiedono pro-
darf einen geborenen Juden nicht richten, oder sein Vater oder fonde nel sistema di valori giudaico. Per questa ragione per l'e-
seine Mutter müßte denn von jüdischen Herkunft sein, aber ein breo diviene indispensabile mantenere all'esterno, nei confronti
Proselyt kann seinen nächsten Proselyten richten» (ibidem 7, 1; dei non-ebrei, un rigoroso silenzio, soprattutto sulla precettistica
simpaticamente antifemminista è il lapidario Choschen hami- talmudica, che fa fin troppo bene comprendere quali siano state
shpat 7, 4: «Una donna non può giudicare»). le cause reali di tanto «antisemitismo».
Un ebreo, commenta De Vries su Baba Mezia 84a, «anche se Quando poi tale silenzio venga infranto da qualche spirito li-
sia al servizio di un governo, non può assicurare un criminale e- bero, l'ebraismo torna a propinare l'argomento della «estrapola-
breo alla giustizia. Ciò risulta da un racconto talmudico, in cui si zione» e della «falsificazione» dei testi. Cosa che fa esemplar-
tratta del rabbino Ismaele, incaricato dal re di denunciare i delin- mente ai giorni nostri, contro i «fascisti», Alfonso Di Nola:
quenti alla giustizia. Durante l'esercizio delle sue funzioni il pro- «Fondato, come è, sull'assunzione di vecchi stereotipi pregiudi-
feta Elia appare a Ismaele e gli dice: "Fino a quando consegnerai canti, acriticamente recepiti e adottati nella loro nuda attitudine a
il popolo di Dio alla giustizia?" Essendogli risposto dal rabbino stimolare odio ed aggressività, il discorso anti-semitico non reg-
che egli eseguiva gli ordini del re, Elia gli consiglia di fuggire ge all'analisi euristica e logica. Spesso si instaura su un uso pa-
piuttosto che eseguire simili ordini» («"Your father fled to Asia", tentemente scorretto di testi non studiati, che vengono sottoposti
he retorted, "do you flee to Laodicea!", "Tuo padre fuggì in A- a procedimenti di indebita estrapolazione di passi, invocati a con-
sia", ribattè, "tu fuggi a Laodicea!"», specifica la Soncino). fermare, con un'autorità resa inconsistente dal ricorso all'e-
Mantenere un identico atteggiamento ostruzionistico nei con- strapolazione, le affermazioni aggressive. È, per esempio, il caso
fronti non solo della legge, ma di ogni più elementare senso di dell'impianto di testimoni talmudici e post-talmudici invocato a
giustizia, questo continuano a raccomandare un millennio più documentare gli stereotipi dell'odio anticristiano degli ebrei o del
tardi lo Schulchan aruch, prescrivendo che, quand'anche un non- piano di dominazione mondiale».
ebreo avesse ragione, un ebreo non può testimoniare in suo favo- Questo argomentare veramente «talmudico», semplicemente
re qualora questa testimonianza serva a far condannare un ebreo ridicolo se riferito a specialisti talmudici quali il grande Eisen-
(Choschen hamishpath 28, 3), ed ancora il Meqor Chajim menger, Johann Wülfer, Johann Christoph Wagenseil (di questi,
CLXVIII 3, mezzo millennio dopo: «È proibito consegnare un vedi in particolare: Tela Ignea Satanae - Hoc est: Arcani & hor-
ebreo o il suo denaro in mano di non-ebrei, anche se l'ebreo è ribiles Judaeorum adversus Christum Deum & Christianam Re-
malvagio e trasgressore, ed anche se faceva difficoltà e causava ligionem Libri "I dardi infuocati di Satana, ovvero I libri segreti e
sofferenza a chi potrebbe consegnarlo». terribili degli ebrei contro Cristo Dio e la religione cristiana",
Più drastici altri precetti: «Se per tre volte un ebreo ha de- 1681, comprendente la prima edizione a stampa delle Toledot
nunciato degli ebrei [e li ha fatti punire] o [con la sua denuncia] Yeshu; docente a Norimberga di Storia e Diritto, poi di Lingue
ha fatto trasferire [con la successiva confisca] il loro denaro nelle Orientali, il dotto è ammirato da Riccardo Di Segni, poi caporab-
mani dei non-ebrei, si cerchino il modo e i mezzi per eliminarlo bino italiano: «Wagenseil aveva faticato non poco, come egli
dalla faccia della terra» (Choschen hamishpath 388, 15; un tale stesso racconta, a trovare il manoscritto delle Toledoth che pub-
ebreo dal comportamento pro-goyim viene detto rodef e mosser, blicò; e dette prova di coraggio diffondendo un'opera di cui si
termini rispettivamente per «ebreo che mette consapevolmente in conosceva l'esistenza, ma che per la sua natura non poteva non
pericolo la vita di altri ebrei» ed «ebreo che tradisce un altro e- essere guardata come un testo pericoloso [...] Considerato dai

1535
critici come uno dei migliori testi delle Toledoth, o forse come studioso moderno ebbe verificato che i riferimenti di Martini al
uno dei meno cattivi, per la sua sobrietà e lo stile pacato...»), pa- Talmud e a midrashim più tardi erano esatti e ha suggerito che
dre Rohling (bollato dal filo-ebraico Vincenzo Manzini come «il quelli apparentemente non autentici potrebbero risalire a mano-
più accanito e insidioso accusatore degli Ebrei, nel secolo XIX»; scritti assai antichi attualmente perduti», postilla Frank Edward
autore, per il goy Ruggero Taradel, del «tristemente noto» Der Manuel), o a studiosi novecenteschi quali De Vries, Batault e
Talmudjude), Ecker, Pranaitis, Luzsénszky ed Erich Bischoff, Fritsch, equilibrati per quanto, ahimè, «antisemiti»! – questo ar-
o Johann David Michaelis (1717-91, docente di Antico Te- gomentare veramente «talmudico» può avere un fondamento di
stamento a Gottinga, Fellow of the Royal Society, editore del pe- verità solo in relazione a orecchianti e libellisti di terz'ordine.
riodico Orientalische und exegetische Bibliothek, autore tra gli E se è senz'altro giusto denunciare le indebite estrapolazioni,
altri di Das mosaische Recht "Il diritto mosaico", 1792-93), al i toni polemici e gli errori di traduzione imputati perfino ad un
filologo di Basilea Johannes Buxtorf il Vecchio (1564-1629, au- Rohling (in Die Polemik und das Menschenopfer des Rabbini-
tore di Juden Schule "Scuola degli ebrei", e cioè "Sinagoga"; al smus, edito a Paderborn nel 1884) e ad un Pranaitis (nel 1911 in
contrario, il figlio sarà un ardente filogiudaico, promotore delle occasione del processo Beilis), nonché le forzature e gli errori di
opere di Rabbi Modena e di Maimonide) e al frate catalano Rai- interpretazione (vedi il convertito cattolico «dr.Justus» né Aaron
mundo Martini, autore nel 1278 del Pugio fidei adversus mauros Israel Brimann, «truffatore e falsario» per il Manzini) – ma anche
et judaeos, quel "Pugnale della fede contro arabi ed ebrei" (oltre la callidità di chi nasconde o minimizza ogni «antipatico» passo
settecento pagine in folio a stampa, che «rappresenter[anno] per anti-goyim, ma anche il pratico sequestro e la procurata irreperi-
secoli il vademecum del controversista cristiano nella polemica bilità di testi di goyim editi a commento negli anni Trenta – è
antigiudaica»: «Il sospetto che una fertile immaginazione soccor- d'altra parte inammissibile identificare la più seria polemica anti-
resse la sua dottrina fu abbandonato solo dopo che un celebre giudaica ed anti-talmudica con queste mancanze minori.

A proposito degli errori di interpretazione, nel caso specifico oltretutto accompagnati dalla troncatura della discussione rabbinica, Micha-
el Gutmann cita, nel cap.XII di Das Judentum und seine Umwelt - Eine Darstellung der religiösen und rechtlichen Beziehungen zwi-
schen Juden und Nichtjuden mit besonderer Berücksichtigung der talmudisch-rabbinischen Quellen "Il giudaismo e il mondo circostante
- Analisi delle relazioni religiose e giuridiche tra ebrei e non-ebrei con particolare riguardo alle fonti talmudico-rabbiniche", edito nel
1927 dall'ebraico Philo Verlag, al paragrafo Polemische Zitatenwahl "Selezione polemica di citazioni", il «famigerato» passo del Mae-
stro Semuél in Baba Batra 54b: «I campi di un pagano sono come deserti; chi ne prende possesso, li ha acquisiti [come proprietà]», «Die
Felder eines Heiden sind wie Wüste; wer von ihnen Besitz ergreift, hat sie [als Eigentum] erworben», o anche, con Goldschmidt: «Le
proprietà dei non-ebrei sono come deserti [sono senza padroni] e ognuno che ne prende possesso per primo se li assicura», «Die Güter
der Nichtjuden gleichen der Wüste, und wer Besitz von ihnen nimmt, eignet sie», o anche, con la Soncino: «The property of a heathen is
on the same footing as desert land; whoever first occupies it acquires ownership» (concetto ribadito, abbiamo visto, in Choschen hami-
shpath 156, 5 hagah, che peraltro tralascia del tutto il contesto storico, talché non sono più possibili, da parte dei difensori dell'amabilità
giudaica, attenuazioni del significato, che, postilla De Vries, «non è, in questo luogo, accompagnato da alcuna restrizione di qualsiasi
natura. Con la migliore volontà del mondo è impossibile ammettere che qui si tratti di un caso simile a quello della vendita di un terre-
no»). La troncatura del complesso ragionamento dei rabbini mesopotamici dei primi secoli d.C., viventi sotto la particolare legge persia-
na dell'epoca, fa così assumere al passo una valenza anti-goyim decisamente detestabile. Inoltre, a differenza che per gli altri più limpidi
passi anti-goyim da noi riportati senza mutilazioni o stravolgimenti concettuali, anche a prescindere dalla conoscenza della specifica legi-
slazione dell'epoca la prosecuzione del testo lascia intendere come il concetto sviluppato sia diverso da quello suggerito dagli «anti-
semiti». Più chiaro era però stato, in 54a, il Maestro Rabh: «Chi dipinge una figura [«di un essere vivente», postilla Goldschmidt] sui
beni di un proselito, li fa suoi. Avendovi dipinto una figura, Rabh aveva cioè fatto suo il giardino della sua scuola [«che aveva apparte-
nuto a un proselito morto senza eredi»]».

È non meno inammissibile svicolare dal problema, come fa Joel to però che lo Stemberger non ci additi esempio alcuno di «erro-
Barromi senza entrare nel merito se la traduzione di Eisenmen- ri», «distorsioni» o «estrapolazioni»). E lava Eisenmenger dal-
ger sia o no corrispondente al reale nella lettera e nello spirito, l'accusa di falso: «Gli è stato rimproverato di aver anche falsifi-
celando la propria elusività dietro insulti gratuiti allo studioso, cato occasionalmente documenti, cosa che tuttavia non è vera».
quali: «non solo per cattiva volontà e partito preso, ma anche per Lievemente a disagio è anche Frank Edward Manuel, che
la sua totale incomprensione delle peculiarità del linguaggio e del dopo avere tacciato l'Entdecktes Judenthum di «accumulazione
ragionamento talmudico», o «mancanza di senso storico», o persecutoria di accuse truculente», deve tuttavia riconoscere: «I
«tanto sfoggio di pedante erudizione», sottolineando maligna- volumi di Eisenmenger, dall'aspetto grafico attraente, presentano
mente che l'opera è stata composta «all'alba dell'età della ragio- meticolosi riferimenti a 132 testi talmudici, midrashici e rabbini-
ne» (come detto al cap.I, il Ferrari Zumbini aggiunge: «voluta ci esaminati dall'autore; l'accuratezza delle sue traduzioni tede-
assenza di metodo storico in funzione della tendenziosità attua- sche può essere verificata, poiché egli riporta lunghi passi nell'o-
lizzante dell'interpretazione»). riginale ebraico e aramaico. Riferendosi a un trattato manoscrit-
Per parte sua un imbarazzato Stemberger, conscio della se- to, Eisenmenger annota scrupolosamente il nome del rabbino che
rietà e dei meriti scientifici di Eisenmenger, è costretto a ricono- glielo ha prestato e il tempo in cui l'opera è rimasta a sua disposi-
scere che questi «nella sua opera, che doveva diventare per le zione». Similmente, a denti stretti, Jacob Katz, citato nel caratte-
epoche a venire una vera miniera di argomenti antigiudaici, ri- re minuscolo di una nota dal volonteroso goy Ferrari Zumbini:
portò sia le fonti originali ebraiche, sia la loro traduzione; questa «Comunque, Eisenmenger supera i suoi predecessori nella pa-
era qua e là errata, tuttavia non intenzionalmente falsata» (pecca- dronanza delle fonti e nell'abilità di interpretarle in modo tenden-

1536
zioso. Al contrario delle accuse che gli sono state fatte, egli non stirpi che abitano la terra sono benedette solo in virtù dei Figli
falsifica le fonti. Egli le cita integralmente e le traduce in tedesco d'Israele» (Jebamot 63a su Genesi XII 3).
letteralmente». D'altra parte, a permettere, a suggerire – ad esigere, anzi –
Similmente, tra i consueti contorsionismi riduttivi e acre con- legittimamente l'estrapolazione è in primo luogo la struttura stes-
tro «uno dei più violenti e strutturati attacchi all'ebraismo mai sa del Talmud, asistematica e frammentaria quante altre mai,
concepiti», il goy Taradel, costretto a concedere ad Eisenmenger senza un consequenziale dipanarsi del ragionamento.
perlomeno una notevole profondità di analisi, quando non la Ma senza fermarsi a tale pur giusto rilievo, ben scrive poi
buonafede (tra l'altro, nelle duemila pagine dell'opera lo studioso Sombart: «Più arduo diviene [...] il problema quando si tratta di
ne dedica solo sei all'accusa di omicidio rituale, concentrate sui determinare la validità delle singole dottrine. Quando si tratta di
casi meglio documentati ed esprimendo scetticismo sui restanti): sapere se mantengano tuttora "validità" la massima del Talmud
«Eisenmenger, da un punto di vista strettamente contenutistico, "Il migliore dei goyim, uccidilo!" o quelle terribili enunciazioni
non proponeva nulla di nuovo. Nella più classica tradizione della che Pfefferkorn, Eisenmenger, Rohling, il dottor Justus e soci
letteratura antitalmudica medievale, poi rivivificata da Bartolocci hanno esumato dai testi religiosi ebraici, e che invece i rabbini
e Imbonati, il Talmud veniva dipinto come la fonte dell'odio e- odierni respingono "con sdegno" in quanto totalmente obsolete.
braico verso la cristianità, e il libro che spiegava e illustrava co- È ovvio che nel corso dei secoli queste singole dottrine non ab-
me gli ebrei intendessero impoverire, sfruttare ed eventualmente biano mantenuto identico significato. E se si analizzano i libri
sterminare le altre genti. Mai però queste accuse erano state rac- religiosi – in special modo il Talmud – dalla prospettiva di queste
colte tutte assieme in una singola opera, mai erano state così coe- dottrine singole, ci si persuade immediatamente di come su cia-
rentemente ordinate e saldate tra di loro, e mai erano state soste- scuna questione si rinvengano vedute contrastanti, di come tutto
nute da un simile apparato erudito. Eisenmenger aveva infatti sia "controverso"; o, se si preferisce, di come sia possibile rinve-
elaborato un metodo tanto semplice quanto efficace per distorce- nire in questi libri (soprattutto nel Talmud) argomenti pro o con-
re il significato dei testi e delle fonti talmudiche, che presentava tro qualsiasi tesi. Nella mia esposizione tornerò ancora su questo
come prove inconfutabili delle sue accuse. Non alterava infatti in stato di cose, che ha dato occasione agli antisemiti e ai loro av-
modo grave il significato letterale dei passi citati, ma li estrapo- versari cristiani o ebrei di fare un gioco davvero ridicolo: quello
lava in modo molto spregiudicato dal loro contesto e li connette- di dimostrare sia bianco sia nero avvalendosi regolarmente di
va tra di loro in modo arbitrario, ignorando poi le più basilari citazioni talmudiche. Un gioco facile, del resto, soprattutto se si
regole esegetiche ed ermeneutiche della tradizione ebraica, che considera la caratteristica del Talmud di essere per lo più una
proprio in quel periodo cominciavano a essere conosciute e stu- raccolta di controversie tra diversi rabbini [...] La situazione na-
diate a fondo dagli orientalisti protestanti in Germania». turalmente cambia quando il fedele, invece di accostarsi diretta-
Rilievi tutti – quelli di Manuel, Katz/FerrariZumbini e Tara- mente alle fonti, si affida alle esortazioni del proprio direttore
del – che, malgrado ogni loro reticenza, fanno giustizia del vele- spirituale o alle opere di edificazione da questi raccomandate.
no sparso dal livido confratello Heinrich Ettenberger: «Sicura- Egli si trova allora in presenza di quella concezione unitaria, e-
mente contava, il maligno, che il popolaccio che la pensava come sclusiva che il rabbino ha acquisito dopo aver interpretato testi
lui si riscatenasse contro gli ebrei, li assassinasse, li derubasse e contraddittori secondo il criterio (a suo giudizio) più retto. Ossia,
ne saccheggiasse gli averi, dei quali gliene sarebbe spettata la in presenza di quella dottrina vigente che varia di epoca in epo-
gran parte. Per sostenere le sue menzogne, trasse dal Talmud ca, di quella tradizione rabbinica che si adegua alle mutevoli cir-
singole citazioni, tralasciando appositamente quanto precedeva e costanze storiche. Perciò, quando si vuole accertare il carattere
seguiva, sicché il senso ne fosse alterato». vincolante di una norma, occorre individuare l'epoca precisa in
È ancora più ingiusto e stupefacente acconsentire allo statuto cui è sorta, riferendola al contesto delle funzioni specifiche cui è
privilegiato giudaico, accettare il sostanziale divieto-di-critica destinata. Osservando questo criterio, si può ammettere che siano
untuosamente espresso dal teologo Reinhold Mayer, curatore di i "libri delle decisioni" a rappresentare, fin dal loro apparire, la
un commento al Talmud per il Goldmann Verlag: «Il Talmud è "tradizione", ossia (qualora si tratti dell'halachah) la concezione
un libro per uso interno ebraico [für den innerjüdischen Ge- "corrente": dall'XI al XIV secolo tale funzione viene svolta dalla
brauch]. Chi getta lo sguardo nella sfera intima di una persona o Yad Hazaqah [«Mano Forte», meglio nota come Mishneh Torah,
di un gruppo, vi si deve avvicinare soltanto con profondo rispetto «Secondo insegnamento» o «Ripetizione della Legge»: il Codice
[nur mit der Haltung der Ehrfurcht]. Ciò che non capisce, non di Maimonide]; dal XIV al XVI secolo dai turim [Arbaa Turim,
deve deriderlo, o disprezzarlo, o profanarlo» (è d'altronde ben «Quattro Colonne», del Maestro Yaaqov ben Asher, 1270-1340];
vero che «dieci misure di saggezza vennero sul mondo; nove le dopo il XVI secolo dallo Schulchan aruch [...] Dal canto nostro,
ricevette la Terra d'Israele, una l'intero mondo restante; dieci mi- dobbiamo pure noi dedurre da queste Scritture i precetti che de-
sure di bellezza vennero sul mondo; nove le ricevette la Terra terminavano nei casi concreti la condotta religiosa. In questa se-
d'Israele, una tutto il mondo restante», Qiddushin 4b tosaphot). de, l'"ebraismo riformato" non ci interessa affatto. I libri che s'at-
È ancora più ingiusto e miserabile cercare protezione nel teggiano a moderni, come la maggior parte delle trattazioni sul-
«braccio secolare» per reprimere ogni onesto tentativo di chiari- l'"etica dell'ebraismo", si dimostrano ai nostri fini assolutamente
ficazione. E ciò, anche se «dovunque essi [gli ebrei] arrivano, irrilevanti».
diventano [o: devono farsi] principi dei loro signori» (Sanhedrin Anticipazione settecentesca della repressione contro i non-
104a), in quanto «tutti i Figli d'Israele sono figli di principi» ebrei, oggi acremente condotta con pestaggi, pressioni e leggi ad
(Shabbat 12a, 128a e Mishnah di 111a), e perché «come il mon- hoc dalle più varie Anti-Defamation League, Jewish Defense Le-
do non può esistere senza i venti, così non può esistere senza i ague, AJC, WJC, SOS Racisme, LICRA, MRAP e analoghi grup-
Figli d'Israele» (Taanit 3a e Abodah Zarah 10a, così Luzsénszky, pi o singoli «antirazzisti», è la vicenda del luterano Johann An-
versioni più oblique danno Goldschmidt e la Soncino) e «tutte le dreas Eisenmenger. Nato a Mannheim nel 1654, morto ad Hei-

1537
delberg il 20 dicembre 1704, docente di ebraico, aramaico ed talleri equipaggiavano l'intero esercito imperiale), nonché dall'ar-
arabo ad Heidelberg, lo studioso riassume e sistematizza, in ven- civescovo di Magonza, irritato da certi passaggi del libro concer-
t'anni di incessante fatica, la precettistica talmudica allora vigen- nenti il cattolicesimo.
te e presente nelle opere non espurgate nell'eccezionale Entde- Eisenmenger ricorre in appello contro la decisione, e l'impe-
cktes Judenthum, "Giudaismo disvelato", due volumi per totali ratore nomina una commissione d'inchiesta composta da un do-
2122 e 2020 fitte pagine rispettivamente nella prima (1700) e cente universitario protestante, un gesuita e ben sei rabbini. Co-
nella seconda edizione (1711), che riportano ampi brani e cita- me ovviamente prevedibile, la commissione conferma il divieto e
zioni in originale tratti da duecento tra libri ed articoli, molti dei ordina la confisca delle duemila copie già stampate del «perhaps
quali oggi irreperibili per gli studiosi goyish. the most dangerous of the anti-Jewish writings, forse il più peri-
Invero, ben più complesso ed esplicativo del contenuto, co- coloso degli scritti anti-ebraici» (William Popper), dal quale «an-
me peraltro è uso per ogni altra opera dell'epoca, è il titolo com- cor oggi traggono il loro nettare dementi come Rohling, Marr,
pleto (II ed.): «Entdecktes Judenthum, oder gründlicher und wa- Stöcker, Henrici, Istóczy e altri» (dixit sempre Ettenberger).
hrhafter Bericht, welchergestalt die verstockten Juden die ho- Minato anche nel fisico oltreché nello spirito («offeso per la
chheilige Dreieinigkeit, Gott Vater, Sohn, heil. Geist, erschrö- mancata speculazione, per la quale si era pesantemente indebita-
cklischer Weise lästern und verunehren, die heil. Mutter Christi to», sogghigna Ettenberger), il «libellista» Eisenmenger muore
verschmähen, das Neue Testament, die Evangelisten und Apo- per «colpo apoplettico» (ictus cerebri o infarto miocardico), men-
steln, die christliche Religion spöttisch durchziehen und die gan- tre gli indomiti eredi continuano ad interessare alla questione re
ze Christenheit aufs äußerste verachten und verfluchen; dabei Federico I di Prussia, già interpellato dal padre. Federico, che
noch viele andere den Christen bishero entweder gar nicht oder pure da qualche anno ha permesso l'ingresso degli ebrei nel pae-
nur zum Teil bekannt gewesene Dinge und große Irrtümer der se, dopo avere sottoposto il volume ai docenti delle università di
jüdischen Religion und Theologie wie auch viele lcherliche und Gießen, Heidelberg e Magonza per controllare l'esattezza delle
kurzweilige Fabeln und ungereimte Sachen an den Tag kommen. traduzioni, autorizza nel 1711 la pubblicazione dell'opera, edita
Alles aus ihren eigenen und zwar sehr vielen mit grosser Mühe in tremila copie «Mit Seiner Königl. Majestät in Preussen Aller-
und unverdrossenem Fleiß durchlesenen Büchern mit Auszie- gnädigsten Special-Privilegio, Col Grazioso Privilegio Speciale
hung der hebraischen Worte und derer treuen Übersetzung in die di Sua Maestà Reale di Prussia» – della quale anzi paga egli stes-
deutsche Sprache kräfftiglich erwiesen und in zweyen Theilen so i costi, facendone poi dono agli eredi del dotto – a Köni-
verfasset, deren jeder seine behörige allemal von einer gewissen gsberg, città dove vige un particolare regime giuridico e non si
Materie außfürlich handelnde Capitel enthält. Allen Christen zur applica la censura imperiale (in realtà il libro fu stampato a Ber-
treuherzigen Nachricht verfertiget und mit vollkommenen Regi- lino, mentre la fine del veto imperiale sarebbe stata sancita solo
stern versehen», e cioè: «Giudaismo disvelato, ovvero esposi- nel 1741 e le ultime interdizioni sarebbero cadute solo nel 1773).
zione scrupolosa e corretta dell'orribile modo col quale gli ostina- L'occhiuta vigilanza ebraica nei confronti di atteggiamenti
ti ebrei bestemmiano e vilipendono la santissima Trinità, Dio che un secolo dopo sarebbero stati definiti «antisemiti» continua
Padre, il Figlio, lo Spirito Santo, disprezzano la santa Madre di per tutto il Settecento. Una protesta in Difesa contro gli attacchi
Cristo, deridono il Nuovo Testamento, gli evangelisti, gli aposto- fatti alla nazione ebrea da un libro del conte Giovan Battista
li e la religione cristiana e disprezzano e maledicono in sommo Gherardo d'Arco – valente politico ed economista d'ispirazione
grado l'intera cristianità; nella quale [esposizione] vengono inol- illuminista, dal 1785 capo della provincia di Mantova testé fon-
tre mostrate molte altre cose e grandi errori della religione e della data dall'imperatore Giuseppe II – è elevata nel 1784 da Benedet-
teologia giudaiche, come anche molte ridicole ed esilaranti favo- to Frizzi (nato Ben Zion Refael Ha-Cohen Frizzi ad Ostia-
le e stupidaggini finora per nulla o solo in parte note ai cristiani. no/Cremona, ingegnere e medico, fondatore del Giornale Medico
Il tutto, sostanziosamente dimostrato dai loro propri e numerosi e Letterario di Trieste), definito dal suo esegeta moderno e con-
libri, [da noi] letti interamente con grande sforzo e instancabile fratello Daniele Nissim «nemico della superstizione, spregiu-
diligenza, con citazione di passi ebraici e della loro fedele tradu- dicato» e nel medesimo tempo «ebreo credente e osservante».
zione in lingua tedesca e redatta in due parti, ognuna delle quali Mentre rinviamo il lettore a quanto del Talmud sopra riportato,
contiene dettagliati capitoli concernenti ogni volta un particolare citiamo a confronto qualche scampolo delle carambolesche as-
argomento. Composta per tutti i cristiani, per loro schietta infor- serzioni del Frizzi. Usando l'abituale scaltrezza argomentativa –
mazione e provvista di indici completi». confermataci da una sfilza di citazioni rabbiniche riportata dal
Quando, nel 1700, giunge il momento della pubblicazione, Dr. A. Liebermann, che distingue i non-ebrei in non-ebrei pagani
sul capo dello studioso piomba una tegola: motivato dalla volon- o akum, meritevoli della distruzione, e non-ebrei «buoni», cioè
tà di evitare «aizzamenti che potessero condurre a tumulti e as- cristiani, musulmani e comunque credenti nel Creatore – il No-
sassinii o comunque a traviare il popolo» (Heinrich Ettenberger), stro rigetta indignato i rilievi del D'Arco sull'insocievolezza e
il divieto dell'imperatore Leopoldo I, ribadito nel 1705 dal suo sull'odio insegnato dai Libri nei confronti dei non-ebrei, soste-
successore Giuseppe I, e il sequestro dell'intera edizione (duemi- nendo in primo luogo che là dove nel Talmud sta scritto goy e
la copie). L'intervento del sovrano è stato sollecitato dagli Hofju- goyim non si debbono assolutamente intendere i cristiani (come
den («ebrei di corte», fornitori di crediti e armi alle Loro Maestà) visto, identico trucco era stato adoperato nel 1240 da rabbi Je-
e banchieri Samson Wertheimer (1658-1724, già rabbino onora- chiel a Parigi).
rio della Comunità di Eisenstadt e rabbino ungherese presso la Infatti, scrive nel linguaggio dell'epoca, «per grazia d'esem-
Casa imperiale), Samuel Oppenheimer di Heidelberg attivo a pio: i goyim sono sospetti di omicidi; i goyim sono sospetti di
Vienna (1630/1635-1703) e Leffmann Behrends della corte di coito coi bruti [leggi: con le bestie]; i goyim sono per ordinario
Hannover (1634-1714), che già hanno tentato di evitare la stam- derubatori; i goyim per l'ordinario nelle loro conversazioni hanno
pa offrendo all'autore l'enorme somma 12.000 talleri (centomila per oggetto l'idolatria; dei goyim non è lecito lodare la bellezza;

1538
non si deve lasciarsi medicare dai goyim; non si deve lasciarsi uno dei massimi studiosi moderni dell'ebraismo, l'ungherese Al-
radere; non si devono loro insegnare le sacre lettere, e così molte fons Luzsénszky, che nel 1910 ha pubblicato a Budapest una
cose simili in altre rubriche. Non è mia intenzione, Dio guardi, di prima traduzione di ampi passi dell'opera, accompagnati da pre-
parlare dei cristiani, poiché essi non sono idolatri, e credono anzi cise note filologiche. Negli anni 1931-32 lo studio, ampliato e
nell'unico Dio, e non sono in sospetto di omicidi, di coito coi accompagnato da una diversa introduzione e con diversa struttu-
bruti e della sodomia» (per la qual cosa, aveva avanzato il me- razione, verrà edito in sei fascicoli, sempre a Budapest, in lingua
dioevale Rav Gershom di Magonza, il divieto di matrimonio del- tedesca sotto il titolo Der Talmud in nichtjüdischer Beleuchtung,
l'ebreo andava applicato solo verso i pagani e non verso i cristia- "Il Talmud illustrato da un non-ebreo". Malgrado l'immediato
ni). «Nelle loro conversazioni commensali [infatti i cristiani] non boicottaggio degli ambienti ebraici (la stampa è in mani ebraiche
sono in odore dell'idolatria, poiché servono Dio, e noi ci lascia- per il 95%!) e di alcuni giornali «cristiani», in pochi anni ven-
mo medicare dai loro medici, e ci serviamo dei loro barbieri, ed gono vendute ventiduemila copie del volume.
egli servonsi dei nostri, mediante la licenza dei rispettabili supe- Per le successive vicende lasciamo la parola all'autore: «La
riori ecclesiastici e laici; e non abbiamo il minimo scrupolo d'in- mia traduzione del Talmud era sul mercato da ben tredici anni,
segnar loro l'ebraico, com'é notorio; ma tutti quei libri, ed anche quando la procura dello Stato, che nel 1920 aveva dato il bene-
il mio, discorrono delle perversità degli adoratori dei pianeti, ido- stare per un'ulteriore diffusione dell'opera, ne fece sequestrare nel
latri e sortilegi, e sono questi che s'appellano gentili, che non co- 1923 duemiladuecento copie. Venne quindi aperto contro di me
noscono e non adorano Dio». un processo per "delitto contro la moralità pubblica" perché ave-
Parato quindi il colpo dell'equivalenza «goyim – cristiani» ri- vo tradotto, conformemente al vero, anche le parti "pornografi-
gettando l'infamante appellativo sul resto non monoteista del- che" del Talmud. Io non avevo certo mirato alla diffusione della
l'umanità (ma, a prescindere dalla scarsa o nulla comprensione da pornografia, quando avevo tradotto letteralmente le citazioni
parte delle masse ebraiche della distinzione tra i non-ebrei «ido- talmudiche riprovate, bensì avevo voluto illuminare la pubblica
latri»/cattivi del Talmud e i non-ebrei «non-idolatri»/buoni del opinione sul fatto che essa non deve prestare fede a quei mentito-
Settecento, l'autorevole Maimonide aveva esplicitamente detto ri che affermano che il Talmud è un libro sacro alla pari del Van-
«idolatri» tutti i cristiani, e «idolatria» avevano sempre definito i gelo. L'esattezza e l'attendibilità della mia traduzione fu inequi-
rabbini il cristianesimo! due secoli dopo, ai nostri giorni, i chas- vocabilmente riconosciuta dal tribunale, come testimoniano i
sidici lubavitch avrebbero detto i non-ebrei «creature totalmente seguenti passi della motivazione della sentenza: "La corte ha de-
sataniche "nelle quali non c'è assolutamente nulla di buono"», ciso che nella traduzione del Talmud compiuta da Alfons Lu-
essendo l'embrione di un non-ebreo qualitativamente differente zsénszky le scelleratezze contenute sono senza eccezioni presenti
da quello di un ebreo, l'esistenza di un non-ebreo «inessenziale» nel Talmud. La sua traduzione è precisa, poiché egli ha fe-
e la creazione voluta da Dio per la salvezza dei soli ebrei!), il delmente ridato in altra lingua le parti realmente contenute nei
Frizzi tira una prima conclusione: «Falso dunque è tutto il fin qui testi originali del Talmud secondo il loro senso effettivo"». An-
esposto, che gli ebrei una Religione abbiano d'indole insocievole che il giudizio di secondo grado arriva alle stesse conclusioni.
coi cristiani, essendo a tale effetto tutta dolcezza, sociabilità ed Continua quindi con arguzia Luzsénszky: «Dopo la pubblica-
onestà». Nessun danno ai cristiani, e tutto sommato neppure ai zione della sentenza molti mi chiesero perché non fosse stato
non-ebrei rispettabili delle altre nazioni non goyish, può venire confiscato anche il testo originale del Talmud, quando la con-
dall'ebreo: «Dimostrato però avendo che per legge mosaica e fisca era pure avvenuta per la traduzione fedele».
talmudica affatto proibito sia all'ebreo ogni benché picciolo furto Le peripezie dell'autore non sono tuttavia finite. Disseque-
a danno delle diverse religioni, sufficiente esser debbe per con- strate nel 1926 le copie confiscate tre anni innanzi, lo studioso
vincere falso questo sospetto appoggiato solamente sul vano invia per posta degli estratti per diffondere l'opera, modalità a-
principio che l'ebrea religione incoraggisca a sì vergognoso trat- dottata fin dal 1910 per sfuggire al boicottaggio della distribu-
tamento». zione per i consueti canali delle librerie: «Di questi opuscoli pa-
Concorde con le mielate espressioni del Frizzi, l'azione di recchi esemplari finirono in mani ebraiche, per la qual cosa alcu-
«copertura» ebraica nei riguardi del Talmud continua nel secolo ni ebrei mi fecero pervenire per posta insolenze ed ingiurie. Feci
seguente, fronteggiando con successo gli attacchi che contro l'in- allora aprire un procedimento contro tali ebrei dal mio avvocato,
vadenza giudaica vengono portati dalle forze «antisemite» più ma il tribunale li condannò in prima istanza all'irrisoria penale di
disparate, soprattutto dopo l'emancipazione nei più diversi paesi quattro pengö (tre marchi), con la motivazione che nel testo del-
europei (Francia 1791, Belgio 1831, Olanda 1848, Danimarca l'opuscolo avevo usato contro gli ebrei "espressioni diffamato-
1849, Inghilterra 1858, Austria 1866, Ungheria e Galizia 1867, rie". Gli ebrei trovarono ingiusta anche tale [misera] pena e si
Prussia 1869, Italia 1870, Svizzera 1874; riteniamo poi utile se- appellarono contro la sentenza. La corte d'appello rimise tuttavia
gnalare qui una franca nota di Rabbi David Polish: «In Inghilter- gli atti al tribunale di primo grado ed ordinò di indagare se le e-
ra, le disposizioni adottate nel 1753 per garantire la cittadinanza spressioni contenute nell'opuscolo fossero o meno corrispondenti
agli ebrei inglesi furono abrogate nel 1754 dal Parlamento per a verità».
timore che gli ebrei possero impadronirsi del governo [for fear Come perito di parte agisce per Luzsénszky il noto orientali-
the Jews might capture the government]»! un anonimo pamphlet sta e professore universitario Michael Kmosko, mentre il perito
pluri-ristampato nel corso del secolo, scrive Endelman, dice gli avverso è il direttore del Seminario Rabbinico di Budapest. Il
ebrei come «il popolo più abile e scaltro [subtlest and most ar- dottor Kmosko dichiara nella sua perizia di avere sottoposto ad
tful] al mondo [...] talmente destro a commerciare che è impossi- esame novantasette citazioni, concernenti le opinioni espresse su
bile per i cristiani aspettarsi di trarre vantaggio trattando con lo- rapina, furto, frode ed assassinio: «Per la prima questione, se
ro»). [cioè] la traduzione del Talmud compiuta da Luzsénszky, corri-
A farne le spese, nei primi decenni del Novecento, è anche sponda al testo originale del Talmud, con riferimento soprattutto

