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Lezione 14

RIFIUTI:

12/08/2009
IMPATTO SULLA

Rifiuti solidi e liquidi


SALUTE E METODI
DI TRATTAMENTO

1 Prof. Pierpaolo Cavallo

DEFINIZIONE OBSOLETA DI
RIFIUTO
Secondo il D.P.R. 10 settembre 1982, n. 915,
si intende per “rifiuto”

“qualsiasi materiale od oggetto,


normalmente allo stato solido, derivante
da attività umane o naturali”

e destinato all’abbandono da parte di colui


che lo ha prodotto.
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DEFINIZIONE ATTUALE DI RIFIUTO

Secondo il D.Lgs. 22/97 ("decreto Ronchi“) si


intende per “rifiuto”
Qualsiasi sostanza od oggetto che rientra
nelle categorie di cui all’Allegato A* e di cui il
detentore si disfi o abbia deciso o abbia
l’obbligo di disfarsi.

* L’allegato A contiene un elenco di 16 categorie, tra cui: residui


industriali, materiali di scarto etc.
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Pierpaolo Cavallo
Lezione 14

DAL 915/82 AL “RONCHI”


Il Decreto Ronchi) ha dato l’avvio ad un
vero e profondo rinnovamento del sistema
di gestione dei rifiuti, specie in
riferimento ad una realtà operativa
caratterizzata da una notevole
arretratezza tecnologica, con un ricorso
eccessivo allo smaltimento in discarica.

NOVITÀ DEL DECRETO RONCHI


Smaltimento in discarica = ruolo residuale
(meglio recuperare/riciclare)
L’incenerimento è consentito solo se
accompagnato da recupero energetico
(quota minima di trasformazione del
potere calorifico dei rifiuti in energia utile,
calcolata su base annua): nascono i
“Termovalorizzatori”

I PRINCIPI DEL DECRETO RONCHI


 Chi inquina, paga
12/08/2009

 La gestione dei rifiuti fa parte di una


Rifiuti solidi e liquidi

strategia di “sviluppo sostenibile”


 Gli impianti di trattamento-smaltimento
vanno ubicati secondo principi di
prossimità ai luoghi di produzione e di
autosufficienza dei bacini di utenza
 Scelta e dimensionamento degli impianti
devono aver luogo secondo criteri di
“gerarchia di interventi”: prevenzione,
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rivalorizzazione, smaltimento ottimale

Pierpaolo Cavallo
Lezione 14

CLASSIFICAZIONE DEI RIFIUTI SOLIDI

Il “decreto Ronchi” identifica i rifiuti:


• in base alla PROVENIENZA: urbani o
speciali
• in base alla PERICOLOSITA’: pericolosi o
non pericolosi.
Inoltre, i TIPI di rifiuti sono catalogati a
livello europeo con un codice a sei cifre
(codice CER – Catalogo Europeo dei Rifiuti).
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TIPI DI RIFIUTI

I. Rifiuti urbani, provenienti da locali e


luoghi adibiti a uso di civile abitazione,
dallo spazzamento delle strade,dalle aree
verdi

II. Rifiuti speciali, derivanti da lavorazioni


industriali e artigianali,attività
commerciali e di servizio, attività agricole
ed agro-industriali etc.

III. Rifiuti pericolosi 8

RIFIUTI PERICOLOSI
• produzioni conciarie e tessili;
• processi chimici inorganici;
• processi chimici organici;
• produzione e uso di vernici;
• processi termici (centrali termiche, metallurgie
termiche dell’alluminio del piombo, dello zinco e del
rame);
• lavorazioni e trattamenti superficiali di metalli e
plastica
• oli esauriti;
• batterie e accumulatori;
• demolizioni e scavi che diano luogo a rifiuti pericolosi
(es.: amianto);
• impianti di trattamento rifiuti e acque reflue. 9

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COMPOSIZIONE DEI R.S.U.

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Rifiuti solidi e liquidi
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QUANTITÀ DEI R.S.U.


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Quantità e composizione dei RSU variano


da luogo a luogo, e, nello stesso luogo, in
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base al giorno della settimana, alla


stagione ed alle abitudini della
popolazione.
La quantità totale è legata al tenore di vita
della popolazione, aumentando quando il
tenore di vita medio è più alto.

