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MIGRAZIONI E LAVORO

AGRICOLO IN ITALIA:
LE RAGIONI DI UNA RELAZIONE
PROBLEMATICA
© 2018 Open Society Foundations

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attribuita a Open Society Foundations e per uso non commerciale, per fini educativi o di politiche
pubbliche. Le foto non possono essere utilizzate separatamente dalla pubblicazione.

Autori: Alessandra Corrado


con il contributo di Francesco Saverio Caruso; Martina Lo Cascio;
Michele Nori; Letizia Palumbo; Anna Triandafyllidou

Foto di copertina: © Piet den Blanken/Hollandse Hoogte/Redux

opensocietyfoundations.org
Migrazioni e lavoro agricolo in italia: le ragioni di una relazione problematica Dicembre 2018

CONTENTS
2 INTRODUZIONE

4 METODOLOGIA E OBIETTIVI

5 LE RAGIONI DELLA DOMANDA DI LAVORO IRREGOLARE E IN CONDIZIONI


DI SFRUTTAMENTO NELL’AGRICOLTURA DEL SUD ITALIA
5 A. Trend storici e modelli di impiego dei migranti nella produzione
agroalimentare
10 B. Filiere e catena del valore
12 C. Criminalità organizzata e corruzione
13 D. Pratiche di reclutamento e caporalato

15 L’IMPATTO DELLE POLITICHE EUROPEE E ITALIANE


15 Le politiche europee
15 a. Migrazione e asilo
15 b. Lavoro stagionale
16 c. M
 obilità della manodopera all’interno dell’UE
17 d. T
 ratta di esseri umani e sfruttamento
18 e. Politica Agricola Comune (PAC)
19 Le politiche italiane
19 a. Migrazione e asilo
20 b. Sfruttamento e tratta di esseri umani

24 IL CONTESTO DELL’EUROPA MERIDIONALE: SFIDE COMUNI


IN GRECIA E SPAGNA

29 LE BUONE PRATICHE CONTRO LO SFRUTTAMENTO DEL LAVORO

32 OSSERVAZIONI CONCLUSIVE
35 Bibliografia

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Migrazioni e lavoro agricolo in italia: le ragioni di una relazione problematica Dicembre 2018

INTRODUZIONE

Nel settembre 2017, la Comunicazione della Tramite una distribuzione sempre più iniqua di
Commissione al Parlamento europeo sulla revisione rischi, costi e profitti lungo tutta la filiera, l’industria
intermedia dell’Agenda europea sulla migrazione alimentare e i rivenditori sfruttano la loro posizione
ha definito il “lavoro non dichiarato” in settori oligopolistica di negoziazione sul mercato per
specifici dell’economia di vari Stati membri come un imporre prezzi e condizioni agli agricoltori, che
“fattore di richiamo” per l’immigrazione irregolare vivono una drammatica situazione di difficoltà
nell’Unione Europea (UE). Questo studio si propone economica dagli anni ’70. Tutti questi cambiamenti
di analizzare i fattori alla base della profonda sono avvenuti nel contesto della Politica Agricola
ristrutturazione del mondo agricolo nel Sud Italia, Comune (PAC), periodicamente riformata per
per dimostrare come le dinamiche in corso siano incentivare la produttività tramite un’agricoltura
anche il risultato di strategie politiche specifiche. moderna e orientata al mercato. Questo processo
ha contribuito ad accentuare le disuguaglianze e
Inoltre, lo studio punta ad approfondire il contesto le polarizzazioni preesistenti nell’UE, innescando
più ampio in cui vengono violati i diritti delle trasformazioni culturali e territoriali delle aree rurali
lavoratrici e dei lavoratori migranti, cercando di tramite differenziazioni socioeconomiche.
leggere oltre gli abusi subiti da questi nell’Italia
meridionale – ampiamente documentati nell’ultimo Questo è il quadro che ha portato alla
decennio dai mezzi di informazione e dalle riconfigurazione della manodopera agricola nel suo
organizzazioni della società civile – e le misure passaggio da forza lavoro di tipo familiare a forza
decisamente insufficienti adottate dall’UE e dagli lavoro salariata ed esternalizzata e, in seguito, da
Stati membri per contrastare lo sfruttamento. una forza lavoro locale a straniera, con una crescente
L’obiettivo è analizzare le molteplici pressioni sul presenza di migranti nelle attività agricole. In un
sistema agricolo derivanti dalla ristrutturazione delle contesto di progressivo esodo dalle campagne, la
catene agroalimentari e i fattori che inducono le percentuale relativa di migranti nell’agricoltura
aziende agricole a ricorrere ai lavoratori migranti in dell’UE è aumentata rapidamente. È dimostrato che
modo irregolare, approfittando della loro condizione le aree rurali rappresentano un contesto favorevole
di vulnerabilità. per i nuovi arrivati, in quanto forniscono loro un
accesso più facile ai mezzi di sostentamento primari
La ristrutturazione del settore agricolo negli e opportunità di occupazione. Inoltre, le aree rurali
ultimi tre decenni è stata dettata principalmente offrono un grado di invisibilità e informalità che
dall’incorporazione delle aziende in sistemi di consente di accomodare i migranti aventi vari tipi di
produzione ad alta intensità di capitale e dominati status legale e allo stesso tempo spianando la strada a
dalla crescente competitività delle catene pratiche irregolari e situazioni di grave sfruttamento.
agroalimentari nel contesto della globalizzazione
neoliberale. Questo processo è stato plasmato da L’agricoltura è il settore maggiormente interessato
reti sempre più gerarchizzate, con una crescente dalla piaga del lavoro informale o non dichiarato e
rilevanza delle grandi imprese, un’elevata volatilità da gravi forme di sfruttamento dei lavoratori in tutta
dei prezzi e una riduzione dei ricavi per i produttori. Europa (OCSE 2012). La domanda di manodopera

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Migrazioni e lavoro agricolo in italia: le ragioni di una relazione problematica Dicembre 2018

a basso costo è particolarmente elevata nei paesi trasformazione, oppure alla grande distribuzione
del Mediterraneo, data la natura temporanea e e a lunghe distanze. Inoltre, nel settore agricolo
precaria del lavoro agricolo che impone ai lavoratori più che nell’economia in generale, il mercato del
di spostarsi da una regione all’altra in funzione delle lavoro nell’Italia meridionale è caratterizzato da
esigenze di produzione stagionali di frutta e verdura. un’accentuata informalità nei rapporti contrattuali.
Il diniego sistematico dei diritti delle lavoratrici e
dei lavoratori migranti – in particolare provenienti La condizione di vulnerabilità legale e sociale
da Europa Orientale, Africa e Asia – caratterizza dei lavoratori si traduce in numerose forme di
la maggior parte della produzione ortofrutticola violazione dei diritti umani. I tragici decessi di 16
stagionale nella regione mediterranea dell’UE lavoratori agricoli in due incidenti stradali durante
(Gertel e Sippel 2014; Corrado et al. 2016; Nori 2017). il trasferimento verso i campi di pomodori in
In questo scenario, le condizioni lavorative in Italia Puglia nell’agosto 2018 sono solamente gli ultimi
sono particolarmente preoccupanti. eventi violenti che hanno interessato i rapporti
di produzione nell’agricoltura italiana. Spesso i
Tuttavia, non si tratta solamente di una questione di lavoratori agricoli lavorano per 10-12 ore al giorno,
rilievo nazionale: i pomodori, le arance, le fragole, sono esposti a pesticidi tossici e devono resistere
l’uva, i meloni, le angurie e gli altri generi alimentari al caldo estivo e al freddo invernale per una paga
prodotti nell’Italia meridionale sono infatti destinati considerevolmente inferiore al minimo salariale
agli scaffali dei supermercati di tutta Europa. I stabilito per legge. La maggior parte di essi vive
principali mercati di esportazione di questi prodotti in condizioni malsane e di degrado, in baracche
sono Germania, Austria, Svizzera, Francia, Svezia e isolate, tuguri fatiscenti, tendopoli sprovviste
Regno Unito (Oxfam 2018). di riscaldamento, in sobborghi urbani a diversi
chilometri dai campi in cui lavorano. Queste
Sebbene sia difficile accertare il numero esatto di condizioni hanno un forte impatto anche sulla
lavoratori stranieri nell’agricoltura italiana, dai dati possibilità dei lavoratori migranti di integrarsi nelle
ufficiali più recenti risulta che, nel 2015, il 48% circa comunità locali.
della forza lavoro impiegata in agricoltura – quasi
405.000 su un totale di 843.000 lavoratori – era Un sistema di intermediazione illegale definito
rappresentato da stranieri (CREA 2017). genericamente caporalato contribuisce ad accentuare
ulteriormente lo sfruttamento delle lavoratrici e
Inoltre, secondo i dati del 2015, quasi 430.000 dei lavoratori agricoli. Il caporalato prospera alla
lavoratori del settore (cioè più del 50%) erano luce di diversi fattori, quali: la domanda elevata
impiegati senza un contratto ufficiale; l’80% di essi, di manodopera a breve termine ed estremamente
cioè 344.000, era rappresentato da stranieri, mentre flessibile, l’agricoltura indiretta, attraverso
quasi 100.000 erano a forte rischio di sfruttamento. l’esternalizzazione della manodopera, il subappalto
Quasi la metà (il 42%) dei lavoratori agricoli e l’affitto di terreni e macchinari, luoghi di lavoro
irregolari era costituita da donne, generalmente molto isolati (in aree rurali remote) o condizioni
sovrarappresentate nel lavoro non retribuito e di lavoro estremamente dure come nelle serre,
stagionale (OPR 2018). l’incapacità da parte delle associazioni di categoria
di tutelare efficacemente gli interessi dei produttori
Il caso del Sud Italia è emblematico sia a causa locali, la presenza di organizzazioni criminali e
dell’agricoltura storicamente stagionale e l’inadeguatezza dei servizi pubblici di collocamento
progressivamente specializzata, che di alcune al lavoro (Ismea 2017).
peculiarità socioeconomiche dell’area. In
Calabria, Sicilia, Campania, Puglia e Basilicata le Tuttavia, le forme di intermediazione del lavoro,
produzioni stagionali di frutta e verdura, in serra reclutamento e organizzazione dei lavoratori agricoli
o in pieno campo, sono realizzate principalmente sono estremamente variegate e talvolta stabilite,
da aziende agricole di piccole e medie dimensioni; in forma abusiva, anche dalle cooperative o dalle
i prodotti sono destinati al consumo fresco o alla agenzie di lavoro interinali.

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Migrazioni e lavoro agricolo in italia: le ragioni di una relazione problematica Dicembre 2018

METODOLOGIA E OBIETTIVI

Questo studio si concentra sull’agricoltura del Sud tra cui le politiche in materia di migrazione, diritto
Italia, analizzando le dinamiche e le caratteristiche di asilo e di mobilità della manodopera, e la Politica
delle filiere agroalimentari (in particolare di Agricola Comune (PAC) dell’UE. Vengono inoltre
frutta e verdura) in cui i migranti sono impiegati presi in considerazione altri fattori specifici quali
principalmente in condizioni di sfruttamento e il loro i sistemi di reclutamento in Italia e dall’estero e il
lavoro assume rilievo sia per il mercato interno che ruolo della criminalità organizzata.
per quello europeo. Lo studio si basa su un lavoro di
ricerca sul campo e su interviste con alcuni testimoni Il caso dell’Italia meridionale è contestualizzato
privilegiati. attraverso alcuni riferimenti comparativi a dinamiche
simili sia nell’Italia centrale e settentrionale che
Lo studio intende contribuire a orientare il dibattito in Grecia e Spagna. L’ultimo capitolo del rapporto
sulle politiche europee in materia di migrazione è dedicato all’analisi di alcune buone pratiche del
secondo un approccio olistico, concentrandosi sui settore privato volte a garantire condizioni di lavoro
fattori che alimentano in Italia la domanda di lavoro dignitose per le lavoratrici e i lavoratori agricoli.
irregolare migrante, piuttosto che sull’offerta. Esso In particolare, vengono illustrate alcune iniziative
inoltre vuole contribuire ad ampliare gli sforzi in intraprese da organizzazioni e sindacati locali,
atto per cambiare la narrativa dominante sulle e da grandi gruppi o grandi catene di vendita al
migrazioni, sottolineando il ruolo fondamentale dettaglio. Lo studio si conclude con una serie di
rivestito dai lavoratori e dalle lavoratrici migranti raccomandazioni rivolte ai decisori politici a livello
e sui potenziali vantaggi per tutti, consumatori nazionale ed europeo.
inclusi, derivanti da un sistema agroalimentare più
funzionale e sostenibile. I dati presi in esame in questa ricerca potrebbero
mostrare alcune discrepanze, in quanto le fonti
Nel fare questo, lo studio pone l’attenzione sulle utilizzate sono diverse e la quantificazione dei
relazioni dinamiche tra il contesto socio-economico rapporti contrattuali di natura informale è,
e le politiche rilevanti a livello nazionale ed europeo, ovviamente, piuttosto difficile.