1539
a quella parte che contiene le espressioni oltraggiose per i non- tori volumi di Klenicki e Wigoder, Clemens Thoma e Anna Ca-
ebrei, devo rispondere con un chiaro "sì" [...] Quanto alla secon- giati, ricordiamo al lettore almeno due delle asserzioni ottocente-
da questione, devo dire che nel Talmud le espressioni ostili diret- sche di autori ebrei, che riprendono, con qualche iperbole e qual-
te contro i non-ebrei si trovano così numerose che non si può che sottile menzogna, le tesi del Frizzi.
assolutamente polemizzare sul loro senso». Scrive il «russo» Daniel Abramovic Chvolson (meglio: Da-
Nel corso del processo gli ebrei si difendono avanzando tre niil Avraamovic Khvolson=Joel-Sohn), ebreo convertito al cri-
tesi: 1) il Luzsénszky non ha mai visto il Talmud; 2) la sua opera stianesimo ortodosso e docente di Orientalistica, in un opuscolo
è stata presa da Der Talmudjude, "L'ebreo talmudico" di August edito a Pietroburgo nel 1879 in difesa delle ricorrenti accuse por-
Rohling, docente di Teologia Cattolica e Lingue Semitiche al- tate contro il Popolo Eletto, che: «Nel suo atteggiamento nei con-
l'università tedesca di Praga, edito nel 1871; 3) ben quattro pon- fronti dei non-ebrei la religione giudaica è la più tollerante di
tefici hanno approvato il Talmud, sicché non è possibile che con- tutte le religioni del mondo [...] I precetti degli antichi rabbini,
tenga espressioni anticristiane. La prima tesi viene vanificata dal benché ostili ai gentili, non si indirizzano in alcun modo contro i
fatto che la biblioteca dell'università di Budapest possiede il testo cristiani» (alla domanda se si sia convertito per convinzione, il
dell'opera e che Luzsénszky vi ha studiato l'ebraico. Inoltre, ri- simpatico-pratico Chwolson risponde poi che «sì, mi convinsi
spetto al – peraltro notevole – libro di Rohling, le citazioni tal- che era molto meglio vivere da professore gentile a San Pietro-
mudiche tradotte sono almeno cinque volte più numerose. Quan- burgo che da melamed ebreo [insegnante in una cheder, la scuola
to ai papi, infine, se quattro non si sono pronunciati specifica- religiosa di villaggio dell'ebraismo est-europeo] in uno shtel»).
mente sul Talmud in senso negativo, dodici l'hanno posto o con- Anche l'autorevole rabbino dottor Adolph Jellinek, autore del
fermato all'Indice, quando pure non l'hanno condannato al rogo. volume Gegen Antisemiten, "Contro gli antisemiti", edito a
A conferma tuttavia dell'entità delle pressioni ebraiche, la Vienna nel 1882, sostiene candidamente: «Con la presente [ope-
causa finisce in un modo assolutamente anomalo. Prima dell'a- ra] dichiariamo che il Talmud non contiene alcunché di ostile ai
pertura del dibattimento, Luzsénszky riceve una lettera dall'avvo- cristiani».
cato, che gli comunica di essersi «casualmente» incontrato con Per tutto ciò che abbiamo visto, è invece chiaro che per gli
l'avvocato della parte avversa e di aver conferito insieme a lui col insegnamenti talmudici sia i cristiani sia i goyim in genere sono
giudice, il quale ha sostenuto che secondo le nuove norme dirette idolatri ed odiosi agli ebrei. Conseguentemente ogni ebreo che
a snellire l'attività giudiziaria, se il giudice ritiene minima l'entità voglia osservare in modo corretto i comandamenti di Dio ha il
del fatto e perciò non meritevole di un processo o che possa poi dovere di osservare tutti i precetti dati ai suoi Padri quando vive-
presumersi un non luogo a procedere, egli può esprimersi per vano nella Terra Promessa, concernenti i goyim idolatri.
l'archiviazione. «Egli ha chiarito il fatto» – continua il legale – Anche i nominativi con cui vengono chiamati personag-
«in una forma come se volesse conoscere il modo di vedere delle gi, motivi e testi sacri del cristianesimo riflettono l'irrisione, l'o-
parti, dalla qual cosa ho potuto dedurre che se noi non aderissimo dio e il disprezzo. «Dobbiamo riconoscere fin dal principio» –
a questa soluzione egli si esprimerebbe con una sentenza nella postilla Shahak – «che il Talmud e la letteratura talmudica – a
quale manderebbe assolti gli ebrei». prescindere dalla più generale linea anti-gentile che li attraversa
Onde porre termine alla questione, Luzsénszky, già in pos- [...] – contiene affermazioni e princìpi altamente offensivi diretti
sesso di una sentenza a lui favorevole passata in giudicato, ac- specificamente contro la cristianità. Ad esempio, oltre a tutta una
cetta di chiudere il caso a patto di «una soddisfazione morale ot- serie di asserzioni sessuali scurrili contro Gesù, il Talmud affer-
tenibile per altra via». L'avvocato lo rassicura: la controparte ga- ma che la sua punizione all'inferno è di essere immerso in escre-
rantisce che sulla stampa ebraica non appariranno commenti con- menti ribollenti, – un'asserzione non proprio compiuta per render
tro lo studioso e che le spese del processo saranno cassate. Del caro il Talmud a cristiani devoti. O si può anche citare il precetto
resto l'udienza non si potrebbe tenere in quel momento, poiché per il quale gli ebrei devono dare alle fiamme [are instructed to
entrambi i periti sono malati. Contro ogni accordo l'udienza ha burn], se possibile in pubblico, ogni copia del Nuovo Testamento
tuttavia luogo; l'avvocato di Luzsénszky però non si presenta (e cada nelle loro mani (tale comportamento è ancor oggi non solo
neppure lo studioso, venutone a conoscenza e compreso lo spor- valido, ma praticato, come quando il 23 marzo 1980 centinaia di
co gioco). È presente unicamente il sostituto del suo avvocato, il copie del Nuovo Testamento sono state pubblicamente e solen-
quale, malgrado il giudice abbia dato lettura delle perizie di nemente [publicly and ceremonially] bruciate a Gerusalemme
Kmosko, accetta di far dichiarare irrilevante il processo. Ultima sotto gli auspici di Yad Leakhim, un'organizzazione religiosa e-
beffa: sulla stampa ebraica compaiono con grande rilievo, a di- braica sovvenzionata dal ministero israeliano delle Religioni)».
mostrazione della vittoria contro lo studioso, ampi estratti della In particolare nelle Toledot Yeshu (il «nefandus et abomina-
«perizia» rabbinica, spacciata come approvata dal tribunale. bilis libellus [...] cacatus a Satana», tale definito da Wagenseil),
«Ich habe die nackte Wahrheit erzählt und füge Gesù (il mago e corruttore del popolo noto come «mamzer ben
kein Kommentar dazu», «Ho raccontato la nuda verità» – con- ha-niddah, un bastardo, concepito da una donna impura» e «talui
clude Luzsénszky – «e non aggiungo altro». mamzer, bastardo crocifisso», «talui, Yeshu ha-min, l'appeso,
L'affermazione della «socievolezza» ebraica, della buona Gesù l'eretico», «appeso» al pari del «supercriminale» Aman,
disposizione verso i goyim e dell'irrilevanza pratica, tutto som- Gesù chiamato Ben Pandera/Panthera in quanto figlio di un sol-
mato, di certa precettistica talmudica anti-gentile, banalizzata dato romano e di una prostituta, il quale, strappata la propria vera
come comprensibile sfogo psicologico ed innocuo substrato car- origine alla madre, dopo averla torturata incastrandole le mam-
taceo sorto in epoche di persecuzioni come naturale ritorsione melle in una porta, uccide il padre naturale) è chiamato Jeshu o
verso gli «oppressori», sono oggi sostenute sia da numerosi Isshu, acrostico di immach shemo ve-zikro, «sia cancellato il suo
commentatori ebrei sia dai teologi più «avanzati» dell'e- nome e ricordo» (addirittura, taluni ultraortodossi antisionisti
cumenismo cristiano. Mentre rimandiamo per gli ultimi ai rivela- come i Naturei Karta si riferiscono talora ad avversari come

1540
Herzl con l'appellativo di Herzl Jeshu, mentre altri ortodossi co: «È perché nessuna razza o religione è mai stata trattata come
hanno usato espressioni come Nasser Jeshu e Arafat Jeshu; il Israele, che nessuna ha mostrato un tale spirito di clan».
superavvocato Alan Dershowitz ci dice poi che l'espressione ye- A riconoscere senza infingimenti i meriti di tale pressione
mach shemo segue sempre, per i più pii, il nome Hitler!), o di sociale, voluta prima che imposta, è, ci dice Edmond Fleg, il pre-
Jeschu sheker utoebah, «Gesù menzognero ed infame», mentre il sidente dell'Alliance Israélite Universelle Sylvain Levi, nell'Uni-
corretto nome ebraico è Yehoshua o Yeshua ha-Nozri, «Gesù il vers israélite: «Abbiamo ereditato dai nostri antenati certe attitu-
Nazareno». dini, caratteristiche spirituali, per la cui conservazione dobbiamo
Sua madre Maria è chiamata, al posto del corretto Miriam o esser grati alla nostra lunga esclusione dalla società cristiana»
Maria, Charia, vale a dire «letame, escremento» (vedi anche l'in- (certo maliziosa l'antica auto-arguzia folklorica: «Dalla descri-
dignazione di Lutero, Von den Juden und ihren Lügen XXV); i zione di un viaggio: "... e poi giungemmo nelle luride viuzze del
santi, kedoshim in ebraico, sono detti kededchim, «froci»; le san- ghetto, dove più pura si è conservata l'ebraicità"»).
te, kedeshot, «prostitute». La domenica, giorno del Signore, è il Se Max Weber ha scritto che «gli ebrei si isolarono volonta-
«giorno della disgrazia»; il Natale è chiamato nital, «sterminio»; riamente e non sotto la pressione del rifiuto», se Sombart ha vi-
la Pasqua cristiana non ha il suo nome ebraico pesach, ma vale gorosamente affermato che «il ghetto contribuisce a sviluppare in
ketsach, vale a dire «uccisione», o kesach, «forca». Una chiesa modo più netto e unilaterale i concreti tratti fondamentali della
non viene chiamata beth hattefillah, «casa di preghiere», ma beth natura ebraica [...] rafforzando i due poteri su cui poggia in buo-
hattiflah, «casa delle futilità» o «casa del Maligno» (ma anche i na parte la costanza e tenacia della natura ebraica, consolidando e
cristiani non scherzano, quando chiamano, col buon San Gio- potenziando le due tendenzialità che la selezione già ha fatto af-
vanni Crisostomo, la sinagoga «caverna di ladri, lupanare, sede fiorare: la religione e l'endogamia», e se Mac Donald II, pog-
del diavolo»); i Vangeli sono aavon gilaion, «libri dell'iniquità». giando sulle fonti ebraiche più obiettive, nota che «ci fu un'epoca
Una fanciulla cristiana che lavori come serva presso gli ebrei in cui i cristiani alzarono mura di separatismo, prima erette solo
durante il sabato viene chiamata schaw wesschicksel, «sozzura dagli ebrei» e riconosce che all'epoca della prima Crociata «talu-
del sabato». ne comunità ebraiche furono chiuse tra mura per proteggerle dal-
Come tutto ciò, instancabilmente martellato per millenni da la plebaglia urbana», anche Arturo Carlo Jemolo, lo storico ita-
rabbini, anziani e genitori nella mente dei ragazzi, abbia potuto liano legato attraverso la madre ebrea al clan Momigliano, rico-
portare ad un atteggiamento non diciamo di considerazione, ma nosce che: «Il ghetto era la sicurezza dell'isolamento; non c'era
almeno di neutro rispetto nei confronti del goy, non vediamo bisogno di restrizioni, né di portoni, né di orari, né di divieti di
proprio. In realtà, come per la «questione del ghetto» (di cui già andare in pubblici locali; l'isolamento veniva spontaneo, era ri-
al cap.XVIII) e per mille altre questioni, la tesi della benevolenza cercato [...] Dove c'erano tre o quattro famiglie, tra cui si intrec-
universalistica degli ebrei in quanto tutti gli uomini sono figli di ciavano innumerevoli parentele, esse vivevano tra loro sorve-
un unico Dio, non è che uno dei più vieti luoghi comuni. gliandosi reciprocamente nell'adempimento dei doveri religiosi:
Se la precettistica biblico-talmudica, vero e proprio ghetto non mangiare cibi sospetti di impurità, non fare il minimo lavoro
intellettuale e morale, è la giustificazione culturale della separa- nei giorni festivi, dopo che era spuntata la prima stella del vener-
zione tra il Popolo Eletto/Docente e il resto dell'umanità discente, dì o prima che fosse spuntata quella del sabato. Quanto all'idea di
il ghetto fisico e sociale è la più ovvia risultanza di vita di tale qualche cambiamento, l'ardire dei primi modernisti non andava
separazione. Se pure il primo ghetto «chiuso» è stato istituziona- oltre l'uso del rasoio, considerato vietato dai vecchi».
lizzato a Venezia con atto legislativo il 29 marzo 1516 – ma già Come ammette il sociologo Louis Wirth – «pezzo grosso»
Luigi IX e Filippo III l'Ardito avevano voluto per gli ebrei zone dell'ebraismo statunitense della prima metà del Novecento,
particolari dette juiveries, già il 18 giugno 1294 Filippo IV il Bel- membro del rooseveltiano National Resources Planning Board,
lo aveva ordinato agli ebrei di Parigi di raccogliersi in un quartie- fondatore dell'universitario Chicago Community Inventory, pro-
re separato, mentre quartieri separati avevano avuto gli ebrei nel- motore e direttore della Illinois Post-War Planning Commission,
le città tedesche mezzo secolo dopo, passata la Peste Nera, e un fondatore e primo presidente dell'American Council of Race Re-
quartiere separato era stato loro imposto a Cracovia nel 1494 – lations, presidente dell'American Sociological Society e dell'In-
fin dall'antichità gli ebrei si sono volontariamente raggruppati in ternational Sociological Association – la volontà di vivere con
loro propri quartieri, onde non perdersi e preservarsi dal contagio altri ebrei, di creare strutture associative che rendessero impro-
goyish (nell'uso dei ceti popolari ebraici veneziani, nota Simon babili i matrimoni misti, di conservare il sentimento dell'identità
Levis Sullam I, al posto dell'«inquietante» termine «ghetto» è del gruppo nell'ambito della più vasta società goyish furono i
molto più frequente il semplice hasèr, dall'ebraico hatzer, «corti- fattori primari alla base dell'isolamento ebraico:
le»). «La segregazione degli ebrei in aree locali separate all'inter-
Si pensi all'isolamento cercato dagli Arruolati nell'Alessan- no delle città medioevali non iniziò con alcun editto formale del-
dria ellenistica, o alla formazione del mellah, il quartiere ebraico la Chiesa o dello Stato. Il ghetto non fu, come talvolta errone-
delle città musulmane (il «mellah chiuso», in realtà, viene istitui- amente si ritiene, la creazione arbitraria delle autorità, escogitata
to a Fez nel 1438, raggruppando gli ebrei in una zona speciale per trattare una popolazione straniera; il ghetto non fu il risultato
dopo che erano stati accusati di avere messo vino nelle lampade di un progetto ma piuttosto l'involontaria cristallizzazione dei
della moschea): «Il est d'ailleurs intéressant [...] de souligner que bisogni e di pratiche radicate nei costumi e nell'eredità religiosa e
le ghetto est historiquement une invention juive, È invero interes- temporale degli stessi ebrei. Molto prima che ciò fosse reso ob-
sante [...] sottolineare che storicamente il ghetto è un'invenzione bligatorio, gli ebrei vivevano, di loro iniziativa, in parti separate
ebraica», quasi vanta Nahum Goldmann in Le Paradoxe juif. Al- nelle città dei paesi occidentali [...] Gli ebrei si spostarono in aree
tro, quindi, che il pio liberale Leroy-Beaulieu, che capovolge la culturali separate non già a causa di pressioni esterne, ma per
questione, incolpando ai goyim la causa dell'esclusivismo ebrai- deliberato proposito. I fattori che favorivano la fondazione da

1541
parte degli ebrei di comunità localmente separate debbono essere possibile violenza della plebe. Dietro le mura protettrici del ghet-
cercati nel carattere delle tradizioni ebraiche, nelle abitudini e nei to, in questo isolamento da un ostile mondo esterno, le comunità
costumi non soltanto degli stessi ebrei ma anche degli abitanti ebraiche potevano vivere e dedicarsi sia ai loro affari che all'os-
delle città medioevali in generale. Agli ebrei la comunità geogra- servanza stretta della loro religione. Il doppio significato delle
ficamente separata e socialmente isolata sembrava offrire le con- mura di questo ghetto possiede, lo possiamo ben dire, un valore
dizioni migliori per seguire i loro precetti religiosi, per preparare simbolico dell'intera situazione psicologica degli ebrei di fronte
i cibi in conformità al rituale religioso stabilito, per seguire le ai popoli tra i quali vivevano: il loro isolamento era, al contempo,
loro leggi dietetiche, per frequentare la sinagoga tre volte al gior- un segno di rifiuto ed un marchio di protezione».
no per le preghiere, per partecipare alle numerose funzioni di vita Ed un grande ghetto, critica l'israeliano antisionista Michel
comunitaria che il dovere religioso imponeva a ogni membro Warschawski, è oggi l'Entità Ebraica: «Poiché il mondo è una
della comunità. In qualche caso era forse il timore del resto della giungla ostile e pericolosa, in Israele scatta di nuovo il riflesso
popolazione a indurli a cercare la compagnia reciproca a scopo di del ghetto: non quello imposto agli ebrei nel Medioevo, e neppu-
sicurezza. Talvolta il principe o il sovrano sotto la cui protezione re quello imposto molto più tardi dai nazisti, ma il ghetto volon-
essi stavano trovava desiderabile concedere loro a questo scopo tario, quello che i rabbini volevano mantenere a ogni costo per
un quartiere separato, a titolo di privilegio [...] C'era sempre un impedire le influenze esterne».
certo movimento per sottrarsi al ghetto da parte di individui at- Decisamente corretti, quindi, i fratelli Tharaud (II): «E ac-
tratti dal vasto mondo che stava oltre l'orizzonte delle mura del cadde che l'ebreo, che per libera scelta viveva in queste particola-
ghetto. Talvolta accadeva che un ebreo lasciasse il ghetto e – at- ri condizioni, che si era auto-escluso nei suoi quartieri privati per
tratto dalle possibilità che egli supponeva attenderlo fuori di esso preservare l'integrità della fede e della razza, vi si trovò confinato
– si convertisse al cristianesimo; e talvolta accadeva che questi per forza. Ciò che all'inizio era una mera usanza o abitudine e-
convertiti, abbattuti e umiliati, tornassero al ghetto, per assapora- braica, una legge che Israele si era assegnato, fu alla fine imposta
re di nuovo la calda e intima vita tribale che non potevano trova- dall'esterno. Un giorno gli fu detto: "Vuoi vivere nei tuoi quartie-
re in nessun luogo se non tra la propria gente. In tali occasioni le ri speciali con la tua Legge, le tue idee e i tuoi costumi? Bene,
peripezie del rinnegato venivano raccontate nelle strade del ghet- allora stacci per sempre. Tutte le altre parti della città ti saranno
to, e ciò rinsaldava l'intera comunità in una solida massa che si vietate. Ecco le catene, ecco un portone che d'ora innanzi limiterà
avvinghiava più tenacemente che mai alle sue antiche tradizioni. lo spazio dove puoi respirare. Il tuo ghetto non sarà più un rifu-
L'abbandono occasionale dei legami della famiglia e della comu- gio volontario; diverrà una prigione obbligatoria!"».
nità da parte di spiriti ribelli serviva soltanto a rafforzare i vincoli Prezios appunti possiamo ancora trarre da Malynski: «I pare-
di solidarietà familiare e comunitaria quando i membri perduti ri sono discordi a proposito della questione se siano stati i giudei
ritornavano all'ovile e venivano reintegrati con solenni cerimonie stessi a cercare di porre delle barriere tra loro ed il resto degli
nell'organizzazione della comunità». uomini per mezzo di una sorta di compartimenti stagni, andando
«La segregazione, comunque, è solo la metà del quadro. Le ad abitare in quartieri speciali; oppure se furono le leggi a volerli
mura del ghetto erano destinate non solo a tenere dentro gli ebrei, tutti assieme riuniti come dei lebbrosi spirituali – quali essi era-
ma anche a tenere fuori i gentili. Il ghetto era una fortezza e un no, rispetto alla mentalità e ai parametri di affinità medievali. Se
asilo in un mondo ostile. Dentro le sue mura l'ebreo era a casa», da un lato, infatti, vigeva un esclusivismo nei confronti dei giu-
riconosce anche Eugene Kohn; «il cosiddetto ghetto ha la sua dei, interveniva d'altro lato un esclusivismo ancor più violento da
libertà», concorda Ignaz Maybaum; «molti rabbini avrebbero parte dei giudei: preesistente all'era cristiana ed ai suoi pre-
volute più alte le mura del ghetto», continua Paul Johnson, men- giudizi, quest'ultimo si era già manifestato nelle città elleniche e
tre già Theodore Reinach aveva sottolineato che fin dall'antichità romane, col regime dei quartieri separati entro i quali viveva la
l'esclusivismo ebraico, pur non istituzionalizzato in specifici razza santa».
quartieri abitativi (ma ricordiamo i settori dell'Alessandria elleni- Probabilmente, continua con equilibrio Malynski, sono vali-
stica!), «si traduceva, nella vita quotidiana, in mille fatti sensibili, de ambedue le tesi – cioè, i ghetti da un lato voluti dall'esclusivi-
nel rifiuto di mangiare coi pagani, di prendere parte ai loro gio- smo giudaico e dall'altro imposti dalla maggioranza goyish, tal-
chi, ai loro esercizi ginnici, come anche di servire sotto i loro ché, come sottolinea in Batault l'ebreo Maurice Bernfeld, essi
stendardi, nell'autonomia giuridica, nei matrimoni separati»; an- «furono piuttosto simultanei che consecutivi» – ma resta il fatto
che Joachim Prinz sottolinea la funzione protettiva dell'esclusivi- che i ghetti si presentavano come una città nella città e godevano
smo abitativo: nel primo Medioevo i confratelli «erano raccolti in di particolari franchigie non possedute da nessun'altra classe e
determinati quartieri della città, circondati da mura per protegge- gruppo umano nel Medioevo: «A parte le relazioni spesso diffici-
re gli ebrei dalla plebaglia» (ad esempio, per favorire l'insedia- li con il potere costituito, il ghetto godeva all'esterno di una vera
mento degli ebrei a Spira, ritenuto necessario per lo sviluppo e propria autonomia – traducentesi in una effettiva antinomia – e
commerciale, il vescovo Rüdiger crea in loro favore un quartiere di una specie di autogoverno, secondo un regime teocratico in
intracittadino protetto da mura), e questi, che «non erano sempre cui tutto era sottomesso alla tradizione immutabile, alla Torah, al
quei luoghi squallidi e sozzi che divennero poi», «erano spesso Talmud ed ai rabbini. Era un tipo di "quarantena" perpetua e re-
situati nei centro-città, nei pressi del municipio, del castello o ciprocamente accettata, che non si limitava soltanto alla devo-
delle antiche strade romane». ta conservazione dei costumi aviti, ma formava in pratica altret-
Identiche le conclusioni, in Psychanalyse de l'antisémitisme, tanti sistemi economici e sociali tra loro uniti da fili invisibili, ai
di Rudolph Loewenstein: «Certo, l'istituzione del ghetto non fu margini e perfino in contraddizione – discreta anche se flagrante
solo una prigione imposta agli ebrei, fu al contempo una garanzia – con gli ideali del cristianesimo, basi della struttura e delle affi-
richiesta [demandée] dalle stesse comunità ebraiche a sovrani nità medioevali. Benché disprezzato sempre, soggetto sovente a
benevoli, un mezzo di protezione, una salvaguardia contro la esazioni e talvolta a persecuzioni, il ghetto rappresentava tuttavia

1542
la città del privilegio, poiché esso solo, a quell'epoca, aveva la hen): «Non devi avere in abominio l'idumeo, poiché egli è tuo
tacita autorizzazione a vivere una vita propria e in un certo senso fratello», o in XXVIII 43 il monito: «Se non obbedisci alla voce
al di fuori delle leggi comuni». E tale vivere fuori delle leggi dell'Eterno tuo Dio [...] il proselito che sarà in mezzo a te si in-
comuni trova ancora la sua ragione nel sentimento di «elezione nalzerà sempre più sopra di te, e tu scenderai sempre più in bas-
divina» (altro che il Gott mit uns sui cinturoni tedeschi, o il pro- so». O la suddetta sfilza di citazioni (di rabbini decisamente mi-
verbiale «Am deutschen Wesen wird/mag die Welt genesen, Il nori, molti dei quali pressoché sconosciuti) sulla «parificazione»
carattere tedesco guarirà il mondo»!). che deve guidare la condotta degli ebrei nei confronti sia dei con-
Da una parte Clemens Thoma, ordinario di Scienze Bibliche fratelli sia dei non-ebrei (ma solo dei non-ebrei «giusti», ovvia-
e Giudaistica alla facoltà teologica di Lucerna, sfuma la portata mente!) offertaci da A. Liebermann. E neppure che perfino i fari-
del concetto, accentuando l'elezione culturale di Israele: «Il non sei («interpreti», dal verbo paresh, o «devoti» o, versione la più
conformismo giudaico – e l'ostinazione giudaica – poggiano es- accettata, parushim, «separati»), gli eredi dei profeti, i custodi
senzialmente sull'esclusività, singolarità e santità gelosa di Ja- dell'ortodossia anti-goyim, abbiano talora concesso che tutti i
hweh [l'antico dio enoteista! Yah, Yaw, Yahveh il paredro di «giusti», a qualunque popolo appartengano, hanno parte nel
Ashera! quello identificato con El, il dio supremo del pantheon Mondo a Venire (Sifrà su Levitico XVIII 5, Sanhedrin 105a e
cananaico! il Sabaoth delle bande assassine e guerriere!], nonché Sanhedrin 13a tosaphot: «I pii di tutte le nazioni hanno parte alla
sulla richiesta da lui avanzata di un culto speciale ed esclusivo vita futura»).
(monolatria). In tal modo il giudaismo è un segno elevato contro E neppure vogliamo scordare i pareri del Maestro Simon ben
ogni ecumenismo religioso a buon mercato e precipitoso. L'unità Laqish, espressi nella prima metà del III secolo (in testi, peraltro,
religiosa non va scambiata col livellamento, la rinuncia a verità di non primaria evidenza): «Il proselito è caro a Dio come le
decisive di fede e l'uniformità». schiere [degli israeliti] che sono state presenti sul Sinai. Perchè?
Ma dall'altra, a ricordare che prima di tutto è la concreta Perché tutte queste schiere, se non avessero constatato di persona
«carne» ebraica che va salvata, è Elia (Elijah ben Abraham) Be- le fiamme ed i lampi, i monti tremanti e i suoni dello shofar, non
namozegh, nato nel 1822 a Livorno da ricca famiglia di mercanti avrebbero preso su di sé il giogo del Regno; il proselito non ha
e rabbini di Fez, biblista, talmudista, cabbalista e rabbino tra i invece visto nulla di tutto ciò, viene e si affida al Santo, benedet-
maggiori: «Le leggi molto sagge di Mosè sui proseliti e sui ma- to Egli sia, e prende su di sé il giogo del Regno; c'è forse qualco-
trimoni hanno tuttavia preservato l'integrità della religione israe- sa di più degno d'amore di costui?» (Tanchuma, Lech lecha 6) e
litica ed hanno anche salvato, come vedremo, quella dell'uma- «Chi piega il diritto di un proselito, è come se piegasse il diritto
nità. Grazie ad esse, gli ebrei hanno potuto mantenere la loro du- dell'Altissimo» (Chagigia 5a).
plice natura che ne ha fatto una nazione veramente a parte; so- Ricordato tutto questo, resta pur sempre il fatto che i destina-
no rimasti un popolo di tempra notevole e persino molto esclusi- tari dell'Altissimo non sono i comuni mortali, bensì solo il Popo-
vo, pieno di amor proprio e di passione, ma allo stesso tempo il lo Eletto, come attesta la parola di Dio in Levitico XIX 1-2 (e XX
popolo eccezionale la cui straordinaria vitalità trova la sua ragion 26): «Il Signore parlò a Mosè dicendo: "Parla a tutta l'assemblea
d'essere nell'eminente servizio che è chiamato a dare al mondo e di Israele, dì loro: Siate santi, perché io, il Signore vostro Dio,
che, senza mai perdere di vista ciò che doveva a se stesso, ha sono santo"», e conferma il Talmud in innumeri passi dell'hala-
preso nondimeno sempre più coscienza della sua missione uni- chah. I comandamenti sono rivolti ad Israele. Il «prossimo» non
versale» (I). è l'«umanità», ma il «fratello» di sangue ebraico. A lui sono de-
Certo, talora nei libri della Torah, nei Salmi, nei Proverbi e stinate le raccomandazioni, tese a rafforzare la coesione nei con-
in taluni passi talmudici, viene consigliato di trattare il forestiero fronti dell'altro-da-sé: «Non andare spargendo diffamazioni fra il
come se fosse anch'egli un membro del Popolo Santo (Esodo XII tuo popolo, né testimoniare contro la vita del tuo prossimo. Io
48, XX 10, XXII 20 e XXIII 4 e 9; Levitico XVI 29 e XXV 35 e sono il Signore. Non odiare in cuor tuo il tuo fratello. Riprendi
47; Numeri XV 15; Deuteronomio V 14, X 19 e XXIV 17). Talo- francamente il tuo prossimo: così non avrai la responsabilità di
ra leggiamo che ci si deve guardare dal cercare di carpire la fidu- un peccato. Non vendicarti, non serbare rancore verso i figli del
cia dello straniero con false attestazioni di amicizia o, come dice tuo popolo. Bensì ama il tuo prossimo come te stesso [weahawta
il Talmud, «è proibito ingannare la gente, anche i non-ebrei» lereacha kamocha]. Io sono il Signore. Osserverete i miei statuti.
(Chullin 94 a: «it is forbidden to deceive people even gentiles», Non accoppiare animali di specie diverse; non seminare nel tuo
recita la Soncino). Talora leggiamo addirittura che è proibito campo semenze di specie diverse; non metterti indosso un vestito
«sottrarre o rubare anche una minuzia ad un ebreo o ad un non- di due diverse specie di tessuto» (Levitico XIX 16-19).
ebreo» e che «rubare ad un non-ebreo è sempre rubare» (Kizzur Sottolineiamo come la fobia ebraica per la «contaminazione»
schulchan aruch CLXXXII 1). Non è tutto: allo straniero si deve interrazziale investa addirittura, a mònito di osservanza dei divini
anche fare del bene (Zaccaria VII 10); non gli si impedirà quindi precetti, tutti i mondi: animale, vegetale ed inorganico. È inoltre
di venire a raccogliere, con la vedova e l'orfano ebrei, quello che del tutto singolare, ed estremamente significativo, che la salvezza
cade dalle mani dei mietitori, egli avrà parte, con loro, al raccolto dalle acque degli animali «impuri», quelli da cui l'ebreo deve
dimenticato e ai prodotti dell'angolo del campo riservato ai pove- guardarsi (Levitico XI), ma che proprio per questo sono indispen-
ri (Levitico XIX 10) e sarà maledetto chi conculcherà il suo dirit- sabili per distinguere un membro del Popolo Primogenito, venga
to (Levitico XXVII 19). Talora è persino raccomandato di so- imposta dalla viva voce dell'Altissimo (Genesi VII 2 e 8). E non
stenere i poveri dei non-ebrei, di curare i loro malati e di seppel- si pensi che tutto ciò sia fantasticheria di rozzi pastori autosugge-
lire i loro morti come se si trattasse di appartenenti al Popolo E- stionati, perché l'insegnamento – insieme ai precetti, finalizzati
letto (Pea IV 9; Gittin V 8 e 9; Shebiit VI 3). all'identico, immediato riconoscimento dei Santi, della circonci-
Neanche vogliamo negare di avere letto in Deuteronomio sione Genesi XVII 10-14 e dell'osservanza del sabato Esodo X-
XXIII 8 l'«aurea sentenza» (così il «neokantiano» Hermann Co- XXI 12-14 – viene reiterato lungo tutti i millenni. Anche ai gior-

