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De Rosa, La prova di matematica per il liceo – Il formulario


1. EQUAZIONI E DISEQUAZIONI
Equazioni esponenziali
Dato a  R  , un'equazione esponenziale elementare si scrive come a x = b
1° caso: se b  0 l'equazione non ha soluzione
2° caso: se b > 0 e a  1 l'equazione ha una ed una sola soluzione, che vale x = log a (b)
3° caso: se b > 0 , b  1 e a = 1 l'equazione non ha soluzione
4° caso: se b = 1 e a = 1 l'equazione è soddisfatta per ogni x  R
Nel caso particolare in cui l'equazione sia della forma a f ( x ) = a g ( x ) a  R   1, dato che le basi sono
uguali basta risolvere l'equazione f ( x) = g ( x) .
Equazioni logaritmiche
Dati a  R   1, b  R e x  0 , un'equazione logaritmica elementare è della forma log a ( x) = b
ed ha una ed una sola soluzione che, per definizione di logaritmo, vale x = a b . Se un'equazione logaritmica
si presenta nella forma loga  f ( x) = loga g ( x) dove i logaritmi hanno la stessa base,
per determinare la soluzione è sufficiente risolvere il sistema
 f ( x)  0

 g ( x)  0
 f ( x) = g ( x)

Proprietà dei logaritmi
Notazioni: un logaritmo naturale, cioè in base e (numero di Nepero) lo si indica con ln  mentre un
logaritmo in base 10 con Log .
log a a  1
loga ( b )
log a1 = 0 a =b
 Somma, prodotto e quoziente di logaritmi
b 
loga (b1  b2 ) = loga (| b1 |)  loga (| b2 |) log a  1  = log a (| b1 |)  log a (| b2 |)
 b2 
1
log a (b n ) = n  log a (| b |) log a (n b ) =  log a (| b |)
n
b1 b 1
log a   log a 2 log a   log a b
b2 b1 b
 Cambiamento di base
log cb 1
log ab = log a b  log a b  log a c  logc b
log ca logb a
 Segno del logaritmo
log a x  0  x  1 se a  1 log a x  0  0  x  1 se 0  a  1
log a x  0  0  x  1 se a  1 log a x  0  x  1 se 0  a  1
Equazioni irrazionali
Dato n  N  0, un'equazione irrazionale si scrive come n f ( x) = g ( x)

1° caso: se n è dispari, allora l'insieme di definizione D coincide con l'insieme in cui sono ben definite
f (x) e g (x)
2° caso: se n è pari, allora l'insieme di definizione D coincide con l'insieme delle x  R tali per cui f (x) e
g (x) risultano ben definite e inoltre f ( x)  0, g ( x)  0
Determinato D , si elevano ambo i membri alla pontenza n -esima, ottenendo f ( x) = g n ( x)
L’insieme soluzione dell'equazione è l'insieme delle x appartenenti a D tali che f ( x) = g n ( x) .

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Disequazioni esponenziali
Dati a  R   1 e b  R , una disequazione esponenziale in forma elementare si può esprimere come
ax  b o ax  b
 Caso a x  b
Se b  0 la disequazione è sempre soddisfatta
Se b  0  a  1 la disequazione è soddisfatta per x  log a b
Se b  0  0  a  1 la disequazione è soddisfatta per x  log a b
 Caso a x  b
Se b  0 la disequazione è sempre soddisfatta
Se b  0  a  1 la disequazione è soddisfatta per x  log a b
Se b  0  0  a  1 la disequazione è soddisfatta per x  log a b
Disequazioni logaritmiche
Dati a  R   1, b  R e x  0 , una disequazione esponenziale in forma elementare si può esprimere come
log a ( x)  b o log a ( x)  b
 Caso log a ( x)  b
Se a  1 la disequazione è soddisfatta per x  a b
Se 0  a  1 la disequazione è soddisfatta per 0  x  a b
 Caso log a ( x)  b
Se a  1 la disequazione è soddisfatta per 0  x  a b
Se 0  a  1 la disequazione è soddisfatta per x  a b
Disequazioni irrazionali
Dato n  N  0, una disequazione irrazionale si può scrivere in una di queste quattro forme
f ( x)  g ( x)
n n f ( x)  g ( x) n f ( x)  g ( x) n f ( x)  g ( x)
 Caso n dispari
Le disequazioni saranno soddistatte da
n f ( x )  g ( x )  f ( x)  g n ( x) n f ( x )  g ( x )  f ( x)  g n ( x)
n f ( x )  g ( x )  f ( x)  g n ( x ) n f ( x )  g ( x )  f ( x)  g n ( x )

con le restrizioni dovute agli insiemi di definizione delle funzioni f x , g x  .


 Caso n pari
Le disequazioni saranno soddistatte da
 f ( x)  0  g ( x)  0  f ( x)  0  g ( x)  0
n f ( x )  g ( x) 
  n f ( x )  g ( x) 
 
 g ( x) < 0  f ( x)  g ( x)  g ( x) < 0  f ( x)  g ( x)
n n

 f ( x)  0  f ( x)  0
 
n f ( x )  g ( x)   g ( x )  0 n f ( x)  g ( x)   g ( x )  0
 f ( x)  g n ( x)  f ( x)  g n ( x)
 
Anche in questo caso vanno considerate le restrizioni dovute agli insiemi di definizione delle funzioni
f x , g x  .

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2. GEOMETRIA ANALITICA NEL PIANO
Retta
Equazione in forma implicita ax  by  c = 0
Equazione in forma esplicita y = mx  q
a c
Relazione tra i coefficienti m=  , q =  e b0.
b b
m si dice coefficiente angolare o pendenza, q si dice intercetta o quota.
Retta parallela all'asse x y=k Retta parallela all'asse y x=h

 Retta passante per due punti A = x1 , y1  e B = x2 , y 2 


x  x1   y  y1 
=
x2  x1   y 2  y1 
y  y2
 Coefficiente angolare di una retta passante per due punti m= 1 se x1  x2
x1  x2
 Condizione di parallelismo:
tra le rette ax  by  c = 0 e a' x  b' y  c' = 0 a  b'b  a' = 0 .
tra le rette y = mx  q e y = m' x  q' m = m'
 Condizione di perpendicolarità:
forma implicita a  a'b  b' = 0 forma esplicita m  m' = 1 .
 Fascio improprio di rette:
Se la retta data è ax  by  c = 0 il fascio è ax  by  k = 0
Se la retta data è y = mx  q il fascio è y = mx  k
 Fascio proprio di rette
Se ax  by  c = 0 e a' x  b' y  c' = 0 si intersecano in P( x0 , y0 )
l'equazione del fascio proprio è h(ax  by  c)  k (a' x  b' y  c' ) = 0
h
posto  = si ha  (ax  by  c)  a' x  b' y  c' = 0
k
al variare di   R si hanno tutte le rette del piano passanti per P , ad eccezione di ax  by  c = 0 .
| ax0  by0  c |
 Distanza punto-retta: dato P( x0 , y0 ) e la retta ax  by  c = 0 , la distanza è d =
a 2  b2
Circonferenza
Equazione della circonferenza di centro ( ,  ) e raggio R ( x   )2  ( y   )2 = R2
a 2 b2  a b
L'equazione x 2  y 2  ax  by  c = 0 , se   c  0 , rappresenta la circonferenza di centro   , 
4 4  2 2

a 2 b2 1 2
e raggio R =  c = a  b 2  4c
4 4 2
Circonferenze con centro nell'origine x2  y 2 = R2
Circonferenze passanti per l'origine x 2  y 2  ax  by = 0
 Fasci di circonferenze:
Circonferenze concentriche di centro ( ,  ) ( x   )2  ( y   )2 = k 2
Date le circonferenze x 2  y 2  ax  by  c = 0 e x 2  y 2  a1 x  b1 y  c1 = 0 , l’equazione del fascio è
 x 2  y 2  ax  by  c    x 2  y 2  a1 x  b1 y  c1  = 0,      0