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Migrazioni e lavoro agricolo in italia: le ragioni di una relazione problematica Dicembre 2018

LE RAGIONI DELLA DOMANDA


DI LAVORO IRREGOLARE E IN
CONDIZIONI DI SFRUTTAMENTO
NELL’AGRICOLTURA DEL SUD ITALIA

A. TREND STORICI E MODELLI DI


IMPIEGO DEI MIGRANTI NELLA TABELLA 1
Occupati in agricoltura e percentuale sul totale
PRODUZIONE AGROALIMENTARE della forza lavoro in Italia

In Italia il lavoro bracciantile agricolo è stato


storicamente caratterizzato da condizioni di lavoro PERCENTUALE
OCCUPATI IN
SULLA FORZA
estremamente dure e precarie nell’ambito di relazioni AGRICOLTURA (X1.000)
LAVORO TOTALE
di grave sfruttamento che hanno comportato
frequenti sollevamenti, proteste e scioperi contro i 1951 8.261 42.2
proprietari terrieri, e per il riconoscimento e la tutela 1961 5.657 29.0
di diritti sul lavoro (Militello et al. 1978). I processi di
1971 3.243 17.2
industrializzazione e terziarizzazione dell’economia
1981 2.240 11.1
italiana, insieme all’impetuosa meccanizzazione
della produzione agricola, hanno progressivamente 1991 1.630 7.6
portato a una drastica riduzione del numero dei 2001 1.154 5.5
lavoratori impiegati nel settore agricolo negli ultimi 2011 1.277 4.3
60 anni.
Fonte: Istat, elaborazione dati

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Migrazioni e lavoro agricolo in italia: le ragioni di una relazione problematica Dicembre 2018

Questa costante diminuzione è stata accompagnata Da oltre 30 anni, soprattutto nelle regioni
da un processo di sostituzione e rimpiazzo. Negli meridionali, l’impiego in agricoltura è stato il
anni Sessanta, la migrazione interna ha interessato canale di primo accesso e inclusione nel mercato
migliaia di lavoratori che “accettavano condizioni del lavoro sommerso per numerosi migranti. La
inferiori rispetto alla manodopera di pianura, più gestione inefficace dell’immigrazione ha contribuito
sindacalizzata” (Senato della Repubblica 1995, p. a determinare un sistema autogestito e informale di
3). Successivamente – con l’emigrazione di massa mobilità, intermediazione e inserimento del lavoro
degli uomini dalle aree rurali – si è verificato un all’interno di un settore agricolo già fortemente
passaggio significativo verso una più marcata caratterizzato da un elevato grado di irregolarità.
femminilizzazione del lavoro agricolo bracciantile;
invece, a partire dagli anni Novanta, la domanda Spesso la permanenza dei migranti nell’Italia
di lavoro agricolo stagionale è stata soddisfatta meridionale si è protratta fino alla promulgazione
principalmente da lavoratori stranieri. Questo di una serie di sanatorie, che hanno permesso di
continuo ricambio della forza lavoro è stato regolarizzare una percentuale significativa di questi
dettato anche dalla convenienza socio-economica lavoratori (come nel 1990, 1995, 1998 e 2009)
per gli imprenditori a reclutare manodopera più e hanno consentito loro di trasferirsi nell’Italia
accondiscendente e di conseguenza maggiormente settentrionale oppure in altri paesi europei, dove era
ricattabile e sfruttabile. possibile trovare migliori opportunità di lavoro e di
inclusione sociale. Questa situazione ha determinato
In particolare nelle pianure meridionali, una dinamica di continuo ricambio e rimpiazzo nel
l’intensivizzazione dell’agricoltura e la lavoro agricolo da parte di migranti arrivati più di
riorganizzazione monocolturale della produzione recente.
hanno implicato la necessità di reperire un numero
significativo di lavoratori esclusivamente per il breve Tuttavia, la crisi economica del 2008 ha interrotto
periodo di raccolta della frutta e della verdura. Il – e in un certo senso invertito – questo meccanismo
mercato del lavoro agricolo si è progressivamente fluido di transizione dal lavoro irregolare al
stratificato, con i lavoratori migranti impiegati lavoro regolare. L’ondata di licenziamenti che ha
nelle mansioni più pesanti e meno qualificate. interessato in primo luogo la componente migrante
Le peculiarità di questo tipo di lavoro, tra cui la della popolazione ha spinto migliaia di lavoratori a
stagionalità, la precarietà, la mobilità just-in-time tornare nelle campagne e al lavoro agricolo (Caruso e
(per “inseguire” le varie raccolte) e l’informalità dei Corrado 2015). Questa sovrapposizione in agricoltura
rapporti di lavoro, hanno accentuato la condizione tra vecchi e nuovi cicli migratori si è tradotta in
di ricattabilità e vulnerabilità dei lavoratori migranti, un aumento considerevole della percentuale di
causata anche da un sistema normativo che lega lavoratori migranti, che non trova paragoni in altri
indissolubilmente il permesso di soggiorno legale a settori produttivi. Pertanto, si sono verificati processi
un contratto di lavoro (con l’eccezione di richiedenti di agrarizzazione della manodopera migrante e
asilo e beneficiari di protezione). ruralizzazione dell’immigrazione.

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Migrazioni e lavoro agricolo in italia: le ragioni di una relazione problematica Dicembre 2018

I dati ufficiali non possono offrire un quadro esaustivo datori di lavoro dichiarano meno giornate lavorative
della realtà, a causa del peso significativo del lavoro rispetto a quelle effettivamente svolte dai lavoratori.
temporaneo e in nero, e del diffuso uso del cosiddetto
“lavoro fittizio”, cioè prestazioni lavorative non svolte Tuttavia, i dati forniti dall’Istituto Nazionale di
realmente ma dichiarate da italiani per beneficiare Previdenza Sociale (INPS) rappresentano indicatori
dei sussidi di previdenza sociale. La “grigizzazione” importanti, almeno dei trend principali nel lavoro
del lavoro agricolo è stata inoltre favorita dalla agricolo (Pugliese 1984). Infatti, dai registri contenuti
normativa che consente ai datori di lavoro di nel database dell’INPS risulta che, di 1.035.654
dichiarare le giornate di lavoro a posteriori (con lavoratori agricoli occupati nel 2016, quasi un terzo
scadenza trimestrale); di conseguenza, in molti casi i (286.940) era rappresentato da migranti (Tabella 2).

TABELLA 2
Lavoratori migranti in agricoltura

LAVORATORI MIGRANTI IN AGRICOLTURA


TOTALE
ANNO LAVORATORI LAVORATORI DEI PAESI A8, ENTRATI A FAR TOTALE LAVORATORI LAVORATORI
EXTRACOMUNITARI PARTE DELL’UE DAL 2004 MIGRANTI AGRICOLI
2007 73,091 111,077 184,168 1,032,308
2008 82,085 120,409 202,494 1,037,116
2009 93,042 129,056 222,098 1,023,871
2010 103,688 148,195 251,883 1,032,666
2011 113,304 154,531 267,835 1,021,020
2012 120,391 154,024 274,415 1,018,262
2013 124,077 154,271 278,348 1,015,556
2014 127,979 155,738 283,717 1,009,083
2015 132,577 155,899 288,476 1,034,525
2016 135,234 151,706 286,940 1,035,654

Fonte: INPS, elaborazione dati 2018

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Migrazioni e lavoro agricolo in italia: le ragioni di una relazione problematica Dicembre 2018

La Tabella 3 confronta i dati di ISTAT e CREA (ex la manodopera irregolare (fino al 2015) − mostrano un
INEA) relativi ai lavoratori migranti nel mercato del trend in ascesa, dallo 0,3 al 48% negli ultimi 25 anni.
lavoro agricolo. I dati del CREA1 − che stimano anche

TABELLA 3
Forza lavoro migrante in percentuale sulla forza lavoro totale in agricoltura

TOTALE DELLA ISTAT CREA


FORZA LAVORO % DELLA FORZA % DELLA FORZA
ANNO IN AGRICOLTURA OCCUPATI STRANIERI LAVORO TOTALE IN OCCUPATI STRANIERI
LAVORO TOTALE IN
(ISTAT) IN AGRICOLTURA IN AGRICOLTURA
AGRICOLTURA AGRICOLTURA
1991 1,614,000 -  - 5,634 0.3
1996 1,402,000 -  -  62,083 4.0
2008 895,000 53,700 6.00 174,000 19.0
2011 850,430 103,192 12.10 281,577 33.0
2015 842,840 132,754 15.75 405,673 48.0
2016 884,000 146,924 16.60 146,924 16.6

Fonte: CREA ed ex INEA, elaborazione dati 1992-2018; RCFL-ISTAT, elaborazione microdati

Occorre notare che, sebbene la disaggregazione a e aumenta il rischio di sfruttamento. D’altro


livello regionale di questi dati (ISTAT) dimostri che canto, tradizionalmente l’agricoltura dell’Italia
la percentuale di manodopera migrante sia maggiore settentrionale è caratterizzata da una maggiore
nelle regioni settentrionali, in virtù della permanenza solidità imprenditoriale, da rapporti di lavoro
di una quota significativa di lavoratori agricoli più stabili e garantiti e da una forte cooperazione
autoctoni nelle aree meridionali, in termini assoluti il interprofessionale in grado di mitigare i conflitti e le
numero di lavoratori migranti è sostanzialmente più tensioni sociali.
elevato nelle regioni meridionali, e in particolare in
Sicilia e Puglia. La presenza di lavoratori migranti è maggiore
nei distretti agricoli dell’Italia meridionale.
Storicamente, le differenze dell’agricoltura nelle Indicativamente, nelle aree di Eboli e Capaccio, nel
regioni settentrionali e in quelle meridionali cuore del distretto dei prodotti di “quarta gamma”
riflettono sia il dualismo territoriale italiano che (frutta e verdura fresche lavate, confezionate e pronte
aspetti culturali specifici, e influenzano tuttora la al consumo) della piana del Sele, i 2.558 lavoratori
struttura occupazionale, come indicato dall’ultimo migranti rappresentano il 66% della manodopera
Censimento Generale dell’Agricoltura (ISTAT). agricola, mentre a San Ferdinando, nella Piana di
Il ricorso intensivo alla manodopera casuale al Rosarno-Gioia Tauro, i migranti rappresentano l’88%
Sud e l’elevata stagionalità della domanda di dei lavoratori impiegati in agricoltura. Similmente,
lavoro creano le condizioni ideali per la precarietà Acate, nella zona delle serre di Ragusa, presenta

1 Fino al 2015, il CREA ha svolto survey quali-quantitative specifiche sul lavoro agricolo. Dal 2016, il riferimento è solamente ai
microdati trimestrali di RCFL-ISTAT (CREA 2018), che probabilmente sottostimano le dimensioni della manodopera migrante a
causa della sua mobilità, ma anche di fattori amministrativi (Barberis 2013, p. 62; CNEL 2012, p. 86; ISTAT 2006, p. 15).

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Migrazioni e lavoro agricolo in italia: le ragioni di una relazione problematica Dicembre 2018

la percentuale più elevata (33,1) di stranieri, sulla


popolazione totale, in Italia.
TABELLA 4
Lavoratori migranti in agricoltura per paese
In termini di nazionalità (Tabella 4), i gruppi di
di origine
lavoratori agricoli più numerosi sono rumeni
(112.894), albanesi (24.870) e marocchini (23.932),
che rappresentano anche le comunità di migranti PAESE DI ORIGINE 2008 2016
più grandi presenti in Italia. Oltre a queste tre Romania 77,250 112,289
nazionalità, per numero di presenze si distinguono
gli indiani (26.900), che costituiscono quasi un terzo
India 9,867 26,900
della manodopera migrante solamente nel settore Albania 17,018 24,870
agricolo. Il loro numero è cresciuto quasi del 300%
Marocco 14,435 23,932
nell’ultimo decennio, a differenza dei migranti
polacchi, in particolare donne, più che dimezzati Polonia 24,708 15,986
nello stesso periodo. Bulgaria 14,482 12,036

In alcune zone, i migranti comunitari hanno Fonte: INPS, elaborazione dati 2016
“sostituito” i lavoratori migranti africani, soprattutto
dopo l’allargamento dell’UE nel 2007. Un esempio è
rappresentato dall’aumento di lavoratrici e lavoratori
La disaggregazione degli stessi dati per genere
rumeni nell’area di Ragusa, dove fino a qualche anno
mostra invece che, tra il 2008 e il 2016, il numero
fa i lavoratori tunisini erano predominanti. Questo
di lavoratrici agricole straniere -comunitarie ed
processo di sostituzione è stato determinato da
extracomunitarie - è aumentato da 60.026 a 82.855.
numerosi fattori: i rumeni sono pagati meno rispetto
ai tunisini, che sono più specializzati nel settore e
Le lavoratrici extracomunitarie in agricoltura erano
più sindacalizzati, oltre ad aver ormai sviluppato
29.456 nel 2016 (con un aumento del 50% rispetto
solide relazioni sociali con la popolazione locale.
al 2006), mentre il numero di uomini è aumentato
Inoltre, molti rumeni sono disposti ad accettare
da 62.317 nel 2007 a 112.463 nel 2016. Il numero di
condizioni di lavoro al di sotto degli standard o
lavoratrici dagli Stati membri A8 è aumentato da
addirittura di sfruttamento, in quanto considerano
39.119 nel 2007 a 53.399 nel 2016, con un aumento
questa esperienza come temporanea, finalizzata a
corrispondente del numero di lavoratori maschi da
guadagnare i soldi da spedire a casa in Romania.
71.958 a 98.307. In particolare, il numero di lavoratrici
Infine, l’impiego irregolare di lavoratori comunitari è
rumene è aumentato da 21.466 a 39.441, mentre
meno rischioso per i datori di lavoro, in quanto non è
quello di polacche è diminuito da 12.039 a 6.369. In
sanzionabile penalmente, diversamente dal caso di
alcuni distretti agroalimentari dell’Italia meridionale,
impiego di cittadini di paesi terzi privi di permesso di
il numero di lavoratrici comunitarie è estremamente
soggiorno (Palumbo 2016).
rilevante (dati INPS).