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VARIAZIONI NEL TEMPO


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DURANTE LA SETTIMANA: costante


dal martedì al venerdì, picchi al sabato e
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lunedì;
CON LE STAGIONI: media in autunno e
primavera, bassa in estate ed alta in
inverno.

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RISCHIO DA RIFIUTI

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SANITARIO: AMBIENTALE:
 sviluppo di  emissioni nocive e

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macroparassiti (insetti cattivi odori da
e roditori); putrefazione;
 danni alla salute  infiltrazioni di
degli operatori percolato nel terreno
addetti; con danni alle falde
 danni alla salute acquifere ed alle
della popolazione coltivazioni;
generale.  degrado del paesaggio

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GESTIONE DEI R.S.U.


I R.S.U. possono essere una fonte di inquinamento ma
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anche di utilità e di reddito. Distinguiamo:

Smaltimento:
Rifiuti solidi e liquidi

Raccolta ed La modalità più


allontanamento: applicata, anche se
l’operazione che permette meno efficace del
di mantenere salubri gli riutilizzo in termini di
ambienti di vita e di lavoro salvaguardia
ambientale.

Riutilizzo:
La modalità di gestione più intelligente, che tutela la
salute e l’ambiente e permette di ricavare utilità e
reddito dai R.S.U. 14

RACCOLTA DEI R.S.U.


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La raccolta va effettuata mediante appositi


sacchetti di plastica a perdere, contenuti
Rifiuti solidi e liquidi

in una pattumiera di materiale lavabile e


con coperchio.
I rifiuti raccolti vanno allontanati
giornalmente ed accumulati nei
cassonetti.
I cassonetti sono svuotati ogni giorno e,
periodicamente, lavati e disinfettati.
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RACCOLTA DIFFERENZIATA

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Essa individua due principali frazioni di
rifiuti da raccogliere separatamente, che

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sono :
La frazione secca, composta da materiali a
basso tasso di umidità, aventi alto
contenuto energetico o riutilizzabili (es.:
plastica, vetro, metallo, carta);
La frazione umida, composta da materiali ad
alto tasso di umidità, facilmente
putrescibili (es.: ceneri, residui di cucina ed 16
alimentari).

MODALITA’ PRATICHE
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Per la raccolta differenziata corretta occorre(rebbe)


procedere così:
Rifiuti solidi e liquidi

 La frazione secca va raccolta in contenitori


separati per plastica, carta e legno e vetro;
 La frazione umida va immessa in cassonetti
appositi;
 I rifiuti pericolosi, composti da pile esauste e
farmaci scaduti, vanno in contenitori specifici;
 I rifiuti ingombranti, formati da mobili,
elettrodomestici etc. vanno alle piattaforme
ecologiche. 17

RIUTILIZZO DEI R.S.U.


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Sono le scelte più intelligenti:


 RICICLAGGIO: riutilizzo senza cambiare le
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caratteristiche del materiale (metallo, vetro,


plastica, possono essere fusi e riutilizzati);
 RECUPERO FISICO: riutilizzo con cambiamento
delle caratteristiche del materiale (es.: scorie di
inceneritore usate per massicciata stradale,
rifiuti organici usati per produrre concimi col
metodo del compostaggio);
 RECUPERO ENERGETICO: trasformazione di
rifiuti ad alto potere calorico in energia elettrica
e/o acqua calda.
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SMALTIMENTO DEI R.S.U.

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Lo smaltimento mira alla completa
MINERALIZZAZIONE dei R.S.U., cioè

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alla loro riduzione in molecole
elementari (C, N, O, H) che, immesse
nell’ambiente, rientreranno SENZA
RISCHI nei cicli ecologici naturali
Esso permette anche di allontanare i
possibili danni alla salute ed
all’ambiente, ma senza riutilizzare i
R.S.U.
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SMALTIMENTO: METODI
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Sono VIETATI alcuni sistemi pericolosi,


come la discarica in mare o la discarica
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incontrollata sul terreno.


Sono consentiti dalla legge la discarica
controllata, il compostaggio e
l’incenerimento.

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DISCARICA CONTROLLATA
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È un impianto di smaltimento dei rifiuti in


cui il materiale viene accumulato e
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coperto da strati di terreno, in modo che si


inneschi un processo di fermentazione
anaerobica con modesto aumento della
temperatura e produzione di gas (metano
e anidride solforosa).
Il processo completo dura da 25 a 30 anni.