1543
ni nostri l'Assemblea dei Rabbini d'Italia, oltre al consiglio di paese le genti autoctone e i loro discendenti, per paura che con-
consumare soltanto alimenti controllati da un'autorità rabbinica, ducano all'idolatria [Esodo XXIII 32 sgg]. Di conseguenza il
proibisce di mangiare cibi cucinati da non ebrei e prescrive di prossimo è il compagno, il membro della comunità nazionale e
immergere in un bagno rituale «ogni oggetto che viene acqui- religiosa, l'israelita o l'assimilato [...] I rabbini, di spirito gelosa-
stato, anche nuovo, da non-ebrei e [che] serve per la preparazio- mente esclusivo, hanno stabilito tutta una serie di interdetti desti-
ne o il consumo di alimenti» (vedi anche, nella decima Appendi- nati a sottrarre i fedeli al contatto con gli impuri [...] È perciò
ce, l'esperienza del goy Hugh Thompson). Cercando di darci a proibito mangiare il pane dei gentili, gli animali immolati nei
credere che tali precetti non siano altro che modalità per rag- loro macelli, accettare le loro offerte, intrattenere con loro rap-
giungere il sacro («il "sacro" non è in una dimensione metafisica, porti d'amicizia, imitare le loro maniere [...] Una figlia d'Israele
ultraterrena, irraggiungibile, ma è alla portata di ogni uomo»), non deve assistere una partoriente pagana o allattarne i figli [«per
viene affermato che esse norme «sono azioni, modelli di com- non consegnare il bambino all'idolatria», recita la Mishnah 2, 1
portamento, rappresentano un sistema di vita» (mezzi, invero, di Abodah Zarah 26a: «Non è lecito a una levatrice israelita assi-
instancabili a sottolineare la differenza tra chi porta la Luce e il stere il parto di una pagana, poiché concorrerebbe a mettere al
resto dell'impuro genere umano). mondo un idolatra»]. Se il bue di un israelita ferisce quello di un
Quanto viene predicato in Levitico si può quindi apparentare cananeo, non si devono pagare danni, cosa che ha scandalizzato
solo con la malafede (o stoltezza, o pio desiderio) al precetto e- altamente i romani, venuti a informarsi sulla morale giudaica
vangelico: «Ama il prossimo tuo come te stesso» (Matteo XXII [vedi Baba Qamma 37b, 13a e 38a, e Choschen hamishpat 406].
39 e Giacomo II 8, nonché Matteo V 43, Marco XII 31 e Gio- L'intenzione di uccidere uno straniero o un apostata non viene
vanni XIII 34), ove il «prossimo» è, effettivamente, il nudo esse- considerata una cosa che comporta colpa. Non si è tenuti ad av-
re umano, a qualunque gente appartenga, sotto qualunque cielo vertire, per restituirli al possessore, del rinvenimento di oggetti
sia cresciuto. Perfino la Bibbia Concordata rileva, nel commento smarriti in una città a maggioranza pagana. Tali prescrizioni si
al passo di Matteo V 43, che «il concetto di prossimo, presso gli ritrovano nei codici di Maimonide e di Joseph Caro. Maimonide
ebrei, non si estendeva al di là dei propri connazionali». ricorda che non si deve permettere a un idolatra di attraversare un
Ben chiaro al proposito Giacomo Leopardi, il quale sottoli- paese ebraico o di abitarvi. Si possono trattenere gli oggetti smar-
nea che, se pure in passato la diffidenza verso lo straniero fu cosa riti che appartengono agli idolatri. È proibito avere compassione
comune ai diversi popoli, tuttavia la doppia morale fu una stim- di loro, salvarli dalla morte o prendersene cura. Tutti questi pre-
mata peculiare del Popolo Eletto, rivendicata e vantata ancor og- cetti, osservati da autori del XII e XVI secolo, che vivevano a
gi come imposta da Dio: «Lo straniero non era considerato come fianco dei cristiani, mostrano con tutta evidenza di quale signifi-
proprio simile. La sfera dei prossimi, la sfera dei doveri, della cato ristretto venga da loro investito il termine "prossimo"».
giustizia, dell'onesto, delle virtù, dell'onore, della gloria stessa, e Nulla quindi di che stupirsi, della definizione di inimici hu-
delle ambizioni; delle leggi etc., tutto era rinchiuso dentro i limiti mani generis (Tacito Annales XV 44,4 e 1a Tessalonicesi II 15),
della propria patria, e questa sovente non si estendeva più che giunta dopo duemila anni non solo ai socialisti Charles Fourier,
una città. Il diritto delle genti non esisteva, o in piccolissima par- per il quale l'ebreo è «la piaga dell'umanità [...] il nemico di tutte
te, e per certi rapporti necessari, e dove il danno sarebbe stato le nazioni», Alphonse Toussenel, seguace di Fourier, e Pierre-
comune se non avesse esistito. La nazione Ebrea così giusta, anzi Joseph Proudhon, per il quale occorre «fare un articolo contro
scrupolosa nell'interno, e rispetto a' suoi, vediamo nella scrittura questa razza che appesta tutto, insinuandosi ovunque, senza mai
come si portasse verso gli stranieri. Verso questi ella non avea fondersi con alcun popolo [...] esseri malvagi, biliosi, invidiosi,
legge; i precetti del Decalogo non la obbligavano se non verso gli acrimoniosi, etc., che ci detestano», ma ai teologi dell'Accademia
Ebrei; ingannare, conquistare, opprimere, uccidere, sterminare, di Studi Islamici di cui in D.F. Green: «The Jews are the enemies
derubare lo straniero, erano oggetti di valore e di gloria in quella of human life as is evident from their holy book», «the enemies of
nazione, come in tutte le altre; anzi era oggetto anche di legge, humanity» e persino, o per conseguenza, «the enemies of God».
giacché si sa che la conquista di Canaan fu fatta per ordine Divi- Infatti: 1. a prescindere dal fatto che lo straniero verso cui è
no, e così cento altre guerre, spesso nell'apparenza ingiuste, co' prescritto di essere benevoli è sempre un «minorato» paragona-
forestieri. Ed anche oggidì gli Ebrei conservano, e con ragione e bile al povero, alla vedova e all'orfano,
congruenza, questa opinione, che non sia peccato l'ingannare, o 2. a prescindere dal fatto che, quando pure viene accolto a
far male comunque all'esterno, che chiamano (e specialmente il dimorare tra gli eletti, è sempre come individuo e non come
Cristiano) Goi ossia gentile, e che presso loro suona lo stesso che membro di un altro popolo ad essere accolto (e ogni, sottoli-
ai greci barbaro: (v. il Zanolini [l'allora famoso orientalista An- neiamo ogni, popolo ha sempre ben accolto il singolo straniero,
tonio Zanolini, docente di Ebraico a Padova, autore nel 1732 del per non parlare degli elleni con il loro Zeus Xenios, «Zeus dello
Lexicon Hebraicum ad usum Seminarii Patavini], il quale dice straniero», e dei romani con il Pantheon),
che, nel plurale però si deve intendere, chiamano oggi i Cristiani 3. a prescindere dal fatto che l'individuo nei cui confronti
goiìm) riputando peccato, solamente il far male a' loro nazionali» occorre esercitare la mitezza è già un «vaglia-
(Zibaldone di pensieri, 881-882). to/esaminato/promosso/accettato», un proselito o un «giusto»
Ben chiaro anche il gesuita Joseph Bonsirven (1880-1958), (tale definito secondo i parametri posti dagli Eletti), vale a dire
docente di Esegesi Biblica, in Sur les ruines du Temple: «La leg- un individuo in qualche modo assimilato, «dirozzato», «dato al
ge prescrive: "Amerai il tuo prossimo come te stesso" (Levitico, Signore» (Isaia LVI 3),
XVIII 9). Ma chi è questo prossimo? Il termine "prossimo" non 4. a prescindere da qualche forzatura interpretativa del testo
sembra qui potersi applicare che ai figli d'Israele, in ragione del (ad esempio, per Deuteronomio XXVIII 43 il forestiero è in real-
contesto immediato e anche dello spirito generale della legge [...] tà solo un mezzo per rampognare e recuperare gli Eletti, non il
La legge comanda egualmente di cacciare e di non tollerare nel destinatario di un autonomo messaggio),

1544
5. a prescindere dal fatto che il proselito resta sempre un confronti dello straniero subiscono mutamenti nel corso dei seco-
«fratello» di seconda categoria (le pene per i crimini sessuali li. Ma il concetto fondamentale – quello secondo cui allo stranie-
compiuti contro i proseliti, rileva Mac Donald I, sono meno dure ro si debbono usare meno riguardi che a un connazionale, a un
di quelle per i crimini compiuti contro i «veri» ebrei), correligionario – non subisce modifiche dai tempi della Torah
6. a prescindere dal fatto che la buona disposizione verso i sino ai giorni nostri. Chiunque affronti lo studio imparziale del
goyim viene in primo luogo consigliata a propria tutela («Ad un diritto internazionale privato ebraico nelle Sacre Scritture (in
non-ebreo che non si conosca non bisogna fare elemosina. Si special modo nella Torah), nel Talmud, nei Codici e nei com-
possono però, se si abita in mezzo a loro, nutrire i loro poveri, mentari, deve registrare la medesima impressione. Negli scritti
visitare i loro malati, seppellire i loro morti, piangere con loro, apologetici si invocano ancor oggi i famosi passi della Torah (E-
consolare chi resta – a motivo della pace», Joreh deah 151, 12), sodo XX 49 e XXIII 9, Levitico XIX 33-34 e XXV 44-46, Deu-
a prescindere da tutto ciò occorre chiedersi: 1) quale sia il teronomio X 18-19) per dimostrare come la Legge ebraica risulti
senso effettivo dei termini «straniero», «forestiero» e «proselito», ispirata a "benevolenza verso gli stranieri". Però, in primo luogo
2) quanti siano i precetti dell'una o dell'altra specie, 3) quali siano non è lecito trascurare quella tradizione "orale" espressa in una
stati maggiormente predicati, 4) quali maggiormente recepiti, 5) halachah, che viene più spesso in considerazione a proposito del
quali maggiormente applicati, 6) quale sia stato il senso comples- comportamento ebraico verso gli stranieri. In secondo luogo, se è
sivo che ha retto le genti ebraiche nel corso della loro storia nei vero che i passi sopracitati della Torah contengono l'esortazione
confronti del mondo «altro». a trattar bene lo "straniero", "giacché voi pure siete stati stranieri
Tale senso non è stato certo, in primo luogo, informato dal in Egitto", occorre osservare che la parola "straniero" assumeva
pur riduzionistico Numeri XV 29: «Per colui che pecca inavverti- nella Palestina antica un significato totalmente diverso da quello
tamente avrete una sola legge, sia per il nato tra i figli di Israele, che avrà dopo la diaspora, giacché ger e goy riflettono concetti
sia per il forestiero che abita in mezzo a voi», quanto piuttosto radicalmente diversi. In terzo luogo, va notato che già in quei
dalle infinite interpretazioni contrarie della Mishnah e della tempi lo straniero veniva indicato (oppure era lecito considerar-
Ghemarah. lo) come titolare di una sfera giuridica meno ampia di quella ri-
Non ci pare quindi dubbio che il (teologicamente ovvio) sen- conosciuta agli ebrei [...] Sotto il profilo oggettivo, il nostro e-
timento di superiorità abbia costituito la base per la formazione breo pio non ha affatto bisogno di nutrire intenzioni (o di com-
dell'anima ebraica in un razzismo riduzionistico che ammette mettere azioni) immorali; nei rapporti coi propri connazionali
(quando l'ammette) l'«altro» solo quando ormai «altro» non sia può anche osservare fino allo scrupolo i precetti estremamente
più, in quanto ormai psichicamente permeato dal sistema di valo- rigidi della Legge in materia di pesi e misure; può, infine, agire
ri giudaico: «Ci sarà per voi una sola legge per il forestiero e per in perfetta buona fede, quando "imbroglia" lo straniero. Certo, in
il cittadino del paese, perché io sono l'Eterno vostro Dio» (Leviti- determinati casi gli viene espressamente raccomandato di mo-
co XXIV 22; Numeri XV 16), «Chiunque abiura il culto degli strarsi leale anche con lo straniero (per esempio, in Choschen
idoli è un ebreo» (Megillah 13 a; Sifré su Numeri XV 23 e Deu- hamishpat 231), ma già il semplice fatto che risulti necessaria
teronomio XI 28) e «Di un uomo in cui non c'è Torah non biso- una raccomandazione esplicita è significativo! D'altro canto, più
gna avere compassione» (Sanhedrin 92a). che significativa si rivela l'affermazione contenuta expressis ver-
Ma altre più decise espressioni rimbombano nelle menti giu- bis nel Choschen hamishpat 227 2b».
daiche, come gli insegnamenti del grande Maimonide: «Non Altrettanto chiaro Israel Shamir, già giornalista di Haaretz e,
mangiare con gli idolatri, non permettere che adorino i loro idoli, al pari di Israel Shahak, instancabile critico della politica genoci-
perché sta scritto: "Non fare un patto con loro, non mostrare per da praticata dai sionisti contro il popolo palestinese: «Nella cate-
loro pietà" [Deuteronomio VII 2]. Distoglili dai loro idoli o ucci- na "ebreo-gentile-animale" la differenza tra i primi due termini è
dili [...] Non avere pietà di loro, perché è scritto [Deuteronomio molto più grande della differenza tra il secondo e il terzo, come è
VII 2]: "Non mostrare pietà per loro". Inoltre, se vedi un akum in detto nella Tanya, che è un compendio dell'insegnamento tradi-
difficoltà o che sta per affogare, non portargli aiuto. E se fosse in zionale ebraico [opera di Shneur Zalman di Lyady, il fondatore
pericolo di morte non salvarlo dalla morte. Ma non è giusto ucci- del potente movimento Lubavitch/Chabad di cui già in Richiamo
derlo con le tue mani spingendolo in un pozzo o in altra maniera, e al cap.I, il volume si regge sul concetto che «l'ebreo è il legame
poiché essi non sono in guerra con noi» (in Mishneh Torah: Hil- tra il Creatore e il creato. L'ebreo è una creatura del Cielo e della
khot akum X 1). «Quanto ai non-ebrei coi quali non siamo in Terra»]. Questa idea affonda le sue radici nei vari livelli del su-
guerra [...] non dobbiamo causarne la morte, ma è proibito sal- bconscio di molti ebrei, sia buoni che cattivi. Mentre gli ebrei
varli se sono in punto di morte; se, per esempio, uno di loro sta cattivi, tipo Sharon, massacrano i gentili senza il minimo rimor-
cadendo in mare, non deve essere salvato, perché è scritto: "e so, molti buoni ebrei obiettano contro le azioni di Sharon nello
non devi essere contro il sangue del tuo prossimo" – ma [un non- stesso modo in cui criticherebbero il trattamento crudele verso gli
ebreo] non è il tuo prossimo» (ibidem 4, 11). In tutti i casi, termi- animali. Oggi, sui muri delle case di Tel Aviv ci sono più mani-
na l'insigne dottore medioevale: «Nei luoghi dove gli ebrei sono festi che protestano contro il modo disumano di nutrire le oche di
forti, non deve essere permesso vivere a nessun idolatra» (ibi- quanti ce ne siano che deplorino lo sterminio di massa dei goyim.
dem, 10, 7; taryag negativi 15-25 e 28-29). Il Talmud predica la compassione per gli animali, come risulta
«Negare che nel diritto (religioso) ebraico la condizione del- chiaro da questa favola. Una pecora che sta per essere portata al
lo "straniero" risulti una condizione eccezionale» – commenta macello cerca rifugio presso il rabbino Giuda il Principe, ma lui
Sombart – «negare che i doveri verso quest'ultimo siano meno le risponde che è normale che una pecora venga ammazzata. Non
rigorosi di quelli verso il "prossimo", verso l'ebreo, significa di- avendo nutrito pietà per la pecora, Dio tolse al rabbino la sua in-
mostrare ignoranza o malafede. Certo le concezioni giuridiche (e dulgenza, e per molto tempo il devoto rabbino soffrì di malattie
sopra tutto morali) relative al comportamento da adottare nei ai reni. Anni dopo, lo stesso rabbino cercò di impedire un'ucci-

1545
sione di vespe, e proprio per questo segno di compassione Dio eck: «La parola di Dio indirizzata all'umanità non è altro che la
modificò il giudizio nei suoi confronti. Per quanto riguarda i non- parola di Dio indirizzata al popolo di Dio. La via verso il traguar-
ebrei c'è un'assoluta mancanza di compassione. Vengono spesso do, che Dio pone ai millenni, parte dall'elezione d'Israele. La
paragonati agli animali, ma mentre c'è un dovere per gli ebrei di preparazione e l'avvento del tempo messianico per tutto il mondo
salvare un animale in pericolo, non c'è nessun obbligo di salvare sono legati alla vita della nazione in cui e attraverso cui fu creata
un gentile. Questo paradosso della compassione verso gli animali la religione messianica. Quando la salvezza sarà concessa a tutta
e della mancanza di compassione verso i gentili provoca molte l'umanità, essa non sarà altra da quella scaturita da Sion e che è
anomalie nella visione che gli ebrei hanno del mondo». per Sion una benedizione». Cosa pensare di tale delirio che ha
Identiche conclusioni traiamo dagli arzigogoli mentali di Elia trascorso decine di secoli, sostanziando la Modernità e le sue isti-
Samuele Artom: «La Torah scritta usa a questo proposito delle tuzioni socio-politiche, interne e internazionali, lo dica il lettore.
parole che significano tuo fratello, tuo compagno, tuo prossimo, A tali pretese di elezione e superiorità, convalidate peraltro
senza mai definire in qual senso questi termini vadano intesi: dal grandissimo Aqiba, padre del giudaismo rabbinico e anima
così avvenne che i nostri nemici si fondarono su queste espres- della rivolta messianica di Bar Kocheba («Il più povero in Israele
sioni per affermare che tutte [chiara estremizzazione polemica!] va considerato un patrizio che ha perso i suoi beni; perché tutti
le norme di onestà e di correttezza contenute nella Torah ri- discendono da Abramo, Isacco e Giacobbe»), ha comunque già
guardano esclusivamente i rapporti fra ebrei e ebrei, e che nei replicato, lapidario, Voltaire, rilevando l'assoluta inconsistenza
rapporti con gli altri qualunque [idem c.s.] atto scorretto e disone- culturale dell'antico Israele e l'opera di ricostruzione ideologica
sto è lecito e quasi implicitamente suggerito; i nostri apologi so- della storia operata dagli estensori dei testi biblici: «Gli ebrei fe-
stennero al contrario che nostro fratello e nostro prossimo è nel cero dunque con la storia e le leggende antiche quello che i loro
linguaggio della Torah qualsiasi appartenente al genere umano e rigattieri fanno con gli abiti vecchi: li rivoltano e li vendono co-
che quindi [non] vi è differenza ai doveri di cui ci stiamo occu- me nuovi al più caro prezzo possibile. È un singolare esempio
pando a seconda che la persona con cui trattiamo sia o non sia della stupidità umana il fatto che noi abbiamo per tanto tempo
appartenente all'ebraismo; la norma pratica sancita dai ritualisti considerato gli ebrei come una nazione che aveva insegnato ogni
nelle varie età e seguita da Israele è oscillante fra i due estremi, cosa agli altri, quando il loro storico Giuseppe [Flavio] dichiara il
ora parificando e ora no l'ebreo e il non-ebreo a proposito di certi contrario» (similmente Bryan Magee, in Confessions of a Philo-
doveri. La verità è che la Torah scritta, salvo alcuni pochi casi di sopher: «Delle religioni che studiai, quella che trovai la meno
cui parleremo in seguito, per i quali esplicitamente stabilisce una degna di rispetto intellettuale fu il giudaismo. Non voglio offen-
differenza fra il figlio di Israele e l'estraneo, ha voluto delibera- dere alcuno dei miei lettori, ma la verità è che mentre leggevo i
tamente non precisare se, e entro quali limiti, quelle norme vada- testi fondamentali del giudaismo spesso mi trovavo a pensare:
no osservate nei rapporti con persone non soggette all'osservanza "Come può crederci qualcuno?"»). Certo; però «si può fare anche
della Torah: si tratta, come vedremo, di norme che presuppongo- un'altra riflessione: cioè che, essendo stato Dio il loro solo re per
no la reciprocità, in mancanza della quale l'onesto sarebbe facile molto tempo, ed essendo stato in seguito il loro storico, noi dob-
preda al malvagio. È evidente quindi che deve essere considerato biamo a tutti gli ebrei il più profondo rispetto. Non c'é rigattiere
fratello o prossimo agli effetti di queste norme chi per legge o giudeo che non sia infinitamente al di sopra di Cesare e di Ales-
per costume o per impegno lealmente assunto è obbligato o solito sandro. Come non prosternarsi davanti ad un rigattiere il quale vi
a comportarsi con noi secondo quelle norme con le quali noi prova che la sua storia è stata scritta dalla Divinità stessa, mentre
dobbiamo comportarci con i nostri fratelli ed il nostro prossimo. le storie dei greci e dei romani sono state trasmesse da sem-
Pienamente giustificato è quindi che il rito pratico, anziché defi- plici profani?».
nire i fratelli ed il prossimo, abbia di volta in volta esteso o ri-
stretto il senso da darsi a queste parole». La razza: fine e mezzo
Al di là dunque di tutti i sofismi, le citazioni e i contor-
sionismi dialettici in cui il Popolo Santo è maestro, il punto in- Israele contiene dunque un nucleo primario di «elezione»
contestabile, il succo dell'infinito parlarsi addosso teologico, è fondato su particolarità ereditarie, e cioè, se bene abbiamo inter-
sempre quello dell'elezione della carne, il «Judaism as Corpore- pretato la sostanza di quanto fin qui esposto, etnico-razziali. Ma,
al Election, giudaismo quale elezione corporale» e «Judaism is a come detto, malgrado tale opinione ed altre consimili espresse
carnal election» di Michael Wyschogrod, irrinunciabile «corpo per secoli dai più vari esponenti rabbinici, malgrado le caratteri-
di fede» di ogni vero ebreo. Forse la Sacra Scrittura, afferma Leo stiche «ereditarie» di Israele, per Mordecai Kaplan gli ebrei non
Baeck (1873-1956), rabbino capo in Germania tra le due guerre e sarebbero tuttavia una razza. La loro storia annovera incrementi
oloscampato theresienstadtiano, presidente dell'ebraismo pro- costanti al loro numero, per Kaplan ottenuti in gran parte sia at-
gressista e dell'Istituto di Londra che porta il suo nome, «lascia traverso matrimoni misti con il resto dell'umanità, sia attraverso
tante questioni aperte, rimane piena di punti interrogativi, e an- conversioni anche di massa (talché la controversa valutazione di
che in questo modo impone di continuare a pensare». quanto una persona possa dirsi ebreo o se sia ancora da conside-
Ciò che in ogni caso è certo è la concezione del mondo e del- rarsi ebreo, è una delle principali ragioni della difformità anche
l'uomo sostanziata da Isaia XLII 6: «Io, l'Eterno, ti ho chiamato delle meglio intenzionate statistiche sulla loro entità numerica).
per la giustizia e ti ho preso per mano, ti ho formato e stabilito Tali «mezzi» – matrimoni misti e conversioni – sono però,
come Popolo del Patto e Luce delle Nazioni, perché tu apra gli scrive Kaplan a metà Novecento, di poco momento (ancor più lo
occhi ai ciechi e faccia uscire dal carcere i prigionieri, dalla re- sono stati in passato). Negli Stati Uniti d'America, ad esempio,
clusione coloro che abitano le tenebre». Quello che è comunque circa il 10% degli ebrei ha sposato un goy (ma negli anni 1965-
certo è che solo «attraverso di te saranno benedette tutte le gene- 1971 i matrimoni misti celebrati sono stati addirittura il 45,1%,
razioni della terra» (Genesi XII 3) e che, afferma con vigore Ba- con una conversione all'ebraismo del partner non-ebreo nel

1546
10,3% dei casi, mentre il 34,8 ha mantenuto la religione primiti- 1. di tribù arabe di Tadmor/Palmira (con la regina Zenobia,
va), mimetizzando così, o anche perdendo, l'ebraicità da essi por- III secolo d.C.) e
tata, ma nello stesso tempo allargandone biologicamente la base. 2. dell'Arabia occidentale (II-IV secolo d.C.),
Lo sposo e la sposa, in simili unioni, spesso rischiano, dice 3. di Izate II, di sua madre Elena, di suo fratello Monobazo
Moorhouse, «l'ostracismo dell'uno o dell'altro gruppo per il sup- II e di parte della nobiltà dell'Adiabene, regione-cuscinetto tra il
posto tradimento di un ideale [...] All'interno della comunità e- regno partico e l'Armenia (già intorno alla metà del I secolo a.C.;
braica esiste una inibizione del genere [perfino] fra persone di nel 66 i figli di Izate e Monobazo si schierano al fianco della ri-
fede comune ma di nazionalità differente, e un divario ancor più bellione ebraica contro i romani, fino a che nel 115 il regno viene
difficile da colmare fra ebrei praticanti ed ebrei non osservanti, distrutto da Traiano),
paragonabile a quello esistente fra i cattolici e le altre confessioni 4. della regina Iphra Hormiz, madre del sassanide Shapur II
cristiane». Matrimoni misti (con tutti gli svantaggi conse- (intorno al 330);
guenti da parte della comunità «tradita») sono quindi da molti 5. quelle forzate, dopo i massacri degli arabi cristiani da
ebrei considerate non solo le unioni coi goyim, ma spesso persi- parte dei re giudei dello Himyar, l'odierno Yemen più la parte
no quelli all'interno dello stesso ebraismo! meridionale dell'Arabia, dei sopravvissuti, ad opera di Yusuf A-
Quanto al problema delle conversioni, si tratta oggi di singoli sar Yatar e del confratello Mundir di Hira; Itzhak Ben-Zvi riporta
soggetti (il sociologo Egon Mayer del Brooklyn College rileva quindici sovrani ebrei o ebreizzati dal 270 al 525, anno in cui la
come l'86% dei convertiti siano donne, pressoché tutte per via di regione cade sotto il dominio dell'Etiopia cristiana: Jasirum Ju-
matrimonio). Solo in passato sono diventati ebrei per conver- hanim o Yassirum Yohream, suo figlio Shamar Juharish, Hassan
sione gruppi di una certa consistenza, in ogni caso nettamente Tuba discendente di Shamar, Amr-Shlomo, sua moglie Belkis o
minoritari rispetto all'ebraismo «vero», quello stabilizzatosi in- Makkedah, il primo giudaizzato Malki Kariba Juhanim, il secon-
torno al I secolo a.C. (del tutto inattendibile è la stima dei do giudaizzato Abu Kariba Asad o Asad Kariba, suo figlio Dee-
150.000 proseliti che, secondo Michael Gutmann, sarebbero stati ray Amara Aiman, Sharahbi il-Jafur fratello di Deeray, il poi cri-
accolti nell'ebraismo all'epoca del favoleggiato Salomone). stiano Abd Kulalem, Sharahbi il-Jakkuf, Maadi Kariba Janam,
La regola costante dell'ebraismo – che come tutte le regole suo fratello Luhaiat Janaf, il giudaizzato Martad Ilan e Yuseph
ha avuto le sue (sporadiche) deroghe – è sempre stata, fino ad un Dhu-Nawas/Du-Nuwas/Zu-Nuùas (nome ufficiale: il detto Yusuf
secolo fa, la chiusura alle altre realtà biologiche, soprattutto se Asar Yatar, più tardi dagli arabi soprannominato Masruk); che la
ampie e strutturate; come assevera il Maestro Helbo: «I proseliti dinamica delle conversioni al giudaismo e la convivenza con le
sono tanto importuni per Israele quanto dolorosi», recita l'Inse- altre religioni non fossero del tutto pacifiche, e che gli ebrei non
gnamento (Jebamot 47b). Più specificamente, plastico esempio il rivestissero quel ruolo di «vittime» che li avrebbe poi caratteriz-
detto (primamente attribuito al Maestro Helbo, vissuto nella Pa- zati nei secoli, l'attesta Gabriele Mandel: «Di questa fluidità di
lestina del III secolo): «i proseliti sono sgradevoli/fastidiosi per genti, di religioni e di poteri furono simbolo emblematico i fatti
Israele quanto la lebbra lo è per la pelle [la versione Goldschmidt di Najran (nome d'una contrada e della città-capitale nel Nord
ha per lebbra il vocabolo Ausschlag, «eruzione cutanea», la Son- dello Yemen, crocevia di più strade carovaniere). Qui la colonia
cino riporta sore, «piaga»]» (Jebamot 47b e 109b; vedi anche di trafficanti ebrei era cresciuta imponendosi alla concorrenza
Qiddushin 70b e Niddah 13b). locale, al punto che alcune tribù himiarite della zona si converti-
Qualche eccezione a tale comportamento si è tuttavia verifi- rono all'ebraismo, mentre per contro altre si convertirono al cri-
cata nella storia, generalmente come conseguenza di una conqui- stianesimo, propagandato da un giovane arabo di stirpe nobile:
sta militare. Così gli eserciti dei Maccabei, scesi dal loro baluar- Abdullah figlio di Thàmir. Quando però giunsero a Najran i cri-
do delle montagne della Giudea centrale e conquistata l'Idumea stiani monofisiti fuggiti dall'Arabia del Nord a causa delle perse-
fino al deserto del Negev, costringono a forza gli eterni nemici a cuzioni religiose di Giustiniano (518-527), il monopolio ebraico
convertirsi in massa. L'«esortazione» viene reiterata nel 125 a.C. decrebbe al punto che gli ebrei mossero guerra alle compagnie
da Giovanni Ircano I nei confronti degli stessi idumei e dal figlio commerciali cristiane e a tutti i cristiani della zona, guerra che
Aristobulo nei confronti degli iturei, mentre in seguito Alessan- culminò con il massacro di Akhdùd, in cui i cristiani vennero
dro Ianneo (103-76 a.C.) fa trucidare i moabiti di Pella perché sgozzati o arsi vivi a centinaia. Il fatto suscitò scalpore nella Bi-
rifiutano di entrare a far parte del Popolo Eletto. Voltisi quindi a sanzio ortodossa, nell'Etiopia copta e, in maniera minore, nella
Nord, i giudei invadono la Samaria, scismatica fin dal 300 a.C. Persia pagana. Il Negus abissino Allà Asbiha [o Ella Asbeha]
dopo l'arrivo di Alessandro il Macedone, ne saccheggiano la ca- mosse per ritorsione guerra al re himyarita Zu-Nuùas, ebreo pur
pitale e radono al suolo il santuario sul monte Garizim (128 esso, [passò il Mar Rosso con l'aiuto logistico della flotta di Bi-
a.C.); ancora più a nord, si impossessano della Galilea (Gelil sanzio, combattè a lungo,] lo vinse e lo esiliò. Fece poi ritorno in
Haggoyim, «circolo di gentili» o «regione dei pagani», di cultura Abissinia, lasciando però una sua guarnigione copta a Dhafur [o
composita i cui abitanti avevano fama di poco colti), coi suoi Zhafar]. Zu-Nuùas riorganizzò le proprie forze, attaccò la guar-
cittadini cosmopoliti delle più svariate origini etniche, che ven- nigione di Dhafur e costrinse tutti i cristiani della cittadina a rifu-
gono anch'essi inglobati dal giudaismo (due secoli appena prima giarsi nella chiesa, che mise a fuoco. Invitò poi tutti gli ebrei e i
di Cristo!). In netta minoranza gli ebrei restano, ancora agli inizi pagani del suo regno a massacrare i cristiani senza eccezione al-
del I secolo a.C., nelle zone costiere e in città quali Tolemaide, cuna [...] assediò Najran, dove s'erano rifugiati tutti i cristiani
Ascalona, Cesarea, Scitopoli, Ippos e Gadara; l'arrivo dei romani superstiti. Distrusse le chiese, spezzò le croci, bruciò i Vangeli, e
nel 63 a.C. è causa di grande giubilo, poiché significa la libera- invitò i cristiani a convertirsi all'ebraismo [...] I cristiani, guidati
zione dalla tirannide giudaica. Tra le altre conversioni, più o me- da Abdullah figlio di Thàmir, rifiutarono. Furono costretti a sca-
no leggendarie, come nota Robert Eisenman per l'Adiabene, si vare un grande fossato che, riempito di legna, divenne il rogo in
annoverano quelle: cui il re ebreo fece gettare più di ventimila cristiani. Zu-Nuùas