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Migrazioni e lavoro agricolo in italia: le ragioni di una relazione problematica Dicembre 2018

Come mostra il caso delle lavoratrici rumene A differenza di molti altri paesi, in Italia i piccoli
impiegate nelle serre nella provincia di Ragusa rivenditori sono riusciti a sopravvivere in modo più
(3.272, pari al 59% del totale delle lavoratrici migranti significativo, nonostante la rapida crescita dei negozi
impiegate regolarmente in agricoltura in questa più grandi negli ultimi anni. In particolare, tra il
provincia), spesso le braccianti agricole migranti 1996 e il 2011, le grandi catene della distribuzione
lavorano nelle stesse condizioni di sfruttamento alimentare hanno raddoppiato il fatturato a quasi 100
degli uomini: 10 o 11 ore al giorno, a temperature miliardi di euro, controllando il 72,4% del mercato
altissime d’estate e basse d’inverno, a contatto agroalimentare (Federdistribuzione 2014).
diretto con fitofarmaci e diserbanti dannosi, per
un salario giornaliero di circa 25-30 euro. Inoltre, L’espansione della grande distribuzione
di solito vivono nelle aziende agricole, in baracche ha contribuito a cambiare drasticamente il
fatiscenti e in un contesto di completo isolamento. settore alimentare: da un lato ha promosso la
In questo scenario di dipendenza dal datore di modernizzazione della catena di distribuzione,
lavoro, invisibilità e segregazione, lo sfruttamento dall’altro ha indebolito considerevolmente il potere
lavorativo delle operaie agricole rumene è spesso e i margini di profitto del settore agroindustriale.
accompagnato da ricatti e abusi sessuali. Le donne Infatti, la catena del valore ha presentato un forte
con responsabilità familiari, in particolare, risultano squilibrio a favore degli attori a valle della filiera che
essere le più esposte ad abusi (Palumbo e Sciurba detengono una posizione dominante.
2015).
Oggi il processo di concentrazione è dettato
anche dalla creazione, a livello internazionale,
B. FILIERE E CATENA DEL VALORE di super-centrali di acquisto, cioè alleanze tra i
maggiori gruppi della grande distribuzione volte a
In linea con le dinamiche di riorganizzazione su scala
ottenere condizioni contrattuali migliori tramite la
globale dei processi di produzione, anche le catene
contrattazione collettiva con i fornitori.
agroalimentari italiane sono sempre più buyer-driven,
con le imprese clienti che rivestono un ruolo centrale
Fin dall’entrata in vigore del Regolamento (CE)
nella definizione e nella gestione di una vasta rete
n. 1/2003, le politiche comunitarie in materia di
di fornitori selezionati sui quali basare i sistemi di
liberalizzazione del mercato e concorrenza hanno
distribuzione. La crescente complessità di gestione consentito l’espansione su scala continentale delle
delle reti di approvvigionamento ha accentrato il maggiori catene europee di supermercati.
controllo delle catene del valore nelle mani di un
numero limitato di grandi gruppi della distribuzione. Il controllo oligopolistico dei prezzi da parte delle
grandi catene internazionali di supermercati, tramite
In questo scenario, l’Italia è caratterizzata da revisioni continue e aste al ribasso/deprezzamento
una minore concentrazione del mercato e da una dei prodotti, esercita una pressione sempre più forte
maggiore eterogeneità del settore rispetto a Regno sui fornitori, che si traduce in una intensivizzazione
Unito e Germania, Francia o Spagna. La fetta della produzione, ed anche nello sfruttamento
maggiore del mercato interno italiano è controllata intensivo dei fattori di produzione, in primo luogo la
dalla distribuzione organizzata (57,1%), piuttosto terra e la forza lavoro.
che da operatori della grande distribuzione (41,5%),
con una forte presenza del sistema delle cooperative; Fabio Ciconte di Terra! onlus sostiene: “La
ad esempio, Coop detiene una quota di mercato del responsabilità dello sfruttamento del lavoro è
14,7% e Conad dell’11% (AGCM 2012). Tuttavia, della grande distribuzione e delle sue strategie di
nonostante siano le due cooperative più grandi, taglio dei prezzi, con la disintegrazione totale della
Conad e Coop registrano un fatturato complessivo di base produttiva e un approccio culturale per cui il
poco superiore a 10 miliardi di euro, pari a un quinto migrante deve addirittura essere grato per il lavoro
della sola tedesca Lidl Schwarz (DM 2017). offerto!” (intervista, 11 ottobre 2018).

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Migrazioni e lavoro agricolo in italia: le ragioni di una relazione problematica Dicembre 2018

LE PRATICHE COMMERCIALI SLEALI DEI SUPERMERCATI

L’asta al ribasso è una pratica commerciale volta a far incontrare la domanda e l’offerta:
l’offerente propone un prezzo di vendita elevato, che diminuisce gradualmente finché non
soddisfa l’interesse di un acquirente. Storicamente utilizzata nel settore florovivaistico nei Paesi
Bassi, in Italia è lo strumento più diffuso per la compravendita nei mercati ittici.

Nel settore ortofrutticolo, le aste al ribasso sono sempre più diffuse, in particolare in Spagna.
Solo per fare un esempio, in uno dei mercati più grandi, la alhondiga La Union di Almeria − che
contribuisce in misura significativa a definire i prezzi di riferimento a livello europeo per alcuni
prodotti contro stagione − si commercializzano circa 400.000 tonnellate di frutta e verdura
all’anno tramite le aste giornaliere.

Alcune catene della grande distribuzione si avvalgono di questo metodo tramite piattaforme
online specifiche per la gestione delle forniture, ma attuano anche un secondo livello di
contrattazione basato sul prezzo determinato dopo la prima fase di negoziazione. Questa pratica
d’asta elettronica in due fasi esercita un’efficace pressione sui fornitori e aumenta il rischio che il
taglio dei costi si ripercuota sui lavoratori.

Le catene discount ricorrono a questa pratica per il 50% circa delle forniture, mentre questa
percentuale è leggermente inferiore nel caso dei supermercati tradizionali (Ciconte e Liberti 2018).

Il 28 giugno 2017, il Ministero dell’Agricoltura italiano ha sottoscritto un accordo con


Federdistribuzione, l’organismo di rappresentanza della grande distribuzione organizzata, e
Conad (Consorzio Nazionale Dettaglianti), uno dei maggiori raggruppamenti nel settore della
distribuzione organizzata, per bandire le “doppie aste” negli acquisti di prodotti agricoli e
agroalimentari; tuttavia, alcuni operatori ricorrono ancora a questa pratica.

Il 1 marzo 2019, il Parlamento europeo ha approvato la proposta di Direttiva sulle pratiche


commerciali sleali nei rapporti tra imprese nella filiera alimentare (COM) 2018/173 finale –
2018/0082 (COD), a seguito dei negoziati con la Commissione europea e il Consiglio. Il Consiglio
dovrà procedere a una ratifica formale prima dell’entrata in vigore della Direttiva.

Secondo numerosi esperti, le debolezze delle l’inefficacia delle Organizzazioni di Produttori (OP)
aziende agricole vis-à-vis con le grandi catene di dell’Italia meridionale è ritenuta uno dei maggiori
supermercati derivano dalle caratteristiche specifiche limiti strutturali: troppo piccole e lontane dai
dell’agricoltura meridionale, come la frammentarietà campi, le OP non sono riuscite a negoziare prezzi
della produzione, la mancanza di cooperazione di acquisto sostenibili, con inevitabili conseguenze
interna e la scarsa integrazione intra-settore della sui salari dei lavoratori. Tuttavia, anche altri
catena di approvvigionamento (Nomisma-Unaproa fattori rivestono un ruolo determinante rispetto
2016). all’inasprimento delle relazioni inique all’interno
delle catene agroalimentari, tra cui il modello
Un ottimo esempio è la catena del valore dei intensivo monocolturale e la concentrazione nel
pomodori in cui, insieme al grado ridotto di settore industriale, che si traducono in una crescente
meccanizzazione delle attività di raccolta, dipendenza dalla grande distribuzione e in una

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Migrazioni e lavoro agricolo in italia: le ragioni di una relazione problematica Dicembre 2018

compressione dei prezzi in agricoltura (Onorati e Oggi le opportunità di infiltrazioni criminali nel
Conti 2016). settore agricolo si sono moltiplicate, a partire
dalla gestione della manodopera e della tratta
Infine, le carenze infrastrutturali e logistiche internazionale di esseri umani in collaborazione
dell’Italia – unitamente alla posizione geografica con organizzazioni criminali straniere. Altre
periferica delle aree di produzione in relazione ai infiltrazioni sono individuate nella gestione dei
grandi bacini di consumo – determinano un aumento mercati ortofrutticoli, nella distribuzione e nella
dei costi intermedi. Tutto questo pone dei problemi logistica nonché nella contraffazione dei prodotti
anche dal punto di vista ambientale, in quanto il 90% con denominazione di origine protetta (DOP),
della produzione agroalimentare italiana è destinata indicazione geografica protetta (IGP) o altre
al trasporto su strada per lunghe tratte nazionali o certificazioni. Riducendo i costi di produzione e,
europee. grazie ai sistemi di contraffazione delle certificazioni,
è facile piazzare sul mercato prodotti di nicchia con

C. CRIMINALITÀ ORGANIZZATA E margini di profitto più elevati.

CORRUZIONE Per quanto riguarda il controllo dei mercati


ortofrutticoli, le autorità giudiziarie hanno diffuso i
Oggi, gli interessi criminali gestiti da imprenditori
risultati di indagini sulle presunte attività criminali
mafiosi e legati al mondo dell’agricoltura sono
legate al settore dei trasporti e ai mercati generali
diventati sempre più rilevanti e generalmente
di Fondi (in Lazio), Vittoria e Gela (in Sicilia). È
rientrano nel cosiddetto sistema dell’agromafia
stato accertato che le organizzazioni criminali
(Eurispes 2015). Questo sistema include attività che
influenzano e controllano il flusso e il tipo di
generano profitti illeciti o consentono il riciclaggio
prodotti, oltre a determinarne i prezzi e le modalità
del denaro sporco, e spaziano dalla produzione
di commercializzazione. Attualmente sono le joint-
alla trasformazione e al trasporto ai mercati
venture tra le organizzazioni mafiose a definire
ortofrutticoli, fino alle forniture dei prodotti alla
prezzi, packaging e modalità di trasporto.
grande distribuzione.

Per quanto riguarda la logistica e la distribuzione su


Il settore agricolo permette il riciclaggio di denaro
larga scala, si sta assistendo a una compenetrazione
proveniente dal traffico di droga, racket e usura,
sempre più radicata tra capitali economici derivanti
che sono gli strumenti utilizzati dalla criminalità
da attività illecite e accordi societari tra le aziende
organizzata per esercitare il controllo sulle aree del
sane e quelle colluse con il mondo della criminalità.
Sud, insieme a nuovi metodi che offuscano i confini
Tutto questo si traduce in un controllo sociale ed
tra le organizzazioni criminali da un lato, attori
economico di interi territori e in una necessità
politici e economici dall’altro, influenzando in misura
tangibile e continua di riciclaggio del denaro.
significativa le politiche pubbliche ed economiche.

Infine, si registra chiaramente un crescente


Secondo l’ISTAT, l’economia non osservata
coinvolgimento della criminalità organizzata
in Italia ammonta a 208 miliardi di euro, con
nella gestione dei fondi della Politica Agricola
un’economia sommersa stimata in 190 miliardi di
Comune dell’UE. In Italia, questo giro d’affari
euro. L’agricoltura è il secondo settore per incidenza
illegale ammonta a circa 6 miliardi di euro all’anno
dell’economia sommersa in termini di valore
solamente per la PAC, per non parlare delle altre
aggiunto, pari al 15,5%.
sovvenzioni pubbliche. In tale ambito, il controllo
è esercitato mediante la corruzione di funzionari
La crescita delle esportazioni e la maggiore
pubblici.
popolarità del marchio “Made in Italy” a livello
mondiale, legato all’immagine di qualità ed
eccellenza del Paese, hanno attratto sempre più
investimenti da parte della mafia imprenditrice.

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Migrazioni e lavoro agricolo in italia: le ragioni di una relazione problematica Dicembre 2018

Il sistema dei voucher è stato introdotto


D. PRATICHE DI RECLUTAMENTO specificatamente per regolamentare il lavoro
E CAPORALATO occasionale, ma è stato criticato per aver facilitato
il “lavoro grigio”. Nel periodo 2008-2015, la vendita
Il mercato del lavoro agricolo ha storicamente
di voucher è aumentata, sebbene in misura inferiore
rappresentato una sorta di anomalia nell’economia
nel settore dell’agricoltura (va notato a riguardo
italiana: l’accentuata stagionalità, la caratteristica
che il precedente sistema dei voucher, che è stato
di settore rifugio per le fasce sociali più deboli e il
abrogato nel 2017, prevedeva che le aziende con un
dualismo territoriale delineano una configurazione
fatturato superiore a 7.000 euro potevano ricorrere
unica rispetto ad altri settori economici o anche agli
ai voucher soltanto nel caso di categorie specifiche
altri paesi europei.
quali pensionati e studenti). In ogni caso, il mercato
dei voucher, legato al lavoro occasionale, è cresciuto
A differenza di altri settori, la forte territorialità e la
in modo più che proporzionale rispetto al mercato
conseguente centralità della contrattazione a livello
del lavoro agricolo. Il numero di voucher utilizzati da
provinciale sono rimaste radicate fino al 1977, con
lavoratori extracomunitari è estremamente limitato,
l’adozione del primo Contratto Nazionale. Tuttavia,
probabilmente perché sono stati applicati altri tipi
proprio negli anni ’70, con il graduale affievolimento
di contratti o parte delle ore di lavoro non sono state
dell’attivismo dei lavoratori e del controllo sindacale
pagate con voucher. Inoltre, il voucher è considerato
nelle campagne, si è assistito a un “generale
uno strumento complicato da usare (Burighel 2015).
imbarbarimento dei rapporti di lavoro in agricoltura”
(Lagala 1987). Questo ha comportato anche la
In un contesto di progressivo indebolimento
diffusione di “rapporti anomali” come il subappalto
dei rapporti sindacali e del diritto del lavoro, la
di alcune attività lavorative, il pagamento a cottimo
responsabilità dello sfruttamento persistente della
e le forme di lavorazione per conto terzi, che sono
manodopera in agricoltura è stata individuata
stati poi istituzionalizzati negli anni ’90, con il ritorno
nel caporalato, un sistema di intermediazione
della contrattazione decentrata.
illegale della manodopera. Il caporalato affonda
le proprie radici storiche e sociali nelle campagne
La liberalizzazione del mercato del lavoro è iniziata
del meridione, come una forma di organizzazione
con la legge n. 608/96, “recante disposizioni urgenti
irregolare e anomala del mercato del lavoro
in materia di lavori socialmente utili, di interventi
agricolo, in cui alcuni intermediari sociali – non
a sostegno del reddito e nel settore previdenziale”
necessariamente legati alla criminalità organizzata
e, in particolare, con la parziale abolizione dei
– fungono da tramite tra gli imprenditori agricoli e i
servizi pubblici di collocamento. Le nuove norme
lavoratori.
di riallineamento contributivo, semplificazione
amministrativa e flessibilizzazione del lavoro hanno
Le politiche di liberalizzazione hanno ridato
spianato la strada per lo sviluppo di un mercato del
spazio a questa forma di intermediazione: l’ampia
lavoro “grigio scuro”, con la “trasposizione dello
disponibilità di forza lavoro migrante e la loro
sfruttamento all’interno di dispositivi giuridici che ne
condizione di segregazione sociale e spaziale
assicurano la regolarità formale” (Olivieri 2016). Gli
(molti lavoratori e lavoratrici vivono in baraccopoli
aspetti più innovativi in termini di flessibilizzazione
o casolari isolati) hanno recentemente rinvigorito
del lavoro – il sistema dei voucher, il lavoro a
questo sistema, sempre più connotato in termini
chiamata, il lavoro interinale – hanno trovato un
nazionali ed etnici. Secondo Aboubakar Soumahoro
primo campo di sperimentazione nelle campagne,
del sindacato USB, spesso i lavoratori migranti
proprio per cercare di ridurre il gap tra i salari reali e
fungono anche da capi-squadra, sfruttando
nominali, che si estendeva inesorabilmente.
l’esperienza acquisita nel corso degli anni. «Dal
momento che le aziende non garantiscono servizi di
trasporto, i lavoratori devono organizzarsi da soli»
(intervista, 7 ottobre 2018).