posto   0, t  si ha x 2  y 2  ax  by  c   t x 2  y 2  a1 x  b1 y  c1  = 0, t  1

che rappresenta una circonferenza tranne per t  1 , caso in cui la circonferenza degenera in una retta.
Se a  a1  b  b1 ; se a  a1  b  b1 le due circonferenze sono concentriche e l’equazione del fascio
degenera in un numero (polinomio di grado zero in x e y).
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 Asse radicale di una circonferenza
è la retta che si ottiene imponendo t  1 nel fascio di circonferenza di equazione
x 2  y 2  ax  by  c  t x 2  y 2  a1 x  b1 y  c1  = 0 nel caso in cui a  a1  b  b1 , ed è perpendicolare
alla retta che congiunge i centri delle circonferenze stesse: a  a1 x  b  b1 y  c  c1   0
Se le due circonferenze si intersecano in A e B, punti base del fascio, l’asse radicale è la retta AB.
Se le due circonferenze sono tangenti l’asse radicale è la retta passante per T e ivi tangente ad ogni
circonferenza del fascio.
 Circonferenza passante per tre punti x1 , y1 , x2 , y 2 , x3 , y3 
x y x2  y2 1
x y1 x12  y12 1
det 1 0
x2 y2 x 22  y 22 1
x3 y3 x32  y 32 1
Parabola
La parabola è il luogo dei punti del piano equidistanti da un punto fisso detto fuoco e da una retta fissa detta
direttrice.
 Parabola con asse di simmetria parallelo all'asse y
Equazione y = ax 2  bx  c con a, b, c  R e a  0 .
 b 1  b 2  4ac   1  b 2  4ac
Fuoco F =   ,  direttrice y=
 2a 4a  4a
b  b  b 2  4ac 
Asse di simmetria x= vertice V =   , 
2a  2a 4a 
Concavità:
se a  0 la parabola ha concavità verso l'alto, si dice convessa, ha minimo nel vertice;
se a  0 la parabola ha concavità verso il basso, si dice concava, ha massimo nel vertice.
 Parabola con asse di simmetria parallelo all'asse x
Equazione x = ay 2  by  c con a, b, c  R e a  0 .
 1  b 2  4ac b   1  b 2  4ac
Fuoco F =  ,  direttrice x=
 4a 2a  4a
b   b 2  4ac b 
Asse di simmetria y= vertice V =  , 
2a  4 a 2a 
Concavità: se a  0 concavità verso destra, se a  0 concavità verso sinistra.
Ellisse
Un'ellisse è il luogo dei punti del piano per i quali è costante la somma delle distanze da due punti fissi detti
fuochi.
x2 y2
 Equazione canonica:  =1 dove a,b > 0
a 2 b2
Se a  b l'asse focale è parallelo all'asse x , se a  b l'asse focale è parallelo all'asse y .
Se a = b si ottiene l'equazione di una circonferenza con centro nell'origine e raggio a .
( x  x0 ) 2 ( y  y0 ) 2
Equazione dell'ellisse traslata rispetto al punto ( x0 , y0 )  = 1.
a2 b2
 x = a cos(t )  x0
Equazione parametrica  , t  [0,2 )
= b sin (t )  x0
x2 y2
Data un'ellisse di equazione 2  2 = 1 , le coordinate dei vertici sono
a b
Vertici: A1 = (a,0) A2 = (a,0) B1 = (0, b) B2 = (0,b)

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b
Asintoti: y= x
a
Asse focale:
se a  b l’asse focale è A1 A2 , l’asse minore è B1 B2
se a  b l’asse focale è B1 B2 l'asse minore è A1 A2
se a > b la lunghezza dell'asse focale è 2a
se a  b la lunghezza dell'asse focale è 2b
Fuochi
Posto c = | a 2  b 2 | , le coordinate dei fuochi sono
se a  b F1 = (c,0) F2 = (c,0)
se a  b F1 = (0, c) F2 = (0,c)
Eccentricità
x2 y2
Data un'ellisse di equazione 2  2 , e posto c = | a 2  b 2 |
a b
c
se a  b l'eccentricità vale e = ,
a
c
se a  b l'eccentricità vale e =
b
Se a, b  0 , con a  b , risulta 0  e  1 . Se a = b , ossia per la circonferenza, risulta e = 0 .
Iperbole
L'iperbole è il luogo dei punti del piano per cui è costante la differenza delle distanze da due punti fissi detti
fuochi.
x2 y2
Iperbole con i fuochi sull'asse x e simmetrici rispetto all'origine 2  2 = 1 con a, b  R  .
a b
x2 y2
Iperbole con i fuochi sull'asse y e simmetrici rispetto all'origine  = 1
a 2 b2
 sin (t )
 x=a
 x = a cosh (t )  cos (t )  3 
Equazione parametrica  , t  [0,2 ) o  , t  [0,2 ) \  , 
 y = b sinh (t ) y = b 2 2 
 cos (t )
Vertici:
2
x y2
se 2  2 = 1 i vertici sono A1 = (a,0) A2 = (a,0)
a b
x2 y2
se 2  2 = 1 i vertici sono B1 = (0, b) B2 = (0,b)
a b
b
Asintoti: y= x
a
Fuochi: posto c = a  b 2
2 2

se appartenenti all’asse x hanno coordinate F1 = (c,0) F2 = (c,0)


se appartenenti all’asse y hanno coordinate F1 = (0, c) F2 = (0,c)
Eccentricità
c
Se i fuochi appartengono all'asse x l'eccentricità vale e=
a
c
Se i fuochi appartengono all'asse y l'eccentricità vale e= .
b
 Iperbole equilatera

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Se a = b e i fuochi appartengono all'asse x l'iperbole equilatera è x2  y 2 = a2
Se a = b e i fuochi appartengono all'asse y l'iperbole equilatera è x 2  y 2 = a 2
Gli asintoti di un'iperbole equilatera sono y = x e y =  x , l’'eccentricità è e = 2 .
 Iperbole equilatera riferita agli assi
Un'iperbole equilatera ruotata di 45 ha per asintoti gli assi cartesiani, l’equazione è xy = k
 Funzione omografica
Una funzione omografica è un'iperbole equilatera con asintoti paralleli agli assi cartesiani, ma non
necessariamente coincidenti con gli assi stessi.
ax  b
Dati a, b, c, d  R , con c  0 , l'equazione di una funzione omografica è y =
cx  d
d
Se ad  bc = 0 l'equazione è una retta parallela all'asse x privata del punto di ascissa 
c
 d a
Se ad  bc  0 l'equazione rappresenta un'iperbole equilatera con centro di simmetria   ,  e asintoti
 c c
d a
x= e y= .
c c
Altri luoghi e proprietà
 x  x y  y2 
 Punto medio di un segmento AB: se A( x1, y1 ) e B( x2 , y2 ) il punto medio è M  1 2 , 1 .
 2 2 
 Distanza fra due punti (lunghezza di un segmento)
Se A = ( x1 , y1 ) e B = ( x2 , y2 ) la lunghezza di AB è d = ( x  x1 ) 2  ( y  y2 ) 2
 Asse di un segmento AB
Se A = ( x1 , y1 ) e B = ( x2 , y2 ) l’asse è 2( x1  x2 ) x  2( y1  y2 ) y  ( x12  x22 )  ( y12  y22 ) = 0
 Bisettrice
Due rette distinte a1 x  b1 y  c1 = 0 e a2 x  b2 y  c2 = 0 individuano nel piano quattro angoli, le cui bisettrici
a1 x  b1 y  c1 a2 x  b2 y  c2 a1 x  b1 y  c1 a x  b2 y  c2
sono = = 2
a1  b1
2 2
a2  b2
2 2
a1  b1
2 2
a22  b22
 Luogo dei punti a distanza assegnata da una retta
Il luogo dei punti a distanza d dalla retta ax  by  c = 0 è dato dalle due rette di equazione
ax  by  c  d a 2  b 2 = 0 ax  by  c  d a 2  b 2 = 0
 Baricentro di un triangolo
Dato un triangolo di vertici in A = ( x1 , y1 ) , B = ( x2 , y2 ) , C = ( x3 , y3 ) ,
 x  x2  x3 y1  y 2  y3 
le coordinate del baricentro sono G= 1 , 
 3 3 

 Area di un triangolo
Se i vertici del triangolo sono A = ( x1 , y1 ) , B = ( x2 , y2 ) , C = ( x3 , y3 )
 x1 y1 1
1   1
la sua area vale Area = det  x2 y 2 1 = x1 y 2  x3 y1  x 2 y3  x3 y 2  x1 y 3  x 2 y1
2 x 2
 3 y3 1