1547
chiese poi a Munzin [Mundir] re di Hira e a Cosroe re di Persia Samuel Kohn in un libro pubblicato nel 1884, di «mysterious
di fare altrettanto nei loro territori» («le storie di atrocità che si Jewish kingdom of Khazaria, misterioso regno ebraico di Khaza-
dice abbia commesso [a Najran] fecero grande impressione e ria» parla con sufficienza Hillel Halkin su Commentary, mensile
furono ripetute molte volte», dubbioseggia Andrew Scharf); dell'American Jewish Congress, mentre Gerald Abrahams dice
6. quelle dei falascià etiopici (V-VII secolo), quel giudaismo «a ghost in an alien dwelling, un fantasma in una
7. degli indiani del Malabar fino a Calcutta e alla Birmania, dimora aliena» e il «lituano» Shimen Dubnov rileva la relativa
8. di alcune tribù berbere dei monti dell'Aurès (Ben-Zvi cita inconsistenza dell'apporto cazaro al corpus magnum dell'e-
la regina ebrea Dahyah al-Kahina, alias «Dahyah la sacerdotes- braismo: «La lotta tra missionari cristiani e gli ebrei in questo
sa/profetessa», ove Kahina discenderebbe, nota Shlomo Sand, da periodo ebbe per oggetto la nazione cazara, parte della quale a-
«Cohen» mentre Dahyah/Dihya tradurrebbe «Judith», sconfitta veva abbracciato il giudaismo [...] Gli arabi e i bizantini riusciro-
dai musulmani e morta in battaglia nel 707 o nel 694, i figli con- no a convertire diversi gruppi della popolazione cazara all'islam e
vertendosi poi all'islam; «così finì un lungo regno la cui memoria al cristianesimo, ma la parte del leone toccò al giudaismo, cui
è a tutt'oggi circondata da miti e misteri», conclude Sand), riuscì di conquistare la dinastia reale e il ceto nobiliare», conclu-
9. di sparuti gruppi negri del Surinam, e quelle infine dendo la trattazione col rilievo della loro sconfitta per mano rus-
10. delle genti cazare, o meglio del loro strato dominante. so-bizantina nel 1016, della fuga in Spagna («to their coreligio-
Tralasciando il primo gruppo di «conversioni», quelle prece- nist in Spain») dei parenti dell'ultimo khan di Tauride e con la
denti l'anno zero, le genti del secondo gruppo, «giudaiche» per dispersione dei gruppi di Crimea tra gli ebrei della regione, «con-
religione ma non per sangue, si manterranno generalmente sepa- sisting partly of Rabbanites and partly of Karaites» (anche Salo
rate dal grosso dell'ebraismo fino ad oggi, quando pure non sa- Baron nota che le classi media e bassa restarono, quando non
ranno riassorbite dai gruppi locali, in particolare dal mare ma- islamizzate o cristianizzate, «idolatre»).
gnum dell'Islam. Solo dei cazari, popolo ugro-finnico o bulgaro- • Altrettanto decisi nel respingere l'origine sostanzialmente
unno o turco sovrano nelle steppe tra il Caspio e il Mar Nero tra cazara degli askenaziti sono: David Goldblatt: «Il fatto che [il re]
l'VIII e il X secolo, con la capitale Itil/Atil sul delta del Volga, e proclamò nel paese la libertà per tutte le religioni mostra che non
la cui classe dirigente (quattromila nobili, secondo Benjamin forzò il popolo a fare quanto egli fece. La sua influenza in favore
Freedman), e non la massa della popolazione (per quanto David della sua nuova religione non dovrebbe essere andata aldilà della
Max Eichhorn parli di «substantial portion of the people»), viene sua casata, dei suoi ministri, dei nobili o della classe dominante,
convertita al giudaismo nell'VIII secolo da rabbini giunti da Ba- certo non più in là [...] l'asserzione che gli ebrei europei sono i
bilonia, è lecito ipotizzare una qualche commistione, su suolo discendenti dei cazari è storicamente infondata»,
russo-ucraino, sia coi sefarditi locali giunti da Grecia, Armenia e • J.M. Judt: «E sebbene i cazari di Crimea e i caraiti derivi-
Mesopotamia, sia in seguito, nel XV-XVI secolo, col ben più no l'albero genealogico da popoli di stirpe mongolica quali ugri,
vasto ebraismo askenazita giunto dall'Europa Orientale: Cechia, avari, useni, sangari, bulgari e saviri, i loro elementi razziali del
Ucraina, Bielorussia, Lituania e Polonia (dopo l'accettazione del tutto alieni non ebbero pressoché alcun influsso sulle originarie
battesimo da parte dei russi, numerosi ebrei cazari si convertono masse di ebrei per sangue [so waren dennoch ihre ganz aparten
al cristianesimo, exempli gratia Luc Jidiata, poi divenuto uno dei Rassenelemente auf die uns angehenden Massen geborener Ju-
primi vescovi di Novgorod, autore di commenti teologici). den von gar keinem Einfluss]. E poiché anche le comunità ebrai-
Di essi non esiste però traccia dopo la conquista cumana del che originarie isolate in Crimea (prima dell'immigrazione cazara)
territorio e la sconfitta ad opera del principe Sviatoslav di Kiev, erano sparite attraverso l'assimilazione con la popolazione non
ben prima, quindi, dei primi spostamenti massicci degli ebrei ebraica o si erano mischiate ai cazari, anch'esse non hanno cagio-
occidentali, specie da Cechia (chiamata «Canaan occidentale»), nato mutamenti razziali nel popolo ebraico. Insomma, gli ebrei
Renania («Ashkenaz e Loter») e Francia («Zarfat»); Eichhorn rabbinici stanziatisi nella Russia meridionale non hanno preso né
rileva che oggi i trentamila ebrei caucasici del Daghestan sosten- dai cazari né dai caraiti nuovi caratteri somatici» (in particolare,
gono di discendere dai cazari ebrei. il filo-koestleriano Kevin Alan Brook ipotizza che razzialmente
Al contrario, quanto ai caraiti (assommanti nell'anno 2000 a ebrei furono in particolare i maschi, e che il sangue cazaro giunse
meno dell'1 per mille dell'ebraismo mondiale), i qaraim o bene all'ebraismo askenazita soprattutto per via delle femmine cazare
ha-miqra "figli della Scrittura" che si rifanno ai sadducei del Se- convertite e da essi impalmate),
condo Tempio attenendosi solo alla Torah in quanto Legge Scrit- • Piatigorsky/Sapir: «La scelta religiosa dei cazari è un vero
ta e rigettando quella Orale del Talmud, essi sono presenti in enigma! Invero, essi presentano l'unico esempio di un grande
Crimea fin dal 137, quando migliaia di prigionieri ebrei vi furono Stato medioevale che adottò il giudaismo come religione ufficia-
trasferiti da Adriano dopo la sconfitta di Bar Kocheba (erronea- le. Il fatto che la maggioranza della popolazione non accettò il
mente, Maurice Fishberg ne assevera un'ascendenza cazara tota- giudaismo fu all'origine della tolleranza religiosa dei cazari, fe-
le). Restano decisi avversari del giudaismo rabbinico e dei con- nomeno pressoché unico nel Medioevo [...] Quanti furono i caza-
fratelli talmudici al punto che spesso, come riporta Benjamin da ri ebrei? Qualche decina di migliaia, qualche centinaio di mi-
Tudela, per evitare scontri e aggressioni si rendono necessari gliaia, un milione? Non ne abbiamo la minima idea. Inoltre nella
strumenti di separazione fisica tra i due gruppi, come il muro che regione c'erano vere comunità ebraiche, ancor prima che apparis-
li divide a Pera di Costantinopoli (nel conflitto mondiale i caraiti sero i cazari [...] Non si può non pensare che [da Arthur Koestler]
restarono indisturbati sia in Crimea che in Lituania: a preservarli i cazari furono strumentalizzati: asserire che la massima parte
da ogni misura restrittiva tedesca fu proprio la loro estraneità degli ebrei sono di origine turco-mongola, e ciò senza portare
alle trame dell'ebraismo internazionale). prove formali ma fondandosi su ipotesi, per di più verificate solo
• Mentre il primo a riferire al grande pubblico degli ebrei parzialmente, voleva dire scatenare una guerra [contro la gran
come sostanzialmente discendenti dai cazari era stato il rabbino massa degli ebrei]»,

1548
• Andreas Roth: «Il giudaismo fu solo una, seppure la do- convertiti [...] Non c'è la minima prova seria che sostiene la cre-
minante, delle tante religioni nell'impero cazaro [...] Chi furono i denza popolare che i cazari si convertirono in massa al giudai-
seguaci della fede giudaica nell'impero cazaro? Soprattutto il re, smo [...] Gli studi sul cromosoma Y e sul DNA mitocondriale [di
il suo seguito e i cazari del suo ceppo, dominante [...] Il giudai- provenienza femminile] non sostengono la credenza un tempo
smo cazaro fu in primis una religione dell'élite e delle città», diffusa che gli ebrei discendono per una qualche percentuale si-
• Andreas Vonderach: «I reperti genici di uno scarso contri- gnificativa dai cazari o da gruppi slavi, per quanto sia evidente
buto al pool degli askenaziti lasciano poco spazio a un influsso che qualche ebreo ha sangue cazaro» (in realtà, a tutt'oggi, anno
cazaro degno di nota, tanto più che gli influssi non-ebraici, come Domini 2008, le stime della cazaricità degli attuali askenaziti
la presenza dell'aplogruppo 3 del cromosoma Y, rimandano a mondiali variano tra il 2% e il 25%).
una impronta slava più che a una turca. Geni che indirizzano ver- • Dopo Chaim Potok («La teoria secondo cui gran parte del-
so l'Asia centrale sono certo presenti negli ebrei orientali, ma in l'ebraismo polacco fosse inizialmente composta di cazari conver-
numero molto limitato [jedoch nur in sehr geringer Zahl]», e titi non può essere sostenuta in modo soddisfacente, per quanto
• Jon Entine, che dedicando alla questione cazara un intero non si possa scartarla del tutto»), deciso è anche Harry Rabino-
capitolo del volume sui più recenti studi biologici concernenti gli wicz: «Dal sud e dall'est, dalla terra dei cazari (Crimea) e soprat-
ebrei, conclude che solo una parte della popolazione dell'impero tutto dall'ovest, [fin dall'alto Medioevo] gli immigranti ebrei flui-
cazaro si convertì al giudaismo («persino al loro culmine, gli e- rono incessantemente verso la Polonia e la Lituania».
brei cazari non superarono probabilmente i 30.000 su una popo- • «La stragrande maggioranza degli ebrei tedeschi soprav-
lazione complessiva di 100.000, compreso qualche migliaio di vissuti [alle crociate, alla Peste Nera e ai massacri del 1348-49
nobili e membri della famiglia reale»): «All'inizio del XX secolo per mano cristiana – dei quali massacri, per inciso, l'entità è stata
alcuni storici ipotizzarono che gli ebrei del Caucaso orientale e spesso esagerata, come ammette The Jewish Encyclopedia per
diversi gruppi di turchi musulmani del Caucaso settentrionale Strasburgo 14 febbraio 1349: «The number of the victims of this
sarebbero discesi dai cazari. Negli anni Cinquanta la leggenda horrible holocaust has been greatly exaggerated by tradition, Il
della Cazaria ebraica emerse come teoria matura. In questo pe- numero delle vittime di questo orrendo olocausto sono state
riodo in cui gli studi biologici non avevano ancora affrontato il grandemente esagerate dalla tradizione»; similmente, per i cin-
genoma [In that pregenomic era], diversi studiosi osservarono que secoli dal 1000 al 1500 Maurice Fishberg riporta la cifra di
che molti ebrei dell'Europa orientale avevano capelli rossi e oc- 380.000 uccisi nei più vari moti e massacri], nei secoli XIV e XV
chi azzurri, tratti non comuni tra i semiti. Inoltre sostennero che era fuggita o era migrata ad oriente. In Polonia i re diedero loro il
lo yiddish, la lingua comune degli askenaziti, poteva sì avere benvenuto», concorda il fotogiornalista Nahum Tim Gidal.
molte parole tedesche, ma dal punto di vista sintattico era una Si consideri inoltre che il tipico linguaggio askenazita-
lingua slava. Da questo rappezzarono una nuova teoria della sto- «polacco», l'yiddish (jüdisch-deutsch o judenteutsch), non è al-
ria ebraica: gli ebrei moderni non sono i figli di Israele, ma i di- tro, nel suo fondamento, che la corruzione di un dialetto dell'Alta
scendenti di pagani convertiti dell'Eurasia turca. In quegli anni il Sassonia, e non una lingua slava né turcomanna, come dovrebbe
mondo stava giusto riprendendosi dalle devastazioni inferte dal essere se l'ebraismo orientale fosse stato di ceppo sostanzial-
militarismo razziale del Terzo Reich e dall'impero nipponico. La mente cazaro (vedi anche Beider IV).
nozione dominante che gli ebrei erano un popolo coeso con le- In ogni caso, contrariamente alle tesi di Koestler (che Hyam
gami di sangue risalenti al biblico Medio Oriente era scomoda- Maccoby dice, quanto ai cazari, «scrittore benintenzionato ma
mente simile alle discreditate teorie razziali. Sarebbe stato me- fatuo», mentre Edward Grossman ne rileva la «fissazione» anti-
glio, per gli ebrei e per la storia, se gli ebrei non fossero stati di sionista e Wilmot Robertson parla di «one of the hoariest of ra-
"razza pura". La teoria della conversione cazara, per quanto ca- cial old wive's tales, uno dei più stantii racconti razziali di don-
rente di significative prove archeologiche o storiche, era quindi nicciole»), di Brook, Sand, Abraham Poliak, dell'austriaco otto-
attraente [...] La teoria della conversione di massa, dei cazari o di centesco Hugo von Kutschera, di Erwin Soratroi e di qualche
altri non-ebrei dell'Europa orientale, rimase non testabile finché altro «antisemita», il grosso delle gente cazara resta animista.
negli anni Novanta non giunsero i progressi delle ricerche tecni- • Le pretese conversioni collettive al giudaismo, sia cazare
che sul DNA. Nel 1993, in uno dei primi test concernenti i mar- sia di altre genti, sono criticate sia dai «cristiani sionisti» alla
catori del cromosoma Y, alcuni scienziati italiani compararono il David Allen Lewis (per motivi essenzialmente teologici: per tali
DNA di askenaziti e sefarditi con quello di non-ebrei che vive- fondamentalisti, a parte ogni considerazione storica, la «supreme
vano in Cecoslovacchia, scelti a rappresentare i possibili discen- consideration» della non-cazaricità degli odierni ebrei sta nel
denti di non-ebrei dell'Europa orientale. Se gli ebrei fossero stati fatto che andrebbe persa la continuità della plurimillenaria «vera
slavi convertiti, le mutazioni sarebbero state simili. Essi trovaro- identità di Israele»), sia dal grecista Edouard Will (ebreo) e dal
no un gran numero di somiglianze, ma non tra cechi ed ebrei. I biblista Claude Orrieux. Quanto ai cazari, Will e Orrieux danno
dati erano sorprendenti per altre ragioni. Per la prima volta, il una spiegazione politica, legata ai contrasti teologici e guerreschi
DNA offriva poderosa prova che gli ebrei di tutto il mondo con- tra Bisanzio e l'Islam: «Il giudaismo, socialmente importante,
dividevano una comune ascendenza mediorientale pressoché non poteva apparire, agli occhi di potentati poco ansiosi di sottomet-
toccata da conversioni. La linea maschile degli ebrei, compresi tersi a espansionismi militari e religiosi che affermavano la loro
quelli con recenti radici ceche, aveva molto più in comune coi volontà di sradicare il paganesimo, come una forma di monotei-
libanesi che coi non-ebrei cechi. I genetisti stimarono che il con- smo politicamente neutro e, inoltre, ecumenicamente diffuso.
tributo dei maschi non-ebrei al complesso genico askenazita era Avendo, in sé, perduto ogni valenza politica, il giudaismo poteva
stato molto basso, l'1% o meno per generazione. Questa era la ritrovarne uno nelle mani dei principi convertiti quale strumento
prima prova genetica concreta che gli attuali ebrei askenaziti di- di resistenza politica al cristianesimo e, nel caso dei cazari, all'i-
scendevano in massima parte dagli antichi ebrei, e non da gentili slam, religioni conquistatrici e missionarie».

1549
• Più articolate, le considerazioni di Sombart: «Si può con- Vi sono certo ebrei scuri e chiari; longilinei e di bassa sta-
siderare un dato certo che il fenomeno del proselitismo giudaico tura; con occhi blu, castani o neri. Se la massima parte degli e-
risulti scomparso completamente al momento dell'ingresso degli brei sono di «razza» bianca o caucasica (così, e non come «e-
ebrei nella storia europea. Anche la fantastica conversione dei brei», sono censiti negli USA) e appartengono antropologica-
cazari, intervenuta nell'VIII secolo, non altera affatto la circo- mente alla sottospecie caucasoide, di ben altri complessi genici
stanza che lungo il percorso del proselitismo giudaico durante il sono: gli scuri falascià, gli Abay-udaya dell'Uganda (negri con-
Medioevo non si verificano afflussi apprezzabili di sangue stra- vertiti negli anni Venti, 3000 individui nel 1962 con trenta sina-
niero. Dedurre dall'evento della conversione dei cazari al giudai- goghe, perseguitati da Idi Amin Dada negli anni Sessanta fino a
smo una forte commistione tra ebrei orientali ed elementi slavi, scendere a 600 individui, finanziariamente e culturalmente aiutati
segnala l'assenza completa del senso delle proporzioni storiche. da organizzazioni ebraiche americane, ma tuttora non riconosciu-
L'"impero dei cazari" non conosce mai un'espansione considere- ti da Israele), i neri d'America, i residui cinesi (l'ultimo rabbino di
vole. Già nel X secolo esso viene ridotto a un territorio minusco- Kaifeng muore nel 1800; tra i loro discendenti sarebbe il presi-
lo – in pratica, la Crimea – e nell'XI secolo il micro-Stato ebraico dente antimaoista Liu Shao-chi; il censimento del 1968 ne riporta
dei cazari scompare. Un minuscolo residuo di ebrei cazari (i ca- 18, viventi a Pechino, Canton e Shanghai), le poche migliaia
raiti) continua a vivere a Kiev. Anche ammesso, dunque, che di amerindi del Messico (meticci di marrani e indigeni le cui ori-
l'intero "popolo" dei cazari si sia convertito al giudaismo (e che gini «ebraiche» sono ancor oggi un mistero: scoperti nel 1910, i
la conversione sia stata durevole), siffatta commistione costitui- loro riti presentano un misto di credenze cristiane e aborigene, a
sce senz'altro una quantité négligeable che non introduce alcuna centinaia si convertono al giudaismo ortodosso negli anni Cin-
alterazione nella "fisionomia" etnica del ceppo ebraico. Rimane quanta-Sessanta), i Bnei Avraham della peruviana Trujillo, i me-
dubbio, per giunta, se la conversione non si limiti esclusivamente stizo discendenti dei mercanti ebrei in Amazzonia (giunti a caval-
ai capi e al ceto dominante» (sequela di khan cazari: il primo, lo del 1900 con l'esplosione della richiesta mondiale di gomma,
Bulan od Obadiah o Sabriel, convertito con 4000 feudatari, lascia congiuntisi con donne indios e partiti al finire del boom), i Bnei
il trono al figlio Hezekiah, seguono Manasseh figlio di Hezekiah, Anusim della brasiliana Recife, gli ebrei «bianchi» e «neri» del
Hanukkah fratello di Obadiah, Isaac figlio di Hanukkah, Zebulun Malabar (i «neri», a loro volta divisi nei due gruppi Myukkasim,
figlio di Isaac, indi Moses, Nessy, Aaron I, Menahem, Benjamin, di più pura ascendenza ebraica, ed Enam Myukkasim, discen-
Aaron II e Joseph, che impalma la figlia del re degli alani; che denti da schiavi liberati) e i settemila indo-birmani Schinlung
l'ultimo khan fu il cristiano Georgius Tzul, sconfitto nel 1016). dello stato indiano-orientale Mizoram (tutelati da Rabbi Eliyahu
Quanto ai falascià – il termine, poco gradito ed usato non Avichayil, fondatore nel 1975 di Amishav, «Il mio popolo torna a
solo dagli etiopi cristiani, ma anche dai «kosher Jews» con into- casa», organizzazione dedita alla ricerca delle dieci «tribù perdu-
nazione sprezzante, significa «invasori, esuli, stranieri» – gli «e- te»; per Hillel Halkin i mizo, o Bnei Menashe, sono quattromila).
brei del silenzio» autobattezzatisi Beta Israel o Beit Israel, «casa All'opposto, milioni di ebrei hanno più o meno volontaria-
d'Israele», rimasti isolati per oltre un millennio, essi sono un cor- mente sciamato all'interno di altri raggruppamenti umani, «per-
pus separatum nel vero ebraismo, da esso geneticamente lontano dendosi» nel turbinio della storia, mischiando con essi i loro ge-
(come i 40.000 ebrei USA di pelle nera che la Judaica numera ni, modificandone la composizione razziale: «The genetic legacy
invece in 2000-6000). of the ancient Israelites is also preserved in millions of unbelie-
Confermati ebrei nel 1973 dal caporabbi sefardita Ovadia vers, Christians, and Muslims destined to carry their biblical
Yosef, la massima parte di loro è stata portata in Israele coi due inheritance forever in their genes, Il retaggio genico degli antichi
ponti aerei Moses (21 novembre 1984 – 5 gennaio 1985, parten- israeliti è quindi conservata in milioni di non credenti, cristiani e
za da Khartoum, transito per Bruxelles e sbarco a Tel Aviv: 6500 musulmani, destinati a portare per sempre nei geni l'eredità bibli-
individui per l'ebrea-di-madre Elisa Bianchi, 7000 per Joel Rebi- ca», rileva Entine. Tali sono stati i 2,5-3 milioni di ebrei diaspo-
bo, 8000 per Doris Bensimon e Louis Rapoport; un'appendice è rici dell'Asia Minore e della Siria, o il milione dell'Egitto roma-
l'operazione «Sheba», compiuta dalla CIA, che il 28 marzo 1985 nizzato, «scomparsi» come tali dalla storia, in parte dopo essere
porta altri 650 confratelli «neri») e Salomon (24-25 maggio stati fisicamente repressi dopo le innumeri, folli rivolte messiani-
1991, 16.000 individui, ma 14.600 per la Bianchi e 14.300 per che – come durante l'impero di Traiano – ma anche essendosi
Bensimon). Nel 1985-89 erano giunti da Addis Abeba e dal Su- fatti cristiani e poi musulmani (come il milione della Mesopota-
dan altri 2500 Beta Israel; secondo i dati del ministero dell'As- mia partica) o cancellati dalla tempesta mongolica che, sei secoli
sorbimento, il totale dei giunti nel 1977-92 è stato di 45.000, dopo Maometto, avrebbe annientato il califfato.
quasi l'intera Comunità etiopica ufficiale (ma nell'aprile 2000 il Se, dopo le vicende degli ultimi duemila anni (un centinaio
ministro dell'Interno, l'ex «russo» Natan Sharansky, ne visita in di generazioni) occorse in ogni angolo del globo, gli ebrei man-
Etiopia altri 26.000, in procinto di partire per Israele); nel 1996, tengono quindi una variabilità intrarazziale cospicua, non dob-
compresi i presenti prima del 1977 e gli 8000 bambini nati nel biamo tuttavia considerare tale variabilità maggiore di quella esi-
1977-92, i falascià in Israele si aggirano sui 60.000; ma non è stente, ad esempio, all'interno della nazione tedesca (la maggiore
finita: nel giugno-agosto 1999 arrivano dalla regione del Basso omogeneità dei norvegesi è dovuta non solo al loro numero assai
Qara altri 3800 «confratelli». Inoltre, dato che per ogni questione più limitato, ma anche alla posizione periferica, rispetto alla
concernente l'ebraismo non si giunge mai alla fine, ecco nel feb- grande storia, dei territori da essi occupati). Se anche le classiche
braio 2003 l'ennesimo coup-de-thêatre: con l'obiettivo di inse- labbra e il naso ebraico/semita non sono tipici che di un quarto
diarli a Gaza e in Cisgiordania al posto dei palestinesi, Gerusa- dell'odierno popolo ebraico, un complesso di tratti somato/psi-
lemme dà via libera all'arrivo di altri 20.000 «etiopici»: 17.000 chici comuni concorre a identificare gli ebrei (soprattutto gli e-
falashmora, ebrei convertiti «a forza» al cristianesimo, ed ancora brei del giudaismo) tra gli altri gruppi umani, almeno così come
3000 falascià, abitanti soprattutto nei villaggi dell'interno. un greco od un portoghese si distinguono da un polacco.

1550
testo valli 15-07-2008 9:36 Pagina 6

PRINCIPALI INSEDIAMENTI EBRAICI ALLA FINE


DEL VI SECOLO

La più significativa differenza rispetto alla metà del I secolo è costituita dalla presenza di forti
nuclei giudaici occidentali, situati in posizioni commercialmente strategiche lungo le principali vie
di comunicazione o presso i centri di governo (ad esempio, Esarcato bizantino di Ravenna).
Ad eccezione degli insediamenti mesopotamici, intatti nella loro consistenza, il giudaismo diaspori-
co vede in Oriente mutamenti radicali in virtù delle conversioni, massive nei primi due secoli, alle
nuove varie correnti del messianismo incentrato sulla figura del rabbi Jehoshua (cristianesimo).
Scomparsa dei grandi nuclei greci, anatolici ed egiziani, con persistenza di qualche rilievo solo nel
Delta nilotico: i giudei si sono fatti pressoché totalmente cristiani.
Riduzione anche in Cirenaica, Cipro e Palestina, in conseguenza della repressione e delle abiure
seguite alle rivolte del 66-70, 115-117 e 132-135. Dispersione, dopo l’ultima rivolta, di gruppi giu-
dei in Arabia occidentale, ove, dopo il 300, occupano una sessantina di insediamenti.
Conversione al giudaismo di tribù arabe e di genti etiopiche – i «falascià» – nella regione del
lago Tana.
testo valli

Tabuk
Tayma
Gerrha
Khaybar
Yathrib (Medina)
15-07-2008

Mecca
Taif
9:36

Nagran
Sanaa

Aden
Pagina 7
testo valli 15-07-2008 9:36 Pagina 8

PRINCIPALI INSEDIAMENTI, ESPULSIONI E


MIGRAZIONI EBRAICHE DAL VII AL XVII SECOLO

Con cerchi bianchi sono indicate le principali città di espulsione; con cerchi neri, i principali centri
di nuovo insediamento. Le migrazioni e/o le espulsioni – escluse da un lato le minori, di poche
decine di persone, e dall’altro le principali – sono generalmente ognuna dell’ordine di centinaia o
di qualche migliaio di persone.
In Arabia e in Mesopotamia, nel VII-VIII secolo, scompaiono le grandi masse giudaiche fino ad
allora presenti. Come per i cristiani in Egitto (gli ex giudei della cartina precedente), persistono
unicamente sporadiche isole giudaiche, essendosi la massa della popolazione ebraica convertita al
nuovo, vittorioso monoteismo islamico nato dal vecchio giudaismo.

1096 Renania / Boemia e Polonia.


1120 Inghilterra / Francia.
1130 Marocco / Spagna e Algeria. Grandi masse ebraiche si affiancano nella penisola iberica ai
giudei ivi presenti da oltre un millennio. Integrati nella società islamica, essi sono considera-
ti, dai cristiani sottomessi, i «collaborazionisti» per eccellenza dell’invasore saraceno. La
Reconquista cristiana, a partire dalla Vecchia Castiglia, porta all’arretramento graduale del
limite settentrionale del dominio islamico. Sono indicate in punteggiato quattro linee: da
nord, confine al 1000, 1100, 1200 e 1480 (regno di Granada). ll regno di Maiorca (Baleari)
cade in mani cristiane nel 1232.
1171 Bologna.
1182 Dominî di Federico I Barbarossa.
1182 Ile de France / Rodano e Meridione.
1192 Renania / Polonia.
1289 Bretagna / Francia.
1290 Inghilterra / Francia e Fiandre. È la prima grande espulsione ufficiale: 15.000 persone.
1298 Germania / Polonia.
1306 Prima espulsione di grande entità in Francia: 40.000 persone. Si dirigono verso Fiandre,
Germania, Provenza, Aquitania, Germania meridionale.
1311 Francia / Fiandre e Germania meridionale.
1322 Seconda grande espulsione francese. Si dirigono come sopra.
1348 Germania / Polonia, anche per i due anni seguenti.
1349 Francia / Renania.
1349 Ungheria / Polonia (prima).
1360 Ungheria / Polonia (seconda).
1394 Terza grande espulsione francese, verso Meridione.
1396 Francia / Germania ed Italia settentrionale.
1390 Russia / Polonia, per tutto il decennio seguente. In Russia gli ebrei sono
presenti, quali mercanti, fin dal IX secolo. Di un insediamento diffuso si comincia a parlare
dal X-XI secolo.
1420 Lione / Avignone, Savoia, Italia settentrionale.
1421 Austria / Polonia.
1440 Austria / Polonia, per tutti i diciassette anni seguenti.
1445 Lituania / Crimea.
1450 Germania / Italia.
1475 Trento / Mantova.
1489 Provenza / Toscana.
1492 Grande espulsione spagnola: 200.000 persone alla caduta del regno musulmano di Granada.
Si dirigono verso Portogallo, Olanda, foce dell’Elba, Marocco, Algeria, Tunisia,
Tripolitania, Egitto, Palestina, Anatolia meridionale ed occidentale, Creta, Cipro,
Costantinopoli, Salonicco, Bulgaria, Cattaro, Dalmazia, Roma, Regno di Napoli (in 50.000),
Francia meridionale. Rimangono in Spagna 50-100.000 giudei «convertiti» (i «marrani»).
1492 Sardegna / Tunisia.
1492 Sicilia / Tunisia e Regno di Napoli (a Napoli la maggior parte dei 40.000 espulsi).
testo valli 15-07-2008 9:36 Pagina 9
testo valli 15-07-2008 9:36 Pagina 10

1493 Perpignano / Provenza e Stato della Chiesa.


1494 Cracovia / ad Est.
1495 Lituania / Polonia (Grodno e Byalistok).
1496 Regno di Napoli (decreto abrogato).
1496 Vicenza.
1497 Portogallo / Marocco, Anversa ed Olanda.
1499 Austria / Germania.
1499 Verona, Bassano, Padova, Vicenza, Rovereto (espulsioni temporanee).
1500 Germania / Austria.
1500 Germania settentrionale / Polonia. Ripetute espulsioni e migrazioni regionali per tutto il
XVI secolo.
1525 Regno di Napoli.
1541 Regno di Napoli (i 50.000 «indigeni», più i 50.000 venuti dalla Spagna ed i 30-35.000 dalla
Sicilia). Verso Mantova, Roma, Valona. Corfù, Salonicco (10.000), Costantinopoli,
Bulgaria, Adrianopoli, Rodi, Cipro, Damasco, Safed.
1551 Livorno (richiamo, con gli anni, di decine di migliaia di sefarditi ex spagnoli ed ex porto-
ghesi dal Levante).
1555 Stato della Chiesa / Urbino, Ferrara ed Impero Ottomano.
1556 Stato della Chiesa / Italia settentrionale, Costantinopoli, Smirne, Salonicco.
1567 Alessandria (Piemonte) / Italia settentrionale.
1569 Bologna / Ferrara, Mantova. Pesaro, Urbino, Ancona, Toscana, Milanese.
1571 Venezia (decreto abrogato).
1573 Avignone / Piemonte.
1579 Anversa e province cattoliche delle Fiandre / Amsterdam e Province Unite (protestanti).
1593 Stato della Chiesa / Italia settentrionale.
1597 Ducato di Milano.
1598 Ferrara (occupata dallo Stato della Chiesa) / Modena e Reggio, rimasti ancora dominî
estensi.
1600 Spagna / Amsterdam. Espulsione dei «marrani» per tutto il ventennio seguente.
1618 Germania / Amsterdam. Migrazioni durante la Guerra dei Trent’Anni, fino al 1648.
1624 Cividale del Friuli.
1648 Polonia / Paesi Baltici, Russia e Balcania.
1650 dall’Olanda, chiamati in Inghilterra da Cromwell.
1658 dall’America caraibica, in Inghilterra.

Un evento tuttora controverso è la migrazione ad occidente del popolo cazaro, di ceppo turco.
Presenti e retti da un regno autonomo nelle steppe tra l’Ural ed il Dniepr dal V al XII secolo, i
cazari si convertono al giudaismo attorno al 740. Migrazione nei territori romeni ed ungheresi,
nonché in Lituania, Polesia, Volinia, Galizia, Bielorussia ed Ucraina, con flusso costante dal 1000
alla metà del XIV secolo, quando la Peste Nera spopola il cuore del paese cazaro. L’ampio serba-
toio ebraico askenazita nei territori polacchi, bieiorussi ed ucraini, avente come baricentro le palu-
di del Pripjet, si incrementa con l’assorbimento, da parte delle genti giudaiche espulse o migrate a
varie riprese dall’Europa occidentale, dei resti delle genti giudaiche cazare.

Parificazione od emancipazione degli ebrei:


1791 Francia 1861 Regno d’Italia
1830 Sudafrica 1862 Baden
1831 Belgio 1865 Svezia
1832 Canada 1866 Austria
1848 Paesi Bassi 1867 Ungheria e Galizia
1848 Nationalversammlung di Francoforte, Hannover, Nassau 1868 Sassonia
1848 Regno di Sardegna 1869 Prussia
1849 Danimarca 1874 Svizzera
1851 Norvegia 1878 Bulgaria e Serbia
1858 Inghilterra 1908 Turchia
1861 Württemberg 1917 Russia
tabelle 15-07-2008 17:55 Pagina 3

Regioni e migrazioni ebraiche nell’Europa medioevale. Da Alexander Beider, A Dictionary of Ashkenazic Given
Names - Their Origins, Structure, Pronunciation, and Migrations, Avotaynu, 2001, pp.207 e 213.
Come per Kaplan, la definizione data da Kertzer dell'«ebreo» i popoli arabi (come detto, i vocaboli «semitico» e «semita» ven-
non è etnica, ma culturale: «Noi crediamo in Dio – un Dio per- gono introdotti nel 1781 e nel 1782 da Ludwig von Schlözer e
sonale i cui punti di vista sono al di là della nostra comprensione, Johann Gottfried Herder). Accettando l'uso disinvolto dei termini
ma la cui realtà costituisce la differenza fra un mondo con uno in questione, paradossali sono le conseguenze. Uno degli esempi
scopo ed uno senza significato. Noi crediamo che l'uomo sia fat- più chiari è la polemica scoppiata nel febbraio 1992 quanto a
to ad immagine e somiglianza [betzalmenu kidmutenu, come in certe dichiarazioni anti-ebraiche attribuite al capo dell'OLP, l'a-
Genesi I 26] di Dio, che il ruolo dell'uomo dell'universo sia unico rabo-palestinese, e quindi semita, Yasser Arafat. Senza il minimo
e che, nonostante le deficienze originate dal nostro essere morta- sentore del ridicolo le agenzie di stampa internazionale e il gior-
li, siamo dotati di infinite potenzialità per il bene e per la gran- nalista Paolo Romani non si peritano di tacciare di «antisemiti-
dezza. Questa è la nostra credenza religiosa fondamentale». Tutte smo» le espressioni anti-ebraiche di Arafat (giudicate «repellen-
le altre questioni sono per Kertzer secondarie e «soltanto com- ti» e «disgustose», nonché «violente ed intrise di odio»), un indi-
mentari». «Essere ebrei solo perché si è nati ebrei» – intorbida viduo che presenta connotazioni semitiche cento volte più fonda-
Waldo Frank, indefesso promotore di crociate antifasciste – «è te di un qualunque ebreo preso a caso.
vergognoso. Ciò che distingue gli ebrei è esclusivamente la loro I termini corretti per testimoniare il rifiuto della neolingua
cultura religiosa: la loro singolare e personalissima way of life, democratica sono quindi i sostantivi antiebraismo/antigiudaismo
che li giustifica validamente in quanto fa sì che seguano il co- e gli aggettivi antiebraico/antigiudaico, a significare rispettiva-
mandamento di vivere sotto la guida di Dio e della Sua legge mente un'ostilità pratica, storico-politica, nei confronti dell'agire
universale [...] Questo è il Paese, questo è il colore della pelle di del popolo ebraico, ed un'ostilità intellettuale, filosofico-
questo popolo». religiosa, nei confronti del sistema di valori giudaico. In ogni
Ma, in realtà, fuori di ogni pedantesco astrattismo e sulla ba- caso va rifiutato il sostantivo «antisemita». Inoltre non si è «an-
se di altre opinioni confortate dal pratico agire giudaico, molto tiebrei» o «antigiudei», come se questo fosse lo scopo ed il fulcro
più rispondenti al reale che non tali tesi «culturali» – peraltro del proprio agire, cosa che invece l'ebreo ed i suoi manutengoli
dotate di una loro settoriale validità – sono i rilievi di altri stu- goyish vogliono far credere usando il sostantivo «antisemita» per
diosi della poliedrica questione giudaica, i quali pongono l'accen- definire gli avversari. Ci si definisce in positivo; antiebraiche
to soprattutto sull'eredità del sangue, vale a dire sull'aspetto e- possono essere alcune delle posizioni di un individuo, antigiu-
tnico-razziale. Unificati da una lunga storia di persecuzioni più o daiche talune delle sue tesi, ma solo quale conseguenza di una
meno meritate, gli ebrei hanno trovato un fattore aggiuntivo di precedente adesione ad un sistema di valori che prescinde da
coesione e di identificazione collettiva anche nelle pressioni ostili ogni «anti», per affermare in primo luogo se stesso.
del mondo esterno. Discorrendo sull'«antisemitismo» dimostrato In realtà – e non lo si dirà mai a sufficienza – le cause dell'o-
da Thomas Stearns Eliot, Ezra Pound, Richard Wagner, Henry stilità incontrata da Israele in ogni tempo e paese non risiedono
Louis Mencken e da altri rappresentanti dell'alta cultura di diver- in una malvagità umana universale né in una qualche tara psichi-
se nazioni, Michael Wyschogrod riconosce su Moment il valore ca dell'essere umani per cui la mente opererebbe in autonomia,
aggregante di tali pressioni antiebraiche: «Una vigilanza nei con- indipendentemente dal suo oggetto (sinat hinam, «odio senza
fronti dell'antisemitismo unifica quasi tutti gli ebrei contempo- motivo», è il concetto che risuona nei secoli dal talmudico Yoma
ranei. Sebbene gli ebrei siano divisi su parecchie questioni, essi 9b), ma giacciono profonde nella visione stessa delle cose che
sanno riconoscere solitamente un antisemita e quando ciò accade informa l'agire del Popolo Eletto.
possiamo osservare un fremito che li definisce collettivamente. Manifestando un'onestà intellettuale rimarchevole (ma poi
Coloro che partecipano di questo fremito sono parte del popolo scomparsa con gli anni e col cieco schierarsi dreyfusardo: è lui il
ebraico; coloro che non lo sentono, no». co-autore del zoliano J'accuse, lanciato il 13 gennaio 1898 su
Come accennato in Premessa, i termini «antisemitismo» e l'Aurore di Clemenceau), con logica stringente così si esprime
«antisemita» sono ormai entrati nell'uso a significare una «im- nel 1894 Bernard Lazare (I): «Mi sembra che un'opinione così
motivata» e «irrazionale» posizione antiebraica: «l'insieme dei universale come l'antisemitismo, fiorito in tutti i paesi ed in tutti i
pregiudizi antiebraici»; «un odio collettivo di principio e pratico tempi, prima e dopo l'era cristiana, ad Alessandria, a Roma e ad
contro il popolo ebreo, un'ostilità indiscriminata contro gli ebrei Antiochia, in Arabia ed in Persia, nell'Europa del Medio Evo e
in quanto tali», «frutto di un lavoro di tessitura della fantasia»; un nell'Europa moderna – in una parola, in tutte parti del mondo in
«odio morboso», un «torbido stato mentale fatto di complessi di cui ci sono stati o ci sono degli ebrei – mi sembra che una tale
inferiorità, sogni di risentimenti, manie di persecuzione»; quando opinione non possa essere il risultato di una fantasia o di un eter-
non, tout court, «una incurabile aberrazione psichica». Una delle no capriccio, e che debba la sua nascita e la sua persistenza a ra-
definizioni più pregnanti nel suo totalitarismo è infine quella di gioni profonde e serie [...] Se questa ostilità, questa repugnanza
Pierre Vidal-Naquet, che, come già detto, sentenzia: «1. L'antise- perfino, fossero state esercitate nei confronti degli ebrei in una
mitismo non è un'opinione, ma un crimine. 2. Considero antise- sola epoca ed in un solo paese, sarebbe facile riconoscere le cau-
miti tutti coloro che se la prendono con ciò che è sacro per gli e- se limitate di quegli scoppi d'ira; ma questa razza è stata, al con-
brei». I termini «antisemitismo» ed «antisemita», cui si nega in trario, fatta segno dell'odio di tutti i popoli delle regioni nelle
ogni caso una motivazione attualmente appropriata, dovrebbero quali essa si è stabilita [«anti-Semitism will be a very common
quindi, a parer nostro, venire abbandonati, non tanto a causa del- characteristic of human societies, l'antisemitismo è un aspetto
le immediate e «ripugnanti» valenze negative di cui sono a tut- decisamente comune delle società umane», conferma Mac Do-
t'oggi caricati, quanto, appunto, perché sostanzialmente inesatti. nald II; «le nazioni si odiano l'un l'altra, ma tutte insieme odiano
Le genti ebraiche e l'ideologia ebraica/giudaica costituiscono l'ebreo», aveva già avvertito Mark Twain]. Bisogna dunque, poi-
infatti solo una delle articolazioni del complesso di stirpi e ideo- ché i nemici degli ebrei sono appartenuti alle razze più diverse,
logie semite, complesso del quale fanno parte, ad esempio, anche vissute in regioni anche ben lontane tra esse, rette da regimi di-

