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Il segreto di una memoria prodigiosa


Testi: Matteo Salvo (matteo@matteosalvo.com - www.matteosalvo.com)
Illustrazioni: tutte le illustrazioni sono state disegnate da Barnaba Orrù e colorate da Gaetano Sabella; la di-
rezione dei lavori sui disegni è di Mauro Gerbaudo. L’immagine di pagina 83 in basso è stata realizzata da
Cecilia Vizzini; le immagini di pagina 82-83 sono state realizzate da Mauro Gerbaudo. Le immagini di pag.
149 e 222 sono di Shutterstock Images.
Foto di Matteo Salvo: Paolo Ranzani
Revisione testi: Andrea Fioroni
Progetto di copertina: JDT (MI)

Redazione Gribaudo
Via Garofoli, 262
37057 San Giovanni Lupatoto (VR)
redazione@gribaudo.it

Responsabile iniziative speciali: Massimo Pellegrino


Responsabile editoriale: Franco Busti
Responsabile di redazione: Laura Rapelli
Redazione: Paola Morelli, Claudia Presotto
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Prestampa: Federico Cavallon, Fabio Compri
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Stampa e confezione: Grafiche Busti srl, Colognola ai Colli (VR),


azienda certificata FSC-COC con codice CQ-COC-000104

© 2011 GRIBAUDO srl


Prima edizione: 2006, 978-88-7906-196-4
Prima edizione ampliata: 2011 [8(E)]
Seconda edizione: 2012 [6(B)]

© 2013 Gribaudo - IF - Idee editoriali Feltrinelli srl


Socio Unico Giangiacomo Feltrinelli Editore srl
Via Andegari, 6 - Milano
info@gribaudo.it - www.feltrinellieditore.it/gribaudo
Terza edizione: 2013 [3(C)]
Quarta edizione: 2014 [9(P)] 978-88-580-0421-0

Tutti i diritti sono riservati, in Italia e all’Estero, per tutti i Paesi. Nessuna parte di questo libro può essere
riprodotta, memorizzata o trasmessa con qualsiasi mezzo e in qualsiasi forma (fotomeccanica, fotocopia,
elettronica, chimica, su disco o altro, compresi cinema, radio, televisione) senza autorizzazione scritta
da parte dell’Editore. In ogni caso di riproduzione abusiva si procederà d’ufficio a norma di legge.

Ogni riferimento a persone, cose o aziende ha l’unica finalità di aiutare il lettore nella memorizzazione.
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prefazione
di Tony Buzan

Chiunque abbia mai provato la frustrazione di aver dimenticato un appuntamento, o abbia mai
lottato per richiamare alla memoria un fatto importante in un momento cruciale, dovrebbe leg-
gere questo libro dalla prima all’ultima pagina.
Quando ero all’università, uno dei miei docenti mi ha fatto scoprire la storia dell’allenamento del-
la memoria e le varie tecniche di memorizzazione. Ho iniziato a sperimentare queste idee e ad
approfondirle, applicandole ai miei studi.
Grazie all’esplorazione di questo nuovo, eccitante campo, riuscivo a memorizzare i cento elemen-
ti e i quattrocento sottoelementi di un intero anno di studi di psicologia in un solo giorno. Il com-
pito di esame che svolsi successivamente fu tanto esatto che fui addirittura accusato di aver co-
piato. Questo è il potere dell’allenamento della memoria e, in effetti, ciò che innescò il mio succes-
sivo sviluppo delle Mappe Mentali® (un ottimo esempio delle quali troverete nelle pagine di que-
sto straordinario libro).
La memoria è come un muscolo e può essere rinforzata, tonificata e migliorata esercitandola
con regolarità. Immaginate di riuscire a ricordare il nome, il volto e le caratteristiche di ogni per-
sona che avete conosciuto, i fatti e i dettagli di qualunque cosa vi abbiano insegnato...
Matteo Salvo ha frequentato a Dubai uno dei miei corsi per istruttori ThinkBuzan Licensed In-
structor e sono stato subito colpito dalla sua passione, dalla sua intelligenza e dall’ampiezza del-
la sua conoscenza delle strategie di apprendimento e delle tecniche di memoria. Il suo libro vi in-
segnerà i principi fondamentali e le tecniche per aumentare la capacità della vostra memoria fi-
no al suo massimo potenziale. Leggetelo, mettetelo in pratica e applicatelo a ogni aspetto della
vostra vita: la gratificazione sarà inestimabile!
Tony Buzan*

* Tony Buzan è l’inventore delle Mappe Mentali®, ed è l’autore di riferimento a livello mondiale per la mente, la ca-
pacità creativa e l’apprendimento. Ha ideato il World Memory Championships (Campionato mondiale della me-
moria, N.d.T.) ed è presidente dell’organizzazione ThinkBuzan.