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Migrazioni e lavoro agricolo in italia: le ragioni di una relazione problematica Dicembre 2018

Oggi, di fronte all’inefficienza dei servizi di minacce ed estorsioni. La maggior parte delle vittime
collocamento ufficiali, il caporalato è diventato è rappresentata da lavoratori non europei, ma sempre
de facto l’unico sistema di intermediazione e più lavoratori comunitari sono reclutati direttamente
reclutamento in grado di garantire in modo efficiente nei rispettivi paesi di origine, soprattutto dell’Europa
la quota significativa di disponibilità just-in-time dell’Est.
di manodopera non qualificata, consentendo una
riduzione considerevole del costo del lavoro. Il La possibilità di lavoro in distacco all’interno
sistema del caporalato è ampiamente diffuso in dell’UE – per il quale vige il regime contrattuale del
numerose filiere di frutta e verdura stagionali, paese di provenienza – consente ai datori di lavoro
come pomodori, arance, fragole e uva. Nel 2015, le e intermediari di reclutare squadre di forza lavoro a
ispezioni effettuate da FLAI-CGIL in 8.862 aziende basso costo direttamente nei paesi dell’Est Europa e
agricole in oltre 80 distretti hanno riscontrato 6.153 di provvedere al loro trasferimento in Italia durante
lavoratori irregolari e 713 casi di caporalato. il periodo specifico di raccolta agricola stagionale.
Inoltre, le ampie opportunità in termini di flessibilità
Tuttavia, il termine caporalato copre una pluralità e deregolamentazione del lavoro offerte dalle norme
di meccanismi. Vi sono i semplici capi-squadra riguardanti il settore cooperativo, hanno permesso
che “selezionano” i lavoratori e li segnalano ai la creazione di cooperative agricole “senza terra”,
datori di lavoro, oppure organizzano anche i turni e gestite da “capi” che sovrintendono i lavori e i cui
controllano le quantità raccolte da ogni lavoratore soci-lavoratori sono spesso soggetti a diverse forme
in caso di pagamento a cottimo, pianificano di sfruttamento ed estorsione finanziaria.
e concordano i costi e i tempi della raccolta,
trattenendo una quota dei profitti per questo lavoro Negli ultimi anni, anche nell’Italia settentrionale
logistico di intermediazione o coordinamento. vi è stato un aumento significativo di casi di abuso
Il alcuni casi, il caporale controlla rigidamente e sfruttamento in agricoltura, sia nella produzione
e gestisce la vita quotidiana dei lavoratori – ortofrutticola che in quella vitivinicola, in Piemonte
reclutamento, trasporto, alloggio, pasti e relazioni (Brovia 2018; Donatiello e Moiso 2017) e Toscana
sociali, orari di lavoro e salari. Spesso si verificano (Olivieri 2016), ma anche nelle zone di Verona,
anche casi di grave sfruttamento, con violenze, Mantova e Ravenna.

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Migrazioni e lavoro agricolo in italia: le ragioni di una relazione problematica Dicembre 2018

L’IMPATTO DELLE POLITICHE


EUROPEE E ITALIANE

LE POLITICHE EUROPEE tranne per i cittadini di paesi terzi altamente


qualificati. Pertanto, trascurando il fatto che gran
parte dei migranti trova lavoro in settori economici
a. Migrazione e asilo poco qualificati e scarsamente remunerati, l’Agenda
Dalla fine degli anni ‘90, gli Stati membri hanno evidenzia l’inefficacia delle politiche dell’UE nel
adottato politiche migratorie sempre più restrittive, cogliere e gestire la natura complessa e in continua
riducendo in modo significativo i canali di ingresso evoluzione dei processi migratori contemporanei
legale. Le stesse politiche comunitarie in materia di (Palumbo e Sciurba 2018).
immigrazione hanno seguito questa tendenza.
Sebbene in modo piuttosto limitato, l’Agenda
L’Agenda europea sulla migrazione del 2015 ha riconosce i “datori di lavoro all’interno dell’UE”
segnato una nuova svolta restrittiva in materia di come una “potenziale fonte di sfruttamento”.
migrazione. Questo documento è stato adottato dalla Tuttavia, la risposta è essenzialmente limitata
Commissione europea per far fronte alle tragedie a soluzioni repressive e in particolare alla piena
in atto nel Mediterraneo e per gestire in modo più attuazione della Direttiva sulle sanzioni per i datori
efficace la migrazione sul medio e lungo termine. di lavoro che impiegano cittadini di paesi terzi il cui
L’Agenda sottolinea l’importanza di affrontare soggiorno è irregolare.
le “cause profonde” alla base della migrazione
irregolare. Tuttavia, una parte significativa delle Considerata la drastica riduzione di canali di ingresso
misure previste dal documento è incentrata sulla legale, il sistema di asilo è diventato di fatto l’unico
cooperazione con i paesi di origine e transito, modo per molti migranti per ottenere uno status
attraverso politiche efficaci di rimpatrio e controllo legale, come è evidente nel contesto italiano, dove
dei confini, azioni contro la tratta e il traffico dei molte istanze che avrebbero trovato un adeguato
migranti. Questo approccio è stato confermato accoglimento attraverso altri canali, sono declinate
dalla Relazione sullo stato di attuazione dell’Agenda all’interno della richiesta di asilo (Sciurba 2018). In
(2017), in cui l’accordo UE e Turchia del 2016 e questo scenario, l’inadeguatezza delle procedure di
il sostegno dell’UE alla Guardia costiera libica asilo e dei sistemi di accoglienza in paesi come l’Italia
sono presentati come esempi di misure che hanno espone i migranti a forme di sfruttamento e abusi.
contribuito a ridurre significativamente i flussi
migratori irregolari negli ultimi anni. b. Lavoro stagionale
Nonostante oggi sia evidente che la chiusura delle Nel quadro di un approccio delle politiche dell’UE in
frontiere non faccia che favorire la tratta e il traffico materia migrazione sempre più restrittivo, eccezioni
dei migranti, l’Agenda sulla migrazione non prevede sono previste solo per i lavoratori altamente
alcun canale legale e sicuro di ingresso in Europa, qualificati (Carta blu UE) e i lavoratori stagionali.

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Migrazioni e lavoro agricolo in italia: le ragioni di una relazione problematica Dicembre 2018

La direttiva 2014/36/UE “sulle condizioni di ingresso da qualsiasi forma di discriminazione sulla base della
e di soggiorno dei cittadini di paesi terzi per motivi nazionalità sono garantiti dall’articolo 45 del Trattato
di impiego in qualità di lavoratori stagionali” è stata sul funzionamento dell’Unione europea. Rispetto
adottata al fine di soddisfare la domanda di lavoro alle fonti secondarie del diritto europeo, occorre
stagionale negli Stati membri dell’UE e affrontare al menzionare il Regolamento (UE) n. 492/2011,
contempo la migrazione irregolare e lo sfruttamento che stabilisce i diritti dei lavoratori alla libera
dei lavoratori migranti (Peers et al. 2012). circolazione, e la Direttiva 2004/38/CE relativa al
diritto dei cittadini dell’Unione e dei loro familiari di
In modo significativo, la direttiva consente ai circolare e di soggiornare liberamente nel territorio
lavoratori di cambiare datore di lavoro e contiene degli Stati membri.
disposizioni importanti in materia di alloggio,
risarcimento e presentazione di eventuali denunce. Tuttavia, esistono ancora numerosi ostacoli alla
Inoltre, sancisce il diritto alla parità di trattamento libertà di circolazione dei lavoratori comunitari
dei lavoratori stagionali rispetto ai cittadini tra gli Stati membri, in particolare rispetto al
comunitari per aspetti chiave, come le condizioni coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale
di impiego, il diritto di sciopero, il pagamento (Risoluzione del Parlamento europeo del 14 gennaio
degli arretrati, la sicurezza sociale, l’istruzione e le 2014).
agevolazioni fiscali. Tuttavia, consente agli Stati
membri di limitare la parità di trattamento in alcune Inoltre, negli ultimi anni si è assistito a un crescente
di queste materie (agevolazioni fiscali, istruzione ricorso a forme atipiche di impiego come quello
e formazione professionale) e di non applicarla in mediato da agenzie interinali e il lavoro in distacco. I
materia di prestazioni familiari e disoccupazione. lavoratori impiegati attraverso queste modalità sono
particolarmente esposti a forme di sfruttamento
La direttiva sui lavoratori stagionali impone agli (Gadea et al. 2016).
Stati membri anche l’adozione di misure volte ad
agevolare il reingresso dei lavoratori stagionali. In tale ambito vale la pena segnalare che la Direttiva
Tuttavia, non contiene alcuna disposizione in merito 2008/104/CE relativa al lavoro somministrato
alla concessione dello status di soggiornanti di lungo tramite agenzia interinale ha affermato il principio
periodo dopo anni consecutivi di lavoro stagionale della parità di trattamento in relazione alle
(Guild 2014). condizioni di base di lavoro e d’occupazione tra i
lavoratori somministrati tramite agenzia interinale e
Nonostante rappresenti un passo avanti, la direttiva quelli assunti direttamente dalle aziende per svolgere
sui lavoratori stagionali adotta un approccio orientato lo stesso lavoro.
al datore di lavoro, concedendo agli Stati membri un
ampio potere discrezionale rispetto all’attuazione Per quanto riguarda i lavoratori in distacco, le loro
delle disposizioni in materia di diritti e tutela dei condizioni di impiego all’interno dell’UE sono
lavoratori stagionali. Questo sistema rischia di regolamentate dalla Direttiva relativa al distacco
accentuare la dipendenza dei lavoratori dai datori dei lavoratori nell’ambito di una prestazione di
di lavoro, confinare la forza lavoro migrante in servizi (96/71/CE). Tuttavia, questa direttiva non è
settori specifici e, allo stesso tempo, agevolarne riuscita ad assicurare un equilibrio tra la libertà di
la sostituzione continua, approfittando quindi di prestazione dei servizi e le necessità di assicurare
situazioni specifiche di vulnerabilità (Palumbo e una concorrenza leale e tutelare quindi i diritti dei
Sciurba 2018) lavoratori. Al contrario, ha contribuito ad accentuare
ulteriormente le dinamiche di dumping sociale.
Inoltre, negli ultimi anni, anche in agricoltura si è
c. M
 obilità della manodopera verificato un aumento di casi di lavoro in distacco
all’interno dell’UE illegale, basato sullo sfruttamento dei lavoratori
La libertà di circolazione dei lavoratori comunitari (Archain 2017).
all’interno dell’UE e il loro diritto ad essere tutelati

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Migrazioni e lavoro agricolo in italia: le ragioni di una relazione problematica Dicembre 2018

Nel 2014, è stata adottata la Direttiva 2014/67/UE particolare sfruttamento”, qualora questi collaborino
concernente l’attuazione della direttiva sul distacco ai procedimenti penali nei confronti dei loro datori di
dei lavoratori, al fine di fronteggiare eventuali abusi lavoro.
e frodi. Tuttavia, molte delle problematiche sono
rimaste irrisolte. Nel 2018, la Direttiva 2018/957/UE Poiché riguarda solamente cittadini extra-UE senza
ha modificato la direttiva sul distacco dei lavoratori regolare permesso di soggiorno, la direttiva sulle
per tutelarne maggiormente i diritti e assicurare sanzioni nei confronti dei datori di lavoro ha avuto
anche condizioni di concorrenza leale per le aziende, un impatto limitato sulla lotta allo sfruttamento in
introducendo alcune disposizioni importanti in settori come l’agricoltura, in cui numerosi lavoratori
materia di retribuzione, assunzione tramite agenzie migranti vittime di sfruttamento sono oggi cittadini
interinali e distacco a lungo termine. Tuttavia, questa comunitari, richiedenti asilo o titolari di una qualche
nuova direttiva non affronta alcuni temi chiave, come forma di protezione (MEDU 2015).
ad esempio il subappalto.
In questo scenario, la Direttiva 2011/36/UE
concernente la “prevenzione e la repressione della
d. Tratta di esseri umani tratta di esseri umani e la protezione delle vittime”
e sfruttamento ha segnato una svolta importante nella legislazione
dell’UE in materia, adottando un approccio
Negli ultimi 20 anni, l’UE ha consolidato il proprio
integrato, basato sui diritti umani e attento alla
quadro normativo e politico concernente la tratta di
prospettiva di genere. La direttiva ha incorporato
esseri umani e lo sfruttamento tramite l’adozione
la definizione di tratta di esseri umani fornita dal
di una vasta gamma di iniziative, azioni e misure in
Protocollo ONU del 2000. In modo significativo, la
linea con gli strumenti internazionali più rilevanti,
Direttiva definisce la posizione di vulnerabilità – che
come la Convenzione 1930 dell’Organizzazione
rappresenta uno dei mezzi coercitivi per configurare
Internazionale del Lavoro (OIL) sul lavoro forzato, il
il reato di tratta – come “una situazione in cui la
Protocollo 2000 dell’Organizzazione delle Nazioni
persona in questione non ha altra scelta effettiva ed
Unite (ONU) sul traffico di persone e la Convenzione
accettabile se non cedere all’abuso di cui è vittima”,
del Consiglio d’Europa del 2005 sulla lotta alla tratta
sottolineando quindi la necessità di considerare
di esseri umani. i fattori strutturali che spingono le persone ad
“accettare” condizioni di sfruttamento. La Direttiva
Nel 2004, è stata adottata la Direttiva 2004/81/CE contiene anche disposizioni importanti come
“riguardante il titolo di soggiorno da rilasciare ai l’assistenza incondizionata alle vittime (cioè, non
cittadini di paesi terzi vittime della tratta di esseri subordinata alla collaborazione nelle indagini penali,
umani o coinvolti in un’azione di favoreggiamento nel procedimento giudiziario o nel processo) e la non
dell’immigrazione illegale che cooperino con le punibilità delle stesse qualora coinvolte in attività
autorità competenti”. Tuttavia, l’obiettivo di questa criminali che sono state costrette a compiere come
Direttiva è il contrasto alla migrazione irregolare, conseguenza della tratta.
non la protezione delle vittime della tratta di esseri
umani. Per quanto riguarda i diritti delle vittime, vale la
pena menzionare anche la Direttiva 2012/29/UE,
Il contrasto alla migrazione irregolare è anche il che istituisce norme minime in materia di diritti,
principale obiettivo della Direttiva 2009/52/CE, assistenza e protezione delle vittime di reato.
che stabilisce sanzioni e provvedimenti penali
nei confronti di datori di lavoro che impiegano Nel 2012, la Commissione europea ha adottato
cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare. la strategia dell’UE per l’eradicazione della
Inoltre, anche questa Direttiva tende a subordinare tratta di esseri umani (2012-2016), che prevede
la protezione delle vittime all’azione penale nei la prevenzione, la protezione e il sostegno alle
confronti dei criminali, prevedendo la possibilità vittime, nonché l’azione penale nei confronti dei
di rilasciare un permesso di soggiorno ai cittadini trafficanti. Tuttavia, la strategia non contiene alcun
di paesi terzi vittime di “condizioni lavorative di riferimento ai principi di assistenza incondizionata

