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O.T.O.

- FILOSOFIA MAGICA E PRASSI SOCIALE DELLA RIVOLUZIONE NEOPAGANA

ORDO TEMPLI ORIEN


TIS
Filosofia magica e prassi sociale della Rivoluzione neopagana

La Razza di Caino
“Io fui nella visione dello Spirito e vidi una parricida processione di atei, accoppiati a
due a due nella superna estasi delle stelle. Essi ridevano e gioivano estremamente,
abbigliati con vesti di porpora ed ebbri di vino di porpora, e la loro intera anima era un
purpureo fiore di fiamma di sacralità.
Essi non vedevano Dio, essi non vedevano l’immagine di Dio, perciò essi erano
innalzati al palazzo dello Splendore ineffabile.
Una tagliente spada colpiva davanti a loro e il verme speranza tremava nella sua
agonia mortale sotto i loro piedi.
Proprio come il loro rapimento tagliava in due la speranza visibile, così la paura
invisibile si dileguava e più non era.
O voi che siete oltre a Aormuzdi e Ahrimanes!
Benedetti siete voi negli Eoni.
Essi brandirono il dubbio come una falce e falciarono i fiori della fede dalle loro
ghirlande.
Essi brandirono l’estasi come una spada e trapassarono l’antico drago che sedeva
sopra l’acqua stagnante.
Allora le fresche sorgenti furono aperte, cosicché la gente assetata potesse dissetarsi.”
(Liber LXV — Cordis cincti Serpente — V, 34)

Nel breve poema iniziatico Il Cuore cinto dal Serpente, pubblicato nel 1910, Aleister
Crowley così presentava — con un tono a lui caratteristico, oscillante tra filosofia e
profezia — la sua prefigurazione dell’avvento planetario di un nuovo tipo umano.
Fin dalla seconda metà del Settecento in Europa, parallelamente a una dilagante
rifioritura meta-culturale e meta-politica di Fraternità misteriche, ermetiche e
magiche, aveva iniziato a configurarsi l’idea-forza, o ipostasi mitica, di una Catena
segreta e invisibile di uomini e donne sovrumani detentori di saggezza e di potere,
nonché custodi occulti dei destini della Storia.
Non è qui possibile analizzare — per motivi di spazio — le molteplici chiavi di
lettura di questo mito della Fratellanza Invisibile, né le diverse forme di cui si è
rivestito attraverso il filtro multicolore di numerose Tradizioni esoteriche. Possiamo
però soffermarci a considerarne il livello interpretativo più immediato e accettabile,
risalendo così all’antica concezione gnostica di Razza dello Spirito alla quale
appartengono e sono appartenuti tutti coloro la cui natura profonda ha saputo
evincersi dall’illusione dualistica del Bene e del Male. In questo senso il concetto di
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Comunità Invisibile degli Illuminati si invera come una sorta di proiezione


anticipativa, un archetipo di quella radicale mutazione biologica e spirituale verso la
quale la razza umana sta, sia pur inconsapevolmente, procedendo.
Il carattere di “invisibilità” e “occultamento” di questa Schiatta misteriosa si
caratterizza nell’essenza della sua temibilità all’interno degli ordinamenti storico-
sociali costituiti e in special modo in quelli caratterizzati da una stabilità legalistica e
patriarcale, per i quali la genialità e l’alterità sono o divinità da adorare, o spaventosi
demoni da esorcizzare.
Nel romanzo Demian (1919) Hermann Hesse scrive a proposito della Razza
Immortale di coloro che portano il “Marchio di Caino”:
“l’elemento col quale la storia ebbe inizio era il marchio. C’era un uomo che
aveva in faccia qualche cosa che agli altri incuteva paura. Essi non osavano
toccarlo, e tanto lui quanto i suoi figli mettevano loro soggezione ... doveva
essere qualche cosa di pauroso e appena percettibile, più spirito e ardimento
negli sguardi, un occhio con più spirito e ardire del solito. Costui aveva un suo
potere e di lui gli altri avevano paura. Recava un segno che si poteva spiegare
a piacimento. Ora, si vuole sempre ciò che è comodo e che ti dà ragione. La
gente aveva paura dei figli di Caino che recavano il Segno. Così non si
interpretava il Segno per quello che era, per una distinzione, ma per il
contrario. Si diceva che gli individui forniti di quel Segno dovevano essere
sospetti, e lo erano davvero. Le persone coraggiose e di carattere riescono
sempre sospette agli altri. Non era comodo che esistesse una schiatta di gente
impavida e inquietante, e così si appiccicò a quella schiatta un soprannome e
una favola per farne vendetta e trovare qualche compenso alla paura avuta”
(Milano, Mondadori, 1987, p.80).

La stirpe di Caino di Hesse è dunque la Razza Invisibile e Immortale di coloro che gli
uomini temono o adorano oppure odiano; è l’universo personalizzato di quei simboli
luminosi e oscuri intorno ai quali nascono, si coagulano e muoiono le civiltà. Il
timore, l’occultamento o il mascheramento dell’uno o dell’altro aspetto di questi
Archetipi Viventi determina la parzializzazione dell’esperienza umana non
illuminata.
In un successivo capitolo Hesse aggiunge:
“il Dio dell’Antico e del Nuovo Testamento è un personaggio eccellente, ma non
è quello che dovrebbe essere. È il bene, la nobiltà, il bello, è paterno, alto,
sentimentale: tutte belle cose, ma nel mondo c’è dell’altro che viene attribuito
semplicemente al Diavolo, e tutta questa parte del mondo, questa metà, viene
soppressa e uccisa col silenzio. Allo stesso modo si esalta Dio come padre di
ogni vita, ma non si parla della vita sessuale che pure è fondamento della vita,
e se mai la si dichiara diabolica e peccaminosa.
Non ho proprio niente in contrario a che si veneri questo Dio Geova, ma io dico
che dobbiamo venerare tutto e considerare sacro il mondo intero, non soltanto
la metà ufficiale artisticamente separata. Accanto al servizio di Dio dovremmo
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avere anche un servizio del Diavolo ... oppure si dovrebbe procurarsi un Dio
che racchiuda anche il Demonio” (Milano, Mondadori, 1987, p.115).

Ed è interessante notare che mentre scriveva queste parole messe in bocca al


misterioso Demian, personaggio centrale del romanzo, Hesse stava seguendo un
training di esplorazione simbolica dell’inconscio e di ricostruzione consapevole
dell’Io sotto la guida del dottor J.B. Lang, discepolo di Jung.