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presentazione
di Enrico Rolla

Devo ricordare! Fatico a ricordare, non ho più la memoria di una volta! Ci sforziamo di ricordare
e diventa un dovere ricordare. Ma il dovere non sempre è legato al piacere. Ci siamo spesso sen-
titi dire: «Devi studiare», «Devi applicarti di più», «Devi concentrarti», «Devi trovare in te la moti-
vazione». Ma è realmente possibile trovare in se stessi la motivazione? La motivazione è legata al-
la volontà. Tutti dicono: «Se una persona ha volontà è motivata ad applicarsi con costanza in
una determinata situazione». Possiamo vedere lo sportivo che si esercita ogni giorno o il giova-
ne che sta per ore al computer. Ma che cosa spinge queste persone a impegnarsi con determina-
zione e costanza? La motivazione è legata ai bisogni e questi bisogni danno luogo ai comporta-
menti. L’animale è “motivato” alla caccia perché ha fame. I bisogni sono un’espressione di disagio
e occorre fare qualche cosa per risolverlo. Finché un bisogno non è soddisfatto non si è contenti.
Se per una persona fare carriera in un’azienda è un bisogno cercherà di soddisfarlo. Si possono
osservare gli stessi comportamenti ma il bisogno sottostante è diverso. Una persona compera un
orologio perché deve leggere l’ora, l’altra perché è un oggetto prezioso. Che cosa spinge la perso-
na a studiare, a dover ricordare formule, nomi e concetti? I bisogni non sono gli stessi: per uno
può essere uscire da una situazione economica non soddisfacente, per l’altro diventare un famo-
so scienziato. In ogni caso il comportamento è indirizzato verso una gratificazione, verso un van-
taggio; se non vi fosse un interesse, per quale motivo una persona dovrebbe impegnarsi in un’at-
tività? Alcune persone hanno bisogno di avere un utile immediato, a breve termine, mentre altre
sono in grado di vedere i vantaggi anche nel lungo periodo. Se però il giovamento è molto dila-
zionato nel tempo e vi sono grandi difficoltà per raggiungerlo è possibile demotivarsi e quindi
non applicarsi. Se vogliamo che qualcuno si applichi e provi passione e interesse per ciò che sta
facendo, è opportuno dotarlo di strumenti per facilitargli il compito. Soltanto con i giusti stru-
menti si aumenta la probabilità che raggiunga un obiettivo e ne veda i vantaggi.
Per scavare è meglio usare la pala che le sole mani. Ancora meglio usare una scavatrice che
una pala. Perché non fornire a chi deve ricordare uno strumento più efficace per studiare? Per-
ché non insegnargli a ricordare divertendosi?

Da oltre venti anni mi interesso di apprendimento. All’inizio degli anni Ottanta assistetti, per la
prima volta, a un esempio di tecniche per la memoria. A tenere un corso su apprendimento e me-
moria era un mio amico, il professor Cesare Cornoldi, dell’Università di Psicologia di Padova. Il suo

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interesse di studio è sempre stato la memoria. La sua dimostrazione mi aveva colpito; avevo ca-
pito come usando una semplice tecnica fosse possibile ricordare meglio e in modo divertente.
introduzione
Uno dei concetti di base per facilitare l’apprendimento è creare una situazione educativa in cui
l’allievo impari facendo il minor numero di errori e sia immediatamente gratificato se segue un «Fatti non foste per viver come bruti,
comportamento corretto. L’attento insegnante sa come usare la lode, come stimolare lo studen- ma per seguir virtute e canoscenza.»
te dandogli suggerimenti e trasferendogli competenze. Sta facilitando il percorso di apprendi-
mento dello studente, gli crea una strada ampia e facilmente percorribile. Dante

Sempre alla ricerca di strumenti che possono essere d’aiuto ad apprendere mi incuriosirono al-
cuni corsi sulla memoria e mi ricordai della dimostrazione che mi fece Cornoldi. Vidi in questi
corsi la possibilità di fornire a studenti e professionisti in genere degli strumenti per apprendere Questo libro ha uno scopo preciso: rendere l’apprendimento un’attività piacevole e ricca di
con maggior facilità e quindi avere di fronte a loro una strada spianata. Mi misi alla ricerca del- soddisfazioni.
le scuole che si interessano di mnemo-tecniche e mi fu consigliato il nome di Matteo Salvo. Troppe volte, infatti, capita di dimenticare informazioni alle quali abbiamo dedicato molto tem-
Lo invitai a venire al mio centro con l’intenzione di dare l’opportunità agli psicologi che ho in for- po. In alcune situazioni veniamo addirittura pervasi da una sensazione di frustrazione, dovuta
mazione di conoscere le mnemotecniche. al fatto che il risultato ottenuto non rispecchia minimamente né l’impegno né le ore di studio.
Quando conobbi Matteo, mi resi immediatamente conto che faceva il suo lavoro con grande Quanta soddisfazione e serenità potrebbe dare invece il fatto di avere un buon metodo? Sarem-
passione e interesse. Trasferiva immediatamente il desiderio di conoscere e saper applicare gli mo certi che tutto quello che abbiamo imparato con queste strategie sarà a nostra disposizio-
strumenti per ricordare. ne in qualsiasi momento della nostra vita!
Organizzai una dimostrazione e fui impressionato da come riusciva a ripetere e ricordare qua- La notizia più bella, in tutto questo, è che non dovremo studiare nulla di nuovo. Infatti la let-
lunque sequenza di numeri gli dicessi. È impressionante vedere una persona che è in grado di ri- tura del libro sarà semplicemente un viaggio alla scoperta delle capacità meravigliose che
cordare qualsiasi tipo di informazione senza difficoltà. risiedono già dentro di noi.
Proposi ai miei studenti il corso e furono molto interessati. Ho visto che avevano molto interes- Abbiamo già un’ottima memoria e un’otti-
se nell’usare le “mappe mentali”. Questo strumento mi è anche stato utile in terapia, per aiutare ma capacità di imparare… dobbiamo
la persona a prendere decisioni o a definire il proprio problema. soltanto esserne consapevoli. Purtroppo,
Mi rendo conto che imparare queste tecniche non è facile, richiede costanza e applicazione. Ma però, sono solo pochi coloro che hanno
una volta imparate possono essere di grande aiuto allo studente o al professionista per percor- avuto la fortuna di ricevere insegnamenti
rere più facilmente la strada che ha nome “Vita”. su come funzionano le tecniche di memo-
ria, le metodologie di studio, le tecniche di
Enrico Rolla* lettura veloce o su come sfruttare meglio le
risorse a nostra disposizione.
Prima di andare insieme alla ricerca di
quel qualcosa di straordinario che giace
ancora sopito, è utile sapere come è strut-
turato il libro.
* Enrico Rolla, nato a Viù (TO) il 06/07/48, è direttore e fondatore dell’Istituto Watson di Torino per la psicoterapia
cognitivo- comportamentale e la consulenza psicologica. Possiede diploma ISEF e laurea in psicologia consegui- • Innanzitutto è diviso in tre parti:
ta presso l’Università di Padova nel 1978. In tanti anni ha aiutato moltissime persone a liberare se stesse da distur- 1. la prima descrive come funziona la
bi comportamentali di ogni genere. È riconosciuto dalla stampa per le sue numerose pubblicazioni. Ricordiamo memoria: una volta compreso il suo
tra i suoi titoli più famosi Piacersi non piacere (S.E.I., 1988), Lo scomportamento (S.E.I., 1994), Il problema non è funzionamento potremo infatti trarne
mio è tuo (S.E.I., 1998) e Così non mi piaccio (Gribaudi, 2005). benefici maggiori; Struttura del libro, diviso in tre parti.