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Migrazioni e lavoro agricolo in italia: le ragioni di una relazione problematica Dicembre 2018

e di non-punibilità delle vittime. Inoltre, non tiene in Italia (De Devitiis e Maietta 2013). Determinate
conto dei fattori strutturali che contribuiscono a tipologie di colture, territori, operatori e aziende
porre le persone in condizioni di vulnerabilità, come sono riuscite a trarre maggiore beneficio – rispetto ad
i livelli elevati di deregolamentazione all’interno del altre – da questi strumenti, che spesso hanno favorito
mercato europeo, la segmentazione del mercato del le aziende agricole di medie e grandi dimensioni e
lavoro sulla base di genere, nazionalità e status legale le aree di pianura. Tuttavia, questi strumenti non
o le politiche restrittive in materia di migrazione sono esenti da processi di compressione dei prezzi
(Palumbo e Sciurba 2018). Questo approccio può e di sfruttamento della manodopera migrante
essere ritrovato anche nella comunicazione della (Donatiello e Moiso 2017; Azzeruoli 2016). Inoltre,
Commissione al Parlamento europeo sul seguito dato il sostegno dell’UE alle Organizzazioni di Produttori
alla strategia dell’UE per l’eradicazione della tratta di (OP) ha spesso facilitato la cooperazione tra gli
esseri umani. attori più potenti ed economicamente importanti
del settore, portando alla nascita di “falsi” consorzi
per la salvaguardia di determinati prodotti certificati
e. Politica Agricola Comune (PAC) (Marescotti 2010; Lo Cascio 2016).
La PAC è stata introdotta nel 1962 e, nei primi
due decenni, ha essenzialmente incrementato la Oggi, una valutazione complessiva critica della PAC
produttività dell’agricoltura nell’ambito di un quadro ne riconoscerebbe il contributo al consolidamento – e
di ammodernamento. Questo approccio ha portato in una certa misura addirittura all’approfondimento
a un eccesso dell’offerta di generi alimentari e a – delle disuguaglianze settoriali, sociali e territoriali,
conseguenti effetti di distorsione del mercato. spesso a vantaggio delle imprese e delle aziende
agricole di grandi dimensioni, delle aree a maggiore
Sovrapproduzione, problematiche ambientali e potenziale e delle enclave agricole specializzate. Al
timori da parte dei consumatori in merito alla salute contrario, e di conseguenza, le aree caratterizzate
e alla qualità hanno portato a diverse riforme della da un’agricoltura di piccola scala o contadina e le
PAC, con l’adozione di misure quali la riduzione aree agroecologiche marginali hanno assistito a un
dei prezzi di intervento (riforma MacSharry del drammatico processo di abbandono e spopolamento.
1992), la condizionalità ad obiettivi ambientali e
il sostegno alla multifunzionalità e allo sviluppo Queste dinamiche sono state “compensate” in parte
rurale (Agenda 2000), e il disaccoppiamento dei dall’arrivo dei migranti nelle aree rurali, che hanno
pagamenti diretti dalla produzione per mezzo soddisfatto la domanda di manodopera a basso costo,
di un sistema semplificato (riforma Fischler del flessibile e just-in-time, ma anche contrastato l’esodo
2003). In seguito agli accordi con l’Organizzazione dalle campagne e il calo demografico. Oltre che per
Mondiale del Commercio (OMC), la PAC si è il contributo diretto alle attività agricole, la presenza
progressivamente orientata al mercato e alla e il ruolo dei migranti sono stati determinanti per
sostenibilità dell’agricoltura. Tuttavia, in realtà, i la rivitalizzazione delle aree rurali in tutta Europa
relativi effetti distorsivi hanno favorito i trasformatori (Kasimis et al. 2010; Caruso e Corrado 2015; Nori
alimentari, l’industria agrochimica e le grandi 2018; ENRD 2018).
aziende agricole, ma anche gli operatori commerciali
maggiormente orientati alle esportazioni e la grande In vista della prossima riforma della PAC, la
distribuzione, con un impatto controverso sui paesi Commissione nella sua Comunicazione “Futuro
in via di sviluppo (Fritz 2011; Blanco 2018). In Italia, dell’alimentazione e dell’agricoltura” (2017) ha
la distribuzione disomogenea della PAC ha favorito sottolineato che “la futura PAC dovrà svolgere un
in particolare le regioni del nord, le grandi aziende ruolo maggiore, affrontando le cause di fondo della
agricole e l’industria alimentare (Sotte 2017). migrazione”. Inoltre, ha affermato che l’agricoltura
offre opportunità di lavoro stagionali e che “la PAC
Le certificazioni di qualità volte a sostenere lo può svolgere un ruolo nell’aiutare i migranti legali,
sviluppo rurale (ad es. agricoltura biologica e in particolare i rifugiati, a inserirsi e integrarsi nelle
denominazioni di origine) sono ampiamente diffuse comunità rurali”.

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Migrazioni e lavoro agricolo in italia: le ragioni di una relazione problematica Dicembre 2018

In Italia, anche i programmi di sviluppo rurale stato adottato alcun provvedimento per regolarizzare
regionali (2014-2020) riflettono una nuova, ma i migranti senza permesso di soggiorno; l’ultima
ancora decisamente insufficiente, attenzione ai sanatoria risale infatti al 2012.
migranti nelle aree rurali.

La condizionalità nei finanziamenti della PAC, per


TABELLA 5
gli agricoltori, al rispetto dei diritti dei lavoratori è
Quote annuali programmate (totale e lavoro
richiesta da tempo dal Coordinamento Europeo Via
stagionale), 2001-2018
Campesina (European Coordination Via Campesina,
ECVC) ed è stata recentemente sostenuta da
associazioni sindacali italiane come CGIL e USB. TOTAL LAVORO STAGIONALE
Una forma di condizionalità è citata in una recente 2001 89,400 39,400
comunicazione della Commissione al Parlamento 2002 79,500 60,000
europeo (2018) sul sostegno ai piani strategici
2003 79,500 68,500
che gli Stati membri devono redigere nell’ambito
della Politica Agricola Comune. Nel capitolo sui 2004 79,500 50,000
pagamenti diretti, si propongono benefici per i 2005 99,500 45,000
datori di lavoro che tengono conto dei costi standard 2006 550,000 80,000
della manodopera agricola, del rispetto dei diritti
2007 252,000 80,000
dei lavoratori e delle condizioni di lavoro. Tuttavia,
tale disposizione è ancora considerata “troppo 2008 230,000 80,000
astratta e non punitiva per chi non rispetta i diritti 2009 80,000 80,000
dei lavoratori” (intervista ad Antonio Onorati, ARI/ 2010 184,080 80,000
ECVC, 9 ottobre 2018).
2011 60,000 60,000
2012 52,850 35,000

LE POLITICHE ITALIANE 2013 47,850 30,000


2014 32,850 15,000
a. Migrazione e asilo 2015 30,850 13,000
2016 30,850 13,000
La politica italiana in materia di immigrazione
prevede un sistema di ingresso nel territorio 2017 30,850 17,000
nazionale per i lavoratori stranieri che si basa su 2018 30,850 18,000
un meccanismo di chiamata a distanza da parte
di un datore di lavoro residente in Italia (legge n. Fonte: elaborazione dati Fondazione Leone Moressa 2011 e
Ministero degli Interni
40/1998). Il numero dei lavoratori migranti che
può entrare nel territorio è definito in un decreto
governativo annuale (Decreto Flussi), che stabilisce
le quote per le varie categorie di lavoratori. Tuttavia, In questo scenario, l’assenza di un sistema di
questo sistema si è dimostrato inadeguato e difficile ingresso efficace per i lavoratori stranieri, in grado di
da attuare, e ha funzionato principalmente come soddisfare la domanda di manodopera in settori quali
un meccanismo per regolarizzare i lavoratori l’agricoltura, è stata compensata principalmente
stranieri già presenti sul territorio italiano (Amnesty dall’arrivo di un numero crescente di migranti
International 2012; Salis 2012). dagli Stati membri dell’Est Europa, ma anche da
richiedenti asilo e rifugiati extracomunitari (Dines
Dal 2011, le quote per lavoro dipendente non e Rigo 2015). Le varie situazioni di vulnerabilità
stagionale sono state ridotte drasticamente, mentre di questi migranti sembrano tradursi in diverse
le quote per i lavoratori stagionali sono state situazioni di sfruttamento (Palumbo e Sciurba 2018).
praticamente dimezzate. Allo stesso tempo, non è

19
Migrazioni e lavoro agricolo in italia: le ragioni di una relazione problematica Dicembre 2018

Nel caso dei richiedenti asilo, le lunghe procedure del 2017 (Asgi 2017). Molti di questi centri spesso
burocratiche per il riconoscimento della protezione nondispongono di strutture e servizi in condizioni
internazionale – che durano in media 13-14 mesi igieniche e di sicurezza adeguate, sono sovraffollati
(Sciurba 2018) – insieme con la mancanza di sistemi e non offrono programmi di inclusione efficaci.
di ospitalità e tutela adeguati a livello nazionale, Inoltre, a volte sono situati in aree rurali isolate,
producono una situazione di incertezza e precarietà, dove possono diventare un serbatoio di manodopera
che contribuisce ad accentuare la condizione migrante a basso costo e facilmente sfruttabile, in
di vulnerabilità e, di conseguenza, il rischio di particolare in agricoltura (Corrado e D’Agostino
sfruttamento. 2018).

La situazione di vulnerabilità dei richiedenti asilo Almeno 10.000 persone, tra cui richiedenti asilo e
e dei migranti in generale sarà con ogni probabilità beneficiari di protezione internazionale, risultano
esacerbata ulteriormente dalle disposizioni già escluse dal sistema di accoglienza e vivono in
del decreto-legge n. 113/2018 su immigrazione insediamenti informali (MSF 2018). Tuttavia, questo
e sicurezza (cd. “Decreto Salvini”), adottato numero è destinato ad aumentare per effetto delle
nell’ottobre 2018 e convertito con modificazioni nella disposizioni del Decreto Salvini.
legge n. 132/2018. Il decreto abolisce il permesso di
soggiorno per motivi umanitari, istituito dal decreto Infine, il decreto Salvini prevede che i richiedenti
legislativo n. 286/98 (Testo unico delle disposizioni asilo non possano iscriversi all’anagrafe comunale,
concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme con il conseguente rischio di esclusione da una serie
sulla condizione dello straniero) per tutelare le di servizi e diritti sanitari e di assistenza sociale.
persone in situazioni di vulnerabilità e di violazioni
dei diritti umani costituzionalmente protetti. Questo
tipo di permesso è stato concesso essenzialmente
b. Sfruttamento e tratta di esseri
nei casi di diniego della protezione internazionale. umani
L’effetto immediato del decreto 113/2018 sarà La risposta delle istituzioni allo sfruttamento
pertanto l’aumento dei rigetti delle domande di asilo dei lavoratori migranti in agricoltura è stata
senza offrire più alcuna altra forma di protezione caratterizzata essenzialmente da un approccio
alternativa; di conseguenza, si verificherà un di natura repressiva, focalizzato soprattutto sulla
incremento del numero di persone prive di un persecuzione dei caporali, ritenuti i principali
titolo che renda certa la loro permanenza e, proprio responsabili dello sfruttamento in agricoltura. Nel
per questo, ancora più a rischio di sfruttamento 2011, in particolare, l’articolo 603bis del codice
(intervista ad Alessandra Sciurba, Clinica Legale per i penale ha introdotto il reato di “intermediazione
Diritti Umani – CLEDU, 23 ottobre 2018). illecita e sfruttamento del lavoro”. Tuttavia, questa
disposizione si è rivelata di difficile attuazione
In linea con un approccio all’immigrazione basato (Mancini 2017).
sull’emergenza, il decreto Salvini esclude inoltre
i richiedenti asilo dal sistema di accoglienza Nel 2012, con il decreto legislativo n. 109/2012,
decentrato, lo SPRAR (Sistema di Protezione per l’Italia ha attuato la direttiva relativa alle sanzioni
Richiedenti Asilo e Rifugiati), gestito dai Comuni, nei confronti dei datori di lavoro che impiegano
in collaborazione con il terzo settore, e volto stranieri privi di permesso di soggiorno (2009/52/
all’inclusione sociale e lavorativa dei migranti. I CE). Tuttavia la direttiva è stata recepita in modo
richiedenti asilo possono essere accolti nei centri inadeguato, perdendo l’occasione per adottare
governativi di prima accoglienza o nei Centri di alcune disposizioni importanti, come ad esempio
Accoglienza Straordinaria (CAS), dove già si trova quelle concernenti il recupero delle retribuzioni non
la stragrande maggioranza – circa l’80% alla fine corrisposte (MEDU 2015).