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Trasformazioni geometriche
X  x  a
Traslazioni nel piano 
Y = y  b
Rotazioni nel piano di centro O in senso antiorario di un angolo 
 X = x cos   y sin  cos   sin 
 con    cos 2   sin 2   1  0
Y = x sin   y cos  sin  cos 
Rototraslazioni nel piano di centro C a, b in senso antiorario di un angolo 
 X = x cos   y sin   a  a cos   b sin  cos   sin 
 con    cos 2   sin 2   1  0
Y = x sin   y cos   b  a sin   b cos  sin  cos 
 X  ax  by  m a b
Affinità  con    ad  cb  0
Y = cx  dy  n c d
 X  ax  by  m a b
Similitudine diretta  con    a2  b2  0
Y = bx  ay  n b a
 X  ax  by  m
Similitudine indiretta  con  
a b

  a2  b2  0 
Y = bx  ay  n b a
Il numero k  a 2  b 2 è detto rapporto di similitudine.
 X  ax  by  m a b
Isometria diretta  con    a2  b2  1
Y = bx  ay  n b a
 X  ax  by  m
Isometria indiretta  con  
a b

  a 2  b 2  1 
Y = bx  ay  n b a
 X  kx k 0
Omotetia di centro O e rapporto k  con    k2  0
Y = ky 0 k
 X  kx
Dilatazione di centro O  con h,k  0
Y = hy
X  x
Simmetria rispetto all’asse delle ascisse 
Y   y
X  x
Simmetria rispetto all’asse delle ordinate 
Y  y
X  x
Simmetria rispetto alla retta y  k è 
Y   y  2k
 X   x  2h
Simmetria rispetto alla retta x  h è 
Y  y
X  y
Simmetria rispetto alla bisettrice del 1° e 3° quadrante 
Y  x
X   y
Simmetria rispetto alla bisettrice del 2° e 4° quadrante 
Y   x
X  x
Simmetria rispetto all’origine 
Y   y
 X   x  2a
Simmetria rispetto al punto C a, b è 
Y   y  2b

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3. GONIOMETRIA E TRIGONOMETRIA
 Prima relazione fondamentale sin 2   cos 2   1
Con sin    1  cos 2  , cos    1  sin 2 
sin  
 Seconda tan   ,    k , k  Z
cos  2
cos  1 
 Terza cot   ,   k , k  Z oppure cot   ,   k , k Z
sin  tan  2
1 
 Quarta sec   ,    k , k  Z
cos  2
1
 Quinta cosec  ,   k , k  Z
sin 
 Archi associati
cos    =  cos  sin    =  sin  tan    = tan 
cos    =  cos  sin    = sin  tan    =  tan 
     
cos    =  sin   sin    = cos  tan    =  cot  
2  2  2 
     
cos    = sin   sin    = cos  tan    = cot  
2  2  2 
 Formule di addizione e sottrazione
sin     sin  cos   cos  sin  cos     cos  cos   sin  sin 
tan   tan  
tan     ,  ,  ,    ,       k , k  Z
1  tan  tan  2
cot  cot   1
cot      ,  ,  ,    ,      k , k  Z
cot   cot 
 Formule per la duplicazione
sin2   2 sin  cos  cos2   cos 2   sin 2   1  2 sin 2   2 cos 2   1
2 tan    
tan2   ,    k ,    k , k  Z
1  tan 2
2 4 2
cot   1
2

cot 2   ,   k , k Z
2 cot  2
 Formule di triplicazione
sin3  = 3 sin   4 sin3   cos3  = 4 cos3    3 cos 
3 tan   tan3    
tan3  = ,   k , k Z
1  3 tan  
2
6 3
 Formule per la bisezione
 1  cos   1  cos 
sin   cos  
2 2 2 2
 1  cos   1  cos 
tan  ,   2k  1 , k  Z cot  ,   2k , k  Z
2 1  cos  2 1  cos 
 Formule parametriche
 
2 tan 1  tan 2
sin   2 ,   2k  1 , k  Z cos   2 ,   2k  1 , k  Z
2  2 
1  tan 1  tan
2 2

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 
2 tan 1  tan 2
tan   2 ,     k , k  Z tan   2 ,   k , k  Z
 2 
1  tan 2 2 tan
2 2
 Formule di prostaferesi
               
sin   sin   2 sin  cos  sin   sin   2 cos  sin 
 2   2   2   2 
               
cos   cos   2 cos  cos  cos   cos   2 sin  sin 
 2   2   2   2 
sin      sin    
tan   tan   ,  ,    k , k  Z cot   cot   ,  ,   k , k  Z
cos  cos  2 sin  sin 
 Formule di Werner
sin  cos   sin      sin     cos  cos   s cos in     cos   
1 1
2 2
sin  sin   cos     cos   
1
2
 Formule di Briggs
abc
Siano a, b, c, p  la lunghezza dei tre lati ed il semiperimetro di un triangolo. Si ha:
2
   p  b  p  c    p p  a 
sin  cos 
 2 bc  2 bc
   p  a  p  c    p p  b 
sin  cos 
 2 ac  2 ac
   p  a  p  b    p p  c 
sin  cos 
 2 ab  2 ab
   p  b  p  c    p p  a 
tan  cot 
 2 p p  a   2  p  b  p  c 
   p  a  p  c    p p  b 
 
tan  cot 
 2 p p  b   2  p  a  p  c 
   p  a  p  b    p p  c 
tan  cot 
 2 p p  c   2  p  a  p  b 

 Conversione fra radianti e gradi


 180 
 misura in radianti,   misura in gradi: =   = 
180 

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 Archi notevoli
 (radianti)   (gradi) sin   cos  tan  cot  

0 0 0 1 0 non esiste
 6 2 6 2
15 2 3 2 3
12 4 4
 5 1 1 52 5
18 10  2 5 5 2 5
10 4 4 5
 2 2 2 2
2230 2 1 2 1
8 2 2
 1 3 3
30 3
6 2 2 3
 1 5 1 5 2 5
36 10  2 5 52 5
5 4 4 5
 2 2
45 1 1
4 2 2
3 5 1 1 5 2 5
54 10  2 5 52 5
10 4 4 5
 3 1 3
60 3
3 2 2 3
3 2 2 2 2
6730 2 1 2 1
8 2 2
2 1 5 1 52 5
72 10  2 5 5 2 5
5 4 4 5
5 6 2 6 2
75 2 3 2 3
12 4 4

90 1 0 non esiste 0
2

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Triangolo rettangolo
b = a sin  = a cos , c = a sin( ) = a cos 
b = c tan  = c cot  , c = b tan  = b cot  

Teorema della corda


Sia R il raggio della circonferenza, e sia  l'ampiezza dell'angolo alla
circonferenza sotteso dalla corda AB , allora la lunghezza di AB è
AB = 2R sin ( )
Triangolo qualsiasi
 Area del triangolo
A = ab sin   = bc sin   = ac sin  
1 1 1
2 2 2
1 2 sin  sin   1 2 sin  sin   1 2 sin  sin  
oppure A  a  b  c
2 sin   2 sin   2 sin  
a b c
Teorema dei seni = =
sin   sin   sin  
Teorema del coseno (o di Carnot)
a 2 = b 2  c 2  2bc cos  b 2 = a 2  c 2  2ac cos  c 2 = a 2  b 2  2ab cos 
Teorema delle proiezioni a = b cos   c cos  b = a cos   c cos  c = a cos   b cos 
Raggio della circonferenza inscritta in un triangolo di area A e semiperimetro p
    
r = =  p  a  tan  =  p  b  tan  =  p  c  tan 
A
p 2 2 2
a b c abc
Raggio della circonferenza circoscritta a un triangolo R= = = =
2 sin   2 sin   2 sin   4 A
Raggio della circonferenza exinscritta tangente, rispettivamente, ai lati di misura a , b , c :
A A A
ra = rb = rc =
pa p b pc
Lunghezza della mediana relativa, rispettivamente, ai lati di misura a , b , c :
1 1 1
ma = 2b 2  2c 2  a 2 mb = 2a 2  2c 2  b 2 mc = 2a 2  2b 2  c 2
2 2 2
Lunghezza della bisettrice relativa, rispettivamente, agli angoli di ampiezza  ,  ,  :
     
