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AT
ANALISI TRANSAZIONALE

Massimo Carrozza
Antonio Quaglietta
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Indice:

• Introduzione
• 1 GLI STATI DELL’IO
• 2 Lo Stato IO GENITORE
• 3 Lo stato dell’IO Bambino
• 4 Lo Stato dell’IO Adulto
• 5 Contatta e riconosci il GAB
• 6 Il Triangolo drammatico
• 7 La posizione esistenziale
• 8 Le Carezze
• 9 Transazioni AT in azione
• 10 Struttura linguistica dei messaggi dei tre stati
• 11 Strutturazione del tempo
• 12 I giochi
• 13 Parole d’ordine
• Bibbliografia

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Introduzione

L’AT, Analisi Transazionale, è un metodo che partendo dallo studio delle transazioni umane, ossia
dei rapporti di scambio tra gli uomini, offre alcuni strumenti pratici per risolvere i problemi di
comunicazione che l’individuo sperimenta nelle relazioni interpersonali, con il partner, figli, amici,
al lavoro e nelle più diverse circostanze.

Come suggerisce il nome dell’approccio, esso pone l’accento sulla natura degli scambi (transazioni)
di comunicazione tra le persone. Berne ebbe l’intuizione che la qualità di queste transazioni
comunicative interpersonali fossero governate da elementi più profondi della personalità che in
qualche modo affiorano attraverso la relazione con altri individui.

Tra questi elementi individuò gli “stati dell’Io” (l’Io è il nucleo della nostra identità psicologica e in
quanto tale ci permette di autoriconoscerci e quindi di farci riconoscere dagli altri).

Questi “stati” sono parti, tra loro coerenti, dell’Io, inteso come un insieme più complesso.

Gli stati dell’Io sono tra loro relativamente autonomi e non sempre bene integrati.

Genitore, Adulto, Bambino (GAB)

rappresentano i tre Stati dell’Io che dialetticamente articolano le nostre emozioni, azioni, relazioni,
e soprattutto i tipi di transazione comunicazionale.

Berne ha studiato ed approfondito in questa ottica quelli che chiama “giochi psicologici” e “copioni
di vita”.

“Copione” sta proprio a sottolineare la tendenza inconsapevole dell’individuo a vivere le sue


esperienze mantenendo una sorta di traiettoria obbligata, come se le sue scelte potessero esprimersi
unicamente lungo binari limitanti il cui scopo risulta difensivo per l’integrità che l’individuo ha
costruito, ma limitante rispetto alla possibile scoperta di nuove modalità, attitudini, modalità di
relazione più soddisfacenti e appaganti.
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Integriamo i nostri percorsi formativi, in particolare il Master in Comunicazione Integrale, con


alcuni concetti di AT (Stati dell’IO, Transazioni, triangolo drammatico, copioni) per potenziare il
raggiungimento dei nostri obiettivi comunicativi.

Ed ora… un testo, teorico e pratico, per addentrarci nel mondo dell’Analisi Transazionale.

Buona lettura e sperimentazione.

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1 GLI STATI DELL’IO

Immaginiamo per un momento un uomo che litiga con sua moglie, gli rimprovera ad alta voce di
non essere sincera, pensate per un attimo al suo viso, ai muscoli contratti della mascella, agli occhi
fissi e la fronte corrugata, la voce stridula e secca, il corpo rigido, teso e protratto in avanti, il dito
che punta verso il viso della compagna… ad un certo punto… straack… un forte rumore per la
strada di gomme che grattano sull’asfalto e all’improvviso il lamento di un bambino…
improvvisamente pensate a quello che succede all’uomo, l’espressione di rabbia che prima
probabilmente esprimeva la sua fisiologia si trasforma immediatamente in qualcosaltro, il
comportamento non verbale cambia, pensate alla tensione muscolare, la postura, il dito puntato, il
tono di voce, pensate poi se… dopo essersi assicurato che non fosse successo nulla, il telefonino
squilla… un amico gli chiede come stà! Pensate ancora una volta a come cambia postura, tensione
muscolare, voce…
Questa persona in qualche minuto ha cambiato stato rispetto ad eventi interni/esterni, secondo la
teoria strutturale di analisi transazionale la persona e passata attraverso gli stati dell’IO .
Berne che ha codificato l’AT definisce stato dell’IO come “un sistema di sentimenti ed esperienze,
direttamente correlate con un corrispondente sistema di comportamento”. In linguaggio PNL uno
stato dell’IO è l’insieme delle rappresentazioni correlate a particolari fisiologie.
Secondo Berne “il cervello funziona come un registratore a nastro che conserva esperienze
complete in sequenze ordinate in una forma riconoscibile –gli stati dell’IO- Gli stati dell’IO
rappresentano il modo naturale con cui le esperienze vengono vissute e registrate nella loro
totalità.“