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Introduzione Introduzione

2. la seconda è dedicata alle applicazioni pratiche. C’è un’enorme differenza tra “sapere” e “sa- so, in quanto niente è più efficace del vivere le esperienze in prima persona. Sarebbe come cer-
per fare”. Per questo motivo, impareremo attraverso diversi esercizi e memorizzeremo testi, care di imparare a praticare uno sport leggendo dei testi. Tuttavia, svolgendo bene gli esercizi,
formule matematiche o chimiche, numeri, concetti, nomi e visi di persona, lingue straniere, riuscirai a sviluppare un’abilità notevole nell’applicare le tecniche. Sono le azioni che fai con le
discorsi e altre informazioni utili nella vita quotidiana; conoscenze che hai quelle che determinano la differenza. Da sola, la teoria, se non è seguita da
3. la terza parte è dedicata alla concentrazione e alla preparazione mentale. azioni precise, consistenti e orientate in una determinata direzione, serve a poco. Gli esercizi rap-
presentano la chiave del risultato: costituiscono il “20/80” dell’apprendimento del metodo.
• Anche per questo testo vale l’interessante scoperta di Vilfredo Pareto, che formulò la legge Quindi, prima di passare a un argomento successivo, è importante aver assimilato quello pre-
del "20/80". È molto importante e dice che, mediamente, solo un 20% delle azioni che faccia- cedente. Una frase che rende bene questo concetto è: “imparare talmente bene una cosa da po-
mo sono quelle che ci portano l’80 % del risultato che desideriamo. Sono state condotte mol- tersene dimenticare!”. La sola lettura del testo ti porterà a sapere.
te ricerche sull’argomento ed è emerso che tale rapporto ha risvolti in quasi tutti i settori. In- Svolgere gli esercizi con passione, determinazione e curio-
fatti, statisticamente, è solo il 20% dei vestiti che abbiamo nell’armadio quello che indossia- sità ti permetterà di interiorizzare il metodo per sem-
mo l’80% delle volte; è il 20% delle persone presenti nella nostra mailing list a ricevere l’80 % pre. È esattamente come quando ci si cimenta in
delle e-mail che scriviamo ed è solo il 20 % dei venditori di un’azienda a produrre l’80% del qualcosa di nuovo: all’inizio bisogna riflettere
fatturato. E infine, se ci concedessimo una giornata di divertimento, sarà circa un 20% di sui movimenti e pensare bene a tutto quello
quella giornata a darci l’80% della felicità. Se applichiamo la legge a questo libro, scoprire- che stiamo facendo, successivamente i ge-
mo che sarà solo il 20% delle parole scritte a fornirci l’80% dei concetti. La parte rimanente sti vengono naturali e spontanei.
viene detta "struttura di supporto" ed è costituita da esempi o frasi che hanno la finalità di
rendere più comprensibile il libro. Per ottimizzare l’apprendimento e successivamente il ricor- • Il libro riporta diverse applicazioni in
do delle nozioni importanti, in ogni capitolo troverai la parte “20/80”. modo da soddisfare le esigenze e la cu-
Questa racchiude i concetti base e sarà rappresentata attraverso un particolare tipo di schema riosità di ogni lettore. Se senti che un ar-
creativo che chiameremo “mappa” all’inizio di ogni capitolo; serve per avere gomento non rientra tra le tue prefe-
già l’idea dei concetti che affronteremo e quindi, per orientarsi meglio. Succes- renze, puoi scegliere di eseguire ugual-
sivamente, a fine capitolo troverai lo spazio per mente gli esercizi. Questo ti permetterà
annotare le informazioni e i concetti che ri- di allenarti e, applicandoti anche su con-
tieni particolarmente importanti per te e tenuti di scarso interesse per te, sarà poi
che pensi che ti daranno il più grosso molto più facile e immediato riuscire in ciò
vantaggio. Se vuoi, in attesa di affronta- che ti interessa veramente. Gli esercizi sono la chiave del risultato.
re il capitolo sulle mappe puoi già anno-
tarli sotto forma di schema creativo. Per • Ti garantisco che, se soltanto per un mese, avrai la costanza di cercare e scoprire le tue capa-
capirne il funzionamento basta osservar- cità, applicando le tecniche apprese per un’ora soltanto al giorno, alla fine di questo periodo ti
ne un paio. La comprensione sarà imme- stupirai di quello che sarai in grado di fare in modo totalmente automatico.
diata in quanto costituiscono il modo
naturale con il quale la nostra mente ela- • Nel libro compaiono metafore sportive, esempi visivi e immagini al fine di rendere i concetti
bora le informazioni. immediati alla comprensione: quello che voglio trasferirti è un metodo semplice da usare e
non nozioni puramente teoriche sul funzionamento del cervello. Su questo argomento ci so-
• Alla fine di ogni parte, troverai gli esercizi no già infiniti trattati di medicina.
che ti permetteranno di interiorizzare la tec-
nica. Ovviamente, è diverso apprendere da Da adesso potrai renderti conto del fatto che avere una buona memoria non è un privilegio di
un libro rispetto a imparare attraverso un cor- Focalizzare l’attenzione sul 20% più importante. pochi ma una risorsa che hai sempre avuto! Buona scoperta!