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Migrazioni e lavoro agricolo in italia: le ragioni di una relazione problematica Dicembre 2018

La Direttiva 2011/36/UE sulla tratta di esseri umani rivelato che molti casi riguardano l’agricoltura e
è stata recepita con il decreto legislativo n. 24/2014, che la maggior parte delle vittime di sfruttamento
ma anche in questo caso in modo incompleto e è costituita da migranti regolari, di cui molti
inadeguato, in particolare per quanto riguarda comunitari, ma vi sono anche italiani. Tuttavia, nei
le disposizioni concernenti i diritti delle vittime procedimenti esaminati non c’è alcun riferimento
(Palumbo 2016). all’articolo 18 decreto legislativo n. 286/1998 (Santoro
e Stoppioni 2018). In proposito, Marco Omizzolo (In
In questo contesto, la legge n. 199/2016 sul contrasto Migrazione) ha evidenziato come spesso le vittime
ai fenomeni del lavoro nero e dello sfruttamento che decidono di denunciare alle autorità i propri
del lavoro in agricoltura rappresenta in una certa datori di lavoro non ricevano un’assistenza e una
misura un passo in avanti importante. La legge ha protezione adeguate (intervista, 11 ottobre 2018).
riformulato l’articolo 603bis del codice penale e
introdotto sanzioni sia per gli intermediari illeciti La legge n. 199/2016 ha inoltre apportato modifiche
che per i datori di lavoro che sfruttano i lavoratori alla disciplina della Rete del Lavoro agricolo di Qualità,
approfittando del loro stato di bisogno. La nuova istituita con il decreto legislativo n. 91/2014 al fine
disposizione prevede anche l’arresto obbligatorio di selezionare le aziende che si distinguono per il
in flagranza e la confisca obbligatoria del denaro, rispetto delle norme in materia di lavoro, legislazione
dei beni e di altre utilità di cui il condannato, anche sociale, imposte sui redditi e sul valore aggiunto. La
per interposta persona, risulti titolare. Inoltre, il legge prevede l’articolazione della Rete in “sezioni
nuovo reato è inserito tra gli illeciti che prevedono la territoriali” per lo sviluppo di politiche attive sul
responsabilità amministrativa degli enti. mercato del lavoro e la promozione di modalità
sperimentali di intermediazione. Tuttavia, la
La legge inoltre stabilisce che le vittime di creazione e attivazione di queste sezioni territoriali è
sfruttamento del lavoro possano avvalersi stata ostacolata dal basso livello di collaborazione tra
dell’articolo 18 del Testo unico sull’immigrazione gli organi istituzionali interessati (Mininni 2018) e da
(decreto legislativo n. 286/98), che prevede il rilascio parte delle aziende (Carchedi 2018; Caruso 2018). Su
di uno speciale permesso di soggiorno per le persone un totale di 740.000 aziende agricole in Italia, fino al
straniere vittime di violenza o grave sfruttamento, 2018 solo 1.300 avevano aderito alla Rete (dati INPS).
non necessariamente subordinato alla loro
collaborazione nel procedimento penale (attraverso Nonostante la crescente attenzione rivolta alla
il cosiddetto “percorso sociale”). La norma stabilisce problematica dello sfruttamento del lavoro, il
inoltre che le vittime (non solo i cittadini di paesi numero di ispezioni nel settore agricolo è diminuito,
terzi ma anche i cittadini europei) partecipino a un passando da 14.397 nel 2006 a 7.265 nel 2017. In
programma di assistenza e integrazione sociale. questo periodo, le evidenze di lavoro irregolare
Tuttavia, va detto che l’articolo 18 è stato applicato sono rimaste significativamente elevate e costanti,
in modo disomogeneo a livello territoriale e spesso mentre il numero di lavoratori agricoli irregolari
il permesso di soggiorno è rilasciato solo in caso di identificati nell’ambito delle ispezioni è diminuito
collaborazione delle vittime nelle indagini (Palumbo da 10.048 nel 2006 a soli 5.222 nel 2016. Pertanto,
2016). i controlli pubblicizzati con ampia retorica non
trovano riscontro nella realtà: il rapporto percentuale
Esaminando 46 inchieste, intraprese da 16 procure, tra il numero di ispezioni e le irregolarità verificate
sul reato di intermediazione illecita e sfruttamento è rimasto essenzialmente inalterato, cioè intorno al
del lavoro ai sensi dell’articolo 603bis, come 70% (Tabella 6).
modificato dalla legge n. 199/2016, uno studio ha

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Migrazioni e lavoro agricolo in italia: le ragioni di una relazione problematica Dicembre 2018

TABELLA 6
Ispezioni e irregolarità nel lavoro agricolo

2006 2008 2010 2012 2014 2016 2017


Aziende agricole
14,397 10,752 7,816 5,652 5,434 8,054 7,265
ispezionate
Lavoratori agricoli
10,048 9,543 7,102 4,297 3,720 5,512 5,222
irregolari
Numero di ispettori 6,453 4,500

Fonte: elaborazione dati di Ministero del Lavoro, Ispettorato Nazionale del Lavoro, Rapporti Annuali dell’Attività di Vigilanza in materia di
lavoro e legislazione sociale

A livello locale, l’attenzione rivolta ai fenomeni di D’altro canto, anche quelle considerate come
sfruttamento del lavoro ha portato essenzialmente buone leggi regionali contro lo sfruttamento – ad
all’adozione di politiche umanitarie di emergenza, esempio quella adottata dalla Regione Calabria nel
piuttosto che allo sviluppo di politiche strutturali 2014 – sono state attuate in modo inadeguato dalle
volte ad affrontare il problemi legati al reclutamento, istituzioni locali (intervista a Jean René Bilongo,
al trasporto e agli alloggi. Ad esempio, a Rosarno FLAI-CGIL, 12 ottobre 2018).
(Reggio Calabria), dal 2011 la domanda di alloggi
per i lavoratori stagionali è stata soddisfatta Nel 2014-2015, in Puglia le istituzioni regionali
principalmente con la creazione di tendopoli lontane hanno provato a contrastare il caporalato istituendo
dai centri urbani, senza servizi di trasporto, sotto la un sistema di certificazione trasparente (con il
costante sorveglianza della polizia. Queste soluzioni conferimento del bollino etico “Equapulia, No al
sono inoltre inadeguate al numero di lavoratori lavoro nero”) per i datori di lavoro che assumono i
presenti durante la stagione di raccolta delle arance. lavoratori con contratti regolari. Tuttavia, il progetto
è fallito a causa della scarsa partecipazione da parte
delle aziende agricole.

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Migrazioni e lavoro agricolo in italia: le ragioni di una relazione problematica Dicembre 2018

LA SEZIONE TERRITORIALE DELLA RETE AGRICOLA DI QUALITÀ DI FOGGIA

La sezione territoriale della Rete Agricola di Qualità di Foggia (Puglia) è stata attivata nel marzo
2018. I suoi membri comprendono: rappresentanti delle associazioni sindacali, associazioni di
categoria, prefettura locale, rappresentanti della Regione Puglia e della Provincia di Foggia, centri
per l’impiego, Agenzia delle Entrate, ispettorati del lavoro e INPS.

La sezione si occupa di tre questioni: l’intermediazione tra domanda e offerta di manodopera,


il trasporto e l’accoglienza dei lavoratori stagionali. Attualmente la sezione sta operando per
la compilazione di un database dei lavoratori agricoli presso i centri per l’impiego, che possa
facilitare le aziende per l’assunzione dei lavoratori in modo trasparente e senza ricorrere a
intermediari irregolari.

La Regione Puglia si è offerta di finanziare un bando pubblico, rivolto al terzo settore o a privati,
per lo sviluppo di un servizio gratuito di trasporto per i lavoratori, con minibus, e la creazione di
una app simile a Uber tramite la quale le aziende possono indicare quando e dove prelevare i
lavoratori e dove trasportarli al lavoro nelle campagne.

Tuttavia, la mancanza di interesse e collaborazione da parte delle aziende, che dovrebbero fornire
alla sezione territoriale informazioni necessarie sul periodo delle loro attività e sul numero di
lavoratori di cui hanno bisogno,ostacola la realizzazione di questo progetto. Come sottolineato da
Daniele Iacovelli della FLAI-CGIL, “probabilmente molte aziende vedono con timore e sospetto la
possibilità di rendere tracciabili i trasporti, in quanto tracciare il trasporto dei lavoratori significa
anche verificarne la regolarità contrattuale e contributiva” (intervista, 17 ottobre 2018).

La Regione Puglia punta ad allestire 400 moduli abitativi per i lavoratori stagionali. Tuttavia,
molti Comuni si sono opposti alla installazione di questi moduli all’interno del proprio territorio.
Il Comune di San Severo è riuscito a sottoscrivere un accordo con l’azienda agricola Fortore, di
proprietà della Regione Puglia, per l’allestimento di alcuni moduli abitativi presso la sua sede
entro il 2018.

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Migrazioni e lavoro agricolo in italia: le ragioni di una relazione problematica Dicembre 2018

IL CONTESTO DELL’EUROPA
MERIDIONALE: SFIDE COMUNI
IN GRECIA E SPAGNA

Italia, Grecia e Spagna presentano diverse In Spagna, le stime ufficiali indicano 171.600
similitudini per quanto concerne le caratteristiche lavoratori migranti, pari circa al 23,2% del totale della
e l’organizzazione dell’agricoltura. In particolare, la forza lavoro salariata in agricoltura (Cuesta e Sánchez
predominanza di colture mediterranee implica una 2017). Tuttavia, il loro numero è sottostimato, in
domanda di manodopera stagionale che richiede quanto ad esempio non sono considerati i contratti
un numero elevato di lavoratori in brevi periodi temporanei. In Grecia, le stime indicano che i
di raccolta. Inoltre, in questi paesi l’agricoltura migranti costituiscono il 90% del totale della forza
è caratterizzato dalla significativa persistenza di lavoro salariata in agricoltura (Papadopoulos 2015).
piccole e medie aziende a gestione familiare, che Come in Italia, anche i mercati del lavoro di Spagna e
mantengono livelli di occupazione più elevati. La Grecia seguono una stratificazione etnica del lavoro
crescita della percentuale relativa di lavoratori segnata da una sostituzione continua dei lavoratori.
migranti è però spiegata dal crescente peso della La vicinanza geografica ha determinato lo sviluppo di
manodopera di tipo non familiare e non regolare. un fenomeno circolare di migrazione e reclutamento
di lavoratori, albanesi in Grecia (Labrianidis e Sykas
Inoltre, questi paesi sono caratterizzati da una 2009) e marocchini in Spagna (Checa 2001; Hellio
tradizione di emigrazione consolidata e da una storia 2016).
estremamente recente di immigrazione, al punto
che alcuni ricercatori parlano di un vero e proprio In generale, in un mercato del lavoro sempre più
“modello di migrazione mediterraneo” (King et frammentato, sono subentrati anche migranti
al. 2000), in cui l’impiego di natura temporanea in provenienti dall’Africa subsahariana e dagli Stati
agricoltura rappresenta uno sbocco per i migranti membri dell’UE, con i gruppi più vulnerabili che
appena arrivati. competono con i lavoratori locali e i migranti di lunga
permanenza.

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Migrazioni e lavoro agricolo in italia: le ragioni di una relazione problematica Dicembre 2018

Le dinamiche dei lavoratori migranti in Spagna sono e l’ostilità sociale alla loro presenza nelle strade.
caratterizzate da una spiccata mobilità circolare Differenze salariali, precarietà, marginalizzazione e
interna legata ai periodi di raccolta, ad esempio flessibilità estrema sono elementi ricorrenti in tutti i
tra Murcia, Alicante, Albacete e Almería, oppure paesi mediterranei, ma rivestono un ruolo differente
tra Barcellona e le province di Tarragona e Girona, nei vari contesti.
oppure tra Valencia, Alicante, Castellón e Barcellona
(Observatorio de las Ocupaciones 2014; Viruela e Lo sviluppo dell’agricoltura intensiva in Spagna,
Torres Pérez 2015). negli anni ‘80-90, è stato assicurato in gran parte dai
lavoratori migranti. Il reclutamento dei lavoratori
Nel contesto della crisi economica greca, i lavoratori migranti stagionali nei rispettivi paesi di origine
migranti – in particolare albanesi, bulgari e rumeni (contratación en origen) è avvenuto nel corso degli
– hanno aumentato la loro mobilità geografica tra anni sotto la “politica delle quote”, nell’ambito del
le varie aree rurali in risposta alla loro condizione sistema di immigrazione della manodopera standard
precaria, di insicurezza occupazionale e al basso (detto anche Régimen General) e del Régimen especial
status socio-economico. Anche i migranti asiatici de los trabajadores de temporada, nella legge quadro di
si sono trasferiti dalle aree urbane a quelle rurali immigrazione (Ley Orgánica 4/2000). Questo tipo di
per impieghi di breve termine (Papadopoulos 2012; accordo ha creato un canale formale per un processo
Papadopoulos e Fratsea 2016). decisionale consensuale e flessibile, che ha coinvolto
diversi attori pubblici e privati (associazioni di
L’isolamento e la segregazione spaziale in categoria comprese), permettendo loro di selezionare
baraccopoli e aziende agricole abbandonate sono gli i lavoratori nei rispettivi paesi di origine. Questo
elementi comuni delle locali “politiche di mancata modello di regolamentazione della manodopera
accoglienza”, volte a contrastare l’insediamento o migrante è stato criticato, in quanto spesso i datori
l’integrazione dei lavoratori nei territori, al di fuori di lavoro non rispettano i regolamenti esistenti in
dei periodi di raccolta. materia di lavoro stagionale, in spregio ai diritti
dei lavoratori. Inoltre, incrementando le barriere
I frequenti episodi di violenza o razzismo da parte all’immigrazione e offrendo pochissime opportunità
delle popolazioni locali nei confronti dei lavoratori ai lavoratori extracomunitari di lavorare legalmente
stagionali – come nei casi di El Ejido in Spagna nel in Spagna, i migranti sono diventati maggiormente
2001, Rosarno in Italia nel 2010 e Manolada in Grecia dipendenti dai datori di lavoro o dagli intermediari, e
nel 2013 – mostrano l’ambiguità della coesistenza di conseguenza più vulnerabili ad abusi.
tra la domanda di manodopera migrante nei campi

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Migrazioni e lavoro agricolo in italia: le ragioni di una relazione problematica Dicembre 2018

LA PRODUZIONE DELLE FRAGOLE A MANOLADA

A Manolada, la produzione delle fragole è caratterizzata da un ampio ricorso all’orticoltura e


alle serre. Il boom della coltivazione delle fragole è stato determinato da numerosi fattori: la
sostituzione delle varietà di fragole a basso fabbisogno di freddo con quelle ad alto fabbisogno
di freddo, che prolunga quindi il periodo di raccolta e ne migliora le proprietà organolettiche;
l’istituzione di un consorzio per l’esportazione; e, infine, la disponibilità di manodopera migrante a
basso costo e flessibile (Papadopoulos e Fratsea 2016).

