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TESTI E DOCUMENTI

THOMAS HOBBES: «OF PASSIONS»


(Ms. Harl. 6083)

a cura di Anna Minerbi Belgrado

Il testo che pubblichiamo e che, stando ai controlli fatti, risulterebbe


inedito, occupa quasi per intero il fol. 177 r e v di una raccolta mano-
scritta composita, costituita per lo più da autografi di Charles Cavendish,
conservata alla British Library di Londra sotto la collocazione Harleian
6083. Anche nel nostro caso si tratta di un autografo di Cavendishl.
L'unica menzione che ne ho trovata è nell'articolo di f. Tacquot, Un
amateur de science, ami de Hobbes et de Descartes, sir Charles Caven-
dish (1591-1654), in «Thalès», VI, 1949-50, p. 85. Per presentarlo, mi
riferirò alle quattro parti in cui il testo risulta suddiviso.

1. La trascrizione riproduce la grafia dell'originale, anche nelle sue fre-


quenti oscillazioni (mi sono limitata a correggere consites in consiste, nella
prima occorrenza del verbo, interpretandolo, per analogia con le occorrenze
successive, come lapsus calami). Per il resto, l'edizione è interpretative. Ho
infatti introdotto e regolarizzato, secondo gli usi moderni, maiuscole e mi-
nuscole, e punteggiatura. Nella prima parte del testo ho introdotto i capoversi;
interpretando sempre come segni diacritici, indicanti appunto degli 'a capo',
una serie frequentissima di barre trasversali; ma anche, per analogia col tipo
di suddivisione che queste suggeriscono, quando, nel passaggio da una riga
all'altra, le barre sono omesse. Ho inoltre messo in corsivo, e con maiuscola,
i nomi delle passioni (nell'originale l'unica sottolineatura è alla prima occorren-
za di contempt; portano le maiuscola cinque nomi di passioni). A sostegno
di tutti e tre questi interventi ho tenuto presente come modello il capitolo
corrispondente del Leviatano. Nella seconda parte, dove ricorrono barre tra-
sversali sia singole sia doppie, ho messo gli 'a capo' solo in corrispondenza di
queste ultime. Quanto ella terza parte: nell'elenco che segue a quello in cui
ogni nome di passione è contrassegnato da un numero, le prime sei passioni
sono separate dalle successive, nell'originale, per mezzo di due barre verticali:
ne ho tentata una spiegazione nella presentazione del testo. Alla seconda parte
del testo seguono una serie di crocette cui la terza parte risulta sovrapposta
quasi per intero; e dato, inoltre, che le prime due e la quarta sono scritte in
una grafia più ampia e spaziata rispetto alla terza, è da pensare che quest'ultima
sia stata inserita in un secondo tempo.
Ringrazio, per l'aiuto che mi hanno dato, Francois Tricaud, Neil Harris e
Giovanni Carsaniga.

Rivista di storia della filosofia n. 4, 1988


730 Thomas Hobbes

Sembra indubbio che siano da attribuirsi a Hobbes le prime due parti


e la quarta. Per l'attribuzione della seconda, l'elemento probante è l'in-
dicazione aggiunta in calce da Cavendish (il fratello di cui parla è ov-
viamente William Cavendish, successivamente conte, marchese e duca
di Newcastle, dedicatario della maggior parte delle opere di Hobbes);
quanto al contenuto, un'analisi dei segni esteriori delle passioni analoga a
quella che vi si legge si ritroverà solo nel cap. XII del De homine. La
quarta parte (oltre alla conferma data dall'indicazione di Cavendish)
trova precisa corrispondenza in due luoghi rispettivamente degli Elements
e del Leviatano (cfr. The Elements of Law Natural and Politic, I, 7, ed.
F. Ttinnies, London, F. Cass and Co. 1969, p. 28; Leviathan, I, 6, ed.
C.B. Macpherson, Harmondsworth, Penguin books 1968, p. 122). Quanto
alla prima parte, essa rappresenta con evidenza una stesura parziale e
meno elaborata di quello che sarà il cap. 1, 6, del Leviatano.
La terza parte rappresenta, presumibilmente, un intervento di Caven-
dish. La lista numerata riproduce le passioni elencate da Hobbes nella
prima parte del testo, nello stesso ordine (salvo per la dislocazione su-
bita dal «disprezzo», e salvo il fatto che vi risultano inclusi tra le pas-
sioni pianto e riso, che per Hobbes ne costituiscono solo manifestazioni).
Difficile da interpretare l'elenco che segue, che solo in parte riproduce
termini presenti nella prima parte del testo hobbesiano. In questo non
compaiono infatti quattro tra le passioni che aprono il secondo elenco
di Cavendish: despair, impudence, aversion, pride (ma nel caso dell'av-
versione» sarebbe più esatto dire che manca solo il termine). Per tre di
queste, si potrebbe supporre che Cavendish abbia tentato un confronto
e un'integrazione tra la prima parte del testo hobbesiano che ha in
precedenza riprodotto e gli Elements of Law (compiuti, com'è noto, nel
1640, dedicati a William Cavendish e fatti circolare manoscritti tra gli
amici): «avversione» e «paura» vi sono indicate come due aspetti dello
stesso «movimento» (Elements, 1, 7, pp. 28-29), e l'orgoglio» vi è a sua
volta designato come una sorta di sinonimo di «gloria» (ivi, I, 9, p. 37);
il che spiegherebbe il duplice accoppiamento aversion fear, pride I glory,
che il testo dì Cavendish suggerisce. Anche la «disperazione» si tro-
va inclusa negli Elements (I, 9, p. 40). In Harl. 6083, fol. 98 v, sul
retro di un biglietto indirizzato in data 2 aprile 1644 da Hobbes
a Cavendish, si trova inoltre, sempre di mano di quest'ultimo e me-
scolata ad annotazioni di carattere algebrico, un'altra lista di passio-
ni che suona anch'essa di origine hobbesiana e in cui «avversione» e
«disperazione» sono incluse. La lista recita: «desire, love, pleasure, avers-
ion, hate, pain, hope, courage, anger, despayr, feare, glorie, contempt,
laughter, weeping, shame, emulation, envie, admiration, pittie, a swarme
of other passions, curiositie, lust, jelousie». Più difficile da spiegare risulta
l'introduzione, da parte di Cavendish, dell'«impudenza», che Hobbes in-
cluderà tra le passioni solo nel Leviatano. Resta dunque da pensare, o
che Cavendish avesse presente un'ulteriore redazione hobbesiana sul te-
ma delle passioni che ci è ignota; o, più verosimilmente (escludendo
Of Passions 731