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parte 1
Come funziona la memoria
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capitolo 1
Le basi
«Ed è chiaro che da me non hanno imparato nulla, bensì proprio
e solo da se stessi molte cose e belle hanno trovato e generato.»
Socrate

Quante volte ci è capitato di dire «non mi ramente no! Questo perché per vincere
ricordo!»? Quasi sempre, purtroppo, succe- non ti devi quasi impegnare e non c’è quel-
de nei momenti meno opportuni. Ma allo- la competizione che ti stimolerebbe a tira-
ra, come è possibile riuscire a immagazzi- re fuori il meglio di te.
nare le informazioni che ci servono, aven- La Public Agenda Foundation ha pubblica-
do sempre la certezza di ricordarle? to l’inquietante risultato di una ricerca con-
Quando acquistiamo un nuovo computer dotta in numerose aziende: meno di un la-
o un qualsiasi elettrodomestico ci viene voratore su quattro lavorava sfruttando
consegnato insieme un voluminoso ma- pienamente le proprie capacità e, di conse-
nuale di istruzioni; ciascuno di noi, quando guenza, il restante 75 e più per cento rico-
nasce, viene al mondo con uno strumento nosceva che avrebbe potuto essere molto
dalle risorse infinite e dalle capacità mera- più efficace. Sul lungo periodo però, non
vigliose, ma nessuno ci fornisce un analo- esprimere il proprio potenziale porta a uno
go manuale. Inoltre, dal momento che stato di costante insoddisfazione.
questo prezioso strumento è di serie, e non Immagina la sensazione che prova la tua
è un optional, a volte non gli si riconosce mente quando le viene chiesto di cimen-
l’importanza che effettivamente ha e l’at- tarsi in cose che sono di gran lunga al di
tenzione che merita. Si preferisce cercare sotto delle sue potenzialità.
un ausilio esterno ricorrendo ad apparec- Uno dei metodi più utilizzati per imparare
chi elettronici, ad agende o rubriche, dan- qualcosa è quello di leggere, sottolineare e
do alla nostra mente responsabilità in infine ripetere: può anche dare buoni risul-
quantità sempre minori. Eppure, la nostra tati, ma presenta grandi svantaggi e sicura-
mente possiede potenzialità straordinarie, mente porta via molto tempo. Inoltre è po-
ma, dal momento che non vengono utiliz- co efficace; infatti, nonostante il tempo im-
zate, si sente quasi sprecata. piegato, se non si ritorna sull’argomento a
Consideriamo un esempio per rendere distanza di tempo, ci si rende conto che
meglio questo concetto: immagina di pra- buona parte di quelle informazioni si sono
ticare a livello agonistico il tuo sport prefe- volatilizzate. Lo svantaggio più grande è
rito. Ricaveresti soddisfazione dalla vittoria che si tratta di un metodo quasi passivo,
contro un avversario alle prime armi? Sicu- un’operazione meccanica dove si cerca di

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1.1 | Come funziona la memoria Come funziona la memoria | 1.1