Mentre il numero di lavoratori albanesi, bulgari e rumeni a Manolada è diminuito


progressivamente, il numero di bangladesi è aumentato. I migranti bangladesi, in gran parte
celibi e con un livello di istruzione estremamente basso, vivono in dormitori collettivi o
tendopoli improvvisate. Inoltre, gran parte di essi non ha un permesso di soggiorno regolare e, di
conseguenza, è più vulnerabile allo sfruttamento.

Nel 2013, 150 lavoratori bangladesi hanno organizzato uno sciopero a Manolada per reclamare
i salari non corrisposti. Una delle guardie armate del datore di lavoro ha fatto fuoco sui
manifestanti, ferendone gravemente 30. Il caso è stato portato all’attenzione della Corte europea
dei diritti dell’uomo (CEDU), che nel 2017, con la sentenza Chowdury et al. v. Grecia, ha affermato
che le condizioni di lavoro dei migranti bangladesi erano paragonabili a lavoro forzato e tratta di
esseri umani, e che la Grecia aveva dunque violato i propri impegni ai sensi dell’articolo 4 della
Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali.

Tuttavia, dopo la sentenza della CEDU non sono state attuate misure significative per prevenire
e contrastare lo sfruttamento in agricoltura in Grecia: “La risposta del governo è stata improntata
essenzialmente su un approccio repressivo, mentre sarebbe necessario definire un sistema di
permessi di lavoro per l’agricoltura e rafforzare i diritti dei lavoratori, indipendentemente dallo
status giuridico” (intervista a Simon Cox, 19 ottobre 2018).

Nel 2017, Open Society Foundation (OSF) ha avviato un progetto paralegale, in collaborazione
con l’organizzazione non governativa greca Generation 2.0, per realizzare servizi di comunità a
Manolada, attivando ad esempio una clinica legale mobile per rispondere al bisogno di assistenza
legale e garantire il rispetto dei diritti dei lavoratori migranti.

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Migrazioni e lavoro agricolo in italia: le ragioni di una relazione problematica Dicembre 2018

L’intermediazione privata dei lavoratori agricoli Ogni due anni, una decisione interministeriale
è assicurata dalle imprese di lavoro temporaneo stabilisce il numero massimo di lavoratori
(Empresas de trabajo temporal, ETT), regolamentate stagionali ammessi per regione e settore. I cittadini
dalla legge n. 14/1994, che controllano gran extracomunitari possono entrare nel paese per
parte dei contratti nelle aree come Valencia o motivi di lavoro per un massimo di sei mesi, tramite
Murcia. Durante la stagione della raccolta, i un sistema di “invito” o “chiamata” (metaklisi), che
lavoratori possono avere diversi tipi di contratti. tuttavia risulta di difficile attuazione.
Le imprese di lavoro temporaneo provvedono al
trasferimento dei lavoratori tra regioni, province Nell’aprile 2016, la legge è stata modificata (articolo
o Stati, e contribuiscono in modo determinante 13a della legge n. 4251/2014), in modo che i datori di
alla segmentazione etnica, alla sostituzione e lavoro agricoli nelle regioni dove esistono posizioni di
alla rotazione della forza lavoro per assicurare la lavoro stagionale già i autorizzate possano reclutare
flessibilità richiesta, ma alimentando anche una cittadini di paesi terzi irregolari o richiedenti asilo già
considerevole insicurezza occupazionale. presenti in Grecia, così fornendo loro un permesso di
soggiorno temporaneo di sei mesi. Questa modifica
In Grecia, i migranti hanno colmato la carenza ha introdotto l’uso dei cosiddetti token per il lavoro
di manodopera locale e contribuito a mantenere (ergosima), come garanzia di pagamenti e salari, per
bassi i salari in agricoltura e, di conseguenza, i costi facilitare il ricorso da parte dei datori di lavoro ai
di produzione, favorendo così il mantenimento o migranti irregolari (Papadopoulos e Fratsea 2017).
addirittura l’espansione dell’attività agricola (Kasimis
e Papadopoulos 2005; Kasimis et al. 2010). Tuttavia, questa nuova disposizione non sembra aver
risolto in modo efficace il problema dell’irregolarità
Numerosi accordi bilaterali hanno agevolato un in agricoltura in Grecia. In primo luogo, l’attuazione
processo di mobilità stagionale/circolare con di questo sistema è gestita dalle prefetture locali, che
Albania, Bulgaria ed Egitto (Triandafyllidou 2013). spesso non hanno le risorse necessarie per esaminare
L’introduzione di un visto di tre mesi per i cittadini un numero di domande considerevole. In secondo
albanesi ha consentito loro di conseguire più luogo, dal punto di vista dei lavoratori, non si tratta di
facilmente un lavoro stagionale nei periodi di picco, una soluzione, in quanto la disposizione “vincola” il
sebbene lavorando in modo irregolare. Le successive lavoratore all’azienda agricola e prevede il rilascio di
leggi sull’immigrazione hanno quindi introdotto un permesso di soggiorno di soli sei mesi, al termine
una serie di disposizioni specifiche per i lavoratori dei quali consegue pertanto l’espulsione (intervista
stagionali/temporanei. a Simon Cox, Open Society Justice Initiative, 19
ottobre 2018).

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Migrazioni e lavoro agricolo in italia: le ragioni di una relazione problematica Dicembre 2018

LA PRODUZIONE DELLE FRAGOLE NELLA REGIONE DI HUELVA

Negli ultimi venti anni, Huelva si è affermata come la regione di produzione delle fragole più
grande d’Europa, con una produzione annuale di 260.000 tonnellate, pari al 35% circa dell’intera
produzione europea. Se il lavoro autunnale di semina richiede 1.000 lavoratori, per la raccolta
sono necessari almeno 60.000 lavoratori. In Spagna, oltre il 90% della forza lavoro reclutata en
origen è concentrata nella regione di Huelva ed è organizzata dall’associazione interprofessionale
locale FresHuelva.

Per diversi anni, nei mesi primaverili, convogli di autobus provenienti da Polonia e Romania
portavano migliaia di donne a Huelva per soddisfare la domanda di manodopera; le lavoratrici
meno produttive venivano rimandate indietro dopo 15 giorni di prova oppure quando non erano
più necessarie per i periodi di picco della raccolta, in quanto l’accesso quotidiano al lavoro veniva
utilizzato come strumento di punizione o ricompensa delle lavoratrici.

Dopo l’allargamento dell’UE nel 2007, per qualche anno le donne dell’Europa orientale sono state
sostituite da lavoratrici reclutate nelle aree rurali del Marocco, con l’obbligo di avere figli come
garanzia per il rispetto della clausola di ritorno nel paese di origine al termine della raccolta.

Nel 2014, quando è stato istituito nuovamente il sistema delle quote e alla luce della crisi
economica, il 37% dei 57.694 contratti è stato sottoscritto con lavoratrici rumene, che sono quindi
ridiventate il gruppo più numeroso (Caruso 2016).

Nel 2018, le lavoratrici marocchine in Spagna hanno organizzato diversi scioperi e manifestazioni
contro abusi, forme di sfruttamento e violenze sessuali, anche da parte dei datori di lavoro
(Moreno Nieto e Hellio 2018).

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Migrazioni e lavoro agricolo in italia: le ragioni di una relazione problematica Dicembre 2018

LE BUONE PRATICHE CONTRO


LO SFRUTTAMENTO DEL LAVORO

Negli ultimi anni, diversi attori hanno lanciato una Il programma “Buoni e Giusti” punta a rafforzare
serie di pratiche e iniziative contro lo sfruttamento questa strategia tramite il controllo verticale.
del lavoro, soprattutto sotto forma di sistemi di Inizialmente sono state individuate 13 filiere
certificazione della qualità, a cui hanno contribuito ortofrutticole a rischio. In seguito, il programma è
sia una maggiore sensibilità da parte dei consumatori stato esteso ad altre categorie. Nell’ultima campagna,
sia nuove forme di organizzazione dei lavoratori Coop afferma di aver incluso più di 800 fornitori
agricoli. ortofrutticoli (marchi privati e non, nazionali e
locali), per un totale di 70.000 aziende agricole
In particolare, i sistemi di certificazione della qualità coinvolte nelle filiere, con un programma di controlli
sono stati promossi sulla base di tre modelli: strategie basati sulle analisi dei rischi. Coop ha cercato di
di responsabilità d’impresa, reti agroalimentari abbinare questo approccio alle iniziative governative,
alternative, commercio equo e solidale. invitando tutte le aziende che rispettano gli standard
della campagna ad aderire alla Rete del Lavoro
La maggiore attenzione da parte dell’opinione agricolo di Qualità.
pubblica, le azioni di denuncia delle pratiche di
sfruttamento e le inchieste che hanno evidenziato Inoltre, Coop ha puntato l’attenzione anche su filiere
le responsabilità della grande distribuzione hanno del settore alimentare fortemente dipendenti dalla
portato la grande catena cooperativa di supermercati produzione agricola come quelle del vino e dell’olio
Coop Italia ha lanciare, nel 2016, la campagna “Buoni d’oliva. Dal gennaio 2018, sono stati organizzati
e Giusti”, per una filiera di produzione e distribuzione numerosi controlli dei diritti dei lavoratori
etica in tutta Italia. Nel 1998, Coop Italia è diventata presso i fornitori a marchio Coop della linea di
la prima azienda in Europa e l’ottava al mondo ad prodotti Origine Ortofrutta, che hanno portato
aderire allo standard etico SA8000. I produttori a a un maggiore impegno da parte dei produttori,
marchio Coop devono sottoscrivere un codice di responsabilizzandoli in merito alle rispettive filiere.
condotta basato su questo standard. Il programma
prevede diverse ispezioni e controlli a campione Il riscontro da parte dei consumatori è stato
lungo la filiera, condotti ogni anno direttamente positivo e l’iniziativa, supportata anche da una
presso gli stabilimenti produttivi, mediante interviste massiccia campagna di comunicazione, sembra aver
anonime ai lavoratori in merito alle condizioni contribuito a sensibilizzare i soci Coop, che hanno a
di impiego e con osservatori privilegiati, come loro volta risposto positivamente.
rappresentanti dei sindacati o delle associazioni di
categoria.

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Migrazioni e lavoro agricolo in italia: le ragioni di una relazione problematica Dicembre 2018

Un altro modello rilevante prende le mosse dalla la coltivazione e la produzione di prodotti locali,
campagna di SOS Rosarno, lanciata nel 2011 – un coinvolgono sia italiani che migranti, contrastano
anno dopo una rivolta dei lavoratori africani – da due lo sfruttamento della manodopera in agricoltura,
associazioni di attivisti, Africalabria ed Equosud, distribuiscono i propri prodotti tramite canali
nella Piana di Gioia Tauro-Rosarno in Calabria, per alternativi in collaborazione con i GAS e aderiscono
contrastare lo sfruttamento dei lavoratori agricoli alla rete di mutuo soccorso Fuori Mercato.
e dei piccoli produttori nella filiera di produzione
degli agrumi. SOS Rosarno ha promosso una Un’altra iniziativa rilevante è la campagna Tomato
filiera alternativa delle arance prodotte da piccoli Revolution lanciata da Altromercato, la principale
agricoltori, raccolte da lavoratori migranti regolari realtà di commercio equo e solidale in Italia, con
e distribuite tramite più di 500 GAS (Gruppi di numerosi punti vendita specializzati. Il progetto
Acquisto Solidali). Attualmente l’associazione prevede la produzione di pomodori biologici da
SOS Rosarno comprende diversi produttori che parte di lavoratori con contratti regolari e il supporto
garantiscono contratti di lavoro stagionali regolari degli agricoltori e di diversi progetti sociali in Puglia.
per le attività di raccolta. Questa iniziativa ha Altromercato promuove una filiera trasparente per
consentito ai lavoratori africani di restare nello stesso mezzo di una “etichetta parlante” con informazioni
luogo, evitando la mobilità circolare e forzata da un sul processo di produzione e sugli agricoltori
ghetto all’altro. interessati (in modo simile al marchio biologico Alce
Nero e ai prodotti di qualità certificati del movimento
Per compensare la natura stagionale del lavoro Slow Food).
e del reddito nel modello di agricoltura locale,
basato su una monocoltura di arance destinate Anche il gruppo Ecor NaturaSì, operante nella
all’esportazione, sono state incentivate sia la produzione e nella distribuzione di prodotti biologici,
diversificazione delle colture che la trasformazione. rivendica di assicurare prezzi equi agli agricoltori
Nel 2015 è stata fondata la cooperativa Mani e Terra, tramite una filiera trasparente.
che comprende diversi soci africani e italiani e si
occupa sia della coltivazione del grano sia della Nel 2018, in Puglia Terra! Onlus ha lanciato il progetto
trasformazione in pasta nell’ambito di un progetto “In campo senza caporale”, per lo sviluppo di filiere
denominato “Il Seme che Cresce” (promosso dal trasparenti a garanzia della tutela dell’ambiente
GAS “Utopie Sorridenti”). e del rispetto dei diritti dei lavoratori. Il progetto
promuove l’inclusione sociale di un gruppo di
In risposta allo sfruttamento del lavoro, anche in altre lavoratori stranieri con l’organizzazione di corsi di
regioni meridionali sono nati progetti di agricoltura formazione professionale e il collocamento presso
etica basati su quello di SOS Rosarno, tra cui aziende biologiche selezionate, oltre all’alloggio
Contadinazioni, per la produzione di olive in Sicilia presso i centri urbani nelle vicinanze. I lavoratori e
occidentale, Funky Tomato in Basilicata e Sfruttazero gli agricoltori collaboreranno al lancio di un nuovo
per la salsa di pomodoro in Puglia. Tutte queste prodotto che sarà destinato anche alla grande
iniziative hanno diverse similitudini, in quanto distribuzione, ma con una “etichetta trasparente”.
si tratta di progetti su piccola scala che abbinano

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Migrazioni e lavoro agricolo in italia: le ragioni di una relazione problematica Dicembre 2018