Le esperienze di una persona vengono registrate nel suo cervello, tutto quello che la persona ha
sperimentato nell’infanzia e incorporato nell’infanzia, tutte le percezioni, le emozioni e i sentimenti
vengono immagazzinati come in un videotape e riprodotte.
Gli stati dell’IO individuati da Berne sono: Genitore, Adulto, Bambino.

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Stati dell’IO

Genitore

Adulto

Bambino

Lo stato dell’IO Genitore contiene gli atteggiamenti ed i comportamenti introiettati da bambino da


fonti esterne, principalmente dai genitori. Quando una persona è nello stato dell’IO Genitoriale
spesso parla e si parla, utilizza il corpo pensa e prova emozioni… si comporta in modo giudicante,
criticante, protettivo con pregiudizio. Così come i nostri genitori hanno fatto con noi. Internamente
la persona vive questo stato come messaggi che influenzano il bambino che è in noi.

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Lo stato dell’IO Adulto è orientato alla realtà attuale, alla raccolta delle informazioni è lo stato in
cui la persona analizza i fatti e le informazioni che vive e sperimenta investigando cause, effetti e
stimando eventi futuri.
E’ lo stato in cui la persona osserva e sperimenta i fatti, come se fosse in una posizione di
osservazione esterna a sé, ai propri vissuti giudizi, pregiudizi, paure.

Lo stato dell’IO Bambino integra in sé tutte registrazioni delle prime esperienze di vita, tutti gli
atteggiamenti verso sé e gli altri, quando una persona è in questo stato si comporta come se fosse
nell’infanzia.

Ricapitolando, quando si percepisce, pensa, sperimenta, reagisce, ci si comporta come si è visto fare
dai nostri genitori si è nello stato genitoriale, quando si cerca di essere obiettivi e si analizzano le
cause e gli effetti di azioni nostre o altrui, si è nello stato adulto. In fine quando ci si comporta,
pensa, sperimenta, emoziona come quando eravamo da bambini si è nello bambino.

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2 Lo Stato IO GENITORE

Scrive Lassus: “Tutti gli esseri umani hanno registrato da bambini regole, opinioni, giudizi, sulle
cose e sulle persone senza aver avuto la possibilità di analizzare l’esattezza di tali norme.
Ha anche registrato modi di utilizzare la voce, il corpo, la respirazione, la postura, lo sguardo per
dominare, criticare, giudicare, sminuire. Ma anche modelli di comportamento per proteggere e
aiutare, incoraggiare etc”.

Una persona è nello stato del Genitore quando il suo comportamento riproduce quello che ha visto,
percepito, osservato nei propri genitori e/o in persone influenti come il principale un uomo di
successo da imitare.

G
Genitore normativo Genitore benevolo
Detta, dirige, Aiuta, incoraggia, si
comanda, impone congratula,
principi, sminuisce, apprezza, si prende
aggredisce cura, è iperprotettivo

Genitore Normativo
Contiene regole, norme, valori, pregiudizi, modelli di comportamento autoritari sugli altri.
Genitore Benevolo
Contiene modelli di comportamento protettivi, rassicurativi, incoraggianti, permissivi e/o
iperprotezione.

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Esempi di comportamenti di genitore normativo

• Due persone sbattono i pugni sul tavolo per affermare sé stessi


• Due amici sparlano di altri
• Dicono, bisogna fare…, devi fare…, è fondamentale che...
• Sentenziano questo va bene, questo va male
• Questo è giusto, questo è sbagliato
• Questo è colpa, questo no
• Sollevano l’indice e giudicano pesantemente

Esempi di pregiudizio di genitore normativo


• I giovani
• Gli anziani
• Tutti
• Un giovane non può piangere
• Non ci si può vestire in quel modo
• Tutti sanno come si deve fare
• Ci si comporta in quel modo
• L’unico modo per essere belli è…

Esempi di comportamenti di genitore normativo


• Prendono tra le braccia un bambino che vedono per strada caduto dalla bicicletta
• Si congratulano
• Tranquillizzano
• Consolano
• Proteggono

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3 Lo stato dell’IO Bambino (Lassus, AT)

E’ lo stato dell’IO nel quale si manifestano, bisogni, desideri,, sia che vengono espressi
spontaneamente, liberamente, che adattati ai bisogni degli altri.