assorbire le informazioni per inerzia, senza senza il suo aiuto, saremmo in difficoltà e Questo succede perché interiorizzando una questione di metodo, ma è anche faci-
sfruttare la creatività, la capacità di creare quindi, sentendosi molto importante, ten- schemi e regole limitiamo la nostra capaci- le e divertente.
collegamenti, la curiosità e l’emozione del- derà a dimostrare quanto è in grado di fa- tà di apprendere. Alcuni pensano che il Ricordi quanto a scuola trovavi più stimo-
la scoperta. In questo caso, se potessimo re! È esattamente la stessa differenza che bambino impari così tanto proprio perché lante imparare qualcosa in modo attivo,
pensare la mente come un’entità di forma c’è tra quando facciamo qualcosa perché la sua memoria è una “tabula rasa”, ma in piuttosto che attraverso noiose ore di spie-
sferica, potremmo immaginarla come se desideriamo farlo e quando invece ci viene realtà le caratteristiche che più lo aiutano gazione? Credo fermamente che uno dei
venisse bombardata di informazioni. Noi imposto di farlo. sono ben altre. metodi più efficaci di apprendimento sia il
non lo sappiamo, ma stiamo lavorando Facendo riaffiorare lo “spirito bambino” che sistema definito nel mondo anglosassone
contro noi stessi. È come se volessimo an- ciascuno di noi conserva almeno in parte, learning by doing o training on the job. Una
dare in una direzione con la nostra macchi- potremo riscoprire quelle qualità che ci frase che spiega molto bene questo con-
na e, mentre acceleriamo, teniamo con- hanno aiutato così tanto in questo proces- cetto è: «Dimmi e dimenticherò, fammi ve-
temporaneamente il freno a mano tirato. so dell’apprendimento. dere e ricorderò, fammi fare e sarà parte di
È una conseguenza naturale il fatto che la Pensiamo a un bambino di circa 3 anni e me per sempre!». Con l’esercizio, la motiva-
mente cerchi di proteggersi da questa tor- analizziamo il suo modo di apprendere. zione, l’entusiasmo e la voglia di imparare
tura e si chiuda, rifiutando le informazioni. • Innanzitutto, impara giocando e diverten- otterrai risultati straordinari. Il segreto è
Questo è uno dei motivi per i quali, a volte, dosi. Questo è molto importante perché, nell’azione. L’eccellenza, infatti, può matu-
al processo dell’apprendimento è associata quando ci divertiamo, stimoliamo molto le rare solo attraverso l’esperienza pratica, e
una sensazione di noia o di difficoltà. nostre capacità sensoriali e, inconsapevol- non può derivare dalla semplice lettura di
mente, registriamo tutto quello che stiamo un libro! Questo è il motivo per cui esegui-
vivendo. Nessuno di noi ha difficoltà a ri- re gli esercizi è necessario per far diventare
Apprendimento attivo: la mente cerca le informazioni.
cordare qualche esperienza che lo ha di- il metodo parte integrante di noi!
Dal momento che non vogliamo soltanto vertito molto, e non penso che qualcuno si Una prova di tutto questo risiede nella di-
assimilare le informazioni velocemente, ma sia mai messo a “ripassarla” per ricordarla versità dei risultati che si ottengono cer-
anche trattenerle a lungo termine, pren- meglio. Alcuni, probabilmente, potrebbero cando di imparare una lingua straniera at-
diamo come riferimento coloro che mo- pensare che è difficile divertirsi studiando: traverso l’ascolto di lezioni teoriche, oppu-
strano questa capacità in modo molto sono totalmente d’accordo se il metodo re recandosi nel Paese in cui si parla quella
spiccato. Dopo qualche istante di riflessio- utilizzato è quello tradizionale di leggere, lingua e cercando di “viverla”.
ne, ci rendiamo conto che costoro non so- sottolineare e ripetere! Probabilmente le • Altra caratteristica, tipica dei bambini, è
no così rari ma, anzi, che ne siamo stati par- stesse persone, alla fine della lettura del li- l’estrema curiosità verso la vita: per un
te anche noi: ci riferiamo ai bambini. bro, penseranno che imparare non solo è bimbo ogni cosa è da scoprire. Molte vol-
Apprendimento passivo: la mente rifiuta le informazioni.
In un istituto di ricerca americano si è sco- te i genitori si arrabbiano quando i loro fi-
Se invece di bombardare la nostra mente, perto che durante la gestazione usiamo gli smontano i giocattoli che hanno rice-
le chiedessimo di aiutarci a comprendere dal 90 al 95% delle potenzialità per lo svi- vuto in regalo. Eppure, pensando a quan-
quello che stiamo affrontando, essa, anzi- luppo del corpo. In questa fase la mente do eri bambino, ricordi quanto era affasci-
ché chiudersi, tenderebbe a espandersi per sfrutta tutte le sue capacità. Dopo la nasci- nante comprendere tutto nella sua com-
conoscere e imparare nozioni nuove. ta, pare che, anche se non ce ne rendiamo pletezza, che cosa si nascondeva dentro
Utilizzerebbe la sua creatività, la sua capa- conto, impariamo più cose nei primi tre an- le cose, che cosa le faceva muovere o pro-
cità di collegare tra loro gli argomenti in via ni di vita che in tutta la parte rimanente. durre un determinato rumore? La nostra
di apprendimento e quelli che già cono- Purtroppo, arrivati ai 7 anni, utilizziamo Imparare giocando e divertendosi mente era alla ricerca di informazioni e
sce. La nostra mente si rende conto che, non più del 5% delle nostre potenzialità! rende lo studio più efficace e veloce. voleva capire e scoprire cose nuove.

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1.1 | Come funziona la memoria Come funziona la memoria | 1.1