1557
versi, governate da leggi anche opposte, con usi e costumi diver- ra stessa in tutto il mondo. La persecuzione de' giudei invece va
si, animate da intelligenze diverse che non permettevano loro di segnalata, per la sua perpetuità e per la sua universalità. Codesto
giudicare egualmente le cose – bisogna dunque concludere che le è un caso unico, il quale umanamente non si spiega". E da ciò lo
cause generali dell'antisemitismo hanno sempre dimorato all'in- scrittore risaliva a' disegni della giustizia di Dio, che nel percote-
terno dello stesso Israele e non in coloro che l'hanno combattuto» re questo popolo, emulo in terra della ribellione satanica ne' cieli,
(«battuta stupidamente antisemita», direbbe il critico ebreo co- si manifesta inesorabile. Se non che le cagioni umane di questo
munista Guido Fink, che proprio così commenta della battuta fatto, unico nelle storie, sono da scriversi alla sua cupidigia insa-
dell'ebraico poliziotto di Homicide di David Mamet: «Se ce ziabile di arricchire coll'usura, di prepotere colle perfidie e di
l'hanno con noi da duemila anni vorrà ben dire che qualcosa a- dominare, tutto invadendo e tutto usurpando, quanto gli è possi-
vremo fatto per meritarcelo»... attirandosi il glaciale disprezzo bile, negli Stati. Questa è la legge immutabile del prosperare de-
della nipote dell'uccisa: «Lei, che è ebreo, dice queste cose? Si gli ebrei in un paese qualunque, che prosperano sempre a detri-
vergogna di esserlo fino a questo punto? Ma che uomo è Lei? mento del ben essere e della libertà dei paesani».
Lei non è niente, Lei non è nessuno»). Similare il classico Sombart: «Risalendo nel passato, da
E tutto ciò, a dispetto di tutta la buona disposizione iniziale quando gli ebrei vengono a contatto con stranieri osserviamo
che i non-ebrei hanno sempre dimostrato verso il Popolo Alieno: dappertutto il medesimo spettacolo: lo stato d'animo dei popoli
«Ovunque stabilirono colonie, ovunque furono trasferiti, gli ebrei ospiti rimane nei loro confronti sempre identico, indipendente-
chiesero non solo di praticare la loro religione, ma anche di non mente dalla razza o dalla cultura o dalla religione cui questi ulti-
venir assoggettati ai costumi dei popoli fra i quali erano chiamati mi appartengono. Dappertutto insorgono contrasti interni, si veri-
a vivere e di continuare a essere governati dalle loro stesse leggi. ficano persecuzioni o maltrattamenti da parte del popolo che li
A Roma, ad Alessandria, ad Antiochia, in Cirenaica, essi potero- ospita. Il fenomeno prende inizio con gli egizi: "Presero in av-
no agire liberamente. Non erano convocati di sabato davanti ai versione i figli di Israele" (Esodo I 12). "Ostili a tutti gli uomini",
tribunali, si permetteva loro di avere i propri tribunali speciali e afferma degli ebrei Paolo (1° Tessalonicesi II 15). Il quadro resta
di non essere giudicati secondo le leggi dell'impero; quando la il medesimo durante l'epoca ellenistica e nella Roma imperiale.
distribuzione di grano cadeva di sabato, si riservava la loro parte Odio feroce; alla minima occasione: persecuzioni, saccheggi,
per il giorno dopo; potevano divenire decurioni ed essere esentati omicidi, assassinii. Basti pensare ai tremendi pogrom nell'Ales-
dalle pratiche contrarie alla loro religione; si amministravano sandria del I secolo della nostra era, di cui ci riferiscono Giusep-
autonomamente come ad Alessandria, avevano i loro capi, il loro pe Flavio e Filone. "L'odio verso gli ebrei e le persecuzioni degli
senato, il loro etnarca e non erano sottoposti all'autorità munici- ebrei son vecchi quanto la diaspora stessa" (Mommsen). Si pensi
pale. In ogni luogo volevano rimanere ebrei e in ogni luogo otte- alle persecuzioni degli ebrei sotto gli imperatori romani. A Mar-
nevano privilegi che permettevano loro di fondare uno Stato nel- co Aurelio: "foetentium Judaeorum et tumultuantium saepe tae-
lo Stato. Grazie a questi privilegi, a queste esenzioni, a questi dio percitus" [spesso stizzito dall'avversione per i giudei puzzo-
sgravi di imposte, essi si trovarono rapidamente in una situazione lenti e strepitanti]. In seguito: saccheggi e massacri sotto Teodo-
migliore di quella degli stessi cittadini fra i quali vivevano; ave- rico, così come sotto i longobardi nel VII secolo. Ma anche: a
vano maggiori possibilità di trafficare e di arricchirsi, e così ecci- Babilonia, nel VI secolo a.C., pesanti persecuzioni da parte dei re
tarono gelosie e odio [...] Gli ebrei emancipati penetravano nelle persiani seguaci del culto del fuoco. Persino nella penisola iberi-
nazioni come degli stranieri [...] Formavano un popolo in seno ad ca, dove vivono del resto in ottime condizioni, gli ebrei finiscono
altri popoli, un popolo speciale che conservava le proprie caratte- col venir sempre odiati e perseguitati: da musulmani e cristiani,
ristiche mediante riti peculiari e precisi, e grazie ad una legisla- senza distinzioni. Si ricordino le vessazioni patite dagli ebrei nel
zione che lo manteneva separato e serviva a perpetuarne il carat- regno zividico di Granada, durante l'XI secolo, sotto il visirato di
tere. Entrarono a far parte delle società moderne non come ospiti Joseph Ibn-Nagrela, culminate con la loro espulsione da Grana-
ma come conquistatori [...] s'impadronirono facilmente del da. Questi fatti – e sarebbe facile citarne molti altri – riflettono
commercio e della finanza». l'odio anti-ebraico diffuso nelle cerchie culturali non-cristiane, a
Similmente aveva scritto, quattro anni innanzi, pur con fran- cui occorre ovviamente aggiungere le copiose persecuzioni di
ca ostilità, La Civiltà Cattolica (serie XIV, vol.8): «E poi [gli epoca cristiana. Siffatto fenomeno risulta comprensibile solo
ebrei] non finiscono mai di lagnarsi delle persecuzioni, che han muovendo dall'ipotesi di una specificità ebraica: non può venir
patite in addietro e tuttora qua e là soffrono! Ma queste sono sta- interpretato come semplice effetto di furori insensati che avreb-
te e sono conseguenze della loro prava pazzia. Da per tutto han bero posseduto popoli ospitanti fra loro profondamente diversi. E
fatto e fanno sfoggio dell'avida loro ambizione; da per tutto si ogni volta – in tutte le epoche, in tutti i paesi (anche se con qual-
son millantati e si millantano superiori, per privilegio divino, ai che soluzione di continuità) – i governanti li trattano da semi-
popoli tra cui ora vivono o son vissuti; da per tutto si son mostra- cittadini [...] Mi sembra dunque che una politica tanto uniforme,
ti e si mostrano intrattabili, ostili, malefici alle nazioni che li applicata da Stati fra i più disparati, debba avere la sua ragion
hanno tollerati o li tollerano, beneficandoli persino col diritto di d'essere in una particolare caratteristica del popolo ebraico – for-
cittadinanza [...] Il chiaro P[adre] Ratisbonne, di nascita israelita se nella severità della sua legge religiosa, come in diverse occa-
e per la sua conversione mutato in fervente ministro di Cristo, sioni abbiamo avuto modo di constatare».
così con molta saviezza ragionava delle persecuzioni, mosse in Similare l'«antisemita» Eustace Mullins, rilevando «l'odio
ogni tempo e luogo a' suoi antichi confratelli: "Il male de' giudei profondo e il disprezzo» nutrito dai non-ebrei verso «the Jewish
è di non saper aprir gli occhi, per conoscere le vere cause delle parasite»: «The Jew is the only human group which has repea-
persecuzioni, fatte loro in tutt'i secoli e senza esempio. Nello tedly undergone mass actions, or pogroms, against it, Gli ebrei
scorrere delle età si son visti molti popoli malmenati da altri po- sono l'unico gruppo umano che di continuo ha subito aggressioni
poli. Queste sevizie però avevano un termine, né si usavano all'o- di massa, o pogrom».

1558
Similare il pur filo-ebraico Vincenzo Manzini: «È un fatto glioni alla gente, forse non li avrebbero fatti fuori!... Quelli che li
che gli Ebrei si sono procacciati presso tutti i popoli un odio e un hanno un po' impiccati dovevano avere le loro buone ragioni... Si
disprezzo quali mai non colpirono gli appartenenti ad altre razze, era certo dovuto metterli in guardia, questi giudei! Logorare,
e che non allignarono mai con tanta forza e costanza neppure stancare le pazienze... Non viene da solo un pogrom!... È un
contro gli invasori e gli oppressori. Questo odio e disprezzo, de- grande successo nel suo genere, un pogrom, una conseguenza di
terminati assai più che da motivi religiosi dal fatto che gli Ebrei, qualcosa... Non è umanamente credibile che gli altri siano tutti
mantenutisi sempre appartati (per ragioni etnico-religiose) in unicamente delle fogne... Sarebbe troppo comodo...».
mezzo alle altre nazioni, hanno svolto di preferenza un'attività L'ostilità romana nei confronti dell'ebraismo – o meglio, la
parassitaria e invadente, rese gli Israeliti veramente martiri nei presa di coscienza da parte romana dell'irriducibilità del contra-
secoli passati, così da giustificare la definizione di "popolo dalla sto fra due opposte visioni del mondo, a dispetto di tutta la ma-
dura cervice", e da avverare, si potrebbe dire, gli effetti della ma- gnanimità dei «gentili» – non data invero dalla conquista della
ledizione della S. Scrittura». Giudea da parte di Pompeo Magno (come a questi avrebbe im-
Similare, ripetiamo, tre secoli prima, Giordano Bruno: «... e plicitamente rimproverato Rutilio Namaziano), ma ci è già do-
gli ebrei di natura, ingegno e fortuna saturnini e lunari, gente cumentata dal 139 a.C. Come riporta Valerio Massimo alla fine
sempre vile, servile, mercenaria, solitaria, incomunicabile ed in- del primo dei Factorum cinctorum memorabilium libri, in quel-
conversabile con l'altre generazioni [leggi: genti, popolazioni], le l'anno gli ebrei, già numerosi in Roma, erano stati invitati a tor-
quali bestialmente spregiano, e da le quali per ogni raggione sono narsene a casa in Palestina (repetere domos suas) ed espulsi dal
degnamente dispreggiate» (Cabala del cavallo pegaseo, dialogo pretore Cornelio Hispalo, consoli M. Popilio Lenate e L. Calpur-
primo). nio; attraverso il culto jahwista avevano infatti tentato di «influi-
Similare Spinoza, per il quale la religiosità degli ebrei «as- re sui costumi dei romani». Altri espulsi dallo stesso pretore era-
sieme all'odio verso le altre nazioni veniva a tal punto alimentata no stati i caldei, che turbavano la gente con le interpretazioni dei
e accresciuta dalle pratiche quotidiane del culto che era divenuta movimenti degli astri, mentre era stato riaffermato il divieto del
del tutto naturale. Ed infatti il culto quotidiano degli ebrei non rito dei Baccanali.
solo era diversissimo da tutti gli altri (ciò che rendeva gli ebrei Nell'antichità, per motivi quindi non teologico-religiosi
separati e divisi dagli altri popoli), ma addirittura contrario. Ora, («popolo deicida» testimone del «superamento» dell'antico credo
da questa quotidiana esecrazione verso gli altri popoli non poté e altre incoerenti fantasticherie cristiane) ma squisitamente socio-
non aver origine, negli animi, un odio sopra ogni altro fierissimo, politici e psico-filosofici, contro gli ebrei si sono peraltro pronun-
come quello che era nato da una grande devozione e pietà, e che ciati anche Ecateo di Abdera, il sacerdote egizio Manetone, A-
era ritenuto un sentimento religioso. Nè, in verità, può esistere un pollonio Molone, Diodoro Siculo, Pompeo Trogo, Agatarchide,
odio più grande e indomabile di questo. Non mancavano poi cau- Lisimaco, Timagene, Apione (definito «l'antisemita per eccellen-
se e occasioni perché quest'odio sempre più si alimentasse; prima za» da Peter Schäfer), Cheremone, Posidonio, Polemone d'Ilio,
fra queste la reciprocità, poiché infatti non possiamo ammettere Mnasea, Quintiliano, Cicerone, Ovidio, Persio, Orazio, Seneca,
che gli altri popoli non abbiano ricambiato gli ebrei con un odio Plinio, Tacito, Marziale, Giovenale, Svetonio, Lucano, Plutarco,
intensissimo» (Tractatus theologico-politicus XVII). Strabone, Arriano, Dione Cassio, Celso, Marco Aurelio, Filostra-
Ed ancora un altro arruolato, il «tedesco» Cheskel Zwi Klö- to, Giuliano Imperatore e Rutilio Namaziano.
tzel, che su Die Zukunft del 18 giugno 1904 ci raffigura onesta- Nulla di più chiaro, al riguardo (si pensi all'opposto al com-
mente il «großen erhabenen Haß, grande sublime odio» degli portamento ebraico verso i cananei!), dei commenti di Maurice
ebrei contro tutto quanto sia non-ebraico, riconoscendo che non Sachot: «A Tertulliano è ben noto come gli ebrei siano stati gli
c'è nulla di strano se «irgendwo in einem Winkel seines Herzens, unici, nell'impero romano, a beneficiare di uno statuto particolare
in un qualche recesso del cuore» ogni non-ebreo è «antisemita» che dava loro, tra altri privilegi, la libertà di praticare la propria
(altro che le ottuse fantasie di quegli anti-«antisemiti», goyish religione e li dispensava da tutto quanto considerassero incompa-
come Arruolati, che adducono all'«antisemitismo» un carattere tibile con le proprie istituzioni, in particolare dal rituale romano
«fondamentalmente incomprensibile» per cui, come avverte in del culto imperiale», e Louis Rougier: «In virtù del principio giu-
tutta serietà l'umorista americano Harry Golden, «caro lettore, ridico che accordava ai soggetti dell'Impero il diritto di vivere
devi accettarlo: l'antisemitismo non lo si può spiegare; lo si può secondo i loro costumi religiosi nazionali, si sacrificarono, a fa-
solo descrivere»). vore del dio intollerante d'Israele, le esigenze della religione uffi-
Decisamente più aspro, invece, Céline: «Non ho niente di ciale e del culto imperiale. Si dispensarono i giudei dal compier-
speciale contro gli ebrei in quanto ebrei, voglio dire sempli- ne i riti e si accordarono loro altre immunità: il diritto di vivere
cemente banditi come tutti, bipedi alla conquista del loro piatto secondo la loro legge, dei privilegi in materia di annona, la di-
di minestra... Mica mi danno fastidio. Un ebreo vale probabil- spensa, temporanea e locale, dal servizio militare, la dispensa da
mente un bretone, subito, alla pari, o un alverniate, un franco- certe cariche pubbliche, e questo non solo ai giudei stranieri, ma
canacco, un "figlio di Maria"... È possibile... Ma è contro il razzi- anche ai giudei riconosciuti cittadini romani. Tuttavia, per far
smo ebraico che mi rivolto, che sono cattivo, che mi ribolle tutto risaltare che il giudaismo non era tollerato come religio licita che
fin sotto ai coglioni!...Urlo! Tuono! Loro gridano e come contro i in quanto religione nazionale, alcuni imperatori si sforzarono di
razzisti! Non la piantano mai! contro gli abominevoli pogrom! accentuare il carattere nazionale del culto giudeo. È così che Giu-
contro le persecuzioni secolari! È il loro gigantesco alibi! È la liano l'Apostata, asperrimo nemico dei cristiani – spregevole
loro solita zuppa! Non me lo leveranno mai dalla testa che se le "genus tertium" senza patria alcuna – tentò di ricostruire il Tem-
devono essere cercate ad arte le persecuzioni! cazzo d'una min- pio di Gerusalemme: solo un incendio fu di ostacolo al suo dise-
chia! Se devo credere ai miei occhi! Se avessero fatto meno i gno e fece andar a vuoto l'iniziativa», incendio che i cristiani – i
furbi, per tutta la faccia della terra, se avessero rotto meno i co- quali, oltre che raffrenati dai pagani, si videro distruggere molte

1559
chiese dai concorrenti ebrei – attribuirono all'intervento divino. to degli ebrei».
Quanto ai motivi della sorda antipatia e della crescente ostli- Ne discende ovviamente che «we Jews owe no one the sli-
lità che culminarono nella Guerra Giudaica, continua Rougier: ghtest apology for ourselves and one another, noi ebrei non dob-
«Se Dio non ha cura esclusiva dell'umanità, ancor meno privile- biamo minimamente trovare giustificazioni per noi stessi o per i
gia un popolo a danno di tutti gli altri. Tale è tuttavia l'aggressiva nostri fratelli»: «In quanto l'antisemitismo non nasce per il com-
pretesa dei giudei. L'errore antropomorfico si accompagna in portamento degli ebrei, gli ebrei devono smetterla di incolpare se
loro ad una filosofia della storia che fa delle gesta d'Israele l'asse stessi o i propri fratelli» (già un secolo prima il proto-sionista
religioso e morale della storia universale. Con una ironia tra- Yehudah Leib Pinsker aveva annotato, altrettanto paranoicamen-
scendente, Celso stigmatizza l'intollerabile boria, la iattanza vani- te, che «bisogna essere ciechi per affermare che gli ebrei non
tosa, la magniloquente arroganza di una razza che a lui sembra sono il popolo eletto, eletto all'odio universale. Per quanto grandi
incivile e vile fra tutte. Il disprezzo che ostentavano i giudei nei siano le divergenze fra i popoli nelle loro relazioni reciproche,
confronti dei gentili nelle città dell'Impero dove essi avevano per quanto profonde siano le diversità d'istinti e di tendenze, essi
ricevuto diritto di cittadinanza, il rifiuto di sedersi alla loro tavo- si dan la mano nel loro odio verso gli ebrei [...] la giudeofobia è
la, di partecipare alle loro feste, di servire sotto le loro bandiere, i forma ereditaria e innata di demonopatia [...] l'odio contro gli
loro matrimoni divisi, la loro autonomia giuridica, "l'odio delle ebrei [è] un'aberrazione ereditaria dello spirito umano [...] il pre-
procedure" che suscitava attorno ad essi la loro Legge meticolo- giudizio dell'umanità contro di noi trova le sue radici profonde in
sa, intollerante e mettimale [leggi: malaugurante], li mettevano princìpi antropologici e sociali, innati ed inestirpabili [...] l'odio
inevitabilmente in un atteggiamento di scrupolo [leggi: estranei- contro gli ebrei ha le sue radici in un profondo sentimento innato,
tà] verso i pagani. Ma questo particolarismo sociale – raddoppia- in una psicosi ereditaria»).
to da un esclusivismo religioso che li faceva, a casa loro, rove- Di poco più problematico di Lazare, e più coraggioso – o
sciare gli altari degli dei dell'Olimpo e interdire ai profani l'ac- incosciente – un secolo dopo è il goy Mario Andrea Rigoni, re-
cesso al loro proprio santuario – aveva di che portare al colmo censore dell'«antisemita» Léon Bloy (Cesare Segre, in la Repub-
dell'esasperazione un letterato, protestando, per giustificarsi, la blica, lo definisce «un miserabile»): «Sono lontanissimo dal pen-
più presuntuosa, la più abracadabrica delle filosofie della storia, sare che gli ebrei siano colpevoli della sorte che hanno avuto.
forgiata nella straordinaria officina dei falsi letterari dei giudei Non si può tuttavia negare il fatto, singolare nella storia, che essi
alessandrini e che, per secoli e per la più grande gloria del cri- abbiano attirato su di sé un'avversione millenaria e universale,
stianesimo, andava imponendosi alla collettività degli esseri pen- sulla quale non si può non riflettere: tanto più che è testimoniata
santi!». nell'opera di alcuni tra gli spiriti non solo più alti dell'umanità,
E come l'ebreo Lazare e il goy Rougier si esprime, in L'into- come Dante o Shakespeare, ma anche più tolleranti, come Vol-
lérance religieuse et la politique, lo storico Bouché-Leclerq: taire. Tutti costoro sbagliavano, certamente; ma vorremmo anche
«Tutti i popoli che nell'antichità sono venuti in contatto col popo- ritenere che essi fossero completamente pazzi? Che l'identità e-
lo ebraico hanno avvertito in lui una forza sconosciuta, un'ener- braica non offrisse non dico ragioni ma almeno pretesti alla per-
gia che esercitava su loro un'azione repulsiva, alla quale hanno secuzione da parte del resto del mondo?».
risposto con eguale avversione [...] Mentre ai politeisti non ripu- Anche se William Schlamm reputa assurdo richiamare, per
gnava associarsi a culti di origine diversa [...] il Dio d'Israele ri- identificare un membro del Popolo Santo – o per meglio dire: del
fiutava qualsiasi alleanza con gli altri dei, come il suo popolo suo popolo – la «camaraderie etnica», è tuttavia l'illustre socio-
eletto con ogni altra nazione. Ovunque andava, l'ebreo portava logo Nathan Glazer ad insinuare con autorità nella nostra mente
seco la sua religione e la sua patria, cioè la barriera che lo sepa- qualche piccolo dubbio sulla primazia «culturale» del giudaismo:
rava dal resto dell'umanità. Da ciò gli odi reciproci [...] intolle- «Gli ebrei americani, ammesso che credano in qualcosa, credono
ranza la cui causa prima risiedeva negli stessi ebrei, e che essi nell'efficacia strumentale della religione: essi sentono che il giu-
avevano scatenato contro loro stessi. Ma nei politeisti questa in- daismo giova agli ebrei; favorisce la loro sanità spirituale e il
tolleranza non nasceva affatto dalla religione. Essi non pretende- loro adattamento, agisce da coibente per il popolo ebreo. Qual-
vano di imporre agli ebrei alcun credo: li consideravano soltanto siasi considerazione in ordine al fatto che il giudaismo possa es-
esseri asociali, e sapevano vagamente che la loro religione ne era sere buono in se stesso e contenere delle preziose verità che po-
la causa». trebbero essere diffuse fra i non-ebrei, è assolutamente assente
Altro quindi, per il primo Lazare, La Civiltà Cattolica, Rou- nella mente della maggior parte degli ebrei americani [...] La
gier e Bouché-Leclercq, che le conclusioni di un Milton Stei- maggior parte degli ebrei americani sarebbe incapace di dare una
berg! Per il quale l'«antisemitismo», «conseguenza di rilevanti precisa definizione dei principi fondamentali della religione e-
fattori impersonali, politici, economici e psicologici» che muo- braica ed è solita dare al giudaismo il contenuto che più le aggra-
vono individui che «vogliono sempre inventare miti per raziona- da sul momento [...] La letteratura americana sul giudaismo non
lizzare i loro pregiudizi, le loro imbrogliate storie di intrighi, ca- contiene niente che possa trovar posto in un'antologia dell'espe-
bale e cospirazioni internazionali, di estesi e orripilanti complot- rienza religiosa».
ti», è «an unwarranted and undeserved assault [...] a piece of È poi singolare, ancorché comprensibile, che le genti ebrai-
effrontery, of unmitigated impudence, perpetrated at the best by che abbiano teso e tendano ancor oggi a conservarsi sostan-
mean and stupid persons, and at the worst by the conscienceless zialmente isolate all'interno delle nazioni in cui sono vissute e in
and depraved, una ingiustificata e immeritata aggressione [...] cui vivono, mantenendo gelosamente i loro usi e costumi, ma,
un'espressione di sfrontatezza, di assoluta impudenza, nel miglio- ancor più, il loro sentimento di estraneità e la loro costellazione
re dei casi compiuta da individui stupidi e vili, nel peggiore da genica. Questo ammette il sociologo Herbert J. Gans: «L'ebreo
individui senza coscienza e depravati», e comunque «not a con- seguita in genere a vivere, come si suol dire, "tra vicini ebrei". I
sequence of Jewish behavior, mai una reazione al comportamen- suoi migliori amici sono quasi sicuramente ebrei [...] Gli ebrei

1560
americani preferiscono lavorare con altri ebrei, spesso con paren- che Dio è il nostro Dio fa paura, però giustifica tante altre cose, è
ti, e tengono in vita in tal modo alcuni aspetti del carattere di clan un messaggio fortissimo. Questo mi spinge a interrogarmi: non è
della famiglia ebrea. I matrimoni misti, che per solito costitui- forse il Dio di tutti? È ovvio che lo è, ma nei confronti del popolo
scono la più potente forza di disintegrazione in qualsiasi società, ebraico ha un atteggiamento particolare [...] Il popolo ebraico
non sembrano aver mai raggiunto per gli ebrei di questo paese u- non è che uno strumento, un rappresentante che visita la clientela
na percentuale superiore al dieci per cento». E gli States sono il per conto del boss»).
paese in cui più facile è l'esogamia, considerati l'originario, per- Ma tornando all'America, il demografo Elihu Bergman, «il
durante sradicamento societario e la mobilità, in tutti i settori, più pessimista dei pessimisti», calcola nel 1977 che in conse-
della più «aperta» società (Gesellschaft) della storia. guenza dei matrimoni misti quell'ebraismo, valutato 5.600.000
Al di là di tutti i sofismi sciorinati nella sua spiegazione da individui, potrebbe contare cent'anni dopo «non oltre 944.000 e-
Perry Netter, rabbino adepto del Progressive Judaism – sofismi brei e plausibilmente al minimo 10.240», «if present trends are
semplicemente evanescenti di fronte alla robusta realtà millenaria not arrested or reversed, se il presente stato di cose non si arre-
dei precetti biblici e talmudici – la vera ragione dell'isolamento è sterà o non se ne invertirà il corso»! Quanto invece ad Israele il
ancora il timore per il dissolvimento del patrimonio genetico e- tasso di rimpiazzo (2,1, il numero di figli per donna che mantiene
braico o, volendo porre la questione su un piano meno terreno, costante una popolazione) è per la media della popolazione di
del patrimonio culturale ebraico nella più numerosa umanità «al- 2,7. Tale valore è più alto del numero di figli generati dalle don-
tra». Anche se, dice Netter, «i convertiti prendono il giudaismo ne di estrazione est-europea (askenazita, i nove decimi dell'ebrai-
più seriamente di molti che sono nati ebrei» e «noi che siamo smo attuale), ma è inferiore a quello delle donne sud-europee e
nati ebrei possiamo imparare dai convertiti», «la maggior parte afroasiatiche (sefardite, il decimo restante; per inciso, nel XII
degli ebrei scoraggia i figli dal contrarre un matrimonio misto secolo i sefarditi costituivano, secondo Jane Gerber, il 90% del-
[intermarriage], ma non perché i non-ebrei siano gente non buo- l'ebraismo, nel 1700 erano scesi al 50%: «vivendo in condizioni
na [not good people], e neppure per la paura di contaminazione sempre più depresse in società musulmane in decadenza, il nu-
da parte dei non-ebrei. La proibizione contro i matrimoni misti è mero dei sefarditi restò costante o diminuì nel preciso momento
una questione di sopravvivenza per l'ebraismo. Se tutti gli ebrei in cui gli askenaziti europei cominciarono ad esplodere demogra-
si sposassero con non-ebrei, il giudaismo scomparirebbe». Cer- ficamente», fino a giungere, nel 1930, al 10%, la quota più bassa
cate di capirci, implora il buon liberale: «Noi che siamo semi- in tutta la trimillenaria storia), ortodosse e ultraortodosse, per le
consci della singolarità ebraica [Jewish particularity] non pos- quali le cifre sono rispettivamente 3, 4 e 6 (da cui si deduce, co-
siamo capire la fame di quelli che ardono [the hunger of those me già detto al cap.XXII, che il nocciolo duro dell'ebraismo è
who crave] di essere ebrei». costituito dai gruppi meno «evoluti»/occidentalizzati).
Concetto opposto alla definizione di «antisemitismo» data ad Tornando agli USA, praticamente nessun rabbino conserva-
Angelo Pezzana dalla Nirenstein: «È una forma d'invidia, specia- tore od ortodosso celebra matrimoni misti, bensì solo i rabbini
lissima, nei confronti di qualcosa di diverso che è il contenuto del movimento riformato (Reform Judaism o Progressive Ju-
dell'ebraismo: l'invidia per la lunga durata, per la resistenza, per daism, le congregazioni più disinvolte nell'innovare la precetti-
l'identità, che è il bene più prezioso che il mondo oggi ricerca e stica, accettando la discendenza patrilineare, le sinagoghe ga-
non trova. Quest'identità è come un calice di cristallo preziosis- ylesbiche, il rabbinato femminile, con la prima donna nominata
simo che è passato di mano in mano, alle volte dipinto di un co- rabbino undici anni avanti i rivali Conservative... la prima in as-
lore alle volte di un altro. L'antisemitismo non è se non il deside- soluto ad essere fatta rabbino fu, nel 1935 in Germania, Regina
rio di spezzare questo calice che gli ebrei si sono tramandato»: Jonas, mentre le prime innovazioni femminosinagogali sono do-
tutto bello e suggestivo, peccato solo che il rispetto preteso per il vute al secentesco messia Shabbetai Zevi; un sondaggio eseguito
loro calice gli ebrei non possano averlo per i più rozzi calici go- nel 1972 dalla Central Conference of American Rabbis riporta
yish, meritevoli anzi di essere doverosamente infranti! che il 14% dei rabbini riformati sono agnostici o atei!).
E che la chiusura ai goyim valga per l'ortodosso e per il me- Dei riformati fa parte quel Rabbi Charles Davidson di We-
no ortodosso, per il praticante, per l'agnostico e per l'«ateo» lo stport, Connecticut, che l'11 ottobre 1987, officiando a quattro
testimonia l'«italiano» Shmuel (ex Edoardo) Recanati di Livorno, mani con monsignor John Jones della cattedrale dell'Immacolata
passato in Tunisia nel 1938, rientrato in Italia nel 1949 e trasmi- Concezione di Albany, unisce in matrimonio la cattolica Maria
grato infine in Israele: «Ricordo che all'università mio fratello e Cuomo, figlia del governatore di New York Mario Cuomo – che
io frequentavamo solo ragazze non ebree, e i miei non ci trova- nel 1981, ringraziando per il conferimento dell'Human Relations
vano nulla da ridire. Finché un giorno mio fratello rientrò a casa Award da parte dell'ADL, pubblicamente si era vantato di essere
con una ragazza e disse che l'amava e la voleva sposare. I miei stato un shabbos goy! – a Kenneth Cole, ebreo bar mitzvah
rimasero allibiti, e mio padre dichiarò: "Guarda che se proprio la del Temple Emanuel e industriale designer di calzature (a sug-
vuoi sposare tu non appartieni più alla nostra famiglia". "Per- gellare la cooptazione dell'italo-americano Cuomo nell'establi-
ché?" "Perché ci si sposa solo fra ebrei". "Perché?" "Perché sì". shment WASP-giudaico, il figlio Andrew, poi ministro dell'Edi-
Mio fratello alla fine lasciò quella ragazza, o la ragazza lasciò lizia con Clinton, impalmerà l'avvocatessa Kerry Kennedy, figlia
lui, e più tardi sposò un'ebrea. Tutto questo in una famiglia dove dell'ex santino di famiglia Bob). L'ecumenismo della circostanza
si mangiava maiale e si lavorava il sabato. Le uniche due manife- evita di pronunciare il nome Gesù, sostituito da un anonimo «Dio
stazioni di ebraismo erano il digiuno di mia madre a Kippur e le Padre», mentre, al contrario, la cerimonia termina con la rottura
azzime durante la settimana di Pasqua. Le altre famiglie ebraiche di un bicchiere da parte dello sposo «come in un tradizionale ma-
non ci invitavano mai durante le ricorrenze, perché sapevano che trimonio ebraico».
ci saremmo trovati come dei pesci fuor d'acqua» (già riportam- Il bar mitzvah, «cresima» ebraica, rito di passaggio col quale
mo, in Richiamo, una prima considerazione di Shmuel: «L'idea l'ebreo tredicenne prende su di sé il «giogo» della Torah coi suoi