B
Bambino adattato Bambino libero
Si adatta ai bisogni Esprime
degli altri, prende spontaneamente i
posizione contraria o bisogni, emozioni
polarità sentimenti, crea

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Esempi di comportamento di Bambino Libero

• Dicono mi piace, non mi piace


• Ridono
• Piangono
• Manifestano timori, angosce, paure
• Esprimono piacere, dolore
• Fare l’amore

Il Bambino Adattato
• Rispetta quello che gli atri dicono
• Si mette da parte

Il bambino adattato può diventare vittima:


• Non sono portato per…
• Non ce la faccio…

Il bambino adattato può diventare vittima:


• Trasgredisce regolamenti
• Si veste, ascolta musica, arreda la stanza, etc contro gli altri
• Si ribella

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4 Lo Stato dell’IO Adulto (Lassus, AT)

Lo Stato dell’IO Adulto permette l’integrazione tra desideri, bisogni del Bambino e i valori del
Genitore.
Un eccesso dell’Adulto farebbe assomigliare una persona ad un robot.

A
Adulto
Analizza, controlla,
valuta, informa,
domanda

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5 Contatta e riconosci il GAB


Esercizio

Contatta e riconosci il GENITORE


Pensa a qualcosa che normalmente fai che assomiglia ad un comportamento dei tuoi genitori e che
ripeti con il partner, con gli amici, con i figli. Pensa a quando giudichi, critichi, rimproveri….

Pensa e scrivi almeno tre:

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________________________________________________________________________________
_______________________
Pensa ad un messaggio che ti davano i tuoi genitori e che ti dici internamente, con la loro voce, con
la tua o con quella di qualcun altro, ed al quale ancora obbedisci o ti opponi
Pensa e scrivi almeno tre:

________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
_______________________
Contatta e riconosci l’ADULTO

Pensa a quando hai analizzato i fatti e ti sei sentito obiettivo e a quando anche in situazioni di stress
hai pensato e reagito con razionalità.
Pensa e scrivi almeno tre:

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Contatta e riconosci il BAMBINO

Pensa a quello che ti divertiva da bambino, che ti appassionava e pensa a come lo facevi e come
tutto questo lo fa ancora.

Pensa e scrivi almeno tre:

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________________________________________________________________________________
_______________________
Pensa a come ti comportavi coi i tuoi genitori quando eri bambino, a come reagivi quando loro
erano benevoli o giudicanti con te, e a come li manipolavi e pensa come questo continui a farlo ora
che sei grande.

Pensa e scrivi almeno tre:

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Esercizio
Contatta e riconosci il GAB nelle situazioni di vita

Entrando dentro sé stessi e poi confrontandosi in gruppo:

Se cammini in una strada buia da solo, e senti dei rumori di passi che vengono da dietro di te, cosa
pensi, sperimenti fai, reagisci…. Come ti saresti comportato da bambino?, cosa fai ancora oggi?,
cosa avrebbero fatto i tuoi genitori in quella situazione?, in cosa assomiglierebbe il tuo
comportamento e la tua reazione?

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_______________________

Entrando dentro sé stessi e poi confrontandosi in gruppo:

Se sei con il tuo partner, e lui arriva in ritardo cosa pensi? Come reagisci? Cosa gli dici? In cosa
questo comportamento assomiglia a quello che avrebbero assunto i tuoi genitori o uno dei due.
E se fossi arrivato tu in ritardo? E fossi stato rimproverato, come ti saresti sentito? Casa avresti
pensato, cosa avresti fatti? In cosa questo assomiglia a quello che facevi da bambino in situazioni
simili o a quello che i tuoi genitori pensavano e/o facevano.

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Esercizio Genitore Normativo/benevolo


Obiettivo:
regredire attraverso la propria linea del tempo, nel proprio passato e ricontattare i messaggi
genitoriali, normativi e benevoli e ascoltarli e viverli “come sé” avessi quell’età nella quale li ho
ascoltati.