Predisponendoci punto che, in molte aziende, organizzano Abbi fiducia nelle Oggi abbiamo a disposizione molte più in-
con la stessa cu- corsi proprio per svilupparla. Le finalità so- tue potenzialità formazioni rispetto a quante ne avevano
e nel metodo.
riosità nei con- no molteplici: dalla ricerca di nuovi prodot- loro. Le più grandi scoperte sul funziona-
fronti di un te- ti alla scoperta di nuove forme pubblicita- mento del cervello sono molto recenti. È
sto da studiare, rie che siano accattivanti e coinvolgenti. stato calcolato che più del 95% delle cono-
faremo uscire la Dedicheremo più avanti un’intera parte al scenze che abbiamo risale agli ultimi 25
mente da quella tema dello sviluppo della nostra creatività. anni. Nel 2002 presso l’Università Vita-Salu-
sensazione di tor- • Il bambino esterna le sue emozioni. Hai te San Raffaele di Milano sono stati condot-
Mantieni alta la curiosità pore che prova mai notato quanto poco tempo basti a un ti degli studi che hanno portato alla con-
e vai “alla scoperta” quando le viene impo- bambino per passare dal sorriso al pianto Per quanto riguarda le cose che imparerai clusione che praticamente chiunque è in
del testo.
sto qualcosa. Sarà molto più e viceversa? Qualcuno potrebbe pensare: con la lettura di questo libro, è necessario grado di ricordare qualsiasi tipo di informa-
facile imparare proprio perché le stiamo “Che nesso c’è tra questo e la memoria?”. avere, come i bambini, una fiducia totale in zione, e che le tecniche per migliorare la
chiedendo di aiutarci. Un nesso fortissimo! La nostra memoria, due direzioni: la prima è verso le tecniche e memoria possono essere apprese da tutti.
• Un bambino fa grande uso della propria infatti, è anche emotiva. verso i concetti che verranno illustrati e la Eseguendo una risonanza magnetica del
creatività. Per lui la realtà non è quella og- Tutto quello che suscita una forte emozione seconda, importantissima, verso te stesso. cervello di chi è intento allo studio, è stato
gettiva, ma vive in un mondo fatto spesso viene registrato automaticamente. Pensa a inoltre scoperto che, utilizzando il metodo
di cose immaginarie. Ti è mai capitato di qualcosa che ti è successo moltissimo tem- Fiducia verso le tecniche classico “leggo, sottolineo e ripeto”, le aree
osservarlo mentre gioca con gnomi o ami- po fa, qualcosa che non avesse particolare Scopriamo insieme perché. È importante sa- cerebrali utilizzate non sono quelle mag-
ci immaginari o combatte contro guerrieri importanza, ma che, ancora oggi, ricordi pere che quanto troverai in queste pagine giormente coinvolte nella memorizzazio-
medioevali e di esserti stupito notando molto bene. Sicuramente questo avveni- non è nulla di nuovo né, tanto meno, di mia ne, nella rielaborazione delle informazioni
che la spada che brandisce è in realtà un mento ti aveva suscitato una forte emozio- invenzione. Le tecniche di memorizzazione e nei collegamenti tra le idee. È singolare
semplice pennarello? Con tutto ciò, non ne. Non è un caso che risalgono all’antichità: pensa che le prime te- pensare che proprio le parti cerebrali più
sto dicendo che perderemo di vista la real- si dica: il primo stimonianze risalgono al 500 a.C. Si narra che utili per memorizzare non vengono utiliz-
tà oggettiva delle cose, ma anzi che andre- bacio non si il poeta greco Simonide di Ceo sia stato il pri- zate. Sarebbe come pensare di fare un
mo ad aggiungere alla rappresentazione scorda mai! mo a sviluppare l’arte della mnemotecnica. viaggio in macchina e anziché farla muo-
del reale la capacità di intuire e di scorgere Tutto que- (Vedi appendice 1, pag. 279). vere grazie al motore, la spingessimo!
molteplici soluzioni alle difficoltà che in- sto per In seguito Cicerone inventò un metodo Nonostante si dica che le tecniche di me-
contreremo. La creatività è fondamentale sugger ire per ricordare le sue lunghe orazioni senza morizzazione possano essere apprese da
nel problem solving, ed è importante a tal che durante bisogno di supporti o appunti scritti. Nel tutti, non credo che riescano a dare a tutti
l’apprendi- Lasciati attraversare XVI secolo Giordano Bruno scrisse il tratta- gli stessi risultati. Infatti, l’esperienza accu-
mento è utile far dalle emozioni. to De umbris idearum, interamente dedica- mulata in questi anni mi ha insegnato che
emergere e smuovere to alle mnemotecniche. Celebre per le sue ottiene ottimi risultati solo chi ha profonde
le nostre emozioni in modo da facilitare il prodigiose capacità mnemoniche fu anche motivazioni per imparare, la voglia di met-
ricordo di quello che desideriamo. Pico della Mirandola. tersi in gioco e chi sa che non si finisce mai
• Inoltre un bambino ha molta fiducia nel- Questi personaggi non possedevano di di conoscere cose nuove.
le persone e in particolar modo nei suoi certo le moderne nozioni sul funziona- Mi è capitato di tenere dei corsi in aziende,
genitori che per lui sono figure provenien- mento della nostra mente, ma si erano resi o a gruppi, in cui i partecipanti erano pre-
ti da un mondo del tutto meraviglioso, e conto che, facendo un particolare tipo di senti perché costretti per dovere e non per
che possiedono tutte le risposte e tutte le associazioni, riuscivano a ricordare tutto motivazione personale. Lo stesso si può di-
Scopri e sviluppa sempre di più il tuo lato creativo. soluzioni ai suoi problemi. quello che desideravano. re per alcuni studenti che frequentavano il

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1.1 | Come funziona la memoria Come funziona la memoria | 1.1