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SCHEMA DI UNA DISCARICA

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RISCHIO AMBIENTALE
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Il principale rischio prodotto da una


discarica è che l’acqua che filtra
attraverso i rifiuti (PERCOLATO) possa
inquinare il terreno e/o le falde
sottostanti alla discarica.

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AZIONI
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Va costruita una barriera fisica sul fondo


della discarica (fondo impermeabile);
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Vanno drenate le acque superficiali che


scorrono sulla massa dei rifiuti (canali di
scolo e raccolta della pioggia);
Va raccolto e depurato il percolato, che, per
definizione, è un rifiuto tossico e nocivo.

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IL PERCOLATO

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Si tratta di una miscela di sostanze
chimiche di ogni genere, anche tossiche

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(es. residui di smalto, vernici, solventi,
farmaci etc.) che si possono combinare tra
loro anche in modo imprevedibile;
Va raccolto, allontanato e trattato in
impianti di depurazione uguali a quelli
usati per gli scarichi industriali.

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PANORAMICA DI UNA DISCARICA IN FASE


DI PREPARAZIONE
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IL BIOGAS
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La fermentazione anaerobia produce biogas,


composto da metano, idrogeno solforato ed altre
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forme gassose.
Il biogas può essere una potenziale fonte di
incendio oltre che di cattivi odori e di danno
potenziale alla salute.
Esso, pertanto, va allontanato, mediante una rete
di tubazioni impiantate nella massa dei rifiuti,
che raccolgono il gas e lo convogliano a bruciatori
o torri di dispersione.

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DESTINO DI UNA DISCARICA

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La discarica, una volta
riempita, viene chiusa

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ed il suolo viene
piantumato. Ma la
raccolta del gas e il
controllo delle falde
sottostanti dovranno
continuare ancora per
molti anni.
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IL COMPOSTAGGIO
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E’ un insieme di processi naturali di decomposizione


dei materiali organici.
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In natura questi processi avvengono nei boschi dove


il lavorìo dei microrganismi “spazzini” conduce
alla decomposizione della sostanza organica ed
alla sintesi di una famiglia di composti chiamati
comunemente "humus".
Dalla fermentazione aerobia dei materiali che
compongono la frazione umida, secondo un
procedimento industriale che sfrutta processi
naturali, si ottiene un concime chiamato
“compost“. 29

PROCESSO BIOLOGICO
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Si tratta di una fermentazione aerobia della


matrice organica, che in 6-8 mesi porta a
mineralizzazione completa con stabilizzazione
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igienica; essa richiede:


 Di triturare e mescolare i rifiuti, per rendere
omogenea la massa ed aumentare la superficie di
contatto con l’aria;
 Di aggiungere acqua (se non piove);

 Di rimescolare la massa, per mantenerla


omogenea ed aerata.
Il processo genera calore, e quindi tiene lontani
insetti e roditori! 30

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COMPOSTAGGIO: SCHEMA

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Rifiuti solidi e liquidi
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CICLO DEL COMPOSTAGGIO


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Rifiuti solidi e liquidi

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COMPOSTAGGIO DOMESTICO

Esistono oggi anche dei


“micro” impianti di
compostaggio, da
tenere in giardino.
Essi consentono di
trasformare i rifiuti
organici di casa in
materiale che può
essere immesso nel
terreno senza rischi.

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12/08/2009 Rifiuti solidi e liquidi 33

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INCENERIMENTO

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Un impianto inceneritore deve essere posizionato
lontano da centri abitati e tenendo conto dei venti

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dominanti.
Possono essere inceneriti tutti i tipi di rifiuti, ma se
hanno basso potere calorico (es.: molta frazione
organica) occorre aggiungere carburante ed i costi
aumentano.
L’incenerimento produce fumi tossici: la plastica
bruciata produce diossina, ed occorrono impianti
complessi e costosi per evitare che ciò accada.

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INCENERITORE: SCHEMA
L’inceneritore è un sistema efficace e sicuro ma
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complesso e costoso, ed andrebbe riservato al


trattamento di rifiuti di tipo particolare (es.:
Rifiuti solidi e liquidi

tossici).