In coppie:
Individuare la propria linea del Tempo*

1) Dove rappresenti il presente? Ancora spaziale


2) Dove rappresenti il passato? Ancora spaziale – metti un ancora da quando hai ricordi dei
tuoi genitori
3) Guida: faciliti l’esploratore a ripercorrere il tempo dal passato ad oggi e l’aiuti a
ricordare i messaggi genitoriali normativi rispetto a: vedi pag. seguente 1)
4) Guida: faciliti l’esploratore a ripercorrere il tempo dal passato ad oggi e l’aiuti a
ricordare i messaggi genitoriali benevoli e/o iperprotettivi
5) Suddividere per mamma e papà, c’era accordo?, conflitto?
6) Entra nella posizione genitoriale, e fai quello che facevano loro, postura, tono, voce etc,
quando esprimevano i messaggi normativi e/o benevoli.

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*Linea del tempo

Tutte le persone hanno un particolare modo di rappresentarsi gli eventi nel tempo.
Ricordate ad esempio questa mattina quando vi siete lavati i denti, e chiedetevi questa
rappresentazione, da dove viene, dove si posiziona nello spazio attorno a voi.
Davanti, dietro, lateralmente, a quale distanza?, Ne siete dentro o fuori? Fate poi la stessa cosa per
un ricordo dei due giorni fa, di tre, di un mese, di un anno e così via nel passato. Immaginate poi
quando domani vi laverete i denti, da dove viene il “ricordo del futuro”?
Andate poi ancora avanti nel tempo, e verificate come gli eventi immaginati del futuro
disegneranno una linea.
Sperimentate come tutti questi ricordi, del passato, del presente e del futuro, andranno a costruire
una linea nello spazio e verificate se ne siete dentro o fuori e se vi passa attraverso, se è retta o
curva.
In questa sede non approfondiremo la linea del tempo, la utilizziamo solo per facilitare il recupero
dei ricordi dell’infanzia e della giovinezza in cui si sono costruiti il nostro IO Genitore e Bambino.

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Per le ancore spaziali


Presente utilizza dei fogli di carta e
G costruisci la mappa spazio-
A temporale del tuo
B GENITIORE interiorizzato

Giovinezza

Fissa nelle ancore spaziali il


momento storico e i messaggi
che hai ricevuto, da quale Massaggi
genitore, come hai risposto Io Bambino Genitoriali
5 anni Benev.-Norm.

Infanzia

1° ricordo
Metaposizione 2 anni di età Io bambino

Esempio diLinea del


Tempo

Guida all’esercizio precedente

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1 ) entra dentro te stesso e ripensa ai messaggi tipo GENITORE NORMATIVO (si deve, non si
deve, si può non si può, necessita non necessita, si è, non si è, le opinioni, i valori sulla vita, la
società) che ricevevi, come se fossi bambino rispetto a:

Metaprogrammi primari
• Persone (sé, familiari, estranei)
• Tempi (quando, in quali situazioni in particolare, e rispetto al tempo?)
• Oggetti (cose in genere, soldi)
• Luoghi (dove, in quale luogo)
• Informazioni (cosa, dire, fare sapere)

Identificare poi quali messaggi riguardavano:


• Comportamenti (fare, non fare)
• Abilità (sapere, imparare etc)
• Credenze (credere, conoscere, pensare)
• Valori (e’ fondamentale che, non si può rinunciare a…)
• Identità (essere, non essere)

Sé (corpo - fisicità, sessualità, abbigliamento, postura, cura, immagine)


Luoghi (a casa, a casa di altri, scuola, etc)
Da soli:
entra dentro te stesso e ripensa ai messaggi tipo GENITORE BENEVOLO (incoraggia, si prende
cura, è iperprotettivo) che quado eri bambino ricevevi rispetto a:

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Metaprogrammi primari
• Persone (sé, familiari, estranei)
• Tempi (quando, in quali situazioni in particolare, e rispetto al tempo?)
• Oggetti (cose in genere, soldi)
• Luoghi (dove, in quale luogo)
• Informazioni (cosa, dire, fare sapere)

Identificare poi quali messaggi riguardavano:


• Comportamenti (fare, non fare)
• Abilità (sapere, imparare etc)
• Credenze (credere, conoscere)
• Valori (e’ fondamentale che, non si può rinunciare a…)
• Identità (essere, non essere)

Sé (corpo - fisicità, sessualità, abbigliamento, postura, cura, immagine)


Luoghi (a casa, a casa di altri, scuola, etc)

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Esercizio bambino

In coppie

1) Guida: facilità l’esploratore a passare per la stessa linea del tempo e ricorda come reagiva ai
messaggi, normativi e benevoli, si adeguava, ribellava, quali strategie utilizzava? (descrivere
dettagliatamente su un foglio)
2) Quali erano i sogni?
3) Cosa avresti voluto dai tuoi genitori?
4) Cosa volevi fare da grande?
5) Lavoro?
6) Studio?
7) Etc.