Monte Verità: il primo Manifesto dei Templari d’Oriente


A partire dagli studi rivoluzionari di Freud lo sviluppo del pensiero e della ricerca
psicanalitica e particolarmente l’universo teoretico sviluppato da Jung si erano
sensibilmente avvicinati a un’attenta riconsiderazione sia del simbolismo ermetico,
sia della visione del mondo gnostica e magica. Non fa quindi meraviglia ritrovare
Jung e, in tempi diversi, lo stesso Hesse tra gli ospiti dei seminari di studio esoterico
organizzati ad Ascona, in Svizzera, dalle Comunità “anarchiche” di ricerca
scientifica, mistica e magica di Monte Verità.
Fra i principali animatori delle esperienze metaculturali di Ascona, che coinvolsero
dai primi del Novecento e — in una seconda fase — dal 1930 una grande quantità di
studiosi, letterati e artisti, oltre che alti dignitari delle principali Confraternite
massoniche, teosofiche e magiche europee, emerse sicuramente la figura di Theodor
Reuss (1855-1923), già all’epoca Sovrano Gran Maestro di una Confraternita
paramassonica e magica nota come ORDO TEMPLI ORIENTIS (O.T.O.), nonché
esponente di primo piano di numerose formazioni massoniche.

Nel Manifesto proclamativo, esposto nel 1917 proprio a Monte Verità, Reuss
ripropose, in forma eminentemente simbolica, il mito della Razza dei figli di Caino.
“Esiste, incognito alle masse, un antichissimo Ordine di Saggi, il cui scopo è
conseguire il miglioramento e l’evoluzione spirituale del genere umano
attraverso la sconfitta dell’errore e l’aiuto fornito a ogni uomo e a ogni donna
nei loro sforzi volti al conseguimento del potere di riconoscere la Verità.
Questo Ordine esisteva già nei tempi più remoti e ha manifestato la sua
attività, sia segretamente che apertamente, nel mondo sotto nomi differenti e
in diverse forme: esso ha provocato rivoluzioni sociali e politiche ... Esso ha
sempre tenuto alto il vessillo della Libertà contro la tirannia in qualunque forma
questa facesse la sua apparizione, come dispotismo clericale, o politico, o
sociale ... A questo ‘Ordine Segreto’ ogni persona saggia e spiritualmente
illuminata appartiene per diritto naturale: poiché tutti costoro, sebbene
personalmente sconosciuti l’un l’altro, sono uniti nel loro proposito e fine e
operano tutti sotto la guida di un’unica Luce” (Francis King. The secret rituals of
O.T.O., Londra, C.W. Daniel Company, 1973).

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O.T.O.
Traendo le proprie radici dalla grande Tradizione neo-illuminista e neo-templare degli
Illuminati di Baviera del XVIII secolo e dei riti gnostici della Massoneria Egiziana e
coniugando in essi alcune tra le più antiche tecniche psico-sessuali di risveglio della
coscienza, importate dalle Tradizioni araba sufi e indiana tantrica, l’Ordo Templi
Orientis fin dalle sue origini si propose di storicizzare, incarnandolo, il mito della
Fratellanza Invisibile, secondo il medesimo modello rappresentato dai Fratelli della
Rosa + Croce all’epoca della Controriforma e dagli Ermetisti del Rinascimento.
Nel vasto panorama delle molteplici Confraternite occulte nate o ri-nate in Europa tra
la fine del XIX e la prima metà del XX secolo, la fioritura delle quali può essere
indicata come l’albeggiamento di un moderno Rinascimento magico, l’O.T.O. costituì
una presenza di estrema radicalizzazione sia etica che dottrinale, provocatoria e
disturbante per la delicata sensibilità borghese e cristiana di molti, stimolatrice e
affascinante per la sensibilità libertaria e paganeggiante di altri.
Nonostante il clima di sospetto e malevolenza di cui spesso fu circondato, soprattutto
a causa dell’estrema liberalità ideologica e sessuale di molti suoi membri (per i quali
sembrerebbe anticipata di 40 anni la Beat generation), l’Ordine dei Templari
d’Oriente si diffuse e fece pesantemente sentire la propria influenza in tutti i Paesi
d’Europa e negli Stati Uniti d’America.

In un documento del 1912 Reuss dichiarò:


“il nostro Ordine possiede la Chiave che dà accesso a tutti i Segreti massonici
ed ermetici, vale a dire l’insegnamento della Magia Sessuale; e questo
insegnamento spiega senza eccezioni tutti i Segreti della Libera Muratoria e di
tutti i sistemi religiosi.”
Eredi ideali della Tradizione mitica del Templarismo, già perseguitato dalla Chiesa
Romana dietro l’accusa di praticare segretamente una gnosi pre-cristiana che
includeva misteriose e “blasfeme” cerimonie a sfondo sessuale, i nuovi Cavalieri e
Dame dell’Ordine riproponevano una visione totalizzante e non-dualistica della
Realtà, quindi mistica e sensuale al tempo stesso, rivelando anche pubblicamente
l’esistenza di quello che era rimasto uno dei più antichi e meglio custoditi “secreti”
delle Confraternite Occulte di ogni tempo: la chiave della Magia Sessuale, cioè la
possibilità di utilizzare opportunamente l’energia scatenata dall’estasi erotica
direzionandola verso scopi mistici, o autoconoscitivi, o magici. Nonostante il diffuso
clima di diffidenza che anche presso ambienti validamente iniziatici, ma meno
illuminati, lo avvolgeva, la diffusione dell’Ordine fu enorme e quasi tutti i principali
dirigenti delle più note Fraternità Occulte europee finirono col farne più o meno
segretamente parte o ne subirono comunque l’influenza.
Fra i più noti, il cui collegamento con l’O.T.O. è documentabile, sono da citare:

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Franz Hartmann (1838-1912) già collaboratore e segretario dell’occultista russa


H.P. Blavatsky, fondatrice della Società Teosofica
Ida Hoffmann (1864-1926) e fondatori e finanziatori del primo nucleo della
Henry Oedenkoven (1875-1935) comunità svizzera di Monte Verità

Rudolf Steiner (1861-1925) fondatore e principale animatore


dell’Antroposofia
John Yarker (1833-1913) alto dignitario delle più importanti Filiazioni
massoniche europee e Gran Maestro del Rito
Massonico di Memphis e Mitzraim, uno dei cui
esponenti più noti fu Giuseppe Garibaldi
Gerard Encausse (1865-1916) meglio noto con lo pseudonimo di Papus,
riorganizzatore francese e Gran Maestro
dell’Ordine Martinista
Harvey Spencer Lewis (1883-1939) adepto rosicruciano e fondatore dell’A.M.O.R.C.,
una delle moderne scuole mistiche che si
ricollegano più o meno validamente alla
Tradizione dei Rosa + Croce
Lucien F. Jean Maine (1869 -1960) adepto haitiano che nel 1922 fondò una speciale
branca dell’O.T.O. (O.T.O.A.) in cui fu inserita la
Tradizione magica più segreta del Woodoo.