2bc cos  2ac cos  2ab cos 
b = 2 b = 2 b = 2
bc ac ab
     
tan  cot  
ab  2  2
Teorema delle tangenti o di Nepero  
ab        
tan  tan 
 2   2 
Significato trigonometrico della pendenza di una retta
m coefficiente angolare della retta e  misura dell’angolo tra retta e asse delle ascisse: m  tan 
Angolo tra due rette
m  m'
m, m' coefficienti angolari delle rette,  misura dell’angolo tra le rette. Si ha tan  
1  mm'

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Coordinate polari

 x   cos 
  ,     x, y  : 
 y   sin 
  x2  y 2

   y
 arctan  x  se x  0 e y  0
   
   y
 arctan    2 se x  0 e y  0
  x
 x, y     ,   :    y
  arctan     se x  0
  x
 
  se x  0 e y  0
 2
  3
 2 se x  0 e y  0
 

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4. ANALISI
Limiti
Proprietà dei limiti
Se lim f ( x) = l1  R e lim g ( x) = l 2  R , allora
x  x0 x  x0

lim   f ( x) =   l1 ,   R lim f ( x)  g ( x) = l1  l 2 lim f ( x)  g ( x) = l1  l2


x  x0 x  x0 x  x0

1 1 f ( x) l1
lim = , l1  0 lim = , l2  0
x  x0 f ( x) l1 x  x0 g ( x) l2
Se lim f ( x) = l  R e lim g ( x) =  , allora
x  x0 x  x0

lim f ( x)  g ( x) =  lim f ( x)  g ( x) = 
x  x0 x  x0

Se lim f ( x) = lim g ( x) =  , allora


x  x0 x  x0

lim f ( x)  g ( x) =  lim f ( x)  g ( x) = 
x  x0 x  x0

Se lim f ( x) = l  R /0 e lim g ( x) =  , allora


x  x0 x  x0

  se l > 0 f ( x)
lim f ( x)  g ( x) =  lim =0
x  x0   se l < 0 x x0 g ( x)

Se lim f ( x) non esiste, ma f (x) è una funzione limitata, e se lim g ( x) = 0 , allora


x x0 x x0

lim f ( x)  g ( x) = 0
x  x0

Se lim f ( x) non esiste, ma f (x) è una funzione limitata, e se lim g ( x)   , allora


x x0 x  x0

f ( x)
lim f ( x)  g ( x) =  lim =0
x  x0 x x0 g ( x)

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Tavola dei limiti notevoli
 Razionali
an x n  an 1 x n 1   a0
lim m 1
=
x  b x  b   b0
m
m m 1 x

an a an
 se n  m e  0;   se n  m e n  0; se n  m; 0 se n  m
bm bm bm
 Esponenziali e logaritmici
x x bx
 1  a  a
lim 1    e lim 1    e a lim 1    e ab
x 
 x x 
 x x 
 x
ln 1  x 
x
 x 
lim 1  ax  x  e a
1 1
lim    lim 1
x  x  1
  e x 0 x 0 x
log a 1  x  1  x  1
a
a  R  /1
1
lim  log a e  lim a
x 0 x ln a x 0 x
a 1
x
e 1 x
lim  ln a, a  R  /1 lim 1
x 0 x x 0 x
lim log a x    a  (1,) lim log a x   a  0,1
x 0 x 0

lim log a x    a  (1,) lim log a x    a  0,1


x  x 

lim a x  1 lim a x  0  a  (1,)


x 0 x 

lim a x    a  0,1 lim a x    a  (1,)


x  x 

lim a  0  a  0,1
x
lim x b  0  b   ,0
x  x 

lim x b    b  0, lim x r log a x  0  a  R  /1,  r  R 


x  x 0

log a x log a x
lim r
   a  0,1,  r  R  lim r
   a  (1,),  r  R 
x 0 x x 0 x
lim x a = lim a , b  R , a  R /1
  
lim | x | a = lim a ,  b  R
b x x b x x
x  x  x  x 
x b
= lim a x ,  b  R  , a  R  /1 = lim a x ,  b  R  , a  R  /1
a x
lim b lim x
x  x x  x  a x 

lim e x = 0,  b  R
x b
x 

 Goniometrici e iperbolici
sin x sin mx m 1  cos x 1  cos x 1
lim 1 lim  lim 0 lim 
x 0 x x  0 nx n x 0 x x 0 x2 2
tan x tan mx m arcsin x arcsin mx m
lim 1 lim  lim 1 lim 
x 0 x x 0 nx n x 0 x x 0 nx n
arctan x arctan mx m sinh x tanh x
lim 1 lim  lim 1 lim 1
x 0 x x 0 nx n x 0 x x 0 x
x  sin x 1 tanh x settsinh( x) setttanh( x)
lim 3
 lim 1 lim =1 lim =1
x 0 x 6 x  0 x x0 x x0 x
 
lim  tan x   lim tan x   lim arctan x   lim arctan x 
  x  2 x  2
x  x
2 2

lim cot x   lim cot x   lim arccot x   lim arccot x  0


x 0  x   x  x 

Punti di discontinuità
 Discontinuità di prima specie
Sia f : X  R con X  R e x0  X di accumulazione per X (a sinistra e a destra) e siano l  R, l1  R .

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Si dice che f presenta un punto di discontinuità di prima specie in x0 se
lim f x   l  l1  lim f x 
x  x0 x  x0

 Discontinuità di seconda specie


Sia f : X  R con X  R e x0  X di accumulazione per X , se almeno uno dei limiti destro o sinistro è
infinito o non esiste allora si dice che presenta un punto di discontinuità di seconda specie in x0
 Discontinuità di terza specie
Sia f : X  R con X  R e x0  X di accumulazione per X e siano l  R, lim f x   l , se f x   l o
x  x0

f x0  non esiste, allora si dice che f presenta un punto di discontinuità di terza specie o eliminabile in x0 .

Derivate
f ( x0  h)  f ( x0 )
f : (a, b)  R si dice derivabile in x0  (a, b) se e solo se lim esiste finito.
h 0 h
Il limite si dice derivata prima di f in x0 e si indica con uno dei seguenti simboli
df
f '( x0 ) o ( x0 ) o D[ f ]( x0 ) o f ( x0 )
dx
Proprietà della derivata e regole di derivazione
 Linearità Additività ( f  g )' = f ' g '
Omogeneità (  f )' =   f ' con   R
 Derivata di un prodotto ( f  g )' = f 'g  f  g '
'
f f 'g  f  g '
 Derivata di un quoziente   =
g g2
'
1 g'
 Derivata del reciproco   =  2
g g
 Derivata di una funzione composta ( g  f )' = g '  f ( x) f ' ( x)
 Derivata di una funzione potenza  
f n x  '  n  f n1 x   f ' x 
 Derivate di funzioni del tipo f ( x) g ( x )

 f ( x) ' = e
g ( x) g ( x ) ln  f ( x ) 
' = f ( x) g ( x) 
  g ' ( x) ln f ( x)  g ( x) 
f ' ( x) 

 f ( x) 
 Derivata di un valore assoluto | f ( x) |' = sgn  f ( x) f ' ( x)
 Derivata della funzione inversa
1
f : A  B invertibile, g : B  A l’inversa, se f è derivabile in x e f ' ( x)  0 si ha g ' ( y ) =
f ' ( x)

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Derivate delle funzioni elementari
Dcostante  0 Dx    x  1
Dsin x   cos x Dcos x    sin x
Dtan x   Dcot x    2  1  cot 2 x 
1 1
2
 1  tan 2 x
cos x sin x
Da x   a x  ln a  
D ex  ex
Dlog a x    log a e  Dln x  
1 1 1
x x ln a x
Dsinh x   cosh x Dcosh x   sinh x
Dtanh x   Dcoth x   
1 1
cosh 2 x sinh 2 x
Dsettsinh( x)  Dsettcosh( x) 
1 1
1 x2 x2 1
Dsetttanh( x)  Dsettcoth( x) 
1 1
1 x2 1 x2
Darcsin x   Darccos x   
1 1
1 x2 1 x2
Darctan x   Darc cot x   
1 1
1 x2 1 x2

Teoremi sulle derivate


 Teorema di Fermat
Condizione necessaria ma non sufficiente affinché un punto sia di massimo o minimo relativo.
Sia f : X  R con X  R e x0  X di accumulazione per X (a sinistra e a destra) con f derivabile in x 0 ,
allora x 0 è un punto di massimo o minimo relativo per f  f ' x0   0