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NEL COMPLESSO…
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VANTAGGI: SVANTAGGI:
 Riduce il volume dei  Alti costi di
Rifiuti solidi e liquidi

rifiuti; realizzazione;
 Recupera energia (se i  Necessità di gestire il
rifiuti hanno un buon rischio di fumi tossici
potere calorico); (trattamento e
 Bassi costi di gestione controlli);
(solo nel caso di cui  Smaltimento ceneri
sopra) residue.

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RIFIUTI LIQUIDI

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Sono le acque “usate” che sono, per definizione,
inquinate o contaminate.

Rifiuti solidi e liquidi


Definite anche come acque reflue o liquami si
distinguono in:
 ACQUE NERE: da lavaggio domestico, con feci,
urine, detergenti, residui di cibo;
 ACQUE BIANCHE: da lavaggio stradale,
pioggia, fontane pubbliche;
 REFLUI INDUSTRIALI: da attività produttive,
spesso con residui chimici e/o tossici.
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ALLONTANAMENTO
L’allontanamento delle
acque reflue dalle
abitazioni è un problema
che è stato affrontato e
risolto sin da epoche
molto lontane.
La “cloaca maxima” a
Roma è un esempio di
fogna unitaria, che porta
via acque bianche e nere
mescolate assieme.
Cloaca maxima 38

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TIPI DI FOGNA
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Ne esistono tre tipi.


 UNITARIA: richiede canali di grande diametro,
Rifiuti solidi e liquidi

le acque bianche e nere sono sempre mescolate;


 SEPARATA: ha canali separati, più grandi per le
acque bianche, che non si mescolano mai a quelle
nere;
 MISTA: ha canali unici, in cui vanno anche le
acque bianche, ma oltre una certa portata di
acque bianche (es.: pioggia molto forte) una parte
di esse viene deviata direttamente in fiumi o a
mare.
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FOGNA STATICA
E’ un tipo di fogna
che raccoglie e
smaltisce i liquami,
tipica di case singole
o piccoli centri
lontani da reti
fognarie moderne.
Un esempio tipico è la
vasca o fossa
IMHOFF. 40

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SMALTIMENTO DEI LIQUAMI


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La legge n. 319 del


1976 impone lo
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smaltimento dei
liquami per mezzo
di DEPURATORI,
che sono impianti
specializzati nella
mineralizzazione
dei rifiuti liquidi.
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DEPURATORI CHIMICI
Il processo di depurazione avviene in
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impianti chimici, simili a fabbriche, in cui


si procede aggiungendo alle acque reflue
Rifiuti solidi e liquidi

reattivi chimici che distruggono o


neutralizzano le sostanze inquinanti
presenti nelle acque e/o facendole passare
attraverso filtri.
Questo sistema è molto complesso e costoso, e
viene riservato quasi solo alla depurazione
di reflui industriali (es.: acque con cromo,
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piombo, pesticidi etc.).

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DEPURATORI BIOLOGICI

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Il processo BIOLOGICO avviene facendo
agire nell’acqua reflua BATTERI AEROBI

Rifiuti solidi e liquidi


(vedi “compostaggio”) che degradano tutte
le sostanze organiche a molecole semplici
(acqua, biossido di carbonio).
Gli impianti sono tipicamente “fattorie” di
grandi vasche rotonde, con pale di
agitazione. Questo sistema è usato per i
REFLUI URBANI, miscele di acque
bianche e nere che non contengono 43
sostanze tossiche (di solito).

Un depuratore biologico
FASI DI UN opera, in genere, con
DEPURATORE due livelli di
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BIOLOGICO trattamento, primario e


secondario.
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FUNZIONI DEI TRATTAMENTI


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PRETRATTAMENTO: allontana i materiali grossolani,


le sostanze oleose e le particelle solide (sabbia);
Rifiuti solidi e liquidi

TRATTAMENTO PRIMARIO: riguarda il materiale


sedimentabile (quello che a riposo cala sul fondo,
composto da residui di alimenti, escrementi etc.). Esso
forma un “fango primario” che viene trattato in modo
anaerobio;
TRATTAMENTO SECONDARIO: riguarda il liquame
“chiarificato” che viene trattato in modo aerobio, con
aggiunta di aria ed agitazione. Da questo liquame
residua un “fango secondario” e acqua pulita ma ricca
di ammoniaca, che viene depurata in un ulteriore 45
trattamento (“terziario”).

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SCHEMA DI UN DEPURATORE

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