Tra gli Illuminati europei che, senza passare — almeno ufficialmente — attraverso le
strutture dell’O.T.O., attinsero comunque tecniche e conoscenze da analoghe fonti e
operarono, anche se non dichiaratamente, attraverso gli Arcani dell’Alchimia
Sessuale può essere citato il medico napoletano Ciro Formisano, conosciuto con lo
pseudonimo di Giuliano Kremmerz (1861-1930), la cui opera ermetica, immensa ed
estremamente originale nei suoi intenti anche culturali e terapeutici, derivò la sua
autorità da una segreta Confraternita operativa denominata Ordine Osirideo Egizio.
La Scuola Magica “esterna” fondata e diretta da Kremmerz in Italia, nota come
Fraternità Terapeutica-Magica di Miriam (S.P.H.C.I. FR+ TM+ DI MIRIAM), praticava
infatti all’interno di alcune sue sezioni e gradi eminentemente segreti tecniche psico-
sessuali affini a quelle dell’O.T.O., con la sola differenza che ciò non fu mai
pubblicamente scritto né dichiarato, data l’impostazione esteriormente
“tradizionalista” di questa Scuola.
Ma per coloro che avessero voluto leggere oltre i veli delle parole Giuliano
Kremmerz nel giugno 1917, medesimo anno della proclamazione O.T.O. di Reuss ad
Ascona, scrisse da Nizza nella prefazione alla seconda edizione della sua opera
monumentale Il Mondo Segreto:
“io ho voluto indicare agli studiosi non la via unica per arrivare, ma una via per
intuire l’esistenza di un segreto (arcano), un segreto fisico (cioè naturale), che
pochissimi uomini hanno conosciuto, che un numero ristrettissimo conosce e
che, pur essendo tale da rendere l’uomo potente più di qualunque semidio, non
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si trova chi lo venda, né fa apparentemente felice chi lo possiede. L’intuizione


dell’esistenza di questo segreto è per se stessa bastevole per far ridere delle
invenzioni mistiche che hanno asservito gli uomini a pontefici e a diritti divini e
hanno creato una morale di forma e di menzogna causa dei grandi mali
presenti.
Spogliato dall’eredità israelita e buddista il vecchio mondo muta la fisionomia e
la sostanza di ogni convenzionalismo e l’uomo, non per la via del materialismo
scientifico, né per le religioni rinneganti ogni iniziativa, imparerà a concepire la
divinità occulta dell’Universo come una legge benigna di libertà in un equilibrio
di giustizia che nessun codice umano potrà mai sanzionare. Sarà il tempo il
fattore vero di questo progresso in cui ogni enigma sarà risolto”
(La sapienza dei Magi, Genova, Il Basilisco, 1987, p. 9).

Aleister Crowley e l’Illuminismo Scientifico


Un’ulteriore dilatazione dell’orizzonte ideale e operativo dell’O.T.O. si dovette alla
geniale e appassionata azione riformatrice del magista inglese Aleister Crowley
(1875-1947) che, oltre a importare all’interno del già vasto sincretismo dinamico
dell’Ordine alcuni importanti aspetti della Tradizione teurgica dell’Ordine Ermetico
dell’Alba Dorata (GOLDEN DAWN), di cui era stato membro di alto grado, seppe
coniugare nell’Ordine del Tempio d’Oriente la propria formidabile opera di
restaurazione della gnosi pre-monoteista, nonché tutta una serie di originalissime
costruzioni simboliche, filosoficamente deflagranti e atte a porsi come fondamentali
elementi di costruzione di una nuova visione integrale del mondo, magica e
scientifica al tempo stesso.
Sulla base delle proprie ampie esperienze di contatto con le principali correnti
sapienziali occulte sia orientali che occidentali e forte di una vasta cultura filosofica e
letteraria, che perfino i suoi più fanatici detrattori sempre gli riconobbero, Crowley
elaborò (o ricevette dal suo Demone Interiore) un macchinario teoretico e pratico di
amplificazione della coscienza e di esplorazione delle più oscure e segrete regioni
della mente e della supermente, dichiarato come Scuola Operativa interna o parallela
all’O.T.O. sotto la Formula di AA(Astrum Argentinum).
Da tale complesso di dottrine e tecniche, sia magiche che per molti versi
psicanalitiche, scaturì un metodo onnicomprensivo di auto-divinizzazione dell’uomo
e della donna che avrebbe potuto essere applicato all’interno di qualunque complesso
filosofico o scientifico, antico o moderno. In questo senso si può affermare che
Crowley abbia dato l’avvio a quella dinamica integrazione fra cultura magico-
iniziatica e cultura umanistico-scientifica che l’O.T.O. in seguito sempre perseguì, e
tuttora persegue, di contro alla miope ghettizzazione mistico-spiritualista su cui molti
movimenti filosofici e occulti, malati di parzialismo, si sono arenati.
Il medesimo fermento culturale, diabolico, estatico, ermetico e orgiastico che già
aveva trovato voce nel Decadentismo prima e nel Surrealismo poi, fino a trovare una

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prima applicazione scientifica in alcuni aspetti della psicanalisi, si amalgamò nel


complesso di una concezione magica che unificava le più ardite vette idealistiche del
Romanticismo con il rigore metodologico e la pragmaticità sperimentale del
Materialismo. Reificandosi come moderno sistema iniziatico questi nuovi modelli di
pensiero trovarono nella filosofia magica dell’O.T.O., e successivamente — come
vedremo — nelle varie Scuole, correnti ed esperienze che ne sortirono, una piena
incarnazione proiettata violentemente verso la Rivoluzione del futuro, pur se
illuminata dall’antica sapienza dei Magi caldei, egizi, indiani e cinesi.

Crowley denominò questo sistema “Illuminismo Scientifico”, definendolo come “il


metodo della scienza applicato allo scopo della religione” e seppe trasfondere tale
metodo nel preesistente sincretismo tantrico-magico dell’Ordine, amplificandone così
consistentemente i pur già ambiziosi intendimenti e adattandone la possibile
applicazione sia alla dimensione magica, sia a quella profana e quotidiana.
Con l’innesto e successivamente con il governo di Crowley e della Corrente Magica
da lui costruita (o risvegliata) l’O.T.O. divenne definitivamente un grande centro di
riattivazione della sacralità pre-monoteista, inerente ai tesori speculativi e operativi
delle Tradizioni sumera, egizia, indo-tantrica e cino-taoista, oltre che di quelle
cabalistica, gnostica e sufi, clandestine, segrete e interne, suo malgrado, al
monoteismo semita-cristiano.
La conclamata riconduzione a tale gnosi pre-cristiana, o a-cristiana, portò
inevitabilmente l’O.T.O. a operare sotto l’egida di simboli demonizzati a suo tempo
dalle invasioni culturali cristiane e quindi generalmente considerati oscuri, pericolosi
e infernali. Infatti, come lo stesso Crowley lasciò scritto,  “il Diavolo non esiste ...
poiché un Diavolo che possedesse una propria unità sarebbe un dio ... e il
Diavolo è storicamente il dio di qualunque popolo che uno detesta” (Magick,
Roma, Astrolabio, p. 363-364).