1561
613 comandamenti, significa letteralmente «figlio del precetto». abominevoli i non-ebrei, e immonda la loro terra, anche i sacer-
Infatti, sono così chiamati i maschi quando escono di minorità e doti ebrei non in possesso di una sicura genealogia, e perciò non
sono in grado di osservare ogni precetto religioso, divenendo in grado di comprovare la purezza del sangue, vanno destituiti
responsabili delle proprie azioni, delle quali hanno risposto fino quali contaminati.
ad allora i genitori. L'uso di estendere la festa della maturità alle Un altro rabbino, il canadese Abraham Feinberg, presenta
ragazze (bat mitzvah) è recente e viene praticato dal giudaismo all'umanità goyish una possibile via di uscita per i contrasti che
riformato al compimento del dodicesimo anno. dividono le razze e le nazioni. Con la massima «buona coscien-
Non tutti i rabbini «riformati» sono tuttavia disposti ad offi- za» egli auspica, sulla Maclean's Review di Toronto: «L'unica
ciare i matrimoni misti, ma solo il 50%; pur rifiutandosi, un 32% soluzione ai conflitti razziali è il matrimonio misto». È perciò
indirizza tuttavia la coppia ad un altro più benevolo rabbino; il urgente che «la legge incoraggi la mescolanza dei sangui», poi-
restante 18 si rifiuta sia di officiare che di aiutare in qualsiasi ché «il richiamo deliberato ai matrimoni interrazziali è il solo
modo i fidanzati. Afferma Maurice Davis, rabbino che, pur ri- modo di accelerare il processo per eliminare totalmente i pregiu-
formato, si astiene dal celebrare i matrimoni misti: «Secondo me dizi razziali e quindi le razze separate». Tale cortese sollecitudi-
la decisione di non celebrare è piuttosto personale. Secondo me ne, tale callido sovvertimento viene però suggerito, anzi imposto,
c'é qualcosa di inautentico in un rabbino che officia un matri- solo alla civiltà europea: altra è la concezione, altri gli inse-
monio misto [...] Un matrimonio misto è un matrimonio valido. gnamenti riservati alla gioventù ebraica, recita un correligionario
È un matrimonio legale. Ma non è un matrimonio ebraico. E la del buon «canadese» nel 1974, sul New York Times: «I matrimo-
presenza di un rabbino suggerisce impropriamente che esso sia ni misti sono un suicidio nazionale e personale. Il mezzo più si-
un matrimonio ebraico [...] Io parlo con coppie che vogliono un curo per distruggere un popolo è farlo sposare al di fuori della
matrimonio misto. Parlo con loro tutto il tempo e le volte che sua fede. Uomini e donne sono certi di perdervi la loro identità. I
desiderano. Li accolgo volentieri nel mio tempio, nella mia casa, valori ed i princìpi che tanto hanno contribuito alla cultura ed alla
nel mio cuore. Ma non voglio officiare il loro matrimonio. Io civiltà contemporanee scompariranno dalla faccia della terra.
dico al non ebreo: "Non posso chiedere a voi di fare ciò che non L'esperienza accumulata in tremila anni, il ricco retaggio di un
potete e non posso chiedere a me di fare ciò che non posso". Il popolo, tutto ciò che è assolutamente vostro, sarà indegnamente
mio senso di ciò che è un rabbino non me lo permette». annientato. Che pena! Che disastro! Che vergogna!».
In parallelo, intervistato da Marina Terragni sulle reazioni Se già l'ebreo anglicano Benjamin Disraeli, per quanto «cri-
suscitate dal film Keeping the Faith, «Tentazioni d'amore» di stiano» e ben prima di Arthur de Gobineau e di Houston Stewart
Edward Norton, 2000, nel quale imperversa l'amore tra una shi- Chamberlain, aveva evidenziato – in Coningsby or the New
ksa e un rabbino, fa il punto il milanese Rabbi Elia Richetti: «Il Generation (1844), Tancred or the New Crusade (1847) e nel
problema da noi non si pone nemmeno. Un rabbino non arriva a saggio Lord George Bentinck: A Political Biography (1852) – la
innamorarsi di una ragazza non ebrea. È una porta che non si superiorità dell'eredità ebraica su quelle goyish, l'importanza per
schiude neppure. In ambienti liberal, invece, le cose possono ogni popolo della purezza razziale e il ruolo primario giocato dal
andare diversamente». Numerosi anche i problemi dell'intermar- frammischiamento nel declino delle razze e civiltà, ai nostri
riage, in particolare quando a non essere ebrea è la sposa, poiché giorni le più ardenti opere contro la «contaminazione» matrimo-
è la donna a custodire i riti e le tradizioni, a farsene garante della niale vengono dal rabbino JDL Meir Kahane (Why Be Jewish:
trasmissione: «La posta in gioco è l'educazione dei figli. Fino a Intermarriage, Assimilation, and Alienation), da Rabbi Kalman
vent'anni fa c'era una maggiore tolleranza nei confronti di questi Packouz, direttore del St.Louis' Aish Hatorah Center for Jewish
matrimoni in cambio dell'impegno a crescere ebraicamente i Studies e attivo anche su reti computeristiche (il «manualistico»
bambini. Poi l'esperienza ci ha insegnato che raramente la pro- How Stop an Intermarriage) e da Rabbi Jacob J. Hecht (Inter-
messa viene mantenuta» (quanto alle unioni civili, taglia corto marriage, edito dal National Committee for Furtherance of Je-
Rabbi Alberto Piattelli dell'ufficio rabbinico di Roma, «non sono wish Education dei Lubavitch). «Solo coi matrimoni misti» –
riconosciute come matrimoni dal punto di vista ebraico»). aveva asserito Fritz Kahn – «un ebreo può, gradualmente, illan-
Le posizioni di Davis, Richetti e Piattelli non sono, peraltro, guidire nei discendenti la specificità del popolo ebraico, così co-
che l'applicazione coerente – tra le mille citazioni che si potreb- me il vino rosso viene gradualmente derubato del colore attra-
bero addurre – degli insegnamenti di Esdra e del schulchanaru- verso il continuo frammischiamento con l'acqua».
chico Eben haeser: il matrimonio coi non-ebrei è contamina- Poiché la missione/vocazione d'Israele è la testimonianza del
zione, profanazione della Stirpe Santa e infedeltà verso Jahweh suo rapporto con Dio basato sul Patto, l'ebreo, aggiungono Kle-
(Esdra IX 1-2 e X 10-11; ma vedi anche Malachia II 11: «Giuda nicki e Wigoder, «adempie il suo compito divino restando ebreo,
fu infedele, e un'abominazione fu compiuta in Israele e in Geru- e in tal modo testimoniando la creazione e i comandamenti di
salemme. Sì, Giuda ha profanato il santuario del Signore, quello Dio [...] Finché Israele rimane unico nel mondo, gli ebrei danno
che ha amato e sposato la figlia di un dio straniero», e Tobia IV testimonianza dell'unicità di Dio. Se gli ebrei si assimilano e di-
12-13: «Custodisciti, figliolo, da ogni impurità e innanzitutto ventano indistinguibili dagli altri, allora l'unicità di Dio è oscura-
prenditi una sposa dalla discendenza dei tuoi padri: non prendere ta nel mondo». Perfino nella sofferenza più aspra si alza orgo-
una sposa straniera, che non sia della tribù di tuo padre, poiché glioso il capo dell'ebreo: «Quando gli ebrei pregano, tutta l'uma-
noi siamo figli di profeti. Ricorda, figliuolo, che Noè, Abramo, nità ne trae beneficio: quando gli ebrei soffrono, è per amore di
Isacco, Giacobbe, nostri padri nei secoli, tutti loro hanno preso le tutte le nazioni. [Il rabbino protosionista] Jehudah ha-Levi ([A-
spose dalla loro parentela e sono stati benedetti nei loro figli e la bulhassan Yehuda Ben Samuel Halevi,] 1075-1141) paragonò gli
loro progenie erediterà la terra. Anche tu, figlio mio, ama i tuoi ebrei al cuore nell'interno del corpo [«Israele è per l'umanità ciò
fratelli, non disprezzare nel tuo cuore i tuoi fratelli, i figli e le che il cuore è per il corpo. Quando il corpo è malato, il cuore ne
spose del tuo popolo nel prenderti la sposa tra essi»). Considerati soffre, e quando il cuore soffre tutto il corpo è malato»] [...] Que-

1562
sta disponibilità ad accettare sofferenze, persecuzioni e perfino la scindere dai manoscritti e dagli appunti!) dichiara esplicitamente,
morte nel nome della testimonianza della realtà dominatrice di con estrema coerenza ed anzi aderenza all'insegnamento jahwi-
Dio è stata il segno della vita ebraica. L'attesa di un tale sacrificio stico:
di sé non può essere raccomandata a tutta l'umanità. La missione «Il popolo ebraico, considerato nel suo insieme, sarà egli
ebraica concerne l'esistenza ebraica; il mondo richiede la presen- stesso il proprio Messia. Il suo dominio sul mondo sarà raggiunto
za degli ebrei, non la conversione dei non-ebrei». attraverso l'unificazione delle altre razze umane, l'abolizione del-
Nelle parole dei due teologi troviamo quindi formulata nel le frontiere e delle monarchie, che sono i bastioni del particolari-
modo più chiaro la necessità psico-esistenziale dell'Olocausto, smo, e l'instaurazione di una repubblica mondiale, che accorderà
l'impossibilità che esso possa mai essere messo in discussione, ovunque agli ebrei il diritto di cittadinanza. Nella nuova organiz-
venire considerato alla stregua di ogni altro evento storicamente zazione dell'umanità i figli d'Israele, oggi dispersi sull'intera fac-
accaduto e quindi storicamente analizzabile – l'impossibilità che cia del globo, diverranno ovunque l'elemento direttivo, in parti-
si possa mai aprire con un «vero» ebreo un discorso scientifico e colare se riusciranno a porre sotto la salda autorità di alcuni di
documentale (e questo anche a prescindere da ogni pratica «ren- loro le masse dei lavoratori. Con l'aiuto del proletariato vittorio-
dita» e da ogni sfruttamento propagandistico). Come visto nel so, i governi delle nazioni cadranno facilmente nelle mani degli
cap.XVIII, l'Olocausto è ormai inserito nel piano provvidenziale ebrei. La proprietà privata verrà allora soppressa dai governi di
di Dio, ha generato non solo e non tanto centinaia di testi pseudo- razza ebraica, che amministreranno ovunque le proprietà pub-
storici (pseudo-religiosi), tutti ruotanti intorno allo stesso Imma- bliche. Si realizzerà così la promessa del Talmud che gli ebrei,
ginario, ma perfino una Endlösung-Theologie ed una Ganzopfer- giunti i tempi messianici, controlleranno i beni di tutti i popoli
Theologie, una teologia «della Soluzione Finale» e «del Sacrifi- della terra».
cio Totale». Sacrificio che però totale non è stato perché totale Un secondo documento contestato dall'ufficialità ebraica e
non avrebbe mai potuto essere. Assoluta, implacabile è la chiu- demogoyish – ad esempio, il volume The Complete Works of
sura ebraica a mettere in discussione la Fantasmatica, poiché, Benjamin Franklin, curato da John Bigelow, lo ignora – è poi la
asseverano sempre Klenicki e Wigoder in una commistione di cosiddetta Franklin prophecy, cioè la presunta dichiarazione fatta
motivazioni, «la missione ebraica compresa come sopravvivenza dal Founding Father a Filadelfia nel maggio 1787. Di essa, ri-
è divenuta un'esigenza essenziale per gli ebrei nell'era di Au- portata da numerosi autori «antisemiti» negli anni Trenta (ad e-
schwitz. I cristiani possono meravigliarsi del perché gli ebrei sempio, Paul Ferdonnet), testimoniano Charles Stevens in Natio-
prendano così sul serio la loro sopravvivenza fisica malgrado la nal Destiny che (scrive Hans Schmidt in End Times / End Ga-
tradizione del martirio. L'epoca moderna ha mostrato che il ge- mes, II ed.) la riporta alle pp.74-76, e Miriam R. Nelson Dingley
nocidio è una possibilità reale. Mentre il martirio significa il no- in una lettera indirizzata all'«antisemita» Gerald K. Smith negli
me di Dio, la distruzione di tutto il popolo ebraico sarebbe il fal- anni Trenta (il 13 giugno 1949 la Dingley verrà convocata a te-
limento di una missione. La vocazione ebraica include la so- stimoniare da una Commissione del Congresso quale delegata di
pravvivenza come gruppo distinto all'interno dell'umanità». una serie di gruppi patriottici: National Society, Daughters of the
La perdita della specificità ebraica attraverso le conversioni e American Revolution, National Society of New England Women,
i matrimoni misti è quindi la funesta premessa alla dissoluzione Women Descendants of the Ancient and Honorable Artillery
del giudaismo, cosa da evitare quanto altre mai. Ma che il mondo Company e dell'American Coalition di altre 85 società). La di-
goyish divenga in qualche modo ebraico, anche questo non è ac- chiarazione, testimonia la Dingley, era stata vista in una bacheca
cettabile e deve essere combattuto: «L'ebraismo non vagheggia del filadelfiano Franklin Museum e trascritta da lei e dalla madre
né può vagheggiare» – ci dice Elia S. Artom – «che tutto il mon- il 14 giugno 1892, presente in un diary del generale Charles Coa-
do sia formato da ebrei: gli ebrei, in quanto sacerdoti dell'uma- tesworth Pinckney (1746-1825, combattente anti-inglese, dele-
nità, debbono sempre costituire un'eletta minoranza in mezzo gato per il South Carolina alla Convenzione Costituzionale, poi
agli altri». Anche Dante Lattes (1876-1965) commenta in simile ambasciatore a Parigi e Madrid e senatore del South Carolina). In
pratico modo i versetti biblici relativi all'elezione di Israele: seguito il diario, conclude la Dingley, sarebbe stato sottratto al
«Non si tratta però di costituire un cenacolo mistico, un ordine pubblico dalle autorità del museo. Questo il sulfureo testo: «In
religioso, dedito solo agli esercizi spirituali, alla contemplazione, ogni paese nel quale gli ebrei si sono stabiliti in gran copia, essi
agli studi teologici, ma di essere una nazione superiore, distinta hanno abbassato il suo livello morale; hanno svalutato la sua cor-
(qadòsh, "santa") dalle altre nazioni sorelle per qualità e attività rettezza commerciale; si sono chiusi in sé e non si sono assimila-
umane non comuni». ti; combattendo le restrizioni al loro agire, hanno disprezzato e
A fine Ottocento era stato l'insigne rabbino ferrarese Bene- cercato di minare la religione cristiana sulla quale le nazioni sono
detto (Baruch Isaac) Levi (1846-80) a lanciare al suo popolo, e al fondate; hanno costituito uno Stato nello Stato; e quando hanno
mondo, un messaggio profetico riattualizzato con sentire masso- incontrato qualche resistenza hanno cercato di strangolare a mor-
nico-marxista. Apparsa per la prima volta sulla Révue de Paris te finanziariamente quei paesi, come fu per Spagna e Portogallo.
del 1° giugno 1928 nell'articolo Henri Heine et Karl Marx, la Per oltre millesettecento anni gli ebrei si sono lamentati del tristo
lettera del Levi al Rabbino Trevirense (non presente nel copioso destino per il quale erano stati esiliati dalla madrepatria... così
epistolario ufficiale di questi e perciò attaccata come apocrifa chiamano la Palestina. Ma, signori, se oggi il mondo li aiutasse a
dagli ebrei e dai Fratelli Minori più o meno in buona fede... e stabilirvisi, essi troverebbero validi argomenti per non tornarvi.
d'altra parte, riporta Rino Cammilleri II, la prima edizione delle Perché? Perché sono vampiri, e i vampiri non vivono di altri
opere di Marx ed Engels a cura dell'ufficiale Istituto Marx- vampiri. Non possono vivere tra loro. Devono vivere dei cristiani
Engels di Mosca, interrotta nel 1933 e mai più ripresa, conta solo e di gente non della loro razza. Se in questa Costituzione non li
13 volumi, sui 42 previsti, ed inoltre il 20 aprile 2001 il sinistro escluderete dagli Stati Uniti, in meno di duecento anni sciame-
quotidiano francese Libération ne dice inediti almeno 73, a pre- ranno talmente numerosi che domineranno e divoreranno il paese

1563
e cambieranno la nostra forma di governo, quella forma per la se tradotto in tedesco da Lazarus Goldschmidt e in inglese dall'e-
quale noi americani abbiamo versato il nostro sangue, dato le dizione Soncino, ai due libri dello Schulchan aruch tradotto in
nostre vite, le nostre ricchezze e messo a repentaglio la nostra tedesco da Heinrich Georg Loewe sr nel 1838 e riedito dal goy
libertà. Se non li escluderete, in meno di duecento anni i nostri Hermann Schroer nel 1937-38, e alle due edizioni del Kizzur
discendenti faticheranno nei campi per sostentarli, mentre loro schulchan aruch dell'ottocentesco Rabbi Schelomo/Solomon
saranno negli uffici commerciali a fregarsi le mani. Vi avverto, Ganzfried, di cui in Bibliografia.
signori: se non escluderete per sempre gli ebrei, i vostri figli vi Uno tra gli studi più esaustivi in senso razziale è quello del
malediranno nelle vostre tombe. Gli ebrei, signori, sono asiatici; socio-statistico-antropologo Livio Livi, che considera gli israeliti
fateli nascere dove vogliono o per quante generazioni siano lon- (per i quali dimostra un'affettuosa considerazione) come «un
tani dall'Asia, non saranno mai diversi. Le loro idee non si appa- gruppo etnico spiccatamente unito e distinto dagli altri». Dopo il
rentano a quelle degli americani e non vi si apparenteranno per fondatore del sionismo Theodor Herzl (1860-1904), è ancora il
quante generazioni possano vivere fra noi. Un leopardo non può filosofo Martin Buber (1878-1965) a sostenere con vigore tale te-
cambiare le macchie. Gli ebrei sono asiatici; saranno una minac- si. Secondo la sua concezione storica «il sangue è lo strato ener-
cia per questo paese, se fosse loro concesso di entrare; dovrebbe- getico più profondo dell'anima». L'eredità non è soltanto un le-
ro essere esclusi da questa Costituzione». game col passato, ma riposa nel più intimo del nostro essere,
Scendendo su un piano più operativo, il senso dell'elezione «cosa che non ci abbandona in alcun momento della vita», cosa
divina e della separatezza delle genti ebraiche dall'umanità go- che «determina in noi, quanto più profondamente, tutto ciò
yish era stato mirabilmente identificato anche da Schopenhauer: che facciamo». Ricordiamo che Buber è stato l'esponente più
«[In attesa del momento di riottenere una patria, il popolo e- conseguente del pensiero razziale/razzista ebraico ed ha goduto
braico] vive parassitariamente, alle spalle degli altri popoli e sul- di un alto prestigio anche presso gli ebrei assimilazionisti, in vir-
la loro terra, ma è nondimeno animato del più ardente patriotti- tù dell'integrità del suo carattere (contro di lui parla però il filoso-
smo per la sua nazione, che dimostra con la più grande solida- fo Hermann Cohen, sostenendo che il postulare una nazionalità
rietà, per cui tutti sono per uno e uno per tutti, tanto che questo ebraica è per l'ebraismo un pericolo maggiore dell'antisemi-
patriottismo sine patria ha un effetto più esaltante di qualsiasi tismo). Lo scrittore sionista austriaco Arnold Zweig, che difende
altro. La patria dell'ebreo sono gli altri ebrei: perciò egli combat- la stessa posizione, giudica incontestabile l'esistenza di «una
te per essi come pro aris et focis, e non vi è comunità sulla terra massa ereditaria (razza) specificamente ebraica».
così salda come la loro. Di qui si vede quanto è assurdo voler Nulla di diverso sostengono oggi, tre quarti di secolo dopo
concedere ad essi la partecipazione al governo o all'ammini- Zweig e in un mondo profondamente ed anzi letteralmente rivo-
strazione di uno Stato. La loro religione per sua natura si fonde e luzionato, l'ortodosso Arthur Hertzberg e il riformista Aron Hirt-
si identifica con il loro Stato, non è però affatto la cosa principale Manheimer: «Nella sua essenza la natura ebraica [...] era pre-
ma piuttosto il vincolo che li lega insieme, il point de ralliement, sente e formata già nella persona di Abramo. Venne rafforzata
e l'insegna dalla quale si riconoscono. Ciò risulta anche dal fatto nei secoli da quegli ebrei che erano disposti a sopportare l'inde-
che nemmeno l'ebreo battezzato si attira, come tutti gli altri apo- gnità dell'esilio o perfino ad accettare il martirio piuttosto che
stati, l'odio e la ripulsa degli altri ebrei, ma piuttosto di solito non rinnegare la loro fede nell'Unico Dio. Noi vediamo la natura e-
cessa di essere amico e compagno di essi, ad eccezione di alcuni braica come un antico fiume che sfocia in un delta – il delta es-
ortodossi, e non smette di considerarli come i suoi veri compa- sendo l'era moderna – ove si dirama in numerose correnti [...] È il
trioti. Può avvenire, perfino, che se per la solenne preghiera rego- fiume a formare il delta, e il suo impeto ha sostenuto il popolo
lare degli ebrei, per la quale devono esser riunite almeno dieci ebraico fino ad oggi». Inoltre, come ricordato nel Richiamo, era
persone, ne manca una, questa sia sostituita da un ebreo battezza- stato Disraeli a dire la questione razziale «chiave della storia»:
to ma non da un altro cristiano [...] Perciò è un'opinione estrema- «Nessuno può trattare con indifferenza il principio razziale. Esso
mente superficiale e sbagliata quella di considerare gli ebrei è la chiave di volta della storia, e il fatto che la storia è spesso
semplicemente come una setta religiosa; ma se poi, per convali- così confusa è perché è stata scritta da persone che non conosce-
dare questo errore, l'ebraismo viene designato, con espressione vano tale principio né tutto il sapere che implica [...] Non la lin-
presa dalla Chiesa cristiana, come "confessione ebraica", allora si gua e la religione fanno una razza; solo una cosa fa la razza, e
commette un errore radicale, fatto apposta per confondere le ide- questa cosa è il sangue!».
e, qualcosa, insomma, che non dovrebbe essere permesso. Sa- Anche il rabbino Fischl così si pronuncia sulla Jüdische Fa-
rebbe più giusto dire "la nazione ebraica". Gli ebrei non hanno milien Zeitung di Lipsia del 15 gennaio 1926: «Noi non ci ade-
confessione: il monoteismo appartiene alla loro nazionalità e alla gueremo agli altri popoli finché avremo un'anima ed un respiro,
loro costituzione statale, e presso di loro è cosa naturale. Anzi, a finché un sangue ebraico scorrerà in noi. Non annegheremo il
ben vedere, monoteismo ed ebraismo sono concetti intercambia- nostro ebraismo. Vogliamo pensare ebraicamente e propagare il
bili» (Parerga e paralipomena II 9, "Sulla teoria del diritto e del- pensiero ebraico nel mondo per non soccombere ai vizi del seco-
la politica" 132). lo».
Per i passi biblici di cui sopra vedi, tra gli altri: Genesi XII 1- Un richiamo ancora più vigoroso lancia Jakob Wassermann
3, XV 18, XVII 6-13; Esodo III 6, IV 22, VI 7, XIX 5-6, XXXIII (1873-1933), l'autore di Christian Wahnschaffe e de Il caso
16; Levitico X 8-10 e XX 26; Deuteronomio VII 6-8, X 15 e XI Mauritius: «Li conosciamo bene e li subiamo, queste migliaia di
26-28. Quanto alle citazioni talmudiche rimandiamo in prima ebrei moderni che corrodono tutte le fondamenta perché essi
istanza ad A. Cohen, De' Bagni, Elizabeth Dilling, Pohl, Kuhn, stessi sono senza fondamenta; che riprovano oggi quello che ieri
De Vries e Sella; in seconda a Fritsch, Pranaitis e Luzsénszky da hanno apprezzato; che insozzano quello che ieri hanno amato,
noi utilizzati per riscontri e integrazioni; in terza, a ulteriore veri- per i quali il tradimento è un piacere, la mancanza di dignità una
fica, al Trattato delle benedizioni (Berakot), al Talmud babilone- cosa da esibire e l'abiura un ideale».

1564
Una delle rivendicazioni più aspre e più nette del proprio heitlichkeit] si è, tuttavia, gradualmente formata nel corso del
essere è poi quella di Jakob Klatzkin, filosofo nato nella Russia tempo. La diversità spirituale degli ebrei dell'antichità non ha
zarista, ardente sionista e deceduto in Israele nel 1948: «Noi non alzato mura contro gli influssi esterni; ma ha trasformato i diversi
siamo tedeschi, francesi, etc., e per soprammercato ebrei; il no- anelli di molte catene in una nuova catena composta dagli stessi
stro giudaismo non è la sovrastruttura di un germanesimo, come anelli. Perciò assegniamo agli ebrei in quanto razza un valore
non ne è d'altra parte l'infrastruttura. Siamo semplicemente di dinamico [...] Enunciamo quindi l'asserzione che i caratteri fisio-
un'altra natura; dobbiamo ripetere sempre che siamo un popolo gnomici degli ebrei sono un prodotto dell'antichità. Avendo pre-
straniero in mezzo a loro e che un popolo straniero vogliamo re- sente tale conclusione, è facilmente spiegabile anche la somi-
stare. Un abisso invalicabile si apre tra noi e loro». glianza, così sorprendente [die so frappante Ähnlichkeit], tra gli
Egualmente corretto l'«inglese» Alfred Moritz Mond, Lord ebrei dell'antichità e quelli di oggi».
Melchett of Landford, cresciuto al di fuori dell'ebraismo, ma nel- Tornando a Livi, egli giudica di non allontanarsi dal vero
la maturità ardente sionista: «Un giapponese nato in Germania «nello stabilire, per il periodo immediatamente precedente alla
non diviene per questo un tedesco. Ed anche un ebreo nato in completa parificazione giuridica degli ebrei, tra il dieci ed il venti
Germania non diviene un tedesco. Queste sono questioni di san- per mille la proporzione dei figli di sangue misto sul totale dei
gue e di razza». Nulla di meno radicale avevano predicato nel nati ebrei, e credo anche che, quanto più ci si addentra dall'evo
1864 gli Archives israélites: «Israele è una nazionalità. Siamo moderno verso l'oscuro medio evo, questa proporzione debba
nati ebrei, ovviamente, perché siamo nati ebrei. Il nato da genito- sempre più impicciolirsi, poiché è logico credere che queste mi-
ri israeliti è israelita. La nascita lo carica di tutti i doveri di un stioni siano state tanto più rare quanto più violente si fecero sen-
israelita. Non è con la circoncisione che riceviamo la qualità di tire le correnti antisemitiche. Aggiungasi che le unioni illegittime
israelita. No, la circoncisione non è affatto analoga al battesimo con cristiani, per le quali il maggior incentivo viene dato dalla
cristiano. Non siamo israeliti perché siamo circoncisi, ma fac- coabitazione, devono essere state tanto più rare quanto più gli e-
ciamo circoncidere i nostri figli perché siamo israeliti. Acqui- brei vissero appartati ed in piccoli centri».
stiamo il carattere di israeliti con la nascita, e non possiamo per- Importanza massima e primaria deve essere data in proposito
dere mai questo carattere, né abbandonarlo; anche l'israelita che alla legge «mosaica»: «Ora essa non solo è aliena dal proseliti-
rinnega la sua religione, anche chi si fa battezzare non cessa di smo, ma commina severissime sanzioni contro le donne colpevo-
essere israelita. Continua a restare carico di tutti i doveri di un li di relazioni carnali con cristiani; queste sanzioni colpiscono
israelita [Tous les devoirs d'un Israélite continuent à lui incom- anche la discendenza, la quale porta in sé la colpa dell'ava».
ber]». «La popolazione ebrea dei piccoli centri galiziani» – prose-
La cornice ed una prima conclusione a tale silloge la lascia- gue lo studioso – «può ben darci un'idea di ciò che erano una
mo in primo luogo al socio-demografo Arthur Ruppin, il quale volta le piccole colonie israelitiche sparse nelle borgate dell'Eu-
nel suo studio sui matrimoni misti Die Mischehe così si esprime: ropa occidentale. Là sopravvive ancora una medioevale ripu-
«Non bisogna dilatare il concetto di razza. Se per "razza" s'inten- gnanza per tutto ciò che sa di ebraico. Le leggi garantiscono, è
de soltanto quella comunità che abbia formato le proprie caratte- vero, agli israeliti la sicurezza della vita e degli averi, come nei
ristiche antropologiche in epoca preistorica, e in seguito si sia periodi meno procellosi della loro storia medioevale e moderna,
astenuta da qualsiasi mescolanza con altre comunità, allora tra ma li perseguita come una volta l'odio invincibile delle popo-
persone di pelle bianca non dovrebbero intervenire differenze di lazioni cristiane. Non mi sembrano dunque arbitrari i due limiti
razza, dato che tutti, nel corso dei secoli, si sono incrociati. È del dieci e del venti per mille: se sono errati lo sono certamente
assai dubbio che, dal loro ingresso nella storia, gli ebrei abbiano per eccesso e non per difetto».
costituito una razza omogenea, riuscendo in seguito a conservare Quanto al legame con gli ebrei di duemila anni fa, tenace-
questa omogeneità. È però certo che coloro che professavano la mente difeso da ogni ebreo contemporaneo sul piano religioso-
religione mosaica formavano ancora sul finire del XVIII secolo, culturale-filosofico, il Livi rileva come la dispersione degli israe-
dopo tanti secoli di severissima endogamia all'interno di un liti dalle loro sedi primitive risalga appunto ad una ventina di
gruppo relativamente piccolo e circoscritto nello spazio, una co- secoli or sono, osservando come, anche nell'ipotesi più sfavore-
munità nettamente distinta dal circostante ambiente cristiano per vole da lui posta, cioè di un frammischiamento elevato della mi-
via dei propri caratteri antropologici. La totalità delle persone che sura del venti per mille per ogni generazione – cifra più che da
genealogicamente discendono da questa comunità è possibile – dimezzare per ragioni da lui ampiamente esplicitate – «non si
in mancanza di un termine più adeguato a rappresentare gruppi potrebbe certamente affermare che questo popolo abbia perso
umani omogenei sotto il profilo antropologico – definirla una ormai con gli antichi abitatori della Palestina ogni legame etnico,
razza, in particolare la razza ebraica». Tesi alla quale si accoda, dal momento che conserverebbe ancora il cinquanta per cento
pur tra mille distinguo, il goy Alberto Castaldini: «La pratica en- delle caratteristiche antropologiche dei suoi progenitori».
dogamica ha influito comunque in modo consistente sulla con- Altre circostanze storiche e demografiche hanno in ogni caso
servazione di un patrimonio genetico comune non indifferente. concorso «ad attenuare gli effetti del graduale frammischiamento
L'uso dei matrimoni celebrati tra gli appartenenti allo stesso in qualunque grado si sia esso verificato». Infatti «il calcolo pre-
gruppo religioso ha favorito, secondo Cavalli-Sforza, "una certa cedente si fonda sopra tre ipotesi, cioè: 1. che la popolazione sia
somiglianza fra gli ebrei di qualunque origine, ed anche fra cia- stazionaria, 2. che i matrimoni misti o le unioni miste in genere si
scuno di essi e i popoli che dividono con loro l'origine più antica, contraggano con egual frequenza tra individui meticci ed indivi-
cioè quelli del Medio Oriente"». dui puri e 3. che le unioni pure e le miste siano egualmente pro-
Già aveva anticipato, vigoroso, Judt: «Comprendiamo quindi lifiche».
che gli odierni ebrei, in quanto gruppo etnico, sono un conglome- Se la prima ipotesi, «posta più che altro per comodità di cal-
rato di diverse componenti razziali. Tale unità/omogeneità [Ein- colo», può accettarsi sia perché non ha importanza essenziale sia

1565
perché fino a epoche relativamente recenti può considerarsi ri- se furono ora più ora meno attaccate le sommità dell'albero, de-
spondente al vero, le ultime due non si possono accettare. stinate a cadere e a rinnovarsi».
Quanto alla seconda, l'esistenza di particolari attrazioni o Quanto alle conversioni al giudaismo, se è indiscutibile che
repulsioni nella scelta matrimoniale costituisce un punto non più nei secoli passati, e soprattutto nei due secoli a cavallo dell'anno
controverso in demografia: la nazionalità, la religione, il mestiere zero o in epoca bizantina, esse non mancarono, «ciò che si può
esercitato, hanno una influenza grandissima nella scelta matri- discutere a priori è la influenza che queste conversioni possono
moniale, la dissimiglianza costituendo, in genere, motivo di re- avere avuto nella attuale posizione antropologica degli israeliti».
pulsione: «Non si può quindi mettere in dubbio che le unioni mi- Stabilita l'importanza delle mistioni di sangue nella coartazione
ste tra ebrei e cristiani si siano sempre proporzionalmente con- del patrimonio genetico di un popolo, il Livi dimostra come que-
tratte con maggiore frequenza tra ebrei già con sangue misto e ste, per la loro scarsità e per l'intervento di altri fenomeni, non
cristiani, che non tra ebrei puri e cristiani. A tutto si aggiunga la abbiano apportato che una lieve perturbazione alle caratteristiche
considerazione [...] che, per le prescrizioni della religione, gli antropologiche degli ebrei di venti secoli or sono, perturbazione
individui non puri ed i loro discendenti venivano, specialmente pressoché cessata con la più generale cristianizzazione dell'Euro-
in passato, a trovarsi in condizioni di inferiorità di fronte ai loro pa, l'abolizione della schiavitù e la fine del proselitismo giudaico
correligionari, e che non erano certo da essi guardati con simpa- intorno all'anno 1000. Conclusioni confortate dalla genetista Ba-
tia». tsheva Bonné-Tamir dell'Università di Tel Aviv: «Negli ultimi
Anche la terza ipotesi, cioè che le unioni pure e le miste sia- settecento anni, o giù di lì, commistioni di sangue si sono verifi-
no egualmente prolifiche, non è accettabile. A prescindere da ra- cate tra gli askenaziti e i loro vicini non-ebrei solo in misura in-
gioni biologiche, cioè da una minore fecondità potenziale pro- fima» (in Joshua Halberstam).
dotta dalla commistione delle razze (cosa peraltro accettata non È infatti in quest'epoca, aggiunge Fritz Kahn, che «dopo tutti
solo da diversi studiosi ebrei, ma anche dallo statistico- gli incroci e i frammischiamenti del passato il popolo ebraico si
demografo italiano), la causa prima risiede nel fatto che «i matri- presenta al mondo come una unità antropologicamente definita,
moni misti si contraggono a preferenza tra le classi più elevate come una razza [...] Gli ebrei sono una razza, e non nel ristretto
della società, le quali notoriamente sono quelle che danno i ma- senso zoologico e ancor meno, come si sente affermare così
trimoni più tardivi e che mettono più volentieri in pratica i freni spesso con falso orgoglio, una "razza mantenutasi pura da mil-
preventivi». lenni", ma in quel senso più ampio e più alto che la storia della
Per la medesima ragione (oltre che per il particolare status di civiltà e l'uso linguistico hanno dato al termine razza [...] Nel loro
inferiorità dell'ebraismo all'interno delle nazioni cristiane ancora insieme gli ebrei formano, malgrado tutta la ricchezza di tipolo-
per qualche decennio dopo l'emancipazione) si spiega la minore gie e tutti i frammischiamenti storici, una unità antropologico-
prolificità riscontrata per i matrimoni puri di ebrei in confronto di culturale caratterizzata quanto una qualunque altra comunità di
quelli puri cristiani, essendo inoltre i primi, a differenza dei se- sangue e cultura del mondo occidentale [...] Dibattiti infiniti si
condi, pressoché esclusivamente contratti in popolazioni urba- tengono sulla questione se gli ebrei rappresentino una razza, una
nizzate (Hans F.K. Günther riporta statistiche primonovecente- nazione o una comunità religiosa, dibattiti che non potranno mai
sche donde si evince ancora tale discrasia: di fronte ad una quota vedere una fine, perché scorretto è stato il modo di porre la que-
di 5, 4 e 3,8 figli rispettivamente per coppie cattoliche, prote- stione: gli ebrei non sono né una cosa né l'altra, ma al contempo
stanti ed ebraiche, sta un valore di 1,7 per i matrimoni misti, con- e l'una e l'altra insieme. Dall'unione di diversi ceppi razziali in
tratti cioè tra non-ebrei ed ebrei, per la maggior tra un ebreo e una comunità politica e culturale sorse intorno all'anno 1000 a.C.
una non-ebrea, per i quali l'ebreo Theilhaber riporta nel 1911, in la nazione ebraica. Come discendenti di questo popolo disperso
Der Untergang der deutschen Juden "Il tramonto dell'ebraismo dai romani [ancora il mito!], gli odierni ebrei sono una nazione
tedesco", una ben più alta quota di divorzi, il 12%; Arthur Rup- sparsa per tutta la terra per via d'un casuale destino politico. Si è
pin riporta poi nel 1904, in Die Juden der Gegenwart " Gli ebrei opposto che un popolo che non ha più una patria e non costitui-
di oggi", che solo il 10% della prole di un matrimonio misto resta sce più uno Stato non va chiamato nazione. A ragione. Ma il po-
all'interno dell'ebraismo). polo ebraico ha una patria e costituisce uno Stato. Nell'idea, nella
Una quarta causa invoca tuttavia il Livi nella spiegazione volontà, e questo decide ogni cosa. Criteri della nazione non so-
della sostanziale conservazione biologica delle genti ebraiche per no l'effettivo possesso di una terra né la realizzazione di uno Sta-
quasi due millenni: se le conversioni al giudaismo non furono to. Come possono tali due condizioni così esteriori, dipendenti da
mai di una qualche importanza tranne che durante la do- una pura, meccanica casualità, in qualunque momento mutabili,
minazione romana e nell'Alto Medioevo, quando ancora vigeva distruggere un concetto come la nazione? Criteri della nazione
la schiavitù (pratico monopolio del popolo eletto, il suo commer- sono la consanguineità dei corpi e il solidale sentimento degli
cio, come la tratta dei negri verso le Americhe, come detto al animi, la coscienza e la volontà di costituire una fratellanza con-
cap.IV), continue e ben più numerose furono le conversioni di chiusa nei confronti delle altre comunità della terra».
ebrei al cristianesimo, e come già per le unioni miste «anche per Tutto l'antico travaglio storico dei discendenti di Giacobbe,
queste abiure si può con fondamento avanzare l'ipotesi che esse con notevoli perdite geniche e minimi acquisti dai popoli più di-
fossero più frequenti tra gli individui già mescolati che non tra versi, non toglie quindi, conclude il Livi nel 1918-20, «che tra gli
ebrei puri». Poiché, infine, «le tradizioni ed il sentimento reli- ebrei d'oggi, come tra quelli degli antichi tempi, corra un legame
gioso hanno radici assai più profonde fra gli umili», il processo per lo meno eguale a quello che fa dire a latini, a tedeschi ed a
di infiltrazione tra cristianesimo e giudaismo attaccò principal- slavi di appartenere ad una medesima razza. Come forza morale
mente «le classi superiori e non quelle inferiori, che costitui- per la ricostituzione del popolo israelitico deve dunque porsi non
scono [...] le riserve demografiche di ogni popolazione. La radice solo la comunanza della religione e delle vicende storiche, ma
da cui tutto il tronco trae vita ne restò quasi immune; poco conta anche, e forse in primo luogo, la comunanza del sangue».