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6 Il Triangolo drammatico

Dispute, discordie, drammi ed in generale tutte le vicende umane girano tutte intorno ad un asse

dinamico Persecutore-Perseguitato con il successivo intervento di un Salvatore

Berne sottolinea che gli esseri umani passano gran parte del loro tempo adottando i comportamenti
di questi tre ruoli

• Persecutore
• Vittima
• Salvatore

1. Il ruolo del Persecutore è una forma eccessiva del Genitore Normativo


2. Il ruolo di vittima è una forma eccessiva del Bambino Adattato
3. Il ruolo del Salvatore è una forma eccessiva del Genitore Benevolo

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Persecutore

Arena del
Conflitto

Vittima Conflitto Principale Salvatore

Il concetto di triangolo deriva dalla biologia e dalla zoologia, in natura infatti, alcune specie di
animali, nel cerimoniale di accoppiamento, seguono una logica conflittuale, triangolare, che è stata
ripresa per rappresentare anche processi bio-psicologici.

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Nel linguaggio narrativo il triangolo si identifica nel:

Protagonista, di solito la vittima, che però diventa anche eroe/ina

Antagonista, il cattivo-persecutore, che poi sarà punito

Aiutante, mentore, mago, saggio, amico, alleato, il salvatore.

Esercizi:
In quattro, si scrivono i testi, si articola la storia e si recita.

1) Ragazzo di 18 anni fa troppi e difficili compiti, si prende cura di casa, e del fratellino
piccolo, la madre è separata, lavora 13 ore al giorno e vive con i due figli il padre è
lontano. Interviene lo zio
2) Donna, 38 anni, ama suo marito, questi è sempre in ufficio e mai con lei, sessualmente è
insoddisfatta viene solo lui. Interviene l’amante
3) Due soci di un’azienda, alla pari, uno è sempre malato, non fa ormai più nulla e
allontana le responsabilità, ha problemi familiari. Interviene un amico del primo socio.

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7 La posizione esistenziale

Per sviluppare un identità personale ogni persona, a partire dall’infanzia, determina qual è il
significato della sua vita. Alcuni decidono che sono OK, e vivranno bene.
Altri che non sono ok, e che in un modo o nell’altro falliranno.

Questa aspettativa basata sulla decisione di come sarà la loro vita, sarà la loro posizione
esistenziale.
Una persona può sentirsi OK, NON OK rispetto a sé stessa, agli altri, etc.
Tipiche posizioni:
1. IO SONO OK – TU SEI OK
2. IO SONO NON OK – TU SEI OK
3. IO SONO NON OK – TU SEI NON OK
4. IO SONO OK – TU SEI NON OK

Chiediti ora: se una persona per me importante mi chiedesse sei OK o NON OK cosa
risponderei? In quale ambito?

Esercizio:
In coppie:

Riprendi la tua linea del tempo e scopri quando hai deciso di essere non ok ed in che ambito

Ristruttura posizioni NON OK

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In coppie

1) Vai nel passato, riprendi la linea del tempo, ripercorri le ancore spaziali e dove ti sei sentita
non ok, o dove i bisogni di te bambino sono stati frustrati. Ascolta i messaggi genitoriali
nella posizione bambino
2) Vai in meta posizione: individua le risorse che ti servivano per fronteggiare quei messaggi,
che prima non avevi e ora hai
3) Individua le risorse che ora hai e trasportale in quel tempo
4) Entra nella posizione genitoriale e trova l’intenzione positiva di quelle ingiunzioni
5) Individua le risorse che sarebbero servite ai tuoi genitori e che allora non possedevano
6) Vivi la situazione con tutte le risorse, tue e dei tuoi genitori e se desideri fai pace
7) Arriva ad oggi

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8 Le Carezze

Uno degli aspetti più terribili del genitore normativo è che stabilisce una serie di regole che
controllano il dare e ricevere carezze.
L’effetto di queste regole è che gli esseri umani apprendono delle regole per dare e ricevere carezze.
Le carezze positive: ti voglio bene, ti sento, danno a chi le riceve la sensazione di essere ok
Le carezze negative, che sono date sotto forma di umiliazioni, schiaffi, sarcasmi fanno sentire la
persona che li riceve non ok.

