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Fulvio Rampi Massimo Lattanzi Manuale di canto gregoriano con una sintesi liturgica ai Réginald Grégoire E.LM.A. Editrice Internazionale Musica e Arte 1991 | @ siauioreca ca VATORTO Soni CLE a "o. a ay PREFAZIONE La prima forma di notazione musicale del mondo occidentale si trova in codici databili al X-XI secolo. In quei pil antichi manoscritti é testimoniato un repertorio di canto liturgico sostanzialmente unitario e comune a tutta V'Europa cristiana: @ il canto note come gregoriano, che fu ed & ancor oggi, di diritto, se non di fatto, canto proprio della liturgia romana (secondo Fespressione della Costituzione liturgica del Concilio Vaticano II, Sacrosanetum Concitium, art. 116). Come si sia giunti a questa unita dalla varieta liturgica, nonché culturale ed etnica in genere che caratterizzd i primi secoli del Cristianesimo, in altre parole, quale sia stata la realta prima della notazione, é il quesito preliminare di una presentazione storica del repertorio gregoriano. Tl manuale prende cosi avvio dall’esposizione sintetica delle principali ri- costruzioni proposte dagli studiosi relativamente alla fase precedente la com- parsa dei primi codici; ma studio del canto gregoriano significa soprattutto studio delle pit antiche fonti, ovvero dei manoscritti neumatici del X ¢ XI secolo. Il fatto che storicamente segnd l’inizio di questi studi fu la fondazione, per iniziativa di André Mocquereau, monaco di Solesmes, della Paléographie Mu- sicafe, monumentale serie di riproduzioni dei pill importanti codici neuma- ticl. Apertasi nel 1889 nell’Abbazia benedettina francese di Solesmes, il centro. dal quale ebbe origine la resiaurazione del canto gregoriano, la pubblicazione prosegui a Tournai, in Belgio, quindi dal 1974 presso I'Editrice Lang di Berna: annovera a tutt’oggi ventidue volumi, La Paléographie Musicale concretizzd il convincimento di Mocquereau, espresso nell’introduzione generale, della insostituibilita della lettura diretta delle fonti neumatiche: il loro studio veniva posto a Paragone con lo studio di altre fonti quali gli seritti dei teorici medioevali, dei Padri della Chiesa, dei liturgisti, degli scrittori di cronache dei monasteri e delle chiese, per far risaltare come, privilegiando i manoscritti con notazione musicale, ci si po- tesse fondare su fatti conereti, abbandonata Pincertezza delle ipotesi. Negli ultimi trent’anni, in particolare, si é perfezionata la disciplina che ha come oggetto lo studio, attraverso l'esame comparativo, del significato dei segni manoscritti: é la semiologia gregoriana fondata da Eugéne Cardine (1905-1988), anch’egli monaco solesmense. Con la semiologia, l’accostamento alle antiche notazioni diventa sistematico, rigoroso: l'idea di Mocquereau, che Si cra arenata in compromessi e metodi dimostratisi arbitrari (seppure dettati bd dal comprensibile entusiasmo e dalla necessita di rimettere in uso le melodic), trovd con Cardine e con la sua scuola V'affermazione decisiva. Questa trattazione vuole dunque essere anzitutto una presentazione del canto gregoriano dal punto di vista semiologico: Ia collaborazione fra i due autori si fonda sulla comune convinzione, maturata in anni di amichevoli seambi di idee, che la semiologia gregoriana, intesa correttamente, in senso lato, pud dda sola dar ragione della gran parte degli aspetticostitutivi del eamto gregoriano, TI metodo di studio semiologico, fondato sulla comparazione dei manoseriti, informa tutta lesemplificazione, condotia sul confronto essiduo di lmeno due testimonianze, fra le pil fedeli, della tradizione: quella sangallese, con { suoi rappresentanti pid antichi, ¢ quella metense, costituita dal codice 239 della Biblioteca municipale