corso più perché spinti dai genitori che Il pilota di Superturismo Alex Zanardi è riuscire e si hanno forti motivazioni, le diffi- Ognuno di noi conosce certo qualcuno
non per loro interesse. Ovviamente non l’esempio illuminante di questo concetto. coltà che si presentano lungo il percorso che in questo può essere di esempio: per-
sempre si vedevano i risultati. Infatti, l’uni- Dopo l’incidente in cui perse entrambe le vengono affrontate come un’opportunità sone prive di mezzi ma che, grazie alla mo-
co requisito necessario per imparare bene gambe, durante un’intervista espresse il per tirare fuori il meglio di sé. Quando inve- tivazione e al desiderio di realizzarsi, riesco-
il metodo non è né l’età, né il titolo di stu- desiderio di tornare a camminare per poter ce si pensa di non riuscire, a volte siamo no ad affermarsi in ambiti in cui altri, pur
dio, ma solo il desiderio e la volontà di ancora prendere suo figlio Niccolò in spal- noi stessi a crearci difficoltà e ostacoli, op- avendo a disposizione tutti gli strumenti
chiedere qualcosa in più a se stessi per ren- la. Ebbene, non solo è tornato a cammina- pure cerchiamo scuse e giustificazioni per necessari, non riescono minimamente.
dere migliore la propria vita. Risultati come re, ma ha anche ripreso a gareggiare con il nostro fallimento proprio per trovare Tutto questo è dovuto al fatto che l’atteg-
ricordare elenchi di centinaia di informa- una macchina dotata di comandi manuali conferma a quello che pensiamo. In effetti, giamento mentale influisce per l’80% sul ri-
zioni o numeri di 40 cifre con facilità sono e, nonostante il limite fisico, ha vinto addi- anche se il contenuto di questo libro tratta sultato finale. Infatti è proprio il nostro at-
alla portata di tutti: come in tutte le cose rittura il campionato italiano! Questa è la le tecniche di memoria e le metodologie di teggiamento a darci quell’impulso che ci
basta volerlo fare. forza che deriva dalle emozioni. Solo avere studio, sii consapevole del fatto che la sprona a comportarci in un modo piutto-
Considera, per esempio, una persona di uno scopo importante ci può aiutare a grande differenza nel risultato è sempre sto che in un altro; è questa la prima com-
successo, che si è realizzata ed è riuscita a compiere imprese straordinarie. Alcune dovuta all’atteggiamento mentale con il ponente di quello che possiamo chiamare
vivere la vita che desiderava. Probabilmen- volte neppure la medicina o la fisica riesco- quale affronterai l’apprendimento. Sicura- ciclo dell’autorealizzazione. Osserviamo in-
te alla domanda «Qual è la chiave o il se- no a spiegare come possano avvenire re- mente riuscirà a ottenere molti più risultati fatti l’immagine della pagina seguente.
greto del tuo successo?» ti risponderà con cuperi in tempi a dir poco incredibili. L’au- una persona che non conosce nulla delle Immaginiamo di trovarci di fronte a una
frasi del tipo: «Quello che mi ha portato a tore di diversi libri sullo sviluppo delle risor- tecniche, ma che ha una forte motivazione, nuova sfida e di affrontarla in due modi di-
raggiungere i miei sogni è stato credere in se umane Anthony Robbins sostiene: “Se piuttosto che una che conosce molto be- versi: il primo, con un atteggiamento pessi-
quello che faccio; fare le cose con tanta hai un forte “perché”, il “come” lo trovi sem- ne le tecniche, ma non ha voglia di impe- mistico, e l’altro invece in modo estrema-
passione; superare le difficoltà e gli ostaco- pre». Il “perché” di Alex Zanardi era, eviden- gnarsi per ottenere un certo risultato. mente appassionato, entusiasta e con tan-
li sapendo che sono parte della vita e che, temente, molto forte. ta voglia di riuscire. Consideriamo gli estre-
spesso, proprio nelle difficoltà ci si rende mi opposti proprio per amplificare le diffe-
conto delle proprie possibilità; impegnarsi Fiducia verso te stesso renze nel risultato: in mezzo, ovviamente, si
molto perché si riceve in base a quanto si è Oltre che nelle tecniche, è necessario avere collocano tutte le possibili sfumature.
disposti a dare; avere fede nella vita e viver- tanta fiducia in se stessi. Innanzitutto, è be- Iniziamo il percorso con un atteggiamento
la con entusiasmo», e così via. Sinceramen- ne essere consapevoli del fatto che, se i ri- pessimista. Con questo tipo di atteggia-
te non credo nella bacchetta magica e in sultati che abbiamo ottenuto fino a oggi mento, quanto utilizzeremo del nostro po-
tutto quello che promette risultati straordi- non ci soddisfano, è solo perché non ave- tenziale, delle nostre risorse interne, della
nari senza richiedere impegno. vamo a disposizione il giusto metodo. nostra energia e del nostro entusiasmo? Si-
Per affrontare l’apprendimento in modo ef- Henry Ford, fondatore della omonima so- curamente molto poco! Con queste risorse
ficace è necessario avere uno scopo che cietà di automobili, diceva: «Sia che tu cre-
vada oltre l’impegno fine a se stesso. Chi da di farcela, sia che tu creda di non farce-
studia con la sola finalità di superare un la, hai comunque ragione!».
esame avrà una motivazione totalmente Questa frase racchiude l’importanza di cre-
diversa rispetto a chi studia sapendo che dere in se stessi. Pensa a un’esperienza che
l’esame rappresenta soltanto un passaggio ha rappresentato per te una grande sfida
per arrivare alla laurea e realizzare il sogno dalla quale sei uscito vincente: sicuramen-
di diventare un professionista affermato te ce l’hai messa tutta, attingendo a tutte le L’atteggiamento positivo è la base
nel settore per il quale ha studiato. tue risorse. Quando si crede fermamente di di ogni risultato di successo.