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9 Transazioni AT in azione

In analisi transazionale si definisce transazione quando all’emissione di un comportamento,


messaggio verbale e non verbale, un'altra persona reagisce con una risposta.
Per individuare da quale stato dell’io deriva bisogna prestare attenzione alla qualità del messaggio e
dalla congruenza verbale e non verbale: critica, giudizio, pregiudizio, aspettative ed anche
protezione, attenzione fanno parte dello stato dell’IO Genitore. Un messaggio informativo e logico
lo stato Adulto

Transazione complementare:
Da uno specifico stato dell’IO parte l’emissione del messaggio verso uno specifico stato dell’IO
dell’altro e si ottiene una risposta da quello specifico stato.

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Le transazioni possono essere quindi genitore-genitore, adulto-adulto, bambino-bambino.

G Non fai mai G


nulla a casa

A A

B E chi se ne B
importa

Che ore sono?


G G

A A

B B

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Transazioni incrociate

Si ha una transazione incrociata quando ad uno stimolo comunicativo segue una risposta inattesa.
Quando cioè viene attivato uno stato dell’IO non appropriato e le linee di transazione tra le persone
si incrociano.

G Mi aiuti G

A A

B B
Io sto
peggio di te

Uomo Donna

Sono le 5 vado a casa


G G

A A

B B
Hai sempre fretta di
andartene

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Domani sera vado a cena


G fuori G

A A

B B
Non vuoi mai cenare
con me

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Transazioni ulteriori o mascherate

E’ il caso del doppio messaggio, l’emittente fa partire il messaggio da due stati


diversi contemporaneamente. Quello che arriva è un messaggio poco chiaro.

Domani sera vieni su da


G me? Discutiamo di lavoro G

A A

B B
Ti desidero

Non mi va!!!
Incongruenza
Livelli comun.

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Le transazioni mascherate sono la base per i giochi psicologici:

A Ieri ho chiamato la mia


G ex e non l’ho trovata per G
gli auguri

A A
B Mi dispiace forse
è partita

B B

A Sbaglio a sentirla, B Ti sta


puniscimi bene
Incongruenza
Livelli comun.

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10 STRUTTURA LINGUISTICA DEI MESSAGGI DEI TRE


STATI:
Sia i messaggi Genitoriali che Bambino contengono le violazioni metamodello:

INDICE REFERENZIALE: manca il soggetto della frase


BAMBINO
Es.: “Gli altri non mi capiscono”
“Nessuno mi ascolta quando parlo”
“La gente è cattiva”
GENITORE
Es.: “I ragazzi sono tutti immaturi””
“I neri sono inferiori”

VERBI ASPECIFICI: la specificità è data dalla natura del verbo stesso, e/o dalla quantità di
informazioni contenute nella frase
GENITORE
Es.: “Dobbiamo professionalizzarci”
“Vorrei che mi toccassi”

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Altri esempi di messaggi Genitoriali e Bambini

• 1a classe: il reale confrontato con cosa


COMPARATIVI E SUPERLATIVI Es.: “Quella è molto meglio
“Lui e senz’altro il migliore”

• 2a classe: falsi avverbi


CHIARAMENTE, OVVIAMENTE
Es.: “ed ovviamente è arrivato in ritardo

• 3a classe: operatori modali (possibilità,


necessità)
NON POSSO, DEVO, NON DEVO Es.: “Non posso prendere di cambiarlo!”
“Devo proprio farlo!”
“Non posso fidarmi di nessuno!”
“Non devi più credere alla gente!”

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PRESUPPOSTI

Si ha un presupposto quando nella struttura superficiale non compare esplicitamente una parte;
questa parte mancante deve comunque essere accettata perché la struttura superficiale abbia senso.

Es.: “Non vorrei che Enrico facesse tardi come al solito” (S. sup.)
(Enrico di solito è in ritardo = presupposto)

Es.: “Quando pensi di tornare da quel cliente?