di Laon. II ricorso al confronto fra le due scuole di notazione @ ormai consolidate dopo la pubblicazione del Graduale Triplex (Solesmes 1979), che propone, appunto - rispeitivamente al di sopra ¢ al di sotto del tetragramma - la trascrizione del manoscritto metense ¢ dei pitt an- Tichi codici sangellesi. Jn tal modo il lettore @ condotro @ comprenciere nei fauii i concetio del chiarimento che le varie famiglie di notazione operano Yuna nei confronti dell’altra, e tutte rispetto all’unica tradizione delle melo- ie; egli viene, al tempo stesso, tenuto lontano dal possibile malinteso di con- siderare ogni singola notazione come fonte esclusiva e a sé stante di dati, ner cosi dire, di solfeggic ¢ in genere di esecuzione. Mustre precedente del metodo di studio proposto é la recente Einftihrung in die Interpretation des Gregorianischen Chorals di Luigi Agustoni e Johan- ‘nes Berchmans G8schl (Regensburg 1987): nei confronti di questi studiosi, ali autori si sentono, per molti versi, debitori. ‘La comparazione fra i manoscriti é stata, in taluni casi, estesa oltre le due consuete testimonianze: questa estensione diventa sistematica nel dare conto ci progressi comipiut) dagli sti sulla versione melodica dei canti, Nel ca pitolo dedicato a tale argomento si trova infatti une presentazione dei prin- Cipali estimoni delle varie scuole di notazione. Questo eapitolo raccoglic, fra altro, il materiale di due tesi ¢i magistero in canto grcgoriano (conseguito presto il Pontificio Istizuto Ambrosiano di Musica Sacra di Milano, relatore Fulvio Rampi), test elaborate da Angelo Corno ¢ Giorgio Merli, Liaccurato lavoro di Como e Merli ha inoltre portato alla compilazione detle tavole neu- matiche che costituiscono parte integrante del capitolo stesso, una compila- zione che, per vari aspetti, @ stata condotta su tavole non pubblicate predi- sposte da Rupert Fischer, peri corsi di canto gregoriano tenuti ad Essen (Ger- mania), Gli autori ringraziano sentitamente Rupert Fischer per ever consen- vn tito la pubdlicazione di questi sunti grafici dei suoi approfonditi studi, dopo averli pazientemente riveduti. Preoceupazione costante nel corso della tratiazione semiologica & stata evi- ‘are il rischio della frantumazione de! repertorio nei singoli casi considerati. (Ogni qual volta stato possibile sié cercato cosi di ricostruire la sottile trama dei rapporti fra le melodie, overo di ricondurre i vari frammenti melodici alla vera matrice comune di tutti i canti: le formule. Un capitolo é stato per~ tanto dedicato quasi esclusivamente alla presentazione della tecnica formulare delle composizioai gregoriane, nella convinzione che essa rappresenta il prin- cipio costitutivo del zepertorio ea base di un serio accostamento ai suo studio. Accanto, o megiio,allinterno della disciplina semiologica si pone ¢ si com- prende la nuova concezione della modalita, della quale nel volume si tenta almeno una visione sintetiea, rinunciandosi comunque, dato il carattereisti- tuzionale dal testo, ad-un approfondimento di questo particolare ramo degli studi, La trattazione della questione modale, sostanzialmente connessa al ca- pitolo che affronta i problemi coneernenti la salmodia, si fonds sui pit ag- iornati studi in materia condotti in particolare da Jean Claire, monaco di Solesmes, eda Alberto Turso. Dai loro contributi emerge 'importanza di uno studio del canto gregoriano da realizzersi alla luce del fatto modale, non in- {eso a fissare schemi, ma per cogliere le peculiarita di ordine strutturale delle melodie. ‘Nellclenco delle rinunzie imposte dal taglio del manuale si deve porre an- cora latrattaaione delle forme del canto gregoriano ede loro sviluppo storieo- liturgico, specie per quanta riguarda il repertorio