 Teorema di Rolle
Sia f : a, b  R con f continua in a, b e derivabile in a, b  tale che f a   f b , allora
c  a, b | f ' c   0
 Significato geometrico del teorema di Rolle
Se il grafico di una funzione è dotato di tangente (cioè è derivabile) in tutti i punti interni all’intervallo a, b
ed assume lo stesso valore agli etsremi dell’intervallo, allora esiste un punto in cui la tangente è orizzontale
(la funzione ha un massimo o un minimo).
 Teorema di Lagrange o del valor medio
f b   f a 
Sia con f continua in a, b e derivabile in a, b  , allora c  a, b  | f ' c  
ba
 Significato geometrico del teorema di Lagrange
Se un arco di curva continua in a, b è dotato di tangente in tutti i punti dell’intervallo a, b esclusi al più
gli estremi, allora esiste un punto interno all’arco in cui la tangente è parallela alla corda congiungente gli
estremi dell’arco di curva.
 1° Corollario del teorema di Lagrange
Sia f : a, b  R

1) f x  continua in a, b 


   f è crescente x  a,b  
 2) f x  derivabile in a,b     
 3) f ' x   0  f ' x   0  x  a,b    f è decrescent e x  a,b  
 
 2° Corollario del teorema di Lagrange

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Sia f : a, b  R

1) f x  continua in a, b 


 
 2) f x  derivabile in a,b   f è costante x  a,b 
 3) f ' x   0 x  a,b  
 
 3° Corollario del teorema di Lagrange
Sia f : a, b  R

1) f x  continua in a, b 


 
 2) f x  derivabile in a,b    c è ascissa di minimo assoluto per f in a, b  
  
 3) f ' x   0 x  a,c  e f ' x   0 x  c, b 
 c è ascissa di massimo assoluto per f in a, b 
 
  f ' x   0 x  a,c  e f ' x   0 x  c, b  
 
 Teorema di Cauchy o degli incrementi finiti
Siano con f : a, b  R, g : a, b  R continue in a, b e derivabili in a, b  tali che g' x   0 x  a, b ,
f ' c  f b   f a 
allora c  a, b  | 
g ' c  g b   g a 
 Teorema di De L’Hospital
Se f x , g x  sono definite in un intorno I x0 del punto x0 (finito o infinito), escluso al più il punto x0 , se
f x  0  f ' x 
lim si presenta nella forma indeterminata , , se g ' x   0 x  I x0  x0  e se esiste lim
x  x0 g  x  0  x  x0 g '  x 

f x  f ' x 
allora lim  lim .
x  x0 g  x  x  x0 g '  x 

Integrali
Definizione di primitiva. Si dice che una funzione F (x) è una primitiva di f : I  R ( I è un intervallo e
f è continua) se e solo se F ( x) = f ( x) per ogni x  I .
Proprietà dell'integrale

  f ( x)  g ( x)dx =  f ( x)dx   g ( x)dx


b b b
 Linearità additività
a a a
b b
Omogeneità  f ( x)dx =   f ( x)dx con   R
a a

 Additività rispetto all’intervallo di integrazione


dove c  a, b : a  b  c
b c b
a
f ( x)dx =  f ( x)dx   g ( x)dx
a c

b a
 Convenzione a
f ( x)dx =  f ( x)dx se a  b
b

 Monotonia o teorema del confronto


Se f x   g x  in a, b allora
b b
 
a
f ( x)dx   g ( x)dx
a
b b
 Valore assoluto a
f ( x)dx   f ( x) dx
a

 Teorema fondamentale del calcolo integrale


Se f x  è continua in a, b ed F x  una prmitiva di f x  in a, b , allora f ( x)dx  F b   F a 
b
a

 Teorema della media


Se f : a, b  R è continua, allora c  a, b tale che f c  
1 b
b  a a
f ( x)dx

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Integrali indefiniti immediati

   f ( x) 1  c,  1 f ' ( x)


 

f ( x ) f ' ( x ) dx = dx = ln f ( x)  c
 1 f ( x)
 f ' ( x) sin f ( x)dx =  cos f ( x)  c  f ' ( x) cos f ( x)dx = sin f ( x)  c
 cos  f ( x) = tan f ( x)  c  sin  f ( x) dx =  cot f ( x)  c
f ' ( x) f ' ( x)
2 2

 f ' ( x)e dx = e f ( x )  c  f ' ( x) a dx = a f ( x ) log a (e)  c


f ( x) f ( x)

dx = arcsin  f ( x)  c dx = arctan f ( x)  c


f ' ( x) f ' ( x)
 1   f ( x )
2  1   f ( x) 2

x n1
 kdx  kx  c  x dx  n  1  c n  1
n

1
 xdx  ln x  c  sin xdx   cos x  c
1
 cos xdx  sin x  c  cos 2
x
dx  tan x  c
1
 sin xdx   cot x  c
2  tanxdx   ln cos x  c
 cot xdx  ln sin x  c  sec( x)dx = ln| sec( x)  tan( x) |  c
 csc( x)dx = ln| csc( x)  cot ( x) |  c  arcsin ( x)dx = x arcsin ( x)  1  x  c
2

1
 arctan( x)dx = x arctan( x)  2 ln (1  x )c  sec ( x)dx = tan( x)  c
2 2

 csc ( x)dx =  cot ( x)  c


2

sin(a  b) x sin(a  b) x
 sin(ax) sin(bx)dx = 2(a  b)

2(a  b)
 c, a 2  b 2

sin(a  b) x sin(a  b) x
 cos(ax) cos(bx)dx = 2(a  b)  2(a  b)  c, a  b
2 2

cos(a  b) x cos(a  b) x
 sin(ax) cos(bx)dx =  2(a  b)  2(a  b)  c, a  b
2 2

1 n 1
 cos ( x)dx = n cos ( x) sin( x)  n  cos ( x)dx, n  2
n n 1 n2

1
 tan ( x)dx = n  1 tan ( x)   tan ( x)dx, n  2
n n 1 n2

1
 cot ( x)dx =  n  1 cot ( x)   cot ( x)dx, n  2
n n 1 n2

1 1 1 n2 1
 cosn ( x) dx = n 1 cosn2 ( x) tan( x)  n  1  cosn2 ( x) dx, n  2
1 1 1 n2 1
 sin n
( x)
dx = 
n  1 sin ( x)
n2
cot ( x)  
n  1 sin ( x)
n2
dx, n  2

sin
n 1
( z ) cos m1 ( x) n  1
 sin ( x) cos ( x)dx =  
nm 
sin ( x) cos ( x)dx, n  m
n m n2 m

nm

sin
n 1
( x) cos m1 ( x) m  1
 sin   sin ( x) cos ( x)dx, n  m
n m n m2
( x) cos ( x)dx =
nm nm
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x sin( x)dx =  x cos( x)  nx cos( x)dx  ln( x)dx = x ln( x)  x  c


n n n 1

 log ( x)dx = x log ( x)  x log (e)  c  e dx  e  c


x x
b b b

ax 1 x
 a dx 
x
c  dx  arcsin    c
ln a a2  x2 a
x
dx = settsinhx   c
1 1 1
 a2  x2 dx 
a
arctan  c
a  x2 1
 
x
dx = settsinhx   c
1 1 1
 a2  x2 dx 
a
arctan  c
a  x2 1
 
a2
 x 2  1 dx = settcoshx   c
1 x 2
 x 2  a 2 dx =
2
x  a2 
2
ln (| x  x 2  a 2 |)  c

1 1  xa  1
 a 2  x 2 dx = 2a ln x  a   c  1 x2
dx = arccos ( x)  c

1 2 x 
   x a2  x2   c 1
 a 2  x 2 dx 

2 
a arcsin a

 x a
dx  ln x  x 2  a 2  c
 
2 2

1 x 1 x 
 sin xdx  ln tan 2  c  cos xdx  ln tan 2  4   c
 x sin 2 x   x sin 2 x 
 sin xdx   2  4   c  cos xdx    c
2 2

2 4 
 sinh xdx  cosh x  c  cosh xdx  sinh x  c
1 1
 cosh xdx  tanh x  c
2  sinh xdx   coth x  c
2

 tanhxdx = lncoshx  c  cothxdx = ln| sinhx |  c


  x
sechxdx = setttanhsinhx  c cosech x dx = ln  tanh 2    c
settsinhxdx = x  settsinhx  x2 1  c settcoshxdxdx = x  settcoshx  x2 1  c
ln 1  x 2 
setttanhxdx = x  setttanhx  2
c
Integrazione per parti. Se in un intervallo f , g sono due funzioni continue con derivata continua, allora
 f ( x)  g ' ( x)dx = f ( x)  g ( x)   f ' ( x)  g ( x)dx
Integrazione per sostituzione. Se f è una funzione continua su a, b e g una funzione invertibile e
derivabile con derivata continua su c, d  , allora
 f ( x)dx x  g t 
=  f g t   g ' (t )dt

b  d

  f ( x)dx    f g t   g ' (t )dt


a  x  g t  c
con c  g a , d  g b .