1566
A eguali conclusioni giungerà Mac Donald II, trattando dei da vincoli di affinità, di indole o d'intelletto, di professione o di
matrimoni misti nella Germania guglielmina: «Questi alti tassi di cultura, ma soprattutto da affinità di stirpe [...] A causa delle per-
intermarriage avrebbero avuto scarso o nessuna influenza sul dite subite, senza dubbio con le conversioni, gli ebrei in Europa
complesso genico ebraico, poiché quegli individui e i loro figli conservarono il numero costante di circa un milione dai tempi di
furono "quasi sempre" perduti per la comunità ebraica. Invero, lo Costantino al XVI secolo. A ogni nuova generazione, i rimasti
scienziato della razza Elias Auerbach, sionista, considerò i ma- erano diventati più resistenti alla conversione. Tutte le volte che
trimoni misti di ebrei e non-ebrei come ininfluenti sulla purezza gli ebrei erano perseguitati, tutte le volte che erano scacciati, cia-
razziale del pool genico ebraico [as inconsequential to the racial scun individuo doveva scegliere tra l'abbandono della casa e dei
purity of the Jewish gene pool]; l'intermarriage "fu un problema beni e la rinuncia della religione e della comunità. Ogni volta che
sociale ma non un problema razziale". In effetti, il flusso dei geni gli individui facevano questa scelta, l'antico principio ebraico
fu unidirezionale, dalla comunità ebraica alla comunità non- della vagliatura entrava in azione. Ogni volta, i giudei rimasti
ebraica, e non viceversa» (Ariel Toaff II ci riconforta: «la strada fedeli alla religione e alla comunità erano una frazione selezio-
dalla moschea o dalla chiesa alla sinagoga era assai più disagevo- nata per la sua resistenza al richiamo del mondo cristiano con le
le e perigliosa, quando non di fatto impossibile, di quella da sue leggi più comode e le sue occasioni più vantaggiose» (in pa-
compiersi in direzione opposta»). rallelo e al contrario, partendo da una visuale polemico-
A eguali conclusioni era giunta nel 1943 la Universal Jewish sociologica, in Das Judentum, eine Gegenrasse "Ebraismo, una
Encyclopedia (voce Race, Jewish, vol.IX, p.60): «Anche gli e- controrazza", 1927, il nazionalsocialista Arno Schickedanz aveva
brei sono un prodotto storico culturale che trova le sue origini in introdotto il concetto dell'ebraismo quale «anti-razza», denun-
un miscuglio di diverse razze e diversi popoli civilizzati. Nella ciando gli ebrei quali «parassiti sociali» formanti una «anti-
formazione dell'ebraismo certi gruppi umani di varia origine si razza» prodotta da «una sorta di controselezione»).
sono associati dapprima in unità religiosa, poi culturale ed infine «Siamo un resto anche per un'altra ragione. Siamo sempre
anche politica, e come risultato di un plurisecolare processo di stati lasciati da coloro che non potevano portare il fardello e i
incroci e di mutua assimilazione di qualità e caratteristiche fisi- pericoli dell'essere ebrei. Questa selezione, da noi non voluta né
che e intellettuali-mentali, come pure delle influenze livellatrici pianificata ma altamente efficace, ha separato l'oro dalla scoria»,
apportate da un vivere e da un destino comuni, si sono amalga- aveva anticipato Rabbi Ignaz Maybaum, preceduto dallo storico
mati in un tipo umano che possiede [oggi] una certa unità». Cecil Roth, che aveva ad esempio notato, quanto ai marrani, che
A eguali conclusioni era giunto nel 1907 Auerbach in Die «i nuovi cristiani spagnoli, a differenza di quelli portoghesi,
jüdische Rassenfrage, edito nel quarto volume dell'Archiv für comprendevano principalmente quegli ebrei più deboli che ave-
Rassen- und Gesellschaftsbiologie, sostenendo che «per tutto il vano abbracciato il cristianesimo allo scopo di avere salva la vita,
Medioevo e fino all'inizio del XIX secolo gli ebrei si sono man- o anche per scopi meno perdonabili. I loro discendenti, pertanto,
tenuti assolutamente puri dal punto di vista razziale [sich absolut non possedevano in pieno quella devozione e quel senso di sacri-
rassenrein gehalten haben]» (...«ma solo ove con "puri dal punto ficio che caratterizzavano normalmente la loro razza».
di vista razziale" s'intenda la "purezza" di un miscuglio razziale Altri dati, biologico-scientifici, confermano le tesi storiche
[eines Rassengemisches] nei confronti di ulteriori frammischia- sulla persistenza bi-millenaria di una specifica «tipologia razzia-
menti», commenta Günther con H.S. Chamberlain, che li aveva le» ebraica. In primo luogo, oltre che ad un «premio riprodutti-
categorizzati come «una razza meticcia in cui sempre operano vo», la pratica endogamia degli ultimi due millenni (non si di-
queste caratteristiche meticce»). mentichino le proibizioni dei matrimoni misti espresse non solo
Ed ancora, sottolineando il «premio» riproduttivo delle per- dalla Chiesa fin dal canone di Calcedonia del 388 o dal potere
secuzioni nel ricompattamento delle caratteristiche ereditarie, laico di un visigoto re Reccaredo nel 580, di un Ladislao d'Un-
giungono da un lato il pubblicista Leroy-Beaulieu: «I forti, gli gheria o di un Alfonso d'Aragona, ma anche dal rabbinismo di
energici, gli ostinati soltanto hanno potuto intestardirsi a restare Moshe di Coucy e di mille e mille confrères) comporta per l'e-
ebrei; i deboli, i vili, gli indecisi, tutti coloro in cui il volere era braismo una presenza di specifiche condizioni morbose, vere
fiacco, in cui l'anima o il corpo non offrivano resistenza suffi- stimmate di natura genetico-razziale.
ciente, sono stati eliminati dai secoli. La persecuzione o la sedu- Tra esse – frequenti per l'ebraismo askenazita e cioè per i
zione hanno avuto ragione di loro. È qui che opera, in primo luo- nove decimi dell'ebraismo attuale – i morbi di Tay-Sachs (il
go, la selezione. Per restare ebrei non c'è voluto di meno, in pa- «prototypical "Jewish disease"» di Entine, per il quale esistono
recchi paesi, che l'eroismo», e dall'altro il biologo inglese Cyril in Inghilterra tre specifiche Welfare Organisations: Tay Sachs &
D. Darlington: «Quando divennero una minoranza oppressa in Allied Diseas Association, definita dallo Jewish Year Book
paesi stranieri, i giudei furono selezionati a favore della devozio- 1994 «servizio europeo di analisi e ricerca per il morbo di Tay-
ne religiosa. Quelli che non erano disposti appassionatamente, Sachs e altre malattie genetiche ebraiche, European testing and
istintivamente e geneticamente a seguire i precetti e a rispettare enquiry service for Tay Sachs and other Jewish genetic disor-
la disciplina dei loro capi spirituali, cioè della casta sacerdotale, ders», British Tay-Sachs Foundation e Tay-Sachs Screening
lasciarono il gruppo. Il gruppo rimase dunque purificato e sele- Centre), Gaucher, Niemann-Pick e Bloom, la distonia torsiva, la
zionato, scelto e vagliato, tanto quanto qualsiasi razza di puro- disautonomia familiare e la pentosuria essenziale; l'ebraismo se-
sangue, migliorata con la riproduzione artificiale per un determi- fardita e orientale vede invece tipici la sindrome di Dubin-
nato scopo, tendenza o attitudine. Così la comunità giudea len- Johnson, la deficienza di perossidasi e fosfolipidi nei granulociti
tamente perdette gran parte del suo carattere nazionale a stratifi- eosinofili, la neutropenia familiare, la sindrome di Riley-Day, la
cazione sociale, ma perdendolo intensificò di certo il suo caratte- deficienza di glucosio-6-fosfato-deidrogenasi e la febbre familia-
re razziale. Nessuno continuò ad essere membro di una minoran- re mediterranea (Entine elenca 29 morbi tipici per gli askenaziti e
za estranea e oggetto di diffidenza, se non si sentì legato a questa 25 per i sefarditi). Con assoluta infrequenza appaiono invece al-

1567
tre malattie quali fenilchetonuria, cirrosi epatica, mucoviscidosi, quello dei goyim russi e polacchi; gli «yemeniti» sono più affini
tubercolosi e cancro della cervice (al contrario, riporta nel 1999 agli ebrei di Roma che ai loro «compatrioti» arabi dello Yemen;
The Truth At Last n.412, il dottor Gershon Locker, ebreo, affer- in ordine decrescente, gli askenaziti sono più simili ai greci e ai
ma che un gene mutato del cromosoma 5, che rende gli ebrei più turchi, poi agli italiani, poi ai tedeschi, poi agli austriaci e infine
sensibili alla cancerizzazione del colon, si rinviene unicamente ai russi, mentre gli ebrei non-askenaziti si correlano più con egi-
tra gli askenaziti). ziani e tunisini.
Oltremodo interessante la risposta data dalla Bonné-Tamir Conclude Halkin: «Lo studio Hammer-BonnéTamir sembre-
all'intervistatrice Hila Tov: «Gli ebrei hanno tratti distintivi di rebbe confermare l'antica tesi ebraica che, ammettendo nei tempi
natura genetica. Molti di essi non sono riconoscibili all'esterno. una quantità relativamente piccola di proseliti, il popolo ebraico
Ma in rapporto a malattie, ad esempio, per le quali si possano forma una famiglia biologicamente conchiusa, originariamente
seguire le ramificazioni, esistono senza dubbio mutazioni e qua- dispersa dalla Mesopotamia e dalla Palestina. Alla luce di ciò,
dri morbosi specificamente ebraici. Non possiamo negarlo. La allora, tali dati confutano quelle teorie "revisioniste" che sosten-
diffusa paura di espressioni biologiche quali "differenza" e "uni- gono che non solo in lontane regioni come l'Etiopia o lo Yemen
cità" non è giustificata. È del tutto normale essere diversi, e non ma anche in grandi popolazioni ebraiche come quelle dell'Europa
si devono confondere unicità ed uguaglianza. Tra gli uomini de- orientale e del bacino mediterraneo, molte o forse la maggior
ve certo regnare l'uguaglianza ma, con questo, unicità non è una parte delle comunità ebraiche si siano formate attraverso una
parola malfamata». Lo studio del DNA mitocondriale aveva inol- massiccia conversione di non-ebrei. Inoltre: mentre le tradiziona-
tre permesso alla genetista di sostenere fin dal 1985 che l'affinità li spiegazioni delle origini dell'ebraismo est-europeo sostenevano
di un «iracheno» con un «polacco» è molto maggiore di quella che la maggior parte degli askenaziti avevano raggiunto la Polo-
con un qualsiasi non-ebreo iracheno, mentre la genetica di altri nia e la Russia dalla Germania orientale e nordorientale, la Ger-
ceppi nominalmente ebraici, come i falascià, dimostra che nulla mania orientale dalla Renania, la Renania dalla Francia setten-
hanno a che vedere con l'eredità di sangue ebraica (vedi anche trionale, e la Francia settentrionale dalla Francia meridionale,
Hillel Halkin, che commenta un altro studio, condotto da una questa versione è stata sempre più contestata negli ultimi anni
squadra internazionale di scienziati guidata da Michael Hammer per motivi demografici e linguistici. La maggior parte degli e-
dell'Università dell'Arizona e dalla Bonné-Tamir, pubblicato nel brei, sostengono i contestatori, giunsero nell'Europa orientale
giugno 2000 dagli americani Proceedings of the National Aca- non da ovest o da sudovest, ma da sud e da est, e cioè attraverso
demy of Science). l'Italia settentrionale e i Balcani, attraverso l'Asia Minore e l'Im-
Ancor più, i ricercatori del Technion, l'istituto di tecnologia pero Bizantino, attraverso il regno dei cazari (un popolo di lingua
di Haifa, hanno identificato uno specifico «gene kohen» presente turca parzialmente convertito al giudaismo dall'VIII al X secolo),
solo nei discendenti dei kohanim, i biblici sacerdoti israeliti: o attraverso tutte le tre vie». Ma chiudiamo il paragrafo.
mentre solo il 3-5% dei maschi ebrei lo posseggono, esso segna Come detto al cap.XXXIV, a contraddistinguere il giudaismo
quasi il 50% degli askenaziti di cognome Cohen, Cahan, Kahn, da ogni altra religione è il fenomeno, unico nella storia del mon-
Kogen, etc., e oltre il 50% dei non-askenaziti con gli stessi co- do, di un'alleanza indissolubile, di un'intima fusione dell'e-
gnomi. Nel luglio 1997 Instauration riporta poi che un'analisi del lemento religioso con l'elemento etnico.
cromosoma Y compiuta su 188 ebrei, 68 dei quali kohanim di Come scrive Georges Batault: «Il popolo giudaico diviene un
Israele, Nordamerica e Inghilterra, rileva che solo l'1,5% dei ko- popolo al servizio esclusivo di una religione all'infuori della qua-
hanim ha il particolare aplotipo YAP+DYS19B, contro il 18,4 le non vi è esistenza né ragione di esistere. Ciò spiega come mai,
dei laici. benché allontanati e addirittura privati definitivamente della loro
Seguono altre considerazioni di Halkin. Uno studio compiuto terra natale, i giudei siano rimasti giudei, e come, nonostante le
dalle università di Londra e Oxford sui Lemba, una tribù bantù vicissitudini di un interminabile viaggio attraverso il mondo e la
del Sudafrica settentrionale e Zimbabwe che, oggi largamente storia, abbiano sempre portato seco la loro patria». «Se quel po-
cristiana, ha la tradizione di essere discesa da ebrei e di averne polo» – continua Carlo Terracciano – «concepì quella Legge e
mantenuti le usanze di circoncisione, macellazione rituale e rifiu- l'intollerante totalitarismo religioso, quest'ultimo a sua volta for-
to del maiale, conclude che il 9% degli esaminati ha geni Y di giò e preservò quel popolo in partenza per le vie del mondo. U-
tipo kohen (due-tre volte la percentuale posseduta dai vari gruppi nica vera patria: la religione del risentimento. Ecco allora che,
ebraici!) e che per un particolare clan, quello che si tramanda ovunque nel mondo, il giudaismo si presenta necessariamente
disceso dai fondatori della tribù, la quota balza al 53% (per colo- come fenomeno di sovversione tra le nazioni che adorano altri
ro che non hanno specifici geni kohen, lo studio cromosomiale dei e si sono date altre leggi».
rivela comuni geni ebraici in quantità maggiore che per ogni altra È perciò dare prova d'inconseguenza tacciare – come fanno
popolazione dell'Africa sub-sahariana). ancor oggi taluni ebrei e parecchi goyim spasimanti dell'uni-
Inoltre, lo studio Hammer-BonnéTamir, condotto su 1371 versalismo – la questione razziale di non scientifica rilevanza o
maschi scelti da sette gruppi (askenazita, romano, nordafricano, d'indifferente interesse o il non vedere in essa che un'invenzione
curdo, vicino-orientale, yemenita ed etiopico), mostra che, con specificamente «nazista» (pronunciate per giunta da un ebreo,
l'eccezione degli ebrei etiopici («doubtful Jews» che secondo la membro del popolo razzista par excellence, tali affermazioni so-
Corte Suprema e il caporabbinato d'Israele necessitano di una no del tutto risibili). In altri termini, tutti costoro misconoscono o
«giyur lechumra, conversione severa» per essere ammessi al ma- negano, ciò facendo, quel che il filo-ebraico Jacques Maritain,
trimonio ebraico), tutti gli altri hanno fra loro un'alta affinità ge- tentandone una spiegazione teologico-metafisica, ha chiamato «il
nica (affinità che si estende anche agli arabi palestinesi, siriani e mistero d'Israele», cioè la storia e il segreto del popolo ebraico,
libanesi): «russi» e «polacchi» hanno un profilo del cromosoma popolo per due millenni senza paese, senza stato, senza una lin-
Y più simile a «marocchini», «curdi» e «iracheni» che non a gua comune, che è riuscito a conservare, a dispetto pure di ogni

1568
persecuzione, la sua «unicità». E ciò perché ha incrollabilmente andavano tutti. I membri e i discendenti della casa reale vivevano
osservato le leggi del sangue, fissate in norme religiose in- a spese della corte babilonese e avevano sempre un posto assicu-
stancabilmente ricordate, prima ancora che dai precetti biblici, rato alla mensa del re. Alcuni ebrei lavoravano certamente negli
dal dettato talmudico. uffici della ricca famiglia giudaica degli Egibi [di Babilonia], che
da diverso tempo aveva messo su una banca, anticipando i Mura-
Il divenire storico shu [di Nippur]. Diversi altri studiavano e assimilavano profon-
damente la lingua, la letteratura e la cultura babilonese, che poi
Ricapitolando, la coscienza razziale dell'ebreo è la radice trasferiranno nelle loro opere in ebraico: un gruppo, questo, le
vivente del suo popolo e gli ha permesso di non perire nel miscu- cui condizioni di vita non erano tanto disgraziate da impedire di
glio delle genti più varie in ogni parte del mondo. Non solo anzi conservare, coltivare e siluppare l'antica cultura, l'antica lingua e
di non perire, ma di rafforzarsi, espandersi, sopportare e riparare le antiche tradizioni religiose. A questo gruppo di letterati appar-
le perdite ingenti dovute da un lato alle persecuzioni e dall'altro teneva anche il "Deuteroisaia"».
alle apostasie dal giudaismo. Pur con tutta la cautela dovuta al- Un indizio della rilevanza e della capillarità dell'attività dei
l'incompletezza e alla discrepanza dei dati offertici dalle fonti, il «deportati» lo possiamo infatti individuare nella presenza a Babi-
quadro che diamo di seguito ci sembra quanto di più equilibrato lonia delle potenti casate finanziarie ebraiche degli Egibi-Aqibah
si possa affermare su tale controversa questione. e dei Murashu, capillarmente operanti già nella seconda metà del
Alla metà del primo secolo d.C., all'epoca cioè dell'impero di sesto secolo, i quali, subito dopo le conquiste persiane divengono
Claudio anteriormente alla conquista della Britannia, dei sei mi- i finanziatori principi dei re Achemenidi e giungono, in particola-
lioni di ebrei del mondo di allora – le cifre spaziano dai quattro e re i Murashu, addirittura a detenere il controllo monopolistico dei
mezzo agli otto, mentre la popolazione dell'Impero si aggira sui prestiti alle spedizioni commerciali dirette nei regni indiani ed in
sessanta milioni e quella d'Italia sui sei: Shlomo Sand accetta Cina. In questo paese colonie ebraiche di una certa entità sono
cinque milioni di ebrei, il 7-8% – oltre l'ottanta per cento vive al registrate a partire dalla fine del terzo secolo a.C. (un millennio e
di fuori dei confini di Palestina, soprattutto nelle metropoli di mezzo dopo, Marco Polo incontrerà numerosi Arruolati a Pechi-
Egitto, Siria, Asia Minore, Mesopotamia, Iran, come anche a no e ad Hangzhou).
Roma, a Marsiglia, etc. (il popolo ebraico, si compiace Giuseppe Quanto alle scelte compiute da gran parte dei deportati alla
Flavio in Antichità giudaiche XIV 115, «ha già raggiunto ogni liberazione dal «giogo», così scrive, sarcastico ma non perciò
città, e non è facile trovare un qualche luogo del mondo abitato meno puntuale, Voltaire: «I loro guadagni li misero in grado di
che non abbia accolto tale razza e non ne sia dominato»), prati- ottenere, sotto Ciro, la libertà di ricostruire Gerusalemme; ma
cando attività di artigianato, finanziarie e commerciali ai più di- quando si trattò di tornare nella loro patria coloro che si erano
versi livelli: Shuk blé ihoud quif shraa blé cheud, «Un mercato arricchiti a Babilonia non vollero per nulla abbandonare un così
senza ebrei è come una giustizia senza testimoni», recita un pro- bel paese per le montagne della Celesiria, né le fertili sponde del-
verbio arabo. l'Eufrate e del Tigri per il torrente di Cedron. Solo la parte più
L'infiltrazione del Popolo Eletto tra le genti del Mediterraneo umile della nazione tornò con Zorobabele».
è iniziata nel VII secolo a.C., favorita dagli stanziamenti di grup- Identico De Vries: «Quando Ciro concede agli ebrei la liber-
pi commerciali/finanziari e dalle deportazioni compiute nell'am- tà di tornare da Babilonia a Gerusalemme, i ceti abbienti e ricchi
pia zona che va dal Caucaso al Mar Arabico dagli assiri (dal 722- non partirono, ma continuarono a dedicarsi alle attività commer-
721, o meglio, sul finire dell'VIII secolo: un sesto della popola- ciali. Nessuno obbligava gli ebrei a occuparsi di commercio, al-
zione del «Regno di Israele», riporta Günther; una proto-disper- l'epoca l'agricoltura non era loro proibita da nessuno. Lo sviluppo
sione in Media di due tribù e mezza, rileva inoltre Ben-Zvi, si del commercio, l'estensione sempre maggiore degli scambi inter-
sarebbe verificata nel 732; Steven Katz dà, per tre deportazioni nazionali furono la causa dell'emigrazione degli ebrei ben prima
dal 734 al 701, la cifra di 90-140.000 persone; Liverani accetta le della seconda distruzione di Gerusalemme per mano romana. Nel
cifre assire di 40.000 da Israele e di 200.000 da Giuda) e dai ba- quinto secolo a.C. già c'erano colonie ebraiche su tutte le coste
bilonesi (dopo l'assedio posto da Nabucodonosor nel 598, in se- dell'Asia Minore. Poco più tardi ci furono ebrei nelle isole di Ci-
guito al quale fu portato a Babilonia un non meglio detto «re di pro, Rodi, Cos e Samo, in Egitto, Italia e Spagna, in una parola:
Gerusalemme», e dal 586, o meglio all'inizio del VI secolo: un dovunque. Essendo gli ebrei commercianti dal fondo dell'anima,
trentesimo della popolazione del «Regno di Giuda» o, per Katz, è del tutto naturale che le discussioni su quanto concerne il
20-30.000 persone; altri autori stimano cifre minori anche di die- commercio e il prestito del denaro occupino nel Talmud un posto
ci volte; seguendo 2° Re XXIV 14-16 e Geremia LII 28-30, Li- di rilievo. Il Talmud esalta il commercio e denigra l'agricoltura».
verani accetta cifre, per le tre ondate del 598, 587 e 582, che Identico, ed anzi più teologicamente inquietante, Shlomo
vanno da 4600 a 8000 a «10.000 notabili più un numero impreci- Sand, per il quale è «nozione diffusa che, in seguito al proclama
sato di artigiani [...] Appare chiaro che la deportazione riguardò di Ciro, solo una parte degli esiliati del famoso esilio di Babilo-
la classe dirigente, mentre la popolazione contadina venne lascia- nia e dei loro discendenti tornarono a Gerusalemme. Il resto, cioè
ta sul posto. A differenza delle deportazioni assire, non si danno la maggioranza, scelse di fermarsi e prosperare nei centri di cul-
altre mete per i deportati che non Babilonia stessa; e non si fa tura ebraica in piena espansione che sbocciavano in Oriente, cen-
cenno di gruppi alieni deportati in Palestina»). tri nei quali le élites intellettuali svilupparono ricche tradizioni
Quanto alla «qualità di vita» dei deportati, veri e presunti, religiose diffuse nell'intero mondo antico. Non sarebbe affatto
costretti e volontari, super flumina Babyloniae, sogghigna Gar- esagerato sostenere che, in una certa misura, il primo monotei-
bini: «L'immagine degli israeliti che andavano a piangere lungo smo venne elaborato nei paesi d'Esilio divenuti residenza perma-
le rive dei fiumi, sotto l'occhio maligno dei loro carcerieri, susci- nente di questi fondatori del giudaismo».
ta la nostra pietà; ma ci consola il pensiero che a piangere non ci «Il fenomeno della diaspora ebraica nel suo complesso» – si

1569
chiede Sombart – «si spiega interamente sulla base di circostanze ra di proselitismo, e gli ebrei stessi vi persero il gusto [in Verus
esteriori, di un destino subito dal popolo ebraico? O non è piutto- Israel - A Study of the Relations Between Christians and Jews in
sto prova di un'indole particolare? In altre parole: sarebbe stato the Roman Empire (135-425), 1986, M. Simon rileva che le fonti
possibile disperdere sull'intero pianeta, allo stesso modo di quello riportano, per il periodo dalla fine di Bar Kocheba alla fine del
ebraico, un qualsiasi altro popolo? Giacché la dispersione è un IV secolo, solo otto proseliti, dei quali sette studiosi]; sotto Do-
fenomeno già compiuto agli inizi della nostra era, la risposta al miziano, Nerva e altri imperatori il proselitismo venne proibito
quesito riguarda solamente gli ebrei della Palestina antica [...] per legge»; tesi simile anche in Judt);
L'esilio provoca una selezione degli elementi migliori di Giuda, 5. dalle notizie tramandateci sulle allucinanti stragi di goyim
che in ogni caso non sono portatori di tendenze sedentarie e che compiute dalle sollevazioni delle colonie ebraiche sulle rive o-
attraverso l'esilio si liberano in generale di tutti gli elementi resi- rientali del Mediterraneo, in Adiabene e Mesopotamia nel 115-
duali di sedentarietà e di radicamento; essi vengono così messi in 117 d.C., sollevazioni di cui oggi poco o punto si parla, ma che,
condizione di rianimare la propria antica natura nomadica (qua- come già nel 55-51 a.C. con Crasso, contribuirono ad affossare i
lora si sia assopita) e di sopravvivere facendo una vita cittadina progetti bellici di Traiano, sull'Eufrate contro l'Impero Parto.
(commercianti)». Come scrive Josef Kastein, l'imperatore «avanzò rapidamen-
E ancora: «All'estero vanno coloro in cui più fervido pulsa te verso Babilonia, ove in particolare nelle province di Nisibis e
l'antico sangue di nomadi; in seguito all'emigrazione, poi, questo Nehardea rivenne a contatto con gli ebrei che avevano imparato
sangue si ridesta sino a pervadere nuovamente tutto il loro essere. che dovevano opporsi a Roma alla luce di quanto accaduto nella
Nessun elemento infatti ci induce a ritenere che gli ebrei emigrati Guerra Santa. Venne proclamata una mobilitazione generale.
volontariamente – o sollecitati da circostanze puramente econo- Alle spalle dei romani si ribellò l'Adiabene, costringendo Traiano
miche – dalla Palestina (o da Babilonia) fondino in qualche luo- a ricominciare l'opera di conquista. Ma aveva appena ripreso a
go colonie agricole o anche semplici sedi autonome durature fatica la regione, quando l'insurrezione divampò dalla Mesopota-
(come invece succede per la maggior parte delle altre comunità mia alla Palestina, all'Egitto, alla Libia, alla Cirenaica e perfino
etniche emigrate, specie durante l'antichità). Sappiamo invece all'isola di Cipro. L'intera rivolta si attuò in modo straordinaria-
che gli ebrei emigrati si diffondono in tutto il globo, in mezzo a mente veloce e preciso, tanto da non lasciar dubbi che fosse il
popoli stranieri, preferendo tuttavia stanziarsi nelle grandi città risultato di un'unità di comando o di un sentire popolare compat-
[...] Lentamente la Palestina perde importanza quale patria degli to e solidale. Ma nella furia della rivolta l'idea di una guerra di
ebrei, mentre l'ebraismo vive in prevalenza nella diaspora [...] liberazione contro Roma si perse subito in un tumultuare di odio,
Sin dagli inizi dell'Era Volgare, un numero di ebrei complessi- volontà di vendetta, violenza e disperazione contro il nemico
vamente superiore vive fuori dai confini della Palestina. Si ritie- comune, contro il paganesimo in quanto tale. L'intero ebraismo
ne che nel solo Egitto tolemaico su sette-otto milioni di abitanti asiatico fu d'un subito in armi in quella che apparve l'ultima ago-
un milione siano ebrei. E secondo l'affermazione di Strabone ri- nia di una lotta contro romani, greci ed ebrei ellenizzati».
ferita da Giuseppe Flavio, non è facile trovare un punto della «Le atrocità rivoltanti con cui gli ebrei caratterizzarono in
Terra abitata che non sia frequentato e dominato (!) da questa questo periodo la loro condotta» – aggiunge W.D. Morrison –
razza [...] Tutte le testimonianze sicure in nostro possesso sul «tendono evidentemente a dimostrare come essi fossero in preda
modo di vita degli ebrei in esilio coincidono: una minuscola par- ad un vero parossismo e agissero sotto la forte influenza di un
te soltanto di ebrei si dedica all'agricoltura nelle zone in cui l'e- fanatismo feroce, selvaggio, senza mira né scopo preciso, che li
sercizio dell'attività agricola non viene loro vietato». traeva a compiere stragi spaventose; e, se pure avevano una meta
Altri indizi della diffusione e dell'entità della diaspora li ri- fissa e determinata che si proponessero di raggiungere, essa con-
scontriamo: sisteva nel deliberato proposito di sterminare tutti i loro concitta-
1. dalle testimonianze sui presidi militari ebraici in numero- dini pagani e fondare, sulle rovine e sulla desolazione di cui sa-
se oasi dell'Arabia centrale nel VI secolo a.C., per disposizione rebbero stati gli autori, un nuovo stato ebraico indipendente [...]
del re babilonese Nabonedo; In tutti i luoghi in cui avevano raggiunto uno stato di supremazia,
2. dalla colonia ebraica sull'isola di Yeb/Elefantina nell'Alto [scrivono Dione Cassio, Storia romana, LXVIII 32 ed Eusebio,
Egitto nata, secondo la vulgata, da un presidio di mercenari giu- Storia ecclesiastica IV 2] gli ebrei si conducevano come orde di
dei al servizio di Ciro, l'Unto di Jahweh (diversa è l'interpreta- cannibali, nutrendosi della carne delle loro vittime e spalmandosi
zione di Robert Feather, per il quale la colonia, già presente al- del loro sangue [nonché vestendosi della pelle a quelli scortica-
l'arrivo dei persiani verso il 525 e scomparsa verso il 400, proba- ta]. Il momento di insorgere era stato bene ed opportunamente
bilmente stanziatasi in Etiopia e capostipite dei falascià, non fu scelto ed il temporaneo successo da cui la rivolta fu coronata si
ebraica, ma pseudo-ebraica, discesa dagli antichi seguaci del dovette indubbiamente al fatto che le esigenze della guerra parti-
monoteismo egizio-ebraico di Akhetaton); ca avevano quasi totalmente sprovvisto le province orientali di
3. dai 200-400.000 ebrei in Alessandria, ove occupano due truppa romana».
dei cinque quartieri (la città è praticamente sorta dal nulla in soli Se pure occorre accettare con cautela le valutazioni giunte a
due secoli ad opera dei Tolomei); noi (basti solo pensare al milione e centomila vittime e ai 90.000
4. dal milione che popola l'Egitto (sui sette milioni di abitan- prigionieri riportati da Giuseppe Flavio per la Gerusalemme ca-
ti; Fishberg concorda però con Theodore Reinach che «l'enorme duta nel 70… quando Sand riporta una popolazione di 60-70.000
incremento degli ebrei in Egitto, Cipro e Cirene non si spiega se anime, aggiungendo, quanto alla correlata successiva «diaspora»,
non col cospicuo apporto di sangue pagano. Il proselitismo inte- non solo che «non esiste alcuna traccia, il minimo indizio di una
ressò sia le classi sociali inferiori che quelle alte. L'esempio del qualsivoglia espulsione di ebrei dalla Giudea», ma rampognando
gran numero di schiavi divenuti ebrei operò tuttavia sui compa- che «in modo decisamente sorprendente, il processo di "espul-
gni più che sui signori. In seguito lo Stato rese più difficile l'ope- sione", evento fondante e centrale della "storia del popolo ebrai-