(1. Sei stato da un cliente 2: Dovrai tornarci)

N.B. Solitamente, in caso di domande, la parola chiave è: QUANDO


In questo modo viene esclusa la possibilità contraria, ovvero, il SE
Es.: “Me ne andrei di casa ma mio padre è malato”

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CAUSA ED EFFETTO

Si ha un causa-effetto quando una frase implica che una persona o un avvenimento possano
necessariamente causare uno stato d’animo o una emozione in un’altra persona.

Es.: “Tu mi fai impazzire”


Es.: “Facendo così mi provochi un dolore”

N.B. La parte mancante ci parlerebbe dei motivi che causano la reazione


Es.: (L’interpretazione che do al tuo comportamento) mi fa impazzire

In altre parole il causa-effetto è dentro di noi e fa parte della struttura profonda.

MA...
Il ma indica un rapporto causa-effetto.
Bambino
Es.: “Vorrei lasciare l’università ma i miei ci tengono troppo”
Es.: “Me ne andrei di casa ma mio padre è malato”

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LA PERFORMATIVA PERDUTA

Questa deformazione presenta dei caratteri di generalizzazione e di cancellazione, si ha infatti


quando viene enunciato un assoluto (giudizio generalizzato) senza tra l’altro fornire la fonte
dell’opinione (chi lo dice…..).

Genitore
Es.: “E’ sbagliato sposarsi più volte” (Ritengo che sia….)
Es.: “E’ giusto dire sempre quello che si pensa” (Ritengo che sia….)

EQUIVALENZA COMPLESSA

Questa deformazione rappresenta forse la parte più profonda e di cui di si è meno consapevoli della
mappa (struttura profonda). Si ha quando si presuppone che un comportamento abbia un particolare
significato”. Es.: “Se mi rimproveri (allora significa che) non mi stimi”. In pratica abbiamo la
struttura X=Y . Es.: “Solo i maleducati dicono sempre ciò che pensano”.

Esercizio sulle transazioni:

in triadi:
1) Comunica utilizzando il tuo genitore normativo al bambino
2) Comunica utilizzando il tuo bambino al genitore normativo

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L’altro:
risponde in modo complementare.

Comunicare con tutti gli stati dell’IO Genitore-Adulto-Bambino


1) Bambino-bambino
2) Adulto-Adulo
3) Genitore-Genitore

Poi Incrociare

1) Sperimentare la comunicazione ambigua o sociale

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11 STRUTTURAZIONE DEL TEMPO


(Lassus, AT)

1) ISOLAMENTO: nell’isolamento la persona gestisce il proprio tempo


isolandosi dal mondo, ricercando proprio l’assenza di transazioni con gli altri.
2) I RITUALI: per rituali Berne intende un primo elemento di scambio di
transazioni; buongiorno come va? Bene. I rituali sono, “Manovre di
approccio” apprese per entrare in contatto con gli altri in modo prudente.
3) I PASSATEMPI: Bel tempo, a si fa anche molto caldo, non è come l’anno
scorso, erano anno che non era così. I passatempi sono dei rituali più
approfonditi.
4) LE ATTIVITA’: concerne tutte le attività in cui gli esseri umani possono
partecipare insieme. Preparare la cena, lavare i piatti, lavorare.
5) LA PROSSIMITA’: nell’intimità le persone si scambiano carezze e
transazioni Bambino libero, Bambino libero.
6) I GIOCHI PSICOLOGICI: Un gioco psicologico è una serie di transazioni in
cui i protagonisti “s’insediano” inconsciamente nei tre ruoli Persecutore,
Vittima, Perseguitato. Il tipo di scambio è quello delle transazioni su due
livelli. Quello di superficie, socialmente accettato, ed una più profonda, a
livello psicologico.

Es. mi sento sempre male, ho male alla testa e non so che fare, sono disperato.
Gli amici gli rispondono di andare a farsi un esame specifico, lui risponde…
Si avete ragione, ma in questo momento non ho tempo.
Dopo poco ricomincia a lamentarsi e gli amici gli ripropongono la medesima
soluzione.
… lui insiste sul si…ma.

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12 I GIOCHI:

Il mio è migliore del tuo

Questo gioco prevede la situazione IO SONO OK; TU NO

Non è terribile

In questo gioco i giocatori sono nella posizione di vittima, o di genitore normativo.