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Lunghezza di una curva
Data la curva di equazione y  f x  con x  a, b ed f x  continua e derivabile in a, b  , la lunghezza
dell’arco di curva grafico della funzione y  f x  relativamente ad a, b è
b
L   1   f ' x  dx
2

a
Calcolo di aree
L’area della regione di piano delinitata dal grafico di y  f x  e y  g x  e dalle rette x  a, x  b con
b
f x , g x  continue in a, b e tali che f x   g x  x  a, b è data da A    f x   g x dx
a
Calcolo di volumi
Se y  f x  una funzione continua in a, b , il volume del solido generato dalla rotazione completa attorno
all’asse delle ascisse del trapeziode delimitato dal grafico della funzione, dall’asse x e dalle rette x  a, x  b
b
è dato da V    f 2
x dx
a
Integrali impropri
 Funzioni non limitate
Se f : a, b  R è continua e lim f ( x) =  o   , allora
b b t

x b 
a f ( x)dx = lim a f ( x)dx
t 0 
 Intervalli illimitati
 b
a
f ( x)dx = lim
b   a
 f ( x)dx
b b

f ( x)dx = lim
a   a
 f ( x)dx
 t

f ( x)dx = lim 
t   t
f ( x)dx

Integrali notevoli
x2 x2
    
0
e 2
dx =
2
(integrale di Gauss) 
e 2
dx = 2 (integrale di Eulero)

 x 2  x3 4
0 ex 1
dx =
6 0 e x  1 dx =
15
sin x     sin  x  
3
 3
 x
dx =    x  dx = 4 
 


 ln1  2 cosx    dx  2 ln 
2 2

 lncosx dx   lnsinx dx   2 ln 2


2

0 0 0




 
cos x 2 dx =  sin x 2 dx =



  2
(integrale di Fresnel)

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Formule per l’integrazione numerica
 Formula di quadratura dei rettangoli
Si suddivide l’intervallo a, b in n intervalli di ampiezza h 
b  a 
mediante gli n  1 punti
n
x0  a, x1  x0  h, x2  x0  2h,, xn  a  nh  b cui corrispondono i valori della funzione
y0  f a , y1  f a  h, y2  f a  2h,, yn1  f a  n  1h, yn  f a  nh  f b .
ba
b
L’area approssimata è per difetto  f x dx 
a
n
 y0  y1  y 2    y n1 
ba
 y1  y 2    y n1  y n  . L’errore è ε n  b  a   max
b 2
per eccesso  f x dx  f ' x 
n 2n a,b
a

 Formula dei trapezi


Si suddivide l’intervallo a, b in n intervalli di ampiezza h 
b  a 
mediante gli n  1 punti
n
x0  a, x1  x0  h, x2  x0  2h,, xn  a  nh  b cui corrispondono i valori della funzione
y0  f a , y1  f a  h, y2  f a  2h,, y n1  f a  n  1h, yn  f a  nh  f b .
b  a  y0  y n 
b
L’area approssimata è  f xdx 
a

n  2
 y1  y 2    y n1 

L’errore commesso è εn 
b  a
3
f ' ' x 
 max
12n 2 a,b
 Formula di quadratura delle parabole o di Cavalieri-Simpson
Si suddivide l’intervallo a, b in 2n intervalli di ampiezza h 
b  a  mediante i 2n  1 punti
2n
x0  a, x1  x0  h, x2  x0  2h,, x2n  a  2nh  b cui corrispondono i valori della funzione
y0  f a , y1  f a  h, y 2  f a  2h,, y2n1  f a  2n  1h, y 2n  f a  2nh  f b
L’area approssimata è

ba
b

 f x dx  y0  y 2n  2 y 2  y 4  y6    y 2n2   4 y1  y3  y5    y 2n1 


a
6n

L’errore commesso è εn 
b  a
5
 max f IV
x 
2880n 4 a,b
Zeri di una funzione
 Teorema di esistenza degli zeri
Se una funzione f x  è continua nell’intervallo chiuso a, b e assume valori discordi agli estremi
dell’intervallo, cioè f a   f b  0 , allora l’equazione f x   0 ha almeno una soluzione nell’intervallo
a, b :   a, b | f    0 .
 1° Teorema di unicità della soluzione
Se una funzione f x  è continua nell’intervallo chiuso a, b , assume valori discordi agli estremi
dell’intervallo, cioè f a   f b  0 , è derivabile in a, b  e f ' x   0 x  a, b , allora l’equazione
f x   0 ha un’unica soluzione in a, b  : !  a, b | f    0 .
 2° Teorema di unicità della soluzione
Se una funzione f x  è continua nell’intervallo chiuso a, b , assume valori discordi agli estremi
dell’intervallo, cioè f a   f b  0 , è derivabile due volte in a, b  e f ' ' x  ha segno costante in a, b  ,
allora l’equazione f x   0 ha un’unica soluzione in a, b  : !  a, b | f    0 .
 Metodo di bisezione
Si suddivide ad ogni passo l’intervallo a, b in due parti uguali e si determina in quale dei due sottointervalli

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è presente la soluzione, cioè valga sempre f a   f b  0 . In questo modo si dimezza progressivamente
l’intervallo contenente la soluzione  .
a  b0
Si pone a0  a, b0  b e si calcolano x0  0 , f x0  .
2
Se f x0   0    x0 è lo zero cercato
Se f x0   f a   0  a1  x0 , b1  b0 e si cerca la soluzione   a1 , b1   x0 , b0 
Se f x0   f a   0  a1  a0 , b1  x0 e si cerca la soluzione   a1 , b1   a0 , x0 
Si prosegue con questo procedimento applicandolo a a1 , b1 ,, an , bn  con
b0  a0 b  a b  an1 b  a
b1  a1   ,, bn  a n  n1  n .
2 2 2 2
Il procedimento viene arrestato se:
- bn  an   con   R  scelto a piacere o indicato espressamente nella richiesta
- f xn    con   R  in modo che il valore f xn  sia prossimo allo zero
- entrambe le condizioni
a  bn ba
La soluzione approssimata è   xn  n con un errore assoluto non superiore a .
2 2n
 Metodo delle tangenti o di Newton-Raphson
Sia a, b l’intervallo all’interno del quale si trova l’unica radice  per cui certamente vale f a   f b  0
e supponiamo che f ' ' x  abbia segno costante x  a, b .
Posto x0  a se f ' ' x0   f a   0 o x0  b se f ' ' x0   f b  0 , la radice richiesta è   xn con
f xn 1 
x n  xn 1 
f ' x n 1 
Il procedimento viene arrestato se:
- xn  xn1   con   R  scelto a piacere o indicato espressamente nella richiesta
- f xn    con   R  in modo che il valore f xn  sia prossimo allo zero
- entrambe le condizioni
 Metodo delle secanti o delle corde o di Lagrange
Sia a, b l’intervallo all’interno del quale si trova l’unica radice  per cui certamente vale f a   f b  0
e supponiamo che f ' ' x  abbia segno costante x  a, b .
Posto x0  b  k  a se f ' ' x0   f a   0 o x0  a  k  b se f ' ' x0   f b  0 , la radice richiesta è
k  xn1
  xn con xn  xn1   f xn1 
f k   f xn1 
Il procedimento viene arrestato se:
- xn  xn1   con   R  scelto a piacere o indicato espressamente nella richiesta
- f xn    con   R  in modo che il valore f xn  sia prossimo allo zero
- entrambe le condizioni