1570
co", che avrebbe dovuto essere oggetto di numerosi saggi, non è La diaspora forzata israelitica, che si suole fare iniziare,
stato mai trattato né ha mai prodotto ricerche approfondite»), le per consolidato vizio e malgrado l'assoluta assenza di documen-
allucinanti cifre riportate dei goyim uccisi danno tuttavia la misu- tazione, dalla caduta di Gerusalemme nel 70 ad opera di Tito
ra dell'entità della popolazione giudaica insorta e l'ordine di (anche da parte «antisemita», vedi Emilio Balbo: «Tito ebbe l'in-
grandezza dei massacrati. felice idea di disperder[e il popolo ebraico] per il mondo e procu-
Uccisi tutti i non-ebrei della cipriota Salamina, gli ebrei ra- rò senza saperlo un grosso malanno all'umanità»), l'imperatore
dono al suolo la città, mentre nell'isola gli sterminati dai fanatici più odiato, il «violatore del Tempio» di Gittin 56b («Questi è
guidati da certo Andreas sono 240.000 (domata l'insurrezione, gli Tito l'empio, che bestemmiò Dio e lo insultò. Che cosa fece?
ebrei vengono a loro volta giustiziati o esiliati, e a nessuno viene Prese una prostituta per mano ed entrò nel Santo dei Santi; poi
più consentito di mettere piede sull'isola, neppure in caso di nau- spiegò un rotolo della Torah e commise peccato su di esso. Poi
fragio); l'Asia Minore vede centinaia di focolai di rivolta; in Ci- prese una spada e trapassò la tenda. E avvenne un miracolo e ne
renaica, ove già nel 73 l'ebreo Ionathes aveva scagliato contro i sgorgò sangue», quel Tito che Bereshit rabbà X fa morire ad o-
goyim duemila correligionari, gli ebrei al comando di Artemione pera di una zanzara che, penetrata nel naso, gli devasta il cervello
massacrano 220.000 greci e romani: «Molte di queste vittime «ingrandendosi fino ad essere della misura di un piccione del
infelici furono segate in due, secondo una tecnica consacrata dal- peso di due libbre»; e ciò dopo essere stato umiliato, riporta Ben-
l'esempio di Davide. I vittoriosi ebrei divoravano la carne, lecca- jamin da Tudela, dal «console» e da «trecento senatori» che non
vano il sangue e si avvolgevano le budella di quei disgraziati in- avevano voluto accoglierlo in città «poiché aveva impiegato tre
torno al corpo come una cintura», grandguignoleggia Gibbon, anni a conquistare Gerusalemme, mentre aveva avuto ordine di
basandosi su Dione Cassio; la Libia viene straziata al punto da farlo in due»; più seria, Mireille Hadas-Lebel commenta che «il
richiedere una ricolonizzazione; in Egitto viene combattuta una modo in cui è trattato Tito testimonia il primato del religioso nel-
vera e propria guerra che obbliga i governanti a istituire in ogni le preoccupazioni degli autori rabbinici. Ciò che più violente-
distretto milizie per combattere i giudei: ancora un secolo dopo, mente gli viene rimproverato è il sacrilegio commesso nel Tem-
la gente di Ossirinco celebra una festa per commemorare la vitto- pio e la sfida a Dio. Ora, questo comportamento è interamente
ria su di loro. ricostruito sulla base di versetti biblici ove si dispiega una sorta
Se, come avanzato da Kastein, le motivazioni prime di tali di tipologia dell'"infame". Dunque, l'immagine di Tito non è che
sollevamenti, accompagnati dalla distruzione dei templi pagani, una mera costruzione dello spirito, senza fondamento storico che
sono di ordine tattico-politico, da ricercare nell'odio, nel rancore il fatto stesso dell'incendio del Tempio») o più eccentricamente
e in una cinquantennale rivalsa, le ragioni profonde sono da ri- già dal III-II secolo a.C. ad opera dell'ellenismo, non è infatti in
scontrare in quell'atmosfera di attesa escatologica e speranza a- relazione alla «ferocia» né dei romani né tantomeno dei so-
pocalittica per cui, scomparsa la liturgia col crollo del Tempio vrani ellenistici, ma affonda le secolari radici:
nel 70 e divenuti esegeti della Legge i farisei e i rabbini, l'intero 1. nell'eterno senso di sradicamento esistenziale dell'anima
giudaismo e, non dimentichiamole, le sette dei primi cristiani già ebraica («ogni volta che hanno disposto di uno Stato, loro cura
appiccatori dell'incendio di Roma sotto Nerone, si rendono per- costante fu di volerlo annientare. Sarebbe insensato pensare di
suasi che Roma sia l'ultima Potenza huius mundi a dominare l- mettere un termine alla loro vita diasporica, perché su questa ri-
'ecumene prima dell'Era Messianica. Era la cui alba sembra infi- posa la condizione naturale dell'ebreo», commenta nel 1934 il
ne annunciata dalle «doglie» del disastroso terremoto di Antio- filosofo romeno Nae Ionesco, esponente della Rivoluzione Con-
chia (vedi, tra gli altri, lo pseudoepigrafico Quarto Libro di Ezra servatrice romena, prefando un romanzo del suo protetto ebreo
VII 62: «Quando nel mondo appariranno terremoti, tumulto di Mihail Sebastian né Joseph Hechter);
gente, intrighi di nazioni, confusione di capi, turbamento di prin- 2. nell'indifferenza per un «focolare» nazionale, che solo nei
cipi, allora saprai che è di queste cose che l'Altissimo ha parlato primi lustri del Novecento e per precisi interessi politico-finan-
dai giorni che furono all'inizio dei tempi»). ziari inglesi, ebraici e statunitensi sarebbe stato attivamente per-
Dell'«urto degli empi giudei» e dell'«inaudita ferocia» di tali seguito sulla scia delle idee sionistiche di Moses Hess, Pinsker e
sollevazioni testimoniano tutte le fonti (identica ferocia mostre- Theodor Herzl (altro che l'asserzione di Leon Feuer: «Gli ebrei
ranno gli ebrei nel 614, alla caduta di Gerusalemme per mano possedevano un desiderio profondamente radicato di svilupparsi
persiana, alla quale campagna partecipano in 26.000, massa- in una nazione e di condurre una libera esistenza nazionale», ove
crando, come valuta Elimelech Horowitz, docente di Storia all'u- i termini «nazione» e «nazionale» vanno ovviamente intesi come
niversità Bar-Ilan, quattromila cristiani... ma Henrt Hart Milman, nazione-su-un-territorio!);
docente ad Oxford, riporta che, acquistati dai persiani prigionieri 3. nella convinzione profonda dell'indispensabilità della mis-
cristiani, il numero dei massacrati nella Città Santa balza fino a sione universalistica di Israele di porsi quale effettiva, concreta
90.000; ribellatisi ai bizantini ad Antiochia nel 620, gli ebrei ri- «luce per le nazioni» e, più fattualmente,
peteranno tali atrocità su migliaia di concittadini, torturando inol- 4. nell'attività di espropriazione commerciale-finanziaria in
tre il patriarca e mutilandone il cadavere; sottratta a Bisanzio fino cui il Popolo Santo si è sempre primariamente distinto.
al 629, quando Eraclio la riporta sotto controllo cristiano, la Pale- Invero, ammette Maccoby, «è un mito diffuso che dopo il 70
stina diverrà musulmana nove anni dopo col califfo Omar). l'intera popolazione ebraica di Palestina sia stata deportata in esi-
Commenta l'inglese B.W. Henderson: «Migliaia di anni di lio e che gli ebrei abbiano allora cessato di essere una nazione
civiltà non avevano cambiato le loro passioni elementari. Due- come le altre. Un tale disastro e spossessamento è consono alla
cento anni di governo romano non avevano insegnato loro le no- concezione cristiana che la diaspora fosse una maledizione per il
zioni basilari di pietà e saggezza. Con la ferocia delle bestie fero- rigetto ebraico della divinità di Cristo. La verità storica è ben di-
ci gli adoratori di Jahweh offrono ecatombi di vittime torturate al versa. Gli ebrei continuarono a costituire la maggioranza della
loro idolo». popolazione palestinese fino alla conquista musulmana del VII

1571
secolo. Quindi, oltre cinque secoli di storia ebraica in Palestina scono, a quanto pare, la maggioranza della popolazione»).
scomparvero dal mito cristiano. Essi comprendono la rivolta di Oltre alla paganizzazione di Gerusalemme (la rivolta non
Bar Kocheba, quando gli ebrei sfidarono il potere di Roma e fu- scoppia in tutta la Palestina, ma solo nella Giudea propria, cioè
rono indipendenti per due anni (135-7 [no: 132-35]). Compren- nella regione centro-meridionale intorno ad ha-Ir, la Città per
dono ancora l'età aurea del Patriarcato di Rabbi Judah il Principe antonomasia), alla deportazione in schiavitù di migliaia di ebrei e
[ha-Nasi, chiamato anche etnarca, o resh galutai, «capo dell'esi- alla riduzione della Judaea a provincia denominata Syria Palae-
lio»], il compilatore della Mishnah, quando gli ebrei, riconciliati stina, altre sono state, per quanto per tre soli anni, fino alla no-
col potere romano, vissero una condizione pacifica e prospera mina a imperatore di Antonino Pio figlio adottivo di Adriano, le
come provincia romana (200-230). Il Patriarcato [«baluardo della punizioni imposte dai romani. Dagli scarsi testi in proposito, pe-
vita ebraica non solo palestinese ma dell'intero Impero Romano, raltro non chiari né univoci (a parte le fonti rabbiniche, difficili
e talora di comunità oltre i suoi confini», nota Gedaliah Alon] da datare e per la maggior parte riferentisi al periodo successivo
continuò fino al 425 e finì solo perché l'Impero Romano era di- a Bar Kokheba, l'unica testimonianza del cosiddetto divieto della
venuto Cristiano e intollerante. Nel breve regno di Giuliano l'A- circoncisione è una breve osservazione nell'Historia Augusta; «a
postata, gli ebrei cominciarono perfino la ricostruzione del Tem- dire il vero, i testi non ci permettono di stabilire alcuna cronolo-
pio, cui posero fine la morte dell'imperatore e il ritorno dell'op- gia e, ancor più, non autorizzano ad affermare che i decreti furo-
pressione cristiana. Il periodo dell'esilio e del giogo degli ebrei in no emanati dall'imperatore stesso», commenta la Hadas-Lebel),
Palestina non cominciò nel I secolo, ma nel VII, per una combi- la maggior parte dei commentatori evince che siano state varia-
nazione di guerre intestine musulmane, che resero la Palestina mente proibite per i tre anni, peraltro non per decreto imperiale e
inabitabile per i non-musulmani, e dell'intolleranza teologica cri- per l'intero impero, ma per provvedimenti del legatus pro praeto-
stiana, che lasciò vivere gli ebrei nella cristianità solo come clas- re Tineius Rufus e neppure per l'intera Palestina ma solo per le
se perseguitata. Intanto, gli ebrei di Babilonia, ove un regime zone ribelli (zone che, a differenza del più generale ebraismo,
musulmano solido e tollerante permise a una vasta popolazione diasporico come palestinese, avrebbero sofferto di limitazioni
ebraica gran copia di autogoverno sotto gli Esilarchi, registrarono anche quando Caracalla nel 212 avrebbe esteso la cittadinanza
un lungo periodo di pacifico sviluppo e di successi culturali (le romana ad ogni suddito dell'Impero): la circoncisione, l'osser-
epoche talmudica e gaonica) fino all'XI secolo». vanza del sabato, l'insegnamento pubblico della Torah, la procla-
In realtà, quindi, l'unica «diaspora», anche se non di massa e mazione del calendario, l'ordinazione dei rabbini, l'uso di tefillin
non forzata, è quella che dal 135 segue alla repressione della ri- e mezuzah, dello shofar e dei lumi a Chanukkah, la recitazione
volta di Shimon Bar Kosiba, proclamato Nesi Yisrael, "Principe dello shemà, la celebrazione di Pasqua, Sukkot e Purim...
di Israele" e Messia – per quanto non fosse della stirpe di Davi- Vale a dire, manifestazioni che coprono l'intero ambito del
de, né avesse compiuto miracoli, né si fosse distinto per partico- giudaismo, al punto da far dire a Mireille Hadas-Lebel che «il
lare compassione, carità, pentimento e osservanza delle leggi numero dei divieti tenderebbe a far supporre che all'epoca di
cerimoniali, e cioè per «timor di Dio» – da Aqiba con l'appellati- Adriano sia stato istituito il delitto di giudaismo». Nette sono, al
vo di Bar Kokheba, il «Figlio della Stella» (Taanit j IV 5 sulla contrario, le conclusioni di Alon: «È importante affrontare con
profezia di Numeri XXIV 17: «da Giacobbe spunta una stella). onestà i dubbi che sono stati espressi sulla storicità della tradi-
A differenza di Aqiba, poi giustiziato dai romani, la maggior zione talmudica sulla persecuzione romana della religione ebrai-
parte dei Maestri non si schiera però al suo fianco (la maggior ca [...] I decreti furono sempre emessi in uno specifico contesto
parte dei rabbini dell'epoca, ricorda Neusner IV, non appoggia- politico, o in rapporto alla guerra tra gli ebrei di Giudea e i roma-
vano il conflitto, ritenendolo un atto di superbia verso il Cielo), ni. Mai fu coinvolta l'autorità imperiale. I provvedimenti furono
non solo rifiutandogli il titolo di Bar Kocheba = Figlio della Stel- sempre adottati dalle autorità locali, al più alto livello dal legato
la (kokhab), ma storpiandone il nome in Bar Koziba = Figlio del- provinciale. È altamente improbabile che i romani cercassero
la Menzogna (kozav). Del resto, il ràbido condottiero, «impostore deliberatamente di reprimere la religione ebraica. Fosse stato
messianico», «messia provvisorio», «indegno pastore», «gibbor questo lo scopo, avrebbero emesso i provvedimenti per l'intera
vizioso» (con gibbor il rabbinismo intende personaggi forti, ma Diaspora. Ma tutto ci dice il contrario. Questa è la conclusione:
spesso squilibrati e violenti, quali Giuda e i fratelli, Sansone, le restrizioni imposte in Giudea furono non dirette contro il giu-
Abner e Joab), l'irresponsabile capo della nazione che «aveva daismo in sé, ma motivate da un punto di vista politico». E nette
agli ordini duecentomila soldati i quali, come segno di lealtà, si quelle di Peter Schäfer: «Non ci sono molte prove né dell'esi-
erano tagliati i mignoli», uccide a calci il moderato Eleazar di stenza di un divieto generale della circoncisione emanato da A-
Modin/Modai, «il braccio destro e l'occhio destro di tutto Israe- driano, né di uno specifico accanimento adrianeo volto a "bolla-
le», solo perché costui, ispirato da Dio e realista sull'esito cata- re" la circoncisione quasi fosse equivalente alla castrazione».
strofico del conflitto, vuole cedere ad Adriano. E l'appellativo Il proselitismo e la circoncisione dei non-ebrei erano invece
«Figlio della Menzogna», comparso in Midrash Ekhah [Lamen- rimasti vietati, ma vietati lo erano già da mezzo secolo (vedi il
tazioni] Rabbah II 5, ricorrerà sempre a spregio, tranne un caso, caso di Acilio Glabrione, uomo di antica nobiltà, e di Fabio Cle-
nelle posteriori fonti: «Aqiba! L'erba crescerà sulle tue guance, mente, cugino dell'imperatore Domiziano, convertiti con la mo-
prima che giunga il messia [nella persona di Bar Kocheba]», re- glie di Clemente, Flavia Domitilla, e una certa Fulvia, moglie di
cita Yochanan ben Toreta in Taanit j IV 5 o IV 8, alias 24a. un senatore, condannati a morte nel 95 per «ateismo» e «devia-
Fuggiti dalla Palestina e da Gerusalemme, ribattezzata Colo- zione verso i costumi giudaici», mentre Domitilla viene esiliata
nia Aelia Capitolina, gli ebrei più compromessi si volgono a sud nell'isola di Ponza l'anno seguente).
per sfuggire alla punizione di Roma (nel frattempo i caraiti, nota Quanto alla «crudeltà» di Adriano – il quale peraltro, divenu-
Sand, con percorso inverso «salgono» da ogni terra «in gran nu- to imperatore, aveva subitamente destituito per incompetenza
mero» nell'ex capitale, al punto che «nel IX e X secolo costitui- Lucio Quieto, l'anti-ebraico governatore traianeo della Giudea, e

1572
punito i greci in lotta contro gli ebrei ad Alessandria – lasciamo li, e le loro fortezze avrebbero fatto cadere ogni idea di essere
la parola a Max Dimont: «Adriano, inoltre, è stato dipinto da di- conquistate se, come si era espresso Maometto, probabilmente
versi storici ebrei come un antisemita a causa della sua spietata esagerando, essi stessi non avessero distrutto le loro case o, come
repressione di questa rivolta. Ma le misure anti-ebraiche prese da Abulfeda scrive con maggiore aderenza storica, non si fossero
Adriano non erano basate sul pregiudizio contro la religione giu- ritirati in più quiete regioni» (per inciso, Huyayy ibn Akhtab,
daica o su motivazioni razziali, ma sulla sua convinzione che il capo dei Banu Nadir che dopo l'espulsione nel 626 da Medina
combattivo spirito degli ebrei non poteva essere spezzato senza cerca di organizzare la resistenza contro Maometto, è padre di
che fosse stata infranta la loro superstiziosa idolatria di un Dio una delle mogli del Profeta, convertita all'islam dopo essere stata
invisibile. Adriano era un patriota che credeva nella ideologia fatta prigioniera).
romana del melting pot, dell'integrazione di ognuno, bianco e Della consistenza di una quarantina di tribù (trenta-
nero, pagano ed ebreo, di tutti gli uomini eccetto i cristiani, che quarantamila individui?), più alcune tribù arabe convertite al
detestava. Anche se i combattenti ebrei avevano massacrato i giudaismo, gli ebrei occupano infatti una sessantina di cittadine
militi romani in Palestina, Adriano protesse i diritti degli ebrei in fortificate, esercitando una fattuale sovranità sulle genti che han-
ogni altra parte dell'impero, non riducendo mai i loro diritti poli- no un tempo dato loro incauto ricetto («vanno a caccia di bottino
tici o civili. Per gli ebrei Adriano era uno stupido tiranno [a min- in terre lontane, insieme agli arabi, loro vicini e alleati; questi
dless tyrant]; per Adriano gli ebrei erano un fastidioso enigma [a arabi vivono nelle tende ed hanno il deserto per casa; non pos-
troublesome enigma]». seggono abitazioni e per saccheggi e rapine arrivano alla terra di
Dispersi per le fertili regioni della costa arabica nord- Sinar e di al-Yemen [...] Khaybar è una città molto grande con
occidentale fino a Yathrib, la romana Iathrippa, la futura Medina cinquantamila ebrei; vi si trovano persone istruite e grandi guer-
(madinat al-Nabi, «città del Profeta», da cui «Medina», la Città rieri che combattono con gli abitanti di Sinar e del paese del
per eccellenza), dopo pochi decenni tale città è completamente nord, come con la tribù della terra di al-Yemen [...] Il paese è
nelle loro mani – ben tre delle cinque tribù presenti sono ebree: montuoso, ci vivono molti israeliti, che non sono dominati dai
Banu Qurayzah, Banu Nadir e Banu Qaynuqa – operando essi gentili: possiedono città e castelli sulle cime dei monti, da cui
quali proprietari fondiari, possessori di estese piantagioni di pal- discendono nella pianura chiamata Lubia, un regno cristiano.
me e detentori del monopolio dei maggiori traffici carovanieri. Il Questi sono lubi del paese di Lubia, con cui gli ebrei sono in
commercio, rileva Gabriele Mandel, «aveva naturalmente attratto guerra: gli ebrei depredano e saccheggiano, poi si ritirano sulle
agenti e rappresentanti d'altri paesi, in particolare ebrei. Nel Hi- montagne; nessuno li può combattere», scriverà Benjamin da
giaz l'opulenta oasi di Khaybar era del tutto in mano agli israeliti, Tudela). Solo negli ultimi anni del III secolo, in seguito alla
e numerose famiglie ebraiche erano sparse un po' dappertutto. A grande migrazione delle tribù yemenite verso il nord, inizia la
Yathrib (poi Medina) gli ebrei vivevano in clan chiusi in quartie- riscossa araba, che due secoli dopo, con alterne vicende, culmi-
ri fortificati, detenevano il monopolio delle varie forme di arti- nerà nella eliminazione e/o conversione di gran parte delle tribù
gianato, prestavano a usura e organizzavano i commerci; e così ebraiche (tra i più illustri convertiti ricordiamo il dotto Waraqa,
giù giù sin nello Yemen, dove tutta l'oreficeria era in mano loro. cugino di Khadidja Madre dei Credenti) da parte del «Sigillo dei
In quest'ultima zona, soprattutto agli inizi del VI secolo, la reli- Profeti» (Corano XXXIII 40) e nell'espansione dell'Islam.
gione ebraica era dominante [...] Era soprattutto forte la presenza Più precisamente, Jacob Taubes sostiene che quelle tribù e-
della classe di commercianti per eccellenza, gli ebrei, con la loro rano non appartenenti al giudaismo ufficiale rabbinico-
religione ben codificata, il loro carattere polemico e analitico, e talmudico, ma «in maggioranza o esclusivamente giudeo-cristia-
soprattutto con i loro vari "libri"». ne (a mio giudizio i teologi sono del tutto incompetenti in mate-
Egualmente Moshe Pearlman nella prefazione ad Abraham ria), molto numerose e molto potenti, e sono sopravvissute più a
Geiger: «Nella penisola arabica dell'epoca pre-islamica esisteva lungo di quanto la storia ufficiale della Chiesa [e del giudaismo,
una notevole presenza ebraica, che esercitava una considerevole aggiungiamo noi!] non sia disposta ad ammettere. Nei manoscrit-
influenza sull'intera popolazione per molti aspetti: economici, ti arabi le testimonianze in nostro possesso sui giudeo-cristiani
politici, culturali. A sud, un secolo prima di Maometto, bellicosi risalgono al X secolo. Detto per inciso, ciò rivoluziona anche la
sovrani adepti di diverse forme di giudaismo dominavano lo preistoria dell'islam, poiché significa che quella testa calda di
Yemen. A nord, in diverse città come Medina e Khaybar gli e- Maometto non mescolò e amalgamò tradizioni ebraiche e cristia-
brei primeggiavano nell'agricoltura e nell'artigianato. Pur orga- ne, aggiungendovi qualche idea di proprio, ma assorbì in modo
nizzati nei loro insediamenti come gli arabi quali tribù indipen- mirato proprio la tradizione giudeo-cristiana, lasciando che con-
denti, questi ebrei erano tuttavia ben consapevoli delle loro rela- fluisse nel Corano».
zioni con gli altri gruppi ebraici in altri paesi e possedevano un Un altro fattore di sottrazione degli ebrei al giudaismo è la
discreto corpus dottrinario religioso». religione del Cristo. Per quanto tale aspetto venga sorvolato dagli
Anche Geiger sottolinea: «Che all'epoca di Maometto in A- storici, per i primi tre secoli la nuova setta messianica raccoglie
rabia gli ebrei fossero potenti lo mostra la libera vita di molte infatti adepti soprattutto fra i milioni di diasporici (ancora nel
loro tribù indipendenti che lo combatterono in campo aperto. Ciò 313, all'inizio del dominio di Costantino – la cui madre, dice
fu in particolare per i Banu Qainuqa nel secondo e terzo anno Cantor, potrebbe ben essere stata ebrea – e alla proclamazione
[623-624] dell'Egira, e dei Banu Nadir nel quarto anno. Questi del cristianesimo come religio licita, è cristiano, anche se Gibbon
ultimi vengono descritti da[llo storico islamico] Janab come una ritiene che «non più della ventesima parte dei sudditi dell'impero
grande famiglia ebraica. Ciò si può dire anche degli ebrei di si fosse schierata sotto la bandiera della Croce prima dell'impor-
Khaybar, che Maometto combattè nel settimo anno. Ai Banu tante conversione di Costantino» e Cantor ce ne dà uno su quat-
Nadir dovrebbe riferirsi il Corano LIX 2. Essi sono presentati tro, un cittadino romano su sette; la cristianizzazione dell'ecu-
come talmente potenti che i musulmani disperano di sottometter- mene sarà resa possibile solo dalla violenza anti-pagana esercita-

1573
ta dopo Giuliano e, soprattutto, dopo Teodosio: cristianesimo stinese che mesopotamico, convertita al nuovo, vittorioso, più
non solo come religione lecita, ma ormai come religione ufficiale coerente monoteismo islamico.
– la prima assunzione storica del cristianesimo a religione di Sta- Quanto agli ebrei deceduti nella guerra del 66-70, secondo
to avviene però in Armenia, ove Tiridate III e la moglie Arshken Giuseppe Flavio, in Guerra giudaica VI 420, sarebbero addirittu-
si convertono una decina di anni prima di Costantino, ingiungen- ra 1.100.000, mentre in History of the Jews Henry Hart Milman
do ai sudditi di fare altrettanto – divieto del paganesimo e pro- fantastica ancor più alatamente di 1.350.000, cifre entrambe as-
grammata distruzione dei templi dal 391, decine di leggi e decre- solutamente non credibili considerato, tra l'altro, che la loro con-
ti, altre 150 leggi nel decennio 429-439, pena di morte per i pa- sistenza nella Palestina di sessant'anni dopo sarebbe stata presso-
gani nel 435, arsione dell'opera di Porfirio nel 448, etc.). ché la stessa (decisamente gustose le osservazioni critiche svolte
E ciò sia a cagione della loro duplice familiarità ideologico- in proposito da Francesco Pitzus IX). Per la guerra del 132-135,
religiosa col sincretismo ellenizzante – «il giudaismo della Dia- ove verrebbero distrutti 995 villaggi e combattute 55 battaglie,
spora fu essenzialmente non halachico, non dottrinale [...] il pri- Dione Cassio riporta infatti che su 1,3 milioni di ebrei allora pre-
mo tratto da sottolineare è l'elasticità dei confini» tra i più diversi senti, complessivamente ne morirono o furono tratti in schiavitù
gruppi religiosi, ebraici e cristiani come pagani, scrive Tessa Ra- mezzo milione (arrivando, per inciso, a trovarsi financo sul Reno
jak – sia in virtù dell'afflusso e della propaganda svolta fra essi a costituire le prime comunità «tedesche» tra Worms e Magonza;
dai fuggiaschi di Palestina dopo la repressione delle rivolte che anche per la Spagna, secondo Judt, la più parte degli ebrei sareb-
funestarono il Mediterraneo orientale nei primi quattro decenni bero dovuti agli 80.000 deportati quali prigionieri di guerra da
del II secolo, in particolare di quella del 132-135, che comportò Vespasiano, Tito e Adriano); per Nathan Peter Levinson gli ebrei
la scomparsa della gerarchia istituzionale sacerdotale e l'affievo- direttamente uccisi sarebbero stati 580.000, «per non contare co-
limento di quella rabbinica, e lo sbando delle masse giudaiche loro che morirono di fame e di malattia oppure per il fuoco».
dell'Impero Romano. In realtà, rileva Alon, se «nelle due maggiori guerre combat-
Realtà sottolineata, per quanto riduttivamente, per la fine del tute contro Roma, la lotta del 66-74 e la rivolta di Bar Kocheba
IV secolo da Jacob Neusner, 1992: «In quest'epoca sembra che in del 132-135, gli ebrei soffrirono enormi perdite. Sia la spada che
terra di Israele ci sia stato un deciso aumento della presenza cri- la fame presero il loro tributo. Inoltre molti ebrei furono radunati
stiana. Molti erano i rifugiati venuti dall'occidente, ma si parla e deportati per essere venduti all'estero come schiavi. Venne poi
anche di conversione di ebrei. Il numero delle città e dei villaggi la repressione politica e religiosa, che certamente spinse altre
cristiani si incrementò in modo drammatico. Un'eventuale con- masse a emigrare», tuttavia «non vi sono ancora motivi per pen-
versione di un numero considerevole di ebrei avrebbe significato sare che gli ebrei non continuassero a costituire la maggioranza
che gli eventi dei decenni precedenti erano stati intesi dagli ebrei degli abitanti di Palestina, anche se erano assolutamente banditi
come un'ampia convalida dell'interpretazione cristiana della sto- da Gerusalemme e dintorni dopo la caduta di Betar (o meglio,
ria. Gli ebrei avevano atteso circa tre secoli dalla distruzione del secondo i più corretti manoscritti greci ed ebraici, Beth-ter [loca-
70 fino alla promessa di Giuliano. Alla fine, invece di dimostrar- lità una decina di chilometri a sudovest di Gerusalemme]). Certo,
si falsa, la profezia di Gesù ne usciva confermata. Tanto dopo il un costante peggioramemnto delle loro condizioni nel mix de-
70 che dopo il 361, del Tempio non era restata una pietra sull'al- mografico del paese si evidenziò al termine del III secolo. Tutti
tra, proprio come aveva detto Gesù. Invece di un Tempio rico- gli sforzi compiuti dagli ebrei per conservare la loro posizione
struito gli ebrei avevano davanti un mondo in cui persino le loro economica e numerica riflettono il continuo processo che tende-
sinagoghe, al pari delle loro case e persone, erano oggetto di mi- va ad espellerli. Cionondimeno possiamo tranquillamente affer-
naccia. Cosa poteva costituire una prova più lampante della veri- mare che rimasero sempre in maggioranza, superando da un lato
tà dell'affermazione dei cristiani del trionfo della loro chiesa? i gentili (greci, siriani e cristiani) e dall'altro i samaritani. Quanto
Dopo aver resistito tanto tempo, agli ebrei fu posto di nuovo, a quest'ultimi, non possiamo negare che i rapporti tra i due grup-
come all'epoca di Bar Kocheba, il problema se valesse la pena di pi continuarono a mantenersi freddi, com'erano stati per tutto il
aspettare ancora un messia che non era venuto proprio quando ce Secondo Tempio. Tuttavia, c'erano in entrambi i gruppi coloro
n'era più bisogno. Con il mondo in mano a coloro che proclama- che consideravano gli altri come correligionari, seguaci della
vano che il messia era già venuto, era ben difficile evitare un si- stessa filosofia di vita, diversi, certo, ma pur sempre fratelli. Vi
mile problema». sono motivi per supporre che in diverse operazioni politiche e
Proprio in tal modo, insieme al più generale calo demografi- militari contro Roma i due popoli agissero di concerto [i due
co dei secoli III e V, alle pestilenze, repressioni e alle endemiche gruppi nemici si unirono anche nelle sollevazioni contro Bisan-
guerre, possiamo spiegare il fortissimo decremento delle vaste zio nel 484, nel 529 e, soprattutto, nel 555, al punto che necessitò
colonie ebraiche di Egitto, Siria, Asia Minore e Grecia (dai 200- far giungere dal Nordafrica truppe imperiali per reprimere la
400.000 ebrei dell'Alessandria ellenistica, e passando per i pre- sommossa]. Molti dei contemporanei misero insieme ebrei e sa-
sunti «più di 100.000 ebrei, forse 200.000» che Karlheinz De- maritani, e anche noi siamo autorizzati a farlo. Stando così le
schner dice cacciati nel 414 dal patriarca Cirillo – cosa inverosi- cose, è veramente difficile dubitare che presi insieme superassero
mile per entità e dinamica: «L'espulsione fu totale: lo sterminio numericamente tutti gli stranieri del paese, formando l'assoluta
della comunità ebraica alessandrina, la più numerosa della dia- maggioranza della popolazione».
spora, che esisteva da più di 700 anni, fu la prima "soluzione fi- Alla metà del primo secolo d.C. la demografia dell'ebraismo
nale" della storia della Chiesa», gigioneggia il rieducato – si arri- si può riassumere, con cifre forse più elevate del reale, in 6-7 mi-
va ai 3000 della Iskandriyyah tudelica del XII secolo). Allo stes- lioni di individui (un decimo della popolazione dell'Impero; il
so modo svaniranno, mezzo millennio dopo, non solo le masse censimento di Claudio dell'anno 42, scrive Andrew Scharf, aveva
monofisite cristiane d'Egitto (lasciando dietro di sé soltanto spa- dato 6.944.000 ebrei):
ruti gruppi di copti), ma anche gran parte del giudaismo sia pale-

1574
testo valli
15-07-2008
9:36
Pagina 1

Asia Minore
e Siria

Grecia
Impero
Occidente Parto
a
naic
Cire
Egitto
COMUNITÀ EBRAICHE Palestina

ALLA METÀ DEL I SECOLO


testo valli 15-07-2008 9:36 Pagina 2

Colonia

Treviri

Lione

Milano

Marsiglia

Tarragona
Toledo
Merida Roma
Ostia
Sagunto
Capua
Napoli Bari
Cordova Nola
Pozzuoli Pompei Brindisi
Maiorca Venosa

Cadice
Cagliari

Palermo
Marsala
Bova Marina

Carthago Nova Agrigento


Siracusa

Malta

Gerba
testo valli 15-07-2008 9:36 Pagina 3

Panticape
Fangoria

Sinope

Aneso

Stobi Bisanzio
Perinto
Filippi
Ancyra
Tessalonica
Mazaca (Cesarea)
Pessinunte
Beroea
Adramitto
Pergamo
Tiatira Antiochia
Larissa Sardi Iconio
Smirne Filadelfia Celene
Adana
Caleide Colofone Laodicea
Delfi Sidera Lystra
Efeso Tarso
Tebe Tralle
Colosse Perge
Sicione Atene Magnesia
Corinto Mileto
Egina Delo
Argo Alicarnasso
Cencre
Sparta
Milo Cnido
Rodi Salamina

Citium
Pafo

Gortina
testo valli

Trapezunte
15-07-2008