Non è terribile che i giovani non lasciano più il posto agli anziani?

Prendetemi a calci o beccatemi

Una persona comincia ad esagerare i propri comportamenti affinché gli altri non lo
cacciano.
Si esaspera la posizione di vittima ed attiva i persecutori o genitori normativi.

Ti ho beccato figlio di puttana

Chi gioca a questo gioco cerca le ingiustizie per potersene lamentare.

Un poliziotto della stradale che fermando una macchina cerca fino a che non ha
trovato un’infrazione.

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Guarda che mi hai fatto fare

L’esempio è quello della mamma che cerca di aiutare il proprio figlio a vestirsi la
mattina prima di andare a scuola.
Gli gira intorno finché il figlio non si innervosisce.
La mamma gli rovescia inavvertitamente un bicchiere di acqua a dosso e gli urla,
guarda cosa mi hai fatto fare.

Senza Te

Gioco coniugale, per te ho sacrificato, rinunciato, etc.

Burrasca

Due persone litigano in continuazione, giocando vicendevolmente i ruoli di


persecutore e vittima.
Questo è un gioco per non affrontare i problemi reali sostiene Berne.

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13 PAROLE D’ORDINE

Le parole d’ordine che plasmano la nostra vita

Ci sono alcuni messaggi trasmessi dallo stato genitoriale dei nostri genitori tesi a
modellare il nostro bambino adattato e che permangono impressi come tracce
indelebile nel nostro stato genitore.

Immergetevi ora in una situazione estremamente tesa e… pensate alle vostre voci
interne in quel momento… “Cosa vi dite per trarvi d’impaccio???”
Sii perfetto…, o sii amabile…, o provaci di più…, o sii forte…, o infine… sbrigati.

Il messaggio che normalmente ci diamo in situazioni di “tensione” è quello che i


nostri genitori ci hanno impresso fin da piccoli in termini di norma assoluta. In età
adulta questo è diventato un messaggio di cui non siamo più consapevoli ma al quale
reagiamo con estrema procione come un riflesso condizionato.

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In dettaglio passeremo in rassegna le parole chiave sopraesposte.

1. Sii Perfetto: il significato è quello di non lasciare nulla di intentato, tutto va


fatto alla perfezione, tutto deve essere preso in considerazione e previsto. La
persona che vive sotto questo comando si comporta cercando di fare tutto alla
perfezione, iper-controlla tutto quello che succede ed è iper esigente nei
confronti degli altri. La credenza di base è quella che un essere umano possa
fare tutto alla perfezione.
2. Sii Forte: il significato è quello di diffidare di tutto e tutti. Il comportamento è
quello di una persona che non mostra sentimenti e pensieri. La cosa
importante è far credere che si è forti.
3. Provaci di più: la cosa più importante è dimostrare che ci si prova con forza e
accanimento. Chi ha le spalle grosse per portare i… pesi della vita e stomaco
di ferro per ingoiare tutto, alla fine riuscirà nel suo obiettivo.
4. Sii Amabile: la cosa più importante è stare bene con gli altri e mostrarsi
amabile. La persona che è sotto questo comando agisce per soddisfare gli altri
anche se nel far ciò va contro sé stesa. La credenza di base è che si possa
amare e farsi piacere tutti e si possa essere amati da tutti.
5. Sbrigati: La cosa più importante è andare di fretta, il comportamento è quello
di una persone che corre, si agita, cammina in continuazione, alterna periodi di
stanchezza a periodi di estrema attività. La credenza di base è che tutto si fa
solo di corsa.

Queste parole d’ordine rappresentano delle vere e proprie spinte motivazionali che
ci vengono in aiuto nei momenti di forte difficoltà. Tutte le spinte sono presenti in
noi, ma in percentuale differente. In un individuo almeno una di queste si staglia
rispetto alle altre e diventa predominante. Quando la spinta è in attività anche in
situazioni non di stress, questo crea nei soggetti un grande stato di sofferenza.

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Bibliografia

Analisi Transazionale

Io sono ok, tu sei ok


Harris Thomas A. — ed. Rizzoli

A che gioco giochiamo?


Berne Eric — ed. Bompiani

Ciao... E poi?
Berne Eric — ed. Bompiani

Nati per vincere,


James Muriel — Roma, ed. Paoline, 1980

Analisi Transazionale
Lassus

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