La Gnosi Stellare

Riconducendosi a una visione cosmogonica Stellare anziché semplicemente Solare o


Lunare, e radicandosi nella sinergica idea-forza di una Gnosi psico-sessuale, i simboli
viventi e principali dell’opera magica O.T.O. divennero la Bestia-Drago bisessuale e
la Grande Dea nella sua triplice espressione: Celeste, Tellurica e Infera (Verticalità,
Orizzontalità e Profondità), i cui Misteri nell’inconscio collettivo patriarcale
apparivano velati dietro le metafore di “Madre”, “Vergine” e “Prostituta”. La Bestia
quindi e la Meretrice, o Dama o Potnia Scarlatta, che la cavalca — simboli che
furono mutuati, in quanto immagini, dal panorama gnostico della Rivelazione
(Apocalisse) attribuita dai cristiani al mitico Giovanni di Patmos, nella quale queste
figure jeroglifiche venivano connesse all’azione “demoniaca” dell’Anticristo. In
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realtà il loro simbolismo, eminentemente cosmologico e alchemico-sessuale, riflette


la trasmutazione del Dio e della Dea, di Osiride e di Iside, che nell’erotico
congiungimento sacro si annullano a vicenda. Maschio e Femmina si rigenerano
come Figli di Se Stessi sotto i simboli di Horus e Maat, archetipi dell’umanità
rinnovata. L’Essere nuovo è così connotato nell’Anthropos glorificato, bisessuale o
asessuale, androgino o ginandrico, erede di ogni “Dio” e di ogni “Demone” in
quanto reificazione delle proprie stesse creazioni mitiche.

Le chiavi principali di questa possibile trasmutazione, applicabili a molteplici livelli


di realtà, furono sviluppate dall’O.T.O. attraverso la ricerca dinamica dell’Amore e
della Volontà e codificate nella doppia chiave di Agàpe-Eros e Thèlema-Volontà.
L’intero insegnamento dell’Ordine, “il tesoro custodito nel cuore dell’O.T.O.”
secondo una definizione dell’epoca, poté essere così sintetizzato in una semplice
formula, la cui applicazione era sviluppabile a molti livelli: Amore è la Legge, Amore
sotto la Volontà; mentre la prassi etica che ne conseguiva venne formulata in un
kerigma o assioma prometeico che divenne la “divisa” dell’Ordine: ogni uomo è una
stella, ogni donna è una stella e quindi fai ciò che Vuoi e sarà tutta la Legge.
“E vidi una parricida processione di atei ... Essi ridevano e gioivano
estremamente ... ebbri di vino di porpora .. Essi non vedevano Dio, essi non
vedevano l’immagine di Dio, perciò essi erano innalzati al palazzo dello
Splendore ineffabile”.

Colui o colei che per innata vocazione intende conoscere e praticare l’ordine naturale
e sovrannaturale delle cose, cioè la Legge che è Amore, deve scoprirne ed esplorarne
i meccanismi, scolpiti a lettere arcane nella propria eredità ancestrale, genetica,
psichica e spirituale. Solo una volontà liberata e inesausta può compiere tale
miracolo, ma la volontà, la Vera Volontà, va a sua volta ricercata e scoperta dietro le
innumerevoli maschere dell’io limitato, poiché è impossibile fare la propria Volontà
se non si ha assoluta consapevolezza della sua reale natura.
Attraverso questa semplice chiave l’O.T.O. ri-velava la più autentica dimensione
della Magia, perché “l’unica vera Magia è l’arte di produrre mutazioni in se stessi o
fuori di se stessi attraverso l’esercizio della Volontà”; e quando la Volontà, liberata e
vivente, viene coniugata alla piena dinamica dell’Eros l’uomo e la donna divengono
qualcosa d’altro e l’Anthropos ha fatto di se stesso un Dio o una Dea. E gli Dei non
possono che essere divinamente (o diabolicamente) atei!

L’azione programmatica dell’O.T.O., a partire dalla seconda metà degli anni ’20, si
sviluppò — come già visto — abbastanza rapidamente, sia in Europa sia negli Stati
Uniti, su tre fondamentali Opere, o livelli, grazie anche all’apporto di altri magisti
che affiancarono Crowley o agirono a lui parallelamente.

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Un primo livello, definibile come scopo primario dell’Ordine ai suoi vertici, si


qualificò come l’Opera degli Eremiti, cioè la selezione e l’addestramento di
circoscritti gruppi di adepti, donne e uomini, capaci di apprendere e di praticare le
conoscenze e le tecniche dell’Ordine “mettendo a terra” gli Archetipi sovrastanti di
un nuovo tipo umano. Essi a loro volta e gradualmente potevano divenire,
riconoscendo la loro Vera Volontà, produttori di nuova Conoscenza o addirittura,
come spesso poi avvenne, animatori di nuovi Movimenti o Maestri fondatori di nuovi
Ordini, secondo la prassi dell’Illuminismo Scientifico.

Il secondo livello, o “azione storica segreta e interna dell’O.T.O.”, si qualificò come


l’Opera degli Amanti, cioè la creazione di una Rete mondiale di Logge, Templi o
Zone-Potere in cui la pratica della Magia, e in particolare della Magia Sessuale come
rigenerazione personale o collettiva, consentisse una forma diffusa di sinergie tra
livelli diversi di realtà, gettando così le basi per la risorgenza planetaria verso una
nuova Età, identificata tecnicamente con l’Eone di Horus-Maat o Età dell’Acquario.
Un terzo livello, definibile come “azione storica pubblica, esterna e metapolitica dei
Templari d’Oriente”, si qualificò come l’Opera degli Uomini e delle Donne della
Terra, cioè l’azione concreta dei thelemiti nella storia, nella società e nella cultura,
finalizzata a sbriciolare ogni restrizione etica, estetica, religiosa o scientifica,
attivando una continua messa in discussione della realtà ovunque ciò fosse possibile.
In questa programmatica dell’O.T.O. possiamo sicuramente individuare, almeno negli
intenti, il doppio volto aristocratico e anarchico che a tutt’oggi caratterizza i migliori
fermenti del Neopaganesimo, della Rinascenza esoterica e della cosiddetta New Age.