del Ufficio; peri canti delle ‘essa cisi@ limitati ad un cenno al fine di chiarite, quanto meno, quale posse essere I'esecuzione proponibile oggi dei canti stessi Il lettore che desideri ap- profondire questi aspetti trovera comungue nella bibliografia cfrata in nova una prima guida ‘La fenomenologta liturgica (Capitulo 11) & state affideta alla riconoseiuta esperienza di Résinald Grégoire, al quele va tutta la gratitudine degli autori per aver accettato l'invito alla collaborazione, Nel manuale non poteva man- care quesia sezione, se @ vero che si deve riconoscere nella musica sacra, dun- que nel canto gregoriana, canto sacro per eccellenza, un elemento costitutivo essenziale di tutta Pazione litutgica, In ogni sua parte i] manual vuole soprattutto accostare il lettore alla di- ‘mensione pia profonda del canto, ovvero al rapporto con Il testo sacro. Si érinnovata oggi, sopratturto grazie agli studi di Godetard Joppich, la coscienza della conaessione con la Parola, alla luce dei fet evidenziatidallo studio se- va jologico. Si pud parla, in molt cai, del valoe simbolicoassunto di neumi rispetto alla Parola; & certo pecd che nel rapporto oni testo sasro ste- prima ancora della dimensione spiituale che potrd essere colta dal eredente- la vera matrice culturale del canto gregoriaac. Dé ultimo, il manuale aftronta in un’appendice la questione del?accom- pagnamento del canto gregoriano, ovvero, con termine preferibil, della sua armonizzazione. ’ergomento stesso, come viene pitt volte precisato, i fonda s0 concezioni erate del canto grezoriano: tra le numerose farzature delle quali & stato tradizionalmente oggetto va. senz'liro anmoveraia la pratica dell’secompagnamento orgenistico. La sole ragione che ha consigliao di trat- tarne é a realté dei Conservator di musica: gli alliov det corse organo prin cipalee complementare devono infatt sostenereesami che prevedono tale prova soritta © pratica ‘La preparazione del manuale @ stata certamente propiziata dal fatto che entrambi gli autori risiedono in Cremona, sede dell’Associazione Internazio- nale Studi di Canto Gregoriano (AISCGre), Porganismo che ha per scopo staturario Ia diffusione dell'accostamento semiologico al canto gregoriano. AllPamico Nino Albarosa, Segretario dell’Associazione, gli autori sono cor dialmente grati Cremona, 6 gennaio 1991 Fulvio Rampi Massimo Lateanzi Vu INDICE GENERALE PREFAZIONE .c.occecnssvasennernees AVVERTENZA sites — CAPITOLO I: INTROBUZIONE STORICA ss Prima deta notazione: lle crigini del canto cristiano. Origin’ det canto gregotian© oon one non La Chiesa di Gerusalenime _ = Le traditione greco-bleanting ~ Le litursie occidertali. Cenno sul canto ambrosiano ... = Teanto romano antico na + Th rualo di Gregorio MegHO ooo convene =F manoscrit| deli" “Antiphonale Missarum Sextuplex’” ed alire SPORE oon nennnseneensn Conetusionesuile origin, la tradizione orale. if repertorio al'ap- pare della nowzione a La notazione _ 7 Distinaione tra codiei edtastemseute: e ctastematici _ = Neuma:signifiato de! termine. J nomi dei neumi {La notazione attuale coon Le aciueltediaioni di canto gregoriano . SU igo @ te chia... zi 7 La guide feustos) 2 i: 2 Alter e24008 oo Stanghette . en Leasterisco e le crocerie ia Le grefie fondamencait ‘ ont = Necgrafle — oe nn I segat riemict a Solesmes = % Origine dei noun... + Le Jamiglio neumation? oo. “J pit important manoscriti Elementi di classiicazione delle scriture neumatiche «Libri liturgicie raccolte di cant: conno -_ = NOt ovens tn se CAPITOLO I INTRODUZIONE ALU ESTETICAGREGORIANA pag. 63 Ore canon ghe nnn vonnn PA AB Un primo accostamento allo stile micodica > 8 = Lodi e Vspri, nel Fito 1OMANO serene > 164 \ «= Lestensione delle melodie ali interval 0... >» 6 + Mattutino