una 'proposta' autonoma da parte di Cavendish che, almeno su questi


temi, non sembra proprio un pensatore originale), che l'inclusione sia
stata suggerita dal confronto del testo hobbesiano con le Passioni del-
l'anima di Cartesio (la cui presenza sembra inclividuabile, come vedre-
mo, nello stesso testo hobbesiano che presentiamo); e in tal caso, sarebbe
da pensare che Hobbes abbia accolto il 'suggerimento' (direttamente dal-
l'opera cartesiana o per mediazione di Cavendish), definendo l'impu-
denza, al pari di Cartesio, come una forma di disprezzo (cfr. Leviathan,
I, 6, p: 126; Descartes, Les passions de l'ame, III, art. CCVII, ed. G. Rodis-
Lewis, Paris, Vrin 1970, p. 213)2.
La raccolta Nari. 6083, proprio per la sua struttura composita, non
fornisce elementi esterni per la datazione del nostro testo. Basti pensare
(e non è un caso isolato) all'insieme di pagine, anch'esse di mano di
Cavendish, che si riferiscono ad una redazione del De corpore, collocate
in luoghi diversi della raccolta: tra queste, ad es., il fol. 74 r reca la data
1646, il fol. 197 v la data 1645 (cfr. A. Pacchi, Convenzione e ipotesi
nella formazione della filosofia naturale di Thornas Hobbes, Firenze, La
Nuova Italia 1965, p. 19; I. Jacquot, H.W. Jones, Introduct, a Th. Hobbes,
Critique du De mundo de Thomas White, Paris, Vrín 1973, p. 83). Il
fol. 106, d'altra parte, risulta tratto proprio dalle Passions de 12rite, a
cui espressamente rimanda. Quanto agli elementi interni, se essi risul-
tassero sufficienti a fondare l'ipotesi che il nostro testo rechi traccia della
lettura dell'opera cartesiana, la sua composizione sarebbe da collocarsi
tra il 1649 e il 1651, giacché il fatto che la prima parte costituisca una
stesura preliminare rispetto al cap. I, 6 del Levíatano sembra sufficiente-
mente evidente.
Le osservazioni contenute nella seconda parte del testo sulle mani-

2. L'uso di confrontare testi diversi sullo stesso argomento — per lo più,


e dire il vero, attraverso accostamenti successivi dell'uno atlaltro — è corrente
da parte di Cavendish: nel citato fol. 98, ad es., all'elenco delle passioni `hob-
besiane' segue, separato da una linea di demarcazione, un elenco di 'virtù' di
cui non saprei indicare la fonte: «prudence, justice, temperance, fortitude, li-
berality, munificence, magnanimity, affability»; al testo che pubblichiamo se-
gue, a partire dal fondo del fol. 177 v, la trascrizione di una parte dei Principia
philosophiae, IV, 190, in cui Cartesio anticipava una sorta di sintesi di teoria
delle passioni. La corrispondenza di Cavendish, inoltre, attesta frequenti scambi
di opinioni con Hobbes sui libri appena usciti, e in particolare con specifico
riferimento a Cartesio: cfr., ad es., a proposito dei Principia philosophiste,
tre lettere a 3. Peli, tutte del 1644 (in Correspondance du père Marin Mersenne,
ed. C. de Waard ecc., Paris. CNRS, vol. XIII, 1977, pp. 228, 250, 277); e, a
proposito delle Passions de Pane, la lettera a Peli del 1° febbraio 1649, dove
Cavendish esprime il timore che Hobbes ne disapprovi quanto derivante dai
presupposti «metafisici» (British Library, 'Web Collection, Add. trts. 4278, fol.
293 r). Sul rapporto tra la trattazione hobbesiana delle passioni e l'opera di
Cartesio, cfr. ora A. Pacchi, Hobbes and the Passions, in «Topoi», VI (1987),
PP. 111 sgg.