Infine, vale la pena di menzionare l’associazione indiani Sikh in merito a retribuzioni, contratti di
NO CAP, una rete internazionale fondata da Yvan lavoro e intermediazione. Dopo innumerevoli
Sagnet e altri attivisti dopo la rivolta dei lavoratori abusi e frodi, i lavoratori si sono mobilitati sia a
agricoli di Nardò (Puglia) del 2011. L’iniziativa punta livello individuale che collettivo, hanno occupato
a promuovere una catena etica basata sul controllo una serra e nell’aprile 2016 hanno organizzato uno
del rispetto degli standard di qualità del lavoro, dove sciopero, sostenuto dalla Federazione dei Lavoratori
per qualità si intende sia la tutela dell’ambiente che dell’Agroindustria, FLAI-CGIL. Da allora, hanno
dei diritti dei lavoratori. Il marchio NO CAP, che sarà ottenuto salari più elevati e condizioni di lavoro
certificato da terzi, punta a incoraggiare l’impegno migliori, non soltanto in “casi singoli e isolati, ma
degli agricoltori nel mantenere la promessa di addirittura con un confronto più aperto”, nonostante
prezzi più alti e l’attenzione al consumatore. A oggi questi salari siano ancora al di sotto degli standard
è stato avviato un progetto pilota in collaborazione minimi legalmente riconosciuti. Tuttavia, “questa
con un’azienda in provincia di Matera. NO CAP prima vittoria ha contribuito ad accrescere la
ha sottoscritto un accordo con la rete sindacale consapevolezza dei lavoratori” (intervista a Marco
di categoria Altra Agricoltura per incrementare la Omizzolo, In Migrazione, 11 ottobre 2018).
produzione e sta negoziando un contratto con un
distributore di piccole/medie dimensioni. Oltre L’associazione sindacale USB (Unione Sindacale
ai pomodori, NO CAP si propone di promuovere di Base) ha concentrato i propri interventi sulla
la produzione di qualità di alimenti freschi e altri sindacalizzazione e sul maggiore coordinamento
prodotti trasformati, come pasta e olio d’oliva. tra i lavoratori agricoli, in particolare nelle aree di
Inoltre, intende promuovere la costituzione di una Foggia (Puglia) e Rosarno (Calabria). USB offre
cooperativa di lavoratori agricoli e un progetto assistenza legale per la regolarizzazione e il rinnovo
volto all’uso degli immobili confiscati alla mafia per dei permessi di soggiorno nonché per la tutela dei
alloggiare i lavoratori stagionali (intervista a Yvan diritti dei lavoratori. Inoltre, sostiene i lavoratori
Sagnet, 8 ottobre 2018). agricoli nelle loro richieste di trasporto e di altri
servizi essenziali, come l’acqua, l’elettricità e la
Il coinvolgimento di organizzazioni e sindacati si è raccolta dei rifiuti negli accampamenti informali,
dimostrato determinante per la prevenzione e la lotta oltre che di soluzioni alloggiative strutturali,
allo sfruttamento. In Migrazione è una cooperativa gestite autonomamente dai lavoratori agricoli. USB
attiva nella lotta al sistema del caporalato e allo rivendica l’iscrizione presso gli uffici comunali locali
sfruttamento del lavoro, particolarmente nell’area per assicurare sia i diritti che l’accesso ai servizi
dell’Agro Pontino (Lazio). Il suo progetto “Bella sanitari e sociali, e cerca di responsabilizzare i
Farnia” (finanziato dalla regione Lazio) offre corsi produttori affinché provvedano ai trasporti necessari.
di formazione, servizi e informazioni ai lavoratori

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Migrazioni e lavoro agricolo in italia: le ragioni di una relazione problematica Dicembre 2018

OSSERVAZIONI CONCLUSIVE

Questo rapporto si concentra sul settore decisionale politico e strategico del settore agricolo e
agroalimentare nell’Italia meridionale, delle catene del valore agroalimentari. L’etichettatura
analizzandone criticamente l’effettivo dei prodotti alimentari nell’UE è caratterizzata da
funzionamento, al fine di approfondire le dinamiche, una miriade di sistemi differenti e contribuisce ad
i ruoli e fattori alla base delle condizioni attuali di accrescere la consapevolezza dei consumatori in
sfruttamento e vulnerabilità dei lavoratori migranti. merito ai benefici di prodotti sicuri, biologici, sani,
La domanda di una forza lavoro flessibile e just-in- locali/tradizionali ed ecologici. Paradossalmente,
time è infatti spesso associata a condizioni abitative non esiste un sistema di etichettatura ufficiale che
di degrado e al mancato rispetto dei diritti dei attesti le condizioni riservate ai lavoratori agricoli,
lavoratori. nonostante questo sia un aspetto determinante per la
qualità dei processi di produzione.
Contrariamente all’opinione prevalente, i dati
dimostrano che i migranti hanno rappresentato un Questa problematica è particolarmente sorprendente
elemento importante per la resilienza del settore nel contesto italiano, dove il settore agroalimentare
agricolo in Europa e per aiutare il mondo rurale contribuisce significativamente all’immagine e al
a superare la recente crisi economica. I flussi PIL nazionale e dove si pone grande attenzione
migratori hanno contribuito in misura significativa a al marchio Made in Italy e ai prodotti di qualità,
contrastare le disuguaglianze sociali ed economiche ampiamente pubblicizzati sui mercati internazionali
dei mercati del lavoro, colmando i vuoti lasciati dalla con eventi di prestigio come l’Expo 2015 e Terra
popolazione locale e consentendo quindi a numerose Madre, l’incontro annuale organizzato da Slow
aziende agricole, territori e imprese di rimanere Food. Ciò nonostante, l’Italia rimane uno dei paesi
produttive e in attività in tempi difficili. Il contributo con il numero più elevato di lavoratori irregolari
dei migranti alle aree rurali è stato rilevante, non impiegati in agricoltura, oltre a essere l’unico paese
soltanto per il lavoro agricolo, ma anche in virtù di in cui, nonostante lo sfruttamento sistematico, non
molti altri servizi e ambiti sociali e ambientali, come si sia istituito un canale di ingresso legale efficace
ad esempio la selvicoltura, la pastorizia, il lavoro per questa categoria di lavoratori. Al contempo,
domestico e l’assistenza alle persone. l’esistenza di un contratto come condizione
necessaria per il rilascio del permesso di soggiorno
Tuttavia, il ruolo dei migranti tende a essere rende i lavoratori dipendenti dai datori di lavoro,
compreso e riconosciuto solo in parte nel processo esponendoli a dinamiche di ricattabilità e precarietà.

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Migrazioni e lavoro agricolo in italia: le ragioni di una relazione problematica Dicembre 2018

Da questo studio si può quindi trarre una serie di raccomandazioni per affrontare i fattori trainanti alla base della
domanda di lavoro irregolare nel settore agricolo e migliorare le condizioni dei lavoratori:

Politiche a livello europeo


1. Coordinare l’istituzione di canali di ingresso 6. Sfruttare l’opportunità offerta dalla riforma della
in Europa legali e sicuri, stabilendo programmi PAC nell’ambito del nuovo quadro finanziario
regolari per i lavoratori migranti, settore pluriennale e soddisfare la crescente domanda
agroalimentare incluso. La proposta della di prodotti di provenienza etica da parte dei
Commissione europea di progetti pilota per consumatori europei, legando il finanziamento
favorire l’immigrazione legale rappresenta un della PAC e la concessione dei contributi al
passo in questa direzione, ma per consentirne il rispetto dei diritti e degli standard di lavoro,
lancio gli Stati membri dell’UE devono impegnarsi e assicurando l’attuazione di meccanismi di
ad aderire all’iniziativa. monitoraggio e denuncia adeguati.

2. Rivedere le politiche di asilo dell’UE, offrendo 7. Promuovere la diversificazione in agricoltura,


un accesso efficace alle procedure di asilo, filiere alimentari più corte e la sostenibilità
armonizzando i sistemi di accoglienza e ambientale; sostenere i produttori su piccola
assicurando che tutti gli Stati membri forniscano scala, soprattutto nelle regioni in cui questi
programmi di alloggio e inclusione sociale ultimi devono affrontare molteplici fattori che
dignitosi. In mancanza della volontà politica di concorrono ad abbassare i prezzi.
riformare il sistema comune europeo di asilo, è
necessaria un’attuazione più efficace dell’acquis 8. Promuovere l’integrazione di migranti e rifugiati
esistente. nelle aree rurali, fornendo servizi, alloggi,
formazione, trasporti e accesso a opportunità di
3. Rafforzare la tutela dei lavoratori stagionali, lavoro regolare, per mezzo di politiche inclusive
rendendo obbligatorie alcune disposizioni della orientate anche allo sviluppo rurale e che
direttiva 2014/36/UE sui lavoratori stagionali contribuiscano ad attenuare le tensioni sociali a
come quella che consente ai lavoratori migranti di livello locale.
cambiare datore di lavoro.
9. Sostenere le iniziative volte a includere gli
4. Rivedere le politiche dell’UE concernenti la standard di lavoro e produzione nei sistemi di
protezione delle vittime di sfruttamento e tratta etichettatura a livello europeo, seguendo le linee
di esseri umani e assicurare che tutti gli Stati tracciate per la certificazione del commercio equo
membri dell’UE attuino quelle esistenti, come ad e solidale e dei prodotti biologici.
esempio il principio di assistenza incondizionata
alle vittime, indipendentemente dalla loro Le buone pratiche, gli incentivi economici e gli
collaborazione con le autorità investigative e interventi legislativi rappresentano strumenti
il mancato esercizio dell’azione penale, come importanti per la prevenzione dello sfruttamento
sancito dalla direttiva 36/2011/UE sulla tratta di del lavoro, ma ancora più rilevante è lo sviluppo di
esseri umani. un quadro politico coerente e coordinato che tenga
conto dei diversi livelli politici, ponendo al centro
5. Promuovere misure volte a regolamentare in la tutela dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici.
modo migliore e controllare i somministratori di A livello europeo, risulta necessario il contributo
lavoro e le agenzie per l’impiego, comprese quelle dei vari dipartimenti della Commissione europea,
che reclutano i lavoratori in uno o più Stati membri che si occupano di affari interni, impiego e sviluppo
per l’impiego in un altro Stato membro. regionale, per la riforma della PAC, dal momento che
attualmente è la sola Direzione Generale Agricoltura
a occuparsi dell’inclusione sociale.

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Migrazioni e lavoro agricolo in italia: le ragioni di una relazione problematica Dicembre 2018

Politiche a livello nazionale


1. Creare percorsi di ingresso sicuri e legali, 8. Rafforzare l’azione penale contro le infiltrazioni
istituendo canali regolari per i lavoratori migranti criminali nelle filiere.
al fine di soddisfare al meglio la domanda e
l’offerta, a ogni livello di competenze. 9. Assicurare che le “aste al ribasso” e altri sistemi
adottati dalle grandi catene che spingono i
2. Istituire meccanismi di regolarizzazione prezzi al di sotto dei costi di produzione siano
permanenti sulla falsariga del sistema ‘arraigo’ in definitivamente sanzionati.
Spagna, dove i migranti che dimostrano di aver
risieduto nel paese per un determinato numero di 10. Incoraggiare le aziende ad aderire alla Rete del
anni e avere un lavoro possono acquisire lo status Lavoro agricolo di Qualità (ad esempio mediante
legale. incentivi specifici come l’accesso preferenziale
ai bandi di appalto per la fornitura dei servizi di
3. Rivedere il sistema di accoglienza di richiedenti ristorazione a scuole e ospedali).
asilo e rifugiati, fornendo una protezione solida e
sostanziale e misure di integrazione, e invertendo 11. Incoraggiare le istituzioni locali e regionali a
il trend di riduzione dei fondi per l’inclusione collaborare attivamente alla creazione delle
sociale. sezioni territoriali della Rete del Lavoro Agricolo
di Qualità.
4. Provvedere affinché le autorità locali e regionali
definiscano programmi adeguati di alloggio e 12. Incoraggiare le autorità locali e regionali a
trasporto per i lavoratori agricoli migranti, in incrementare i servizi di informazione rivolti
particolare nelle aree di produzione a rischio, ai lavoratori, in merito ai loro diritti nonché
come la Piana di Gioia Tauro-Rosarno in all’accesso alla giustizia e ai rimedi, affinché
Calabria, Foggia e Nardò in Puglia, Ragusa e possano chiedere e ricevere un’assistenza
Campobello di Mazzara in Sicilia, il Vulture-Alto legale qualificata, e a sostenere e rafforzare le
Bradano in Basilicata e Canelli in Piemonte. capacità dei produttori agricoli mediante corsi
di formazione in materia di diritti dei lavoratori,
5. Assicurare assistenza e protezione alle vittime salute e sicurezza sul lavoro, nonché su modelli e
e il rilascio dei permessi di soggiorno per motivi tecniche di produzione sostenibili.
sociali a prescindere dalla loro collaborazione
con la polizia e le autorità giudiziarie, come 13. Incoraggiare le autorità nazionali e regionali a
previsto nella legislazione nazionale in materia di informare e sensibilizzare i consumatori.
immigrazione.
14. Incoraggiare le aziende ad adottare un sistema
6. Sostenere le iniziative delle aziende volte ad di etichettatura indicante l’origine, oltre a
assicurare il rispetto degli standard di lavoro informazioni sulla filiera. 
lungo tutta la filiera e a soddisfare la domanda da
parte dei consumatori di prodotti di provenienza 15. Incoraggiare le istituzioni nazionali e regionali
etica mediante modelli di certificazione ed a formare e supportare le autorità locali affinché
etichettatura a livello nazionale. possano adottare politiche e iniziative inclusive e
partecipative a livello locale.
7. Rafforzare il sistema di ispettorato del lavoro
aumentando il numero di ispettori e prevedendo 16. Incoraggiare le autorità nazionali e regionali a
per loro una formazione aggiornata (rispetto alla supportare il ruolo delle associazioni sindacali
normativa sull’immigrazione e lo sfruttamento dei lavoratori agricoli e delle ONG in materia di
lavorativo, e ai programmi di protezione delle monitoraggio del rispetto di condizioni di lavoro
vittime). eque e di sostegno alle domande di tutela dei
propri diritti da parte dei lavoratori.

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Migrazioni e lavoro agricolo in italia: le ragioni di una relazione problematica Dicembre 2018

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