festiv0, nel ri FOMERO cooronennnnnn > 164 © GI th melodict eeennrnsnnnrnnnnesnnnnencomnen 66 + Mattutino feria, nel Fito rom@n0 -..onnormnnnes » 168 {a tenica formulae cenenenn 8T Lodi feria, nel rito romane: elenco dei salmi >» 165 "La eostlucione del reperorio ttreverso le forme nT + Lodi delle domenica, nel rite romeno > 16 + Le principali modification delle formile oon > «Salat dei Vespri, nel rito ramano 166 =F procedimentt composi tpi nvm > 78 Salrai per aicune solennita, nel rito romano > 167 = Melodtetip0 nvnemnsonnnnnnennsnennneee » 8 Rite monastico: mattuttno a > 18 = Melodie-centone oynvonenevennnnennn —— & B = Rito monastic: oat : » 168 = Melodie original semen 80 = Rito monastic: prima a > 169 = La semiologia gregoriana come scienza dell formule >» a = Rito monastic: ore minorl di Terza, Sest, Nona » 9 = Le formule a confronto con le pi entice font > 8 = Rito monastice: vespri _ > 170 | = Farmule ¢ cadence (premessa) - > 88 = Rito monastce: comple 2 > 190 | = Cedense evitate..n >» = Salmi groduali ee » 170 spot modal... >» 8 = Solmt del vesprt det defn : > om Promessa = » 98 = Salmi del Comune delle Feste della Madonna (vespri) mw > om ; Dalla medatita arcaica ala modalita evOLuCE ween > ® = Sam penltenzeit esses me > om = Modalita ¢ procediment! composiivi - » 105 1 ibe orgie net ito FoMaNO ens meses; pT | canti della Messa os ~ 9 108 = Now oe 7 » om Promessa = - 108 | Introito ia a) CAPLTOLO TV: TL NEUMA MONOSONICO one > 1» Greduale ae » ol = Neume ed elemento newnticd ooo = » 19 Alle on _ >» Le grafie songilesi ce 180 \ = Tractus cee > 13 + Aleuni casi particolari . > 188 + Ofjertorio me -_ » us ‘hactulusinctinato ~ > ie = Communio a >» 120 = Punctum ¢ orisus ae = Note eae ee » 20 «Le grafie meters - ws > 186 | = Lepiseme a > 187 CAPITOLO Il, LA REALTA LITURGICA ... » ws ‘Le tere : - > ie itangl © Ft woe meneeeennrer rn > a7 - Alewne osservazioni sulle letere —— > 12 ‘Una festa jn-canto ~ cee > 9 = Bzecuzione del nema momosontco > 97 \ La calebrazione del tempo ~ ~ > im «ssa dela noreione come indice Gell etascid dei valori > 198 ‘Antifone intritalide'anno litargice romano (I) wan—naeonnenes 136 La natura dei neu: monosoniel considera cttaverso if mano | ‘Aton intial del’anno Burgeo romano (I. » we serio at Hartker = > 2m Sirucura textual della Cslebrazione Encaristicn Romana wercon 9152 = Casistioa del newma MOnasonicd oon. > 208 | La celebrazione del giorno - » 186 a funcione ondinatrice della noteciore alla luce del'uso deta | iain cxnate del'popolo dl Dio seca > 189 lettara metonse “ugete” fra due uncind iS0lti wovenwonvenen DE = » 2s | Schema del giorno liturgico .-saenne ne a > 183 = Coniesti procitct moi | x xi = Intonazioni 0 retnconaziont ics = Brevi passage! sllabel fra due poli melodico-rerbai = Pussazgi interamente ftuld! ee = Un confionto sinttico fra Laon e S. Gallo: vantazg’ e svanaggi delle due scuole di notaZt0ne senincat + Dall‘enatsi a ura formula la prova detialogica nelle digferencia- ‘lone det sent = = neuma monosonico e la composicione gregoriana = Now CAPITOLO Vi. PES ceo a = Grafie oo + Le oltre grafie di pes zs . La nanura ritmiea del pes . - + Argomenit riguardanti tl pes quadrats cc. + Argomenti siguardantl tt pes rotondus. - Note CAPITOLO Vi: CLIVIS . = Note CAPITOLO VIE: SCANDICUS soencecsusceen + Scandicus @ quattro e128 oo. SN ore CAPITOLO VIII: L ARTICOLAZIONE DEL NEUMA, ‘Stacco iniiate i Seacco finale = + Stace ail aCUt9 + Stacco al'acuto ¢ al grave in contesit unizonich + Stocco @ mieté sata © a meta alscesa ‘Stacco newmatico ¢ articolezione .... = Note .. * CAPITOLO IX: NEUMI DI CONDUZIONE Quilisma Quito ~ Pe HS OLQI0 oo oernn nme = Scendicus quilmatioo ... + Alize grafie con guilisma XU Pag. 234 ‘riscus con conduzione al