Alle radici del Nuovo Pensiero Magico


Il maggiore contributo creativo dell’Illuminismo Scientifico è certamente da
identificarsi nell’elaborazione di un nuovo Pensiero Magico onnicomprensivo,
radicale e soprattutto non-dualistico, capace di conciliare l’estrema lucidità della
ragione con la sfrenata elementarità dell’Inconscio. L’accento venne posto
decisamente e prometeicamente sull’ANTHROPOS (Uomo-Donna), che vive al Centro
di un Kosmos prodotto e proiettato dagli sconosciuti meccanismi della Coscienza. E
venne enfatizzata l’onnipotenza degli strati profondi dell’Essere, di cui la Coscienza
non è che la superficie e il cui potere risvegliato possiede la facoltà di riprogrammare
il Mondo oltre che di costruire Mondi alternativi. Mentre la stessa realtà materiale e
presuntivamente “oggettiva” venne intesa come relativa a una delle tante possibili
formule di autorappresentazione delle infinite probabilità di esistenza, sullo specchio
della percezione umana cosciente e circoscritta dai suoi stessi limiti. Una concezione
tanto cosmica quanto a-religiosa e filosoficamente gnostica della Magia come Arte
della Natura e della Supernatura, che anche nelle elaborazioni successive alla morte
di Crowley si pose e si pone come ponte ideale e sovratemporale tra le raffinate
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elaborazioni ermetiche e mnemotecniche del Rinascimento e di Giordano Bruno, le


intuizioni simboliche e psichiche di Jung e le più ardite elaborazioni probabilistiche
di Einstein, Heisenberg, Wheeler e della fisica quantica del nostro secolo.
Dei... Potenze... Angeli... Demoni... Forze... Astri... Cellule... Atomi... Leggi e
Tecnologie... Miti e Rituali... sono la Corte regale e palpitante che attende i propri
Monarchi. Sono gli Archetipi che hanno governato e governano la vita e la morte
dell’Homo Religiosus e dell’Homo Rationalis, ma che possono servire e servono,
efficienti e sottomessi, l’Autorità onnipotente dell’Uomo e della Donna Regali e
magicamente rigenerati nella Volontà e nell’Amore.
Ogni Uomo e ogni Donna Reintegrati possono quindi divenire STELLE nel
firmamento di un Kosmos riconquistato. Le loro Orbite inanellate e multiformi
potranno comporre il Grande Cristallo pulsante nel Cuore del Nuovo Tempio di
ANTHROPOS, di cui il risorto LUCIFERO può essere inteso come simbolo tanto
provocatorio quanto ammonitore ed emblematico.
Scrive Crowley in una sua istruzione agli adepti dei primi Gradi:
“in questo libro si parla dei Sephirot e delle Vie, degli Spiriti e delle Evocazioni;
degli Dei, delle Sfere, dei Piani e di molte altre cose che possono o non possono
esistere. Che esistano o no non ha importanza. Facendo certe cose si
ottengono certi risultati; gli studenti debbono guardarsi dall’attribuire realtà
oggettiva o validità filosofica a qualsiasi di essi.
I vantaggi che se ne possono acquisire sono soprattutto i seguenti: A)
un’allargamento dell’orizzonte della mente. B) Un miglioramento del controllo
della mente. Lo studente, se consegue qualche successo nelle pratiche
seguenti, si troverà di fronte a cose (idee o esseri) troppo splendide o troppo
terribili perché sia possibile descriverle. È essenziale che egli rimanga padrone
di tutto ciò che vede, ode o concepisce, altrimenti diverrà schiavo dell’illusione
e preda della pazzia.” (“Liber manus et sagittae”, Magick, cit., p.541).

E in un Commentario operativo vengono chiosate da Crowley alcune tra le


definizioni basilari dell’Illuminismo Scientifico e tracciati i percorsi ideali di una
grande esperienza di alterazione e trasmutazione della Coscienza nonché delle prassi
etiche, estetiche e sociali che possono conseguirne:

“questa è poi la Virtù della Magia della BESTIA 666 e il canone del suo retto
uso: distruggere la tendenza a discriminare tra due cose in teoria, e in pratica
penetrare i veli di ogni Santuario, avanzando per abbracciare ogni immagine;
perché non ve ne è alcuna che non sia ISIDE”
[LA PAROLA DEL PECCATO È RESTRIZIONE ! — AL — I, 41]” (in Magick, cit., p. 510).

E ancora viene prefigurata l’autoaffermazione dell’assoluta indipendenza spirituale


umana da qualsiasi presunta Divinità esteriore e da ogni addomesticamento oggettivo
del Sacro:

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O.T.O.- FILOSOFIA MAGICA E PRASSI SOCIALE DELLA RIVOLUZIONE NEOPAGANA

“anch’io sono una Stella nello Spazio, unica ed esistente in se stessa,


un’essenza individuale incorruttibile ...
Io sono identico a Tutti e a Nessuno; io sono in Tutto e Tutto è in Me; io sono,
separato da tutto e Signore di tutto, una cosa sola con tutto.
Io sono DIO; io stesso Dio dello stesso DIO; percorro la mia via per operare la
mia volontà; della materia e del moto mi sono fatto uno specchio; ho decretato
per la mia gioia che il Nulla debba immaginarsi doppio, affinché io potessi
sognare una danza di nomi e di nature e godere la sostanza della semplicità
osservando il vagare delle mie ombre.
Io non sono ciò che non è; io non so ciò che non sa; io non amo ciò che non
ama.
Perché io sono l’Amore grazie al quale ogni divisione muore nella gioia.
Io sono la Conoscenza grazie alla quale tutte le parti, immerse nel Tutto,
periscono e passano nella perfezione; e sono ciò che sono, l’Essere in cui
l’Essere è perduto nel Nulla, e che non si degna di essere se non per la sua
Volontà di rivelare la sua natura, per la necessità di esprimere la sua perfezione
in tutte le possibilità di cui ogni fase è un fantasma parziale, eppure inevitabile
e assoluto.
Io sono Onnisciente, perché nulla esiste per me, a meno che io lo conosca.
Io sono Onnipotente, perché nulla avviene se non per la Necessità che è
l’espressione della mia anima attraverso la mia volontà di essere, di fare, di
soffrire i suoi stessi simboli.
Io sono Onnipresente, perché nulla esiste dove io non sono, e ho foggiato lo
spazio quale condizione della mia coscienza di me stesso, che sono il centro di
tutto, e la mia circonferenza è la cornice della mia fantasia.
Io sono il Tutto, perché tutto ciò che esiste per me è un’espressione necessaria
nel pensiero di qualche tendenza della mia natura, e tutti i miei pensieri sono
solo le lettere del mio Nome.” (Magick, cit., p.500-501).