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5. CALCOLO COMBINATORIO
 Coefficiente binomiale
n n!
Dati n, k  N , con 0  k  n , si definisce coefficiente binomiale di n su k   =
 k  k!(n  k )!
 Proprietà del coefficiente binomiale
I coefficienti binomiali rispettano le seguenti proprietà
 n  n  n  n 
  =   = 1 n  N   =   = n n  N
 0  n  1   n  1
n  n   n  1  n   n 
  =   n, k  N , n  k   =      n, k  N , n  k
k  n  k   k  1  k  1  k 
 n   n  1  n  1 n
 n  k nk
        n, k  N , n  k   a b = (a  b) n
 k   k   k  1 k =0 k 
n
n
In particolare, dall'ultima proprietà, se a  1, b  1 , discende che  k  = 2n  N
n

 
k =0

 n  n  n n  n
mentre se a  1, b  1             1    0
 0  1  2  n
Un’altra proprietà scaturisce dalla Formula di convoluzione di Vandermonde valida in presenza di due
insiemi A e B, disgiunti e di cardinalità, rispettivamente, n ed m. Se S è la loro unione C n  m,k rappresenta il
numero dei suoi sottoinsiemi di k elementi:
 n  m  n  m  n  m   n  m k  n  m 
  =                           n, m, k  N , k  min n, m
 k   0   k   1   k  1  k   0  r 0  r   k  r 
2 2 2
 2n   n   n  n
da cui, se n  m  k , discende la proprietà   =          
 n  0 1 n
Si può estendere la definizione di coefficiente binomiale anche ai numeri reali e precisamente si pone
 r  r  r  1  r  k  1 n   1
  = , r  R, k  N . Se n  k si ha    0 e se n  0     1 .
k

k  k! k  k 
 Coefficiente multinomiale
Dati m  1 numeri naturali, n, k1 , k 2 ,, k m  N , tali che k1  k 2    k m = n , si definisce coefficiente

 n  n! n!
multinomiale   = =
 k1 , k 2 ,, k m  k1!k 2 !  k m !
m

k !
i =1
i

e comunque si scelgano i numeri naturali n, k1 , k 2 ,, k m (purché k1  k 2    k m = n ), risulta


 n 
   N
 k1 , k 2 ,, k m 
 Proprietà del coefficiente multinomiale
Fissato n  N , e detto An  N m l'insieme di tutte le m -ple di naturali (k1 , k 2 ,, k m ) tali che
k1  k 2    k m = n , risulta
 n  k1 k2 m
 xiki 
( x1  x2    xm ) n =             
km
 1 x x 2  x m n!  
( k1 , k 2 ,, k m )An  k1 , k 2 , , k m  ( k1 , k 2 ,, k m )An i 1  k i ! 

 Permutazioni semplici
Dato un insieme X con n elementi, si chiama permutazione ogni ordinamento dell'insieme X . Dati n

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oggetti distinti, il numero di permutazioni Pn è Pn = n!
 Permutazioni con ripetizione
Dati n oggetti non tutti distinti fra di loro, un ordinamento di tali oggetti si chiama permutazione con
ripetizione. Supponiamo di poter suddividere gli n oggetti in h tipi diversi (ovviamente h  n ). Siano ni il
numero di elementi di tipo i , per ogni i = 1,2,, h , allora n = n1  n2    nh . Indicando con Pn ,n il
1 2 ,, nh
numero delle permutazioni con ripetizione, ovvero il numero di tutti i possibili ordinamenti degli n oggetti,
n!
risulta Pn ,n ,,n =
1 2 h n1!n2 !  nh !
 Combinazioni semplici
Dato un insieme X con cardinalità n (quindi contenente n elementi distinti), ogni sottoinsieme di X con
k elementi ( 0  k  n ) viene detto combinazione di n oggetti di classe k , si indica con Cn ,k , rappresenta il
numero di tutti possibili modi con cui si possono scegliere k elementi fra n oggetti dati, e risulta
n n!
C n,k =   =
 k  k!(n  k )!
n!
ed inoltre Cn , k = = Pk,nk
k!(n  k )!
 Combinazioni con ripetizione
Dato un insieme X di cardinalità n , ossia dati n oggetti distinti, ogni raggruppamento di k Elementi di
X , ammettendo anche ripetizioni di oggetti, viene detto combinazione con ripetizione di n oggetti di classe
k . Indicando con Cn,k il numero di tutte le possibili combinazioni con ripetizione di n oggetti di classe k ,
 n  k  1
risulta C n,k =  
 k 
 Disposizioni semplici
Dati n oggetti, ogni ordinamento di k oggetti ( 0  k  n) comunque scelti fra gli n si chiama disposizione
di n oggetti di classe k . Il numero di tutte le possibili disposizioni di n oggetti di classe k si indica con
n!
Dn ,k e risulta Dn,k = = n  (n  1)    (n  k  1)
(n  k )!
 Disposizioni con ripetizione
Dati n oggetti, ogni ordinamento di k oggetti in cui sono ammesse anche ripetizioni si chiama disposizione
con ripetizione di n oggetti di classe k . Indicando con Dn,k il numero di tutte le possibili disposizioni con
ripetizioni di n oggetti di classe k , risulta Dn,k = n k

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6.GRAFICO DI UNA FUNZIONE
Dominio
E’ l’insieme di definizione della funzione in esame, cioè il più grande sottoinsieme di R in cui la funzione
non perde di significato. Di seguito alcuni esempi di funzioni elementari:
dom( f ) = x  R : g ( x)  0
1
f ( x) =
g ( x)
f ( x) = n g ( x) ( n pari) dom( f ) = x  R : g ( x)  0
f ( x) = logg ( x) dom( f ) = x  R : g ( x) > 0
  
f ( x) = tang ( x) dom( f ) =  x  R : g ( x)   k , k  Z 
 2 
f ( x) = cot g ( x) dom( f ) = x  R : g ( x)  k , k  Z 
f ( x) = arcsin g ( x) dom( f ) = x  R : 1  g ( x)  1
f ( x) = arccos g ( x) dom( f ) = x  R : 1  g ( x)  1
Simmetrie
 Funzione pari f x   f  x 
 Funzione dispari f x    f  x 
La somma di due funzioni pari è una funzione pari
La somma di due funzioni dispari è una funzione dispari
Il prodotto di due funzioni pari è una funzione pari
Il prodotto di due funzioni dispari è una funzione pari
Il prodotto di una funzione pari con una dispari è una funzione dispari
Il rapporto di due funzioni pari è una funzione pari
Il rapporto di due funzioni dispari è una funzione dispari
Il rapporto di una funzione pari con una dispari è una funzione dispari
Periodicità
Una funzione è periodica di periodo T se f x   f x  T 
Intersezioni con l’asse delle ascisse
 y  f x 
Le intersezioni con l’asse delle ascisse si ricavano risolvendo il sistema 
y  0
Intersezioni con l’asse delle ordinate
 y  f x 
Le intersezioni con l’asse delle ordinate si ricavano risolvendo il sistema 
x  0
Studio del segno
Lo studio del segno si ricava risolvendo la disequazione f x   0 e ricavando gli intervalli (contenuti nel

dominio) di positività o negatività.
Asintoti
 Asintoti verticali
Quando una funzione ammette limite   o   in un punto x0 , si dice che essa ha come asintoto verticale
la retta x = x0 .
Più precisamente, data una funzione f , se lim f ( x) =  (o  ) , allora la retta x = x0 è un asintoto
x  x0

verticale sinistro; se lim f ( x) =  (o  ) , allora la retta x = x0 è un asintoto verticale destro; se


x  x0

lim f ( x) =  (o  ) , allora la retta x = x0 è un asintoto verticale (sia destro che sinistro).


x  x0

 Asintoti orizzontali
Quando una funzione ammette limite finito l per x     si dice che essa ha come asintoto
orizzontale la retta y = l .

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Più precisamente, data una funzione f , se lim f ( x) = l1  R , allora la retta y = l1 è un asintoto orizzontale
x 

sinistro; se lim f ( x) = l 2  R , allora la retta y = l 2 è un asintoto orizzontale destro.


x 

 Asintoti obliqui
= m esiste finito e non nullo, e se lim  f ( x)  mx = q esiste finito, allora la funzione f
f ( x)
Se lim
x  x x 

ammette per x   un asintoto obliquo destro di equazione y = mx  q .

= m esiste finito e non nullo, e se lim  f ( x)  mx = q esiste finito, allora la funzione f
f ( x)
Se lim
x  x x 

ammette per x   un asintoto obliquo sinistro di equazione y = mx  q .