grave... Pressus maior... one Browns minor scsiseacscnatriaattnanstaoartt = Virga strata = Virge strata isolate ali”unisono = Virga streta formante pes semitonele — = Virge strata in campos:2ione ..ernernnesnnn : Otiscus _ = Oriseus fsolaro oe = Oriseus (x composizione a! termine di un newma discendente = Oriscus in eullminanza melodica = Oriseus ta due element! newnatici + Oriseus tiguescente Oriseus con conduzione all'2cuto es quasss en ~ Pos quessus isolato reeeceonencui : = Pes quassus in composizione. S;CUS eee noon . = Saliews ell unisono + Salicus in composizione oe sense = Salious a quatre AC vn © PRS SAE onsen = Nore CAPITOLO X: CLIMACUS ..... + Gratie semplici sc + Alire srafte = Note a CAPITOLO XI: TORCULUS + Aspetto melodieo .... . = Aspelto ritmico it GAlI0 soreness T torculus in Leon .. oe ‘Torculus con articolazione fnele complessa Toreulis di iROn@ziORE oo rcneennnnesevinuninenneeneinnn Toreulus di preparasione d'cccento Toreulus di articolazione verbal. cc1n ee - + Toreils in composivione vorusernnnernsnnsnn 364 364 368 32 37 374 376 377 378 380 382 385 387 388 389 301 395 337 402 403 405 410 43 225 a7 28 430 435 436 436 49 as 446 XU Note so CAPITOLO XII: PORRECTUS .... = Note XCAPITOLO XIII: MOVIMENT! MBLODICI FONDAMENTALI La ripercussione _ a Stropha ¢ grappi strofiei ~ - Siropha ail'inizio di un newma 0 In contesic ascendente += Siropha d'appostzione - i oe = Suropha tra dus elementi newmeticl secre ~ Casi particolari i “Trigon = Bivirga © wivirgs — - = Bivrgee trivirga nela notazione quadrote « Bivirge isolata sopra una sillabe «= Bivirga 2 trivirga tn compastzione = New suisoni format dela combnazione di vies (0 bvirga) @ stropkae Movimento melodico i pes (erafie) “Anolisi delle grofie Movimento melodica ai clivis (grate) esas = Analisi delle graff os. . Movimento melodico di torculus (grafie) uc nmrninne nen Anolis delle grefie Movimento melodico di portectus (graf)... . + Analisi delle grafie - Nowe - X.CAPITOLO XIV: FORME SVILUPPATE DEI NEUMI FONDAMENTALI ... cnn Movimento fleas .. Porrectus flexus Scandicus ¢ scandicus Alexus Movimeate subbipunctis es cubbipunctis Porrectus subbipanctis, mee ‘SeandicUs SUBDIPUNELS eoeorreeeeenn co Movimento resupinus 2 xiv 450 431 459 401 462 462 an 414 a8 416 «8 489 490 41 436 500 503 308 507 508 su 312 518 sig 520 323 533 524 su 529 329 532 535 336 ‘Torcalus resupinns + Altre forme resupine di neu semplict © Clin ges PRSUPRIE ootnnennnrnnenns + Pressur maior resupinus a orme resupine di neami subbipunctls ¢ Nexas = NOE soso CAPITOLO XV: LA LIQUESCENZA Grate Tiquescenti © CPHL CUS ove _ Epiphomis o ce ~ Ancus = La liquescenza nelle notacione quadrats or... + Altre grafieliquescentt a Liquetcenza ¢ melodia .. Liquescenza e ritmo = Torculus di articolacione verbale + Tareulus di intonazione ri ‘Torculus di preperazione d'accento Torculus in grajta semplice + Note ‘CAPITOLO XVI LA VERSIONE MELODICA DEL CANTI [La questione Gel Si © G21 Min neeeeennennn La questione del Si bemolle Codici della famiglia sangallese Codice Laon 239 Codice Chastres 47 (Ch) Tavola dei neu: del cod. Ch 47 Codice Angelica 123 (RA) = Tavola det newrnt del cod. Angelica 123 Codice di Mont-Reaaud (N) oom ~ Ravola dei neumi del cod. Mont Renaud 1 codich beneventani Bw 33 ¢ Bv 34 = Tavola det neurnt del cod. By 33 = Tavola dei neumt del cod. By 34 1 codici della femiglia aquitana (Albi e St. Yrieix) = Sk Yee + Albi a 7 pag si 539 539 540 3a 543 sas 546 548 350 351 352 354 se 367 sm sm 5m SB 315 579 590 393 on 63 67 619 oat os os 03 62 638 60 ot xv + Tavote cet neurm de cOdiC€ AIDE (AN) con eenon-wneonene Codice Graz 807 (KlosterneubUtg) cn a + Tavote det neumi del cod. Graz 807 (Kl) = Codice Montpeller «489 (MIP) o-oo a Introite ““Loquetur Domine?”