LA RETE: Fratellanze, Sorellanze, Catene, Logge e Zone-Potere


Dopo la morte di Crowley, nel 1947, l’Ordine si è diramato in molteplici Filiazioni,
alcune indipendenti e altre connesse tra loro, ma tutte operanti sotto l’egida di
Thèlema.
Altri Ordini sono sorti dall’O.T.O. e all’interno dell’O.T.O., maschili, femminili o
misti, nella graduale costruzione di una vasta rete di elaborazioni correlate.
Nuovi sincretismi e nuove Tradizioni si sono amalgamate nel già vasto complesso
dottrinale e conoscitivo dell’Ordine; o meglio: la chiave omnicomprensiva di
Thèlema è stata applicata all’interno di nuovi complessi tradizionali, come per
esempio lo Sciamanesimo, la Neostregoneria e il Woodoo, allo scopo di amplificarne
la portata e renderli applicabili alle generazioni contemporanee e future.
Tra le personalità più significative, e tuttora viventi, che hanno validamente incarnato
la transazione dell’Idea-Forza e della Corrente Magica di Thèlema verso il proprio
pieno sviluppo sono sicuramente da ricordare:

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O.T.O.- FILOSOFIA MAGICA E PRASSI SOCIALE DELLA RIVOLUZIONE NEOPAGANA

 Kenneth Grant, discepolo diretto di Crowley durante gli ultimi anni della sua
vita e attualmente Gran Maestro della Filiazione Tiphoniana dell’O.T.O. installata
in Gran Bretagna; un magista di inesauribile creatività. il cui genio e le cui
incredibili opere letterarie hanno saputo sondare i risvolti più oscuri, rivoluzionari
e inquietanti della Gnosi Stellare di Thèlema.
 Il magista inglese Peter Carroll, principale esponente della Chaos Magick,
derivata in gran parte dalle elaborazioni sciamaniche, filosofiche e artistiche del
pittore-stregone Austin Osman Spare (1886-1956), contemporaneo di Crowley.
 La sacerdotessa Maatiana conosciuta nell’O.T.O. come Soror ANDAHADNA,
già principale animatrice di una Filiazione thelemica indipendente dell’Ohio
operante sull’onda e sulla continuità del pensiero e delle esperienze di Frater
ACHAD, forse il più fecondo e creativo tra i discepoli di Crowley.
 L’adepto gnostico woodoista americano Michael Bertiaux, erede proteiforme
di una serie di linee O.T.O. di successione storica o eggregorica anche pre-
crowleyane. A Bertiaux, la cui opera ha sviluppato profonde sinergie con quella di
Grant, si deve una ricchissima ricerca teorica e pratica di interconnessioni tra le
formule di Thèlema, alcuni aspetti della Teosofia moderna, la Teurgia
paramassonica francese e lo Sciamanesimo haitiano.

Da questi e da altri esponenti più o meno noti del Pensiero Magico contemporaneo
sono derivate e continuano a derivare una serie di idee-forza tendenti a trasmutare
l’impulso primario dell’O.T.O. in una vasta RETE mondiale di Unità, individuali e
collettive, maschili e femminili, più o meno direttamente collegate fra loro e più o
meno strutturate in Ordini, Catene, Logge o Zone-Potere, termine, quest’ultimo, che
indica tecnicamente un’area dello spazio e del tempo entro cui operano una o più
Personalità magicamente, attivate capaci di costruire “ponti” o “passaggi” tra i diversi
livelli della Natura e della Coscienza.

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L’O.T.O. e i Thelemiti in Italia

Secondo la Tradizione del Sovrano Santuario Italico della Gnosi O.T.O. installato
in Italia già da 18 anni alcuni tra i fondamenti eggregorici di questo ramo dell’Ordine
sono stati gettati negli anni ’20 a Cefalù, in Sicilia, dallo stesso Aleister Crowley.
Questa Tradizione, che già in Italia aveva notevolmente influenzato il fermento neo-
pitagorico e neopagano pilotato da adepti come Arturo Reghini (1878-1946) e da
Catene iniziatiche come il Gruppo di UR, è poi migrata negli Stati Uniti tramite
Filiazioni parallele quali la Q.B.L.H. e il Choronzon Club, emanate e guidate da
discepoli diretti di Crowley come Charles Stansfeld Jones (Frater ACHAD, 1886-1950)
e Cecil Frederick Russel (Frater GENESTHAI). Sempre negli anni ’20 la stessa
Corrente magica si è inoltre fusa in Francia e ad Haiti con l’Occultismo teurgico e
luciferiano francese e con le tecniche gnostiche e woodoiste franco-haitiane di
Lucien ed Hector Jean Majne e dell’O.T.O.A. (Ordo Templi Orientis Antiqua), per
poi reinstallarsi in Italia nel 1978 — tramite regolari patenti O.T.O. di Michael
Bertiaux, erede storico delle Tradizioni O.T.O.A., Q.B.L.H. e Choronzon Club —
prima amministrativamente sotto il coordinamento dell’occultista triestino Nevio
Viola e quindi, dopo l’abdicazione di Viola nell’88, in favore dell’attuale Sovrano
Gran Maestro, estensore del presente documento, in una forma pienamente
operativa e amministrativamente autonoma.
Le Correnti e le Tradizioni thelemiche italiche “storiche” hanno trovato così
compimento nella Filiazione Luciferiana O.T.O.-F.H.L. (Fraternitas Hermetica
Luciferiana), in cui le forme originarie dell’O.T.O. Franco-Haitiano e Italico sono
state riorganizzate in una struttura virtualmente internazionale, eclettica e
onnicomprensiva.
Parallelamente va comunque segnalata in Italia, oltre a una diffusa costellazione di
Thelemiti e Neopagani svincolati da ogni Confraternita storica o strutturata e più o
meno validamente operativi, anche la presenza di almeno due altre Filiazioni, una di
origine californiana, l’altra di discendenza svizzera, entrambe in possesso, a quanto
sembra, di una certa regolarità storica o comunque eggregorica di successione O.T.O.
o AA e particolarmente dedite allo studio e alle pratiche di quegli aspetti dell’Opera
Thelemica più strettamente, se non esclusivamente, connessi al lavoro di Crowley.
Non si è a tutt’oggi (1996) resa opportuna alcuna forma di sinergia diretta fra queste
presenze thelemiche e l’O.T.O.-F.H.L., né esiste una reale necessità che tali sinergie si
sviluppino in tempi brevi. È comunque nelle funzioni e nelle intenzioni del Sovrano
Santuario F.H.L. elaborare i corretti presupposti operativi e culturali atti a rendere
possibile in Italia un futuro reticolo di interazioni fra tutte le forze individuali e
collettive in qualche modo realmente connesse alla Corrente Magica di Thèlema
(Corrente 93) e più in generale alla Rivoluzione spirituale neopagana.