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1.1 | Come funziona la memoria Come funziona la memoria | 1.1

e potenziale che tipo di azioni faremo? Sa- mento che avevi in quei momenti. Sono modello da emulare per gli avversari, dice- metterebbe a piangere e scenderebbe im-
ranno azioni determinate, focalizzate sul- convinto che avevi una forte dose di deter- va: «Non importa quante volte si cade, l’im- mediatamente. Il suo obiettivo non è “sali-
l’obiettivo, o azioni blande con un pensiero minazione, sicurezza personale, coraggio, portante è rialzarsi dopo essere caduti!». re” sul divano, ma “riuscire a salire” sul diva-
in mente del tipo “Mah… vediamo come entusiasmo e passione. Pensa all’energia, Quindi, iniziamo a credere fortemente nel- no! Ti sfido allora ad avere la stessa tenacia,
va!”? Ovviamente azioni del secondo tipo! alle azioni cariche di motivazione e di vo- le nostre potenzialità e nelle nostre risorse, lo stesso atteggiamento di fronte a ogni
E queste azioni, a che tipo di risultato por- glia di riuscire che avevi in quel momento come i bambini. Ciascuno di noi è una per- esercizio e la stessa voglia di riuscire, con la
teranno? Certamente a un risultato scarso! grazie a quel tipo di atteggiamento! Quelle sona così straordinaria che su tutta la Terra consapevolezza che tutto quello che dà
E questo risultato, successivamente, come azioni, sicuramente, ti hanno portato a un non ne esiste un’altra uguale! grandi soddisfazioni non è quasi mai di im-
andrà a influenzare il nostro atteggiamen- risultato. Se era quello desiderato, ricorde- Un’altra caratteristica che ha il bambino, in- mediata realizzazione. Affronta le difficoltà
to? Certo in modo ancora più pessimista rai molto bene la soddisfazione che ti ha fatti, è tanta determinazione e voglia di riu- con un atteggiamento positivo e sapendo
portandoci, probabilmente, ad affrontare dato, l’entusiasmo che hai provato e la for- scire. Pensiamo, per esempio, a un bambi- che ogni “caduta” è solo un passo avanti
le difficoltà successive pensando “Tanto te dose di autostima che hai ricevuto. Di no che vuole salire su un divano. Non è sor- verso la realizzazione di ciò che desideri.
non riuscirò, anche la volta scorsa non so- conseguenza quell’atteggiamento ne è prendente quanti tentativi fa prima di riu- Infine, affrontiamo l’intero percorso con
no riuscito!”. Questo è un circolo vizioso uscito rafforzato. Se il risultato non è stato scire e quanto sia tenace in questo? Non entusiasmo, che è quello che ci permette
che, estremizzato, porta alla mancanza di quello desiderato, ma comunque ci hai c’è nulla che lo possa distogliere. di imparare divertendoci.
reazione agli stimoli esterni. Hai presente messo tutto te stesso, la coscienza è a po- Se i genitori, nel vederlo tentare e non riu- Ti è mai successo di fare qualcosa di impe-
quelle persone che alla domanda «Come sto, quindi la volta dopo ripartirai di nuovo scire, mossi a compassione lo prendessero gnativo accanto a una persona che ema-
stai?» rispondono sempre «Si tira avanti»? con la voglia di riuscire, con un atteggia- in braccio e lo mettessero a sedere sopra il nava entusiasmo e voglia di fare, che ti in-
mento positivo, sapendo che cadere è par- divano, quale sarebbe la sua reazione? Si coraggiava e faceva il tifo per te? È qualco-
te del percorso per arrivare a eccellere. sa di meraviglioso!
Se dovessimo parlare a un grande talento Inizia a tifare per te. Anch’io, mentre sto
Atteggiamento Potenziale
dello sport, o di qualsiasi altro ambito rea- scrivendo, sto pensando al momento in cui
lizzativo, ci dirà esattamente la stessa cosa. leggerai queste righe e tifo per te pensan-
Non si può riuscire senza mettere in conto do ai tuoi prossimi successi. Ricorda bene,
di cadere. Ma da una caduta possiamo im- quindi, gli ingredienti necessari per ottene-
parare che cosa dobbiamo fare per riuscire re risultati: fiducia, creatività, determinazio-
la volta successiva. Dopo la conquista del ne, lasciarsi trasportare dalle emozioni, un
titolo di Campione del mondo di MotoGP, atteggiamento positivo e tutto l’entusia-
Risultati Azioni
al suo primo anno con la Yamaha, a Valen- smo che sei in grado di provare!
tino Rossi è stato domandato: «Vincere va Bene! Siamo pronti per iniziare il viaggio...
bene, ma perdere? Che cosa c’è dietro una Nella pagina seguente abbiamo ripetuto la
ciclo dell’autorealizzazione sconfitta?». La risposta fu: «Da una sconfitta mappa presente all’inizio di questo capito-
si riescono sempre a trovare nuove motiva- lo: puoi prenderne spunto per costruire la
La cosa meravigliosa è che tale ciclo fun- zioni e tanta grinta in più!». Questo dovreb- La determinazione: concentrati sulla vetta e non sulle difficoltà. tua prima mappa personale.
ziona a nostro vantaggio quando usiamo be farci riflettere sul diverso modo di af-
un atteggiamento positivo. Ti è mai suc- frontare le difficoltà per riuscire a realizzare
cesso di affrontare qualcosa e desiderarla a i propri sogni. Vincent Lombardi, l’allenato-
tal punto che il solo pensarla suscitava in te re della gloriosa squadra di football dei
emozioni di soddisfazione e un senso di Green Bay Packers, che dopo anni di insuc-
gratificazione infinita? Pensa all’atteggia- cessi divenne addirittura il riferimento e il

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Come funziona la memoria | 1.1

Spazio per la mia mappa personale per questo capitolo con i miei concetti “20/80”
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