Derivata prima
 Punto angoloso
f ( x 0  h)  f ( x 0 ) f ( x 0  h)  f ( x 0 )
se lim  l1  R  l 2  R  lim , allora x0 , f x0  è un punto angoloso.
h 0  h h0  h
 Flesso a tangente verticale
f ( x0  h)  f ( x0 ) f ( x0  h)  f ( x0 )
Se lim e lim esistono, sono infiniti, e sono uguali, allora x0 , f ( x0 )  è
h 0  h h 0  h
un punto di flesso a tangente verticale e x = x0 è una retta tangente al grafico di f che attraversa il grafico
stesso.
f ( x 0  h)  f ( x 0 ) f ( x 0  h)  f ( x 0 )
se lim   e lim   il flesso verticale è ascendente
h 0  h h 0  h
f ( x 0  h)  f ( x 0 ) f ( x 0  h)  f ( x 0 )
se lim   e lim   il flesso verticale è discendente
h 0  h h 0  h
 Cuspide
f ( x0  h)  f ( x0 ) f ( x0  h)  f ( x0 )
Se lim e lim esistono, entrambi infiniti, ma diversi, allora x0 , f x0 
h 0  h h 0  h
è un punto di cuspide.
In particolare:
f ( x 0  h)  f ( x 0 ) f ( x 0  h)  f ( x 0 )
se lim   e lim   la cuspide è rivolta verso il basso
h 0  h h 0  h
f ( x 0  h)  f ( x 0 ) f ( x 0  h)  f ( x 0 )
se lim   e lim   la cuspide è rivolta verso l’alto
h 0  h h 0  h
Punti critici
Risolvendo l'equazione f ' x  = 0 , si trovano i punti critici.
Un punto critico x0 , f x0  , in base al segno di f ' , può essere
- un minimo relativo se la derivata prima è negativa in un intorno sinistro di x0 e positiva in un intorno
destro di x0
- un massimo relativo se la derivata prima è positiva in un intorno sinistro di x0 e negativa in un intorno
destro di x0
- un un punto di flesso a tangente orizzontale se la derivata prima assume lo stesso segno in un intorno
completo di x0
Derivata seconda
Risolvendo l'equazione f ' ' x  = 0 si trovano gli eventuali punti di flesso a tangente obliqua. Se l’ascissa x0
che annulla la derivata seconda annulla anche la derivata prima, bisogna valutare se il punto x0 , f x0  è di
minimo relativo, massimo relativo o flesso a tangente orizzontale.
Fatto questo può essere utile studiare il segno della derivata seconda; negli intervalli in cui risulta f ' ' x   0
la funzione è convessa, invece negli intervalli in cui risulta f ' ' x   0 la funzione è concava.

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Relazioni tra derivate
Sia x0 , f x0  un punto critico, cioè tale per cui f ' x0  = 0 .
Possono verificarsi i seguenti casi:
 f ' ' x0   0  x0 , f x0  è punto di minimo relativo

f ' ( x0 ) = 0   f ' ' x0   0  x0 , f x0  è punto di massimo relativo
 f ' ' x   0  x , f x  può essere un flesso, dipende da f ' ' ' x 
 0 0 0 0

 f ' ' ' x0   0  x0 , f x0  è punto di flesso ascendente


f ' ' ( x0 ) = 0  
 f ' ' ' x0   0  x0 , f x0  è punto di flesso dicendente
 f pari x0   0  x0 , f x0  è punto di minimo relativo
 pari
f x0   0  x0 , f x0  è punto di massimo relativo
f ' ' ( x0 ) = 0  f ' ' ' x0   0   dispari
f x0   0  x0 , f x0  è punto di flesso ascendente
 f disparix   0  x , f x  è punto di flesso dicendente
 0 0 0

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7. GEOMETRIA SOLIDA
Nel seguito: V volume, Al area laterale, Ab area di base, At area totale, 2 pb perimetro di base, C
circonferenza, d diagonale, h altezza, l lato, r raggio, ri raggio della sfera inscritta, rc raggio della sfera
circoscritta, a apotema (in alcuni casi può essere un semplice spigolo).
Parallelepipedo rettangolo
V = Ab  c = a  b  c Al = 2 pb  c Ab = a  b

At = 2 Ab  Al  2  ab  bc  ac  d = a 2  b2  c 2

At  Al V Al
Al = At  2 Ab Ab =  2 pb =
2 c c
Cubo
V = l3 Al = 4l 2 At = 6l 2 d =l 3

l l At Al
ri  rc  3 l = 3V  
2 2 6 4
Prisma retto
Il prisma retto ha la superficie inferiore congruente e parallela alla superficie
superiore, le facce laterali sono rettangoli.
A
V = Ab  h Al = 2 pb  h At = Al  2 Ab 2 pb = l
h
Al V At  Al V
h=  Al = At  2 Ab Ab = Ab =
2 pb Ab 2 h
Prisma obliquo
V = Ab  h At = Al  2 Ab h

Piramide retta
1 2 pb  a 3V
V = Ab  h Al = At = Ab  Al Ab =
3 2 h
2 Al 2 Al 3V
2 pb = a= h=
a 2 pb Ab

Tronco di piramide
1 (2 p  2 p)  a
V =  h  ( Ab  Ab  Ab  Ab ) Al =
3 2
2 Al
a= At = Al  Ab  Ab
2 p  2 p

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Poliedri regolari
 Tetraedro: formato da 4 triangoli equilateri
l3 2 l 6 l 6 l
V At  l 2 3 ri  rc  l h
12 12 4

l l
 Esaedro: formato da 6 quadrati è il cubo tetraedro

 Ottaedro: formato da 8 triangoli equilateri


l3 2 l 6 l 2
V At  2l 2 3 ri  rc 
3 6 2
 Dodecaedro: formato da 12 pentagoni regolari

l 3 15  7 5  
l 10 25  11 5  
l 3 1 5 
V
4

At  3l 2 5 5  2 5  ri 
20
rc 
4
 Icosaedro: formato da 20 triangoli equilateri

5l 3  5
3
 
l 3 3 5 
V
12
At  5l 2 3 ri 
12
rc 
l
4
2 5 5  
Cilindro
V = Ab  h = r 2 h Ab = r 2 Al = C  h = 2rh

V
At = Al  2 Ab = 2 r (h  r ) Ab =
h

Al Al V Al V
C = 2 r  h=  2 r= 
h 2 r  r 2 h h
Cono
A h  r2 h C a
V= b = Al = = ra Ab = r 2
3 3 2

Al Al 3V 3 V
At = Ab  Al = r 2  ra a= r=  h=
r a h  r2
Tronco di cono

V = h  r12  r1r2  r22 


1
Al =   a  (r1  r2 ) Ab = r12  r22
3

a  h2   r1  r2 
2

Sfera
4 A 3 3V
V = r 3 A = 4r 2 r= 
3 4 4
Calotta sferica e segmento sferico ad una base o sezione sferica
1
V = h 2 (3r  h) A = 2rh
3 h r1

29 r
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r1  h  2r  h 

Settore sferico
Al   r  r1  2h 
h r1
2
V   r 2h
3 r
Zona sferica e segmento sferico a due basi
  h  h2 
V=    r12  r22  ,
2  3 
A = 2rh

Fuso sferico e spicchio sferico


 r3
V=  α è misurato in gradi
270 α
Al è la parte di r
 r2 superficie sferica
Al = 
90

Cilindro circolare retto a sezione obliqua


V   r2
 a  b Al   r  a  b 
2
a r
  a  b  
2
b
At   r  a  b  r  r 2   
  2  
 
Corona cilindrica
V   h  r12  r22  r2

Al  2 h  r1  r2 

At  2  r1  r2  h  r1  r2  r1

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Obelisco
Le superfici laterali sono trapezi, le superfici superiore e inferiore sono rettangoli non simili.

h d
V  2a  c  b   2c  a  d 
6 c
h

Cuneo a
Superficie di base rettangolare, le superfici laterali sono triangoli e c

trapezi isosceli.
h
bh
V   2a  c 
6 b
a

Toro
V  2 2 r22 r1 r1
r2
At  4 2 r1r2

Prisma obliquo triangolare


abc
V  Ab
3
a b c

Ab

31
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Гитарное переложение - П. Буторин

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