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Verso una Nuova Età della Magia


La geniale fusione di Magia e indagine psichica, misticismo e scetticismo prefigurata
dall’O.T.O. fin dai primi del secolo può essere e sta di fatto diventando lo strumento
principale di risoluzione dell’apparentemente insanabile conflitto fra ricerca del
visibile e ricerca dell’invisibile.
Al di là del diretto influsso di Crowley, dell’O.T.O. o di qualsiasi altro esponente di
formazioni culturali ancora minoritarie, la totale messa in crisi di ogni valore
cristallizzato a cui stiamo assistendo nel nostro tempo a tutti i livelli trova come sua
controparte una sempre maggiore coscienza delle immense possibilità e potenzialità
dell’essere umano, nella dimensione sia corporea che mentale. Una consapevolezza
dovuta alla scienza, all’arte, nonché alle nuove discipline alternative più o meno
dichiaratamente derivate dalla Magia.
La deificazione della materia vivente operata da una scienza sempre più faustiana, la
prometeica volontà di piacere e potenza, l’ambizione intellettuale omnicomprensiva
unita a un’esplodente e libera sensualità, sia estetica che biologica, sono da
considerarsi — contrariamente a quanto sostenuto dalle morenti linee di pensiero
cosiddette “spiritualiste” — come valori metafisicamente positivi e aventi una loro
specifica dimensione sacrale.
La rinascita nella storia di un nuovo tipo umano, le cui radici sono forse
estremamente antiche, pre-adamitiche o comunque precedenti alla drammatica
sclerosi patriarcale, si sta concretamente proponendo attraverso il violento affermarsi
di valori quali la coppia paritaria, l’autonomia del femminile, la bisessualità e — non
ultima — la ricerca di identità storica e metastorica della dimensione omosessuale,
di cui alcuni esponenti dell’O.T.O., omosessuali dichiarati, furono promotori già in
epoca vittoriana. Distruggendo i vincoli di ogni restrizione, di ogni argine moralistico
ormai inutilizzabile, la consapevolezza di una nuova tipologia umana vive la propria
gestazione sul margine del terzo millennio, nella tensione irrefrenabile verso l’uomo-
dio e la donna-dea.
In questo senso la Rivoluzione neopagana o — per utilizzare un termine più
specificamente gnostico — “luciferiana” non è un atto che si debba compiere
sovvertendo qualcosa, perché è già qui, sta avvenendo oggi, in noi, attraverso di noi e
la funzione precipua di strutture iniziatiche come l’O.T.O. si profila nel
coordinamento di una magmatica realtà già attivata dalle potenzialità cinetiche della
Storia.
Nella sua prassi storico-sociale l’O.T.O. si prefigge tra l’altro di fornire, all’interno di
nuovi spazi sacri e rivoluzionari di pensiero e di azione, gli strumenti teologici,
filosofici e semantici, oltre che iniziatici e magico-operativi, atti a costruire nuove
categorie del Sacro e nuove metodologie epistemologiche, etiche ed estetiche.

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O.T.O.- FILOSOFIA MAGICA E PRASSI SOCIALE DELLA RIVOLUZIONE NEOPAGANA

La forma di Magia studiata e pratica dall’O.T.O. si estende infatti enormemente oltre


ciò che antropologicamente viene definito “magia”, presupponendo un approccio
magico a ogni aspetto della realtà, sia spirituale che biologica.
Secondo una visione e una prospettiva neopagane le più diverse espressioni della
ricerca contemporanea tendenti al superamento degli umanesimi teisti giudeo-
cristiano e islamico non sono che i primi vagiti di una diversa e sconvolgente forma
di civiltà e di cultura, che attende soltanto di unificare le proprie componenti ancora
separate. Le ricerche eugenetiche, aerospaziali e astrofisiche, le realizzazioni
informatiche e cibernetico-virtuali, le sperimentazioni meta e para-psicologiche, le
profonde modificazioni ed esplorazioni dell’istinto e dell’energia sessuale — in
direzione sia eterofila che omofila — con le conseguenti mutazioni del costume e
dell’etica, l’esplorazione di nuovi mondi psichici e psichedelici supportata anche
dalla corretta utilizzazione scientifica di droghe e sostanze psicoattive o enteogene, il
risveglio della coscienza e della rabbia storica femminile... tutto questo e altro ancora
può trovare una giustificazione unificante e una propria dignificazione sacrale nel
circuito dei nuovi spazi che la Rivoluzione neopagana sta edificando nel segno della
Tradizione e della Mutazione.

Il risveglio della DEA


La prima fase di conseguimento per giungere a questa Mutazione è la ricomprensione
degli antichi Misteri della Grande Madre, sia dentro che fuori di noi.
L’eidolon della Femminilità primordiale, con tutti i suoi valori rimossi e perseguitati
da religioni e filosofie patristiche e patriarcali, dev’essere liberato dalle prigioni del
nostro inconscio e portato alla luce della consapevolezza e della Storia. Le più
antiche Tradizioni iniziatiche, sia d’Oriente che d’Occidente, così come le più radicali
pulsioni istintuali racchiuse nel nostro patrimonio genetico potranno concordemente
fornirci la prima traccia di questo cammino.
È di estremo interesse notare, a partire dal secondo dopoguerra, la nascita e il rapido
sviluppo di vasti movimenti di recupero della Tradizione spirituale femminile, come
la Neostregoneria o Wicca, profondamente influenzati dalle ricerche dell’antropologa
Margaret Murray (1863-1963) sulla “vecchia religione di Diana”, oltre che dalle
sistematizzazioni ritualistiche del magista inglese Gerald Gardner (1884-1964), già
membro dell’O.T.O. e che a quanto pare dovette molto del suo lavoro alla
frequentazione diretta di Crowley.
Questi movimenti hanno frequentemente trovato ampia risonanza nel quadro di
formazione di un certo neofemminismo di impostazione filosofica, fino a influenzare
profondamente anche personalità di grande rilievo teologico e metapolitico. Basterà
qui ricordare la filosofa e docente del Boston College Mary Daly, che un lungo e
sofferto itinerario di ricerca ha portato da un revisionismo femminista cattolico a una

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O.T.O.- FILOSOFIA MAGICA E PRASSI SOCIALE DELLA RIVOLUZIONE NEOPAGANA

totale abiura culturale dello stesso Cristianesimo, nel quale la Daly ha riconosciuto il
principale nemico di ogni possibile costruzione di una realtà metafisica femminile.
Non è dichiarata, nella Daly, una riconduzione alla stregoneria neopagana, se non per
brevi accenni, ma questa capofila di un’intera corrente del neofemminismo radicale
nella sua opera Al di là di Dio Padre (1973) scrive:
“ritengo che il meccanismo del ribaltamento sia all’origine dell’idea che
‘l’Anticristo’ debba essere il ‘male’. E se ciò non fosse affatto vero? E se tale
idea fosse scaturita dall’inconscio timore maschile che le donne si levino a
rivendicare il potere di cui sono state derubate? E se si trattasse invece di un
modo di essere, di una presenza al di là delle definizioni patriarcali di bene e di
male? L’Anticristo temuto dai patriarchi potrebbe essere l’ondata di coscienza,
il risveglio spirituale che ci può condurre al di là della cristolatria verso uno
stadio più maturo di consapevole partecipazione nel Dio vivente.
Da questo punto di vista l’Anticristo e il Secondo Avvento della donna sono
sinonimi. Il Secondo Avvento non è un ritorno di Cristo bensì una nuova venuta
della presenza femminile un tempo forte e potente, rimasta in catene fin dagli
albori del patriarcato ... Il Secondo Avvento, dunque, significa che la
dimensione profetica presente nel simbolo della Grande Dea —
successivamente ridotta a ‘Madre di Dio’ — è la chiave della salvazione
dall’asservimento a strutture che bloccano lo sviluppo verso la piena umanità”
(Roma, Editori Riuniti, 1990, p.118-119).

L’agonia degli Dei Morenti


Sulla chiara identificazione di queste “strutture che bloccano lo sviluppo verso la
piena umanità” non è il caso di soffermarsi in questa sede. Basterà rimandare a una
lettura analitica di una recente produzione “letteraria” del capo della Chiesa Cattolica
Romana Karol Woytila, l’enciclica Veritatis splendor, in cui al capitolo 2/49 si
riafferma autorevolmente il verbo del fariseo rinnegato Paolo di Tarso, laddove egli
dichiara perennemente esclusi dal Regno dei Cieli  “immorali, idolatri, adulteri,
effeminati, sodomiti, ladri, avari, ubriaconi, maldicenti e rapaci” (Corinti, I, 6, 9-
10).
Tutto questo non può che rassicurarci, poiché noi neopagani, in quanto sicuramente
idolatri, gioiosamente immorali, a nostra pura discrezione adulteri o effeminati o
sodomiti, per non parlare di una decisa propensione all’ebbrezza anche se non
necessariamente alcolica, non corriamo rischio alcuno, neppure per distrazione, di
ritrovarci prima o poi nel paradiso cristiano, in compagnia del noto torturatore di
eretici Torquemada o di Escrivà de Balaguer, fondatore dell’Opus Dei!
È certo emblematico che nello stesso periodo storico in cui scienziati all’avanguardia
come Fritjof Capra diffondono costruzioni geniali quali il suo Tao della fisica (nel
quale le più recenti ricerche quantistiche vengono collegate alle pre-monoteistiche
visioni cosmologiche di Lao-tze e dei Veda) di contro gli esponenti di una religione

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O.T.O.- FILOSOFIA MAGICA E PRASSI SOCIALE DELLA RIVOLUZIONE NEOPAGANA

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morente e carica di responsabilità storiche anti-umane di peso indicibile non possano


ormai sfuggire, neppure volendo, alla cadaverica rigidità dei loro piccoli dogmi.
La recente campagna di stampa sostenuta, a dire il vero in forme assai rozze, da
alcuni personaggi di punta del mondo cattolico e mirante a presentare i movimenti
neopagani — e l’O.T.O. in particolare — come gruppi o sette semicriminali dediti a
quella nebulosa leggenda che viene definita “Satanismo” ci dimostra con quali armi
spuntate si battono oggi i difensori dell’ “unica vera fede”.
Il sociologo Ernst Troeltsch ha tracciato un interessante paradigma per la
classificazione dei gruppi religiosi contemporanei. Secondo Troeltsch la definizione
di “chiesa” può attribuirsi a un’aggregazione religiosa che accetta la struttura sociale
e la cultura secolare nelle quali si trova e tende a integrarvisi, mentre il modello di
“setta” va inteso come gruppo filosofico o religioso che invece ne rifiuta gran parte.
In base a questi criteri la definizione di setta, che spesso i mass media e gli stessi
sociologi attribuiscono a qualsiasi formazione religiosa o filosofica semplicemente
perché minoritaria, sarebbe più correttamente attribuibile alle vecchie chiese
istituzionali e alla Chiesa Cattolica Romana in particolare, che è ormai costretta dal
peso della sua stessa tradizione a ghettizzarsi in un globale rifiuto di quelli che sono i
principali valori del nostro tempo, quali il relativisimo etico e l’assoluta libertà
sessuale e intellettuale. Valori che, come si è dimostrato, trovano invece largo
consenso e motivo di amplificazione nell’ambito di una visione magica del mondo,
dalla quale in qualche modo e più o meno consapevolmente derivano.
Così man mano che le chiese divengono “sette” le antiche sette eretiche reincarnate
nel tempo presente divengono Ekklesia, Tempio e Culto di una Nuova Dimensione
dello Spirito e della Carne.
Il noto studioso cattolico italiano di sociologia del sacro Massimo Introvigne,
dirigente nazionale di Alleanza Cattolica e direttore del C.E.S.N.U.R., Centro Studi
sulle Nuove Religioni, nella sua dotta opera Il ritorno dello Gnosticismo riporta nelle
conclusioni la vivissima preoccupazione “pastorale” delle autorità ecclesiastiche per
il massiccio dilagare internazionale del nuovo pensiero magico. Si afferma infatti, da
parte di tali autorità, che  “la riesumazione della vecchia gnosi è un rischio
mortale che potrebbe portare alla distruzione del Cristianesimo” e che “il clima
di festa per la liberazione dal comunismo non può far dimenticare il sorgere di
questo nuovo insidioso avversario” (Varese, SugarCo, c1993, p.229).
Ma si rassicurino i trepidi esponenti della religione del Golgota, poiché la grande
Tradizione gnostica e massonica della tolleranza non si è mai spenta nei cuori degli
eredi di Caino, nonostante due millenni di indicibile tirannia e persecuzioni subite.

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L’abbraccio del Nuovo Tempo è per tutti e la libertà della Gnosi è libertà “inclusiva”,
non “esclusiva”. Ogni umano è Dio o Dea. Ogni umano ha diritto alla costruzione del
proprio Cosmo Virtuale. Nell’Età che si avvicina potrà restare spazio per ogni sogno
e quindi anche per ogni follia e nessuno avrà interesse a perseguitare una piccola
minoranza di casti nostalgici dediti all’adorazione di un rabbino, di storicità più che
incerta, che il mito vuole giustiziato all’epoca di Tiberio Cesare.

Dal canto nostro invece, mentre il tempo corre veloce verso un futuro il cui fascino è
difficilmente immaginabile, ci piace ricordare le parole che Aleister Crowley lasciò in
eredità ai suoi successori:

“non avrà mai una fine ciò che ebbe inizio.


Tutte le cose durano, che sono.
Fai ciò che vuoi, perché tutti gli uomini,
perché tutte le donne sono stelle.
Pan non è morto; Pan vive tuttora!
Abbattete le sbarre!
Contempla entro di te, non già nei cieli.
Ecco, una Stella in vista!”

Bologna, 21/12/1996 E.V.


Solstizio d’Inverno, sotto gli auspici di YULE.

Roberto Negrini
FRATERTAU MOLOCH
Sovr Gran Maestro della Filiazione
Franco-Haitiana e Italica dell’O.T.O.

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